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Pochi abbonati per la stagione dell’Us Livorno: si conferma lo scollamento tra tifoseria e società

17 Agosto 2026 ore 15:42

LIVORNO – Pochi abbonati per la stagione dell’Us Livorno: si conferma lo scollamento tra tifoseria e società.

L’arrivo sulla panchina amaranto di Cristiano Lucarelli un guru in terra labronica per quanto fatto vedere da calciatore con la amata casacca amaranto, aveva fatto pensare ad un ritorno di fiamma del tifo labronico sugli spalti del vetusto Armando Picchi, anche perché accanto a Cristiano, nell’importantissimo ruolo di direttore sportivo, c’è il fratello Alessandro, pure lui labronico doc, pure lui ex amaranto.

Invece, nonostante le prove incoraggianti nelle prime uscite stagionali, con la perla della vittoria nell’esordio ufficiale in Coppa Italia, contro una squadra importante come la Reggiana, la campagna abbonamenti stenta a decollare, tanto che non è stato ancora abbattuto il primo traguardo importante, quello dei 1000 ticket annuali staccati.

Segno evidente, al di là di tutte le possibili scusanti, di quanto si sia ormai lacerato il rapporto tra la tifoseria e questa società, al di là della mossa, corretta, e non solo come captatio benevolentiae, di affidare la panchina a Cristiano Lucarelli, che, per inciso, in serie C sposta, come dimostra la stagione dei record di Terni, con annessa promozione in serie B.

Oltre al deludente andamento della campagna abbonamenti, ed all’esordio in campionato manca una settimana esatta, fa specie anche lo sparuto numero di spettatori presenti alle prime due uscite stagionali, contro Empoli, in amichevole, e Reggiana, in Coppa Italia. Vero che il caldo asfissiante la faceva da padrone, altrettanto che dello stadio mobile di vecchia memoria si sono perse le tracce.

Complice anche qualche scelta di marketing errata della società, leggi un aumento dei prezzi per le tessere annuali e i costi, a dire dei tifosi eccessivi, dei biglietti per le sfide contro Empoli e Reggiana. Ed allora, come si esce da questo cul de sac? Una via potrebbe essere un finale di mercato tutto lustrini e paillettes, che regali a mister Lucarelli acquisti di assoluto livello per la categoria e non, come avvenuto fino adesso, scommesse o giovani di più o meno belle speranze.

L’altra passa gioco forza da un riavvicinamento tra la proprietà, che avrà anche non poche colpe, ma ha comunque il merito di provare a costruire una buona squadra, pur nelle evidenti ristrettezze economiche, ma soprattutto dai risultati, magari ottenuti con buone prestazioni.

Del resto, l’impressione è che il fuoco covi sotto la paglia, come testimoniano le 7mila presenze nella prima dello scorso campionato, in casa contro la Ternana, numero quasi impossibile da bissare il prossimo lunedì, nella sfida casalinga contro la Torres, quando il Livorno inizierà il suo lungo cammino in campionato.

Juventus, arriva Vicario: così un’estate di trattative ha portato al portiere che voleva Spalletti

17 Agosto 2026 ore 15:02

E alla fine arriva il numero 1 italiano. L’occasione da cogliere al momento giusto. La quiete dentro a una tempesta che si stava gonfiando sempre di più. Perché la Juve, dopo aver sistemato attacco e difesa, aveva assolutamente bisogno di un portiere. Da sempre. Spalletti l’ha detto più volte e più volte l’ha confermato: “Non abbiamo mai cambiato idea: il portiere ci serve, pur con tutta la stima per Di Gregorio”. Di facciata, evidentemente, visto che il giocatore è fuori dal progetto tecnico ed è in trattativa con il Monza per un romantico ritorno tutto da mettere in piedi. Ma questa è un’altra storia. Il nuovo portiere della Juve sarà Guglielmo Vicario. Senza sorprese, senza ulteriori aggiornamenti da dare. È già a Torino.

Attesa premiata

Voleva tornare in Italia, Vicario, e al Tottenham l’aveva fatto capire. Aveva già dato il suo assenso all’Inter per un trasferimento che a maggio sembrava cosa fatta, ma che poi per volontà di Oaktree si era bloccato, vista la rinnovata fiducia a Martinez (con Provedel come suo vice). E quindi ha dovuto ricominciare ad aspettare. La Juve c’era sempre stata, ma era rimasta molto spaventata dai costi dell’operazione che per il Tottenham erano alti. Molto più alti rispetto agli accordi finali: prestito gratuito, 8 milioni di diritto di riscatto e 2 di bonus molto facili da raggiungere. Un’operazione da 10 milioni insomma, che Carnevali è riuscito a mettere in piedi e a chiudere con urgenza, una volta capita la strada che stavano prendendo le altre trattative per i pali. Vicario non è un ripiego, ma è l’opportunità che andava colta ora sapendoci ricamare un po’ intorno. Mentre tutte le altre opzioni cadevano a una a una.

Tentativi da maggio

La prima era quella di Alisson del Liverpool. Il ds Ottolini (allora senza la guida di Carnevali, ma con quella di Comolli) si era mosso e aveva strappato un’intesa di massima. Ma i piani degli inglesi erano cambiati, e quindi si è cercato altrove. Dalla nazionale brasiliana a quella argentina, rimanendo sempre in Inghilterra: da Liverpool a Birmingham ci vogliono circa due ore, e il Dibu Martinez era lì, pronto ad aspettare i bianconeri. Lo ha fatto per mesi, anche durante il Mondiale. La Juve si avvicinava e si fermava, lo trattava ma poi non chiudeva. L’ha fatto fino a pochi giorni fa, quando ai Villans è andato Suzuki (altro obiettivo trattato a lungo, senza successo). Ma quell’infortunio al dito proprio non riusciva a convincere i bianconeri a fare l’investimento, anche perché il rischio di un’operazione è concreto. E quindi niente, si è aspettato ancora.

Di Suzuki si è scritto poco sopra: la Juve ci ha pensato eccome. Prima capendo con il Parma se potesse acquistarlo (ma il valore era superiore ai 30 milioni di euro). Poi se potesse mettere in piedi un’operazione con il Psg, che l’avrebbe preso per girarlo in prestito ai bianconeri. Alla fine nulla: il giapponese è volato in Inghilterra, dove sono rimasti sia Alisson sia Martinez. Ma da dove arriva Vicario. Che di Donnarumma è il vice e che torna in Italia dopo un’esperienza al Tottenham. Con obiettivi importanti da perseguire e con una fiducia totale di Spalletti. Quella che Di Gregorio non aveva più. Quella che serve in generale alla Juventus per rilanciarsi dopo anni tanto, troppo difficili.

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Festa in una piscina a Porto Cervo: il calciatore Yael Trepy non sa nuotare e rischia di annegare

17 Agosto 2026 ore 12:57
L'attaccante francese del Cagliari vittima di un incidente in piscina in una festa privata, è stato elitrasportato intubato. Il club: "Pensiero a lui e alla famiglia"

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Molta acqua nei polmoni: coma farmacologico per Yael Trepy. Incidente in piscina per il giocatore

17 Agosto 2026 ore 12:50
L'attaccante del Cagliari si sarebbe trovato in grossa difficoltà perché non sa nuotare, ora in terapia intensiva all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, il classe 2006 è in coma farmacologico sotto costante monitoraggio della struttura

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