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Aeroporti, un guasto alla rete di controllo: voli cancellati o in ritardo. Disagi in tutta Italia

16 Ottobre 2026 ore 13:21
I primi segnali questa notte. Enav fa sapere che “sta lavorando per ripristinare la piena funzionalità della rete di trasmissione dati”. E che "non vi sono elementi che facciano pensare a un attacco informatico o a un sabotaggio"

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Il sud bloccato dalla protesta degli autotrasportatori, il Governo convoca un tavolo

17 Ottobre 2026 ore 12:22
Seconda giornata di presidi, nel Foggiano si valuta di portare i blocchi a Roma. Cts: "Salvini firmi impegni o non ci muoviamo". Si teme anche per la consegna dei farmaci. Distributori esauriti in Puglia e Calabria, i tir non scaricano in Sicilia

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Aeroporto Frienze, Carrai: ‘ se vinciamo al Tar chiudiamo l’iter a primavera’

15 Ottobre 2026 ore 11:46
Aeroporto Frienze, Carrai: ‘ se vinciamo al Tar chiudiamo l’iter a primavera’

Lo ha detto Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti. “Se tutto naturalmente andrà bene, potremo iniziare i lavori”.

Carrai ha partecipato alla conferenza stampa di oggi, organizzata dalla Camera di commercio di Firenze, con la presenza delle categorie economiche che si sono rivolte al Tar sostenendo le ragioni di Toscana Aeroporti, intervenendo ad opponendum nei ricorsi presentati da amministrazioni e associazioni contrarie al progetto.

“Laddove il Tar si esprima in senso favorevole” al progetto di potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista, l’iter, ha sottolineato Carrai,  “prevede, ed è già avviato, il percorso della comunicazione a Bruxelles presso l’Unione Europea per la strategicità dell’aeroporto, e successivamente la conferenza dei servizi, che tendenzialmente porterà a concludere tutto questo ciclo nella prossima primavera”.

“L’infrastruttura aeroportuale – ha affermato il pesidente di TA- è solamente un mezzo per poter sviluppare i territori, ma è al servizio degli stakeholder, che siano le categorie economiche, le persone che vogliono viaggiare per turismo, per business o per studio, o anche tutta la parte della ricerca scientifica”.

In caso di vittoria al Tar, ha spiegato il presidente della società, “faremo di tutto, e io in primis mi impegnerò, a far sì che sia salvaguardata la parte ambientale, seguendo naturalmente le linee guida”, mentre “nel caso invece di una nostra sconfitta, valuteremo nel merito i punti che il Tar solleverà e poi prenderemo le dovute decisioni”.

Trasporti, logistica e infrastrutture: a Roma il confronto di Forbes Italia su come rendere il Sistema Italia più competitivo

15 Ottobre 2026 ore 13:40

Infrastrutture, trasporti e logistica sono la base su cui si regge la competitività delle imprese italiane, e a Roma nel Palazzo Wedekind, Forbes Italia ha deciso di metterli al centro del dibattito: istituzioni, imprese e professionisti si sono confrontati sulle arterie, visibili e invisibili, che muovono il Paese.

A moderare le tavole di confronto è stata la giornalista Giulia Piscina, che ha aperto i lavori con la domanda guida della giornata: “come possiamo rendere infrastrutture, trasporti e logistica una leva competitiva per il Sistema Italia?”

Ad aprire la giornata è stato Nicola Formichella, amministratore delegato di Forbes Italia, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: Forbes da anni si impegna a raccontare le aziende che sono un punto di riferimento per il Paese e che provano a competere in Italia e all’estero.

Proprio il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, ha dato il via al confronto partendo dalla riforma della governance portuale, in esame alla Camera, che prevede la nascita di Porti d’Italia Spa. Il settore, ha spiegato, è cambiato: “oggi si parla di industria della logistica”. La blue economy è tra i filoni che crescono di più a livello globale, anche perché tre quarti del globo sono coperti d’acqua e solo in parte sfruttati. Per questo il governo sta avviando un progetto pilota sulla subacquea.

Il nodo principale, secondo Rixi, è oggi la frammentazione: 16 autorità di sistema portuale, spesso in competizione tra loro.

La riforma risponde a tre esigenze. La prima è presentare un’offerta unitaria sui mercati internazionali. La seconda è investire anche all’estero. La terza è una programmazione nazionale pluriennale dei finanziamenti, con la presenza del Mef e con partnership pubblico-private che aprano alla finanza privata.

Il binario deve entrare nei porti, perché “il sistema logistico non è più diviso tra strade, ferrovie, aeree e mare, deve essere un tutt’uno”. Servono sistemi digitali che dialoghino tra loro: intelligenza artificiale, fibra e cyber security, per proteggere le linee logistiche di un Paese che resta il secondo manifatturiero d’Europa.

L’assessore alla mobilità sostenibile e trasporti di Roma Capitale, Eugenio Patanè, ha portato anche i saluti del sindaco Gualtieri. Per lui la sfida più importante è chiara: “recuperare quel gap infrastrutturale che c’è nelle nostre città, in particolare a Roma, rispetto alle altre grandi capitali europee” e “curare la lunga tratta e anche l’accessibilità delle città”.

La certezza del diritto, l’infrastruttura che non si vede

L’avvocato Marco Giustiniani, partner di Pavia e Ansaldo, ha osservato con ironia che in Europa gli appalti pubblici si riformano una volta ogni dieci anni, in Italia dieci volte l’anno. Per lui la certezza del diritto è “un’infrastruttura che non si vede”, che non compare nei rendering ma decide se un investitore, soprattutto straniero, sceglie l’Italia: vuole sapere quali sono le regole, chi decide e in quanto tempo.

Ha ricordato che la legge portuale in vigore ha 30 anni e che oggi la concorrenza è tra sistemi logistici, non tra porti. Esaurita la spinta keynesiana del dopo pandemia, e dopo le decisioni della Corte di giustizia europea sulla prelazione del promotore che hanno frenato il partenariato pubblico-privato, servono norme stabili: meglio una buona norma stabile che una perfetta ma instabile, anche per vincere la “paura della firma” dei funzionari.

Logistica, rigenerazione e intelligenza artificiale

Andrea Amoretti, managing director Italy di P3 Logistics Park, ha definito la logistica come il collegamento tra chi produce e chi usa un bene, minimizzando tempi e costi. Un territorio è attrattivo per il Pil manifatturiero, la vicinanza a strade, ferrovie e porti, la disponibilità di terreni e un’amministrazione pronta a ricevere. L’Italia, ha detto, ha ottimi elementi strutturali.

Conciliare sviluppo e tutela del suolo, ha spiegato, “è difficile ma è possibile”. Automazione e veicoli elettrici cambiano le esigenze dei magazzini, e rigenerare è sempre più conveniente che costruire in aree vergini lontane. L’esempio è Altedo, dove P3 ha trasformato l’area degradata di un ex zuccherificio in un polo produttivo, attivando una linea di trasporto pubblico con abbonamenti per i lavoratori e valorizzando, con la soprintendenza, un mulino medievale emerso in cantiere, oggi al centro di una pubblicazione e di una mostra.

Per il futuro Amoretti prevede che l’intelligenza artificiale sceglierà meglio dell’uomo dove costruire i magazzini, che torneranno vicini alle manifatture, e ha lanciato lo spunto dei porti per i droni, da riprendere nel 2027.

Appalto genuino, camionisti e caro gasolio

La consulente del lavoro di SD Worx, Roberta Maspes, ha spiegato i requisiti dell’appalto genuino, richiamando l’articolo 1655 del codice civile e l’articolo 29 della legge Biagi (decreto legislativo 276 del 2003): il committente non deve interferire nell’esecuzione né sui lavoratori, e il rischio d’impresa resta all’appaltatore. Ha illustrato la responsabilità solidale, l’importanza di un contratto ben fatto e di pochi documenti essenziali, e i campanelli d’allarme da monitorare: contratti collettivi non adeguati, rateizzazioni richieste agli enti pur in presenza del Durc e uso improprio del part-time per gestire la flessibilità.

Il presidente di Morisco Group Holding, Christian Morisco, ha descritto una filiera in difficoltà. Il gruppo conta circa 150 trattori, 100 semirimorchi e 200 dipendenti e, tramite Sinapsi, ha sviluppato il primo modello in Italia di noleggio con conducente di mezzi pesanti con servizio di backup. Il problema è la manodopera: “Non ci sono autisti e abbiamo bisogno di maggiore innovazione”.

Treni regionali, intermodalità e tecnologia

Il direttore operations regionale di Trenitalia, Maria Giaconia, ha ricordato che oggi la domanda di mobilità regionale è cambiata dopo il Covid ed è legata anche a tempo libero, borghi ed eventi. Dal 2018 Trenitalia ha inserito oltre 1000 treni nuovi, che nel 2027 saranno 1081, cioè l’80% della flotta, con 6.000 treni al giorno verso 1.700 destinazioni. I convogli consumano il 30% di energia in meno e il primo in Europa ha tre trazioni, diesel, batteria ed elettrica, con possibilità di usare biocarburante.

Per il futuro “la parola magica è intermodalità”: hub di interscambio, orari e biglietti integrati. Con l’Ertms i treni potrebbero viaggiare da soli entro due anni, mentre i sensori, che rilevano 20.000 segnali al secondo, e l’intelligenza artificiale permettono la manutenzione predittiva.

L’indice di fiducia di Cogit AI

Il finale è stato dedicato all’AI Reputation Index di Cogit AI, “L’Italia che muove fiducia”, con uno score di 40,9: non una reputazione cattiva, ma un profilo da stabilizzare e vicino alla fascia successiva. Sei le decisioni verificabili per migliorarlo: unificare la puntualità ferroviaria, pubblicare lo stato delle opere, rendere visibili i tempi portuali, separare gli stati della spesa, misurare la distanza climatica e costruire fiducia sui presidi. Gli scenari “+5” e “+10” sono solo un’illustrazione aritmetica, non una previsione.

L’evento è stato realizzato con il contributo di Acqua Chiara Collection, Anas (Gruppo FS Italiane), Cogit AI, Morisco Group Holding, P3, Pavia e Ansaldo Studio Legale e SD Worx.


Le foto dei protagonisti:


 

L’articolo Trasporti, logistica e infrastrutture: a Roma il confronto di Forbes Italia su come rendere il Sistema Italia più competitivo è tratto da Forbes Italia.

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