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A Milano la Notte dei senza dimora mette al centro il diritto alla casa

14 Ottobre 2026 ore 15:36

La casa come diritto e non come privilegio. È questo il tema scelto per l’edizione 2026 de La Notte dei senza dimora. L’evento che giunge alla sua 26esima edizione e dà appuntamento sabato 17 ottobre in piazza Sant’Eustorgio a Milano.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione Insieme nelle terre di mezzo in collaborazione con numerose realtà milanesi del Terzo settore che offrono sostegno alle persone fragili e in condizioni di marginalità.

La particolarità di quest’anno è la concomitanza con la Giornata Mondiale Onu per la Lotta alla Povertà, che si celebra ogni anno il 17 ottobre. Un’occasione per ritrovarsi a riflettere sulla condizione di chi vive in città senza una casa e su cosa fanno e possono fare insieme le istituzioni e il Terzo settore. Il momento di condivisione inizierà nel pomeriggio alle ore 16 e andrà avanti fino alla notte prevedendo anche numerose attività, giochi e musica per una vera e propria festa insieme. 

Notte dei senza dimora_Milano 2025_1 foto di @IsabellaBalena
Il pomeriggio in piazza Sant’Eustorgio durante l’edizione del 2025 – foto di Isabella Balena

Anche in questa edizione, per chi lo desidera, l’invito a dormire all’aperto è sempre valido: l’organizzazione ha individuato un luogo protetto dove coinvolgere i cittadini che decidono, per una notte, di fare quest’esperienza dimostrando vicinanza alle persone che ogni giorno vivono in strada.  

Il tema dell’abitare riguarda tutti e non solo chi non ha una casa. La manifestazione vuole infatti ribadire che avere una casa non è un privilegio ma un diritto: le associazioni presenti con i loro volontari proporranno riflessioni e attività a tutti coloro che sceglieranno di partecipare all’evento di piazza.

Chiocciole in terracotta

A tutti i partecipanti sarà proposto il gioco “Caccia alle terracotte”, una caccia al tesoro di piccole chiocciole in terracotta in giro per la piazza e contenenti un messaggio sulla casa, per stimolare in modo diverso la visione dello spazio attorno a noi e per interrogarsi sul significato di casa. Il gioco ricalca quello proposto dal progetto di arte partecipata “Risveglia la chiocciola che c’è in te”, dedicato alla casa e ideato da Maurizio De Rosa, docente dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, come esperienza di esplorazione per creare occasioni di incontro e differenti esperienze dell’abitare.

Lotta allo spreco alimentare

Alle ore 18 si terrà un incontro sulla lotta allo spreco alimentare, al quale parteciperanno Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Francesca Sozzi, Fondazione Ibva; Nicola Lamberti, ad di PlanEat, azienda che ha sviluppato una piattaforma di catering che evita lo spreco alimentare e che ha lanciato anche il progetto “Pasto sospeso”. A moderare l’incontro sarà Maria Cristina Ceresa, direttrice di Green Planner.

Il concorso

“La casa non è un privilegio” è anche il tema del Concorso della Fondazione Isacchi Samaja per artisti che vivono per strada, giunto alla decima edizione: saranno esposte in piazza le opere vincitrici di quest’anno per le sezioni narrativa e poesia, arti figurative, fotografia e alle ore 19 si terrà la premiazione. Nella sede della Fondazione (in via Nino Bixio 30 a Milano) si potranno invece ammirare le opere vincitrici di tutti i dieci anni. 

La cena in piazza

Alle ore 20 sarà offerta una cena a tutte le persone con e senza dimora presenti. I piatti saranno preparati dalle associazioni che ogni giorno sono presenti in strada per distribuire pasti caldi: Fondazione Progetto Arca, grazie alla Cucina mobile e ai volontari che serviranno ai tavoli, sfornerà a scelta 300 porzioni di lasagne vegetariane e 300 porzioni di polenta con salsiccia e PlanEat offrirà 400 torte salate.

Notte dei senza dimora_Milano 2025_2 foto di @IsabellaBalena
Gli stand delle organizzazioni partner

La serata proseguirà con la musica in piazza grazie alla presenza di vari artisti: Mitoka Samba, Marina Madreperla, il coro gospel Flowing Spirit Gospel Choir e Stefania Calabrese, in arte Ciglio.
Alla Notte, inoltre, sarà presente il gruppo “Magliando” che, lavorando a maglia, prepara coperte, guanti e berretti per le persone senza dimora. 

Un podcast per comprendere le radici delle disuguaglianze italiane e interrogarsi su come ridurre i divari che attraversano le nostre comunità. Tra patrimoni che crescono e redditi che ristagnano, tra chi eredita opportunità e chi eredita svantaggi.

I volontari di Mia-Milano in Azione saranno impegnati nella raccolta di prodotti igienici che verranno poi confezionati in kit personalizzati donati alle persone senza dimora in base alle esigenze di ognuno. I cittadini possono portare allo stand dell’associazione salviette umidificate, fazzoletti, dentifrici, deodoranti spray, lamette usa-e-getta e schiuma da barba, spazzolini, confezioni di sapone liquido, shampoo e docciaschiuma, assorbenti (si raccomanda che i prodotti siano nuovi e in formato possibilmente da viaggio perché più maneggevole per la vita in strada). Nella scorsa edizione sono stati consegnati 130 kit completi.

Il camper doccia 

Saranno presenti anche i volontari dei City Angels che porteranno il camper utilizzato per offrire la possibilità di fare la doccia a chi vive per strada e i volontari di Croce Rossa Comitato di Milano che proporranno puzzle e sfide di enigmistica per adulti e bambini e allestiranno un grande pannello per contribuire alla sensibilizzazione sul tema dell’abitare: chi lo desidera potrà lasciare un messaggio e dare la propria risposta alla domanda “Cosa significa per te casa?”. 

Le altre “notti”

Il programma della Notte dei senza dimora è disponibile sul sito: lanottedeisenzadimora.org. È online anche il calendario degli eventi in programma in altre città italiane.
Sul sito  della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora – Fio.Psd è possibile approfondire la tematica e i numeri relativi alle persone senza dimora in Italia.

Le associazioni partner: Avvocato di strada, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, Casa di Gastone, Cena dell’Amicizia, City Angels, Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano, Fio.PSD, Fondazione Fratelli di San Francesco, Fondazione Ibva, Fondazione Isacchi Samaja, Fondazione Progetto Arca, Mia-Milano in Azione, Opera Cardinal Ferrari, Opera San Francesco per i poveri, Ronda Carità e Solidarietà, SosMilano, VoCi Volontari Cittadini.

Nell’immagine in apertura le cena offerta delle organizzazioni partecipanti alla Notte dei senza dimora – foto di Isabella Balena, tutte le immagini da ufficio stampa

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L’inclusione è la strada da imparare a percorrere

14 Ottobre 2026 ore 10:32

È un progetto che ha l’obiettivo di promuovere la sicurezza stradale e l’accesso alla mobilità tra migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Si chiama Stradabile ed è un’iniziativa di Fondazione Unipolis (500mila euro il valore dell’investimento) a cui hanno aderito, tra gli altri, Unhcr, Unasca, Uisp – Sport per tutti e i consigli regionali Unipol. 

A Stradabile hanno preso parte più di 300 beneficiari (migranti, rifugiate e richiedenti asilo di nove città italiane), con oltre 100 voucher per coprire i costi per conseguire la patente B e, per alcuni di loro, la patente C. 

Quattro o due ruote per Stradabile

Attraverso corsi di sicurezza stradale, i partecipanti acquisiscono competenze utili alla mobilità quotidiana e al lavoro. Vengono affrontati temi come segnaletica, comportamenti corretti e uso dei veicoli. La formazione è accompagnata da momenti di confronto e consapevolezza culturale.
Ottenere la patente significa guadagnare indipendenza, dignità e nuove opportunità. Non solo quattro ruote. 
Del progetto Stradabile esiste anche una versione a pedali: Stradabile a pedali. Un percorso dedicato a 200 donne migranti che vogliono conquistare autonomia in città attraverso la bicicletta. Imparano a pedalare in sicurezza e a riconoscere la segnaletica. E non è finita. 

Sicurezza stradale e inclusione

Il progetto offre anche una piattaforma digitale pensata per persone straniere che vivono e si muovono in Italia. Non solo sicurezza stradale, ma anche consigli pratici per orientarsi: come usare i mezzi pubblici, cosa fare in caso di controlli, come spostarsi in modo sicuro in bici o in auto. I contenuti sono multilingue e interattivi, costruiti insieme ai partecipanti ai percorsi. Uno spazio semplice e accessibile, che aiuta a sentirsi più sicuri e indipendenti negli spostamenti quotidiani. «L’equità d’accesso e di opportunità è l’obiettivo primario degli interventi della fondazione: per questo abbiamo scelto di portarla al centro anche delle nostre iniziative sulla mobilità, un diritto e un fattore d’accesso per molti altri diritti», spiega Marisa Parmigiani, consigliera delegata di Fondazione Unipolis. 

Andrea De Bonis,  protection associate Unhcr, ha sottolineato l’importanza «di investire sulla mobilità per favorire l’integrazione delle persone rifugiate». E ricorda: «Abbiamo aderito subito con grande entusiasmo alla proposta di Fondazione Unipolis. Ci hanno entusiasmato», dice sempre De Bonis, «gli obiettivi del progetto sia in relazione a quello immediato e diretto, e cioè supportare 100 persone rifugiate nell’ottenimento della patente che è già un grande risultato, ma anche in relazione all’obiettivo, diciamo indiretto, di cercare di aprire attraverso il progetto un dibattito sull’importanza di investire sulla mobilità per favorire l’integrazione delle persone rifugiate». 

Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA

Stradabile è dunque un percorso che accompagna persone migranti a conquistare autonomia e sicurezza negli spostamenti quotidiani e unisce formazione, pratica e socialità, per diventare più sicuri, più autonomi, più integrati nella vita urbana e comunitaria. 
Il progetto è articolato in tre fasi. Si parte con corsi di educazione stradale: segnaletica, comportamenti corretti, regole per muoversi in bici o in auto. 
La sicurezza è la base per ogni passo successivo. Nella seconda fase i partecipanti imparano ad andare in bicicletta o ad avvicinarsi alla patente, acquisendo fiducia negli spostamenti e nuove competenze pratiche. 
Mentre nella terza, la mobilità diventa occasione di inclusione sociale e lavorativa: gite e attività di comunità, voucher per la patente, esperienze che rafforzano lingua, dignità e opportunità.

L’intervista Marisa Parmigiani

La mobilità? È un diritto fondante. Senza mobilità si limita l’accesso al lavoro, all’istruzione. Anche il diritto alla casa senza mobilità si restringe di molto. Il progetto Stradabile ideato da Fondazione Unipolis  si rivolge ai soggetti più fragili, ai richiedenti asilo, ai rifugiati e alle donne migranti in particolare, e si propone di offrire loro uno strumento per essere autonomi. Ne parliamo con Marisa Parmigiani (nella foto), consigliera delegata di Fondazione Unipolis.

Filantropi Marisa Parmigiani Fondazione Unipolis

Parmigiani, perché questo progetto? 

Siamo la fondazione di Unipol, leader della mobilità, e crediamo che potersi muovere sia un diritto fondante e come tale vada garantito.

In che cosa sposa al meglio la vostra visione filantropica attuale?

Stradabile abilita e costruisce sostenibilità nel tempo. Conseguire la patente o imparare ad andare in bicicletta e a manutenerla sono strumenti che una volta appresi non si perdono. Non è un intervento spot.

Cosa l’ha convinta delle organizzazioni partner?

In passato abbiamo già collaborato con Unhcr e trovato nell’organizzazione serietà, competenza e la capacità di coinvolgere persone che hanno molto bisogno, ma che spesso fanno fatica ad accedere all’informazione rispetto ai servizi e ai supporti che possono essere messi a loro disposizione. Con Unasca abbiamo avuto esperienze precedenti che ci hanno confermato la serietà del loro intervento e il loro approccio attento ai bisogni della persona. Non ultima, Uisp è stata una scelta attivata dalla loro presenza radicata sui territori e dalla loro capacità di coniugare attività ludico-sportiva e valori sociali.

C’è un momento dello svolgimento che l’ha colpita? 

È stato emozionante partecipare ad alcuni momenti di formazione sull’uso della bicicletta per donne migranti. Vederle fiere di essere in grado di essere autonome, dimostrare di essere protagoniste e che ce la stanno facendo è un aspetto molto importante del progetto. 

Il progetto ha qualche particolarità in termini di valutazione di impatto o di rendicontazione?

La differenza con altre iniziative è che, attraverso dei focus group, con questo progetto andiamo ad ascoltare la valutazione direttamente dai beneficiari.

Nell’immagine in apertura un momento della formazione di Stradabile a pedali – tutte le foto da Ufficio stampa

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