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Jack Vale is live at Walmart with the Pooter!

12 Giugno 2026 ore 19:55

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ATTACCO SUPPLY-CHAIN IN CORSO SU AUR (ARCH LINUX)

12 Giugno 2026 ore 17:43

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Se utilizzate Arch Linux e avete fatto aggiornamenti di recente state attenti.
Il terzo link in basso contiene uno script che verifica se abbiamo aggiornato di recente alcuni dei pacchetti compromessi.

L'attacco è propagato tramite AUR. Il pacchetto compromesso installa con npm un pacchetto malevolo che esegue un infostealer su Linux che invia ad una C2 malevola file sensibili come configurazioni, chiavi SSH, token npm o GitHub e via dicendo.

Risorse:
- https://discourse.ifin.network/t/400-aur-packages-compromised-with-infostealer-and-rootkit/577
- https://ioctl.fail/preliminary-analysis-of-aur-malware/
- https://cscs.pastes.sh/aurvulntest20260611.sh

Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione puoi approfondire il mio progetti tramite i seguenti link:
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Kim Jong-un turns out to be the cleverest of them all

12 Giugno 2026 ore 14:30
Even Western pundits grudgingly admitted the summit between President Xi Jinping and North Korean leader Kim Jong-un was a success. Both sides, according to Bloomberg, “appear to have walked away with what they wanted”. Given China’s rising pre-eminence while avoiding any damaging war, it’s no surprise that Xi had the upper hand in his recent meetings with US President Donald Trump and Russian President Vladimir Putin. But with Kim, the stakes for Beijing were just as high, in light of Tokyo’s...

Kim Jong-un turns out to be the cleverest of them all

12 Giugno 2026 ore 14:30
Even Western pundits grudgingly admitted the summit between President Xi Jinping and North Korean leader Kim Jong-un was a success. Both sides, according to Bloomberg, “appear to have walked away with what they wanted”. Given China’s rising pre-eminence while avoiding any damaging war, it’s no surprise that Xi had the upper hand in his recent meetings with US President Donald Trump and Russian President Vladimir Putin. But with Kim, the stakes for Beijing were just as high, in light of Tokyo’s...

Alcuni problemi con la posta / Issues with email accounts

di: ale
12 Giugno 2026 ore 12:11

[ITA] Un recente (circa 10 giorni fa) aggiornamento dei nostri servizi di posta pare stia causando dei problemi con alcuni account, in combinazione con Thunderbird. I sintomi variano: non si vede più l’elenco dei folder, oppure lo si vede, ma non compaiono i messaggi nuovi – può sembrare che non stiate più ricevendo posta.

La posta sta venendo consegnata regolarmente! Il problema è nell’interazione con i client. I messaggi nuovi si possono vedere, per esempio, utilizzando la webmail.

Stiamo indagando per risolvere il problema.

[ENG] It appears that a recent (about 10 days ago) major upgrade of our email systems is causing some issues to a subset of users, primarily when using Thunderbird as their email client. Symptoms vary: TB might stop showing the list of folders, or perhaps it will show it, but then the INBOX folder will not display new messages. It might look like you’re no longer receiving any email.

Email is being delivered without issues! The problem is with the client. You can, for example, access new messages by using the webmail.

We’re investigating to attempt to resolve this issue.

AGGIORNAMENTO / UPDATE

[ITA] Si può temporaneamente aggirare il problema, per chi usa Thunderbird, disabilitando la compressione IMAP (RFC 4978) andando nelle impostazioni avanzate ed impostando la variabile mail.server.default.use_compress_deflate a false.

[ENG] It is possible to temporarily work around the issue for Thunderbird users, by going into the advanced settings, looking for the mail.server.default.use_compress_deflate variable, and setting it to false.

AGGIORNAMENTO 2 / UPDATE 2

[ITA] Dovremmo essere riusciti a mitigare il problema lato server, nessuna modifica al client è più necessaria.

[ENG] We think we have mitigated the issue server-side, so no client changes should be necessary anymore.

A cena con il dinosauro di Edward Dolnick

12 Giugno 2026 ore 06:50

L ondra, novembre 1859. L’origine delle specie di Charles Darwin, il libro che cambiò per sempre la prospettiva degli esseri umani nei confronti di sé stessi e della vita sulla Terra, viene pubblicato dall’editore John Murray. Solo pochi anni prima, nel 1853 e nella stessa città, tra tavolate opulente e decori sfarzosi, un manipolo di scienziati, uomini illustri ed editori, festeggiava quello che credeva un imperituro trionfo: le numerose scoperte di fossili, che si erano avvicendate dai primi anni dell’Ottocento sino a quel momento, non erano più una minaccia per la visione di un mondo felice disegnato da un Dio buono per il suo figlio prediletto, l’Uomo.

Richard Owen, ospite d’onore di quella cena organizzata a Capodanno al Crystal Palace, era riuscito, seppur con fatica, a costruire una teoria unificatrice che permettesse ancora a scienza e religione di fondersi e sostenersi a vicenda. In quel momento, durante quella celebrazione tenutasi all’interno di un modello in scala reale di un iguanodonte, Owen godeva di quella vittoria, inconsapevole che il suo castello di carte sarebbe stato scompaginato dal vortice della teoria dell’evoluzione darwiniana. Le scoperte, i personaggi e, soprattutto, il contesto sociale e culturale in cui quella nuova rivoluzione, forse ancora più dirompente di quella copernicana, ebbe modo di svilupparsi fino al suo atto finale sono raccontati da Edward Dolnick nel suo libro A cena con il dinosauro. Come un eccentrico gruppo di vittoriani scoprì le creature preistoriche e cambiò accidentalmente il mondo (2026).

Nel suo saggio, Dolnick illustra come scienziati, letterati, donne e uomini comuni reagirono quando scoprirono per la prima volta che, in un passato remoto, il mondo era popolato da animali dotati di dimensioni colossali e caratteristiche inedite.

Richard Owen era riuscito, seppur con fatica, a costruire una teoria unificatrice che permettesse ancora a scienza e religione di fondersi e sostenersi a vicenda. Ma presto il suo castello di carte sarebbe stato scompaginato dal vortice della teoria dell’evoluzione darwiniana.

Nell’Inghilterra dell’epoca vittoriana la natura era un rifugio allettante rispetto a una realtà di guerre, malattie e povertà. La disperazione tratteggiata dai romanzi di Charles Dickens era un resoconto veritiero della condizione dei ceti meno abbienti e l’eccezionale sviluppo industriale portava con sé anche tensioni sociali e paura. Lo scorrere regolare di giorni e stagioni, la bellezza e la perfezione animale e vegetale, dai colori dei fiori alla leggiadria delle farfalle, dal prodigio dell’occhio umano a quello del cuore di una balena, apparivano come un meraviglioso dono di un padre misericordioso che, al centro di quell’idillio, aveva posto l’essere umano. O, forse, sarebbe ancora più calzante parlare di Uomo, in un periodo storico in cui il maschio bianco, europeo e benestante era il destinatario privilegiato di qualsiasi forma di riconoscimento e attenzione.

Fu Pliny Moody, un contadino dodicenne del New England, a rinvenire nel 1802 una serie di impronte a tre dita grandi circa quanto un piatto da portata. A questa prima scoperta ne seguirono altre, che comprendevano ossa enormi e, addirittura, scheletri quasi completi. Oggi noi diamo per scontata l’origine di questi resti e troviamo difficile immaginare cosa possano aver pensato e provato le persone di quell’epoca. Il fulcro della narrazione di A cena con il dinosauro, che si diversifica così da altri saggi che parlano della storia della paleontologia, si concentra proprio su come la comunità scientifica e la gente comune abbiano accolto, tra i loro saperi e nel loro immaginario, le prove di un tempo profondo che non avevano mai creduto potesse essere esistito, in cui il Pianeta era dominato da creature sconosciute e terribili, in un paesaggio molto diverso da quello del presente. E su come abbiano accettato l’orrore supremo, il concetto per cui il disegno divino non fosse poi così intelligente e le esistenze di questi animali del passato a un certo punto fossero state spazzate via.

Il fulcro della narrazione si concentra su come la comunità scientifica e la gente comune abbiano accolto le prove di un tempo profondo che non avevano mai creduto potesse essere esistito, in cui la Terra era dominata da creature sconosciute e terribili.

Come scrisse l’antropologo Loren Eiseley e riporta Dolnick: “Il concetto di estinzione nel passato geologico era come uno spiffero freddo da una cantina buia. Gelava l’anima. Faceva nascere sospetti sulla natura di quel mondo confortevole, il migliore di tutti i mondi, creato a misura d’uomo”. Che ne era stato dell’orologiaio onnisciente di cui scriveva William Paley nella sua Teologia naturale? L’idea che potesse aver plasmato un mondo privo dell’essere umano e poi distrutto parte della propria creazione appariva difficile da accettare. La prospettiva emersa dal ritrovamento dei fossili lasciava sgomenti e, allo stesso tempo, meravigliati. Sono sentimenti che fatichiamo a cogliere nel loro valore e nella loro intensità, ma l’autore prova a restituirli paragonando gli scienziati dell’Ottocento inglese agli attuali astronomi alla ricerca di vita extraterrestre:
Gli scienziati e cercatori di fossili della prima metà dell’Ottocento erano il loro equivalente in redingote. Con due differenze fondamentali: anziché estendersi nello spazio, la loro ricerca andava indietro nel tempo e trovarono dei segni di vita. E non furono segni impercettibili, come strane sequenze di disturbi elettrostatici rilevate da un computer. Qui si parla di denti affilati come pugnali e costole lunghe come travi. Poeti, scienziati, donne e uomini comuni assistevano alla scoperta dei dinosauri e rabbrividivano stupefatti.

La differenza è che gli abitanti del passato emersero all’improvviso, in modo del tutto inatteso, nell’epoca vittoriana. Al contrario, gli abitanti di altri pianeti li stiamo cercando attivamente e un loro eventuale ritrovamento difficilmente ci coglierebbe davvero di sorpresa. Già dall’antichità gli esseri umani erano venuti in contatto con le vestigia di ere geologiche lontane: da principio le incorporarono in miti e leggende e solo molto dopo, ad esempio con Robert Hooke nel Seicento, cominciarono a familiarizzare con l’ipotesi che quelle conchiglie che si trovavano in cima alle montagne fossero l’indizio che svelava che quelle terre erano state sommerse e che quei resti non erano gli avanzi di un pic-nic pietrificati con il trascorrere del tempo, come sembra avesse suggerito un incauto Voltaire.

Nell’Inghilterra del 19° secolo, nonostante la resistenza al cambiamento di uomini in cui scienza e fede cantavano lo stesso inno di celebrazione per il “mondo felice”, la natura cambia la natura e l’illusione si dirada a colpi di ritrovamenti, così copiosi per via delle intense attività di scavo legate alla rivoluzione industriale. Il racconto di Edward Dolnick scorre chiaro: non è una raccolta straripante di curiosità e strani abbagli e i protagonisti, presentati capitolo dopo capitolo, acquistano quasi corpo.

Quella di Edward Dolnick non è una raccolta straripante di curiosità e strani abbagli. I protagonisti, presentati capitolo dopo capitolo, acquistano corpo grazie a una penna allegra, vivida e mai pedante, in un saggio che ha il pregio della leggerezza.

Nelle prime pagine compare Mary Anning, una donna povera, ma tenace e curiosa, una cercatrice di fossili instancabile a cui dobbiamo i primi scheletri completi o quasi di ittiosauro e plesiosauro e il primo fossile di pterodattilo rinvenuto in Inghilterra; si viene introdotti nelle cene a base di animali spesso inconsueti di William Buckland, stravagante geologo di Oxford che descrisse e battezzò il megalosauro, in seguito riconosciuto come il primo dinosauro mai identificato; sembra di scorgere Gideon Mantell, medico di campagna ossessionato dai fossili sin dall’infanzia, mentre strappa a un’esistenza disgraziata la gioia per il riconoscimento dei resti da lui ritrovati e identificati di un iguanodonte, tanto più che a conferire validità alla scoperta fu Georges Cuvier, considerato la stella polare dell’anatomia e citato persino da Sherlock Holmes per le sue abilità deduttive nel racconto I cinque semi d’arancio di Arthur Conan Doyle. Questi sono solo alcuni degli studiosi descritti con una penna allegra, vivida e mai pedante da Edward Dolnick, in un saggio che ha il pregio della leggerezza.

Infine, arriva Richard Owen, l’anatomista che nel 1842 coniò il termine “dinosauro”, con il suo volto da Uriah Heep, l’antagonista di David Copperfield, tronfio per aver creduto di aver ristabilito il mondo felice con una teoria onnicomprensiva. L’autore spiega:

La sua nuova teoria manteneva Dio al comando ma sembrava lasciar spazio a qualcosa che tendeva verso l’evoluzione. (Owen cercò abilmente di eludere questa pericolosa accusa.) Nel passato preistorico, suggerì, Dio aveva sparso per il mondo un po’ di specie e stabilito regole che governavano il modo in cui sarebbero cambiate nel corso degli eoni. Poi aveva premuto “play” e si era messo a guardare soddisfatto.

Questo sforzo interpretativo non bastò e la cena con il dinosauro fu l’ultima occasione per festeggiare e credere in una storia della Terra edificante, in cui l’essere umano continuava a essere al centro della scena. I tempi – e la società – erano ormai maturi per ammettere che fosse solo una specie tra le tante, nolente o volente soggetta alle implacabili regole dell’evoluzione.

L'articolo A cena con il dinosauro di Edward Dolnick proviene da Il Tascabile.

1000 Miglia, la terza tappa tra la Val d’Orcia e Roma

11 Giugno 2026 ore 22:59

La Toscana saluta la 1000 Miglia 2026 con una delle giornate più suggestive dell’intero percorso. Partita all’alba da Montecatini Terme, la carovana della Freccia Rossa ha attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi della regione, da Lucca a Pisa, fino all’iconico arrivo in piazza del Campo a Siena. Nel pomeriggio, le vetture storiche hanno affrontato le strade della Val d’Orcia e raggiunto Radicofani, ultimo baluardo toscano prima dell’ingresso nel Lazio.

Da Lucca a Siena

La terza tappa si è aperta con le Prove Cronometrate disputate lungo le mura di Lucca, seguite dai Controlli Timbro di Pietrasanta e Forte dei Marmi e dal passaggio attraverso Pisa. Dopo aver toccato Pontedera, Peccioli e Palaia, gli equipaggi hanno raggiunto Siena per la tradizionale sosta nella scenografica piazza del Campo. Le temperature più miti delle prime ore hanno reso piacevole la guida. 

Una classifica aperta

Nel pomeriggio la competizione è entrata nel vivo con una serie di Prove Cronometrate e due Prove di Media disputate tra la Val d’Orcia e la via Francigena. In questo contesto si è inserito il passaggio da Radicofani, dove le vetture hanno effettuato il Controllo Timbro prima di dirigersi verso il Lazio. La corsa punta ora verso Roma, con le prove di Montemaggiore, il passaggio lungo il lago di Bolsena e i controlli di Capodimonte, Marta, Viterbo e Ronciglione prima della tradizionale passerella in via Veneto. Sul fronte sportivo, i fratelli Juan e Margarita Tonconogy mantengono il comando della classifica provvisoria, ma il margine sugli inseguitori Andrea Vesco e Fabio Salvinelli resta contenuto. In terza posizione si confermano Lorenzo e Mario Turelli, mentre nel Gran Turismo Experience guidano Jari Matti Johannes Latvala e Giordano Mozzi.

1000 Miglia 2026 III tappa - 1Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 2Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 3Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 4Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 5Ruoteclassiche
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1000 Miglia 2026 III tappa - 20Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 21Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 22Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 23Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 24Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 25Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 26Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 27Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 28Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 29Ruoteclassiche
1000 Miglia 2026 III tappa - 30Ruoteclassiche

The Pooter - Farting at Walmart "I KNOW WHAT HE'S UP TO!"

10 Giugno 2026 ore 19:00

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Two-component exciton condensates in an electron–hole bilayer

Nature, Published online: 10 June 2026; doi:10.1038/s41586-026-10636-y

Macroscopic quantum coherence arises in two-component exciton Bose–Einstein condensates within MoSe2/hBN/WSe2 electron–hole bilayers, exhibiting distinct spin–valley polarized phases, quantum phase transitions under magnetic fields and stable condensate behaviour up to approximately 1.8 K.

Gene ancestries reveal diverse microbial associations during eukaryogenesis

Nature, Published online: 10 June 2026; doi:10.1038/s41586-026-10639-9

Phylogenomic reconstruction of the proteome of the last eukaryotic common ancestor sheds light on the origin of eukaryotes, indicating an important role of horizontal transfer of genes from diverse bacterial and viral donors.

Two-component exciton condensates in an electron–hole bilayer

Nature, Published online: 10 June 2026; doi:10.1038/s41586-026-10636-y

Macroscopic quantum coherence arises in two-component exciton Bose–Einstein condensates within MoSe2/hBN/WSe2 electron–hole bilayers, exhibiting distinct spin–valley polarized phases, quantum phase transitions under magnetic fields and stable condensate behaviour up to approximately 1.8 K.

Gene ancestries reveal diverse microbial associations during eukaryogenesis

Nature, Published online: 10 June 2026; doi:10.1038/s41586-026-10639-9

Phylogenomic reconstruction of the proteome of the last eukaryotic common ancestor sheds light on the origin of eukaryotes, indicating an important role of horizontal transfer of genes from diverse bacterial and viral donors.

Attività per Over 70 al Parco*Prato

10 Giugno 2026 ore 16:00

Partirà il 16 giugno il progetto gratuito “Un’estate di sorrisi in compagnia. Benessere e Socialità per la Terza Età” promosso dalla Cooperativa sociale Nomos con la sezione soci Coop Prato, che ospiterà fino al 15 settembre negli spazi di via delle Pleiadi attività dedicate ad over 70enni, ogni martedì e giovedì, dalle ore 9.30 alle 12.

Le attività

In programma laboratori artistici e esperienze con la realtà virtuale, attività di poesia e collage, momenti di lettura e commento delle notizie del giorno, cinema e il gioco teatrale, esercizi per allenare la memoria in modo pratico e divertente, e attività di mobilità dolce per mantenersi attivi. Il tutto con il supporto da operatori ed esperti in invecchiamento attivo. 

A chi si rivolge il servizio

Il servizio è rivolto a anziani pratesi autosufficienti o parzialmente autosufficienti che vivono condizioni di solitudine. La partecipazione è gratuita, ma a numero chiuso (massimo 20 posti) e sarà possibile accedere esclusivamente previa prenotazione obbligatoria al numero 055 6510477

Occasioni per stare insieme e sfuggire la solitudine

“Le persone hanno bisogno di persone. Proprio per questo il periodo estivo rappresenta un momento particolarmente delicato per la popolazione anziana, caratterizzato spesso da solitudine, ridotta mobilità e minori, se non limitate, occasioni di socializzazione. Con questa iniziativa intendiamo offrire occasioni concrete di benessere psicofisico, relazioni interpersonali e miglioramento della qualità della vita anche nei mesi estivi” spiega Gaia Guidotti, vicepresidente di Nomos. E prosegue: “Uno degli obiettivi centrali dell’iniziativa è la prevenzione dell’isolamento sociale e la valorizzazione della persona anziana come soggetto attivo e parte integrante della comunità. Il progetto vuole sostenere le famiglie, promuovendo una visione dell’invecchiamento come un percorso che può essere accompagnato da benessere e inclusione sociale”.

“Il Fondo di Beneficenza esprime una componente essenziale dell’impegno di Intesa Sanpaolo, ovvero restituire valore alla comunità sostenendo progetti che promuovono solidarietà, inclusione e centralità della persona. In una società che invecchia, accompagnare le persone anziane e chi se ne prende cura non è solo una priorità sociale, ma una responsabilità collettiva. Il progetto ‘Un Ponte sul Tempo’ risponde a questa sfida con un modello innovativo, integrato e di prossimità, capace di unire interventi sociosanitari ed educativi per migliorare concretamente la qualità della vita degli anziani e dei loro caregiver” afferma Giovanna Paladino, Executive Director Fondo di Beneficenza, responsabile Segreteria Tecnica di Presidenza.

“Siamo molto contenti di lanciare questa nuova iniziativa che Nomos porterà negli spazi della nostra sezione soci per costruire un’estate di socialità e benessere per gli anziani che restano in città nel periodo estivo. Grazie a questa iniziativa per gli over 70, fino al 15 settembre in sezione soci offriamo una proposta di attività pensate per favorire il benessere, la socializzazione e il divertimento dei partecipanti che potranno vivere momenti di incontro, condivisione e svago in un ambiente sicuro, accogliente e climatizzato, supportati da uno staff qualificato. Ringraziamo Nomos per la collaborazione e per il programma di attività che porterà nei nostri Coop.fi dal prossimo 16 giugno. Sarà un’occasione per vivere l’estate in compagnia, con momenti di condivisione e nuove relazioni che arricchiranno anche la nostra sezione soci”, dichiara Stefania Ermanno, presidente della sezione soci Coop di Prato.

Come partecipare

Per informazioni è possibile contattare il numero 055 6510477. La partecipazione è gratuita, previa prenotazione. È previsto un colloquio conoscitivo prima dell’iscrizione. 

Le iniziative estive sono inserite nell’ambito del progetto più ampio “UN PONTE SUL TEMPO – Supporto consapevole e attivo per tutti i tipi di invecchiamento”, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.

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Eternit abbandonato sul Romito: intervengono gli Ispettori Ambientali

9 Giugno 2026 ore 15:19

La Polizia Municipale avvia le indagini per risalire all’autore dello scempio prefigurandosi un reato di natura penale

Non potevano certamente passare inosservati agli operatori di AAMPS/Retiambiente due “big bag” in polietilene di grosse dimensioni contenenti materiale di risulta da lavorazioni edili abbandonati nelle ore notturne accanto ad un cassonetto stradale per la raccolta dei rifiuti in località Le Vaschette sul Romito a ridosso della scogliera.

Sul posto sono prontamente intervenuti gli Ispettori Ambientali che, prima di nastrare il materiale rinvenuto per impedirne il contatto con i passanti, hanno constatato che in buona parte si tratta di eternit e, quindi, di un rifiuto speciale-pericoloso.
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L’abbandono è stato segnalato alla Polizia Municipale che ha avviato le indagini per risalire all’autore prefigurandosi un reato di natura penale ai sensi del D.L. n. 105 del 2023.  Il materiale verrà poi rimosso da una ditta specializzata nel trattamento di tale tipologia di rifiuti allertata da AAMPS/Retiambiente.
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Per le segnalazioni a contrasto del degrado urbano: segnalali@comune.livorno.it
Per le segnalazioni sugli abbandoni dei rifiuti: centraleoperativapm@comune.livorno.it; ispettori@aamps.livorno.it, info@aamps.livorno.it; numero verde 800-031.266, pagine facebook/instagram “Aamps Livorno”.

L'articolo Eternit abbandonato sul Romito: intervengono gli Ispettori Ambientali proviene da Aamps Livorno.

An Indian Billionaire Was Targeted by Trump. Then He Poured Money Into a Startup Secretly Backed by Donald Trump Jr.

9 Giugno 2026 ore 12:00
Two men’s silhouettes face each other. They are framed by the silhouette of a refinery, smoke and the American flag.

Collage by Alex Bandoni/ProPublica. Source images: Westend6, JHVEPhoto, Jean Catuffe and Anna Moneymaker/Getty Images.

In late November in Jamnagar, India, the scions of two of the most powerful families in the world stood face-to-face. On one side was 30-year-old Anant Ambani, son of one of the richest men in Asia. On the other was Donald Trump Jr. For months, the Trump administration had been on the offensive against the sprawling Ambani energy empire, placing it at the center of an escalating tariff campaign against India. But after Trump Jr. touched down, the two men toured the Ambanis’ private zoo, and at night they performed a Gujarati folk dance, grinning as they moved together to the music.

Four months later, an obscure Texas startup called America First Refining announced that it had received a nine-figure investment from the Ambanis’ company. The deal puzzled numerous energy investors familiar with the project, which aims to build the first major new oil refinery in the U.S. in about 50 years. The company is run by a serial entrepreneur with a history of bankruptcy and lawsuits alleging fraud. After more than a decade of failed attempts to raise money, blown deadlines and rebrands, it had been floundering.

America First Refining’s unexpected breakthrough came after it forged a previously unreported relationship with Trump Jr., who secretly acquired a stake in the startup, according to records and seven people familiar with the company. The new details reveal the role the president’s son has played in a theme of Trump’s second term: overseas investors with interests before the administration putting money into the Trump family’s business interests.

Over the past year and a half, Trump Jr. has amassed a fortune from stakes in companies ranging from crypto startups to a drone business to a firearms retailer. Some firms tied to the president’s son have received contracts or other support from the federal government, part of what critics describe as a run of Trump family self-dealing. In December, Forbes estimated that Trump Jr.’s net worth had rocketed from roughly $50 million to $300 million since the election. But the Forbes figures were based on the investments that have been publicly disclosed. The America First Refining episode suggests there is much about the family business that remains secret.

The size of Trump Jr.’s stake in America First Refining and what he paid for it remain unclear. Top executives at the startup have also said that they speak regularly with Trump Jr., according to a person close to the company. And after the Ambani investment was announced, Trump Jr.’s personal lawyer took credit on social media for playing a part in the deal.

America First Refining has flexed its Trump Jr. connections during pitch meetings with foreign officials. Early last year, Trump Jr. joined the company’s leadership for a meeting in South Florida with potential investors from Saudi Arabia, according to two people familiar with the matter. Another foreign government official pitched on the project told ProPublica that the company’s team emphasized they had backing from the Trump family and suggested that an investment would help with White House access.

The Ambanis’ investment coincided with the family’s securing major U.S. policy wins that their company, Reliance Industries, had been lobbying for. “Reliance Goes From Trump Foe to Friend With Refinery Pledge,” ran the Bloomberg headline after the deal was announced. Reliance’s intent with the deal was to “smooth out” tensions between the U.S. and India, the outlet reported.

A Trump Jr. spokesperson said that Trump Jr. “has no operational involvement in AFR and is simply a passive minority investor in an American company that aligns with his worldview.” 

“The entire premise of this story relating to Don is false,” the spokesperson said, adding, “Don does not interface with the Federal Government on behalf of any company that he invests in or advises.” ProPublica did not find evidence Trump Jr. was aware of refinery executives’ suggesting that an investment would help with White House access. 

In response to detailed questions, a spokesperson for America First Refining said, “The claims in this story are false,” but declined to specify what they were referring to. The company’s CEO previously denied wrongdoing in the lawsuits against him reviewed by ProPublica, and the suits were either settled or dropped.

The Ambani family had long been cultivating its relationship with the Trumps. Reliance paid $10 million to the Trump Organization in 2024 as a “development fee” for a project in Mumbai, according to the president’s financial disclosure. (Despite the payment, Reliance has not yet announced a Trump project. Reliance told ProPublica that “the real estate project is real” and “remains under development.”) Ivanka Trump attended Anant Ambani’s wedding party in India that year, where guests were treated to a Rihanna concert. Anant’s father, Mukesh — who is worth an estimated $90 billion and lives in a 27-story home — came to Washington, D.C., for Trump’s second inauguration, posing with the president at a private reception.

At the Private Reception in Washington, Mrs. Nita and Mr. Mukesh Ambani extended their congratulations to President-Elect Mr. Donald Trump ahead of his inauguration.

With a shared optimism for deeper India-US relations, they wished him a transformative term of leadership, paving… pic.twitter.com/XXm2Sj74vX

— Reliance Industries Limited (@RIL_Updates) January 19, 2025

But by the summer of 2025, the family was under attack from the White House. Since Russia invaded Ukraine in 2022, Reliance had reportedly made billions in profits by purchasing vast quantities of Russian oil at a discount. In August, as Trump grew frustrated with his administration’s struggles to bring the war to an end, the president doubled his tariffs on India to 50%. The move was explicitly designed to force companies like Reliance to stop buying Russian oil. White House trade adviser Peter Navarro publicly assailed “India’s politically connected energy titans” for “funding Putin’s war machine,” widely read as a reference to the Ambanis.

Amid this tension, Trump Jr. visited Anant Ambani on his November trip to India. At the end of the trip, Trump Jr.’s personal lawyer commented at a business conference in Miami: “I had a nice closing this morning with Don Trump Jr., who’s flying back from India today.” (The following week, the Texas startup — then called Element Fuels — filed paperwork to create America First Refining LLC. In an email, the attorney, John Willding, told ProPublica that there was “no transaction in India or with an Indian company that I was ever involved with.”) 

Anant Ambani, who helps run Reliance’s energy business, personally worked on the Texas refinery deal for months before it was announced, a major Indian newspaper later reported.

As the Ambanis quietly finalized their deal with America First Refining, U.S.-Indian relations appeared to warm. In February, the Trump administration struck a trade deal with India, dramatically lowering tariffs, and also reportedly gave Reliance a license to buy Venezuelan oil. When the Iran war broke out and rocked global energy markets, the U.S. gave India a sanctions waiver to buy Russian crude. (The waiver was later expanded to all countries.) 

In response to ProPublica’s questions, the White House said that “there are no conflicts of interest.” Reliance did not answer ProPublica’s questions about Trump Jr.’s and Anant Ambani’s roles in the investment deal, but said in a statement that the company did not receive “any unique or preferential treatment” from the U.S. government. 

“There is no connection between Reliance’s investment in AFR and any unique measures associated with general U.S. trade, tariff, sanctions or licensing outcomes,” Reliance said. “The investment was evaluated and approved on its commercial merits, strategic fit and long-term value creation potential.”

In March, President Trump personally announced Reliance’s deal with the Texas startup on Truth Social, thanking the Ambani company for its “tremendous Investment.”  

After the announcement, Willding, the Trump Jr. lawyer, shared the news on LinkedIn: “Just so proud to have been part of this one.”

Willding rowed back his claim in an email to ProPublica. “I have never worked for or advised AFR and had zero involvement in their deal with Reliance Energy,” he said. “I simply saw the press release and was excited for them.” America First Refining’s spokesperson called Willding’s comment “moronic and false.”

In June 2025, Willding registered a new entity in Wyoming called TX Fuels, LLC, listing the company’s address as Trump Jr.’s mansion in Jupiter, Florida. In his email, Willding said his “only involvement in AFR was handling the legal paperwork” for the Trump Jr. LLC’s investment in the startup.

Trump Jr. first hired Willding in May 2021, according to interviews the lawyer has given. A corporate deal lawyer in Dallas, Willding has referred to himself as “outside business counsel to the Trump family” and has said he talks to Trump Jr. or Eric Trump almost daily. A former Bill Clinton and Barack Obama voter who fell hard for MAGA, the attorney has installed a portrait of President Trump over the mantel in his living room.

Willding’s practice has boomed during the second Trump administration, bringing the lawyer to Argentina, Saudi Arabia and South Korea. “Everybody in the world wants to do business with the United States right now,” Willding said at a conference in June 2025. “Every company wants to do business with the Trump family.”

There are other fingerprints of the Trump world on the refinery deal. 

Howard Lutnick’s firm Cantor Fitzgerald — which his sons took over when Lutnick became Trump’s commerce secretary — is working as the financial adviser to America First Refining, including on the Ambani investment deal, Cantor Fitzgerald announced. (Cantor Fitzgerald declined to comment.)

And the Trump administration played a direct role helping America First Refining find potential foreign investors, according to public comments from the company’s CEO, John Calce. “We have received support from the White House,” he told a local news outlet. The National Energy Dominance Council, led by the interior and energy secretaries, has “helped us with, candidly, introducing us and helping us meet some of these people overseas,” Calce said on an industry podcast. 

America First Refining has recently explored going public, according to three people close to the company. That could allow its current investors to start cashing out even if the refinery never gets built — a milestone many energy industry insiders still view as a long shot. Reliance made its investment in the startup at a valuation of at least $1 billion, according to America First Refining’s announcement.

Building a refinery at the Port of Brownsville on the Gulf Coast has been Calce’s mission for a decade. A former Yale offensive lineman, he started his career as a high school football coach after an unsuccessful attempt to make the NFL and now describes himself as a “lifelong entrepreneur.” 

The project has been serially delayed, out of money, rebranded and trailed by angry former business partners. At one point, Calce’s companies were being sued simultaneously by eight other firms. In 2022, during bankruptcy proceedings for an earlier iteration of the project, the trustee appointed to impartially oversee the case sued Calce too. The trustee alleged that Calce and other insiders had improperly siphoned away cash and other assets. (Calce denied wrongdoing. The case was ultimately settled.)

During the Biden administration, as the company sought financial support from the Department of Energy, it pitched itself as a climate-friendly green project that would also help “people of underrepresented social demographics” in Brownsville, according to records from that period. The company failed to get enough money from outside investors, and the planned construction was delayed. 

By the company’s own estimate, building the refinery will take years and cost $3 billion to $4 billion. Even if it’s built, profitability could be hard to achieve. Many energy investors told ProPublica there’s a reason the U.S. hasn’t seen a major new refinery in decades. “Refineries cost a lot of money and essentially make pennies on the dollar,” said Ed Hirs, an energy economist in Houston. “Wall Street is not going to finance a new refinery.”

Even after the start of the second Trump administration, the company was in jeopardy, according to interviews and documents. It laid off workers last year, and, by late 2025, with delays continuing to plague the refinery, officials at the Port of Brownsville believed the project looked to be dead, according to records reviewed by ProPublica.

That has not stopped Calce and his team from making grandiose claims to the public. Earlier this year, a website went live for another Calce company called Brownsville Energy Storage Terminals. It claims to have a far-flung network of oil storage terminals in places like the Netherlands and Singapore, more than 850 employees and a C-suite of experienced energy executives. But ProPublica could find no evidence that the executives are real people or that the storage terminals actually exist. The phone numbers on the website are also currently listed online as the contacts for a Houston baklava caterer, a Dallas-area taxi service and an OB-GYN office. The numbers are dead.

America First Refining’s political ties, though, may have boosted its standing with Texas state regulators. In February, shortly before the Ambani investment became public, the company sought an extension on its permit from the Texas Commission on Environmental Quality. 

Inside the state agency, emails obtained by ProPublica show, officials scrambled to approve the request.

“Need to get this one logged and processed asap,” wrote one official.

“You are going to have to do this one. I will explain why in person in a few,” wrote another. “You can guess if you check out the name.”

America First Refining got its approval the next day. A spokesperson for the Texas agency did not address questions about the emails. “This request was processed quickly due to the quality of information provided,” the spokesperson said.

The post An Indian Billionaire Was Targeted by Trump. Then He Poured Money Into a Startup Secretly Backed by Donald Trump Jr. appeared first on ProPublica.

Questa volta andrà meglio? Reaction a Casey Muratori

9 Giugno 2026 ore 08:52

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Video di Casey:
- https://www.youtube.com/watch?v=tlQ7EoJDTQY

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Founder of Kentucky Drug Rehab Center Indicted on Fraud and Money Laundering Charges

5 Giugno 2026 ore 21:00
A photograph of numerous company logos. The center one reads, “ARC Addiction Recovery Care.”
Logos of organizations under the Addiction Recovery Care umbrella are on display at ARC’s career services office in Louisa, Kentucky. Ryan C. Hermens/Lexington Herald-Leader

Timmy G. Robinson Jr., founder and owner of what was once Kentucky’s largest drug addiction treatment company, was criminally indicted Thursday by a federal grand jury on charges of wire fraud and money laundering.

The indictment, filed in the Eastern District of Kentucky, charges Robinson with fraudulently selling millions of dollars of the same IRS tax credit to two companies. Robinson “devised a scheme” to “unlawfully enrich himself” by selling those tax credits to two parties, the indictment says. Robinson is also charged with two counts of money laundering  for spending the proceeds of the fraudulent sale. 

Robinson has resigned as CEO of ARC, company spokesperson Vanessa Keeton said Thursday. Robinson, 50, founded the company in 2012 after becoming sober and telling people he felt called by God to help people in the state with addiction. 

ARC, which at one point operated more than 40 drug treatment centers around the state, has been under FBI investigation for Medicaid fraud since July 2024. That investigation is ongoing, the FBI confirmed on Friday. The Lexington Herald-Leader, in partnership with ProPublica, reported in April firsthand accounts from former ARC employees and clients who said they were told by ARC to falsely bill Medicaid, or witnessed others billing for services that were not actually provided. The company said at the time that it “has never knowingly or fraudulently billed Medicaid for services, and there is no evidence that the organization encouraged employees to falsify group notes for billing purposes.”

Robinson’s attorney, Kent Wicker, said he and his client were surprised to learn an indictment had been placed over a “dispute with some investors that is now pending in a civil courtroom.”

That dispute escalated earlier this year, when ARC was sued by two companies to which Robinson had sold IRS credits, including the Bahamas-based Angelica Capital Trust. But both companies allege that when ARC received the IRS credits, it illegally kept more than $8 million the companies were owed. They allege ARC was refusing to repay the money in part so it could pay a preliminary $28 million settlement with the Department of Justice over alleged Medicaid fraud. Robinson has said he would make payments to creditors upon the sale of the company, which he described in January as imminent. 

“To be clear, Mr. Robinson did not defraud anyone, did not gain anything from the transaction at issue, and he has done nothing but deliver high quality care for over a decade to thousands of Kentuckians,” Wicker said in an emailed statement to the Herald-Leader and ProPublica. “We look forward to defending this case in court.”

Starting in 2023, ARC applied for two COVID-19-related tax credits, totalling nearly $7 million.

In July 2025, Robinson sold the rights to the first tax credit to a loan company, the indictment says. Under the agreement, the purchaser would pay ARC $2.7 million in exchange for a future repayment of the tax credit once the IRS funds arrived. Robinson signed that agreement, and later that month the buyer wired ARC the agreed amount. 

Soon after, the indictment says, Robinson “devised a scheme” to sell that same credit amount to a second company and in doing so “falsely represented” that the $2.7 million in initial tax credit was available to purchase. “Robinson concealed the prior transactions” to the new buyer, according to the indictment.

In November, Robinson signed an agreement with the second buyer, who sent a wire transfer that included $2.7 million for the twice-sold tax credit. 

In December, when the IRS paid ARC the COVID-19 tax refunds, “at Robinson’s direction, ARC spent the ERC [Employee Retention Credit] funds on other operational costs and debt obligations,” the indictment reads.

Keeton declined to comment further on the case, citing pending litigation. However, she said ARC continues to operate normally.

“All facilities, programs, and services remain open and fully operational,” Keeton said in an emailed statement. “Our leadership team, employees, and clinical staff remain committed to delivering high-quality care and support to the individuals and families we serve.”

Robinson faces 20 years in prison and a $250,000 fine, or twice the gain or loss, for the wire fraud count. Each money laundering count carries up to 10 years in prison and a $250,000 fine.

Tell Us About Your Experience With Kentucky’s Addiction Recovery Care

We’re taking a closer look at how ARC treated the people who came to the organization seeking help with their sobriety. If you’re a current or former client or employee, we want to hear from you.

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Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

5 Giugno 2026 ore 13:34

Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

Informiamo i cittadini che sabato 6 giugno il Centro Ambientale Temporaneo di Via dei Cordai effettuerà apertura con orario  9:00 – 12:00.

Il servizio sarà regolarmente attivo per il conferimento delle varie tipologie di rifiuto, nel rispetto delle normative vigenti.

Ricordiamo che i quantitativi e le tipologie di rifiuti accettati saranno quelli previsti dalla tabella.

Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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BEST FART REACTIONS FROM THE DISNEY WALMART | THE POOTER | MAY, 2026

3 Giugno 2026 ore 18:00

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Un esempio di arte informatica nell'ISA x86-64.

3 Giugno 2026 ore 15:30

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L'informatica è, sorprendentemente, un luogo denso di arte e di possibilità di espressione artistica. In questo video mostro e commento un esempio di arte informatica, il movfuscator, che compila un programma in C utilizzando una singola istruzione, l'istruzione mov.

Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione puoi approfondire il mio progetti tramite i seguenti link:
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Riferimenti:
- https://github.com/xoreaxeaxeax/movfuscator
- https://www.cs.virginia.edu/~robins/Turing_Paper_1936.pdf
- https://drwho.virtadpt.net/files/mov.pdf
- https://www.youtube.com/watch?v=R7EEoWg6Ekk

“Straborgo”: servizi di pulizia e raccolta rifiuti efficaci e puntuali

3 Giugno 2026 ore 11:22

Iacomelli: “Ha funzionato il patto di collaborazione con i cittadini e gli esercenti”. Salvetti: “AAMPS/Retiambiente indispensabile per il successo di tutti i nostri eventi”.

In mezzo alla gente, ma con discrezione ed efficienza. Gli operatori di AAMPS/Retiambiente hanno contribuito alla riuscita dell’evento Straborgo che da venerdì 29 maggio a sabato 1 giugno ha visto migliaia di persone, tra cittadini e turisti, affollare le strade del quartiere. Una presenza continuativa per garantire la pulizia di Piazza Mazzini e delle strade limitrofe e realizzare la raccolta dei rifiuti sia con la vuotatura dei contenitori stradali sia con la raccolta dei materiali differenziati prodotti con quantitativi ingenti dagli esercenti della zona.

“Questa tipologia di manifestazione – commenta Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente – risulta per noi sempre particolarmente impegnativa soprattutto nel periodo estivo che prevede un’articolazione complessa dei nostri servizi di raccolta e spazzamento. Dobbiamo operare h24 e, allo stesso tempo, districarci tra la folla garantendo sempre le opportune condizioni di sicurezza per i nostri lavoratori e i cittadini. Siamo particolarmente soddisfatti nell’essere riusciti a dare il nostro contributo. Ho il piacere di sottolineare – conclude Iacomelli – la cooperazione che abbiamo riscontrato da parte degli organizzatori, degli abitanti del quartiere e degli esercenti che si sono prodigati per rispettare le regole straordinarie di conferimento dei rifiuti differenziati”.

“Lo dico da sempre – afferma Luca Salvetti, Sindaco di Livorno.  AAMPS/Retiambiente è un’azienda che funziona egregiamente nell’erogazione dei servizi resi alla cittadinanza e questi eventi ne sono la riprova. Senza i puntuali servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti non saremmo qui a parlare del successo di Straborgo. Ringrazio i lavoratori per il consueto impegno profuso, gli abitanti del quartiere per la disponibilità concessa e gli esercenti per avere collaborato al meglio delle rispettive possibilità. Ora sotto con le altre kermesse in programma per la lunga stagione estiva”.

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FRAMAFORMS : Accès aux réponses pour les participants

Bonjour,

Je viens de créer un formulaire pour que les associations puissent faire un diagnostic de leur santé sociale et je voudrais qu’elles puissent accéder à leur résultat. Malheureusement, quand elles cliquent sur le lien reçu par mail pour y accéder, le message “accès refusé” apparaît. Est-ce qu’il faut avoir un compte framasoft pour pouvoir y accéder ? Ou bien y a-t-il un paramétrage que je dois modifier quelque part, pour qu’elles puissent y accéder librement ?

J’espère de tout cœur que c’est la 2ème option …

D’avance, merci à toutes et tous pour votre aide et vos réponses,

Nelly

2 messages - 2 participant(e)s

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“No One Is Watching”: How Trump Reversed Biden’s Crackdown on Gun Trafficking

1 Giugno 2026 ore 11:00
In a black-and-white collage with a lime-green background, Donald Trump’s face is pieced together with a government form and the outline of a gun shop’s logo. The form reads “Firearms Transaction” in large lettering.
Collage by Alex Bandoni/ProPublica. Source images: Bloomberg/Getty Images, Firearm Transaction Record Form via U.S. Department of Justice and Alec MacGillis/ProPublica.

Marianna Mitchem grew up in the Denver suburbs, where she played high school soccer. One day in April 1999, her team faced off against a nearby rival, Columbine High. The next day, two teenagers went on a shooting rampage at Columbine, killing more than a dozen people.

The massacre left an imprint on Mitchem. After graduating from Providence College, she joined the Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives. “Fearing for my friends and watching what was happening — you don’t forget things like that,” she told me. “I wanted to make a difference.”

She started in the ATF’s Denver office as an industry operations investigator, the bureau’s term for inspectors who ensure that firearms dealers are conducting the required background checks on buyers and maintaining sales records. When the bureau found discrepancies, it tended to settle for reprimands and improvement plans, rarely going so far as to revoke a dealer’s license.

In 2021, things started to change. The country was experiencing a surge of deadly violence, with homicides up more than a third since 2019, and the administration of President Joe Biden was desperate to reverse the trend. For years, data had shown that a large share of guns used in shootings came from a small fraction of dealers, and that guns that were trafficked — sold by stores to straw purchasers (people other than the intended users) or resold on the street — were far more likely to be used in shootings.

Acting on this data, the administration in June 2021 announced what became known as “zero tolerance”: Dealers found to be willfully violating the law would lose their licenses, period. Revocations spiked, from fewer than 50 in 2019, 2020 and 2021 to a record 181 in 2023.

Also in 2021, Biden’s attorney general, Merrick Garland, started urging federal prosecutors to prioritize gun violence. A year later, Congress passed a law that added a firearms trafficking conspiracy charge to the federal criminal code, a crucial new tool for prosecutors.

After 2021, the homicide rate started falling, which criminologists attributed to several factors, including repair of the social fabric since the coronavirus pandemic and a closing of the breach in police-community relations that followed the 2020 murder of George Floyd. One other factor got less attention: the clampdown on the illegal flow of firearms.

The Biden administration struggled to broadcast its gains on public safety, and Donald Trump won the election in 2024 partly by vowing to restore order. By the time Trump reentered the White House, Mitchem had risen to associate assistant director for industry operations, overseeing inspectors across the country. “We were making incredible progress on trafficking, on violent crime,” she said late last year.

But the Trump administration, driven both by gun-lobby advocacy and its own political priorities, quickly set about undoing much of its predecessor’s moves to combat gun violence. It repealed the zero-tolerance policy, going so far as to invite revoked dealers to reapply for new licenses. It shifted hundreds of ATF agents to immigration work. And it scaled back on prosecutions for gun trafficking. The White House declined to comment, referring questions to the ATF and the Department of Justice.

The homicide rate fell further last year, but criminologists warn against complacency, because the illicit gun trade is a classic pipeline problem: The harm can take a while to make itself felt. Research has found that the typical “time to crime” for trafficked firearms ranges up to about three years, which means that any positive lag of the anti-trafficking efforts of the Biden years would still be in effect now, with any negative effects of the Trump pullback lying in the years to come.

Among those now sounding the alarm is Mitchem. Dismayed at the policy reversal, she left the ATF last spring, after 21 years, and joined Everytown, the gun-safety group founded by Michael Bloomberg.

“Just because no one is watching the trafficking pipelines right now doesn’t mean guns aren’t flowing through it. It just means they’re not being intercepted,” she told me.

“And as you walk away from that, and you don’t have your focus on that anymore,” she added, “that pipeline is going to be flowing, and we are going to start to see the violent crime impact from that over time.”


Estimates put the number of guns in the United States at close to 400 million, but the odds that any of them will be put to ill use rise exponentially if they are obtained illegally. Of the 2.3 million firearms traced from crime scenes between 2017 and 2023, half were bought less than three years earlier and 87% were recovered in possession of someone other than the original, legally authorized buyer. Over that period, stores sold almost 1.3 million guns to traffickers that were subsequently recovered in a crime, according to an Everytown analysis of ATF statistics.

This is why the laws governing gun sales carry such high stakes for public safety. But enforcement of these laws has long occupied an unusual no-man’s-land in this country, scrambling the standard political lines around criminal justice. Conservatives favoring tough-on-crime rhetoric are frequently torn when it comes to firearms trafficking: On the one hand, traffickers are helping fuel the violent crime that conservatives decry; on the other, prosecution of gun laws brushes against tenets that conservatives hold sacrosanct. It is liberals who are more likely to push for tougher enforcement, though they can be conflicted, too, as their belief in stricter gun laws runs up against a general preference for a less punitive approach to lawbreaking.

Marooned in this no-man’s-land for decades now has been the agency assigned the task of enforcing federal gun laws, the ATF. Going back to an episode at Ruby Ridge, Idaho, in 1992, where an ATF investigation of illegal gun dealing led to federal agents killing the wife and son of a white separatist, the ATF has been viewed with scorn by people who otherwise might side with armed government authorities. “ATF IS GAY” read the T-shirt worn by one attendee of a big gun show I attended earlier this year in Manassas, Virginia.

The agency’s radioactivity with the gun-rights lobby has left it on shaky political ground. It went seven years without a Senate-confirmed director. Its budget has not enjoyed the same expansion as that of other federal law enforcement agencies. And stringent laws constrain any ATF capabilities viewed as potentially threatening the rights of gun owners. To comply with a 1986 law preventing the creation of a federal gun registry, for example, the ATF uses software with some features disabled. Steve Dettelbach, who served as director under Biden, joked in a 2024 congressional hearing that the ATF might be “the only customer of Adobe Acrobat that pays money to remove search function.”

Despite these constraints, the ATF has developed its investigative capability. In the 1990s, the agency started sharing with local law enforcement agencies its National Integrated Ballistic Information Network, which collects the unique marks on bullet casings found at shooting scenes. The system has become much more potent as it became easier to share large numbers of images from crime scenes rapidly and compare them against the NIBIN database. The work was boosted further by the creation, starting in 2016, of 25 crime gun intelligence centers to process the data.

Given that a tiny share of the nation’s guns are used in shootings, with many of those used multiple times, the leads produced by the technology can have an outsized impact, said Daryl McCormick, who retired last year as special agent in charge of Ohio and southern Indiana. “It’s crazy how it might spiderweb out,” he told me, “because you have a gun that’s used in three shootings, but in one of those three shootings, there’s a guy that’s linked to three more shootings.”

Starting in the spring of 2020, that technology was put to the test. As homicides rose sharply, so did sales at dealerships. By one estimate, there were 3 million more guns sold between that March and July than would have been expected. Many soon turned up in shootings; the number of guns recovered at crime scenes that had been bought from a dealership less than a year earlier, an especially strong indicator of firearms trafficking, jumped by nearly a third from 2019 to 2021.

Meanwhile, many shootings involved ghost guns assembled from kits, which had begun proliferating a few years prior. Amid other factors driving the killing, the sheer plenitude of weaponry on the streets was pivotal, said Daniel Webster, a gun-violence researcher at Johns Hopkins University. “We know,” he told me, “that a small number of dealers can create a substantial amount of harm, and traffickers as well.”


In the spring of 2021, a 25-year-old man was summoned to help a friend in a confrontation at a low-income housing development in Middletown, Connecticut. It was a petty beef arising from disrespectful comments made to someone’s girlfriend, but Tylon Hardy responded anyway. “He was one of the guys who wanted to protect his community,” his sister, Tianna Hardy, told me later. “He showed up to protect his friend.” After he arrived, Tylon was fatally shot in the back.

A photo of a man posing for a photo sits next to a diploma on a table.
A photo of Tylon Hardy in his sister’s house. He was fatally shot in Middletown, Connecticut. Jarod Lew for ProPublica

Guns are tightly regulated in Connecticut, where buyers must first obtain a permit. But this gun had not been sold by a Connecticut store. It had been purchased six days earlier at Smokin’ Barrel Guns and Ammo in Raleigh, North Carolina, more than 600 miles away.

It was a particularly rapid movement up the Iron Pipeline, the name for the trafficking channel from southern states with lax gun laws to northern states with stricter ones. And it turned into a clear example of why trafficking enforcement matters. Investigators obtained camera footage from the shop showing a young man emerging after buying the gun, a Taurus 9 mm pistol, to make a call on his cellphone.

The following spring, the Biden-nominated U.S. attorney for the Eastern District of North Carolina, Michael Easley Jr., produced indictments in the case that started with the camera: Four people were charged with having engaged in a conspiracy to traffic dozens of guns from shops in eastern and central North Carolina. All told, the ringleader had bought more than 100 guns from straw purchasers in North Carolina; 10 of the guns surfaced at crime scenes in Connecticut and New Jersey. The ringleader ended up pleading guilty and being sentenced to more than 10 years in prison; the other three received sentences ranging from 18 months to five years.

A woman stands in the walkway to a house, looking directly at the camera. She is wearing all black and her hands are tucked behind her back. A ray of light shines on her face.
Tianna Hardy’s brother, Tylon, was shot with a trafficked gun from North Carolina. Jarod Lew for ProPublica

Easley kept pursuing trafficking cases, poring over spreadsheets full of NIBIN data showing information for every gun traced from shootings in his district. His office would zero in on guns with a short “time to crime” from the initial sale and see if investigators could build leads from purchase records. His team made its interest in trafficking plain to the local ATF division, motivating agents to build cases. “Prosecutors have the ability to send a demand signal to the marketplace of agents, that we have an interest in these and if you bring us the cases, we will push them over the end zone and get convictions,” he told me.

Prosecutors kept getting more encouragement from Washington. In April 2022, the ATF issued a rule decreeing that ghost guns had to conform to the same regulations as regular firearms, including carrying serial numbers and requiring background checks.

Two months later, Biden signed the Bipartisan Safer Communities Act, which got crucial Republican backing from North Carolina Sen. Thom Tillis. In addition to the new trafficking conspiracy charge, the law included a new straw-purchasing charge, expanded background checks for buyers under 21 and funding for states with red-flag laws permitting gun confiscations from those judged dangerous. And a month after that, the Senate confirmed Dettelbach, giving the ATF its first confirmed director since 2015, one who had prosecuted gun crimes as U.S. attorney for the Northern District of Ohio.

Across the country, federal prosecutors took on trafficking cases with gusto. Over the remainder of Biden’s term, they charged more than 500 defendants using the new trafficking statutes; others brought cases using laws already on the books.

In Ohio, McCormick and his ATF colleagues took on a sprawling case that started with a shooting with a machine gun in Avondale, outside Cincinnati, and led to a six-year prison sentence for a 24-year-old man who had made and sold over 80 machine-gun conversion devices; two other men who trafficked the devices to Cincinnati gangs were sentenced to nine and 11 years. As in North Carolina, the Ohio agents were getting encouragement from prosecutors, including Kenneth Parker, the then-U.S. attorney for the Southern District of Ohio. “I made it clear, through my edicts, my announcements to them that we wanted those cases involving violence, that they know how seriously we were taking them,” he told me.


In February, I drove to Raleigh to meet with Easley and visit Smokin’ Barrel — or what used to be Smokin’ Barrel. The shop closed after the ATF revoked its license in early 2023, not for having sold the gun in the Connecticut case, but for an earlier incident, in which the owner sold a gun to an 18-year-old woman, in violation of North Carolina’s 21-year age minimum for buying a handgun. The shop, a small outbuilding adjacent to a used car lot, now sat empty; its fading sign still stood roadside.

Not far away, I found the former owner, Richard Humphries, at his home. He told me how upset he still was over the revocation, especially since, he said, he had self-reported the improper sale.

When I asked him about the Taurus that ended up being used six days later in the Connecticut killing, he initially had trouble recalling it, confusing it with another case in which a man had used a gun bought at the store to kill his wife. What was it like to learn about shootings with the guns he sold? “I hate it,” he said. “I hate that I sold it and he might have used it, but there’s nothing I can, you know …” He trailed off.

I pointed out that in the Connecticut case, investigators had been able to uncover the trafficking ring after tracing the gun to his shop. Was that a good use of resources? “Yeah,” he said. “I mean, they need to be able to do that. But they just, you know, they need to pay more attention to the crooks than people trying to make an honest living.”

I heard similar complaints from other dealers who had their licenses revoked during Biden’s term for transgressions they insisted were mere clerical mistakes. One in Indiana told me that his violations included a mix-up involving an Amish customer’s name; one in South Carolina told me his violations included filling out forms on behalf of elderly customers with shaky handwriting. “If it had been six months earlier, they would have given us a slap on the hand,” he said.

Even some within the ATF had misgivings, worrying that the policy would strain the agency’s relations with law-abiding dealers and make them less likely to offer alerts on suspicious behavior by buyers. “The industry is probably one of the best ways we get information about trafficking,” McCormick, the retired Ohio agent, told me. “But if there’s friction between us and the industry, they’re less likely to report it.”

Gun-safety advocates discounted that risk, saying the policy had both shut down many lawless stores and encouraged countless other sellers to make sure they were complying with the law. “It’s not only targeting bad dealers but sending a message to the entire industry: button up,” Josh Scharff, general counsel of Brady United, told me.

In 2024, revocations rose yet further, to 183. This represented a mere sliver of dealers — only 2% of those inspected that year — but it provoked new ire, not only from traditional lobby groups such as the National Shooting Sports Foundation and National Rifle Association but from ascendant groups of gun owners with even more aggressively anti-regulation stances.

Some dealers challenged their revocations in federal court. In 2023, the ATF revoked the license of a shop in the Phoenix suburbs, Chambered Group, after four inspections in five years turned up a host of violations. The business sought unsuccessfully to block the revocation in court, with a federal judge, Steven Logan, finding that the business had “purposefully disregarded [federal] regulations by repeatedly violating the same regulations despite being given multiple opportunities to cure its mistakes.” In 2024, one of the shop’s co-owners tried to get a new license under a slightly different name, Chambered Custom Firearms, and the ATF blocked him, noting his past role with the revoked store. (A lawyer for the shop declined to comment.)

But after Trump returned to the White House, his administration announced an end to the zero-tolerance policy, urged revoked dealers to reapply and started settling the court cases, one after another. In April 2025, the DOJ informed the court that it had started settlement talks in the Arizona case and a month later alerted it that Chambered Custom had submitted a new application “which ATF will expeditiously process.” It issued the license in July.

In Oregon, a dealer had gone to federal court to challenge the ATF’s 2024 denial of his license renewal for South Valley Firearms in the town of Monroe due to his past conviction for domestic violence. Trump’s DOJ initially contested the dealer’s bid, but early this year, the department notified his attorney out of the blue that his client would be getting his license, after all. “They didn’t give any explanation as to why,” said the lawyer, Leonard Williamson. “They just said, ‘Have him resubmit his application and we’ll give it to him.’”


The end of zero-tolerance was, on its own, hardly a surprise for an administration elected with the strong support of gun-rights and gun-industry groups. What has differed from the first Trump term has been the wholesale shift of resources away from the enforcement of gun trafficking laws and toward the immigration crackdown, both at the ATF and DOJ.

Last spring, the administration began shifting large numbers of ATF agents to a new assignment: assisting with Immigration and Customs Enforcement actions against undocumented immigrants. ICE records obtained by the libertarian Cato Institute in September showed that nearly 1,800 of ATF’s roughly 2,500 agents had taken part in enforcement and removal operations.

While ATF agents were shifted to immigration operations, criminal referrals fell. ATF referrals for common trafficking-related charges, including the two added in the 2022 law, decreased 15% in 2025 from 2024, according to a ProPublica analysis. Asked about the drop, ATF spokesperson Tanya Roman pointed at DOJ prosecutors. “Not every ATF referral is accepted by the [United States Attorney’s Office] for prosecution,” she said in a written response to questions.

Eventually, the shift toward immigration enforcement reached even beyond ATF’s agents to the industry operations investigators who inspect dealers. Terrence Robinson had served in that role for six years, based in Baltimore. He took pride in the work, but soon after Trump’s second term began, Robinson realized it would be a turbulent year for his agency. As part of the push by Elon Musk’s Department of Government Efficiency to shrink the government, the ATF offered early retirement to many of its 800-odd inspectors. In the end, some 125 took the offer, threatening to overburden a corps already struggling to inspect even a sliver of the nation’s 130,000 licensed firearms dealers. “ATF does not comment on personnel matters,” Roman said.

Around the same time, Robinson went to inspect the location of an applicant for a dealership license in Baltimore. The city, long wracked by gun violence, has come to have virtually no licensed dealers within its boundaries; those that remain are mostly in the suburbs. Robinson was startled to discover that this applicant intended to sell guns from his apartment in a building downtown, a few blocks from Camden Yards. Robinson voiced his concerns to his supervisor, who told him that he had to approve it. “According to our rules and regulations now, he passed a criminal background check, and he’s a citizen, so …,” Robinson said. “It’s mind-boggling.”

Most upsetting, though, was the directive that he and other industry operations investigators received in late summer to start spending at least six hours per week on immigration-related work. It was hard to understand what this even meant — their job was to inspect firearms dealers. To comply, he began scouring dealers’ sales records looking for buyers with foreign-sounding names, which were then relayed to the Department of Homeland Security. This struck him as a monumental misuse of resources.

This was what pushed him over the edge and made him decide to take early retirement, too, in September. “I didn’t sign up to be an immigration person,” he said. “I’m just not that.”

Asked about such orders, the ATF’s Roman said: “In support of President Trump’s whole of government approach to combat illegal immigration, ATF is assisting the Department of Homeland Security and other federal law enforcement partners with their immigration enforcement efforts. To ensure operational security and the safety of our agents and partners, ATF does not disclose details or specific numbers of personnel deployments or enforcement activities.”

Now that Robinson was gone, his former team was down from 10 to six, with a temporary supervisor. He worried what the changes at ATF meant for public safety. “I’m not saying I can see the future, but I don’t see things getting better,” he said. “I see things getting worse.”

A man poses in front of a wall covered in album covers for vinyl records. To his left there is a paper poster of a silhouette made for shooting range practice.
Terrence Robinson served as an inspector at the Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives for six years in Baltimore. The directive that he and other industry operations investigators received in late summer was to start spending at least six hours per week on immigration-related work. This was what pushed him over the edge and made him decide to take early retirement. “I didn’t sign up to be an immigration person,” he said. “I’m just not that.” KT Kanazawich for ProPublica

“Everyone’s been in a little bit of shock about what’s going on,” Marianna Mitchem said last December, speaking from the stage of a conference on gun violence at the Center for American Progress, the center-left think tank in Washington. She described what the ATF had accomplished in recent years, then she laid bare the extent of the pullback now underway.

Mitchem told the advocates that they would have to look to officials in their home states and cities to try to fill the void left by the Trump administration. “It’s up to the states to start tackling this trafficking problem, because unfortunately, you’re not going to have the support of the ATF,” she said.

This has already started happening in a few places. In the suburbs of Philadelphia, a city that suffered one of the worst pandemic-era homicide spikes but has since experienced dramatic improvement, county sheriffs have started doing more inspections of dealers to make up for the decline in ATF enforcement. A member of the conference audience asked Mitchem what else states could be doing to respond. Her answer suggested she wasn’t sure.

“ATF wasn’t always the most widely known agency. I think we sort of liked it that way. We did really, really good work and kept our head down,” she said. “And so now, you’re trying to let everybody know, unfortunately, there are still good people there, but they’ve been redirected.”

In February, Trump’s nominee to lead the agency, Robert Cekada, downplayed that redirection at his confirmation hearing. Cekada is a 20-year ATF veteran, a fact in which gun-safety advocates have tried to take some reassurance. Cekada testified that the agency was continuing to “do dealer inspections uninhibited.”

But ATF has made it much harder for researchers and the public to track that work. It took the administration more than 15 months to release a tally of how many dealer licenses it had revoked: 56 in 2025, down 69% from the year before. Cekada also challenged a report last fall that 80% of the ATF’s agents had been reassigned to immigration enforcement. The reassignment had never amounted to more than 100 agents at a given time, Cekada said. “ATF in those operations has been focused on offenders that were illegally armed with firearms,” he told senators.

But as the former federal prosecutors and ATF agents I spoke with noted, the key question when it comes to the fight against trafficking is whether prosecutors are seeking out cases. After all, the ATF investigates cases, but U.S. attorneys prosecute them. And here the evidence suggests a pullback. A ProPublica analysis shows that in the first year of the Trump administration, the DOJ declined 30% more referrals from the ATF for the main trafficking-related charges than it had the year prior. 

Despite the high rate of declinations for ATF referrals, the DOJ last year ended up prosecuting nearly as many gun-trafficking cases from all sources as it had in 2024. But a growing share of the cases, roughly 30%, were under the new trafficking conspiracy charges included in the 2022 law, which since its inception has proven especially useful in cases involving gun trafficking across the Mexican border: About a fifth of all people charged under that law over the course of 2024 and 2025 are in a single district, western Texas. Asked about the rise in declinations of ATF referrals and the shift toward border-related cases, DOJ spokesperson Katie Kenlein said, “The department declines to comment on prosecutorial strategy.”

Webster, the Johns Hopkins researcher, said numbers leave little doubt as to the shift away from general anti-trafficking enforcement. “Everything is diverted,” he said. “It’s all about immigrants.”


On April 29, right after being confirmed as ATF director, Cekada announced 34 proposed rule changes, including requiring dealers to hold records for only 20 or 30 years, not indefinitely, and limiting ATF scrutiny of the state-issued permits that can replace background checks for buyers. “We are proposing to remove unnecessary hurdles that were standing in the way of law-abiding citizens and businesses,” he said, flanked by leaders of the NRA and National Shooting Sports Foundation.

One crucial Biden-era reform has persisted: the clampdown on ghost guns. The 2022 ATF regulation survived a Supreme Court challenge last year, and lawsuits by several cities helped drive the leading producer of ghost guns out of business. Webster and other criminologists note that the reduced flow of ghost guns correlates with a sharply lower rate of shootings by teenagers, who had been heavy users of the guns during the 2020-21 homicide surge.

Even that progress seemed as if it might be at risk. In early April, a joint status report issued to the federal court in Texas where the case originated stated that “ATF has advised that it plans to take agency action to amend the challenged rule” (even though the rule has been upheld by the Supreme Court). A day later, the White House’s 2027 budget called for reversing “the imposition of excessive restrictions on homemade firearms.” But five days after that, the DOJ notified the court in the Texas case that “the government has decided to maintain the definition” that underlies the ghost gun rule. Asked for clarification, the ATF’s Roman said last week: “ATF is still conducting legal reviews for other, more technically challenging rules. If changes are needed following the review, a proposal will be published.” For now, one key valve in the pipeline remains closed.

The post “No One Is Watching”: How Trump Reversed Biden’s Crackdown on Gun Trafficking appeared first on ProPublica.

RELIGIONE DEI CONSUMI, UN UNIVERSO AL COLLASSO?

30 Maggio 2026 ore 19:03

  Di Alessia Vignali per ComeDonChisciotte.org   Come per l’uomo religioso descritto da Mircea Eliade, anche per il consumatore lo spazio non è omogeneo. Per l’uomo religioso, la non omogeneità dello spazio si manifestava in una contrapposizione tra lo spazio sacro, l’unica cosa per lui realmente esistente, e tutta la restante, informe distesa che lo […]

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La formazione informatica deve cambiare in funzione dell’IA?

30 Maggio 2026 ore 14:39

💾

La presenza di strumenti potenti può causare non pochi problemi nel contesto formativo. Si, è vero, questi stessi strumenti possono essere utilizzati per imparare. Ma la vera domanda è: chi utilizza questi strumenti per imparare, e chi invece per saltare completamente il processo di apprendimento? Non dobbiamo idealizzare uno strumento; dobbiamo invece analizzare come è utilizzato nella pratica.

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Crans Montana, al Villaggio Fondazione Roma la memoria diventa speranza

30 Maggio 2026 ore 11:10

una testimonianza di memoria e speranza per ricordare le vittime di Crans Montana, teatro a Capodanno di un devastante incendio costato la vita a 41 persone. Una vicenda che ha profondamente scosso il Paese.

Al Villaggio Fondazione Roma, la struttura di assistenza ai malati di Alzheimer e Parkinson, sei abitazioni sono state intitolate ai sei italiani morti nel rogo: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi.

Questa iniziativa, precisa la fondazione, «nasce da una profonda riflessione sul valore del ricordo e assume una valenza simbolica ancora più forte, proprio per la natura stessa del luogo in cui prende forma».

Dal 2018 ad oggi, si spiega, «il Villaggio ha ospitato in modo del tutto gratuito più di 300 persone, realizzando un’esperienza unica nel panorama socio-assistenziale pensata specificamente per malati di Alzheimer e Parkinson di livello medio o moderato».

villaggio
Al Villaggio Fondazione Roma 6 case della struttura sono state intitolate ai giovani italiani morti nella tragedia di Crans Montana. Sullo sfondo, accanto al presidente Franco Parasassi, il murales dell’artista italo-filippino Jerico che ritrae i volti dei sei ragazzi

Oltre la tragedia

Proprio al Villaggio Fondazione Roma, in uno spazio dedicato a chi, per motivi patologici, perde progressivamente i propri ricordi, attraverso questa iniziativa, «la Fondazione Roma e le famiglie coinvolte, hanno scelto di guardare oltre la tragedia, costruendo un percorso condiviso».

L’obiettivo, chiarisce l’ente, è «creare un ponte tra la fragilità degli assistiti e la comunità del Villaggio, che nel quotidiano si farà custode della memoria dei sei ragazzi scomparsi, affinché resti sempre viva e non si affievolisca».

Un messaggio di speranza sul valore della vita

In questo contesto il murales dell’artista italo-filippino Jerico, che ritrae i sei giovani volti, «vuole essere un simbolo visivo capace di parlare ad ogni visitatore, residente ed operatore, trasformando il dolore in una testimonianza indelebile, con un messaggio di speranza che celebri il valore della vita».

Oltre al tributo alle vittime, si mette in evidenza, «l’intera iniziativa intende porsi come monito ed auspicio, affinché drammi simili non si ripetano, ribadendo l’impegno costante della Fondazione nel promuovere contesti ed iniziative a tutela della dignità integrale della persona».

Scopri i numeri della filantropia e i 100 profili di chi investe nel bene comune su VITA magazine di ottobre ‘‘Nella testa dei filantropi

La sfida della memoria

«Le nostre vite», fanno sapere le famiglie, «sono state segnate indelebilmente dalla tragedia che ci ha travolti e sarebbe stato semplice abbandonarsi allo sconforto ed al rancore. Invece no, abbiamo sfidato noi stessi decidendo di onorare la memoria dei nostri figli rendendo la luce dei loro sorrisi talmente fulgida da offuscare il buio della nostra disperazione».

In questi mesi, hanno sottolineato ancora, «ci siamo stretti l’uno all’altro e sostenuti tanto da percepirci come un’unica famiglia. La Fondazione Roma ha cementato questa nuova realtà, allargato questa famiglia regalandole un ulteriore valore: in un luogo nel quale i ricordi svaniscono, rimarrà indelebile, nel quotidiano, la presenza dei nostri angeli, nella speranza che i loro volti con le loro espressioni possano perpetuare la loro energia, spandendone la gioia di vivere e la fiducia nel futuro, che in nessuno di noi dovrebbe scemare. Un sincero ringraziamento va al Card. Giovanni Battista Re che ha officiato la cerimonia di intitolazione e per la sua preghiera piena di conforto e speranza».

In apertura il murales dell’artista italo-filippino Jerico che ritrae i volti dei sei ragazzi vittime del rogo di Crans Montana. Nel testo un’immagine dell’inaugurazione. Foto da ufficio stampa Fondazione Roma

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AAMPS/Retiambiente: ancora un bilancio in utile

29 Maggio 2026 ore 16:28

Approvato il bilancio 2025, è il settimo consecutivo. Il Sindaco: “AAMPS orgoglio della città”

Ratificando un utile di 252.000 € l’Assemblea dei Soci di AAMPS ha approvato nei giorni scorsi il bilancio aziendale 2025. Un risultato in linea con quanto registrato negli anni precedenti, comprendendo anche quelli relativi all’uscita anticipata dal concordato preventivo in continuità, con i bilanci che avevano ottenuto analoghi risultati (965.202€ nel 2019, 2.2912.441€ nel 2020, 515.035€ nel 2021, 94.835€ nel 2022, 131.270€ nel 2023 e 145.704 € nel 2024).

La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dedicata ai bilanci di tutte le aziende partecipate del Comune di Livorno, ma il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, affiancato dall’Amministratore Unico Aldo Iacomelli e dalle assessore Viola Ferroni e Giovanna Cepparello, ha tenuto ad aprire un faro su AAMPS/Retiambiente.

Luca Salvetti, Sindaco di Livorno

“Sono orgoglioso di questa azienda, dei servizi che eroga e di tutti i suoi lavoratori. Nel 2019 abbiamo trovato AAMPS in concordato preventivo, con un futuro a dir poco incerto e il rischio concreto di vederla soccombere sotto il peso di conti sballati e servizi alla cittadinanza inadeguati. Ora registriamo l’ennesimo bilancio in utile consecutivo, con il personale incrementato e stabilizzato e prospettive di consolidamento e sviluppo prima impensabili. In tale percorso siamo riusciti a traghettarla in RetiAmbiente consolidandone la vocazione industriale e riuscendo a contenere la TARI senza aumentarla per cinque anni e allineandola agli importi degli altri capoluoghi di provincia della Toscana. Sono i fatti che ci permettono di respingere al mittente le accuse sollevate recentemente da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale ammantate di macroscopiche inesattezze e castronerie indecifrabili sia riconducibili all’azienda sia alla sua holding”.

Viola Ferroni, assessora alle Società Partecipate

“AAMPS ha fatto un incontrovertibile cambio di passo tornando ad essere un’azienda in salute con un ruolo di primo piano sia nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza sia tra le società operative locali dell’Ato Toscana Costa che compongono la galassia Retiambiente e dove l’azienda riveste un ruolo di primo piano assoluto. Il cammino è stato impervio con ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi siamo invece nella possibilità di guardare al futuro con grande ottimismo e rinnovate prospettive di consolidamento sia sul versante economico-finanziario sia su quello dello sviluppo industriale”.

Giovanna Cepparello, assessora alla Gestione dei rifiuti e Igiene ambientale

“I numeri sono dalla nostra parte e ci dicono che AAMPS può cogliere risultati importanti inerenti la vocazione ambientale che è chiamata a rappresentare ed esprimere. Nonostante mesi di particolare difficoltà, dovuti a contingenze operative affrontate con impegno e sacrificio da parte di tutti, oggi l’azienda può guardare in avanti con rinnovato entusiasmo e approssimarsi ad innovare e introdurre importanti cambiamenti nella gestione dei rifiuti a livello locale in linea con le strategie condivise con le altre SOL del gruppo Retiambiente. Chiederemo ai cittadini la consueta collaborazione con l’obiettivo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, conferendo materiali di maggiore qualità, e allo stesso tempo continuare a diminuire la produzione dei rifiuti nelle rispettive abitazioni”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico

AAMPS è un fiore all’occhiello di Livorno. Una società interamente pubblica che eroga servizi ambientali a favore della città fin dal 1949 con grande efficacia ed efficienza impegnando 421 lavoratori in moto perpetuo nella raccolta dei rifiuti, nella pulizia delle strade e nei servizi cimiteriali e commerciali. Tutto questo con i conti sotto controllo suffragati anche dall’assenza di debiti e avendo comunque effettuato importanti investimenti, attingendo a finanziamenti dedicati, senza fare ricorso al credito bancario. Il tutto nella massima trasparenza richiesta ad una società in house providing in affiancamento alla sua holding con la quale condividere strategie industriali ben ponderate”.

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Rifiuti: quali servizi nella festività del 2 giugno

27 Maggio 2026 ore 10:39

Alla raccolta solo alcune modifiche nelle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra

In vista della festività di martedì 2 giugno AAMPS/Retiambiente conferma che il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. Sono previsti solo alcuni cambiamenti negli itinerari di interesse per gli abitanti delle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno della Festa della Repubblica:

Area Livorno Nord
Indifferenziato: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Sant’Jacopo Marradi
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il lunedì.

Area Vittoria Stazione Zola
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Pentagono

Multimateriale: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00 del giorno di raccolta.

Aree Pentagono e Centro Allargato
Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati. Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi martedì e riapriranno il giorno seguente. Servizio di raccolta pannolini/pannoloni: non effettuato nei giorni festivi.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

 

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Riduzione delle emissioni, quelle 60 aziende italiane che sfidano l’Europa

28 Maggio 2026 ore 17:44

È una classifica che ha l’obiettivo di mettere in evidenza quali sono le aziende europee che hanno fatto più progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra.

Si chiama Europe’s climate leaders 2026 ed è un elenco che concentra la sua attenzione su quelle aziende che hanno ottenuto la maggiore riduzione delle proprie emissioni principali tra il 2019 e il 2024: le cosiddette Scope 1 e 2, emissioni che derivano dalle attività operative dell’azienda e dall’energia che ha utilizzato.

A stilarla, per il sesto anno consecutivo, il Financial Times sulle informazioni raccolte dal provider di dati Statista: 600 le imprese virtuose.

L’azienda con il punteggio più alto è Fortum, società finlandese attiva nei settori dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. Al secondo posto si posiziona la società di servizi professionali Accenture, mentre la società francese di software Dassault systèmes si piazza al terzo posto.

E le italiane? Sono 60 e tra loro figurano anche Enel, Safilo, Intesa Sanpaolo, A2A, Pirelli, Campari, Cassa depositi e prestiti, Ferrari, Poste Italiane, Generali e Banca Generali (QUI l’elenco completo).

Il Piano di Generali

Il riconoscimento, fa sapere in particolare il Gruppo Generali, «conferma l’efficacia dell’approccio alla sostenibilità e del Piano di transizione climatica: una direzione integrata nella strategia del gruppo, che definisce impegni, leve, risorse e meccanismi di governance attraverso cui Generali promuove una transizione giusta verso un’economia a zero emissioni nette, nelle attività assicurative, di investimento e operative, entro il 2050»

Ambizioni, si specifica, «che sono supportate da obiettivi intermedi al 2030 e che mirano a favorire un modello economico e sociale più sostenibile».

Specifiche leve di decarbonizzazione

In particolare, sull’inclusione di Banca Generali nella classifica, per il gruppo si tratta di «un riconoscimento che riflette il percorso strutturato e avviato da tempo dalla banca, concretizzatosi nell’adozione del Piano di transizione climatica all’inizio del 2025»

Il piano, si chiarisce, «definisce obiettivi di decarbonizzazione sia per le attività operative sia per il portafoglio investimenti, con target intermedi al 2030 e l’obiettivo di lungo periodo di emissioni Net-zero al 2040, supportati da specifiche leve di decarbonizzazione».

Lucia Silva, group chief sustainability officer di Generali, e Carmelo Reale, general counsel & group sustainability di Banca Generali

Piano strategico che dimostra efficacia

L’inclusione tra gli «Europe’s climate leaders», sottolinea Lucia Silva, group chief sustainability officer di Generali, «rappresenta un riconoscimento importante dei progressi compiuti da Generali nel contrasto al cambiamento climatico delineati nel Piano di transizione approvato dal Consiglio di amministrazione del gruppo».

I risultati raggiunti, spiega, «dimostrano l’efficacia del nostro piano strategico e la nostra capacità di integrare la sostenibilità nel core business, contribuendo concretamente a una transizione verde e giusta».

Fattori di sostenibilità e business integrati

Per Carmelo Reale, general counsel & group sustainability di Banca Generali, «l’inclusione tra gli Europe’s climate leaders conferma il percorso intrapreso da Banca Generali e il costante impegno nell’ambito Esg, volto all’integrazione dei fattori di sostenibilità nel modello di business e al rafforzamento di un framework orientato alla promozione di investimenti responsabili e alla creazione di valore nel lungo termine».

In questo percorso, dice ancora, «si inserisce il Piano di transizione cimatica approvato dal nostro Consiglio di Amministrazione, che definisce obiettivi chiari di decarbonizzazione e guida l’evoluzione della Banca verso un modello sempre più sostenibile».

Resta informato su ProdurreBene.

In apertura foto da Andrey K per Unsplash. Nel testo foto da ufficio stampa Banca Generali

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Critico l'umanità

28 Maggio 2026 ore 14:06

💾

Perché parliamo in modo così sicuro di cose così complesse? Il nostro cervello non è fatto per capire il mondo. È fatto per sopravvivere. Facciamo molta attenzione alla differenza tra il "sapere" e il "credere".

So di non sapere.
So di credere.

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Essere programmatori nel 2026

25 Maggio 2026 ore 18:01

💾

Cosa significa essere programmatori nel 2026?

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THE POOTER - "That's Gaslighting!" Farting Man Pranks People at Walmart

22 Maggio 2026 ore 18:00

💾

Buy a Pooter - http://thepooter.com

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Come si diventa forti?

22 Maggio 2026 ore 13:35

💾

Oggi parliamo di forza.

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Raccolta rifiuti: servizi attivi nella festività del 22 maggio

18 Maggio 2026 ore 11:57

Prevista solo una modifica nell’area Livorno Est

AAMPS conferma che in occasione della festività di venerdì 22 maggio prossimo il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. È previsto solo un cambiamento negli itinerari di interesse per gli abitanti dell’area Livorno Est.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno di Santa Giulia:

Area Livorno Nord
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Sant’Jacopo Marradi
Carta-cartone: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Vittoria Stazione Zola
Indifferenziato: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Multimateriale: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Pentagono
Carta-cartone: servizio attivo la sera (esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00).

Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati.

Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi venerdì e riapriranno il giorno seguente.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

L'articolo Raccolta rifiuti: servizi attivi nella festività del 22 maggio proviene da Aamps Livorno.

Deiezioni liquide: da domani obbligo di rimuoverle

19 Maggio 2026 ore 16:49

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Livorno, 19 maggio 2026 – Da domani, mercoledì 20 maggio, sarà in vigore a Livorno l’ordinanza che obbliga i proprietari e i detentori di cani a rimuovere con acqua le deiezioni  liquide degli animali nelle aree pubbliche e di uso pubblico.

L’ordinanza, della quale ha parlato la stampa italiana e straniera, avrà una durata di cinque mesi e terminerà il 31 ottobre in vista poi di introdurre questo provvedimento all’interno di regolamento comunale che estenderà l’obbligo a tutto l’anno.
In pratica sarà obbligo munirsi di appositi contenitori d’acqua da utilizzare per l’immediata rimozione delle deiezioni liquide depositate su superfici pavimentate e su altri spazi di arredo urbano, e sui mezzi di locomozione (ad esempio ruote di macchine o di scooter) parcheggiati sulla pubblica via.

È inoltre fatto assoluto divieto di consentire ai cani di urinare a ridosso di portoni e vetrine ed accessi ad abitazioni, uffici e negozi.
Lo ha stabilito appunto l’Amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale n. 135 del 28 aprile 2026, emanata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di cittadini che evidenziano il disagio determinato dalle maleodoranze e gli inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla presenza di deiezioni liquide animali sugli spazi destinati alla socializzazione di adulti e bambini, visto anche il notevole e crescente numero di animali d’affezione, in particolare cani, presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento è stato al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: la vicesindaca con delega alla Tutela Animali Libera Camici, l’assessora con Delega al Decoro Urbano Giovanna Cepparello, la garante degli animali Elisa Amato, la dirigente del Settore Manutenzioni e Cura della Città Silvia Borgo, la dirigente settore Istruzione, Giovani, Partecipazione e Tutela Animale Michela Casarosa,  la responsabile dei Servizi Territoriali della Polizia Municipale Michela Pedini, la funzionaria Barbara Saliva, il responsabile del Decoro Urbano di Aamps/Retiambiente Andrea Valenti, la guardia zoofila dell’Oipa Giuliano Morelli.

Per quanto riguarda le deiezioni solide, gli articoli 31 e 32 del vigente Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali (la cui ultima modifica risale al 2018) prescrivono l’obbligo di rimuoverle immediatamente a chi accompagna i cani nelle zone pedonali e nelle aree verdi, comprese quelle di libera circolazione dei cani, nei giardini e nei parchi, negli esercizi pubblici, commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, utilizzando mezzi idonei alla rimozione, da mostrare su richiesta del Pubblico Ufficiale, a pena di sanzione secondo quanto previsto dall’art. 42 dello stesso Regolamento.
Il Regolamento attuale non prevede però analoga norma per quanto attiene alle deiezioni liquide.
Nelle more di una modifica alla regolamentazione comunale vigente, l’ordinanza 135/2026 adotta misure atte a prevenire e contenere tali fenomeni, per tutto il periodo più critico dal punto di vista climatico. Il significativo aumento delle temperature che si verifica in primavera-estate, associato a una diminuzione delle precipitazioni, incide infatti anche sulla salubrità e sul decoro degli spazi urbani, anche in conseguenza della maggiore evaporazione di liquidi organici dalle superfici pavimentate.
Nello specifico, il testo integrale dell’ordinanza n. 135 impone, dal 20 maggio al 31 ottobre, a tutti i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, anche se incaricati temporaneamente della loro custodia o conduzione:
• di munirsi, durante l’accompagnamento dei cani, di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche o detergenti, da versare all’occorrenza;
• di riversare una congrua quantità di acqua in corrispondenza del punto interessato dalle deiezioni liquide dei cani ai fini della loro diluizione e della ripulitura delle superfici interessate, su tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e sulle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via;
• è fatto divieto assoluto di consentire ai cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici e negozi e vetrine.
L’inosservanza di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000.
Rimane comunque a carico del trasgressore il ripristino dei luoghi.

Gli interventi

La Vicesindaca ha introdotto l’ordinanza sottolineando la sua grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale.
“Lo scopo principale non è punitivo, ma mira a elevare lo standard di igiene e decoro delle strade, dei marciapiedi e degli arredi urbani. Livorno conta circa 20.000 cani, un numero consistente che richiede responsabilità da parte dei proprietari per garantire una convivenza civile. La mancanza di rispetto delle regole da parte di una minoranza danneggia il lavoro degli operatori, dei proprietari responsabili e limita la fruibilità degli spazi pubblici, come i parchi, specialmente per i bambini”.
La Vicesindaca ha inoltre ricordato che l’Amministrazione ha rimosso i divieti di accesso ai cani in molti parchi per favorire le famiglie, ma avverte che, “se le segnalazioni di sporcizia e cani senza guinzaglio continueranno, potrebbero essere reintrodotte limitazioni”.
Ha inoltre ricordato il protocollo d’intesa con le guardie zoofile dell’OIPA, che hanno il potere di elevare sanzioni insieme alla Polizia Locale.

L’Assessora  Cepparello ha parlato degli aspetti pratici e sociali del provvedimento sottolineando come l’ordinanza nasca anche per tutelare le persone con disabilità motoria, che spesso sporcano i propri ausili (sedie a rotelle) sui marciapiedi non puliti, portando poi lo sporco in casa. “I proprietari dei cani devono munirsi di bottigliette o spruzzatori con semplice acqua (senza sapone) da usare sui punti interessati dalle deiezioni liquide”. Ha ricordato il divieto assoluto di far urinare i cani ridosso di portoni, accessi ad abitazioni. “Si è optato per un’ordinanza, per agire tempestivamente prima dell’estate, quando il calore accentua i cattivi odori. L’ordinanza prevede una scadenza, ma recepiremo questo provvedimento all’interno di un regolamento in modo che l’obbligo delle bottigliette diventi permanente in tutte le stagioni e i mesi dell’anno. Il Comune non può lavare quotidianamente centinaia di chilometri di strade e  la collaborazione dei cittadini è strategica”.

La Garante degli Animali ha posto l’accento sulla salute pubblica e sulla sicurezza nei parchi. Ha evidenziato che le deiezioni non raccolte contengono batteri e parassiti pericolosi per gli animali e soprattutto per i bambini che giocano nei prati. Ha citato situazioni di particolare degrado riscontrate nella zona di San Jacopo e vicino alla Baracchina Bianca, “dove i muri sono sporchi e i marciapiedi pieni di deiezioni solide”. Ha richiamato l’obbligo del guinzaglio nei luoghi pubblici, denunciando episodi di maleducazione subiti quando ha cercato di far rispettare questa norma. Infine ha esortato i cittadini a un maggiore rispetto per l’ambiente e per la città, sottolineando che il decoro urbano è un dovere di ogni proprietario.

Andrea Valenti, responsabile Decoro Urbano AAMPS/Retiambiente ha affermato: “Aamps si muove su due versanti: pulizia e sensibilizzazione al cittadino. In entrambi i casi abbiamo favorito un potenziamento dei servizi, pertanto forniamo un contributo determinante alla cura della città anche per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine. Siamo anche prossimi all’acquisto di 100 contenitori dedicati che avranno una bocca di ingresso dei sacchini molto piccola e, pertanto, non potranno essere utilizzati impropriamente per l’inserimento di sacchi invece destinati alla raccolta dei rifiuti. Nel mese di giugno provvederemo all’installazione presso le aree di sgambatura dei cani, i parchi pubblici e nelle zone che, dalle segnalazioni pervenute, risultano più soggetto a questa tipologia di abbandono”.

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Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno

18 Maggio 2026 ore 16:49

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Raggiunge i 208 milioni il valore totale della
produzione

Livorno, 18 maggio 2021 – Negli ultimi anni le società partecipate del Comune
di Livorno hanno consolidato risultati positivi sotto il profilo economico,
gestionale e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, confermando il valore
strategico del sistema pubblico locale e la capacità delle aziende di affrontare le
sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’efficienza amministrativa.

Il quadro che emerge dai bilanci evidenzia una crescita costante della solidità
patrimoniale e organizzativa di realtà fondamentali per il territorio come
Esteem Srl, Casalp Spa, AAMPS Spa, Farma.Li Srl e ASA Spa. I bilanci 2025,
alcuni dei quali in corso di approvazione in questi giorni ed entro il 30 giugno,
come previsto dal Codice Civile, non fanno eccezione, ma anzi confermano
questo trend positivo.

In particolare, AAMPS Spa ha registrato bilanci in utile negli ultimi cinque
esercizi, confermando il raggiungimento di un equilibrio economico e
finanziario stabile dopo il percorso di risanamento completato negli anni
precedenti.

Anche Casalp Spa ha dimostrato un consolidamento del ruolo operativo svolto
per i Comuni dell’area livornese ed in particolare si è distinta in questi anni per
le azioni di recupero delle morosità e per la capacità di guidare, su un tema
complesso ed attuale come quello dell’abitare, politiche finalizzate a gestire un
ambito che è sempre più lontano dalla gestione patrimoniale e sempre più
vicino a quello sociale.

Positivi anche i segnali provenienti da ASA Spa, che continua a rappresentare
un presidio essenziale per lo sviluppo infrastrutturale e ambientale del
territorio, mantenendo elevati standard di servizio e una struttura societaria
solida.

Crescita significativa anche per Esteem Srl, realtà attiva nei servizi informatici,
nel supporto alla gestione dei tributi comunali e nella gestione della sosta a
pagamento, che negli ultimi esercizi ha registrato un incremento del fatturato e
dell’occupazione, rafforzando il proprio ruolo di supporto tecnologico alla
pubblica amministrazione locale, confermando di essere una struttura in
espansione e capace di innovare i servizi digitali rivolti ai cittadini.

Importanti risultati sono stati raggiunti inoltre da Farma.Li Srl, con i propri
bilanci che negli ultimi anni evidenziano una gestione economica positiva e un
progressivo rafforzamento della capacità finanziaria dell’azienda. Farma.Li ha
proseguito il percorso di ammodernamento delle farmacie comunali, puntando
sulla qualità dell’assistenza, sulla prossimità territoriale e sull’innovazione dei
servizi sanitari e socioassistenziali.

Nel complesso, il sistema delle partecipate del Comune di Livorno conferma
dunque una traiettoria positiva, caratterizzata da investimenti, equilibrio
economico e miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali. Un
patrimonio amministrativo e industriale che rappresenta un elemento
strategico per la crescita della città, per la tutela dell’interesse pubblico e per la
capacità del territorio di affrontare con solidità le sfide future.

Il sindaco Luca Salvetti ha aperto l’incontro sottolineando come le società
partecipate siano uno strumento imprescindibile per la gestione della città e dei
servizi ai cittadini. “Abbiamo lavorato sette anni sulla riorganizzazione e
l’aumento del personale, presentando numeri eloquenti, lo dimostrano i bilanci
in utile. Tutte e cinque le società principali (ASA, AMS, Farmali, Casalp e
Steam) hanno chiuso l’anno in positivo.
Il valore complessivo della produzione è di 208 milioni di euro, con un
incremento di 29 milioni rispetto al 2019.
Le aziende hanno raggiunto quota 1143 di personale con un aumento di 193
unità rispetto al 2019, diventando la terza realtà lavorativa del territorio dopo
l’ASL e il Comune stesso”.

L’Assessora al Bilancio con delega alle Società Partecipate Viola Ferroni ha
ringraziato l’Ufficio Società Partecipate, che ha definito la “spina dorsale” dei
risultati ottenuti. “Ribadisco l’importanza della governance pubblica per
perseguire obiettivi di interesse collettivo, andando oltre il semplice dato di
bilancio. Farmali ha concentrato il focus sulla vicinanza ai cittadini ed alla
ristrutturazione delle farmacie. Casalp ha ottenuto buoni risultati nel recupero
crediti e nell’efficientamento degli alloggi. Esteem ha incrementato i servizi,
inclusa la recente gestione della sosta a pagamento. Aamps ha raggiunto la
stabilità dopo un passato complicato che ha fatto “tribolare”
l’Amministrazione”.

Il direttore generale del Comune Nicola Falleni ha evidenziato il superamento
delle storiche criticità finanziarie delle partecipate: “che in passato
rappresentavano un “neo” nel bilancio comunale” ed ha fornito i dati del
bilancio consolidato 2024.

“Il “gruppo” (Comune + aziende) conta oltre 2.200 dipendenti. Valore della
produzione totale: quasi 570 milioni di euro. Utile consolidato: circa 14 milioni
di euro. Patrimonio netto: 763 milioni di euro”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente ha dichiarato:
“Presenti e affidabili: con questi due aggettivi e in estrema sintesi sono nella
possibilità di descrivere la nostra azienda nel panorama delle municipalizzate
locali. Ogni giorno contribuiamo al decoro urbano con grande impegno e sforzo
da parte dei nostri operatori garantendo l’erogazione di servizi efficienti fin
dalle primissime ore della mattina sia sul versante della raccolta sia su quello
dello spazzamento. É importante sottolineare che per l’anno 2025 ci avvaliamo
di un utile di bilancio di 252mila euro. Un risultato che reputiamo importante
da affiancare all’evidenza di non avere registrato debiti. Siamo quindi orgogliosi
per quanto stiamo riuscendo complessivamente a fare, con uno sguardo di
ulteriore fiducia anche sul versante operativo essendo prossimi a realizzare,
avvalendoci anche di finanziamenti da parte della Regione Toscana, di due
ulteriori centri di raccolta per il corretto conferimento dei rifiuti dei cittadini. A
breve lanceremo anche una campagna di comunicazione rivolta a tutta la
cittadinanza per stringere ulteriormente il patto con i cittadini nel contrastare il
fenomeno degli abbandoni e aumentare le migliori azioni per la riduzione nella
produzione dei rifiuti indifferenziati, per la quale stiamo già registrando risultati
lusinghieri”.

Claudio Puccetti, amministratore unico di Farmali ha definito l’azienda con gli
aggettivi “tranquillo” e “partecipativo”.
Ha sottolinea il buon clima lavorativo tra i 60 dipendenti distribuiti su 9
farmacie. Ha messo in risalto la totale autonomia finanziaria della società, “che
permette di autofinanziare gli investimenti (come le ristrutturazioni di varie
farmacie) senza ricorrere a finanziamenti esterni.L’obiettivo futuro è spostare
la missione del farmacista sempre più verso i servizi di telemedicina”.

Marcello Canovaro presidente di Casalp ha utilizzato gli aggettivi “rigoroso” e
“partecipato” per definire il bilancio della società.
“La società ha superato pesanti difficoltà iniziate nel 2019 e ora chiude il
bilancio in positivo. Casalp non punta all’utile, ma a reinvestire ogni risorsa nel
mantenimento del patrimonio e in nuovi edifici.
Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 50 milioni di euro nella provincia e
messi a disposizione degli assegnatari 592 appartamenti precedentemente
sfitti”.

Stefano Taddia presidente di Asa sceglie gli aggettivi “collettivo” e “sostenibile”.
Esprime orgoglio per i 56,7 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo
anno, segnando un +150% rispetto al 2020.
Sottolinea come l’efficienza delle società di servizio pubblico sia un elemento
fondamentale per la sostenibilità e il benessere del territorio.

Antonio Paladini amministratore unico di Esteem descrive l’azienda come
“consolidata” e “visionaria”.
Riporta una crescita enorme negli ultimi 12 anni: “il personale è passato da 9 a
40 dipendenti e il fatturato è salito da circa 450.000 euro a quasi 2 milioni di
euro. L’azienda si è evoluta accettando servizi nuovi e diversi, come la gestione
dei parcheggi, mantenendo però un’anima orientata all’innovazione informatica
per il futuro dei servizi ai cittadini”.

Il Sindaco ha concluso la conferenza stampa ringraziando gli Uffici Comunali e i
due assessori che si sono succeduti nella gestione delle partecipate, Gianfranco Simoncini e Viola Ferroni.

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Addio complessità inutile! Addio Open-Edx!

18 Maggio 2026 ore 18:03

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Il mio obiettivo è costruire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione:
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12 Maggio 2026 ore 05:00

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THE POOTER - “I’m reporting you to security!” |  Farting at Walmart | Jack Vale 

11 Maggio 2026 ore 18:00

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8 Maggio 2026 ore 18:01

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Cina, Stati Uniti e la sfida degli abissi

29 Aprile 2026 ore 11:00

Immagine in evidenza da Rawpixel

La guerra in Iran ci ha ricordato quanto il mare sia cruciale per il funzionamento dell’economia globale. Era già accaduto due anni fa con il blocco di Suez e, ancor prima, con l’incidente della Ever Given nello stesso canale. Eventi diversi, ma accomunati dalla capacità di farci toccare con mano l’importanza delle rotte marittime.

Esiste tuttavia un’altra logistica marittima fondamentale, che scorre non sulla superficie degli oceani ma sui fondali. È una logistica per natura invisibile, fatta di cavi per la trasmissione di dati e di tubature per il trasporto di energia, ma essenziale quanto le rotte della logistica di superficie.

La cosa più sorprendente è però quanto poco ancora si sappia del luogo in cui questa rete si dipana. I fondali oceanici restano infatti uno degli ambienti meno osservati e compresi del pianeta. Per dare un’idea di quanto sia scarsa questa conoscenza, basti dire che, ancora nel pieno del XXI secolo, non è raro che vengano individuate montagne sottomarine in aree che si ritenevano già mappate.

La ragione della “nube di ignoranza” che ricopre tutto ciò che si trova al di sotto di una certa profondità delle acque è in primo luogo tecnologica. I sistemi che utilizziamo per osservare la superficie terrestre si basano sulla luce, che però penetra nell’acqua solo per poche centinaia di metri. Al di sotto di questa soglia – e considerando che le profondità oceaniche possono superare i 10mila metri – è necessario ricorrere ad altri strumenti. Il principale di questi è il sonar, che utilizza onde sonore per ricostruire la forma del fondale. Un metodo efficace, ma lento, costoso, legato alla presenza fisica di navi o piattaforme di rilevamento. Questo vincolo si riflette nei dati disponibili: ancora oggi, una parte significativa dei fondali non è stata mappata con standard moderni. E anche laddove i dati esistono, sono spesso frammentari e soprattutto non integrati tra loro.

Arrivati a questo punto ci si potrebbe porre una domanda: è davvero così importante sapere cosa si trova a migliaia di chilometri sotto il mare? La risposta è: sì, è sempre più importante per svariate ragioni. I motivi sono in primo luogo economici.

Il fondale marino, come detto, è una piattaforma su cui poggiano infrastrutture critiche globali. I cavi sottomarini trasportano oltre il 95% del traffico internet intercontinentale; le pipeline collegano giacimenti offshore ai sistemi energetici nazionali; nuove reti elettriche iniziano a connettere parchi eolici marini alla terraferma. Tutte queste infrastrutture devono essere progettate, installate e mantenute in ambienti complessi, dove la morfologia del fondale, la composizione dei sedimenti e le correnti possono fare la differenza tra stabilità e vulnerabilità.

L’elemento strategico e militare

C’è però un secondo livello, meno evidente ma ancora più strategico. Conoscere un fondale significa infatti comprendere come si comporta il suono sott’acqua. E questo, a sua volta, è un elemento cruciale per la guerra sottomarina. I sottomarini – per definizione progettati per risultare invisibili – dipendono dalla capacità di sfruttare le caratteristiche dell’ambiente per nascondersi o per individuare altri mezzi. Temperatura, salinità, correnti e conformazione del terreno influenzano la propagazione delle onde sonore e quindi l’efficacia dei sistemi sonar.

In altre parole, conoscere come è fatto un fondale significa poter operare meglio al suo interno, sia per attaccare sia per difendersi. Una volta che si comprende questo fatto fondamentale, si capisce anche perché la mappatura degli abissi sia recentemente diventata un ennesimo campo di competizione tra le due principali potenze della nostra epoca: Cina e Stati Uniti.

Come raccontato lo scorso marzo da un ampio e ben documentato articolo della Reuters, la più attiva in questo ambito, negli ultimi anni, è stata la Cina. A partire dal 2020, Pechino ha avviato un’attività di mappatura e monitoraggio dei fondali su una scala difficilmente comparabile con quella di altri attori. Navi da ricerca, istituti universitari e agenzie statali operano in modo coordinato in diverse aree del globo: Pacifico occidentale, Oceano Indiano, fino ad arrivare alle rotte artiche.

Formalmente, queste operazioni sono giustificate da obiettivi scientifici ed economici: studio dei fondali, ricerca di risorse, analisi climatica. In pratica, tuttavia, le attività di ricerca hanno caratteristiche che suggeriscono un uso duale dei dati ottenuti. Le traiettorie seguite dalle navi impiegate nella ricerca – spesso caratterizzate da movimenti ripetitivi e sistematici – sono infatti tipiche delle operazioni di mappatura ad alta risoluzione, il tipo di dato utile alle industrie della difesa.

Il progetto più ambizioso in questo ambito è definito “Transparent Ocean”: una rete di sensori e piattaforme in grado di fornire una visione il più possibile completa delle condizioni del mare in aree selezionate. L’obiettivo dichiarato è scientifico, ma le applicazioni militari sono evidenti. Per la Cina, la conoscenza del dominio sottomarino risponde infatti a una duplice esigenza strategica. Da un lato, migliorare l’impiego dei propri sottomarini, sfruttando le caratteristiche dell’ambiente per aumentare furtività ed efficacia. Dall’altro, sviluppare strumenti per individuare e tracciare quelli altrui, in particolare nelle aree considerate più sensibili, come la famigerata “prima catena di isole” (la fascia di arcipelaghi tra Giappone, Taiwan e Filippine che delimita l’accesso della Cina al Pacifico).

In questo senso, la mappatura dei fondali non è un’attività accessoria, ma una parte integrante dell’infrastruttura informativa della difesa marittima. Più che accumulare dati, si tratta di costruire un vantaggio conoscitivo che possa essere utilizzato in caso di crisi o conflitto. La scala e la continuità di questo sforzo suggeriscono che Pechino consideri il dominio sottomarino non come uno spazio da esplorare, ma come uno spazio da integrare stabilmente nella propria architettura strategica.

Confusione americana

Sull’altro versante strategico e geografico del Pacifico troviamo gli Stati Uniti. Per decenni gli USA hanno beneficiato di un vantaggio significativo nella conoscenza degli oceani, costruito attraverso una combinazione di ricerca scientifica, capacità militari e infrastrutture tecnologiche. Questo vantaggio si è tradotto, tra le altre cose, in una superiorità nelle operazioni sottomarine che si è rivelata utile in diversi frangenti della Guerra Fredda.

Negli ultimi anni, tuttavia, questo quadro si è fatto più complesso. Da un lato, Washington ha lanciato iniziative ambiziose come la strategia NOMEC, con l’obiettivo di mappare le proprie acque entro il 2030-2040. Dall’altro, deve fare i conti con dati che mostrano come una parte rilevante (tra il 40 e il 50%) dei fondali statunitensi resti ancora poco conosciuta o mappata con tecnologie non aggiornate.

Il problema americano, a detta di un report del governo in merito, non è tanto la scarsità di dati o la capacità di generarli, quanto la loro frammentazione e la difficoltà di integrarli. Le informazioni “oceaniche” americane sono raccolte da attori diversi – agenzie civili, istituzioni scientifiche, marina militare – con finalità e standard differenti. Questo rende più difficile costruire un quadro unitario e aggiornato del dominio sottomarino nazionale.

Nuove minacce e nuove soluzioni

Le ragioni per cui sia Cina che USA hanno iniziato a essere così preoccupate dalla loro scarsa conoscenza dei fondali è che, di recente, è cresciuta tanto l’importanza dei fondali quanto il numero delle minacce che operano in questo ambiente. Proprio come accade nel cielo, in fondo al mare oggi non si muovono solo colossi tecnologici da miliardi di dollari – come i sottomarini – ma anche droni subacquei a basso costo: piccoli dispositivi in grado di interferire con il regolare funzionamento di cavi o pipeline, e attraverso i quali vengono condotte operazioni di guerra ibrida di difficile attribuzione, soprattutto in assenza di un monitoraggio aggiornato e capillare.

È per questo che, a detta degli esperti, serve un ulteriore balzo tecnologico, non tanto nella capacità di raccogliere dati, quanto in quella di interpretarli e integrarli. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi di deep learning possono riconoscere pattern nei segnali sonar, distinguere tra anomalie naturali e oggetti artificiali, aggiornare mappe quasi in tempo reale integrando dati raccolti da fonti diverse. In prospettiva, possono anche contribuire a prevedere comportamenti: come si muovono le correnti, come cambia la propagazione del suono, dove è più probabile che un oggetto non identificato stia operando.

In altre parole, le AI possono accelerare il passaggio in corso da una logica di “mappatura” dei fondali a una logica di “monitoraggio continuo”. Si tratta di un cambiamento che ha implicazioni profonde. Per esempio significa che la superiorità nel dominio strategico sottomarino non dipenderà più solo dal numero di navi o dalla qualità dei sottomarini, ma dalla capacità di costruire e gestire reti informative complesse. Significa anche che il confine tra ambito civile e militare diventa ancora più sfumato: gli stessi dati utilizzati per studiare gli ecosistemi marini o per progettare infrastrutture energetiche possono essere impiegati per finalità di sorveglianza e difesa.

E soprattutto significa che il mare, da spazio opaco per definizione, diventa progressivamente più “trasparente”. Non nel senso di completamente visibile – obiettivo probabilmente impossibile da raggiungere – ma nel senso di sempre più leggibile per chi dispone di strumenti adeguati.

In questo senso, il parallelo più evidente per ciò che sta accadendo sotto il pelo dell’acqua non è con la geografia o la cartografia tradizionali, ma con altri domini in cui l’informazione è la vera posta in gioco: il cyberspazio, lo spazio orbitale, persino il campo elettromagnetico. Anche lì, la competizione si gioca non solo sulla capacità di identificare gli oggetti fisici, ma su quella di costruire rappresentazioni affidabili e aggiornate dell’ambiente in cui si trovano immersi. Perché in un ambiente dove tutto è difficile da vedere, quello che più conta è capire cosa si sta guardando.

L'articolo Cina, Stati Uniti e la sfida degli abissi proviene da Guerre di Rete.

Problema hardware / Hardware issue

di: ale
8 Marzo 2026 ore 09:16

[IT] Stiamo avendo dei problemi hardware con uno dei server di posta stamattina, attendiamo aggiornamenti dal provider.

AGGIORNAMENTO: tutto è tornato a posto.

[EN] We’re having some hardware issues with one of the email servers today. We’re waiting for updates and an ETA from the provider.

UPDATE: all services are back now.

Madrid: "Sul Museo dei bambini andiamo avanti. Le proteste del Mu.Basta sono un accanimento"

27 Febbraio 2026 ore 16:29

Siamo davanti a un paradosso, quello "di chi sostiene di difendere l’ambiente e allo stesso tempo compie probabili reati ambientali e impedisce la ripiantumazione delle alberature”. Così l'assessora alla Sicurezza di Bologna Matilde Madrid commenta le proteste che a Bologna stanno andando avanti da due mesi a opera del comitato Mu.Basta. Questa associazione si sta battendo contro la costruzione di un Museo dei Bambini – acronimo "MuBa", da cui il comitato prende il nome – che si chiamerà "Futura" e che dovrebbe sorgere all’interno del parco bolognese Mitilini Moneta Stefanini nel quartiere Pilastro. Ma il dissenso non viene espresso solo con le parole: nella scorsa notte infatti, secondo le prime ricostruzioni della polizia e della Digos, alcune persone avrebbero danneggiato una telecamera di videosorveglianza e tranciato dei cavi di un escavatore della ditta incaricata dei lavori del Museo. Questo sabotaggio ha comportato uno sversamento di olii nel terreno, inquinandolo: "E a questo punto noi siamo costretti a fare una denuncia contro ignoti e dovremmo vedere se sarà necessario fare una bonifica o meno. Poi magari è un danno molto localizzato che si risolve con poco, però è un problema in più", commenta Madrid che aggiunge: "Si può ovviamente contestare tutto, c'è libertà di critica, però sabotare un escavatore di una ditta ci sembra un accanimento. Venissero a protestare con gli striscioni in comune e la smettessero di sabotare i mezzi di un'impresa".

 

Da inizio gennaio, il comitato Mu.Basta sta organizzando pranzi sociali, presidi permanenti e assemblee pubbliche per impedire che gli alberi del parco Mitilini Moneta Stefanini  vengano tagliati per fare spazio a "un edificio di tre piani di cemento". Ma quell'area non resterà priva di alberi perché, proprio secondo il progetto, è previsto il trapianto di altri nove e in generale nel parco ne varranno piantati 38 nuovi. Parlando con il Foglio, l'assessora Madrid non solo smonta le rivendicazioni del Mu.Basta, ma precisa, facendo emergere le contraddizioni del comitato, che il riampianto delle nove alberature è per il momento rimandato perché "lo stesso comitato ha occupato quella zona e non permette di fare questa operazione in sicurezza. E soprattutto se guardiamo ai parchi vicini nello scorso anno di alberi ne abbiamo piantati 360. Quindi tutto ci si può dire tranne che non facciamo attenzione a tenere insieme la questione ambientale con quella sociale". Sulle loro pagine social e durante le manifestazioni, il comitato Mu.Basta ha inoltre lamentato che la decisione di costruire un museo dentro il parco è stata "calata dall'alto". L'assessora non ci sta: "E' assolutamente falso, è dal 2022 che facciamo dei percorsi di partecipazione a cui ovviamente queste realtà non hanno preso parte perché probabilmente l'obiettivo non era contribuire a un buon progetto, ma limitarsi a contestarlo a progetto concluso".

 

La cittadinanza bolognese dunque, diversamente da quanto sostenuto da Mu.Basta è stata coinvolta fin dall'inizio, a partire dai bambini a cui è dedicato il Museo perché, spiega l'assessora, "sono stati loro a scegliere il nome 'Futura'". Il comitato contro questo parco però è soltanto l'ultima associazione bolognese che lotta in difesa del verde: due anni fa per esempio il comitato Besta, aveva difeso il verde del parco Don Bosco impedendo la realizzazione di una scuola. Però Madrid è sicura: nonostante le proteste di questi comitati "vogliamo andare avanti con il progetto. Sono gli stessi cittadini che ci fanno sapere che sono con noi. Poi è chiaro che questi pochi che si mettono di traverso, urlano e fanno atti violenti nel dibattito pubblico sembra che siano cento volte di più. Ma noi abbiamo dalla nostra la forza di come abbiamo costruito queste idee, questi progetti: con la partecipazione di centinaia e centinaia di cittadini, di associazioni, di scuole e di bambini".

Bollettino della qualità dell'aria - 28-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 4 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 13 0 4 65 - 0.5 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 13 0 5 73 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 14 0 4 35 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 15 0 - 47 - 0.3 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 15 0 4 16 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 16 0 - 37 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 22 1 - 81 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 9 0 - 25 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 9 0 6 45 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera n.d. 0 - n.d. 6.2 - 0.3 -

Bollettino della qualità dell'aria - 27-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 10 0 - 19 3.8 - 0.4 -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 42 - 0.4 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 40 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 14 0 7 47 - 1.4 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 16 0 - 38 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 17 0 15 38 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 17 1 - 52 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 23 0 11 51 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 7 0 3 40 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 5 31 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 26-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 6 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 10 0 6 62 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 11 0 - 36 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 11 0 - 48 4.2 - 0.7 -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 11 0 7 47 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 19 0 12 62 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 19 0 9 86 - 1.5 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 26 1 - 90 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 5 0 3 43 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 6 0 - 26 - 0.4 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 6 0 - 37 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 25-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 3 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 19 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 10 0 - 19 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 10 1 - 61 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 12 0 8 26 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 14 0 11 41 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 20 3.5 - 0.9 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 21 0 17 47 - 1.2 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 7 0 4 36 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 19 - 0.5 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 8 0 5 22 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 24-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 2 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 26 - 0.2 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 11 0 - 34 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 51 - 0.6 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 15 1 - 66 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 16 0 10 43 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 6 0 4 27 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 17 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 8 0 4 26 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 9 0 - 20 2.6 - 0.5 -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 3 38 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 23-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 14 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 19 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 14 0 11 41 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 15 0 9 32 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 20 3.5 - 0.9 -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 18 1 - 98 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 19 0 16 39 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 21 0 17 47 - 1.2 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 30 0 - 50 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 36 0 27 56 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 19 - 0.5 - -

Bollettino della qualità dell'aria - 22-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 6 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 13 0 - 62 - 0.5 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 13 0 9 35 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 59 3.4 - 1.1 -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 19 0 - 59 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 20 0 13 76 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 22 1 - 91 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 23 0 15 79 - 1.2 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 27 0 - 42 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 28 0 19 47 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 38 0 29 63 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 21-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 7 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 44 - 0.5 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 12 0 10 22 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 15 0 - 38 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 51 2.7 - 0.8 -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 18 0 13 51 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 20 0 12 68 - 0.7 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 23 0 15 61 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 23 1 - 76 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 24 0 - 40 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 24 0 17 53 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 20-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
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PM10
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Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 6 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 13 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 10 0 - 25 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 11 1 - 39 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 13 0 - 11 2.0 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 16 0 10 37 - 0.5 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 16 0 10 45 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 25 0 16 50 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 7 0 - 15 - 0.4 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 11 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 19-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
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PM10
Nro.super.ti
PM2.5
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Media G.
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Max m.m.8h
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Media G.
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µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 5 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 11 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 10 0 7 47 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 11 - 0.4 - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 11 0 - 20 2.4 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 26 - 0.5 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 14 1 - 62 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 27 0 - 46 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 33 0 18 58 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 13 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 18-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
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PM10
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Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 4 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 10 0 6 29 - 0.5 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 11 0 8 17 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 14 0 - 24 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 15 0 11 52 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 17 1 - 55 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 21 0 14 41 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 8 0 - 10 1.7 - 0.4 -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 16 - 0.4 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 8 0 5 11 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 9 0 - 21 - - - -

Superamenti rilevati in data 16-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 63 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 57 µg/m³
GR-SONNINO Zona Costiera GROSSETO PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 14-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 88 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 76 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 68 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 66 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 62 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 61 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 57 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 56 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 54 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 13-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 89 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 75 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 64 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 61 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 60 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 59 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 56 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 12-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 71 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 58 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 56 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 01-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 115 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 110 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 108 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 99 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 89 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 76 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 57 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 57 µg/m³
PT-SIGNORELLI Zona Prato Pistoia PISTOIA PM10 55 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 54 µg/m³
AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO BORGO SAN LORENZO PM10 53 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 51 µg/m³

Server updates / Aggiornamenti server

di: ale
18 Novembre 2025 ore 13:39

[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.

[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.

Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

6 Novembre 2025 ore 15:36

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

6 Novembre 2025 ore 13:34

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

3 Ottobre 2025 ore 11:14

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

2 Ottobre 2025 ore 14:43

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

Ancora problemi con un server / Server issue, again

di: ale
25 Agosto 2025 ore 15:26

Uno dei server di posta è al temporaneamente irraggiungibile per un problema con il provider relativo. UPDATE: era un problema hardware, è stato risolto.

One of our email servers is currently unavailable, due to an issue with the upstream provider. UPDATE: the hardware problem has been resolved.

Problemi con un server / Server issues

di: ale
14 Agosto 2025 ore 15:03

Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.

AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.

One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.

UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.

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