Le previsioni del tempo per sabato 17 ottobre 2026
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Un agente AI basato sul modello GPT-5.6 Sol ha rubato i token ETH dal wallet di qualcun altro per completare un compito sulla rete test di Ethereum.
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Apple ha finalmente ricevuto l'autorizzazione per distribuire le funzionalità AI in Cina, ma dovrà utilizzare solo i modelli AI di Alibaba (censurati).
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ChatGPT può trasformare le faccende domestiche in qualcosa di meno noioso, e con i plugin giusti, persino divertente. Ecco come.
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Contenuto tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Un mercato che perde volumi ma guadagna valore, che vede calare il suo prodotto storico eppure garantisce allo stato un gettito record. È la fotografia scattata dal Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026, realizzato da Logista in partnership con la Fondazione Tor Vergata e presentato a Roma nel corso dell’evento ‘Logistica e distribuzione al servizio del Paese’ il 17 settembre. Un settore in piena trasformazione, che chiede all’Europa una cosa: regole chiare, graduali e prevedibili.
Le sigarette, i sigari e il trinciato restano il cuore del mercato, ma la loro quota si assottiglia: dall’85% dei volumi distribuiti nel 2019 al 70% attuale. A erodere il primato sono i prodotti di nuova generazione senza combustione, a partire dagli htp (heated tobacco products), che nel 2025 hanno raggiunto quasi il 20% dei volumi. Non è una moda passeggera: dietro c’è un ciclo di investimenti industriali importante e, soprattutto, una domanda che si è spostata. I consumatori hanno cambiato abitudini più in fretta di quanto la regolamentazione sia riuscita a seguirli.
Il paradosso più interessante riguarda i numeri economici. Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo è cresciuto da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi nel 2025. La spiegazione è doppia. Da un lato la crescita del fatturato dei prodotti senza combustione, trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei fumatori.
Dall’altro l’effetto prezzo: la contrazione delle sigarette è stata quasi interamente compensata da un aumento dei listini dell’11% dal 2019. Meno unità vendute, quindi, ma un valore complessivo che non arretra.
Il capitolo fiscale è quello che rende il settore un dossier di interesse nazionale. Ogni anno Logista movimenta oltre 80 milioni di chili di prodotti e versa allo stato circa 15 miliardi di euro di accise. Dietro questi numeri c’è un’infrastruttura fisica poco raccontata. Circa 90 transit point assicurano consegne a 60mila punti vendita, con una copertura del 100% del territorio nazionale, isole e aree interne comprese.
Su questa rete corrono i sistemi conformi al track & trace europeo: ogni confezione porta un codice univoco rilasciato dall’Adm, che consente alle autorità di seguire i flussi e intercettare rapidamente le anomalie. Un argine necessario, se si considera che il contrabbando in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro e costa all’erario 690 milioni di mancato gettito.
La partita vera, però, si gioca a Bruxelles. La revisione congiunta della Direttiva sulla tassazione (Ted) e di quella sui prodotti del tabacco (Tpd) apre una fase delicata. L’ipotesi allo studio punterebbe a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, superando la differenziazione che finora ha accompagnato l’ingresso sul mercato delle sigarette elettroniche e delle nuove categorie. Per la filiera italiana sarebbe un errore: le stime contenute nel rapporto indicano che una migrazione dei consumi verso i canali illegali potrebbe ridurre le entrate fiscali tra 1,2 e 5 miliardi di euro, con un effetto collaterale pesante su comparto agricolo, manifattura e distribuzione.
L’argomento che il settore porta al tavolo europeo è un dato di esperienza. Il calendario fiscale italiano, fatto di incrementi certi, graduali e sostenibili, ha prodotto un gettito in crescita stabile e superiore alle attese: +314 milioni di euro nel 2024 e +300 milioni nel 2025, senza shock di prezzo né distorsioni nei consumi. La prevedibilità ha permesso agli operatori di programmare investimenti e capacità produttiva. Il peso economico complessivo aiuta a capire la posta in gioco. La sola filiera distributiva genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e indiretto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro. Allargando lo sguardo all’intera catena, dal tabacchicolo alla manifattura fino al dettaglio, si arriva a oltre 300mila addetti.
“La revisione delle direttive europee Ted e Tpd arriva in un momento cruciale, con un mercato in piena trasformazione”, ha sottolineato Federico Rella, vicepresidente di Logista Italia. “È fondamentale che l’Europa trovi un equilibrio tra tutela della salute, sostenibilità economica e gradualità dei provvedimenti. Misure troppo rigide rischiano di rendere insostenibili i costi produttivi, favorire la delocalizzazione e ampliare lo spazio per il contrabbando”. Il messaggio che arriva dal rapporto è che la stabilità regolatoria non è una questione tecnica, ma la condizione per difendere gettito, investimenti e occupazione.
All’evento di presentazione, ad aprire sono stati Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, e il viceministro dell’Economia e delle finanze Maurizio Leo, in videomessaggio. La richiesta a Bruxelles è stata la stessa: gradualità, regole prevedibili e una distinzione netta tra prodotti tradizionali e senza combustione.
Al primo tavolo si sono confrontati Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, Luigi Liberatore, direttore centrale accise di Adm, Giovanni Catelli, vicepresidente nazionale vicario della Federazione italiana tabaccai, e i vertici delle aziende produttrici: Bat Italia, Imperial Brands Italia, Jti Italia, Manifatture Sigaro Toscano, Philip Morris Italia. Sfumature diverse, ma un’unica preoccupazione: che misure troppo rigide finiscano per spingere i consumi verso l’illecito.
Il secondo panel ha approfondito le prospettive e le proposte della politica con gli interventi di Claudio Durigon, sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di Maurizio Gasparri, presidente della Commissione affari esteri e difesa del Senato, di Dario Nardella, membro della Commissione Agri del Parlamento europeo, di Marco Osnato, presidente della Commissione finanze della Camera dei deputati, di Nicola Procaccini, membro della Commissione Envi e della Commissione Itre del Parlamento europeo, e di Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del made in Italy. Un confronto che, pur con sensibilità diverse, ha indicato una direzione condivisa: stabilità delle regole e attenzione alle specificità della filiera italiana nel negoziato europeo.
L’articolo Tabacco, il mercato vale 22 miliardi. La filiera italiana chiede regole certe all’Europa è tratto da Forbes Italia.
Uno stress test per il settore finanziario. È quello che il G7 pensa di fare per verificare la pericolosità dell’intelligenza artificiale. A Bangkok, dove sono riuniti i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali, è emersa la volontà di mettete a punto esercitazioni “teoriche” per capire fino a che punto possono stare tranquilli di fronte alle minacce rappresentate dagli agenti di AI di frontiera. L’obiettivo è studiare la risposta più efficace per difendersi.
A scriverlo è il Financial Times, secondo cui l’esercitazione potrebbe coinvolgere le banche. Come sottolinea il ministro delle Finanze olandese, “stiamo tutti fissando la stessa scatola nera. Vediamo i rischi, ma come affrontarli?”, si chiede Eelco Heinen. “Se pochi Paesi possiedono la tecnologia, ma il mondo interno può esserne vittima, la cooperazione internazionale è fondamentale. È proprio qui che risiede la preoccupazione”. L’idea arriva d’altronde in un momento topico. L’AI viene continuamente descritta come uno strumento rivoluzionario, ma a due facce. Quella negativa potrebbe comportare delle conseguenze ancora poco quantificabili, ma sicuramente drammatiche. Una di queste è che gli agenti di AI possano autonomamente impossessarsi di altri sistemi, sdoppiandosi ed infiltrandosi. Ad esempio, in una banca.
Lo afferma anche il Fondo Monetario Internazionale in un suo rapporto, in cui si legge che “gravi incidenti informatici potrebbero minare la fiducia del mercato e interrompere le infrastrutture e le operazioni critiche dei mercati finanziari”.
Se e quando i test partiranno, si potrà capire meglio a che livello sono le difese. Nel tempo si sono prese delle precauzioni e ci sono dei manuali di risposta già stilati. Ma il pericolo è cambiato, si presenta sotto forme diverse. Per cui bisogna vedere se il sistema architettato possa reggere all’urto. “La situazione può diventare davvero molto difficile”, ammette Caio Ferreia, vice presidente del reparto global markets analysis dell’Fmi. Non è solo una questione operativa. “La perdita di fiducia potrebbe di per sé rappresentare un evento sistemico”.
Resta da capire quando e come si svolgeranno le esercitazioni. Sicuramente il messaggio che invia il G7 è chiaro: con l’AI tutti devono fare i conti, perché nessuno ne è immune. C’è però un dettaglio, neanche troppo piccolo, sottolineato anche dal ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti. I grandi assenti al tavolo di Bangkok erano gli americani. “Il punto di partenza, sinceramente va detto, è che qui non è venuto Scott Bessent“, dice riferendosi al segretario del Tesoro. Al suo posto c’era un sottosegretario. “Evidentemente questo mette in una luce diversa sia le riunioni del G20 sia del G7, sia in qualche modo l’Fmi. Una situazione di grande incertezza, instabilità geopolitica con conseguenze economiche e finanziarie evidenti, con gli Stati Uniti un po’ protagonisti di tutto, che qua sono presenti in tono minore”. In sintesi, conclude Giorgetti, ci troviamo in “un mondo in cerca di equilibrio in cui gli Usa giocano una partita d’isolamento”.


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Left without funds for a coding task, an OpenAI model spent test crypto from a stranger’s wallet and left it out of its report.
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Sei dipendenti di METR avranno accesso ai modelli Claude di Anthropic e pubblicheranno la valutazione dei rischi (con alcune limitazioni).
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Google Home si aggiorna. Gemini ora si interrompe con un semplice stop e saluta quando la conversazione finisce. Tutte le novità e i bug corretti.
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Muse Spark Open è un modello open-weight con 816 miliardi di parametri che può essere eseguito su due Mac Studio con 1 TB di memoria unificata.
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Quando si parla di intelligenza artificiale e futuro del lavoro, il ragionamento sembra quasi automatico: le macchine faranno sempre più cose al posto nostro, la produttività aumenterà e serviranno meno lavoratori.
È uno scenario possibile. Ma non è una conseguenza inevitabile dell’intelligenza artificiale. Supponiamo che grazie all’AI un’impresa riesca a produrre il doppio utilizzando la stessa quantità di lavoro. Oppure, che è la stessa cosa vista dall’altro lato, riesca a produrre la stessa quantità utilizzando metà delle ore lavorate. A quel punto tutto dipende da ciò che accade alla domanda. Se la maggiore produttività riduce i costi e i prezzi e, grazie ai prezzi più bassi, il mercato si espande abbastanza, l’aumento della produzione può compensare il lavoro risparmiato per ogni unità prodotta… Ma il meccanismo funziona soltanto se la domanda cresce abbastanza.
Ed è qui che entra in campo Keynes: qualcuno deve comprare ciò che riusciamo a produrre. Una rivoluzione tecnologica può aumentare enormemente la nostra capacità di produrre beni e servizi. Ma capacità produttiva e domanda effettiva non sono la stessa cosa. Se i guadagni prodotti dall’intelligenza artificiale si concentrano soprattutto in poche imprese, negli azionisti o nei proprietari del capitale tecnologico, mentre diminuisce il reddito da lavoro di una parte della popolazione, può verificarsi un paradosso. Siamo capaci di produrre moltissimo, ma non abbiamo creato abbastanza potere d’acquisto diffuso per comprare ciò che siamo diventati capaci di produrre.
I guadagni di produttività generati dall’AI si trasformeranno in prezzi più bassi, salari reali più alti, nuovi investimenti e nuovi consumi, oppure resteranno concentrati in una parte relativamente piccola dell’economia? Da questa risposta dipenderà una buona parte dell’effetto sull’occupazione.
L’AI può aumentare non soltanto la quantità, ma la qualità. Un medico potrebbe continuare a fare lo stesso numero di visite, utilizzando però l’intelligenza artificiale per arrivare a diagnosi più accurate e terapie più personalizzate. Un insegnante potrebbe seguire lo stesso numero di studenti fornendo però feedback molto più accurati. Un consulente potrebbe lavorare lo stesso numero di ore producendo analisi più complete. In questi casi non necessariamente scompare il lavoratore. Aumenta invece la qualità del servizio prodotto nella stessa ora di lavoro…
Le grandi innovazioni tecnologiche del passato hanno distrutto molte occupazioni, ma ne hanno anche create altre. I prezzi più bassi hanno aumentato il potere d’acquisto; i consumatori hanno speso altrove ciò che risparmiavano; sono nati nuovi beni e servizi; i lavoratori si sono spostati verso nuove attività. Gli aggiustamenti sono stati spesso lunghi e dolorosi, ma la tecnologia non ha prodotto una disoccupazione permanente di massa. Forse quindi la domanda: «L’intelligenza artificiale distruggerà il lavoro?» è posta male.
La tecnologia non determina da sola la risposta. L’intelligenza artificiale amplia ciò che un’economia può produrre, ma non decide come distribuire quel surplus. Tecnologia, proprietà, potere contrattuale, istituzioni e politica concorrono a determinare se il guadagno diventerà salari, profitti, nuovi investimenti, nuovi consumi oppure capacità produttiva inutilizzata. La rivoluzione dell’AI non ci consegna quindi un futuro già scritto. Sta a noi scriverlo.
L'articolo L’AI ci ruberà il lavoro? proviene da Informatore.

Google aggiorna AI Mode e AI Overview. I link inseriti direttamente nel testo compariranno più in alto e più spesso. Ecco tutte le novità.
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La nuova integrazione tra ChatGPT e Chrome permette all'AI di accedere alle informazioni contenute nelle schede del browser aperte.
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Un hacker avrebbe usato diversi modelli AI per attaccare le banche. A tradirlo sono state le conversazioni con Claude Code.
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Un servizio che collega ChatGPT alla sintesi vocale trasforma i documenti in audio da ascoltare in macchina, camminando o facendo altro.
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Uno si aggancia al retro dello smartphone, l'altro si indossa: Bee Eclipse e Bee Frontier usano l'AI per creare riassunti e promemoria.
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Forbes Italia Top Creators Awards 2026 ha riunito al Principe di Savoia di Milano i volti più riconoscibili della creator economy italiana per la quarta edizione del premio. Tra riconoscimenti di categoria, premi speciali e la novità dei Best Reputation, la serata ha raccontato un settore che chiede sempre meno visibilità e sempre più valore.
I Top Creators Awards sono il premio con cui Forbes Italia celebra i creator che hanno trasformato un’idea in un progetto e un progetto in un’impresa. A guidare la serata il managing editor di Forbes Italia Daniel Settembre, affiancato per tutta la premiazione dall’attrice e content creator Giulia Bellu.
Ad aprire la serata è stato Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha sottolineato come il premio riconosca figure che non sono più semplici aggregatori di follower, ma veri imprenditori capaci di costruire fiducia e community, diventando “un pezzo importante della nostra economia e del nostro sistema Paese”.
Marco Sorrentino, ceo di Influential, ha descritto una creator economy ormai in una nuova fase di maturità: se per anni i brand hanno puntato sui creator come testimonial, sfruttandone popolarità e capacità di amplificare i messaggi, oggi il valore nasce dalla capacità di creare contenuti, costruire relazioni con le community e generare rilevanza sulle piattaforme.
Spazio all’innovazione e intelligenza artificiale con Eugenio Azzinnari, co-founder di Wuin, startup italiana che ha sviluppato una piattaforma “che va oltre il digital twin”: un clone digitale addestrato con la knowledge, le esperienze e i talenti del creator, capace di trasferire il suo sapere a tutta la community attraverso chat, video e la modalità Learn, pensata per la condivisione didattica. Il punto di partenza, ha spiegato, è stato capire come un creator possa raccontarsi anche quando non pubblica contenuti, con una sorta di cervello scalabile, senza limiti di tempo e di spazio.
Una serata in cui a salire sul palco sono stati i creator che hanno fatto dei social un mestiere vero. I Top Creators Awards 2026 hanno assegnato 32 riconoscimenti, ciascuno con una motivazione della redazione di Forbes Italia che ha guardato oltre i numeri, a qualità del racconto e fiducia costruita con il pubblico. Debutta quest’anno il Best Reputation, in collaborazione con Cogit AI, dedicato ai creator che hanno fatto della credibilità il loro tratto distintivo.
Categoria Cross-medialità
Martina Socrate @martina_socrate
Francesca Biella @mynameisfrancescabiella
Categoria Podcast
Elisa True Crime @elisatruecrime
Categoria Education
Simone Filippini @grammaticoantipatico
Roberto Celestri @roberto_celestri
Categoria Travel
Roberto De Rosa @robertoderosa
Terri & Befric @territiracconta e @befric
Categoria Entertainment
Mattia Stanga @mattia_stanga
Turbo Paolo @turbopaolo
Categoria Lifestyle
Bionditudo (Giulia Latini) @bionditudo
Valeria Vedovatti @valevedovatti
Categoria Beauty
Valentina Cabassi @valentinacabassi
Irina Astor @iri_astor
Categoria Fashion
Vicky Montanari @vicmontanari
Rita Benedetto (Stylist à Porter) @stylist_a_porter
Categoria AI
Ace Spagni @aclas.io
Categoria Food
Nonna Silvi @nonnasilviofficial
Alessio Pellizzoni @alessio.pellizzoni
Categoria Sport
Paolo Zotta @paolozottatrainer
Bearded Scara @beardedscara
I premi speciali
Premio Speciale Comicità – Dada e Marcolino @dadaemarcolino
Premio Speciale Teatro – Giulia Rachele Mazza @giuliarachelem
Premio Speciale Art – Greg Goya @greg_goya
Premio Speciale Gentilezza – Luca Lobuono @lobuonoinside
Premio Speciale Visual Storytelling – Luca Vezil @lucavezil
Premio Speciale Vox Pop – Futur Motta @futurmotta
Premio Speciale Cambio di Scena – Alvise Rigo @alvise_rigo
Premio Speciale Creatività – Lillo @lillopetrolo
Ploom Best Cultural Moment – Federico Felletti @federicofelletti (in collaborazione con Ploom)
Best Reputation
Con il supporto di Cogit AI
Marcello Ascani @marcelloascani – Con un AIRI (AI Reputation Index) Score di 88 su 100 e un picco di 94 nella credibilità professionale
Camihawke @camihawke – Con un AIRI Score di 85 su 100 e una credibilità professionale a 91
Beatrice Mautino @divagatrice – Con un AIRI Score di 92 su 100, con un picco nella responsabilità comunicativa: 95 su 100
L’evento è stato reso possibile dal contributo di Acqua Chiara Collection, Aruba One Happy Island, Cogit Ai, Giannino Milano 1899, Gusto 17, Influential, McFit, Ploom, Specogna, con i suoi vigneti in Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo, in Friuli, Terrazza Martini, Toblar e Xerjoff, brand che hanno accompagnato la quarta edizione dei Forbes Italia Top Creators Awards.
L’articolo Top Creators Awards 2026: chi sono i 32 creator italiani premiati da Forbes è tratto da Forbes Italia.
La trasformazione della CAI digitale in un percorso guidato su WhatsApp permette a Vittoria Assicurazioni e ad Artea di unire rispetto delle norme IVASS, semplicità di compilazione e verifica automatica delle denunce di sinistro
L'articolo CAI digitale: come cambia la gestione dei sinistri con l’AI proviene da Agenda Digitale.

La Commissione europea ha chiesto informazioni ad Anthropic e OpenAI sugli incidenti causati dagli agenti per verificare il rispetto dell'AI Act.
The post Commissione europea avvia indagine su Anthropic e OpenAI (update) appeared first on Punto Informatico.

Diamo uno sguardo a Llama Windows: l'utility permette di scaricare ed eseguire modelli AI in locale, in modo semplice e accessibile a tutti.
The post AI in locale, disponibile Llama Windows: cos’è e come funziona appeared first on Punto Informatico.

Otto Stati hanno denunciato OpenAI per aver ingannato i consumatori sulla sicurezza di ChatGPT e per non aver implementato protezioni per i minori.
The post ChatGPT non è sicuro per i giovani: otto denunce negli USA appeared first on Punto Informatico.

Il 97% degli intervistati da Deezer non distingue la musica AI da quella umana: la piattaforma sta per lanciare un filtro per escluderla.
The post Deezer avrà un filtro per escludere la musica creata con l’AI appeared first on Punto Informatico.

YouTube Music lancia le etichette per i brani creati con l'AI generativa. Ecco dove compaiono, e cosa significano Fully, Partly e No Gen AI.
The post YouTube Music, arrivano le etichette per la musica creata con l’AI appeared first on Punto Informatico.
In Booz Allen’s isolated OT lab, AI models met every objective across eight scenarios and reached an industrial control network from a perimeter compromise in just over 16 minutes.
The post AI Agents Navigate Unfamiliar OT Systems and Move Equipment in Minutes, Booz Allen Finds appeared first on SecurityWeek.
The cybersecurity startup plans to expand engineering and go-to-market teams in the US and UK.
The post Harmonic Security Raises $50 Million for Workforce AI Protection appeared first on SecurityWeek.
La propaganda militarista continua a crescere ogni giorno sia a livello nazionale che internazionale.
Il messaggio delle istituzioni veicolato dai media è sempre più chiaro: dobbiamo prepararci alla guerra per difendere la nazione. L’aumento delle spese militari e delle missioni all’estero, il rafforzamento del potere del complesso militare-industriale, la capillarità della penetrazione dell’esercito nelle scuole e nelle università, la sempre maggior presenza dei soldati nelle strade delle città sono tutti segnali chiari della direzione in cui si sta andando.
In questo quadro si inserisce la questione della reintroduzione della leva militare in vari paesi europei. Se in Germania questo processo è già in fase avanzata, nel nostro paese, per ora, il modello scelto è quello di un rafforzamento dell’arruolamento, aumentando la propaganda soprattutto negli istituti scolastici, preparando così il terreno per il futuro ad un’eventuale reintroduzione della leva militare.
In questo scenario è di vitale importanza continuare a praticare l’antimilitarismo in tutti gli ambiti sociali e in tutte le occasioni possibili.
Sosteniamo lo sciopero internazionale contro la guerra indetto dalla CIT Confederazione Internazionale dei lavoratori per il 30 ottobre e le manifestazioni del 31 ottobre.
Indichiamo nel 4 novembre, giornata delle forze armate e dell’unità nazionale, una data significativa per sviluppare iniziative sui vari territori.
Appoggiamo le mobilitazioni che si stanno sviluppando a livello studentesco e territoriale contro il reclutamento per l’esercito e contro ogni ipotesi di reintroduzione della leva.
Federazione Anarchica Italiana
Convegno di Milano, 10-11 novembre 2026
L'articolo Fermiamo la propaganda di guerra, inceppiamo la macchina bellica, disertiamo gli eserciti proviene da .
Saudi national Abdulrahman Alfozan was arrested Friday and terminated by OpenAI.
The post Employee Arrested After Listening Device Found in OpenAI Conference Room, FBI and the Company Say appeared first on SecurityWeek.
Forse in pochi ci avevano pensato, ma dal momento che gli agenti AI navigano sul Web per raccogliere informazioni e compiere operazioni per conto degli utenti, potrebbe essere una buona idea mascherarne le attività per evitare di fornire contesti non voluti a siti web e servizi di cui non sappiamo granché. Bitdefender ha infatti presentato […]
L'articolo Bitdefender crea una VPN per gli agenti AI proviene da Securityinfo.it.
L'articolo GPT-6 Astra è arrivato: OpenAI apre l’era dell’AGI? proviene da FullPress.
L'articolo ChatGPT Ads Manager disponibile in Italia e in Europa: come fare pubblicità su ChatGPT proviene da FullPress.
Sembra proprio che tenere a bada i modelli IA sia complicatissimo e Anthropic sta accumulando una certa esperienza nel settore. L’azienda ha infatti rivelato che alcuni modelli della famiglia Claude sono riusciti ad accedere ai sistemi di tre organizzazioni reali durante esercitazioni di sicurezza, trasformando test che avrebbero dovuto svolgersi in ambienti controllati in vere […]
L'articolo Claude evade (di nuovo) e attacca tre aziende reali proviene da Securityinfo.it.
Per anni l’idea di un attacco informatico condotto interamente da un agente di Intelligenza Artificiale è rimasta confinata ai laboratori di ricerca e alle presentazioni dei vendor. Oggi non è più così. La piattaforma Hugging Face, punto di riferimento mondiale per lo sviluppo e la distribuzione di modelli AI open source, ha confermato di essere […]
L'articolo Hugging Face violata da un agente AI: gli attacchi autonomi sono arrivati proviene da Securityinfo.it.
Gli strumenti di AI per lo sviluppo software promettono di aumentare la produttività degli sviluppatori, ma una recente analisi indipendente riaccende il dibattito sulla sicurezza dei dati affidati agli assistenti di coding. Al centro della vicenda c’è Grok Build, il tool a riga di comando di xAI, accusato di aver trasmesso (in chiaro) ai server […]
L'articolo Gli assistenti AI di coding sono sicuri? Il caso xAI proviene da Securityinfo.it.
L’intelligenza artificiale sta entrando nelle aziende con una velocità che non ha precedenti, ma la sua diffusione sta facendo emergere una realtà che molti responsabili della sicurezza stanno iniziando a sperimentare direttamente: i tradizionali strumenti di difesa non sono stati progettati per proteggere sistemi che ragionano attraverso il linguaggio naturale. Firewall, Web Application Firewall e […]
L'articolo AI, il nuovo fronte della sicurezza: il red teaming diventa indispensabile proviene da Securityinfo.it.
La rapida diffusione degli Agenti AI sta creando un ecosistema sempre più complesso nel quale modelli linguistici, strumenti esterni e componenti aggiuntivi collaborano per svolgere attività operative. Questa architettura modulare, però, sta aprendo una nuova superficie di attacco che ricorda da vicino le vulnerabilità già viste nel mondo open source e nei marketplace di applicazioni. […]
L'articolo Falsa skill elude gli scanner e a raggiunge più di 26.000 agenti AI proviene da Securityinfo.it.
Sebbene il numero di casi d’uso nel nostro Paese sia ancora molto basso, le previsioni di tutti gli esperti dicono che gli agenti AI diventeranno i veri “operatori” dell’automazione dei processi in azienda. Il problema è che chi dovrà gestirne la sicurezza non ha ancora l’esperienza necessaria per farsi un quadro chiaro di come questi […]
L'articolo Zscaler porta la Zero Trust nell’era degli agenti AI proviene da Securityinfo.it.
Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.
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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.
I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

Mercoledì 5 luglio 2023, dallo studio radio di ZAM
Diritti sociali e digitali
Twitter e la rivoluzione francese
Immaginazione teoretica
API, social media, scraping e la possibilità di informarsi anonimamente
durata: 50 minuti
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

Mercoledì 28 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM
Mare crudele
IBM aveva una sua AI e la chiamava Watson
Aggiornamenti sul sottomarino che scese a visitare il Titanic
Viaggi su Marte e altri ambienti scomodi che …

PyTorch Foundation to foster an ecosystem of vendor-neutral projects alongside founding members AMD, AWS, Google Cloud, Meta, Microsoft Azure, and NVIDIA
DUBLIN – September 12, 2022 – The Linux Foundation, a global nonprofit organization enabling innovation through open source, today announced PyTorch is moving to the Linux Foundation from Meta where it will live under the newly-formed PyTorch Foundation. Since its release in 2016, over 2400 contributors and 18,0000 organizations have adopted the PyTorch machine learning framework for use in academic research and production environments. The Linux Foundation will work with project maintainers, its developer community, and initial founding members of PyTorch to support the ecosystem at its new home.
Projects like PyTorch—that have the potential to become a foundational platform for critical technology—benefit from a neutral home. As part of the Linux Foundation, PyTorch and its community will benefit from many programs and support infrastructure like training and certification programs, research, and local to global events. Working inside and alongside the Linux Foundation, PyTorch will have access to the LFX collaboration portal—enabling mentorships and helping the PyTorch community identify future leaders, find potential hires, and observe shared project dynamics.
“Growth around AI/ML and Deep Learning has been nothing short of extraordinary—and the community embrace of PyTorch has led to it becoming one of the five-fastest growing open source software projects in the world,” said Jim Zemlin, executive director for the Linux Foundation. “Bringing PyTorch to the Linux Foundation where its global community will continue to thrive is a true honor. We are grateful to the team at Meta—where PyTorch was incubated and grown into a massive ecosystem—for trusting the Linux Foundation with this crucial effort.”
“Some AI news: we’re moving PyTorch, the open source AI framework led by Meta researchers, to become a project governed under the Linux Foundation. PyTorch has become one of the leading AI platforms with more than 150,000 projects on GitHub built on the framework. The new PyTorch Foundation board will include many of the AI leaders who’ve helped get the community where it is today, including Meta and our partners at AMD, Amazon, Google, Microsoft, and NVIDIA. I’m excited to keep building the PyTorch community and advancing AI research,” said Mark Zuckerberg, Founder & CEO, Meta.
The Linux Foundation has named Dr. Ibrahim Haddad, its Vice President of Strategic Programs, as the Executive Director of the PyTorch Foundation. The PyTorch Foundation will support a strong member ecosystem with a diverse governing board including founding members: AMD, Amazon Web Services (AWS), Google Cloud, Meta, Microsoft Azure and NVIDIA. The project will promote continued advancement of the PyTorch ecosystem through its thriving maintainer and contributor communities. The PyTorch Foundation will ensure the transparency and governance required of such critical open source projects, while also continuing to support its unprecedented growth.
Member Quotes
AMD
“Open software is critical to advancing HPC, AI and ML research, and we’re ready to bring our experience with open software platforms and innovation to the PyTorch Foundation,” said Brad McCredie, corporate vice president, Data Center and Accelerated Processing, AMD. “AMD Instinct accelerators and ROCm software power important HPC and ML sites around the world, from exascale supercomputers at research labs to major cloud deployments showcasing the convergence of HPC and AI/ML. Together with other foundation members, we will support the acceleration of science and research that can make a dramatic impact on the world.”
Amazon Web Services
“AWS is committed to democratizing data science and machine learning, and PyTorch is a foundational open source tool that furthers that goal,” said Brian Granger, senior principal technologist at AWS. “The creation of the PyTorch Foundation is a significant step forward for the PyTorch community. Working alongside The Linux Foundation and other foundation members, we will continue to help build and grow PyTorch to deliver more value to our customers and the PyTorch community at large.”
Google Cloud
“At Google Cloud we’re committed to meeting our customers where they are in their digital transformation journey and that means ensuring they have the power of choice,” said Andrew Moore, vice president and general manager of Google Cloud AI and industry solutions. “We’re participating in the PyTorch Foundation to further demonstrate our commitment of choice in ML development. We look forward to working closely on its mission to drive adoption of AI tooling by building an ecosystem of open source projects with PyTorch along with our continued investment in JAX and Tensorflow.”
Microsoft Azure
“We’re honored to participate in the PyTorch Foundation and partner with industry leaders to make open source innovation with PyTorch accessible to everyone,” Eric Boyd, CVP, AI Platform, Microsoft, said. “Over the years, Microsoft has invested heavily to create an optimized environment for our customers to create, train and deploy their PyTorch workloads on Azure. Microsoft products and services run on trust, and we’re committed to continuing to deliver innovation that fosters a healthy open source ecosystem that developers love to use. We look forward to helping the global AI community evolve, expand and thrive by providing technical direction based on our latest AI technologies and research.”
NVIDIA
“PyTorch was developed from the beginning as an open source framework with first-class support on NVIDIA Accelerated Computing”, said Ian Buck, General Manager and Vice President of Accelerated Computing at NVIDIA. “NVIDIA is excited to be an originating member of the PyTorch Foundation to encourage community adoption and to ensure using PyTorch on the NVIDIA AI platform delivers excellent performance with the best experience possible.”
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