Siamo i rom di Chiesa Rossa, il villaggio delle rose. Oggi vi scriviamo con il cuore pesante. Stiamo vivendo giorni di profonda ansia e incertezza: il rischio che le nostre case, il nostro villaggio e le nostre vite vengano spianate dalle ruspe è reale. Il Comune ha deciso di superare il nostro campo e metterci nelle case popolari. Noi non lo vogliamo.
Da 26 anni viviamo nell’area regolare di Chiesa Rossa. Il Comune ci ha messo lì, e lì noi abbiamo costruito le nostre vite, investito tutto quello che avevamo nelle nostre case prefabbricate e mobili. Siamo stati felici perché, con tutti i limiti e i problemi, siamo stati insieme nella nostra comunità, insieme con le nostre famiglie allargate. Per questo non ci piace vivere separati negli appartamenti, non vogliamo perdere i nostri legami, la nostra lingua e pensiamo che nelle case popolari ci dovrebbero andare quelli che le desiderano e le aspettano da anni. Si sta avvicinando la scadenza e noi non abbiamo ancora nessuna risposta. Abbiamo paura di dover lasciare il villaggio. Noi non possiamo farlo. Non abbiamo un’altra vita da innestare altrove da un giorno all’altro. In questi anni ci siamo messi in gioco, abbiamo partecipato, abbiamo aperto le porte del nostro villaggio e delle nostre storie alla vita della città. Abbiamo costruito ponti, non muri. All’amministrazione comunale abbiamo presentato proposte pratiche, concrete, ragionevoli e perfino belle per il futuro di quest’area. Proposte che dimostrano che un’alternativa allo sgombero e anche alle case popolari esiste.
Abbiamo proposto al Comune di Milano di superare il campo in modo diverso, abbiamo costruito un progetto bellissimo e sostenibile di una cooperativa di abitanti che trasforma l’area di Chiesa Rossa da campo in un villaggio autogestito con le nostre risorse. Il Comune lo ha condiviso e ha aperto un tavolo con noi, ma al primo problema tecnico si è fermato. Ad oggi, perciò, non sappiamo ancora se le nostre idee verranno accolte. Ora abbiamo bisogno di voi. Ci rivolgiamo a tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini, e a cui noi siamo stati vicini. A chi è venuto ai nostri eventi e ha condiviso momenti di festa. A chi ha bevuto un caffè nelle nostre case, ascoltando le nostre storie. A studenti e ricercatori che hanno scritto tesi su di noi. A giornalisti e registi che hanno realizzato servizi e film insieme a noi. A chi ha partecipato alle presentazioni dei nostri libri su di noi. A chi è entrato nelle nostre case e nelle nostre vite e ci ha detto: “Che bello questo posto!”. A chi, ogni anno, ha commemorato con noi il Porrajmos per non dimenticare l’orrore del passato. A chi abbiamo votato e ci ha chiesto il voto. E anche a tutti quelli che non ci hanno mai visto e conosciuto, ma che credono che in una società civile anche noi esprimiamo un valore per quello che siamo e siamo degni di rispetto. Oggi abbiamo bisogno di sostegno e di amicizia. Incontriamoci lunedì 15 giugno alle ore 17 in piazza della Scala.
Le famiglie del villaggio delle rose di via Chiesa rossa 351