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SIAMO AL BIVIO DI UNA ESCALATION MOLTO PERICOLOSA TRA DUE ELEZIONI : MAGGIO 23 E GENNAIO 24. UNO POTREBBE PERDERE LA TESTA.

25 Marzo 2023 ore 15:29

TRA LE ELEZIONI PRESIDENZIALI TURCHE DEL 14 MAGGIO E QUELLE DI TAIWAN DEL PROSSIMO GENNAIO SI GIOCA CON TORTUOSE ALLEANZE NELLE URNE IL DESTINO DELLA PACE.

Il primo e l’ultimo scoglio da superare senza finire in un allargamento del conflitto, riguardano entrambi il proibire l’accesso ai mari aperti per Russia ( il Mediterraneo) e Cina ( il Pacifico).

L’Asia, potenza terrestre bicefala, ha bisogno di impadronirsi di porti e rotte marittime non soffocate dalle potenze marinare – USA e alleati- mentre queste spendono risorse , intessono reti, ricorrono alla pirateria, per evitare che la Cina , la fabbrica del pianeta, e la Russia, miniera del mondo, riescano a bypassarli sui liberi mercati e ne rendano inutili gli sforzi ultradecennali per mantenere l’ intermediazione progettuale, commerciale , finanziaria, valutaria e di difesa che li ha arricchiti per tutto lo scorso secolo, caratterizzato dalla disponibilità di lavoro asindacalizzato e materie prime a basso costo che l’Asia fornisce grazie a istituzioni robustamente condotte su sudditi rassegnati.

Il sistema si é retto sulla bipartizione del lavoro: occidente che possiede, finanzia e commercializza in nome del principio della libertà di commercio e oriente che produce e accetta crescite economiche al rallentatore.

Da qualche anno, lo abbiamo raccontato negli articoli pubblicati sul blog questa settimana ( su Cina e Giappone) i paesi asiatici, in questo secolo, hanno imparato la lezione dalla violenza subita per abbracciare il libero commercio , sono diventati da imitatori, innovatori, hanno abbandonato ogni ideologia e sono diventati formidabili concorrenti commerciali dei paesi occidentali che credevano intoccabili le loro posizioni privilegiate.

Si é verificato in grande, insomma, quel che é avvenuto da noi in Italia, nella grande distribuzione: la Cirio o la Barilla hanno aperto nuovi mercati di prodotti e i supermercati, gestendone la clientela, conoscendo i produttori e la logistica, la politica dei prezzi, hanno creato prodotti identici a costo inferiore, senza affrontare le spese di ricerca, personale comunicazione e riducendo i costi di intermediazione grazie alla conoscenza del paese e la distribuzione dei clienti.

ANCHE IL GIAPPONE FU CONVINTO AL LIBERO COMMERCIO CON LA FLOTTA E IL SUO SUPER SUCCESSO AL NUOVO GIOCO, SCHIACCIATO CON LE ATOMICHE.

23 Marzo 2023 ore 18:29

CENTOSETTANTA ANNI FA, IL COMMODORO MATTEW PERRY DELLA MARINA USA CONVINSE MANU MILITARI IL GIAPPONE AD APRIRSI AI COMMERCI. DA ALLORA LO STOP AND GO CON CUI TENTANO DI RALLENTARNE LA CRESCITA.

Una decina di anni dopo che la flotta inglese piegò la Cina alle esigenze del «  libero commercio » , specie dell’oppio, la Marina da guerra USA, si presentò con quattro navi da guerra e – a nome del presidente Millard Fillmore– consegnò una lettera ultimatum: accettate il libero scambio o vi bombardiamo.

Il Giappone, come la Cina, surclassati dalla superiorità tecnologica anglosassone, si piegarono a firmare trattati di commercio «  ineguali » e iniziarono il loro processo di ammodernamento, specie delle FFAA.

Mezzo secolo dopo, la flotta giapponese sbaragliava quella Russa a Tsushima allarmando il mondo occidentale che tentò in un primo momento negoziati limitativi del nuovo arrivato e quaranta anni dopo li annichiliva con due bombe atomiche sganciate in quattro giorni.

Schiacciati i « paesi giovani » ( Germania, Giappone e Italia) e regolato il nuovo ordine mondiale per ottanta anni, gli USA hanno fatto appello proprio agli sconfitti della seconda guerra mondiale per attuare una politica di «  Containement » a carico di due dei vincitori della guerra passata che a loro volta brigano per un posto al sole: CIna e Russia.

Degli accadimenti occidentali e del riarmo tedesco e italiano, sappiamo l essenziale. Meno noto quel che sta avvenendo in Oriente, dove il Giappone – ottenuto il via libera dagli USA- ha stanziato 315 miliardi di dollari per il prossimo quinquennio raddoppiando gli stanziamenti della Difesa, per far fronte all « espansionismo cinese» assieme alla Corea del Sud e alle Filippine, ma é fuori dubbio che la decisione USA di riarmare il Giappone ( col triplo dei fondi stanziati dalla Germania) é la notizia più importante dell’emisfero ed ha suscitato più sospetti tra gli alleati ( Taiwan, Corea del Sud, Filippine, Indonesia, tutti vittime dei giapponesi nel conflitto scorso), che tra i cinesi.

Si tratta del secondo grande contrordine lanciato al Giappone. All’indomani della guerra, non si lesinarono sforzi per ottenere la conversione delle industrie belliche dalla produzione di carri armati a quella di automobili, e lavatrici. L’azzeramento dei bilanci della difesa produsse un effetto moltiplicatore sulle produzioni «  civili » e oggi Hiroshima e Nagasaki si presentano come due modernissime città rispetto a New York che mostra segni di obsolescenza in tutti i servizi pubblici ( dalla raccolta dei rifiuti e a traporti e illuminazione ) .

Gli anni ottanta videro già un Giappone capace di produrre a costi minori merci e servizi di maggior pregio coi quali invasero anche gli USA.

Il secondo «  contrordine » sta arrivando e – complice la periodica minaccia della Corea del Nord e dei suoi periodici test missilistici a lunga gittata, il Giappone ha fatto più volte proposta di riarmare e mirato a diventare una potenza nucleare.

Finora la resistenza americana in materia ha tenuto, ma l’annuncio del mega stanziamento giapponese e il nuovo ruolo della Cina nell’agone internazionale , le sue ambizioni geostrategiche, il riarmo navale lasciano ritenere che una escalation nell’area del Pacifico sia imminente e , con essa, l’autorizzazione ad esercitare l’opzione nucleare anche per i figli del Sol Levante.

315 miliardi di dollari sul quinquennio rappresentano il terzo stanziamento del mondo per armamenti , dopo gli USA e la Cina e già l’Australia h appena ottenuto di dotarsi di sommergibili a propulsione nucleare. Il primo ministro nipponico Fumio Mishida in un discorso alla base militare di Asaka ( a nord di Tokyo) ha parlato alle truppe di « progressi tecnologici impensabili » Fino a pochi anni fa.

Di certo, non pensava alle alabarde.

E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

20 Marzo 2023 ore 10:55

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

PICCOLI MA POTENTI I NUOVI ARCHI DELLA GEARHEAD ARCHERY

16 Aprile 2018 ore 09:00

Stiamo parlando degli archi compound della Gearhead Archery, in particolare del T18 della Hunter series, piccolo ma preciso e potente come un arco tradizionale. Nuovo e molto tecnico, pesa solo 1,4 kg senza accessori ed è lungo 47 cm (18 pollici, da cui il nome). Piccolo ma potente perché è in grado di scagliare frecce fino a 325 fps con un’energia cinetica di 62 ft-lb.

T18 Hunter series

Con il riser costruito in alluminio 6061, quest’arco è ideale per la caccia. Senza fronzoli, compatto e leggero, è facilissimo da gestire anche nelle condizioni più difficili. Ottimo per l’appostamento sugli alberi e su terreni con vegetazione fitta, dove è necessario muoversi agilmente e in silenzio e dove archi di dimensioni maggiori limiterebbero le possibilità di movimento.

Utilissimo per il survival, è pienamente al suo posto in un kit da sopravvivenza.

 

 

Sono disponibili versioni con potenza di 40, 50, 60 e 70 libbre e allunghi di 24 , 25, 26 , 27, 28 e 29 pollici.

Altra caratteristica unica di quest’articolo è che, cambiando il grip, lo stesso arco può essere impugnato sia con la mano destra, sia con la sinistra.

Lo stesso arco è disponibile anche di dimensioni maggiori. Oltre al modello da 18 pollici infatti, sono disponibili anche il T20 e il T24 che consentono allunghi e velocità maggiori.

 

Per i più esigenti e gli amanti della personalizzazione, gli stessi archi sono disponibili anche nella serie PRO che, contrariamente alla Hunter, è tutta incentrata sulle opzioni.

Disponibili nelle versioni T18, T20 e T24, sono disponibili 5 scelte di grip e diversi colori e vengono venduti con uno zaino (anch’esso disponibile in diversi colori) in grado di contenere l’arco.

Gli archi della serie pro sono costruiti in alluminio 7075, poi anodizzato per aumentarne la resistenza. Rispetto all’alluminio 6061, la lega 7075 (alluminio e zinco) si caratterizza per essere più leggera, più resistente agli urti, agli sforzi, al peso e alla torsione.

E se vogliamo il top, questi archi sono disponibili anche in fibra di carbonio.

Di seguito sono riassunte le differenze e le caratteristiche della serie Hunter e Pro come inviateci dalla Gearhead Archery.

The Hunter Series is:

Bare bow – with the following

-Anodized finish

-Black in color

-Standard grip

-Grey/blk strings

 

The Pro Series is:

Bare bow- with the following

-Hard coat anodized finish choices

-Black

-Olive Drab

-Desert Tan

-Grip Option choices

-Carbon

-Standard Slider

-Flatback Slider

-Flatback Fixed

-Standard Fixed

-ST-1 Stabilizer

-Sound Dampening Kit

-Grey/blk string OR Brown/Blk stings

-Pack OR Camo dip

–  Pack colors choices

-Olive

-Black

-Desert Tan

– Camo Dip choices

-Brown Predator camo

-Snow predator camo

-Green predator camo

-Any other color up charge of $150

Il catalogo completo con tutti i dettagli e immagini è scaricabile alla pagina:

https://www.gearheadarchery.com/pages/product-catalog-and-manuals

Interessantissimo anche il T15 PRO, un ibrido fionda-arco che permette di ridurre ulteriormente le dimensioni e i costi.

Con soli 40 cm e un peso di 680 grammi, permette di scagliare frecce con un’energia cinetica di 27 ft-lb. È ideale per piccoli animali ma soprattutto per la pesca essendo possibile aggiungere uno specifico kit per legare e recuperare le frecce.

 

Costruito in alluminio 6061 anodizzato, anche in questo caso è possibile adattarlo per essere usato con la mano destra o sinistra. La potenza deriva dalla combinazione di arti compositi e tubi di gomma.

 

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NUDI E CRUDI: COSA POSSIAMO IMPARARE

30 Marzo 2018 ore 15:38

Tra i molti programmi televisivi che trattano di sopravvivenza, Nudi e crudi è uno dei più interessanti ed estremi. Un uomo e una donna devono sopravvivere, completamente nudi, in un ambiente ostile per ventuno giorni e con la possibilità di usufruire di un unico utensile a scelta per ciascuno.

L’esperienza viene sicuramente raccontata in modo da soddisfare le esigenze televisive, ma possiamo ritenerla comunque realistica come dimostrano i fisici emaciati dei partecipanti al termine della prova e le frequenti defezioni.

Per partecipare al programma bisogna superare una selezione e i concorrenti scelti non sono novellini, bensì persone abituate a quel genere di avventura. Molti di loro sono istruttori di sopravvivenza, altri esperti cacciatori; tutti comunque possiedono una buona preparazione fisica e mentale. Sanno costruire trappole, accendere il fuoco, riconoscere le piante commestibili. Ci si aspetterebbe dunque di vedere queste persone vivere e prosperare, invece, a parte qualche raro caso spesso favorito da un ambiente clemente, la maggior parte di essi arranca fin dai primi giorni e a malapena arriva alla fine della prova. Pochi sopravvivrebbero veramente se la prova durasse più a lungo.

Possiamo approfittare delle esperienze di questi coraggiosi per trarne diverse lezioni e ammonimenti. La prima lezione è che sopravvivere nella natura con un coltello e poco più è seriamente difficile, molto più di quello che manuali e scuole possono far immaginare. L’immagine romantica del Robinson Crusoe che si costruisce il suo angolo di paradiso è probabilmente destinata a scontrarsi contro il muro della fame, del freddo, della spossatezza fisica e della disperazione.

La seconda lezione riguarda invece il tipo di preparazione che un appassionato di sopravvivenza deve affrontare. Perché anche questi esperti di sopravvivenza falliscono miseramente? Orgogliosi cacciatori che devono accontentarsi di piccoli animali, in genere uno sfortunato serpente, fuochi che non scaldano e lasciati a spegnere sotto la pioggia, rifugi scomodi e inadatti, tendini tranciati da un uso improprio del coltello, ossa fratturate, ferite che si infettano: che cosa non funziona?

Innanzitutto essere preparati per un ambiente non significa esserlo per un altro. Cacciare animali nei boschi intorno casa non è la stessa cosa che farlo nelle foreste tropicali e lo stesso vale per il procacciamento di altre risorse alimentari, acqua compresa. I popoli che vivono ancora in maniera che noi definiamo primitiva conoscono benissimo l’ambiente dove abitano, vi sono nati e cresciuti e possono usufruire di tecniche e metodi collaudati da generazioni. Utilizzano inoltre armi efficienti come archi, cerbottane e reti da pesca che assicurano loro il successo.

Dall’analisi di queste esperienze televisive, infatti, emerge che spesso gli errori sono più di natura strategica che tattica. Magari i partecipanti conoscono veramente le tecniche che hanno studiato, ma falliscono la sfida con un ambiente sconosciuto perché non sanno pianificare, definire le priorità, studiare il territorio, individuarne i veri pericoli, evitare sprechi inutili di energia; tutte scelte fondamentali tanto quanto saper accendere un fuoco o costruire un riparo.

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Le nuove tecnologie in Inghilterra tra '700 e '800

di: lost
30 Dicembre 2021 ore 00:00

Le nuove tecnologie in Inghilterra tra '700 e '800
di Angelo Rossi

da SAPERE numero 774, agosto-settembre 1974

Lo sviluppo economico-produttivo che va sotto il nome di rivoluzione industriale, momento del decollo economico della borghesia inglese fra '700 e '800, non è solo all'origine di una nuova tecnologia scientifica in cui si formarono concetti fondamentali della meccanica e della termodinamica. Esso stimolò anche la nascita di una nuova concezione e di una nuova organizzazione scientifica, che sostituì il newtonianismo inglese del '700 con una visione più dinamica della realtà naturale e un più organico rapporto scienza-tecnica.

1789: prassi e organizzazione della scienza

di: lost
30 Dicembre 2021 ore 00:00

1789: prassi e organizzazione della scienza
di Angelo Baracca e Angelo Rossi

da SAPERE numero 775, ottobre 1974

La presa del potere da parte della borghesia francese, dopo la rivoluzione del 1789, comportò anche una radicale trasformazione nei contenuti, nei metodi e nell'organizzazione della scienza, resi funzionali al nuovo ordine sociale, come elementi integranti in esso profondamente radicati.

Differenze tra Deep Web e Dark Web: cosa dobbiamo sapere

29 Ottobre 2021 ore 19:29
Se ci riflettiamo un attimo troviamo una similitudine tra Internet e l’oceano: entrambi hanno uno strato superficiale maggiormente noto ed uno strato profondo ed oscuro, per la maggior parte inesplorato. In questo articolo daremo un’occhiata al Surface Web, al Deep Web ed al Dark Web e descriveremo brevemente le differenze tra loro. Cos’è il Surface… Leggi tutto »Differenze tra Deep Web e Dark Web: cosa dobbiamo sapere

Deep Web – Gli 11 migliori motori di ricerca per trovare quello che Google non può

26 Ottobre 2021 ore 15:13
Per la maggior parte degli utenti di Internet il mondo online inizia e finisce con Google.com. Tuttavia Google non è in grado di trovare proprio tutto sulla rete perché esiste un Web profondo (“deep“), invisibile (“invisible“) ed oscuro (“dark“) non accessibile da Google. Per questo motivo è necessario utilizzare motori di ricerca ad hoc, che… Leggi tutto »Deep Web – Gli 11 migliori motori di ricerca per trovare quello che Google non può

34 comandi utili che ogni utente di Windows dovrebbe conoscere

22 Ottobre 2021 ore 15:18
Un modo semplice e veloce per utilizzare la vasta gamma di strumenti di Windows è tramite i relativi comandi “Run”. Infatti conoscere il comando corrispondente ad uno strumento o ad una funzionalità rappresenta il modo più rapido per accedevi ed utilizzarla. Quello che segue è l’elenco dei nostri comandi “Run” preferiti che vi aiuteranno ad… Leggi tutto »34 comandi utili che ogni utente di Windows dovrebbe conoscere

Co-Watching: guardare post e video insieme ai vostri amici

18 Aprile 2020 ore 12:24
L’allontanamento sociale, almeno durante l’epidemia di coronavirus in corso, è purtroppo la nuova normalità e le persone, confinate nelle loro abitazioni, cercano il modo di comunicare da casa con i loro amici e parenti. Instagram, visto il verticale incremento di questa esigenza, ha accelerato il rilascio della nuova funzionalità di Co-Watching che permette a voi… Leggi tutto »Co-Watching: guardare post e video insieme ai vostri amici

11 App per guardare film e video insieme agli amici online

16 Aprile 2020 ore 18:44
È sempre bello ritrovarsi con gli amici o la famiglia e sdraiarsi sul divano per guardare un film o godersi l’ultima imperdibile serie TV. E quando è difficile o non è possibile riunire tutti nella stessa stanza… ecco una serie di servizi che ci permettono comunque di goderci i nostri contenuti preferiti online (ad esempio… Leggi tutto »11 App per guardare film e video insieme agli amici online

Come inviare informazioni sensibili su Internet in modo sicuro

21 Gennaio 2020 ore 16:28
L’invio di credenziali di accesso, di informazioni sugli account, di numeri di carta di credito o di altre informazioni sensibili via Internet, e-mail o un’applicazione di messaggistica spesso non sarebbe l’idea migliore, ma a volte può essere l’unico modo di procedere. In questi casi ci viene in aiuto la crittografia su cui si basano i… Leggi tutto »Come inviare informazioni sensibili su Internet in modo sicuro

Utilizzare la ricerca di Google in modo avanzato

15 Gennaio 2020 ore 16:46
La maggior parte delle persone si affida ogni giorno a Google per rispondere a domande e fare delle ricerche, ma non sempre trova quello che cerca. Il motore di ricerca di Google è estremamente potente e dispone di molti operatori di ricerca specializzati che è possibile utilizzare per limitare l’ambito di analisi o per eseguire… Leggi tutto »Utilizzare la ricerca di Google in modo avanzato

Come usare un dispositivo Android come WiFi extender

1 Ottobre 2019 ore 12:49
I ripetitori WiFi vengono utilizzati per amplificare il segnale di una rete esistente e trasmetterlo potenziato per estenderne l’area di copertura. Di solito per questo scopo è necessario acquistare un WiFi Repeater/Extender, ma se si dispone di uno smartphone Android è anche possibile utilizzare una app per trasformarlo in un ripetitore. Stiamo parlando di NetShare,… Leggi tutto »Come usare un dispositivo Android come WiFi extender
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