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Ricevuto oggi — 17 Ottobre 2026 ⏭ Corriere Livornese - Feed

Il Comune taglia i fondi al Mascagni, gli studenti chiedono aiuto alla città

17 Ottobre 2026 ore 13:50

LIVORNO – I tagli ai finanziamenti comunali destinati al Conservatorio Mascagni preoccupano la comunità dell’istituto musicale livornese. Dopo l’incontro di venerdì 16 ottobre con il prefetto Giancarlo Dionisi, la Consulta degli studenti ha espresso il proprio ringraziamento per l’attenzione dimostrata nei confronti della situazione, auspicando che anche le istituzioni e la cittadinanza si mobilitino a sostegno del Conservatorio.

“La Consulta degli studenti esprime i suoi ringraziamenti al Prefetto Dionisi per aver manifestato la sua attenzione e cura nei confronti del Conservatorio Mascagni”, si legge nella nota diffusa dall’istituto.

I rappresentanti degli studenti si augurano inoltre “che la presa di posizione del Prefetto possa spingere tutte le realtà cittadine, le istituzioni e la cittadinanza a rimanere a fianco degli studenti”.

L’incontro in Prefettura è arrivato all’indomani del Collegio dei professori del 15 ottobre, dedicato proprio alla questione della riduzione dei trasferimenti economici dal Comune di Livorno al Conservatorio.

Durante la riunione, il presidente Emanuele Rossi e il direttore Federico Rovini hanno ricevuto all’unanimità il mandato di rappresentare il personale docente e non docente nei successivi confronti istituzionali.

Il primo passaggio è stato proprio quello con il prefetto Dionisi, al quale Rossi e Rovini hanno accompagnato i rappresentanti della Consulta degli studenti nel tardo pomeriggio di venerdì.

Al centro della vicenda c’è dunque la riduzione delle risorse comunali destinate al Mascagni, una questione che ha portato la comunità dell’istituto a cercare un confronto con le istituzioni per richiamare l’attenzione sulla situazione. Durante l’incontro è stato sottolineato più volte il ruolo del Conservatorio nella vita culturale livornese, non soltanto per la formazione musicale, ma anche per le attività di divulgazione e le occasioni di partecipazione offerte alla cittadinanza.

Un patrimonio che, secondo la Consulta, deve continuare a essere sostenuto e valorizzato. “La musica e l’arte tutta – dicono i membri della Consulta – senza possibilità di condivisione e scambio, rimane un mero esercizio di artigianato e autocontemplazione”.

Con queste parole gli studenti richiamano l’importanza del rapporto tra il Conservatorio e il territorio, ribadendo come l’attività dell’istituto non si esaurisca nelle lezioni, ma contribuisca anche alla crescita culturale della città.

Il ringraziamento al prefetto si accompagna quindi a un appello rivolto alle istituzioni e ai cittadini, affinché il Mascagni non venga lasciato solo di fronte alla questione dei finanziamenti e possa continuare a svolgere il proprio ruolo nella comunità livornese.

Le Picchiaie, Essence Hotels acquisisce il resort per 5 milioni: nuovi investimenti e assunzioni

17 Ottobre 2026 ore 13:02

PORTOFERRAIO – Un’acquisizione da circa 5 milioni di euro, nuovi investimenti per ampliare e rinnovare la struttura e la prospettiva di aumentare il personale fino a 60 dipendenti entro il 2028. Il resort Le Picchiaie, sulle colline di Portoferraio, passa a Essence Hotels, gruppo alberghiero che già ne aveva assunto la gestione all’inizio del 2026 e che ora, con il passaggio alla proprietà, avvia un piano di sviluppo destinato a trasformare progressivamente l’offerta della struttura.

L’operazione, annunciata il 15 ottobre, prevede ulteriori 1,5 milioni di euro di investimenti nei prossimi due anni, ai quali si aggiungono circa 200mila euro già impiegati durante la stagione 2026 per ampliare il centro benessere e la spa.

A illustrare al Corriere Livornese tempi e prospettive del progetto è Antonio Cafarelli, fondatore di Essence Hotels e amministratore delegato di Essence Corporate Company, che ha fornito ulteriori dettagli sulle fasi dei lavori, sulle nuove posizioni lavorative e sull’obiettivo di estendere il periodo di apertura del resort.

Dalla proprietà russa all’acquisizione di Essence Hotels

Il passaggio di proprietà segna una nuova fase nella storia del resort, che nel 2016 era stato acquisito dal gruppo internazionale Petroholding, di origine russa e attivo nei settori energetico e immobiliare.

L’operazione, avvenuta nell’ottobre di quell’anno, aveva rappresentato il primo investimento immobiliare in Italia del gruppo, presieduto da Vladimir Bulavin e presente nel nostro Paese attraverso Petroholding Italia, società sviluppata con il manager Stefano Casarelli. In precedenza la struttura era riconducibile alla società Relais S.r.l., legata all’albergatore elbano Francesco Paladini.

Dieci anni dopo, la nuova acquisizione si inserisce nel piano di espansione di Essence Hotels, che punta all’acquisto e alla valorizzazione di strutture alberghiere in diverse destinazioni italiane. Il progetto era stato annunciato durante l’estate, in occasione del lancio di un prestito obbligazionario fino a 15 milioni di euro, ammesso alla negoziazione sul segmento Vienna MTF della Borsa di Vienna.

Investimenti e lavori in due fasi fino al 2028

Il programma di rinnovamento delle Picchiaie sarà articolato in due fasi, concentrate nei periodi di chiusura della struttura per consentire la regolare ripresa delle attività turistiche.

“Apriremo il cantiere per la prima tranche di investimenti già entro fine ottobre o i primi di novembre, per concludere ad aprile, in tempo per la prossima stagione”, spiega Cafarelli.

La seconda fase prenderà invece avvio nell’ottobre 2027, con la conclusione degli interventi prevista entro aprile 2028.

Una parte dei lavori è stata già realizzata durante la stagione appena trascorsa. “Abbiamo già effettuato, a stagione in corso, l’ampliamento del centro benessere e della spa, con un primo investimento di 200mila euro”, precisa l’imprenditore.

Il piano complessivo comprende il rinnovamento degli spazi dedicati al benessere, il potenziamento dell’offerta gastronomica e la valorizzazione degli otto ettari di terreno che circondano il resort. Tra gli interventi annunciati figurano percorsi per biciclette, un parco avventura e nuove attività legate alla natura e al turismo all’aria aperta.

Nuove assunzioni, previste anche posizioni annuali

Accanto agli investimenti strutturali, il progetto prevede un ampliamento dell’organico. Dagli attuali 40 dipendenti, Essence Hotels punta a raggiungere circa 50 addetti nel 2027 e 60 nel 2028, con un incremento complessivo del 50%.

Un aspetto chiarito da Cafarelli riguarda la tipologia delle nuove posizioni, che non saranno esclusivamente legate alla stagione turistica. “L’incremento del personale è previsto sia per posizioni stagionali sia per posizioni annuali”, spiega il fondatore di Essence Hotels.

Tra le figure che potrebbero essere impiegate per l’intero anno rientrano ruoli di responsabilità, tra cui il capo manutenzione, il responsabile del ricevimento, la governante e il Rooms Division Manager, figura incaricata di coordinare i servizi legati all’accoglienza e alla gestione delle camere.

L’aumento previsto del personale sarà legato all’ampliamento dei servizi e alla progressiva estensione dell’attività della struttura.

L’obiettivo di prolungare la stagione turistica

Il resort, che dispone di 58 camere, è attualmente aperto da aprile a ottobre. Il progetto di Essence Hotels punta però a superare gradualmente questa stagionalità, ampliando inizialmente il periodo di attività ad almeno otto mesi e valutando, nell’arco di un triennio, la possibilità di un’apertura annuale.

“Si lavora per avere un’apertura quantomeno sugli otto mesi, per arrivare poi, in un triennio, a pensare anche a un’apertura annuale”, afferma Cafarelli.

Per i mesi autunnali e invernali, la società intende sviluppare un’offerta che affianchi all’ospitalità tradizionale l’organizzazione di eventi, banqueting e manifestazioni locali, con l’obiettivo di attrarre visitatori anche al di fuori della stagione balneare.

La prospettiva si inserisce nel più ampio tema della destagionalizzazione del turismo all’Isola d’Elba, dove l’attività ricettiva continua a concentrarsi prevalentemente nei mesi primaverili ed estivi.

L’apertura annuale resta, al momento, un obiettivo da valutare e sviluppare nei prossimi tre anni. I primi interventi, invece, secondo il calendario illustrato dalla nuova proprietà, dovrebbero prendere il via già nelle prossime settimane, segnando l’inizio del programma di trasformazione del resort.

Uniti per Paolo, una maratona che unisce storie e battaglie

17 Ottobre 2026 ore 11:05

PORTOFERRAIO – Cinquecentocinquanta chilometri dall’Isola d’Elba a Milano per sensibilizzare i giovani contro il bullismo, la violenza e l’indifferenza. È il percorso che affronterà Andrea Pieri, trentenne originario di Marciana, protagonista della prima edizione della ‘Maratona Uniti per Paolo’, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS. La partenza è prevista per domenica 25 ottobre da Portoferraio, mentre l’arrivo nel capoluogo lombardo è fissato per l’8 novembre, dopo quindici giornate di viaggio attraverso Toscana, Liguria, Piemonte e Lombardia.

L’iniziativa è stata presentata venerdì 16 ottobre nei locali della Gattaia di Portoferraio, alla presenza delle istituzioni locali, dei rappresentanti della Fondazione e delle famiglie coinvolte nel progetto. Alla conferenza stampa ha partecipato, con un breve collegamento dall’ospedale in cui si trova ancora ricoverato, anche Paolo Sarullo, il giovane dalla cui storia è nata la Fondazione.

La storia di Paolo e il significato della maratona

Il progetto nasce dalla vicenda di Paolo Sarullo, vittima di una gravissima aggressione che ha cambiato profondamente la sua vita e quella dei suoi familiari.

La Fondazione che porta il suo nome è stata costituita con l’obiettivo di trasformare le conseguenze di quella violenza in attività di prevenzione, educazione e sostegno alle vittime e alle loro famiglie.

La corsa di Andrea Pieri non avrà quindi finalità agonistiche, ma sarà un’occasione per incontrare studenti, associazioni, famiglie e istituzioni lungo il percorso, promuovendo il rispetto reciproco e la consapevolezza delle conseguenze della violenza.

Il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, presente alla conferenza stampa, ha espresso il sostegno dell’amministrazione comunale, sottolineando il valore della scelta dell’Elba come punto di partenza di un’iniziativa destinata a coinvolgere diverse comunità italiane.

Il percorso dall’Elba a Milano

La maratona partirà il 25 ottobre da Portoferraio, attraverserà il mare fino a Piombino e raggiungerà Cecina nella stessa giornata. Il viaggio proseguirà il 26 ottobre a Pisa, il 27 a Viareggio, il 28 a Massa, il 29 alla Spezia, il 30 a Sestri Levante e il 31 a Genova.

A novembre sono previste le tappe di Savona il giorno 1, Albenga il 2, Cairo il 3, Acqui Terme il 4, Alessandria il 5, Voghera il 6 e Pavia il 7, prima dell’arrivo a Milano domenica 8 novembre.

Tra gli appuntamenti annunciati figura l’incontro con le scuole di Viareggio, previsto per la mattina del 28 ottobre, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno, a Massa, la maratona incontrerà l’associazione Insieme per Giacomo, presieduta da Romina Carso.

Lungo il tragitto sarà possibile affiancare Andrea anche soltanto per un tratto, partecipando simbolicamente alla staffetta di sensibilizzazione.

Il progetto si avvale inoltre del sostegno della VAB – Vigilanza Antincendi Boschivi e Protezione Civile, impegnata nel supporto logistico, e della collaborazione con la Fondazione William Salice, realtà attiva nella valorizzazione delle capacità e delle opportunità dei giovani.

“Atefano”, una parola per dare un nome alla perdita di un figlio

Tra i progetti che accompagneranno la maratona c’è anche “Atefano“, promosso dall’APS Rachele Franchelli e sostenuto dalla Fondazione Uniti per Paolo.

L’iniziativa nasce dalla storia di Rachele Franchelli, scomparsa a 16 anni a causa di un tumore cerebrale, e dall’impegno della madre Silvia e della sua famiglia.

L’obiettivo è diffondere una parola che possa identificare la condizione di un genitore che perde un figlio, per la quale non esiste nell’italiano comune un termine specifico e universalmente utilizzato.

A raccontare il progetto è stata anche Lorenza Burelli, assessora all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Portoferraio, che ha partecipato alla presentazione.

“Come Amministrazione, ci siamo assunti un impegno concreto: portare questa parola nelle scuole, tra i giovani e nelle nostre comunità, affinché possa diventare patrimonio condiviso e contribuire a colmare questo vuoto”, ha dichiarato Burelli. L’assessora ha invitato inoltre i cittadini a conoscere e utilizzare il termine, contribuendo alla sua diffusione.

La Fondazione Uniti per Paolo porterà il progetto lungo il percorso della maratona, con l’intento di far conoscere la storia di Rachele e sensibilizzare sul riconoscimento del dolore delle famiglie che hanno perso un figlio. Per approfondire l’iniziativa è disponibile il sito www.rachelefranchelliaps.it.

Una raccolta fondi per sostenere i progetti educativi

Alla maratona è collegata anche una raccolta fondi destinata alle attività della Fondazione Uniti per Paolo ETS. Le donazioni serviranno a sostenere iniziative educative, incontri nelle scuole, progetti di prevenzione della violenza, borse di studio e attività rivolte alle vittime e alle loro famiglie. Il percorso, patrocinato dalle quattro regioni attraversate, da ANCI nazionale e dai Comuni coinvolti, vuole costruire una rete tra istituzioni, volontariato, associazioni e cittadini.

L’obiettivo degli organizzatori è che, una volta conclusi i 550 chilometri, il progetto lasci sul territorio nuove collaborazioni e occasioni di confronto, soprattutto tra i più giovani. Ulteriori informazioni sulle attività e sulla raccolta fondi sono disponibili sul sito www.fondazioneunitiperpaolo.org.

Ricevuto ieri — 16 Ottobre 2026 ⏭ Corriere Livornese - Feed

Cecina, coppia porta in ospedale un neonato morto in un sacchetto

16 Ottobre 2026 ore 19:55

CECINA – Una coppia di trentenni è indagata per infanticidio dopo che una donna si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina con il corpo senza vita del neonato che aveva appena partorito in casa. La vicenda risale alla mattina di giovedì 15 ottobre ed è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Livorno.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, la donna è arrivata in ospedale accompagnata dal compagno, portando con sé il piccolo all’interno di un sacchetto. Ai medici avrebbe raccontato di non essere stata consapevole della gravidanza e di aver scoperto di essere incinta soltanto al momento del parto.

Il personale sanitario, dopo aver preso in carico la donna, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del neonato.

La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta e la pubblico ministero Ezia Mancusi ha disposto l’autopsia sul corpo del bambino. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e soprattutto stabilire se il piccolo sia nato già senza vita oppure se il decesso sia avvenuto successivamente al parto.

Un accertamento fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare anche la compatibilità dei tempi con il racconto fornito dalla coppia.

Entrambi i genitori risultano indagati per infanticidio, ma al momento le circostanze della morte non sono ancora state chiarite. Saranno gli esiti degli accertamenti medico-legali e delle indagini a fornire ulteriori elementi su quanto accaduto nell’abitazione.

La vicenda resta dunque aperta, in attesa dei risultati dell’autopsia.

Livorno, il porto punta sulla parità di genere

16 Ottobre 2026 ore 18:18

LIVORNO – Le donne rappresentano il 44% del personale dell’Autorità di Sistema Portuale e il 50% della sua dirigenza. Sono i dati illustrati dal segretario generale dell’ente, Pierpaolo Danieli, durante il convegno ‘Porto e Leadership femminile’, organizzato dal Soroptimist Club Livorno e ospitato giovedì 15 ottobre al Terminal Crociere.

Un’occasione per riflettere sul ruolo delle donne in un settore storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile, ma che negli ultimi decenni ha conosciuto importanti trasformazioni, anche grazie all’innovazione tecnologica e alla nascita di nuove professionalità.

Nel corso del convegno, Danieli ha ripercorso alcuni passaggi dell’ingresso delle donne nel mondo marittimo e portuale, ricordando che negli anni Ottanta proprio a Livorno furono assunte tre donne, un primato che, secondo il segretario generale, rappresentò una novità nel panorama nazionale.

Danieli ha richiamato anche la propria esperienza nella Marina Militare, iniziata nel 2000 con l’ingresso in Accademia nel primo corso misto. “Per me il ricambio generazionale è stato naturale, non ho avvertito lo shock, pur essendo consapevole dei paletti normativi dell’epoca”, ha raccontato, ricordando le limitazioni che in passato regolavano l’accesso delle donne ad alcuni percorsi professionali.

Oggi, ha osservato, la presenza femminile nei ruoli di comando è sempre più consolidata, anche grazie al superamento di quei vincoli. Un cambiamento che riguarda anche le attività portuali, dove l’evoluzione dei mezzi e dei processi lavorativi ha ridotto il peso della forza fisica nello svolgimento di numerose mansioni. Un divario che, ha spiegato Danieli, “oggi è superato dalle tecnologie”.

Tra le iniziative adottate dall’Autorità di Sistema Portuale, Danieli ha ricordato l’ottenimento della certificazione sulla parità di genere, risultato di un percorso organizzativo volto a promuovere condizioni di lavoro più eque. Un impegno che, secondo Danieli, deve però estendersi anche alle imprese e agli altri soggetti che operano all’interno del sistema portuale. “L’impegno non può fermarsi ai confini dell’Autorità: va promosso anche all’esterno, coinvolgendo tutti gli stakeholder del sistema portuale”, ha sottolineato.

Al centro del confronto anche il tema della conciliazione tra vita familiare e professionale, che non riguarda soltanto le donne, ma entrambi i genitori. “Ho un figlio molto piccolo e anche mia moglie lavora. È complicato”, ha raccontato Danieli, evidenziando la necessità di politiche e strumenti capaci di sostenere concretamente le famiglie.

Il convegno ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della governance portuale e dell’imprenditoria locale per affrontare il tema della leadership femminile da diverse prospettive professionali.

Dopo i saluti della vicesindaca Libera Camici, del prefetto Giancarlo Dionisi, dell’amministratore delegato di Porto Immobiliare Lorenzo Riposati e della presidente del Soroptimist Club Livorno Alessandra Querci, sono intervenute Roberta Macii, dirigente gare e contratti dell’Autorità di Sistema Portuale; Monica Bellandi, presidente dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci; il capitano di corvetta Diletta Volpe; Gloria Dari, presidente di Spedimar; Valentina Ercoli, direttore operativo di Seatrag; e Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio.

A conclusione, Danieli ha richiamato una frase della giurista statunitense Ruth Bader Ginsburg: “Le donne appartengono a tutti i luoghi in cui vengono prese le decisioni”. Un principio che, secondo il segretario generale, deve tradursi nella possibilità per tutte le persone di accedere ai ruoli di responsabilità sulla base delle proprie competenze.

La sfida, dunque, non riguarda soltanto l’aumento della presenza femminile nel settore portuale, ma la creazione di condizioni che consentano a donne e uomini di esprimere pienamente le proprie capacità professionali.

Suvereto, Borgo d’autore il 24 e 25 ottobre 2026

16 Ottobre 2026 ore 17:21

SUVERETO – Dalla raccolta delle olive alla degustazione dell’olio appena prodotto, passando per incontri, cucina e attività dedicate anche ai più piccoli. Sabato 24 e domenica 25 ottobre Suvereto ospiterà Borgo d’autore – Le vie dell’olio, una manifestazione dedicata all’olio extravergine di oliva e alle produzioni del territorio. L’iniziativa, organizzata da Confcommercio nell’ambito di Vetrina Toscana, coinvolgerà aziende agricole, ristoratori, commercianti e associazioni, con appuntamenti distribuiti tra il centro storico e le campagne circostanti.

Presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’amministrazione comunale, di Confcom Livorno e dell’Associazione Olio d’autore, l’evento propone due giornate per conoscere il mondo dell’olio attraverso degustazioni guidate, incontri con i produttori, dimostrazioni di cucina, mostre ed escursioni.

L’obiettivo è valorizzare un prodotto che rappresenta una parte importante dell’identità agricola ed economica della Val di Cornia, creando occasioni di incontro tra chi produce, chi lavora nella ristorazione e chi visita il territorio.

Uno degli aspetti centrali della manifestazione sarà la possibilità di visitare le aziende agricole e assistere alla raccolta e alla frangitura delle olive, per poi conoscere e assaggiare gli oli appena prodotti nel centro storico.

A illustrare il programma è stata Lara Landi, titolare della Tenuta Eleonora di Toledo e portavoce dell’Associazione Olio d’autore. “Abbiamo voluto partire proprio dalle campagne che circondano il borgo, perché il paesaggio racconta già da solo la storia del nostro olio. Questo è il periodo della raccolta, un momento particolarmente impegnativo per le aziende, ma anche il più bello per far conoscere da vicino come nasce un prodotto. I visitatori potranno entrare nelle aziende, assistere alla raccolta e alla frangitura e poi ritrovare gli oli appena prodotti nel centro storico, dove saranno gli stessi produttori a presentarli”, ha spiegato Landi.

Sette le aziende agricole partecipanti: Le Sughere di Gentili Fabrizio di Scarlino Scalo, San Rocco di Alvaro Cipolli di Suvereto, La Durlindana di Campiglia Marittima, Agriturismo Diciocco di Crescenzi Sabrina di Venturina Terme, Pietrasca di Antonio Russo, Agricocinella di Rotella Vincenzo e Tenuta Eleonora di Toledo.

I produttori saranno protagonisti delle degustazioni e delle masterclass, durante le quali i visitatori potranno approfondire le caratteristiche dei diversi oli, le tecniche di lavorazione e il legame tra qualità e territorio.

Il programma comprenderà anche incontri dedicati all’alimentazione, dimostrazioni di cucina, cocktail a base di olio e attività per bambini, tra cui una merenda con pane e olio.

Un’occasione, secondo gli organizzatori, per avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’extravergine e al suo utilizzo quotidiano. “Siamo disposti a spendere venti o venticinque euro per un olio motore, mentre a volte esitiamo a spenderne quindici per un olio extravergine di qualità, che è un alimento fondamentale della nostra dieta”, ha osservato Lara Landi.

L’iniziativa coinvolgerà anche le attività del centro storico. Ristoranti ed enoteche proporranno piatti dedicati e occasioni per assaggiare gli oli delle aziende partecipanti, mentre i commercianti contribuiranno al programma della manifestazione.

La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini ha sottolineato il valore dell’iniziativa non soltanto per la promozione delle produzioni locali, ma anche per il futuro delle imprese agricole. “L’olio sta conquistando un riconoscimento sempre maggiore, accanto al vino, grazie alla qualità delle nostre produzioni e alla crescente consapevolezza delle sue proprietà nutrizionali, riconosciute anche dalla ricerca scientifica. Ma parlare di olio significa parlare anche di lavoro, di giusta remunerazione di chi produce e di sostenibilità ambientale”, ha dichiarato.

Pasquini ha inoltre richiamato l’importanza della tutela del paesaggio agricolo e della trasmissione delle conoscenze legate alla produzione. “Il nostro obiettivo è far crescere le imprese e rendere Suvereto un territorio da scoprire e vivere durante tutto l’anno”, ha aggiunto la sindaca.

La manifestazione si inserisce nel progetto Vetrina Toscana, promosso dalla Regione Toscana e da Unioncamere Toscana per valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità, la ristorazione e le botteghe del territorio. “Il valore di Borgo d’autore sta nella capacità di mettere insieme agricoltura, commercio, ristorazione e turismo, proprio nello spirito di Vetrina Toscana”, ha sottolineato Sandro Cini, referente sindacale di Confcom.

Cini ha evidenziato come eventi di questo tipo possano creare occasioni di visibilità per le imprese e contribuire a promuovere Suvereto anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza turistica.

A curare l’organizzazione è stata Veronica Vitiello di Confcommercio, che ha ricordato come “La collaborazione tra produttori, commercianti e ristoratori è fondamentale per costruire iniziative capaci di lasciare un risultato che vada oltre i due giorni della manifestazione”.

L’evento gode del patrocinio e della compartecipazione di Vetrina Toscana, Toscana Promozione Turistica, Unioncamere, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e Regione Toscana. Patrocinano inoltre il Comune di Suvereto, I Borghi più belli d’Italia e AMA – AmiAmo Campiglia Marittima.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare Lara Landi al 339 811 3977 per le masterclass e Dakota’s Friends al 393 149 1143 per il tour in bicicletta.

Campo nell’Elba in lutto per Chiara Cipolletta, scomparsa a 44 anni dopo una lunga malattia

16 Ottobre 2026 ore 16:50

CAMPO NELL’ELBA – La comunità campese è in lutto per la scomparsa di Chiara Cipolletta, morta nella tarda serata di giovedì 15 ottobre, a 44 anni, dopo una lunga malattia. A darne notizia è l’amministrazione comunale di Campo nell’Elba, che ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza alla famiglia.

Nata a Portoferraio il 27 ottobre 1981, Chiara avrebbe compiuto 45 anni tra pochi giorni. Era sposata dal 2010 con Lorenzo Baldetti, già assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Campo nell’Elba durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Vanno Segnini. La coppia aveva due figli, Emilia, di 15 anni, e Alessandro, di 13.

Nel ricordo dell’amministrazione comunale, Chiara era una “Donna solare, sorridente” che “è riuscita a stringere legami veri e sinceri circondandosi di amici ed amiche che le sono stati sempre vicini”.

Durante la malattia è stata accompagnata dall’affetto dei familiari e degli amici. Come sottolinea il Comune, “Chiara ha lottato fino all’ultimo senza perdere mai la speranza, il coraggio e il sorriso”.

Durante la malattia, Chiara è stata accompagnata dall’affetto dei suoi familiari e degli amici. Accanto a lei il marito Lorenzo, i suoceri Luigi Baldetti e Pina Selci, appartenenti a una famiglia di storici albergatori elbani, e il fratello Christian, che le è rimasto vicino fino agli ultimi momenti.

Lascia anche la madre Paola Marinari. Il padre, Antonio Cipolletta, poliziotto conosciuto e stimato all’Isola d’Elba, era scomparso alcuni anni fa.

Il Comune di Campo nell’Elba ha espresso la propria vicinanza al marito, ai figli, ai familiari e agli amici, unendosi al dolore di quanti l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene.

Il Metropolitan è chiuso da oltre un anno, Viva il Metro chiede risposte

16 Ottobre 2026 ore 16:28

PIOMBINO – Il Cinema Teatro Metropolitan è chiuso da oltre un anno e il suo futuro resta incerto. A riportare l’attenzione sulla struttura, inutilizzabile dal 25 luglio 2025 a causa di problemi di stabilità, è l’associazione Viva il Metro, che ha indirizzato una lettera aperta al sindaco di Piombino per chiedere chiarimenti sui tempi di riapertura, sui finanziamenti necessari e sulle soluzioni previste per garantire alla città attività cinematografiche e teatrali durante i lavori.

Al centro della lettera c’è soprattutto la mancanza di aggiornamenti da parte dell’amministrazione comunale. Secondo l’associazione, dopo l’incontro dello scorso giugno, durante il quale erano stati annunciati tempi ravvicinati per la progettazione, non sarebbero più arrivate informazioni concrete.

Viva il Metro denuncia “il silenzio dell’Amministrazione” e chiede “un cambio di passo, con atti concreti, finanziamenti definiti e scadenze certe”.

I problemi strutturali conosciuti dal 2021

Nella lettera, l’associazione ricostruisce le vicende che hanno preceduto la chiusura del Metropolitan, sostenendo che le criticità strutturali fossero già note dal 2021.

Uno studio di fattibilità realizzato in quell’anno avrebbe infatti evidenziato problemi alla struttura del tetto, carenze di stabilità e la necessità di un adeguamento sismico. Secondo Viva il Metro, la successiva relazione tecnica avrebbe confermato una situazione già conosciuta, motivo per cui la chiusura del luglio 2025 non sarebbe stata imprevedibile.

L’associazione contesta inoltre alcune scelte dell’amministrazione, a partire dal mancato ricorso ai finanziamenti del PNRR nel 2022, nonostante fosse già disponibile uno studio di fattibilità. A questo si aggiungerebbe il mancato utilizzo di successive opportunità di finanziamento regionale.

Tra le criticità segnalate figura anche la pubblicazione di un avviso per la gestione della struttura, giudicato non necessario e in contrasto con precedenti orientamenti favorevoli alla continuità gestionale.

Progettazione in ritardo e costi fino a 1,9 milioni di euro

Le contestazioni riguardano anche quanto accaduto dopo la chiusura.

Secondo quanto riportato nella lettera, l’incarico per il Documento di indirizzo alla progettazione sarebbe stato affidato soltanto alla fine di marzo 2026, circa otto mesi dopo l’interruzione delle attività.

Nel frattempo, le stime economiche degli interventi sarebbero aumentate sensibilmente, passando da circa 500mila euro a 1,1 milioni, fino a raggiungere 1,9 milioni di euro.

Viva il Metro sostiene inoltre che non risultino ancora completate le principali fasi progettuali, né avviata la gara per l’affidamento dei lavori. Mancherebbe quindi anche una previsione certa sulla riapertura.

L’associazione teme che il prolungato inutilizzo dell’edificio possa aggravare ulteriormente la situazione, compromettendo arredi, impianti e attrezzature e rendendo più oneroso il futuro recupero della struttura.

L’Officina Falesiana non può sostituire il Metropolitan

La lettera richiama anche le conseguenze della chiusura sulla vita culturale e sociale di Piombino.

L’assenza del cinema-teatro coinvolge scuole, associazioni, compagnie teatrali, lavoratori del settore, attività commerciali e cittadini che frequentavano il Metropolitan.

A questo proposito, Viva il Metro riconosce il valore della recente apertura dell’Officina Falesiana, definendola “un traguardo positivo e importante”, ma sottolinea che la nuova struttura “non può sostituire il Metropolitan”, per le differenze di funzioni, capienza e storia.

Secondo l’associazione, l’inaugurazione di un nuovo spazio culturale non deve quindi distogliere l’attenzione dalla necessità di recuperare il cinema-teatro e restituirlo alla città.

Le richieste rivolte al sindaco

Con la lettera aperta, Viva il Metro chiede al sindaco risposte pubbliche su cinque questioni: i tempi di completamento della progettazione, l’avvio dei lavori e la possibile data di riapertura; la disponibilità delle risorse economiche; l’individuazione di uno spazio provvisorio per spettacoli e proiezioni durante l’inverno; le misure per proteggere l’edificio dal degrado; infine, la data di un nuovo incontro con l’associazione e i cittadini e del sopralluogo con la Regione Toscana già promesso.

L’associazione domanda inoltre se il prossimo incontro con la Regione possa rappresentare un’occasione per affrontare le criticità e individuare soluzioni concrete.

Pur ribadendo “la propria disponibilità a collaborare”, Viva il Metro insiste sulla necessità di conoscere le decisioni dell’amministrazione e le tempistiche degli interventi.

La richiesta conclusiva è che “la cittadinanza ha diritto di sapere quando potrà riavere il proprio cinema e teatro e quali iniziative saranno garantite nel frattempo”.

L’associazione sollecita quindi un confronto pubblico che permetta di chiarire il futuro del Metropolitan e le prospettive per l’offerta culturale cittadina.

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