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Ceuta, la politica migratoria europea alla prova della responsabilità e della tutela dei minori

17 Agosto 2026 ore 11:41

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla situazione di Ceuta, dove centinaia di migranti hanno manifestato chiedendo di poter accedere alla protezione internazionale. Secondo Reuters, oltre 72.000 persone hanno attraversato il confine durante il massiccio afflusso di fine luglio e, dopo i successivi rientri, tra 5.000 e 8.000 sarebbero ancora presenti nell’enclave. Numeri particolarmente rilevanti per una città di circa 80.000 abitanti, che pongono sotto forte pressione servizi sanitari, strutture di accoglienza e amministrazione locale.

Quanto sta accadendo non può essere considerato soltanto una nuova emergenza di frontiera. Ceuta rappresenta una verifica concreta delle politiche migratorie europee e, in particolare, del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, pienamente applicabile dal 12 giugno 2026, che intende coniugare controllo delle frontiere esterne, procedure di asilo e rimpatrio più efficienti e maggiore solidarietà tra gli Stati membri.

La questione non può essere ridotta alla contrapposizione tra apertura e chiusura delle frontiere. Una politica migratoria credibile deve consentire agli Stati di governare gli ingressi irregolari, contrastare le reti criminali e rendere effettive le decisioni di rimpatrio, garantendo nello stesso tempo l’esame individuale delle richieste di protezione. Le testimonianze raccolte a Ceuta mostrano infatti condizioni differenti: accanto a persone partite principalmente per ragioni economiche vi sono individui che riferiscono conflitti, persecuzioni e situazioni di grave pericolo. È proprio la capacità di distinguere, e non quella di generalizzare, che deve qualificare l’azione delle istituzioni democratiche.

Particolare attenzione richiede la condizione dei minori. Anche in questo caso i dati devono essere utilizzati con prudenza, poiché le stime non sono ancora uniformi. Secondo dati governativi riportati dalla stampa spagnola, sarebbero circa 2.500 i minori presenti a Ceuta, mentre le organizzazioni attive sul territorio stimano che possano essere fino a 4.000; circa 1.500 risulterebbero già inseriti nel sistema di protezione. La differenza tra le stime rende ancora più urgente completare l’identificazione e assicurare una presa in carico effettiva dei bambini e degli adolescenti.

La permanenza di minori, soprattutto se non accompagnati, in strada o in strutture sovraffollate accresce il rischio di violenza, sfruttamento, tratta e scomparsa. Un bambino che attraversa irregolarmente una frontiera rimane innanzitutto un minore: la sua posizione amministrativa deve essere accertata, ma il suo superiore interesse deve orientare le decisioni che lo riguardano. La tutela deve comprendere non soltanto l’accoglienza materiale, ma anche sicurezza, assistenza e continuità educativa.

In questo contesto assume particolare rilievo il precedente giuridico relativo alla crisi di Ceuta del 2021. Nel gennaio 2024 il Tribunal Supremo spagnolo ha confermato l’illegittimità dei rimpatri in Marocco di minori non accompagnati effettuati nell’agosto 2021 senza il rispetto delle procedure individuali previste dalla legislazione. La pronuncia assume oggi una precisa attualità di fronte alle richieste marocchine di accelerare il ritorno dei minori presenti a Ceuta. Ogni eventuale ricongiungimento o rimpatrio deve pertanto essere valutato individualmente, considerando la situazione familiare, le condizioni del ritorno e il superiore interesse del minore.

La crisi evidenzia inoltre un problema strutturale delle politiche migratorie europee. I territori di primo ingresso non possono sostenere da soli le conseguenze di afflussi eccezionali. Il principio di solidarietà previsto dal nuovo Patto deve tradursi in una reale condivisione delle responsabilità, soprattutto quando la capacità locale di accoglienza risulta sproporzionata rispetto al numero delle persone presenti. Ciò vale in modo particolare per i minori, la cui protezione non può dipendere dalla capacità organizzativa del territorio europeo nel quale hanno raggiunto la frontiera.

Anche la cooperazione con il Marocco e con gli altri Paesi di origine e di transito deve inserirsi in una prospettiva più ampia. Contrastare le reti criminali, governare gli attraversamenti irregolari e rendere possibili i ritorni quando siano conformi alla legge sono obiettivi necessari, ma una politica eccessivamente dipendente dal contenimento delle partenze nei Paesi terzi rischia di rendere l’Europa vulnerabile alle dinamiche diplomatiche. Alla gestione delle frontiere devono quindi accompagnarsi cooperazione economica e sociale, formazione, opportunità nei Paesi di origine e, ove possibile, percorsi regolari di mobilità.

Le difficoltà sanitarie segnalate a Ceuta richiedono infine attenzione e rigore nel linguaggio pubblico. Sovraffollamento e condizioni igieniche precarie possono favorire problemi sanitari e rendono necessario rafforzare assistenza e prevenzione; sarebbe tuttavia improprio trasformare tali criticità in un’associazione generalizzata tra migrazione e malattia. La salute pubblica si tutela garantendo condizioni dignitose e servizi adeguati tanto alle persone migranti quanto alla popolazione residente.

Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, la vicenda possiede anche una rilevanza educativa. La scuola deve contribuire a sottrarre il tema delle migrazioni alla polarizzazione, fornendo agli studenti gli strumenti per comprendere la complessità dei fenomeni e il rapporto tra sicurezza, legalità e diritti fondamentali. Quando sono coinvolti bambini e adolescenti, inoltre, l’istruzione diventa parte integrante della protezione, perché restituisce relazioni, continuità e prospettive a percorsi di crescita segnati dall’incertezza.

La frase “Siamo umani anche noi”, esposta durante la manifestazione di Ceuta, non chiede di sostituire le regole con il sentimento. Ricorda piuttosto che l’autorevolezza delle istituzioni si misura nella capacità di applicare le regole senza perdere di vista la dignità della persona.

Ceuta rappresenta dunque una prova concreta per il nuovo sistema europeo. Governare le migrazioni significa tenere insieme sicurezza delle frontiere, responsabilità condivisa e tutela dei diritti, evitando che l’emergenza diventi una condizione permanente. E quando davanti a una frontiera si trova un bambino o un adolescente, prima della sua posizione amministrativa viene la sua condizione di minore e il dovere delle istituzioni di proteggerne il presente.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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UIL Polizia: superstrada Sora-Frosinone-Ferentino, una giungla pericolosa!

17 Agosto 2026 ore 11:40

S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino: una giungla pericolosa.

27 documento in otiginale

Nonostante la nostra denuncia e l’intervento della Prefettura, ANAS non interviene. Sicurezza stradale a rischio. A distanza di venti giorni dal nostro esposto del 28/07/2026 indirizzato a S.E. il Prefetto di Frosinone Dr. Giuseppe Ranieri e per conoscenza al Sig. Questore Dr. Stanislao Caruso e alla Dirigente della Sezione Polizia Stradale Dr.ssa Valentina Lollobbattista, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata.

Come Organizzazione Sindacale avevamo denunciato il grave stato di incuria e pericolo per la sicurezza stradale sulle arterie S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino e Sora-Avezzano-Cassino, invase da sterpaglie, rovi e rami sporgenti che occupano le banchine e, in diversi tratti, invadono quasi totalmente la corsia di sorpasso.

La sola Prefettura di Frosinone ha dato seguito alla nostra segnalazione, trasmettendo con nota a firma del Viceprefetto Vicario la nostra denuncia al Responsabile Area Gestione Rete Lazio dell’Anas S.p.A. di Roma, con preghiera di urgenti notizie e per quanto di competenza. Ebbene, a tutt’oggi, da parte dell’Ente proprietario della strada, nessun intervento è stato eseguito. Sulla superstrada Sora-Frosinone-Ferentino le sterpaglie sono ulteriormente cresciute, aumentando esponenzialmente il pericolo per chi percorre quotidianamente quell’arteria e per gli stessi appartenenti alle Forze dell’Ordine – Polizia Stradale e Carabinieri – che sono costretti ad operare in condizioni di estremo rischio per soccorsi, rilievi di sinistri stradali e controlli di polizia stradale.

Permane inoltre una gravissima criticità: numerosi segnali stradali verticali risultano completamente coperti dalla vegetazione infestante e quindi di fatto invisibili. Questo non solo mette a repentaglio la sicurezza, ma pone in grave difficoltà gli operatori che devono contestare violazioni al Codice della Strada destinate poi ad essere annullate in sede di ricorso per l’oggettiva impossibilità di percepire la segnaletica, vanificando anche il ritiro di patente e le sanzioni accessorie nei confronti di automobilisti indisciplinati. Strade che, come noto, sono purtroppo alla ribalta della cronaca per gravi incidenti, anche mortali, e che per la loro importanza strategica e per l’elevatissimo volume di traffico estivo necessiterebbero di manutenzione costante e programmata.

La sicurezza è un bene comune, ma deve esserlo per tutti. Non è più tollerabile che nonostante la nostra denuncia e nonostante la richiesta di intervento urgente della stessa Prefettura, l’Ente proprietario resti inerte di fronte a un pericolo concreto e documentato. Per questo, come UIL Polizia Federazione di Frosinone:

  1. CI RIVOLGIAMO al Responsabile della Regione Lazio competente in materia di Infrastrutture e Lavori Pubblici affinché solleciti con immediatezza ANAS S.p.A. alla pulizia immediata, al diserbo, alla potatura e al ripristino della visibilità di tutta la segnaletica su entrambe le arterie.
  2. CHIEDIAMO ai Vertici delle Forze dell’Ordine, le cui pattuglie transitano quotidianamente su detta strada e constatano lo stato dei luoghi, di voler procedere ai contesti previsti dal Codice della Strada – in particolare ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 285/92 che impone all’Ente proprietario l’obbligo di manutenzione – nei confronti di chi è preposto alla manutenzione e non provvede. Non possiamo attendere che si verifichi l’ennesima tragedia per intervenire.

La UIL Polizia a tutela della sicurezza dei cittadini e dei propri iscritti e di tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine che operano su strada, si riserva di adire le competenti sedi giudiziarie qualora non si provveda immediatamente.

Frosinone, lì 16/08/2026

Il Segretario Generale

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TITO, 100 anni attraverso la forma

17 Agosto 2026 ore 11:33

Giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18.00 il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila presenta, negli spazi di Palazzo Spaventa, il secondo appuntamento della mostra itinerante TITO, 100 anni attraverso la forma, promossa con la collaborazione di TRAleVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.

Il progetto, realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei in arte “Tito”, (Isernia 1926), e già avviato nel mese di giugno negli spazi dell’associazione TRAleVOLTE a Roma, proseguirà il suo viaggio, dopo la tappa aquilana, alla 53° edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno, nonché in altre sedi che saranno successivamente rese note.

In mostra opere appartenenti a collezioni private che documentano il lavoro eclettico e di ricerca svolto da Tito in vari ambiti disciplinari. Durante la serata inaugurale sarà anche presentata la pubblicazione a cura di Sandra Leone e Alessandra Scerrato, con prefazione di Anna Imponente e Lorenzo Canova, contenente i più importanti saggi e contributi di autorevoli personalità della cultura italiana e di critici d’arte: Giorgio Saviane, Sandra Orienti, Mirella Bentivoglio, Enrico Crispolti, Filiberto Menna, Costantino Dardi, Massimo Carboni, Simonetta Lux, Giuseppe Appella, Antonello Rubini, Roberto Gramiccia, Lorenzo Canova, Carlo Fabrizio Carli, Sandra Leone ,che hanno dato parola alle sue opere. Volume arricchito dalla documentazione fotografica prodotta da Stefano Fontebasso de Martino che ha seguito il lavoro di Tito negli ultimi quarant’anni. Vanilla Edizioni.

Come scrive Sandra Leone nella prefazione della pubblicazione: «La forma mantiene in sé una doppia natura: visibile, come limite e confine, contenitore e materia, e invisibile, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che, nel rivelarsi, si cela sotto una veste nuova. Opera contemporaneamente su due registri: quello del significante e del significato. È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico. È sin da bambino che Tito ha la “folgorazione” del segno come un atto quasi magico in cui prende forma un’immagine. Parla di stupore e meraviglia verso il tratto dato dalla penna e dai primi disegni a ricalco che gli fecero fare a scuola nel riprodurre la figura umana. La forma diventa per Tito motivo di incessante studio fino a costruire (poieîn) le sue ultime opere scultoree come vere e proprie “architetture”, geometrie solide, presenze nitide che dialogano in un rapporto “cosmico” con l’uomo.»

Ferdinando Amodei, in arte Tito. Pittore, scultore, incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Membro della Comunità Passionista della Scala Santa, ha vissuto dal 1966 a Roma dove ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale, ubicato nel complesso della Scala Santa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia nel 1964 l’attività espositive in Italia e all’estero. Molta della sua produzione artistica è entrata a far parte di importanti e monumentali decorazioni, quali affreschi, vetrate, mosaici in spazi pubblici, in particolar modo in chiese e luoghi sacri. Privilegiando la passione di Cristo, sia in pittura che in scultura ha realizzato la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Inoltre, è stato impegnato anche in opere di carattere civile, come in monumenti per i caduti. Del suo lavoro si sono occupati noti scrittori e critici, pubblicando cataloghi e monografie sul suo lavoro e la sua figura. Nel 1970 fonda Sala 1, in uno spazio attiguo alla Scala Santa. Nel 1962, per le Edizioni De Luca di Roma, pubblica un’antologica su La Passione del Signore nell’arte contemporanea da cui fu tratto un documentario premiato alla Biennale di Venezia. Tito è stato Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon e consulente alla CEI per l’edilizia per il culto. Ha inoltre pubblicato diversi studi sulla Scala Santa e scritto d’arte in riviste di informazione religiosa. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018, all’età di 91 anni. Viene costituita una Fondazione in suo nome a tutela e promozione del suo lavoro.

Il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila è sorto con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura, nonché l’organizzazione di mostre.

INFO

L’Aquila Capitale della Cultura 2026
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
presentano

TITO, 100 anni attraverso la forma

Inaugurazione 20 agosto 2026 ore 18.00
Palazzo Spaventa
Via Andrea Bafile – L’Aquila

Fino al 12 settembre 2026
Orari: dal venerdì alla domenica 10.00-12.30 / 17.30-20.00 – Ingresso libero

MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
Borgo San Lorenzo – Fossa (AQ)
tel. 3396274730 – 3333887274 – lea.contestabile@gmail.com – https://www.mubaq.it/

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“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

17 Agosto 2026 ore 11:30

“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

Al Teatro San Filippo, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana e del nuovo Festival delle Risonanze, filosofi, sociologi, educatori, comunicatori e giovani a confronto sulla libertà di scegliere. Tra le voci Massimo Cacciari, Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Dario Bolis, Carmina Gallucci e Valeria Pompili.

 

 

L’AQUILA – Il perdono può aprire al futuro? E quale libertà stiamo consegnando alle nuove generazioni? Sono le domande al centro della quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, in programma sabato 29 agosto alle ore 16.30 al Teatro San Filippo dell’Aquila, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il Summit entra quest’anno a far parte del nuovo Festival delle Risonanze, il contenitore culturale che riunisce al Teatro San Filippo incontri, musica e teatro, ed è dedicato al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”.

 

In un tempo ricco di opportunità, ma attraversato anche da pressioni, incertezze e contraddizioni, il Summit interroga il rapporto tra memoria, responsabilità, cambiamento e libertà, chiamando in causa non soltanto i giovani, ma anche gli adulti, le istituzioni e le comunità e la loro responsabilità nell’accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Il programma si svilupperà attraverso tre direttrici – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidate a esperienze, generazioni e sensibilità differenti.

 

In presenza interverranno Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo con Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. Il filosofo Massimo Cacciari parteciperà con un contributo video, mentre il giornalista e professore Luiss Francesco Giorgino e il ricercatore sociale Remo Lucchi interverranno in collegamento video. Gli interventi attraverseranno alcuni dei temi del presente: dall’utilitarismo alla società individualizzata, dal rapporto tra memoria e perdono alla possibilità di trasformazione, fino all’educazione e alla libertà di scegliersi un futuro.

 

Il Summit sarà introdotto dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola e condotto da Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit per One Group. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al presidente del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e al presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini.

 

Nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa da L’Aquila Made In, il Summit vuole tradurre il valore universale del perdono in occasioni di riflessione e confronto e contribuire a dare forma alla vocazione dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione radicata nel dono di Celestino V e riaffermata nel 2022 dalle parole di Papa Francesco, che definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”.

 

Il Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” è promosso da L’Aquila Made In e One Group, con il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Con la partecipazione de La Lumera ODV. Partner sostenitori: SE.RA. Centro Studi del Conflitto e SODIFA. Media partner: LAQTV – Canale 12.

 

 

IV Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

“Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”

Sabato 29 agosto 2026 – ore 16.30
Teatro San Filippo – Piazza San Filippo, L’Aquila
Ingresso fino a esaurimento posti

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L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART

17 Agosto 2026 ore 11:28

L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād

la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART

 

 

L’Aquila – Dal 21 agosto al 5 settembre 2026 (dal lun. al sab. h 17:00/20:00) lo Spazio F’ART Produzione Diffusione Formazione Arti Visive ospita L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād”, mostra personale di Susanna Cascella a cura di Mariano Cipollini, con il patrocinio del Comune dell’Aquila, di “Il Segno della Rinascita” e di L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura. Il programma inaugurale si apre venerdì 21 agosto alle ore 18.00 presso la Libreria Colacchi (Corso Vittorio Emanuele 5, L’Aquila), con la presentazione del catalogo dedicato all’esposizione, edito da Edizioni d’Arte Cervo Volante. Intervengono l’artista, editore e gallerista Tommaso Cascella II, l’artista Susanna Cascella, il curatore Mariano Cipollini e Donatella Giagnacovo, art director di Spazio F’ART. Alle ore 19.00 seguirà nello Spazio F’ART (Via San Francesco di Paola, 13 – L’ Aquila) l’inaugurazione della mostra.

Nei collage, nelle carte e nei tessuti dipinti di Susanna Cascella, la geometrizzazione del segno si intreccia con le suggestioni narrative delle novelle di un oriente che dialoga con l’occidente. Un lessico visivo che attinge ai rimandi naturalistici del principe del giglio minoico, alle illustrazioni fiabesche di Léon Bakst per Sergej Djagilev e ai balli plastici di Fortunato Depero, componendo un giardino di fiori e maioliche istoriate che evoca quello del paradiso di Eram. 

Erede di una delle più significative dinastie artistiche italiane, la Bottega Cascella, presente da oltre un secolo sulla scena nazionale e internazionale, Susanna Cascella ne arricchisce con una voce tutta al femminile il processo creativo interdisciplinare storicamente espresso, fino a oggi, in chiave maschile. 

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Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai

17 Agosto 2026 ore 11:24

Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai

 

A soli 19 anni, Luigi Zeno ha già ricevuto diversi riconoscimenti come Miglior Giovane Attore, affiancando al percorso artistico anche un impegno costante nel sociale, in particolare nella sensibilizzazione dei più giovani contro il bullismo.

Premi e riconoscimenti che, tuttavia, il giovane interprete considera soprattutto uno stimolo a continuare.

 

«Ricevere un premio è una grande emozione, perché significa che qualcuno ha apprezzato quello che hai fatto. Ma il giorno dopo bisogna ricominciare. In questo mestiere penso che non si finisca mai di studiare e di migliorarsi».

 

Ed è forse proprio questo il momento in cui il percorso di Zeno comincia a cambiare dimensione: dai riconoscimenti ottenuti come giovane interprete al confronto con produzioni destinate a un pubblico nazionale e internazionale.

 

Il 22 settembre arriverà su Netflix Minerva – La Scuola, la serie che segna una svolta nella sua carriera e che conferma Luigi come uno dei talenti più promettenti del panorama nazionale.

Le radici del talento: Cinema Fiction, Antonio Acampora e Armando Ciotola

Dietro ogni giovane talento c’è sempre qualcuno che ha saputo vederlo prima degli altri.

Per Luigi, queste figure sono Antonio Acampora e Armando Ciotola, professionisti di Cinema Fiction che hanno creduto in lui quando tutto era ancora da costruire.

Luigi lo ripete spesso:

«Mi hanno insegnato rispetto, disciplina, professionalità. Sono persone che porterò sempre nel cuore.»

Il loro sostegno ha rappresentato un punto di partenza fondamentale, un trampolino che ha permesso a Luigi di crescere con solidità e consapevolezza.

 

 

 Minerva – La Scuola: un personaggio che vive negli sguardi

In Minerva – La Scuola, Luigi interpreta un personaggio complesso, enigmatico, che comunica più con gli occhi che con le parole.

«In questo ruolo ho lavorato soprattutto sugli sguardi», racconta.

Il personaggio è uno di quelli che restano, che lasciano un segno.

Molti addetti ai lavori lo definiscano già Miglior Giovane Attore Italiano, una definizione che ritorna spesso nelle conversazioni di chi ha visto le prime immagini della serie.

Un percorso che si evolve: : attualmente sul set di una serie Rai 1

 

Mentre cresce l’attesa per Minerva, Luigi è già impegnato su un nuovo progetto:

una serie Rai 1, dove porta un’altra sfumatura del suo talento. Un impegno che conferma la sua versatilità e la fiducia che le produzioni italiane stanno riponendo in lui. Il suo calendario è fitto, i set si susseguono, e ogni ruolo diventa un tassello che arricchisce un percorso in continua evoluzione.

 Perché Luigi Zeno è considerato Miglior Giovane Attore Italiano

  • sensibilità interpretativa fuori dal comune
  • capacità di lavorare sui dettagli (sguardi, silenzi, tensioni emotive)
  • disciplina e professionalità sul set
  • versatilità tra cinema, fiction e serie
  • una crescita costante, mai casuale
  • riconoscimenti e attenzione crescente da parte di registi e produzioni

Luigi non recita: vive i personaggi, li respira, li porta con sé. Ed è questo che lo rende diverso.

Verso il 22 settembre : Grande attesa

Con l’arrivo di Minerva – La Scuola su Netflix, Luigi Zeno si prepara a un nuovo capitolo della sua carriera. Un capitolo che lo conferma, ancora una volta, come Miglior Giovane Attore Italiano, classe 2007, e come uno dei volti più promettenti della nuova generazione. Il 22 settembre non sarà solo una data di uscita.

Sarà il momento in cui il pubblico potrà finalmente vedere ciò che Luigi ha costruito con dedizione, cuore e talento.

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Noicattaro (BA), bambino aggredito da un animale selvatico: tutelare i minori attraverso prevenzione, conoscenza e responsabilità

17 Agosto 2026 ore 11:22

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al bambino di sei anni rimasto ferito nella serata di Ferragosto a Noicattaro, nel Barese, e alla sua famiglia, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.

L’episodio, che segue altri casi verificatisi nello stesso territorio nei primi giorni di agosto, desta seria preoccupazione e richiede la massima attenzione istituzionale. Il piccolo, ferito al torace, è stato ricoverato presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, mentre proseguono gli accertamenti per identificare con certezza l’animale responsabile.

Su questo punto è necessario mantenere rigore e prudenza. L’ipotesi che possa trattarsi di un lupo è ancora oggetto di verifica e non dovrebbe essere trasformata in certezza prima dei necessari riscontri scientifici. In una situazione che suscita comprensibile allarme, distinguere i fatti dalle supposizioni significa tutelare la comunità da informazioni imprecise e reazioni dettate dalla paura.

La decisione del sindaco di Noicattaro di limitare temporaneamente l’accesso alle aree verdi considerate maggiormente esposte e di rafforzare i controlli appare una misura prudenziale comprensibile. In presenza di un possibile pericolo, soprattutto per i minori, la precauzione costituisce uno strumento di protezione collettiva. Tuttavia, la gestione del fenomeno non può esaurirsi nella chiusura dei parchi e nei pattugliamenti straordinari.

La ripetizione degli episodi impone infatti di comprendere le condizioni che possono favorire l’avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati, prestando attenzione alle possibili fonti di cibo, alla gestione dei rifiuti, alle aree di confine tra città e campagna e all’efficacia dei sistemi di monitoraggio. L’emergenza deve diventare occasione per costruire una prevenzione stabile, capace di ridurre il rischio prima che si manifesti.

In questa prospettiva assume particolare importanza il lavoro congiunto avviato dalla Prefettura di Bari, dalla Regione Puglia, dal Comune, dalle autorità sanitarie e veterinarie, dalle forze dell’ordine e dagli organismi scientifici coinvolti. Una situazione così complessa richiede decisioni fondate su dati verificabili e una comunicazione pubblica chiara, capace di evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione.

Anche qualora gli accertamenti confermassero che si tratta di un lupo, sarebbe necessario mantenere lo stesso equilibrio. La tutela della biodiversità è un valore fondamentale, ma non può impedire interventi tempestivi quando un animale selvatico manifesta comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi in luoghi frequentati dalle persone. Allo stesso tempo, il comportamento di un singolo esemplare non può alimentare una rappresentazione indiscriminatamente ostile dell’intera specie. Sicurezza delle persone e protezione dell’ambiente non sono principi contrapposti, ma responsabilità che le istituzioni devono saper conciliare.

Quanto sta accadendo a Noicattaro presenta inoltre una significativa dimensione educativa. Conoscere il territorio e sapere come comportarsi in presenza di fauna selvatica sono strumenti concreti di cittadinanza responsabile. La scuola, con il contributo delle competenze scientifiche e istituzionali presenti sul territorio, può aiutare bambini e ragazzi a comprendere perché un animale selvatico non debba essere avvicinato o alimentato, come segnalare un avvistamento e quale significato abbiano le disposizioni adottate dalle autorità.

Educare alla biodiversità non significa generare paura, ma fornire conoscenze adeguate per comprendere la natura nella sua complessità. Occorre evitare tanto l’idea dell’animale selvatico come minaccia permanente quanto quella, altrettanto fuorviante, di una natura sempre innocua e priva di rischi.

Merita attenzione anche il rispetto delle disposizioni adottate a tutela della pubblica incolumità. Se sarà confermato che l’area dell’ultima aggressione era già sottoposta a restrizioni, sarà necessario richiamare la responsabilità dei cittadini, ma anche verificare che i divieti siano comunicati in maniera chiara, visibile e accompagnati da controlli adeguati. La prevenzione è efficace soltanto quando istituzioni e comunità condividono consapevolmente le rispettive responsabilità.

Il CNDDU auspica pertanto che il lavoro della task force istituita in Prefettura non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma conduca a una strategia territoriale stabile, nella quale monitoraggio scientifico, prevenzione, informazione pubblica ed educazione ambientale siano parte di un’unica azione. Gli accertamenti genetici e scientifici dovranno inoltre chiarire quale animale sia coinvolto e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso esemplare, così da consentire interventi proporzionati e fondati sulle evidenze.

Il caso di Noicattaro ricorda che la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede conoscenza, responsabilità e capacità di intervenire prima che il rischio diventi emergenza. Proteggere un bambino e tutelare la biodiversità appartengono alla stessa idea di civiltà: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a custodire responsabilmente l’ambiente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che da questa vicenda possa nascere una risposta istituzionale capace di guardare oltre l’urgenza del momento, trasformando una situazione di allarme in un’occasione concreta per rafforzare la cultura della prevenzione, della conoscenza e della responsabilità condivisa.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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PRINCIPESSA COSTANZA 2026, TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO

17 Agosto 2026 ore 11:20

PRINCIPESSA COSTANZA 2026,

TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO:

DALLA “REGIA CINEMATOGRAFICA” ALLE “PROVE IN DIRETTA”

 

La Principessa Costanza 2026 ha chiuso i battenti, ma c’è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché dietro quei minuti capaci, per tre notti, di tenere migliaia di persone con gli occhi rivolti verso Castello Macchiaroli c’è molto più di quello che il pubblico vede. È l’Assalto al Castello, momento clou di “Alla Tavola della Principessa Costanza”, diventato negli anni un vero evento nell’evento e capace di contribuire in maniera determinante a proiettare la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Teggiano ben oltre i confini del Vallo di Diano.

Ma come nasce l’Assalto al Castello? Come si costruisce uno spettacolo che coinvolge oltre cento persone? Come vengono utilizzati gli spazi del Castello? E soprattutto: qual è il messaggio che si nasconde dietro battaglie, spari, luci, musica e fuochi d’artificio? A raccontarlo, a manifestazione conclusa, sono la presidente della Pro Loco Teggiano Concettamaria Cantelmi e il direttore artistico Giancarlo Guercio, tornando proprio nel luogo che per tre sere ha rappresentato il grande palcoscenico conclusivo della Diano del 1480.

Per Guercio la chiave utilizzata per costruire l’Assalto è stata volutamente cinematografica. Il Castello Macchiaroli non è soltanto lo sfondo dello spettacolo, ma diventa esso stesso parte della rappresentazione: balconi, mura, cancello e terrazzi sono utilizzati contemporaneamente e popolati da attori e figuranti. La difficoltà consiste nel far interagire azioni che avvengono in punti differenti e nel condurre lo sguardo dello spettatore esattamente dove la storia richiede. “La chiave cinematografica –spiega Giancarlo Guercio– si è rivelata forse ancora più adatta rispetto a quella teatrale per creare uno storytelling, quasi una sceneggiatura cinematografica. Attraverso l’occhio di bue e particolari effetti tecnici abbiamo cercato di guidare lo sguardo dello spettatore, creando quasi dei frame cinematografici. Quest’anno credo che il risultato sia stato ancora più interessante: tutto era maggiormente amalgamato e siamo riusciti a focalizzare meglio gli spazi e le singole scene, dando maggiore valore alle diverse azioni”. Un risultato possibile grazie a una complessa macchina nella quale componente artistica e componente tecnica devono procedere perfettamente insieme. Attori, figuranti, popolo, tecnici e Pistonieri Santa Maria del Rovo diventano tasselli di un unico grande quadro scenico, capace di utilizzare l’intera estensione del Castello.

A rendere ancora più sorprendente il risultato finale c’è un particolare che il pubblico difficilmente può immaginare: una prova generale completa dell’Assalto al Castello, prima dell’inizio della manifestazione, di fatto non è possibile. Alcuni dei gruppi coinvolti, come i Pistonieri Santa Maria del Rovo, raggiungono Teggiano soltanto a ridosso dell’11 agosto e tutti i protagonisti della rappresentazione riescono a ritrovarsi insieme soltanto alla vigilia dell’evento. Le diverse componenti lavorano e si preparano anche precedentemente, ma senza la possibilità di provare anticipatamente l’intero spettacolo con tutti i suoi protagonisti. Per questo la prima serata diventa essa stessa una sorta di prova generale in diretta: oltre cento persone devono muoversi in maniera coordinata tra mura, balconi, terrazzi e spazi intorno al Castello, sincronizzandosi con recitazione, luci, musica ed effetti scenici. Un meccanismo estremamente complesso, che può funzionare soltanto grazie alla professionalità, alla disponibilità e alla capacità di coordinamento di tutti coloro che ne fanno parte.

Ed è proprio la dimensione collettiva uno degli aspetti sui quali insiste la presidente Concettamaria Cantelmi. La prima sera rappresenta inevitabilmente anche il momento nel quale tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente sulla scena; poi, replica dopo replica, movimenti, tempi e azioni vengono ulteriormente perfezionati. “I nostri figuranti e tutti i ragazzi che collaborano alla realizzazione dell’Assalto –sottolinea la presidente– sono diventati bravissimi, quasi dei professionisti, e riescono a immedesimarsi completamente nelle dinamiche dello spettacolo. Grazie al lavoro di tutti, insieme alla direzione artistica di Giancarlo, riusciamo a dare vita a uno spettacolo completo e immersivo, che credo rappresenti un’esperienza unica per chi vi assiste”.

Ma sarebbe riduttivo leggere l’Assalto soltanto attraverso la sua spettacolarità. Dietro l’azione scenica c’è infatti un messaggio che assume un significato particolarmente attuale. Un ruolo fondamentale è affidato alla Dama Bianca, personaggio introdotto nella precedente edizione e confermato quest’anno dopo il grande apprezzamento ottenuto dal pubblico. La Dama Bianca apre e chiude l’Assalto, creando una sorta di struttura circolare della narrazione. Ed è proprio nel suo ritorno finale che lo spettacolo cambia prospettiva: dopo la violenza dell’assedio, il pubblico viene invitato a riflettere su ciò che ha appena visto.

Due parole sintetizzano questo percorso: barbarie e armonia. “Nella prima parte –evidenzia Giancarlo Guercio– c’è una parola fortemente marcata: barbarie. Nell’ultima parte ce n’è un’altra: armonia. La Dama Bianca ritorna alla fine dell’assedio e invita a riflettere su una coscienza collettiva. La storia ci offre testimonianze dalle quali possiamo ancora imparare. Oggi credo sia fondamentale acquisire consapevolezza rispetto a quello che vogliamo essere nel mondo e nella vita, soprattutto perché i tempi che stiamo vivendo richiedono riflessioni di questo tipo”.

Così uno spettacolo che parte da una vicenda del Quattrocento riesce a parlare anche al presente. L’assedio, la battaglia e la paura non diventano una celebrazione della guerra, ma il punto di partenza per arrivare al suo contrario: alla necessità dell’incontro, della convivenza e dell’armonia.

E forse è anche questo uno dei motivi per i quali l’Assalto al Castello continua a esercitare un richiamo così forte: nell’ultima serata, vedere Piazza Portello e l’intera area intorno al Castello gremite di persone, nonostante i capricci del meteo, ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi dell’edizione appena conclusa.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione è la collaborazione tra la Pro Loco Teggiano e le istituzioni. Il finanziamento ottenuto dalla Regione Campania, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, ha consentito anche quest’anno di realizzare e valorizzare l’Assalto al Castello, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. Accanto all’Amministrazione Comunale di Teggiano guidata dal sindaco Michele Di Candia e alla Regione Campania, hanno sostenuto l’evento -tra gli altri- la Camera di Commercio di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Diocesi di Teggiano-Policastro e la Banca Monte Pruno.

La 31ª edizione è terminata il 13 agosto. Ma alla Pro Loco Teggiano il lavoro non si ferma: “Dal giorno dopo –conclude la presidente Concettamaria Cantelmi– si comincia già a pensare all’anno successivo. Appena termina un’edizione iniziamo a ragionare su ciò che può essere sviluppato e migliorato e sulle novità da introdurre. Perché, in fondo, Costanza non finisce mai.

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“INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”

17 Agosto 2026 ore 11:14

Prosegue con successo la rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”, con il prossimo appuntamento in programma il 23 agosto alle ore 21.00 a Diano Marina (Imperia), presso il Molo delle Tartarughe (Lungomare E. Carcheri – ingresso libero), insieme a LUCA BARBAROSSA.

Durante la serata, il cantautore, tra i più amati della scena italiana e autore di brani iconici come “Roma spogliata”, “Via Margutta” e “Portami a ballare”, con cui ha conquistato il Festival di Sanremo, dialogherà anche con Nadia Schiavini, incontrando il pubblico tra musica, racconti personali e riflessioni sul mestiere del cantautore e presentando il suo libro “Cento storie per cento canzoni” (La Nave di Teseo).

«Domenica sera non assisteremo solo a un concerto, bensì a un vero e proprio dialogo tra il poliedrico Luca Barbarossa e la nostra comunità, un’occasione per esplorare le radici profonde della canzone d’autore italiana con la guida di Stefano Senardi e Maurilio Giordana – dichiara il Sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi – La sua presenza arricchisce la nostra rassegna ‘Incontri Ravvicinati con la Musica’, confermando Diano Marina come palcoscenico vibrante per la cultura e la musica di qualità».

«Sono molto contento che venga Luca Barbarossa, che considero un amico oltre che un grandissimo artista – afferma Stefano Senardi Abbiamo avuto modo di incontrarci diverse volte, anche in occasione del Premio Alassio per la Musica, che ho avuto l’onore di consegnargli nel 2024. Sono stato inoltre ospite di Radio2 Social Club e ci siamo rivisti recentemente a Lecce, durante la presentazione del mio libro nell’ambito della rassegna Fandango Live. È una bella persona ed è sempre un grande piacere incontrarlo e condividere momenti legati alla musica e alla cultura».

Il 9 settembre la rassegna si concluderà con Fabio Concato, cantautore raffinato e tra i più apprezzati del panorama italiano, che porterà sul palco la sua inconfondibile sensibilità interpretativa e una scrittura poetica capace di unire intimità e immediatezza. In questa occasione interpreterà alcuni dei suoi brani più celebri e amati, offrendo al pubblico un viaggio musicale ricco di emozioni, racconti e melodie che hanno segnato la storia della canzone italiana.

Ideata e curata da Stefano Senardi e organizzata in collaborazione con Intersuoni BMU Music di Ettore Caretta, la rassegna prevede degli incontri, che offrono sia esibizioni dal vivo sia momenti di dialogo, con un rinomato e sempre diverso protagonista della musica italiana. In ciascuno di questi appuntamenti ogni artista eseguirà alcuni dei suoi brani più celebri e parteciperà a coinvolgenti incontri con il pubblico ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della propria carriera e della propria esperienza creativa insieme a Stefano Senardi e a Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che modererà gli incontri.

La manifestazione, promossa dal Comune di Diano Marina e dal Sindaco Cristiano Za Garibaldi, è organizzata da Intersuoni BMU e gode del patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, del Club Tenco e di Rockol.

L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti, offrendo l’opportunità a tutti i cittadini e ai visitatori interessati di partecipare.

La rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA mira a promuovere e valorizzare la cultura musicale e il patrimonio artistico italiano stimolando il dialogo e il confronto tra pubblico e artisti nell’ambito della canzone d’autore, far conoscere Diano Marina e il suo territorio non solo come meta turistica per le spiagge e il mare ma anche per la sua vivace scena culturale.

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ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI

17 Agosto 2026 ore 11:11

ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI

Giovedì 20 agosto a Montecastello, Comune di Mercato Saraceno, le canzoni più amate della grande cantante milanese rilette attraverso nuovi arrangiamenti, insieme a due musicisti che hanno condiviso il suo percorso artistico

Montecastello di Mercato Saraceno (FC)  17 AGOSTO 2026 – Borgo Sonoro arriva a Montecastello, in Piazza della Libertà, con una serata dedicata a Ornella Vanoni, una delle voci più importanti e riconoscibili della musica italiana. Giovedì 20 agosto sarà Rossella Cappadone, cantante, chitarrista e interprete attiva tra musica d’autore e jazz, a portare sul palco il progetto “Un filo di trucco, un filo di tacco” – Omaggio a Ornella Vanoni.

Una serata che acquista un significato particolare grazie alla presenza di Nicolò Fragile al pianoforte e Francesco Corvino alla batteria, entrambi storici collaboratori di Ornella Vanoni. Con loro sul palco ci sarà Max Laganà, al basso e contrabbasso.

Il concerto attraverserà alcune delle pagine più amate del repertorio della grande cantante milanese, da Senza fine a L’appuntamento, da La musica è finita a Domani è un altro giorno. Canzoni che appartengono alla memoria collettiva e che saranno proposte non come una semplice riproposizione degli originali, ma attraverso nuovi arrangiamenti, pensati per valorizzare la voce e l’interpretazione di Rossella Cappadone e restituire una veste nuova a brani diventati parte della storia della canzone italiana.

La presenza di Fragile e Corvino rappresenta uno degli elementi più significativi della serata: due musicisti che hanno condiviso il percorso artistico di Ornella Vanoni portano sul palco la propria esperienza diretta accanto a un progetto che guarda al suo repertorio con rispetto, ma anche con una sensibilità contemporanea.

Per Rossella Cappadone si tratta inoltre di un ritorno a Borgo Sonoro, dove la sua presenza aveva già raccolto attenzione. A Montecastello l’artista porta un progetto costruito attorno alla forza interpretativa e alla qualità della musica dal vivo, confrontandosi con alcune delle canzoni più celebri di una protagonista assoluta della musica italiana.

Una serata, dunque, nel segno di Ornella Vanoni e delle sue canzoni, affidate a una nuova voce e a musicisti che ne hanno conosciuto da vicino il percorso artistico. Un progetto che attraversa epoche e generazioni, mantenendo intatta l’identità di un repertorio che continua ancora oggi a emozionare.

Prima del concerto, il pubblico potrà fermarsi a Montecastello per cenare allo stand gastronomico curato dalla Pro Loco di Montecastello e accompagnare la serata con i vini di Tenuta Santa Lucia.

Il concerto avrà inizio alle 21.15. Il biglietto unico è di 7 euro, oltre ai diritti di prevendita Vivaticket. In caso di maltempo, gli eventuali spettacoli annullati saranno rimborsati tramite il canale di acquisto.

Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Borgo Sonoro.

Il Festival è promosso dal Comune di Roncofreddo, capofila del progetto, insieme ai Comuni di Borghi, Longiano, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Sogliano al Rubicone, con il contributo della Regione Emilia-Romagna (L.R. 21/23), Romagna Iniziative, Romagna Acque e Concessionaria Moreno, nell’ambito del cartellone regionale Montagna Mia – I Festival dell’Appennino.

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Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande  cantautore, con Lorenzo Campani alla voce

17 Agosto 2026 ore 11:08

Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande
cantautore, con Lorenzo Campani alla voce

Mont’Alfonso sotto le stelle

Martedì 18 agosto 2026 – ore 21
Fortezza di Mont’Alfonso – Castelnuovo di Garfagnana (Lucca)

LA SERA DEI MIRACOLI
Omaggio a Lucio Dalla

 

Da “Com’è profondo il mare” a “L’anno che verrà”, da “Caruso” a “4 marzo 1943”.
Lucio Dalla, ovviamente. Dopo il trionfale tour che ha emozionato oltre 15.000 spettatori, approda martedì 18 agosto a Castelnuovo di Garfagnana “La sera dei miracoli”, lo spettacolo tributo al grande cantautore scomparso.

Cuore pulsante del live sarà la voce di Lorenzo Campani, già interprete di Quasimodo e Clopin nel musical “Notre Dame de Paris” oltre che collaboratore di Ligabue e Vasco Rossi, a conferma di una versatilità e una presenza scenica eccezionali. Ad affiancarlo sul palco sarà una band di prim’ordine che allinea Luigi Buggio alle tastiere e alla direzione artistica, Marco Vattovani alla batteria, Alessandro Leonzini al basso, Marco Locatelli e Ivan Geronazzo alle chitarre. Lo spettacolo è impreziosito da una scenografia suggestiva e da un avvincente show di luci.

Lucio Dalla è stato un cantautore, musicista e attore di straordinario talento. Con le sue canzoni, caratterizzate da testi poetici e melodie avvolgenti, ha raccontato storie di vita quotidiana e temi universali, conquistando il cuore di diverse generazioni. Con successi come “Futura”, “Attenti al lupo” e “Piazza Grande” ha saputo innovare e sperimentare, lasciando un’eredità musicale inestimabile che continua a ispirare artisti e appassionati di musica in tutto il mondo; brani sempre attuali e commoventi, che ora avremo modo di riascoltare dal vivo in un evento imperdibile.

Concerto nell’ambito del festival Mont’Alfonso sotto le stelle. I biglietti (posti numerati da 17,25 a 28,75 euro) sono disponibili su ticketone.it (tel. 892.101), nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804) e alla Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana, dove è possibile acquistare (anche a distanza con bonifico bancario) i biglietti riservati a persone con disabilità.

PROSSIMI APPUNTAMENTI – Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso, in arrivo Giorgio Panariello con lo spettacolo “E se domani…” (20/8), Federico Buffa con “Number 23” (21/8) e Paolo Ruffini con “Il Babysitter” (24/8). Martedì 25 agosto, alla Fortezza delle Verrucole di San Romano in Garfagnana, si recupera il concerto dei Gatti Mézzi previsto per lo scorso 6 agosto: i biglietti restano validi per la nuova data. Programma e dettagli sul sito ufficiale www.festivalmontalfonso.it.

PARCHEGGI, NAVETTE e INDICAZIONI – In occasione degli spettacoli alla Fortezza di Mont’Alfonso, sono disponibili i parcheggi della Fortezza (a 600 metri dall’ingresso) e di piazzale C. Chiappini a Castelnuovo di Garfagnana (zona impianti sportivi, si accede da via Valmaira, chi utilizza il navigatore deve impostare via Valmaira come destinazione). Dai parcheggi di piazzale C. Chiappini sarà in funzione un servizio bus navetta da/per la Fortezza di Mont’Alfonso, frequenza 15 minuti: è previsto il contributo di un euro a persona, i fondi sono destinati a progetti di assistenza e solidarietà a cura delle associazioni di volontariato di Castelnuovo di Garfagnana.

Info tel. 0583 641007 – 334 6167210 (nei giorni di spettacolo dalle ore 18.45) www.festivalmontalfonso.itwww.turismo.garfagnana.euwww.castelnuovogarfagnana.org.

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Premio Faraglioni Capri International 2026: premio a Toni Servillo.

17 Agosto 2026 ore 11:02

Crediti foto: Nicolas Spiess
Sarà una serata all’insegna del cinema, del teatro, della musica e della cultura quella della 31ª edizione del Premio Faraglioni Capri International, in programma domenica 30 agosto nel suggestivo scenario del Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, tra i luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’Isola Azzurra.

Protagonista assoluto dell’evento sarà Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. Al Maestro sarà conferito il prestigioso riconoscimento che, da oltre trent’anni, celebra le personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della cultura, della musica, del cinema e dello spettacolo.

Prima della consegna del Premio, sarà lo stesso Toni Servillo ad offrire al pubblico un suo intervento teatrale, un momento artistico dedicato che aprirà la cerimonia e accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso il suo straordinario percorso umano e professionale, rendendo ancora più intensa una serata pensata come autentico omaggio alla sua carriera.

Servillo ha accolto con emozione il conferimento del Premio Faraglioni Capri International, dichiarando: “Sono grato a Capri Arte e ai fratelli Damino per aver voluto conferirmi il Premio Faraglioni Capri International, che nelle trenta precedenti edizioni ha onorato tanti nomi prestigiosi della musica, del cinema e dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre lieto di essere premiato in uno dei luoghi della Campania più apprezzati nel mondo per storia, cultura e bellezze naturali.”

L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista. Per la sua interpretazione ne La grazia di Paolo Sorrentino, Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro come Miglior Attore, confermando ancora una volta il suo straordinario prestigio artistico anche a livello internazionale.

A condurre la serata sarà la giornalista RAI Eleonora Daniele, tra i volti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana.

Ad arricchire il programma saranno anche gli omaggi musicali di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere con raffinata personalità jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana. Per l’occasione proporranno alcuni brani tratti dal loro apprezzato progetto ispirato al Così fan tutte di Mozart, con adattamento di Andrej Longo e riduzione musicale di Leandro Piccioni e Mario Tronco, una rilettura originale del capolavoro mozartiano attraverso la storica tradizione della posteggia napoletana.

Il Premio Faraglioni Capri International che sarà consegnato dal Sindaco Paolo Falco, consiste in una scultura in argento raffigurante i celebri Faraglioni dell’Isola, simbolo di Capri nel mondo, fissata su una base in marmo che richiama il colore del mare caprese. Anche quest’anno, come sin dalla prima edizione, l’opera è stata realizzata dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.

Ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino, il Premio rappresenta una delle più longeve e prestigiose manifestazioni culturali italiane e continua, grazie anche alla nuova generazione della famiglia Damino, a promuovere il dialogo tra arte, spettacolo e territorio, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale di Capri nel mondo.

Tra gli ospiti attesi figurano numerose personalità del mondo della cultura, del cinema, dell’imprenditoria e delle istituzioni, confermando ancora una volta il Premio Faraglioni Capri International come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate italiana.

L’iniziativa si avvale del patrocinio morale e della collaborazione istituzionale della Città di Capri. Partner ufficiali della manifestazione sono il Grand Hotel Quisisana, simbolo dell’ospitalità caprese e sede storica del Premio, Polis Consulting, realtà nazionale operante nel settore della sicurezza, e Kimbo, storico Main Sponsor dell’evento e ambasciatore nel mondo della tradizione del caffè napoletano.

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LAKUN DIMMELO

17 Agosto 2026 ore 10:59

 

LAKUN

DIMMELO

“Dimmelo”: la fine di una relazione e tutto quello che resta sospeso

 

“Dimmelo” è il nuovo singolo di LAKUN, un brano breve e diretto che racconta quello spazio sospeso in cui una relazione è ormai finita, ma resta ancora qualcosa che avrebbe avuto bisogno di essere detto.

Il pezzo si muove proprio dentro questa contraddizione. Nelle strofe in inglese sembra esserci già la consapevolezza che quella persona appartenga al passato; il ritornello in italiano, invece, continua a chiedere una risposta: “dai dimmelo di qua, di là di qua, dimmelo al buio, dimmelo tu”. Una richiesta che si ripete quasi ossessivamente, come accade con le domande che rimangono senza risposta.

LAKUN non cerca però di costruire un lieto fine né una vera risoluzione. Anche la struttura del brano, racchiusa in appena 2 minuti e 8 secondi, segue questa idea: la domanda ritorna, insiste e infine si interrompe. La risposta non arriva.

È proprio in questa assenza che si trova il cuore di “Dimmelo”: sapere che alcune cose forse è meglio lasciarle non dette e, allo stesso tempo, continuare a desiderare di averle sentite almeno una volta.

Tra inglese e italiano, LAKUN trasforma così un’esperienza intima in una sensazione universale: quella di andare avanti portandosi dietro non necessariamente una persona, ma una domanda rimasta aperta.

Biografia
LAKUN è un artista, cantautore e produttore nato in Italia, che ha vissuto per dieci anni in Israele e oggi risiede a Los Angeles, in California. Il suo percorso personale e artistico, segnato da una vita da “outsider” e dalle sue radici ebraiche, si traduce in un viaggio sonoro imprevedibile e travolgente, fatto di passione, grinta e, forse, anche di una buona dose di rabbia.

Fortemente influenzato dai Red Hot Chili Peppers, dal romanticismo italiano e dalla scena pop di Los Angeles, LAKUN dà vita a un sound che si muove tra alternative pop e alternative rock, trascinando l’ascoltatore nel proprio universo senza filtri e senza compromessi.

 

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LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA

17 Agosto 2026 ore 10:56

LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA

 

 

Dopo il grande successo riscosso nelle principali città italiane, Lumina – I concerti a lume di candela arriva a Fano con Omaggio a Fabrizio De André, uno spettacolo capace di emozionare il pubblico grazie alla sua atmosfera intima e alla straordinaria forza poetica delle canzoni del grande cantautore genovese. Giovedì 20 agosto alle ore 21.30, la suggestiva Corte Malatestiana si trasformerà in uno scenario senza tempo, dove migliaia di candele illumineranno la serata creando un ambiente caldo, avvolgente e profondamente evocativo. Prodotto e organizzato da Dream Up Production e Isolani Spettacoli lo spettacolo è proposto nell’ambito de La Corte in scena rassegna promossa dalla Fondazione Teatro della Fortuna con Comune di Fano e in collaborazione con AMAT.

 

Lumina è un progetto che unisce musica, emozione e atmosfera in una formula capace di conquistare migliaia di spettatori in tutta Italia. Uno spettacolo che parla al cuore, dove la poesia di Fabrizio De André incontra la magia di migliaia di candele, regalando al pubblico una serata di rara intensità, sospesa tra musica, luce e memoria. Un appuntamento imperdibile per vivere un’esperienza unica di musica, luce e poesia.

 

La luce delle candele e la musica si uniranno in un’esperienza immersiva, in cui ogni nota, ogni parola e ogni silenzio acquistano un’intensità unica. Lumina non è un semplice concerto, ma un viaggio emozionale che invita il pubblico a rallentare, ad ascoltare e a lasciarsi trasportare dalla bellezza. Al centro della serata, Omaggio a Fabrizio De André, un tributo raffinato e autentico dedicato a uno dei più grandi poeti della musica italiana.

Le sue canzoni più amate, da La canzone di Marinella a Bocca di Rosa, da Il pescatore a Via del Campo, passando per Fiume Sand Creek, Il testamento di Tito, Creuza de mä e molti altri capolavori, rivivranno attraverso interpretazioni intense e arrangiamenti eleganti, capaci di restituire tutta la profondità, l’umanità e la straordinaria attualità dell’opera di De André.

Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio saranno musicisti di grande sensibilità artistica, capaci di dare nuova luce ai capolavori del cantautore, mantenendone intatta l’essenza e il valore poetico.

 

Informazioni e biglietti: Teatro della Fortuna 0721 827092, biglietterie del circuito Vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.30.

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Carta del Docente e trasporti: rendere effettivo l’utilizzo per i treni ed estendere la misura ai voli per i docenti fuori sede

17 Agosto 2026 ore 10:54

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario intervenire su una criticità che, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, assume particolare urgenza e riguarda migliaia di insegnanti costretti, per ragioni di servizio, a vivere e lavorare a centinaia di chilometri dal proprio luogo di residenza.

Una condizione che non interessa soltanto il personale precario, ma anche numerosi docenti di ruolo che da anni prestano servizio stabilmente in regioni diverse da quelle di provenienza, sostenendo personalmente costi considerevoli per mantenere i rapporti con la propria famiglia e il proprio territorio.

Per questi lavoratori la mobilità non rappresenta un’esigenza occasionale. Nel corso degli anni, le spese sostenute per treni, aerei e altri mezzi di trasporto possono raggiungere importi molto rilevanti, ai quali si aggiungono frequentemente il costo di un secondo domicilio e le ulteriori spese derivanti dalla permanenza lontano dalla propria residenza.

La situazione diventa particolarmente gravosa proprio nei periodi che coincidono con i principali momenti della vita scolastica. L’avvio delle attività nel mese di settembre, le festività natalizie e pasquali e gli altri periodi di rientro concentrano gli spostamenti in date difficilmente modificabili per chi lavora nella scuola. In tali circostanze, i prezzi dei titoli di viaggio, soprattutto sulle tratte ferroviarie a lunga percorrenza e sui collegamenti aerei, possono registrare incrementi significativi, con conseguenze particolarmente pesanti per chi deve attraversare il Paese più volte nel corso dell’anno.

Con l’imminente apertura dell’anno scolastico 2026/2027, il problema torna dunque a manifestarsi in tutta la sua evidenza. Migliaia di docenti saranno nuovamente chiamati a raggiungere le sedi di servizio, spesso affrontando spese elevate proprio in una fase dell’anno caratterizzata da forte domanda di mobilità.

La questione assume particolare rilievo alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, che hanno ampliato le possibilità di utilizzo della Carta del Docente includendo i servizi di trasporto di persone. Si tratta di una scelta normativa significativa, che può rappresentare una prima risposta concreta al peso economico della mobilità sul personale scolastico.

Alla previsione normativa deve tuttavia corrispondere una possibilità effettiva di utilizzo. Le difficoltà che ancora interessano l’acquisto dei titoli di viaggio attraverso la Carta rischiano di determinare una distanza tra il beneficio riconosciuto e la sua concreta fruizione.

Il problema riguarda in particolare i collegamenti ferroviari a media e lunga percorrenza e quelli ad alta velocità. Il CNDDU ritiene pertanto necessario che siano definite con chiarezza le condizioni che consentano ai docenti di utilizzare la Carta per l’acquisto di biglietti presso i principali operatori nazionali, a partire da Trenitalia e Italo, favorendo il completamento delle procedure necessarie e assicurando informazioni certe sullo stato degli accreditamenti.

Accanto al trasporto ferroviario permane inoltre la questione del trasporto aereo, che merita una specifica riflessione istituzionale. Per moltissimi docenti provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, così come per coloro che prestano servizio in regioni molto distanti dalla propria residenza, l’aereo non costituisce una modalità di viaggio accessoria, ma può rappresentare l’unica soluzione concretamente sostenibile in termini di tempi e distanze.

Una disciplina che non tenesse conto di tale realtà rischierebbe di produrre una disparità tra lavoratori che si trovano nella medesima condizione professionale di lontananza, ma dispongono di possibilità di collegamento profondamente differenti. La condizione di insularità, in particolare, non può tradursi in una penalizzazione indiretta per il personale della scuola.

Alla luce dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge pertanto un formale sollecito al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga verificato con urgenza lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e siano promosse le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni competenti e con i principali operatori del trasporto nazionale.

È necessario che il personale docente possa conoscere con certezza quali servizi siano ammessi, quali operatori risultino effettivamente accreditati e quali siano i tempi previsti per la piena operatività della misura. Una disposizione destinata ad alleviare il peso economico della mobilità perde inevitabilmente parte della propria efficacia se i suoi destinatari non sono posti nelle condizioni di utilizzarla proprio nel momento in cui ne avrebbero maggiore necessità.

La scuola italiana continua a garantire il proprio funzionamento anche grazie a migliaia di insegnanti, precari e di ruolo, che hanno accettato di costruire una parte significativa della propria vita professionale lontano dalla regione di origine. Dietro questa mobilità esistono anni di biglietti ferroviari e aerei, affitti, spostamenti e rinunce personali e familiari che rappresentano una componente spesso poco visibile del contributo offerto da questi lavoratori al sistema nazionale di istruzione.

Il CNDDU auspica pertanto che l’anno scolastico 2026/2027 possa segnare il passaggio dalla previsione normativa alla piena effettività della misura, sia per il trasporto ferroviario sia attraverso una definizione chiara della questione relativa al trasporto aereo.

Garantire un sostegno concreto alla mobilità significa riconoscere una condizione professionale che, per molti docenti di ruolo, non dura alcuni mesi ma accompagna anni della loro carriera. L’effettività di una misura non dovrebbe dipendere dalla distanza percorsa né dalla geografia del luogo dal quale un insegnante proviene.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»

17 Agosto 2026 ore 10:46

OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»

OSTIA – «Tre gravissimi episodi avvenuti tra il 14 e il 15 agosto restituiscono l’immagine di un territorio nel quale la sicurezza sta diventando un’emergenza quotidiana. Ostia non può essere trasformata nella zona franca di Roma, dove residenti, lavoratori e famiglie sono costretti a convivere con aggressioni, furti e violenze».

Lo dichiara Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, intervenendo sui recenti fatti di cronaca verificatisi nel centro e sulle spiagge di Ostia.

«Nel mercato di via Orazio dello Sbirro un venditore ambulante è stato colpito al volto con una bottiglia dopo essersi opposto al furto di un paio di calzini. L’aggressore, indicato come una persona senza fissa dimora e in stato di alterazione, è stato arrestato dai Carabinieri. Sulla spiaggia libera, nel giorno di Ferragosto, un bagnante è stato ripetutamente colpito dopo avere sorpreso un uomo intento a rovistare tra i suoi effetti personali. Anche in questo caso il responsabile è stato fermato. Sempre a Ferragosto, infine, un giovane è stato accerchiato e picchiato perché ingiustamente accusato di fotografare alcuni bambini: il controllo del telefono ha dimostrato che non aveva scattato alcuna immagine e che, in quei momenti, era impegnato in una videochiamata».

«Sono episodi diversi, che non devono essere confusi tra loro, ma che raccontano un clima comune: a Ostia si sta diffondendo la paura. Il pestaggio di un innocente è inaccettabile e nessuna preoccupazione può autorizzare la giustizia fai da te. Proprio quanto accaduto dimostra, però, quanto sia diventata fragile la percezione della sicurezza e quanto rapidamente il sospetto possa trasformarsi in una reazione incontrollata, soprattutto quando vengono coinvolti dei bambini. La paura può spiegare il meccanismo, ma non può e non deve mai giustificare la violenza».

Secondo Conforzi, la situazione è aggravata dalla concentrazione, soprattutto nelle aree centrali di Ostia, di condizioni di marginalità sociale ed emergenza abitativa lasciate senza risposte strutturali.

«Il problema non è la povertà e non sono le persone fragili, che devono essere assistite e accompagnate dai servizi competenti. Il problema è l’abbandono istituzionale. Quando marginalità estrema, dipendenze, abuso di alcol e permanenza in strada vengono lasciati senza controllo e senza assistenza, le conseguenze ricadono sui residenti, sui commercianti e sulle stesse persone in difficoltà. Non è accoglienza: è scaricare il disagio sociale della Capitale sul litorale».

«Il centro di Ostia, l’area di via delle Baleniere, il mercato di via Orazio dello Sbirro, piazza Anco Marzio, il Pontile, le stazioni e gli arenili hanno bisogno di una presenza visibile e continuativa delle forze dell’ordine. Gli arresti effettuati durante il Ferragosto dimostrano la professionalità e l’efficacia degli operatori impegnati, ai quali va il nostro ringraziamento. Ma i servizi straordinari organizzati durante le festività non possono sostituire un presidio quotidiano del territorio».

Conforzi annuncia che nei prossimi giorni scriverà al questore di Roma e al prefetto, chiedendo un approfondimento specifico sulla situazione del litorale.

«Chiederò una riunione dedicata a Ostia e un rafforzamento coordinato dei pattugliamenti, anche a piedi, nelle zone centrali, nei mercati, sul lungomare e nei pressi delle stazioni. Occorre affiancare al controllo del territorio un intervento dei servizi sociali, sanitari e per le dipendenze, così da distinguere chi ha bisogno di assistenza da chi commette reati e deve risponderne davanti alla legge. Servono inoltre una mappatura aggiornata degli episodi e un piano di sicurezza stabile per tutto l’anno, non soltanto operazioni concentrate nei fine settimana o durante le festività».

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, la questione della sicurezza rischia di produrre conseguenze anche sull’economia e sulla capacità turistica del territorio.

«Le prime valutazioni degli operatori economici parlano di spiagge meno frequentate, parcheggi vuoti e incassi in difficoltà. I dati ufficiali e disaggregati dovranno essere resi pubblici e analizzati, ma l’allarme non può essere ignorato. Ostia è diventata meno attrattiva non soltanto per la carenza di strutture, servizi, collegamenti ed eventi, ma anche per una crescente percezione di insicurezza».

«L’unico “turismo” che la gestione di Gualtieri e Falconi sembra avere favorito è quello della disperazione: non perché le persone fragili debbano essere respinte, ma perché Roma Capitale le ha lasciate senza una risposta e ha trasferito sul litorale il peso delle proprie emergenze sociali. Nel frattempo, famiglie, visitatori e attività economiche si allontanano».

«Ostia è in codice rosso sul fronte della sicurezza e della marginalità sociale. Il sindaco Gualtieri e il presidente Falconi smettano di comportarsi come osservatori esterni e si assumano le responsabilità di governo. Il litorale ha bisogno di sicurezza, assistenza, decoro, servizi e programmazione. Non possiamo aspettare che un altro episodio ancora più grave renda evidente ciò che residenti e commercianti denunciano ormai ogni giorno».

Giuseppe Conforzi
Capogruppo di Fratelli d’Italia
Municipio Roma X

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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

17 Agosto 2026 ore 10:44

Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

 

Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:

 

«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.

 

Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.

 

Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.

 

Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»

 

Luca Sforzini – Presidente

Centro Studi Rinascimento Nazionale

https://www.rinascimentonazionale.it/

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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

17 Agosto 2026 ore 10:40

Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»

 

Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:

 

«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.

 

Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.

 

Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.

 

Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»

 

RINASCIMENTO NAZIONALE Centro Studi – think tank di FUTURO NAZIONALE

Rinascimento Nazionale

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Ricevuto ieri — 16 Agosto 2026 politicamentecorretto.com

RANUCCI vs VANNACCI

16 Agosto 2026 ore 21:26

RANUCCI vs VANNACCI

di Giovanna Canzano

16 agosto 2026

Molto rumore per nulla per parlare solo di Ranucci, Lavitola e la soap opera che ormai da giorni gli gira intorno.

Altre novità verranno svelate nei prossimi giorni oppure tutto finirà con la lieve condanna di Lavitola (peraltro già di casa nelle patrie galere)?

Ne siamo sicuri?

Oppure tutto continuerà ancora per settimane ad occupare le prime pagine dei TG, dei Giornali e dei video su Youtube?

Ma, a chi ha giovato il rivelare i particolari dell’attentato? Non certo a Lavitola che ‘poverino’, è il solo che ha dovuto perdere un pezzo di libertà! E, Ranucci perderà la conduzione del suo ‘REPORT’? O, si è dovuto solo ‘sdoganare’ la verità sull’attentato per non attribuirlo ai soliti malviventi importanti o casarecci? Questo dubbio che girava ancora per aria avrebbe potuto ostacolare cosa? Avrebbe reso la figura di Ranucci nebulosa nei tanti commenti di chi avrebbe dovuto fidarsi del giornalista non più come reporter, ma per un ruolo più importante dove ogni personaggio viene rivoltato come un calzino. Cosa ci si aspetta adesso da Ranucci uscito candido senza macchie da questa simpatica soap opera?

Forse, direi, un ruolo politico!

Perché proprio di un personaggio così tanto chiacchierato per le sue inchieste ne abbiamo bisogno?

Forse si, forse la sinistra cercava e ha trovato in Ranucci un uomo che gioca fuori dagli schemi e si rimette in campo personalmente ogni volta che tira un colpo.

Ecco, è fatto. Ranucci è in tutti i media ad accogliere esclamazioni e consensi ogni volta che la sua bocca si apre per sillabare una parola. Un uomo con grinta e voglia di battersi per le sue idee…

Ops… ma chi ci ricorda questo tipo di personaggio? L’alter ego che la sinistra odia… il Vannacci nazionale!

I giochi sono fatti (forse suona meglio in francese)…

Dopo le feste di ferragosto, quando la temperatura diventerà accettabile e le vacanze saranno ormai cosa fatta, la sinistra avrà un nome, la destra che ha giocato in vantaggio (?) già c’è l’ha, continueranno a riscaldare le temperature di un lungo e non caldissimo autunno.

giovanna@giovannacanzano.it

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Coppa delle Coppe: Dal 17 al 22 agosto la MKF Saronno difende il titolo fra Bollate e Caronno

16 Agosto 2026 ore 19:50

La MKF Saronno del presidente Massimo Rotondo da lunedì 17 a sabato 22 agosto sarà impegnata fra Bollate e Caronno, dove difenderà il titolo della Coppa delle Coppe vinta lo scorso anno a Parigi.

La A.B. Caronno Softball semifinalista della Coppa Italia 2025 ospiterà la competizione continentale organizzata dalla WBSC Europe Softball, alla quale partecipano le seguenti formazioni:

Crazy Chicklets (Austria), Beveren Lions (Belgio), Wesseling Vermins (GER), Sparks Haarlem Honk- en Softbal (Olanda), Eagles Praha (Rep. Ceca), Viladecans (Spagna) e Zürich Barracudas (Svizzera), oltre ovviamente alla Rhea Caronno ed il Saronno Softball Baseball ASD.

Il roster delle atlete neroazzurre rispetto al campionato di Serie A1 è stato rinforzato dalla presenza degli esterni, che hanno già vinto la Coppa delle Coppe lo scorso anno, Emma Fagioli proveniente dal Macerata e Sofia Fabbian in prestito dal Castelfranco. Dalla stessa società proviene anche la lanciatrice statunitense Olivia Rose Bruno, alla prima apparizione in maglia saronnese.

Gli accoppiamenti delle finali di sabato 22 agosto saranno stabiliti dalla classifica della prima fase, che vedrà tutte le compagini iscritte al torneo affrontarsi in un girone all’italiana con incontri di sola andata.

Questo il programma delle gare della MKF Saronno:
17/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Viladecans – MKF Saronno
ORE 14.30 a Caronno | MKF Saronno – Wesseling Vermins
18/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Beveren Lions
19/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Crazy Chicklets Wiener Neustadt
ORE 20.00 a Caronno | MKF Saronno – Caronno
20/08/2026
ORE 20.00 a Caronno | Eagles Praha – MKF Saronno
21/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Sparks Haarlem – MKF Saronno
ORE 15.00 a Caronno | Zürich Barracudas – MKF Saronno
sabato 22/8/2026 le finali in base alla classifica
A Caronno
ORE 18:00 finale per il bronzo
ORE 20:30 finale per l’oro

ph Lorenzo Stoppani

 

Saronno Softball Baseball Asd

Fabrizio Campagnano
Ufficio stampa
cell: +39-331.366.34.17

email: saronnosoftballbaseball@gmail.com

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Furto al Museo Regionale di Messina, BCsicilia: “Un’offesa alla memoria e all’identità della Sicilia. Si faccia piena luce sulle responsabilità”

16 Agosto 2026 ore 19:46

Furto al Museo Regionale di Messina, BCsicilia: “Un’offesa alla memoria e all’identità della Sicilia. Si faccia piena luce sulle responsabilità”

BCsicilia esprime profondo sconcerto e viva inquietudine per il gravissimo furto avvenuto nella serata del 15 agosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, intitolato a Maria Accascina, una delle figure più autorevoli della storiografia artistica siciliana.

Persone ancora ignote sono riuscite a introdursi nell’edificio e a sottrarre alcuni capolavori di Antonello da Messina. I responsabili hanno agito con determinazione e precisione, asportando cinque tavole appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio – due delle quali sono state successivamente ritrovate all’esterno del Museo – e la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in pietà.

Il MuMe, per l’importanza e la ricchezza delle sue collezioni, è considerato uno dei più prestigiosi musei dell’Italia meridionale. Proprio per questo appare ancora più grave che sia stato possibile penetrare nell’edificio, raggiungere le opere, rimuoverle dai sistemi di protezione e allontanarsi prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Sottrarre i capolavori di Antonello da Messina non significa soltanto privare la comunità siciliana di opere d’arte di valore inestimabile. Significa colpire la memoria storica di un’intera collettività e attentare alla sua identità, che trova nel patrimonio artistico e culturale uno dei propri elementi fondanti.

Destano inoltre particolare inquietudine le dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: «La Regione sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili. Parallelamente è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra».

Se, come affermato, l’allarme e il sistema di videosorveglianza hanno funzionato regolarmente, occorre comprendere come sia stato possibile portare a termine il furto e quale anello della catena di sicurezza non abbia funzionato. Vi sono state omissioni, ritardi o responsabilità da parte del personale addetto alla custodia? Oppure sono emerse carenze più profonde nell’organizzazione complessiva della vigilanza?

Sono interrogativi gravissimi ai quali è necessario dare risposte chiare e tempestive. Al di là delle eventuali responsabilità individuali, occorre verificare se sia stato realmente predisposto tutto quanto era necessario per proteggere adeguatamente opere di tale straordinaria importanza.

BCsicilia chiede pertanto che vengano accertate, con il massimo rigore, tutte le responsabilità amministrative e penali e che siano adottati senza esitazioni i conseguenti provvedimenti.

Chiede, inoltre, che venga avviata con urgenza una verifica straordinaria dei sistemi di vigilanza di tutti i musei e dei luoghi della cultura della Sicilia. È indispensabile accertare l’effettiva efficacia della sorveglianza tecnica e umana e stabilire dove essa debba essere rafforzata, migliorata o profondamente riorganizzata.

Alle autorità competenti BCsicilia rivolge infine l’appello a mettere in campo ogni risorsa investigativa possibile per recuperare nel più breve tempo le opere sottratte e assicurare alla giustizia gli autori del furto e gli eventuali mandanti.

Nessun criminale deve pensare di poter entrare in un museo siciliano, impadronirsi di capolavori che appartengono alla storia e alla memoria collettiva e allontanarsi indisturbato. Difendere il nostro patrimonio culturale significa difendere la Sicilia stessa.

In allegato: Museo Messina Cristo in pietà, Antonello da Messina.

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DOMANI, 17 AGOSTO, SESTO APPUNTAMENTO CON “ ESTATE D’AUTORE”.

16 Agosto 2026 ore 19:44

DOMANI, 17 AGOSTO, SESTO APPUNTAMENTO CON “ ESTATE D’AUTORE”. IN PROGRAMMA, ALLE 21:30, SULLA BANCHINA DI RIVA DEL PORTO, LA PROIEZIONE DEL PLURIPREMIATO “PRIMAVERA” DI DAMIANO MICHIELETTO.

 

Penultimo appuntamento, domani sera, per la rassegna cinematografica “Estate d’Autore”, organizzata e sostenuta da Amministrazione Comunale ed Ente Porto.

In programma alle 21:30, sulla banchina di riva del porto, la proiezione di “Primavera” del veneziano Damiano Michieletto. Uscito nelle sale nel 2025, il film ha vinto 3 Nastri d’ Argento e 4 David di Donatello.

“Primavera” racconta una storia di emancipazione e rinascita nella Venezia del Settecento. Il film , inoltre, regala un meraviglioso quadro d’ambiente e permette di osservare da vicino la vita di Antonio Vivaldi, proprio negli anni della composizione delle “Quattro Stagioni”.

La visione sarà preceduta, alle 21.00, dalla proiezione del cortometraggio “Antonio e il suo mare” dell’attrice e doppiatrice giuliese Cristiana Esposito

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DP World Tour: ottima prova di Filippo Celli, secondo in Danimarca

16 Agosto 2026 ore 19:42

DP World Tour: ottima prova di Filippo Celli, secondo in Danimarca

 

Nel Danish Golf Championship successo del giocatore di casa Jeff Winther. Per l’azzurro è la migliore prestazione sul circuito continentale

 

Filippo Celli, con un ottimo giro finale in 66 (-6) colpi, parziale più basso di giornata, e lo score di 276 (67 70 73 66, -12), si è classificato al secondo posto, sua miglior prestazione sul DP World Tour, nel Danish Golf Championship, giunto alla 12ª edizione e vinto dal giocatore di casa Jeff Winther con 273 (71 67 68 67, -15).

Sul percorso del Great Northern (par 72), a Kerteminde in Danimarca, l’azzurro è stato affiancato dal finlandese Oliver Lindell, dall’inglese Matthew Jordan, dal cinese Yanhan Zhou e dal danese Rasmus Hojgaard. In settima posizione con 277 (-11) l’altro danese Marcus Helligkilde e il francese Romain Langasque, leader dopo tre turni, in nona con 278 (-10) il tedesco Freddy Schott, lo svizzero Joel Girrbach, lo scozzese Ewen Ferguson e ancora un danese, Jacob Skov Olesen. Non hanno reso come ci si attendeva gli statunitensi Bubba Watson (due major) e Caleb Surratt, 13.i con 279 (-9), entrambi membri della LIV Golf.

Degli altri italiani ha disceso la graduatoria di otto gradini Matteo Manassero, 33° con 283 (-5), e ne ha guadagnate tredici Gregorio De Leo, 53° con 286 (-2) alla pari con Francesco Laporta. Più indietro Renato Paratore, 76° con 292 (+4).

Jeff Winther, 38enne di Gladsaxe, ha ottenuto il secondo titolo alla 244ª presenza sul circuito a distanza di quasi cinque anni dal primo (Mallorca Golf Open 2021) per un palmarès che comprende anche 20 top ten e tre successi sulla Nordic Golf League.

E’ il secondo danese a imporsi nell’Open di casa, dopo l’expoit di Rasmus Hojgaard nel 2023 e runner up lo scorso anno, e ha firmato la vittoria numero 52 dei danesi nel tour continentale. Winther ha rimontato dal sesto posto con un 67 (-5) e ha messo fuori gioco la concorrenza con un eagle alla buca 16 (par 4, 304 yards) dove ha imbucato il secondo colpo per l’eagle, dopo aver segnato cinque birdie e due bogey. La prodezza gli ha reso un assegno di 510.000 dollari su un montepremi di 3.000.000 di dollari ed è salito dalla 97ª alla 31ª posizione nella Race to Dubai (ordine di merito).

Filippo Celli, 25enne romano, un titolo sull’HotelPlanner Tour, è risalito dal 25° posto realizzando sei birdie senza bogey. E’ passato dal 157ª alla 97ª piazza nel ranking. E’ uscito al taglio Edoardo Molinari, 113° con 147 (+3).

 

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36° festival Rocce Rosse Blues

16 Agosto 2026 ore 11:39

È uno degli appuntamenti più attesi del trentaseiesimo festival Rocce Rosse Blues  quello in programma lunedì sera (17 agosto) a Lanusei (Ogliastra): il palco allestito nell’area spettacoli dell’Istituito Salesiano Don Bosco accoglie infatti alle 21:30 Ginevra Di Marco, Max Gazzè, Veronica Lucchesi e Ascanio Celestini, protagonisti di Stazioni Lunari, il collaudato progetto nato nei primi anni 2000 da un’intuizione e con la direzione artistica di Francesco Magnelli, pianista, compositore, arrangiatore e membro fondatore dei C.S.I. e dei P.G.R.

 

Pensato come uno spazio di incontro tra artisti e linguaggi differenti, Stazioni Lunari mette la musica al centro e supera la tradizionale formula del concerto con un protagonista e i suoi ospiti. Gli artisti restano sul palco per tutta la durata dello spettacolo, intervenendo nei brani degli altri, accompagnandoli o semplicemente ascoltandoli: repertori, voci e sensibilità si incontrano così in un gioco continuo di rimandi, contaminazioni e improvvisazioni. Non una successione di esibizioni, dunque, ma un concerto corale e aperto, nel quale canzone d’autore, rock, pop, folk, musica popolare e parola convivono senza un confine di genere prestabilito.

 

A fare da padrona di casa è Ginevra Di Marco, presenza stabile del progetto già dagli inizi. Fiorentina, classe 1970, ha esordito nei primi anni Novanta con i C.S.I., dei quali è stata una delle voci principali per un decennio, prima di intraprendere un percorso solista sempre più orientato alla ricerca sulla musica popolare italiana e internazionale. Il sodalizio con Magnelli ha accompagnato gran parte di questo cammino, da “Trama tenue“, che nel 1999 le valse la Targa Tenco e il Premio Ciampi per il miglior esordio, fino alle numerose esperienze di Stazioni Lunari.

Ginevra Di Marco è l’unico elemento in movimento sul palco, il trait d’union tra gli artisti presenti.

 

Max Gazzè, cantautore, bassista, compositore, è un musicista dalla spiccata curiosità e dalla grande versatilità, capace di muoversi con naturalezza tra linguaggi e mondi musicali diversi. Nel 1996 debutta con “Contro un’onda del mare” e da allora ha costruito una carriera tra cantautorato, pop, rock e sperimentazione, con album come “La favola di Adamo ed Eva”, “Sotto casa” e “Alchemaya”, senza rinunciare alle numerose collaborazioni che hanno segnato il suo percorso con tanti artisti italiani e internazionali, tra i quali Stewart Copeland.

 

Veronica Lucchesi, voce e anima de La Rappresentante di Lista, porta invece sul palco una sensibilità nata dall’incontro tra musica, teatro e performance. Originaria di Viareggio, dopo gli studi in Cinema, Musica e Teatro all’Università di Pisa si trasferisce a Palermo, dove entra in contatto con l’ambiente teatrale di Emma Dante. Nel 2011, durante le prove di uno spettacolo, incontra Dario Mangiaracina: da quell’incontro nasce La Rappresentante di Lista, progetto che unisce scrittura, performance e ricerca musicale. Con cinque album in studio, un live orchestrale e il romanzo “My Mamma”, il duo si afferma nel panorama nazionale e internazionale. Le loro musiche compaiono in serie come “The Young Pope” e “The White Lotus”, mentre le partecipazioni a Sanremo  consolidano la notorietà del gruppo. Nel 2023 Veronica Lucchesi  debutta al cinema con “Gloria!” di Margherita Vicario, film selezionato alla Berlinale e vincitore di due David di Donatello.

 

Completa il quartetto Ascanio Celestini, tra i principali esponenti del teatro di narrazione italiano. Classe 1972, l’attore, autore e regista romano ha costruito il proprio lavoro attraverso una ricerca sulla memoria, sulla storia recente e sulle vite delle persone comuni, trasformando la parola narrata in uno strumento di teatro civile e di racconto. Nel teatro ha sviluppato una cifra personale fondata sul racconto e sulla narrazione, con spettacoli come “Laika”, “Pueblo” e “Rumba”, che compongono una trilogia confluita nel progetto “Poveri cristi”. La sua attività di scrittore comprende numerosi libri pubblicati da Einaudi, tra cui “Storie di uno scemo di guerra”, “La pecora nera”, “Lotta di classe”, “Pro patria”, “Barzellette”, “Radio clandestina”, “I parassiti ” e “Poveri cristi”. Per Laterza è autore di “Un anarchico in corsia d’emergenza” e del recentissimo “Pasolini. Una vita, anzi due”, pubblicato lo scorso giugno. Al cinema ha diretto “La pecora nera”, in concorso alla Mostra di Venezia, e “Viva la sposa”, presentato alle Giornate degli autori. Ha inoltre pubblicato “Parole sante”, disco vincitore del Premio Ciampi per il miglior debutto discografico dell’anno e del Premio Arci “Dalla parte buona della musica”.

 

Quattro percorsi molto diversi, dunque, che in “Stazioni Lunari” non vengono semplicemente accostati ma messi in relazione. Gli arrangiamenti di Francesco Magnelli, realizzati in collaborazione con Andrea Salvadori, costruiscono il terreno comune sul quale le diverse personalità possono incontrarsi, lasciando spazio alla libertà degli interpreti e alla sorpresa del momento.

 

Il risultato è uno spettacolo che trova proprio nell’ascolto reciproco la sua cifra distintiva: ogni artista porta la propria storia, ma per una sera quella storia entra in relazione con le altre, in una formazione che cambia continuamente e che fa della contaminazione la propria ragion d’essere.

 

  • Prossimi eventi

 

Dopo Stazioni Lunari, il calendario della trentaseiesima edizione di Rocce Rosse Blues proseguirà sabato 22 agosto a Lanusei con una serata interamente dedicata alle radici del rhythm & blues britannico. Sul palco saliranno infatti Dr. Feelgood e Nine Below Zero , due formazioni che hanno contribuito in maniera determinante alla storia del pub rock e del blues inglese, mantenendo ancora oggi una fortissima identità dal vivo.

 

Sabato 29 agosto, ancora a Lanusei, sarà la volta della Bandabardò, una delle formazioni più rappresentative del folk-rock italiano, da oltre trent’anni protagonista di un percorso costruito sull’incontro tra canzone d’autore, energia rock e dimensione popolare del concerto. Il giorno successivo, domenica 30 agosto, spazio invece a The Floyd Experience, progetto dedicato all’universo musicale dei Pink Floyd.

 

Il programma entrerà quindi nella sua fase conclusiva a settembre. Venerdì 4 a Lanusei sarà recuperato Banditi e Campioni, l’omaggio alle canzoni di Fabrizio De André e Francesco De Gregori, originariamente in programma domenica 2 agosto e rinviato a causa del maltempo.

 

A suggellare la trentaseiesima edizione del Rocce Rosse Blues, sabato 19 settembre a Lanusei, saranno infine i Nomadi, autentica istituzione della musica italiana. Alla storica formazione emiliana sarà affidato il compito di chiudere un cartellone che, dal 5 luglio, ha attraversato blues, rock, folk, canzone d’autore, teatro musicale e produzioni originali tra Lanusei e Santa Maria Navarrese.

 

  • Biglietti e informazioni

 

I biglietti tutti gli appuntamenti di Rocce Rosse Blues sono disponibili su TicketOne e sul circuito BoxOffice Sardegna. Per Stazioni Lunari si pagano 27,50 euro per un posto in poltronissima e 22,50 in poltrona (più diritti di prevendita).

 

Per aggiornamenti e informazioni consultare il sito ufficiale www.roccerosse.it e le pagine social: Facebook: @RocceRosseB | Instagram: @roccerosseblues_festival | YouTube: Rocce Rosse Blues.

 

Il festival Rocce Rosse Blues è organizzato dall’omonima associazione culturale con il contributo dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Comune di Lanusei e del Comune di Baunei, con il sostegno della Pro Loco di Baunei – Santa Maria Navarrese.

 

* * *

Associazione Culturale Rocce Rosse Blues
via Delle Libertà – 08040 Osini (Nu)
www.roccerosse.it
info@roccerosseblues.it

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La FISAR di Reggio Calabria celebra il Syrah al Castello di Ardore

16 Agosto 2026 ore 11:38

La FISAR di Reggio Calabria celebra il Syrah al Castello di Ardore

Nell’ambito di “Calici al Castello”, il quinto appuntamento DiVino ha avuto come protagonista Antonio Mazzitelli, Consigliere Nazionale FISAR, enografo, divulgatore, poeta e docente.

 

È stata una serata all’insegna della cultura del vino, della memoria e della valorizzazione del territorio quella vissuta il 14 agosto, nella suggestiva cornice del Castello di Ardore, nell’ambito dell’iniziativa “Calici al Castello”.

 

La delegazione FISAR di Reggio Calabria, rappresentata da Giovanni Galasso, ha proposto il quinto appuntamento di DiVino, format dedicato all’approfondimento e alla conoscenza del mondo enologico, ospitando una delle figure più autorevoli del panorama nazionale: Antonio Mazzitelli, Consigliere Nazionale della FISAR, enografo, divulgatore, poeta e docente di lunga esperienza.

 

Ad aprire l’incontro è stato il moderatore Annunziato Gentiluomo, che ha voluto dedicare un momento di raccoglimento alla memoria di Luigi Terzago, già presidente nazionale della FISAR, scomparso il 10 agosto 2026 all’età di 69 anni. Terzago aveva guidato la Federazione nel triennio 2019-2022. Un minuto di silenzio, seguito da un sentito applauso, ha rappresentato il doveroso omaggio a una figura che ha contribuito alla crescita e alla diffusione della cultura del vino attraverso la Federazione.

 

La serata è quindi entrata nel vivo con una breve intervista ad Antonio Mazzitelli, dedicata in particolare al nuovo posizionamento dei vini calabresi nel panorama internazionale. Un tema di grande attualità, che ha permesso di mettere in luce le potenzialità di una regione sempre più capace di raccontare la propria identità vitivinicola attraverso qualità, territorio e capacità interpretativa.

 

A seguire, Mazzitelli ha accompagnato il pubblico in un vero e proprio viaggio nel mondo del Syrah, vitigno internazionale a bacca rossa originario della Valle del Rodano e conosciuto per la capacità di dare vita a vini intensi, strutturati e profondi.

 

Come da suo costume, Mazzitelli ha saputo unire il rigore tecnico e scientifico alla propria sensibilità umanistica, trasformando ogni degustazione in un viaggio tra territori, culture e storie di uomini. Una sorta di “antropologia del vino”, nella quale il calice diventa punto di incontro tra geografia, cultura, tradizioni e vicende umane.

 

Un viaggio che, nel corso della serata, ha attraversato il Lazio e la Calabria, per approdare in Francia e concludersi in Australia, seguendo le origini dei cinque vini proposti in degustazione. Un itinerario capace di mettere in relazione differenti territori vitivinicoli e diverse interpretazioni del vino, mostrando come uno stesso vitigno possa assumere identità e sfumature differenti in funzione dell’ambiente, della cultura produttiva e delle scelte dell’uomo.

 

Attraverso il racconto del relatore, i partecipanti hanno potuto approfondire le caratteristiche del Syrah, generalmente riconoscibile per i suoi profumi di frutti di bosco, spezie, pepe nero e note balsamiche, oltre che per una solida struttura tannica e una spiccata persistenza.

 

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra il Syrah e la Calabria, territorio nel quale il vitigno ha trovato condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli. Il clima caldo e mediterraneo, l’abbondanza di ore di sole e la grande varietà dei suoli calabresi consentono infatti al Syrah di esprimere interpretazioni originali, capaci di coniugare la potenza e la ricchezza proprie del vitigno con una marcata impronta mediterranea.

Ne derivano vini caratterizzati da frutto maturo, suggestioni speziate e una piacevole componente di freschezza, in un equilibrio che racconta tanto il carattere internazionale del vitigno quanto l’identità del territorio nel quale viene coltivato.

 

L’appuntamento al Castello di Ardore ha così confermato la vocazione della FISAR di Reggio Calabria a promuovere la cultura del vino come strumento di conoscenza, confronto e valorizzazione del territorio, attraverso incontri capaci di unire competenza, divulgazione e convivialità.

 

“«DiVino» si conferma, dunque, uno spazio di approfondimento e racconto nel quale il vino diventa occasione per conoscere vitigni, territori e persone, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del patrimonio enologico calabrese e delle sue crescenti potenzialità sulla scena nazionale e internazionale, conclude entusiasta Giovanni Galasso.

 

Parallelamente alla masterclass, è stata allestita una postazione per gli assaggi di vini e liquori calabresi di ben sette cantine: tale postazione ha richiamato molto pubblico che ha potuto così assaggiare eccellenze locali.

 

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Onde musicali sul Lago d’Iseo: tango, passioni ed emozioni con Tagliata, Mareggini, Lazzarini e Bontempelli

16 Agosto 2026 ore 11:36

Onde musicali sul Lago d’Iseo: tango, passioni

ed emozioni con Tagliata, Mareggini, Lazzarini

e Bontempelli sabato 22 agosto a Pisogne (Bs)

In programma musiche di Piazzolla, Cardoso, Gardel, Girotto e di altri compositori

 

LOVERE (BG) – La musica, sul Sebino, non va mai in vacanza: dopo il notevole successo dei tanti appuntamenti andati in scena nei mesi di giugno e luglio, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, proseguirà per tutto agosto, fino all’evento speciale di chiusura del 5 settembre sull’isola di Loreto. Anche questo mese sarà ricco, infatti, di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del lago e di alcune località limitrofe delle province di Bergamo e Brescia.

Il mese di agosto sì è aperto sabato 1 con l’applaudita performance del Rapsodia Saxophone Quartet a Costa Volpino (Bg). Un altro appuntamento che ha incuriosito e appassionato gli spettatori è stata l’esibizione, venerdì 7 a Zone (Bs), del duo Hélios Vagabond, formato da Élise Chemla al violoncello e Camilla Finardi al mandolino, al liuto cantabile e alla chitarra, tra musiche tradizionali e composizioni contemporanee. Di rilievo anche il concerto del Quartetto Marsyas, che ha proposto, il 14 agosto a Lovere (Bg), un viaggio musicale attraverso le danze popolari provenienti da diverse regioni del mondo.

 

Il festival proseguirà, sempre a passo di danza e in particolare di tango, sabato 22 agosto a Pisogne (Bs): la chiesa di Santa Maria della Neve (ore 21, ingresso libero) ospiterà lo spettacolo AT-Traverso il Tango ovvero Passioni, virtuosismo, emozioni tra  Vecchio e Nuovo Continente. Eseguendo brani di Piazzolla, Cardoso, Gardel, Girotto e altri, il quartetto composto da Giovanni Mareggini (flauto), Riccardo Bontempelli (percussioni), Enrico Lazzarini (contrabbasso) e Massimo Tagliata (pianoforte e arrangiamenti) condurrà il pubblico in un viaggio musicale che partirà dall’Ottocento, quando l’habanera cubana lasciò spazio alle milonghe, e proseguirà con i brani struggenti dei grandi cantanti argentini, fino alla diffusione del tango nel mondo come forma musicale universale, grazie all’opera infaticabile del compositore Astor Piazzolla. Qui il tango argentino si confronterà con la Bossa Nova ed i Choros brasiliani: brani vocali e strumentali in cui il virtuosismo si fonde con la malinconia, il carnevale con la saudade. Giovanni Mareggini si è esibito nei più importanti festival e teatri internazionali. Vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini, Lucio Dalla e Jan Anderson dei Jethro Tull. Esperto anche di musica sacra, è stato incaricato da Papa Francesco della direzione musicale del Sinodo dei giovani nel 2018 e nel 2022. Enrico Lazzarini ha collaborato con alcuni dei jazzisti più noti della scena italiana e internazionale (tra cui Fresu, Marcotulli, Bosso, Ribot e Odorici), con il cantautore Vinicio Capossela e con artisti del calibro di Paolo Rossi. Massimo Tagliata ha iniziato ad approfondire il linguaggio del tango argentino quand’era adolescente. Grazie alla sua spiccata versatilità, spazia dal jazz alla musica italiana d’autore, dal pop al folk, collaborando con numerosi musicisti del panorama nazionale e internazionale, tra cui Biagio Antonacci, Antonella Ruggiero, Elisa, Sal Da Vinci, Javier Girotto e molti altri. Riccardo Bontempelli si è diplomato in batteria al CPM di Milano ed è attivo in ambito jazz e pop/rock.

 

Il gran finale della rassegna Onde musicali sul Lago d’Iseo andrà in scena sabato 5 settembre sull’isola di Loreto (Bs) con il concerto intitolato Viaggio tra le stagioni (doppio set alle ore 16 e alle 19), protagonista l’Ensemble d’archi Astorre Ferrari. Questo gruppo riunisce i migliori allievi del Conservatorio Peri-Merulo di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti, sotto la direzione di Alessandro Ferrari. Il programma prevede, dal Cimento dell’armonia e dell’invenzione di Antonio Vivaldi, l’Inverno, la Primavera e l’Estate, eseguite dal violinista Pietro Bolognini (solista e concertatore), Sara Sole Stojmenov (primo violino), Luca Maccagnani (secondo violino), Elena Accogli (viola), Valery López (violoncello) e Pierpaolo Casoni (contrabbasso). I biglietti per assistere al concerto, al costo di 80 euro, includono il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata e il brindisi finale con le bollicine “made in Franciacorta” della cantina Antica Fratta.

 

Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due sull’isola di Loreto di sabato 5 settembre (ore 16 e 19; ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata e il brindisi finale con le bollicine “made in Franciacorta” della cantina Antica Fratta).

 

Programma completo del festival, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info

 

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NOTTI DI CINEMA A PIAZZA VITTORIO

16 Agosto 2026 ore 11:34

NOTTI DI CINEMA A PIAZZA VITTORIO

 

LUNEDÌ 17 AGOSTO

21:00 IL PRIGIONIERO

(Drammatico) 134′ di Alejandro Amenábar

con Julio Peña, Alessandro Borghi, Miguel Rellán, Fernando Tejero

 

MARTEDÌ 18 AGOSTO

21:00 AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA

(Drammatico) 139′ di Luca Guadagnino

con Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg, Chloë Sevigny

 

MERCOLEDÌ 19 AGOSTO

21:00 ILLUSIONE

(Drammatico) 110′ di Francesca Archibugi

con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini

 

GIOVEDÌ 20 AGOSTO

21:00 DRACULA: L’AMORE PERDUTO

(Fantasy) 129′ di Luc Besson

con Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu Sidel, Guillaume De Tonquedec

 

VENERDÌ 21 AGOSTO

21:00 CINQUE SECONDI

(Commedia) 105′ di Paolo Virzì

con Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi, Valeria Bruni Tedeschi, Ilaria Spada

 

SABATO 22 AGOSTO

21:00 GIOVANI MADRI

(Drammatico) 104′ di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne

con Babette Verbeek, Elsa Houben, Janaina Halloy, Jef Jacobs

 

DOMENICA 23 AGOSTO

21:00 MIO FRATELLO È UN VIKINGO – THE LAST VIKING

(Commedia) 116′ di Anders Thomas Jensen

con Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl, Søren Malling
 

CINEVILLAGE VILLA LAZZARONI

 

LUNEDÌ 17 AGOSTO

21:00 CINQUE SECONDI

(Commedia) 105′ di Paolo Virzì

con Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi, Valeria Bruni Tedeschi, Ilaria Spada

 

MARTEDÌ 18 AGOSTO

21:00 LA SALITA

(Drammatico) 90′ di Massimiliano Gallo

con Roberta Caronia, Francesco Cossu, Antonio Milo, Shalana Santana

 

MERCOLEDÌ 19 AGOSTO

21:00 È L’ULTIMA BATTUTA?

(Commedia) 121′ di Bradley Cooper

con Will Arnett, Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper

 

GIOVEDÌ 20 AGOSTO

21:00 CENA DI CLASSE

(Commedia) 94′ di Francesco Mandelli

con Beatrice Arnera, Luigi Luciano, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella

 

VENERDÌ 21 AGOSTO

21:00 BREVE STORIA D’AMORE

(Commedia) 100′ di Ludovica Rampoldi

con Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano, Valeria Golino

 

SABATO 22 AGOSTO

21:00 DISCLOSURE DAY

(Fantascienza) 145′ di Steven Spielberg

con Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo

 

DOMENICA 23 AGOSTO

21:00 LO STRANIERO

(Drammatico) 120′ di François Ozon

con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant
 

NOTTI DI CINEMA A PARCO TEVERE MARCONI

 

LUNEDÌ 17 AGOSTO

21:00 … CHE DIO PERDONA  A TUTTI

(Commedia) 113′ di Pif

con Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito

 

MARTEDÌ 18 AGOSTO

21:00 IL MAESTRO

(Drammatico) 125′ di Andrea Di Stefano

con Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano

 

MERCOLEDÌ 19 AGOSTO

21:00 LE CITTÀ DI PIANURA

(Commedia) 100′ di Francesco Sossai

con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran

 

GIOVEDÌ 20 AGOSTO

21:00 SENTIMENTAL VALUE

(Drammatico) 132′ di Joachim Trier

con Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas, Elle Fanning

 

VENERDÌ 21 AGOSTO

21:00 MICHAEL

(Biografico) 127′ di Antoine Fuqua

con Jaafar Jackson, Nia Long, Laura Harrier, Juliano Valdi

 

SABATO 22 AGOSTO

21:00 CIME TEMPESTOSE

(Drammatico) 136′ di Emerald Fennell

con Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif

 

DOMENICA 23 AGOSTO

21:00 AMARGA NAVIDAD

(Drammatico) 111′ di Pedro Almodóvar

con Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Vicky Luengo

 

 

Inoltre, a Parco Tevere Marconi, tutte le sere – ore 19.30 – sono in programma degli eventi preserali ad ingresso libero.
Nella settimana che va dal 17 al 23 agosto, sono in programma i seguenti format:

– Interno 4 River dell’attrice Chiara Pavoni (18 -19 – 20)
– Cadenze letterarie estate dello scrittore Dino Tropea (21)

– Cine musical karaoke di Ugo Mangini (22)

– Cine Chiacchiere Talk Show di Riccardo Ferrero, (17 e 23) con tanto cinema, musica e comicità.
 

NOTTI DI CINEMA A VILLA BONELLI

 

LUNEDÌ 17 AGOSTO

21:00 BREVE STORIA D’AMORE

(Commedia) 100′ di Ludovica Rampoldi

con Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano, Valeria Golino

 

MARTEDÌ 18 AGOSTO

21:00 LA VENDETTA PERFETTA – BEAR COUNTRY

(Thriller) 111′ di Derrick Borte

con Russell Crowe, Teresa Palmer, Luke Evans, Aaron Paul

 

MERCOLEDÌ 19 AGOSTO

21:00 TOY STORY 5

(Animazione) 102′ di Andrew Stanton, McKenna Harris

con Angelo Maggi, Massimo Dapporto, Ilaria Stagni, Katia Follesa

 

GIOVEDÌ 20 AGOSTO

21:00 LO STRANIERO

(Drammatico) 120′ di François Ozon

con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant

 

VENERDÌ 21 AGOSTO

21:00 L’AGENTE SEGRETO

(Drammatico) 158′ di Kleber Mendonça Filho

con Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone

 

SABATO 22 AGOSTO

21:00 UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA

(Drammatico) 161′ di Paul Thomas Anderson

con Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro, Regina Hall

 

DOMENICA 23 AGOSTO

21:00 È L’ULTIMA BATTUTA?

(Commedia) 121′ di Bradley Cooper

con Will Arnett, Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper

Sito ufficiale:

cinevillageroma.it

 

Infoline: info@cinevillageroma.it

 

ANEC Lazio
Via Vicenza, 5/a – 00185 Roma
Tel: +39 06 4451 208 / +39 06 4451 290
anec@agisanec.lazio.it

Sito ufficiale: aneclazio.com

 

Presidente: Leandro Pesci

Segretario Generale: Massimo Arcangeli

Segreteria: Francesca Cennerilli

Reparto amministrativo: Daniele Alivernini, Meri Cica

Programmazione: Pierluca Sforza e Massimo Righetti

Project Manager: Camillo Bucci

Responsabile tecnico allestimenti ed impianti: Daniele Valentini

Creator e Social Media Manager: Valentina Cioni

Grafica: Ambra Aquari

Fotografa: Elisa Manieri

 

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it
 

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Palermo, la morte di una tredicenne e la responsabilità della comunità educante: la tutela dei minori non può cominciare dall’emergenza

16 Agosto 2026 ore 11:31

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la morte della ragazza di tredici anni precipitata dal nono piano di un edificio a Palermo nella mattina di sabato 15 agosto 2026 e manifesta la propria vicinanza alla famiglia e a quanti sono stati coinvolti in una vicenda di così grave portata.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il fatto è avvenuto intorno alle ore 7 in via dei Nebrodi, nel quartiere Resuttana-San Lorenzo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato invano di soccorrere la giovanissima. Le indagini sono condotte dalla Polizia, con l’intervento della Polizia Scientifica, per ricostruire con esattezza le circostanze della caduta.

Proprio perché gli accertamenti sono ancora in corso, riteniamo necessario evitare ipotesi, interpretazioni e attribuzioni di significato non sostenute da elementi certi. Quando un fatto di cronaca coinvolge una minorenne, il rispetto della persona e della famiglia deve precedere ogni esigenza di trovare spiegazioni immediate.

La vicenda richiama tuttavia una questione più ampia: la qualità della tutela che la società è in grado di assicurare all’infanzia e all’adolescenza. Proteggere i minori non significa intervenire soltanto quando una difficoltà è già manifesta, ma costruire nella quotidianità condizioni nelle quali ragazzi e ragazze possano sentirsi ascoltati, riconosciuti e accompagnati.

L’adolescenza viene ancora troppo spesso osservata attraverso categorie semplificate: silenzi, cambiamenti e forme di isolamento possono essere liquidati come caratteristiche dell’età. Ciò non significa trasformare ogni comportamento in un segnale di disagio, ma dotare adulti e istituzioni degli strumenti necessari per distinguere, ascoltare e, quando occorre, attivare competenze adeguate.

In questo quadro la scuola svolge una funzione essenziale, non perché debba assumere compiti sanitari o essere considerata responsabile di ogni fragilità, ma perché rappresenta uno dei principali luoghi di relazione nella vita dei giovani. Un insegnante può cogliere un cambiamento, raccogliere una confidenza o percepire una situazione che merita attenzione; tale capacità educativa, però, diventa realmente efficace soltanto se sostenuta da una rete di professionalità e servizi.

Il CNDDU ritiene quindi necessario superare la logica degli interventi occasionali e consolidare un sistema stabile di prevenzione: presìdi di ascolto psicologico nelle comunità scolastiche, formazione del personale, servizi territoriali accessibili e protocolli operativi tra scuola, famiglie, sanità e servizi sociali. La tutela non può dipendere dalla sensibilità del singolo né attivarsi soltanto sull’onda di un’emergenza.

La questione riguarda anche la cultura con cui insegniamo ai più giovani a rapportarsi alle proprie difficoltà. Chiedere aiuto non dovrebbe essere percepito come un’ammissione di debolezza. Un adolescente deve poter trovare, nei diversi luoghi della propria vita, interlocutori credibili e preparati, capaci di ascoltare senza giudicare e di orientarlo, quando necessario, verso un sostegno competente.

Un’ulteriore responsabilità riguarda l’informazione e i social network. La morte di una persona così giovane suscita inevitabilmente interrogativi, ma il diritto di cronaca deve accompagnarsi alla tutela della dignità e della riservatezza. Dettagli non indispensabili, immagini, ricostruzioni non confermate e supposizioni sulle cause rischiano di trasformare una vicenda personale in una narrazione pubblica costruita prima che i fatti siano accertati.

Nell’attuale ecosistema digitale questa cautela è ancora più necessaria: un’ipotesi può diventare rapidamente, attraverso condivisioni e commenti, una presunta verità. Informare con misura non significa limitare il diritto di cronaca, ma esercitarlo con maggiore responsabilità e autorevolezza, distinguendo sempre ciò che è accertato da ciò che non lo è.

Quanto accaduto a Palermo il 15 agosto 2026 richiede dunque innanzitutto rispetto: per una vita interrotta a tredici anni, per una famiglia colpita da una perdita irreparabile e per il lavoro degli inquirenti. Allo stesso tempo richiama le istituzioni educative, sanitarie e sociali alla necessità di verificare quanto il sistema di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza sia realmente presente nella vita quotidiana dei giovani.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che sia questo il terreno sul quale concentrare la riflessione pubblica. La protezione dell’adolescenza non può essere affidata alla successione delle emergenze o alla temporanea attenzione generata dalla cronaca, ma deve tradursi in una responsabilità pubblica continuativa, riconoscibile nelle scuole, nei territori e nei servizi. Su quanto avvenuto alla tredicenne di Palermo devono invece rimanere il rispetto, la discrezione e l’attesa degli accertamenti dovuti.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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MUSICA SULLE BOCCHE, L’AFROPOP DI VALÉRIE ÉKOUMÈ ACCENDE L’ARGENTIERA

16 Agosto 2026 ore 11:29

MUSICA SULLE BOCCHE, L’AFROPOP DI VALÉRIE ÉKOUMÈ ACCENDE L’ARGENTIERA

Il 18 agosto sulla Spiaggia Grande arriva La Danse de l’Éléphant: ritmi del Camerun, rock e tradizione per una delle voci emergenti della scena internazionale

 

Martedì 18 agosto – ore 18

 

Valérie Ékoumè – voce, tastiere
Guy Nwogang – batteria, percussioni

 

Spiaggia Grande dell’Argentiera – Sassari

Ingresso libero

 

Dall’Africa centrale alla Sardegna, passando per alcuni dei più importanti festival internazionali. Martedì 18 agosto alle ore 18, la Spiaggia Grande dell’Argentiera diventa il palcoscenico di Valérie Ékoumè e della sua La Danse de l’Éléphant, nuovo appuntamento della XXVI edizione di Musica sulle Bocche, il festival diretto da Enzo Favata.

 

Questa volta il paesaggio minerario dell’Argentiera e il mare della costa nord-occidentale della Sardegna incontrano una musica fisica, solare e profondamente legata alle radici. Quella di Valérie Ékoumè è infatti una miscela in cui Afropop, rock e ritmi tradizionali del Camerun convivono con naturalezza, dando vita a un concerto che invita all’ascolto quanto al movimento.

 

La Danse de l’Éléphant è il progetto con cui la cantante franco-camerunense sta conquistando un pubblico sempre più ampio. Acclamato dalla critica, il tour ha attraversato continenti e culture, approdando al Festival Les Nuits d’Afrique, durante una tournée canadese di 16 date nel 2024, all’Afrika Festival di Würzburg, ad Africa Oyé a Liverpool, a Visa For Music in Marocco, all’Esplanade di Singapore e al Festival d’Été de Québec.

 

Il cuore del progetto è un’idea precisa: fare della musica un luogo di incontro, nel quale la contemporaneità non cancella la tradizione ma le offre nuove possibilità. Ékoumè porta così sul palco ritmi popolari camerunesi come Assiko, Manganbeu, Makossa ed Essèwè, innestandoli in una scrittura moderna e aperta alle contaminazioni.

 

Un ruolo particolare è affidato al NKUL, antico strumento dell’Africa centrale e simbolo di quella volontà di custodire e trasmettere un patrimonio culturale che attraversa tutto il lavoro dell’artista. Per Ékoumè, infatti, condividere la propria cultura non significa soltanto portarla in concerto: accanto all’attività live trovano spazio laboratori e incontri pensati per creare un rapporto diretto con il pubblico.

 

A sostenere questa ricerca c’è il lungo sodalizio artistico con Guy Nwogang, batterista e percussionista di fama internazionale, produttore e artefice dell’identità ritmica dei suoi lavori. Insieme hanno realizzato i tre album in studio Djaalé (2015), Kwin Na Kingue (2017) – entrato nella Top 10 degli album Africa/Mondo di RFI – e Moné (2022), oltre a un album dal vivo pubblicato nel 2021.

 

L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Sassari, la Camera di Commercio di Sassari, la Fondazione di Sardegna e la Regione Autonoma della Sardegna.
 

Proveniente da una famiglia di musicisti e oggi residente in Francia, Valérie Ékoumè è cresciuta in un ambiente sonoro senza confini: dalla rumba congolese alla musica pop di Michael Jackson, fino alle molteplici tradizioni del Camerun. Una formazione fatta di ascolti diversi che avrebbe poi trovato una direzione decisiva nell’incontro con uno dei giganti della musica africana.

Nel 2004 inizia infatti a collaborare con Manu Dibango, entrando nelle formazioni Soul Makossa Gang e Maraboutik. Otto anni trascorsi in tournée al fianco del grande sassofonista e compositore camerunense diventano per Ékoumè una straordinaria scuola di musica e di palcoscenico, oltre che un passaggio fondamentale nella costruzione della propria identità artistica.

Nel 2005 entra inoltre all’American School of Modern Music di Parigi, dove studia per cinque anni. Alle esperienze formative si aggiungono nel tempo collaborazioni con artisti come James BKS, Flavia Coelho e Délia Fischer, tasselli di un percorso che racconta pienamente una generazione multiculturale, capace di muoversi fra appartenenze differenti senza rinunciare alle proprie radici.

È da questo intreccio che nasce il mondo sonoro di Valérie Ékoumè: una musica in cui l’amore è il filo conduttore, l’Afropop il linguaggio privilegiato e il ritmo una forma di comunicazione immediata. I suoi brani affrontano anche temi sociali e identitari, ma conservano sempre una forte energia collettiva.
 

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JAZZaltro: il quartetto del chitarrista Luca Falomi

16 Agosto 2026 ore 11:28

JAZZaltro: il quartetto del chitarrista Luca Falomi
in concerto domenica 23 agosto a Legnano (Mi)

Il musicista ligure, nome in ascesa del jazz italiano, presenterà l’album Myricae,
il suo ultimo lavoro. Con lui sul palco Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello) e Max Trabucco (batteria)

MILANO – È in programma domenica 23 agosto, a Legnano (Mi), il nuovo appuntamento di JAZZaltro, la rassegna che dal 2010 porta i suoni e le musiche del mondo nelle province di Varese e Milano, coinvolgendo artisti di levatura internazionale, e che quest’anno è realizzata con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto: nel Parco Isola Fluviale, nei pressi del Castello Visconteo, si esibirà il quartetto del chitarrista e compositore Luca Falomi, che porterà in scena il progetto Myricae. Condivideranno il palco con il musicista genovese Eugenia Canale al pianoforte, Stefano Della Casa al violoncello e Max Trabucco alla batteria. Come tutti gli appuntamenti di JAZZaltro, il concerto (inizio live ore 21, accesso da via Castello 1) è a ingresso libero con libera donazione. L’evento è realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale di Legnano ed è inserito all’interno del palinsesto di eventi La Bella Estate.

Capace di coniugare raffinatezza tecnica, sensibilità compositiva e una rara profondità espressiva, Luca Falomi è una delle voci più interessanti e originali del nuovo panorama chitarristico italiano. Con Myricae, il suo ultimo progetto (pubblicato dall’etichetta Abeat Records), ha dato vita a un viaggio sonoro poetico e intenso, dove jazz, suggestioni mediterranee, musica etnica, classica, avanguardia e ricerca si intrecciano con naturale eleganza: nove brani strumentali originali con al centro la chitarra, in tutte le sue sfumature timbriche ed espressive. Il titolo dell’album, ispirato alla celebre raccolta di poesie di Giovanni Pascoli, racchiude un profondo significato personale, richiamando una riflessione intima sulle piccole e grandi cose della vita. Come le tamerici di Pascoli, che simboleggiano una poesia radicata nei temi familiari e quotidiani, così Myricae si pone come un’opera che racconta emozioni e storie attraverso la musica.

Chitarrista in rapida ascesa sulla scena musicale nazionale e internazionale, nel corso della sua carriera Luca Falomi ha collaborato con Gino Paoli, Francesco Baccini, Alberto Fortis, Anna Oxa, Maria Pia De Vito, Javier Girotto, Daniele Di Bonaventura, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Fausto Beccalossi e tanti altri.

La XVII edizione di JAZZaltro, che nelle scorse settimane ha visto la partecipazione di musicisti e band di spessore internazionale (come i Gaia Cuatro, i Sugarpie & The Candymen e il Michele Fazio World Trio), proseguirà con una programmazione all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre: da segnalare il concerto del quartetto del pianista Francesco Schepisi il 29 agosto a Castellanza (Va) e quello del TeBuCaSe Quartet, special guest il sassofonista Tarcisio Olgiati, il 30 agosto a Legnano (Mi). Per il gran finale è prevista l’esibizione in piano solo di Enrico Pieranunzi, nome di punta del jazz italiano, il 6 settembre a Olgiate Olona (Va).

                                          

JAZZaltro – XVII edizione – Dal 21 giugno al 6 settembre 2026

Domenica 21 giugno

Fagnano Olona (Va)

Ore 6 – Concerto all’alba e Yoga
Calipolis, via C. Colombo 80 – Approdo del Parco del Medio Olona

Sonia Spinello (voce, daf, kalimba) e Ashti Abdo (saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce)

 

Domenica 28 giugno
Olgiate Olona (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Sugarpie & The Candymen
Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)

 

Giovedì 2 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
Gaia Cuatro
Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos “el Tero” Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)

 

Domenica 5 luglio

San Giorgio su Legnano (Mi)

Ore 21, piazza Mazzini

Michele Fazio World Trio feat. Tomohiro Yahiro

Michele Fazio (pianoforte), Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos “el Tero” Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni)

 

Giovedì 9 luglio

Busto Arsizio (Va)

Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4

Vik & The Doctors of Jive

Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria), Vince Tempera (special guest)

 

Venerdì 7 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo diretta da Bruno Mosso.

Luigi Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

 

Domenica 23 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luca Falomi Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)

 

Sabato 29 agosto

Castellanza (Va)

Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4

Francesco Schepisi Elevation Quartet

Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

 

Domenica 30 agosto

Legnano (Mi)

Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1

TeBuCaSe Quartet

Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria), special guest Tarcisio Olgiati (sax)

 

Domenica 6 settembre

Olgiate Olona (Va)

Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4

Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)

Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.
On line: jazzaltro.it
FB: www.facebook.com/JAZZaltroTour

Instagram: jazzaltro.
Maggiori informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.

 

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A MELONI E A GIULI. DELEDDA 90. NOBEL 100.

16 Agosto 2026 ore 11:26

A MELONI E A GIULI. DELEDDA 90. NOBEL 100. Grazia Deledda dai 90 anni dalla scomparsa a cento anni dal Nobel. Ricordiamola. Un invito alla Presidente Meloni e al Ministro Giuli

 

di Pierfranco Bruni*

 

Credo che il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il Ministro della Cultura Giuli non dovrebbero dimenticare i 90 anni della scomparsa di Grazia Deledda. Come sono convinto, conoscendo bene  direttamente la loro sensibilità e il loro spessore identitario e culturale.  E non solo. Ma dovrebbero ricordare anche i cento anni dal  Nobel. La prima donna italiana. La prima donna presidente del Consiglio Il mio è un invito che parte dalla Associazione Internazionale dei Critici Letterari, quale componente. e dal Centro Studi Francesco Grisi che presiedo. Un invito dunque alla Presidente Meloni e al Ministro Giuli.

Ricordare è un dovere.  Non etico. Non morale. Ma umano. Perché dimenticare è non dare senso a ciò che si vive. Dunque. Non possiamo dimenticare una scrittrice e una donna come Grazia Deledda.

 

Nasce nel 1871 e muore nel 1936. A 90 anni dalla scomparsa torniamo a lei non per rito ma perché la sua voce non ha smesso di parlare, perché ha scritto con il vento e non con l’inchiostro, perché ha preso un’isola e l’ha fatta diventare misura dell’uomo. “Tutti siamo impastati di bene e di male, ma quest’ultimo bisogna vincerlo”. Lo dice in La chiesa della solitudine e in quella frase c’è tutta la sua opera. Non è sentenza morale, è destino. I suoi personaggi non sono classificati in buoni e cattivi. Sono uomini e donne impastati, e la vita è il tempo in cui quel male va vinto ogni giorno, con fatica, con silenzio, con rassegnazione e con una fierezza che non chiede permesso.

 

Deledda non descrive la Sardegna. La abita. L’isola per lei non è cartografia, è condizione. È chiusura e apertura insieme, è mare che separa e vento che porta le voci da un paese all’altro, è cultura popolare che non entra nei manuali eppure è tutta nei suoi libri. È il rito, la superstizione, la legge non scritta, l’onore che pesa più del pane, la preghiera detta a bassa voce prima di dormire. “Io non sogno la gloria per un sentimento di vanità e di egoismo, ma perché amo intensamente il mio paese, e sogno di poter un giorno irradiare con un mite raggio le fosche ombrie dei nostri boschi, di poter un giorno narrare, intesa, la vita e le passioni del mio popolo, così diverso dagli altri così vilipeso e dimenticato e perciò più misero nella sua fiera e primitiva ignoranza”. Scrive così nel 1891, e in quelle righe c’è tutto: l’amore senza retorica, il desiderio di luce su ciò che è rimasto al buio, la consapevolezza di un popolo diverso, vilipeso, dimenticato, e proprio per questo più vero, più nudo, più grande nella sua ignoranza che non è povertà di mente ma pienezza di radici. Lei non guarda dall’alto. Si abbassa. Ascolta. Raccoglie. Narra.

 

Il tempo, per Deledda, cancella. “Mutiamo tutti, da un giorno all’altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano”. Lo scrive nei Versi e prose giovanili. Ma se il tempo cancella, il vento ricorda. E Deledda fa del vento la misura fondamentale di una metafora. Il vento è memoria, è voce degli antenati, è destino che passa tra le case e non bussa. Nei suoi romanzi il vento muove le cose, muove le coscienze, muove i peccati. Non c’è paesaggio in Deledda, c’è respiro. Nell’incipit de Il paese del vento si legge: “La mèta del nostro viaggio era sicura, adatta alla circostanza: una casetta fra la campagna e il mare, dove il mio sposo aveva già qualche volta villeggiato: una donna anziana, discreta, brava per le faccende domestiche, da lui già conosciuta, doveva incaricarsi di tutti i nostri bisogni materiali”. Sembra una frase semplice, domestica. È invece tutto il suo mondo: la casa tra terra e mare, la donna anziana che sa e tace, i bisogni materiali che sono anche bisogni spirituali, la sicurezza di una meta che è sempre provvisoria perché in Deledda nessuna casa è definitiva se dentro non c’è la coscienza.

 

I suoi personaggi non chiedono scusa. Elias, Giacinto, Lia, Annesa. Portano Dio e il demonio nello stesso respiro. Vivono la legge dell’onore come si vive la sete. Parlano poco e guardano molto. Non sono eroi, sono vittime e carnefici insieme, perché l’uomo deleddiano è sempre a metà, sempre in bilico, sempre chiamato a scegliere. E la tragedia non è nel colpo di scena, è nella lentezza con cui l’anima si logora e, a volte, si purifica. Deledda li racconta senza giudizio. Con pietà. E pietà non è compassione, è stare accanto. È riconoscere che la miseria non è solo economica, è di senso. Ed è proprio nella “fiera e primitiva ignoranza” che lei trova la grandezza, perché lì non ci sono maschere, c’è solo l’uomo davanti a Dio, al mare, al vento, alla notte.

 

A 90 anni dalla morte Deledda non è monumento. È casa ancora abitata. L’Associazione Internazionale dei critici letterari, presieduta da Neria De Giovanni, la maggiore conoscitrice e studiosa della scrittrice sarda, le rende omaggio con un volume di prossima uscita a cui partecipano studiosi di tutto il mondo. Neria De Giovanni ha passato la vita a togliere Deledda dalle letture sbagliate, a dimostrare che non è regionalismo da museo ma letteratura universale, perché l’isola in Deledda non è confine, è paradigma dell’uomo. Anche il Progetto Sulle sponde della Magna Grecia, diretto dalla poetessa Rosaria Scialpi, dedica un intero capitolo alla Deledda. Perché le sponde si parlano. Perché il Sud riconosce il Sud. Perché la solitudine della Sardegna somiglia alla solitudine della Magna Grecia. Stesso mare, stesso vento, stessa fatica di tenere insieme bene e male senza mentire.

 

Io stesso, alla fine degli anni ottanta del Novecento, ho intitolato uno dei miei primi romanzi Paese del vento, pubblicato poi in più edizioni. Non per citare, per riconoscere. Perché quando entri in Deledda capisci che il vento non è figura retorica, è etica. È ciò che ti sposta, ti mette in discussione, ti costringe a decidere da che parte stare.  Deledda voleva “irradiare con un mite raggio le fosche ombrie dei nostri boschi”. Ci è riuscita. Ha preso un popolo vilipeso e dimenticato e lo ha messo al centro della letteratura del mondo. Premio Nobel nel 1926, prima donna italiana. Non per vanità. Per dovere. La sua lezione è semplice e dura: siamo impastati, il tempo cancella, ma il male si può vincere. Si può narrare il proprio popolo senza tradirlo. Si può fare della cultura popolare non folklore ma verità.

 

Grazia Deledda è il paese del vento. È quella casetta tra la campagna e il mare, è quella donna anziana e discreta che si occupa dei bisogni, è il vento che entra dalle fessure e ti ricorda chi sei anche quando vorresti dimenticarlo. Finché ci sarà vento tra i boschi della Sardegna, finché ci sarà un lettore disposto ad ascoltare senza fretta,

Scrive Neria De Giovanni: “L’opera di Deledda è universale perché affronta temi eterni come colpa, peccato, amore, redenzione e giustizia”. Deledda è morta. È solo andata a controllare che la porta di casa sia chiusa e che dentro ci sia ancora luce. Perché di quella, o questa, luce si può continuare a vivere restando consapevoli che la metafora (dall’isola alle città, dal vento alla famoglia) che la Daledda naviga è parte del nostro esistere. Un esistere che è identità.

 

Allora. Presidente Meloni e Ministro Giuli fate con noi questo cammino – ricordo nel segno di una antica appartenenza che è identità culturale in un processo di valori comuni per la Cultura di una Nazione che ha portato una donna, italiana, a ricevere il Premio Nobel nel 1927 e assegnatole nel 1926.

 

*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi

csrbruni@alice.it

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Il nome del micetto

16 Agosto 2026 ore 11:24

Il nome del micetto

di lorenzo merlo

 

Messaggio nella bottiglia e sua possibilità di arenarsi sulla spiaggia in cui ci troviamo.

 

Si sente sempre approcciare il mistero e l’infinito non solo con l’intento di conoscerlo e farlo nostro cioè misurarlo, ma, e inconsapevolmente, come se l’indagine razionale cioè maledettamente e assolutamente umana avesse in sé le doti per farlo. A dire il vero le avrebbe se solo si rendesse conto di vivere nell’incantesimo della razionalità quale strumento superiore di conoscenza. Che guaio! Sì, perché in quel modo di procedere, di pensare o di dare per scontato non si può andare oltre ciò che il campo logico-razionale-meccanicistico possa permettere.

 

Al contrario, invece, emancipandosi dalla conoscenza come somma di dati estratti dall’intero a mezzo dell’analisi e considerati acquisiti, nonché esistenti come entità indipendenti, si alza il livello di magia o, per i più scientisti, di sensibilità, che comporta l’accesso ad un piano di lettura del reale non più intellettualmente esaurito, che permette di conoscere il mistero e sentire l’infinito a mezzo della natura ricettiva che siamo.

 

Un livello di sensibilità che permette l’identificazione e il bilanciamento tra conoscenza analitica e conoscenza già presente in noi. Soprattutto che permette di constatare quanto e come si è creduta la conoscenza analitica e cognitiva, quale reale e sola autentica conoscenza. Che è quella che ci ha portato a realizzare una storia di sofferenza e di raccapriccianti politiche quali quelle in corso, entro le quali si è pure scambiato l’abbondanza come benessere, l’avanzamento tecnologico come progresso, il denaro come chiesa e il relativo diritto di sopraffazione dei suoi fedeli come crociata sterminatrice e convertitrice. Una vita d’inferno. Questo significa aver scambiato il sapere analitico-cognitivo per conoscenza.

 

Il livello di sensibilità a cui ci riferiamo permette di osservare la magia della realtà. Ovvero in che termini la realtà decanta in noi, così come la descriviamo. Questa, oltre che esserci stata offerta da qualsivoglia tradizione sapienziale emersa da migliaia di anni dalle culture della terra intera, ci è ora (dai primi decenni del secolo scorso) fatta presente anche dalla fisica quantistica o, meglio, dalla relativa filosofia.

 

Il gatto di Schrödinger (vedi), che sarebbe contemporaneamente e, secondo le regole della logica, inaccettabilmente vivo e morto, almeno finché qualcuno non apre la scatola e constata in quale stato si trovi effettivamente il micetto, può essere utile al caso nostro, cioè a riconoscere in che termini la realtà è magica.

 

Anche dall’esperimento logico di Schrödinger si può astrarre la filosofia che permette di constatare come ogni realtà appaia al cospetto di colui che ne apre la scatola entro cui stava in tutte le sue infinite potenzialità. Essa infatti viene rispettosamente descritta secondo la condizione del momento in cui versiamo. Così un amico muta in nemico e un nemico in amico finché un legame sentimentale di attrazione o repulsione terrà unite le parti. Così ad un micetto si darà quel nome e non un altro. Basta fare una breve gita entro la nostra biografia per osservare come il mondo sia in nostra funzione. Come un amore corrisposto o non corrisposto ci cambiasse i pensieri e con questi il mondo.

Tutto ciò si verifica e si mostra anche secondo quantità. L’adesione consapevole o meno nei confronti di un’ideologia, permette a tutti gli adepti di trovare nella scatola la medesima realtà. Un evento che non avviene se ad aprirla è un seguace di altra od opposta ideologia. L’idea di realtà di noi occidentali non è condivisa da chiunque si trovi entro il campo in cui essa è descritta in altro modo. Ma ci si abitua a tutto. Produci, consuma, crepa, per esempio, non è solo uno slogan dei disadattati e una realtà fatta e finità, purché la si veda.

 

Per spiegare – non esageriamo! – come avviene un cambio di realtà trovato aprendo la medesima scatola si può fare riferimento al cosiddetto salto quantico. Questo è banalmente rappresentabile da un cambio di emozione. Ognuna di queste impone una realtà soltanto. Così l’entusiasta di un tempo trova le condizioni della depressione in un altro.

 

Ce n’è ancora. La razionalità stessa, o ciò che così definiamo, non è che un’emozione che la rende esistente. Così, cammin facendo, ognuno definisce il mondo secondo la bolla emozionale o campo entro cui si trova, passando da uno all’altro, anche opposto, senza avvertire alcuna contraddizione. Una magia dovuta all’emozione di sentirci sempre e comunque la medesima persona.

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Stop all’impunità per errore veterinario, la proposta di Antonello De Pierro per la  riforma del codice penale a tutela degli animali d’affezione

16 Agosto 2026 ore 11:21

Stop all’impunità per errore veterinario, la proposta di Antonello De Pierro per la  riforma del codice penale a tutela degli animali d’affezione

Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro chiede l’equiparazione della responsabilità medica e veterinaria: omicidio e lesioni colpose anche per chi causa la morte o il ferimento degli animali domestici, attuando concretamente il novellato articolo 9 della Costituzione

Roma, 16 agosto 2026 – L’evoluzione culturale e sociale che ha interessato il rapporto tra l’uomo e gli animali d’affezione negli ultimi decenni ha raggiunto un punto di non ritorno. All’interno della società italiana, i cani, i gatti e gli altri animali domestici non sono più considerati semplici proprietà o beni materiali da tutelare sotto il profilo meramente patrimoniale, ma costituiscono a tutti gli effetti veri e propri membri del nucleo familiare (pet mate). A fronte di questo profondo mutamento etico, l’ordinamento giuridico italiano presenta tuttavia un netto disallineamento, mantenendo una struttura normativa ancorata a una visione ormai superata.

Sebbene la recente riforma costituzionale abbia introdotto all’articolo 9 della Costituzione la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali tra i principi fondamentali dello Stato, il Codice Penale continua a perimetrare la tutela della vita e dell’incolumità fisica dell’animale esclusivamente attraverso la lente del dolo, punendo solo le condotte commissive svolte “per crudeltà o senza necessità” (articoli 544-bis e 544-ter c.p.). Resta del tutto esclusa la dimensione della colpa, ovvero l’imperizia, l’imprudenza e la negligenza.

Per colmare questo vuoto, Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, lancia una proposta di riforma legislativa radicale: l’introduzione di una norma che equipari formalmente la responsabilità del medico veterinario a quella del medico umano, estendendo agli animali d’affezione le fattispecie di omicidio colposo (art. 589 c.p.) e lesioni personali colpose (art. 590 c.p.).

Il vuoto normativo attuale, la sperequazione tra dolo e colpa

Per comprendere la sostanza della proposta avanzata da Antonello De Pierro occorre evidenziare i limiti strutturali che caratterizzano l’attuale quadro penale.

Inapplicabilità della colpa penale in ambito veterinario. Oggi, se un animale perde la vita o riporta menomazioni permanenti a causa di un grave errore diagnostico, di un intervento chirurgico eseguito con palese imperizia o di un dosaggio farmacologico errato, l’evento non costituisce reato. La condotta del professionista non è perseguibile penalmente, poiché manca il dolo (l’intenzione di uccidere o ferire per crudeltà).

Limiti del solo risarcimento civile. Attualmente, l’unico canale di tutela per il proprietario è l’azione civile per il risarcimento del danno (artt. 1218 e 2043 c.c.). Questa via riduce spesso la perdita di un membro della famiglia a una mera questione di rimborsi per spese mediche o valutazione del valore commerciale dell’animale, lasciando privo di sanzione il profilo di responsabilità penale.

I cardini della proposta di legge del movimento Italia dei Diritti-De Pierro

La proposta formulata da Antonello De Pierro punta a ridefinire l’architettura della tutela penale, muovendosi su direttrici chiare e rigorose.

 Equiparazione formale della responsabilità sanitaria

La riforma prevede la riscrittura degli articoli 589 e 590 del Codice Penale o l’introduzione di fattispecie ad hoc nell’ambito dei delitti contro gli animali. L’obiettivo è punire a titolo di colpa il medico veterinario che, per imperizia grave, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, provochi la morte o la lesione grave di un animale d’affezione. La prestazione sanitaria veterinaria viene così elevata al medesimo rango di responsabilità etica e professionale richiesta in medicina umana.

 Riconoscimento dell’animale come soggetto passivo di reato

La norma supera la storica concezione romanistica dell’animale come res (bene mobile o oggetto di proprietà) o come mero oggetto di “tutela del sentimento umano”. L’animale d’affezione viene riconosciuto come soggetto passivo di reato, titolare in quanto essere sensiente del diritto alla vita e all’integrità fisica, in piena attuazione del mandato dell’Articolo 9 della Costituzione.

Estensione della tutela colposa al proprietario o custode

Il principio di tutela dell’incolumità dell’animale opera in maniera bidirezionale. La proposta prevede che le medesime fattispecie colpose (omicidio e lesioni) si applichino anche nei confronti del proprietario o del detentore che, per grave incuria, imperizia o negligenza, causi la morte o il ferimento dell’animale. Comportamenti quali l’abbandono estivo, la permanenza forzata all’interno di veicoli esposti al sole, la custodia in ambienti insalubri o la mancata somministrazione delle cure essenziali non saranno più gestiti solo come contravvenzioni (ex art. 727 c.p.), ma integreranno reati contro la vita e la salute.

Attuazione dell’Articolo 9 della Costituzione

La proposta di Antonello De Pierro si pone come il tassello mancante per trasformare il dettato costituzionale in norme operative. L’inserimento della tutela degli animali tra i principi fondamentali della Repubblica Italiana rischia di rimanere un’affermazione di principio se non accompagnato da una revisione del Codice Penale.

Attraverso questa riforma, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro intende adeguare il sistema sanzionatorio alla realtà sociale odierna, garantendo che ogni condotta colposa che levi la vita o comprometta la salute di un animale d’affezione venga perseguitata con la dovuta fermezza e senza scappatoie giuridiche.

 

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MUSK, SFORZINI: «L’ITALIA LO CHIAMI. ROBOTICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PORTIAMO QUI LA PROSSIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE»

16 Agosto 2026 ore 11:18

MUSK, SFORZINI: «L’ITALIA LO CHIAMI. ROBOTICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PORTIAMO QUI LA PROSSIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE»

 

IL PRESIDENTE DI RINASCIMENTO NAZIONALE LANCIA DUE PROPOSTE: UN POLO PER ROBOTICA E MANIFATTURA AVANZATA E UN HUB PER AI E CAPACITÀ DI CALCOLO. «SE MUSK GUARDA ALL’ITALIA, DIAMOGLI UNA RAGIONE PER CONTINUARE»

 

Castello Sforzini di Castellar Ponzano, 16 agosto 2026 – «Se Elon Musk guarda all’Italia, è tempo che l’Italia gli dia una buona ragione per continuare a guardare». Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, lancia in una lettera aperta al fondatore di Tesla una proposta per attrarre in Italia una parte dei futuri investimenti dell’ecosistema Musk.

 

Due i progetti indicati: un Polo della Robotica e della Manifattura Avanzata, che valorizzi Motor Valley, meccatronica e automazione italiana candidandosi anche alle future filiere della robotica umanoide, a partire da Optimus; e un Hub della Capacità di Calcolo e dell’AI, sfruttando anche gli strumenti della ZES Unica del Mezzogiorno per attrarre infrastrutture di calcolo e data center.

 

«L’Italia non deve andare dai grandi investitori con il cappello in mano, ma con un progetto industriale credibile e conveniente. La sovranità tecnologica non è autarchia: significa scegliere con chi costruire il proprio futuro. Una politica seria non aspetta che gli investimenti arrivino: crea le condizioni e va a cercarli», conclude Sforzini.

 

Qui la Lettera aperta a Elon Musk di Luca Sforzini: https://www.rinascimentonazionale.it/2026/08/16/lettera-aperta-a-elon-musk-di-luca-sforzini-presidente-del-centro-studi-rinascimento-nazionale/

 

Luca Sforzini – Presidente

Centro Studi Rinascimento Nazionale

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Semifinali Serie A Gold: San Marino raddoppia, Parma pareggia

16 Agosto 2026 ore 11:16

In allegato anche le foto di Ettore Giulianelli e Josè Colmenares del San Marino (credits PhotoBass/FIBS) e Yomel Rivera del Parma Clima (Corrado Benedetti/FIBS).

Semifinali Serie A Gold: San Marino raddoppia, Parma pareggia

I titani battono Bologna per 6-5, trascinati in battuta da Pieternella e grazie alla chiusura di Giovannelli. I ducali superano per 4-3 Macerata con la mazza di Garcia e la salvezza di Rivera

Il San Marino che raddoppia, il Parma Clima che rimette la serie in equilibrio, sull’1-1. Le semifinali della Serie A Gold, dopo due partite, propongono copioni diversi. I campioni d’Italia hanno bissato il successo di Gara 1 battendo la Unipol Bologna anche nel secondo atto, per 6-5; decisive le due valide, compreso un fuoricampo, con 3 RBI di Pieternella e la salvezza al debutto con i titani di Giulianelli. I ducali hanno invece superato per 4-3 la Hotsand Macerata grazie soprattutto alla mazza di Garcia, autore dell’home-run del sorpasso, e alla chiusura di Rivera, che ha stoppato la rimonta dei marchigiani.

IL RESOCONTO COMPLETO SUL SITO FIBS

Programma e risultati delle semifinali

Parma Clima-Hotsand Macerata 1-1

Gara 1: 4-8

Gara 2: 4-3

Gara 3: 18 agosto ore 21 a Macerata

Gara 4: 19 agosto ore 21 a Macerata

Gara 5: 20 agosto ore 21 a Macerata

Ev. Gara 6: 23 agosto ore 20.30 a Parma

Ev. Gara 7: 24 agosto ore 20.30 a Parma

San Marino-Unipol Bologna 2-0

Gara 1: 6-1

Gara 2: 6-5

Gara 3: 18 agosto ore 20 a Bologna

Gara 4: 19 agosto ore 20 a Bologna

Ev. Gara 5: 20 agosto ore 20 a Bologna

Ev. Gara 6: 23 agosto ore 20 a San Marino

Ev. Gara 7: 24 agosto ore 20 a San Marino

TUTTO SULLA SERIE A GOLD BASEBALL 2026

 

 

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Canottaggio – Italia quattro volte d’oro ai Mondiali Universitari: in Canada en plein con undici medaglie e il Trofeo FISU

16 Agosto 2026 ore 11:13
 

Canottaggio – Italia quattro volte d’oro ai Mondiali Universitari: in Canada en plein con undici medaglie e il Trofeo FISU

LONDON (Canada), 15 agosto 2026 – Sorride l’Italia del Canottaggio al termine dei Mondiali Universitari. A London (Canada) sono undici le medaglie conquistate dagli undici equipaggi finalisti. Quattro gli ori firmati da otto maschile, quattro senza maschile, singolo femminile e due senza maschile. Due gli argenti arrivati grazie al quattro di coppia misto e al doppio femminile. Cinque i bronzi conquistati dall’otto femminile, dal singolo maschile, dal doppio maschile, dal quattro senza femminile e dal due senza femminile. Risultati di grande prestigio che valgono alla delegazione FIC-Federcusi la conquista del Trofeo FISU come nazione capace di totalizzare il maggior punteggio della competizione.

L’otto maschile domina la sua finale con un’azione autorevole e perentoria. Paolo Falossi, Filippo Angella, Valentino Perugini, Giovanni Acatrinei, Mattia Soldo, Luigi Tommaso Riccelli, Guglielmo Melegari e Giulio Zuccalà con al timone Ilaria Colombo. Ammiraglia in testa dalla prima all’ultima palata, con la Gran Bretagna e l’Olanda staccate al traguardo rispettivamente di 3.58 e 5.15. Gradino più alto del podio anche per il quattro senza maschile di Alessandro Timpanaro, Giuseppe Bellomo, Francesco Pallozzi e Simone Pappalepore, capace di fare la differenza negli ultimi 500 metri e di imporsi così sulla Gran Bretagna. Oro anche per la singolista Sara Borghi, capace di guadagnare ampio margine nel terzo parziale di gara e di ben difendersi nella parte finale di gara, chiusa con 45 centesimi di vantaggio sull’olandese Tijhuis. Il poker viene calato dal due senza maschile di Lorenzo Cracco e Leonardo Sostegni, bravi a prendere il comando dopo il primo quarto di gara senza farsi impensierire da Germania e Gran Bretagna.

Melissa Schincariol, Elena Sali, Sebastiano Renzi e Paolo Falossi conquistano l’argento con il quattro di coppia misto, preceduti al traguardo di due secondi e quattro decimi dalla Germania. Seconda posizione anche per il doppio femminile di Elena Sali e Melissa Schincariol, superate soltanto dalla Gran Bretagna, ma giunte davanti alla Germania per 52 centesimi.

Bronzo per il due senza femminile di Matilde Barison e Susanna Pedrola, in una finale vinta dall’Olanda davanti alla Gran Bretagna con le azzurre brave a contrastare il ritorno delle canadesi padrone di casa. Terzo Edoardo Rocchi sia in singolo, dove è autore di una prova di costanza lungo tutto il percorso, sia nel doppio maschile dove porta a termine una bella rimonta con Sebastiano Renzi. Grande soddisfazione anche per il quattro senza femminile di Sara Lisi, Sofia Ascalone, Giorgia Sciattella e Irene Gattiglia: sorpasso compiuto nelle ultime palate ai danni delle statunitensi, precedute di cinque centesimi. Bronzo anche per l’otto femminile di Alessandra Grasselli, Maria Lanciano, Benedetta Bonino, Aurora Spirito, Giulia Orefice, Lucrezia Monaci, Matilde Paoletti e Giulia Clerici, con al timone Martina Bonalumi.

Nelle foto (ph Canottaggio.org / Anthony Benoit): il quattro senza maschile; l’otto maschile; Sara Borghi; il due senza maschile

Risultati e Liste di partenza
Tabella riassuntiva azzurri

Mondiali Universitari: le voci dei protagonisti delle finali
Mondiali Universitari: i risultati delle finali

Galleria foto Finali 15/08 (ph Canottaggio.org / Anthony Benoit)

Speciale Mondiali Universitari – London

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Ricevuto — 15 Agosto 2026 politicamentecorretto.com

Giovani dalla Terra Santa a San Marino: il calcio diventa un linguaggio di pace

15 Agosto 2026 ore 11:14

Giovani dalla Terra Santa a San Marino: il calcio diventa un linguaggio di pace

La Repubblica di San Marino si prepara a ospitare “Un Calcio per la Pace”, una manifestazione internazionale che si terrà dal 23 al 28 agosto 2026 promossa e organizzata da UPF San Marino in collaborazione con UPF Israel.

Protagonisti di questa iniziativa saranno diciotto giovani, di età compresa tra i tredici e i quattordici anni, provenienti dalle comunità ebraica, musulmana e cristiana. Saranno accompagnati da un team di educatori, allenatori e responsabili, che avranno il compito di seguire e coordinare i ragazzi durante l’intero evento.

L’iniziativa si propone di offrire ai partecipanti occasioni di dialogo, pratiche di rispetto reciproco e la costruzione di rapporti destinati a durare nel tempo attraverso il linguaggio universale dello sport e in particolare del calcio.

Il calendario delle attività comprende sessioni di allenamento e partite amichevoli, che offriranno l’occasione di confrontarsi sul campo in uno spirito di sana competizione e fair play. Il programma prevede, inoltre, incontri istituzionali, attività di formazione, percorsi culturali, momenti ricreativi e occasioni di condivisione con i coetanei sammarinesi.

Il primo impegno ufficiale è in programma per lunedì 24 agosto, quando la delegazione sarà ricevuta dai rappresentanti della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio (FSGC) presso la Casa del Calcio. Al termine dell’incontro i ragazzi scenderanno in campo per la prima sessione di preparazione atletica della settimana.

Un altro evento istituzionale si terrà martedì 25 agosto alle ore 14:00 quando i giovani saranno ricevuti da esponenti della Segreteria di Stato per l’Industria e lo Sport presso la Parva Domus.

“Con Un Calcio per la Pace, desideriamo offrire ai giovani un’autentica esperienza di amicizia e fiducia”, afferma Giorgio Gasperoni, Presidente di UPF San Marino. “Non sosteniamo che una singola partita di calcio possa risolvere conflitti complessi. Tuttavia, crediamo fermamente che ogni autentica relazione costruita tra giovani rappresenti un seme prezioso. Prima che la pace possa diventare un accordo, deve innanzitutto essere un’esperienza umana”.

Il progetto s’inserisce in un contesto internazionale più ampio, nel quale il calcio giovanile è sempre più riconosciuto come uno strumento prezioso per il dialogo e la riconciliazione. Recenti iniziative nel calcio internazionale rafforzano una profonda convinzione: lo sport può aprire porte all’incontro laddove la politica e la diplomazia tradizionali spesso incontrano ostacoli significativi.

La manifestazione vuole inoltre valorizzare San Marino come luogo d’incontro, dialogo e responsabilità internazionale, offrendo ai giovani partecipanti un ambiente sicuro e accogliente in cui sperimentare collaborazione, rispetto reciproco e una rinnovata speranza per il futuro.

San Marino, con la sua lunga storia, la tradizione di neutralità e la sua vocazione all’ospitalità, rappresenta un contesto particolarmente significativo per un progetto di questo tipo. In un periodo segnato da conflitti, paure e divisioni, l’iniziativa vuole trasmettere un messaggio semplice ma essenziale: la pace non si costruisce soltanto attorno ai tavoli delle trattative diplomatiche, ma anche attraverso incontri quotidiani, gesti di fiducia, esperienze condivise e la capacità di riconoscere nell’altro non un avversario, ma un essere umano con cui condividere un percorso.

La manifestazione è promossa e organizzata da UPF San Marino, in congiunta iniziativa con UPF Israel, con il patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, della Segreteria di Stato per il Turismo e della Segreteria di Stato per l’Industria e lo Sport, in collaborazione con la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio (FSGC) per gli aspetti sportivi e tecnici del programma, e con il coinvolgimento dei partner istituzionali e operativi che sostengono l’iniziativa.

Per informazioni contattare UPF San Marino – Universal Peace Federation – Giorgio Gasperoni

Email: giorgiogasperoni@gmail.com

 

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PRINCIPESSA COSTANZA 2026, L’ASSALTO AL CASTELLO INCANTA TUTTI

15 Agosto 2026 ore 10:33

PRINCIPESSA COSTANZA 2026, L’ASSALTO AL CASTELLO INCANTA TUTTI:

LO “SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO” SOSTENUTO DALLA REGIONE CAMPANIA

DIVENTA ANCHE UN MONITO CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

 

Successo fino all’ultimo atto per la 31ª edizione della festa medievale “Alla Tavola della Principessa Costanza”. Anche la serata conclusiva del 13 agosto ha richiamato a Teggiano migliaia di visitatori, facendo calare il sipario su tre intense giornate durante le quali il centro storico della Città d’Arte del Vallo di Diano è tornato a trasformarsi nella Diano del 1480.

Tre giornate di cortei, spettacoli, taverne, ricostruzioni storiche, musica, antichi mestieri e cultura, vissute con una straordinaria partecipazione del pubblico. Una vera e propria macchina del tempo, resa possibile dal grande lavoro organizzativo della Pro Loco Teggiano, dei volontari, dei figuranti e delle tante realtà coinvolte nella manifestazione.

Ci sarà tempo nei prossimi giorni per entrare nei dettagli del bilancio complessivo della 31ª edizione, sicuramente molto positivo. Nel frattempo, però, una cosa è certa: tanti sono stati i momenti spettacolari che hanno caratterizzato l’edizione 2026, ma ce n’è uno che, ancora una volta, si è confermato il momento clou delle tre giornate: l’Assalto al Castello.

A dimostrarlo è soprattutto il gradimento del pubblico. Se non tutti, infatti, riescono a raggiungere Teggiano in tempo per assistere alla partenza del Grande Corteo Storico delle 18:30, con il trascorrere delle ore il centro storico continua progressivamente a riempirsi grazie anche al servizio navette. E dopo aver attraversato le taverne, assistito agli spettacoli e percorso vicoli e piazze della Diano del 1480, la grande maggioranza dei visitatori resta fino a tarda notte, aspettando proprio l’appuntamento con l’Assalto al Castello.

È lo “spettacolo nello spettacolo”, quello capace nelle tre serate di raccogliere intorno a Piazza Portello e al Castello Macchiaroli una folla in attesa di assistere all’ultimo grande atto della notte teggianese. Il sostegno della Regione Campania ha consentito di confermare e valorizzare anche nell’edizione 2026 uno dei momenti più spettacolari della kermesse, grazie anche al particolare impegno del consigliere regionale Corrado Matera, presidente della Commissione Bilancio, originario di Teggiano e da anni vicino alla manifestazione.

L’Assalto al Castello nasce dalle vicende storiche che videro protagonista Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, e dalla Congiura dei Baroni, che alla fine del Quattrocento contrappose alcuni dei più importanti feudatari del Regno di Napoli al re Ferrante d’Aragona. La storia diventa però spettacolo attraverso una rappresentazione che unisce teatro, musica, luci, azione scenica e fuochi d’artificio, sfruttando lo straordinario scenario naturale offerto dal Castello Macchiaroli. A prendere parte alla rappresentazione sono più di 100 figuranti, tra i quali una sessantina di pistonieri, protagonisti di un allestimento pensato dal direttore artistico Giancarlo Guercio come una vera e propria “opera filmica”. Non una semplice successione di scene, dunque, ma un racconto nel quale i diversi linguaggi dello spettacolo concorrono a trasportare il pubblico dentro gli avvenimenti narrati.

L’arrivo delle truppe aragonesi trasforma la festa per le nozze della Principessa Costanza in tensione e paura, mentre il Castello diventa rifugio e teatro dell’assedio. A fare da filo conduttore è anche la figura della Dama Bianca, presenza simbolica che assume il ruolo di una sorta di coscienza narrante e accompagna il pubblico attraverso le diverse fasi della rappresentazione. Soprattutto nei tempi difficili in cui viviamo, la drammatizzazione diventa un potente monito contro ogni guerra.

“L’Assalto al Castello è stato concepito come una vera opera filmica -spiega il direttore artistico Giancarlo Guercio– nella quale abbiamo cercato di utilizzare il Castello Macchiaroli come una straordinaria scenografia naturale. Lo spettacolo parte dall’atmosfera di festa che accompagna le nozze e conduce progressivamente il pubblico verso la tensione dell’assedio. Musica, recitazione, movimento scenico e fuochi diventano parti di un unico racconto, con l’obiettivo di far vivere allo spettatore non soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza”.

Il gran finale è affidato ai fuochi d’artificio sincronizzati con la musica, che chiudono l’Assalto trasformando ancora una volta il Castello Macchiaroli nel cuore scenografico della notte teggianese.

La presidente della Pro Loco Teggiano Concettamaria Cantelmi mette in evidenza proprio la capacità dello spettacolo di caratterizzare “Alla Tavola della Principessa Costanza” ben oltre i confini del Vallo di Diano: “L’Assalto al Castello -spiega- è sicuramente uno dei momenti che maggiormente ci caratterizzano, anche al di fuori del nostro territorio. È uno spettacolo nello spettacolo, attesissimo dal pubblico. Anche quest’anno, grazie al finanziamento ricevuto dalla Regione Campania e soprattutto all’impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, siamo riusciti a mettere in scena uno spettacolo molto importante e complesso, arricchito da elementi teatrali, spettacolari e dai fuochi. Il pubblico lo ha apprezzato moltissimo, definendolo elegante, suggestivo e soprattutto fortemente immersivo“.

Il sindaco di Teggiano Michele Di Candia ribadisce il ruolo determinante della collaborazione istituzionale che consente alla manifestazione di continuare a crescere e offrire al pubblico uno spettacolo straordinario: “Il sostegno degli enti sovracomunali è fondamentale per ottenere grandi risultati -sottolinea il primo cittadino di Teggiano- e per questo voglio ringraziare la Regione Campania e in particolare il consigliere regionale Corrado Matera, che come sempre anche quest’anno non ha fatto mancare il suo supporto alla manifestazione e soprattutto all’Assalto al Castello. È uno dei momenti per i quali c’è maggiore attesa da parte dei visitatori e rappresenta il modo più spettacolare per concludere ogni serata: una iniziativa di altissimo livello”.

Il presidente della Commissione Regionale Bilancio Corrado Matera, presente a Teggiano durante la tre-giorni della Principessa Costanza, ricorda innanzitutto il valore complessivo della manifestazione: “Alla Tavola della Principessa Costanza -afferma- è capace di portare migliaia di visitatori nel Vallo di Diano, coinvolgere centinaia di figuranti e volontari e generare importanti ricadute turistiche sull’intero comprensorio”. Ma è proprio sull’Assalto al Castello che il presidente della Commissione Bilancio concentra in particolare la sua attenzione: “Si tratta di un vero evento nell’evento, un momento di grandissima attrazione sostenuto ormai da tanti anni dalla Regione Campania, che completa il percorso iniziato con il Corteo Storico. Sono queste le iniziative sulle quali, a mio avviso, bisogna investire, perché diventano una vetrina territoriale e muovono l’economia non solo di Teggiano ma di tutto il Vallo di Diano. Sono davvero soddisfatto di aver contribuito anche quest’anno, attraverso la Regione Campania, a sostenere l’Assalto al Castello: sta riscuotendo un successo sempre più grande, e la sua fama varca i confini regionali. Sostenere iniziative come questa -conclude Matera- significa anche creare occasioni concrete per valorizzare le nostre comunità e i nostri territori“.

Con l’ultimo Assalto al Castello cala così il sipario sulla 31ª edizione di “Alla Tavola della Principessa Costanza”. Una manifestazione che ancora una volta ha trasformato per tre giorni Teggiano in un grande palcoscenico a cielo aperto e ha richiamato nel Vallo di Diano migliaia di persone, confermando la capacità della rievocazione storica di coniugare spettacolo, storia, cultura, tradizioni e promozione del territorio. E quando, nella notte del 13 agosto, gli ultimi fuochi hanno illuminato il Castello Macchiaroli, si è chiusa anche simbolicamente la spettacolare macchina del tempo della Diano del 1480.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione è stata la collaborazione tra la Pro Loco Teggiano e le istituzioni. Accanto all’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Michele Di Candia, la manifestazione ha potuto contare sul sostegno della Regione Campania, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, della Camera di Commercio di Salerno, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Diocesi di Teggiano-Policastro e della Banca Monte Pruno.

 

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