Livorno. 15 ottobre 2026 – Dopo la recente classifica del Sole 24 Ore sulla sicurezza leche vede la nostra città tra le più pericolose d’Italia si registra l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini, tra le tre più pericolose città della Toscana c’è Livorno, insieme a Prato e Firenze, tutte e tre sono governate dal Pd. E per Perini non è un caso, le politiche amministrative dei comuni infatti sono determinanti, in più “a Livorno da 20 anni mandano Prefetti incapaci”. Ecco il suo intervento completo.
D’altra parte Livorno non è che brilla, mi permetta, lo sa, oggi è uscito il nuovo report del Sole 24 Ore e ci ribadisce che anche quest’anno Livorno è nelle top ten, sì top ten delle realtà più pericolose d’Italia, siamo sempre al decimo posto. Nel 2018 Pisa era all’undicesimo posto, oggi è al ventiquattresimo posto. Un trend che è esattamente il contrario di quello del Comune di Livorno che in questi anni è sempre stato tra l’ottavo e il decimo posto. C’è un problema a sicurezza perché non è normale che Livorno, sempre governata dalla sinistra, è una delle realtà più pericolose della Toscana, insieme e davanti a Firenze e Prato che sono altre realtà governate, guarda caso dal PD, come mai Pisa fa meglio di Prato e di Livorno, come mai Grosseto fa meglio di Livorno, perché Siena fa meglio di Prato, come mai ci sarà una differenza, o qui mandano i questori incapaci e invece a Pisa quelli capaci, non credo che ci sia una differenziazione di questo tipo. Se in Italia i reati calano ma Livorno rimane lì, granitica, nella top ten, questa è una certezza, forse c’è un problema a sicurezza, forse mi viene da dire se Livorno rimane lì se in realtà scendono in classifica perché migliorano forse le politiche di un’amministrazione comunale, una differenza, allora la faranno o è un complotto, da 20 anni mandano i questori incapaci a Livorno, così voi fate brutta figura.
I giorni dell’emergenza abitativa dell’Ue potrebbero essere contati, con una potenziale soluzione all’orizzonte, cioè moderni metodi di costruzione (Mcm). Sfruttando il loro potenziale, l’Ue potrebbe ridurre i costi di costruzione, abbreviare i tempi di costruzione e ridurre l’impronta di carbonio, sostenendo l’economia circolare nel settore delle costruzioni. – È questa la ferma convinzione che il Cese ha espresso nel suo parere sul tema Rendere l’edilizia abitativa accessibile – Aumentare i moderni metodi di costruzione e ridurre i costi , adottato nella sessione plenaria di settembre.
Elaborato da John Comer e Thomas Kattnig, il parere è stato richiesto dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e affronta la questione della carenza di alloggi. Più specificamente, il parere affronta le condizioni quadro necessarie per aumentare l’offerta di alloggi riqualificati, ristrutturati e nuovie fornisce orientamenti agli attori pertinenti sull’attuazione di metodi di costruzione moderni.
«I moderni metodi di costruzione possono diventare un pilastro fondamentale degli alloggi a prezzi accessibili, ma solo se l’innovazione, la qualità, i diritti dei lavoratori e gli obiettivi di interesse pubblico progrediscono insieme» ha dichiarato Comer. «I moderni metodi di costruzione non devono essere considerati semplicemente una questione tecnologica o orientata al mercato, ma devono far parte di una più ampia strategia sociale, di mercato del lavoro, di accessibilità economica e di politica industriale», ha ribadito Kattnig.
Potenziamento della capacità industriale per i moderni metodi di costruzione
Il settore delle costruzioni rimane caratterizzato da una crescita della produttività relativamente bassa e da catene di approvvigionamento frammentate. I moderni metodi di costruzione possono contrastare questi problemi perché si basano su tecniche innovative di produzione fuori sede e in loco progettate per costruire strutture di qualità superiore più velocemente e in modo più efficiente rispetto agli approcci edilizi tradizionali. Tra gli esempi figurano il potenziamento degli approcci industrializzati come l’edilizia modulare, prefabbricata e fuori sede.
I moderni metodi di costruzione hanno quindi il potenziale per ridurre i costi e i tempi complessivi di costruzione e aumentare la precisione strutturale, il controllo di qualità, la capacità e la produttività del settore. Inoltre, essendo più rispettosi dell’ambiente, contribuiscono anche al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) delle Nazioni Unite. Ciò è della massima importanza, in quanto è essenziale che gli edifici costruiti con moderni metodi di costruzione mantengano la stessa qualità e valore a lungo termine delle case costruite tradizionalmente.
Per raggiungere questi obiettivi, i moderni metodi di costruzione hanno bisogno di una capacità industriale sviluppata. Per questo motivo il Cese sostiene che l’Ue deve portare avanti investimenti mirati per aumentare la capacità industriale di produrre sistemi di prefabbricazione e costruzione fuori sito.
Tutti gli attori devono collaborare per combattere la frammentazione
Il Comitato sottolinea inoltre che gli Stati membri, la Commissione, l’Alleanza per l’edilizia abitativa e tutte le parti interessate hanno un ruolo da svolgere nel promuovere la normazione, eliminare la frammentazione delle normative e garantire che i sistemi per i moderni metodi di costruzione siano certificati e monitorati.
Pur riconoscendo che ciascuno Stato membro ha una competenza primaria in materia di alloggi, il Cese ritiene che la Commissione dovrebbe contribuire ai piani nazionali in materia di alloggi e promuovere la cooperazione transfrontaliera.
Per consentire al settore edile di compiere progressi nell’innovazione, l’Ue deve avviare un meccanismo di finanziamento centrale per incoraggiare e consentire alle Pmi di investire nella digitalizzazione, che non dovrebbe limitarsi ai progetti di costruzione, ma dovrebbe anche essere sfruttato per garantire i diritti dei lavoratori, posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro e interessi dei consumatori.
Il presidente del Cese, Boland
Risolvere la crisi abitativa deve essere una priorità assoluta
L’emergenza abitativa dell’Ue non è nuova. I prezzi delle abitazioni nell’Ue sono aumentati di oltre il 60,5 % dal 2013,mentre gli affitti sono aumentati del 28,8 % tra il 2010 e il 2025. Nel 2024 il tasso di onerosità eccessiva dei costi abitativi è stato in media dell’8,2 % nell’Ue.
In tutta l’Europa, il drammaticomix di inflazione elevata e aumenti salariali e pensionistici insufficienti ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Ciò colpisce in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili, le donne e i giovani. Inoltre, il calo delle nuove abitazioni innesca pressioni sia sui mercati degli acquisti sia su quelli degli affitti, determinando un’inflazione dei prezzi e degli affitti.
Una serie di fattori aggiuntivi ha ulteriormente esacerbato la crisi abitativa. La pandemia di Covid-19, la guerradi aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, l’impennata dei prezzi dell’energia e l’aumento dei costi dei materiali hanno peggiorato ulteriormente la situazione. In tale contesto, i tassi di interesse sui mutui ipotecari sono raddoppiati e il numero di licenze edilizie rilasciate nell’Ue tra il 2021 e il 2024 è diminuito del 25%.
Il Comitato continua a spingere le istituzioni dell’Ue
Il Cese ha costantemente sollecitato le istituzioni dell’Ue a trovare una soluzioneall’emergenza abitativa, adottando una serie di pareri chiave negli ultimi mesi. – Nel suo parere del settembre 2025 sul tema Per un piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili – Il contributo della società civile, il Cese ha esortato la Commissione a elaborare un piano d’azione per far rispettare il diritto fondamentale all’alloggio.
– Nel suo parere del luglio 2026 sulla strategia dell’Ue per l’edilizia abitativa, il Cese ha esortato la Commissione a presentare rapidamente le iniziative annunciate nel quadro della strategia, comprese le condizioni quadro necessarie affinché l’edilizia funga da catalizzatore per alloggi sostenibili, di alta qualità e a prezzi accessibili.
Attualmente il Cese sta valutando la legge sugli alloggi a prezzi accessibili, che la Commissione europea ha presentato lo scorso 9 settembre, e dovrebbe adottare un parere sulla legge dell’Ue sugli alloggi a prezzi accessibili a dicembre 2026.