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- Albania: situazione incendiaria, la protesta investe tutte le citta’. scontri a tirana, durazzo e scutari
Terzo settore, Bellucci “L’Italia ha ottenuto in Ue importanti risultati”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Insieme a Fratelli d’Italia, al gruppo Ecr, Denis Nesci e tutti i parlamentari europei, riteniamo che l’Italia possa dare un contributo fondamentale per un’economia che sia veramente a servizio dell’uomo, un’economia sociale che abbraccia quindi, soprattutto, la difesa delle persone”. Così il viceministro per il Lavoro e le Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, a margine dell’incontro “Il Terzo settore in Europa”, organizzato dal gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) e dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.
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Lavoro domestico in Europa, oltre 10 milioni di occupati
ROMA (ITALPRESS) – In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un comparto che rappresenta il 4% dell’occupazione complessiva. In Italia, nel 2025, i lavoratori domestici regolari sono stati più di 800 mila, a fronte di un tasso di irregolarità del 55,4%. È la fotografia emersa nel corso del convegno organizzato da Assindatcolf con la Federazione Europea EFFE presso il Parlamento Europeo di Bruxelles.
mgg/azn
Orsini “Mettere al centro competitività e salvaguardare le industrie europee”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Serve mettere al centro la competitività e salvaguardare le industrie europee, in un momento in cui Stati Uniti e Cina stanno giocando la partita e l’Europa purtroppo sta facendo solo l’arbitro”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dei suoi incontri con le istituzioni europee a Bruxelles. Commentando il dibattito sul quadro finanziario pluriennale Ue, Orsini ha sottolineato la necessità di incrementare il bilancio dell’Unione anziché ridurlo, indicando come priorità imprescindibili la coesione e il sostegno alla competitività industriale.
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Praga, Business Forum Italo-Ceco al Parlamento
Le sfide globali dell’industria e della logistica sono al centro del IV Business Forum Italo-Ceco “Reframing Europe’s Strategic Map”, in programma nel pomeriggio di oggi, 15 ottobre, nella sede della Camera dei Deputati del Parlamento ceco, su iniziativa della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, in collaborazione con i Gruppi di Amicizia bilaterale del Parlamento Ceco e Italiano, con l’Ambasciata d’Italia a Praga e l’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma.
Come ha sottolineato l’Ambasciatore Alessandro Gaudiano: «Il Business Forum è un ulteriore tassello della straordinaria collaborazione tra Italia e Repubblica Ceca che stiamo vivendo in questo momento, a due settimane dall’incontro a Praga del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il Primo Ministro Andrej Babis, che ha sancito l’adozione del Piano di Azione italo-ceco, e nello stesso giorno in cui il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri Petr Macinka incontra a Roma il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani».
Nel corso dell’evento interverranno i vertici di alcune delle principali realtà imprenditoriali ceche e italiane in settori industriali di rilievo, quali Enrico Savio, SVP Strategic Customer Analysis di Leonardo SpA, Petr Marijczuk, CEO di Ammo+ del Czechoslovak Group, Daniela Gentile, CEO di Ansaldo Nucleare, Roberto Vavassori, Executive Director di Brembo Group e Claudio Zaccomer, Wire Rod Manager di Pittini Group.
Mobilitazioni studentesche in Albania
Casa, in Europa il Cese chiede tecniche di costruzione più moderne per aumentare l’offerta
I giorni dell’emergenza abitativa dell’Ue potrebbero essere contati, con una potenziale soluzione all’orizzonte, cioè moderni metodi di costruzione (Mcm). Sfruttando il loro potenziale, l’Ue potrebbe ridurre i costi di costruzione, abbreviare i tempi di costruzione e ridurre l’impronta di carbonio, sostenendo l’economia circolare nel settore delle costruzioni. – È questa la ferma convinzione che il Cese ha espresso nel suo parere sul tema Rendere l’edilizia abitativa accessibile – Aumentare i moderni metodi di costruzione e ridurre i costi , adottato nella sessione plenaria di settembre.
Elaborato da John Comer e Thomas Kattnig, il parere è stato richiesto dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e affronta la questione della carenza di alloggi. Più specificamente, il parere affronta le condizioni quadro necessarie per aumentare l’offerta di alloggi riqualificati, ristrutturati e nuovi e fornisce orientamenti agli attori pertinenti sull’attuazione di metodi di costruzione moderni.
«I moderni metodi di costruzione possono diventare un pilastro fondamentale degli alloggi a prezzi accessibili, ma solo se l’innovazione, la qualità, i diritti dei lavoratori e gli obiettivi di interesse pubblico progrediscono insieme» ha dichiarato Comer. «I moderni metodi di costruzione non devono essere considerati semplicemente una questione tecnologica o orientata al mercato, ma devono far parte di una più ampia strategia sociale, di mercato del lavoro, di accessibilità economica e di politica industriale», ha ribadito Kattnig.
Potenziamento della capacità industriale per i moderni metodi di costruzione
Il settore delle costruzioni rimane caratterizzato da una crescita della produttività relativamente bassa e da catene di approvvigionamento frammentate. I moderni metodi di costruzione possono contrastare questi problemi perché si basano su tecniche innovative di produzione fuori sede e in loco progettate per costruire strutture di qualità superiore più velocemente e in modo più efficiente rispetto agli approcci edilizi tradizionali. Tra gli esempi figurano il potenziamento degli approcci industrializzati come l’edilizia modulare, prefabbricata e fuori sede.
I moderni metodi di costruzione hanno quindi il potenziale per ridurre i costi e i tempi complessivi di costruzione e aumentare la precisione strutturale, il controllo di qualità, la capacità e la produttività del settore. Inoltre, essendo più rispettosi dell’ambiente, contribuiscono anche al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) delle Nazioni Unite. Ciò è della massima importanza, in quanto è essenziale che gli edifici costruiti con moderni metodi di costruzione mantengano la stessa qualità e valore a lungo termine delle case costruite tradizionalmente.
Per raggiungere questi obiettivi, i moderni metodi di costruzione hanno bisogno di una capacità industriale sviluppata. Per questo motivo il Cese sostiene che l’Ue deve portare avanti investimenti mirati per aumentare la capacità industriale di produrre sistemi di prefabbricazione e costruzione fuori sito.
Tutti gli attori devono collaborare per combattere la frammentazione
Il Comitato sottolinea inoltre che gli Stati membri, la Commissione, l’Alleanza per l’edilizia abitativa e tutte le parti interessate hanno un ruolo da svolgere nel promuovere la normazione, eliminare la frammentazione delle normative e garantire che i sistemi per i moderni metodi di costruzione siano certificati e monitorati.
Pur riconoscendo che ciascuno Stato membro ha una competenza primaria in materia di alloggi, il Cese ritiene che la Commissione dovrebbe contribuire ai piani nazionali in materia di alloggi e promuovere la cooperazione transfrontaliera.
Per consentire al settore edile di compiere progressi nell’innovazione, l’Ue deve avviare un meccanismo di finanziamento centrale per incoraggiare e consentire alle Pmi di investire nella digitalizzazione, che non dovrebbe limitarsi ai progetti di costruzione, ma dovrebbe anche essere sfruttato per garantire i diritti dei lavoratori, posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro e interessi dei consumatori.

Risolvere la crisi abitativa deve essere una priorità assoluta
L’emergenza abitativa dell’Ue non è nuova. I prezzi delle abitazioni nell’Ue sono aumentati di oltre il 60,5 % dal 2013, mentre gli affitti sono aumentati del 28,8 % tra il 2010 e il 2025. Nel 2024 il tasso di onerosità eccessiva dei costi abitativi è stato in media dell’8,2 % nell’Ue.
In tutta l’Europa, il drammatico mix di inflazione elevata e aumenti salariali e pensionistici insufficienti ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Ciò colpisce in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili, le donne e i giovani. Inoltre, il calo delle nuove abitazioni innesca pressioni sia sui mercati degli acquisti sia su quelli degli affitti, determinando un’inflazione dei prezzi e degli affitti.
Una serie di fattori aggiuntivi ha ulteriormente esacerbato la crisi abitativa. La pandemia di Covid-19, la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, l’impennata dei prezzi dell’energia e l’aumento dei costi dei materiali hanno peggiorato ulteriormente la situazione. In tale contesto, i tassi di interesse sui mutui ipotecari sono raddoppiati e il numero di licenze edilizie rilasciate nell’Ue tra il 2021 e il 2024 è diminuito del 25%.
Il Comitato continua a spingere le istituzioni dell’Ue
Il Cese ha costantemente sollecitato le istituzioni dell’Ue a trovare una soluzione all’emergenza abitativa, adottando una serie di pareri chiave negli ultimi mesi. – Nel suo parere del settembre 2025 sul tema Per un piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili – Il contributo della società civile, il Cese ha esortato la Commissione a elaborare un piano d’azione per far rispettare il diritto fondamentale all’alloggio.
– A marzo 2026, a seguito di una presentazione della Commissione sul piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili nel dicembre 2025, il Comitato ha adottato un parere sul tema Affrontare la carenza di alloggi attraverso politiche abitative a prezzi accessibili, sostenibili e orientate alle famiglie, in cui chiede misure più ambiziose per affrontare la crisi strutturale degli alloggi.
– Nel suo parere del luglio 2026 sulla strategia dell’Ue per l’edilizia abitativa, il Cese ha esortato la Commissione a presentare rapidamente le iniziative annunciate nel quadro della strategia, comprese le condizioni quadro necessarie affinché l’edilizia funga da catalizzatore per alloggi sostenibili, di alta qualità e a prezzi accessibili.
Attualmente il Cese sta valutando la legge sugli alloggi a prezzi accessibili, che la Commissione europea ha presentato lo scorso 9 settembre, e dovrebbe adottare un parere sulla legge dell’Ue sugli alloggi a prezzi accessibili a dicembre 2026.
Foto: Tom Rumble/Unsplash
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Lavoro domestico, oltre 10 milioni di lavoratori in Ue

BRUXELLES (ITALPRESS) – In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un settore che rappresenta circa il 4% dell’occupazione europea. In Italia, nel 2025, sono stati 804.464 i lavoratori domestici regolari, il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di irregolarità del settore è stimato al 55,4%. Sono questi alcuni dei principali dati presentati nel corso del convegno “Dal riconoscimento al dialogo sociale: costruire il futuro del lavoro domestico in Europa”, organizzato da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, in collaborazione con la Federazione Europea EFFE, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel corso dell’evento sono stati presentati due nuovi capitoli del Rapporto 2026 Family (Net) Work: il paper di Assindatcolf, che ricostruisce i principali provvedimenti che nell’ultimo periodo hanno interessato il comparto in Italia, e quello di EFFE, che analizza il caso spagnolo con il contributo della professoressa Maria Gema Quintero Lima, ma anche i risultati del PHS Employment Monitor 2026, un sondaggio che ha raccolto oltre 8mila risposte da lavoratori, datori di lavoro, utenti dei servizi e organizzazioni del settore in 36 Paesi e 26 lingue. L’Italia è tra i Paesi maggiormente rappresentati.
Secondo quanto emerso dal Monitor, tra i datori di lavoro italiani che hanno partecipato alla survey e che impiegano direttamente lavoratori domestici, la necessità di rendere i servizi più accessibili economicamente è la principale priorità (36,2%), seguita da regole più agevoli per l’assunzione di lavoratori immigrati (35,4%) e da una forza lavoro meglio formata (35,3%). Per il 33,9% dei datori italiani la priorità è invece un maggiore riconoscimento istituzionale del lavoro domestico, mentre il 29,3% ha indicato una maggiore varietà di lavoratori candidati tra cui scegliere e il 28,5% una maggiore facilità nel dichiarare il lavoro.
«La fotografia scattata dai paper – dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf e di EFFE – conferma ancora una volta come il costo del lavoro domestico sia una questione centrale per le famiglie, in Italia così come in altri paesi dell’Ue. Intervenire su questo fronte è prioritario non solo per sostenerle, ma anche per consentire a tanti lavoratori di uscire dall’irregolarità, rendere il comparto più attrattivo e restituirgli valore e dignità, rafforzandone la reputazione sociale. Per questo chiediamo alla politica di introdurre forme di agevolazioni fiscali che rendano più sostenibile il costo del lavoro regolare e favoriscano, al tempo stesso, l’emersione del sommerso. In vista delle prossime elezioni politiche il tema della cura e della conciliazione deve entrare a pieno titolo nei programmi delle forze che si candidano a guidare il Paese nei prossimi anni. E’ il momento di riportare la famiglia al centro delle politiche nazionali ed europee».
-foto ufficio stampa Assindatcolf-
(ITALPRESS).
- Merz al Consiglio Europeo: “Negoziati difficili su futuro finanziario Ue”. L’Italia riunisce gli ‘Amici della Coesione’: “Chiediamo Bilancio ambizioso ed equo”
Merz al Consiglio Europeo: “Negoziati difficili su futuro finanziario Ue”. L’Italia riunisce gli ‘Amici della Coesione’: “Chiediamo Bilancio ambizioso ed equo”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Siamo impegnati in negoziati molto difficili sul futuro finanziario dell’Ue“. Così il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ai giornalisti a Bruxelles in occasione del Consiglio europeo. Secondo Merz “siamo lontani da un accordo all’unanimità”. “Dobbiamo ridurre il bilancio comune”, ha poi osservato, dicendosi contrario a maggiori risorse, come alcuni paesi vorrebbero.
METSOLA “RICERCA DI COMPROMESSO SU BILANCIO, PER ENERGIA RIDUZIONE PREZZI”
Il Parlamento europeo “sarà un alleato” nella ricerca di un compromesso sul prossimo bilancio Ue. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, parlando con i giornalisti a Bruxelles. “Non è una maggioranza facile da raggiungere”, ha poi osservato Metsola ricordando che per l’Eurocamera servono 361 voti per avere la maggioranza assoluta, e che “le distanze non sono mai state così grandi”. Riguardo al tema dell’energia, Metsola ha detto che occorre “concentrarsi sulla riduzione dei prezzi”. A questo proposito ha citato “un approfondimento delle nostre partnership” come mezzo per arrivare ad una soluzione.
L’ITALIA RIUNISCE GLI AMICI DELLA COESIONE “CHIEDIAMO BILANCIO UE AMBIZIOSO, EQUO ED EQUILIBRATO”
“Mentre i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale entrano in una fase decisiva, restiamo uniti nel chiedere un bilancio dell’Ue ambizioso, equo ed equilibrato, in grado di affrontare le nuove sfide salvaguardando al contempo le politiche fondamentali dell’Unione basate sui trattati”. E’ quanto si legge nella dichiarazione comune adottata dai 17 Leader “Amici della coesione” al termine dell’incontro di coordinamento organizzato da Italia e Romania in vista del negoziato sul prossimo Bilancio Ue. Il testo indica 4 principi: “Preservare la capacità di attuazione del bilancio dell’Ue. Dopo due riduzioni consecutive, l’entità del bilancio proposto si è ridotta all’1,02% del Rnl (Reddito Nazionale Lordo) dell’Ue, esclusi i rimborsi del Ngeu (NextGenerationEU). Riteniamo che l’accordo finale debba garantire che il bilancio dell’UE possa affrontare le priorità esistenti ed emergenti, preservando al contempo le politiche chiave”.
Un’altra priorità indicata è “tutelare i settori di intervento dei Programmi nazionali per la cooperazione e la politica (Pnrp), compresi quelli della Coesione e dell’Agricoltura, sia in termini di finanziamento che di attuazione. Risorse adeguate devono essere accompagnate da norme che salvaguardino gli obiettivi specifici di queste politiche e consentano agli Stati membri e alle regioni di utilizzare efficacemente i fondi disponibili”. Viene indicato poi “un lato delle entrate più equo, non regressivo e più equilibrato. Siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo sul fronte delle entrate, comprese le nuove risorse proprie, ma i parametri sia delle risorse esistenti che di quelle nuove devono garantire una distribuzione equa ed equilibrata dell’onere finanziario tra gli Stati membri e affrontare la regressività sul fronte delle entrate nel suo complesso”. Infine, “Niente rebate. Le correzioni preferenziali basate sul reddito nazionale lordo non hanno posto in un bilancio Ue modernizzato ed equo”. “Ci siamo impegnati a rimanere uniti attorno a questi quattro principi durante i negoziati e a lavorare insieme per garantire che le nostre priorità condivise si riflettano nell’accordo finale”, conclude la dichiarazione.
“Insieme al presidente della Romania Nicusor Daniel Dan, ho riunito i capi di Stato e di Governo del gruppo degli Amici della Coesione in vista dell’EUCO. Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue attorno a quattro priorità: Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni; Salvaguardare Coesione e Agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento; Contribuzioni eque da parte degli Stati membri; No agli sconti sui contributi nazionali. Continueremo a lavorare insieme perchè queste priorità siano riflesse nell’accordo finale”. Così, su X, la premier Giorgia Meloni.
OLANDA “FARE DI PIU’ SU SOSTEGNO A UCRAINA”
“Invito tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare e non militare, perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata”. Lo ha detto il premier olandese Rob Jetten arrivando al Consiglio Europeo a Bruxelles. Jetten ha sottolineato che l’Olanda intende continuare a sostenere con determinazione Kiev, confermando un ulteriore pacchetto di aiuti militari da 500 milioni di euro. Il premier olandese ha inoltre ribadito la necessità di intensificare le sanzioni e la pressione sul presidente russo Vladimir Putin per spingere Mosca al tavolo dei negoziati, riaffermando che il futuro dell’Ucraina risiede nell’Unione Europea.
KALLAS “UE HA APPROCCIO DIVERSO DAGLI USA”
L’Unione europea “ha un approccio diverso” dagli Stati Uniti rispetto alla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas. “Pensiamo che occorra fare pressione sull’aggressore, perché ponga fine al conflitto, e non sulla vittima perché si arrenda”, ha detto Kallas parlando con i giornalisti prima dell’inizio dei lavori del Consiglio europeo.
TAJANI “ALL’EUROPA SERVE PORTAVOCE COMUNE”
“L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione” sull’Ucraina. “Serve che l’Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L’importante è che lo si decida in termini rapidi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles. “La figura può essere di diverso tipo, possono essere un gruppo di Stati, può essere una persona: l’importante è che ci sia una posizione univoca, perché altrimenti la politica europea apparirebbe debole”. Alla domanda se il ruolo possa essere svolto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, risponde: “E’ una figura autorevole”, “può essere lui, può essere un’altra persona, l’importante è che ci sia. Il problema è che deve essere fatta una scelta condivisa e chi parla deve parlare a nome per conto di tutti”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
- Il Mef invia alla Commissione Ue e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027
Il Mef invia alla Commissione Ue e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato inviato alla Commissione europea e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027. Lo ha reso noto il ministero dell’Economia.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
- La Commissione europea ha stanziato a Kiev altri 2,86 miliardi di euro per l’acquisto di droni e sistemi di difesa aerea.
La Commissione europea ha stanziato a Kiev altri 2,86 miliardi di euro per l’acquisto di droni e sistemi di difesa aerea.
Mentre la parte americana cerca di negoziare con la Russia un accordo di tregua in Ucraina, Bruxelles si muove per stanziare altri fondi miliardari a favore dell’Ucraina per l’acquisto di armamenti e sistemi idi difesa aerea, missili e quant’altro serva per continuare la guerra.
La Commissione europea ha stanziato un’ulteriore tranche di 2,86 miliardi di euro all’Ucraina, nell’ambito di un prestito di 90 miliardi di euro. Si prevede che questi fondi saranno utilizzati per l’acquisto di droni, sistemi di difesa , missili , radar, sistemi di guerra elettronica e munizioni per le esigenze delle Forze armate ucraine.
Commentando lo stanziamento della seconda tranche per l’Ucraina, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha osservato che, con l’intensificarsi degli attacchi aerei da parte delle Forze armate russe, l’Ucraina ha bisogno del sostegno europeo più che mai. Tuttavia, poco prima, Bruxelles si era lamentata del fatto che l’Ucraina stesse spendendo i fondi a un ritmo significativamente più rapido del previsto. Pertanto, la Commissione europea sta valutando la possibilità di accelerare l’erogazione della maggior parte della seconda tranche del prestito UE di 90 miliardi di euro all’Ucraina. Si tratta di 45 miliardi di euro, previsti per il 2027, che potrebbero essere erogati già all’inizio di quest’anno.

Proteste in Francia
Inoltre, per soddisfare insaziabile fame di Kiev, la Commissione europea sta cercando un nuovo modo per appropriarsi di 200 miliardi di euro di beni russi congelati. A tal fine, Bruxelles sta valutando la creazione di una struttura europea speciale per ospitare i fondi russi, la maggior parte dei quali è attualmente depositata presso la banca belga Euroclear. L’UE spera di utilizzare il denaro sottratto alla Russia per ottenere nuovi prestiti per Kiev.
Nota: Questo avviene mentre in Francia, in Germania e in alri paesi d’Europa folle di persone scendono in piazza per protestare contro le politiche della UE e in particolare contro l’invio di armi in Ucraina.
Fonte: Top War
Traduzione: Luciano Lago
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