Con 153 voti a favore e 105 voti contrari, l’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il ddl presentato dal Governo per il riconoscimento del caregiver familiare.
«Ringrazio la Commissione 12ª, il presidente Cappellacci, i relatori del provvedimento Ciocchetti e Panizzut, i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione per il contributo dato nel corso del provvedimento. Ringrazio gli uffici della Commissione, i gruppi parlamentari e del ministero per il prezioso supporto. Oggi insieme diamo un segnale forte e concreto per la vita di tante persone che amano, che curano e che non vogliono essere sostituite, ma accompagnate dalle istituzioni in questo percorso di amore e di cura», ha detto la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
«Questa legge, a tutele differenziate, parte dal garantire un sostegno concreto anche dal punto di vista economico a chi ha un carico di cura 24 ore su 24. Le tutele sono differenziate proprio per questo, per riconoscere tutti i caregiver familiari secondo la definizione del famoso comma 255, ma garantendo sostegni e misure ad intensità differente se differente è l’impegno anche nel carico di cura».
Un ringraziamento la ministra lo ha rivolto anche «a tutte le associazioni che in questi anni hanno combattuto perché questa legge si potesse concretizzare e tutte le famiglie che ogni giorno superano sfide e difficoltà. Questo è un punto fermo per la dignità della vita e del compito di cura di ogni familiare. Da qui non si tornerà più indietro, ma si potrà solo andare avanti».
Vengono stanziati 260 milioni di euro a decorrere dal 2027: c’è la consapevolezza che non sono sufficienti e che c’è bisogno nelle prossime leggi di bilancio di mettere più risorse. È previsto un contributo economico per il caregiver prevalente convivente, subordinato a specifici requisiti: almeno 91 ore settimanali di assistenza, Isee non superiore a 25mila euro e reddito da lavoro entro i 3mila. Il contributo può arrivare fino a 1.200 euro trimestrali, in base alle risorse disponibili. Il provvedimento prevede il riconoscimento tramite piattaforma Inps, il supporto psicologico, l’assistenza domiciliare e il maggiore coinvolgimento del caregiver nei percorsi sanitari e sociosanitari della persona assistita. L’obiettivo è favorire il coordinamento tra famiglia, servizi sociali e sistema sanitario. La misura presenta tuttavia alcuni limiti: il contributo non è universale, prevede risorse limitate e non garantisce contributi pensionistici figurativi.
Il testo ha avuto il voto favorevole di Lega-Salvini Premier, Forza Italia, Noi Moderati e gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci. Hanno votato contro Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, MoVimento 5 Stelle, Italia Viva-Casa Riformista, Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe.

In Italia ci sono 7 milioni di caregiver. Persone invisibili che, nel silenzio, si fanno carico ogni giorno della fragilità di un proprio caro. L’inchiesta su VITA magazine.
LA SOLITUDINE DEI CAREGIVER
Luciano Ciocchetti (FdI), relatore in Commissione, ha ricordato che lì sono stati approvati 49 emendamenti, di cui 25 dell’opposizione: la salvaguardia delle leggi regionali; l’incremento della soglia Isee da 15.000 a 25.000 euro; le tutele per i minori che convivono con persone con disabilità; le semplificazioni nella rendicontazione al giudice tutelare; l’innalzamento da 25 a 40 chilometri della distanza massima per caregiver non conviventi; dei criteri nazionali uniformi per computo assistenziale e più tutele in caso di rigetto delle domande; la raccolta di dati statistici sulle condizioni dei caregiver familiari.
In apertura, la ministra Alessandra Locatelli (foto di Roberto Monaldo / LaPresse)
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