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“A 50 anni mi domando se tu, con tutte le tue proteine favolose, riesci ad avere un fisico pieno di muscoli, perché io sono piena di muscoli. Capito Paolo Ruffini?”: Naike Rivelli ribatte all’attore. Cosa è accaduto

15 Giugno 2026 ore 17:09

Paolo Ruffini, non fare del terrorismo inutile: ascolta le persone che stanno bene, che fanno delle diete vegane fatte bene”. È un fiume in piena Naike Rivelli nella replica senza mezzi termini all’attore, che in una puntata del suo programma Radio Up & Down, su Radio24, ha parlato di nutrizione e di abitudini alimentari innescando un accesso di battito sulla dieta vegana. A provocare le polemiche social, e la risposta fiume della Rivelli, sono state in particolare le parole del nutrizionista Fabio Gregu. Ecco cos’è accaduto.

PAOLO RUFFINI E LE POLEMICHE SULLA DIETA VEGANA

“A livello nutrizionale cosa cambia nella dieta vegana? E ha davvero dei benefici?”. Sono bastate queste due semplici domande di Paolo Ruffini per innescare la reazione di centinaia di vegani – che hanno commentato in massa gli estratti della puntata del programma di Radio24 -, quella della Lav (la Lega antivivisezione) e di Naike Rivelli. Che non hanno gradito la risposta di Fabio Gregu, il quale si è detto non d’accordo con la dieta vegana per una serie di fattori nutrizionali, puntando il dito contro l’industria e le mode alimentari: “Tutto ciò che è vegan non è sinonimo di cibo salutare, perché magari molti cibi vegani sono processati o ultra-processati. Quindi ti sposti da dei cibi non salutari a cibi finti salutari”. Per Gregu “bisogna avere il controllo e non seguire le mode del momento, perché si può andare incontro a delle carenze micronutrizionali, di vitamine e minerali”. Secondo il nutrizionista, il problema sta nell’estrema diminuzione delle proteine, che rischia di creare un problema strutturale: “Sono di primaria importanza e quindi non possono essere tolte dal nostro organismo. Bisogna stare molto attenti… tolgo le proteine per aumentare che cosa? Carboidrati e zuccheri? Mi vado ad infiammare. Non voglio dire che sono contro le diete vegane e vegetariane, ma bisogna fare diete fatte bene, che siano equilibrate. Le cose estreme non vanno bene, sia che sia una dieta carnivora che vegetariana”.

LA RISPOSTA DI NAIKE RIVELLI VIA SOCIAL

Sotto il video che riprende le parole di Gregu, pubblicato nella pagina Facebook di Paolo Ruffini, si sono accumulati in una settimana quasi tremila commenti e il post ha innescato discussioni e reel su altri social. Compreso TikTok, dove ha detto la sua anche Naike Rivelli, che da sei anni segue una dieta vegana. “Paolo Ruffini, io ho 51 anni e al di là dei discorsi, dei dottori e di tutto quello che uno può dire e può avere ragione o meno… poi esistono le analisi del sangue. Esiste un luogo dove uno fa delle analisi e il risultato ti fa vedere se stai bene o no”, ha spiegato l’attrice e influencer, da tempo anche paladina della difesa degli animali. “Io sto da Dio. Da quando ho eliminato latte e derivati, la mia pelle è migliorata da quando ho eliminato carne, pesce e uova dalla mia vita. Mangio semi, tofu, tempeh e tantissime proteine. Io quasi non mangio carboidrati. Tra l’altro faccio digiuno intermittente e mangio una volta al giorno, la sera”. Poi l’affondo contro Ruffini – che per la verità non ha preso posizione ma ha semplicemente lasciato spazio al nutrizionista -, tra battute al vetriolo e sarcasmo spinto: “A 50 anni mi domando se tu, con tutte le tue proteine favolose, riesci ad avere un fisico pieno di muscoli, perché io sono piena di muscoli. Capito Paolo Ruffini? Non fare del terrorismo inutile, ascolta le persone che stanno bene, che fanno delle diete vegane fatte bene, e fattene una ragione prima di dire delle grandi cazzate”. Poi il gran finale, mostrando il fisico super allenato: “Questo è il culo di una vegana di 51 anni”.

ANCHE LA LAV HA ATTACCATO RUFFINI E GREGU (CHE HA REPLICATO)

Sempre via social, ma questa volta su Instagram, ha preso posizione anche la Lav, parlando di “disinformazione” che fa notizia e di “preconcetto spacciato per verità”, accusando Ruffini e Gregu di aver dato “informazioni errate su chi sceglie una alimentazione vegetale, senza sfruttamento e crudeltà”. In particolare, le risposte più nette sono state sullo sfruttamento di miliardi di animali ogni anno e sulla questione proteine: “È un’informazione datata ed errata. Tofu, tempeh, seitan, soia disidrata, legumi sono tutte fonti vegane proteiche non ultra-processate che ci possono garantire di raggiungere il fabbisogno proteico quotidiano senza problemi”. A stretto giro, è arrivato anche il lungo chiarimento del nutrizionista Gregu che ha voluto spiegare via Instagram di non essere contro il veganesimo: “Non sono contro nessuna scelta alimentare fatta con consapevolezza e ben pianificata. Sono contro gli estremismi e le ‘religioni alimentari’. La nutrizione dovrebbe aiutare le persone a stare meglio, non a creare tifoserie”.

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“C’è Neymar!”: scatta la corsa dei fan nel centro commerciale, ma quando si scopre la verità nessuno riesce a crederci

15 Giugno 2026 ore 16:07

Bastano una maglia del Brasile, qualche tratto somatico in comune e l’effetto Neymar è servito. Negli Stati Uniti un influencer brasiliano ha provocato scene di entusiasmo collettivo dopo essere stato scambiato per il celebre campione della Seleção all’interno di un centro commerciale. Protagonista dell’episodio è Eigon Oliver, volto molto seguito sui social network proprio per la sua incredibile somiglianza con Neymar. L’influencer si trova negli Usa per seguire da vicino i Mondiali di calcio 2026 e, durante una delle sue apparizioni pubbliche, è stato immediatamente riconosciuto, o meglio, scambiato, da decine di persone.

Nel giro di pochi minuti si è creato un vero e proprio assembramento. Fan e curiosi hanno iniziato a inseguirlo tra i negozi e i corridoi della struttura nel tentativo di ottenere una foto, un selfie o un autografo. Le immagini diffuse online mostrano una folla in fermento, convinta di trovarsi davanti alla stella del calcio brasiliano. Oliver ha cercato di assecondare l’entusiasmo del pubblico, fermandosi con diversi presenti, ma la situazione è rapidamente diventata difficile da gestire. Per motivi di sicurezza è stato necessario l’intervento del personale del centro commerciale, che ha accompagnato l’influencer all’esterno per riportare la calma ed evitare ulteriori problemi.

Non è la prima volta: il “finto Neymar” fa ancora centro

Non si tratta del primo episodio del genere. Negli ultimi anni Eigon Oliver ha costruito gran parte della sua popolarità proprio grazie alla somiglianza con Neymar, attirando spesso l’attenzione dei tifosi durante eventi pubblici e manifestazioni sportive. Questa volta, però, la confusione ha raggiunto livelli tali da trasformare una semplice passeggiata in una vera e propria corsa all’idolo, anche se l’idolo in questione non era quello che tutti credevano.

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“Sembra molto qualcosa che farebbe l’Anticristo o Satana. I demoni possono scuotere gli spettatori”: le parole dell’esorcista sul nuovo film di Spielberg

15 Giugno 2026 ore 15:55

Disclosure day di Steven Spielberg “sembra molto qualcosa che farebbe l’Anticristo o Satana”. Parola di Padre Dan Reehil, sacerdote cattolico ed esorcista della diocesi di Nashville, che ha salutato l’apparizione in sala del nuovo film sugli alieni del regista di Lo squalo come una produzione cinematografica che potrebbe teoricamente essere utilizzata “con finalità spiritualmente negative” atte ad “influenzare la fede degli spettatori”.

Come riporta il Christian Post, Reehil ha spiegato che pur non conoscendo le vere intenzioni di Spielberg un film può essere “consacrato a Satana” e i “demoni possono essere associati al film” come capitato nel passato per alcuni album di band heavy metal. Il principale pericolo, secondo il sacerdote è che “i demoni dell’incredulità e della paura siano capaci di “scuotere la fede degli spettatori”. Il video che padre Reehil ha postato su Youtube ha suscitato reazioni di ogni tipo nel mondo cattolico, da chi ha criticato tutto questo polverone sollevato come “pura superstizione” e chi come monsignor Stephen J. Rossetti dall’arcidiocesi di Washington ha sostenuto che i demoni possano mascherarsi da alieni e che “probabilmente molti, se non la maggior parte, degli avvistamenti UFO sono in realtà demoni”.

Tutto questo dibattito nel mondo cattolico su Disclosure day dimostra che il cosiddetto fronte pro alieni e para complottista non è necessariamente aderente al tipico humus neocon della destra americana novecentesca. I più esperti di questo lungo e articolato dibattito in seno al mondo degli ufologi hanno più volte ricordato che molti cattolici neocon che credono alla vita extraterrestre paragonano spesso gli alieni agli angeli o a forme angeliche più sfumate. Prova ne è che in Disclosure day è presente una ex suora e la sua madre superiora che sembrano aderire più a questo punto di vista che a quello di padre Reehil.

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“All’improvviso mi sentivo gonfia e non avevo più il controllo. Non riuscivo a perdere cinque chili. Con la menopausa tutto è cambiato, è stata positiva per me”: Shania Twain racconta

15 Giugno 2026 ore 15:10

Per un periodo non riusciva nemmeno a guardarsi allo specchio. Shania Twain, una delle artiste country più amate al mondo, ha raccontato di aver vissuto anni difficili quanto al rapporto con il proprio corpo, arrivando a seguire abitudini che oggi definisce senza mezzi termini “poco sane”. La cantante canadese, 60 anni, ne ha parlato in un’intervista al Times, spiegando come il passaggio della menopausa abbia finito per cambiare radicalmente il modo in cui vede se stessa, prima attraversando una fase difficile e poi trovando un nuovo equilibrio.

Avevo smesso di guardarmi allo specchio. Odiavo il mio corpo“, ha raccontato, ricordando il periodo della sua residency a Las Vegas nel 2019. “Pensavo: ‘Non sopporto questo corpo che sta cambiando’. Ma era una situazione poco sana. Chi è che non riesce a guardarsi allo specchio?”.

Twain ha spiegato che con il passare degli anni il suo fisico aveva iniziato a cambiare e che le strategie che in passato le avevano permesso di mantenere il peso non funzionavano più: “All’improvviso mi sentivo gonfia e non avevo più il controllo. Non riuscivo a perdere cinque chili“, ha raccontato. E ha ammesso di aver reagito irrigidendo ulteriormente dieta e allenamenti: “Facevo lavorare il mio corpo più di quanto lo nutrissi”. Un approccio che, ha spiegato, la portò addirittura a essere malnutrita.

Oggi Twain dice di avere cambiato atteggiamento: “Portatemi tutti gli specchi che volete, mi guarderei tutto il giorno”, ha scherzato, sottolineando come il cambiamento positivo sia arrivato proprio durante la menopausa. “È stata molto positiva per me perché mi ha insegnato che ci sono cose che non puoi controllare“.

Un tema che la cantante aveva già affrontato nel 2023, quando aveva parlato apertamente del rapporto con il proprio aspetto fisico: “Una volta odiavo il mio corpo. Quando ero giovane e forse avrei dovuto avere meno paura di mostrarlo, in realtà lo nascondevo continuamente. Ora so di essere esattamente come dovrei essere. È così che dovrei essere alla mia età. Mi va bene e non ne ho più paura”.

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Condannato a 4 anni di carcere per stupro Marius Borg Hoibi, il 29enne principe di Norvegia: nuovo scandalo per la Corona, le testimonianze choc che lo hanno inchiodato

15 Giugno 2026 ore 15:09

Una condanna a quattro anni di carcere; questo è quanto ha stabilito il tribunale di Oslo ai danni del figlio della principessa di Norvegia Mette-Marit. L’accusa più grave di cui doveva rispondere il 29enne Marius Borg Hoibi era quella di stupro ed era relativa a due diverse denunce per le quali è stato giudicato colpevole, mentre è stato giudicato non colpevole per altre due.

Il primogenito della principessa, nato da una relazione precedente al matrimonio con l’erede al trono di Norvegia Haakon non ha alcun incarico per conto della monarchia, ma la sua condanna getta un’ombra di non poco peso sulla corona. L’accusa aveva chiesto per lui sette anni e sette mesi, forte di almeno quaranta capi d’imputazione tutti legati a episodi di violenza, minacce e maltrattamenti.
I fatti risalgono agli anni che vanno dal 2018 al 2024, periodo nel quale quattro donne diverse lo hanno indicato come il colpevole di aggressioni sessuali mentre loro dormivano oppure non si trovavano nella condizione per poter reagire. Nel lungo elenco di accuse a carico di Marius Borg Hoibi figuravano anche criminiminori” come aggressione, possesso di droghe e violazione dell’ordine di restrizione emesso dal tribunale.

Il processo che si è concluso lunedì, con la lettura della sentenza, è durato sei settimane nelle quali le diverse accusatrici si sono via, via presentate per deporre contro il figlio della sfortunata principessa che sta affrontando una difficile malattia. Mette-Marit, infatti, da anni fa i conti con una grave fibrosi polmonare che, oggi, l’ha messa in lista per poter ricevere un trapianto al quale ha affidato tutte le sue speranze di poter sopravvivere.
Nelle sue ultime uscite pubbliche si era presentata con uno strumento che l’aiutasse a respirare e nell’ultima intervista rilasciata in televisione per scusarsi e giustificarsi, rispetto alla sua passata relazione con il pedofilo americano Jeffrey Epstein, aveva mostrato tutte le sue difficoltà, non solo dettate della durezza dell’argomento sul quale era chiamata a rispondere, ma anche per l’aggravarsi progressivo del suo stato di salute.
La sentenza ai danni del figlio, che non avrà colto nessuno di sorpresa a corte, è l’ennesima pessima notizia per i reali.
Il processo che vedeva coinvolto Marius Borg Hoibi ha portato alcune accusatrici a presentarsi in aula dotate di evidenze come foto, messaggi e video che sono stati puntualmente mostrarti alla corte.

Marius Borg Hoibi potrà dare mandato ai suoi legali di fare appello, ma le testimonianze sentite in aula resteranno indelebili nella memoria dei sudditi che hanno potuto leggerne estratti sui giornali o sentirle riportate in tv.
Era lo scorso febbraio quando, come ricordato dal giornale on line americano Page Six, “una donna spiegò come Hoibi semplicemente “non volesse smettere” dopo che avevano iniziato ad avere un rapporto sessuale consensuale”. Era la notte del 1° novembre e, sempre stando al racconto, i due si trovavano in una stanza d’hotel, così come riportato dall’agenzia France Presse.
“Io ero sempre più stanca – ha continuato la donna – mi sentivo come se stessi semplicemente sdraiata lì e lui non si fermava”. “Più diventavo stanca – ha poi aggiunto davanti alla corte – meno ero partecipe”.
La testimonianza proseguiva poi spiegando come lei avesse chiesto di poter dormire prima di essere invece svegliata di soprassalto da quello che ha descritto come un “colpo violento nella zona dei genitali”, aggiungendo poi: “è stato doloroso. Credo di essermi bloccata, poi mi sono riaddormentata”.

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“Aveva forma di una patata, bianca e luminosa, ma con le squame. Poi un disco rotante e na sfera rossa brillante”: le nuove rivelazioni sugli Ufo nei documenti desecretati da Trump

15 Giugno 2026 ore 14:52

Un Ufo a forma di patata, con rivestimenti di squame simili a quelle dei pesci, un disco rotante che emetteva fasci di luce e una sfera rossa brillante, di una tonalità “mai vista prima”. Questi sono solo alcuni dei 72 nuovi X-Files sugli oggetti volanti non identificati della terza tranche offerta al pubblico dominio dall’amministrazione Trump. Nessuna risposta certa, tanti interrogativi, ma soprattutto una vicinanza temporale con l’uscita in sala di Disclosure days, il film che Steven Spielberg ha dedicato alla questione aliena. Come riporta il Corriere, il caso ufo patata è stato registrato nel 2022 in una mattina di febbraio a Colorado Springs, in Colorado e “la collocazione temporale è significativa: spesso gli avvistamenti sono notturni e per questo motivo si prestano a critiche; con la luce diurna, invece, la credibilità cresce”.

Ad avvistarlo sono stati cinque membri dell’esercito americano di stanza a Fort Carson: “l’oggetto aveva la forma di una patata, con bordi ben definiti e sembrava dipinto di un colore opalescente bianco-crema”, c’è scritto sul rapporto desecretato dell’FBI. Nella descrizione ci sono i dettagli più curiosi: “L’’oggetto era ricoperto di squame o pannelli articolati, asimmetrici, non sovrapposti e di forma irregolare”. L’ufo patata sarebbe rimasto “immobile, scintillante, per circa due minuti” per poi svanire nel nulla in un amen. Nel caso dell’ Ufo patata l’FBI ha tentato una spiegazione (“un retrodiffusione della luce solare con la luce radente del sole nascente riflessa sulla neve della montagna in modo da illuminare le nubi basse sovrastanti”), ma i militari non hanno avuto dubbi: la giornata era limpida e senza nuvole e in zona non c’erano né aerei nè palloni aerostatici.

Un altro avvistamento decretato risale all’ottobre 2023 e testimoni sono nientemeno che sei agenti federali che hanno visto una “sfera arancione brillante apparire sopra una cresta montuosa e generare da due a quattro sfere rosse più piccole (…) con le sfere che scomparivano rapidamente nella maggior parte dei casi, ma in un’occasione una di esse è rimasta immobile nel cielo per diverse ore”. Niente foto o video a supporto, come nel caso ufo patata, ma l’autorevolezza delle parole vergate sul rapporto ufficiale dl Federal Bureau. Infine tra i nuovi avvistamenti troviamo un classico: una luce intensa sospesa sotto gli alberi del suo giardino. Protagonista è un uomo di una zona non specificata del Nord-Est degli Stati Uniti. La sfera era “rosso brillante e splendido”, e all’interno al centro “un sole di plasma bianco delle dimensioni di un pallone da basket”. Qui però il video c’è. Ed è stato messo online dalla Casa Bianca.

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Quali sono le migliori patatine fritte surgelate del supermercato? La classifica di Altroconsumo: Esselunga prima, Patasnella bocciata

15 Giugno 2026 ore 14:48

Altroconsumo ha analizzato 14 marche di patatine fritte surgelate tra le più diffuse nella grande distribuzione, uno dei contorni più consumati dagli italiani per praticità e velocità di preparazione. Un prodotto sempre più presente nelle abitudini alimentari anche grazie alle friggitrici ad aria e alla possibilità di cottura in forno.

Il test ha valutato i prodotti combinando analisi di laboratorio, profilo nutrizionale, qualità degli ingredienti, etichettatura e prova di assaggio alla cieca. Il punteggio finale tiene conto anche della presenza di sostanze come l’acrilammide e della qualità degli oli, oltre al giudizio dei consumatori.

La classifica completa

  • ESSELUNGA Patate fritte – 79 punti (qualità ottima, migliore del test)
  • MC CAIN Forno Express – 76 punti (qualità ottima)
  • MC CAIN Patatine Originali – 75 punti (qualità ottima)
  • CONAD Patatine da forno – 74 punti (qualità buona)
  • MD Le Specialità di Beppe Patate da forno – 74 punti (qualità buona, miglior acquisto)
  • IPER Patate da forno – 74 punti (qualità buona)
  • PIZZOLI PataSnella Patatine – 72 punti (qualità buona)
  • FINDUS Patatine classiche – 72 punti (qualità buona)
  • COOP Patatine da forno – 72 punti (qualità buona)
  • DELIZIE DAL SOLE (EUROSPIN) Patatine da forno – 70 punti (qualità buona)
  • HARVEST BASKET (LIDL) Patatine fritte da forno – 69 punti (qualità buona)
  • PAM Patate da forno – 68 punti (qualità buona)
  • SELEX Patatine da forno – 59 punti (qualità media)
  • PIZZOLI PataSnella Ultra Veloci 5 minuti in forno – 52 punti (qualità media, ultima in classifica)

Top

  • ESSELUNGA Patate fritte – 79 punti (migliore del test)MC CAIN Forno Express – 76 punti
  • MC CAIN Patatine Originali – 75 punti
  • CONAD Patatine da forno – 74 punti
  • MD Le Specialità di Beppe Patate da forno – 74 punti (miglior acquisto)
  • IPER Patate da forno – 74 punti

Flop

  • PIZZOLI PataSnella Ultra Veloci 5 minuti in forno – 52 punti (ultima in classifica)
  • SELEX Patatine da forno 59 punti
  • PAM Patate da forno – 68 punti
  • HARVEST BASKET (LIDL) Patatine fritte da forno – 69 punti
  • DELIZIE DAL SOLE (EUROSPIN) Patatine da forno – 70 punti
  • PIZZOLI PataSnella Patatine – 72 punti
  • FINDUS Patatine classiche – 72 punti
  • COOP Patatine da forno – 72 punti

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Tequila sospetta servita alla festa per un quindicesimo compleanno: 4 morti, tra cui il papà e lo zio della festeggiata

15 Giugno 2026 ore 14:45

Pensavano che stessero semplicemente dormendo dopo una lunga notte di festa. Invece alcuni invitati a una quinceañera, la tradizionale celebrazione messicana per il quindicesimo compleanno, non si sono più svegliati. Secondo le prime ricostruzioni, le vittime avrebbero consumato tequila adulterata.

Quattro morti e quasi 40 intossicati è il drammatico bilancio della festa organizzata il 6 giugno a Puerto de Valle, nella municipalità di Salamanca, nello Stato messicano di Guanajuato. La vicenda è stata ricostruita dai giornali messicani Periódico Correo e AM e riportata negli Stati Uniti da People.

Tra le vittime ci sono José Antonio Cárdenas, 39 anni, padre della festeggiata, e Martín Robles, 28 anni, suo zio. Hanno perso la vita anche Sanjuana González, 36 anni, e José Guadalupe Ramblás, 33. Secondo quanto riportato dai media locali, la festa era stata organizzata per celebrare i 15 anni di una ragazza di nome Jazmín. Il giorno successivo, però, qualcosa ha iniziato a preoccupare amici e parenti. Alcuni invitati continuavano a dormire e non rispondevano ai tentativi di essere svegliati. In un primo momento le famiglie avevano attribuito la situazione ai postumi della festa, ma presto si sono rese conto che alcune persone erano prive di sensi. Altri accusavano sintomi come vomito, forti mal di testa e vista offuscata.

In totale decine di persone sono state trasportate negli ospedali della zona. Tra loro anche due adolescenti di 15 e 16 anni. Alcuni pazienti risultavano ancora ricoverati diversi giorni dopo la festa. A raccontare il dramma è stato Narciso López, nonno di José Guadalupe Ramblás: “Mi hanno detto che mio nipote stava dormendo ed è rimasto così per tutta la domenica, finché si sono accorti che non si svegliava. Lo hanno portato in ospedale e lì mi hanno detto che era morto”. L’uomo ha aggiunto che un altro dei suoi nipoti è rimasto intossicato dopo aver bevuto lo stesso alcol, ma che fortunatamente “sta bene” e si trova ancora ricoverato. Poi ha lanciato un appello: “Deve essere fatta giustizia”.

Le autorità non hanno ancora stabilito con certezza da dove provenisse l’alcol consumato durante la festa. L’indagine è stata affidata alla Procura dello Stato di Guanajuato, che dovrà chiarire se si sia trattato di tequila contraffatta o di altre sostanze adulterate.

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Non in chiesa né in Comune: a Roma nasce la Wedding Machine, il “matrimonio” in tre minuti che sta diventando un fenomeno virale

15 Giugno 2026 ore 13:43

In un’epoca in cui il matrimonio viene spesso descritto come un’istituzione in crisi, a Roma c’è chi fa la fila per pronunciare il fatidico “sì”. Non davanti all’altare o negli uffici comunali, ma davanti a una macchina. Succede al Love Bar, locale situato in via Flaminia, dove è stata installata la Wedding Machine, un totem che permette di celebrare un matrimonio simbolico in pochi minuti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’iniziativa, che richiama nell’immaginario i celebri matrimoni lampo di Las Vegas, sta attirando curiosi, coppie e amici desiderosi di vivere un momento insolito e romantico. A idearla è stata Gaenette Raimo, 26 anni, che racconta così il progetto: “Il nome? La chiamiamo la Wedding Machine”. Il totem, attualmente alla sua prima versione, promette un’esperienza rapida e originale: ‘bastano tre minuti per dirsi “sì'”.

La scelta della location non è casuale. A pochi passi dal locale c’è Ponte Milvio, che negli anni è diventato uno dei punti più riconoscibili quando si parla d’amore a Roma, anche per la tradizione dei lucchetti lasciati dalle coppie. E poi c’è tutto l’immaginario legato a Tre metri sopra il cielo, il romanzo di Federico Moccia che ha reso quel ponte un simbolo romantico per una generazione intera, con la famosa scena dei lucchetti e la scritta “Io e te 3 metri sopra il cielo” che ha fatto il giro del mondo. “È il simbolo romano delle promesse d’amore”, sottolinea infatti la giovane ideatrice.

Un “sì” digitale: così si celebra il matrimonio lampo

Il funzionamento della macchina è semplice. Una volta davanti al totem, i partecipanti inseriscono i propri nomi e seguono le indicazioni di un avatar presente sul display. La procedura prevede il pagamento di 15 euro tramite Pos o QR Code e, al termine, la macchina consegna due anelli simbolici e un certificato ricordo.

Si tratta di un’unione puramente simbolica, come precisa la stessa Raimo: “Sì, è simbolica. Ma non per questo priva di emozione”. Sul certificato stampato dalla macchina compare anche un messaggio che accompagna l’esperienza: “Siete ufficialmente sposati… per gioco. E siete invitati a custodire questo certificato come ricordo di un atto romantico e un po’ folle”.

L’idea sembra aver fatto centro. In appena due settimane, infatti, oltre mille persone hanno scelto di partecipare alla particolare cerimonia. “C’è chi lo fa per gioco, chi lo fa con più serietà. Il nostro obiettivo era quello di regalare un momento che fosse davvero magico”, spiega Raimo.

Come è nata la Wedding Machine

Dietro il progetto c’è una passione che nasce da lontano: “Sono sempre stata appassionata di matrimoni. Mi ha sempre affascinato, fin da quando ero piccola, l’idea che due persone si scelgano. Dopo essere stata a un matrimonio in cui ho passato ore a scattarmi foto in una cabina fotografica con il mio ragazzo e i miei amici, ho pensato: perché non creare qualcosa di simile che permetta a tutti di sposarsi? In modo veloce, quasi come ci si scatta una fotografia”.

Da quell’intuizione è nata la Wedding Machine, un progetto che potrebbe presto uscire dai confini della Capitale: “Il mio sogno è che le persone possano dire: mi sono sposata a Roma. Poi a Napoli. Poi a Milano. E così via, all’infinito”, afferma.

Storie

Nel frattempo, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano romano, la macchina continua a raccogliere storie e testimonianze. Tra coloro che hanno deciso di vivere questa esperienza ci sono anche Matteo e Valentina, una coppia che per diversi motivi non può ancora celebrare un matrimonio ufficiale. Per loro, però, quel momento ha avuto un significato particolare: “Per noi già così è un enorme regalo”.

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Oroscopo della settimana: “Toro, dal 21 arriva un periodo favorevole. Vergine, è il momento di fare un passo per una svolta professionale”

15 Giugno 2026 ore 13:42

La settimana dal 15 al 21 giugno è una delle più cariche di significato. Si apre lunedì con la Luna Nuova in Gemelli, l’ultima Luna Nuova di primavera, un momento di semina mentale, di intenzioni legate alla comunicazione, agli scambi, alle idee che vogliono prendere forma. È un invito a piantare semi di chiarezza prima che la stagione cambi. E la stagione volge al termine, dal il 21 giugno il Sole cambia passo ed entra in Cancro, segnando il Solstizio d’Estate. Nel frattempo la Luna percorre i segni della Vergine, passando per Cancro e Leone: un arco che va dall’emozione all’ordine, dall’intuizione all’analisi. Una settimana di transizione, nel senso più pieno del termine.

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Il Times non fa sconti a Roma e pubblica un pezzo su come evitare truffe nella Capitale: “Ecco quanto devono costare gelato e caffè, occhio a taxi…”

15 Giugno 2026 ore 13:38

L’ha definita una “trappola per turisti”: due gelati pagati 44 euro per via di una serie di aggiunte che aveva interpretato come omaggi del locale. La storia raccontata sui social da Nicole Ann, turista della Florida in vacanza a Roma con il marito, è diventata virale, dividendo l’opinione pubblica tra chi parla di conto assurdo e chi invece invita a leggere sempre con attenzione prezzi e supplementi prima di accettare qualsiasi aggiunta.

Il caso è arrivato fino al Regno Unito, dove il Times ha deciso di verificare di persona quanto accaduto. Il corrispondente Tom Kington è andato nella stessa gelateria frequentata da Nicole Ann, Don Nino, a pochi passi da piazza Navona. All’arrivo, la ragazza dietro al bancone avrebbe chiarito immediatamente di non poter parlare con un giornalista e che il manager non era presente. Poi gli avrebbe illustrato le possibili aggiunte al gelato, specificando che si trattava di “extra”. Il risultato? Un cono con pistacchio, mango e fragola, arricchito da panna montata, wafer, macaron e cannolo, per un conto finale di 22 euro. Quasi stessa cifra pagata dalla turista americana per ciascuno dei due gelati finiti al centro delle polemiche.

Non a caso il titolo scelto dal quotidiano britannico è piuttosto eloquente: “44 euro per due gelati? Quando vi trovate a Roma, fate come me per schivare le truffe“. Ad accompagnare l’articolo c’è persino un’immagine tratta da Tototruffa ’62, il celebre film in cui Totò riesce a vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo turista.

Da lì il giornalista allarga il discorso alle possibili insidie per i visitatori della Capitale. A partire proprio dal gelato: secondo Kington, una coppetta o un cono abbondante non dovrebbero costare più di 5 euro e la panna montata dovrebbe essere inclusa nel prezzo. Quanto al caffè, il consiglio è altrettanto chiaro: “Per un vero espresso italiano, ordinate al banco. Il prezzo non dovrebbe superare 1,50 euro”. Ma nemmeno questo garantisce di evitare brutte sorprese. Kington racconta infatti di aver contestato una volta il costo eccessivo di un caffè in un bar del centro storico, ricevendo una risposta che lo ha lasciato senza parole: “Mi scusi, pensavo fosse un turista”.

Secondo il Times, insomma, le trappole per visitatori sono sempre dietro l’angolo. Per questo il giornalista invita a controllare con attenzione anche i menu dei ristoranti: “Spesso il prezzo del pesce si riferisce a 100 grammi di prodotto e non all’intera porzione. Sentitevi liberi di chiedere quanto peserà il piatto prima di ordinare”. Non mancano i consigli sui taxi: “Dovrebbero applicare una tariffa fissa da e per l’aeroporto, ma a volte dimenticano di comunicarlo ai turisti per poter guadagnare di più con il tassametro”.

E c’è spazio anche per l’ironia. “Se state parcheggiando un’auto e un uomo inizia gentilmente a guidarvi nella manovra, vuole dei soldi e potrebbe persino lasciar intendere che vi taglierà le gomme se non lo pagherete”, scrive Kington. Il suggerimento? Fingere di non capire una parola di quello che sta dicendo e allontanarsi il più rapidamente possibile.

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“Spero che porterete qui i miei nipoti”: David Beckham si commuove davanti alla stella nella Walk of Fame ma ad attirare l’attenzione sono l’assenza di Brooklyn e la mossa di Harper

15 Giugno 2026 ore 12:46

Doveva essere una giornata di festa per David Beckham, premiato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. Eppure, anche in un momento così importante della sua carriera, l’attenzione dei media internazionali si è concentrata soprattutto sull’assenza del figlio maggiore Brooklyn, al centro di una frattura con il resto della famiglia. L’ex calciatore inglese ha ricevuto il riconoscimento venerdì 12 giugno a West Hollywood circondato dalla moglie Victoria Beckham e da tre dei loro figli: Romeo, 23 anni, Cruz, 21, e Harper, 14. Assente invece Brooklyn, 27 anni, che nei giorni precedenti era stato visto a New York insieme alla moglie Nicola Peltz Beckham.

Durante la cerimonia, Victoria Beckham ha dedicato al marito parole piene di affetto, ricordando la determinazione che lo ha accompagnato fin dagli inizi della sua carriera. “Ha sempre creduto che lavorando duramente e sognando in grande tutto fosse possibile”, ha detto l’ex Spice Girl, elogiandone anche “gentilezza, lealtà e dedizione verso le persone che ama“. Emozionato, Beckham ha ringraziato la sua famiglia:”I miei genitori, le mie sorelle, che hanno sempre sostenuto i miei sogni. Victoria, mia moglie straordinaria da quasi trent’anni, senza la quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. E i miei splendidi figli, che sono la ragione per cui mi alzo dal letto ogni mattina”. Poi, con la voce incrinata dall’emozione, ha aggiunto: “Spero che un giorno porterete qui i miei nipoti e racconterete loro la storia di un ragazzo che ha osato sognare in grande. Rendervi orgogliosi è il mio più grande successo”.

Ma proprio mentre celebrava il traguardo, la questione Brooklyn continuava a incombere. Intervistato da Variety a margine dell’evento, Beckham ha infatti evitato qualsiasi commento sulle tensioni familiari. Quando gli è stato chiesto del rapporto con il figlio maggiore, l’ex capitano della nazionale inglese si è limitato a liquidare l’argomento come “una questione privata“, rifiutandosi di approfondire.

Nonostante l’assenza di Brooklyn alla cerimonia, nelle ultime settimane alcuni media britannici hanno parlato di possibili tentativi di riavvicinamento. Harper Beckham, la figlia più giovane di David e Victoria, sarebbe stata infatti fotografata mentre raggiungeva l’abitazione del fratello a Los Angeles. Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa inglese, la quattordicenne avrebbe trascorso del tempo con Brooklyn e con la cognata Nicola Peltz, alimentando le speranze di una distensione dopo mesi di rapporti tesi tra il primogenito e il resto della famiglia.

La vicenda va avanti da mesi. A gennaio Brooklyn aveva pubblicato una serie di messaggi sui social accusando i genitori e il loro entourage di aver alimentato indiscrezioni sulla sua vita privata: “Sono rimasto in silenzio per anni e ho cercato in ogni modo di mantenere queste questioni private”. Anche Victoria Beckham aveva affrontato l’argomento in un’intervista al Wall Street Journal pubblicata ad aprile, senza però nominare direttamente Brooklyn. “Amiamo immensamente i nostri figli”, aveva detto. “Abbiamo sempre cercato di essere i migliori genitori possibili. Da oltre trent’anni viviamo sotto i riflettori e abbiamo sempre cercato di proteggere i nostri figli e di amarli”.

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“La Luna? Al momento abbiamo pagine bianche per procedure che non esistono. Sto già vivendo nella navicella, una casa da 8 metri cubi. In orbita farò manovre inedite”: così Luca Parmitano

15 Giugno 2026 ore 12:40

“Sto già vivendo nella navicella, una casa da 8 metri cubi. In orbita farò manovre inedite”. Luca Parmitano e il nuovo balzo verso la Luna. Risale ad una decina di giorni fa la “convocazioneufficiale della Nasa recapitata al 49enne colonnello dell’Aeronautica, astronauta Esa e primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale. In una intervista al Corriere, Parmitano ha provato a spiegare come si svilupperà questa particolare missione che avverrà nel 2027 e che dovrebbe essere propedeutica alla missione di allunaggio che sarà Artemis IV. “Abbiamo quattro piloti che vanno in orbita intorno alla Terra e tre astronavi: un lunar lander di Blu Origin (società di Jeff Bezos, ndr) che entrerà in orbita”, ha spiegato l’astronauta italiano. “Noi con una seconda astronave ci avvicineremo per ricongiungerci e poi staccarci. Infine rifaremo le operazioni con una terza astronave di Space X (Elon Musk, ndr), completamente diversa. Alla fine con la nostra astronave torneremo sulla Terra, un unico splash down, dopo circa due settimane di lavoro”. Parmitano ha descritto come “un salto nel futuro” la sensazione provata nell’entrare per la prima volta nella navicella Orion dopo due missioni con la Soyuz (“nonostante gli aggiornamenti è una navicella disegnata mezzo secolo fa”).

“Siamo rimasti dentro dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio: da oggi mangerò Orion a colazione, pranzo e cena”, ha scherzato. Lo spazio di movimento avverrà in una cabina di “circa otto metri cubi”, mentre Parmitano risulta nell’organigramma della missione il secondo in grado come “pilota” (“di fatto sarò il responsabile delle operazioni di avvicinamento, aggancio e stacco”). L’astronauta siciliano afferma poi che non solo sarà un nuovo balzo verso il tanto cercato allunaggio, ma una vera e propria sperimentazione di qualcosa mai fatto: “Al momento abbiamo pagine bianche per procedure che non esistono. È questo il lavoro del pilota sperimentatore, la mia specialità. Di fatto faremo qualcosa che non è mai stato fatto anche se saremo su un’orbita terrestre. Dovremo definire le operazioni che poi, in seguito, andranno ripetute sulla Luna”. Insomma, nonostante il primo allunaggio sia avvenuto nel 1969, alla Nasa per tornare sulla Luna si ricomincia da capo e l’Italia è della partita. “Con la mia partecipazione la Nasa ci sta dicendo che l’Esa è un partner non solo per la tecnologia del modulo europeo e per le capacità scientifiche ma anche per il personale. Lo ha detto bene Norman Night, il direttore operazioni di volo Nasa: insieme andiamo più lontani e più veloci”.

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Stefano De Martino scivola in studio ad Affari Tuoi. Herbert Ballerina: “Ti sei fatto male?”

15 Giugno 2026 ore 12:14

Nel clima festoso di “Affari Tuoi” è arrivata anche la caduta di Stefano De Martino. Il conduttore, fortunatamente illeso, è scivolato in studio nel corso della puntata del game show in onda domenica 14 giugno. Il compagno di viaggio Herbert Ballerina si è scatenato in un passo a due con la ballerina Martina Millidi, una danza ispirata a Zorro in cui si è inserito anche il padrone di casa. Così, dopo un “duello” con la spada a ritmo di musica, De Martino è caduto per terra trascinato da Herbert.

“Mi hai fatto cadere a terra”, ha esclamato Stefano. Herbert si è preoccupato: “Ti sei fatto male?”. Per fortuna, niente di grave, solo risate in studio. Poco prima Ballerina si era presentato come un commerciante nel settore degli agrumi “un noto limonatore”, con il commento di De Martino: “Sempre più in basso”. Protagonista della puntata la concorrente Margot dalla Valle D’Aosta con il pacco numero sei, l’educatrice di sostegno ha concluso la partita portando a casa in totale 32 mila euro.

Dovevano rappresentare un duello e Stefano lo ha infilzato 4 volte con la sciabola gli ha dato un calcio e lo ha buttato a terra. Herbert non arriverà a luglio ????#AffariTuoi pic.twitter.com/nFt0aH7XPb

— SOTER (@SonoSoter) June 14, 2026

Le registrazioni del game show si sono già concluse ma le puntate andranno in onda fino al 18 luglio, “Affari Tuoi” ha aggiunto al titolo “Mundial” con la messa in onda alternata alle gare dei Mondiali in onda su Rai1 con una partita al giorno. La fine delle registrazioni coincide anche con l’addio definitivo al Teatro delle Vittorie, storica struttura che l’azienda ha deciso di vendere tra le polemiche. Il programma dell’access prime time si trasferirà da settembre negli studi Rai di Milano.

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Belen Rodriguez torna in tv (assieme a Elisabetta Canalis): ecco dove la vedremo

15 Giugno 2026 ore 11:46

Belen Rodriguez torna in tv. A far notizia nelle scorse settimane era stata la mancata conduzione de “L’Isola dei Famosi” poi affidata a Selvaggia Lucarelli, con le registrazioni in corso proprio in questi giorni nelle Filippine. La showgirl argentina farà ritorno a “Tu si que vales“, questa volta non alla conduzione. Sarà nel cast fisso dello show nello spazio dedicato al lip sync karaoke, fa sapere il giornalista Gabriele Parpiglia nella sua Newsletter.

Spazio che vedrà tra gli ospiti per una sera anche Ambra Angiolini ed Elena Santarelli. Già nelle scorse settimane Maria De Filippi aveva ospitato Belen Rodriguez nel talent show “Amici“, la showgirl, dopo indiscrezioni e polemiche, aveva rotto il silenzio commentando per la prima volta la sua assenza alla guida del reality di Canale 5: “Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all’estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli. Non sarei stata in grado di svolgere quel compito mancando di rispetto al mio lavoro e, con la mia assenza, secondo il parere, anche alla mia famiglia. Ringrazio Mediaset per aver capito la situazione e sicuramente avremo altre occasioni”, aveva scritto sul suo profilo Instagram.

Tu si que vales” tornerà nel sabato sera di Canale 5 con una importante novità. Il settimanale “Chi” annuncia l’arrivo alla conduzione dello show di Elisabetta Canalis al posto di Giulia Stabile. La ballerina, alla guida della trasmissione dal 2021, è impegnata nel tour mondiale della star spagnola Rosalía. L’ex velina sarà affiancata da Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara. Nessuna novità per la giuria, il pubblico ritroverà Maria De Filippi, Paolo Bonolis, Luciana Littizzetto, Rudy Zerbi e la giurata del popolo sarà Sabrina Ferilli.

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“Fabrizio si controllava ogni anno, eppure. Durante le prove del tour gli vennero forti dolori, buttò a terra la chitarra. All’ospedale gli dissero ‘le restano tre mesi di vita’”: Dori Ghezzi racconta

15 Giugno 2026 ore 11:33

Le interviste, rare, che rilascia Dori Ghezzi sono sempre ricche di aneddoti e ricordi. “La ragazza del Casatschok” racconta che quando le proposero di cantare questo brano le dissero anche di affrettarsi a decidere, “c’è già pronta la Goggi”. Poi coppia artistica con Wess, il flirt con Mal e il risotto allo zafferano preparato per Lucio Battisti: “Abitava vicino casa mia, lo invitavo spesso. Mamma gli preparava pure la cassœula. Venivano in tanti al ‘residence Ghezzi’. Dalla, Paoli, Vanoni. L’unico che mai è rimasto a dormire è stato Fabrizio. Per un certo periodo abbiamo vissuto lì”.

De André piaceva alla mamma di Ghezzi? Sì, ma “era preoccupata. Era sposato e con un figlio di 12 anni. Per fortuna non conoscevo sua moglie, altrimenti non mi ci sarei messa. Dopo diventammo amiche. In un’intervista rivelò: ‘Non sono mai andata tanto d’accordo con Fabrizio come da quando c’è Dori'”. Amici tanti, da Mia Martini (“(…) Ero severa con lei. Soffriva per le cattiverie dette alle sue spalle. Mi telefonava in lacrime. La rimproverai. ‘Se devi piangere non chiamarmi più, perché soffriamo in due’. Da allora mi raccontò tutte le cose brutte ridendo”) a Ornella Vanoni (“Spesso guardavamo insieme Sanremo, io, lei e Fabrizio. Noi due eravamo le più critiche, lui invece lo difendeva. Però non ci è mai andato“) e poi Cristiano Malgioglio che, com’è noto, la presentò a De André: “Ci presentò. (Fabrizio, ndr) stava registrando Valzer per un amore. Me la cantò guardandomi negli occhi: ‘E per questo ti dico amore, amor/ Io t’attenderò ogni sera/ Ma tu vieni non aspettare ancor/ Vieni adesso finché è primavera’. Ci scambiammo i numeri e il giorno dopo mi chiamò. Fu come se ci conoscessimo da sempre”.

Tanti i ricordi di questo amore, dagli amici che le dicevano che De André l’avrebbe fatta soffrire, a Lucio Battisti che capì e la rassicurò dicendole “non sarà una botta e via”. Lei, Dori Ghezzi, lo sapeva: “Non sono mai stata una come tante. Ero quella che doveva salvarlo. Confessò: ‘Senza di lei sarei morto in una soffitta da alcolizzato'”. Non mancano racconti del rapimento, nell’agosto del 1979: “Portavamo due cappucci con una feritoia per la bocca. Ogni tanto ce li toglievano e se li mettevano loro. Si procurarono bombola e fornello per permetterci di cucinare, un rischio. Mangiavamo insieme. Mi accompagnavano quando mi appartavo per le mie necessità, però mi hanno sempre rispettata, mi chiamavano signora. Avevo le unghie lunghissime, me le tagliarono con la pattadese, il tradizionale coltello a serramanico sardo, vennero perfette”.

E la malattia di Fabrizio De André: “Si controllava ogni anno, eppure. Era in tour, durante le prove a Saint-Vincent gli vennero dei dolori forti, non riusciva a suonare la chitarra, la buttò a terra. Andò all’ospedale di Aosta. Gli dissero: ‘Le restano tre mesi di vita’. Il male era partito dai polmoni, ormai era ovunque“. E l’amarezza: “Fabrizio fumava tre pacchetti al giorno, una dietro l’altra e nemmeno le finiva, ha bruciato non sa quanti mobili. Il padre gli aveva chiesto di smettere di bere e lo aveva fatto. Purtroppo non gli chiese di smettere di fumare”.

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Il Castello delle Cerimonie verso la chiusura? Il messaggio che non lascia speranze all’hotel “La Sonrisa” dopo la decisione del Consiglio di Stato

15 Giugno 2026 ore 09:53

“Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili nel periodo selezionato o ci sono restrizioni nel numero di pernottamenti minimi richiesti”. È questo il messaggio in cui ci si imbatte provando a effettuare prenotazioni sul sito del Grand Hotel “La Sonrisa”, meglio noto come “Il Castello delle Cerimonie”. E poco importa se si seleziona il periodo estivo, quello autunnale o addirittura gennaio 2027. La situazione non cambia modificando il numero degli ospiti e le date di arrivo e partenza. Nella location di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, sembra ormai impossibile entrare. Ci si sta definitivamente avviando verso la chiusura? È quel che viene da pensare soprattutto alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, quando il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che i Polese, proprietari della location, avevano presentato sperando di poter ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, che a sua volta aveva già confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.

La decisione dei giudici

I giudici si sono pronunciati tenendo conto della sentenza definitiva datata febbraio 2024, secondo cui i locali de “La Sonrisa” sarebbero abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Stando così le cose, la struttura pur rimanendo formalmente aperta non può svolgere attività alberghiera e di ristorazione, e in tal senso andrebbe letta anche la mancata disponibilità di camere evidenziata dal sistema di prenotazione, sebbene proprio nella giornata di ieri si sia svolto un evento dedicato alla scaramanzia napoletana. È giunto il momento di scrivere la parola ‘fine’ per l’hotel del compianto don Antonio Polese?

La voce dei dipendenti

Il prossimo 24 novembre ci sarà l’udienza pubblica per la decisione definitiva nel merito, e prima, il 9 luglio, toccherà alla Cassazione pronunciarsi sui ricorsi avanzati dagli avvocati dei Polese. Certo, ci sarebbe anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo davanti alla quale i legali dell’hotel hanno portato la vicenda, ma come scrive Fanpage i tempi di Strasburgo “sono lunghi e difficilmente potrebbero incidere sulla stagione in corso”. Nel frattempo persone molto vicine alla struttura, come Gaetano Nino Davide, uno dei volti storici che da anni lavora nell’hotel, si mobilitano sui social raccogliendo il sostegno e la solidarietà delle persone. “Il lavoro di una vita merita rispetto e tutela, non può essere cancellato all’improvviso. Lo Stato non deve dimenticarsi di noi: ha il dovere di tutelarci, e farlo con amore prima di ogni altra cosa” si legge in uno degli ultimi post di Nino.

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“Basta una frase per rovinare l’atmosfera. Mai detto che non canterò mai più con Romina, faremo altri due concerti”: Al Bano smentisce e rilancia

14 Giugno 2026 ore 17:03

Al Bano interviene sui social per smentire che i rapporti professionali con l’ex moglie Romina Power si siano interrotti. L’ugola di Cellino San Marco ha tenuto a precisare che la frase apparsa sulla copertina del settimanale DiPiùTv “Con Romina non canterò più. Mai più”, non sarebbe mai stata pronunciata.

“Basta una frase per rovinare l’atmosfera”, ha specificato in un secondo momento il cantante. E poi ha aggiunto: “Mai detta questa frase, anche perché la trovo un po’ scomoda”.

E ancora: “Io farò due concerti con Romina quest’anno, e poi continuerò il tour da solo come ho sempre fatto dal 1967 fino all’altro ieri”. Dunque i due ex coniugi e partner artistici si ritroveranno ad agosto, alla Seebühne di Mörbisch, il palcoscenico sul Lago di Neusiedl, in Austria e, a seguire, a Poznan, in Polonia.

Poi l’invito finale: “Caro mio amico direttore…Non mi chiami? Siamo amici, parliamo la stessa lingua”.

Avevano fatto scalpore le parole di Power, durante il suo intervento al talk “Belve”, mentre si parlava della dolorosissima scomparsa della figlia Ylenia: “Quando pensi di avere un pilastro vicino e di colpo arriva il momento in cui vuoi appoggiarti e non c’è niente, non c’è un sostegno, allora le cose cambiano”.

Immediata la replica a “Domenica In”: “Io ho solo accettato la verità. Non passerà mai il dolore, ma non mi creo illusioni. Ylenia sta nel nostro cuore, vive lì. Io andavo in giro di notte a New Orleans a cercare nostra figlia. Sono stato nei posti più trucidi, ho visto gente con le pistole in mano, zone di spaccio. Ho visto di tutto”. E parlando ancora a Power: “Ma dov’eri tu? Come fai a dire che non c’era un sostegno? Non è vero“. Ancora: “Io ho tentato di tutto per salvare la nostra unione e la nostra famiglia. Per me la famiglia è sacra. Io ero lì, sono sempre stato lì, ma lei non mi ha neanche visto”.

In ogni caso, al momento, i due impegni professionali dell’ex coppia d’oro della musica italiana risultano confermati.

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“Leonardo DiCaprio mi rimproverò duramente: ‘non fare cazz*te!”. Stavo giocando con una pistola sul set”: Claire Danes svela un aneddoto di “Romeo And Juliet”

14 Giugno 2026 ore 16:47

Claire Danes è la co-protagonista con il collega Richard Gadd, sulla cresta dell’onda per il successo HBO di “Half Man”, dell’intervista del format “Actors On Actors”, disponibile nell’app della CNN. I due attori si sono raccontati, ricordando anche le esperienze avute sul set. Danes torna indietro con la memoria nel al 1996, quando ha girato il film cult “Romeo + Giulietta” di William Shakespeare“, diretto da Baz Luhrmann, con Leonardo DiCaprio.

“Una volta sul set – ha ricordato l’attrice – stavo giocando con una pistola di scena. Leonardo passava da lì e mi ha rimproverato a tono dicendomi: ‘non fare cazzate!’. Aveva ragione, ma stavo solo facendo la scema e la ragazzina”.

Una curiosità sul film. Se da un lato Leonardo DiCaprio è stata la prima scelta di Baz Luhrmann per interpretare Romeo, per Giulietta le cose sono andate diversamente. Infatti la prima ipotesi del regista era Natalie Portman, che ha sostenuto anche dei provini, assieme a DiCaprio.

I produttori però hanno storto il naso perché assieme la coppia non funzionava dal punto di vista ‘visivo’, lui sembrava “più adulto di lei”. Dopo diversi tentativi e prove, la scelta poi è caduta su Claire Danes.

Le vicende ripercorrono fedelmente la celebre tragedia shakespeariana, di cui vengono mantenuti integralmente i testi e i dialoghi originali. A cambiare è il contesto: la storia viene trasportata in epoca contemporanea, con Verona che si trasforma nella moderna Verona Beach. Le storiche famiglie rivali dei Montecchi e dei Capuleti vengono reinterpretate come potenti dinastie imprenditoriali in aperto conflitto tra loro, mentre le tradizionali spade lasciano il posto alle pistole.

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“Persino Tiziano Ferro mi inviò un messaggio bellissimo. Al Grande Fratello ho aperto il vaso di Pandora sulla salute mentale. Mediaset mi disse che mi avrebbe sostenuto, poi spariti tutti”: parla Marco Bellavia

14 Giugno 2026 ore 16:11

Il caso di Marco Bellavia nella settima edizione del Grande Fratello Vip, trasmessa nel 2022, ha rappresentato uno degli episodi più controversi nella storia del programma, innescando un ampio e acceso dibattito a livello nazionale sul tema della salute mentale e sulla sua rappresentazione nei media.

L’ex conduttore del celebre programma televisivo per bambini “Bim Bum Bam”, ha manifestato nel corso della sua partecipazione al reality show segnali evidenti di malessere psicologico, tra cui crisi d’ansia, attacchi di panico e gravi disturbi del sonno. Il concorrente ha avuto il coraggio di aprirsi pubblicamente riguardo alla propria condizione di fragilità emotiva e alla depressione di cui soffre, rivolgendo ai suoi compagni di avventura una richiesta esplicita di supporto psicologico e vicinanza emotiva.

Anziché ricevere comprensione e supporto, la grande maggioranza dei partecipanti lo ha isolato, deriso e attaccato. Numerosi coinquilini hanno minimizzato la sua sofferenza con affermazioni offensive, definendolo “instabile”, “disturbato” o “pietoso”, accusandolo di fingere per ottenere visibilità.

“Non potevo prendermela con la produzione. – ha spiegato a Fanpage il conduttore – Non ci sono colpevoli. Ammetto che tutti gli altri concorrenti subirono la mia situazione. Non fu responsabilità mia e neppure loro. Il mio stato non c’entrava con la depressione. Se ti rompi un braccio, ti portano al Pronto Soccorso e ti ingessano. Se ti capita qualcosa alla testa, al contrario, è più difficile comprenderlo”.

E ancora: “Non cancellerei quell’esperienza. Ho aperto il vaso di Pandora sulla questione della salute mentale. Una volta uscito, tanta gente mi scrisse, ricevetti molto affetto. Persino Tiziano Ferro mi inviò un messaggio bellissimo. Riuscii a smuovere le acque, ebbi la possibilità di farmi sentire, molti follower mi cominciarono a seguire sui social”.

“Da Mediaset mi rassicurarono dicendomi che mi avrebbero sostenuto, – ha concluso – che sarei tornato ad essere un personaggio dell’azienda. Tuttavia, dopo qualche mese sparirono tutti. Non ci sono più contatti da anni. Un comportamento che mi ha stupito e ferito”.

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Incidente d’auto per Giulia Belmonte, compagna di Stash dei Kolors: “Mi sono spaventata tanto, ero con le mie bimbe”

14 Giugno 2026 ore 15:34

Tanta paura per Giulia Belmonte, la compagna di Stash dei The Kolors. La content creator e imprenditrice ha condiviso con una story su Instagram la paura per aver vissuto un incidente d’auto.

“Mi sono spaventata tanto. Ero in macchina con le mie bimbe, – ha spiegato Belmonte – eravamo ferme ad aspettare mia madre quando all’improvviso, un’auto uscita in retromarcia da un parcheggio vicino ci è venuta addosso”.

E ancora: “È stato un grande spavento, soprattutto perché eravamo completamente ferme e non ci aspettavamo una situazione del genere. La persona alla guida era ovviamente distratta. Ma in strada, le distrazioni non sono accettabili, un attimo di disattenzione può mettere in pericolo la vita degli altri”.

Poi l’appello: “Guidiamo con responsabilità, sempre”.

Stash e Giulia Belmonte sono legati sentimentalmente da 2017. Dal loro amore, il 3 dicembre 2020 hanno accolto la prima figlia Grace, mentre il 14 agosto 2022 la secondogenita Imagine.

Stash in una intervista a Verissimo aveva dichiarato: “Giulia è la persona più bella che abbia mai conosciuto. Lei è il miracolo della mia vita. Da quando c’è lei tutto è più bello, riesce a farmi sentire un uomo migliore. Avere un figlio è una cosa stupenda ma non è qualcosa che si decide”.

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“A 60 anni camminare non basta. Bisogna nuotare, correre, fare trekking. L’obiettivo non è vincere le gare di Triathlon, ma curare elasticità”: i consigli di Antonio Robecchi Majnardi

14 Giugno 2026 ore 15:09

Antonio Robecchi Majnardi, fisiatra e direttore dell’Unità di Medicina Riabilitativa dell’Istituto Auxologico di Milano, non ha dubbi: “Grazie alla medicina, i 60 anni sono i nuovi 40“. E allora qual è il segreto per arrivare in forma alla soglia dei 60? “L’obiettivo non è arrivare a vincere le gare di Triathlon, ma curare elasticità muscolare e postura”, ha dichiarato a Il Corriere della Sera.

E ancora: “Camminare fa bene, ma è un’attività che utilizza sempre le stesse lunghezze muscolari. Invece, per invecchiare al meglio, bisogna esplorare ampiezze articolari diverse. E soprattutto, ricordarsi di essere dei sapiens. Nel senso di preistorici”.

“Abbiamo dimenticato che l’uomo è un animale, -ha continuato Robecchi Majnardi – evoluto ma pur sempre animale. Un tempo correva per inseguire una preda, si tuffava per pescare, si arrampicava per sfuggire al leone. Oggi, vive seduto: lavora seduto, mangia seduto, guarda la tv in poltrona. È del tutto innaturale, per questo i muscoli si accorciano e perdono forza”.

E il cibo? Al netto che un buon nutrizionista può dare consigli ad hoc, vale la regola generale: “Mangiare meno, soprattutto carboidrati. Ed essere consapevoli di ciò che si mangia, senza infilarsi qualcosa in bocca tanto per fare. Primo trucco: non portare il piatto di portata in tavola, ma prepararsi la propria porzione e limitarsi a quella”.

I pasti di Robecchi Majnarsi sono: “Tre: colazione, a pranzo un primo con verdure poco condite, a cena un secondo sempre con le verdure. La colazione serve, rompe il digiuno, avvia l’organismo”.

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“Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina”: Cesare Cremonini replica sull’organizzazione del concerto all’Ippodromo La Maura

14 Giugno 2026 ore 14:49

Si riapre il dibattito sui grandi concerti nelle enormi arene o spazi, come il caso dell’Ippodromo Snai La Maura, croce e delizia per gli amanti della musica live. La location non è comoda da raggiungere, i mezzi ci sono ma la camminata per arrivare alla location dura tra i 20 e i 30 minuti, a seconda del passo. Insomma tutti temi che abbiamo già trattato lo scorso anno su FqMagazine.

Il dibattito si è riaperto in occasione del grande evento di Cesare Cremonini all’Ippodromo che si è tenuto il 10 giugno scorso. Il cantautore ha ringraziato i fan. “Ieri sera l’ippodromo di Milano sembrava Knebworth Park 86. Stamattina mi hanno chiamato per dirmi che è stato tra i concerti con più pubblico di sempre in questa location. – ha scritto – Ho dato tutto quello che ho sul palco, sentivo che sarebbe stato l’ultimo concerto a Milano di queste dimensioni per un po’ di tempo! So che voglio tornare a far parlare di musica e dischi e del cuore, slegandoli dai numeri. Non so quando e dove ci rivedremo Milano, ma sarà molto presto e occhi negli occhi, perché tu sei il punto di partenza e mai di arrivo. Vi amo”.

Tra i tanti complimenti anche qualche critica sull’organizzazione e la scelta della location, il cantautore ha personalmente risposto: “Pensa che questi concerti li facevano anche 50 anni fa senza schermi, senza una passerella da 100 metri e con la tecnologia audio dei nostri nonni. Il pubblico non sentiva un cazzo ma capiva cosa stava accadendo. Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina. Il concetto di ‘grande evento’ è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale”.

In occasione dell’incontro stampa al Circo Massimo di Roma che si è tenuto lo scorso 6 giugno il cantautore aveva già dichiarato: “C’è una ossessione, quella dei numeri. Nel mio caso devo dire che vince e vincerà la voglia di evolvermi dal punto di vista umano, artistico e dal punto di vista discografico. Cosa che oggi sembra un po’ stramba da dire, ma nel mio caso è un orgoglio. Per il prossimo progetto ho chiesto di non suonare negli stadi perché non c’entrano niente con quello che sto per fare. Credo nella coerenza con quello che fai artisticamente e musicalmente. Chiudo coi lustrini e apro al rock ‘n’ roll”.

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“Amanda Lear si vede lontano un chilometro che è trans e ho le prove. Era gelosa di me. Quando battevo al Parco Ravizza si è fermato Alain Delon col taxi e siamo finiti a letto”: parla Maurizia Paradiso

14 Giugno 2026 ore 12:54

“Sono un ragazzo con la fi*a e le tette. Me le sono fatte nel 1978, tu dovevi ancora nascere”. Parola di Maurizia Paradiso attrice e conduttrice popolarissima nelle tv private dagli Anni 80 e ospite in diverse trasmissioni nazionali. Tra i suoi lavori “Colpo Grosso” e incursioni nel mondo hard.

“Fino a quando sono stato maschio uso il maschile, dopo l’operazione uso il femminile. – ha raccontato a FanpageMi sono fatta seno e vulva per averle a portata di mano e non chiederle mai più a nessuno. L’unica donna al mondo a cui ho chiesto qualcosa è stata Moana Pozzi. Di lei ero davvero innamorato e innamorata, sia prima che dopo le operazioni. A me piaceva baciarla”.

Poi le rivelazioni: “Nel periodo in cui battevo al Parco Ravizza si è fermato Alain Delon che passava col taxi. Io 20 anni e bellissima, lui stupendo, sono salita e siamo finiti a letto. Ma sono stata amata anche da Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e Walter Chiari, che è morto sulla poltrona di casa mentre guardava la mia trasmissione su Rete A”.

E sul contenzioso con Amanda Lear ha dichiarato: “Continua a dire che è donna ma si vede lontano un chilometro che è trans e ho le prove. Il suo manager Luciano Tosetto, che è stato anche il mio, una volta mi ha fatto vedere il documento d’identità di Amanda dove c’era scritto Alain Maurice, il suo vero nome alla nascita, nato a Saigon nel 1939. Poi deve aver cambiato sesso come ho fatto io. Lei nega e dice che denuncia chi lo sostiene, ma poi non denuncia mai. Infatti sono anni che lo dico e non mi ha mai mandato nessuna querela. Perché io ce l’ho la foto di quel documento. Con Amanda ci ho lavorato ed era gelosa di me perché ero più bella. Lei era stuzzicante perché ambigua, io invece ero una bellezza più classica, alla Virna Lisi”.

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Botte, schiaffi e urla scoppia la rissa in spiaggia tra due massaggiatrici: “Questo cliente è mio, non toccarlo”. Il video diventa virale, ma poi viene rimosso

14 Giugno 2026 ore 12:35

Una vera e propria rissa in spiaggia è stata immortalata da un video che è diventato virale, poi però l’utente su Instagram si è reso conto della portata delle immagini e ha rimosso tutto. In ritardo però perché le immagini sono state salvate dagli altri utenti social con frame mentre la clip è stata scaricata ed è circolata lo stesso.

In spiaggia, un una località non definita della Toscana, come riporta Il Mattino, due massaggiatrici si sono lanciate in una vera e propria rissa per un cliente. Nel video si vede una donna intenta a massaggiare la schiena di un cliente sdraiato sul lettino del lido, attorno lui un gruppetto di amici distratti al cellulare, a leggere un libro o a fare una pennichella.

D’un tratto è arrivata un’altra massaggiatrice che ha offerto i suoi servizi agli amici di ombrellone. Ma uno di questi ha risposto che hanno già pagato 30 euro per due massaggi e, in quel momento, la donna stava servendo il primo cliente. La seconda massaggiatrice si è offerta lo stesso, proponendo 15 euro a testa.

Ma la prima massaggiatrice che ha sentito la contrattazione si è alterata e ha urlato alla “concorrente” che ormai stava facendo lei il servizio e che la paga sarebbe andata tutta a lei. Da qui botte da orbi, schiaffi e urla ed è il caos tra i bagnanti che hanno cercato di riportare la calma.

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“A me dispiace moltissimo vedere attaccate artiste valide come Elodie o Emma. Per fortuna si sanno difendere molto bene anche da sole”: così Loredana Bertè

14 Giugno 2026 ore 11:48

Loredana Bertè non le ha mai mandate a dire e si tiene stretta la sua etichetta di “ribelle”, che dà il nome anche al tour estivo. Nel quale canterà i suoi brani cult, ma non un nuovo tormentone da spiaggia, come rivela in un’intervista a La Stampa nella quale parla anche di De Gregori, Vasco e degli attacchi alle colleghe donne. “Ci siamo mossi in diverse direzioni, valutato diverse proposte ma purtroppo non è arrivato il pezzo ‘wow’”, confessa. In compenso sta lavorando ad un nuovo disco e ammette che se dovesse trovare la canzone giusta per Sanremo 2027 ci farebbe un pensierino.

“Mi sono sempre piaciuti gli eretici e ho combattuto i pregiudizi”

Ma che cosa pensa Loredana Bertè delle posizioni di Francesco De Gregori, che nelle scorse settimane ha fatto molto discutere dichiarandosi contrario agli artisti che sul palco si pronunciano sulle guerre in atto, perché il tema è molto complesso? “Penso che De Gregori possa essere libero di esprimere il proprio pensiero solo attraverso le sue canzoni”, risponde la cantante. Che però ha un punto di vista diverso da quello del Principe: “Essendo una persona istintiva tendo ad espormi se necessario. E quando sento di farlo non ho mai nascosto le mie posizioni, da quando ero una ‘manifestina militante’. Mi sono sempre piaciuti gli eretici e ho combattuto i pregiudizi anche a costo di essere scomoda»”. Più che la linea De Gregori, la Bertè si ritrova su quella di Vasco Rossi, che durante i suoi concerti continua a dire ciò che pensa sui fatti del mondo: “Io non le ho mandate a dire, sono molto in linea con Vasco. Siamo due rocker supervissuti”.

“Le colleghe come Emma e Elodie si sanno difendere”

Mentre passerà l’estate in giro per l’Italia per lavoro e relax, si prepara ad un’altra grande stagione tv con The Voice Senior e Kids. Prima però, l’11 settembre, sarà tra le star di Jukebox-La notte delle hit, condotto da Antonella Clerici da Torino, dove si esibiranno anche Gaetano Curreri, Anna Oxa e Patty Pravo. A proposito della Pravo, la definisce “un’amica ed artista immensa”. Ma come vive le rivalità nel mondo della musica? “Il nostro mondo rispecchia la realtà, mica possiamo starci tutti simpatici. Però sinceramente non credo di dover più dimostrare niente a nessuno e non mi sento in competizione con nessuno: anzi, amo molto le collaborazioni”. Poi confessa che le nuove generazioni dello show si muovono molto bene (“Con l’avvento dei social sono sempre molto esposte al giudizio, sicuramente non hanno vita facile in questo senso”) e che non tollera gli attacchi subiti dalle colleghe: “A me dispiace moltissimo veder attaccate artiste valide come Elodie o Emma. Per fortuna si sanno difendere molto bene anche da sole”.

“Mi è mancato il pezzo ‘wow’ per questa estate. Non è facile”

Poi la Bertè spiega perché quest’anno non parteciperà alla “gara” dei tormentoni estivi: “Ci siamo mossi in diverse direzioni, valutato diverse proposte ma purtroppo non è arrivato il pezzo ‘wow’. Sinceramente un singolo deve essere ‘wow’ per spingermi ad andare in studio. Per buttarmi in un nuovo progetto, debbo esser convinta al 100 per 100”, ammette. In compenso, sta ascoltando tanti pezzi perché vorrebbe uscire con un nuovo album: “Ne abbiamo ascoltati molti e selezionati pochi, non è affatto facile oggi trovare le canzoni giuste per me che ho lavorato con grandi autori e anche con giovani. Vediamo se arriva qualcosa di interessante, il processo creativo è impegnativo. Uscirò quando sarò pronta”. E chissà se tra questi nuovi brani c’è quello giusto per il Festival targato Stefano De Martino: “A Sanremo ho fatto di tutto. Chissà, magari se arriva la canzone giusta: ma dovrebbe proprio essere giusta, giusta, giusta”. I “figli di Loredana” sono avvisati.

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Tutti pazzi per il principino Louis al balcone reale: fa le smorfie, si stacca dai reali e guarda gli aerei per conto suo. Mentre George riesce a trattenere lo starnuto

14 Giugno 2026 ore 10:43

Sono lontani gli anni nei quali dal balcone di Buckingham Palace si affacciava una vera e propria folla di teste coronate con corollario di aristocratici e tutti i bambini in prima fila sorvegliati a vista per non fare danni. Ci fu il tempo in cui tra quei bambini c’era il principe William attratto dalle coccarde gialle esposte sul corrimano ricoperto dal velluto porpora e la principessa Diana che, da dietro, lo sorvegliava con amore.

Poi è stata la volta di Harry accoccolato sulle braccia della mamma con il dito puntato verso gli aerei, ma nessuno di loro ha mai lasciato un segno paragonabile a quelli che da anni consegna puntualmente il piccolo Louis. Il terzogenito di casa Wales è un catalizzatore dell’attenzione generale ad ogni uscita pubblica, che si tratti degli spalti dai quali “redarguiva” indisciplinato mamma Kate, ai quelli nei quali saltellava sulle ginocchia di nonno Carlo, fino alle varie annate nelle quali ha mostrato smorfie e bocche storte davanti al passaggio delle Red Arrows, durante il sorvolo di Buckingham Palace, in occasione del Trooping the Colours o per il giubileo di Platino della bisnonna Elisabetta II.

Anche quest’anno, Louis è riuscito a farsi notare nelle sue pose migliori e a nulla sono valse nel tempo le reprimende della sorellina Charlotte che lo tiene d’occhio e, in passato, lo ha anche pubblicamente redarguito durante il passaggio in carrozza sulla Ascot Landau, perché gesticolava troppo o non stava al suo posto.

Si sa, i fotografi stanno appostati proprio per riuscire a cogliere il momento di fuori programma più succulento e con Louis si vince facile perché anche questa volta è riuscito a dare il meglio di sé mentre si accasciava sul davanzale del balcone per seguire il sorvolo della pattuglia acrobatica che riversava nell’aria i colori della Union Jack.

Di tutt’altro tono lo sforzo eroico del fratello George colto dalle telecamere mentre ha fatto di tutto (riuscendoci) per trattenere uno starnuto germogliato durante l’inno nazionale ed esploso dopo l’ultima nota di God Save The King. Un sonoro “etchiù” è scoppiato dalle sue reali narici a tempo debito, guadagnando le lodi di mamma Kate, lì di fianco.

In un balcone poco popolato, l’età media era davvero piuttosto alta, spinta in avanti dal duca del Kent, orgogliosamente 90enne, che si è prestato alle rigide regole del protocollo stando ritto in piedi per salutare l’inno, la folla e poi il flypast. Rimasto vedovo da poco, nell’ultimo anno il duca ha portato a termine oltre settanta impegni per conto della corona e nella sua lunga vita può raccontare di aver assistito a ben tre incoronazioni: quella di Giorgio VI, di Elisabetta II e di Carlo III.

Lui non si è scomposto davanti all’esuberanza di Louis mentre la scenografia ufficiale vuole che i principi del Galles stiano tutti insieme sul lato destro di chi osserva la balconata piuttosto scarna.

Kate, come sempre, illumina la scena, ride di gusto e asseconda la curiosità dei suoi bambini, che nasconde gelosamente dagli occhi del pubblico centellinando le loro uscite ai momenti davanti ai quali non si può dire di no. Anche per questo motivo, i commentatori ed i sudditi non hanno potuto fare a meno di notare quanto sia cresciuto colui che in Italia era “Baby George” in una famosa parodia. All’alba dei tredici anni, il secondo in linea di successione, è ormai un ragazzino pronto ad andare a studiare nel prestigioso college di Eton, dove avrebbe già superato i test di ammissione seguendo le orme del papà e dello zio, Harry. Manca poco e lascerà il nido che Kate e William hanno creato per proteggerlo e garantirgli una vita il più “normale possibile”.

Il suo destino è scritto e a lui non sono concesse sbavature perché avrà l’arduo compito di fare sopravvivere una istituzione millenaria oggi abbacchiata dal fuoco di fila degli scandali e dai colpi lanciati dalla California. Sì, perché, in pochi lo avranno notato, ma contravvenendo alle regole non scritte di mutuo rispetto, quest’anno, mentre il regno, compreso il Commonwealth, stava a guardare il Trooping the Colour in diretta da Londra, Harry appariva on line in un video di saluto agli Invictus Germany Sports Festival 2026, mentre la moglie Meghan pubblicava una foto con in braccio il bebè figlio di un’amica.

Ma qualcuno se n’è accorto?

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“Chi si suicida spesso non vede più un futuro possibile. Il carcere sia un luogo di riabilitazione. Si chiudono le porte alle spalle pensi che non uscirai più”: così Claudio Santamaria

14 Giugno 2026 ore 10:24

Claudio Santamaria conosce bene la situazione delle carceri italiane. E lo racconta in una intervista a La Repubblica per spiegare il suo punto di vista e quali sono le cose che si devono e possono migliorare.

“Il carcere deve essere un luogo di riabilitazione. – ha affermato – È già un sistema totalitario, senza contatti con il mondo esterno. Portare il cinema, il dialogo, il dibattito, può contribuire alla sua funzione principale”.

E ancora: “Chi ha sbagliato paga un prezzo, ma bisogna anche sostenere un percorso di recupero, aiutare le persone a comprendere ciò che hanno fatto e offrire una prospettiva. Chi si suicida spesso non vede più un futuro possibile. Mi sembra che nel senso comune prevalga ancora l’idea del punire e buttare la chiave”.

“Ogni volta è un’esperienza molto forte. – ha continuato, spiegando le sensazioni ogni volta che varca la soglia di un carcere – All’inizio ti senti spaesato, impaurito. Appena si chiudono le porte alle tue spalle pensi che non uscirai più. Almeno io ho avuto questa sensazione. Però è anche un luogo di scambio molto intenso, perché chi è dentro ha una grande voglia di comunicare con l mondo esterno, di raccontarsi, di farsi comprendere”.

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“Ero pazzo a ‘Il Gladiatore’. Coperto di fango e sangue, mi facevano male le ossa, combattevo con svedesi alti 2 metri che mi colpivano con spade e asce. E una mi è davvero arrivata in faccia”: parla Russell Crowe

14 Giugno 2026 ore 09:48

Russell Crowe è stato il protagonista della quarta giornata del Taormina Film Festival, dove ha ricevuto il Premio alla Carriera e ha presentato in anteprima mondiale “Bear Country”, e ha ricordato il capolavoro di Ridley Scott “Il Gladiatore”.

“Nel periodo in cui ho girato il film ero pazzo: ogni minuto che vedete nel film sono io – ha raccontato l’attore-. L’unica eccezione fu la caduta da cavallo nella battaglia iniziale, eseguita da uno stuntman che si ferì davvero. Quando ho visto il taglio sul suo naso dissi: ‘Sembra perfettò. E me lo sono fatto mettere anche io”.

L’arrivo sul set fu “uno shock”: “Venivo da film come ‘L.A. Confidential’ o ‘Insider’. Poi arrivi sul set di Ridley Scott e ti trovi davanti centinaia di cavalli, catapulte, 600-700 soldati romani, 300-400 barbari. Era gigantesco“. All’epoca aveva lavorato a produzioni da 30-40 milioni di dollari: “Quello ne aveva 103. È stato un enorme passo avanti”. Un personaggio che ha segnato la storia del cinema e gli è valso l’Oscar: “Non ci pensi. Vai al lavoro, sei coperto di fango e sangue, ti fanno male le ossa, combatti con svedesi alti due metri che ti colpiscono in faccia con spade e asce. E una mi è davvero arrivata in faccia. Pensi solo al personaggio”. La vittoria fu “una sorpresa incredibile”, accompagnata da un forte senso di inadeguatezza: “Ti siedi in una stanza con gli altri candidati (all’epoca era lo Shrine Auditorium di Los Angeles, ndr) in cui senti di non appartenere. Poi dicono il tuo nome e non capisci più nulla”.

Crowe ha parlato poi del suo amore per il mestiere: “La scoperta del personaggio, le riunioni sui costumi, sugli oggetti di scena, le visite alle location. Quando costruisco un ruolo penso solo alle esigenze del personaggio”. Nel cinema, dice, ci sono “due regole”: “Dettaglio e collaborazione”. Un film “diventa grande perché ci si sofferma sui dettagli e sulla collaborazione”. L’attore paragona il lavoro sul set alle “lezioni di ballo con un partner: lavorare in sintonia con un’altra persona affinché il film abbia successo”.

Infine un consiglio ai più giovani: “Ascoltate chi vi dà indicazioni, perché ora vivo come molti anziani: in una grande battaglia con i tendini”.

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