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Fiamme dolose in due ditte di abbigliamento a Prato, arrestato presunto autore

17 Giugno 2026 ore 10:19
Fiamme dolose in due ditte di abbigliamento a Prato, arrestato presunto autore

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato emessa dal gip di Prato per un uomo, di origine cinese, accusato di essere l’autore di due incendi dolosi che hanno interessato altrettante ditte gestite da orientali a Prato.

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato emessa dal gip di Prato per un uomo, di origine cinese, accusato di essere l’autore di due incendi dolosi che hanno interessato altrettante ditte gestite da orientali a Prato, avvenuti nella notte tra il 12 e il 13 giugno scorsi, uno in via Veneto e uno in via Val d’Aosta. Di “fondamentale importanza”, spiega la procura in una nota, si sono rivelate le “indicazioni collaborative” fornite da due cinesi, dipendenti delle imprese colpite, che hanno permesso di individuare e fermare a breve distanza il presunto autore delle fiamme, provocate utilizzando scatole di cartone trovate davanti a una delle ditte. All’arrivo della polizia l’uomo era già bloccato a terra: gli sono stati sequestrati due accendini e un telefono che aveva con sé. Pensati i danni strutturali subite dalle due ditte, una della quali ha avuto perdite ingenti a causa del fuoco che ha distrutto parte dei prodotti tessili stoccati all’interno dell’azienda. Sul posto per i due roghi hanno operato i vigili del fuoco. L’uomo fermato, al quale è stato poi notificata la misura di custodia cautelare, è stata contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale: durante le fasi del trasporto in questura, a bordo dell’auto della polizia, avrebbe dato in escandescenza danneggiando portiera e vetro posteriore della volante, inveendo con gli agenti e sputando verso di loro.

Ferrari 250 GT Drogo, la Rossa alternativa

14 Giugno 2026 ore 07:00

Ci sono Ferrari che hanno scritto la storia vincendo a Le Mans, altre che hanno dominato nei Gran Premi e poi esistono quelle nate quasi ai margini dell’ufficialità, vetture uniche, strane, persino controverse. La 250 GT Drogo appartiene proprio a questa categoria, qui riprodotta da Tecnomodel in scala 1:18.

Linee audaci da fuoriserie

Già al primo sguardo è evidente che non è la solita berlinetta del Cavallino. Le proporzioni sono basse, tese, quasi sperimentali. Il frontale lunghissimo e tronco si contrappone alla morbida discesa della coda che chiude nettamente con lo stesso angolo dell’anteriore, elementi tipicamente artigianali delle fuoriserie italiane degli anni 60. Il modello coglie appieno questo carattere: non la perfezione geometrica di una Ferrari di serie, ma il fascino irregolare di una vettura costruita quasi come un pezzo unico. Nella vista laterale colpisce la linea del tetto, quasi da shooting brake futuristica, con il lunotto inclinato e i pannelli posteriori lavorati in maniera molto personale. Anche le prese d’aria laterali multiple sono riprodotte con notevole precisione e contribuiscono a rendere la Drogo immediatamente riconoscibile, persino accanto a Ferrari ben più celebri. Le verniciature hanno tonalità intense e profonde, sono stese uniformemente anche nelle zone più difficili, come gli sfoghi laterali dietro le ruote anteriori, con riflessi netti che valorizzano il particolare disegno della carrozzeria. Le cromature sono sottili, senza eccessi, mentre i piccoli dettagli, dalle maniglie agli specchietti, mantengono quella delicatezza tipica dei migliori modelli artigianali.

Il piacere dei dettagli

L’abitacolo segue la stessa filosofia. Non c’è ostentazione, ma un ambiente elegante sportivo e compatto, fatto di sedili scuri, volante classico a corona sottile e strumentazione essenziale. Ben relaizzate le texture interne, con una convincente alternanza tra superfici opache e dettagli metallici. Non ha parti apribili, ma attraverso le superfici vetrate si percepisce chiaramente quell’atmosfera da granturismo speciale costruita in pochissimi esemplari. Molto riusciti anche i cerchi, dal disegno tipicamente anni 60, con pneumatici dalla spalla corretta e carreggiate ben proporzionate. L’assetto, ben equilibrato, contribuisce all’impatto estetico del modello: la Drogo sembra pronta a scattare anche da ferma, con quell’equilibrio un po’ brutale che apparteneva a certe sportive italiane dell’epoca. In vetrina non passa inosservata nemmeno accanto a Ferrari molto più famose. Anzi, forse il bello della 250 GT Drogo è proprio questo: obbliga a fermarsi e a chiedersi cosa sia davvero. In fondo, il modellismo migliore funziona anche così, trasformando un oggetto in un racconto da osservare centimetro dopo centimetro. A breve sul mercato la si può prenotare sul sito del produttore al prezzo, in linea con il livello di dettaglio, fissato a 256,40 euro.

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