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Perché Stellantis sbugiarda l’Ue e si affida al salvagente cinese

16 Ottobre 2026 ore 06:49

Avete visto cosa è successo all’ultimo Salone dell’Auto di Parigi? In uno dei più importanti saloni dell’automobile del mondo c’erano ben 20 marchi cinesi a esporre i propri modelli: un record assoluto a conferma della continua centralità che stanno acquisendo le quattro ruote del Dragone in Europa.

Del resto, con il mercato statunitense chiuso ai brand d’oltre Muraglia e la situazione all’ombra della Città Proibita gravata da una concorrenza sfrenata, il Vecchio Continente rappresenta l’unica vera ancora di salvezza per la maggior parte delle case automobilistiche cinesi. “Se riducono le esportazioni in Europa sono destinate a fallire”, ha dichiarato Francois Roudier, segretario generale dell’Organizzazione internazionale dei costruttori di autoveicoli.

Allo stesso tempo, tuttavia, i colossi europei non possono fare a meno di collaborare con la Cina per recuperare il terreno perso sul fronte dell’elettrificazione e della tecnologia.

L’esempio più emblematico chiama in causa Stellantis, tornata sotto i riflettori proprio a Parigi, dove ha presentato diverse auto intriganti molte delle quali plasmate, affinate, migliorate dal know-how più o meno diretto dei suoi partner cinesi.

Antonio Filosa

Stellantis chiama, la Cina risponde

Il gigante guidato da Antonio Filosa ha scelto di legarsi a doppia mandata con il Dragone. Due sono le intese raggiunte da Stellantis in Cina: una, storica, con Dongfeng, appena rinnovata con una nuova joint venture da circa 1 miliardo di euro, e l’altra, più recente, risalente al 2023, con Leapmotor.

Ecco: Leapmotor può essere considerato il motore economico alla base del recente sprint di Stellantis in Europa. Basta dare un’occhiata ai numeri per scoprire che il marchio cinese vale il 63% della crescita europea del gruppo e che ha contribuito con 34mila consegne aggiuntive alle 54mila guadagnate nel terzo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda Dongfeng, l’intesa prevede la produzione a Wuhan di due modelli fuoristrada Jeep e altrettanti di Peugeot a energia alternativa a partire dal 2027.

“Abbiamo già la collaborazione strategica con Leapmotor. Ma se trovassimo l’opportunità di sviluppare nuovi sistemi con Dongfeng lo faremo senz’altro. Siamo aperti a qualsiasi collaborazione in cui possiamo crescere e imparare”, ha dichiarato da Parigi Ned Curic, responsabile tecnologie di Stellantis, a chi gli chiedeva informazioni in merito al rafforzamento di possibili partnership hi-tech con la casa automobilistica cinese.

Salvagente cinese

Filosa ha fatto sapere che Stellantis intende sfruttare le partnership con le case automobilistiche cinesi per mantenere aperti i suoi stabilimenti europei e sfruttare al meglio le capacità tecnologiche provenienti da oltre Muraglia. L’obiettivo finale? Combinare le innovazioni che hanno consentito all’automotive cinese di spiccare il volo con la propria esperienza produttiva, la rete di vendita e la conoscenza dei clienti, così da sviluppare nuovi modelli e usarli per aumentare la presenza in mercati strategici.

Le auto sfornate dalle fabbriche cinesi saranno esportate nel Sud Est Asiatico, in Medio Oriente, in America Latina e, teoricamente, anche in Europa. Stellantis non ha intenzione di espandere le vendite in Cina visto che il mercato locale, come anticipato, sta attraversando un momento delicato e che i consumatori cinesi non prediligono più i marchi stranieri come un tempo.

A proposito: la quota di mercato dei costruttori esteri in terra cinese è scesa a circa il 30% nel 2025 rispetto al 64% del 2020. Meglio fare affari altrove.

Automotive Stellantis produzione industriale

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