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Maggio Musicale, SPC: “niente soldi per rinnovi contratti”. Palazzo Vecchio: “allarmismo”

12 Agosto 2026 ore 18:26
Maggio Musicale, SPC: “niente soldi per rinnovi contratti”. Palazzo Vecchio: “allarmismo”

Maggio Musicale, polemica Spc-Comune su risorse per rinnovo contratti. ‘Aumento costi non consente accantonamenti’ dice il capogruppo di Sinistra progetto Comune, Dmitij Palagi. La replica dell’assessore alla cultura Giovanni Bettarini: “i fondi deve stanziarli ministero Cultura’

“Nella scheda dedicata alla Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – afferma Palagi – tra gli ‘elementi di attenzione’, si legge che l’aumento dei costi di produzione ‘comprime l’Ebitda e non consente accantonamenti per i rinnovi contrattuali del personale’. E’ polemica a distanza sulle risorse per i rinnovi contrattuali del personale del Maggio Musicale tra il consigliere di Spc Dmitrij Palagi e Palazzo Vecchio dopo la relazione sui bilanci di esercizi 2025 pubblicata dalla direzione Società partecipate del Comune di Firenze.

“Sono cose che abbiamo sempre detto – denuncia Palagi- e sono per noi confermate dal socio fondatore, nel documento con cui dichiara al Consiglio comunale la coerenza delle partecipate con gli indirizzi ricevuti”. Nella nota il capogruppo di Spc sottolinea come “l’organico cresce di 27,38 unità equivalenti, ma l’80% della crescita è lavoro a termine: il personale stabile aumenta dell’1,7%, quello a tempo determinato del 30,6%” e il fatto che il contributo comunale sia “fermo a 4.500.000 euro dal 2021: con l’inflazione ci risulta aver perso il 14,8% del proprio valore reale, circa 666.000 euro”.

Per l’assessore alle partecipate Giovanni Bettarini sui rinnovi contrattuali “è necessario dire le cose come stanno. Il tema delle risorse riguarda l’intero sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane e non può essere scaricato su una singola Fondazione. Le risorse necessarie devono essere messe a disposizione dal ministero della Cultura. Il Comune di Firenze non si è sottratto e non si sottrae alle proprie responsabilità. Ha sostenuto concretamente il risanamento del Maggio e continua a garantire alla Fondazione un contributo significativo. Le scelte di bilancio vanno lette nella loro interezza e tenendo conto degli obblighi e degli equilibri complessivi dell’ente”. Secondo l’assessore “siamo ormai alla strumentalizzazione sistematica di qualsiasi documento amministrativo” e “stupisce che il consigliere Palagi scelga ancora una volta di trasformare una normale attività di analisi e monitoraggio della pubblica amministrazione in una narrazione allarmistica”.

Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

12 Agosto 2026 ore 16:58
Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

Gli interventi interesseranno la riparazione delle parti degradate del Ponte, il rinforzo degli elementi strutturali più sensibili, proteggere il ponte da infiltrazioni e degrado e rendere più facile ispezione e manutenzione degli ‘elementi vitali’ della struttura. Quando sarà a regime, non ci saranno limitazione al passaggio dei mezzi, inclusi i carichi pesanti e la tramvia potrà andare in esercizio.

Sul Ponte da Verrazzano saranno necessari “interventi mirati”, perché le criticità emerse dalla super perizia “sono limitate”. Interventi che potrebbero partire già a settembre, per una durata di sette mesi, con chiusura al traffico. Il costo dell’intervento è di sette milioni.  

Gli esiti della verifica di affidabilità di livello 4 per il Ponte (il grado più elevato e rigoroso per valutare la sicurezza strutturale, sismica e statica dei ponti e viadotti), sono stati presentati oggi dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla tramvia Andrea Giorgio.

La campagna di analisi sul ponte da Verrazzano ha riguardato i controlli su cavi e tiranti (110 saggi sui cavi di precompressione, 124 radiografie per verificare stato e continuità, 62 videoendoscopie sui cavi) e la diagnostica del calcestruzzo (41 indagini georadar, 28 tomografie ultrasoniche e 22 carote e prove materiali per conferme in laboratorio).

“Dalle analisi è emerso un quadro che è molto più rassicurante rispetto anche a tutta una serie di cose che si sentivano dire, il ponte doveva essere completamente buttato giù, che doveva essere rifatto, che la parte centrale doveva essere demolita”, ha commentato Funaro.

  Alcune lavorazioni potrebbero partire già a settembre, con le prime demolizioni funzionali e la conseguente chiusura del ponte, con l’alternativa del ponte Nencioni per il passaggio dell’Arno. “Abbiamo scelto di fare tutte le analisi approfondite dopo che il ponte Nencioni era già aperto al traffico. Questo è un elemento importante perché non potevamo permetterci assolutamente di avere due ponti chiusi, senza passaggi per i cittadini”, aggiunge la sindaca, ricordando che da ottobre sul ponte Nencioni sarà aperta anche la terza corsia. L’intervento sul ponte da Verrazzano, ha sottolineato ancora la sindaca “va di pari passo con il resto dei lavori che stiamo facendo per la tramvia, rientrando nei tempi complessivi, sia di tutta la parte dei collaudi, sia della parte della messa in esercizio.

Il quadro che emerge dalla Val 4, affidata dall’amministrazione comunale al professor Giacomo Morano dell’Università di Firenze, è articolato. Il ponte, realizzato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, è stato spiegato, presenta uno stato di conservazione generale accettabile con criticità localizzate anche dovute al degrado fisiologico di un’opera realizzata oltre 50 anni fa.
La buona qualità dei materiali, in particolare dei calcestruzzi dell’impalcato, e la buona esecuzione delle iniezioni delle guaine dei cavi di precompressione hanno limitato il degrado rispetto a quanto spesso si osserva in opere realizzate nello stesso periodo. Tra gli elementi meglio conservati ci sono le pile e le spalle; alcune criticità importanti sono state riscontrate sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione in soletta e sulle armature a taglio delle travi esterne. Nel cassone esterno della campata centrale è stata riscontrato un allagamento da acque meteoriche dovuto all’inefficienza del sistema di smaltimento ma senza danni significativi.

“Lo scenario che emerge dalla relazione è complesso ma ci permette di confermare l’obiettivo di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli per l’estate 2027 – dice l’assessore Giorgio – Il risultato della verifica, infatti, conferma l’ipotesi sostanzialmente già definita nel progetto iniziale, aggiungendo alcune lavorazioni sulla base dei dati più recenti possibili. Oggi abbiamo uno scenario frutto di un’analisi dettagliatissima del ponte, con centinaia di prove effettuate, con tempi di intervento e costi definiti in un range affidabile, e questo ci permetterà di far partire i lavori il prima possibile, con una progettazione per stralci per ridurre ulteriormente i tempi. Questi lavori avverranno durante le ultime fasi dei cantieri della linea, che procedono spediti e saranno conclusi entro la fine dell’anno, e dei collaudi per la messa in esercizio”

La Festa dell’Unità del Pd Toscana si svolgerà a Grosseto. Titolo: ‘Coesistere’

12 Agosto 2026 ore 16:44
La Festa dell’Unità del Pd Toscana si svolgerà a Grosseto. Titolo: ‘Coesistere’

La Festa si terrà dal 28 agosto al 6 settembre. Il segretario regionale Fossi: ‘Sarà punto di partenza verso le prossime elezioni’

Si chiamerà ‘Coesistere’ la Festa de l’Unità regionale del Pd della Toscana, in programma a Grosseto dal 28 agosto al 6 settembre 2026.”Un titolo scelto non a caso – spiega in una nota Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana – . Coesistere significa riconoscere che le differenze fanno parte della società nella quale viviamo e che la sfida della politica non è cancellarle, ma creare le condizioni perché possano abitare uno spazio comune. Significa tenere insieme generazioni, territori, esperienze, bisogni e aspirazioni diverse, costruendo risposte capaci di misurarsi con una società sempre più complessa”. La Festa regionale sarà anche il punto di partenza di un percorso che porterà verso le prossime elezioni amministrative.

“Il Partito democratico regionale – aggiunge Fossi – metterà in campo tutto il proprio peso politico e organizzativo per arrivare a questi appuntamenti con una forza rinnovata, radicata nei territori e capace di costruire proposte concrete. Da Grosseto vogliamo dare nuovo impulso a un percorso di ascolto, confronto e partecipazione che portiamo avanti da tempo, coinvolgendo amministratori, iscritti, associazioni, realtà sociali, cittadine e cittadini. Un percorso che attraversi tutta la Toscana, capace di partire dalle specificità dei territori, dai loro bisogni e dalle loro aspirazioni, per costruire insieme risposte concrete e una visione comune del futuro”. Il segretario regionale spiega che durante i dieci giorni della Festa saranno protagonisti la politica, la cultura, il confronto e la socialità, con appuntamenti dedicati ai principali temi che riguardano la nostra regione e il Paese: dal lavoro alla sanità, dalla scuola alla casa, dallo sviluppo sostenibile ai servizi e alle trasformazioni economiche e sociali.

Eclissi di Sole alla Terrazza Mascagni con ALSA Livorno

12 Agosto 2026 ore 14:00

LIVORNO – Mancano poche ore all’eclissi di Sole un evento particolare e molto atteso. Questa sera, 12 agosto, il Sole verrà parzialmente oscurato dalla Luna dando vita a un fenomeno molto suggestivo.

Il fenomeno inizierà intorno alle 19.30 e raggiungerà il massimo tra le 20.20 e le 20.25, prima del tramonto.

In alcune zone della Toscana il disco solare sarà coperto per oltre il 90 per cento come sulle Apuane, in Versilia, sulla costa pisana e livornese anche tra Prato, Firenze e Pistoia. Di meno altrove. Per poi, a notte fonda, lasciare spazio al picco di stelle cadenti delle Perseidi.

Alla Terrazza Mascagni

L’Associazione Livornese Scienze Astronomiche (ALSA) dà appuntamento a tutta la popolazione alle ore 19 quando anche nella nostra città sarà possibile assistere all’eclissi parziale.

Il ritrovo sarà alla Terrazza Mascagni (lato Bagni Tirreno), dove sarà possibile osservare l’eclissi nelle sue fasi visibili prima del tramonto. Un’occasione speciale per assistere a un evento astronomico sempre emozionante e comprendere meglio i movimenti dei corpi celesti. Importante ricordare che il Sole non deve essere osservato a occhio nudo o con strumentazione non idonea, perché questo può causare gravi danni alla vista.

Le stelle cadenti

La serata proseguirà poi con l’osservazione delle Perseidi, le celebri Lacrime di San Lorenzo, tra le piogge meteoriche più spettacolari dell’anno. L’osservazione delle Perseidi avverrà a Le Palazzine (Gabbro). Grazie alla strumentazione messa a disposizione da A.L.A., il pubblico potrà ammirare da vicino le meraviglie del cielo notturno.

Per partecipare all’osservazione serale sarà possibile rivolgersi allo staff dell’Associazione Livornese Astrofili alla Terrazza Mascagni, che fornirà tutte le indicazioni per raggiungere il sito di osservazione.
Gli eventi sono pubblici e aperti a tutta la cittadinanza: un’occasione speciale per condividere la magia dell’astronomia sotto il cielo d’estate.
Per informazioni: 3881954275 Carlo Lera.

Le eclissi: proteggere gli occhi

Fissare il sole direttamente, anche quando già coperto o parzialmente coperto, può esporre i nostri occhi a danni seri, se non si proteggono e se non si seguono le dovute raccomandazioni.

L’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola eccezione però di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve (guardare verso il sole). Bambini e ragazzi sono soggetti a maggiore rischio.

Prima di osservare l’eclissi è necessario anzitutto indossare una protezione oculare specifica (gli occhiali da sole non sono sufficienti) e mantenerla costantemente indossata.

Solo lenti certificate

Esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l’osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses) che siano certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2.

Ogni altro mezzo deve essere evitato perché non garantisce sempre una sicura protezione: ad esempio, non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l’altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro.

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Civitavecchia, riapre Porta Marina: nuovo accesso pedonale tra lo scalo storico e la città

12 Agosto 2026 ore 09:49

CIVITAVECCHIA – Un nuovo passo nel processo di integrazione tra il porto di Civitavecchia e città. È stato inaugurato il nuovo varco pedonale di Porta Marina, accesso storico dello scalo che torna a essere pienamente fruibile dopo decenni di chiusura, ristabilendo un collegamento diretto tra il porto storico e il tessuto urbano. Lo ha annunciato in una nota l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, alla cerimonia di apertura hanno partecipato il presidente dell’ente portuale, Raffaele Latrofa, il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, il capitano di fregata della Capitaneria di Porto Valerio Mazzarino e l’assessore comunale all’Ambiente e al Demanio marittimo Stefano Giannini.

L’intervento si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione e riorganizzazione dello scalo laziale, che negli ultimi anni ha visto l’avanzamento dei lavori di apertura a sud del porto e una conseguente riduzione del traffico veicolare nell’area storica. Un processo che ha consentito di ampliare gli spazi destinati alla mobilità pedonale e di rafforzare il rapporto tra il waterfront e il centro cittadino.

Con la riapertura di Porta Marina salgono a quattro gli accessi pedonali disponibili per cittadini e visitatori. Oltre al nuovo varco sono infatti già operativi gli ingressi della Fortezza, della Scaletta e di Porta Livorno.

“La riapertura di Porta Marina è un intervento dal forte valore simbolico, ma anche molto concreto – dichiara il Presidente dell’AdSP Raffaele Latrofa – perché restituiamo alla città un accesso che era chiuso da decenni e che, oggi, torna a essere un punto di connessione diretto tra il porto storico e Civitavecchia. Il nostro obiettivo è rendere il porto sempre più aperto, accessibile e integrato con la città, creando le condizioni perché il porto storico possa essere vissuto sempre più anche dai cittadini. La riduzione del traffico veicolare e l’ampliamento degli accessi pedonali vanno esattamente in questa direzione. È un percorso che intendiamo proseguire, con interventi capaci di coniugare funzionalità, sicurezza, decoro e valorizzazione di un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità di Civitavecchia”.

La riapertura rappresenta uno degli interventi più significativi nel percorso di riconnessione tra la città e il suo porto, storicamente elemento centrale dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“La riapertura di Porta Marina aggiunge un nuovo tassello al rapporto sempre più stretto tra il porto e la città – dichiara il Sindaco Marco Piendibene –. Due realtà che devono continuare a dialogare e a integrarsi, rendendo sempre più accessibile ai cittadini un patrimonio che è parte integrante della storia di Civitavecchia. È anche il risultato di una positiva sinergia istituzionale, per la quale ringrazio il Presidente Raffaele Latrofa e tutti i soggetti che hanno contribuito a rendere possibile questa apertura”.

Anche l’amministrazione comunale ha sottolineato il valore dell’iniziativa in termini di accessibilità e fruizione degli spazi pubblici.

“Abbiamo sostenuto fin dall’inizio la riapertura di Porta Marina, portando anche nelle sedi competenti una richiesta arrivata da molti cittadini – dichiara l’Assessore all’Ambiente Stefano Giannini –. Oggi quell’obiettivo diventa realtà e restituisce alla città un collegamento importante con il suo porto storico. È un risultato che migliora l’accessibilità e la fruibilità di quest’area e che va nella direzione che abbiamo auspicato: rendere sempre più semplice e diretto il rapporto tra Civitavecchia, i suoi cittadini e il porto”.

Il nuovo accesso resterà aperto quotidianamente dalle 5 alle 23, secondo le stesse modalità previste per gli altri varchi pedonali dello scalo. La chiusura serale sarà affidata al personale della Port Authority Security.

L’area è stata oggetto di interventi di sistemazione e riqualificazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale, con particolare attenzione al decoro urbano attraverso l’installazione di fioriere e il miglioramento degli spazi circostanti.

Dal punto di vista della sicurezza, Porta Marina è dotata di sistema di videosorveglianza e di un dissuasore che consente esclusivamente il transito pedonale e delle carrozzine per persone con disabilità, impedendo l’accesso a biciclette e ciclomotori. Una soluzione progettata per garantire ordine, sicurezza e piena accessibilità al nuovo collegamento tra il porto storico e la città.

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d’Amico I.S., riacquisto della nave cisterna High Discovery, esercitata l’opzione per 15,3 mln USD

12 Agosto 2026 ore 09:35

Lussemburgo, – d’Amico International Shipping (DIS), gruppo attivo a livello internazionale nel trasporto marittimo di prodotti petroliferi raffinati, rafforza il controllo diretto sulla propria flotta attraverso il riacquisto della MT High Discovery, tanker medium-range da 50.000 tonnellate di portata lorda.

La società, quotata a Piazza Affari con il ticker DIS.MI, ha annunciato che la controllata operativa irlandese d’Amico Tankers d.a.c. ha esercitato l’opzione di acquisto prevista nell’attuale contratto di noleggio a scafo nudo della nave, per un corrispettivo di circa 15,3 milioni di dollari.

L’operazione consentirà al gruppo di tornare in pieno possesso dell’unità, costruita nel febbraio 2014 presso i cantieri sudcoreani Hyundai Mipo Dockyard, tra i principali operatori mondiali del settore. Il trasferimento della proprietà è previsto all’inizio di novembre 2026, mentre il prezzo finale potrà subire lievi aggiustamenti in funzione della data effettiva di consegna.

L’acquisizione si inserisce nella strategia di ottimizzazione della struttura finanziaria perseguita dalla compagnia e rappresenta un ulteriore passo nel processo di rafforzamento della flotta di proprietà. La MT High Discovery era infatti stata coinvolta nel 2022 in un’operazione di sale and leaseback, formula che consente agli armatori di liberare liquidità mantenendo l’utilizzo operativo delle navi attraverso contratti di locazione a lungo termine.

Con questa operazione, il numero di unità detenute tramite contratti di noleggio a scafo nudo si riduce ulteriormente. Attualmente la flotta di DIS comprende 28 navi cisterna a doppio scafo, tra unità MR, Handysize e LR1, delle quali 26 di proprietà e 2 operate tramite bareboat charter, con un’età media di circa dieci anni.

Commentando l’operazione, Carlos di Mottola, amministratore delegato di d’Amico International Shipping, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare l’esercizio dell’opzione di acquisto su una delle nostre due navi ancora controllate tramite contratti di noleggio a scafo nudo. Attraverso questa operazione, DIS riacquisisce la proprietà della MT High Discovery, una nave Eco-MR moderna, costruita nel 2014, da un cantiere navale di primario livello, a seguito dell’operazione di sale and leaseback realizzata nel 2022, riducendo al contempo ulteriormente la leva finanziaria e il cash breakeven della Società.”

L’operazione conferma l’attenzione del gruppo verso il consolidamento patrimoniale e il contenimento dei costi operativi in una fase in cui il mercato delle petroliere per prodotti raffinati continua a beneficiare di dinamiche favorevoli legate ai flussi commerciali globali e alla riorganizzazione delle rotte energetiche.

Controllata di d’Amico Società di Navigazione, d’Amico International Shipping è specializzata nel trasporto di prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e oli vegetali. Il gruppo gestisce una flotta moderna di navi a doppio scafo con capacità comprese tra 35.000 e 75.000 tonnellate di portata lorda ed è presente nei principali hub marittimi internazionali, tra cui Londra, Dublino, Monte Carlo, New York e Singapore.

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Addio a Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito

12 Agosto 2026 ore 09:19

ROMA – Si è spento a Roma, dopo una lunga malattia, Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito e figura di riferimento per il settore dell’autotrasporto italiano. La sua attività sindacale e associativa ha accompagnato per decenni l’evoluzione di un comparto strategico per l’economia nazionale, spesso impegnato a confrontarsi con criticità strutturali, squilibri nei rapporti di mercato e carenze infrastrutturali.

Tra i temi che hanno caratterizzato il suo impegno figurano il ruolo della committenza, l’efficacia degli interventi pubblici destinati al settore e le condizioni operative degli autotrasportatori. Questioni che Longo ha affrontato con continuità, sostenendo le ragioni di un tessuto imprenditoriale composto in larga parte da piccole aziende e operatori indipendenti, per i quali la sostenibilità economica dell’attività è spesso rimasta una sfida quotidiana.

Il percorso professionale di Longo si interrompe dopo anni segnati dalla malattia, affrontata senza rinunciare alla partecipazione attiva alla vita associativa e al confronto sulle prospettive del comparto. Un impegno che lo ha accompagnato fino agli ultimi mesi, nonostante le crescenti difficoltà fisiche.

Nato a Latina il 10 settembre 1962, inizialmente promettente nel calcio dilettantistico, Longo si era progressivamente avvicinato al mondo dell’autotrasporto fino a diventarne uno dei maggiori esperti e rappresentanti. Tra le iniziative più significative della sua carriera si ricordano le battaglie sindacali condotte alla guida di Fita-Cna, comprese le mobilitazioni nazionali della categoria.

Nel 2008 aveva fondato Trasportounito insieme a Franco Pensiero, storico presidente e amico personale. L’obiettivo era dare vita a un’organizzazione interamente dedicata alla tutela delle imprese dell’autotrasporto, in un contesto in cui, secondo la visione sostenuta dal sindacato, il peso strategico del settore per il sistema produttivo nazionale non aveva trovato un adeguato riconoscimento istituzionale ed economico.

Nel corso degli anni Trasportounito ha più volte richiamato l’attenzione sulle dinamiche contrattuali tra vettori e committenti, denunciando la persistente asimmetria nei rapporti di forza e sostenendo la necessità di interventi capaci di favorire un riequilibrio strutturale del mercato.

La lunga malattia non ha però allontanato Longo dai tavoli di confronto. Presente nei dibattiti sul futuro dell’autotrasporto, spesso anche in posizioni differenti rispetto ad altre organizzazioni di rappresentanza, ha continuato a portare avanti le proprie convinzioni con determinazione. Una presenza costante, caratterizzata da una forte capacità di analisi e da una profonda conoscenza delle problematiche del settore.

Per molti operatori e osservatori del comparto, Maurizio Longo ha rappresentato una delle figure più riconoscibili dell’autotrasporto italiano. La sua scomparsa lascia un vuoto in un settore che lo ha visto protagonista per gran parte della sua vita professionale, sempre impegnato nella difesa delle imprese e nel riconoscimento del loro ruolo all’interno della filiera economica del Paese.

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Grimaldi prende in consegna la nuova car carrier “Grande Pacifico”

12 Agosto 2026 ore 09:05

Napoli – Il Gruppo Grimaldi amplia la propria flotta con la Grande Pacifico, nuova Pure Car & Truck Carrier (PCTC) da 9.800 CEU, consegnata il 10 agosto e destinata a rafforzare i collegamenti marittimi tra Asia ed Europa. Si tratta della tredicesima nave del gruppo con notazione Ammonia Ready e della prima di cinque unità gemelle commissionate a China Merchants Heavy Industries Jiangsu.

La nuova car carrier rappresenta l’evoluzione del progetto delle cinque PCTC da 9.000 CEU già realizzate dallo stesso cantiere. L’incremento della capacità di carico, pari a circa il 9%, è stato ottenuto attraverso una configurazione a 15 ponti, uno in più rispetto alle unità della precedente serie.

Con una lunghezza di 220 metri, una larghezza di 38 metri e una stazza lorda di 95.534 tonnellate, la Grande Pacifico raggiunge una velocità di crociera di 18 nodi. La nave è progettata per il trasporto di veicoli elettrici e tradizionali e può imbarcare anche mezzi alimentati a gas naturale compresso (CNG), ampliando la flessibilità commerciale della flotta.

Ammonia Ready

Uno degli elementi distintivi della nuova unità è la notazione di classe Ammonia Ready rilasciata dal Registro Italiano Navale (RINA). La certificazione attesta la predisposizione della nave alla futura conversione per l’impiego dell’ammoniaca come combustibile alternativo a zero emissioni di carbonio.

A questa si aggiungono le notazioni Green Plus, Green Star 3, Comfort Vibration e Comfort Noise Port, che riflettono l’attenzione riservata agli aspetti ambientali, energetici e di comfort operativo.

Secondo i dati forniti dal gruppo, l’insieme delle tecnologie adottate consente alla Grande Pacifico di ridurre del 50% il consumo di carburante rispetto alle car carrier della precedente generazione.

Batterie, pannelli solari e cold ironing

Il pacchetto tecnologico comprende batterie al litio con una capacità complessiva di 5 MWh e la predisposizione per il collegamento alla rete elettrica di terra nei porti attrezzati. Il sistema di cold ironing permette di eliminare le emissioni generate durante le soste in banchina.

Sul fronte dell’efficienza energetica, la nave dispone inoltre di circa 2.500 metri quadrati di pannelli solari, sistemi intelligenti per la gestione dei consumi, rivestimenti siliconici destinati a ridurre la resistenza all’avanzamento e un sistema di air lubrication. Completano la dotazione un design dello scafo ottimizzato e il gate rudder, soluzione finalizzata a migliorare sia l’efficienza propulsiva sia la manovrabilità.

Il motore a controllo elettronico è abbinato a sistemi di trattamento dei gas di scarico in grado di contenere le emissioni di ossidi di zolfo (SOx), particolato (PM) e ossidi di azoto (NOx). Per questi ultimi, i livelli risultano inferiori ai limiti previsti dalla normativa IMO Tier III.

Dalla Cina all’Europa

La denominazione Grande Pacifico riflette l’espansione delle attività del gruppo nell’area del Pacifico, dove Grimaldi ha progressivamente sviluppato servizi marittimi regolari a sostegno delle filiere automobilistica e del trasporto di rotabili.

Il debutto operativo della nave è previsto nei prossimi giorni sul servizio Asia-Europe, con partenza dal porto cinese di Taicang e scali ad Anversa, in Belgio, e Southampton, nel Regno Unito. Il viaggio inaugurale vedrà la Grande Pacifico impegnata nel trasporto di oltre 6.900 autovetture e più di 900 metri lineari di merci rotabili.

“Con la consegna della Grande Pacifico, il Gruppo Grimaldi conferma la propria strategia di investimento in una flotta sempre più innovativa, efficiente e sostenibile”, ha affermato Emanuele Grimaldi, Amministratore Delegato del Gruppo Grimaldi. “Le nuove unità PCTC da 9.800 CEU rappresentano una naturale evoluzione delle prime cinque navi della serie, con una capacità di carico ancora maggiore e soluzioni progettuali che ne ampliano la versatilità operativa. Investire in navi sempre più capienti ed efficienti, e al contempo predisposte all’utilizzo dei carburanti del futuro, significa rafforzare la nostra leadership nel settore e offrire ai nostri clienti servizi di trasporto marittimo all’avanguardia, con il minor impatto ambientale possibile.”

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Livorno, gravi condizioni “sub-standard”, fermata nave e bandita per un anno dai porti europei

10 Agosto 2026 ore 15:22

LIVORNO – Una nave da carico è stata fermata dalla Guardia Costiera di Livorno e successivamente bandita per un anno da tutti i porti europei a seguito di gravi carenze riscontrate durante un’ispezione di sicurezza. Si tratta della M/N “Riwal”, unità battente bandiera St. Kitts and Nevis, sottoposta a controllo il 29 luglio scorso dal personale specializzato del Nucleo Port State Control (PSC) della Capitaneria di porto di Livorno.

La nave, impiegata nel trasporto di cellulosa in coperta, era arrivata lo stesso 29 luglio nel porto di Livorno, con accosto al numero 44, proveniente da Biserta, in Tunisia.

L’ispezione rientrava nei controlli obbligatori previsti dal sistema europeo di Port State Control, finalizzati a verificare le condizioni delle navi straniere che fanno scalo nei porti dell’Unione. La “Riwal” risultava classificata nel database europeo Thetis, utilizzato dagli ispettori PSC nazionali, come unità in priorità 2 e caratterizzata da un fattore di rischio elevato.

1 RIWAL OK Livorno, gravi condizioni "sub-standard", fermata nave e bandita per un anno dai porti europei

Venti irregolarità, di cui dieci molto gravi

Il fermo è scattato al termine di un’ispezione approfondita, condotta attraverso verifiche documentali, test operativi e una complessa esercitazione antincendio. L’attività ha evidenziato condizioni “sub-standard” dell’unità, con il riscontro di 20 irregolarità, delle quali 10 giudicate molto gravi.

Le carenze riscontrate hanno portato gli ispettori a impedire alla nave di riprendere la navigazione fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza previste dalle convenzioni internazionali applicabili.

Nel dettaglio, i controlli hanno evidenziato criticità nelle condizioni igieniche e nelle condizioni di vita e di lavoro dell’equipaggio, anomalie nei sistemi di protezione strutturale e attiva antincendio e disfunzioni nei sistemi di emergenza. Sono state inoltre rilevate condizioni strutturali particolarmente deteriorate sui ponti di coperta e, più in generale, una seria inefficienza del sistema di gestione della sicurezza a bordo.

Il provvedimento rientra nelle attività istituzionali della Guardia Costiera in materia di sicurezza della navigazione, salvaguardia della vita umana in mare e tutela dell’ambiente marino.

Terza detenzione in 36 mesi

Un secondo controllo è stato effettuato il 5 agosto, con l’obiettivo di verificare l’avvenuto ripristino degli standard minimi necessari per consentire alla nave di tornare a navigare.

La verifica ha assunto però un rilievo ulteriore alla luce della storia recente dell’unità. La “Riwal” aveva infatti già subito altre due detenzioni nei precedenti 36 mesi. Per questo motivo, oltre al fermo, è scattato il provvedimento di divieto di accesso ai porti europei per un periodo di un anno.

Il caso evidenzia il ruolo del sistema di Port State Control nel contrasto alle cosiddette navi “sub-standard”, ossia unità che non rispettano gli standard internazionali in materia di sicurezza, condizioni di lavoro e tutela dell’ambiente.

Livorno, sei navi fermate nel 2026

La “Riwal” è la sesta nave fermata nel corso del 2026 dal Nucleo Port State Control della Capitaneria di porto di Livorno. Nell’intero territorio regionale toscano i fermi sono stati invece sette.

I numeri testimoniano l’intensità dell’attività di controllo svolta nei porti toscani. Dall’inizio dell’anno sono state effettuate 123 ispezioni nell’ambito regionale, di cui 111 nei porti di Livorno e Piombino.

L’attività di Port State Control rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le autorità marittime verificano il rispetto degli standard internazionali da parte delle navi mercantili battenti bandiera straniera. L’obiettivo è intercettare e fermare le unità che presentano livelli di sicurezza insufficienti, tutelando equipaggi, traffici marittimi e ambiente.

Il caso della “Riwal” si inserisce dunque in una più ampia attività di prevenzione e controllo che vede il porto di Livorno come uno dei principali punti di presidio regionale per la sicurezza della navigazione e il contrasto alle navi non conformi agli standard internazionali.

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Livorno: “Intelligenza artificiale, la sfida per le imprese di spedizioni e della logistica”

10 Agosto 2026 ore 14:56

LIVORNO – Spedimar, Assotosca e Confetra Toscana promuovono un confronto su opportunità, rischi e quadro normativo dell’AI. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso un utilizzo concreto e consapevole della tecnologia. L’iniziativa si svolgerà il 23 settembre a partire dalle ore 10, alla Fortezza Vecchia di Livorno, nella Sala Ferretti.

L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva di medio-lungo periodo, ma una tecnologia destinata a incidere sempre più profondamente sui modelli organizzativi e competitivi delle imprese. Anche il comparto delle spedizioni internazionali e il sistema logistico sono chiamati a confrontarsi con una trasformazione che apre nuove opportunità, ma che richiede al tempo stesso competenze, regole e capacità di governo.

È questo il tema al centro del convegno promosso da Spedimar insieme ad Assotosca e Confetra Toscana, rivolto agli associati, alle istituzioni e ai rappresentanti del mondo imprenditoriale del territorio. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto sulle prospettive dell’intelligenza artificiale e sulle ricadute che il suo sviluppo può avere sulle imprese della logistica e delle spedizioni internazionali.

Il punto di partenza è una consapevolezza: la questione non riguarda più la possibilità che l’intelligenza artificiale modifichi il settore, ma le modalità con cui le imprese potranno governare questa trasformazione, traducendola in strumenti di innovazione e competitività.

Il convegno affronterà in particolare il rapporto tra opportunità tecnologiche, rischi e quadro normativo. L’obiettivo delle tre associazioni è infatti duplice: da un lato offrire alle imprese un momento di approfondimento e confronto con esperti e rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale; dall’altro avviare un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi.

In questa prospettiva, Spedimar, Assotosca e Confetra Toscana intendono mettere a disposizione delle imprese associate strumenti, competenze e occasioni di approfondimento per favorire un approccio più consapevole all’utilizzo dell’AI. L’ambizione è trasformare le potenzialità della tecnologia in applicazioni concrete, capaci di sostenere innovazione, efficienza e competitività in un comparto chiamato a confrontarsi con una crescente complessità dei mercati e delle catene logistiche.

Il programma riunirà esponenti del mondo accademico, delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle imprese. Il confronto partirà da un inquadramento generale del fenomeno dell’intelligenza artificiale per arrivare alle sue applicazioni e alle possibili ricadute operative nel settore delle spedizioni internazionali e della logistica.

Il tema assume particolare rilevanza per un comparto nel quale la disponibilità e l’elaborazione dei dati, l’automazione dei processi, la gestione documentale e la capacità di prevedere e ottimizzare flussi e operazioni rappresentano leve sempre più importanti per la competitività. Allo stesso tempo, l’adozione dell’AI pone interrogativi sul fronte della governance, della sicurezza, della responsabilità e della conformità alle nuove regole.

Il convegno rappresenta quindi il primo passo di un percorso che le associazioni promotrici intendono sviluppare nel tempo, con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una fase di cambiamento tecnologico che richiede non soltanto investimenti, ma anche formazione e capacità di valutare rischi e opportunità.

 

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MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo

10 Agosto 2026 ore 14:40

BARCELLONA – Ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nel Mediterraneo attraverso un modello che combini ricerca scientifica, educazione ambientale e partecipazione delle comunità locali. È l’obiettivo di “Shallow Bays of the Mediterranean”, il nuovo programma triennale promosso da MSC Foundation e Asociación Vellmarí, che prenderà il via a Ibiza e si svilupperà, in base alla fattibilità ecologica e al confronto con gli stakeholder locali, anche a Palma di Maiorca e sul litorale di Barcellona.

Il programma, operativo da agosto 2026 a luglio 2029 e guidato da Vellmarí, punta a piantare e monitorare tra 170mila e 180mila esemplari di Posidonia oceanica e a intervenire su ulteriori 20mila metri quadrati di habitat costiero degradato. L’iniziativa prevede inoltre un ampio programma di sensibilizzazione e coinvolgimento, destinato a raggiungere oltre 30mila persone attraverso attività di educazione ambientale marina, iniziative rivolte alle comunità e progetti di scienza partecipata.

Posidonia Formentera 1 MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo
Posidonia (credit Manu San Felix)

La presentazione del progetto si è svolta a bordo di EXPLORA III, nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della cerimonia di battesimo della nave. L’evento ha coinciso con la nomina di Cristina Ozores, cofondatrice e direttrice dell’area Educazione di Asociación Vellmarí, a Madrina della nave.

Dalla baia di Talamanca a un modello replicabile

La prima fase del progetto sarà concentrata nella baia di Talamanca, a Ibiza, dove Vellmarí svilupperà e perfezionerà le metodologie di ripristino e di educazione ambientale previste dall’iniziativa. Nel secondo e nel terzo anno, il modello potrà essere adattato ai litorali di Palma di Maiorca e Barcellona, sulla base dei risultati ottenuti, delle condizioni ecologiche dei siti individuati e del dialogo con gli interlocutori locali.

La Posidonia oceanica è una fanerogama marina endemica del Mediterraneo e rappresenta uno degli ecosistemi più rilevanti del bacino. Le sue praterie costituiscono habitat per numerose specie marine, contribuiscono allo stoccaggio del carbonio blu, stabilizzano i fondali e svolgono una funzione di protezione delle coste dall’erosione.

«Quanto è facile distruggere questi ecosistemi, eppure quanto è straordinariamente difficile ripristinarli», ha dichiarato Manu San Félix, fondatore di Asociación Vellmarí. «Per questo motivo, proteggere le praterie di Posidonia rimaste deve essere la nostra massima priorità».

Il progetto affiancherà agli interventi di ripristino basati su criteri scientifici un’attività di monitoraggio ambientale nel lungo periodo. Il programma coinvolgerà scuole, centri di immersione, volontari, educatori e ricercatori, chiamati a partecipare ad attività sul campo, iniziative di scienza partecipata e percorsi di formazione.

Una componente specifica sarà dedicata al rafforzamento delle competenze locali, attraverso la formazione di educatori, volontari e professionisti delle immersioni. L’obiettivo è creare una rete di soggetti in grado di proseguire nel tempo le attività di conservazione, valorizzando anche la conoscenza diretta del territorio.

«Ogni percorso per proteggere l’oceano inizia con un momento semplice: rallentare, scoprirne la bellezza e innamorarsi del mare», ha dichiarato Cristina Ozores, cofondatrice e direttrice dell’area Educazione di Asociación Vellmarí.

Manu San Felix Daniela Picco Cristina Ozores Anna Nash Captain Serena Melani Alessandra Priante Pierfrancesco Vago MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo
da sin. Manu San Felix, Daniela Picco, Cristina Ozores, Anna Nash, captain Serena Melani, Alessandra Priante, Pierfrancesco Vago

Scuole, volontari e centri di immersione

Sul fronte dell’educazione ambientale, nei tre anni il programma coinvolgerà circa 6mila studenti di 30 scuole e centri educativi. A questi si aggiungeranno circa 600 volontari, mentre 28 educatori e 24 centri di immersione saranno coinvolti in attività di formazione.

«Sotto le acque delle baie poco profonde del Mediterraneo si trovano le praterie di Posidonia oceanica, uno degli ecosistemi più importanti della regione», ha dichiarato Daniela Picco, direttrice esecutiva di MSC Foundation. «La nostra partnership con Asociación Vellmarí riunisce competenze scientifiche, educazione e partecipazione delle comunità, aiutando le persone a diventare custodi attivi del mare che ci unisce tutti. La nomina di Cristina Ozores a madrina di EXPLORA III è un simbolo particolarmente appropriato dell’impegno condiviso nei confronti del mare che è alla base di questa collaborazione».

Una collaborazione già avviata a Formentera

“Shallow Bays of the Mediterranean” rappresenta l’evoluzione della collaborazione avviata nel 2024 da MSC Foundation e Vellmarí a Formentera, nell’ambito della più ampia partnership della Fondazione con Mission Blue™, l’organizzazione per la conservazione degli oceani fondata dall’oceanografa Dr Sylvia Earle.

Nei primi due anni di attività, Vellmarí ha piantato oltre 78mila esemplari di Posidonia oceanica e ha sottoposto a ripristino 2.700 metri quadrati di prateria marina degradata nelle acque intorno a Formentera.

Il nuovo programma punta ora ad ampliare significativamente la scala degli interventi: nell’arco dei tre anni, l’area interessata dalle attività di ripristino sarà quasi triplicata rispetto a quella attualmente oggetto di recupero da parte di Vellmarí, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza maturata a Formentera in un modello replicabile in altri tratti della costa mediterranea.

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Accordo ANCIP-Sapienza per formazione su regolazione dei trasporti e del mercato portuale

10 Agosto 2026 ore 13:01

ROMA – Rafforzare il collegamento tra mondo accademico e sistema portuale per sviluppare competenze specialistiche sui temi della concorrenza, della regolazione economica e dei trasporti. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra l’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) e il Dipartimento di Studi giuridici ed economici dell’Università Sapienza di Roma, che avvia una collaborazione nell’ambito del Master universitario di II livello in “Concorrenza e Regolazione dei Mercati – CORE”.

L’intesa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei mercati regolati e dall’evoluzione del quadro normativo che interessa infrastrutture strategiche come porti, logistica e trasporti. In questo scenario, la formazione di figure professionali capaci di coniugare competenze giuridiche, economiche e operative assume un ruolo sempre più rilevante per accompagnare i processi di trasformazione del settore.

La collaborazione vedrà ANCIP impegnata nelle attività didattiche e scientifiche dedicate alla regolazione dei trasporti e del mercato portuale attraverso seminari, testimonianze professionali, progetti di ricerca e occasioni di confronto tra studenti, imprese, istituzioni e mondo accademico. Un contributo che punta a trasferire nell’ambito universitario l’esperienza maturata dagli operatori portuali sui temi dell’organizzazione del lavoro, della concorrenza e dell’accesso alle infrastrutture.

Particolare attenzione sarà dedicata al modulo di Regolazione dei Trasporti del Master CORE, diretto dal professor Alessandro Zampone, ordinario di Diritto della navigazione e dei trasporti presso la Sapienza e vicedirettore del corso. Il Master è invece diretto dal professor Angelo Castaldo, associato di Scienza delle Finanze.

L’accordo prevede inoltre l’ingresso di ANCIP nel Comitato di indirizzo allargato del Master, con l’obiettivo di contribuire all’aggiornamento dell’offerta formativa e di rafforzare il raccordo tra ricerca universitaria e fabbisogni professionali del settore. Al centro dell’iniziativa vi sono i temi della regolazione del mercato portuale, della concorrenza tra operatori, dell’efficienza dei servizi e della tutela del lavoro, aspetti che assumono un peso crescente in una fase di forte sviluppo delle catene logistiche e delle reti intermodali.

«L’accordo con ANCIP rappresenta un passaggio particolarmente significativo per il Master CORE, perché rafforza il dialogo tra formazione universitaria, ricerca ed esperienza concreta degli operatori del settore portuale. La collaborazione offrirà agli studenti strumenti preziosi per comprendere le nuove sfide della regolazione dei trasporti e dei porti, conciliando concorrenza, efficienza, innovazione, qualità dei servizi e tutela del lavoro. Sono inoltre particolarmente lieto di poter riflettere con Gaudenzio Parenti, la cui competenza e conoscenza diretta del sistema portuale renderanno questo confronto ancora più ricco e stimolante», dichiara il professor Angelo Castaldo, direttore del Master CORE.

Per il mondo accademico, la collaborazione rappresenta anche l’opportunità di approfondire le dinamiche che interessano il sistema portuale italiano, sempre più centrale nelle strategie nazionali ed europee per la competitività logistica e la sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

«Sono molto grato al direttore generale, Gaudenzio Parenti, per avere come noi fortemente creduto nella collaborazione tra ANCIP e Sapienza. La stipula della convenzione, infatti, qualifica e impreziosisce la già ricca offerta formativa del Master CORE e, in particolare, del Modulo Regolazione dei Trasporti che coordino. Sono certo che tale collaborazione consentirà agli studenti di godere di uno sguardo privilegiato sul settore delle infrastrutture portuali, nodi essenziali delle catene logistiche e produttive e delle reti intermodali. Il filo diretto con ANCIP, in particolare, consentirà di approfondire le delicate questioni dell’accesso alla infrastruttura e alle attività portuali e di verificare progressivamente il grado di integrazione fra le categorie del lavoro, l’impresa, le attività marittime in senso ampio, le attività di regolazione, il contesto sociale che si riferisce alla dimensione portuale e con la quale interagisce», dichiara il professor Alessandro Zampone.

Per ANCIP, l’intesa costituisce un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione delle competenze e del confronto con il mondo della ricerca, in un momento in cui il settore portuale è chiamato a confrontarsi con sfide che spaziano dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale, fino alla revisione degli assetti regolatori e organizzativi.

«Questa convenzione rappresenta per ANCIP un motivo di grande orgoglio», dichiara il direttore generale Gaudenzio Parenti, che entrerà a far parte del Comitato di indirizzo allargato del Master. «La Sapienza è un punto di riferimento assoluto nel panorama accademico nazionale e internazionale. Per me l’accordo assume anche un particolare valore personale: vi ho conseguito due lauree e ho avuto la fortuna e l’onore di avere come professore proprio Angelo Castaldo. Con il professor Alessandro Zampone condivido, oltre alla profonda stima professionale, la passione per la portualità e un costante confronto sulle principali questioni giuridiche, economiche e regolatorie del settore. Ringrazio entrambi per l’attenzione riservata ad ANCIP. Crediamo concretamente nell’importanza della regolazione dei trasporti e del mercato portuale. Il confronto tra conoscenza scientifica ed esperienza operativa è fondamentale per elaborare soluzioni normative realmente applicabili, capaci di accompagnare l’evoluzione dei porti salvaguardando i principi e gli equilibri del nostro sistema», conclude Parenti.

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Prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship di GNL nel porto di Civitavecchia

10 Agosto 2026 ore 12:43

CIVITAVECCHIA – Il porto di Civitavecchia compie un nuovo passo nel percorso di transizione energetica del settore marittimo e amplia la propria dotazione infrastrutturale a supporto dei combustibili alternativi. Nella giornata del 9 agosto è stata infatti completata la prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship (STS) di Gas Naturale Liquefatto (GNL) mai effettuata nello scalo laziale, uno dei principali hub crocieristici del Mediterraneo.

L’operazione ha riguardato la nave da crociera Silver Ray, rifornita presso la banchina 18 dalla nave bunkeriera Green Pearl, con il trasferimento di circa 750 metri cubi di GNL. Le attività si sono svolte secondo le modalità autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia e nel rispetto delle procedure di sicurezza previste dalla normativa nazionale e internazionale.

L’avvio delle operazioni di rifornimento di GNL rappresenta un passaggio significativo per la competitività dello scalo, chiamato a rispondere alla crescente domanda di servizi energetici a basso impatto ambientale proveniente dal comparto crocieristico e, più in generale, dall’industria marittima. L’utilizzo del gas naturale liquefatto è infatti considerato una delle soluzioni oggi disponibili per ridurre le emissioni del trasporto navale, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e con l’evoluzione della normativa ambientale internazionale.

Operazione bunkeraggio

Il risultato arriva al termine di un percorso regolamentare e tecnico sviluppato negli ultimi mesi dalla Capitaneria di Porto. Con l’Ordinanza n. 47 del 15 maggio 2026 è stato infatti adottato il nuovo regolamento che disciplina le operazioni di bunkeraggio ship-to-ship di GNL e Bio-GNL all’interno del porto di Civitavecchia, fornendo agli operatori un quadro normativo dedicato per l’impiego dei combustibili alternativi.

Alla definizione del regolamento hanno contribuito, oltre all’Autorità Marittima, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, i servizi tecnico-nautici, il consulente chimico del porto e la direzione del terminal crociere RCT. Un lavoro congiunto che ha consentito di predisporre procedure operative e standard di sicurezza adeguati a una tecnologia destinata ad assumere un ruolo crescente nei porti europei.

Prima dell’avvio del rifornimento è stato completato un articolato iter autorizzativo coordinato dalla Capitaneria, comprendente la valutazione dei rischi, la verifica della compatibilità tra le unità coinvolte, la definizione delle operazioni simultanee consentite e l’adozione delle misure di safety e security necessarie a garantire la sicurezza della navigazione, delle persone e dell’ambiente senza interferire con la normale operatività dello scalo.

Per Civitavecchia, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo nel traffico crocieristico internazionale e nella logistica marittima del Centro Italia, la disponibilità di servizi di bunkeraggio GNL rappresenta un ulteriore tassello nel processo di modernizzazione delle infrastrutture portuali e di adeguamento alle nuove esigenze del mercato.

“Il primo rifornimento di GNL a una nave da crociera segna una tappa importante per il porto di Civitavecchia e per l’intero sistema portuale del Lazio”-  ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa – “Con questo servizio il nostro porto dimostra di saper accompagnare l’evoluzione dello shipping e della crocieristica, offrendo infrastrutture e servizi sempre più innovativi e sostenibili. È un risultato frutto della collaborazione tra Autorità Marittima, AdSP e operatori portuali, che hanno lavorato insieme per garantire i più elevati standard di sicurezza. Continueremo a investire nell’innovazione per rendere Civitavecchia uno scalo sempre più competitivo, moderno e protagonista della transizione energetica del trasporto marittimo. È un altro risultato importante e, soprattutto, un altro passo verso il porto che vogliamo costruire”.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, Capitano di Vascello Cosimo Nicastro, ha dichiarato: “Il primo bunkeraggio ship-to-ship di GNL (Gas Naturale Liquefatto), combustibile alternativo a basso impatto ambientale, rappresenta una tappa storica per il porto di Civitavecchia. Per la prima volta il nostro scalo ospita un’operazione di questo tipo, che coniuga innovazione, sostenibilità ambientale e i più elevati standard di sicurezza, confermando la capacità del porto di affrontare con successo le sfide della transizione energetica del settore marittimo. Un percorso che proietta Civitavecchia tra i porti del Mediterraneo più avanzati nell’utilizzo di combustibili alternativi e nel processo di decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Questo importante traguardo è il risultato di un intenso lavoro tecnico e di una stretta collaborazione tra tutte le Istituzioni e gli operatori coinvolti, frutto di un complesso percorso di pianificazione, coordinamento istituzionale e approfondimento tecnico che ha consentito di realizzare un quadro regolamentare capace di garantire i più elevati standard di sicurezza. Civitavecchia si conferma un porto moderno, pronto ad accompagnare la transizione energetica del settore marittimo, coniugando sviluppo, innovazione, tutela dell’ambiente e sicurezza della navigazione.”

L’operazione odierna colloca il porto di Civitavecchia tra gli scali italiani attrezzati per supportare la diffusione dei carburanti alternativi nel trasporto marittimo e rafforza il posizionamento del sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale nelle strategie europee di sostenibilità e innovazione energetica. La Capitaneria di Porto ha confermato che continuerà a garantire attività di vigilanza e coordinamento sulle future operazioni di bunkeraggio, assicurando il rispetto delle disposizioni normative e dei più elevati standard di sicurezza ambientale e operativa.

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Porto di Vibo Valentia, recupero dell’area ex Civam per nuovi piazzali e magazzini

10 Agosto 2026 ore 11:29

VIBO VALENTIA MARINA – Procede a ritmo sostenuto il programma di riqualificazione dell’area dell’ex Civam nel porto di Vibo Valentia Marina. L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha infatti approvato il progetto esecutivo per la demolizione del complesso industriale dismesso, passaggio che apre la fase operativa di un intervento destinato a trasformare l’area in un nuovo polo a supporto della logistica commerciale e delle attività portuali.

Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Piacenza, ha firmato il decreto che dà il via libera al progetto esecutivo, imprimendo un’accelerazione a un’opera considerata strategica per lo sviluppo dello scalo vibonese. L’area interessata, situata in prossimità della banchina Bengasi, sarà riconvertita attraverso la realizzazione di nuovi piazzali destinati alle attività logistiche, con l’obiettivo di incrementare la capacità operativa del porto.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro ed è inserito nel Piano Operativo Triennale 2026-2028, approvato dal Comitato di Gestione dell’Autorità portuale lo scorso 18 giugno. Il piano si colloca all’interno di una strategia più ampia di sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina, orientata al potenziamento delle infrastrutture, al miglioramento della sicurezza della navigazione e delle operazioni marittime e al rafforzamento dell’integrazione tra porto e territorio.

Con il completamento dell’iter progettuale, dopo l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica avvenuta nel mese di luglio, l’Autorità punta ora a pubblicare il bando di gara entro agosto. Il cronoprogramma prevede l’aggiudicazione dei lavori e l’apertura del cantiere nella prima metà di ottobre, con tempi particolarmente rapidi rispetto alla fase di programmazione dell’opera.

La demolizione del capannone dell’ex Civam consentirà di recuperare una porzione dell’area portuale oggi caratterizzata da condizioni di degrado. Al suo posto sorgeranno nuove superfici operative dedicate alla movimentazione e alla logistica delle merci, in una posizione ritenuta strategica per l’attività dello scalo grazie alla vicinanza con la banchina Bengasi.

L’intervento mira così a rafforzare il ruolo del porto di Vibo Valentia Marina come infrastruttura al servizio delle filiere commerciali e logistiche del territorio, aumentando l’efficienza delle operazioni portuali e creando nuove opportunità di sviluppo economico.

«L’approvazione del Progetto Esecutivo dell’ex CIVAM dimostra concretamente la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale di tradurre rapidamente la programmazione in opere reali – ha dichiarato il presidente Piacenza, – Abbiamo definito un cronoprogramma preciso e, in poche settimane, siamo passati dalla programmazione dell’intervento alla progettazione esecutiva, con l’obiettivo di pubblicare la gara entro agosto e arrivare all’inizio dei lavori entro ottobre. La demolizione dell’ex CIVAM – ha concluso Piacenza – non rappresenta soltanto un intervento di riqualificazione di un’area oggi degradata, ma è un investimento concreto destinato ad un’opera funzionale allo sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina e a valorizzare il rapporto porto-città. Recuperare questi spazi, infatti, significa aumentare la capacità operativa dello scalo e creare nuove condizioni per la crescita delle attività portuali valorizzando, al contempo, la vocazione turistica del territorio e l’intero contesto urbano».

L’operazione rappresenta uno dei primi interventi attuativi del nuovo piano triennale dell’ente portuale e testimonia la volontà dell’ente di tradurre rapidamente la programmazione infrastrutturale in cantieri e opere funzionali alla competitività del sistema portuale regionale.

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SCIOPERO LAVORATORI ASA SPA E RISCHIO MALORI PER IL CALDO ECCESSIVO. L’AZIENDA VUOLE PUNIRE I LAVORATORI CHE HANNO SCIOPERATO? VENERDI’ 7 AGOSTO CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL COMUNE

5 Agosto 2026 ore 16:37

In queste settimane di caldo estremo, l’Unione Sindacale di Base ha promosso decine di interventi in altrettante aziende, per ottenere opportune misure di mitigazione contro il rischio stress termico per i lavoratori che operano in condizioni critiche. Purtroppo, non tutte le realtà hanno deciso di adottare interventi sufficienti. Una di esse è la partecipata ASA Spa e le società collegate del gruppo.
Anche grazie alla proclamazione e al successivo sciopero, effettuato il giorno 31 luglio, la dirigenza aziendale ha iniziato a mettere in campo alcuni interventi per salvaguardare la salute e la sicurezza degli operatori.
Contemporaneamente siamo venuti a conoscenza della volontà di sanzionare i lavoratori che hanno aderito allo sciopero del 31 luglio esercitando un proprio diritto costituzionale. Tutto ciò perché la Commissione di Garanzia, attraverso un procedimento non è ancora concluso, ha eccepito alcune “irregolarità” rispetto alla tempistica della proclamazione. Irregolarità che stiamo contestando con forza. Proprio per queste ragioni una delegazione di lavoratori ASA e Giunti Srl era presente a Roma davanti alla sede della Commissione di Garanzia.
Punire i lavoratori per uno sciopero sarebbe un fatto gravissimo a maggior ragione per un’azienda a maggioranza pubblica.
Anche qualora la commissione dovesse effettivamente sanzionare il nostro sindacato, non certo a causa di un nostro effettivo errore ma solo per la volontà di colpire l’unica organizzazione che si è attivata su questo tema, non vi sarebbe nessun obbligo di procedere con contestazioni disciplinari nei confronti dei singoli lavoratori.
Inoltre, i servizi minimi e le emergenze sono stati garantiti per tutta la giornata di astensione del lavoro. Quindi, in quel caso, ci sarebbe solo la volontà di “vendicarsi” nei confronti di chi ha avuto il coraggio di alzare la testa e protestare costringendo la dirigenza ad interventi concreti.
Cosa ne pensa il socio pubblico di questo atteggiamento? È normale colpire i lavoratori che scioperano?

Ne parleremo nel dettaglio, durante una conferenza stampa il giorno venerdì 7 agosto dalle ore 11:30 davanti al Comune. Sarà anche l’occasione per fare il punto su tutti gli interventi effettuati in merito al caldo estremo nei luoghi di lavoro. Dal porto alla logistica, dalle fabbriche ai cantieri edili.

USB Livorno

Caldo Estremo: USB proclama lo sciopero nel porto di Livorno, la salute viene prima del profitto

31 Luglio 2026 ore 15:29

Nonostante i numerosi tavoli e confronti svolti negli ultimi mesi, continuano a mancare misure strutturali, omogenee e realmente efficaci, in grado di garantire un’adeguata tutela a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori portuali, in particolare a coloro che operano nelle condizioni più gravose e maggiormente esposte al rischio da stress termico.


Il 14 luglio, con grave ritardo rispetto all’avvio della stagione estiva e all’entrata in vigore, alla fine di maggio, dell’ordinanza regionale relativa alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori esposti alle temperature elevate, si è finalmente riunito il Tavolo di Igiene e Sicurezza, al quale USB ha partecipato.
Nel corso dell’incontro, l’Autorità di Sistema Portuale ha comunicato che, su 19 imprese portuali, ben 15 non avevano ancora trasmesso gli aggiornamenti dei DUVRI relativi al rischio da calore, nonostante tali aggiornamenti fossero stati richiesti già da circa due mesi.


Siamo ormai alla fine di luglio. L’ordinanza della Regione Toscana è entrata in vigore alla fine di maggio. Gli aggiornamenti richiesti erano noti da settimane e, tuttavia, la maggior parte delle imprese non aveva ancora adempiuto. È questa l’attenzione che viene riservata alle condizioni di lavoro e alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori?


Come riportato anche dalla stampa locale, l’Autorità di Sistema Portuale ha annunciato l’avvio di ispezioni e verifiche. Un intervento necessario, ma che arriva quando l’estate è già nel pieno e quando le lavoratrici e i lavoratori sono stati esposti per settimane a temperature sempre più elevate.
A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che, proprio nelle lavorazioni più pesanti, gravose e maggiormente esposte al rischio da calore, vengono spesso impiegati lavoratori neoassunti, con contratti a termine o chiamati a prestare attività lavorativa in forme discontinue. Lavoratrici e lavoratori che, in molti casi, possono trovarsi in una condizione di maggiore precarietà e di minore possibilità di opporsi a ritmi, carichi di lavoro o condizioni operative che ritengono pericolose.
Per questo motivo dal 2 al 9 agosto, nella fascia oraria compresa tra le ore 12.00 e le ore 16.00, è stato proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle società e delle cooperative operanti nel porto di Livorno.


USB Mare e Porti Livorno ha inoltre richiesto nuovamente un incontro urgente al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, al fine di affrontare le gravi criticità connesse all’esposizione delle lavoratrici e dei lavoratori portuali alle temperature estreme e di individuare misure concrete, efficaci e immediatamente applicabili.


Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, dovessero riscontrare condizioni di rischio per la propria salute e sicurezza — in particolare nelle lavorazioni più pesanti, nelle stive, a bordo delle navi, sui ponti e nelle attività svolte sotto l’esposizione diretta al sole — ad aderire allo sciopero.


Scioperare significa tutelare la propria salute e la propria sicurezza, ma anche inviare un messaggio chiaro alle dirigenze aziendali, agli armatori e all’Autorità di Sistema Portuale: non è accettabile continuare a lavorare in condizioni che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone.
Le misure di mitigazione sono necessarie, ma non possono essere considerate, in ogni circostanza, sufficienti. Per USB, quando le temperature e le concrete condizioni di lavoro non consentono di garantire adeguati livelli di salute e sicurezza, si può e si deve arrivare anche alla sospensione delle operazioni portuali maggiormente esposte.


La salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata alle esigenze produttive, ai tempi delle operazioni, alle scadenze commerciali o agli interessi economici delle imprese.


USB Mare e Porti Livorno esprime inoltre piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di ASA S.p.A. e Giunti Carlo Alberto S.r.l., che nella giornata di oggi hanno scelto di scioperare per difendere la propria salute e la propria sicurezza, anche al di fuori delle procedure previste dalla Legge n. 146/1990.
La loro mobilitazione dimostra quanto il problema del caldo estremo sia ormai concreto, diffuso e urgente e quanto sia necessario intervenire immediatamente, prima che si verifichino gravi conseguenze.


LA SALUTE E LA SICUREZZA NON SI DISCUTONO. SI DIFENDONO.


Coordinamento USB Mare e Porti Livorno

Caldo estremo e rischio per i lavoratori. ASA e consociate tutti nella stessa barca

23 Luglio 2026 ore 10:01

Come preannunciato USB non avendo avuto risposte in merito all' emergenza caldo un ASA il 31/7/2026 ha proclamato il primo sciopero per tutelare la salute dei lavoratori che si trovano a lavorare con indumenti non idonei a queste temperature, inoltre i carichi eccessivi aumentano il rischio a cui sono sottoposti. Ore di straordinario in continuo aumento: +2400 h rispetto ai primi dei mesi del 2025, reperibilità che vanno oltre i limiti contrattuali: +494gg di eccedenze sempre nei primi 6 mesi. In alcuni reparti viene chiesto di cambiare turni aggravando i carichi di lavoro della reperibilità. Conseguenze dovute in parte ad un' organizzazione da rivedere ma in larga parte alla mancanza di personale operativo. Purtroppo la situazione denunciata da USB in altre occasioni non è mai stata presa seriamente e adesso in piena emergenza caldo chi ne paga le conseguenze sono i lavoratori.
Stessa situazione nella consociata 100% di ASA, la ditta Giunti Carlo Alberto che con numeri esiguo di personale copre un servizio per ASA sovraccaricando i lavoratori con turni di reperibilità oltre i 14 giorni mensili  cadauno e ore di straordinario oltre i limiti dei d.lgs. sulla sicurezza. Lavori portati avanti anche con temperature che oltrepassano i 35 gradi senza un turno over sufficiente per la scarsità di personale.

Per questo il 31/7/2026 USB ha proclamato la prima giornata di sciopero dei lavoratori di  ASA e del Giunti Carlo Alberto con la speranza che si trovi una soluzione prima che sua troppo tardi per la salute dei lavoratori.

 

Unione Sindacale di Base - Livorno

Caldo estremo. Basta parole: ora servono fatti. Usb proclama lo stato di agitazione in tutto il porto di Livorno

22 Luglio 2026 ore 10:42

Le ultime settimane hanno confermato ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: il caldo estremo non rappresenta più un'emergenza occasionale, ma una nuova condizione con cui i lavoratori saranno costretti a fare i conti ogni estate.
Nei porti, dove migliaia di persone lavorano all'aperto, in stiva, sulle banchine e a bordo delle navi, questo significa una sola cosa: il rischio di malori, infortuni e persino di eventi mortali è destinato ad aumentare se non verranno adottate misure immediate e realmente efficaci.
Eppure, nonostante mesi di incontri, tavoli tecnici, confronti con l'Autorità di Sistema Portuale, l'Azienda USL Toscana Nord Ovest e gli altri enti competenti, la realtà è che le aziende continuano a muoversi con estrema lentezza. Ancora oggi non esistono protocolli omogenei, vincolanti e realmente in grado di garantire la salute di chi lavora nelle giornate caratterizzate da temperature estreme. E i protocolli esistenti non vengono rispettati.
La Regione Toscana ha emanato un'ordinanza che richiama chiaramente il rischio connesso al lavoro nelle ore più calde delle giornate da "bollino rosso". Pur permanendo dubbi interpretativi sulla sua applicazione al settore portuale, il principio è inequivocabile: la salute dei lavoratori viene prima della produzione.
Per USB questo principio non è negoziabile.
Quando le misure di mitigazione non sono sufficienti a garantire condizioni di sicurezza, le attività più esposte — come il lavoro in stiva, sulle banchine o in altri ambienti soggetti a forte stress termico — devono essere sospese nelle ore centrali della giornata. Nessun carico, nessuna nave, nessuna produttività può valere più della vita di una persona.
Tutti gli interventi necessari per eliminare o ridurre il rischio devono essere integralmente a carico delle aziende, come impone il D.Lgs. 81/2008. Non accetteremo mai che il peso economico o organizzativo della sicurezza venga scaricato sui lavoratori.
Particolarmente sconcertanti sono state alcune considerazioni emerse durante il seminario sul rischio da calore organizzato il 16 luglio presso la Provincia di Livorno, al quale hanno partecipato anche ASL, INAIL e agli altri soggetti istituzionali coinvolti. Rappresentanti degli imprenditori ma non le organizzazioni sindacali.
Nel corso dell'iniziativa, Stefano Frangerini della Cassa Edile di Livorno ha sostenuto, tra le altre cose, che gli infortuni sarebbero spesso riconducibili ai comportamenti dei lavoratori e che, sul tema del caldo estremo, non dovrebbero prevalere strumenti coercitivi nei confronti delle aziende, ma il "buon senso".
Se queste affermazioni corrispondono a quanto espresso durante il seminario, USB le considera profondamente sbagliate e culturalmente pericolose.
La sicurezza sul lavoro non può essere affidata al buon senso delle imprese. La sicurezza è un obbligo di legge. La prevenzione non è una scelta volontaria. Il rispetto delle norme non può dipendere dalla sensibilità del singolo datore di lavoro. Non in Italia dove muoiono oltre 1300 lavoratori ogni anno.
Troppo spesso, nel nostro Paese, dopo ogni tragedia si invocano controlli, responsabilità e cambiamenti. Poi, passata l'emergenza, tutto torna come prima. Noi non intendiamo aspettare il prossimo lavoratore colpito da un malore per dire che si poteva intervenire.
Per queste ragioni USB ha proclamato lo stato di agitazione in tutte le società operanti nel porto di Livorno.
Pretendiamo l'immediata adozione di misure concrete, uniformi e vincolanti per tutte le aziende del porto, comprese procedure che prevedano la sospensione delle lavorazioni più esposte nelle fasce orarie di massimo rischio quando le condizioni climatiche rendano impossibile garantire la sicurezza.
In assenza di risposte rapide e di impegni concreti, USB è pronta ad aprire una fase di mobilitazione che potrà culminare nella proclamazione dello sciopero.
La salute non si negozia.
La sicurezza non è un favore concesso dalle aziende.
La vita dei lavoratori vale più di qualsiasi profitto.


Usb Mare e Porti Livorno

Attivazione procedura di raffreddamento contro le società Toscana Aeroport i SpA, GH Toscana Srl e Consulta SpA negli aeroport i di Pisa e Firenze

15 Luglio 2026 ore 11:18

Attivazione procedura di raffreddamento ai sensi dell'art.2 comma 2 L. 146/1990 e L. 83/2000 e s.m.i. contro le società Toscana Aeroport i SpA, GH Toscana Srl e Consulta SpA negli aeroport i di Pisa e Firenze.

La scrivente o.s. registra il fallimento delle relazioni industriali con il gestore aeroportuale Toscana Aeroporti e con le aziende di handling Gh Toscana e Consulta.

Per quanto riguarda il gestore Toscana Aeroporti, si rileva il fallimento delle relazioni industriali a proposito di:

  • Mancata supervisione, controllo e coordinamento delle attività di handling;
  • Inadeguata capacità di pronto intervento rispetto a situazioni emergenziali;
  • Mancati interventi per il miglioramento delle infrastrutture — in particolare si segnalano gravi carenze nelle aree Airside di Firenze e Pisa (p.es.: assenza di misure per il contrasto al microclima caldo nelle aree di stazionamento di entrambi gli aeroporti), inidoneità dei varchi sicurezza e delle aree imbarchi di Pisa, nonché insufficienza degli spazi concessi agli handlers Consulta e GH Toscana.

Per quanto riguarda le società di handling Consulta e GH Toscana, si rileva il fallimento delle relazioni industriali a proposito di:

  • Condizioni di lavoro carenti con possibili ricadute su Salute e Sicurezza di lavoratori e lavoratrici;
  • Scarsi investimenti sulla formazione del personale;
  • Livelli occupazionali insufficienti e eccessivo utilizzo del part-time rispetto alla costante crescita del traffico che transita dal sistema aeroportuale toscano;
  • Carenze di mezzi e lacune nell’organizzazione del lavoro.

Per quanto concerne la società Consulta, inoltre, la scrivente segnala il mancato rispetto del CCNL in materia di orario di lavoro e mancato rispetto della normativa sul part-time.

Si rileva infine l’assenza di correttezza delle relazioni sindacali da parte di GH Toscana che non ha dato comunicazione alle oo.ss. sulla decisione del vettore Ryanair di inserire il self bag drop-off all’aeroporto di Pisa, trascurando l’impatto che un tale servizio potrebbe avere sui livelli occupazionali.

Per tutto quanto sopra si dichiara aperta la procedura di raffreddamento ai sensi dell'art 2 comma 2 L. 146/1990, L.83/2000 e s.m.i.

USB Lavoro Privato Firenze-Pisa

MVN INTERPORTO.  LA SOCIETA’ DI MSC COMUNICA IL PASSAGGIO DAL CONTRATTO NAZIONALE INDUSTRIA A QUELLO DELLA LOGISTICA. INSORGONO I LAVORATORI. USB: SI VUOLE RISPARMIARE SUL COSTO DEL PERSONALE.

13 Luglio 2026 ore 09:39

La dirigenza della società MVN Srl, appalto Nuovo Pignone (Baker Hughes), ha comunicato ai sindacati e alla RSU la decisione unilaterale di “passare” tutti i lavoratori al contratto nazionale Logistica e Trasporto dal 1° settembre.  MVN che occupa, nei tre siti di Livorno (Varco Galvani, Collesalvetti e Guasticce) oltre 70 lavoratori, produce imballaggi industriali e attività di magazzino e stoccaggio per conto del colosso americano Baker Hughes.  Dall’anno scorso la società è stata acquisita dal gruppo MSC di Aponte.
Nel passaggio dal CCNL industria, metalmeccanico e legno, i lavoratori subiranno una perdita secca sia in termini di diritti e condizioni di miglior favore sia, nel lungo periodo, in termini economici. La dirigenza ha comunicato che la retribuzione annuale lorda resterà invariata ma non sarà così.
Le organizzazioni sindacali hanno avanzato una serie di proposte per gestire il passaggio garantendo opportuni accorgimenti, sia economici che normativi, ma la dirigenza ha rigettato il tentativo di conciliazione confermando la volontà di mantenere il passaggio alle condizioni iniziali.
Per questo, dopo una movimentata assemblea, nei piazzali dell’interporto, i lavoratori hanno votato a maggioranza l’apertura dello stato di agitazione sindacale e un primo pacchetto di scioperi per la prossima settimana. Chiediamo all’azienda di tornare sui propri passi e rimettersi al tavolo.  Pur comprendendo le esigenze tecniche alla base di questa scelta, la stessa non si può e non si deve trasformare nell’ennesima occasione di risparmio sulla pelle dei lavoratori.  Lavoratori già pesantemente colpiti dalla crisi e da un’inflazione alle stelle.
USB sostiene la vertenza dei lavoratori MVN ed è pronta a mobilitare le proprie strutture sindacali in solidarietà.

Usb Livorno

Piombino, firmato l'accordo di programma JSW: per USB la partita è tutt'altro che chiusa. Lo stato doveva assumersi la responsabilità del rilancio della siderurgia

9 Luglio 2026 ore 16:39

Con la firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW si conclude, a distanza di un anno dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, un passaggio istituzionale atteso per il futuro del polo siderurgico di Piombino.
Nell'accordo è stata recepita la clausola di salvaguardia occupazionale, così come richiesto da USB e già prevista nell'Accordo di Programma del 2018. Si tratta di un elemento importante, che tutela i lavoratori nella fase di transizione, ma che da solo non è sufficiente a garantire il rilancio del polo.
Nel corso dell'incontro tutte le istituzioni, a partire dal Ministro Adolfo Urso, hanno parlato dell'avvio di una nuova fase per Piombino, sostenendo che il rilancio dello stabilimento possa rappresentare un punto di ripartenza anche per l'intera siderurgia nazionale.
USB ritiene però che sia necessario mantenere grande prudenza. Non diciamo gatto finché non è nel sacco. La storia degli ultimi anni impone di giudicare i risultati sui fatti e non sugli annunci.
JSW, infatti, ha già dimostrato dal 2018 di non aver rispettato gli impegni assunti in materia di investimenti e rilancio produttivo. Allo stesso tempo rimangono forti incognite sul progetto Metinvest, che continua a scontare i ritardi legati al contesto internazionale e alla guerra in Ucraina, con la ricerca ancora aperta di un terzo investitore e un cronoprogramma che sta già accumulando ritardi, anche rispetto agli impegni occupazionali previsti dall'Accordo Quadro.
Per questo sarà determinante l'incontro convocato al Ministero per il prossimo 15 luglio, dedicato all'Accordo di Programma di Metinvest e alla verifica dello stato di attuazione dell'Accordo Quadro sottoscritto lo scorso anno.
Come USB riconosciamo l'importanza della clausola di salvaguardia occupazionale, ma riteniamo che quella di oggi sia anche un'occasione mancata.
A Piombino esistevano tutte le condizioni per un intervento diretto dello Stato. Gli investimenti riguardano aree pubbliche e demaniali e nello stabilimento si produce l'unica rotaia ferroviaria italiana, una produzione strategica per la sicurezza, l'autonomia industriale e lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale. Un asset di questo valore non può continuare a essere lasciato nelle mani di gruppi privati che hanno già dimostrato di non mantenere gli impegni assunti.
Dopo anni di finanziamenti pubblici concessi senza risultati concreti, era il momento di cambiare strada. Lo Stato avrebbe dovuto assumere un ruolo diretto nel rilancio del polo siderurgico, garantendo investimenti, occupazione e una vera politica industriale. Continuare a inseguire le promesse delle multinazionali significa esporre ancora una volta lavoratrici, lavoratori e un intero territorio al rischio di nuovi ritardi
e nuove delusioni.
USB continuerà a vigilare affinché gli impegni sottoscritti diventino investimenti reali, occupazione stabile e rilancio produttivo. Per noi la siderurgia è un settore strategico per il Paese e deve tornare sotto un forte controllo pubblico. Solo così sarà possibile garantire il futuro di Piombino e costruire una vera politica industriale nazionale, fondata sull'interesse collettivo e non sulle convenienze dei grandi gruppi privati.

Usb Piombino
Usb Nazionale Industria – Categoria Operia

Porto di Livorno. Convocati due tavoli sulla sicurezza. Usb: bene il confronto ma servono interventi strutturali

9 Luglio 2026 ore 14:28

Nei giorni scorsi, 6 e 7 luglio, si sono svolti due importanti momenti di confronto presso la sala riunioni dell’Autorità di Sistema Portuale. In entrambi i casi, allo stesso tavolo, i membri delle segreterie sindacali provinciali, i rappresentanti delle aziende e i dirigenti della AdSP.

Abbiamo partecipato alla presentazione ufficiale dei nuovi Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di sito e al tavolo igiene e sicurezza in ambito portuale.

Il tema della sicurezza è un argomento da sempre al primo posto nell’agenda della nostra organizzazione sindacale. Il fatto che USB sia finalmente approdata ai tavoli ufficiali convocati nel porto di Livorno è sicuramente il frutto dell’intenso lavoro svolto in questi anni, che ha portato anche alla elezione di un nostro delegato tra gli
RLS di sito.

Bene il confronto ma su queste tematiche servono interventi strutturali. È necessario agevolare e garantire la massima agibilità e autonomia agli RSL a partire da quelli aziendali. Indispensabile che siano uniformati il più possibile, i protocolli sulla sicurezza esistenti e ne siano prodotti di nuovi aggiornati alle condizioni attuali che, in molti casi, risultano essere diverse dal passato.
Esempio tra tutti il tema del caldo estremo e il rischio connesso di stress termico per i lavoratori.  Le procedure operative, il lavoro in stiva, l’utilizzo di mezzi sono altri esempi di fattispecie di rischio elevato che dovranno essere aggiornate. In questo senso anche il lavoro di controllo e di coordinamento dell’Autorità di Sistema Portuale è fondamentale.

Come segreteria USB Mare e Porti rivolgiamo un augurio di buon lavoro ai nuovi RLS di sito e ribadiamo loro, il nostro massimo sostegno

USB Mare e Porti Livorno

Piaggio : la chiamano responsabilità. Noi la chiamiamo resa.

2 Luglio 2026 ore 10:30

Dal 1° luglio Piaggio aprirà l'ennesima procedura di solidarietà. Ancora una volta saranno gli operai a pagare il prezzo delle scelte aziendali, con meno salario e meno prospettive. Ma la situazione è ancora più grave.
Da domani iniziano le fermate delle linee in diversi reparti. Alcune produzioni termineranno già a metà luglio. Il lavoro manca. E non manca per una fatalità o per una crisi improvvisa. Manca perché da anni è assente una vera strategia industriale. Gli investimenti vengono rinviati, i nuovi progetti non arrivano e lo stabilimento viene lasciato vivere alla giornata, senza una prospettiva di rilancio.
Solo poche settimane fa si celebravano gli ottant'anni della Vespa. Discorsi, fotografie, autorità e applausi raccontavano l'eccellenza italiana e un marchio simbolo nel mondo. Finita la propaganda, però, resta la realtà: fermate produttive, solidarietà, salari che diminuiscono e un futuro sempre più incerto. È questa la distanza tra la narrazione e ciò che gli operai vivono ogni giorno.

Piaggio continua a utilizzare gli ammortizzatori sociali come uno strumento ordinario di gestione, trasferendo sui lavoratori e sulla collettività il costo delle proprie scelte. È inaccettabile che si continui a ricorrere alla solidarietà senza assumersi la responsabilità di rilanciare davvero il sito di Pontedera.
Per USB la solidarietà non può tradursi in un taglio dello stipendio. Se l'azienda sceglie questa strada, deve garantire l'integrazione salariale. Gli operai non possono diventare il bancomat a cui attingere ogni volta che vengono meno programmazione, investimenti e visione industriale.
Anche questa volta tutto viene deciso all'ultimo momento. I lavoratori vengono convocati quando le decisioni sono già state prese, senza un confronto reale e senza una trattativa vera. Si chiede soltanto di ratificare un accordo già scritto.

Negli anni questo metodo è stato presentato come responsabilità. In realtà ha finito per trasformare la responsabilità in semplice accettazione delle decisioni aziendali. Ogni sacrificio viene descritto come inevitabile, ogni arretramento come necessario, ogni accordo come il migliore possibile.
Ma il compito di un delegato sindacale non è accompagnare i lavoratori ad accettare nuovi sacrifici. È rappresentarli, difenderne il salario, contrastare le scelte sbagliate e pretendere investimenti e prospettive. Quando invece si firma tutto, si giustifica tutto e si invita sempre e soltanto ad avere pazienza, si smette di rappresentare gli operai e si finisce per assecondare un modello che punta a una fabbrica senza conflitto e a lavoratori sempre più ricattabili.


Gli accordi al ribasso non hanno salvato il futuro dello stabilimento. Lo hanno progressivamente indebolito. Ogni firma che ha ridotto diritti e tutele è stata giustificata in nome del domani.
Quel domani oggi è sotto gli occhi di tutti: esuberi, fermate produttive, solidarietà e assenza di una prospettiva industriale.
Anche la politica porta una responsabilità enorme. Quando c'è da inaugurare una mostra sulla Vespa o partecipare a una celebrazione, le istituzioni sono sempre presenti. Quando invece occorre pretendere investimenti, difendere l'occupazione e chiedere conto delle scelte industriali della proprietà, prevalgono il silenzio e l'inerzia. Da anni Comune, Regione e Governo assistono senza intervenire al progressivo indebolimento dello stabilimento. Si evita di mettere in discussione la proprietà e di aprire un confronto serio sul futuro industriale di Pontedera. Eppure è compito delle istituzioni pretendere un piano industriale credibile, vincolare gli incentivi pubblici agli investimenti e garantire un confronto permanente sul futuro produttivo del territorio. Il lavoro si difende con gli atti, non con le fotografie.
Per questo non possiamo accettare che gli ammortizzatori sociali diventino una componente strutturale del modello Piaggio, né che siano sempre gli operai a pagare il prezzo delle scelte aziendali. Allo stesso modo, il sindacato non può ridursi a certificare decisioni già prese. Serve rompere un equilibrio costruito sul silenzio, sulla rassegnazione e sulla continua ricerca della pace sociale.

La storia del movimento operaio insegna una cosa semplice: nessun diritto è stato regalato. Tutto è stato conquistato attraverso il conflitto. Chi rinuncia al conflitto finisce inevitabilmente per accettare l'arretramento dei diritti e le decisioni dell'azienda. Ed è proprio questa scelta a rendere sempre più evidente da quale parte si decide di stare. Chi oggi invita ad abbassare la testa non sta difendendo il lavoro. Sta soltanto rendendo più semplice il compito di chi vuole continuare a ridurre salari, diritti e occupazione.
Per questo il primo passo è ricostruire partecipazione, consapevolezza e organizzazione. È il momento di scegliere da che parte stare. Noi, come sempre, stiamo dalla parte degli operai.

CHI FIRMA LA RESA È PARTE DEL PROBLEMA.
I DIRITTI NON SI FIRMANO. SI CONQUISTANO CON LA LOTTA.

RSU USB PIAGGIO

Comunicato congiunto: Sottomarini da guerra nel nostro porto? Ferma opposizione anche durante l’incontro con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale

2 Luglio 2026 ore 10:16

Nella giornata di ieri una delegazione dei collettivi, sindacati e partiti che da anni lottano contro la militarizzazione del nostro porto e la complicità della nostra città con le guerre americane e israeliane ha incontrato il presidente dell’Autorità di Sistema Davide Gariglio e il dirigente demanio portuale Marilli. Incontro richiesto durante la recente manifestazione di protesta davanti a Palazzo Rosciano.
Abbiamo nuovamente espresso la nostra forte opposizione rispetto alla possibilità che l’azienda Drass, che dovrà produrre sottomarini da guerra per il governo indonesiano, possa ricevere in concessione spazi del nostro porto per i test di questi sottomarini.
Sappiamo inoltre che le concessioni per gli spazi che si stanno liberando in porto verranno rilasciate per periodi che raggiungono anche i dieci anni, motivo di ulteriore preoccupazione qualora aziende impegnate nella filiera bellica dovessero appropriarsene, rendendo di fatto il nostro porto luogo di produzione e test di mezzi destinati alla guerra.
Le ragioni che sono state espresse, a sostegno della nostra posizione, non hanno solo un carattere etico e politico. Basterebbero quelle. Ma anche economiche ed occupazionali. I traffici e le attività civili, ormai è ampiamente noto, hanno un’incidenza occupazionale ben maggiore. Inoltre, vi sono anche ragioni legate alla sicurezza dei lavoratori portuali e non solo.
Al netto di quali saranno le decisioni dell’Autorità e i bandi di assegnazione che usciranno siamo pronte e pronti a dare battaglia come tante altre volte, ricordando sempre che la guerra non è fatta solo di bombe e proiettili, ma anche e soprattutto di logistica, mezzi di trasporto e demolizione, come i caterpillar israeliani che fermammo a settembre al molo Italia.

 
Potere al Popolo
Attac Livorno
USB Livorno

 

CALDO ESTREMO A LAVORO. MALORI, INTERRUZIONE DELLE ATTIVITA’ E DECINE DI DENUNCE. USB: SERVE UN MECCANISMO AUTOMATICO A TUTELA DEI LAVORATORI

1 Luglio 2026 ore 15:54

Negli ultimi giorni USB Livorno ha inviato decine di segnalazioni, diffide e denunce agli organi competenti in merito al rischio elevato di stress termico per i lavoratori. Parliamo principalmente di piazzali all’aperto e capannoni industriali.
Sono già diversi i malori registrati, almeno due presso la fabbrica Trelleborg in via March e su un piazzale gestito dalla Porto2000.
In porto, per ben due volte, lavoratori e RLS hanno interrotto temporaneamente le operazioni di carico cellulosa in stiva, dopo aver constatato temperature insopportabili. I'8 luglio si riunirà, presso l'Autorità di Sistema, il comitato salute e sicurezza proprio su questo tema.

Richieste di intervento urgente sono state inviate presso alcuni piazzali di logistica come MVN, magazzini, ad esempio DHL, Fondazione Goldoni, Solvay, Magna Closures Le richieste sono sempre le medesime ma trovano costantemente l’opposizione dei datori di lavoro. Sospensione delle attività, pause aggiuntive, locali idonei e attrezzati per abbattere le temperature durante lo stop alle attività, cambi turno e nei casi limite accesso alla cassa integrazione così come previsto dai protocolli.
Il riferimento chiaro è l’indice calcolato tra temperatura e umidità. Se si supera una certa soglia i lavoratori devono essere messi in sicurezza. Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, senza l’intervento tempestivo del sindacato o dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza le aziende tendono a garantire la produzione a tutti i costi a discapito della salute e della sicurezza dei lavoratori.
In questo senso, oltre ad invitare i lavoratori e le lavoratrici a contattare la nostra organizzazione sindacale in caso di necessità, crediamo sia urgente prevedere meccanismi automatici di intervento in caso di rischio stress termico e relative sanzioni per le aziende che non rispettano le procedure. L’ordinanza regionale è limitata solo ad alcuni settori mentre nelle fabbriche e nei piazzali portuali e della logistica si mette a rischio la vita. Così come in tanti altri luoghi di lavoro.

Usb Livorno

B.S. AUTOTRASPORTI LIVORNO: REPRESSIONE SINDACALE, SANZIONI E MANCANZA DI CONFRONTO. CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE

30 Giugno 2026 ore 09:54

A mesi dalle mobilitazioni culminate nei due giorni di sciopero del febbraio 2026, durante i quali lavoratori e attivisti USB sono stati minacciati di licenziamento e denuncia per i picchetti davanti alla sede aziendale, restano irrisolte le gravi criticità nell'appalto DHL di Livorno.
B.S. Autotrasporti continua a sottrarsi a un confronto serio con i lavoratori e con USB. Il dialogo con coordinatori e responsabili è spesso inesistente, rendendo impossibile affrontare i problemi che emergono quotidianamente.
USB ha proposto incontri periodici tra coordinatori e corrieri per migliorare l'organizzazione dei giri, distribuire equamente i carichi di lavoro, prevenire contestazioni disciplinari e rendere più efficiente il servizio. Una proposta che l'azienda continua a ignorare.
Ai lavoratori viene imposto il rigoroso rispetto delle procedure DHL senza garantire condizioni che consentano di operare in sicurezza, nel rispetto del Codice della Strada e delle normative vigenti. Carichi di lavoro e tempi di consegna rendono sempre più difficile rispettare contemporaneamente tutte queste prescrizioni.
Restano inoltre aperte le violazioni contrattuali: decurtazioni unilaterali di ferie e ROL per esigenze aziendali, senza il consenso dei lavoratori, e il mancato riconoscimento della maggiorazione prevista dal CCNL per il personale di magazzino impiegato il sabato.
Dopo essere stata costretta a riconoscere USB come interlocutore sindacale, l'azienda continua a mantenere un atteggiamento ostile verso i lavoratori organizzati. Contestazioni disciplinari e sanzioni vengono applicate a pioggia e con crescente severità. Si passa da pesanti decurtazioni salariali a sospensioni dal lavoro e dalla retribuzione sempre più lunghe, con un progressivo inasprimento dell'azione disciplinare che sembra preludere anche al possibile ricorso al licenziamento. Un'escalation che, in diversi casi, assume un evidente carattere intimidatorio e ritorsivo nei confronti di chi rivendica i propri diritti o partecipa all'attività sindacale.
A fronte di questi provvedimenti, l'azienda continua inoltre a non fornire documentazione che dimostri l'effettiva applicazione delle presunte penali da parte della committenza DHL, utilizzate per giustificare le sanzioni.
Persistono pressioni e intimidazioni nei confronti dei lavoratori, in particolare degli iscritti e dei delegati sindacali, in un clima incompatibile con le libertà garantite dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori. Non si tratta di episodi isolati, ma di un quadro complessivo che sembra mirare a scoraggiare ogni forma di iniziativa collettiva.
Emerge una precisa volontà di comprimere gli spazi del conflitto sindacale, trattando l'organizzazione dei lavoratori come un ostacolo alla continuità del servizio e alla circolazione delle merci, anziché come un diritto. Quando l'attività sindacale viene ostacolata, chi sciopera viene intimidito e chi organizza la protesta viene colpito con provvedimenti disciplinari o minacciato di conseguenze ancora più gravi, non è in discussione soltanto la posizione dei singoli lavoratori, ma il diritto collettivo di organizzarsi, contrattare e costruire rapporti di forza per difendere salario e sicurezza.
Per tutte queste ragioni USB ha riaperto formalmente lo stato di agitazione dal 6 maggio. Nonostante le ripetute richieste, l'azienda continua a rifiutare un confronto effettivo e ad assumere impegni concreti per risolvere i problemi denunciati dai lavoratori.
USB continuerà a intervenire su tutti i piani, sindacale, legale e di mobilitazione, per difendere diritti, sicurezza, salario e il pieno esercizio delle libertà sindacali.
Dopo aver formalmente diffidato l'azienda, denunciamo pubblicamente questo atteggiamento e ribadiamo che non accetteremo ulteriori intimidazioni, ricatti o comportamenti discriminatori.

USB LIVORNO

STRAGE DI VIAREGGIO, 17 ANNI DOPO: LA CASSAZIONE CHIUDE IL CERCHIO, MA IL SISTEMA RESTA IN PIEDI

26 Giugno 2026 ore 09:44

Ieri sera, 25 giugno 2026, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite. Rigettati i ricorsi degli imputati, è confermata tra le altre la condanna a cinque anni per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e RFI.

USB Toscana esprime vicinanza ai familiari delle vittime e a tutte le lavoratrici e i lavoratori ferroviari che per diciassette anni hanno tenuto viva la memoria e la battaglia per la giustizia.

Una giustizia parziale, strappata metro per metro

Questa condanna definitiva è un risultato importante, ma non cancella né le ferite di chi ha perso una persona cara, né quelle prodotte dal percorso giudiziario stesso. Nel 2021 la Cassazione aveva dichiarato prescritti i reati di omicidio colposo, non riconoscendo l'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Trentadue persone morte, e l'omicidio andato in prescrizione: un paradosso che rivela tutto il limite di un sistema che tutela i potenti più delle vittime. Tutte le condanne riguardano il solo reato di disastro ferroviario colposo, l'unico sopravvissuto alla ghigliottina della prescrizione. Come ricordano i familiari: la prescrizione non è un'assoluzione.

Le responsabilità sono di classe, non solo individuali

Nel processo è emersa una deliberata politica aziendale improntata al risparmio sulla sicurezza e alla massimizzazione dei profitti, con un rischio consapevolmente scaricato su lavoratori e cittadini. Quella notte non fu una fatalità: fu il frutto della ricerca del profitto a tutti i costi. I tagli al personale, la deregolamentazione della manutenzione, l'esternalizzazione a catena delle responsabilità erano il sistema. Moretti ne era il volto pubblico, non un'eccezione. Cinque anni di pena per 32 vite spezzate non è la giustizia che queste famiglie meritano. Lo ricorda bene Daniela Rombi, presidente de "Il Mondo che vorrei", che nella strage perse una figlia di ventuno anni: "Sette tribunali hanno detto che sono colpevoli e la prescrizione non è un'assoluzione. Per noi restano colpevoli anche dei reati prescritti."

La lotta deve continuare: salari, salute e sicurezza sul lavoro

Viareggio non è un caso isolato: è il punto più tragico di una linea che attraversa decenni di tagli, precarizzazione e smantellamento delle tutele. Ogni anno in Italia muoiono migliaia di lavoratrici e lavoratori, e la risposta giudiziaria arriva decenni dopo, ridotta dalla prescrizione. Non basta. USB si batte ogni giorno su tre fronti inscindibili: salari dignitosi, salute nei luoghi di lavoro, sicurezza reale — non quella scritta nei contratti e ignorata nei fatti. Lo abbiamo fatto nelle vertenze, negli scioperi contro i piani industriali che svuotano gli organici, nelle lotte di chi lavora in condizioni insicure senza voce per dirlo. La logica che ha prodotto Viareggio, il profitto prima delle persone, è la stessa che USB contrasta ogni giorno nei trasporti, nella logistica, nella scuola, nella sanità, nell'industria. Non si tratta di sicurezza come voce di bilancio: si tratta di vite umane da tutelare.

Alle famiglie che hanno lottato per diciassette anni diciamo: siete stati voi i veri protagonisti di questa storia. Noi non vi lasceremo da soli.

USB Toscana

DIFENDIAMO GLI ORTI URBANI DI VIA GOITO DALLA CEMENTIFICAZIONE Martedì 23 giugno alle ore 10:00 sotto il TRIBUNALE CIVILE DI LIVORNO.

22 Giugno 2026 ore 09:54

Il 23 giugno si svolgerà un'altra asta di vendita dell'area verde di Via Goito, un importantissimo polmone verde di 6 ettari, vitale per la nostra città.
Dopo tre infami tentativi di vendere gli orti all’asta, ci troviamo ancora ad assistere al misero tentativo di speculazione edilizia ai danni di uno degli ultimi polmoni verdi di via Goito, diventato nel corso degli anni simbolo di resistenza attiva contro ogni forma di cementificazione.
L'amministrazione comunale avrebbe avuto la possibilità di cambiarne la destinazione d'uso, togliendo di fatto l'edificabilità, oppure acquistare il terreno. Ma preferisce non farlo, condannandolo all'ennesima speculazione edilizia che la nostra città sarà costretta a subire.
Scendiamo in piazza uniti per esprimere il nostro dissenso: non un centimetro di cemento verrà colato.


No alla distruzione del Parco di via Goito!

BASTA RINVII, BASTA PROMESSE. È IL MOMENTO DI INTERVENIRE

19 Giugno 2026 ore 16:28

USB proclama per mercoledì 24 giugno uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori e le lavoratrici del polo siderurgico di Piombino, in concomitanza con l'incontro convocato presso la Regione Toscana.

A distanza di mesi dagli annunci e dagli impegni assunti, il quadro industriale continua a essere caratterizzato da incertezze, ritardi e mancanza di garanzie.

La firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW non è ancora arrivata. Sul fronte Metinvest registriamo continui slittamenti rispetto al cronoprogramma presentato. Nel frattempo la guerra in Ucraina, elemento che incide direttamente sulle prospettive del progetto, è tutt'altro che conclusa e continua ad alimentare dubbi sulla reale sostenibilità degli investimenti annunciati.

Ancora più grave è l'assenza di qualsiasi concreta clausola di salvaguardia occupazionale capace di garantire il futuro dei lavoratori coinvolti nei processi di riconversione e rilancio del sito.

USB denuncia inoltre le crescenti difficoltà di convivenza industriale tra i due soggetti privati chiamati a operare nell'area siderurgica. Una situazione che rischia di trasformare Piombino nell'ennesimo laboratorio di promesse mancate, mentre il tempo passa e il prezzo continua a essere pagato esclusivamente dai lavoratori, dalle loro famiglie e dall'intero territorio.

Eppure il polo siderurgico di Piombino viene indicato dal Governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come un sito strategico per l'interesse nazionale. Se davvero è così, non è più accettabile assistere all'ennesima sequenza di rinvii, incertezze e continui impieghi di risorse pubbliche senza risultati concreti sul piano industriale e occupazionale.

Per USB, dopo questi mesi di attese e promesse disattese, è necessario cambiare radicalmente approccio.

Il Governo deve esercitare i poteri della Gold Power e assumere un ruolo diretto nel futuro del polo siderurgico di Piombino, fino alla nazionalizzazione dell'asset strategico, garantendo investimenti, occupazione, tutela salariale e una reale prospettiva industriale per il territorio.

 

Non possiamo più permettere che il futuro di migliaia di lavoratori e di un settore strategico per il Paese resti ostaggio di interessi privati, ritardi e operazioni che finora hanno prodotto soltanto incertezza.

L'unico prezzo pagato fino ad oggi è stato quello imposto ai lavoratori e alle lavoratrici, costretti a vivere anni di ammortizzatori sociali, precarietà e mancanza di prospettive, mentre il territorio continua a subire gli effetti di una crisi che sembra non avere fine.

Mercoledì 24 giugno fermiamo il polo siderurgico di Piombino.

Per il lavoro, per l'industria, per il territorio.

 

USB PIOMBINO

USB INDUSTRIA NAZIONALE – CATEGORIA OPERAIA

PER LA PALESTINA, CONTRO I TRAFFICI DI ARMI E LA MILITARIZZAZIONE DEI PORTI : LA MOBILITAZIONE DEL 18 GIUGNO A LIVORNO

19 Giugno 2026 ore 09:41

La giornata del 18 giugno a Livorno si è aperta con una conferenza stampa e un presidio al Varco Valessini, promossi da USB e partecipati dalle realtà livornesi con cui da mesi condividiamo il percorso di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, insieme a realtà del territorio pisano, tra cui il Movimento No Base e il Coordinamento per il Boicottaggio di Israele.


Gli interventi che si sono susseguiti hanno espresso sostegno al passaggio nel nostro territorio delle imbarcazioni della Global Intifada e la Ghassan Kanafani di Freedom Flotilla Italia, impegnate in un viaggio lungo le coste italiane con l'obiettivo di contribuire alla rottura dell'assedio imposto a Gaza, denunciare la complicità dei governi europei con il governo israeliano e contrastare il traffico di armi dirette verso la Palestina.
Le finalità di questa iniziativa sono pienamente coerenti con il percorso di lotta che le realtà presenti portano avanti nei rispettivi territori. Da tempo denunciamo e contrastiamo, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, il transito di armamenti nei porti e l'utilizzo delle infrastrutture portuali per attività e finalità militari.


In questo quadro si inserisce anche la richiesta avanzata da Drass di ottenere una concessione su una banchina dell'area portuale di Livorno, sottraendo spazi all'uso civile del porto per destinarli ad attività legate al settore militare, nello specifico ai test di sommergibili destinati all'Indonesia.
A ciò si aggiungono il traffico di armamenti e il ruolo di hub logistico militare svolto dal porto di Livorno nel collegamento, via mare e via terra, con la base statunitense di Camp Darby.


Il passaggio delle imbarcazioni ha rappresentato simbolicamente questi temi e queste lotte: l'attraversamento del porto nelle vicinanze delle aree interessate dalle richieste di Drass e il successivo percorso lungo il Canale dei Navicelli, che costeggia Camp Darby e lungo il quale transitano carichi militari diretti verso diversi luoghi di oppressione e conflitto, compresa la Palestina.


Oggi abbiamo scelto di muoverci lungo le rotte delle armi per ribadire il nostro dissenso verso il riarmo, la militarizzazione dei territori e la guerra, e per riaffermare il nostro sostegno al popolo palestinese. Una mobilitazione che continuerà e che sarà ancora più forte, qualora proseguano i processi di militarizzazione del porto e del territorio.

Livorno: Articolo 11 – L'Italia ripudia la guerra, 18 giugno alle ore 19:30 Teatro Officina Refugio

16 Giugno 2026 ore 11:32

Iniziativa culturale "Articolo 11 – L'Italia ripudia la guerra", in programma il prossimo 18 giugno alle ore 19:30 presso il Teatro Officina Refugio, nel quartiere Venezia di Livorno.

L'evento prevede la proiezione del documentario realizzato da Simona Tarzia e Fabio Palli, che affronta il tema dei conflitti contemporanei attraverso l'analisi dei flussi commerciali globali, della logistica portuale e delle dinamiche economiche che accompagnano e sostengono gli scenari di guerra.

La serata sarà arricchita da un momento di confronto con la partecipazione di:
Fabio Palli e Simona Tarzia, autori del documentario;
José Nivoi, CALP Genova e Coordinamento Nazionale Porti USB;
Alessio Biondi, Coordinamento Nazionale Porti USB;
Mario Spallino, fondatore Teatro Emergency.

Giovedì 18 giugno 2026 – ore 19:30
Teatro Officina Refugio
Scali del Refugio, Quartiere Venezia – Livorno

Proiezione del documentario "Articolo 11 – L'talia ripudia la guerra"
A seguire dibattito con gli autori.

Ingresso libero.


In allegato la locandina con tutte le info.

Eternit abbandonato sul Romito: intervengono gli Ispettori Ambientali

9 Giugno 2026 ore 15:19

La Polizia Municipale avvia le indagini per risalire all’autore dello scempio prefigurandosi un reato di natura penale

Non potevano certamente passare inosservati agli operatori di AAMPS/Retiambiente due “big bag” in polietilene di grosse dimensioni contenenti materiale di risulta da lavorazioni edili abbandonati nelle ore notturne accanto ad un cassonetto stradale per la raccolta dei rifiuti in località Le Vaschette sul Romito a ridosso della scogliera.

Sul posto sono prontamente intervenuti gli Ispettori Ambientali che, prima di nastrare il materiale rinvenuto per impedirne il contatto con i passanti, hanno constatato che in buona parte si tratta di eternit e, quindi, di un rifiuto speciale-pericoloso.
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L’abbandono è stato segnalato alla Polizia Municipale che ha avviato le indagini per risalire all’autore prefigurandosi un reato di natura penale ai sensi del D.L. n. 105 del 2023.  Il materiale verrà poi rimosso da una ditta specializzata nel trattamento di tale tipologia di rifiuti allertata da AAMPS/Retiambiente.
.
Per le segnalazioni a contrasto del degrado urbano: segnalali@comune.livorno.it
Per le segnalazioni sugli abbandoni dei rifiuti: centraleoperativapm@comune.livorno.it; ispettori@aamps.livorno.it, info@aamps.livorno.it; numero verde 800-031.266, pagine facebook/instagram “Aamps Livorno”.

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GRAVI PROBLEMATICHE SULLE RETRIBUZIONI DELEGAZIONE DI OPERAI SOLVAY LIVORNO DAVANTI AL LA SEDE DI CONFINDUSTRIA. L'AZIENDA PROVA A NEGARE L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI. L'ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA CHIUDE LA SEDE

8 Giugno 2026 ore 09:42

Da mesi gli operai della Solvay degli stabilimenti di Livorno e Rosignano sono alle prese con gravi problematiche per quanto riguarda la retribuzione e gli stipendi. L';azienda, dopo aver deciso di cambiare gestionale per l'elaborazione dei cedolini, ha iniziato ad  pagare le retribuzioni con vistosi ammanchi di denaro. In alcune occasioni agli operai sono state corrisposte cifre più alte per poi essere sottratte nuovamente, il mese successivo, senza alcuna spiegazione tecnica e senza giustificativi precisi. Dopo il primo mese la situazione poteva e doveva essere risolta mentre invece i disagi si stanno protraendo ormai da troppo tempo.  


Per questo motivo nella giornata odierna era stata indetta un'assemblea sindacale dalla RSU Solvay. Assemblea che è stata poi negata dalla dirigenza aziendale. I Lavoratori si sono presentati comunque davanti alla sede di confindustria, una delegazione fuori dall'orario di lavoro, in segno di protesta.  Anche l'associazione di categoria ha deciso di sbarrare il portone.
Questo è l'tteggiamento che i padroni hanno deciso di tenere di fronte ad una legittima mobilitazione e di fronte a problematiche che hanno come unico responsabile l'azienda e non certo i lavoratori.


Serve chiarezza rispetto al pagamento degli stipendi. Una multinazionale, come la solvay, non è in grado di risolovere una situazione come questa?
Grazie alle proteste, in entrambi gli stabilimenti, la RSU è stata convocata per il 9 giugno. USB farà la sua parte affinchè si arrivi ad una soluzione che veda salvaguardati gli interessi dei lavoratori.


RSU Solvay
USB Livorno

Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

5 Giugno 2026 ore 13:34

Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

Informiamo i cittadini che sabato 6 giugno il Centro Ambientale Temporaneo di Via dei Cordai effettuerà apertura con orario  9:00 – 12:00.

Il servizio sarà regolarmente attivo per il conferimento delle varie tipologie di rifiuto, nel rispetto delle normative vigenti.

Ricordiamo che i quantitativi e le tipologie di rifiuti accettati saranno quelli previsti dalla tabella.

Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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Tonnellate di rifiuti urbani raccolti e trattati Aprile 2026

5 Giugno 2026 ore 07:59

 

RIFIUTI URBANI TRATTATI Aprile 2026 TOTALE ANNO 2026
Carta e cartoni 725,55 2.999,70
Imballaggi in vetro 438,54 1.650,97
Multimateriale Leggero 669,81 2.620,38
Legno e ingombranti 478,01 1.940,22
Frazione organica e compostabili 1.388,92 5.559,82
RAEE 62,21 238,62
Altre RD 195,10 791,76
Macerie 98,95 370,49
Rifiuto indifferenziato 2.593,58 10.087,94
Totale tonnellate 6.650,67 26.259,90
Efficienza % raccolta differenziata 61,00% 61,58%
Variaz. efficienza % RD su anno 2025 -0,49% -0,87%

 

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Tonnellate di rifiuti urbani raccolti e trattati Marzo 2026

4 Giugno 2026 ore 15:14

 

RIFIUTI URBANI TRATTATI Marzo 2026 TOTALE ANNO 2026
Carta e cartoni 746,30 2.274,15
Imballaggi in vetro 416,77 1.223,03
Multimateriale Leggero 696,24 1.950,57
Legno e ingombranti 507,91 1.331,09
Frazione organica e compostabili 1.483,17 4.168,26
RAEE 59,65 176,41
Altre RD 207,32 601,03
Macerie 109,62 271,54
Rifiuto indifferenziato 2.494,35 7.499,96
Totale tonnellate 6.721,32 19.496,04
Efficienza % raccolta differenziata 62,89% 61,53%
Variaz. efficienza % RD su anno 2025 +0,6% -1,37%

 

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OLTRE 60 DENUNCIATI E MULTATI PER LA PALESTINA E CONTRO LA GUERRA A PISA: IN PIAZZA C’ERAVAMO TUTTI

4 Giugno 2026 ore 15:11

USB esprime piena solidarietà alle decine di attivisti, studenti, lavoratrici e lavoratori raggiunti da denunce in relazione alle mobilitazioni che negli ultimi anni hanno attraversato Pisa contro la guerra, il riarmo e in sostegno del popolo palestinese.
Le oltre 60 denunce rappresentano un fatto grave che si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un progressivo irrigidimento delle politiche di ordine pubblico e da una crescente limitazione degli spazi di agibilità democratica e di conflitto sociale. A Pisa, città che è stata protagonista di importanti mobilitazioni contro la guerra e il genocidio del popolo palestinese, l'accanimento repressivo colpisce proprio coloro che hanno animato quelle piazze, dalle iniziative nelle università alle manifestazioni cittadine, fino ai grandi cortei che hanno accompagnato gli scioperi generali promossi da USB il 22 settembre e il 3 ottobre.
E’ stato un autunno incredibile, milioni di persone in piazza in tutta Italia ma ci sono voluti due anni di genocidio in diretta perché questo avvenisse. Attorno agli scioperi generali indetti da USB e dal sindacalismo conflittuale si è sviluppato un movimento di massa che ha unito lavoratori, studenti, precari e realtà sociali sotto la parola d'ordine chiara: "Blocchiamo tutto". Migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare il genocidio del popolo palestinese, opporsi alle politiche di guerra, al riarmo e alla complicità del governo italiano con l'escalation militare israeliana. Quelle giornate hanno rappresentato un momento alto di partecipazione popolare e di ricomposizione sociale, dimostrando che esiste nel Paese una larga opposizione alle logiche della guerra e dell'economia di guerra.
È proprio quella forza espressa nelle piazze a essere oggi oggetto di un tentativo di intimidazione. Dietro questa operazione non vediamo soltanto la volontà di perseguire singoli episodi, ma un disegno più ampio volto a colpire chi organizza conflitto sociale, solidarietà internazionale e opposizione alle politiche governative. In una fase segnata dall'aumento delle spese militari, dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e dall'inasprirsi dei conflitti internazionali, la risposta delle istituzioni sembra essere sempre più quella della repressione.
Le immagini delle cariche contro gli studenti che manifestavano pacificamente per chiedere la fine del massacro del popolo palestinese restano impresse nella memoria della nostra città. Oggi, a quelle violenze, si aggiunge una nuova offensiva che passa attraverso denunce e procedimenti giudiziari rivolti a chi ha esercitato il diritto di manifestare.
USB ribadisce che la solidarietà al popolo palestinese, il rifiuto della guerra e delle politiche di riarmo, la difesa dei diritti sociali e democratici non possono essere criminalizzati. Le mobilitazioni che hanno attraversato Pisa e il Paese in questi anni hanno rappresentato una risposta concreta alla normalizzazione della guerra e all'indifferenza verso il dramma vissuto dal popolo palestinese. Sono state piazze partecipate, popolari e determinate, che hanno rimesso al centro il valore dell'internazionalismo e della solidarietà tra i popoli, che hanno visto dopo tanti anni migliaia di lavoratrici e lavoratori aderire a uno sciopero politico e scendere in piazza.
Per questo riteniamo fondamentale costruire la più ampia solidarietà nei confronti delle persone colpite dalle denunce, sostenendole sul piano politico e legale. Nelle prossime settimane promuoveremo momenti pubblici di confronto e iniziative di sostegno, coinvolgendo avvocati, associazioni, realtà sociali e sindacali, con l'obiettivo di contrastare l'ondata repressiva e difendere gli spazi di partecipazione democratica.
Di fronte a questo tentativo di intimidazione, la risposta deve essere collettiva. Le decine di migliaia di persone che hanno riempito le piazze dell'autunno contro il genocidio del popolo palestinese e contro la guerra dimostrano che non si può reprimere un movimento che affonda le proprie radici nella giustizia sociale, nella pace e nella solidarietà internazionale.
In quelle piazze c'eravamo tutti. E continueremo ad esserci.

Unione Sindacale di Base - Federazione di Pisa 

ROSIGNANO, AMENDOLARA: LI CHIAMANO INCIDENTI. NOI LI CHIAMIAMO CON IL LORO NOME: OMICIDI SUL LAVORO!

4 Giugno 2026 ore 14:23

Stamattina a Rosignano Solvay un operaio di trent'anni è morto. Caduto dal tetto di un'azienda in via degli Artigiani, dove stava sostituendo pannelli. Il tetto ha ceduto. Era il suo primo giorno di lavoro in quella ditta. Trent'anni. Primo giorno di lavoro. Ucciso sul lavoro.
Ieri, ad Amendolara, in Calabria, sulla Statale 106, quattro braccianti di origine afghana — Waseem, Amin, Ullah e Safi — sono morti carbonizzati all'interno di un'auto, in un'area di servizio. Lavoratori sfruttati, stretti nella morsa del caporalato che da anni controlla la Piana di Sibari. Erano in Italia con regolare permesso di soggiorno da diversi anni. Si trattava di persone, lavoratori, non merce.
Cinque morti in due giorni. E siamo solo al 4 giugno.
Questo è il capitalismo italiano. Questo è il mercato del lavoro che ci vogliono far accettare.
Non si tratta di fatalità, di sfortuna, di circostanze accidentali. Si tratta di un sistema che deliberatamente comprime il costo del lavoro fino all'osso, che trasforma i lavoratori in corpi usa e getta, che scarica sui più deboli, i precari, i migranti, chi non può permettersi di dire no, il rischio di morire per un salario quasi sempre sotto la soglia di povertà. Turni massacranti, paghe misere o nulle, schiavismo. E quando il corpo cede o il tetto crolla, li abbandonano sul ciglio della strada come oggetti consumati.
Il caporalato non è un'anomalia del Sud. La precarietà mortale non è un'anomalia del Nord. Sono le due facce dello stesso sistema: quello che antepone il profitto alla vita, quello che usa la ricattabilità economica come arma di controllo sui lavoratori.
USB rivendica con forza quello che questo sistema nega ogni giorno: il lavoro deve essere sicuro, sempre, per tutti. Questo significa rispetto rigoroso delle norme antinfortunistiche, formazione obbligatoria prima di mettere piede su un cantiere, dispositivi di protezione reali e funzionanti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza con poteri effettivi, compreso il blocco immediato delle lavorazioni a rischio. E significa responsabilità penale certa per chi uccide risparmiando sulla sicurezza.
C'è poi il nodo legato ai salari che devono essere adeguati a una vita dignitosa. Perché la povertà salariale e la precarietà contrattuale non sono questioni separate dalla sicurezza: sono la stessa questione. Chi è ricattabile sul contratto è ricattabile anche sulla propria incolumità. Chi non può permettersi di rifiutare un lavoro pericoloso, un turno in più, un'ora sul tetto senza protezioni, è un lavoratore che il sistema espone deliberatamente alla morte. La fame è una forma di coercizione e il caporalato ne è l'espressione più brutale.
Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro sono la scelta politica che pretendiamo da chi governa. È inutile che la politica si batta il petto davanti alle bare: dietro ogni morte sul lavoro c'è la sua firma.
USB Toscana esprime il proprio cordoglio alle famiglie di tutti questi lavoratori. Trasformiamo il dolore in rabbia di classe e in lotta organizzata.

“Straborgo”: servizi di pulizia e raccolta rifiuti efficaci e puntuali

3 Giugno 2026 ore 11:22

Iacomelli: “Ha funzionato il patto di collaborazione con i cittadini e gli esercenti”. Salvetti: “AAMPS/Retiambiente indispensabile per il successo di tutti i nostri eventi”.

In mezzo alla gente, ma con discrezione ed efficienza. Gli operatori di AAMPS/Retiambiente hanno contribuito alla riuscita dell’evento Straborgo che da venerdì 29 maggio a sabato 1 giugno ha visto migliaia di persone, tra cittadini e turisti, affollare le strade del quartiere. Una presenza continuativa per garantire la pulizia di Piazza Mazzini e delle strade limitrofe e realizzare la raccolta dei rifiuti sia con la vuotatura dei contenitori stradali sia con la raccolta dei materiali differenziati prodotti con quantitativi ingenti dagli esercenti della zona.

“Questa tipologia di manifestazione – commenta Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente – risulta per noi sempre particolarmente impegnativa soprattutto nel periodo estivo che prevede un’articolazione complessa dei nostri servizi di raccolta e spazzamento. Dobbiamo operare h24 e, allo stesso tempo, districarci tra la folla garantendo sempre le opportune condizioni di sicurezza per i nostri lavoratori e i cittadini. Siamo particolarmente soddisfatti nell’essere riusciti a dare il nostro contributo. Ho il piacere di sottolineare – conclude Iacomelli – la cooperazione che abbiamo riscontrato da parte degli organizzatori, degli abitanti del quartiere e degli esercenti che si sono prodigati per rispettare le regole straordinarie di conferimento dei rifiuti differenziati”.

“Lo dico da sempre – afferma Luca Salvetti, Sindaco di Livorno.  AAMPS/Retiambiente è un’azienda che funziona egregiamente nell’erogazione dei servizi resi alla cittadinanza e questi eventi ne sono la riprova. Senza i puntuali servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti non saremmo qui a parlare del successo di Straborgo. Ringrazio i lavoratori per il consueto impegno profuso, gli abitanti del quartiere per la disponibilità concessa e gli esercenti per avere collaborato al meglio delle rispettive possibilità. Ora sotto con le altre kermesse in programma per la lunga stagione estiva”.

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AAMPS/Retiambiente: ancora un bilancio in utile

29 Maggio 2026 ore 16:28

Approvato il bilancio 2025, è il settimo consecutivo. Il Sindaco: “AAMPS orgoglio della città”

Ratificando un utile di 252.000 € l’Assemblea dei Soci di AAMPS ha approvato nei giorni scorsi il bilancio aziendale 2025. Un risultato in linea con quanto registrato negli anni precedenti, comprendendo anche quelli relativi all’uscita anticipata dal concordato preventivo in continuità, con i bilanci che avevano ottenuto analoghi risultati (965.202€ nel 2019, 2.2912.441€ nel 2020, 515.035€ nel 2021, 94.835€ nel 2022, 131.270€ nel 2023 e 145.704 € nel 2024).

La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dedicata ai bilanci di tutte le aziende partecipate del Comune di Livorno, ma il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, affiancato dall’Amministratore Unico Aldo Iacomelli e dalle assessore Viola Ferroni e Giovanna Cepparello, ha tenuto ad aprire un faro su AAMPS/Retiambiente.

Luca Salvetti, Sindaco di Livorno

“Sono orgoglioso di questa azienda, dei servizi che eroga e di tutti i suoi lavoratori. Nel 2019 abbiamo trovato AAMPS in concordato preventivo, con un futuro a dir poco incerto e il rischio concreto di vederla soccombere sotto il peso di conti sballati e servizi alla cittadinanza inadeguati. Ora registriamo l’ennesimo bilancio in utile consecutivo, con il personale incrementato e stabilizzato e prospettive di consolidamento e sviluppo prima impensabili. In tale percorso siamo riusciti a traghettarla in RetiAmbiente consolidandone la vocazione industriale e riuscendo a contenere la TARI senza aumentarla per cinque anni e allineandola agli importi degli altri capoluoghi di provincia della Toscana. Sono i fatti che ci permettono di respingere al mittente le accuse sollevate recentemente da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale ammantate di macroscopiche inesattezze e castronerie indecifrabili sia riconducibili all’azienda sia alla sua holding”.

Viola Ferroni, assessora alle Società Partecipate

“AAMPS ha fatto un incontrovertibile cambio di passo tornando ad essere un’azienda in salute con un ruolo di primo piano sia nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza sia tra le società operative locali dell’Ato Toscana Costa che compongono la galassia Retiambiente e dove l’azienda riveste un ruolo di primo piano assoluto. Il cammino è stato impervio con ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi siamo invece nella possibilità di guardare al futuro con grande ottimismo e rinnovate prospettive di consolidamento sia sul versante economico-finanziario sia su quello dello sviluppo industriale”.

Giovanna Cepparello, assessora alla Gestione dei rifiuti e Igiene ambientale

“I numeri sono dalla nostra parte e ci dicono che AAMPS può cogliere risultati importanti inerenti la vocazione ambientale che è chiamata a rappresentare ed esprimere. Nonostante mesi di particolare difficoltà, dovuti a contingenze operative affrontate con impegno e sacrificio da parte di tutti, oggi l’azienda può guardare in avanti con rinnovato entusiasmo e approssimarsi ad innovare e introdurre importanti cambiamenti nella gestione dei rifiuti a livello locale in linea con le strategie condivise con le altre SOL del gruppo Retiambiente. Chiederemo ai cittadini la consueta collaborazione con l’obiettivo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, conferendo materiali di maggiore qualità, e allo stesso tempo continuare a diminuire la produzione dei rifiuti nelle rispettive abitazioni”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico

AAMPS è un fiore all’occhiello di Livorno. Una società interamente pubblica che eroga servizi ambientali a favore della città fin dal 1949 con grande efficacia ed efficienza impegnando 421 lavoratori in moto perpetuo nella raccolta dei rifiuti, nella pulizia delle strade e nei servizi cimiteriali e commerciali. Tutto questo con i conti sotto controllo suffragati anche dall’assenza di debiti e avendo comunque effettuato importanti investimenti, attingendo a finanziamenti dedicati, senza fare ricorso al credito bancario. Il tutto nella massima trasparenza richiesta ad una società in house providing in affiancamento alla sua holding con la quale condividere strategie industriali ben ponderate”.

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Rifiuti: quali servizi nella festività del 2 giugno

27 Maggio 2026 ore 10:39

Alla raccolta solo alcune modifiche nelle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra

In vista della festività di martedì 2 giugno AAMPS/Retiambiente conferma che il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. Sono previsti solo alcuni cambiamenti negli itinerari di interesse per gli abitanti delle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno della Festa della Repubblica:

Area Livorno Nord
Indifferenziato: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Sant’Jacopo Marradi
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il lunedì.

Area Vittoria Stazione Zola
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Pentagono

Multimateriale: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00 del giorno di raccolta.

Aree Pentagono e Centro Allargato
Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati. Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi martedì e riapriranno il giorno seguente. Servizio di raccolta pannolini/pannoloni: non effettuato nei giorni festivi.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

 

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COMUNICATO USB Federazione di Pisa – ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE “NO BASE” DEL 2 GIUGNO A PONTEDERA

29 Maggio 2026 ore 09:40

L’Unione Sindacale di Base aderisce e partecipa alla manifestazione “No Base” del 2 giugno a Pontedera, una mobilitazione necessaria contro la militarizzazione dei territori, contro l’economia di guerra e contro le politiche imperialiste portate avanti dal governo italiano, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.


Da anni USB è impegnata nelle lotte contro la guerra, contro il riarmo e contro l’utilizzo dei porti, delle infrastrutture logistiche e dei territori come strumenti della macchina bellica. Lo abbiamo fatto organizzando scioperi, presidi e mobilitazioni nei porti italiani contro il traffico di armi e contro il coinvolgimento dell’Italia nei conflitti imperialisti.


Abbiamo sostenuto e promosso mobilitazioni internazionali dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e contro il genocidio del popolo palestinese, ribadendo che i porti non devono essere al servizio della guerra e della morte.
Oggi più che mai è evidente il legame tra militarizzazione dell’economia, attacco ai diritti sociali e peggioramento delle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori. Mentre miliardi vengono destinati alle spese militari, ai programmi di riarmo e alla Nato, salari, pensioni, sanità, scuola e servizi pubblici vengono sacrificati sull’altare della guerra e del profitto.


Per questo diciamo con forza:
GIÙ LE ARMI, SU I SALARI


La costruzione di nuove basi militari, l’espansione delle servitù militari e la subordinazione dei territori agli interessi strategici della Nato rappresentano un attacco diretto alle esigenze sociali delle classi popolari. Le lavoratrici e i lavoratori non possono pagare il prezzo della guerra, del carovita e delle politiche imperialiste.


USB denuncia il genocidio in Palestina e la complicità del governo italiano, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nel sostegno politico, economico e militare a Israele. Allo stesso tempo respingiamo le aggressioni economiche, politiche e militari contro i popoli che resistono all’ordine imperialista, dall’attacco permanente contro Cuba e Venezuela e l’attacco all’Iran.
La guerra esterna si accompagna sempre alla guerra interna contro il lavoro, contro il conflitto sociale e contro il diritto di sciopero. La militarizzazione produce repressione, precarietà e impoverimento, mentre grandi gruppi industriali e finanziari aumentano i propri profitti grazie all’economia di guerra.
Per queste ragioni saremo in piazza il 2 giugno a Pontedera insieme ai movimenti territoriali, alle realtà sociali e a tutte e tutti coloro che si oppongono alla guerra, all’imperialismo e alla militarizzazione dei territori.


NO ALLA BASE MILITARE
NO ALL’ECONOMIA DI GUERRA
NO ALL’IMPERIALISMO
STOP AL GENOCIDIO IN PALESTINA
GIÙ LE ARMI, SU I SALARI

No alla logistica della guerra - Sulla mozione contro i transiti di armi nel porto di Piombino approvata ieri dal Consiglio Comunale

27 Maggio 2026 ore 09:10

Fonte foto: Wikimedia Commons, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/Panorama_porto_di_piombino.JPG?utm_source=it.wikipedia.org&utm_campaign=index&utm_content=original 

 

Oggi la nostra città si è risvegliata con una bella notizia: le istituzioni di Piombino hanno formalmente cominciato a prendere posizione contro la crescita delle attività di carico e scarico di armi, mezzi militari ed altro materiale ad uso bellico nel nostro porto. La votazione favorevole del Consiglio Comunale di una mozione chiara e netta al riguardo (mozione presentata dai consiglieri di Rifondazione Comunista Fabrizio Callaioli e Dario Filippi, che ci teniamo a ringraziare) rappresenta senza dubbio un passo avanti, un passaggio figlio di un lungo percorso e che dovrà accompagnare una lotta che non è ovviamente finita.

Diverse realtà cittadine (tra cui anche il nostro sindacato e ovviamente il gruppo delle Donne in Nero) si sono lungamente spese perché la politica cittadina prendesse posizione e si attivasse concretamente contro il progressivo scivolare delle attività portuali verso l'ambito militare. Il voto di ieri dimostra che non è vero che lottare e protestare non serve a niente. Un comunicato, una manifestazione, un convegno, se isolati, spostano ben poco. Se uniti e capaci di durare nel tempo, possono invece riuscire a far pressione sulle istituzioni e a smuoverle. Una piccola ma utile lezione che pensiamo possa tornare utile anche rispetto a molti altri terreni di lotta.
Per parte nostra, consideriamo il voto di ieri anche un frutto positivo dell'aver lavorato affinché l'opposizione ai movimenti di armi nel porto non andasse separata da quella contro il rigassificatore, riuscendo a portare questa saldatura di lotte anche nella manifestazione cittadina dell'11 aprile scorso.

Né a Piombino né altrove

Le ragioni per opporsi al carico e scarico di armi (che siano per esercitazioni o che siano dirette verso veri e propri scenari di guerra, come nel caso della nave partita da Piombino lo scorso 30 marzo e diretta verso l'Arabia Saudita) indicate dalla mozione, sono lo stesse che come USB sosteniamo da tempo, sia a livello nazionale che in relazione al contesto di Piombino. Motivi etici e politici generali innanzitutto. Motivi di sicurezza per i lavoratori e la città, vista anche la vicina presenza del rigassificatore, (peraltro potenziale obiettivi sensibile in caso di guerra). Ma anche specificamente legati alla crisi economica e produttiva del nostro territorio. Non è un caso che l'Esercito Italiano e il Ministero della Difesa sembrino intenzionati a rendere Piombino un Hub militare. Un contesto sociale sofferente, segnato da disoccupazione e cassa integrazione si traduce in una popolazione più ricattabile e in un territorio sacrificabile, a cui si può propinare di tutto in cambio di una manciata anche piccola di posti di lavoro. E infatti dopo la discarica e dopo il rigassificatore abbiamo avuto anche la logistica della guerra. Così non si può andare avanti.

Per noi continua ad essere cruciale capire che o si interrompe questa spirale di ricatto e di declino, pretendendo dalla politica scelte opposte e coraggiose (come la nazionalizzazione delle acciaierie, ad esempio), o il prezzo da pagare sarà sempre più alto. E che solo una mobilitazione reale e sentita da parte di lavoratori e cittadini, con l'appoggio di forze sociali e politiche solidali e determinate può allontanare questa brutta prospettiva.

Dire No alla militarizzazione del porto di Piombino significa per noi tenere aperta la possibilità di un vero rilancio e potenziamento della sua funzione civile e commerciale, la sola che può garantire vere ricadute positive in termini di sviluppo economico e di posti di lavoro. Dire No alla logistica e all'economia della guerra significa cioè stare dalla parte di Piombino e del suo diritto al futuro.

Non ci illudiamo e invitiamo a non illudersi. Molto è ancora da fare per ostacolare e e interrompere il va e vieni di queste navi. Ma la mozione approvata ieri è un piccolo strumento in più a disposizione di chi vorrà tentare di farlo, sapendo che altrove questo è stato già possibile. Dimostrare con sempre maggiore incisività che Piombino rifiuta di diventare un Hub militare è la difficile sfida che abbiamo davanti, sfida a cui non ci sottrarremo.

USB Piombino

Muore operaio schiacciato in provincia di Lucca: non è una tragedia, è omicidio sul lavoro

26 Maggio 2026 ore 17:06

Un altro operaio ucciso.

Un altro lavoratore che esce di casa e non ci torna più.

A Spianate, in provincia di Lucca, un operaio di 31 anni è morto schiacciato da una pressa dentro la ditta Cora Srl.

Non chiamatele morti bianche. Non chiamatele fatalità.

Non chiamatele tragiche coincidenze.

Questi sono omicidi sul lavoro.

Sono il prodotto di un sistema fondato sul profitto, sulla compressione dei costi, sulla riduzione della sicurezza a semplice variabile economica. In questo sistema i lavoratori vengono trattati come numeri, ingranaggi sostituibili, costi da abbattere per aumentare margini e produttività.

Ogni volta ci raccontano la stessa storia: si accerteranno le responsabilità, era un bravo lavoratore, si parla di “cordoglio”. Poi tutto continua come prima. Turni massacranti, appalti, precarietà, ritmi insostenibili, manutenzioni rimandate, formazione insufficiente, controlli inesistenti.

La verità è che queste morti vengono messe in conto.

Perché investire davvero in sicurezza costa.

E nel capitalismo italiano la vita di un operaio vale meno di un bilancio aziendale.

Mentre governo e padroni parlano di competitività e crescita, nei luoghi di lavoro si continua a morire. I profitti aumentano, i salari crollano, i diritti vengono smantellati e chi lavora paga con il sangue.

Noi diciamo basta.

Serve l’introduzione immediata del reato di OMICIDIO SUL LAVORO per imprenditori, dirigenti e responsabili che, violando norme e obblighi di sicurezza, causano la morte di lavoratrici e lavoratori.

Chi risparmia sulla sicurezza deve pagare penalmente.

Chi sfrutta deve rispondere delle proprie responsabilità.

Chi considera la vita operaia sacrificabile deve essere colpito duramente.

Non ci uniamo al coro dell’ipocrisia istituzionale.

La responsabilità politica è di governi che da anni smantellano controlli, favoriscono precarietà e obbediscono agli interessi delle imprese. La responsabilità morale è di un sistema economico che pretende produttività infinita e accetta la morte come prezzo normale del profitto.

Finché il profitto verrà prima della vita, continueremo a contare i morti.

E noi continueremo a stare dalla parte dei lavoratori contro questo sistema marcio, costruito sullo sfruttamento, sulla precarietà e sul sacrificio quotidiano di chi produce ricchezza e viene ripagato con salari da fame e bare.

Non abbiamo nulla da condividere con chi si arricchisce sulla pelle degli operai.

Nessuna pace sociale con padroni e governi complici di questa strage continua.

Ogni lavoratore ucciso dal profitto pesa sulle coscienze di chi difende questo modello economico fondato sullo sfruttamento e sull’impunità.

La nostra rabbia non si spegne con le parole di circostanza.

La nostra risposta sarà organizzazione, lotta e conflitto.

Perché chi lavora ha diritto a vivere.

E chi trasforma i luoghi di lavoro in luoghi di morte deve essere chiamato con il suo nome: responsabile di un omicidio sul lavoro.

Ristorazione e Turismo: una guida contro le molestie in vista della stagione estiva,di festuval ed eventi cittadini

26 Maggio 2026 ore 15:19

Sportello sindacale contro le molestie di genere sui luoghi di lavoro – RETE ISIDE/USB 3389336083 - sicurealavorolivorno@usb.it

Negli ultimi anni Livorno ha visto crescere il peso economico del turismo, degli eventi stagionali e dei servizi legati alla ristorazione, all’intrattenimento e all’accoglienza. Questa trasformazione ha prodotto nuove occasioni di impiego all’interno di un settore sempre più fondato su un modello di lavoro deliberatamente e strutturalmente reso povero, precario e subalterno: caratterizzato da flessibilità e stagionalità estrema, salari bassi, contratti brevi o intermittenti, part time involontari ed elevata ricattabilità economica. In molti casi si tratta di lavori svolti da giovani, studenti, lavoratrici e lavoratori migranti o persone che vivono situazioni di fragilità economica e che, proprio per questo, incontrano maggiori difficoltà nel denunciare abusi o comportamenti scorretti per paura di perdere il posto o di non essere richiamati la stagione successiva. A questo si aggiunge una diffusa area di informalità lavorativa, fatta di lavoro nero, lavoro grigio, mansioni non contrattualizzate e assenza di tutele reali, condizioni che aumentano ulteriormente l’esposizione a ricatti, abusi e molestie.
Nei contesti stagionali poi il confine tra lavoro, socialità e “intrattenimento” tende inoltre a diventare più ambiguo: bar, festival, locali, stabilimenti balneari ed eventi cittadini sono spesso spazi attraversati da consumo di alcol, rapporti informali e ritmi intensi, dove atteggiamenti molesti o discriminatori vengono troppo facilmente banalizzati come normale dinamica di settore, secondo una logica perversa di naturalizzazione degli abusi. In questo quadro, molestie, pressioni, ricatti, discriminazioni sessiste, razziste o omotransfobiche e abusi di potere rischiano di essere percepiti come inevitabili, soprattutto nei confronti di chi occupa posizioni lavorative più precarie e subalterne.
È invece opportuno riconoscere che il contrasto e la prevenzione delle molestie e degli abusi sui luoghi di lavoro contribuisce a costruire ambienti più sicuri e vivibili per tutte e tutti, rompendo il silenzio e l’isolamento che troppo spesso accompagnano queste esperienze.


In vista della stagione estiva che sta per cominciare e degli eventi che, come ogni anno, attraverseranno Livorno - a partire dai contesti ufficiali come il Festival Straborgo che si terrà in città dal 29 maggio al 1° giugno, fino ad Effetto Venezia - che comporteranno un prevedibile aumento dei flussi e dei carichi di lavoro, torna centrale il tema delle condizioni di lavoro nei settori legati al turismo, alla ristorazione, all’accoglienza e all’organizzazione. USB e la RETE ISIDE richiamano, dunque, con forza l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la sicurezza e la tutela delle lavoratrici rispetto a molestie, comportamenti inappropriati e violenze nei luoghi di lavoro.

Le molestie NON sono “parte del lavoro”
Qualsiasi comportamento indesiderato a sfondo sessuale, verbale o fisico, che leda la dignità della lavoratrice, costituisce una violazione della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e delle norme antidiscriminatorie. Non esiste alcuna giustificazione legata al contesto, all’afflusso di clientela o al “clima festivo”.

È responsabilità del datore di lavoro prevenire e intervenire
Ricordiamo che il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso. Ciò significa:

•⁠ ⁠Valutare tutti i rischi, compresi quelli legati a molestie e violenze;
•⁠ Adottare misure di prevenzione e protezione adeguate;
•⁠ Intervenire tempestivamente in caso di segnalazioni.

L’inerzia o la sottovalutazione di episodi segnalati può configurare responsabilità diretta del datore di lavoro, con possibili sanzioni civili e penali.

Esiste una tutela internazionale: Convenzione ILO n. 190
L’Italia ha ratificato la Convenzione n. 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riconosce il diritto di ogni persona a un mondo del lavoro libero da violenze e molestie. Questa convenzione rafforza il quadro di tutela e obbliga anche i datori di lavoro ad adottare politiche attive di prevenzione e contrasto.

Cosa possono fare le lavoratrici
RETE ISIDE e  USB invitano tutte le lavoratrici a non restare sole e a tutelarsi attivamente:

•⁠ Segnalare immediatamente ogni episodio al datore di lavoro o al responsabile della sicurezza (RLS/RLST);
•⁠ Documentare quanto accade (annotazioni, messaggi, eventuali testimoni);
•⁠ Rivolgersi al sindacato per supporto e assistenza;
•⁠ In caso di mancato intervento aziendale, attivare gli organi ispettivi (Ispettorato del Lavoro, ASL);
•⁠ Nei casi più gravi rivolgersi ai Centri Anti Violenza e/o sporgere denuncia alle autorità competenti.

USB e RETE ISIDE  sono al vostro fianco
Non accetteremo che, dietro la retorica dell’evento e del turismo, si nascondano condizioni di lavoro degradanti e rischiose. La sicurezza e la dignità non sono negoziabili.

Invitiamo tutte le lavoratrici della ristorazione a contattare gli Sportelli territoriali dedicati al contrasto delle molestie, delle discriminazioni e della violenza di genere nei luoghi di lavoro per segnalazioni, supporto e tutela collettiva. Solo attraverso l’organizzazione e la lotta possiamo contrastare abusi e silenzi.


Rete Iside/Unione Sindacale di Base
Sportello contro molestie, discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro Livorno

Raccolta rifiuti: servizi attivi nella festività del 22 maggio

18 Maggio 2026 ore 11:57

Prevista solo una modifica nell’area Livorno Est

AAMPS conferma che in occasione della festività di venerdì 22 maggio prossimo il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. È previsto solo un cambiamento negli itinerari di interesse per gli abitanti dell’area Livorno Est.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno di Santa Giulia:

Area Livorno Nord
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Sant’Jacopo Marradi
Carta-cartone: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Vittoria Stazione Zola
Indifferenziato: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Multimateriale: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Pentagono
Carta-cartone: servizio attivo la sera (esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00).

Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati.

Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi venerdì e riapriranno il giorno seguente.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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Lotta delle lavoratrici, primi risultati, lunedì 18 sciopero con adesione altissima, nidi chiusi e oggi incontro in comune a Pisa

20 Maggio 2026 ore 09:27

Lunedì 18 lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori degli asili nido ha registrato un’adesione altissima, portando alla chiusura di numerosi nidi e dimostrando con forza quanto fossero reali le criticità denunciate sul nuovo bando.
La mobilitazione e la pressione esercitata in questi giorni hanno prodotto oggi, nell’incontro in Comune a Pisa, un primo risultato concreto: è stata formalizzata un’integrazione al bando che chiarisce finalmente il monte ore del servizio. Si passa ufficialmente da 241 ore + 8% a 260 ore + 8% di lavoro non frontale, riconoscendo una parte essenziale del lavoro educativo troppo spesso invisibilizzata e lasciata nell’incertezza.
Un primo risultato importante, conquistato grazie alla lotta collettiva di lavoratrici e lavoratori. Ma la mobilitazione non finisce qui: continueremo a lottare per risolvere le criticità ancora presenti nel lavoro pubblico esternalizzato e per garantire diritti, dignità del lavoro e qualità dei servizi pubblici.

Unione Sindacale di Base Federazione di Pisa

Deiezioni liquide: da domani obbligo di rimuoverle

19 Maggio 2026 ore 16:49

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Livorno, 19 maggio 2026 – Da domani, mercoledì 20 maggio, sarà in vigore a Livorno l’ordinanza che obbliga i proprietari e i detentori di cani a rimuovere con acqua le deiezioni  liquide degli animali nelle aree pubbliche e di uso pubblico.

L’ordinanza, della quale ha parlato la stampa italiana e straniera, avrà una durata di cinque mesi e terminerà il 31 ottobre in vista poi di introdurre questo provvedimento all’interno di regolamento comunale che estenderà l’obbligo a tutto l’anno.
In pratica sarà obbligo munirsi di appositi contenitori d’acqua da utilizzare per l’immediata rimozione delle deiezioni liquide depositate su superfici pavimentate e su altri spazi di arredo urbano, e sui mezzi di locomozione (ad esempio ruote di macchine o di scooter) parcheggiati sulla pubblica via.

È inoltre fatto assoluto divieto di consentire ai cani di urinare a ridosso di portoni e vetrine ed accessi ad abitazioni, uffici e negozi.
Lo ha stabilito appunto l’Amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale n. 135 del 28 aprile 2026, emanata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di cittadini che evidenziano il disagio determinato dalle maleodoranze e gli inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla presenza di deiezioni liquide animali sugli spazi destinati alla socializzazione di adulti e bambini, visto anche il notevole e crescente numero di animali d’affezione, in particolare cani, presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento è stato al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: la vicesindaca con delega alla Tutela Animali Libera Camici, l’assessora con Delega al Decoro Urbano Giovanna Cepparello, la garante degli animali Elisa Amato, la dirigente del Settore Manutenzioni e Cura della Città Silvia Borgo, la dirigente settore Istruzione, Giovani, Partecipazione e Tutela Animale Michela Casarosa,  la responsabile dei Servizi Territoriali della Polizia Municipale Michela Pedini, la funzionaria Barbara Saliva, il responsabile del Decoro Urbano di Aamps/Retiambiente Andrea Valenti, la guardia zoofila dell’Oipa Giuliano Morelli.

Per quanto riguarda le deiezioni solide, gli articoli 31 e 32 del vigente Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali (la cui ultima modifica risale al 2018) prescrivono l’obbligo di rimuoverle immediatamente a chi accompagna i cani nelle zone pedonali e nelle aree verdi, comprese quelle di libera circolazione dei cani, nei giardini e nei parchi, negli esercizi pubblici, commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, utilizzando mezzi idonei alla rimozione, da mostrare su richiesta del Pubblico Ufficiale, a pena di sanzione secondo quanto previsto dall’art. 42 dello stesso Regolamento.
Il Regolamento attuale non prevede però analoga norma per quanto attiene alle deiezioni liquide.
Nelle more di una modifica alla regolamentazione comunale vigente, l’ordinanza 135/2026 adotta misure atte a prevenire e contenere tali fenomeni, per tutto il periodo più critico dal punto di vista climatico. Il significativo aumento delle temperature che si verifica in primavera-estate, associato a una diminuzione delle precipitazioni, incide infatti anche sulla salubrità e sul decoro degli spazi urbani, anche in conseguenza della maggiore evaporazione di liquidi organici dalle superfici pavimentate.
Nello specifico, il testo integrale dell’ordinanza n. 135 impone, dal 20 maggio al 31 ottobre, a tutti i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, anche se incaricati temporaneamente della loro custodia o conduzione:
• di munirsi, durante l’accompagnamento dei cani, di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche o detergenti, da versare all’occorrenza;
• di riversare una congrua quantità di acqua in corrispondenza del punto interessato dalle deiezioni liquide dei cani ai fini della loro diluizione e della ripulitura delle superfici interessate, su tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e sulle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via;
• è fatto divieto assoluto di consentire ai cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici e negozi e vetrine.
L’inosservanza di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000.
Rimane comunque a carico del trasgressore il ripristino dei luoghi.

Gli interventi

La Vicesindaca ha introdotto l’ordinanza sottolineando la sua grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale.
“Lo scopo principale non è punitivo, ma mira a elevare lo standard di igiene e decoro delle strade, dei marciapiedi e degli arredi urbani. Livorno conta circa 20.000 cani, un numero consistente che richiede responsabilità da parte dei proprietari per garantire una convivenza civile. La mancanza di rispetto delle regole da parte di una minoranza danneggia il lavoro degli operatori, dei proprietari responsabili e limita la fruibilità degli spazi pubblici, come i parchi, specialmente per i bambini”.
La Vicesindaca ha inoltre ricordato che l’Amministrazione ha rimosso i divieti di accesso ai cani in molti parchi per favorire le famiglie, ma avverte che, “se le segnalazioni di sporcizia e cani senza guinzaglio continueranno, potrebbero essere reintrodotte limitazioni”.
Ha inoltre ricordato il protocollo d’intesa con le guardie zoofile dell’OIPA, che hanno il potere di elevare sanzioni insieme alla Polizia Locale.

L’Assessora  Cepparello ha parlato degli aspetti pratici e sociali del provvedimento sottolineando come l’ordinanza nasca anche per tutelare le persone con disabilità motoria, che spesso sporcano i propri ausili (sedie a rotelle) sui marciapiedi non puliti, portando poi lo sporco in casa. “I proprietari dei cani devono munirsi di bottigliette o spruzzatori con semplice acqua (senza sapone) da usare sui punti interessati dalle deiezioni liquide”. Ha ricordato il divieto assoluto di far urinare i cani ridosso di portoni, accessi ad abitazioni. “Si è optato per un’ordinanza, per agire tempestivamente prima dell’estate, quando il calore accentua i cattivi odori. L’ordinanza prevede una scadenza, ma recepiremo questo provvedimento all’interno di un regolamento in modo che l’obbligo delle bottigliette diventi permanente in tutte le stagioni e i mesi dell’anno. Il Comune non può lavare quotidianamente centinaia di chilometri di strade e  la collaborazione dei cittadini è strategica”.

La Garante degli Animali ha posto l’accento sulla salute pubblica e sulla sicurezza nei parchi. Ha evidenziato che le deiezioni non raccolte contengono batteri e parassiti pericolosi per gli animali e soprattutto per i bambini che giocano nei prati. Ha citato situazioni di particolare degrado riscontrate nella zona di San Jacopo e vicino alla Baracchina Bianca, “dove i muri sono sporchi e i marciapiedi pieni di deiezioni solide”. Ha richiamato l’obbligo del guinzaglio nei luoghi pubblici, denunciando episodi di maleducazione subiti quando ha cercato di far rispettare questa norma. Infine ha esortato i cittadini a un maggiore rispetto per l’ambiente e per la città, sottolineando che il decoro urbano è un dovere di ogni proprietario.

Andrea Valenti, responsabile Decoro Urbano AAMPS/Retiambiente ha affermato: “Aamps si muove su due versanti: pulizia e sensibilizzazione al cittadino. In entrambi i casi abbiamo favorito un potenziamento dei servizi, pertanto forniamo un contributo determinante alla cura della città anche per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine. Siamo anche prossimi all’acquisto di 100 contenitori dedicati che avranno una bocca di ingresso dei sacchini molto piccola e, pertanto, non potranno essere utilizzati impropriamente per l’inserimento di sacchi invece destinati alla raccolta dei rifiuti. Nel mese di giugno provvederemo all’installazione presso le aree di sgambatura dei cani, i parchi pubblici e nelle zone che, dalle segnalazioni pervenute, risultano più soggetto a questa tipologia di abbandono”.

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Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno

18 Maggio 2026 ore 16:49

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Raggiunge i 208 milioni il valore totale della
produzione

Livorno, 18 maggio 2021 – Negli ultimi anni le società partecipate del Comune
di Livorno hanno consolidato risultati positivi sotto il profilo economico,
gestionale e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, confermando il valore
strategico del sistema pubblico locale e la capacità delle aziende di affrontare le
sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’efficienza amministrativa.

Il quadro che emerge dai bilanci evidenzia una crescita costante della solidità
patrimoniale e organizzativa di realtà fondamentali per il territorio come
Esteem Srl, Casalp Spa, AAMPS Spa, Farma.Li Srl e ASA Spa. I bilanci 2025,
alcuni dei quali in corso di approvazione in questi giorni ed entro il 30 giugno,
come previsto dal Codice Civile, non fanno eccezione, ma anzi confermano
questo trend positivo.

In particolare, AAMPS Spa ha registrato bilanci in utile negli ultimi cinque
esercizi, confermando il raggiungimento di un equilibrio economico e
finanziario stabile dopo il percorso di risanamento completato negli anni
precedenti.

Anche Casalp Spa ha dimostrato un consolidamento del ruolo operativo svolto
per i Comuni dell’area livornese ed in particolare si è distinta in questi anni per
le azioni di recupero delle morosità e per la capacità di guidare, su un tema
complesso ed attuale come quello dell’abitare, politiche finalizzate a gestire un
ambito che è sempre più lontano dalla gestione patrimoniale e sempre più
vicino a quello sociale.

Positivi anche i segnali provenienti da ASA Spa, che continua a rappresentare
un presidio essenziale per lo sviluppo infrastrutturale e ambientale del
territorio, mantenendo elevati standard di servizio e una struttura societaria
solida.

Crescita significativa anche per Esteem Srl, realtà attiva nei servizi informatici,
nel supporto alla gestione dei tributi comunali e nella gestione della sosta a
pagamento, che negli ultimi esercizi ha registrato un incremento del fatturato e
dell’occupazione, rafforzando il proprio ruolo di supporto tecnologico alla
pubblica amministrazione locale, confermando di essere una struttura in
espansione e capace di innovare i servizi digitali rivolti ai cittadini.

Importanti risultati sono stati raggiunti inoltre da Farma.Li Srl, con i propri
bilanci che negli ultimi anni evidenziano una gestione economica positiva e un
progressivo rafforzamento della capacità finanziaria dell’azienda. Farma.Li ha
proseguito il percorso di ammodernamento delle farmacie comunali, puntando
sulla qualità dell’assistenza, sulla prossimità territoriale e sull’innovazione dei
servizi sanitari e socioassistenziali.

Nel complesso, il sistema delle partecipate del Comune di Livorno conferma
dunque una traiettoria positiva, caratterizzata da investimenti, equilibrio
economico e miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali. Un
patrimonio amministrativo e industriale che rappresenta un elemento
strategico per la crescita della città, per la tutela dell’interesse pubblico e per la
capacità del territorio di affrontare con solidità le sfide future.

Il sindaco Luca Salvetti ha aperto l’incontro sottolineando come le società
partecipate siano uno strumento imprescindibile per la gestione della città e dei
servizi ai cittadini. “Abbiamo lavorato sette anni sulla riorganizzazione e
l’aumento del personale, presentando numeri eloquenti, lo dimostrano i bilanci
in utile. Tutte e cinque le società principali (ASA, AMS, Farmali, Casalp e
Steam) hanno chiuso l’anno in positivo.
Il valore complessivo della produzione è di 208 milioni di euro, con un
incremento di 29 milioni rispetto al 2019.
Le aziende hanno raggiunto quota 1143 di personale con un aumento di 193
unità rispetto al 2019, diventando la terza realtà lavorativa del territorio dopo
l’ASL e il Comune stesso”.

L’Assessora al Bilancio con delega alle Società Partecipate Viola Ferroni ha
ringraziato l’Ufficio Società Partecipate, che ha definito la “spina dorsale” dei
risultati ottenuti. “Ribadisco l’importanza della governance pubblica per
perseguire obiettivi di interesse collettivo, andando oltre il semplice dato di
bilancio. Farmali ha concentrato il focus sulla vicinanza ai cittadini ed alla
ristrutturazione delle farmacie. Casalp ha ottenuto buoni risultati nel recupero
crediti e nell’efficientamento degli alloggi. Esteem ha incrementato i servizi,
inclusa la recente gestione della sosta a pagamento. Aamps ha raggiunto la
stabilità dopo un passato complicato che ha fatto “tribolare”
l’Amministrazione”.

Il direttore generale del Comune Nicola Falleni ha evidenziato il superamento
delle storiche criticità finanziarie delle partecipate: “che in passato
rappresentavano un “neo” nel bilancio comunale” ed ha fornito i dati del
bilancio consolidato 2024.

“Il “gruppo” (Comune + aziende) conta oltre 2.200 dipendenti. Valore della
produzione totale: quasi 570 milioni di euro. Utile consolidato: circa 14 milioni
di euro. Patrimonio netto: 763 milioni di euro”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente ha dichiarato:
“Presenti e affidabili: con questi due aggettivi e in estrema sintesi sono nella
possibilità di descrivere la nostra azienda nel panorama delle municipalizzate
locali. Ogni giorno contribuiamo al decoro urbano con grande impegno e sforzo
da parte dei nostri operatori garantendo l’erogazione di servizi efficienti fin
dalle primissime ore della mattina sia sul versante della raccolta sia su quello
dello spazzamento. É importante sottolineare che per l’anno 2025 ci avvaliamo
di un utile di bilancio di 252mila euro. Un risultato che reputiamo importante
da affiancare all’evidenza di non avere registrato debiti. Siamo quindi orgogliosi
per quanto stiamo riuscendo complessivamente a fare, con uno sguardo di
ulteriore fiducia anche sul versante operativo essendo prossimi a realizzare,
avvalendoci anche di finanziamenti da parte della Regione Toscana, di due
ulteriori centri di raccolta per il corretto conferimento dei rifiuti dei cittadini. A
breve lanceremo anche una campagna di comunicazione rivolta a tutta la
cittadinanza per stringere ulteriormente il patto con i cittadini nel contrastare il
fenomeno degli abbandoni e aumentare le migliori azioni per la riduzione nella
produzione dei rifiuti indifferenziati, per la quale stiamo già registrando risultati
lusinghieri”.

Claudio Puccetti, amministratore unico di Farmali ha definito l’azienda con gli
aggettivi “tranquillo” e “partecipativo”.
Ha sottolinea il buon clima lavorativo tra i 60 dipendenti distribuiti su 9
farmacie. Ha messo in risalto la totale autonomia finanziaria della società, “che
permette di autofinanziare gli investimenti (come le ristrutturazioni di varie
farmacie) senza ricorrere a finanziamenti esterni.L’obiettivo futuro è spostare
la missione del farmacista sempre più verso i servizi di telemedicina”.

Marcello Canovaro presidente di Casalp ha utilizzato gli aggettivi “rigoroso” e
“partecipato” per definire il bilancio della società.
“La società ha superato pesanti difficoltà iniziate nel 2019 e ora chiude il
bilancio in positivo. Casalp non punta all’utile, ma a reinvestire ogni risorsa nel
mantenimento del patrimonio e in nuovi edifici.
Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 50 milioni di euro nella provincia e
messi a disposizione degli assegnatari 592 appartamenti precedentemente
sfitti”.

Stefano Taddia presidente di Asa sceglie gli aggettivi “collettivo” e “sostenibile”.
Esprime orgoglio per i 56,7 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo
anno, segnando un +150% rispetto al 2020.
Sottolinea come l’efficienza delle società di servizio pubblico sia un elemento
fondamentale per la sostenibilità e il benessere del territorio.

Antonio Paladini amministratore unico di Esteem descrive l’azienda come
“consolidata” e “visionaria”.
Riporta una crescita enorme negli ultimi 12 anni: “il personale è passato da 9 a
40 dipendenti e il fatturato è salito da circa 450.000 euro a quasi 2 milioni di
euro. L’azienda si è evoluta accettando servizi nuovi e diversi, come la gestione
dei parcheggi, mantenendo però un’anima orientata all’innovazione informatica
per il futuro dei servizi ai cittadini”.

Il Sindaco ha concluso la conferenza stampa ringraziando gli Uffici Comunali e i
due assessori che si sono succeduti nella gestione delle partecipate, Gianfranco Simoncini e Viola Ferroni.

L'articolo Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno proviene da Aamps Livorno.

GRAVE EPISODIO PRESSO L’ITL DI LIVORNO DURANTE UN TENTATIVO DI CONCILIAZIONE: I SINDACATI DENUNCIANO PRESSIONI E MINACCE DI LICENZIAMENTO

15 Maggio 2026 ore 11:00

Le Organizzazioni Sindacali USB Livorno e COBAS Lavoro Privato Livorno denunciano un fatto che ritengono estremamente grave, verificatosi in data 12 maggio 2026, presso la sede dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Livorno, durante un tentativo di conciliazione tra la Cooperativa COOPLAT e cinque lavoratrici impiegate nell’appalto della committenza Unicoop Firenze presso il cantiere Fonti del Corallo – Via Gino Graziani - Livorno.

Il tentativo di conciliazione era stato richiesto dall’Organizzazione Sindacale al fine di sanare una situazione di applicazione irregolare dei turni che si protrae nel cantiere da anni, nonché per ottenere la regolarizzazione degli orari e la corretta applicazione del contratto di lavoro in essere.
Nel corso dell’ultimo dei tre incontri svolti presso l’ITL, la cooperativa ha presentato nuove proposte di variazione oraria che le lavoratrici, con il supporto delle OO.SS., hanno valutato come difficilmente accettabili, poiché relative a turni residuali rispetto a fasce orarie già assegnate ad altre lavoratrici che, a seguito del cambio di committenza, avevano prontamente sottoscritto le variazioni proposte dall’azienda. Tali modifiche, di fatto, formalizzavano orari già praticati senza alcuna regolarità rispetto ai contratti in essere, che peraltro non prevedono clausole elastiche o flessibili.
Durante l’ultimo incontro, a fronte della decisione di una lavoratrice di non sottoscrivere una proposta ritenuta peggiorativa rispetto alle condizioni del contratto vigente, la rappresentante legale della cooperativa si è espressa in modo non esplicito ma chiaramente udibile, chiedendo al responsabile delle risorse umane di attivare il licenziamento. Un’ipotesi già ventilata nei precedenti incontri e ormai diffusamente percepita nel cantiere tra le lavoratrici.
Riteniamo l'accaduto di una gravità inaudita e inaccettabile, resa ancor più intollerabile dal fatto di essersi verificato, sfacciatamente, all'interno di una sede istituzionale, in violazione di ogni principio di lealtà e correttezza.
Le rappresentanti sindacali presenti e la legale di riferimento non hanno ritenuto possibile far sottoscrivere alla lavoratrice alcun accordo né proseguire la discussione sulle ulteriori proposte, poiché la procedura non appariva genuina né realmente tutelante. La mancata accettazione della variazione oraria esponeva concretamente le lavoratrici al rischio di licenziamento, in un contesto caratterizzato da un’elevata discrezionalità aziendale, con possibili profili discriminatori legati all’essere o meno socia della cooperativa e a valutazioni puramente soggettive sul comportamento delle lavoratrici, considerate più o meno “compiacenti” nei confronti di responsabili e dirigenti.
Il tentativo di conciliazione si è ovviamente concluso con esito negativo. Le Organizzazioni Sindacali si riservano pertanto di attivare tutti gli strumenti sindacali a propria disposizione per rivendicare la tutela dei diritti delle lavoratrici e chiedono alla committenza di vigilare sull’appalto, assumendo una posizione chiara rispetto a comportamenti che ledono la qualità del lavoro e la dignità delle lavoratrici, molte delle quali operano da anni alle dipendenze della cooperativa anche in qualità di socie lavoratrici.


Unicoop Firenze, peraltro, è già stata più volte chiamata in causa e sollecitata a intervenire e a esprimersi nell’ambito di questo conflitto, sia indirettamente da COOPLAT,  che ha ripetutamente dichiarato la necessità di modificare i turni per richieste ed esigenze della committenza stessa, sia direttamente dai sindacati, che hanno provveduto a informarla delle criticità emerse e delle conseguenze che tali scelte stanno producendo sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici coinvolte, richiedendo inoltre un incontro finalizzato ad aprire un confronto congiunto sulla gestione dell’appalto e delle condizioni di lavoro nel cantiere di Porta a Terra.


Riteniamo inaccettabile quanto accaduto e lesivo del ruolo e della funzione di una sede istituzionale nella quale la mediazione è finalizzata a garantire tutela ed equilibrio tra tutte le parti coinvolte. Chiediamo il rispetto delle sedi, dei ruoli e di relazioni sindacali improntate alla correttezza, nelle quali non può trovare spazio alcuna forma, esplicita o velata, di minaccia di licenziamento nei confronti di chi non intenda sottoscrivere u

na proposta aziendale ritenuta peggiorativa rispetto alle condizioni precedenti, soprattutto nel momento in cui viene richiesto il rispetto del contratto.
Nessuna lavoratrice può essere lasciata indietro!

7 maggio Sciopero della Scuola. Contro la leva, la guerra e la scuola di Valditara: una sola riforma classista, dai tecnici alle nuove linee guida dei licei

7 Maggio 2026 ore 09:19

MANIFESTAZIONE A LIVORNO ORE 9:30 PIAZZA CAVOUR

Il 7 maggio lavoratrici e lavoratori della scuola incroceranno le braccia insieme a studentesse e studenti, con manifestazioni territoriali in decine di città. L'appuntamento a Roma è alle ore 9:00 al MIM in viale Trastevere.

Lo sciopero, proclamato anche per il 6 maggio per garantire la massima copertura al personale, chiama al boicottaggio delle prove INVALSI e raccoglie l'invito alla mobilitazione dell'assemblea internazionale giovanile We do not enlist.
Scioperiamo contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese, contro le nuove linee guida dei licei e contro un rinnovo contrattuale che propone salari vergognosi mentre l'inflazione cresce, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo.
La scuola di Valditara non è la nostra. Le sue politiche reazionarie, classiste, repressive e di militarizzazione sono nemiche di studenti e lavoratori. Riprendiamoci spazi di democrazia e di organizzazione politica e sociale a partire dalle scuole, lottiamo per una scuola statale al servizio di chi la fa e la vive. Cancelliamo quasi quarant'anni di controriforme.
Né "capitale umano" né manodopera ideologizzata!
Scioperiamo perché la scuola non deve essere ridotta a produttrice di "capitale umano" da immettere sul mercato del lavoro secondo le logiche della competitività e del profitto. Rifiutiamo la retorica delle competenze, strumento ideologico con cui si svuotano i saperi critici e si addestrano menti flessibili, adattabili, sfruttabili. Rifiutiamo ancora una volta la formazione scuola-lavoro, sfruttamento di lavoro minorile travestito da esperienza formativa, che è già costata la vita a troppi giovani.
In questo quadro si innesta la riforma degli istituti tecnici e professionali. I nuovi percorsi 4+2 e i nuovi quadri orari piegano i programmi alle esigenze produttive dei territori, erodono la formazione generale e critica, e avviano gli studenti delle classi popolari – quelli che storicamente frequentano i tecnici e i professionali – a diventare manodopera qualificata su misura per il distretto industriale di turno. Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere.
Le nuove Indicazioni per i Licei: l'altra faccia dello stesso progetto classista.
Mentre i tecnici e i professionali vengono consegnati alle imprese, il 22 aprile il ministero ha pubblicato il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: l'altra metà del disegno. Non un'operazione separata, ma il complemento ideologico della stessa controriforma. Ai figli delle classi popolari avviati nei "licei agrari", "chimici" o "tessili" – la trovata semantica con cui Valditara annuncia di voler smantellare la distinzione formale tra licei e tecnici – si vuole consegnare la formazione professionalizzante; ai licei tradizionali, frequentati in gran parte dalla borghesia e dai ceti medi, si destina invece la costruzione di una "coscienza" identitaria dichiaratamente eurocentrica e nazionalista.
La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente, la soppressione della geostoria, la ridefinizione dell'inclusione come "architrave della cultura occidentale moderna": non sono scelte didattiche neutre, ma una precisa operazione politica. Si riscrive il canone in chiave identitaria, si restringe lo sguardo storico proprio mentre si chiede ai nostri ragazzi di diventare carne da cannone in guerre globali, si svuotano gli strumenti critici per leggere il presente – il colonialismo, le migrazioni, il genocidio in corso – riducendoli a marginalità rispetto a un nucleo "euro-occidentale" presentato come depositario universale di diritti e civiltà. È la stessa narrazione bellicista che giustifica l'aumento delle spese militari e la riduzione del welfare, trasferita dentro i programmi scolastici. L'irruzione dell'intelligenza artificiale "in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act", senza alcuna formazione strutturata per il personale e senza investimenti reali, completa il quadro: parole d'ordine modernizzanti su un impianto culturalmente regressivo.
E come già accaduto per le Indicazioni del primo ciclo, la "consultazione" è una farsa: il questionario predisposto dal ministero non prevede neanche l'opzione del parere negativo. La fase di ascolto è una messa in scena, come lo è la riforma stessa.
Tecnici e licei, dunque, non sono due capitoli distinti: sono il dritto e il rovescio dello stesso progetto. Una scuola che separa, che gerarchizza, che addestra i figli del lavoro al lavoro precario e i figli delle élite a una "missione di civiltà" funzionale alla retorica di guerra. Va respinta tutta intera.
Inclusione, salari, contratto
Scioperiamo per la scuola che include e non separa, capace di rispondere ai tagli agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024 – scelte di cinica contabilità fatte sulla pelle di studenti, famiglie e lavoratori, mentre i soldi pubblici vengono trasferiti all'industria militare. Rivendichiamo la stabilizzazione dei precari, l'internalizzazione degli educatori delle cooperative sociali, salari adeguati all'inflazione, un contratto degno.
Contro la leva, contro la guerra!
Davanti al rischio di escalation della guerra in Iran e alle sue ricadute globali, mentre il genocidio del popolo palestinese continua nel silenzio complice dei governi occidentali e delle complicità con lo Stato di Israele, dobbiamo riconnettere scuola e società reale. La scuola rischia di essere risucchiata nella spirale folle innescata dagli USA di Trump, con il silenzio-assenso degli altri governi occidentali, e di essere ridotta a funzione del processo di militarizzazione.
In molti paesi europei si è già reintrodotta o ci si avvia a reintrodurre la leva militare obbligatoria. Anche contro la leva dobbiamo scioperare: gli studenti non sono carne da cannone, non sono forza lavoro disponibile, non sono risorse umane da ottimizzare per l'economia di guerra. Il progetto di reintroduzione della coscrizione non è separabile dall'escalation bellica, dall'aumento delle spese per gli armamenti a scapito del welfare, dalla narrazione che vuole trasformare le nostre scuole in anticamere delle caserme.
Non a caso il 7 maggio sarà anche il giorno dello sciopero dei lavoratori portuali di USB contro la privatizzazione e la militarizzazione dei porti: una convergenza che riconnette i protagonisti delle mobilitazioni dello scorso autunno e dà forza a un progetto alternativo.
Il 7 maggio si sciopera. Studenti e lavoratori uniti, contro la guerra, contro la leva, contro la scuola classista di Valditara – tecnici e licei. Per una nuova scuola pubblica, statale, democratica e antifascista.

LAVORATRICE VITTIMA DI VIOLENZA PENALIZZATA SUL LAVORO: TRA PRECARIETÀ E DISCRIMINAZIONE INDIRETTA.

5 Maggio 2026 ore 15:04

USB, nell’ambito delle attività dello sportello dedicato alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, intende portare all’attenzione pubblica e delle istituzioni competenti una vicenda che presenta rilevanti profili di possibile discriminazione indiretta legata al genere e vittimizzazione secondaria.


La situazione riguarda una lavoratrice impiegata in somministrazione con contratto a tempo determinato, recentemente giunto a scadenza senza rinnovo. Nel corso del rapporto di lavoro, la lavoratrice ha vissuto una condizione di particolare vulnerabilità in quanto vittima di violenza domestica, circostanza che ha inciso profondamente sulla sua condizione personale e lavorativa. Tale contesto era stato rappresentato all’Azienda utilizzatrice, Bertani Trasporti S.p.A., sia attraverso i responsabili di sito sia mediante interlocuzioni con le risorse umane, evidenziando come le assenze maturate fossero strettamente connesse agli effetti fisici e psicologici della violenza subita e alla necessità di adempiere a inderogabili impegni di natura legale.
Prima della scadenza contrattuale, USB e RETE ISIDE, attraverso lo Sportello contro le molestie, discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro hanno formalmente segnalato a Bertani Trasporti la possibile sussistenza di un profilo discriminatorio connesso alla condizione della lavoratrice. Nonostante ciò, il rapporto di lavoro non è stato rinnovato. Nel riscontro fornito, l’Azienda ha ricondotto la decisione all’applicazione di criteri ritenuti oggettivi e uniformi, tra i quali la continuità della prestazione lavorativa.


Riteniamo che questo non sia assolutamente sufficiente ad escludere possibili profili di criticità. L’applicazione di un criterio apparentemente neutro come quello della continuità della prestazione, in assenza di una valutazione sostanziale delle cause delle assenze, rischia infatti di produrre un effetto sproporzionatamente sfavorevole nei confronti di una lavoratrice la cui condizione è direttamente riconducibile a una situazione di violenza di genere già portata all’attenzione aziendale. In questo senso, la vicenda si presta a essere letta alla luce della nozione di discriminazione indiretta, oltre che sotto il profilo della possibile vittimizzazione secondaria, laddove una decisione organizzativa finisca per aggravare le conseguenze di una condizione di vulnerabilità già esistente.


A ciò si aggiunge il fatto che la lavoratrice è inserita in un nucleo monogenitoriale e sostiene in via esclusiva i carichi di cura familiare. Tale circostanza, che avrebbe richiesto una valutazione attenta e sostanziale nell’ambito delle decisioni organizzative e contrattuali, non risulta essere stata adeguatamente considerata. Anche sotto questo profilo, l’applicazione rigida di criteri formali rischia di tradursi in un trattamento penalizzante, in contrasto con i principi di tutela della genitorialità e di conciliazione tra vita lavorativa e familiare sanciti dall’ordinamento.


Riteniamo fondamentale una concreta attenzione alle condizioni reali delle lavoratrici, in particolare di quelle che subiscono violenza, sia nei contesti domestici sia nei luoghi di lavoro, che non può limitarsi a un approccio formale, ma deve necessariamente passare attraverso il riconoscimento della complessità delle situazioni individuali, delle condizioni materiali di vita e delle dinamiche strutturali che incidono sulle possibilità di autodeterminazione.
Il fatto si inserisce, non a caso, in un contesto caratterizzato da precarietà e subalternità. Si tratta di una lavoratrice in somministrazione, dunque appartenente a una delle categorie meno tutelate e maggiormente esposte a forme di ricattabilità e sfruttamento. Il settore in cui è impiegata, quello della logistica, è storicamente costruito su un sistema di appalti e subappalti che tende a frammentare i rapporti di lavoro e a scaricare i costi sulla forza lavoro, alimentando condizioni di instabilità occupazionale, bassi salari e organizzazioni del lavoro spesso incompatibili con i tempi di vita.


Questo modello produttivo, fondato sul contenimento dei costi e sull’esternalizzazione, si traduce sistematicamente nell’abbassamento delle tutele e nella compressione dei diritti, incidendo in maniera particolarmente significativa sulle lavoratrici, soprattutto quando già esposte a condizioni di vulnerabilità. In tale contesto, il rischio di discriminazioni, anche indirette, si amplifica e si intreccia con dinamiche strutturali di disuguaglianza.


Per queste ragioni, USB ha ritenuto doveroso trasmettere formale segnalazione alle istituzioni competenti, in primis la Consigliera di Parità provinciale, la Vicesindaca con delega alle Pari Opportunità, ma anche il Sindaco e il Prefetto, attori che hanno recentemente sottoscritto il Manifesto per il lavoro buono, impegnandosi a promuovere un modello di lavoro inclusivo e attento alla tutela della dignità delle persone.


La vicenda descritta appare infatti difficilmente conciliabile con i principi affermati sia dalla normativa nazionale e sovranazionale in materia di pari opportunità e contrasto alla discriminazione, sia con gli impegni pubblicamente assunti attraverso la sottoscrizione del Manifesto. Proprio per questo è importante che sia posta all’attenzione delle istituzioni pubbliche e dell’opinione pubblica , affinché vengano approfonditi tutti gli elementi rilevanti e, ove ne ricorrano i presupposti, adottate le iniziative più idonee a garantire una piena tutela dei diritti della lavoratrice e a prevenire il ripetersi di situazioni analoghe, sia all’interno di Bertani Trasporti S.p.A. sia, più in generale, nelle aziende operanti nel settore della logistica e negli altri contesti produttivi.


USB - Sportello contro le molestie, le discriminazioni e la violenza d genere nei luoghi di lavoro

Per l’immediata liberazione di Thiago e Saif, contro guerra e riarmo, per la sicurezza sul lavoro, i salari: settimana di mobilitazione a Livorno e in Toscana.

4 Maggio 2026 ore 10:34

Lunedì 4 Maggio le realtà cittadine che compongono la rete di solidarietà per la Palestina, hanno lanciato un presidio davanti al consolato onorario della Grecia in via Fagiuoli 1. Successivamente ci sposteremo davanti all Prefettura.
Chiediamo un intervento deciso del Governo Italiano a tutela degli attivisti e attiviste della Global Sumud Flotilla. Chiediamo l'immediata liberazione di Thiago e Saif, dopo il rapimento illegale da parte di Israele.
Tra i partecipanti alla missione ci sono anche 4 attivisti livornesi.

Ex Caserma Occupata, gruppo autonomo portuali, USB, collettivo studentesco Scuola di Carta, Potere al Popolo, Teatro Refugio, Associazione Livorno Palestina, Coordinamento Antimilitarista saranno in piazza e invitano la città di Livorno a mobilitarsi per l'interruzione dei rapporti con Israele. Sanzioni e embargo immediato. Per la liberazione di tutti i prigionieri.

Martedì 5 maggio è previsto lo sciopero regionale dei lavoratori RFI. Con manifestazione, dalle ore 10, davanti alla Prefettura di Firenze.

Sciopero proclamato per l'intera prestazione.
Per la sicurezza sul lavoro e contro l'utilizzo bellico della rete ferroviaria.

Giovedì 7 Maggio. Sciopero nazionale dei Portuali. Per il riconoscimento del lavoro usurante ai fini pensionistici e contro l'utilizzo delle risorse pubbliche per i piani di riarmo. Contro l'aumento dei prezzi e inflazione alle stelle, servono meccanismi automatici di tutela dei salari e delle pensioni. Basta destinare miliardi di euro in armi invece che nei servizi pubblici.
Una delegazione di portuali Livornesi parteciperà alla Manifestazione davanti al Ministero del Lavoro a Roma.

Il 7 Maggio è previsto anche lo sciopero nazionale della scuola. Studenti e lavoratori scenderanno in piazza contro la reintroduzione della leva militare e per opporsi alla riforma classista degli istituti tecnici

A Livorno il collettivo studentesco Scuola di Carta ha lanciato una manifestazione. Dalle ore 9 in Piazza Cavour. USB sarà presente!

Invitiamo gli iscritti e le iscritte, i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi, scioperare e scendere in piazza.

Prepariamoci per la manifestazione nazionale a Roma del 23 maggio.

Piaggio e Ceva: sciopero di un'ora a fine turno martedì 28 Aprile 2026

27 Aprile 2026 ore 16:25

Giovedì 23 aprile, intorno alle 10 di mattina, un operaio , precario, della Ditta Bertini, appalto Piaggio, ha subito un grave infortunio.

Come rappresentanti dei lavoratori siamo stati informati dell’accaduto dalla Piaggio soltanto alle 16, dopo che la notizia era già uscita sulla stampa.

Un fatto GRAVE, che non ha messo nelle condizioni i RLS di fare verifiche tempestive.

Di fatto un tentativo da parte delle aziende coinvolte di nascondere un infortunio avvenuto in stabilimento, come accade nelle campagne dei caporali  
Un incidente preannunciato , più volte avevamo chiesto con verbali e denunce di intervenire in quel reparto senza ricevere risposte. I sistemi di appalto e subappalto decisi dai dirigenti Piaggio, non servono per aumentare la sicurezza , ma i guadagni e lo sfruttamento dei lavoratori.

 Per queste ragioni e per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza in Piaggio, come nelle altre ditte in appalto, Bertini e Ceva, si proclama per martedì 28 aprile 1 ora di sciopero a fine turno.

RSU SIAL COBAS e USB PIAGGIO
RSU CEVA
RSA BERTINI

Bollettino della qualità dell'aria - 28-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 13 0 4 65 - 0.5 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 13 0 5 73 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 14 0 4 35 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 15 0 - 47 - 0.3 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 15 0 4 16 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 16 0 - 37 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 22 1 - 81 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 9 0 - 25 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 9 0 6 45 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera n.d. 0 - n.d. 6.2 - 0.3 -

Bollettino della qualità dell'aria - 27-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 14 0 7 47 - 1.4 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 16 0 - 38 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 17 0 15 38 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 17 1 - 52 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 23 0 11 51 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 7 0 3 40 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 5 31 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 26-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 11 0 7 47 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 19 0 12 62 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 19 0 9 86 - 1.5 - -
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LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 6 0 - 26 - 0.4 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 6 0 - 37 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 25-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 12 0 8 26 - - - -
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LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 20 3.5 - 0.9 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 21 0 17 47 - 1.2 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 7 0 4 36 - - - -
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Bollettino della qualità dell'aria - 24-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 51 - 0.6 - -
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Bollettino della qualità dell'aria - 23-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 15 0 9 32 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 20 3.5 - 0.9 -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 18 1 - 98 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 19 0 16 39 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 21 0 17 47 - 1.2 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 30 0 - 50 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 36 0 27 56 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 19 - 0.5 - -

Bollettino della qualità dell'aria - 22-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 13 0 - 62 - 0.5 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 13 0 9 35 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 59 3.4 - 1.1 -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 19 0 - 59 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 20 0 13 76 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 22 1 - 91 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 23 0 15 79 - 1.2 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 27 0 - 42 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 28 0 19 47 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 38 0 29 63 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 21-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 7 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 44 - 0.5 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 12 0 10 22 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 15 0 - 38 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 51 2.7 - 0.8 -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 18 0 13 51 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 20 0 12 68 - 0.7 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 23 0 15 61 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 23 1 - 76 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 24 0 - 40 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 24 0 17 53 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 20-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 6 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 13 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 10 0 - 25 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 11 1 - 39 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 13 0 - 11 2.0 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 16 0 10 37 - 0.5 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 16 0 10 45 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 25 0 16 50 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 7 0 - 15 - 0.4 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 11 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 19-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 5 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 11 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 10 0 7 47 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 11 - 0.4 - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 11 0 - 20 2.4 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 26 - 0.5 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 14 1 - 62 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 27 0 - 46 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 33 0 18 58 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 13 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 18-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 4 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 10 0 6 29 - 0.5 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 11 0 8 17 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 14 0 - 24 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 15 0 11 52 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 17 1 - 55 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 21 0 14 41 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 8 0 - 10 1.7 - 0.4 -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 16 - 0.4 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 8 0 5 11 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 9 0 - 21 - - - -

Superamenti rilevati in data 16-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 63 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 57 µg/m³
GR-SONNINO Zona Costiera GROSSETO PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 14-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 88 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 76 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 68 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 66 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 62 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 61 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 57 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 56 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 54 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 13-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 89 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 75 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 64 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 61 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 60 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 59 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 56 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 12-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 71 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 58 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 56 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 01-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 115 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 110 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 108 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 99 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 89 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 76 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 57 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 57 µg/m³
PT-SIGNORELLI Zona Prato Pistoia PISTOIA PM10 55 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 54 µg/m³
AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO BORGO SAN LORENZO PM10 53 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 51 µg/m³

Le declinazioni dell’intelligenza e l’illuminismo digitale all’Internet Festival

16 Ottobre 2018 ore 08:08
Pisa 16.10.2018 (Digital Media) – “Non è una rivoluzione digitale: è una insurrezione generata dalla rivoluzione mentale. È inutile chiedersi quali danni al nostro cervello possono fare lo smartphone o il tablet ma capire da quali cervelli è stato prodotto per accettarne la...

Internet Festival, Alessandro Baricco dà il via all'evento

11 Ottobre 2018 ore 09:32
Pisa 11.10.2018 (Digital Media) – Tutto pronto per l’ottava edizione di Internet Festival-Forme di Futuro, il principale evento italiano dedicato all’innovazione digitale e ai suoi protagonisti, a Pisa da domani al 14 ottobre. La parola chiave di questa edizione è #intelligenza, intesa non...

#ElbaMoJo: all’Isola d’Elba il primo corso su Mobile Journalism e promozione del territorio

1 Ottobre 2018 ore 06:40
CAPOLIVERI (Livorno) 01.10.2018 (Digital Media) - Venti giornalisti da tutta Italia. Sedici ore di corso con lezioni d’aula e pratica sul campo. E poi in bike, tra natura, mare, escursioni, sperimentando le tecniche migliori per le riprese video, le interviste e il montaggio. E non è mancato...

Mobile Journalism, all'Isola d'Elba il corso gratuito per giornalisti iscritti all’Ordine

26 Settembre 2018 ore 17:05
Livorno 26.9.2018 (Digital Media) - Mobile Journalism, l’attesissimo corso gratuito di aggiornamento professionale per giornalisti iscritti all’Ordine è ormai ai nastri di partenza. Ben 14 crediti formativi verranno attribuiti a chi si appresterà a seguire l’evento che prevede, tra le altre...

Internet e diritto: sei incontri nella biblioteca della Toscana

19 Settembre 2018 ore 06:58
Firenze 19.09.2018 (Digital Media) - Promuovere maggiore consapevolezza nell’uso della Rete da parte dei cittadini: questo l’obiettivo di una serie di incontri organizzati dalla biblioteca della Toscana “Pietro Leopoldo” e dal Consiglio regionale. ‘#Internet&Diritto. Il futuro in...

Soccer data challenge: è sfida per gli appassionati di calcio e dati

12 Settembre 2018 ore 12:16
Pisa 12.09.18 (Digital Media) - Internet Festival propone una sfida all’ultima riga di codice agli appassionati di dati e calcio. Fino al 14 settembre sono aperte le iscrizioni alla Soccer data challenge, competizione che si svolgerà a Pisa il 12 e 13 ottobre 2018, all’interno dell’ottava...

Comunicazione: "Toscana in spot", il Corecom premia la creatività

21 Agosto 2018 ore 07:07
Firenze 20.08.2018 (Digital Media) – Una cultura sull’uguaglianza di genere, nel rispetto delle diversità: è questo l’obiettivo di ‘Toscana in Spot’. “Mettiamo a disposizione dei giovani video maker e degli operatori radiofonici toscani quindicimila euro per tre spot televisivi e tre...

Vacanze 2018, l’Isola d’Elba è la meta preferita degli italiani

18 Maggio 2018 ore 15:36
Livorno 18.05.2015 L’Isola d’Elba è la destinazione preferita degli italiani per le vacanze 2018. È ciò che emerge dalla classifica Summer Vacation Value Report 2018, di TripAdvisor. Il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi ha individuato le dieci località nazionali ed estere...

Aggrediscono un disabile, gli strappano il bastone e lui cade. Poi pubblicano il video sui social. Il gesto violento di 5 ragazzini

20 Febbraio 2018 ore 11:57
Hanno rubato un bastone a un pensionato disabile facendolo cadere a terra e poi hanno postato il video dell'aggressione sui social. Protagonisti 5 ragazzini, 4 di età compresa tra i 14 e i 16 anni e un 13enne, identificati ieri sera dalla squadra mobile della questura di Pistoia. Il fatto è...

Università Pegaso, nuovi master e corsi di alta specializzazione a Livorno nella sede della Cna

23 Aprile 2025 ore 10:36
Università Pegaso, nuovi master e corsi di alta specializzazione a Livorno nella sede della Cna Aumenta ulteriormente la scelta di formazione universitaria nella sede di Livorno dell’università telematica Pegaso in via Martin Luther King 13, nei locali della Cna. Questi i quattro nuovi master di primo livello, tutti incentrati su argomenti di grande attualità: "Sicurezza Economico...

"Dediche", domenica 27 aprile concerto al Teatro Roma di Castagneto Carducci

23 Aprile 2025 ore 10:10
"Dediche", domenica 27 aprile concerto al Teatro Roma di Castagneto Carducci Domenica 27 aprile, alle 17.30 al Teatro Roma di Castagneto Carducci per Il Cammino del Jazz, progetto musicale a cura dell'Associazione Rasenna Music Art, appuntamento con il concerto "Dediche" del Rasenna Jazz Messengers con Max Fantolini, pianoforte, Giulio Boschi, contrabbasso. Così come i...

Livorno, raggirano una coppia di anziani e si fanno consegnare 30mila euro in gioielli: maxi truffa in centro

23 Aprile 2025 ore 07:00
Livorno, raggirano una coppia di anziani e si fanno consegnare 30mila euro in gioielli: maxi truffa in centro Ancora una truffa agli anziani in città. Sono da poco passate le 17.30 di ieri, martedì 22 aprile, quando in un appartamento del centro di Livorno, dove abitata una coppia di anziani, squilla il telefono di casa. Dall'altra parte della cornetta, una voce piuttosto convincente invita il marito ad...

Rotonda di Ardenza, in estate tornano il Festival del Gusto e il Food Rock: le date

23 Aprile 2025 ore 08:15
Rotonda di Ardenza, in estate tornano il Festival del Gusto e il Food Rock: le date Non solo il luna park. Alla Rotonda di Ardenza torneranno anche due appuntamenti che ormai sono diventati un classico dell'estate livornese. Stiamo parlando del Festival del Gusto, targato Labronica Eventi, e del Food Rock. Il primo si terrà dal 26 giugno al 6 luglio, il secondo dall'8 al 17...

Marina Militare, online il bando per i corsi velici estivi all’Accademia Navale: i requisiti e come fare domanda

23 Aprile 2025 ore 07:19
Marina Militare, online il bando per i corsi velici estivi all’Accademia Navale: i requisiti e come fare domanda Sono 400 i posti a messi a bando per partecipare ai corsi velici estivi organizzati dalla Marina Militare che si svolgeranno a luglio, per 10 giorni, all'Accademia Navale di Livorno. Oltre che a Taranto, a La Maddalena e a Venezia. Si tratta di un appuntamento organizzato per conto del ministero...

Straborgo 2025, 'I Patagarri' ospiti della kermesse: concerto in piazza Mazzini l'1 giugno

22 Aprile 2025 ore 18:10
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Viale Carducci, pedone travolto sulle strisce da uno scooter: in due all'ospedale in codice rosso

22 Aprile 2025 ore 16:31
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22 Aprile 2025 ore 16:20
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22 Aprile 2025 ore 16:13
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22 Aprile 2025 ore 14:59
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22 Aprile 2025 ore 11:05
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22 Aprile 2025 ore 10:53
"Maria. Magnifico libro di Dio", lunedì 28 aprile presentazione del volume ai Bottini dell'Olio Una raccolta di immagini, stampe, riproduzioni, quadri e souvenir riguardanti il culto della Madonna di Montenero. È la particolare collezione della storica dell’arte Francesca Orlandi, una collezione che è diventata un catalogo unico e straordinario: si tratta di "Maria. Magnifico libro di Dio -...

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22 Aprile 2025 ore 10:21
"Storia del jazz. Una prospettiva globale", mercoledì 23 aprile presentazione del libro di Stefano Zenni al Conservatorio Mascagni Appuntamento con i libri nell'ambito della Dodicesima edizione del Jazz Appreciation Month Livorno Aprile 2025, a cura del Comitato Unesco Jazz Day Livorno, in collaborazione con il Comune di Livorno, il Conservatorio statale Pietro Mascagni, il Club per l'Unesco di Livorno, il Museo di storia...

Carabinieri, via al concorso pubblico per 17 tecnici: requisiti e come fare domanda

22 Aprile 2025 ore 09:32
Carabinieri, via al concorso pubblico per 17 tecnici: requisiti e come fare domanda C'è tempo fino al 19 maggio per presentare domanda per il concorso pubblico per la selezione e l'arruolamento di 17 ufficiali del ruolo tecnico dei carabinieri. Questi i posti disponibili:  5 per la specialità di medicina;  1 per veterinaria;  1 per psicologia; 1 per investigazioni...

Montenero tra fascino e criticità, Palumbo (FdI): "Mancano i servizi". Cepparello: "Investiti 3 milioni"

22 Aprile 2025 ore 08:20
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Livorno, trovato morto a 45 anni nella stanza di un bed and breakfast: indaga la polizia

22 Aprile 2025 ore 06:56
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21 Aprile 2025 ore 16:42
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21 Aprile 2025 ore 16:20
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Porta a Mare, ruba da un'auto in sosta ma viene fermato poco dopo dai carabinieri: 28enne denunciato

21 Aprile 2025 ore 15:16
Porta a Mare, ruba da un'auto in sosta ma viene fermato poco dopo dai carabinieri: 28enne denunciato Un 28enne livornese, già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato dai carabinieri per furto aggravato.   Nel corso di un servizio di pattuglia, i militari dell'Arma sono stati allertati da una segnalazione arrivata al 112 riguardante un giovane che, munito di torcia,  ispezionava l’interno...

Papa Francesco è morto, oggi a Montenero la messa in suffragio del pontefice celebrata dal vescovo Simone Giusti

21 Aprile 2025 ore 12:22
Papa Francesco è morto, oggi a Montenero la messa in suffragio del pontefice celebrata dal vescovo Simone Giusti Il mondo piange Papa Francesco, morto a 88 anni nella mattina di oggi lunedì 21 aprile, come annunciato dalla Santa Sede. La notizia in poco tempo ha fatto il giro del mondo e tutti i leader mondiali hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa del pontefice. Intanto a San Pietro si prepara...

Papa Francesco è morto, l'annuncio del cardinale Farrell: "È tornato alla casa del Padre"

21 Aprile 2025 ore 10:11
Papa Francesco è morto, l'annuncio del cardinale Farrell: "È tornato alla casa del Padre" Papa Francesco è morto. L'annuncio è stato dato nella mattina di oggi, lunedì 21 aprile, dal cardinale Kevin Farrell con queste parole: "Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma...

Venezia | Colpito da una bottigliata, sedicenne all'ospedale con una ferita alla testa

21 Aprile 2025 ore 08:50
Venezia | Colpito da una bottigliata, sedicenne all'ospedale con una ferita alla testa Un'aggressione apparentemente senza motivo finita con una bottigliata alla testa e i soccorsi a un 16enne trasportato poi in ospedale per le cure del caso. È quanto sarebbe successo intorno alle 23.15 di sabato scorso 19 aprile, nel quartiere della Venezia, dove un ragazzo che si trovava in...

APPLICAZIONE DEL NUOVO PROCEDIMENTO SANZIONARIO - INFORMAZIONI PER GLI UTENTI. SOSTA SUGLI STALLI A PAGAMENTO.

7 Marzo 2025 ore 14:19


Legge 177/2024 – Nuovo codice della stradaApplicazione del nuovo procedimento sanzionatorio ex art.7, comma 15, CdSInformazioni per gli utentiCon riferimento al nuovo art.7, comma 15 del CdS, la Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento di pubblica Sicurezza del 20/12/2024, precisa che:- in caso di mancato pagamento della tariffa, la sanzione da applicare sarà sempre quella di cui al comma 14 primo periodo (da euro 42 a euro 173);- in caso di pagamento ...

Operativo dal 22 gennaio il servizio di car sharing con auto elettriche del Comune di Livorno.

29 Aprile 2023 ore 08:35


Livorno, 22 dicembre 2022 – Sarà operativo da domani, sabato 22 gennaio, il nuovo servizio di car-sharing con auto totalmente elettriche fornito dal Comune di Livorno tramite la società Playcar di Cagliari nell’ambito del Progetto Modì (Mobilità Dolce e Integrata nell'Area vasta livornese), cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e con l’Amministrazione Provinciale ente coordinatore.Un servizio utile, ...

Strisce blu: Cassazione, sì alla multa se il ticket è scaduto.

5 Luglio 2019 ore 10:09


Sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto merita la multa alla stessa stregua di quanto avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto. La permanenza oltre il tempo pagato è, infatti, un illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale. Ad affermarlo è la Cassazione, con la sentenza n. 16258/2016 depositata ieri (qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un automobilista contro la decisione del tribunale di ...

Livorno, la sosta sulle strisce blu si paga anche con l'App "Telepass Pay".

4 Gennaio 2022 ore 10:08


Al via a Livorno il nuovo servizio di pagamento della sosta sulle “Strisce blu” con lo smartphone attraverso l’app “Telepass Pay”, senza più spreco di tempo e denaro. È ora attivo anche nella città di Livorno il servizio di pagamento delle soste nelle aree gestite con parchimetro tramite l’app Telepass Pay:l’innovativo sistema consente di pagare la sosta sulle strisce blu con il proprio smartphone, anche senza avere il Telepass ...

Numeri utili

4 Aprile 2013 ore 16:18


Numeri utili città di Livorno:Soccorso sanitario 118V.V.F.                  115Carabinieri           112Polizia di stato     113Guardia di Finanza 117Corpo Forestale dello Stato 1515Guardia Costiera 1530Soccorso Stradale ACI 0586 803116Prefettura di Livorno 0586  235111Comune di ...

Zona del mercato, i residenti della Ztl "C" possono transitare e parcheggiare anche in "D" e viceversa.

28 Febbraio 2019 ore 09:57


Zona del mercato,  i residenti della Ztl “C” possono transitare e parcheggiare anche in “D” e viceversa.Livorno, l'ordinanza entra in vigore da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017.LIVORNO.  Sarà consentito, a partire da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017, ai residenti della Ztl “C”, muniti di contrassegno, di transitare e sostare anche nella Ztl “D” e viceversa.Si rinnova pertanto l’ordinanza che prevede, ...

Contrassegni ZTL/ZSC: al via i rinnovi tramite il portale online.

6 Novembre 2024 ore 13:14


A partire dal mese di novembre ed entro il 28 febbraio 2025 sarà possibile effettuare il rinnovo dei permessi a pagamento ZTL/ZSC per i mezzi dei professionisti (medici, rappresentanti, giornalisti, enti, cooperative ecc) e per le seconde e terze auto dei residenti. Nessun rinnovo è invece richiesto per i contrassegni gratuiti relativi alla prima auto dei cittadini residenti, che sono validi a tempo ...

"Premio Giornalisti Toscani 2023” dell’Associazione Stampa Toscana

Le pergamene sono andate alle portavoce della Questura di Firenze e del Comando provinciale dei Carabinieri, Vanessa Monti Pellegrino e Angela Domenica Salerno, al vigile del fuoco Gabriele Ghisti e all'unità cinofila Elio della Guardia di Finanza, con il conduttore Rudolf Russo

Alluvione in Toscana, in arrivo 7 milioni per le aziende agricole colpite

6 milioni erogati dal Fondo di solidarietà nazionale, mentre un ulteriore milione sarà assegnato con un secondo bando. Giani: “Grazie alla Regione nelle prossime settimane attiveremo l’iter per l’assegnazione degli indennizzi”

La Federazione delle Associazioni Italia-Israele contro la risoluzione del Consiglio comunale di Firenze: “Hamas è un gruppo terroristico, Nardella chiarisca”

Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”

Firenze, sembrava un incendio, si scopre che erano stati assassinati: un fermato per l’omicidio di una coppia di anziani

Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata

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