Vista elenco

Mitopoiesi nel nuovo disordine mondiale

9 Agosto 2026 ore 22:00

di Gioacchino Toni

Luciano Di Gregorio, La necessità del mito. Eroi, supereroi e mostri. Mitopoiesi nel nuovo disordine mondiale, Mimesis, Milano-Udine, 2026, pp. 226, € 20,00

Nelle civiltà arcaiche, la narrazione mitica serviva a spiegare l’ignoto, a giustificare l’ordine sociale e a dare risposte a catastrofi naturali in assenza di conoscenze scientifiche. Il perdurare della mitopoiesi ai nostri giorni, sostiene Luciano Di Gregorio nel suo libro La necessità del mito (Mimesis, 2026), sembra rispondere a un generale senso di insicurezza e di impotenza che caratterizza una realtà sempre più indecifrabile e minacciosa che non trova conforto nella razionalità scientifica. Insomma, di fronte all’ignoto, come accadeva nelle comunità antiche, ancora una volta l’umanità sembra non disdegnare di cercare rifugio nell’immaginario mitologico.

Secondo lo studioso, l’interpretazione della realtà attraverso il mito nella società contemporanea ha a che fare con il desiderio degli esseri umani di rappresentarsi o di identificarsi in figure dotate di superpoteri. Ciò è suggerito dalle pubblicità, nell’attribuzione di superpoteri alle merci o a determinate pratiche di consumo, così come dai social media, caratterizzati dall’insistita autoattribuzione di facoltà straordinarie da parte degli utenti, e dalle illimitate promesse tecnologiche. Certo, quello contemporaneo è un mito democratizzato, che vede l’individuo accontentarsi del successo di riflesso. In linea con l’imperversante logica prestazionale, l’essere umano si sente in dovere di ottenere un’affermazione pubblica straordinaria e, in mancanza di potere reale, il desiderio di sentirsi parte di un’aura mitologica ripiega sulla partecipazione e sull’identificazione.

L’attribuzione di superpoteri a leader carismatici tende a trasformare le comunità in “tribù” omogenee, propense ad affidarsi ciecamente a queste figure “rassicuranti”, percepite come divinità contemporanee o supereroi capaci di risolvere, come per incanto, i problemi complessi con formule magiche o slogan. La giustificazione dell’autoritarismo e l’accettazione delle disuguaglianze, sottolinea lo studioso, rappresentano il prezzo da pagare in cambio del senso di sicurezza emanato da tali leader carismatici. Anche la religione continua a fare la sua parte, rispondendo al bisogno di protezione attraverso il rimando alla provvidenza divina, oltre che a leader religiosi rassicuranti nella loro promessa di un mondo migliore.

Secondo Di Gregorio è dunque possibile leggere la mitopoiesi del supereroe come risposta a una necessità securitaria globale. Che ci si affidi a un brand commerciale, alle promesse di qualche tecno-guru, a un demagogico leader politico autoritario o a un’entità spirituale, l’obiettivo profondo degli esseri umani contemporanei è il medesimo: allontanare il senso di precarietà e immaginare un futuro migliore, sentendosi parte della fazione vincente della società.

Anche nella civiltà contemporanea, accanto alla visione razionale, perdura una modalità immaginaria di approccio alla comprensione della realtà e alla visione del mondo che riprende il mito, in particolare quello dell’eroe, attualizzandolo e indirizzandolo a svolgere una funzione protettiva nei confronti delle minacce che inquietano la nostra epoca. Nei periodi di incertezza sociale, l’individuo proietta il proprio Ideale dell’Io su una figura esterna di leader carismatico, accettando una forma di sudditanza che prevede l’annullamento del pensiero critico e della propria originalità.

Molti dei miti originati in epoche lontanissime conservano attualità ancora oggi, in un contesto enormemente mutato. L’antico “mito dell’eroe”, con il suo archetipico viaggio – comprendente la chiamata all’avventura, la lotta contro le forze oscure e il ritorno del sé trasformato –, continua ancora oggi a rispecchiare la lotta degli individui contro l’ignoto e il desiderio di superare anche gli ostacoli più ardui. A differenza dell’eroe di un tempo, quello contemporaneo non è più un semidio dotato di poteri straordinari, ma un individuo capace, grazie alla resilienza e al coraggio, di compiere imprese che possono dirsi eroiche pur non disponendo di abilità soprannaturali; imprese che consentono di continuare a essere propositivi in un mondo che richiede invece accettazione e inazione.

Nella cultura pop gli eroi incarnano la classica traiettoria di scoperta di sé e lotta contro il male. Il ritorno dei simboli mitici e delle fiabe agisce in maniera compensativa: di fronte a una realtà sempre più tecnologizzata, l’essere umano riscopre la necessità della fantasia e del simbolo. In un’epoca segnata da un’angoscia crescente, il mito contribuisce a ridurre il senso di impotenza.

Se da un lato il ricorso al mito viene finalizzato al mantenimento e alla giustificazione dell’ordine sociale, dunque all’inazione e all’accettazione, dall’altro può servire a ridurre tale senso di impotenza. Resta da vedere se, in questo secondo caso, il ricorso al mito si limiti ad agire da anestetico, utile a sopportare la realtà, o funga da stimolo al cambiamento della stessa.

Loving these Super Trooper bloopers #supertrooper #bloopers #fail #police #shorts

9 Agosto 2026 ore 22:00

💾

Super Troopers 3 is looking pretty good! Submit your videos for the chance to be featured 🔗 https://www.failarmy.com/pages/submit-video ▼ Follow us for more fails! https://linktr.ee/failarmy

Catch all our shows streaming today ➝ https://www.failarmy.com/pages/watch-live

FailArmy is the world’s number one source for epic fail videos and hilarious compilations. We’re powered by fan submissions and feedback from all around the world, with over 69 million fans across digital platforms! From our team to you all, thank you for your support 😊

To license any of the videos shown on FailArmy, please visit Jukin Media at http://bit.ly/jukinlicense

#FailArmy #Fails

Totalità. Diario di un’eclissi di Sole

9 Agosto 2026 ore 20:00

La cover di Totalità. Crediti: Davide Coero Borga/Inaf

Cinque giorni, migliaia di chilometri e un’eclissi totale di Sole. La prima nel cuore dell’Europa da ventisette anni. Un’eclissi difficile, di durata relativamente breve – un minuto e mezzo, poco meno o poco più – e per giunta al tramonto. Basta una nuvoletta all’orizzonte a rovinare lo spettacolo.

Sono gli ingredienti di Totalità, un podcast dell’Istituto nazionale di astrofisica ideato e realizzato da Federica Duras e Claudia Mignone – astrofisiche, divulgatrici scientifiche e per l’occasione inviate speciali dalla Spagna per raccontare come si vive, oggi, un’eclissi totale di Sole.

Tutto inizia dalla valigia: cosa portare, a partire dagli occhialini certificati per proteggere la vista (mai osservare a occhio nudo il Sole, intonso o eclissato che sia – l’avrete certamente sentito ripetere più d’una volta negli ultimi giorni), spaziando poi tra macchine fotografiche, filtri, cavalletti e altri strumenti per tentare di immortalare il tanto sospirato evento.

Questo diario di viaggio tutto da ascoltare seguirà le due protagoniste dall’Italia, passando per Valencia, fino all’Aragona, sulle tracce delle antiche spedizioni ottocentesche che dislocavano gli astronomi in giro per il mondo a caccia di qualche minuto di totalità, per cercare di carpire i segreti del stelle partendo da quella a noi più vicina – il Sole. E se tanti misteri cosmici sono ormai stati svelati, molti altri restano ancora irrisolti: è per questo che le eclissi solari continuano a suscitare, ancora oggi, nel 2026, non solo il fascino generale ma anche l’interesse della comunità scientifica. Come quello della spedizione di astrofisici italiani che osserverà il fenomeno il prossimo 12 agosto dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre, a duemila metri di quota, nella provincia spagnola di Teruel, per sperimentare un nuovo, ingegnoso strumento per future missioni spaziali.

Il sito da cui le protagoniste del podcast Totalità osserveranno l’eclissi di sole del 12 agosto. Crediti: F. Duras/Inaf

Tra scienza e storia, consigli per le osservazioni e interviste agli esperti, il podcast esplora le molteplici sfaccettature di un avvenimento tra i più travolgenti che il cielo può regalare a noi, piccoli abitanti del terzo pianeta in orbita attorno al Sole. Con le emozioni della narrazione dal vivo, gli imprevisti del viaggio, le sfide della ricerca e l’incognita – onnipresente, imperante e contro la quale ogni scongiuro è vano – del meteo: la cronaca, insomma, di un’eclissi (quasi) impossibile.

Potete ascoltare Totalità su Apple Podcast, su Spotify e su YouTube, oltre che sulla piattaforma di Media Inaf dedicata ai podcast, a partire da oggi, domenica 9 agosto. E poi ogni giorno, fino al 13 agosto. Per scoprire se le protagoniste saranno riuscite nell’intento di contemplare la loro prima eclissi totale di Sole.

Ascolta il podcast su YouTube:

Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

 

Venerdì 4 settembre: Forlì HC, a fianco di Pietro e tutti i compagni

9 Agosto 2026 ore 19:47

Riceviamo e diffondiamo:

Con grande gioia vi inviamo la locandina e vi invitiamo all’edizione 2026 dell’FC-HC!!

Come sempre autogestione, pirateria musicale, idee e note per lx nostrx compagnx reclusx e sogni di libertà per i giorni bui!

Panini vegan e birrette benefit e il sano vecchio hardcore!
e tanto posto per portare il tuo banchetto DIY/DISTRO (please, unica clausola: no liquorini! Antiabbrutimento-Action! 😉

Allo skate park di Forlì (via dragoni) dentro all’anfiteatro!

ORE 20:00 ALLESTIMENTO BANCHETTI
ORE 21:00 (puntuale) INIZIO CONCERTI CON:

– Innesco
– Rebelde
– Randagi
– Spring Moods

DIFFONDI COME MEGLIO CREDI!!
per info, contatti etc: capitanoacab@insiberia.net

PIETRO LIBERO E SELVAGGIO!!
TUTTX LIBERX E SELVAGGX!!!!!
(A)

AGRIGENTO, CANE AGGREDISCE VICINO CHE GLI SPARA: DUE DENUNCE

9 Agosto 2026 ore 19:36

Un cane è stato ferito da due colpi di pistola dopo essersi avventato contro un vicino di casa in una traversa del viale dei Pini, a San Leone, quartiere balneare di Agrigento. I carabinieri della Compagnia di Agrigento – riporta Agi – hanno denunciato un cinquantacinquenne e la proprietaria dell’animale, una donna di 50 anni, per maltrattamento di animali. Secondo la ricostruzione dei militari, il cane sarebbe stato portato in strada senza le previste misure di sicurezza e avrebbe aggredito il vicino. Il cinquantacinquenne avrebbe quindi preso una pistola legalmente detenuta ed esploso due colpi contro l’animale. La proprietaria avrebbe successivamente riportato il cane nell’abitazione, dove i carabinieri lo hanno trovato ferito e legato. L’animale è stato affidato a una clinica veterinaria e non sarebbe in pericolo di vita. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire ogni aspetto dell’episodio.

(Foto di repertorio)

The post AGRIGENTO, CANE AGGREDISCE VICINO CHE GLI SPARA: DUE DENUNCE appeared first on nelcuore.org.

China waits in wings as Mecca pact signals Gulf shift away from US security umbrella

The grand security bargain between the United States and Gulf countries is widely perceived to be fraying, creating what analysts see as an opening for Beijing to expand its presence in the region. For decades, Saudi Arabia and other Gulf states relied on Washington’s defensive shield, while it in turn relied on them for access, energy and influence. Riyadh’s decision to sign a mutual defence agreement with Turkey and Pakistan is the clearest sign yet of that shift. Signed this week in Mecca,...

Roller Coaster Relies Only on Gravity

9 Agosto 2026 ore 17:00

💾

Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, we saw a rollercoaster with no tracks that relies only on gravity.

Click here to become a member: https://www.youtube.com/channel/UCdC0An4ZPNr_YiFiYoVbwaw/join

Links To Sources:
https://www.instagram.com/reels/DW1xSLiRxFv/

__________________________________________________________

Welcome to your Daily Dose of Internet where I search for the best trending videos, or videos people have forgotten about, and put them all in one video. I upload 2-3 times a week to keep video quality high. I always ask for permission to share videos that I find!

Every clip you see here is 100% organic and sourced from real people. No AI-generated videos, no AI-manipulated footage, ever. If a clip we sourced from a content library is later discovered to contain AI, we remove it from the video right away.

Click here to subscribe today: https://bit.ly/2Qts9Uo


►►►Follow me!

Daily Dose of Pets:
https://www.youtube.com/@DailyDoseofPetsChannel

Daily Dose of Science:
https://www.youtube.com/@dailydoseofsciencechannel

Daily Dose of Gaming:
https://www.youtube.com/channel/UCmdmZp1K_kjXYBKgyqg_5LA

Discord:
https://discord.gg/ddoi

Twitter:
https://twitter.com/ddofinternet

Instagram:
https://www.instagram.com/dailydoseofinternet/


If YOU film a video and think it is good enough to be featured on Daily Dose Of Internet, you can submit videos to me using the link below!

Only send in videos that you personally filmed.

https://thisisyourdailydose.com/

#dailydoseofinternet #science #rollercoaster

Feature request: RF bandwidth setting per SDR profile

9 Agosto 2026 ore 16:40

Hello,

is this the right place to post feature requests?

I have a new PlutoSky R2 (AD9361) and noticed that when switching between OpenWebRX profiles with different sample rates, the AD9361 rf_bandwidth setting does not change.

It would be useful to have an RF bandwidth setting per profile, similar to the sample rate setting.

For example:

  • 1 MS/s profile → 1 MHz RF bandwidth
  • 4 MS/s profile → 4 MHz RF bandwidth
  • 10 MS/s profile → 10 MHz RF bandwidth

Currently, if rf_bandwidth is set to 1 MHz and I switch to a 4 MS/s profile, it remains at 1 MHz, so the analog RX bandwidth is much narrower than the sampled spectrum.

Ideally, the profile could contain a configurable rf_bandwidth value which is passed to SoapySDR using setBandwidth().

For example, on the AD9361 the current RX RF bandwidth can be read with:

 
iio_attr -u ip:192.168.20.70 -i -c ad9361-phy voltage0 rf_bandwidth
 

and it can be changed independently of the sample rate, for example:

 
iio_attr -u ip:192.168.20.70 -i -c ad9361-phy voltage0 rf_bandwidth 4000000
 

This would set the RF bandwidth to 4 MHz, which would be useful for an OpenWebRX profile using a 4 MS/s sample rate.

The AD9361 in my PlutoSky R2 supports RX RF bandwidth values up to 56 MHz.

Thanks!



Can Europe stay united in China trade battle? Ceuta migrant crisis offers a warning

The European Union’s traditional August break was supposed to provide officials with some respite ahead of a potentially bruising autumn when it will try to set its fiery trade relationship with China on a new course. Instead, a border crisis on its southern flank has created turmoil and division among its 27 members, raising questions over how prepared the bloc is for a dust-up with one of the world’s economic superpowers. “We had a real-time test of what happens when one member state was under...

Commentaires sur IA et science : du pliage de protéines… à l’illusion de la connaissance par Thierry Kauffmann

…Et pourtant les IA ont-été conçues sur le modèle théorique du cerveau humain !
Si les IA sont incapables de faire ce que les humains peuvent faire, il s’agirait donc de répondre à la question de ce qui distingue les humains (et les autres êtres vivants) des machines ?

J’ai mon idée sur la question : en dehors du fait que notre cerveau est biologique (et pas fait à base de puces de silicium) nous posséderions aussi une âme, immatérielle (ou existantes dans des dimensions supérieures décrites par les théories physiques des 40 dernières années), à laquelle nous aurions la capacité de nous relier par l’intermédiaire (peut-être et entre autres) de structures au niveau des synapses.

Je fonde mon opinion sur la lecture de ll’œuvre (monumentale) de Roger Penrose, prix Nobel de physique 2022, « The emperor’s new mind », publiée en 1989 (déjà !), dans laquelle la question de savoir si une machine de Turing (l’ordinateur moderne) est capable d’égaler le cerveau humain est traitée en totalité.

SICCITÀ METTE IN CRISI LA PRODUZIONE DI ENERGIA IDROELETTRICA

9 Agosto 2026 ore 15:10

La crisi idrica è un problema per il sistema energetico europeo Le minime portate di grandi fiumi come Po e Danubio costringono molti paesi a spegnere impianti idroelettrici e fermare reattori nucleari privi del raffreddamento necessario. Mentre la domanda di elettricità continua a salire – riporta Ppn Adi – la paralisi delle centrali mostra la crescente vulnerabilità delle forniture continentali di fronte al caldo e alla siccità. La crisi idrica colpisce ancora e questa volta non mette a dura prova solo il settore agricolo o l’acqua potabile, ma sta provocando danni serissimi al sistema energetico continentale. Senza acqua a sufficienza nei bacini e nei grandi fiumi, infatti, si riduce drasticamente la capacità di produrre energia elettrica, sia attraverso le centrali idroelettriche sia tramite i reattori nucleari, che necessitano del flusso dei fiumi per i propri impianti di raffreddamento. In Italia il punto critico è rappresentato dal Po. La portata del fiume ha toccato livelli persino inferiori a quelli registrati durante la storica siccità del 2022. Secondo i rilevamenti dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici dell’area del Po, a Cremona il fiume registra un flusso di appena 193 metri cubi al secondo, contro una media stagionale di 602. La scarsità d’acqua, unita ai ridotti volumi dei laghi prealpini come il Lago Maggiore, ha costretto la centrale idroelettrica di Isola Serafini a sospendere la produzione. La situazione dell’idroelettrico italiano è confermata dai dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale: se da un lato la domanda di elettricità a giugno è cresciuta dell’1,8% rispetto all’anno precedente (segnando il decimo mese consecutivo di aumento), dall’altro la produzione idroelettrica ha subito crolli verticali. In aree ad alta vocazione come il Trentino, la produzione idroelettrica del primo semestre 2026 ha registrato un calo del 37% a causa di un deficit di accumulo nivale arrivato all’87% già in primavera, spingendo operatori come Dolomiti Energia ad accelerare gli investimenti verso fotovoltaico ed eolico per diversificare le fonti.

(Foto di Donovan Kelly su Pexels)

The post SICCITÀ METTE IN CRISI LA PRODUZIONE DI ENERGIA IDROELETTRICA appeared first on nelcuore.org.

Hate it when that happens #fails #weightlifting #CCTV #fishing #shorts

9 Agosto 2026 ore 15:00

💾

Hate it when that happens! ►►► Submit your videos for the chance to be featured 🔗 https://www.failarmy.com/pages/submit-video ▼ Follow us for more fails! https://linktr.ee/failarmy

Catch all our shows streaming today ➝ https://www.failarmy.com/pages/watch-live

FailArmy is the world’s number one source for epic fail videos and hilarious compilations. We’re powered by fan submissions and feedback from all around the world, with over 69 million fans across digital platforms! From our team to you all, thank you for your support 😊

To license any of the videos shown on FailArmy, please visit Jukin Media at http://bit.ly/jukinlicense

#FailArmy #Fails

China-Australia relations reach ‘good enough’ baseline, ex-envoy says

After years of strain, China-Australia ties have reached a “good enough” baseline for Canberra, though still short of Beijing’s broader ambitions, according to a former top Australian diplomat. The relationship had taken a significant downturn since 2017, but was now on “a more realistic footing”, Graham Fletcher, a non-resident fellow at the Lowy Institute, a Sydney-based think tank, wrote in a report released on Sunday. Fletcher served as Australia’s ambassador to China from 2019 to 2023. The...

Psilocibina e l’elasticità del cervello: le nuove frontiere della neuroplasticità

9 Agosto 2026 ore 14:17
La psilocibina è un composto psichedelico naturale presente in oltre 200 specie di funghi - comunemente noti come "funghi allucinogeni" o "funghi magici" - il cui utilizzo è al centro di una vera e propria rivoluzione nella psichiatria moderna.Oggi vi racconto un incredibile caso clinico, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in ...continua a leggere "Psilocibina e l’elasticità del cervello: le nuove frontiere della neuroplasticità"

Manco dal mio LAB da troppo tempo, e i TOPI BALLANO, e' ora di DEVASTAZIONE #mouse #lablife #topi

9 Agosto 2026 ore 13:00

💾

Sostenete il canale: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=MREAYGFJZWP7J

#vlogger #vlogs #faidate #diy #diycrafts #laboratorio #vintageradio #vacuumtube #radioavalvole #vintage
#repair #repairing #righttorepair #vintage #spaceage #design #restoration #computerhistory #computer #riparazione #funny #funnyvideo #funnyvideos

E' da troppo tempo che manco dal mio laboratorio, e quando questo accade, ecco che entra qualche topo a rompere le scatole. E questa volta pero' mi sono davvero ROTTO I

*OCCHIO al mio AMAZON SHOP! https://www.amazon.it/shop/asbestomolesto*
*Le mie attrezzature le trovate nel mio negozietto AMAZON:*
Queste sono tutte cose che USO GIORNALMENTE e di cui sono molto soddisfatto :)

*TRASMETTITORE RADIO AM* : https://it.aliexpress.com/item/1005005593010774.html

*Saldatore* economico ma funzionale: https://amzn.to/43MSuxZ
*Stagno* 60/40 OTTIMO *NON-RoHS*: https://amzn.to/4cBf290
*Trecciola dissaldante: https://amzn.to/3PNsgWj*
*Flussante* Amtech NC-559-V2-TF: https://amzn.to/43DPAvo
*Pasta per saldature* elettroniche: https://amzn.to/43GAN39
*Disossidante* per saldature: https://amzn.to/4axQagu
*Tester digitale* UNI-T UT139C: https://amzn.to/43HeKZX
*Oscilloscopio portatile* : https://amzn.to/4acVQwx
*Cassettiera portacomponenti* : https://amzn.to/4cwPObX
*Masterizzatore M-DISC Blueray* : https://amzn.to/3IZ3VJj

*Antenna MINI WHIP* : https://amzn.to/4aDnnHx
*ALTRA ANTENNA MINI WHIP*: https://amzn.to/43NHReh
*Ricevitore SDR*: https://amzn.to/3TLirJR
*Ricevitore radio XHDATA D-808* : https://amzn.to/3xQzYieribZ
*Display Voltmetro 0-30Vdc* : https://amzn.to/3xepanL
*XHDATA D-808* radio onde corte AM/FM/Airband/ETC: https://amzn.to/43EutZS
*Evaporust* : https://amzn.to/3xaNRBy
*Caricabatterie solare* USB etc: https://amzn.to/43Cn39D
*Rotelle per sedia* : https://amzn.to/49kSrKZ
*BRAKLEEN pulitore freni* : https://amzn.to/3VGjgX0
*Cavo adattatore da OBD2 a OBD 3 pin* : https://amzn.to/43I4zUY
*Cavo diagnostico OBD per PANDA 141* ed altre auto storiche: https://amzn.to/3xiD9co
*Adattatore Da Attacco H4 HS1 A H5 R2 G40* : https://amzn.to/4cAByPf
*Lampade Philips RacingVision GT200 H4* per Panda 141: https://amzn.to/3xipx0O
*Imbottitura sedile panda 141 seduta* : https://amzn.to/4cAMLPT

*Le mie attrezzature VEVOR ed i codici per acquistarle con sconti:*
5% di sconto per tutti i prodotti: *VVALL05*
*Termocamera infrarossi* VEVOR SC240N: https://s.vevor.com/bfQsoD
*Pulitrice ad ultrasuoni* VEVOR da 10 litri: https://s.vevor.com/bfQgEk
*Telecamera endoscopica* VEVOR 5 metri 3 telecamere: https://s.vevor.com/bfQbze

*CINEBASTO Riscaldatore DIESEL* 8KW VEVOR BLUETOOTH lo trovate qui:
8KW vertical version: https://s.vevor.com/QTYSY1
8KW horizontal version: https://s.vevor.com/QTYSZC
Black friday promotion: https://s.vevor.com/QTYSZP
5% di sconto per tutti i prodotti: VVALL05

_In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei: aiuterete il canale a crescere!_

Chinese vloggers are taking to YouTube to ‘set the record straight’

At a night market in Shenzhen, Sasa Xu finishes her day with passion fruit tea. It costs US$2.40, bringing her total spend for the day to US$9.40 – details that close out her video “What low-income life in China really looks like”. The video has drawn more than 470,000 views since it was posted to YouTube in April. It includes footage of Xu at a traditional wet market and walking through a densely populated “urban village” where many of the city’s low-income workers live. “Through these simple,...

PISA, CARROZZELLE IN SERVIZIO CON 37 GRADI: TURISTA SPAGNOLA SEGNALA

9 Agosto 2026 ore 12:14

La polemica sulle carrozze trainate da cavalli, note anche come ‘botticelle’, si riaccende dopo la denuncia di una turista spagnola che, il 5 agosto scorso, ha segnalato la situazione critica a Pisa. A 12:20 – riporta Ntw Press – con la temperatura che raggiungeva i 37 gradi in Piazza dei Miracoli, la donna ha contattato il Nucleo Operativo Guardie Rurali Ausiliarie a difesa degli Animali di Pisa (Nogra) e la polizia municipale per denunciare le condizioni in cui operavano le carrozze.

Il presidente dell’associazione Italian Horse Protection, Sonny Richichi, ha evidenziato che la risposta ricevuta dalla turista mette in luce le lacune del regolamento comunale per la tutela degli equidi. Infatti, in quella zona di Pisa, le carrozze erano in funzione nonostante il caldo torrido, sollevando interrogativi sulla loro sicurezza e benessere.

Stando a quanto riportato, il Nogra ha spiegato che nei pressi delle carrozze è sempre presente una pattuglia della polizia municipale, che può intervenire solo su richiesta verbale e in caso di “evidente malessere” degli Animali. Tuttavia, la temperatura rilevata all’ombra era di 34 gradi, mentre la soglia per sospendere il servizio è di 35 gradi, pertanto non si è potuto intervenire. La turista ha quindi continuato a stigmatizzare la situazione, affermando che il calore al sole superava sicuramente i 40 gradi.ù

Richichi ha ulteriormente sottolineato come il regolamento navighi in una zona grigia, dal momento che fa riferimento a temperature ufficiali registrate in un specifico sito della città, senza considerare le condizioni reali dove gli Animali operano. Non si tiene conto, quindi, dell’effetto del calore accumulato nei pavimenti asfaltati e dal carico trasportato. Questo porta a una situazione in cui, nonostante i 37 gradi, nessuno sembri in grado o disposto a intervenire.

Il comandante del Nogra, Michele Mennucci, ha dichiarato che non basta la sola osservazione per valutare lo stato di salute dei cavalli, essendo necessaria la visita di un veterinario della ASL. Le temperature devono essere rilevate dalle stazioni ufficiali, senza che il benessere degli Animali venga preso in considerazione.

Il risultato è che, mentre a Pisa i termometri segnavano 37 gradi e i cavalli continuavano a lavorare sotto il sole, le istituzioni competenti sembrano impotenti a garantire il rispetto delle normative.

(Testo Ihp riportato da Ntw Press. frame e video Ihp)

The post PISA, CARROZZELLE IN SERVIZIO CON 37 GRADI: TURISTA SPAGNOLA SEGNALA appeared first on nelcuore.org.

CATANIA, CAVALLO E PULEDRO IN UNA STALLA ABUSIVA: MULTA DA 6MILA EURO

9 Agosto 2026 ore 11:16

La Polizia di Stato, Squadra a Cavallo, ha effettuato a Picanello, a Catania, un controllo specifico insieme ai medici del Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania, individuando una stalla abusiva. Nei giorni scorsi – riporta LaPresse – i poliziotti delle Volanti, insieme ai medici veterinari, hanno controllato la struttura, trovando due equidi in buone condizioni di salute. Il cavallo adulto risultava già identificato, ma la normativa prevede che gli animali debbano vivere in locali attrezzati e autorizzati a garantirne il benessere. Il puledro, di sei mesi, era invece privo di microchip identificativo, che è stato installato sul posto dal medico veterinario. Il gestore è stato sanzionato per entrambe le violazioni, per un importo complessivo di 6mila euro.I controlli delle stalle effettuati dalla Polizia di Stato negli ultimi due anni sul territorio catanese, in particolare dai cavalieri dell’UPGSP della Questura di Catania, interessano tutte le zone della città a tutela del benessere degli animali e proseguono attraverso progetti di legalità realizzati in sinergia con gli altri enti preposti al controllo.

(Foto di repertorio)

The post CATANIA, CAVALLO E PULEDRO IN UNA STALLA ABUSIVA: MULTA DA 6MILA EURO appeared first on nelcuore.org.

Sul filo dell’atomo. Una storia degli equilibri nucleari dal 1945 ai giorni nostri

9 Agosto 2026 ore 11:22
di Marco Rizzo   Francesco Dall’Aglio e Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba, Ad est dell’equatore 2023, 14 euro   “Il discorso pubblico sull’atomica dal 1991 è, sostanzialmente, la storia di una grande rimozione. Dopo aver vissuto per più di quarant’anni con la paura concreta dell’estinzione dell’umanità a causa di un conflitto …

read more "Sul filo dell’atomo. Una storia degli equilibri nucleari dal 1945 ai giorni nostri"

Daily summary as of 09/08/2026 10:45:00

9 Agosto 2026 ore 10:46

Daily summary as of 09 ago 2026
Min Outside Temperature: -1,1°C at 10:28:57
Max Outside Temperature: 0,4°C at 08:29:00
Min Inside Temperature: 17,2°C at 08:29:00
Max Inside Temperature: 17,7°C at 10:45:00
Min Barometer: 1051,7 mbar at 10:45:00
Max Barometer: 1053,2 mbar at 08:29:00
Max Wind: 0 km/h from 352° at 10:45:00
Rain: 0,00 cm
Max Rain Rate: 0,00 cm/h
Min Wind Chill: -1,1°C at 10:28:57
Max Wind Chill: 0,4°C at 08:29:00
Min Heat Index: -1,1°C at 10:28:57
Max Heat Index: 0,4°C at 08:29:00
Min Dew Point: -4,3°C at 10:44:37
Max Dew Point: -2,7°C at 08:29:00
Min Outside Humidity: 79% at 10:45:00
Max Outside Humidity: 80% at 08:29:00
Min Inside Humidity: 28% at 10:45:00
Max Inside Humidity: 30% at 08:29:00

Monthly summary as of 09/08/2026 10:45:00

9 Agosto 2026 ore 10:46

Monthly summary as of 01 ago 2026
Min Outside Temperature: -1,1°C at 09/08/2026 10:28:57
Max Outside Temperature: 0,4°C at 09/08/2026 08:29:00
Min Inside Temperature: 17,2°C at 09/08/2026 08:29:00
Max Inside Temperature: 17,7°C at 09/08/2026 10:45:00
Min Barometer: 1051,7 mbar at 09/08/2026 10:45:00
Max Barometer: 1053,2 mbar at 09/08/2026 08:29:00
Max Wind: 0 km/h from 352° at 09/08/2026 10:45:00
Rain: 0,00 cm
Max Rain Rate: 0,00 cm/h
Min Wind Chill: -1,1°C at 09/08/2026 10:28:57
Max Wind Chill: 0,4°C at 09/08/2026 08:29:00
Min Heat Index: -1,1°C at 09/08/2026 10:28:57
Max Heat Index: 0,4°C at 09/08/2026 08:29:00
Min Dew Point: -4,3°C at 09/08/2026 10:44:37
Max Dew Point: -2,7°C at 09/08/2026 08:29:00
Min Outside Humidity: 79% at 09/08/2026 10:45:00
Max Outside Humidity: 80% at 09/08/2026 08:29:00
Min Inside Humidity: 28% at 09/08/2026 10:45:00
Max Inside Humidity: 30% at 09/08/2026 08:29:00

Yearly summary as of 09/08/2026 10:45:00

9 Agosto 2026 ore 10:46

Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: -1,1°C at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 29,6°C at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 13,0°C at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 28,1°C at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 984,3 mbar at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 1053,2 mbar at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 20 km/h from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 49,95 cm
Max Rain Rate: 5,04 cm/h
Min Wind Chill: -5,9°C at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 29,6°C at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: -1,1°C at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 29,8°C at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -20,8°C at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 19,2°C at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28

L’idée que l’IA serait l’avenir de la science comme on l’entend très souven…

9 Agosto 2026 ore 10:05

L’idée que l’IA serait l’avenir de la science comme on l’entend très souvent est bien plus un moyen d’orienter les investissements qu’une vérité scientifique.

C'est l'analyse que nous partage @hubertguillaud dans l'article de #DansLesAlgorithmes de cette semaine.

👉 https://framablog.org/2026/08/09/ia-et-science-du-pliage-de-proteines-a-lillusion-de-la-connaissance/

IA et science : du pliage de protéines… à l’illusion de la connaissance

Cet article est une republication, avec l’accord de l’auteur, Hubert Guillaud. Il a été publié en premier le 30 septembre 2025 sur le site Dans Les Algorithmes sous licence CC BY-NC-SA.

Tout l’été, profitez de republications de « Dans Les Algorithmes » ! Rendez-vous tous les dimanches de juillet et d’août pour réfléchir, ensemble, sur les enjeux de l’Intelligence Artificielle.


L’idée que l’IA serait l’avenir de la science comme on l’entend très souvent est bien plus un moyen d’orienter les investissements qu’une vérité scientifique.

 

 

 

 

 

 

« Le discours selon lequel l’intelligence artificielle révolutionne la science est désormais quasiment incontournable », rappelle William Burns, consultant en politique scientifique, pour Tech Policy Press. « L’histoire raconte déjà que l’IA n’est pas seulement l’avenir : elle révolutionne les découvertes scientifiques ». Même des gens assez critiques de l’IA et de ses développements disent qu’elle possède des « capacités prometteuses » pour la recherche scientifique, justifiant son développement. Pourtant, l’IA, telle qu’elle est actuellement déployée en science, occulte plus qu’elle ne révèle, exacerbant les problèmes qu’elle prétend résoudre.

Les chercheuses Lisa Messeri et Molly J. Crockett affirmaient l’année dernière dans Nature que « la prolifération des outils d’IA en science risque d’introduire une phase de recherche scientifique où nous produisons davantage, mais comprenons moins ». Mais surtout, l’usage de l’IA pourrait compromettre la capacité à produire des connaissances fiables, sur lesquelles repose tout l’édifice scientifique. Cette crise annoncée prolonge celle que traverse la recherche depuis le début du XXIe siècle, notamment liée à la stagnation des découvertes pharmaceutiques. Burns rappelle par exemple que le Projet Génome Humain dans les années 90 a été lancé en promettant une prolifération de nouveaux médicaments qui n’est jamais advenue. Un chercheur d’une grande entreprise scientifique expliquait en 2008 que « rien de ce que les entreprises ont fait pour accroître la production de nouveaux médicaments n’a fonctionné, y compris les fusions, les acquisitions, les réorganisations et l’amélioration des processus ».

Le microbiologiste américain, Carl Woese, opposant à l’ingénierie biologique, estimait, en 2004, que la crise de l’innovation était liée à la généralisation de l’ingénierie du vivant. En 2011, l’économiste Philip Mirowski estimait que le néolibéralisme, obsédé par la technologie, avait tué la rigueur scientifique. La promesse de renouveau scientifique par l’IA s’inscrit pleinement en prolongement de cette crise. En 2023, l’OCDE expliquait que l’IA pourrait venir aider une science devenue « plus difficile ». À l’image d’AlphaFold, le système de pliage des protéines de Google DeepMind, pour lequel Demis Hassabis et John Jumper ont reçu le prix Nobel de chimie en 2024.

Les protéines ne sont pas des puces de silicium

AlphaFold a permis de prédire la structure de 200 millions de protéines, mais il serait expérimentalement impossible d’en vérifier n’en serait-ce qu’une fraction. Pour ce faire, « il faudrait généralement isoler des protéines des cellules en quantités importantes – un processus capricieux – puis les soumettre à des techniques telles que la diffraction des rayons X et la résonance magnétique nucléaire. Ces étapes pourraient prendre des années, même pour une seule protéine ». Néanmoins, la philosophe Daria Zakharova a affirmé dans un pré-print que si les prédictions d’AlphaFold sont considérées comme fiables et sont utilisées par les scientifiques, cette « connaissance » est bien imparfaite. « D’un point de vue strictement matériel, AlphaFold n’est pas une représentation du comportement des protéines, mais plutôt du comportement des puces de silicium (sur lesquelles repose le calcul). En ce sens, les inventeurs d’AlphaFold ont avancé l’hypothèse que des puces de silicium pourraient imiter les protéines. Cela soulève la question de savoir comment des matériaux sans lien entre eux, tant chimiquement que spatialement et temporellement, pourraient s’imiter. Au minimum, des preuves substantielles seraient nécessaires pour le prouver. Pourtant, lorsque des efforts ont été déployés pour le vérifier, les résultats ont été mitigés », rappelle Burns. Une étude récente de Garrido-Rodríguez et ses collègues a par exemple soutenu que le calcul d’AlphaFold ne « correspondait pas aux modèles déterminés expérimentalement », faisant référence à une classe de protéines omniprésentes et biologiquement vitales appelées serpines. « De toute évidence, des recherches plus approfondies pourraient être nécessaires sur la fiabilité de l’IA en tant qu’outil prédictif ». Pour Burns, les preuves ne sont pas suffisamment solides à ce stade. Bien sûr, le repliement des protéines est complexe. Leur modélisation est ancienne et repose sur des hypothèses manifestement différentes de leur réalité. Longtemps, ces modèles servaient à interpréter des données d’observation issues de la diffraction des rayons X, et non à créer un modèle informatique, comme avec AlphaFold. Le problème, estime le chercheur en cancérologie et lauréat du prix Nobel de physiologie ou médecine 2019, William G. Kaelin Jr., c’est que la publication doit construire son savoir sur des briques plutôt que sur de la paille.

Au Royaume-Uni, la UK Biobank, une entreprise publique qui détient des données génétiques sur un sous-ensemble de la population britannique, aurait conclu en mars dernier un partenariat avec des sociétés pharmaceutiques et Calico, filiale d’Alphabet, qui auront accès à ces données pour des études menées avec l’IA. Le projet a été décrit par le Financial Times comme « un exemple emblématique de la manière dont les ordinateurs avancés et les modèles d’intelligence artificielle peuvent exploiter de vastes ensembles de données biologiques pour étudier en profondeur le fonctionnement du corps humain et ses dysfonctionnements potentiels ». Une question se pose cependant : l’exploitation de ces ensembles de données est-elle susceptible de produire des connaissances fiables, même en théorie ? En 2017, ces données ont été décrites comme « non représentatives de la population générale… Les participants à la UK Biobank vivent généralement dans des zones socio-économiquement moins défavorisées ; sont moins susceptibles d’être obèses, de fumer et de consommer de l’alcool quotidiennement ; et présentent moins de problèmes de santé auto-déclarés ». La structure de ces ensembles de données de santé, et d’autres similaires, qui ne sont certainement pas secrets, suscite des doutes. Même les observateurs optimistes doivent l’admettre : si les données sont inadéquates et l’IA opaque, quelle est la valeur épistémique réelle de ces projets ? Le prix Nobel Kaelin Jr. a conseillé : « La question… devrait être de savoir si… les conclusions sont susceptibles d’être correctes, et non de savoir s’il serait important qu’elles soient vraies. »

Ralentir la science

Si l’on veut sauver la science de son malaise actuel, des solutions sont déjà possibles, conclut Burns. « Des propositions comme la « slow science » d’Isabelle Stenger semblent valoir la peine d’être tentées, car elles pourraient élargir la charge de la preuve aux affirmations scientifiques et encourager un esprit de service public parmi les scientifiques. Pourtant, si une rénovation épistémique a eu lieu jusqu’à présent dans le domaine scientifique, elle est restée extrêmement timide et n’a pas produit d’effets escomptés. 

Il faut dire que pour les investisseurs, l’idée que l’IA puisse nous sortir de l’impasse actuelle et donner naissance à toutes sortes d’inventions rentables est doublement séduisante. L’IA est une méthode qui ne nécessite que des capitaux pour sa mise en œuvre et qui peut être réalisée à grande échelle, contrairement à la recherche empirique, centrée sur l’humain et fastidieuse, où l’ingéniosité et la chance (qui ne s’achètent pas si facilement) semblent prédominer. Mais investir dans l’IA est aussi un moyen efficace de maintenir le statu quo, tout en semblant le bouleverser, car il pose l’hypothèse d’un avenir technologique sans les changements systémiques qu’impliquent d’autres réformes. 

Dans cette optique, nous devons résister au spectacle. L’IA fait vendre une vision du progrès où les algorithmes peuvent révéler les secrets plus rapidement, mieux et à moindre coût ; pourtant, les secrets de la nature ne sont pas si facilement révélés, et la connaissance sans compréhension n’est pas une connaissance du tout. »

S’il y avait besoin d’une explication supplémentaire, Alberto Romero dans sa newsletter algorithmic Bridge, revient sur une étude du MIT et de Harvard, où les chercheurs se sont demandé si les modèles d’IA pouvaient passer de la simple prédiction au « développement de modèles fiables », en les faisant travailler sur un problème de physique assez classique ? Mais au lieu de tester avec le langage, qui est assez complexe et difficile à analyser, ils se sont concentrés sur la physique classique. Ils voulaient voir si le modèle utiliserait les lois de Newton pour prédire les vecteurs de force à l’origine du mouvement de révolution de la terre autour du soleil ou s’il inventerait simplement ses prédictions sans comprendre la physique réelle. Ils ont conclu que les modèles d’IA font des prédictions précises, mais ne parviennent pas à encoder le modèle universel de Newton et recourent plutôt à des heuristiques spécifiques à chaque cas, non généralisables et fortement incohérents. L’étude montre que « les modèles d’IA sont tout simplement incapables de coder un ensemble de lois robustes pour régir leurs prédictions : ils sont non seulement incapables de retrouver des modèles du monde, mais intrinsèquement mal équipés pour le faire ». Un modèle d’IA d’apprentissage profond est peut-être architecturalement incapable de développer des modèles du monde corrects estiment-ils. Même le rêve que l’IA puisse être utilisée pour améliorer la prédictibilité des modèles climatiques est battue en brèche. Dans leur livre, AI Snake Oil (voir notre recension), les chercheurs Arvind Narayanan et Sayash Kapoor montraient que son amélioration était assez limitée et qu’elle pourrait même atteindre un palier indépassable, à mesure que les phénomènes deviennent plus extrêmes. La croyance dans un progrès scientifique exponentiel porté par l’IA ne sert qu’à raviver les promesses des technosciences comme le disaient déjà Marc Audétat et les chercheurs invités dans Sciences et technologies émergentes : pourquoi tant de promesses ? (Hermann, 2015, voir notre recension). L’idée que l’IA serait l’avenir de la science comme on l’entend très souvent est bien plus un moyen d’orienter les investissements qu’une vérité scientifique.

MAJ du 25/01/2026 : L’IA va-t-elle tuer la science ou, au contraire, engendrer une révolution scientifique ? C’est la question que pose l’astrobiologiste Sara Imari Walker dans un article pour Noema. Si l’IA peut résoudre le problème du pliage des protéines comme le promettent beaucoup de recherches, que pourrait-elle accomplir d’autre ? Mais si « AlphaFold prédit les structures 3D, il n’explique ni la physique sous-jacente, ni les mécanismes de repliement, ni les ensembles conformationnels dynamiques. Il fonctionne bien pour les protéines composées de la vingtaine d’acides aminés présents dans la biologie terrestre. Pour étudier les protéines issues des centaines d’acides aminés contenus dans les matériaux météoriques, ou pour concevoir de nouvelles protéines thérapeutiques, ce modèle a besoin de données supplémentaires. La limitation ne réside ni dans l’algorithme ni dans sa capacité de mise à l’échelle : les données nécessaires n’existent pas. » 

Si l’on considère la science uniquement comme la méthode scientifique (observation, hypothèse, vérification, analyse), alors l’automatisation semble inévitable, avance-t-elle. Les algorithmes d’IA réalisent de manière démontrée bon nombre, voire la totalité, de ces étapes, et leurs performances s’améliorent lorsqu’ils sont guidés par des scientifiques.

Pourtant, si la mise à l’échelle était notre seul besoin, l’IA actuelle offrirait une solution banale à la science : nous pourrions faire plus grâce à des modèles à plus grande échelle. Cependant, l’optimisme autour de l’IA ne se limite pas à l’automatisation et à la mise à l’échelle ; il concerne aussi la théorie de l’esprit. La science diffère radicalement de l’expérience : elle est fondamentalement intersubjective. Si une chose n’existe que dans un seul esprit et ne peut être partagée, elle ne peut devenir une connaissance scientifique. La science exige la vérification mutuelle des observations, la construction d’un héritage de découvertes passées et l’élaboration d’un consensus intergénérationnel sur la réalité. Les modèles scientifiques doivent donc être exprimables par des symboles, des mathématiques et le langage, car ils doivent être reproductibles et interprétables d’un esprit à l’autre. La science est par définition instable car elle n’est pas une caractéristique objective de la réalité : elle se comprend plus justement comme un système culturel évolutif, nourri par la représentation consensuelle et adaptable aux nouvelles connaissances que nous produisons. Notre principal mode de communication des idées scientifiques est la représentation symbolique. Nous communiquons des modèles du monde, et non le monde lui-même.

Plus fondamentalement, le discours actuel, optimiste, voire arrogant, autour de l’IA et de l’intelligence artificielle générale laisse entendre que ces algorithmes seront « plus qu’humains » dans leur capacité à comprendre et à expliquer le monde, dépassant ainsi ce que certains perçoivent comme les limites de l’intelligence imposées par la biologie humaine. Or, cela est impossible, de par les fondements mêmes de la théorie du calcul et l’héritage de l’abstraction humaine dont ces technologies sont directement issues. Comme l’écrit le physicien David Deutsch, si l’univers est effectivement explicable, les humains sont déjà des « explicateurs universels », car nous sommes capables de comprendre tout ce qu’un système informatique peut comprendre : en termes de capacités de calcul, ordinateurs et cerveaux sont tout aussi universels.

Les changements de paradigme révèlent que la puissance de la pensée scientifique ne réside pas dans la vérité littérale des théories, mais dans notre capacité à identifier de nouvelles façons de décrire le monde et dans la persistance des structures que nous décrivons à travers différents schémas de représentation.

Ceci nous amène à comprendre pourquoi l’IA ne peut remplacer les scientifiques. Les controverses et les débats sur le langage et la représentation en science ne sont pas des anomalies ; ils sont inhérents à un système sociétal qui détermine les modèles qu’il privilégie. Les milliards de paramètres d’AlphaFold 3 suggèrent que la parcimonie et la simplicité ne sont peut-être pas les seules voies possibles pour la science. Si nous voulons des modèles qui cartographient le monde avec la plus grande précision possible, la complexité est peut-être nécessaire.

C’est cette profondeur de sens, inhérente à nos théories, que la science découvre en construisant de nouvelles perceptions sociétales. Une vision superficielle, où la science se contente de créer des modèles prédictifs dépourvus de profondeur et de signification, ne peut la saisir. Lorsqu’un scientifique élabore une théorie, même avant l’évaluation par les pairs, il y a un acte intentionnel d’explication et un travail intérieur de confrontation avec l’intuition et sa représentation. Les modèles d’IA, en revanche, génèrent des prédictions par reconnaissance statistique de formes, un processus très différent.

« La question fondamentale n’est pas de savoir si l’IA peut faire de la science, mais si les sociétés peuvent construire des représentations partagées et des significations consensuelles avec des algorithmes dépourvus de la création intentionnelle de sens qui a toujours été au cœur de l’explication scientifique.  » L’IA transformera-t-elle la science ? Certainement. Remplacera-t-elle les scientifiques ? Certainement pas, clame Sara Imari Walker. Si nous nous méprenons sur la nature de la science, en confondant l’automatisation des méthodes avec le projet humain de construction, de débat et d’affinage collectifs des représentations symboliques qui nous permettent de comprendre la réalité, l’IA risque d’annoncer la mort de la science : nous manquerons alors l’occasion de l’intégrer pleinement aux systèmes culturels de la science.

« La science ne se résume pas à la prédiction et à l’automatisation ; l’histoire nous enseigne qu’elle est bien plus que cela. Elle repose sur un consensus explicatif et une négociation humaine permanente quant aux descriptions du monde que nous adopterons collectivement. Cette négociation, cette articulation intersubjective des observations en une signification partagée, est fondamentalement sociale et, pour l’instant, fondamentalement humaine. »

MAJ du 26/01/2026 : L’IA peut-elle générer de nouvelles idées en science ?, interroge Cade Metz pour le New York Times, en revenant sur une polémique récente où une startup, Harmonic, affirmait que son IA aurait résolu un problème de math resté insoluble (voir les explications de Numerama). En fait, des mathématiciens et des chercheurs en IA ont rapidement souligné que le système avait identifié des solutions existantes, enfouies dans des décennies d’articles de recherche et de manuels, par exemple en trouvant une solution enfouie dans un article en allemand. “Un chercheur expérimenté est toujours nécessaire pour interroger le système, lui expliquer ce qu’il doit rechercher et, finalement, extraire les informations pertinentes du reste des données produites”.

How China’s ‘magic’ rice seeds are transforming the fortunes of Nigerian farmers

Just outside the Nigerian capital Abuja, where Green Agriculture West Africa Limited (Gawal) is based, locals do not refer to the company by name, instead as the place where the Chinese supply “magic” rice seeds. Ahmed Yusuf, 42, credits the seeds with turning around his rice business for good. Before Gawal, Yusuf’s yields averaged just 2 tonnes per hectare, putting him on the verge of forsaking farming after more than a decade of toiling. “Each year I was making losses, and I couldn’t meet the...

Hyundai Tucson full hybrid, quasi 18 km/l in città: quanto consuma la SUV nell'uso quotidiano

6 Agosto 2026 ore 18:47
La Hyundai Tucson è uno dei modelli di maggior successo della Casa coreana (e il prossimo anno arriva quella nuova), tanto in Italia quanto in Europa, dove rimane una delle SUV di segmento C più vendute. Merito della sua capacità di coniugare linee muscolose e originali - specialmente nel frontale - con spazio e praticità (e consumi, come vedremo) a prova di famiglia. Lunga 451 cm, larga 187 e alta 165, la SUV della Hyundai ha un passo di 268 cm, che permette a quattro adulti di viaggiare comodi. Il bagagliaio ha una capacità di 523 litri, rilevata dal nostro Centro prove, con un vano di forma regolare e ben sfruttabile. Con il restyling si è rinnovato soprattutto l'interno, sempre curato e ben rifinito: la strumentazione è più moderna, con il quadro strumenti e l'infotainment inseriti in un unico schermo ricurvo orientato verso il guidatore. Comode le palette dietro il volante, che permettono la selezione manuale dei sei rapporti o di regolare l'intensità della frenata rigenerativa, a seconda della modalità di guida scelta. Hyundai Tucson 1.6 HEV: motore Il powertrain full hybrid è composto da un 1.6 turbobenzina e un motore elettrico integrato nel cambio automatico a sei marce, che insieme erogano 176 kW (239 CV). L'intero gruppo propulsivo è stato aggiornato in occasione del restyling, con modifiche software che hanno migliorato l'efficienza alle basse e medie andature, e la risposta in ripresa: aumenta da 60 a 65 CV la potenza dell'unità elettrica, mentre quella termica scende da 180 a 160 CV, mantenendo però invariata la coppia di 265 Nm. Nessuna novità per la batteria agli ioni di litio da 1,49 kWh. Rispetto al modello precedente calano un po' le prestazioni "secche", con lo 0-100 coperto in 8,4 secondi (contro 7,7). Migliora invece la ripresa, a conferma del fatto che il motore elettrico offre un maggiore contributo. Hyundai Tucson 1.6 HEV: consumi reali *Prezzo della benzina al 06/09/2026: 1.997 /litroNella Prova su strada di Quattroruote, pubblicata quando è arrivato il restyling, la Hyundai Tucson si conferma un'auto piacevole da guidare, a patto di non cercare prestazioni da sportiva, sicura nella risposta in caso di emergenza. Il motore full hybrid si rivela discretamente parco in città e alle medie velocità, con i consumi che salgono in autostrada, dove non supera i 12 km/l. Su Quattroruote di marzo 2026 abbiamo pubblicato un super confronto tra otto SUV full hybrid, tra cui la Tucson a trazione integrale che, come potete immaginare, consuma leggermente di più di quella a due ruote motrici: la percorrenza media è di 15,3 km/l, contro i 15,6 della 2WD. Hyundai Tucson 1.6 HEV: gamma e allestimenti Cinque gli allestimenti in gamma: XTech, Dark Line, Business, Exellence (quello della nostra prova) e lo sportiveggiante N Line. Fin dalla versione d'attacco troviamo cerchi di lega da 17", fari full LED, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, climatizzatore automatico bizona, sensori luce e pioggia, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e schienali della seconda fila frazionati 40/20/40. Di serie per tutte la suite di Adas Hyundai Smart Sense con la guida assistita di livello 2. Tra gli optional, il tetto a contrasto (650 euro) e il Lounge Pack (2.000 euro, solo per Exellence), con sedili in pelle, regolabili elettricamente con memoria per il conducente. Hyundai Tucson 1.6 HEV: prezzi Tucson 1.6 HEV 2WD AT XTech: 38.500Tucson 1.6 HEV 2WD AT Dark Line: 39.000Tucson 1.6 HEV 2WD AT Business: 41.000Tucson 1.6 HEV 2WD AT Exellence: 43.500Tucson 1.6 HEV 2WD AT N Line: 43.500Tucson 1.6 HEV 4WD AT Business: 43.100Tucson 1.6 HEV 4WD AT Exellence: 45.600Tucson 1.6 HEV 4WD AT N Line: 45.600 Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid

Non possiamo non dirci avvisati: ad Hiroshima e Nagasaki aperte le porte al cavallo di Troia della nostra civiltà

9 Agosto 2026 ore 06:44

L’Odissea di Christopher Nolan, piuttosto che trasposizione cinematografica del poema attribuito ad Omero, può essere considerato il prequel di Oppenheimer. Nel precedente film l’inventore della bomba atomica riconosce di essere “diventato morte e distruttore di mondi”, citando l’antica Bhagavad Gita; in questo il Re di Itaca riconosce di essere diventato “distruttore di una civiltà”. L’Oppenheimer e l’Ulisse di Nolan osservano [...]

L'articolo Non possiamo non dirci avvisati: ad Hiroshima e Nagasaki aperte le porte al cavallo di Troia della nostra civiltà proviene da Movimento Nonviolento.

Is China’s party newspaper carrying more stories highlighting women’s role as mothers?

“Women hold up half the sky.” This iconic quote attributed to Mao Zedong has been central to Beijing’s messaging about gender equality for decades. It was not just a slogan. After the founding of the People’s Republic in 1949, the Communist Party passed a Marriage Law that banned arranged marriages, abolished foot-binding and encouraged women to enter education and the workplace. But the party’s stance on where women belong has shifted over the decades, according to a new study. To gauge the...

The Cities WILL BURN When SHTF

9 Agosto 2026 ore 03:03

💾

Gangs of collapse.

Watch part 1 here: https://youtu.be/GvXUYPsGC_4

IN USA: THE BEST SURVIVAL FOOD (EXCLUSIVE 20% DISCOUNT VALID THROUGH AUGUST use coupon code 'CanadianPrepper' (affiliate link)
https://tinyurl.com/nhhtddh6

IN CANADA: GET MOUNTAIN HOUSE FOOD for 10% OFF USE DISCOUNT CODE Code: CANADIANPREP here https://72hours.ca/collections/freeze-dried-food?sca_ref=11929078.o4H3sEP2rfoDx

Get 70% off whatever is left at the store using discount code DADMODE70
www.canadianpreparedness.com

GET EMERGENCY PRESCRIPTION MEDS AND ANTIBIOTICS (affiliate link)
https://jasemedical.com/canadianprepper

GET WORLDS BEST (canada made!) NUCLEAR RADIATION DETECTOR HERE
USE CODE NUKE10 for 10% off
https://gammawatch.com/ct008-f-promo/

«La Odisea» de Nolan – Por Juan Manuel de Prada

9 Agosto 2026 ore 01:56

Por Juan Manuel de Prada

Hemos visto, al fin, la adaptación de ‘La Odisea’ perpetrada por el engreído Christopher Nolan. La realización nos ha parecido tosca, la planificación huérfana de todo sentido compositivo, como destinada a un público con el gusto estragado por el consumo bulímico de series televisivas. Pero, siendo en sus aspectos formales bastante grimosa, ‘La Odisea’ de Nolan nos repugna principalmente porque no se trata de una adaptación, sino de una refutación grosera de la obra homérica, propia de un eunuco que, como no pueda poseer la grandeza, se dedica a degradarla, a rebajarla, a ensuciarla con su hálito desdentado y hediondo. La hermosura principal de ‘La Odisea’ consiste en mostrarnos –como nos enseña mi amado maestro Luis Alberto de Cuenca– que los hombres podemos «extraer dulce miel de la flor triste de la vida»; que, aunque a la vuelta de la esquina nos aguarden las puertas sombrías del Hades y sus prados de pálidos asfódelos, estamos poseídos por un fuego que vence la amargura y el destino más aciago. Homero nos relata una historia de incontables horrores; pero Odiseo sale de todos ellos más rico en sabiduría, más templado, más magnánimo, más humano en definitiva. Y, en medio del horror, siempre aflora la maravilla, como una brisa que todo lo airea, sin quitar a la realidad ni un ápice de su crudeza, pero perfumándola de un gozo secreto y sereno que alcanza tal vez su cúspide en el palacio del hospitalario Alcínoo, donde Ulises tendrá la oportunidad de contar sus admirables hazañas, y también la tentación de enamorarse de Nausícaa, la más acabada encarnación de la gracia virginal, a la vez recatada y exuberante, a la vez tímida e incitadora, que ama a Odiseo en secreto; y a la que tal vez Odiseo también ame, aunque la rechace (¡pero de qué forma tan sutil y tierna!) con un amor nunca formulado, «un amor hecho rocío, un amor matinal que, en su frescura primigenia, ignora las heridas del deseo», como lo describe Cuenca.

Una bazofia que no recoge ese momento sublime (¡que ni siquiera se acuerda de Nausícaa!) no merece ni siquiera ser designada como adaptación de ‘La Odisea’. Constituye, más bien, su refutación sórdida, su profanación eunucoide. Son muchos los loci memorabiles de la obra homérica que el castrado Nolan nos amputa; y los que no amputa los desbarata con magnífica inepcia y caudalosa burricie. Ocurre así, por ejemplo, con el episodio de las sirenas, cuyo cántico no podemos escuchar, tapado por la voz en off pelmaza del protagonista, que nos suelta un patético rollete seudolírico con frasecitas de almanaque, hurtándonos así la experiencia acústica más terrible o sublime de la Historia. El artista sin brío ni aliento poético se distingue porque, en lugar de mostrar, explica; y aquí el asténico Nolan nos brinda una lección canónica de impotencia creativa, soltándonos una tabarra rimbombante, en lugar de ofrecernos el cántico de las sirenas; o, en caso de no atreverse a tanto, mostrándonos tras una elegante elipsis el cambio que esa música ha obrado en el alma del héroe. Pero el alma de Nolan, peluda y con verrugas, no alcanza a tanto; y entonces se pone campanudo y nos suelta una tabarra párvula.

Todo en el bodrio de Nolan resulta tosco, chabacano, con un fondo de botijo mohoso donde se pudre una sanguijuela; finge ser cínicamente taciturno, cuando sólo es farragoso, sin estro ni iluminación poética. Nos priva del humor pillastre y de los taimados calambures de Odiseo con Polifemo, que prueban que la retórica es más poderosa que la fuerza bruta; nos priva también del llanto furtivo de Ulises ante el noble y agonizante Argos; nos priva, en general, de personajes femeninos memorables (resulta, en verdad, indignante la carnicería misógina que perpetra con Circe y Calipso, convirtiéndolas respectivamente en una charo desgreñada y en una operadita de anuncio de colonias); nos priva imperdonablemente, en fin, de las grandezas morales de la obra homérica. Odiseo nunca fue un «amnésico» en brazos de Calipso, sino un hombre que –aunque haya sucumbido a los encantos y hechizos de la divina ninfa– se resiste insensible ante sus ofertas de inmortalidad, se resiste también –nostálgico de Ítaca, deseoso de reencontrarse con Penélope– al amor que ella le ofrece; así, la divina Calipso probará el sabor amargo y humanísimo de la desilusión y la renuncia, retorciéndose de llanto en su gruta enguirnaldada de pámpanos. Por supuesto, el ceporro de Nolan no entiende la crueldad de los héroes homéricos, que saquean ciudades, matan a los hombres y se reparten a las mujeres (Nolan se la coge con papel de fumar y prefiere que a las mujeres también las maten); pero en esos héroes crueles hay nobleza trágica y compasión, hay temor a la ira divina, hay sentido del honor y ofrenda generosa de la sangre. En la película de Nolan sólo hay nihilismo, brutalidad, caos; nadie pelea en busca de la gloria, nadie se mueve por ideales, todo quisque actúa movido por el miedo o el beneficio propio. La bajeza del bajuno Nolan, que todo lo infecta con sus pestilencias, alcanza su apoteosis cuando nos muestra con delectación a una Helena que ha sido mutilada en su rostro por Menelao, algo por completo inconcebible en el personaje homérico; y una prueba palpable de que detrás de todo feminista aspaventero (en sus declaraciones Nolan hace esfuerzos asmáticos por parecerlo) se esconde un misógino con espolones. El Menelao de Nolan, por supuesto, parece el primo feote de Topuria; los macarroides compañeros de Odiseo llaman a su rey y señor «lucky bastard»; y los pretendientes de Penélope parecen todos matones de discoteca salidos de un suburbio quinqui (aunque, al menos, no van disfrazados de Darth Vader como Agamenón).

A ese centenar de gorilones se enfrenta el anciano Odiseo en el célebre episodio de la matanza de los pretendientes, en una secuencia de insuperable vulgaridad, donde el zoquete de Nolan arruina la magia sangrienta del poema homérico, convirtiéndola en una zafia secuencia de película hollywoodense de mamporros. No entiende Nolan que Ulises no «combate» con los pretendientes, sino que los masacra, porque están petrificados por el horror, como el matarife masacra a los corderos. Cuando Odiseo se despoja de sus harapos, tensa el arco que sólo él puede encordar y atraviesa la garganta de Antínoo con una ávida flecha, al resto de pretendientes «se les aflojan las rodillas y el corazón»; no sucumben ante un hombre todopoderoso, sucumben ante una némesis que creían confinada en sus pesadillas más tenebrosas. El zoquete de Nolan, que para entonces se ha tirado tres horas fétidas «desmitificando» a los héroes homéricos, completa así un bodrio inverosímil que incurre en «mitificaciones» infinitamente más toscas, propias de un neandertal a quien Dios se olvidó de infundir un alma. ‘La Odisea’ adaptada por este andoba provoca la misma pena que la orquídea tronchada por el cuchillo de un pescadero.

Ceuta está perdida – Por Juan Manuel de Prada

9 Agosto 2026 ore 01:47

Por Juan Manuel de Prada

Después de calificar de «ataque» y «violación de la integridad territorial de España» la invasión de la horda marroquí, el doctor Sánchez puso el culo en pompa y atribuyó solidariamente la culpa al Tribunal Supremo y a las «mafias», agradeciendo a Marruecos su cooperación. A continuación, el mariachi Marlaska, todavía más lambiscón, calificó a Marruecos de «socio absolutamente fiable». Se puede ser sumiso, se puede ser servil, se puede ser rastrero, se puede ser cornudo y apaleado, se puede ser arrebatadamente abyecto; pero para lamer almorranas alauitas con tanto denuedo hace falta un alma anélida.

¿No sabrá esta patulea que quien se humilla ante el soberbio no gana clemencia, sino desprecio? Pues es propio del soberbio pisar a quien ve postrado. A esta invasión fingida (que, sin embargo, nos dejará cientos de manadas deambulando por nuestras calles) se sucederá una invasión verídica; pues el ruego del cobarde aviva la crueldad del agresor. Pero conformarnos con señalar la capitulación de estos alfeñiques sería no pasar de la corteza. Ciertamente, el doctor Sánchez y sus mariachis están atrapados en el cepo de Mujamé, a quien Pegaso susurró sus trapisondas y gatuperios; por eso vendieron vilmente a los saharauis, por eso ahora se humillan y arrastran como lombrices ante el ensayo de invasión decretado por Mujamé. Pero ese ensayo de invasión no se habría producido sin el plácet de Israel y Estados Unidos, que tal vez incluso lo hayan instigado. Y, aunque sea tentador pretender que Israel y Estados Unidos se la tienen jurada al doctor Sánchez, por sus aspavientos antibelicistas o propalestinos (más falsos que Judas), la realidad es bien distinta. Y la realidad es que España es una colonia, un caniche al que primero han doblegado y después humillan a placer.

Si al frente del Gobierno español estuviese la derecha, ¿nuestro Ejército no estaría igualmente participando en misiones grotescas en el Ártico, en lugar de proteger sus fronteras? ¿Un gobierno de derechas no habría traicionado igualmente a los saharauis? ¿No estaría igualmente echando las culpas del ensayo de invasión a las «mafias»? Tal vez sus lametones a las almorranas alauitas habrían sido un poco menos exagerados (siempre que Pegaso no anduviese ramoneando por ahí), tal vez habrían añadido unas gotitas de aspaviento islamófobo en el guiso, para engatusar al patrioterismo más pauloviano, pero su docilidad ante el expansionismo marroquí y su sometimiento a las directrices anglosionistas habrían sido igualmente indignos. Y es que el Régimen del 78 lleva en su ADN la conversión de España en un caniche sometido y pisoteado; envuelto en retóricas altisonantes, por supuesto, pero caniche con las orejas gachas y el culo reventado, a la postre. Si España desea ejercer una soberanía real sobre su territorio, tendrá que empezar por liberarse del Régimen oprobioso que la ha convertido en una piltrafa. Entretanto, seamos serios, Ceuta está perdida (como tantas otras cosas).

❌