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“Controsoffitti crollati, aule allagate: non possiamo concepire che i soldi vadano a bombe e missili”: le voci degli studenti dal corteo di Roma

16 Ottobre 2026 ore 17:40

“Non possiamo continuare a concepire che ci siano i soldi per le navi cargo, gli aerei militari, le bombe e i missili e non ci sono invece per l’istruzione pubblica”. Così Leonardo Giorgetti, studente dell’Istituto Renzo Rossi di Roma e militante di Opposizione studentesca d’alternativa (Osa), riassume i motivi per cui migliaia di studenti sono scesi in piazza venerdì 16 ottobre a Roma, come in altre città d’Italia. Moltissime le testimonianze di ragazze e ragazzi che raccontano edifici scolastici fatiscenti, in cui piove all’interno, mezzi inagibili e quindi inutilizzabili.

“Al Manara (liceo classico nel quartiere Monteverde) le aule non sono sufficienti – racconta una ragazza – per questo le classi sono costrette a fare una rotazione negli spazi che hanno e cambiare posto ogni ora“. “Noi abbiamo metà scuola abbandonata e inutilizzabile – le fa eco un altro studente – i controsoffitti sono crollati e l’aula magna è parzialmente allagata“. Durante il corteo, partito da via Cavour e diretto al Ministero dell’Istruzione di viale Trastevere, sono stati bruciati due cartoni raffiguranti le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.

“Chiediamo il ritiro del decreto Scuola – spiega Laura Teresi di Osa e studentessa del liceo Cavour, primo edificio scolastico ad essere occupato nella Capitale – perché impone il 30% di tetto per gli studenti stranieri, chiediamo l’abolizione della riforma degli istituti tecnici e professionali, dove aumentano le ore di alternanza scuola e lavoro e soprattutto vogliamo che i 13 miliardi di euro stanziati dal governo Meloni per il riarmo siano indirizzati nella scuola”. Per questo gli studenti lanciano il prossimo appuntamento di piazza: lo sciopero generale indetto da Usb per il 30 ottobre.

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Strutture fatiscenti? Continuità didattica assente? Libertà limitata e censura? Se sei un insegnante, uno studente o un genitore raccontaci la tua storia scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

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Il futuro non si arma, si insegna! – La petizione del Fatto

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Roma, migliaia di studenti al corteo “No Meloni Day”: cassonetti per strada e lancio di oggetti contro il ministero dell’Istruzione

16 Ottobre 2026 ore 14:56

Tensioni al corteo degli studenti a Roma organizzato contro le politiche del governo Meloni in tema di istruzione. Circa un’ora e mezza dopo la partenza, all’altezza di via Marmorata, una ventina di manifestanti, incappucciati e vestiti di nero, hanno spostato due cassonetti spingendoli in mezzo alla strada. Dopo averli riposti ai lati del marciapiede, hanno proseguito il percorso lanciando fuochi d’artificio e bombe carta contro il cordone della polizia posizionato più avanti.

Momenti di tensione ci sono stati anche davanti al ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dove i manifestanti hanno lanciato bottiglie, uova, bombe carta e hanno svuotato un estintore verso la scalinata che porta all’ingresso dell’edificio, dove era presente la polizia in assetto antisommossa.

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Diritto all’abitare, le tende arrivano alla stazione Termini di Roma. Il Movimento: “Contro sfratti e Piano Casa del governo”

16 Ottobre 2026 ore 09:08

Tetto al prezzo degli affitti, stop alle locazioni brevi, più case popolari e contrasto al Piano Casa del governo Meloni. Con questi obiettivi il Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma, insieme ad Asia Usb e agli studenti di Cambiare Rotta, ha organizzato un presidio in piazza dei Cinquecento, ribattezzata per l’occasione piazza Maricarmen Abascal, la donna spagnola di 87 anni sfrattata dall’abitazione in cui viveva da quasi 70 anni e deceduta dopo poco.

“Intendiamo riprendere il segnale che arriva dalla Spagna – annuncia a inizio presidio Paolo Di Vetta, del Movimento per il Diritto all’Abitare – intendiamo rimanere con le tende in questa piazza”. Poco dopo l’annuncio i manifestanti hanno attraversato la strada e hanno aperto una ventina di tende da campeggio nel marciapiede opposto al presidio. “Rimarremo qui per due settimane” dicono, fino al 30 ottobre, data dello sciopero generale indetto da Usb contro la guerra e il carovita.

“Questo governo da un lato regala la possibilità di lauti investimenti ai fondi immobiliari privati – dichiara Margherita Grazioli, attivista del Movimento – e dall’altro sta facendo camminare un disegno di legge sugli sfratti che di fatto metterà in atto una vera e propria carneficina sociale.”

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