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100th 6Days FIM Enduro Of Nations. D4. È il giorno dei colpi di scena. Italia due volte prima, ma il Team Italy Club è out [VIDEO]

15 Ottobre 2026 ore 21:33
Italia al comando nel World e Junior Trophy. Crollano la Francia (World) e l’Italia Club di Morettini, Cagnoni e Scardina per il guasto del Campione del Mondo. Assoluta individuale, vince ancora Garcia, ma Verona è ancora avanti. Giornata “dimezzata” per la polvere

BMW Concept 7 Protection, la Serie 7 diventa una berlina blindata da 612 CV

15 Ottobre 2026 ore 19:20
BMW presenta la Concept 7 Protection, una berlina di lusso progettata per offrire una protezione balistica discreta senza rinunciare a comfort, eleganza e prestazioni. Basata sulla BMW M760e xDrive da 612 CV, adotta vetri antiproiettile, rinforzi in acciaio e materiali compositi e un sistema di sicurezza integrato. Il nuovo progetto si posiziona al di sotto della più protettiva BMW Serie 7 Protection

Renault avverte i partner: «Le auto devono essere diverse». Ecco cosa cambia per Nissan e Ford

15 Ottobre 2026 ore 18:54
Il CEO di Renault, François Provost, cambia strategia sulle collaborazioni industriali: condividere piattaforme e tecnologie non significa costruire auto identiche. Dopo il caso della Nissan Micra, il gruppo francese punta su una maggiore differenziazione dei modelli e su alleanze strategiche di lungo periodo

Roarington World: la 1000 Miglia diventa digitale

15 Ottobre 2026 ore 17:00

La 1000 Miglia si prepara a correre anche nel mondo digitale. Il 12 ottobre, al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO), Roarington ha presentato Roarington World, una nuova piattaforma che porta le auto storiche in un ambiente virtuale, trasformandole in protagoniste di esperienze di guida, sfide e percorsi ispirati alla realtà.

Dalla strada allo schermo

La prima proposta è dedicata proprio alla “corsa più bella del mondo”: un paesaggio italiano ricostruito digitalmente, cinque vetture e una prova di regolarità nella quale non basta accelerare, ma occorre avvicinarsi il più possibile ai tempi imposti, fino al centesimo di secondo. La novità è anche nell’accessibilità. Per partecipare basta un browser: non serve l’installazione di un programma o avere un simulatore, sebbene quest'ultimo sia l'ambiente ideale per un'esperienza totalmente immersiva. Un modo per avvicinare al mondo delle auto da collezione un pubblico più ampio, senza rinunciare alla precisione e alla componente competitiva.

Chi c’è dietro Roarington

Roarington è un progetto di The Classic Car Trust (TCCT), organizzazione fondata dal collezionista Fritz Kaiser che punta a mettere in relazione collezionisti, musei, marchi e appassionati. Con sedi a Vaduz (Liechtenstein) e a Milano, la piattaforma vuole trasformare la storia dell’automobile in un’esperienza da esplorare, condividere e, in certi casi, guidare. L’obiettivo dichiarato è creare un ecosistema digitale dedicato alla cultura dell’auto storica, capace di affiancare esperienze virtuali, conoscenza e patrimonio automobilistico. Accanto al nuovo mondo accessibile via browser, la piattaforma comprende esperienze per simulatori di fascia alta, progettati da Roarington in collaborazione con Pininfarina e Zagato e realizzati in Italia per essere venduti ai collezionisti e al pubblico. Il progetto coinvolge realtà come 1000 Miglia, Mercedes-Benz e MAUTO, spaziando dalla guida virtuale alla valorizzazione della storia e del design. Testimonial d'eccezione e volto dell'iniziativa, il campione di Formula 1 Kimi Raikkonen, che si è inoltre cimentato in una dimostrazione di uno dei simulatori Roarington davanti al pubblico.

Il gemello digitale di un’auto reale

Uno degli elementi centrali della tecnologia Roarington è il Digital Twin, la riproduzione digitale di uno specifico esemplare, non soltanto di un modello automobilistico. Attraverso scansioni tridimensionali ad alta risoluzione e una documentazione fotografica approfondita, la piattaforma mira a registrare anche i dettagli e la patina che rendono ogni vettura diversa dalle altre. L’azienda dichiara una precisione di scansione fino a 0,1 millimetri e associa al gemello un identificativo univoco e un certificato di autenticità. La riproduzione può diventare guidabile grazie alla calibrazione di numerosi parametri, dal comportamento del motore alla trasmissione, dalla fisica di guida al suono. Una tecnologia pensata per conservare la memoria di un’automobile e trasformarla in un’esperienza interattiva. Questo sistema non si limita soltanto alle auto, ma sarà inoltre possibile visitare i musei dell'automobile più importanti: a breve sarà resa disponibile il museo Mercedes-Benz di Stoccarda "in metaverso".

Non solo 1000 Miglia

Roarington affianca a World anche l’International Classic Racing Challenge, un calendario internazionale di competizioni virtuali disputate nei sim hub collegati. Nel programma 2026 figurano prove di regolarità ispirate alla 1000 Miglia, gare di velocità al Nürburgring e una sfida in salita al Bernina. Sono annunciate inoltre esperienze dedicate a musei, marchi e collezioni. La scommessa è convincere anche chi preferisce ancora la meccanica da toccare, il rumore del motore e i chilometri veri. Roarington sostiene di non voler rimpiazzare il mondo fisico, ma ampliarlo: il successo dipenderà da quanto il digitale saprà alimentare la curiosità per le automobili reali, anziché diventare un fine in sé.

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Cosa ha detto Jeremy Clarkson della nuova Alfa Romeo Cuorerosso?

15 Ottobre 2026 ore 18:28
Il celebre giornalista britannico ha commentato la nuova Alfa Romeo Cuorerosso con quattro parole che hanno attirato l'attenzione degli appassionati. La concept presentata al Salone di Parigi 2026 conquista per il design e riaccende il dibattito sul futuro sportivo del Biscione

SVEZIA AUTORIZZA L’ABBATTIMENTO DI 72 LUPI: INDIGNAZIONE E POLEMICHE

15 Ottobre 2026 ore 18:10

La Svezia ha annunciato che autorizzera’ l’abbattimento di 72 lupi nel 2027, su una popolazione stimata di 355 esemplari, suscitando la protesta degli ambientalisti. La decisione arriva dopo che lo scorso anno la giustizia aveva sospeso l’abbattimento di 48 animali. I lupi potranno essere uccisi in cinque contee vicine a Stoccolma tra il 2 gennaio e il 15 febbraio. “Poiche’ la popolazione di lupi scandinavi e’ ridotta e soffre di consanguineita’, la riduzione deve essere progressiva e accompagnata da misure volte a contrastarla”, hanno dichiarato i consigli amministrativi delle contee in un comunicato. La Societa’ svedese per la conservazione della natura ha definito la decisione “oltraggiosa”. “E’ scandaloso che un lupo su cinque in Svezia venga abbattuto quando la popolazione e’ gia’ gravemente minacciata”, ha dichiarato la presidente Beatrice Rindevall all’agenzia svedese Tt. “I nostri lupi soffrono gia’ di una forte consanguineita’ e questa caccia rischia di aggravare ulteriormente la situazione. E’ una scommessa insensata con una specie protetta e gravemente minacciata”.

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La silhouette a uovo di Wasp-17b

15 Ottobre 2026 ore 17:51

Non perfettamente sferica, ma a forma di uovo, con un lato più allungato dell’altro. È la silhouette di Wasp-17b, un “gioviano caldo” situato a circa 1.300 anni luce dalla Terra, nella costellazione dello Scorpione; uno dei più grandi “puffy planets” mai scoperti.

La forma dell’atmosfera di Wasp-17b ricostruita con la tecnica del transit mapping. Il pianeta presenta un’ampia fascia di correnti a getto lungo l’equatore, con venti molto intensi che trasportano materia e calore dal lato diurno, costantemente irradiato dalla stella, a quello notturno, perennemente in ombra. Questa circolazione atmosferica contribuisce a determinare la caratteristica forma ovoidale del pianeta. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford

A ricostruire per la prima volta i contorni dell’esopianeta e la forma tridimensionale della sua atmosfera è stato un team internazionale di ricercatori guidato dalla Cornell University, che ha sfruttato le capacità osservative del telescopio spaziale James Webb e un nuovo metodo di analisi chiamato transit mapping. I risultati dello studio, pubblicati ieri su Nature Astronomy, mostrano come l’intensa radiazione stellare e le correnti che ne derivano plasmino l’atmosfera del pianeta, confermando le predizioni teoriche e i modelli di simulazione.

I pianeti gassosi sono oggetti tridimensionali la cui forma è modellata dalla loro atmosfera. Ciò è ancora più evidente per i pianeti in rotazione sincrona, una condizione tipica dei gioviani caldi che orbitano estremamente vicini alla propria stella. Tali mondi, rivolgendo sempre la stessa faccia alla loro stella, possiedono un lato costantemente illuminato e uno perennemente in ombra. Questa condizione determina marcati gradienti orizzontali di temperatura, che possono modificare sia l’estensione verticale dell’atmosfera sia le condizioni chimiche al suo interno, determinando il contorno apparente del pianeta.

Mappare queste differenze permette dunque di ricostruire le variazioni della struttura atmosferica e di delineare la sagoma del pianeta.  Le osservazioni spettroscopiche del lembo degli esopianeti durante il loro transito sul disco della stella consentono di indagare tali variazioni, assumendo che il raggio del pianeta sia uniforme lungo tutto il suo contorno. Tra le tecniche usate per questo tipo di indagini c’è l’eclipse mapping, che misura le variazioni di luce quando un pianeta passa dietro la propria stella ospite.

Illustrazione che mostra Wasp-17b in transito davanti alla propria stella. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford

Sebbene queste osservazioni consentano di caratterizzare l’atmosfera nel suo complesso, non permettono di ricostruire le variazioni da una regione all’altra. Restituiscono infatti uno spettro di trasmissione che è solo la media delle proprietà atmosferiche lungo il contorno.

Per superare questo limite, come anticipato, il team ha utilizzato il metodo del transit mapping. Tracciando le variazioni della luce che attraversa l’orizzonte atmosferico da diverse angolazioni, la tecnica consente di determinare l’estensione e la composizione chimica dell’atmosfera, punto per punto lungo l’intero bordo. In questo modo è possibile mapparne le proprietà sia dall’equatore ai poli, sia tra i terminatori, ovvero le regioni di transizione tra il lato diurno e quello notturno, definendo la struttura esatta della sagoma planetaria.

«Invece di ipotizzare che il pianeta sia un cerchio con lo stesso raggio lungo tutto il perimetro, la nostra tecnica permette di ricavare la distanza dal centro al bordo in diversi punti. Siamo dunque in grado di percorrere l’intero profilo», ha spiegato Lili Alderson, ricercatrice alla Cornell University e prima autrice della ricerca.  «In un certo senso, siamo passati dall’osservare un anello al capire esattamente dove si trovano le “gemme” lungo di esso».

La metafora delle gemme utilizzata dalla scienziata si riferisce proprio alla presenza di variazioni locali di quota nell’atmosfera, che si traducono in rigonfiamenti della sagoma e, dunque, in variazioni del raggio del pianeta. Se in una certa regione l’aria è molto calda, il pianeta sembra più grande e il suo raggio in quel punto aumenta. Al contrario, se in un altro punto l’aria si raffredda, l’atmosfera diventa più sottile, quindi il raggio in quella regione diminuisce.

A sinistra, rappresentazione grafica dei contorni di Wasp-17b (linee nere) presi a due diverse lunghezze d’onda e messi a confronto con l’ipotesi di un pianeta perfettamente circolare (linea grigia tratteggiata). I raggi estratti punto per punto lungo il lembo sono evidenziati dalle linee colorate. Al centro, l’andamento del raggio misurato attorno al bordo del pianeta al variare dell’angolo. A destra, grafici che mostrano la conversione delle variazioni di raggio nello spettro di trasmissione finale in funzione della lunghezza d’onda. Crediti: Alderson et al., Nature Astronomy, 2026

Una di queste gemme è stata trovata dai ricercatori proprio dove i modelli fisici ne prevedevano la presenza: nella fascia equatoriale del lato notturno di Wasp-17b. In questa regione, potenti venti trasportano il calore dal lato perennemente illuminato verso quello buio, provocando un rigonfiamento dell’atmosfera. Il risultato è un pianeta dalla forma asimmetrica e allungata, simile a un uovo.

La tecnica del transit mapping ha inoltre permesso di confermare altre caratteristiche di Wasp-17b: «la teoria prevede che i lati diurno e notturno di questi pianeti debbano avere una forte escursione di temperatura. Wasp-17b si inserisce perfettamente in questo trend. È esattamente in linea con quanto ci aspettavamo», osserva Alderson. «È stato inoltre importante confermare che molecole come l’acqua e l’anidride carbonica sono distribuite in modo piuttosto uniforme lungo tutto il lembo atmosferico».

«Il primissimo utilizzo di questa nuova tecnica mostra che la nostra comprensione di questi pianeti è corretta e che i diversi metodi a disposizione per studiarli restituiscono risultati concordanti», conclude Alderson. «In questo senso, le prospettive future sono molto promettenti: nei prossimi anni, infatti, queste tecniche ci permetteranno di studiare in profondità molti altri pianeti».

Per saperne di più:

  • Leggi su Nature Astronomy l’articolo “A spatial map of the atmospheric limb of a hot Jupiter” di Lili Alderson, Hannah R. Wakeford, David Grant, Nikole K. Lewis, Avinash Verma, Jayesh Goyal, Mark Hammond, Daniel Valentine, Natalie H. Allen, Ana Glidden, Amélie Gressier, Jingcheng Huang, Maura Lally, Dana R. Louie, Jacob Lustig-Yaeger, Cathal Maguire, Elijah Mullens, Kristin S. Sotzen, Jeff A. Valenti, Roeland P. van der Marel e Tiffany Kataria

Ducati Panigale V4 S 2027: vola a 218 CV e toglie quasi mezzo secondo a Vallelunga. Ecco come [GALLERY]

15 Ottobre 2026 ore 17:37
La superbike di Borgo Panigale si aggiorna in vista di EICMA 2026: sale a 218 CV, debutta una rivoluzionaria elettronica predittiva DVO con tecnologia da race replica e arriva la massima personalizzazione con il programma Factory Made. Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova Panigale!

Ctao-Nord: inaugurato il sub-array degli Lst

15 Ottobre 2026 ore 16:59

Duecentocinquanta scienziate, scienziati e rappresentanti delle principali istituzioni di ricerca di tutto il mondo hanno celebrato l’inaugurazione del sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Il completamento dei quattro telescopi Lst segna una tappa fondamentale per le comunità mondiali dell’astrofisica e della fisica delle astroparticelle, e rappresenta un passo cruciale verso la piena operatività scientifica del Ctao, a cui hanno dato un contributo rilevante anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il sottosistema sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Crediti: Lst Collaboration

Ciascun telescopio è dotato di uno specchio di 23 metri di diametro ed è equipaggiato con fotocamere all’avanguardia e ultraveloci. Progettati per rivelare i deboli lampi di luce Cherenkov prodotti dall’interazione dei raggi gamma ad altissima energia con l’atmosfera terrestre, i telescopi Lst sono gli strumenti più sensibili al mondo per l’osservazione dei raggi gamma a energie comprese tra circa 20 gigaelettronvolt (GeV) e diversi teraelettronvolt (TeV).

Questa straordinaria sensibilità è fondamentale per individuare sorgenti di raggi gamma remote e transitorie. Poiché i raggi gamma ad altissima energia vengono gradualmente assorbiti mentre attraversano l’Universo, la capacità dei telescopi Lst di rivelare raggi gamma fino alle più basse energie consente agli scienziati di esplorare sorgenti a distanze cosmologiche, di risalire più indietro nella storia cosmica e di osservare la rapidissima variabilità delle sorgenti gamma in dinamica evoluzione con maggiore accuratezza statistica.

Il pioniere Lst-1

Già a partire dal 2020, ancor prima del completamento dell’intero sottosistema, durante la sua fase di collaudo, il prototipo Lst-1 ha prodotto risultati di notevole portata. Tra questi rientrano le osservazioni di pulsar, gli studi sui nuclei galattici attivi a distanze cosmologiche e il rapido monitoraggio di fenomeni transienti come nove e lampi di raggi gamma (Grb).

Con l’affiancamento dei tre nuovi Lst (Lst-2, Lst-3 e Lst-4) all’esistente Lst-1, i quattro telescopi formano ora una vera e propria rete (sottosistema). Osservando simultaneamente da più direzioni il medesimo sciame di raggi gamma, i telescopi Lst offriranno una sensibilità nettamente superiore, una risoluzione angolare migliore e una ricostruzione dell’energia più precisa, aprendo un nuovo livello di accuratezza nello studio dell’universo a raggi gamma.

«Il completamento del sottosistema Lst è il culmine di oltre quindici anni di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica», ha dichiarato Masahiro Teshima, Principal Investigator della collaborazione Lst e portavoce del consorzio Ctao. «Questi telescopi ci permetteranno di esplorare alcuni degli ambienti più estremi dell’Universo, tra cui buchi neri supermassicci e stelle di neutroni, di indagare le possibili origini dei raggi cosmici e di contribuire alle ricerche sulla natura della materia oscura».

Uno dei telescopi del sottosistema Lst a Ctao-Nord. Crediti: Lst Collaboration

In viaggio verso l’universo primordiale

Gli Lst costituiscono il cuore a bassa energia di Ctao-Nord e offriranno un’opportunità unica per sondare l’universo, risalendo indietro nel tempo fino a circa 12 miliardi di anni fa, quando esso aveva meno di due miliardi di anni. La loro sensibilità ai raggi gamma di energia più bassa consentirà di individuare e studiare brillanti lampi di raggi gamma ad alto redshift, estendendo potenzialmente le osservazioni gamma a sorgenti con redshift fino a z~4 e fornendo nuove informazioni sull’Universo primordiale.

«Oggi si celebra un passo avanti importantissimo verso la realizzazione del Ctao, a cui l’Italia contribuisce con un patrimonio di capacità scientifiche, progettuali e industriali. L’Italia ospita a Bologna, presso l’Inaf, la sede centrale dell’Osservatorio internazionale e sta contribuendo alla realizzazione di gran parte dei suoi strumenti. Oggi l’attenzione è focalizzata sul sito nord, ma il nostro sguardo abbraccia l’intero Osservatorio: il contributo italiano è infatti particolarmente significativo anche nel sito sud, in Cile, attraverso la realizzazione di altri due Large-Sized Telescopes e ben 37 Small-Sized Telescopes, tutti in costruzione in Italia e destinati a Ctao-Sud», ha affermato Lucio Angelo Antonelli, dirigente di ricerca all’Inaf e co-principal investigator della collaborazione internazionale Lst. «Le prossime fasi di collaudo e integrazione nelle operazioni del Ctao porteranno questi strumenti a esprimere pienamente le loro capacità. È un passaggio decisivo verso le scoperte che attendiamo, ma soprattutto verso quelle che ancora non sappiamo immaginare».

«L’Infn partecipa allo sviluppo di questi nuovi telescopi fin dalle prime fasi di progettazione. Ha realizzato la struttura in fibra di carbonio che sostiene l’arco della camera e ha contribuito alla costruzione della camera stessa, oltre a sviluppare altri componenti meccanici ed elettronici di alta precisione, necessari per calibrare il sistema di puntamento. Finora il nostro contributo si è concentrato soprattutto sugli strumenti del sito nord di Ctao, ma ora, grazie ai finanziamenti del Pnrr del Ministero dell’università e della ricerca, stiamo dando assieme all’Inaf un grande contributo alla realizzazione delle camere dei telescopi del sito sud», spiega Mosè Mariotti, ricercatore dell’Infn responsabile nazionale del gruppo Infn in Ctao. «Nei prossimi due anni, quando i nuovi telescopi entreranno pienamente in funzione, la sensibilità aumenterà notevolmente, fino a un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali: questo significa che potremo ottenere gli stessi risultati scientifici in un centesimo del tempo, aprendo nuove straordinarie possibilità di scoperta», conclude Mariotti.

Uno dei telescopi del sottosistema Lst a Ctao-Nord. Crediti: Tomohiro Inada

Nei prossimi anni, gli Lst saranno sottoposti a collaudo e integrati nelle operazioni di Ctao. Insieme agli altri telescopi previsti per entrambi i siti dell’Osservatorio, affronteranno questioni fondamentali dell’astrofisica, della fisica delle particelle e della cosmologia, come la natura della materia oscura, l’origine dei raggi cosmici e la fisica degli acceleratori cosmici estremi.

Guarda il servizio video su MediaInaf Tv;

Guarda il video di approfondimento su MediaInaf Tv:

Per saperne di più:

  • Informazioni sulla Collaborazione Lst
    La Collaborazione Large-Sized Telescope (Lst) è un consorzio internazionale di scienziati, ingegneri e istituzioni impegnati nella progettazione, costruzione e messa in servizio degli Lst per il Ctao. La collaborazione ha sviluppato tecnologie avanzate nell’ottica, nei rivelatori, nella meccanica e nell’elettronica ad alta velocità per raggiungere la soglia energetica più bassa mai ottenuta da osservatori gamma da terra. Il progetto è stato reso possibile da una solida partnership internazionale che coinvolge istituzioni provenienti da Brasile, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera.
  • Informazioni su Ctao
    Il Ctao (Cherenkov Telescope Array Observatory) sarà il più grande e potente osservatorio al mondo per l’astronomia a raggi gamma. La precisione senza precedenti e l’ampio intervallo energetico del Ctao (20 GeV – 300 TeV) aiuteranno a rispondere ad alcuni dei quesiti più complessi dell’astrofisica e della fisica delle particelle, articolati in tre temi principali: comprendere l’origine e il ruolo delle particelle cosmiche relativistiche; sondare ambienti estremi come buchi neri o stelle di neutroni; ed esplorare le frontiere della fisica, alla ricerca della materia oscura o di deviazioni dalla teoria della relatività di Einstein. Per coprire il suo ampio intervallo di energia, il Ctao utilizzerà tre tipi di telescopi: Large-Sized Telescope (Lst), Medium-Sized Telescope (Mst) e Small-Sized Telescope (Sst). Oltre 60 telescopi saranno distribuiti tra due stazioni osservative: Ctao-Nord, nell’emisfero settentrionale presso l’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma (Spagna), e Ctao-Sud, nell’emisfero meridionale presso l’Osservatorio dell’Eso al Paranal nel deserto di Atacama (Cile).

 

COLONIA, MESSICANO ATTERRA CON 90 RETTILI IN VALIGIA: NEGATO LO SCALO

15 Ottobre 2026 ore 16:30

Trentasette serpenti velenosi e 55 lucertole nascosti in una valigia, anche dentro flaconi di shampoo e crema, scatole di plastica e calzini. E’ la scoperta fatta dai doganieri dell’aeroporto di Colonia nel bagaglio di un viaggiatore messicano di 45 anni, arrivato da Citta’ del Messico via Istanbul. Circa trenta animali non sono sopravvissuti al trasporto, senza acqua ne’ cibo. L’episodio risale a tre settimane fa ed e’ stato reso noto dalla dogana in un comunicato. Insospettiti dal “comportamento nervoso” dell’uomo, gli agenti lo avevano inizialmente sottoposto a un test antidroga, risultato positivo alla cocaina. La successiva perquisizione dei bagagli non ha pero’ portato al ritrovamento di stupefacenti, bensi’ degli animali vivi. “I miei colleghi all’aeroporto sono abituati a trovare ogni genere di souvenir nelle valigie, ma 37 serpenti velenosi vivi e 55 lucertole provenienti dal Messico non li avevamo mai visti”, ha dichiarato il portavoce della dogana di Colonia, Jens Ahland. L’uomo, diretto in Germania per una vacanza, ha spiegato che gli animali erano destinati a un conoscente brasiliano. Erano stipati nel bagaglio in violazione delle norme sulla protezione degli animali. Un veterinario chiamato sul posto ha prestato le prime cure, prima del trasferimento in un allevamento di rettili vicino a Braunschweig. Secondo un esperto della struttura, il carico comprendeva vipere, serpenti a sonagli, iguane, salamandre, diversi serpenti arboricoli e lucertole. “Ci colpisce vedere cio’ che alcune persone infliggono aglianimali per pura sete di profitto”, ha commentato Ahland. Il viaggio del quarantacinquenne si e’ concluso la mattina successiva: la polizia tedesca gli ha negato l’ingresso nel Paese, classificandolo come un “pericolo pubblico”, e l’uomo e’ ripartito per Istanbul.

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SCIOPERO CLIMATICO, CORTEO A ROMA PER UN FUTURO VERDE

15 Ottobre 2026 ore 16:24

“Siamo in emergenza climatica e siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione”. Fridays for Future torna in piazza con uno sciopero per il CLIMA che domani in Italia, da nord a sud, coinvolge circa venti centri. A Roma il corteo partirà alle 17 da Piramide per arrivare davanti al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Quest’estate in Europa abbiamo visto 35.000 morti in eccesso per le ondate di calore e solo nei prossimi mesi si stimano circa 450mila morti per il Super El Niño: siamo in emergenza climatica. I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro attivisti e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non hanno parole per giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori”, sottolinea il movimento di protesta per la Giustizia climatica. “Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili. Le nostre città – evidenzia il movimento – sono diventate invivibili per tre mesi all’anno e, nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutti abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con e per chi le abita”. “La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura. Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato. Eppure – continuano i Fridays for Future – il governo ha affossato il Piano di Ripristino della Natura. Nessun paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando, e mentre l’Europa brucia e i paesi del Sud Globale vengono sommersi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano, mentre frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le Cers. Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato. Non chiederemo il permesso, ma continueremo ad organizzarci costruendo e realizzando manifestazioni e pratiche alternative, giorno dopo giorno. Il 16 ottobre ci mobiliteremo per manifestare in tutta Italia. Questo CLIMA non è vita” (

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LUPI, TRGA DI BOLZANO SOSPENDE ABBATTIMENTO DEL TERZO LUPO NEL 2026

15 Ottobre 2026 ore 16:19

Con un’ordinanza pubblicata il 15 ottobre, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto la richiesta cautelare presentata da alcune associazioni sospendendo l’efficacia del decreto con cui la Provincia autonoma aveva autorizzato  l’uccisione del terzo lupo per il 2026, nei territori dei Comuni di Ultimo e Castelbello-Ciardes. Nel motivare la decisione, il Tribunale ha evidenziato che il decreto provinciale dell’11 settembre presenta possibili criticità, in particolare perché potrebbero non essere state svolte tutte le verifiche necessarie e perché le ragioni alla base dell’ordine di uccisione non sarebbero state spiegate in modo adeguato. Il provvedimento arriva nell’ambito del ricorso promosso dall’associazione contro il piano provinciale di uccisione di un massimo di tre lupi e i successivi decreti attuativi. La sospensione riguarda il decreto relativo al terzo lupo e non costituisce una decisione definitiva sulla legittimità dell’intero piano provinciale, che sarà esaminata nella successiva fase di merito. Per quest’ultima, il Trga ha fissato l’udienza pubblica al 27 gennaio 2027

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Auto e Moto d’Epoca 2026, le leggende dell’endurance in mostra: dalla Porsche 917 alla Lancia LC1

15 Ottobre 2026 ore 15:25
Dalla Porsche 917 Gulf alla Sauber C9 da 400 km/h, passando per le Lancia da Mondiale e l’unica Bugatti EB110 LM che ha corso a Le Mans: a BolognaFiere arriva Icons of Speed, una mostra dedicata a dodici protagoniste della storia dell’endurance.

Honda brevetta il motore ultra-leggero: cilindri asimmetrici per le future sportive CBR

15 Ottobre 2026 ore 15:05
Nel settore dei motori esistono essenzialmente due strade per ridurre il peso e fronteggiare la scarsità di risorse: sostituire le leghe tradizionali con materiali esotici e costosi, oppure ottimizzare la struttura per consumare meno metallo a parità di rendimento. Honda ha scelto con decisione la seconda via.

Ford, Jim Farley perde una Ferrari Dino all’asta: rilancio da 365.000 dollari, ma l’affare sfuma

15 Ottobre 2026 ore 13:52
Il CEO di Ford, Jim Farley, ha provato ad aggiudicarsi una Ferrari Dino 246 GT del 1972 sulla piattaforma Bring a Trailer, arrivando a offrire 365.000 dollari. L’asta si è chiusa con un’offerta massima di 366.000 dollari, ma la vettura è stata venduta successivamente per 442.000 dollari. Un esemplare restaurato, raro e ricercato dai collezionisti

«Premio parcheggio di me**a», l’adesivo contro chi parcheggia nel posto dei disabili a Roma

15 Ottobre 2026 ore 12:15
Un messaggio provocatorio per stigmatizzare l’inciviltà di chi occupa gli stalli riservati alle persone con disabilità senza averne diritto. A Roma, un adesivo diventa uno strumento di denuncia contro i comportamenti scorretti alla guida e la mancanza di rispetto per gli altri automobilisti

Android Auto, addio su alcune auto nuove: ecco perché le case cambiano strategia

15 Ottobre 2026 ore 11:55
Sempre più costruttori puntano su sistemi multimediali proprietari per gestire navigazione, dati e servizi digitali. General Motors è tra i protagonisti di questa svolta: ecco che cosa cambia per gli automobilisti e quali sono i rischi per chi acquista una nuova auto

Chery Tiggo 8, prezzi da 37.800 euro: il SUV plug-in hybrid a 7 posti arriva in Italia

15 Ottobre 2026 ore 11:20
La nuova Chery Tiggo 8 CSH Super Hybrid arriverà nelle concessionarie italiane a novembre 2026 con prezzi da 37.800 euro. Il SUV cinese propone 279 CV, sette posti di serie e fino a 90 km di autonomia in modalità elettrica. Due gli allestimenti disponibili, Pure e Premium, con una dotazione tecnologica completa e una garanzia fino a otto anni per le componenti elettrificate

Una moto elettrica di serie ha fatto 436 chilometri con una sola carica: è record ed è una Zero

15 Ottobre 2026 ore 11:07
E la cosa ancora più stupefacente è che è avvenuto su normali strade, dalle Alpi al mare, con gli ultimi 100 km sotto il diluvio. Una Zero DS di serie, con il solo Power Tank a catalogo, ha così superato del 40% il precedente Guinness World Record, e anche le altre due Zero del gruppo hanno fatto meglio del vecchio primato. Com’è stato possibile?

Nuova VPN? Surfshark anticipa il Black Friday e offre uno sconto dell’85%

15 Ottobre 2026 ore 10:30

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Con Surfshark VPN è possibile accedere a un servizio completo e illimitato a meno di 2,5 euro al mese grazie alla promo Black Friday.

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Dal Tacco al Tassello: le ragazze sfidano lo Swank Rally di Sardegna [GALLERY]

15 Ottobre 2026 ore 10:54
Tra mulattiere impervie e navigazione a tappe, si chiude l'avventura off-road firmata Adventure Riding. Anita Zardo, Debora Versari e Chiara Rosichetti conquistano l'isola sotto la guida esperta di Renato Zocchi, dimostrando talento e tenacia prima del gran finale al Motor Bike Expo

Nuova smart #2 BRABUS, pochi centimetri e tanta grinta: la piccola elettrica si fa cattiva

15 Ottobre 2026 ore 10:48
La nuova smart #2 BRABUS è stata confermata attraverso le prime immagini teaser. La versione sportiva della futura city car elettrica a due posti promette più potenza, dettagli estetici esclusivi e un carattere più grintoso, raccogliendo l'eredità della storica smart fortwo BRABUS. Il debutto commerciale è atteso nel 2027, ma per conoscere prestazioni e prezzo bisognerà attendere ulteriori comunicazioni ufficiali

Le moto più rare del mondo a Bologna: ecco cosa vedrete (da vicino) al Padiglione 31 [GALLERY]

15 Ottobre 2026 ore 10:12
Dal 22 al 25 ottobre 2026, BolognaFiere si trasforma nel paradiso dei motociclisti. Nel Padiglione 31 sbarcano capolavori unici arrivati direttamente dal Giappone, i motori a due tempi della Classe 500 che hanno fatto la storia del Motomondiale e il meglio della cultura Custom. Ecco tutto quello che devi sapere

Martian moons exploration è sulla rampa di lancio

15 Ottobre 2026 ore 10:28

La missione Martian Moons eXploration (Mmx) è pronta a partire a bordo di un razzo H3 dal Tanegashima Space Center, in Giappone, alle 4:41 ora locale del 20 ottobre 2026 (in Italia, le 21:41 del 19 ottobre 2026). Mmx – una missione guidata dalla Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa), in collaborazione con la Nasa, l’agenzia spaziale francese (Cnes), il Centro aerospaziale tedesco (Dlr) e l’Agenzia spaziale europea (Esa) – sarà la prima a raccogliere un campione dalla luna marziana Phobos e a riportarlo sulla Terra.

Marte ha due lune: Phobos (“paura” in lingua greca, con diametro medio di 22,2 km e massa circa un milionesimo di quella della Luna) e Deimos (“terrore” in lingua greca, con diametro medio di 12,4 km e quasi dieci volte più leggero di Phobos). Nonostante il gran numero di missioni inviate verso il Pianeta rosso, le sue lune rimangono ancora pressoché inesplorate e sollevano ancora grandi interrogativi su come si siano formate e sulla loro composizione. Nessun veicolo spaziale ha mai sostato a lungo nelle loro vicinanze, e le conoscenze raccolte finora si basano essenzialmente su ciò che è stato possibile osservare durante alcuni sorvoli.

Infografica in stile fumetto intitolata «La missione Martian Moons eXploration (Mmx)». I riquadri illustrano le diverse fasi della missione: «Ottobre 2026», Mmx parte dal Tanegashima Space Center, in Giappone; «Agosto 2027», Mmx entra in orbita attorno a Marte; «Settembre 2027», Mmx entra in orbita attorno a Phobos; Mmx osserva Marte dall’orbita, individuando il sito di atterraggio del rover e i siti di campionamento; la sonda principale di Mmx rilascia il rover Idefix, che atterra su Phobos; Mmx raccoglie campioni da Phobos, di due tipi diversi e da due zone differenti della luna; «Novembre 2030», il modulo di ritorno di Mmx inizia il viaggio verso la Terra, sorvolando Deimos e Marte lungo il percorso; «2031», Mmx raggiunge la Terra e rilascia la capsula per il ritorno dei campioni, che atterra nella Woomera Prohibited Area, in Australia; i campioni di Phobos vengono estratti e catalogati, pronti per le indagini scientifiche. Nei decenni a venire, gli scienziati studieranno questi campioni per rispondere a domande come: «Da dove provengono le lune di Marte?», «Che cosa possono rivelarci sull’abitabilità nel Sistema solare?» e «Come sono cambiati Marte e il suo ambiente nel corso del tempo?». Crediti: Esa

Non conosciamo, ad esempio, la loro origine. Potrebbero essere asteroidi catturati dall’attrazione gravitazionale di Marte e rimasti in orbita attorno al pianeta, oppure i resti dei detriti scagliati in orbita in seguito a una gigantesca collisione sulla superficie marziana. Per scoprirlo, Mmx sarà il primo veicolo spaziale a orbitare attorno a Phobos, seguendo un’orbita di tipo “quasi-satellite”, e il primo a raccogliere campioni dalla superficie di una luna diversa dalla nostra. Per consentire l’atterraggio, le manovre e la raccolta robotizzata dei campioni (circa 10 grammi, secondo i piani) nella gravità estremamente ridotta di Phobos, sono state sviluppate tecnologie specifiche.

Mmx impiegherà circa un anno per raggiungere Marte. L’ingresso in orbita attorno al Pianeta rosso è previsto per agosto 2027, mentre l’inizio delle operazioni in orbita attorno a Phobos è previsto a partire da settembre dello stesso anno. Dopo aver studiato Phobos (e Deimos) a distanza, all’inizio del 2029 Mmx rilascerà un rover chiamato Idefix, per poi atterrare essa stessa sulla superficie della luna per raccoglierne i campioni. La missione è dotata complessivamente di 11 strumenti scientifici: sette a bordo della sonda principale e quattro sul rover. La sonda principale è inoltre dotata di un monitor per le radiazioni, due fotocamere ad alta risoluzione e due diversi dispositivi per il campionamento: una carotatrice, che consentirà di raccogliere campioni fino a una profondità di due centimetri, e un campionatore pneumatico, che utilizza gas pressurizzato per sollevare il materiale dalla superficie e convogliarlo in un contenitore. Il rover Idefix, del peso di 25 kg, ha due compiti principali: fornire informazioni utili a preparare l’atterraggio della sonda principale per la raccolta dei campioni e analizzare la composizione e la consistenza della superficie di Phobos. La gravità su questa luna è così debole che, sulla sua superficie, Idefix peserà l’equivalente di appena 15 grammi.

Una volta raggiunto Marte, Mmx potrà anche contare sul supporto di una vera veterana del Pianeta rosso: la sonda Mars Express dell’Esa, operativa dal 2003. L’atterraggio della sonda principale su Phobos per la raccolta dei campioni è previsto per il 2030: il materiale raccolto verrà inserito in un modulo di rientro destinato al viaggio verso la Terra. Il modulo raggiungerà il nostro pianeta nel 2031 e rilascerà una capsula contenente almeno dieci grammi di materiale proveniente da Phobos. La capsula ha un diametro di circa 60 centimetri ed è dotata di uno scudo termico che le permetterà di resistere al rientro nell’atmosfera terrestre. Atterrerà in Australia e verrà trasferita subito all’Istituto di scienze spaziali e astronautiche (Isas) della Jaxa, a Sagamihara, vicino a Tokyo. Qui verrà smontata all’interno di un laboratorio specializzato e i campioni saranno estratti, catalogati e messi a disposizione per le indagini scientifiche. A poterli analizzare, ci sono anche gli scienziati europei: L’Esa sta infatti collaborando con Cnes, Dlr e Jaxa per pubblicare bandi che consentano ai ricercatori di candidarsi a studiare il materiale raccolto.

«Portare i campioni nei nostri laboratori più sofisticati sulla Terra moltiplica le possibilità di fare nuove scoperte, perché i nostri strumenti più precisi sono troppo grandi, complessi o sensibili per essere inviati nello spazio», dice Elliot Sefton-Nash, Project Scientist della missione Mmx all’Esa. «Anche dopo la conclusione della missione, le generazioni future di scienziati potranno studiare i campioni di Phobos con strumenti ancora più avanzati: i campioni riportati sulla Terra sono un dono che continua a dare i suoi frutti».

Guarda il servizio video su MediaInaf Tv:

 

Canone azzerato e interessi al 4% per 6 mesi con il conto di Banca Mediolanum

15 Ottobre 2026 ore 10:15

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Con Banca Mediolanum è possibile accedere a un conto con interessi al 4% per 6 mesi e canone azzerato, ecco la promo.

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Batteria infinita, display luminoso e prezzo basso: REDMI Note 17 Pro 5G

15 Ottobre 2026 ore 09:23

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Il REDMI Note 17 Pro 5G è, tra gli entry level, lo smartphone con la batteria più grande e oggi è in offerta su Amazon a un ottimo prezzo.

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Super offerta per le cuffie Marshall Major V con oltre 100 ore di audio

15 Ottobre 2026 ore 09:01

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Le splendide cuffie wireless Marshall Major V, con oltre 100 ore di autonomia, pulsanti multifunzionali e ricarica senza fili, sono scontate al 46%.

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XBOX Nano Controller è un’ottima idea, già in preordine su Amazon

15 Ottobre 2026 ore 08:39

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Prezzo contenuto e grande compatibilità per XBOX Nano Controller, già in preordine anche su Amazon: la previsione è che venderà moltissimo.

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Scegli una soluzione cloud a vita senza abbonamento con Internxt

15 Ottobre 2026 ore 08:00

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Grazie ai piani disponibili di Internxt puoi scegliere la migliore soluzione cloud a vita senza dover più pagare un costoso abbonamento.

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NEW YORK, LE CARROZZELLE DI CENTRAL PARK VERSO L’ADDIO

14 Ottobre 2026 ore 18:41

Dopo tante polemiche e almeno 150 anni di storia New York si prepara a dire addio alle carrozzelle di Central Park. Il sindaco Zorhan Mamdani e la presidente del Consiglio Comunale Julie Menin hanno trovato l’accordo per la definitiva messa al bando e il 22 ottobre, salvo colpi di scena, arriverà il voto sul divieto che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2028. L’obiettivo di mandare in pensione le carrozzelle é da anni una causa cara ai sostenitori dei diritti degli animali, ma la pressione per lo stop é finalmente arrivata a massa critica l’estate scorsa, quando un giovane turista indiano, Romanach Mahajan, in visita a New York con i genitori e il fratellino, é morto dopo esser stato scaraventato a terra da un cavallo imbizzarrito. L’incidente, finito tragicamente, era stato l’ultimo di una serie: dal maggio 2025 erano stati segnalati almeno otto episodi “legati ai cavalli” all’interno o nelle vicinanze di Central Park. In luglio, dopo la morte di Mahajan, Mamdani aveva dichiarato di condividere “lo spirito” del bando pur criticando “l’insufficienza delle tutele previste per i lavoratori”. Il testo, nella formulazione ai voti la prossima settimana, consentirà dunque al Comune di “valutare” risarcimenti ai vetturini e offrire corsi di riqualificazione professionale e servizi di orientamento al lavoro. In un messaggio sui social, Mamdani ha assicurato che la sua amministrazione “farà in modo di tutelare i conducenti e i proprietari delle carrozze e di garantire la sicurezza dei cavalli”. Dietro la contesa c’é un giro d’affari consistente: scambiati o tramandati come quelli dei taxi, i 68 ‘medaglioni’ che autorizzano il servizio – un numero rimasto sostanzialmente bloccato dagli anni Quaranta-Cinquanta – possono valere oltre 300 mila dollari l’uno, con alcuni proprietari raccontano di aver pagato fino a mezzo milione. E’ dall’Ottocento che le corse in carrozza affascinano i turisti a Manhattan e allo stesso tempo attirano polemiche. Protagoniste della scena iniziale di ‘A piedi nudi nel parco’ con Robert Redford e Jane Fonda e di molte serie tv, le carrozzelle sono da anni oggetto di un violento scontro fra le varie amministrazioni e l’industria di settore. Nel 2016 l’allora sindaco Bill de Blasio era arrivato a un filo dal vietarle ma alle fine era stato costretto a un compromesso che prevedeva la riduzione del numero dei cavalli da 180 a circa 100. De Blasio non era invece riuscito nello forzo di spostare le stalle vicino a Central Park, in modo da evitare agli animali di doversi muovere fra il traffico della città per raggiungere l’area di Hell’s Kitchen, sul fiume Hudson, dove sono da anni collocate. L’iniziativa non era andata in porto perché a proteggere il pittoresco retaggio dell’età vittoriana erano stati i sindacalisti dei Teamsters, il potente sindacato dei trasporti a cui fanno capo i proprietari delle carrozzelle. Ne aveva fatto le spese Ryder, un ronzino di 26 anni che quattro anni fa divenne simbolo del disumano trattamento della sua specie: morì in una fattoria dello Stato di New York dopo esser crollato in strada per la stanchezza di un turno di quasi otto ore e per il caldo torrido.

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