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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

[2026-01-23] GILA ~ assemblea aperta della collettiva artistica del Gabrio @ Csoa Gabrio

19 Gennaio 2026 ore 15:27

GILA ~ assemblea aperta della collettiva artistica del Gabrio

Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(venerdì, 23 gennaio 19:00)
GILA ~ assemblea aperta della collettiva artistica del Gabrio

Venerdì 23 gennaio

ore 19

secondo piano del CSOA Gabrio

via Millio 42

L'arte può essere uno strumento di resistenza?

Ripartiamo alla GILA con un momento aperto e libero

Lascia a casa macho e mansplaining, porta idee e proposte da sviluppare assieme 💭

Questo non è uno spazio per progetti privati: vogliamo mettere la nostra creatività a disposizione delle collettività in lotta!

Cogliamo l'occasione e trasformiamo la repressione che ci circonda in nuove energie ❤️‍🔥

L'arte è politica:

Ribaltiamo la prospettiva e prendiamoci i nostri spazi!

Ricevuto ieri — 18 Gennaio 2026

[2026-01-24] MERCATINI ARTISTICI AUTOGESTITI @ Giardini reali bassi

19 Gennaio 2026 ore 10:22

MERCATINI ARTISTICI AUTOGESTITI

Giardini reali bassi - Giardini reali
(sabato, 24 gennaio 15:00)
MERCATINI ARTISTICI AUTOGESTITI

Mercatini artistici

BENEFIT COORDINAMENTO COLLETTIVI STUDENTESCHI ARTISTICI

Ci sarà vendita a offerta libera di toppe, gioielli, stickers, spille, oggettistica, portachiavi, magliette, creazioni all'uncinetto e di vario tipo, fattx a mano.

Vi aspettiamo tuttx sabato 24 gennaio dalle 15 ai giardini reali bassi (corso san Maurizio angolo via Rossini).

Un pomeriggio di condivisione, disegni, idee, musica e arte in tutte le sue forme, ci saranno laboratori di stampe e arte libera (porta la tua maglia/felpa/pezza per fartela stampare! altro materiale se vuoi creare lì con noi!).

Troverete anche un Bar con biscotti e birra autoprodotta.

Ricevuto prima di ieri

Così Marte influenza il clima della Terra

15 Gennaio 2026 ore 14:22

Come Davide contro il gigante Golia. Ma in questa storia cosmica il ruolo di Davide spetta a Marte, che pur essendo grande la metà della Terra e con una massa pari a circa un decimo, esercita un’azione sorprendente sul clima del nostro pianeta e persino sulle ere glaciali. Piccolo, lontano, apparentemente irrilevante. E invece capace di lasciare un segno profondo.

Confronto tra le dimensioni della Terra e di Marte. Crediti: Earth: Nasa/Apollo 17 Crew; Mars: Esa/Mps/Upd/Lam/Iaa/Rssd/Inta/Upm/Dasp/Ida

A mostrare tale fenomeno è uno studio, guidato dall’Università della California a Riverside e pubblicato il mese scorso sulla rivista Publications of the Astronomical Society of the Pacific, nel quale gli autori hanno affrontato alcuni dubbi su recenti ricerche che collegano gli antichi modelli climatici della Terra alle spinte gravitazionali di Marte. Queste ricerche suggeriscono che alcuni dei cicli climatici testimoniati dagli strati sedimentari presenti sul fondo dell’oceano siano influenzati dal Pianeta rosso, nonostante la sua distanza dalla Terra e le sue dimensioni relativamente contenute.

«Sapevo che Marte ha un certo effetto sulla Terra, ma credevo fosse minimo», dice Stephen Kane, professore di astrofisica planetaria all’Uc Riverside. «Pensavo che la sua influenza gravitazionale fosse troppo piccola per essere facilmente osservabile nella storia geologica della Terra, ma ho comunque voluto pro0vare a verificare le mie ipotesi».

Per farlo, Kane ha realizzato sofisticate simulazioni al computer del Sistema solare, analizzando l’evoluzione a lungo termine dell’orbita terrestre e della sua inclinazione. Il punto chiave è risultato essere nei cicli di Milankovitch, lenti cambiamenti dell’orbita e dell’asse terrestre che regolano come e quanta luce solare raggiunge il nostro pianeta su scale di decine o centinaia di migliaia di anni. Agendo come “cronometri” per le ere glaciali e i periodi interglaciali, questi cicli sono fondamentali per spiegare l’alternanza tra climi freddi e caldi su scale temporali di migliaia di anni.

Nei suoi 4,5 miliardi di anni di storia, la Terra ha attraversato almeno cinque grandi ere glaciali – l’ultima è iniziata circa 2,6 milioni di anni fa. Tra i cicli di Milankovitch, viene tradizionalmente ritenuto importante quello di circa 430mila anni dominato dall’influenza gravitazionale di Venere e Giove, che modifica l’eccentricità dell’orbita terrestre rendendola più o meno ellittica. In questo lasso di tempo, la traiettoria della Terra attorno al Sole oscilla gradualmente da una forma quasi circolare a una più allungata, per poi tornare indietro. Un cambiamento che incide sulla quantità di energia solare che raggiunge il pianeta e che può influenzare l’avanzata o il ritiro delle calotte glaciali.

Nelle simulazioni di Kane, questo ciclo rimane invariato anche eliminando il Pianeta rosso. Ma qui arriva la sorpresa: senza Marte scompaiono completamente altri due cicli cruciali – uno di circa 100mila anni e uno di circa 2,3–2,4 milioni di anni – ben visibili nei sedimenti oceanici e legati alle grandi transizioni climatiche. «Quando si rimuove Marte, quei cicli svaniscono», dice Kane. «E se si aumenta la massa di Marte diventano sempre più brevi, perché Marte ha un effetto maggiore».

Orbite di Terra e Marte a confronto. Crediti: Nasa

Questi cicli fanno sì che Marte contribuisca in modo diretto a modulare tre aspetti: la forma circolare o allungata dell’orbita terrestre (la sua eccentricità, appunto), il momento in cui la Terra si avvicina maggiormente al Sole e l’inclinazione del suo asse di rotazione (la sua inclinazione). Tutti parametri che incidono sulla distribuzione dell’energia solare sul nostro pianeta, e quindi sull’avanzata o il ritiro delle calotte glaciali.

Un risultato inatteso del nuovo studio riguarda proprio l’inclinazione terrestre. Attualmente la Terra è inclinata di circa 23,5 gradi, angolo che cambia leggermente nel tempo. Un Marte più massiccio rallenterebbe la velocità con cui questa inclinazione varia, esercitando un effetto stabilizzante sul clima.

«Più un pianeta è vicino al Sole, più è dominato dalla sua gravità. Orbitando più lontano dal Sole rispetto al nostro pianeta, Marte ha un effetto gravitazionale sulla Terra maggiore di quello che avrebbe se fosse più vicino. Incide, insomma, ben oltre le attese, considerando le sue dimensioni», spiega Kane.

Paradossalmente, un pianeta piccolo ma lontano dal Sole “pesa” dunque più di quanto ci si aspetterebbe nel delicato equilibrio del Sistema solare interno. E le implicazioni vanno oltre la Terra. Lo studio suggerisce che anche pianeti relativamente piccoli, posti nelle regioni esterne di altri sistemi planetari, potrebbero influenzare il clima e la stabilità di mondi potenzialmente abitabili.

«Senza Marte, l’orbita terrestre sarebbe priva di importanti cicli climatici», conclude Kane. «Come sarebbero gli esseri umani e gli altri animali se il Pianeta rosso non esistesse?»

Per saperne di più:

 

Il passato abitabile di Marte rivelato dalle argille

15 Gennaio 2026 ore 13:23

Un nuovo studio dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) fornisce la mappa più dettagliata mai realizzata della distribuzione e della composizione delle argille sulla superficie di Marte, offrendo nuove chiavi di lettura sull’evoluzione geologica del pianeta, sul ruolo dell’acqua nel suo passato e sulla sua potenziale abitabilità.

Il lavoro, pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets, si basa su quasi 1500 osservazioni condotte su scala globale e acquisite dallo spettrometro Crism (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Grazie a questa analisi è stato possibile estrarre e interpretare le firme spettrali nell’infrarosso delle argille presenti sulla superficie marziana.

Mappa globale di Marte che mostra la topografia, con le principali regioni del pianeta. La linea gialla delimita la grande dicotomia della crosta marziana, che segna la zona di transizione dagli antichi altopiani alle pianure più giovani. La linea rossa tratteggiata circonda l’area dominata dall’Olympus Mons e dal Tharsis Rise. Le stelle rosa e verdi indicano le posizioni dei lander e dei rover passati, presenti e futuri. I riquadri bianchi segnalano le aree ingrandite mostrate nelle Fig. 2–3. Crediti: J. Brossier/Inaf (Brossier et al. 2026)

Le argille marziane rappresentano una traccia diretta dell’acqua che un tempo ha modellato il quarto pianeta del Sistema solare e i luoghi in cui la vita avrebbe potuto svilupparsi. Alcune regioni del Pianeta rosso sono infatti considerate ambienti privilegiati per la possibile conservazione di biofirme; per questo motivo, la loro distribuzione e la composizione mineralogica costituiscono elementi chiave sia per la ricostruzione degli antichi ambienti acquosi di Marte sia per la selezione dei siti di atterraggio delle future missioni di esplorazione.

Mappa regionale dell’area circostante Mawrth Vallis e Oxia Planum, che evidenzia nuovi affioramenti ricchi di argille. Le aree evidenziate in rosso indicano osservazioni con una chiara presenza di argille ricche di ferro e magnesio, mentre quelle in rosa segnalano tracce più deboli o incerte. Crediti: J. Brossier/Inaf (Brossier et al. 2026)

«Abbiamo realizzato una mappa globale, messa a disposizione della comunità “marziana” internazionale, che mostra la distribuzione dei principali minerali idratati presenti su Marte, tra cui argille, solfati, cloriti e carbonati», spiega Jeremy Brossier, ricercatore dell’Inaf e primo autore dell’articolo. «Il nuovo studio fornisce inoltre una caratterizzazione dettagliata dei minerali argillosi, dalle fasi ricche di ferro (nontroniti) a quelle ricche di magnesio (saponiti), includendo anche composizioni intermedie come vermiculiti e ferrosaponiti. Questa ampia diversità mineralogica riflette una storia geochimica lunga e complessa del pianeta, legata a diverse condizioni di formazione e alterazione in presenza di acqua».

Per ottenere questi risultati, il team ha sviluppato nuovi metodi per ridurre il cosiddetto “rumore” nei dati spettrali, migliorando in modo significativo le capacità di identificare e distinguere le firme delle argille e di altri minerali. È stato inoltre implementato un approccio innovativo per estrarre dettagli dagli spettri, consentendo di separare con maggiore precisione i segnali associati alle argille ricche di ferro da quelle ricche di magnesio.

Mappe regionali delle aree Nili Fossae e Libya Montes, che mostrano nuovi affioramenti ricchi di argille recentemente analizzati. In questa regione si trova il cratere Jezero, attualmente esplorato dal rover Perseverance della Nasa, operativo su Marte dal 2021. Crediti: J. Brossier/Inaf (Brossier et al. 2026)

I risultati mostrano variazioni spaziali significative nella mineralogia argillosa di Marte: le nontroniti, ricche di ferro, dominano nella regione di Mawrth Vallis, mentre le saponiti, ricche di magnesio, sono concentrate soprattutto nelle aree di Nili Fossae e di Libya Monter. Oxia Planum, il sito di atterraggio del rover europeo Rosalind Franklin della missione ExoMars dell’Agenzia spaziale europea (Esa), ospita invece argille di composizione più intermedia, tra cui vermiculiti e ferrosaponiti. Queste caratteristiche rendono Oxia Planum un’area particolarmente promettente per lo studio degli antichi ambienti acquosi e per la ricerca di possibili biofirme.

Proprio per questo, «lo studio si inserisce direttamente nel contesto della missione ExoMars, che prevede l’esplorazione del suolo marziano a partire dal 2030. In questo scenario, l’Inaf svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo dello strumento Ma_Miss (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), uno spettrometro progettato per analizzare rocce e suoli del sottosuolo marziano e ricostruirne la storia geologica e ambientale», conclude il ricercatore.

Per saperne di più:

 

Come si dominano i fondali

19 Gennaio 2024 ore 11:59
Per la versione integrale della carta, scorri fino a fine articolo. La carta inedita a colori della settimana è dedicata al dominio dei fondali marini, su cui giacciono le reti energetiche e delle telecomunicazioni. L’infografica illustra l’articolato dispositivo militare indispensabile a ottenere la supremazia negli abissi e di conseguenza la protezione delle reti strategiche, dai gasdotti ai cavi Internet. Il know-how […]

Carta: La Svizzera come snodo ferroviario

12 Gennaio 2024 ore 13:00
Per la versione integrale della carta, scorri fino a fine articolo. La carta inedita a colori della settimana è dedicata al peso logistico della Svizzera nel cuore dell’Europa. La mappa fotografa le interconnessioni elvetiche con la rete ferroviaria degli Stati confinanti. Il paese alpino costituisce luogo di transito cruciale per le merci lungo il corridoio paneuropeo che allaccia i porti settentrionali sul Mare del Nord a quelli […]

Carta: Le linee delle rivendicazioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale

5 Gennaio 2024 ore 13:30
Per la versione integrale della carta, scorri fino a fine articolo. La carta inedita a colori della settimana è dedicata alle rivendicazioni di Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale. La mappa fotografa la “linea dei dieci tratti”, con cui la Repubblica Popolare Cinese si arroga il diritto di esercitare la propria sovranità su gran parte dello specchio d’acqua conteso. La Cina continentale presenta diverse rivalse […]

bitume - mare crudele - podcast

di:Unit
28 Giugno 2023 ore 00:00

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

logo-bitume

Mercoledì 28 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM

Mare crudele

  • IBM aveva una sua AI e la chiamava Watson

  • Aggiornamenti sul sottomarino che scese a visitare il Titanic

  • Viaggi su Marte e altri ambienti scomodi che …

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