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Le madrine del Pride: "La libertà esiste solo se condivisa"

19 Giugno 2026 ore 19:41
Sabato a Roma il grande corteo Lgbtq+ per tutte le soggettività di genere. Madrine Francesca Michielin, Levante e Margherita Vicario: "In piazza contro una realtà escludente e ipocrita"

© RaiNews

Sondaggi politici elettorali: i partiti mentre continua la scalata di Vannacci alla destra, l’ultima Supermedia

19 Giugno 2026 ore 16:18

Non c’è ancora il sorpasso ma la scalata di Futuro Nazionale continua anche nella Supermedia di sondaggi Youtrend per Agenzia Italia. Se SWG aveva misurato il pareggio con la Lega della formazione fondata dal generale Roberto Vannacci e se la stessa Youtrend aveva invece ipotizzato lo scavalcamento del Carroccio, il supercalcolo evidenzia in particolare proprio l’aumento dello 0,6% del partito che sta sparigliando, scompigliando, sconvolgendo piani e perimetri dell’alleanza di centrodestra.

Sarebbe al 4,9%, secondo la Supermedia, il partito che all’auditorium della Conciliazione di Roma, lo scorso fine settimana ha celebrato la sua assemblea con le uscite su remigrazione e femminicidio da parte del suo leader che hanno fatto il giro di media e giornali. Ancora in vantaggio la Lega che aveva steso tappeti rossi al generale tra candidatura ed elezione al Parlamento Europeo e un’infrastruttura a disposizione: il Carroccio è al 6,5%, secondo il supercalcolo, mentre il segretario Matteo Salvini cerca un nuovo assetto all’interno del partito.

Scivolano dello 0,3% sia il Movimento 5 Stelle che Forza Italia nel frattempo, rispettivamente al 12,7% e al 7,9%. Per il resto del listone non si registrano grandi variazioni: Fratelli d’Italia resta stabile al vertice, al 28,2%, il Partito Democratico al 21,7% non riesce a recuperare terreno, Alleanza Verdi e Sinistra scivola appena al 6,4%, Azione di Carlo Calenda stabile al 3%, Italia Viva al 2,3%, +Europa all’1,4%, Noi Moderati all’1,2%. Le variazioni sono state calcolate rispetto ai dati dello scorso 4 giugno.

 

📊 #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia dei sondaggi (e var. rispetto al 4 giugno):
FdI 28,2% (0)
PD 21,7% (-0,1)
M5S 12,7% (-0,3)
FI 7,9% (-0,3)⁰
Lega 6,5% (-0,2)⁰
AVS 6,4% (-0,2)⁰
FN 4,9% (+0,6)⁰
Azione 3,0% (0)
IV 2,3% (-0,1)⁰
+E 1,4% (0)⁰
NM 1,2% (+0,1) pic.twitter.com/kIZ2emLMbw

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Scontro Severgnini-Travaglio: “5 Stelle simili a Vannacci”. “Non c’entrano nulla, lui predica disvalori”. Su La7

19 Giugno 2026 ore 10:55

Botta e risposta serrato a Otto e mezzo (La7) tra il giornalista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, e il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sull’esplosione del fenomeno Vannacci.
Per Severgnini il leader di Futuro Nazionale non va censurato, né trattato “con fastidio e disprezzo”, errore che è stato commesso anche con l’attuale presidente degli Usa: “In questo modo gli americani e i liberali americani hanno fatto eleggere Trump. E, secondo me, parte di questo atteggiamento ha portato anche il M5s a vincere, cioè esiste nell’elettorato sempre un blocco di persone che sono arrabbiate, frustrate, deluse e c’è qualcuno che impara come raccogliere questa delusione”.
E auspica che “le forze democratiche tradizionali di destra e di sinistra” imparino a spiegare che “queste mani sono mani inutili”, aggiungendo: “Guardate come sono finite le delusioni degli americani. Sono finite nelle mani di uno come Trump. E neanche il M5s ha proprio fatto fuochi d’artificio. Sono sicuro che anche i voti a Vannacci finiranno allo stesso modo, però bisogna spiegarlo con calma”.

Dissente totalmente Travaglio: “Volevo rompere l’idillio con Beppe Severgnini a proposito di questi apparentamenti che sento fare tutti i giorni fra i 5 Stelle e i Vannacci. I 5 Stelle sono l’esatto opposto del vannaccismo. Sono nati perché la sinistra aveva tradito se stessa: inciuciava con Berlusconi, se ne fotteva della questione morale, era diventata establishment, si strusciava sui banchieri anziché pensare ai ceti popolari, aveva dimenticato l’ambiente in nome della cementificazione e di Confindustria”.
Il direttore del Fatto ricorda che “il messaggio di Grillo era questione morale, ambiente, pulizia, nuove tecnologie“. E aggiunge: “Cosa c’entra con uno come Vannacci che predica disvalori? Vannacci sta alla destra come i 5 Stelle stavano alla sinistra. Accusa la destra di avere tradito tutti gli impegni perché non è abbastanza xenofoba, razzista, nemica dei diritti civili. Ma non c’entra niente con i 5 Stelle”.
Travaglio ricorda che il M5s nacque in nome di una protesta indignata contro “la casta”, a cui diede la volata proprio il Corriere della Sera con le inchieste di Gian Antonio Stella e di Sergio Rizzo: “La casta non era una invenzione di Grillo, ma un qualcosa che faceva davvero incazzare la gente”.
Poi sottolinea le responsabilità dei media mainstream sulla crescita della visibilità a Vannacci: “Bisognava pensarci prima, quando lo si è reso famoso trasformando un libraccio francamente imbarazzante in un evento editoriale e dedicandogli 400 articoli sui principali quotidiani italiani per dire che stava tornando Mussolini. Così lui ha venduto 2 milioni di copie e alle elezioni ha preso 500 mila voti – continua – Adesso che è famoso censurarlo semplicemente significa fare il suo gioco, come se quando si pensava di esorcizzare la Lega o il M5s non parlandone. Ormai esistono, quindi non si può non parlare di una cosa che esiste”.

Severgnini ribatte: “Non ho detto che bisogna censurare Vannacci, ma parlarne in un modo diverso del modo in cui abbiamo parlato, gli americani soprattutto, di Trump. Raccogliere la frustrazione e la rabbia degli elettori va bene, ho sempre riconosciuto i 5 Stelle che non sono mai stati violenti. Però una parte del fenomeno è molto simile. Infatti, pare che un po’ di voti dei vecchi 5 Stelle si stiano spostando verso Vannacci. Si assomigliano più di quanto tu voglia ammettere”.
Travaglio ribadisce: “Il problema è che tu sei convinto che Trump ha vinto perché i radical chic ne parlavano prendendolo in giro. No, Trump ha vinto perché i suoi predecessori hanno fallito e hanno combinato disastri. Il M5s è cresciuto perché il Pd ha fallito e ha combinato disastri e nel momento in cui anche Berlusconi tracollava, hanno raccolto il malcontento che c’era”.
E avverte: “Se fra un anno ci troveremo l’Europa con tutti i governi di estrema destra, rispetto ai quali Vannacci forse ci farà anche sorridere, sarà perché queste classi dirigenti europee hanno completamente fallito e, mentre noi stiamo parlando, continuano a fallire predicando, riarmo anziché di politiche sociali. Questo è il tema non di come se ne parla”.

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Vannacci sorpassa la Lega in tilt: Salvini a rischio sgombero propone l’assembleona

19 Giugno 2026 ore 07:00

Piove sul bagnato. Secondo la rilevazione settimanale di Sky Tg24 e Youtrend il partito di Vannacci avrebbe ormai superato, sia pur solo di un decimale, la Lega: 5.9% contro il 5,8% di Salvini. Altre rilevazioni non offrono lo stesso risultato ma nessuno mette in dubbio la corsa del generale e questa per una Lega già tramortita è una pessima notizia.

Per non riconoscere la crisi profondissima del Carroccio bisognerebbe essere ciechi e per quanto si sforzi di tenere gli occhi ben chiusi neppure a Salvini sfugge l’impietoso dato. Solo che non sa cosa fare e deve vedersela con un partito che se non mira a cacciarlo nel Nord ha tutte le intenzioni di ingessarlo. Il federale convocato per due giorni fa è saltato senza ulteriori spiegazioni e di una nuova convocazione per ora non si parla. Riunirsi sarebbe stato inutile, anzi dannoso, perché l’accordo tra il Capitano e i nordici che lo vogliono sotto tutela non è ancora stato trovato e anche nel Carroccio settentrionale i pareri sono discordi. La ventilata vicesegreteria dei due generali del nord, Luca Zaia e il governatore del Friuli-Venezia Giulia Fedriga, si è allontanata di parecchi chilometri. La proposta di Zaia, appoggiata anche dal governatore lombardo Fontana di duplicare il partito sul modello della Cdu-Csu tedesca, con una Lega nazionale e una regionale del Nord, invece è proprio naufragata e del resto non avrebbe avuto alcun senso. Caos totale. “Siamo peggio del Pd perché noi a questo casino non siamo abituati”, sbotta un pezzo da novanta come Massimo Garavaglia.

I nodi arriveranno al pettine nel raduno leghista fissato per il 4 e 5 luglio a Treviso. Una scelta di qualche tipo comunque s’impone, pena un’agonia senza vie d’uscita. Salvini si presenterà proponendo una cabina di regia di massa con dentro di tutto: governatori, ministri, amministratori. Sarebbe composta da 15 persone, ufficialmente per coinvolgere i territori e prestare orecchio alle loro esigenze, in realtà perché l’assembleona è il modo più sicuro per lasciare tutte le leve del potere nelle mani di Salvini. Va intesa in questo senso la mossa delle primarie per il candidato sindaco a Milano del prossimo weekend. Non ci sono candidati. Si può votare per chiunque, dunque anche per il segretario il quale è convinto di ottenere un risultato plebiscitario. Immagina di presentarsi allo showdown di Treviso forte proprio di quella legittimazione popolare. Dall’altra parte dela barricate però lo aspettano affilando le armi: “Ogni tanto ci vuole una rivoluzione e adesso ci sarà”, promette Garavaglia. Una rivoluzione non vuol dire necessariamente e comunque non soprattutto sostituire Salvini, che come frontman è difficilmente rimpiazzabile. Significa in compenso cassare dopo anni prima trionfali e poi sempre più mesti la sua scommessa politica: la Lega nazionale come rappresentante da nord a sud di una destra radicale, xenofoba e sovranista.

Quello spazio politico certamente esiste, non era un miraggio di Salvini. È esattamente quello che sta occupando Vannacci. Il capitano c’era riuscito nel 2019 ma non è riuscito a tenere la posizione. La ha persa per i suoi errori, per l’impossibilità di coniugare la demagogia e il governo ma anche perché Meloni, decisa a non concedere spazi alla sua destra, gli ha reso il compito decisamente più difficile. Calcolo miope: continuare ad avere a che fare col ringhioso ma quasi inoffensivo leghista invece che con lo spregiudicato e sgomitante generale sarebbe per lei molto più facile e vantaggioso. Ma è storia di ieri. Salvini spera ancora di recuperare quella postazione ma si tratta probabilmente di un miraggio che rimarrebbe tale anche se, per improbabilissimo miracolo, la premier si decidesse a concedere al disastroso ministro dei Trasporti il palcoscenico eminente del Viminale. Probabilmente sarebbe per Salvini troppo tardi persino disponendo di quella carta a cui mira da sempre.

I nordici, si sa, hanno tutt’altra idea. Tornare alla rappresentanza degli interessi territoriali del Nord, lasciarsi alle spalle gli anni della destra estrema. Garavaglia giura che l’ascesa di Vannacci per lui è la sola buona notizia: “Adesso non siamo più noi i fascisti ed essendo io totalmente antifascista mi fa piacere”. Se anche Salvini cedesse di nome o di fatto le redini e la scomessa dei governatori del Nord si dimostrasse vincente, la cosa non risolverebbe comunque i problemi del centrodestra con l’intruso Vannacci. I voti nordici eventualmente recuperati sarebbero presi per lo più da FdI e Fi e per la coalizione sarebbe un gioco a somma zero. Ma per la Lega significherebbe aver recuperato comnque una ragione d’esistere politicamente che oggi latita sempre di più.

Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!

19 Giugno 2026 ore 06:21

Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari! Uno che da comandante si è distinto nelle guerre ordinate dagli Usa per arraffare il petrolio accampando scuse: bombardando l’Afghanistan per dare la caccia a Bin Laden che però era saudita e stava in Pakistan; precipitandosi in Iraq a rimediare ai danni che aveva fatto l’Occidente quando prometteva di distruggere le armi chimiche di Saddam e esportare la democrazia (le armi chimiche non c’erano e il paese era finito in mano all’Isis. Ops!)

Rientrato da queste Crociate redditizie per le compagnie petrolifere americane e che in Italia si erano tradotte in caro-carburante, il Generale è sceso in politica come numero due del partito che meglio si è battuto per impoverire gli italiani. Non la Lega che aveva votato il Reddito di cittadinanza alleviando la povertà di 2 milioni di persone e nemmeno quella che prometteva di cancellare la Fornero, ma la Lega che ha abolito il Rdc ricacciando i 2 milioni in povertà e che ha lasciato aumentare l’età pensionabile.

Nella Lega reduce dai successi del Governo Draghi, dall’invio di armi ai paesi in guerra, dall’aumento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e altre amenità classiste, Vannacci se ne andava comiziando garrulo in difesa della Flat Tax: il sogno dei miliardari! Il Generale la propone per gli autonomi fino a 100mila euro. Quanti arrivano a quella cifra? Un contribuente su 100, ma Vannacci pensa all’unico ricco, mica ai 99 che faticano a pagare il dentista.

La Lega ha portato a 3 le aliquote fiscali che 40 anni fa erano 32 e ne sogna una sola. Il risultato di questo progressivo appiattimento? La quota di ricchezza dell’1% più ricco è cresciuta del 45%, lasciando gli italiani annaspare nel solo paese Ocse dove gli stipendi, invece che aumentare, sono diminuiti. Sono stati tagliati i servizi pubblici ma aumentate le spese militari per combattere le guerre che assicuravano agli Usa il petrolio e a Vannacci lo stipendio e la pensione a 60 anni (hanno evitato la Fornero solo ai militari).

Da politico, Vannacci si è schierato contro ogni provvedimento che aiutasse i lavoratori ad arrivare a fine mese e conservare il posto, dai referendum contro il licenziamento al salario minimo. Il risultato è che un lavoratore su 4 è a rischio povertà e il Generale, invece che dare la colpa a se stesso, se la prende con gli stranieri. Propone la remigrazione perché sostiene che ci sia un’invasione. Invece c’è un’evasione. Ogni anno sono più gli italiani che se ne vanno degli stranieri che arrivano. Restano solo i vecchi: l’Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo, ha un’età media di 50 anni e un anziano ogni 4 persone. I giovani se ne vanno, tanto gli italiani quanto gli stranieri transitati in Italia, perché all’estero guadagnano il doppio e hanno servizi migliori.

A causa delle politiche che la destra di Vannacci ha sempre sostenuto (anche quando le attuava la “sinistra” che faceva i governi con la destra) un giovane in italia guadagna quasi un terzo di un coetaneo tedesco. In Italia non c’è un salario minimo orario, in Germania è di quasi 13 euro l’ora e viene corrisposto anche ai carcerati che lavorano. È boom di italiani che vanno a farsi arrestare in Germania (facile: basta sventolare una bandiera palestinese).

Per nascondere le proprie responsabilità, il Generale accusa i “clandestini”, parola che produce una percezione distorta del fenomeno, trasformando una condizione amministrativa in una condotta minacciosa. Ma i migranti non sono pericolosi, la propensione a delinquere degli stranieri è la stessa degli italiani (Istat), la maggior parte dei reati ascritti riguarda infatti violazioni delle norme sull’immigrazione e al netto è identica. Nel caso di reati puniti con il carcere, poi, il tasso di recidiva degli stranieri è del 25% inferiore rispetto agli italiani.

Vannacci si definisce “vera destra”, sfoggia i simboli della X Mas, dice che l’antifascismo “non ha senso” e definisce Mussolini “uno statista” perché il Duce fece esattamente quello che fa lui: lavorare per i miliardari. A partire dal 1921, le Camicie Nere di Mussolini, finanziate dai grandi industriali, assaltarono le camere del lavoro da Bari a Torino e uccisero i sindacalisti per impedire loro di reclamare stipendi e turni decenti per i lavoratori.

Caro Generale, non sono gli stranieri che hanno rubato il lavoro agli italiani: siete stati voi! E sa come li hanno ottenuti, i lavoratori, i diritti che voi “vera destra” gli avete negato? Prima grazie ai partigiani che hanno sconfitto i fascisti e poi grazie agli immigrati. Gli immigrati dal Meridione che sfidavano il regime delle gabbie salariali per andare clandestinamente a lavorare nelle industrie del Nord. Lì hanno lottato, scioperato, bloccato campi e fabbriche e ottenuto così il diritto alle cure gratuite con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, quello all’istruzione fino alla terza media, lo Statuto dei Lavoratori.

E ora, generale, mi racconti di quando in un night club si è invaghito di Valentina e poi ha scoperto che era un uomo. Magari si spiega tutto così, sa? Alle volte, i traumi. Dico per risparmiarle altre figure di “M”, come direbbe Scurati, tipo quella di dire che gli immigrati sono violenti e poi imbarcare Pozzolo la cui pistola ha ferito un uomo sparando da sola. O che gli immigrati portano il crimine e imbarcare il leghista Furgiuele per il quale la Direzione Distrettuale antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio. O pretendere che gli immigrati dimostrino di conoscere la cultura italiana e imbarcare l’ex sottosegretario all’Istruzione Sasso che aveva scambiato un citazione di Topolino per una di Dante. “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto!”. La tipica rima baciata del Sommo Poeta.

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