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Funaro: aumento prezzo TPL? “Noi contrari, auspico confronto per trovare soluzioni’

16 Giugno 2026 ore 18:02
Funaro: aumento prezzo TPL? “Noi contrari, auspico confronto per trovare soluzioni’

Secondo la Sindaca di Firenze  bisogna “trovare ‘misure compensative perché il nostro primo obiettivo sono i cittadini’. D’accordo con Funaro anche Federconsumatori che esprime  “forte preoccupazione per l’ipotesi di aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana”.

“Noi siamo contrari all’aumento degli abbonamenti“, “quando ci sono decisioni che coinvolgono gli altri enti c’è la necessità di un confronto preventivo. Anci aveva scritto per chiedere un confronto sul trasporto pubblico, questo confronto ad oggi non c’è stato: il mio auspicio è che possa esserci e che si possa iniziare a ragionare su possibili soluzioni”. Così la sindaca di Firenze Sara Funaro a proposito del rincaro del prezzo del biglietto del trasporto pubblico in Toscana: dall’1 agosto questo passerà da 1,7 euro a 2 euro.

Secondo Funaro bisogna trovare “misure compensative perché il nostro primo obiettivo sono i cittadini e quelli rimarranno sempre”. “Il Comune – ha spiegato la sindaca – sta incentivando con tante risorse gli abbonamenti per i cittadini. Abbiamo stanziato più di 3 milioni per fare in modo che il trasporto pubblico sia utilizzato sempre di più. Il Comune di Firenze sul trasporto pubblico non mette 12 milioni, ma mette più di 31 milioni tra tramvie, trasporto su gomma e incentivi ai cittadini, per cui noi la nostra parte la stiamo facendo”.

– “Forte preoccupazione per l’ipotesi di aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana”. La esprime Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana, che si chiede “quale sia stato il reale coinvolgimento dei cittadini, dei pendolari, degli studenti e delle famiglie che ogni giorno utilizzano autobus e servizi pubblici per studio, lavoro e necessità quotidiane”.

“Ancora una volta si rischia di chiedere un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie certe sui miglioramenti del servizio – prosegue in una nota Grandi -. Aumentare il costo dei biglietti rischia di penalizzare proprio coloro che scelgono responsabilmente il trasporto collettivo e che già affrontano difficoltà economiche dovute all’aumento del costo della vita”. Federconsumatori ritiene che “prima di qualsiasi aumento tariffario sia necessario aprire un confronto con le associazioni dei consumatori e i rappresentanti degli utenti, perché bisogna garantire la massima trasparenza sui costi che giustificano il rincaro. Ma al tempo stesso sarebbe importante presentare un piano dettagliato di miglioramento del servizio, cosa molto molto sentita dalla cittadinanza”.

Critica anche il presidente Aduc Vincenzo Donvito Maxia: “E’ deciso: i biglietti del gestore monopolista del trasporto pubblico locale di Firenze (Autolinee Toscane) passeranno ad agosto da 1,70 a 2 euro – sottolinea -. Un aumento del 15%, dicono, ma che in realtà è del 17,6%. Percentuale a cui sono arrivati con operazioni in cui la matematica è funzionale alle opinioni di chi, per propri problemi gestionali e non solo per il rincaro del costo della vita, non è in grado di far fronte all’impegno preso con le pubbliche amministrazioni”. Secondo l’Aduc “il 7%, previsto per il 2026 da contratto di servizio come scaglione tariffario, si somma all’8% come recupero del tasso di inflazione” ma “il livello di inflazione attuale è al 3,2%. Sette e otto percento vengono dalla fantasia contabile di At, perché, se consideriamo il 3,2% Istat, l’aumento del biglietto dovrebbe essere di questa percentuale, cioè poco più di 5 centesimi” che “avrebbe potuto essere arrotondato a 1,80 euro, non certo a 2”

Via Palazzuolo: altre 5 botteghe per il progetto Recreos

16 Giugno 2026 ore 17:41
Via Palazzuolo: altre 5 botteghe per il progetto Recreos

 Cinque nuovi artigiani entrano a far parte del progetto Recreos di Fondazione Cr Firenze e Comune di Firenze per la rigenerazione di via Palazzuolo. Saranno inaugurate domani pomeriggio le botteghe Flor Rubaja Jewelry, Campucc10, Edoardo Lietti Studio, Toi Rilegatura e Max Poglia Saretta Studio: oggi il presidente di Fondazione Cr Firenze Bernabò Bocca e la sindaca Sara Funaro hanno fatto visita ai nuovi artigiani.

Nell’elenco delle nuove aperture del progetto Recreos figurano una bottega di gioielli, un’associazione culturale che promuove mostre e progetti sociali, uno studio di progettazione, uno dedicato alla rilegatura e un’agenzia creativa. Oltre alle 5 botteghe, tra le novità c’è l’apertura della sede dell’Associazione nazionale carabinieri 181/o nucleo ‘Pegaso’ Firenze. Domani sarà inaugurata anche la ludoteca Giamburrasca, la cui sede comunale è stata temporaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione.

“Le nuove aperture segnano una svolta nel progetto Recreos – afferma in una nota Bocca -. Dopo una fase iniziale più lenta del previsto, stiamo vivendo una nuova fase di crescita caratterizzata da una maggiore fiducia da parte del quartiere. Questo è senz’altro un elemento molto positivo, perché la riuscita del nostro percorso di rigenerazione è strettamente legata alla disponibilità dei proprietari dei fondi dell’area. Entro la fine dell’anno apriranno, inoltre, altre quattro botteghe, portando a quattordici il numero degli spazi rigenerati”.

“L’apertura di cinque nuove botteghe rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rigenerazione di via Palazzuolo, cinque nuove realtà artigiane che scelgono di investire in questa strada, portando creatività, competenze, lavoro e nuove opportunità – sottolinea la sindaca Funaro – Il progetto Recreos è particolarmente importante e innovativo perché non riguarda soltanto il recupero degli spazi e la valorizzazione dell’artigianato ma punta a dare risposte concrete ed attese a 360 gradi in una strada su cui come amministrazione stiamo lavorando con diversi strumenti, a partire dalla polizia di prossimità attiva in più aree della città, tra cui questa, con presidi diffusi e un lavoro costante sui servizi. Obiettivo è lavorare per una via Palazzuolo che sia sempre più viva, sicura, inclusiva.

NELL’AUDIO LA SINDACA DI FIRENZE SARA FUNARO

Sollicciano: oltre 200 i detenuti nelle celle sequestrate

16 Giugno 2026 ore 17:08
Sollicciano: oltre 200 i detenuti nelle celle sequestrate

Secondo una stima che emerge in queste ore, basata sui detenuti delle sette sezioni del carcere di Sollicciano che il tribunale di Firenze ha ordinato di sequestrare per motivi di igiene e sicurezza della struttura, sarebbero oltre 200-230 i reclusi di cui l’Amministrazione penitenziaria deve organizzare il trasferimento in altre carceri.

 Attualmente a Sollicciano, compresa la sezione femminile, ci sono oltre 600 detenuti reclusi in condizioni di sovraffollamento che sono state lamentate a più riprese, e dai soggetti più diversi, ormai da anni.

“È una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado in cui versa il carcere di Sollicciano. È un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. Così il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, commenta la notizia del sequestro preventivo di reparti del carcere fiorentino.

    “È – continua – un esempio e una sollecitazione nei confronti di altre carceri perché, non scordiamolo, Sollicciano non è l’unico penitenziario in Italia ad avere grandi problemi. Il provvedimento adottato può a ben vedere definirsi di qualità sotto questo profilo”

“Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria di alcune sezioni del carcere di Sollicciano e il trasferimento dei detenuti in altre strutture certifica il fallimento del ministero della Giustizia. Da anni, di fronte a una situazione terribile e disastrosa, il ministero rilancia promesse poi puntualmente non mantenute, senza mettere in campo un progetto credibile di radicale riqualificazione. L’intervento della magistratura riguarda una struttura che è sotto la responsabilità e la gestione del ministero”. Così Federico Gianassi, deputato dem e segretario del Pd Firenze.

    “Sollicciano non può più essere lasciato in queste condizioni – aggiunge in una nota -: servono risorse e interventi immediati, serve un piano complessivo accompagnato da grande determinazione istituzionale e politica per realizzarlo. Ora basta fughe, il ministero ci metta la faccia”

Biglietti del bus a 2 euro, aumentano anche i treni: la Regione mette 12 milioni per calmierare gli abbonamenti

16 Giugno 2026 ore 16:37

FIRENZE – A partire da agosto nel tpl su ferro e su gomma entreranno in vigore adeguamenti tariffari annuali obbligatori (legati all’inflazione) cui si aggiungeranno, nel caso del trasporto su gomma, ulteriori aggiornamenti previsti dai contratti di servizio in vigore.

Per contenere, ed in alcuni casi annullare, questi aumenti la Regione Toscana interverrà con uno stanziamento di quasi 12 milioni di euro, che andrà a limitare l’impatto sui titolari degli abbonamenti, sia ferroviari che di bus, tutelando così pendolari, utenti abituali e fasce sociali più esposte.

Si tratta di una decisione che conferma la volontà della Regione di difendere il diritto alla mobilità, evitando che sui cittadini ricada interamente l’aumento dovuto sia all’adeguamento inflattivo obbligatorio Foi – indice nazionale dei prezzi al consumo per le Famiglie di operai e impiegati – adeguamento previsto dal contratto di gestione, che consente alle aziende di adeguare le tariffe ogni anno all’indice del tasso di inflazione), sia alle tensioni internazionali e alla crisi dello stretto di Hormuz, criticità globali che stanno incidendo pesantemente sui costi dell’energia e dei carburanti (benzina +37%, gasolio +30%).

La misura si inserisce in un sistema complesso, nel quale il trasporto pubblico locale toscano viene sostenuto ogni anno con circa 450 milioni di euro di risorse statali, 144 milioni di euro di risorse regionali e circa 38 milioni di euro messi a disposizione dagli enti locali.

I contratti di servizio in vigore – concepiti in periodi di maggiore stabilità economica e geopolitica – prevedono adeguamenti tariffari annuali obbligatori legati all’inflazione e, nel caso del trasporto su gomma, ulteriori aggiornamenti contrattualmente definiti.
Senza un intervento diretto della Regione, questi meccanismi avrebbero determinato aumenti generalizzati delle tariffe del 15 per cento flat (nel 2023 fu 10 per cento flat senza calmierazioni). La scelta compiuta è stata invece quella di utilizzare risorse proprie per attenuare e in alcuni casi per azzerare gli effetti degli adeguamenti e rendere più equa la distribuzione dei costi.

“Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro – ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – dopo tre anni di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si passa a 2 euro. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita e all’inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla possibilità di un contenzioso, che alla fine si sarebbe risolto a loro favore, abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del centro-nord: a Bologna il biglietto costa già 2,30; a Milano 2,20; a Genova e Torino 2. Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12 milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro che su gomma. Ricordo che la Regione Toscana da sola l’anno scorso ha messo 144 milioni per il tpl risorse cui si sommano ogni anno 450 milioni dello Stato e risorse da Comuni e Province, che nel complesso non arrivano a 40 milioni. Noi stiamo facendo la nostra parte e siamo disponibili a concertare nuove agevolazioni e proposte ma è necessario il coinvolgimento degli altri enti coinvolti”.

Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana al gestore del servizio di tpl su gomma: “Il contratto in vigore – ha detto – ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media del mezzi da 13 a 7 anni. Quest’anno è previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione. Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti all’inflazione, ci consente di avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più sicuri e confortevoli”.

Per spiegare l’origine e il senso della manovra è intervenuto anche l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni: “Dobbiamo partire da due elementi fondamentali – ha detto – il primo è che l’aumento esponenziale dei costi del carburante per la comunità italiana e per la comunità europea; il secondo punto è che dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all’indice Foi. La Regione Toscana, in linea di principio totalmente contraria all’aumento, in alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l’aumento delle tariffe coprendo l’adeguamento all’indice Foi con risorse proprie, in altri anni ha calmierato l’aumento. Nel 2024 e nel 2025 l’aumento è stato annullato, ma quest’anno a fronte della nuova richiesta delle aziende abbiamo fatto quanto possibile: abbiamo messo a disposizione 12 milioni di euro, grazie ai quali verrà totalmente annullato l’effetto dell’aumento sugli abbonamenti ferroviari regionali e verrà di fatto dimezzato quello che sarebbe stato l’aumento sugli abbonamenti per il tpl su gomma: doveva essere del 15%, sarà di circa l’8%. E abbiamo messo in atto una serie di misure di carattere sociale: la gratuità per i bambini sotto gli 11 anni, l’esclusione dall’aumento per gli studenti under 26 che abitano più lontani, la possibilità di pagare l’abbonamento in 4 rate, una novità assoluta nel tpl”.

“Siamo naturalmente disponibili – ha concluso l’assessore – anche per cercare ulteriori forme di agevolazione. Abbiamo già convocato la conferenza permanente del trasporto pubblico, anche con gli enti locali, per il prossimo 21 luglio. Potremo aprirci al dialogo, al confronto e valutare insieme ai Comuni e alle Province, quali sono eventuali ulteriori azioni da fare e quali ulteriori risorse da poter reperire”.

Tpl su ferro

Per il trasporto ferroviario regionale sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro, che andranno ad annullare il lieve aumento del costo degli abbonamenti. Dunque i titolari di abbonamenti ferroviari non vedranno aumenti, mentre l’adeguamento interesserà esclusivamente i biglietti singoli.

La corsa singola registrerà un incremento pari al tasso inflattivo cumulato, circa il 5 per cento, come previsto dai contratti di servizio in essere da anni, accordi che comprendono sia il servizio che il rinnovo del parco mezzi con 70 nuovi treni e 2000 autobus, di cui ad oggi oltre 1000 sono già rinnovati. Questa scelta tutela direttamente i pendolari e tutti coloro che utilizzano quotidianamente il treno per studio o lavoro.

Tpl su gomma

Sul trasporto pubblico su gomma, la Regione investirà circa 10 milioni di euro per ridurre sensibilmente l’impatto degli aumenti. Grazie a questo intervento, l’incremento previsto sugli abbonamenti verrà abbattuto di quasi il 50 per cento: dal 15% all’8 per cento.

Per i biglietti urbani dei capoluoghi il costo passerà da 1,70 a 2 euro, mantenendosi in linea con quanto avviene nelle principali città italiane del centro-nord (a Bologna il biglietto costa già 2,30; a Milano 2,20; a Genova e Torino 2).

Di fatto, il costo del viaggio andrà a calare in base alla frequenza: In città, se usi il trasporto pubblico: biglietto singolo, un viaggio costa 2 euro; carnet da 10 corse, un viaggio costa 1,80 euro; abbonamento mensile (stimati circa 40 viaggi), un viaggio costa 1,06 euro; abbonamento annuale (stimati circa 400 viaggi), un viaggio costa 0,90 euro.

Accanto al contenimento degli aumenti per gli abbonamenti, la delibera introduce e rafforza importanti misure di carattere sociale: viene estesa la gratuità del trasporto ai minori fino al compimento degli 11 anni, superando il precedente criterio legato all’altezza di un metro; viene inoltre annullato l’aumento degli abbonamenti extraurbani per gli studenti fino a 26 anni; viene introdotta la possibilità di rateizzare il costo degli abbonamenti in quattro rate senza interessi.

Con questo intervento – fatto adesso perché le aziende dei trasporti obbligano l’ente a dare comunicazione con circa due mesi di anticipo – la Regione Toscana conferma la scelta di ‘proteggere’ chi utilizza ogni giorno i bus, investendo sul trasporto pubblico come strumento di coesione sociale, sostenibilità ambientale e sviluppo territoriale nonostante la fase economica complessa.

Il prossimo 21 luglio si riunirà inoltre la Conferenza permanente per il trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di verificare, insieme agli enti locali e ai soggetti coinvolti, la possibilità di reperire ulteriori risorse utili a ridurre ancora l’impatto degli aumenti residui e rafforzare le misure di sostegno a favore degli utenti del trasporto pubblico toscano.

REDAZIONE

Arte, restaurata la Madonna della Pura  nella Basilica di Santa Maria Novella

16 Giugno 2026 ore 16:43
Arte, restaurata la Madonna della Pura  nella Basilica di Santa Maria Novella

La Madonna della Pura, una delle immagini devozionali più significative custodite all’interno della Basilica di Santa Maria Novella, tornato visibile dopo un restauro realizzato da Andrea Vigna di Habilis Srl, con la collaborazione di Paola Viviani e Stefania Franceschini, sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, grazie al generoso sostegno di Friends of Florence.

L’affresco della Madonna della Pura è strettamente legato alla diffusione del culto mariano promossa dall’Ordine Domenicano, che fin dalle proprie origini favorì la nascita di confraternite laicali dedicate alla Vergine e un rapporto diretto con la popolazione cittadina.

Secondo la tradizione, l’immagine si trovava originariamente sul fondo dell’avello della famiglia Della Luna, situato nel cimitero adiacente alla basilica. Alla fine del Trecento vi era raffigurata la Vergine con il Bambino accompagnati da Santa Caterina d’Alessandria e dal committente.

L’intervento si è reso utile per conservare l’opera, restituirle leggibilità e consentire di apprezzarne nuovamente i valori storici, artistici e devozionali che ne hanno fatto per secoli uno dei principali punti di riferimento della spiritualità mariana all’interno della Basilica di Santa Maria Novella. Il restauro è stata inoltre un’importante occasione per approfondire le metodiche operative del pittore e la tecnica esecutiva utilizzata sull’affresco.

La devozione popolare nacque in seguito a un episodio ritenuto miracoloso: alcuni bambini che giocavano nei pressi del sepolcro avrebbero assistito all’apparizione della Madonna, che avrebbe chiesto loro di liberare l’immagine da polvere e ragnatele. L’evento favorì una rapida diffusione del culto della cosiddetta “Vergine Maria del Cimitero”, dando origine a una venerazione sempre più intensa.

Già entro un anno dal presunto miracolo fu costruito un primo altare davanti all’immagine. Successivamente, intorno ai cosiddetti “fanciulli della purità”, si sviluppò una devozione tale da spingere i frati domenicani a concedere alla famiglia Ricasoli la realizzazione di una cappella destinata ad accogliere e valorizzare l’affresco.

La cappella fu completata nel 1476 e l’immagine fu inserita all’interno di una raffinata edicola architettonica progettata da Giovanni di Bertino, concepita secondo una sofisticata visione prospettica e ispirata ai modelli dell’antichità classica. Da allora la Madonna della Pura è rimasta uno dei più importanti simboli della devozione mariana all’interno di Santa Maria Novella.

“Siamo particolarmente felici di aver sostenuto il restauro della Madonna della Pura, un’immagine profondamente radicata nella storia devozionale di Santa Maria Novella e nella memoria della città di Firenze. – Sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence – Questo intervento ha consentito di recuperare la leggibilità e la bellezza di un’opera che per secoli ha accompagnato la spiritualità di generazioni di fedeli e visitatori. Ringraziamo la Soprintendenza per l’Alta Sorveglianza, i Padri Domenicani per la disponibilità e i restauratori che hanno reso possibile questo importante progetto di conservazione. Il nostro ringraziamento più profondo va a i donatori William e Jeanne Bice  per il loro sostegno e la loro passione per l’arte di Firenze.

L’opera fu staccata negli anni Cinquanta del Novecento e successivamente fu applicata su un supporto rigido in masonite a triplice strato.

Prima del restauro, il supporto si presentava complessivamente stabile e non evidenziava criticità strutturali significative. Diversa era invece la situazione della superficie pittorica, interessata da depositi superficiali diffusi, sia incoerenti sia maggiormente aderenti, accumulatisi nel corso del tempo.

Erano inoltre presenti abrasioni e graffi che interrompevano localmente la continuità della pellicola pittorica. Particolarmente evidenti risultavano alcune ridipinture alterate sugli incarnati, realizzate con materiali organici che nel tempo avevano modificato il proprio aspetto cromatico, alterando la corretta lettura dell’immagine. A ciò si aggiungevano stuccature derivanti da precedenti interventi conservativi che, in diversi punti, debordavano oltre i margini delle lacune.

L’obiettivo principale dell’intervento è stato il recupero della leggibilità dell’opera e il miglioramento delle sue condizioni conservative, attraverso operazioni rispettose della materia originale e della storia conservativa dell’affresco.

L’intervento ha consentito di recuperare una lettura più autentica dell’opera, liberandola dalle alterazioni che nel tempo ne avevano compromesso la percezione. E ha consentito una migliore comprensione dell’immagine e della qualità esecutiva dell’opera, restituendo continuità alla lettura complessiva dell’affresco e valorizzandone la funzione storica e devozionale.

Celle sequestrate a Sollicciano, Pantagruel: “atto senza precedenti che conferma i nostri allarmi di anni”

16 Giugno 2026 ore 16:32
Celle sequestrate a Sollicciano, Pantagruel: “atto senza precedenti che conferma i nostri allarmi di anni”

“Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Firenze per le condizioni disumane e insalubri di Sollicciano rappresenta un atto senza precedenti, ma per noi di Pantagruel costituisce la conferma di ciò che denunciamo pubblicamente e instancabilmente da anni” questo il commento dell’associazione.

“Le nostre relazioni, i nostri appelli e i costanti gridi d’allarme- denuncia Pantagruel-  rimasti troppo a lungo inascoltati trovano oggi un riscontro formale e incontrovertibile nella magistratura“.

Secondo l’associazione “le celle invase dall’umidità, l’inabitabilità dei dormitori, la sporcizia e il rischio costante legato agli impianti elettrici fatiscenti non sono ‘emergenze’ dell’ultima ora, ma una realtà strutturale degradante con cui i detenuti e gli operatori sono costretti a convivere ogni giorno, in aperta violazione dell’Articolo 27 della Costituzione” .

Pantaguel  vive il carcere quotidianamente attraverso i propri volontari e  accoglie “questo atto come un punto di non ritorno” . Tuttavia l’associazione esprime ” forte preoccupazione per le modalità del trasferimento immediato dei detenuti. Lo sfollamento verso altre strutture rischia di sradicare ulteriormente queste persone dai loro percorsi di reinserimento e dai legami territoriali e familiari, oltre a sovraccaricare altri istituti già al collasso”.

“La magistratura  -conclude Pantagruel- ha fatto il suo dovere di fronte all’illegalità diffusa della struttura; ora la politica e le istituzioni non possono più girarsi dall’altra parte. Non basta chiudere le sezioni o spostare i corpi: serve un ripensamento radicale dello spazio e della dignità della pena a Firenze. Chiediamo un tavolo di confronto immediato che includa il terzo settore per monitorare la destinazione e i diritti di chi oggi viene trasferito.”

Cresce l’indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l’uomo

16 Giugno 2026 ore 10:41
Cresce l’indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l’uomo

L’indipendenza economica delle italiane è migliorata ma resta ancora molta strada da fare specie sul fronte delle decisioni finanziarie e degli investimenti.

È quanto emerge dal focus dell’Osservatorio Findomestic dedicato alla finanza al femminile e realizzato in collaborazione con Eumetra e Research Dogma. Il 90% delle donne intervistate dispone di entrate personali, più o meno regolari e continuative, il 65% le gestisce direttamente e il 70% si considera molto o abbastanza competente nella gestione delle proprie attività finanziarie. Tra gli uomini le percentuali sono lievemente superiori: il 69% gestisce autonomamente le entrate e il 78% si ritiene competente in materia finanziaria. Resta una distanza da colmare quando si parla di conto corrente personale a uso esclusivo: a dichiarare di averne uno è il 59% delle donne rispetto al 64% degli uomini. L’11% dichiara, invece, di non averne. L’80% delle donne dichiara poi di essere coinvolta nella gestione economico-finanziaria del proprio nucleo familiare, allo stesso livello degli uomini (82%). Differenza invece “ancora marcata” riguardo alle decisioni finanziarie concrete: il 52% degli uomini le prende in autonomia contro il 29% delle donne che tendono a fare maggiore affidamento su familiari, amici o colleghi più esperti (57% contro il 41% degli uomini). Anche perché si sentono meno confidenti: il 72% si sente sicura nella gestione del denaro, ma solo il 24% si definisce “molto sicura” (contro il 32% degli uomini). Comunque l’87% delle donne si dichiara molto o abbastanza interessata a gestire in prima persona le proprie risorse, una quota superiore anche a quella degli uomini (84%). “La ricerca – spiega Annamaria Russo, direttrice Brand, Communications & Esg di Findomestic Bancaso – fotografa un’Italia più evoluta rispetto ai vecchi schemi gerarchici del ‘capofamiglia finanziario’: i divari di genere non sono scomparsi, ma si fanno più circoscritti e aprono lo spazio a una finanza al femminile capace di valorizzare competenze, cautela, risparmio e visione di lungo periodo”.

Il ministero riconosce il Consorzio Vino Toscana come referente unico per tutti i produttori Igt

16 Giugno 2026 ore 10:01

ROMA – Il ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha conferito al Consorzio Vino Toscana lo status di organismo di tutela ufficiale per l’Indicazione Geografica Tipica regionale. Il riconoscimento, formalizzato attraverso un decreto ministeriale di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, certifica il raggiungimento dei requisiti di rappresentatività imposti dalla legge. La normativa richiede infatti il coinvolgimento di almeno il 40% dei produttori e il controllo del 66 per cento della produzione complessiva.

Questo passaggio formale introduce il principio giuridico dell’erga omnes, in base al quale l’attività del Consorzio si estende a tutti gli operatori della filiera (viticoltori, vinificatori e imbottigliatori), inclusi i non associati. La nuova configurazione istituzionale si traduce in un potere di gestione diretta, vigilanza e promozione della denominazione, applicabile all’intero bacino produttivo. Parallelamente, il provvedimento consente all’ente di attingere al sostegno economico di tutte le aziende dell’area, ampliando le risorse finanziarie destinate ai progetti di comunicazione, salvaguardia e valorizzazione del marchio.

L’organismo diventa così l’interlocutore unico nei rapporti con le istituzioni regionali, italiane ed europee per un comparto che conta oltre 4mila aziende vitivinicole e un volume commerciale superiore ai 90 milioni di bottiglie l’anno. L’attribuzione delle nuove competenze segue una recente modifica al disciplinare di produzione, deliberata a marzo, che ha stabilito l’adozione esclusiva del nome Toscana in etichetta e l’introduzione della tipologia spumante. Dalla sua costituzione, avvenuta meno di tre anni fa, il Consorzio ha inoltre avviato la registrazione del marchio in diversi mercati esteri, tra cui gli Stati Uniti, per contrastare l’uso improprio del nome della denominazione.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Marras, ha espresso il proprio punto di vista sull’esito dell’iter ministeriale: “Un risultato eccellente e ringrazio il presidente Cesare Cecchi e il direttore Stefano Campatelli, uomini di grande esperienza nel campo vitivinicolo, che hanno saputo con determinazione creare coesione e fare squadra per perseguire un obiettivo che porterà valore al vino toscano. Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo salvaguarderanno ancora di più la qualità e l’immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto ma anche tutto il territorio e i suoi agricoltori capaci di trasformare la tradizione e la passione in valore economico. Lavoriamo ogni giorno per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico sostenendo una filiera, e in questo caso il Consorzio, rappresentativo di tutta la produzione a Igt della regione, che è non solo economia, ma l’anima stessa del nostro territorio”.

Il presidente del Consorzio, Cesare Cecchi, ha evidenziato l’utilità pratica del nuovo assetto gestionale: “Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo. Questo riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione del disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambio di denominazione da ‘Toscano o Toscana’ a ‘Toscana’, scelta che punta a rafforzare riconoscibilità e posizionamento sul mercato e ad introdurre inoltre la categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive produttive per il comparto vitivinicolo regionale. Siamo adesso nella condizione di gestire la nostra denominazione favorendo le attività delle imprese vitivinicole toscane. Un grande grazie a tutti i soci che hanno capito fin dall’inizio l’importanza di uno strumento del genere e hanno sostenuto e aiutato il Consorzio e la sua struttura a raggiungere questo obiettivo”.

Sulle prospettive future si è espresso infine il direttore dell’ente, Stefano Campatelli: “Questo risultato non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività”.

REDAZIONE

Livorno, iscrizione in Serie C completata: conti in ordine e via libera alla stagione 2026/27

16 Giugno 2026 ore 08:29

Livorno, 16 giugno 2026 – Come riporta questa mattina Il Tirreno, il Livorno archivia senza intoppi il capitolo iscrizione e si prepara a ripartire dalla Serie C. A 24 ore dalla scadenza fissata dalla Lega, il club amaranto ha depositato tutta la documentazione richiesta, chiudendo l’iter con un leggero anticipo e senza criticità.

Nei giorni precedenti erano già stati compiuti i passaggi fondamentali sul fronte amministrativo. La società aveva infatti provveduto al pagamento degli stipendi arretrati relativi ai mesi primaverili, un requisito indispensabile per ottenere l’ok degli organi di controllo. Le verifiche effettuate hanno confermato la regolarità delle operazioni, permettendo al club di superare il primo snodo della procedura. Occorre precisare che è prassi nel calcio pagare ogni bimestre, quindi anche su questo fronte tutto nella norma.

Successivamente è stato completato anche l’aspetto finanziario legato all’iscrizione vera e propria. Il Livorno ha versato la quota prevista di 350.000 euro e ha presentato la fideiussione richiesta, chiudendo così il quadro delle garanzie economiche necessarie per partecipare al campionato.

Questa notizia toglie le nubi dal paventato rischio di sanzioni o penalizzazioni che spesso accompagnano situazioni di irregolarità nei pagamenti o nella documentazione a inizio campionato.

Massa, morte Bongiorni: pm Massa chiude indagini per omicidio e rissa

16 Giugno 2026 ore 07:38
Massa, morte Bongiorni: pm Massa chiude indagini per omicidio e rissa

Notificati dalla procura di Massa gli avvisi di conclusione delle indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, 47enne ucciso a calci e pugni davanti al figlio in una piazza della città apuana la sera dell’11 aprile 2026.

Gli avvisi sono per i due maggiorenni Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla presenza di minori, e per rissa. Caduta l’aggravante dei futili motivi.

La procura ha chiuso le indagini anche per il cognato di Bongiorni, Gabriele Tognocchi, indagato per il reato di rissa.
Secondo quanto invece si apprende da fonti legali, la procura minorile di Firenze ha ancora le indagini aperte, sia a carico del 17enne, l’ex pugile, che avrebbe tirato a Bongiorni il pugno esiziale, e che è sempre ristretto nell’istituto penale minorile di Firenze. Risulterebbero inoltre indagati altri quattro minori che avrebbero preso parte alla rissa e che si allontanarono.
Quella sera di aprile ci fu una colluttazione per un rimprovero che Bongiorni e il cognato avrebbero fatto ai giovani mentre passeggiavano con i familiari in piazza Palma. Ci furono parole pesanti, poi una colluttazione, in cui il gruppetto uccise Bongiorni e ferì in modo grave Tognocchi. Il parapiglia fu ricostruito dai carabinieri di Massa anche con l’ausilio di immagini di telecamere oltre alle testimonianze. Il figlio di Bongiorni, 11 anni, è sempre sotto choc: assistette alla scena, vide il padre finire a terra a causa dei colpi ricevuti alla testa e lo chiamò più volte. Ma ormai il genitore stava morendo senza nessuna possibilità di recupero a causa di un’emorragia cranica massiva causatagli dall’aggressione.

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