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Mustafa Ayyash, giornalista: da un anno in cella in Austria, senza processo, per aver raccontato Gaza

17 Ottobre 2026 ore 16:10

«Se critichi l’Occidente, prova a vivere in Cina, in Russia o in Iran e poi vediamo». Quante volte abbiamo sentito questo mantra dai fervidi occidentalisti, che dimenticano una cosa essenziale: chi critica lo fa per migliorare il luogo in cui vive. Una società democratica in salute si regge su una stampa che fa il cane da guardia del potere. Oggi, però, quel ritornello suona sempre meno convincente: nell’ossessione di combattere il «nemico», le società occidentali ed europee diventano meno libere e più autoritarie.

Il giornalista palestinese detenuto in Austria

Prove di questa preoccupante deriva? Parecchie. Oggi trattiamo del caso spinoso di un giornalista palestinese che ora si trova in Austria, detenuto da quasi un anno senza condanna, accusato di appartenere contemporaneamente ad Hamas, Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Jihad islamica, Hezbollah e Brigate dei martiri di al-Aqsa. Si chiama Mustafa Ayyash, 34 anni, fondatore del network Gaza Now, rete mediatica indipendente che conta 2 milioni di iscritti su Telegram. Tutto è iniziato nel marzo 2024, quando Stati Uniti e Regno Unito hanno imposto sanzioni congiunte contro il network e Ayyash, accusandoli di aver fornito supporto materiale e finanziario a Hamas. Sanzioni che, in questi casi, includono anche il congelamento dei beni.

La cooperazione con l'apartheid israeliana sta contribuendo ad erodere lo spazio democratico (rispetto delle minoranze) e la protezione dei diritti fondamentali in Europa. Il razzismo antipalestinese ne è un sintomo evidente. https://t.co/Uu0QZY5cDT

— Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) October 15, 2026

Il 18 aprile 2024 la polizia austriaca ha perquisito la casa di Ayyash e sequestrato i dispositivi elettronici. Rilasciato, il giornalista ha continuato a viaggiare finché, nell’agosto 2025, Vienna ha emesso un mandato d’arresto europeo. Fermato all’aeroporto di Amsterdam il 19 settembre, è stato estradato due mesi dopo. Dal novembre 2025 si trova in custodia cautelare: è accusato di appartenere a (più) organizzazioni criminali e terroristiche, finanziamento del terrorismo, apologia di reati terroristici e riciclaggio.

La discussa norma austriaca

Come nota Middle East Eye, Ayyash è in custodia cautelare sulla base dell’articolo 278 del codice penale austriaco. Per essere indagati come membri di un’organizzazione criminale o terroristica non occorre aderirvi formalmente né partecipare alle sue azioni: basta, secondo la norma, contribuire alle sue attività «in qualsiasi altro modo» sapendo che ciò la favorisce. Una formulazione alquanto vaga e molto ampia, che consente alle autorità il compito di stabilire il confine tra la simpatia politica e dove effettivamente cominci l’appartenenza. Sulla base di questa disposizione Vienna può intercettare, perquisire, trattenere in custodia preventiva e utilizzare materiale d’intelligence, anche straniero, prima di qualsiasi sentenza.

Le radici di queste norme risalgono agli strumenti antiterrorismo adottati dopo l’11 settembre 2001, usati poi contro i familiari di combattenti dello Stato islamico e contro chi ne sosteneva apertamente l’ideologia jihadista. Ma dietro la linea dura di Vienna ci sono, naturalmente, anche i rapporti diplomatici pieni e molto stretti con Tel Aviv. Relazioni bilaterali eccellenti che hanno portato i due Paesi a siglare, nel 2022, anche una partnership strategica. Ed è chiaro che l’arresto del giornalista è soprattutto un favore nei confronti di Israele.

Peraltro, sul fronte politico, di recente, come ha scritto Andrea Muratore su InsideOver, il Partito della Libertà Austriaco (Fpo), formazione populista di destra parte del gruppo dei Patrioti (di cui fanno parte anche la Lega e il Rassemblement National) ha promosso una conferenza che ha portato a un’apertura importante nei suoi confronti da parte del Likud, la formazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e da primari esponenti delle istituzioni di Tel Aviv.

L’accusa

Il nodo, nota sempre Middle East Eye, è che l’accusa di appartenenza discende direttamente dall’attività giornalistica. Le autorità austriache sostengono che il lavoro di Ayyash equivalga a diffondere «propaganda pro-Hamas» o a sostenere la «narrativa di guerra» del movimento, quindi a favorirlo «con altri mezzi». Ma è chiaro che raccontare Gaza comporta inevitabilmente riferire posizioni e azioni di Hamas. Inoltre, altro elemento da considerare, l’accusa di finanziamento si regge almeno in parte su informazioni fornite da autorità israeliane, che né l’imputato né i suoi avvocati potrebbero esaminare, e che non sarebbero state vagliate dai magistrati austriaci.

Ayyash ha perso gran parte della famiglia, compresi i genitori, nel bombardamento della casa di Nuseirat nel novembre 2023; moglie e figli hanno lasciato l’Austria per timore di ulteriori persecuzioni. Se condannato rischia da uno a dieci anni di carcere e la revoca dello status di residente. È questa l’Unione Europea democratica che vogliamo? Quella che – in Lettonia – espelle il giornalista Ragozin? Oquella che conferma le sanzioni a un altro cronista, Hüseyin Dogru?

Fonti:

Wieser, Klaudia, e Mohammad Aburous. «Austria’s anti-terror laws are turning journalism about Palestine into a crime». Middle East Eye, 10 ottobre 2026. https://www.middleeasteye.net/opinion/austria-anti-terror-laws-turning-journalism-about-palestine-crime.

U.S. Department of the Treasury, «Treasury Sanctions Hamas-Aligned Terrorist Fundraising Network», 27 marzo 2024, https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213.[](https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy2213)




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Blitz dei carabinieri: sequestrati 2,5 chili di marijuana in casa e in un locale nei pressi di una scuola

17 Ottobre 2026 ore 11:28

Portoferraio (isola d’Elba, Livorno) 17 ottobre 2026 I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Aliquota Operativa della Compagnia di Portoferraio hanno arrestato un uomo, 43 enne, cittadino straniero, trovato in possesso di oltre 2,5 chilogrammi di marijuana, oltre ad alcuni semi della stessa pianta, 30 grammi di hashish suddivisa in dosi, un bilancino e …

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Vi spiego la narrazione che muove la guerra cognitiva del Cremlino. Scrive Pagani

17 Ottobre 2026 ore 11:12
Non menzogne, ma una visione del mondo

Quando si parla della macchina della propaganda del Cremlino si tende a ridurla a una sequenza di falsi: il video manipolato, il sito clone dell’operazione Doppelgänger, la rete di bot che rilancia l’ennesima teoria sui laboratori biologici in Ucraina. È una lettura comprensibile ma fuorviante, perché scambia i singoli messaggi per la strategia. Le menzogne sono le munizioni; ciò che conta è l’arma che le spara, cioè una cornice interpretativa stabile dentro la quale ogni notizia, vera o falsa, assume un significato già scritto. La guerra cognitiva russa non vince quando fa credere un fatto inesistente, ma quando riesce a far leggere i fatti reali attraverso le sue categorie. Per questo il fact-checking, da solo, arriva sempre tardi: smentisce il dettaglio e lascia intatto il quadro.

Lo Stato-civiltà e il katechon

Il fondamento di questa cornice è un’idea che ha smesso da tempo di essere solo retorica ed è entrata nei documenti ufficiali. Il Concetto di politica estera del marzo 2023 definisce la Russia “uno Stato-civiltà originale”[1]: non una nazione tra le altre, soggetta alle stesse regole, ma un mondo a sé, portatore di valori propri e di una missione storica. Il decreto presidenziale n. 809 del novembre 2022 sui «valori spirituali e morali tradizionali» ha tradotto questa autorappresentazione in politica di Stato, indicando nell’«ideologia distruttiva» occidentale una minaccia alla sicurezza nazionale[2].

Dietro le formule burocratiche c’è un sincretismo che attinge a strati diversi della cultura russa: lo slavofilismo ottocentesco, che opponeva la comunità spirituale slava all’individualismo razionalista europeo; l’eurasismo degli esuli degli anni Venti, rilanciato da Aleksandr Dugin come scontro perenne tra potenza di terra, gerarchica e spirituale, e potenza di mare, mercantile e liberale; il mito di Mosca Terza Roma, ultimo rifugio della vera fede dopo Bisanzio. E soprattutto Ivan Il’in, il filosofo dell’emigrazione bianca più volte citato da Putin, teorico di uno Stato forte e redentore. Da qui proviene la figura del katechon, la forza che «trattiene» l’avvento del caos: la Russia si presenta come ultimo argine contro la dissoluzione morale dell’Occidente. Quando Putin, annettendo quattro regioni ucraine, ha parlato di «satanismo puro» e il patriarca Kirill ha descritto la guerra come una lotta “metafisica”, non improvvisavano: recitavano la liturgia di una teologia politica[3].

La fortezza assediata e il mito del 1945

Il secondo pilastro è il rovesciamento sistematico del rapporto tra causa ed effetto. Nella narrazione del Cremlino la Russia non agisce mai, reagisce. L’allargamento della Nato non è la libera scelta di Stati che temevano Mosca, ma un accerchiamento; la guerra non è un’aggressione, ma un’”operazione” resa inevitabile dalla minaccia occidentale; la fine dell’Urss non è l’emancipazione di popoli, ma «la più grande catastrofe geopolitica del secolo»[4]. A tenere insieme questo vittimismo strategico è la russofobia, presentata come odio ontologico dell’Occidente per la Russia in quanto tale: se il nemico ti odia per ciò che sei, nessun negoziato è possibile e ogni compromesso è un inganno.

Su questo impianto si innesta il mito fondativo della Grande guerra patriottica, l’unico capace di unire memoria zarista, sovietica e postsovietica. La sacralizzazione del 1945 permette un’operazione semantica potentissima: chiunque si opponga alla Russia diventa per definizione erede del nazismo. La “denazificazione” di un Paese guidato da un presidente ebreo è un nonsenso sul piano dei fatti, ma è coerente sul piano mitologico, perché riattiva un trauma collettivo e trasforma l’aggressione in liberazione. Il saggio di Putin del luglio 2021 sull’«unità storica di russi e ucraini» aveva già preparato il terreno, negando all’Ucraina una soggettività propria e iscrivendola nel Russkij Mir, lo spazio spirituale e linguistico che Mosca si arroga il diritto di proteggere.

Una sintassi modulare

La forza di questa architettura sta nella modularità. Lo stesso nucleo narrativo viene declinato in registri diversi, e talvolta opposti, a seconda del pubblico: al conservatore europeo si offre la Russia custode della tradizione, alla sinistra antiatlantista la Russia antimperialista erede dell’Urss, al Sud globale il “mondo multipolare” e un anticolonialismo di facciata che occulta la natura coloniale della guerra contro un vicino, al cittadino stanco e impaurito il disfattismo di chi ripete che resistere significa solo prolungare la sofferenza. Le versioni sono incompatibili tra loro, e non ha importanza: quando le contraddizioni affiorano servono a dissolvere l’idea stessa che esista una verità verificabile.

Le affinità elettive

Non tutti i pubblici, però, sono uguali. La narrazione del Cremlino trova il suo terreno naturale nelle destre populiste e sovraniste europee, con cui condivide il lessico prima ancora degli obiettivi: la nazione come comunità organica assediata, la diffidenza verso le istituzioni sovranazionali, il disprezzo per le “élite globaliste”, la famiglia tradizionale come trincea contro i diritti civili, l’uomo forte come rimedio alla presunta debolezza delle democrazie liberali. Non è un caso che proprio in quell’area politica Mosca abbia coltivato negli anni rapporti, convergenze e, in casi documentati, finanziamenti[5].

Per la sinistra, invece, quella stessa narrazione dovrebbe essere antitetica. Un regime che teorizza la gerarchia contro l’eguaglianza e la sovranità assoluta dello Stato contro i diritti universali della persona, che soffoca il dissenso e la società civile, che concentra la ricchezza in un’oligarchia e manda a morire al fronte soprattutto i figli delle regioni più povere, è quanto di più lontano si possa immaginare dagli ideali di progresso, solidarietà e giustizia sociale. Eppure una parte della sinistra europea si lascia sedurre dal travestimento antimperialista, scambiando l’ostilità all’egemonia americana per una forma di emancipazione. È l’errore più grave, perché consegna a un’autocrazia reazionaria le parole della propria tradizione: la pace che diventa resa, l’antimperialismo che diventa complicità con un impero.

Dalla persuasione al controllo riflessivo

Qui si coglie la differenza tra propaganda classica e guerra cognitiva. La prima cerca di convincere che la Russia ha ragione. La seconda non ha bisogno di farsi credere né amare: le basta indurre l’avversario a prendere, secondo la propria logica e in apparente autonomia, la decisione che conviene a Mosca. È il principio del controllo riflessivo, elaborato negli anni Sessanta dallo psicologo e matematico sovietico Vladimir Lefebvre e assorbito nella dottrina militare russa[6]. Lo si è visto in Crimea, quando l’ambiguità sui “piccoli uomini verdi” ha congelato la reazione occidentale il tempo necessario a chiudere l’annessione. Lo si vede ogni volta che l’evocazione dosata dell’escalation nucleare induce le cancellerie a rinviare forniture decisive: nessuno deve convincerci di nulla, la nostra avversione al rischio fa il resto. La narrazione, in questo schema, non è il fine ma il serbatoio di significati che rende plausibili le decisioni che si vogliono provocare.

Lo specchio delle nostre crepe

La conclusione più scomoda è che l’efficacia di questa macchina dipende meno dalla sua potenza che dalle nostre vulnerabilità. La propaganda russa agisce come un reagente: non crea le fratture, le rivela e le allarga. Si insinua nella sfiducia verso le istituzioni, nella polarizzazione alimentata dagli algoritmi, nella stanchezza per l’inflazione e la crisi energetica, nella falsa equivalenza che scambia il pluralismo per relativismo e invita in studio la “seconda campana” anche quando suona una menzogna. E sfrutta l’asimmetria tra un regime che non risponde a nessun elettorato e democrazie che vivono di cicli elettorali brevi.

La risposta, dunque, non può essere solo difensiva. Il prebunking, che smaschera i meccanismi della manipolazione prima che attecchiscano, e l’applicazione rigorosa del Digital Services Act contro le reti inautentiche sono necessari, ma non bastano. A una visione del mondo si risponde con un’altra visione del mondo. Finché l’Europa si limiterà a smentire, inseguendo la propaganda notizia per notizia, giocherà dentro la cornice disegnata a Mosca. Uscirne significa tornare a spiegare con convinzione perché la sovranità degli Stati, il diritto internazionale e la libertà delle persone non sono l’ipocrisia di una civiltà decadente, ma le ragioni per cui vale la pena difenderla.

[1]Concetto di politica estera della Federazione Russa, approvato con decreto presidenziale del 31 marzo 2023.

[2]Decreto del Presidente della Federazione Russa n. 809 del 9 novembre 2022, «Sui fondamenti della politica statale per la preservazione e il rafforzamento dei valori spirituali e morali tradizionali russi».

[3]V. Putin, discorso per la firma dei trattati di annessione, Cremlino, 30 settembre 2022; patriarca Kirill, omelia del 6 marzo 2022, cattedrale di Cristo Salvatore, Mosca.

[4]V. Putin, messaggio annuale all’Assemblea federale, 25 aprile 2005.

[5]Il caso più noto è il prestito di 9,4 milioni di euro concesso nel 2014 al Front National dalla First Czech-Russian Bank.

[6]V. A. Lefebvre, Konfliktujuščie struktury, Mosca, 1967; sulla sua ricezione nella dottrina russa, T. L. Thomas, «Russia’s Reflexive Control Theory and the Military», Journal of Slavic Military Studies, 17 (2004), 2.

Hegseth Singled Out in Democrats’ Campaign Attacks for War and High Prices

17 Ottobre 2026 ore 11:00
Cabinet members are seldom major figures in campaigns, but the defense secretary’s forays into politics and his bravado in defense of an unpopular war have made him a target.

© Haiyun Jiang/The New York Times

In the final weeks of a midterm congressional battle in which voters’ opposition to the war with Iran has become a major issue, Democrats are increasingly making Mr. Hegseth a main character in their campaign messaging.

Livorno-Grosseto 4-4, spettacolo al Picchi: otto gol e un pareggio deciso nel finale

16 Ottobre 2026 ore 22:00

Livorno 17 ottobre 2026 Gli amaranto vanno avanti due volte con la doppietta di Malagrida, poi inseguono gli ospiti nella ripresa. Malotti e Mancini tengono in piedi il Livorno in una sfida ricca di emozioni e continui ribaltamenti. LIVORNO – Otto gol, continui capovolgimenti di fronte e un finale da brividi. Livorno e Grosseto danno …

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120 militari della Brigata Paracadutisti “Folgore” donano il sangue alcentro trasfusionale

17 Ottobre 2026 ore 10:00

Livorno 17 ottobre 2026 Sono stati circa 120 i militari della Brigata Folgore con tutti i reparti schierati su Livorno, il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”,  il 184° Reparto Comando e Supporti Tattici paracadutisti “Nembo” e il Comando Brigata Folgore, che hanno partecipato all’iniziativa di donazione del sangue organizzata su due giornate presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale …

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Nuovo Codice della Strada, Carnieri (PD): una riforma che toglie sicurezza a tutti.

17 Ottobre 2026 ore 09:00
Il PD Livorno va a congresso. Già indicati i due segretari

Livorno 17 ottobre 2026   Il testo di riforma del Codice della Strada approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre, a un giorno dalla scadenza della delega, non è una semplificazione tecnica. È una scelta politica che abbassa l’asticella della prevenzione e ne scarica il costo sulle persone più fragili. Il Governo la presenta …

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Faldo, Lega: “18 lavoratori lasciati a casa, il lavoro buono dalla sinistra si ferma agli slogan”

17 Ottobre 2026 ore 06:00

Livorno 17 ottobre 2026 La Lega incontra sindacati e lavoratori a Vicarello. CISL e UIL: «Solo la Lega ci ha dato voce». Giani e amministrazioni locali chiamati a rispondere sul silenzio denunciato durante la vertenza. Collesalvetti, 16 ottobre 2026 – La Lega incontra CISL, UIL e i lavoratori dell’autoparco Il Faldo per chiedere chiarezza sulla vertenza …

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Konecta Livorno, Franchi (PD): «Interrogazione in Regione: dobbiamo riaccendere i riflettori sulla vertenza»

17 Ottobre 2026 ore 05:59

Livorno 17 ottobre 2026 Il destino del sito Konecta di Livorno e  la necessità di tutelare i lavoratori e le lavoratrici coinvolti torna ancora al centro dell’iniziativa in Consiglio regionale. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Franchi, infatti, ha annunciato un’interrogazione alla Giunta toscana per chiedere un nuovo intervento deciso sulla crisi del call center …

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La Libertas ospita Urania, un sabato sera impegnativo

17 Ottobre 2026 ore 05:58

Livorno 17 ottobre 2026 Dopo due trasferte consecutive la Libertas Livorno 1947 torna al Modigliani Forum per un sabato sera impegnativo. Avversario di turno la Wegreenit Urania Milano che fino ad ora ha effettuato il percorso inverso agli Amaranto. Se la squadra di Andrea Diana è imbattuta, quella di Pino Sacripanti non ha ancora vinto. …

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Bando per l’assegnazione di contributi a sostegno delle locazioni 2026, pubblicata la graduatoria definitiva

17 Ottobre 2026 ore 05:56
contributo affitto 2018

Livorno 17 ottobre 2026  La documentazione deve pervenire al Comune entro e non oltre il 31 gennaio 2027 Sono pubblicati sul sito del Comune la Graduatoria definitiva dei partecipanti e l’elenco dei concorrenti esclusi relativi al Bando per l’assegnazione di contributi a sostegno delle locazioni anno 2026 e alla Determinazione Dirigenziale n. 08421 del 16/10/2026. …

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Domenica 18 ottobre torna il mercato straordinario in piazza della Repubblica

17 Ottobre 2026 ore 05:54

Livorno 18 ottobre 2026   Una giornata di shopping all’aperto nel centro di Livorno, dalle 9 alle 19, con gli operatori del commercio ambulante. Domenica 18 ottobre piazza della Repubblica a Livorno ospiterà il mercato straordinario organizzato da FIVA Confcom Livorno, con una giornata interamente dedicata allo shopping all’aperto. Dalle 9 alle 19 i banchi degli operatori …

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“Porto e Leadership femminile”, convegno al Terminal Crociere di Livorno

17 Ottobre 2026 ore 05:53

Livorno 17 ottobre 2026 Dal primato degli anni ’80 alla certificazione di genere di oggi: il segretario generale dell’AdSP di Livorno, Pierpaolo Danieli, fotografa il cambio di rotta del settore marittimo, dove la tecnologia supera la forza fisica e le donne guidano il 50% della dirigenza della Port Authority Un settore storicamente maschile che sta …

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Livorno, due arresti per truffa su mandato europeo

17 Ottobre 2026 ore 05:52
polizia 113

Livorno 17 ottobre 2026 La Squadra Mobile ha eseguito i provvedimenti richiesti dalla magistratura spagnola e una misura cautelare per atti persecutori. Controlli amministrativi in cinque esercizi commerciali del centro e un Dacur a Cecina per molestie a sfondo sessuale. Due persone arrestate in esecuzione di un mandato di arresto europeo, una misura cautelare con …

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Maltratta il suo cane, denunciato

17 Ottobre 2026 ore 05:50

Cecina (Livorno) 16 ottobre 2026 Non si ferma l’azione dei Carabinieri sul fronte della tutela e sicurezza ambientale e della flora e fauna in provincia di Livorno. I fronti operativi aperti sono vari e spaziano dalla tutela dei boschi e delle aree verdi più estese sino ad entrare nella casa di ogni cittadino che per …

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Bilancio, la Corte dei Conti approva le misure correttive del Comune di San Vincenzo sui rendiconti 2022-2025

17 Ottobre 2026 ore 05:48

San Vincenzo (Livorno) 17 ottobre 2026   La sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei Conti ha ritenuto idonei i provvedimenti correttivi adottati dal Consiglio comunale di San Vincenzo per riallineare la contabilità dell’ente e superare le irregolarità rilevate. È quanto riportato nella deliberazione numero 177 depositata martedì scorso 13 ottobre, a …

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L’era del post-lavoro non sarà la fine dell’occupazione, ma un nuovo modo di organizzare le aziende

17 Ottobre 2026 ore 04:45

Sentiamo ripetere continuamente che le in- credibili tecnologie in arrivo elimineranno la quasi totalità dei lavori. Forse tutto questo è vero. Al momento non sembra però che il risultato delle nuove tecnologie sia quello di elimina- re lavoro. Il lavoro sicuramente cambierà (come, d’altra parte, è sempre cambiato), ma che venga eliminato non è poi così si- curo. Anche in Giappone, che più di ogni altro Paese ha fatto la scelta di affidarsi alle nuove tecnologie, non si vede la scomparsa del lavoro, nemmeno nei settori in cui la robotica e le nuove tecnologie vengono usate più massicciamente. A livello di scenario possibile, è ovviamente concepibile la possibilità di una società senza lavoro, ma non credo che questo sia il punto centrale.

Molto più interessante è capire che l’idea contemporanea di lavoro è uno strato superficiale minimo dell’esperienza storica di lavoro. Dobbiamo stare attenti a non dare per scontato che l’esperienza degli ultimi cento o centocinquant’anni rappresenti un punto di arrivo senza alternative. D’altra parte, l’idea che il lavoro non sia la fonte onnicomprensiva della nostra identità è già visibile oggi, soprattutto tra i giovani. Cerchiamo di non dare per scontato che l’esperienza delle ultime generazioni sia universale. Il mondo del lavoro dalle 9 alle 5 rappresenta solo un breve istante dell’esperienza umana.

Se questo è vero, una società del post-lavoro non significa un modello in cui le persone occupano il proprio tempo libero giocando ai videogiochi, bevendo e drogandosi. Casomai, una società del post-lavoro è uno spazio in cui la natura del lavoro è stata radicalmente trasformata e l’occupazione tradizionale è diventata in gran parte obsoleta a causa del progresso tecnologi- co, di nuovi modelli sociali e di nuovi modelli organizzativi. Il progresso tecnologico sarà certamente importante, ma non sarà l’unico elemento determinante. I cambiamenti socia- li, per esempio l’invecchiamento della popolazione, saranno altrettanto rilevanti. A mio giudizio, l’elemento fondamentale della società del post-lavoro sarà quello dei cambiamenti organizzativi.

Il post-lavoro sarà lavoro che non dipenderà dagli attuali modelli organizzativi, che non si baserà su imprese tradizionali e sulla differenza tayloristica fra chi decide e chi esegue. Potrebbe anche essere una società che assume il modello cooperativo come suo fondamentale principio organizzativo e valoriale. Per capire come potrebbe essere una società che mette al centro del suo funzionamento il modello dell’impresa cooperativa non dobbiamo pensare alla salute dell’attuale movimento cooperativo. Vediamo invece le potenzialità del modello.

Già oggi, i dati raccolti da Erdal mostrano che molte aziende possedute dai lavoratori danno ottimi risultati, sono spesso più produttive, sopravvivono meglio delle aziende tradizionali nei periodi difficili, durano più a lungo, hanno un turnover dei dipendenti basso e offrono pure buoni servizi: i loro clienti tendono a valutarle più positivamente rispetto alla concorrenza strutturata in modo convenzionale6 . Il problema, caso- mai, risiede nell’ortodossia economica che proprio non riesce a credere che aziende di proprietà dei dipendenti possano es- sere la norma. Il nodo da affrontare diventa pertanto quel- lo della sottostante teoria economica.

Tratto da “Pensare l’impensabile” di Roberto Poli, Egea, 160 pagine, 18,81 euro

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Volley Livorno: comincia il campionato di Serie C, al PalaFollati arriva il Volley Club Le Signe

17 Ottobre 2026 ore 05:30

Livorno 17 ottobre 2026 Finalmente ci siamo. Dopo mesi di allenamenti in palestra, test contro altre squadre e tornei contro avversari di altissima caratura, oggi pomeriggio alle 18 comincia il campionato di Serie C della Perullo Volley Livorno. Per le ragazze di coach D’Alesio, confermato dalla passata stagione sulla panchina gialloblù, l’esordio sarà tra le mura amiche del PalaFollati in Banditella contro …

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US Livorno alla ricerca della quarta vittoria consecutiva in campionato

17 Ottobre 2026 ore 05:30

Livorno 17 ottobre 2026   Dopo il successo sul campo del Sancat Firenze, il terzo consecutivo nelle prime tre giornate di campionato, l’US Livorno Basket torna in campo sabato alle 18.15 al PalaCosmelli, dove affronterà il Basket Sansepolcro. Un appuntamento importante per gli amaranto, chiamati a confermare l’ottimo avvio di stagione davanti al proprio pubblico. …

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When a Social Media Mob Came for Cornell’s Jane Doe

After a former student named seven men in a lawsuit saying they had sexually assaulted her, a movement gained steam online to reveal her identity.

© Lauren Petracca for The New York Times

A former Cornell student’s lawsuit accusing members of a fraternity of sexual assault stirred anger and debate at the university and on college campuses nationwide.

China warns EU not to ‘fantasise’ on trade approach as Brussels confirms new ‘kill switch’

Beijing warned Brussels not to “fantasise” that taking a hard line will force it into concessions, as the bloc confirmed plans for a gung-ho new kill switch that will allow Brussels to “immediately” kick China out of the single market. Exactly a week after the two sides struck a surprise deal to restrict the volume of hybrid cars China ships to Europe, the flare-up suggests the threat of a trade war between two of the world’s three biggest economies has far from subsided. “The EU should not...

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