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La Nato potenzia in Italia il centro di addestramento per il comando e controllo aereo

16 Ottobre 2026 ore 11:03
La Nato potenzia in Italia il centro di addestramento per il comando e controllo aereo

ROMA (ITALPRESS) – La Nato rafforza la propria architettura di comando e controllo aereo con l’ammodernamento dell’Air Command and Control System Training and Testing Facility (Attf), struttura del Deployable Air Command and Control Centre (Daccc) di Poggio Renatico, nel Ferrarese.

Il centro ha ripreso la piena operatività dopo un aggiornamento hardware e software destinato a migliorare l’addestramento degli operatori e la validazione dei sistemi impiegati nelle operazioni alleate. Secondo quanto comunicato dall’Allied Air Command, a settembre la struttura ha ospitato due attività specialistiche.

La prima ha consentito al personale dei Deployable Control and Reporting Centres di familiarizzare con il futuro sistema Idas, mentre la seconda ha coinvolto il Joint Targeting System User Group nella verifica degli aggiornamenti agli strumenti informatici utilizzati per la gestione del targeting.

L’intervento assume particolare rilievo nell’evoluzione della difesa aerea integrata Nato, dove rapidità decisionale, fusione dei dati e interoperabilità costituiscono requisiti essenziali per contrastare minacce convenzionali e asimmetriche.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Il Pentagono accelera sulla guerra autonoma, Hegseth annuncia tagli

15 Ottobre 2026 ore 08:13
Il Pentagono accelera sulla guerra autonoma, Hegseth annuncia tagli

ROMA (ITALPRESS) – La guerra autonoma diventa una priorità strategica del Pentagono, che punta a istituire entro ottobre 2027 un comando interforze guidato da un generale a quattro stelle. Una trasformazione che punta a coniugare produzione industriale, rapidità decisionale e superiorità operativa, ridefinendo l’architettura militare americana. Intervenendo al convegno annuale dell’Association of the United States Army, a Washington, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha illustrato il progetto Agincourt, destinato a rivoluzionare l’impiego di droni e sistemi robotici. “È il risultato finale di un percorso sul quale lavoriamo fin dal primo giorno”, ha dichiarato, ricordando il miliardo di dollari già destinato alla diffusione dei droni tra i reparti operativi. L’obiettivo è schierare centinaia di migliaia di sistemi d’attacco unidirezionali nel 2026, fino a raggiungere volumi nell’ordine dei milioni negli anni successivi. Il nuovo Autonomous Warfare Command dovrà integrare capacità terrestri, aeree, navali, subacquee e spaziali, garantendone l’impiego coordinato anche in ambienti contesi.

“È questo comando che realizzerà l’integrazione multidominio necessaria per far operare insieme i sistemi autonomi, dallo spazio alle profondità marine”, ha spiegato Hegseth. La riforma si inserisce in una più ampia revisione dello strumento militare, che contempla la riduzione del 20% delle posizioni apicali di generale e ammiraglio e un piano di spesa per la Difesa da 1.500 miliardi di dollari, ancora subordinato all’approvazione del Congresso. Sul versante marittimo, il segretario ad interim della Marina Hung Cao ha confermato che il gruppo della portaerei Uss Theodore Roosevelt, salpato l’8 ottobre, ha integrato un’unità di superficie senza equipaggio, definendola “un moltiplicatore di forza”. Cao ha inoltre richiamato l’impiego di sistemi autonomi nelle operazioni di recupero di aviatori e di contromisure mine nello Stretto di Hormuz. Per l’Aeronautica, il segretario Troy Meink ha indicato nell’autonomia una risposta alla necessità di contenere i costi: “Adattabilità, scalabilità e sostenibilità economica: l’unico modo per affrontare la minaccia è attraverso sistemi autonomi”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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