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Back After Vanishing for 2 Weeks, Russian Banker Tries to Project Calm

19 Giugno 2026 ore 17:16
The central bank leader Elvira S. Nabiullina reappeared for a news conference after a gap that highlighted deep tensions in the country’s political and economic elite.

© Russian Central Bank Press Office, via Associated Press

Elvira S. Nabiullina, the governor of Russia’s central bank, spoke on Friday. The bank’s press office issued this photograph of the occasion.

Back After Vanishing for 2 Weeks, Russian Banker Tries to Project Calm

19 Giugno 2026 ore 17:16
The central bank leader Elvira S. Nabiullina reappeared for a news conference after a gap that highlighted deep tensions in the country’s political and economic elite.

© Russian Central Bank Press Office, via Associated Press

Elvira S. Nabiullina, the governor of Russia’s central bank, spoke on Friday. The bank’s press office issued this photograph of the occasion.

Back After Vanishing for 2 Weeks, Russian Banker Tries to Project Calm

19 Giugno 2026 ore 17:16
The central bank leader Elvira S. Nabiullina reappeared for a news conference after a gap that highlighted deep tensions in the country’s political and economic elite.

© Russian Central Bank Press Office, via Associated Press

Elvira S. Nabiullina, the governor of Russia’s central bank, spoke on Friday. The bank’s press office issued this photograph of the occasion.

A Missing Ingredient in Ukraine’s Barrages on Russia: Ballistic Missiles

19 Giugno 2026 ore 15:15
Ukrainian drone attacks have achieved breakthroughs, but only ballistic missiles can push Russia to reconsider its war objectives, military experts and officials say.

© via Reuters

An oil refinery in Moscow after a Ukrainian drone attack on Thursday, in an image from social media.

A Missing Ingredient in Ukraine’s Barrages on Russia: Ballistic Missiles

19 Giugno 2026 ore 15:15
Ukrainian drone attacks have achieved breakthroughs, but only ballistic missiles can push Russia to reconsider its war objectives, military experts and officials say.

© via Reuters

An oil refinery in Moscow after a Ukrainian drone attack on Thursday, in an image from social media.

A Missing Ingredient in Ukraine’s Barrages on Russia: Ballistic Missiles

19 Giugno 2026 ore 15:15
Ukrainian drone attacks have achieved breakthroughs, but only ballistic missiles can push Russia to reconsider its war objectives, military experts and officials say.

© via Reuters

An oil refinery in Moscow after a Ukrainian drone attack on Thursday, in an image from social media.

La Russia promette vendetta per l’attacco ucraino su Mosca

19 Giugno 2026 ore 15:10

Mosca è sotto pressione dopo che una massiccia offensiva di droni ucraini ha raggiunto la capitale russa. Ora, il Cremlino sta preannunciando una dura risposta. Lavrov ha affermato con fermezza che l’esercito russo continuerà a lanciare attacchi su larga scala contro obiettivi legati allo sforzo bellico ucraino, alimentando i timori di una nuova escalation. Mentre entrambe le parti spingono il conflitto sempre più in profondità nel territorio avversario, il rischio di uno scontro più ampio e sanguinoso continua a crescere.

La Russia ha minacciato di scatenare “attacchi di gruppo massicci” dopo che “l’inferno puro” si è abbattuto sulla sua capitale.”Questo compito è stato assegnato dal comandante supremo in capo, e le nostre forze armate lo stanno portando a termine e continueranno a farlo”, ha aggiunto.

Gli attacchi dell’Ucraina sono stati una risposta “completamente giustificata” agli attacchi russi di inizio settimana, ha affermato Zelensky.

Vladimir Putin ha promesso vendetta dopo che Mosca è stata colpita da uno sciame di droni ucraini .

La Russia ha promesso di effettuare “attacchi di gruppo su vasta scala” su Kiev in rappresaglia per gli attacchi.

Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipava al G7, Kiev ha lanciato centinaia di droni contro la raffineria di petrolio di Mosca.

Un video mostrava enormi colonne di fumo nero levarsi su Mosca, e un residente le ha descritte come “un vero inferno”.

Appena 24 ore dopo il grande attacco di droni lanciato dall’Ucraina, la Russia ha promesso una vendetta devastante contro la Nato e l’Occidente. Ecco le conseguenze dello storico attacco di ieri.

Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto 194 droni in avvicinamento alla città, mentre il Ministero della Difesa russo ha affermato di aver intercettato oltre 550 droni ucraini in tutto il paese.

Sebbene il signor Putin non abbia reagito personalmente agli attacchi, il suo ministro degli Esteri Sergey Lavrov lo ha fatto.

Il signor Lavrov ha tuonato: “Non è un caso che il Presidente abbia annunciato qualche tempo fa, dopo un’altra bravata dei terroristi di Kiev, che avremmo condotto regolarmente attacchi di gruppo su larga scala. Tuttavia, ha aggiunto, le parole non bastano più.

“Questo compito è stato assegnato dal comandante supremo in capo, e le nostre forze armate lo stanno portando a termine e continueranno a farlo”, ha aggiunto.

Sembra che la “pazienza strategica” di Putin si sia del tutto esaurita e che inizieranno da domani gli attacchi di rappresaglia sull’Ucraina ma probabilmente anche su obiettivi collegati ai paesi che forniscono il sostegno militare al regime di Kiev.

Fonti Varie

Traduzione e sintesi: Luciano lago

Transnistria: cittadinanza russa per 200 mila residenti – una spina nel fiancodell’Ucraina

18 Giugno 2026 ore 21:00



Transnistria, un lembo di terra sulla sponda sinistra del fiume Dniestr, con l’eccezione
della città di Bendery, che si trova sulla sponda sinistra, ma è controllata dal governo
di Tiraspol. Transnistria è la prima regione secessionista dell’ex Unione Sovietica,
staccatasi dall’allora Repubblica Socialista Sovietica di Moldova nel lontano 1990 in
seguito al referendum popolare votato dall’81% della popolazione residente.
All’epoca Transnistria ha espresso la volontà di rimanere in seno all’Unione
Sovietica. Ora lo stato non riconosciuto da nessuno confina con Moldova e Ucraina.
Conta 500 mila abitanti dei quali 220 mila sono già in possesso della cittadinanza
russa. Ora con il decreto del presidente russo Vladimir Putin che facilita
l’acquisizione della cittadinanza russa da parte dei residenti locali, si ipotizza che il
resto della popolazione ottenga la cittadinanza russa. Ciò significa la leva
obbligatoria per decine di migliaia di uomini in età compresa tra 18 e 30 anni. Non
potendo prestare il servizio di leva in Russia, in assenza di una frontiera comune,
dovrebbero prestarlo sul posto. Nei depositi della 14-esima armata russa si trovano
ingenti quantità delle armi rimaste dall’epoca sovietica. Sul posto si trovano inoltre
1.500 militari russi che fungono come forza di interposizione tra moldavi e russi. Il
secondo referendum del 2006 ha sancito l’unificazione della regione alla Russia.
Odessa dista soltanto 80 chilometri da Transnistria, mentre Kherson, una parte della
quale è già controllata dai russi, dista solo 80 chilometri da Odessa. L’attuale
situazione non solo tiene nel mirino l’Ucraina, ma difatti blocca le aspirazioni
dell’ingresso della Moldova nell’UE: o deve rinunciare al territorio e alla popolazione
della Transnistria, o dovrà rinunciare all’ingresso nell’UE.

NEUTRALITÀ dell’ITALIA, per la pace e contro la guerra.
FIRMA ORA – https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011

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Putin: “Costruiamo un autentico partenariato strategico con l’ASEAN”

18 Giugno 2026 ore 17:14



Nel 2026, a Kazan (Russia), il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente delle Filippine Ferdinand Marcos hanno parlato a conclusione del vertice del 35° anniversario delle relazioni Russia-ASEAN.

Durante l’incontro, i due leader hanno formalizzato l’adozione della Dichiarazione di Kazan 2026 e del Piano d’azione economico e politico fino al 2030. Putin ha evidenziato l’importanza di un ordine multipolare basato sul diritto internazionale, proponendo misure concrete come l’uso delle valute nazionali per i commerci, lo sviluppo della cybersicurezza e l’esportazione di energia nucleare civile tramite Rosatom. Sul fronte internazionale, i leader hanno accolto positivamente l’accordo di distensione tra Stati Uniti e Iran. Ferdinand Marcos ha ribadito la centralità dell’ASEAN nel quadrante asiatico, confermando l’impegno reciproco verso una cooperazione stabile, sicura e prospera.

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Critics of Russia Say This Critic Isn’t Critical Enough

Alexander Sokurov has questioned the Russian president about government repression, but he is still controversial among his country’s exiles.

© Dmitry Kostyukov for The New York Times

Alexander Sokurov during the screening of his latest film, “Director’s Diary,” in Paris, in March.

Critics of Russia Say This Critic Isn’t Critical Enough

Alexander Sokurov has questioned the Russian president about government repression, but he is still controversial among his country’s exiles.

© Dmitry Kostyukov for The New York Times

Alexander Sokurov during the screening of his latest film, “Director’s Diary,” in Paris, in March.

Critics of Russia Say This Critic Isn’t Critical Enough

Alexander Sokurov has questioned the Russian president about government repression, but he is still controversial among his country’s exiles.

© Dmitry Kostyukov for The New York Times

Alexander Sokurov during the screening of his latest film, “Director’s Diary,” in Paris, in March.

Costa, in arte “Pelè”, pronto a trattare con Putin – Il Controcanto – Rassegna stampa 18 giugno 2026

18 Giugno 2026 ore 10:29



Repubblica loda l’iniziativa di Costa, presidente del Consiglio Europeo, pronto a trattare con Putin, mentre il Corriere continua a mentire sulla Russia. Il Fatto pubblica la notizia riguardante l’imminente Congresso straordinario di DSP

NEUTRALITÀ dell’ITALIA, per la pace e contro la guerra.
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Nuovi raid su Kiev mentre si riapre lo spiraglio diplomatico: Zelensky chiede più pressione su Putin

18 Giugno 2026 ore 01:27
il vertice del G7 ha riaperto una finestra negoziale anche per il conflitto in Ucraina, accompagnata da brevi contatti esplorativi avvenuti a Bruxelles tra il Consiglio Europeo e Mosca

© RaiNews

Fonti Ue: “Il Consiglio europeo ha avviato canali diplomatici con la Russia per aprire un tavolo negoziale”

17 Giugno 2026 ore 18:14

I messaggi velati, i tira e molla e gli ammiccamenti delle scorse settimane tra Russia, Unione europea e Ucraina hanno portato a dei risultati. Secondo un alto funzionario Ue, il Consiglio europeo, nella figura del suo presidente Antonio Costa, ha avviato “canali diplomatici” telefonici con il Cremlino nel tentativo di stabilire e mantenere contatti per arrivare alla fine del conflitto. “Nelle scorse settimane – dice – sono stati effettuati brevi contatti a livello diplomatico per aprire canali di comunicazione, ma non si è discusso nulla di sostanziale”.

I segnali che qualcosa nella postura dei vari attori protagonisti stesse cambiando lo si era capito già dalla lettera aperta di Volodymyr Zelensky con la quale si chiedeva a Vladimir Putin un incontro. La volontà di Kiev è stata messa nero su bianco, mentre rimaneva sospesa quella di Mosca. Che però, il 27 maggio, nel corso della visita di Stato del presidente ad Astana, in Kazakistan, si era esposta col portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. E il messaggio, questa volta, era diretto proprio alle cancellerie europee: “La Russia e il presidente Putin sono aperti ai negoziati con l’Ue, ma gli europei stanno iniziando solo ora a prepararsi”, aveva detto.

Per la fonte, “in qualsiasi scenario futuro l’Ue ha interessi specifici che dovranno essere difesi, pertanto è importante aver stabilito canali diplomatici con la Russia. L’Ue non è un mediatore. Sostiene l’Ucraina nei suoi sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura”. Tradotto: l’Unione europea non può limitarsi a fare il padrone di casa in un ipotetico negoziato tra Mosca e Kiev, ma è parte interessata dalle conseguenze del conflitto e dai termini di un futuro accordo. Prima cosa perché si tratta di una guerra combattuta ai suoi confini, secondariamente perché l’Ucraina sta procedendo nel suo percorso di adesione all’Ue.

Zelensky ha capito che la presenza di Bruxelles al tavolo potrebbe facilitare il buon esito di futuri colloqui. Così “ha invitato l’Europa ad assumere un ruolo più attivo nel creare le condizioni per facilitare i negoziati di pace. Nelle scorse settimane, il presidente Antonio Costa si è coordinato strettamente con i leader europei su un possibile coinvolgimento con la Russia e sulle questioni da discutere al momento opportuno”.

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Russian Artist Critical of Putin Is Fatally Shot in Poland

16 Giugno 2026 ore 23:06
Two Belarusian men were in custody as part of an investigation into the killing of the exiled painter Robert Kuzovkov.

© Vasily Krestyaninov/SOTA, via Associated Press

Robert Kuzovkov, who was killed on Monday, with one of his paintings near the Russian Embassy in Berlin on Friday.

G7: Zelensky incassa il sì di Trump sulle licenze dei Patriot e propone un paese terzo per la pace

16 Giugno 2026 ore 19:09
Canada e USA stringono la morsa sul petrolio russo. La Germania ribadisce il sostegno a Kiev per la difesa aerea e l'UE. Nel trilaterale con Macron, il presidente USA apre alla produzione ucraina dei Patriot ma frena sulla vicinanza di un accordo

© RaiNews

Fregata russa spara colpi di avvertimento contro yacht civile nella Manica

16 Giugno 2026 ore 18:22
Incontro al G7: Trump-Zelensky-Macron, leader compatti su sostegno a Kiev e pressione su Mosca. Trump: "Russia deve arrivare a un accordo". Droni ucraini su siti petroliferi a Mosca e Krasnodar. Attacco russo nel Kherson: una vittima

© RaiNews

E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

20 Marzo 2023 ore 10:55

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

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