Vista elenco

Engineering, accordi con Accenture per cessione Alfahealth e Industries eXcellence

17 Giugno 2026 ore 09:55
Engineering, accordi con Accenture per cessione Alfahealth e Industries eXcellence

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Engineering ha sottoscritto due accordi vincolanti con Accenture per la cessione dell’intero capitale sociale di Alfahealth S.p.A., che opera nella trasformazione della sanità italiana, e del Gruppo Industries eXcellence, attivo nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni digitali per i settori industriali, con principale focus negli USA e in alcuni mercati europei. I due asset rappresentano complessivamente circa il 18% dei ricavi consolidati e il 25% dell’EBITDA Adjusted del Gruppo Engineering nel 2025.
“Queste operazioni rappresentano un passo significativo nel percorso di trasformazione strategica in corso, volto a rafforzare il focus di Engineering sui propri segmenti core e ad accelerare ulteriormente l’offerta AI in forte crescita”, si legge in una nota.
“Gli accordi rappresentano un passo importante nel percorso di rifocalizzazione del business di Engineering: accelerare sull’AI, riacquistare nuovi gradi di libertà strategica nei segmenti a più alta crescita anche attraverso la riduzione della leva finanziaria, investire nelle principali piattaforme proprietarie e rafforzarci nei segmenti tecnologici e industriali più attrattivi, per consolidare un vantaggio competitivo sostenibile per i nostri clienti”, afferma Aldo Bisio, CEO del Gruppo Engineering.
Le operazioni sono soggette alle consuete condizioni sospensive, tra cui, a titolo esemplificativo, le autorizzazioni Antitrust e Golden Power, e si prevede che si concludano nel quarto trimestre del corrente esercizio.
I proventi netti della cessione, interamente su base cassa, “rafforzeranno la struttura patrimoniale del Gruppo, offrendo maggiore flessibilità per proseguire nel percorso di trasformazione strategica in corso – sottolinea Engineering -. A seguito dei positivi risultati finanziari registrati negli ultimi trimestri, il Gruppo prosegue nella direzione intrapresa, puntando sul rafforzamento di un modello industriale incentrato su mix di business a maggior valore e sul ruolo centrale della GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa). In questo quadro si inserisce il recente lancio di IS-IA (Italy’s Sovereign Intelligence Architecture), architettura modulare che si fonda sull’LLM (Large Language Model) proprietario EngGPT 2 per offrire a Pubbliche Amministrazioni e aziende un’Intelligenza Artificiale sovrana: governabile, efficiente, aperta e in grado di integrarsi con altri modelli generalisti”.
Engineering è stata assistita da Rothschild & Co, Banca IMI, Morgan Stanley & Co. International plc ed Equita quali advisor finanziari, e da Legance – Avvocati Associati e Ropes & Gray Studio Legale quali advisor legali.

– Foto ufficio stampa Engineering –

(ITALPRESS).

Cina: Dragon Boat Festival, previsti più viaggi transfrontalieri durante feste

17 Giugno 2026 ore 09:52

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Martedì, l’Amministrazione nazionale cinese per l’immigrazione (NIA) ha stimato un aumento dell’11,7% su base annua degli ingressi e delle uscite alle frontiere durante gli imminenti festeggiamenti per il Dragon Boat Festival, con una media giornaliera di 2,2 milioni di transiti a livello nazionale.

Il picco giornaliero del traffico passeggeri dovrebbe raggiungere i 2,35 milioni di viaggi, secondo i dati della NIA.

I principali aeroporti internazionali del Paese, compresi quelli di Shanghai, Pechino e Guangzhou, dovrebbero registrare un modesto aumento del traffico passeggeri durante le festività, mentre i transiti presso alcuni valichi terrestri di frontiera nel sud della Cina potrebbero registrare un incremento molto più marcato, favorito da una combinazione di turismo transfrontaliero, visite familiari e da un fitto calendario di competizioni di dragon boat ed eventi su larga scala in tutto il Guangdong, Hong Kong e Macao, ha affermato l’amministrazione.

Tra i valichi più trafficati, il checkpoint di Luohu a Shenzhen dovrebbe gestire in media 260.000 viaggi transfrontalieri di passeggeri al giorno, mentre il porto di Gongbei a Zhuhai dovrebbe registrarne circa 370.000.

Il Dragon Boat Festival, chiamato anche Festa di Duanwu, viene tradizionalmente celebrato il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare cinese per commemorare Qu Yuan, rinomato poeta patriottico e ministro dello Stato di Chu durante il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.). Qu si annegò nel fiume Miluo dopo essere stato esiliato e accusato di tradimento per i suoi consigli ben intenzionati rivolti al re.

Secondo la leggenda, dopo aver appreso della sua morte, gli abitanti del posto salirono sulle barche lungo il fiume alla ricerca del suo corpo, gettando riso nell’acqua nel tentativo di impedire ai pesci di mangiarlo.

Attività come le gare di dragon boat e il consumo degli zongzi, fagottini di riso glutinoso, sono state tramandate come usanze tradizionali durante la festa.

Quest’anno il festival si celebra il 19 giugno e il periodo festivo durerà dal 19 al 21 giugno.

(ITALPRESS).

Cina: bistrot italiano arricchisce scambi sino-europei a Changchun

17 Giugno 2026 ore 09:45
Cina: bistrot italiano arricchisce scambi sino-europei a Changchun

CHANGCHUN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un caratteristico bistrot italiano è diventato un popolare punto di ritrovo per i professionisti europei del settore automobilistico a Changchun, città industriale della provincia nord-orientale cinese del Jilin.

Situato al piano terra dell’edificio che ospita gli uffici commerciali della FAW-Volkswagen, il bistrot italiano Drunk Puppy fonde l’autentica cucina italiana con i sapori locali del nord-est della Cina. Più di un semplice locale dove mangiare, questo piccolo ristorante è diventato una vivace piattaforma per gli scambi interpersonali e culturali tra Cina ed Europa, nel contesto della crescente cooperazione automobilistica della città.

Zhang Huanyu, 41 anni, è il proprietario e capo chef del bistrot. Pur non avendo alcuna precedente esperienza nel settore della ristorazione, ha acquisito un’ottima padronanza dei piatti italiani e oggi prepara in cucina le classiche pizze margherita. La sua avventura intersettoriale ha preso il via nel 2023, quando l’inaugurazione del progetto di veicoli a nuova energia Audi FAW ha portato molti ingegneri e specialisti europei a lavorare nell’edificio che ospita gli uffici locali. Qui, per soddisfare le loro esigenze culinarie, inizialmente Zhang forniva panini e caffè agli esperti stranieri.

Il semplice fast food occidentale, tuttavia, non riusciva a soddisfare le diverse esigenze culinarie dei professionisti europei. Molti di loro hanno detto a Zhang che la cucina italiana, in quanto genere classico e rappresentativo della gastronomia europea, gode di grande popolarità in tutto il mondo e tra i consumatori cinesi. Ispirato da questi riscontri, Zhang ha deciso di aprire un bistrot italiano professionale accanto all’edificio.

Per offrire autentici sapori italiani, Zhang si è recato a Guangzhou per fare apprendistato con Enrico, uno chef italiano di grande esperienza e proprietario di un ristorante italiano. Durante il mese di formazione, Enrico ha guidato Zhang passo dopo passo in ogni dettaglio: dall’impasto e dal controllo dei tempi di lievitazione, alla gestione della temperatura del forno a legna, fino alla condivisione delle sue ricette esclusive per la pasta alla bolognese e la lasagna tradizionale.

Zhang ha poi invitato Enrico a Changchun per un mese di guida in loco, così da garantire risultati standardizzati e autentici. Tre mesi dopo, il bistrot italiano ha aperto ufficialmente al pubblico. Il menu del ristorante presenta una combinazione ben bilanciata di autentici classici italiani e di piatti innovativi adattati al gusto locale. Proposte tradizionali come la pizza margherita, la pasta alla bolognese e la lasagna offrono sapori europei autentici ai professionisti espatriati. Allo stesso tempo, sono state sviluppate proposte su misura, tra cui la pizza alla frutta, per soddisfare i gusti della clientela cinese locale.

Il piatto forte del ristorante, verdure arrosto con pollo alla griglia, si distingue come la proposta fusion più popolare. Pensato per adattarsi alle abitudini alimentari cinesi di consumare verdure calde e cotte, incorporando al tempo stesso le classiche tecniche occidentali di abbinamento degli alimenti, il piatto ha ricevuto ampi apprezzamenti sia dai clienti cinesi sia da quelli stranieri.

Il bistrot è diventato un punto di ritrovo sociale per gli espatriati stranieri a Changchun. Durante la settimana serve pranzi di lavoro, mentre la sera propone cene informali o piccoli incontri.

Le interazioni di lungo periodo hanno favorito un’integrazione culturale bidirezionale. Gli espatriati europei si sono gradualmente innamorati dei sapori locali della cucina della Cina nord-orientale. Zhang prevede di aggiungere al menu gli spiedini locali alla griglia, consentendo agli ospiti stranieri di sperimentare il piacevole rituale quotidiano di gustare il barbecue con una birra fredda dopo il lavoro: un assaggio immersivo dell’autentica e vivace cultura dello street food della Cina nord-orientale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: passo avanti in sviluppo di un materiale per chip quantistici al silicio

17 Giugno 2026 ore 09:40

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha compiuto un importante passo avanti nello sviluppo di un materiale fondamentale utilizzato nei chip quantistici a base di silicio, che darà impulso alla scienza e alla tecnologia d’avanguardia, ha annunciato la China National Nuclear Corporation (CNNC).

Un team del Research Institute of Physical and Chemical Engineering of Nuclear Industry (RIPCENI), affiliato alla China Nuclear Energy Industry Corp. sotto la CNNC, ha realizzato per la prima volta in modo indipendente la produzione su larga scala dell’isotopo silicio-28 con un’abbondanza superiore al 99,99%.

Secondo gli esperti, questo traguardo agevolerà lo sviluppo indipendente di materiali di base per il calcolo quantistico a base di silicio in Cina, oltre a sostenere lo sviluppo di processi avanzati di produzione di semiconduttori, della navigazione di fascia alta e degli standard di misurazione.

Il silicio-28, un isotopo stabile del silicio, può ridurre in modo significativo le interferenze del rumore ambientale nel calcolo quantistico. Definito il “silicio più puro”, è un materiale di base indispensabile per i chip quantistici a base di silicio.

Questo apre la strada alla Cina per ottenere un controllo scalabile dei bit nel calcolo quantistico a base di silicio, ha affermato Yu Dapeng, accademico dell’Accademia cinese delle scienze.

Il percorso dalla ricerca iniziale alla produzione su larga scala dell’isotopo silicio-28 ad alta purezza ha richiesto anni di impegno dedicato da parte del team di ricerca e segna un risultato fondamentale, ha affermato Lei Zengguang, accademico dell’Accademia cinese di ingegneria.

I ricercatori del RIPCENI intendono ora concentrarsi sullo sviluppo di una serie di prodotti a isotopi stabili per soddisfare le principali esigenze in campi come l’energia nucleare e la medicina nucleare, l’aerospazio, l’informazione quantistica, la fisica delle particelle e l’esplorazione dello spazio profondo.

Gli esperti hanno osservato che gli isotopi stabili hanno un valore insostituibile in ambiti che includono l’imaging medico nucleare, la radioterapia di precisione, il tracciamento ambientale e la ricerca fisica di base.

Nel promuovere l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione delle tecnologie degli isotopi stabili, l’attività di ricerca e sviluppo del RIPCENI ha finora portato alla produzione di 26 tipi di isotopi stabili in 12 elementi, tra cui molibdeno, tellurio, nichel, zinco, silicio e itterbio.

(ITALPRESS).

Cina: Qiqihar ospita riserva naturale nazionale dedicata ai cervi sika (2)

17 Giugno 2026 ore 09:36
Cina: Qiqihar ospita riserva naturale nazionale dedicata ai cervi sika (2)

QIQIHAR (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei cervi sika passeggiano e cercano cibo sotto la pioggia in una riserva naturale nazionale dedicata a Qiqihar, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang, il 15 giugno 2026.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Dai leader G7 impegno per la fornitura di armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia

17 Giugno 2026 ore 08:50
Dai leader G7 impegno per la fornitura di armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia

ROMA (ITALPRESS) – “Noi, leader del G7, restiamo uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Riaffermiamo la nostra solidarietà alla popolazione ucraina colpita dagli attacchi alle infrastrutture critiche e al patrimonio culturale. Lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e i progressi compiuti sul campo di battaglia negli ultimi mesi e sottolineiamo che ora c’è un nuovo slancio”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei leader del G7, riuniti nel vertice di Evian.
“Per sostenere e accelerare questo nuovo slancio, concordiamo di aumentare la fornitura di capacità di difesa aerea, sistemi aggiuntivi e intercettori, nonchè capacità a lungo raggio. Siamo inoltre pronti a valutare l’estensione all’Ucraina dei benefici delle licenze per consentire un aumento della produzione militare ucraina”. I leader del G7 si impegniamo inoltre “ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. In questo contesto, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas”.
I leader del G7 accolgono “con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la forte guida del presidente Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”.
“Riaffermiamo che il diritto di transito senza restrizioni nè pedaggi è il fondamento del commercio internazionale – proseguono -. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine”.
“Sosteniamo con forza un accordo diplomatico solido e completo che segua il memorandum d’intesa raggiunto dal presidente Trump e che possa portare pace e sicurezza per tutti nella regione – affermano ancora i leader del G7 -. Sottolineiamo la necessità di un negoziato a tal fine, per affrontare le minacce poste dall’Iran nella regione e oltre, e per garantire che non si doti mai di armi nucleari. Concordiamo sul fatto che un tale negoziato trarrebbe beneficio dal contributo dei partner regionali e internazionali competenti, inclusa l’Aiea. Riaffermiamo che l’Iran non si doterà mai di armi nucleari”.
“Riaffermiamo che il diritto di transito senza restrizioni nè pedaggi è il fondamento del commercio internazionale – proseguono -. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine. Ci impegniamo ad accelerare la diversificazione delle rotte di approvvigionamento energetico al fine di ridurre la vulnerabilità globale allo Stretto di Hormuz e di aumentare le nostre riserve energetiche. Accogliamo con favore la possibilità che il Canada possa fornire una significativa capacità aggiuntiva ai mercati globali nei prossimi anni”.
“In Libano, sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco immediato e deciso, gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, e per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità del Libano con le adeguate garanzie di sicurezza internazionali – si legge ancora nella dichiarazione congiunta -. A Gaza, accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle misure politiche e di sicurezza pertinenti. Chiediamo la fine delle violenze in Cisgiordania”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

L’Austria supera l’esame Giordania, vittoria per 3-1 al debutto

17 Giugno 2026 ore 08:35
L’Austria supera l’esame Giordania, vittoria per 3-1 al debutto

SAN FRANCISCO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Debutto vincente, ma con il brivido, per l’Austria di Rangnick, che batte la Giordania per 3-1 nella prima giornata del girone J del Mondiale. Apre le marcature Schmid nel primo tempo, pareggia Olwan a inizio ripresa, prima dell’autogol di Al-Arab, a cui si aggiunge nel finale il rigore siglato da Arnautovic. L’Austria tiene il possesso in avvio, ma non mancano le iniziative degli avversari. La Giordania si difende bene e prova ad affacciarsi in avanti per la prima volta al 17′, quando Fakhoury tenta la conclusione dal limite: Schlager fa buona guardia e mette in angolo. Al 21′ la sblocca la squadra di Rangnick. Schmid si accentra dalla destra e dal limite scaglia un destro preciso all’angolo opposto, lasciando di sasso Abu Laila. 1-0. Immediata la reazione sul versante opposto. Al 22′ Olwan si libera benissimo in area e colpisce di testa, ma la traversa salva Schlager. Nel finale di primo tempo Alaba e compagni si vedono meno rispetto all’inizio. Si va all’intervallo sul risultato di 1-0. Al 46′ Rangnick si gioca la carta Arnautovic, inserito per Kalajdzic.
Comincia la ripresa e la Giordania torna in avanti, trovando il pari al 50′. Protagonista ancora una volta Olwan: suo il destro dal limite, che sbatte sul palo alla sinistra di Schlager prima di depositarsi in rete. Al 67′ esulta l’Austria con Arnautovic, che spinge il pallone in rete sugli sviluppi di un angolo, dopo un’uscita disastrosa coi pugni di Abu Laila. L’arbitro Beida viene però richiamato al Var per un tocco di mano di Posch, e dopo l’on-field review annulla la rete. L’ex Bologna e Inter è però coinvolto anche nella rete, stavolta regolare, che arriva al 76′. Altro angolo, Arnautovic si lancia di testa, ma il tocco decisivo è di Al-Arab, che devia il pallone nella sua porta. A recupero scaduto arriva anche il 3-1 dell’Austria. Cross di Arnautovic, tocco di mano di un difensore e penalty concesso dopo controllo al Var. Sul dischetto si presenta il centravanti entrato a inizio ripresa, che dagli undici metri trova il meritatissimo gol. A San Francisco finisce 3-1: l’Austria raggiunge l’Argentina a quota tre punti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) a un super prezzo su eBay

17 Giugno 2026 ore 09:08

dyson-v12-detect-slim-absolute-ricondizionato-a-super-prezzo-ebay

Il potentissimo aspirapolvere senza fili Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) è in offerta su eBay con un risparmio di 320 euro.

The post Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) a un super prezzo su eBay appeared first on Punto Informatico.

Android 17 è arrivato con la bolla delle app, Gemini Omni e altre novità

17 Giugno 2026 ore 08:31

Android 17 è disponibile

Android 17 è disponibile sui Pixel con la bubble bar per il multitasking, Gemini Omni per editare video e Lyria 3 per creare musica.

The post Android 17 è arrivato con la bolla delle app, Gemini Omni e altre novità appeared first on Punto Informatico.

💾

Messi show e l’Argentina vince al debutto, tripletta da record all’Algeria

17 Giugno 2026 ore 07:35
Messi show e l’Argentina vince al debutto, tripletta da record all’Algeria

KANSAS CITY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Monumentale Lionel Messi, che con una tripletta stende l’Algeria al debutto dell’Argentina ai Mondiali 2026 e in un solo colpo raggiunge Miroslav Klose in vetta alla classifica all-time dei marcatori della rassegna iridata, a quota 16 gol. Tutto questo nel giorno della sua 200esima presenza con la maglia dell’Albiceleste, a vent’anni esatti dal suo debutto (anche in quel caso con gol) in un Mondiale. Insomma, non poteva esserci inizio migliore per i campioni del mondo in carica, che con questo netto 3-0 raccolgono i primi tre punti nel girone J. E ci mette meno di cinque minuti, Messi, per trovare la via della rete, ma viene tutto annullato per un leggero fuorigioco sul suggerimento di Lautaro Martinez. Non sta a guardare l’Algeria, che tre minuti dopo va a segno con Chaibi dopo un super spunto di Maza ma, anche in questo caso, c’è l’offside che grazia la linea difensiva argentina, tutt’altro che attenta nell’occasione. L’Argentina gioca una partita di buona intensità, pressando bene e cercando sempre un gioco verticale, come al 17′, quando De Paul trova lo spazio per Messi che dalla lunetta fa partire un sinistro che piega le mani a Zidane e si insacca in rete: per la seconda edizione consecutiva, quindi, l’asso argentino segna il primo gol della sua Nazionale a un Mondiale. L’Algeria fatica a riorganizzarsi e, salvo qualche spunto interessante di Chaibi e Hadj Moussa, non riesce mai a impensierire davvero Emiliano Martinez: si va al riposo, quindi, senza altre particolari emozioni.
E nemmeno nella ripresa la nazionale nordafricana riesce a trovare la scossa per provare a recuperare lo svantaggio. Anzi, è nel secondo tempo che prosegue lo show targato Messi: al 60′ arriva il secondo gol con un facile tap-in dopo una respinta goffa di Zidane sul tiro, potente ma centrale, di Mac Allister. Il portiere algerino, figlio di Zinedine, si rifà in parte al 66′, quando con una grande parata nega la gioia del terzo gol a Messi. Poco male per Leo, che pochi minuti più tardi, al 76′, imbuca all’angolino dal limite e certifica la vittoria degli uomini di Scaloni. All’80’ arriva anche la meritata standing ovation per Messi, che lascia spazio al debutto di Nico Paz. Inizia così il mondiale da campione in carica per l’Argentina, che dà un forte segnale alle altre pretendenti al trono.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Norvegia ok all’esordio, Iraq battuto 4-1

17 Giugno 2026 ore 07:25
Norvegia ok all’esordio, Iraq battuto 4-1

BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Esordio comodo ai Mondiali 2026 per la Norvegia, che batte 4-1 l’Iraq al Boston Stadium di Foxborough. Protagonista Erling Haaland, subito decisivo alla prima in assoluto ai Mondiali. Doppietta per il centravanti del Manchester City, che apre le marcature al 29′, mentre al 43′ risponde alla rete del momentaneo pareggio di Hussein (39′). Chiudono i conti nel secondo tempo il gol difensore del Genoa Leo Ostigard e l’autogol di Hussein nel recupero. Rispetta le aspettative la Norvegia, che aggancia la Francia in testa al girone I a quota tre punti. Chiudono la classifica Senegal e Iraq. Nella prossima giornata gli scandinavi se la vedranno con il Senegal (23 giugno, ore 2.00), mentre i Leoni della Mesopotamia saranno chiamati all’impresa contro i Bleus di Deschamps (22 giugno, ore 23.00). Solo Norvegia nei primi venti minuti. Gli scandinavi tengono in mano il pallino del gioco e non permettono all’Iraq di distendersi in contropiede. Alla prima vera occasione arriva il vantaggio norvegese: cross basso di Wolfe e Haaland sblocca il match al 29′. Match a senso unico, ma l’Iraq riesce a pareggiare i conti al 39′, con il colpo di testa di Hussein su invito di Ammari. Immediata la reazione della squadra di Solbakken, che si riporta avanti al 43′ con la doppietta di Haaland, bravo a sfruttare un’incertezza della retroguardia degli uomini di Arnold.
In uscita dagli spogliatoi il copione della partita resta identico: Norvegia in controllo e Iraq racchiuso nella propria trequarti. Scendono leggermente di giri gli scandinavi e la squadra di Arnold prova a costruirsi la chance del pareggio, ma al 62′ Ali manda alto uno spiovente insidioso di Jasim. Dopo il cooling break la Norvegia torna a rendersi pericolosa e va vicina al 3-1 con il sinistro di Thorstvedt murato da Hashem in corner. Sul calcio d’angolo è Ostigard a trovare il gol della sicurezza al 77′. Nel finale i ritmi si abbassano e la Norvegia amministra senza problemi il doppio vantaggio, confezionando il 4-1 finale sfruttando l’autogol di Hussein al 97′.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Francia comincia bene il Mondiale, battuto 3-1 il Senegal

16 Giugno 2026 ore 23:20
La Francia comincia bene il Mondiale, battuto 3-1 il Senegal

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Francia batte 3-1 un buon Senegal all’esordio ai Mondiali 2026. La selezione di Deschamps, a New York, gioca un primo tempo non positivo, ma trova la quadra nella seconda frazione e si prende i tre punti con la doppietta di Mbappè (66′ e 96′) e il gol di Barcola (82′). I transalpini prendono la vetta del Girone I, in attesa del match tra Norvegia e Iraq. Buona comunque l’impressione del Senegal, a cui non serve il gol di Mbaye nel recupero, che se la potrà giocare alla pari contro gli scandinavi nella seconda giornata (il 23 giugno, alle 2). La Francia tornerà in campo il 22 giugno alle 23, contro l’Iraq.
Primo tempo più che insufficiente della Francia, che non crea pericoli dalle parti di Mendy e rischia a più riprese di andare in svantaggio. Solamente un tiro nel corso dei 45 minuti di apertura per la nazionale di Deschamps, molto imprecisa in fase di rifinitura e disattenta nel tenere sotto controllo il tridente del Senegal. La formazione di Thiaw colpisce un palo con Nicolas Jackson e negli ultimi minuti del primo tempo manca l’1-0 con un tap quasi in area piccola di Sarr, che spedisce alto sopra la traversa da pochi passi.
In apertura di secondo tempo ci prova subito Douè, che manda a lato di sinistro dal limite dell’area. La prima vera occasione per i Bleus la crea Olise al 50′: sbavatura in disimpegno del Senegal, l’esterno del Bayern Monaco si mette in proprio, salta Koulibaly ma trova la respinta di un attento Mendy. Inizia a salire di giri il pressing della Francia: Al 56′ Olise serve Mbappè in area, ma il centravanti del Real Madrid non angola il suo destro e centra la sagoma di Mendy. Al 58′ Mbappè va via sulla fascia a Manè, che interviene in scivolata in area e manda giù l’attaccante della squadra di Deschamps. Dopo un on field review, l’arbitro Faghani decide di non assegnare – con più di qualche dubbio – il calcio di rigore alla Francia. Al 66′ ecco il vantaggio dei Bleus: imbucata di Olise per Mbappè, che incrocia di destro e batte Mendy per l’1-0. Il Senegal si sbilancia e la Francia colpisce in contropiede: Rabiot imbuca per Barcola, appena entrato per Dembelè, che batte Mendy con un bel tocco sotto per il 2-0 all’80’. Emozioni nel recupero con Ibrahima Mbaye che accorcia le distanze al 95′ ma Mbappè risponde un minuto dopo con un gran destro dai 25 metri per il 3-1 finale.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Simone Mencarelli è campione d’Europa nella spada

16 Giugno 2026 ore 22:35
Simone Mencarelli è campione d’Europa nella spada

ROMA (ITALPRESS) – Inizio da sogno per l’Italia sulle pedane francesi: lo spadista Simone Mencarelli è campione d’Europa. La prima giornata dei Campionati Europei Assoluti di Antony 2026 porta alla scherma azzurra la prima medaglia: è l’oro del 23enne torinese che trionfa in finale per 15-12 contro l’israeliano Alon Sarid, salendo sul gradino più alto del podio da debuttante nella massima kermesse continentale.
Simone Mencarelli, dopo cinque vittorie e una sconfitta nella fase a gironi, ha debuttato nel tabellone di diretta eliminando il croato Sola con il punteggio di 15-5 e nel turno dei sedicesimi ha vinto all’ultima stoccata, piazzata nel minuto supplementare, il derby azzurro contro Andrea Santarelli per 11-10. Negli ottavi lo spadista delle Fiamme Oro ha sconfitto d’autorità il ceco Rubes, con il risultato di 15-7, entrando così tra i “top 8”. Nei quarti, opposto allo spagnolo Alvaro Fernandez Calleja, Mencarelli è stato protagonista di una grande rimonta: sotto 9-13, nella parte conclusiva della terza e ultima frazione l’azzurro ha rimontato e raggiunto la parità, giocandosi tutto al minuto supplementare, dove ha messo a segno l’attacco del 14-13 che gli è valso la certezza di una medaglia da esordiente, al suo primo Europeo da Senior.
In fiducia, continuando a esprimere una grande scherma, Simone ha fatto sua anche la semifinale contro il danese Conrad Seibaek Kongstad: anche qui è stata decisiva l’ultima stoccata, quella del 15-14, che ha regalato a Mencarelli l’accesso all’ultimo atto. In finale l’azzurro ha messo il punto esclamativo sulla sua gara da sogno battendo 15-12 l’israeliano Sarid e facendo suonare l’inno di Mameli ad Antony tra gli abbracci con il ct della spada maschile Diego Confalonieri, il maestro Alfredo Rota, il Presidente federale Luigi Mazzone e il Capo delegazione Francesco Montini.
Campione d’Europa all’esordio in Europeo: un’impresa autentica e non figlia del caso per Simo, talento allenato dal maestro e papà Maurizio Mencarelli alla Ginnastica Victoria Torino.
Si era interrotta invece nei sedicesimi la corsa di Matteo Galassi, classificatosi 19°, e di Andrea Santarelli, 23° dopo la sfida tutta italiana persa contro Mecarelli, mentre ha chiuso 36° Davide Di Veroli.
Nella sciabola femminile due sciabolatrici azzurre si sono fermate sulla soglia delle migliori otto: le 21enni Mariella Viale Manuela Spica, infatti, hanno chiuso rispettivamente al 13° e al 14° posto. Nel tabellone degli ottavi la campana delle Fiamme Oro, dopo aver battuto l’azera Kaspiarovich (15-6), si è fermata al cospetto dell’ungherese Szucs (15-11), mentre l’abruzzese delle Fiamme Gialle aveva superato la turca Gungor (15-13), prima di cedere alla francese Tori (15-12). Stop nel turno precedente, invece, per Claudia Rotili (20^) e Michela Battiston (28^).
Domani, nella seconda giornata dei Campionati Europei Assoluti di Antony 2026, il programma proseguirà con altre due gare individuali: di scena il fioretto femminile e la sciabola maschile. Per l’Italia saranno in pedana le fiorettiste Martina Batini, Anna Cristino, Arianna Errigo e Martina Favaretto, e gli sciabolatori Cosimo Bertini, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre. Dalle 19.15 le fasi finali saranno trasmesse in diretta televisiva su RAI Sport ed Eurosport.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

Mencarelli vince l’oro nella spada ai Campionati Europei

16 Giugno 2026 ore 21:55
Mencarelli vince l’oro nella spada ai Campionati Europei

ROMA (ITALPRESS) – Simone Mencarelli ha conquistato la medaglia d’oro nella gara individuale di spada maschile degli Europei di scherma, in scena ad Antony, in Francia. Il piemontese, delle Fiamme Oro, ha sconfitto in finale l’israeliano Alon Sarid per 15-12.
In precedenza il 23enne azzurro, allenato dal padre e maestro Maurizio, aveva battuto in semifinale il danese Conrad Seibaek Kongstad per 15-14. Poco prima Mancarelli, al suo primo Europeo da Senior, ha piegato nei quarti di finale, sempre di misura, lo spagnolo Alvaro Fernandez Calleja con una grande rimonta. Sotto per 13-9 nella parte conclusiva della terza e ultima frazione del match l’azzurro ha raggiunto la parità, giocandosi tutto al minuto supplementare, dove ha messo a segno l’attacco del 14-13 che gli è valso il pass per le semifinali.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

Cina, crescono i prezzi delle abitazioni nelle principali città del Paese

16 Giugno 2026 ore 21:35
Cina, crescono i prezzi delle abitazioni nelle principali città del Paese

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – A maggio, i prezzi delle abitazioni nelle città cinesi di prima fascia, ovvero Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, sono aumentati su base mensile, secondo i dati ufficiali diffusi oggi.

I prezzi delle nuove abitazioni nelle quattro città di prima fascia sono saliti dello 0,2% su base mensile, con un ritmo di crescita aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, secondo l’Ufficio nazionale di statistica (NBS).

Nello specifico, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen hanno registrato un aumento dei prezzi delle nuove abitazioni rispettivamente dello 0,2%, dello 0,2% e dello 0,4%, mentre Pechino ha riportato un calo dello 0,2%.

I prezzi delle nuove abitazioni nelle città di seconda fascia sono diminuiti dello 0,1% su base mensile, un dato invariato rispetto al mese precedente, mentre quelli nelle città di terza fascia sono scesi dello 0,4%, con una flessione superiore di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, secondo l’NBS.

Tra le 70 città monitorate di medie e grandi dimensioni, 16 hanno registrato aumenti su base mensile dei prezzi delle nuove abitazioni, due in più rispetto ad aprile, ha concluso l’NBS.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

La Cina lancia un nuovo satellite nello spazio

16 Giugno 2026 ore 20:05
La Cina lancia un nuovo satellite nello spazio

XICHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha lanciato nello spazio un razzo vettore Long March-3B, posizionando con successo in orbita un nuovo satellite, Shijian-31.

Il razzo è decollato alle 17:45 (ora di Pechino) dal Centro di lancio satellitare di Xichang, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan.

Il satellite è utilizzato principalmente per il monitoraggio dell’ambiente spaziale.

Si è trattato della 651esima missione di volo dei razzi vettori della serie Long March.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Subaru presenta Uncharted, l’evoluzione elettrica per urban e off-road

16 Giugno 2026 ore 19:50
Subaru presenta Uncharted, l’evoluzione elettrica per urban e off-road

BERGAMO (ITALPRESS) – “Non una rivoluzione, ma un’evoluzione per il marchio perchè cambia l’attributo tecnico, da un power train a motore termico a power train elettrico. Ma i benefici al cliente finale, (tenuta di strada, landing, piacere di guida, sicurezza) sono esattamente gli stessi, solo in un formato tecnologico diverso”. Con queste parole Nicola Torregiani, presidente e CEO Subaru Italia e Subaru Benelux, riassume l’anima del nuovo arrivato in casa Subaru: Uncharted.
Un veicolo che, come sottolineato da Torregiani, esprime al meglio i valori del brand: safe, fun and tough. A questi se ne aggiunge un quarto, Power, che sintetizza la potenza della nuova auto tale da rendere adatta non solo alla guida urbana ma anche in off-road. “Nel caso di Uncharted arriviamo una potenza erogata dai due motori elettrici nella versione quattro ruote motrici di oltre 340 cavalli e se vogliamo ancor più di quella che è stata l’ultima VRX STI – spiega Torregiani -. Quindi si vanno a riscoprire ancora una volta i valori veri del marchio solo in un formato tecnologico diverso”. Nello specifico, si tratta di un veicolo alto 1.625 mm, largo 1.870 mm, lungo 4.515 mm e con un bagagliaio con capacità compresa tra i 403 e 1.331 litri.
Come illustrato da Andrea Placani, Corporate Communication manager Subaru Italia, “per la prima volta Subaru presenta tre tipologie di vettura, o meglio una che si divide in tre. Abbiamo per la prima volta una trazione anteriore che a sua volta si divide in due tipologie di trazione, ovvero due tipologie di autonomia. A partire dall’entry per arrivare poi alla long range abbiamo un pacco batterie da 54 kWh sull’entry level per arrivare ai 77 kWh per quanto riguarda la long range e la stessa batteria viene montata anche per il 4×4. Naturalmente in base le potenze che entrano in gioco dai 167 ai 224 ai 343 cavalli della 4×4, le autonomie sono diverse: si parte dai 451 della Low Battery, la Long range è omologata a 592 km per arrivare ai 495 della 4×4”.
La nuova Uncharted prevede quindi tre versioni, due a due ruote motrici (FWD) e una a trazione integrale (AWD). Le due FWD si differenziano per l’utilizzo di due batterie, agli ioni di Litio ad alta densità, con differenti capacità. Nello specifico, abbiamo un FWD a 78 celle con una capacità di 58 kWh, mentre la seconda FWD e la AWD sono dotate di 104 celle e una capacità pari a 77 kWh. Il tempo di ricarica è stimato in appena 28 minuti per passare dal 10% all’ 80%.
Da sottolineare che la tecnologia di Uncharted è il frutto di una condivisione del know-how e delle conoscenze tra Subaru e Toyota.
“Ognuna delle due case costruttrici ha una lunga storia consolidata e esperienze di successo nella propria storia. Ognuna ha messo sul tavolo il proprio know-how: chi più orientato al powertrain elettrico e chi come Subaru per ciò che riguarda la sicurezza – ha spiegato Torregiani -. Al di là del know-how comune, è importantissimo sottolineare quanto i veicoli nella versione finale rispecchiano le due filosofie diverse del marchio: nel caso di Subaru Corporation una filosofia più orientata al puro piacere di guida e alla sportività. Ecco quindi che Subaru Uncharted ha un settaggio tutto suo delle sospensioni e dello sterzo e degli equipaggiamenti differenti a Toyota, come ad esempio la possibilità di programmare un ulteriore programma di guida è più orientato alla guida sportiva”.
Proprio l’adattamento non solo a stili di guida, ma anche a differenti tipologie di terreno è stato ottimizzato attraverso l’opzione X-MODE con due modalità (“superficie scivolosa” e “superficie morbida”) per ottimizzare le caratteristiche della forza motrice, e il controllo della frenata, e per migliorare la capacità di copiare il terreno su strade dissestate. La selezione della modalità di guida X-MODE e il controllo aderenza sono disponibili per i modelli AWD. Su strade sconnesse, il programma inserisce l’intervento dell’impianto frenante sulle ruote che iniziano a slittare per produrre un effetto da differenziale autobloccante (LSD).
La modalità X-MODE lavora inoltre in sinergia con un sistema per la sicurezza alla guida come il Multi-Terrain Monitor che aiuta a valutare le condizioni durante la guida in fuoristrada o a controllare gli ostacoli durante il parcheggio. Esso è possibile attraverso quattro telecamere per l’acquisizione di filmati della situazione intorno al veicolo. Queste possono essere selezionati, consentendo al conducente di controllare le condizioni del manto stradale intorno al veicolo anche nelle aree con punti ciechi.
La sicurezza alla guida è inoltre garantita attraverso il sistema Safety Sense che da solo racchiude 12 funzioni.
“Fra queste funzioni sicuramente le due più importanti, che troviamo già dall’entry level, sono sicuramente quella nell’uscita da una situazione cieca come una strada perpendicolare: il radar permette appunto di vedere se ci sono ostacoli che stanno arrivando come macchine o biciclette – ha indicato Placani -. L’altra funzione è quella del riconoscimento in base a chi proviene dalla parte frontale oppure anche nello stesso senso di marcia: avendo dei fari adattivi possono tranquillamente cambiare il fascio luminoso per far sì che non si vada ad accecare chi viene nella dalla parte frontale. Di conseguenza maggiore sicurezza sia per coloro che vengono frontalmente, ma soprattutto per chi guida la vettura”.
Altri sistemi presenti a bordo sono la frenata rigenerativa a 5 livelli per previsione e stabilità in ogni condizione e 3 drive mode (power, normal, eco). Si segnala infine l’elevata stabilità del veicolo che da sola garantisce un -25 % di sterzate correttive sul dritto e -21% oscillazioni su strade sconnesse.
Il CEO di Subaru Italia ha infine ricordato che questo “è un prodotto su cui puntiamo molto anche per aumentare e abbracciare ancor più il potenziale portafoglio clienti. Questo perchè l’ipotesi della soluzione della trazione anteriore non è in alternativa al quattro ruote motrici, ma è parallela. Quindi avere questa ulteriore possibilità permette di andare ad abbracciare una tipologia di clientela che fino ad oggi non eravamo in grado di soddisfare, pensiamo ad esempio al canale delle flotte. Ma tutto il prodotto elettrico in realtà ci permette di abbracciare non solo il cliente loyal di Subaru, ma anche un cliente nuovo. Parlo del cliente che approccia una tecnologia elettrica, un filo meno conservativo rispetto a quello che è il cliente tipico di Subaru e certamente ha anche un’età media leggermente inferiore a quella che è la media del prodotto tipico Subaru termico”. La Uncharted entrerà sul mercato con un prezzo promo che, a seconda della Line-up scelta, parte da 34.900 euro e arriva fino a 44.400 euro.

– Foto xh7/Italpress –
(ITALPRESS).

Assemblea FEduF, l’educazione finanziaria leva strategica per il Paese

16 Giugno 2026 ore 18:45
Assemblea FEduF, l’educazione finanziaria leva strategica per il Paese

ROMA (ITALPRESS) – In un contesto globale attraversato da profondi megatrend – dalla transizione demografica all’innovazione digitale, dalle tensioni geopolitiche alla trasformazione dei modelli economici e produttivi – la capacità di comprendere e interpretare le dinamiche finanziarie si configura sempre più come una competenza strategica. Non solo per gli operatori economici, ma per cittadini, famiglie e giovani chiamati a confrontarsi quotidianamente con scelte sempre più complesse e interconnesse. E’ proprio a partire da questo scenario che si inserisce l’Assemblea annuale FEduF, dedicata al tema “Educazione finanziaria nella complessità dei nuovi scenari”, come momento di riflessione e confronto sul ruolo dell’educazione finanziaria nel leggere, interpretare e governare i grandi cambiamenti in atto. Un appuntamento che intende porre al centro il valore strategico di questa competenza come strumento di orientamento in un contesto caratterizzato da incertezza, volatilità e crescente complessità.
Si tratta di una sfida particolarmente rilevante per l’Italia, dove i livelli di educazione finanziaria continuano a risultare inferiori agli standard internazionali. Secondo le rilevazioni OCSE, infatti, solo il 44,3% degli adulti raggiunge un livello sufficiente di alfabetizzazione finanziaria, mentre appena poco più di un terzo dimostra di comprendere correttamente i concetti economici di base, come inflazione, tasso di interesse e diversificazione. Le fragilità risultano ancora più evidenti tra alcuni segmenti della popolazione: secondo l’Edufin Index 2025, le donne registrano un punteggio medio di 54 punti, contro i 59 degli uomini, mentre tra i più giovani persistono livelli inferiori alla media nazionale, con i 18-24enni a quota 50, a conferma della necessità di rafforzare gli strumenti educativi proprio nelle fasce più esposte al rischio di vulnerabilità economica.
In questo quadro, l’educazione finanziaria si conferma una leva fondamentale di cittadinanza consapevole, inclusione economica e resilienza sociale. Non si tratta più soltanto di trasmettere conoscenze tecniche o nozioni di base, ma di fornire strumenti concreti per comprendere il presente e orientare le scelte future, in ambiti che incidono direttamente sulla sostenibilità della vita delle persone: dalla gestione del risparmio alla pianificazione previdenziale, dall’accesso al credito alla protezione dai rischi, fino alle nuove frontiere della finanza digitale e sostenibile.
A conferma di questa urgenza, i dati più recenti evidenziano una persistente fragilità nel rapporto degli italiani con la gestione delle proprie risorse economiche. L’Edufin Index 2025 di Alleanza Assicurazioni registra infatti un livello medio pari a 56 su 100 – al di sotto della soglia di sufficienza – e segnala come solo il 40% della popolazione sia in grado di adottare comportamenti finanziari realmente consapevoli. Un divario che non riguarda soltanto le conoscenze, ma soprattutto la capacità di tradurle in scelte concrete e coerenti nel tempo. Il tema riguarda in modo particolare le donne e i più giovani. Sul fronte femminile, i divari restano marcati lungo tutto il ciclo di vita economica: secondo il Rendiconto di genere INPS 2024, in Italia il tasso di occupazione femminile si ferma al 52,5%, contro il 70,4% degli uomini, con un divario di 17,9 punti percentuali, mentre il differenziale retributivo supera in media il 20% e si amplia ulteriormente nei comparti a più alta qualificazione. Discontinuità lavorativa, part-time involontario e minore continuità contributiva si traducono così in pensioni più basse e in una minore autonomia economica, con effetti che incidono anche sul potenziale di crescita del Paese. Per i giovani, invece, il nodo è sempre più previdenziale: ingresso tardivo nel mercato del lavoro, carriere frammentate e retribuzioni iniziali più basse rendono più difficile costruire nel tempo una posizione contributiva adeguata. Non a caso, secondo le proiezioni OCSE, chi entra oggi nel mercato del lavoro in Italia potrebbe arrivare all’età pensionabile fino a 71 anni, segnalando quanto sia urgente rafforzare fin da subito strumenti di educazione finanziaria capaci di accompagnare scelte informate su lavoro, risparmio e pianificazione del futuro.
E’ in questa prospettiva che FEduF – Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio – rinnova e rafforza il proprio impegno, promuovendo un approccio all’educazione finanziaria inteso come vera e propria infrastruttura culturale del Paese. Una competenza trasversale, capace di connettere i grandi fenomeni globali con le decisioni quotidiane, ridurre le vulnerabilità economiche e sociali e favorire una partecipazione più attiva e informata alla vita economica.
Da anni la Fondazione opera in questa direzione attraverso iniziative rivolte a studenti, insegnanti, famiglie e cittadini, sviluppate in dialogo con istituzioni, mondo scolastico, settore bancario e imprese. L’obiettivo è costruire un ecosistema educativo capace di rendere accessibili contenuti complessi e di tradurre la conoscenza in comportamenti consapevoli, responsabili e sostenibili. Nell’anno scolastico 2025/2026, questo impegno si traduce già in 785 eventi realizzati, con quasi 57.000 partecipanti, di cui oltre 54.000 studenti e 2.800 docenti. Un’attività capillare che conferma la capacità di FEduF di fare rete e di portare l’educazione finanziaria dentro i territori, rafforzandone l’impatto concreto sulle comunità scolastiche e sul sistema Paese.
“L’Assemblea FEduF affronta l’educazione finanziaria da un punto di vista estremamente indispensabile, che la rende ancora più utile, ed è quello dei grandi cambiamenti di questa epoca – afferma Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF -. Cambiamenti demografici e l’intelligenza artificiale sono eventi che hanno grandissimo impatto sulla conoscenza. L’educazione finanziaria può aiutare i cittadini ad affrontare queste sfide.
Secondo Giancarlo Blangiardo, Presidente di demografia della Milano Bicocca ed ex presidente Istat “educare una popolazione che progressivamente sta cambiando è rilevante se si vuole fare in modo che questa popolazione faccia le scelte giuste. Educare al risparmio è un modo per rendere la gente più consapevole delle opportunità che si presentano in modo da fare le scelte giuste al momento giusto”.
Per Paola Soccorso, Responsabile Ufficio Educazione Finanziaria, “l’educazione finanziaria è uno strumento di cittadinanza attiva e il nostro tentativo è quello di rafforzare la cultura dei cittadini giovani e di offrire a loro gli strumenti per fare scelte veloci e quotidiane in un contesto sempre più complesso”.

– foto ufficio stampa FeduF –
(ITALPRESS).

Cina, nuove attrazioni per il decimo anniversario di Shanghai Disneyland

16 Giugno 2026 ore 18:25
Cina, nuove attrazioni per il decimo anniversario di Shanghai Disneyland

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Mentre Shanghai Disneyland festeggia oggi il suo decimo anniversario, il resort sta portando avanti diversi progetti di espansione, dopo aver tagliato il traguardo dei 100 milioni di visitatori a fine di ottobre 2025.

Lunedì Andrew Bolstein, presidente e direttore generale dello Shanghai Disney Resort, ha condiviso nuovi aggiornamenti sulla nuova area a tema Spider-Man del parco, che costituirà la nona area tematica. L’ultimo tratto dell’iconico binario rosso dell’attrazione è stato installato di recente.

Inoltre, il terzo hotel del resort, lo Shanghai Disney Enchanted Star Hotel, dovrebbe aprire il prossimo inverno.

Il parco ha beneficiato della rapida crescita del turismo a Shanghai, creando inoltre più di 15.000 posti di lavoro diretti nella città.

Nel 2011, quando sono iniziati i lavori di costruzione dello Shanghai Disney Resort, Shanghai ha accolto 230 milioni di visitatori nazionali, registrando entrate turistiche pari a circa 278,6 miliardi di yuan (circa 40,92 miliardi di dollari USA). Entro il 2025, queste cifre erano salite a 416 milioni di visitatori nazionali e a 566,68 miliardi di yuan di entrate, secondo le autorità locali per la cultura e il turismo.

Il forte aumento del turismo in entrata in Cina, alimentato dall’ampliamento delle politiche di ingresso senza visto, ha anche aumentato sensibilmente l’affluenza a Shanghai Disneyland, soprattutto tra i visitatori provenienti da Giappone, Repubblica di Corea e Paesi del Sud-Est asiatico.

La turista thailandese Aum, che ha visitato il parco due volte, ha affermato di essere stata attratta dal clima piacevole di Shanghai, dai costi ragionevoli e dalla comodità dei trasporti. Ha aggiunto che il parco offre giostre divertenti, un’ampia gamma di intrattenimenti e diverse opzioni gastronomiche.

Dalla primavera, lo Shanghai Disney Resort ha organizzato una serie di eventi per celebrare il suo decimo anniversario. Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, i parchi a tema di Shanghai, compreso lo Shanghai Disney Resort, dovrebbero registrare un aumento dei visitatori.

“Credevamo di poter creare qualcosa che il mondo non aveva mai visto: un luogo in cui la narrazione Disney incontrasse la cultura cinese in un modo davvero innovativo”, ha affermato Josh D’Amaro, amministratore delegato della Walt Disney Company. “Mentre celebriamo il primo decennio del parco e guardiamo al prossimo, ciò che mi entusiasma di più è che siamo solo all’inizio”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Il Milan ufficializza Amorim, Cardinale “Uno dei tecnici più preparati”

16 Giugno 2026 ore 18:20
Il Milan ufficializza Amorim, Cardinale “Uno dei tecnici più preparati”

MILANO (ITALPRESS) – Rùben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. A renderlo noto è stato lo stesso club rossonero attraverso un comunicato ufficiale. “Amorim – si legge – inizia la carriera da allenatore nel 2018, dopo aver concluso il percorso da calciatore professionista, durante il quale ha indossato le maglie di Belenenses e Benfica, oltre a quella della Nazionale portoghese. Dopo le prime esperienze in panchina al Casa Pia e al Braga, nel 2020 assume la guida dello Sporting Lisbona, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori. Un percorso che si traduce in risultati concreti: due titoli di campione del Portogallo, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare al Milan, ha ricoperto il ruolo di allenatore del Manchester United. Nel corso della sua carriera, Amorim ha sviluppato un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco, dimostrando una particolare capacità nel valorizzare i giovani talenti e accompagnarli nel loro percorso di crescita”.
“Seguiamo Rùben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. E’ uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito”, ha dichiarato Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird Capital Partners. “Rùben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club”.
“Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”, ha dichiarato Rùben Amorim. “So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. E’ una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Regione Sardegna alla presentazione ufficiale di “Mare e Laghi Sicuri 2026”

16 Giugno 2026 ore 16:51
La Regione Sardegna alla presentazione ufficiale di “Mare e Laghi Sicuri 2026”

OLBIA (ITALPRESS) – La Regione Sardegna ha partecipato questa mattina allo Yacht Club di Porto Rotondo alla presentazione nazionale dell’Operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”, la storica campagna estiva del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, dedicata alla sicurezza della navigazione, alla salvaguardia della vita umana in mare e alla tutela dell’ambiente marino. A portare il saluto istituzionale della presidente della Regione, Alessandra Todde, e dell’intera Giunta regionale, è stata l’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, presente all’evento, che ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa che da oltre trent’anni rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini, dei turisti e degli operatori del mare. “Per una regione insulare come la Sardegna il mare non è soltanto una risorsa naturale, ma un elemento identitario, economico e sociale. La sicurezza della navigazione, la tutela della vita umana in mare e la salvaguardia dell’ambiente marino rappresentano valori fondamentali che la Regione considera prioritari, ma anche una sfida fatta di ostacoli da superare per assicurare diritti ed equità alla popolazione residente”, è stato evidenziato nel corso dell’intervento. La scelta di presentare in Sardegna l’edizione 2026 dell’operazione è un riconoscimento del ruolo strategico dell’Isola nel sistema marittimo nazionale e nel Mediterraneo.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre rivolto un ringraziamento al Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera per il lavoro svolto quotidianamente lungo le coste italiane e nelle acque interne del Paese, un’attività che durante la stagione estiva assume un valore ancora più rilevante grazie al presidio costante del territorio, alle attività di prevenzione e soccorso e alla tutela del patrimonio ambientale. L’Operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026” sarà attiva dal 16 giugno al 20 settembre e vedrà impegnati oltre 3.000 donne e uomini della Guardia Costiera, supportati da una flotta di circa 450 mezzi navali e 19 assetti aerei, per garantire sicurezza e assistenza lungo gli oltre 8.000 chilometri di coste italiane e nei principali laghi nazionali. La Regione Sardegna rinnova la propria collaborazione istituzionale con la Guardia Costiera e augura “buon lavoro a tutte le donne e gli uomini impegnati nell’operazione, riconoscendone il prezioso contributo alla sicurezza, alla legalità e alla tutela del mare”.

– foto ufficio stampa Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

Cina: Shanghai Disneyland, nuove attrazioni in arrivo per il decimo anniversario

16 Giugno 2026 ore 16:43

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Mentre Shanghai Disneyland festeggia oggi il suo decimo anniversario, il resort sta portando avanti diversi progetti di espansione, dopo aver tagliato il traguardo dei 100 milioni di visitatori a fine di ottobre 2025.

Lunedì Andrew Bolstein, presidente e direttore generale dello Shanghai Disney Resort, ha condiviso nuovi aggiornamenti sulla nuova area a tema Spider-Man del parco, che costituirà la nona area tematica. L’ultimo tratto dell’iconico binario rosso dell’attrazione è stato installato di recente.

Inoltre, il terzo hotel del resort, lo Shanghai Disney Enchanted Star Hotel, dovrebbe aprire il prossimo inverno.

Il parco ha beneficiato della rapida crescita del turismo a Shanghai, creando inoltre più di 15.000 posti di lavoro diretti nella città.

Nel 2011, quando sono iniziati i lavori di costruzione dello Shanghai Disney Resort, Shanghai ha accolto 230 milioni di visitatori nazionali, registrando entrate turistiche pari a circa 278,6 miliardi di yuan (circa 40,92 miliardi di dollari USA). Entro il 2025, queste cifre erano salite a 416 milioni di visitatori nazionali e a 566,68 miliardi di yuan di entrate, secondo le autorità locali per la cultura e il turismo.

Il forte aumento del turismo in entrata in Cina, alimentato dall’ampliamento delle politiche di ingresso senza visto, ha anche aumentato sensibilmente l’affluenza a Shanghai Disneyland, soprattutto tra i visitatori provenienti da Giappone, Repubblica di Corea e Paesi del Sud-Est asiatico.

La turista thailandese Aum, che ha visitato il parco due volte, ha affermato di essere stata attratta dal clima piacevole di Shanghai, dai costi ragionevoli e dalla comodità dei trasporti. Ha aggiunto che il parco offre giostre divertenti, un’ampia gamma di intrattenimenti e diverse opzioni gastronomiche.

Dalla primavera, lo Shanghai Disney Resort ha organizzato una serie di eventi per celebrare il suo decimo anniversario. Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, i parchi a tema di Shanghai, compreso lo Shanghai Disney Resort, dovrebbero registrare un aumento dei visitatori.

“Credevamo di poter creare qualcosa che il mondo non aveva mai visto: un luogo in cui la narrazione Disney incontrasse la cultura cinese in un modo davvero innovativo”, ha affermato Josh D’Amaro, amministratore delegato della Walt Disney Company. “Mentre celebriamo il primo decennio del parco e guardiamo al prossimo, ciò che mi entusiasma di più è che siamo solo all’inizio”.

(ITALPRESS).

Portavoce Esteri, Cina offre a imprese globali terreno fertile per innovazione

16 Giugno 2026 ore 16:20

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il sistema industriale completo della Cina, i vasti scenari applicativi, il bacino di talenti di alta qualità e un contesto di politiche in costante miglioramento offrono alle imprese di tutto il mondo terreno fertile per l’innovazione, ha dichiarato oggi Lin Jian, portavoce del ministero cinese degli Esteri, durante un regolare briefing con la stampa.

Lin ha formulato queste osservazioni in risposta a una domanda su un recente sondaggio secondo cui l’80% delle aziende statunitensi intervistate considera le proprie attività in Cina “molto importanti” o “importanti” per rafforzare la propria competitività globale.

Lin ha affermato che un numero crescente di società estere sceglie di condurre attività di ricerca e sviluppo in Cina, trasformando le proprie basi manifatturiere cinesi in hub di innovazione e rafforzando la propria competitività internazionale all’interno del vasto mercato cinese.

“La Cina continuerà a portare avanti con fermezza un’apertura di alto livello e a fornire maggiore sostegno e agevolazioni alle imprese estere in Cina”, ha concluso Lin.

(ITALPRESS).

Cina: lanciato un nuovo satellite nello spazio

16 Giugno 2026 ore 16:19

XICHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha lanciato nello spazio un razzo vettore Long March-3B, posizionando con successo in orbita un nuovo satellite, Shijian-31.

Il razzo è decollato alle 17:45 (ora di Pechino) dal Centro di lancio satellitare di Xichang, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan.

Il satellite è utilizzato principalmente per il monitoraggio dell’ambiente spaziale.

Si è trattato della 651esima missione di volo dei razzi vettori della serie Long March.

(ITALPRESS).

Su Tivusat un’estate di musica tra jazz, classica, opera e danza

16 Giugno 2026 ore 16:15
Su Tivusat un’estate di musica tra jazz, classica, opera e danza

ROMA (ITALPRESS) – Una stagione di musica su Mezzo (canale 49 di tivùsat). Ad aprire l’estate il 9 luglio è la rassegna dedicata ai grandi festival jazz internazionali: Granada, Montreal, Vienna, Stoccarda e Ljubljana. La sezione di musica classica si inaugura nel segno del duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. Due titoli su tutti, Nixon in China di John Adams e Another Look at Harmony di Philip Glass, trasmesso in prima assoluta televisiva. Il 14 agosto la prima serata è dedicata a Sergiu Celibidache, leggendario direttore romeno, mentre il pianista russo Evgeny Kissin è protagonista di due serate d’eccezione al Klavier-Festival Ruhr e al Musikverein di Vienna. Sono tre i programmi dedicati al violinista Gustavo Dudamel (nella foto) ripreso alla testa dell’Orchestre de l’Opèra de Paris, della Simòn Bolìvar Symphony Orchestra e dei Berliner Philharmoniker. Chiude la sezione il ciclo monografico delle sei Sinfonie di Carl Nielsen, diretto da Fabio Luisi con la Danish National Symphony Orchestra. La lirica punta su due pilastri ad agosto, Giuseppe Verdi con Un ballo in maschera, I Lombardi alla prima crociata e il Requieme Gaetano Donizetti con Lucrezia Borgia e La Fille du règiment. Ma l’evento operistico più atteso dagli appassionati è la trasmissione integrale della Tetralogiadi Richard Wagner: Das Rheingold, Die Walkùre, Siegfried e Gòtterdàmmerung.
Per la danza due noti coreografi, Akram Khan, impegnato all’English National Ballet e Christian Spuck con produzioni della Gauthier Dance Company e del Ballett Zùrich. Il palinsesto si chiude con le serate dedicate ai New Talents, lo spazio riservato alle giovani generazioni dell’interpretazione musicale.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (3)

16 Giugno 2026 ore 15:54
Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (3)

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Degli artisti vestiti da personaggi Disney si esibiscono durante le celebrazioni per il decimo anniversario di Shanghai Disneyland, nella Cina orientale, il 15 giugno 2026. Mentre Shanghai Disneyland, inaugurato il 16 giugno 2016, celebra oggi il suo decimo anniversario, il resort porta avanti diversi piani di espansione, dopo aver accolto oltre 100 milioni di visite alla fine di ottobre 2025.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (2)

16 Giugno 2026 ore 15:53
Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (2)

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Questa foto, scattata il 16 giugno 2026, mostra una veduta di Shanghai Disneyland, nella Cina orientale, allestito con decorazioni a tema per il suo decimo anniversario. Mentre Shanghai Disneyland, inaugurato il 16 giugno 2016, celebra oggi il suo decimo anniversario, il resort porta avanti diversi piani di espansione, dopo aver accolto oltre 100 milioni di visite alla fine di ottobre 2025.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (1)

16 Giugno 2026 ore 15:52
Cina: Shanghai Disneyland festeggia 10 anni e punta ad espandersi (1)

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei turisti stranieri posano per una foto di gruppo a Shanghai Disneyland, nella Cina orientale, il 16 giugno 2026. Mentre Shanghai Disneyland, inaugurato il 16 giugno 2016, celebra oggi il suo decimo anniversario, il resort porta avanti diversi piani di espansione, dopo aver accolto oltre 100 milioni di visite alla fine di ottobre 2025.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: colosso farmaceutico danese amplierà linee di produzione a Tianjin

16 Giugno 2026 ore 15:48
Cina: colosso farmaceutico danese amplierà linee di produzione a Tianjin

TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il colosso farmaceutico danese Novo Nordisk ieri ha annunciato che investirà altri 200 milioni di yuan (circa 29,4 milioni di dollari USA) nel proprio stabilimento produttivo nella municipalità di Tianjin, nel nord della Cina, ampliando la produzione di farmaci e potenziando la capacità di assemblaggio e produzione delle relative penne per iniezione.

Una volta completato, il progetto di espansione aumenterà ulteriormente la capacità produttiva e l’efficienza delle forniture dei prodotti in questione, per soddisfare meglio la crescente domanda diversificata di farmaci nel mercato cinese, ha affermato l’azienda.

Situato nell’Area di sviluppo economico-tecnologico di Tianjin, il sito produttivo di Novo Nordisk a Tianjin è uno degli hub manifatturieri strategici globali della società, che fornisce dispositivi per iniezione e prodotti farmaceutici finiti alla Cina e ad altri mercati.

In quanto pilastro fondamentale del sistema di approvvigionamento globale di Novo Nordisk, lo stabilimento di Tianjin continuerà a produrre localmente articoli innovativi, ha affermato Kasper Bødker Mejlvang, vice presidente esecutivo per la produzione e la fornitura globale di Novo Nordisk, aggiungendo che questo investimento dimostra anche l’impegno della società ad approfondire la propria presenza e a perseguire uno sviluppo a lungo termine in Cina.

Fondata nel 1923 e con sede in Danimarca, Novo Nordisk è una delle principali società biofarmaceutiche globali. È entrata nel mercato cinese nel 1994. Dal 2003, gli investimenti complessivi di Novo Nordisk in Cina hanno superato i 17 miliardi di yuan.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Sichuan, il lancio di un nuovo satellite nello spazio

16 Giugno 2026 ore 15:25
Cina: Sichuan, il lancio di un nuovo satellite nello spazio

XICHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-3B, con a bordo un nuovo satellite, Shijian-31, decolla dal Centro di lancio satellitare di Xichang, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan, il 16 giugno 2026. Il razzo è decollato alle 17:45 (ora di Pechino) e ha posizionato con successo nello spazio il nuovo satellite.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS)

CIRC, al Rally Valli Ossolane i Pirelli P Zero monopolizzano il podio

16 Giugno 2026 ore 15:15
CIRC, al Rally Valli Ossolane i Pirelli P Zero monopolizzano il podio

MILANO (ITALPRESS) – Al Rally Valli Ossolane, seconda prova del Campionato Italiano Rally Challenger (CIRC), nuova conferma dei piloti che corrono con i Pirelli P Zero, a cui è andato l’intero podio sia fra le vetture 4×4 che fra quelle a due ruote motrici. Come nell’apertura stagionale in Valtellina, il vincitore assoluto del rally è stato Giuseppe Dipalma con una Skoda Fabia RS che ha di nuovo preceduto il campione italiano promotion 2025, Marco Signor con una Toyota GR Yaris Rally2. A completare il podio tutto Pirelli è stato poi Corrado Pinzano. Fra le 2 ruote motrici il testa a testa stavolta è stato fra le Lancia Ypsilon Rally4 di Nicolò Ardizzone e Igor Iani, con il 26enne ossolano a spuntarla per una manciata di secondi. Per Ardizzone un secondo posto che lo mantiene comunque in vetta alla classifica di stagione davanti allo stesso Iani e al 23enne Alessandro Corsini (Peugeot 208), apparso in crescendo.

A completare i successi dei piloti iscritti ai monomarca Pirelli che interessavano la gara, il Pirelli Star 2RM Asfalto e il Trofeo Pirelli Accademia CRZ, ci sono state poi altre vittorie di categoria, in particolare la seconda consecutiva di Stefano Roncadori fra le Rally3. Da sottolineare anche il successo fra le Rally5 di Marco Arcifera (Renault Clio), mentre Massimo Lombardi resta al vertice fra le Rally4 per la Regione Nord Ovest del Trofeo Pirelli Accademia CRZ. Prossimo appuntamento per il trofeo Pirelli Star 2RM Asfalto, il Rally della Marca nel Trevigiano il 12 luglio.

– foto ufficio stampa Pirelli –

(ITALPRESS).

Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (3)

16 Giugno 2026 ore 14:58
Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (3)

CHIFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone il 31 maggio 2026, mostra dei campi da foraggio ad Ar Horqin Banner, Chifeng, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nel nord della Cina. Negli ultimi anni, la coltivazione di foraggio pregiato ha contribuito a frenare la desertificazione delle praterie nella località, che oggi ospita quasi 700.000 mu, pari a circa 46.667 ettari, di campi da foraggio di alta qualità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (2)

16 Giugno 2026 ore 14:57
Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (2)

CHIFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone il 31 maggio 2026, mostra un campo da foraggio ad Ar Horqin Banner, Chifeng, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nel nord della Cina. Negli ultimi anni, la coltivazione di foraggio pregiato ha contribuito a frenare la desertificazione delle praterie nella località, che oggi ospita quasi 700.000 mu, pari a circa 46.667 ettari, di campi da foraggio di alta qualità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (1)

16 Giugno 2026 ore 14:56
Cina: Mongolia Interna, coltura di foraggio pregiato blocca desertificazione (1)

CHIFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone il 31 maggio 2026, mostra una mietitrice e un camion al lavoro in un campo da foraggio ad Ar Horqin Banner, Chifeng, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nel nord della Cina. Negli ultimi anni, la coltivazione di foraggio pregiato ha contribuito a frenare la desertificazione delle praterie nella località, che oggi ospita quasi 700.000 mu, pari a circa 46.667 ettari, di campi da foraggio di alta qualità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Assarmatori, Messina “No a ipotesi di pedaggio a Hormuz”

16 Giugno 2026 ore 13:55
Assarmatori, Messina “No a ipotesi di pedaggio a Hormuz”

ROMA (ITALPRESS) – Un deciso attacco alle politiche marittime europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, nel contempo, l’indicazione di una via chiara e davvero percorribile per azzerare davvero le emissioni: il ricorso alla propulsione nucleare. Sono i due temi portanti evidenziati dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, questa mattina nel corso della sua relazione all’Annual Meeting dell’associazione armatoriale, andata in scena a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi. Una relazione che ha toccato anche l’attualità geopolitica, a valle dell’annunciato accordo fra Stati Uniti e Iran: “Una notizia chiaramente positiva – ha detto Messina davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione -. Tuttavia in questi mesi gli annunci di un’interruzione del conflitto o comunque di una tregua sono stati diversi e purtroppo non sono mai seguiti i fatti. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione”.
Poi l’affondo: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anzichè affossarle – ha proseguito Messina -. Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anzichè essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale”.
Non solo critiche dal palco dell’Assarmatori Annual Meeting, ma anche proposte concrete e attuali, proprio in una fase storica in cui è in discussione in Parlamento la Legge Delega al Governo sul nucleare: “Non dobbiamo farci condizionare da fattori esterni – ha aggiunto Messina – e guardare i fatti. Numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors dimostrano la fattibilità tecnica e i benefici in termini di decarbonizzazione. L’impiego di reattori nucleari a bordo delle navi presenta indubbi vantaggi anche dal punto di vista logistico, poichè elimina la necessità di disporre di supply chain dedicate alle diverse tipologie di combustibili alternativi, che dovrebbero essere capillarmente distribuite nei vari Paesi per garantire la disponibilità del carburante nelle aree operative delle navi”.
Al centro dell’assemblea annuale dell’associazione armatoriale anche il tema del lavoro, con una rivendicazione specifica che riguarda l’occupazione italiana: “E’ un dato di fatto che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese – ha concluso il Presidente di Assarmatori – Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l’unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese”.
Il dibattito è stato animato inoltre dagli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dei videomessaggi di Raffaele Fitto, Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. C’è stato spazio anche per una tavola rotonda che ha visto protagonisti gli armatori Matteo Catani, CEO di GNV, Achille Onorato, CEO di Moby, Vincenzo Romeo, CEO di Nova Marine Carriers e per un’intervista con il Presidente di Assoporti Roberto Petri.

– Foto ufficio stampa Assarmatori –

(ITALPRESS).

Sport e sostenibilità: Endas, Opes e Acsi presentano la Carta Verde

16 Giugno 2026 ore 13:45
Sport e sostenibilità: Endas, Opes e Acsi presentano la Carta Verde

ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport di base, sociale e per tutti conferma il suo impegno per un tema sempre più importante come quello della sostenibilità. Nel corso di un evento al Salone d’Onore del Coni, Endas, Opes e Acsi hanno illustrato i risultati del progetto Lime (Laboratori Inclusivi per il Movimento e l’Ecologia) e presentato il principale output dell’iniziativa: la Carta Verde per gli Eventi Sportivi Dilettantistici, un documento programmatico capace di guidare organismi sportivi, associazioni e società sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore attivi in ambito sportivo e culturale nella organizzazione, realizzazione e gestione di manifestazioni green e attente al loro impatto ambientale, sociale ed economico. Nato come attuazione del “Protocollo di Parigi 2024” siglato dai tre enti di promozione sportiva con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Coni, LIME non ha solo elaborato strumenti specifici, come la Carta Verde che individua principi, comportamenti e buone pratiche per la gestione sostenibile degli Eps promotori del progetto), ma ha realizzato attività formative, con l’intento di diffondere in maniera capillare su tutto il territorio nazionale gli output del progetto, attività di comunicazione e sensibilizzazione, oltre a 3 eventi sportivi sostenibili. Endas, Opes e Acsi hanno applicato rispettivamente le indicazioni contenute nella Carta Verde a manifestazioni di danza (finalissima nazionale Endas), arti marziali (Oktagon-Opes) e corsa su strada (Penta Run-Memorial Silvio Di Francia-Acsi). “Con Endas e Acsi, Opes ci ha creduto fino in fondo e ha voluto giocare questa partita da protagonista – le parole del presidente nazionale Opes, Juri Morico -. Il percorso di accreditamento al Mase, ma anche il percorso di certificazione Iso 2021, sia del nostro modello organizzativo gestionale che per l’organizzazione degli eventi sportivi, ci hanno portato a conseguire una maturità che deve essere un valore di tutta la comunità, e va quindi messa a disposizione”. “La Carta Verde presentata dai tre enti di promozione sportiva è un ulteriore passo avanti rispetto al protocollo che era stato fatto nel 2024 con il Coni e con il sottosegretario Claudio Barbaro – ha detto il presidente del Comitato olimpico nazionale, Luciano Buonfiglio -. E’ un altro passo avanti di cui siamo orgogliosi, oltre che un’ulteriore testimonianza di quanto dobbiamo essere attenti all’ambiente e a tutte le sue componenti”. “Lo sport è generatore di tantissimi valori dal punto di vista dell’inclusione, del benessere e della salute – il commento di Antonino Viti, numero uno Acsi – Con questa Carta crediamo di poter presentare ai fruitori dello sport e a coloro che organizzano gli eventi un progetto che possa essere utile per fare un percorso all’interno del mondo dello sport e che possa riportare lo sport a essere promotore di sostenibilità a tutti i campi”. “Lo strumento della Carta Verde verrà utilizzato come sistema per facilitare l’approccio delle società affiliate nel gestire gli eventi sostenibili nel miglior modo – ha detto Paolo Serapiglia, presidente di Endas – La Carta è candidata a diventare uno strumento culturale patrimonio di tutto il movimento sportivo nazionale, perchè ha l’ardire di essere uno strumento di tutti”. “La conclusione di questo progetto è molto importante per quanto riguarda la sostenibilità ambientale – le parole di Mauro Rotelli, presidente dell’8^ Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera -. Il progetto ci è piaciuto fin da subito, e abbiamo voluto supportarlo e sostenerlo”. “Dove si parla di ambiente e sport, la Regione Lazio c’è – le parole di Luciano Crea, presidente della commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio -. Tutte le misure amministrative e decisioni politiche vanno in questa direzione. Sono temi che avranno centralità per le nostre future generazioni”. “La pubblicazione della Carta Verde rappresenta il traguardo di un percorso fatto di condivisione, voglia di mettersi in gioco e consapevolezza di poter costruire qualcosa di importante a beneficio del sistema sportivo – specifica Matteo Esposito, partner di PTS Sport e Project Manager di LIME – La sfida è quella di provare ad applicare il documento all’interno del proprio contesto, cercando di porre l’attenzione su ogni aspetto con responsabilità e spirito di miglioramento continuo”. La Carta Verde è disponibile gratuitamente sul sito www.sportsostenibile.it.
– foto Mec/Italpress –
(ITALPRESS).

Cina: a maggio aumentati i prezzi delle abitazioni delle città di prima fascia

16 Giugno 2026 ore 13:18
Cina: a maggio aumentati i prezzi delle abitazioni delle città di prima fascia

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – A maggio, i prezzi delle abitazioni nelle città cinesi di prima fascia, ovvero Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, sono aumentati su base mensile, secondo i dati ufficiali diffusi oggi.

I prezzi delle nuove abitazioni nelle quattro città di prima fascia sono saliti dello 0,2% su base mensile, con un ritmo di crescita aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, secondo l’Ufficio nazionale di statistica (NBS).

Nello specifico, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen hanno registrato un aumento dei prezzi delle nuove abitazioni rispettivamente dello 0,2%, dello 0,2% e dello 0,4%, mentre Pechino ha riportato un calo dello 0,2%.

I prezzi delle nuove abitazioni nelle città di seconda fascia sono diminuiti dello 0,1% su base mensile, un dato invariato rispetto al mese precedente, mentre quelli nelle città di terza fascia sono scesi dello 0,4%, con una flessione superiore di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, secondo l’NBS.

Tra le 70 città monitorate di medie e grandi dimensioni, 16 hanno registrato aumenti su base mensile dei prezzi delle nuove abitazioni, due in più rispetto ad aprile, ha concluso l’NBS.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (3)

16 Giugno 2026 ore 13:10
Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (3)

FOSHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni partecipanti prendono parte a una gara di dragon boat nella cittadina di Diejiao, a Foshan, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 13 giugno 2026. Grazie alla presenza del suo fiume stretto e tortuoso, Diejiao organizza ogni anno una gara di dragon boat in occasione del Dragon Boat Festival. I partecipanti devono far derapare l’imbarcazione lunga 25 metri lungo curve a forma di S, C e L a piena velocità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS)

Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (2)

16 Giugno 2026 ore 13:10
Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (2)

FOSHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni partecipanti prendono parte a una sessione di allenamento notturna nella cittadina di Diejiao, a Foshan, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 12 giugno 2026. Grazie alla presenza del suo fiume stretto e tortuoso, Diejiao organizza ogni anno una gara di dragon boat in occasione del Dragon Boat Festival. I partecipanti devono far derapare l’imbarcazione lunga 25 metri lungo curve a forma di S, C e L a piena velocità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (1)

16 Giugno 2026 ore 13:07
Cina: Diejiao ospita gara per il Dragon Boat Festival (1)

FOSHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni partecipanti prendono parte a una gara di dragon boat nella cittadina di Diejiao, a Foshan, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 13 giugno 2026. Grazie alla presenza del suo fiume stretto e tortuoso, Diejiao organizza ogni anno una gara di dragon boat in occasione del Dragon Boat Festival. I partecipanti devono far derapare l’imbarcazione lunga 25 metri lungo curve a forma di S, C e L a piena velocità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Yamaha torna a Varano, il 20 giugno la nuova edizione di “Spirit of Challenge”

16 Giugno 2026 ore 12:45
Yamaha torna a Varano, il 20 giugno la nuova edizione di “Spirit of Challenge”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il successo della scorsa edizione, Yamaha Motor torna al Circuito di Varano dè Melegari (Parma) per una nuova giornata dedicata alla guida e alla condivisione: sabato 20 giugno 2026 va in scena la seconda edizione di “Spirit of Challenge”, l’evento pensato per far vivere da vicino l’universo Yamaha. “Spirit of Challenge è la nostra giornata per vivere Yamaha nel modo più autentico: in sella, a contatto con le persone e insieme alla Community, con la possibilità di scegliere l’esperienza più adatta a ciascuno: strada, pista o off-road”, afferma Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V., Filiale Italia. “Il grande successo dello scorso anno ci ha spinti a ripetere questo grande evento con l’obiettivo di vivere insieme una giornata di puro Kando”. Nel 2025, “Spirit of Challenge” ha registrato oltre 5.000 persone, più di 1.000 test ride e oltre 500 moto in parata, e l’edizione 2026 si prepara a offrire un’esperienza ancora più ricca con attività pensate per appassionati di ogni età. “Spirit of Challenge” è una giornata aperta ad appassionati di due ruote e non solo, con un mix di attività ed esperienze pensate per far vivere da vicino Yamaha e offrire intrattenimento per tutta la Community: dall’esposizione delle gamme moto e scooter alle attività di guida, con test ride su strada, in pista e in off-road, ATV inclusi, fino ad ospiti speciali come la leggenda del motociclismo Giacomo Agostini e il vincitore dell’Africa Eco Race 2026 Kevin Gallas.
Tra le guest star presenti ci saranno anche gli Ambassador viaggiatori BUZ e Francesca D’Alonzo, che racconteranno le loro esperienze di viaggio a bordo delle loro moto Yamaha.
Non mancheranno inoltre le iniziative per il divertimento e l’esperienza dei più piccoli, con la prova dei PW50.
Le esperienze principali della giornata “Spirit of Challenge” unisce guida e intrattenimento in un format che ognuno può personalizzare in base alla propria passione: scoperta della gamma ed esperienze da condividere. Il paddock diventa il punto di incontro dell’evento, dove immergersi in show, attività, incontri con Club Ufficiali, Ambassador e Content Creator per vivere in prima persona l’universo Yamaha.
Il programma di questa giornata di intrattenimento, tra spettacolo, gare, stunt show, parata in pista e gadget esclusivi, prevede: Test Ride su tutta la gamma, spazi su misura per esperti, neofiti e giovani appassionati, in sicurezza e libertà; Inside the Race, un’esperienza immersiva nel racing, per visitare il Box WSBK e l’Hospitality Truck MXGP, incontrare i piloti e scoprire il dietro le quinte delle competizioni; Girl Full Power, corsi per neofite per muovere i primi passi sulle due ruote, migliorare la confidenza e vivere l’esperienza Yamaha al massimo; Concorso “Icon Bike Award”, che celebra la creatività e la personalizzazione delle moto da parte dei clienti, premiando le migliori interpretazioni dello stile e dell’innovazione Yamaha. Proprio a Varano verranno selezionate ed elette le tre ‘reginè da una giuria d’eccezione capitanata da Giacomo Agostini; Gen Z & WR125R: un hub dedicato alla Gen Z tra custom, esposizione e test ride della WR125R, con live customization by Mamo_mad56 e asta benefica; Playland, lo spazio dedicato ai più piccoli, per scoprire le due ruote in modo semplice, sicuro e divertente
Sarà possibile inoltre assistere a due esibizioni in pista: La “Spirit of Challenge Race”, un endurance a coppie dove piloti e giornalisti si sfideranno in pista in sella alla Yamaha MT09 Y-AMT; La Top Speed Race – Spirit of Challenge 2026, una gara di accelerazione i cui protagonisti sono i membri del VMAX club. La gara includerà anche una pilota “fuori gara” a bordo di un NIKEN.
Tra i piloti ospiti, oltre al campione Kevin Gallas, anche il pilota WSBK Andrea Locatelli, il campione 2025 del SSP Stefano Manzi e i piloti dei campionati italiani CIV SBK, SSP e MX2.
Allo “Spirit of Challenge” presenti anche i partner ufficiali di Yamaha Motor Airoh, partner ufficiale di Yamaha e presente all’evento, commenta: “Ogni curva racconta una storia di passione e performance. Siamo orgogliosi di partecipare all’evento Yamaha di Varano portando tutta l’esperienza e l’innovazione firmata Airoh”. Anche Dunlop sarà presente al Circuito di Varano dè Melegari, aggiungendo: “Lo Spirit of Challenge è l’essenza di ciò che unisce Yamaha e Dunlop: la voglia di mettersi in gioco, divertirsi e condividere la passione per la moto. Essere presenti il 20 giugno significa dare ai rider la possibilità di sentire davvero cosa può fare un pneumatico pensato per trasmettere sicurezza e piacere di guida. Dopo il grande lavoro fatto insieme nel Supersport Pro Tour con il nostro GP Racer D212, siamo felici di ritrovare la community anche qui. Ringraziamo Yamaha per l’invito e per la fiducia: è questo lo spirito che vogliamo portare agli appassionati, fatto di performance, energia e tanta voglia di stare insieme su due ruote”. Presenti inoltre Yamalube e Santander, quest’ultimo sponsor dell’area dedicata alla prova dello scooter NEO’s. Prevista anche la parata in pista: come l’anno scorso, i possessori di due ruote Yamaha potranno accedere al tracciato e sfilare tutti insieme, per un’esperienza di grande emozione e suggestione. Chi parteciperà all’evento potrà registrarsi al concorso “Spirit of Challenge” per provare a vincere 2 biglietti per il Gran Premio MotoGP di Misano del 13 settembre 2026, e molto altro. Tutti i test ride possono essere prenotati anche in loco, dove lo staff sarà a disposizione per supportare i partecipanti e indirizzarli verso le prove più in linea con i loro desideri.

– Foto ufficio stampa Yamaha –

(ITALPRESS).

Via libera agli aumenti su biglietti e abbonamenti dei bus in Toscana

16 Giugno 2026 ore 12:04
Via libera agli aumenti su biglietti e abbonamenti dei bus in Toscana

Via libera agli aumenti su biglietti e abbonamenti dei bus in Toscana, la Giunta regionale salva gli abbonamenti degli studenti fino a 26 anni. Gli under 26 continueranno a beneficiare dei forti incentivi, cofinanziati dai Comuni. Oggi l’annuncio.

La Regione Toscana dice di aver fatto il possibile. I Comuni ribattono che gli aumenti sono inconcepibili. E allora la Regione risponde ai Comuni chiedendo di mettere loro più soldi. Alla fine la Giunta regionale accende la luce verde ai rincari dei biglietti e degli abbonamenti per i bus. A salvarsi sono solo gli abbonamenti degli studenti fino a 26 anni. Sconti co finanziati dai Comuni che restano. La corsa singola sale a due euro, per far fronte all’incremento dei costi sostenuti per il servizio da Autolinee Toscane, cioè il carburante aumentato della bellezza del 30 per cento, l’elettricità del 15. Coro di proteste. No dall’assessore alla mobilità del Comune di Firenze Andrea Giorgio, un secco No anche dai sindacati, Cgil e Cisl, che parlano di “grande ingiustizia sociale” e chiedono di tutelare pendolari, studenti e abbonati, che ogni giorno utilizzano il servizio. E poi l’Anci e poi il (neo) sindaco di Prato Matteo Biffoni che dice: l’aumento del costo dei servizi non può essere scaricato sugli utenti, non in modo così indiscriminato sugli abbonati”. E chiede un incontro urgente a Regione e At. Dal canto suo il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha detto “noi mettiamo 700 milioni di euro all’anno sui trasporti tra bus e treni, non ce la facciamo a mettere altro. Se vogliamo tenere basse le tariffe soprattutto degli abbonamenti troviamo un equilibrio, i soldi ce li mettano anche i Comuni”. La risposta del fronte del No: se serve un piano di riequilibrio economico del contratto di gara regionale del Tpl, per far fronte al deciso aumento dei costi energetici a cui deve far fronte Autolinee Toscane, si faccia utilizzo delle risorse che entrano in bilancio dalle imposte.

Dal 17 al 20 giugno a Olbia la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco, Cuccureddu “Occasione per il turismo sardo”

16 Giugno 2026 ore 11:43
Dal 17 al 20 giugno a Olbia la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco, Cuccureddu “Occasione per il turismo sardo”

CAGLIARI (ITALPRESS) – Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità. “La BISPM – prosegue l’assessore – è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta – aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu – è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.

Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.

– foto di repertorio ufficio stampa Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

Cina: a maggio crescita stabile del settore delle consegne espresse

16 Giugno 2026 ore 11:12

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il settore dei corrieri in Cina ha registrato una crescita stabile a maggio, secondo un indice di settore diffuso ieri dall’Ufficio postale statale.

Secondo l’ufficio, l’indice di sviluppo delle consegne espresse si è attestato a 472,9 nel mese, in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Tra i dati, il sottoindice relativo alle dimensioni di sviluppo è salito del 7% su base annua, mentre i dati sulla qualità del servizio sono rimasti invariati rispetto a un anno prima. Il sottoindice relativo alla capacità di sviluppo è aumentato del 3,3%.

A maggio, il settore cinese dei corrieri ha continuato a espandersi in termini di dimensioni, con un sistema di servizi sempre più diversificato e reti infrastrutturali potenziate che hanno svolto un ruolo più importante nel sostenere l’economia reale, secondo l’ufficio.

L’indice è compilato sulla base dei dati delle principali aziende logistiche che operano servizi di consegna, e riflette le attività commerciali e le tendenze complessive del settore dei corrieri del Paese.

(ITALPRESS).

La doppietta di Just non basta alla Nuova Zelanda, con l’Iran termina 2-2

16 Giugno 2026 ore 08:30
La doppietta di Just non basta alla Nuova Zelanda, con l’Iran termina 2-2

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gol e spettacolo tra Iran e Nuova Zelanda, che al debutto ai Mondiali 2026 danno vita a un divertente 2-2: due volte avanti grazie alla doppietta di Just, gli uomini di Bazeley vengono recuperati prima da Rezaeian e poi da Mohebbi. Con questo risultato, arrivato dopo l’1-1 tra Belgio ed Egitto, il Girone G è in perfetto equilibrio, con tutte e quattro le squadre a un punto. La partita si sblocca già al 7′, quando Just insacca di destro sfruttando l’ottimo lavoro di sponda di Wood. Lo stesso capitano neozelandese, qualche minuto più tardi, manca la zampata del raddoppio. La reazione dell’Iran arriva al 23′ con Taremi, che guida il contropiede e sceglie di andare al tiro dal limite, centrando in pieno il palo. Poco dopo, un’indecisione di Crocombe con i piedi consegna a Ghoddos la possibilità di provarci dalla lunga distanza a porta vuota, ma il suo tentativo non centra lo specchio. Il meritato pareggio arriva al 32′ con Rezaeian, bravo ad arrivare per primo su un tiro di Moghanloo ribattuto dalla difesa della Nuova Zelanda. Allo scadere della prima frazione, Nemati segna il gol del sorpasso sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma il giocatore iraniano era in chiaro fuorigioco sul cross di Rezaeian. Al rientro dagli spogliatoi, come nel primo tempo, anche nella ripresa non passa molto prima che la Nuova Zelanda trovi la via della rete: ci pensa ancora Just al 54′, che sfrutta un recupero di Cacace e scambia due volte con Singh e Wood (entrambi protagonisti anche nel primo gol) prima di battere Beiranvand. La reazione dell’Iran è quasi immediata, in una partita vissuta a fiammate e con frequenti scambi di inerzia: al 64′, Rezaeian veste i panni dell’assistman disegnando un cross perfetto per Mohebbi, che sbuca di testa alle spalle di Boxall e batte Crocombe con la palla che sbatte sul palo prima di insaccarsi in rete. Dopo una fase centrale in cui il gioco è molto spezzettato, i ritmi si rialzano di nuovo negli ultimi venti minuti, con l’Iran che mette sotto grande pressione la Nuova Zelanda sfiorando il gol nell’ultimo dei cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambia più.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’Uruguay di Bielsa fermato dall’Arabia Saudita sull’1-1

16 Giugno 2026 ore 08:30
L’Uruguay di Bielsa fermato dall’Arabia Saudita sull’1-1

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Uruguay non va oltre l’1-1 contro l’Arabia Saudita all’esordio ai Mondiali 2026. Gli uomini di Bielsa vanno sotto nel primo tempo con la rete di Al Amri (41′), ma reagiscono con qualità e carattere nella seconda frazione. Araujo (80′) evita ai sudamericani quello che sarebbe stato un pesante ko in apertura. Con il pareggio tra Spagna e Capo Verde è tutto in equilibrio in un girone H che sembrava decisamente indirizzato verso le Furie Rosse e la selezione di Bielsa. Nella prossima giornata l’Uruguay se la vedrà con Capo Verde (22 giugno ore 24), mentre l’Arabia Saudita sarà chiamata a un’altra impresa con la Spagna (21 giugno ore 18).
Buon avvio dell’Uruguay, che prende subito in mano il pallino del gioco costringendo i sauditi a schiacciarsi nella propria metà campo. Araujo scalda i guantoni di Al Owais, ma i Green Falcons tengono botta senza sbandare. La prima grande chance capita sulla testa di Vinas, che colpisce di testa da pochi metri, ma senza angolare e trovando la respinta di Al Owais. L’Uruguay si sbilancia e l’Arabia Saudita si rende pericolosa in contropiede: Al Amri ci prova di destro in area, ma Muslera devia in corner. Ed è da calcio d’angolo che arriva il vantaggio saudita: colpo di testa di Kanno, respinta non perfetta di Muslera e il più lesto di tutti sulla ribattuta è Al Amri, che firma l’1-0 al 41′. Immediata la reazione sudamericana, ma si va negli spogliatoi con l’Arabia avanti.
Appena iniziata la ripresa l’Uruguay sfiora il pari con Vinas che incorna su cross di Varela ma trova l’opposizione di Al Owais. Assedio della squadra di Bielsa, a centimetri dall’1-1 al 60′ con un palo colpito da Ugarte con una rasoiata dai 20 metri. All’80’ ecco il pari: ennesimo colpo di testa di Vinas, incerto nella respinta Al Owais e Araujo ribadisce in rete per l’1-1 a dieci minuti dalla fine. Saltano gli schemi nel finale con Al Owais che salva l’Arabia Saudita su un destro a giro a fil di palo di Valverde nel recupero. Nonostante un secondo tempo dominato, l’Uruguay non riesce a ribaltare i Green Falcons e non va oltre l’1-1.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Vance “Sosterremo Iran nella distruzione dell’uranio arricchito”

16 Giugno 2026 ore 08:00
Vance “Sosterremo Iran nella distruzione dell’uranio arricchito”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Gli Stati Uniti e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sosterranno attivamente l’Iran nella distruzione delle sue scorte di uranio arricchito” A confermarlo è il vicepresidente statunitense, JD Vance, ai microfoni di NBC News. Sarebbe questo uno dei pilastri centrali del nuovo Memorandum d’intesa siglato tra Washington e Teheran. L’amministrazione americana si dice fiduciosa sul fatto che il governo israeliano finirà per aderire all’intesa attualmente in fase di negoziazione.
Secondo Vance, “l’accordo non solo renderà Israele più sicuro, ma aprirà la strada a una nuova era di pace e prosperità per l’intero Medio Oriente”.
Intanto in attesa della firma di venerdì a Ginevra secondo Vance “I contenuti completi del patto tra Washington e Teheran potrebbero essere svelati in anticipo. Il presidente Donald Trump sta infatti valutando l’ipotesi di rendere pubblico il testo prima di venerdì”.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Cala del Leone, sabato 4 luglio pulizia della spiaggia. Invito aperto a tutti

16 Giugno 2026 ore 01:14

Sabato 4 luglio 2026, dalle ore 9:00 alle ore 12:30 circa, è in programma un’importante pulizia della spiaggia (e bosco) della Cala del Leone in collaborazione con Aamps Livorno.
“Siete tutti invitati a partecipare – fa sapere Matteo Nani Presidente Sons of the ocean – e se potete spargere la voce é cosa gradita, perché ci sarà molto da fare … uno dei posti più belli della nostra costa, durante il periodo estivo, quotidianamente, è inquinato dall’azione antropica! Un’iniziativa promossa da cittadini che tengono veramente all’ambiente!”

 

 

 

Entra Lukaku e il Belgio si sveglia, ma contro l’Egitto è solo 1-1

15 Giugno 2026 ore 23:20
Entra Lukaku e il Belgio si sveglia, ma contro l’Egitto è solo 1-1

SEATTLE (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Finisce 1-1 la sfida tra Belgio ed Egitto, che apre il programma del gruppo G ai Mondiali 2026. Apre le marcature Ashour nel primo tempo, pareggiano i conti i Diavoli Rossi nella ripresa con l’autogol di Hany. Rudi Garcia tiene in panchina Lukaku e lancia De Ketelaere falso nove. Hassan si affida al capitano Salah alle spalle del centravanti Marmoush. La prima occasione della gara parte dai piedi di De Bruyne, che al 7′ ci prova dalla distanza, senza inquadrare però lo specchio. Succede poco a Seattle, ma al 19′ l’Egitto la sblocca. Sugli sviluppi di un’azione lavorata sulla destra, Salah serve Ashour, che dai 20 metri scaglia un destro all’angolino dove Courtois non riesce ad arrivare. Troppo impreciso il Belgio anche nel tentativo di reazione dopo lo svantaggio. I Diavoli Rossi guadagnano campo, ma arrivati negli ultimi 20 metri faticano a essere precisi. L’Egitto va invece vicino al raddoppio con Ziko, che al 33′ tenta un diagonale respinto da Courtois. Nel recupero Doku ha tra i piedi il pallone del possibile pareggio, ma da centro area spara altissimo. Brividi per il Belgio poco dopo, quando Ngoy sbaglia tutto regalando la sfera a Marmoush: Courtois respinge il tiro da posizione defilata. Si va all’intervallo sul risultato di 0-1. Si accende subito la ripresa. Al 48′ doppia occasione per l’Egitto con Ziko e Marmoush, mentre al 53′ è De Bruyne, fin lì poco presente, a centrare il palo su punizione. Al 55′ spreca tutto Ashour, che si ritrova tra i piedi una respinta di Courtois, ma da pochi passi calcia larghissimo. Al 66′ Rudi Garcia leva un impalpabile De Ketelaere in favore di Lukaku, a cui bastano pochi secondi per lasciare il segno. Il centravanti del Napoli si butta su un cross dalla destra, anche se l’ultimo e decisivo tocco è di Hany: autogol e 1-1. Il Belgio ora ci crede e all’83’ va vicinissimo al gol del sorpasso, negato solo da uno strepitoso intervento di Shobeir in tuffo sul colpo di testa di Mechele. Nel finale ne hanno di più De Bruyne e compagni, ma il risultato non cambia: a Seattle finisce 1-1.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cina-Italia, un incontro tra culture nel “Global Village”

15 Giugno 2026 ore 21:35
Cina-Italia, un incontro tra culture nel “Global Village”

CHANGCHUN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alla Jilin International Studies University di Changchun, nella provincia nord-orientale cinese del Jilin, c’è un edificio caratteristico noto come “Global Village”. All’interno di questo spazio educativo multifunzionale, lingue e culture convergono, interagiscono e prendono vita.

In una delle aule di lingua italiana, l’insegnante italiano di 24 anni Pio Savelli guida gli studenti in un esercizio di role-playing. Alcuni si esercitano a ordinare un caffè in un bar di Roma, altri provano a raccontare storie in italiano sulle loro città d’origine.

Cresciuto a Foggia, Savelli ha sviluppato un forte interesse per la letteratura e la filosofia. Nonostante la giovane età, ha pubblicato più di dieci opere letterarie, tra romanzi, raccolte di poesie e saggi filosofici.

Per lui, la curiosità e il desiderio continuo di imparare sono tra le qualità più essenziali nell’educazione.

Quando è arrivato per la prima volta a Changchun, la lingua è stata una delle prime sfide. Secondo Savelli, imparare una lingua straniera non significa soltanto acquisire uno strumento di comunicazione, ma anche entrare in un’altra cultura e in un altro modo di pensare.

Oggi, in qualità di docente di italiano alla Jilin International Studies University, porta questa filosofia in classe. Anzichè concentrarsi solo sull’insegnamento della grammatica, dà importanza alla capacità degli studenti di esprimersi e comunicare in contesti reali.

Questo tipo di pratica didattica è sostenuto dalla più ampia piattaforma di formazione internazionale dell’università.

Spazio distintivo dedicato all’insegnamento esperienziale, il “Global Village” integra l’apprendimento linguistico con l’immersione culturale. Attraverso ambienti simulati e scenari interattivi, gli studenti sperimentano in prima persona l’atmosfera di diversi Paesi. Qui l’apprendimento linguistico va oltre i libri di testo e diventa un ponte tra culture.

Savelli fa parte del team didattico sino-italiano dell’università, composto sia da docenti cinesi sia da insegnanti madrelingua italiani. Attraverso la co-docenza, le attività di scambio culturale e l’apprendimento basato sulla pratica, il gruppo punta a rafforzare la competenza linguistica degli studenti e ad ampliare la loro prospettiva globale.

Durante la sua attività di insegnamento, Savelli ha notato un interesse crescente degli studenti cinesi per la cultura italiana. Dall’arte rinascimentale al design contemporaneo, dall’architettura storica alle tradizioni culinarie, gli studenti sono sempre più desiderosi non solo di imparare la lingua, ma anche di comprendere la storia e i valori alla base di un’altra cultura.

Allo stesso tempo, anche la cultura cinese ha contribuito a plasmare la visione del giovane insegnante italiano.

Dopo diversi anni in Cina, Savelli si è adattato al ritmo di vita locale e ha imparato ad apprezzare le esperienze quotidiane. A colpirlo di più è il fatto che, nel mezzo di una rapida modernizzazione, la società cinese continui a dare grande importanza alla conservazione del proprio patrimonio storico e culturale.

“Penso che Cina e Italia condividano molte somiglianze”, ha dichiarato. “Entrambi i Paesi hanno una lunga storia ed entrambi attribuiscono grande importanza al patrimonio culturale”.

Fuori dall’aula, Savelli condivide spesso le sue esperienze in Cina con amici e familiari in Italia. A suo avviso, la Cina non è solo un Paese in rapido sviluppo, ma anche un’antica civiltà con una profonda ricchezza storica e culturale.

Dalla penisola appenninica alla Cina nord-orientale, la storia di Savelli riflette il più ampio approfondimento degli scambi interpersonali tra Cina e Italia. Nei dibattiti in aula, negli eventi culturali e nelle aspirazioni dei giovani studenti, le due culture continuano a entrare in contatto attraverso il dialogo, la comprensione e lo scambio.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Impresa Capo Verde, bloccata la Spagna sullo 0-0

15 Giugno 2026 ore 20:10
Impresa Capo Verde, bloccata la Spagna sullo 0-0

ATLANTA (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Capo Verde firma l’impresa e blocca sullo 0-0 la Spagna nella prima partita del gruppo H. Le Furie Rosse tengono da subito in mano il pallino del gioco, ma non riescono a impensierire concretamente il portiere avversario. Il primo vero tiro in porta si vede solo al 36′, quando Vozinha alza sopra la traversa una conclusione di Pedri. L’azione sarebbe stata comunque vanificata da un fuorigioco di partenza. Tre minuti dopo, Rodri pennella in area per Cucurella, il neo acquisto del Real rimette al centro di testa per Ferran Torres, che centra in pieno la traversa da due passi. Sulla respinta, Vozinha è decisivo su Oyarzabal. A ridosso del recupero, è ancora Ferran Torres ad avere sul mancino una opportunità ma il suo tiro a botta sicura di prima intenzione rimane troppo centrale. Pochi istanti dopo, Vozinha deve allungarsi sulla destra per sventare un’incornata di Laporte nata da un calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. Nella prima parte della ripresa, i campioni d’Europa in carica non riescono a sfondare e al 26′ entra in campo il recuperato Yamal, lasciato precauzionalmente fuori a inizio match. Due minuti dopo, l’altro neo entrato Merino impatta piano con il destro da buona posizione e Vozinha blocca a terra. Al 37′, Yamal crossa al centro e trova Merino, il quale fa da sponda all’indietro per Cucurella che, lasciato libero, incorna troppo debolmente. Al 43′, Pico si immola con il corpo su una conclusione ravvicinata a botta sicura di Oyarzabal che sarebbe finita nello specchio della porta. A inizio recupero, gli africani si fanno vedere per la prima volta dalle parti di Simon nell’arco del match, quando Borges colpisce di testa in seguito a un angolo battuto dalla destra, ma il portiere blocca centralmente. L’assedio finale degli spagnoli non produce alcun effetto e il risultato rimane fermo sullo 0-0 fino al fischio finale. Al termine del match può scattare la festa tra i giocatori capoverdiani, al debutto assoluto in un Mondiale. Il primo turno del girone si completerà questa notte con la sfida tra Uruguay e Arabia Saudita.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cina, un piano triennale contro consumo energetico ed emissioni CO2

15 Giugno 2026 ore 20:05
Cina, un piano triennale contro consumo energetico ed emissioni CO2

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha presentato un piano d’azione triennale per accelerare gli interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni di carbonio nei settori chiave, ha dichiarato oggi la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC).

Il piano, pubblicato congiuntamente dalla NDRC e da diversi altri dipartimenti e agenzie del governo, si concentra su nove settori ad alto consumo energetico e a elevate emissioni di carbonio, tra cui acciaio, alluminio elettrolitico, cemento, vetro piano, raffinazione del petrolio, etilene, ammoniaca sintetica, metanolo e produzione di energia da carbone.

Nell’ambito del piano, la Cina attuerà interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni di carbonio in questi settori nell’arco di tre anni a partire dal 2026. L’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica e carbonica delle imprese, promuovendo al tempo stesso in modo significativo lo sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio di questi settori, secondo il piano.

Il documento fissa inoltre i principali obiettivi fino alla fine del 2028, delineando compiti specifici di ammodernamento per ciascun settore e chiedendo un maggiore sostegno attraverso finanziamenti, orientamenti sui prezzi, incentivi politici e vincoli basati sugli standard.

La campagna è pensata per aumentare gli investimenti efficaci, promuovere l’ammodernamento industriale, favorire nuovi motori di sviluppo verde e sostenere l’obiettivo del Paese di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio, ha affermato la NDRC.

La Cina ha fissato l’obiettivo “dual carbon” per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060.

Il Paese ha costruito il più grande sistema a rapida crescita di energie rinnovabili al mondo, fornendo un sostegno più solido alla propria transizione verde e a basse emissioni di carbonio.

Un funzionario della NDRC ha dichiarato che la commissione lavorerà con i dipartimenti competenti per garantire l’attuazione del piano e fornire sostegno al raggiungimento dell’obiettivo del picco delle emissioni di carbonio e all’accelerazione della trasformazione verde complessiva dello sviluppo economico e sociale.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

A Vico Equense il Charity Gala Dinner SHRO per sostenere la ricerca oncologica

15 Giugno 2026 ore 20:00
A Vico Equense il Charity Gala Dinner SHRO per sostenere la ricerca oncologica

VICO EQUENSE (ITALPRESS) – Si terrà il prossimo 18 giugno all’Hotel & Resort Le Axidie di Vico Equense, la quinta edizione del Charity Gala Dinner SHRO, l’evento benefico promosso dalla Sbarro Health Research Organization per sostenere la ricerca oncologica e promuovere nuovi investimenti nella medicina del futuro. L’iniziativa rappresenta uno dei principali appuntamenti dedicati alla raccolta fondi per la ricerca scientifica, capace negli anni di coinvolgere istituzioni, comunità accademica, mondo imprenditoriale e società civile in un percorso comune a favore dell’innovazione e della salute. Nelle precedenti quattro edizioni il Gala ha consentito di raccogliere complessivamente circa 500.000 euro, destinati al finanziamento di oltre venti borse di studio, all’acquisto di tecnologie e materiali scientifici e al sostegno di numerosi programmi di ricerca.
“La ricerca scientifica rappresenta uno degli investimenti più importanti che una società possa compiere per il proprio futuro – – afferma il professor Antonio Giordano, Presidente SHRO -. Ogni contributo raccolto attraverso il Charity Gala Dinner si traduce in opportunità concrete per i ricercatori e in nuove prospettive per i pazienti. Continueremo a lavorare affinchè la scienza possa disporre degli strumenti necessari per affrontare le grandi sfide della medicina contemporanea”.
“Questo Gala è diventato negli anni molto più di un evento benefico. E’ un luogo di incontro tra eccellenze, idee e persone che condividono una visione comune: sostenere la ricerca e creare valore per le nuove generazioni di scienziati – le parole di Giancarlo Arra, Vicepresidente SHRO -. Il nostro impegno è trasformare la solidarietà in risultati concreti e contribuire alla crescita di una cultura della ricerca sempre più forte e partecipata”.
I premiati dell’edizione 2026: Alfredo Ercoli, Andrea Vidali, Pasqualino Monti, Lello Arena e Matteo Salvini.
“La presenza di autorevoli rappresentanti del mondo delle istituzioni, della medicina, dell’impresa e della cultura conferma il ruolo del Charity Gala Dinner SHRO quale momento di dialogo tra settori diversi accomunati dall’obiettivo di sostenere il progresso scientifico – conclude la nota -. La quinta edizione del Charity Gala Dinner SHRO rinnova così la missione dell’organizzazione: promuovere la ricerca biomedica e oncologica, sostenere il talento dei giovani ricercatori e favorire la collaborazione tra scienza, istituzioni e società civile per costruire nuove opportunità di cura e innovazione”.

– foto ufficio stampa SHRO –
(ITALPRESS).

Cappellano “Impegni di Stellantis per l’Italia concreti e a lungo periodo”

15 Giugno 2026 ore 18:14
Cappellano “Impegni di Stellantis per l’Italia concreti e a lungo periodo”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro piano strategico quinquennale FaSTLAne 2030 nasce con un obiettivo molto chiaro: guidare Stellantis verso una crescita sostenibile e redditizia.
Parliamo di oltre 60 miliardi di euro di investimenti a livello globale: circa il 60% destinato a brand e prodotti, e il restante 40% a piattaforme globali e nuove tecnologie”. Così Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis durante l’incontro con i rappresentanti delle sigle sindacali. “Investimenti che ci permetteranno di semplificare le architetture, aumentare la scalabilità e offrire ai clienti, in ogni regione, soluzioni di mobilità sempre più mirate”.

“In Europa, il nostro piano strategico si traduce in un impegno molto concreto: circa il 40% degli investimenti globali sarà destinato alla regione, con l’obiettivo di far crescere i ricavi del 15% entro il 2030. Lo faremo rafforzando i brand, ampliando la gamma, migliorando la competitività dei costi e aumentando l’utilizzo della capacità produttiva. Il tutto in un contesto particolarmente sfidante: +25% copertura mercato. In questo quadro, l’Italia gioca un ruolo centrale. “I segnali sono già incoraggianti: domanda in crescita, aumento della quota di mercato, produzione in aumento e riduzione degli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti. Prevediamo nuovi modelli, investimenti per l’innovazione, il coinvolgimento di tutti i brand italiani e, elemento fondamentale, nessuna chiusura di stabilimenti”, spiega. “Ogni sito avrà un ruolo preciso nella nostra visione industriale: dall’elettrico accessibile a Pomigliano, ai veicoli commerciali ad Atessa, all’innovazione industriale di Mirafiori, fino allo sviluppo del premium e del lusso tra Modena, Melfi e Cassino”, conclude.

“I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita. Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla.
Il nostro piano è chiaro. È coraggioso. Ed è ambizioso. I primi segnali sono positivi, ma sappiamo bene che le sfide non sono ancora alle spalle. Per questo è fondamentale creare le condizioni per una crescita sostenibile nel lungo periodo: servono competitività e regole realistiche, orientate allo sviluppo industriale”, ha detto. “Il nuovo piano strategico rappresenta un’evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il ‘Piano Italia’, confermando e rafforzando tutti gli impegni che abbiamo assunto. Dimostra con concretezza come Stellantis coniuga radici locali e dimensioni globali
Gli impegni del Piano Italia sono stati mantenuti e, in molti casi superati con il nuovo piano strategico: Italia guida offensiva europea su E-Car, a partire da Pomigliano; Investimenti ad Atessa per nuova generazione LCVs; nuova AR a Melfi; rilancio di Maserati a fine anno; nuova Grecale a Cassino; investimenti e acquisti da filiera italiana in continuità”.

Il Piano Italia, continua Cappellano, “sarà più forte con FaSTLAne 2030 e con una visione chiara: il nostro Paese sarà l’HUB produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena, dei veicoli commerciali ad Atessa”.

– foto ufficio stampa Stellantis –

(ITALPRESS).

Chi controlla il denaro e chi la salute?

15 Giugno 2026 ore 18:01
Martedì 16 Giugno ore 18.00 WEBINAR gratuito 🔍 Chi prende davvero le decisioni che influenzano la nostra vita? Il bene più prezioso dell’essere umano? La salute. Ma siamo sicuri di conoscere tutti i meccanismi che si muovono dietro le quinte e che influenzano la nostra salute? In questo webinar gratuito, Marcello Pamio e Mirko Castignani ...continua a leggere "Chi controlla il denaro e chi la salute?"

Consulta Fimaa-Fiaip-Anama: “Da Mimit ok a praticantato e apertura su riforma”

15 Giugno 2026 ore 11:27
Consulta Fimaa-Fiaip-Anama: “Da Mimit ok a praticantato e apertura su riforma”

ROMA (ITALPRESS) – La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare, composta dalle uniche tre Federazioni realmente rappresentative della categoria, FIMAA-Fiaip-ANAMA ha incontrato il Sottosegretario Mara Bizzotto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro “è stato una preziosa occasione per esporre al Sottosegretario il lungo percorso di collaborazione costruttiva portato avanti con continuità nel tempo dalle Federazioni come Consulta con il Ministero, con una particolare accelerazione nel corso degli ultimi anni, e per ribadire alcune proposte relative alla modifica della disciplina della mediazione, oggi contenuta nel disegno di legge AS1894 presentato al Senato”, si legge in una nota.

Il Sottosegretario “ha riconosciuto il grande lavoro che viene svolto quotidianamente dalla Consulta a tutela della categoria e dei consumatori, mostrando apprezzamento per le sinergie e la collaborazione che possono portare ad importanti traguardi, proprio per lo spirito di condivisione che facilita il dialogo con il Ministero e con il Governo”. In tale ottica, “è stato confermato dai dirigenti ministeriali che il decreto attuativo di disciplina del praticantato era ormai in dirittura d’arrivo, come monitorato quotidianamente dalle Federazioni stesse, ed infatti ha ricevuto il parere favorevole da parte della Conferenza Stato-Regioni”.

Sul fronte della riforma della Legge n. 39 del 1989, il Sottosegretario “ha confermato la disponibilità a ragionare sull’inserimento di alcune delle proposte della Consulta in uno dei prossimi provvedimenti idonei, in modo da garantirne una rapida approvazione”. “La Consulta ha avviato da tempo un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy anche per chiedere una revisione della disciplina della mediazione – hanno spiegato nel corso dell’incontro il Vicepresidente vicario di FIMAA, Maurizio Pezzetta, il Presidente nazionale di Fiaip, Fabrizio Segalerba e il Presidente nazionale di ANAMA, Renato Maffey -. La legge in materia risale al 1989 ed è rimasta sostanzialmente invariata da oltre trent’anni, nonostante il profondo mutamento del contesto economico, tecnologico e normativo in cui i mediatori operano quotidianamente. L’intermediazione immobiliare incide in misura significativa sulla vita delle persone dal momento che il 60% dei risparmi delle famiglie italiane è investito in immobili. È indispensabile, pertanto, che il quadro normativo garantisca elevati standard professionali e tuteli in maniera effettiva i consumatori”.

L’auspicio delle tre Federazioni è quello di “proseguire la proficua e costante collaborazione in essere con il Ministero, che ha già consentito il raggiungimento di importanti traguardi”.

– Foto di repertorio ufficio stampa Fiaip –

(ITALPRESS).

The Dome

14 Giugno 2026 ore 23:41
Non sapevo quale libro portarmi al mare e la mia scelta è caduta su un "libercolo" di oltre mille pagine, scritto da quel geniale psicopatico di Stephen King.Lo so, starete già pensando: "Ma come si fa a leggere un libro di oltre mille pagine sotto l'ombrellone?". Me lo sono domandato anch'io.Eppure, visto che l'ho preso, ...continua a leggere "The Dome"

La montagna non si arrende ai giochi d’azzardo

18 Marzo 2025 ore 10:47

Nessun impianto, nessun rimorso: alcune considerazioni e un racconto a più voci della mobilitazione dello scorso febbraio

Lo scorso 9 febbraio una quindicina di escursioni hanno punteggiato la dorsale appenninica e l’arco alpino al grido La montagna non si arrende. Dopo l’esperienza di Reimagine winter (marzo ’23) e Ribelliamoci AlPeggio (ottobre ’23) decine di associazioni, spazi sociali, comitati di abitanti, climattiviste si convocano in risposta alla chiamata dell’Associazione Proletari Escursionisti.
Un primo dato interessante sta proprio qui: realtà diverse, associative e militanti, singoli oppositori o gruppi organizzati riflettono le proprie voci di dissenso a progetti che disegnano una prospettiva di turismo sempre più aggressiva basata sulla depredazione dei territori. Troviamo che questa saldatura descriva due importanti momenti. Tanto per cominciare, sappiamo che in questa fase le lotte locali fanno paura al potere e sono tra le poche efficaci. Basti qui ricordare la pesantissima repressione NoTav, le manganellate al parco Don Bosco di Bologna, le forze dell’ordine sempre più spesso mandate a monitorare gruppi e iniziative di protesta locale o ancora le lotte contro il furto d’acqua e le dighe d’Oltralpe. Unire queste lotte a partire dall’urgenza dello sperpero olimpico e metterle in connessione tra loro non farà che rafforzarle e migliorarne l’efficacia, rendendo una volta ancora più esplicito il trait d’union che le accomuna: la necessità di sviluppare comunità disposte a interagire con i territori e a ragionare di come starci dentro e non sopra, insieme alll’improrogabilità di opporsi a prospettive che minacciano e calpestano luoghi ogni anno più fragili. Visioni superate, fuori tempo massimo, che strizzano ancora dopo aver spremuto. Idee sepolte, energivore, idrovore e che possono essere tranquillamente descritte come negazioniste del cambiamento climatico.

In questo solco la proposta di una giornata di mobilitazione sincrona che riconosce nei Giochi olimpici invernali 2026 l’elemento apicale di una lunga sequenza di iniziative nocive e imposte, che drenano risorse pubbliche e minano la vita non solo umana nei territori coinvolti, può fungere da apripista a una galassia di resistenze contro cave e miniere, grandi opere stradali sovradimensionate, impianti eolici industriali, estrazione di fonti fossili, nuovi impianti di risalita. Un cartello capace di interrogare e interrogarsi su possibili forme di mutuo appoggio, produzione di spazi di confronto e formazione, impellenza di far emergere le lotte con lo scopo di portare a casa piccoli e grandi risultati utili a infondere fiducia nel binomio stop nocività / riprogettazione dal basso. Tutto nasce dall’appello: «Le terre alte bruciano. Non è una metafora. Lo zero termico a 4200 metri in pieno autunno, i ghiacciai si sfaldano, il permafrost si scioglie, le alluvioni devastanti sono la realtà quotidiana delle nostre montagne. Una realtà che stride con l’ostinazione di chi, dalle Alpi agli Appennini, continua a proporre un modello di sviluppo anacronistico e predatorio, basato su pratiche estrattive e grandi-eventi come i giochi olimpici invernali.

La monocoltura turistica sottrae risorse economiche pubbliche a beneficio di pochi, a scapito di modelli plurali e alternativi di contrasto allo spopolamento delle terre interne e di convivenza armonica in territori montani fragili e unici».

I numeri, le opere (e i giorni) di una crisi

Il versante sud delle alpi paga per primo il costo della crisi climatica: 260 impianti sciistici dismessi, oltre 170 in funzione “a intermittenza”, i bacini per l’innevamento artificiale crescono del 10% toccando la cifra record di 158 secondo il Rapporto Neve Diversa di Legambiente. Sempre in tema di dati, le prime analisi della Rete Open Olympics illustrano l’economia della promessa olimpica a partire dagli open data pubblicati sul sito di SiMiCo, l’SpA a controllo pubblico e principale stazione appaltante delle infrastrutture del ticket Milano-Cortina 2026. Dati che raccontano il modello spompo di una nazione al collasso che dopo essere implosa nell’industria e nella sua capacità di produzione non sa far altro che iniettare liquidità per generare reddito sottraendo spazi di cittadinanza. E così si ruba acqua a comunità che necessitano di autobotti per bagnare gli orti, si progettano impianti che abbattono boschi, si trasformano rifugi alpinistici in resort di lusso. La logica della turistificazione genera souvenir finto-artigianali, attrae gruppi di investimento, cancella servizi essenziali per le comunità. Il risultato di questo “favore al turismo” costi quel che costi altro non è che l’annientamento di economie locali, la crescita dei prezzi e l’impossibilità di vivere e sviluppare relazioni dove si è nati e cresciuti, quando anche vi ci si volesse rimanere.
L’esplosione e l’atomizzazione del tessuto sociale.

Scritte contro l’eccessiva invadenza del turismo all’Alpe di Siusi

A un anno dallo start nella gestione del cantiere olimpico 2026, la metà delle opere risulta ancora in progettazione o in gara, le attese di una VAS nazionale sono state tradite e sulla Lombardia insiste il carico più alto (50% ca. di 3,38 miliardi) sia per numero di opere che per costo. La conclusione di diverse opere di “legacy”, che per il 70% sono stradali e per il 30% ferroviarie) è già in agenda per il 2028, 2030, 2032. Il binomio fretta/ritardo, distrattamente salutato come pura imperizia, costituisce una leva fondamentale della logica commissariale e della sua capacità di accelerare i processi di trasformazione territoriale bypassando i processi democratici di ascolto, interlocuzione, cessione di potere all’agognata sovranità popolare. A questo scenario si aggiungono i costi per la realizzazione dei Giochi veri e propri, in carico alla Fondazione Milano Cortina 2026 per 1,6 miliardi di euro.

Il 70% delle opere collaterali alle Olimpiadi – in una nazione in cui crollano ponti, si sfaldano guardrail e lo stato di edifici pubblici a cominciare dalle scuole è pessimo, in cui le case non a norma, abusive, e a forte rischio in caso di evento sismico o meteorologico è disarmante, in cui  la manutenzione è inesistente e la priorità è spostare masse di turisti nel grand tour dell’invasione – sono strade. La politica pretende di ridurre gli intasamenti stradali aumentando il numero delle carreggiate – come nel caso del Passante di Bologna – e delle carrozzabili – come per la tangenziale di Bormio – senza ammettere che così facendo fa aumentare il volume del traffico e torna al “via”, a dover ampliare e costruire ancora e ancora.
Opere per giustificare opere: infrastrutture per raggiungere borghi e città tronfi di mattone e bonus edilizi, centri urbani tirati a lucido e gentrificati, in preda alla smania di decoro e respingenti. Un Paese ricco di infrastrutture turistiche mal progettate che chiamano ciclabili. Opere inutili rispetto all’idea originaria – agevolare la mobilità interna -, che quando non contribuiscono a causare disastri, come in Emilia, sottraggono spazio ai marciapiedi e pedoni.
L’ottica turistica nasconde nocività sotto al tappeto e inventa peculiarità e tradizioni, economie e bella vita, in una valanga schizofrenica che si ingigantisce e travolge tutto quel che incontra. Impianti anacronistici e funi ricollocate nella tradizionale destinazione d’uso, come nel caso dell’ovovia di Trieste, «una vetrina commerciale per le sue [di Leitner, ndr] cabinovie urbane, dato che il cambiamento climatico preclude altri impianti in quota». Meleti pervasivi che occupano il territorio in maniera tossica, fatta di fitofarmaci e pesticidi, mentre si invita la gente a voltarsi dall’altra parte per ammirare funivie che trasporteranno la frutta da stoccare. È questo il progetto Melinda che, vestiti i panni di novella Grimm, racconta una Biancaneve al contrario fatta di una funivia, riduzione del traffico di camion, buone mele “green” e biodiversità. Come se non fosse una presa per i fondelli parlare di biodiversità mentre si impone una monocoltura (o bi-coltura, se includiamo i vigneti) nociva.
Come se la costruzione e il mantenimento di un impianto non fossero energivori, non impattassero sul territorio non inquinassero; come se, tolte poche centinaia di metri al trasporto su gomma – l’”ultimo miglio” – i camion non continuassero a portar merce dai produttori alla stazione di partenza della funivia, e dalla cella ipogea della cava di stoccaggio ai centri di distribuzione.

In Trentino, la regione “illuminata” in cui l’invasione di animali umani inizia a produrre più noie che reddito, la Provincia preferisce millantare invasioni di una fauna anch’essa re-introdotta a uso turistico, salvo non garantirle il minimo spazio vitale e negarle corridoi di dispersione per poterla poi additare a emergenza criminale e pretendere di abbatterla.
La negazione della vita per l’aleatorietà del fatturato perché, grattata la vernice, la menzogna si svela per quello che è: altro che interesse per l’ambiente, rispetto per le comunità, scelte lungimiranti per la collettività.

Interesse privato e pittate di vernice, stop

Per i Giochi è previsto l’arrivo di 1,8 milioni di presenze, che a mezzo stampa si usa arrotondare a 2 milioni, ma che in realtà è un modo curioso di parlare di 500.000 persone, per intenderci un settantesimo del giubileo capitolino.
Il Rapporto di sostenibilità, impatto e legacy è una lettura di sicuro svago per gli amanti della chiarezza circa gli obiettivi dell’impresa: rafforzare la posizione sia di Milano, come città met dinamica e votata ad ospitare eventi internazionali, che di Cortina, quale località nel cuore delle Dolomiti e della regione alpina, attrazione turistica e polo leader a livello mondiale per sport invernali. Se solo escludiamo i nomi di località e discipline che riportano la parola alpina o alpino questa è l’unica volta in cui le Alpi sono citate in 164 pagine di documento. A titolo di paragone il lemma Milano (sede di gara della maggior parte delle discipline) restituisce oltre 250 risultati.

Narrazioni dunque, cumuli di narrazioni che mirano a intruppare e a spostare l’attenzione dal cuore del problema: il modello di business distruttivo.
Ecco perché è importantissimo questo inizio di “camminata larga”, ecco perché ci auguriamo che la contestazione fuori e oltre, al tema stretto “Milano-Cortina”, si allarghi. Partire dalle singole opere, dagli impianti, dai progetti – che siano in alto come in basso, in città come in piccoli borghi semi-disabitati –; partire dai sommovimenti e dalle lotte, metterle in “rete”. Perché le narrazioni attorno all’Olimpiade o a qualsiasi altro soggetto speculativo si adattano di volta in volta succhiando respiro, ma sono accomunate dalla stessa logica, perfettamente sovrapponibile a quella che anima l’assalto a tutto lo stivale: soldi, sfruttamento, impoverimento sociale.

Leggere la dinamica aiuta a allargare lo sguardo, apre riflessioni di respiro, e sposta il piano. In questa logica non ha senso controbattere alla produzione immaginifica del monolite olimpico fatto di mille piedi, stare sul pezzo delle Olimpiadi come evento anacronistico, immaginare un unico motore no-olimpico.

Come bene ha scritto Alberto di Monte, il nostro compagno Abo, su Umanità Nova: «L’importante non è vincere, oggi è importante non partecipare». Ne siamo convinti, le montagne meritano una nuova diserzione, le olimpiadi meritano diserzione, questo mondo merita diserzione.
Disertare le loro battaglie e le loro costruzioni del nemico, spostare l’asse verso il conflitto giusto: non contro le narrazioni sognanti e distorcenti che produce il capitale, ma contro esso stesso.

Bormio – Fake snow, real profit!

La comitiva in arrivo in pullman da Milano è accolta a Bormio dalla prima neve di stagione, che da qualche giorno scende copiosa in alta valle. Le centocinquanta persone partecipanti inscenano un’escursione-manifestazione-perlustrazione fino all’imbocco della Valdidentro prima di ripiegare nel centro storico per un pomeriggio di presidi itineranti. Sì perché la contestazione olimpica non è ben accetta dall’amministrazione locale né dalla questura di Sondrio e diverse iniziative sono state precettate nel tentativo di scorare i dimostranti e di tenere a distanza le sensibilità più curiose. L’epilogo di fronte all’ecomostro delle tribune al piede delle piste, lungo la via che dovrebbe intercettare il traffico della nuova tangenzialina, è la fotografia plastica dei “Giochi della sostenibilità”.

Lo ski stadium di Bormio durante il presidio

Per raggiungere Bormio abbiamo risalito la Valle Camonica e scavallato il passo dell’Aprica. Lungo il tragitto, sopra le nostre teste nubi dense contrastano con un paesaggio brullo, fatto per l’ennesimo inverno consecutivo di scarsissime precipitazioni, sia piovose che nevose.
Attraversando la valle scorgiamo Montecampione, località sciistica fallita, e per fortuna: per tutta la bassa valle non s’intravede nemmeno una spruzzata di bianco. È febbraio ma sembra autunno.
Più a Nord la situazione non è migliore, qualche incrostazione dalla Presolana, dal Pizzo Badile camuno e dalla Concarena in su, macchia appena monti di oltre 2000m di quota.
All’Aprica, poco meno di 1200 mslm, scorgiamo i primi spazzaneve, i primi fiocchi. Siamo quasi stupiti, siamo in cinque ed è la prima neve dell’anno che vediamo. La località è triste: poca gente per la via centrale, ancor meno sulle piste, lingue bianche e artificiali a dividere masse verdi d’abete. Forse anche la gente si sta stancando di sport invernali senza inverno.

Il passo dell’Aprica la mattina del 9 febbraio

Scendiamo in Valtellina: a Tirano monti e fondovalle sono asciutti quanto quelli camuni. Man mano che ci inerpichiamo verso Bormio riprendono i fiocchi, “sta a vedere che portiamo il dono più prezioso al nemico”. Arriviamo a Bormio in leggero anticipo, la Piana dell’Alute è magnifica, ampia, di un verde che comincia a imbiancare.
I bormini le sono molto legati, la amano per la sua storia, per il suo valore paesaggistico, per quello che è. Andrebbe vista, visitata, protetta; la nuova amministrazione invece la vorrebbe devastare per farci passare la “tangenzialina”. Altro che tangere, sventrare una piana stupenda per proiettare il vomito-massa nel cuore di Bormio. Chissà se reggerà a queste sollecitazioni. Chissà se questo piccolo microcosmo resisterà all’infarto.

Cercando un parcheggio attraversiamo piazza Kuerc dove ancora non c’è nessuno. Lasciamo l’auto, calziamo gli scarponi e torniamo in centro. Bormio fa la stessa impressione dell’Aprica: pochi turisti, poco movimento in pista e fuori, i vecchi fasti delle località sciistiche sono passati, resistono giusto i comprensori-mastodonte come il Tonale, luogo di un’altra camminata di questo 9 febbraio.
In piazza ci dirigiamo verso un bar per un caffè, due ragazze ci fermano e chiedono se sia qui il ritrovo. «Sì, e manca poco. Speriamo che il meteo non rovini la giornata».
Al bar veniamo accolti bene, le ragazze che lo gestiscono ci chiedono se siamo qui per via della manifestazione, sono curiose. Fuori le stesse scene, qualche passante ci saluta e chiede, così come gli agricoltori che hanno approntato un mercatino sotto la copertura della piazza.
La storiella dei valligiani chiusi, dei montanari ostili ai movimenti e felici di vedere “soldi per lo sviluppo” si scioglie come i fiocchi che cadono sul selciato di questa piazza.
Il pullman da Milano è in ritardo, cogliamo l’occasione per salutare qualche conoscenza e per conoscere persone nuove che nel frattempo si stanno radunando. Il pericolo è scongiurato, gente ce n’è.
A un certo punto avvertiamo una presenza chiassosa, svolto l’angolo e intravedo uno striscione che recita «Milano-Cortina 2026. Dalle Montagne alle città. Olimpiadi insostenibili».
È arrivato il pullman, e bene: la questura ha vietato di tutto un po’, cortei compresi, ma la cosa non preoccupa né impensierisce troppo.
Ci muoviamo quasi subito dietro lo striscione, ci sono anche alcune bandiere e intoniamo cori. I milanesi hanno studiato un canzoniere simpatico, provocatorio, scherzoso.
Il corteo si fa, e attraversa tutto il paese. Qualche curioso si sporge dalle finestre, qualcun’altra chiede. Un signore è incuriosito dalla bandiera palestinese che sventola. «Cosa c’entra con questa iniziativa?», chiede. «Le lotte si tengono assieme, così si dà senso alle cose, alle sorellanza».
Capisce. Annuisce. Se ne va sorridendo.
Attraversiamo il fondovalle costeggiando il canale termale e poi pieghiamo a destra, inerpicandoci nei boschi, la neve attacca e meglio così, sotto di lei insidiose lastre di ghiaccio fanno pattinare e battere le natiche a terra a più di uno di noi. Ma fa presa anche negli animi, i cani ci zampettano felici, qualcuno ci si tuffa, si comincia una divertita battaglia a palle di neve. Nel frattempo tre digos stanchi, compito ingrato, ci seguono a sempre maggior distanza.
Disinteressati.

I locali hanno preparato alcuni interventi che danno il senso della giornata: la tangenziale, il progetto spalti della pista Stelvio che è già costato decine di milioni di euro e che altrettanti ne mangerà, la gentrificazione, la difficoltà del vivere ai margini dell’impero.
C’è di tutto, ce n’è per tutti; quello che una volta tanto manca è la frustrazione, il senso di impotenza, e forse questa è la cosa più importante.
Il senso della giornata, il motivo dell’umore positivo è dato alla perfezione da uno degli interventi del pomeriggio, di nuovo in Piazza del Kuerc, nel primo dei presidi mobili a cui i divieti questurini di corteo ci hanno obbligato. Tessere, unirsi, combattere. Essere consci che non è una battaglia per vincere, che le olimpiadi si faranno, ma che su qualche opera si può vincere e se su quelle vittorie si costruisce consapevolezza si segna un punto importante, si aggrega, si rilancia.
Ci sarebbe di che confrontarsi, ce ne sarà occasione: i problemi bresciani risuonano in quelli valtellinesi, che fanno eco a quelli milanesi, del tutto simili a quelli appenninici, «che al mercato mio padre comprò»; se saremo bravi sarà semplice intersecare le lotte, riportarle a quello che sono: un’unica grande battaglia contro un unico nemico arrogante.

Durante il rientro attraversiamo boschi di abeti e larici, vallette, passiamo dietro ai bagni di Bormio (ora irrimediabilmente chic), ci immergiamo in questa testimonianza silente delle peculiarità di un territorio maestoso e delicato. Lungo il cammino e prima della foto di rito da un belvedere, a fine camminata, è previsto un altro breve intervento che – appunto perché la lotta è una – include anche il racconto di quello che è successo al lago Bianco, dove si è pensato di posare tubi al fine di sfruttare il bacino per l’innevamento artificiale. In pieno Parco Nazionale dello Stelvio, prosciugando una torbiera e la sua complessità ecologica, a dimostrazione che è tutto sott’attacco, anche le aree più fragili e che pensavamo tutelate.

La camminata è stata intensa, avvolta dall’odore e da quel senso di ovattamento sempre più raro che regala la neve, che aiuta a riflettere, che fa meglio percepire le sinapsi. Torniamo in piazza, mangiamo qualcosa e ci prepariamo per l’ultima parte della giornata, fatta di presidi dinamici che descrivano il senso dell’iniziativa e i cantieri “insostenibili”, con ultima tappa sotto le colate di cemento della già citata pista Stelvio.
Si uniscono a noi comitati locali, due arzilli avanti con gli anni volantinano e raccolgono firme per i trasporti gestiti da regione Lombardia, contro il suo assessore, contro Trenord. Altro piccolo legame tra le due valli unite nello scempio: in quella camuna si va sviluppando il primo progetto italiano di treno a idrogeno su una linea capace di offrire soltanto disservizio, da anni.

A causa di un piccolo acciacco e della conseguente sofferenza di uno di noi ce ne andiamo poco prima della fine e dei saluti, non partecipando all’ultimo dei presìdi, del resto “si parte e si torna insieme”. Ce ne andiamo però soddisfatti, pieni del senso di una giornata proficua, necessaria.
Le connessioni ci sono tutte, le volontà anche. Non resta che cospirare.

Caldarola – Anche in Appennino: la montagna non si arrende
(a due passi dai Sibillini)

Ci ritroviamo a camminare nell’Appennino maceratese a distanza di diversi mesi dall’escursione che ci portò a osservare dall’alto l’area interessata dal progetto monster degli impianti di Sassotetto e a diversi anni dalla fantastica Festa di Alpinismo Molotov del 2018. In questa fascia di montagna, a rispondere all’appello per la giornata di mobilitazione sono state due associazioni locali: C.A.S.A. Cosa Accade se Abitiamo e L’Occhio Nascosto dei Sibillini, ma la partecipazione come vedremo è stata poi molto più ampia, sia da parte di singoli che di realtà del territorio. Ma partiamo dalle basi, sottolineando un aspetto che non smetteremo di evidenziare: le dinamiche predatorie e speculative che interessano quest’area sono le stesse che ritroviamo in tutte le terre alte (e non solo in quelle), con l’aggravante che vanno a insistere su un territorio che ancora mostra tutte le ferite del sisma 2016/2017. Ferite visibili, fatte di case e paesi ancora – quando va bene – in fase di ricostruzione e di un tessuto sociale sempre più in difficoltà. Quando, nei primi mesi del post-terremoto, parlavamo di un territorio che rischiava di essere ancor più sotto attacco perché reso più debole dalle scosse e dalla mala gestione dell’emergenza (prima) e della ricostruzione (poi), facevamo una previsione fin troppo semplice.

Per questo mobilitarsi in queste aree ha a avrà per lungo tempo una doppia valenza, una “di base” e una specifica sulle varie tematiche che si intendono affrontare. Questa volta gli interventi che hanno unito i nostri passi si sono concentrati su tre temi di base: i progetti turistici sui Sibillini, il Gasdotto SNAM che attraversa queste zone, il parco eolico che dovrebbe sorgere proprio dove stiamo camminando. Quest’ultimo tema è quello su cui ci si è soffermati maggiormente, anche ma non solo per il luogo scelto per l’escursione di questa giornata.
Riprendiamo dall’appello: “(…) a ridosso del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra i comuni di Caldarola, Camerino e Serrapetrona, in provincia di Macerata, dovrebbe sorgere un parco eolico con aerogeneratori alti 200 m. A conferma di come l’energia rinnovabile, di cui ovviamente condividiamo la necessità alla base, non sia buona “di per sé” ma vada comunque sempre inserita in un contesto di rapporti sociali, politici ed economici e valutata considerando anche l’impatto sull’ambiente, sulle comunità e sull’intero territorio. Non è illogico riconoscere che dietro la famigerata transizione ecologica si nascondano altri interessi (il parco eolico in questione è stato richiesto appunto da una multinazionale norvegese con sede anche in Italia) che non hanno nessuna ricaduta positiva sulle comunità – defraudate di qualunque potere decisionale – perpetuando in chiave “green” lo stesso sistema economico che ci ha portato fino a questo punto.”
Riportiamo queste considerazioni perché sono tornate più volte nel corso degli interventi e perché se sostituiamo il parco eolico con gli impianti di risalita o con il gasdotto il risultato finale non cambia: nessuna ricaduta positiva sui territori ed estrattivismo da parte del capitale. Su queste basi ci ritroviamo lungo il sentiero che da poco più avanti l’abitato di Castiglione si muove verso i Prati delle Raie e Croce di Valcimarra. Ci muoviamo intorno ai mille metri di quota e una fitta nebbia ci accompagna fin dalla partenza, siamo 100? 120? 90? È persino difficile contarsi e nel lungo serpentone si riconoscono le sagome solo dei dieci avanti e dietro ciascuno di noi. Una composizione variegata e di tutte le età, compagne e compagni che si incontrano sia in piazza che lungo i sentieri di montagna ma anche appassionati di escursionismo e persone del luogo sensibili agli argomenti trattati. Chi conosce questi posti racconta di come normalmente il panorama da quassù sia fantastico, da un lato le vette dei Sibillini che a tratti spuntano dietro ogni curva, dall’altro la vallata e Camerino in lontananza. Oggi la nebbia rende tutto surreale e qualcuno aggiunge che “oggi non avremmo visto neanche le pale se le avessero già piazzate”.

Durante le prime due soste sul gasdotto e – soprattutto – sul parco eolico sono tante le domande e le considerazioni che si accavallano e chi ne sa di più prova a rispondere, non tanto sui tecnicismi quanto sull’assurdità del progetto in sé. Qualcuno ricorda che solo nelle Marche sono più di cento le pale eoliche – alte 250 metri – che dovrebbero essere installate lungo i crinali appenninici, tanto che sempre oggi sul Monte Strega è in corso un’altra escursione sempre sullo stesso tema.
Continuiamo a salire e si iniziano a vedere i primi scampoli di cielo blu, giusto in tempo per la foto di rito con uno striscione realizzato con su scritto a caratteri cubitali “La montagna non si arrende”. Dopo poche centinaia di metri accompagnati dal sole l’itinerario ci porta a ripiombare nella nebbia per l’ultima “pausa narrata” sui progetti da decine di milioni di euro che andranno a impattare sui Sibillini con la scusa della “transizione turistica”, che ovviamente non viene chiamata così, ma sembra troppo affine alla transizione ecologica per non fare un accostamento.

Scendendo ci siamo chiesti cosa avesse significato questa giornata e l’opinione di tutti è che, nonostante il meteo e un territorio che negli ultimi anni ne ha passate di tutti i colori, c’è ancora una spinta a mobilitarsi su questi temi. Spinta che ci auguriamo sia solo il primo passo di una rincorsa verso i prossimi appuntamenti, perché l’escursione di oggi ci ha dimostrato che nonostante tutto gli spazi di possibilità ci sono. Sempre.

Ponte di Legno – Ri-pensare le terre alte per la loro salvaguardia

La camminata a Ponte di Legno – pensata e condotta da APE Brescia, MTO2694, Unione Sportiva Stella Rossa, Collettivo 5.37 e L’Oco! Orco che orto – ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, nonostante una fitta nevicata lungo il sentiero e pioggia battente all’imbocco della Val Sozzine, luogo di ritrovo della manifestazione, ma non è stata che l’apice di un percorso preparatorio di respiro.
Va infatti fatta una doverosa premessa: in Valle Camonica sono state organizzate tre serate preparatorie alla camminata del 9 febbraio, con l’intento di coinvolgere una popolazione che sobbolle disorientata, di mettere a fuoco le tante questioni camune sul tavolo – Terme di Ponte di Legno, depredamento del bacino del Lago Bianco per realizzare un nuovo impianto di innevamento artificiale, ampliamento del comprensorio del Monte Tonale, Montecampione, terra di progetti di turistificazione varia – tra i quali spicca Imago nei parchi Nazionali delle Incisioni Rupestri. – e di tentativi di costruire relazioni stabili tra cittadini sparsi, associazioni, comitati e collettivi locali che si stanno opponendo o che ragionano criticamente su singoli progetti, per rinforzare la protesta.
Tre serate molto partecipate e vivaci, organizzate da realtà strutturate che sono state in grado di aprirsi e accogliere la partecipazione non scontata di tanti singoli sparsi, sensibili ai temi ambientali e sociali del territorio. Tre assemblee grazie alle quali si è generato un passaparola propedeutico a allargare lo sguardo e le presenze del 9 febbraio.

Nel suo complesso, la mobilitazione è infatti stata molto più larga rispetto a quella che ha frequentato il serpentone colorato del 9; sintomo di una tematica sentita e della capacità di intercettare molte istanze e soprattutto molti volti nuovi rispetto a quelli a cui ci la militanza camuna è abituata.
Il  percorso scelto si è snodato lungo la ciclabile che da Ponte di Legno sale verso il Passo del Tonale, una camminata adatta a tutti, con punti panoramici dai quali osservare direttamente i luoghi delle criticità trattate e sufficientemente visibile perché i turisti in risalita verso le piste del Tonale se ne accorgessero. Ad accogliere i partecipanti giunti in auto e con un pullman, una micro delegazione delle forze dell’ordine che, una volta rassicurate rispetto all’idea pacifica della mobilitazione e della mancanza di volontà di bloccare le piste – voce preoccupata e forse messa in circolo con una certa malizia – si è allontanata salutando. Di altro tenore l’interesse della stampa locale, presente con rappresentanti di tutte le emittenti, che si è presentata per produrre servizi e articoli una volta tanto piuttosto potabili.
Il meteo non è stato clemente, ma un percorso ben studiato ha consentito a chi non fosse attrezzato o si trovasse in difficoltà a camminare sotto la neve di seguire gli interventi muovendosi da una sosta all’altra, lungo la strada. Gli interventi hanno rivendicato maggiore vivibilità, sia economica e sociale che ecologica e ambientale. Hanno messo in luce la scarsità di prospettive e di servizi per i camuni: spopolamento, mancanza di servizi, redditi inferiori rispetto a quelli di pianura, impossibilità di non avere un’auto a causa dell’inefficienza della mobilità pubblica, aggravata dal progetto di Trenord di realizzare una linea sperimentale a idrogeno e ribadito contrarietà al continuo sperpero di risorse per ampliare i demani sciabili.
La Valle Camonica infatti, anche se non sarà direttamente impattata dalle Olimpiadi, fa parte di quei territori che continuano a drenare fondi collettivi per cercare di rilanciare il turismo con nuovi comprensori, cannoni e sbancamenti, senza pensare minimamente di diversificare le proposte o gettando lo sguardo a un turismo più responsabile e meno impattante.

Immaginando le tappe di avvicinamento e la giornata di mobilitazione, si è scelto un percorso indagante, morbido e inclusivo ben riassunto da questa dichiarazione del comitato MTO2694: «Progetti come quello sul Monte Tonale Occidentale, poco chiaro e ancora fumoso, che  in alcune ipotesi prevede lo sbancamento della cima e il disboscamento della Valle del Lares, sono un attacco all’ambiente e alla biodiversità». Un progetto «anacronistico, fuori tempo massimo». […] «Le critiche sono tante e addirittura alcune sono condivise da Regione Lombardia. La stessa Regione Lombardia che ha parzialmente finanziato questi impianti. Le criticità sono davanti agli occhi di tutti». Siamo contrari agli ampliamenti dei demani sciabili con nuovi impianti perché ci sembra una forzatura, non solo nei confronti dell’ambiente ma anche del clima che cambia. Noi non siamo contro lo sci, siamo contro le forzature».

Per concludere, questa scelta, premiata da una folta partecipazione complessiva, ha dimostrato che stimolando un dibattito serio ci sono forze per continuare a sviluppare percorsi di critica, e si riesce anche a attrarre nuove presenze, fino all’8 febbraio per nulla scontate.

____________________________________

Fonti istituzionali

Cruscotto con lo stato di avanzamento delle opere in carico a Simico

Dossier di candidatura

Rapporto di Sostenibilità, Impatto e Legacy 2023

Proposta Programma per la Realizzazione dei Giochi Olimpici

 

Fonti open

Primo report OpenOlympics

Secondo report OpenOlympics

Rapporto Neve diversa 2024

 

Fonti compagne

La montagna non si arrende (utili in calce alla pagina “materiali audio” e “cose interessanti”)

Tracce (immagini satellitari impianti sciistici in lombardia dal 2016, Off Topic Lab)

Umanità nova (articolo di Alberto “Abo” di Monte)

Video integrale convegno Off Topic

Video Duccio Facchini – Altreconomia

L'articolo La montagna non si arrende ai giochi d’azzardo sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Al 9 febbraio: la montagna non si arrende, e nemmeno noi

5 Febbraio 2025 ore 10:13

Per il 9 febbraio c’è una chiama imprescindibile.
Non solo le Olimpiadi di cui abbiamo scritto un anno fa, ciò che accade nelle terre interne, lungo i rilievi di tutta la penisola, non può lasciare indifferenti.

Mentre la terra brucia per via della crisi climatica in cui siamo immersi, annusatone il sangue, i predoni dell’estrattivismo che fa rima con accanimento apparecchiano un banchetto di corvi sulla pretesa carogna di intere comunità, decisi a spremere dal turismo tutto quel che possono.
Disboscano foreste giunte al limite di sopportazione e colpite da bostrico, Vaia e dissesti assortiti, percorrono la strada della cementificazione esasperata per nuove strutture, infrastrutture e palazzetti dal gusto distopicoAttraggono mosche sullo zucchero di non-altrove utili a mettere in scena experience fotocopia, fatte degli stessi panorami fitti di vetro e cemento, degli stessi sapori, odori, colori e ritmi; le rinchiudono a sciare in cattedrali post-atomiche, a passeggio per i “corsi” di ex villaggi di pastori e stalle, ingozzandosi degli stessi cibi di lusso.
Venghino siori venghino, il ceto medio si indebiti per una settimana bianca all-inclusive, terme-spa-motoslitta e pesce di mare. Per un giro a Cortina a respirare la stessa aria di Milano e replicarne le stesse pose fatte di vasche dello shopping e apericena.

Sono gli ultimi colpi di maglio di un capitalismo – col capitale degli altri però (cioè soldi nostri) – che mette la sua rovina in scena, che non immagina altro che portare allo sfinimento un modello fatto in questo caso di altri piloni e di cannoni via via più performanti (si legga: idrovori).
Beautiful che incontra il sogno di soldi facili e il fatalismo della corsa all’oro nel Klondike, l’eterno presente capitalista la cui mentalità viene diffusa a pioggia da soap opere eterne, con Ridge in decadenza che giunto all’ottantesima stagione – i primi impianti coincidono grossomodo con l’Italia repubblicana – è costretto a recitare aggrappato al deambulatore e col catetere infilato.

Un modello che attrezza pacchetti divertimento per qualsiasi gusto purché non siano rispettosi nemmeno quando sono causa dell’agonia di luoghi in cui non spingono a calarsi incuriositi, ma a colonizzare; all’occorrenza si può sempre far sbriluccicare specchietti conditi dalla retorica del “recupero” della montagna abbandonata, dal recover washing si potrebbe dire.

Champagne e motori; sfarzo sguaiato e arroganza, il requiem della nostra decadenza fatta di topi festanti mentre la nave affonda, quando non andrebbero spazzati via soltanto questi abbagli di uno sviluppo che non c’è se non nei conti in banca di chi lo sfrutta, andrebbero rimosse anche tutta un’infrastrutturazione nociva, le narrazioni sull’aria sana, i miti romantici dell’alpe e del quanto si stia bene in montagna.
Tutto ciò non è emendabile, non è perfettibile, non c’è compensazione o posti-lavoro-in-cambio che tenga. È da abbattere in toto, fino a festeggiarne il cadavere. Solo allora sarà possibile provare a immaginare qualcosa che possa avere senso.

Il quadro che abbiamo tracciato è piuttosto apocalittico, e tutt’attorno ai monti non è meglio. L’intero pianeta umano sta subendo scosse telluriche forti, capaci di disarticolare e annichilire il pensiero dei più positivi.
È frustrante trovarsi immersi in questo clima, sa dell’amara perdita di ogni speranza e voglia di rimettersi in gioco.

Del resto i primi a rendersi conto che la pacchia del turismo invernale è finita sono proprio i costruttori di impianti di risalita, che infatti cercano grottescamente di rifilare le loro cabinovie alle città, spacciandole per mezzi di trasporto urbani sostenibili ed eco-friendly.

È successo a Kotor in Montenegro, sta succedendo a Trieste, prossimamente succederà a Genova. A Trieste la mobilitazione spontanea di cittadini e comitati di quartiere è per ora riuscita a fermare un progetto ad alto impatto ambientale, che prevede la distruzione di un bosco protetto per permettere la costruzione di una cabinovia al servizio delle navi da crociera e del loro indotto. Diciamo “per ora” perché dopo due anni di mobilitazioni e di azioni legali è finalmente saltato il finanziamento PNRR; ma l’ineffabile ministro Salvini ha promesso un finanziamento ad hoc, con fondi ministeriali, perché lo Stato e la ditta appaltatrice, la Leitner, non possono permettersi di essere messi in scacco da un’accozzaglia di pezzenti.

Proprio per questo è ancora più importante esserci a ogni latitudine, tener duro e non abbandonarsi al fato.
Siamo in ottima compagnia, la rete che sta stringendo le maglie è larga e importante, dobbiamo darle continuità e forza ben oltre alle Olimpiadi, perché ne va anche delle nostre vite, della differenza che corre tra arrancarvici e viverle.

Abbiamo deciso di aderire all’appello La montagna non si arrende e di mettere a nudo le difficoltà che attraversano noi e l’intero paesaggio.
Ci sono iniziative di tutti i tipi, sono ben accette anche piccole testimonianze pressoché individuali, contribuiamo a propagare l’onda, partecipate, inventatevi qualcosa e stringete rapporti.
Dal canto nostro, noi non ci concentreremo su una manifestazione singola ma contamineremo e ci faremo contaminare, spalmandoci e stando nella galassia di iniziative che si vanno a creare.
Restituiremo le esperienze dei nostri corpi. A dopo il 9, ancora e ancora.

L'articolo Al 9 febbraio: la montagna non si arrende, e nemmeno noi sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione (seconda puntata)

10 Dicembre 2024 ore 11:13

Nella prima parte di questa disamina abbiamo affrontato due differenti approcci: quello che pretende che il potere garantisca la fruizione in sicurezza dell’adrenalina facile e quello colpevolizzante verso l’escursionista per scaricare su di lui le responsabilità di politica e marketing, cioè di chi l’ha invogliato a andare in montagna promettendo adrenalina facile e sicura.
In questo secondo pezzo vorremmo dar conto della visione Molotov, che è radicalmente opposta a entrambi agli approcci precedenti, perché li considera facce della stessa medaglia: l’estrattivismo turistico che va contestato in maniera radicale. La voce molotova promuove la conoscenza e il rispetto del territorio, la consapevolezza dei propri limiti e la responsabilità nell’assunzione del rischio. Per farlo, a seguito di una prima analisi, utilizzeremo un esempio assurto alle cronache quest’estate.

PARTE TERZA
– La versione Molotov –

Le vere lacune, quello che manca in toto nel dibattito, sono conoscenza e consapevolezza di quel che si sta andando a fare. È più che evidente. E infatti si commentano drammi senza capacità di analizzarli, additando.
Se ipotizzassimo una libertà di scelta consapevole e informata non sarebbe necessario garantire qualcuno, ma semplicemente assumere responsabilità senza pretesa di voler distribuire colpe. Come in ogni cosa della vita se ci si infila nei casini ci si arrangia, se non si è sicuri si evita.

Detto in pratica, secondo noi la responsabilizzazione avrebbe senso se servisse a smontare l’idea che tanto, dovesse andar male qualcosa, qualcuno dall’alto dei cieli aiuterà se non si è capaci, se non si è ragionevolmente al sicuro.
Semplicemente deve essere reso chiaro come dato ambientale che non ci si può fidare al 100% di nessun cavo, che non ci si può fidare di nessun sentiero, mappa, tacca, cartello, app, di niente e nessuno.
Ci si può fidare di quello che si sa valutare, si impara a farlo non fidandosi, e non si è comunque del tutto immuni dal rischio. Riassumendo va sviluppata competenza a saggiare il territorio, a calarcisi dentro e non a starci sopra: la mappa non è il territorio.

La consapevolezza di una scelta, in questo caso estrema: Hansjörg Auer in solitaria e slegato sulla Via attraverso il pesce alla Punta Rocca in Marmolada.

C’è caso e caso: c’è chi assume la propria responsabilità conscio di quel che affronta e c’è chi non ha il senso dello stare in montagna tenendo conto degli altri.
Tornare ‘slegati’ da un sentiero impervio e selvaggio, anche attrezzato, oppure scegliere di salire ‘slegati’ un itinerario alpinistico, osare quindi, è una cosa. E fa parte del gioco, pericoloso certo ma consapevole. Altra cosa è mettersi in mostra in una situazione turistica, non sapere cosa si rischia e si fa rischiare a chi è intorno.
Per un sacco di ragioni. La prima che ci viene in mente è che se il terreno è isolato o poco frequentato si rischierà in proprio. I pericoli oggettivi sono comunque dietro l’angolo, ma non più che in ogni cosa della vita.

Conoscere bene una zona e i propri limiti aiuta a saper valutare con sufficiente precisione e a ‘mettersi in sicurezza’. La stessa persona, con la stessa esperienza, saprà cambiare approccio di salita o discesa in relazione a un contesto diverso, da parco divertimenti. Ecco perché se si è su un tratto attrezzato zeppo di gente non è buona prassi passare slegati. Perché si fa rischiare, oltre a rischiare in proprio. L‘appiattimento di sfumatura che porta con sé l’iper-frequentazione non dà ragione di queste dinamiche spicce, figuriamoci di altre, ben più delicate.

OUTRO
– Un esempio –

Prendiamo un esempio di cronaca e una ferrata che risponde al criterio dello snaturamento storico in ottica turistica: la Bepi Zac alle cime di Costabella.
Una ferrata storica importante, in una regione a vocazione turistico-alpina talmente forte che va tenuta in piedi a qualsiasi costo. Ricordiamo qui che i grimaldelli che tengono in vita con accanimento questo come altri percorsi, sono l’inserimento delle infrastrutture della grande guerra tra i beni culturali protetti dal codice Urbani e la “sicurezza”.

L’invasività dei lavori di consolidamento e “messa in sicurezza” della Ferrata Bepi Zac alle creste di Costabella.

Il fatto è il seguente:
alcune famigliole portano i bambini slegati sulla ferrata Bepi Zac che percorre sfasciumi in quota e sale fino attorno ai 2700mslm. Le foto sono state scattate nel secondo tratto, in zona Costabella.
Di pericoli oggettivi ce ne sono, caduta massi ad esempio, ma non è nemmeno questo il punto, è proprio che ci sono passaggi esposti (come nella quasi totalità dei casi quando c’è un cavo) e portarsi un pargolo in braccio perché incapace a percorrerla (e forse spaventato) non pare il caso, tout court.
A cadere su un terreno del genere ci si può far male-male; se si cade con un bimbo in braccio ci si è comportati idioti.
Premesso questo, e che portare figli piccoli senza attrezzatura è promuovere l’incultura e non la cultura della fruizione della montagna, il dibattito a cui normalmente si assiste in questi casi è fuorviante, e suona più o meno sempre allo stesso modo: «criminali», oppure «se i tizi fossero dei super esperti della zona che avessero valutato quello che stavano facendo e non dei turisti sprovveduti?»

Per quanto ci riguarda restano vittime del marketing. Possono essere tra i più esperti dell’Universo, sono però in un ambiente altamente frequentato, in cui il pericolo oggettivo è in primis l’affollamento (le scariche di sassi che ne possono derivare, attese lunghe e estenuanti fissi a un cavo, cadute altrui…).
Altrettanto oggettivo è il fatto che un figlio piccolo non può essere esperto, che il genitore sta decidendo per lui (al punto che in alcuni scatti il genitore se lo carica in collo).
Se ti cade un etto di sasso sul braccio che fai?
È la visione indotta del marketing, in cui l’escursionista-consumatore viene preso in trappola, è la modalità di vendita della fruizione a proiettare l’immagine per cui basta spendere, comprare l’attrezzatura cara, per essere sicuri e al sicuro.
Aggiungiamo poi che se il terreno di gioco è quello alpinistico, in cui il potere d’acquisto applicato alla retorica e al terreno acrobatico, al linguaggio spesse volte ricalcato da quello bellico – militarista –, essere indotti nell’abbaglio del superuomo che fa tutto da solo è un passo brevissimo.
Comportamenti del genere su terreni a zero possibilità di sperimentazione, che obbligano a seguire un tracciato più pedissequamente che una via alpinistica o un sentiero, sono stupidi e non del tutto consapevoli.
È una protesi del gioco che l’imprenditoria e la politica stanno costruendo sulla pelle delle valli e delle cime.

In conclusione non caschiamo nel gioco: sono le scelte di indirizzo a generare i mostri cui la politica che le ha prodotte non vuole rispondere in maniera proficua.
La responsabilità è politica, la colpa è del modello economico che ha intenzione di sfruttare ancor di più la montagna in ogni modo, oltre qualunque limite di ragionevolezza.
In altre parole: se si precludono i corridoi faunistici agli orsi che si è ‘preteso’ di importare sul territorio anche per aumentare l’afflusso turistico, salvo poi lamentarsi del loro sovrannumero e proporre come unica soluzione l’abbattimento, si sta giocando con la pelle degli animali non umani.
Se si rendono instagrammabili i sentieri, con panchine giganti e ammiccamenti acchiappa click, perché si vuol far crescere il turismo in maniera esponenziale e incontrollata ma poi li si chiude quando qualcuno si fa male, si sta giocando con la pelle degli animali umani.
Se si trova normale spendere valanghe di soldi per alimentare i comprensori sciistici (o per realizzare skidome al chiuso in assenza di neve), per alimentare la speculazione edilizia, per realizzare Olimpiadi che lasceranno scheletri e macerie; se si pretende eliminare il rischio nelle attività ludiche criminalizzando per decreto o divieto ma si dà per assodata l’alta probabilità di farsi male in quell’obbligo alienante che è il mondo del lavoro si sta giocando con la pelle della società.

Così facendo le amministrazioni e governi dimostrano di prendere scelte politiche di indirizzo che non manifestano rispetto alcuno verso i luoghi, verso le differenti specie animali che abitano quei luoghi, nessun rispetto anche verso le persone che abitano la montagna o che vengono da fuori, invogliate ad andare a ‘fare il ponte tibetano’ con la stessa spensieratezza con cui andrebbero nell’ennesimo inutile nuovissimo iper mega centro commerciale.
In questi precisi ambiti queste scelte vanno censurate e attaccate.
Servono cultura e capacità interpretative, sensibilizzazione, non overdose di emozioni indotte, normate da chi al primo guaio provocato si lava le mani e risponde con l’unico strumento che padroneggia: la repressione.

L'articolo Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione (seconda puntata) sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione

2 Dicembre 2024 ore 12:16

INTRO
– inquadramento-

La storia dell’alpinismo, in genere, è una storia coloniale ed elitaria: il ricco, il nobile (“il” perché questa storia porta con sé anche un approccio maschilista) arriva ai monti inizialmente per ragioni cartografiche ed esplorative, in seguito per ragioni di conquista e blasone.
In questa narrazione l’abitante, ‘il montanaro’, è un esserino grezzo e impaurito, che non sa godere delle bellezze della montagna, che non fa passeggiate o arrampicate per “vivere le cime” – con tutto il fascino di verticalità, desolazione e pericolosità – ma che tutt’al più “serve” perché conosce i luoghi circostanti a quelli che abita e può indicarli, e perché da bravo spallone può farsi portatore di strumenti e vettovaglie*.

Il monte come luogo piacevole e d’incanto, salubre, unito alla massificazione turistica cominciata tra gli anni ’60 e ‘70, porta allo sviluppo di un nuovo terreno di gioco, anche se non particolarmente originale, basti pensare alle similitudini con l’impiego di corde fisse. Se prima la ferrata era turistica e poi fu utilizzata per scopi militari, ora finte élite di eroici bardati assaltano il percorso ‘di massa’, un combinato da logica turistica: colonizzazione dello spazio e appiattimento dell’immaginario.

Addentrarsi in questo ambiente è provare a sviscerare un tema tecnico e ispido, sul quale scegliamo di non intervenire, però qualche considerazione e riflessione generale crediamo vada fatta.

 

La successione di cenge attrezzate per mettere in sicurezza l’itinerario. Bocchette centrali di Brenta.

Ci sono varie tipologie di ferrata: talune, storiche, nascono con l’idea di mettere in sicurezza percorsi già frequentati, altre, specie quelle dolomitiche o di bassa quota non sono realizzate per portare in un dato luogo ma esplicitamente per cercare la difficoltà.
Fino ad una certa fase, forse, lo sviluppo di alcune ferrate assurde ha avuto a che fare con echi di arrampicata in artificiale, con diversi mezzi ma la medesima propensione a non porsi problema di manomissione del contesto.
Un esempio di itinerario con logiche di artificiale, scale come staffe: ferrata Castiglioni alla Cima d’Agola.

Possiamo distinguere grossomodo tre tipi di ferrate e conseguenti tipi di fruizione.

  1. Opera militare mantenuta o ristrutturata a scopo turistico. Quasi assente in alpi occidentali;
  2. attrezzatura fissa di un itinerario che semplifica una via alpinistica, rendendola accessibile a escursionisti ‘esperti’, e che di solito serve ad arrivare in cima o a traversare. È il caso della ferrata Bolver-Lugli a Cima Vezzana nelle Pale di San Martino o della Arosio al Corno di Grevo, nel gruppo dell’Adamello;
  3. ferrata estrema, acrobatica, mozzafiato-adrenalina, tipicamente fine a sé stessa, in ottica di lunapark, di solito ridondante di infrastruttura: scalette, ponti, ecc., più orientata a palestrati che ad alpinisti/escursionisti. Non infrequente in alpi occidentali anche francesi, la ferrata Du Diable risponde sicuramente al caso lunapark.

A sinistra la ferrata du Diable in tutta la sua insensatezza.
A destra la ferrata Arosio al Corno di Grevo, già via alpinistica di cresta. Per anni è stata accompagnata da polemiche, più volte ne sono stati sabotati i fittoni e un tempo erano visibili scritte come «no ferrata» e «CAI Cedegolo incivile».

Che ad esempio nei tardi anni ’30, in Dolomiti di Brenta, si sia pensato di attrezzare un percorso sfruttando le sequenze di cenge lì esistenti e ne siano così nate le Bocchette Centrali, può essere una cosa ragionevole.
Il problema tuttavia, più che l’attrezzatura dei percorsi in sé, è la fruizione che se ne fa, la turistificazione intensiva dovuta al boom e al conseguente aumento del potere d’acquisto del ceto medio.
Da qui nascono i ‘ferrata adventure park’ o percorsi come quello delle Aquile in Paganella e Intersport nel Donnerkogel. Tra questi ultimi e gli itinerari classici, storici, dovrebbe esserci una gran differenza.

Sopra la  ferrata delle Aquile in Paganella.
Sotto la ferrata Intersport al Donnerkogel.

PARTE PRIMA
– l’approccio sceriffo –

Ci pare che negli ultimi anni le modalità di fruizione abbiano appiattito le sfumature costruttive in virtù di un’unica fruizione possibile.

Così già da tempo (immagine del 2016): botta-risposta su un noto blog dedicato al tema.

Si vendono – si compra-vendono – ferrate. L’espansione tremenda della frequentazione alpina e del movimento dell’arrampicata sportiva, se da un lato testimoniano di una moda, dall’altro concorrono alla creazione e all’ingigantimento del problema. Notiamo che il modo di stare sulla ferrata, la terminologia di che ne racconta le difficoltà, gli entusiastici report fotografici che ne seguono, descrivono atteggiamenti assimilabili al tipo 3.

Ci si concentra sull’adrenalina e si riflette poco – o per nulla – di sicurezza o rispetto dell’ambiente col quale si interagisce. Non si dice mai ad esempio, ed è disonesto, che una caduta su ferrata è potenzialmente molto più pericolosa di una in arrampicata. Senza tutto un sistema di dissipazione in ordine, senza competenze specifiche (spesso risolte con ‘compra l’attrezzatura’), si possono generare fattori di caduta nettamente più alti che scalando, con sollecitazioni che, per come sono progettati, moschettoni e corde non possono reggere. E se resistessero, non lo farebbe il corpo umano. La strada che si sta percorrendo – stiamo ragionando per ipotesi – è quella del «vorrei ma non posso, però c‘è la ferrata». È così che questi percorsi si sono guadagnati e si stanno guadagnando una larga ‘fetta di mercato’.

Come per gli orsi e i lupi, come per il Natisone, buona parte delle criticità che stanno alla base  del discorso sono la turistificazione e lo sfruttamento, il rilassamento delle sinapsi preposte all’accortezza, in favore della deresponsabilizzazione collettiva: ci si diverte, si provano ‘brividi’, si racconta l’atto acrobatico con la go-pro. Nel frattempo si intasa, si erode, si sovra-alimenta la bulimia del profitto, e così ferrate che potevano tranquillamente rientrare nella categoria 1, quella di opera militare manutenuta come il Sentiero dei Fiori in Adamello, grazie al battage pubblicitario schizzano dritte nella 3: adrenalina.

Passerelle si materializzano al ritmo dei ponti tibetani, lavori degni di grandi opere, appalti con imprese e eccesso di infrastruttura. Nomi evocativi, da marketing, come nel caso dell’Epic trail.
L’epica dell’Odissea, de Il mucchio selvaggio, messe a disposizione per pochi spicci a chi passa le settimane sfruttato sul luogo di lavoro, con giubilo dei geometri che progettano siffatti percorsi.

Tram a Milano pubblicizzano il sentiero dei fiori.

Se questa è la logica, ci sentiamo di affermare che, indipendentemente da quel che si pensi della loro bontà, una volta che una ferrata esiste chi va in montagna tende a pensare che sia in ordine. Che sia sufficiente fissare il moschettone a un cavo che terrà, i cui chiodi non salteranno via come bottoni, e seguirlo camminando. Su questo aspetto risulta impossibile colpevolizzare l’escursionista, e infatti si gioca alla deresponsabilizzazione, al ‘ludico gestito dalla legge’. Soprattutto se gli escursionisti vengono attratti e invogliati a percorrere quella ferrata dagli opuscoli delle Pro Loco.

In alcune zone – Dolomiti su tutte – si esaspera il ruolo di parco giochi dei sentieri attrezzati, pensati esplicitamente per cercare la difficoltà e frequentati da individui accessoriati. In altre la dimensione tecnica conta molto meno, i percorsi sono stati conservati come retaggi militari o sono nati soprattutto per poter dire «li abbiamo anche qui», anche se non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai primi e salvo poche eccezioni hanno molto meno senso.
Se si costruiscono parchi giochi si promuove una certa idea per cui si paga il biglietto – leggi “compra l’attrezzatura giusta e cool per agganciarti alle pareti e il più è fatto” – ed è ragionevole che il consumatore pretenda che lo spettacolo fili liscio: che la messa in scena sia sicura e l’attrezzatura che userà sarà in buono stato, funzionante e certificata.

PARTE SECONDA
– l’approccio bimbominkia –

Nei cantieri sono di solito posti cartelli in cui si elencano i vari strumenti di protezione e si invita i lavoratori a usarli. Della pericolosità del lavoro in sé niente, non si sa, non si dice.
Aspetti diversi, certo, il cui trait d’union è che si può – si deve visto che si fa poco o nulla per evitarlo – morire di lavoro. Attraverso il marketing si raccontano domatori di montagne su ferrata salvo poi drammatizzare i sentieri per tenere alla larga rogne legali come capitato, ad esempio a San Felice in Circeo.

Ordinanza di chiusura sentieri del comune di San Felice in Circeo. Stando al sito del parco del Circeo, nel momento in cui scriviamo il sentiero 750 risulta ancora interdetto (clicca qui per leggere l’ordinanza completa).

Manovre per le quali non è difficile immaginare la funzione di anticamera per stabilire parcelle di soccorso, nella cornice di un attacco al tempo libero, alla preservazione della ‘carne-lavoro’.
Il tema delle garanzie e dei diritti – compreso quello alla sicurezza – vengono insomma innestati su aspetti della vita in cui non entrerebbero – o non dovrebbero entrare – per nulla, come gli ambienti naturali.
La frequentazione di ambienti ‘selvaggi’ con tale mentalità, avviene dando per scontato che ‘qualcuno’ si occupi di ‘far funzionare’ tutto, che sia un preciso diritto del fruitore, che se qualcosa non funziona ci deve per forza essere qualcuno che ne ha colpa.

In questo contesto a poco vale, è anzi fuorviante, l’idea lanciata dal CAI sulle pagine de Lo Scarpone di predisporre un non meglio descritto codice di ‘autoresponsabilità sui sentieri’. Proposta che suona stonata quanto la colpevolizzazione dell’atteggiamento individuale di fronte a altri due macro-temi: la crisi climatica e la gestione pandemica appena trascorsa.

A una lettura di superficie del dispositivo che dovrebbe responsabilizzare si potrebbe rispondere con qualcosa come: «Alla buon’ora. Bene.»
Tuttavia rileggendo l’articolo de Lo Scarpone le certezze vanno sgretolandosi.
Anzitutto si scrive solo di sentieri e escursionisti, e non si fa cenno a tutte quelle situazioni e manovre dove responsabilità ‘altre, dall’alto e collettive’ potrebbero esserci: come è attrezzata una via alpinistica, da quanto? Quanto sono manutenute una ferrata o una falesia (ecc.)? Ce lo chiediamo perché in fin dei conti una via di roccia, misto o ghiaccio – e a maggior ragione una ferrata – non sono altro che sentieri tecnicamente più difficili.
In secondo luogo leggiamo: «i volontari che si occupano della manutenzione della rete sentieristica non possono essere responsabili di chi s’incammina lungo i sentieri con troppa leggerezza».
Questa frase suona un po’ come uno scarico di responsabilità
post tragedia in Marmolada.
O post alluvione: non si muove un dito per piani di assesto idrogeologico, per uno studio approfondito e conseguente messa in sicurezza del territorio, in generale si continua ovunque nell’opera di cementificazione.
Si irride il rischio, si perseguono disboscamenti e depauperamenti dei territori, si realizzano grandi opere. Ma se succede qualcosa, se questo qualcosa si ripete con sempre maggior frequenza, tocca che si renda d’obbligo l’assicurazione, che l’individuo paghi.

Vecchio gioco applicato all’alpe: quando mai non si è sovraccaricato il singolo di comportamenti non corretti per la morale corrente?
Criminalizzare l’individuo è una mossa del cavallo tipica, utile a tutelare l’amministrazione pubblica di turno e il profitto dell’indotto.
Molti sentieri sono manutenuti dai comuni, enti, o associazioni da questi riconosciute. Con l’iper-turistificazione in atto nelle terre alte ci si auto-sgrava da quel che si produce: intasamento e scarsa conoscenza.
In rete e sui blog si leggono sempre più richieste del tenore: «la (tal ferrata) è percorribile d’inverno?», «è aperta anche se ha fatto molta neve? Fa freddo: se c’è ghiaccio ci si può andare?», come se un percorso fosse equiparabile o assimilabile a un impianto di risalita. Col relativo gestore a attivarne e regolarne la corrente, il flusso.

L’idea di indagare Comuni e centri meteo a seguito della tragedia in Marmolada era pessima, le ipotesi di reato sono state archiviate, pare però che il CAI voglia espungere dal discorso quell’ipotesi per sovraccaricare il singolo di un altrettanto presunto e assurdo comportamento scorretto.
Teniamo inoltre presente che a decidere non sarà uno specialista di monti, ma un giudice che non potrà applicare attenuanti, che anzi sarà messo in condizione di aggravare la posizione individuale sulla scorta di una valutazione di tipo morale.

Una proposta che non impedirà comunque chiusure arbitrarie di percorsi in nome del securitarismo, della ‘sterilizzazione del pericolo’. Un’idea che rafforzerà la caccia alle streghe, i discorsi allucinati sulle responsabilità del capo-gita o cordata, individuato come ‘il più capace’ e dunque responsabile in toto della salute di interi gruppi amicali e/o parentali. Il meccanismo piuttosto ricorrente, insomma, per cui si nasconde sotto al tappeto la responsabilità collettiva e si individua un capro espiatorio. E dal momento in cui tutto è acquistabile, non è difficile immaginare qualcosa di simile a vecchie proposte come il patentino di montagna o l’obbligo assicurativo per le calamità naturali o per sciare in pista. «Per sgravarsi dalla responsabilità su sentiero va pagata la guida», che è un po’ quello che già succede con l’obbligo di Artva, pala e sonda: «non conta dove vai o cosa fai, ma cosa possiedi. Compra l’attrezzatura, anche quella inutile o che non sai usare, e godrai di un trattamento ‘riservato’».
Il fatto che nell’articolo si dica che molti dei lavori di manutenzione sono fatti da volontari fa puzzare la situazione, perché se dall’altra parte c’è il dito puntato sulla responsabilità individuale si corre il rischio di allontanarli, in fin dei conti sono individui pure loro.

Fin qui ci siamo concentrati su due diversi approcci: quello dell’escursionista che pretende che il potere gli garantisca la fruizione in totale sicurezza dal momento che ha speso e acquistato materiale – confondendolo con l’esperienza – e quello del potere che dopo aver creato quest’illusione scarica in toto le responsabilità sull’individuo. Non sono due modi separati, stanno assieme e descrivono una sorta di double bind, di «grazie alla nostra ferrata puoi salire in sicurezza ma se il cavo si rompe e cadi è colpa tua».
Per non restare intrappolati in questa costrizione bisogna allora ribaltare la prospettiva. Lo faremo nella prossima puntata, dando conto della nostra idea di come frequentare la montagna, rispettandola e rispettandosi.

 

*Segnaliamo per attinenza, fra i libri di storia dell’alpinismo, Montagne della mente. Storia di una passione di Robert Macfarlane (Einaudi tascabili, 2020).

L'articolo Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Giuliano, ciao

26 Novembre 2024 ore 13:12

Clicca sull’immagine per ascoltare la sua “Ironica la vita”.

Due giorni fa è mancato Giuliano Contardo, musicista amato e stimato nonché fratello del nostro compagno Daniele.
Quando manca un fratello, un compagno di vita, ci si stringe attorno alla casa comune.

Ci uniamo al passo e al cordoglio della famiglia, si parte e si torna insieme.

L'articolo Giuliano, ciao sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Valsusa, Territori Occupati

7 Ottobre 2024 ore 16:12

Di fronte alla prospettiva di dover vivere per chissà quanti anni
a ridosso di un cantiere militarizzato,
si pensa all’alternativa di vendere.
E andarsene piuttosto che vedere la tua casa
occupata (che ho detto mioddio perdono,
sono gli squòtter che occupano!)
abitata da chi ti ci ha cacciato.
Ricorda niente?
Esatto,
Territori Occupati.

Il chilometro “elastico”. Da questa notte per raggiungere la stazione di Susa da San Giuliano è necessario circumnavigare l’area sgomberata, col risultato di trovarsi a percorrere un itinerario lungo più di 12 km (in linea d’aria sono 2,4 km!).

Arrivano nella notte le notizie dalla Valsusa, pronte per mandar di traverso il caffè appena svegli. La polizia ha sgomberato San Giuliano, storico presidio NoTav dove alcuni militanti avevano allestito mobilhomes e tende per poter pernottare.

Nulla di nuovo e nessuna meraviglia.

Il terreno è quello acquisito tempo addietro da oltre un migliaio di persone, ognuno una piccola parte, per rendere complicato l’esproprio annunciato. All’interno dell’area soggetta a esproprio si trovano anche alcune case abitate e al momento non ci è chiaro se verranno espropriati anche questi immobili o se il cantiere vi crescerà intorno.  Fra un commento e l’altro all’interno del nostro gruppo iniziamo a chiederci se e come sia possibile che “lo Stato” possa agire dentro un terreno privato attraverso le “forze dell’ordine”, senza che queste siano chiamate a intervenire dai proprietari. Domande un po‘ naïf se vogliamo ma nel momento in cui si spaccano i maroni da decenni prima con terroni, rom & sinti e poi con gli “extracomunitari” (forse si riferivano agli americani che comprano case in Sicilia) accusati di prendere con la forza le case “agli ‘taliani”, che si faccia spallucce nel momento in cui la polizia in assetto di guerra sgombera il “sacro terreno privato” lo troviamo un segnale quantomeno strano. Perfino La Stampa, mai tenera col movimento, fa notare che i terreni verranno sì espropriati mercoledì prossimo 9 ottobre 2024, ma che il clima del presidio era pacifico e che la situazione sarebbe precipitata in caso di azioni delle “forze dell’ordine”.
Un cambio di paradigma significativo: il presidio NoTav è stato sgomberato in via preventiva tra la notte di domenica 6 ottobre 2024 e questa mattina, mentre era radicato su un terreno ancora oggi di proprietà privata.
La cosa che lascia perplessi è un’“opinione pubblica” così attenta alla roba, alla proprietà, alla “casa occupata”, che fa spallucce al potere poliziesco, il quale fa quel che fa.
Preoccupa che gli abitanti e le autorità di Susa (il Sindaco, cascato dalle nuvole, è al mare), ancorché puntualmente informati da tempo dagli esperti del movimento, non sembrano pensare che siano fatti loro, nemmeno di fronte a esistenze che verranno rese schifosamente difficili per anni dall‘ennesimo cantiere inutile.
Vite già complicate dallo sgombero necessario per far spazio alla rotaia, dicono, mentre da stamattina si devono percorrere dodici chilometri e mezzo per colmare lo spazio di quei 2-3 che separano San Giuliano dalla stazione di Susa.

Abbiamo ragione di pensare che anche a causa della gestione militarizzata dell’emergenza covid degli ultimi anni, del suo linguaggio narrativo, ci sia stata una rimilitarizzazione dell’immaginario.
Un atto di forza evidente, davanti al quale sembra che la maggior parte dell’opinione pubblica si sia abituata.
Nonostante decenni di guerre preventive finite malissimo, l’opinione pubblica fatica – anzi, si ostina – a non capire che il paradigma è Gaza, che sarà Gaza per tutti. E *non possiamo* capirlo a fondo perché è troppo enorme, non saremo mai pronti a capirlo.
Si subisce il rapporto di forza in modo acritico, passivo, rassegnato, al limite fideistico.

Facciamo un po’ ridere, oggi, a scrivere di gas lacrimogeni CS vietati dalla convenzione di Ginevra e usati dai reparti di polizia italiani, quando il paradigma di riferimento che ci siamo dati è Gaza, quando gli orchi hanno fame e chiedono di fare più figli, quando è ormai palese che contro uno stato che si comporta illegalmente, la legalità può soltanto perdere.

L'articolo Valsusa, Territori Occupati sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Metalli rari: una minaccia per le nostre montagne

18 Luglio 2024 ore 11:45

Clicca sulla mappa per consultarla (è a circa metà articolo)

Siamo in piena crisi energetica e le politiche europee galoppano in retromarcia.
Su sollecitazione europea l’Italia si appresta a sostenere la ricerca di giacimenti di metalli rari.

Rileviamo inoltre che mentre per le fonti rinnovabili è stata data delega alle regioni, sarà il governo stesso a gestire la questione di quelle fossili.
Dopo le concessioni per trivellare in mare, mentre non si fa nulla per contrastare la crisi climatica, si passa al capitolo estrattivismo, un ritorno al futuro a tinte distopiche.
Metalli rari indispensabili allo “sviluppo”, che servono, stando al nuovo mantra energivoro, alla “transizione ecologica”.
L’arco alpino, la Sardegna e tutta la costa tirrenica sono le zone maggiormente minacciate, ma è l’intera penisola a essere in grave pericolo.

In Valsusa e nel Pinerolese ci sono parecchie miniere “storiche”, la cosa mostruosa è che una buona parte dei siti segnalati in mappa (appoggiare il mouse per leggere i nomi) sono in quota anche in posti impervi e per ora lontani da strade.

Facciamo alcuni esempi di siti censiti:
– in bassa valle “Cruino” (che dovrebbe essere Cruvin, ndr) praticamente un alpeggio nel vallone del Prebec, a circa 1700 metri;
– in Val Pellice “Castelluzzo” (Castlus), un appicco selvaggio tra l’altro luogo della resistenza valdese, a circa 1400 metri di quota;
– in Friuli è segnata la val Aupa. Si tratta si una valle selvaggia pochissimo abitata, percorsa da una strada in cui se due macchine si incrociano una deve fare un km di retromarcia. Un posto         bellissimo;
– in Val Germanasca “Vallon Cros” (anche Valloncrò), altro alpeggio. Dovrebbe essere il vallone che porta al colle del Beth, a quota 2700, zona di miniere dal sec. XVIII. Oltretutto la rete escursionistica della zona è basata in gran parte sulle splendide mulattiere costruite proprio per le miniere o per scopi militari. Due reti sono praticamente indistinguibili e insistono sullo stesso territorio.

Negli ultimi trent’anni le mulattiere sono parecchio deteriorate, ma fino agli anni ‘80 erano ben conservate e godibilissime. L’idea di strade e camion a 2700 metri è agghiacciante. Un vero massacro. E le valli in questione sono ormai quasi spopolate, per cui anche resistere allo scempio sarà difficilissimo.
Per fortuna per ora in elenco mancano la grande quantità di miniere ancora più a monte. L’intera Val Germanasca è un paradiso e ne è piena, l’idea che venga consegnata alle compagnie minerarie è terrorizzante.

Utilizzare la lotta al fossile per rendere politicamente corretto l’estrattivismo è come usare la lotta all’antisemitismo per rendere politicamente corretto il genocidio dei palestinesi.
Invitiamo chiunque a osservare la mappa al link e a mobilitarsi per difendere il proprio territorio.

También en castellano

L'articolo Metalli rari: una minaccia per le nostre montagne sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

Riflessioni sulla morte di tre ragazzi nel fiume Natisone

7 Giugno 2024 ore 10:20

In passato ci siamo occupati di sicurezza in montagna a proposito del crollo del ghiacciaio della Marmolada. All’epoca abbiamo fatto delle riflessioni che a nostro avviso hanno una valenza più generale, e possono essere applicate ad altre situazioni in cui ci si approccia ad ambienti naturali o semi-naturali. Torniamo ora sull’argomento in seguito a un episodio che ha riempito le cronache, verificatosi alcuni giorni fa a Premariacco, nel Friuli orientale, sul greto del Natisone. In breve: tre giovani (due ragazze e un ragazzo) sono stati sorpresi dalla piena del fiume mentre si trovavano su un ghiaione normalmente frequentato come spiaggia e, presi dal panico, sono rimasti bloccati per una decina di minuti mentre il livello dell’acqua e la forza della corrente aumentavano rapidamente, fino ad essere sommersi e poi trascinati nella forra a valle.

 

Ad oggi sono stati recuperati i corpi delle due ragazze, e sono ancora in corso le ricerche del corpo del ragazzo. Il modo in cui i media stanno parlando dell’episodio è molto simile a quello in cui era stato affrontato l’episodio della Marmolada: da un lato c’è la colpevolizzazione dei giovani, con punte di crudeltà insostenibili, una miscela micidiale di carogneria da paese e di cinismo da social. Dall’altro la ricerca di un capro espiatorio istituzionale (la protezione civile, i vigili del fuoco, il sindaco, il 118, il 112…), insomma la via giudiziaria alla risoluzione dei problemi. Qualcuno ovviamente propone interventi securitari, come il divieto di avvicinamento al fiume a prescindere; qualcun altro invece si frega le mani prefigurando appalti per la “messa in sicurezza” del luogo. La cosa che quasi nessuno dice, invece, è che la leggerezza con cui i tre ragazzi si sono mossi è conseguenza della non conoscenza del territorio, che a sua volta è conseguenza dell’interruzione della trasmissione orale di tale conoscenza. C’è stato un tempo, che nel Friuli orientale è finito intorno alla metà degli anni ottanta, in cui i paesi situati vicino ai fiumi vivevano di e sul fiume. Nel fiume si pescava e si raccoglieva la legna dopo le piene, i contadini in estate di sera facevano il bagno per lavarsi via il sudore e la polvere, i ragazzini passavano l’estate a tuffarsi e nuotare.  Tutti sapevano quali erano i punti pericolosi, e soprattutto *quando* erano pericolosi. Si sapevano leggere i segni di una piena in arrivo, si teneva d’occhio il livello e il colore dell’acqua. Cose che non si sapevano per scienza infusa, ma perché da piccoli te le insegnavano i grandi. La gente affogava anche allora, sia chiaro, ma c’era una consapevolezza del rischio che ora manca. I bei tempi non ci sono mai stati, lo diciamo sempre. Il punto è che non ci sono nemmeno adesso, non ci sono *soprattutto* adesso. Per un paio di decenni le rive dei fiumi sono diventate non-luoghi, o luoghi da cuore di tenebra. E dopo 20 anni di oblio si è cominciato a parlare di “riscoperta” e di “valorizzazione” (che, ricordiamolo, significa “messa a valore”), è arrivato il tempo dei luoghi pittoreschi, poi diventati “instagrammabili”, decontestualizzati dall’ambiente naturale e antropico circostante; il tempo in cui si può progettare una “Premariacco beach” su un ghiaione che si trova tra lo sbocco di una forra e l’ingresso della forra successiva, un luogo tranquillo e sicuro per gran parte dell’anno, sì, ma pericolosissimo in occasione di piogge abbondanti nelle montagne retrostanti.

Come per la montagna, si è persa la consapevolezza che il letto di un fiume è un ambiente naturale che presenta dei rischi, che non possono essere eliminati o tenuti sotto controllo, ma possono essere conosciuti e valutati di volta in volta. In generale, si dimentica una cosa che dovrebbe essere ovvia: nessuna autorità può garantirci l’incolumità di fronte a un fenomeno naturale, per il semplice fatto che autorità e fenomeni naturali sono concetti che appartengono a piani discorsivi e di realtà distinti. Questa amnesia, se ci si pensa, è alla base anche dell’antropizzazione scriteriata delle aree prossime ai fiumi, con le conseguenze su vasta scala che stiamo sperimentando sempre più spesso.

L'articolo Riflessioni sulla morte di tre ragazzi nel fiume Natisone sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.

❌