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Novantaquattro tartarughe marina nate a Cecina

17 Agosto 2026 ore 18:07

Cecina, 17 agosto 2026 – Una splendida notizia, ben novantaquattro tartarughe marine sono nate nella notte di oggi a Cecina sulla spiaggia dei Bagni Aurora. La sindaca, il vicesindaco, insieme alla Capitaneria di Porto e i volontari di TartaMare, alle una e 30 le hanno raccolte tutte, ad una per una, e le hanno portate in sicurezza alla spiaggia di Tombolo Sud, già attrezzata, data la precedente presenza di un altro nido e di un canale di accesso al mare. Così sono state tutte reindirizzate verso il mare e la libertà. Ecco il comunicato della sindaca Lia Burgalassi.

Anche questa è stata una notte movimentata, ma per tutt’altri motivi. E, questa volta, decisamente più belli. Intorno all’1.30, sotto un ombrellone dei Bagni Aurora, sono spuntate fuori 94 tartarughine marine. Una sorpresa incredibile: un nido che non sapevamo fosse lì e che, nel cuore della notte, ha improvvisamente iniziato a muoversi. Le piccole erano ovunque, determinate a raggiungere il mare ma disorientate. In spiaggia, insieme a me e al vicesindaco Alessandro Bechini Vicesindaco , la Capitaneria di Porto, i volontari di TartaMare, operai comunali, che si sono attivati immediatamente per recuperarle e accompagnarle in sicurezza. Le tartarughine sono state portate al Tombolo Sud e, utilizzando il canale di accesso al mare del precedente nido, sono state accompagnate verso l’acqua con calma e nel modo più sicuro possibile. Un percorso che permetterà loro anche di conservare la memoria di un luogo tranquillo e protetto per la nascita. Novantaquattro piccole vite che, nel cuore della notte, hanno scelto proprio la nostra spiaggia per cominciare il loro viaggio. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per proteggerle e accompagnarle verso il mare.

Torgiano, l’arte che scivola nel calice: la firma storica dei quattro maestri a “I Vinarelli”

17 Agosto 2026 ore 16:09

Torgiano, 17 agosto – Ogni anno, nel cuore dell’Umbria, la pittura si spoglia della rigidità formale per sposare la convivialità e la tradizione enologica. A Torgiano, l’evento “I Vinarelli” rappresenta un’esperienza artistica unica al mondo: tele e fogli non vengono sfiorati dai classici solventi, ma impregnati dai pigmenti disciolti direttamente nel vino del territorio.A dare forma, prestigio e anima a questo appuntamento fin dalla primissima edizione del lontano 1983 è stato un quartetto d’eccezione, la cui presenza è ormai considerata un vero e proprio  must imprescindibile della manifestazione: Federico Maria Sardelli, Mario Madiai, Claudio Calvetti e Stefano Caprina (in arte Capras).

Federico Maria Sardelli: Direttore d’orchestra, musicologo di fama internazionale e poliedrico artista satirico e pittore, Sardelli porta sulla carta d’I Vinarelli la stessa brillantezza incisiva e colta che caratterizza la sua musica e le sue vignette, combinando ironia e maestria compositiva.
Mario Madiai: Maestro della pittura figurativa e gestuale, famoso per le sue atmosfere sognanti e il tratto materico, con il vino crea campiture cromatiche di straordinaria poesia, capaci di valorizzare le sfumature calde e mutevoli del mosto.
Claudio Calvetti: Pittore dal segno elegante e profondo, sintetizza nelle sue opere una costante ricerca lirica e formale, trasformando la liquidità del supporto in suggestioni visive di forte impatto emotivo.
Stefano Caprina (Capras): Vignettista, illustratore e pittore dalla vena ironica travolgente, Capras traduce l’estemporaneità della festa in tratti rapidi, arguti e immediatamente riconoscibili, capaci di catturare lo spirito più autentico della piazza.

Dal 1983 a oggi, l’appuntamento estivo di Torgiano non è soltanto una celebrazione dell’arte estemporanea, ma una vera e propria tradizione che si rinnova attraverso la maestria di questi quattro protagonisti. La loro fedeltà all’evento ha trasformato le sessioni di pittura al vino in un rituale collettivo irrinunciabile, dove la passione per il bello e per il buon vivere si fondono in un’unica, indelebile traccia cromatica.

Federico Maria Sardelli in mostra a Torgiano: quando la grande musica diventa pittura

17 Agosto 2026 ore 10:27

Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.

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