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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Il visionario garbato: Brunello Cucinelli è l’imprenditore dell’anno

19 Gennaio 2026 ore 08:04

Contenuto tratto dal numero di gennaio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Lui, che è di origini contadine e non perde mai l’occasione per ricordarlo, definirebbe quella che si sta chiudendo “un’ottima annata”. Non solo per la crescita del fatturato, stimata intorno al 12% sull’anno precedente, ma anche perché, per Brunello Cucinelli e la sua famiglia, è stato un anno di grande raccolta sotto il profilo dell’immagine. A Palazzo Brancaccio a Roma, il 16 dicembre, Forbes lo ha premiato come Top of the Forbes 2025, ma è stato solo l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo per lo stilista e imprenditore umbro. La vendemmia di premi è iniziata il 1 dicembre a Londra, dove ha ricevuto dal British Fashion Council l’Outstanding Achievement Award, un riconoscimento paragonato a un Oscar mondiale della moda, precedentemente assegnato a icone come Karl Lagerfeld, Giorgio Armani e Miuccia Prada.

Pochi giorni dopo, il 4, davanti a oltre mille ospiti internazionali, negli studi di Cinecittà, c’è stata per la première mondiale del film documentario Brunello, il visionario garbato, diretto da Giuseppe Tornatore con le musiche di Nicola Piovani. Ma i riconoscimenti hanno coinvolto tutta la famiglia e il top management. A settembre, Carolina Cucinelli è stata inserita da Wwd tra le ’50 Women in Power 2025′ della moda e del retail. A novembre, il ceo Riccardo Stefanelli è entrato nella lista Time 100 Climate 2025 per il suo impegno contro il cambiamento climatico. Ad aprile, lo stesso Brunello aveva ricevuto una laurea honoris causa in architettura.

Allora, benché Cucinelli sia un personaggio molto noto, vale la pena conoscerlo meglio. Forbes lo ha intervistato.

Oltre al premio Top of the Forbes 2025 che ha appena ricevuto e che attesta il suo successo – non solo quello di quest’anno, ma anche quello conseguito nel resto della sua carriera – ai primi di dicembre ha ottenuto un altro importante riconoscimento a Londra. Che effetto le fa? Questi premi sono un traguardo o uno stimolo?
Sì, il 1 dicembre ho ricevuto un premio dalla Camera della moda londinese. È forse il riconoscimento più prestigioso nella storia della moda: in passato è stato attribuito a icone come Ralph Lauren, Prada, Armani. Credo che questo sia il mio primo vero premio alla carriera… e quando te lo danno non è sempre un bel segno!

Non scherzi…
Sono andato al cimitero, nella cappellina della mia famiglia, dai miei nonni, dai miei zii, e ho detto: ‘Ragazzi, devo andare a Londra a ritirare un premio meraviglioso, che mai avremmo immaginato’. L’ho sentito come un riconoscimento anche per loro, per la nostra vita, per ciò che abbiamo costruito. È un premio che consolida un gusto, un’identità di stile. Aver creato un’identità, come ha fatto Giorgio Armani, come ha fatto Ralph Lauren, è la cosa che più mi onora.

E il premio Top of the Forbes, invece?
Beh, che c’entra. È un bel traguardo anche quello. Anzi, direi che è un onore e un privilegio. Se non sbaglio è la prima volta che lo consegnate ed essere il primo è sempre un bel traguardo. Poi c’è Forbes con tutto il suo fascino per il mondo dell’imprenditoria, con la sua autorevolezza. Sì, mi avete fatto proprio un bel regalo. Anche perché nelle motivazioni non c’è solo la moda, ma riconoscete tutti gli sforzi che ho fatto per imporre la mia filosofia di vita anche nel lavoro e nel successo.

Quando questa intervista uscirà, sarà appena arrivato nelle sale Brunello, il visionario garbato, il film diretto da Tornatore con le musiche di Piovani. Come si è sentito nel vedere la sua vita trasformata in un’opera cinematografica?
Scherzosamente dico sempre che i documentari si fanno quando si è morti… perché dopo la morte tutti diventano più buoni! Io invece ho voluto farlo in vita, e farlo con due poeti: Tornatore e Piovani. Con loro condivido una vita semplice, da figli degli anni Sessanta, della campagna. Nel film ci sono testimonianze forti: Mario Draghi, Oprah Winfrey… ed è stato commovente ripercorrere la mia storia. La parte della mia infanzia contadina l’abbiamo girata nella casa dove sono nato. L’ho ricomprata quattro anni fa: il pastore che l’aveva acquistata 50 anni fa non aveva cambiato nulla. Entrare lì, rivedere le travi della camera dove dormivo, dove si appendeva l’uva… è stato un soffio dell’anima.

Già, tutto parte da lì. Dalla campagna e dalla dignità del lavoro, che è uno dei pilastri del suo pensiero imprenditoriale. Come la traduce concretamente nella gestione dell’azienda?
Vengo da una famiglia di contadini e poi di operai. Negli anni Settanta mio padre tornava a casa umiliato, non tanto per i soldi, ma per gli sguardi che riceveva dagli altri. Mi sono sempre detto: qualsiasi cosa farò nella vita, voglio restituire dignità morale ed economica al lavoro operaio. Noi facciamo profitti, certo, siamo quotati in Borsa. Ma sono profitti sani: non voglio dimenticarmi di nessuno, né del creato. Le condizioni di lavoro devono essere buone: finestre, luce, ambienti belli. In Italia l’operaio è considerato l’ultimo gradino, eppure nella mia azienda gli operai guadagnano il 12% più degli impiegati. E poi, niente smart working, perché creerebbe una distanza: l’impiegato potrebbe farlo, l’operaio no. Io voglio uguaglianza, rispetto, equilibrio.

Questo è quello che definisce ‘capitalismo umanistico’?
Sì. Penso che il capitalismo debba essere contemporaneo al tempo in cui viviamo. Oggi, perché tu sia credibile, devi essere vero. Io sono un capitalista, certo, ma vorrei essere un capitalista equilibrato. Non capisco perché dobbiamo puntare a profitti eccessivi quando basta redistribuire l’1% del profitto per cambiare la vita dei collaboratori. Se non rivalutiamo il lavoro, chi produrrà nelle nostre fabbriche nei prossimi anni? Il problema non sarà vendere, ma trovare chi lavora.

Lei è artigiano e industriale allo stesso tempo. Come vede l’introduzione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale?
Oggi il 62% dei nostri capi è fatto a mano. L’intelligenza artificiale la usiamo già, ma in modo gentile: elimina attività ripetitive, non sostituisce l’uomo. L’IA nasce dalla ragione, ma la follia appartiene all’essere umano. Ragione e follia non possono incontrarsi, ma possono collaborare. Ci saranno nuovi lavori e la tecnologia ci libererà da alcune durezze.

La sua azienda è anche una comunità. Qual è il valore più grande che trasmette?
Sono cresciuto con San Francesco e San Benedetto. A 11 anni volevo fare il monaco. Di Benedetto amo l’idea di curare la mente con lo studio, l’anima con la preghiera e il corpo con il lavoro. Di Francesco amo il non-giudizio. Lui diceva: ‘Io voglio vivere così; chi vuole mi segua’. La mia cultura è quella del borgo, della spiritualità semplice. E penso che oggi ci sia un grande bisogno di recuperarla: l’anima soffre, e soffre tanto.

Parliamo di mercato. Il lusso sta cambiando. Come immagina l’evoluzione del ‘lusso gentile’?
Per me il lusso è simbolo del bene morale. Fino a 30 anni fa non aveva aggettivi: era lusso e basta. Oggi dobbiamo tornare alla normalità: un capo ben fatto, esclusivo, duraturo. Non amo la velocità, ma la rapidità: otto ore di lavoro concentrate, niente dispersioni. La troppa velocità ci ha tolto qualcosa dell’animo.

Eppure molti vedono un mondo pieno di odio.
Io non la penso così. È un mondo duro, sì, perché abbiamo il telefono e ci mandiamo messaggi taglienti. Ma la storia dell’umanità è stata infinitamente più violenta. Penso alla Guerra dei trent’anni: morì metà degli europei. Oggi, rispetto a come erano trattati donne, omosessuali, bambini 50 anni fa, viviamo un’epoca di grande progresso morale.

A quale pensatore si sente più vicino?
Marco Aurelio. Imperatore, filosofo, uomo di guerra e di crisi. Eppure ha scritto pagine meravigliose su se stesso. Apri I Colloqui con sé stesso il giorno in cui sei inquieto, e ti rassereni. Il giorno in cui sei felice, ti invita alla misura.

Molti giovani la guardano come un modello. Tre consigli?
Primo: sostituite la paura con la speranza. Secondo: non abbiate insonnia. Noi genitori abbiamo insegnato ai figli ad avere paura del domani. Dormite tranquilli: questa paura non deve contagiarvi. Terzo: camminate con i piedi per terra e guardate le stelle. Il cielo ispira, ma non lo guardiamo più.

Quanto è importante ridere?
Ridere è vita. Sono figlio di Lorenzo il Magnifico: faccio scherzi ovunque. L’ultimo in Giappone: il cuoco mi mette un cetriolino davanti, si gira, e io me lo porto via… purtroppo lui non ha riso! I giapponesi su queste cose sono tremendi.

In un mondo globalizzato, come si mantiene un forte radicamento al territorio?
L’essere umano ha un solo luogo dell’anima. Per molti è il luogo dei primi 20 anni. Tanta gente ricchissima, quando le chiedi del luogo dell’anima, si emoziona. Io rimarrò sempre legato alla mia terra. L’Italia ha uno dei migliori stati sociali al mondo, una qualità umana straordinaria. Ma dobbiamo ridare dignità al lavoro: senza quello non c’è futuro.

Quale sogno vorrebbe lasciare ai posteri?
I poeti sono gli uomini più grandi della storia. L’impero di Augusto è scomparso, Ovidio no. Vorrei lasciare una visione poetica del lavoro e, dall’altra parte, delle opere. Sono convinto che l’anima sia immortale, e che noi siamo solo custodi temporanei del tempo che ci è dato.

Un giornale di economia deve chiederglielo per forza: che futuro vede per il settore della moda e del lusso?
L’anno sarà bellissimo. La moda ha vissuto tre anni di crescita, ora è in una fase di riequilibrio. Io suggerisco piani a cinque anni, non a tre: serve visione. L’Italia, poi, ha più chance di tanti altri paesi: siamo lo 0,66% della popolazione mondiale, e siamo la settima potenza. La nostra qualità, creatività e unicità sono un patrimonio da non perdere. Li dobbiamo custodire, con dignità e con rispetto.  

L’articolo Il visionario garbato: Brunello Cucinelli è l’imprenditore dell’anno è tratto da Forbes Italia.

“Metal detector a scuola? Irrealizzabile”. Dal tempo per i controlli alle zone scoperte, la testimonianza dei presidi di quartieri a rischio

19 Gennaio 2026 ore 08:00

L’idea del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di predisporre metal detector nelle scuole dove venga fatta richiesta non passa al vaglio dei dirigenti scolastici. A classificare come una “boutade” le parole dell’inquilino di viale Trastevere sono i capi d’istituto delle secondarie che si trovano nei quartieri più difficili del Paese. Una risposta, quella del professore leghista, che viene definita “sbagliata”, “irrealizzabile”, “fallimentare”. La stretta sui coltelli, annunciata dal governo, viene recepita come “misura repressiva” senza che sia accompagnata da altri progetti educativi. Il richiamo “alla responsabilità” e “alla maturità” fatto dal ministro leghista passa in secondo piano rispetto alla misura avanzata dei controlli agli ingressi: “Non metal detector generalizzati ovunque ma solo dove venga fatta espressa richiesta”, ha detto Valditara. A detta dei capi d’istituto nessun preside penserebbe a questa misura.

“Intanto va chiarito che non è praticabile. Sarebbe un delirio perché ogni mattina al suono della campanella ci sarebbero ragazzi che devono tirar fuori dalle tasche le chiavi, gli accendini, gli occhiali”, spiega Ludovico Arte, dirigente dell’istituto professionale “Marco Polo” di Firenze che si trova nel quartiere dell’“Isolotto”. Per il professore fiorentino il caso di La Spezia va ridimensionato e analizzato puntando gli occhi alla dimensione educativo affettiva: “Da parte di una percentuale ancora rilevante di maschi permane un atteggiamento morboso, possessivo che talvolta trova anche un certo compiacimento nelle ragazze. Dobbiamo ragionare su questo”.

Per Arte, i metal detector assolverebbero la scuola ma non la società perché quel fatto sarebbe comunque accaduto. La pensa così anche Angelo Cavallaro, dirigente dell’Istituto comprensivo “Catalfamo”, nella difficile zona di “Santa Lucia” a Messina: “Se un accoltellamento, un’aggressione non avviene nelle aule grazie ai controlli può succedere nel cortile, davanti all’ingresso. Il metal detector assolve il preside ma non la società”.

A puntare il dito contro la proposta del ministro è anche Giusto Catania che da anni guida l’istituto comprensivo “Giuliana Saladino” di via Filippo Parlatore al Cep di Palermo: “Di fronte ai vandalismi abbiamo messo le grate alle finestre ma non sono servite a nulla. La logica non può essere quella repressiva. Se un giovane pugnala un compagno per ragioni di gelosia bisogna lavorare sull’educazione affettiva. La scuola deve fare quel che sa fare: educazione. Nella mia scuola agiamo in un contesto difficile, in un’area periferica di Palermo con un alto tasso di criminalità: è capitato che si registrassero atti di violenza ma li abbiamo arginati, compresi, limitati, risolti con l’agire educativo”.

A essere delusa dalle parole di Valditara è anche Maria Rosaria Autiero, la dirigente del liceo “Amaldi” a Tor Bella Monaca, Roma: “Se arriviamo a mettere i metal detector a scuola, la società è fallita. Dobbiamo farci qualche domanda: Quali sono i modelli educativi degli adulti? Penso alla serie televisive dove la violenza è spesso l’unica soluzione delle relazioni”.

Ad intervenire sulla vicenda è anche l’Unione degli studenti: “Di fronte al moltiplicarsi di episodi di violenza legati alla presenza di armi nelle scuole, il ministro propone l’introduzione di metal detector negli istituti considerati “più problematici”, rilanciando una visione securitaria e repressiva della scuola pubblica. La violenza non si combatte trasformando le scuole in caserme – di Federica Corcione, membro dell’esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti –. La militarizzazione degli spazi educativi è una scelta fallimentare e pericolosa, che scarica sugli studenti le responsabilità di un sistema che non funziona”.

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Tra rovine e speranza, la controffensiva ucraina raccontata da Chernov

19 Gennaio 2026 ore 07:04

«C’erano molte parole che non sopportavo di sentire e alla fine solo i nomi e i luoghi avevano dignità». Il regista ucraino Mstyslav Chernov affida a quest’epigrafe firmata da Ernest Hemingway nel 1929 il senso del suo ultimo lavoro documentaristico sul conflitto in corso in Ucraina, “2000 metri ad Andriivka”.

Già vincitore dell’Oscar per miglior documentario con “20 Days in Mariupol”, Chernov spinge ancor più in là le leve della ripresa in diretta, con questa sua potente e straziante testimonianza dalla prima linea del fronte, durante la controffensiva ucraina dell’estate del 2023. Il documentario, tra i candidati all’Oscar di quest’anno, e trasmesso dalla PBS in Usa, ora esce anche da noi, in sala per pochi giorni, dal oggi (19 gennaio, ndr) – merito della distribuzione indipendente Wanted.

Fedele allo stile asciutto della prosa di Hemingway, il suo racconto della battaglia infinita per liberare il villaggio occupato di Andriivka, preciso e senza retorica, procede grazie a una troupe che filma all’interno di una piccola squadra d’assalto. Anche quando Chernov ritaglia alcuni momenti di sparute conversazioni con i militari, il tono rimane pacato, le poche domande rivolte negli angusti spazi di buchi scavati nel terreno per ripararsi dai cecchini russi, sono dirette, essenziali, nessun giro di parole.

Il comando militare affida dunque a una piccola squadra l’ennesimo tentativo di attraversare un lembo di terra che porta ad Andriivka, per liberarla e issarvi la bandiera ucraina. Il lembo di terra consiste in una foresta ormai incenerita e distrutta che taglia in due i campi minati, unica via per arrivare al villaggio. I militari, tutti giovani volontari, ne parlano come di una foresta maledetta, perché troppi uomini sono caduti tra quei rovi spolpati dal fuoco delle munizioni. «È come arrivare in un altro pianeta, dove tutto vuole ucciderti», e Chernov: «Ma non è un altro pianeta, siamo nel cuore dell’Europa». Durante i preparativi della spedizione, si rimane impressi da una frase del regista: «Indossare il gilet blu da giornalisti non è più un’opzione, rende bersagli prioritari». Sono 2.000 metri quelli della striscia da percorrere, «35 secondi per il volo di un proiettile di mortaio, due minuti di macchina, dieci minuti di corsa. Ma qui il tempo non conta, conta la distanza e si misura dalle pause tra le esplosioni». Gli raccontano che per tre volte hanno tentato di attraversarla, la foresta maledetta, e a metà strada venivano falciati dai russi. I blindati non possono passare, si può solo andare a piedi. Tre mesi – giugno, luglio, agosto –, un villaggio. Questa volta, se la troupe è fortunata, potrà filmare il momento in cui Fedya, nome in codice del capo squadra che attende in postazione avanzata, isserà la bandiera ucraina ad Andriivka. «Sono arrivate le matite», così viene accolta la troupe di Chernov al posto di comando, nel caso i russi siano in ascolto con i loro sistemi di comunicazione. Una guerra ibrida, metà nel fango e l’altra metà davanti a schermi e tastiere che manovrano e guidano i movimenti sul campo, occhi e orecchie che hanno il suono fastidioso e persistente dei droni.

Il documentario restituisce tutto questo, anche quando fa vedere che anche la più avanzata tecnologia non riesce a salvare gli uomini nel fango. Insieme alla squadra d’assalto la troupe procede e filma i primi feriti, gli ucraini urlano ai russi di uscire dalle loro buche, qualcuno viene trascinato fuori, «Cosa siete venuti a fare qui?», la rabbia per una guerra imposta dall’aggressore russo. Ma c’è qualche minuto di pausa in cui Chernov ci presenta il militare di collegamento con Fedya. Il suo nome in codice è Freak, 22 anni, ex studente del Politecnico, arruolato volontario, rimarrà ferito in una battaglia cinque mesi dopo, il suo corpo mai ritrovato. A metà strada, a mille metri dalla meta, un’altra pausa e uno scambio di battute in un buco della foresta, Chernov: «Sono ritornato nei luoghi della Kharkiv liberata, ma sono tutti spariti, si cammina su rovine e tombe. Sembra che stiano liberando casa ma sono solo rovine. Quindi stanno liberando i nomi dei luoghi, e issano la bandiera affinché tutto il Paese sappia che questo nome è stato liberato». Fedya accoglie la troupe con un esuberante «Benvenuti a Ground Zero!». Perché combattere per dei luoghi dove non c’è più nulla? «Perché tutto verrà ricostruito, si ricomincia da zero, senza l’influenza dei russi». Lo scetticismo dolente di Chernov è palpabile davanti a tanta fiducia. 

Il cinema americano ci ha abituati ai film di guerra, ma anche i più realistici, quelli girati con le tecniche più sofisticate, e attori memorabili, non arrivano alla forza di un documentario come questo: nessuna concessione spettacolare, nessun esercizio di stile, solo quello che è, una guerra in diretta, subita e combattuta nonostante tutto. E tremendamente vicina a noi.

Andriivka, un cumulo di macerie, vede di nuovo la bandiera ucraina, issata su un rudere, il 16 settembre 2023, dopo mesi di tentativi e una scia di vite umane perdute. «E se questa guerra durasse tutta la vita?», si chiede Sheva, 46 anni, preoccupato per la moglie e il figlio piccolo, ma anche per un pozzo da riparare che ormai non dà più acqua pulita. L’obiettivo della troupe è compiuto. Ma il villaggio della foresta maledetta e altri territori conquistati durante la controffensiva del 2023 passeranno di nuovo nelle mani dei russi.

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Ricevuto ieri — 18 Gennaio 2026

Bollettino della qualità dell'aria - 17-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
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Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 13 0 - - - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 13 0 - - - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 13 0 - - - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 14 0 - - - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 18 0 - - - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 20 0 - - - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 20 0 - - - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 25 0 - - - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 27 0 - - - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 31 1 - - - - - -
Ricevuto prima di ieri

Bollettino della qualità dell'aria - 16-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
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Media G.
NO2
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Max O.
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Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - n.d. - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 18 0 - n.d. - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 18 0 n.d. n.d. - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 19 0 - n.d. - n.d. - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 20 0 - n.d. - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 24 0 - n.d. n.d. - n.d. -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 26 0 n.d. n.d. - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 28 0 n.d. n.d. - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 31 0 n.d. n.d. - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 34 0 n.d. n.d. - n.d. - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 52 * 1 - n.d. - - - -

Superamenti rilevati in data 16-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 63 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 63 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 57 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
GR-SONNINO Zona Costiera GROSSETO PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³

Reportage da Cuba: un popolo (ancora) rivoluzionario risponde al golpe americano in Venezuela

17 Gennaio 2026 ore 08:03

    Da L’Avana, Cuba – Alessandro Fanetti per ComeDonChisciotte.org   Le trincee fatte di idee valgono più di quelle di pietra                                 José Martí   A distanza di 67 anni dalla Rivoluzione del 1959 l’isola ribelle, distante solamente 90 miglia dalle […]

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La brutale polizia anti immigrazione è il vero volto dell’America di Trump

17 Gennaio 2026 ore 04:45

Negli Stati Uniti non passa giorno senza che si parli dell’Ice, l’agenzia federale per il controllo dell’immigrazione e delle frontiere (Immigration and Customs Enforcement). Se ne parla per i metodi violenti, per i rastrellamenti nelle città, per gli arresti e le espulsioni di migranti irregolari, per le campagne di reclutamento e per l’enorme budget a disposizione. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca per un secondo mandato, un anno fa, l’Ice è diventata una presenza costante nel dibattito pubblico e nella cronaca quotidiana.

Il 2026 si è aperto con un caso che ha acceso proteste e polemiche in tutto il Paese: l’omicidio a Minneapolis, in Minnesota, di Renee Nicole Good, uccisa da un agente durante un’operazione in strada. Secondo la versione ufficiale dell’agenzia, Good avrebbe tentato di investire l’agente con la sua auto, costringendolo a sparare per legittima difesa. Ma questa ricostruzione è stata contestata dai testimoni e smentita anche da diversi video.

Prima ancora che emergessero elementi incriminanti, l’amministrazione Trump è corsa a difendere l’agente. Il presidente e la sua cerchia ristretta hanno descritto la vittima come una criminale e l’agente come un eroe, ribadendo che l’uso della forza era giustificato. La medaglia per la dichiarazione più inquietante l’ha vinta il vicepresidente J.D. Vance, il quale ha assicurato che l’agente gode di «immunità assoluta» per aver «semplicemente fatto il suo lavoro». Ma tutto il Dipartimento per la Homeland Security (la Sicurezza Interna) ha fatto quadrato promettendo agli agenti che nessuna autorità locale, statale o politica potrà impedirgli di svolgere i loro compiti.

È in questo contesto di totale legittimazione politica che bisogna leggere anche le recenti iniziative dell’Ice, non solo nelle operazioni di polizia, ma nella più ampia strategia di reclutamento e mobilitazione.

Lo scorso 3 gennaio, mentre il mondo guardava l’incursione degli Stati Uniti in Venezuela, l’Ice annunciava di aver reclutato più di dodicimila nuovi agenti in poco meno di un anno. «Con questi nuovi patrioti nel team, saremo in grado di realizzare ciò che molti considerano impossibile e di mantenere la promessa del presidente Trump di rendere l’America di nuovo sicura», ha scritto il Dipartimento della Homeland Security nel suo comunicato. È un aumento del centoventi per cento della forza lavoro totale dell’agenzia. Una crescita smisurata e senza precedenti. Peraltro condizionata da grossi incentivi: i nuovi contratti prevedono un bonus di cinquantamila dollari alla firma e fino a sessantamila dollari per ripagare i debiti studenteschi.

Per trovare nuovi agenti, l’Ice ha abbassato le barriere all’ingresso: ha aumentato l’età massima per fare richiesta, ha tagliato i tempi di addestramento da tredici a otto settimane, e le nuove reclute vengono subito portate in strada anche se non hanno ricevuto una formazione adeguata. Eppure si tratta di un’agenzia che fornisce ai propri dipendenti maschere, equipaggiamento antisommossa e pistole semiautomatiche SIG Sauer P320 (ma presto inizieranno a equipaggiare delle Glock 19). Non è materiale da affidare a chiunque.

Nei post diffusi sui social per il reclutamento l’enfasi va proprio sulla semplicità con cui un cittadino americano può entrare nell’Ice. «Servite il vostro Paese! Difendete la vostra cultura! Non è richiesta una laurea triennale!», scrive un utente nei commenti al post su X.

Non è escluso che una campagna di assunzione così massiccia e rapida abbia portato nell’agenzia rappresentanti di gruppi suprematisti e neonazisti che gravitano attorno al movimento Make America Great Again a sostegno di Trump. Da giorni i Democratici interrogano Kristi Noem, Segretaria per la Homeland Security, su quanti dei nuovi volti dell’Ice abbiano ricevuto la grazia da Trump un anno fa – quasi tutti condannati per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Per ora non c’è mai stata una risposta chiara.

AP/Lapresse

L’Ice ha moltiplicato le sue attività nell’ultimo anno grazie a uno stanziamento di fondi fuori scala rispetto alle altre agenzie federali. Il bilancio annuale dell’Ice è di una decina di miliardi di dollari, a cui però si sono aggiunti i settantacinque miliardi in quattro anni (su un totale di 165 destinati a tutto il Dipartimento della Homeland Security) del “One Big Beautiful Bill”. Così è diventata l’agenzia più ricca degli Stati Uniti, più dell’Fbi o della Dea, con un budget annuale totale di circa 27,7 miliardi di dollari.

Di quei settantacinque miliardi stanziati, quarantacinque sono destinati a creare centri di detenzione per aggiungere ottantamila nuovi posti. I restanti trenta miliardi servono per le assunzioni, le operazioni di espulsione e all’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie informatiche.

L’Immigration and Customs Enforcement è un’agenzia giovane. È nata nel 2003 per svolgere indagini legate al terrorismo e alla criminalità transnazionale. Solo col tempo il suo baricentro si è spostata verso l’immigrazione irregolare, fino a diventare progressivamente lo strumento operativo privilegiato delle politiche di espulsione. Ma non era mai stata al centro della scena politica.

Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l’Ice ha assunto un protagonismo inedito. Nel 2025, secondo i dati diffusi dall’amministrazione, cinquecentomila persone sono state espulse dal Paese – e i numeri reali potrebbero essere anche più alti.

A colpire l’opinione pubblica è la brutalità di certe operazioni. Rastrellamenti urbani, arresti sul luogo di lavoro, retate in scuole e chiese, persone ammanettate in strada. In alcuni casi sono stati fermati per errore anche cittadini statunitensi. Guardando foto e video dell’Ice in servizio sembra di assistere a scene di guerriglia urbana. Con gruppi di uomini armati in giro per le strade, apparentemente senza regole da rispettare. Solo un’eccessiva libertà di azione su mandato diretto del presidente.

AP/Lapresse

Formalmente l’Ice resta vincolata a linee guida che prescrivono l’uso minimo della forza e la de-escalation. Ma nella pratica, come dimostrano episodi come quello di Minneapolis, il messaggio politico che arriva dall’alto va in direzione opposta. Le inchieste giudiziarie faticano a tenere il passo delle operazioni, i ricorsi legali sono limitati, e diversi Stati federali hanno iniziato a contestare in tribunale la presenza massiccia di agenti sui loro territori, denunciandone l’incostituzionalità. È il segno di una frattura ormai aperta tra il potere centrale e le autorità locali.

Donald Trump sta costruendo una forza che risponde prima di tutto a lui e ai suoi collaboratori più fedeli. Nell’ultimo anno, l’Ice è sembrata sempre meno a un’agenzia federale tradizionale e sempre più una formazione paramilitare politicizzata. Non è una definizione folkloristica: l’Ice si comporta un apparato armato e finanziato ben più del dovuto, legittimato a operare in modo preventivo contro i nemici politici del presidente, protetto dall’alto da una promessa di immunità.

Sono i metodi dei peggiori regimi del pianeta. L’uso della forza come routine amministrativa, abusi di potere difesi pubblicamente dalla politica, perfino le vittime innocenti come Renee Nicole Good vengono delegittimate e screditate. È una strategia del terrore, rivolta non solo agli immigrati ma all’intera società americana sull’orlo di una guerra civile.

A questo punto non è escluso che Trump stia preparando il terreno anche in vista delle prossime scadenze elettorali. Ha già evocato l’uso massiccio delle forze federali in contesti di protesta e disordine, e pochi giorni fa ha lasciato intendere che se fosse per lui non ci sarebbero le elezioni di midterm. Forse l’Ice ha non è più soltanto la polizia dell’immigrazione, è il volto di un’America più dura, più militarizzata, e sempre meno democratica.

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Non solo moda, quegli inglesismi raccontano bene come cambia il lavoro

17 Gennaio 2026 ore 04:45

Il lavoro ha sempre nuovi modi per raccontarsi. A Milano nel 2026 si tratta prevalentemente di espressioni in inglese adattate al contesto italiano. Dietro alla moda linguistica si nascondono dei cambiamenti profondi che vale la pena approfondire. Un’analisi condotta da Indeed mette in evidenza come il glossario del lavoro per il 2026 sia pieno di termini che raccontano la nuova cultura di aziende e dipendenti.

Ad esempio  il career cushioning descrive la tendenza dei lavoratori a investire autonomamente in competenze, network e opportunità alternative mentre sono impiegati in un’azienda per costruire un cuscinetto di sicurezza in un contesto percepito come precario.

Per quanto riguarda il fenomeno delle dimissioni, si registrano due tendenze opposte. Il quiet quitting indica il fenomeno per cui molti dipendenti, prima di abbandonare la scrivania, si limitano a fare esclusivamente quanto richiesto dalle loro mansioni senza svolgere attività extra non riconosciute o pagate. All’estremo opposto si colloca il loud quitting attraverso cui alcuni lavoratori rendono pubbliche le ragioni dell’addio a un’azienda, anche con toni sgraziati sui social network, trasformando le dimissioni in un atto di denuncia della cultura aziendale.

La dimensione emotiva della nostra epoca è ben rappresentata dal cosiddetto rage applying: candidature inviate in massa sull’onda della frustrazione, che se da un lato possono portare a errori dettati dall’impulsività, dall’altro rivelano un diffuso bisogno di cambiamento. L’altro lato della medaglia è rappresentato dai boomerang employees: dipendenti che dopo esperienze esterne rientrano in azienda con competenze e consapevolezza rafforzate.

Le parole sono importanti è una citazione abbastanza inflazionata della nostra social era. Bisogna quantomeno ammettere che questi inglesismi raccontano la direzione intrapresa dai lavoratori nelle grandi organizzazioni  multinazionali. Non si tratta di verità assolute ma lenti con cui vedere la realtà da un punto di vista diverso. At least it is something.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni settimana. Qui per iscriversi

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Thank you, David Webb, you made Hong Kong a better place

17 Gennaio 2026 ore 02:30
Like many long-time reporters in Hong Kong, I had occasional dealings with David Webb, the market transparency and shareholder rights crusader who died this week of prostate cancer at the relatively young age of 60. Almost all of my encounters with him over the years were annoying and slightly unpleasant. But they made me respect him all the more. He once chastised me for misstating a relatively obscure Nasa space mission in the 1960s and demanded a print correction. I thought, who cares? But I...

Minori, “Call of duty” furbetto? L’Antitrust indaga i videogame di Microsoft su acquisti e dati

16 Gennaio 2026 ore 16:02

“Diablo Immortal” e “Call of Duty Mobile” sono due videogame di Activision Blizzard, società di videogame (nota per aver sviluppato giochi noti agli appassionati come “Call of Duty”, “Skylanders”, “World of Warcraft”, “Candy Crush” e “Doom”) acquisita da Microsoft tra il 2022 e il 2023. Sono free to play, possono cioè essere scaricati gratuitamente e, questo è il passaggio chiave, hanno la possibilità di acquisti in game: consentono acquisti di beni virtuali (skin, valute, potenziamenti) tramite microtransazioni. Proprio quest’ultimo passaggio è alla base della decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato di avviare due istruttorie nei confronti della compagnia acquisita per 68,7 miliardi di dollari dalla multinazionale di Redmond. 

Sotto osservazione in particolare il design delle interfacce, sospettato di essere manipolativo, i settaggi del parental control preimpostati, che poco tutelerebbero i minori, e le modalità di acquisizione dei consensi al trattamento dei dati personali.

Per i consumatori del Codacons quella degli acquisti “in-game” è una pratica «particolarmente insidiosa, perché inserita nei videogiochi destinati ai minori allo scopo di indurre i bambini ad effettuare acquisti o a richiedere ai genitori di farlo, spesso attraverso grafiche accattivanti e messaggi aggressivi mirati proprio a modificare il comportamento dei più piccoli, che hanno meno strumenti di tutela».

Il design manipolativo delle interfacce

Le istruttorie dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato riguardano, in primo luogo, il possibile utilizzo di design manipolativo delle interfacce, per indurre il consumatore a giocare con assiduità, a prolungare le sessioni di gioco e a farlo aderire alle offerte promosse. Ne sono un esempio le ripetute esortazioni, durante e fuori le sessioni di gioco, a non perdere contenuti premiali (anche tramite messaggi in-app e notifiche push) e ad acquistare contenuti a durata limitata, prima che diventino indisponibili. Queste condotte, insieme alle strategie per rendere poco comprensibile il valore reale delle monete virtuali usate nel videogioco e alla vendita di valuta di gioco in quantità predeterminata, possono condizionare i giocatori-consumatori, inclusi i minorenni, inducendoli a spendere cifre significative di importi anche maggiori di quelli necessari a procedere nel gioco e senza esserne pienamente consapevoli.

Da rivedere il parental control preimpostato

Per l’Antitrust, inoltre, le funzioni di parental control che vengono preimpostate dalla società sembrano aggressive, perché il meccanismo preseleziona in automatico opzioni che tutelano meno il minore (facoltà di effettuare acquisti in-game, tempi di gioco illimitati e interazione con altri giocatori), in assenza, peraltro, di un comportamento attivo e di supervisione da parte del genitore – tutore. 

Dati personali e acquisizione del consenso

L’Autorità, si legge nel documento che annuncia l’avvio del procedimento, vuole anche verificare le modalità di acquisizione dei consensi al trattamento dei dati personali in fase di registrazione dell’account. Il consumatore, anche minorenne, verrebbe infatti indotto a selezionare tutti i consensi, inclusa la profilazione a fini commerciali, credendo di trovarsi di fronte a una scelta obbligata. 

Resta informato su ProdurreBene.

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Bollettino della qualità dell'aria - 15-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 8 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 18 0 7 34 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 19 0 10 32 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 21 0 - 18 - 0.3 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 22 0 - 13 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 22 0 8 64 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 24 0 - 41 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 24 0 - 46 1.8 - 1.2 -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 24 0 - 69 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 25 0 14 63 - 0.8 - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 27 0 12 44 - - - -

Sono rientrati gli astronauti della Crew-11

15 Gennaio 2026 ore 16:13

«Alle 3:41 del mattino, ora della costa orientale [le 9:41 ora italiana di oggi, ndr], la navicella Dragon Endeavor di SpaceX è ammarata con successo al largo della costa della California in condizioni meteorologiche ottimali. Questa missione ha riportato a casa sani e salvi i membri dell’equipaggio della Crew-11. Gli astronauti della Nasa Zena Cardman e Michael Fincke, l’astronauta della Jaxa Kimiya Yui e il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov sono tutti in buona salute e di ottimo umore. Tutti i membri dell’equipaggio sono attualmente sottoposti alla consueta valutazione medica post-ammaraggio. Il membro dell’equipaggio che destava preoccupazione sta bene. Condivideremo aggiornamenti sul loro stato di salute non appena sarà opportuno farlo».

Immagine del recupero in mare della navicella Dragon Endeavor con a bordo i quattro astronauti della Crew-11, rientrati anticipatamente a causa di un problema medico di uno di loro. L’ammaraggio è avvenuto in condizioni nominali alle 09:41 di questa mattina (ora italiana) a largo di San Diego, in California, e i quattro astronauti sono ora in una clinica per le valutazioni mediche post-rientro. Crediti: Nasa

Comincia così la conferenza stampa tenuta questa mattina alla Nasa riguardo il rientro anticipato della Crew-11 dalla Stazione spaziale internazionale (Iss), dovuto a un problema medico di uno dei quattro membri dell’equipaggio. A parlare è l’amministratore dell’agenzia Jared Isaacman, che sottolinea come la Nasa fosse pronta a questa evenienza nonostante fosse la prima volta nella storia e come abbia saputo gestirla al meglio.

La permanenza della Crew-11 alla Iss è durata circa cinque mesi (167 giorni), durante i quali gli astronauti hanno dedicato oltre 850 ore a esperimenti e studi scientifici, tra cui ricerche sulla perdita ossea in microgravità e lo stoccaggio a lungo termine di fluidi criogenici nello spazio. Esperimenti che – sottolinea l’amministratore – avrebbero applicazioni dirette in campo medico e industriale e che hanno migliorato la nostra comprensione dei voli spaziali di lunga durata. I quattro astronauti si trovano ora in una clinica nella periferia di San Diego, in California, dove trascorreranno la notte per poi fare ritorno a Houston venerdì.

Da sinistra: Il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov, gli astronauti della Nasa Mike Fincke e Zena Cardman e l’astronauta della Jaxa Kimiya Yui all’interno della navicella spaziale SpaceX Dragon Endeavour a bordo della nave di recupero Shannon di SpaceX poco dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di Long Beach, in California, giovedì 15 gennaio 2026. Crediti: Nasa/Bill Ingalls

Il prossimo mese vedrà due appuntamenti importanti per la Nasa e, più in generale, per il volo umano. Il 6 febbraio si apre la finestra di lancio di Artemis II, la missione che porterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna per la prima volta dopo le missioni Apollo. Si tratta del primo volo con equipaggio del razzo Space Launch System (Sls) e della navicella spaziale Orion. In questi giorni la Nasa sta preparando il trasferimento del veicolo completamente assemblato alla piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, che avverrà non prima di sabato 17 gennaio 2026. A seguire, il 15 febbraio si apre la finestra di lancio della Crew-12 per la Stazione spaziale internazionale, che vedrà fra i membri dell’equipaggio l’astronauta francese Sophie Adenot dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Guarda il video dell’ammaraggio della capsula Dragon con i quattro astronauti della Crew-11:

 

Superamenti rilevati in data 14-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 88 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 76 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 68 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 66 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 62 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 61 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 57 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 56 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 54 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 51 µg/m³

Bollettino della qualità dell'aria - 14-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 7 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 18 0 6 47 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 21 0 10 41 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 22 0 8 63 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 24 0 - 46 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 24 0 10 45 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 25 0 - 17 - 0.3 - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 25 0 - 38 1.6 - 0.8 -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 26 0 - 15 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 27 0 12 63 - 0.9 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 35 0 - 77 - - - -

Microbiota-induced T cell plasticity enables immune-mediated tumour control

Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09913-z

Molecular mimicry between a gut commensal and a tumour antigen forms part of an important mechanistic framework that can boost the efficacy of immune checkpoint blockade therapy and restrain tumour growth.

CFAP20 salvages arrested RNAPII from the path of co-directional replisomes

Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09943-7

CFAP20 has a key role in rescuing RNA polymerase II complexes that have arrested during DNA transcription, limiting the accumulation of R-loops and preventing collisions between the transcription and replication machinery.

Polyamine-dependent metabolic shielding regulates alternative splicing

Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09965-1

Polyamines prevent the action of kinases on acidic phosphorylatable motifs in spliceosomal proteins, thus providing a mechanism for metabolite-mediated regulation of alternative splicing in cells.

Microbiota-induced T cell plasticity enables immune-mediated tumour control

Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09913-z

Molecular mimicry between a gut commensal and a tumour antigen forms part of an important mechanistic framework that can boost the efficacy of immune checkpoint blockade therapy and restrain tumour growth.

Polyamine-dependent metabolic shielding regulates alternative splicing

Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09965-1

Polyamines prevent the action of kinases on acidic phosphorylatable motifs in spliceosomal proteins, thus providing a mechanism for metabolite-mediated regulation of alternative splicing in cells.

Così gestiscono le emissioni i buchi neri

14 Gennaio 2026 ore 17:47

La prima cosa da sapere sui buchi neri è che si chiamano così perché qualunque cosa – materia o luce – attraversi il loro orizzonte degli eventi non può più uscire. La seconda cosa è che non tutto ciò che viene attirato da un buco nero incorre in questo destino. Prima di attraversare il punto di non ritorno definitivo – l’orizzonte degli eventi, appunto –, nei buchi neri in accrescimento il materiale in arrivo forma un disco che ruota attorno al buco nero. Da questo disco di accrescimento, occasionalmente e in determinate circostanze, quantità di materiale sorprendentemente grandi vengono nuovamente espulse nello spazio. Avviene sotto forma di venti a raggi X, oppure di getti relativistici di plasma. E la congiunzione non è un caso: secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy una modalità esclude l’altra.

Rappresentazione artistica di un sistema binario simile a 4U 1630−472. Un buco nero di massa stellare accresce materia dalla stella compagna, emettendo potenti getti di materia e gas oppure venti stellari visibili ai raggi X. Crediti: ESO/L. Calçada/M.Kornmesser

Si tratterebbe della prima chiara prova osservativa che questi due tipi di emissioni sono mutuamente esclusivi. Quando uno è attivo, l’altro scompare. Ma vediamoli meglio. I getti relativistici sono fasci di plasma stretti e concentrati che fuoriescono dai poli del buco nero a una velocità prossima a quella della luce, alimentati dai campi magnetici e dalla rotazione del buco nero. I venti di raggi X, invece, sono flussi più ampi e lenti di gas altamente ionizzato espulso dalla superficie del disco di accrescimento dalla radiazione e dalla pressione magnetica.

Nello studio, gli scienziati si sono concentrati su un sistema binario chiamato 4U 1630−472, formato da un buco nero con una massa circa dieci volte superiore a quella del Sole e da una stella compagna, dalla quale “ruba” materiale che riempie il suo disco di accrescimento e viene regolarmente espulso come vento o getto. Il sistema è stato monitorato per tre anni grazie alle osservazioni del telescopio a raggi X Nicer della Nasa, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e del radiotelescopio MeerKat in Sudafrica. In questo periodo, il buco nero non ha mai prodotto contemporaneamente venti forti e getti potenti: quando il buco nero emette un getto di plasma ad alta velocità, il vento di raggi X si placa, e quando il vento riprende, il getto svanisce.

«In sistemi come 4U 1630-47, che accrescono materia a tassi compatibili con il regime standard di disco sottile, riteniamo che l’apparente mutua esclusività tra venti di disco e getti relativistici possa rappresentare un comportamento generale, piuttosto che una peculiarità di una singola sorgente», dice a Media Inaf Francesco Carotenuto, ricercatore postdoc all’Inaf di Roma e coautore dello studio. «I nostri risultati suggeriscono che le diverse modalità di espulsione del materiale non co-esistano simultaneamente, ma tendano piuttosto ad alternarsi nel tempo, in diverse fasi di attività (chiamate outbursts) del sistema. Al contrario di molti altri sistemi noti, 4U 1630-47 ha mostrato varie fasi di outburst negli ultimi anni, che abbiamo seguito nella loro evoluzione con dense campagne osservative nella banda radio e nei raggi X».

Non un caso isolato, dunque, questo buco nero, ma l’espressione di una “regola” generale. E c’è di più: mentre i due meccanismi si alternano, la quantità di materiale in arrivo rimane pressocché costante, un po’ come se il buco nero fosse in grado di autoregolarsi. Getti e vento, infatti, trasportano quantità comparabili di massa ed energia, suggerendo che, mentre la forma del flusso in uscita cambia, la velocità totale del flusso rimane invariata.

«Una possibile spiegazione fisica è che la forma dominante dell’outflow sia regolata da cambiamenti nella configurazione del campo magnetico associato al plasma del disco di accrescimento, in particolare nelle regioni più interne del disco e nella sua interazione con il buco nero», spiega Carotenuto. «I risultati di simulazioni numeriche suggeriscono infatti che differenti configurazioni del campo magnetico possano dare origine in modo naturale a meccanismi di “lancio” o “espulsione” diversi. Le transizioni tra queste configurazioni potrebbero quindi permettere alla sorgente di passare da uno stato dominato da venti a uno dominato da getti, senza richiedere cambiamenti drastici nel tasso globale di accrescimento».

In breve, i buchi neri non si limitano a consumare materia, ma la gestiscono, decidendo se espellerla nello spazio sotto forma di getto concentrato o spazzarla via con venti violenti. L’equilibrio tra venti e getti svolge un ruolo fondamentale nel regolare la crescita dei buchi neri, e influenza anche la formazione delle stelle nelle regioni vicine e l’evoluzione delle galassie. Questo meccanismo, infatti, potrebbe non riguardare solo i buchi neri di massa stellare come quello del sistema studiato, ma anche i buchi neri supermassicci al centro delle galassie. L’unica condizione irrinunciabile è che si tratti di un buco nero in accrescimento.

«Il disco di accrescimento è infatti un elemento fondamentale per la produzione sia dei venti sia dei getti, e senza un disco questi meccanismi non possono operare», specifica Carotenuto. «I sistemi binari a raggi X, in cui un buco nero di massa stellare (di circa 10 masse solari) accresce materia da una stella compagna, sono particolarmente importanti perché evolvono su scale temporali relativamente brevi (nell’ordine di settimane o mesi). Questo ci permette di osservare direttamente i cambiamenti nei meccanismi di espulsione del materiale nel corso del tempo. È possibile che comportamenti simili avvengano anche attorno a buchi neri supermassicci nei nuclei galattici attivi, ma in quel caso le transizioni avverrebbero su tempi molto più lunghi, rendendole molto più difficili da osservare direttamente».

Per saperne di più:

  • Leggi su Nature Astronomy l’articolo “Evidence of mutually exclusive outflow forms from a black hole X-ray binary“, di Zuobin Zhang, Jiachen Jiang, Francesco Carotenuto, Honghui Liu, Cosimo Bambi, Rob P. Fender, Andrew J. Young, Jakob van den Eijnden, Christopher S. Reynolds, Andrew C. Fabian, Julien N. Girard, Joey Neilsen, James F. Steiner, John A. Tomsick, Stéphane Corbel e Andrew K. Hughes

Superamenti rilevati in data 13-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 89 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 75 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 64 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 61 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 60 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 59 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 56 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 51 µg/m³

Bollettino della qualità dell'aria - 13-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 8 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 12 0 4 46 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 13 0 9 52 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 18 0 - 32 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 18 0 14 48 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 20 0 10 61 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 21 0 - 38 - 0.4 - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 22 0 13 55 - 1.1 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 23 0 - 50 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 28 0 - 36 1.7 - 1.2 -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 46 0 - 83 - - - -

Rétromobile, in mostra le DS presidenziali

13 Gennaio 2026 ore 17:24

A Rétromobile, il salone dedicato alle classiche in programma al Paris Expo Porte de Versailles dal 28 gennaio al 1° febbraio, vengono riunite per la prima volta quattro vetture che hanno segnato la storia della DS e il suo legame con la Presidenza della Repubblica francese. L’esposizione, resa possibile grazie al supporto dell’organizzazione che tutela il patrimonio del brand “L’Aventure DS”, abbraccia un arco temporale di 60 anni e ripercorre la storia dei modelli che hanno accompagnato i diversi capi dell’Eliseo.

Lo Squalo di de Gaulle

Utilizzata a partire dal 1965, la DS 21 Pallas modificata per il diciottesimo Presidente francese è dotata di allestimenti specifici per l’uso ufficiale: visiere parasole laterali per i passeggeri posteriori, portabandiera integrati nel paraurti anteriore, supporti per stemmi e portadocumenti sul cruscotto. Dopo vari passaggi di proprietà, l’auto è stata battuta all’asta nell’ottobre 2023 per 59.040 euro ed è stata poi restaurata integralmente, nel rispetto del modello originale.

La francese che superò l’America

Consegnata all’Eliseo nel 1968, questa DS 21 allungata, disegnata da Henri Chapron, rappresenta un esemplare unico, progettato su rigorose specifiche: doveva essere persino più grande dell’auto allora utilizzata dal Presidente degli Stati Uniti. Lunga 6,53 metri e larga 2,13, fu concepita per cerimonie e parate, ed era capace di procedere per ore a basse velocità anche con temperature elevate. Verniciata in una tonalità di grigio specifica, si distingueva per dotazioni all’avanguardia, come fari supplementari a lunga portata, bandiere laterali illuminate e stemma luminoso sul cofano. L’abitacolo, con un pannello di vetro curvo che separa i sedili anteriori dal salotto presidenziale posteriore, offriva interni in pelle marrone, climatizzazione, illuminazione diretta e indiretta, interfono e minibar.

Eleganza di Stato

Nel 1972 l’Eliseo annunciò l’arrivo di due SM presidenziali: entrambe erano cabriolet a quattro porte in grigio scuro metallizzato, utilizzate per la prima volta in occasione della visita ufficiale di Elisbetta II. Anch’esse disegnate da Chapron, le scoperte furono allungate di 71 centimetri fino a raggiungere i 5,60 metri. Sospensioni, freni e pneumatici vennero adattati al passo allungato e al peso aumentato, mentre il V6 da 170 CV rimase invariato. Gli interni di pelle naturale e il tettuccio morbido ad azionamento idraulico completavano un allestimento pensato per il massimo registro ufficiale.

La tradizione continua

Ultima erede di questa tradizione è la DS N°8, messa a disposizione della Presidenza della Repubblica francese in anticipo rispetto al lancio commerciale della nuova ammiraglia, previsto per settembre 2025. Caratterizzata da una livrea Blu Zaffiro, presenta modifiche specifiche per le parate, come maniglie e supporti per la posizione in piedi e una seduta posteriore accorciata. Questo percorso testimonia il legame storico tra la Presidenza francese e i modelli DS e SM, una collaborazione iniziata nel 1958 con la DS 19 del generale de Gaulle e proseguita fino ai giorni nostri, simbolo duraturo di eleganza, innovazione ed eccellenza industriale francese.

DS Presidenziali - 1Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 2Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 3Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 4Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 5Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 6Ruoteclassiche
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DS Presidenziali - 10Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 11Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 12Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 13Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 14Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 15Ruoteclassiche
DS Presidenziali - 16Ruoteclassiche

Bollettino della qualità dell'aria - 12-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - n.d. - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 15 0 9 54 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 16 0 11 52 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 19 0 - 50 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 19 0 - 52 - 0.6 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 24 0 19 56 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 25 0 14 53 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 30 0 - 67 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 32 0 - 49 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 33 0 - 50 2.3 - n.d. -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 33 0 19 62 - 1.4 - -

Superamenti rilevati in data 12-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 71 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 58 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 56 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 52 µg/m³

La Disco Volante Manuale celebra i 100 anni di Touring

13 Gennaio 2026 ore 11:15

In occasione del centenario dalla fondazione della Carrozzeria Touring, Officine Fioravanti presenta una reinterpretazione dell’Alfa Romeo Disco Volante improntata a una visione più tradizionale della guida. Il progetto rende onore alla storica carrozzeria milanese, rileggendo in chiave analogica una delle più celebri dream car del marchio del Biscione. Basata sull’Alfa Romeo 8C, la Disco Volante era stata presentata per la prima volta al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nel 2013, per poi apparire anche al Salone di Ginevra nel 2014, ed è stata prodotta in serie limitatissima.

Ritorno alla guida pura

L’intervento più significativo riguarda la trasmissione: al posto del precedente cambio automatico sequenziale elettroattuato a sei rapporti, è stato adottato un cambio manuale, anch’esso a sei marce, che enfatizza il coinvolgimento diretto del conducente. Accanto a questa modifica, Officine Fioravanti ha dotato la vettura di un impianto frenante carboceramico. Rimane invece invariato il propulsore, il V8 aspirato di 4,7 litri da 450 CV di origine Maserati, già presente sulla 8C. Con questa evoluzione, la Disco Volante Manuale si propone come un omaggio alla tradizione e alla guida analogica, mantenendo inalterati l’impostazione stilistica e il carattere che hanno reso il modello un riferimento nel panorama delle moderne reinterpretazioni automobilistiche.

Disco Volante Manuale - 1Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 2Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 3Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 4Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 5Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 6Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 7Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 8Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 9Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 10Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 11Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 12Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 13Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 14Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 15Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 16Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 17Ruoteclassiche
Disco Volante Manuale - 18Ruoteclassiche

Critico Antirez

12 Gennaio 2026 ore 14:33

💾

La critica si basa su una stima del lavoro portato avanti da Antirez nel corso degli anni.

Nello specifico, voglio analizzare la questione LLM non dal punto di vista della produttività tecnica, ma dal punto di vista dell'apprendimento e degli effetti socio-economici.

Il progresso è inevitabile?
No. Solo la fisica è inevitabile.

Il post analizzato:
- https://antirez.com/news/158

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Bollettino della qualità dell'aria - 11-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - n.d. - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 41 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 14 0 - 46 - 0.5 - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 14 0 - 47 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 14 0 9 62 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 17 0 - 28 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 42 2.8 - n.d. -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 17 0 10 36 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 24 0 - 84 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 28 0 16 79 - 1.5 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 41 0 28 56 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 10-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - n.d. - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 11 0 4 56 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 11 0 7 30 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 13 0 - 37 2.3 - n.d. -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 14 0 4 33 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 18 0 6 67 - 0.8 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 29 0 - 81 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 39 0 16 54 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 5 0 - 18 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 9 0 - 20 - 0.3 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 9 0 - 23 - - - -

Internet è polarizzato: perché può aver senso resistere all'AI

11 Gennaio 2026 ore 12:50

💾

Ciao, sono Leonardo Tamiano, la mente dietro al progetto Esadecimale.

Esadecimale ha come obiettivo lo sviluppo di materiale per la formazione informatica di alta qualità, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista filosofico.

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- https://www.udemy.com/course/introduzione-software-security/?referralCode=DFBB43DB069C90141632
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Parlare di AGCOM mi fa piangere il cuore

10 Gennaio 2026 ore 18:58

💾

Ciao, sono Leonardo Tamiano, la mente dietro al progetto Esadecimale.

Esadecimale ha come obiettivo lo sviluppo di materiale per la formazione informatica di alta qualità, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista filosofico. Ne abbiamo veramente bisogno, come mostra l'operato di AGCOM. Ma AGCOM ha mai fatto cose effettivamente utili?

Link utili:
- https://www.agcom.it/comunicazione/comunicati-stampa/comunicato-stampa-71
- https://x.com/eastdakota/status/2009654937303896492

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STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
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PM10
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PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 5 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 45 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 14 0 - 58 - 0.3 - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 20 0 - 29 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 23 0 - 22 2.3 - n.d. -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 23 0 9 67 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 24 0 8 26 - 0.6 - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 26 0 9 34 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 27 0 6 7 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 30 0 - 88 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 45 0 11 16 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 08-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 14 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 29 - 0.4 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 10 0 6 42 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 15 0 11 43 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 17 0 - 29 3.2 - 0.8 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 17 0 12 57 - 0.8 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 18 0 12 57 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 26 0 - 81 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 41 0 - 60 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 41 0 24 62 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 5 0 - 40 - - - -

L'Intelligenza Artificiale è "solo" una tecnologia

8 Gennaio 2026 ore 14:59

💾

Ciao, sono Leonardo Tamiano, la mente dietro al progetto Esadecimale.

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Bollettino della qualità dell'aria - 07-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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mg/m³
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GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 8 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 11 0 5 64 - 0.7 - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 12 0 - 16 3.3 - 0.3 -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 15 0 12 49 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 16 0 - 75 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 21 0 - 36 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 26 0 18 46 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 5 0 - 28 - 0.4 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 6 0 3 23 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 9 0 - 13 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 5 57 - - - -

Nuova Landing Page!

6 Gennaio 2026 ore 11:07

💾

Vediamo assieme la nuova landing page del progetto, recentemente aggiornata per introdurre la nuova piattaforma OpenEdx.
- https://esadecimale.it/

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Superamenti rilevati in data 01-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 115 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 110 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 108 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 99 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 89 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 76 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 57 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 57 µg/m³
PT-SIGNORELLI Zona Prato Pistoia PISTOIA PM10 55 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 54 µg/m³
AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO BORGO SAN LORENZO PM10 53 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 51 µg/m³

LISP: estetica, utilità, e sul perché le lezioni vanno registrate.

28 Dicembre 2025 ore 19:24

💾

Structure and Interpretation of Computer Programs, libro:
- https://web.mit.edu/6.001/6.037/sicp.pdf

Structure and Interpretation of Computer Programs, videocorso:
- https://www.youtube.com/watch?v=-J_xL4IGhJA&list=PLE18841CABEA24090

EMACS: The Extensible, Customizable Display Editor, paper di Stallman:
- https://www.gnu.org/software/emacs/emacs-paper.html

Sul futuro di Esadecimale

24 Dicembre 2025 ore 17:33

💾

In questi giorni di feste sto (anche) lavorando per il futuro di Esadecimale nel 2026. Molte cose sono già funzionanti, ma mancano le ultime integrazioni. L'obiettivò sarà andare live durante il mese di gennaio.

In questa nuova piattaforma, un deployment self-hosted della piattaforma open-edx, andrò ad insegnare l'informatica. L'informatica ovviamente è complessa, ma ci sono alcune aree di interesse che ritengo siano più importanti, in quanto sono le fondamenta da cui segue tutto il resto. Nel video racconto le aree di interesse che ho selezionato e su cui voglio iniziare a lavorare a partire dal 2026. So bene che questo è un lavoro che, se andrà bene, richiederà comunque anni e anni di lavoro.

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Il software che ritieni semplice parla di te

22 Dicembre 2025 ore 15:04

💾

Oggi riflessioni sui rapporti tra il concetto di semplicità e la conoscenza che abbiamo di un particolare campo. Prendo un esempio specifico nel mondo del software: GNU Emacs. È semplice? Non in modo assoluto. Ma lo può essere per un individuo che ha sviluppato un certo modo di pensare e di rapportarsi con il computer e con il mondo delle computazioni digitali.

Emacs è solo un caso specifico. Questo ragionamento si applica a tante cose: quando parliamo della complessità di un oggetto esterno al nostro corpo, stiamo sempre anche parlando in parte di noi stessi e del nostro punto di vista sulle cose.

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Frustrazioni Informatiche

20 Dicembre 2025 ore 12:02

💾

Alcune riflessioni scaturite dalla lettura di un commento.

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KERNEL DEV ITA - EP 06 KERNEL PANIC

15 Dicembre 2025 ore 14:37

💾

Un kernel panic è un errore non recuperabile che avviene durante l'esecuzione di un kernel. Andiamo a vedere come possiamo implementare una semplice macro per implementare un kernel panic.

Libro su cui si basa la serie:
- https://operating-system-in-1000-lines.vercel.app/en/

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Server updates / Aggiornamenti server

di:ale
18 Novembre 2025 ore 13:39

[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.

[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.

Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

6 Novembre 2025 ore 15:36

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

6 Novembre 2025 ore 13:34

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

3 Ottobre 2025 ore 11:14

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

2 Ottobre 2025 ore 14:43

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

Problemi con un server / Server issues

di:ale
14 Agosto 2025 ore 15:03

Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.

AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.

One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.

UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.

Manutenzione / Maintenance

di:ale
13 Maggio 2025 ore 21:24

[IT] Questo Venerdì 16 Maggio faremo dei lavori su di un server per qualche ora, presumibilmente durante la mattinata. Durante questo periodo di tempo, alcuni siti web e alcuni blog di noblogs saranno temporaneamente irraggiungibili.

[EN] Friday May 16th we’ll be doing some maintenance work on one of our servers. Some services (hosted web sites, blogs) will be unavailable for a few hours.

Statistiche dei siti / Website analytics

di:ale
25 Febbraio 2025 ore 10:28

[IT]

Autistici / Inventati ha offerto per molti anni un servizio di analisi del traffico sui siti ospitati, inizialmente nato per offrire un’alternativa centralizzata all’installazione autonoma di strumenti simili, con migliori garanzie di rispetto della privacy ed anonimato dei visitatori.

Questo è sempre stato un compromesso vagamente scomodo: questa tipologia di strumento (nel nostro caso Piwik/Matomo, la più diffusa implementazione open source) tenta di raccogliere statistiche accurate lato client, inserendo codice nelle pagine così da tracciare il comportamento del browser. Prassi intrusiva, condivisa infatti dal mondo dell’advertisement ed in sostanza una forma di tracciamento attivo del comportamento delle persone.

Ma il web di oggi non è più quello di allora, i browser offrono maggiore resistenza a questo tipo di tracciamento, la maggioranza dei nostri visitatori comunque utilizza ad blockers che ne prevengono il funzionamento. Il risultato è che i dati raccolti dal nostro sistema di statistiche sono ampiamente inaccurati, e dunque il compromesso di cui sopra non è più giustificato. Dunque sospenderemo il servizio di analisi del traffico così come è stato fornito finora (Piwik/Matomo).

Per chi gestisce un sito, è comunque importante avere una vaga idea dell’andamento delle visite, anche soltanto dal punto di vista volumetrico. Per questo abbiamo implementato un nuovo servizio di analisi del traffico, che al contrario del precedente:

  • Opera sui log anonimizzati lato server, usando soltanto i parametri “pubblici” inviati dal browser (URL, User agent) per la classificazione del traffico
  • Funziona automaticamente per tutti i siti ospitati, senza alcuna necessità di modificare le pagine per inserire codice
  • Fornisce soltanto andamenti quantitativi del traffico suddivisi in poche categorie primarie (tipologia di browser, dispositivo mobile o desktop, traffico “umano” oppure “automatico”)

I dati di analisi del traffico sono disponibili:

  • Per normali siti ospitati, sul Pannello Utente in corrispondenza del sito
  • Per i blog su NoBlogs, tramite il menu “Analytics” nella dashboard del proprio blog

Se siete responsabili di un sito ospitato su A/I, ed avete implementato manualmente l’integrazione con stats.autistici.org, potete rimuoverla quando ne avete l’opportunità in modo da migliorare la performance del sito.

L’attuale servizio Matomo verrà disattivato nel corso delle prossime settimane.

[EN]

For many years, we’ve offered a centralized web traffic analytics service for hosted websites. We initially did this to avoid the proliferation of such self-hosted tools so that we could at least guarantee a good level of privacy and anonymity of the collected information. This has always been a bit of an uncomfortable compromise: these tools (such as Piwik/Matomo, the implementation we’ve been using) collect data by instrumenting the client, injecting code in web pages to track the browser’s behavior. This is fundamentally an intrusive practice, a form of tracking, and it’s no coincidence that a lot of the same techniques are used by e.g. the advertisement industry.

The web, however, has changed quite a bit since then: today’s browsers give out less information, and the vast majority of our visitors are using ad blockers that (rightfully) prevent our analytics from working. The result is that the data collected by this service is largely inaccurate, to the extent that we feel the above compromise is no longer justified. As a consequence, we will terminate the current web analytics service in the form it has been operating until now (Piwik / Matomo).

Traffic statistics, even approximate, are in any case still very useful for those who manage websites, and we would still like to offer this capability, but in a less intrusive fashion. So, we are launching a new web analytics service, that operates on different principles:

  • It works using anonymized server-side logs, using only the public information sent by the browser in its requests (URL, User Agent) in order to classify traffic
  • It works automatically out of the box for all hosted websites, without requiring to add any code to the site pages themselves
  • It only offers quantitative traffic data, sliced along few primary dimensions (browser type, device class, human vs automated traffic)

If you are hosting a website with us, this data will be available:

  • Under the “Analytics” dashboard menu, for blogs hosted on NoBlogs
  • On the main User Panel, for the other hosted websites

If you are managing a website hosted by A/I, and you have manually added the Piwik/ Matomo code to integrate with stats.autistici.org, you can remove it whenever you have the opportunity to do so, in order to improve the site’s performance slightly.

The existing Matomo service will be de-activated in the next few weeks.

Problema tecnico, posta parzialmente irraggiungibile / Some mailboxes unavailable due to technical issues

di:ale
13 Dicembre 2024 ore 16:26

[IT] – Abbiamo un problema ai dischi di un server di posta, le mailbox ospitate lì sono temporaneamente irraggiungibili.

UPDATE: Il downtime sarà almeno di alcune ore.

UPDATE: Il servizio è stato ripristinato. Le mail in viaggio arriveranno progressivamente nel corso delle prossime ore. In ogni caso, se riscontrate problemi con la vostra posta, contattateci.

[EN] – We’re having trouble with the disks of one of our mail servers. Mailboxes hosted there are temporarily unreachable.

UPDATE: We expect at least a few hours of downtime.

UPDATE: Services have been restored. Emails in-flight should arrive over the next few hours. If you’re still encountering issues with your mailbox, do not hesitate to contact us.

La guerra di Gaza riaccende le dispute tra ebraismo e islam

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🔍🌎 Il mondo questa settimana: Russia, Etiopia-Somalia, Ecuador, Coree

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Carta: La Svizzera come snodo ferroviario

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📺 Ecuador, la guerra dei narcos e la geopolitica dei cartelli della droga

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Gli omicidi mirati in Siria e Iraq e l’attentato al cimitero di Kerman durante la commemorazione per l’anniversario della morte del generale Soulemaini. Le dinamiche geopolitiche interne e regionali dal punto di vista iraniano. In studio Nicola Pedde e Alfonso Desiderio. Rivedi la puntata sul nostro canale YouTube. Mappa Mundi è prodotta da Gedi Visual e Limes, […]

Bologna, 17 gennaio: Le intelligenze dell’intelligence

9 Gennaio 2024 ore 16:44
Mercoledì 17 gennaio, a Bologna si terrà la presentazione del numero 11/23 “Le intelligenze dell’intelligence“. Intervengono: Federico Petroni, consigliere redazionale di Limes e coordinatore didattico della Scuola di Limes. Giorgio Cuscito, consigliere redazionale di Limes.  Modera: Fabrizio Talotta, presidente di Geopolis. L’incontro è realizzato in collaborazione con Sala Borsa e Associazione Geopolis. L’appuntamento è alle h18 in Sala Borsa, Piazza del Nettuno 3, Bologna. Ingresso […]
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