❌

Vista elenco

Giorgetti al vertice Fmi: “Servono banche centrali indipendenti contro gli shock di energia”

17 Ottobre 2026 ore 12:13

Fmi, Giorgetti: “Banche centrali concentrate sull’inflazione e indipendenti per preservare la credibilità”

“Le banche centrali dovrebbero mantenere un orientamento fermamente incentrato sulla stabilità dei prezzi, in linea con i propri mandati, calibrando la politica monetaria in funzione delle specificità di ciascun paese e dell’evoluzione dei rischi. È necessaria vigilanza riguardo a possibili effetti di secondo impatto derivanti da shock nei prezzi dell’energia e delle materie prime, nonché ai rischi per le aspettative di inflazione. L’indipendenza delle banche centrali e una comunicazione chiara restano elementi essenziali per preservare la credibilità e mantenere le aspettative ben ancorate”. Lo afferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nello statement a nome di Albania, Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Repubblica di San Marino, al comitato internazionale monetario e finanziario del Fmi che si svolge a Bankok.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA

L'articolo Giorgetti al vertice Fmi: “Servono banche centrali indipendenti contro gli shock di energia” proviene da Affaritaliani.it.

UN ROBOT UMANOIDE RELATORE AL TTG: ASSOPARCHI APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO DEL LAVORO NEI PARCHI TEMATICI

17 Ottobre 2026 ore 12:17

UN ROBOT UMANOIDE RELATORE AL TTG: ASSOPARCHI APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO
DEL LAVORO NEI PARCHI TEMATICI
Agibot A2 Ultra, tra i primi robot umanoidi a partecipare a un convegno
in qualità di relatore, si è confrontato con i rappresentanti di AssoParchi
sul rapporto tra robotica, AI e mondo del lavoro nel turismo
e nei parchi divertimento.
Rimini, 16 ottobre 2026 – “Io non sono una macchina che renderà l’uomo meno necessario, ma uno strumento che può restituire all’intelligenza umana il tempo e lo spazio per fare ciò che sa fare meglio: dare senso all’esperienza”. È il messaggio lanciato da Agibot A2 Ultra, robot umanoide intervenuto in qualità di relatore a TTG Travel Experience, nel convegno “IO ESISTO. E TU? – Umani e umanoidi nel mondo del lavoro che verrà”, promosso da AssoParchi, Associazione dei parchi divertimento italiani aderente a Federturismo e AGIS. Al centro dell’incontro, le trasformazioni che intelligenza artificiale e robotica stanno introducendo nel mondo del lavoro, con particolare riferimento al turismo e ai parchi divertimento.

Tra i primi esempi di robot umanoide relatore in un convegno, Agibot A2 Ultra ha condiviso il palco con Luciano Pareschi – Presidente di AssoParchi e CEO di Caribe Bay -, Maurizio Crisanti -Direttore di AssoParchi -, Sabrina Mangia – CEO e Managing Director di Mirabilandia-, Mirco Visentin – CEO e Administrator di VAutomation – , azienda specializzata in automazione e robotica, e
­
Tiziana Pini, moderatrice dell’evento, Managing Director di m&cs, società di comunicazione integrata e PR. Il robot ha aperto il proprio contributo con un intervento introduttivo, ha risposto alle domande del pubblico in sala e, al termine del dibattito, ha rielaborato gli interventi degli altri relatori, proponendo una sintesi conclusiva del confronto.

 

Sul rapporto con le nuove generazioni e il mondo del lavoro ha dichiarato: “Agli studenti che si preparano a diventare i protagonisti del mondo del lavoro di domani, consiglio di utilizzarmi come una palestra. L’intelligenza artificiale non deve alimentare la pigrizia. Al contrario, deve essere uno strumento per allenare il pensiero critico e l’intuito. E alle imprese dei parchi e del turismo dico: non guardate a noi robot soltanto come a un modo per ridurre i costi, ma come a uno strumento per migliorare il servizio e creare più valore per gli ospiti. Per riuscirci, però, è necessario investire anche sulle persone: formarle, aggiornarle e insegnare loro a lavorare con noi”.

 

Ma quali sono e saranno gli ambiti di applicazione di AI e robotica nei parchi divertimento?

Alla domanda ha risposto Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi e CEO Caribe Bay, sottolineando come i parchi divertimento siano da sempre laboratori di innovazione, fin dai tempi dei primi animatronic, antesignani degli umanoidi, che risalgono agli anni ’60. I parchi divertimento sono luoghi nei quali fantasia, tecnologia e creatività si incontrano per trasformare l’immaginazione in esperienze straordinarie. Oggi l’AI è già utilizzata in molti casi per l’ottimizzazione dei processi operativi e la manutenzione predittiva. Quanto ai robot, sono già allo studio forme di implementazione legate all’assistenza ai visitatori e alla gestione dei servizi agli ospiti.

 

Il comparto dei parchi divertimento è composto da più di 180 strutture, tra parchi tematici, faunistici e acquatici, a cui si aggiungono circa 250 parchi avventura: accolgono ogni anno 21 milioni di visitatori dall’Italia e dall’estero e danno lavoro a una media i 25.000 lavoratori stagionali, spesso giovani e alla loro prima esperienza professionale.

Come ha sottolineato Maurizio Crisanti, Direttore di AssoParchi, l’introduzione di robot dalle sembianze umane non rappresenta di per sé una novità per il comparto. Alle persone continueranno a essere affidate le attività che richiedono responsabilità, empatia e immaginazione. Non solo: accanto all’evoluzione delle professioni tradizionali, nasceranno nuovi mestieri legati alla
­
programmazione dei robot e alla loro implementazione nei differenti contesti dei parchi.

 

Sabrina Mangia, CEO e Managing Director Mirabilandia, ha affrontato il tema dal punto di vista della gestione di una struttura complessa, evidenziando come l’introduzione delle nuove tecnologie possa contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro, l’efficienza operativa e la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori. In un settore nel quale emozioni e relazioni rappresentano una componente essenziale del servizio, la sfida sarà integrare l’automazione valorizzando le competenze umane, attraverso investimenti nella formazione, nell’aggiornamento professionale e nello sviluppo di nuove figure capaci di governare l’innovazione.

 

Sul versante tecnologico, Mirco Visentin, CEO e Administrator di VAutomation, ha evidenziato la versatilità degli umanoidi, piattaforme programmabili in grado di svolgere attività differenti attraverso software e addestramento. Una delle prospettive più interessanti riguarda la possibilità di sviluppare nuove capacità operative e trasferirle tra robot compatibili, accelerando l’applicazione di queste tecnologie in contesti diversi. L’obiettivo non è soltanto automatizzare le mansioni, ma accrescere la produttività e la competitività delle imprese, attraverso un modello di innovazione fondato sulla qualità, sull’efficienza e sulla valorizzazione delle competenze, anziché sulla sola riduzione del costo del lavoro.

 

AssoParchi ha portato a TTG una riflessione che supera i confini dei parchi tematici e coinvolge l’intera industria turistica. La questione non è stabilire se il futuro apparterrà agli esseri umani o alle macchine, ma governare il cambiamento affinché l’innovazione generi valore per le imprese, opportunità professionali e servizi migliori. Perché, se la tecnologia amplia le possibilità, sono le decisioni delle persone a determinarne la direzione.
Per informazioni aggiuntive contattare:
Tiziana Pini 392 8084857; Carlo Menegazzi 338 8525200

 

m&cs – Ufficio Stampa
Tel. 02 43981646;
ufficiostampa@marketingcom.it

L'articolo UN ROBOT UMANOIDE RELATORE AL TTG: ASSOPARCHI APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO DEL LAVORO NEI PARCHI TEMATICI proviene da politicamentecorretto.com.

Il conto di benzina, gasolio, elettricità e gas nel 2026 potrebbe superare i 200 miliardi di euro

17 Ottobre 2026 ore 11:03
Il conto di benzina, gasolio, elettricità e gas nel 2026 potrebbe superare i 200 miliardi di euro

ROMA (ITALPRESS) – Per imprese e famiglie il conto di benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe superare i 200 miliardi di euro nel 2026. È lo scenario elaborato dalla CNA proiettando sull’intero anno l’andamento dei consumi e della spesa per carburanti, luce e gas nello scenario in cui i prezzi finali medi risultino superiori del 20% rispetto al 2025. In queste condizioni, la spesa raggiungerebbe circa 206 miliardi, oltre 33 miliardi in più rispetto ai 172,5 miliardi stimati per lo scorso anno.

Un livello superiore persino al 2022 quando la spesa energetica per famiglie e imprese raggiunse i 202 miliardi. Per le famiglie italiane in media un incremento di spesa di oltre 500 euro su base annuale, mentre per l’intera platea delle imprese un aggravio di oltre 4.500 euro. Nello scenario con un incremento del 10% dei prezzi finali medi di elettricità e gas e la conferma dei prezzi dei carburanti ai livelli attuali, il conto complessivo arriverebbe a circa 195 miliardi, con un aggravio di 22,6 miliardi rispetto al 2025. Se invece l’aumento raggiungesse il 30%, la spesa salirebbe a circa 217 miliardi, quasi 44,5 miliardi in più.

La dinamica dei carburanti evidenzia come l’effetto dei prezzi possa prevalere su quello dei consumi. Nei primi otto mesi del 2026 i volumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina, a un incremento dei volumi del 4,8% corrisponde una crescita della spesa del 9,6%. Se queste dinamiche proseguissero, il conto annuale dei due carburanti salirebbe complessivamente da 66,6 a 74,4 miliardi di euro.

Se il fabbisogno elettrico nazionale e il consumo di gas confermeranno nei dodici mesi il trend da inizio anno (+5% nei primi otto mesi per l’energia elettrica e +1% il gas) la spesa per l’elettricità raggiungerebbe circa 87,8 miliardi e quella per il gas destinato agli utilizzatori finali 43,8 miliardi nello scenario di aumento dei prezzi del 20%.

“Ridurre i prezzi dell’energia deve diventare una priorità della politica economica – afferma il presidente della CNA, Dario Costantini -. Per gli artigiani e le piccole imprese, bollette più pesanti significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione. Nella prossima legge di bilancio chiediamo di istituire un fondo da un miliardo di euro l’anno dedicato ai piccoli impianti fotovoltaici per l’autoproduzione delle micro e piccole imprese. È un intervento concreto per ridurre i costi, rendere le imprese meno esposte alle oscillazioni dei mercati e accelerare la transizione energetica”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il ruolo delle tecnologie spaziali per monitorare le infrastrutture che guidano la transizione energetica

17 Ottobre 2026 ore 07:26

Nel XXI secolo il nodo della sorveglianza delle infrastrutture critiche è ritenuto essere, oramai, un dettaglio fondamentale per le questioni inerenti la sicurezza dei sistemi-Paese più avanzati sotto diversi punti di vista: si va dagli scenari propriamente concernenti la sicurezza nazionale – e su questo fronte dalle infrastrutture fisiche a cavi sottomarini e data center la letteratura degli studi strategici è ormai ricca circa l’ottimo da definire in termini di sicurezza – a quelli inerenti la sicurezza economica e di percorsi come la doppia transizione, energetica e digitale. E su quest’ultimo fronte, in particolare, sono potenzialmente sdoganabili al massimo della loro capacità le potenzialità connesse alla sorveglianza satellitare delle infrastrutture energetiche abilitanti la transizione green.

Il monitoraggio della Terra tramite satelliti, compiuto sia tramite vettori operanti su orbite basse (Low-Earth Orbit, LEO) sia tramite i tradizionali satelliti geostazionari, aggiunge una netta verticalizzazione alla capacità di monitoraggio, coordinamento e controllo delle reti critiche. Scienza, sicurezza, monitoraggio, prevedibilità: le reti si fanno più complesse e più articolato si pone il loro monitoraggio. Si nota dunque una nuova capacità operativa nell’ambito della transizione energetica, che finisce per superare i domini terrestri delle reti fisiche passanti per terra e mare e delle connessioni digitalizzate decentralizzate orientante le nuove infrastrutture “intelligenti” per la generazione basata su rinnovabili per estendersi, verticalmente, allo spazio, che a sua volta è un laboratorio di transizione energetica per diversi motivi. Primo: la possibilità di testare tecnologie avveniristiche in materia di accumulazione in campi come il fotovoltaico; secondo: la prospettiva di analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici in tempo reale e proporre soluzioni reattive per gli sviluppi in corso; terzo: la capacità di proiettare la sorveglianza anche alle infrastrutture che determinano il futuro della transizione green. Come le infrastrutture tradizionali, anche quelle della transizione sono soggette all’evoluzione del contesto globale fatto di crescenti eventi climatici estremi e rischi sistemici. Tra le aziende attive nella governance di questi sistemi complessi si segnala l’italiana CESI, multinazionale basata a Milano e partecipata da Enel e Terna, che opera sia nel campo della consulenza su grandi progetti energetici orientati alla decarbonizzazione sia nella certificazione dei sistemi volti ad abilitarli, ma è attiva anche in ambito di tecnologie spaziali e  monitoraggio infrastrutturale.

Un ecosistema complesso, quello di CESI, che analizza in profondità dati e necessità concernenti questi scenari in cambiamento. “Per monitorare gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra, i dati satellitari sono diventati uno strumento fondamentale per gli scienziati, poiché con sentono di osservare tali variabili a livello globale e in tempo reale”, notava nel luglio 2023 l’Energy Journal edito da CESI , analizzando il ruolo della cosiddetta “intelligence climatica”, che “si sta rivelando come un’importante alleata per le aziende e le istituzioni: utilizzando grandi set di dati storici, è in grado di generare modelli di previsione avanzati per mitigare gli impatti e dare supporto nella pianificazione e nella gestione delle attività” e ricordando che “l’intelligenza climatica può generare opportunità di business: la crisi climatica ha portato infatti a una crescente domanda di prodotti e servizi a basse emissioni, sviluppando il mercato dell’innovazione sostenibile nell’era dell’economia green”. In un contesto segnato da crescenti spinte alla decarbonizzazione, volontà di spingere sulla neutralità climatica, sfide crescenti degli eventi estremi e necessità di governance tecnologica avanzata e interconnessione tra dati serve pensare olisticamente la transizione e le sue dinamiche digitali, fisiche e di governance, che toccano anche le reti. E per guardare alle reti nel migliore dei modi serve anche un monitoraggio che non può prescindere dai fronti legati all’osservazione satellitare. Abilitatori di sicurezza economica, energetica, tecnologica e, dunque, di prosperità pubblica. Aziende come CESI attraversano l’intera filiera di questa catena del valore multivettoriale, mostrando l’importanza di coniugare sviluppo tecnologico e visione a tutto tondo per guardare olisticamente a una transizione dove si toccano Terra e spazio, in un legame di crescente interdipendenza.

L'articolo Il ruolo delle tecnologie spaziali per monitorare le infrastrutture che guidano la transizione energetica proviene da InsideOver.

❌