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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Tajani a Strasburgo per incontri con Metsola, Wadephul e Parlamentari italiani

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà oggi a Strasburgo, dove incontrerà la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, il Ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul e Parlamentari italiani al Parlamento Europeo.

Tajani discuterà con la Presidente Metsola di temi europei, per un confronto sul Quadro finanziario pluriennale UE in via di negoziato, sulla competitività europea attraverso investimenti in tecnologie innovative, e sulla richiesta avanzata dall’Italia, insieme con altri Stati Membri, di procedere con urgenza alla semplificazione normativa, soprattutto per rafforzare la crescita industriale e l’attrattività del mercato unico europeo. Tajani e Metsola discuteranno anche del processo di allargamento dell’UE. All’indomani della sua missione in Libia, il titolare della Farnesina si soffermerà sul tema delle migrazioni e sul lavoro dell’Italia, insieme con i partner internazionali, per contrastare i flussi irregolari e promuovere canali di migrazione legale.

Nei suoi incontri con la Presidente Metsola e con il Ministro Wadephul, il Ministro Tajani discuterà inoltre delle principali crisi e temi dell’agenda internazionale, fra cui la Groenlandia, l’Iran, il Venezuela, l’Ucraina e Gaza, alla luce dell’invito degli Stati Uniti mirato a coinvolgere diversi Paesi, fra cui l’Italia, nel Board of Peace. Temi che saranno sollevati anche nell’incontro con i Parlamentari italiani rappresentati al Parlamento Europeo.

Tajani ribadirà la necessità di garantire la difesa della regione artica nel quadro della NATO e di preservare l’unità transatlantica, confermando la disponibilità dell’Italia a svolgere il ruolo di ponte tra le due sponde dell’Alleanza, attraverso un’azione costruttiva e proattiva in ambito NATO, UE, G7 e altri fori multilaterali.

Con il Ministro tedesco, Tajani farà anche il punto sulle collaborazioni bilaterali e sui dossier europei, in vista della missione di Wadephul in Italia il 23 gennaio prossimo per il Vertice Italia-Germania presieduto dai due Capi di Governo.

Tajani a Strasburgo per incontri con Metsola e Wadephul

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà oggi a Strasburgo, dove incontrerà la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, e il Ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul.

Tajani discuterà con la Presidente Metsola di temi europei, per un confronto sul Quadro finanziario pluriennale UE in via di negoziato, sulla competitività europea attraverso investimenti in tecnologie innovative, e sulla richiesta avanzata dall’Italia, insieme con altri Stati Membri, di procedere con urgenza alla semplificazione normativa, soprattutto per rafforzare la crescita industriale e l’attrattività del mercato unico europeo. Tajani e Metsola discuteranno anche del processo di allargamento dell’UE: Tajani confermerà il convinto sostegno italiano, attraverso iniziative concrete volte a semplificare e rendere più efficienti i negoziati di adesione. All’indomani della sua missione in Libia, il titolare della Farnesina si soffermerà sul tema delle migrazioni e sul lavoro dell’Italia, insieme con i partner internazionali, per contrastare i flussi irregolari e promuovere canali di migrazione legale.

Nei suoi incontri con la Presidente Metsola e con il Ministro Wadephul, il Ministro Tajani discuterà inoltre delle principali crisi e temi dell’agenda internazionale, fra cui la Groenlandia, l’Iran, il Venezuela, l’Ucraina e Gaza, alla luce dell’invito degli Stati Uniti mirato a coinvolgere diversi Paesi, fra cui l’Italia, nel Board of Peace.

Tajani ribadirà la necessità di garantire la difesa della regione artica nel quadro della NATO e di preservare l’unità transatlantica, confermando la disponibilità dell’Italia a svolgere il ruolo di ponte tra le due sponde dell’Alleanza, attraverso un’azione costruttiva e proattiva in ambito NATO, UE, G7 e altri fori multilaterali.

Con il Ministro tedesco, Tajani farà anche il punto sulle collaborazioni bilaterali e sui dossier europei, in vista della missione di Wadephul in Italia il 23 gennaio prossimo per il Vertice Italia-Germania presieduto dai due Capi di Governo.

Ricevuto ieri — 18 Gennaio 2026

Il mondo che stanno preparando

18 Gennaio 2026 ore 17:12

Le mosse degli Stati Uniti non dovrebbero stupire nessuno: l’imperialismo americano non nasce oggi ma affonda nella vecchia convinzione di sentirsi “eccezionali”, moralmente superiori e chiamati a guidare il mondo. Dietro agli slogan ricivettati dai media sul ritorno della dottrina Monroe si nascondono interessi materiali che conosciamo bene: risorse, mercati, tecnologia, supremazia militare. La crisi in Venezuela è solo l’ennesima tappa di un progetto di avvicinamento allo scontro globale, che non consiste solo nella sequela di conflitti più o meno vicini a casa, da quelli più seguiti nei momenti di maggior clamore, come l’Ucraina o la Palestina, a quelli sempre rimasti sotto traccia, di serie B, ma consiste piuttosto nell’agitare un mercato saturo, stanco, e di ridare fiducia ed entusiasmo ad una economia globale discostando l’attenzione della società prossima all’orlo del precipizio ambientale. Una soluzione facile e trasversale, e la paghiamo noi, ovviamente, non chi decide.

E mentre si bombarda altrove, qui si prepara il terreno: tagli allo stato sociale, paura, patriottismo d’accatto e retorica militarista, perché a qualcuno serve che restiamo l’uno contro l’altro, impauriti, zitti e produttivi. E nel frattempo cosa succede agli altri poveri diavoli come noi in terre di conflitto? Muoiono o fuggono, mentre i soliti pochi continuano ad arricchirsi ed a vivere in un’altra dimensione (economica, fisica e mentale) totalmente distaccati dalla realtà che viviamo noi. A loro non interessa il nostro lavoro, né la nostra salute, né la nostra libertà. Interessa che continuiamo a generare valore. E allora la domanda è semplice: se non noi, chi difenderà ciò che resta del lavoro, della libertà e dell’umanità? Pensiamo davvero che lo farà una classe politica che campa di autoconservazione e che non manca mai di consegnare i nostri soldi e le nostre speranze al miglior offerente? Pensiamo davvero che lo faranno l’indignazione e la frustrazione sfogate sui social? Siamo dentro una fase storica in cui sono saltate le barriere di autodifesa dei popoli. Si sta smantellando ciò che conoscevamo come stato sociale e si sta preparando un assetto economico che considera normale” la guerra, perché la guerra è uno dei pochi motori di profitto che non si inceppa mai. Qui torna utile un pensiero che lastoria ha provato a cancellare: l’anarchismo cresciuto dentro le lotte dei lavoratori, degli sfruttati del secolo scorso, che ci ricorda che il mutuo appoggio non è una fantasia romantica, ma la condizione reale per vivere senza padroni e senza eserciti. Che la solidarietà non è debolezza, ma difesa collettiva. Che la libertà non è concessa dall’alto, ma costruita dal basso o non esiste. Non abbiamo bisogno di eroi, ma di persone che smettano di sentirsi sole, uniti possiamo cambiare questo mondo per renderlo migliore. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessun altro.

 

FAI – Federazione Anarchica Italiana

Sez. “M. Bakunin” – Jesi

Sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle

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Ricevuto prima di ieri

Tajani in Libia per l’avvio del Progetto di Sviluppo nel porto di Misurata

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è in missione oggi a Misurata (Libia), su delega del Presidente del Consiglio, per la posa della prima pietra del terminal container della “Misurata Free Zone” con il Primo Ministro e Ministro Affari Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. A Italia e Qatar fanno riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container: la MSC e l’Al Maha Qatari Company.

Secondo alcune stime, gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona franca di Misurata, nel nord-ovest della Libia, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa.

A Misurata il Ministro Tajani ha anche in programma un incontro bilaterale con il Primo Ministro libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba per discutere di relazioni economiche tra Italia e Libia e opportunità offerte dalla Free Zone, migrazione e lotta al traffico di esseri umani. Al centro anche il processo di riconciliazione nazionale e il sostegno agli sforzi ONU per la stabilità e l’unità del Paese.

Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Libia sono in crescita, trainate dal comparto energetico. Nel 2024 l’interscambio ha raggiunto 9,5 miliardi di euro (+3,7%), con esportazioni italiane aumentate di oltre il 36%. Nel 2025, l’Italia e’ stato primo cliente della Libia, con una quota di mercato del 22,4%, e terzo fornitore, con una quota del 10,1%. L’Italia esporta verso la Libia principalmente derivati dalla raffinazione del petrolio, navi e imbarcazioni, mentre le importazioni italiane dalla Libia sono concentrate su petrolio greggio (91,6%) e gas naturale (5,4%), evidenziando la centralità del settore energetico negli scambi bilaterali.

Artico, presentato documento strategico sull’impegno italiano

Si è svolta il 16 gennaio a Roma presso Villa Madama la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico, intitolato “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”.

Sono intervenuti alla Conferenza di presentazione il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo.

Hanno partecipato all’evento rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale.

Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione. Questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico.

Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni NATO e UE e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane.

Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, attualizza le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione.

Tajani parla con il Ministro degli Esteri dell’Oman Badr Al Busaidi: “De-escalation nella crisi con l’Iran”

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri del Sultanato dell’Oman, Badr Al Busaidi, anche a seguito della visita di ieri del Presidente del Consiglio a Muscat.

I due Ministri hanno anzitutto discusso della situazione in Iran e della recente missione del Ministro Al Busaidi a Teheran, dove ha incontrato il Presidente Pezeshkian. Il Ministro Tajani ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dall’Oman nella crisi in corso, auspicando che la mediazione del Sultanato, che mantiene un dialogo positivo sia con Washington che con Teheran, possa sfociare in una de-escalation, in nuovi canali di dialogo e prospettive di distensione, anche con riferimento al dossier del nucleare iraniano, a beneficio della sicurezza e stabilità regionale.

Tajani e Al Busaidi hanno inoltre discusso degli ultimi sviluppi a Gaza: Italia e Oman sono entrambi importanti attori umanitari nella Striscia. Il titolare della Farnesina ha ribadito l’impegno dell’Italia alla ricostruzione di Gaza e alla formazione della classe dirigente palestinese.

I due Ministri hanno poi passato in rassegna l’eccellente stato dei rapporti bilaterali, all’indomani della visita della Presidente del Consiglio nel Sultanato, nel cui ambito è stata firmata una Dichiarazione Congiunta per approfondire la cooperazione in tutti i settori ed in particolare nel commercio, investimenti e nell’industria. Tajani e Al Busaidi hanno concordato di lavorare insieme per dare seguito a questi impegni, ed in particolare per elaborare un Piano di Azione (2026-2030) e per firmare prossimamente un Memorandum d’Intesa sul Dialogo Strategico bilaterale. Al settembre 2025 l’interscambio commerciale Italia-Omani è stato pari a 483 milioni di euro (+5,9% su base annua), sostenuto soprattutto dalle esportazioni italiane, salite a 329 milioni di euro (+9%).

Export italiano in crescita nei primi undici mesi del 2025

Secondo i dati sul commercio estero diffusi oggi dall’Istat, nei primi undici mesi del 2025 l’Italia ha esportato beni per 591,3 miliardi di euro, registrando – rispetto ai primi undici mesi del 2024 – un aumento sia in valore (+3,1%) che in volume (+0,4%). L’incremento delle esportazioni in valore interessa entrambe le aree: Ue (+4,1%) ed extra UE (+2,1%).

La crescita delle esportazioni è trainata dalle maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+30,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,4%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+10,7%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Pressoché stazionarie le esportazioni di apparecchi elettrici e articoli in gomma e materie plastiche, mentre gli altri settori registrano riduzioni. I mercati che registrano le migliori prestazioni sono Svizzera (+14,1%), Paesi OPEC (+11,7%), Spagna (+10,8%), Medio Oriente (+7,9%), Stati Uniti (+7,9%), e India (+7,6%).

La bilancia commerciale registra nei primi 11 mesi un avanzo di +44,7 miliardi di euro (+3,7% rispetto allo stesso periodo del 2024 ), in gran parte imputabile agli scambi con i paesi extra UE, a conferma del rilievo dei mercati extraeuropei e in linea con la strategia del Piano d’Azione per l’Export.

A novembre 2025, l’export in valore è pressoché stazionario (-0,1%) rispetto a novembre 2024, sintesi di una crescita per i mercati Ue (+2,6%) e di una riduzione per quelli extra Ue (-2,8%). Tale dato è in parte influenzato dalle vendite di mezzi di navigazione marittima registrate a novembre 2024, al netto delle quali si stima una crescita tendenziale dello 0,7%.

A novembre 2025 si stima altresì una moderata crescita congiunturale delle esportazioni (+0,4%) rispetto al mese di ottobre. L’aumento su base mensile dell’export riguarda entrambe le aree, Ue (+0,5%) ed extra-Ue (+0,4%).

Referendum Costituzionale Confermativo dei giorni 22 e 23 marzo 2026

VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CITTADINI ITALIANI ALL’ESTERO E OPZIONE PER IL VOTO IN ITALIA

Con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14/01/2026, è stata fissata nei giorni 22 e 23 MARZO 2026 la data del referendum ex art. 138 della Costituzione per la modifica di alcuni articoli della Costituzione (c.d. “Riforma della giustizia”).

Si ricorda che il VOTO è un DIRITTO tutelato dalla Costituzione italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. A tal fine, si raccomanda di controllare ed eventualmente regolarizzare immediatamente la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente (si ricorda che per legge i plichi elettorali devono essere spediti quasi un mese prima della data del voto in Italia), utilizzando preferibilmente il portale online dei servizi consolari Fast It. 

In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione della consultazione. La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per la consultazione referendaria rispetto alla quale è espressa.

L’OPZIONE deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione della consultazione, ovvero ENTRO IL GIORNO 24/01/2026.

Per tale comunicazione si può utilizzare l’apposito modulo scaricabile sia dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) sia da quello del proprio Ufficio consolare di riferimento.

Il modulo, compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità, può essere consegnato o inviato al proprio Ufficio consolare di riferimento a mano, per posta, per posta elettronica ordinaria, per posta elettronica certificata [PEC]. I relativi indirizzi sono disponibili sul sito del Consolato di riferimento.

La comunicazione dell’opzione può anche essere scritta su carta semplice; in ogni caso per essere valida deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, ed è obbligatorio inviarla insieme a copia di un documento di identità del dichiarante.

La normativa vigente prescrive che sia cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare. Le richieste pervenute oltre il termine sopra indicato NON potranno essere ritenute valide.

La scelta di votare in Italia può essere successivamente REVOCATA con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro la stessa data prevista per l’esercizio dell’opzione.

La Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute per il rientro in Italia in occasione del voto, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

PER OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO CI SI PUO’ RIVOLGERE AL PROPRIO UFFICIO CONSOLARE DI RIFERIMENTO.

I Ministri Tajani e Roccella presentano alla Farnesina la nuova Guida alle Adozioni Internazionali

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, presenterà oggi alle 15:00 alla Farnesina insieme alla Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e presidente della Commissione Adozioni Internazionali (CAI) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Eugenia Roccella, e al Vice Presidente della CAI, Vincenzo Starita, la nuova “Guida alle Adozioni Internazionali”.

Il documento, realizzato in collaborazione con la CAI, si propone di orientare in modo semplice ed efficace tutte le famiglie italiane che decidono di intraprendere questo importante percorso. Inoltre, la Guida fornirà utili spunti agli enti di settore e agli operatori della nostra rete diplomatico-consolare per gestire con sempre più rapidità ed efficacia le varie procedure amministrative nel superiore interesse dei minori coinvolti.

La Guida è stata già diramata a tutte le Rappresentanze diplomatico-consolari e sarà altresì diffusa in versione cartacea presso gli Enti autorizzati a cura della CAI, restando poi sempre a disposizione sul portale della Farnesina anche a beneficio degli organi di stampa, delle Associazioni e del pubblico in generale.

Liberazione del connazionale Luigi Gasperin

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia che in Venezuela il cittadino italiano Luigi Gasperin è definitivamente libero. Nella notte è stato reso esecutivo l’ordine di scarcerazione che era già stato emesso ma non era ancora stato recepito da una delle amministrazioni venezuelane. Gasperin è provato ma in condizioni stabili. Ha annunciato che vorrebbe rimanere in Venezuela e tornare alla città di Maturín (Stato Monágas) dove si trova la sua azienda.

Né i mullah né lo scià! Solidarietà con la lotta dei popoli dell’Iran

15 Gennaio 2026 ore 09:49

Contro il regime teocratico e sanguinario iraniano e le ingerenze imperialiste e autoritarie ★ Sinistra Anticapitalista ★

Le notizie che giungono dall’Iran sono tremende. Di fronte alla legittima lotta delle classi popolari iraniane per le loro rivendicazioni democratiche e sociali il regime teocratico autoritario e reazionario degli ayatollah ha reagito con la massima violenza sanguinaria massacrando migliaia e migliaia di persone, di giovani e donne.

La ribellione popolare è stata provocata dal rapido e brutale deterioramento delle condizioni di vita, aggravato dalle politiche neoliberiste e capitaliste della classe dominante e alimentato dalle sanzioni occidentali, coinvolgendo le classi lavoratrici, la piccola borghesia commerciale, i quartieri popolari, i giovani senza futuro ma anche tutte le minoranze nazionali presenti nel paese, da sempre particolarmente oppresse e diventando un grande movimento nazionale.

Il regime degli ayatollah è un regime reazionario, che nega libertà fondamentali, fondato su una controrivoluzione che ha seppellito le speranze della rivoluzione popolare che aveva rovesciato la monarchia autoritaria dello Scià, e che si è costruito sull’assassinio di migliaia di comunisti, militanti di sinistra, donne e minoranze etniche.

Le classi lavoratrici iraniane, i giovani e le donne hanno tutto il diritto di ribellarsi e dobbiamo sostenerli fino in fondo.

Chi non ha il diritto di intervenire nella politica iraniana sono l’imperialismo statunitense (insieme al regime sionista genocida), il cui unico interesse è di consolidare il dominio coloniale sui popoli del mondo, continuando a massacrare il popolo palestinese e mettendo le mani sul petrolio.

Per decenni, e in particolare attraverso le grandi mobilitazioni del 2022, quando le donne erano in prima linea nella rivolta “donna, vita e libertà”  il popolo iraniano ha affrontato con grande coraggio il violento potere repressivo difendendo le sue aspirazioni a una società democratica, all’uguaglianza e alla giustizia sociale.

La Repubblica Islamica è ferita ed indebolita, ma proprio per questo il regime vuole tenersi in vita con la più estrema brutalità.

Condanniamo la sanguinaria repressione statale contro i manifestanti e gli attivisti sociali, sindacali, politici, culturali e culturali. Sosteniamo la loro lotta per una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.

I popoli dell’Iran non vogliono scegliere tra due dispotismi.

Rifiutiamo i piani di “cambio di regime” di Trump e Netanyahu, che stanno tentando di imporre una loro soluzione finanziando il movimento monarchico del figlio del vecchio Scià e minacciando l’intervento militare. La storia recente dimostra che i bombardamenti, le sanzioni e le interferenze esterne non servono a portare libertà e democrazia, ma solo a rafforzare l’egemonia delle potenze occidentali e degli Stati autoritari.

I popoli dell’Iran non hanno bisogno né di “protettori” imperialisti, né di regimi autoritari; e neanche della falsa solidarietà dei sostenitori governativi nostrani, responsabili diretti o indiretti del genocidio palestinese. La liberazione dei popoli iraniani può avvenire solo attraverso lotte indipendenti, unificate e auto-organizzate dei lavoratori, delle donne, dei giovani e delle minoranze nazionali, per decidere liberamente il proprio futuro senza interferenze imperialiste. E serve il nostro forte sostegno internazionalista.

L’orientamento politico della nostra organizzazione parte infatti sempre dai bisogni, dalle rivendicazioni e dalle lotte dalle classi sfruttate ed oppresse in tutti i paesi contro i loro governi capitalisti ed oppressivi, per costruire la solidarietà internazionalista di classe.

Massa, 37 denunciati per lo sciopero del 3 ottobre. La solidarietà di Sinistra Anticapitalista

11 Gennaio 2026 ore 15:49

Nel mirino della repressione i militanti e le organizzazioni ritenute promotrici del corteo che ha raggiunto la stazione ferroviaria. Tra loro il nostro compagno Enio Minervini ★ direzione nazionale e Sinistra Anticapitalista Massa Carrara ★

In queste ore sono stati recapitati gli avvisi di conclusione indagini con le relative denunce a 37 persone – studentз, sindacalistз, lavoratorз – “pescati” tra le migliaia di manifestanti che, lo scorso 3 ottobre, hanno dato vita nella città di Massa allo sciopero generale e generalizzato convocato da Cgil, Usb e altre sigle del sindacalismo conflittuale per denunciare l’orrore del genocidio in corso a Gaza e la complicità del governo italiano con i piani coloniali dello stato di Israele. Tra i reati contestati quello di blocco ferroviario e di manifestazione non autorizzata.

Quel giorno un corteo partecipatissimo e pacifico ha raggiunto la stazione ferroviaria dando vita a un’invasione simbolica dei binari senza scontri, senza danneggiamenti e senza alcuna tensione con le forze dell’ordine.

Invasione simbolica perché la circolazione era già sospesa di fatto da alcune ore anche per effetto della buona adesione allo sciopero generale. Il giorno dopo tutta quella gente si è riversata a Roma per la più imponente manifestazione da quando è in corso il genocidio. Lo abbiamo chiamato l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla, che proprio in quei giorni era stata attaccata dalla marina israeliana. Ed è stato l’unico momento in cui la narrazione del governo Meloni è stata messa in crisi.

Una mobilitazione popolare resa possibile anche dalla convergenza sindacale su uno sciopero che si è generalizzato in strade e piazze di tutta Italia ovunque con le stesse caratteristiche di consapevolezza politica e partecipazione pacifica e di massa.

Per questo, a tre mesi di distanza dai fatti, queste denunce hanno il sapore di una vendetta e rivelano il potenziale liberticida del cosiddetto Pacchetto Sicurezza, la sommatoria di norme varate negli anni – e recentemente rafforzate dal governo Meloni/Salvini – per criminalizzare il dissenso, la libertà di movimento e il conflitto sociale. Solo per fare un esempio, per l’occasione è stato utilizzato il nuovo reato di blocco ferroviario, di dubbia costituzionalità, introdotto dal decreto sicurezza 48/25.

L’elenco dei destinatari delle denunce rivela che, oltre al tentativo di scoraggiare i giovanissimi, si vogliono colpire in primo luogo le organizzazioni sindacali, politiche e sociali che si sono messe a disposizione della mobilitazione. Tra loro c’è anche il nome del nostro compagno Enio Minervini (nemico dei sionisti, amico dei bambini), militante della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista e Rsu Cgil nella Sanità. A tuttз loro va la nostra solidarietà.

Ma lo stillicidio di denunce ha anche l’obiettivo di intralciare l’attività politica e sindacale di tuttз, con il tentativo di costringere le varie organizzazioni e il maggior numero di militanti a operazioni di autodifesa.

Crediamo che la risposta più efficace sia nel rilancio della convergenza sociale, politica e sindacale che ha dato vita alle mobilitazioni di settembre e ottobre 2025 su una piattaforma capace di mettere insieme la denuncia della repressione con le battaglie contro il riarmo, il genocidio, l’imperialismo, per il salario e i diritti di tuttз. Solo la convergenza delle lotte potrà fermare questo governo antipopolare e complice dell’imperialismo.

Solidarietà al Refugio

8 Gennaio 2026 ore 23:33
La Federazione Anarchica Livornese esprime solidarietà e sostegno allx abitantx del palazzo del Refugio e al Teatrofficina Refugio, ancora una volta oggetto degli attacchi provocatori di esponenti della destra cittadina. È ormai chiaro a tuttx che comparsate televisive, messaggi di odio sui social ed esposti di certi personaggi che vorrebbero presentarsi come paladini della cittadinanza, […]

Fermiamo l’aggressione di Trump al Venezuela. Contro ogni imperialismo!

di:loc
3 Gennaio 2026 ore 16:16

Comunicato della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista

Condanniamo l’aggressione imperialista Usa contro il Venezuela, che mira a imporre un cambio di regime. A poche ore dai raid contro la Nigeria, gli USA di Trump hanno aggredito il Venezuela e rapito il presidente Maduro. Trump vuole inviare un messaggio intimidatorio a tutta l’America Latina e a tutti i popoli della regione, affinché accettino senza colpo ferire il dominio degli Stati Uniti.

Al di là delle nostre considerazioni critiche sul governo di Caracas, non possiamo non leggere questo attacco come un atto di guerra che calpesta il diritto internazionale già logorato da quasi quattro anni di invasione russa dell’Ucraina e dal genocidio in corso a Gaza. La nostra solidarietà va innanzitutto alle famiglie delle vittime uccise nei raid statunitensi sulla capitale venezuelana e al popolo venezuelano. 

L’aggressione al Venezuela imprime una ulteriore accelerazione a quello che abbiamo definito il caos geopolitico ovvero la ristrutturazione degli equilibri tra le grandi potenze in corso da quando la retorica della globalizzazione liberista è entrata definitivamente in crisi. E’ evidente, infatti, che la guerra al narcotraffico non ha nulla a che fare con l’escalation di Washington sul Venezuela culminato stanotte con il rapimento di Maduro. C’entra il petrolio di cui proprio in Venezuela esistono le più ingenti risorse al mondo. C’entra la dottrina Monroe, ovvero la pretesa nordamericana di considerare il continente come il suo cortile di casa. Una pretesa assolutamente simmetrica a quella di altri imperialismi nel resto del pianeta. Inaccettabile per chiunque si batta per l’autodeterminazione dei popoli e contro ogni tipo di discriminazione, oppressione e sfruttamento.

Per questo occorre mobilitarsi per il ritiro delle truppe Usa dai Caraibi, la fine delle sanzioni contro il Venezuela e per la disfatta dell’offensiva di Trump.

Siamo di fronte a un ennesimo salto di qualità nella normalizzazione della guerra nel vuoto pneumatico della comunità internazionale. Particolarmente infausto appare anche il ruolo dell’Europa “liberale” che si inserisce nella preparazione della guerra globale con un massiccio, forsennato ed antipopolare programma di riarmo e con il suo sostanziale appoggio alla aggressione imperialista al Venezuela. Il peggio, poi, è espresso dal governo Meloni che tace compiaciuto e complice del suo mentore Trump. Il doppiopesismo che alberga sia nello schieramento dei governi borghesi, sia in quello delle organizzazioni politiche di classe, alcune delle quali inficiate da logiche campiste, rendono difficile, ma non meno urgente, la costruzione di una piattaforma internazionalista contro ogni imperialismo che provi a incrinare la subalternità alle logiche della geopolitica e praticare una solidarietà efficace dal basso.

A FIANCO DI CHI LOTTA! La Federazione Anarchica Livornese sostiene le lavor…

27 Novembre 2025 ore 14:58
A FIANCO DI CHI LOTTA! La Federazione Anarchica Livornese sostiene le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero il giorno 28 novembre ed invita a partecipare alle iniziative di lotta organizzate a livello locale.Questo sciopero ha un’importanza particolare nello sviluppo del movimento di lotta contro la guerra e l’economia di guerra.La finanziaria presentata dal governo italiano […]

Comunicato: Fermiamo i treni della guerra!

22 Novembre 2025 ore 17:05
Comunicato stampa dei Ferrovieri contro la guerra e del Coordinamento Antimilitarista Livornese in merito ai lavori sulla linea ferroviaria Pisa-Livorno e in merito al potenziamento della base militare di Camp Darby per il trasporto di armi e munizioni. Come Ferrovieri contro la guerra e Coordinamento Antimilitarista Livornese intendiamo fornire ulteriori precisazioni e integrazioni rispetto alla […]

4 Novembre a Livorno: Disertiamo tutti gli eserciti!

6 Novembre 2025 ore 10:37
Centinaia di persone sono scese in piazza ieri a Livorno per la manifestazione convocata dal Coordinamento Antimilitarista Livornese contro la propaganda di guerra e il militarismo nella simbolica giornata del 4 novembre, in cui lo stato celebra le forze armate e il massacro della Prima guerra mondiale.Una giornata di lotta che ha riaggregato intorno all’antimilitarismo […]

7 ottobre a Livorno: TUTTI LIBERI!

9 Ottobre 2025 ore 11:13
7 ottobre a Livorno: TUTTI LIBERI! La Federazione Anarchica Livornese esprime piena solidarietà ai due fermati durante le cariche di polizia nel corso delle contestazioni del 7 ottobre e ne chiede la piena libertà e il proscioglimento da ogni accusa. Fin dalla tarda mattinata si è assistito alla militarizzazione del Viale Italia e di parte […]

Blocchiamo tutto! Uniamoci oggi al presidio permanente al porto di Livorno

23 Settembre 2025 ore 14:46
Blocchiamo tutto!Fermiamo il genocidio, fermiamo la guerra, fermiamo il riarmo!Uniamoci oggi al presidio permanente al porto di LivornoPartecipiamo alla manifestazione del 27 settembre a La Spezia Lx anarchicx non possono che essere presenti e parte attiva ai blocchi e alle iniziative di sciopero perché l’anarchismo non è un’ideologia dogmatica ma una pratica concreta. Una pratica […]

For italian workers

15 Maggio 2025 ore 21:33

Come ormai dovreste sapere, in quanto “Associazione riconosciuta” (Associazione AI ODV) possiamo ricevere le donazioni tramite il 5×1000, ossia a chi destinare una piccola parte delle tasse che si pagano.

La cosa vale solo per chi paga le tasse in Italia.

Per questo, se pensate di avere una qualche affinità con il nostro progetto e se volete che continui a funzionare, vi invitiamo a destinarci il vostro 5×1000.

Chi sceglie di destinare il suo 5×1000 alla nostra associazione può farlo apponendo la propria firma in uno degli appositi spazi sulla dichiarazione dei redditi (Modello 730, Modello Redditi, Unico PF) e indicare il nostro codice fiscale che è 93090910501. La firma va apposta nell’apposito riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore…” che di solito è il primo a sinistra nella scheda. Nel riquadro va scritto il nostro codice fiscale che è 93090910501.

Chi fa la dichiarazione on-line deve seguire la stessa procedura, anche se non deve mettere una firma con la penna…

Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può destinarci il suo 5×1000, basta compilare la scheda della CU (“Certificazione Unica”) che viene data dal proprio datore di lavoro, inserendo nell’apposito riquadro il nostro codice fiscale che è 93090910501. La scheda compilata va inserita in una busta chiusa sulla quale va scritto in modo leggibile: Destinazione 5X1000 IRPEF, il proprio Nome e Cognome, e il proprio codice fiscale. La busta deve essere consegnata (non si paga nulla) presso gli uffici postali, i sportelli bancari o gli intermediari abilitati.

Nel 2024 abbiamo ricevuto 3.577 euro. Ringraziamo tutte e tutti quelli che ci hanno mostrato in questo modo il loro sostegno. Per avere un’idea delle nostre spese potete guardare questa pagina.

Newsletter Autistici/Inventati – 2024

22 Dicembre 2024 ore 19:16

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Newsletter Autistici/Inventati – dicembre 2024

mormora ed organizza

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[English version below]

Siamo a Dicembre di un anno che, sappiamo, e’ stato faticoso.

Leggendo le storie di vita dal mondo che hanno caratterizzato il 2024 non possiamo che ritenerci delle persone abbastanza privilegiate. Non viviamo infatti personalmente, come sempre piu’ persone nel mondo sono costrette, una situazione di crisi.
Certo anche la nostra vita e’ piena di preoccupazioni e insicurezze, e ci accorgiamo di conseguenza di quanto sia importante ogni forma di solidarieta’ verso chi vive in una situazione di crisi, ma anche tra di noi. Lo stesso vale per ogni forma di resistenza. Ci prende anche la rabbia talvolta, pero’ non vogliamo limitarci a reagire emotivamente quando leggiamo le notizie dal mondo o analizziamo la narrativa dei media. Per fortuna non siamo sole.

Abbiamo infatti l’opportunita’ di poterci distrarre e dedicare tempo a voi, che con il vostro attivismo ci date forza e voglia di fare di piu’. Vi leggiamo ogni giorno su noblogs e nelle tante mail e richieste che ci mandate. Ci date speranza, e ci fate spesso sentire orgogliose. Di questo vogliamo ringraziarvi.

In particolare siamo felici di leggere di voi che resistete e lottate:

* contro il fascismo specie in luoghi dove e’ in aumento
* contro il genocidio in Palestina
* come persone trans, queers, femministe e femministi che si impegnano a decostruire il genere ed eliminare il patriarcato
* contro ogni forma di militarismo
* difendendo l’ambiente e le produzioni agro-ecologiche
* per la dignita’ delle persone migranti
* come musicisti e artiste indipendenti
* contro il razzismo e contro ogni violenza e dominio sociale

Grazie di cuore!
Continuiamo a cospirare insieme con voi ogni giorno.

# Novità

Abbiamo aperto l’Unita’ Linguaggi Artificiali (ULA),

https://ula.inventati.org/

una unita’ di ricerca ed esplorazione dedicata al campo del machine learning.

Perchè ULA?

L’uso del Machine Learning con obiettivi non imprenditoriali o istituzionali ha iniziato a stuzzicare dall’anno scorso i nostri immaginari politici di archiviazione, mediazione, programmazione…

Abbiamo infatti finalmente a portata di mano la possibilita’ di facilitare la classificazione, la gestione e l’analisi di informazioni in modo molto efficiente, arricchendola anche con altre esperienze e punti di vista anche alternativi ai nostri (o puramente plausibili ma di fantasia), mantenendo pero’ il nostro scopo di coltivare la rivolta, la mediazione tra diverse forme di dialogo radicale e spingere piu’ futuri possibili per tutte le specie.

Rimaniamo consapevoli del fatto che il modello di dati esistente e’ pieno di pregiudizi, motivo per cui la risorsa non e’ pensata per essere “interrogata” come se si trattasse di un oracolo. Permette pero di identificare rapidamente possibili analogie e collegamenti applicando i principi della statistica su grosse moli di dati. Sappiamo che queste tecnologie verranno usate dal capitalismo per opprimere maggiormente, ma vogliamo proporvi una visione differente.

La cultura antagonista che ci caratterizza richiede un grosso impegno quotidiano per resistere le logiche del capitale. Non sempre abbiamo tempo e risorse sufficienti per poter anche immaginare nei dettagli e delineare precisamente possibili percorsi politico-sociali piu’ umani e meno autoritari verso un mondo finalmente libero da quelle logiche. Gli esempi potrebbero essere tanti, ne riusciamo a immaginare qualcuno?

Come pensiamo di rovesciare la cultura del debito? Come invece vorremmo distribuire il reddito? Come vorremmo ribilanciare situazioni di post-colonialismo, o di proprieta’ privata? Oppure: in un mondo in cui la cultura del debito e’ presente, a quale cifra questo debito ammonta per quanto riguarda invece il dovuto rimborso per sfruttamento ed abusi? O anche: in quanti modi possiamo declinare secoli di patriarcato a partire da differenti presupposti geografici, storici e culturali?

Ecco abbiam messo insieme alcuni chip con cui giocare. Inferite gente!

Se il consumo energetico delle ore di calcolo vi preoccupa, sappiate che il nostro laboratorio consuma come un PC/console da gioco di ultima generazione.

Se avete una idea da provare, leggetevi la paginetta linkata sopra e scriveteci a:

ula-proposals@inventati.org

Qualunque esperimento prodotto non è pensato per essere messo a disposizione del pubblico come un servizio ed usato online.
ULA al momento e’ un laboratorio condiviso per sperimentare, per chi l’hardware non ce l’ha.

Cogliamo anche l’occasione per dirvi che vogliamo proseguire ed estendere il lavoro cominciato l’anno scorso con topics.noblogs.org, nella speranza che questa pagina semplifichi la scoperta reciproca di gruppi radicali che operano internazionalmente sugli stessi argomenti, pur non condividendo la stessa lingua. Quindi se avete belle storie a riguardo, mandateci due righe!

# Dona!

E infine, se hai letto fin qui, sai che ogni anno ricordiamo a chi usa i nostri servizi di farci una donazione per pagare le spese legali, la banda internet, i domini, il datacenter ed l’hardware, ancora una volta alla faccia di chi non crede possibile che il mutuo aiuto sia un modello fattibile.

Restiamo umani
GRAZIE MILLE DI CUORE! Buon 2025!
un abbraccio
A/I

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Collettivo Autistici/Inventati
https://www.autistici.org
blog: https://cavallette.noblogs.org
donazioni: https://www.autistici.org/donate
aiuto: help@autistici.org
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[English version]
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Newsletter Autistici/Inventati – december 2024

mourn and organize
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You are receiving this newsletter because you have an account or manage a service hosted by Autistici/Inventati.
If you think you should not receive it, write to help@autistici.org
Welcome to the annual newsletter where we update you on how things are going.

It’s December of a year that, we know, has been tiring.

Reading the life stories from around the world in 2024, we cannot but feel privileged. For we do not personally experience a crisis situation, as more and more people around the world are forced to.
Of course, our lives are also full of worries and insecurities, and we realise how important every form of solidarity is, towards those living in a crisis situation, but also among ourselves. And as well every form og resistance. We also get angry sometimes, but we don’t want to just react emotionally when we read the world news or analyse the media narrative. Fortunately, we are not alone.

In fact, we have the opportunity to be able to distract ourselves and devote time to you, whose activism gives us strength and will to do more. We read you every day on noblogs and in the many emails and requests you send us. You give us hope, and you often make us feel proud. For this we want to thank you.

In particular, we are happy to read about you resisting and fighting:

* against fascism especially in places where it is on the rise
* against the genocide in Palestine
* as trans people, queers, feminists and feminists who are committed to deconstructing gender and eliminating patriarchy
* against all forms of militarism
* defending the environment and agro-ecological production
* for the dignity of migrant people
* as independent musicians and artists
* against racism and against all violence and social domination

Thank you very much!
We continue to conspire together with you every day.

# News

We have opened the Artificial Language Unit (ALU),

https://ula.inventati.org/

a research and exploration unit dedicated to the field of machine learning.

Why ULA?

The use of Machine Learning with non-entrepreneurial or institutional objectives has been teasing our political imaginations of archivists, mediators, programmers since last year…

Indeed, we finally have at our fingertips the possibility of facilitating the classification, management and analysis of information in a very efficient way, enriching it with other experiences and points of view, even alternative to our own (or purely plausible but fictional), while maintaining our aim of cultivating revolt, mediation between different forms of radical dialogue and pushing as many futures as possible for all species.

We remain aware that the existing data model is full of biases, which is why the resource is not designed to be ‘interrogated’ as if it were an oracle. It does, however, make it possible to quickly identify possible similarities and connections by applying the principles of statistics to large masses of data. We know that these technologies will be used by capitalism to oppress more, but we want to propose a different view.

The antagonistic culture that characterises us requires a great deal of daily effort to resist the logic of capital. We do not always have sufficient time and resources to even imagine in detail and outline precisely possible more humane and less authoritarian social-political paths towards a world finally free of those logics. The examples could be many, can we imagine any?

How do we plan to reverse the debt culture? How would we like to distribute income instead? How would we like to rebalance situations of post-colonialism, or private property? Or: in a world where the culture of debt is present, how much does this debt amount to in terms of due repayment for exploitation and abuse? Or even: in how many ways can we decline centuries of patriarchy from different geographical, historical and cultural assumptions?

Here we have put together some chips to play with. Infer, people!

If the power consumption of computing hours worries you, know that our lab consumes, at peak, about 500W, which is not much more than a state-of-the-art PC/game console.

If you have an idea to try out, read the little page linked above and write to us at:

ula-proposals@inventati.org

Any experiment produced is not meant to be made available to the public as a service and used online.
ULA is currently a shared laboratory for experimenting, for those who don’t have the hardware.

We would also like to take this opportunity to tell you that we want to continue and extend the work we started last year with topics.noblogs.org, in the hope that this page will make it easier for radical groups working internationally on the same topics to discover each other, even if they do not share the same language. So if you have good stories about this, send us a line!

# Donate!

And finally, if you have read this far, you know that every year we remind you to make a donation to us to pay for legal fees, internet bandwidth, domains, datacentres and hardware, once again in the face of those who do not believe that mutual aid is a viable model.

Stay human
THANK YOU VERY MUCH! Happy 2025!
a hug
A/I

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The Autistici-Inventati collective
https://www.autistici.org
blog: https://cavallette.noblogs.org
donations: https://www.autistici.org/donate
help: help@autistici.org
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