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Nascondi la mia email di Apple, le email anonime diventano visibili

Apple sostituirà gli indirizzi anonimi di Nascondi la mia email con il dominio @private.icloud.com. Ecco cosa cambia per privacy e anonimato.
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Qualcomm lancia chip Snapdragon Reality Elite per gli occhiali AR

Qualcomm svela il chip Snapdragon Reality Elite e START, il toolkit per gli occhiali smart accessibile a ogni brand.
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Snap lancia finalmente gli Specs, gli occhiali AR per il pubblico

Snap lancia gli occhiali AR dopo dieci anni di sviluppo. Due taglie, lenti da trasparenti a colorate in 10 secondi. Preordini aperti oggi.
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- Soource raccoglie 3 milioni di euro per la sua piattaforma di data intelligence per la gestione evoluta del procurement
Soource raccoglie 3 milioni di euro per la sua piattaforma di data intelligence per la gestione evoluta del procurement
Soource, la startup fondata nel 2024 a Bolzano dall’olimpionico e oro europeo di tuffi Maicol Verzotto, insieme a Nazareno Mario Ciccarello, Silvia Chiarot, Serena Galli e Luca Taddeo, ha annunciato la chiusura di un round di investimento Seed da 3 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da Vertis, attraverso il fondo “Vertis Venture 5 Scaleup”, e ha visto la partecipazione dell’operatore di venture capital elvetico Tenity, di 360 Capital – che attraverso il fondo 360 Digitaly aveva guidato il precedente round chiuso a gennaio 2025 – e del Club degli Investitori. Con questo round la raccolta complessiva di Soource ha superato i 5 milioni di euro dal 2025.
Soource, nuovo finanziamento da 3 milioni
Soource utilizzerà le risorse raccolte con questo round per consolidare la propria posizione nel mercato dell’intelligence nel procurement in Italia e supportare l’espansione nei principali mercati europei.
Tutto parte da un problema: l’AI è potente, ma dà risultati affidabili solo se lavora su dati puliti e completi. Nel procurement i dati sui fornitori sono spesso frammentati, incompleti o non verificati. La soluzione di Soource è la piattaforma che mette ordine in questi dati e ci costruisce sopra l’automazione. Una sola piattaforma per cercare, arricchire, automatizzare e monitorare ogni informazione sui fornitori.
Alla base del funzionamento c’è un database internazionale proprietario con dati verificati e certificati. Su questo lavora un’AI fatta di più agenti specializzati, ognuno dedicato a un diverso processo degli uffici acquisti: trovare fornitori (discovery), qualificarli, confrontarli, contattarli (outreach) e completarne i dati (enrichment). Attività che oggi richiedono ore di lavoro manuale diventano automatiche. Il risultato? Il procurement evolve da un modello “copilot”, in cui l’AI supporta gli operatori, a un modello “autopilot”, in cui numerose attività vengono eseguite automaticamente mantenendo dati affidabili e verificati al centro del processo decisionale.
A poco più di un anno dall’ingresso sul mercato, Soource è una delle soluzioni AI enterprise a più rapida crescita nel panorama italiano. La piattaforma è già utilizzata da primari gruppi operanti nei settori utilities, farmaceutico, energetico, assicurativo, alimentare, industriale e delle costruzioni. La startup, che conta su un team di 17 persone che operano nella sede presso il NOI Techpark di Bolzano, prevede di raddoppiare il proprio organico entro la fine del 2027.
I fondatori di Soource
Laureato in Economia e Management presso la Libera Università di Bolzano, Maicol Verzotto è stato oro europeo di tuffi, medagliato mondiale, olimpionico a Rio 2016 e capitano della Nazionale Italiana di tuffi. Maicol è stato anche co-fondatore e ceo di Functional, che sotto la sua guida è cresciuta esponenzialmente, generando da zero oltre 9 milioni di euro ricavi in soli tre anni e raccogliendo più di 2 milioni di capitali. Nazareno Mario Ciccarello è laureato in Scienze politiche alla Luiss Guido Carli e ha conseguito un Mba presso IE Business School: Ha maturato una solida esperienza nei settori healthcare e banking. È visiting professor di imprenditorialità presso IE Business school.
“Questo round rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita di Soource, commenta Maicol Verzotto, ceo e co-founder di Soource. “A un anno dal go-to-market stiamo lavorando con le più importanti enterprise di ogni categoria e industria. Le nuove risorse ci permetteranno di accelerare lo sviluppo della nostra piattaforma basata sui dati, rafforzare il team e consolidare la nostra leadership in Italia, con l’obiettivo di portare Soource anche sui principali mercati europei”.
“Grazie a questo round d’investimento”, ha aggiunto Nazareno Mario Ciccarello co-founder di Soource, “Soource accellera un cambio di paradigma: attraverso l’integrazione di intelligence avanzata sui fornitori e sul mercato, trasformando il procurement da funzione semplicemente reattiva a capacità predittiva, abilitando decisioni più rapide, informate e strategicamente orientate”.
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Android 17 è arrivato con la bolla delle app, Gemini Omni e altre novità

Android 17 è disponibile sui Pixel con la bubble bar per il multitasking, Gemini Omni per editare video e Lyria 3 per creare musica.
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- «Incompatibile con la morale cristiana»: i patriarchi ortodossi si schierano contro l’ideologia LGBT
«Incompatibile con la morale cristiana»: i patriarchi ortodossi si schierano contro l’ideologia LGBT
I leader delle Chiese ortodosse si sono espressi contro le parate dell’«orgoglio» LGBT in tutta Europa. Lo riporta LifeSite.
Nel corso dello scorso fine settimana, i patriarcati ortodossi di Bulgaria e Romania hanno criticato le parate pro-LGBT che si sono svolte in questi paesi a tradizione cristiana.
Il Patriarcato bulgaro ha dichiarato in un comunicato che l’umanità è stata creata da Dio «come uomo e donna» e che la famiglia è l’ambiente naturale per crescere i figli, avvertendo che le parate del «Pride» promuovono opinioni e comportamenti «incompatibili con l’insegnamento morale cristiano».
Il patriarcato ha inoltre affermato che tali messaggi sono particolarmente problematici quando sono rivolti a bambini e adolescenti. I leader ortodossi bulgari hanno sottolineato che «la Chiesa non rifiuta nessuno e prega incessantemente per ogni persona» e che la sua Chiesa ha la responsabilità di testimoniare il Vangelo e di proteggere i fedeli dalla confusione spirituale.
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Riguardo allo stile di vita LGBT e alla presunta «libertà» che le interazioni sessuali senza restrizioni porterebbero, la dichiarazione afferma: «La vera libertà non consiste nel cedere a ogni desiderio o brama, ma nel seguire la verità che conduce le persone alla pienezza della vita in Dio».
Il patriarcato ha esortato le istituzioni governative a sostenere e proteggere il matrimonio e la famiglia, nonché a salvaguardare i valori spirituali e culturali su cui si fonda la società bulgara.
Anche la Chiesa ortodossa rumena ha criticato gli eventi del «Pride». In una dichiarazione, ha affermato che il movimento LGBT mette in pericolo «la pace sociale e il rispetto reciproco», indispensabili per il bene comune. Eventi come il Pride di Bucarest potrebbero intensificare la confusione sui valori spirituali in una società che già si trova ad affrontare sfide come il declino demografico e l’instabilità sociale.
Il Patriarcato rumeno ha inoltre sottolineato di non appoggiare alcuna forma di linguaggio offensivo, calunnia o violenza contro le persone che si identificano come LGBT, in quanto ciò sarebbe in contraddizione con il Vangelo di Cristo. I cristiani ortodossi dovrebbero distinguersi per la pace, la preghiera e il rispetto per la dignità di ogni essere umano, ha ribadito la leadership della Chiesa ortodossa rumena.
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Immagine di DemieK07 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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- Tre sere in jazz trasformano una piazza in un grande salotto a cielo aperto: accadrà al Rive Gauche Festival
Tre sere in jazz trasformano una piazza in un grande salotto a cielo aperto: accadrà al Rive Gauche Festival
Roma si prepara a vivere un lungo weekend all’insegna delle note, dell’incontro e della cultura condivisa. Dal 19 al 21 giugno, infatti, Piazza Perin del Vaga, nel quartiere Flaminio, si trasformerà in un elegante palcoscenico all’aperto grazie alla prima edizione del Rive Gauche Jazz Festival, una manifestazione che punta a portare il jazz fuori dai teatri e dentro la vita quotidiana della città.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra La Maison Rive Gauche, Etablino Caffè Due Fontane e la Istituzione Universitaria dei Concerti, con il sostegno di Roma Capitale e del Municipio II. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: fare della musica un’occasione di partecipazione e valorizzazione urbana, coinvolgendo non solo il Flaminio ma anche i quartieri limitrofi come Parioli, Fleming, Vigna Clara, Corso Francia, Balduina e Prati.

Tre concerti per raccontare il jazz di oggi
Ad aprire il festival, venerdì 19 giugno, sarà il Ross Quintet guidato dal chitarrista Rosario Moricca. Una formazione giovane e premiata che mescola composizioni originali, tradizione jazzistica e ricerca contemporanea, rappresentando una delle realtà emergenti più interessanti della scena nazionale. Sabato 20 giugno toccherà all’Antonio Floris Quartet. Il progetto del chitarrista sardo propone un repertorio raffinato, costruito su melodie evocative e suggestioni letterarie. Un percorso artistico maturato negli anni e culminato con la pubblicazione dell’album Errori di Deprogrammazione.
La Festa della Musica parla cubano
Il gran finale coinciderà con la Festa della Musica del 21 giugno. Protagonista sarà il pianista cubano Ernesto Oliva, che porterà a Roma il recital De regreso a la Aldea. Un viaggio tra ritmi popolari, memoria e identità, dove la tradizione musicale cubana incontra il jazz e la musica colta in una narrazione intensa e coinvolgente.
“Porta una sedia”: l’invito che fa la differenza
Tra gli aspetti più originali dell’evento c’è l’iniziativa “Porta una sedia”. Oltre ai posti predisposti dagli organizzatori, i residenti saranno invitati a portare da casa una sedia per contribuire simbolicamente alla costruzione di uno spazio comune. Un gesto semplice che trasforma il pubblico da spettatore a protagonista.
In un’estate romana ricca di grandi eventi, il Rive Gauche Jazz Festival sceglie così una strada diversa: meno effetti speciali e più relazioni umane. Tre serate gratuite in cui una piazza diventa un salotto, la musica un linguaggio universale e il quartiere una comunità che si ritrova sotto le stelle.
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- La storia del primo antidolorifico al mondo a base di cannabis. E del miliardario tedesco che lo ha ideato
La storia del primo antidolorifico al mondo a base di cannabis. E del miliardario tedesco che lo ha ideato
In Germania è stato approvato un nuovo farmaco botanico derivato dalla marijuana per il trattamento del dolore cronico, inaugurando un nuovo futuro per le applicazioni mediche della cannabis. Alla fine di maggio, l’Istituto federale tedesco per i farmaci e i dispositivi medici, simile a quello statunitense Food and Drug Administration, ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per Exilby, una tintura orale derivata dalla marijuana prodotta dalla società farmaceutica tedesca Vertanical. Si prevede che Exilby arriverà sul mercato questo autunno.
Diventare leader per il dolore cronico in Ue
“È stata una lotta molto, molto dura”, afferma Clemens Fischer, 50 anni, ceo miliardario e cofondatore di Vertanical. “Siamo la prima azienda al mondo che ha ripetutamente dimostrato che il nostro farmaco, il nostro estratto, funziona meglio del placebo e meglio degli oppioidi.”
Exilby è il primo farmaco derivato dalla cannabis specificamente approvato per il trattamento del dolore cronico. Il mercato è potenzialmente enorme: ogni anno in Germania vengono prescritte circa 20 milioni di prescrizioni di oppioidi, con un numero di potenziali pazienti compreso tra 6 e 7 milioni. L’anno scorso, durante gli studi clinici condotti in Europa, si è scoperto che Exilby è più efficace degli oppioidi e del placebo. Exilby ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio anche in Austria e l’azienda ne farà richiesta nel Regno Unito e in tutta l’Unione Europea.
L’obiettivo di Fischer è che diventi il farmaco leader per il dolore cronico nell’Ue, sostituendo le prescrizioni di oppioidi, che creano forte dipendenza, a differenza di Exilby. “Vogliamo davvero sostituire gli oppioidi; (Exilby) è una nuova classe,” afferma Fischer. “Vogliamo avere almeno una quota del 10% del mercato degli oppioidi. Penso che sia più che realistico.”
L’obiettivo finale di Vertanical è far approvare il suo farmaco negli Stati Uniti, che ospitano un mercato ancora più grande, dove ogni anno vengono prescritte circa 120 milioni di prescrizioni di oppioidi e l’epidemia di oppioidi ha causato 44.564 vittime lo scorso anno. A maggio, la Fda ha concesso a Vertanical la designazione di terapia rivoluzionaria per il suo farmaco sperimentale. Si prevede che l’azienda avvierà la fase III delle sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti quest’estate. Se approvato negli Stati Uniti, Exilby diventerà probabilmente un farmaco di successo grazie al fatto che il 24% degli adulti americani riferisce dolore cronico, secondo il Cdc.
“Il mercato statunitense è di gran lunga il mercato più importante ed è quello in cui la domanda dovrebbe essere più alta ai nostri occhi e in base alle esigenze del paziente”, afferma Fischer.
L’idea di Fischer per la valorizzazione dell’industria della cannabis
Fischer, ex medico, è un imprenditore farmaceutico seriale, nato a Weilheim, in Germania, e attualmente gestisce un mini-impero attraverso il Gruppo Futrue, una holding con sede a Monaco con un insieme di circa 20 aziende farmaceutiche e di ricerca e sviluppo. Negli ultimi due decenni ha fondato e venduto una serie di aziende nel settore dei farmaci da banco e degli integratori, che spaziano dagli ausili per il sonno ai trattamenti per la sindrome dell’intestino irritabile, accumulando una fortuna di 1 miliardo di dollari.
Nel 2017, Fischer stava leggendo notizie sulla fiorente industria della cannabis negli Stati Uniti e qualcosa attirò la sua attenzione: i pazienti affetti da marijuana terapeutica la usavano per curare il dolore cronico. Fece un viaggio in California e Nevada e incontrò più di una dozzina di aziende per fare ricerche e scoprire i migliori metodi di coltivazione e cercò ceppi che potessero essere efficaci nella gestione del dolore. Tornato in Europa, Fischer ordinò 500 semi di marijuana e trasformò una serra danese costruita per coltivare rose in un vivaio di cannabis di 215.000 piedi quadrati e si mise al lavoro sulla fenohunting, un termine che gli allevatori di marijuana usano per trovare la miglior coltivazione per uno scopo specifico, che si tratti di lapidare o medicare qualcuno.
Fischer ha scoperto un ceppo da lui chiamato DKJ-127, ricco di THC, CBD e un altro cannabinoide chiamato CBN, noto soprattutto come sonnifero. Vertanical ha ottenuto brevetti negli Stati Uniti e in tutto il mondo per questo ceppo e il suo utilizzo specifico nel trattamento del dolore cronico e ritiene che alla fine l’azienda sarà la sua impresa di maggior successo. Fischer ha investito più di 300 milioni di dollari di tasca propria in Vertanical, insieme alla sua socia in affari Madlena Hohlefelder.
La dipendenza da oppioidi negli Stati Uniti
Dopo che farmaci approvati dalla Fda come l’OxyContin, prodotto da Purdue Pharma, hanno alimentato l’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti, i professionisti medici sono alla ricerca di un’opzione migliore—un efficace antidolorifico senza rischi di dipendenza, overdose e morte. Journavx, un farmaco non oppioide che attenua i segnali del dolore inviati al cervello, è stato approvato dalla Fda per il dolore acuto nel gennaio 2025. Vertex, il produttore del farmaco, ha registrato vendite per 59,6 milioni di dollari durante il suo primo anno sul mercato. Anche Viatris, con sede in Pennsylvania, sta cercando di far approvare dalla Fda il suo farmaco antidolorifico, Meloxicam.
Secondo Precedence Research, il mercato statunitense degli oppioidi vale circa 20 miliardi di dollari di vendite annuali, il che significa che ci sono molte opportunità per i farmaci alternativi. Negli Stati Uniti esistono più prescrizioni individuali per il dolore acuto, ma il dolore cronico rappresenta un mercato più ampio. Ai pazienti affetti da dolore cronico vengono prescritti farmaci per un periodo molto più lungo, a dosi più elevate, con conseguente aumento del fatturato per paziente. Keonhee Kim, analista di Morningstar che si occupa delle aziende farmaceutiche che producono oppioidi, afferma che “anche una piccola quota (del mercato) potrebbe essere significativa”.
Il beneficio sociale di un trattamento efficace e non oppioide per il dolore cronico non può essere sopravvalutato. Caleb Alexander, professore di epidemiologia e medicina presso la John Hopkins Bloomberg School of Public Health, afferma che i benefici di un farmaco come Exilby dipenderanno tutti dal modo in cui verrà utilizzato, il che richiederà del tempo una volta che i pazienti inizieranno a ricevere la prescrizione.
“È un prodotto da tenere d’occhio attentamente, è il primo della categoria, un farmaco innovativo”, afferma Alexander, che non è coinvolto in Vertanical né nelle sue sperimentazioni cliniche. “Potrebbe essere un altro strumento nella cassetta degli attrezzi. Il dolore rimane una condizione devastante per milioni di americani e abbiamo imparato a nostre spese che nella maggior parte dei casi gli oppioidi non sono la soluzione.”
L’impegno per trasformare la marijuana in un medicinale
Vertanical non è l’unica azienda a impegnarsi per trasformare la marijuana in un medicinale approvato dalla Fda. Gli Stanley Brothers, noti per aver reso popolare il Cbd con la loro innovativa azienda Charlotte’s Web dieci anni fa, stanno attualmente sviluppando un farmaco derivato dalla canapa per trattare diversi sintomi associati all’autismo. La tintura botanica di Cbd e Thc, estratta da un ceppo brevettato di piante di canapa Charlotte’s Web, ha superato gli studi di Fase I della Fda ed è stata autorizzata a entrare nella Fase II per studiare l’efficacia e gli effetti collaterali del farmaco lo scorso anno. (In genere, solo il 33% dei farmaci supera gli studi di fase II.)
Come per il farmaco sperimentale degli Stanley Brothers, anche Exilby di Vertanical sta seguendo il percorso dei farmaci botanici della Fda, il che significa che è interamente derivato dalla pianta e non un farmaco sintetico a molecola singola, come la maggior parte dei prodotti farmaceutici sul mercato. Con il via libera all’avvio della sperimentazione di fase III negli Stati Uniti, Vertanical entrerà ora nella parte più impegnativa del processo, che monitora le reazioni avverse e l’efficacia in una popolazione di pazienti più ampia. Storicamente, oltre il 70% dei farmaci fallisce nella Fase III.
I farmaci botanici possono spesso essere più difficili da ottenere l’approvazione rispetto ai farmaci a molecola singola a causa dell’enorme numero di composti attivi nelle piante. Exilby, ad esempio, contiene più di 100 composti. Attualmente esistono solo quattro farmaci botanici approvati dalla Fda, tra cui le sinecatechine, una crema topica per le verruche genitali ricavata dalle foglie di tè verde e commercializzata con il nome di Veregen.
Tuttavia, trasformare i composti attivi della marijuana in medicinali non è un compito impossibile. Nel 1985 la Fda approvò il Marinol, una forma sintetica di Thc chiamata dronabinol, per i pazienti affetti da cancro e Aids. Si stima che le vendite di Marinol ammontino a circa 250 milioni di dollari all’anno. L’attuale prodotto di successo derivato dalla cannabis è Epidiolex, una tintura di Cbd approvata dalla Fda per bambini e adulti affetti dalla sindrome di Lennox-Gastaut, dalla sindrome di Dravet e da altri rari disturbi epilettici. Con una piccola popolazione di pazienti che si aggira intorno alle 100.000 persone in tutto il mondo, Epidiolex, di proprietà della irlandese Jazz Pharmaceuticals, è riuscita a superare 1 miliardo di dollari di vendite lo scorso anno.
Fischer ritiene che se Exilby venisse approvato negli Stati Uniti, la sua vendita supererebbe di gran lunga quella di Epidiolex. “Hanno solo poche migliaia di pazienti nel mondo, giusto? In confronto, quanti pazienti conosci con mal di schiena cronico?” dice. “La nostra popolazione di pazienti è qualche centinaio di volte più numerosa della loro.”
Fischer è anche fortunato che il governo federale abbia ufficialmente cambiato il suo atteggiamento nei confronti della cannabis. Ad aprile, il Dipartimento di Giustizia ha riclassificato la marijuana terapeutica da una droga vietata di Tabella I —insieme all’eroina e all’Lsd— a una droga di Tabella III, una categoria molto meno restrittiva che include steroidi, ketamina e Tylenol con codeina. Questo movimento potrebbe segnalare che la Fda sarà più ricettiva nei confronti dei farmaci contenenti cannabinoidi.
Peter Grinspoon, medico di base presso il Massachusetts General Hospital e docente di medicina presso la Harvard Medical School, afferma che riprogrammare la cannabis renderà probabilmente più semplice superare la procedura della Fda.
“Penso che sia una cosa estremamente importante perché il 90% degli americani è favorevole all’accesso legale alla marijuana terapeutica”, afferma Grinspoon, specializzato in cannabis terapeutica da oltre 25 anni e che ha recentemente pubblicato un libro, Aging Well With Cannabis. “Molte persone si sentono molto più a loro agio nell’ottenerlo dal proprio medico e si sentono molto più a loro agio se è confezionato come medicinale.”
L’obiettivo audace e impossibile di Fischer è quello di inaugurare un “mondo libero dal dolore cronico” che, a suo dire, crede di poter raggiungere. Ma si accontenterà di creare una nuova classe di farmaci che diventerà un successo.
“Ho speso tutti i miei soldi,” dice Fischer. “Non esiste un piano b per me; devo farlo avere successo.”
L’articolo La storia del primo antidolorifico al mondo a base di cannabis. E del miliardario tedesco che lo ha ideato è tratto da Forbes Italia.
Astronaut Jessica Meir Assists With Hardware Updates for NASA’s Cold Atom Lab
Astronaut Jessica Meir Assists With Hardware Updates for NASA’s Cold Atom Lab

NASA
Description
NASA astronaut Jessica Meir inspects optical fibers while installing hardware updates to the agency’s Cold Atom Lab, or CAL, aboard the International Space Station on May 8, 2026.
About the size of a minifridge and operated from Earth, CAL chills atoms to temperatures below minus 459 degrees Fahrenheit (minus 273.15 degrees Celsius), so close to absolute zero that they form a large quantum object called a Bose-Einstein condensate (BEC) — a fifth state of matter distinct from solids, liquids, gases, and plasma. In a BEC, scientists can observe the quantum properties of atoms at a scale visible to the naked eye. For instance, atoms and particles sometimes behave like solid objects and sometimes behave like waves, a quantum property called “wave-particle duality.”
Managed by Caltech in Pasadena, NASA’s Jet Propulsion Laboratory designed, built, and operates Cold Atom Lab, which is sponsored by the Biological and Physical Sciences (BPS) division of NASA’s Science Mission Directorate at the agency’s headquarters in Washington. The BPS division pioneers scientific discovery and enables exploration by using space environments to conduct investigations that are not possible on Earth. Studying biological and physical phenomena under extreme conditions allows researchers to advance the fundamental scientific knowledge required to go farther and stay longer in space, while also benefiting life on Earth.
To learn more about Cold Atom Lab, visit:
https://coldatomlab.jpl.nasa.gov/
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Astronaut Jessica Meir Assists With Hardware Updates for NASA’s Cold Atom Lab
Astronaut Jessica Meir Assists With Hardware Updates for NASA’s Cold Atom Lab

NASA
Description
NASA astronaut Jessica Meir inspects optical fibers while installing hardware updates to the agency’s Cold Atom Lab, or CAL, aboard the International Space Station on May 8, 2026.
About the size of a minifridge and operated from Earth, CAL chills atoms to temperatures below minus 459 degrees Fahrenheit (minus 273.15 degrees Celsius), so close to absolute zero that they form a large quantum object called a Bose-Einstein condensate (BEC) — a fifth state of matter distinct from solids, liquids, gases, and plasma. In a BEC, scientists can observe the quantum properties of atoms at a scale visible to the naked eye. For instance, atoms and particles sometimes behave like solid objects and sometimes behave like waves, a quantum property called “wave-particle duality.”
Managed by Caltech in Pasadena, NASA’s Jet Propulsion Laboratory designed, built, and operates Cold Atom Lab, which is sponsored by the Biological and Physical Sciences (BPS) division of NASA’s Science Mission Directorate at the agency’s headquarters in Washington. The BPS division pioneers scientific discovery and enables exploration by using space environments to conduct investigations that are not possible on Earth. Studying biological and physical phenomena under extreme conditions allows researchers to advance the fundamental scientific knowledge required to go farther and stay longer in space, while also benefiting life on Earth.
To learn more about Cold Atom Lab, visit:
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NASA astronaut Jessica Meir inspects optical fibers while installing hardware updates to the agency’s Cold Atom Lab, or CAL, aboard the International Space Station on May 8, 2026.
About the size of a minifridge and operated from Earth, CAL chills atoms to temperatures below minus 459 degrees Fahrenheit (minus 273.15 degrees Celsius), so close to absolute zero that they form a large quantum object called a Bose-Einstein condensate (BEC) — a fifth state of matter distinct from solids, liquids, gases, and plasma. In a BEC, scientists can observe the quantum properties of atoms at a scale visible to the naked eye. For instance, atoms and particles sometimes behave like solid objects and sometimes behave like waves, a quantum property called “wave-particle duality.”
Managed by Caltech in Pasadena, NASA’s Jet Propulsion Laboratory designed, built, and operates Cold Atom Lab, which is sponsored by the Biological and Physical Sciences (BPS) division of NASA’s Science Mission Directorate at the agency’s headquarters in Washington. The BPS division pioneers scientific discovery and enables exploration by using space environments to conduct investigations that are not possible on Earth. Studying biological and physical phenomena under extreme conditions allows researchers to advance the fundamental scientific knowledge required to go farther and stay longer in space, while also benefiting life on Earth.
To learn more about Cold Atom Lab, visit:
https://coldatomlab.jpl.nasa.gov/



