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I conti spingono le azioni di Brunello Cucinelli in Borsa. E il patrimonio della famiglia sale di oltre 200 milioni

16 Ottobre 2026 ore 14:05

Giornata da incorniciare per le azioni della casa di moda italiana Brunello Cucinelli, che stanno volando a Piazza Affari, confermandosi subito le migliori dell’indice Ftse Mib. Motivo: la pubblicazione dei dati relativi ai ricavi dei primi nove mesi del 2026.

Il rally dei titoli in Borsa ha avuto un impatto immediato sul patrimonio della famiglia di Brunello Cucinelli che, secondo la classifica real time di Forbes, è salita in un giorno di oltre il 5%, circa di 2o1 milioni di dollari, a quota 3,7 miliardi di dollari.

I ricavi dei primi nove mesi

I numeri relativi al fatturato dell’azienda sono stati decisamente positivi: nei primi nove mesi dell’anno Brunello Cucinelli ha registrato ricavi pari a 1.123,6 milioni di euro, in crescita del +13,3% a cambi costanti e del 10,2% a cambi correnti. Nel corso del terzo trimestre, il balzo del giro d’affari è stato pari a +13,5% a cambi costanti, a quota 374,2 milioni. La soddisfazione per i ricavi è stata tale da portare la società a rivedere al rialzo le stime per tutto il 2026, passando da una previsione di una crescita a cambi costanti attesa per il fatturato pari a +10/11% a una pari a +12%.

I risultati annunciati dalla casa di moda hanno messo in evidenza la forte crescita del canale retail, pari a +19% nei 9 mesi a cambi costanti, e di ben il 17% nel terzo trimestre. La crescita del wholesale è stata pari nei primi nove mesi a +4%, a conferma di un “risultato sempre molto solido”.

Le aree geografiche e la Cina

L’andamento dei ricavi si è confermato molto positivo in tutte le aree geografiche, con vendite a cambi costanti che hanno messo a segno un rialzo del 20% nelle Americhe, del 7% in Europa e del 14% in Asia. Il contributo della Cina è stato considerato “significativo”.

A spiccare è stata proprio la performance nel Paese asiatico, dove Brunello Cucinelli è riuscita a crescere nonostante il rallentamento della domanda che sta penalizzando diversi gruppi internazionali del lusso. Lvmh, per esempio, ha registrato nel terzo trimestre un calo del 5% delle vendite della divisione moda e pelletteria, risentendo proprio della debolezza del mercato cinese.

La stessa Brunello Cucinelli ha indicato invece la Cina come uno dei principali motori di sviluppo dell’area, sottolineando la crescita delle vendite e il contributo sempre più rilevante del retail. Così l’azienda: “la Cina continua a rappresentare uno dei principali motori di sviluppo dell’area, con vendite in forte aumento e un contributo del Retail che assume progressivamente maggiore rilevanza sui ricavi del Gruppo”. Il gruppo ha ricordato a tal proposito che si appresta a inaugurare in occasione dell’evento di Shanghai la Casa Cucinelli, in una “delle dimore storiche più prestigiose della città”.

La strategia: lusso senza logo

Il presidente esecutivo e direttore creativo della Casa di Moda Brunello Cucinelli ha commentato la performance registrata dall’omonima azienda ricordando i pilastri della strategia del gruppo: “Crediamo che l’immagine del brand a livello mondiale rappresenti ciò che da sempre desideriamo, e cioè credere nel lusso assoluto, senza logo”. Il manager, che è il 1166esimo uomo più ricco del mondo secondo la classifica di Forbes, ha confermato la contrarietà al perseguimento della notorietà di massa, ricordando il punto di forza del business, a suo avviso rappresentato anche dal “controllo del brand da parte della famiglia”.

Il re del cashmere ha così ha detto di aspettarsi per il 2026 “un sano profitto”, mostrandosi fiducioso sulla capacità di conseguire “anche per il 2027 una sana crescita intorno al 10%”. Menzionati inoltre “gli ottimi risultati delle collezioni Uomo-Donna Primavera-Estate 2027”, e i “favorevolissimi giudizi espressi dalla stampa in occasione della Fashion Week in Milano lo scorso settembre”.

Piazza Affari ha premiato il titolo guardando anche alla capacità della casa di moda di battere se stessa. I ricavi incassati nel terzo trimestre, pari a 374,2 milioni euro, hanno messo infatti a segno una crescita leggermente superiore alle attese iniziali del gruppo.

Le sfide future

Guardando avanti, Brunello Cucinelli ha segnalato l’importanza di preservare l’identità del marchio attraverso prodotti di elevata qualità artigianale ed esclusività. La strategia continua inoltre a prevedere collezioni contemporanee, evitando formule evergreen che, secondo l’azienda, potrebbero accelerare l’invecchiamento del brand.

La crescita dei ricavi e il rialzo delle stime confermano il buon momento di Brunello Cucinelli. A questo punto il gruppo dovrà dimostrare di riuscire a crescere anche nei prossimi anni, senza perdere quell’esclusività che distingue il marchio, proprio mentre altri grandi nomi del lusso devono fare i conti con una domanda più debole, soprattutto in Cina.

L’articolo I conti spingono le azioni di Brunello Cucinelli in Borsa. E il patrimonio della famiglia sale di oltre 200 milioni è tratto da Forbes Italia.

Tumori del sangue: ora la sfida è assistere chi vive più a lungo

14 Ottobre 2026 ore 09:00

Cinquant’anni fa, quando nasceva Ail Milano Monza Brianza, una diagnosi di leucemia o linfoma significava molto spesso avere davanti poco tempo. Oggi molti pazienti guariscono e altri convivono per anni con la malattia grazie a terapie mirate, immunoterapie, anticorpi bispecifici e Car-T. Una rivoluzione che, insieme alle possibilità di cura, ha trasformato anche i bisogni delle persone. Ma il sistema sanitario non è cambiato alla stessa velocità.

È da qui che Federica Fiorani, presidente di Ail Milano Monza Brianza, guarda ai prossimi anni dell’associazione, che nel 2026 celebra mezzo secolo di attività. Fondata nel 1976, Ail Milano Monza Brianza ha ricordato i suoi primi cinquant’anni con l’incontro “50 anni accanto ai pazienti. Ricerca. Cura. Futuro”, che ha riunito a Milano medici, ricercatori, volontari, pazienti e caregiver per ripercorrere i progressi dell’oncoematologia e, soprattutto, interrogarsi sulle sfide ancora aperte.

«Il bisogno di assistenza è cambiato quanto le cure, ma non si è ridotto. Si è trasformato e, per molti aspetti, è diventato più complesso», spiega Fiorani. Se in passato l’assistenza era concentrata soprattutto sulla fase acuta della malattia e sull’ospedale, oggi esiste una popolazione nuova di persone che vive a lungo con una patologia ematologica o con le conseguenze delle terapie. «È una conquista straordinaria. Ma ha creato una popolazione nuova e il sistema sanitario non si è ancora del tutto organizzato per loro».

Uno dei nodi principali è proprio ciò che accade quando il paziente torna a casa. Molte terapie sono ormai orali e possono essere assunte per mesi o anni senza ricovero, ma questo trasferisce sul paziente e sulla famiglia una parte della gestione della malattia: dagli effetti collaterali alle possibili interazioni con altri farmaci. Il collegamento tra centro ematologico, medico di medicina generale e servizi territoriali rimane però fragile, tanto che spesso è ancora l’ospedale specialistico a diventare il riferimento anche per problemi che potrebbero essere affrontati vicino a casa.

Se dovesse scegliere un solo bisogno al quale ancora oggi non si riesce a dare una risposta adeguata, Fiorani non ha dubbi: «Sceglierei la presa in carico del paziente fuori dall’ospedale». Il sistema, osserva, continua a essere costruito principalmente intorno all’ospedale, mentre una parte crescente dell’assistenza avviene altrove. «Quando il paziente esce dal centro specialistico, spesso non trova sul territorio interlocutori formati sulle sue specifiche esigenze, e la rete tra ematologo, medico di medicina generale, servizi domiciliari e farmacia territoriale funziona più per l’impegno dei singoli che per un’organizzazione strutturata».

Le conseguenze sono molto concrete: anziani e persone fragili costretti a spostarsi per una trasfusione o un esame che potrebbero essere effettuati a domicilio; famiglie che devono gestire una febbre o un effetto collaterale senza sapere a chi rivolgersi; accessi al pronto soccorso evitabili. E soprattutto caregiver sui quali ricade una parte sempre maggiore dell’assistenza: persone che, sottolinea Fiorani, finiscono per diventare «di fatto parte dell’équipe di cura senza esserne riconosciuti».

C’è poi il problema della distanza dai grandi centri. Terapie altamente specialistiche come Car-T e trapianto sono disponibili soltanto in alcune strutture e possono costringere pazienti e familiari a trasferirsi per settimane, sostenendo spese per alloggio e viaggi e rinunciando a giornate di lavoro. È uno degli ambiti nei quali in questi decenni Ail ha cercato di colmare i vuoti: le 21 Case AIL hanno offerto complessivamente oltre 240 mila pernottamenti, mentre dal 2013 il servizio di accompagnamento alle cure ha effettuato 23.300 viaggi. Dal 2021, inoltre, gli Ambulatori Ail presso l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Ospedale San Raffaele hanno garantito 7 mila colloqui di supporto psicologico a pazienti e caregiver.

Vivere più a lungo pone anche questioni che una volta avevano inevitabilmente meno spazio. Chi guarisce o diventa un lungo-sopravvivente può dover affrontare gli effetti tardivi delle terapie, dai problemi cardiologici ed endocrini alle conseguenze sulla fertilità, fino alla fatigue e alle difficoltà cognitive. A questi si aggiungono il ritorno al lavoro, l’accesso a mutui e assicurazioni e il diritto all’oblio oncologico. Per Fiorani servirebbero percorsi di follow-up a lungo termine più strutturati e omogenei.

E con l’invecchiamento della popolazione aumenta anche il numero di pazienti anziani e fragili, per i quali visite frequenti, controlli e trasfusioni possono diventare particolarmente gravosi. L’assistenza ematologica domiciliare esiste già in alcune realtà, spesso grazie anche al volontariato, ma secondo la presidente dovrebbe fare un salto di qualità: diventare «un servizio pubblico strutturale, con équipe dedicate, strumenti di telemonitoraggio e canali di comunicazione diretti tra centro e territorio».

Mezzo secolo in cui l’oncoematologia è cambiata. Non soltanto nella capacità di sconfiggere o controllare malattie un tempo difficilmente curabili, ma nelle conseguenze stesse di quel successo. «Abbiamo imparato a curare molto meglio la malattia», sintetizza Fiorani. «La sfida dei prossimi anni è curare altrettanto bene la vita delle persone che, grazie a queste cure, ne hanno ancora molta davanti».

Foto della nuova casa Ail di Vimodrone

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Cyberattack Hits Hundreds of Supermarket Refrigeration Systems in France

13 Ottobre 2026 ore 19:16
The attack targeted a Danish software system in more than 400 supermarkets, forcing some shops to throw out frozen produce. The attackers have not been identified.

© Fred Tanneau/Agence France-Presse — Getty Images

Empty shelves at an Intermarché supermarket in Névez, France, on Monday, following a cyberattack that caused refrigerators to defrost.
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