
ROMA (ITALPRESS) – Sugli schermi laterali immagini di Little Taver, l’indimenticabile Tingo di “Radiofreccia”, che gioca con un enorme pallone su cui è disegnato il mondo. In sottofondo le note della “Traviata” e del “Requiem: Dies Irae” di Giuseppe Verdi. Sullo schermo centrale il mondo su uno sfondo nero e una serie di immagini di attualità che ruotano attorno come satelliti e che vengono proiettate sugli schemi laterali, intervallate a immagini di Little Taver che corre scappando dalla grande palla che rotola alle sue spalle.
Tutto è pronto allo Stadio Olimpico di Roma per accogliere Ligabue per la prima data (la numero zero è stata a Bibione il 5 giugno) del tour celebrativo “La notte di Certe notti” che si concluderà a Milano il prossimo 24 ottobre. E Ligabue arriva. Imbraccia una chitarra, il palco è spento, i 54 mila sul prato e sugli spalti applaudono, gridano.
Poi il palco si illumina con luci arancioni e bianche e si parte con “Balliamo sul mondo”. Segue “Marlon Brando è sempre lui” e, finalmente, Liga saluta il pubblico: “Questa sera ci daranno manforte tutti i chitarristi che hanno suonato con me nella mia carriera, per cui vedrete un gran via vai di chitarristi per tutta la serata – dice – Abbiamo cominciato con due pezzi del primo album (“Ligabue”, ndr), direi di andare avanti un po’ con quell’album lì!”.
Ne fanno parte, tra le altre “Non è tempo per noi” che Liga canta suonando la chitarra al centro del palco dove rimane anche per “Piccola stella senza cielo”; si sosta per il reprise per andare insieme a Max Cottafavi sulla passerella che, dal palco, si allunga nel prato. Si chiude così il primo blocco e, con lui, il primo album.
Si passa al secondo, “Miss Mondo”. Sul palco arriva Little Taver: porta in scena un enorme jukebox che tenta goffamente di rompere prima a martellate e poi con una sega elettrica. Sullo schermo centrale appare un giradischi su cui suona un vinile. Su tutti gli schermi si alternano immagini tratte dai videoclip dei brani contenuti nell’album Miss Mondo del 1999 e, in chiusura, compare la cover del disco.
E Liga ricomincia a cantare: “Si viene e si va”, “L’odore del sesso”. Poi si ferma e parla di nuovo con il pubblico: “Mentre stavo registrando ‘Miss Mondo’, era il periodo della guerra particolarmente cruenta nella ex Jugoslavia. Io e altri miei due amici (Jovanotti e Piero Pelù, ndr) abbiamo scritto una canzone che valeva allora tanto quanto vale oggi, oggi forse ancora di più, e che fa così”.
Il cantante imbraccia la chitarra acustica e partono le note di “Il mio nome è mai più”. Al momento del ritornello il palco viene illuminato da luci rosse e sugli schermi compaiono le scritte “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”.
Si volta pagina, le luci diventano blu. Mentre sullo schermo centrale scorrono le immagini in bianco e nero di bambini che giocano a pallone, Liga canta “Una vita da mediano”. Un altro brano, “Sulla mia strada” e siamo nel 2002, l’anno di “Fuori come va?”. Liga canta: “Tutti vogliono viaggiare in prima”, “Ti sento”, “Eri bellissima”, “Questa è la mia vita”.
Poi torna a parlare con il pubblico: “C’è sempre una canzone che deve far partire qualcosa. In certi casi, a far partire tutte le altre, come nel mio. È dovuta uscire una canzone precisa dopo che ne avevo scritte altre che non valevano niente, perché poi alla fine avessi voglia di scrivere canzoni veramente. Quindi, sono particolarmente debitore a questa canzone che mi è uscita una domenica pomeriggio di tanti anni fa e che parlava del sabato sera precedente. È questa qua”.
Cioè “Sogni di rock’n’roll” e per qualche minuto siamo di nuovo nel 1990. Il tempo della canzone e Liga introduce ancora un brano: “Adesso vi facciamo sentire l’ultima canzone che ancora non è uscita, ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po’ di tempo fa – dice – È una canzone che io voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito un qualsiasi tipo di violenza e in Italia, a quanto pare, è una su tre. La canzone si chiama ‘Nessuno è di qualcuno'”.
Liga l’ha scritta a supporto della fondazione Una nessuna centomila che si batte contro la violenza sulle donne ma sono tanti quelli che stasera si schierano idealmente con lui. Su tutti gli schermi, infatti, viene proiettato un video in bianco e nero con alcuni volti dello spettacolo che ripetono “Nessuno è di qualcuno” seguito dalla scritta bianca su fondo nero “UNA NESSUNA CENTOMILA”. Ci sono, tra i tanti, Pierfrancesco Favino, Fiorello, Marco Bocci, Luca Zingaretti, Luca Argentero, Giorgio Panariello, Raoul Bova, Giuseppe Fiorello, Vinicio Marchioni, Amadeus e Fiorella Mannoia. Mentre Liga canta il palco è illuminato da luci rosse e bianche.
Siamo arrivati alla quarta e ultima parte, quella dedicata a “Lambrusco, coltelli, rose & pop corn”, l’album scritto nel 1991. Liga canta, tra le altre, “Sarà un bel souvenir” e “Urlando contro il cielo”. Poi ascoltiamo “Leggero”, (da “Buon compleanno Elvis” come “Quella che non sei”. Colpiscono le immagini sugli schermi di ragazze e donne che hanno vinto qualche concorso provinciale di Miss: hanno il mascara che cola, sembra piangano lacrime nere. Ancora “Happy Hour” che Liga canta mentre gli schermi mostrano una navicella spaziale con uno “space cocktail bar” in cui si vedono una serie di personaggi brindare tra loro: politici e uomini di potere vestiti da astronauti, protagonisti del panorama geopolitico attuale ricreati con l’intelligenza artificiale.
Dietro di loro un oblò in cui si può vedere, in lontananza, la terra. Ci sono tutti: Vladimir Putin, Donald Trump, Ursula Von der Leyen, Mario Draghi, Benjamin Netanyahu, Viktor Orbán, Xi Jinping, Recep Erdogan, Emmanuel Macron, Elon Musk, Mark Zuckerberg, Volodymir Zelenskyi, Joe Biden, Kim Jong-un, Bill Gates e Jeff Bezos. C’è anche Sergio Mattarella che, sul finale, vestito da astronauta brinda in direzione del pubblico con aria preoccupata.
“Tra palco e realtà” chiude il concerto ma è già pronto il bis, chiamato a gran voce e presentato da Little Taver con un grande cartello con la scritta “BIS”. Mentre sugli schermi scorrono le immagini di Ligabue e dei musicisti all’interno di cornici che ricordano lo specchio di un camerino, il cantante canta “I ragazzi sono in giro” prima di concludere con “Certe notti”. Poi Liga presenta tutti i musicisti sul palco prima di congedarsi definitivamente dal pubblico che lo ha ascoltato per quasi due ore e mezza.
-Foto Roberto Panucci-
(ITALPRESS).