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Ceuta, la politica migratoria europea alla prova della responsabilità e della tutela dei minori

17 Agosto 2026 ore 11:41

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla situazione di Ceuta, dove centinaia di migranti hanno manifestato chiedendo di poter accedere alla protezione internazionale. Secondo Reuters, oltre 72.000 persone hanno attraversato il confine durante il massiccio afflusso di fine luglio e, dopo i successivi rientri, tra 5.000 e 8.000 sarebbero ancora presenti nell’enclave. Numeri particolarmente rilevanti per una città di circa 80.000 abitanti, che pongono sotto forte pressione servizi sanitari, strutture di accoglienza e amministrazione locale.

Quanto sta accadendo non può essere considerato soltanto una nuova emergenza di frontiera. Ceuta rappresenta una verifica concreta delle politiche migratorie europee e, in particolare, del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, pienamente applicabile dal 12 giugno 2026, che intende coniugare controllo delle frontiere esterne, procedure di asilo e rimpatrio più efficienti e maggiore solidarietà tra gli Stati membri.

La questione non può essere ridotta alla contrapposizione tra apertura e chiusura delle frontiere. Una politica migratoria credibile deve consentire agli Stati di governare gli ingressi irregolari, contrastare le reti criminali e rendere effettive le decisioni di rimpatrio, garantendo nello stesso tempo l’esame individuale delle richieste di protezione. Le testimonianze raccolte a Ceuta mostrano infatti condizioni differenti: accanto a persone partite principalmente per ragioni economiche vi sono individui che riferiscono conflitti, persecuzioni e situazioni di grave pericolo. È proprio la capacità di distinguere, e non quella di generalizzare, che deve qualificare l’azione delle istituzioni democratiche.

Particolare attenzione richiede la condizione dei minori. Anche in questo caso i dati devono essere utilizzati con prudenza, poiché le stime non sono ancora uniformi. Secondo dati governativi riportati dalla stampa spagnola, sarebbero circa 2.500 i minori presenti a Ceuta, mentre le organizzazioni attive sul territorio stimano che possano essere fino a 4.000; circa 1.500 risulterebbero già inseriti nel sistema di protezione. La differenza tra le stime rende ancora più urgente completare l’identificazione e assicurare una presa in carico effettiva dei bambini e degli adolescenti.

La permanenza di minori, soprattutto se non accompagnati, in strada o in strutture sovraffollate accresce il rischio di violenza, sfruttamento, tratta e scomparsa. Un bambino che attraversa irregolarmente una frontiera rimane innanzitutto un minore: la sua posizione amministrativa deve essere accertata, ma il suo superiore interesse deve orientare le decisioni che lo riguardano. La tutela deve comprendere non soltanto l’accoglienza materiale, ma anche sicurezza, assistenza e continuità educativa.

In questo contesto assume particolare rilievo il precedente giuridico relativo alla crisi di Ceuta del 2021. Nel gennaio 2024 il Tribunal Supremo spagnolo ha confermato l’illegittimità dei rimpatri in Marocco di minori non accompagnati effettuati nell’agosto 2021 senza il rispetto delle procedure individuali previste dalla legislazione. La pronuncia assume oggi una precisa attualità di fronte alle richieste marocchine di accelerare il ritorno dei minori presenti a Ceuta. Ogni eventuale ricongiungimento o rimpatrio deve pertanto essere valutato individualmente, considerando la situazione familiare, le condizioni del ritorno e il superiore interesse del minore.

La crisi evidenzia inoltre un problema strutturale delle politiche migratorie europee. I territori di primo ingresso non possono sostenere da soli le conseguenze di afflussi eccezionali. Il principio di solidarietà previsto dal nuovo Patto deve tradursi in una reale condivisione delle responsabilità, soprattutto quando la capacità locale di accoglienza risulta sproporzionata rispetto al numero delle persone presenti. Ciò vale in modo particolare per i minori, la cui protezione non può dipendere dalla capacità organizzativa del territorio europeo nel quale hanno raggiunto la frontiera.

Anche la cooperazione con il Marocco e con gli altri Paesi di origine e di transito deve inserirsi in una prospettiva più ampia. Contrastare le reti criminali, governare gli attraversamenti irregolari e rendere possibili i ritorni quando siano conformi alla legge sono obiettivi necessari, ma una politica eccessivamente dipendente dal contenimento delle partenze nei Paesi terzi rischia di rendere l’Europa vulnerabile alle dinamiche diplomatiche. Alla gestione delle frontiere devono quindi accompagnarsi cooperazione economica e sociale, formazione, opportunità nei Paesi di origine e, ove possibile, percorsi regolari di mobilità.

Le difficoltà sanitarie segnalate a Ceuta richiedono infine attenzione e rigore nel linguaggio pubblico. Sovraffollamento e condizioni igieniche precarie possono favorire problemi sanitari e rendono necessario rafforzare assistenza e prevenzione; sarebbe tuttavia improprio trasformare tali criticità in un’associazione generalizzata tra migrazione e malattia. La salute pubblica si tutela garantendo condizioni dignitose e servizi adeguati tanto alle persone migranti quanto alla popolazione residente.

Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, la vicenda possiede anche una rilevanza educativa. La scuola deve contribuire a sottrarre il tema delle migrazioni alla polarizzazione, fornendo agli studenti gli strumenti per comprendere la complessità dei fenomeni e il rapporto tra sicurezza, legalità e diritti fondamentali. Quando sono coinvolti bambini e adolescenti, inoltre, l’istruzione diventa parte integrante della protezione, perché restituisce relazioni, continuità e prospettive a percorsi di crescita segnati dall’incertezza.

La frase “Siamo umani anche noi”, esposta durante la manifestazione di Ceuta, non chiede di sostituire le regole con il sentimento. Ricorda piuttosto che l’autorevolezza delle istituzioni si misura nella capacità di applicare le regole senza perdere di vista la dignità della persona.

Ceuta rappresenta dunque una prova concreta per il nuovo sistema europeo. Governare le migrazioni significa tenere insieme sicurezza delle frontiere, responsabilità condivisa e tutela dei diritti, evitando che l’emergenza diventi una condizione permanente. E quando davanti a una frontiera si trova un bambino o un adolescente, prima della sua posizione amministrativa viene la sua condizione di minore e il dovere delle istituzioni di proteggerne il presente.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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UIL Polizia: superstrada Sora-Frosinone-Ferentino, una giungla pericolosa!

17 Agosto 2026 ore 11:40

S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino: una giungla pericolosa.

27 documento in otiginale

Nonostante la nostra denuncia e l’intervento della Prefettura, ANAS non interviene. Sicurezza stradale a rischio. A distanza di venti giorni dal nostro esposto del 28/07/2026 indirizzato a S.E. il Prefetto di Frosinone Dr. Giuseppe Ranieri e per conoscenza al Sig. Questore Dr. Stanislao Caruso e alla Dirigente della Sezione Polizia Stradale Dr.ssa Valentina Lollobbattista, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata.

Come Organizzazione Sindacale avevamo denunciato il grave stato di incuria e pericolo per la sicurezza stradale sulle arterie S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino e Sora-Avezzano-Cassino, invase da sterpaglie, rovi e rami sporgenti che occupano le banchine e, in diversi tratti, invadono quasi totalmente la corsia di sorpasso.

La sola Prefettura di Frosinone ha dato seguito alla nostra segnalazione, trasmettendo con nota a firma del Viceprefetto Vicario la nostra denuncia al Responsabile Area Gestione Rete Lazio dell’Anas S.p.A. di Roma, con preghiera di urgenti notizie e per quanto di competenza. Ebbene, a tutt’oggi, da parte dell’Ente proprietario della strada, nessun intervento è stato eseguito. Sulla superstrada Sora-Frosinone-Ferentino le sterpaglie sono ulteriormente cresciute, aumentando esponenzialmente il pericolo per chi percorre quotidianamente quell’arteria e per gli stessi appartenenti alle Forze dell’Ordine – Polizia Stradale e Carabinieri – che sono costretti ad operare in condizioni di estremo rischio per soccorsi, rilievi di sinistri stradali e controlli di polizia stradale.

Permane inoltre una gravissima criticità: numerosi segnali stradali verticali risultano completamente coperti dalla vegetazione infestante e quindi di fatto invisibili. Questo non solo mette a repentaglio la sicurezza, ma pone in grave difficoltà gli operatori che devono contestare violazioni al Codice della Strada destinate poi ad essere annullate in sede di ricorso per l’oggettiva impossibilità di percepire la segnaletica, vanificando anche il ritiro di patente e le sanzioni accessorie nei confronti di automobilisti indisciplinati. Strade che, come noto, sono purtroppo alla ribalta della cronaca per gravi incidenti, anche mortali, e che per la loro importanza strategica e per l’elevatissimo volume di traffico estivo necessiterebbero di manutenzione costante e programmata.

La sicurezza è un bene comune, ma deve esserlo per tutti. Non è più tollerabile che nonostante la nostra denuncia e nonostante la richiesta di intervento urgente della stessa Prefettura, l’Ente proprietario resti inerte di fronte a un pericolo concreto e documentato. Per questo, come UIL Polizia Federazione di Frosinone:

  1. CI RIVOLGIAMO al Responsabile della Regione Lazio competente in materia di Infrastrutture e Lavori Pubblici affinché solleciti con immediatezza ANAS S.p.A. alla pulizia immediata, al diserbo, alla potatura e al ripristino della visibilità di tutta la segnaletica su entrambe le arterie.
  2. CHIEDIAMO ai Vertici delle Forze dell’Ordine, le cui pattuglie transitano quotidianamente su detta strada e constatano lo stato dei luoghi, di voler procedere ai contesti previsti dal Codice della Strada – in particolare ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 285/92 che impone all’Ente proprietario l’obbligo di manutenzione – nei confronti di chi è preposto alla manutenzione e non provvede. Non possiamo attendere che si verifichi l’ennesima tragedia per intervenire.

La UIL Polizia a tutela della sicurezza dei cittadini e dei propri iscritti e di tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine che operano su strada, si riserva di adire le competenti sedi giudiziarie qualora non si provveda immediatamente.

Frosinone, lì 16/08/2026

Il Segretario Generale

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TITO, 100 anni attraverso la forma

17 Agosto 2026 ore 11:33

Giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18.00 il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila presenta, negli spazi di Palazzo Spaventa, il secondo appuntamento della mostra itinerante TITO, 100 anni attraverso la forma, promossa con la collaborazione di TRAleVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.

Il progetto, realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei in arte “Tito”, (Isernia 1926), e già avviato nel mese di giugno negli spazi dell’associazione TRAleVOLTE a Roma, proseguirà il suo viaggio, dopo la tappa aquilana, alla 53° edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno, nonché in altre sedi che saranno successivamente rese note.

In mostra opere appartenenti a collezioni private che documentano il lavoro eclettico e di ricerca svolto da Tito in vari ambiti disciplinari. Durante la serata inaugurale sarà anche presentata la pubblicazione a cura di Sandra Leone e Alessandra Scerrato, con prefazione di Anna Imponente e Lorenzo Canova, contenente i più importanti saggi e contributi di autorevoli personalità della cultura italiana e di critici d’arte: Giorgio Saviane, Sandra Orienti, Mirella Bentivoglio, Enrico Crispolti, Filiberto Menna, Costantino Dardi, Massimo Carboni, Simonetta Lux, Giuseppe Appella, Antonello Rubini, Roberto Gramiccia, Lorenzo Canova, Carlo Fabrizio Carli, Sandra Leone ,che hanno dato parola alle sue opere. Volume arricchito dalla documentazione fotografica prodotta da Stefano Fontebasso de Martino che ha seguito il lavoro di Tito negli ultimi quarant’anni. Vanilla Edizioni.

Come scrive Sandra Leone nella prefazione della pubblicazione: «La forma mantiene in sé una doppia natura: visibile, come limite e confine, contenitore e materia, e invisibile, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che, nel rivelarsi, si cela sotto una veste nuova. Opera contemporaneamente su due registri: quello del significante e del significato. È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico. È sin da bambino che Tito ha la “folgorazione” del segno come un atto quasi magico in cui prende forma un’immagine. Parla di stupore e meraviglia verso il tratto dato dalla penna e dai primi disegni a ricalco che gli fecero fare a scuola nel riprodurre la figura umana. La forma diventa per Tito motivo di incessante studio fino a costruire (poieîn) le sue ultime opere scultoree come vere e proprie “architetture”, geometrie solide, presenze nitide che dialogano in un rapporto “cosmico” con l’uomo.»

Ferdinando Amodei, in arte Tito. Pittore, scultore, incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Membro della Comunità Passionista della Scala Santa, ha vissuto dal 1966 a Roma dove ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale, ubicato nel complesso della Scala Santa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia nel 1964 l’attività espositive in Italia e all’estero. Molta della sua produzione artistica è entrata a far parte di importanti e monumentali decorazioni, quali affreschi, vetrate, mosaici in spazi pubblici, in particolar modo in chiese e luoghi sacri. Privilegiando la passione di Cristo, sia in pittura che in scultura ha realizzato la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Inoltre, è stato impegnato anche in opere di carattere civile, come in monumenti per i caduti. Del suo lavoro si sono occupati noti scrittori e critici, pubblicando cataloghi e monografie sul suo lavoro e la sua figura. Nel 1970 fonda Sala 1, in uno spazio attiguo alla Scala Santa. Nel 1962, per le Edizioni De Luca di Roma, pubblica un’antologica su La Passione del Signore nell’arte contemporanea da cui fu tratto un documentario premiato alla Biennale di Venezia. Tito è stato Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon e consulente alla CEI per l’edilizia per il culto. Ha inoltre pubblicato diversi studi sulla Scala Santa e scritto d’arte in riviste di informazione religiosa. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018, all’età di 91 anni. Viene costituita una Fondazione in suo nome a tutela e promozione del suo lavoro.

Il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila è sorto con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura, nonché l’organizzazione di mostre.

INFO

L’Aquila Capitale della Cultura 2026
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
presentano

TITO, 100 anni attraverso la forma

Inaugurazione 20 agosto 2026 ore 18.00
Palazzo Spaventa
Via Andrea Bafile – L’Aquila

Fino al 12 settembre 2026
Orari: dal venerdì alla domenica 10.00-12.30 / 17.30-20.00 – Ingresso libero

MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
Borgo San Lorenzo – Fossa (AQ)
tel. 3396274730 – 3333887274 – lea.contestabile@gmail.com – https://www.mubaq.it/

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“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

17 Agosto 2026 ore 11:30

“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

Al Teatro San Filippo, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana e del nuovo Festival delle Risonanze, filosofi, sociologi, educatori, comunicatori e giovani a confronto sulla libertà di scegliere. Tra le voci Massimo Cacciari, Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Dario Bolis, Carmina Gallucci e Valeria Pompili.

 

 

L’AQUILA – Il perdono può aprire al futuro? E quale libertà stiamo consegnando alle nuove generazioni? Sono le domande al centro della quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, in programma sabato 29 agosto alle ore 16.30 al Teatro San Filippo dell’Aquila, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il Summit entra quest’anno a far parte del nuovo Festival delle Risonanze, il contenitore culturale che riunisce al Teatro San Filippo incontri, musica e teatro, ed è dedicato al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”.

 

In un tempo ricco di opportunità, ma attraversato anche da pressioni, incertezze e contraddizioni, il Summit interroga il rapporto tra memoria, responsabilità, cambiamento e libertà, chiamando in causa non soltanto i giovani, ma anche gli adulti, le istituzioni e le comunità e la loro responsabilità nell’accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Il programma si svilupperà attraverso tre direttrici – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidate a esperienze, generazioni e sensibilità differenti.

 

In presenza interverranno Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo con Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. Il filosofo Massimo Cacciari parteciperà con un contributo video, mentre il giornalista e professore Luiss Francesco Giorgino e il ricercatore sociale Remo Lucchi interverranno in collegamento video. Gli interventi attraverseranno alcuni dei temi del presente: dall’utilitarismo alla società individualizzata, dal rapporto tra memoria e perdono alla possibilità di trasformazione, fino all’educazione e alla libertà di scegliersi un futuro.

 

Il Summit sarà introdotto dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola e condotto da Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit per One Group. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al presidente del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e al presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini.

 

Nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa da L’Aquila Made In, il Summit vuole tradurre il valore universale del perdono in occasioni di riflessione e confronto e contribuire a dare forma alla vocazione dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione radicata nel dono di Celestino V e riaffermata nel 2022 dalle parole di Papa Francesco, che definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”.

 

Il Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” è promosso da L’Aquila Made In e One Group, con il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Con la partecipazione de La Lumera ODV. Partner sostenitori: SE.RA. Centro Studi del Conflitto e SODIFA. Media partner: LAQTV – Canale 12.

 

 

IV Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

“Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”

Sabato 29 agosto 2026 – ore 16.30
Teatro San Filippo – Piazza San Filippo, L’Aquila
Ingresso fino a esaurimento posti

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L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART

17 Agosto 2026 ore 11:28

L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād

la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART

 

 

L’Aquila – Dal 21 agosto al 5 settembre 2026 (dal lun. al sab. h 17:00/20:00) lo Spazio F’ART Produzione Diffusione Formazione Arti Visive ospita L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād”, mostra personale di Susanna Cascella a cura di Mariano Cipollini, con il patrocinio del Comune dell’Aquila, di “Il Segno della Rinascita” e di L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura. Il programma inaugurale si apre venerdì 21 agosto alle ore 18.00 presso la Libreria Colacchi (Corso Vittorio Emanuele 5, L’Aquila), con la presentazione del catalogo dedicato all’esposizione, edito da Edizioni d’Arte Cervo Volante. Intervengono l’artista, editore e gallerista Tommaso Cascella II, l’artista Susanna Cascella, il curatore Mariano Cipollini e Donatella Giagnacovo, art director di Spazio F’ART. Alle ore 19.00 seguirà nello Spazio F’ART (Via San Francesco di Paola, 13 – L’ Aquila) l’inaugurazione della mostra.

Nei collage, nelle carte e nei tessuti dipinti di Susanna Cascella, la geometrizzazione del segno si intreccia con le suggestioni narrative delle novelle di un oriente che dialoga con l’occidente. Un lessico visivo che attinge ai rimandi naturalistici del principe del giglio minoico, alle illustrazioni fiabesche di Léon Bakst per Sergej Djagilev e ai balli plastici di Fortunato Depero, componendo un giardino di fiori e maioliche istoriate che evoca quello del paradiso di Eram. 

Erede di una delle più significative dinastie artistiche italiane, la Bottega Cascella, presente da oltre un secolo sulla scena nazionale e internazionale, Susanna Cascella ne arricchisce con una voce tutta al femminile il processo creativo interdisciplinare storicamente espresso, fino a oggi, in chiave maschile. 

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Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai

17 Agosto 2026 ore 11:24

Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai

 

A soli 19 anni, Luigi Zeno ha già ricevuto diversi riconoscimenti come Miglior Giovane Attore, affiancando al percorso artistico anche un impegno costante nel sociale, in particolare nella sensibilizzazione dei più giovani contro il bullismo.

Premi e riconoscimenti che, tuttavia, il giovane interprete considera soprattutto uno stimolo a continuare.

 

«Ricevere un premio è una grande emozione, perché significa che qualcuno ha apprezzato quello che hai fatto. Ma il giorno dopo bisogna ricominciare. In questo mestiere penso che non si finisca mai di studiare e di migliorarsi».

 

Ed è forse proprio questo il momento in cui il percorso di Zeno comincia a cambiare dimensione: dai riconoscimenti ottenuti come giovane interprete al confronto con produzioni destinate a un pubblico nazionale e internazionale.

 

Il 22 settembre arriverà su Netflix Minerva – La Scuola, la serie che segna una svolta nella sua carriera e che conferma Luigi come uno dei talenti più promettenti del panorama nazionale.

Le radici del talento: Cinema Fiction, Antonio Acampora e Armando Ciotola

Dietro ogni giovane talento c’è sempre qualcuno che ha saputo vederlo prima degli altri.

Per Luigi, queste figure sono Antonio Acampora e Armando Ciotola, professionisti di Cinema Fiction che hanno creduto in lui quando tutto era ancora da costruire.

Luigi lo ripete spesso:

«Mi hanno insegnato rispetto, disciplina, professionalità. Sono persone che porterò sempre nel cuore.»

Il loro sostegno ha rappresentato un punto di partenza fondamentale, un trampolino che ha permesso a Luigi di crescere con solidità e consapevolezza.

 

 

 Minerva – La Scuola: un personaggio che vive negli sguardi

In Minerva – La Scuola, Luigi interpreta un personaggio complesso, enigmatico, che comunica più con gli occhi che con le parole.

«In questo ruolo ho lavorato soprattutto sugli sguardi», racconta.

Il personaggio è uno di quelli che restano, che lasciano un segno.

Molti addetti ai lavori lo definiscano già Miglior Giovane Attore Italiano, una definizione che ritorna spesso nelle conversazioni di chi ha visto le prime immagini della serie.

Un percorso che si evolve: : attualmente sul set di una serie Rai 1

 

Mentre cresce l’attesa per Minerva, Luigi è già impegnato su un nuovo progetto:

una serie Rai 1, dove porta un’altra sfumatura del suo talento. Un impegno che conferma la sua versatilità e la fiducia che le produzioni italiane stanno riponendo in lui. Il suo calendario è fitto, i set si susseguono, e ogni ruolo diventa un tassello che arricchisce un percorso in continua evoluzione.

 Perché Luigi Zeno è considerato Miglior Giovane Attore Italiano

  • sensibilità interpretativa fuori dal comune
  • capacità di lavorare sui dettagli (sguardi, silenzi, tensioni emotive)
  • disciplina e professionalità sul set
  • versatilità tra cinema, fiction e serie
  • una crescita costante, mai casuale
  • riconoscimenti e attenzione crescente da parte di registi e produzioni

Luigi non recita: vive i personaggi, li respira, li porta con sé. Ed è questo che lo rende diverso.

Verso il 22 settembre : Grande attesa

Con l’arrivo di Minerva – La Scuola su Netflix, Luigi Zeno si prepara a un nuovo capitolo della sua carriera. Un capitolo che lo conferma, ancora una volta, come Miglior Giovane Attore Italiano, classe 2007, e come uno dei volti più promettenti della nuova generazione. Il 22 settembre non sarà solo una data di uscita.

Sarà il momento in cui il pubblico potrà finalmente vedere ciò che Luigi ha costruito con dedizione, cuore e talento.

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Noicattaro (BA), bambino aggredito da un animale selvatico: tutelare i minori attraverso prevenzione, conoscenza e responsabilità

17 Agosto 2026 ore 11:22

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al bambino di sei anni rimasto ferito nella serata di Ferragosto a Noicattaro, nel Barese, e alla sua famiglia, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.

L’episodio, che segue altri casi verificatisi nello stesso territorio nei primi giorni di agosto, desta seria preoccupazione e richiede la massima attenzione istituzionale. Il piccolo, ferito al torace, è stato ricoverato presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, mentre proseguono gli accertamenti per identificare con certezza l’animale responsabile.

Su questo punto è necessario mantenere rigore e prudenza. L’ipotesi che possa trattarsi di un lupo è ancora oggetto di verifica e non dovrebbe essere trasformata in certezza prima dei necessari riscontri scientifici. In una situazione che suscita comprensibile allarme, distinguere i fatti dalle supposizioni significa tutelare la comunità da informazioni imprecise e reazioni dettate dalla paura.

La decisione del sindaco di Noicattaro di limitare temporaneamente l’accesso alle aree verdi considerate maggiormente esposte e di rafforzare i controlli appare una misura prudenziale comprensibile. In presenza di un possibile pericolo, soprattutto per i minori, la precauzione costituisce uno strumento di protezione collettiva. Tuttavia, la gestione del fenomeno non può esaurirsi nella chiusura dei parchi e nei pattugliamenti straordinari.

La ripetizione degli episodi impone infatti di comprendere le condizioni che possono favorire l’avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati, prestando attenzione alle possibili fonti di cibo, alla gestione dei rifiuti, alle aree di confine tra città e campagna e all’efficacia dei sistemi di monitoraggio. L’emergenza deve diventare occasione per costruire una prevenzione stabile, capace di ridurre il rischio prima che si manifesti.

In questa prospettiva assume particolare importanza il lavoro congiunto avviato dalla Prefettura di Bari, dalla Regione Puglia, dal Comune, dalle autorità sanitarie e veterinarie, dalle forze dell’ordine e dagli organismi scientifici coinvolti. Una situazione così complessa richiede decisioni fondate su dati verificabili e una comunicazione pubblica chiara, capace di evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione.

Anche qualora gli accertamenti confermassero che si tratta di un lupo, sarebbe necessario mantenere lo stesso equilibrio. La tutela della biodiversità è un valore fondamentale, ma non può impedire interventi tempestivi quando un animale selvatico manifesta comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi in luoghi frequentati dalle persone. Allo stesso tempo, il comportamento di un singolo esemplare non può alimentare una rappresentazione indiscriminatamente ostile dell’intera specie. Sicurezza delle persone e protezione dell’ambiente non sono principi contrapposti, ma responsabilità che le istituzioni devono saper conciliare.

Quanto sta accadendo a Noicattaro presenta inoltre una significativa dimensione educativa. Conoscere il territorio e sapere come comportarsi in presenza di fauna selvatica sono strumenti concreti di cittadinanza responsabile. La scuola, con il contributo delle competenze scientifiche e istituzionali presenti sul territorio, può aiutare bambini e ragazzi a comprendere perché un animale selvatico non debba essere avvicinato o alimentato, come segnalare un avvistamento e quale significato abbiano le disposizioni adottate dalle autorità.

Educare alla biodiversità non significa generare paura, ma fornire conoscenze adeguate per comprendere la natura nella sua complessità. Occorre evitare tanto l’idea dell’animale selvatico come minaccia permanente quanto quella, altrettanto fuorviante, di una natura sempre innocua e priva di rischi.

Merita attenzione anche il rispetto delle disposizioni adottate a tutela della pubblica incolumità. Se sarà confermato che l’area dell’ultima aggressione era già sottoposta a restrizioni, sarà necessario richiamare la responsabilità dei cittadini, ma anche verificare che i divieti siano comunicati in maniera chiara, visibile e accompagnati da controlli adeguati. La prevenzione è efficace soltanto quando istituzioni e comunità condividono consapevolmente le rispettive responsabilità.

Il CNDDU auspica pertanto che il lavoro della task force istituita in Prefettura non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma conduca a una strategia territoriale stabile, nella quale monitoraggio scientifico, prevenzione, informazione pubblica ed educazione ambientale siano parte di un’unica azione. Gli accertamenti genetici e scientifici dovranno inoltre chiarire quale animale sia coinvolto e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso esemplare, così da consentire interventi proporzionati e fondati sulle evidenze.

Il caso di Noicattaro ricorda che la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede conoscenza, responsabilità e capacità di intervenire prima che il rischio diventi emergenza. Proteggere un bambino e tutelare la biodiversità appartengono alla stessa idea di civiltà: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a custodire responsabilmente l’ambiente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che da questa vicenda possa nascere una risposta istituzionale capace di guardare oltre l’urgenza del momento, trasformando una situazione di allarme in un’occasione concreta per rafforzare la cultura della prevenzione, della conoscenza e della responsabilità condivisa.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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PRINCIPESSA COSTANZA 2026, TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO

17 Agosto 2026 ore 11:20

PRINCIPESSA COSTANZA 2026,

TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO:

DALLA “REGIA CINEMATOGRAFICA” ALLE “PROVE IN DIRETTA”

 

La Principessa Costanza 2026 ha chiuso i battenti, ma c’è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché dietro quei minuti capaci, per tre notti, di tenere migliaia di persone con gli occhi rivolti verso Castello Macchiaroli c’è molto più di quello che il pubblico vede. È l’Assalto al Castello, momento clou di “Alla Tavola della Principessa Costanza”, diventato negli anni un vero evento nell’evento e capace di contribuire in maniera determinante a proiettare la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Teggiano ben oltre i confini del Vallo di Diano.

Ma come nasce l’Assalto al Castello? Come si costruisce uno spettacolo che coinvolge oltre cento persone? Come vengono utilizzati gli spazi del Castello? E soprattutto: qual è il messaggio che si nasconde dietro battaglie, spari, luci, musica e fuochi d’artificio? A raccontarlo, a manifestazione conclusa, sono la presidente della Pro Loco Teggiano Concettamaria Cantelmi e il direttore artistico Giancarlo Guercio, tornando proprio nel luogo che per tre sere ha rappresentato il grande palcoscenico conclusivo della Diano del 1480.

Per Guercio la chiave utilizzata per costruire l’Assalto è stata volutamente cinematografica. Il Castello Macchiaroli non è soltanto lo sfondo dello spettacolo, ma diventa esso stesso parte della rappresentazione: balconi, mura, cancello e terrazzi sono utilizzati contemporaneamente e popolati da attori e figuranti. La difficoltà consiste nel far interagire azioni che avvengono in punti differenti e nel condurre lo sguardo dello spettatore esattamente dove la storia richiede. “La chiave cinematografica –spiega Giancarlo Guercio– si è rivelata forse ancora più adatta rispetto a quella teatrale per creare uno storytelling, quasi una sceneggiatura cinematografica. Attraverso l’occhio di bue e particolari effetti tecnici abbiamo cercato di guidare lo sguardo dello spettatore, creando quasi dei frame cinematografici. Quest’anno credo che il risultato sia stato ancora più interessante: tutto era maggiormente amalgamato e siamo riusciti a focalizzare meglio gli spazi e le singole scene, dando maggiore valore alle diverse azioni”. Un risultato possibile grazie a una complessa macchina nella quale componente artistica e componente tecnica devono procedere perfettamente insieme. Attori, figuranti, popolo, tecnici e Pistonieri Santa Maria del Rovo diventano tasselli di un unico grande quadro scenico, capace di utilizzare l’intera estensione del Castello.

A rendere ancora più sorprendente il risultato finale c’è un particolare che il pubblico difficilmente può immaginare: una prova generale completa dell’Assalto al Castello, prima dell’inizio della manifestazione, di fatto non è possibile. Alcuni dei gruppi coinvolti, come i Pistonieri Santa Maria del Rovo, raggiungono Teggiano soltanto a ridosso dell’11 agosto e tutti i protagonisti della rappresentazione riescono a ritrovarsi insieme soltanto alla vigilia dell’evento. Le diverse componenti lavorano e si preparano anche precedentemente, ma senza la possibilità di provare anticipatamente l’intero spettacolo con tutti i suoi protagonisti. Per questo la prima serata diventa essa stessa una sorta di prova generale in diretta: oltre cento persone devono muoversi in maniera coordinata tra mura, balconi, terrazzi e spazi intorno al Castello, sincronizzandosi con recitazione, luci, musica ed effetti scenici. Un meccanismo estremamente complesso, che può funzionare soltanto grazie alla professionalità, alla disponibilità e alla capacità di coordinamento di tutti coloro che ne fanno parte.

Ed è proprio la dimensione collettiva uno degli aspetti sui quali insiste la presidente Concettamaria Cantelmi. La prima sera rappresenta inevitabilmente anche il momento nel quale tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente sulla scena; poi, replica dopo replica, movimenti, tempi e azioni vengono ulteriormente perfezionati. “I nostri figuranti e tutti i ragazzi che collaborano alla realizzazione dell’Assalto –sottolinea la presidente– sono diventati bravissimi, quasi dei professionisti, e riescono a immedesimarsi completamente nelle dinamiche dello spettacolo. Grazie al lavoro di tutti, insieme alla direzione artistica di Giancarlo, riusciamo a dare vita a uno spettacolo completo e immersivo, che credo rappresenti un’esperienza unica per chi vi assiste”.

Ma sarebbe riduttivo leggere l’Assalto soltanto attraverso la sua spettacolarità. Dietro l’azione scenica c’è infatti un messaggio che assume un significato particolarmente attuale. Un ruolo fondamentale è affidato alla Dama Bianca, personaggio introdotto nella precedente edizione e confermato quest’anno dopo il grande apprezzamento ottenuto dal pubblico. La Dama Bianca apre e chiude l’Assalto, creando una sorta di struttura circolare della narrazione. Ed è proprio nel suo ritorno finale che lo spettacolo cambia prospettiva: dopo la violenza dell’assedio, il pubblico viene invitato a riflettere su ciò che ha appena visto.

Due parole sintetizzano questo percorso: barbarie e armonia. “Nella prima parte –evidenzia Giancarlo Guercio– c’è una parola fortemente marcata: barbarie. Nell’ultima parte ce n’è un’altra: armonia. La Dama Bianca ritorna alla fine dell’assedio e invita a riflettere su una coscienza collettiva. La storia ci offre testimonianze dalle quali possiamo ancora imparare. Oggi credo sia fondamentale acquisire consapevolezza rispetto a quello che vogliamo essere nel mondo e nella vita, soprattutto perché i tempi che stiamo vivendo richiedono riflessioni di questo tipo”.

Così uno spettacolo che parte da una vicenda del Quattrocento riesce a parlare anche al presente. L’assedio, la battaglia e la paura non diventano una celebrazione della guerra, ma il punto di partenza per arrivare al suo contrario: alla necessità dell’incontro, della convivenza e dell’armonia.

E forse è anche questo uno dei motivi per i quali l’Assalto al Castello continua a esercitare un richiamo così forte: nell’ultima serata, vedere Piazza Portello e l’intera area intorno al Castello gremite di persone, nonostante i capricci del meteo, ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi dell’edizione appena conclusa.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione è la collaborazione tra la Pro Loco Teggiano e le istituzioni. Il finanziamento ottenuto dalla Regione Campania, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, ha consentito anche quest’anno di realizzare e valorizzare l’Assalto al Castello, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. Accanto all’Amministrazione Comunale di Teggiano guidata dal sindaco Michele Di Candia e alla Regione Campania, hanno sostenuto l’evento -tra gli altri- la Camera di Commercio di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Diocesi di Teggiano-Policastro e la Banca Monte Pruno.

La 31ª edizione è terminata il 13 agosto. Ma alla Pro Loco Teggiano il lavoro non si ferma: “Dal giorno dopo –conclude la presidente Concettamaria Cantelmi– si comincia già a pensare all’anno successivo. Appena termina un’edizione iniziamo a ragionare su ciò che può essere sviluppato e migliorato e sulle novità da introdurre. Perché, in fondo, Costanza non finisce mai.

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“INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”

17 Agosto 2026 ore 11:14

Prosegue con successo la rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”, con il prossimo appuntamento in programma il 23 agosto alle ore 21.00 a Diano Marina (Imperia), presso il Molo delle Tartarughe (Lungomare E. Carcheri – ingresso libero), insieme a LUCA BARBAROSSA.

Durante la serata, il cantautore, tra i più amati della scena italiana e autore di brani iconici come “Roma spogliata”, “Via Margutta” e “Portami a ballare”, con cui ha conquistato il Festival di Sanremo, dialogherà anche con Nadia Schiavini, incontrando il pubblico tra musica, racconti personali e riflessioni sul mestiere del cantautore e presentando il suo libro “Cento storie per cento canzoni” (La Nave di Teseo).

«Domenica sera non assisteremo solo a un concerto, bensì a un vero e proprio dialogo tra il poliedrico Luca Barbarossa e la nostra comunità, un’occasione per esplorare le radici profonde della canzone d’autore italiana con la guida di Stefano Senardi e Maurilio Giordana – dichiara il Sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi – La sua presenza arricchisce la nostra rassegna ‘Incontri Ravvicinati con la Musica’, confermando Diano Marina come palcoscenico vibrante per la cultura e la musica di qualità».

«Sono molto contento che venga Luca Barbarossa, che considero un amico oltre che un grandissimo artista – afferma Stefano Senardi Abbiamo avuto modo di incontrarci diverse volte, anche in occasione del Premio Alassio per la Musica, che ho avuto l’onore di consegnargli nel 2024. Sono stato inoltre ospite di Radio2 Social Club e ci siamo rivisti recentemente a Lecce, durante la presentazione del mio libro nell’ambito della rassegna Fandango Live. È una bella persona ed è sempre un grande piacere incontrarlo e condividere momenti legati alla musica e alla cultura».

Il 9 settembre la rassegna si concluderà con Fabio Concato, cantautore raffinato e tra i più apprezzati del panorama italiano, che porterà sul palco la sua inconfondibile sensibilità interpretativa e una scrittura poetica capace di unire intimità e immediatezza. In questa occasione interpreterà alcuni dei suoi brani più celebri e amati, offrendo al pubblico un viaggio musicale ricco di emozioni, racconti e melodie che hanno segnato la storia della canzone italiana.

Ideata e curata da Stefano Senardi e organizzata in collaborazione con Intersuoni BMU Music di Ettore Caretta, la rassegna prevede degli incontri, che offrono sia esibizioni dal vivo sia momenti di dialogo, con un rinomato e sempre diverso protagonista della musica italiana. In ciascuno di questi appuntamenti ogni artista eseguirà alcuni dei suoi brani più celebri e parteciperà a coinvolgenti incontri con il pubblico ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della propria carriera e della propria esperienza creativa insieme a Stefano Senardi e a Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che modererà gli incontri.

La manifestazione, promossa dal Comune di Diano Marina e dal Sindaco Cristiano Za Garibaldi, è organizzata da Intersuoni BMU e gode del patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, del Club Tenco e di Rockol.

L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti, offrendo l’opportunità a tutti i cittadini e ai visitatori interessati di partecipare.

La rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA mira a promuovere e valorizzare la cultura musicale e il patrimonio artistico italiano stimolando il dialogo e il confronto tra pubblico e artisti nell’ambito della canzone d’autore, far conoscere Diano Marina e il suo territorio non solo come meta turistica per le spiagge e il mare ma anche per la sua vivace scena culturale.

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ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI

17 Agosto 2026 ore 11:11

ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI

Giovedì 20 agosto a Montecastello, Comune di Mercato Saraceno, le canzoni più amate della grande cantante milanese rilette attraverso nuovi arrangiamenti, insieme a due musicisti che hanno condiviso il suo percorso artistico

Montecastello di Mercato Saraceno (FC)  17 AGOSTO 2026 – Borgo Sonoro arriva a Montecastello, in Piazza della Libertà, con una serata dedicata a Ornella Vanoni, una delle voci più importanti e riconoscibili della musica italiana. Giovedì 20 agosto sarà Rossella Cappadone, cantante, chitarrista e interprete attiva tra musica d’autore e jazz, a portare sul palco il progetto “Un filo di trucco, un filo di tacco” – Omaggio a Ornella Vanoni.

Una serata che acquista un significato particolare grazie alla presenza di Nicolò Fragile al pianoforte e Francesco Corvino alla batteria, entrambi storici collaboratori di Ornella Vanoni. Con loro sul palco ci sarà Max Laganà, al basso e contrabbasso.

Il concerto attraverserà alcune delle pagine più amate del repertorio della grande cantante milanese, da Senza fine a L’appuntamento, da La musica è finita a Domani è un altro giorno. Canzoni che appartengono alla memoria collettiva e che saranno proposte non come una semplice riproposizione degli originali, ma attraverso nuovi arrangiamenti, pensati per valorizzare la voce e l’interpretazione di Rossella Cappadone e restituire una veste nuova a brani diventati parte della storia della canzone italiana.

La presenza di Fragile e Corvino rappresenta uno degli elementi più significativi della serata: due musicisti che hanno condiviso il percorso artistico di Ornella Vanoni portano sul palco la propria esperienza diretta accanto a un progetto che guarda al suo repertorio con rispetto, ma anche con una sensibilità contemporanea.

Per Rossella Cappadone si tratta inoltre di un ritorno a Borgo Sonoro, dove la sua presenza aveva già raccolto attenzione. A Montecastello l’artista porta un progetto costruito attorno alla forza interpretativa e alla qualità della musica dal vivo, confrontandosi con alcune delle canzoni più celebri di una protagonista assoluta della musica italiana.

Una serata, dunque, nel segno di Ornella Vanoni e delle sue canzoni, affidate a una nuova voce e a musicisti che ne hanno conosciuto da vicino il percorso artistico. Un progetto che attraversa epoche e generazioni, mantenendo intatta l’identità di un repertorio che continua ancora oggi a emozionare.

Prima del concerto, il pubblico potrà fermarsi a Montecastello per cenare allo stand gastronomico curato dalla Pro Loco di Montecastello e accompagnare la serata con i vini di Tenuta Santa Lucia.

Il concerto avrà inizio alle 21.15. Il biglietto unico è di 7 euro, oltre ai diritti di prevendita Vivaticket. In caso di maltempo, gli eventuali spettacoli annullati saranno rimborsati tramite il canale di acquisto.

Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Borgo Sonoro.

Il Festival è promosso dal Comune di Roncofreddo, capofila del progetto, insieme ai Comuni di Borghi, Longiano, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Sogliano al Rubicone, con il contributo della Regione Emilia-Romagna (L.R. 21/23), Romagna Iniziative, Romagna Acque e Concessionaria Moreno, nell’ambito del cartellone regionale Montagna Mia – I Festival dell’Appennino.

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Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande  cantautore, con Lorenzo Campani alla voce

17 Agosto 2026 ore 11:08

Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande
cantautore, con Lorenzo Campani alla voce

Mont’Alfonso sotto le stelle

Martedì 18 agosto 2026 – ore 21
Fortezza di Mont’Alfonso – Castelnuovo di Garfagnana (Lucca)

LA SERA DEI MIRACOLI
Omaggio a Lucio Dalla

 

Da “Com’è profondo il mare” a “L’anno che verrà”, da “Caruso” a “4 marzo 1943”.
Lucio Dalla, ovviamente. Dopo il trionfale tour che ha emozionato oltre 15.000 spettatori, approda martedì 18 agosto a Castelnuovo di Garfagnana “La sera dei miracoli”, lo spettacolo tributo al grande cantautore scomparso.

Cuore pulsante del live sarà la voce di Lorenzo Campani, già interprete di Quasimodo e Clopin nel musical “Notre Dame de Paris” oltre che collaboratore di Ligabue e Vasco Rossi, a conferma di una versatilità e una presenza scenica eccezionali. Ad affiancarlo sul palco sarà una band di prim’ordine che allinea Luigi Buggio alle tastiere e alla direzione artistica, Marco Vattovani alla batteria, Alessandro Leonzini al basso, Marco Locatelli e Ivan Geronazzo alle chitarre. Lo spettacolo è impreziosito da una scenografia suggestiva e da un avvincente show di luci.

Lucio Dalla è stato un cantautore, musicista e attore di straordinario talento. Con le sue canzoni, caratterizzate da testi poetici e melodie avvolgenti, ha raccontato storie di vita quotidiana e temi universali, conquistando il cuore di diverse generazioni. Con successi come “Futura”, “Attenti al lupo” e “Piazza Grande” ha saputo innovare e sperimentare, lasciando un’eredità musicale inestimabile che continua a ispirare artisti e appassionati di musica in tutto il mondo; brani sempre attuali e commoventi, che ora avremo modo di riascoltare dal vivo in un evento imperdibile.

Concerto nell’ambito del festival Mont’Alfonso sotto le stelle. I biglietti (posti numerati da 17,25 a 28,75 euro) sono disponibili su ticketone.it (tel. 892.101), nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804) e alla Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana, dove è possibile acquistare (anche a distanza con bonifico bancario) i biglietti riservati a persone con disabilità.

PROSSIMI APPUNTAMENTI – Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso, in arrivo Giorgio Panariello con lo spettacolo “E se domani…” (20/8), Federico Buffa con “Number 23” (21/8) e Paolo Ruffini con “Il Babysitter” (24/8). Martedì 25 agosto, alla Fortezza delle Verrucole di San Romano in Garfagnana, si recupera il concerto dei Gatti Mézzi previsto per lo scorso 6 agosto: i biglietti restano validi per la nuova data. Programma e dettagli sul sito ufficiale www.festivalmontalfonso.it.

PARCHEGGI, NAVETTE e INDICAZIONI – In occasione degli spettacoli alla Fortezza di Mont’Alfonso, sono disponibili i parcheggi della Fortezza (a 600 metri dall’ingresso) e di piazzale C. Chiappini a Castelnuovo di Garfagnana (zona impianti sportivi, si accede da via Valmaira, chi utilizza il navigatore deve impostare via Valmaira come destinazione). Dai parcheggi di piazzale C. Chiappini sarà in funzione un servizio bus navetta da/per la Fortezza di Mont’Alfonso, frequenza 15 minuti: è previsto il contributo di un euro a persona, i fondi sono destinati a progetti di assistenza e solidarietà a cura delle associazioni di volontariato di Castelnuovo di Garfagnana.

Info tel. 0583 641007 – 334 6167210 (nei giorni di spettacolo dalle ore 18.45) www.festivalmontalfonso.itwww.turismo.garfagnana.euwww.castelnuovogarfagnana.org.

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Premio Faraglioni Capri International 2026: premio a Toni Servillo.

17 Agosto 2026 ore 11:02

Crediti foto: Nicolas Spiess
Sarà una serata all’insegna del cinema, del teatro, della musica e della cultura quella della 31ª edizione del Premio Faraglioni Capri International, in programma domenica 30 agosto nel suggestivo scenario del Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, tra i luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’Isola Azzurra.

Protagonista assoluto dell’evento sarà Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. Al Maestro sarà conferito il prestigioso riconoscimento che, da oltre trent’anni, celebra le personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della cultura, della musica, del cinema e dello spettacolo.

Prima della consegna del Premio, sarà lo stesso Toni Servillo ad offrire al pubblico un suo intervento teatrale, un momento artistico dedicato che aprirà la cerimonia e accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso il suo straordinario percorso umano e professionale, rendendo ancora più intensa una serata pensata come autentico omaggio alla sua carriera.

Servillo ha accolto con emozione il conferimento del Premio Faraglioni Capri International, dichiarando: “Sono grato a Capri Arte e ai fratelli Damino per aver voluto conferirmi il Premio Faraglioni Capri International, che nelle trenta precedenti edizioni ha onorato tanti nomi prestigiosi della musica, del cinema e dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre lieto di essere premiato in uno dei luoghi della Campania più apprezzati nel mondo per storia, cultura e bellezze naturali.”

L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista. Per la sua interpretazione ne La grazia di Paolo Sorrentino, Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro come Miglior Attore, confermando ancora una volta il suo straordinario prestigio artistico anche a livello internazionale.

A condurre la serata sarà la giornalista RAI Eleonora Daniele, tra i volti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana.

Ad arricchire il programma saranno anche gli omaggi musicali di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere con raffinata personalità jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana. Per l’occasione proporranno alcuni brani tratti dal loro apprezzato progetto ispirato al Così fan tutte di Mozart, con adattamento di Andrej Longo e riduzione musicale di Leandro Piccioni e Mario Tronco, una rilettura originale del capolavoro mozartiano attraverso la storica tradizione della posteggia napoletana.

Il Premio Faraglioni Capri International che sarà consegnato dal Sindaco Paolo Falco, consiste in una scultura in argento raffigurante i celebri Faraglioni dell’Isola, simbolo di Capri nel mondo, fissata su una base in marmo che richiama il colore del mare caprese. Anche quest’anno, come sin dalla prima edizione, l’opera è stata realizzata dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.

Ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino, il Premio rappresenta una delle più longeve e prestigiose manifestazioni culturali italiane e continua, grazie anche alla nuova generazione della famiglia Damino, a promuovere il dialogo tra arte, spettacolo e territorio, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale di Capri nel mondo.

Tra gli ospiti attesi figurano numerose personalità del mondo della cultura, del cinema, dell’imprenditoria e delle istituzioni, confermando ancora una volta il Premio Faraglioni Capri International come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate italiana.

L’iniziativa si avvale del patrocinio morale e della collaborazione istituzionale della Città di Capri. Partner ufficiali della manifestazione sono il Grand Hotel Quisisana, simbolo dell’ospitalità caprese e sede storica del Premio, Polis Consulting, realtà nazionale operante nel settore della sicurezza, e Kimbo, storico Main Sponsor dell’evento e ambasciatore nel mondo della tradizione del caffè napoletano.

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LAKUN DIMMELO

17 Agosto 2026 ore 10:59

 

LAKUN

DIMMELO

“Dimmelo”: la fine di una relazione e tutto quello che resta sospeso

 

“Dimmelo” è il nuovo singolo di LAKUN, un brano breve e diretto che racconta quello spazio sospeso in cui una relazione è ormai finita, ma resta ancora qualcosa che avrebbe avuto bisogno di essere detto.

Il pezzo si muove proprio dentro questa contraddizione. Nelle strofe in inglese sembra esserci già la consapevolezza che quella persona appartenga al passato; il ritornello in italiano, invece, continua a chiedere una risposta: “dai dimmelo di qua, di là di qua, dimmelo al buio, dimmelo tu”. Una richiesta che si ripete quasi ossessivamente, come accade con le domande che rimangono senza risposta.

LAKUN non cerca però di costruire un lieto fine né una vera risoluzione. Anche la struttura del brano, racchiusa in appena 2 minuti e 8 secondi, segue questa idea: la domanda ritorna, insiste e infine si interrompe. La risposta non arriva.

È proprio in questa assenza che si trova il cuore di “Dimmelo”: sapere che alcune cose forse è meglio lasciarle non dette e, allo stesso tempo, continuare a desiderare di averle sentite almeno una volta.

Tra inglese e italiano, LAKUN trasforma così un’esperienza intima in una sensazione universale: quella di andare avanti portandosi dietro non necessariamente una persona, ma una domanda rimasta aperta.

Biografia
LAKUN è un artista, cantautore e produttore nato in Italia, che ha vissuto per dieci anni in Israele e oggi risiede a Los Angeles, in California. Il suo percorso personale e artistico, segnato da una vita da “outsider” e dalle sue radici ebraiche, si traduce in un viaggio sonoro imprevedibile e travolgente, fatto di passione, grinta e, forse, anche di una buona dose di rabbia.

Fortemente influenzato dai Red Hot Chili Peppers, dal romanticismo italiano e dalla scena pop di Los Angeles, LAKUN dà vita a un sound che si muove tra alternative pop e alternative rock, trascinando l’ascoltatore nel proprio universo senza filtri e senza compromessi.

 

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LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA

17 Agosto 2026 ore 10:56

LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA

 

 

Dopo il grande successo riscosso nelle principali città italiane, Lumina – I concerti a lume di candela arriva a Fano con Omaggio a Fabrizio De André, uno spettacolo capace di emozionare il pubblico grazie alla sua atmosfera intima e alla straordinaria forza poetica delle canzoni del grande cantautore genovese. Giovedì 20 agosto alle ore 21.30, la suggestiva Corte Malatestiana si trasformerà in uno scenario senza tempo, dove migliaia di candele illumineranno la serata creando un ambiente caldo, avvolgente e profondamente evocativo. Prodotto e organizzato da Dream Up Production e Isolani Spettacoli lo spettacolo è proposto nell’ambito de La Corte in scena rassegna promossa dalla Fondazione Teatro della Fortuna con Comune di Fano e in collaborazione con AMAT.

 

Lumina è un progetto che unisce musica, emozione e atmosfera in una formula capace di conquistare migliaia di spettatori in tutta Italia. Uno spettacolo che parla al cuore, dove la poesia di Fabrizio De André incontra la magia di migliaia di candele, regalando al pubblico una serata di rara intensità, sospesa tra musica, luce e memoria. Un appuntamento imperdibile per vivere un’esperienza unica di musica, luce e poesia.

 

La luce delle candele e la musica si uniranno in un’esperienza immersiva, in cui ogni nota, ogni parola e ogni silenzio acquistano un’intensità unica. Lumina non è un semplice concerto, ma un viaggio emozionale che invita il pubblico a rallentare, ad ascoltare e a lasciarsi trasportare dalla bellezza. Al centro della serata, Omaggio a Fabrizio De André, un tributo raffinato e autentico dedicato a uno dei più grandi poeti della musica italiana.

Le sue canzoni più amate, da La canzone di Marinella a Bocca di Rosa, da Il pescatore a Via del Campo, passando per Fiume Sand Creek, Il testamento di Tito, Creuza de mä e molti altri capolavori, rivivranno attraverso interpretazioni intense e arrangiamenti eleganti, capaci di restituire tutta la profondità, l’umanità e la straordinaria attualità dell’opera di De André.

Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio saranno musicisti di grande sensibilità artistica, capaci di dare nuova luce ai capolavori del cantautore, mantenendone intatta l’essenza e il valore poetico.

 

Informazioni e biglietti: Teatro della Fortuna 0721 827092, biglietterie del circuito Vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.30.

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Carta del Docente e trasporti: rendere effettivo l’utilizzo per i treni ed estendere la misura ai voli per i docenti fuori sede

17 Agosto 2026 ore 10:54

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario intervenire su una criticità che, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, assume particolare urgenza e riguarda migliaia di insegnanti costretti, per ragioni di servizio, a vivere e lavorare a centinaia di chilometri dal proprio luogo di residenza.

Una condizione che non interessa soltanto il personale precario, ma anche numerosi docenti di ruolo che da anni prestano servizio stabilmente in regioni diverse da quelle di provenienza, sostenendo personalmente costi considerevoli per mantenere i rapporti con la propria famiglia e il proprio territorio.

Per questi lavoratori la mobilità non rappresenta un’esigenza occasionale. Nel corso degli anni, le spese sostenute per treni, aerei e altri mezzi di trasporto possono raggiungere importi molto rilevanti, ai quali si aggiungono frequentemente il costo di un secondo domicilio e le ulteriori spese derivanti dalla permanenza lontano dalla propria residenza.

La situazione diventa particolarmente gravosa proprio nei periodi che coincidono con i principali momenti della vita scolastica. L’avvio delle attività nel mese di settembre, le festività natalizie e pasquali e gli altri periodi di rientro concentrano gli spostamenti in date difficilmente modificabili per chi lavora nella scuola. In tali circostanze, i prezzi dei titoli di viaggio, soprattutto sulle tratte ferroviarie a lunga percorrenza e sui collegamenti aerei, possono registrare incrementi significativi, con conseguenze particolarmente pesanti per chi deve attraversare il Paese più volte nel corso dell’anno.

Con l’imminente apertura dell’anno scolastico 2026/2027, il problema torna dunque a manifestarsi in tutta la sua evidenza. Migliaia di docenti saranno nuovamente chiamati a raggiungere le sedi di servizio, spesso affrontando spese elevate proprio in una fase dell’anno caratterizzata da forte domanda di mobilità.

La questione assume particolare rilievo alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, che hanno ampliato le possibilità di utilizzo della Carta del Docente includendo i servizi di trasporto di persone. Si tratta di una scelta normativa significativa, che può rappresentare una prima risposta concreta al peso economico della mobilità sul personale scolastico.

Alla previsione normativa deve tuttavia corrispondere una possibilità effettiva di utilizzo. Le difficoltà che ancora interessano l’acquisto dei titoli di viaggio attraverso la Carta rischiano di determinare una distanza tra il beneficio riconosciuto e la sua concreta fruizione.

Il problema riguarda in particolare i collegamenti ferroviari a media e lunga percorrenza e quelli ad alta velocità. Il CNDDU ritiene pertanto necessario che siano definite con chiarezza le condizioni che consentano ai docenti di utilizzare la Carta per l’acquisto di biglietti presso i principali operatori nazionali, a partire da Trenitalia e Italo, favorendo il completamento delle procedure necessarie e assicurando informazioni certe sullo stato degli accreditamenti.

Accanto al trasporto ferroviario permane inoltre la questione del trasporto aereo, che merita una specifica riflessione istituzionale. Per moltissimi docenti provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, così come per coloro che prestano servizio in regioni molto distanti dalla propria residenza, l’aereo non costituisce una modalità di viaggio accessoria, ma può rappresentare l’unica soluzione concretamente sostenibile in termini di tempi e distanze.

Una disciplina che non tenesse conto di tale realtà rischierebbe di produrre una disparità tra lavoratori che si trovano nella medesima condizione professionale di lontananza, ma dispongono di possibilità di collegamento profondamente differenti. La condizione di insularità, in particolare, non può tradursi in una penalizzazione indiretta per il personale della scuola.

Alla luce dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge pertanto un formale sollecito al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga verificato con urgenza lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e siano promosse le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni competenti e con i principali operatori del trasporto nazionale.

È necessario che il personale docente possa conoscere con certezza quali servizi siano ammessi, quali operatori risultino effettivamente accreditati e quali siano i tempi previsti per la piena operatività della misura. Una disposizione destinata ad alleviare il peso economico della mobilità perde inevitabilmente parte della propria efficacia se i suoi destinatari non sono posti nelle condizioni di utilizzarla proprio nel momento in cui ne avrebbero maggiore necessità.

La scuola italiana continua a garantire il proprio funzionamento anche grazie a migliaia di insegnanti, precari e di ruolo, che hanno accettato di costruire una parte significativa della propria vita professionale lontano dalla regione di origine. Dietro questa mobilità esistono anni di biglietti ferroviari e aerei, affitti, spostamenti e rinunce personali e familiari che rappresentano una componente spesso poco visibile del contributo offerto da questi lavoratori al sistema nazionale di istruzione.

Il CNDDU auspica pertanto che l’anno scolastico 2026/2027 possa segnare il passaggio dalla previsione normativa alla piena effettività della misura, sia per il trasporto ferroviario sia attraverso una definizione chiara della questione relativa al trasporto aereo.

Garantire un sostegno concreto alla mobilità significa riconoscere una condizione professionale che, per molti docenti di ruolo, non dura alcuni mesi ma accompagna anni della loro carriera. L’effettività di una misura non dovrebbe dipendere dalla distanza percorsa né dalla geografia del luogo dal quale un insegnante proviene.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»

17 Agosto 2026 ore 10:46

OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»

OSTIA – «Tre gravissimi episodi avvenuti tra il 14 e il 15 agosto restituiscono l’immagine di un territorio nel quale la sicurezza sta diventando un’emergenza quotidiana. Ostia non può essere trasformata nella zona franca di Roma, dove residenti, lavoratori e famiglie sono costretti a convivere con aggressioni, furti e violenze».

Lo dichiara Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, intervenendo sui recenti fatti di cronaca verificatisi nel centro e sulle spiagge di Ostia.

«Nel mercato di via Orazio dello Sbirro un venditore ambulante è stato colpito al volto con una bottiglia dopo essersi opposto al furto di un paio di calzini. L’aggressore, indicato come una persona senza fissa dimora e in stato di alterazione, è stato arrestato dai Carabinieri. Sulla spiaggia libera, nel giorno di Ferragosto, un bagnante è stato ripetutamente colpito dopo avere sorpreso un uomo intento a rovistare tra i suoi effetti personali. Anche in questo caso il responsabile è stato fermato. Sempre a Ferragosto, infine, un giovane è stato accerchiato e picchiato perché ingiustamente accusato di fotografare alcuni bambini: il controllo del telefono ha dimostrato che non aveva scattato alcuna immagine e che, in quei momenti, era impegnato in una videochiamata».

«Sono episodi diversi, che non devono essere confusi tra loro, ma che raccontano un clima comune: a Ostia si sta diffondendo la paura. Il pestaggio di un innocente è inaccettabile e nessuna preoccupazione può autorizzare la giustizia fai da te. Proprio quanto accaduto dimostra, però, quanto sia diventata fragile la percezione della sicurezza e quanto rapidamente il sospetto possa trasformarsi in una reazione incontrollata, soprattutto quando vengono coinvolti dei bambini. La paura può spiegare il meccanismo, ma non può e non deve mai giustificare la violenza».

Secondo Conforzi, la situazione è aggravata dalla concentrazione, soprattutto nelle aree centrali di Ostia, di condizioni di marginalità sociale ed emergenza abitativa lasciate senza risposte strutturali.

«Il problema non è la povertà e non sono le persone fragili, che devono essere assistite e accompagnate dai servizi competenti. Il problema è l’abbandono istituzionale. Quando marginalità estrema, dipendenze, abuso di alcol e permanenza in strada vengono lasciati senza controllo e senza assistenza, le conseguenze ricadono sui residenti, sui commercianti e sulle stesse persone in difficoltà. Non è accoglienza: è scaricare il disagio sociale della Capitale sul litorale».

«Il centro di Ostia, l’area di via delle Baleniere, il mercato di via Orazio dello Sbirro, piazza Anco Marzio, il Pontile, le stazioni e gli arenili hanno bisogno di una presenza visibile e continuativa delle forze dell’ordine. Gli arresti effettuati durante il Ferragosto dimostrano la professionalità e l’efficacia degli operatori impegnati, ai quali va il nostro ringraziamento. Ma i servizi straordinari organizzati durante le festività non possono sostituire un presidio quotidiano del territorio».

Conforzi annuncia che nei prossimi giorni scriverà al questore di Roma e al prefetto, chiedendo un approfondimento specifico sulla situazione del litorale.

«Chiederò una riunione dedicata a Ostia e un rafforzamento coordinato dei pattugliamenti, anche a piedi, nelle zone centrali, nei mercati, sul lungomare e nei pressi delle stazioni. Occorre affiancare al controllo del territorio un intervento dei servizi sociali, sanitari e per le dipendenze, così da distinguere chi ha bisogno di assistenza da chi commette reati e deve risponderne davanti alla legge. Servono inoltre una mappatura aggiornata degli episodi e un piano di sicurezza stabile per tutto l’anno, non soltanto operazioni concentrate nei fine settimana o durante le festività».

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, la questione della sicurezza rischia di produrre conseguenze anche sull’economia e sulla capacità turistica del territorio.

«Le prime valutazioni degli operatori economici parlano di spiagge meno frequentate, parcheggi vuoti e incassi in difficoltà. I dati ufficiali e disaggregati dovranno essere resi pubblici e analizzati, ma l’allarme non può essere ignorato. Ostia è diventata meno attrattiva non soltanto per la carenza di strutture, servizi, collegamenti ed eventi, ma anche per una crescente percezione di insicurezza».

«L’unico “turismo” che la gestione di Gualtieri e Falconi sembra avere favorito è quello della disperazione: non perché le persone fragili debbano essere respinte, ma perché Roma Capitale le ha lasciate senza una risposta e ha trasferito sul litorale il peso delle proprie emergenze sociali. Nel frattempo, famiglie, visitatori e attività economiche si allontanano».

«Ostia è in codice rosso sul fronte della sicurezza e della marginalità sociale. Il sindaco Gualtieri e il presidente Falconi smettano di comportarsi come osservatori esterni e si assumano le responsabilità di governo. Il litorale ha bisogno di sicurezza, assistenza, decoro, servizi e programmazione. Non possiamo aspettare che un altro episodio ancora più grave renda evidente ciò che residenti e commercianti denunciano ormai ogni giorno».

Giuseppe Conforzi
Capogruppo di Fratelli d’Italia
Municipio Roma X

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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

17 Agosto 2026 ore 10:44

Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

 

Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:

 

«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.

 

Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.

 

Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.

 

Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»

 

Luca Sforzini – Presidente

Centro Studi Rinascimento Nazionale

https://www.rinascimentonazionale.it/

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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

17 Agosto 2026 ore 10:40

Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

 

Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:

 

«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.

 

Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.

 

Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.

 

Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»

 

RINASCIMENTO NAZIONALE Centro Studi – think tank di FUTURO NAZIONALE

Rinascimento Nazionale

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