Vista elenco

Furto al MuMe di Messina, svolta nelle indagini: ritrovato il furgone usato dai ladri

17 Agosto 2026 ore 15:55
Furto al MuMe di Messina, svolta nelle indagini: ritrovato il furgone usato dai ladri

MESSINA (ITALPRESS) – Svolta nelle indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina al Museo regionale Accascina. Agenti della Squadra mobile hanno ritrovato e sequestrato il furgone utilizzato dai ladri per la fuga, individuato in una zona isolata e priva di telecamere. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Messina, hanno seguito il mezzo attraverso le immagini della videosorveglianza fino al punto in cui se ne perdono le tracce. L’ipotesi è che i ladri abbiano effettuato un cambio d’auto, trasferendo le opere su un altro mezzo.

Il furgone è stato trasferito alla Polizia scientifica per la ricerca di impronte e altre tracce. Intanto, le immagini interne al museo mostrano i due malviventi, con caschi integrali neri e abbigliamento scuro, mentre entrano da una porta laterale e si dirigono verso la sala del Polittico di San Gregorio. Gli investigatori non escludono la presenza di un basista.

In giornata sono stati sentiti i quattro custodi in servizio la sera del colpo. Secondo una prima ricostruzione, ad agire sarebbero state almeno quattro persone: due entrate nel museo e due rimaste all’esterno. Dopo avere forzato una porta laterale, i ladri avrebbero portato via le tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte. Due delle opere sarebbero state poi abbandonate su un muretto lungo il viale Annunziata e ritrovate grazie alla segnalazione di una famiglia al 112.

Gli investigatori stanno verificando anche il funzionamento dell’allarme e i tempi della sua eventuale attivazione. Al vaglio inoltre le modalità della fuga: due sbarre della recinzione, vicino alla porta laterale, risultano allargate. La Procura indaga per furto pluriaggravato di opere d’arte.

L’UOMO CHE HA RITROVATO PARTI DEL POLITTICO “SIAMO RIMASTI SBIGOTTITI”

 È Antonio Indaimo, messinese, l’uomo che la sera di Ferragosto ha ritrovato alcune delle opere del Polittico di San Gregorio, trafugate dal Museo regionale di Messina e successivamente abbandonate all’esterno della struttura. Indaimo stava andando a una festa insieme alla moglie quando la donna ha notato alcuni oggetti appoggiati sulla ringhiera del museo. “Mi dice: “Antonio, ci sono dei pezzi di legno appoggiati sulla ringhiera”.

Abbiamo acceso la torcia del telefono e abbiamo visto che erano qualcosa di un po’ più importante”. La coppia ha quindi scattato una fotografia e utilizzato Google Lens, scoprendo che si trattava di opere di Antonello da Messina. “Siamo rimasti un pochino sbigottiti e abbiamo valutato che potesse trattarsi di un furto”, racconta Indaimo. Nessun allarme o sirena, ha riferito il testimone, sarebbe stato percepito in quel momento. La coppia ha atteso l’arrivo delle forze dell’ordine, insieme a una famiglia che aveva notato le opere mentre risaliva dal mare. “Non si vedeva nessun movimento. Nessuna sirena, niente di niente”, aggiunge Indaimo.

– foto xr6 Italpress –
(ITALPRESS).

Futuro Nazionale si rafforza a Cecina con nuovo comitato

17 Agosto 2026 ore 15:53

CECINA – Il panorama politico della costa tirrenica registra un nuovo e significativo tassello organizzativo. Futuro Nazionale prosegue a passo spedito il proprio percorso di radicamento e strutturazione nella provincia di Livorno, annunciando la nascita e l’ufficializzazione del nuovo Comitato Costituente “Cecina 1995”. L’iniziativa si inserisce in un quadro di costante espansione territoriale promosso da Lorenzo Gasperini, coordinatore provinciale del movimento e responsabile nazionale del programma politico. La nuova realtà cecinese andrà così ad affiancare i comitati già attivi e operativi sul territorio livornese, consolidando una rete che vede già ben presenti le sezioni di “Livorno 136”, “Campiglia Marittima 91” e “Piombino 1846”.

In realtà, l’approdo formale a Cecina rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso conoscitivo e d’azione già avviato da diversi mesi. Il movimento, infatti, operava già a livello locale grazie a un coordinamento strutturato capace di ritagliarsi una propria presenza e una diretta agibilità istituzionale all’interno del Consiglio comunale. Con il passaggio al Comitato Costituente si sceglie di dare continuità operativa e organizzativa al gruppo di lavoro che ha guidato la compagine fino a oggi. L’assetto direttivo vedrà infatti Matteo Occhipinti assumere l’incarico di referente politico del comitato comunale, mentre la guida del gruppo consiliare rimarrà saldamente affidata all’esperienza dell’avvocato Federico Pazzaglia.

La formalizzazione della struttura rappresenta, come evidenziato dai promotori, “il naturale proseguimento del lavoro svolto fino a oggi e un ulteriore passo nel percorso di radicamento sul territorio“. Un passaggio chiave che punta a conferire un’identità ancora più definita, riconoscibile e trasparente a una squadra di esponenti e dirigenti già attiva nel tessuto cittadino, permettendo al gruppo di “continuare a crescere e a portare avanti iniziative e proposte concrete per Cecina”.

Sul piano delle linee d’azione e delle priorità d’intervento, i dirigenti del movimento hanno già delineato una mappa dettagliata dei temi su cui concentreranno la propria iniziativa. Tra i punti cardine figura senza dubbio “la sicurezza e il ripristino di un maggiore controllo del territorio”, affiancati da “una particolare attenzione alle famiglie e ai cittadini italiani nell’accesso agli strumenti di sostegno sociale”.

Una delle battaglie di punta su cui il comitato intende profondere il massimo sforzo è poi la contestazione dell’attuale modello di gestione dei rifiuti urbani, puntando con decisione “all’abolizione dell’attuale sistema di raccolta differenziata porta a porta”, giudicato dalla dirigenza come un meccanismo “inefficiente, costoso e poco rispondente alle esigenze dei cittadini”. Su questo specifico argomento, il gruppo cecinese ha già da tempo promosso una mobilitazione popolare attraverso una raccolta firme per chiederne la revisione e il superamento.

L’impostazione politica del Comitato Costituente si orienterà dunque verso “un’opposizione ferma all’attuale Amministrazione comunale”, precisando tuttavia che al contrasto di piazza e di aula si affiancherà un’attività costruttiva caratterizzata da “proposte concrete e realizzabili volte al miglioramento di Cecina, dei suoi servizi e della qualità della vita dei cittadini”.

Il consolidamento della presenza a Cecina segna un passaggio strategico nel piano di crescita che Futuro Nazionale sta portando avanti in tutta la provincia di Livorno, rafforzando progressivamente la propria presenza nei comuni e il rapporto diretto con la cittadinanza. Coloro che intendono richiedere informazioni per aderire alle iniziative del neocostituito Comitato “Cecina 1995” possono reperire le schede informative, i contatti e i dettagli organizzativi visitando il portale web ufficiale di Futuro Nazionale.

Ondata di maltempo su Livorno e provincia: crolla un grosso albero sul viale Italia

17 Agosto 2026 ore 15:09

LIVORNO – Ondata di maltempo su Livorno e provincia: crolla un grosso albero sul viale Italia.

Lascia strascichi importanti il passaggio dell’ondata di maltempo su Livorno e provincia. 

Tanti gli interventi dei vigili del fuoco e le chiamate per allagamenti o danni strutturali.

I vigili del fuoco del comando di Livorno, in particolare sono intervenuti per la caduta di un ramo di grosse dimensioni in viale Italia. La pianta è stata tagliata a pezzi per la successiva rimozione, ma non si registrano danni a cose o persone.

Un secondo intervento ha riguardato un incendio di un tetto, presumibilmente causato da un fulmine, nella zona della baia del Quercetano nel territorio del Comune di Rosignano Marittimo. L‘incendio è stato messo sotto controllo ed il tetto limitando la sua propagazione alla restante copertura.

Il tetto a fuoco a Rosignano (foto vigili del fuoco)

Prorogata, intanto, l’allerta gialla a Livorno e Gorgona per temporali e rischio idraulico del reticolo minore fino alle 23,59 di oggi (17 agosto). Previsti fenomeni intensi con grandine e vento forte.

La protezione civile raccomanda, come di consueto, di evitare l’attraversamento di sottopassi e strade inondate e di non sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua.

Ben-Gvir propone di uccidere tra i 30 e i 40 palestinesi ogni notte a Gaza

 

L'ultima uscita pubblica di Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza interna di Israele, ha scosso gli animi ben oltre i confini dello Stato ebraico. In un podcast intitolato «8 ottobre», pubblicato nella giornata di domenica, il ministro di estrema destra ha dichiarato senza mezzi termini che, a suo avviso, le forze israeliane dovrebbero condurre uccisioni mirate a Gaza con un ritmo quotidiano di «tra i 30 e i 40» palestinesi, aggiungendo che tale prassi non dovrebbe limitarsi a coloro che rappresentano una minaccia immediata.

«Lì ci sono persone che non meritano di vivere. Né dovrebbero vivere. È che non sono nemmeno persone», ha affermato Ben-Gvir, ribadendo la sua convinzione che l'intero territorio palestinese appartenga a Israele e auspicando una rapida espansione degli insediamenti e la «migrazione» della popolazione di Gaza, da lui definita «terrorista».

Le dichiarazioni, che hanno fatto il giro del mondo attraverso i social media e le agenzie di stampa, hanno scatenato un coro di reazioni indignate. Tra le voci più autorevoli, quella del senatore americano Bernie Sanders, che non ha esitato a definire Ben-Gvir un «criminale» e ha dichiarato che Israele, in virtù di tali posizioni, «non merita il sostegno degli Stati Uniti». Anche Teheran si è unita alle condanne, con il viceministro degli Esteri Kazem Qaribabadi che ha parlato di «confessioni da registrare e conservare per il giorno del giudizio» dei responsabili di quelli che definisce crimini di guerra.

Le parole di Ben-Gvir si inseriscono in un contesto di violenza che non accenna a placarsi. Secondo le autorità sanitarie palestinesi, la guerra in corso a Gaza – iniziata il 7 ottobre 2023 – ha già causato oltre 73.000 vittime e circa 174.000 feriti, in maggioranza donne e bambini. A questi si aggiungono circa 9.500 dispersi, molti dei quali presumibilmente sepolti sotto le macerie degli edifici distrutti, in quella che le organizzazioni umanitarie definiscono una catastrofe senza precedenti. Si stima che il 90% delle infrastrutture della Striscia sia stato danneggiato o raso al suolo.

Le parole di Ben-Gvir, al di là dello choc che hanno prodotto, pongono interrogativi inquietanti sul confine tra discorso politico e istigazione alla violenza, e sulla capacità della comunità internazionale di intervenire di fronte a dichiarazioni che molti non esitano a definire come una chiara violazione del diritto internazionale.

I funzionari della leva ucraini arrestano il vescovo della Chiesa ortodossa ucraina

 

I funzionari ucraini della leva hanno arrestato il metropolita Sergius della Chiesa ortodossa ucraina (UOC), secondo quanto riferito da un avvocato della Chiesa, nell'ultima escalation della repressione che Kiev sta conducendo contro la più grande confessione religiosa del paese. Lo riporta oggi Ria Novosti. 

E' noto come la campagna di coscrizione in Ucraina sia diventata sempre più violenta e corrotta nel tentativo di compensare le perdite sul campo di battaglia, mentre la disponibilità di reclute volontarie si sia esaurita da tempo. Funzionari regionali incaricati della mobilitazione sono stati arrestati con l'accusa di aver accettato tangenti per concedere rinvii, e secondo quanto riferito la minaccia di essere arruolati con la forza è stata utilizzata per esercitare pressioni sui giornalisti affinché non pubblicassero articoli compromettenti.

Sergius è a capo della diocesi di Tulchin della Chiesa ortodossa ucraina (UOC) nella regione di Vinnitsa. È stato arrestato, insieme all'arciprete Anatoly Vishnev, nel sud-est di Kiev da funzionari della leva, secondo quanto riportato in un comunicato su Telegram dall'arciprete Nikita Chekman, avvocato che rappresenta l'UOC.

Entrambi sono stati condotti presso il Centro territoriale locale di reclutamento e sostegno sociale (TCK) per essere sottoposti a visite mediche; tale ente è incaricato di supervisionare la campagna di coscrizione in Ucraina, secondo quanto riferito dall'avvocato. Sergio è stato rilasciato nel corso della giornata, ma il suo passaporto è stato sequestrato, ha riferito Chekman in un aggiornamento.

Sia la detenzione che il sequestro sono stati effettuati «senza le dovute formalità procedurali», senza che venissero forniti documenti o basi giuridiche per nessuna delle due azioni, ha affermato, aggiungendo che la Chiesa ortodossa ucraina (UOC) ritiene illegali le azioni del TCK.

 

Il contesto della repressione

Dall'escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, le autorità ucraine hanno imposto sanzioni al clero della Chiesa ortodossa ucraina (UOC), hanno effettuato irruzioni nei suoi monasteri e nelle sue chiese e hanno sostenuto gli sforzi volti a trasferire le sue proprietà alla Chiesa ortodossa dell'Ucraina (OCU), affiliata a Kiev. L'organizzazione scismatica è stata fondata nel 2019 sotto l'allora presidente Pyotr Poroshenko.

Secondo quanto riferito, la coscrizione forzata è stata utilizzata per esercitare pressioni sui sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina. Mosca, nel frattempo, ha definito la mossa un tentativo di «distruggere l'ortodossia in Ucraina».

Alla fine di giugno, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha condannato i piani di riesumare e seppellire nuovamente importanti figure politiche ucraine presso la Lavra di Kiev-Pechersk, accusando le autorità di utilizzare l'iconico monastero per promuovere «antieroi travestiti da eroi». Il capo dell'Istituto ucraino della Memoria Nazionale, Aleksandr Alferov, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di portavoce dell'unità neonazista Azov, ha dichiarato il mese scorso che il governo intende istituire presso la Lavra quello che ha definito un «Pantheon» nazionale.

La venerazione a livello statale da parte dell'Ucraina dei collaboratori nazisti e dei nazionalisti della Seconda guerra mondiale è da tempo oggetto di aspre condanne da parte della Russia. Mosca ha fatto della «denazificazione» dell'Ucraina uno degli obiettivi chiave della propria operazione militare.

Lavrov: "Per l'Ucraina si prospetta il peggio"

 

"La Russia intensificherà la propria campagna militare in Ucraina e cercherà di distruggere ogni elemento utilizzato dall'Occidente per sostenere lo sforzo bellico di Kiev". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Sergey Lavrov in una comunicazione rilasciata ai media russi. 

L'alto diplomatico ha commentato le azioni dell'Ucraina e dei suoi sostenitori occidentali che, secondo loro, avrebbero lo scopo di esercitare pressioni su Mosca affinché accetti negoziati di pace. La Russia continua a cercare una «soluzione duratura, affidabile e sostenibile» al conflitto e non può accettare di sospenderla, ha proseguito il ministro degli esteri russo. 

 

La risposta agli attacchi ucraini: metodi più duri

Le sue dichiarazioni sono giunte in risposta a una serie di attacchi ucraini che hanno causato numerose vittime tra i civili, tra cui gli incidenti avvenuti a Starobelsk a maggio e a Gelendzhik all'inizio di questo mese. I funzionari russi, tra cui Lavrov, hanno descritto gli attacchi con i droni come atti deliberati di terrorismo.

Il ministro ha affermato che Mosca non ricorrerà alle stesse tattiche, ma ha avvertito che la sua risposta diventerà sempre più severa. «Non scenderemo al loro livello. Adotteremo invece metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che permette all'Occidente di alimentare la macchina da guerra di Kiev. Lo stiamo già facendo, e loro stanno già lamentandosi», ha affermato.

Il ministro ha inoltre ribadito che le proposte ucraine e occidentali di congelare il conflitto lungo l'attuale linea del fronte sono inaccettabili. Ha sostenuto che farlo nelle condizioni attuali equivarrebbe a tradire sia la vittoria sovietica sulle potenze dell'Asse nella Seconda guerra mondiale sia la storia più ampia dello Stato russo.

Mosca ha ripetutamente accusato il governo ucraino di abbracciare l'ideologia neonazista e di perseguire politiche volte a sopprimere la lingua, la cultura e l'identità russe nel paese.

 

La «campagna di pressione» di Zelensky e la risposta russa

Il mese scorso, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato una «campagna di pressione» di 40 giorni che includeva attacchi su larga scala contro navi civili russe, infrastrutture energetiche e strutture legate al gigante dell'e-commerce Wildberries. Kiev ha sostenuto che gli attacchi a lungo raggio dimostrano che l'Ucraina dispone di una strategia efficace per affrontare la Russia e rafforzano la sua richiesta di ulteriore assistenza militare occidentale, in particolare i missili intercettori Patriot necessari per contrastare gli attacchi di rappresaglia russi.

Mosca ha successivamente intensificato i propri attacchi a lungo raggio, anche contro navi che servono le rotte ucraine nel Mar Nero. L'esercito russo sostiene di prendere di mira solo le navi che contribuiscono direttamente allo sforzo bellico dell'Ucraina. L'aumento dei rischi, tuttavia, ha scoraggiato le compagnie di navigazione commerciali e ha fortemente limitato la capacità di Kiev di esportare materie prime, tra cui cereali e ferro.

Secondo Reuters, Zelensky sta ora cercando di ottenere un cessate il fuoco limitato nel Mar Nero e ha trasmesso la sua proposta tramite un intermediario. Anche funzionari turchi hanno pubblicamente chiesto una tregua delle ostilità nella zona.

Lavrov ha sostenuto che la Russia non ha dato inizio all'ultima escalation e ha criticato quella che ha definito la mancata condanna, da parte di alcuni paesi, degli attacchi ucraini contro navi neutrali, comprese le petroliere incaricate di trasportare greggio kazako attraverso il porto russo di Novorossiysk.

Uno zoo in Thailandia vieta l'ingresso ai turisti israeliani

 

Uno zoo in Thailandia ha vietato l'ingresso ai turisti dello stato di Israele. Secondo i media locali, la direzione di uno zoo di animali esotici sulla turistica isola thailandese di Koh Samui ha annunciato che i palestinesi possono, al contrario, accedere gratuitamente alla struttura e ha pubblicato sulle proprie pagine messaggi di sostegno alla Palestina. Lo riporta TRT che ha dato ampia copertura alla notizia. 

La direzione dello zoo ha ribadito la propria decisione di impedire l'ingresso agli israeliani e ha pubblicato, sia all'interno della struttura che sulle pagine web relative alla struttura, immagini con il simbolo «Vietato l'ingresso» accanto alla bandiera del regime israeliano, nonché la bandiera palestinese e slogan di sostegno alla Palestina. In alcuni post attribuiti al proprietario dello zoo si sottolinea che la decisione non è motivata esclusivamente dalla nazionalità delle persone, ma è stata adottata a seguito di esperienze precedenti con alcuni turisti israeliani. La direzione della struttura ha accusato alcuni di loro di comportarsi in modo contrario alle norme dello zoo. Tra i comportamenti segnalati dalla direzione figurano il rifiuto di pagare il biglietto d'ingresso, l'appropriazione di cibo per gli animali destinato ad altri visitatori, l'inosservanza delle istruzioni e un comportamento inappropriato nei confronti degli animali.

L'incidente ha assunto maggiore rilevanza dopo che una famiglia israeliana si è recata allo zoo per visitarlo e ha affermato che i dipendenti le avevano impedito l'accesso una volta appreso che erano israeliani. I video diffusi sui social media mostrano anche una discussione tra la famiglia e uno dei rappresentanti dello zoo, che alla fine si è conclusa con l'allontanamento della famiglia dal luogo.

 

An Israeli family was denied entry to Samui Exotic Park on Koh Samui, Thailand, on August 12, after staff learned they were from Israel. An employee who had initially greeted them told the group that tourists from Israel were not allowed in, according to the family.

In recent… pic.twitter.com/HWz6aeQXzz

— TRT World (@trtworld) August 13, 2026

 

 

La posizione ribadita dalla direzione

A seguito dell'incidente, la direzione dello zoo ha ribadito la propria posizione sui social media e ha pubblicato un'immagine della bandiera del regime israeliano con il simbolo «Vietato l'ingresso», accanto alla bandiera palestinese e alla scritta «Palestina libera».

Questo non è il primo episodio che coinvolge cittadini israeliani in Thailandia. Lo scorso febbraio, la polizia thailandese ha arrestato un importante trafficante di droga israeliano che operava sotto la copertura di un ristorante.

Servizi segreti russi: l'Occidente e l'Ucraina preparano una «provocazione» in America Latina per incolpare Mosca

 

I servizi segreti di un paese occidentale, «in coordinamento con i propri lacchè ucraini», stanno orchestrando «un nuovo spettacolo anti-russo» in America Latina, ha denunciato lunedì l'Ufficio Stampa del Servizio di Intelligence Estero russo (SVR).

«Si prevede di accusare la Russia di forniture illegali di armi ai cartelli della droga e ad altri gruppi della criminalità organizzata in Venezuela, Colombia e Messico. A tal fine, si sta già introducendo nel territorio di tali paesi armamenti di fabbricazione russa, sequestrati dal nemico durante l'operazione militare speciale», ha precisato l'organismo.

Secondo i dati dei servizi segreti russi, parallelamente si stanno preparando materiali audio e video falsi che avrebbero lo scopo di «confermare i fatti» relativi alla consegna di armi a cittadini latinoamericani da parte di russi tramite intermediari. «Per una maggiore credibilità, si intende avvalorare questo 'insieme' con documentazione falsificata, che presumibilmente collegherebbe i rappresentanti delle Forze Armate russe al 'complotto'», si sottolinea.

Dal SVR hanno spiegato che «gli "artefici" di questa provocazione calcolano ingenuamente che, in questo modo, potranno minare» le relazioni della Russia con i paesi latinoamericani e spingere i loro governi a sostenere la linea anti-russa dell'Occidente.

 

Le pratiche radicate dei servizi segreti occidentali

In questo contesto, l'SVR ha ricordato che, sin dall'inizio del conflitto ucraino, la guerra dell'informazione delle élite euroatlantiche contro la Russia è stata caratterizzata dalla diffusione e dalla promozione delle «trame più atroci, che vanno oltre la moralità e il diritto», compresa «la sanguinosa messinscena da loro organizzata a Bucha nell'aprile del 2022». Questa messinscena è stata utilizzata dall'Occidente per inasprire ulteriormente il conflitto in Ucraina, ha sottolineato l'agenzia.

Allo stesso tempo, i servizi segreti russi hanno sottolineato che questo tipo di messinscene non è un'invenzione recente, ma è profondamente radicato nelle pratiche occidentali, e ha citato come esempio il fatto che la Seconda guerra mondiale iniziò in seguito alla provocazione di Gleiwitz del 31 agosto 1939, quando membri delle SS travestiti con uniformi polacche attaccarono una stazione radio in questa città di confine tedesca.

«Il successivo corso della storia, tuttavia, ha dimostrato che il prezzo di tali messinscene potrebbe essere molto alto, soprattutto per gli stessi organizzatori», si conclude.

Controlli sulla via Aurelia, fioccano le multe a Rosignano

17 Agosto 2026 ore 14:19

ROSIGNANO MARITTIMO – Controlli a tappeto lungo la rete viaria della costa per garantire la sicurezza stradale durante il periodo estivo. In concomitanza con il picco di affluenza turistica, la Polizia Locale del Comune di Rosignano Marittimo ha promosso un servizio straordinario di verifica e prevenzione mirato a contrastare l’assunzione di bevande alcoliche alla guida.

L’operazione si è svolta durante le ore serali e notturne, dalle 21,30 fino alle 1,30 del mattino successivo. Gli agenti hanno presidiato un punto strategico del traffico locale, posizionando la postazione di controllo lungo la via Aurelia, nei pressi del noto incrocio con via Fratelli Gigli. Complessivamente sono stati 97 i conducenti fermati e sottoposti a screening qualitativo tramite il cosiddetto “pre-test” per accertare la presenza di alcol nel sangue: il bilancio dei fermi ha riguardato 70 autovetture e 27 tra scooter e motocicli.

A seguito delle verifiche preliminari, tre guidatori sono risultati positivi e sono stati scortati al test di secondo livello con etilometro per determinare l’esatto valore alcolemico. Dagli accertamenti analitici è emerso che uno dei tre conducenti rientrava nei margini di tolleranza, risultando sotto il limite di legge stabilito a 0,5 g/l. È andata diversamente per un secondo automobilista, fermato con un tasso alcolico compreso nella fascia tra 0,5 g/l e 0,8 g/l: in questo caso la normativa dispone una sanzione amministrativa che va da un minimo di 543 euro fino a un massimo di 2.170 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Mani più severe per l’ultimo caso registrato nel corso della nottata. Un terzo conducente ha infatti fatto segnare un valore superiore a 0,8 g/l e inferiore a 1,5 g/l, configurando la violazione penale prevista dal Codice della Strada. L’automobilista è stato deferito all’autorità giudiziaria e rischia una sanzione con ammenda da 800 euro a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi, il taglio di 10 punti e la sospensione della patente da sei mesi a un anno. Inoltre, trattandosi di un reato commesso in orario notturno dopo le 22,00, scatterà l’ulteriore aumento della pena da un terzo alla metà come previsto dalla legge. I controlli proseguiranno per tutta la stagione per garantire la sicurezza di residenti e villeggianti lungo la costa.

Nave di Emergency soccorre un’imbarcazione nelle acque internazionali della zona SAR libica, morti 7 migranti

17 Agosto 2026 ore 13:47
Nave di Emergency soccorre un’imbarcazione nelle acque internazionali della zona SAR libica, morti 7 migranti

MILANO (ITALPRESS) – Alle 8:07 di oggi si è concluso il soccorso di 57 persone portate in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency. La barca di legno a doppio ponte, avvistata alle 6:00 di questa mattina, è stata soccorsa nelle acque internazionali della zona SAR libica.

“Alle 6 del mattino abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave. A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l’operazione di soccorso era già in corso: l’imbarcazione libica è rimasta a sorvegliare l’operazione per tutta la sua durata”, spiega Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. “A metà soccorso il nostro team si è accorto della presenza di 9 persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio. Per 7 di loro non c’è stato niente da fare; 2 di loro sono in condizioni critiche per soffocamento”.

I naufraghi hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto. Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne. Tra i naufraghi 9 persone hanno bisogno di assistenza medica.

Per 2 di questi, in condizioni critiche per soffocamento, il personale a bordo della Life Support ha richiesto un MedEvac urgente alle autorità competenti, che è in arrivo. A causa delle condizioni dei naufraghi già provati da un viaggio drammatico, Emergency chiede alle autorità competenti l’assegnazione di un POS vicino per evitare altre sofferenze ai sopravvissuti. Il POS assegnato è Bari.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Caso Ranucci, il legale di Lavitola: “Non vuole ritrattare, ma chiarire. Lo avvisò un mese prima del rischio di attentati”

17 Agosto 2026 ore 13:29
Caso Ranucci, il legale di Lavitola: “Non vuole ritrattare, ma chiarire. Lo avvisò un mese prima del rischio di attentati”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono due i punti” da chiarire: “il primo è la modalità esecutiva dell’attentato e il secondo è il movente. Quindi non si tratta di ritrattare o di dire cose diverse, si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo è possibile perché in sede di esami è possibile rendere dichiarazioni spontanee. C’è stato un incontro il 7 settembre, nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò il dottor Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati, questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Così il difensore di Valter Lavitola, Arturo Cola, prima di incontrare il suo assistito nel carcere di Rebibbia, a Roma.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Inciviltà sul litorale livornese: spiagge sommerse dai rifiuti

17 Agosto 2026 ore 12:10

LIVORNO – I festeggiamenti della notte di Ferragosto lasciano sul litorale toscano una pesante scia di polemiche, dopo che l’inciviltà sul litorale livornese ha trasformato ampi tratti di costa e spiagge libere in vere e proprie discariche a cielo aperto. Con il sorgere del sole, immagini di degrado hanno invaso i social network, mostrando centinaia di metri di arenile ricoperti da bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, cartoni della pizza e sacchetti di spazzatura abbandonati al termine dei festeggiamenti notturni.

La situazione si è rivelata particolarmente critica nelle località turistiche dell’Alta Maremma e della Costa degli Etruschi, spingendo le amministrazioni locali a prendere una posizione netta di condanna. A San Vincenzo, il sindaco Paolo Riccucci ha affidato ai propri canali social un duro sfogo di fronte all’enorme quantità di spazzatura lasciata sulla sabbia dopo i tradizionali fuochi d’artificio: “Sono davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la complessità logistica nell’organizzare interventi di bonifica straordinari in un lasso di tempo così ristretto, prima dell’arrivo dei bagnanti mattutini: “Lasciare tutto lì significa, oltre al grave danno ambientale, fare un danno alla comunità, perché operazioni di pulizia così importanti rischiano di essere non solo problematiche e invasive, ma persino non realizzabili”.

Ancora più drammatico il bilancio tracciato a Cecina, dove gli arenili protetti delle riserve naturali hanno registrato ingenti danni. La sindaca Lia Burgalassi ha espresso profonda rabbia di fronte al panorama incontrato alle prime luci dell’alba: “Questa mattina le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi”. La prima cittadina ha rivolto un plauso al personale tecnico e alle forze dell’ordine mobilitate per far fronte all’emergenza: “Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla polizia locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge”.

Accanto all’indignazione delle istituzioni, il dibattito pubblico vede contrapposte le accuse di maleducazione rivolte ai bagnanti e le proteste di residenti e turisti, che segnalano la necessità di posizionare un numero maggiore di contenitori per la raccolta differenziata nei punti strategici di accesso alle spiagge libere nei periodi di massima affluenza.

Kurdistan, due droni carichi di esplosivo dall’Iran attaccano l’ufficio del premier Barzani

17 Agosto 2026 ore 11:45
Kurdistan, due droni carichi di esplosivo dall’Iran attaccano l’ufficio del premier Barzani

ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina due droni carichi di esplosivo lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della Regione del Kurdistan, Masrour Barzani, e la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza della Regione del Kurdistan nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Lo rende noto Direzione Generale Antiterrorismo (Ctd), affiliata al Consiglio di Sicurezza della Regione del Kurdistan (Krsc).

“Due droni esplosivi del tipo Hadid-110 sono stati lanciati dal lato iraniano del confine verso la sede dell’ufficio privato del primo ministro della Regione del Kurdistan e la residenza del direttore del Consiglio di Sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Fortunatamente, l’attacco non ha causato vittime”, fa sapere la Ctd. La Ctd ha condannato l’attacco notturno, definendolo “completamente inaccettabile”. Ha inoltre avvertito che “i responsabili dell’attacco ne risponderanno pienamente delle conseguenze”.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

17 Agosto 2026 ore 10:25
Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Cagliari Calcio comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari, dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota della società sarda.

“Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il Club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”, si legge nel comunicato.

Secondo una prima ricostruzione, il calciatore avrebbe rischiato di annegare in una piscina di una villa a Porto Cervo. Classe 2006, prelevato nel 2023 dal Creteil, Trepy ha giocato titolare la partita di Coppa Italia contro l’Arezzo di tre giorni fa, vinta dai sardi per 1-0. Dopo la partita, alla squadra erano stati concessi due giorni di riposo.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Iran. Trump prepara una nuova stretta economica: nel mirino petrolio, banche cinesi e “flotta ombra”

di: Ng
17 Agosto 2026 ore 11:54

di Shorsh Surme

L’amministrazione Trump si prepara a intensificare la pressione economica sull’Iran con un nuovo pacchetto di sanzioni definito “senza precedenti”, destinato a colpire le principali fonti di finanziamento di Teheran, le esportazioni di petrolio e l’accesso al sistema finanziario internazionale. Le misure si inseriscono nel contesto della guerra in corso e delle interruzioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz.
Due giorni fa Trump ha annunciato l’intenzione di adottare nuove e dure misure economiche contro l’Iran, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha anticipato che Washington potrebbe introdurre ulteriori sanzioni già dalla prossima settimana. I dati dell’Office of Foreign Assets Control (Ofac) mostrano che, dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno imposto oltre mille sanzioni contro individui, navi e aeromobili collegati all’Iran.
Uno dei fronti più sensibili riguarda le raffinerie indipendenti cinesi, spesso definite “teapot refineries”, che gestiscono una quota significativa delle importazioni cinesi di greggio iraniano. Secondo i dati di Kpler relativi al 2025, la Cina ha assorbito oltre l’80 per cento delle esportazioni petrolifere iraniane, con un ruolo rilevante delle raffinerie indipendenti.
Washington ritiene che colpire queste strutture con sanzioni secondarie potrebbe aumentare i costi legati all’acquisto del petrolio iraniano e ridurre la capacità di Teheran di ottenere valuta estera, fondamentale per finanziare il commercio e le attività dello Stato.
L’opzione più delicata riguarda tuttavia l’eventuale estensione delle sanzioni alle principali banche cinesi, accusate da Washington di facilitare trasferimenti per miliardi di dollari collegati al commercio petrolifero iraniano. Secondo gli esperti, colpire le grandi istituzioni finanziarie di Pechino avrebbe conseguenze molto più rilevanti rispetto alle misure contro società minori, ma comporterebbe anche il rischio di un’escalation economica con la Cina, soprattutto considerando la dipendenza occidentale dalle catene di approvvigionamento dei minerali critici necessari all’industria tecnologica.
Gli Stati Uniti potrebbero inoltre ampliare la campagna contro la cosiddetta “flotta ombra” iraniana, una complessa rete di navi, società e intermediari utilizzata da Teheran per aggirare le sanzioni e trasportare petrolio verso i mercati esteri.
La strategia potrebbe comprendere nuove sanzioni contro compagnie di navigazione, assicuratori e intermediari finanziari che consentono all’Iran di trasformare i proventi delle esportazioni petrolifere in risorse utilizzabili per acquistare beni e finanziare le proprie attività. Gli esperti avvertono tuttavia che una simile politica rischia di trasformarsi in una continua rincorsa, poiché Teheran potrebbe creare rapidamente nuove società ed entità per sostituire quelle colpite.
Tra le opzioni discusse a Washington figura anche un possibile blocco dei collegamenti terrestri dell’Iran, che richiederebbe la cooperazione dei Paesi confinanti, Iraq, Turchia, Pakistan, Afghanistan, Turkmenistan, Azerbaigian e Armenia. Una misura di questo tipo rappresenterebbe una sfida logistica e politica considerevole e potrebbe avere pesanti conseguenze sulla popolazione iraniana, limitando l’importazione di alimenti, energia e altri beni essenziali, senza necessariamente determinare un aumento della pressione interna sul governo.
L’amministrazione statunitense valuta inoltre il ricorso a dazi per penalizzare i Paesi che continuano a commerciare con l’Iran, sebbene la base giuridica di alcune misure tariffarie sia stata indebolita da una recente sentenza della Corte Suprema.
Un nuovo disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia comprende anche misure aggiuntive contro l’Iran e potrebbe attribuire a Trump maggiori poteri per imporre dazi ai Paesi che sostengono Teheran attraverso gli scambi commerciali o l’acquisto di armamenti. L’approvazione alla Camera dei Rappresentanti resta tuttavia incerta, a causa dell’opposizione dei democratici e di alcuni repubblicani a un ulteriore ampliamento dell’impiego dei dazi.
Al centro della strategia statunitense restano le entrate petrolifere iraniane, una delle principali fonti di valuta estera per Teheran. Washington punta a ridurre la capacità dell’Iran di esportare greggio e a ostacolare i canali attraverso i quali i relativi proventi vengono convertiti in valuta pregiata, necessaria per finanziare le importazioni e le attività governative.
Il successo della nuova offensiva economica dipenderà quindi dalla capacità degli Stati Uniti di smantellare le reti utilizzate per aggirare le sanzioni senza provocare un forte aumento dei prezzi internazionali del petrolio e, soprattutto, senza trasformare la pressione sull’Iran in uno scontro economico diretto con la Cina.

Immigrazione, Piantedosi “La scorsa settimana rimpatriati 145 stranieri irregolari”

17 Agosto 2026 ore 10:02
Immigrazione, Piantedosi “La scorsa settimana rimpatriati 145 stranieri irregolari”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono 145 i cittadini stranieri, irregolari in Italia, rimpatriati nei loro Paesi di origine la scorsa settimana”. Lo scrive sul suo profilo X il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Board of Peace per Gaza, incontro Kushner-Netanyahu: “Non crei ostacoli al piano di Trump”

17 Agosto 2026 ore 09:12
Board of Peace per Gaza, incontro Kushner-Netanyahu: “Non crei ostacoli al piano di Trump”

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Una fonte israeliana ha riferito alla Cnn che l’inviato del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner avrebbe detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di “non creare ostacoli” al piano del presidente statunitense per Gaza. Netanyahu, dal canto suo, ha affermato che i progressi sul piano erano “problematici” a causa delle imminenti elezioni in Israele. Lo riporta l’emittente pubblica israeliana Kan, al termine dell’incontro di circa quattro ore fra Kushner, Netanyahu e l’Alto rappresentante del Consiglio per la Pace a Gaza, Nickolay Mladenov.

Secondo quanto riportato da Sky News, l’incontro si è concentrato sul processo di disarmo di Hamas sotto la supervisione americana. È stato inoltre riferito che Netanyahu si è opposto a un eventuale ritiro dalla Linea Gialla in questo momento e ha espresso il desiderio di mantenere la libertà d’azione militare contro Hamas. Il principale punto di disaccordo tra Israele e gli Stati Uniti sulla questione risiede nella volontà americana di un ritiro graduale delle Forze di difesa israeliane (Idf) da Gaza, in parallelo con il disarmo dell’organizzazione terroristica. Questa posizione si contrappone a quella israeliana, che richiede il disarmo di Hamas prima di qualsiasi ritiro significativo.

 “È stato un incontro molto lungo”, ha affermato una fonte politica citata dall’emittente israeliana Channel 12. “Nonostante le grandi divergenze riguardo al Consiglio di Pace, la parte americana si è mostrata più moderata. Questo ha creato dei confini chiari per la conversazione”, ha aggiunto la fonte. Kushner è atterrato in Israele ieri sera, dopo un insolito incontro in Egitto con alti funzionari del movimento islamista palestinese al potere a Gaza Hamas. Secondo fonti politiche, prosegue Channel 12, durante l’incontro sono stati raggiunti diversi accordi. È stato concordato che non si procederà alla ricostruzione della Striscia di Gaza senza il completo disarmo di Hamas.Il primo passo per il disarmo della Striscia è la consegna da parte di Hamas di tutte le armi, che verranno distrutte sotto la supervisione di un generale Usa. In altre parole, evidenzia Channel 12, Israele e gli Stati Uniti concordano su un vero e proprio processo di disarmo, sia pesante che leggero.

Secondo le fonti, sono stati raggiunti accordi sulla salvaguardia della libertà d’azione delle Forze di difesa israeliane (Idf) e sulla prosecuzione della politica degli omicidi mirati. “Il primo ministro ha chiarito: se la situazione della sicurezza non lo consentirà, Israele non si ritirerà dalla Linea Gialla. Allo stesso modo, le Idf non smetteranno di assassinare i terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre”, hanno proseguito le fonti. Inoltre, è stato accordato di condurre operazioni di risanamento a Gaza al fine di prevenire la diffusione di epidemie.

Tuttavia, secondo la fonte israeliana, “a livello ufficiale, Israele non crede che Hamas si disarmerà”, mentre “gli americani dicono di credere che possa accadere. Kushner ha ripetuto la frase ‘non c’è nulla da ricostruire finché la Striscia non sarà smilitarizzata’”. Infine, conclude la fonte, “abbiamo mostrato a Kushner quanto, durante questo periodo, non ci sia stato un vero e proprio processo di smantellamento di Hamas. Abbiamo mostrato prove del finanziamento della Turchia ad Hamas”. 

NETANYAHU “COLLOQUI COSTRUTTIVI”

“Il primo ministro e il Consiglio per la Pace hanno avuto discussioni approfondite e costruttive”. Lo rende noto l’ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al termine dell’incontro con l’inviato del presidente Usa Donald Trump, Jared Kushner, e con l‘Alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov. “È stato concordato di istituire due gruppi di lavoro: uno sul disarmo e la smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele che il Consiglio per la Pace ritengono debba essere completato rapidamente prima di qualsiasi intervento di ricostruzione a Gaza. Un secondo gruppo di lavoro si concentrerà sui servizi igienico-sanitari, sull’acqua potabile e su altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno un impatto anche sulla popolazione israeliana”, afferma l’ufficio di Netanyahu.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Trump “L’Iran alzi bandiera bianca e si arrendano”. Baghaei: “La scadenza di 60 giorni è irrilevante dopo le violazioni Usa”

17 Agosto 2026 ore 08:57
Trump “L’Iran alzi bandiera bianca e si arrendano”. Baghaei: “La scadenza di 60 giorni è irrilevante dopo le violazioni Usa”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato in un’intervista a Fox News l’esistenza di “un canale informale” per i colloqui di pace con il corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (pasdaran). “Dovrebbero alzare bandiera bianca e arrendersi”, ha inoltre dichiarato. Trump ha poi osservato che c’è “ancora tempo per la pace” e che l’Iran potrebbe cedere alla sua principale richiesta: “L’obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un’arma nucleare”. “Non ho una scadenza precisa – ha aggiunto – Non ho fretta”. 

PORTAVOCE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI IRANIANO “LA SCADENZA DI 60 GIORNI NON HA PIU’ ALCUNA RILEVANZA”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che la scadenza di 60 giorni, stabilita in seguito al memorandum del 17 giugno tra Teheran e Washington, non ha più alcuna rilevanza, in quanto gli Stati Uniti hanno violato l’accordo poche settimane dopo la sua firma. “Non esiste alcuna disposizione nel memorandum d’intesa che faccia riferimento a una ‘scadenza di 60 giorni’, e la Repubblica Islamica dell’Iran non formula mai le proprie politiche sotto pressione, ultimatum o scadenze”, ha dichiarato Baghaei.

Il portavoce ha aggiunto che il memorandum prevedeva un periodo di 60 giorni per i colloqui su due questioni: “la revoca delle sanzioni” e “la questione nucleare”, precisando che il periodo avrebbe potuto essere prorogato in caso di mancato raggiungimento di un accordo.A causa della grave e diffusa violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti poche settimane dopo la sua firma, non sono stati avviati colloqui”, ha concluso. “Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni è diventata del tutto irrilevante”, ha aggiunto Baghaei.

PROSEGUONO COLLOQUI CON OMAN SU HORMUZ

I colloqui tra Iran e Oman su una rotta di transito marittimo lungo lo Stretto di Hormuz sono in corso, in un contesto caratterizzato da quelle che Teheran ha definito complesse problematiche di sicurezza. Lo ha affermato il portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei, in dichiarazioni riprese da Al-Jazeera. “L’elaborazione del piano per la rotta di transito marittimo con l’Oman si è rivelata lunga a causa delle complessità di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall’ostruzionismo di elementi destabilizzanti”, ha dichiarato Baghaei. “La questione è intrinsecamente complessa”, ha aggiunto.

“L’insicurezza imposta allo Stretto di Hormuz, alla regione e al mondo è il risultato dell’azione militare illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano”, ha proseguito. Baghaei ha affermato che il meccanismo proposto mirerebbe a proteggere gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman, garantendo al contempo la navigazione commerciale. “È la prima volta che si sta sviluppando un meccanismo per salvaguardare simultaneamente i diritti sovrani dei due Stati rivieraschi e garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali”, ha affermato. “Nonostante i precedenti disaccordi degli Stati Uniti sui propri impegni, i colloqui intensivi tra Iran e Oman per finalizzare una dichiarazione congiunta e istituire un meccanismo sicuro che tuteli gli interessi reciproci proseguono con impegno”, ha aggiunto Baghaei.

MEDIA “IRAN SI PREPARA A UN’ESCALATION”

L’Iran avrebbe impiegato i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’escalation dei combattimenti, piuttosto che per la diplomazia. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari iraniani e arabi, secondo cui Teheran ha ritenuto che gli Stati Uniti stessero solo prendendo tempo per un futuro attacco.

Pertanto, negli ultimi 60 giorni, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave, secondo le fonti. Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa scade oggi.

L’articolo del WSJ afferma che funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” nella leadership iraniana, volto a “preparare le forze a estendere il conflitto”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Accesso al mare, su tornelli e concessioni anche il centrodestra sta in silenzio

17 Agosto 2026 ore 08:45

LIVORNO – La vicenda dei tornelli agli stabilimenti balneari di Livorno ha superato i confini cittadini, è stata ripresa dalla stampa nazionale e ha riaperto il confronto sul diritto di accesso al mare. Eppure, nel dibattito politico locale, continua a mancare una voce: quella del centrodestra.

A oggi non risultano, sui principali organi d’informazione e sui canali pubblicamente consultabili, interventi significativi di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sulla contestazione sollevata ai Bagni Pancaldi Acquaviva, né richieste formali rivolte al Comune per conoscere le modalità di accesso gratuito alla battigia negli stabilimenti cittadini.

Un silenzio che sorprende, soprattutto considerando la rilevanza raggiunta dal caso. Il video realizzato da Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, insieme al creator Ivan Grieco, è stato rilanciato da testate locali e nazionali. Le immagini dei tornelli e la richiesta di un ingresso giornaliero da 7,50 euro hanno associato Livorno a una questione che riguarda l’uso di un bene pubblico e il rispetto degli obblighi imposti ai concessionari.

Il centrodestra cittadino, normalmente pronto a contestare le scelte della giunta guidata da Luca Salvetti, non sembra aver colto l’occasione per chiedere chiarimenti. Nessuna iniziativa pubblica per ottenere una mappa degli accessi gratuiti, nessuna domanda sui controlli svolti dal Comune, nessuna richiesta di convocazione degli uffici competenti o di pubblicazione delle condizioni contenute nelle concessioni.

La prudenza potrebbe dipendere dalla delicatezza della materia. Il governo nazionale, sostenuto proprio da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha più volte cercato una mediazione con gli operatori balneari, rinviando il passaggio definitivo alle gare e introducendo un nuovo periodo transitorio fino al 30 settembre 2027.

A Livorno, secondo quanto dichiarato dal sindaco, sono circa 40 le concessioni interessate dalla disciplina europea e destinate alle future procedure pubbliche. Il Comune afferma di attendere il perfezionamento del modello nazionale di bando. Su questo punto, almeno per ora, le forze di centrodestra non sembrano assumere una posizione diversa da quella dell’amministrazione.

Il risultato è un allineamento politico insolito. Da una parte, la giunta di centrosinistra non ha ancora offerto alla città un quadro pubblico e dettagliato delle concessioni, delle relative scadenze e delle modalità con cui viene garantito il libero accesso al mare. Dall’altra, l’opposizione di centrodestra non appare intenzionata a trasformare queste lacune in una battaglia consiliare. Non è possibile affermare che esista un accordo formale tra maggioranza e opposizione. Il silenzio, da solo, non dimostra un’intesa. Ma politicamente produce un effetto simile: lascia fuori dal confronto pubblico una questione sulla quale entrambe le parti sembrano preferire cautela.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si trovano del resto davanti a una contraddizione evidente. Contestare duramente il Comune significherebbe chiedere un’accelerazione sulle verifiche e sulle gare proprio mentre il governo nazionale, espressione degli stessi partiti, continua a gestire con prudenza il rapporto con i concessionari. Difendere apertamente gli stabilimenti, al contrario, significherebbe esporsi sul diritto dei cittadini al libero accesso alla battigia.

La scelta sembra quindi essere quella di non scegliere. Ma per un’opposizione il silenzio non è neutralità: è una posizione politica, soprattutto quando riguarda un tema diventato nazionale e direttamente collegato alla gestione del patrimonio demaniale cittadino.

La vicenda richiederebbe interrogazioni, accessi agli atti e domande precise. Quali stabilimenti dispongono di tornelli? Dove si trovano i percorsi gratuiti? Sono chiaramente segnalati? Le persone con disabilità possono utilizzarli? Quali controlli sono stati effettuati? Quando sono state prorogate le concessioni e quali procedure sta preparando il Comune in vista del 2027?

Sono domande che dovrebbe porre innanzitutto chi siede nei banchi dell’opposizione. Se nessuno le formula, il rischio è che il confronto politico si riduca a una rappresentazione nella quale maggioranza e centrodestra discutono su tutto, tranne che sugli interessi consolidati intorno al mare.

Per la prima volta, almeno su questo tema, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sembrano pienamente allineati con il governo cittadino: stessa prudenza, stessa attesa.

Nel frattempo, Livorno continua ad aspettare che qualcuno, in maggioranza o all’opposizione, spieghi con chiarezza dove finisca il diritto del concessionario e dove cominci quello dei cittadini.

Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

16 Agosto 2026 ore 22:34
Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Due ori e un bronzo per chiudere in maniera trionfale gli Europei di atletica a Birmingham. L’Italia vince il medagliere (10-6-6), piazzando i due acuti vincenti in coda.

Larissa Iapichino si impone nel salto in lungo: l’azzurra, già argento continentale a Roma 2024 e campionessa europea indoor un anno dopo, reduce dall’argento indoor ai Mondiali di Torun del marzo scorso, vince con la misura di 7 metri raggiunta al primo tentativo, senza poi migliorarsi negli altri salti. L’argento va alla britannica Jazmin Sawyers (6.99), davanti alla francese Hilary Kpatcha (6.98). “Non è stata la gara che volevo, io pretendo moltissimo da me stessa. Dopo il primo salto speravo di migliorare, ma ho bisticciato un po’ con le rincorse. È stata una gara di altissimo livello. Sono molto felice di essermi regalata questa medaglia, che significa tantissimo. Dal punto di vista familiare abbiamo aggiunto un titolo, perché mia madre non aveva mai vinto un titolo europeo”. 

In chiusura di serata il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati trionfano con il tempo di 2’59″16 davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19 e seconda così nel medagliere finale, terza l’Olanda (2’59″49). “Sono tre giorni che dico ai ragazzi che ci saremmo giocati il medagliere alla nostra gara – esulta Scotti – Ho detto anche agli inglesi che avremmo rovinato la loro festa. Eravamo qui per questo e l’abbiamo fatto”.

Da applausi anche la staffetta femminile che poco prima si prende il bronzo: nella 4×400 Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione e Eloisa Coiro firmano il tempo di 3’23″57 nella finale vinta dall’Olanda in 3’21″10, davanti alla Gran Bretagna in 3’21″68. “Sono veramente orgogliosa di questo quartetto, delle ragazze che ci hanno portato in finale e dei ragazzi che hanno vinto l’oro – commenta Coiro – Siamo una squadra fantastica, è bellissimo essere qua e vivere queste emozioni”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

❌