Vista elenco

Sondaggi politici elettorali: i partiti mentre continua la scalata di Vannacci alla destra, l’ultima Supermedia

19 Giugno 2026 ore 16:18

Non c’è ancora il sorpasso ma la scalata di Futuro Nazionale continua anche nella Supermedia di sondaggi Youtrend per Agenzia Italia. Se SWG aveva misurato il pareggio con la Lega della formazione fondata dal generale Roberto Vannacci e se la stessa Youtrend aveva invece ipotizzato lo scavalcamento del Carroccio, il supercalcolo evidenzia in particolare proprio l’aumento dello 0,6% del partito che sta sparigliando, scompigliando, sconvolgendo piani e perimetri dell’alleanza di centrodestra.

Sarebbe al 4,9%, secondo la Supermedia, il partito che all’auditorium della Conciliazione di Roma, lo scorso fine settimana ha celebrato la sua assemblea con le uscite su remigrazione e femminicidio da parte del suo leader che hanno fatto il giro di media e giornali. Ancora in vantaggio la Lega che aveva steso tappeti rossi al generale tra candidatura ed elezione al Parlamento Europeo e un’infrastruttura a disposizione: il Carroccio è al 6,5%, secondo il supercalcolo, mentre il segretario Matteo Salvini cerca un nuovo assetto all’interno del partito.

Scivolano dello 0,3% sia il Movimento 5 Stelle che Forza Italia nel frattempo, rispettivamente al 12,7% e al 7,9%. Per il resto del listone non si registrano grandi variazioni: Fratelli d’Italia resta stabile al vertice, al 28,2%, il Partito Democratico al 21,7% non riesce a recuperare terreno, Alleanza Verdi e Sinistra scivola appena al 6,4%, Azione di Carlo Calenda stabile al 3%, Italia Viva al 2,3%, +Europa all’1,4%, Noi Moderati all’1,2%. Le variazioni sono state calcolate rispetto ai dati dello scorso 4 giugno.

 

📊 #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia dei sondaggi (e var. rispetto al 4 giugno):
FdI 28,2% (0)
PD 21,7% (-0,1)
M5S 12,7% (-0,3)
FI 7,9% (-0,3)⁰
Lega 6,5% (-0,2)⁰
AVS 6,4% (-0,2)⁰
FN 4,9% (+0,6)⁰
Azione 3,0% (0)
IV 2,3% (-0,1)⁰
+E 1,4% (0)⁰
NM 1,2% (+0,1) pic.twitter.com/kIZ2emLMbw

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Scontro Severgnini-Travaglio: “5 Stelle simili a Vannacci”. “Non c’entrano nulla, lui predica disvalori”. Su La7

19 Giugno 2026 ore 10:55

Botta e risposta serrato a Otto e mezzo (La7) tra il giornalista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, e il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sull’esplosione del fenomeno Vannacci.
Per Severgnini il leader di Futuro Nazionale non va censurato, né trattato “con fastidio e disprezzo”, errore che è stato commesso anche con l’attuale presidente degli Usa: “In questo modo gli americani e i liberali americani hanno fatto eleggere Trump. E, secondo me, parte di questo atteggiamento ha portato anche il M5s a vincere, cioè esiste nell’elettorato sempre un blocco di persone che sono arrabbiate, frustrate, deluse e c’è qualcuno che impara come raccogliere questa delusione”.
E auspica che “le forze democratiche tradizionali di destra e di sinistra” imparino a spiegare che “queste mani sono mani inutili”, aggiungendo: “Guardate come sono finite le delusioni degli americani. Sono finite nelle mani di uno come Trump. E neanche il M5s ha proprio fatto fuochi d’artificio. Sono sicuro che anche i voti a Vannacci finiranno allo stesso modo, però bisogna spiegarlo con calma”.

Dissente totalmente Travaglio: “Volevo rompere l’idillio con Beppe Severgnini a proposito di questi apparentamenti che sento fare tutti i giorni fra i 5 Stelle e i Vannacci. I 5 Stelle sono l’esatto opposto del vannaccismo. Sono nati perché la sinistra aveva tradito se stessa: inciuciava con Berlusconi, se ne fotteva della questione morale, era diventata establishment, si strusciava sui banchieri anziché pensare ai ceti popolari, aveva dimenticato l’ambiente in nome della cementificazione e di Confindustria”.
Il direttore del Fatto ricorda che “il messaggio di Grillo era questione morale, ambiente, pulizia, nuove tecnologie“. E aggiunge: “Cosa c’entra con uno come Vannacci che predica disvalori? Vannacci sta alla destra come i 5 Stelle stavano alla sinistra. Accusa la destra di avere tradito tutti gli impegni perché non è abbastanza xenofoba, razzista, nemica dei diritti civili. Ma non c’entra niente con i 5 Stelle”.
Travaglio ricorda che il M5s nacque in nome di una protesta indignata contro “la casta”, a cui diede la volata proprio il Corriere della Sera con le inchieste di Gian Antonio Stella e di Sergio Rizzo: “La casta non era una invenzione di Grillo, ma un qualcosa che faceva davvero incazzare la gente”.
Poi sottolinea le responsabilità dei media mainstream sulla crescita della visibilità a Vannacci: “Bisognava pensarci prima, quando lo si è reso famoso trasformando un libraccio francamente imbarazzante in un evento editoriale e dedicandogli 400 articoli sui principali quotidiani italiani per dire che stava tornando Mussolini. Così lui ha venduto 2 milioni di copie e alle elezioni ha preso 500 mila voti – continua – Adesso che è famoso censurarlo semplicemente significa fare il suo gioco, come se quando si pensava di esorcizzare la Lega o il M5s non parlandone. Ormai esistono, quindi non si può non parlare di una cosa che esiste”.

Severgnini ribatte: “Non ho detto che bisogna censurare Vannacci, ma parlarne in un modo diverso del modo in cui abbiamo parlato, gli americani soprattutto, di Trump. Raccogliere la frustrazione e la rabbia degli elettori va bene, ho sempre riconosciuto i 5 Stelle che non sono mai stati violenti. Però una parte del fenomeno è molto simile. Infatti, pare che un po’ di voti dei vecchi 5 Stelle si stiano spostando verso Vannacci. Si assomigliano più di quanto tu voglia ammettere”.
Travaglio ribadisce: “Il problema è che tu sei convinto che Trump ha vinto perché i radical chic ne parlavano prendendolo in giro. No, Trump ha vinto perché i suoi predecessori hanno fallito e hanno combinato disastri. Il M5s è cresciuto perché il Pd ha fallito e ha combinato disastri e nel momento in cui anche Berlusconi tracollava, hanno raccolto il malcontento che c’era”.
E avverte: “Se fra un anno ci troveremo l’Europa con tutti i governi di estrema destra, rispetto ai quali Vannacci forse ci farà anche sorridere, sarà perché queste classi dirigenti europee hanno completamente fallito e, mentre noi stiamo parlando, continuano a fallire predicando, riarmo anziché di politiche sociali. Questo è il tema non di come se ne parla”.

L'articolo Scontro Severgnini-Travaglio: “5 Stelle simili a Vannacci”. “Non c’entrano nulla, lui predica disvalori”. Su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano.

Vannacci sorpassa la Lega in tilt: Salvini a rischio sgombero propone l’assembleona

19 Giugno 2026 ore 07:00

Piove sul bagnato. Secondo la rilevazione settimanale di Sky Tg24 e Youtrend il partito di Vannacci avrebbe ormai superato, sia pur solo di un decimale, la Lega: 5.9% contro il 5,8% di Salvini. Altre rilevazioni non offrono lo stesso risultato ma nessuno mette in dubbio la corsa del generale e questa per una Lega già tramortita è una pessima notizia.

Per non riconoscere la crisi profondissima del Carroccio bisognerebbe essere ciechi e per quanto si sforzi di tenere gli occhi ben chiusi neppure a Salvini sfugge l’impietoso dato. Solo che non sa cosa fare e deve vedersela con un partito che se non mira a cacciarlo nel Nord ha tutte le intenzioni di ingessarlo. Il federale convocato per due giorni fa è saltato senza ulteriori spiegazioni e di una nuova convocazione per ora non si parla. Riunirsi sarebbe stato inutile, anzi dannoso, perché l’accordo tra il Capitano e i nordici che lo vogliono sotto tutela non è ancora stato trovato e anche nel Carroccio settentrionale i pareri sono discordi. La ventilata vicesegreteria dei due generali del nord, Luca Zaia e il governatore del Friuli-Venezia Giulia Fedriga, si è allontanata di parecchi chilometri. La proposta di Zaia, appoggiata anche dal governatore lombardo Fontana di duplicare il partito sul modello della Cdu-Csu tedesca, con una Lega nazionale e una regionale del Nord, invece è proprio naufragata e del resto non avrebbe avuto alcun senso. Caos totale. “Siamo peggio del Pd perché noi a questo casino non siamo abituati”, sbotta un pezzo da novanta come Massimo Garavaglia.

I nodi arriveranno al pettine nel raduno leghista fissato per il 4 e 5 luglio a Treviso. Una scelta di qualche tipo comunque s’impone, pena un’agonia senza vie d’uscita. Salvini si presenterà proponendo una cabina di regia di massa con dentro di tutto: governatori, ministri, amministratori. Sarebbe composta da 15 persone, ufficialmente per coinvolgere i territori e prestare orecchio alle loro esigenze, in realtà perché l’assembleona è il modo più sicuro per lasciare tutte le leve del potere nelle mani di Salvini. Va intesa in questo senso la mossa delle primarie per il candidato sindaco a Milano del prossimo weekend. Non ci sono candidati. Si può votare per chiunque, dunque anche per il segretario il quale è convinto di ottenere un risultato plebiscitario. Immagina di presentarsi allo showdown di Treviso forte proprio di quella legittimazione popolare. Dall’altra parte dela barricate però lo aspettano affilando le armi: “Ogni tanto ci vuole una rivoluzione e adesso ci sarà”, promette Garavaglia. Una rivoluzione non vuol dire necessariamente e comunque non soprattutto sostituire Salvini, che come frontman è difficilmente rimpiazzabile. Significa in compenso cassare dopo anni prima trionfali e poi sempre più mesti la sua scommessa politica: la Lega nazionale come rappresentante da nord a sud di una destra radicale, xenofoba e sovranista.

Quello spazio politico certamente esiste, non era un miraggio di Salvini. È esattamente quello che sta occupando Vannacci. Il capitano c’era riuscito nel 2019 ma non è riuscito a tenere la posizione. La ha persa per i suoi errori, per l’impossibilità di coniugare la demagogia e il governo ma anche perché Meloni, decisa a non concedere spazi alla sua destra, gli ha reso il compito decisamente più difficile. Calcolo miope: continuare ad avere a che fare col ringhioso ma quasi inoffensivo leghista invece che con lo spregiudicato e sgomitante generale sarebbe per lei molto più facile e vantaggioso. Ma è storia di ieri. Salvini spera ancora di recuperare quella postazione ma si tratta probabilmente di un miraggio che rimarrebbe tale anche se, per improbabilissimo miracolo, la premier si decidesse a concedere al disastroso ministro dei Trasporti il palcoscenico eminente del Viminale. Probabilmente sarebbe per Salvini troppo tardi persino disponendo di quella carta a cui mira da sempre.

I nordici, si sa, hanno tutt’altra idea. Tornare alla rappresentanza degli interessi territoriali del Nord, lasciarsi alle spalle gli anni della destra estrema. Garavaglia giura che l’ascesa di Vannacci per lui è la sola buona notizia: “Adesso non siamo più noi i fascisti ed essendo io totalmente antifascista mi fa piacere”. Se anche Salvini cedesse di nome o di fatto le redini e la scomessa dei governatori del Nord si dimostrasse vincente, la cosa non risolverebbe comunque i problemi del centrodestra con l’intruso Vannacci. I voti nordici eventualmente recuperati sarebbero presi per lo più da FdI e Fi e per la coalizione sarebbe un gioco a somma zero. Ma per la Lega significherebbe aver recuperato comnque una ragione d’esistere politicamente che oggi latita sempre di più.

Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!

19 Giugno 2026 ore 06:21

Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari! Uno che da comandante si è distinto nelle guerre ordinate dagli Usa per arraffare il petrolio accampando scuse: bombardando l’Afghanistan per dare la caccia a Bin Laden che però era saudita e stava in Pakistan; precipitandosi in Iraq a rimediare ai danni che aveva fatto l’Occidente quando prometteva di distruggere le armi chimiche di Saddam e esportare la democrazia (le armi chimiche non c’erano e il paese era finito in mano all’Isis. Ops!)

Rientrato da queste Crociate redditizie per le compagnie petrolifere americane e che in Italia si erano tradotte in caro-carburante, il Generale è sceso in politica come numero due del partito che meglio si è battuto per impoverire gli italiani. Non la Lega che aveva votato il Reddito di cittadinanza alleviando la povertà di 2 milioni di persone e nemmeno quella che prometteva di cancellare la Fornero, ma la Lega che ha abolito il Rdc ricacciando i 2 milioni in povertà e che ha lasciato aumentare l’età pensionabile.

Nella Lega reduce dai successi del Governo Draghi, dall’invio di armi ai paesi in guerra, dall’aumento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e altre amenità classiste, Vannacci se ne andava comiziando garrulo in difesa della Flat Tax: il sogno dei miliardari! Il Generale la propone per gli autonomi fino a 100mila euro. Quanti arrivano a quella cifra? Un contribuente su 100, ma Vannacci pensa all’unico ricco, mica ai 99 che faticano a pagare il dentista.

La Lega ha portato a 3 le aliquote fiscali che 40 anni fa erano 32 e ne sogna una sola. Il risultato di questo progressivo appiattimento? La quota di ricchezza dell’1% più ricco è cresciuta del 45%, lasciando gli italiani annaspare nel solo paese Ocse dove gli stipendi, invece che aumentare, sono diminuiti. Sono stati tagliati i servizi pubblici ma aumentate le spese militari per combattere le guerre che assicuravano agli Usa il petrolio e a Vannacci lo stipendio e la pensione a 60 anni (hanno evitato la Fornero solo ai militari).

Da politico, Vannacci si è schierato contro ogni provvedimento che aiutasse i lavoratori ad arrivare a fine mese e conservare il posto, dai referendum contro il licenziamento al salario minimo. Il risultato è che un lavoratore su 4 è a rischio povertà e il Generale, invece che dare la colpa a se stesso, se la prende con gli stranieri. Propone la remigrazione perché sostiene che ci sia un’invasione. Invece c’è un’evasione. Ogni anno sono più gli italiani che se ne vanno degli stranieri che arrivano. Restano solo i vecchi: l’Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo, ha un’età media di 50 anni e un anziano ogni 4 persone. I giovani se ne vanno, tanto gli italiani quanto gli stranieri transitati in Italia, perché all’estero guadagnano il doppio e hanno servizi migliori.

A causa delle politiche che la destra di Vannacci ha sempre sostenuto (anche quando le attuava la “sinistra” che faceva i governi con la destra) un giovane in italia guadagna quasi un terzo di un coetaneo tedesco. In Italia non c’è un salario minimo orario, in Germania è di quasi 13 euro l’ora e viene corrisposto anche ai carcerati che lavorano. È boom di italiani che vanno a farsi arrestare in Germania (facile: basta sventolare una bandiera palestinese).

Per nascondere le proprie responsabilità, il Generale accusa i “clandestini”, parola che produce una percezione distorta del fenomeno, trasformando una condizione amministrativa in una condotta minacciosa. Ma i migranti non sono pericolosi, la propensione a delinquere degli stranieri è la stessa degli italiani (Istat), la maggior parte dei reati ascritti riguarda infatti violazioni delle norme sull’immigrazione e al netto è identica. Nel caso di reati puniti con il carcere, poi, il tasso di recidiva degli stranieri è del 25% inferiore rispetto agli italiani.

Vannacci si definisce “vera destra”, sfoggia i simboli della X Mas, dice che l’antifascismo “non ha senso” e definisce Mussolini “uno statista” perché il Duce fece esattamente quello che fa lui: lavorare per i miliardari. A partire dal 1921, le Camicie Nere di Mussolini, finanziate dai grandi industriali, assaltarono le camere del lavoro da Bari a Torino e uccisero i sindacalisti per impedire loro di reclamare stipendi e turni decenti per i lavoratori.

Caro Generale, non sono gli stranieri che hanno rubato il lavoro agli italiani: siete stati voi! E sa come li hanno ottenuti, i lavoratori, i diritti che voi “vera destra” gli avete negato? Prima grazie ai partigiani che hanno sconfitto i fascisti e poi grazie agli immigrati. Gli immigrati dal Meridione che sfidavano il regime delle gabbie salariali per andare clandestinamente a lavorare nelle industrie del Nord. Lì hanno lottato, scioperato, bloccato campi e fabbriche e ottenuto così il diritto alle cure gratuite con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, quello all’istruzione fino alla terza media, lo Statuto dei Lavoratori.

E ora, generale, mi racconti di quando in un night club si è invaghito di Valentina e poi ha scoperto che era un uomo. Magari si spiega tutto così, sa? Alle volte, i traumi. Dico per risparmiarle altre figure di “M”, come direbbe Scurati, tipo quella di dire che gli immigrati sono violenti e poi imbarcare Pozzolo la cui pistola ha ferito un uomo sparando da sola. O che gli immigrati portano il crimine e imbarcare il leghista Furgiuele per il quale la Direzione Distrettuale antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio. O pretendere che gli immigrati dimostrino di conoscere la cultura italiana e imbarcare l’ex sottosegretario all’Istruzione Sasso che aveva scambiato un citazione di Topolino per una di Dante. “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto!”. La tipica rima baciata del Sommo Poeta.

L'articolo Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari! proviene da Il Fatto Quotidiano.

La destra oltre la destra. Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro l’alleanza | Il commento

18 Giugno 2026 ore 20:59

La destra oltre la destra non è solo il principio nel quale ha preso forma il movimento di Roberto Vannacci il cui vocabolario raccoglie in purezza le parole degli italiani che vivono il modello primitivo e brutale della parola ingiuriosa, o razzista o semplicemente cattiva. Nessun riguardo al bon ton.

Vannacci usa le parole che una parte degli italiani usano al bar, e raccoglie, nel sentimento che lo tiene connesso a questo popolo, quel senso che la destra storica stava riaggiornando sotto le formalità di rito di un partito ormai ministeriale.

Sebbene Vannacci remi all’opposto, quanto più brutale, divisivo e razzista tanto meglio, chi lo vota, e sembrerebbe – a leggere i sondaggi – già un nutrito numero di elettori, ritiene quel voto un’opportunità per il centrodestra. Non è dunque un voto contro, non è gente che tifa perché Vannacci tiri dritto per la sua strada. E’ gente, riferisce un’analisi piuttosto ragionata dell’Istituto Piepoli, che vota Vannacci col proposito di condizionare Meloni, di portare la destra ancora più a destra, di sostituire la presenza leghista e alleggerire il peso centrista di Forza Italia.

Sono in tanti a ritenere che la forza di Vannacci, l’ultimo uomo nuovo, il militare che vuole farla pagare a coloro che una parte degli italiani vede come nemici, cioè gli immigrati, sia accompagnata da buoni auspici. Correre da solo, annota chi immagina una fuga solitaria, tira di più, spacca di più, raccoglie di più.

Finora però la destra non ha mai mancato l’appuntamento dell’unità, qualunque fosse la distanza politica di una forza dall’altra. E Giorgia Meloni ha bollato così un giornalista che riteneva definitivamente troncata ogni possibilità di contatto con Vannacci: “E’ una risposta che ha dato lei, non io”.

Vannacci è fuori la porta che aspetta, e sebbene viva questo tempo in cui la sua fortuna politica è considerata un evento ormai indiscutibile, deve pensare a cosa fare e a cosa dire ai suoi elettori. Il generale non pesca nell’astensionismo, non bruca nel prato del centrosinistra. Trascina a sé chi ha votato Lega e chi aveva Fratelli d’Italia nel cuore.

Il centrodestra rimescola le sue carte e Vannacci – a prima vista – sembra il sostituto funzionale di Matteo Salvini. Fatto fuori uno, dentro l’altro. La novità è appunto che esiste una destra oltre la destra e tutto fa immaginare che Giorgia Meloni ne terrà conto.

L'articolo La destra oltre la destra. Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro l’alleanza | Il commento proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’ossessione di Meloni per Vannacci: “Non si allea? No problem”

18 Giugno 2026 ore 19:30

“Il rapporto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è rimasto invariato nonostante le vicende delle ultime settimane”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa conclusiva del G7 di Evian. La premier ha spiegato di non aver affrontato con Trump quanto accaduto recentemente, sottolineando come il confronto tra i due leader sia ripreso immediatamente sui principali dossier internazionali e sulle priorità dell’agenda futura. Meloni ha poi affermato che entrambi condividono un approccio caratterizzato dalla difesa degli interessi nazionali. “Io e Trump abbiamo un carattere forte e difendiamo gli interessi delle nostre nazioni. Ognuno capisce qual è il punto di vista dell’altro”, ha aggiunto la premier.

Da un nemico all’altro, la premier ha parlato anche di Vannacci. C’è posto per il generale, fondatore di Futuro Nazionale, nella coalizione di centrodestra? “Mi pare che abbia già dichiarato – ha risposto Meloni – la sua non disponibilità a non candidarsi con il centrodestra, in continuità con quanto fatto finora, visto che FN non ha votato la fiducia per ben cinque volte”. In ogni caso, ha aggiunto la presidente del Consiglio “non mi pongo il problema: io credo che il miglior modo per tornare a vincere le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie”. Ma un’altra stoccata al generale è arrivata anche sulla legge sul femminicidio, criticata dal leader di Futuro Nazionale perché ritenuta non necessaria. “Questo governo – ha detto Meloni – ha fatto una legge per introdurre il reato di femminicidio, perché il tema non è se gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi ma è come accade. Per esempio, per qualsiasi aggravante, è la motivazione che ti muove”.

Nel caso del femminicidio “la motivazione è non accettare la libertà di una donna. Non si può chiedere a una donna come me di non considerarlo gravissimo”, ha aggiunto. “Tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, cose sulle quali dovremmo essere in teoria anche d’accordo con Vannacci, come alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società, il non voler accettare la libertà delle donne, le abbiamo fatte esattamente per la stessa motivazione. Quindi perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona in altri casi no? Questo è il motivo per cui l’abbiamo fatto”, ha concluso.

Futuro Nazionale supera nei sondaggi la Lega ed esulta sui social: “Abbiamo iniziato a camminare, ora acceleriamo”

18 Giugno 2026 ore 17:44

Il sorpasso è arrivato. Futuro Nazionale supera nei sondaggi la Lega. Roberto Vannacci, dopo l’affiancamento, prova così ad allungare sul suo ex partito, quello di Matteo Salvini che lo ha candidato nel giugno del 2024 al Parlamento europeo dando il via al “fenomeno” del generale. Secondo la rilevazione di Youtrend per Sky Tg24, Futuro Nazionale guadagna 1,5 punti percentuali rispetto al 29 maggio e si attesta 5,9%, lasciando dietro la Lega al 5,8% (-0,1%).

???? #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: sorpasso di Futuro Nazionale (5,9%, +1,5 punti rispetto al 29 maggio) sulla Lega (5,8%, -0,1). Nella stessa rilevazione risultano in crescita il PD (22,2%, +0,5), FI (8,2%, +0,4) e AVS (6,8%, +0,4), mentre cala il M5S (12,1%, -1,4). pic.twitter.com/VY8yY7Z3lN

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Il campo progressista avanti (in tutti gli scenari)

Nello stesso sondaggio risultano in crescita il Partito democratico al 22,2% (+0,5), Forza Italia al 8,2% (+0,4) e Alleanza Verdi-Sinistra al 6,8% (+0,4). Per Youtrend il calo maggiore (-1,4%) lo registra il Movimento 5 stelle che è stimato al 12,1%, mentre è stabile (+0,1%) Fratelli d’Italia, sempre primo partito al 27,8%. Secondo queste stime, il campo progressista sarebbe davanti al centrodestra anche se la coalizione di Giorgia Meloni decidesse di allearsi con il nuovo partito di Vannacci. Il centrosinistra, infatti è stimato al 44,3% se il centrodestra corre (al 43,2%) corre separato da Vannacci (al 4,9%). Rimane avanti, con il 46,4%, nello scenario di un centrodestra in coalizione con Futuro nazionale, al 45,4%. In pratica, secondo il sondaggio in centrodestra perderebbe, al momento, 2,7 punti percentuali rispetto alla somma in una corsa separata. Sempre secondo Youtrend il 56% degli elettori di Fdi si dice d’accordo con l’ipotesi di allargare la coalizione a Vannacci, mentre solo il 16% degli elettori di Forza Italia, Lega o Noi Moderati (e il 38% di quelli che oggi voterebbero Futuro Nazionale) si dice favorevole.

Romeo (Lega): “Stanchi di guardare i sondaggi”

Intanto Futuro Nazionale festeggia i sondaggi con un post sui social: “Ci avevano detto che era impossibile. Noi abbiamo iniziato a camminare. E adesso acceleriamo“, scrive il partito di Vannacci. Dall’ex partito del generale, invece, i commenti sono di diverso tenore: “Siamo un po’ stanchi tutti i giorni di guardare i sondaggi di Vannacci. Noi siamo qui per lavorare, siamo al governo, e la nostra preoccupazione è quella di dare risposte ai cittadini”, ha dichiarato il capogruppo dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo. Da Fratelli d’Italia invece si minimizza: “Quale sorpasso? Quello di Hamilton con la sua Ferrari?”, scherza il responsabile del programma del partito di Meloni, il deputato Francesco Filini intercettato in Transatlantico alla Camera. “Non guardiamo i nostri sondaggi, figuriamoci quelli degli altri…”, gli fa eco Ylenja Lucaselli, anche lei parlamentare Fdi, che prima sorride poi si fa seria: “Vedremo quando si va in cabina elettorale ma alla fine l’unico vero sondaggio è quello della cabina elettorale”.

L'articolo Futuro Nazionale supera nei sondaggi la Lega ed esulta sui social: “Abbiamo iniziato a camminare, ora acceleriamo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sondaggi politici elettorali: Vannacci supera Salvini, cosa succede alle coalizioni dopo sorpasso storico di Futuro Nazionale sulla Lega

18 Giugno 2026 ore 16:42

Stanno facendo centro la remigrazione, l’attacco al reato di femminicidio, l’appello a sgomberare tutte le case occupate, l’appretto: perché a pochi giorni dall’Assemblea Costituente, una due giorni a Roma, Futuro Nazionale ha già superato la Lega secondo il sondaggio Youtrend per SkyTg24. “Qui c’è la sporca dozzina e i figli di nessuno – ha dichiarato il generale Roberto Vannacci – Noi quelli bravi non li vogliamo, li lasciamo a Pd, M5S e Avs. A noi continua a interessarci l’Italia e gli interessi degli italiani. E con la sporca dozzina e i figli di nessuno ce la faremo”.

Come si accennava in apertura, la notizia più determinante e rumorosa è il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega: il partito del generale Roberto Vannacci, fondato pochi mesi fa, ha superato il Carroccio che all’autore de Il mondo al contrario aveva steso tappeti rossi: lo aveva candidato alle elezioni europee, lo aveva nominato vice segretario, gli aveva offerto la sua infrastruttura. Prima dello strappo, prima dell’assemblea che lo scorso fine settimana ha riunito a Roma tutto lo stato maggiore del partito neonato ma già influente: così tanto da aver guadagnato l’1,5% rispetto all’ultima rilevazione Youtrend di fine maggio. Secondo l’indagine FN al momento è al 5,9%, la Lega al 5,8%: un sorpasso che potrebbe compromettere equilibri e rapporti di forza nel centrodestra.

 

📊 #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: sorpasso di Futuro Nazionale (5,9%, +1,5 punti rispetto al 29 maggio) sulla Lega (5,8%, -0,1). Nella stessa rilevazione risultano in crescita il PD (22,2%, +0,5), FI (8,2%, +0,4) e AVS (6,8%, +0,4), mentre cala il M5S (12,1%, -1,4). pic.twitter.com/VY8yY7Z3lN

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Perché risulta determinante tutto quello che sta succedendo in questo momento in quanto le alleanze si stanno definendo, le coalizioni stanno disegnando i loro perimetri per ora molto variabili tra aperture, dialoghi, veti incrociati, inclusioni ed esclusioni. La fine della legislatura è prevista nel 2027 e fino ad allora potrà succedere ancora di tutto, anche considerando la grande instabilità internazionale e non soltanto in campo geopolitico. Secondo lo stesso sondaggio: il 55% degli italiani esprime un giudizio negativo sul Governo Meloni mentre il 35% lo giudica positivamente.

Se Fratelli d’Italia resta comunque in vetta al listone dei partiti, al 27,8%, appare in crescita di mezzo punto percentuale il Partito Democratico che sale al 22,2%. In crescita, entrambi dello 0,4%, si Forza Italia all’8,2% che Alleanza Verdi Sinistra al 6,8%. Crolla invece il Movimento 5 Stelle, addirittura dell’1,4%, che scivola al 12,1%. Segno meno, anche se praticamente impercettibile, anche per Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi, al 3,1% e al 2,1%. Partito Liberaldemocratico e Ora! sono stabili rispettivamente all’1,2 e all’1,1%. +Europa è all’1%, Noi Moderati allo 0,9%. Alla generica voce “un altro partito” l’1,8%, una percentuale in calo dello 0,9%. Gli indecisi e astenuti sono il 32,2% degli intervistati.

Al momento 56% degli elettori di FdI si dice d’accordo con l’ipotesi di allargare la coalizione a Vannacci mentre solo il 16% degli elettori di FI, Lega o Noi Moderati e il 38% di quelli che oggi voterebbero Futuro Nazionale si dicono d’accordo. A oggi, se il centrodestra dovesse includere Futuro Nazionale, il Campo Largo sarebbe al 46,4%. Sarebbe al 44,3% con Vannacci fuori dalla coalizione. Il sondaggio conferma inoltre che il cavallo di battaglia di Vannacci al momento è la remigrazione: l’85% dei suoi elettori è favorevole. La proposta convince anche il 67% degli elettori del centrodestra, mentre il 77% di quelli del campo progressista è contrario.

 

📊 #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: il campo progressista è al 44,3% nello scenario in cui il CDX (43,2%) corre separato da Vannacci (4,9%), mentre è al 46,4% in quello in cui il CDX, inglobando FN, è 45,4% (-2,7 punti in meno rispetto alla loro somma in una corsa separata). pic.twitter.com/lgJVSOFPaQ

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Futuro Nazionale di Vannacci supera la Lega: per la prima volta un sondaggio gli attribuisce il 5,9%

18 Giugno 2026 ore 16:36
Il "sorpasso" del generale celebrato con una foto del film di Risi. Il partito di Salvini è al 5,8%. Ma Romeo dice: "Siamo stanchi di guardare tutti i giorni i sondaggi di Vannacci". FdI primo partito al 27,8%. Crescono anche Pd, Forza Italia e AvS

© RaiNews

Costa, in arte “Pelè”, pronto a trattare con Putin – Il Controcanto – Rassegna stampa 18 giugno 2026

18 Giugno 2026 ore 10:29



Repubblica loda l’iniziativa di Costa, presidente del Consiglio Europeo, pronto a trattare con Putin, mentre il Corriere continua a mentire sulla Russia. Il Fatto pubblica la notizia riguardante l’imminente Congresso straordinario di DSP

NEUTRALITÀ dell’ITALIA, per la pace e contro la guerra.
FIRMA ORA – https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011

L'articolo Costa, in arte “Pelè”, pronto a trattare con Putin – Il Controcanto – Rassegna stampa 18 giugno 2026 proviene da Visione TV.

La sinistra deve rispondere a Vannacci o ignorarlo? La terza via è quella giusta: smettere di rincorrerlo

18 Giugno 2026 ore 08:00

Nell’agosto del 2023, Roberto Vannacci pubblicò su Amazon il libro Il mondo al contrario, che in pochi giorni divenne il più venduto. Non era il frutto di una raffinata operazione di marketing, ma la conferma di un meccanismo comunicativo vecchio come il detto “Nel bene o nel male, purché se ne parli”, che risale al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890).

Da allora, ogni dichiarazione o apparizione pubblica del generale – oggi europarlamentare – segue lo stesso copione:

  1. una provocazione studiata per scardinare un tabù del discorso pubblico (diritti LGBTQ+, gestione dei migranti, concetto di “normalità”);

  2. una sollevazione indignata dei media e di opinionisti/e di area progressista, inclusa qualche denuncia formale;

  3. lo sgonfiamento giudiziario, politico e mediatico, per cui tutto finisce nel nulla, lasciando Vannacci nella posizione del “martire del buonsenso” e della censura delle élite.

La strategia punta alla legittimazione del politicamente scorretto: Vannacci usa la lingua italiana, citando spesso i dizionari (ovviamente solo ciò che gli fa gioco), per tracciare il confine fra un “noi” (la maggioranza silenziosa che pensa cose “scorrette” ma non osa dirle) e un “loro” (le élite custodi del politicamente corretto).

L’intervento da Lilli Gruber

L’ennesima conferma di questa strategia va in scena il 10 giugno 2026, durante una puntata di Otto e mezzo su La7. Incalzato da Lilli Gruber su temi divisivi, Vannacci applica il suo consueto jujutsu retorico: usare la forza di indignazione dell’interlocutrice per rigirarla contro di lei. Quando Gruber lo accusa di essere “ossessionato dagli omosessuali”, ribatte freddamente: “Forse lo è lei, visto che ha portato questo argomento in una discussione politica”. Il risultato? Vannacci appare sempre calmo e “in comando” della situazione, in un contesto tutto impostato sui temi da lui dettati.

Due giorni dopo, il 12 giugno 2026, Pier Luigi Bersani è ospite della stessa trasmissione, anche per essere stato assolto, nell’ottobre 2024, dall’accusa di diffamazione mossa dal generale. Lancia un appello: “Ci vuole una battaglia delle idee, la sinistra deve reagire”. Ma davvero la sinistra italiana dovrebbe rispondere a Vannacci?

La reazione di Giorgia Meloni

Nel frattempo, la Presidente del Consiglio fa la sua mossa. Non affronta Vannacci sul terreno dei valori e del politicamente scorretto, perché rischierebbe solo di legittimarlo o di perdere voti a destra, ma reagisce in modo istituzionale e accorto. Attaccando i deputati vicini alle posizioni del generale che hanno votato contro i provvedimenti del governo, Meloni liquida la questione con durezza pragmatica: “Avete votato sei volte contro la fiducia insieme a Schlein e Conte. La vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Spostando l’attenzione sulla responsabilità di governo, Meloni depotenzia il generale senza offrirgli il martirio culturale.

L’errore del centrosinistra: pensare all’elefante

Al contrario della destra di governo, il centrosinistra italiano soffre da sempre di una sindrome cronica che il linguista cognitivo George Lakoff ha ben spiegato nel celebre saggio Non pensare all’elefante (2004): se chiedi a qualcuno di non pensare a un elefante, la persona inevitabilmente visualizza l’animale. Nel dibattito politico significa che quando evochi il frame del tuo avversario, anche solo per smentirlo o criticarlo, stai già perdendo, perché confermi e rinforzi i suoi termini di discussione, la sua posizione, i suoi concetti, invece di imporre i tuoi.

Morale della favola

Chi insegue ogni provocazione di Vannacci – giornalista, opinionista o leader che sia – accetta di discutere temi scelti dal generale (l’identità, la “normalità”) nei suoi termini, invece di imporre i propri (salario minimo, sanità, precarietà), e regala a Vannacci il centro del palcoscenico, confermando la favola destrorsa secondo cui la sinistra si occuperebbe solo di battaglie sui diritti civili e sul linguaggio, ignorando i problemi materiali delle persone e della vita di tutti i giorni. Se i media e la politica italiana vogliono davvero spezzare la catena di successi mediatici di Vannacci, devono smettere di rincorrerlo. L’unica reazione efficace è imporre un proprio percorso linguistico, concettuale e politico sui bisogni concreti del Paese. Questi bisogni riguardano, ovviamente, anche molti diritti civili mancanti e non rispettati, ma la questione dei diritti civili andrebbe trattata dal centrosinistra, una buona volta, in modo originale e autonomo, stando ben lontani del terreno scivoloso del “politicamente corretto”, perché questo è da molti anni solidamente in mano al centrodestra e dal 2023 è presidiato da Vannacci.

L'articolo La sinistra deve rispondere a Vannacci o ignorarlo? La terza via è quella giusta: smettere di rincorrerlo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Perché si parla del motto ‘L’Italia agli italiani’? C’è uno straniero che ci opprime?

18 Giugno 2026 ore 07:30

di Leonardo Botta

Gira su web e social il celeberrimo slogan “L’Italia agli italiani”. Mi sono domandato: perché? Ricordavo il motto di Carlo Pisacane in occasione della spedizione di Sapri, una parola d’ordine contro l’oppressione straniera (siamo nel Risorgimento, l’oppressore era austriaco) e per l’autodeterminazione del popolo italiano che stava componendo la propria unità.

Un’unità non priva di criticità, anche dopo il 1861; fu Massimo D’Azeglio a farsi venire il primo dubbio: “Abbiamo fatto l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”; e poi ci sono state le due macroaree del paese, nord e sud, a contestare con rivendicazioni opposte – nostalgie borboniche da una parte e pulsioni separatiste dall’altra – gli effetti di quell’unificazione. In realtà il motto avrebbe più padri: Carducci (“…Dio; rendi l’Italia a gl’italiani”), Giuseppe Mazzini.

Ma che c’azzeccano Pisacane, Carducci e Mazzini, i moti risorgimentali con il tormentone di questi giorni? C’è uno straniero che ci opprime? Direi di no, almeno non in senso proprio. Oddio, magari qualche forestiero che ci vessa con imposizioni c’è: si chiama Trump, quello che vuole i dazi e la spesa militare, ma non credo che ci si riferisca a lui.

Un’italica unità da ricomporre? Al limite sì, visti i contenuti di una delle riforme promosse da questo governo e poi azzoppata dalla Consulta, l’autonomia differenziata.

Magari oggi si sta di nuovo invocando un po’ di autodeterminazione del nostro popolo? Allora potrei pensare che chi grida “l’Italia agli italiani” voglia affrancarsi dall’Unione Europea, secondo taluni più matrigna che madre: legittimo, ci sta. Ed è curioso, perché mi viene in mente che l’ingresso dell’Italia nel primo organismo continentale, il Mercato Economico Europeo (dopo il fallimento della Comunità Europea di Difesa) fu ratificato (correva l’anno 1957) con il voto favorevole di tutti i partiti, compreso l’Msi, tranne Pci (contrario) e Psi (astenuto).

Legittimo, ci sta: possiamo tranquillamente tornare a ragionare di “Italexit” e magari, perché no, del ritorno alla mitica “liretta”, quella che ogni tanto svalutavi e andavi avanti, fin quando il presidente del Consiglio pro tempore, Giuliano Amato, mise le mani nottetempo nei conti degli italiani, prelevando forzosamente il sei permille per non andar falliti.

Poi mi sono dato una pacca sulla fronte e alla domanda, marzullianamente, mi sono dato una risposta: “Ma certo, come ho fatto a non pensarci, ‘L’Italia agli Italiani’ ossia ‘Via gli stranieri’ (direbbe zio Paperone a guardia dei suoi forzieri, “Sciò!”, “Alla larga!”) e dunque ‘Padroni a casa nostra’ e, new entry, ‘Remigrazione’ dei ‘meticci’ di prima, seconda e magari anche ennesima generazione” come Zagrebelsky, Gad Lerner, i figli di Mike Bongiorno e pure Peter Gomez! È il grido di battaglia dei ‘patrioti’ vannacciani della prima e soprattutto ultima ora, un esercito che si sta (buon per il generale) corposamente ingrossando.

E vabbè, pure questo è legittimo, e poco importa se tre milioni di stranieri di varie generazioni che vivono in Italia non sono tanto credibili come oppressori e, al netto di chi tra loro delinque (per il quale non ho nessuna simpatia e mi auguro di vedere adeguatamente perseguito dalla giustizia), non ce li vedo nemmeno ad attentare alla nostra esigenza di autodeterminazione.

Soprattutto mi chiedo come mai con il governo più sovranista della nostra storia repubblicana, e a leggi vigenti (la Bossi-Fini, la Turco-Napolitano), siano arrivati nel nostro paese, in quattro anni, 320mila stranieri clandestini, a fronte della miseria di meno di ventimila rimpatri. Ma a questa domanda non so darmi una risposta.

Ps: vabbè, ci sarebbe anche il “casus belli” degli ultimi giorni, lo striscione “L’Italia agli italiani” esposto da studenti del liceo Monti di Cesena, che ha scatenato un vespaio tra sei in condotta e richiesta di chiarimenti del ministro Valditara. E ci sarebbe anche lo stesso motto fatto proprio dal regime fascista…

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo Perché si parla del motto ‘L’Italia agli italiani’? C’è uno straniero che ci opprime? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Meloni: “Vannacci ha chiuso all’alleanza, è funzionale alla sinistra”. Il generale: “Se vuol parlare con me, mi contatti”

17 Giugno 2026 ore 21:24

“È un tema che non mi sono posta. Mi pare che il movimento dell’onorevole Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra, il che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che sta facendo finora, perché quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra non si vuole dare una mano“. In conferenza stampa al termine del G7 di Evian, in Francia, Giorgia Meloni ostenta nonchalance a chi le chiede dei rapporti con il partito del generale, che vola nei sondaggi drenando consensi dalla coalizione di governo (e in particolare alla Lega). Lungi dall’aprire a Vannacci, la premier parla come se l’accordo elettorale sia già da escludere: “Mi pare che Futuro nazionale abbia chiuso all’alleanza con il centrodestra, poi io non mi sto ponendo il problema adesso. Io penso che il modo migliore per vincere le prossime elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie. E io non mi occupo di alchimie”, dice. Ma non rinuncia a una stilettata all’ex vicesegretario leghista, accusandolo, come già ha fatto in Parlamento, di fare il gioco del “nemico”: “Vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo, lo considero abbastanza normale, considero molto meno normale che si voglia essere funzionali a questo quando ci si dichiara di destra”. Parole a cui il leader di Fn, contattato dall’Ansa, risponde beffardo: “Ma a chi sta parlando la premier? Se vuole parlare con me, mi contatti“.

Meloni minimizza anche il potenziale impatto di Vannacci sul risultato del centrodestra alle prossime Politiche: “Una cosa che ho imparato molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica. Non pensate mai che se in politica si sommano 30 e 4 fa 34, non necessariamente. Io voglio governare bene la Nazione, fare del mio meglio fino alla fine del mio incarico e poi serenamente presentarmi al cospetto degli italiani e essere giudicata per il complesso lavoro che faccio”. La leader di FdI replica al generale anche a proposito del reato di femminicidio, introdotto da questo govenro, che Vannacci ha chiesto di abrogare per una presunta discriminazione tra uomo e donna: “Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi il reato di femminicidio nel nostro ordinamento. Il tema non è se gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi, ma è come accade”: nel caso del femminicidio, spiega, “la motivazione è non accettare la libertà di una donna. Tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, cose sulle quali dovremmo essere in teoria anche d’accordo con Vannacci, come alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società, il non voler accettare la libertà delle donne, le abbiamo fatte esattamente per la stessa motivazione. Quindi perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona e in altri casi no?”, incalza.

L'articolo Meloni: “Vannacci ha chiuso all’alleanza, è funzionale alla sinistra”. Il generale: “Se vuol parlare con me, mi contatti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌