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F1 | Ferrari cerca più carico e meno resistenza all'avanzamento: la SF-26 è stata modificata tutta

13 Giugno 2026 ore 11:51
Non è solo un pacchetto aerodinamico, ma è a tutti gli effetti una Ferrari nuova. Il secondo aggiornamento della SF-26, dopo quello di Miami che non ha dato grandi risultati, deve correggere alcuni aspetti della rossa: lo staff di Loic Serra ha lavorato da una parte a ridurre la resistenza all’avanzamento e dall’altra ad aumentare il carico aerodinamico. Due aspetti che di solito sono ...Continua a leggere

Leapmotor e la E-Car di Pomigliano: "È una delle opportunità che stiamo esplorando". La tecnologia cinese sotto la piccola elettrica Stellantis?

13 Giugno 2026 ore 10:47
Tianshu Xin, CEO di Leapmotor International, ha messo i numeri sul tavolo durante la roundtable di Francoforte: da 145.000 unità nel 2023 a 597.000 nel 2025, con l'obiettivo di raggiungere 1 milione nel 2026. Leapmotor International ha già chiuso il primo anno in utile. E dopo l'estate arriva un nuovo SUV di segmento B

IGTC | Ufficiale la squalifica della Lamborghini-ABT dalla 24h del Nurburgring

13 Giugno 2026 ore 10:42
Ora è ufficiale: la Lamborghini della Abt Motorsport perde il secondo posto ottenuto alla 24h del Nürburgring.
La Huracan #84 guidata da Mirko Bortolotti, Patric Niederhauser e Luca Engstler è quindi stata squalificata dopo la seconda riunione dei Commissari di gara avvenuta venerdì, durante la quale il team ha potuto discutere le irregolarità riscontrate durante l'ispezione post-gara al ...Continua a leggere

50 Alfa al via e tre in testa: la 1000 Miglia 2026 è nel segno del Biscione

13 Giugno 2026 ore 10:40
Mentre la 1000 Miglia lascia alle spalle la Città Eterna e punta verso Rimini, entrando nelle giornate decisive della sua 44 rievocazione storica, c'è un marchio che continua a comparire con impressionante frequenza lungo tutto il percorso. Alfa Romeo, presente con ben 50 vetture al via e ancora una volta protagonista di quell'intreccio unico tra storia, passione e cultura automobilistica che rende speciale la Freccia Rossa. Un'eredità storica imbattuta Non potrebbe essere altrimenti. La Casa del Biscione e la 1000 Miglia condividono infatti una storia lunga quasi un secolo, fatta di undici vittorie assolute conquistate tra il 1928 e il 1957, un record ancora oggi imbattuto. Un'eredità che continua a vivere ogni anno sulle strade della rievocazione. La 1900 Super Sprint guidata dai Subsonica Tra le Alfa più ammirate dell'edizione 2026 c'è la 1900 Super Sprint del 1956 proveniente dall'Heritage Hub di Stellantis e abitualmente esposta al Museo Storico di Arese. Carrozzata da Touring, è una delle granturismo italiane più eleganti degli anni Cinquanta: proporzioni impeccabili, motore quattro cilindri bialbero da due litri e quella capacità, tipicamente Alfa Romeo, di coniugare sportività e raffinatezza. A renderla ancora più speciale è l'equipaggio. Al volante si alternano infatti alcuni componenti dei Subsonica, protagonisti di una collaborazione con il marchio avviata nei mesi scorsi. Un incontro tra due realtà torinesi che condividono carattere, personalità e una forte identità italiana. Il dominio delle Alfa Romeo 6C 1750 in classifica A conferma di quanto il legame tra Alfa Romeo e la 1000 Miglia sia ancora oggi fortissimo, basta dare un'occhiata alla classifica provvisoria della rievocazione 2026. Al comando della gara di regolarità figurano infatti tre Alfa Romeo 6C 1750, il modello che più di ogni altro incarna l'epopea sportiva del Biscione. Fra queste spicca la 6C 1750 SS del 1929 di Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, plurivincitori della Freccia Rossa e autentici specialisti della manifestazione, ancora una volta protagonisti nelle posizioni di vertice. Il debutto della Giulia Quadrifoglio Luna Rossa La presenza del Biscione alla 1000 Miglia non guarda però soltanto alle vetture del passato. Al seguito della carovana trovano posto anche diversi modelli della gamma attuale, tra cui la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, serie speciale realizzata in appena dieci esemplari e già interamente venduta. La 1000 Miglia è stata scelta come palcoscenico per il suo debutto dinamico, con Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, al volante.

WEC | Alla scoperta della Magma GT3 Concept: così Genesis mostra il suo piano d'attacco alle competizioni

13 Giugno 2026 ore 10:05
Sono le 14.05 a Le Mans di un venerdi di attesa. All’interno dell’hospitality Genesis si parla di piani futuri, di espansione, e di un concetto - Magma - che si assimila ad un’idea chiara. Hyundai è un brand globale certo, ma le competizioni hanno bisogno di assimilare un’identità ancora più definita e coerente. Non a caso, il team - che ha portato in pista fino al sesto posto ...Continua a leggere

Ferrari Challenge | Trionfo di Viol in Gara 1 a Le Mans

13 Giugno 2026 ore 09:43
Oltre sessanta Ferrari 296 Challenge, suddivise nelle quattro tradizionali classi della serie monomarca del Cavallino Rampante, si sono sfidate in un’avvincente gara di 35 minuti sullo storico circuito francese di 13,626 chilometri. Viol ha conquistato il successo nel Trofeo Pirelli, mentre Giacomo Rinaldo (Rossocorsa) ha ottenuto la sua prima vittoria nel Trofeo Pirelli Am. 
Nella Coppa ...Continua a leggere

F1 | Alpine, spunta un'ipotesi clamorosa per il 2027: il ritorno di Fernando Alonso

13 Giugno 2026 ore 09:22
Fernando Alonso ha già vissuto la sensazione di un addio. Nella notte di Abu Dhabi del 2018 salutò la McLaren e la Formula 1, celebrato in pista da Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Max Verstappen, i primi tre classificati. Ma quello di Alonso non era un addio al motorsport, a 37 anni Alonso aveva già pianificato la sua rincorsa alla Tripla Corona e l’impegno nel Mondiale Endurance.
Otto ...Continua a leggere

Citroën Visa, le serie speciali

13 Giugno 2026 ore 07:00

La Citroën Visa, introdotta sul mercato nel 1978, è una vettura controversa, quasi dimenticata o perlomeno trascurata, dalla gestazione travagliata ma dalle molte qualità e un design al quale il tempo sta rendendo giustizia. Intendiamoci, non è di certo un capolavoro - e del resto in casa Citroën ci sono delle icone inarrivabili - ma, soprattutto in alcuni allestimenti, ha dato prova di essere più di un’umile utilitaria senza pretese, sfoggiando interni di lusso oppure assumendo look aggressivi confortati da prestazioni che l’hanno portata anche nei rally.

La prima di tutte

La versione "Carte Noire" è stata la prima edizione limitata (2.500 esemplari) basata sulla Visa, presentata nel settembre 1978 e basata sull’allestimento Super, il top di gamma. Gli elementi distintivi, oltre al colore nero con profili dorati lungo le fiancate e sui montanti posteriori, erano i paraurti anch’essi neri, rispetto al normale grigio, i cerchi dorati con coprimozzi cromati e il logo "Carte Noire" posizionato sul portellone posteriore. Di gran lusso gli interni, con i sedili di similpelle di colore beige (un materiale Citroën chiamato Boxline) dotati di poggiatesta, un’autoradio Blaupunkt, cruscotto di plastica anziché di tessuto e la decalcomania “Carte Noire” sul posacenere. Il motore era unicamente il quattro cilindri di 1.1 litri e 57 CV. 

Cambia il colore della riga

Commercializzata tra il 1980 e il 1981 è invece la versione “Noire filet rouge” che, come suggerisce il nome, si caratterizza per una scelta cromatica che riprende quella della “Carte Noire” ma con i profili rossi. Anche l’allestimento è il medesimo, quindi ritroviamo gli interni di similpelle “Boxline” ma i sedili anteriori qui sono privi dei poggiatesta e la dotazione di serie è meno ricca, anche perché non viene prodotta in serie limitata ma resa disponibile come opzione su tutta la gamma di serie. Per questo motivo poteva essere abbinata anche alle altre motorizzazioni presenti a listino.

Voglia di mare

Sempre nel 1980 viene presentata quella che, per correttezza filologica, è l’effettiva seconda serie speciale della Visa. Si chiama “Sextant”, s’ispira ad atmosfere marinare e presenta una livrea molto complessa da realizzare tra mascherature e adesivi: su una base color bianco Meije venivano infatti aggiunte le parti in Blu Azurite, mentre i cerchi erano bianchi con coprimozzi cromati e sui parafanghi anteriori era riportato il logo “Sextant”. Anche i paraurti erano colorati, di blu, mentre non erano presenti le modanature laterali e gli interni riprendevano le stesse tonalità della livrea, con sedili in tessuto Blu Cenere. Come sulla “Carte Noire”, il cruscotto era di plastica, c’era la predisposizione per l’autoradio e il tergicristallo posteriore e, essendo basata sull’allestimento “Super”, montava il motore 1.1 litri da 57 CV. Ne furono realizzati 2.000 esemplari, principalmente per il mercato francese.

Super con la X

Oggi è una delle versioni più rare benché sia stata prodotta in 3.500 esemplari tra l’estate del 1980 e il 1981, facendo da ponte al restyling del frontale della Visa che, in qualche modo, viene qui anticipato. Sei i colori disponibili: Beige Colorado, Blu Regatta metallizzato, Rame Tammela metallizzato, Nero Argento, Rosso Geranio e Verde Iroise metallizzato. Solo per alcuni di essi erano previsti paraurti anteriori e posteriori in tinta carrozzeria, mentre tutte le “Super X” avevano uno spoiler anteriore, una decorazione adesiva nera sul pannello laterale posteriore e lo specchietto retrovisore esterno destro. Molto caratteristici gli interni di tessuto a righe, abbinati al colore esterno: arancione/marrone, blu/nero o due toni di verde. La dotazione prevedeva poggiatesta anteriori, contagiri e orologio digitale, posacenere anteriori e posteriori, mentre tra gli optional figuravano gli interni di similpelle, i cerchi in lega e il tetto apribile. Come la Visa “Super E” sulla quale era basata, presentava inoltre retronebbia e luci di retromarcia e ripiano posteriore rimovibile, oltre al motore - il solito 1.1 litri - potenziato da 57 a 64 CV.

Sportiva internazionale

La “Chrono” è la prima serie speciale sportiva, prodotta nel 1982 per il mercato francese (2.160 esemplari) e, dall’anno successivo, in altri 1.650 unità destinate ad altri Paesi europei, tra cui l’Italia, dove ne arrivarono 400. Impossibile confonderla, a partire dalla livrea che, a seconda dei mercati, riprendeva i colori nazionali: la base era il Bianco Meije e in Francia le strisce erano blu e rosse, mentre in Italia ovviamente verdi e rosse, con l’aggiunta di adesivi "Total" sui parafanghi anteriori, coperture protettive per i fendinebbia e indicatori di direzione laterali (in Francia non erano obbligatori). Il look da rally era ulteriormente accentuato da passaruota in tinta, rivettati alla carrozzeria, spoiler e cornici anteriori rosse, fendinebbia e cerchi in lega “Amil” da 13" bianchi con bordo di alluminio lucidato. Spettacolare, considerata la tipologia della vettura, il cruscotto, esclusivo del modello: un tripudio di indicatori e strumenti circolari che davano una decisa impronta racing a tutto l’abitacolo, con rivestimenti di plastica blu per il cruscotto, abolizione del tipico barilotto “a satellite” per indicatori di direzione e tergicristalli, volante sportivo a tre razze e sedili da corsa con rivestimento in jersey. Il motore era un quattro cilindri di 1.3 litri da ben 93 CV grazie a pistoni rinforzati, albero a camme e testata specifici, mentre per gli esemplari da esportazione lo stesso motore si fermava a 80 CV. Con soli 850 Kg e i due carburatori doppio corpo Solex, toccava i 173 km/h.

Quella da rally

A ispirare la “Chrono” però era stata la versione “Trophée”. Poco dopo il lancio della Visa II, era stato creato il "Visa Trophy", evolutosi in "International Visa Trophy", disputato con una versione Gruppo 5 della Visa Super X. Dopo aver valutato vari prototipi a motore centrale per il Gruppo B, la Citroën decise di puntare su una Visa “normale” che, per poter partecipare alle gare, doveva però essere prodotta in 200 esemplari stradali. Nascono così le Visa “Trophée", basate sulla Visa Gruppo 5 ma equipaggiate con un motore di cilindrata inferiore, il quattro cilindri in linea da 1.2 litri della “Super X (rispetto al 1.3 litri della Visa Gruppo 5), portato a 100 CV, abbinati a una cura dimagrante a base di vetroresina per cofano, paraurti, portiere e portellone posteriore e plexiglas per tutti i finestrini, a eccezione del parabrezza. Di conseguenza, la vettura pesava 695 kg e poteva toccare i 180 km/h mentre il tocco estetico finale erano i passaruota allargati, i cerchi in lega e le decalcomanie laterali rosse e blu, entrambi poi ripresi dalla Chrono.

L’elegante

Rimaniamo nel 1982 per un’altra serie in edizione limitata (1.000 o 1.800 esemplari, le fonti sono discordi) che si caratterizza per dettagli eleganti. Basata sull’allestimento “Luxury” della Visa II Super E, si caratterizzava per un colore esclusivo, il Rosso Delage e una striscia laterale bianca che correva dalla griglia al paraurti posteriore, mentre il logo "West End" era posizionato sui parafanghi anteriori e sul portellone posteriore. I paraurti e le modanature laterali erano di colore nero e, inoltre, era presente il tetto apribile e i cerchi in lega da 13” modello “Visa”. Molti particolari gli interni, con i sedili rivestiti della ben nota similpelle Boxline abbinata a tappezzeria bordeaux e cruscotto rivestito in Tep, un materiale plastico morbido. Il motore era il consueto 1.1 litri da 57 CV.

La bandiera

Si chiama “Drapeau” (bandiera) ed è, alla fine dei conti, un semplice allestimento, destinato al mercato inglese, basato su adesivi rossi e blu che, perfidamente, possono evocare sia il tricolore francese che l’Union Jack. Assomiglia molto alla “Chrono”, ma i cerchi in lega sono quelli della “West End” e la griglia anteriore ha le lamelle argentate, mentre gli interni erano quelli di tessuto standard presenti nella gamma con i sedili anteriori dotati di poggiatesta. Una caratteristica curiosa della “Drapeau” è che veniva offerta su tutte le motorizzazioni disponibili, dalla Special con il bicilindrico da 0.6 litri , alla Super E da 1.1 litri fino alla Super X da 1.2 litri.

La preziosa

Sempre dedicata al mercato inglese e sempre commercializzata nel 1982 è la “Platinum”. Era disponibile in un unico colore, il Grigio Perla Metallizzato, con gli stessi cerchi in lega della “West End” e della “Drapeau”, mentre le modanature laterali e i paraurti erano neri. Il logo era posizionato sopra al parafango posteriore, all’interno della decorazione adesiva blu che partiva dal frontale e correva lungo le fiancate a comporre un motivo a righe parallele. In comune con le altre versioni speciali per il mercato britannico c’erano la mascherina con lamelle argentate e i cerchi in lega “Visa”, mentre per gli interni vale lo stesso discorso della “Drapeau”, anche se limitati alle opzioni disponibili per la Super E da 1.1 litri su cui era basata.

La più chic

Ha un nome simile, “Platine”, ma è riservata al mercato francese e viene lanciata nel 1983. Si caratterizzava per il colore esclusivo Grigio Nettuno metallizzato decorato con una tripla striscia adesiva in due toni di grigio e rosso, mentre il logo era posizionato sia all’altezza dei parafanghi anteriori che sulla parte destra del cofano, vicino alla mascherina a lamelle cromate. Paraurti e modanature laterali erano neri e i cerchi in lega da 13" erano come quelli della Visa GT. Per quanto riguarda l’abitacolo, c’erano rivestimenti di tessuto jersey grigio oppure tartan grigio-rosso, poggiatesta e pannelli porta in tinta, predisposizione per autoradio e antenna sul tetto. Il motore invece era il tranquillo 1.1 litri da 57 CV.

La più esclusiva

Prodotta per tre anni, dal 1985 al 1987, questa edizione limitata completa la trilogia "Leader", in quanto era già stata presentata sulla BX e sulla CX e totalizza quasi 12 mila esemplari. Basata sulla Visa 11 RE, lee sue caratteristiche distintive erano il colore esclusivo, Grigio Perla metallizzato, con finiture laterali di color grigio scuro nella parte inferiore delle portiere, sotto alle modanature nere (come i paraurti), mentre sopra c’era una sottile riga rossa. La calandra era quella cromata e si poteva scegliere tra cerchi in lamiera con o senza copricerchi specifici, simili a quelli della Visa 14 TRS, ma in tinta unita. Ripresi dalla Visa GT invece erano i due spoiler posteriori e i sedili sportivi con tessuto grigio/tartan specifico e poggiatesta, mentre i motori disponibili erano due: il classico 1.1 litri a benzina da 57 CV e l’1.7 litri diesel da 60 CV.

Un brindisi allo stile

È forse la più stilosa tra tutte le Visa, si chiama “Champagne” ed è stata prodotta in esclusiva per la Gran Bretagna nel 1983. Basata sulla “Super E” con l’1.1 litri da 57 CV, si distingueva innanzitutto per il colore della carrozzeria, unico, esclusivo e, visto il nome della versione, praticamente inevitabile, ovvero Champagne metallizzato. Paraurti e modanature laterali sono color grigio scuro mentre la decorazione adesiva che corre lungo la fiancata, di colore blu scuro - e che incorpora il logo - è modellata come quella della “Platinum”. A completare la dotazione, vetri oscurati, tetto apribile, cerchi in lega modello “Visa”, poggiatesta anteriori, sedile posteriore sdoppiabile 50/50. L’interno era rivestito di un elegante velluto bicolore beige e i sedili, reclinabili, avevano un disegno esclusivo, improntato alla massima comodità.

Frizzante sportiva

Sono 2.000 gli esemplari prodotti, nel 1984, della “GT Tonic”, ovvero una versione speciale sulla base della Visa GT, spinta dall’1.3 litri da 80 CV. Disponibile nell’unico colore Bianco Meije, esteso a passaruota allargati, spoiler, minigonne laterali, paraurti e griglia della mascherina anteriore, presentava delle strisce laterali nere/rosse, a filo con i finestrini, mentre il logo era posizionato sulle portiere anteriori e sul portellone. Anche i cerchi in lega - quelli della Chrono - erano verniciati di bianco, con coprimozzi rossi e il look sportivo era completato da fendinebbia, spoiler posteriore (nero), due specchietti retrovisori e interni ripresi dalla GT, con tessuto nero e rosso, ma con il cruscotto e il volante sportivo della Chrono.

Viva le Olimpiadi

Commercializzata in occasione delle Olimpiadi 1984 e giustamente battezzata “Olympique”, è stata prodotta in 3.000 esemplari, basati sull’allestimento RE con il motore di 1.1 litri. Tre i colori disponibili, bianco, rosso e blu, con doppie strisce decorative nere, come paraurti e modanature laterali, oltre al logo "Olympique" sulle portiere anteriori. I copricerchi imitano i cerchi in lega della GT e per dare un tocco sportivo c’è lo spoiler posteriore, mentre gli interni sono assolutamente basici, con rivestimenti in jersey, poggiatesta anteriori, predisposizione autoradio e tappetini in moquette agugliata.

Una GT al risparmio

Sono 3.500 le unità prodotte della “Challenger”, in pratica una versione speciale su base “GT” (quindi con l’1.3 litri da 80 CV) ma con una dotazione semplificata. Il colore era il solito Bianco Meije, utilizzato anche per i paraurti, con quello anteriore privo di fendinebbia ma dotato di presa d’aria centrale e spoiler, decorato con una linea rossa ripresa anche sulla fiancata, a filo dei finestrini. La stessa era ripetuta nella metà inferiore delle portiere insieme ad altre due - più grosse - di colore nero, mentre il logo, di colore rosso, era posizionato a metà delle portiere anteriori e sul portellone. Priva di modanature laterali, il contrasto visivo era dato dalle cornici, mascherina e spoiler posteriore, tutti verniciati di nero, mentre in cerchi in lega da 13” erano verniciati di bianco e c’era un solo specchietto retrovisore. All’interno, sedili in stile Visa GT in tessuto nero con profili rossi ma privi di poggiatesta.

Solo per la Germania

La “Crystal” del 1987 - oltre ad essere l’ultima serie speciale della Visa - è riservata al mercato tedesco e presenta una sofisticata livrea adesiva a fronte di un allestimento abbastanza basico. Troviamo un colore esclusivo, il “Silverblau" metallizzato, mentre le modanature, i paraurti e lo spoiler posteriore sono di colore grigio scuro e i cerchi sono di semplice lamiera con coprimozzi di plastica. La decorazione adesiva si sviluppa sia nella parte inferiore delle fiancate, sotto alle modanature, con una serie di righe blu, sia con una singola che corre per tutta la fiancata e comprende il logo, presente anche sul portellone. La griglia anteriore ha le lamelle argentate mentre all’interno ritroviamo i rivestimenti di tessuto jersey grigi della “Platine”, sedili anteriori con poggiatesta e predisposizione autoradio con antenna e due altoparlanti. Curiosa la scelta di renderla disponibile esclusivamente con l’1.7 litri diesel da 60 CV.

La più speciale

Dobbiamo tornare indietro fino al 1983 per raccontare la storia della “1000 Pistes”, nome curioso nato dalla vittoria nell’omonimo rally di una Visa 4x4 sperimentale. Proprio la trazione integrale è la caratteristica distintiva di questa specialissima versione, in pratica la versione stradale della Gruppo B, con motore 1.4 litri da 112 CV e prodotta nel 1984 nelle classiche 200 unità richieste per l’omologazione dei 20 esemplari destinati ai rally. La base per la “1000 Pistes” era la GT Tonic, della quale conservava passaruota allargati e minigonne, ma lo spoiler era bianco così come i cerchi, provenienti dalla Peugeot 104 ZS2 (verniciati di bianco) e la mascherina affiancata da fari gemellati rotondi. I classici colori della bandiera francese erano proposti nella vistosa grafica che avvolgeva la parte inferiore delle fiancate con la scritta “4 routes motrices” e attraversava orizzontalmente il portellone, dove gli adesivi formavano anche le scritte “Citroën” e “1000 Pistes”.

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Torna la Panda 4x4, ma non è l'integrale che ti aspetti

12 Giugno 2026 ore 12:22
La Fiat Panda 4x4 è una delle utilitarie più amate di sempre, indistruttibile e inarrestabile, protagonista indiscussa delle stradine di montagna e non solo. A più di quarant'anni dal debutto, questo modello potrebbe tornare con il "vestito" della Grande Panda: sotto la carrozzeria, però, non ci sarà più l'albero di trasmissione che collega le ruote anteriori a quelle posteriori, ma una soluzione più moderna ed elettrificata.Fiat non ha ancora confermato ufficialmente lo sviluppo della Grande Panda 4x4 (ammesso che si chiami così), ma la concept presentata lo scorso anno lascia aperta la porta a un possibile arrivo sul mercato. Pur senza sbilanciarsi su un futuro di serie, la Casa torinese ha sottolineato che si tratta del "prossimo capitolo nella storia del marchio italiano". Il ritorno di un'icona (senza nostalgia) Già nella sua versione normale, con linee squadrate, la Grande Panda non manca di richiami alla Panda del 1980, nata dalla matita di Giorgetto Giugiaro. L'eventuale declinazione 4x4 non nasconde i legami con l'originale: cerchi bianchi in acciaio e colorazione bordeaux scuro con dettagli beige, come i profili sugli specchietti retrovisori e la scritta 4x4 sul portellone. 4x4 senza albero di trasmissione La Grande Panda è costruita sulla piattaforma Smart Car, che consente l'utilizzo di propulsori termici, elettrificati ed elettriche, ma non prevede una trazione integrale meccanica come sulle Panda 4x4. Per questo motivo, al propulsore ibrido da 110 CV all'anteriore, con cambio e-DCT a sei rapporti, potrebbe essere abbinato un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, gestito dall'elettronica.Una soluzione che riprende, a livello tecnico, quella già adottata da altri costruttori, come nel caso di Toyota, ma anche da modelli del gruppo Stellantis, come Jeep Avenger 4xe e Alfa Romeo Junior Q4, costruite però sulla piattaforma CMP: difficile che la Grande Panda 4x4 adotti gli stessi 145 CV. Assetto rialzato e spirito off-road Rispetto alla versione a due ruote motrici, la Grande Panda 4x4 si distingue per l'assetto rialzato, i passaruota in plastica e le protezioni sottoscocca anteriori e posteriori. Il portapacchi sul tetto con luci LED resta una soluzione da showcar, mentre i piccoli fendinebbia quadrati sul frontale potrebbero essere confermati anche sul modello di serie. In ogni caso, Fiat non ha escluso la possibilità di arricchire questo modello con ulteriori accessori.Gli interni riprenderebbero lo stile della Grande Panda attuale: la concept anticipava soluzioni diverse, con plastiche azzurre per plancia e console centrale e rivestimenti in velluto a coste marrone chiaro. Per ragioni di praticità e di costo, la versione di serie potrebbe puntare su materiali più semplici, resistenti e lavabili. Quando arriva e quanto costerà Al momento non c'è una conferma ufficiale dello sviluppo di questo modello, men che meno delle tempistiche del suo arrivo sul mercato: se, come le nostre indiscrezioni lasciano intuire, la Grande Panda 4x4 si farà, la sua presentazione dovrebbe arrivare a cavallo tra il 2026 e il 2027. Difficile che debutti al Salone di Parigi di ottobre, però: lì l'attenzione sarà tutta per le nuove Grizzly e Grizzly Fastback, accanto alla concept che anticipa la nuova E-Car di casa Fiat. Sul fronte prezzi, è ragionevole attendersi un sovrapprezzo di qualche migliaio di euro rispetto alla versione ibrida a due ruote motrici, che parte da 19.900 euro. La Fiat Grande Panda 4x4 potrebbe restare sotto i 25.000 euro, collocandosi tra le vetture a trazione integrale più accessibili. Grande Panda 4x4 contro tutte Il segmento delle cittadine a trazione integrale è piuttosto limitato, ma la Grande Panda 4x4 dovrà comunque confrontarsi con modelli popolari, anche se molto diversi per soluzioni tecniche e vocazione: dalla Suzuki Swift 4WD alla Toyota Yaris Cross AWD-i, fino a KGM Tivoli e Dacia Duster 4x4. 

1000 Miglia, quarta tappa verso Rimini

12 Giugno 2026 ore 23:45

La 1000 Miglia 2026 entra nella sua parte cruciale. La quarta giornata di gara ha regalato agli equipaggi un itinerario ricco di fascino, dai paesaggi appenninici agli scorci sul mare Adriatico. Partite da Roma, le storiche hanno attraversato alcune delle località più suggestive dell’Italia centrale, accompagnate dal consueto entusiasmo del pubblico.

Tra Umbria e Marche

La mattinata si è sviluppata lungo le strade umbre, con il passaggio attraverso Terni e Foligno fino ad Assisi, dove la Freccia Rossa, sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, ha reso omaggio a San Francesco nell’anno che ricorda gli ottocento anni dalla sua scomparsa. Dopo il Controllo Timbro e le Prove Cronometrate a Gualdo Tadino, gli equipaggi hanno raggiunto Gubbio per la sosta in piazza Quaranta Martiri. Nel pomeriggio il convoglio ha affrontato i tornanti della SS3 per entrare nelle Marche, attraversando la Gola del Furlo. Qui i concorrenti si sono misurati con una nuova serie di prove prima di proseguire lungo un tratto di curve panoramiche e ampie vedute sull’Adriatico. La tappa è poi proseguita verso la Repubblica di San Marino, dove le vetture hanno raggiunto il centro storico del Titano per il tradizionale Controllo Timbro in piazza della Libertà.

L’attesa per l’ultima sfida

Dopo 112 prove cronometrate, la classifica vede ancora al comando Juan e Margarita Tonconogy. Alle loro spalle restano in corsa Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, mentre Lorenzo e Mario Turelli occupano la terza posizione provvisoria. Nelle altre categorie, Shimitzu Ryotaro e Jari-Matti Johannes Latvala guidano la graduatoria della Gran Turismo Experience, mentre Vittorino Bertaglia e Giordano Mozzi mantengono la leadership nel Ferrari Tribute.

1000 Miglia IV tappa - 1Ruoteclassiche
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Monopattini tra nuove regole e controlli fantasma. Il nostro video-denuncia

12 Giugno 2026 ore 22:31
Sulla carta, le regole da rispettare sui monopattini elettrici ci sono, ma la realtà in strada racconta tutta un'altra storia. Siamo andati a Milano a vedere cosa succede davanti agli occhi della Polizia Locale. Ecco un estratto dell'inchiesta che troverete sul sito e sul canale YouTube di Moto.it e che vi lascerà a bocca aperta

Perchè (e come) QJMOTOR sbarca in uno dei mercati più dinamici del mondo? [VIDEO]

12 Giugno 2026 ore 22:10
Siamo volati in Colombia alla Feria 2 Ruedas, dove abbiamo intervistato Chen Xiao Yu, International Customer Businnes Group Director di QJMOTOR: Europa, motosport, dinamiche cinesi, aspirazioni umane, differenze tra Cina e india. In questa intervista Mr. Chen ci ha aperto le porte di una prospettiva interessante e per certi versi inedita

F1 | Red Bull controcorrente: l'elettrico sulla RB22 lavora in modo del tutto diverso dagli altri team

12 Giugno 2026 ore 20:16
Quei quasi nove decimi sul giro secco raccontano molto di un venerdì anomalo in casa Red Bull, con Max Verstappen soltanto sesto e Isack Hadjar ancora più attardato in decima posizione. Il tracciato di Barcellona presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto a Canada e Monaco, dove l’abbondanza di curve lente permetteva di scendere a compromessi meno penalizzanti.
Come lo stesso ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: aggiornamenti ok, Leclerc convince sul passo gara mentre Lewis soffre

12 Giugno 2026 ore 20:04
La Formula 1 è entrata nell’habitat che l’accompagnerà fino al termine della stagione europea: circuiti permanenti e temperature mediamente elevate di aria e asfalto. Nella prima giornata di attività in pista sul circuito di Catalunya, Mercedes e McLaren hanno iniziato come da pronostico, con Norris, Russell e Piastri racchiusi in appena 57 millesimi, davanti a Charles Leclerc, quarto a ...Continua a leggere

F1 | Antonelli già contento del passo gara. Il surriscaldamento delle gomme complica il giro secco

12 Giugno 2026 ore 19:07
Dopo 5 vittorie consecutive, Andrea Kimi Antonelli è diventato preda di tutti i piloti e i team di Formula 1. Ed è normale che sia così. Oggi, prima giornata di pista del Gran Premio di Barcellona, il leader del Mondiale non è andato oltre il quinto tempo nel secondo turno di prove libere.
L'italiano ha saltato il primo turno, cedendo il volante della sua W17 a Frederik Vesti. L'ora che ha ...Continua a leggere

F1 | Mercedes sta valutando delle azioni legali per la penalità di Russell a Monaco

12 Giugno 2026 ore 18:57
Il verdetto dei commissari con cui hanno cancellato le due penalità a Pierre Gasly durante il Gran Premio di Monaco potrebbero aver aperto un vaso di Pandora? Dato l’errore nella misurazione ufficiale da parte della FOM, responsabile del sistema di cronometraggio e quindi anche del rilevamento della velocità in pit lane, i commissari hanno riassegnato il podio al francese.
Tuttavia, chi si ...Continua a leggere

WEC | Peugeot appoggia il concept delle regole 2030, ma per ora si impegna solo fino al 2029

12 Giugno 2026 ore 18:20
Convergenza è la parola d'ordine nel paddock di Le Mans. In attesa che i motori tornino ad accendersi domani per la partenza della 24 Ore, a tenere banco oggi è stato l'annuncio della prima bozza del regolamento 2030 del FIA WEC, che si pone l'obiettivo di andare ad unificare la classe Hypercar, con una convergenza tra le attuali regole LMh ed LMDh.
Tra i costruttori che schierano le LMh c'è ...Continua a leggere

Genesis Magma GT3 Concept: il prototipo nato da zero si mostra a Le Mans

12 Giugno 2026 ore 18:12
In concomitanza con il debutto della GMR-001 della scuderia Genesis Magma Racing alla 24 Ore di Le Mans, è stata presentata la Magma GT3 Concept. Il progetto non prende il via da una vettura stradale, ma nasce da un foglio bianco per sfruttare al massimo i regolamenti della categoria. Dopo il WEC la categoria GT3 La GT3 Concept rappresenta una piattaforma di sviluppo ed è frutto della collaborazione con Hyundai Motorsport. Il programma sportivo non è ancora stato annunciato, ma è evidente come la categoria GT3 sia estremamente rilevante a livello globale e rappresenti una base ideale per la crescita del brand in parallelo con il WEC. La stradale si avvicina alla realtà Accanto alla GT3 è stata mostrata nuovamente la GT Concept, aggiornata rispetto alla prima apparizione nel 2025. Gli interni sono stati completamente rivisti, con un abitacolo disegnato attorno al guidatore, dotato di strumenti analogici e comandi fisici. Non ci sono, per il momento, informazioni tecniche sul powertrain a motore centrale né sulle prestazioni, così come una data certa di debutto.

F1 | Barcellona, Libere 2: Norris piazza la McLaren davanti a Russell. Leclerc 4° davanti a Kimi

12 Giugno 2026 ore 18:04
McLaren chiude il venerdì di Barcellona davanti a tutti. Lando Norris è stato il più veloce di tutti nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio che da quest'anno prende la denominazione del capoluogo catalano, mentre il GP di Spagna sarà ospitato dal Madring di Madrid più avanti nella stagione.
Il pilota della McLaren ha fermato il cronometro in 1'15"426, precedendo di appena 9 ...Continua a leggere

Paddock Plus, così Fintyre trasforma lofficina del gommista

12 Giugno 2026 ore 17:07
Il gruppo Fintyre, uno dei principali distributori di pneumatici di ricambio in Italia, presente sul territorio con oltre 700 centri affiliati, ha lanciato il programma di affiliazione Paddock Plus, riservato alle officine della propria rete.Questa iniziativa mette a disposizione dei gommisti una serie di strumenti di formazione tecnica e manageriale, tool per la gestione dell'attività e supporto al posizionamento sul territorio."Non è solo un progetto di affiliazione, ma un percorso strutturato che consente al rivenditore di evolvere, investire e crescere in modo sostenibile, aumentando anche il numero delle visite in negozio", sottolinea Mattia Franchi, Ceo di Fintyre. I vantaggio per l'automobilista Per l'automobilista, il programma Paddock Plus punta a garantire standard di servizio omogenei tra i centri della rete, in termini di competenza tecnica, trasparenza e aggiornamento professionale."L'obiettivo è mettere il cliente finale al centro, garantendo un servizio sempre più qualificato, affidabile, trasparente e coerente su tutto il territorio", ribadisce Franchi.Il gruppo Fintyre, nato nel 2008 dall'aggregazione di diverse realtà distributive italiane, opera oggi attraverso due hub logistici a Bergamo e Roma Nord e dieci magazzini sul territorio nazionale, movimentando oltre 6 milioni di pneumatici all'anno tra più di 50 marchi.

Quattro motori e oltre 1.000 CV: a Le Mans BMW anticipa la nuova M3 elettrica

12 Giugno 2026 ore 16:23
BMW ha presentato a Le Mans la M Concept Neue Klasse che anticipa la prossima M3 elettrica, la versione più potente mai prodotta della berlina tedesca. La scelta della location non è casuale, e sottolinea quanto il motorsport abbia influenzato il design, la tecnologia e il carattere delle BMW M che verranno. Le specifiche tecniche di questo modello non sono ancora state comunicate ufficialmente: quel che sappiamo è che la nuova M3 avrà un powertrain a quattro motori, uno per ruota, con una potenza combinata che dovrebbe superare i 1.000 CV complessivi. Mai nessuna così "cattiva" Rispetto alla i3 presentata lo scorso marzo, la M Concept Neue Klasse si presenta come una berlina iper- muscolosa, che esaspera ogni elemento stilistico delle nuove BMW elettriche. A colpire immediatamente è il frontale, con il cofano a forma di V che integra la grande presa d'aria per il raffreddamento delle unità elettriche e il muso da "squalo" che ricorda alcune delle BMW sportive del passato, con i gruppi ottici e la firma luminosa integrati all'interno dei due doppi reni. Il colore giallo dei fari, in particolare, diventerà una delle caratteristiche distintive delle nuove BMW M, così come delle sportive impegnate nelle competizioni, come la BMW M Hybrid V8. La carrozzeria è invece in Monza Red, una nuova tinta sviluppata appositamente per questo modello, con dettagli rossi e blu dei coprimozzi e della grafica sul tetto. Design ispirato alle barche I paraurti adottano uno stile ispirato ai trimarani da gara, e forniscono anche supporto per lo splitter anteriore e il diffusore posteriori, realizzati in fibre naturali (utilizzate anche per la presa d'aria sul cofano). Inedite anche le luci da pista alle estremità dei paraurti, tanto davanti quanto dietro, e che potrebbero non essere presenti nella versione di serie. Al posteriore la coda termina con uno spoiler diviso in due, con uno sfogo nella parte centrale. Cambia anche lo stile degli specchietti retrovisori, da sempre elemento caratterizzante delle BMW ad alte prestazioni, reinterpretato in chiave moderna. "Il nuovo linguaggio stilistico delle BMW M rappresenta la punta di diamante espressiva della Neue Klasse: deciso e determinato", spiega Oliver Heilmer, responsabile del design BMW. "Qui da noi la forma segue sempre la funzione, ogni dettaglio è al servizio delle prestazioni. Questo progetto è davvero speciale per me, perché traghetta il carattere delle BMW M in una nuova era". Sportiva per quattro L'abitacolo prende ispirazione da quello della nuova i3, con lo schermo romboidale dell'infotainment e il Panoramic Drive sotto il parabrezza, abbandonando tutto quello ciò non è essenziale e focalizzandosi interamente sull'esperienza di guida. Il volante è nuovo, con due cluster di comandi per la gestione di infotainment, Adas e delle modalità di guida personalizzate M1 e M2, oltre alle palette per regolare la frenata rigenerativa. I quattro sedili sono del tipo bucket, con rinforzi in fibra naturale, rivestiti in pelle Bathurst Blue e Berry Red, che richiamano i colori della divisione M, con cinture di sicurezza rosse a cinque attacchi. La plancia, rivestita in tessuto, ha una retroilluminazione dedicata. Quattro motori per 1.000 CV BMW non ha svelato le caratteristiche tecniche di questa concept, che monta un powertrain con quattro motori, uno per ruota: una configurazione che troverà posto anche nella M3 di serie. La potenza stimata dovrebbe superare i 1.000 CV, mentre la batteria poggia su un'architettura da 800 Volt e avrà una capacità di oltre 100 kWh.

Peugeot lancia la versione definitiva della E-208 GTi alla 24 Ore di Le Mans

12 Giugno 2026 ore 15:40
Un anno dopo la presentazione del concept E-208 GTi, all'inizio di questa settimana Peugeot ha presentato la versione definitiva della E-208 GTi. E oggi, durante la conferenza stampa Peugeot a Le Mans, sono stati annunciati i dati sulle migliori prestazioni di categoria costruiti per impressionare. 
Peugeot celebra 100 anni dalla sua prima gara alla leggendaria 24 Ore di Le Mans, celebrando ...Continua a leggere

Aniasa scrive al governo: rinviare le modifiche allIpt

12 Giugno 2026 ore 15:36
L'Aniasa ufficializza le sue perplessità sulle modifiche alla disciplina dell'Ipt, l'imposta provinciale di trascrizione, che si paga alla provincia di residenza della persona fisica o in cui ha sede legale la persona giuridica a cui viene intestato il mezzo, per le aziende di locazione, introdotto dal decreto legge fiscale (i cui dettagli abbiamo già riportato qui). L'Associazione confindustriale ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti, delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio Gaetano Caputi, nella quale obietta che la norma introduce criteri di territorialità caratterizzati da elevata incertezza interpretativa e potenzialmente fonte di rilevanti contenziosi. La formulazione che riguarda in particolare la "gestione ordinaria in via principale" rischia, sempre secondo l'Aniasa, di creare significative difficoltà applicative che, per operatori che svolgono attività diffuse su tutto il territorio nazionale attraverso sedi operative, aeroporti, stazioni ferroviarie e reti territoriali integrate edi esporre gli operatori a contestazioni da parte di diverse amministrazioni territoriali sull'individuazione della Provincia competente, generando incertezza amministrativa e gestionale per un periodo che può arrivare fino a cinque anni.In gioco investmenti e rinnovo del parcoInoltre, l'associazione rileva la possibilità di controversie non solo tra imprese e amministrazioni locali, ma anche tra gli stessi enti territoriali, con il rischio di richieste di più Regioni sul medesimo gettito e senza che sia previsto un meccanismo automatico di compensazione tra le amministrazioni coinvolte. Il provvedimento, prosegue la lettera, non risolve inoltre il problema della concentrazione delle immatricolazioni in alcune aree del Paese: semplicemente le sposta da alcune province ad altre, penalizzando proprio quei territori nei quali i veicoli circolano effettivamente e utilizzano infrastrutture e servizi pubblici. Ulteriori rischi elencati nella nota, la riduzione degli investimenti e del rinnovo del parco veicoli e l'ostacolo al noleggio a breve termine, determinante per le attività turistiche.L'Aniasa chiede quindi al governo di intervenire al più presto per rinviare l'entrata in vigore della nuova disciplina e consentire l'apertura di un confronto istituzionale finalizzato a individuare soluzioni più equilibrate, sostenibili e coerenti con le caratteristiche operative del settore, come la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio e la redistribuzione tra le Regioni e le Province sulla base di criteri oggettivi.

L'Audi Nuvolari a Monaco: giro di pista per la sportiva da 1.001 CV e oltre 350 km/h

12 Giugno 2026 ore 15:13
L'Audi Nuvolari ha già debuttato in pubblico nell'esclusiva cornice del Principato di Monaco. La nuova supercar tedesca ha sfilato sul circuito di Monte Carlo nel weekend del Gran Premio con al volante i piloti ufficiali del team Audi, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, che hanno contribuito anche alla messa a punto. Sviluppo record per la serie limitata Quello che Audi ha voluto sottolineare è la rapidità con cui il progetto è passato dalla carta alla realtà in poco più di un anno: la vettura sarà infatti consegnata ai primi clienti già nei primi mesi del 2027, mentre gli ordini si apriranno alla fine del 2026, a prezzi compresi tra 500.000 e 600.000 euro. La produzione sarà limitata a appena 499 unità. V8 da 10.000 giri La Nuvolari condivide con la Lamborghini Temerario la base tecnica, ma oltre al design di nuova generazione introduce numerose soluzioni specifiche, tra cui la messa a punto del powertrain e del telaio. La supercar propone l'aerodinamica attiva con DRS, la carrozzeria in fibra di carbonio, i cerchi forgiati monodado, l'impianto frenante carboceramico con brake-by-wire e soprattutto una versione da 1.001 CV del V8 ibrido da 10.000 giri/minuto, già visto sulla Temerario, abbinato a una nuova batteria da 7,3 kWh. La biposto tedesca supera i 350 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e raggiunge i 200 km/h in 6,8 secondi.

F1 | McLaren e Red Bull intendono fare appello contro la revisione che ha restituito il podio a Gasly

12 Giugno 2026 ore 15:11
McLaren e Red Bull non ci stanno. Secondo le indiscrezioni che arrivano dal paddock del Circuit de Barcelona-Catalunya, sede del Gran Premio di Barcellona di Formula 1, i due team britannico avrebbero notificato la loro intenzione di presentare appello contro la decisione dei commissari di gara della FIA, i quali hanno da poco ripristinato il podio di Pierre Gasly al Gran Premio di ...Continua a leggere

Peugeot e-208 GTi, debutto a Le Mans: quanto costa la hot hatch da 281 CV

12 Giugno 2026 ore 15:09
Peugeot presenta la nuova e-208 GTi sul circuito di Le Mans, dove si sta per correre la 24 Ore: la versione ad alte prestazioni della compatta dichiara 281 CV, 0-100 in 5,5 secondi e autonomia fino a 375 chilometri. "Volevamo dimostrare che tutto il Dna delle Peugeot GTi può trovarsi anche in un'auto elettrica. E ce l'abbiamo fatta", ha dichiarato Christophe Auriault, Project Manager di Peugeot Sport. Gli ordini sono già aperti: il listino della hot hatch elettrica parte da 44.900 euro. Messa a punto da Peugeot Sport La Peugeot e-208 GTi monta il powertrain M4+ da 281 CV e 345 Nm prodotto a Trémery, in Francia, già visto sulla Lancia Ypsilon HF e sulla prossima Opel Corsa GSE (ma anche su Alfa Romeo Junior Veloce e Opel Mokka GSE). Della messa a punto si sono occupati gli ingegneri della divisione corse della Casa francese, che hanno lavorato in particolare sull'elettronica e il software di controllo, ottenendo uno "zerocento" coperto in 5,5 secondi (0,2 meno del dato dichiarato inizialmente), con una ripresa da 80 a 120 km/h in 3,2 secondi. La velocità massima è limitata elettronicamente a 180 km/h. Fino a 375 km di autonomia La batteria da 54 kWh lordi (51 kWh netti) è la stessa della 208 elettrica normale, ma la gestione termica è stata completamente rivista, attingendo all'esperienza del team nel motorsport, così da assicurare un raffreddamento ottimale e di conseguenza prestazioni costanti nel tempo. Con i pneumatici di serie Michelin Pilot Sport 4S su cerchi da 18", l'autonomia dichiarata è di 352 km; montando gli Hankook Ventus S1 Evo3 (disponibili senza sovrapprezzo), la percorrenza sale a 375 km. In corrente continua, con colonnine da 100 kW, l'auto si ricarica dal 20% all'80% in meno di mezz'ora. Di serie la funzione V2L per alimentare device esterni usando la batteria. Le modifiche alla meccanica La Peugeot e-208 GTi prevede un assetto ribassato di 25 mm, carreggiate allargate di 56 mm davanti e 28 mm dietro, ammortizzatori con fine corsa idraulico, molle specifiche e barra antirollio posteriore di 31 mm (che si affianca a quella anteriore da 17 mm). Come le altre sportive elettriche del gruppo Stellantis, anche la compatta francese prevede il differenziale Torsen autobloccante all'anteriore, dischi freno davanti da 355 mm con pinze rosse a quattro pistoncini. Look inconfondibile La Peugeot e-208 GTi si caratterizza per il logo frontale e sulle ruote con il contorno rosso, colore utilizzato anche per le lamelle orizzontali alle estremità della calandra, il profilo sotto i gruppi ottici anteriori e nei passaruota in plastica. I cerchi forati da 18" richiamano quelli della 205 GTi originale, e servono al tempo stesso a migliorare il raffreddamento dei freni. Al posteriore spicca il generoso spoiler sopra il lunotto con la scritta Peugeot nella parte bassa e il diffusore aerodinamico che integra un nuovo fendinebbia. Sette le colorazioni disponibili per la carrozzeria: Okénite White, Elixir Red, Blu Miramar, Perla Nera Black, Artense Grey, Grigio Selenio e Giallo Agueda. Interni giocati sul rosso e il nero L'abitacolo gioca tutto sui colori racing per eccellenza, ossia il nero dei rivestimenti e delle plastiche, accompagnato da tanti dettagli rossi: cuciture, profili delle sedute, luci ambientali e la scritta "208 GTi" sul volante. I sedili anteriori, sportivi e con poggiatesta integrati, richiamano quelli della 205 GTi 1.9, con l'inserto centrale rosso e la doppia lavorazione dei tessuti. In rosso anche le grafiche del quadro strumenti e dell'infotainment, che dispone di schermate specifiche per questo modello. Inedito anche il sound ambientale, abbinato alla velocità del motore.

F1 | Barcellona, Libere 1: Russell comanda davanti a Piastri. 3° Leclerc che studia le novità Ferrari

12 Giugno 2026 ore 14:46
In una sessione in cui molte squadre hanno scelto di far girare un giovane pilota per rispettare l’obbligo delle quattro FP1 riservate ai debuttanti, George Russell ha iniziato il weekend con il sorriso, perché ha chiuso al comando il primo turno di prove a Barcellona.
Il pilota della Mercedes ha chiuso la sessione in testa fermando il cronometro sull’1:16.363, un tempo che gli ha permesso ...Continua a leggere

WEC | Ford completa la formazione LMDh con Campbell, Yelloly e Blomqvist per la Hypercar 2027

12 Giugno 2026 ore 14:38
Nel prestigioso palcoscenico della 24h di Le Mans, la Ford Racing ha annunciato l'intera formazione per il progetto Hypercar che vedrà l'Ovale Blu impegnato nel FIA World Endurance Championship a partire dalla stagione 2027.
La Casa statunitense ha piazzato tre veri e propri colpi ingaggiando Nick Yelloly e Tom Blomqvist, in uscita da Acura Motorsports, e Matt Campbell, reduce dall'esperienza ...Continua a leggere

WEC | Genesis pronta ad espandersi: ecco la Magma GT3 Concept

12 Giugno 2026 ore 14:04
Nell'anno di debutto nel FIA World Endurance Championship, la Genesis Magma Racing guarda già avanti pensando ad una espansione dei propri impegni anche nel mondo del GT3.
L'idea era già stata trattata sia in fase di presentazione dell'attuale prototipo LMDh impegnato in Classe HYPERCAR del Mondiale che nei mesi successivi, con il marchio coreano che ha sempre guardato di buon occhio il mondo ...Continua a leggere

Porsche 911 Dakar: beccata a 217 km/h in autostrada, scatta il sequestro

12 Giugno 2026 ore 13:35
Una Porsche 911 Dakar, rarissima e prodotta in soli 2.500 esemplari, è stata sorpresa a 217 km/h sull’autostrada A6 in Francia. Il conducente, un cittadino britannico, è stato fermato dalla gendarmeria e il veicolo è stato immediatamente sequestrato. Un episodio che riaccende il dibattito sull’uso “estremo” delle supercar su strada pubblica

MG2 in arrivo: cosa rivelano i teaser della nuova segmento B elettrica

12 Giugno 2026 ore 13:50
MG presenterà due novità assolute al Goodwood Festival of Speed 2026, in programma dal 9 al 12 luglio. Accanto alla gamma completa dei modelli di serie saranno svelate due concept elettriche che anticipano potenziali sviluppi futuri. I teaser della MG2 Per il momento non sono state diffuse informazioni complete, ma soltanto due teaser dedicati al modello più rilevante per il mercato europeo: si tratta infatti della nuova elettrica di segmento B, che potrebbe chiamarsi MG2. Attesa nei prossimi mesi nelle concessionarie, la vettura mostra per ora un dettaglio dei gruppi ottici anteriori e un'anteprima del montante posteriore, dove si intravedono anche i fari, lo spoiler e il logo MG. La visione dello stile elettrico La seconda novità non è anticipata da alcun teaser, ma viene descritta come una visione del futuro elettrico del marchio. quindi plausibile che si tratti di un modello più estroso e ricercato, con soluzioni da showcar difficilmente trasferibili nell'immediato sulla produzione di serie.

Defender Trophy, un italiano alla finale mondiale: Nava vince le qualificazioni europee

12 Giugno 2026 ore 13:35
Ci sarà anche un italiano alla finale mondiale del Defender Trophy 2026. Michele Nava, ingegnere aerospaziale, ha vinto le qualificazioni europee disputate a Les Comes, in Spagna, dal 6 all'8 giugno, conquistando uno dei quattordici posti riservati al Vecchio Continente per la fase conclusiva della competizione, in programma in Africa nella seconda parte dell'anno.Tre giorni tra navigazione, guida e prove fisicheLe selezioni europee hanno riunito sulle montagne catalane oltre 250 concorrenti, chiamati a misurarsi su un programma che mescola abilità di guida in fuoristrada e resistenza fisica: navigazione, tratti di guida tecnica, percorsi a ostacoli, costruzione improvvisata di ponti e missioni notturne in quota. Un formato che premia il lavoro di squadra e la capacità di adattamento più che la pura velocità, in linea con la tradizione dei raid d'altri tempi." una sensazione incredibile, ancora non mi sembra vero", ha commentato Nava dopo la vittoria, sottolineando come il risultato sia arrivato al termine di giornate che hanno messo alla prova tutti i partecipanti. L'eredità del Camel TrophyIl Defender Trophy si presenta come l'erede dichiarato dei grandi eventi avventurosi legati al marchio britannico: su tutti il Camel Trophy, che tra gli anni Ottanta e Novanta portò le Land Rover negli angoli più remoti del pianeta, e il successivo G4 Challenge. Rispetto a quei precedenti, però, la nuova competizione, che coinvolge concorrenti da oltre 50 Paesi, sposta l'accento dalla pura esplorazione alla conservazione ambientale.La finale mondiale si svolgerà infatti tra Namibia, Angola e Botswana in collaborazione con Tusk, organizzazione attiva nella tutela della fauna africana e partner di Land Rover dal 1990. Secondo gli organizzatori, le prove della finale saranno costruite attorno a missioni di supporto concreto ai progetti di conservazione sul campo, dalla mobilità su terreni remoti al contributo ai programmi di protezione della fauna selvatica. "Questa competizione significa qualcosa che va oltre il risultato", ha dichiarato Mark Cameron, managing director di Defender, congratulandosi con i qualificati europei.Verso l'AfricaNava si unisce ora al gruppo dei finalisti provenienti dalle selezioni continentali che si stanno disputando in tutto il mondo. Per il vincitore italiano, e per gli altri tredici qualificati europei, l'appuntamento è fissato più avanti nel corso dell'anno: la posta in gioco non è un montepremi, ma la partecipazione a una spedizione che intende lasciare un'eredità tangibile nei territori attraversati.

Volkswagen ID.Era 8X, 350 km in elettrico: in Cina spunta la nuova SUV con range extender

12 Giugno 2026 ore 13:34
Dal sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) arrivano le prime immagini della Volkswagen ID. Era 8X, una nuova SUV destinata esclusivamente al mercato interno. Il modello è equipaggiato con un powertrain range extender da 299 CV e un'autonomia in modalità elettrica che, nella versione con batteria più grande, sfiora i 350 chilometri. I prezzi saranno comunicati in un secondo momento, in concomitanza con l'apertura degli ordini. Il look è familiare Simile nell'aspetto alla più grande ID. Era 9X presentata lo scorso gennaio, la ID. Era 8X misura 5.020 mm di lunghezza, 1.997 di larghezza e 1.750 di altezza, con un passo di 2.970 mm. Come la sorella maggiore, adotta fasce luminose anteriori e posteriori che uniscono i sottili gruppi ottici.Su questa versione cambiano però diversi dettagli: paraurti ridisegnati con griglie attive, nuove maniglie e una parte inferiore della fiancata più pulita, priva della sottile protezione in plastica lungo le portiere. Due varianti in gamma La Volkswagen ID. Era 8X per la Cina sarà proposta con un sistema range extender che utilizza un 1.5 turbo quattro cilindri come generatore, mentre l'unità elettrica sviluppa 220 kW (299 CV).Sono previsti due tagli di batteria, da 51,1 kWh e 65,2 kWh, con autonomie rispettivamente di 275 e 345 chilometri. In base alla configurazione, la SUV pesa tra 2.485 e 2.590 kg, valori coerenti con dimensioni e tecnologia del modello.

Volkswagen stravolge i suoi MPV: torna la Caravelle, addio Multivan e arriva un restyling totale della gamma

12 Giugno 2026 ore 13:00
Volkswagen rinnova profondamente la sua gamma monovolume: il nome Caravelle torna in primo piano sostituendo il Multivan, mentre arrivano aggiornamenti estetici, tecnologici e di gamma motori. Debuttano nuovi interni digitali, sistemi ADAS evoluti e una nuova identità stilistica per il modello derivato dal Transporter

WEC | Regole 2030: ecco le proposte per avere un'unica piattaforma Hypercar

12 Giugno 2026 ore 12:50
Il FIA World Endurance Championship ha illustrato una bozza di quelli che saranno i regolamenti nuovi introdotti per la Classe riservata ai prototipi dal 2030 in avanti.
Nel corso della tradizionale conferenza stampa indetta da ACO andata in scena nel venerdì mattina di Le Mans, è stata annunciata l'idea di avere una piattaforma singola per cià che riguardai prototipi, cercando di unificare ...Continua a leggere

Stellantis porta su strada le batterie allo stato solido: al via i test sulla Dodge Charger Daytona con tecnologia Factorial

12 Giugno 2026 ore 12:30
Stellantis e Factorial avviano i primi test reali delle nuove batterie allo stato solido su una Dodge Charger Daytona sperimentale. La tecnologia FEST promette densità energetica di 375 Wh/kg, ricarica dal 15 al 90% in 18 minuti e maggiore efficienza per le future auto elettriche del gruppo

SpaceX in Borsa: perché la maxi IPO riguarda anche Tesla

12 Giugno 2026 ore 12:40
Wall Street si appresta a dare il benvenuto a una nuova matricola. Non una qualsiasi, perché si tratta della tanto attesa SpaceX, l'azienda di Elon Musk da anni sotto i riflettori per i suoi ambiziosi piani di esplorazione dello spazio. Anche il suo debutto sul listino del Nasdaq non sarà un evento qualunque: è la più grande IPO (Initial Public Offering) mai avvenuta nella storia della finanza globale.Il suo sbarco a Wall Street, però, riguarda anche Tesla, seppur indirettamente. Gli analisti finanziari sono tornati a valutare un'ipotesi già circolata in passato: la fusione tra le due aziende controllate dall'imprenditore di origini sudafricane, che, tra l'altro, proprio grazie alla quotazione di SpaceX ha superato la soglia dei mille miliardi di patrimonio personale. In altre parole, Musk può fregiarsi del titolo di primo trilionario della storia moderna. Numeri record e conti ancora in rosso Partiamo dai numeri dell'IPO. SpaceX ha concluso l'offerta di azioni raccogliendo nel complesso 75 miliardi di dollari: sono stati venduti 555,6 milioni di titoli al prezzo unitario di 135 dollari. Sarà questo il valore di ingresso sul Nasdaq quando suonerà la tradizionale campanella di avvio degli scambi. L'intera operazione ha portato a una valutazione della società di ben 1.770 miliardi di dollari, un livello mai raggiunto in passato da una matricola.In questo modo, SpaceX è diventata la settima società di maggior valore al mondo, dietro colossi già quotati come Nvidia o Apple e davanti a Tesla, ferma (se così si può dire) a 1.499 miliardi.Il valore, però, potrebbe salire già nelle prime fasi di contrattazione, nonostante alcuni analisti abbiano bollato come eccessivo il prezzo di 135 dollari anche alla luce di un bilancio non ancora florido. L'anno scorso i ricavi sono balzati del 33% a 18,67 miliardi di dollari e nel primo trimestre del 2026 sono aumentati del 15% a 4,69 miliardi, ma se nell'intero 2025 la perdita è stata di 4,94 miliardi, nei primi tre mesi si è attestata a 4,28 miliardi. Inoltre, SpaceX ha precisato, nel prospetto informativo dell'IPO, di aver accumulato perdite per 41,3 miliardi dalla fondazione nel 2002 e ha avvertito della possibilità di non raggiungere la redditività in futuro.Tuttavia, almeno per il momento, gli investitori non sembrano spaventati. Anzi. Sarà anche per Musk, con le sue continue promesse mirabolanti, ma molti vogliono partecipare all'ennesima scommessa finanziaria del Technoking di Tesla. Già in fase di offerta banche e istituzioni finanziarie hanno fatto a gara per accaparrarsi una quota: le richieste hanno superato i 150 miliardi di dollari. L'entusiasmo è confermato anche da alcune indicazioni basate sui derivati: al debutto SpaceX potrebbe arrivare a spuntare una valutazione di 2.400 miliardi di dollari, con un balzo di oltre il 35%. Si torna a parlare della fusione Ora bisogna solo aspettare l'avvio delle contrattazioni per avere delle conferme. Una cosa è certa: un eventuale rialzo delle azioni giocherebbe a favore di possibili operazioni tra le due aziende. Non a caso diversi analisti sono tornati a parlare proprio di questa ipotesi.Timothy Horan di Oppenheimer definisce un'integrazione plausibile, ma non nel breve termine. A suo avviso, le due società potrebbero restare separate pur mantenendo legami stretti, così da preservare un accesso indipendente al mercato dei capitali. Inoltre, una struttura distinta supporta meglio le ambizioni nel campo dell'intelligenza artificiale, grazie a una maggiore flessibilità finanziaria.Di sicuro non mancano sinergie, in particolare nei settori delle batterie, dei server e delle infrastrutture dati, che potranno aumentare nei prossimi anni. I sistemi di accumulo di energia di Tesla potrebbero, per esempio, svolgere un ruolo importante nel soddisfare il fabbisogno energetico e di calcolo dei data center di SpaceX. Quanto è realistica l'integrazione tra SpaceX e Tesla Dunque, è da escludere una fusione nel breve, ma è probabile che se ne parlerà molto nei prossimi mesi. Sempre più analisti e investitori considerano questa ipotesi una tesi ormai diffusa.Tra i fattori favorevoli emerge la possibilità di combinare i dati raccolti da Tesla con le infrastrutture computazionali di SpaceX, oltre all'obiettivo di Musk di rafforzare il controllo sull'intero ecosistema. Oggi, l'imprenditore detiene oltre l'82% dei diritti di voto di SpaceX, mentre in Tesla non supera il 15%. Un'eventuale fusione basata sullo scambio di azioni lo porterebbe a superare il 50% della nuova entità, conferendogli il pieno controllo.Secondo Dan Ives di Wedbush, questa operazione rappresenterebbe una sorta di Santo Graal, perché consentirebbe a Musk di gestire in modo più efficace le sue attività legate all'intelligenza artificiale. L'analista sottolinea anche i legami operativi già esistenti tra le due aziende e ritiene che le basi per una futura integrazione siano già state gettate. Arriva inoltre a stimare una probabilità tra l'80% e il 90% che Tesla e SpaceX possano unirsi entro il 2027.Ovviamente non mancano gli ostacoli. Musk potrebbe utilizzare le azioni SpaceX per acquisire o fondere Tesla, ma dovrebbe superare la possibile opposizione degli azionisti, in particolare degli investitori istituzionali. Le differenze operative restano rilevanti: il settore aerospaziale è percepito come più promettente, mentre quello automobilistico è caratterizzato da maggiore competizione, volatilità e intensità di capitale.Detto questo, il tema resterà al centro delle discussioni ancora a lungo. L'IPO non ha fatto altro che rafforzare le ipotesi di un possibile consolidamento delle diverse attività di Musk sotto un'unica holding. Ovviamente non mancano gli ostacoli. Musk potrebbe anche utilizzare azioni SpaceX per la acquisire o fondere Tesla, ma dovrebbe superare la possibile ostilità degli azionisti delle due società, in particolare degli investitori istituzionali, molto più sensibili a temi delicati come alcune grandi differenze operative: le attività di SpaceX, anche per la sostanziale assenza di concorrenti forti, sono considerate più promettenti di quelle di un costruttore di auto, ossia di una realtà che opera in un mercato contraddistinto da elevata volatilità, elevata competitività e alta intensità di capitale.  Detto questo, l'argomento rimarrà al centro delle discussioni per mesi, se non anni. Del resto, si è iniziato a parlarne sin da quando SpaceX si è fusa con la startup di intelligenza artificiale xAI. L'Ipo non ha fatto altro che alimentare e rafforzare le voci su un possibile consolidamento delle diverse società di Musk sotto un'unica holding. 

Leapmotor B05: come va la berlina elettrica da 482 km in offerta a 22.900 euro - VIDEO

12 Giugno 2026 ore 12:04
Dopo le SUV, arriva una berlina a cinque porte: con la nuova Leapmotor B05, il marchio fa un passo importante nella propria offensiva europea. Dopo aver costruito la propria presenza sul mercato con modelli orientati soprattutto al rapporto qualità/prezzo, il costruttore cinese - in joint venture con Stellantis - ora guarda anche a un segmento particolarmente competitivo: quello delle berline dal carattere più dinamico. Leapmotor B05: esterni e dimensioni La Leapmotor B05 è una cinque porte lunga 4,43 metri, con una presenza visiva importante (è larga 1,88 metri), soprattutto a livello della carrozzeria sotto la linea di cintura. Si notano dettagli stilistici ricercati: portiere senza cornice, maniglie a scomparsa e cerchi aerodinamici da 19 pollici. Curata l'aerodinamica, con un coefficiente Cx dichiarato di 0,26. Sotto la pelle non ci sono sorprese: ritroviamo l'architettura Platform B, condivisa con la B10. Trazione posteriore, distribuzione dei pesi 50:50 e schema sospensivo con McPherson all'anteriore e multilink al posteriore, sviluppato con il contributo del team chassis globale di Stellantis, anche sulle piste di Balocco. Leapmotor B05: interni L'abitacolo punta sulla digitalizzazione, con display centrale da 14,6 pollici, strumentazione digitale da 8,8 pollici, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e gestione remota tramite app dedicata. Buono lo spazio per chi siede dietro, meno convincente quello per i bagagli: il vano offre 345 litri dichiarati, non molti per le dimensioni e poco sviluppati in larghezza. Non è previsto un bagagliaio anteriore, ma resta lo spazio per un'eventuale unità a benzina in ottica Range Extender, soluzione al momento non confermata ma in valutazione. Leapmotor B05: motore e test drive Sul fronte delle prestazioni, il motore elettrico sviluppa fino a 218 CV e 240 Nm, consentendo uno 0-100 km/h in 6,7 secondi dichiarati con Launch Control. Due le batterie disponibili: una da 56,2 kWh, accreditata di 401 km WLTP, e una da 67,1 kWh che porta l'autonomia fino a 482 km.Colpisce soprattutto il lavoro sull'assetto: non è una sportiva pura, ma beneficia di una taratura delle sospensioni curata, capace di sostenerla anche quando si aumenta il ritmo, senza eccessivo rollio. Lo sterzo è reattivo, con pochissima zona morta e buona rapidità, superiore alle attese rispetto alla leggerezza del volante e alla demoltiplicazione. Leapmotor B05: prezzi e offerta Per il mercato italiano, la Leapmotor B05 parte da 26.900 euro, con una promozione di lancio che porta la versione Life (batteria da 56,2 kWh) a 22.900 euro con permuta o rottamazione, oppure 3.000 euro di sconto senza incentivi. Numeri che confermano la strategia: puntare sul prezzo per conquistare quote, affiancando contenuti tecnici e dinamici sempre più allineati alle aspettative europee

F1 | Alpine vince il ricorso dopo l’errore della FOM: Gasly riconquista il podio di Monaco

12 Giugno 2026 ore 12:26
A cinque giorni dal traguardo, cambia nuovamente la classifica del GP di Monaco. I commissari hanno accolto il ricorso presentato dall’Alpine e annullato le due penalità di cinque secondi inflitte a Pierre Gasly per presunto eccesso di velocità in pit lane, riportando così il francese sul podio.
Gasly aveva infatti tagliato il traguardo in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi ...Continua a leggere

WEC. Dalla gioia alla doccia gelida: beffa clamorosa alla 24 Ore di Le Mans per Cadillac. Storica pole BMW. Drudi da Hyperpole in LMGT3

12 Giugno 2026 ore 12:12
Jack Aitken frantuma il record e festeggia sul podio con la medaglia al collo, ma l'ACO cancella la pole della Cadillac #38 per un'infrazione procedurale. Festeggia la BMW #15 di Marciello. In LMGT3 brilla la stella di Mattia Drudi, mentre per la Ferrari è un'Hyperpole da incubo

Apple rivoluziona CarPlay: arrivano video, AI e nuove funzioni per le auto elettriche

12 Giugno 2026 ore 11:54
Apple accelera sul fronte automotive e rinnova profondamente CarPlay. Tra riproduzione video, integrazione con Apple Intelligence e funzioni sempre più evolute dedicate alle auto elettriche, il sistema di Cupertino punta a diventare il cuore dell'esperienza digitale a bordo, sfidando direttamente i software proprietari delle Case automobilistiche

F1 | Marelli con l'SDR 5 introduce l'intelligenza artificiale nel sistema di controllo dei GP

12 Giugno 2026 ore 11:52
La Marelli è un marchio non troppo visibile nei GP di Formula 1, ma nel paddock è chiaro a tutti il ruolo che copre visto che nel Gran Premio di Monaco è stata celebrata la 300esima presenza del Surveillance Data Recorder (SDR), il dispositivo di acquisizione dati ufficiale del campionato in collaborazione con l’ente di Governo.  
Il sistema, in occasione dei festeggiamenti per il 300 GP ...Continua a leggere

WEC | Silverstone porta il calendario 2027 a 9 gare

12 Giugno 2026 ore 11:36
Il calendario 2027 del FIA World Endurance Championship salirà a 9 eventi con il già annunciato da tempo ingresso di Silverstone nella lista.
La gara britannica si svolgerà come terzo round della massima serie di durata nel mese di aprile, subito dopo l'apertura di marzo in Qatar e Imola, con Sakhir che ospiterà ancora una volta i test collettivi del Prologo.
Imola manterrà invece il ...Continua a leggere

Lultima auto in divisa non è elettrica: la Grandland plug-in entra nella polizia tedesca

12 Giugno 2026 ore 11:12
In occasione del Gpec, Mostra e Conferenza Generale delle Attrezzature della Polizia che si sta svolgendo in questi giorni a Lipsia, in Germania, Opel ha presentato la SUV Grandland trasformata in veicolo per le forze di polizia, da utilizzare per le operazioni di pattugliamento quotidiano. La polizia ha scelto la plug-in La Grandland in dotazione alla polizia tedesca è la plug-in da 165 kW (225 CV) e 350 Nm di coppia, capace di scattare da ferma a 100 km/h in 7,8 secondi e di raggiungere la velocità massima di 220 km/h. La batteria da 17,9 kWh consente un'autonomia a zero emissioni di 82 chilometri. La versione utilizzata per la trasformazione è la top di gamma Ultimate, con fari a matrice di LED, sedili certificati AGR regolabili elettricamente, telecamera a 360 e navigatore connesso. La dotazione per il servizio d'ordine Oltre alla livrea ufficiale riservata alle auto della polizia tedesca, disegnata secondo lo standard Vesba2.0, la Opel Grandland comprende: lampeggianti a LED sul tetto Hänsch DBS 4000 con luci specifiche per i vicoli e sistema di avvisi con display a matrice anteriore e posteriore, lampeggiatori davanti e dietro e illuminazione a LED nel rivestimento del tetto e nel portellone posteriore, estintori, supporto per la paletta di segnalazione, radio Tetra Universal con antenna GPS/Tetra e altoparlanti esterni.

Benzina sotto 1,90 euro, diesel in calo: petrolio in discesa con spiragli Usa-Iran

12 Giugno 2026 ore 10:53
La rete di distribuzione dei carburanti registra un nuovo calo dei prezzi di benzina e diesel. Il ribasso è legato all'andamento favorevole delle quotazioni dei prodotti raffinati, in particolare del gasolio, e del petrolio: i due indici di riferimento, Brent e Wti, si mantengono ampiamente sotto i 90 dollari al barile, anche grazie alle speranze di un accordo tra Iran e Usa alimentate dal presidente statunitense Donald Trump.Nel dettaglio, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, nella mattinata del 12 giugno il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,899 euro al litro per la benzina (-5 millesimi rispetto a ieri) e 2,007 euro per il gasolio (-5). Sulla rete autostradale, la verde al fai-da-te si attesta a 1,994 euro (-4), mentre il diesel arriva a 2,087 euro.La testata specializzata segnala inoltre la decisione di IP di ridurre di 2 centesimi i prezzi consigliati di benzina e diesel, mentre Q8 ha applicato un taglio di 4 centesimi sul gasolio. Modalità di vendita e marchi Per quanto riguarda le diverse modalità di vendita, le medie dei prezzi praticati elaborate da Staffetta sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit indicano la benzina self service a 1,906 euro al litro (compagnie 1,905; pompe bianche 1,908) e il gasolio a 2,015 euro al litro (2,020; 2,004). Al servito, la verde si posiziona a 2,045 euro al litro (2,081; 1,978), mentre il diesel raggiunge 2,155 euro al litro (2,198; 2,074). Completano il quadro il Gpl a 0,793 euro al litro, il metano a 1,563 euro/kg e il Gnl a 1,459 euro/kg.Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 1,896 euro sulla benzina self service (2,106 al servito) e 2,024 euro sul gasolio (2,236). IP si posiziona a 1,915 euro (2,085) e 2,022 euro (2,192), Q8 a 1,904 euro (2,078) e 2,015 euro (2,187), mentre Tamoil registra 1,897 euro (1,979) e 2,002 euro (2,088).

Nuova MG2, il teaser svela la piccola elettrica che punta a rivoluzionare il segmento

12 Giugno 2026 ore 10:48
MG ha diffuso le prime immagini teaser della nuova MG2, una compatta elettrica destinata a diventare il modello d'accesso alla gamma a zero emissioni del marchio. Debutto previsto al Goodwood Festival of Speed, con un design completamente inedito e l'obiettivo di sfidare Renault 5 e le future citycar elettriche low cost

F1 | Da Barcellona c’è una novità: sarà possibile regolare l’ala attiva durante il pit stop

12 Giugno 2026 ore 10:43
Essendo una delle tappe europee più indicative per valutare le qualità di una vettura, storicamente il tracciato di Barcellona è terra di novità tecniche e anche quest’anno i team si sono presentati con aggiornamenti mirati sia a incrementare la competitività sia a intervenire su quelle aree che richiedevano correttivi più profondi.
Anche in Spagna non sono mancate novità sulle ali ...Continua a leggere

F1 | Il mistero del fondo dentato vietato alla Ferrari e concesso alla Mercedes: cosa è successo?

12 Giugno 2026 ore 10:17
La storia è interessante perché è lo spaccato di cosa è oggi la F1: si parla tanto di spionaggio industriale, di fotografi spia (che tutte le squadre hanno) e di informazioni rubate, ma poi le cose vanno in modo molto più semplice.
C’è molta irritazione nella Ferrari perché una soluzione aerodinamica che lo staff di Diego Tondi e Franck Sanchez aveva pensato per il retrotreno della ...Continua a leggere

Minicar, boom in Italia: Aixam lancia la nuova Easy e punta a produrre 30 mila veicoli l'anno

12 Giugno 2026 ore 10:06
Il mercato delle minicar e dei quadricicli continua a evolversi grazie all'arrivo di nuovi modelli e all'allargamento della clientela. Aixam, leader europeo del settore, presenta la nuova Easy e rinnova la gamma Premium, mentre investe sulla capacità produttiva e sulla mobilità elettrica. In Italia il marchio francese si conferma protagonista con oltre 4.400 veicoli venduti e una quota del 34%

Monopattini, ancora una vittima: quasi 100 morti in meno di sei anni

12 Giugno 2026 ore 10:17
Ancora una vittima su monopattino elettrico, mentre il bilancio continua a crescere: in meno di sei anni i morti sulle strade italiane hanno ormai sfiorato quota 100.L'ultimo episodio arriva da Milano, dove nella notte un 18enne, "passeggero" del mezzo guidato da un amico (comportamento non ammesso), ha perso la vita dopo lo scontro con un'auto: stando alle prime ricostruzioni, i due viaggiavano senza casco e non avrebbero dato la precedenza al veicolo.Un caso che si inserisce in una tendenza sempre più evidente, con numeri in aumento e un fenomeno che fatica a essere contenuto nonostante nuove regole e obblighi introdotti di recente.  Strage senza fine Secondo l'Osservatorio Asaps (Amici Polstrada), c'è un'escalation di morti su monopattino elettrico: uno nel 2020, poi 9 nel 2021, quindi 16 nel 2022, per salire a 21 nel 2023 e a 23 nel 2024. Infine, 21 nel 2025 e 6 nel 2026 (si tenga presente che il numero di sinistri decolla con la bella stagione). Per un totale di 97 decessi in meno di sei anni. Inoltre, c'è un numero enorme di feriti lievi e gravi che sfugge a ogni statistica. Regole giuste, ma Per arginare il fenomeno, il ministero delle Infrastrutture ha di recente introdotto varie novità: in particolare, l'uso della targa per i monopattini (l'assicurazione sarà obbligatoria dal 17 luglio). Esiste poi l'obbligo delle luci in condizioni notturne, e quello di viaggiare da soli e col casco conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080; vietato inoltre marciare sul marciapiede e contromano. Diversi osservatori fanno tuttavia notare che sarebbe opportuna una maggiore opera di prevenzione sul campo, sia a Milano sia in altre città.

La Pirelli resta fornitore unico della F1 fino al 2028

12 Giugno 2026 ore 10:12
La Pirelli resterà in Formula 1 almeno fino alla fine del 2028. La FIA ha infatti esercitato l'opzione di estensione prevista nell'accordo firmato nel 2023, prorogando di un ulteriore anno il ruolo di fornitore unico di pneumatici e Global Tyre Partner del Mondiale.Il contratto già in essere copriva infatti il triennio 2025-2027. Con questa decisione, la presenza della Pirelli nella massima serie viene allungata fino al termine della stagione 2028, garantendo continuità tecnica non solo alla Formula 1, ma anche alle principali categorie di supporto.Una presenza a tutto tondoL'estensione riguarda anche le categorie propedeutiche al circus, quindi Formula 2, Formula 3 e F1 Academy, campionati nei quali la Pirelli continuerà a essere fornitore esclusivo. Un aspetto non secondario, perché conferma la volontà di mantenere una linea tecnica comune lungo buona parte della filiera che accompagna i piloti verso la Formula 1.Per la FIA, la proroga rappresenta soprattutto un elemento di stabilità. Il presidente Mohammed Ben Sulayem ha sottolineato il ruolo di Pirelli come partner di lungo periodo del Mondiale, evidenziando gli standard raggiunti in termini di prestazione, innovazione e sicurezza.Una fase tecnica delicataLa conferma arriva in un momento importante per il campionato, che sta attraversando una nuova fase di evoluzione regolamentare. Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, ha ricordato il contributo tecnico di Pirelli negli ultimi anni, sottolineando come la qualità del lavoro del fornitore italiano rappresenti un punto di riferimento per team e categorie servite.Il rinnovo evita dunque discontinuità in un'area tecnica particolarmente sensibile. Le gomme, nella Formula 1 moderna, non sono soltanto un componente prestazionale: incidono sulla gestione della gara, sulle strategie, sul comportamento delle monoposto e sul tipo di spettacolo che il campionato vuole offrire in pista.Il laboratorio della Formula 1Per la Pirelli, la Formula 1 resta anche un banco di prova tecnologico. Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo dell'azienda, ha ribadito come il Mondiale rappresenti un laboratorio per sperimentare soluzioni avanzate, affinare i processi di ricerca e sviluppo e trasferire competenze anche verso gli pneumatici stradali del futuro.Il manager ha inoltre ricordato il superamento del traguardo dei 500 Gran Premi, raggiunto lo scorso anno, e il ruolo assunto da Pirelli non soltanto come fornitore, ma come partner strategico della crescita del campionato.Una storia iniziata nel 1950Pirelli è fornitore esclusivo della Formula 1 dal 2011, ma la sua presenza nel Mondiale risale alla gara inaugurale del 1950. In oltre 75 anni di storia, l'azienda ha accompagnato diverse generazioni di monoposto, adattandosi ai cambiamenti tecnici e sportivi della categoria.Con l'estensione al 2028, il legame tra Pirelli e Formula 1 proseguirà quindi per un'altra stagione, confermando una continuità industriale e sportiva ormai centrale nell'architettura del campionato.

900 km, ricarica Flash in 10 minuti, 700 CV: Seal 08, l'ammiraglia BYD dai numeri record

12 Giugno 2026 ore 10:06
La BYD Seal 08 è la nuova ammiraglia del costruttore cinese, una berlina lunga quasi 5,2 metri disponibile con motorizzazioni elettriche e ibride plug-in. In Cina sono stati aperti i pre-ordini del modello: come spesso accade sul mercato locale, i prezzi ufficiali non sono ancora stati comunicati e le prenotazioni vengono raccolte al buio, anche per misurare l'interesse del pubblico. Secondo alcune indiscrezioni, il listino potrebbe partire da circa 250.000 yuan, pari a poco più di 31.900 euro. Sterza anche dietro La Seal 08 misura 5.150 mm di lunghezza, 1.999 di larghezza e 1.505 di altezza, con un passo di 3.030 mm: dimensioni che la collocano nel segmento delle berline di grande taglia. Il design segue il linguaggio Ocean Aesthetics 2.0, con linee fluide e richiami alle onde del mare, visibili sia all'esterno sia nell'abitacolo. Tra gli elementi tecnici spicca l'asse posteriore sterzante, pensato per migliorare stabilità alle alte velocità e agilità in manovra.A bordo l'impostazione è in linea con gli altri modelli della gamma: piccolo display per la strumentazione, grande schermo centrale per l'infotainment e pochi comandi fisici, concentrati su volante e console centrale. Due motorizzazioni La versione elettrica è proposta con configurazioni single e dual motor, con potenze fino a circa 510 kW (693 CV) e uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 3,3 secondi. La batteria Blade di seconda generazione consente un'autonomia dichiarata fino a circa 900 chilometri nel ciclo cinese e supporta la ricarica Flash, capace di portare la batteria dal 10 al 97% in meno di dieci minuti.La versione plug-in adotta il sistema ibrido DM-i, con un 1.5 da 156 CV abbinato a un motore elettrico da 200 kW. La batteria LFP da 45 kWh permette un'autonomia in modalità elettrica fino a circa 400 chilometri. In gamma è attesa anche la più potente versione DM-p, con due unità elettriche e una potenza complessiva nell'ordine dei 400 kW (544 CV).

F1 | Perché i team temono il ritorno del superclipping e del lift and coast a Barcellona

12 Giugno 2026 ore 09:47
Per certi versi, gli ultimi appuntamenti si sono rivelati particolarmente favorevoli a questo regolamento tecnico, seppur per motivi diversi. A Miami la FIA aveva concesso un’ampia quantità di energia e permesso ai team di ridurre il deployment in curva, di fatto consentendo l’utilizzo dell’ibrido quasi esclusivamente sui rettilinei. Una scelta che aveva ridotto la necessità di ricorrere a ...Continua a leggere

Made in Europe, pressing su Bruxelles: cosa chiedono Renault, Stellantis e VW

13 Giugno 2026 ore 05:28
Si profila l'ennesima spaccatura tra l'industria automobilistica europea e le istituzioni comunitarie. A causarla sono i requisiti sul made in Europe proposti dalla Commissione Ue nell'Industrial Accelerator Act.I costruttori, tramite Acea, hanno già bocciato il dispositivo, quantomeno nella sua forma iniziale, ma nelle ultime settimane stanno emergendo ulteriori perplessità. Dopo  BMW e Toyota, che, pur condividendo gli obiettivi finali, hanno espresso non pochi dubbi, altre aziende hanno preso posizione. il caso di Renault, Stellantis e Volkswagen.I tre gruppi, responsabili del 60% della produzione automobilistica europea, hanno sottoscritto un impegno comune sul made in Europe, inviando un messaggio ai membri del Parlamento (anticipato questa mattina dal Financial Times): sostengono con forza i requisiti di localizzazione europea, ma chiedono regole semplici e chiare e forti incentivi per potenziare la produzione nell'Ue. Serve un quadro realistico Nel messaggio i tre gruppi invitano per l'ennesima volta le istituzioni continentali ad adottare un approccio pragmatico. L'industria automobilistica europea è pienamente impegnata a garantire un futuro solido alla produzione in Europa, ma ciò richiede un quadro realistico, scrivono Renault, Stellantis e Volkswagen, lanciando la prima di tre richieste: il made in Europe deve sostenere la competitività, attrarre investimenti e riconoscere il divario di costi rispetto ai concorrenti globali. Se riusciremo a farlo nel modo giusto, l'Europa potrà rimanere una potenza automobilistica globale. Norme semplici e chiare Poi c'è un appello che non deve sorprendere. La proposta della Commissione europea è stata bocciata perché mancano i cardini fondamentali della semplicità e della chiarezza nell'applicazione delle regole, un errore ormai tipico di qualsiasi provvedimento elaborato a Bruxelles. Ora, i tre costruttori si rivolgono agli eurodeputati proprio per chiedere di intervenire: Un marchio made in Europe' credibile deve essere semplice, raggiungibile e coerente in tutta l'Ue.La semplicità deve riguardare, soprattutto, il requisito del 70%. A loro avviso, una soglia del 70% di contenuto di valore regionale fornisce un parametro di riferimento chiaro e praticabile, che riflette l'intera catena del valore, dalla progettazione alla produzione avanzata, e offre all'industria la chiarezza necessaria per investire.Tuttavia, l'attuale formulazione deve cambiare e i tre costruttori chiedono di creare un quadro volto a garantire che il 70% dei veicoli venduti dalle case automobilistiche in Europa provenga per il 70% dai 27 Paesi dell'Ue. La formula dovrà quindi essere la seguente: 70:70 nell'Ue27. Al contrario, il meccanismo proposto da Bruxelles, per quanto poco chiaro, è sintetizzabile in un'ipotesi del tipo 70:100 nell'Ue27 ("85:100 nell'Ue27" per alcune componenti). La richiesta di incentivi Infine, c'è una richiesta non nuova: Il marchio made in Europe' non dovrebbe limitarsi a compensare i costi, ma incentivare attivamente la localizzazione e il reshoring. Ciò significa un sostegno forte e mirato alle batterie europee, una flessibilità pragmatica - soprattutto per le auto di piccole dimensioni - e politiche che rendano i veicoli elettrici più accessibili, costruendo al contempo una filiera europea resiliente.

F1 | Verstappen: “Per la FIA Red Bull ha il miglior motore? Siamo sorpresi e confusi”

12 Giugno 2026 ore 09:15
La notizia che domina la settimana è senza dubbio la decisione della FIA di rinviare la pubblicazione dei risultati dell’ADUO, dopo che la Red Bull ha chiesto una revisione dei dati con cui era stato stabilito che il team di Milton Keynes disponesse del miglior motore termico dell’intera griglia.
La domenica del GP di Monaco la Federazione ha inviato a tutti i costruttori una scheda ...Continua a leggere

Porsche 936, la prima “turbo” a vincere alla 24 Ore di Le Mans

12 Giugno 2026 ore 07:00

Come dare vita in pochi mesi a un’auto assemblata utilizzando pezzi già in casa, capace addirittura di vincere tre volte - di cui due consecutive - la 24 Ore di Le Mans. La storia della Porsche 936 si potrebbe riassumere così, ma c’è ben di più da raccontare di una vettura che, proprio quest’anno, festeggia il suo primo, storico, trionfo sul Circuit de la Sarthe, storico in quanto prima vettura Porsche a farlo al debutto e prima vettura con motore turbo a incidere il proprio nome sull’albo dei vincitori.

Le soluzioni ingegneristiche

Pur sfruttando la nuova configurazione barchetta, la 936 era strettamente legata, dal punto di vista tecnico, alle sue progenitrici: il telaio, infatti, derivava da quello della 908 opportunamente rivisto, mentre le sospensioni e il cambio erano quelli della 917. Per ovviare ai problemi di raffreddamento, fu aggiunto il caratteristico airbox sopra la testa del pilota che incorporava sia la presa d'aria del turbocompressore, sia quella per il raffreddamento dell'intercooler, mentre sotto la splendida livrea Martini Racing si celava il 6 cilindri boxer 6 turbo di 2.1 litri e 540 CV, derivato dalla seconda classificata nel 1974 911 RSR Turbo.

Il successo al debutto

Il lancio della 936 fu annunciato solo nel marzo del 1976, appena tre mesi prima del via della 24 Ore di Le Mans, e ne vennero approntati due esemplari che differivano proprio per il caratteristico airbox, installato solo su quello numero 20 di Jacky Ickx e Gijs van Lennep, mentre la numero 18 di Reinhold Joest e Jürgen Barth aveva un semplice roll-bar rettangolare tra l'abitacolo e il motore. L’edizione numero 44 della mitica gara di endurance si rivelò una delle più calde di sempre, cosa che provocò numerosi ritiri per surriscaldamento e rotture dei motori, compreso quello della Alpine di Jabouille che partiva dalla pole position e aveva condotto le prime fasi della gara. Dopo il ritiro della 936 in seconda posizione, la vettura di Ickx e Van Lennep fu costretta a rientrare ai box per una crepa nel tubo di scarico, perdendo venti minuti per la sua sostituzione, un tempo che comunque la squadra ufficiale Porsche poteva permettersi, tanto che, una volta rientrata in pista, vinse con 11 giri di vantaggio sulla Mirage di Lafosse e Migault.

L’epica rimonta

Nel 1977 la Porsche schierò due 936 con un’aerodinamica leggermente perfezionata e un secondo turbocompressore, con la vettura di Barth e Haywood protagonista di una vittoria rocambolesca. Prima la rottura della pompa della benzina che li fece precipitare al 41° posto, poi la decisione di far guidare l’auto a Jacky Ickx (che, in coppia con Henri Pescarolo, era già stato costretto al ritiro) che si esibì in una rimonta forsennata a ritmi da qualifica. Dopo 11 ore e consegnò la numero 4 con un comodo vantaggio di 18 giri sui secondi in classifica, ma a soli 45 minuti dalla fine, una minacciosa colonna di fumo annunciava la rottura di un pistone. L’unica speranza era di riuscire a rientrare in pista per completare un giro alla scadenza delle 24 ore per venire classificati: vennero tolte alimentazione e accensione al cilindro danneggiato, montato un cronometro sul cruscotto per tenere d’occhio il tempo e Barth fu ributtato nella mischia, procedendo a velocità ridotta ma riuscendo comunque a vincere.

Il ritorno vincente

Nel 1981, la Porsche letteralmente riesumò dai magazzini e dal museo alcuni esemplari delle 936, installando un nuovo motore turbo, di 2.6 litri, derivato dall’unità di 3.2 litri sviluppata - ma mai utilizzata causa cambio regolamenti - per il progetto Interscope Indycar. L’idea del capo ingegnere Helmuth Bott si rivelò vincente e la potenza fu ridotta da 900 a 640 CV per preservare l’affidabilità, stesso criterio usato per scegliere un cambio a 4 marce rispetto a quello a 5. Vennero iscritte 2 vetture ufficiali e Jacky Ickx, già ritiratosi dalle corse, fu convinto a ritornare in pista, in coppia con il britannico Derek Bell, dominando la gara senza inconvenienti di sorta, mentre la vettura gemella Mass/Barth/Haywood si ritirò. Curiosamente, in questo modo, tutti e tre i telai di 936 utilizzati dal team ufficiale Porsche risultarono vincitori di un’edizione della 24 Ore di Le Mans.

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1000 Miglia, la terza tappa tra la Val d’Orcia e Roma

11 Giugno 2026 ore 22:59

La Toscana saluta la 1000 Miglia 2026 con una delle giornate più suggestive dell’intero percorso. Partita all’alba da Montecatini Terme, la carovana della Freccia Rossa ha attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi della regione, da Lucca a Pisa, fino all’iconico arrivo in piazza del Campo a Siena. Nel pomeriggio, le vetture storiche hanno affrontato le strade della Val d’Orcia e raggiunto Radicofani, ultimo baluardo toscano prima dell’ingresso nel Lazio.

Da Lucca a Siena

La terza tappa si è aperta con le Prove Cronometrate disputate lungo le mura di Lucca, seguite dai Controlli Timbro di Pietrasanta e Forte dei Marmi e dal passaggio attraverso Pisa. Dopo aver toccato Pontedera, Peccioli e Palaia, gli equipaggi hanno raggiunto Siena per la tradizionale sosta nella scenografica piazza del Campo. Le temperature più miti delle prime ore hanno reso piacevole la guida. 

Una classifica aperta

Nel pomeriggio la competizione è entrata nel vivo con una serie di Prove Cronometrate e due Prove di Media disputate tra la Val d’Orcia e la via Francigena. In questo contesto si è inserito il passaggio da Radicofani, dove le vetture hanno effettuato il Controllo Timbro prima di dirigersi verso il Lazio. La corsa punta ora verso Roma, con le prove di Montemaggiore, il passaggio lungo il lago di Bolsena e i controlli di Capodimonte, Marta, Viterbo e Ronciglione prima della tradizionale passerella in via Veneto. Sul fronte sportivo, i fratelli Juan e Margarita Tonconogy mantengono il comando della classifica provvisoria, ma il margine sugli inseguitori Andrea Vesco e Fabio Salvinelli resta contenuto. In terza posizione si confermano Lorenzo e Mario Turelli, mentre nel Gran Turismo Experience guidano Jari Matti Johannes Latvala e Giordano Mozzi.

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WEC | Cadillac penalizzata, BMW in Hyperpole per la 24h di Le Mans

11 Giugno 2026 ore 22:33
Una sfida clamorosa all'ultimo millesimo ha visto la BMW festeggiare la prima Hyperpole nel FIA World Endurance Championship per la 94a edizione della 24h di Le Mans.
Sotto un cielo nuvoloso e con il solito vento freddo a disturbare sui lunghi rettilinei dei 13,626km del Circuit de la Sarthe, Jack Aitken aveva regalato al Team Jota la partenza al palo, beffando per appena 0"005 la M Hybrid V8 ...Continua a leggere

F1 | Hamilton: “Vogliamo battere la Mercedes, ma vincere grazie alle circostanze non ci interessa”

11 Giugno 2026 ore 19:32
È un Hamilton molto diverso da quello visto nel 2025. I risultati ottenuti negli ultimi due Gran Premi hanno proiettato Lewis al secondo posto nella classifica generale e nel ruolo di primo avversario della Mercedes, una posizione che probabilmente non era così scontata a inizio stagione ma che, tutto sommato, non gli dispiace.
Quando però il discorso si sposta sulla possibilità di piazzare ...Continua a leggere

Mobility for energy transition: come cambia il lavoro dei fleet manager

11 Giugno 2026 ore 18:56
Le principali difficoltà nella definizione o nell'aggiornamento delle car policy aziendali. Le soluzioni più realistiche per contenere il Tco delle flotte. L'impatto nei prossimi 36 mesi delle variabili geopolitiche ed energetiche. E il ruolo che stanno assumendo le auto cinesi nel segmento business. La quarta edizione di Mobility for energy transition, iniziativa dedicata i fleet manager e realizzata in collaborazione fra Q8 Italia e Quattroruote Fleet&Business, ospitata al Porsche Experience Center Franciacorta, s'è concentrata sul tema del governo della flotta fra fringe benefit, tensioni internazionali e nuovi player, coinvolgendo gli ospiti in un sondaggio sui temi più dibattuti del momento. La sessione di approfondimento è stata moderata da Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote Fleet&Business, e animata da PierLuigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet & Mobility, Dario Duse, country leader di Alix Partners, Alessandro Fontana, direttore del centro studi Confindustria e Vincenzo Maniaci, direttore Cards & Digital payments di Q8 Italia. Le cinesi sono già di casa nelle flotte a noleggioPellegrini ha aperto i lavori presentando le elaborazioni di Quattroruote Professional sulle alimentazioni preferite dalle flotte e sui valori residui delle diverse motorizzazioni, con le marche cinesi che guadagnano terreno anche nel canale corporate. Secondo Duse, la stessa industria della Grande Muraglia dovrà essere cauta nel gestire la propria sovracapacità non più supportata dai sostegni statali, perché il rischio è di perdere la faccia preso i clienti europei promuovendo marchi destinati a una rapida scomparsa. E questo trend, secondo Del Viscovo, conferma la prospettiva di una minore rilevanza dei brand agli occhi dell'utente finale. Maniaci, nel ricordare che il fenomeno del consolidamento avviato in Cina l'industria europea l'ha già vissuto con largo anticipo, ha risposto alle considerazioni sull'invadenza dei colossi del made in China chiedendo cosa accadrebbe se smettessero di considerare il Vecchio Continente come il mercato di riferimento. Scende per la prima volta il prezzo medio delle auto a noleggioDel Viscovo ha anticipato alcuni dati del prossimo studio del suo osservatorio, e in particolare la traiettoria del prezzo medio delle auto del noleggio a lungo termine che, nel 2025 (ultima rilevazione), ha fatto registrare una prima, leggera flessione da 32.189 a 31.881 euro, e acceso il dibattito sul futuro della company car in uno scenario in cui le imprese, per affrontare i costi crescenti, rivedono al ribasso le car list, riducendo l'attrattività del benefit più amato dai collaboratori. Pellegrini ha quindi interrogato i relatori sull'eventualità che questa perdita di appeal possa portare a un ripensamento della mobilità aziendale che prescinde dall'auto assegnata. Maniaci ha portato l'esempio di società che hanno avviato il car sharing aziendale o il mobility budget, ma in forma pressoché sperimentale. Le conseguenze della situazione internazionale sull'attività di gestione del parcoPrima del comento ai risultati del sondaggio condotto fra i fleet manager presenti, Alessandro Fontana ha inquadrato le dinamiche del mercato dell'auto nella situazione geopolitica internazionale, sottolineando che se il conflitto nel Golfo finisse in tempi rapidi, le conseguenze sull'economia a cominciare dai prezzi dell'energia rimarrebbero tutto sommato gestibili.Al quesito sulla difficoltà di difendere le proprie scelte di car policy, i professionisti presenti hanno indicato come principali preoccupazioni l'aumento dei canoni e dei costi complessivi di gestione (38,5%) e l'impatto del nuovo regime di fringe benefit sull'accettazione dell'auto da parte dei dipendenti (35.9%).  Quanto alle scelte più realistiche per tenere sotto controllo il Tco della flotta, l'inserimento di nuovi brand, inclusi quelli cinesi, è stata la più votata (37,9%; e il 47,6% ha già fatto questa scelta), davanti a una revisione radicale della car list che distingua meglio l'uso professionale, il benefit e la mobilità privata (27,6%). Terzo quesito, quale variabile geopolitica o energetica si ritiene più critica nei prossimi tre anni, al quale ben il 45,5% ha risposto indicando la volatilità del prezzo dei carburanti, e il 36% la difficoltà di costruire una car policy coerente fra diesel, ibrido full, plug-in ed elettrico.

Lynk & Co 02, il cambio di passo è dentro: nuova console e infotainment più rapido

11 Giugno 2026 ore 18:51
Lynk & Co presenta il Model Year 2027 della SUV elettrica 02. Le novità non riguardano design o powertrain, ma si concentrano su dotazioni e software di bordo, seguendo i feedback raccolti tra i clienti europei. La console centrale è stata ridisegnata Tra gli aggiornamenti debutta l'inedita tinta esterna Onyx Black, protagonista delle immagini ufficiali. Nell'abitacolo arrivano finiture di Alcantara e cinture di sicurezza gialle, ma l'intervento più rilevante riguarda la console centrale, completamente riprogettata per offrire maggiore spazio agli oggetti di uso quotidiano. Profili personalizzati e qualche sorpresa Il software di bordo è stato aggiornato per ridurre i tempi di risposta e di caricamento. Introduce inoltre la possibilità di creare profili personalizzati per ogni guidatore, richiamando automaticamente le impostazioni preferite. Anche la struttura dei menu è stata semplificata per rendere più immediato l'accesso alle funzioni principali.Non mancano due elementi curiosi: la modalità Hey Honk, che consente di inviare messaggi preimpostati all'esterno, e la funzione Game Link, pensata per utilizzare lo schermo centrale con videogiochi a vettura ferma.

Volkswagen nella fase più delicata: tagli a produzione e capacità, 19 mila esuberi entro lanno

11 Giugno 2026 ore 18:09
Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, torna a fornire nuovi numeri sul programma di ristrutturazione della forza lavoro."Per Volkswagen, Audi, Porsche e la nostra consociata Cariad abbiamo concordato di ridurre il numero di posti di lavoro in Germania di circa 50.000 unità entro il 2030", afferma il manager in un'anticipazione del suo intervento all'assemblea degli azionisti del 18 giugno."Siamo in linea con i tempi: solo presso Volkswagen - inclusi gli stabilimenti di Sachsen e Osnabrück - avremo ridotto l'organico di 19.000 unità entro la fine dell'anno", aggiunge Blume. "In totale, sono già stati conclusi oltre 28.000 accordi vincolanti per le cessazioni del rapporto di lavoro entro il 2030. Abbiamo già ridotto i costi di produzione presso gli stabilimenti Volkswagen in Germania di oltre il 20% entro il 2025". Il taglio della capacità produttiva La riduzione della forza lavoro è solo una delle misure messe in atto dal costruttore tedesco per ridimensionare la base dei costi ("l'area in cui abbiamo maggiore necessità di intervenire"). Il gruppo ha già ottenuto 1 miliardo di euro di risparmi e sta lavorando per arrivare a 6 miliardi entro il 2030 grazie a "programmi di performance".All'interno di questi figurano anche le iniziative per la riduzione delle sovraccapacità produttiva. Blume ricorda come la capacità, pianificata prima del Covid e sulla base di "ipotesi molto più ottimistiche" rispetto alla realtà attuale, fosse stata fissata in 12 milioni di veicoli l'anno. "Oggi riteniamo realistica una cifra intorno ai 9 milioni. Questa è la media raggiunta negli ultimi cinque anni", aggiunge l'ad, rimarcando che "l'obiettivo è adeguare la nostra capacità produttiva a questo livello, in linea con il mercato".In questo contesto, negli ultimi due anni il gruppo ha già ridotto la produzione di circa 2 milioni di unità tra Europa e Cina. Sono state avviate misure per ridurre ulteriormente la produzione di 500.000 unità in Cina. I prossimi passi in Europa e Germania saranno di portata simile.Del resto, Blume ammette che "le condizioni per l'industria automobilistica sono ulteriormente peggiorate nel 2026", a causa del conflitto in Medio Oriente, della contrazione dei volumi di mercato e della concorrenza sempre più intensa. "Dobbiamo contrastare ulteriori pressioni esterne sui margini", prosegue. "Non possiamo dare per scontato che i livelli di vendita e di prezzo del passato torneranno sui mercati. E certamente non possiamo dare per scontato che i mercati torneranno a crescere". Le altre misure "In parole povere: dobbiamo ridurre i costi e diventare più redditizi, in un contesto economico che è diventato più complesso, dove la crescita è quasi inesistente. Dobbiamo adeguare le nostre strutture di conseguenza e riposizionare il nostro modello di business", afferma ancora l'amministratore delegato."Le fondamenta sono: analisi chiara, lavoro sistematico e disciplina rigorosa su costi e investimenti. Solo così possiamo creare lo spazio necessario per gli investimenti futuri e per la crescita".Blume passa poi a delineare alcuni capisaldi del piano per il futuro del gruppo. Tra le altre cose si punta a "ridurre la complessità" con "prodotti mirati, meno varianti, volumi maggiori per modello" e una maggiore attenzione alle aspettative dei clienti nelle diverse regioni.La riduzione della complessità riguarda anche piattaforme, architetture elettroniche e strutture gestionali, così come l'organizzazione delle attività e la ripartizione delle responsabilità interne.

Pirelli estende la sua presenza in F1: resterà fornitore unico fino al 2028

11 Giugno 2026 ore 18:47
La Pirelli resterà il fornitore unico di pneumatici del Campionato del Mondo FIA di Formula 1 fino al 2028. Il contratto in vigore prevede un’opzione che è stata esercitata con l’avvallo della Federazione Internazionale, estendendo di un una stagione il precedente accordo.
L’azienda italiana continuerà quindi a essere il fornitore esclusivo di pneumatici anche dei campionati Formula 2 ...Continua a leggere

F1 | Leclerc non arretra: “Andiamo nella direzione di Lewis, mi serve una frenata più costante”

11 Giugno 2026 ore 18:20
Charles Leclerc non fa passi indietro. Alla vigilia del weekend di Barcellona il pilota monegasco è tornato sulla vicenda legata ai freni che ha animato il post-gara di Monte Carlo. Le sue risposte sono state articolate, senza mai citare direttamente le aziende coinvolte, ma i messaggi lanciati sono apparsi molto chiari.
“Quando parlo di qualcosa è perché ho fatto delle verifiche, non ho ...Continua a leggere

WEC | Le Mans, Libere 3: BMW e Alpine beffano le Cadillac

11 Giugno 2026 ore 18:07
Tripletta Cadillac al termine delle Prove Libere 3 della 24h di Le Mans, dove i protagonisti del FIA WEC e gli invitati da ACO hanno potuto continuare a lavorare in ottica gara, provando le migliori soluzioni sotto un cielo che per lunghi tratti si è presentato nuvoloso, con alcuni caldi raggi di sole che hanno fatto capolino nel finale.
Un vento piuttosto freddo ed insidioso continua a ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: ecco l'intercooler miniaturizzato. Dal GP d'Austria il motore caldo funzionerà a 110 gradi

11 Giugno 2026 ore 17:52
La Ferrari insiste con il motore “caldo”. L’immagine di AG Foto scattata nei garage di Barcellona è quanto mai eloquente: lo scambiatore di calore della SF-26 ha dimensioni che sono meno della metà di quello Red Bull. Su entrambe le monoposto i progettisti hanno sistemato gli intercooler sopra al 6 cilindri turbo, ma impressiona la grande differenza nei volumi di ciascun elemento. 
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F1, GP di Barcellona: il Montmeló mette alla prova telai e gomme

11 Giugno 2026 ore 16:35
Da questa stagione l'appuntamento al Montmeló perde la denominazione di Gran Premio di Spagna, che passa al nuovo evento di Madrid atteso al debutto a settembre. Si correrà così il GP di Barcellona-Catalunya, che resta però uno dei banchi di prova più indicativi del calendario: una pista spesso descritta come una galleria del vento all'aperto, capace di esaltare pregi e difetti di ogni vettura. Non a caso molte squadre hanno scelto questo fine settimana per introdurre aggiornamenti sostanziali sulle proprie monoposto.La classifica: Antonelli in fugaLa caccia è alla Mercedes, reduce da sei vittorie consecutive - l'ultima proprio a Monte Carlo - con Andrea Kimi Antonelli sempre più protagonista del campionato. L'italiano si presenta in Catalogna con un margine di 66 punti sul nuovo secondo in classifica, Lewis Hamilton, che ha scavalcato George Russell.Per l'inglese della Mercedes resta un periodo complicato: il ritiro in Canada per un problema alla batteria e la penalità rimediata a Monaco lo hanno lasciato a secco di punti nelle ultime due gare, permettendo ad Antonelli di allungare ulteriormente in vetta. Ferrari, il nodo dei freniTra le squadre attese con aggiornamenti c'è anche la Ferrari, chiamata a confermare il proprio potenziale su una pista ben più impegnativa di Monaco. Il fine settimana, però, porta soprattutto una novità che riguarda Charles Leclerc: il monegasco proverà dischi e pastiglie di Carbone Industrie, lo stesso fornitore già adottato sulla monoposto di Lewis Hamilton.La scelta arriva dopo le parole pronunciate da Leclerc nel dopo-gara di Monte Carlo, quando ha indicato nello scarso feeling con i freni la causa dell'incidente che lo ha eliminato dalla corsa a quattordici giri dalla fine. Dichiarazioni nette, che hanno indirettamente chiamato in causa la Brembo. Non si tratta, ed è bene precisarlo, di una questione di qualità del prodotto, ma di compatibilità con lo stile di guida e con le sensazioni cercate dal pilota: nel paddock c'è chi non rinuncerebbe mai ai dischi Brembo e chi, da anni, si affida con convinzione al fornitore francese.Per la prova c'è una circostanza favorevole. La sessione FP1 riservata ai giovani piloti, che vedrà Dino Beganovic al volante della Ferrari, è stata assegnata alla monoposto di Hamilton: Leclerc avrà così l'intera sessione a disposizione per le sue verifiche. Se il riscontro sarà positivo, proseguirà con il nuovo materiale; in caso contrario tornerà alla configurazione attuale, cercando altre soluzioni insieme ai propri ingegneri. Debutta Fornaroli, con lui Aron e BrowningOltre a Beganovic con la Ferrari, la prima sessione di prove libere porterà alla ribalta diversi giovani piloti, in linea con l'obbligo FIA che impone a ogni squadra di schierare in due appuntamenti stagionali un rookie al posto di un titolare.Il nome più atteso in chiave italiana è quello di Leonardo Fornaroli. Ventunenne, campione di Formula 3 nel 2024 e di Formula 2 nel 2025, è oggi pilota del simulatore McLaren: a Barcellona salirà sulla MCL40 al posto di Lando Norris, con il numero 67, per il suo debutto ufficiale in un weekend di gara. Negli ultimi mesi ha completato diversi test TPC con la McLaren del 2023 a Silverstone, Austin e proprio in Catalogna: un riferimento reale sulla vettura attuale è prezioso per affinare la correlazione tra dati, modelli virtuali e sensazioni di guida.Non sarà l'unico. Paul Aron prenderà la R26 di Nico Hülkenberg per l'Audi (e in Austria rileverà Gabriel Bortoleto), mentre Luke Browning guiderà la Williams FW48 di Alex Albon, per poi toccare a Spielberg la vettura di Carlos Sainz. Per tutti e tre, l'occasione di prendere confidenza con monoposto più agili, utile anche al lavoro al simulatore. Gomme e strategia: Pirelli osaSul fronte mescole, per il 2026 la Pirelli ha scelto a Barcellona le C2, C3 e C4: una selezione più morbida rispetto allo scorso anno, pensata per aumentare il degrado e rendere più probabile una gara a due soste, allontanando lo spettro della sosta singola.Il tracciato resta notoriamente severo per gli pneumatici: lunghe curve a destra, carichi laterali prolungati e forte stress termico, soprattutto sull'anteriore sinistra. Dalle simulazioni emergono alcuni punti critici, come la lunga curva 3 percorsa in piena accelerazione, la curva 10 al termine del rettilineo e la curva finale, modificata nel 2023, oggi più veloce ma anche più esigente per le coperture. L'usura attesa è alta e prevalentemente termica, accentuata dall'abrasività dell'asfalto.Tecnicamente, il Montmeló premia chi ha telaio e aerodinamica più efficienti: serve una piattaforma rigida e ben controllata per limitare rollio e variazioni d'assetto nelle curve veloci, mantenendo però la necessaria docilità in trazione e sui cordoli. Su una pista dove i sorpassi non sono impossibili ma neppure scontati, le qualifiche restano decisive: partire davanti consente di gestire meglio passo, degrado e temperature.Come vedere il GP di Barcellona in tvTutta l'azione in pista, comprese le gare di contorno di F2 e F3, sarà trasmessa come di consueto da Sky. Ecco gli orari per seguire l'evento in tv, incluse le differite in chiaro di TV8 per i non abbonati.Venerdì 12 giugnoProve Libere 1 dalle 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2 dalle 17:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 13 giugnoProve Libere 3 dalle 12:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche dalle 16:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:00Domenica 14 giugnoGara, partenza alle 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:00

Cento anni dopo la Tipo 26 rivive in una MCPURA Cielo unica

11 Giugno 2026 ore 16:32
Maserati presenta la MCPURA Cielo Tributo 1926, un esemplare unico realizzato dal reparto Fuoriserie e consegnato a Modena al proprietario in concomitanza con il passaggio in città della Mille Miglia 2026. Si tratta di un nuovo capitolo delle celebrazioni per i 100 anni del marchio, creato da Mario Maserati e riconosciuto in tutto il mondo. Con le firme di Alfieri e Bertocchi La biposto rende omaggio alla prima auto a portare il Tridente in gara un secolo fa, la Tipo 26, protagonista alla Targa Florio del 1926. Per celebrarla, il reparto Fuoriserie ha sviluppato una livrea ispirata agli anni 20, con tinta Grigio Lamiera Matte arricchita da grafiche Rosso Capannelle, Blu Infinito e Bianco Pastello, oltre al logo della Tipo 26 riprodotto sul cofano e sul montante.I cerchi da 20'' sono diamantati con dettagli rossi e abbinati a pinze nero lucido, mentre sul tetto ritorna il logo Maserati in bianco e blu. Sulle battute delle porte compaiono le firme di Alfieri Maserati e Guerino Bertocchi, ulteriore richiamo alla storia del marchio.La dotazione include anche i pacchetti di finiture in carbonio per esterni e interni, i sedili riscaldati, l'impianto audio Sonus Faber da 695 Watt e il Driver Assistance Pack.

MotoGP | Perché la VR46 non pensa (ancora) al titolo nonostante l'ottima forma di Diggia

11 Giugno 2026 ore 16:57
Alla VR46 si mantiene ancora un atteggiamento cauto riguardo alla lotta per il titolo della MotoGP. Anche se Fabio Di Giannantonio è attualmente il pilota meglio piazzato nella classifica iridata tra quelli della Ducati, il team manager Pablo Nieto non vuole sentir parlare di calcoli sul campionato. L'attenzione è chiaramente rivolta alla stabilità e ad un approccio graduale.
In ...Continua a leggere

F1 | Aston Martin svela il motivo dell'incidente di Stroll al GP di Monaco

11 Giugno 2026 ore 16:28
Quattro giorni dopo l'incidente all'Antony Noghes di Lance Stroll, Aston Martin Racing ha dato una spiegazione legata alle motivazioni che hanno portato il pilota canadese al ritiro al giro 60 del Gran Premio di Monaco, andato in scena lo scorso fine settimana sul tracciato cittadino di Monte-Carlo.
L'impatto con le barriere di Stroll aveva causato l'unico ingresso della Safety Car (con ...Continua a leggere

WEC | Goodyear rinnova con ACO come fornitore LMGT3 fino al 2029

11 Giugno 2026 ore 16:08
Goodyear ha annunciato un prolungamento pluriennale della sua partnership con la FIA e l’Automobile Club de l’Ouest (ACO), confermando il proprio ruolo di fornitore esclusivo di pneumatici per la categoria LMGT3 nel Campionato Mondiale Endurance FIA (WEC) fino al 2029. 
L'accordo rafforza l'impegno a lungo termine di Goodyear nelle gare di endurance ai massimi livelli. Goodyear è stata ...Continua a leggere

F1 | Antonelli tra Monaco e Barcellona: “Ho spiegato a Bono come si risponde a una gufata”

11 Giugno 2026 ore 15:31
“La cena di gala? È stata bella! Ero seduto vicino alla principessa, ed è stata molto simpatica. Mi ha raccontato molte cose, tra cui la sua esperienza nel nuoto che l’ha portata fino ai Giochi Olimpici di Sydney”. Kimi Antonelli è arrivato nel paddock di Barcellona ancora avvolto dall’eco del successo monegasco. Il tempo di rifiatare per un giorno e poi di nuovo in viaggio verso la ...Continua a leggere

375 Wh/kg e ricarica in 18 minuti: Stellantis testa su strada le batterie allo stato solido

11 Giugno 2026 ore 15:23
Stellantis fa un passo avanti nello sviluppo delle batterie allo stato solido. Il gruppo ha integrato la tecnologia FEST (Factorial Electrolyte System Technology) sviluppata dalla startup Factorial per la prima volta su un veicolo sperimentale, una Dodge Charger Daytona, avviando un programma di test su strada per verificarne prestazioni, sicurezza e affidabilità.L'avvio delle prove segue la validazione delle celle FEST in ambito automobilistico: lo scorso anno è stata registrata una densità energetica di 375 Wh/kg, insieme a una ricarica ultra rapida dal 15% al 90% in 18 minuti e a prestazioni affidabili in un intervallo termico compreso tra -30 C e 45 C. Stato solido sempre più vicino ai clienti L'integrazione su un veicolo, tappa cruciale verso l'impiego su larga scala, ha richiesto soluzioni ingegneristiche avanzate. Le celle sono state inserite nel pacco batterie esistente attraverso una nuova architettura meccanica progettata e brevettata da Stellantis. Gli ingegneri hanno inoltre adattato i sistemi di controllo e il design dei pacchi per ottimizzare il rendimento, rispettando al tempo stesso i requisiti di sicurezza e durata.Il programma di test e calibrazione su strada consentirà ora di affinare ulteriormente le prestazioni e verificare l'affidabilità del pacco in condizioni reali di ricarica e utilizzo, oltre a confermare la sicurezza complessiva del veicolo."Sviluppare batterie è una questione di equilibrio. Non è sufficiente ottimizzare una singola metrica: serve un sistema capace di offrire vantaggi concreti in un'auto reale", afferma Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer di Stellantis. "Questo risultato dimostra che stiamo avvicinando le batterie allo stato solido ai nostri clienti, con maggiore autonomia, tempi di ricarica ridotti e costi più contenuti. Fondamentale anche la compatibilità di FEST con i processi produttivi delle batterie agli ioni di litio, elemento chiave per la futura industrializzazione".

F1 | Red Bull senza veli: ecco il complesso attuatore che fa ruotare l'ala ribaltabile

11 Giugno 2026 ore 15:09
Al GP di Miami la Red Bull ha portato al debutto la propria interpretazione dell’ala ribaltabile, con una soluzione che si distingue per un funzionamento profondamente diverso rispetto a quello adottato dalla Ferrari. Mentre la Rossa ha scelto di integrare gli attuatori all’interno degli endplate, così da ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, il team di Milton Keynes ha imboccato la ...Continua a leggere

Toyota contro il Made in EU: "Escludere Giappone, Turchia e Regno Unito mette a rischio lindustria"

11 Giugno 2026 ore 15:13
Toyota non è soddisfatta dell'attuale impostazione dei requisiti del Made in EU stabiliti dall'Industrial Accelerator Act. In occasione di un congresso di Automotive News Europe, Yoshihiro Nakata, numero uno della filiale europea, ha sì sostenuto gli obiettivi del nuovo regolamento, ma ha anche sottolineato quanto l'industria europea sia rafforzata dal contributo di partner internazionali come Giappone, Regno Unito e Turchia, che quindi non dovrebbero essere esclusi dai nuovi criteri.A suo avviso, la loro esclusione potrebbe compromettere investimenti, occupazione e trasferimento tecnologico, riducendo al tempo stesso la dimensione regionale ritenuta necessaria per competere efficacemente a livello globale. In sostanza, in un momento di crescente competizione, ritardi e criteri di ammissibilità restrittivi rischiano di indebolire la posizione dell'Ue, mentre le regioni concorrenti continuano a progredire."Riteniamo che alcuni partner strategici, come ad esempio Regno Unito, Giappone e Turchia, debbano essere riconosciuti allo stesso modo nel Made in EU. La resilienza dell'Europa si fonda non solo sulla produzione locale, ma anche sulla collaborazione con i partner per creare economie di scala regionali e un successo condiviso. Lavorando insieme, siamo tutti più forti", ha affermato il manager giapponese. Partnership, neutralità e pragmatismo Nakata non ha mancato di ribadire la posizione della sua azienda sui regolamenti comunitari per la riduzione delle emissioni e, in particolare, sul pacchetto Automotive. Toyota auspica sempre un approccio alla decarbonizzazione tecnologicamente neutrale e multi-percorso, in grado di rispecchiare la reale domanda dei clienti e, al tempo stesso, di tutelare l'ambiente.A tal proposito, la transizione deve avere una certa flessibilità per adattarsi all'incertezza della domanda dei consumatori, pur rimanendo fedele all'obiettivo comune della decarbonizzazione. Inoltre, per la Casa non si tratta solo di portare avanti la diffusione di veicoli elettrici o a celle di combustibile, ma anche di assegnare un ruolo strategico agli ibridi plug-in come tecnologia pragmatica e vantaggiosa, oltre a puntare sui carburanti rinnovabili.Questi ultimi, per Nakata, rappresentano un fattore chiave per la decarbonizzazione, perché sono in grado di ridurre significativamente le emissioni di carbonio, contribuendo al know-how tecnologico europeo e garantendo la resilienza energetica di fronte alle sfide legate all'approvvigionamento di combustibili fossili. Infine, il manager ha sollecitato una rigorosa attuazione del regolamento AFIR, al fine di rispettare gli impegni relativi alle infrastrutture di rifornimento di idrogeno, in particolare per il trasporto pesante.In sintesi, Toyota ribadisce che, per un'industria automobilistica europea competitiva, resiliente e decarbonizzata, sono fondamentali partnership inclusive, neutralità tecnologica e pragmatismo normativo.

Auto, la produzione torna a correre: numeri in forte crescita ad aprile

11 Giugno 2026 ore 14:38
Arrivano nuovi segnali di ripresa per la filiera italiana dell'auto. Ad aprile, secondo gli ultimi dati Istat, l'indice della produzione dell'industria automotive cresce del 23,2% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nel primo quadrimestre del 2026 aumenta del 16%.Tra i singoli comparti produttivi, l'indice della fabbricazione di autoveicoli registra una variazione tendenziale positiva del 44,7% ad aprile e del 24,9% nel quadrimestre. In calo, invece, quello di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, che segna un -15,7% nel mese e un -8,1% nel cumulato annuo, mentre l'indice di parti e accessori per autoveicoli e loro motori cresce del 2% ad aprile e del 5,2% nei primi quattro mesi dell'anno. Balzo dei volumi prodotti: +58% A trainare gli indici, secondo i dati preliminari Anfia, è la produzione di autovetture: i volumi mensili, pari a 31 mila unità, aumentano del 57,9%, mentre quelli complessivi crescono del 27,2% raggiungendo quota 109.908.L'associazione segnala tuttavia come i tassi a doppia cifra siano legati anche alla bassa base di confronto dello scorso anno.Anfia non fornisce il dettaglio dei singoli impianti, ma è probabile che la crescita sia riconducibile, come già accaduto negli ultimi mesi, a produzioni specifiche, tra cui quella della 500 ibrida a Mirafiori e della Jeep Compass a Melfi.Nel complesso, l'automotive ha fornito un contributo rilevante all'aumento della produzione industriale italiana: l'indice generale Istat cresce dell'1,3% ad aprile e dello 0,7% nel quadrimestre. Fondo Automotive, l'appello al governo Anfia, attraverso il direttore generale Gianmarco Giorda, si rivolge al governo per sostenere la fase di ripresa: A livello nazionale, per dare slancio alla filiera produttiva, è essenziale che diventino rapidamente operative le misure previste dal Dpcm Automotive recentemente sbloccato.Gli interventi lato offerta, a supporto degli investimenti delle imprese, e lato domanda, con la prossima riattivazione dell'ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, rappresentano strumenti fondamentali in questa fase di transizione energetica e di forte incertezza economica e geopolitica, aggiunge Giorda.Il settore guarda inoltre con grande attenzione anche al dibattito europeo sulla revisione del Regolamento CO2 per gli autoveicoli leggeri e alle proposte dell'Industrial Accelerator Act.Facciamo appello a tutte le parti politiche affinché orientino le loro posizioni a beneficio della neutralità tecnologica, della sovranità industriale e dell'autonomia strategica dell'industria automotive europea, conclude il direttore generale dell'Anfia.

F1, Power unit 2027-2028: trovato l'accordo, l'endotermico cresce senza stravolgimenti

11 Giugno 2026 ore 14:36
Dopo mesi di discussioni avviate fin dalle prime gare del 2026, è stato raggiunto l'accordo sul futuro delle power unit di Formula 1. FIA, FOM, team e motoristi hanno trovato la quadra su un pacchetto di interventi che riguarda i regolamenti tecnici, sportivi e finanziari per il biennio 2027-2028, nato dalle preoccupazioni emerse sulla gestione dell'energia con il nuovo quadro regolamentare entrato in vigore quest'anno.Il bando della matassa erano le power unit di quest'anno che, con la loro forte componente elettrica, avevano sollevato dubbi sulla gestione dell'energia in gara e, soprattutto, in qualifica. L'intesa punta proprio a rendere le qualifiche più tirate, e quindi più vicine alla loro essenza.Il compromesso sulla portata di carburanteIl punto centrale dell'accordo riguarda l'aumento della portata di carburante. Alla fine, ha prevalso la linea della prudenza: invece dell'aumento del 13% inizialmente sul tavolo, il prossimo anno l'incremento sarà limitato al 5%.Il salto più deciso slitta al 2028, anno in cui le power unit verranno congelate. L'endotermico passerà dagli attuali 400 kW a 420 kW nel 2027 (circa 563 CV), mentre la soglia dei 450 kW verrà raggiunta solo tra due stagioni. Cala la potenza elettrica, sale la ricaricaSul fronte ibrido, la MGU-K vedrà ridurre la potenza erogata: dagli attuali 350 kW si scenderà subito a 300 kW già nel 2027, senza ulteriori variazioni negli anni successivi. Resta invece invariato l'Overtake Mode, fisso a 350 kW. Cresce infine la capacità di recupero energetico, che salirà a 375 kW nel 2027 e a 400 kW nel 2028, partendo dai 350 kW odierni.Il risultato di questa riorganizzazione è una ripartizione della potenza che sarà di 58-42 tra termico ed elettrico il prossimo anno, per poi arrivare al fatidico 60-40 nel 2028.Niente stravolgimenti per Ferrari e AudiLa notizia più rilevante per i costruttori riguarda l'hardware. Marchi come Ferrari e Audi, che temevano di dover rimettere mano a motore, cambi e telai, hanno ottenuto la garanzia che non sarà necessario alcun intervento strutturale: l'aumento contenuto della portata di carburante non mette a rischio l'affidabilità della meccanica né la capienza degli attuali serbatoi. Un dettaglio non da poco, che evita una potenziale spaccatura tra i motoristi e consente a chi ha diritto agli sviluppi già programmati di procedere senza dover ridisegnare le componenti principali.Al pacchetto si aggiungono poi misure di contorno relative alle condizioni di fornitura delle power unit, alla gestione delle operazioni in pista e ai regolamenti finanziari.Le parole di Ben SulayemIl presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha commentato così l'intesa: "La Formula 1 si è sempre evoluta per affrontare nuove sfide e cogliere nuove opportunità. Queste modifiche riflettono il lavoro di collaborazione che si sta svolgendo in tutto il mondo dello sport per garantire che i regolamenti continuino a supportare gare emozionanti, innovazione tecnologica e sostenibilità a lungo termine.La FIA ha la responsabilità di proteggere il futuro del Campionato e questi perfezionamenti fanno parte di tale impegno. lavorando insieme che plasmeremo il futuro del nostro sport e offriremo emozioni ai fan di tutto il mondo. Vorrei ringraziare lo staff della FIA, i team, il Formula One Group e i costruttori di power unit per questo approccio costruttivo".Ora la palla passa al Consiglio Mondiale del Motorsport, chiamato ad approvare formalmente il pacchetto nella riunione in programma il 23 giugno a Macao.

Porsche, dal relax alla pista: tre giorni con il club elettrico

11 Giugno 2026 ore 14:26
Un nutrito gruppo di appassionati italiani di Porsche ha scelto un modo molto tradizionale per celebrare le elettriche di Zuffenhausen: non un convegno o un white paper sulla transizione energetica, ma tre giorni di guida, cucina d'autore e benessere. questo il cuore di E-motion Goes to Long Life Formula, l'evento organizzato dal Porsche Club Registro Italiano E-Motion insieme alla Lucia Magnani Health Clinic a Castrocaro Terme, nel fine settimana del 5-7 giugno.Dai momenti di aggregazione ed enogastronomia tipici dei club di owner alla scoperta delle ultime frontiere della longevità, passando per un tour panoramico sulle colline romagnole e una particolare domenica sulla pista dell'aeroporto di Forlì, chiuso al traffico aereo e trasformato per l'occasione in una drag strip, il tutto si è svolto nel segno del silenzio elettrico.La giornata di sabato è stata divisa tra la cura del corpo, con l'approfondimento dei principi della Long Life Formula di Lucia Magnani - frutto di oltre quindici anni di studi sui meccanismi della longevità - e l'esplorazione delle strade collinari ideali per sfruttare spunto e potenzadelle vetture. Cayenne Electric, primo sprint in Italia Il gran finale si è consumato sulla pista dell'aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì. Una scena insolita ma memorabile, con Taycan, Macan e Cayenne elettriche impegnate nella ricerca della velocità massima sulla pista 12/30, rilevata per l'occasione dagli autovelox della Polizia Locale.In questo contesto, la Cayenne Electric, in una delle prime uscite italiane, ha messo in mostra muscoli e prestazioni già emerse durante il nostro test. L'occasione ideale per sfruttare il launch control o il sistema Push-to-Pass, capace di aumentare temporaneamente la coppia.  Passione elettrizzante Dietro l'evento c'è una storia significativa. Nel maggio 2025, al Porsche Experience Center Franciacorta, è nato il Registro Italiano E-Motion, primo Porsche Club ufficiale al mondo dedicato esclusivamente alle elettriche del marchio. L'iniziativa è partita da un gruppo di clienti proprietari delle prime Taycan del 2020 e oggi attira l'interesse della casa madre e anche oltre i confini nazionali. Dimostrazione che la passione per l'auto - quella fatta di club, raduni, uscite in gruppo e qualche lancio in pista - non conosce rallentamento, né differenze di powertrain.

F1 | Ferrari: Leclerc con il disco Carbone Industrie, ma ecco perché il tema frenata resta complesso

11 Giugno 2026 ore 13:12
Come aveva anticipato il nostro Roberto Chinchero, anche Charles Leclerc si è convertito a montare i dischi e le pastiglie della Carbone Industrie nel GP della Catalunya in programma a Barcellona, pur mantenendo l'impianto Brembo sia in F1 che in Endurance, dal momento che non c'è alcuna intenzione di rompere una collaborazione che dura da oltre 50 anni.  
Se Lewis Hamilton aveva scelto il ...Continua a leggere

F1 | ADUO, Red Bull contesta i risultati: la FIA avvia una nuova verifica

11 Giugno 2026 ore 12:46
La FIA ha avviato una nuova verifica dei dati ADUO dopo le perplessità espresse da Red Bull sui risultati emersi dalle prime valutazioni effettuate sui riscontri delle prime cinque gare della stagione. La Federazione aveva già comunicato alle squadre gli esiti delle analisi svolte sui dati raccolti, ma non ha ancora diffuso alcuna comunicazione pubblica.
Nel paddock di Barcellona si parla ...Continua a leggere

Tesla FSD Supervised sbarca anche in Belgio: l'Italia aspetta

11 Giugno 2026 ore 12:41
Tesla ha ottenuto anche in Belgio l'omologazione per il sistema FSD Supervised, proseguendo nell'espansione europea delle funzioni di guida assistita avanzata. La Casa americana sta infatti raccogliendo in modo progressivo i permessi necessari per attivare tecnologie già presenti a bordo delle vetture, finora disponibili solo nei mercati esterni alla Comunità Europea. Quinto Paese europeo Il Belgio si aggiunge a Olanda, Lituania, Estonia e Danimarca, Paesi che hanno già completato iter analoghi. L'FSD, che abbiamo già provato, è classificato tra i sistemi ADAS di livello L2+, consente all'elettronica di gestire in larga parte la guida, mantenendo però l'obbligo per il conducente di restare vigile e pronto a intervenire in ogni momento. Ancora attesa per l'Italia Anche in Italia, così come in Francia e in Germania, sono in corso le procedure per arrivare all'autorizzazione definitiva. Tuttavia, l'omologazione non è ancora stata concessa. Resta inoltre un nodo aperto: solo le vetture dotate di hardware HW4 potranno beneficiare immediatamente dell'aggiornamento OTA, mentre non sono state ancora fornite indicazioni ufficiali sul futuro degli esemplari equipaggiati con HW3.

BYD Dolphin G DM-i sfida Clio, Yaris e MG3: come va la plug-in che si guida come unelettrica - VIDEO

11 Giugno 2026 ore 12:28
Della BYD Dolphin G vi abbiamo raccontato già quasi tutto in questa pagina, dai prezzi alle caratteristiche del suo motore. Ecco, dopo aver guidato a Berlino la prima (e unica) plug-in di segmento B al momento sul mercato, vorrei partire proprio dal powertrain, perché ritengo che il suo vantaggio nei confronti delle rivali risieda proprio qui. Powertrain plug-in: funzionamento e consumi In primo luogo, i costi d'esercizio: se siete virtuosi, ossia dotati di box privato con presa di corrente, quei 18,3 kWh di batteria ricaricati al prezzo dell'energia domestica rappresentano un gran bel vantaggio. I 105 km di autonomia EV dichiarati - ma il valore reale non dovrebbe essere molto lontano - bastano e avanzano per coprire le necessità quotidiane, pagando il giusto, certamente meno della benzina. E una volta esauriti i kilowattora, se ci basiamo sui dati rilevati dal Centro prove sulla Atto 2 DM-i dotata dello stesso powertrain, con la quale abbiamo coperto 29,5 km/l in città, i consumi dovrebbero comunque attestarsi sui valori delle migliori full hybrid della categoria, come MG3, Clio E-Tech e Yaris Hybrid.Il secondo aspetto riguarda la piacevolezza del powertrain: di fatto la Dolphin G - dove la "G" sta per Genio, storia già sentita - offre la stessa esperienza d'uso di un'elettrica pura, poiché il motore di trazione principale è proprio quello a batteria. Tradotto, un'erogazione fluida e costante, non intervallata dalle cambiate di un robotizzato o influenzata dai trascinamenti di una trasmissione a variazione continua. Più che adeguata anche la spinta: i 212 CV combinati assicurano uno 0-100 in 8,3 secondi. Laddove si richieda la massima potenza, entra in gioco anche il 1.5 aspirato a benzina, l'unica situazione in cui si collega anch'esso alle ruote per dar man forte all'elettrico. Accelerare a fondo, magari per un'immissione autostradale brillante, è di fatto l'unico contesto in cui la voce del quattro cilindri diventa ben avvertibile, perché del resto opera sempre in maniera piuttosto discreta.D'altronde l'apporto del termico è indispensabile: la sua funzione di generatore d'energia per la batteria, attingendo dai 42 litri di benzina nel serbatoio, permette di non dover dipendere solo ed esclusivamente da una presa di corrente, per almeno un migliaio di chilometri d'autonomia. Ed è questo che rassicura la maggior parte degli automobilisti non ancora disposti a scendere a compromessi, magari perché impossibilitati a ricaricare con facilità a casa. Su strada: comportamento e posizione di guida Del resto, a bordo della Dolphin G ho trovato similitudini, nel bene e nel male, con la Atto 2 DM-i. Partendo dagli aspetti negativi, si avverte un retrotreno sostenuto sugli ostacoli più marcati e uno sterzo che, assieme a molte altre produzioni cinesi, non raggiunge i livelli di prontezza, rapidità e feedback dei migliori comandi europei. Dettagli per palati fini, diciamo così, che non compromettono un quadro generale niente male. Rispetto alla SUV, trovo più gradevole la posizione di guida, più vicina al pavimento e con le gambe meno raccolte; aiuta, in questo senso, anche il piantone dello sterzo con una buona escursione in profondità. Interni e tecnologia Capitolo interni: lo spazio è uno dei suoi punti di forza, grazie a un passo di 2,61 metri; nella zona posteriore c'è agio adeguato alle ginocchia e l'assenza di un tunnel consente anche al passeggero centrale di sistemarsi a dovere. Bene, e tutt'altro che scontata, la presenza delle bocchette d'aerazione, assieme a due immancabili prese USB-C. Notevole il bagagliaio: 425 litri dichiarati, ai vertici della categoria, ben sfruttabile in altezza, sebbene ci sia un gradino importante fra piano di carico e battuta, e dotato anche di un doppio fondo per sistemare il cavo di ricarica e il kit di riparazione pneumatici. Positivo che il rivestimento in tessuto si estenda anche sui fianchi, così da evitare graffi, e piace pure la cappelliera in tessuto morbido, che non crea rumori ed è facilmente riponibile quando non viene utilizzata; completano la dotazione ben quattro ganci per le borse e una luce a LED.Quanto alla plancia, al design gradevole fa da contraltare un ampio uso di plastica rigida: non che in questo segmento gli altri facciano tanto meglio, ma le componenti più in vista, e in particolare il tunnel centrale, meriterebbero accoppiamenti più precisi e un miglior trattamento superficiale. Materiali morbidi, va detto, sono stati tuttavia impiegati sui pannelli porta, dove mani e gomiti appoggiano, e sulla fascia centrale della plancia. Funzionali anche le bocchette d'aerazione, ben orientabili grazie alle levette di regolazione, mentre il climatizzatore va gestito unicamente dallo schermo centrale.La componente digitale è fortemente presente a bordo e passa attraverso due schermi: quello da 8,8 pollici della strumentazione, ampiamente riconfigurabile con mappa a tutto schermo o informazioni sugli ADAS, sebbene i caratteri siano molto piccoli, e il display centrale da 12,8 pollici dell'infotainment. Il sistema opera in ambiente Google, sono previsti aggiornamenti OTA, ma l'interfaccia va assimilata un poco, perché ricca di funzioni e di sottomenu che inizialmente potrebbero spiazzare i meno avvezzi al tech. Pratico, in questo senso, lo swipe dall'alto verso il basso sullo schermo, che consente di accedere al menu delle scorciatoie per disattivare alcuni ADAS - molto completo il corredo di serie - o richiamare altre funzioni primarie. Insomma, di carne al fuoco ce n'è parecchia e questa BYD Dolphin G potrebbe ritagliarsi uno spazio importante fra le ibride di segmento B. In attesa di accoglierla a Vairano per una prova strumentale completa, resta da capire se saprà dare fastidio alle rivali più consolidate della categoria. I prezzi della BYD Dolphin G DM-i Gli ordini della BYD Dolphin G DM-i sono già aperti con i seguenti prezzi:Dolphin G DM-i Active: 24.790 euroDolphin G DM-i Boost: 27.290 euroDolphin G DM-i Comfort: 28.790 euroDolphin G DM-i Sport: 30.790 euroDurante il lancio la plug-in viene offerta a 23.640 euro. Quanto ai finanziamenti, per i privati è previsto un anticipo di 7.300 euro e 35 canoni mensili da 109 euro (TAN 7,20%, TAEG del 9,70%), mentre la clientela business può scegliere il noleggio con rata mensile di 299 euro a fronte di un anticipo di 4.200 euro (prezzi IVA esclusa) e un contratto di 48 mesi.

F1 | Ferrari: l'ala anteriore nuova nasconde i deviatori di flusso nella parte inferiore

11 Giugno 2026 ore 11:41
La Ferrari, dopo aver avuto, purtroppo, la conferma a Monte Carlo di non disporre anche nel lento della migliore monoposto dello schieramento subendo la superiorità netta della Mercedes, vuole reagire immediatamente: la squadra di Maranello, infatti, porta a Barcellona il secondo pacchetto di aggiornamento che è stato deliberato dallo staff tecnico diretto da Loic Serra dopo quello che è stato ...Continua a leggere

BMW iX3 in Cina: 840 km con una carica sui passi fino a 4.000 metri

11 Giugno 2026 ore 11:33
La BMW iX3 a passo lungo sviluppata per il mercato cinese segna un risultato significativo: in condizioni di guida reali ha superato gli 800 km con una singola carica, confermando l'efficienza del progetto Neue Klasse oltre i valori delle procedure di omologazione. Un tracciato impegnativo in quota La vettura protagonista del test, un prototipo della iX3 50L xDrive con cerchi aerodinamici da 21", è stata messa alla prova lungo il percorso attorno al lago Qinghai, il più grande specchio d'acqua di alta quota dell'Asia centrale. Il tragitto si è rivelato particolarmente impegnativo: si passa dai 2.200 metri di altitudine iniziali ai 4.000 metri del punto più elevato, con continui cambi di pendenza e condizioni climatiche variabili, tra neve, pioggia e temperature comprese fra 1 e 21 gradi Celsius. 840 km con un "pieno" Durante l'intero test la vettura ha viaggiato in modalità Efficient, chiudendo il percorso con il 2% di batteria residua. Il consumo medio rilevato è stato di 12,6 kWh/100 km, valore che corrisponde a un'autonomia complessiva di circa 840 km nel mondo reale.La Casa non ha ancora comunicato le specifiche definitive della iX3 L, ma ha già anticipato alcuni dati chiave: nel ciclo di omologazione CLTC la SUV elettrica supera i 900 km di autonomia, mentre la ricarica ad alta potenza fino a 400 kW permette di recuperare circa 400 km di percorrenza in 10 minuti.

MotoGP | Inside Ducati racconta il ritorno di Marc Marquez sul gradino più alto del podio in Ungheria

11 Giugno 2026 ore 11:24
Lo scorso fine settimana, in occasione del Gran Premio d’Ungheria, Marc Marquez ha scritto un’altra pagina d’oro nella sua carriera. Sebbene il campione del mondo in carica fosse arrivato al Balaton Park sottolineando di non essere in condizioni di vincere, ha offerto una prestazione prodigiosa: appena una settimana dopo il rientro dall'infortunio in Italia, ha dominato conquistando la pole ...Continua a leggere

Le Mans, la gara che vale di più

11 Giugno 2026 ore 11:14
Correre è la vita. Tutto ciò che viene prima o dopo è soltanto attesa. Nelle parole di Steve McQueen, alias Michael Delaney, protagonista del film Le Mans, c'è ancora l'essenza della corsa più famosa dell'endurance. Perché Le Mans non assegna soltanto una vittoria: assegna prestigio, credibilità, ritorno d'immagine e una fetta importante del campionato del mondo. la gara che ogni costruttore sogna di vincere e quella che spesso finisce per indirizzare un'intera stagione. L'ascesa di BMW Alla vigilia dell'edizione 2026 Ferrari arriva forte di tre successi consecutivi e con il ruolo di riferimento tecnico della categoria. Toyota resta l'avversario più credibile grazie a un'esperienza costruita in oltre un decennio di successi nell'endurance. Gli altri, almeno sulla carta, sembrerebbero destinati a inseguire. Dopo Spa, però, qualcosa è cambiato.La doppietta ottenuta da BMW nelle Ardenne ha rappresentato molto più di una vittoria. Ha mostrato una squadra ormai matura, una vettura competitiva e un costruttore che sembra finalmente pronto per giocarsi le posizioni che contano davvero. Le insidie del Circuit de la Sarthe Ma Spa non è Le Mans. I quasi 14 chilometri del Circuit de la Sarthe, il traffico delle LMGT3, la notte, il meteo imprevedibile e ventiquattro ore consecutive di pressione continuano a rappresentare una prova che nessun'altra pista è in grado di replicare. Basta un errore o una neutralizzazione per ribaltare una gara. Ed è proprio per questo che la 24 Ore continua a occupare un posto unico nel motorsport mondiale. Il dominio Ferrari e il fattore Toyota Lo sanno bene a Maranello. La Casa del Cavallino arriva alla classica forte di tre vittorie consecutive ottenute dal 2023 al 2025. Una striscia che l'ha riportata al centro dell'endurance mondiale e che oggi la rende il riferimento con cui tutti devono confrontarsi.Toyota continua a essere il metro di paragone dell'endurance moderna. L'esperienza accumulata in oltre un decennio di sviluppo, titoli mondiali e successi alla 24 Ore rende il costruttore giapponese uno degli avversari più pericolosi dell'intero schieramento. La vera incognita potrebbe essere rappresentata proprio da BMW. La vittoria di Spa è stata un episodio legato alle caratteristiche del tracciato oppure il segnale che la M Hybrid V8 ha raggiunto la piena maturità? Gli altri rivali e la nuova età dell'oro dell'endurance Alle spalle dei tre protagonisti si muove però un gruppo sempre più competitivo. Cadillac continua la propria crescita internazionale. Alpine cerca il salto definitivo verso il gruppo dei contendenti alla vittoria assoluta. Peugeot punta a riportare il marchio francese davanti al pubblico di casa, mentre Aston Martin prosegue lo sviluppo della spettacolare Valkyrie Hypercar.La sensazione è che l'endurance stia vivendo una nuova età dell'oro. Genesis ha già fatto il proprio ingresso nel FIA World Endurance Championship e McLaren ha annunciato il ritorno nella classe regina a partire dal 2027, confermando l'attrattività della categoria. Il peso dei punti e il verdetto della pista Le Mans assegna più punti di qualsiasi altra gara del FIA World Endurance Championship e rappresenta il centro gravitazionale dell'intera stagione. Chi esce con l'alloro dalla Francia può mutare completamente il volto del campionato. Chi sbaglia rischia invece di inseguire per mesi, anche perché la seconda parte della stagione porterà squadre e costruttori ad affrontare impegnative trasferte intercontinentali.Per questo, mentre il pubblico guarda ai piloti e alle vetture, le case automobilistiche guardano molto più lontano. Tra pochi giorni sapremo chi avrà vinto la 24 Ore di Le Mans 2026. Ma la vera domanda è un'altra.La doppietta BMW di Spa è stata soltanto un assaggio oppure assisteremo alla nascita di un nuovo protagonista dell'endurance mondiale? La risposta arriverà, come sempre, dopo ventiquattro ore di velocità, strategia, traffico, buio e resistenza nella Sarthe. Perché a Le Mans non si vince soltanto una gara. Spesso si decide il destino di un mondiale.

Mazda CX-30 si aggiorna: col MY27 debuttano le versioni Makoto e Homura Plus

11 Giugno 2026 ore 11:03
Dopo la MX-5, Mazda presenta l'aggiornamento MY27 della SUV compatta CX-30, che migliora le dotazioni di sicurezza e introduce due nuovi allestimenti, il top di gamma Homura Plus e la versione speciale Makoto. Invariata la gamma motori, che prevede i mild hybrid e-Skyactiv G da 140 CV ed e-Skyactiv X da 186 CV, disponibili anche con trazione integrale. Come per la piccola sportiva, anche la produzione di questo modello è iniziata da poco, mentre le consegne partiranno alla fine dell'estate. I prezzi non sono ancora stati comunicati. Due nuovi allestimenti in gamma La versione Homura Plus si colloca al vertice dell'offerta con una dotazione che comprende fari a matrice LED e interni più curati, pensati per aumentare il confort di guidatore e passeggeri. La serie speciale Makoto propone invece un abitacolo più luminoso e moderno, con finiture artigianali e la tipica attenzione ai dettagli della Casa. Sul fronte sicurezza debuttano il monitoraggio attivo dell'attenzione del conducente e un aggiornamento della frenata automatica d'emergenza, che migliora il riconoscimento di motociclisti e l'efficacia agli incroci. Completano le novità le tinte Aero Grey e Zinc Green, quest'ultima disponibile da ottobre.

Alfa Romeo Tonale, stop nel 2027: la nuova C-SUV a Melfi dal 2028

11 Giugno 2026 ore 10:54
A novembre 2027 lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d'Arco smetterà di produrre l'Alfa Romeo Tonale, la SUV di segmento C ristilizzata l'anno scorso. Al suo posto, tra il 2027 e il 2028, dovrebbe arrivare una nuova C-SUV, anticipata durante la presentazione del piano industriale FaSTLAne 2030 e che verrà prodotta a Melfi. L'erede della Tonale Costruita sulla piattaforma STLA Medium, la nuova Alfa Romeo di segmento C (che affiancherà una nuova hatchack) avrà forme rialzate, con uno stile che aggiorna quello delle Alfa attuali: cofano lungo e frontale prominente, con gruppi ottici affusolati e una evoluzione del Trilobo. Dal punto di vista delle motorizzazioni è quasi certo che la nuova Alfa seguirà la strategia già vista per altri modelli del gruppo, ossia una gamma composta da versioni full electric e ibride. Da non escludere l'arrivo di una Quadrifoglio ad alte prestazioni. Le varianti a zero emissioni potrebbero prevedere un'architettura a 800 Volt, con batterie LFP con struttura cell-to-body. Questo modello potrebbe anche integrare soluzioni come lo sterzo steer-by-wire, l'architettura software STLA SmartCockpit e la connettività STLA Brain. Il futuro di Pomigliano è nelle piccole Nello stabilimento di Pomigliano d'Arco, dove attualmente nascono la Pandina (che rimarrà in produzione fino almeno al 2030) e la Tonale, verranno invece realizzate le nuove piccole elettriche da città, modelli con un listino di circa 15.000 euro e destinati ad accelerare la diffusione dei veicoli a zero emissioni, destinati principalmente all'ambito urbano. Tra le E-Car in arrivo, un nuovo modello Fiat (ancora senza un nome ufficiale) e la Citroën 2 CV.

MotoGP | Motorland Aragon sarà in calendario anche nella stagione 2027

11 Giugno 2026 ore 10:52
Ottime notizie per gli appassionati spagnoli del Campionato del Mondo di MotoGP. La Spagna continuerà infatti ad avere quattro gare in calendario nella stagione 2027, dopo che mercoledì 10 giugno è stato annunciato che MotorLand Aragon ospiterà un Gran Premio nella prossima stagione.
Il contratto del circuito aragonese con MotoGP Sports Entertainment Group, ex Dorna, scadeva nel 2026 ...Continua a leggere

Valli&Nebbie, il richiamo del Po

11 Giugno 2026 ore 10:50

Da oltre trent’anni Valli&Nebbie rappresenta uno degli appuntamenti più apprezzati del motorismo storico italiano. Alla guida dell’Officina Ferrarese e del team organizzativo c’è Riccardo Zavatti, consigliere federale ASI, che ha contribuito a consolidare il successo di una manifestazione che coniuga passione per le auto d’epoca e la valorizzazione del territorio. Ferrarese, classe 1952, Zavatti racconta le origini della sua lunga storia d’amore con i motori. Una passione che inizia con una data ben precisa: 6 febbraio 1967, con la Ferrari che compie un'impresa epica alla 24 Ore di Daytona, in Florida, schiacciando la rivale Ford in casa sua, conquistando uno storico arrivo in parata con le 330 P4 e 412 P che occuparono tutti e tre i gradini del podio. “È stato il battesimo di fuoco” spiega Zavatti, “dall’emozione ho iniziato a comprare i giornali di auto, da Autosprint a Quattroruote e non ho più smesso. A 17 anni andai a vedere la mia prima 1000 Km di Monza, un’esperienza indimenticabile. Per lavoro mi sono trasferito per qualche anno nel Veneto e lì sono stato contagiato pure dal morbo dei rally. Mi piacciono le auto da corsa e nel mio garage ci sono due auto cui sono legato anche per ragioni affettive, la Fiat 124 Sport Spider, mia dal 1977, e la Lancia Delta Integrale Evo, un bel concentrato di tecnologia made in Italy”.

I segreti del successo

Parlare del Valli&Nebbie, manifestazione che apre il calendario di Asi Circuito Tricolore, giunta alla sua 36° edizione, è molto semplice per Zavatti: “Sono cresciuto di fianco a Giulio Felloni, storico presidente del nostro sodalizio. Lui ha creato un evento molto bello facendo visitare, di volta in volta, i luoghi più caratteristici del Delta del Po. Quando sono subentrato alla presidenza, ho semplicemente cercato di strutturare meglio l’organizzazione dell’evento. Quest’anno abbiamo avuto novanta equipaggi, con una lista di attesa piuttosto importante, ma noi proviamo sempre ad accontentare tutti nei limiti del possibile. Partiamo da questo principio: per noi il concorrente è un ospite, cerchiamo di fare un evento che sia ‘tailor made’ per loro. Negli anni la fidelizzazione alla nostra manifestazione è cresciuta in maniera esponenziale e questo ci sprona ad andare avanti sempre con lo stesso spirito. Penso sia questo il giusto modo di organizzare un evento per appassionati di auto storiche”.

Il fascino del “grande fiume”

I segreti del Valli&Nebbie? Un mix di storia, cultura e cinematografia. A partire da Ferrara, forse la città più caratteristica dell’intera Emilia-Romagna, che vanta proprio nel centro storico lo splendido Castello Estense più volte citato da Michelangelo Antonioni nei suoi film e che fa da guardia alle auto parcheggiate durante le soste tra una tappa e l’altra. “La gente padana sente il Po”, spiegava il grande regista, “in che cosa si concretizzi questo sentire non sappiamo; sta diffuso nell’aria e viene subìto come sottile malia. È, del resto, fenomeno comune a molti luoghi solcati da grandi corsi d’acqua. Pare che il destino di quelle terre si raccolga nel fiume. Si stabilisce, in altre parole, un’intimità speciale”. Quella sorta di strana intimità di cui Antonioni parla è probabilmente alla radice del successo del Valli&Nebbie, evento sui generis nel vasto programma delle manifestazioni. Il cronometro è solo un accessorio secondario. Qui contano l’amicizia, lo star bene insieme, il connubio confidenziale con la propria auto e il vivere per un weekend a stretto contatto con le bellezze del Grande Fiume. Il segreto è tutto qui. E non è poco.

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F1 | Caso Monaco: il ricorso Alpine per la penalità a Gasly rischia di aprire un vaso di Pandora

11 Giugno 2026 ore 10:18
Pierre Gasly giura di non aver fatto nulla di male per meritare le due penalità di Monaco che, alla fine, gli sono costate il podio. Questo è un ottimo motivo non solo per essere arrabbiati e frustrati, ma anche per fare quadrato con la squadra e spingere per ribaltare il risultato della gara. Tuttavia, se il ricorso dell'Alpine dovesse andare a buon fine, rischierebbe di scoperchiare un vero e ...Continua a leggere

Denza Z, 1.600 CV e 0-100 in 2 secondi: la sportiva BYD sfiora i 350 km/h

11 Giugno 2026 ore 09:59
Dopo la concept presentata lo scorso anno al Salone di Shanghai, Denza, marchio premium di BYD, presenterà a luglio la versione definitiva della sportiva elettrica Denza Z a 2+2 posti: stando ai dati di omologazione pubblicati sul sito del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology (MIIT) cinese, l'auto avrà un powertrain a tre motori da oltre 1.600 CV, uno 0-100 km/h in 2 secondi e una velocità massima fino a 350 km/h. C'è con la capote rigida o di tela Rispetto agli altri modelli della gamma, la Denza Z si distingue per linee da vera sportiva: il cofano scende deciso verso il basso, con grandi prese d'aria su cofano e fiancate, diffusore posteriore e pneumatici maggiorati al retrotreno. L'auto è disponibile con capote in tela oppure hard top: è lunga 4.780 mm, larga 1.990 mm, alta 1.350 mm (1.330 la hard top) e ha un passo di 2.780 mm. Monta pneumatici 255/40 all'anteriore e 265/40 al posteriore (295/35 per la hard top). Di serie arriva "solo" a 300 km/h La configurazione della Denza Z elettrica prevede un'unità anteriore da 500 kW (680 CV) e due posteriori da 680 kW combinati (925 CV). La potenza complessiva raggiunge 1.180 kW (1.604 CV), valori che permettono alla sportiva di scattare da 0 a 100 km/h in circa due secondi e toccare i 300 km/h di velocità massima nella configurazione standard. Non è stata dichiarata la capacità della batteria Blade LFP. Pacchetto sport: aerodinamica e 350 km/h Lo Sports Package della Denza Z introduce paraurti dedicati (lunghezza totale di 4.870 mm), pneumatici 275/35 ZR21 all'anteriore e 325/30 ZR21 al posteriore. L'imponente ala posteriore aumenta la deportanza e consente di portare la velocità massima fino a 350 km/h.

F1 | Simulazione MegaRide: a Montmelò serve un assetto rigido per lottare contro i carichi laterali

11 Giugno 2026 ore 09:55
Kimi Antonelli confermerà il suo momento d’oro? A una sola settimana dall’ultimo Gran Premio vinto a Monte Carlo , il circus della Formula 1 torna subito in pista a Montmelò per il Gran Premio di Barcellona-Catalunya, con il giovane italiano sempre al centro dell’attenzione. 
Il Gran Premio di Monaco è stato ricco di colpi di scena fin dal via, con Max Verstappen costretto al ritiro ...Continua a leggere

MotoGP | Cal Crutchlow sostituirà ancora Zarco a Brno e ad Assen

11 Giugno 2026 ore 09:38
Cal Crutchlow proseguirà la sua attuale avventura nel Campionato del Mondo di MotoGP. Sebbene il pilota britannico fosse rimasto lontano dalle piste per oltre due anni, nelle ultime gare, al Mugello e al Balaton Park, ha risposto alla chiamata del Team LCR, che aveva un disperato bisogno di lui per sostituire Johann Zarco, infortunatosi alcune settimane fa in un grave incidente durante la gara ...Continua a leggere

WEC | Le Mans, stavolta la Ferrari non parte favorita: servirà azzardare nelle strategie, ma occhio all'affidabilità

11 Giugno 2026 ore 09:16
"Siamo fermamente convinti di essere ancora competitivi e lottare per la vittoria. Qui a Le Mans faremo quello che potremo, con la situazione che abbiamo". Antonello Coletta, direttore della divisione Endurance e Corse Clienti della Ferrari, in poche parole ha dato un quadro già piuttosto completo e verosimile di ciò che la Rossa si troverà ad affrontare in questo fine settimana all'edizione ...Continua a leggere

Ford Focus: le serie speciali

11 Giugno 2026 ore 07:00

Quando fu presentata nel 1998 al Salone di Ginevra, la Ford Focus stupì tutti per il coraggioso design “New Edge” che incontrò subito il favore del pubblico, nonostante la pesante eredità di un modello come la Escort. A tre o a cinque porte, station wagon, da famiglia o sportiva feroce con pedigree da rally, la compatta dell’Ovale Blu in quattro generazioni ha conquistato milioni di automobilisti, ed era inevitabile che, per rinfrescare la gamma e spingere le vendite, ne fossero lanciate delle versioni speciali con allestimenti dedicati. Non brillano per fantasia e varietà - a parte rare eccezioni, soprattutto se paragonate a quelle di altri marchi e modelli - ma le hanno permesso di attraversare oltre 25 anni di carriera rimanendo costantemente un punto di riferimento per la categoria.

Blue Collection

Viene lanciata nel gennaio 2001, appena un anno prima del restyling ed era basata sull'allestimento intermedio "Trend". Oltre a numerose dotazioni aggiuntive, la scelta di colori, visto il nome “Blue Collection”, privilegiava logicamente quelle tinte: si poteva infatti avere in Blu Zaffiro, Blu Universo e Blu Vulcano, tutti e tre metallizzati, ma volendo c’era anche il Grigio Luna e il Nero Scala. Non presentava loghi adesivi, mentre gli interni erano caratterizzati da rivestimenti specifici color antracite con sezione centrale blu, tappetini anch’essi specifici con logo “Focus” in blu, sedili anteriori sportivi, volante e pomello del cambio rivestiti di pelle, impianto audio con lettore CD e comandi al volante, climatizzatore manuale e un originale sfondo della strumentazione di colore grigio. Era disponibile in tutte e tre le varianti di carrozzeria e su sei motorizzazioni, che andavano dall’1.4 al 2.0 benzina fino ai due 1.8 TDci, in due livelli di potenza.

RS

Molto simile nel look alla versione da rally WRC, ma priva della trazione integrale, è la RS, prodotta nel 2002 in 4.500 esemplari, tutti di un solo colore, il Blu Imperiale Metallizzato e solo in versione tre porte. Oltre alla carreggiata allargata e al kit aerodinamico dedicato, sfoggiava dei cerchi in lega "OZ Racing" a cinque razze da 18", stemmi "RS" sul montante e sul portellone e interni con sedili sportivi "Sparco" specifici di pelle/Alcantara blu e nera, stesso trattamento riservato al volante, mentre pomello del cambio e leva del freno a mano erano specifici e realizzati di alluminio. Non mancavano tappetini dedicati con logo "RS" e, come una concessione al comfort, climatizzatore manuale e sistema audio con lettore CD e comandi al volante: una chicca invece, il pulsante di avviamento sulla plancia. Il meglio lo riservava a livello meccanico, con il 2.0 litri turbo da 215 CV che agiva sulle ruote anteriori, aiutato da un differenziale autobloccante. Priva di controllo di trazione e capace di scattare da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi per toccare una punta massima di 232 km/h, è un’auto decisamente rara in Italia, visto che ne furono immatricolate solo 54.

Elle

Sempre del 2002, ma riservata al mercato inglese, è la “Elle”, prodotta in 2.000 esemplari in collaborazione con la rinomata rivista femminile. Era disponibile in un solo colore, l’argento metallizzato "Moondust" e presentava, come caratteristiche distintive, il logo “Elle” sul portellone, il terminale di scarico cromato e cerchi in lega da 15" a sei razze. All’interno c’erano sedili di pelle nera, climatizzatore e lettore CD. L’unico motore previsto era l’1.6 Zetec aspirato da 100 CV.

Chic

Realizzata in contemporanea con la “Elle”, sempre per il mercato inglese, la “Chic” si distingueva per il colore Grigio Magnum metallizzato, mentre per il resto, a partire dai cerchi in lega, riproponeva quanto visto sull’altra serie speciale. Nell’abitacolo, quindi, si potevano ritrovare i rivestimenti di pelle, però traforata, mentre i sedili erano anche riscaldati, forse a giustificare il nome impegnativo per un allestimento che non offriva in realtà accessori costosi e particolari. Anche qui, il motore scelto era l’1.6 Zetec.

Black

Rimaniamo nel Regno Unito e facciamo un salto indietro di un anno per un’altra edizione limitata, anche se non è chiaro a quanti esemplari, che si caratterizzava per il colore nero (da cui il nome “Black”) e per l’essere disponibile solo in versione a tre porte con il classico 1.6 Zetec da 100 CV.  Si ritrovano gli elementi già notati sulle altre serie speciali inglesi, con i cerchi in lega da 15" a sei razze, il terminale di scarico cromato, gli specchietti retrovisori esterni elettrici e riscaldati, a cui si aggiungevano la griglia cromata e i fendinebbia.

Vodafone

Riservata al mercato spagnolo e prodotta esclusivamente nella versione a tre porte con motore 1.8 TDCi da 100 CV, la “Vodafone” del 2004 prende il nome dalla partnership con il noto operatore telefonico, che infatti offre in regalo un telefono Sony Ericsson Z600 da utilizzare con il vivavoce Bluetooth. La gamma colori era quella standard, mentre il paraurti anteriore aveva un disegno specifico ed erano presenti cerchi in lega da 17”.

Viva X

Dello stesso anno, ma dedicata agli automobilisti tedeschi, è la “Viva X” (preceduta dalla “Viva” senza X, praticamente identica) che veniva offerto come allestimento speciale su tutti i modelli della gamma Ford. Anche in questo caso, nessuno del reparto marketing sembra aver fatto grandi sforzi creativi e, a parte il logo, non ci sono colori specifici e i cerchi sono presi tra quelli a listino. Basata sull'allestimento "Ambient" della gamma standard, aveva gli specchietti retrovisori esterni elettrici e riscaldabili, mentre all’interno c’era addirittura un’antiquata autoradio a cassette, al posto di quelle con lettore CD ormai praticamente standard anche su vetture di segmenti inferiori.

Francorchamps

Un'interessante iniziativa della filiale belga della Ford dà vita nel 2004 alla “Francorchamps”, un omaggio al famoso circuito sotto forma di una Focus dall'aspetto sportivo, ma sorprendentemente disponibile solo con il motore diesel, l’1.8 TDCi da 115 CV. Esteticamente erano presenti paraurti con prese d’aria maggiorate, minigonne, spoiler posteriore ripreso dalla ST e cerchi in lega da 18", ma la caratterizzazione più distintiva la si poteva trovare all’interno. I sedili sportivi, infatti, presentavano il logo con il disegno del circuito ricamato sullo schienale, inoltre c’era il volante rivestito di pelle, un impianto stereo con lettore CD e Mp3 e il bracciolo centrale. La “Francorchamps” verrà riproposta anche due anni dopo, questa volta con motori ancora meno potenti, l’1.6 TDCi Duratorq da 90 CV e l’1.6i Duratec da 100 CV

ST “WRC Edition”

Sono solo 200 le Focus ST allestite per il mercato svizzero in versione “WRC Edition”. L’anno è il 2007 e, per celebrare i successi della Focus nel campionato WRC, Ford Svizzera offre ai suoi clienti sportivi questa versione personalizzata con cerchi BBS da 19” e, soprattutto, una livrea molto vistosa. Disponibile solo di colore bianco, si caratterizzava anche per un kit estetico composto da paraurti anteriori e posteriori con la sezione inferiore dal disegno diverso, cornici di fibra di carbonio per i fendinebbia e per le luci di retromarcia/retronebbia posteriori, mentre sono nere quelle dei fari anteriori. All’interno, si potevano invece trovare degli inserti di fibra di carbonio sulla console centrale e una targhetta di alluminio con le firme dei piloti Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen, sulla base della console centrale.

WRC-S

Nello stesso anno, anche in Spagna, si pensa di celebrare la Focus di Grönholm in versione da rally, realizzando la “WRC-S”, in soli 666 esemplari, numero diabolico probabilmente non scelto a caso. In realtà di aggressivo c’è solo l’aspetto, che è quello della versione sportiva ST con il relativo kit carrozzeria, perché invece il motore prescelto è il 2.0 TDCi da 136 CV, più adatto ad accompagnare un rappresentante nelle lunghe trasferte autostradali. Il pezzo forte ovviamente è la livrea, con il numero di serie adesivo sulle portiere anteriori abbinato a un motivo a scacchi; anche qui il colore è unicamente il bianco, stesso colore degli specchietti, che invece sulla versione svizzera erano verdi. Molto belli gli interni, con sedili rivestiti di pelle e Alcantara con cuciture bianche, tappetini specifici e volante a quattro razze con inserti di alluminio.

WRC 525

Forse pentiti di aver realizzato una replica WRC a gasolio, gli spagnoli rilanciano, sempre nel 2007, con una vera edizione limitata (150 esemplari) basata sulla Focus ST da 225 CV. Il colore è unico, Nero Pantera e tanti dettagli sono cromati, dalla griglia alle cornici dei fendinebbia, fino agli specchietti retrovisori, mentre la livrea è la stessa con motivo a scacchi ma con il logo 525. All’interno, troviamo sedili con rivestimenti misto pelle e Alcantara e vari inserti di alluminio sulla plancia.

CC Edition Premium

Una versione speciale basata sulla poco diffusa variante di carrozzeria “coupé-cabriolet” è quella, prodotta nel 2007, denominata “Edition Premium” e riservata al mercato francese. Disponibile solo con motore diesel, il 2.0 TDCi, sfoggiava principalmente delle dotazioni aggiuntive, più che delle caratterizzazioni estetiche: rientrano in questa categoria il volante di pelle e il cruise control, oltre all’autoradio modello CD 6000 con comandi al volante, compatibile con Mp3.

Black Magic

Sempre su base Focus CC, è la versione “Black Magic” realizzata in edizione limitata per il mercato tedesco e, come suggerisce il nome, tutta nera. Colore della carrozzeria, cerchi a dieci razze da 17”, interni di pelle con cuciture grigie, insomma, un’auto che d’estate è un forno: fortunatamente, nella dotazione che comprende assetto e sedili sportivi, fendinebbia con cornice cromata, battitacco e modanature laterali in tinta con la carrozzeria, deflettore antivento, c’è anche il climatizzatore. Per finire, volante a tre razze rivestito in pelle con inserti di alluminio e raffinati tappetini di velluto. Due le scelte per quanto riguarda i motori, entrambi di due litri: un benzina da 145 CV e un turbodiesel da 135.

Heritage

Torniamo in Svizzera per un’altra edizione molto speciale, soprattutto per la livrea, quella mitica “Gulf” sfoggiata dalle Ford GT40 impegnate a Le Mans e qui caratterizzata dal numero di gara che corrisponde al numero dei 50 esemplari previsti. Celebra 50 anni di Ford in Svizzera ed è basata sulla sportiva ST con il 2.0 litri benzina da 225 CV, arricchita dai cerchi in lega Enkei da 19" dal disegno specifico, vetri posteriori oscurati, assetto sportivo con molle H&R, pinze freno verniciate di nero e griglia anch’essa di colore nero, ma lucido. Anche l’abitacolo presenta elementi esclusivi, come i sedili sportivi Recaro con rivestimenti color antracite e la plancia decorata con un pannello effetto carbonio.

RS 500

Il nome “RS 500” corrisponde al numero di esemplari prodotti, nel 2010, proprio mentre sta per arrivare la Focus di terza generazione. Il Paese che ne accoglie più unità è la Gran Bretagna (101), mentre l’Italia si deve accontentare di 45 unità di questa potente (350 CV) e aggressiva serie speciale, verniciata di nero opaco, colore che si ritrova anche per i cerchi in lega, mentre griglia e prese d’aria sono anch’esse nere ma lucide. Altri dettagli della “RS 500” sono le pinze freno verniciate di rosso, il logo "RS500" rosso e blu sul portellone posteriore, mentre all’interno spiccano i sedili sportivi Recaro di pelle rossa o nera (a seconda del paese), materiale usato anche per volante, pannelli porta e cuffia del cambio.

RS Le Mans 50th anniversary

Risale al 2016 (50 anni dalla leggendaria vittoria della GT 40 a Le Mans) questa edizione speciale che Ford in realtà riserva a tutti i modelli della gamma, ma solo per il mercato francese. Nel caso della Focus, sia la ST che la RS sono interessate, con solo 50 esemplari di ciascuna di esse realizzate con una livrea speciale Nero Mica a strisce grigie, ispirata a quella della GT40 vittoriosa con Bruce McLaren e Chris Amon. A completare il tutto, un badge “50th anniversary” sul portellone e una targhetta personalizzata nell'abitacolo e sulla RS troviamo cruise control, limitatore di velocità e accesso senza chiave, mentre la ST ha cerchi da 18 pollici e le pinze freno rosse del pacchetto Style.

ST Le Mans Edition

Nello stesso anno c’è un’altra “Le Mans Edition”, prodotta per il mercato svizzero in soli 50 esemplari, sempre di colore nero, ma nella tonalità Nero Pantera e le strisce adesive, oltre che grigie sono anche rosse, mentre la mascherina e il diffusore posteriore sono verniciati con effetto carbonio. La base meccanica è quella della ST normale, con in più un assetto ribassato firmato H&R, cerchi Enkei GTC 01 da 19” e pinze freno verniciate di rosso.

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WEC | Le Mans, Libere 2: la notte sorride a Toyota e Ferrari

11 Giugno 2026 ore 00:11
Terminate le Qualifiche, il tramonto ha lasciato spazio al buio della notte e anche a temperature decisamente più basse per i 120' di Prove Libere 2 che i piloti del FIA WEC e gli invitati di ACO hanno affrontato, principalmente con lo scopo di mettere insieme informazioni e dati in vista della gara.
Le scelte di chi monta le Michelin sono ricadute sulle mescole medie e morbide, usate e nuove ...Continua a leggere

1000 Miglia, la seconda tappa attraversa l’Appennino

10 Giugno 2026 ore 22:41

La seconda giornata della 1000 Miglia 2026 ha regalato una delle immagini più autentiche della corsa più bella del mondo. Oltre 400 vetture storiche hanno lasciato all’alba Prato della Valle, a Padova, per affrontare un percorso di oltre 430 chilometri attraverso Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. Un viaggio che ha alternato città d’arte, borghi storici, strade di campagna e valichi appenninici, accompagnato dall’entusiasmo di migliaia di appassionati accorsi lungo il tracciato della Freccia Rossa.

Dal Veneto a Modena

La giornata è iniziata sotto un cielo coperto che ha offerto una gradita tregua agli equipaggi, prima dell’arrivo del sole lungo i Colli Euganei. Dopo i passaggi da Montegrotto Terme, dal Castello di Valbona e dal centro storico di Este, il convoglio ha proseguito verso Ferrara e Bondeno. Calorosa l’accoglienza riservata alle vetture nel cuore di Modena, in Piazza Roma, davanti al Palazzo Ducale sede dell’Accademia Militare. Tra i protagonisti della giornata anche l’ex campione del mondo di motociclismo Loris Capirossi, al volante di una Lancia Aprilia del 1949.

L’Abetone accende la sfida

Nel pomeriggio la carovana si è lasciata la pianura emiliana alle spalle, transitando da Reggio Emilia, Formigine e Castelvetro per dirigersi verso l’Appennino. I tornanti della Statale 12 e il passaggio attraverso il borgo di Fiumalbo hanno anticipato il Controllo Orario al Passo dell’Abetone, a 1.388 metri di quota. Tra curve impegnative e temperature più miti grazie alla brezza di montagna, gli equipaggi hanno affrontato una delle sezioni più affascinanti del percorso prima della discesa verso la Toscana e dell’arrivo previsto a Montecatini Terme, nella cornice liberty delle Terme Tettuccio e dopo oltre 430 chilometri percorsi. Sul fronte della classifica, la lotta per il successo resta aperta. Alla Prova Cronometrata 42 guidano Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, inseguiti a breve distanza da Juan e Margarita Tonconogy. Terza posizione provvisoria per Lorenzo e Mario Turelli. Nel Ferrari Tribute comandano Vittorino Battaglia e Giordano Mozzi, mentre nella Gran Turismo Experience sono al vertice Shimitzu Ryotaro e Jari-Matti Johannes Latvala.

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Fratelli Giacomel chiude il 2025 in crescita: primo trimestre in accelerazione

10 Giugno 2026 ore 18:46
Fratelli Giacomel ha presentato i risultati raggiunti nel 2025 e le prospettive per il 2026. L'anno scorso è stato chiuso con un fatturato complessivo in miglioramento del 13% a 478 milioni di euro, ma ha registrato un'accelerazione del trend di crescita nel primo trimestre di quest'anno, con un aumento dei ricavi del 42%. "Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di Fratelli Giacomel di generare crescita anche in un contesto di mercato in continua evoluzione. L'ottimo avvio del 2026 rafforza la nostra fiducia e ci spinge a proseguire con determinazione nel percorso di sviluppo e innovazione che abbiamo intrapreso", ha commentato il direttore generale Alberto Giacomel. Flotte, usato e servizi Tra le varie attività, il comparto dei servizi ha raggiunto un fatturato di 26,3 milioni di euro nel 2025, con una crescita del 6%. Un trend confermato nel primo trimestre 2026, con un ulteriore +8,31%.Quanto alle attività puramente commerciali, nei primi tre mesi del 2026 sono state consegnate 4.242 vetture nuove: 1.478 unità in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita, superiore al +5,5% dell'intero 2025, è di oltre il 50% grazie soprattutto al canale delle flotte aziendali. Il suo peso è passato da oltre il 50% nel 2025 al 70% del primo trimestre, per un totale di circa 3.000 vetture consegnate. Per l'azienda si tratta di  un "segnale di una trasformazione strutturale del mercato, con le aziende che scelgono sempre più motorizzazioni sostenibili plug-in hybrid ed elettriche spinte da vantaggi fiscali significativi sui fringe benefit". Nel mercato dei privati, invece, le alimentazioni mild hybrid e full hybrid hanno superato il 50% del mix registrato nei primi mesi del 2026. I due percorsi sono differenti, ma convergono verso una progressiva elettrificazione della mobilità. Parallelamente aumenta il peso dei nuovi marchi cinesi e dei brand a essi collegati. Nei primi mesi del 2026 dodici costruttori hanno raggiunto complessivamente una quota di mercato del 13%, una percentuale che secondo le stime potrebbe crescere fino al 25-30% nei prossimi anni. Uno scenario che richiederà ai costruttori europei una maggiore velocità nel time-to-market, processi più snelli e una capacità sempre più elevata di interpretare le esigenze dei clienti.Quanto all'usato, nel 2025 le vendite sono cresciute del 17% con un peso dei privari superiore al 60% (il restante 40% è stato gestito attraverso canali professionali B2B.). Inoltre, più del 90% delle vetture vendute ai privati è certificato secondo i programmi ufficiali delle Case rappresentate da Fratelli Giacomel. nfine, il post-vendita ha confermato il proprio ruolo strategico con un +6% di fatturato e un +3% dei contatti d'officina. Durante la presentazione è stato anche ricordato l'impegno sul fronte della sostenibilità e dell'innovazione, a partire dal progetto GoToZero, un programma che traduce gli obiettivi ESG in interventi concreti sul fronte ambientale, dell'efficienza operativa e dell'esperienza dei clienti. A tal proposito il concessionario sta completando la digitalizzazione dell'intero processo di vendita delle vetture nuove e usate, consentendo ai clienti di gestire la documentazione da remoto e sottoscrivere i contratti tramite firma digitale. Un'evoluzione che riduce significativamente il consumo di carta, semplifica le procedure e rende il percorso d'acquisto più rapido e flessibile. Nella seconda metà del 2026 il progetto verrà esteso anche all'area After Sales.Parallelamente Fratelli Giacomel continua a investire sul fronte energetico. Nel primo trimestre del 2026 sono entrati in funzione i nuovi impianti fotovoltaici delle sedi di San Martino Siccomario e Audi Milano, mentre entro ottobre sarà completata l'installazione presso la sede di Assago. A regime, l'azienda potrà contare su una potenza complessiva di circa 700 kW. Infine, è stata confermata la volontà di rafforzare la presenza a Milano. Il nuovo salone Audi nell'area meridionale del capoluogo lombardo ha già contribuito a creare 20 posti di lavoro nella fase di start-up, ma a breve porterà all'ingresso di altri 4 professionisti, consentendo al Dealer di superare la soglia dei 400 collaboratori complessivi. L'impegno verso la comunità locale si concretizza poi nel sostegno finanziario al progetto Generazione Sport e nell'inizitiva Giacomel Academy. "Crediamo che il successo di un'impresa non possa essere misurato esclusivamente dai risultati economici. Per questo continuiamo a investire nella formazione, nell'occupazione e in progetti che possano generare valore per il territorio e per le nuove generazioni", dichiara Alberto Giacomel.

WEC | Le Mans, Qualifiche: Alpine guida la truppa LMDh, fuori la Ferrari #83 e le Peugeot

10 Giugno 2026 ore 20:27
Le Qualifiche della 24h di Le Mans hanno visto le vetture LMDh dominare in lungo e in largo la scena nella battaglia per aggiudicarsi i 15 posti a disposizione che domani vedranno i protagonisti del FIA WEC e gli invitati di ACO giocarsi la Hyperpole.
Tra i prototipi della Classe HYPERCAR è Ferdinand Habsburg l'eroe di giornata, portando la Alpine #35 davanti a tutti in 3'23"135, che non è il ...Continua a leggere

F1 | Motori 2027: trovato il giusto compromesso con solo il 5% di aumento del carburante

10 Giugno 2026 ore 20:11
La FIA non ha ufficializzato la distribuzione dell’ADUO ai Costruttori che ne hanno il diritto, ma ha definito le regole dei motori 2027. Alla fine si è trovata una quadra con una soluzione di compromesso rispetto alla proposta della Federazione Internazionale per andare subito al 60% di potenza endotermica e 40% elettrica. 
Possiamo dire che ha prevalso la logica: come avevamo anticipato ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: Marchi nominato PR & Media Manager della Scuderia, Cebrian si occupa dei social

10 Giugno 2026 ore 19:09
La Ferrari ha ufficializzato la riorganizzazione del Dipartimento Comunicazione della Scuderia. David Marchi è stato nominato PR & Media Manager. In questo ruolo, supervisionerà le relazioni con i media, le attività dell'ufficio stampa e il supporto alla comunicazione per la Scuderia Ferrari HP.  
La squadra di Maranello, dunque, non ha cercato risorse esterne, ma ha dato fiducia a Davide ...Continua a leggere

F1 | Racing Bulls svela la livrea speciale per il GP che si disputa a Barcellona

10 Giugno 2026 ore 18:58
I Mondiali di calcio che si disputeranno in Canada, Stati Uniti e Messico sono ormai giunti ai nastri di partenza. Cosa c'entra questo con la Formula 1? C'entra, perché Racing Bulls ha deciso di realizzare una livrea appositamente dedicata all'evento calcistico più importante al mondo.
Le VCARB03 di Liam Lawson e dell'esordiente Arvid Lindblad correranno al Gran Premio di Catalogna che si ...Continua a leggere

F1 | Pirelli svela le mescole per i GP di Gran Bretagna e Austria

10 Giugno 2026 ore 18:43
A pochi giorni dal via del Gran Premio di Catalogna 2026 di Formula 1, Pirelli ha annunciato le mescole che porterà per altri due appuntamenti che si terrano nel corso dell'estate nel Vecchio Continente.
Stiamo parlando dei gran premi di Austria e Gran Bretagna, che si terranno rispettivamente al Red Bull Ring e a Silverstone. In questi due appuntamenti la gamma Pirelli 2026 sarà impiegata ...Continua a leggere

F1 | Monte Carlo-Barcellona, la gara nascosta: è corsa contro il tempo per preparare le hospitality

10 Giugno 2026 ore 18:30
In attesa dell’inizio dell’attività in pista, nel paddock del circuito di Catalunya una corsa è già cominciata. Terminato il Gran Premio di Monaco, per i responsabili logistici delle squadre incaricati della gestione delle hospitality è iniziata una vera e propria sfida contro il tempo. Il back-to-back Monaco-Barcellona (termine che indica due Gran Premi disputati a distanza di sette ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: Beganovic debutta sulla SF-26 nel primo test destinato ai rookie driver

10 Giugno 2026 ore 17:44
Dino Beganovic debutta con la SF-26 a Barcellona: lo svedese di Landeryd sarà al volante della rossa di Lewis Hamilton nella prima sessione di prove libere del GP di Catalunya. Il 22enne pilota dell'Academy del Cavallino ha già guidato la F1, ma è alla prima uscita con una monoposto agile, frutto dei nuovi regolamenti.
"Le mie aspettative per il weekend e per la FP1 in particolare sono un ...Continua a leggere

WEC | Le Mans, Libere 1: le Cadillac dominano la scena

10 Giugno 2026 ore 17:28
Le Cadillac hanno dominato le Prove Libere 1 a Le Mans, dove sotto un cielo parzialmente nuvoloso i protagonisti del FIA World Endurance Championship e gli invitati da ACO hanno dato il via alla settimana che porterà alla 94a edizione della 24h.
Nel primo pomeriggio, con un sole caldo intermittente e un vento piuttosto freddo, le vetture sono scese sui 13,626km del Circuit de la Sarthe per ...Continua a leggere

MotoGP | Moreira conferma i suoi progressi con il suo miglior weekend

10 Giugno 2026 ore 17:13
D'ora in poi bisognerà fare i conti con Diogo Moreira in MotoGP. Dopo aver lasciato il segno al Mugello con un sorpasso su Marc Marquez durante la Sprint – di cui conserverà una foto autografata – e poi una gara molto solida il giorno dopo, il brasiliano ha realizzato il miglior weekend dal suo debutto al Balaton Park.
Dopo un settimo posto nella Sprint, il sesto posto conquistato ...Continua a leggere

Leapmotor D99, la nuova monovolume è pronta per il debutto in Cina

11 Giugno 2026 ore 10:05
Il prossimo 25 giugno debutterà in Cina la Leapmotor D99, monovolume 7 posti destinata a diventare l'ammiraglia del marchio. I clienti potranno scegliere questo modello con due powertrain che seguono la filosofia delle sorelle minori: l'elettrica pura e la variante con Range Extender a benzina. Sette posti comodi e tanta tecnologia Il design della Leapmotor D99 si caratterizza per i gruppi ottici che richiamano agli altri modelli della Casa e per i profili cromati che decorano il montante posteriore e l'arco superiore della fiancata. Sul tetto è integrato il LiDAR dedicato alla guida autonoma. Le dimensioni sono generose, per offrire il massimo confort a bordo: 5,28 metri di lunghezza, 3,11 metri di passo e 1,95 metri di altezza. La seconda fila prevede due sedili singoli riscaldati e ventilati che possono ruotare di 180 gradi, uno schermo da 6" per i comandi secondari e uno sul tetto da 21,4" per l'intrattenimento, mentre nella zona anteriore trovano spazio la strumentazione da 10,25", l'infotainment da 17,3" e un heap-up display da 50" con realtà aumentata. Fino a 700 km di autonomia La versione elettrica è disponibile in due varianti dual motor a trazione integrale, da 180 kW (245 CV) e 230 kW (313 CV); questo modello sfrutta una nuova piattaforma a 1000 Volt e batterie NCM-LFP, in grado di assicurare 700 km di autonomia (nel ciclo di omologazione per il mercato cinese), con la possibilità di recuperare metà della percorrenza in 15 minuti alle colonnine ad alta potenza. La D99 Extended Range utilizza invece una piattaforma a 800 Volt e un motore 1.5 litri turbo, che con l'unità elettrica assicura una potenza combinata di 300 kW (408 CV). L'autonomia, in modalità elettrica, è di 480 km (ciclo Cltc).

Fiat Tipo: appena uscita di produzione, è già introvabile

11 Giugno 2026 ore 09:42
Cerchi un super sconto su una Fiat Tipo nuova? L'idea è giusta, visto che è fuori produzione ormai da qualche giorno: in teoria, il momento sarebbe propizio per cercare un esemplare nelle concessionarie, coi venditori indotti a smaltire gli stock. In realtà, l'operazione è ai limiti dell'impossibile, come dimostra la nostra indagine a Milano e a Roma. Praticamente introvabile Davvero difficile, infatti, trovare un'unità nuova fra le Tipo con qualsiasi motore, incluse le uniche due che Quattroruote ha ancora a listino (quattro porte a gasolio, in esaurimento scorte, dunque non più ordinabili). Cautela, comunque, anche quando il modello dovesse comparire nei configuratori online dei rivenditori: l'auto della Casa torinese va così a ruba che anche i saloni più forniti stanno rapidamente terminando gli ultimi esemplari disponibili. Breve storia La Tipo che oggi stiamo salutando prende forma nel 2015: una berlina globale sviluppata dall'ex FCA, venduta su alcuni mercati col nome Egea. La produzione viene avviata in Turchia, nello stabilimento Tofa di Bursa, con un'impostazione chiara: tanta sostanza e costi contenuti. Solo in un secondo momento arriva il ritorno della denominazione Tipo in Europa, scelta anche per agganciarsi a un'eredità importante (Auto dell'Anno 1989). Una scommessa forte, ma con un posizionamento ben preciso: quello della berlina (poi anche hatchback e station wagon) accessibile, spesso scelta da flotte aziendali, noleggi e chi era alla ricerca di spazio e affidabilità a costi popolari. Nata per i grandi volumi Nella squadra di modelli del gruppo, la Tipo non è mai stata una star da copertina, ma una presenza costante nei listini europei, con una forte concentrazione nei mercati del Sud e dell'Est Europa, dove il rapporto prezzo/spazio ha sempre pesato più di altri fattori. Anche l'uscita di scena è avvenuta progressivamente, senza clamori, con il profilo basso (ma concreto) di un'auto che ha sempre svolto in maniera più che egregia il suo lavoro.

Sicilia, furti seriali di rame alle colonnine Enel per le auto elettriche: acciuffati i ladri

10 Giugno 2026 ore 16:33
E al decimo colpo, si interrompe la carriera di due ladri seriali di rame: la Squadra mobile li ha stoppati dopo numerosi furti di oro rosso alle colonnine Enel tra Catania e Siracusa. La coppia di malviventi agiva di notte, tranciando in pochi istanti i cavi delle stazioni ad alta potenza, per poi rivendere il bottino al mercato nero, in un'area - la Sicilia - particolarmente bersagliata da questo tipo di crimine. Su disposizione della Procura, infatti, la Polizia di Stato ha eseguito gli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 54 anni e uno di 34, che dovranno rispondere di vari reati, fra cui il furto aggravato in concorso. Risultano fra l'altro recidivi, perché in passato avevano già saccheggiato un'intera cabina elettrica. Un conto salato per tutti Come denunciato da Quattroruote sul numero di giugno, il fenomeno dei cavi tranciati alle colonnine ha assunto dimensioni preoccupanti, con qualche criminale arrivato a sradicare infrastrutture intere, causando danni per 1,4 milioni di euro in 12 mesi. Le prede? Infrastrutture ad alta (tra 50 e 149 kW) o altissima potenza (HPC - High Power Charging, oltre 150 kW), tecnologicamente più sofisticate e caratterizzate dalla presenza del cavo di ricarica integrato: il bottino è di 100-150 euro a cavo. Con un danno medio immediato di 3.000 euro a evento per l'operatore, più i disagi per gli automobilisti, senza dire della lesione alla reputazione dei gestori stessi e della mobilità elettrica.   

F1 | Leclerc cambia freni: a Barcellona proverà il materiale Carbone Industrie

10 Giugno 2026 ore 16:57
Charles Leclerc proverà dischi freno e pastiglie Carbone Industrie nel weekend di Barcellona. L’informazione, raccolta da motorsport.com, non arriva come una sorpresa, anche se finora dalle fonti ufficiali non sono giunte indicazioni in merito. La decisione di allineare Leclerc alle scelte tecniche adottate sulla monoposto di Lewis Hamilton è diventata inevitabile dopo quanto emerso nel ...Continua a leggere

F1 | Ferrari a due volti: Hamilton è tornato a fare Hamilton, Leclerc deve ritrovare... Leclerc

10 Giugno 2026 ore 16:34
Ci sono momenti, nello sport, in cui una squadra sembra vivere due stagioni parallele pur condividendo lo stesso garage. Basta osservare la Ferrari uscita dal Gran Premio di Monaco per accorgersi di come il Cavallino stia attraversando una fase quasi particolare della propria storia recente, sospesa tra l'entusiasmo generato dalla crescita di Lewis Hamilton e la necessità di aiutare Charles ...Continua a leggere

F1 | Ceccarelli: "Russell e Leclerc non devono credere ai fantasmi, ma Kimi demolisce tutti"

10 Giugno 2026 ore 16:30
Monte Carlo è una pista che ha detto delle verità: ci si aspettava una Ferrari vincente e ha dominato la Mercedes, ci si aspettava una pole position di Charles Leclerc e l’ha firmata Kimi Antonelli che poi ha vinto la gara con una superiorità impressionante, mentre George Russell è naufragato in un secondo GP senza punti. E Leclerc ha sbattuto con la rossa, mentre Lewis Hamilton si è ...Continua a leggere

F1 | Vasseur è ottimista: "Ferrari in crescita. C'è molto lavoro da fare per massimizzare il potenziale"

10 Giugno 2026 ore 15:58
Monte Carlo è alle spalle. Il Circus guarda a Barcellona per la prima delle due gare iberiche: l’appuntamento del Montmelò diventa il GP di Catalunya, mentre sarà Madring ad ereditare il titolo di GP di Spagna. Il calendario back to back permette alla Scuderia di voltare pagina, cercando di cancellare i problemi emersi nel Principato che non hanno permesso alla SF-26 di lottare, come era ...Continua a leggere

Susa-Moncenisio 2026, la storia torna in salita

10 Giugno 2026 ore 15:51

La più antica competizione automobilistica italiana torna a vivere sulle strade che l'hanno resa celebre. Nel weekend del 13 e 14 giugno 2026 si svolgerà infatti la 21ª Rievocazione Storica della Susa-Moncenisio, manifestazione organizzata dal Veteran Car Club Torino in collaborazione con il Registro Storico Fiat e Legends Arena di Susa. Un appuntamento inserito nel calendario Asi che rende omaggio alla storica "Corsa di gran salita Susa-Moncenisio", disputata per la prima volta nel 1902.

Oltre 50 storiche al via

Saranno più di 50 le auto storiche presenti, suddivise in tre categorie: "Ante 1953", "Ante 1980" e "Supercar". L'elenco degli iscritti comprende esemplari di grande prestigio, tra cui quattro Bugatti T32 e T35, diverse Lancia Aurelia B20 e B24 e numerose Ferrari. Nella giornata di sabato la carovana partirà da Susa per raggiungere il Colle del Moncenisio, ripercorrendo idealmente il tracciato che ha scritto una pagina importante dell'automobilismo italiano.

Tra Val di Susa e Novalesa

Domenica sarà invece dedicata alla scoperta del territorio. I partecipanti potranno prendere parte a un tour panoramico attraverso la Val di Susa, con tappe al Lago della Ferrera e all'Abbazia di Novalesa, prima del rientro a Susa per il brunch conclusivo che chiuderà ufficialmente la manifestazione.

La vettura più attesa

Tra le vetture più attese figura la Lancia Flaminia GT Touring del 1967 impiegata nel progetto ASI-NET Zero. L'auto sta partecipando a una serie di eventi per sperimentare l'utilizzo di biocarburante su una vettura storica, con l'obiettivo di raccogliere dati tecnici lungo un percorso complessivo di 10.000 chilometri.

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Rievocazione Storica Susa-Moncenisio 2023 (15)

478 milioni di fatturato e boom delle flotte: Fratelli Giacomel apre il 2026 con una crescita del 42%

10 Giugno 2026 ore 15:42
Il gruppo lombardo chiude il 2025 con ricavi a quota 478 milioni di euro (+13%) e inaugura il 2026 con un primo trimestre da record (+42%). Crescono le consegne, soprattutto grazie alle flotte aziendali, mentre proseguono gli investimenti su digitalizzazione, energia solare e formazione dei giovani

Quattroruote al Digital Journalism Fest per presentare una nuova talent academy

10 Giugno 2026 ore 16:10
Prenderà il via sabato 13 giugno, presso il Superstudio+ di Via Tortona, a Milano, la seconda edizione del Digital Journalism Fest, evento tutto italiano dedicato all'informazione e alla comunicazione nell'era digitale. Lo scorso anno hanno preso parte alla prima edizione oltre 750 tra creativi e professionisti dell'informazione. Alla giornata sarà presente anche Quattroruote, per la presentazione del progetto StoryDriver, la nostra nuova talent academy legata al mondo automotive. Il programma del DJF 2026 Il Digital Journalism Fest è una giornata in cui si incontrano professionisti, creativi e appassionati, nella quale discutere del futuro della comunicazione e del giornalismo, per capire insieme i nuovi modi di realizzare contenuti nell'era della AI, per esplorare più in profondità i new media, tra speech, attivazioni, networking e momenti di intrattenimento. Tra i relatori dell'evento ci saranno Maria Bosco (Geopop), Francesco Cancellato (FanPage), Giovane Tony (Jeantoneria) e Marianna Bruschi (Skytg24), Esmeralda Moretti (Creator), Jacopo Perfetti (Esperto AI) e Salvatore Garzillo (Ansa). Come partecipare al DJF: biglietti I biglietti del Digital Journalism Fest si possono acquistare sulla piattaforma Eventbrite e hanno un costo che va dai 10 ai 59 euro, a seconda di cosa si vuole seguire, dallo spettacolo serale Storie di canzoni Live con Francesco Oggiano a tutti i lavori della giornata, che comprendono le masterclass della mattina e i talk del pomeriggio, con giornalisti, creator e podcaster. Digital Journalism Fest: il programma completoDalle 10 del mattino alle 13 si terranno delle Masterclass, dove creator e professionisti raccontano come lavorano e condividono le tips per la creazione di contenuti! Tra produzione video, scrittura di post ad alto valore, uso dell'AI e comunicazioni di brand 10:00 AM - 10:30 AMLa differenza tra un video da 10k e uno da 1 mln di viewsEdoardo Scognamiglio10:30 AM - 11:00 AMGli ingredienti di un carousel che spaccaValentino Magliaro (Canva), Paolo Galano (Marketing Espresso)11:00 AM  - 11:30 AMCome coltivare una community che resta con noiAlessandro Orsini11:30 AM - 12:00 PMI tool AI per produrre contenuti Gabry Solution12:00 PM - 12:30 PMComunicare un brand sui social senza parlarsi addossoMiriam Frigerio (Sorgenia), Fernando Vacarini (Unipol)12:30 PM - 01:00 PMCome si sceglie e racconta una storia non fiction per NetflixGiovanni Bossetti (Netflix) Dalle 14 alle 19 si torna il Festival torna con i suoi ospiti: podcaster, Creator e giornalisti racconteranno come cambia il mondo e il digitale, tra panel, interviste e podcast live02:15 PM - 02:45 PMApertura festivalFrancesco Oggiano presenta il tema del festival: da follower a community02:45 PM - 03:15 PMDove vanno i new media?Francesco Cancellato (Fanpage), Antonio Giorgino (Jeantoneria), Marianna Bruschi (Sky)03:15 PM - 03:45 PMCome l'AI cambierà i nostri lavori di comunicazione?Virginia Stagni (Adecco)03:45 PM - 04:15 PMPower social: come cambia la comunicazione politica e istituzionaleCol. Michele De Rosa (Carabinieri), Daniele Cinà (SMM Sindaco di Roma Gualtieri)04:15 PM - 04:45 PMBattaglia di Prompt AIEsmeralda Moretti, Jacopo Perfetti04:45 PM - 05:00 PMStand up tragedy, la cronaca nera ai tempi del podcastSalvatore Garzillo05:00 PM - 05:10 PMDalla carta al feed, il futuro del giornalismo verticaleAlessandro Lago (Quattroruote)05:15 PM - 05:45 PMNon si può più dire niente?Raffaele Giuliani05:45 PM - 06:15 PMCome si racconta la complessitàMaria Bosco (Geopop)

Mazda MX-5 e Porsche 911 trionfano nel sondaggio "Besten der Besten" di Auto Motor Und Sport

10 Giugno 2026 ore 15:58
Il meglio del meglio: si potrebbero tradurre così i premi che la rivista tedesca Auto motor und sport ha dato a due modelli iconici come la Porsche 911 e la Mazda MX-5. E, notizia, nelle top 10 dei modelli migliori di sempre c'è l'Alfa Romeo Giulia: i tedeschi l'hanno infatti preferita alle Audi A4 e Mercedes-Benz Classe C, nessuna delle quali è riuscita a rientrare tra i dieci modelli più votati: solo la BMW Serie 3 si è ritagliata uno spazio in questa top 10, finendo davanti alla tre volumi del Biscione per soli 0,4 punti percentuali.In occasione del cinquantesimo anniversario dei premi "Best cars - die besten der besten", la rivista teutonica ha coinvolto i propri lettori in una votazione speciale per eleggere le vetture più iconiche di sempre. Al sondaggio hanno partecipato 21.630 persone, ognuna delle quali ha potuto esprimere fino a tre preferenze. I risultati delineano un panorama che premia l'identità automobilistica, spaziando dalle supersportive ai modelli di grande serie che hanno segnato la storia del settore. Porsche 911 regina, ma la Giulia... Nella categoria assoluta, la Porsche 911 ha ottenuto una vittoria netta, raccogliendo il 28,9% delle preferenze e confermandosi come il riferimento principale per il pubblico. I lettori l'hanno definita come "l'epitome dell'auto sportiva" da decenni. Al secondo posto si è posizionata la Volkswagen Golf (12,8%), riconosciuta per la sua capacità di aver definito e influenzato il proprio segmento di mercato per generazioni. Il podio è completato dalla Mercedes Classe G (12,0%), descritta dai partecipanti come un'autentica icona del fuoristrada. Subito dietro si trovano modelli emozionali come la Mazda MX-5 e la Ferrari F40, a dimostrazione di come il pubblico apprezzi sia l'accessibilità che le prestazioni estreme, ma è interessante anche notare come i tedeschi abbiano preferito l'Alfa Romeo Giulia a modelli come l'Audi A4 e la Mercedes-Benz Classe C.Classifica Generale (Top 10):Porsche 911: 28,9%Volkswagen Golf: 12,8%Mercedes-Benz Classe G: 12,0%Mazda MX-5: 11,8%Ferrari F40: 11,7%Alpine A110: 9,8%BMW Serie 3: 9,8%Alfa Romeo Giulia: 9,4%Audi R8: 8,1%Volkswagen Multivan/Caravelle: 7,8% La classifica Import: Mazda MX-5 davanti a Ferrari e Alpine Per quanto riguarda le vetture d'importazione, il verdetto dei lettori ha privilegiato gli aspetti emozionali e il piacere di guida. La Mazda MX-5 ha conquistato il primo posto con il 25,6% dei voti, celebrata per la sua capacità di regalare un sorriso a chiunque la guidi nonostante la sua semplicità. Segue la Ferrari F40 (19,9%), descritta come una "forza della natura" e il sogno d'infanzia per intere generazioni. Al terzo posto si piazza l'Alpine A110 (17,4%), apprezzata per il suo concetto di leggerezza essenziale in un mercato dominato da auto sempre più pesanti. Classifica Import (Top 10):Mazda MX-5: 25,6% Ferrari F40: 19,9% Alpine A110: 17,4% Alfa Romeo Giulia: 16,7% Skoda Octavia: 16,3% Mini: 14,0% Renault R5: 13,1% Bentley Continental GT: 12,1% Lamborghini Countach: 11,7% Range Rover: 11,1%

Toyota Hilux: diesel o elettrico, il pick-up si affina su strada e in off-road

10 Giugno 2026 ore 15:31
Ci sono veicoli che passano e poi spariscono, altri invece attraversano epoche adattandosi ai cambiamenti del mercato. Il Toyota Hilux appartiene senza dubbio a quest'ultima specie. Dopo oltre 27 milioni di esemplari venduti, il pick-up giapponese arriva alla nona generazione con l'obiettivo di affrontare la sfida dell'elettrificazione senza rinunciare ai tradizionali valori di qualità, durata e affidabilità. Per la prima volta la gamma comprende due anime, il consolidato 2.8 turbodiesel mild hybrid a 48 V e l'inedita versione BEV a zero emissioni, mentre per il 2028 è già previsto l'arrivo di una variante a celle a combustibile alimentata a idrogeno. Una scelta che riflette la strategia multi-pathway di Toyota. Meno duro nell'aspetto Esteticamente l'Hilux evolve senza rinnegare la propria identità. Le dimensioni restano sostanzialmente invariate, con 5,32 metri di lunghezza e un passo di 3,08 metri, e in Europa sarà proposto esclusivamente nella configurazione Double Cab a cinque posti. Il cassone mantiene una lunghezza utile di 1.555 mm e una larghezza di 1.540 mm e il nuovo linguaggio stilistico Tough & Agile si traduce in un frontale completamente ridisegnato, con fari sottili collegati da una barra centrale e una grande griglia esagonale chiusa sulla versione BEV che ne rafforza la presenza su strada, pur se, a giudizio di chi scrive, lo allontana forse troppo dall'aspetto ruvido e spartano, apprezzato dai puristi della categoria, che per anni ha caratterizzato il modello. C'è anche il frigo Anche l'abitacolo compie un salto in avanti. Ispirato a quello dell'ultimo Land Cruiser, propone materiali più curati, una migliore qualità percepita e una dotazione digitale finalmente al passo con i tempi, con il sistema Toyota Smart Connect e la strumentazione digitale da 12,3 pollici negli allestimenti superiori. Migliorano poi ergonomia e versatilità grazie ai sedili ridisegnati e ai numerosi vani portaoggetti, incluso uno scomparto refrigerato integrato nella plancia. Il servosterzo elettrico si sente Provando in anteprima l'Hilux in Bulgaria, tra il traffico di Sofia e le strade sterrate sulle colline che circondano la capitale, è emerso come i progettisti abbiano lavorato soprattutto sulla facilità d'impiego quotidiana. Protagonista della gamma resta il diesel mild hybrid da 204 CV e 500 Nm di coppia, con una portata utile fino a 1.065 kg e una capacità di traino di 3.500 kg.Il sistema a 48 volt migliora fluidità e prontezza nelle ripartenze e nel traffico cittadino si apprezzano lo Start&Stop rapido e silenzioso, mentre il nuovo servosterzo elettrico alleggerisce le manovre e rende la guida più precisa sia sull'asfalto sia in off-road. Anche il comfort è stato migliorato: grazie a mirati interventi sulla struttura con telaio a longheroni e balestre posteriori, l'Hilux filtra meglio le sconnessioni e risulta più raffinato nei lunghi trasferimenti. Tra fango e sassi senza far rumore La vera novità della nona generazione è però la versione BEV. Basata anch'essa sulla struttura body-on-frame, adotta un powertrain a doppio motore e trazione integrale permanente da 196 CV. La batteria da 54 kWh netti, integrata nel telaio, garantisce secondo la Casa fino a 257 km di autonomia WLTP e - sempre stando ai dati ufficiali - può essere ricaricata dal 10 all'80% in circa 30 minuti in corrente continua a 150 kW, mentre in corrente alternata, utilizzando una potenza di 10 kW, servono invece circa 6,5 ore per passare dal 10 al 100%. Su strada la differenza rispetto alla versione diesel è evidente: la silenziosità è assoluta e la risposta all'acceleratore immediata rende brillanti le ripartenze.Nonostante il peso superiore, il comportamento resta equilibrato e la maggiore rigidità della struttura contribuisce a limitare il rollio. Il cassone mantiene le stesse dimensioni della variante Mild Hybrid, mentre la portata utile raggiunge i 715 kg e la capacità di traino arriva a 1.600 kg. Come la versione diesel, anche quella BEV conserva inoltre le tradizionali capacità in fuoristrada del modello, potendo contare sul sistema Multi-Terrain Select e garantendo una profondità di guado di 700 mm. Prezzi a partire da 36.400 euro L'Hilux Mild Hybrid 48 V è proposto negli allestimenti Hilux, Icon, Premium e Invincible e parte, con l'offerta di lancio, da 36.400 euro. Per il BEV, disponibile nelle versioni Icon e Premium, bisogna invece spendere almeno 41.500 euro.

Aston Martin AMR-C01-R, il simulatore da 70.000 euro con il volante della Valkyrie

10 Giugno 2026 ore 14:33
La Aston Martin più economica entra a listino da 58.750 sterline, tasse escluse, ovvero oltre 70.000 euro: non si tratta però di una supercar, ma del nuovo simulatore di guida AMR-C01-R Hypercar Edition. La postazione è stata creata per celebrare le due Valkyrie Hypercar ufficiali che gareggeranno all'edizione 2026 della 24 Ore di Le Mans e per questo le grafiche personalizzate sono disponibili con i numeri 007 e 009, nel classico colore Podium Green. Il volante è lo stesso della V12 da corsa e soltanto 24 clienti nel mondo potranno possedere questo esclusivo pacchetto. Monoscocca in carbonio e schermo da 49 pollici Per sviluppare l'AMR-C01-R la Aston Martin ha chiesto la collaborazione del pilota ufficiale Darren Turner e non ha badato a spese: la struttura è infatti una monoscocca in fibra di carbonio, costruita a mano in Inghilterra, con finiture comparabili a quelle delle vetture della Casa di Gaydon. Lo schermo curvo da 49 pollici è abbinato alla scheda grafica Nvidia RTX di ultima generazione e la posizione di guida stessa è stata studiata per riprendere in ogni dettaglio quella della Valkyrie da corsa. I clienti potranno persino personalizzare colori e posizioni dei comandi sul volante, come i piloti per la propria vettura da gara.

Auto a idrogeno: BMW e Toyota rilanciano con iX5 e Mirai, ma il percorso è (ancora) in salita

10 Giugno 2026 ore 13:48
Il dibattito sulla transizione energetica nel settore automotive è stato a lungo monopolizzato dall'elettrico a batteria. Tuttavia, in un futuro più green c'è anche altro: a cominciare dall'idrogeno. La tavola rotonda che si è tenuta nella giornata di martedì 9 giugno presso la sede di BMW Italia ha visto protagonisti i vertici della Casa bavarese, Toyota e le istituzioni locali per riaffermare la necessità di proporre soluzioni alternative e complementari. L'ha detto chiaramente Jürgen Guldner, General Project Manager Hydrogen Technology BMW Group: Per BMW non esiste un'unica soluzione perfetta per ogni mercato, area geografica o tipologia di utilizzo, ma piuttosto necessità diverse che richiedono un approccio diversificato. Un approccio che BMW e Toyota hanno deciso di adottare insieme già a partire dal 2011 rinnovando poi il partenariato nel 2024 condividendo i costi e accelerando sul fronte della sostenibilità, anche del business. Il nodo del rifornimento Il percorso non può prescindere dallo sviluppo della rete infrastrutturale. Per questo, al fianco del duo nippo-tedesco, nel corso della presentazione è intervenuto anche Stefano Erba, Chief Strategy Officer FNM S.p.A., che ha fornito aggiornamenti sul programma di sviluppo della distribuzione dell'idrogeno. Va ricordato che sulle tangenziali di Milano sono già presenti aree dedicate, come quelle di Carugate e Rho, ma c'è anche altro: nel quadro del Pnrr, lo sviluppo del Corridoio mediterraneo punta a investire in modo strategico sull'infrastruttura di trasporto su ferro e gomma; in quest'ottica, parallelamente al completamento del Terzo Valico, FNM ha realizzato due nuove aree di rifornimento sull'Autostrada A7 (Tortona Ovest ed Est, di cui quest'ultima già operativa) dedicate esclusivamente ai mezzi pesanti e leggeri a fuel cell. Abbiamo bisogno di ulteriore sostegno dalla politica per rendere redditizio l'avviamento della rete infrastrutturale. Inoltre, sarebbe sufficiente che appena l'1% dei camion in transito quotidianamente sulla A7 fosse a idrogeno per rendere sostenibile l'operatività della rete, ha sottolineato Erba. Una rete che, si specifica, verrà approvvigionata con idrogeno acquistato sul mercato e trasportato via camion presso i distributori, senza produzione in loco. L'idrogeno non modifica gli obiettivi per l'eletrico Sia BMW che Toyota hanno poi rimarcato che la tecnologia delle celle a combustibile non rappresenta una deviazione dai piani di elettrificazione. Del resto, la Casa bavarese lavora sull'idrogeno da tempi non sospetti la Hydrogen 7 è del 2005 mentre Toyota ha messo in produzione di serie la Mirai già nel 2015. Si tratta piuttosto di un tassello ulteriore nel percorso verso la decarbonizzazione. E se Toyota continua a evolvere la sua berlina, BMW ha deciso di rilanciare con la nuova iX5 Hydrogen, che porterà sul mercato nel 2028 al fianco delle motorizzazioni tradizionali ed elettriche. Una vettura che capitalizza gli anni di sperimentazione globale effettuata sull'attuale flotta di iX5 Hydrogen Prototype. Per comprendere l'impatto reale di questa tecnologia, è necessario però guardare oltre l'entusiasmo della presentazione e analizzare i piatti di una bilancia tecnologica e infrastrutturale inevitabilmente complessa. Del resto, la diatriba tra sostenitori e detrattori della mobilità a idrogeno arriva da lontano. Se il pieno in cinque minuti e la stabilità delle prestazioni alle basse temperature rappresentano i punti di forza più evidenti per l'automobilista, la vera svolta risiede nella capacità dell'idrogeno di sopperire all'intermittenza delle energie rinnovabili. Questo gas, infatti, consente lo stoccaggio dell'energia in eccesso da solare ed eolico, permettendo di conservarla e consumarla quando necessario. Il tutto con un impatto ambientale nullo allo scarico, da cui esce solo vapore acqueo. Rimangono diverse criticità Tuttavia, i nodi da sciogliere rimangono intricati, a partire dall'efficienza complessiva del ciclo well-to-wheel (dal pozzo alla ruota). Se si dispone di elettricità rinnovabile, il percorso energetico più logico resta quello di immagazzinarla direttamente in una batteria; i passaggi intermedi richiesti dall'idrogeno come l'elettrolisi, la compressione a 700 bar, il trasporto e la successiva riconversione a bordo comportano inevitabilmente dispersioni importanti. Resta poi aperta la questione cruciale della provenienza del vettore: per garantire una transizione autentica, l'idrogeno deve essere rigorosamente verde, mentre la quota maggioritaria della produzione globale è ancora di tipo grigio, ottenuta dal trattamento degli idrocarburi. C'è poi la sfida economica che si declina in due temi fondamentali: la distribuzione e la produzione industriale dei veicoli. Se da un lato la rete di distribuzione è ancora allo stato embrionale, con prezzi alla pompa elevati, dall'altro va scalata la produzione dei mezzi al fine di abbatterne i costi. Su questo punto arrivano le rassicurazioni di Andrea Saccone, Senior Manager European & Governmental Affairs di Toyota Motor Europe: Come ogni nuova tecnologia, l'inizio è più costoso a livello industriale, ma puntiamo a scalare la produzione nei prossimi anni. Uno dei vantaggi dell'idrogeno è proprio quello di poter adattare i powertrain a vari casi d'uso senza eccessivi stravolgimenti, elemento che potrebbe velocizzare sensibilmente questo processo. Siamo ancora agli albori dell'adozione di massa, ma i progetti concreti non mancano. Toyota, ad esempio, ha già attiva a Parigi una flotta di oltre mille taxi a celle a combustibile, dimostrazione della robustezza del sistema nell'uso intensivo urbano. Il colosso giapponese sta estendendo i propri moduli anche al trasporto pesante (camion e autobus) e persino al motorsport, utilizzato come un vero e proprio laboratorio dinamico estremo. Anche le istituzioni, rappresentate dall'Assessore alla Mobilità della Regione Lombardia, Franco Lucente, guardano con forte interesse a questa filiera: Noi guardiamo molto alla sostenibilità e quindi alle diverse fonti di energia. BMW e Toyota hanno investito su tanti fronti ed è esattamente quello a cui la Regione punta: cercare di rispettare il più possibile l'ambiente offrendo diverse alternative.

BYD Dolphin G DM-i, la plug-in con oltre 1000 km di autonomia è già nelle concessionarie

10 Giugno 2026 ore 13:28
BYD ha presentato la Dolphin G DM-i, la prima compatta di segmento B a montare un powertrain ibrido plug-in. Un modello sviluppato espressamente per le esigenze del mercato europeo, con il quale la Casa cinese intende "ridefinire le aspettative dei clienti nei confronti di un'auto compatta nell'era elettrica", spiega Stella Li, vicepresidente della BYD. La Dolphin G DM-i è già disponibile presso le concessionarie, con prezzi che partono da 24.790 euro (23.640 euro nella fase di lancio) e promozioni riservate a privati e aziende. Una compatta nata per l'Europa La BYD Dolphin G DM-i è lunga 4.160 mm (17 cm più corta della Atto 2), larga 1.825 e alta 1.575, con un passo di 2.610 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 425 litri dichiarati, che diventano 1.225 abbassando gli schienali della seconda fila. Lo stile è quello ispirato agli oceani di alcuni modelli della BYD, fatto di linee curve e proporzionate: il frontale è pulito, con i sottili gruppi ottici collegati da una sottile banda color nero lucido e una griglia attiva nel paraurti. Il terzo montante è in color nero lucido, come le cornici dei finestrini, per far sembrare il tetto sospeso sopra l'auto. Di serie i cerchi di lega, da 16 o 18" a seconda della versione. Sportivo lo spoiler sopra il lunotto, che integra anche la terza luce di stop, mentre i gruppi ottici a LED sono collegati tra loro da una sottile linea all'interno di una fascia di plastica trasparente. Spazio e funzionalità a bordo Semplici e funzionali gli interni, che riprendono l'impostazione di tanti altri modelli della BYD: di serie il quadro strumenti digitale, inserito in una palpebra che attraversa la plancia da parte a parte senza soluzione di continuità. Lo schermo dell'infotainment (che questa volta non ruota) è da 10,1 o 12,8" in base agli allestimenti. Nella console centrale, sotto le bocchette dell'aria, sono presenti alcuni comandi fisici che controllano la scelta delle modalità di guida e di funzionamento del powertrain. Tanti gli spazi per gli oggetti, dal capiente vano tra i due passeggeri anteriori (con la piastra wireless di ricarica) a quello ricavato nello spazio sottostante. Sistema super ibrido da 176 a 212 CV Il powertrain della BYD Dolphin G DM-i è basato sulla tecnologia Super Hybrid della Casa cinese, che privilegia la marcia in modalità elettrica, cercando di sfruttare il più possibile il motore termico come generatore per la batteria, e facendolo intervenire sulle ruote solo quando è richiesto un extra di potenza. L'unità termica è un 1.5 Xiaoyun da 95 CV, abbinato a due motori elettrici: quello che si occupa della trazione ha una potenza di 120 kW (163 CV), che permettono alla Dolphin G di scattare da ferma a 100 km/h in 8,3 secondi, e di raggiungere una velocità massima di 180 km/h. In base alla versione, la potenza combinata è di 129 kW (176 CV) o 156 kW (212 CV). Due tagli di batteria Di tipo Blade al litio-ferro-fosfato, le batterie della versione d'accesso Active hanno una capacità di 7,42 kWh, per un'autonomia in elettrico di 40 km e un'autonomia combinata di 1.020 km. Le altre varianti montano invece accumulatori da 18,3 kWh, per una percorrenza a zero emissioni di 105 km (1.040 l'autonomia combinata). Su questi modelli è disponibile anche la ricarica in corrente continua fino a 39 kW, per passare dal 10 all'80% di batteria in 26 minuti. Arriva in quattro allestimenti Già molto completa la dotazione della versione base Active, che prevede cerchi di lega da 16", sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera di retromarcia e fari a LED, quadro strumenti digitale da 8,8" e infotainment da 10" con Android Auto e Apple CarPlay wireless, climatizzatore automatico e due porte USB anteriori. Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. C'è anche la "sportiva" Dall'allestimento Boost in poi, oltre all'extra di potenza e di batteria, la Dolphin G DM-i introduce la funzione V2L, uno schermo dell'infotainment di maggiori dimensioni (12,8"), sedili anteriori e volante riscaldati, specchietti laterali ripiegabili elettricamente, luce ambientale, ricarica wireless per smartphone, prese USB posteriori e impianto stereo a otto altoparlanti. La Comfort completa la dotazione con l'head-up display, infotainment con software Google, il tetto panoramico con tendina elettrica, rivestimenti in tessuto e pelle vegana, telecamera a 360 e cerchi da 18". La Sport mantiene la dotazione della Comfort ma aggiunge una caratterizzazione estetica più aggressiva, con cerchi e paraurti specifici, rivestimenti bicolore per l'abitacolo (in nero e arancione oppure nero e blu). Il listino della BYD Dolphin G DM-i Gli ordini della BYD Dolphin G DM-i sono già aperti, con i primi esemplari già presenti nelle concessionarie italiane. Questi i prezzi per il nostro mercato:Dolphin G DM-i Active: 24.790 euroDolphin G DM-i Boost: 27.290 euroDolphin G DM-i Comfort: 28.790 euroDolphin G DM-i Sport: 30.790 euroIn questa fase di lancio, la compatta plug-in viene scontata a 23.640 euro. Esistono poi soluzioni di finanziamento dedicate: per i privati, anticipo di 7.300 euro e 35 canoni mensili da 109 euro (TAN 7,20%, TAEG del 9,70%). Per la clientela business è previsto invece il noleggio con rata mensile di 299 euro a fronte di un anticipo di 4.200 euro (prezzi IVA esclusa) e un contratto di 48 mesi.

Waymo compra l'ex Centro prove dove Apple sviluppava il progetto Titan

10 Giugno 2026 ore 12:22
La società di robotaxi Waymo ha acquistato per 220 milioni di dollari il Centro prove di Wittmann in Arizona, comprato nel 2021 da Apple per lo sviluppo del suo ormai abbandonato progetto di auto a guida autonoma, noto come Project Titan. La Casa di Cupertino, che nel passaggio ha spuntato un prezzo doppio a quello d'acquisto, ha così ceduto la struttura da circa 2.200 ettari in precedenza usata anche da Fiat Chrysler. Tre Centri prove negli Stati Uniti Waymo avrà a disposizione una risorsa decisiva per far crescere il progetto di guida autonoma che punta a raggiungere un milione di corse alla settimana entro la fine del 2026. L'azienda può già contare sul Castle Proving Ground in California e sul Transportation Research Center in Ohio. Quello in Arizona offre alcune peculiarità, tra cui le condizioni climatiche particolarmente impegnative e un mix di percorsi urbani e autostradali, a cui si aggiunge un circuito ovale di 4 miglia. Lo sbarco in Europa e in Giappone La flotta americana dei robotaxi di Waymo può contare oggi su 4.000 veicoli disponibili in dieci città. Il prossimo passo è l'allargamento del servizio ad altri paesi: l'obiettivo dell'azienda californiana è raggiungere 20 nuove città nel prossimo futuro, tra cui Londra e Tokyo.

Dodge Charger, al via gli ordini della muscle car Usa: si parte da 66.000 euro

10 Giugno 2026 ore 11:54
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, aprono ufficialmente gli ordini per l'Europa dell'ottava generazione della Dodge Charger, che quest'anno festeggia i suoi primi sessant'anni di carriera. A gestire l'importazione e la distribuzione sarà KWA, insieme alla rete di dealer autorizzata. Costruita sulla piattaforma multienergia STLA Large del gruppo Stellantis, la muscle car americana è disponibile con powertrain termici e full electric. I prezzi partono da 66.000 euro. L'elettrica arriva a 670 CV La Dodge Charger elettrica si chiama Daytona, ed è disponibile nelle versioni Scat Pack e R/T. La Charger Daytona Scat Pack mette a disposizione 500 kW (670 CV) di potenza, per uno 0-60 mph (0-96 km/h) in 3,3 secondi. La Charger Daytona R/T ha invece 400 kW (536 CV), con uno 0-60 mph coperto in 4,2 secondi. Entrambe hanno la trazione integrale e una batteria da 100,5 kWh. Ricarica rapida fino a 350 kW, per passare dal 20% all'80% in meno di mezz'ora. Su richiesta, la Scat Pack può essere equipaggiata con il Track Pack che introduce dischi Brembo da 16", pinze fisse rosse, cerchi da 20" differenziati (305 anteriori / 325 posteriori), sospensioni a smorzamento adattivo e Drive eXperience Recorder per registrare la telemetria dell'auto. Due versioni a benzina Le Dodge Charger a benzina montano invece il sei cilindri biturbo Hurricane da 3.0 litri, nelle versioni da 550 CV per la Scat Pack e da 420 CV per la R/T: lo scatto da ferma a 60 miglia orarie è coperto rispettivamente in 3,9 e 4,6 secondi. Entrambi i modelli hanno la trazione integrale, con la modalità RWD disponibile on demand, per trasferire tutta la coppia alle ruote posteriori. Le dotazioni di serie Le versioni destinate al mercato europeo arrivano nell'allestimento Plus, che prevede cerchi da 20" con pneumatici multistagione, sedili anteriori sportivi, elettrici, ventilati e riscaldati (come il volante), illuminazione ambientale a 64 colori, fari a LED, ricarica wireless per gli smartphone, strumentazione digitale da 16", telecamera a 360, paddle per la frenata rigenerativa (solo elettrica), head-up display, pacchetto Blacktop con finiture scure per cerchi, badge e terminali di scarico, tetto panoramico in vetro fisso e impianto stereo Alpine Pro a 18 altoparlanti. Di serie anche la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. Arriva con il certificato di autenticità Le Dodge Charger vendute in Europa sono accompagnate da una lettera di autenticità firmata dal ceo della Casa americana, Matt McAlear, insieme a un esclusivo welcome kit. Per i clienti delle Charger Daytona elettriche sono previste agevolazioni per l'acquisto e l'installazione di una wallbox tramite Free2move. Le consegne inizieranno nel mese di settembre.

Prezzi carburanti, benzina e diesel in calo: giù anche le quotazioni dei prodotti raffinati

10 Giugno 2026 ore 10:53
La rete dei distributori italiani registra prezzi medi per la benzina e il diesel in contrazione questa mattina 10 giugno. Inoltre, come segnala Staffetta Quotidiana, le quotazioni dei prodotti raffinati sul mercato del Mediterrano risultano "in forte diminuzione" con un ribasso che "ha di fatto annullato gli aumenti delle due sedute precedenti".Nel dettaglio, la verde al self service sulla rete stradale è a 1,909 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,018 euro/litro (-2), il Gpl a 0,787 euro/litro (-3) e il metano a 1,563 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina fai-da-te è a 2,007 euro (-3), il diesel a 2,099 euro (-2), il Gpl a 0,901 euro (-2) e il metano a 1,586 euro (invariato).La testata specializzata segnala anche la decisione di Eni è di ridurre i prezzi consigliati di 1 centesimo su verde e gasolio, mentre Tamoil ha optato per un ribasso di 3 centesimi solo sul diesel. Self service, servito e marchi: le rilevazioni Quanto alle specifiche modalità di vendita, in base ai dati elaborati su quanto comunicato ieri, 9 giugno, dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,915 euro/litro (compagnie 1,915, pompe bianche 1,917) e il diesel a 2,022 euro (compagnie 2,030, pompe bianche 2,008). Al servito, verde a 2,053 euro (compagnie 2,089, pompe bianche 1,987), diesel a 2,159 euro (compagnie 2,204, pompe bianche 2,077), Gpl a 0,797 euro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,788), metano a 1,563 euro/kg (compagnie 1,561, pompe bianche 1,564), Gnl a 1,461 euro/kg (compagnie 1,465 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,904 euro/litro sulla benzina self-service (2,113 al servito) e 2,031 sul gasolio (2,243); IP a 1,926 (2,094) e 2,031 (2,196); Q8 a 1,922 (2,081) e 2,031 (2,191); Tamoil a 1,914 (2,086) e 2,029 (2,189).

Mercedes entra nella Difesa con Tytan: Sprinter e Classe G diventano piattaforme anti-droni

11 Giugno 2026 ore 12:53
Dopo Renault un altro costruttore europeo entra nel settore della Difesa. La Mercedes-Benz ha firmato un Memorandum d'Intesa per una collaborazione strategica con Tytan Technologies per la produzione in serie di sistemi avanzati per l'intercettazione di droni. La Casa di Stoccarda, che tra l'altro è uno storico fornitore delle Forze Armate tedesche, ha sottoscritto il memorandum con la startup bavarese in occasione dell'apertura dell'ILA Berlin Air Show, una delle principali manifestazioni fieristiche dedicate al mondo dell'aerospazio e della difesa: la rassegna ha aperto i cancelli ieri 10 giugno presso il Berlin ExpoCenter Airport, un centro espositivo nei pressi dell'aeroporto Willy Brandt. Tra l'altro l'importanza dell'accordo è stato dimostrato dalla presenza del ministro federale dell'Economia e dell'Energia, Katherina Reiche. Il contributo di Stoccarda La collaborazione è incentrata sullo sviluppo congiunto di un sistema mobile volto a intercettare droni che rappresentano una minaccia per gli aeroporti, infrastrutture critiche e aree sensibili. La Mercedes fornirà furgoni Sprinter e una versione militare del Classe G: i veicoli commerciali saranno utilizzati per il trasporto dei velivoli, mentre i G-Wagon serviranno da piattaforma di volo per i dispositivi progettati da Tytan, a partire da un drone intercettore (Interceptor B) stampato in 3D, dotato di intelligenza artificiale e capace di raggiungere una velocità massma di 250 chilometri orari. Alla manifestazione è stato, tra l'altro, presentato anche un prototipo per illustrare i potenziali approcci per l'integrazione di applicazioni tecnologiche in piattaforme mobili ed indicare la direzione delle attività di sviluppo congiunto. Alla base della partnership c'è la ricerca delle economie di scala necessarie per realizzare piattaforme sempre più sofisticate e costose in grado di respingere la minaccia di sciami di droni. La Mercedes-Benz, grazie alle sue competenze nella produzione, nella logistica, nella gestione delle catene di approvvigionamento, nell'ingegneria di prodotto e processo e nelle tecnologie avanzate, può risolvere uno dei grandi problemi dei fornitori storici delle forze armate: produrre droni intercettori in grandi quantità e, soprattutto, a costi di molto inferiori rispetto a quelli dei tradizionali sistemi di difesa aerea basati su missili.  Il trend europeo La nuova collaborazione si inserisce in un trend ormai consolidato in Europa. La guerra in Ucraina e le continue minacce degli Stati Uniti di uscire dalla Nato hanno aumentato la consapevolezza delle cancellerie europee su quanto sia inadeguata l'attuale base industriale continentale per affrontare i crescenti rischi di conflitti asimmetrici e sempre più all'insegna dell'alta tecnologia. A tal proposito, l'Unione europea ha di recente annunciato un Piano d'azione (Action Plan on Drone and Counter-Drone Security), con risorse per oltre 650 milioni di euro, per proteggere i cieli europei e le infrastrutture critiche,potenziare i sistemi di difesa contro velivoli non autorizzati e favorire l'integrazione tra industrie civili e militari. Inoltre, nel quadro del nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina, la Commissione Ue è prossima a garantire a Kiev 6 miliardi di euro per l'acquisto proprio di droni.In altre parole, i velivoli senza pilota rappresentano il futuro della Difesa e questo spiega le pressioni dei vari governi a coinvolgere anche l'industria dell'auto per avviare un percorso di industrializzazione accelerata del comparto. Lo stesso è avvenuto con la Renault, spinta dall'Eliseo a entrare proprio nella produzioni di droni. L'anno scorso, l'Agenzia francese per gli appalti della difesa ha invitato la Losanga a partecipare a una serie di discussioni su specifici progetti militari per sfruttarne le competenze nellaprogettazione, industrializzazione e produzione in serie di prodotti ad alta tecnologia. Lo scorso febbraio è stato quindi confermato il progetto per produrre droni militari a Le Mans,in collaborazione con Turgis Gaillard. Il progetto, denominato Chorus, prevede lo sviluppo di una capacità produttiva fino a 600 unità al mese entro l'inizio del 2027. I paletti della Losanga Il gruppo transalpino ha comunque escluso l'intenzione di diversificare le proprie attività o di diventare un operatore della difesa. La partecipazione in progetti militari sarà subordinata a diverse condizioni: il costruttore aderirà esclusivamente a progetti commissionati esclusivamente dal ministero delle Forze Armate francese, realizzati solo in Francia e condotti in collaborazione con aziende del settore e sulla base di una logica di "complementarità delle competenze". Inoltre, la Losanga valuterà solo iniziative che "utilizzano tecnologie e competenze esistenti e non incidono sulla capacità di investimento del Gruppo nel suo core business: l'industria automobilistica".Non solo. La società di Boulogne-Billancourt ha fissato ulteriori paletti. Secondo il Financial Times, la Renault avrebbe fissato al 5% il tetto massimo di ricavi provenienti da attività in ambito militare per preservare la sua reputazione di produttore automobilistico e per non mettere a repentaglio i parametri ESG (ambientali, sociali e di governance). Si tratta di criteri che definiscono l'impegno di un'azienda su temi delicati e spesso con implicazioni etiche e pertanto vengono attentamente valutati da alcune tipologie di investitori, in particolare in occasione dell'emissioni di prestiti obbligazionari o altri strumenti finanziari.

Porsche 911 e Toy Story 5, nascono tre esemplari unici ispirati a Woody, Buzz Lightyear e Jessie

10 Giugno 2026 ore 15:05
Porsche e Pixar tornano a collaborare in vista dell'uscita di Toy Story 5. Dalla divisione Sonderwunsch arrivano tre esclusive Porsche 911 one-off dedicate a Woody, Buzz Lightyear e Jessie. Le sportive debutteranno alla première mondiale del film e saranno successivamente battute all'asta per beneficenza

Mazda MX-5, arriva la nuova serie speciale per celebrare i 35 anni della roadster più venduta di sempre

10 Giugno 2026 ore 14:31
Mazda celebra i 35 anni della MX-5 con una nuova edizione speciale 2026 dedicata all'iconica spider giapponese. La serie esclusiva punta su finiture ricercate, colorazione inedita Artisan Red e dettagli celebrativi, mantenendo intatto il piacere di guida che ha reso la Miata la roadster più venduta al mondo con oltre 1,2 milioni di esemplari prodotti

WEC | Cannizzo: "Non faremo una macchina nuova, ma useremo i joker per fare un pacchetto integrato di novità"

10 Giugno 2026 ore 14:17
24h di Le Mans, Atto IV per la Ferrari 499P, che sul Circuit de la Sarthe si presenta ancora una volta come vettura vincitrice in carica e con tutti i fari puntati addosso.
Lo sanno fin troppo bene a Maranello, dove però non vogliono sentire ragioni riguardo eventuali situazioni di pressioni o a loro favore. Anzi, in questi giorni gli uomini vestiti di Rosso si sono chiusi negli uffici per ...Continua a leggere

F1 | Aron (Audi R26) e Browning (Williams FW48) girano in FP1 a Barcellona con Fornaroli

10 Giugno 2026 ore 12:50
Non ci sarà solo Leonardo Fornaroli come novità sulla McLaren nella FP1 del GP di Barcellona – Catalunya. L’appuntamento al Montmelò porterà alla ribalta almeno altri due giovani piloti nella prima sessione di prove libere di venerdì mattina: Paul Aron sarà al volante dell’Audi R26, mentre Luke Browning sarà impegnato nell’abitacolo della Williams FW48. 
La Casa degli anelli ha ...Continua a leggere

Coletta: "Ferrari a Le Mans per vincere? Sì, ma faremo quello che potremo con la situazione che abbiamo"

10 Giugno 2026 ore 12:31
Ferrari è arrivata alla 24 Ore di Le Mans con tutti gli occhi puntati addosso. E non potrebbe essere altrimenti, perché le ultime 3 edizioni sono tutte finite nelle mani di una 499P, sebbene queste presentassero numeri differenti (la 51 nel 2023, la 50 nel 2024 e la 83 di AF Corse nel 2025). 
Alla vigilia dell'appuntamento più importante dell'anno per il WEC, ma anche per il motorsport in ...Continua a leggere

Toyota svela una berlina inedita: sotto il cofano spunta il misterioso “7 cilindri”

10 Giugno 2026 ore 12:48
Toyota presenta un concept estremo basato sulla Camry che introduce una configurazione meccanica mai vista prima: un sistema a “7 cilindri” ottenuto dall’unione di due motori, con potenza complessiva superiore a 700 CV. Un laboratorio tecnologico su quattro ruote sviluppato da Gazoo Racing che potrebbe influenzare le future sportive del marchio

NASA accelera il ritorno sulla Luna: ecco i nuovi rover che esploreranno il satellite insieme alle missioni Artemis

10 Giugno 2026 ore 11:30
La NASA lavora ai veicoli che accompagneranno la nuova era dell'esplorazione lunare. Dai Lunar Terrain Vehicle ai mezzi pressurizzati per missioni di lunga durata, i progetti puntano a rendere permanente la presenza umana sulla Luna. Intanto è stato annunciato anche il coinvolgimento dell'astronauta italiano Luca Parmitano nella prossima missione Artemis

MotoGP | Perché l'idea di passare da due moto ad una sola sta sconvolgendo l'intero paddock

10 Giugno 2026 ore 11:03
Il Gran Premio d’Ungheria potrebbe benissimo segnare un punto di svolta per la MotoGP, sia nel breve che nel lungo termine. In pista, Marc Marquez ha vinto ancora una volta, mettendo in discussione chi dava per scontato che il titolo fosse ormai appannaggio dell’Aprilia. Nel paddock, il retrobottega del circuito dove convivono tutti gli abitanti della carovana itinerante che segue il ...Continua a leggere

Jeremy Clarkson promuove la Fiat Grande Panda e lancia la sfida alla Renault 5: «È davvero brillante»

10 Giugno 2026 ore 10:51
La nuova Fiat Grande Panda continua a raccogliere consensi a livello internazionale. Anche Jeremy Clarkson, storico volto di Top Gear e firma di The Times, ha espresso giudizi positivi nei confronti della compatta italiana, sottolineandone praticità, personalità e capacità di distinguersi in un mercato sempre più omologato. Le impressioni del giornalista britannico si aggiungono a quelle di altre autorevoli testate specializzate, che vedono nella nuova Panda uno dei modelli più interessanti del segmento

MotoGP | Crutchlow e altri colleghi difendono Martin: "Nessuno vuole Buttare fuori pista un altro pilota"

10 Giugno 2026 ore 10:03
Una volta trascorse le prime ore e placatisi gli animi, è giunto il momento di analizzare con lucidità l’errore di Jorge Martin, che ha posto fine alla sua gara, e a quella di altri quattro piloti, nel GP d’Ungheria di domenica scorsa.
Nella manovra, oltre al pilota spagnolo, sono stati coinvolti Fabio Di Giannantonio, Fermin Aldeguer, Raul Fernandez e il compagno di squadra di Martin e ...Continua a leggere

F1 | Giovedì la FIA valuterà la revisione della penalità richiesta da Alpine al GP di Monaco

10 Giugno 2026 ore 09:34
La FIA ha confermato che il ricorso presentato dall'Alpine per annullare le penalità che sono costate a Pierre Gasly un posto sul podio nel Gran Premio di Monaco sarà esaminato nel corso di questa settimana.
Dopo la gara di Monaco, l'Alpine ha rilasciato una dichiarazione in cui confermava di aver richiesto alla FIA il diritto di revisione nel tentativo di ribaltare il risultato del Gran ...Continua a leggere

Mitsubishi Eclipse Sportback, al debutto la nuova elettrica su base Nissan Leaf

10 Giugno 2026 ore 09:23
Mitsubishi ha presentato la Eclipse Sportback, la nuova elettrica della Casa giapponese realizzata sulla base della Nissan Leaf, in virtù dell'accordo strategico tra i due costruttori. Questo modello è destinato, almeno per il momento, ai soli mercati del Nord America, ossia Stati Uniti e Canada. La Eclipse Sportback debutterà alla fine dell'estate (o al massimo all'inizio dell'autunno), con prezzi e motorizzazioni non ancora comunicati. Differenze cosmetiche Rispetto alla Nissan Leaf, le differenze sono concentrate soprattutto nel frontale, dove la striscia luminosa con il logo Nissan è stata sostituita da una fascia con inserti a listelli e il logo con i tre diamanti. Sparisce l'elemento nero che collega i fari alla base del nuovo paraurti, dalla forma più sportiva. La fiancata si differenzia per la cornice cromata dei finestrini e la diversa lavorazione del montante posteriore, dove si trova anche la maniglia della portiera. Al posteriore i gruppi ottici sono più semplici, senza gli elementi integrati nel portellone; anche in questo caso, il paraurti ha una forma diversa. Non ci sono immagini degli interni, ma possiamo immaginare che saranno pressoché identici a quelli della Leaf, al netto dei loghi sul volante e nelle grafiche della strumentazione. Quali motori per la Eclipse Sportback Mitsubishi non ha ancora svelato le motorizzazioni della Eclipse Sportback, che attingerà da quelle disponibili per la Nissan Leaf: in Italia, l'elettrica giapponese è disponibile con powertrain da 177 e 218 CV, abbinati ad altrettanti tagli di batteria, da 52 e 75 kWh, per autonomie nel ciclo Wltp rispettivamente di 440 e 622 chilometri. Momentum 2030 La Mitsubishi Eclipse Sportback rientra nel piano aziendale Momentum 2030 per il mercato nordamericano, che prevede tra i suoi elementi chiave l'elettrificazione della gamma, assieme all'ampliamento della line-up di prodotto, la modernizzazione del modello di vendita e il rafforzamento della collaborazione con la rete dei dealer. La Casa si è impegnata a lanciare almeno un nuovo modello (o un importante aggiornamento di uno già in commercio) ogni anno fiscale fino al 2030. Nel 2027 sarà la volta di una fuoristrada derivata dalla Outlander.

F1 | Kimi Antonelli esclusivo: "L'obiettivo è vincere gare e titolo. Ma oggi sono l'outsider e non mi dispiace"

10 Giugno 2026 ore 09:11
A dodici mesi di distanza sembra quasi un'altra vita. Dopo i primi sei weekend di gara della stagione, Kimi Antonelli non è solo il leader del Mondiale, forte di una striscia di cinque vittorie consecutive. È l’uomo copertina della Formula 1, una posizione conquistata grazie a una serie di risultati che hanno sorpreso anche chi lo considerava uno dei talenti più promettenti della sua ...Continua a leggere

Fiat 128, nostalgia italiana in miniatura

10 Giugno 2026 ore 07:00

Ci sono auto che hanno segnato un’epoca senza bisogno di effetti speciali. La Fiat 128 è una di queste: razionale, concreta, profondamente italiana. Oggi Laudoracing Models la riporta in vita con una nuova interpretazione in scala 1:18 della prima serie del 1969, un modello pensato per chi cerca fedeltà storica, proporzioni corrette e dettagli capaci di evocare l’atmosfera dell’auto originale.

Fedeltà estetica e dettagli curati

La prima impressione arriva dalle proporzioni, studiate con attenzione per rispettare le linee della Fiat 128 originale. Il frontale inclinato, i fari rotondi e la calandra a nido d’ape restituiscono subito il carattere della berlina torinese. Anche cromature, cornici e paraurti mantengono un approccio realistico e mai eccessivo, mentre la verniciatura profonda contribuisce a dare alla scocca un aspetto credibile e coerente con l’epoca.

Un modello pensato per gli appassionati

L’abitacolo riproduce l’essenzialità tipica delle vetture italiane di fine anni 60, con sedili sottili, volante di grandi dimensioni e una plancia lineare. Laudoracing punta soprattutto sulla precisione visiva: scritte, targhette e piccoli particolari sono realizzati con grande attenzione. Realizzato di resina e senza parti apribili, il modello privilegia la pulizia delle forme e la qualità costruttiva. La Fiat 128 Prima Serie del 1969 sarà disponibile da settembre al prezzo di 121,90 euro in sei differenti colorazioni.

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1000 Miglia, il fascino della prima tappa

9 Giugno 2026 ore 22:14

La 44ª edizione della 1000 Miglia è entrata nel vivo con la tradizionale partenza da Brescia, dove oltre 430 equipaggi hanno dato il via a quella che viene definita la "corsa più bella del mondo". Dopo il passaggio sulla rampa di viale Venezia, le vetture hanno affrontato le prime prove cronometrate lungo la salita verso il Castello, per poi attraversare il centro cittadino tra piazza Loggia e piazza Vittoria. Grande curiosità ha accompagnato una delle principali novità dell'edizione 2026: il passaggio, per la prima volta nella storia della manifestazione, attraverso la Val Trompia e la Val Gobbia.

Tra borghi e rive del Garda

Uno dei momenti più significativi della giornata è stato il Controllo Timbro ospitato presso la sede della Beretta a Gardone Val Trompia, per le celebrazioni dei 500 anni dell'azienda. Dopo la sosta allo stadio Tullio Saleri di Lumezzane, gli equipaggi hanno proseguito verso la Val Sabbia affrontando la prima Prova di Media della manifestazione. Il percorso ha poi raggiunto il Lago di Garda attraverso Salò, la Valtenesi e i passaggi di San Felice del Benaco, Manerba, Moniga, Soiano e Padenghe. A Desenzano del Garda e a Sirmione, il pubblico ha nuovamente accolto le vetture storiche, confermando il legame tra la corsa e il territorio gardesano.

Verso il Veneto

Lasciata la provincia di Brescia, la carovana ha fatto il suo ingresso in Veneto attraversando Peschiera del Garda e dirigendosi verso l'entroterra veronese. Dopo il passaggio a Soave, teatro di controlli timbro e nuove prove cronometrate, il percorso ha puntato verso Vicenza, dove le vetture hanno percorso il centro storico tra Piazza dei Signori, la Basilica Palladiana e la Torre Bissara. La prima giornata si è conclusa a Padova, dopo oltre 300 chilometri di gara e una serie di controlli nei comuni del territorio. Sul fronte sportivo, i primi rilevamenti cronometrici vedono al comando Juan e Margarita Tonconogy su Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider del 1931, seguiti da Andrea Vesco e Fabio Salvinelli e dall'equipaggio formato da Lorenzo e Mario Turelli. Nel Ferrari Tribute, invece, guidano la classifica Fabio Vergamini e Anna Maria Gessler davanti ai giapponesi Kengo Takehara e Kazuya Tokuda.

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Nuova Audi Q7 2026: debutta la terza generazione del SUV premium con motore V6 diesel mild hybrid e fino a sette posti

9 Giugno 2026 ore 19:07
Audi presenta la nuova Q7 2026, terza generazione del grande SUV premium dei Quattro Anelli. Design più muscoloso, tecnologie digitali evolute, fari Matrix LED con micro-LED, interni completamente rinnovati e motori V6 diesel con sistema mild hybrid MHEV plus sono i punti di forza del modello, disponibile con configurazioni a cinque, sei o sette posti e con trazione integrale quattro di serie

Mercedes-AMG GT 4-door Coupé: così nascono i motori elettrici firmati da 63 specialisti

10 Giugno 2026 ore 09:58
One man, one engine: è lo storico motto che accompagna i motori AMG, ciascuno con la firma dell'operaio specializzato che ne ha curato la produzione (in circa 4 ore). Parole destinate a restare un ricordo per le prossime sportive tedesche. O, meglio, per quelle elettriche, di cui la Mercedes-AMG GT 4-door Coupé è la capostipite.In compenso, i suoi clienti potranno vedere (inquadrando un codice nel cofano) i 63 specialisti che stanno dietro la costruzione dei tre motori elettrici (due al retrotreno e uno all'avantreno) che equipaggiano la loro sportiva da 1.169 cavalli complessivi.A garantirlo è Michael Schiebe (membro del board del gruppo Mercedes-Benz, con la responsabilità di produzione, qualità e gestione della catena produttiva), che incontro in occasione dell'inaugurazione ufficiale della produzione nello stabilimento di Marienfelde, nei dintorni di Berlino: è qui che nascono questi nuovi motori a flusso assiale. Solo per le AMG Inizialmente questi motori a flusso assiale saranno riservati alle sole vetture elettriche AMG (dopo la Coupé arriverà un modello più compatto, oltre ad altri ben 25 nuovi lanci da qui a tre anni, fra termiche ed elettriche): si tratta infatti di una tecnologia sofisticata e costosa, in grado di sviluppare elevate potenze in volumi più compatti rispetto alle tradizionali soluzioni a flusso radiale.Non a caso, guardando ad altri marchi, viene utilizzata anche su sportive come la Lamborghini Revuelto e Temerario o le Ferrari SF90 e 296 (nella Luce, invece, saranno utilizzati quattro motori radiali, uno per ruota). La ragione è presto detta: riescono a sviluppare elevate potenze con ingombri e pesi (25 kg nel caso del nuovo motore Mercedes) decisamente più contenuti. Questione di fisica Il principale vantaggio è proprio questo: rispetto ai tradizionali motori a flusso radiale, le - ancora rare - soluzioni a flusso assiale offrono una maggiore compattezza, soprattutto in senso longitudinale: 9 centimetri l'ingombro di ciascuno dei due motori posteriori della Mercedes-AMG GT 4-door Coupé (8 cm per quello anteriore).Nei motori classici, infatti, la parte rotante (rotore) si muove all'interno della parte statica (lo statore) che origina il campo magnetico orientato proprio in direzione radiale, ovvero dal centro verso l'esterno. Gli avvolgimenti di rame sono disposti lungo la corona dello statore, che, giocoforza, deve avere un certo sviluppo in lunghezza.Nei motori a flusso assiale, invece, lo statore è rappresentato da un disco su cui vengono montati gli avvolgimenti (18 nel caso del motore trifase Mercedes, ovvero sei per ogni fase) e generano campi magnetici paralleli all'asse di rotazione del rotore (due nel caso dei motori prodotti a Marienfelde, che raggiungono una velocità di 15.000 giri al minuto nel caso dell'unità anteriore e 13.000 per quelle posteriori). Su questi ultimi sono fissati i magneti permanenti che inseguono il campo elettromagnetico generato di volta in volta dalle varie bobine del sistema trifase: nel caso dei motori Mercedes si sviluppano per una settantina di metri. Su una GT 4-door Coupé si arriva in totale a 250 metri di rame. Serve precisione L'elevata densità energetica (si arriva a tre volte più dei motori tradizionali) richiede un'altrettanto spinta precisione costruttiva: basti pensare all'accuratezza con cui deve essere realizzato il sistema di raffreddamento (idraulico) dello statore.Così, a Marienfelde la riconversione di una parte dello stabilimento (uno dei più iconici del Gruppo, con tanto di vincolo architettonico su alcune strutture risalenti al 1902) ha visto uno studio accurato, con la messa a punto di oltre 30 brevetti e la progettazione di catene di montaggio inedite, con 35 processi nuovi a livello mondiale: come mi precisano Michael Schiebe e il direttore dello stabilimento, Markus Keicher, c'è voluto oltre un anno per mettere a punto le linee e per formare il personale specializzato a operarvi (mentre, se si guarda allo studio di questa tecnologia, bisogna andare parecchio più indietro nel tempo, almeno al 2021, quando Mercedes-Benz ha acquisito la britannica Yasa, specialista dei motori elettrici a flusso assiale, lo stesso fornitore dei sopra citati modelli Lamborghini e Ferrari).Molti ambiscono ora a lavorare in quello che di fatto è uno dei centri di eccellenza del Gruppo tedesco, perché - almeno nei prossimi anni - usciranno solo da qui questo tipo di motori e saranno riservati alle elettriche più prestazionali, quelle siglate AMG.

WEC | Genesis ammette di avere "un po' d'ansia" per Le Mans: "Non abbiamo effettuato test di 24 ore"

9 Giugno 2026 ore 18:26
Nuova arrivata nel WEC in questa stagione, la Genesis dovrà affrontare una delle sfide più impegnative dell'endurance: la 24 Ore di Le Mans. La classica francese rappresenta già una montagna da scalare per i costruttori più esperti; per una scuderia giovane come Genesis, l'ostacolo si preannuncia quindi ancora più imponente.
Sebbene l'inizio di stagione della scuderia sia stato piuttosto ...Continua a leggere

Toyota debutta alla 1000 miglia e porta la Crown in Italia

10 Giugno 2026 ore 09:29
Ci sono marchi automobilistici per cui le corse sono una vetrina. E altri, come Toyota, che vedono nel motorsport un vero e proprio laboratorio per le auto di serie, dalle utilitarie ai modelli più sportivi, per arrivare al futuro. Nel WRC e nel campionato giapponese Super Taikyu, per esempio, la Casa ha testato propulsori a idrogeno e motori alimentati con carburanti sintetici, ma anche sperimentato soluzioni tecniche - come il motore posteriore centrale - non presenti nella sua attuale gamma.Oggi, Toyota entra per la prima volta anche nella 1000 Miglia: cinque vetture del passato, quattro Toyota e una Lexus, prendono parte alla 1000 Miglia Gran Turismo Experience, uno degli eventi a supporto della gara di regolarità per auto storiche di scena dal 9 al 13 giugno. Si parla di storiche e di regolarità, ma il principio non cambia. Migliorare col motorsport: è anche culturaPartecipare e imparare. Anche se questa volta, più che sulla tecnologia, si lavora sulla cultura. "Da quando Akio Toyoda è diventato presidente, nel 2009, l'apprendimento derivante dagli sport motoristici è fondamentale per lo sviluppo delle auto di serie", spiega Ryotaro Shimizu, capo ingegnere del modello Crown e guida del team Toyota che prende parte alla 1000 Miglia: "Ma Toyoda vuole anche espandere la cultura automobilistica in Giappone, che non è allo stesso livello di quella europea, italiana o di un evento come la 1000 Miglia. Siamo dunque qui per approfondire la conoscenza dell'automobile e delle corse, degli sport motoristici e dell'auto stessa. Per poi trasferirla nel nostro Paese".Se i rigidi requisiti di selezione impediscono alle Toyota di partecipare alla gara vera e propria (il marchio non ha mai preso parte all'evento originale), la collaborazione con Polyphony, la società che sviluppa il celebre videogame Gran Turismo, ha offerto al costruttore nipponico una chance per entrare in questo modo. Gli alfieri del Gruppo sono una Toyopet Crown di prima generazione, lanciata a metà degli anni '50, una Sports 800 degli anni Sessanta, una 2000GT, una Supra A80 (quarta generazione) e una Lexus LFA: le prime tre arrivano direttamente dalla collezione dell'headquarter giapponese, la Supra dal museo di Colonia, in Germania, mentre la Lexus è un esemplare della filiale britannica. Cinque modelli, diversi perchéLa Crown rappresenta il nostro primo modello di massa, che nel 2025 ha compiuto 70 anni: è un'auto preziosa per Toyota e volevamo che il pubblico europeo la conoscesse precisa Shimizu spiegando il perché di questa selezione: La Crown è stata anche la prima Toyota a competere in una gara, il Round Australia Trial del 1957.  Per quanto riguarda le altre continua il manager, la Sports 800 (prima biposto della Toyota, ndr) rappresenta una sportiva molto amata in Giappone, che ha avuto successo nel motorsport. La 2000GT è un modello che, nel 1966, aveva stabilito diversi record di velocità, anche mondiali, ed è nota al grande pubblico anche grazie a 007, interpretato da Sean Connery in Si vive solo due volte (due spider furono allestite per l'attore, troppo alto per la coupé, anche se alla fine le guidò solo la bond-girl, interpretata da Akiko Wakabayashi, ndr). La Supra? Abbiamo scelto la quarta serie perché è stata l'auto con cui il presidente Toyoda ha affinato le sue abilità di pilota. Hiromu Naruse, che è stato il suo mentore e maestro, oltre che un grande collaudatore di Toyota, ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo della Supra A80. Fu coinvolto anche nello sviluppo della Lexus LFA, altra nostra sportiva iconica, nonché il modello più recente di questo quintetto schierato a Brescia. Crown: un futuro anche in Europa? "Saremmo più che felici"Sul fronte opposto c'è la Crown, modello storico per il Giappone ma ancora poco conosciuto all'estero. In passato, la sua carriera al di fuori del mercato domestico era per lo più affidata a importazioni parallele. Con l'ultima generazione, proposta in diverse varianti di carrozzeria, tra cui una crossover, questo modello punta a una maggiore diffusione internazionale e, in ottica futura, non è escluso che anche l'Europa possa diventare un approdo. Piani ufficiali, al riguardo, non ce ne sono. Ma mai dire mai: Abbiamo portato due esemplari della Crown attuale, una Crown Sedan e una Crown Sport, come auto di supporto, spiega Shimizu: vedremo i feedback del pubblico. Speriamo che questo evento possa essere un punto di partenza. Saremmo più che felici di introdurre la Crown anche in Europa.

Autovelox, stop ai ricorsi sulle multe: arriva il decreto di omologazione

12 Giugno 2026 ore 08:18
finalmente ai titoli di coda la telenovela sull'omologazione degli autovelox. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato di aver firmato il decreto che definisce le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione del prototipo, della taratura e delle verifiche di funzionalità dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Il decreto e le nuove regole Il provvedimento, necessario viste le ordinanze con cui - a partire dal 2024 - la Corte di Cassazione ha stabilito che unicamente gli strumenti omologati possono essere ritenuti fonti di prova della violazione, sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale: salvo diverse disposizioni, dovrebbe entrare in vigore il giorno successivo e metterà la parola fine alla possibilità di fare ricorso contro le multe per eccesso di velocità accertate finora con strumenti non omologati.Questo perché, dalla pubblicazione, dovranno considerarsi automaticamente omologate le 15 apparecchiature elencate nel documento e già approvate in base a un decreto del 13 giugno 2017.Gli altri dispositivi dovranno sottostare alle nuove procedure che, in alcuni casi, prevedono una sorta di corsia preferenziale riservata alle apparecchiature approvate prima del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l'omologazione integrando la documentazione già presentata. ragionevole immaginare che le aziende siano pronte a farlo alla prima finestra utile. Il ministero, poi, dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.Negli altri casi, infine, resta l'iter ordinario, più complesso e certamente più lungo. I dubbi giuridici Tutto risolto, dunque? Non proprio. In teoria, in base alle nuove disposizioni dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno ancora lo è - può costituire prova valida della violazione, come previsto dall'articolo 142 del Codice della strada. Secondo alcuni addetti ai lavori, tuttavia, la sanatoria per i 15 dispositivi sarebbe giuridicamente illegittima: un decreto ministeriale, sostengono, può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.Secondo altri, al contrario, siccome le nuove omologazioni continueranno ad avvenire con decreto dirigenziale, quelle d'ufficio saranno ancora più solide in quanto oggetto di un decreto ministeriale.Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull'omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Vero, ma fu l'allora ministero dello Sviluppo Economico, nel giugno 2021, a chiarire per iscritto in risposta a uno specifico quesito la propria incompetenza in materia facendo riferimento all'articolo 45 del Codice della strada, che affida proprio al Mit l'approvazione o omologazione delle apparecchiature di controllo e regolazione del traffico nonché di quelle atte all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione. Sta di fatto che il fronte anti-autovelox è già pronto a dare battaglia, a dispetto delle parole del ministro Salvini, secondo cui con l'arrivo del decreto si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l'affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego.L'obiettivo primario, ha concluso il ministro, resta quello di garantire la sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini. Gli strumenti automaticamente omologati

F1 | Fornaroli debutta con la McLaren: sarà al volante della MCL40 nelle FP1 di Barcellona

9 Giugno 2026 ore 17:48
Leonardo Fornaroli vivrà a Barcellona uno dei momenti più attesi da ogni pilota: il debutto ufficiale in un weekend di Formula 1. Il giovane italiano, parte del programma di sviluppo McLaren, prenderà parte alla prima sessione di prove libere del GP di Spagna, salendo sulla MCL40 al posto di Lando Norris e utilizzando per l’occasione il numero 67.
Per il 21enne si tratta di un passaggio ...Continua a leggere

Volkswagen Polo diventa più accessibile: la Young in offerta scende sotto i 19 mila euro

9 Giugno 2026 ore 17:41
La gamma della Volkswagen Polo si amplia con la versione d'attacco Young, disponibile con il 1.0 aspirato da 80 CV e il cambio manuale a cinque rapporti. Il listino di questo modello (guidabile dai neopatentati, come tutte le altre Polo) parte da 22.250 euro. In questa fase di lancio, a fronte di permuta o rottamazione, il prezzo scende a 18.900 euro. La dotazione della Polo Young La più economica delle Polo offre di serie i cerchi di lega da 15", i vetri posteriori oscurati, i fari anteriori a LED, il climatizzatore manuale, la strumentazione digitale e l'infotainment da 8" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, la piastra di ricarica per gli smartphone, i sensori di parcheggio posteriori e gli Adas obbligatori per legge. Il listino di Volkswagen Polo Polo 1.0 80 CV Young: 22.250 euroPolo 1.0 80 CV Life: 23.900 euroPolo 1.0 TSI 95 CV Life: 24.600 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG Life: 26.300 euroPolo 1.0 80 CV Edition Plus: 24.100 euroPolo 1.0 TSI 95 CV Edition Plus: 24.800 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG Edition Plus: 26.500 euroPolo 1.0 TSI 95 CV Style: 26.400 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG Style: 28.100 euroPolo 1.0 TSI 115 CV DSG Style: 30.100 euroPolo 1.0 TSI 95 CV Edition 50: 28.200 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG Edition 50: 29.900 euroPolo 1.0 TSI 115 CV DSG Edition 50: 31.900 euroPolo 1.0 TSI 95 CV R-Line: 26.400 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG R-Line: 28.100 euroPolo 1.0 TSI 115 CV DSG R-Line: 30.100 euroPolo 1.0 TSI 95 CV R-Line Plus: 26.700 euroPolo 1.0 TSI 95 CV DSG R-Line Plus: 28.400 euroPolo 1.0 TSI 115 CV DSG R-Line Plus: 30.400 euro

F1 | "Siete dei maghi": come Racing Bulls ha fatto jackpot a Monaco con il miglior risultato dell'anno

9 Giugno 2026 ore 17:29
Un anno fa la Racing Bulls aveva chiuso il Gran Premio di Monaco in sesta e settima posizione, sfruttando anche un pizzico d’astuzia strategica in una gara atipica, segnata dall’obbligo di effettuare due soste. Migliorare quel bottino sembrava complicato, e invece quest’anno il team di Faenza ha centrato un quinto e un sesto posto, raccogliendo punti pesanti che hanno dato una scossa alla ...Continua a leggere

Quante auto in divisa alla 1000 Miglia!

9 Giugno 2026 ore 16:18

Al nastro di partenza la 1000 Miglia, edizione numero 44 che lancia la volata in vista del centenario che sarà celebrato nel 2027. A suggellare il profondo legame tra la Freccia Rossa e l’Italia, anche quest’anno alla rievocazione storica parteciperanno autovetture delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

L’Esercito Italiano alla sua quindicesima 1000 Miglia

Per la sua quindicesima presenza alla 1000 Miglia - la prima risale al 1952 - l'Esercito Italiano ha iscritto tre autovetture titolari e una di riserva. Lungo il percorso “a otto”, che richiama il tracciato delle prime edizioni della corsa di velocità, la più agée a indossare la divisa sarà un’Alfa Romeo 6C 1750 SS “Zagato” del 1929 in livrea rosso scura. Restaurata nel 2005, la vettura in gara fu inizialmente allestita per le corse da Ghia ma negli anni subì trasformazioni dai carrozzieri Farina di Torino e da Zagato. La 6C dell’Esercito nel 1984 è stata omologata dalla commissione tecnica del R.I.A.R. (Registro Italiano Alfa Romeo). Nella stessa ideale linea dinastica, l’Alfa Romeo 6C 2500 “Coloniale” del 1942. Commissionata dal Ministero della Guerra nel 1938, per l’impiego nelle Colonie italiane, la vettura era dotata di ogni accessorio per renderla idonea alle zone in cui sarebbe stata utilizzata: doppio parabrezza, due ruote di scorta e quattro serbatoi supplementari. L’esemplare in partenza oggi da Brescia, uno tra i pochissimi perfettamente efficienti in circolazione, appartiene a una commessa di 150 unità consegnate tra il 1941 e il 1942, fu al servizio del Governatore in Libia ed è custodito al Museo Storico della Motorizzazione Militare di Roma. A completare la squadra con le stellette, la Fiat 1100 508 C “Mimetica” del 1938 usata come vettura di comando in Africa Settentrionale durante il secondo conflitto mondiale. Le sue caratteristiche di robustezza, la rendevano indicata anche per le ricognizioni fuori strada. In caso di necessità, sarà pronta a subentrare una Fiat AR 51 “Campagnola” del 1951, nel consueto verde militare, a quattro ruote motrici (con la trazione anteriore inseribile).

Una Fiat 125 e un’Alfetta per la Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza, alla sua ottava partecipazione alla 1000 Miglia, schiererà due auto appartenenti alla “Raccolta Veicoli Storici” del proprio Museo Storico: una Fiat 125 del 1967 e un’Alfa Romeo Alfetta 2000L del 1981. Le Fiat 125, in colorazione blu scura, furono acquisite dalla Guardia di finanza a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, per gli spostamenti dei Comandanti di Zona (gli odierni Comandanti Regionali) e delle autorità affidate alla tutela del Corpo. Le Alfa Romeo Alfetta entrarono in flotta agli inizi degli anni '70, inizialmente in livrea grigio antracite. Le berline della Casa del Biscione furono le prime a essere dotate dei lampeggianti blu, del faro brandeggiabile e delle scritte catarifrangenti “Guardia di Finanza” lungo le fiancate. Nel 1979, con l’acquisizione della seconda serie, cui appartiene il modello che partecipa alla 1000 Miglia, fu introdotta per la prima volta la livrea “Blue Lord” adottata sui mezzi del Corpo fino alla seconda metà degli anni 2000.

La Polizia di Stato con due Alfa e una Fiat

Al via da Brescia anche tre auto storiche della Polizia di Stato. Tra esse, la “fidanzata d’Italia”, l’Alfa Romeo Giulietta presentata al Salone di Torino nel 1955. La versione 1300 TI in livrea grigioverde fu utilizzata in particolare dalla Polizia Stradale tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Pure protagonista sulle autostrade fu la Fiat 1500 del 1966 impiegata e allestita specificamente per i servizi della Polstrada sull’Autostrada del Sole. La più prestigiosa sarà l’Alfa Romeo 1900 TI Super. A partire dal 1952, la vettura fu la prima “pantera” della Polizia di Stato: in livrea nera nero, con linee aggressive e sinuose e i fendinebbia gialli, l’auto era perfetta nel ricordare sagoma e occhi del felino.

Con la scorta della Polizia Stradale

La sicurezza lungo il percorso sarà garantita dalla Polizia Stradale, tramite gli operatori del Compartimento per la Lombardia. Il dispositivo di scorta alla Freccia Rossa - i cui partecipanti viaggeranno a traffico aperto, nel rispetto del Codice della Strada - sarà composto da 10 auto, 40 moto e un furgone officina, per un totale di 62 unità. Gli operatori presidieranno tutte le fasi della gara, coordinando la circolazione, monitorando i punti più sensibili del tracciato e intervenendo in caso di necessità.

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MotoGP | Dall'Igna esalta Marquez: "Un weekend che suggella il ritorno di un Campione"

9 Giugno 2026 ore 16:42
Gigi Dall'Igna gongola e questa volta ne ha tutti i motivi. Appena 7 giorni dopo la debacle del Mugello, la Ducati è tornata a fare festa in grande stile al Balaton Park, in una domenica che è destinata a rimanere nella storia. In contemporanea, infatti, si sono materializzate la 100° vittoria in carriera tra tutte le classi per Marc Marquez, che ha regalato anche alla squadra ufficiale di ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: per Hamilton la Mercedes è superiore nel carico aerodinamico oltre che nel motore

9 Giugno 2026 ore 16:14
Se ci limitiamo a guardare i numeri del GP di Monaco, la gara del Principato per la Ferrari non è stata male: Lewis Hamilton con la seconda piazza d’onore, dopo il Canada, si porta alle spalle del leader del mondiale piloti, Kimi Antonelli, potendo contare su un vantaggio di 18 punti su George Russell. E la Ferrari ha consolidato il secondo posto nel Costruttori dietro alla Mercedes (118 ...Continua a leggere

ZTL, Italia fuori scala in Europa: oltre metà delle limitazioni è nelle nostre città

9 Giugno 2026 ore 15:59
Mobilità privata e urbanizzazione crescente. Serve una bussola per tenere conto sia di un processo irreversibile si prevede che due terzi della popolazione mondiale vivrà in città entro il 2050 - sia delle esigenze ambientali, economiche e sociali legate al fenomeno. Prova a dare qualche indicazione la ricerca presentata a Roma Auto e Città, oltre il divieto dell'Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, con cui si scopre anche che l'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di Zone a Traffico Limitato (ZTL) e conta più della metà delle limitazioni alla circolazione registrate in Europa. La proposta per un portale unico nazionale In Italia mancano coordinamento e criteri stabiliti a livello centrale, come invece avviene in Francia, Spagna o nella Germania federale. La proposta di Fabio Orecchini, Direttore Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, è concreta: Servono degli standard attraverso un intervento statale e serve l'attivazione di un portale unico nazionale che raccolga tutti i provvedimenti adottati localmente e che consenta alle auto sempre più connesse e digitalizzate in arrivo sul mercato di accedere in tempo reale alla normativa in vigore in ogni città. Il primato italiano delle ZTL in Europa Secondo lo studio della Luiss, su circa 500 ZTL attive in Europa, ben 446 si trovano in Italia. Più in generale, il nostro Paese concentra 485 misure di limitazione dell'accesso tra ZTL, Low Emission Zone (LEZ) e sistemi di congestion charge oltre la metà del totale europeo (56,2%) che ammonta a 863 interventi. Le ZTL, che qualcuno vede come il diavolo senza esserlo, sono uno degli strumenti a disposizione dei Comuni per regolare la mobilità urbana, limitando l'ingresso di veicoli nei centri urbani per meglio tutelare patrimonio artistico e salute. Diverso è il caso delle LEZ, si legge ancora nella ricerca, pensate per ridurre l'inquinamento attraverso restrizioni selettive basate sulle tecnologie di trazione. In Europa si contano 338 LEZ: la Spagna è in testa con 82 zone attive, seguita da Francia (63), Germania (57) e Paesi Bassi (40). L'Italia, con 37 LEZ, si colloca al quinto posto, e di nuovo con un sistema fortemente disomogeneo. L'efficacia delle misure e l'impatto sociale La ricerca sottolinea come l'analisi di 25 studi internazionali confermi l'efficacia delle misure di regolazione degli accessi. LEZ e congestion charge producono, nella maggior parte dei casi, una riduzione delle emissioni e del traffico, un miglioramento della qualità dell'aria e un incremento del valore immobiliare nelle aree interessate. Così come, secondo studi indipendenti, pedonalizzazioni di aree urbane e Zone 30 migliorano in molti casi attrattività economica e vivibilità urbana. Merito della ricerca è non nascondere i possibili effetti sociali di tutte queste misure: Le restrizioni alla circolazione possono infatti generare nuove disuguaglianze, penalizzando in particolare le fasce di popolazione maggiormente esposte alla svalutazione dei veicoli datati e con minore capacità di sostituire quelli più inquinanti.

GWM Ora 5 arriva in Italia: da 26.950 euro con tre motorizzazioni

9 Giugno 2026 ore 14:50
Great Wall ha aperto gli ordini della crossover media Ora 5, che abbiamo già avuto la possibilità di guidare nelle scorse settimane. Questo modello è il primo ad arrivare in Italia: nei prossimi mesi sarà la volta delle SUV H7 e Jolion Max, seguite dal fuoristrada Tank 300 e dal pick-up Alpha Cannon. La Ora 5 è disponibile con motori termici, full hybrid ed elettrici, in due allestimenti, con un listino che parte da 26.950 euro. La scheda tecnica La GWM Ora 5 è una crossover lunga 4.471 mm, larga 1.833, alta 1.641 e con un passo di 2.720 mm. Il bagagliaio ha una capacità di 422 litri (390 per l'ibrida), che diventano 1.120 (1.088) abbassando gli schienali della seconda fila. La versione a benzina monta un 1.5 da 160 CV e 270 Nm abbinato a un doppia frizione a sette rapporti, che accelera da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e raggiunge i 190 km/h. La full hybrid - con la stessa unità a benzina - ha una potenza combinata di 223 CV e 476 Nm di coppia, copre lo 0-100 in 7,7 secondi e arriva a 185 km/h. L'elettrica ha un motore da 150 kW (204 CV) e 260 Nm, 0-100 in 7,7 secondi e 170 km/h di velocità massima. La batteria Lfp ha una capacità di 58,3 kWh, per un'autonomia dichiarata di 435 km (603 in città). Dotazione e optional della Ora 5 Di serie per tutta la gamma fari a LED davanti e dietro, sensori luce e pioggia, cerchi da 18", mancorrenti al tetto, griglia anteriore attiva, quadro strumenti da 10,25" e infotainment da 14,6" con Apple CarPlay e Android Auto, sedili anteriori riscaldati, climatizzatore automatico (con pompa di calore per la BEV, che ha anche la funzione V2L), guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. La Premium aggiunge i retrovisori ripiegabili elettricamente, il portellone elettrico, l'impianto stereo da 9 altoparlanti, la piastra di ricarica da 50 W per gli smartphone, i rivestimenti in similpelle, i sedili anteriori ventilati (lato guida con memoria), il volante riscaldato, le luci ambientali, il tetto panoramico e i vetri posteriori oscurati. Di serie, la Ora 5 è in Blu Lago pastello, ma su richiesta si può avere in Nero Abissale, Bianco Aurora, Verde Boreale, Grigio Metropoli (600 euro) o Grigio Matt (1.000 euro). Gli interni sono in colore grigio per la Origin, in alternativa in bianco avorio sulla Premium. I prezzi della GWM Ora 5 Ora 5 1.5 160 CV Origin: 26.950 euroOra 5 1.5 160 CV Premium: 28.950 euroOra 5 1.5 223 CV Origin Hi2: 28.600 euroOra 5 1.5 223 CV Premium Hi2: 30.600 euroOra 5 1.5 205 CV Origin EV: 36.000 euroOra 5 1.5 205 CV Premium EV: 38.000 euro

Jeep richiama 1,3 milioni di Wrangler e Gladiator: rischio incendio

9 Giugno 2026 ore 14:31
Jeep ha avviato un maxi richiamo che coinvolge le Wrangler e le Gladiator prodotte dal Model Year 2021 al Model Year 2025. Si tratta di 1,076 milioni di veicoli negli Stati Uniti, 106.258 in Canada, 23.704 in Messico e 124.297 nel resto del mondo, inclusa quindi anche l'Europa. Nessun incidente Il problema riguarda un connettore elettrico del servosterzo potenzialmente difettoso, che potrebbe provocare surriscaldamenti fino a generare un principio di incendio. Non risultano però incidenti o vittime direttamente collegati alla criticità.La Casa ha già informato i clienti, raccomandando di non parcheggiare i veicoli vicino a edifici o ad altre auto fino alla sostituzione del componente. L'obiettivo è completare gli interventi entro luglio, almeno negli Stati Uniti.

Nuova Audi Q7, ibrida diesel e anche a sei posti: la terza serie cambia così - VIDEO

9 Giugno 2026 ore 14:00
Venti e passa anni di carriera, ma siamo solo alla terza generazione. In questa nuova fase, l'Audi Q7 evolve sotto ogni punto di vista: ora è più alta, ha un abitacolo per la prima volta anche a 6 posti (fino a 7) e adotta la piattaforma Ppc (Premium Platform Combustion), che apre al mild hybrid rinforzato, alla doppia sovralimentazione e a nuove motorizzazioni elettrificate già introdotte su altri modelli della gamma dei quattro anelli (come l'A6). In concessionaria a settembre, la SUV full size esordisce con il diesel 3.0 da 245 o 299 CV e prezzi a partire da 87.150 euro. Seguiranno, nella prima metà del 2027, varianti plug-in hybrid e una mild hybrid benzina. Dimensioni e stile: è più alta e muscolare Lunga 5,06 metri, cioè sostanzialmente quanto la generazione uscente, la Q7 cresce in altezza di qualche centimetro, raggiungendo quota 1,78 metri. La maggiore statura, sottolineata dal montante D insieme a un frontale più verticale grazie al single frame rialzato, genera una postura più imponente. All'interno aumentano i centimetri a disposizione per testa e spalle dei passeggeri, soprattutto nelle file posteriori.I passaruota pronunciati enfatizzano la presenza su strada, richiamando visivamente la trazione integrale quattro, di serie. Oltre a essere più precisi e ricchi di funzioni, i fari digitali Matrix LED sfruttano la tecnologia micro-LED, disegnando una firma luminosa più sottile e incisiva. Interni, cresce il bagagliaio e triplica lo schema: a 5, 6 o 7 posti Non cambia il passo, ancora di tre metri, ma debutta un'inedita configurazione a 6 posti, con corridoio tra i due sedili centrali (in formato poltrona). I clienti possono scegliere tra cinque, sei o sette posti, con effetto lounge nello schema 2-2-2.Le versioni a cinque o sette posti permettono inoltre di installare in seconda fila fino a tre seggiolini affiancati, soluzione ancora poco diffusa.L'accesso alla terza fila è facilitato dalla funzione comfort entry, che fa avanzare e reclinare automaticamente la seconda fila. I sedili centrali sono regolabili singolarmente sia longitudinalmente sia nell'inclinazione e possono essere reclinati (tramite pulsanti sul montante C o infotainment) anche in presenza di seggiolini.Tra gli optional spicca il tetto panoramico elettrocromatico con trasparenza adattiva, illuminato da micro-LED integrati nella superficie vetrata. Quanto al bagagliaio, la SUV di Audi dichiara una capacità di carico elevata: da 670 a 2.075 litri nella versione a cinque posti e da 581 fino a 1.980 litri in quella a sette posti. Numeri in crescita rispetto alla generazione precedente. Nell'infotainment c'è ChatGPT, il cambio "trasloca" Materiali e finiture offrono un ampio grado di personalizzazione, con opzioni come rivestimenti in lana di alpaca e inserti in legno o carbonio. La plancia schiera di serie tre schermi: un cockpit da 12,3 pollici, un infotainment centrale da 14,5'' e lo schermo per il passeggero.L'anima del sistema multimediale è Android Automotive, supportato da comandi vocali con ChatGPT integrata.Dal punto di vista ergonomico cambia la disposizione dei comandi. Il selettore di marcia trasloca sul piantone dello sterzo, liberando spazio nella console centrale, ora dotata di ricarica wireless fino a 100 W. Motori: si parte col V6 diesel, ibrido e con doppia sovralimentazione Al lancio, la gamma include due versioni del V6 3.0 TDI con cambio tiptronic, da 245 CV e 500 Nm e da 299 CV e 630 Nm. Entrambe adottano il sistema mild hybrid a 48 Volt composto da powertrain generator (PTG) e batteria LFP da 1,7 kWh, capace di fornire fino a 24 CV e 370 Nm aggiuntivi (140 Nm in più rispetto a quanto visto su A5, Q5 e A6).Al PTG si affianca l'alternatore-starter a cinghia, responsabile dell'avviamento del motore termico e della gestione dell'energia.Il sistema mild hybrid lavora insieme alla doppia sovralimentazione: oltre al turbocompressore tradizionale, è presente un compressore elettrico capace di raggiungere 90.000 giri/min in 250 millisecondi, eliminando il turbo lag e garantendo una risposta immediata ai bassi regimi.In prospettiva arriveranno versioni plug-in hybrid su base V6 benzina, oltre a una variante mild hybrid a benzina. Sospensioni: standard o pneumatiche, anche sportive Per migliorare la dinamica sono disponibili le quattro ruote sterzanti e le sospensioni pneumatiche adattive (optional), proposte anche in configurazione sportiva (con assetto ribassato di 3 cm rispetto allo standard). Con le pneumatiche, la Q7 alza e abbassa l'assetto in base alle condizioni: in off-road fino a +45 mm (modalità lift), mentre in autostrada si abbassa fino a 30 mm.Quando si accede all'abitacolo o si caricano le valigie, il retrotreno abbassa la soglia di carico fino a 62 mm rispetto allo standard. Sicurezza: debuttano le frecce proiettate al suolo, si evolvono gli Adas Con la nuova Q7, Audi introduce un'anteprima a beneficio della sicurezza di pedoni e ciclisti: indicatori di direzione dinamici che proiettano le frecce al suolo, migliorando la visibilità in notturna. La proiezione avviene simultaneamente al lampeggio dei gruppi ottici.Sul fronte ADAS spiccano l'emergency assist evoluto, in grado di guidare automaticamente l'auto in corsia d'emergenza fino all'arresto, e l'assistenza al parcheggio che consente di insegnare fino a cinque manovre. In presenza di un vicolo cieco, il sistema di retromarcia memorizza gli ultimi 50 metri percorsi e arretra autonomamente fino a 10 km/h.

900 km di autonomia e 14 km/h: così i rover NASA riporteranno luomo sulla Luna

9 Giugno 2026 ore 12:30
Sono Astrolab e Lunar Outpost le aziende finaliste scelte per la realizzazione dei rover lunari destinati al nuovo sbarco della NASA previsto nel 2028 con il programma Artemis. I progetti, da circa 220 milioni di dollari ciascuno, avranno un ruolo chiave nel programma spaziale, che comprende sia l'esplorazione sia il supporto alla costruzione della futura base permanente. Le richieste della NASA I veicoli, denominati LTV (Lunar Terrain Vehicle), sono stati sviluppati secondo specifiche comuni che prevedono spazio per due astronauti, un peso di circa 1.000 kg e la capacità di affrontare pendenze fino a 20 gradi. La propulsione è elettrica, mentre sono previste sia la guida remota sia quella autonoma. 900 km di autonomia L'Astrolab CLV-1 si distingue per ingombri molto contenuti nella fase di trasporto e per una velocità massima di 9 miglia orarie (14,4 km/h). Gli astronauti sono protetti da una struttura a gabbia, mentre le ruote sono posizionate agli angoli del veicolo.Il Lunar Outpost Pegasus è più leggero e utilizza batterie fornite da GM, con un'autonomia stimata di 560 miglia (quasi 900 km) e una velocità massima di circa 6 miglia orarie (quasi 10 km/h). Il design richiama i rover degli anni '70, con ruote dotate di parafanghi separati e una configurazione più tradizionale ottenuta sfruttando la piattaforma FLEX.

CarPlay evolve con iOS 27, ma una novità importante resta fuori dallEuropa - VIDEO

9 Giugno 2026 ore 12:21
Presentato alla WWDC26, l'ultimo keynote di Tim Cook come CEO, il nuovo aggiornamento di CarPlay debutterà in autunno insieme a iOS 27 e introduce una serie di novità pensate per rendere l'esperienza in auto più fluida, intuitiva e vicina all'uso quotidiano dello smartphone. Arriva Siri AI, ma non in Europa La principale riguarda Siri AI, l'assistente virtuale evoluto che prende il posto di Siri e consente di gestire navigazione, messaggi e infotainment con un linguaggio naturale, senza la rigidità dei comandi tradizionali. Una funzione destinata a cambiare l'interazione con il sistema, ma che al momento non è disponibile in Europa, lasciando aperti i tempi di un eventuale arrivo. Audio, connessione e video Nell'uso di tutti i giorni migliorano soprattutto le funzioni legate allo streaming audio, con nuovi controlli touch sullo schermo della vettura che permettono di saltare rapidamente a un punto preciso dei contenuti. Apple interviene anche su uno dei nodi più critici, la stabilità della connessione wireless tra smartphone e auto, promettendo un collegamento più affidabile, mentre arrivano aggiornamenti anche per il navigatore GPS.Cambia anche l'interfaccia, che adotta l'effetto Liquid Glass già visto sugli altri dispositivi, a cui si affiancano le Live Activities e nuovi widget personalizzabili, pensati per offrire informazioni rapide e sempre accessibili durante la guida.Tra le novità più interessanti c'è infine lo streaming video, disponibile quando la vettura è ferma: in questo caso lo schermo di bordo si trasforma in una vera estensione dello smartphone, continuando poi con il solo audio durante la marcia e rendendo l'auto anche uno spazio di intrattenimento nei momenti di sosta.

Mille Miglia, quando le difficoltà diventano innovazione

9 Giugno 2026 ore 12:05
Non solo una gara, ma una molla per il progresso delle automobili. Le avventure e le sventure degli equipaggi lungo il percorso della Mille Miglia hanno spesso stimolato lo sviluppo di soluzioni tecniche poi adottate sulle vetture di serie, contribuendo a migliorarne sicurezza, prestazioni e confort. Per questo non è stata solo la corsa più bella del mondo, come la definì Enzo Ferrari, ma anche un vero e proprio laboratorio d'innovazione per l'industria dell'auto. Questo percorso di sviluppo è stato rievocato, tra aneddoti e immagini d'archivio, in 1000 Innovazioni, l'incontro tenutosi ieri al Teatro Grande di Brescia, alla vigilia della partenza della 1000 Miglia 2026. Tergicristalli, parabrezza e quell'intuizione vincente sulle gomme... Esperti e protagonisti del settore hanno alimentato i due talk dell'evento. Il primo, moderato dal nostro vicedirettore Marco Pascali, ha puntato i riflettori sulle soluzioni tecniche affinate negli anni anche grazie al contributo di questa manifestazione. Come il tergicristallo, nato in America nei primi anni del '900 e comparso per la prima volta alla Mille Miglia, nel 1928, su una Lancia Lambda; salvo poi fare scuola per le edizioni successive, come ha ricordato Paolo Mazzetti, presidente del Comitato di Gestione del Registro 1000 Miglia. Anche il parabrezza curvo, come quello della Lancia Aurelia del 1951, è nato sulla scorta di soluzioni intermedie adottate in precedenza da altre vetture protagoniste alla Mille Miglia.Gli esempi sono tanti, ma un caso emblematico, che coglie appieno lo spirito della corsa come palestra d'innovazione, è senz'altro quello delle gomme Pirelli intagliate per la prima volta in senso orizzontale per migliorare il grip sul bagnato. Fu un'idea della Scuderia Ferrari, maturata durante un'edizione particolarmente piovosa, quella del 1934, che permise ad Achille Varzi di battere Tazio Nuvolari (entrambi al volante di un'Alfa Romeo 8C 2300). Fascismo e autarchia: c'è chi corse col gasogeno Una volta aperto il libro dei ricordi, sono emerse anche storie ed esperienze, al centro del secondo talk dell'evento, moderato da Laura Confalonieri, vicedirettore di Ruoteclassiche. Le testimonianze dei protagonisti hanno sottolineato come, spesso, più che le vittorie furono le sconfitte a scatenare l'evoluzione delle automobili. E come, in tempi di autarchia sotto il fascismo, la Mille Miglia arrivò perfino a sperimentazioni estreme, come quella del gasogeno (esempio ante litteram di carburante alternativo).Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Alfa Romeo e responsabile del Centro Documentazione, ha poi ricordato, tra le altre cose, come la 6C Alfa Romeo ancor prima di conquistare la prima delle 11 vittorie della Casa nella Mille Miglia sia stata anzitutto la capostipite di un laboratorio progettuale. In quei tempi, ha spiegato Pietro Camardella, ex designer di Pininfarina e Ferrari, l'auto era ancora giovane: c'era grande sperimentazione. E dopo la guerra, che aveva resettato tutto, c'era tanta voglia di esprimere idee: una spinta prima perduta e poi recuperata. Da lì è nata l'auto moderna.Insomma, la Mille Miglia ha insegnato agli italiani a fare le automobili, per citare ancora Enzo Ferrari. E oggi guarda ancora in quella direzione, cercando di trainare l'innovazione e stimolare il movimento dell'automobile. Per favorire il rilancio di un settore che è stato un architrave dell'Italia nel passato, e vuole esserlo anche in futuro.

Gasolio sopra i 2 euro: perché sale mentre la benzina scende

9 Giugno 2026 ore 11:54
Mentre tornano a salire le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, la rete dei distributori italiana registra una discesa del prezzo della benzina, mentre il gasolio continua a salire in scia all'aumento dell'accisa in vigore da domenica.Secondo le rilevazioni giornaliere di Staffetta Quotidiana, questa mattina 9 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,913 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,020 euro/litro (+16). Il GPL è a 0,790 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (invariato). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,010 euro (-4), il diesel a 2,101 euro (+11), il GPL a 0,903 euro (-3) e il metano a 1,586 euro (-1).La testata specializzata segnala anche la decisione di Eni di ridurre di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri mattina dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,919 euro/litro (compagnie 1,919, pompe bianche 1,920) e il diesel a 2,007 euro/litro (compagnie 2,013, pompe bianche 1,994). Al servito, la verde è a 2,058 euro (compagnie 2,094, pompe bianche 1,990), il gasolio a 2,142 euro (compagnie 2,185, pompe bianche 2,062), il GPL a 0,800 euro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), il metano a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), il GNL a 1,461 euro/kg (compagnie 1,465, pompe bianche 1,458).Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 1,910 euro sulla benzina self service (2,120 al servito) e 2,019 sul gasolio (2,227); IP a 1,928 (2,097) e 1,994 (2,166); Q8 a 1,920 (2,090) e 2,023 (2,175); Tamoil a 1,912 (1,991) e 2,019 (2,094).

Guida autonoma, svolta Ue: test in 18 Paesi, Italia compresa

9 Giugno 2026 ore 11:48
L'Unione Europea fa un passo avanti sulla guida autonoma con un accordo tra 18 Stati membri, Italia inclusa, per avviare sperimentazioni transfrontaliere. L'iniziativa può creare le condizioni per progetti pilota che vedano i veicoli senza conducente come protagonisti in vari settori, dal trasporto pubblico alla logistica, fino ai servizi di mobilità nelle aree meno servite. Creare un circolo virtuoso  Secondo Pierfrancesco Maran, presidente della commissione Ambiente del Parlamento Ue, ora bisognerà creare "un vero mercato europeo dell'innovazione, superando frammentazioni normative e favorendo test su scala continentale. L'esponente dem ha aggiunto che sta presentando emendamenti all'Automotive Omnibus per sostenere lo sviluppo della guida autonoma made in Europe, e rafforzare una filiera industriale europea, capace di competere a livello globale. Generando così filiere industriali, know how e, quindi, posti di lavoro.

Tetto in tela e aria aperta: come va e quanto costa la Renault 4 Plein Sud

9 Giugno 2026 ore 11:31
Arriva l'estate e con lei la voglia di viaggiare all'aria aperta. Renault cavalca questo spirito con la 4 Plein Sud, variante della crossover elettrica francese caratterizzata da un tetto apribile in tela che richiama alcune delle interpretazioni più iconiche della R4 originale. Tradizione di famiglia Il nome Plein Sud non è casuale. La nuova arrivata raccoglie una lunga tradizione di Renault 4 aperte o semiaperte che hanno accompagnato la storia del modello praticamente sin dalla sua nascita. La più celebre resta probabilmente la spiaggina Plein Air del 1968, realizzata dalla carrozzeria Sinpar. Niente porte, e una rudimentale capote in tela. Negli anni seguirono altre interpretazioni, come la Frog e altre serie speciali. Tra queste spiccano la Jogging e la Sixties, realizzata in circa 2.200 esemplari su base GTL. Non mancarono anche interpretazioni firmate da carrozzieri come Heuliez. Cosa c'è di nuovo La principale novità è rappresentata naturalmente dalla capote elettrica in tela, lunga 92 centimetri e larga 80. L'apertura interessa una superficie particolarmente ampia e coinvolge anche i passeggeri posteriori, trasformando l'abitacolo. All'anteriore gli occupanti guadagnano circa 2 cm di spazio per la testa. Rispetto alla Renault 4 standard, la Plein Sud rinuncia alle barre portatutto sul tetto, necessarie per lasciare spazio al sistema di apertura a tre pieghe. Come va Al volante la Plein Sud conferma la bontà della piattaforma RGEV. Conserva in toto le buone qualità dinamiche emerse sulla 4 tradizionale, con lo schema multilink al retrotreno che contribuisce a renderla sorprendentemente agile tra le curve. Nonostante la piattaforma sia nata prevedendo la Plein Sud, alcune modifiche strutturali sono state necessarie per ospitare il nuovo tetto. L'incremento di peso, tuttavia, è limitato a circa 30 kg, impercettibile al volante.Lodevole la gestione dei flussi d'aria in abitacolo: il deflettore anteriore è efficace, anche a velocità sostenute. Chiaramente aumenta la rumorosità in abitacolo. Renault dichiara +4% a tetto chiuso rispetto alla variante tradizionale con tetto in lamiera. Peggiora leggermente anche l'autonomia, che arriva a 392 km con un pieno di energia secondo ciclo WLTP. Quello che non cambia è la praticità: il tetto in tela non influisce sulla capacità del vano bagagli, che rimane di 420 litri dichiarati. Prezzi La Renault 4 Plein Sud è disponibile esclusivamente nelle versioni Techno e Iconic, entrambe abbinate al motore da 150 CV e alla batteria da 52 kWh. Il prezzo di partenza è fissato a circa 36.790 euro per la Techno, mentre per la più ricca Iconic occorrono circa 38.970 euro, optional esclusi.

Osca, non solo SUV-coupé: arriva una sportiva V6 su base Lotus

9 Giugno 2026 ore 11:08
Una nuova sportiva italiana è in arrivo. O meglio, una nuova coupé sportiva di un marchio italiano è stata appena annunciata. Si tratta della nuova due posti firmata Osca, il brand riportato in vita dal gruppo DR Automobiles grazie a nuove collaborazioni con marchi cinesi. Il primo è Changan, che farà da base alle vetture a ruote alte (due SUV-coupé da 4,5 e 4,8 metri, la MT6 e la MT8, in arrivo nei prossimi mesi), mentre il secondo non è ancora stato annunciato ufficialmente: tutto, però, porta a pensare che possa trattarsi di Lotus. Anche perché di modelli con le proporzioni dei teaser mostrati durante la presentazione del marchio non è che ce ne siano poi tanti, anzi...  A Macchia d'Isernia le bocche sono cucite, ma parlando con Massimo Di Risio, fondatore del gruppo DR Automobiles, abbiamo raccolto alcune informazioni interessanti. La prima è che dietro l'abitacolo, montato in posizione centrale, ci sarà un V6 sovralimentato. E questo fa pensare al Toyota già disponibile sulla Lotus Emira (che è proposta anche in versione quattro cilindri turbo, con il 2.0 Mercedes-AMG). Questo sei cilindri arriva a erogare 405 CV e 420 Nm: consente alla britannica di toccare i 290 km/h e di completare lo 0-100 in 4,3 secondi. Dati che con tutta probabilità verranno replicati dalla nuova Osca, il cui setup verrà curato dall'ingegner Roberto Fedeli, papà (tra le altre) dell'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio. Se sottopelle dovremmo ritrovare la stessa meccanica della Lotus Emira (trazione posteriore con differenziale a slittamento limitato e cambio manuale a sei marce), l'estetica sarà totalmente made in Italy. Come per gli altri modelli del marchio, lo stile sarà curato dalla Italdesign e verranno impiegate componenti di vari marchi italiani, a partire dalle parti di fibra di carbonio che caratterizzeranno diverse zone della carrozzeria. Totalmente nuovi sono anche i gruppi ottici, con luci diurne circolari, così come le grandi prese d'aria sulla fiancata che si rifanno alle forme delle Osca del passato. Questa nuova sportiva potrebbe arrivare nel 2027 per festeggiare gli 80 anni dalla fondazione del marchio da parte dei Fratelli Maserati, con dimensioni attorno ai 4 metri e 40 e prezzi al di sopra dei 120 mila euro.

Mazda MX-5 2027: l'1.5 sale a 136 CV e arriva la versione Yakudo

9 Giugno 2026 ore 11:04
Mazda ha presentato il Model Year 2027 della MX-5, la roadster a due posti che, da oltre 35 anni, incarna al meglio la filosofia del puro piacere di guida della Casa giapponese. Le novità di questo aggiornamento riguardano la gamma, che si arricchisce del nuovo allestimento Yakudo, e un incremento di potenza del 1.5 aspirato, che passa dagli attuali 132 a 136 CV. La produzione di questo modello è iniziata nel mese di maggio: l'arrivo sui mercati europei è previsto per settembre. I prezzi per l'Italia non sono ancora stati comunicati. Il nuovo allestimento Yakudo La gamma attuale comprende le versioni Prime-Line, Exclusive-Line, Homura e Kazari. Con il MY27 entra a listino la versione Yakudo, riservata alla MX-5 con capote in tela, e che si distingue per i dettagli esterni in color argento, ripreso anche dalle pinze freno Brembo, e per i rivestimenti dei sedili e della plancia in Alcantara. Sulla sportiva Homura arrivano nuovi cerchi di lega da 16" in color nero, pinze freno Brembo rosse, una barra duomi anteriore e ammortizzatori Bilstein. Su tutta la gamma arriva il monitoraggio attivo dell'attenzione del conducente e, su richiesta, la colorazione metallizzata Zinc Green (da ottobre anche sulla CX-30 MY27). Motore più potente (e pulito) La MX-5 MY27 beneficia anche di piccoli aggiornamenti al motore, volti a migliorarne prestazioni ed efficienza: il 1.5 aspirato Skyactiv-G passa da 132 a 136 CV, con la coppia massima che da 152 arriva a 155 Nm. I consumi dichiarati passano da 6,2 a 6,1 l/100 km, e le emissioni da 140 a 139 g/km di CO2. Altri piccoli accorgimenti migliorano l'acustica del motore.

Strade a rischio, lintelligenza artificiale prevede dove si concentreranno gli incidenti

9 Giugno 2026 ore 10:06
L'intelligenza artificiale per creare un modello predittivo capace di stimare dove il pericolo di incidenti stradali sia più elevato nel nostro Paese: questo è l'obiettivo di RoadSafeAI 2.0, sistema sviluppato dal Politecnico di Milano e presentato ieri durante il quinto Forum di The Urban Mobility Council UnipolSai. Per elaborare le previsioni, però, l'IA necessita di una mole enorme di informazioni fornite dall'uomo: milioni di dati telematici raccolti dai veicoli tramite la tecnologia UnipolTech, in particolare dalle scatole nere, che registrano frenate brusche, sterzate e accelerazioni, insieme ai dettagli su traffico e caratteristiche della rete stradale.Una volta ottenuti i risultati, i gestori delle infrastrutture potranno individuare con maggiore precisione le priorità di intervento, nel tentativo di contrastare un fenomeno che resta lontano dagli standard di una nazione civile: nel 2024 in Italia si sono registrate circa 3.000 vittime della strada, secondo i dati Istat più recenti, per un costo sociale stimato in oltre 20 miliardi di euro. Il test in tre città RoadSafeAI 2.0 è già stato applicato a Milano e Genova. I risultati mostrano che il sistema apprende rapidamente il contesto in cui opera, adattandosi alle diverse morfologie urbane e alla densità veicolare. A Napoli, invece, simulando l'assenza di dati diretti e utilizzando esclusivamente immagini provenienti da OpenStreetMap insieme ad algoritmi dedicati, l'intelligenza artificiale è riuscita a individuare la localizzazione delle aree con maggiore o minore intensità di decelerazioni repentine, con un margine di errore pari al 5,5%. La sfida del futuro Si tratta di una tecnologia predittiva che traccia la direzione verso un ecosistema nazionale della sicurezza stradale. L'obiettivo è un sistema in cui l'integrazione tra veicoli connessi, infrastrutture intelligenti e big data permetta alle amministrazioni pubbliche di passare da un approccio reattivo a una vera prevenzione attiva. Nell'attesa, resta evidente come già oggi gli enti locali potrebbero intervenire con maggiore efficacia anche senza strumenti avanzati, migliorando la qualità dell'asfalto e delle ciclabili e intensificando i controlli su chi viola in modo grave le regole della circolazione.

Genesis GV60 Magma arriva in Italia: 650 CV e numeri da sportiva, ecco quanto costa

9 Giugno 2026 ore 11:42
Genesis ha aperto gli ordini per l'italia della GV60 Magma, la variante ad alte prestazioni della SUV elettrica del brand di lusso del gruppo Hyundai (il powertrain è quello della Ioniq 5 N). L'arrivo di questo modello nelle concessionarie è previsto per la fine dell'estate, ma gli ordini sono già aperti: una sola versione, proposta a 88.400 euro: al cliente solo la scelta del colore della carrozzeria. Stile sportivo... Lunga 4.635 mm, larga 1.940 e con un passo di 2.900 mm, la GV60 Magma ha un assetto ribassato di 20 mm rispetto al modello standard, carreggiate allargate e soluzioni volte a massimizzare prestazioni ed efficienza: il paraurti sportivo con tre grandi prese d'aria e le piccole appendici aerodinamiche alle estremità, le minigonne laterali, i flap sui passaruota e il grande spoiler posteriore. I cerchi da 21" in grigio opaco montano pneumatici Pirelli e ospitano dischi anteriori da 400 mm con pinze a 4 pistoncini. ... anche a bordo L'abitacolo mantiene il connubio tra ricercatezza, materiali pregiati e sportività, con i sedili a guscio regolabili elettricamente a dieci vie che si affiancano ai rivestimenti in pelle scamosciata di pannelli porta e console, le cuciture arancioni Magma e le finiture metalliche antiriflesso, il volante esclusivo per questo modello e il pulsante arancione per la modalità di guida più sportiva. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 670 litri, che diventano 1.440 abbassando gli schienali della seconda fila. Prestazioni da sportiva Il powertrain dual motor ha una potenza combinata di 478 kW (650 CV) e una coppia di 790 Nm, che permettono alla SUV di scattare da ferma a 100 km/h in 3,4 secondi, di toccare i 200 km/h in 10,9 secondi e di raggiungere la velocità massima di 264 km/h. La batteria ha una capacità di 84 kWh: l'autonomia dichiarata è di 425 km. In corrente continua si passa dal 10 all'80% in 18 minuti. Tutto (o quasi) di serie La Genesis GV60 Magma arriva nella colorazione pastello Alta White (le tinte metallizzate costano 900 euro, quelle opache/speciali - tra cui il Magma Orange - 2.490 euro), prevede i fari anteriori a matrice di LED, gli specchietti ripiegabili elettricamente, i cerchi di lega da 21" e i vetri posteriori oscurati. Di serie la guida assistita di livello 2, le modalità Launch Control e Drift, dashcam, sensori perimetrali, sospensioni attive, sedili sportivi e pedaliera in alluminio. La garanzia è di 5 anni a chilometraggio illimitato, e comprende anche gli interventi di manutenzione.Genesis GV60 Magma: 88.400 euro

A Brescia un incontro su Mille Miglia e innovazione

8 Giugno 2026 ore 22:29

Non soltanto una competizione, ma un vero acceleratore del progresso tecnico. Era questo il tema al centro di “1000 Innovazioni”, secondo degli incontri organizzati da 1000 Miglia andato in scena oggi 8 giugno al Teatro Grande di Brescia alla vigilia della partenza dell'edizione 2026 della "gara più bella del mondo". Moderato da Laura Confalonieri e Marco Pascali, rispettivamente vicedirettore di Ruoteclassiche e Quattroruote, il talk ha riunito studiosi, tecnici, designer e professionisti del settore per rileggere la Freccia Rossa come contesto di sperimentazione, collaudo e sviluppo dell’automobile.

Banco di prova per l’industria

Al centro del confronto il ruolo storicamente svolto dalla Mille Miglia come banco di prova per nuove soluzioni tecniche. Le difficoltà del percorso, la durata della gara e la necessità di superare problemi spesso imprevisti hanno favorito la nascita e l’affinamento di tecnologie successivamente adottate anche sulle vetture di serie, contribuendo a migliorarne sicurezza, prestazioni e comfort.

Dalle intuizioni alla produzione

Nella prima parte del talk, moderato da Marco Pascali, sono emersi alcuni esempi significativi. Paolo Mazzetti, presidente del Comitato di Gestione del Registro 1000 Miglia, ha ricordato come il tergicristallo, comparso alla Mille Miglia del 1928 su una Lancia Lambda, sia diventato negli anni successivi una presenza sempre più diffusa. Tra le innovazioni citate anche il parabrezza curvo della Lancia Aurelia del 1951 e le gomme intagliate orizzontalmente per migliorare l’aderenza sul bagnato, soluzione adottata dalla Scuderia Ferrari durante la piovosa edizione del 1934 e determinante per la vittoria di Achille Varzi su Tazio Nuvolari, entrambi al volante di un’Alfa Romeo 8C 2300.

Le lezioni delle sconfitte

Nella sessione successiva, condotta da Laura Confalonieri, le testimonianze dei relatori hanno evidenziato come spesso siano stati gli insuccessi, più ancora delle vittorie, a spingere l’evoluzione tecnica. Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Alfa Romeo e responsabile del Centro Documentazione, ha ricordato il ruolo della Alfa Romeo 6C come piattaforma di sperimentazione progettuale, mentre Pietro Camardella, già designer di Pininfarina e Ferrari, ha sottolineato come nel dopoguerra la forte spinta alla ricerca e all’innovazione abbia contribuito alla nascita dell’automobile moderna.

Uno sguardo al futuro

Tra aneddoti, immagini d’archivio e testimonianze, “1000 Innovazioni” ha mostrato come la Mille Miglia sia stata molto più della “corsa più bella del mondo”, come la tradizione vuole sia stata definita da Enzo Ferrari. Un luogo in cui idee, necessità e sfide hanno contribuito a plasmare l’evoluzione dell’automobile e che ancora oggi continua a richiamare l’attenzione sul valore dell’innovazione per il futuro del settore.

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1000 Miglia, tutto pronto: cinque tappe e 2.000 km tra storia e motori

8 Giugno 2026 ore 18:10
Prenderà il via il prossimo 9 giugno da Brescia la 44esima edizione della 1000 Miglia, che si concluderà sabato 13 giugno con il rientro in viale Venezia, nella città lombarda. Come già visto nelle edizioni precedenti, anche quest'anno la Freccia Rossa propone il percorso a otto, ispirato a quello delle prime edizioni della gara di velocità: quasi 2.000 chilometri con 144 prove cronometrate e 8 prove di regolarità, affrontate da equipaggi provenienti da 33 Paesi. Da Brescia a Roma e ritorno Il tracciato della corsa più bella del mondo si articola in cinque tappe. La partenza è prevista da Brescia verso la Val Trompia, quindi Vicenza e primo arrivo a Padova (9 giugno). La seconda giornata prevede il valico dell'Abetone passando da Ferrara, Modena e Reggio Emilia, con arrivo a Montecatini Terme (10 giugno). La terza tappa attraversa la Toscana - Lucca, Pietrasanta, Pisa, Siena e Val d'Orcia - fino al giro di boa a Roma (11 giugno). Il giorno successivo inizia la risalita con passaggi da Assisi, Gubbio e Repubblica di San Marino, quindi arrivo a Rimini (12 giugno). La 1000 Miglia si conclude con il ritorno a Brescia passando da Ferrara e Mantova (13 giugno). Ci sono anche le Alfa degli anni Venti Tra le vetture iscritte spiccano 27 Alfa Romeo anteguerra, tra cui la 8C 2600 MM Spider Zagato SF con il sigillo della Scuderia Ferrari. Presenti anche Ferrari da competizione con motore a 12 cilindri, tra cui le vincitrici 166 MM, 250 MM e 340 America, oltre alle Jaguar C-Type e alle Maserati A6 GCS. In totale sono 79 le vetture Participant, ossia auto che hanno preso parte alla corsa di velocità tra il 1927 e il 1957. Gli eventi di avvicinamento a Brescia iniziano domenica 7 giugno con le verifiche tecniche al Brixia Forum e l'inaugurazione del Villaggio 1000 Miglia in piazza Vittoria.

Confort, efficienza, durabilità: in Cina test più severi per le EREV

8 Giugno 2026 ore 18:02
La Cina cambia le regole sulle EREV (Extended Range Electric Vehicle), ovvero le vetture a propulsione elettrica dotate di un motore termico utilizzato esclusivamente come generatore. La modifica delle omologazioni rispetto agli standard introdotti otto anni fa arriva dopo che questa categoria ha superato, sul mercato interno, il milione di esemplari venduti in un solo anno, con una tendenza chiaramente in crescita anche nel prossimo futuro. Le nuove norme entreranno in vigore dall'1 novembre. Prestazioni, affidabilità e confort Per comprendere la portata dell'aggiornamento, sviluppato in collaborazione con i costruttori, è necessario analizzare gli ambiti di intervento: non solo aspetti tecnici come la compatibilità elettromagnetica (EMC), ma soprattutto parametri standardizzati che riducono i margini di interpretazione delle Case e tutelano i clienti sotto il profilo delle prestazioni, dell'affidabilità e del confort. Simulare 300.000 km di guida Il primo fronte riguarda l'NVH, cioè il controllo di rumorosità e vibrazioni. Rispetto al passato, vengono introdotti test specifici, finora assenti, destinati a misurare in modo più preciso il confort a bordo. Un altro ambito centrale è quello delle prestazioni: i powertrain elettrici con potenze inferiori a 50 kW dovranno garantire una costanza di rendimento con variazioni massime di 1,5 kW, escludendo di fatto le soluzioni meno efficienti o progettate per risultare competitive solo in fase di omologazione.Infine, sono previsti test di durabilità particolarmente severi, con cicli di affaticamento pari a 750 ore di guida e 100.000 sequenze di Start-Stop, pensati per verificare l'affidabilità di sistemi sempre più complessi. Secondo le simulazioni, queste prove equivalgono a circa 300.000 km di utilizzo reale del veicolo, con particolare attenzione allo stress del ciclo urbano.

Opel Astra e Corsa cambiano con la nuova base STLA One: produzione a Rüsselsheim

8 Giugno 2026 ore 17:30
Stellantis ha presentato il piano strategico FaSTLAne 2030 il 21 maggio scorso, ma nei giorni successivi ha fornito diverse indicazioni sul futuro di alcuni brand europei e di specifici impianti. il caso delle precisazioni su Alfa Romeo o degli investimenti nella fabbrica francese di Mulhouse. Ora arriva un nuovo annuncio, questa volta relativo a Opel e alla sede storica di Rüsselsheim. Il gruppo ha infatti rivelato l'intenzione di assegnare allo stabilimento tedesco la nuova piattaforma STLA One per produrre la prossima generazione dell'Astra.Il progetto si aggiunge a un piano di investimenti sulle attività tedesche che vale risorse complessive per oltre un miliardo di euro fino al 2030. STLA One anche per Corsa Rüsselsheim continuerà dunque a produrre Astra, ma sulla nuova piattaforma STLA One. La berlina rientra nel piano prodotti svelato il 21 maggio dall'amministratore delegato del marchio del Blitz, Florian Huettl. Opel ha in programma il lancio di quattro novità entro la fine del decennio: oltre alla futura Astra, debutterà anche la prossima generazione della Corsa. La due volumi sarà basata sulla nuova architettura, che con ogni probabilità verrà assegnata pure allo stabilimento che oggi assembla il modello, cioè Saragozza (finora l'adozione della STLA One è stata ufficializzata soltanto per Mulhouse).Ad Astra e Corsa si aggiungerà poi un'inedita SUV destinata a completare l'offerta nel segmento C accanto a Frontera e Grandland. Il modello nascerà da una collaborazione industriale con Leapmotor: verrà progettato a Rüsselsheim, sviluppato tra Germania e Cina e assemblato dal 2028 a Saragozza.  L'investimento nella produzione della nuova generazione di Astra a Rüsselsheim sottolinea l'attenzione di Stellantis verso la Germania e l'importanza di Opel, ha dichiarato Emanuele Cappellano, direttore operativo di Stellantis per l'Europa, ricordando che il segmento C, che rappresenta circa il 30% delle vendite totali di auto in Europa, è una componente chiave della strategia del gruppo per rafforzare la presenza sul mercato.Per Huettl, il progetto ribadisce l'impegno di Opel nei confronti della Germania come polo industriale. Sulla stessa linea anche Xavier Chéreau, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Opel Automobile GmbH: Opel e Vauxhall rappresentano una risorsa significativa per Stellantis e rivestono un ruolo particolarmente importante in Europa. Il made in Germany' è un marchio di qualità riconosciuto a livello globale e costituisce un vantaggio strategico all'interno del gruppo, rafforzato da una solida base industriale e da un dialogo di alto livello con le parti sociali.

Dodge Charger torna in Europa: 6 cilindri Hurricane o elettrica fino a 670 CV

8 Giugno 2026 ore 17:28
In occasione del sessantesimo anniversario della Charger, che ha debuttato nel 1966, il gruppo Stellantis si prepara a far tornare in Europa una delle muscle car per eccellenza. La nuova Dodge Charger arriverà grazie all'importatore KW Automotive, con motorizzazioni a benzina e full electric, con carrozzeria a due o quattro porte. Nelle prossime settimane verranno comunicati maggiori dettagli in merito alle tempistiche di commercializzazione e ai prezzi. A benzina o elettrica, da 420 a 670 CV Le Dodge Charger a benzina montano il sei cilindri benzina da 3.0 litri Hurricane, nelle versioni Sixpack da 420 CV o Scat Pack da 550 CV: entrambe hanno il cambio automatico a otto rapporti, il differenziale posteriore autobloccante e la trazione integrale. La più potente monta freni Brembo e scatta da ferma a 96 km/h (60 mph) in 3,9 secondi. Per quanto riguarda la variante full electric Charger Daytona, due le varianti in arrivo: la R/T da 536 CV e la Scat Pack da 670 CV, entrambe con powertrain dual motor, batteria da 94 kWh e trazione integrale. Quanto costerà la Dodge I prezzi per il mercato europeo verranno comunicati più avanti, ma negli Stati Uniti (al netto di tasse e destination charge) la Charger a benzina apre da 49.995 dollari, pari a poco più di 43 mila euro, mentre l'elettrica attacca a 59.595 dollari, circa 51.500 euro.

Osca MT6, la SUV-coupé che riporta in vita il marchio dei fratelli Maserati

9 Giugno 2026 ore 10:53
L'ambizioso progetto industriale di Massimo Di Risio, Historic Italian Brands, sta poco alla volta concretizzandosi: dopo la presentazione dei primi modelli a marchio Itala tocca alla vettura che rilancia il brand O.S.C.A. (Officine Specializzate Costruzione Automobili), fondato dai fratelli Maserati e attivo dal 1947 al 1967: l'auto si chiama MT6 ed è una SUV-coupé lunga poco più di quattro metri e mezzo, presentata ufficialmente sul circuito di Imola. La MT6 arriverà nelle concessionarie a settembre, con un listino che parte da 49.000 euro. Linee firmate Italdesign Osca MT6 è lunga 4.515 mm, larga 1.870, alta 1.565 e ha un passo di 2.710 mm. Le linee, disegnate dal centro stile di Fabbrica Italia con la collaborazione di Italdesign, presentano gruppi ottici sottili e un'enorme calandra ottagonale in fibra di carbonio, che occupa quasi tutto il frontale. Tante le nervature su cofano e fiancate, a mettere in risalto i "muscoli" di questa SUV-coupé, che di fianco si caratterizza per la linea di cintura alta e che risale verso il posteriore, dove si incontra con le linee spioventi del tetto. Le maniglie anteriori sono a filo carrozzeria, mentre quelle posteriori sono integrate nelle portiere. Al posteriore spiccano i quattro scarichi e il fendinebbia al centro del diffusore (anch'esso in carbonio), mentre sul portellone è presente, in nero lucido, la grande scritta O.S.C.A. A dare carattere all'auto anche i cerchi di lega da 21" firmati da Mak e con pneumatici sportivi Pirelli P-Zero. Le sedute sono firmate Recaro Nell'abitacolo spiccano i sedili avvolgenti sviluppati insieme a Recaro, rivestiti in pelle e Alcantara: materiali che tornano anche sui pannelli porta e sulla plancia, rivolta verso il conducente. Su richiesta sarà disponibile anche una seduta racing realizzata proprio da Recaro, abbinata a cinture Sabelt. Dietro il volante a tre razze si trova il doppio display da 10,25" per strumentazione digitale e infotainment (con supporto per Apple CarPlay Ultra). A completare la dotazione provvedono due piastre di ricarica wireless per gli smartphone, le regolazioni elettriche per i sedili anteriori (riscaldati e ventilati) e il tetto panoramico in cristallo con tendina elettrica. Di serie anche la guida assistita di livello 2 e il parcheggio automatico. La piattaforma è Changan Realizzata su piattaforma fornita da Changan, partner del progetto HIB, la MT6 monta un quattro cilindri 1.5 TGDI abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti: ancora non sono state comunicate le specifiche tecniche di potenza e coppia, solo il dato della velocità massima, ossia 190 km/h. Tutti gli elementi legati alla dinamica di guida dell'auto, dalle sospensioni agli ammortizzatori, dall'impianto frenante maggiorato all'elettronica di gestione del motore, sono stati messi a punto da un team guidato da Roberto Fedeli. Quanto costa la Osca MT6 La nuova Osca MT6 è proposta in un unico allestimento, da 49.000 euro tutto incluso: al cliente solo la scelta dei colori di carrozzeria e interni. Le consegne inizieranno a partire dal mese di settembre. La MT6 debutterà alla 1000 Miglia, con due prototipi alimentati a BenZero (benzina ottenuta per il 65% da fonti rinnovabili) che "scorteranno" la storica MT4 Siluro.  Poi toccherà alla MT8 Accanto a loro anche il prossimo modello della Osca, coperto da camuffature opache, che verrà presentato ufficialmente nei prossimi mesi: si chiama MT8 ed è una crossover coupé lunga 4,87 metri, equipaggiata con un 2.0 TGDI, disponibile con trazione anteriore oppure integrale.

Herbert Schnitzer, addio alluomo dei successi BMW nel motorsport

8 Giugno 2026 ore 15:29
scomparso all'età di 85 anni Herbert Schnitzer, ultimo dei fratelli che hanno dato vita al team Schnitzer, protagonista dei grandi successi di BMW nel motorsport. Dalla prima concessionaria del marchio tedesco aperta nel 1964 a Freilassing, la famiglia Schnitzer ha costruito un vero impero: nel 1966 il fratello Joseph conquistò il campionato turismo tedesco con una 2000 Ti preparata dalla squadra, avviando una lunga serie di affermazioni. BMW, un legame storico Il grande pubblico ricorda soprattutto i trionfi della M3 nell'Europeo Turismo negli anni '80, ma il riconoscimento più prestigioso è stato il ruolo di rappresentante ufficiale di BMW alla 24 Ore di Le Mans tra il 1989 e il 2010, con cinque vittorie complessive. Cinque anche i successi ottenuti alla 24 Ore di Spa. Nel corso dei decenni il team Schnitzer ha conquistato titoli in DTM, STW, ALMS, WTCC e GT World Cup, consolidando una presenza vincente in diverse categorie. Nel 2020 si è conclusa la collaborazione con BMW, mentre è proseguita l'attività del Team Schnitzer Classic gestito dalla famiglia Trautwein. Il successo della AC SchnitzerHerbert Schnitzer ha avuto inoltre il merito di fondare nel 1987, insieme a Willi Kohl, AC Schnitzer, azienda specializzata nella preparazione di modelli BMW con sede ad Aachen. Nel tempo il marchio si è distinto per stile, prestazioni e soluzioni tecniche derivate dalle competizioni, arrivando a lavorare anche su vetture Mini e, dal 2019, sulla Toyota Supra sviluppata sulla base della BMW Z4.

Peugeot e-208 GTi, ecco com'è fatta l'elettrica da 281 CV: debutto ufficiale a Le Mans

8 Giugno 2026 ore 14:54
Peugeot celebra i 100 anni dalla prima partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, e lo fa presentando la nuova generazione di uno dei suoi modelli sportivi più amati, la Peugeot e-208 GTi: la piccola ad alte prestazioni verrà presentata ufficialmente il prossimo 12 giugno nel corso di una conferenza stampa tenuta da Alain Favey, ceo della Casa del Leone, proprio a Le Mans. All'insegna della sportività Nell'attesa, a partire da domani Peugeot presenterà tre diverse e-208 GTi in blu, bianco e rosso, a richiamare il tricolore transalpino. Il modello di serie, spiega la Casa in una nota, sarà "molto simile alla concept presentata lo scorso anno", accolta "con entusiasmo" da clienti e appassionati del brand GTi. In attesa della presentazione ufficiale, la prima immagine pubblicata da Peugeot mostra l'auto nella sua versione definitiva, che si distingue dalle altre 208 per i tanti richiami rossi sulla carrozzeria: il contorno del logo del Leone (anche al centro delle ruote), le lamelle orizzontali ai lati della calandra, il profilo sotto i proiettori e la profilatura delle protezioni in plastica sui passaruota. Assetto ribassato e carreggiate allargate Per quanto riguarda powertrain e meccanica, la Peugeot e-208 GTi riprende la configurazione già vista sulla Ypsilon HF (e sulla nuova Corsa GSE): motore elettrico da 281 CV e 345 Nm di coppia, differenziale autobloccante all'anteriore, telaio ribassato di 30 mm e carreggiate allargate di 56 mm davanti e di 27 dietro, dove c'è anche una barra antirollio. Con questi numeri, la compatta sportiva dovrebbe scattare da ferma a 100 km/h in 5,7 secondi, fino a raggiunge la velocità massima (limitata elettronicamente) di 180 km/h. La batteria ha una capacità di 54 kWh e un sistema di raffreddamento specifico per gestire la potenza extra di questo modello, e assicurare un'autonomia di 350 km nel ciclo Wltp.

Dacia Sandero ibrida col motore della Clio: cosa sappiamo su prezzi e consumi

8 Giugno 2026 ore 14:39
La Dacia Sandero resta una delle auto di maggior successo in Italia: dopo alcuni mesi in ombra, l'avvio delle consegne del restyling ha riportato la compatta sul podio delle più vendute. Anche a maggio si è piazzata seconda, alle spalle dell'inossidabile Pandina. La novità principale per il 2026 è l'arrivo della motorizzazione full hybrid di derivazione Renault, destinata a renderla ancora più interessante per le famiglie in cerca di un'auto concreta, ben realizzata e ancora più efficiente nei consumi. Fuori non cambia La Dacia Sandero full hybrid arriverà entro la fine dell'anno senza modifiche estetiche: manterrà tutte le novità introdotte dal recente restyling, a partire dalla nuova firma luminosa a "T" rovesciata e dalla calandra ridisegnata con inserti a effetto pixel color argento su fondo nero. Aggiornati anche i gruppi ottici posteriori, mentre la Stepway adotta una fascia nero opaco che attraversa il portellone. Sempre per la variante con impostazione crossover, le protezioni in plastica sono realizzate in Sparkle, già presente su Duster e Bigster. Dentro è più moderna Anche l'abitacolo conferma l'impostazione delle altre versioni. Il quadro strumenti digitale da 7" presenta una grafica aggiornata sugli allestimenti top (Journey ed Extreme), mentre il sistema di infotainment da 10" è disponibile a partire dalla versione Expression. Rivisti ergonomia del volante e selettore del cambio automatico. Nel complesso migliorano materiali e finiture, così come le possibilità di arricchire la dotazione con accessori come la ricarica wireless per smartphone e il navigatore connesso. Il motore è quello della Clio Il sistema full hybrid E-Tech da 155 CV segna il debutto dell'elettrificazione sulla Sandero. Il powertrain, sviluppato da Renault, è già disponibile su Jogger, Duster e Bigster (in configurazione fino a 158 CV per le SUV). Il motore termico è un quattro cilindri aspirato da 1.789 cc prodotto da Horse, da 109 CV, funzionante secondo il ciclo Atkinson con iniezione diretta a 350 bar per aumentare l'efficienza e ridurre consumi ed emissioni. La componente elettrica prevede uno schema serie-parallelo con un'unità da 36 kW (49 CV) e 205 Nm, affiancata da un secondo motore elettrico da 15 kW (20 CV) e da una batteria agli ioni di litio da 1,4 kWh. La potenza complessiva raggiunge 114 kW (155 CV), con trasmissione automatica elettroattuata a 4 marce. In città potrebbe sfiorare i 29 km/l Non sono ancora disponibili i dati ufficiali sui consumi della Sandero full hybrid, ma è possibile fare riferimento ai rilievi del Centro prove sulla nuova Renault Clio, il modello tecnicamente più vicino. La sesta generazione ha registrato una media di 21,2 km/l, con picchi di 28,9 km/l in città (22,4 km/l in statale e 15,5 km/l in autostrada). Valori molto interessanti, soprattutto nell'attuale contesto di rincaro dei carburanti. Per la Sandero è plausibile ipotizzare percorrenze leggermente migliori, considerando un peso potenzialmente inferiore. Quanto costerà la Sandero full hybrid? Il tema prezzo sarà centrale: la Sandero parte oggi da 14.800 euro per la Streetway da 65 CV e da 16.500 euro per la Stepway a GPL da 120 CV. Sulla Jogger il passaggio al full hybrid comporta un aumento di 4.450 euro: mantenendo lo stesso differenziale, la Sandero full hybrid potrebbe partire da poco oltre i 19.000 euro. Una soglia che la renderebbe tra le full hybrid più accessibili del segmento urbano, al di sotto o in linea con modelli come Toyota Aygo X (da 20.850 euro) e Fiat 500 e Grande Panda (da 19.900 euro).

Jacky Ickx: Le Mans non è una gara, ma una storia sulla vita

8 Giugno 2026 ore 14:23
Ha corso e vinto ovunque. Sull'asfalto, nel fango, nella notte. E dove una strada non esisteva ancora, spesso è stato lui a immaginarla, disegnarla e dominarla. Jacky Ickx non appartiene soltanto alla storia dell'automobilismo: fa parte di quella rarissima categoria di uomini capaci di attraversare un'epoca intera restando sempre contemporanei. Sei vittorie alla 24 Ore di Le Mans, successi in Formula 1, nel Mondiale Endurance e persino alla Dakar. Ma soprattutto una visione quasi filosofica della corsa, del rischio e della libertà. La 24 Ore di Le Mans: molto più di una semplice garaUna chiacchierata, come con un vecchio amico, per parlare della gara per eccellenza: la 24 Ore di Le Mans e ciò che rappresenta oggi. La risposta diventa qualcosa di più profondo di una semplice intervista. Non è una storia su Jacky Ickx, dice con un sorriso accennato. una storia sulla vita. Tutto, nelle sue parole, parte da qui. Dalla convinzione che la 24 Ore non sia soltanto una competizione automobilistica, ma uno dei luoghi simbolici del Novecento industriale e umano. Per Ickx, Le Mans è sopravvissuta perché ha saputo unire tecnologia, uomini, tragedie, pubblico e libertà. La macchina ha cambiato il mondo, racconta. Ha dato all'uomo la libertà di andare dove voleva. E la corsa è stata un'opportunità straordinaria per svilupparne la tecnica. Il fascino intramontabile della Sarthe Arriva poi il punto centrale, quello che spiega perché la Sarthe continui a esercitare un fascino unico rispetto a qualsiasi altra corsa. Perché è una leggenda? Perché ci sono le storie. I piloti. Le macchine. Gli organizzatori. Ma soprattutto il pubblico. Quando hai trecentomila persone che vengono lì, capisci che quella gara appartiene davvero alla gente. Nelle sue parole non c'è nostalgia. O almeno non nel senso romantico. Quando gli si chiede se il motorsport moderno abbia perso parte della magia di un tempo, Ickx rifiuta quasi il confronto. Il mondo di ieri non assomiglia a quello di oggi. Non mi interessa dire se prima era meglio. finito. Ogni epoca è diversa. Rischio, responsabilità e sicurezza Anche sulla sicurezza evita ogni retorica. Lui, che contribuì simbolicamente a cambiare per sempre la celebre partenza di Le Mans attraversando lentamente la pista e allacciandosi le cinture prima di partire, preferisce parlare di responsabilità più che di eroismo. Fare qualcosa di rischioso è una libertà. Ma certe cose erano semplicemente stupide. Ricorda l'incidente mortale di John Woolfe nel 1969 come uno spartiacque definitivo. Non una battaglia ideologica, ma il momento in cui il motorsport comprese davvero che la sicurezza non era un dettaglio secondario. Eppure, nonostante tutto, la paura non sembra avere spazio nella sua testa. Se pensi al rischio anche solo per un secondo, sei già battuto. Lo dice con una calma quasi disarmante. Non come una posa da uomo duro, ma come una spiegazione tecnica, mentale, esistenziale. Per lui guidare significava entrare in uno stato assoluto di concentrazione. Pensare alla paura equivaleva ad accettare la sconfitta. Il leggendario ritorno della Ferrari con la 499P Il discorso torna inevitabilmente a Ferrari. Al ritorno della 499P e alla vittoria arrivata cinquant'anni dopo l'ultima. Nessuno si aspettava una cosa del genere. Ed è proprio questo che crea la leggenda. Sorride mentre lo dice, consapevole che Le Mans vive anche di imprese quasi impossibili, di storie che sembrano troppo belle per essere reali. Le Mans: storia, coraggio e passioneE forse è proprio questo il punto. Ascoltando Jacky Ickx si capisce che la 24 Ore non è soltanto una corsa lunga un giorno intero. un posto dove da oltre cento anni continuano a incontrarsi industria, coraggio, memoria e passione popolare. Ed è probabilmente per questo che ancora oggi bastano due parole Le Mans per cambiare lo sguardo di chi l'ha vissuta davvero. Sembrano troppo belle per essere vere. E forse è proprio questo il punto. Ascoltando Jacky Ickx si capisce che la 24 Ore non è soltanto una corsa lunga un giorno intero. un posto dove da oltre cento anni continuano a incontrarsi industria, coraggio, memoria e passione popolare. Ed è probabilmente per questo che ancora oggi bastano due parole Le Mans per cambiare lo sguardo di chi l'ha vissuta davvero.

TikTok Car? ByteDance smentisce

8 Giugno 2026 ore 14:12
ByteDance, la società madre di TikTok, smentisce i piani per il lancio di un'auto in collaborazione col gruppo Seres. La holding di Pechino ha chiarito che non sta pianificando il debutto di vetture o marchi automobilistici, specificando di non detenere alcuna quota in Saidou Technology, la controllata di Seres nata dalla ristrutturazione del brand Landian: si limiterà a fornire tecnologie per lo smart cockpit e sull'intelligenza artificiale per l'industria automotive, tenendo il brand del social network separato da queste operazioni industriali.

BYD Great Han: le prime foto della nuova ammiraglia elettrica e plug-in hybrid

8 Giugno 2026 ore 12:31
BYD ha pubblicato le prime immagini della Great Han, futura ammiraglia della gamma Dynasty. La berlina, ancora parzialmente protetta da pellicole e priva di denominazione definitiva, condivide la piattaforma con la Great Tang ma si distingue per uno stile molto slanciato, quasi da coupé a quattro porte, con particolare attenzione all'efficienza aerodinamica. Oltre 1.000 km con l'elettrica La BYD Great Han sarà in vendita in Cina entro fine anno, con prezzi ancora da definire. I clienti potranno scegliere tra varianti plug-in hybrid ed elettriche, entrambe equipaggiate con batterie Blade di seconda generazione, progettate per supportare le ricariche più rapide disponibili sul mercato. BYD non ha ancora diffuso i dati tecnici completi, ma ha confermato che l'autonomia della versione elettrica varierà da 880 a 1.008 km nel ciclo cinese, a seconda della configurazione con trazione posteriore o integrale.

Auto, il 2035 si complica: scontri politici e rinvii frenano la revisione

8 Giugno 2026 ore 12:19
La revisione dei regolamenti sulle emissioni degli autoveicoli è uno dei dossier più caldi per l'industria europea. Purtroppo, come abbiamo raccontato di recente anche grazie all'aiuto del presidente dell'Anfia, Roberto Vavassori, i tempi sono tutto tranne che brevi.Lo scorso dicembre, la Commissione Ue ha presentato il tanto atteso pacchetto Automotive, con la relativa cancellazione mascherata dell'obiettivo di riduzione delle emissioni del 100% nel 2035, facendo così scattare un iter che ha fatto pochi passi avanti. Le proposte di Bruxelles, infatti, devono essere prima esaminate dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo. Sarà questo organismo a definire una posizione da sottoporre al voto degli eurodeputati riuniti in seduta plenaria. Poi toccherà al Consiglio Ue esprimersi e non è esclusa neanche la possibilità che scatti il Trilogo per trovare una quadra tra le istanze dei tre organi di riferimento del blocco comunitario.Al momento il voto parlamentare è previsto per novembre, ma Vavassori non ha escluso la possibilità di tempi ancora più lunghi. Insomma, l'incertezza la fa da padrona, ancor più alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni: infatti, è emersa una chiara spaccatura tra i principali schieramenti politici che sostengono l'attuale Commissione e il suo presidente Ursula von der Leyen. Il nodo elettorale L'unica certezza è rappresentata dai tanti appuntamenti elettorali del 2027: ad aprile sono in programma le elezioni presidenziali francesi, ad agosto le elezioni generali spagnole e nel mezzo (forse a fine maggio) le elezioni politiche italiane. Non sono quindi un caso le dichiarazioni ad Automobilwoche di Jens Gieseke, eurodeputato del partito tedesco della CDU, nonché portavoce del Ppe per la Commissione Trasporti e membro della Commissione Ambiente: Tutto deve essere finalizzato entro la fine del primo trimestre del 2027".Da novembre in poi, sarà quindi una corsa contro il tempo per evitare lo stallo prodotto dagli effetti delle tornate elettorali in tre importanti Paesi europei, che da tempo hanno assunto una chiara posizione sulle politiche di Bruxelles per l'auto. di pochi giorni fa una lettera inviata, tra gli altri, da Francia e Spagna per chiedere alla Commissione di mantenere le politiche a favore della mobilità elettrica e, soprattutto, l'obiettivo zero emissioni al 2035. Si tratta di una posizione nettamente contrastante con quella di Germania e Italia, favorevoli a una profonda revisione per tener conto delle conseguenze sociali ed economiche dei regolamenti comunitari. Bozze e contro-bozze La spaccatura tra i Paesi si riflette negli schieramenti parlamentari della maggioranza Ursula. Basta leggere le bozze di relazione presentate alla Commissione Ambiente. La prima, a firma di Massimiliano Salini del Ppe, prevede una serie di modifiche al pacchetto Automotive, tra cui una riduzione "reale del 90%" delle emissioni, eliminando il meccanismo dei crediti proposto da Bruxelles. La Commissione propone sì di arrivare al 90%, ossia circa 11,5 grammi di CO2, ma lega il restante 10% a due condizioni: utilizzo di acciaio verde (7%) e ricorso ai carburanti alternativi (3%).Il meccanismo è estremamente macchinoso, ma c'è un aspetto ancor più controverso: il trattamento delle flotte aziendali. A tal proposito, Tiemo Wölken e Franois Wölken del Gruppo Socialdemocratico hanno depositato una seconda bozza di relazione con misure ancor più restrittive di quelle della Commissione. Bruxelles, per spingere l'elettrificazione delle auto delle grandi imprese (con 250 o più dipendenti o un fatturato di 50 milioni di euro), ha definito target obbligatori per ogni Paese. Per esempio, si stabilisce per la Germania un obiettivo minimo del 54% di veicoli a zero emissioni al 2030 e del 95% al 2035. La bozza alza il primo target al 65% e il secondo al 99%. Per l'Italia, invece, si passa dal 45% al 54% e dall'80% all'84%. Nel complesso, l'Ue dovrebbe arrivare per la fine del decennio a un mix di elettriche nelle flotte aziendali del 54%, contro il 45% indicato dalla Commissione. Inoltre, la bozza di Wölken e Wölken chiede agli Stati di non concedere agevolazioni fiscali alle auto aziendali alimentate a combustibili fossili a partire dal 2028 e di privilegiare solo le auto a batteria prodotte in Europa. L'insoddisfazione tedesca La relazione dei socialdemocratici ha già scatenato una veemente reazione non solo all'interno del Ppe. L'associazione tedesca dell'industria automobilistica, Vda, ha già bocciato la bozza, respingendo qualsiasi ipotesi di ulteriore innalzamento del livello di ambizione già discusso in passato. L'influente organizzazione presieduta da Hildegard Müller ha quindi bollato come controproducenti nuove misure che rischiano di complicare una transizione già di per sé economicamente complessa e di aumentare gli oneri burocratici per imprese e fleet manager. A tal proposito Müller ricorda la posizione di Berlino, che ha già espresso la sua opposizione alle misure del pacchetto Automotive per le flotte e ribadisce l'invito a Bruxelles a migliorare le condizioni per la mobilità elettrica, tra cui la modernizzazione delle reti e prezzi più bassi dell'energia.Ovviamente, la Germania ha un peso cruciale. Il Ppe potrebbe anche affidarsi ai partiti più radicali per ottenere il via libera alle sue proposte, ma il cancelliere Friedrich Merz, secondo alcune ricostruzioni, spinge per un accordo tra il partito popolare e gli altri partiti della maggioranza (oltre ai socialdemocratici, anche i liberali di Renew). In tal caso, però, si rischia di arrivare a un compromesso insoddisfacente per l'industria dell'auto europea e incapace di sgombrare il campo dall'attuale clima di incertezza normativa.

Smartphone, alcol, droghe: i ragazzi faccia a faccia con i pericoli alla guida

8 Giugno 2026 ore 16:15
I giovani al centro del confronto sulla sicurezza stradale. Al Villaggio Arma di Roma, in occasione del 212 Annuale di Fondazione dei Carabinieri, istituzioni, esperti e studenti si sono incontrati per riflettere su rischi e comportamenti alla guida. Tra distrazioni, uso dello smartphone e consumo di alcol, il messaggio è netto: la sicurezza nasce prima di tutto da scelte consapevoli. Rischi simulati per capire quelli veri L'incontro è stato moderato dal nostro direttore Alessandro Lago e in sala erano presenti anche quattro classi di scuole medie: guidatrici e guidatori di domani, ma già oggi utenti della strada come pedoni o passeggeri. I ragazzi hanno ascoltato con attenzione gli interventi e, al termine, partecipato a prove con visori che simulano la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. "Non siamo mai stati così distratti è l'avvertimento che il direttore di Quattroruote ha dato agli studenti, invitandoli a testare le difficoltà - e le insidie - cui andiamo incontro quando tentiamo di svolgere più azioni contemporaneamente. L'esperimento ha evidenziato quanto l'attenzione alla guida possa essere compromessa da fattori esterni, su tutti l'uso dello smartphone: non a caso, la nostra rivista ha lanciato la campagna Stop Cellular, dedicata al corretto utilizzo del telefono durante la guida. Aiuto dalla tecnologia, ma il fattore umano resta al centro Il tenente colonnello Giuseppe Nardò, comandante del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Roma, ha portato il punto di vista operativo dei militari impegnati nei controlli su strada. Se da una parte i sistemi presenti sulle auto più moderne aiutano a compensare alcune distrazioni, dall'altra resta centrale il fattore umano, decisivo per prevenire incidenti. Accanto ai dispositivi elettronici, Nardò ha richiamato l'attenzione sui rischi legati all'abuso di alcol e all'uso di sostanze stupefacenti alla guida. Ragazzi che educano ragazzi A rafforzare il messaggio Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente di Ragazzi on the road APS, associazione che promuove il progetto On the road, dedicato all'educazione alla sicurezza stradale e alla legalità. L'iniziativa coinvolge i giovani in attività di pattuglia e soccorso, favorendo senso civico e consapevolezza.Nata 19 anni fa, l'associazione ha coinvolto oltre 1.600 giovani ed è attiva in più di 160 Comuni con percorsi di volontariato, PCTO e programmi rieducativi. Ai partecipanti con più di 16 anni viene offerta la possibilità di affiancare, in turni reali e dopo una formazione specifica, Polizia Locale, Forze dell'Ordine e operatori del soccorso, entrando in contatto diretto con la gestione delle emergenze e la tutela del bene comune. Il Villaggio Arma: la carta d'identità dei CarabinieriIl Villaggio Arma, iniziativa lanciata lo scorso anno dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, ha offerto al pubblico uno spaccato completo delle attività della Benemerita, anche attraverso incontri tematici in cui gli ufficiali hanno illustrato nel dettaglio i rispettivi ambiti operativi. Un progetto che ha contribuito ad avvicinare l'Istituzione ai cittadini e che è rimasto aperto fino a domenica 7 giugno, per chiudersi con l'esibizione equestre e il tradizionale Carosello storico dell'Arma dei Carabinieri.

L'IA sta già rivoluzionando il post-vendita

9 Giugno 2026 ore 09:40
L'intelligenza artificiale "sta già rivoluzionando" il post-vendita in campo automobilistico e in particolare il mercato dei ricambi e dei servizi.  questa la principale evidenza di un nuovo studio di McKinsey & Company sull'impatto dell'Ia e, soprattutto, sulle possibilità delle aziende di usare in modo efficare i nuovi tool informatici per ottenere un vantaggio competitivo. Con l'IA opportunità di crescita Lo studio parte dal presupposto che per tutte le aziende industriali applicare l'intelligenza artificiale all'aftermarket e ai servizi può rappresentare una fonte di differenziazione, oltre a generare risparmi in termini di costi e tempi, migliorare l'esperienza del cliente e quindi garantire opportunità di crescita e redditività. In particolare le realtà capaci di applicare l'IA in modo efficace saranno "in grado di interagire con un numero maggiore di clienti in modi più significativi, ampliare la portata delle competenze disponibili, anticipare le esigenze e offrire risultati con un livello di velocità e coerenza che in passato era difficile raggiungere", spiega Simone Vesco, Responsabile per il Mediterraneo per il settore Advanced Industries della società di consulenza e tra gli autori della ricerca. Al contrario, chi la applicherà in modo inefficace "faticherà a soddisfare le aspettative dei clienti e troverà più difficile reperire personale, erogare servizi e monetizzarli".Non deve quindi stupire il fatto che, secondo lo studio, l'adozione dell'intelligenza artificiale stia acquisendo slancio nei settori industriali, passando da una fase sperimentale a una diffusione su larga scala. Del resto, chi oggi integra l'IA generativa e l'IA agentica nelle decisioni operative quotidiane può migliorare crescita, esperienza del cliente, produttività e costo del servizio. Un potenziale evidente  A tal proposito, lo studio individua cinque fasi in cui l'intelligenza artificiale può migliorare l'offerta. La prima, dall'innovazione al mercato, è quella dello sviluppo e del lancio dei prodotti: digital twin e machine learning riducono i tempi di progettazione di ricambi e componenti e aiutano a sviluppare nuove offerte aftermarket. La seconda, dal mercato all'ordine, comprende lo sviluppo commerciale e l'acquisizione degli ordini e beneficia di motori intelligenti di pricing in grado di raccomandare sconti sulla base dell'effettiva elasticità della domanda e dei segnali provenienti dalla concorrenza. La terza, dall'ordine alla consegna, include approvvigionamento, produzione e consegna del prodotto e migliora l'efficienza grazie a soluzioni avanzate di ottimizzazione dei processi: l'IA, per esempio, può essere integrata nelle attività di diagnostica remota per valutare le modalità di guasto, predisporre i componenti necessari e programmare l'intervento del tecnico più adatto quando l'apparecchiatura viene portata in riparazione. La quarta, dalla consegna all'incasso, riguarda la gestione dei pagamenti da parte dei clienti: l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per automatizzare la fatturazione, creare ordini di servizio, correggere gli errori direttamente all'origine e ottimizzare la gestione degli incassi. Infine, la quinta interessa i cosiddetti fattori abilitanti: copilot basati sull'IA possono supportare tecnici sul campo, personale commerciale dell'aftermarket e responsabili della pianificazione."Le evidenze provenienti dalle implementazioni nei servizi sul campo suggeriscono che, rispetto alle aziende che utilizzano approcci più tradizionali, i principali utilizzatori dell'IA stanno già ottenendo risultati significativamente migliori nelle metriche più rilevanti, come i tempi di risoluzione dei problemi, i tassi di risoluzione al primo intervento e la produttività dei tecnici", sottolineano gli autori dello studio, non senza lanciare un avvertimento: "Il potenziale dell'IA è evidente, ma il percorso da seguire non è uguale per tutti. Prima di avviare il proprio percorso di trasformazione, i leader aziendali possono soffermarsi su alcuni interrogativi: dove otteniamo valore dall'applicazione dell'AI, cosa serve per scalare, come favorire l'adozione e misurare l'impatto?"

Il diesel torna sopra i 2 euro: il taglio dello sconto pesa subito sui prezzi

8 Giugno 2026 ore 09:55
Il prezzo medio del diesel torna sopra i 2 euro al litro dopo una settimana sotto la soglia psicologica. A pesare è la decisione del governo di dimezzare lo sconto sulle accise - da 10 a 5 centesimi al litro, pari a 12,2 che diventano 6,1 includendo l'Iva - una scelta che di fatto ha annullato i benefici legati al calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.Risultano invece in calo benzina e Gpl: il decreto che ha prorogato di quasi un mese il taglio delle aliquote non ha inciso sulle imposte fisse applicate ai due carburanti. Marchi e modalità di vendita Secondo le rilevazioni giornaliere di Staffetta Quotidiana, questa mattina 8 giugno la verde self service sulla rete stradale si attesta a 1,917 euro al litro (-9 millesimi rispetto a venerdì), il gasolio a 2,004 euro (+20), il Gpl a 0,792 euro (-2) e il metano a 1,563 euro/kg (+1). In autostrada la benzina al fai-da-te sale a 2,014 euro (-9), il diesel a 2,090 euro (+22), il Gpl resta stabile a 0,906 euro e il metano a 1,587 euro (+3).Per quanto riguarda i marchi, emergono alcuni aggiustamenti dei prezzi consigliati: sabato 6 giugno Eni ha ridotto di un centesimo al litro benzina e gasolio, salvo poi applicare il nuovo livello di accisa sul diesel con un rialzo di 6,1 centesimi. IP e Q8 hanno aumentato il gasolio di sei centesimi al litro, mentre Tamoil ha ritoccato al rialzo il diesel nella stessa misura, riducendo però di un centesimo la verde.Le medie dei prezzi praticati, elaborate sui dati dell'Osservatorio Mimit, indicano sulla rete stradale e autostradale una benzina self service a 1,921 euro al litro (compagnie 1,922, pompe bianche 1,921) e un diesel a 1,992 euro (compagnie 1,996, pompe bianche 1,984). Al servito la verde raggiunge 2,061 euro al litro (compagnie 2,098, pompe bianche 1,991) e il gasolio 2,126 euro (compagnie 2,166, pompe bianche 2,051).Completano il quadro Gpl, a 0,800 euro al litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano, a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), e Gnl, a 1,461 euro/kg.Lo spaccato per marchio evidenzia Eni a 1,917 euro al litro sulla benzina self service (2,129 al servito) e 1,999 sul gasolio (2,200); IP a 1,929 (2,098) e 1,990 (2,161); Q8 a 1,921 (2,092) e 2,015 (2,160); Tamoil a 1,912 (1,993) e 1,974 (2,060).

F1, GP Monaco: Antonelli domina e allunga ancora nel Mondiale

7 Giugno 2026 ore 18:01
Ci sono vittorie che pesano più di altre. Per il circuito, per il modo, per il messaggio che lasciano agli avversari. La vittoria di Andrea Kimi Antonelli a Monaco appartiene a questa categoria, una prova di forza senza precedenti. L'italiano domina e mette in bacheca la quinta vittoria consecutiva della stagione, diventando il più giovane vincitore nel Principato.Il dominio prima del caosAntonelli ha imposto il proprio ritmo, ha scavato il vuoto, ha gestito le neutralizzazioni e ha resistito anche quando la gara sembrava voler rimettere tutto in discussione. La prima parte del Gran Premio è stata un monologo di Kimi, che ha girato con una superiorità quasi imbarazzante, arrivando a doppiare anche il compagno di squadra, George Russell. Il confronto interno con Russell, invece, è stato impietoso, perché ha chiuso fuori dalla zona punti, appesantito da una penalità per eccesso di velocità in pit lane e poi da un Drive Through per non aver scontato correttamente i cinque secondi iniziali. Una domenica da dimenticare, un'altra. Safety Car, bandiera rossa e restarLa gara si è complicata nel finale, quando Lance Stroll è rimasto fermo all'Anthony Noghes, costringendo la direzione gara a mandare in pista la Safety Car. Alla ripartenza, Antonelli non ha sbagliato nulla, ma pochi istanti dopo è arrivato l'incidente di Charles Leclerc, finito a muro nello stesso punto.Bandiera rossa, lunga interruzione e verifiche sull'asfalto, deteriorato in una zona molto vicina alla traiettoria ideale. A quel punto, la gara si è trasformata in un nuovo esame di maturità: ripartenza da fermo e tutto da rifare. Antonelli, però, ha risposto come fanno quelli che sentono già il peso del campionato senza farsene schiacciare: partenza pulita, difesa precisa, controllo assoluto fino alla bandiera a scacchi. Ferrari, sorriso amaroPer la Ferrari resta un secondo posto importante, ma anche il retrogusto amaro dell'occasione persa. Hamilton ha confermato il buon momento già intravisto in Canada, ma non ha mai avuto realmente il passo per attaccare Antonelli. Ha fatto il massimo possibile, portando a casa un risultato solido in una domenica in cui la Mercedes numero uno era semplicemente fuori portata.Diverso il discorso per Leclerc. Il monegasco ha chiuso contro le barriere al giro 66, completando un fine settimana complicato davanti al proprio pubblico. A tradirlo potrebbe essere stato ancora un problema ai freni, già presente nei weekend precedenti, e non l'asfalto sgretolato e i murble di cui si è parlato a caldo.Hadjar sul podio, Verstappen sparisce subitoIl terzo gradino del podio è andato a Isack Hadjar, autore di una gara di carattere. Dopo un weekend iniziato male, con l'errore alle Piscine, il francese ha saputo restare in partita, gestire problemi alla power unit e portare alla Red Bull un risultato pesante in assenza di Max Verstappen. Il campione olandese, infatti, è uscito di scena praticamente subito: guasto alla power unit dopo lo spegnimento dei semafori e ritiro immediato. Monaco ha perso così uno dei suoi protagonisti ancora prima della prima curva. Punti per Racing Bulls e CadillacAlle spalle del podio, Oscar Piastri ha chiuso quarto con l'unica McLaren superstite, dopo il ritiro di Lando Norris al giro 45 per un problema riconducibile alla batteria.Ottima domenica anche per Racing Bulls, quinta e sesta con Liam Lawson davanti ad Arvid Lindblad. Il team faentino ha sfruttato bene il caos della seconda parte di gara, trasformando neutralizzazioni e ripartenze in punti preziosi.Più beffardo il finale di Pierre Gasly: terzo al traguardo, ma retrocesso al settimo posto per dieci secondi di penalità. In zona punti anche Esteban Ocon con la Haas e Sergio Perez con la Cadillac, che conquista così un risultato storico alla sesta gara della propria avventura in Formula 1.La classifica completa del GP di Monaco >>

Le auto più attese al Salone di Parigi 2026: tutte le novità da smart #2 a Fiat Grizzly

4 Giugno 2026 ore 12:17
Si svolgerà dal 12 al 18 ottobre prossimi, presso il Paris Expo Porte de Versailles, la 91esima edizione del Mondial de l'Auto, che conosciamo più semplicemente come Salone di Parigi. Un'edizione che si preannuncia tra le più partecipate degli ultimi anni, anche per la forte presenza delle Case: numerosi i ritorni dopo un lungo periodo di assenza. Tra le protagoniste annunciate ci saranno la piccola - e molto attesa - smart #2, le SUV Fiat Grizzly e Grizzly Fastback e la nuova Lancia Gamma. Riflettori puntati anche sulla BYD Dolphin G, compatta plug-in sviluppata per l'Europa, sulla concept che anticipa la nuova Citroën 2CV e sulle piccole elettriche del gruppo Volkswagen, tra cui la ID. Polo, la Skoda Epiq e la più sportiva Cupra Raval.In rigoroso ordine alfabetico, andiamo a scoprire tutte le novità già confermate per il Salone di Parigi 2026. Alfa Romeo La Casa del Biscione approfitterà del Salone di Parigi per dar spazio al servizio Bottega Fuoriserie per la personalizzazione dei suoi modelli, accanto alla gamma di prodotto a listino. Al momento non sono previste al momento anticipazioni o novità relativamente alla nuova SUV di segmento C su base STLA One (si chiamerà Giulietta?) o alle eredi di Giulia e Stelvio. Alpine Per il salone di casa, il marchio di Dieppe porterà tutta la sua gamma, ossia la piccola A290 (gemella della Renault 5), la nuova fastback A390 e i primi elementi che anticipano la visione che il costruttore francese ha in mente per la nuova generazione della sua sportiva a due posti A110, che potrebbe arrivare in versione sia elettrica che termica. Audi La Casa di Ingolstadt sarà presente al Salone di Parigi con tutti i suoi modelli elettrici ed elettrificati. Non confermata ufficialmente, ma pressoché certa la presenza della nuova A2 e-tron, modello di accesso alla gamma elettrica dei Quattro anelli, e che riporta sul mercato uno dei modelli più iconici dei primi anni Duemila (con alcuni richiami stilistici inconfondibili, come il portellone "sdoppiato"). BMW Al momento, la Casa di Monaco non ha ancora ufficializzato le novità che porterà al Salone di Parigi: saranno sicuramente presenti tutti i modelli elettrici della Neue Klasse, dalla iX3 alla Serie 7, passando per la nuova i3 elettrica. Quello francese potrebbe essere l'occasione perfetta per un primo assaggio della prossima Serie 1 e della nuova X5. BYD Il costruttore cinese, che proprio al Salone di Parigi aveva fatto il suo debutto europeo nel 2022, torna tra i padiglioni di Versailles con diverse novità: la più importante è la Dolphin G DM-i, compatta con powertrain ibrido plug-in sviluppata per il mercato europeo, accreditata di un'autonomia combinata di oltre 1.000 chilometri. Accanto a lei ci saranno la SUV ricaricabile Atto 2 DM-i e il primo aggiornamento della Atto 3 elettrica, che migliorerà l'autonomia complessiva (fino a 510 km) e la potenza di ricarica (220 kW). Nello stesso padiglione sarà esposta anche la Denza Z9GT, shooting brake da 1.156 CV ad altissime prestazioni, primo modello del costruttore cinese a supportare la tecnologia Flash Charging da 1.500 kW, per passare dal 10 al 70% di carica in cinque minuti. Citroën Il marchio francese sarà presente al salone di casa con la gamma di modelli attualmente a listino e la concept Elo e l'intera gamma di serie. A catalizzare l'attenzione dei visitatori sarà perà una concept che anticipa la nuova 2CV elettrica: un modello destinato a riportare in vita uno dei nomi più iconici del Double Chevron, costruita a Pomigliano d'Arco sulla piattaforma E-Car, e presentata durante il piano industriale di Stellantis: arriverà nel 2028, con un listino che parte da meno di 15.000 euro. Cupra Il brand sportivo del gruppo Volkswagen, tra i primi ad aver confermato la sua presenza a Parigi, sarà presente con la compatta Raval, elettrica tutto pepe presentata a inizio aprile, già in vendita anche in Italia, con prezzi che partono da 29.950 euro per la Launch Edition da 211 CV e batteria da 52 kWh. Dacia La Casa di Mioveni presenta ben 10 modelli, tutti elettrificati, a confermare il suo impegno verso una mobilità più pulita, senza rinunciare all'accessibilità della sua gamma. La novità più grossa è la Striker, station wagon (lunga 4,62 m) con look da crossover e motorizzazioni tutte elettrificate, anche bifuel a Gpl, a due e quattro ruote motrici. Molto attesa ma non ancora confermata anche la Evader, compatta elettrica - costruita sulla base della Renault Twingo - da 18.000 euro. DS Il brand di lusso della Citroën porta alla Fiera di Versailles la nuova DS N7 che abbiamo già visto in anteprima, e che arriverà in autunno nelle concessionarie italiane con la motorizzazione ibrida da 145 CV e tre varianti elettriche: a due ruote motrici, da 230 e 245 CV, con batteria da 73,7 e 97,2 kWh, e a trazione integrale da 375 CV. Accanto alla nuova SUV sarà esposta anche una versione speciale della compatta DS 3. Fiat La Casa torinese presenterà al pubblico le sue due nuove SUV di segmento C, la Grizzly e la Grizzly Fastback, più lunga e dalle linee affusolate. Le nuove Grizzly avranno gruppi ottici molto originali, con motivi geometrici a LED. Entrambe puntano a diventare riferimento nel segmento per quanto riguarda abitabilità interna e praticità. Previsti al momento powertrain a benzina, ibridi e full electric. Prezzi non ancora comunicati. Accanto alle Grizzly, Fiat porterà a Parigi anche una nuova concept, che al momento non è stata ancora presentata; potrebbe trattarsi della sorella maggiore della Topolino, chiamata Quattrolino, oppure dell'auto che anticipa la prossima E-Car torinese, che si è vista durante la presentazione del piano industriale del gruppo Stellantis. Ford Come altri costruttori, anche per la Casa dell'Ovale Blu quello a Parigi è un gradito ritorno: in fiera saranno presenti le muscle car Mustang, la versione California Special dell'elettrica Mustang Mach-E e la nuova Capri Collection. Non mancheranno poi aree dimostrative per la tecnologia di assistenza alla guida BlueCruise e le vetture Ford impegnate nel motorsport, dalla Formula 1 (con il motore Cosworth della Red Bull) alle Endurance, tra cui la 24 Ore di Le Mans. Genesis Il marchio di lusso della Hyundai è tornato in Italia dopo diversi anni di assenza, e in fiera a Parigi porterà tutti i modelli della sua gamma attuale, dalla SUV GV60 (anche nella versione Magma ad alte prestazioni) alla grande berlina G80 Electrified. A sottolineare il suo impegno del motorsport, Genesis esporrà la GMR-001 impegnata nel WEC e la concept Magma GT, che anticipa un possibile modello di serie. Honda Anche la Casa giapponese torna tra i padiglioni del Salone di Parigi, da cui mancava dal 2018. In fiera saranno esposti tutti i suoi modelli ibridi, con un posto di particolare rilievo per la nuova Honda Prelude e:HEV, coupé sportiva costruita sulla base della Civic. Altre sorprese potrebbero bollire in pentola, ma al momento non sappiamo ancora di cosa si tratta. Hyundai La Casa coreana porterà a Parigi diverse anteprime, a partire dalla nuova Ioniq 3 svelata alla scorsa Milano Design Week: anticipata da una concept futuristica, presenta il nuovo linguaggio stilistico "Art of Steel", fatto di superfici pulite e proporzioni geometricamente precise. Allo stand di Hyundai saranno presenti tutti i modelli in gamma, dalla piccola Inster alla grande Ioniq 9. Possibile, ma non confermata, la presenza delle concept Earth e Venus, destinate per ora alla Cina. Kia La principale novità attesa per la Casa coreana (che fa parte del gruppo Hyundai) è la piccola elettrica EV2, modello che si inserisce in quello che si preannuncia come uno dei segmenti più agguerriti dei prossimi anni. Non abbiamo ancora notizie circa altre possibili anteprime o sorprese, ma la fiera di Versailles potrebbe essere il palcoscenico perfetto per il debutto della piccola EV1, destinata a sfidare Twingo e smart. Lancia La nuova Lancia Gamma è uno dei modelli di punta del gruppo Stellantis al salone francese: prodotta nello stabilimento di Melfi su piattaforma Stla Medium, l'ammiraglia italiana segna il ritorno del marchio nel segmento D con un modello dalle linee filanti, da fastback rialzata, lungo circa 4,7 metri. I gruppi ottici - davanti e dietro - riprendono il motivo a calice della concept Pu+Ra HPE, mentre gli interni si caratterizzeranno per lo stile del design e la cura dei materiali. La Gamma sarà disponibile con il powertrain ibrido da 145 CV e in tre versioni elettriche, con autonomie fino a 740 chilometri. La più potente sarà la HF Integrale da 375 CV e 675 km di autonomia. Leapmotor La joint venture tra il costruttore cinese e il gruppo Stellantis porterà a Versailles la nuova B05, un modello tra i più importanti per i piani di crescita del marchio in Europa. Caratterizzata da una dotazione di serie molto ricca, questa hatchback elettrica è lunga 4.430 mm e ha un passo di 2.735 mm. Inizialmente sarà proposta solo in versione elettrica da 160 kW (218 CV) e batterie da 56 o 67 kWh, per autonomie fino a 460 km. In un secondo momento, come già successo con B10 e C10, dovrebbe arrivare la variante range extender, seguita dalla versione Ultra ad alte prestazioni. Accanto alla B05 sarà esposta anche la SUV compatta B03X, già vista al Salone di Bruxelles e di prossima commercializzazione anche in Italia. Mercedes-Benz Torna a Parigi, tra gli espositori del prossimo Mondial de l'Auto, anche la Casa della Stella, che esporrà in fiera tutte le novità annunciate negli ultimi mesi, dalla nuova Classe C elettrica alla CLA, Car of the Year 2026, anche in versione Shooting Brake, la GLC elettrica, la nuova GLB , le VLE elettriche eredi della Classe V/EQV e l'ammiraglia Classe S, presentata alla fine di gennaio. Ancora incerta, ma molto probabile, la presenza della prima sportiva elettrica di Affalterbach, la Mercedes-AMG GT Coupé da 1.169 CV. E rimane sempre l'incognita della "Baby G"... Mini La Casa inglese non ha ancora confermato quali modelli e novità saranno esposti al Salone di Parigi: tra le presenze certe la nuova Mini Cooper Paul Smith, allestimento speciale realizzato con la collaborazione della maison di moda inglese. Opel Per la Casa del Blitz, quello di Parigi sarà un salone ad alte prestazioni: la novità più importante è la Corsa GSE, la più potente tra le versioni di serie della storica utilitaria tedesca. La base tecnica è quella della Ypsilon HF e della Peugeot e-208 GTI: motore da 207 kW (281 CV) e 345 Nm di coppia, differenziale Torsen, telaio sportivo, carreggiate allargate e assetto ribassato. La messa a punto dell'auto è stata portata avanti sul circuito del NürburgringNordschleife. L'arrivo nelle concessionarie è previsto per l'inizio del 2027. Accanto alla Corsa GSE saranno presenti anche la Mokka GSE e la Corsa GSE Vision Gran Turismo che anticipa gli stilemi della prossima generazione. Peugeot Per la Casa del Leone il Salone di Parigi sarà l'opportunità di presentare le ultime novità di prodotto, dai restyling della 308 e 408, ma anche modelli in arrivo come la sportiva E-208 GTi da 280 CV (la base è quella della Ypsilon HF). Allo stand della Peugeot sarà esposta anche la 9X8 impegnata nel WEC.  Renault Per il Salone di Casa, la Regié porterà ben 22 modelli dell'attuale gamma a listino, tra cui la nuova Renault Clio e la piccola elettrica Twingo (che si candida a essere tra i modelli più gettonati della fiera). Accanto a questi ci saranno anche diverse concept, ancora non ufficialmente svelate. Skoda Anticipata alla Milano Design Week in versione colorata (e camuffata), la nuova Skoda Epiq è la cugina di Volkswagen ID. Cross, lunga meno di 4,2 metri e con un passo di 2,6, ricca di soluzioni "Simply Clever" per la vita a bordo, tra cui un bagaglio da 475 litri dichiarati. Disponibile con motori da 115 a 210 CV e batterie da 38,5 a 55 kWh, ha un listino che parte da 26.400 euro. E accanto alla SUV elettrica più piccola della Casa boema, a Parigi ci sarà anche la più grande, la Epiq a sette posti, che affianca in gamma la Skoda Karoq termica. Smart La più attesa al Salone di Parigi è la smart #2, l'erede della fortwo, anticipata dalla concept presentata a fine aprile. A ottobre conosceremo tutti i dettagli su motorizzazioni, prezzi e date di arrivo sul mercato. Per ora sappiamo che dal modello precedente la nuova eredita la trazione posteriore e le linee morbide, con gli sbalzi ridottissimi e le ruote ai quattro angoli della carrozzeria per massimizzare lo spazio a bordo: due posti, comodi, con un bagagliaio risicato ma sufficiente per gestire le esigenze quotidiane. Lunga circa 270 cm, la smart #2 sarà costruita sulla nuova Electric Compact Architecture (Eca), piattaforma a 400 volt sviluppata internamente da Geely e Mercedes, e punta a un'autonomia cittadina di circa 300 km. In fiera, forse con meno occhi puntati adosso, ci sarà anche la smart #6 EHD, la prima berlina a tre volumi del marchio, che monterà un powertrain ibrido plug-in da 435 CV e batterie per percorrere quasi 300 km in modalità elettrica (nel ciclo di omologazione cinese). Volkswagen Oltre alle novità già a listino presentate nei mesi scorsi, la Casa tedesca sarà presente a Parigi con i nuovi modelli a batteria più accessibili, a cominciare dall'erede a batteria della Up!, chiamata ID.1, il cui arrivo sul mercato è previsto per il prossimo anno. Nello stand di Volkswagen saranno presenti anche la nuova ID. Polo (anche nella versione pepata GTI, la prima elettrica) e la ID. Cross. Non ancora confermata ufficialmente, potrebbe esserci anche la ID. Tiguan, aggiornamento - con cambio di nome - della SUV elettrica ID. 4. Volvo Anche la Casa svedese torna a Parigi dopo diversi anni di assenza, portando la sua principale novità per il 2026, ossia la SUV elettrica EX60, presentata all'inizio dell'anno, costruita sulla nuova architettura a 800 Volt e accreditata di un'autonomia massima di 810 km. Xpeng Al Salone di Parigi ci sarà anche la Casa cinese, che porterà i due modelli attualmente a listino, ossia le SUV elettriche G6 e G9, recentemente aggiornate dal lato tecnico, con una potenza di ricarica che ora arriva fino a 525 kW. Sul fronte delle novità, due sono i modelli non ancora confermati ma attesi tra i padiglioni della fiera di Versailles, ma la grande berlina P7+ e la monovolume elettrica X9.

F1, GP Monaco: Antonelli si prende la pole di Monte Carlo davanti a Verstappen

6 Giugno 2026 ore 17:56
Il giro giusto, nel posto più difficile. Andrea Kimi Antonelli lo ha fatto, conquistando la pole position del Gran Premio di Monaco e diventando il più giovane di sempre ad aver raggiunto questo risultato nel Principato. L'italiano ha preceduto di soli 43 millesimi di secondo la Red Bull di Max Verstappen. Una pole pesante, costruita più con la precisione che con la prepotenza. Pur senza dominare nei tre settori, ha fatto la cosa che a Monte Carlo conta più di tutto: non ha sprecato nulla. Ha cucito insieme tre parziali puliti, senza grandi sbavature, strappando la pole al quattro volte campione del mondo della Red Bull. Verstappen c'è, ma stavolta non bastaL'olandese ha sfiorato una pole che avrebbe avuto un peso enorme, anche simbolico. Rende comunque l'idea del valore di Max come se ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo che su una pista così complicata come questa conferma che il pilota può ancora fare una differenza brutale. Questa volta, però, non è bastato ad aggiungere un'altra partenza al palo. E così la prima fila sarà Mercedes-Red Bull, con due piloti separati da un nulla ma, almeno sulla carta, divisi da una prospettiva molto diversa per la gara: davanti a tutti Antonelli potrà gestire ritmo e posizione; Verstappen dovrà inventarsi qualcosa, perché a Monaco superare resta un esercizio vicino all'impossibile. L'amaro in bocca in Ferrari vero, la Ferrari si prende la seconda fila, con Lewis Hamilton terzo e Charles Leclerc quarto. Un risultato che non fa sorridere, soprattutto dopo un venerdì che aveva acceso aspettative ben più alte attorno alla SF-26.Hamilton ha chiuso a poco più di due decimi dalla pole, confermandosi concreto in una sessione in cui serviva soprattutto restare lontani dai guai. Leclerc, invece, ha vissuto una Q3 più complicata. Il monegasco aveva tutto per essere protagonista davanti al suo pubblico, ma nel momento decisivo non è riuscito a completare l'assalto: prima un giro non pulitissimo, poi il contatto con le barriere nel tentativo finale.Per la Ferrari resta una posizione di partenza importante. Ma partire terzi e quarti nel Principato significa anche sapere che la domenica, senza strategia o neutralizzazioni favorevoli, può diventare rapidamente una gara passata nel limbo. Hadjar sorprende, Russell deludeAlle spalle dei primi quattro si piazza Isack Hadjar, quinto con l'altra Red Bull. Una prestazione di livello, soprattutto considerando le incognite della vigilia su una vettura attesa a una verifica severa tra cordoli, sconnessioni e curve lente. Il francese ha invece interpretato bene la pista, chiudendo davanti a George Russell.Ed è proprio l'inglese della Mercedes uno dei grandi delusi di giornata. Il sesto posto pesa, soprattutto nel confronto interno con Antonelli. Su una pista dove la fiducia conta più dei numeri di simulazione, il George non è mai sembrato in grado di agganciarsi davvero alla lotta per la pole. La differenza con il compagno, oggi, è stata evidente.Più indietro le McLaren: Lando Norris e Oscar Piastri chiudono settimo e ottavo, in una qualifica condizionata anche dall'errore di Norris nell'ultimo tentativo. Completano la top ten Pierre Gasly con l'Alpine e Liam Lawson con la Racing Bulls. Q2 tirata: Albon e Sainz fuori per un soffioLa Q2 ha confermato quanto Monaco sappia comprimere i valori. Alex Albon è rimasto fuori dalla top ten per soli 25 millesimi, mentre Carlos Sainz ha mancato il passaggio in Q3 per 53. Due distacchi minimi, ma sufficienti a cambiare completamente la prospettiva della domenica. Per la Williams è una beffa, perché la pista del Principato, con il peso meno penalizzante rispetto ad altri tracciati, sembrava offrire una piccola finestra per puntare alla zona punti.Fuori in Q2 anche Nico Hulkenberg, Gabriel Bortoleto, Franco Colapinto e Arvid Lindblad. Bortoleto, in particolare, ha pagato le conseguenze del contatto alla Nouvelle Chicane, con danni alla sospensione anteriore sinistra che hanno compromesso la prosecuzione della qualifica.  Haas e Aston Martin, sabato da dimenticareLa prima manche ha tagliato fuori entrambe le Haas, nonostante segnali migliori emersi nelle libere. Esteban Ocon ha chiuso diciassettesimo, Oliver Bearman diciannovesimo, anche condizionato da una bandiera gialla nel proprio giro buono. Un passo indietro pesante per una squadra che sperava di agganciare almeno la lotta per la Q2.Eliminate anche le Cadillac, più vicine del solito al passaggio del turno ma ancora fuori dal gruppo centrale. Sergio Perez ha mancato la Q2 per 62 millesimi: poco in termini cronometrici, moltissimo in termini pratici.In fondo le due Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll. Il weekend era annunciato difficile e la qualifica lo ha confermato, tra problemi di guidabilità e una vettura poco amica delle frenate sporche e dei cambi di ritmo tipici di Monte Carlo.I risultati completi delle qualifiche di Monte Carlo >>

Benzina confermata, meno sconto sul diesel: cosa cambia al distributore

6 Giugno 2026 ore 14:18
stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze che proroga il taglio delle accise sui carburanti. Lo sconto scatta a decorrere dal 7 giugno 2026 ed è valido fino al 3 luglio 2026.Il provvedimento fissa a 622,90 euro per mille litri l'accisa su benzina e gasolio (242,77 euro per mille grammi per il GPL e zero per il gas naturale). In concreto, viene confermato lo sconto sulla benzina di 5 centesimi al litro (6,1 centesimi con IVA), mentre quello sul diesel scende da 10 a 5 centesimi al litro, ossia da 12,2 a 6,1 centesimi. Le coperture finanziarie L'intervento, probabilmente l'ultimo di questa natura da parte del governo, è stato attuato attraverso il meccanismo delle accise mobili. Anche per questo si è scelto il decreto ministeriale, evitando il passaggio in Consiglio dei ministri come accaduto in precedenza.La proroga dello sconto viene finanziata con l'extra-gettito IVA generato dai rincari del mese precedente. Parliamo di circa 150 milioni di euro, come indicato nel testo: a copertura delle minori entrate vengono utilizzati 149,4 milioni derivanti dal maggior gettito registrato tra l'1 e il 31 maggio 2026. L'andamento dei prezzi Come anticipato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, la misura è stata definita considerando sia le risorse disponibili sia le condizioni di mercato. L'obiettivo è mantenere i prezzi dei carburanti, in particolare del diesel, sotto la soglia dei 2 euro al litro.Anche il 6 giugno prosegue la discesa dei prezzi alla pompa. Secondo l'Osservatorio del ministero delle Imprese, la benzina self service lungo la rete stradale si attesta a 1,921 euro al litro (1,926 il giorno precedente), mentre il diesel scende a 1,980 euro (da 1,984). Sulla rete autostradale, il fai-da-te registra una media di 2,020 euro per la benzina e 2,072 euro per il gasolio.

100 km con un litro: impossibile? La Volkswagen XL1 guidata oggi - VIDEO

6 Giugno 2026 ore 10:06
Si possono percorrere 100 chilometri con un litro di carburante? Nacque così, con una sfida voluta da Ferdinand Piëch in persona, uno dei capitoli più esotici della storia di Volkswagen, che in un percorso di oltre 10 anni è riuscita non solo a raggiungere, ma persino a migliorare questo obiettivo. Un monocilindrico diesel e 290 chili di peso: la concept 1-Litre Il primo prototipo è stato presentato nel 2002, spinto da un diesel monocilindrico da 299 cc di cilindrata in grado di consumare 0,99 l/100 km (e di portare Piëch da Wolfsburg a Amburgo per la riunione annuale con gli azionisti). 290 kg di peso, due posti in tandem avvolti da una carrozzeria di fibra di carbonio estremamente aerodinamica, complici anche le ruote posteriori accoppiate per stringere il posteriore. Portiere a farfalla e un Cx di appena 0,189 Il primo progetto fu però ritenuto troppo lontano da una realistica fattibilità. Seguì, quindi, il prototipo L1 del 2009 per arrivare infine nel 2011 alla Volkswagen XL1, pronta per entrare effettivamente in produzione (in serie limitata di 250 esemplari, venduti a un prezzo di oltre 110.000 ) nel 2013.Il corpo vettura restava estremamente compatto (3,97 m di lunghezza, 1,62 m di larghezza e 1,18 m di altezza) per ottenere un Cx di appena 0,189 e una superficie frontale minima. Ciò nonostante, i progettisti erano riusciti ad alloggiare nell'abitacolo due posti affiancati. E, in effetti, l'abitacolo non risulta più angusto di quello di una piccola spider, complice anche la posizione sfalsata dei sedili e la scenografica apertura a farfalla delle portiere, che permette quasi di calarsi dall'alto.La seduta è estremamente bassa e distesa, proprio come sulle sportive più pure. L'unicità del progetto è proprio questa: tecnica da supercar abbinata a soluzioni semplici, non al servizio delle prestazioni ma dell'efficienza. Emblematici i finestrini ad apertura manuale, ma tramite una manovella pieghevole a scomparsa per non aggiungere ingombri.L'ago della bilancia si ferma a 795 kg grazie all'uso di fibra di carbonio per monoscocca e carrozzeria, alluminio per telaietti supplementari e sospensioni, magnesio per i cerchi con copertura aerodinamica e freni carboceramici. Passaggio al plug-in Anche la motorizzazione è radicalmente diversa da quella della prima concept: resta il ciclo Diesel, ma realizzato in un bicilindrico da 0,8 litri e 47 CV, abbinato a un cambio DSG a 7 rapporti e a un motore elettrico da 27 CV.L'alimentazione della parte elettrica è affidata a una batteria da 5,5 kWh ricaricabile esternamente e in grado di spingere l'auto autonomamente per una cinquantina di chilometri. NAl tempo, il consumo omologato fu di 0,9 l/100 km (risultato ovviamente favorito dai chilometri percorsi in elettrico puro).Anche alla guida, l'esperienza della XL1 è unica: ricorda simpaticamente il classico go-kart 4 tempi da noleggio. Si viaggia rasoterra, senza servosterzo, con un'insonorizzazione minima che lascia spazio al borbottio lento del bicilindrico. Che cosa abbiamo imparato Guidare oggi quest'auto suscita inevitabilmente un susseguirsi di riflessioni. impossibile non provare una certa nostalgia per un tempo tutto sommato recente, ma che sembra lontanissimo, in cui osare con progetti così estremi era possibile per le case automobilistiche europee. Le quali potevano concedersi esercizi ingegneristici che, per quanto apparentemente fini a sé stessi, aprivano nuove strade tecnologiche.In questo caso, dal punto di vista dell'efficienza, viene da chiedersi cosa sia stato trasferito, e cosa invece sia andato perso, nel decennio successivo. A ben pensarci, il consumo omologato di 0,9 l/100 km non è poi così utopistico: a livello di puri numeri, è oggi raggiungibile persino da una ben più grande Suv, se ci si basa sul (tanto criticato) metodo di misurazione usato per le plug-in hybrid.A batteria scarica, la XL1 era in grado di muoversi con circa 2 litri di gasolio ogni 100 km. Questo valore risulta proporzionato ai consumi da 4-5 l/100 km di un buon full hybrid o di un diesel moderno: motori che con il doppio della potenza spostano auto con il doppio del peso, offrendo più del doppio dello spazio, senza necessità di ricorrere a materiali esotici, dal costo proibitivo.Ma forse è proprio questa proporzione a meritare una riflessione: se è vero che una monoscocca di fibra di carbonio e un abitacolo con due posti secchi non possono essere realisticamente confrontati con le auto di massa, fa una certa impressione realizzare come, dal punto di vista delle dimensioni e del peso, il mercato negli ultimi anni sia andato esattamente in senso opposto alla virtuosa XL1. Con domanda e offerta spinte verso auto sempre più grandi, pesanti e rialzate.E non dovrebbe nemmeno servire un esempio estremo come la Volkswagen XL1 per ricordarci che l'efficienza si trova nella direzione opposta.

Tutte le Geely vendute in Italia: prezzo, autonomia e consumi

3 Giugno 2026 ore 18:00
Per il suo arrivo in Italia, fortemente convinto dell'affidabilità dei propri modelli, il brand Geely si è presentato con una promozione davvero particolare, destinata ai suoi primi mille clienti: per premiarli della fiducia accordata al costruttore cinese, a loro è stata riservata la garanzia a vita. Per tutti gli altri, 6 anni o 150.000 chilometri (8 anni sulla batteria). Al momento Geely è presente sul nostro mercato con due modelli, la SUV elettrica EX5 e la Starray EM-i, con powertrain ibrido plug-in. Nei prossimi mesi la gamma si amplierà con la compatta E2, hatchback elettrica che in Cina è stata l'auto più venduta in assoluto nel 2025. E che nel 2027 dovrebbe arrivare anche in versione ibrida, più appetibile per i nostri gusti. Geely EX5 La Geely EX5 è una SUV elettrica di segmento D: è lunga 4.615 mm, larga 1.901, alta 1.670 e ha un passo di 2.750 mm. Lo schema meccanico prevede sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. A bordo trovano comodamente posto cinque passeggeri, mentre il bagagliaio offre 461 litri complessivi, che diventano 1.877 abbassando gli schienali della seconda fila. Molto curata la sicurezza: di serie per tutta la gamma 7 airbag e la guida assistita di livello 2, con monitoraggio dell'angolo cieco e la frenata d'emergenza in retromarcia. Fino a 430 km di autonomia La EX5 monta un motore da 160 kW (218 CV) e 320 Nm di coppia che muove le ruote anteriori, e che consente alla SUV di scattare da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi (7,1 per le più pesanti Max e Launch Edition), fino a raggiungere la velocità massima di 175 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato è del tipo short blade, con un'architettura più bassa per ridurre l'altezza del pavimento, e ha una capacità di 60 kWh: l'autonomia dichiarata è di 430 km (410 per la Launch Edition). In corrente continua, la ricarica veloce a 100 kW permette di passare dal 30 all'80% in 20 minuti. Di serie la funzionalità Vehicle-to-Load per usare l'auto come generatore di corrente e alimentare dispositivi esterni. Full optional di serie Disponibile in tre allestimenti, offre una dotazione molto completa fin dalla versione d'attacco Pro: vernice metallizzata in cinque colori, cerchi da 18, sensori luce e pioggia, specchietti richiudibili elettricamente, maniglie a filo carrozzeria, abbaglianti automatici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera a 360. All'interno strumentazione digitale da 10,2, infotainment da 15,4 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, rivestimenti in similpelle (il volante in microfibra), sedute anteriori riscaldate e ventilate, climatizzatore automatico e pompa di calore. La versione intermedia Max aggiunge i fari full LED, il tetto elettrico panoramico, l'head-up display, il portellone elettrico, gli interni in Ivory White, le sedute anteriori riscaldate e regolabili elettricamente, l'impianto audio Flyme da 16 altoparlanti e 1.000 W di potenza. La versione Launch Edition, che in questi primi mesi di lancio della gamma Geely in Italia è in promozione allo stesso prezzo della Pro (38.900 euro), aggiunge alla dotazione della Max i cerchi di lega da 19" con pneumatici Goodyear. I prezzi di Geely EX5 EX5 Pro: 38.900 euroEX5 Max: 40.900 euroEX5 Launch Edition: 41.900 euro Geely Starray EM-i Il secondo modello della Casa cinese a sbarcare in Italia, provato da Quattroruote a gennaio, è una SUV dalle linee slanciate, lunga 4.740 mm, larga 1.905, alta 1.685 e con un passo di 2.755 mm. Come per la EX5, a bordo si percepisce un'elevata qualità, con una plancia dai rivestimenti morbidi e assemblaggi curati. Moderno il design degli interni, con il quadro strumenti da 10,2" e l'infotainment da 15,4". Il pavimento piatto regala molto spazio per chi siede dietro, che dispone di un buon agio per gambe, testa e spalle. Il bagagliaio mette a disposizione 428 litri, che diventano 2.065 abbassando gli schienali della seconda fila. Più di 70 km in elettrico Il powertrain ibrido plug-in della Starray EM-i è composto da un 1.5 a benzina e un'unità elettrica, per una potenza combinata di 193 kW (262 CV): 0-100 in 8,1 secondi. Come altri sistemi "super hybrid", anche questo privilegia la trazione elettrica laddove possibile, lasciando al motore termico la ricarica della batteria da 18,4 kWh e facendolo intervenire solo quando serve un extra di potenza. Secondo i dati rilevati dal Centro Prove Quattroruote, in modalità a zero emissioni la SUV cinese percorre in media 73 chilometri, che diventano 82 in città, mentre l'autonomia combinata è di 943 km dichiarati. A batterie scariche i consumi di benzina sono buoni: 17,1 km/litro rilevati in media. Tutto (o quasi) di serie Anche per la Starray EM-i la dotazione è molto completa fin dall'allestimento base, chiamato Pro: vernice metallizzata, cerchi da 18", luci a LED, mancorrenti, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, sensori luce e pioggia, sedili anteriori a regolazioni elettriche e riscaldati, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, climatizzatore automatico, telecamera a 360, sei airbag e guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Dalla versione Max ci sono head-up display, tetto panoramico e portellone elettrico. La Launch Edition aggiunge i cerchi da 19" e il cavo di ricarica domestica tipo 2. I prezzi di Geely Starray EM-i Starray EM-i Pro: 34.900 euroStarray EM-i Max: 36.900 euroStarray EM-i Launch Edition: 37.900 euroStarray EM-i Blue Edition: 38.900 euro Geely E2 Svelata alla scorsa Milano Design Week, la Geely E2 è un'elettrica compatta lunga 4,14 m, con un passo di 2,65 m. In Cina, dove l'abbiamo provata, si chiama Xingyuan e nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto. Il suo arrivo in Italia è previsto per la seconda metà dell'anno, con prezzi a partire da circa 20 mila euro. Le linee sono semplici e sbarazzine, abbellite da un'aerodinamica curata: frontale chiuso, maniglie a filo carrozzeria e cerchi da 16" con disegno a quadrifoglio. Arriverà anche ibrida Curato, pratico e moderno l'abitacolo, con un'elevata qualità percepita, tanti vani portaoggetti e un display centrale da 14 pollici che domina la plancia. Accanto al bagagliaio da 300 litri c'è anche un capiente frunk per i cavi di ricarica. Ancora non sappiamo con quali motorizzazioni arriverà da noi: in Cina c'è nelle versioni da 65 kW (88 CV) e 85 kW (116 CV), con batterie LFP da 30 o 40 kWh, per autonomie che, nel ciclo WLTP, dovrebbero arrivare a circa 300 chilometri. Per il mercato europeo Geely sta anche sviluppando una versione ibrida, attesa per la metà del prossimo anno. La top di gamma è in promozione

Primo contatto con lIsuzu D-Max: più cilindrata, stessa efficienza

5 Giugno 2026 ore 20:50
Il modello 2026 dell'Isuzu D-Max non viene meno alle scelte costruttive che hanno caratterizzato la serie N60 lanciata nel 2020 e aggiornata nel 2023-2024, improntate in primo luogo all'efficienza, con dimensioni invariate e sempre leggermente più contenute (meno di 5,3 metri di lunghezza e poco sotto 1,9 di larghezza) della media della categoria, e con pesi e consumi cotto controllo, anche attraverso l'adozione di un motore compatto. Non più così compatto, in realtà, perché il 4 cilindri turbodiesel di 1.9 litri ha ceduto il posto a un'unità da 2.2 litri che ne mantiene la filosofia costruttiva e offre a parità di potenza di 163 cavalli una coppia cresciuta da 360 a 400 Nm, alla cui erogazione provvede un nuovo cambio automatico a otto anziché sei rapporti, cui torna ad affiancarsi come alternativa un manuale a sei marce. Legge il terreno e si adattaRestano le caratteristiche che ci si attendono da un pick-up 4x4, a cominciate dalle elevate capacità fuoristrada, enfatizzate dal Rough Terrain mode system: introdotto già nel 2024, interviene selettivamente sul controllo della trazione e sul motore per massimizzare la capacità di avanzamento in tutte le modalità di marcia selezionate dal conducente: due ruote motrici, quattro ruote motrici e quattro ruote motrici con marce ridotte, arrivando, in quest'ultimo caso, a mantenere  attivi contemporaneamente Tcs e blocco differenziale posteriore. Non ci sono programmi di guida predefiniti tipo Sabbia, Neve, Fango: il D-Max, sostengono i tecnici Isuzu, è in grado di leggere e comprendere il livello di aderenza e adattarsi di conseguenza. Non vengono trascurate la capacità di carico e di traino: anche se il nuovo motore e il cambio con due marce in più sottraggono una cinquantina di chili di portata, siamo sempre nell'ordine della tonnellata, su 3.100 kg totali, e restano invariati i 3.500 kg di traino. La mano leggera dei designerMolto leggera l'evoluzione estetica, più incisiva la riorganizzazione della gamma di versioni e allestimenti, con il ritorno della cabina corta a due porte/due posti in affiancamento alla Space 2+2 con porte posteriori controvento e alla Crew a quattro porte e cinque posti; quattro i livelli di equipaggiamento: B-Strong, Evolution, Prestige e Nitro Sport, quest'ultima dotata fra l'altro - in esclusiva del sistema di telecamere per la vista a 360 gradi. Dentro. i sedili sono stati ridisegnati, il cruscotto ha gli indicatori principali analogici e un display digitale, ed è stato introdotto il monitoraggio dell'attenzione del guidatore. Alla guida: più coppia dove serveIl cambio automatico Aisin, con i primi tre rapporti più ravvicinati e i due più alti overdrive, rende chiaro fin dai primi chilometri di essere in grado di interpretare meglio del suo predecessore le caratteristiche del nuovo motore. Il quale, da parte sua, ha un'erogazione più corposa proprio là dove serve quando il terreno si fa difficile e il carico più importante: a 1.000 giri/min sono disponibili 255 Nm, rispetto ai 160 del 1.9 litri. Il 2.2 trubodiesel non ha perso l'indole ben trattabile del predecessore, ma si muove con un temperamento ben diverso in fuoristrada. Lo sterzo è leggero ma non inconsistente e, per quanto possibile, riesce a comunicare bene il comportamento dell'avantreno anche nel fuoristrada più impegnativo. Una situazione dove emerge una volta di più il buon bilanciamento del D-Max e il suo  equilibrio anche a livello dimensionale. L'abitabilità non è quella di altri modelli, ma la conformazione della carrozzeria permette di non penalizzare troppo le dimensioni del cassone e, soprattutto, grazie al disegno del cofano, di muoversi con più disinvoltura e di avere una migliore visuale sul davanti rispetto ai concorrenti. Il listino prezzi è, come dicevamo, particolarmente articolato: ai due estremi, i 33.000 euro Iva esclusa della versione B-Strong a cabina singola con cambio manuale, e i 46.300 del Nitro Sport a doppia cabina con cambio automatico. Non resta che portare il D-Max sui percorsi on e off road della nostra pista di Vairano per confermare le impressioni di guida con i numeri del Centro prove.

BFGoodrich All-Terrain T/A KO3: va dappertutto

5 Giugno 2026 ore 18:53
L'unione dei due mondi. Il nuovo BFGoodrich All-Terrain T/A KO3 completa il rinnovamento della gamma del brand del gruppo Michelin posizionandosi fra il più stradale Trail-Terrain T/A e l'ultra specialistico Mud Terrain T/A KM3. Promette, infatti, eccellenti doti in off-road senza comunque trascurare il confort su strada.Dopo averlo provato (a bordo di un Ineos Grenadier) fra rampe, guadi, twist e sterrati del circuito fuoristrada di Vairano, posso dire che la promessa è stata mantenuta: impressionante la disinvoltura con cui il sodalizio fra gomma e veicolo superi senza difficoltà anche le prove più impegnative, permettendo di fermarsi e ripartire anche sulle salite di terra più ripide e di non perdere mai grip su fango né su fondi rocciosi (per giunta bagnati).Al tempo stesso, in un giro su strada di una cinquantina di chilometri ne ho apprezzato la buona silenziosità nel rotolamento. Dote tutt'altro che scontata in una gomma così tassellata Com'è fatto Il nuovo BFGoodrich All-Terrain T/A KO3 (la sigla T/A sta per traction advanced, seguita da Key off-road 3) raccoglie il testimone del precedente KO2, migliorando del 15% la resistenza all'abrasione sui fondi sterrati e rocciosi e del 20% quella a tagli e strappi. Inoltre, la marcatura 3PMSF (che si aggiunge alla sigla M+S) certifica le prestazioni sulla neve. Per migliorare la resistenza all'usura i tecnici francesi hanno lavorato sia sulle mescole sia sul disegno del battistrada, in modo da distribuire in modo più uniforme le sollecitazioni. Inoltre, le sottili lamelle con struttura 3D resistono meglio alla deformazione, coniugando una maggiore robustezza alle spiccate doti di trazione. Per questo scopo, gli spigoli vivi della gomma, utili per fare presa su fango e neve, si ritrovano, oltre che nel disegno dei tasselli, anche sui fianchi. Robustezza aumentata Per migliorare la resistenza ai tagli è stata messa a punto una mescola specifica per i fianchi, mentre nel battistrada è inserita una tela di nylon e aramide, che si aggiunge a quelle di solo nylon o acciaio.Fra le scritte (impossibile non notare, grande e in bianco, il nome All-Terrain T/A KO3), se ne ritrova una che merita una spiegazione: Baja Champion. Richiama i trionfi di BFGoodrich nell'omonima gara sudamericana, fra le più severe al mondo parlando di off-road.Proprio dall'esperienza in questo tipo di competizioni il marchio francese ha attinto diverse tecnologie presenti nel nuovo BFGoodrich All-Terrain T/A KO3, che si può già acquistare in una delle 55 misure, da LT195/80R15 a 35x12.5R22LT: la sigla LT sta per light truck e deve essere ovviamente riportata anche nella carta di circolazione del veicolo (in alternativa, si può ritrovare una C). 

Ferrari Luce, faccia a faccia con Benedetto Vigna: le risposte alle polemiche - VIDEO

6 Giugno 2026 ore 10:07
Ci sono auto che dividono. E poi c'è la Ferrari Luce, che in meno di due settimane ha fatto qualcosa di diverso: ha trasformato un feed social in un campo di battaglia. Meme, immagini generate con l'intelligenza artificiale, sfottò, paragoni con un mouse e con un iPhone, commenti di giornalisti, creator, politici. La maggioranza delle persone la trova brutta. Molti si sentono traditi. Tutti hanno qualcosa da dire.Sono andato a vedere come l'hanno presa in azienda, a Maranello, dove la Luce non è un meme ma un'auto vera che sta per entrare in produzione. E ho fatto una cosa semplice: ho chiesto a Benedetto Vigna, davanti a una telecamera, tutto quello che in queste due settimane gli è stato urlato addosso da dietro uno schermo. Senza sconti, ma anche senza il riflesso facile di trasformare un'intervista in un processo. Lo ricordo subito: non difendo la Luce a scatola chiusa. Sono andato lì con le stesse domande che ci siamo fatti tutti- chi decide oggi cos'è una Ferrari, perché affidare un'icona italiana a una matita straniera, cosa pensano davvero i clienti, e quel numero scomodo che gli analisti continuano a ripetere. Gliele ho messe tutte sul tavolo.Quello che non mi aspettavo è dove sarebbe andata a finire.Perché Vigna, prima di essere l'Ad della Ferrari, è un fisico. E quando l'ho portato sul terreno che conosce meglio - non l'estetica, ma quello che c'è sotto la pelle di questa macchina - è cambiato qualcosa. Ha smesso di giustificare e ha cominciato a raccontare. Da dove arriva la configurazione che rende quel motore così piccolo ed efficiente. Perché alcuni dettagli che nessuno ha notato sono addirittura brevettati. E perché questa Ferrari resta, parole sue, difficilmente replicabile - anche dai cinesi. Non ve lo riassumo: è il momento in cui l'intervista smette di parlare di un polverone e comincia a parlare di un'automobile. Va ascoltato. E poi gli ho chiesto quale critica, in queste due settimane, l'avesse colpito di più. La risposta non è quella che pensavo.Quest'intervista difende una visione che molti continueranno a non condividere. Io per primo non sono convinto di tutto. Ma una cosa va riconosciuta a Vigna: ha accettato di parlarne con tutti, anche con chi lo insulta, e ha difeso le proprie scelte a viso aperto. E dietro la Luce, che piaccia o no, c'è il lavoro di centinaia di persone, che va sempre rispettato.

Porsche 911 GT3 Touring "Tree of Life", una Sonderwunsch per la Moldova

5 Giugno 2026 ore 18:19
Porsche ha realizzato un esemplare unico della 911 GT3 Touring per celebrare i 15 anni di Porsche Moldova. Attraverso il programma di personalizzazione Sonderwunsch è stata creata una vettura denominata "Tree of Life", ispirata alla tradizione del paese, che simboleggia le sue origini, le sue tradizioni e la sua crescita. 400 ore per verniciarla Per questa GT3 Touring sono stati scelti tre elementi molto caratterizzanti: la vernice sfumata, le grafiche artistiche realizzate a mano e il tessuto Pasha per gli interni. Al posteriore, la tinta Viola Purple Metallic vira verso il Chromaflair Magic Magenta, passaggio ripreso sui cerchi di lega, mentre le grafiche ispirate all'albero della vita sono realizzate in Neodyme Porsche Gold. L'intero processo di verniciatura e decorazione esterna ha richiesto oltre 400 ore di lavoro. Colori e materiali unici L'abitacolo segue le suggestioni della carrozzeria e abbina la pelle Lilla con accenti Ruby Star Neo e cuciture Atacama Beige, tinte poi riprese anche per il tessuto Pasha degli inserti. Il legno Paldao è invece stato scelto per il pomello del cambio e per la parte posteriore dei sedili Adaptive Sport Plus.

Stellantis punta sull'energia verde: fotovoltaico, batterie e geotermia in 27 stabilimenti europei

5 Giugno 2026 ore 18:12
Il gruppo Stellantis copre il 68% del fabbisogno elettrico dei propri stabilimenti in Europa con energia decarbonizzata, ossia prodotta con zero emissioni di CO2, senza bruciare combustibili fossili. In 27 siti produttivi sono installati impianti fotovoltaici che assicurano una capacità di oltre 500 MW: l'obiettivo, entro la fine di quest'anno, è di arrivare a raggiungere il 31% del fabbisogno energetico direttamente nei siti produttivi, con punte dell'80% in quelli più avanzati (Tychy in Polonia e Saragozza in Spagna). In questo modo, spiega il costruttore, gli impianti permetteranno di evitare l'emissione di oltre 100.000 tonnellate di CO2 all'anno. Ci sono anche le batterie In parallelo, Stellantis sta anche mettendo a punto sistemi di accumulo a batterie (BESS) in 20 stabilimenti europei, per una capacità totale di circa 200 MWh: sette di questi saranno operativi entro il 2026, con il completamento del programma previsto prima del 2030. Il mix energetico del costruttore comprende anche geotermia, biomassa ed eolico: il sito di Caen ha inaugurato lo scorso anno il primo impianto geotermico industriale di Stellantis in Francia, mentre Rennes, Sochaux, Trnava e Kragujevac adottano reti di riscaldamento a biomassa.

Le Mans, la Davos dellautomobile

5 Giugno 2026 ore 16:34
Ci sono due Le Mans. La prima è quella che milioni di appassionati vedono in televisione: le Hypercar che sfrecciano oltre i 330 km/h lungo le Hunaudières, i pit stop notturni, l'alba che arriva lentamente sulla Sarthe e una gara che da oltre un secolo misura velocità, resistenza e affidabilità. Poi ce n'è una seconda, molto meno visibile. quella che si muove dietro le porte dei motorhome, nelle hospitality dei costruttori e nei meeting tra fornitori e manager. qui che la 24 Ore di Le Mans è diventata la Davos dell'automobile. Un luogo dove non si confrontano soltanto piloti e squadre, ma anche strategie industriali, tecnologie e visioni del futuro. Per una settimana all'anno il centro dell'industria mondiale dell'auto si sposta nella Sarthe. Nel paddock si incrociano responsabili motorsport, designer, amministratori delegati, fornitori e partner tecnologici provenienti da tutto il mondo. Perché oggi Le Mans è uno dei rarissimi luoghi dove chi progetta, costruisce e vende automobili si ritrova faccia a faccia. Lo dimostrano i numeri del FIA World Endurance Championship. Nel 2026 sono 14 i costruttori impegnati tra Hypercar e LMGT3, con una presenza senza precedenti nella classe regina. Ferrari, Toyota, Porsche, Cadillac, BMW, Alpine, Peugeot e Aston Martin rappresentano da sole una parte significativa dell'industria automobilistica mondiale. E la crescita non sembra destinata a fermarsi. Genesis ha già annunciato il proprio ingresso tra le Hypercar, mentre McLaren è pronta a tornare nella classe regina dal 2027. Un segnale che conferma come l'endurance sia tornata a essere una delle piattaforme più attrattive dell'intero panorama automobilistico. Non è soltanto una questione di numeri. Ferrari arriva nella Sarthe da campione del mondo Costruttori, Toyota continua a rappresentare uno dei riferimenti tecnici della categoria, Porsche insegue il ritorno al vertice, mentre Cadillac, BMW, Alpine, Peugeot e Aston Martin utilizzano il palcoscenico di Le Mans per rafforzare la propria presenza globale. Attorno a loro ruota un ecosistema composto da centinaia di aziende che vedono nell'endurance una piattaforma di sviluppo e visibilità senza eguali. Qui si incontrano aziende che sviluppano software, produttori di componentistica, specialisti dell'elettronica, fornitori di pneumatici, gruppi energetici e marchi automobilistici che in alcuni casi competono in pista e collaborano su altri fronti industriali. L'endurance moderna è sempre meno una semplice disciplina sportiva e sempre più un ambiente dove si sperimentano tecnologie destinate ad arrivare sulle vetture di serie. Il miglior esempio di questa trasformazione arriva forse proprio dai fornitori. Bosch è oggi protagonista del sistema ibrido standard utilizzato dalle LMDh e contemporaneamente lavora su una delle possibili tecnologie del futuro: l'idrogeno. Il progetto Ligier JS2 RH2 (qui la nostra prova esclusiva in pista) sviluppato insieme a Maserati e Ligier Automotive racconta bene come Le Mans continui a essere un laboratorio nel quale sperimentare soluzioni che un domani potrebbero arrivare sulle vetture stradali. Lo stesso vale per il settore dei pneumatici. Michelin e Goodyear continuano a utilizzare l'endurance come banco prova per sviluppare coperture sempre più efficienti, resistenti e sostenibili, trasferendo poi molte di queste conoscenze alle vetture stradali. Anche la sostenibilità è ormai parte integrante della discussione. L'Automobile Club de l'Ouest ha avviato il programma Race to 2030, che punta a ridurre del 30% le emissioni di CO entro la fine del decennio, affiancando alle sfide sportive una crescente attenzione agli aspetti ambientali.  Per questo oggi Le Mans non è soltanto il luogo dove si corre una delle gare più difficili al mondo. il luogo dove l'automobile prova a immaginare sé stessa. Tra i box si discute di elettrificazione, idrogeno, carburanti rinnovabili, software, intelligenza artificiale e nuovi modelli di business. Argomenti che spesso sembrano lontani dalla battaglia sportiva ma che, in realtà, ne rappresentano l'evoluzione naturale. Per 24 ore il mondo guarderà chi salirà sul gradino più alto del podio. Ma la vera partita che si gioca nella Sarthe è un'altra. Qui si incontrano concorrenti, fornitori, designer, ingegneri e manager chiamati a decidere come sarà l'automobile del prossimo decennio. per questo che Le Mans continua ad attirare nuovi costruttori, nuovi investimenti e nuove tecnologie. Perché nella Sarthe non si corre soltanto per vincere una gara. Si viene per capire dove sta andando l'automobile.

Solo chiacchiere da bar... su cosa possiamo imparare dalla Cina - VIDEO

5 Giugno 2026 ore 15:37
"Adesso impariamo noi". Il titolo dell'editoriale del direttore pubblicato su Quattroruote di Giugno è stato lo spunto per la seconda puntata di "Solo chiacchiere da bar...", il nuovo format video in cui i giornalisti della nostra redazione si confrontano sui temi caldi del momento. Parliamo spesso di auto e marchi cinesi, ma c'è un motivo ben preciso: ora come ora, il Paese asiatico è il centro del mondo dell'auto. E a dimostrarlo sono anche i numeri di mercato: entro fine anno si prevede che un'auto nuova ogni dieci vendute in Italia sarà di un marchio del Dragone. E i motivi di questo successo sono multipli, dal costo abbordabile dei vari modelli alle tecnologie che offrono, soprattutto a livello propulsivo. "Siamo rimasti stupiti abbiamo commentato da come loro riescano a decidere in tempi rapidissimi. Arrivano i dazi sulle elettriche cinesi e nel giro di neanche sei mesi l'Europa non viene invasa da elettriche ma da ibride plug-in". Infatti, quella che si pensava essere la gara tra Cina ed Europa all'auto elettrica, di fatto ormai è diventata la gara all'automobile stessa. Che influirà anche sulla produzione europea: "C'è una realtà molto triste e concreta: oggi il sistema Europa sta producendo la vendita dei vecchi impianti, a mezzo servizio o inefficienti, a realtà cinesi". Insomma, lo scenario è complesso per l'auto Made in Eu, ma ci sono anche delle soluzioni possibili: niente spoiler però, trovate tutto nel video qui sopra.

Il van elettrico di Kia ora porta sette persone: ecco il PV5 Passenger con tre file di sedili

5 Giugno 2026 ore 15:23
Kia amplia la gamma del PV5 Passenger (già Van of the Year 2026) introducendo una nuova versione a sette posti, adatta alle esigenze tanto delle famiglie numerose quanto di taxi, navette aeroportuali e transfer. Gli ordini per questo modello apriranno nella seconda metà dell'anno, quando verranno anche comunicati i prezzi per il mercato italiano. La Casa coreana amplierà la propria gamma di veicoli elettrici con l'introduzione del PV7 nel 2027 e del PV9 nel 2029. Fuori è grande uguale Invariate le dimensioni dell'EV5 a sette posti: il van coreano è lungo 4.695 mm, largo 1.895, alto 1.869 e ha un passo di 2.995 mm. I sedili sono disposti su tre file (con lo schema 2-2-3), una ridotta altezza di accesso (399 mm) e porte scorrevoli su entrambi i lati, per agevolare l'accesso di tutti i passeggeri. Nella configurazione a sette posti il bagagliaio ha una capacità di 318 litri, che diventano 785 abbassando gli schienali della terza fila. Non cambia neppure la posizione di guida, con il quadro strumenti digitale da 7,5", abbinato a un infotainment da 12,9", su cui installare app di terze parti tramite lo store Pleos. Quasi 400 km di autonomia La piattaforma su cui è costruito il PV5 è la E-GMP.S per mezzi commerciali, con il pavimento piatto (che migliora l'abitabilità per i passeggeri). Il motore ha una potenza di 120 kW (163 CV) e 250 Nm di coppia, ed è abbinato a una batteria da 71,2 kWh, che secondo la Casa permette di percorere 392 km (l'omologazione Wltp è in corso). La ricarica in corrente continua supporta potenze fino a 150 kW, per passare dal 10 all'80% in meno di 30 minuti. Di serie anche la funzione V2L per alimentare dispositivi esterni.

Roma, raffica di telecamere ai semafori: multe automatiche di 167 euro e... occhio alla patente

5 Giugno 2026 ore 13:30
Il Comune di Roma scatena un'offensiva contro gli automobilisti che violano il Codice della strada: dopo l'ondata di 60 nuovi autovelox, ecco quella delle telecamere ai semafori. Dal 30 luglio saranno 38 i nuovi occhi elettronici che sanzioneranno chi transita col rosso in 15 incroci particolarmente pericolosi. Che si sommano agli 11 già attivi, per un totale di 49 dispositivi di ripresa all'ombra del Colosseo, che aumenteranno ancora in futuro: il bando vale 3 milioni di euro (ogni strumento costa fino a 24 mila euro e supervisiona due corsie). Grande Fratello semaforico: dove Secondo quanto riferisce Adnkronos, gli strumenti verranno collocati in questi incroci:via Nomentana-viale Regina Margherita;via Cristoforo Colombo-via Laurentina;via Nomentana-Corso Trieste;via Cristoforo Colombo-via di Malafede;piazza delle Cinque Giornate-Ponte Matteotti;via Prenestina-via Tor De Schiavi;via Casilina-viale Palmiro Togliatti;via Cristoforo Colombo-Circonvallazione Ostiense;piazzale Clodio-viale Mazzini;via Prenestina-largo Preneste;via Portuense-via del Trullo;via Appia Nuova-via delle Capannelle;viale Palmiro Togliatti-viale dei Romanisti;circonvallazione Gianicolense-viale dei Colli Portuensi;via di Boccea-via di Torrevecchia. Multe: i rischi per portafogli e patente Le multe saranno automatiche, in assenza di Polizia Locale sul posto, col verbale inviato a casa del proprietario della vettura (se si tratta di mezzo privato) entro 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione. L'ammenda è di 167 euro (articolo 146 del Codice della strada), pagabile con lo sconto del 30% entro cinque giorni dalla notifica. In più, c'è il taglio di sei punti della patente. In caso di recidiva, ossia di identica violazione in due anni, la multa è di 167 euro col taglio di sei punti più la sospensione della patente da uno a tre mesi. Cosa deve fare il proprietario dell'auto Quando il titolare della vettura riceve la multa a casa, è obbligato a comunicare il nome del guidatore al momento dell'infrazione: questi subirà i provvedimenti a carico della patente. Se il proprietario non fornisce i dati, si vedrà recapitare una multa supplementare di 291 euro, pagabile con lo sconto del 30% entro cinque giorni dalla notifica (articolo 126-bis). Ma nessuna misura potrà scattare sulle licenze di guida. Segnaliamo infine che per ogni multa ricevuta a casa si pagano anche le spese di notifica: indicativamente, fra 14 e 18 euro. 

Mazda3, arriva il Model Year 2027: la media giapponese diventa più sicura e confortevole

5 Giugno 2026 ore 12:49
Mazda ha presentato il Model Year 2027 della Mazda3, disponibile ancora nella versione hatchback e sedan a tre volumi. Le novità riguardano principalmente la dotazione di sicurezza della suite i-Activsense, che di serie prevede adesso il Driver Monitor per il monitoraggio del conducente tramite una telecamera a infrarossi. Aggiornati i fari a LED adattivi, che migliorano la visibilità nelle ore notturne, e in gamma entra la nuova colorazione Aero Grey, mentre Ceramic e Zircon Sand escono dal listino. La gamma motori Nessun cambiamento alle motorizzazioni a listino, tutte elettrificate: e-Skyactiv G 140 CV M Hybrid: 4 cilindri aspirato da 2.5 litri, 140 CV e 238 Nm di coppia, 0-100 in 9,5 secondi (9,8 per la versione con cambio automatico) e velocità massima di 206 km/h (199 km/h per AT) e-Skyactiv G 186 CV M Hybrid: 4 cilindri turbo da 2.0 litri, 186 CV e 240 Nm di coppia, 0-100 in 8 secondi (8,4 per AT, 8,8 per AT AWD) e velocità massima di 216 km/h (210 per AWD) La nuova Mazda3 Homura Plus Disponibile solo con carrozzeria hatchback, questa versione si posiziona al top della gamma insieme alla Takumi, accentuando ulteriormente il carattere sportivo dell'auto: la dotazione comprende fari a matrice di LED con firma luminosa specifica, telecamera a 360, sedili in pelle nera regolabili elettricamente e riscaldabili, impianto audio Bose da 12 altoparlanti e finiture interne in Gunmetal. Il listino della Mazda3 MY27 Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Prime Line: 28.250Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Centre Line: 30.300Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Exclusive Line: 33.400Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Takumi: 35.500Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Homura: 30.700Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Nagisa: 32.200Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Homura Plus: 34.200Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Centre Line: 32.100Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Exclusive Line: 35.200Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Takumi: 37.300Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Homura: 32.500Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Nagisa: 34.000Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Homura Plus: 36.000Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Exclusive Line: 39.400Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Takumi: 41.500Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Homura: 36.700Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Homura Plus: 40.200La versione Sedan costa 1.500 euro in più ed è disponibile solo per alcuni allestimenti / motorizzazioni. In questa fase di lancio, fino alla fine di giugno sono previste offerte con permuta e rottamazione, con il finanziamento Mazda Advantage: per esempio, la Mazda3 5 porte 2.5L e-Skyactiv G 140 CV Prime Line scende a 25.200 euro (24.700 per i titolari di partita IVA).

Skoda Peaq, il debutto si avvicina: i bozzetti ufficiali della nuova Suv a 7 posti

5 Giugno 2026 ore 12:17
L'abbiamo già vista su strada, ma la Skoda Peaq non è ancora stata presentata ufficialmente. In attesa del debutto fissato per il 23 giugno, la Casa ha mostrato i bozzetti della vettura, svelando gli ultimi dettagli di stile che caratterizzano la nuova Suv. Design Modern Solid e dimensioni da ammiragliaLa Peaq è l'ammiraglia elettrica della Skoda: una Suv a 7 posti da 4,88 metri, con 2,96 metri di passo. Dal punto di vista del design, esalta i concetti del Modern Solid, la filosofia stilistica che sta progressivamente cambiando tutta la gamma Skoda. Coerente con gli altri modelli elettrici ed endotermici, la Peaq ha forme scolpite e personali, con gruppi ottici dalle forme originali e la mascherina Tech-Deck di nuova generazione, rifinita in nero lucido. innovativo il layout del montante posteriore, abbinato ad una soluzione specifica for il cristallo fisso posteriore. L'abitacolo non è stato ancora completamente svelato, ma sono già stati mostrati i sedili e la Casa sottolinea, in particolare, il grande spazio garantito dalla piattaforma elettrica. Le informazioni tecniche e l'autonomiaGià complete le informazioni tecniche: la Skoda proporrà la Peaq in versione a motore singolo e doppio con potenze comprese tra 204 e 299 CV e batterie da 63 e 91 kWh, per autonomie di oltre 600 km e ricariche 10-80% in meno di 30 minuti.

Auto aziendali e fringe benefit, in arrivo una miniriforma fiscale

5 Giugno 2026 ore 11:31
"Ci sono voluti 18 mesi, ma sta arrivando finalmente un po' di luce sulla martoriata normativa del fringe benefit". Con queste parole l'Aniasa, l'Associazione delle società di noleggio e sharing, ha salutato le modifiche alla tassazione delle auto aziendali contenute, come ha rivelato il quotidiano Il Sole 24 Ore, in un decreto correttivo della delega fiscale che avrebbe dovuto approdare a Palazzo Chigi il 4 giugno ma la cui approvazione è slittata di qualche giorno. Fringe benefit, vecchio regime anche per le riassegnazioni Tre le novità in arrivo. La prima riguarderà i veicoli aziendali già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati in uso promiscuo nel 2025. Una circolare dell'Agenzia delle Entrate del 3 luglio scorso aveva specificato, semplificando al massimo, che la nuova disciplina del fringe benefit contenuta nella legge di bilancio per il 2025 non si dovesse applicare alle proroghe dei contratti in essere al 31 dicembre 2024 ma che, invece, si dovesse applicare ai veicoli già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati ad altro dipendente tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2025. Anche in queste situazioni, se le indiscrezioni saranno confermate, si applicherà dunque la precedente disciplina, più vantaggiosa per le auto a gasolio e benzina. Lo stesso varrà per i mezzi non soggetti al regime transitorio, ossia riassegnati ad altro dipendente dopo il 30 giugno 2025, finora esclusi dal regime forfettario e soggetti, invece, al cosiddetto valore normale. L'Aniasa parla di "superamento definitivo dell'incubo del calcolo del valore normale per i veicoli assegnati dopo il 30 giugno 2025". Stangata su diesel e benzina in flotta da più di cinque anni La seconda novità sembra ispirata proprio alle proroghe che si sono determinate in seguito all'entrata in vigore, all'inizio del 2025, della nuova disciplina del fringe benefit, che ha agevolato i veicoli plug-in e, soprattutto, elettrici, penalizzando quelli con alimentazione tradizionale. Anche in questo caso, qualora le indiscrezioni trovassero conferma, il prelievo fiscale sui mezzi diesel e benzina in flotta da più di cinque anni aumenterà del 50%. "L'aumento dei parametri di calcolo sui veicoli endotermici", sottolinea l'Aniasa, "spingerà a un ancor maggiore turn over e all'immissione sul mercato di veicoli a basse emissioni". Optional al 5% del valore del fringe benefit Infine, la semplificazione del calcolo degli optional. Attualmente, secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, se un dipendente decide di aggiungere optional all'auto aziendale concessa in uso promiscuo e ne paga il costo di tasca propria (tramite trattenuta in busta paga), queste somme non possono essere sottratte dal valore del fringe benefit e, quindi, non riducono il valore del fringe benefit soggetto a tassazione. Questo perché, afferma l'Agenzia delle Entrate, gli optional non rientrano nel calcolo forfettario basato sulle tabelle Aci, che considerano solo i costi standard di esercizio del veicolo. Con la modifica in arrivo, in presenza di optional a pagamento il valore del fringe benefit sarà aumentato in misura forfettaria del 5%.

Benzina e diesel giù, svolta del governo sulle accise: ecco cosa potrebbe accadere nel weekend

5 Giugno 2026 ore 10:23
Proseguono i ribassi per i prezzi alla pompa di benzina e diesel, mentre anche le quotazioni dei prodotti raffinati tornano a scendere con forza. Arrivano, dunque, segnali positivi dall'andamento dei listini dei carburanti, ancor di più in vista della scadenza del taglio delle accise.A tal proposito, Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione gionaliera, segnala il cambio di passo del governo dopo alcuni giorni in cui si è andata rafforzando l'ipotesi di uno stop allo sconto o comunque di una sua rimodulazione per privilegiare le fasce di popolazione più deboli. In particolare, nel pomeriggio di ieri 4 giugno il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato un nuovo intervento tramite il ricorso al meccanismo dell'accisa mobile.  L'ipotesi delle accise mobili In particolare, è prevista l'emanazione di un decreto ministeriale sabato 6 giugno, quando scadrà lo sconto di 6,1 centesimi sulla benzina e di 12,2 centesimi sul gasolio. Per ora non si sa quale possa essere l'entità e la durata del nuovo taglio perché si può ricorrere alle accise mobili solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzato l'extra-gettito dell'Iva prodotto dai rincari. "Dobbiamo effettivamente valutare quant'è la disponibilità, e per motivi tecnici lo sapremo solo sabato, e le condizioni di mercato, per capire come prolungare lo sconto", ha spiegato Giorgetti.In caso di mancato intervento, Staffetta calcola che con le accise piene il prezzo medio della benzina salirebbe a 1,987 euro/litro, quello del gasolio a 2,106 euro/litro.  Le rilevazioni giornaliere Tornando alle rilevazioni giornaliere, questa mattina 5 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,984 euro/litro (-4). Il Gpl è a 0,794 euro/litro (-2), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,023 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (invariato), il Gpl a 0,906 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (invariato).In tale contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione dell'Eni di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina. IP, invece, ha optato per un ribasso di due centesimi sul gasolio. Q8 ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 4 il diesel. Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,934, pompe bianche 1,930) e il diesel a 1,990 euro (compagnie 1,993, pompe bianche 1,985). Al servito, benzina a 2,071 euro (compagnie 2,110, pompe bianche 1,999), diesel a 2,131 euro (compagnie 2,171, pompe bianche 2,054), Gpl a 0,803 euro (compagnie 0,812, pompe bianche 0,793), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,561, pompe bianche 1,563), Gnl a 1,453 euro/kg (compagnie 1,459 euro/kg, pompe bianche 1,448 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,934 euro sulla benzina self service (2,143 il servito) e 1,987 sul gasolio (2,199); IP a 1,940 (2,108) e 2,002 (2,171); Q8 a 1,930 (2,101) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,919 (2,000) e 1,980 (2,067).

L'Audi Nuvolari presentata a Monaco: i piloti di F1 l'hanno già guidata

5 Giugno 2026 ore 10:07
I legami della nuova Audi Nuvolari con il mondo della Formula 1 sono tanti, dal propulsore ibrido all'aerodinamica, dal carbonio della carrozzeria fino alla scelta dei colori. Non è un caso che la nuova supersportiva dei Quattro anelli sia stata presentata nei giorni che precedono il Gran Premio di Monte Carlo. "Con l'Audi Nuvolari portiamo su strada l'emozione pura e la performance", ha dichiarato Gernot Döllner, ceo della Casa tedesca. " un'auto che rivela come intendiamo sviluppare per il futuro il nostro 'All'avanguardia della tecnica'". I piloti di F1 l'hanno già guidata Al reveal ufficiale dell'auto, insieme a Döllner, al responsabile del design Massimo Frascella e a tutto il top management dell'azienda, erano presenti anche i piloti della scuderia Audi Revolut F1 Team, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, che durante lo sviluppo della Nuvolari sono stati direttamente coinvolti. E che si sono detti impressionati dalla vettura: "in particolare tutto l'insieme, il feeling dell'auto, la precisione con cui risponde, il connubio tra performance e guidabilità", ha spiegato Hülkenberg. "Quello che colpisce immediatamente è la pulizia e la precisione della risposta dell'auto in ingresso di curva, con un bilanciamento neutro e affilato, che ti fa sentire tranquillo nel tenere la velocità in curva", ha aggiunto Bortoleto.

Dacia per famiglie: Striker, la wagon-crossover sotto i 25 mila euro

5 Giugno 2026 ore 09:12
Proporzioni da station wagon, linee e dettagli da crossover: la Dacia Striker è il nuovo modello di segmento C destinato alle giovani famiglie alla ricerca di un mezzo spazioso, da usare come auto di tutti i giorni ma in grado di gestire le necessità di una vacanza (o di un trasloco), ricco di soluzioni pratiche e, come tutte le gitane di Mioveni, proposto a un prezzo decisamente accessibile, inferiore ai 25 mila euro. La nuova Dacia Striker, che sarà svelata nella sua interezza nelle prossime settimane, farà il suo debutto pubblico al prossimo Salone di Parigi. Stile inedito Lunga 4,62 metri, la Striker introduce un nuovo linguaggio stilistico per la Casa, a cominciare dalla firma luminosa composta da tre elementi a LED (due orizzontali e uno verticali), che disegna una T asimmetrica. La calandra sottile integra il nuovo logo Dacia, ed è punteggiata da piccoli quadrati color argento, elemento che torna anche nella presa d'aria inferiore, dove trovano spazio i fendinebbia. In coda ritroviamo gruppi ottici a LED con lo stile di quelli anteriori, collegati da una striscia nera traslucida al cui interno si trova la scritta Dacia. Il nome del modello è riportato invece nella parte bassa del portellone. Elegante ma "avventurosa" Il prototipo presentato a marzo, che anticipa le linee della versione di serie, si caratterizza per un cofano dalle linee scolpite, con due profonde nervature, una fiancata sinuosa con la linea discendente del tetto, quasi a disegnare un tutt'uno con il sottile lunotto posteriore, snellita dal motivo in color nero lucido che "allunga" il terzo finestrino posteriore. Sulla sommità del lunotto c'è un generoso spoiler con due gobbe, che integra anche la terza luce di stop. Tante le protezioni in plastica che corrono lungo la parte bassa della carrozzeria, che contribuiscono al look da crossover della Striker: realizzate in Sparkle, si distinguono per il caratteristico effetto "granulare" visto anche su Duster e Bigster. Interni spaziosi e versatili Le immagini definitive dell'abitacolo non sono ancora state diffuse, ma i pochi dettagli che si intravedono nelle foto del prototipo fanno pensare a una soluzione molto simile a quanto visto sulla Bigster (e le altre Dacia), con la strumentazione digitale (da 7" per le versioni base, da 10" per quelle più ricche) sotto una tradizionale palpebra e lo schermo dell'infotainment da 10" a centro plancia, leggermente rivolto verso il conducente. In linea con la filosofia di auto pratica e concreta, non mancheranno i comandi fisici per le principali funzioni dell'auto, sul volante e nella console centrale, mentre le versioni con cambio automatico avranno il comando e-Shifter per la selezione delle marce. La gamma motori sarà familiare Se le linee della Striker anticipano il prossimo corso stilistico della Casa di Mioveni, la gamma motori ricalcherà (anche per contenere i costi) quella già presente su altri modelli, a cominciare proprio dalla Bigster, che ha un'offerta di powertrain solo elettrificati: mild hybrid a benzina, da 140 CV (131 CV per la versione a trazione integrale), full hybrid da 158 CV e cambio robotizzato a 4+2 rapporti, e l'originale mild hybrid bifuel a Gpl da 140 CV (154 CV per la 4x4) con cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti. Difficile dire se la Striker avrà versioni a quattro ruote motrici: hanno poco senso su una station wagon, a maggior ragione se costringono a sacrificare un po' della capacità del bagagliaio (sulla Bigster si perdono circa 100 litri). Un nome ispirato agli anni Ottanta Sembra uno scherzo, ma è la realtà: come spiega la Casa stessa, il nome Striker è "evocativo, possente e ispirato agli anni Ottanta". Rimanda agli altri modelli della Casa, in particolare i più grandi, che terminano in -er, ma al tempo stesso "suggerisce la potenza e la precisione di un colpo, come il gesto di abbattere i birilli del bowling". Quanto costerà la Dacia Striker? I prezzi definitivi della nuova Dacia Striker saranno comunicati solo a ridosso della sua commercializzazione, ma le indiscrezioni parlano di un listino che dovrebbe partire da meno di 25.000 euro, in linea con l'offerta della cugina di segmento C, ossia la già citata Bigster, che apre proprio a 24.800 euro.

Col Turbo 100 addio ai problemi dell1.2 PureTech

5 Giugno 2026 ore 08:44
Guai a parlare di 1.2 PureTech di terza generazione. I tecnici francesi del gruppo Stellantis, che incontro a Milano in occasione del lancio del nuovo motore Turbo 100 per le Peugeot 208 e 2008, vogliono evidenziare anche nel nome un netto stacco col passato.Sto parlando del tre cilindri che ha debuttato due anni fa sulla Citroën C3 con cambio manuale e priva di qualsiasi forma di ibridizzazione. Lo stesso che in questi giorni ha esordito anche sulle Fiat Grande Panda e Lancia Ypsilon e nelle prossime settimane andrà a equipaggiare la Jeep Avenger, peraltro ristilizzata.In quest'ultimo caso, esattamente come per le auto del Leone o per la Opel Corsa, va a rimpiazzare il famigerato 1.2 PureTech, quello con la cinghia in bagno d'olio, soggetta a deteriorarsi in particolari condizioni di utilizzo. Ma vediamo nel dettaglio in cosa questo tre cilindri è cambiato, e perché. Qual era il problema Per capire bene come si è arrivati al nuovo 1.2, che di fatto è lo stesso che equipaggia le versioni ibride abbinate al cambio a doppia frizione, occorre fare un passo indietro. La prima generazione del 1.2 PureTech risale al 2014. All'epoca anche altri costruttori (come Ford, giusto per citare uno dei maggiori) utilizzavano cinghie in bagno d'olio, visti i vantaggi rispetto alla catena di distribuzione in termini di efficienza e di silenziosità di funzionamento. Ci volle del tempo per capire che questa soluzione dava dei problemi: alcune molecole presenti nella benzina, che inevitabilmente col passare dei chilometri finivano per contaminare il lubrificante, aggredivano la cinghia stessa, con il distacco di minuscole particelle che alla lunga intasavano il circuito di lubrificazione, portando a rischi di surriscaldamento facilmente immaginabili. Questo problema si accentuava in caso di frequenti utilizzi brevi - il classico tragitto casa ufficio di una decina di chilometri - e ha riguardato anche la seconda generazione del PureTech (arrivata nel 2018), almeno fino a metà 2022, quando i tecnici hanno adottato una nuova cinghia con materiali più resistente agli agenti chimici aggressivi.  La catena è per la vita Con l'adozione della catena di distribuzione questo problema è stato definitivamente risolto. Ma questa è solo una delle novità del motore Turbo 100, che rispetto al 1.2 PureTech Gen2 cambia il 70% dei componenti.Fra i principali, l'adozione di un turbocompressore con turbina a geometria variabile e del ciclo di combustione Miller, oltre agli iniettori ad alta pressione a 350 bar: tutte soluzioni che vanno incontro alle esigenze di una maggiore efficienza.I pistoni sono stati ovviamente riprogettati e cambia anche il flusso del circuito di lubrificazione al loro interno, per ridurre il rischio di surriscaldamenti.Gli intervalli di manutenzione passano a due anni (o 25.000 km), mentre ovviamente la distribuzione è a vita, grazie all'adozione della catena. Per la cinghia, invece, era prescritta la sostituzione ogni 6 anni/100.000 km.Per chi invece pensasse ai kit di conversione cinghia/catena che alcuni costruttori after market propongono, il rischio è di andare incontro a problemi ancora maggiori (e l'inevitabile decadenza di ogni tipo di garanzia della Casa), perché nel passare dal PureTech Gen2 al Turbo 100 sono state riprogettate diverse componenti (per esempio, il tendicatena è inserito nella testata) e non sarebbe bastata una semplice modifica della sola distribuzione. Il consumo d'olio, l'altro tema scottante L'altro problema che gli ingegneri francesi sostengono di essersi lasciati alle spalle con il passaggio al nuovo Turbo 100 è l'eccessivo consumo di olio. Nell'1.2 PureTech Gen1 questo era dovuto a un difetto delle fasce raschiaolio, che emergeva in alcune condizioni di utilizzo. Risolto questo aspetto con il passaggio alla seconda generazione, nel 2018 restava un altro problema, dovuto stavolta al malfunzionamento delle valvole del separatore dell'olio (nella foto qui sopra è il componente nero sulla sinistra). In questo caso la soluzione ha richiesto una riprogettazione del separatore stesso, che oggi (anche nel nuovo Turbo 100) ha una costruzione più semplice e affidabile. Il nuovo tre cilindri ha gli stessi ingombri del precedente 1.2 PureTech, nonostante, come detto, mantenga di quest'ultimo solo il 30% dei componenti. Del resto, per alcuni modelli, come nel caso della Peugeot 208 e della 2008, ne va letteralmente a prendere il posto. Lo stesso motore equipaggerà anche il Peugeot Rifter, in questo caso con una potenza di 110 cavalli. Quali tutele per i vecchi clienti Ora, se chi sceglierà il nuovo Turbo 100 può dormire sonni più tranquilli, i clienti del vecchio 1.2 PureTech cosa possono fare? E quali sono le casistiche di difettosità? Gli ingegneri francesi che incontro a Milano si guardano bene dal dare numeri precisi. Dicono che si parla di percentuali molto basse, ma aggiungono che sono in circolazione nel mondo 10 milioni di motori PureTech (la metà dei quali equipaggia una Peugeot). E, quindi, la statistica in questo caso non aiuta Va comunque detto che per i propri clienti la Casa francese ha esteso a 10 anni o 180.000 km la copertura da difetti che riguardino la cinghia in bagno d'olio o il consumo eccessivo di lubrificante. Tutto ciò, a patto che la manutenzione sia stata regolarmente eseguita. Per chi finora non lo avesse fatto è possibile richiedere in concessionaria il cosiddetto Check Plus, che controlla le condizioni della cinghia (operazione che viene eseguita anche in occasione dei tagliandi) e degli altri componenti a rischio: il costo è di circa 400 euro e fa scattare il diritto alla suddetta garanzia estesa. Per quanto riguarda i nuovi modelli, quelli con motore Turbo 100, invece, la copertura è di 8 anni o 160.000 km e copre ogni tipo di difettosità, sempre a patto di effettuare i tagliandi presso la rete ufficiale.

Audi Nuvolari, oltre la R8: 1.001 CV ibridi e più di 350 km/h

4 Giugno 2026 ore 19:15
Non una nuova R8, di più: con 1.001 CV ibridi e una velocità massima oltre i 350 km/h, tirata a soli 499 esemplari dal prezzo (non ancora ufficializzato) che dovrebbe oscillare tra i 500.000  e i 600.000 euro in base alle specifiche, la Nuvolari è l'Audi di serie più veloce, potente ed esclusiva di sempre.Realizzata tra l'Emilia-Romagna e Neckarsulm, segue il recente ingresso del marchio nella Formula 1 e nasce con tempi di sviluppo da record: Sono intercorsi solo 409 giorni dal kick-off del progetto alla realizzazione del primo prototipo marciante, ci spiega Rouven Mohr, CTO della Casa. C'è da dire che la base era già pronta: questa super-Audi, infatti, condivide la propria base tecnica a motore V8 centrale con la Lamborghini Temerario, pur mettendosi in proprio per tanti aspetti, dalla gestione della trazione integrale all'impianto frenante, fino ad arrivare all'aerodinamica e alle geometrie (la carreggiata è più larga). C'è tanta Italia, dunque, non solo nel nome. Considerato anche che la Nuvolari porterà per prima su strada, all'inizio del 2027, il nuovo linguaggio stilistico del brand a firma Massimo Frascella.Con questo modello andiamo deliberatamente verso il segmento ad alte prestazioni e affermiamo l'ambizione di Audi di essere il marchio automobilistico premium più desiderabile, ha dichiarato Marco Schubert, membro del CDA e responsabile vendite e marketing. E non è da escludere che la Nuvolari sia l'apripista di una nuova gamma ad alte prestazioni. Lo stile della Concept C e una pelle in carbonioSuperfici tese, tecnologie integrate senza soluzione di continuità e componenti aerodinamiche rigorosamente funzionali ne definiscono la cifra estetica, molto tecnica, che rielabora i canoni stilistici della Concept C su un corpo e proporzioni da sportiva a motore centrale. Nuvolari può vestire diversi colori, tra cui il Titanium caratteristico delle nuove Audi e della R26, la monoposto di Formula 1 oppure sfoggiare il carbonio a vista: la scelta spetta al cliente.Per la prima volta in Audi, il telaio Space Frame in lega di alluminio convola a nozze con una carrozzeria in fibra di carbonio (quasi tutti i componenti esterni sono realizzati in polimero rinforzato con fibra di carbonio), frutto del know-how acquisito in Formula 1. Inediti, per una vettura di serie dei Quattro anelli, sono anche i cerchi forgiati monodado. Interni: tanta qualità, poche distrazioniDentro, come sulla Temerario, il cockpit è avvolgente e l'infotainment (dallo schermo più piccolo) è posizionato a scivolo, ma entrambe si calano in un contesto più sofisticato e minimalista, chiaramente focalizzato sulla guida. Non c'è il display per il passeggero e tutti i comandi essenziali sono posizionati nel campo visivo del conducente.I pulsanti hanno un feedback aptico e sonoro: il tipico click di Audi, quel suono metallico e quella precisione tattile che in passato ha contribuito al successo dei modelli di Ingolstadt, torna a farsi sentire, perfino amplificato, accompagnato da forme funzionali e mai banali. Originali anche le leve per regolare i sedili, che hanno una struttura in fibra di carbonio, per ridurre il peso garantendo al contempo il giusto supporto laterale. Aerodinamica attiva e DRSDal propulsore ibrido alla carrozzeria esterna in carbonio, il filo rosso con la Formula 1 è lungo. Ma il comune denominatore principale sta probabilmente nell'aerodinamica, che sfrutta parti attive per regolare la deportanza, la resistenza aerodinamica e fornire equilibrio in funzione delle condizioni di guida: i piloti del team Audi F1, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, hanno fornito feedback mirati durante la fase di sviluppo.Zero effetti speciali: ogni elemento svolge una funzione aerodinamica precisa. Dalle prese d'aria anteriori, per raffreddare freni, motore termico e componenti ibridi, all'S-duct, che migliora l'efficienza dell'asse anteriore. L'elemento principale è però l'alettone posteriore, adattivo e retrattile, che si regola (manualmente o automaticamente) in tre posizioni: Closed, Low Downforce (LD) e High Downforce (HD).In posizione Closed, l'alettone sparisce, minimizzando la resistenza aerodinamica. Nelle configurazioni LD e HD, invece, genera diversi livelli di deportanza: nei rettilinei passa alla posizione LD per aumentare velocità e stabilità, attivabile anche con il pulsante DRS (Drag Reduction System). In frenata e in curva, l'alettone passa alla posizione HD per ottimizzare la deportanza. Il carico aerodinamico complessivo può superare i 400 kg. Oltre 10.000 giri e più di 1.000 CVLa supercar dei Quattro anelli è mossa da un powertrain ibrido ad alte prestazioni che genera una potenza massima di 736 kW (1.001 CV), superiore a quella della Lamborghini Temerario (920 CV).A fare la differenza è il tuning della parte elettrica: i motori sono gli stessi. Un V8 biturbo 4.0 eroga da solo 800 CV e 730 Nm, raggiungendo i 10.000 giri/min, affiancato da tre unità elettriche a flusso assiale da 110 kW (150 CV) ciascuna. La batteria agli ioni di litio, con una capacità lorda di 7,3 kWh, è più grande di quella Lamborghini.Con questo sistema, la Nuvolari accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, con una velocità massima superiore a 350 km/h. Trazione integrale predittivaI due motori elettrici anteriori assicurano la trazione integrale e un torque vectoring variabile, per massimizzare l'agilità e la stabilità. Con la Nuvolari, Audi evolve il concetto di trazione integrale predittiva grazie a un sistema che elabora continuamente lo stato del veicolo utilizzando dati come angolo di sterzata, accelerazione, imbardata e aderenza, prevedendo eventuali perdite di grip.Sono cinque le modalità di guida: E-Hybrid, Balanced, Dynamic, Dynamic+ e Track, con possibilità di regolare il controllo di trazione fino al TC Off. Gestione energetica e frenata da Formula 1Anche la gestione dell'energia si ispira al motorsport, con strategie di boost e recupero estese a quasi tutte le fasi di guida. All'anteriore, la decelerazione elettrica (fino a 0,3 g, in determinate condizioni) copre parte della frenata, mentre le fasi di veleggiamento consentono il recupero energetico.L'impianto frenante è un sistema brake-by-wire con dischi carboceramici CCM-R derivati dalla Formula 1 (420 40 mm all'anteriore e 410 32 mm al posteriore). La struttura in carbonio a fibre lunghe resiste a carichi termici estremi e a uso intensivo.I dischi beneficiano inoltre di un sistema di raffreddamento interno che, secondo Audi, aumenta la dissipazione del calore fino al +21% rispetto ai sistemi carboceramici tradizionali.

Ares Atelier al GP di Monaco: il rilancio passa da clienti e lusso su misura

4 Giugno 2026 ore 16:48
Il rilancio dell'Ares di Modena è entrato nella sua fase operativa grazie al sostegno di nuovi investitori, tra cui Proma Group, società campana già protagonista del salvataggio della tedesca Recaro. Ora, però, servono ulteriori passi per rimettere in carreggiata il marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso, a partire da una ripresa e da un rafforzamento dei legami con il proprio bacino di clienti di riferimento. in questo contesto che si inserisce la decisione della nuova dirigenza, guidata dall'ex Ferrari Antonio Trotta, di presenziare al prossimo GP di Monaco di Formula 1 con diversi spazi riservati non solo ai clienti, ma anche ai partner e agli stakeholder internazionali.  Le ambizioni di Ares Il Gran premio è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario automobilistico mondiale e rappresenta una vetrina ideale per Ares per raccontare la propria identità, caratterizzata da cultura del dettaglio, progettazione su misura e interpretazione contemporanea del concetto di bespoke e, soprattutto, per consolidare il posizionamento nel lusso e nell'unicità.Durante il fine settimana del GP, l'Ares accoglierà i suoi ospiti, tra cui anche appassionati, collezionisti e operatori del settore, in spazi predisposti tra la Rocca di Monaco e l'area del Beau Rivage, uno dei tratti distintivi della gara monacense. Gli incontri saranno l'occasione per approfondire i progetti già avviati e le attività future e per illustrare il percorso di personalizzazione attraverso cui le vetture vengono trasformate per soddisfare le richieste della clientela. Il contesto è quindi perfettamente allineato con le caratteristiche distintive del marchio e con le ambizioni di rilancio della nuova proprietà.

Unica al mondo: la Bentley speciale di Jason Momoa con oltre 100 dettagli su misura

4 Giugno 2026 ore 16:00
L'inglese Hedley Studios ha creato una one-off della Bentley Blower Jnr per l'attore Jason Momoa. La vettura è protagonista nella serie On The Roam, in onda su HBO Max. La configurazione scelta da Momoa Sono oltre 100 i particolari su misura richiesti dall'attore per l'auto. Il reparto Bespoke di Hedley Studios ha sviluppato la tinta esterna Momoa Crimson, insieme a dettagli in ottone invecchiato, alla plancia in legno Koa, al teschio in ottone per la leva del cambio, al logo 666 sul radiatore e a molti altri elementi realizzati a mano dagli artigiani esclusivamente per questo esemplare. Elettrica in scala La vettura è una replica della Bentley 4,5 litri Supercharged del 1929. Rispetto all'originale, le dimensioni sono ridotte all'85% e il motore è stato sostituito da un powertrain elettrico. omologata per l'uso stradale ed è riconosciuta direttamente da Bentley. L'autonomia è di 105 km, mentre il motore eroga 20 CV.

Magna, un futuro sempre più cinese: a Graz arriva un quarto modello Xpeng

4 Giugno 2026 ore 15:26
Il futuro della Magna Steyr di Graz è sempre più all'insegna delle produzioni cinesi. L'impianto sforna già diversi modelli di costruttori del Dragone, ma a breve le linee di montaggio ospiteranno un ulteriore prodotto, portando così a sei i veicoli di marchi cinesi assemblati nello stabilimento austriaco.Ad annunciare la nuova produzione sono stati due manager di primo piano di Xpeng, uno dei marchi cinesi che hanno sostanzialmente salvato l'impianto grazie ai contratti di produzione sottoscritti con Magna: prima per due SUV, poi per una berlina e ora per un quarto modello non meglio precisato.Kurt Bachmaier, vicepresidente vendite e marketing di Magna, ha chiarito al quotidiano Kleine Zeitung che l'assemblaggio inizierà entro la fine del 2026, senza fornire ulteriori indicazioni. Tuttavia, le tempistiche suggeriscono la possibilità che a Graz arrivi il monovolume X9, da poco lanciato su alcuni mercati con guida a destra come il Regno Unito e già ordinabile in Germania, oppure alcuni modelli della serie Mona. Di recente è stato confermato il debutto europeo della SUV compatta L03 a luglio e il lancio di un secondo prodotto nei mesi successivi."Sono felice di vedere che la nostra solida partnership con Magna continua a crescere. Dalla G6 alla G9, alla P7+ e presto al nostro quarto modello prodotto a Graz, continuiamo a localizzare la produzione in Europa", ha affermato il presidente e amministratore delegato He Xiaopeng, commentando un post su LinkedIn in cui il vicepresidente Brian Gu ha parlato di una collaborazione in fase di ampliamento proprio con un quarto programma produttivo. Una collaborazione in rapida espansione D'altro canto, per Xpeng localizzare le attività produttive in Europa è ormai fondamentale. L'azienda non vuole solo dimostrare il suo impegno di lungo termine verso l'Europa, ma ha anche altri obiettivi: aggirare i dazi europei sulle auto elettriche made in China e individuare nuovi sbocchi di mercato per arginare gli effetti di una guerra dei prezzi sempre più feroce in Cina. Magna, a sua volta, ha trovato nei costruttori cinesi un'ancora di salvezza per Graz. La fabbrica, tra le maggiori al mondo nella produzione di auto conto terzi, ha iniziato a perdere clienti e a registrare un progressivo calo dei volumi. L'azienda austro-canadese è stata quindi costretta ad avviare la ricerca di nuovi partner, individuandoli proprio nei marchi cinesi.E così l'impianto austriaco ha iniziato a sfornare diversi modelli non solo per Xpeng, ma anche per Gac. La fabbrica produce le G6 e le G9 dallo scorso settembre, la P7+ dai primi giorni di gennaio e le Aion V e UT da marzo. Tuttavia, come dimostra l'arrivo di un quarto modello Xpeng, le porte di Graz sono più che aperte ai costruttori cinesi: sono ormai spalancate.

Non solo video: la TikTok car sarà un social su ruote

4 Giugno 2026 ore 15:04
TikTok car in arrivo entro fine 2026, almeno secondo alcune indiscrezioni giornalistiche: la novità arriva, ancora una volta, dalla Cina. Il brand Seres ha infatti stretto un accordo con Volcano Engine, divisione specializzata in servizi cloud e intelligenza artificiale controllata da ByteDance, proprietaria del social basato sui video brevi. Dalla collaborazione tra i due gruppi nascerà un nuovo marchio automobilistico, registrato come Saidou Technology, secondo quanto riportato dalla testata Lanjing Auto. TikTok pensa a un abitacolo futuristico La futura "auto di TikTok" dovrebbe essere una crossover elettrica o ad autonomia estesa, con un punto focale chiaro: l'integrazione di tecnologie digitali avanzate all'interno dell'abitacolo. Volcano Engine metterà a disposizione algoritmi proprietari, modelli linguistici di intelligenza artificiale generativa e piattaforme cloud per la gestione dei dati. L'obiettivo è offrire un'esperienza utente altamente personalizzata, trasformando la vettura in uno spazio progettato anche per l'intrattenimento interattivo.In questo contesto, Seres non adotterebbe il sistema di guida intelligente Qiankun di Huawei, già utilizzato sui modelli Aito. Il social su ruote L'esperienza di fruizione dinamica, alla base del successo globale di TikTok, diventerebbe il cuore dell'ecosistema digitale delle vetture Saidou Technology. A bordo, gli occupanti avrebbero accesso a flussi multimediali gestiti in tempo reale da algoritmi predittivi, capaci di adattare contenuti e suggerimenti ai gusti e persino allo stato d'animo di chi viaggia.Il tutto mantenendo una regola fondamentale: migliorare il confort e l'esperienza dei passeggeri senza interferire con la guida. L'ingresso nel comparto auto di competenze nate nel mondo dei social indica una direzione precisa: soprattutto tra i più giovani, cresce l'esigenza di una continuità totale tra vita digitale e mobilità. L'auto diventa così un'estensione naturale dello smartphone, un ambiente connesso, personalizzato e sempre attivo.

Non è la Apple car, ma l'iPhone c'entra: ecco la prima auto elettrica di Foxconn

4 Giugno 2026 ore 15:02
Si parla da anni di un'auto progettata e costruita da Foxconn, il colosso della tecnologia e dei microchip che, tra le altre attività, produce gli iPhone per conto di Apple. Dopo accordi mai andati a buon fine e concept rimasti sulla carta, il gruppo taiwanese ha presentato la Foxtron Cavira, una SUV elettrica di segmento D sviluppata insieme alla joint venture Foxtron e destinata a confrontarsi con modelli come Tesla Model Y, Audi Q4 e BMW iX1. Stile tradizionale La Foxtron Cavira adotta linee pulite e senza soluzioni stilistiche estreme: è una SUV lunga 4.695 mm, con un passo particolarmente generoso di 2.920 mm, a vantaggio dello spazio per passeggeri e bagagli, anche se la capacità del vano posteriore non è stata comunicata. L'impostazione degli interni segue un'impronta lineare e minimalista: dietro al volante troviamo un quadro strumenti digitale compatto, mentre il sistema infotainment è affidato a uno schermo verticale. Non mancano i tasti fisici, collocati sotto il display e sulle razze del volante. Buona la qualità percepita, con pellami a vista e inserti in metallo spazzolato. A due o quattro ruote motrici La gamma prevede due versioni. La Emerge Long Range Edition è equipaggiata con un motore posteriore da 186 kW (253 CV) e una batteria al litioferrofosfato da 82,7 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 578 km. Al vertice si colloca la Pioneer Long Range Performance Edition, con powertrain dual motor da 349 kW (474 CV) e uno scatto da 0 a 96 km/h (60 mph) in 3,8 secondi; la batteria è identica, ma l'autonomia scende a 538 km. La ricarica in corrente continua supporta potenze fino a 175 kW, mentre è di serie la funzione V2L, utile per alimentare dispositivi esterni. Quanto costa la Cavira La Foxtron Cavira sarà inizialmente commercializzata solo a Taiwan, con un prezzo di partenza di 1,2 milioni di dollari taiwanesi, pari a circa 32.700 euro. Foxconn ha indicato un generico piano di espansione verso altri mercati, senza però fornire dettagli. Maggiori informazioni sono attese nei prossimi mesi.

Auto cinesi? 3 giovani italiani su 4 le comprerebbero, ma ibride e sotto i 30.000 euro

4 Giugno 2026 ore 14:21
Tre giovani italiani su quattro acquisterebbero una vettura cinese, a condizione che il prezzo resti sotto i 30.000 euro. quanto emerge dalla instant survey realizzata a maggio da Areté, società di consulenza automotive. L'indagine mostra chiaramente come sia cambiata la percezione delle nuove generazioni verso i marchi del Dragone: se in passato erano visti come alternative low cost, oggi sono ritenuti sempre più competitivi per qualità e tecnologia. Tra chi prenderebbe in considerazione un veicolo Made in China, quasi la metà sceglierebbe un'auto cinese ibrida, mentre il 34% punterebbe su un'elettrica e il 20% su un modello a benzina. Dove si informano? Prima i siti specializzati Restano comunque alcune perplessità. Il 23% degli intervistati considera ancora debole il servizio post-vendita delle Case orientali, mentre il 22% esprime dubbi sull'affidabilità dei veicoli. Si tratta però di un'utenza che mantiene un forte legame con l'automobile: la metà degli intervistati la utilizza ogni giorno per i propri spostamenti e l'83% ne possiede una. Per informarsi prima dell'acquisto, il 41% si affida a siti specializzati e piattaforme online, il 18% visita direttamente un concessionario e il 17% utilizza i social media. Ne emerge il profilo di un consumatore giovane, informato e sempre meno legato ai preconcetti del passato.

Lotus Eletre X arriva in Europa: fino a 952 CV e 1.200 km di autonomia

4 Giugno 2026 ore 14:05
Dopo il cambio di strategia e il ritorno allo sviluppo di varianti endotermiche e ibride, Lotus conferma anche in Europa l'apertura degli ordini della Eletre X. Si tratta della SUV in versione ibrida con range extender, che affianca la variante elettrica con prezzi compresi tra 99.990 e 123.990 euro e che abbiamo già provato in anteprima in Cina. Range extender a benzina La Casa inglese, di proprietà del gruppo cinese Geely, ha sviluppato il powertrain X-Hybrid con due motori elettrici di trazione affiancati da un 2.0 turbo da 204 CV, utilizzato come generatore. La batteria da 70 kWh e il serbatoio di benzina garantiscono un'autonomia complessiva superiore ai 1.200 km, di cui circa 350 in modalità elettrica. La ricarica fino a 350 kW consente di passare dal 20 all'80% in circa 9 minuti, mentre il consumo medio dichiarato nel ciclo WLTP è inferiore a 7,0 l/100 km. La scelta fra 550 e 952 CV Per l'Europa sono previsti due allestimenti, differenziati per potenza massima. La H550 eroga 550 CV, raggiunge i 210 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Al vertice della gamma c'è la H1000, con 952 CV e 935 Nm, capace di 230 km/h e di uno 0-100 km/h in 3,3 secondi. La versione più potente include di serie le barre antirollio attive e un impianto frenante maggiorato, mentre entrambe adottano sospensioni pneumatiche.

Amazon venderà auto anche in Europa? Il piano parte dal Regno Unito

4 Giugno 2026 ore 12:29
Dopo aver testato il proprio ingresso nel settore automotive USA, Amazon valuta ora l'espansione del progetto Autos in Europa. L'iniziativa punta a rendere più semplice e immediato l'acquisto di una vettura, integrando strumenti digitali e rete commerciale tradizionale. Si partirebbe dal Regno Unito nel 2026, secondo indiscrezioni. Concessionari sempre fondamentali  Attraverso il portale, sarà possibile confrontare modelli nuovi e usati, consultare le caratteristiche tecniche, verificare i prezzi e accedere alle diverse formule di finanziamento o leasing disponibili. Una volta concluso l'iter digitale, il veicolo verrebbe consegnato tramite i concessionari aderenti all'iniziativa.Il programma non intende sostituire i venditori, ma inserirli in un ecosistema più moderno: i dealer continuerebbero a svolgere un ruolo centrale nella vendita, nella consegna dei mezzi e nell'assistenza post-vendita, beneficiando della visibilità garantita da una delle più grandi piattaforme di e-commerce al mondo. Cosa va definito meglio  Prima del lancio su larga scala restano tuttavia alcune sfide da affrontare: Amazon dovrà adattare il servizio alle normative europee in materia di privacy, tutela dei consumatori e fiscalità, tenendo conto delle differenze tra i vari Paesi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se i primi esperimenti in Gran Bretagna confermeranno la fattibilità della strategia e, soprattutto, con quali tempi e modalità il colosso di Seattle deciderà di estendere il servizio ai mercati dell'Europa continentale.

Grande Panda Turbo, una base per le flotte

4 Giugno 2026 ore 12:23
Il mercato automobilistico b2b in Italia sta attraversando una fase di forte consolidamento per il marchio Fiat. Nei primi quattro mesi dell'anno, il brand ha registrato una crescita dell'1,5% nella quota di mercato delle autovetture in ambito flotte, posizionandosi come primo marchio nel settore business nazionale. In questo contesto, l'introduzione della Grande Panda Turbo 100 con cambio manuale si inserisce come una mossa mirata per rispondere alle esigenze operative ed economiche delle imprese.Partendo dal principio di neutralità tecnologica, l'offerta complessiva prevede diverse motorizzazioni per integrarsi flessibilmente nelle differenti car policy aziendali: la versione elettrica da 113 CV è indicata per ottenere il massimo vantaggio dalla tassazione dei fringe benefit, grazie a un'alquota agevolata al 10%; la variante mild hbrid da 110 CV è concepita soprattutto per le flotte aziendali ad uso condiviso (pool) e la nuova Turbo 100 manuale è configurata specificamente per intercettare la fascia di accesso del segmento, dove la trasmissione manuale risponde a una specifica fascia di utenza ( tra il 40% e il 50% degli automobilisti guida ancora veicoli con questa tipologia di cambio). Questa versione si propone quindi come una soluzione per le flotte operative che necessitano di un mezzo robusto ed efficiente, mantenendo contenuti i costi senza ricorrere all'elettrificazione. Efficienza operativa e tutela del valore residuoDal punto di vista tecnico, la Grande Panda Turbo 100 adotta un motore a iniezione diretta con ciclo Miller e turbina a geometria variabile da 100 cavalli e una coppia di 205 Nm a 1750 giri (con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi). Con una lunghezza di circa quattro metri (3.999 mm) il veicolo punta su parametri centrali per le attività lavorative quotidiane, quali l'abitabilità interna e una capacità di carico del bagagliaio relativamente importante (412 litri). Per la gestione dei parchi auto aziendali, il controllo dei costi di gestione e il mantenimento del valore residuo sono elementi cruciali. Fiat ha affrontato tali dinamiche attraverso due canali. Il primo si riferisce all'integrazione di sistemi Adas, unitamente a dispositivi come il rilevamento della stanchezza del guidatore e i sensori di parcheggio, per concorrere a preservare il valore dell'auto nel tempo. Il secondo sono i costi di gestione calmierati grazie a intervalli di manutenzione programmati ogni due anni o 25.000 chilometri, che si allineano a quelle della motorizzazione ibrida. Allestimenti e formule finanziarie per le impreseIl listino parte da 14672 euro (Iva esclusa) per l'allestimento d'ingresso Pop, mentre il passaggio alla motorizzazione mild ybrid e, successivamente, alla trazione completamente elettrica avviene con incrementi fissi di 1639 e di 3.279 euro per ciascuno step. Il comparto flotte si concentrerà prevalentemente sull'allestimento Business (proposto a 16.926 euro Iva esclusa), che storicamente assorbe circa il 23-25% del mix di vendite b2b poiché include dotazioni molto richieste dalle aziende, quali climatizzatore automatico, navigatore, sensori anteriori di parcheggio e retrocamera. Per supportare le aziende in fase di acquisizione, sono state strutturate due formule finanziarie dedicate. Il leasing Evolease è pensato per professionisti e piccole imprese, prevede un canone mensile di 129 (Ive esclusa per la versione Pop) euro per 36 mesi (Tan 3,99%) a fronte di un anticipo di 2.300 euro. Il noleggio a lungo termine Rent & Buy: gestito da Leasys, offre una formula full service a 219 euro mensili (Iva esclusa, sempre per la Pop) con un anticipo di 4.400 euro. La caratteristica di questo contratto è la trasparenza del valore di riscatto, che viene comunicato all'azienda sin dal momento della stipula per consentire una pianificazione finanziaria senza incognite. La Grande Panda Turbo 100 manuale si rivolge però anche ad altri canali b2b, come il noleggio a breve termine, anche nella modalità vettura sostitutiva per i clienti delle officine. Fiat intende inoltre rispondere in modo mirato alle richieste di grandi forniture per municipalizzate e aziende pubbliche o private, per le quali la divisione b2b di Stellantis sta anche valutando lo sviluppo di configurazioni van.

Il lusso elettrico alza il livello: Rolls-Royce Spectre, 680 CV e 628 km di autonomia

4 Giugno 2026 ore 11:41
Con la Series II, la Rolls-Royce Spectre aggiorna la propria proposta elettrica con un intervento mirato e coerente alla filosofia del marchio. La coupé è stata rivista con mano leggera sul piano estetico, ma introduce novità rilevanti anche sul fronte tecnico, con più autonomia e ricariche più rapide. Accanto alla versione standard è confermata la Spectre Black Badge, che guadagna ulteriore potenza e coppia, mentre si arricchisce anche il programma di personalizzazione con nuove combinazioni per gli interni. Fino a 680 CV e 628 km di percorrenza Il powertrain elettrico è stato evoluto e ora garantisce un aumento dell'autonomia del 18% grazie alle batterie di nuova generazione da 112,8 kWh, per un totale di 628 km nel ciclo WLTP. Allo stesso tempo, le ricariche risultano più rapide del 14% grazie a un picco di 195 kW, che consente di passare dal 10 all'80% in 28 minuti. Migliorano anche le prestazioni: il motore aggiornato raggiunge 601 CV e 1.015 Nm di coppia. Per la più sportiva Black Badge, Rolls-Royce spinge ancora oltre, con 680 CV e 1.100 Nm disponibili in modalità Spirited. L'artigianalità e l'esclusività Le novità estetiche si concentrano nei dettagli. Debuttano i cerchi forgiati da 23 pollici, rifiniti a mano con sei ore di lavorazione artigianale, mentre l'abitacolo introduce nuove finiture, tra cui la sofisticata Duality Twill, caratterizzata da 2,6 milioni di punti di cucitura realizzati con 16 km di filo e 25 ore di lavoro. Un'alternativa altrettanto ricercata è rappresentata dalla pelle perforata con pattern artistici: ogni abitacolo può includere fino a 78.138 microfori di dimensioni variabili (0,8 mm, 1 mm e 1,2 mm), con inserti illuminati a LED, come nei pannelli porta.Sulla plancia è stato ampliato l'Interior Panel con Clock Gallery: la superficie illuminata integra 8.108 punti luce, mentre l'orologio è stato ridisegnato prendendo ispirazione dal mondo dell'aviazione. Per la versione Black Badge sono inoltre disponibili nuove finiture esterne Iced Black Matte e cerchi in lega specifici a sette razze. I clienti in media percorrono 6.500 km all'anno Rolls-Royce ha diffuso anche un'interessante fotografia della clientela della Spectre, utile per orientare gli aggiornamenti della Series II. Il cliente tipo possiede già almeno un'altra Rolls e dispone in media di sette auto. L'utilizzo della coupé elettrica è relativamente contenuto, con circa 6.500 km all'anno, e la ricarica avviene quasi sempre a domicilio. Spicca il caso di un cliente europeo che ha già superato i 50.000 km in due anni.

Benzina e diesel: lo sconto sulle accise sta per finire, ma non per tutti

4 Giugno 2026 ore 10:46
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, mentre si avvicina la scadenza del taglio delle accise. Lo sconto termina sabato e pertanto, dal giorno successivo, si vedrà un rimbalzo dei listini sia per la benzina sia per il diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala che con le accise piene il prezzo medio della verde rischia di salire a 1,991 euro/litro e quello del gasolio a 2,11 euro/litro.D'altro canto, più si avvicina la fine dello sconto, più diventa improbabile una sua proroga. L'ipotesi di un rinnovo del provvedimento resta, ma i segnali indicano un cambio di passo da parte del governo a causa delle ristrettezze di bilancio e, soprattutto, dei vincoli europei, ancor di più dopo il via libera di Bruxelles alla richiesta italiana di maggiore flessibilità contro il caro energia.Infatti, la Commissione europea ha delineato una serie di raccomandazioni su diversi temi, tra cui conti pubblici, fisco, salari, povertà, pensioni e mercato del lavoro, e ha avvertito Palazzo Chigi che la riduzione non mirata delle accise sui carburanti comporta elevati costi fiscali ed è socialmente ed economicamente inefficiente. Dunque, salvo sorprese dell'ultima ora, le probabilità di un rinnovo dello sconto sono molto basse. Le ipotesi sul tavolo Le ipotesi sul tavolo. Anche questo spiega la cautela espressa dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, secondo il quale andrà fatta, innanzitutto, una valutazione del livello dei prezzi prima di procedere a una proroga dello sconto (6,1 centesimi al litro sulla benzina e 12,2 centesimi sul gasolio). Si era già fatta una prima valutazione con l'ultimo decreto, con alcune correzioni rispetto a benzina e diesel e con un intervento specifico per l'autotrasporto. una valutazione che va fatta verso il 5 giugno, per decidere come intervenire, ha spiegato il ministro pochi giorni fa, prima del via libera di Bruxelles.La decisione non è comunque lontana. Nel pomeriggio di oggi, 4 giugno, sono previsti prima incontri interni al governo e poi una riunione del Consiglio dei ministri. Nelle ultime ore si sta facendo strada un'ipotesi non nuova: l'intervento potrebbe riguardare solo i contribuenti con un ISEE sotto i 15 mila euro e concretizzarsi nell'erogazione di un voucher di 100 euro ai titolari della Carta Dedicata a Te. Le rilevazioni di Staffetta Quanto al livello dei prezzi citato da Pichetto, questa mattina, 4 giugno, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,988 euro (-6), il Gpl a 0,796 euro (-1), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,028 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (-6), il Gpl a 0,907 euro (-2) e il metano a 1,584 euro (invariato). Inoltre, Tamoil ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.Staffetta fornisce anche uno spaccato delle modalità di vendita sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit. Le medie dei prezzi praticati lungo la rete stradale e autostradale vedono la verde self service a 1,936 euro (compagnie 1,937, pompe bianche 1,934) e il diesel a 1,996 euro (compagnie 1,998, pompe bianche 1,992). Al servito, benzina a 2,075 euro (compagnie 2,113, pompe bianche 2,004), gasolio a 2,137 euro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,061), Gpl a 0,804 euro (compagnie 0,813, pompe bianche 0,795), metano servito a 1,561 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,563), Gnl 1,449 euro/kg (compagnie 1,454 euro/kg, pompe bianche 1,446 euro/kg).Tra i marchi principali, Eni è a 1,936 euro/litro sulla benzina self service (2,145 al servito) e a 1,989 sul diesel (2,202); IP a 1,943 (2,110) e 2,006 (2,176); Q8 a 1,933 (2,106) e 1,999 (2,179); Tamoil a 1,923 (2,006) e 1,987 (2,075).

Un pick-up Fiat ibrido a etanolo: in Brasile il Toro passa al mild hybrid

4 Giugno 2026 ore 10:34
In Brasile, Fiat continua a mietere successi tra i pick-up: nel 2025, la Casa ha dominato il segmento con l'inarrivabile Strada (compatto) e piazzato il Toro (segmento C) in terza posizione. Proprio il Toro passa ora al Model Year 2027, introducendo per la prima volta in gamma le motorizzazioni Flexfuel (a benzina ed etanolo) con impianto mild hybrid a 48 Volt. C'è anche il turbodiesel La gamma del nuovo Fiat Toro prevede tre motorizzazioni: la Turbo 270 Flex da 176 CV, disponibile nella versione termica pura oppure con l'impianto mild hybrid da 48 Volt (solo per Volcano e Ultra). Per quest'ultima, il motore elettrico affianca quello termico nelle partenze, nei sorpassi e quando c'è bisogno di un po' di potenza in più (fino a 65 Nm di coppia aggiuntiva). La centralina elettronica si occupa di gestire il carico tra le due unità, dando priorità a efficienza e percorrenze: secondo la Casa, con questa motorizzazione le emissioni calano dell'11% e il consumo di carburante scende fino al 12%. In alternativa alle versioni a etanolo c'è anche la 2.2 turbodiesel (per Ranch e Volcano), con 200 CV e 450 Nm di coppia. Le altre novità L'aggiornamento porta in dote una nuova firma luminosa, con un'animazione all'interno dei gruppi ottici anteriori che riprende il disegno di una freccia, e un avvertimento sonoro percepibile all'esterno quando si attivano gli indicatori di direzione. In abitacolo rimangono le novità introdotte lo scorso anno, a partire dalla strumentazione digitale da 7" (dalla Volcano in su) e il display dell'infotainment da 10". Il MY27 della Fiat Toro offre di serie diversi sistemi di assistenza alla guida: frenata automatica d'emergenza, assistente al cambio di corsia e, sui modelli più ricchi, abbaglianti automatici (dalla Volcano in su), monitoraggio dell'angolo cieco e del traffico in arrivo (Ultra e Ranch). I prezzi della Fiat Toro Fiat Toro Endurance Turbo Flex: 167.490 real (circa 28.500 euro)Fiat Toro Freedom Turbo Flex: 177.490 real (circa 30.000 euro)Fiat Toro Volcano Turbo Flex MHEV: 197.490 real (circa 33.500 euroFiat Toro Ultra Turbo Flex MHEV: 206.490 real (circa 35.000 euro)Fiat Toro Volcanic Diesel: 220.490 real (circa 37.500 euro)Fiat Toro Diesel Ranch: 238.490 real (circa 40.500 euro)La Fiat Toro può essere personalizzata con gli oltre novanta accessori previsti da Mopar, dal gancio di traino al portapacchi tubolare, protezioni per tetto e cofano, coperture per il cassone, pedane laterali, fendinebbia, scarichi custom, sensori di parcheggio, tappetini ecc.

F1, Monaco: tutti in cerca di crepe nel dominio Mercedes

4 Giugno 2026 ore 10:12
Con il Gran Premio di Monaco di questo fine settimana, la Formula 1 torna nel vecchio continente e ci rimarrà fino a metà settembre. Quest'anno è il Principato - sesto round - a dare il via a quella che chiamiamo la stagione europea.Andrea Kimi Antonelli si presenta a Monte Carlo da leader del campionato e quattro vittorie consecutive che gli hanno fatto scrivere pagine di storia di questo sport e che, di riflesso, stanno regalando all'Italia e al suo pupillo un momento magico. La gerarchia è comunque chiara, la Mercedes è la squadra da battere e ha vinto tutte le gare finora disputate.  Ma il Principato è il posto meno adatto dove poter vivere di rendita, almeno per quel che riguarda il punto di vista sportivo: questo è il tracciato più lento e corto della stagione, dove il motore conta meno e il pilota può ancora fare la differenza. qui che Ferrari, McLaren e Red Bull devono provare a sovvertire ogni pronostico e cercare una crepa in quel dominio della Stella. Perché, almeno sulla carta, il Principato può ridurre le distanze dalla W17 e portare la lotta su un terreno meno condizionato dalla superiorità motoristica Mercedes.  Ferrari, una pista favorevole alla SF-26Per la Scuderia di Maranello, Monaco è un banco di prova tecnico importante. Il tracciato del Principato mette infatti in secondo piano la potenza del motore ed esalta telaio, trazione meccanica e carico aerodinamico: esattamente le aree in cui la Rossa dovrebbe poter mostrare il proprio potenziale.Il digiuno resta pesante, perché la Ferrari non vince dal GP del Messico 2024, ultimo successo di Carlos Sainz in rosso. Da allora sono passate 36 gare senza il gradino più alto del podio. A Monaco, però, Ferrari può contare anche sul valore aggiunto di Charles Leclerc, che sulle strade di casa ha spesso saputo estrarre qualcosa in più dalla macchina.Il weekend avrà anche un valore strategico fuori dalla pista. Maranello attende infatti l'ufficializzazione da parte della FIA dei costruttori che potranno usufruire dell'ADUO, l'Additional Design and Upgrade Opportunities. Secondo diverse fonti, il Cavallino conta su due step di sviluppo per ridurre il gap dalla power unit Mercedes, con una prima possibile introduzione già in Austria e un secondo pacchetto dopo la pausa estiva.  McLaren festeggia i 1000 GP con una livrea specialeIl weekend di Monaco avrà anche una forte componente simbolica per McLaren, che proprio nel Principato raggiungerà il traguardo dei 1000 Gran Premi in Formula 1. Per celebrare l'anniversario, la squadra porterà una livrea speciale in arancione papaya metallizzato e antracite, con il numero 1000 sulle pance della MCL40. La stessa veste grafica sarà usata anche nel successivo GP di Spagna.Non è solo un'operazione nostalgia. McLaren arriva a Monaco con ambizioni sportive vere: Norris e Piastri hanno una macchina che, su una pista ad alto carico e bassa velocità, può inserirsi nella lotta con Ferrari e Mercedes. E il contesto dei 1000 GP aggiunge al weekend un peso narrativo che, in Formula 1, non è mai del tutto secondario.Gomme, la Pirelli sceglie C3, C4 e C5La Pirelli porta a Monaco le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. La scelta è coerente con le caratteristiche del tracciato, che presenta asfalto liscio, bassa energia laterale e necessità di massimizzare il grip meccanico.Quest'anno sono presenti anche diversi tratti riasfaltati: tra le curve 19 e 1, tra curva 7 e l'ingresso del tunnel, oltre all'entrata e all'uscita della pit lane. Il graining potrebbe comparire, ma secondo le simulazioni della Pirelli non dovrebbe condizionare in modo significativo la gara, perché lo sforzo sugli pneumatici sarà concentrato soprattutto sulla trazione.Rispetto all'anno passato, non ci sarà la regola delle due soste obbligatorie. La gara dovrebbe quindi orientarsi verso una sola sosta, salvo interventi di Safety Car o bandiere rosse. Ed è proprio qui che Monaco può diventare imprevedibile: basta un errore, un contatto con il muro o una vettura ferma nel punto sbagliato per riscrivere una strategia apparentemente lineare.  Come seguire il GP di Monaco in tvIl weekend seguirà il format tradizionale, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara. Le qualifiche restano il momento chiave, perché a Monaco partire davanti significa già aver fatto metà del lavoro.Venerdì 5 giugnoProve Libere 1: 13:30 - 14:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2: 17:00 - 18:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 6 giugnoProve Libere 3: 12:30 - 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche: 16:00 - 17:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 19:00Domenica 7 giugnoGara: 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:30

Nissan-Chery, svolta a Sunderland: al via le trattative per condividere la fabbrica

3 Giugno 2026 ore 17:23
Nissan ufficializza la possibile alleanza con la cinese Chery per la fabbrica di Sunderland. La Casa di Yokohama ha firmato un memorandum d'intesa (MoU) con Chery International UK per valutare la condivisione della capacità produttiva dello stabilimento inglese.  Cosa c'è sul tavolo delle trattative  Il protocollo d'intesa, che tra l'altro segue di pochi mesi un accordo per la cessione proprio a Chery degli impianti sudafricani della stessa Nissan, non è per ora vincolante e quindi mancano numerosi dettagli. Tuttavia, le due aziende hanno voluto precisare i contorni delle trattative attualmente in corso. La condivisione degli spazi produttivi, per esempio, non comporterà un ingresso di Chery nella proprietà o nella gestione dell'impianto. I negoziati, infatti, vertono su una produzione a contratto: è previsto che a Sunderland Nissan produca auto per conto di Chery International UK. In altre parole, l'impianto rimarrà interamente di proprietà della Casa nipponica e l'intera forza lavoro rimarrà alle sue dipendenze.La firma del memorandum arriva a poche settimane dall'annuncio delle prime misure di ristrutturazione per una fabbrica in grande sofferenza (il tasso di utilizzo non supera il 50% della capacità produttiva) per colpa dei bassi volumi di vendita dei tre modelli ivi assemblati, Qashqai, Juke e Leaf. Nissan ha deciso di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola, per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità economica del sito. L'iniziativa ha così rafforzato le indiscrezioni sui colloqui in corso con Chery. A tal proposito, il protocollo d'intesa prevede la possibilità che Nissan produca veicoli del gruppo cinese sulla linea di produzione numero uno dello stabilimento a partire dal 2027.Per ulteriori dettagli, magari sui modelli prescelti e i volumi previsti, occorre attendere la fine delle trattative. A ogni modo, Massimiliano Messina, presidente di Nissan Amieo (la divisione per Africa, Medio Oriente, India, Europa e Oceania), ha sottolineato come la firma del protocollo rappresenti "un importante passo avanti per le nostre attività". "Non vediamo l'ora di collaborare con Chery International UK nei prossimi mesi per definire una soluzione ottimale per entrambe le aziende", ha concluso il manager italiano. Un'onda inarrestabile Detto questo, la firma del protocollo è l'ennesima conferma delle ambizioni dei costruttori cinesi in Europa. I marchi del Dragone sono sempre più intenzionati a trovare una sponda produttiva per sostenere le strategie di crescita internazionale e, in alcuni casi, aggirare i dazi europei sulle elettriche prodotte in Cina.La stessa Chery è ormai pronta ad avviare sue produzioni nell'impianto di Barcellona, un tempo di proprietà della Nissan e oggi gestito da una joint venture con il rinato marchio iberico Ebro. Leapmotor produrrà diversi modelli negli impianti spagnoli di Stellantis a Saragozza e Madrid, mentre Dongfeng è destinata a occupare gli spazi di un altro impianto Stellantis, quello francese di Rennes. Infine, è recente la decisione della Saic di insediare in Galizia un impianto per la MG.BYD, la più arrembante, sta realizzando due impianti tra Ungheria e Turchia, ma sta anche valutando l'acquisto di ulteriori siti già operativi in tutto il Vecchio Continente. Infine, la Magna Steyr sta producendo modelli di Xpeng e Gac presso il suo impianto austriaco di Graz. Tuttavia, le due aziende, al pari di altri costruttori come Great Wall, Changan e Geely, sono impegnate in un'intensa attività di scouting di stabilimenti europei, in particolare in Spagna.

Hummer cambia: due concept più corte e radicali disegnano il futuro

3 Giugno 2026 ore 16:51
Per celebrare l'apertura del nuovo Centro Stile di Pasadena, in California, General Motors ha presentato due concept del marchio Hummer: l'Hummer X SUV e l'Hummer Pick-up. I due modelli mostrano una possibile evoluzione del linguaggio estetico del brand. La principale differenza riguarda le dimensioni: la lunghezza è inferiore di circa 25 centimetri rispetto al modello attualmente in commercio.Ispirazioni per le Hummer del futuro Lo stile delle due concept è aggressivo e massiccio, con soluzioni da off-road puro, come i paraurti e i passaruota in materiale plastico esposti e staccati dalla carrozzeria. La SUV adotta un tetto in tela privo di finestrini, mentre il pick-up propone un abitacolo più tradizionale. I caratteristici sei LED frontali, molto compatti, mantengono il legame con il modello di serie.Tra le soluzioni più originali spicca il drone integrato a bordo, pensato per l'avanscoperta nei passaggi più impegnativi in fuoristrada. Di forte impatto, sul pick-up, la plancia con sette display, che sottolinea l'anima tecnologica del progetto.Non diventeranno modelli di serie GMC ha chiarito che queste due concept non anticipano alcun modello di serie, ma rappresentano un esercizio stilistico utile a definire i futuri stilemi Hummer. comunque plausibile che alcune soluzioni possano arrivare sul mercato, così come l'ipotesi di veicoli con dimensioni e prezzi più contenuti rispetto agli attuali.

Da Toyota alle Formula: così nasce un motore da corsa - VIDEO

3 Giugno 2026 ore 16:04
Portare un motore dal mondo della strada a quello delle competizioni richiede una vera e propria trasformazione, in un processo molto più complesso e, per certi versi, persino opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Le modifiche non riguardano tanto le prestazioni, quanto affidabilità, controllo e struttura stessa del motore. 3 cilindri al bancoPrendiamo come esempio il 3 cilindri 1.6 di derivazione Toyota che Autotecnica Motori prepara per l'utilizzo sulle Formula Regional prodotte da Tatuus (una trasformazione simile viene operata sul 1.4 Abarth impiegato nelle Formula 4). Innanzitutto si parte da un'attenta analisi del motore originale per determinare quali parti vadano effettivamente modificate e quali invece si possano mantenere per contenere i costi, aspetto fondamentale in campionati in cui è il regolamento stesso a stabilire un price cap.La modifica più radicale riguarda la sostituzione della coppa dell'olio con un sistema a carter secco, che nel caso del 3 cilindri comporta anche l'eliminazione del contralbero di equilibratura. Questa soluzione permette di montare il motore più in basso sulla vettura, abbassando il baricentro. Inoltre, il sotto-basamento dedicato e il coperchio punterie progettato ad hoc consentono di rendere il motore portante, cioè in grado di trasferire i carichi direttamente dal gruppo cambio-sospensioni alla monoscocca in carbonio senza necessità di un telaietto aggiuntivo.Affidabilità e controlloPer garantire la durabilità nelle condizioni tipiche delle corse vengono poi aggiunte paratie di protezione da possibili detriti e supporti supplementari per sostenere elementi come il turbocompressore e alcuni sensori particolarmente sensibili alle elevate vibrazioni.La componentistica interna viene completamente rivista, così come gli organi di controllo elettronico. Come detto, lo scopo principale non è l'incremento della potenza, limitata dal regolamento, quanto la necessità di poter attuare un controllo completo sui parametri di funzionamento per ottenere il comportamento desiderato in termini di erogazione, transitori e gestione delle cambiate, garantendo anche l'assoluta uniformità fra i motori forniti ai diversi team. Fondamentale in questo è il lavoro di calibrazione a banco, in cui si può analizzare la risposta ai diversi input e condizioni di funzionamento incrociando i dati rilevati da numerosi sensori. Segue un'altrettanto importante fase di sviluppo in pista, basata sul riscontro dei piloti. Anche nel WEC L'attività di Autotecnica Motori, nata nel 1977 e passata attraverso la storica partnership con Alfa Romeo per i campionati turismo, va oggi ben oltre la preparazione di motori derivati dalla serie. Da diversi anni, infatti, l'azienda si occupa anche dello sviluppo di propulsori progettati dal foglio bianco. il caso, per esempio, del V6 biturbo che spingerà l'Hypercar McLaren nel WEC a partire dal 2027, dopo la collaborazione svolta negli scorsi anni con Lamborghini per la medesima categoria.

Multe stabili, ma crollano gli autovelox: i dati città per città

3 Giugno 2026 ore 15:35
Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.L'effetto autovelox Nell'articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d'arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.Ricavi da velocità giù del 9%Ieri il Codacons ha confermato l'ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno: nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro. Firenze prima per proventi da velox I dati dell'associazione di consumatori rivelano che in testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Sempre il Codacons rivela che tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).Le città in cui i ricavi aumentanoSe si limita l'analisi alle prime dieci città italiane, si scopre che nel complesso i ricavi da violazioni stradali sono diminuiti del 3,8% e che i proventi da autovelox - al netto di Napoli, di cui non è disponibile il dato - sono calati dell'8,8%. Da notare che il calo degli incassi complessivi non è generalizzato. Anzi, Firenze (+18,8%), Napoli (+9,6%), Palermo (+8,5%) e Bologna (+7,9%) hanno registrato un incremento. Analoga dinamica divergente rispetto al dato medio si è registrata sulla velocità a Genova (+54,6%), Palermo (+31,8%) e Bologna (+21,3%).A Firenze il 27% arriva dalla velocità Da notare che, sempre limitatamente alle prime dieci città, il capoluogo in cui la velocità pesa di più sul totale dei proventi è Firenze, che dagli autovelox ha ricavato il 26,9% di tutte le multe. Dietro al capoluogo della Toscana vi sono Bologna (20,9%) e Venezia (15,3%). In coda Torino (2,4%), Bari (1,7%) e Roma (1,5%).Di seguito la tabella di Quattroruote con i ricavi dalle multe nelle prime 10 città italiane e quella del Codacons con gli incassi da autovelox nelle stesse città.

Toyota porta lidrogeno a Le Mans: debutto in pista per lhypercar senza benzina

3 Giugno 2026 ore 14:52
In occasione della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota porterà in pista le prime dimostrazioni pubbliche della TR LH2 Racing Prototype, una vettura sperimentale alimentata da un motore a combustione interna a idrogeno liquido.Il prototipo, sviluppato sullo stesso telaio della Hypercar TR010 HYBRID impegnata nel Mondiale Endurance, rappresenta l'evoluzione più recente del programma Toyota dedicato all'idrogeno nel motorsport. Le dimostrazioni sono in programma giovedì 11 giugno alle 12.50 e sabato 13 giugno alle 12.45 sul tracciato da 13,626 chilometri, offrendo al pubblico la possibilità di vedere e ascoltare una vettura da corsa senza benzina, ma con motore termico.Strategia e sviluppo dell'idrogeno Toyota L'iniziativa rientra nella strategia multi-tecnologica del costruttore per la carbon neutrality, che affianca l'idrogeno alle elettriche e ad altre soluzioni a basse emissioni come possibili strade per la decarbonizzazione della mobilità.Il percorso di sviluppo è iniziato nel 2021 in Giappone, quando il team Rookie Racing schierò nella serie Super Taikyu la GR Corolla H2 alimentata da idrogeno gassoso. Due anni dopo è arrivato il passaggio all'idrogeno liquido, più complesso dal punto di vista tecnico ma potenzialmente più efficace grazie alla maggiore densità energetica.Parallelamente Toyota ha sviluppato questa tecnologia anche nei rally. Nel 2022 la GR Yaris H2 ha effettuato le prime uscite dimostrative al Rally di Ypres, mentre in seguito il progetto si è evoluto nella GR Yaris Rally2 H2 Concept, portata in scena in eventi dimostrativi al Rally di Finlandia e al Rallye Monte-Carlo.Le Mans laboratorio per il futuro Le Mans resta però il banco di prova più rilevante. Già nel 2023 la GR Corolla H2 aveva completato un giro dimostrativo del Circuit de la Sarthe, mentre nello stesso anno era stata presentata la GR H2 Racing Concept, anticipazione di una possibile futura categoria endurance dedicata all'idrogeno.Nel 2025 è stata poi svelata la GR LH2 Racing Concept, alimentata a idrogeno liquido. La nuova TR LH2 Racing Prototype rappresenta oggi la fase più avanzata di quel progetto e il primo prototipo realmente funzionante mostrato in pista davanti al pubblico.Prima delle dimostrazioni la vettura sarà esposta nell'Hydrogen Village, l'area tematica dedicata alle tecnologie a idrogeno allestita all'interno del circuito. Un ulteriore segnale di come Le Mans continui a essere non solo una competizione, ma anche un laboratorio per tecnologie destinate, in prospettiva, alle vetture di serie.

Rimborso pedaggi: quando spetta e come richiederlo senza errori

3 Giugno 2026 ore 14:34
Dall'1 giugno puoi ottenere il rimborso del pedaggio autostradale, ma non sempre è così semplice. Tra soglie minime, eccezioni e requisiti specifici, il rischio è di non rientrare nei criteri anche dopo un viaggio problematico. questo il perimetro definito dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211/2025 ha introdotto il nuovo sistema di restituzione dei pedaggi: un principio corretto, ma operativo solo in determinate condizioni. In attesa dell'app unica, i concessionari pubblicano le istruzioni sui propri siti. Rimborso pedaggi autostradali: quando spetta e come ottenerlo Il diritto al rimborso, totale o parziale, scatta solo in due casi: cantieri (anche con rallentamenti) oppure traffico completamente bloccato. Quest'ultimo è un evento che interrompe la circolazione e impedisce il deflusso dei veicoli: per ottenere l'indennizzo deve durare almeno 60 minuti.Per i cantieri, il sistema è più restrittivo. Il rimborso è riconosciuto solo se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario, mentre per i viaggi con più concessionari bisognerà attendere il 1 dicembre 2026. Anche la lunghezza del tragitto incide: sotto i 30 km il ristoro è automatico, tra 30 e 50 km serve un ritardo superiore a 10 minuti, oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti.Nel caso di traffico bloccato, invece, il rimborso è proporzionale alla durata del fermo: 50% tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.Le eccezioni sono numerose, e in molti casi il rimborso non scatta affatto. Non è previsto alcun indennizzo se sul percorso è già applicata una riduzione del pedaggio o se i cantieri sono legati a emergenze, come incidenti o eventi meteo straordinari. Restano esclusi anche i cantieri mobili nella fase iniziale.Un parametro chiave è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media: è su questo valore che si misura il ritardo effettivo.Infine, entrano in gioco due soglie economiche: sotto 0,10 euro non si ha diritto a nulla, mentre gli importi superiori vengono accumulati fino al raggiungimento di almeno 1 euro per l'erogazione. Rimborso Autostrade per l'Italia: regole e casi concreti Per i viaggi dal 1 giugno, Autostrade per l'Italia ha definito modalità operative precise. Il rimborso per i cantieri è riconosciuto solo per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi con più concessionari.Un caso concreto aiuta a capirlo meglio. Un viaggio da Milano Est a Verona Sud non dà diritto al rimborso per cantieri, perché attraversa tratte con gestori diversi. Diverso il caso di un blocco della circolazione: se avviene nella parte gestita da Autostrade per l'Italia, l'indennizzo diventa possibile.Il sistema copre solo cantieri programmati e blocchi della circolazione: sono esclusi i disagi legati a traffico intenso, condizioni atmosferiche o altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborsoLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback. La registrazione non è obbligatoria, ma consente di velocizzare la procedura.Con registrazione, è possibile associare dispositivo di telepedaggio o targa e ricevere i rimborsi in automatico, indicando un IBAN per l'accredito.Senza registrazione, invece, tutto passa dalla ricevuta: va conservata, utilizzata almeno 4 ore dopo il ritiro al casello e inserita nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta.Come viene calcolato il rimborso In presenza di cantieri, l'importo si compone di due elementi: una quota base legata al cantiere e una eventuale quota per il ritardo. Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano, ma non possono superare il pedaggio pagato.Per il traffico bloccato, invece, il calcolo è più diretto: si applica una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%. In caso di più eventi, gli importi si accumulano, ma resta il limite complessivo.Se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi, viene riconosciuto l'importo più favorevole. Tempi e scadenzeI tempi dipendono dalla modalità scelta. Con ricevuta e targa, l'esito arriva entro 7 giorni. Con il telepedaggio, tutto è legato ai cicli di fatturazione.Anche le scadenze cambiano: con ricevuta si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio, mentre con telepedaggio si possono recuperare solo i transiti fino a 4 mesi precedenti l'adesione al servizio. Una misura utile, ma non per tutti Il sistema introduce un principio corretto, ma resta complesso e con margini applicativi limitati. Le critiche si concentrano proprio su questo punto: i vantaggi per gli automobilisti rischiano di essere contenuti, mentre l'impatto sui concessionari appare ridotto.L'Autorità difende la misura, sottolineando il carattere progressivo dell'intervento e la riduzione del meccanismo di compensazione fino al 2030, senza possibilità di recuperare i rimborsi sui pedaggi.In sintesi, ottenere il rimborso del pedaggio autostradale è possibile, ma solo in condizioni precise: tra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, è fondamentale verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.

Carburanti in calo, ma sabato finiscono gli sconti

3 Giugno 2026 ore 13:08
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere nonostante "la grande instabilità sui mercati petroliferi internazionali", causata dalle "incertezze del quadro bellico mediorientale". In particolare, Staffetta Quotidiana segnala il gasolio sotto i due euro al litro per la prima volta dal taglio dello sconto sull'accisa dello scorso 23 maggio, nonché l'ormai imminente scadenza degli attuali sconti.Infatti, sabato 6 giugno scade il taglio delle accise di 5 centesimi al litro sulla benzina e di 10 sul gasolio e le ultime indiscrezioni sono concordi nell'escludere la possibilità di un'ulteriore proroga: è sempre più probabile la decisione dell'esecutivo di porre fine allo sgravio fiscale per esigenze di bilancio, concentrando eventuali aiuti sulle fasce più deboli della popolazione.In tal caso, Staffetta calcola che con le accise piene in vigore da domenica 7 giugno, il prezzo della benzina salirebbe a 1,995 euro/litro e quello del gasolio a 2,116 euro/litro. Le rilevazioni giornaliere Quanto alle consuete rilevazioni giornaliere, questa mattina 3 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,934 euro/litro (-7 millesimi rispetto a lunedì), il diesel a 1,994 euro (-11), il Gpl a 0,797 euro (-1) e il metano a 1,562 euro/kg (-1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,033 euro (-7), il diesel a 2,074 euro (-11), il Gpl a 0,909 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (-3).Staffetta segnala inoltre la decisione di IP di ridurre di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 ha optato per un rialzo di un centesimo sulla benzina e un ribasso di un centesimo sul diesel. Tamoil, invece, ha tagliato un centesimo su entrambi i carburanti.La testata specializzata passa poi alla situazione dei prezzi medi dei carburanti praticati per modalità di vendita, in base a quanto comunicato ieri 2 giugno dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT: benzina self service a 1,938 euro/litro (compagnie 1,938, pompe bianche 1,936), diesel a 1,998 euro (compagnie 2,001, pompe bianche 1,994). Al servito, benzina a 2,077 euro (compagnie 2,115, pompe bianche 2,006), diesel a 2,140 euro (compagnie 2,181, pompe bianche 2,064), Gpl a 0,805 euro (compagnie 0,814, pompe bianche 0,795), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,564), Gnl a 1,449 euro/kg (compagnie 1,454, pompe bianche 1,445).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,937 euro sulla benzina self service (2,147 al servito) e 1,990 sul diesel (2,205); IP a 1,944 (2,112) e 2,009 (2,179); Q8 a 1,934 (2,108) e 2,001 (2,184); Tamoil a 1,924 (2,008) e 1,989 (2,078).

Drivalia lancia una nuova soluzione per imprese e professionisti: Be Free Biz

3 Giugno 2026 ore 13:03
Drivalia lancia Be Free Biz, una nuova soluzione di noleggio a lungo termine pensata per rispondere alle necessità di piccole e medie imprese e liberi professionisti.L'inedita proposta della società del gruppo CA Auto Bank si contraddistingue per alcune caratteristiche estremamente importanti nell'attuale panorama economico che richiede soluzioni di noleggio e mobilità sempre più dinamiche ed efficienti.  Tutte le caratteristiche dell'offerta Uno dei principali vantaggi diBe Free Biz è, infatti, la disponibilità: la formula offre un accesso immediato a oltre 5.000 vetture (nuove, a km 0 e usate). Sono già disponibili in pronta consegna direttamente negli stock Drivalia, il che contribuisce ad azzerare i tempi d'attesa per i clienti.Be Free Biz supera anche la tradizionale rigidità del noleggio a lungo termine tradizionale, offrendo durate flessibili e modulabili su tre finestre temporali: 12, 24 e 36 mesi.La soluzione si ispira poi aiprincipi dell'economia circolare, proponendo una flotta che include sia modelli nuovi di fabbrica e a km 0, sia veicoli aziendali garantiti, attraverso il Second Life Leasing. Tale formula fa leva sul remarketing della flotta Drivalia, ricollocando sul mercato auto in ottimo stato e come nuove immatricolate nel 2024 o 2025 che, affiancandosi alle vetture di nuova immatricolazione, assicurano alle aziende un abbattimento dei costi di mobilità.Altro punto di forza è l'accessibilità. Per esempio la formula a 12 mesi, strutturata su tre fasce di prezzo, si configura come uno dei noleggi annuali più vantaggiosi sul mercato (tutti i canoni sono da intendersi IVA esclusa):Prima Fascia 399 euro/mese: include modelli versatili come Peugeot 208 e Fiat Panda Cross.Seconda Fascia 499 euro/mese: pensata per una maggiore abitabilità con Opel Corsa, Citroën C3, Ford Puma e Opel Crossland.Terza Fascia 599 euro/mese: dedicata a chi cerca il comfort su strada, con le SuvFord Kuga e Jeep Avenger.Infine,il canone mensile include un pacchetto di servizi completo: copertura assicurativa RC Auto e Furto/Incendio, 20.000 km all'anno, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale con servizio di traino, servizi di Info Mobility e consegna del veicolo presso i punti Drivalia disponibili in tutta Italia.Be Free Biz, disponibile sia online sul sito Drivali (sezione Lease), che presso larete dei partner autorizzati, prevede un acconto che coincide semplicemente con il primo canone mensile e un sistema di pagamento automatizzato tramite addebito diretto su conto corrente.

Fiat Grizzly e Grizzly Fastback, come sono le nuove SUV: ecco le prime immagini ufficiali

3 Giugno 2026 ore 12:58
Con la presentazione del piano strategico FaSTLAne 2030, il gruppo Stellantis ha anticipato le novità in arrivo nei prossimi anni. Tra le più attese ci sono le due nuove Fiat di segmento C, che si chiameranno Grizzly nella variante prettamente SUV e Grizzly Fastback nella versione con carrozzeria SUV-coupé: le due vetture sono già protagoniste delle prime immagini ufficiali, appena divulgate dalla Casa torinese.Questa nuova famiglia di modelli sarà presentata al prossimo Salone di Parigi. "Grizzly e Grizzly Fastback sono due vetture progettate attorno a esigenze e stili di vita diversi, ma accomunate dalle stesse idee: una mobilità intelligente, accessibile e radicata nel DNA del design Fiat", spiega Olivier Franois, CEO della Fiat. Grizzly e Fastback, le nuove C-SUV Lunghe meno di quattro metri e mezzo, le Grizzly rientrano in pieno nel segmento C, uno dei più vivaci (e combattuti) del mercato. Secondo Fiat, questi due modelli rappresenteranno un "nuovo riferimento in termini di praticità, offrendo uno spazio interno eccezionale e una capacità di carico ai vertici della categoria". Simili nelle linee fino al montante centrale, si differenziano nella parte posteriore: la Grizzly è pensata principalmente per le famiglie che cercano tanta praticità e spazio interno, mentre la Grizzly Fastback - più lunga - ha una linea più personale, con la linea discendente del tetto e la silhouette slanciata, accentuata dal tetto nero a contrasto e dalle linee geometriche nel portellone. Fiat Grizzly: c'è anche il nuovo logo Le Fiat Grizzly si caratterizzano per il nuovo logo con l'immagine stilizzata di un orso, e le originali firme luminose a LED davanti e dietro, che ricordano una scacchiera. La griglia anteriore è divisa in due: nella parte alta sono visibili le quattro barre inclinate del logo Fiat, e in quella più bassa altri elementi orizzontali color argento. Gli interni non sono ancora stati resi noti, ma dietro il parabrezza si intravede lo schermo dell'infotainment in posizione centrale. A bordo, spiega Fiat, troveremo un abitacolo "curato, con tanta attenzione ai dettagli e tecnologie pensate per semplificare la vita di tutti i giorni". Motori e piattaforma: cosa sappiamo Costruiti sulla piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis, le Grizzly avranno motorizzazioni termiche pure, ibride e full electric, sulla falsariga di quanto già visto con altri modelli del gruppo Stellantis. Al momento non abbiamo informazioni precise sui tagli di potenza e batterie previste, ma possiamo immaginare una versione a benzina da 101 CV con il motore della Grande Panda, la mild hybrid nelle versioni da 110 e 145 CV, e la full electric da 156 CV, con batteria da 54 kWh.

BMW M2, non solo trazione posteriore: cosa cambia con la M xDrive

3 Giugno 2026 ore 11:39
BMW introduce sulla coupé M2 una novità tecnica rilevante, ossia la trazione integrale M xDrive. Quella che internamente è nota come G87 è sempre stata proposta con la sola trazione posteriore (come la precedente F87), ma l'arrivo del sistema a ripartizione variabile cambia le regole del gioco. La vettura sarà disponibile a partire dal mese di agosto, con prezzi non ancora comunicati. La prima volta dell'integrale Così come già accaduto sulle sorelle maggiori, la M xDrive è una trazione integrale che privilegia l'asse posteriore, e che prevede regolazioni specifiche dell'assetto e del DSC rispetto alla M2 a due ruote motrici. Il sistema, abbinato al differenziale posteriore attivo, offre al guidatore una maggiore stabilità in tutte le condizioni climatiche e prestazioni ancora più elevate in accelerazione. Attraverso un menu dedicato è possibile scegliere varie modalità di funzionamento dell' M xDrive, inclusa la funzione 2WD con DSC disattivato per tornare a guidare una "posteriore pura". Tre decimi in meno sullo scatto da fermo Il motore rimane lo stesso, ossia il 6 cilindri da 480 CV: si tratta dell'unità aggiornata con il nuovo sistema M Ignite appena annunciato su tutti i modelli M a sei cilindri, integrato per ottemperare alle normative Euro 7. La versione a trazione integrale può essere ordinata soltanto con il cambio automatico M Steptronic otto marce, che consente di ottenere prestazioni sono superiori al modello a due ruote motrici: l'integrale chiude lo 0-100 km/h in 3,7 secondi (3 decimi in meno della M2 normale e 1 decimo in meno della CS da 530 CV), mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h (285 con l'M Driver's Package).

Toyota GRMN Corolla: due posti, 305 CV e DNA da Nürburgring

3 Giugno 2026 ore 11:24
La divisione motoristica di Toyota, Gazoo Racing, ha presentato la GRMN Corolla, la versione più sportiva della hatchback giapponese: rispetto alla GR Corolla su cui è basata, questo modello ha un assetto ribassato di 5 mm e due soli posti a sedere. Le consegne inizieranno nel 2027, ma al momento questo modello non è previsto in Europa. Un'auto voluta da Morizo La GRMN nasce innanzitutto dal desiderio di Akio "Morizo" Toyoda di "riportare sul mercato una Corolla che catturi l'attenzione dei nostri clienti". Un'auto che, spiega il presidente di Toyota, "per potersi fregiare del nome GRMN deve poter affrontare degnamente il Nürburgring". Ed è proprio sul circuito tedesco che gli ingegneri e i collaudatori di GR hanno messo a punto la GRMN Corolla, che ha beneficiato anche di sessioni al simulatore e giri di pista durante le Super Taikyu Series, dove Toyota corre con la GR Corolla a idrogeno. Più coppia e velocità in uscita La GRMN Corolla monta soluzioni aerodinamiche specifiche per gestire al meglio le alte velocità del 'Ring, dai nuovi condotti per l'aria nel cofano e nei paraurti allo spoiler posteriore regolabile su cinque posizioni. Le sospensioni adottano ammortizzatori monotubo davanti e dietro, per migliorare la trazione delle ruote interne nelle curve, supportate anche da pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 da 245, 10 mm più larghi della GR standard. Rivista anche la mappatura di sterzo e trazione integrale. Il 1.6 tre cilindri turbo con intercooler eroga sempre 224 kW (305 CV), ma la coppia massima è stata portata da 400 a 415 Nm, in particolare nella curva tra i 3.600 e i 4.800 rpm, per massimizzare l'accelerazione in uscita dalle curve. Il cambio è l'iMT manuale a sei rapporti. Abitacolo da gara (e più leggero) All'interno, prevedibilmente, la GRMN Corolla presenta tante superfici in fibra di carbonio e rivestimenti in Alcantara con impunture rosse, colore ripreso anche dai bordi dei sedili e dall'anello al centro della corona del volante. Sulla plancia, dal lato del passeggero, c'è anche la firma di Morizo cucita in rilievo. Specifica la strumentazione per il pilota, con indicazioni dei parametri dell'auto nel quadro strumenti digitale. Rispetto alla versione di serie cambiano i sedili bucket da gara, rinforzati in carbonio e con una posizione di guida mutuata da quella delle auto impegnate nelle Super Taikyu Series. Per ridurre il peso totale (-30 kg sulla bilancia) sono stati tolti i sedili posteriori. Comprarne una sarà difficile La Toyota GRMN Corolla sarà disponibile in un numero ristretto di esemplari, venduti principalmente in Giappone, Nord America e Australia. Al momento non è previsto un suo arrivo in Europa. Nel Paese del Sol Levante, per accapparrarsene una sarà necessario innanzitutto prenotarla tramite la app GR per smartphone (a partire dal prossimo autunno). Successivamente, con modalità non specificate, verranno avviate trattative di vendita con la Casa. Arriverà anche la Morizo RR Gazoo Racing sta lavorando anche alla GR Corolla Morizo RR, versione speciale della GR Corolla dotata del cambio Racing Direct Automatic Transmission, che verrà presentata più avanti. Attualmente questo modello è esposto come concept insieme alla GRMN Corolla al Fuji Motorsports Forest fino alla fine di giugno.

Bentley Flying Spur: evolve il design, ma la vera novità è dentro

3 Giugno 2026 ore 11:23
Ci sono automobili che cambiano per seguire le mode e altre che evolvono con estrema cautela, quasi temessero di alterare un equilibrio costruito in decenni di storia. La nuova Bentley Flying Spur appartiene senza dubbio alla seconda categoria.Per questo, osservandola per la prima volta, si potrebbe pensare a un semplice aggiornamento. In realtà basta soffermarsi sui dettagli, e su ciò che a prima vista non si vede, per capire che a Crewe è avvenuto qualcosa di molto più profondo. Design: evoluzione senza rotture Per oltre vent'anni Bentley ha costruito la propria identità moderna attorno alla caratteristica firma luminosa a quattro fari, un elemento diventato quasi intoccabile e riconoscibile quanto la grande calandra verticale.La Flying Spur inaugura invece una nuova interpretazione. I gruppi ottici assumono una forma ellittica più pulita e sofisticata, con tre moduli LED e una complessa lavorazione interna che richiama la cristalleria intagliata a mano. Di notte la firma luminosa appare più tecnologica, mentre di giorno contribuisce a un frontale più moderno senza tradire il carattere Bentley.Anche il cofano è stato ridisegnato. Le superfici risultano più tese e scolpite, con una nervatura centrale che attraversa l'intera lunghezza dell'auto enfatizzandone la presenza scenica. un dettaglio che richiama alcune grandi Bentley del passato ma allo stesso tempo conferisce alla vettura un aspetto più muscoloso e contemporaneo.La trasformazione prosegue lungo la fiancata. La linea di spalla è più marcata e accompagna lo sguardo fino alla coda, alleggerendo visivamente le dimensioni di una berlina lunga oltre cinque metri. Il risultato è una silhouette più dinamica e slanciata, quasi da fastback, pur mantenendo l'imponenza tipica della Flying Spur.Anche il posteriore racconta questa ricerca di modernità. I nuovi gruppi ottici orizzontali allargano visivamente la vettura e introducono una firma luminosa più sofisticata rispetto al passato. probabilmente la zona dove il cambiamento appare più evidente. Interni: il lusso resta artigianale Dentro, invece, Bentley sceglie una strada diversa rispetto a molti concorrenti. In un mercato che insegue schermi sempre più grandi e interfacce completamente digitali, la Flying Spur continua a valorizzare materiali, lavorazioni e dettagli artigianali.Legni pregiati, pelli cucite a mano e finiture metalliche restano protagonisti dell'abitacolo. I classici strumenti Bentley occupano ancora una posizione centrale sulla plancia e i comandi fisici mantengono un ruolo importante nell'esperienza quotidiana.L'impressione non è quella di entrare in un dispositivo elettronico su ruote, ma in un salotto contemporaneo costruito secondo i più elevati standard dell'artigianato britannico.La versione Azure rappresenta probabilmente l'espressione più autentica di questa filosofia. Le tonalità chiare, i sedili posteriori particolarmente accoglienti, l'attenzione al confort acustico e la ricerca del massimo benessere a bordo confermano la vocazione da grande viaggiatrice di lusso. Motore: ibrido V8 da 680 CV Sotto il cofano trova posto la nuova unità Ultra Performance Hybrid. Il sistema combina il motore V8 biturbo di 4.0 litri con un propulsore elettrico per una potenza complessiva di 680 CV e 930 Nm di coppia. Numeri che garantiscono prestazioni da autentica sportiva, ma che soprattutto accompagnano una nuova fase della sua storia senza rinunciare alle caratteristiche che ne hanno decretato il successo.Bentley è riuscita a fare qualcosa di molto difficile: rinnovare profondamente uno dei suoi modelli simbolo, mantenendolo immediatamente riconoscibile. Una sfida che, osservando la nuoa Flying Spur, sembra vinta.

Un miliardo su Mulhouse: Stellantis prepara tre nuove Peugeot dal 2029

3 Giugno 2026 ore 10:30
Stellantis ha confermato le anticipazioni del presidente francese Emmanuel Macron su nuove assegnazioni produttive per l'impianto di Mulhouse: il gruppo investirà nella fabbrica alsaziana oltre un miliardo di euro per produrre tre novità per il marchio Peugeot a partire dal 2029. I nuovi modelli saranno elettrici o ibridi, saranno destinati a coprire il segmento C e, soprattutto, saranno assemblati sulla base della piattaforma STLA One svelata pochi giorni fa durante la presentazione del piano strategico FaSTLAne 2030.  I dettagli del progetto per Mulhouse  Le risorse stanziate dal gruppo contribuiranno sia allo sviluppo della nuova piattaforma (500 milioni di euro), che alla produzione delle tre novità (400 milioni). Il gruppo ha, inoltre, voluto precisare che il progetto delineato dal gruppo per Mulhouse è "perfettamente in linea" con i dettami del piano strategico e in particolare con quanto indicato sullo sviluppo di nuovi pianali, propulsori e tecnologie con un focus globale.  il caso della STLA One, un'architettura modulare, scalabile, in grado di essere la base di diverse tipologie di motorizzazioni e di veicoli con differenti dimensioni e con una semplicità tale da accelerare i cicli di sviluppo e di ridurre i costi.A tal proposito, l'amministratore delegato Antonio Filosa ha colto l'occasione di un evento proprio a Mulhouse per ricordare alcuni degli obiettivi per la nuova piattaforma. La STLA One dovrà contribuire, entro il 2035, alla produzione di 2 milioni di veicoli all'anno a livello globale e, soprattutto, dovrà fornire una spinta alla competitività generale del gruppo grazie a minori costi per circa il 20% rispetto alle architetture attuali. "Sarà la piattaforma che permetterà a Stellantis di raggiungere la parità di costi con i produttori cinesi che operano in Europa", ha garantito il manager. Inoltre, le tre novità Peugeot daranno piena concretezza al piano strategico. Infatti, il brand francese è stato inserito tra i quattro marchi globali con il maggior potenziale di crescita in termini di volumi e redditività e pertanto sarà il primo a utilizzare la Stla One (non ci sono conferme, ma si vocifera di una prima applicazione per la prossima generazione della Peugeot 208, prodotta a Saragozza dal 2027). Inoltre, gli investimenti saranno concentrati su modelli di segmento C, che nel piano dovranno rappresentare il 30% delle vendite totali in Europa. Infine, il progetto aumenterà il tasso di utilizzo della capacità produttiva dello stabilimento di Mulhouse e salvaguardare il futuro dello stabilimento e dei 4.500 dipendenti.

Cardinali (Unrae): lEuropa si metta daccordo sullauto

3 Giugno 2026 ore 10:21
Coerenza tra il nuovo regolamento sulle flotte aziendali e le modifiche a quello sulla CO2 dei veicoli leggeri, attualmente in discussione a Bruxelles e che nelle rispettive commissioni parlamentari hanno imboccato direzioni opposte. Lo chiede Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, sottolineando i pericoli della norma che dovrebbe accelerare l'elettrificazione delle company car: il rischio è che le imprese italiane inizino a deflottare.Partiamo dall'Italia. Anche a maggio il mercato è in crescita - sesto mese consecutivo con il segno più - e il consuntivo da inizio anno segna +7,6%. Come legge questo dato? un dato significativo e positivo. Ma la crescita è più debole dei mesi precedenti. Potrebbe essere l'inizio di un rallentamento. E, comunque, rispetto al 2019 siamo ancora sotto del 13%.Le EV hanno raggiunto una quota dell'8,8%, la più alta dei primi cinque mesi 2026. L'onda lunga degli incentivi continua?Sì, sicuramente. Purtroppo, in assenza di dati è impossibile sapere quante di queste auto sono state acquistate con il voucher e prevedere quando si estinguerà questo effetto.L'altro dato che emerge è la quota delle plug-in: il 10,2% è il nuovo massimo storico di questa tecnologia in ItaliaSicuramente è dovuta alla disponibilità di un'offerta sempre più ampia. Ma anche all'agevolazione fiscale sulle auto in fringe benefit. Quanto pesi è difficile dirlo, però sembra chiaro che il mercato aziendale si sia orientato in quella direzione: nei primi cinque mesi dell'anno le immatricolazioni di PHEV da parte di società ed enti, e quelle nel NLT, sono addirittura raddoppiate rispetto all'anno scorso. Direi che l'effetto è ormai strutturale, perché la normativa che premia il plug-in è in vigore da quasi un anno e mezzo. Una tecnologia che invece rischia di essere penalizzata sul fronte europeo.A proposito, a che punto è l'iter a Bruxelles sulle modifiche al regolamento sulle emissioni e sul nuovo regolamento sulle flotte?Sei mesi fa la Commissione ha proposto il cosiddetto Automotive Package che, tra le altre cose, contiene la proposta di modifica dell'attuale regolamento sulla CO2 per i costruttori di veicoli leggeri e un nuovo regolamento sulle flotte aziendali. Il secondo mira a far funzionare il primo, che sinora non ha funzionato, allineando gli interessi di chi compra a quelli di chi vende. Sono due norme che andrebbero coordinate strettamente.E invece?Invece se ne discute su due tavoli separati, con relatori di orientamento politico diverso. E infatti i draft report presentati nelle scorse settimane vanno in direzioni opposte. Sul regolamento della CO2, valido per i costruttori, si chiede di aumentare la flessibilità, per esempio alzando la quota di auto non a zero emissioni ammesse nel 2035 e riconoscendo un ruolo maggiore ai carburanti rinnovabili. Sulle flotte, al contrario, si chiede di inasprire i vincoli proposti per le grandi imprese: per l'Italia, per esempio, l'obiettivo del 45% di veicoli a zero emissioni nel 2030, già poco realistico, diventerebbe un irraggiungibile 54%. E si vorrebbe anche ignorare il contributo delle plug-in alla transizione energetica. Ma il problema di fondo è un altro. Si continua a ragionare esclusivamente in termini di obblighi e prescrizioni, prima solo sul lato dell'offerta e ora anche sul lato della domanda. Senza tenere conto delle condizioni al contorno, ossia i famosi fattori abilitanti: fisco, incentivi, infrastrutture di ricarica, costo dell'energia.Capisco la sua obiezione, ma il fatto che il nuovo regolamento disciplini solo le flotte aziendali e vada in una direzione di maggiore rigidità non è in conflitto con le aperture sulle emissioni a carico delle Case. Insomma, il nuovo regolamento disciplina solo una parte della domandaSì, certo, quella aziendale, che rispetto alla domanda privata gode di tre vantaggi: ha percorrenze mediamente più elevate, e quindi un impatto maggiore; ha un ciclo di sostituzione più veloce, con un volano positivo sull'usato; ha maggiori possibilità di attrezzarsi per le infrastrutture di ricarica. Aggiungo, maliziosamente, che le aziende non votano e i consumatori sì Ma non è così che si aiuta il mercato. La politica spesso dimentica che gli operatori economici, siano consumatori o imprese, vanno sempre nella direzione per loro più conveniente, e questa non coincide necessariamente con quella auspicata dalla norma. Si chiama eterogenesi dei fini.E quale sarebbe la via di fuga?In Italia, per esempio, le imprese potrebbero sostituire le auto in uso promiscuo coi rimborsi chilometrici ai dipendenti per l'uso lavorativo dell'auto privata. Quel costo, nel regime fiscale vigente, è interamente deducibile, mentre l'auto in flotta lo è solo in parte. Con l'assurdità che l'auto privata può tranquillamente essere vecchia, inquinante e insicura.Ok, però siamo solo alle battute iniziali, in teoria c'è tempo per risolvere le criticità e trovare un punto di equilibrio tra le diverse spinte, no?I draft report verranno discussi dalle diverse commissioni parlamentari nelle prossime settimane e i testi finali dovrebbero essere approvati dal Parlamento europeo entro fine anno. Sulla CO2 penso che si arriverà a un compromesso fra le scarse concessioni della proposta iniziale e le ampie richieste di modifica. Entrambe le posizioni scontano già la consapevolezza di dover arretrare. Ma poi avrà un ruolo determinante anche il Consiglio europeo, con le pressioni divergenti dei vari governi nazionali. Sulle flotte, invece, è più difficile fare previsioni: si sta scrivendo una norma del tutto nuova, per giunta con obiettivi differenziati fra Paesi. Obiettivi stabiliti in base ai valori del PIL pro-capite, ignorando le diverse situazioni di mercato. Con questo criterio, l'Italia si ritrova gli stessi target della Francia, che però ha una penetrazione di auto elettriche più che tripla. Un'assurdità. Peraltro, se la definizione di large enterprises includesse anche le società di noleggio, come paventa Leaseurope, gli obblighi del nuovo regolamento ricadrebbero su tutte le loro auto, comprese, paradossalmente, quelle noleggiate a privati.Torniamo in Italia. Tra qualche giorno si riunirà il tavolo automotive. Il ministro Urso illustrerà finalmente tutti i dettagli del DPCM sugli incentivi da cui, peraltro, nel frattempo sono già stati decurtati 260 milioni?Penso di sì, fermo restando che il decreto è alla Corte dei Conti, non è più in mano al Governo. I fondi, in teoria 1,6 miliardi, sono quasi tutti per l'offerta. Per la domanda c'è rimasto solo l'incentivo ai veicoli commerciali e il noleggio sociale.C'è la speranza di veder finalmente decollare questo progetto? Se ne parla da anniNon lo so, ce lo diranno. Deve partire da zero, senza alcun precedente storico e la messa a punto dell'operatività è stata affidata sin dall'inizio all'Aci.Peraltro, a questa iniziativa sono state destinate poche risorse, appena 50 milioniSperiamo soprattutto che non restino inutilizzati, come è successo con gli incentivi al retrofit elettrico e quelli sulle infrastrutture di ricarica domestiche. Servirà qualcosa di molto appetibile e ben congegnato. In Francia il cosiddetto leasing sociale ha incontrato molte criticità.

Ferrari e Leclerc, avanti insieme: rinnovo pluriennale per Charles

3 Giugno 2026 ore 09:48
La storia tra Charles Leclerc e la Ferrari continua. La Scuderia di Maranello ha ufficializzato il rinnovo pluriennale dell'accordo con il pilota monegasco, confermando così una delle colonne del progetto sportivo del Cavallino Rampante per le prossime stagioni del Mondiale di Formula 1.Quella tra Leclerc e Ferrari è la prosecuzione di un percorso costruito nel tempo. Charles è entrato nella Ferrari Driver Academy nel 2016, ha conquistato il titolo di Formula 2 nel 2017 e ha poi debuttato in Formula 1 l'anno successivo. approdato ufficialmente alla Scuderia Ferrari nel 2019 e da quel momento è diventato uno dei volti più riconoscibili del team, un pilota capace di accendere il pubblico con velocità pura, pole position e vittorie di grande peso emotivo.A 28 anni, Leclerc è già il secondo pilota Ferrari per numero di gare disputate in Formula 1 e per pole position, dietro soltanto a Michael Schumacher. Un dato che racconta bene quanto il suo legame con Maranello sia ormai entrato in una dimensione storica, non solo tecnica o contrattuale.Le parole del monegascoLa durata esatta del nuovo accordo non è stata indicata nel comunicato: la Ferrari parla di rinnovo pluriennale e di permanenza nelle prossime stagioni. La sostanza, però, è chiara: la Scuderia sceglie di proseguire con Leclerc e Leclerc sceglie ancora Ferrari, con l'obiettivo dichiarato di riportare il titolo mondiale a Maranello. Non potrei essere più felice di continuare questo percorso con la Scuderia Ferrari, che per me è molto più di un team, ha dichiarato il monegasco, che si prepara al suo weekend di casa con questo annuncio. la squadra che ho sempre amato e di cui ho sognato di far parte fin da quando ero bambino e che, dopo tutti questi anni, è diventata per me una seconda famiglia.Parole che confermano il carattere profondamente emotivo di questo rinnovo. Ma dentro la retorica del sogno rosso c'è anche una responsabilità sportiva molto concreta, ossia trasformare un rapporto lungo e intenso in risultati da titolo. Leclerc lo dice senza girarci intorno: Credo più che mai nella Scuderia e sono profondamente grato di poter continuare a lottare per il nostro obiettivo comune che è riportare il titolo mondiale a Maranello.La fiducia di Fréd VasseurSulla stessa linea Frédéric Vasseur, team principal della Scuderia, che racconta questo rinnovo come una scelta naturale: Charles è parte della famiglia Ferrari da tanti anni ormai e questo rinnovo è qualcosa di molto naturale per noi. Il manager francese sottolinea non solo il talento del pilota, ma anche il suo rapporto con il gruppo di lavoro: Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giornata insieme alle persone del team, dentro e fuori la pista.

Questa Pagani sente lasfalto: è il futuro della guida? - VIDEO

3 Giugno 2026 ore 09:17
stata un'esperienza unica, irripetibile. Quelle che ti ricordi anche dopo diversi lustri. Oltre 1.500 chilometri con una Pagani Utopia Roadster,, da San Cesario sul Panaro (dove ha sede la fabbrica dei sogni di Horacio Pagani) a Stoccarda (dove nascono il suo motore e la tecnologia Bosch) e ritorno.Non una semplice celebrazione della V12 biturbo, ma un viaggio alla scoperta di una tecnologia rivoluzionaria per tutte le automobili, non solo per le hypercar da 3,1 milioni di euro (più tasse) come quella che vedete qui sopra. Si chiama Cyber Tyre ed è una gomma intelligente sviluppata da Pirelli: parla con l'asfalto tramite un sensore integrato nel battistrada, raccontando all'auto tutto quello che sente. Temperatura, pressione, accelerazione verticale e trasversale vengono analizzate dalle centraline Bosch già presenti sull'auto per capire quanta aderenza può avere ogni singolo pneumatico. E gestire così, in maniera mai così precisa, il controllo di trazione, Abs ed Esp. Per avere prestazioni più elevate, ma soprattutto più sicurezza. La gomma che comunica col BluetoothParto dalla tecnica di questo sistema perché mi ha affascinato parecchio. Soprattutto per le sue future implicazioni su scala globale.Ogni gomma ha integrato un sensore che pesa pochissimi grammi ed è poco più grande di una moneta da 5 centesimi (ma un po' più alto, circa 3-4 mm). Questo piccolo gioiello include anche una batteria (che dura per tutta la vita utile della gomma, oltre sei anni) e un sistema Bluetooth low energy (BLE) che si connette con le centraline già presenti sull'auto, come quelle utilizzate per i sistemi keyless: non servono dunque particolari hardware aggiuntivi per farlo funzionare. Potenzialmente è scalabile su qualsiasi tipologia di vettura, a patto che questa venga sviluppata per poter interpretare i suoi dati, e non è un sistema chiuso: in futuro anche altri produttori di pneumatici potranno lanciare la loro versione di questa tecnologia, così da consentire ai clienti delle auto compatibili di scegliere la copertura che più preferiscono.Il primo vantaggio di questo sistema, mi spiegano i ragazzi di Pirelli e Pagani, è poter far capire all'auto che gomme monta. Il che potrebbe sembrare scontato, ma non succede quasi mai. La differenza tra uno pneumatico estivo, magari sportivo, e un invernale è un abisso in termini di aderenza. E questo influisce sul funzionamento dell'elettronica, che non riesce così a sfruttare al massimo tutto il grip disponibile.Sapendo invece quale mescola si sta utilizzando, quanto è consumato il battistrada, qual è la pressione e quanto calde sono le gomme, l'auto può ridurre parecchio gli spazi di frenata e far funzionare meglio Esp e controllo della trazione. A tutto vantaggio della sicurezza, sì, ma anche del piacere di guida. Perché quando l'auto ti aiuta a farsi capire, tu te la godi di più. Migliora la guidaAvendo guidato solo su strade aperte al traffico la Utopia Roadster, non ho percepito in prima persona il funzionamento del sistema e mi sono dovuto affidare alle parole dei collaudatori per capire quanto una tecnologia del genere possa fare la differenza. Parlano di metri in meno nelle frenate d'emergenza, non di centimetri.E di interventi elettronici molto più fluidi, meno a singhiozzo, tanto per l'Abs quanto nel controllo della trazione. Che a volte, col suo seghettamento, su alcune auto sportive può rivelarsi frustrante.Sulla Utopia con Cyber Tyre, invece, questi angeli di silicio firmati Bosch che ti salvano da situazioni in cui non vorresti mai trovarti hanno soglie d'intervento molto più elevate. Sono meno apprensivi proprio perché sanno effettivamente cosa sta facendo la gomma e qual è il livello di aderenza. Non devono stimarlo senza avere informazioni: lo conoscono. E riescono così a lavorare meglio. il futuro dello pneumatico, fidatevi: dategli solo il tempo di diffondersi. Diversa da tutteQuanto al gioiello di Horacio Pagani, beh, avrei da scrivervi fiumi di parole, ma mi limiterò molto.Sali sulla Utopia Roadster ed entri in un mondo parallelo. Che è qualcosa di unico a livello planetario. Follia lucida, tecnologia e meccanica si uniscono a dei barocchismi che più li guardi, più finiscono per piacerti.Tutto è studiato nel minimo dettaglio, dalle cuciture dei pellami a quel meraviglioso cambio manuale a sette marce con leveraggi a vista.Poi premi quel pulsantone rosso al centro della plancia e là dietro i dodici di Stoccarda si svegliano. Affondi sul gas e senti lo sbuffo delle turbine, bello presente ma non sgarbato. Ti esalta in ogni sensazione che ti fa percepire.Piccole vibrazioni e suoni meccanici, come l'innesto delle marce, ti comunicano sensazioni d'altri tempi. Con una guida che è l'esatto opposto: facilissima, come un'ammiraglia, ma con 864 CV da scatenare semplicemente inclinando un po' di più il piede destro.E non pensate che un'auto così potente sia difficile da guidare. Me l'aspettavo, soprattutto a livello di frizione, che deve reggere 1.100 Nm, ma in realtà è un burro, perché è elettronica. Molli il pedale più o meno come vuoi e lei gestisce tutto in tranquillità. Sia quando cambi al limitatore, sia se viaggi a 50 km/h in settima marcia.Incredibile quello che a San Cesario sul Panaro sono riusciti a fare insieme ad AMG. Se vuoi goderti il panorama, la guidi come una berlina di rappresentanza. Se vuoi divertirti tra le curve, inizi ad assaporare dettagli come l'assetto a controllo elettronico, che la mantiene bella piatta anche in beccheggio, e il differenziale posteriore che ti aiuta a mettere a terra tutta quella potenza. un'auto con un'anima tutta sua, la Utopia. Che ho capito solo in parte, pur avendoci fatto i chilometri che alcuni clienti fanno in un anno (o più). Perché, prima di guidarla, pensavo che un oggetto del genere dovesse essere tagliente, affilato, quasi impegnativo da guidare. E invece, su strada, è l'esatto opposto.Ma a sbagliare non è stata lei, sono stato io. La Utopia è fatta così perché i clienti di Horacio Pagani la vogliono così. E gli chiedono continue innovazioni, come questi pneumatici speciali, unici nel loro genere. Che duettano con l'elettronica, amalgamando gomma e auto come mai prima d'ora.Quello che ho avuto l'onore di guidare è uno straordinario esempio di tecnologia, ingegno ed evoluzione. Quasi tutto orgogliosamente italiano.

Nuova Audi Q7: la prima immagine della terza serie, più muscolare e tecnologica

3 Giugno 2026 ore 09:13
Audi ha pubblicato la primissima immagine della nuova Q7, che arriva dopo dieci anni di carriera (e due restyling) del modello attuale. La terza serie della SUV tedesca, affacciatasi sul mercato nel 2005, verrà presentata ufficialmente nelle prossime settimane, "a ridosso dell'estate". Il listino dovrebbe partire da circa 80.000 euro. Muscolosa e tecnologica Caratterizzata da un design che la Casa definisce "mai così muscolare", porterà al debutto su questo modello il Digital Stage di Audi, un pannello curvo con tecnologia OLED che integra quadro strumenti e infotainment. Accanto, anche il terzo schermo per il passeggero. I powertrain della nuova Audi Q7 saranno tutti elettrificati: la gamma motori, non ancora annunciata ufficialmente, prevede plug-in, mild hybrid a benzina e gasolio. Poi toccherà alla Q9 In autunno, quando la nuova Q7 arriverà nelle concessionarie, Audi presenterà anche la nuova ammiraglia a ruote alte (probabilmente anche in versione "estrema"), pensata soprattutto per il mercato americano, dove dovrà vedersela con BMW X7 e Mercedes GLS. Studiata per ospitare una gamma di propulsori termici elettrificati, anche la Q9 avrà motori ibridi e plug-in.

MG torna a produrre in Europa: nuova fabbrica in Galizia e migliaia di posti di lavoro

3 Giugno 2026 ore 09:05
Il gruppo cinese Saic Motor ha confermato le numerose indiscrezioni degli ultimi mesi: il marchio MG tornerà a produrre veicoli in Europa con un nuovo impianto produttivo in Galizia, in Spagna.Il progetto imprime un'accelerazione alla strategia del brand sintetizzata dallo slogan In Europe, for Europe e prevede investimenti complessivi per circa 200 milioni di euro. MG non ha fornito dettagli sulla localizzazione precisa dell'impianto, ma Alfonso Rueda, presidente della Xunta de Galicia, ha confermato che la scelta è ricaduta su Ferrol, cittadina a nord di La Corua. Il marchio ha precisato che il progetto creerà oltre 2.000 posti di lavoro in tutta Europa, ma le ricadute occupazionali potrebbero essere ancora più ampie. Le ricadute occupazionali Il ministro dell'Economia e dell'Industria, María Jesús Lorenzana, ha parlato di 2.300 posti di lavoro già nella prima fase. Di questi, 2.000 saranno legati direttamente alle attività dello stabilimento, metà diretti e metà indiretti, mentre altri 300 riguarderanno l'indotto. Secondo Lorenzana, a pieno regime il sito potrà dar vita a un polo industriale automobilistico paragonabile a quello presente nel sud della Galizia, dove Stellantis, guidata da Antonio Filosa, impiega circa 6.500 lavoratori diretti. I cardini del progetto MG ha chiarito l'obiettivo di rendere l'impianto galiziano un polo strategico per la crescita europea. I lavori di costruzione inizieranno nel 2027, mentre l'avvio della produzione è previsto nel 2028, con una capacità massima di 120 mila veicoli all'anno. Non sono ancora stati comunicati dettagli sulle modalità di assemblaggio né sui modelli destinati allo stabilimento. Le indiscrezioni indicano che nella fase iniziale si potrebbe ricorrere a kit di assemblaggio provenienti dalla Cina, ma secondo il ministro Saic si è impegnata a garantire un approvvigionamento di origine europea, in linea con le future normative sul Made in Europe, e una produzione localizzata.Il sito integrerà attività di ricerca e sviluppo, produzioni avanzate, fornitura di componenti chiave e operazioni logistiche, con l'obiettivo di creare un ecosistema industriale completamente connesso. Questa piattaforma consentirà di aumentare significativamente la produzione locale e la resilienza della catena di fornitura europea di MG, rafforzando al tempo stesso reattività e flessibilità.Il marchio punta inoltre a intensificare la collaborazione con partner tecnologici europei, istituti di ricerca e fornitori locali, accelerando l'innovazione in ambiti chiave come batterie di nuova generazione, mobilità intelligente e soluzioni a energia pulita. Le attività produttive si concentreranno quindi su modelli elettrici e ibridi, già oggi centrali nell'offerta europea del brand. Anche per questo progetto ha ottenuto il pieno supporto delle autorità locali. Rueda ha annunciato che la Xunta ha già approvato la dichiarazione di Progetto Industriale Strategico per accedere ai fondi e alle agevolazioni previsti, in particolare nell'ambito del Plan Auto 2030.Per Andrea Bartolomeo, Country Manager e Vice President Saic Motor Italy, l'iniziativa rappresenta un passo molto importante e conferma la concretezza del progetto MG. Dal 2028, ha sottolineato, la produzione sarà localizzata e affiancata da investimenti continui in ricerca e sviluppo, con un approccio all'innovazione centrato sul cliente. Un percorso che, nelle parole di William Wang, amministratore delegato di MG UK ed Europa, contribuirà a rafforzare la presenza del marchio e ad accelerare la transizione verso una mobilità più pulita, intelligente e sostenibile.

Le auto più vendute in Italia a maggio 2026: volano elettriche e plug-in

1 Giugno 2026 ore 19:39
Non sembra fermarsi il periodo positivo per il mercato italiano dell'auto: anche a maggio, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 150.096, in crescita del 7,64% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.Come ad aprile, a trainare la domanda sono stati soprattutto il canale del noleggio e le ricaricabili, che continuano a guadagnare quote di mercato. Lo scorso mese, secondo le elaborazioni Unrae, le auto elettriche hanno registrato un incremento dell'86,2%, mentre le ibride plug-in sono cresciute del 71%.Il buon andamento dei primi cinque mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: le immatricolazioni raggiungono quota 797.843, in aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Torna invece ad aumentare il divario rispetto ai livelli prepandemici del 2019, che passa dal -9,9% di aprile al -12,8% di maggio. Le Top 50 in Italia a maggio 2026 1. Fiat Pandina Inattaccabile anche a maggio la prima posizione della citycar costruita a Pomigliano d'Arco: negli ultimi 30 giorni sono stati 8.695 i nuovi esemplari immatricolati, più del doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e di Leapmotor T03. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni, oggetto di un recente aggiornamento, sale al secondo posto: a maggio sono stati immatricolati 4.404 esemplari, mentre nella graduatoria generale da inizio anno la Sandero occupa il quinto posto. 3. Leapmotor T03 Continua il successo della citycar elettrica cinese, che anche a maggio risulta la terza auto più venduta in Italia: è l'onda lunga degli incentivi, con i voucher emessi tra ottobre e novembre e gli esemplari che stanno arrivando adesso nelle mani dei clienti. A maggio le nuove targhe per la T03 sono state 4.250 (19.097 da inizio anno, al quarto posto in classifica generale). 4. Jeep Avenger La B-SUV perde qualche posizione, ma rimane tra le preferite dagli automobilisti italiani: a maggio le nuove targhe sono state 4.004. L'Avenger è seconda nella classifica dall'inizio dell'anno. Questo modello è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. 5. BYD Atto 2 La B-SUV della Casa cinese irrompe in classifica, disponibile in versione full electric e con il powertrain ibrido plug-in DM-i. Le immatricolazioni di maggio sono state 3.818. 6. Peugeot 208 La compatta francese è la sesta auto più venduta in Italia nel mese di maggio: 3.728 le nuove targhe di questo modello, disponibile con motori benzina, mild hybrid e full electric. 7. Citroën C3 La best seller del Double Chevron continua a rimanere tra le preferite degli automobilisti italiani, anche a maggio: le nuove targhe sono 3.407. Come Avenger, 208 e Grande Panda, questa cittadina è disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric. 8. Toyota Yaris Cross La SUV giapponese rimane tra le preferite degli automobilisti italiani e a maggio si piazza ottava con 3.319 nuove immatricolazioni. Ottavo posto nella classifica di inizio anno. 9. Fiat Grande Panda Al nono posto della classifica delle auto più vendute in Italiac'è la segmento B della Fiat, che condivide la piattaforma con 208, C3 e Avenger: a listino, anche in questo caso, troviamo versioni abenzina,mild hybridedelettriche. A maggio, la Fiat Grande Panda ha registrato2.974nuove immatricolazioni. 10. Toyota Aygo X La nuova citycar giapponese, che monta un powertrain full hybrid molto efficiente (lo stesso della Yaris) conquista le simpatie degli automobilisti italiani: a maggio le nuove immatricolazioni sono state 2.814, quanto serve per rimanere nella top ten assoluta. 11. Renault Captur: 269112. Volkswagen T-Roc: 2.64413. Toyota Yaris: 2.55614. Renault Clio: 2.51615. MG ZS: 2.32416. Volkswagen T-Cross: 2.28717. Dacia Duster: 2.21918. Audi Q3: 2.16819. Fiat 500: 2.14020. Kia Sportage: 2.10221. Ford Puma: 2.09922. MG MG3: 2.09623. Volkswagen Tiguan: 2.05024. BMW X1: 1.83825. Opel Corsa: 1.75826. Peugeot 2008: 174327. Dacia Spring: 1.44728. Audi A3: 1.42529. Volkswagen Golf: 1.41930. Omoda 5: 1.36631. Suzuki Swift: 1.29832. Kia Picanto: 1.25333. Toyota C-HR: 1.21434. Hyundai Tucson: 1.13635. Mercedes GLA: 1.10236. Nissan Qashqai: 1.08137. Citroen C3 Aircross: 1.07938. Audi Q5: 1.06439. BMW X3: 1.05640. Peugeot 3008: 1.03241. Skoda Fabia: 1.01242. Alfa Romeo Tonale: 96243. Jeep Compass: 96144. Jaecoo 7: 94045. Suzuki Vitara: 90646. Opel Mokka: 89147. MG HS: 87548. Fiat 600: 86849. Hyundai i20: 83850. Cupra Leon: 835  Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che a maggio ha immatricolato 43.498 veicoli, per un incremento del 10,05% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A trainare la crescita sono Fiat (+27,33%), Opel (+0,5%) e soprattutto Leapmotor, passata da 346 a 4.765 targhe. Tutti gli altri marchi sono in territorio negativo: -28,35% per Alfa Romeo, -4,09% per Citroën, -58,93% per DS, -16,11% per Jeep, -16,28% per Lancia, -20,71% per Maserati, -16,06% per Peugeot.In crescita anche il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 24.722 (+4,06%). Salgono il brand Volkswagen (+0,95%), Audi (+19,72%), Lamborghini (+13,21%) e Seat (+7,96%). Segno meno per Cupra (-2,44%) e Skoda (-10,13%). In ripresa il gruppo Renault (+3,98% e 16.273 immatricolazioni): scende la Losanga (-10,92%), salgono Alpine (+28,58%) e Dacia (+18,63%).Segno positivo per il gruppo BMW (+2,28%, 8.432 targhe), mentre calano Toyota (-6,45%, 10.952 targhe), Mercedes-Benz (-6,47%, 4.525) e il gruppo DR (-23,25%). Segno più per Kia (+27,73%), Nissan (+1,3%), Suzuki (+1,52%), Volvo (+27,07%), Honda (+45,67%) e Ferrari (+40%). Scendono invece Ford (-40,12%), Hyundai (-40,86%), Mazda (-0,21%), Tesla (-23,51%), il gruppo JLR (-2,76%), Porsche (-10.29%), Subaru (-31,36%) e Mitsubishi (-22,76%).Continua compatto il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor, ad aprile crescono MG (+24,71%), BYD (+209,46%), Omoda & Jaecoo (+302,33%), EMC (+183,73%), DFSK (+180,95%). Geely passa da zero immatricolazioni a 553, mentre Lynk & Co guadagna il +652%. Le alimentazioniAnche a maggio cresce la quota di mercato delle elettriche, grazie sempre all'onda lunga degli incentivi dello scorso autunno (concentrati però soprattutto sulla Leapmotor T03, che da sola ha fatto il 34,4% del totale immatricolato): sono 13.305 le nuove targhe, per una crescita dell'86,2% e una quota di mercato che è passata dal 5,1% dello scorso anno all'8,8%.Ottimi, come da diversi mesi a questa parte, i risultati delle ibride alla spina: le nuove immatricolazioni delle plug-in sono state 15.433, con un aumento del 71% e una quota che passa dal 6,4 al 10,2% su base annua. Il grosso del mercato è sempre rappresentanto dalle ibride non ricaricabili, con 71.392 immatricolazioni (+16,5%) e una quota del 47,1% (era al 43,7% un anno fa).Intanto, prosegue il crollo delle alimentazioni tradizionali: a maggio, le auto a benzina perdono il 14,3% e scendono dal 25,7% al 20,4% di quota. Il diesel perde il 28,1% e vede la quota contrarsi dal 10% al 6,6%. Giù anche il Gpl: -17,7% e una quota di mercato che passa dal 9,1 al 6,9%. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-ESecondo il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio, "il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l'andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall'incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo". Affinché questa fase possa consolidarsi, prosegue Pietrantonio, "occorre il supporto di politiche industriali di ampio respiro e di un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento".L'associazione delle Case estere aggiunge un passaggio relativo al caro carburanti, evidenziando "l'urgenza di affrontare il tema delle accise con una visione di sistema, superando la logica delle misure tampone e, soprattutto, con riforme strutturali dettate dalla consapevolezza che il vero dossier da gestire è quello sulla politica energetica nazionale, al momento trattato in modo parziale e insufficiente attraverso le sole accise sui carburanti fossili".Motus-E, associazione degli operatori nella mobilità elettrica, sottolinea il "passo avanti, l'undicesimo consecutivo, per il mercato italiano delle auto elettriche", trainato dagli incentivi dello scorso autunno. Il presidente Fabio Pressi ribadisce però che "il confronto tra i grandi d'Europa continua a essere impietoso", rimarcando "l'urgenza di un piano d'azione strutturale, in grado di colmare un ritardo che rischia seriamente di trasformarci in un mercato di serie B. In una fase così delicata, conclude Pressi, "con gli shock petroliferi tornati a gravare pesantemente su famiglie e imprese, occorre una visione strategica, in grado di cogliere i vantaggi del combinato disposto di auto elettriche e fonti rinnovabili per le prospettive di sicurezza energetica del Paese".

La nuova Toyota RAV4 sfiora i 20 km/l: dentro Quattroruote di giugno - VIDEO

8 Giugno 2026 ore 10:47
Quattroruote di giugno 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 2 giugno, dedica la copertina alla prova della nuova Toyota RAV4: il sesto atto di una delle SUV più apprezzate al mondo riduce la potenza per migliorare ciò che già era al top, i consumi. Inoltre, è più grintosa e pratica di prima.L'editoriale parla del ribaltamento del rapporto tra Europa e Cina nell'industria auto: da semplici "apprendisti", i costruttori del Dragone sono diventati partner e riferimento tecnologico. Tra alleanze, joint venture e scambi di know-how, l'Europa cerca di recuperare velocità e competitività, ma la vera sfida sarà trasformare questa fase in apprendimento reale e non solo in una soluzione temporanea. Per chiudere, un'intervista esclusiva a Kimi Antonelli, l'enfant prodige della Formula 1: dietro quella visiera che sfreccia a 350 all'ora c'è un ragazzo umile, con un sorriso contagioso e la testa sulle spalle. L'abbiamo incontrato a Misano, fresco di consegna della sua nuova Mercedes. Prove su strada Toyota RAV4 La nuova Toyota RAV4, sesto capitolo di un best seller da oltre 15 milioni di unità dal 1994, nella versione full hybrid GR Sport AWD-i mette in evidenza un pacchetto molto equilibrato.A partire dai consumi, che migliorano ancora: nei test certificati del Centro prove la media è di 19,4 km/l, contro i 15,6 del modello 2019. Il powertrain, rivisto e con circa 30 cavalli in meno (185 per la trazione anteriore e 194 per la AWD-i), non penalizza però le prestazioni.Sul piano pratico resta uno dei punti di riferimento della categoria, mentre il salto tecnologico è affidato all'architettura Arene, base di infotainment e ADAS destinati ad aggiornarsi nel tempo tramite OTA. Renault Twingo  La quarta generazione della Renault Twingo nasce da un progetto globale: ideata e disegnata in Francia, prodotta in Slovenia e sviluppata con il contributo di partner tecnici cinesi. La Techno costa 21.100 euro.Tra i punti chiave, lo sviluppo rapidissimo - appena 21 mesi - e un design che richiama l'eredità rétro dopo Renault 5 e Renault 4. Non manca la versatilità tipica del modello, con sedute posteriori scorrevoli e abbattibili e uno sfruttamento intelligente degli spazi in 3,79 metri.Alla guida è agile e sincera: resta piacevole anche se un po' rigida sullo sconnesso e più rumorosa alle velocità sostenute. In città percorre 10,4 km/kWh e raggiunge fino a 321 km di autonomia con la batteria da 27,5 kWh. Jeep Compass La nuova Jeep Compass cresce nelle dimensioni esterne e nello spazio interno, soprattutto per il bagagliaio, guadagnando presenza su strada.Il motore d'ingresso è il tre cilindri 1.2 hybrid da 145 CV, ma i risultati sorprendono: le prestazioni migliorano e i consumi scendono, con una media di 15,8 km/l contro i 13,2 precedenti, mentre in città si sale fino a 16,7 km/l.Solo nelle riprese a pieno carico emerge qualche limite, ma nel complesso la Compass convince per confort, insonorizzazione e frenata. Meno agile nel misto stretto, senza compromettere la sicurezza. Audi RS 5 Avant L'Audi RS 5 Avant fa discutere per il peso, circa 24 quintali, ma alla guida emerge come un limite più percepito che reale.Nonostante i 575 kg in più rispetto alla RS 4 Avant, è più veloce sullo 0-100 (3,3 secondi), frena meglio ed è più efficace in pista. Il lavoro su assetto, carreggiate e trazione integrale con torque vectoring consente una guida molto precisa, con un comportamento che ricorda quello di una trazione posteriore. Peugeot 308 full hybrid vs Volkswagen Golf 2.0 TDI Il confronto oppone la Volkswagen Golf 2.0 TDI da 150 CV alla Peugeot 308 full hybrid da 145 CV.L'ibrida primeggia in città, mentre il diesel mantiene un vantaggio nei percorsi extraurbani e autostradali, pur penalizzato oggi dal costo del gasolio. L'analisi si completa con i dati sui costi di gestione, assicurazione e valore residuo dopo quattro anni.  4R Reloaded: Range Rover Sport La Range Rover Sport, nata nel 2005, continua a rappresentare un punto di riferimento. Oggi, nella versione SV Black da 635 CV, scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e raggiunge i 291,7 km/h, mantenendo un equilibrio raro tra prestazioni elevate e capacità off-road. Riviste da vicino: Mini Countryman JCW La Mini Countryman pesa sempre di più nelle vendite del marchio, arrivando a rappresentare quasi una Mini su due in Italia. La versione C da 170 CV offre buone prestazioni e consumi intorno ai 15 km/l.Positiva la tenuta del valore e la qualità generale, anche se alcuni interventi fai da te risultano poco agevoli. Primo contatto Questo mese abbiamo guidato la Cupra Raval: la nuova spagnola prende il nome dal quartiere più ribelle di Barcellona ed è una piccola elettrica in grado di unire gli opposti: cattiva fra le curve, lussuosa nell'abitacolo. E nella versione VZ, "rende" ancora di più. Anteprime e Autonotizie In arrivo una nuova Hyundai Bayon, completamente ripensata rispetto all'attuale generazione: cambieranno non solo il design, ma anche il posizionamento, con un'integrazione più chiara all'interno della futura gamma ibrida del marchio. Un'evoluzione che riflette l'esigenza di rendere sempre più coerente l'offerta nei segmenti più strategici.Tra le anteprime spicca anche la futura Smart ForTwo, riletta in chiave contemporanea a partire dal prototipo visto al Salone di Pechino. Un appuntamento che, insieme a quello di Shanghai, si conferma il centro nevralgico dell'auto globale: sempre più spesso è qui che i costruttori, europei compresi, svelano modelli destinati non solo alla Cina ma anche ad altri mercati.Dalle analisi delle novità emerse nel salone cinese si colgono chiaramente le principali direttrici di sviluppo, a partire dalla crescita dell'offerta elettrificata e dal rafforzamento nei segmenti urbani e compatti. In particolare, si prepara una vera ondata di SUV compatte, con modelli in arrivo come la nuova Nissan Juke, la Skoda Epiq e la Genesis GV60 Magma, ciascuna con un'identità ben definita.Non manca lo spazio per l'auto da sogno, con la Lamborghini Fenomeno Roadster, né per l'anticipazione del futuro, rappresentata dalla concept firmata BMW per una coupé Alpina con motore V8 non elettrificato. A completare il quadro, un focus sull'idrogeno come possibile alternativa alle elettriche, un approfondimento sulla futura Volkswagen GTI elettrica e una retrospettiva sui colori che hanno segnato la storia dell'automobile. Attualità e Inchieste Nonostante una fase di parziale discesa, i prezzi dei carburanti restano elevati, soprattutto se confrontati con il periodo pre-conflitto e, in particolare, lungo le tratte autostradali. In vista delle partenze estive torna quindi centrale il tema del risparmio di carburante: andare più piano fa davvero risparmiare?Per rispondere non ci siamo fermati alla teoria. Oltre ai dati raccolti in condizioni controllate dal Centro prove, abbiamo replicato uno scenario reale lungo la Milano-Roma, una delle arterie più trafficate d'Italia. Due vetture identiche, stessa configurazione, ma velocità diverse: una a 130 km/h e una a 110. Il risultato consente di valutare non solo i consumi reali, ma anche il compromesso tra tempo di viaggio e spesa, considerando variabili come pressione degli pneumatici e carico.Accanto ai consumi, un'altra indagine mette in luce un fenomeno in crescita: la difficoltà nel conseguire la patente di guida. Nel 2025 il 29,3% dei candidati non ha superato l'esame. Un dato che riflette un cambiamento più ampio: tra i giovani aumenta la quota di chi rimanda o rinuncia, segnale di un rapporto con l'auto che evolve.Sul fronte della sicurezza stradale, resta critica la convivenza tra utenti: oltre 200 ciclisti perdono la vita ogni anno. Un tema che richiama la necessità di un nuovo equilibrio tra mobilità diverse, attraverso infrastrutture adeguate e un cambio culturale.Infine, un fenomeno meno evidente ma in forte crescita: i furti di rame dalle colonnine di ricarica. Non più episodi isolati, ma attività sempre più organizzate, con impatti concreti sulla diffusione delle infrastrutture per la mobilità elettrica. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).

La Cina ci copiava le auto. Oggi a imparare siamo noi?

3 Giugno 2026 ore 17:41
Due anni fa ho visitato lo stabilimento cinese della Chery e, salendo su alcune auto appena prodotte, sono rimasto colpito da un dettaglio: una rifinitura interna di gomma morbida identica, al tatto, a quella di un'auto che conosciamo bene in Europa come la Range Rover Evoque. Pochi minuti dopo ho intuito il motivo del déjà-vu: in quello stesso stabilimento si produce, per conto della JLR, proprio la Evoque destinata al mercato cinese. Parliamo del trattamento superficiale di un materiale plastico che, per quanto insignificante, fa la differenza quando devi costruire un'auto premium. E in quell'istante ho capito quanto può essere veloce e silenzioso il travaso di competenze nell'industria dell'auto.Possiamo dire che i cinesi "ci hanno copiato", ma forse è più corretto dire che hanno solo imparato da chi faceva meglio, per poi reindustrializzare a modo loro quel componente, quella tecnologia o quel processo. Che è esattamente quello che oggi stanno cercando di fare i costruttori europei con i cinesi. L'ultimo in ordine di tempo è Stellantis, che nelle ore in cui stavamo mandando in stampa Quattroruote di giugno ha annunciato una serie di mosse che vanno tutte nella stessa direzione: joint venture europee con partner cinesi, stabilimenti condivisi, accordi tecnologici incrociati, una rete di alleanze che ridefinisce cosa significa fare auto in Europa. Il modello del costruttore integrato verticalmente, che sviluppa e produce tutto in casa scalando i costi su tanti brand, sta lasciando il posto a qualcosa di diverso: una piattaforma industriale aperta, dove know-how, capacità produttiva e tecnologia si scambiano oltre i confini. Sulla carta, conviene a tutti. Conviene ai costruttori europei, che possono rimettere in moto stabilimenti sottoutilizzati (del 40% nel caso di Stellantis) e accedere a tecnologie sviluppate al doppio della loro velocità. Conviene ai cinesi, che entrano in Europa con la patente di Made in Europe aggirando in un colpo solo tutte le complessità del nostro mercato, dazi inclusi.Eppure c'è una distinzione che farà la differenza nei prossimi anni, tra imparare e appoggiarsi per sopravvivere. Tra usare queste alleanze come scuola per assorbire metodi, velocità di esecuzione, cultura del software, capacità di iterare in pochi mesi cose che a Stoccarda, Torino o Wolfsburg richiedevano anni e usarle come ammortizzatore tattico, per riempire fabbriche vuote, prendere tempo, rinviare scelte dolorose.I cinesi, vent'anni fa, scelsero la prima strada. Non si limitarono a ospitare le nostre fabbriche e a prendersi i nostri trasferimenti tecnologici. Hanno studiato, copiato, reinterpretato, e alla fine ci hanno superati a livello industriale utilizzando bene il tempo e le opportunità che gli abbiamo concesso. Hanno costruito un ecosistema straordinario, ma ci sono riusciti perché dietro avevano una strategia nazionale e una visione industriale di lungo periodo che in Europa non esiste. Il che è un problema.In questo mondo capovolto, dove l'allievo è praticamente diventato maestro, la differenza la farà chi tratterà la lezione come una lezione, e non come una scorciatoia. Per i consumatori, intanto, la buona notizia è che da questo travaso continuo dovrebbero nascere auto migliori e (finalmente) più economiche. A prescindere dal marchio che porteranno sul cofano.

Abbiamo guidato la Polestar 5: 884 CV e un'anima da GT

1 Giugno 2026 ore 08:55
Era il 2020 quando Polestar ha presentato la Concept Precept, pronta per il Salone di Ginevra poi cancellato per la pandemia. Non una semplice concept car, ma un vero e proprio manifesto: un "precetto", appunto. Una dichiarazione d'intenti sul futuro della Casa di Göteborg tra sostenibilità, tecnologia e prestazioni elettriche. Ci sono voluti sei anni, ma oggi quella concept è realtà.  Da Göteborg a Dakar Il nostro primo contatto con la Polestar 5 è avvenuto durante una delle tappe del viaggio organizzato dalla Casa svedese per accompagnare la nuova GT elettrica da Göteborg fino a Dakar. Un tour lungo migliaia di chilometri, pensato non solo come operazione di comunicazione, ma anche per dimostrare la vocazione da grande viaggiatrice della 5. Noi abbiamo avuto modo di guidarla sulle strade spagnole. L'identikit della Polestar 5 Parliamo di una berlina-coupé quattro porte lunga 5,08 metri e larga 2,01. Dimensioni impegnative, ma dissimulate dalla linea filante e pulita. La piattaforma su cui nasce è totalmente nuova: si chiama PPA (Polestar Performance Architecture), ed è costruita interamente in alluminio incollato. L'architettura è a 800 Volt e supporta ricariche in corrente continua fino a 350 kW. In condizioni ideali significa passare dal 10 all'80% in circa 22 minuti. La batteria ha una capacità di 112 kWh utilizzabili ed è integrata nel pianale: per questo modello Polestar dichiara un'autonomia nel ciclo Wltp di 674 km per la Dual Motor e 558 km per la Performance, differenza dovuta al fatto che - all'occorrenza - la prima può staccare uno dei due motori. Interessante il lavoro svolto dagli ingegneri svedesi su telaio e dinamica: la distribuzione dei pesi è perfettamente bilanciata, 50:50 tra anteriore e posteriore. Le sospensioni adottano uno schema multilink su entrambi gli assi, e la Performance monta ammortizzatori semi-attivi magnetoreologici. Numeri importanti anche per la potenza: la Dual Motor vanta 748 CV, mentre la Performance arriva a 884 CV e 1.050 Nm di coppia. Tradotto: 0-100 km/h in 3,5 secondi. L'esperienza a bordo di Polestar 5 La prima cosa che si nota entrando nell'abitacolo è la quantità di luce che filtra. Nonostante la linea da coupé e l'assenza del lunotto, il tetto panoramico da 2 mq sopra la testa degli occupanti rende l'ambiente arioso, soprattutto con gli interni chiari dell'esemplare in prova. Poi arriva il classico minimalismo scandinavo: pulito, ordinato, quasi zen, con un'ottima qualità percepita. I sedili Recaro sono avvolgenti ma non scomodi: sono riscaldati, ventilati, massaggianti e dotati di qualsiasi regolazione possibile e immaginabile. Davanti al guidatore troviamo un cruscotto digitale da 9", chiaro e leggibile, mentre l'infotainment da 14,5" richiede un po' di apprendistato. Non esistono tasti fisici, salvo la manopola sul bracciolo centrale. Nessun comando fisicoPraticamente tutte le funzioni dell'auto passano dal display centrale verticale: il sistema, basato su Android Automotive, è rapido, fluido e ben integrato, ma alcune funzioni richiedono troppi passaggi (ma per questo viene in aiuto l'integrazione dei comandi vocali con Gemini AI). Qualche critica anche al volante: i comandi non sono retroilluminati e cambiano funzione in base al menu selezionato. Una soluzione moderna sulla carta, ma poco intuitiva nell'utilizzo quotidiano. C'è tanto spazio, ma la praticità...Qualche perplessità anche sull'aspetto pratico: gli spazi per riporre gli oggetti sono pochi, non molto capienti e manca persino il classico cassetto lato passeggero. Scelte che stridono a bordo di un'auto che nasce come grande viaggiatrice. Molto bene, invece, lo spazio per chi siede dietro: i passeggeri della seconda fila hanno a disposizione parecchi centimetri per le gambe e anche quelli per la testa sono adeguati, nonostante la linea del tetto, grazie alla possibilità di reclinare i sedili. I 365 litri del bagagliaio non impressionano, considerando le dimensioni esterne dell'auto, ma vengono compensati in parte dai 52 litri del doppio fondo e dagli ulteriori 52 del frunk. Come va su strada la Polestar 5 Metto il selettore della marcia in Drive e comincio a macinare chilometri, direzione Siviglia. Emerge subito l'attenzione all'aerodinamica e all'insonorizzazione: doppi vetri, coda tronca e un Cx di 0,24 contribuiscono a creare un ambiente acusticamente ben isolato anche a velocità autostradali. Come sulla 4, anche qui manca il lunotto, sostituito da una telecamera che proietta le immagini nello specchietto centrale: una soluzione esteticamente interessante, ma che richiede qualche chilometro di adattamento. L'aspetto che meno mi ha convinto è l'ottica della telecamera, che restituisce immagini molto "zoomate". Noto invece con piacere che la Casa svedese ha rinunciato a qualsivoglia sound generator o artifizio che simula il motore: la 5 rimane silenziosa, raffinata e coerente con la propria impostazione da granturismo elettrica. Dinamica di guida a puntoAumentando il ritmo emerge il buon lavoro fatto sul telaio: il peso c'è, inevitabilmente, ma viene gestito in maniera sorprendentemente efficace. Gli ammortizzatori semi-attivi magnetoreologici della Performance svolgono un ottimo lavoro: il sistema legge continuamente fondo stradale, trasferimenti di carico e input del guidatore, variando la risposta degli ammortizzatori praticamente in tempo reale. Il risultato è una vettura che riesce a mantenere un ottimo controllo dei movimenti di cassa. La 5 appoggia decisa, compensa bene gli spostamenti di carico e digerisce bene anche i cambi di direzione, considerando la sua mole. Carattere da granturismoConvince anche lo sterzo: non è asettico, il carico volante è ben calibrato e ha una buona progressività. Nei settaggi più sportivi tende a irrigidirsi un po' troppo e il ritorno potrebbe essere più naturale, ma il feeling generale resta positivo, soprattutto considerando i pneumatici anteriori da 255 mm. Tirando le somme, la 5 non vuole essere né una supercar elettrica travestita da berlina, né una sportiva ultra-comunicativa per fare il tempo sul giro: sono materie che non le competono. Il suo ruolo è di granturismo capace di macinare chilometri senza stancare, strizzando l'occhio al piacere di guida. Prezzi e allestimenti di Polestar 5 La Polestar 5 arriverà sul mercato in due varianti: quella d'ingresso è la Dual Motor, forte di 748 CV ed equipaggiata con ammortizzatori passivi classici. Al vertice della gamma troviamo invece la Performance da 884 CV e 1.050 Nm di coppia: oltre alla maggiore potenza, porta in dote gli ammortizzatori semi-attivi magnetoreologici e una diversa ripartizione della coppia tra i due assali. Entrambe condividono la stessa architettura a 800 Volt, così come la batteria da 112 kWh (103 netti). Polestar 5 Dual Motor: 119.800 euro Polestar 5 Performance: 144.800 euro

L'Europa ribalta i ruoli con la Cina: "Volete investire da noi? Condividete tecnologia"

1 Giugno 2026 ore 08:41
La Commissione Europea ha allo studio una tattica che ricorda quella di Pechino: imporre alle aziende cinesi vincoli di investimento, partnership incentivate o forzate e trasferimenti tecnologici nel Vecchio Continente. Secondo indiscrezioni riportate da autorevoli media internazionali, si tratterebbe di una strategia a specchio, che punta a riequilibrare i rapporti in vari comparti industriali, inclusa la catena del valore dell'auto elettrica. L'UE tenta di ribaltare i ruoli  Per anni, infatti, le aziende occidentali sono state sostanzialmente costrette ad accettare le rigide condizioni imposte dal Dragone per accedere al mercato cinese: l'obbligo di joint venture con partner locali ha rappresentato il fulcro della strategia della superpotenza asiatica. In questo modo, Pechino ha potuto assimilare competenze e modelli produttivi, per poi capitalizzarli a proprio vantaggio. Oggi, in un contesto profondamente cambiato, Bruxelles valuta un approccio più assertivo, che potrebbe in parte ricalcare quella logica. Non solo dazi Di fronte alla massiccia avanzata dei veicoli di Pechino, Bruxelles non vuole limitarsi ai dazi doganali sulle auto elettriche, che rischiano di essere aggirati localizzando la produzione in Europa. L'obiettivo diventa quindi spingere i colossi asiatici a investire in stabilimenti europei, a condividere parte del proprio know-how sulle batterie e a creare partnership più equilibrate con la filiera locale. Un'inversione di rotta che riflette il passaggio dell'Europa da un'impostazione di libero mercato puro a una strategia di sovranità industriale, più pragmatica e orientata alla tutela dell'occupazione e della competitività del settore automobilistico europeo. Il fattore Berlino Il momento per attuare questa strategia potrebbe rivelarsi favorevole. L'Europa è divenuta infatti sempre più dipendente dal Paese asiatico in ambiti cruciali, dalle batterie per auto alle terre rare, fino a componenti e beni industriali. Allo stesso tempo, l'avanzata di Pechino in diversi settori, a partire dall'automotive, appare difficilmente contenibile.Fra le economie più esposte c'è quella tedesca. Berlino ha finora mantenuto un approccio prudente, attenta a non compromettere i rapporti commerciali con il Dragone e a evitare possibili ritorsioni, soprattutto sul fronte delle materie prime critiche. Tuttavia, nel dibattito politico ed economico interno stanno emergendo segnali di ripensamento. Secondo diverse analisi, l'industria tedesca attraversa una fase complessa, segnata da un deciso calo dell'occupazione e da pressioni competitive crescenti a livello globale. Se ne riparlerà presto Se ne riparlerà prestoSpingendo per ridurre la dipendenza da Pechino, il governo francese ha parlato apertamente di un rullo compressore cinese capace di comprimere l'economia europea. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i principali commissari discuteranno i possibili interventi a fine maggio, per poi sottoporli ai leader UE in occasione del vertice di Bruxelles di giugno.L'obiettivo è anche quello di favorire una posizione più coesa all'interno dell'Unione: un eventuale cambio di passo della Germania, come già accaduto in passato, potrebbe avere un effetto trainante sugli altri Stati membri. Ma la Cina che ne pensa? Pechino osserva con crescente irritazione la possibile svolta europea. Secondo quanto riferito da agenzie internazionali, le ipotesi di vincoli agli investimenti e trasferimenti tecnologici vengono lette come una deriva protezionistica, in contrasto con i principi di apertura commerciale che Bruxelles ha storicamente sostenuto.La leadership cinese continua a rivendicare che la propria competitività sia il risultato di innovazione, efficienza produttiva e scala industriale, respingendo le accuse di pratiche scorrette. Se l'UE dovesse davvero imboccare questa strada, si aprirebbe una nuova fase nei rapporti euro-cinesi: meno globalizzazione senza condizioni, più reciprocità strategica.

Pro One, i furgoni Stellantis da qui al 2030

3 Giugno 2026 ore 17:31
Il capitolo della presentazione del piano strategico FaStlane 2030 del gruppo Stellantis dedicato alla divisione veicoli commerciali Pro One è equamente basato sul prodotto, con 11 lanci di modelli previsti entro il 2030, e sull'ecosistema di tecnologie e servizi senza i quali le attività di trasporto leggero non possono ambire alle massime economie nei costi di esercizio. Il comunicato è piuttosto generico riguardo all'identificazione delle novità, anche nel caso delle evoluzioni più leggere, come i restyling di veicoli attuali: gli 11 prodotti annunciati, infatti, rappresentano sia aggiornamenti sia avvicendamenti fra generazioni sia modelli completamente nuovi. Vediamo di individuare, fra questi, le sei innovazioni che riguardano il mercato europeo: due mai viste prima e quattro  nella forma di evoluzioni delle gamme conosciute, queste ultime assolutamente plausibili vista l'età media dei prodotti e il lasso di tempo coperto dal piano. Si parte dai compatti con Berlingo&CoIl primo debutto dovrebbe riguardare già quest'anno i furgoni compatti Citroën Berlingo/Fiat Doblò/Opel Combo/Peugeot Partner. Il programma di Pro One prevede anche l'arrivo di nuove motorizzazioni elettriche, associate a batterie con chimiche differenti (litio-ferro-fosfato e nichel-manganese-cobalto), che potrebbero essere accompagnate da restyling dei modelli su sui saranno utilizzate: una verosimilmente condivisa dai già citati modelli compatti e dai medi Citroën Jumpy/Fiat Scudo/Opel Vivaro/Peugeot Expert; l'altra potrebbe riferirsi alla classe dei modelli più grandi, Citroën Jumper/Fiat Ducato/Opel Movano/Peugeot Boxer. Per i quali in effetti si parla di un ciclo di aggiornamenti nel 2027, comunque non specificato con precisione nel comunicato Stellantis. Architetture nuove per gli eredi di Scudo e DucatoCi sono poi due piattaforme completamente nuove, di cui Stellantis Pro One anticipa la natura multienergia, cioè adattabile a motorizzazioni termiche, ibride (verosimilmente plug-in o elettriche con range externder) ed elettriche pure, e indica come appartenenti ai segmenti medio e grande, quindi eredi delle attuali classi K0 (Scudo) e X250 (Ducato). Accomunate dall'utilizzo dell'architettura digitale Stla Brain, le due famiglie potrebbero impiegare pianali diversi: per la prima si potrebbe supporre il ricorso alla piattaforma Stla One, candidata a supportare anche decine di modelli di autovetture; nel caso della seconda, di cui Stellantis ha svelato l'entrata in produzione nel 2029, è invece pressoché certo il ricorso a una struttura specifica per veicoli commerciali. Una scatola intelligente e una rete per massimizzare l'utilizzo dei mezziNel frattempo Pro One continua la sperimentazione di tecnologie che abilitino la guida autonoma: l'avanzamento dei lavori e le ambizioni del gruppo prenderanno la forma di un concept, che sarà esposto al prossimo salone internazionale dedicato ai veicoli commerciali e industriali, l'Iaa di Hannover il prossimo settembre. Battezzato Box on wheels (scatola con le ruote), è un esempio di furgone concepito espressamente per la guida autonoma e governato all'interno di una rete di connettività e servizi che sta già prendendo forma sotto il nome di Pro One Next. Definito il command center dedicato all'uptime, è un insieme di risorse attualmente in fase pilota in Europa, basata su centrali operative dedicate che consentono il monitoraggio in tempo reale e la gestione proattiva delle attività di manutenzione ordinaria e straordonaria, riducendo i tempi di fermo e massimizzando la continuità operativa dei veicoli. 

Pneumatici: perché come li tratti conta più della data di produzione

31 Maggio 2026 ore 06:50
Qui si vendono gomme fresche. Fra le tante bufale che circolano sulle coperture, quella della data di scadenza dei pneumatici è una delle più diffuse, tanto che c'è qualche venditore che, per attirare clienti, utilizza slogan di questo tipo.In realtà, lo abbiamo detto più volte, più che la data di produzione (identificabile sul fianco della gomma nelle ultime quattro cifre del codice DOT, che riportano settimana e anno di costruzione e che serve soprattutto per identificare il lotto in caso di difettosità), conta come è stato conservato un pneumatico nei magazzini e, ancora di più, come ha vissuto. Fattori chiave sono l'esposizione al sole, gli sbalzi termici, la salinità dell'aria e, soprattutto, le condizioni di utilizzo dei pneumatici, dalla pressione di gonfiaggio allo stile di guida.Per dimostrarlo, Assogomma (l'associazione di cui fanno parte i principali produttori) e Federpneus (la federazione dei gommisti) hanno organizzato alcuni test sul circuito di Varano de' Melegari per sottolineare con forze dell'ordine, istituzioni e media questo e altri concetti legati alla sicurezza e all'ambiente, nell'ambito dell'iniziativa "Pneumatici sotto controllo". Quali frenano meglio? Una serie di prove di frenata sul bagnato e su asciutto, effettuate con vetture identiche, ha messo in luce come non ci siano differenze sostanziali (al massimo una manciata di centimetri nella frenata da 90 km/h) fra pneumatici prodotti a fine 2025 e altri identici con un paio di anni di età presi a magazzino, a patto che siano stati correttamente conservati secondo le raccomandazioni ETRTO (l'organizzazione tecnica europea per i pneumatici e i cerchi ruota): prevenire la formazione di condensa, non superare mai i 35 C (meglio ancora tenerle sotto i 25 C), evitare l'esposizione diretta alla luce solare, all'ozono o ad altri elementi chimici, e impilare correttamente le gomme evitando l'eccessivo carico l'una sull'altra.Di questo, ovviamente, sono responsabili tutti gli attori della catena distributiva, dal produttore al gommista, la cui professionalità è essenziale anche per riconoscere eventuali prodotti difettosi. Pressione sotto controllo Più che l'età del pneumatico vanno tenute d'occhio le sue condizioni: dall'usura del battistrada a eventuali screpolature o tagli sui fianchi. Ma il controllo più semplice, eppure sempre troppo trascurato, è quello della pressione di gonfiaggio, che deve essere quella raccomandata dalla Casa automobilistica.Anche in questo caso sarebbe meglio andare (una volta al mese) dal gommista, mentre, volendo fare da sé, bisogna essere certi di utilizzare un manometro ben tarato. Spesso, invece, quelli dei benzinai non lo sono, perché vengono trattati male dagli utenti: basta un colpo nell'appoggiarli per portarli fuori tara.Due test in pista hanno evidenziato altrettanti aspetti: l'incidenza della pressione di gonfiaggio sui consumi di carburante e quella sulla dinamica del veicolo. Nel primo caso abbiamo appurato (con un'Alfa Romeo Stelvio turbodiesel) come un sottogonfiaggio di 0,5 bar, impossibile da scorgere a occhio nudo, aumenti i consumi del 10-15%, oltre a stressare di più i pneumatici, che si scaldano maggiormente durante il rotolamento.A bordo di due Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, invece, ho potuto avere la riprova di come, nonostante i sensori di pressione TPMS di bordo non segnalino alcuna anomalia per questo valore di sgonfiaggio, gli effetti ci siano anche in termini di tenuta di strada, stabilità nei cambi di direzione e nei trasferimenti di carico. Per un comune automobilista non sono così evidenti, soprattutto se si utilizza un pneumatico sportivo, la cui struttura rigida rimedia in parte alla scarsità d'aria. Però ci sono. E su una gomma meno ribassata si farebbero sentire sicuramente di più. Le gomme nuove dove le metto? Un ulteriore test ha messo l'accento su un'altra cattiva abitudine, in questo caso in occasione del cambio gomme: se è necessario sostituirne soltanto due, c'è chi preferisce montare i pneumatici nuovi all'avantreno (nelle auto a trazione anteriore è qui che l'usura è maggiore), lasciando al posteriore quelli con minor spessore del battistrada.La prova in pista ha dimostrato la necessità di fare l'esatto contrario. Esasperando un po' le condizioni, i tecnici hanno montato gomme seminuove su un asse e coperture quasi al limite di legge (1,6 mm di battistrada) sull'altro, in maniera opposta su due Alfa Romeo Giulietta gemelle.L'intento? Dimostrare su una curva bagnata, da percorrere a circa 70 km/h, come sia decisamente più facile da controllare la tendenza al sottosterzo (che si genera quando i pneumatici più consumati sono all'avantreno). Al contrario, quando questi si trovano al posteriore, il sovrasterzo che si innesca può causare un completo testacoda, con possibili conseguenze molto più gravi.E voi, avete sempre fatto la cosa giusta nei vostri cambi gomme? E con quale frequenza controllate la pressione? Lo fate voi oppure andate dal gommista?

La Ferrari Luce vista da quattro grandi designer: giudizi durissimi e uneccezione

29 Maggio 2026 ore 15:30
La tempesta sulla Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, non si placa. Tutti ne parlano, nelle piazze virtuali dei social e in quelle fisiche d'Italia. Chiunque ha un'opinione. Del resto per noi italiani la Ferrari è un po' come la mamma e la squadra del cuore: non si tocca, e se si tocca accende sempre giudizi estremi, nel bene e nel male, pro e contro, di amore o di odio. Ma gli addetti ai lavori che cosa ne pensano? Perché è vero che in questo Paese siamo tutti allenatori della nazionale, ma poi i mister, i tecnici professionisti, esistono davvero e qualche volta è pure bello ascoltarli. Magari per prendere poi spunto e accendere ulteriori dibattiti sul web o al bar. Abbiamo interpellato, dunque, alcuni designer di alto profilo, italiani di nascita o di elezione, per sapere come vedono loro, sul piano tecnico, la più discussa Ferrari della storia. Fioravanti: grandi attese disattese Premetto che sono un sostenitore dell'elettrico, dal punto di vista ingegneristico, perché infinitamente più semplice ed efficiente della tecnologia del motore endotermico, e nella prima Ferrari elettrica riponevo grandi attese. Immaginavo che avrebbero spaccato il mondo... Ma non mi ha convinto. Parlando di rosse non potevamo che partire da lui, da Leonardo Fioravanti, che ha firmato tanti dei modelli più iconici della storia del Cavallino, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. La prima reazione, prosegue il designer, che mi ha sollecitato è: che cos'è? Da dove arriva? Cioè, la storia della Ferrari è fatta di alti e bassi, più alti che bassi, ma qui non vi trovo riferimenti, e non intendo sul piano della meccanica, perché quello non è un problema: il mondo evolve e la Ferrari elettrica non mi scandalizza affatto. Intendo sul piano dell'estetica, dove l'unico richiamo esplicito alle Ferrari classiche è nelle luci tonde al posteriore, che però sulla Luce risultano espresse in modo vecchio, senza alcun trattamento originale o innovativo. Per dire, ricordo che già sulla concept F100, che risale al 1998, avevamo usato il neon per l'anello esterno e una carenatura tridimensionale trasparente. Fioravanti di innovazione estetica sa qualcosa, avendo segnato con le sue Ferrari alcuni salti quantici nella percezione delle rosse, ma nella Luce trova una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l'estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell'automobile non avevano alcuna esperienza. Robinson: l'errore della Jaguar La Luce non ha alcuna radice nel Dna Ferrari, gli fa eco Mike Robinson, designer americano che ha vissuto buona parte della sua vita professionale in Italia - in Fiat, Lancia, Bertone - e continua tuttora a fare base nel nostro Paese per la sua attività di designer indipendente. curioso, ma mi sembra che a Maranello abbiano fatto un passo falso simile a quello che hanno compiuto in Gran Bretagna, a Gaydon. Avevano l'esperienza Jaguar sotto il naso e hanno commesso lo stesso errore. Entrambi i marchi, per cercare l'innovazione, hanno fatto di tutto per andare fuori-brand, per negare le proprie radici, per annacquare il proprio Dna. La Ferrari Luce portava già in sé un concetto fortemente disruptive', quello dell'alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l'elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un'auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. Per dire, si poteva partire dalla tre volte vincitrice di Le Mans, la 499P, e renderla stradale. E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema. Bangle: non è una Ferrari? Non sono d'accordo Per nulla scontato - come ci ha da sempre abituati - il punto di vista di Chris Bangle, un altro americano che ha scelto il nostro Paese per vivere e lavorare e che ha sperimentato la gogna mediatica quando, da responsabile dello stile BMW, uscì con la sua rivoluzionaria Serie 7, in seguito ampiamente riabilitata come il resto del suo lavoro di costruzione dell'identità del marchio bavarese, sancito anche dai lusinghieri risultati commerciali delle sue auto. Il designer, con un passato anche in Fiat, ci ha detto: La Luce non è una Ferrari? E perché mai? No, non sono d'accordo. Ricordo una riunione a Torino in cui si parlava di un nuovo prodotto GM - un pick-up con motore Corvette - e Paolo Cantarella (allora ceo di Fiat, ndr) chiese ai presenti se, secondo loro, un marchio come Alfa Romeo avrebbe mai potuto uscire con qualcosa di simile. Quelli del marketing si affrettarono a escluderlo, ma l'architetto Mario Maioli, sorta di zar del car design, dal fondo della stanza emise il suo verdetto controcorrente: L'Alfa Romeo è ciò che l'Alfa Romeo fa'. Come dire, la forza del marchio è tale che può permettersi tutto. Un brand deve avere una dose impressionante di coraggiosa auto-consapevolezza per fare un'affermazione del genere. Il dopo-Luce è la chiave per capire la Luce Ecco, prosegue Bangle, mi sentirei di dire che anche Ferrari is what it does. La Luce è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l'ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un'auto-mobile, cioè un mezzo che si muove da sé'. Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l'io di chi la possiede. La Lamborghini Countach ha segnato l'inizio dell'era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un parallelepipedo con gli angoli smussati', come loro stessi hanno detto della Luce. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia: ricordo quando in BMW, il ceo Joachim Milberg mi diceva: Non mostrarmi la prossima BMW, ma quella ancora successiva, così che io sia in grado di capire la prossima'. I marchi che fanno ricerca seria sul design fanno - o, almeno, facevano - così. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce. De Silva: manca il sogno Il tema non è se l'auto sia bella o brutta. Il problema è che la macchina risulta anonima, sembra una vettura qualunque, ed è gestita male come disegno. tranchant nel suo giudizio, ma anche molto tecnico Walter De Silva, un'esperienza pluridecennale nella gestione di marchi di ogni tipo, generalisti, premium, sportivi e di lusso. Ci sono regole di architettura - dimensione, passo, sbalzi, dimensioni delle ruote in rapporto alla carrozzeria - e bisogna proporzionarle con professionalità ed esperienza. E si vede che qui manca totalmente. Poi non capisco come, per un marchio dal cuore italiano e avendo in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbiano deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer. Perché?, chiediamo. Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design. Non serve cercare di difendere la scelta deliberata di un lusso contemporaneo, controllato e non gridato, che punta all'understatement. Lusso? Con i tre posti dietro? Mah Alla fine, però, quello che più manca è il sogno, e la Ferrari ha sempre fatto sognare. L'automobile è una leggenda e la Ferrari è una leggenda nella leggenda. In quest'auto fatico a vederla.

La nuova Mitsubishi Pajero è confermata: l'icona off-road torna in autunno

29 Maggio 2026 ore 10:00
Mitsubishi ha annunciato ufficialmente che il nuovo Pajero sarà presentato in anteprima mondiale il prossimo autunno. Per gli amanti del fuoristrada della Casa giapponese si tratta di un ritorno molto atteso, dopo che la produzione degli ultimi esemplari si è conclusa nel 2021. Look aggressivo L'immagine pubblicata da Mitsubishi nelle ultime ore conferma lo stile che abbiamo anticipato qualche settimana fa, con le forme squadrate del muso e la firma luminosa decisamente aggressiva, che attraversa il cofano e si interrompe solo al centro, dove si trova il logo della Casa giapponese. Mitsubishi conferma inoltre che il nuovo Pajero - che su alcuni mercati sarà commercializzato con il nome di Montero - avrà il telaio a longheroni derivato dal pick-up Triton (da noi conosciuto come L200). Specifici per questo modello la progettazione dell'abitacolo e delle sospensioni, per assicurare "straordinarie capacità fuoristradistiche ma anche un eccellente confort di guida". Come il Triton, anche la nuova Pajero sarà prodotta nella fabbrica tailandese di Laem Chabang. Una famiglia di modelli Mitsubishi ha aggiunto che la nuova Pajero sarà prodotta in tre diverse varianti, dalla più spartana alla più raffinata, da quella con i paraurti non verniciati e protezioni specifiche per l'off-road a quella con uno stile più curato ed elegante. Una differenziazione non solo estetica, ma che sottolinea la volontà del marchio giapponese di rivolgersi a una platea molto più ampia di possibili acquirenti. Un'icona del fuoristrada Presentata nel 1982, la Mitsubishi Pajero è stata prodotta in quattro generazioni e venduta in tutto il mondo in oltre 3,25 milioni di esemplari. La fuoristrada giapponese ha cominciato a partecipare alla Dakar nel 1983, portandosi a casa ben 12 vittorie, di cui 7 consecutive. Un palmarès che ha contribuito a rafforzarne la fama di fuoristrada inarrestabile.

Ora la Cupra Tavascan costa meno: debutta l'entry level da 190 CV e 441 km

29 Maggio 2026 ore 09:44
Cupra presenta la nuova versione della Tavascan, la SUV elettrica che ha debuttato un paio d'anni fa e che, con questo aggiornamento, amplia la gamma con una versione d'attacco da 190 CV e fino a 441 km di autonomia. Tra le altre novità arrivano anche il sistema operativo basato su Android, la guida one-pedal e la chiave digitale. La nuova Cupra Tavascan è già ordinabile, con un listino che parte da 47.300 euro (in promozione, in questa fase di lancio, a 44.500 euro). La nuova Tavascan "base" Alla base del listino debutta la nuova Tavascan da 140 kW (190 CV), a trazione posteriore e con batteria da 58 kWh. Questo modello scatta da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi, raggiunge i 160 km/h di velocità massima e dichiara un'autonomia, nel ciclo WLTP, compresa tra 403 - 441 km. La ricarica alle colonnine ad alta potenza consente di passare dal 10% all'80% in 26 minuti. In gamma restano le versioni Endurance da 210 kW (286 CV) con batteria da 77 kWh e le VZ da 250 kW (340 CV). Gli aggiornamenti per tutta la gamma La novità più rilevante, almeno sottopelle, riguarda l'introduzione del nuovo sistema operativo Android, che integra un pacchetto dati da 72 GB per tre anni e consente il download di app di terze parti dallo store. Di serie su tutta la gamma anche il quadro strumenti digitale da 10,25, il nuovo volante multifunzione con pulsanti fisici, le bocchette di ventilazione a regolazione elettrica, le prese USB da 45 W, la chiave digitale (non disponibile per la base) e la guida one-pedal. Le versioni più prestazionali, ossia Endurance e VZ, offrono inoltre la funzione Launch Control, che permette di erogare la massima potenza per un breve intervallo. Completa l'aggiornamento una nuova tinta metallizzata, la Midnight Black. I prezzi della Cupra Tavascan Tavascan RWD: 47.300 euro*Tavascan Drive RWD: 50.300 euroTavascan Endurance Immersive RWD: 56.300 euroTavascan Endurance Adrenaline RWD: 58.400 euroTavascan Endurance Extreme RWD: 61.500 euroTavascan VZ Adrenaline AWD: 71.450 euroTavascan VZ Extreme AWD: 78.000 euro* in promozione a 44.500 euro

BYD sfida le auto europee: "Siamo migliori, Yangwang U9 batte Ferrari Luce"

28 Maggio 2026 ore 18:08
"Le BYD sono migliori delle auto europee per design, tecnologia e qualità". E la Yangwang U9 (la super elettrica del brand di lusso del gruppo) "è meglio della Ferrari Luce".Stella Li, vicepresidente del gruppo di Shenzhen, l'ha toccata piano al termine di una conferenza stampa in cui il brand ha svelato un nuovo chip per la guida autonoma con tecnologia a 4 nanometri, il primo prodotto da un costruttore automobilistico (già altri marchi, come Xpeng o Nio, si costruiscono da soli i chip, ma non con questa specifica tecnologia costruttiva). Il chip a 4 nanometri e la strategia tecnologicaLa vicepresidente di BYD ha parlato anche di molti altri temi, dalle nuove tecnologie per le batterie a una valutazione cauta sullo stato solido: Penso che lo stato solido sia ancora lontano dalla produzione, fino alla Formula 1. L'interesse di BYD per la Formula 1Rispondendo a una domanda diretta di Quattroruote riguardo il coinvolgimento nella massima serie del motorsport, Stella Li ha dichiarato: Siamo molto interessati al mondo del motorsport. Per questo stiamo parlando con più persone, su più fronti, per cercare di capire quanto la piattaforma alla base della Formula 1 possa contribuire allo sviluppo dei nostri modelli. Stiamo cercando di capire meglio le nostre opportunità con la Formula 1. "La Yangwang U9 è meglio della Luce" Stella Li non si è nemmeno tirata indietro nel commentare la Ferrari Luce: Per quanto mi riguarda, in base ai miei gusti personali, credo di essere d'accordo con molti commenti online. Ma sui social si possono anche trovare cose molto divertenti, come il paragone con la BYD U9, e in termini di prestazioni sono rimasta molto sorpresa, perché abbiamo battuto molte aziende. In BYD abbiamo l'auto più veloce del pianeta, con 3.000 cavalli. La Yangwang U9 è molto meglio della Luce.Se volete sapere di più sull'elettrica cinese, effettivamente l'auto di serie più veloce del mondo (nella variante Xtreme), qui potete leggere il nostro primo contatto. 

Aston Martin Vantage S: 680 CV, ferocia e fascino british - VIDEO

8 Giugno 2026 ore 09:16
V8 biturbo, 680 cavalli e 800 Nm di coppia, trazione rigorosamente posteriore: sulla Aston Martin Vantage S l'elettrificazione non ha diritto di cittadinanza. Come probabilmente saprete, nell'alfabeto di Gaydon la letterina S contraddistingue i modelli più performanti ed esclusivi; nel caso specifico, si tratta di una macchina in grado di vedersela a tu per tu con eroine del calibro della Ferrari Amalfi, oppure della Porsche 911 Turbo S, giusto per citarne due.  Alcantara e fibra di carbonioApri la porta (a cigno, as usual) della Aston Martin Vantage S e ti accoglie un mondo fatto di materiali pregiati e dall'allure decisamente racing. L'aspetto cruciale, che contraddistingue l'esperienza prima ancora di avviare il V8, sono i sedili a guscio in fibra di carbonio. Ipercontenitivi (i fianchetti sono molto alti e non rivestiti) costringono a movenze da fantino per accedere a bordo. Non saranno comodissimi, ma almeno ti fanno sentire per filo e per segno ciò che la macchina ha da dirti. Poggi le mani su un volante dalla corona in Alcantara, mentre la fibra di carbonio riveste diversi dettagli, dalla plancia al tunnel centrale. 8 cilindri, due turbo, zero elettrificazioneIl V8 biturbo di origine AMG (profondamente rivisto dai tecnici Aston) ha una colonna sonora davvero sexy anche al minimo, e si produce pure in deliziosi scoppiettii in rilascio. Per l'occasione, ha guadagnato un bel po' di cavalli (680 a 6.000 giri) e può disporre di una coppia taurina, 800 Nm disponibili in modo costante dai 2.000 ai 5.000 giri. Il risultato, alla prima accelerazione, è letteralmente esplosivo: più che l'allungo, comunque notevolissimo, a lasciare stupefatti è la forza bruta con la quale il corpo viene compresso contro il sedile. Bisogna ringraziare anche il cambio automatico, lo ZF a 8 rapporti, che può sfruttare passaggi marcia ancora più rapidi. Le prestazioni? Lo 0-100 km/h è da 3,4 secondi, mentre la velocità di punta raggiunge i 325 km/h. A tu per tu con il controsterzoLa modalità Sport (la Normal non è prevista) va bene per prendere le misure a questa super Vantage, mentre la Sport+ e la Track non lasciano spazio a dubbi: è con loro che puoi esplorare l'enorme potenziale della S. Impossibile raggiungere tale obiettivo su strada: complice l'asfalto non sempre perfetto delle strade intorno a Barolo, nelle Langhe, è sufficiente premere senza troppa convinzione il pedale dell'acceleratore ricalibrato per sentire le enormi ruote posteriori da 21 (con pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S in misura 325/30) perdere aderenza. A mediare c'è pur sempre l'E-Diff, il differenziale autobloccante a controllo elettronico, ma tutto avviene in modo più fulmineo che progressivo.Si tratta della conseguenza più evidente di una scelta quasi filosofica. Per loro stessa ammissione, i tecnici dell'Aston Martin volevano un avantreno più incisivo e risposte più rapide (ma sempre coerenti, fra asse anteriore e posteriore) rispetto a ciò che accade sulla Vantage normale. Ecco perché è arrivato un sottotelaio posteriore (quello che ospita le sospensioni Multilink e il cambio automatico ZF a 8 rapporti) senza supporti di gomma, ma collegato rigidamente alla scocca. Sono state riviste anche le tarature degli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX (insieme alle logiche di controllo), mentre la barra antirollio posteriore è più rigida del 10%. Infine, convergenza, campanatura e incidenza sono specifiche per la S.  La aspettiamo in pistaTutto ciò ha dato buoni frutti: al netto di quella meraviglia del mondo a cilindri e pistoni che è il V8, qui ancor più tirato a lucido, la Vantage S appare più volenterosa a inserirsi in curva, anche se si ha sempre l'impressione che il volante segua un po' troppo le ondulazioni dell'asfalto. L'importante è tenere bene a mente che è l'acceleratore il vero ago della bilancia dell'intera esperienza di guida: guidare puliti o esibirsi in gustose spazzolate è scelta intimamente vostra. Nonostante la maggior rigidezza generale, è sempre possibile e utilissimo, su strade come queste scegliere fra tre tarature degli ammortizzatori adattivi tramite un comodo pulsante fisico sul tunnel.Sarà interessante valutare in pista, a Vairano, se tutto ciò favorirà o meno il cronometro. Comunque, il lato più bello della Vantage S è che lei ti fa sentire tutto (o quasi) senza filtri; e senza batterie, motori elettrici o altre amenità elettrofile di mezzo. Soltanto 8 cilindri e due turbo che pasteggiano ad aria e benzina. Di questi tempi, ne abbiamo bisogno.

Il governo sblocca il Fondo Automotive: 1,34 miliardi alla filiera e incentivi per i veicoli commerciali

3 Giugno 2026 ore 09:29
Il governo ha sbloccato il tanto atteso decreto dedicato all'industria automobilistica. Via libera al DPCM Automotive, ha annunciato sabato mattina il ministero delle Imprese, precisando che le risorse sono destinate al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione.In particolare, il plafond ammonta a 1,343 miliardi di euro, circa 250 milioni in meno rispetto agli stanziamenti inizialmente previsti a inizio anno. Tuttavia, il ministro Adolfo Urso ha garantito una rapida ricostituzione dei fondi: Al CdM di ieri (venerdì 22, ndr) abbiamo inoltre raggiunto l'intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell'autotrasporto. Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l'importo complessivo, ha aggiunto Urso. Oltre il 70% alla filiera industriale stata confermata la ripartizione dei fondi con un focus marcato sull'industria: oltre il 70% delle risorse è destinato ad Accordi per l'innovazione, Contratti di sviluppo e al nuovo strumento dei Mini Contratti di sviluppo. La restante parte finanzierà incentivi mirati per la mobilità sostenibile - tra cui bonus per colonnine, leasing sociale, retrofit a gas, ciclomotori, motocicli e quadricicli - e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.Per Urso, il decreto, insieme al relativo finanziamento del Fondo Automotive, fornirà una grande spinta alla ricerca e all'innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, contribuendo ad affrontare la transizione industriale ed energetica in una fase in cui le case automobilistiche stanno rivedendo i propri piani per rispondere alla concorrenza asiatica. Il ministro ha inoltre ricordato che le risorse si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che dispone di una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l'innovazione digitale e l'efficientamento energetico del sistema industriale.
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