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Conclusi i lavori all’acquedotto di Rosignano

12 Giugno 2026 ore 13:50

Rosignano, 11 giugno 2026 – Conclusi i lavori all’acquedotto di Rosignano per un totale di 1,5 milioni di euro per rendere la rete idrica più efficiente e sicura. Si tratta di un intervento che ha permesso di sostituire e potenziare circa 2.800 metri di condotte del servizio per Rosignano Marittimo e per le frazioni collinari. Somo state rifatte e potenziate rifacimento le infrastrutture idriche in via dell’Acquabona, nel tratto compreso tra l’omonima località e il Parco dei Poggetti, area strategica per il sistema acquedottistico del territorio in quanto sede sia della Centrale idrica Acquabona sia del Serbatoio di Rosignano Marittimo. L’intervento, inserito tra i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), “costituisce un passo fondamentale per il miglioramento dell’efficienza del servizio idrico destinato ai cittadini di Rosignano Marittimo e delle frazioni collinari – scrive in una nota il Movimento Cinque Stelle – È giusto ricordare un fatto semplice e incontestabile: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato ottenuto dall’Italia durante il Governo guidato da Giuseppe Conte. Oggi molti lo hanno dimenticato o provano a intestarsi risultati non suoi, ma le risorse che stanno finanziando opere concrete nei nostri territori arrivano da una scelta politica precisa che il MoVimento 5 Stelle ha fortemente voluto e portato a compimento in Europa. A Rosignano, come nel resto del Paese, il PNRR ha significato infrastrutture moderne, servizi migliori e investimenti reali per le nostre comunità”.

Province in Europa, la battaglia per i fondi: “Più territori, meno centralismo”

11 Giugno 2026 ore 18:22

Livorno, 11 giugno 2026 – A Bruxelles si è discusso del futuro della politica di coesione europea e il messaggio arrivato dalle Province è chiaro: le risorse devono restare più vicine ai territori e non concentrarsi nei livelli centrali.

Al summit “Bringing Cohesion Closer”, ospitato dal Comitato europeo delle Regioni e promosso da Partenalia, amministratori locali di diversi Paesi hanno chiesto di rafforzare il ruolo delle autorità intermedie, come Province ed enti di area vasta, nel sistema di gestione dei fondi europei.

La preoccupazione principale riguarda il rischio di una nuova centralizzazione delle decisioni, sia a livello europeo che nazionale, che potrebbe allontanare le risorse dai territori che ne hanno bisogno.

A rappresentare l’Italia erano presenti la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini, insieme al presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci e al vicepresidente di Partenalia Luca Menesini, che hanno portato una posizione comune degli enti locali.

Secondo Scarpellini, la gestione dei fondi non dovrebbe essere accentrata negli Stati ma valorizzare il ruolo delle Province, considerate fondamentali per ridurre le disuguaglianze tra aree forti e aree più fragili.

Dal confronto è emerso anche che, in molti casi, gli enti locali risultano più rapidi nell’attuazione dei progetti rispetto alle amministrazioni centrali, come evidenziato anche da alcune analisi sul Pnrr.

Per gli amministratori presenti, la coesione europea rischia di perdere efficacia se si allontana dai territori. L’obiettivo, invece, dovrebbe essere quello di rafforzare chi opera più vicino ai cittadini, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.

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