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Stephen Colbert Nods to Obama’s Tan Suit at Presidential Center Opening

18 Giugno 2026 ore 23:27
Celebrity guests paid winking homage to President Obama’s notorious tan suit.

© Win Mcnamee/Getty Images

A pair of funny guys in shades of khaki at the Obama presidential library opening on Thursday.

Vance Lashes Out at Israeli Critics of U.S.-Iran Agreement to End the War

The vice president said that the United States was the only powerful ally Israel had left and noted that two-thirds of the weapons that protected Israel were paid for by U.S. tax dollars.

© Allison Robbert for The New York Times

Vice President JD Vance during a news briefing at the White House on Thursday. He lashed out at critics of President Trump’s deal with Iran.

Here’s What Barack and Michelle Obama Said at His Presidential Center Opening

19 Giugno 2026 ore 03:29
The Obamas each took to the microphone, delivering speeches before a crowd of dignitaries, elected officials and Democratic supporters.

© Jamie Kelter Davis for The New York Times

Former President Barack Obama onstage at the grand opening ceremony for the Obama Presidential Center in Chicago on Thursday.

A Guide to Chicago’s South Side, Home of the New Obama Center

The Obama Presidential Center, opening on June 19, is poised to attract visitors to an often-overlooked area. Here’s what you’ll find in Hyde Park and beyond.

The $850-million Obama Presidential Center will introduce visitors to an area they have largely overlooked in favor of downtown attractions. Above, the sculpture of the Obamas outside the center was created by StudioEIS, a Brooklyn-based design studio.

Barack Obama Presidential Center Opens in Chicago

18 Giugno 2026 ore 18:33
Thursday’s opening drew four former presidents, as well as Bruce Springsteen, Bono and Jennifer Hudson. Chicago has seen years of planning and legal fights.

© Jamie Kelter Davis for The New York Times

The Obama family onstage at the Obama Presidential Center opening ceremony in Chicago on Thursday.

Trump Defends Deal to End the War With Iran as Details Emerge

President Trump lashed out at critics who say the agreement achieves less than the one President Barack Obama signed in 2015, and he threatened to bomb Iran again if it violated the deal.

© Haiyun Jiang/The New York Times

President Trump and other U.S. officials at a news conference amid the Group of 7 summit in Évian-les-Bains, France, on Wednesday.

Trump Criticized Obama’s Iran Deal, but New Deal Would Also Offer Tehran Relief

17 Giugno 2026 ore 23:11
The agreement outlines a $300 billion plan to rebuild Iran, and says sanctions would be lifted in the future.

© Haiyun Jiang/The New York Times

President Trump speaks on Iran during the closing of the G7 Summit in Evian-les-Bains, France.

E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

20 Marzo 2023 ore 10:55

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

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