Premier danese: "Un'azione ostile sulla Groenlandia sarebbe la fine della Nato"


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L’emendamento alla Legge sull’intelligence, approvata con 68 voti favorevoli, 8 astenuti e nessun voto contrario, conferisce enormi poteri ai servizi, riducendo a lumicino diritti civili. Tra i nuovi poteri concessi ai piedipiatti: ottenere segretamente impronte digitali, campioni vocali, odore e altri prelievi da una persona; utilizzare materiali o altri metodi di marcatura di esseri umani ai fini della loro identificazione; e acquisire equipaggiamento speciale, esplosivi e materiali esplosivi oltre alle armi d’ordinanza. Tutto ciò senza alcuna autorizzazione di un giudice, la quale potrebbe essere concessa a posteriori, 24 ore dopo. La procedura non riguarda solo i cittadini lituani, o extracomunitari, ma è applicabile anche a tutti i cittadini dell’UE residenti, soggiornanti o semplicemente in transito sul territorio lituano.
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La migliore VPN da attivare oggi è NordVPN: il servizio è in offerta con un prezzo ottimo per un abbonamento da 28 mesi, ecco la promo.
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Diversi attacchi di phishing e Browser-in-the-browser (BitB) cercano di rubare le credenziali di login e prendere il controllo degli account Facebook.
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Vladimir Putin: “Le Nazioni Unite svolgono il ruolo chiave e fondamentale negli affari mondiali, e questo ruolo va rafforzato. La NATO ha più volte ingannato la Russia, violando le proprie promesse pubbliche di non avanzamento ad Est, rappresentando la minaccia alla sicurezza del nostro stato. La Russia ha promosso delle iniziative per costruire una nuova, affidabile e giusta architettura europea e sicurezza globale, in base alle quali potrebbe risolversi pacificamente il conflitto in Ucraina. Kiev e le potenze occidentali, i suoi sostenitori, non sono pronti alla soluzione pacifica. Le relazioni con le potenze occidentali in generale, e con l’Italia in particolare, sono ai minimi storici. La Russia è pronta al ripristino delle relazioni con esse ai massimi livelli. Il compito degli ambasciatori, compreso quello dell’Italia, di contribuire proficuamente alla normalizzazione delle relazioni bilaterali.”
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32 denunce per un blocco stradale avvenuto al porto di Ravenna durante lo sciopero generale del 28 novembre scorso promosso dai sindacati di base, quando un centinaio di persone per due ore aveva bloccato l’accesso al terminal container contro l’invio di armi e merci dirette verso lo Stato di Israele. È quanto la stampa, locale e nazionale, ha anticipato11, pubblicando una nota della questura ravennate. Al momento le denunce non sono ancora state notificate, per quanto ne sappiamo. Facciamo però notare la loro tempistica, a poco tempo di distanza dalla nascita di un Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, che, ricordiamo, è uno dei principali scali del mar Adriatico, nel quale dopo l’ottobre 2023 è aumentato il transito di forniture militari verso lo Stato israeliano. Per il momento l’effetto immediato che si voleva ottenere è dare la percezione che l’apparato repressivo è pronto a colpire chi cerca di opporsi ai traffici di armi. Si prova, come sempre, ad intimidire. La nota della questura non lascia dubbi, affermando che insieme alle denunce sarebbero in corso valutazioni per l’applicazione di misure amministrative di polizia, che sappiamo essere da anni tra le armi preferite per provare a soffocare voci critiche e movimenti di lotta.
Quanto detto, ovviamente, si inserisce in un clima di costante attacco alle libertà in generale e ai movimenti di contestazione in particolare, attacco che in Italia e non solo sta registrando un’accelerazione che corre parallela alla preparazione degli Stati alla guerra, con un accanimento particolare contro le componenti giovanili che partecipano alle lotte in corso, prima tra tutte l’opposizione al tentativo genocidiario del governo israeliano nella striscia di Gaza.
Il comunicato di solidarietà2222 che alcune realtà anarchiche e libertarie romagnole hanno diffuso dopo la pubblicazione della notizia delle denunce identificava in maniera puntuale la ragione dell’attacco repressivo proprio nell’opposizione alla guerra e, nel complesso, al militarismo che avanza nella società e nell’economia. La guerra, in questa congiuntura storica ancor più che nel recente passato, è diventata opzione economica capace di generare altissimi profitti che non tollerano impedimenti di sorta.
Un vero e proprio “partito della guerra” ha assunto ormai la direzione, riuscendo a determinare scelte e strategie politiche delle nazioni in cui opera. Non si tratta solo delle gerarchie militari e dell’industria direttamente coinvolta nella produzione degli armamenti, diventata forza economica trainante nei progetti di riarmo e riconversione, ma di tutto un indotto che coinvolge fondazioni bancarie, holding, trust della finanza ma anche centri di ricerca, startup e laboratori universitari (come è il caso del progetto ERiS di Thales Alenia Space3333 che prevede l’insediamento di un nuovo polo aerospaziale a Forlì per la produzione di antenne satellitari “dual use”, cioè con ambiti di applicazione sia civili che militari, e che vede coinvolto il laboratorio CIRI Aerospace dell’Università di Bologna).
Non è un caso che il governo Meloni attraverso il Decreto sicurezza (convertito in legge il 9 giugno 2025), abbia reintrodotto il reato di blocco stradale, esteso il DASPO urbano, introdotto nuovi reati e previste apposite aggravanti per colpire chi esprime idee e pratiche indesiderate al governo e ai grandi cartelli economici. Sono misure preventive, come lo sono le altre che il governo ha promosso sempre in direzione repressiva, per limitare il dissenso e per gestire gli effetti dei tagli alla spesa pubblica finalizzati a finanziare il riarmo. Queste misure non sono le ultime previste, oltretutto, dato che il governo ha già annunciato ulteriori decreti per poter contrastare le proteste venture, dando più poteri alle forze di polizia.
Quando l’opposizione riesce a dare fastidio perché tocca interessi reali – quasi sempre economici, come la compravendita di armi – la funzione dello Stato emerge nella sua forma più esplicita, e in definitiva nella vera funzione che è chiamato a ricoprire: il ruolo del gendarme. In un presente di guerra, la forma Stato sta rapidamente gettando via ogni apparenza liberale ed anche il diritto formale – sull’esempio di quanto va accadendo da tempo al cosiddetto diritto internazionale – viene rielaborato in funzione del nuovo corso, restringendo il perimetro del consentito. Come accaduto nel caso del blocco stradale o picchetto, usato da sempre nei contesti di movimento e dalle organizzazioni operaie di tutto il mondo come mezzo di pressione e di lotta, ciò che ieri era lecito, o comunque non compreso come reato, dall’oggi al domani può non esserlo più, mostrando in questo modo tutta l’arbitrarietà del potere e l’artificiosità della distinzione legale/illegale. Di fronte alla repressione, come sempre, la cosa migliore da fare, oltre naturalmente alla solidarietà tangibile, è rilanciare e intensificare le lotte. In questo caso rilanciare a tutti i livelli l’antimilitarismo, che mai in questi ultimi anni è apparso così fondamentale.
Piccoli Fuochi Vagabondi – piccolifuochivagabondi.noblogs.org
1 https://www.corriereromagna.it/ravenna/ravenna-bloccarono-la-strada-per-due-ore-per-protesta-contro-il-transito-di-armi-verso-israele-32-denunce-BH1801267
2 Il comunicato delle realtà anarchiche e libertarie romagnole è stato pubblicato anche sul sito internet di Umanità Nova: https://umanitanova.org/la-guerra-interna-si-intensifica-sulle-32-denunce-per-il-blocco-del-porto-di-ravenna/
3 Sul progetto ERiS a Forlì si legga il contributo del Collettivo Samara: https://umanitanova.org/forli-aerospazio-e-guerra-il-progetto-eris-di-leonardo-e-thales/
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Immagine in evidenza da European Space Agency
Quando si parla del rapporto tra quantum computing e sicurezza informatica il pensiero è spesso rivolto al tema della crittografia: in futuro un tecnico potrebbe accendere un computer quantistico all’interno di un data center e in pochi minuti decifrare comunicazioni intercettate e archiviate dieci anni prima, protette dagli algoritmi crittografici moderni (harvest now, decrypt later).
Documenti governativi, transazioni bancarie, segreti industriali improvvisamente esposti. Non è fantascienza, ma il potenziale scenario che ha spinto Stati, infrastrutture critiche e organizzazioni di tutto il mondo alla transizione verso nuovi algoritmi di cifratura, resistenti agli attacchi quantistici.
Un altro tema cruciale della crittografia del futuro è però quello dello scambio sicuro delle chiavi crittografiche, per impedire che possano essere intercettate o manipolate: un problema che ha portato Europa, Stati Uniti, Cina e Russia a investire massicciamente in un’altra tecnologia: la comunicazione quantistica.
L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha affidato a un consorzio guidato da Thales Alenia Space un contratto da 50 milioni di euro per la fase di definizione della missione SAGA. L’obiettivo è progettare un satellite capace di generare e distribuire chiavi crittografiche quantistiche per usi governativi e per collegare il futuro network EuroQCI, la dorsale europea per la comunicazione quantistica sicura.
Fabio Sciarrino, professore di fisica quantistica alla Sapienza di Roma, ha spiegato che con SAGA l’Europa avrà un segmento spaziale sovrano per la sicurezza delle comunicazioni: “Non si tratta solo di tecnologia: è una questione di autonomia strategica”.
Rubare oggi, decifrare domani. Agenzie di intelligence e attori statali stanno raccogliendo enormi quantità di dati cifrati, sapendo che, tra dieci o quindici anni, i computer quantistici saranno abbastanza potenti da leggerli. “I dati raccolti oggi possono essere messi da parte e letti quando i computer quantistici diventeranno abbastanza potenti”, ha spiegato Giuseppe Vallone, docente all’Università di Padova. “Per settori come sanità, energia e finanza, è un rischio reale”.
Nel 2019, Google dichiarò di aver raggiunto la “quantum supremacy”. Nel 2023, IBM superò i 1.000 qubit (l’equivalente dei bit nei computer quantistici) con il chip Condor. Il 9 dicembre 2024, Google ha presentato Willow, un processore da 105 qubit che ha completato in meno di cinque minuti un test sperimentale, progettato appositamente, che per i computer classici avrebbe richiesto un lasso di tempo praticamente infinito. Dal canto suo, IBM ha invece annunciato nel novembre 2025 il chip Quantum Nighthawk con 120 qubit, e punta a Starling per il 2029: un computer quantistico funzionante non più solo su progetti teorici e sperimentali, che sarà costruito nel data center di Poughkeepsie, New York.
La timeline della minaccia, dunque, si sta accorciando. I computer quantistici capaci di violare gli algoritmi RSA-2048 potrebbero infatti essere operativi tra il 2030 e il 2035. Per questo il National Institute of Standards and Technology (NIST) statunitense ha pubblicato nel 2024 i primi algoritmi di crittografia post-quantistica, resistenti agli attacchi. Ma proteggono solo i dati futuri, non quelli già rubati.
La comunicazione quantistica affonda le radici nel 1984, quando Charles Bennett e Gilles Brassard presentarono il protocollo BB84. Era teoria pura: un sistema in cui a garantire la sicurezza non sarebbero state le leggi della matematica, ma della fisica quantistica. Per decenni il protocollo rimase però confinato nei laboratori.
Il punto di svolta arrivò nell’agosto 2016, quando la Cina lanciò Micius, il primo satellite al mondo dedicato alla comunicazione quantistica. Micius stabilì collegamenti quantistici sicuri tra Pechino e Vienna, superando i 7.600 chilometri di distanza. Fu il momento Sputnik del XXI secolo: Washington si accorse di essere in ritardo. Come ha recentemente ammesso un funzionario del Pentagono, “per anni abbiamo sottovalutato gli investimenti cinesi nel quantum. Credevamo fossero solo propaganda”.
Da Vienna a Tokyo, da Pechino a Ginevra, le prime “reti metropolitane” quantistiche cominciarono a operare. Ma il vero impulso venne dalla consapevolezza che i computer quantistici avrebbero un domani potuto frantumare la crittografia classica. E, con essa, mezzo secolo di segreti digitali.
La comunicazione quantistica non è una semplice evoluzione della crittografia: è un cambio di paradigma. La sua sicurezza non dipende dalla complessità computazionale di problemi matematici, ma dall’impossibilità fisica di intercettare un segnale senza alterarlo. Le informazioni sono codificate nello stato fisico dei fotoni, particelle di luce, e ogni tentativo di intercettazione altera inevitabilmente lo stato quantistico del segnale, rendendo rilevabile un’intrusione. “È come lasciare impronte digitali in ogni bit”, ha spiegato Stefano Pirandola, fisico teorico dell’Università di York. “Se qualcuno prova a leggere la chiave, il sistema lo segnala subito”.
C’è però un limite: i fotoni viaggiano bene in fibra ottica, ma oltre i 100-150 chilometri il segnale si degrada. Per questo servono i satelliti. In orbita, i fotoni viaggiano nel vuoto con perdite minime, permettendo collegamenti intercontinentali. È qui che SAGA, Micius e i progetti statunitensi entrano in gioco.
Del resto, il gruppo del fisico cinese Jian-Wei Pan parla apertamente da tempo di applicazioni su larga scala e di nuovi satelliti ad alta orbita: “Questi ultimi possono collegare due punti sulla Terra distanti 10mila chilometri”, evidenziando le potenzialità di connessioni globali sicure.
Presente (2026)
Test operativi di QKD su dorsali in fibra ottica, Qolossus 2.0 operativo alla Sapienza, EuroQCI in costruzione, rete nazionale cinese di 12.000 km pienamente operativa, collegamenti quantistici intercontinentali via satellite.
Orizzonte 2027-2030
SAGA operativo tra 2027 e 2029, integrazione completa tra segmento spaziale e terrestre, computer quantistici fault-tolerant (IBM punta a Starling per il 2029), ripetitori quantistici di nuova generazione, espansione commerciale.
Applicazioni strategiche
Settore bancario: transazioni protette da chiavi quantistiche incorruttibili. Sanità: cartelle cliniche e dati genomici al sicuro per sempre. Energia: controllo delle smart grid senza vulnerabilità. Difesa: comunicazioni militari e diplomatiche su canali quantistici. Infrastrutture critiche: aeroporti, centrali, reti idriche protette da attacchi informatici.
Entro il 2035
L’Europa potrebbe disporre di una rete quantistica sovrana che collega tutti gli Stati membri. Le tre tecnologie quantistiche (calcolo, comunicazione, sensori) potrebbero generare fino a 97 miliardi di dollari. Il mercato globale della comunicazione quantistica, valutato in 1,1 miliardi di dollari nel 2024, è previsto che raggiunga i 5,4 miliardi nel 2030.
La Cina, con il satellite Micius e una rete nazionale in fibra ottica lunga 12mila chilometri, ha investito circa 15 miliardi di dollari in tecnologie quantistiche. A marzo 2025, un team cinese ha realizzato una comunicazione quantistica tra Cina e Sudafrica su 12.900 chilometri via satellite Jinan-1.
Nel dicembre 2024, China Telecom ha svelato Tianyan-504, il computer quantistico più potente del Paese con 504 qubit, e contestualmente l’infrastruttura per le comunicazioni sicure “Quantum Secure Link”, che conta quasi 6 milioni di utenti e oltre 3mila organizzazioni. Non è solo tecnologia: è soft power. Offrendo comunicazioni sicure ai Paesi partner, Pechino aumenta la dipendenza tecnologica nei suoi confronti, come fecero gli americani con Internet negli anni Novanta. L’industria quantistica cinese è passata da 93 aziende nel 2023 a 153 nel 2024. La scala dell’industria raggiungerà 1,61 miliardi di dollari entro il 2025.
Gli Stati Uniti hanno imparato la lezione dello Sputnik. La strategia attuale di Washington è duplice: crittografia post-quantistica per le comunicazioni di massa, reti quantistiche satellitari per i canali strategici. Il NIST ha già definito i primi algoritmi resistenti ai computer quantistici. NASA e DARPA lavorano su reti sperimentali.
Il budget federale per la ricerca quantistica ha raggiunto 998 milioni di dollari per il 2025. A marzo 2024, DARPA ha lanciato il programma QuANET per integrare reti quantistiche con infrastrutture classiche. La National Quantum Initiative – che coordina la strategia federale statunitense – dovrebbe invece essere a breve riautorizzata fino al 2034, con 2,7 miliardi di dollari destinati a NIST, NSF e NASA.
La Russia procede con obiettivi militari dichiarati. Roscosmos e l’Istituto di Fisica Generale hanno testato collegamenti ottici sicuri tra satelliti e basi terrestri, in linea con il piano “Quantum Communications 2030”. La cooperazione con la Cina, dimostrata dal collegamento Mosca-Urumqi del gennaio 2024, segnala un’alleanza tecnologica che preoccupa l’Occidente.
Dal canto suo, l’Europa risponde con SAGA e un’articolata strategia quantistica: a marzo 2025 si è chiusa la call EuroQCI con 24 proposte e un budget complessivo di 90 milioni di euro per migliorare la sicurezza delle comunicazioni. Il satellite prototipo Eagle-1 sarà lanciato tra fine 2026 e inizio 2027. A giugno 2025 è stato invece inaugurato il primo computer quantistico EuroHPC a Poznan, seguito a settembre dal sistema “VLQ” a Ostrava. A luglio 2025, la Commissione europea ha inoltre adottato una Strategia Quantistica per consolidare la leadership tecnologica.
Anche l’Italia gioca un ruolo importante: il 9 dicembre 2025, la Sapienza di Roma ha presentato Qolossus 2.0, il primo computer quantistico fotonico italiano modulare. A differenza dei sistemi superconduttivi di Google e IBM, Qolossus opera a temperatura ambiente e si integra naturalmente con le comunicazioni quantistiche.
Il processore, prodotto in Italia grazie al CNR di Milano e all’Università di Pavia, rappresenta non solo un primato scientifico, ma la nostra carta, come evidenziato in numerose analisi, per non dipendere dalle architetture superconduttive americane o cinesi. È una questione di sovranità tecnologica. La scalabilità dei sistemi fotonici potrebbe cambiare le regole del gioco. “La tecnologia è pronta”, ha spiegato Sciarrino. “Ma la politica e i finanziamenti devono correre alla stessa velocità”.
Ci sono però alcuni ostacoli ancora da superare. Il punto debole sono i trusted nodes, nodi intermedi che devono decifrare e ricifrare le chiavi. Se compromessi, l’intera catena sarebbe a rischio. “I ripetitori quantistici, che eliminerebbero questo problema, sono però ancora sperimentali”, prosegue Sciarrino.
Altri ostacoli riguardano la vulnerabilità ai disturbi ambientali, la sincronizzazione tra stazioni terrestri e satelliti in movimento e i costi ancora proibitivi per applicazioni commerciali di massa. I progressi però sono rapidi. In Italia, per esempio, test sul campo hanno dimostrato la distribuzione di chiavi sulla dorsale Torino-Matera, coprendo 1.800 chilometri.
In sintesi: la Cina ha capito per prima che chi controlla le comunicazioni sicure può costruire alleanze strategiche. Gli Stati Uniti rispondono con pragmatismo, mescolando soluzioni matematiche e fisiche. SAGA ed EuroQCI rappresentano invece la terza via europea. Tutto questo non rappresenta però un traguardo, ma il punto di partenza di una nuova sfida tecnologica che potrebbe determinare le gerarchie del XXI secolo.
L'articolo Comunicazione quantistica: la nuova frontiera della sicurezza digitale europea proviene da Guerre di Rete.
Il mondo della cybersecurity si appresta a vivere un 2026 di profonda trasformazione: secondo le previsioni di sicurezza di ClearSkies, nei prossimi mesi comincerà il passaggio definitivo gli attacchi autonomi AI-driven, rendendo le minacce sempre più rapide e precise. Anche le aziende italiane devono prepararsi ad affrontare questa nuova sfida e per farlo è necessario […]
L'articolo Nel 2026 sempre più attacchi autonomi AI-driven e deepfake: le previsioni di sicurezza di ClearSkies proviene da Securityinfo.it.
Una domanda necessaria: perchè, tra tutte le piattaforme di comunicazioni disponibili, qualcuno dovrebbe sceglierne una piuttosto banale, fornita da un’azienda di data mining (ossia raccolta, elaborazione e vendita di informazioni personali) potente e pericolosa come Facebook?
I software di chat esistono da prima che Whatsapp esistesse ed hanno offerto praticamente gli stessi servizi se non addirittura di più, ma quest’ultimo si é imposto grazie a due soli motivi: una fortissima campagna promozionale (già nei primi cinque anni e soprattutto dopo che é stato acquistato da Facebook nel 2014) ed il fatto che fosse utilizzabile immediatamente senza dover creare alcun account, cosa che ne ha permesso l’adozione da parte di chiunque senza dover pensare a cose come nome utente, password, ecc.
Non solo esistono decine di strumenti di chat che offrono infinitamente più sicurezza di Whatsapp e che non diffondono le tue informazioni in modo da poter alterare più efficacemente l’opinione pubblica, ma negli ultimi tempi é stata pure sviluppata Matrix, una piattaforma che presenta caratteristiche notevoli sotto diversi punti di vista e si presta perfettamente a diventare il software di riferimento tra quelli alternativi a Whatsapp.
Ma Matrix non si limita a possedere delle caratteristiche diverse da Whatsapp: é strutturalmente tutta un’altra cosa! La natura stessa della piattaforma Matrix, come si vedrà in questo post, é talmente diversa da Whatsapp, Telegram, Signal, Wire o qualsiasi altra piattaforma commerciale centralizzata da far sì che nessuna di queste potrà mai fornire tutto ciò che Matrix permette (e promette) di fare (e anche NON fare). In questo post vengono descritte per sommi capi proprio queste caratteristiche di Matrix con cui Whatsapp non potrà mai, per sua natura, competere.

Software F.L.O.S.S.
Il software utilizzato dai server Matrix é F.L.O.S.S. ossia aperto, libero e verificabile da chiunque. Qualsiasi persona capace di programmare può verificare ciò che il software Matrix fa, esattamente come un meccanico che può aprire un cofano, vedere il motore, trovarne i difetti, metterci le mani e migliorarlo. Whatsapp al contrario usa software proprietario e ciò che avviene sui suoi server é un segreto industriale.

Il software Matrix non monitora tutto quel genere di informazioni che invece vengono registrare da Whatsapp o da piattaforme sociali correlate come Instagram o Facebook: non calcola chi secondo lui potrebbe diventar mio amico/a. Non registra i millisecondi su cui mi soffermo su un’immagine, gli errori di battitura, i like, il tasso di engagement o il tipo di relazione che intercorre tra me ed un altro utente, quale sia il mio lavoro, i luoghi che visito o i miei spostamenti. Sappiamo che non monitora nulla di tutto ciò proprio perché é software F.L.O.S.S. Come vedremo, Matrix manco mi chiede come mi chiamo e non mi obbliga nemmanco a comunicargli tutti i numeri nella mia Rubrica. Inoltre, come vedremo, puoi far sì che non sia in grado di leggere quel che tu scrivi. Il software Matrix, insomma, raccoglie giusto le informazioni tecniche necessarie a funzionare. [*A FINE ARTICOLO C’É UNA NOTA IMPORTANTE SU QUESTO PUNTO!]. Whatsapp é parte di Facebook, il cui modello di business ruota intorno a profilazione degli utenti e commercializzazione dei loro dati a fini di propaganda commerciale e/o politica. La quantità di informazioni che vengono trasmesse ai server di Facebook per essere analizzate é eccezionalmente superiore a ciò che gli utenti medi solitamente concepiscono.

Se creo un account Matrix sul server “A” e poi scoprissi che é inaffidabile, applica delle policy con cui non mi trovo d’accordo o sospettassi che vende informazioni a terzi, posso tranquillamente passare al server “B” senza perdere alcuno dei miei contatti. E’un pò come mollare hotmail o gmail per passare a Protonmail. Whatsapp invece é una bolla chiusa e se esci da Whatsapp perdi tutti i tuoi contatti Whatsapp.

Chi ha un server proprio può installarci Matrix ed avere così il proprio server chat personale, un pò come si può avere una mail aziendale, in modo da avere il controllo totale sui propri dati. Non ti fidi di nessun server pubblico che non sia gestito da te? Basta un server da qualche centinaio d’euro per essere totalmente indipendente! Whatsapp é invece utilizzabile solo attraverso i server di Facebook.


Attualmente per usare la propria chat Matrix da smartphone si usa quasi esclusivamente l’app Riot.im. Alcuni provider Matrix tuttavia hanno realizzato la propria versione dell’app Riot personalizzandone alcune caratteristiche. Alcuni esempi sono l’app Librem (per i possessori di un device Purism), SMIchat o Tchap (la piattaforma Matrix realizzata dal governo francese per il dialogo interno tra personale amministrativo). Su computer fisso invece oltre ad utilizzare Riot da browser o l’app Riot, si possono già utilizzare Wheechat, o Quaternion, Nheko o Fractal. Applicazioni diverse con caratteristiche, funzioni, vantaggi e svantaggi diversi applicati allo stesso servizio. Un pò come scegliere se usare Thunderbird o Outlook per la propria casella email. Al momento Riot é l’applicazione standard migliore per l’utente comune, essendo le altre più “specialistiche”. Tuttavia nulla impedisce che possano essere realizzate nuove versioni alternative di Riot o app del tutto diverse per utilizzare Matrix. Al contrario per usare Whatsapp sono obbligato ad utilizzare il software ufficiale di Whatsapp che, ovviamente, é sempre software chiuso. Qualche applicazione “alternativa” per Whatsapp esiste, ma data la natura chiusa del software di Whatsapp e la limitatezza delle sue funzioni, queste app alternative non potranno mai offrire granché di diverso rispetto a quella ufficiale.

Su Matrix nulla t’impedisce di avere account multipli. Puoi dunque differenziarli, ad esempio usare un account pubblico, uno per pochi intimi ed un’altro solo per lavoro, magari pure registrandoli su server diversi. Al momento attuale la versione per smartphone di Riot.im non supporta ancora gli account multipli, ma si tratta di una funzionalità che si prevede di rendere disponibile a breve. Su browser invece puoi già usare diversi account Matrix contemporaneamente. Whatsapp invece ti obbliga ad avere un unico account legato al tuo telefono ed alla tua persona.

Matrix non é legato a doppio filo al tuo telefono, per cui puoi accederci anche se il telefono l’avessi perso o distrutto. In effetti si può benissimo usare Matrix senza nemmeno averlo mai avuto un telefono. No telefono = no Whatsapp.

Il fatto che Matrix non sia legato alla tua identità, al tuo device o al tuo telefono fa sì che tu possa avere un account Matrix pubblico senza dover necessariamente comunicare il numero di telefono dello smartphone da cui lo utilizzi. Puoi dunque usare un account Matrix aziendale anche sul telefono privato, oppure fare l’esatto contrario. Puoi continuare ad accedere al tuo account anche se avessi perso o distrutto tutti i tuoi device. É dunque possibile fare conversazioni audio o videochiamate con qualcuno tramite Riot/Matrix senza essere obbligati a fornirgli il proprio numero personale. Whatsapp invece non permette di avere un account scollegato dal proprio numero di telefono.

Matrix é pensato per poter interagire con altre piattaforme e seppur si tratti di un qualcosa ancora in via di sviluppo, già é possibile con qualche sforzo chattare tra Matrix, IRC, Slack, Gitter, Discord, Telegram ed altre piattaforme ancora. La cosa non funziona ancora del tutto ma il progetto é quello di permettere ad ogni utente di dialogare con Matrix restando sulla piattaforma che preferisce. Con un pò di sforzo é già possibile un’unica stanza chat in cui possono interagire utenti che stanno su diverse piattaforme: Scrive Marta da Telegram, gli rispondono Sara da Slack e Luigi da Matrix; poi intervengono Anna da IRC e Michele da Rocketchat mentre Nicoletta posta una domanda da Discord e Bruno le risponde da XMPP e Riccardo fa altrettanto da Mastodon. Una volta reso più immediato e funzionale il dialogo tra Matrix e Mastodon si potrà inoltre avere un’unica, grande meta-rete federata in cui decine di piattaforme social potranno dialogare tra loro e con Matrix. Seguono invece una filosofia del tutto opposta sia Whatsapp che tutti i software di comunicazione commerciali, che tendono a far di tutto perché tu non utilizzi software diverso dal proprio.

É una conseguenza del punto precedente: il fatto che Matrix dialoghi con altre piattaforme fa sì che, ad esempio, io possa accedere ad una chat Matrix ed interagire con i suoi membri utilizzando le App per IRC, XMPP, Telegram, Discord ecc. Volendo é possibile anche far interagire Matrix con l’email e gli sms. Di conseguenza tutto il “parco macchine” delle piattaforme che dialogano con Matrix (i diversi client/app, ecc) possono essere utilizzati per interagire con utenti Matrix. Non é cosa da poco! Hai una email? Puoi comunicare con Matrix. Hai un account XMPP? Puoi comunicare con Matrix. Sul telefono hai un’app per IRC? Puoi comunicare con Matrix! É pure possibile creare stanze Matrix pubbliche leggibili online da chi non utilizza nemmeno una sola delle piattaforme che interagiscono con Matrix. Come detto sopra, invece, Whatsapp non fa che obbligare gli utenti a legarsi ai propri servizi e solo a quelli.

La stanza resta viva fintanto che almeno un server attivo ne ospiti una copia su di sé.
Essendo Matrix una rete decentralizzata di server indipendenti e non un’unica piattaforma centralizzata, se il server a cui mi appoggio avesse dei problemi io potrei accedere alla chat semplicemente scegliendo un server diverso. Perché ciò sia possibile é necessaria una minima accortezza da parte di almeno un utente della chat ma é piuttosto banale e realizzabile da chiunque. Il fatto é che il contenuto é slegato dal singolo server e può dunque essere replicato all’infinito, rimanendo eterno. Quando c’é un #WhatsAppDown invece non puoi far altro che aspettare che venga ripristinato. Se Whatsapp avesse un problema al server e perdesse i tuoi dati, non avresti modo di recuperarli.

Con Matrix posso criptare i miei messaggi in modo tale che siano leggibili solo da me e dalla persona con cui mi scrivo, usando un sistema di cifratura End-to-End molto potente ed efficace che scavalca lo stesso server ospitante. I software commerciali invece di solito non permettono una vera cifratura e quando lo fanno… considerano sé stessi come destinatari, perché devono leggere quel che scrivi, a chi ecc.

Per come é stata realizzata, Matrix é una piattaforma del tutto inadatta all’uso pubblicitario. Questo a causa della sua struttura decentrata, della mancata raccolta di informazioni sugli utenti, del software aperto e delle capacità di cifratura. Se invece Facebook decidesse di introdurre pubblicità in Whatsapp, i suoi utenti non potrebbero far altro che subirla.

Accedendo a Matrix da un client desktop si ha modo di impostare tutta una serie di settaggi e preferenze molto minuziose. É ad esempio possibile far si che un certo membro della stanza possa solo leggere senza intervenire o nominare diversi “amministratori” ma con livelli di potere e compiti assai differenziati fra loro. Si possono aggiungere Widget alle stanze, bot ed altre funzioni. Matrix dunque può essere personalizzato in modo molto specifico. Whatsapp invece, puntando ad un utilizzo ipersemplificato, ingabbia l’utente in una serie assai limitata di opzioni.

Quando crei un account Matrix non c’é alcun obbligo a collegarlo al proprio nome, alla propria email o al proprio numero di telefono. Gli account Whatsapp invece sono legati a dei numeri di telefono. Siccome quando ti iscrivi a Whatsapp gli consegni tutta la tua rubrica, Facebook sa con che nome, cognome e soprannome hanno registrato in rubrica il tuo numero i tuoi conoscenti ed essendo tutto integrato nei database di Facebook la tua identità gli é nota anche se tu non gliel’hai mai fornita direttamente. In sostanza: se sei su Whatsapp regali a Facebook informazioni non solo su di te, ma anche sui contatti che hai salvato.

Essendo software F.L.O.S.S. qualsiasi programmatore può facilmente sviluppare estensioni, strumenti aggiuntivi, bot, modifiche e miglioramenti alle app esistenti. Questo fa si che attorno a Matrix si sviluppi un intero ecosistema con numerosi elementi aggiuntivi capaci di personalizzare ulteriormente la chat alle tue esigenze. Già esistono dei widget capaci di inserire in una stanza matrix funzionalità di Wikipedia, pad di scrittura collaborativa, grafici, immagini stock, feed RSS e non é difficile immaginare per il futuro personalizzazioni di skin, applicazioni per backup selettivi, bot di ogni genere, traduttori automatici. Anche attorno a Whatsapp in effetti si é sviluppato un ecosistema di applicazioni di supporto, ma data la natura chiusa del software usato e la non-volontà di Facebook di cedere troppo facilmente le informazioni che ha raccolto sui suoi utenti, le app aggiuntive sono ben poca cosa: perlopiù addon di gif e sticker.
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Quando si parla di privacy e vendita di dati, di solito il pensiero comune va a due soli scenari: la commercializzazione pubblicitaria e l’indagine poliziesca mirata su di sé. Nel primo caso viene ritenuta tuttalpiù un fastidio mentre la seconda, dato i sempre più onnipresenti dispositivi di monitoraggio e controllo, viene ritenuta come scontatamente inevitabile.
In realtà sfugge che gli utilizzi dei propri dati personali sono molto più variegati di questi due scenari estremi. Estremi perché il primo rappresenta il grado minimo mentre il secondo il grado massimo di utilizzo dati personali, tralasciando la profilazione politica a fini propagandistici.
Facebook, Google, Youtube ed Instagram ad esempio insistono nel mostrarti con più frequenza certi profili, certe notizie, certi video e lo fanno in modo nient’affatto casuale. Se la profilazione social su di te ha mostrato paura o debolezza emotiva verso certi tipi di notizie, questo dato può essere usato da chi vuole propagandare determinate politiche affinché tu, e solo tu tra tutta la tua cerchia di amici, legga un certo tipo di articoli.
Se utilizzi le piattaforme sociali commerciali sappi che quel che ti passa davanti agli occhi é stato personalizzato su di te, per colpirti maggiormente e “venderti” meglio una certa idea da parte di chi ha comprato i servizi di profilazione. E ciò é possibile perché sei proprio tu a fornire informazioni utili a profilarti e targhetizzarti meglio.
Sei un pò razzista? Facebook può essere usato (e viene usato!) per consolidare il tuo razzismo. Sei più moderato? Facebook é in grado di selezionare un mix di fonti ambigue per alimentare dubbi sugli stranieri e virare i tuoi riferimenti sempre più a destra attraverso una selezione mirata di post adatti a colpire le tue paure più accentuate.
Sei sensibile alle violenze sugli animali? Ti verranno messi sotto gli occhi diversi articoli con stranieri che fanno male ad animali. Hai paura delle malattie? Vedrai post sui migranti che portano la peste medievale.
Sei sgrammaticato e non metti alcun like a fonti culturali? Vuol dire che hai una bassa istruzione e nella tue Timeline verranno fatti scorrere contenuti falsi ma dal linguaggio semplice.
Hai una preparazione scolastica media-buona ma non sei quel che si chiama un “divoratore di libri”? Ti piacciono il calcio ed i film di supereroi? Non vedrai molti post ignoranti ma invece tanta roba giustificazionista e qualunquista del tipo “eh, ma in fondo Salvini non ha tutti i torti”.
I noti avvenimenti di Facebook nello scandalo Cambrydge Analytica; l’influenza di Facebook nella Brexit e nell’elezione di Trump hanno reso evidente che le campagne politiche mirate e targhetizzate al singolo utente sono una realtà molto più pervasiva e difficile da monitorare di quanto il grosso della popolazione sospetti. Il ruolo di Facebook nella Brexit, per esempio, é stato tutt’altro che secondario e questo é stato possibile perché chi ha voluto diffondere sul social network delle informazioni false l’ha potuto fare in modo estremamente mirato.
“Se uno vuole monitorarti può farlo anche su Matrix”. A parte il fatto che non é affatto così immediato come spiare un profilo Facebook (basta che la persona su cui indagare abbia un account segreto diverso da quello conosciuto e delle stanze matrix criptate per rendere quasi impossibile ogni ricerca); quel che va ribadito é che nell’utilizzare una piattaforma libera non si cerca solo e soltanto uno strumento di comunicazione sicura, ma anche uno strumento che permetta all’utente di non alimentare quei meccanismi che influenzano con più efficienza l’utente stesso.
Basta fare un breve esperimento ed osservare come grazie all’utilizzo di reti sociali libere, metamotori di ricerca indipendenti, ed un paio d’accortezze nel browser come l’utilizzo di alcuni Ad-Blocker e plugin, fa sì che la propria esperienza online ed i contenuti-fuffa propagandistici possano ridursi drasticamente.
Nel momento in cui Facebook e Google non sanno più chi sei e cosa pensare di te, non sono più in grado di personalizzare il loro contenuto e la qualità dell’informazione a cui sei esposto aumenta molto velocemente.
Detto in altro modo:
Più sono le informazioni personali che fornisci ai big del data mining, più sono le chiavi che gli consegni affinché possano modificare la tua percezione del mondo.

Se l’articolo ha attirato la tua curiosità, é possibile saperne maggiormente leggendo anche altri articoli di questo blog:
Cos’é Matrix. (Il post espone in dettaglio cos’é la piattaforma Matrix e la sua enorme differenza da tutte le altre piattaforme di comunicazione esistenti)
Matrix – Chattare anche se il server é esploso. (Le chat Matrix non sono necessariamente legate ad un solo server e quindi se anche uno smettesse di funzionare… basta usarne un’altro senza perdere contatti e messaggi)
Matrix bridge: connettersi a tutti i social da una sola App. (Sono in via di sviluppo dei bridge Matrix che permettono di avere un’unica chat in cui può dialogare contemporaneamente gente da Matrix, Telegram, IRC ed altre piattaforme ancora)
Primi passi con Riot/Matrix. (Una semplice guida passo-passo su come creare un account Matrix da Riot ed iniziare ad usarlo)

Per creare un account Matrix é necessario scegliere un server Matrix pubblico (o crearsene uno proprio, ma in quel caso si presume tu ne capisca già di informatica/programmazione/sistemistica).
Scegliere il server Matrix é come scegliere se farsi l’email su Gmail, Hotmail o Protonmail: son tutti più o meno simili ma hanno a loro volta delle caratteristiche un pò diverse.
Il server più utilizzato é matrix.org, che é quello dei creatori originali della piattaforma Matrix. Tuttavia é preferibile che gli utenti non si appoggino tutti solo e soltanto su quell’unico, grosso server perché se questo avvenisse, verrebbe meno proprio il senso della decentralizzazione della rete.
Alcuni server che possono essere utilizzati sono i seguenti:
LUSSEMBURGO (Admin e molti utenti sono italiani)
https://riot.opencloud.lu
FINLANDIA
https://chat.feneas.org/
GERMANIA
https://riot.privacytools.io
https://chat.tchncs.de/
https://riot.allmende.io
FRANCIA
https://riot.tedomum.net/
https://riot.tcit.fr
OLANDA
https://webchat.weho.st
https://chat.disroot.org
AUSTRALIA
https://perthchat.org/
