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Non è il caporalato... è il capitalismo!

23 Giugno 2024 ore 18:41
L’orribile omicidio di Satnam Singh, ucciso dal suo padrone che, tra l’altro, era indagato da ben 5 anni (l’indagine era forse finita nel fondo di un cassetto?) ma continuava tranquillamente a sfruttare a morte i suoi lavoratori, - oltre al solito vergognoso e ormai intollerabile piagnisteo di politici e giornali che puntualmente sentiamo da decenni, come se si trattasse di un fenomeno che scopriamo ogni estate - ha innescato un dibattito sul fenomeno del “caporalato, come se questo fosse uno strumento avulso dal contesto più generale. Non di “caporalato” dobbiamo parlare, ma di...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)

DALLE ELEZIONI LA “NUOVA” UNIONE EUROPEA: BELLICISTA COME PRIMA

Editoriale del n. 138 di "Alternativa di Classe" Nei commenti alle recenti elezioni europee il dato che viene generalmente sorvolato, o, quanto meno, sottovalutato, dai vari “vincitori” è l'aumento dell'astensionismo, che in Italia (come in Grecia) ha toccato il record storico. Più della metà degli “elettori” non è andato a votare, anche se si è votato su due giorni! Non è un dato di cui farsi vanto come sinistra rivoluzionaria però, visto che soggettivamente le motivazioni sono le più disparate, compresa, a volte, una qualunquistica passività sociale... Lo avevamo detto:...

(Alternativa di Classe)

Latina: grande manifestazione per Satnam e contro lo sfruttamento. Il PCI presente con solidarietà e lotta

23 Giugno 2024 ore 06:46
“Bisogna smettere di parlare solo di lavoro per iniziare a parlare di ‘lavoro umano’, — ha commentato Sonia Pecorilli, segretaria del PCI della provincia di Latina, che ha guidato i comunisti di Latina e del Lazio intervenuti in piazza della libertà — distinguendolo per difenderlo. Il passo successivo sarà quello di ragionare su un patto per il lavoro umano, dobbiamo e possiamo elaborare un nuovo modello di organizzazione del lavoro. La trasformazione dei processi di lavoro a cui dobbiamo puntare è sul lavoro partecipato. In sintesi oggi viviamo in una società disumanizzata, La Federazione...

(Maurizio Aversa)

E' uscito il n. 138 di "Alternativa di Classe"

22 Giugno 2024 ore 10:34
Indice: Attualità politica. Dalle elezioni la “nuova” Unione Europea: bellicista come prima!.......................................................pag. 1; Politica internazionale. Con i proletari congolesi, contro la rapina imperialista................................................................pag. 4; Ricorrenze storiche. La Resistenza operaia 80 anni fa tra deportazione e degenerazione................................................. pag. 6; Corrispondenza dalla Sardegna. Mobilitazioni per la sanità pubblica..............................................................................pag....

(Alternativa di Classe)

FUORI IL SECONDO NUMERO DI SCINTILLA: IL MONDO VA ALLA GUERRA. E NOI?

19 Giugno 2024 ore 12:15
Stampato e pronto per la lettura e la diffusione, ecco il nuovo numero di scintilla: - la lotta dei disoccupati di Napoli - un programma per l'abolizione del carcere - un orientamento politico sul governo Meloni - un'intervista al Partito Obrero sull'Argentina di Milei - un approfondimento su proletariato extra-legale e l'esercito industriale di riserva, da Marx alle riflessioni delle lotte anticarcerarie degli anni '70 “Scintilla” è uno strumento per il nostro obiettivo dichiarato fin dalla nascita: contribuire alla costruzione di una soggettività politica riconoscibile, legata ai processi...

(Laboratorio Politico Iskra - Bagnoli (NA))

Pordenone, 28 giugno: giù le mani dal Tagliamento!

Alle ore 20,30, nei locali del Circolo Libertario E. Zapata (in via Ugaresca 3B), si svolgerà l'Assemblea/dibattito GIÙ LE MANI DAL TAGLIAMENT0. Interverranno esponenti del comitato “Tagliamento Libero” In data 11 aprile 2024, la Giunta Regionale del FVG ha approvato il documento preliminare (Delibera n. 530) con il quale vengono realizzati diversi “interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento”. Tra questi, il più impattante riguarda la “Costruzione di una traversa laminante, con luci mobili a paratoie piane, adiacente...

(Iniziativa Libertaria - Pordenone)

I banditi imperialisti vogliono trascinare il proletariato e i popoli in una carneficina mondiale

La decisione dei rappresentanti dell’imperialismo USA di autorizzare l’utilizzo di propri missili per colpire il territorio della Russia imperialista, allo scopo di prevenire il crollo del regime vassallo di Kiev – e con esso la sconfitta del blocco occidentale – unita alla richiesta rivolta dal segretario della NATO, Stoltenberg, ai membri di questa alleanza di revocare il divieto di usare le armi inviate in Ucraina per colpire obiettivi in territorio russo (Francia, Germania, Polonia e Regno Unito si sono dichiarati pronti a farlo), rappresentano il passaggio di altre “linee rosse”...

(Da Scintilla n. 146, giugno 2024)

Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM

13 Giugno 2024 ore 12:27

L’associazione dei provider di servizi internet contesta la sanzione amministrativa comminata da AGCOM, nel caso del Piracy Shield e sceglie di impugnare la decisione davanti al Tribunale Amministrativo Assoprovider, l’associazione che tutela i diritti dei provider indipendenti di servizi Internet, si rivolge al Tar contro la multa che AGCOM le ha comminato nello scorso aprile […]

L'articolo Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM proviene da Assoprovider.

PALESTINA: 225 PER 4

Questi numeri sono il saldo dell’operazione congiunta tra l’esercito nazi-fascista di Israele e l’intelligence nord-americana (come ha dichiarato alla catena CNN un anonimo funzionario nordamericano) per liberare 4 ostaggi detenuti dalla Resistenza palestinese: 56 vite palestinesi (in gran parte donne e bambini) per ogni ostaggio israeliano liberato. Tanto per ricordare, i nazi-fascisti tedeschi pretesero e uccisero 335 ostaggi italiani dopo l’operazione della Resistenza romana di via Rasella che portò alla morte di 32 soldati tedeschi: 10 italiani per ogni tedesco ucciso. L’assalto...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)

Nuova Caledonia, solidarietà al popolo kanak

È in corso da più oltre tre settimane la rivolta del popolo canaco contro il colonialismo francese e per la liberazione della Nuova Caledonia, movimento che fa fronte al coprifuoco e allo stato d’emergenza dichiarato dal presidente francese Macron (dichiarato il 16 maggio). In altre parole, all’occupazione militare. Pochi conoscono questo arcipelago melanesiano, non distante dall’Australia, e il suo popolo, oppresso dalla Francia dal lontano 1853 e ridotto addirittura in minoranza dalle politiche d’occupazione e d’insediamento coloniale del regime francese (le stime più diffuse indicano...

(Alessio Ecoretti - PCL)

Roma: ieri, davanti all'ambasciata USA, un partecipato presidio in solidarietà con la Palestina

Ieri a via Veneto, di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti, si è svolto un presidio di solidarietà con il popolo palestinese. Un presidio che, lungi dal fermarsi alla dimensione simbolica, ha mostrato la partecipazione convinta di chi si oppone al genocidio sionista. Di chi, da mesi, chiede il cessate il fuoco in relazione a una "guerra" combattuta da un lato da un esercito e da un'aviazione occupante e dall'altro da una resistenza popolare. Una disparità enorme, che va a vantaggio di chi sta compiendo crimini a Rafah e in tutta la Palestina. L'imperialismo U.S.A. è complice...

(Enrico Biso)

Un passo dopo l’altro, verso lo scontro totale tra NATO e Russia

Che la NATO e la Russia siano in guerra aperta dal 24 febbraio di due anni fa è perfino banale. Lo è almeno per noi che dal primo momento abbiamo sostenuto che quando si dice Ucraina, si deve in realtà leggere NATO – questo, per somma sventura delle ucraine e degli ucraini convinti (sono ogni giorno di meno) di stare combattendo una guerra per la propria auto-determinazione. Altrettanto banale è che la prima fase della guerra si sta chiudendo con la secca sconfitta militare della NATO sul territorio ucraino. La Russia non ha difficoltà a tenere ed estendere le posizioni conquistate nel...

(Tendenza internazionalista rivoluzionaria)

Gaza: i terribili numeri del genocidio al 2 giugno

Qui di seguito i terribili numeri, al 2 giugno, dell’operazione-genocidio messa in atto a Gaza dallo stato di Israele, con il totale sostegno di Stati Uniti, Italia, Unione europea, e l’altrettanto piena complicità dei paesi arabi rimasti a guardare lo “spettacolo”. La fonte è l’autorità di Gaza. STOP THE GENOCIDE NOW! (Red.) - 240, i giorni della guerra genocida - 3.247, i massacri commessi dall’esercito di occupazione - 46.439, i martiri e le persone scomparse - 10.000, gli scomparsi - 36.439, i martiri arrivati negli ospedali - 15.438, i bambini uccisi - 32, i bambini morti...

(Il Pungolo rosso)

Imperialismo tricolore in Niger

Con l'immancabile sostegno bipartisan
Il piano Mattei procede. Il governo italiano da un lato negozia con Ghana, Costa d'Avorio, Etiopia l'importazione di manodopera per l'industria manifatturiera del Nord-Est, con contratti annuali di somministrazione, e l'immancabile benedizione di Mattarella. Dall'altro potenzia la presenza militare italiana in Niger, in collaborazione con la giunta golpista, sino ad arrivare a 500 uomini e donne in divisa. Le cosiddette opposizioni liberali offrono naturalmente il loro benestare. Cosa fanno concretamente i militari italiani in Niger? Corsi di addestramento per i parà, presidio di giacimenti...

(Partito Comunista dei Lavoratori)

Rete Radio Prepper – RRP

24 Gennaio 2020 ore 15:35

Negli ultimi avvenimenti meteo dell’autunno 2019 ci si è resi conto di quanto fragili siano i sistemi di comunicazione che necessitano di un’accesso alla rete per funzionare, la radio fa parte di uno di quei pochi sistemi di comunicazione che non necessità di internet.

In caso di blocco della rete le radio sono indispensabili, sono state utili in passato e lo sono tutt’ora e nonostante la tecnologia avanzi non c’è nulla che possa sostituirle.

Meteonuvola è un progetto amatoriale, nato su Telegram, fatto di soli appassionati che hanno l’intento di creare un sistema di informazione culturale e di sostegno emergenziale, per questo, per rendere ancora più efficace il progetto, abbiamo creato dato vita ad un nuovo servizio, la Rete Radio Prepper.

In caso di necessità (o per semplici prove radio) l’utente si collega al bot telegram http://t.me/meteonuvolabot e manda la propria segnalazione (radio, meteo, eventi sociopolitici ecc..)  seguendo le istruzioni a schermo ( è molto semplice ), una volta inviata quest’ultima comparirà nella mappa interattiva che contiene anche altre informazioni, automaticamente la notifica arriverà nel canale http://t.me/radiosegnalazioni , gli utenti del canale quindi riceveranno una notifica e si potranno mettere in contatto con il segnalatore più vicino a lui.

Gli utenti che vogliono entrare a fare parte della nostra rete non devono fare altro che collegarsi al bot Telegram meteonuvolabot, seguire le istruzioni per ricevere un nominativo e segnalare la propria stazione fissa.

La Rete Radio Prepper usa il canale 2 PMR/CB (am o fm), 145.300 FM e 7190 LSB HF.

In caso di rete fuori uso la mappa non sarà accessibile ovviamente ma è possibile scaricare i file KMZ per poterla caricare su altre mappe utilizzate su cellulare o google earth, consigliamo comunque di fare una stampa della propria zona.

Le segnalazioni meteo vengono raccolte nel gruppo telegram http://t.me/italiameteo,

Quelle degli eventi estremi sul gruppo prepper_italia

I PMR sono ricetrasmittenti che soffrono degli ostacoli, in città difficilmente si arriverà a coprire oltre il km, fuori città in area esposta circa 5-7 km, in altura si possono superare anche i 20km, con alcuni casi particolari di oltre 100 km, i CB permettono di raggiungere distanze notevoli ma hanno bisogno di antenne più impegnative, sono più indicati per essere montati sull’autovettura o in casa.

Ricapitolando:

Rete Radio Prepper, canale 2 PMR e canale 2 CB in am o fm, 145.300 FM e 7190 LSB solo per radioamatori.

Bot telegram per aderire e per segnalarsi : http://t.me/meteonuvolabot

Canale segnalazioni ( dove giungono le proprie segnalazioni radio..) : http://t.me/radiosegnalazioni

Gruppo emergenze e segnalazioni eventi avversi http://t.me/prepper_italia

Gruppo semplici segnalazioni meteo : http://t.me/italiameteo

Vogliamo precisare che non c’è alcuna intenzione di prendere iniziative al di fuori della competenza amatoriale, la rete “potrebbe servire in caso di…”  ma non si sostituisce in nessun caso agli Organi Ufficiali, si tratta di un progetto volontario e di libero uso.

Vi aspettiamo dunque nel canale Canale Radiosegnalazioni

Contatto Amministratore su Telegram

Amministratore

 

Visualizza a schermo intero

Frequenze utili

9 Gennaio 2020 ore 20:55

Buonasera a tutti, pubblichiamo le frequenze radio scelte per possibili comunicazioni tra gli utenti in caso di problemi alla rete, il consiglio e’ quello di riportarli su carta.

 

FREQUENZA PRINCIPALE PMR – CB e HF Rete Radio Prepper del Progetto

CANALE 2 PMR —- 446,01875 Mhz (nessun tono)

CANALE 2 CB

7.190 Mhz HF LSB ( solo per radioamatori )

 

RIPORTIAMO INOLTRE E FREQUENZE UFFICIALI PER EMERGENZE NAZIONALI E INTERNAZIONALI AD OGGI 9 GENNAIO 2020

Rete HF in Italia

Rete d’emergenza in fonia tra Sala operativa del Dipartimento e Di.Co.Mac.:

3.643,5 — 7.045 – 6.990 Mhz

6990 MHz (psk31)

Rete delle Prefetture:

Fonia: 7.045-3.643 Mhz

PSK31: 6.990-3.580 Mhz

Reti VHF-UHF:

Vengono utilizzati i Link nazionali Analogico e Digitale del CISAR

ponti ripetitori dislocati sul territorio dell’ERA ed ARI

ponti ripetitori mobili a copertura delle aree colpite dall’emergenza

Banda radioamatoriale internazionale

3760-7110-14300-18160-21360

Americhe
3750-3985
Asia
3600-7060-7240-7275

 

 

 

Nuovo gruppo su gestione emergenze,outdoor.

4 Gennaio 2020 ore 12:33

Buongiorno a tutti, il progetto meteonuvola propone ai propri utenti Telegram un nuovo gruppo di discussione riguardante la gestione delle emergenze meteo, geologiche, socio politiche, tecniche outdoor e sopravvivenza.

Come prepararsi in caso di calamità naturali, dai problemi di approvvigionamento del cibo al blocco totale del traffico, alla preparazione ad eventi sismici, alle tecniche di sopravvivenza in esterno, ma anche riuscire ad accendersi un fuoco o a crearsi un rifugio, la conservazione del cibo, l’autonomia elettrica, pannelli solari, energia eolica, difesa del proprio territorio, inoltre come mantenere le comunicazioni attive grazie a sistemi radio, uscite outdoor, materiali, utensili e tanto altro ancora.

Link per unirsi http://t.me/prepper_italia

Nuovo servizio segnalazioni bot Telegram

10 Dicembre 2019 ore 11:25

Buona sera a tutti, il bot si arricchisce di nuove funzionalità importanti, segnalazioni eventi, webcam su mappa e anteprime sempre aggiornate.
Triplicata la velocità di risposta e prossimamente altre novità.
Vi invitiamo tutti dunque ad unirsi al nuovo bot che prende il nome ufficiale del progetto.

http://t.me/meteonuvolabot

 

Nuovo servizio avvisi meteo via radio HF

5 Ottobre 2019 ore 18:29

Buongiorno a tutti, è in fase di sperimentazione un servizio di avvisi condizioni meteo avverse in modalità MFSK32 sulla banda dei 20 metri, frequenza 14.310 mhz.

Gli avvisi verranno emessi in caso di effettiva necessità quindi senza un orario ben preciso.

Zona di emissione 1 Torino, potenza 20w.

Zona di emissione 2 Cagliari, potenza 20w

Per l’ascolto su windows consigliamo il programma fldigi, per Android andflmsg

Servizio a cura di IW1GHG e IS0AGS.

 

Per chi volesse la QSL di ascolto si prega di contattarci fornendo il nominativo SWL o radioamatoriale , l’ora, il giorno e l’RST.

[contact-form-7]

 

 

La QBO

16 Settembre 2019 ore 18:44

Risultati immagini per qbo meteo

La QBO (Quasi-Biennial-Oscillation) è l’oscillazione quasi periodica della direzione dei venti zonali stratosferici equatoriali. Il nome non è casuale infatti varia mediamente ogni 28 mesi, si parla di fase positiva quando la direzione dei venti stratosferici equatoriali è zonale (cioè va da ovest ad est) mentre fase negativa quando avviene l’esatto opposto (cioè da est a ovest). L’indice è molto importante per prevedere l’andamento della stagione degli uragani, infatti in caso di QBO+ si ha un intensificazione dell’attività tropicale atlantica con un aumento di tempeste e uragani, influenza anche la stagione dei monsoni e la frequenza dei cicloni tropicali nel pacifico nord occidentale (la fase + ne aumenta la frequenza). La fase orientale (QBO-) è mediamente più forte e più ampia di quella occidentale e porta all’intensificazione dell’attività tropicale nell’oceano indiano sud occidentale. Inoltre quest’ indice ha un influenza più o meno diretta su moltissimi fattori come il regime pluviometrico del Sahel (con QBO+ si ha un incremento delle precipitazioni in quest’area) e la velocità con cui si smaltiscono in atmosfera gli aerosol provocati da grandi eruzioni vulcaniche.
La caratteristica più importante per l’emisfero boreale è l’interazione che sviluppa con i minimi e i massimi solari, infatti l’accoppiata minimo solare-QBO- e massimo solare-QBO+ può favorire gli improvvisi riscaldamenti stratosferici (specialmente nella caratteristica di Major Warming, ovvero quando a 10HPa le correnti zonali vengono sostituite dagli esterlies fino alla latitudine di 60N) che portano allo split o al displacement del vortice polare stratosferico.
Le zone colpite dai pezzi del vortice polare disgregato possono vivere eventi di freddo storici (come successo in Italia nel 1985 o nel Febbraio 2018, per citare due esempi eclatanti).
In caso di accoppiata discordante, ovvero QBO+ e minimo solare o QBO- e massimo solare si ha invece un inibizione dei grandi riscaldamenti stratosferici e quindi schemi circolatori con caratteristiche maggiormente zonali.
Il prossimo inverno 2019/20 dovrebbe avere un indice QBO- (dovrebbe virare in negativo già da Novembre) accoppiato ad un minimo solare molto profondo, tra i più forti degli ultimi decenni.
Questo ovviamente non significa che andremo necessariamente incontro ad un Inverno rigido e nevoso visto che si devono considerare tanti fattori, inoltre bisogna tenere contro della componente “Climate Change” che scombina le correlazioni statistiche facendone spesso perdere significato.

Christian Lacoppola 

 

Settimana dal maltempo invernale

18 Marzo 2018 ore 14:13

Carta delle precipitazioni per la giornata di oggi, domenica 18 marzo

Immagine del modello

Stiamo vivendo ore di spiccato maltempo su gran parte della penisola. La carta riportata sopra evidenzia le precipitazioni che ci interesseranno nel pomeriggio di oggi. Saranno continue e diffuse sul nord Italia, al centro si alterneranno rovesci e momenti di variabilità, mentre un nucleo più intenso dovrebbe approdare nelle prossime ore tra la Campania e la Calabria. Rovesci isolati sulle isole maggiori ed il sud adriatico.

I prossimi giorni vedranno tempo instabile e perturbato soprattutto al centro sud, con frequenti momenti di pioggia e neve che farà la comparsa sugli appennini, via via a quote più basse. Il nord rimarrà più al riparo dai fenomeni, anche se sperimenterà per primo l’afflusso freddo da est richiamato dalla bassa pressione semi stazionaria sui nostri mari. Possibili dei fenomeni nevosi temporanei a ridosso dei rilievi, sull’Emilia Romagna e sul  Piemonte occidentale.

Il freddo  (isoterme a 850 hPa comprese tra -4 e -8 °C lungo lo stivale) si propagherà nei due giorni successivi al centro ed al sud. Non sarà un freddo estremo, ma comunque in grado di portare molti fenomeni a volta intensi, e nevicate che su alcune aree potrebbero far visita a zone prossime alla pianura.

Carta delle T a 850 hPA per la giornata di giovedì

Immagine del modello

Nel fine settimana prossimo si prospetta un ritorno ad un clima più mite ma caratterizzato sempre da maltempo diffuso, al momento sembra che i fenomeni debbano interessare principalmente il centro-sud. Per capire le sorti del nord Italia bisognerà ancora attendere qualche giorno.

MALTEMPO 

28 Febbraio 2018 ore 11:07

Dalla tarda serata è previsto l’arrivo di nevicate deboli diffuse su parte del nord ovest in spostamento verso est nel corso della notte. Maggiormente coinvolti i settori a sud del Po, in particolare Liguria, Piemonte meridionale, Emilia, Appennino Tosco-Emiliano, Lombardia meridionale e da domattina tutto il nord Est la Romagna. Prestare particolare attenzione nella guida stante le temperature negative e le possibili condizioni critiche della rete viaria per presenza di neve e ghiaccio.

Donne: se n’è andata Nora Cortiñas, co-fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo

Ieri ci ha lasciato a 94 anni Nora Cortiñas, una delle “locas” – le “pazze”, come la dittatura argentina chiamava le madri che dal maggio 1977 ogni giovedì sfilavano nella Plaza de Mayo di Buenos Aires per chiedere conto ai generali fascisti della sparizione dei loro figli, nonostante gli arresti, le torture, il sequestro e la sparizione di alcune di loro. Caduta la dittatura Nora – la Madre di tutte le battaglie - insieme alle sue compagne ha continuato instancabile a camminare a fianco di tutti coloro che si battevano, e si battono, per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)

PIENA SOLIDARIETÀ ALLE OCCUPAZIONI UNIVERSITARIE DI UDINE E TRIESTE!

In occasione dell’occupazione dell’Università di Udine, avvenuta questo martedì 28 maggio, sotto la direzione degli studenti riuniti nel Comitato per la Palestina-Udine, ribadiamo la nostra solidarietà come sezione regionale del Partito Comunista dei Lavoratori alle occupazioni delle università di Udine e Trieste in appoggio al popolo palestinese. Anche i nostri militanti sono impegnati a sostenere attivamente l’acampada di Udine: da sempre, infatti, il movimento per la Quarta Internazionale è impegnato nella lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese, oppresso da oltre...

(Partito Comunista dei Lavoratori Friuli-Venezia-Giulia)

Rafah: l’ennesima strage dello Stato nazi-sionista di Israele

Una settimana fa il giornalista statunitense Chris Hedges scriveva: “Rafah èil premio finale in fondo alla strada. Rafah è il grande campo di sterminio dove massacreremo i palestinesi su una scala mai vista in questo genocidio. Guardateci. Sarà un’orgia di sangue e morte”. E continuava: “Scappate, lo vogliono gli israeliani, scappate per le vostre vite. Fuggite da Rafah come siete fuggiti dalla città di Gaza, come fuggiste da Jabalia, come scappaste da Deir-al-Balan, come fuggiste da Beit-Hanoun, come fuggiste da Bani Suheila, come scappaste da Khan Younis. Fuggite o vi uccideremo....

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)

2 giugno. Disertori di tutte le guerre

Ogni 2 giugno la Repubblica celebra sé stessa con esibizioni militari, parate e commemorazioni. Una “festa” nazionalista e militarista. Il governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria, i “sacri” confini, l’esaltazione della guerra. Come ogni anno le cerimonie militari del due giugno servono a giustificare enormi spese militari, l’invio delle armi e l’impegno diretto dell’Italia nelle missioni militari all’estero dall’Ucraina all’Africa. Guerre, stupri, occupazioni di terre, bombardamenti, torture, l’intero campionario degli orrori umani, se compiuto da uomini...

(anarresinfo.org)

IN OMBRA DALL'OSTENTATA COMPETIZIONE ELETTORALE GLI INQUIETANTI RISCHI DELLA COMPETIZIONE GLOBALE

Editoriale del n. 137 di "Alternativa di Classe" Come l'anno scorso (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XI n. 125 a pag. 1), il Governo Meloni ha voluto “festeggiare” il Primo Maggio con un suo decreto in materia di lavoro. Il Consiglio dei Ministri lo ha varato il giorno prima, con lo stanziamento di 74 miliardi di euro fino al 2027, di cui 42 provenienti dalla UE. Si tratta di deduzioni IRES e IRPEF, parziali o totali, per le aziende quando assumono, privilegiando il Sud e i giovani, mentre dei contributi previdenziali si fa carico lo Stato. Oltre a sostituire, in parte, provvedimenti...

(Alternativa di Classe)

E' uscito il n. 137 di "Alternativa di Classe"

24 Maggio 2024 ore 10:53
Indice: Attualità politica. In ombra dall'ostentata competizione elettorale gli inquietanti rischi della competizione globale........pag. 1 Ricorrenze storiche. La rivolta zingara nei campi di concentramento...............................................................................pag. 3 Politica internazionale. Anche in Etiopia a soffrire e a morire sono i proletari................................................................. pag. 5 Corrispondenza dal Lazio. Un Primo Maggio contro guerra e pace capitaliste.................................................................pag. 7 Corrispondenza...

(Alternativa di Classe)

IL PARTITO COMUNISTA N. 428

23 Maggio 2024 ore 10:56
organo del partito comunista internazionale
– 1 maggio 2024: Il mostro del Capitale mondiale si precipita nella guerra Solo la rivoluzione internazionale per il Comunismo lo può abbattere – I cinici calcoli delle borghesie mondiali e il massacro dei palestinesi – Dal “18 Brumaio” al... 25 Aprile – Argentina è il mondo: Milei mette a nudo il tradimento dei vertici sindacali – Condizione della classe operaia in Nigeria – Perché anche negli Usa non chiediamo la nazionalizzazione delle ferrovie PER IL SINDACATO DI CLASSE – La parola del partito ai lavoratori in lotta – Genova, venerdì 5 aprile: Per l’unità nella...

(Partito Comunista Internazionale)

La Corte Penale Internazionale sulla Palestina: un colpo al cerchio e un colpo alla botte

Ieri il procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI) ha chiesto di emettere mandati di arresto per i vertici dello stato nazi-sionista di Israele (Netanyahu e Gallant) e parallelamente – non ci si poteva aspettare altro, viste anche le pesanti pressioni dei governi occidentali – mandati di arresto per i vertici di Hamas. L’imputazione è di “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. Aspetti positivi: finalmente viene sancita formalmente la fine dell’impunità (e la violazione di più di 50 risoluzioni delle Nazioni Unite) di cui lo stato di Israele ha goduto per 75...

(Centro di Iniziativa Proletaria "G.Tagarelli")

Assoprovider ricevuta dal Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica Butti al Dipartimento per Trasformazione Digitale

21 Maggio 2024 ore 12:00

Il 16.5 u.s. il Presidente dell’associazione Assoprovider Giovanbattista Frontera e il Consulente Giuridico Fulvio Sarzana sono stati ricevuti dal Sottosegretario all’innovazione tecnologica Sen. Alessio Butti, al Dipartimento per la Trasformazione Digitale. L’incontro sui temi caldi della digitalizzazione è stato molto proficuo vista la notevole identità di vedute su molti argomenti. Si è delineata anche una […]

L'articolo Assoprovider ricevuta dal Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica Butti al Dipartimento per Trasformazione Digitale proviene da Assoprovider.

Restituzione pubblica del IV Congresso di Sinistra Anticapitalista

20 Maggio 2024 ore 09:29
Venerdì 24 maggio a Roma, presso la sede di Via dei Latini 73. L'iniziativa si svolgera dalle ore 18.00 alle 21.00. Le nostre lotte sono intersezionali, perché pensiamo che una liberazione autentica dallo sfruttamento e dall’oppressione sia tale solo se non lascia indietro nessuna e nessuno. Le lotte antimperialiste, democratiche, di classe, transfemministe, libertarie, devono trovare una comune radice, relazionarsi e rafforzarsi l’una con l’altra e costruire insieme un progetto comune. Avanziamo una proposta politica ecoscocialista, cioè di un percorso di lotta verso una futura società...

(Sinistra Anticapitalista Roma)

Roma, 23 maggio: Palestina grido inascoltato

Raccogliere idee e proposte per richiamare la politica al rispetto del Diritto Umanitario
L'iniziativa si svolgerà presso Spin Time, in Via di Santa Croce in Gerusalemme 55, a partire dalle ore 17.30 L'escalation di violenza a Gaza è senza precedenti. Sono migliaia le vittime civili e la situazione umanitaria è drammatica. Di fronte a questo, la voce della società civile mondiale ha elevato il proprio grido di dolore. Chiedere ai leader politici che venga preteso il rispetto senza compromessi del diritto internazionale e di attivare tutti i canali necessari per giungere ad un cessate il fuoco è sempre più urgente e necessario. Per questo, l'obiettivo dell’incontro è raccogliere...

(Campagna BDS Amnesty International)

Le proteste “pro Palestina” nelle università

Con effetto domino, la protesta degli universitari USA contro la guerra scatenata dallo Stato d’Israele nella Striscia di Gaza, un vero e proprio macello al limite del genocidio e di una autentica pulizia etnica della popolazione civile palestinese e soprattutto dei proletari e delle masse proletarizzate, è dilagata qua e là anche in Europa e altrove. Non staremo a farne qui la cronaca, visto che da settimane (scriviamo a metà maggio) ne sono pieni tutti gli organi di “informazione”. Vogliamo invece indicare alcuni punti vitali, perché le reazioni istintive a quest’ennesimo sintomo...

(il programma comunista)

CONTRO L'EUROPA DEI PADRONI, DELLE MUNIZIONI, DELLE ELEZIONI!

Saranno le elezioni del riarmo imperialista, cui l'istituzione di ciance europea si adeguerà, dosando le facce del proprio caleidoscopio politico, equilibrando europeismi e sovranismi, comunque costretti nel suo percorso di rafforzamento ed autonomia continentale imposti dall'accelerazione della guerra. CONTRO L'EUROPA DEI PADRONI, DELLE MUNIZIONI, DELLE ELEZIONI. LA LIBERAZIONE E' FRUTTO DELLA RIVOLUZIONE, NON DELLA PARTECIPAZIONE ELETTORALE. La democrazia, con i suoi riti, è la forma consueta del pacifico sfruttamento nella fase imperialista dello sviluppo capitalista. Pur fondata sul...

(SOCIETA' INCIVILE)

Dall’ordine americano al grande caos

Scenari di guerra globale: dall’Ucraina a Gaza, dal Sudan all’Armenia, dal mar Rosso a Taiwan
Torino, Venerdì 24 maggio ore 21 incontro con Stefano Capello (presso la sede di Corso Palermo 46) Guerre di portata planetaria ci stanno portando sull’orlo della terza guerra mondiale. La spirale pare inarrestabile: il conflitto Russia Ucraina rischia di deflagrare in tutta Europa. L’Italia è direttamente coinvolta con le proprie truppe e con il proprio apparato militare industriale. È in prima fila in conflitti in cui gioca in proprio e in varie alleanze a geografia variabile. La crisi mondiale, le pericolose convulsioni dell’impero statunitense e della Russia in un pianeta multipolare,...

(anarresinfo.org)

Dove va l'Unione Europea?

Bilancio e prospettive di un'unione imperialistica
Né europeismo liberale né sovranismo reazionario. Per un'Europa socialista, unica reale alternativa L'Unione Europea è nata da una concertazione di stati imperialisti del vecchio continente sospinta dalla caduta del Muro di Berlino. Il crollo dell'URSS e del Patto di Varsavia spinse la riunificazione capitalistica della Germania. L'imperialismo francese diede via libera a tale riunificazione in cambio dell'integrazione dell'imperialismo tedesco in un nuovo patto continentale. L'Unione Europea è nata attorno al patto franco-tedesco: un faticoso punto di equilibrio tra la forza militare della...

(Partito Comunista dei Lavoratori)

Il 5 per mille alla Biblioteca “Aldo Serafini”!

16 Maggio 2024 ore 17:53
L’obiettivo di carattere culturale che ci poniamo di centrare per il 2024 è la completa realizzazione della Biblioteca “Aldo Serafini”, dal nome del compagno che fu fra i nostri fondatori, un militante comunista rivoluzionario coerente e conseguente fino all’ultimo. Si tratta di un impegno che abbiamo pubblicamente assunto dopo la morte di Aldo avvenuta il 16 novembre 2023, poichè il nostro compagno ci ha lasciato una notevole quantità di opere dei classici, testi teorici, politici, storici, documentali, etc., tra cui molti introvabili, che vogliamo mettere a disposizione dei proletari,...

(Da Scintilla n. 145, maggio 2024)

Lecce, 17 maggio: stop arming Israel

Un presidio in Piazza Sant'Oronzo, a partire dalle ore 19.00 Israele continua a usare armi e munizioni esplosive in zone densamente popolate di Gaza, con terribili conseguenze per la popolazione. L’esercito israeliano ha anche emesso un ordine di “evacuazione” per interi quartieri della zona est di Rafah, dove si trovano oltre 100.000 residenti, molti dei quali sfollati interni. Il 17 maggio alle ore 19:00 saremo in piazza Sant’Oronzo per chiedere nuovamente un immediato cessate il fuoco e sollecitare tutti gli Stati a porre fine ai trasferimenti di armi che possono essere usate per commettere...

(Amnesty International Lecce PeaceLink)

Imperialismo, guerra, internazionalismo. Punti di Sintesi

15 Maggio 2024 ore 16:52
I “Punti di Sintesi” che di seguito esponiamo si pongono, seppur su di un piano diverso, in stretta continuità con i nostri precedenti documenti a cui rimandiamo: “Il Dossier sulla questione di classe in Israele-Palestina” e “L’autointervista” sugli sviluppi degli scenari di guerra alimentati dai noti eventi del 7 ottobre. Testi con cui esponevamo da un punto di vista pratico e politico la nostra veduta sui processi di guerra imperialista in generale e nei loro caratteri specifici, agganciandosi strettamente all’individuazione di una serie di nodi politici, strategici e d’analisi...

(Laboratorio Internazionalista per l'organizzazione rivoluzionaria)

PEPPINO IMPASTATO, UNA VOCE SCOMODA

12 Maggio 2024 ore 17:43
PEPPINO IMPASTATO, MILITANTE DELLA “NUOVA SINISTRA” SICILIANA E GIORNALISTA UCCISO DALLA MAFIA (9 Maggio 1978 – 9 maggio 2024), QUANDO LA LIBERTA’ DI STAMPA E L’INFORMAZIONE ALTERNATIVA DIVENTANO TROPPO SCOMODE… Ricordiamo a 46 anni di distanza, l’assassinio da parte della mafia di Peppino Impastato (9 maggio 1978), attivista sociale, militante della “nuova sinistra” siciliana dell’epoca (fu candidato per Democrazia Proletaria),di 30 anni e giornalista. Un giornalista scomodo, che difese la libertà di stampa e la necessità di fare informazione alternativa, raccontando le verità...

I morti proletari non hanno patria

(dal numero 2, marzo-aprile 2024, de “il programma comunista”) Il moltiplicarsi e l’acuirsi dei contrasti fra imperialismi in aree come il Medio e l’Estremo Oriente, l’Africa e la stessa Europa (non stiamo qui a rifare una volta di più l’elenco delle situazioni esplosive o già esplose) suscitano contraccolpi a tutti i livelli. S’intensifica il “discorso pubblico” (cioè la mobilitazione ideologica) relativo alla necessità di un “riarmo europeo”, poiché – come ha avuto modo di dichiarare di recente Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo – “se vogliamo la...

(Partito comunista internazionale (il programma comunista – kommunistisches programm – the internationalist – cahiers internationalistes))

No alla modifica della legge 185/90 sull'export delle armi

Come Tavolo per la Pace dell'Alto Verbano facciamo appello ai deputati lombardi
In queste settimane verrà discussa alla Camera dei Deputati una proposta di modifica della legge 185/90 che regola l’import/export degli armamenti; la modifica intende ridurre i meccanismi di trasparenza e controllo parlamentare sul commercio delle armi, sulle loro esportazioni e sulle banche che finanziano tali operazioni. A metà del mese di aprile come Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano abbiamo inviato al deputato Andrea Pellicini e agli altri 65 deputati eletti nelle circoscrizioni elettorali della Lombardia una lettera per chiedere una riflessione sulle conseguenze di questa modifica,...

(Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano)

Progetto Comunista n. 132, maggio 2024

10 Maggio 2024 ore 11:38
Il mensile delle lotte e del socialismo
Politica Ogni giorno il Primo maggio Editoriale di Massimiliano Dancelli La messa è finita, è l’ora della lotta! Il «caso Bari» e la corruzione generale al tempo del capitalismo di Giacomo Biancofiore Giù le mani dagli antifascisti: Ilaria Salis libera subito! Rivendichiamo il diritto all’autodifesa antifascista di Mario Avossa Sindacato e lotte Sul lavoro si muore di capitalismo di Diego Bossi La sicurezza in fabbrica: una lotta della nostra classe! a cura della redazione Doppie oppressioni e clima La Lit-Quarta Internazionale e la lotta contro le oppressioni...

(Partito di alternativa comunista)

Il più grande sciopero nell’Europa occupata dai nazisti

Il 1° marzo 1944 gli operai delle principali fabbriche del Nord-Italia incrociano le braccia ed escono quasi simultaneamente dai propri stabilimenti. Inizia così quello che diventerà il più grande sciopero generale mai organizzato in Europa durante la guerra. L’esperienza di quello sciopero, cruciale per le sorti della lotta antifascista, è per i comunisti oggi un’enorme fonte di ispirazione ma anche e soprattutto di riflessione politica sulle potenzialità e gli errori di quella “rivoluzione mancata” che fu la Resistenza partigiana. Crisi, guerra e conflittualità operaia Mentre...

(Davide Fiorini - rivoluzione.red)

L’amianto torna alla ribalta

Negli ultimi giorni l’amianto – dopo anni di silenzio - è tornato sulle prime pagine dei giornali. Il mesotelioma che ha colpito un giornalista della RAI ci fa rivivere quanto abbiamo dovuto lottare per ottenere diritti scritti sulla carta (la legge 257 del lontano 1992): ottenere i curricula dal datore di lavoro, lo scontro con l’INAIL che negava questo diritto, lo scaricabarile tra enti diversi, anni di battaglie in piazza e nei tribunali ..... le malattie e le morti dei nostri compagni di lavoro. E’ stata anche l’occasione di leggere i numeri della strage negli ultimi anni: numeri...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)

Dissesto idrogeologico, in 4 anni il territorio italiano a rischio alluvioni è aumentato del 19%

Le possibilità d’adattamento passano da ingegneria naturalistica e Nature based solutions
Doronzo (Aipin): «Abbiamo l’obbligo di ragionare sull’evolversi delle nuove tendenze meteo climatiche, con le conseguenti nuove strategie» Da greenreport Il 16 maggio a Roma, presso la sede Ispra, illustreremo alla stampa – ci sarà anche il mondo delle imprese – proposte, progetti e piani per la sicurezza del territorio anche attraverso la transizione ecologica. Sarà la prima presentazione alla stampa. Il 94% del territorio italiano è a rischio dissesto idrogeologico ed il consumo di suolo è in continua crescita, nel 2021 ha sforato i 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali...

(Giuseppe Doronzo, vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana per la ingegneria naturalistica (Aipin))

Victor Serge – GRATTACIELI IN UN VICOLO CIECO

Pubblichiamo per il suo interesse un breve articolo di Victor Serge sul rapporto tra scienza e lotta di classe, occasionato dal famoso «Scopes Monkey Trial» il «processo della scimmia di Scopes» nel corso del quale un insegnante statunitense, John Thomas Scopes, venne condannato ad una multa di 100 dollari per la violazione della legge del Tennessee, detta Butler, che proibiva l’insegnamento della teoria dell’evoluzione nelle scuole dello Stato. Il testo apparve su La Correspondance Internationale del 25 luglio 1925. Traduzione dal francese di Rostrum, pubblicata nel n. 117 di Prospettiva...

(coalizioneoperaia.com)

E' USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA

30 Aprile 2024 ore 09:45
LO SPAZIO STORICO DI AVVICINAMENTO ALLA GUERRA MONDIALE https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art423_maggio_2024.pdf La questione dell’esercito europeo tra formule ideologiche e nodi reali https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art424_maggio_2024.pdf Il fiorente mercato delle armi italiane https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art425_maggio_2024.pdf Cavi sottomarini, nuove contrapposizioni per il controllo delle telecomunicazioni Questione militare - Counterinsurgency e guerra nella Striscia di Gaza https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art426_maggio_2024.pdf Lo...

(Prospettiva Marxista)

Un Ponte di menzogne

Le priorità sono le cose che dovrebbero avere la precedenza, rendendo le altre secondarie in fatto di importanza. Ovvero le cose più urgenti che impongono scelte decise. Ad esempio, la tutela e il miglioramento di ciò che funziona male al posto della creazione continua di qualcosa di nuovo dalla dubbia utilità e dall'elevato rischio e costo. Evidentemente, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non ha mai percorso la Calabria o la Sicilia in treno, e non ha provato l'ebbrezza dell'attesa per i lunghi tempi di attraversamento di ciascuna delle due regioni del Mezzogiorno....

(Battaglia Comunista (Partito Comunista Internazionalista))
  • ALFIO  

ALFIO

27 Aprile 2024 ore 12:30
Si approssima l'anniversario della scomparsa di Alfio Pannega, che ci ha lasciato il 30 aprile del 2010. Era nato nel 1925, proletario, antifascista, militante comunista e libertario, poeta a braccio, persona amatissima dall'intera comunità viterbese - era conosciuto da tutti e da tutti apprezzato per la sua sorgiva bontà e per le sue fulminanti battute -, visse l'intera vita in povertà, condividendo quanto aveva con chiunque avesse bisogno del suo aiuto; negli ultimi venti anni della sua vita fu protagonista dell'esperienza del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul", un'esperienza...

(Peppe Sini)

È uscito il n. 2/2024 (marzo-aprile) de “il programma comunista”

25 Aprile 2024 ore 11:02
Contiene: Editoriale: I morti proletari non hanno patria. Articoli: Il proletariato palestinese nella tagliola infame dei nazionalismi; Salario minimo per legge: quando i peggiori nemici del proletariato si ergono a suoi difensori; Il ciclo delle rivoluzioni nazionali e anticoloniali volge alla fine (Resoconto del rapporto alla Riunione Generale del Partito, 2-3- novembre 1979); Una nuova genia di “affossatori del marxismo”; Dal delitto Matteotti all’Aventino. I comunisti in parlamento contro il fascismo e contro la democrazia; Note: Segnali di fuoco (Capitalismo è guerra); Dalle strade...

(La redazione de "il programma comunista")

Trieste: per un Primo Maggio rivoluzionario e comunista!

24 Aprile 2024 ore 09:38
Il Primo Maggio di quest’anno, scendi in piazza con i comunisti rivoluzionari. Stiamo organizzando uno spezzone nel corteo cittadino (ore 9:00 da Campo San Giacomo) che porti le ragioni della nostra battaglia tra i giovani e la classe lavoratrice anche a Trieste: la costruzione di un’Internazionale Comunista Rivoluzionaria che lotti in tutto il mondo per la rivoluzione comunista e la liberazione dell’umanità dalla barbarie del capitalismo e della guerra. Lo faremo nello spirito rivoluzionario che la data del Primo Maggio ha nella storia del proletariato giuliano. Non solo festa del lavoro...

(Sinistra Classe Rivoluzione Trieste)

E' uscito il n. 136 di Alternativa di Classe

22 Aprile 2024 ore 17:35
Indice: Attualità politica. Nella strategia bellica aperta nel mondo a rimetterci sono i proletari....................................................pag. 1; Politica internazionale. Soldi per i capitalisti e sacrifici per i lavoratori anche in Francia.................................................pag. 4; Ricorrenze storiche. A Battipaglia nel '69.......................................................................................................................... pag. 6; Corrispondenza dalla Lombardia. La responsabilità di lavoratori e RLS........................................................................pag....

(Alternativa di Classe)

Forma politica e forma partito

22 Aprile 2024 ore 15:01
Nel rivolgermi a un numero limitato di interlocutori cercherò di affrontare, pur disponendo di limitate capacità intellettuali, il tema della "forma - partito". "Forma partito" come "Forma politica" visto almeno sul versante delle forze costituzionali di opposizione: una questione che pare tornata di grande attualità con le scelte compiute in occasione della formazione delle liste delle candidate/i per le elezioni europee condotte con metodi più riconducibile ad un casting per una serie televisive piuttosto che per definire presenze di rappresentanza politico...

(FRANCO ASTENGO)

A Michele Michelino che vive nelle nostre lotte

22 Aprile 2024 ore 10:08
Caro Michele, te ne sei andato proprio in questo giorno di due anni fa, nel momento in cui avremmo avuto più bisogno della tua lucida visione di classe di operaio comunista rivoluzionario. Oggi ci sovrasta lo spettro della guerra imperialista tra NATO e Russia in cui i capitalisti e il loro governo stanno trascinando il nostro paese e, soprattutto, il genocidio dello stato nazi-sionista di Israele contro il popolo palestinese che, però, resiste, dandoci un eroico esempio e ricordandoci la lezione del popolo vietnamita che vinse il gigante USA. La scia di sangue versato ogni giorno dai proletari...

(Le compagne e i compagni del Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” e del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)

Piracy Shield: Assoprovider si rivolge al Consiglio di Stato contro la piattaforma AGCOM

22 Aprile 2024 ore 12:59

Roma, 22 aprile. Assoprovider, l’associazione di operatori di TLC indipendenti, continua la sua battaglia di legalità sulla piattaforma dell’AGCOM, Piracy shield, ed impugna le disposizioni regolamentari davanti al Consiglio di Stato, attraverso lo Studio Legale Sarzana di Roma. Le decine di segnalazioni di utenti, imprese ed associazioni, ingiustamente lese nei propri diritti, hanno convinto l’Associazione […]

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PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

Sabato 27 aprile 2024, ore 16 PRESIDIO davanti alla lapide di via Carducci a Sesto S. Giovanni 1.485 morti di profitto sul lavoro nel 2023; 559 vittime nei primi 3 mesi del 2024. Più di 3.000 morti ogni anno a causa dell’amianto, l’assassino silenzioso che colpisce a distanza di anni. Sono le cifre dell’annuale mattanza di lavoratori, le vittime della guerra non dichiarata dei padroni, per i quali siamo solo carne da macello da sfruttare. Ma la guerra non è solo contro i lavoratori: prova ne sono le stragi civili, dal rogo di Viareggio al crollo del Ponte Morandi. Quest’anno ci sovrasta...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni)

Domenica 21 aprile festa di Primavera a Mola

Nel pomeriggio Assemblea di Legambiente Arcipelago Toscano
Da greenreport Il 21 aprile torna la ormai tradizionale Festa di Primavera a Mola, la Zona umida ai confini tra i Comuni di Porto Azzurro e Capoliveri, tra il mare e la laguna. Fitto il programma organizzato da Legambiente Arcipelago Toscano dalle ore 10,00 in poi: Passeggiata alla scoperta di Mola e delle sue creature (ritrovo parcheggio lato Poro Azzurro), Inaugurazione dei nuovi cartelli illustrativi delle caratteristiche della zona umida; Mostra dei dipinti del corso di acquerello naturalistico con piccolo laboratorio, Laboratorio “La musica delle piante” Aperipranzo con brindisi...

(Legambiente Arcipelago Toscano)

Roma. Campidoglio, sala del Carroccio: il lascito intellettuale e politico di Franco Ottaviano avrà seguito

17 Aprile 2024 ore 14:19
Ad un mese dalla scomparsa, ricordato l'on. Franco Ottaviano e indicati impegni per continuare la sua attività
E’ già una certezza: il lascito culturale, politico, intellettuale, morale, la sua storia che ha segnato parte di molte esistenze e istituzioni e la sinistra e i comunisti, avrà concreta attuazione. Martedì 16 nella sala del Carroccio, al Campidoglio, dagli interventi di spessore svolti da Giorgio Benvenuto, Graziella Falconi, Letizia Paolozzi, Maurizio Fiasco e più dettagliatamente da Mauro Ottaviano, in occasione della commemorazione, ad un mese dalla scomparsa, dell’on. Franco Ottaviano, sono stati, appunto tracciati precisi obiettivi. “L’attività della Associazione dellarepubblica...

(Maurizio Aversa)

Piccolo report della giornata in onore dei compagni srilankesi caduti nell'Aprile 1971

Ieri, come militanti comunisti rivoluzionari e internazionalisti, si è partecipato con convinzione anticapitalista alla 53a commemorazione degli Eroi di Aprile, organizzata dalla sezione di Roma del JVP Italia, che ringraziamo per l'ottima preparazione dell'evento politico. Una ricorrenza importante per chi attraversa con convinzione le lotta di classe e antirazziste che si svolgono nell'intera Città di Roma. Il condividere posizioni solidali ed internazionaliste porta ad avere rapporti politici e culturali con chi è attivo nella nostra Roma, per difendere diritti e politiche di classe. Lo...

(Enrico Biso)

Roma. Martedì 16 aprile commemorazione di Franco Ottaviano al Campidoglio

I suoi familiari, i suoi amici e i suoi compagni, ricorderanno e saluteranno Franco, l’uomo, il dirigente politico, lo scrittore, l’intellettuale, amante della pace e dell’associazionismo L’On. Franco Ottaviano, martedì 16 aprile dalle ore 14,30 alle ore 18,00 sarà commemorato, presso la Sala del Carroccio al Campidoglio in Roma. I suoi familiari, i suoi amici e i suoi compagni, ricorderanno e saluteranno Franco, l’uomo, il dirigente politico, lo scrittore, l’intellettuale, amante della pace e dell’associazionismo. Presumibilmente da varie parti d’Italia, e segnatamente da Roma...

(Maurizio Aversa)

Presentazione laboratorio di reportage con Fausto Podavini

Martedì 9 aprile dalle ore 19 presenteremo online, sulla piattaforma Zoom, la nuova edizione del Laboratorio avanzato di reportage insieme al fotografo e docente del corso Fausto Podavini. L’evento sarà occasione per conoscere meglio il corso, programma e obiettivi, anche attraverso alcuni dei lavori realizzati dai partecipanti e per conoscere il docente e fare tutte le domande di approfondimento. Il laboratorio avanzato di reportage è un percorso di alta formazione e si rivolge a tutti i fotografi che desiderano scoprire o affinare le proprie conoscenze inerenti la progettazione fotografica, approcciandosi a tutte le fasi che compongono un lavoro: l’ideazione, la realizzazione e l’editing. E’ possibile frequentare il corso sia in presenza che in streaming, secondo modalità che saranno fornite al momento dell’iscrizione, oppure in presenza a Roma. Negli anni il corso ha visto nascere bellissimi progetti e affermarsi diversi fotografi che hanno ottenuto diversi riconoscimenti in Italia e all’estero, attraverso pubblicazioni, concorsi e grant. La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti. Scrivi a info@collettivowsp.org per ricevere il link allo streaming

Piracy Shield: AGCOM multa Assoprovider per ostacolo ad attività di vigilanza

4 Aprile 2024 ore 12:24

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha multato l’Associazione Assoprovider per ostacolo all’attività di vigilanza nel caso Piracy Shield. Roma, 4 aprile. Assoprovider, l’associazione degli Internet Service Provider, è stata multata da AGCOM per ostacolo ad attività di vigilanza nel contesto dell’attività della piattaforma Piracy Shield. Il provvedimento giunge dopo il rifiuto da parte […]

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UK, la sinistra e le prossime elezioni generali

Come bilanciare la necessità di disarcionare i conservatori con il desiderio di promuovere politiche socialiste
n questo pezzo che fa riflettere, Dave Kellaway analizza le sfide che la sinistra britannica deve affrontare mentre la nazione si prepara alle elezioni generali che probabilmente porteranno a un governo laburista. Kellaway esplora il modo in cui la sinistra può navigare in questo panorama politico È iniziata. I media e i politici sono già in piena modalità elezioni generali. Certo, c’è la questione delle elezioni amministrative e dei sindaci di maggio, ma tutti le trattano come una cartina di tornasole per le elezioni parlamentari di ottobre o novembre. Tutti i sondaggi sono fermi da più...

(anticapitalista.org)

Conversazioni di fotografia con Raffaele Petralla

Per il ciclo “Conversazioni di fotografia”, sabato 6 aprile dalle ore 19, presso la sede del WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58 Roma, ospiteremo il fotografo Raffaele Petralla che ci presenterà una selezione dei suoi lavori a lungo termine.   Raffaele Petralla è fotografo documentarista, docente di fotografia e videomaker. Si è diplomato alla Scuola Romana di Fotografia nel 2007, a Roma. Concentrandosi nella sua ricerca soprattutto su progetti a lungo termine, Raffaele ha lavorato negli ultimi 10 anni in Cina, Russia, Sud-Est asiatico e Africa. I suoi lavori sono stati pubblicati da oltre 60 media internazionali tra cui: New York Times, National Geographic, GEO, The Times, The Washington Post, Days Japan, The New Yorker, Internazionale, De Morgen, L’Espresso, De Volkskrant per citarne alcuni. Negli ultimi anni Petralla ha ricevuto premi e nomination internazionali. Dal 2015 è membro dell’agenzia Prospekt Photographers. È docente di fotografia di reportage presso la Scuola Spaziotempo di Bari. Nel 2021 ha pubblicato il libro fotografico “Mari El, A Pagan Beauty” prodotto da Voglino editrice. Nel corso della serata Raffaele ci parlerà del suo lavoro di fotografo documentarista e ci farà vedere alcuni dei suoi progetti.  Per conoscere il fotografo visitare il sito: www.raffaelepetralla.com L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per maggiori informazioni Ufficio Stampa WSP Photography  www.collettivowsp.org – ufficiostampa@collettivowsp.org – tel. 371.6900192

Open day IIF: lunedì 15 aprile

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Lunedì 15 aprile 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). QUANDO: Lunedì 15 aprile 2024, ingressi disponibili: 16:15-17:30 oppure 18:45-20:00 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598

photographers sarà inaccessibile in aprile

ATTENZIONE, MESSAGGIO IMPORTANTE! Ad aprile il sito photographers.it risulterà inaccessibile, poiché migreremo su piattaforma WP e ci vorranno alcune settimane per riattivare la fruizione del sito. È un’operazione praticamente indispensabile, data la vetusta situazione del cms attuale. Con la nuova release verranno progressivamente ripristinate le funzioni lato utente, ma occorrerà riregistrarsi per poter pubblicare contenuti. Ci scusiamo fin d’ora per i disagi, siamo sicuri di poter tornare online con una veste più performante ed attuale😊

photographers sarà inaccessibile in aprile

ATTENZIONE, MESSAGGIO IMPORTANTE! Ad aprile il sito photographers.it risulterà inaccessibile, poiché migreremo su piattaforma WP e ci vorranno alcune settimane per riattivare la fruizione del sito. È un’operazione praticamente indispensabile, data la vetusta situazione del cms attuale. Con la nuova release verranno progressivamente ripristinate le funzioni lato utente, ma occorrerà riregistrarsi per poter pubblicare contenuti. Ci scusiamo fin d’ora per i disagi, siamo sicuri di poter tornare online con una veste più performante ed attuale😊

Borsa di studio fotografia: ultimi giorni per mandare candidatura

Vuoi studiare fotografia con una borsa di studio? Restano gli ultimi giorni per candidarsi per le borse di studio per il ruolo di STUDENTE – ASSISTENTE per il Corso Professionale Biennale di Fotografia dell'Istituto Italiano di Fotografia (IIF) per l’a.a. 2024/2026. Le borse di studio offerte dall'Istituto Italiano di Fotografia sono un'opportunità unica per coloro che desiderano sviluppare le proprie conoscenze e capacità professionali nel mondo della fotografia, usufruendo di una borsa di studio. Gli interessati devono inviare la propria candidatura via email a didattica2@iifmilano.com, allegando un curriculum vitae completo di foto, data di nascita e luogo di domicilio, una lettera motivazionale e 10 fotografie in bassa risoluzione in formato jpg. La scadenza per l'invio delle candidature è fissata per mercoledì 3 aprile 2024. Le borse di studio permettono di ottenere una copertura della retta di oltre il 70%, rendendo così accessibile questa formazione di alto livello anche a coloro che potrebbero avere limitazioni finanziarie. È importante sottolineare che l'invio della candidatura non implica l'obbligo di procedere con l'iscrizione, e che la candidatura può essere ritirata fino al momento della selezione per il training. Il Corso Professionale Biennale di Fotografia dell'Istituto Italiano di Fotografia vanta una lunga storia di formazione di fotografi professionisti, fornendo loro una solida conoscenza delle attrezzature, delle tecniche e dei linguaggi fotografici. L'approccio pratico e professionale dell'IIF spazia tra diversi settori della fotografia, tra cui still life, ritratto, paesaggio, reportage, food, fashion e nudo artistico. L'esperienza formativa presso l'Istituto Italiano di Fotografia si concentra sull'alternanza tra approfondimenti teorici e pratici, con l'obiettivo di sviluppare uno stile personale e di creare un portfolio professionale che possa garantire una transizione sicura nel mondo del lavoro fotografico. Il secondo anno del corso si arricchisce di progetti concreti, che vanno oltre il programma curricolare, coinvolgendo gli studenti in collaborazioni commerciali ed editoriali, mostre, pubblicazioni e training supplementari, completando così il loro percorso formativo e preparandoli per una carriera di successo nel campo della fotografia. Per maggiori informazioni su come candidarsi e sul Corso Professionale Biennale di Fotografia e sul bando per le borse di studio è possibile visitare il sito web dell'Istituto Italiano di Fotografia.

Open day IIF: lunedì 15 aprile

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Lunedì 15 aprile 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). QUANDO: Lunedì 15 aprile 2024, ingressi disponibili: 16:15-17:30 oppure 18:45-20:00 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598

Twenty’s Photography: incontro con Laura Aurizzi, Giulia Haraidon ed Eduardo Gaspar.

Per il ciclo Conversazioni di fotografia WSP Photography è lieta di presentare “Twenty’s Photography”, una serie di incontri dedicati ai lavori di giovani fotografi e fotografe della cosiddetta Generazione Z. Il secondo incontro si terrà venerdì 5 Aprile alle ore 19,00 nel quale ospiteremo le fotografe Laura Aurizzi e Giulia Haraidon e il fotografo Eduardo Gaspar. Ne conosceremo insieme i lavori, i linguaggi, le ricerche personali e artistiche. Laura Aurizzi, fotografa di Roma, classe 1991. Nasce come autoritrattista per poi avvicinarsi al mondo del ritratto. Dopo essersi diplomata presso la DAM Academy nel giugno 2021, inizia la sua carriera come fotografa di brand image e moda. Il suo stile è caratterizzato da luci eteree, quasi evanescenti che regalano leggerezza ed eleganza alle sue fotografie. Da questa sua scelta stilistica nasce il progetto di ritratto “Fade”. Eduardo Gaspar, fotografo peruviano classe ’98. In passato ballerino e musicista, si cimenta anche nel video e infine nella fotografia. Queste due ultime esplorate durante gli ultimi anni delle superiori in biotecnologie ambientali. Infatti qualche anno dopo, questa sua curiosità verso il creato si trasforma e, a seguito del biennio in arti visive, approccia la fotografia come strumento per la scoperta della realtà che lo circonda, per appagare il suo viscerale bisogno di interrogarsi sul mondo e sui comportamenti dell’essere umano. Giulia Haraidon Si approccia alla fotografia in modo fluido, mescolando i diversi ambiti che mi interessano, creando ibridi innesti. La sua ricerca è incentrata sul rapporto con se stessi, con il proprio corpo e lo spazio esterno. Si interessa  alle tematiche relative alla sessualità, ecologia, migrazione. “Ta Boo”, esposto presso Magazzini Fotografici e il progetto ‘’Ritratti Intimi’’ esposto a Les Voies Off Arles, Arles Francia che fanno parte del suo percorso di laurea, approfondiscono il rapporto delle donne con la propria fisicità e sessualità: una riflessione sugli stereotipi visivi della femminilità. L’ingresso è gratuito.

Festival Fotografico Europeo

L’immagine incontra il mondo, nelle stanze della fotografia, a Busto Arsizio con la 12^ edizione del Festival Fotografico Europeo Il festival, organizzato dall’Archivio Fotografico Italiano con il patrocinio della Commissione Europea, della Provincia di Varese, e delle Amministrazioni comunali di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Cairate e Olgiate Olona, con la condivisione di: Archivio Letizia Battaglia, ILISSO Edizioni, Istituto Italiano di Fotografia, EMERGENCY, FP SCHOOL Scuole di Fotografia, gallerie e realtà private tra cui: Barbara Frigerio Gallery Milano, Galleria Boragno Busto A., A&A Studio Legale Busto A. e Milano, Spazio Arte Farioli  Busto Arsizio e il supporto tecnico di EPSON Digigraphie,  si pone l’obiettivo di promuovere la fotografia d’autore e il linguaggio espressivo, attraverso percorsi visivi articolati, aperti alle più svariate esperienze espressive. Curatore artistico Claudio Argentiero “La rassegna coinvolge 5 comuni e propone 20 mostre, di cui 8 a Busto in 5 spazi diversi in dialogo tra loro, sia pubblici, i musei civici, sia privati, Galleria Boragno, Spazio Arte Farioli, A&A Studio Legale – ha affermato la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Questo è il modo che più ci piace per fare cultura perché si diffonde sul territorio e arriva a pubblici diversi, accende i fari sugli spazi e permette a tanti di venire in contatto con il patrimonio culturale di cui la città è ricca; non è l’unico esempio di cultura diffusa, anche il BAFF e BA Classica utilizzano questo modello con successo”: Un progetto culturale e artistico dedicato alla fotografia storica, moderna e contemporanea, con un approccio interdisciplinare che vede importanti autori a confronto con fotografi emergenti, italiani e provenienti da diversi paesi del mondo. Il programma è arricchito da conferenze, proiezioni, presentazione di libri, workshop e iniziative site specific, il cui obiettivo è approfondire l’evoluzione del linguaggio fotografico e visivo. Un crocevia di esperienze dove esperti del settore, studenti, appassionati, ricercatori e professionisti potranno confrontarsi per una crescita collettiva. https://www.europhotofestival.com

Festival Fotografico Europeo

L’immagine incontra il mondo, nelle stanze della fotografia, a Busto Arsizio con la 12^ edizione del Festival Fotografico Europeo Il festival, organizzato dall’Archivio Fotografico Italiano con il patrocinio della Commissione Europea, della Provincia di Varese, e delle Amministrazioni comunali di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Cairate e Olgiate Olona, con la condivisione di: Archivio Letizia Battaglia, ILISSO Edizioni, Istituto Italiano di Fotografia, EMERGENCY, FP SCHOOL Scuole di Fotografia, gallerie e realtà private tra cui: Barbara Frigerio Gallery Milano, Galleria Boragno Busto A., A&A Studio Legale Busto A. e Milano, Spazio Arte Farioli  Busto Arsizio e il supporto tecnico di EPSON Digigraphie,  si pone l’obiettivo di promuovere la fotografia d’autore e il linguaggio espressivo, attraverso percorsi visivi articolati, aperti alle più svariate esperienze espressive. Curatore artistico Claudio Argentiero “La rassegna coinvolge 5 comuni e propone 20 mostre, di cui 8 a Busto in 5 spazi diversi in dialogo tra loro, sia pubblici, i musei civici, sia privati, Galleria Boragno, Spazio Arte Farioli, A&A Studio Legale – ha affermato la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Questo è il modo che più ci piace per fare cultura perché si diffonde sul territorio e arriva a pubblici diversi, accende i fari sugli spazi e permette a tanti di venire in contatto con il patrimonio culturale di cui la città è ricca; non è l’unico esempio di cultura diffusa, anche il BAFF e BA Classica utilizzano questo modello con successo”: Un progetto culturale e artistico dedicato alla fotografia storica, moderna e contemporanea, con un approccio interdisciplinare che vede importanti autori a confronto con fotografi emergenti, italiani e provenienti da diversi paesi del mondo. Il programma è arricchito da conferenze, proiezioni, presentazione di libri, workshop e iniziative site specific, il cui obiettivo è approfondire l’evoluzione del linguaggio fotografico e visivo. Un crocevia di esperienze dove esperti del settore, studenti, appassionati, ricercatori e professionisti potranno confrontarsi per una crescita collettiva. https://www.europhotofestival.com

TTA 2024 calls

Sono attive le call del TTA 2024, Travel Tales Award! tutti i dettagli sull’Award a https://traveltalesaward.com/award-it/ Per nuove iscrizioni https://traveltalesaward.com/registrazione/ TTA 2024 è: Un’open call per raccogliere i progetti  dal 4 Marzo a Giugno 2024, con una semplice iscrizione sul sito www.traveltalesaward.com  e un fee di partecipazione di 30 Euro per ogni Storia o serie iscritta all’Award. in contemporanea ha aperto la free call dedicata ad immagini singole su Instagram:  è sufficiente pubblicare su Instagram prima del 31 Maggio 2024 una foto con  l’hashtag #TTA2024 per partecipare alle selezioni per le due mostre TRAVELGRAM di Colorno e Corigliano, e la possibilità di essere pubblicati sui canali web dei partners e sul magazine del Touring Club. Per l’Award TTA ogni Fotografo potrà partecipare con uno o più portfolio o storie, composte dalle immagini e da una sinossi, che può essere un vero e proprio “diario di viaggio” o un racconto che accompagna la fruizione delle immagini, o un portfolio che abbia un legante semantico (luogo, stile, soggetto), che aiuti a capire il senso del viaggio e le esperienze umane vissute. Quest’anno è possibile partecipare anche con storie sintografiche (create con software di intelligenza artificiale), per la nuova sezione dedicata ai racconti immaginari. Le iniziative previste per i vincitori sono numerose, e comprendono una mostra personale per il vincitore assoluto da Otto Gallery Roma, portfolio sulla rivista Il Fotografo, storie scelte tra le 50 finaliste pubblicate sui canali dei partners,  foto singole selezionate dalla call su IG pubblicate sul magazine del Touring Club e selezionate per le mostre TRAVELGRAM al  Colorno Photo Life ed a Corigliano Calabro Fotografia in settembre, la mostra dei dieci progetti vincitori da Otto Gallery Roma, il libro TRAVEL TALES IV per 15/20 autori, la nuova produzione editoriale per le storie sintografiche per 10 autori e vari altri premi. TTA 2024 partners: Photographers.it e Isp,  Viaggio Fotografico.it,  Il Fotografo, Touring, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Open Minds for AI, Plovdiv PhotoSaloon, OTTO Gallery .

TTA 2024 calls

Sono attive le call del TTA 2024, Travel Tales Award! tutti i dettagli sull’Award a https://traveltalesaward.com/award-it/ Per nuove iscrizioni https://traveltalesaward.com/registrazione/ TTA 2024 è: Un’open call per raccogliere i progetti  dal 4 Marzo a Giugno 2024, con una semplice iscrizione sul sito www.traveltalesaward.com  e un fee di partecipazione di 30 Euro per ogni Storia o serie iscritta all’Award. in contemporanea ha aperto la free call dedicata ad immagini singole su Instagram:  è sufficiente pubblicare su Instagram prima del 31 Maggio 2024 una foto con  l’hashtag #TTA2024 per partecipare alle selezioni per le due mostre TRAVELGRAM di Colorno e Corigliano, e la possibilità di essere pubblicati sui canali web dei partners e sul magazine del Touring Club. Per l’Award TTA ogni Fotografo potrà partecipare con uno o più portfolio o storie, composte dalle immagini e da una sinossi, che può essere un vero e proprio “diario di viaggio” o un racconto che accompagna la fruizione delle immagini, o un portfolio che abbia un legante semantico (luogo, stile, soggetto), che aiuti a capire il senso del viaggio e le esperienze umane vissute. Quest’anno è possibile partecipare anche con storie sintografiche (create con software di intelligenza artificiale), per la nuova sezione dedicata ai racconti immaginari. Le iniziative previste per i vincitori sono numerose, e comprendono una mostra personale per il vincitore assoluto da Otto Gallery Roma, portfolio sulla rivista Il Fotografo, storie scelte tra le 50 finaliste pubblicate sui canali dei partners,  foto singole selezionate dalla call su IG pubblicate sul magazine del Touring Club e selezionate per le mostre TRAVELGRAM al  Colorno Photo Life ed a Corigliano Calabro Fotografia in settembre, la mostra dei dieci progetti vincitori da Otto Gallery Roma, il libro TRAVEL TALES IV per 15/20 autori, la nuova produzione editoriale per le storie sintografiche per 10 autori e vari altri premi. TTA 2024 partners: Photographers.it e Isp,  Viaggio Fotografico.it,  Il Fotografo, Touring, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Open Minds for AI, Plovdiv PhotoSaloon, OTTO Gallery .

Rimini, 13 Marzo. Assemblea pubblica per difendere: spiagge libere, progetti sociali, lavoratori, fauna e ambiente

Il 16 marzo manifestazione cittadina in Piazza Cavour Tempo di presentazione delle osservazioni al piano spiaggia in scadenza i primi di Aprile 2024. Un piano spiaggia, con obbiettivi distanti da chi frequenta le spiagge libere e lontano, troppo lontano dalle istanze e richieste portate all’Amministrazione comunale di Rimini, anno dopo anno da decenni (con richieste di dotare le spiagge libere di servizi igienici e docce e promozione di un patrimonio collettivo). Certo le spiagge libere già sottodimensionate al 7% e fatte occupare per metà da eventi come beach arena, vengono inserite nella...

(Comitato difesa spiagge libere Provincia di Rimini USI- Usicons sezioni di RIMIN)

Un altro amico ci ha lasciato

Apprendiamo oggi la notizia della morte improvvisa, il 9 marzo scorso,del dottor Enzo Merler. Uno scienziato, un epidemiologo, un medico che si è sempre battuto per la salute pubblica e, in particolare, dei lavoratori. Lungo la sua vita Enzo Merler è stato anche responsabile del RENAM (il registro dei mesoteliomi, i tipici tumori da amianto) del Veneto e ad una sua segnalazione si deve l’inizio dell’inchiesta che poi sfociò nel maxi processo per l’Eternit di Casale Monferrato. E’ stato consulente della Regione Veneto nella vicenda dell’inquinamento da PFAS (sostanze Poli-e Perfluoroalchiliche,...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Sesto San Giovanni)

Il Mar Mediterraneo si riscalda 3 volte più velocemente rispetto agli oceani

Ma le aree marine protette difendono la fauna ittica dalle ondate di caldo
Le ondate di caldo marino, interessano sempre più i mari del nostro pianeta, sono dovute a un forte innalzamento della temperatura dell’acqua di 4 o 5 gradi che dura per almeno 5 giorni e stanno mettendo mettendo a rischio la fauna ittica e la sopravvivenza di alcune specie. Ma secondo lo studio “Marine protected areas promote stability of reef fish communities under climate warming”, pubblicato su Nature Communications da un team internazionale di ricercatori coordinato da Lisandro Benedetti-Cecchi del dipartimento di biologia dell’università di Pisa, «Le aree marine protette sono...

(greenreport)

BioPhotoContest 2024

Il meraviglioso panorama degli ecosistemi naturali di tutto il pianeta condensati nelle migliori fotografie di autori professionisti e fotoamatori evoluti. Un concorso fotografico internazionale, indetto dall’associazione BioArt visual, diverso, unico, che vuol far conoscere e salvaguardare la grande bellezza dei Biomi attraverso alcuni capitoli che descrivono paesaggi, animali, piante, insetti, colori e forme visti e raccontati con un occhio e sensibilità particolari. Le immagini, attraverso l’estro e la competenza di fotografi amatori e professionisti internazionali, racconteranno i Biomi di questa settima edizione: Si può partecipare con immagini appartenenti a 6 Biomi del pianeta Terra. Scopri le novità alla pagina web. Termine iscrizioni: 31 MARZO 2024 - Entry Form Cerimonia di premiazione il 6 ottobre 2024 durante il BioPhotoFestival a Maniago (PN). Regolamento e info: www.biophotocontest.com   Premi: il concorso prevede l’assegnazione di 6 premi, per le immagini vincitrici di categoria e un ulteriore premio per il vincitore asoluto del concorso, che la giuria ha valutato come le più meritevoli per bellezza e contenuto naturalistico tra le 72 immagini arrivate in finale. Premio assoluto: il valore totale del primo premio è di € 4000,00: € 2000,00 in denaro € 2000,00 in attrezzatura fotografica Premio di categoria: € 750,00 in attrezzatura fotografica: Finalisti: a tutti i finalisti presenti alla cerimonia di premiazione sarà assegnato il catalogo fotografico del BioPhotoContest. Il premio in denaro è comprensivo delle spese viaggio per la partecipazione alla cerimonia di premiazione. Qualora il vincitore fosse impossibilitato a partecipare alla cerimonia di premiazione, il premio sarà decurtato di € 500,00.

Premio Combat XV edizione

Sono aperte le iscrizioni per la quindicesima edizione del PREMIO COMBAT PRIZE, concorso internazionale finalizzato alla valorizzazione e alla promozione dell’arte contemporanea. Mappare gli itinerari tracciati nel panorama artistico italiano e internazionale e documentare la trasformazione dei linguaggi sono gli obiettivi del Premio che, perseguendoli, tenta di cogliere le energie più cariche del contemporaneo, ancora inesplose. Riconosciuto tra i premi più importanti nel sistema dell’arte contemporanea in Italia, si presenta anche quest’anno in una veste rinnovata. Sarà il Museo Giovanni Fattori di Livorno – Granai di villa Mimbelli a ospitare la mostra finale degli ottanta finalisti che quest’anno si svolgerà dal 21 Settembre al 5 Ottobre 2024. Confermato il primo premio assoluto per il valore di diecimila euro, che sarà assegnato dalla giuria a un artista tra gli ottanta finalisti, oltre ai riconoscimenti in denaro per ciascuna singola sezione. Il Premio Speciale Gallerie consiste nella selezione di un artista tra i finalisti, autonoma rispetto alla giuria del premio, da parte di sei gallerie di primo piano nell’ambito del contemporaneo e di uno spazio indipendente per avviare una nuova collaborazione che si concretizzerà nella stagione 2024/25 in una mostra, personale o collettiva.  Si consolida inoltre il Premio Poliart, che prevede il sostegno nella produzione di un’opera di un artista selezionato tra i finalisti da parte dell’omonima azienda, leader nella lavorazione del polistirene espanso.  I premi speciali sono finalizzati a incentivare il fruttuoso dialogo tra arte, impresa e territorio, fondamentale per la promozione e la conoscenza degli artisti contemporanei. ECCO I PREMI DELLA QUINDICESIMA EDIZIONE DEL PREMIO COMBAT PRIZE!  Euro 10.000 (diecimila) vincitore PREMIO COMBAT PRIZE  Premi di sezione:  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Pittura*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Scultura e Installazione*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Fotografia*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Grafica*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Video - Performance art *  * (l'opera vincitrice rimarrà̀ di proprietà̀ dell'artista)    Premio Galleria - Realizzazione mostra personale o collettiva, nella stagione espositiva 2024-2025. I partner della XV edizione del Premio Combat sono:   A PICK GALLERY, Torino A.More gallery, Milano  Federico Rui Arte Contemporanea, Milano  MAG | Magazzeno Arte Contemporanea, Ravenna  Lunetta11, Borgo Lunetta, Cuneo  Stazione Arte, Milano  SAC spazio arte contemporanea, Livorno    Premio speciale Poliart* - L’Azienda, leader nella lavorazione del polistirene espanso, premierà un artista selezionato tra i finalisti, sostenendo la produzione di un’opera.  Il bando chiude il 30 aprile 2024  

Belice. Paesaggi e memoria. Viaggio fotografico

ITINERARI METROPOLITANI, un’iniziativa di WSP Photography, presenta la terza edizione di “Belice. Paesaggi e memoria.”, un viaggio fotografico di scoperta e indagine visiva nella Valle del Belice, in Sicilia, a cura di Daniela Silvestri e Massimiliano Tempesta. Il viaggio si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2024, per una durata di 4 giorni, con un incontro preliminare (online) il 7 maggio. Iscrizioni entro il 31 marzo.   Nel viaggio fotografico cercheremo di documentare come i vecchi paesi colpiti siano stati ricostruiti, indagheremo il rapporto tra il nuovo ed il vecchio, tra continuità e discontinuità storica e di come sia stata influenzata l’identità territoriale. Andremo ad osservare come gli interventi di grandi artisti contemporanei si siano fusi con il territorio e con la popolazione, facendo rinascere o cambiando il volto della valle. Il viaggio fotografico è aperto a tutti e si rivolge in particolare agli amanti della fotografia di paesaggio, urbano e naturale, e più in generale ad una fotografia di racconto. La finalità è quella di cercare di interpretare l’ambiente nella sua totalità di elementi, andando oltre la singola foto e stimolando i partecipanti all’esplorazione, l’interiorizzazione del luogo e lo sviluppo di un proprio punto di vista. Per il programma completo del corso visita la pagina dedicata: https://itinerarimetropolitani.org/2022/02/08/belice-paesaggi-e-memoria/  

BioPhotoContest 2024

Il meraviglioso panorama degli ecosistemi naturali di tutto il pianeta condensati nelle migliori fotografie di autori professionisti e fotoamatori evoluti. Un concorso fotografico internazionale, indetto dall’associazione BioArt visual, diverso, unico, che vuol far conoscere e salvaguardare la grande bellezza dei Biomi attraverso alcuni capitoli che descrivono paesaggi, animali, piante, insetti, colori e forme visti e raccontati con un occhio e sensibilità particolari. Le immagini, attraverso l’estro e la competenza di fotografi amatori e professionisti internazionali, racconteranno i Biomi di questa settima edizione: Si può partecipare con immagini appartenenti a 6 Biomi del pianeta Terra. Scopri le novità alla pagina web. Termine iscrizioni: 31 MARZO 2024 - Entry Form Cerimonia di premiazione il 6 ottobre 2024 durante il BioPhotoFestival a Maniago (PN). Regolamento e info: www.biophotocontest.com   Premi: il concorso prevede l’assegnazione di 6 premi, per le immagini vincitrici di categoria e un ulteriore premio per il vincitore asoluto del concorso, che la giuria ha valutato come le più meritevoli per bellezza e contenuto naturalistico tra le 72 immagini arrivate in finale. Premio assoluto: il valore totale del primo premio è di € 4000,00: € 2000,00 in denaro € 2000,00 in attrezzatura fotografica Premio di categoria: € 750,00 in attrezzatura fotografica: Finalisti: a tutti i finalisti presenti alla cerimonia di premiazione sarà assegnato il catalogo fotografico del BioPhotoContest. Il premio in denaro è comprensivo delle spese viaggio per la partecipazione alla cerimonia di premiazione. Qualora il vincitore fosse impossibilitato a partecipare alla cerimonia di premiazione, il premio sarà decurtato di € 500,00.

“Con quel visino può fare l’escort, ci pensi....”. Succede alle donne negli Atenei italiani

L'Udu (Unione degli universitari) ha raccolto in un report i risultati di un questionario sul fenomeno delle molestie: per la maggior parte delle ragazze i luoghi meno sicuri sono gli uffici dei docenti. Il professore è individuato come la figura più incline alla molestia

Macron apre la seconda fase della battaglia sull'aborto: "Entri nella carta dei diritti Ue"

Cerimonia a Parigi per il sigillo sulla norma che inserisce l'aborto nella Costituzione francese. Intanto allo State of the Union, Biden ne fa una bandiera, promettendo il contro-ribaltamento della Roe v. Wade

La cover Espresso è un punto per Chiara Ferragni: ma attenzione a reputarlo decisivo

Prima l'affaire pandoro, poi il video del pentimento e infine l'intervista da Fazio. Il  "sentiment" è sempre stato negativo. Ma sebbene la cover del settimanale possa sembrare un punto a suo favore, non è detto che il vento sia cambiato. L'analisi di Roberto Esposito, ceo di DeRev, società di strategia, comunicazione e marketing digital

Mattarella ricorda Giulia e le altre vittime di femminicidio: "Serve una profonda azione culturale"

"Come non ricordarne le vittime nei tanti femminicidi, anche in giorni recenti? Come non ricordare, per tutte, Giulia Cecchettin, la cui tragedia ha coinvolto nell'orrore e nel dolore l'intera Italia? Si è detto tante volte - anche in quei giorni - che occorre una profonda azione culturale per far acquisire a tutti l'autentico senso del rapporto tra donna e uomo: l'arte è un veicolo efficace e trainante di formazione e di trasmissione di valori della vita. Per questo, oggi, rendiamo omaggio ed esprimiamo riconoscenza al protagonismo artistico delle donne". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione della "Giornata internazionale della donna" al Quirinale.

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Biden: "Chi è contro l'aborto non conosce potere delle donne"

Se rieletto e con un'adeguata maggioranza al Congresso, Joe Biden promette di ripristinare il diritto all'aborto a livello nazionale. "Nella sua decisione di ribaltare Roe v. Wade, la maggioranza della Corte Suprema ha scritto: 'Le donne non sono prive di potere elettorale o politico'. Non sto scherzando. Chiaramente coloro che si vantano di aver ribaltato la causa Roe v. Wade non hanno la minima idea del potere delle donne in America. Ma lo hanno scoperto quando la libertà riproduttiva era in ballo e ha vinto nel 2022, 2023, e lo scopriranno di nuovo nel 2024", ha detto il presidente nel suo discorso sullo Stato dell'Unione. "Se gli americani mi mandassero un Congresso che sostenga il diritto di scelta, vi prometto: ripristinerò Roe v. Wade di nuovo come legge del Paese", ha aggiunto.

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Strappati e imbrattati a Roma i manifesti della Lega contro il velo islamico. La rabbia dei paesi arabi

A Roma manifesti leghisti contro il velo islamico sono stati strappati e imbrattati. “Un attacco alla convivenza” protestano gli ambasciatori della Lega Araba in Italia. Ceccardi: "Un messaggio d’amore per le donne"

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Chi era Marianne Weber, madre negletta della sociologia

Riletto oggi, "La Donna e la Cultura" non perde nulla in termini di attualità. Sostiene l’opportunità di una revisione fondativa del canone sociologico, che vada oltre l’incorporazione delle pensatrici di fine '800 come tessere di un mosaico che nei contenuti principali resta inalterato

L'Africa di fronte a un grande test democratico

Il continente africano si prepara a numerose consultazioni elettorali, regolari o anticipate, tra cui nove elezioni presidenziali. Il futuro della democrazia dipenderà da due condizioni

8 marzo, Mattarella: "Troppe e inaccettabili molestie sulle donne". E ricorda Giulia Cecchettin

Il presidente parlando delle donne nel mondo dell'arte: "Solo le dittature promuovono quella di Stato". Giorgia Meloni ne approfitta per la polemica del giorno: "È stata la sinistra italiana a farla con chi non era d'accordo con loro"

Per Eglantyne Jebb e tutte le donne che sono scese in piazza nell'ultimo secolo

Ai primi del Novecento, la fondatrice di Save the Children ha reclamato uno spazio di azione pubblica, rivoluzionando il concetto di “prendersi cura” dell’infanzia. Non più atto caritatevole, ma investimento per creare società giuste, democratiche e sostenibili

Oltre 230 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali

Nella Giornata internazionale della Donna voglio ricordare che questa pratica causa gravi complicanze e persino la morte. I rischi più diretti sono emorragie, shock settico, infezioni, ritenzione urinaria e forte dolore

Primavera alle Bahamas tra cibo, vini pregiati e immersioni a colori

Oltre 700 isole e isolotti e 16 destinazioni insulari che nascondono baie e tradizioni meravigliose, eventi culturali spettacolari e antiche storie che rendono questa meta turistica un vero tesoro da scoprire

"Stasera sono in vena". Ovvero splendere di solitudine dentro la notte dell'Italia

Oscar De Summa riporta in forma di teatro-concerto il monologo di racconto dell’altra Italia degli anni ’80, quella che nel vuoto della provincia trovò solo l’eroina

Inchiesta Onu conclusa: Mahsa Amini "uccisa dalle violenze fisiche della polizia iraniana"

Nel rapporto al Consiglio per i diritti umani si legge che l’Iran ha fatto “un uso non necessario e sproporzionato della sua forza letale” per reprimere le manifestazioni scoppiate dopo la morte della ragazza, rea di non indossare correttamente il velo islamico

L’importanza della prevenzione nelle malattie cardiovascolari

A giocare un ruolo fondamentale sono tutti quei fattori su cui è possibile intervenire. Un corretto stile di vita, un’alimentazione sana, un’adeguata attività fisica sono tutti insegnamenti che ci vengono dati sin dalla nascita, ma che possono davvero far la differenza e ridurre il rischio cardiovascolare

“La nuova ZES UNICA SUD danneggia le PMI”, la denuncia di Antonella Oliviero

8 Marzo 2024 ore 09:41

Sono due i grandi limiti della Zona Zes Unica Sud, l’esclusione della banda larga e di tutti i progetti di investimento di importo inferiore a 200 mila euro, come spiega il vice presidente di Assoprovider in quest’intervista.  «Dobbiamo farci sentire, chiudere i nostri servizi per qualche giorno, per far comprendere a questo governo quanto le […]

L'articolo “La nuova ZES UNICA SUD danneggia le PMI”, la denuncia di Antonella Oliviero proviene da Assoprovider.

Insegnare alle donne come uscirne

Un rapporto Osce indica che il divario fra ruoli maschili e femminili nella criminalità organizzata è relativamente ridotto. E sorprendentemente le donne sono assenti dai programmi statali di protezione dei testimoni. Anche lì, non vengono offerte le stesse opportunità degli uomini

Contatto

Giuliano Sangiorgi incontra scrittori, chef, attori e comici e condivide con loro i punti in comune delle loro carriere: l’immaginazione e la capacità di sognare.
Con questo podcast, il cantante mette a confronto il processo creativo in campi anche molto diversi tra loro, regalando all'ospite di ogni puntata una nuova improvvisazione musicale e a chi ascolta un ritratto a due inedito e sorprendente

Bagagli per le Emergenze – Facciamo un po’ di ordine

5 Marzo 2024 ore 14:38

Negli articoli precedenti abbiamo visionato ed analizzato diverse tipologie di equipaggiamenti, BOB, BOV, GHB, EDC, EDCE, 72h Bag, Baule delle Emergenze etc.

Ognuna di queste configurazioni hanno pro e contro a seconda delle situazioni che si posso presentare, ma al fine pratico il comune cittadino che si vuole organizzare per non farsi trovare impreparato quale bagaglio deve considerare per se e per il suo nucleo familiare?

Domanda più che lecita per destreggiarsi nel dedalo di termini ed equipaggiamenti; la risposta non è così scontata ma va ragionata anche per evitare inutili ridondanze e sovraccarichi deleteri.

Parliamo quindi di un equipaggiamento a più livelli (già discusso nell’articolo sulla tecnica dei livelli).

Livelli degli equipaggiamenti

Come primo livello dovremmo comunque tener conto della possibilità di provvedere alle nostre esigenze primarie (Riparo, Acqua, Salute, Cibo) anche nella situazione di perdita dei bagagli emergenziali principali, ben venga quindi l’EDCE tenendo sempre in considerazione che è un equipaggiamento emergenziale per tanto è per un periodo di tempo limitato al raggiungimento dello step successivo.

Il secondo livello è identificato dallo zaino o BOB o 72h Bag, che altro non è che un EDCE ma più esteso e ampio, atto a garantire una stanzialità più duratura ma sempre a livello individuale.

Il terzo livello è dedicato alla pianificazione di una gestione di tipo familiare, in questo caso conviene convergere le proprie scelte anche sul Baule delle Emergenze, ma con una variante che consente di non sovraccaricarsi di bagagli.

La variante in questione riguarda l’equa e ponderata distribuzione dei materiali al fine di avere una maggiore mobilità nel trasporto.

Cosa avere

Si ragionerà quindi sul togliere e mettere del materiale all’interno dei vari equipaggiamenti in modo tale da ridurre in primis la spesa e in secondo luogo gli ingombri ed il relativo peso.

Ecco i 2 elenchi a confronto:

Rimanendo sempre fedeli alle esigenze primarie più volte menzionate, nella BOB /72h Bag si possono inserire i materiali inerenti alla propria persona:

BOB e/o 72h Bag:

  • Riparo
    • Tarp
    • Impermeabile
    • Sacco a pelo
    • Bivvy Bag
    • Tappetino isolante
  • Acqua
    • Filtro portatile
    • Borraccia morbida
    • Compresse potabilizzatrici
  • Cibo
    • Borraccia metallica con gavetta
    • Fornellino pieghevole
    • Posate da campeggio
    • Acciarino + Accendino
    • Cibi pronti confezionati per almeno 3 giorni
  • Salute e Igiene
    • Cambio intimo per almeno 3 giorni
    • IFAK
    • Necessario per igiene personale
  • Comunicazione
    • Radio PMR
    • Eliografo
    • Fumogeno
    • Fischietto
    • Puntatore laser astronomico (verde)
  • Sicurezza
    • Copia chiavi di casa e auto
    • Copia documento
    • Foto di famiglia
  • Energia
    • Torcia frontale
    • Eventuali batterie
    • Powerbank + cavetti
  • Orientamento
    • Bussola
  • Attrezzature Utili e Varie
    • Zaino
    • Coltello
    • Cordame
    • Nastro telato
    • Multi-tool
    • Notes + Matita
    • Kit riparazione

Questo è un elenco epurato da altri oggetti da inserire nel Baule delle Emergenze.

Nel Baule delle Emergenze in vece inseriremo materiali per uso collettivo e/o familiare.

Baule delle Emergenze

  • Riparo
    • Telo occhiellato 6×4 m o Tenda da campeggio 4 persone
    • Telo impermeabile per fondo
    • Materasso gonfiabile
    • Sedie pieghevoli
    • Ombrello
  • Acqua
    • Filtri di ricambio per sistemi filtranti
    • Sacca 20/30 litri per alimenti
    • Compresse potabilizzatrici
  • Cibo
    • Pentole da campeggio
    • Fornellino pieghevole
    • Combustibile per fornello
    • Acciarino + Accendino
    • Cibi pronti confezionati e materie prime
  • Salute e Igiene
    • Cambio intimo per almeno 3 giorni
    • MFAK
    • Doccia portatile
    • WC portatile
    • Bidet portatile
  • Comunicazione
    • Radio AM/FM
    • Fumogeno
  • Sicurezza
    • Copia chiavi di casa e auto
    • Copia documento
    • Foto di famiglia
  • Energia
    • Faretto ricaricabile
    • Eventuali batterie
    • Caricabatterie 12v e 220v
    • Energy Box
    • Pannello Solare
  • Orientamento
    • Bussola
  • Attrezzature Utili e Varie
    • Pala pieghevole
    • Coltello
    • Cordame
    • Pry Bar
    • Nastro telato
    • Multi-tool
    • Guanti da lavoro
    • Sega pieghevole
    • Notes + Matita
    • Kit riparazione
    • Sacchi dell’immondizia

Un elenco abbastanza ampio che dovrebbe (si spera di nn dover mai usare) far fronte alle esigenze familiari per un nucleo familiare per un per un periodo di tempo di media durata.

Non solo attrezzi

Quasi sempre, quando si parla di attrezzature di emergenza, si trascura il settore abbigliamento.
I capi di vestiario svolgono un ruolo fondamentale in una situazione di critica, uscire di casa a gennaio solo con il pigiama o una tuta e non sapere quando sarà possibile rientrarvi non è il massimo del confort.

Ecco perchè quando si organizza o la 72h Bag o il baule delle emergenze bisogna curare attentamente il comparto vestiario, sia per se che per i membri del gruppo/famiglia per i quali si è allestito l’equipaggiamento.

Partendo con ordine; la prima cosa da fare è creare diversi kit di abbigliamento, uno per il freddo e uno per il caldo, con qualche capo intermedio che consenta di non eccedere nei 2 range di temperatura.

Quando fa freddo

Per il clima freddo vale sempre il discorso del vestirsi a cipolla o a strato in modo da togliere prima il più pesante fino ad arrivare al capo più leggero, uno schema a strati utile da seguire è il seguente:

  1. Intimo Termico (Base Layer);
  2. Maglia in pile pesante (Softshell);
  3. Giubbotto impermeabile traspirante (Hardshell);
  4. Pantaloni cargo idrofobi e ripstop;
  5. Mutande di ricambio;
  6. Calze in lana;
  7. Kefiah;
  8. Guanti invernali;
  9. Cappello in lana;
  10. Scarponcini da trekking invernali idrofobi.

Quando fa caldo

Quando arriva la bella stagione arriva anche il caldo e di conseguenza cambiano le esigenze, si cerca di essere più leggeri per stare più freschi ma allo stesso te

mpo bisogna evitare la disidratazione e le ustioni da colpo di sole.
Di seguito un elenco di possibili capi da avere nel bagaglio emergenziale:+

  1. T-Shirt possibilmente di colore chiaro;
  2. Almeno 2 T-Shirt di ricambio;
  3. Pantaloncini cargo e pantaloni cargo lunghi leggeri;
  4. Mutande di ricambio;
  5. Calze di cotone e ricambio;
  6. Cappello a tesa larga e circolare tipo jungle;
  7. Kefiah;
  8. Scarpe da trekking estive.

Nella situazione estiva, conviene avere almeno 3 cambi di intimo al fine di evitare l’insorgere di eventuali infezioni e disagi dovuti all’uso prolungato degli abiti sporchi.
Il cappello modello jungle è utile al fine di proteggere dall’irraggiamento solare le parti sensibili della testa come nuca, tempie e ovviamente la parte anteriore, in poche parole una protezione a 360° della testa.

Best Practice

  • Come consigli utili si propone la conversione delle attrezzature elettroniche a ricarica USB al fine di avere un unica soluzione di ricarica e quindi risparmiare spazio.
  • L’equipaggiamento medico, DA RICORDARE, deve essere commisurato alle esigenze personali e ciò che si sa usare.
  • Controllare periodicamente l’attrezzatura e i prodotti, scadenze, livelli di carica delle batterie, usura, eventuali malfunzionamenti in modo tale da non trovare brutte sorprese non momento del bisogno.
  • La sola attrezzatura non basta a garantire la buona gestione di una emergenza, la pianificazione ha un ruolo di primo piano per non avere problemi, quindi è importante pianificare le azioni che ogni membro della famiglia deve saper fare in situazioni critiche improvvise. Quindi stabilire un “PIANO DI EMERGENZA FAMILIARE” è di fondamentale importanza.

L'articolo Bagagli per le Emergenze – Facciamo un po’ di ordine proviene da Associazione Italiana Preppers.

Winston

In ogni libro, film, canzone, serie tv, opera d’arte, c’è sempre la scintilla di un’idea. Winston, come l’eroe di 1984 di George Orwell, vuole trovarla e raccontarla , anche solo per uno spunto, per cinque giorni alla settimana per circa quattro minuti. Un podcast di Pierluigi Battista per HuffPost.

La vetrina dei libri. I sei scelti da Huffpost

"Attesa di Dio" di Simone Weil, "La ragazza sul divano" di Jon Fosse, "Destra, sinistra e viceversa" di Antonello Caporale e Salvatore Merlo,  "Rosy" di Alessandra Carati, "Cento giorni che non torno" di Valentina Furlanetto, "Nel continente nero" di Francesco Cancellato

Biennale della Fotografia Femminile

Inaugura l’8 marzo a Mantova la terza edizione della Biennale della Fotografia Femminile, che torna o a mostrarci, in un programma denso e molto interessante, prospettive al femminile della fotografia contemporanea. La città lombarda si trasforma così per più di un mese in una vetrina internazionale per importanti artiste, a volte poco conosciute nel nostro Paese. Il tema di quest’anno, “private”, va inteso come riferimento intimista, al tema della privacy nella sua definizione di cosa è pubblico e cosa è privato. Si rconfronta col concetto di censura, e con la definizione di spazio pubblico/privato, nel mondo fisico e nei social network. ’edizione 2024 segue lo stesso formato delle precedenti, con mostre principali di fotografe italiane e internazionali: Daria Addabbo – Drought. No water in the Owens Valley (Italia), Luisa Dörr – Imilla (Brasile), Kiana Hayeri – Where prison is a kind of freedom (Afghanistan), Esther Hovers – False Positives (Paesi Bassi), Tamara Merino – Underland (Cile), Thandiwe Muriu – Camo (Kenya), Photos2 Solitary – Photo requests from solitary (Stati Uniti), Claudia Ruiz Gustafson – La ciudad en las nubes (Stati Uniti), Newsha Tavakolian – And They Laughed At Me (Iran) con il supporto di Photo Grant di Deloitte promosso da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte, Cammie Toloui – The Lusty Lady Series (Stati Uniti) e una selezione di foto di Lisetta Carmi in collaborazione con l’Archivio Lisetta Carmi,  Martini e Ronchetti (Genova). Le principali location delle mostre sono Palazzo Te Tinelli, Casa di Rigoletto, Casa del Mantegna, Galleria Disegno, Spazio Arrivabene2, Casa del Pittore. tutte le info a https://www.bffmantova.com/

Biennale della Fotografia Femminile

Inaugura l’8 marzo a Mantova la terza edizione della Biennale della Fotografia Femminile, che torna o a mostrarci, in un programma denso e molto interessante, prospettive al femminile della fotografia contemporanea. La città lombarda si trasforma così per più di un mese in una vetrina internazionale per importanti artiste, a volte poco conosciute nel nostro Paese. Il tema di quest’anno, “private”, va inteso come riferimento intimista, al tema della privacy nella sua definizione di cosa è pubblico e cosa è privato. Si rconfronta col concetto di censura, e con la definizione di spazio pubblico/privato, nel mondo fisico e nei social network. ’edizione 2024 segue lo stesso formato delle precedenti, con mostre principali di fotografe italiane e internazionali: Daria Addabbo – Drought. No water in the Owens Valley (Italia), Luisa Dörr – Imilla (Brasile), Kiana Hayeri – Where prison is a kind of freedom (Afghanistan), Esther Hovers – False Positives (Paesi Bassi), Tamara Merino – Underland (Cile), Thandiwe Muriu – Camo (Kenya), Photos2 Solitary – Photo requests from solitary (Stati Uniti), Claudia Ruiz Gustafson – La ciudad en las nubes (Stati Uniti), Newsha Tavakolian – And They Laughed At Me (Iran) con il supporto di Photo Grant di Deloitte promosso da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte, Cammie Toloui – The Lusty Lady Series (Stati Uniti) e una selezione di foto di Lisetta Carmi in collaborazione con l’Archivio Lisetta Carmi,  Martini e Ronchetti (Genova). Le principali location delle mostre sono Palazzo Te Tinelli, Casa di Rigoletto, Casa del Mantegna, Galleria Disegno, Spazio Arrivabene2, Casa del Pittore. tutte le info a https://www.bffmantova.com/

Premio Combat XV edizione

Sono aperte le iscrizioni per la quindicesima edizione del PREMIO COMBAT PRIZE, concorso internazionale finalizzato alla valorizzazione e alla promozione dell’arte contemporanea. Mappare gli itinerari tracciati nel panorama artistico italiano e internazionale e documentare la trasformazione dei linguaggi sono gli obiettivi del Premio che, perseguendoli, tenta di cogliere le energie più cariche del contemporaneo, ancora inesplose. Riconosciuto tra i premi più importanti nel sistema dell’arte contemporanea in Italia, si presenta anche quest’anno in una veste rinnovata. Sarà il Museo Giovanni Fattori di Livorno – Granai di villa Mimbelli a ospitare la mostra finale degli ottanta finalisti che quest’anno si svolgerà dal 21 Settembre al 5 Ottobre 2024. Confermato il primo premio assoluto per il valore di diecimila euro, che sarà assegnato dalla giuria a un artista tra gli ottanta finalisti, oltre ai riconoscimenti in denaro per ciascuna singola sezione. Il Premio Speciale Gallerie consiste nella selezione di un artista tra i finalisti, autonoma rispetto alla giuria del premio, da parte di sei gallerie di primo piano nell’ambito del contemporaneo e di uno spazio indipendente per avviare una nuova collaborazione che si concretizzerà nella stagione 2024/25 in una mostra, personale o collettiva.  Si consolida inoltre il Premio Poliart, che prevede il sostegno nella produzione di un’opera di un artista selezionato tra i finalisti da parte dell’omonima azienda, leader nella lavorazione del polistirene espanso.  I premi speciali sono finalizzati a incentivare il fruttuoso dialogo tra arte, impresa e territorio, fondamentale per la promozione e la conoscenza degli artisti contemporanei. ECCO I PREMI DELLA QUINDICESIMA EDIZIONE DEL PREMIO COMBAT PRIZE!  Euro 10.000 (diecimila) vincitore PREMIO COMBAT PRIZE  Premi di sezione:  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Pittura*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Scultura e Installazione*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Fotografia*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Grafica*  Euro 1.500 (mille e cinquecento) al vincitore sezione Video - Performance art *  * (l'opera vincitrice rimarrà̀ di proprietà̀ dell'artista)    Premio Galleria - Realizzazione mostra personale o collettiva, nella stagione espositiva 2024-2025. I partner della XV edizione del Premio Combat sono:   A PICK GALLERY, Torino A.More gallery, Milano  Federico Rui Arte Contemporanea, Milano  MAG | Magazzeno Arte Contemporanea, Ravenna  Lunetta11, Borgo Lunetta, Cuneo  Stazione Arte, Milano  SAC spazio arte contemporanea, Livorno    Premio speciale Poliart* - L’Azienda, leader nella lavorazione del polistirene espanso, premierà un artista selezionato tra i finalisti, sostenendo la produzione di un’opera.  Il bando chiude il 30 aprile 2024  

Belice. Paesaggi e memoria. Viaggio fotografico

ITINERARI METROPOLITANI, un’iniziativa di WSP Photography, presenta la terza edizione di “Belice. Paesaggi e memoria.”, un viaggio fotografico di scoperta e indagine visiva nella Valle del Belice, in Sicilia, a cura di Daniela Silvestri e Massimiliano Tempesta. Il viaggio si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2024, per una durata di 4 giorni, con un incontro preliminare (online) il 7 maggio. Iscrizioni entro il 31 marzo.   Nel viaggio fotografico cercheremo di documentare come i vecchi paesi colpiti siano stati ricostruiti, indagheremo il rapporto tra il nuovo ed il vecchio, tra continuità e discontinuità storica e di come sia stata influenzata l’identità territoriale. Andremo ad osservare come gli interventi di grandi artisti contemporanei si siano fusi con il territorio e con la popolazione, facendo rinascere o cambiando il volto della valle. Il viaggio fotografico è aperto a tutti e si rivolge in particolare agli amanti della fotografia di paesaggio, urbano e naturale, e più in generale ad una fotografia di racconto. La finalità è quella di cercare di interpretare l’ambiente nella sua totalità di elementi, andando oltre la singola foto e stimolando i partecipanti all’esplorazione, l’interiorizzazione del luogo e lo sviluppo di un proprio punto di vista. Per il programma completo del corso visita la pagina dedicata: https://itinerarimetropolitani.org/2022/02/08/belice-paesaggi-e-memoria/  

Mostra collettiva “Paesaggi di luoghi senza volto”

In occasione del Festival Fotografico Europeo 2024 organizzato da AFI, Istituto Italiano di Fotografia presenta la mostra Paesaggi di luoghi senza volto ospitata presso Villa Pomini a Castellanza dal 17 marzo al 14 aprile. Il progetto fotografico, attraverso lo sguardo di 18 giovani fotografi, racconta le diverse identità del paesaggio plasmate nel tempo dalle manipolazioni e dagli interventi dell’uomo e della natura. L’esposizione, che gode del patrocinio della Città di Castellanza, è curata dal fotografo e docente Erminio Annunzi e rivela la complessità di un paesaggio composto da molteplici tipologie di territori che hanno subito numerose trasformazioni. Attraverso una varietà di prospettive e linguaggi, gli scatti rivelano aree che hanno perso la loro identità attraverso trasformazioni continue che ne celano il volto originario. Il curatore individua due filoni principali di trasformazione: da un lato l’impatto delle attività umane che, spesso guidate da necessità pratiche ed economiche, determinano mutamenti drastici e aggressivi; al contrario la forza inarrestabile della natura ridisegna gli ambienti in modo più armonioso e progressivo. Entrambi i processi di modifica generano evoluzioni che danno vita a paesaggi diversi con personalità e anime complesse. Fotografi partecipanti: Fabio Berasi, Marco Bertino, Aurora Borini, Miriana Corabi, Benedetta Dellarovere, Soni Florio, Matteo Garavaglia, Davide Garbelli, Selene Giari, Anna Guidi, Alessandro Liso, Martina Loliva, Matteo Manfron, Nadia Marmondi, Adi Padda, Simone Ponterio, Alice Re, Elena Tavazzi. Data: dal 17 marzo al 14 aprile 2024 Inaugurazione: domenica 17 marzo, ore 11:00 Luogo: Villa Pomini, via don Luigi Testori 14 – Castellanza Orari: sabato 15:00/18:30 – domenica 10:00/12:00, 15:00/18:30 chiuso domenica 31 marzo (S. Pasqua) aperto lunedì 1 aprile, ore 15:00/18:30 Ingresso libero

Mostra collettiva “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile”

Istituto Italiano di Fotografia presenta il nuovo format espositivo “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile” che, attraverso l’interpretazione fotografica dei suoi giovani talenti, intende offrire uno spaccato contemporaneo delle molteplici sfaccettature del femminile. La prima edizione della rassegna propone la mostra “Corpus et anima”, curata dalla fotografa Francesca Cao e ospitata presso gli spazi dell’Ex Fornace di Milano dall’8 al 12 marzo 2024. La rassegna, che gode del patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano, intende dare la possibilità a fotografi e fotografe di Istituto Italiano di Fotografia di proporre la loro interpretazione riguardo le tematiche di genere, dando loro l’occasione di esplorare e narrare la complessità della società attuale, caratterizzata da un costante mutamento e da un vivace dibattito sul femminile. Per dare maggiore enfasi alla tematica proposta, è stata scelta come data significativa e simbolica per l’inaugurazione l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Corpus et anima esplora, attraverso gli scatti di 20 fotografi e fotografe, l’autenticità dell’Io contemporaneo e si focalizza su temi attuali come le molteplici espressioni della femminilità e la ricerca di pari opportunità tra uomini e donne. Titolo rassegna: WOMEN TODAY. Liberi sguardi sull’universo femminile Titolo mostra: Corpus et anima A cura di: Francesca Cao Data: 8 – 12 marzo 2024 Inaugurazione: venerdì 8 marzo, ore 18:00 Luogo: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano Orari: sabato-domenica 15:00/20:00, lunedì-martedì 9:00/17:00 Ingresso libero

Open day IIF: mercoledì 13 marzo

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Mercoledì 13 marzo 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). QUANDO: Mercoledì 13 marzo 2024, ingressi disponibili: 16:15-17:30 oppure 18:45-20:00 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598 PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/mercoledi-13-marzo-2024-open-day-iif/

Mostra collettiva “Paesaggi di luoghi senza volto”

In occasione del Festival Fotografico Europeo 2024 organizzato da AFI, Istituto Italiano di Fotografia presenta la mostra Paesaggi di luoghi senza volto ospitata presso Villa Pomini a Castellanza dal 17 marzo al 14 aprile. Il progetto fotografico, attraverso lo sguardo di 18 giovani fotografi, racconta le diverse identità del paesaggio plasmate nel tempo dalle manipolazioni e dagli interventi dell’uomo e della natura. L’esposizione, che gode del patrocinio della Città di Castellanza, è curata dal fotografo e docente Erminio Annunzi e rivela la complessità di un paesaggio composto da molteplici tipologie di territori che hanno subito numerose trasformazioni. Attraverso una varietà di prospettive e linguaggi, gli scatti rivelano aree che hanno perso la loro identità attraverso trasformazioni continue che ne celano il volto originario. Il curatore individua due filoni principali di trasformazione: da un lato l’impatto delle attività umane che, spesso guidate da necessità pratiche ed economiche, determinano mutamenti drastici e aggressivi; al contrario la forza inarrestabile della natura ridisegna gli ambienti in modo più armonioso e progressivo. Entrambi i processi di modifica generano evoluzioni che danno vita a paesaggi diversi con personalità e anime complesse. Fotografi partecipanti: Fabio Berasi, Marco Bertino, Aurora Borini, Miriana Corabi, Benedetta Dellarovere, Soni Florio, Matteo Garavaglia, Davide Garbelli, Selene Giari, Anna Guidi, Alessandro Liso, Martina Loliva, Matteo Manfron, Nadia Marmondi, Adi Padda, Simone Ponterio, Alice Re, Elena Tavazzi. Data: dal 17 marzo al 14 aprile 2024 Inaugurazione: domenica 17 marzo, ore 11:00 Luogo: Villa Pomini, via don Luigi Testori 14 – Castellanza Orari: sabato 15:00/18:30 – domenica 10:00/12:00, 15:00/18:30 chiuso domenica 31 marzo (S. Pasqua) aperto lunedì 1 aprile, ore 15:00/18:30 Ingresso libero

Mostra collettiva “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile”

Istituto Italiano di Fotografia presenta il nuovo format espositivo “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile” che, attraverso l’interpretazione fotografica dei suoi giovani talenti, intende offrire uno spaccato contemporaneo delle molteplici sfaccettature del femminile. La prima edizione della rassegna propone la mostra “Corpus et anima”, curata dalla fotografa Francesca Cao e ospitata presso gli spazi dell’Ex Fornace di Milano dall’8 al 12 marzo 2024. La rassegna, che gode del patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano, intende dare la possibilità a fotografi e fotografe di Istituto Italiano di Fotografia di proporre la loro interpretazione riguardo le tematiche di genere, dando loro l’occasione di esplorare e narrare la complessità della società attuale, caratterizzata da un costante mutamento e da un vivace dibattito sul femminile. Per dare maggiore enfasi alla tematica proposta, è stata scelta come data significativa e simbolica per l’inaugurazione l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Corpus et anima esplora, attraverso gli scatti di 20 fotografi e fotografe, l’autenticità dell’Io contemporaneo e si focalizza su temi attuali come le molteplici espressioni della femminilità e la ricerca di pari opportunità tra uomini e donne. Titolo rassegna: WOMEN TODAY. Liberi sguardi sull’universo femminile Titolo mostra: Corpus et anima A cura di: Francesca Cao Data: 8 – 12 marzo 2024 Inaugurazione: venerdì 8 marzo, ore 18:00 Luogo: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano Orari: sabato-domenica 15:00/20:00, lunedì-martedì 9:00/17:00 Ingresso libero

TROVATE IN CINA DELLE MUMMIE SEPOLTE NEL DESERTO IN BARCHE

26 Febbraio 2024 ore 19:48

Nel 1990, centinaia di corpi mummificati furono trovati sepolti in barche in un’inospitale area desertica nella regione autonoma uigura dello Xinijang, nel nord-ovest della Cina. Conosciute come le mummie del bacino del Tarim, ora sono state esaminate geneticamente e gli scienziati hanno ristretto le origini delle misteriose mummie. I risultati sono piuttosto sorprendenti.

I corpi e gli abiti delle mummie sono sorprendentemente intatti nonostante risalgano a 4.000 anni fa e sono stati scoperti nel bacino del Tarim nello Xinjiang. I lineamenti del viso e il colore dei capelli sono visibili, essendo stati naturalmente preservati dall’aria secca del deserto.

Le mummie furono scoperte sepolte in bare a forma di barca ricoperte di pelli di mucca. Accanto a loro c’erano i segni di una società agricola: prodotti alimentari come grano, orzo e formaggio, nonché bestiame come pecore, capre e bovini.

Avevano l’aspetto di stranieri provenienti da una terra straniera perché erano alti, portavano cappelli di feltro di lana e stivaletti di cuoio, e alcuni di loro avevano i capelli biondi. Tuttavia, i genomi di 13 mummie risalenti a 4.000 anni fa, straordinariamente conservati, non erano migranti che portavano la tecnologia dall’Occidente, come si supponeva in precedenza. Uno studio sul DNA delle mummie rivela che si trattava di gente del posto con profonde radici nella zona.

In uno studio pubblicato sul Nature Journal , i ricercatori hanno analizzato i dati genetici raccolti dalle mummie. Risalgono al 2.100-1.700 a.C. e hanno rivelato la provenienza delle persone.

Sembrano essere le reliquie di un’antica popolazione scomparsa in Eurasia dopo l’ultima era glaciale, ancestrale delle popolazioni indigene che vivono oggi in Siberia e nelle Americhe.

In foto una donna dell’età del bronzo mummificata naturalmente, che fu sepolta a Xiaohe nel bacino del Tarim.

Gli individui distanti 400 chilometri l’uno dall’altro, alle estremità opposte del bacino del Tarim, avevano un DNA simile a quello dei fratelli. Anche se le mummie erano gente del posto che non si era sposata con i pastori migranti nelle vicine valli montane, non erano culturalmente isolate. Già 4000 anni fa avevano abbracciato nuove idee e culture: indossavano abiti di lana tessuta, costruivano sistemi di irrigazione, coltivavano grano e miglio non autoctoni, allevavano pecore e capre e mungevano il bestiame per produrre formaggio.

Sebbene lavori precedenti abbiano dimostrato che le mummie vivevano sulle rive di un’oasi nel deserto, non è ancora chiaro il motivo per cui furono sepolte in barche ricoperte di pelli di bestiame con remi in testa – una pratica rara che non si trova da nessun’altra parte nella regione e forse meglio associato ai Vichinghi.

Secondo lo studio, il gruppo era nella zona da qualche tempo e aveva una distinta discendenza locale, che confutava le teorie secondo cui si trattava di pastori della regione meridionale del Mar Nero russo, dell’Asia centrale o dei primi agricoltori dell’altopiano iraniano.

Christina Warinner, autrice dello studio, professoressa di antropologia all’Università di Harvard e leader del gruppo di ricerca presso il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, ha dichiarato in una dichiarazione: “Le mummie hanno affascinato a lungo sia gli scienziati che il pubblico sin dalla loro scoperta originale. Oltre ad essere straordinariamente conservati, sono stati ritrovati in un contesto molto insolito e presentano elementi culturali diversi e lontani”.

I ricercatori hanno anche affermato che è possibile che una popolazione sia geneticamente isolata ma anche culturalmente cosmopolita.

Oltre a esaminare i genomi sequenziati dai resti di cinque individui del bacino di Dzungarian più a nord nella regione autonoma uigura dello Xinjiang in Cina, i ricercatori hanno anche esaminato i dati genetici delle mummie più antiche del bacino del Tarim, che risalgono a un periodo compreso tra 3.700 e 4.100 anni. . Risalenti tra 4.800 e 5.000 anni fa, sono i resti umani più antichi rinvenuti nella regione

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Open day IIF: mercoledì 13 marzo

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Mercoledì 13 marzo 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). QUANDO: Mercoledì 13 marzo 2024, ingressi disponibili: 16:15-17:30 oppure 18:45-20:00 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598 PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/mercoledi-13-marzo-2024-open-day-iif/

Milano Sunday Photo

Due giorni interi dedicati alla grande bellezza della fotografia, con la possibilità di conoscere i lavori di 33 autori italiani, partecipare a letture portfolio con professionisti e docenti dei vari ambiti della fotografia, scoprire il mondo delle librerie specializzate, degli istituti di fotografia e dei rivenditori di materiale fotografico vintage, oltre a conoscere Rodolfo Namias Editore, una delle case editrici cult della fotografia con riviste come Zoom, Tutti Fotografi, Progresso Fotografico e Classic Camera Sabato 2 e domenica 3 marzo torna Milano Sunday Photo, il primo e unico mercatino della fotografia milanese che si svolgerà nella deliziosa cornice seicentesca di Cascina Cuccagna: un'occasione unica per gli appassionati di fotografia dove, al contrario di quanto accade nelle fiere tradizionali, tutto avviene sui banchi, che abbattono i ruoli e creano un ponte conviviale tra pubblico e autori. Manifestazione nata da un’idea Giuseppe Ferraina e giunta alla sua settima edizione, sostenuta da FcF Forniture Cine Foto in qualità di Main Sponsor, come da tradizione Milano Sunday Photo si distingue per un approccio insolito ma allo stesso tempo innovativo che aiuta a creare un'atmosfera accogliente e inclusiva, nella quale gli espositori rappresentano le diverse anime della fotografia: autori, fotografi professionisti, artisti emergenti e affermati, nonché venditori specializzati di prodotti fotografici, attrezzatura fotografica di alta qualità e materiale fotografico, oltre alla fotografia vintage e all’editoria di settore, grazie anche all’agreement fra Milano Sunday Photo e Rodolfo Namias Editore, Main Media Partner della manifestazione con le testate Fotografia.it e Tutti Fotografi. 33 gli autori presenti alla settima edizione di Milano Sunday Photo: Davide Agostoni, Fulvio Airaghi (AF Slider), Federica Antico, Alessandro Arnaboldi, Angelo Avogadro, Luigi Barbato, Karen Berestovoy, Cristina Buldrini, Claudia Carenza, Sara Cattaneo, Mario Cucchi, William De Biasi, Tullia Diena, Pietro Di Girolamo, Alessandro Fois, Francesco Fontana, Giorgio Formenti, Elena Fornasieri, Sonia Franguelli, Stefano Germi, Ugo Grandolini, Davide Luongo, Ivan Manzone, Tiziano Masciadri, Enus Mazzoni, Paolo Nicoletti, Daniele Overa, Martina Pavloska, Emiliano Sciandra, Stefano Tomassetti, Toby Vignati, Wally Villani, Nest Wandenken. Inoltre, esporranno e saranno presenti il gruppo fotografico Photo Grafia, l’Associazione Culturale Ponti x l’Arte, la libreria specializzata Obiettivolibri, la scuola di fotografia Orti Fotografici. Durante il Milano Sunday Photo il pubblico avrà anche l'opportunità di partecipare gratuitamente a interessanti letture portfolio tenute da professionisti e docenti dei vari ambiti della fotografia come Ugo Baldassarre, Manuela Masciadri, Giovanni Salvati, Michele Vacchiano e Luca Monducci, che offrono una preziosa occasione per approfondire la conoscenza della fotografia e scambiare idee con esperti del settore. Infine, Giuseppe Ferraina in qualità di redattore per Namias Editore visionerà lavori e i progetti fotografici di fotografi emergenti che saranno scelti per 4 rubriche (Quartiere, Plaquette, Fanzine, Stories) dedicate agli autori emergenti e alle aziende del settore che saranno pubblicate su Tutti Fotografi e Fotografia.it Cascina Cuccagna Via Cuccagna 2/4, Milano (M/M Lodi - Autobus 90, 91, 92) Sabato 2 e domenica 3 marzo 2024 dalle 10.00 alle 20.00 Ingresso gratuito

Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri

Giovedì 22 febbraio, alle ore 18.30, presso Église si inaugura la mostra a cura di Cristina Costanzo Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri, con il coordinamento di Iole Carollo. Esiste una distinzione tra le diverse espressioni della “forma-libro” nell’intersezione tra immagine e scrittura? Qual è il confine tra fotolibro, fototesto e libro d’artista? Qual è il ruolo del testo e della didascalia rispetto all’immagine? Il percorso espositivo, il cui titolo trae spunto da Lettura di un’immagine di Lalla Romano, prova a rispondere ad alcuni quesiti attraverso le ricerche e le narrazioni di artisti, fotografi e scrittori internazionali confluite nei libri in mostra. Si tratta di libri che assemblano fotografie e testi e sono animati da una particolare sensibilità rispetto ai luoghi e agli spazi. La mostra è organizzata e promossa da Église in collaborazione con Zazie Books ed è patrocinata dal PRIN 2020 “Fototesti.Retoriche, poetiche e aspetti cognitivi”. La mostra sarà aperta dal 23 febbraio al 15 marzo, visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 18.00 o su appuntamento, scrivendo a eglisepalermo@gmail.com. Una seconda tappa sarà organizzata da Zazie Books, libreria di Paola Contino.

Liquid Sky | II Edizione

Apre al pubblico mercoledì 28 febbraio dalle ore 10:00 la seconda edizione della rassegna d'arte contemporanea Liquid Sky, curata da Benedetta Spagnuolo e organizzata da ARTISTI ITALIANI - arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova. Liquid Sky ospita opere di fotografia, video, installazione, pittura, grafica e illustrazione, che trovano collocazione tra le pareti della Galleria delle Esposizioni, all'interno del Galata Museo del Mare, uno splendido edificio antico affacciato sul porto di Genova e avvolto in un grande involucro di vetro e acciaio. La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni, dalle 10:00 alle 19:00, fino al 6 Marzo 2024. L’intento di Liquid Sky è quello di creare una rassegna, un appuntamento fisso pensato appositamente per il museo, al quale si presentano artisti contemporanei e spesso inediti provenienti da tutta Italia e dall’estero che si confrontano su un elemento di forte rappresentazione dell’identità storica della città di Genova: l’acqua. Nel caso di questa esposizione, l’acqua è vista come elemento principale di connessione con il “cielo” (sky), con il quale confina sia visivamente sia concettualmente, e ne risalta ogni sfaccettatura fino a diventarne parte. Il titolo che abbiamo scelto è liberamente tratto dall’omonima opera cinematografica di Slava Tsukerman del 1982, un cult movie seminale a tutti gli effetti che collega un luogo, rappresentazione scenografica di una vicenda interiore, e i suoi protagonisti. Per Carl Gustav Jung, l’acqua e il suo simbolismo sono un elemento essenziale e fondamentale per quel viaggio interiore che è l’introspezione, base di partenza della moderna psicologia e psichiatria: “L’acqua, il mare, è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, con tutti i contenuti rappresentati da tutti gli esseri che vivono nelle sue profondità. Noi tutti abbiamo navigato nel mare uterino delle nostre madri e l’acqua ci ricollega a uno stato in cui non ci sentivamo ancora separati dal grande universo”. L’aspetto materno dell’acqua coincide con la natura dell’inconscio, in quanto quest’ultimo (specialmente nell’uomo) può essere considerato madre o matrice della coscienza. In tal modo l’inconscio, quando interpretato in riferimento al soggetto, ha al pari dell’acqua significato materno. Diventano così importanti anche gli elementi connessi all’acqua: la barca, che da sempre è non solo un veicolo o uno strumento ma anche compagna dell’uomo, tanto da ricevere spesso un nome che ha un forte significato sentimentale, ed essa è anche espressione di un archetipo, ovvero colei che ci porta nel nostro “viaggio terreno da una sponda all’altra”; l’io, che nel viaggio individuale deve confrontarsi e relazionarsi con le intemperie che il destino gli pone; la vela, perché si muove con il vento che nessuno può comandare, sinonimo degli accadimenti della nostra vita; il vento, simbolo del destino, che interferisce nel dialogo tra mare, barca e vela, e che quindi durante l’esistenza spinge ad adattare le vele il meglio possibile; il destino stesso, metafora delle attitudini, delle caratteristiche e delle qualità. Questo avvicinarsi al significato simbolico dell’acqua ha riscontro nella mitologia greca: nell’Iliade troviamo infatti “Oceano, che a tutti i numi fu origine” e Teti, “la madre”, quale origine del mondo e delle divinità. Il significato dell’acqua non si esaurisce nella mitologia, nelle religioni o nell’antichità perché questi contenuti simbolici appartengono profondamente alla nostra psiche e ancora oggi si manifestano a livello psicologico attraverso i sogni o le immaginazioni fantastiche di ognuno di noi. È importante riuscire a leggerle, ancora una volta, per ricercare un equilibrio nella nostra vita. L’acqua fa parte delle nostre origini: da acque mitologiche si originò l’universo, da acque oceaniche affiorarono le terre emerse, in acque marine si formò la vita, in acquosità uterine si sviluppa il feto; nei sogni e nelle fantasie il mare o una qualsiasi vasta distesa d’acqua rappresentano l’inconscio. [...] Benedetta Spagnuolo Artisti Davide Aicardi, Davide Barzaghi, Teresa Bellini, Maria Rosa Benso, Roberto Fabio Brucci, Benedetta Cari, Antonio Cesare, Tina Cosmai, Nariman Darbandi, Alessandro De Petre, Diberto, Katharina Eisenberg, Riva GLDF, Fabiola Ledda, Elisa Lelli, Lorenzo Enrico Lemmo, Cinzia Mazzoni, Daniela Moretti, Valerio Murri, Ada Nori, Flavio Palazzina, Silvana Rocco, Vasiliy Sad, Andrea Scopelliti, Serena Serrani, Giovanna Sposato, Rosetta Tronconi.

hsr24 Palestine

di: lost
18 Febbraio 2024 ore 00:00

dal 18 febbraio 2024 ore 12:00 UTC +2
al 19 febbraio 2024 ore 12:00 UTC +2

24hrs Palestine

presentazione loco19 libro

24hrs/Palestine è un programma radiofonico plurilingue che, attraversando differenti geografie e fusi orari, intende far sentire un coro eterogeneo di voci unite nella solidarietà con il popolo palestinese. Nel corso di 24 ore, ci riuniremo in spazi fisici e nell'etere con l'obiettivo di ascoltare, da persone e realtà di tutto il mondo, le necessità e le possibilità della solidarietà anticoloniale da prospettive locali. La Palestina è una terra che ci spinge e ci ispira ad agire, a pensare e a partecipare ad un internazionalismo capace di interrogarsi a ogni latitudine sulle interconnessioni e sulla solidarietà. La situazione a Gaza è misura della giustizia, ovunque nel mondo. La trasmissione inizia domenica 18 febbraio alle 12:00 (fuso orario palestinese, ore 11:00 in Italia), proponendo interventi da Santiago ad Algeri, da Nouméa a Helsinki, da Casablanca a Kampala, da Beirut a Montreal, da Bandung a Parigi, dal Cairo a Teheran, Betlemme, Ramallah, Città del Capo a Londra, Tunisia, Ucraina, Italia e India, per culminare alle 12:00 di lunedì 19 febbraio in Palestina. Connettendo una rete di stazioni radio indipendenti …

Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri

Giovedì 22 febbraio, alle ore 18.30, presso Église si inaugura la mostra a cura di Cristina Costanzo Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri, con il coordinamento di Iole Carollo. Esiste una distinzione tra le diverse espressioni della “forma-libro” nell’intersezione tra immagine e scrittura? Qual è il confine tra fotolibro, fototesto e libro d’artista? Qual è il ruolo del testo e della didascalia rispetto all’immagine? Il percorso espositivo, il cui titolo trae spunto da Lettura di un’immagine di Lalla Romano, prova a rispondere ad alcuni quesiti attraverso le ricerche e le narrazioni di artisti, fotografi e scrittori internazionali confluite nei libri in mostra. Si tratta di libri che assemblano fotografie e testi e sono animati da una particolare sensibilità rispetto ai luoghi e agli spazi. La mostra è organizzata e promossa da Église in collaborazione con Zazie Books ed è patrocinata dal PRIN 2020 “Fototesti.Retoriche, poetiche e aspetti cognitivi”. La mostra sarà aperta dal 23 febbraio al 15 marzo, visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 18.00 o su appuntamento, scrivendo a eglisepalermo@gmail.com. Una seconda tappa sarà organizzata da Zazie Books, libreria di Paola Contino.

Strage di Rigopiano: la sentenza di appello

Da giorni nevica e la strada che collega l’hotel di Rigopiano al paese di Farindola è bloccata. Nonostante le telefonate di allarme alle autorità, data anche la presenza da settimane di uno sciame sismico, nessuno fa nulla: non si trova alcun mezzo per sgombrare la strada per evacuare le 40 persone presenti – 12 lavoratori e 28 clienti - completamente isolate. Nel pomeriggio del 18 gennaio 2017, dalla montagna sovrastante, si stacca una enorme valanga che investe l’albergo, spostandolo di 10 metri, sfondandone le pareti e seppellendo i presenti; moriranno in 29, tra lavoratori e clienti. Alle...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)

Liquid Sky | II Edizione

Apre al pubblico mercoledì 28 febbraio dalle ore 10:00 la seconda edizione della rassegna d'arte contemporanea Liquid Sky, curata da Benedetta Spagnuolo e organizzata da ARTISTI ITALIANI - arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova. Liquid Sky ospita opere di fotografia, video, installazione, pittura, grafica e illustrazione, che trovano collocazione tra le pareti della Galleria delle Esposizioni, all'interno del Galata Museo del Mare, uno splendido edificio antico affacciato sul porto di Genova e avvolto in un grande involucro di vetro e acciaio. La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni, dalle 10:00 alle 19:00, fino al 6 Marzo 2024. L’intento di Liquid Sky è quello di creare una rassegna, un appuntamento fisso pensato appositamente per il museo, al quale si presentano artisti contemporanei e spesso inediti provenienti da tutta Italia e dall’estero che si confrontano su un elemento di forte rappresentazione dell’identità storica della città di Genova: l’acqua. Nel caso di questa esposizione, l’acqua è vista come elemento principale di connessione con il “cielo” (sky), con il quale confina sia visivamente sia concettualmente, e ne risalta ogni sfaccettatura fino a diventarne parte. Il titolo che abbiamo scelto è liberamente tratto dall’omonima opera cinematografica di Slava Tsukerman del 1982, un cult movie seminale a tutti gli effetti che collega un luogo, rappresentazione scenografica di una vicenda interiore, e i suoi protagonisti. Per Carl Gustav Jung, l’acqua e il suo simbolismo sono un elemento essenziale e fondamentale per quel viaggio interiore che è l’introspezione, base di partenza della moderna psicologia e psichiatria: “L’acqua, il mare, è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, con tutti i contenuti rappresentati da tutti gli esseri che vivono nelle sue profondità. Noi tutti abbiamo navigato nel mare uterino delle nostre madri e l’acqua ci ricollega a uno stato in cui non ci sentivamo ancora separati dal grande universo”. L’aspetto materno dell’acqua coincide con la natura dell’inconscio, in quanto quest’ultimo (specialmente nell’uomo) può essere considerato madre o matrice della coscienza. In tal modo l’inconscio, quando interpretato in riferimento al soggetto, ha al pari dell’acqua significato materno. Diventano così importanti anche gli elementi connessi all’acqua: la barca, che da sempre è non solo un veicolo o uno strumento ma anche compagna dell’uomo, tanto da ricevere spesso un nome che ha un forte significato sentimentale, ed essa è anche espressione di un archetipo, ovvero colei che ci porta nel nostro “viaggio terreno da una sponda all’altra”; l’io, che nel viaggio individuale deve confrontarsi e relazionarsi con le intemperie che il destino gli pone; la vela, perché si muove con il vento che nessuno può comandare, sinonimo degli accadimenti della nostra vita; il vento, simbolo del destino, che interferisce nel dialogo tra mare, barca e vela, e che quindi durante l’esistenza spinge ad adattare le vele il meglio possibile; il destino stesso, metafora delle attitudini, delle caratteristiche e delle qualità. Questo avvicinarsi al significato simbolico dell’acqua ha riscontro nella mitologia greca: nell’Iliade troviamo infatti “Oceano, che a tutti i numi fu origine” e Teti, “la madre”, quale origine del mondo e delle divinità. Il significato dell’acqua non si esaurisce nella mitologia, nelle religioni o nell’antichità perché questi contenuti simbolici appartengono profondamente alla nostra psiche e ancora oggi si manifestano a livello psicologico attraverso i sogni o le immaginazioni fantastiche di ognuno di noi. È importante riuscire a leggerle, ancora una volta, per ricercare un equilibrio nella nostra vita. L’acqua fa parte delle nostre origini: da acque mitologiche si originò l’universo, da acque oceaniche affiorarono le terre emerse, in acque marine si formò la vita, in acquosità uterine si sviluppa il feto; nei sogni e nelle fantasie il mare o una qualsiasi vasta distesa d’acqua rappresentano l’inconscio. [...] Benedetta Spagnuolo Artisti Davide Aicardi, Davide Barzaghi, Teresa Bellini, Maria Rosa Benso, Roberto Fabio Brucci, Benedetta Cari, Antonio Cesare, Tina Cosmai, Nariman Darbandi, Alessandro De Petre, Diberto, Katharina Eisenberg, Riva GLDF, Fabiola Ledda, Elisa Lelli, Lorenzo Enrico Lemmo, Cinzia Mazzoni, Daniela Moretti, Valerio Murri, Ada Nori, Flavio Palazzina, Silvana Rocco, Vasiliy Sad, Andrea Scopelliti, Serena Serrani, Giovanna Sposato, Rosetta Tronconi.

TRAVEL TALES III

Siamo quasi alla fine dell’edizione TTA -  TRAVEL TALES AWARD 2023, MA in realtà quest’anno non sarà cosi…. Ci aspetta la convention Photo Travelers a Milano il 1,2 e 3 marzo 2024, dove tra le varie presentazioni chiuderemo l’edizione TTA 2023 e lanceremo le call per il TTA 2024! la Convention viene organizzata da  Viaggio Fotografico (https://viaggiofotografico.it/) e da TTA – Travel Tales Award (https://traveltalesaward.com). L’evento verrà ospitato a Milano da Parco (www.parco.center/), nuova struttura nascente in zona Navigli/Barona, e sarà un evento riservato con partecipazione ad iscrizione che offrirà ai partecipanti, tutti fotografi appassionati o professionisti, occasioni di incontro tra loro,  spazi di confronto e di gratificazione ai loro lavori, contenuti di loro produzione. Esperti e speakers esterni alle due community contribuiranno a costruire il palinsenso dei due giorni. Alla convention verrà presentato il volume TRAVEL TALES III, che contiene 16 storie, selezionate tra le 50 storie finaliste TTA 2023. Ecco le storie che comporranno il volume con i rispettivi Autori: Stefano Bianchi – Armenia, Luigi Cipriano – Timeless Istanbul, Nicola Ducati – Steel Life, Lello Fargione – Polaroid Instant world, Roberto Malagoli – Mauritania, Roberto Manfredi – once upon a time there was a sea, Francesco Merella – Coptic Christian Rites – Ethiopia, Robertino Radovix – Wakhan paradise in danger, Roberto Renai – Activities and Crafts, Luigi Rota – India, a magic place, Tina Salipante – Mare Fecunditatis, Marijn Schulte – Jumping Boys Stone Town, Claudio Varaldi – Camargue e Abrivado,  Roberta Vitali – desert is magic, Sergio Volani – Cambogia e la serie di Yuliy Valisev, vincitore di Plodviv Festival 2023. www.traveltalesaward.com

TRAVEL TALES III

Siamo quasi alla fine dell’edizione TTA -  TRAVEL TALES AWARD 2023, MA in realtà quest’anno non sarà cosi…. Ci aspetta la convention Photo Travelers a Milano il 1,2 e 3 marzo 2024, dove tra le varie presentazioni chiuderemo l’edizione TTA 2023 e lanceremo le call per il TTA 2024! la Convention viene organizzata da  Viaggio Fotografico (https://viaggiofotografico.it/) e da TTA – Travel Tales Award (https://traveltalesaward.com). L’evento verrà ospitato a Milano da Parco (www.parco.center/), nuova struttura nascente in zona Navigli/Barona, e sarà un evento riservato con partecipazione ad iscrizione che offrirà ai partecipanti, tutti fotografi appassionati o professionisti, occasioni di incontro tra loro,  spazi di confronto e di gratificazione ai loro lavori, contenuti di loro produzione. Esperti e speakers esterni alle due community contribuiranno a costruire il palinsenso dei due giorni. Alla convention verrà presentato il volume TRAVEL TALES III, che contiene 16 storie, selezionate tra le 50 storie finaliste TTA 2023. Ecco le storie che comporranno il volume con i rispettivi Autori: Stefano Bianchi – Armenia, Luigi Cipriano – Timeless Istanbul, Nicola Ducati – Steel Life, Lello Fargione – Polaroid Instant world, Roberto Malagoli – Mauritania, Roberto Manfredi – once upon a time there was a sea, Francesco Merella – Coptic Christian Rites – Ethiopia, Robertino Radovix – Wakhan paradise in danger, Roberto Renai – Activities and Crafts, Luigi Rota – India, a magic place, Tina Salipante – Mare Fecunditatis, Marijn Schulte – Jumping Boys Stone Town, Claudio Varaldi – Camargue e Abrivado,  Roberta Vitali – desert is magic, Sergio Volani – Cambogia e la serie di Yuliy Valisev, vincitore di Plodviv Festival 2023. www.traveltalesaward.com

Il silenzio di Dio

Il silenzio di Dio   Paolo di Giosia   Loggiato “Riccardo Cerulli” Polo Museale Civico Giulianova (Te)   info: info@paolodigiosia.it   videoinstallazione   12/17 febbraio 2024 orario apertura Loggiato   Ingresso libero E dopo “Il senso del cielo” installato a Teramo nei giorni scorsi, Paolo di Giosia, porta avanti il tema della Shoah presentando “Il silenzio di Dio” in una videoinstallazione negli spazi del Loggiato Riccardo Cerulli del Polo Museale Civico di Giulianova, all’interno della mostra in corso “La Razza nemica. La propaganda antisemita fascista e nazista” del Museo della Shoah di Roma. «Ne “Il silenzio di Dio" (2016) siamo alla fine della parabola dell’Olocausto che ha prodotto una quantità smisurata di scarpe e resti umani difficili da smaltire. È ciò che rimane del genocidio programmato, ultime propaggini di individui che poco prima erano ammucchiati all’interno delle stesse fosse dove giacciono ora le eccedenze. Di Giosia evoca, per moltiplicazione, la superfetazione delle calzature e, per sottrazione, le anime a cui sono appartenute.» (Martina Lolli) «Ancora una volta il bravissimo Paolo di Giosia ci offre una occasione di riflessione […] di grande suggestione per non dimenticare la tragedia dell’olocausto passato […] ponendo al centro le persone, la vita, in quella ferialità ordinaria che la Shoah distrusse irreparabilmente. Per dirci che la distrugge ancora oggi. Per farci capire la ferocia della Shoah in ogni tempo e luogo. Scegliere il prima e il dopo dell’orrore con i tanti volti dell’umiliazione della violenza e della morte, ci dice quanto quel tempo abbia potuto togliere a chi lo ha attraversato: la bellezza della vita.» (Leo Nodari) La videoinstallazione, della durata di 5’12” è riprodotta in loop, sarà visibile fino al 17 febbraio e sarà il preludio della presentazione del nuovo libro fotografico dell’artista: “Lontano dagli occhi. Shoah: uno sguardo contemporaneo”. «Un progetto al quale di Giosia ha lavorato anni e che finalmente trova compimento nella pubblicazione di un meraviglioso volume d’arte. Il libro, edito da Ricerche&Redazioni, è un lavoro che parte da lontano, maturato dopo diverse visite effettuate dall’autore nei centri di detenzione e sterminio legati alla Shoah. Anni di lavoro, affinamento, per approdare a degli esiti di straordinaria sensibilità e originalità.» (Giacinto Damiani) Dalla prefazione di Paolo Coen: «Paolo di Giosia […] La sua ricerca, iniziata ormai da qualche decennio, ha principalmente a che fare con la forma e con la luce. Fra l’occhio e l’interpretazione del reale si frappone l’apparecchio fotografico, che in tal modo assume la funzione di interfaccia. Rapide scorrono dinanzi ai nostri occhi di fruitori le immagini in bianco e nero. L’una diversa dall’altra. In linea con un filone consistente dell’intera contemporaneità, dinanzi alle sue immagini si possono chiamare in causa i valori di energia, di riflessione, di forza: certo non il valore di bellezza, almeno in termini tradizionali. Si tratta di una delle principali caratteristiche positive di questi scatti, che “non fanno presepe”, per impiegare le parole di Nunzio, un altro grande artista abruzzese. Ve ne sono molte che trattano argomenti complessi, dolorosi o addirittura atroci. La Shoah. L’HIV. La povertà. A un livello concettualmente diverso, non si vuole dire più elevato: la solitudine, l’abbandono, l’oblio. Esattamente come l’Hokusai che si auto-descrisse nella postfazione del 1835, Paolo studia queste situazioni e queste realtà; le studia una per una, evitando così di appiattirle e di banalizzarle. Lasciando ad altri la pornografia dell’orrore.»    Per info: 3406905880  

M90, l'orso condannato a morte e abbattuto

In questo mondo alla deriva, il sistema capitalistico globalizzato, selvaggio e criminale sta subendo l’ennesima crisi e ha sguinzagliato ancora una volta i signori della guerra per nuove distruzioni, morte, genocidi, povertà e abbrutimento sociale, per poi, come da prassi, ricostruire le città, curare i feriti, riempire nuovamente gli arsenali e sostenere i superstiti, elargendo fondi alle multinazionali del cemento, delle armi, dell’alimentazione e della farmaceutica, pompando così, nuovo ossigeno nei polmoni del capitale. E la storia continua… In questa macelleria umana e ambientale,...

(Pasquale Aiello)

Presentazione della rivista Monochrome e incontro

Venerdì 16 febbraio dalle ore 19 avremo il piacere di ospitare la presentazione della nuova rivista fotografica Monochrome insieme alla fotografa Susanna D’Aliesio. L’incontro è gratuito e aperto a tutti. Monochrome è una rivista indipendente nata dalla convinzione che la fotografia meritasse di essere trattata in una maniera differente. Questo progetto editoriale, unico nel suo genere, nasce con l’obiettivo di piantare un seme e con la volontà di offrire delle riflessioni sui temi della cultura visuale. In questo numero si parlerà del conflitto in Ucraina, dell’evoluzione della fotografia, del sistema editoriale italiano e della crisi dell’informazione, di iper connessione e molto altro ancora. IL NUMERO “0” USCIRÀ IN UN’ EDIZIONE LIMITATA DA COLLEZIONE DISPONIBILE IN SOLE 50 COPIE. Una bellissima serata per conoscere un nuovo progetto editoriale e chiacchierare con la fotografa e curatrice del progetto, Susanna D’Aliesio.

Fashion Week Fashion Trip: presentazione del libro di Massimiliano Faralli

Venerdì 9 febbraio dalle ore 19, ospiteremo presso la sede del WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58 Roma, la presentazione del libro “Fashion Week Fashion Trip” insieme all’autore, il fotografo Massimiliano Faralli. Modera l’incontro il fotografo Aldo Feroce. Milano 2018-2023 La Settimana della Moda a Milano è un evento della durata di circa una settimana che permette agli stilisti ed alle case di moda di presentare le ultime collezioni ed al pubblico di vedere quali siano le ultime tendenze. Durante la fashion week Milano si popola più che mai di curiosi e di non addetti ai lavori, di turisti della moda, ma anche di orde di fotografi, di modelli di modelle e di aspiranti tali. Le Fashion Victims, in cerca del loro quarto d’ora di celebrità, si aggirano sul palcoscenico delle strade milanesi con occhiali da sole e cellulare vivendo ed incarnando il sogno dell’effimero, tra il vorticare dei colori e il lampeggiare dei flash. “Fashion Week-Fashion Trip” è un long term project che inizia nel 2018 e continua stratificandosi su sé stesso, documenta i costumi i volti, i cangianti attori/spettatori di un fenomeno sociale, restituendo negli anni le loro pose istrioniche o stupite, l’atmosfera di festa, i sorrisi e rubando attimi di fugace bellezza. Il racconto di chi vive l’evento da fuori, nelle strade intorno ai circuiti delle grandi sfilate, il teatro della moda dove talvolta lo spettacolo più interessante si svolge fuori dalle passerelle. Massimiliano Faralli è nato e cresciuto a Prato. Ha praticato fotografia come professionista per molti anni nel settore wedding e fotografia urbana. Dal 2016, attratto da nuove tecniche, intraprende percorsi fotografici diversi che lo portano a sperimentare nuove visioni. Trova nella “street photography” lo strumento ideale per la sua crescita personale, un momento personale dove scopre felicemente sé stesso in mezzo alle persone. Gli piace fotografare in contesti aperti, eventi popolari, manifestazioni, dove cerca spunti creativi e storie di gente comune da raccontare. L’empatia è l’emozione che guida gran parte del suo lavoro, si muove con le persone che ritrae, vicino a loro, ed entra nella scena: non si nasconde ma interagisce. Tiene un suo Workshop di Street Photography e collabora con Fotoclub e Associazioni Culturali per corsi di fotografia e fotografia di strada. I suoi lavori hanno avuto molti riconoscimenti, menzioni d’onore in Italia e all’estero, sono stati pubblicati in riviste nazionali e internazionali e su vari siti di arte e fotografia, esposti in mostre collettive e personali in molte città e nei principali festival di fotografia in Europa e nel mondo. Ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i principali l’Overall Winner Urban al Trieste Photo Days, il Miami Street Photography Festival, il Fujifilm Moment Street Photo Awards. Nel 2023 pubblica il suo primo libro “Fashion Week, Fashion Trip” Edizione Scripta ManentI suoi lavori fotografici si trovano su:http://www.instagram.com/fara.massi http://www.flickr.com/photos/faramassi

Incontro sulla fotografia con Fabio Sgroi

Fabio Sgroi, palermitano, fotografo della generazione punk, si avvicina alla fotografia nel 1984 scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica underground. Contemporaneamente dedica il suo lavoro alla sua città e alla sua terra, la Sicilia, concentrandosi sulle ricorrenze,  le cerimonie religiose e la vita quotidiana. Dal 1986 ha lavorato per circa due anni con il quotidiano “L’Ora” di Palermo, per l’agenzia fotografica IF (Informazione Fotografica) di Letizia Battaglia e Franco Zecchin.  Viaggia e lavora attraverso l’Europa e altre parti del mondo. Nei primi anni duemila si dedica al formato panoramico concentrandosi sul paesaggio urbano e sull’archeologia. Ha preso parte a numerose mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero. Ha partecipato a diversi progetti internazionali e residenze fotografiche. In 30 anni di carriera ha pubblicato diversi libri fotografici in tutta Europa nei quali si possono apprezzare le sue ruvide immagini in bianco e nero che rispecchiano il suo carattere sensibile ed introverso.

Presentazione della rivista Monochrome e incontro

Venerdì 16 febbraio dalle ore 19 avremo il piacere di ospitare la presentazione della nuova rivista fotografica Monochrome insieme alla fotografa Susanna D’Aliesio. L’incontro è gratuito e aperto a tutti. Monochrome è una rivista indipendente nata dalla convinzione che la fotografia meritasse di essere trattata in una maniera differente. Questo progetto editoriale, unico nel suo genere, nasce con l’obiettivo di piantare un seme e con la volontà di offrire delle riflessioni sui temi della cultura visuale. In questo numero si parlerà del conflitto in Ucraina, dell’evoluzione della fotografia, del sistema editoriale italiano e della crisi dell’informazione, di iper connessione e molto altro ancora. IL NUMERO “0” USCIRÀ IN UN’ EDIZIONE LIMITATA DA COLLEZIONE DISPONIBILE IN SOLE 50 COPIE. Una bellissima serata per conoscere un nuovo progetto editoriale e chiacchierare con la fotografa e curatrice del progetto, Susanna D’Aliesio.

Fashion Week Fashion Trip: presentazione del libro di Massimiliano Faralli

Venerdì 9 febbraio dalle ore 19, ospiteremo presso la sede del WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58 Roma, la presentazione del libro “Fashion Week Fashion Trip” insieme all’autore, il fotografo Massimiliano Faralli. Modera l’incontro il fotografo Aldo Feroce. Milano 2018-2023 La Settimana della Moda a Milano è un evento della durata di circa una settimana che permette agli stilisti ed alle case di moda di presentare le ultime collezioni ed al pubblico di vedere quali siano le ultime tendenze. Durante la fashion week Milano si popola più che mai di curiosi e di non addetti ai lavori, di turisti della moda, ma anche di orde di fotografi, di modelli di modelle e di aspiranti tali. Le Fashion Victims, in cerca del loro quarto d’ora di celebrità, si aggirano sul palcoscenico delle strade milanesi con occhiali da sole e cellulare vivendo ed incarnando il sogno dell’effimero, tra il vorticare dei colori e il lampeggiare dei flash. “Fashion Week-Fashion Trip” è un long term project che inizia nel 2018 e continua stratificandosi su sé stesso, documenta i costumi i volti, i cangianti attori/spettatori di un fenomeno sociale, restituendo negli anni le loro pose istrioniche o stupite, l’atmosfera di festa, i sorrisi e rubando attimi di fugace bellezza. Il racconto di chi vive l’evento da fuori, nelle strade intorno ai circuiti delle grandi sfilate, il teatro della moda dove talvolta lo spettacolo più interessante si svolge fuori dalle passerelle. Massimiliano Faralli è nato e cresciuto a Prato. Ha praticato fotografia come professionista per molti anni nel settore wedding e fotografia urbana. Dal 2016, attratto da nuove tecniche, intraprende percorsi fotografici diversi che lo portano a sperimentare nuove visioni. Trova nella “street photography” lo strumento ideale per la sua crescita personale, un momento personale dove scopre felicemente sé stesso in mezzo alle persone. Gli piace fotografare in contesti aperti, eventi popolari, manifestazioni, dove cerca spunti creativi e storie di gente comune da raccontare. L’empatia è l’emozione che guida gran parte del suo lavoro, si muove con le persone che ritrae, vicino a loro, ed entra nella scena: non si nasconde ma interagisce. Tiene un suo Workshop di Street Photography e collabora con Fotoclub e Associazioni Culturali per corsi di fotografia e fotografia di strada. I suoi lavori hanno avuto molti riconoscimenti, menzioni d’onore in Italia e all’estero, sono stati pubblicati in riviste nazionali e internazionali e su vari siti di arte e fotografia, esposti in mostre collettive e personali in molte città e nei principali festival di fotografia in Europa e nel mondo. Ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i principali l’Overall Winner Urban al Trieste Photo Days, il Miami Street Photography Festival, il Fujifilm Moment Street Photo Awards. Nel 2023 pubblica il suo primo libro “Fashion Week, Fashion Trip” Edizione Scripta ManentI suoi lavori fotografici si trovano su:http://www.instagram.com/fara.massi http://www.flickr.com/photos/faramassi

Incontro sulla fotografia con Fabio Sgroi

Fabio Sgroi, palermitano, fotografo della generazione punk, si avvicina alla fotografia nel 1984 scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica underground. Contemporaneamente dedica il suo lavoro alla sua città e alla sua terra, la Sicilia, concentrandosi sulle ricorrenze,  le cerimonie religiose e la vita quotidiana. Dal 1986 ha lavorato per circa due anni con il quotidiano “L’Ora” di Palermo, per l’agenzia fotografica IF (Informazione Fotografica) di Letizia Battaglia e Franco Zecchin.  Viaggia e lavora attraverso l’Europa e altre parti del mondo. Nei primi anni duemila si dedica al formato panoramico concentrandosi sul paesaggio urbano e sull’archeologia. Ha preso parte a numerose mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero. Ha partecipato a diversi progetti internazionali e residenze fotografiche. In 30 anni di carriera ha pubblicato diversi libri fotografici in tutta Europa nei quali si possono apprezzare le sue ruvide immagini in bianco e nero che rispecchiano il suo carattere sensibile ed introverso.

Il senso del cielo

Il senso del cielo   Paolo di Giosia   Biblioteca Dèlfico Teramo   info: info@paolodigiosia.it videoinstallazione   5/8 febbraio 2024 orario apertura biblioteca Ingresso libero   In continuità con l’impegno artistico e sociale degli anni precedenti Paolo di Giosia torna ad esprimersi con una nuova videoinstallazione negli spazi della Biblioteca Dèlfico di Teramo. Il senso del cielo, con cui pone l’attenzione ai bambini durante il dramma della Shoah. Furono oltre un milione e mezzo i bambini uccisi dal nazifascismo… Non erano solo Ebrei, ma anche Rom, Sinti, Polacchi e Sovietici che vivevano nelle zone occupate dalla Germania, nonché bambini tedeschi con handicap fisici e mentali provenienti dagli istituti di cura. La maggior parte di loro aveva meno di 13 anni… “Ancora una volta il bravissimo Paolo di Giosia ci offre una occasione di riflessione […] di grande suggestione per non dimenticare la tragedia dell’olocausto passato […] ponendo al centro le persone, la vita, in quella ferialità ordinaria che la Shoah distrusse irreparabilmente. Per dirci che la distrugge ancora oggi. Per farci capire la ferocia della Shoah in ogni tempo e luogo. Scegliere il prima e il dopo dell’orrore con i tanti volti dell’umiliazione della violenza e della morte, ci dice quanto quel tempo abbia potuto togliere a chi lo ha attraversato: la bellezza della vita.” (Leo Nodari) La videoinstallazione, della durata di 7’41” è riprodotta in loop, sarà visibile fino all’8 febbraio e sarà il preludio della presentazione del nuovo libro fotografico dell’artista: Lontano dagli occhi. Shoah: uno sguardo contemporaneo. “Per la seconda volta un'insolita location appositamente studiata per l'occasione: l'imponente scala nobile di Palazzo Dèlfico. Un evento molto atteso che sorprenderà per le innovative soluzioni allestitive adottate e per l'intima atmosfera che si respirerà durante la serata. Un progetto al quale di Giosia ha lavorato anni e che finalmente trova compimento nella pubblicazione di un meraviglioso volume d’arte. Il libro, edito da Ricerche&Redazioni, è un lavoro che parte da lontano, maturato dopo diverse visite effettuate dall’autore nei centri di detenzione e sterminio legati alla Shoah. Anni di lavoro, affinamento, per approdare a degli esiti di straordinaria sensibilità e originalità.” (Giacinto Damiani) Durante l’evento dell’8 febbraio verranno proiettati anche il video The Waiting Room che quest’anno compie dieci anni e il nuovo lavoro GAME OVER realizzato sempre con la collaborazione del videomaker Vito Bianchini. L'evento è patrocinato dalla Città di Teramo e dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, e rientra tra le attività del Patto per la Lettura della Città di Teramo del quale Ricerche&Redazioni è cofirmatario. Nel libro è presente un saggio critico a firma del professore Paolo Coen dell’Università degli Studi di Teramo. Sponsor del volume Banca Generali Private Agenzia di Teramo.   Per info: 3406905880  

OPEN DAY IIF: sabato 17 febbraio 2024

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Sabato 17 febbraio 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/sabato-17-febbraio-2024-open-day-iif/ QUANDO: Sabato 17 febbraio 2024, ingressi disponibili: 11:00-12:15 oppure 15:00-16:15 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598

OPEN DAY IIF: sabato 17 febbraio 2024

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Sabato 17 febbraio 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/sabato-17-febbraio-2024-open-day-iif/ QUANDO: Sabato 17 febbraio 2024, ingressi disponibili: 11:00-12:15 oppure 15:00-16:15 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598

BORSE DI STUDIO PER STUDENTI – ASSISTENTI AL CORSO PROFESSIONALE BIENNALE DI FOTOGRAFIA 2024/2026

Istituto Italiano di Fotografia assegna diverse borse di studio per il ruolo di STUDENTE – ASSISTENTE al Corso Professionale Biennale di Fotografia per l’a.a. 2024/2026. Per partecipare inviare una mail a didattica2@iifmilano.com con: - curriculum vitae contenente: foto, data di nascita e luogo di domicilio - lettera motivazionale - 10 fotografie in bassa risoluzione in formato jpg Requisiti: età minima 20 anni, età massima 30 anni. Termine invio candidature: entro mercoledì 3 aprile 2024 Si specifica che l’invio della candidatura non obbliga a procedere con l’iscrizione né come borsista né come studente senza borsa. La candidatura può essere ritirata fino al momento di selezione per il training. Selezione: 1° step: screening sulla base di cv, immagini e lettera motivazionale 2° step: colloquio motivazionale individuale 3° e ultimo step: training formativo e di selezione da lunedì 26 agosto a mercoledì 4 settembre 2024 (sabato 31 agosto compreso; orario 09:00-18:00) SCOPRI IL BANDO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/borse-di-studio-per-studenti-assistenti-al-corso-professionale-biennale-di-fotografia-2024-2026/

AI - AD INTERIM

AI – AD INTERIM Convegno dedicato all’uso dei software AI nei settori dell’immagine e della comunicazione. Organizzatori Starring e P.AR.CO Giovedì 14 marzo 2024 presso P.AR.CO via Ambrogio Binda 30-20143 Milano ISCRIZIONE EURO 40 PER OGNI PARTECIPANTE, PER TUTTA LA GIORNATA CON TUTTI I CONTENUTI. PROGRAMMA Mattino 9.30-13.00 AI, i nuovi mondi visuali 9.30/10.30 speech AI Vibes con Pasquale Diaferia, creativo e AD. Spunti e case history su adv realizzate con software AI 10.30-12.00: ROUNDTABLE  “I nuovi mondi visuali“, con Elisabetta Rotolo ( CEO  MIAT)  Dario Piana ( Regista) Paolo Monesi (Voce, Sound designer, Regista) e Domenico Stigliani (CEO Manava.Plus). Moderatore Pasquale Diaferia 12.00-13.00: speech con proiezione di Tania Betti, fotografa ed artista visuale. l’utilizzo dell’AI nella comunicazione sul fashion   Pomeriggio 15.00 – 19.00 Sintografie, odi et amo 14.30:  Performance The artists are present di Vanessa Rusci, artista visuale. una performance provocazione sull’impatto delle intelligenze artificiali sulla nostra vita che vede protagonista VaRu, il suo avatar realizzato da Questit. 15.00-16.00: speech  AI e Fotografia collaborazione possibile? Con Michele Smargiassi, giornalista. L’impatto dell’AI sulla fotografia, limiti e problemi 16.00-17.30: ROUNDTABLE  “Sintografie odi et amo“, con Tania Betti, Vanessa Rusci, Paolo Dalprato. modera Alessandro Curti. 17.30 -18.00 : speech di Alessandro Curti sul rapporto tra fotografie e sintografie presentazione suo nuovo libro  “Fotografia e Intelligenza Artificiale“. 18.00-19.00: speech OPEN SOURCE E AI con Paolo Dalprato Gli strumenti Open Source e gratuiti con l’Intelligenza Artificiale dedicati alle immagini. Per iscriversi Il convegno richiede un fee di iscrizione di 40  euro ( iva compresa) per accedere a tutta la giornata e a tutti i contenuti, Per iscriversi è sufficente mandare una mail con i propri dati  ad angelo@star-ring.it, riceverete le info per il pagamento della quota.

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Atlante umano siciliano |Francesco Faraci

ATLANTE UMANO SICILIANO Di Francesco Faraci Dal 2 al 14 febbraio 2024  Vernissage Venerdì febbraio ore 19:00 Ingresso libero. Orari: dal lunedì al venerdì 10:13; 16:19 Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione. Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino. Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vitamorte, caossilenzio, gioiatristezza, rassegnazioneriscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte. Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori. In collaborazione con Kromart gallery  https://www.csfadams.it/eventi/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/ http://www.kromart.it/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/  

Masterclass di fotografia dal ritratto al nudeart a Roma al 25.02.2024

Masterclass di fotografia dal Ritratto al Nudeart indoor in Room Gestione della luce in interni, e rapporto fotografo/modella Master: Max Giorgetta - Model: @giuliaheartilly Per maggiori info e foto della location e modella: http://www.maxgiorgetta.it/workshopz.htm

È USCITO IL NUOVO LIBRO DI DANIELE PERRA: “Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov”

20 Gennaio 2024 ore 15:57

Lev Tolstoj, nel suo racconto I cosacchi, così descrive la prima penetrazione del mondo russo nell’area caucasica: “Molto, molto tempo fa i loro avi, vecchi credenti, scapparono dalla Russia e si stabilirono oltre il Terek, tra i ceceni del Greben’, la prima striscia di montagne boschive della Grande Cecenia. Vivendo tra i ceceni, i cosacchi si mescolarono con loro e si appropriarono delle usanze, del modo di vita e dei gusti dei montanari; ma mantennero anche lì, in tutta la sua bellezza primitiva, la lingua russa e la vecchia fede. La leggenda ancora oggi più viva tra i cosacchi dice che lo zar Ivan il Terribile venne sul Terek, chiamò a sé dal Greben’ i vecchi, regalò loro la terra da questo lato del fiume, lì esorto a vivere in pace e promise di non costringerli né alla sudditanza, né a cambiare la fede. Ancora oggi le stirpi cosacche si considerano dello stesso ceppo dei ceceni e l’amore per la libertà, per l’ozio, per il saccheggio e per la guerra costituisce il tratto principale del loro carattere”.

Tolstoj, come noto, militò nel corpo di spedizione dello Zar in Caucaso, nel corso della guerra pluridecennale che infiammò la regione a metà del XIX secolo ed almeno fino al 1864, anno che convenzionalmente ne segna la fine. Dunque, chi meglio di lui poteva raccontare, arricchendola di espedienti narrativi, l’epopea caucasica della Russia? Tuttavia la sua opera fu in qualche modo l’espressione più tardiva di quello che si potrebbe definire l’“orientalismo russo”, ed anche quella meno incline alla fascinazione immaginifica per l’Oriente che si ritrova, invece, in altri interpreti del calibro di Puškin e Lermontov. Tolstoj, di fatto, racconta la guerra caucasica per quello che sostanzialmente è stata: una guerra sì di espansione (talvolta brutale, a differenza dell’estensione imperiale verso la Siberia) ma con caratteristiche precipuamente russe. E quali sono queste caratteristiche?

Daniele Perra, nella sua opera Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov (edita dalla storica casa editrice parmense Edizioni all’insegna del Veltro, che ha in catalogo diversi testi sull’“altra Europa”), cerca di dare una risposta a questa domanda, partendo dall’affermazione dello storico Andreas Kappeler secondo cui “la trasposizione semplicistica dei concetti di imperialismo e colonialismo nella realtà russa, diffusa soprattutto nella ricerca americana, finisce per occultare molto più di quanto spieghi”. Facendo nostro per un attimo il pensiero di uno dei padri della “scienza” geopolitica, Friedrich Ratzel, si potrebbe addirittura affermare che, avendo seguito una direttrice lineare nello spazio e nel tempo, l’utilizzo della categoria “colonialismo” in rapporto all’espansione russa sia del tutto fuorviante. Questa, in realtà, fu una storia di incontro, scontro, assimilazione, convivenza, vantaggio ed arricchimento reciproco (soprattutto culturale) che ha plasmato in modo determinante l’autocoscienza del gigante eurasiatico, a prescindere dalle pulsioni nazionalistiche (in molti casi eterodirette) che l’hanno ciclicamente minacciato (non esclusa l’esperienza dell’Imamato di Šamil, che, come fa notare Perra, ebbe la sua buona dose di sostegno da parte turca, francese e britannica). Eppure, c’è chi ancora oggi parla di “de-colonization of Russia”, sostenendo la necessità di smantellarla territorialmente per renderla innocua sia sul piano demografico che su quello economico e militare.

Ad onor del vero, parte di questo piano è stato portato a compimento con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che, come osserva lo stesso Perra, fu “l’erede geopolitica” dell’Impero zarista. A tale proposito, l’ormai veterano della rivista di studi geopolitici “Eurasia” fa notare che, con il crollo del colosso socialista (provocato da spinte sia interne che esterne), la Russia “si ritrovò privata di circa 5,3 milioni di chilometri quadrati di territorio, una superficie superiore a quella dell’intera Unione Europea odierna (4,3 milioni di chilometri quadrati) o dell’India (2,3 milioni di chilometri quadrati). A ciò si aggiunga il fatto che si vide totalmente tagliata fuori da diverse aree di primaria importanza strategica (nel Baltico, nel Caucaso ed in Asia Centrale) e sulle quali con grande difficoltà poteva ristabilire una certa influenza”. Parte della strategia dell’arco di crisi di Brzezinski e soci consisteva proprio nella destabilizzazione dei confini russi, in primo luogo nella fascia meridionale. Prosegue inoltre l’autore: “con la disintegrazione dell’URSS, i diversi anelli che formavano il complesso energetico integrato sovietico finirono per trovarsi al di fuori dei confini della Russia. Mosca, sul finire degli anni ’90, era in una posizione in cui, da un lato, doveva affrontare la crescente concorrenza di ex Repubbliche sovietiche come Turkmenistan, Azerbaigian e Kazakistan (capaci di aumentare in breve tempo la produzioni di idrocarburi grazie a massicci investimenti occidentali) e, dall’altro, doveva affrontare altri Paesi di nuova indipendenza come Ucraina, Bielorussia e Moldavia tutti fortemente indebitati con la Russia per il mancato pagamento di approvvigionamenti energetici”.

È in un tale contesto che si inserisce il conflitto ceceno, che viene esaminato nella seconda parte di questo lavoro (la prima è dedicata più in generale alla storia del Caucaso). Ed è in Cecenia che, nonostante gli errori ed orrori di una “guerra sporca” (e fratricida) ben raccontata dall’autore di Obiettivo Ucraina (Anteo Edizioni 2022), rinasce una Russia capace di opporsi a quello che Perra definisce come un processo di “occidentalizzazione dello spazio” o di “desacralizzazione dello spazio”. Si ha infatti a che fare con un mero consumo di territorio, cultura e vita, che nello specifico caso caucasico è rappresentato dalla perniciosa penetrazione del wahhabismo (“l’Islam americano”), la quale, minando i fondamenti tradizionali dei popoli della regione, ha suscitato l’opposizione anche di molti esponenti del separatismo ceceno della prima ora. In Cecenia, dunque, rinasce la Russia, la quale, mantenendo la sua presenza nel Caucaso ed evitando la parcellizzazione etnico-settaria, attraverso la Cecenia ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo nel mondo musulmano, del quale essa stessa fa parte.

Il libro di Daniele Perra, approfondendo anche tradizione e aspetti peculiari dell’Islam caucasico, presenta nel dettaglio la storia e la geopolitica di una regione che rimane centrale per comprendere la complessità e le sfumature dell’odierna “guerra mondiale a pezzi”. Di conseguenza, la sua lettura è assolutamente consigliata.

Daniele Perra, Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2024, pp. 192, € 24,00.

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CHE SIGNIFICA LA ‘MOSSA’ IRANIANA

18 Gennaio 2024 ore 12:40

Anche se il quadro del conflitto in Medio Oriente si presenta estremamente articolato e complesso, nonché foriero di pericolose escalation, è impossibile non osservare come l’Asse della Resistenza – ed in particolar modo l’Iran ed Hezbollah – abbia sinora mostrato una grande capacità di gestione strategica e tattica del conflitto, calibrando con grande attenzione ogni mossa. Ragion per cui ha destato non poco stupore il molteplice attacco iraniano dell’altro giorno, proprio perché sembra essere una rottura di quella capacità di equilibrio sinora manifestata. Ma è davvero così?

Consideriamo innanzi tutto gli aspetti principali dell’attacco. Ad essere stati colpiti sono obiettivi ostili in Siria (ISIS) ed Iraq (Mossad), due paesi più che amici, e Pakistan (Jaish Ul-Adl), un paese con cui Teheran ha buoni rapporti – in questi giorni, era addirittura programmata una esercitazione navale congiunta.
Di là dal fatto che l’Iraq, e soprattutto il Pakistan, abbiano protestato in modo significativo, cosa peraltro quasi obbligata sotto il profilo politico-diplomatico, resta il fatto che questi attacchi sono stati portati a termine senza che vi fosse un tentativo di reazione; infatti in alcun caso è stato attivato il sistema di difesa anti-missile. Ciò significa che, certamente per quanto riguarda la Siria (e quindi la Russia) ed il Pakistan, i paesi sul cui territorio si trovavano i bersagli sono stati preavvertiti. Per quanto riguarda l’Iraq, il cui governo sicuramente era stato allertato, c’è da aggiungere una ulteriore considerazione: i missili balistici utilizzati hanno compiuto un volo di oltre 1200 km, poiché sono stati volutamente lanciati da una posizione lontana, nel sud dell’Iran, laddove trovandosi il bersaglio nel kurdistan iracheno sarebbe stato assai più semplice colpire a partire dall’omologa regione iraniana.
Questa scelta ha avuto un doppio valore, politico e militare, ovvero dimostrare la capacità iraniana di colpire con grande precisione ed a grande distanza (messaggio rivolto soprattutto ad Israele), ma anche che i sistemi di intercettazione e difesa anti-missile statunitensi, largamente presenti sia in Iraq che in Siria, sono stati colti di sorpresa/bypassati.

Per quanto riguarda l’attacco alla base del Mossad ad Erbil, va aggiunto che (nonostante la regione del kurdistan iracheno sia una enclave largamente autonoma, e fortemente legata sia agli USA che ad Israele) è evidente che ha mostrato anche la capacità di penetrazione dell’intelligence di Teheran.
La questione dell’attacco sul Belucistan pakistano, alla luce della forte reazione di Islamabad, appare più complessa, ma anche qui – oltre alla mancata attivazione delle difese anti-missile – va tenuto conto della particolare natura dello stato pakistano, al cui interno sicuramente agiscono poteri (interni ed esterni) anche assai diversi e conflittuali. Le forze armate, ed i servizi segreti (ISI), sono molto ben collegati con gli Stati Uniti, sin dai tempi della guerriglia anti-sovietica in Afghanistan, ma anche abbastanza permeati da influenza fondamentaliste islamiche, mentre il governo (anche in funzione anti-indiana, storicamente filo russa) ci tiene a mantenere un rapporto privilegiato con Washington. Vale appena la pena di ricordare come, proprio su mandato statunitense, sia stato liquidato il presidente scomodo Imran Khan… È assai probabile, quindi, che alcune delle forze interne non abbiano gradito la mossa iraniana, ed abbiano imposto una reazione adeguata. È di oggi la notizia che il Pakistan ha effettuato una serie di attacchi mirati contro i “nascondigli terroristici” in Iran; specularmente a Teheran, Islamabad ha dichiarato che rispetta la sovranità dell’Iran, e la sua è una azione esclusivamente antiterroristica. Ed anche in questo caso, le difese iraniane non sono state attivate…

Tornando quindi alla questione iniziale, se siamo di fronte o no ad un venir meno della moderazione iraniana, aggiungendo al quadro la rivendicazione dell’attacco a due navi israeliane nell’Oceano Indiano, ma anche l’assenza di mosse dirette contro gli USA, credo si possa affermare che siamo di fronte a qualcos’altro.
L’Iran ha davanti a sé grandi prospettive, derivanti non solo dagli stretti rapporti con la Russia e la Cina, entrambe capofila della spinta al multipolarismo, ma anche dai grandi vantaggi che la sua posizione geografica strategica offre nella prospettiva dei corridoi euroasiatici. Non ha pertanto interesse ad arrivare allo scontro con gli Stati Uniti, e preferisce di gran lunga esercitare – come sta efficacemente facendo – una forte pressione finalizzata ad espellerne le basi militari dalla regione, senza arrivare al conflitto aperto. Ma, al tempo stesso, e proprio nella prospettiva di cui prima, avverte sia la necessità di affermare il proprio ruolo di potenza regionale di primo piano, sia che sono maturate le condizioni interne ed internazionali perché ciò avvenga.
In questo senso, la mossa iraniana va letta come un segnale alle altre potenze regionali – Arabia saudita e Turchia innanzi tutto – nonché allo storico nemico israeliano, perché comincino a misurarsi con l’idea che l’Iran (a più di quarant’anni dalla rivoluzione khomeinista), non solo non è liquidabile né emarginabile, ma è un soggetto geopolitico con cui devono fare i conti, e con cui è meglio cercare una pacifica convivenza piuttosto che inseguire il sogno di rovesciarne il governo. Vedremo chi e come recepirà il messaggio.

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Sfida per la Casa Bianca

Il 5 novembre 2024 gli Stati Uniti d’America sceglieranno il nuovo presidente. Ai blocchi di partenza ci sono sempre loro due, Donald Trump e Joe Biden. Ex presidente e presidente uscente, 77 e 81 anni a testa. In un Paese sempre più diviso. Tra ricorsi storici e ricorsi in aule di giustizia, quest’elezione segnerà forse più di altre il presente e il futuro, non solo dell’America ma dell’intero Occidente. Vi racconteremo le grandi storie, dei nostri giorni e del passato, quelle che hanno fatto grande gli Stati Uniti d’America. E faremo chiarezza, per capire insieme come, tra caucus, primarie, congressi, grandi elettori, si diventa presidente del più forte e importante Paese del mondo. Un podcast mensile di Gerardo Greco e Giulio Ucciero.

Atlante umano siciliano |Francesco Faraci

ATLANTE UMANO SICILIANO Di Francesco Faraci Dal 2 al 14 febbraio 2024  Vernissage Venerdì febbraio ore 19:00 Ingresso libero. Orari: dal lunedì al venerdì 10:13; 16:19 Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione. Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino. Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vitamorte, caossilenzio, gioiatristezza, rassegnazioneriscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte. Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori. In collaborazione con Kromart gallery  https://www.csfadams.it/eventi/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/ http://www.kromart.it/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/  

Photo Travelers Convention: l’evento che aspettavi!!

Tutto è pronto nella nuovissima e supertecnologica sede di P.AR.CO , a Milano, per la Convention organizzata da Travel Tales Award e Viaggio Fotografico che si terrà il prossimo 1-2-3 marzo e vedrà  confrontarsi, raccontarsi e condividere tempo ed esperienze centinaia di appassionati di viaggi e fotografia provenienti da  tutta Italia e non solo. L’evento che mancava, unico in Italia. E che gli appassionati di fotografia e i viaggiatori per passione aspettavano ormai da molto tempo. Una convention che è soprattutto un’occasione imperdibile di incontro e confronto tra persone che condividono le stesse passioni. Il prossimo 1-2-3 marzo nella sede di P.AR.CO, una struttura tecnologicamente innovativa  che sorge nel cuore della storia della Milano fotografica,  a pochi metri da via Tortona, prenderà il via una tre giorni di  tavole rotonde, racconti, incontri, scoperte e condivisioni che avrà  come protagonisti indiscussi i membri di due community numerose e coese : i partecipanti alle varie edizioni di Travel Tales Award e i compagni di tante avventure ed esperienze fatte con Viaggio Fotografico. Il programma Il programma ricchissimo di eventi e occasioni imperdibili d’incontro con alcuni dei più importanti protagonisti della scena della fotografia e della documentazione di viaggio nazionale e internazionale si aprirà in grande spolvero  venerdì 1 marzo alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra #TRAVELGRAM2023 (selezione di 40 immagini singole tra quelle che hanno partecipato all’edizione 2023 del premio su IG), accompagnata dalla  coinvolgente musica dal vivo dei TupaRuja, e da una proiezione in loop su videowall delle storie protagoniste delle varie edizioni del premio Travel Tales Award. Si proseguirà poi sabato 2 marzo con incontri assolutamente da non perdere con personalità come Carlo Bevilacqua,  Roberto Polillo, Valentina Tamborra, Fiorella Baldisserri, Isabella Franceschini,  Marco Trovato , Marco Garofalo, Camilla Ferrari, Eugenio Manghi e Alessandro Bavari ognuno dei quali ci offrirà un originale articolato e arricchente punto di vista sul rapporto tra viaggio e fotografia. La convention si concluderà  domenica 3 marzo, dopo  un contributo da non perdere sull’editoria di viaggio di Renato Scialpi e la tavola rotonda “Imaginary Tales” moderata da Sonia Pampuri con  Paolo Dalprato e Alessandro Bavari che ci illustreranno le potenzialità dell’AI nella costruzione di immagini di viaggio, con il lancio della quarta edizione del premio Travel Tales Award . Il programma completo, che vedrà anche il contributo dei partner storici del premio Travel Tales Award come Il Fotografo, Photographers.it, Viaggio Fotografico.it, Italian Street Photography, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Plovdiv Photo Salon e OTTO Gallery, lo trovate qui Come iscriversi Per partecipare alla Photo Travelers Convention, basta iscriversi compilando il form che trovate al link  la quota di iscrizione è di sole 70 euro per l'esperienza di tre giorni completa mentre è di sole 40 euro per quanti preferiscono scegliere una sola giornata ( l'ingresso di venerdì in questo secondo caso è omaggio). Affrettatevi però perché le iscrizioni saranno limitate a un massimo di 150 partecipanti, nel rispetto della capienza dello spazio disponibile. Non vediamo l’ora di darVi il benvenuto alla Photo Travelers Convention! Per approfondimenti e info Viaggio Fotografico: https://viaggiofotografico.it/viaggi/photo-travelers-convention/ TTA – Travel Tales Award: https://traveltalesaward.com/photo-travelers-convention/ P.AR.CO.:https://www.parco.center  

Photo Travelers Convention: l’evento che aspettavi!!

Tutto è pronto nella nuovissima e supertecnologica sede di P.AR.CO , a Milano, per la Convention organizzata da Travel Tales Award e Viaggio Fotografico che si terrà il prossimo 1-2-3 marzo e vedrà  confrontarsi, raccontarsi e condividere tempo ed esperienze centinaia di appassionati di viaggi e fotografia provenienti da  tutta Italia e non solo. L’evento che mancava, unico in Italia. E che gli appassionati di fotografia e i viaggiatori per passione aspettavano ormai da molto tempo. Una convention che è soprattutto un’occasione imperdibile di incontro e confronto tra persone che condividono le stesse passioni. Il prossimo 1-2-3 marzo nella sede di P.AR.CO, una struttura tecnologicamente innovativa  che sorge nel cuore della storia della Milano fotografica,  a pochi metri da via Tortona, prenderà il via una tre giorni di  tavole rotonde, racconti, incontri, scoperte e condivisioni che avrà  come protagonisti indiscussi i membri di due community numerose e coese : i partecipanti alle varie edizioni di Travel Tales Award e i compagni di tante avventure ed esperienze fatte con Viaggio Fotografico. Il programma Il programma ricchissimo di eventi e occasioni imperdibili d’incontro con alcuni dei più importanti protagonisti della scena della fotografia e della documentazione di viaggio nazionale e internazionale si aprirà in grande spolvero  venerdì 1 marzo alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra #TRAVELGRAM2023 (selezione di 40 immagini singole tra quelle che hanno partecipato all’edizione 2023 del premio su IG), accompagnata dalla  coinvolgente musica dal vivo dei TupaRuja, e da una proiezione in loop su videowall delle storie protagoniste delle varie edizioni del premio Travel Tales Award. Si proseguirà poi sabato 2 marzo con incontri assolutamente da non perdere con personalità come Carlo Bevilacqua,  Roberto Polillo, Valentina Tamborra, Fiorella Baldisserri, Isabella Franceschini,  Marco Trovato , Marco Garofalo, Camilla Ferrari, Eugenio Manghi e Alessandro Bavari ognuno dei quali ci offrirà un originale articolato e arricchente punto di vista sul rapporto tra viaggio e fotografia. La convention si concluderà  domenica 3 marzo, dopo  un contributo da non perdere sull’editoria di viaggio di Renato Scialpi e la tavola rotonda “Imaginary Tales” moderata da Sonia Pampuri con  Paolo Dalprato e Alessandro Bavari che ci illustreranno le potenzialità dell’AI nella costruzione di immagini di viaggio, con il lancio della quarta edizione del premio Travel Tales Award . Il programma completo, che vedrà anche il contributo dei partner storici del premio Travel Tales Award come Il Fotografo, Photographers.it, Viaggio Fotografico.it, Italian Street Photography, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Plovdiv Photo Salon e OTTO Gallery, lo trovate qui Come iscriversi Per partecipare alla Photo Travelers Convention, basta iscriversi compilando il form che trovate al link  la quota di iscrizione è di sole 70 euro per l'esperienza di tre giorni completa mentre è di sole 40 euro per quanti preferiscono scegliere una sola giornata ( l'ingresso di venerdì in questo secondo caso è omaggio). Affrettatevi però perché le iscrizioni saranno limitate a un massimo di 150 partecipanti, nel rispetto della capienza dello spazio disponibile. Non vediamo l’ora di darVi il benvenuto alla Photo Travelers Convention! Per approfondimenti e info Viaggio Fotografico: https://viaggiofotografico.it/viaggi/photo-travelers-convention/ TTA – Travel Tales Award: https://traveltalesaward.com/photo-travelers-convention/ P.AR.CO.:https://www.parco.center  

U.S.A.: COA(LI)ZIONE A RIPETERE

13 Gennaio 2024 ore 15:20

L’attacco USA-UK contro lo Yemen mostra ancora una volta come gli Stati Uniti siano irrimediabilmente prigionieri di sé stessi, o meglio ancora dell’immagine di sé che hanno sempre proiettato sul mondo. C’è, in questa mossa assolutamente sciocca, l’ennesimo riverbero della presunzione d’essere il gendarme del mondo, l’ente superiore cui spetta il compito di mantenere il fantomatico “ordine internazionale basato sulle regole” – che poi null’altro è se non un inesistente fantoccio, una copertura che Washington adatta di volta in volta a giustificazione del proprio agire nel proprio esclusivo interesse.
Che queste presunte regole ordinatrici del mondo non siano altro che l’interesse egemonico statunitense, ed in senso più ampio dell’occidente, è cosa chiarissima alla stragrande maggioranza del pianeta, e non certo da oggi, ma una serie di cambiamenti geopolitici intervenuti negli ultimi tempi – uno su tutti, la guerra in Ucraina – hanno mostrato che questo ordine a stelle & strisce è sfidabile, non è più qualcosa cui sia necessario sottomettersi, sia pure obtorto collo.

Questi cambiamenti hanno reso più visibile ciò che si sapeva, a partire dal fatto – appunto – che questo presunto “ordine internazionale basato sulle regole” non solo è una mera invenzione americana, un contenitore vuoto cui di volta in volta gli USA danno il significato che vogliono, ma che è anzi in netto contrasto con l’unico ordine internazionale cui si possa fare legittimamente riferimento, ovvero quello delineato nei trattati internazionali e nella Carta della Nazioni Unite – pur con tutti i suoi limiti. E infatti l’attacco anglo-americano avviene non solo senza alcun mandato dell’ONU, ma in patente violazione delle sue regole.
Ma la illeicità dell’azione militare è, per certi versi, l’aspetto meno rilevante, giacché – come si diceva all’inizio – si tratta di una mossa sciocca, del tutto priva di alcuna efficacia; anzi, capace di sortire esattamente l’effetto opposto a quello dichiarato.
Se, infatti, il blocco imposto dagli Houti sullo stretto di Bab al-Mandeeb, pur relativo esclusivamente alle navi dirette in Israele o ad esso connesse, ha comunque determinato un massiccio spostamento delle rotte commerciali, indipendentemente dalla destinazione, è del tutto evidente che determinare addirittura uno stato di guerra significa amplificare al massimo la minaccia, e spingere ancor di più il traffico marittimo a scegliere rotte alternative.

Del resto, la micro-coalizione messa in piedi da Washington sa perfettamente che, a meno di avventurarsi in una folle invasione terrestre dello Yemen, non è assolutamente in grado di sconfiggere gli Houti, ma solo di infiammare ancor più la regione. E questa impossibilità non deriva semplicemente dal fatto che dietro vi sia la potenza dell’Iran, né tantomeno dalla consapevolezza che gli Houti dispongono di un potentissimo arsenale missilistico, ma dalla semplice constatazione storica: dal 2015, lo Yemen è stato in guerra con i 6 paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, supportati da Marocco, Giordania, Sudan e Pakistan – oltre ovviamente che dagli USA. E questa potente coalizione non è riuscita a piegare il governo yemenita degli Ansarullah, sostenuto da Teheran, ma è quasi arrivata ad esserne sconfitta. Solo la mediazione cinese, che ha posto fine allo storico scontro tra Iran ed Arabia, ha portato poi al cessate il fuoco.
Dunque Washington e Londra sanno benissimo che qualche salva di missili non servirà assolutamente a piegare gli Houti.

Oltretutto, anche a prescindere dal rischio di allargare il conflitto, con contraccolpi potenzialmente devastanti per l’occidente, la piccola squadra navale anglo-americana deve confrontarsi con un problema pratico, ovvero la sua inadeguatezza a sostenere uno scontro prolungato – che è poi il gigantesco problema dell’intero NATOstan. Tutta la struttura dello strumento militare occidentale, infatti, è tarata non soltanto sulle guerre asimmetriche, ma sulla possibilità di risolverle rapidamente, grazie alla potenza soverchiante di un first strike. Quando questa possibilità non sussiste, il sistema entra in crisi.
Innanzi tutto, per restare allo specifico quadrante di guerra, sia la marina statunitense che quella britannica sono abbastanza vecchie, e scontano soprattutto un grandissimo deficit, quello della mancanza di un numero adeguato di navi rifornimento. Anche se gli USA dispongono di numerose basi nell’area medio-orientale, rifornire di munizioni la squadra navale è una operazione complicata; proiettili d’artiglieria e missili dovrebbero essere imbarcati su elicotteri in grado di atterrare su una portaerei, e poi da questa trasferiti alle altre navi. O, semplicemente, ad un certo punto la squadra dovrebbe allontanarsi per rifornirsi in un porto amico.
Tenendo presente che che gli yemeniti potrebbero lanciare ondate di attacchi usando droni da 5.000 $, per abbattere i quali le navi dovrebbero usare missili da 1.000.000 di dollari…

Per quale ragione, quindi, USA e UK hanno portato a termine un attacco pieno di controindicazioni?
Non favorirà la ripresa del traffico marittimo, semmai il contrario.
Non fermerà l’azione yemenita in sostegno della Palestina.
Esporrà le basi statunitensi in M.O., e la stessa flotta, ad un incremento degli attacchi da parte della Resistenza islamica.
Renderà più evidente la strafottenza americana verso le Nazioni Unite e le regole del diritto internazionale.
Alimenterà una possibile escalation del conflitto, col rischio che diventi regionale se non addirittura più vasto.
Sminuirà l’azione dei medesimi Stati Uniti per evitare l’espandersi del conflitto, mostrandone la doppiezza politica (col povero Blinken costretto a sostenere l’inverosimile tesi che bombardare lo Yemen non è una escalation ma il suo contrario…).
La risposta alla domanda è tristemente facile quanto ovvia: coazione a ripetere. Gli USA sono consapevoli di aver perso il loro principale strumento di dominio, la capacità di deterrenza (che si riassume nel poter utilizzare lo strumento bellico soprattutto come minaccia), e cercano disperatamente di ripristinarlo, ripetendo uno schema d’azione consolidato, indifferenti al fatto che i cambiamenti geopolitici l’hanno reso obsoleto ed inefficace.

La coazione a ripetere, il tentativo di ottenere una vittoria rifacendo all’infinito le stesse mosse, non è che un sintomo dell’incapacità dell’impero americano di affrontare i cambiamenti intervenuti nel quadro geopolitico globale. La sua inadeguatezza a comprenderlo ed affrontarlo è causa ed effetto del suo rifiuto di accettare il mutamento. Così come una leadership spaventosamente approssimativa è, allo stesso tempo, il prodotto del declino imperiale e la causa che accelera il declino stesso. Tutto ciò lo rende sempre più inevitabile, ma al tempo stesso moltiplica il rischio che alla fine prevalga la ricerca di un risolutivo Armageddon.

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Chi vuole allargare la guerra in Medio Oriente (e perché)

4 Gennaio 2024 ore 10:19

Per tutta la prima fase del rinnovato conflitto palestinese, a partire dall’attacco della Resistenza del 7 ottobre, la stampa israeliana ha martellato sul pericolo costituito da Hezbollah; del resto, quando Israele tentò di invadere (nuovamente) il Libano, nel 2006, prese una bella batosta proprio dalla milizia sciita, che all’epoca era assai meno potente. Non a caso, oltre 230.000 israeliani sono stati fatti sfollare dal nord del paese, proprio per timore degli attacchi dal Libano, e l’IDF mantiene lì gran parte dei suoi sistemi antimissile Iron Dome.

Il governo israeliano è ben consapevole che un confronto con Hezbollah è potenzialmente devastante, anche perché mobiliterebbe immediatamente, ad un livello ben maggiore dell’attuale, tutte le formazioni dell’Asse della Resistenza; non solo in Libano, ma anche in Iraq, in Yemen ed in Siria. Già ora si ritiene che nel paese dei cedri vi siano alcune migliaia di combattenti iracheni. E chiaramente il supporto americano – che certamente non mancherebbe – non potrebbe andare molto oltre un appoggio aereo-navale: le poche migliaia di militari statunitensi presenti nell’area sono praticamente quasi ovunque circondati da forze ostili.

Di fondo, quindi, per quanto potrebbe piacergli, a Tel Aviv sanno bene che una guerra con Hezbollah avrebbe un costo assai elevato; ma, oltre al desiderio di eliminare quella che considerano una spina nel fianco, l’ambizione maggiore è riuscire a colpire l’Iran, almeno in modo tale da rinviare il più possibile la possibilità di costruire un ordigno nucleare, e di effettuare un first-strike contro Israele. Ma anche l’Iran non è più quello di qualche anno fa, ed un conflitto con Teheran avrebbe costi enormi per Israele. A meno, ovviamente, di trascinarvi dentro anche gli USA. O meglio, il calcolo israeliano prevede comunque di subire grossi danni, ma grazie all’intervento americano – ritiene – il potenziale bellico (nucleare e non) iraniano verrebbe annientato, e quindi il gioco varrebbe la candela.

Il punto è che a Washington non sono affatto dell’idea di farsi coinvolgere in un conflitto del genere, adesso. Intanto, perché paralizzerebbe le rotte commerciali e farebbe salire alle stelle il prezzo del petrolio: Bab el Mandeeb ed Hormuz verrebbero immediatamente chiusi totalmente al traffico marittimo. Poi perché stanno ancora cercando come uscire dal pantano ucraino, e Israele dipende al 100% dai rifornimenti statunitensi. Per non parlare del fatto che in quell’area gli USA hanno moltissime basi militari, che si trasformerebbero in un attimo in altrettanti obiettivi. E non per i razzetti con cui le punzecchiano le milizie irachene, ma con gli ipersonici iraniani. E non solo le basi in Iraq e Siria, ma quelle strategiche a Gibuti ed in Qatar. Gli USA vogliono distruggere il regime degli ayatollah almeno quanto gli israeliani, ma non adesso.

Il problema è che Israele è in un cul-de-sac. La campagna genocida nella Striscia di Gaza ha chiaramente fallito l’obiettivo di provocare un esodo dei palestinesi verso l’Egitto o altrove, non solo perché non se ne vanno, ma anche perché il progetto di una nuova Nakba appare inaccettabile persino ai migliori amici di Israele. La guerra contro la Resistenza poi è un fallimento totale. A quasi tre mesi dal 7 ottobre, l’IDF non è riuscita né a prendere il controllo della Striscia, né a distruggere la rete infrastrutturale di Hamas e degli altri gruppi armati, né tanto meno a liberare anche un solo prigioniero. Al contrario, le perdite – per quanto cerchino di nasconderle – sono elevatissime, sia in termini di uomini che di mezzi. Nei primi tre giorni dell’anno, l’IDF ha ammesso la perdita di oltre 70 militari ed ufficiali. Un disastro, preludio alla sconfitta conclamata.

Da qui, l’urgenza spostare non solo l’attenzione, ma l’intero asse del conflitto. Tutta la banda di fanatici estremisti che governa il paese sa bene di avere i giorni contati, e che la fine della guerra significa anche la loro fine politica; tanto più se dovesse finire appunto con una sconfitta. Uno shock per l’intera Israele, che all’inizio si scaricherebbe proprio sui vertici politici e militari.
Dunque, mentre gli Stati Uniti ritirano dal Mediterraneo orientale la squadra navale guidata dalla portaerei G. Ford, e balbettano alle porte del mar Rosso con la fallimentare ‘missione navale internazionale’, ecco che vengono messi a segno in brevissimo tempo tre attacchi miratissimi (anche e soprattutto in senso politico): un attacco aereo in Siria uccide un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, poi l’uccisione del numero due di Hamas a Beirut, nel cuore di un quartiere controllato da Hezbollah, ed infine il devastante attentato terroristico in Iran (oltre 100 morti) a pochi passi dalla tomba del generale Soleimani e nel giorno dell’anniversario dell’attentato in cui fu ucciso. L’intento di provocare una reazione è smaccatamente evidente, e lo scopo è proprio quello di rilanciare per coprire il fatto che Israele sta perdendo.

Una mossa azzardatissima, che rischia di scatenare un conflitto potenzialmente devastante bel oltre l’ambito regionale, e che darebbe fuoco alle polveri in un’area di interesse strategico mondiale, in cui tra l’altro militari russi e americani si trovano a pochi chilometri gli uni dagli altri (in Siria). Senza dimenticare che, se per gli USA è inimmaginabile lasciar distruggere Israele, per la Russia (ma anche per la Cina) è inaccettabile lasciar distruggere l’Iran; che, non va dimenticato, è non solo un importante partner militare – soprattutto per Mosca – ed un membro dei BRICS+, ma anche uno snodo fondamentale nelle rotte commerciali euroasiatiche che Russia e Cina stanno sviluppando.

Scatenare un conflitto in quell’area, in cui si intrecciano molteplici interessi strategici, sarebbe una vera e propria follia. Ma Israele ha sempre mostrato di essere totalmente disinteressata al resto del mondo, e di considerare solo e soltanto quello che crede il proprio interesse. Per di più, in questa fase lo stato ebraico si trova in una congiuntura particolare, con un governo fanatico ma fragile, con le forze armate che hanno perso in 48 ore l’aura di invincibilità e che annaspano in palese difficoltà, e con un paese stordito e spaventato, che si rifugia nel fanatismo religioso e nel razzismo esasperato come antidoto alla paura.

Siamo insomma ad un passaggio in cui le possibilità di evitare un disastro epocale sono quasi esclusivamente in carico a coloro che consideriamo barbari, autocrati e terroristi, poiché è dalla loro lungimiranza, dalla loro capacità di non cadere nelle gravissime provocazioni, che dipende l’esplosione o meno del conflitto più prossimo ad una guerra mondiale.
Fortunatamente per noi, Khamenei, Nasrallah, Haniyeh, Jibril e gli altri, hanno sinora dimostrato di possedere questa capacità. Resta da vedere sin dove si spingerà Israele, se questo non dovesse bastare, e quanto loro sapranno e potranno non prestare il fianco al nemico.

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Call for entry Cosmo photofest 2024

Cosmo -la fotografia fra scienza e arte- I° edizione Festival Internazionale – Colleferro “La bellezza del cosmo è data non solo dall’unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità” La fotografia, fin dal suo avvento, ha avuto un ruolo insostituibile nella costruzione di una nuova storia visiva del mondo con particolare riferimento al procedere inarrestabile del pensiero scientifico e alla sua divulgazione. È con pari consapevolezza che registriamo l’assenza di momenti di riflessione collettiva attorno a questo tema. Da qui l’esigenza di colmare questo vuoto con la proposta di organizzare un festival internazionale che si concentri sulla fotografia e il suo rapporto tra Scienza ed Arte nella storia dell’uomo. Il tema del festival, dunque, affronta la vocazione dell’uomo di abitare l’altrove, attraverso la scoperta scientifica non rinunciando alla dimensione onirica del sogno, quindi un incessante dibattersi tra curiosità e propensione alla meraviglia. Il festival come luogo di ricerca, di riflessione, dunque di cultura. Cultura, capace di dialogare ed esprimere in modo perentorio la vocazione storica di un territorio, quello di Colleferro, polo di eccellenza nella ricerca e nella realizzazione delle tecnologie spaziali e non solo. Presentazione alla stampa venerdì 26 gennaio 2024 ore 19:00 presso i locali del Centro Sperimentale di Fotografia Adams E’ possibile partecipare anche online – https://www.csfadams.it/eventi/presentazione-cosmo-la-fotografia-fra-arte-e-scienza/

IL RITORNO DELLA GUERRA ‘RISOLUTIVA’

29 Dicembre 2023 ore 10:47

La guerra di Corea è probabilmente l’ultima che gli Stati Uniti abbiano combattuto con l’intento strategico e la volontà di vincerla sul campo. Come sappiamo, è finita in un pareggio. Da quel momento in avanti, gli USA – che pure sono certamente il paese più guerrafondaio dell’era moderna – hanno fatto delle forze armate, e quindi della guerra, essenzialmente uno strumento di deterrenza, volto a contenere i nemici comunisti – URSS, Repubblica Popolare Cinese – nella loro espansione politico-ideologica oltre i confini (rispettivamente) dell’est europeo e della Cina continentale.
A partire dalla fine degli anni cinquanta del novecento, gli Stati Uniti non hanno mai preso seriamente in considerazione l’ipotesi di uno scontro diretto con una delle due potenze socialiste; hanno ovviamente ingaggiato un confronto per cercare di raggiungere la supremazia nucleare, ed altrettanto ovviamente hanno elaborato strategie e tattiche in funzione di un ipotetico scontro di tal genere, ma si è trattato di pure ipotesi di scuola. Sul piano concreto, questa possibilità non è mai stata veramente considerata possibile, né tantomeno desiderabile.

Fintanto che è esistita l’Unione Sovietica, questa ha anzi costituito uno dei pilastri su cui si è fondata l’egemonia americana sull’Europa occidentale. Fedele agli accordi spartitori di Yalta, Washington non è mai intervenuta direttamente contro Mosca, anche quando (Berlino ‘53, Budapest ‘56, Praga ‘68) ne avrebbe avuto un ottimo pretesto. E quando il confronto militare c’è stato, si è collocato in periferia, ed è sempre stato indiretto. Vietnam ed Afghanistan docet.
Se guardiamo alla storia dell’espansionismo militare statunitense, ed alla infinita serie di guerre e guerricciole che ha alimentato, dalla seconda metà del secolo scorso in avanti, ci rendiamo però conto di come le vittorie militari, quelle sul campo di battaglia e quelle strategiche, non solo non si sono quasi mai concretizzate, ma probabilmente non erano nemmeno messe in conto.
La grande strategia egemonica americana si è basata sulla deterrenza, piuttosto che sulla vittoria.
Tutti i paesi che, per una ragione o per un’altra, si sono trovati a dover confrontarsi militarmente con gli USA, hanno pagato un prezzo elevatissimo, che ha quasi sempre comportato la devastazione pressoché completa. E quanto più alta e duratura è stata la sfida all’egemone, tanto più è stato duro il prezzo da pagare.

Oltre ai già citati Vietnam ed Afghanistan, ricordiamo l’Iraq, la Siria, la Libia… Tutte guerre che, da un punto di vista strategico, possiamo considerare perdute. Ma che sono costate a quei paesi un prezzo tale che, a distanza di decenni, non ha consentito loro di riprendersi.
Questo è l’assioma su cui si è costruita la strategia imperialista americana: semplicemente, la deterrenza del potere distruttivo.
Nei confronti delle potenze avverse – Russia e Cina – la strategia prevedeva il contenimento (da qui l’enorme rete di basi militari lungo i confini di questi due paesi), nella convinzione che prima o poi sarebbe avvenuta la loro caduta per strangolamento, o che – nella peggiore delle ipotesi – sarebbero rimaste confinate nei propri spazi.
Ragione per cui le forze armate degli Stati Uniti non si sono mai veramente preparate a scontrarsi con le forze armate sovietiche o con quelle cinesi – men che meno con entrambe.

Il conflitto in Ucraina, da questo punto di vista, rappresenta un giro di boa. Gli Stati Uniti, e la loro armata imperiale allargata, la NATO, non si erano mai impegnati in questa misura in un confronto diretto con una delle potenze antagoniste. Non si erano mai impegnati in un conflitto che non fosse marcatamente asimmetrico. Non si erano mai impegnati in una guerra d’attrito prolungata.
E lo hanno fatto senza prima mettersi in condizione di condurre e sostenere un conflitto di tal genere.
Non erano pronti strategicamente (capacità di produzione bellica industriale, riserve di armi e munizioni), non erano pronti al combattimento (sistemi d’arma mai effettivamente testati sul campo, misconoscenza delle capacità del nemico), non erano pronti sotto il profilo dottrinario (strategie e tattiche, strutturazione delle forze armate, sostanzialmente identiche a quelle dei precedenti conflitti asimmetrici).
La battuta d’arresto era inevitabile.

Il conflitto russo-ucraino segna, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il passaggio ad una fase in cui la deterrenza viene destrutturata, la devastazione si registra nel campo occidentale, e l’inadeguatezza della potenza imperiale si manifesta nella sua piena evidenza.
Questo passaggio, parzialmente oscurato dal difficile scontro politico interno nel paese egemone, richiede pertanto una radicale riconversione complessiva delle politiche imperiali, che deve necessariamente investire sia il piano logistico-strutturale che quello più squisitamente operativo militare. Un processo, questo, che non può chiaramente essere portato a termine in breve tempo, e che quindi apre ad una stagione di interludio, in cui la capacità dello strumento militare non è più in grado di esercitare la propria storica funzione deterrente, e non è ancora in grado di passare ad una in cui la deterrenza viene sostituita dalla capacità di sconfiggere il nemico sul campo.

Il mutamento del quadro geopolitico e strategico complessivo, di cui questa crisi militare statunitense è in parte il prodotto, ma che ne è al tempo stesso causa, finisce pertanto col determinare una estrema instabilità – di cui ciò che accade in Palestina è la manifestazione più evidente – che a sua volta va ad incidere sui tempi e sui modi con cui gli USA cercheranno di rispondere alla crisi.
Ciò che possiamo vedere già adesso, comunque, è la direzione di massima intrapresa. E che potremmo riassumere nel passaggio dalla guerra come deterrenza alla guerra come soluzione.
La prossima guerra Washington la deve vincere, deve sconfiggere il nemico e metterlo in ginocchio. E poiché non sarà un paese debole, ma una delle grandi potenze belliche del pianeta, e quindi tra l’altro dotato di armamenti nucleari tali da distruggere l’America, non sarà per niente facile.
Lo schema, con ogni probabilità, sarà lo stesso della seconda guerra mondiale. Il grosso delle truppe lo dovrà mettere l’Europa, e sarà questo il campo di battaglia.

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LA CATABASI IMPERIALE

23 Dicembre 2023 ore 10:36

Benché sia una delle cose che capitano più di frequente, non bisognerebbe mai dimenticare la lezione di von Clausewitz, la guerra come proseguimento della politica con altri mezzi. Dunque non solo la guerra – ogni guerra – è già di per sé un atto politico, ma i suoi obiettivi, benché si cerchi di conseguirli attraverso lo strumento militare, sono e restano di natura politica. Dunque, una guerra che fallisce i suoi obiettivi politici è una guerra persa, anche se ha prevalso in ogni battaglia.

La guerra ucraina, ad esempio, è cominciata con obiettivi politici ovviamente diversi, per l’una e l’altra parte; ma soprattutto, ad un certo punto ha visto la Russia modificare i suoi, o meglio ancora, l’ha vista modificare la strategia militare attraverso cui conseguirli. Tra questi obiettivi, le conquiste territoriali sono sempre state secondarie, mentre il focus principale è sempre stato sulla smilitarizzazione dell’Ucraina (e la sua denazificazione). Obiettivo che Mosca ha dovuto alfine perseguire attraverso la via più radicale, ovvero la distruzione materiale delle forze armate ucraine. Obiettivo ormai quasi completamente conseguito, ed ottenuto applicando una tattica ed una strategia basata sul logoramento massivo del nemico. Non una blitzkrieg, né una campagna distruttiva devastante, seguita da un’azione conclusiva delle truppe di terra. Entrambe queste strade, a parte ogni altra considerazione, non avrebbero in realtà inferto il colpo duraturo che era invece necessario infliggere. Quindi, per quanto questo procedere abbia un costo più elevato, è stata scelta una via basata sul fattore tempo. Più tempo, più logoramento della forza nemica, maggiori risultati; e soprattutto, di più lunga durata. Mosca ha scommesso ancora una volta sulla propria capacità di sfruttare questo fattore meglio di chiunque altro, ed ha vinto la scommessa.

A ben vedere, ciò che sta accadendo in Palestina è assai simile. Anche se i rapporti di forza appaiono invertiti, rispetto al fronte ucraino, la strategia messa in atto dal Fronte della Resistenza (in senso ampio, non solo quella palestinese) ricalca in qualche modo quella adottata dai russi in Ucraina.
Le forze della Resistenza sanno che il nemico ha bisogno di concludere in fretta, per una serie di motivi che vanno dagli aspetti economici agli equilibri interni ed internazionali. Per questo, l’asse USA-Israele sta mettendo in campo uno sforzo considerevole, cercando di ottenere delle vittorie quantomeno tattiche, che le consentano di accelerare la conclusione del conflitto – o quanto meno di congelarlo temporaneamente per riprendere fiato.
Ovviamente, il problema gigantesco con cui devono confrontarsi gli israelo-americani, ancor prima della Resistenza armata, è la mancanza di obiettivi politici reali, e quindi di una strategia elaborata in funzione di questi. E per reali si intende realisticamente perseguibili, quindi politici in senso proprio, e non certo i sogni messianici con cui li stanno sostituendo. Per tacere poi del fatto che i due poli dell’asse hanno oltretutto interessi ed obiettivi non sovrapponibili, anche se per molti versi coincidenti.

Va tenuto presente che l’operazione della Resistenza è molto più vasta di quanto appaia. Non solo c’è un completo coordinamento tra le formazioni politico-militari della Resistenza palestinese, che hanno una Joint Operations Room (il centro di comando e coordinamento delle varie brigate) operativo su Gaza. Da tempo è presente in Libano un ulteriore centro di coordinamento, in cui sono rappresentate – oltre alle formazioni palestinesi – anche alcune delle milizie irachene e siriane, ed ovviamente Hezbollah. Non ci sono notizie certe sulla presenza anche di Ansarullah (Yemen). In tal modo, tutte le forze della Resistenza possono coordinare le proprie azioni a livello strategico, calibrando la pressione su Israele e sugli USA, ed alternandola tra i vari fronti aperti – Gaza, confine israelo-libanese, mar Rosso…
L’intento è quello di tenere impegnate le forze israeliane in una guerra d’attrito, il cui livello d’intensità varia nel tempo – così da risultare tatticamente imprevedibile – e nello spazio; può acuirsi a Shuja’iya come a Khan Younis, a Metula oppure ad Eilat, sulle alture del Golan o a Kiryat Shmona.
Tutte le formazione che fanno parte del Fronte della Resistenza sono in grado di sviluppare un attacco assai più intenso e massiccio contro il territorio israeliano, ma non è questo l’intento – poiché qualsiasi accelerazione produrrebbe una reazione altrettanto intensa e massiccia; l’obiettivo è invece risparmiare al massimo possibile le proprie forze, e puntare sul logoramento di Tsahal su tempi medio lunghi.

La situazione per le forze israeliane, nonostante i bombardamenti genocidi sulla Striscia di Gaza facciano da cortina fumogena, è di crescente difficoltà. Le perdite, in uomini e mezzi, cominciano a diventare significative, e soprattutto emerge sempre più la difficoltà – da parte dell’IDF – nel gestire tatticamente il confronto. Sul fronte libanese, sono costretti a tenere impegnate una parte significativa delle forze di terra e dell’aviazione; e nonostante abbiano schierate ben 8 delle 12 batterie di Iron Dome (di cui due certamente già distrutte o danneggiate), la minaccia dei missili di Hezbollah è così significativa che gran parte degli insediamenti e delle città vicine al confine sono state evacuate – con i conseguenti danni all’economia, e le crescenti tensioni interne.
Il blocco dello stretto di Bab el-Mandeeb per le navi dirette in Israele, oltre agli attacchi verso Eilat e gli insediamenti vicini, sono praticamente senza difesa, a difficilmente l’operazione navale Prosperity Guardian riuscirà a risolverli, se non a prezzo di mettere seriamente in pericolo le flotte NATO, e rischiare un blocco totale anche sullo Stretto di Hormuz – un disastro per le economie occidentali.

La situazione non è certo migliore nella Striscia di Gaza, dove le truppe israeliane devono confrontarsi con un nemico sfuggente, di cui non riescono a prendere le misure, e che mantiene intatta la capacità non solo di resistere ai tentativi di penetrazione, ma anche di sviluppare offensive tattiche. I periodici lanci di missili verso Ashkelon o Tel Aviv, le sanguinose imboscate contro le unità IDF, il continuo martellamento – a distanza ravvicinata – contro i corazzati israeliani, testimoniano il permanere di una significativa potenza di fuoco, e soprattutto di un inalterato coordinamento tattico.
Le fonti informative israeliane testimoniano che il numero dei morti e dei feriti è tenuto coperto, e viene comunicato solo parzialmente. Il ritiro della Brigata Golani, forse la migliore unità dell’IDF, per via delle perdite subite, così come il mancato conseguimento degli obiettivi tattici dati continuamente per raggiunti (la rete di tunnel sotterranei è chiaramente ancora perfettamente operativa, non è stato scoperto un solo centro comando, un solo deposito di armi, una sola delle fabbriche che producono i missili…), non sono che i più evidenti segni di tale difficoltà.

A più di due mesi dall’inizio dei combattimenti, non solo l’IDF non è ancora penetrato in tutte le aree urbane della Striscia, ma continua ad essere impegnato in scontri a fuoco anche laddove la penetrazione è avvenuta. Nessuno dei prigionieri è stato liberato manu militari – i due soli tentativi sono tragicamente falliti, e l’unico caso di cui avrebbero potuto menar vanto è stato azzerato da una applicazione ottusa delle regole d’ingaggio. Da almeno un paio di settimane viene data per imminente la morte di Yahya Sinwar, che invece continua a sfuggire.
Nonostante tutta la potenza di cui dispone (aviazione, carri armati e corazzati, artiglieria, intelligence elettronica…), Tsahal non riesce a prevalere.
Persino la guerra della comunicazione vede chiaramente in vantaggio le forze della Resistenza, che documentano inequivocabilmente in video gli attacchi portati contro le forze israeliane, mentre queste inanellano figure barbine una dopo l’altra, mostrando filmati propagandistici per di più malamente costruiti su veri e propri set.

Esattamente come in Ucraina, quindi, anche in Palestina le forze che combattono contro l’imperialismo USA-NATO mettono in campo una strategia di logoramento delle forze avversarie, ed in entrambe i casi puntano sul fattore tempo per mettere in difficoltà il nemico. Che, oltretutto, si trova oggi ad essere impegnato su due fronti, con le difficoltà dell’uno che si riverberano sull’altro, mentre i suoi avversari agiscono separatamente.
A riprova che la geografia è ineludibile, e che la politica non può prescinderne. Ed oggi la situazione globale è che i tradizionali strumenti del dominio imperiale anglo-americano, la potenza talassocratica e la proiezione a grande distanza, hanno fatto il loro tempo e risultano inadeguati. L’impero è costretto a combattere guerre assai problematiche ed impegnative, su fronti diversi; e sia la potenza navale, che quella derivante dalla più estesa rete di basi militari della storia, rischiano di risolversi in un problema più che in un atout. Per la semplice ragione che i nemici non sono più così deboli da poter essere rapidamente schiacciati (ma anzi possono a loro volta colpire), e che sanno scegliere le strategie e le tattiche più efficaci per combattere.

L’impero ha perso la sua arma più potente, la capacità di deterrenza. E, costretto ad usare la forza in tempi e modi che non gli sono congeniali, arretra. I suoi nemici, invece, lo sfidano, non arretrano più dinanzi alla minaccia. Ingaggiano il combattimento, ne impongono i tempi ed i modi. E per vincere, gli basta resistere un minuto in più.

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La gravità delle forze nascoste

Alla Cappella dell’Incoronata, una delle sedi del Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, dal 20 dicembre 2023 al 20 gennaio 2024 l’artista siciliano Sasha Vinci presenta per la prima volta “La gravità delle forze nascoste”, un progetto inedito a cura di Serena Ribaudo dedicato interamente a Palermo, al suo tessuto urbano e sociale. Vinci, noto per le sue audaci sperimentazioni sulla contemporaneità, crea opere che parlano con profondità alla realtà odierna, affrontando le distanze, le paure e le contraddizioni che caratterizzano il presente. Attraverso uno sguardo trasversale, l'artista indaga sulle fratture di questo momento storico, riconsiderando i rapporti tra la natura, l'essere umano contemporaneo e il suo ambiente sociale, con l'obiettivo di acquisire una nuova coscienza etica, estetica e politica, aprendo le porte a nuove prospettive di comprensione e di interazione con il mondo che ci circonda. Ciò che distingue la ricerca artistica di Sasha Vinci è la continua sperimentazione di diversi linguaggi artistici, utilizzando media come il disegno, la scultura, l'installazione, la performance, la fotografia e il suono. In questo progetto dedicato a Palermo, questi mezzi espressivi convergono per creare un'opera d'arte totale e unica nel suo genere, che coinvolgerà gli spettatori in una straordinaria esperienza multisensoriale. Come scrive la curatrice Serena Ribaudo: “Il lavoro di Vinci indaga con originalità, pregnanza e sentimento poetico il tessuto urbano, animico ed eterico della città di Palermo. La gravità delle forze nascoste è un omaggio al capoluogo siciliano, ai suoi profili, ai suoi cieli. Una dichiarazione d'amore ad una città, il cui ductus ardente viene simbolicamente auscultato, e decifrato, nelle sue armonie e dissonanze per essere restituito ai cittadini in una nuova forma espressiva come dono straordinario”. L'artista afferra la gravità, già presente nel titolo stesso della mostra, come una delle forze fondamentali che condiziona corpi, animali e oggetti inanimati. Vinci esplora questa forza onnipresente che regola i moti celesti, unificando l'umanità in una condizione di inevitabile adesione. Anche l'essere umano, pur con la sua presunzione di dominio sulle altre specie, deve piegarsi a questa forza, incapace di controllarla o imprigionarla. Vinci reintroduce diverse simbologie legate alla cosmologia, alla visione platonica del mondo e alla simbologia musicale, impiegando elementi tipici della tradizione siciliana e conferendo loro nuovi significati, sia politici che sociali, risonanti nel tempo presente. La gravità diventa così una metafora potente che permea non solo l'opera di Vinci ma anche le vite di tutti noi. Ad arricchire la mostra sarà l’opera site-specific “NON SI DISEGNA IL CIELO / Il Canto di Palermo”. Quest'opera è parte della serie in continua evoluzione "NON SI DISEGNA IL CIELO", avviata dall'artista nel 2015 a Volterra in Toscana. Attraverso questo progetto, Vinci crea opere sinestetiche e multisensoriali, traducendo lo skyline e le costellazioni di un luogo in armonie musicali, dando voce alla natura e al paesaggio. Attraverso un intreccio sapiente di opere, Vinci crea una continuità tra passato e presente, tra racconto sacro, mitologico e azione civile, conferendo un significato e un'importanza straordinaria per l'essere umano e il cittadino contemporaneo. L’obiettivo della ricerca artistica di Sasha Vinci è quello di creare una visione che va al di là dell'effimero e abbraccia l'essenza stessa dell'esistenza. "La Gravità delle Forze Nascoste" rivela così nuove interazioni tra i corpi, nuovi rapporti che sorgono da noi stessi e che illuminano la vita nelle sue incognite più profonde, lasciando spazio a molteplici possibilità. La gravità è un assioma inconfutabile, a cui nessuno può sottrarsi. Tuttavia, come immersi in un vortice cieco, risorgiamo per manifestarci con una nuova forma, una forma multinaturale. Questa mostra ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, a scavare più a fondo nelle fratture del presente.

WSP Masterclass - Proiezione lavori edizione 2023

Sabato 16 dicembre dalle 19 presenteremo insieme a Fausto Podavini, Giovanni Cocco e Rosy Santella tutti i lavori realizzati durante l'ultima edizione della WSP Masterclass e comunicheremo il progetto vincitore della borsa di studio che ogni anno mettiamo a disposizione. Un'ottima occasione per vedere dei bellissimi progetti e conoscere meglio la nostra WSP Masterclass, in partenza da febbraio 2023, direttamente dalle parole dei suoi partecipanti. Ingresso libero e aperto a chiunque voglia partecipare. Vi aspettiamo!

LA GUERRA PERDUTA

18 Dicembre 2023 ore 10:30

Quella che si sta combattendo in Medio Oriente, e che per via del delirio che si è impossessato delle classi dirigenti occidentali potrebbe ancora sfociare in una terribile guerra regionale-mondiale, è qualcosa che le leadership sioniste israeliane rifiutano di riconoscere come tale, e con loro l’intero occidente, che alla loro narrativa si abbevera.
Quello che Israele non sa né vuole capire, anzitutto perché ha una classe dirigente assolutamente mediocre, un mix di bigotti fanatici e grassi squali della politica, è che spezzettare la Storia, frammentarla in segmenti separati secondo il proprio comodo, non solo non serve realmente a frantumarla, ma impedisce di coglierne il senso, la direzione; misconoscere il passato inibisce la capacità di comprendere il futuro, di averne una visione.

Sin dalla fondazione dello stato di Israele – che, non va dimenticato, è uno specifico progetto del sionismo – la popolazione autoctona palestinese è sempre stata considerata esclusivamente come un problema [1], negandone in nuce l’umanità. Un problema perché possedeva la terra che loro bramavano, perché era troppo numerosa, perché non chinava abbastanza la testa. Da lì a considerarli apertamente animali il passo è stato più breve di quanto si creda.
Salvo rare, quanto lodevoli ma inascoltate eccezioni, le leadership israeliane sono sempre state vittime di questa distorsione prospettica, che li ha poi portate – appunto – ad una lettura della propria storia nazionale in cui gli arabi sono soltanto un ostacolo, bestie feroci che rendono difficile stabilire la pace nella terra promessa. Questa incapacità di guardare la storia anche dalla parte palestinese, ha fatto sì che non vedessero la Storia, ma solo una serie di incresciosi contrattempi.

Per Israele, il 7 ottobre 2023 è solo l’ultimo – questi maledetti animali, che non accettano la soma e invece di lavorare per noi ci aggrediscono! – e nella sua visione monca ad esso non può che seguire una punizione esemplare. Magari anche risolutiva.
Israele pensa ora di poter completare il lavoro iniziato nel 1948, e poi portato avanti nel 1967. Per ristabilire l’ordine naturale delle cose.
Per questo non riesce a comprendere due cose fondamentali: quella che si sta combattendo è una guerra di liberazione (come quella algerina, come quella indocinese, come quella sudafricana…), e quel 7 ottobre è la data che segna la svolta, dopo la quale nulla sarà mai più come prima.
Non importa quante bestie feroci uccidi, se dimentichi che sono fiere.

Le potenze coloniali diventano feroci, quando il loro dominio viene messo in discussione. Ed i popoli che si vogliono liberare pagano sempre un prezzo enorme. Gli algerini ebbero 2 milioni di morti, quasi un quinto della popolazione. I vietnamiti 3 milioni di morti. Ma alla fine i francesi dovettero andarsene.
Il dominio coloniale finisce quando la potenza dominante paga un prezzo che non riesce più a sostenere. Ed è questa la differenza. Per i dominanti, il prezzo massimo accettabile è molto basso, ma per i dominati, che lottano per la propria libertà e per quella delle generazioni future, sarà sempre molto più alto.
Liquidare la Resistenza palestinese come una questione di terrorismo – dimenticando tra l’altro di aver fondato Israele facendo larghissimo ricorso a questa pratica… – è ciò che impedirà agli israeliani di capire la Storia di cui fanno parte. E quindi di affrontarla.

Come diceva il non compianto Henry Kissinger, a proposito della guerra del Vietnam, “abbiamo combattuto una guerra militare; i nostri avversari ne hanno combattuto una politica. Abbiamo cercato il logoramento fisico; i nostri avversari miravano al nostro esaurimento psicologico. In questo modo abbiamo perso di vista una delle massime cardinali della guerra partigiana: la guerriglia vince se non perde. L’esercito convenzionale perde se non vince.” E l’IDF, non sta affatto vincendo. Non può vincere. La Resistenza non ha bisogno di infliggere al nemico una sconfitta militare tale che, in sé, ne determini il crollo. Non ha bisogno di vincerlo strategicamente sul campo di battaglia. È sufficiente che riesca a mantenere nel tempo la sua capacità di combattimento, che riesca ad infliggere delle sconfitte tattiche.
L’operazione al-Aqsa flood è l’equivalente palestinese di Dien Bien-Phu per i vietminh, dell’offensiva del Tet per i vietcong.

L’approccio storico-culturale con cui Israele affronta il conflitto, ancor prima che quello strategico e tattico, è il limite insormontabile per Tel Aviv. Ed è la causa da cui derivano gli errori che sta commettendo nella guerra. Non capisce che affrontare le formazioni della Resistenza come se fossero delle gang criminali non la porterà da nessuna parte. Non capisce che imporre domani l’amministrazione militare a Gaza è un enorme favore ad Hamas, che sarà sgravata dall’onere del governo e potrà concentrarsi nella lotta. Non capisce che l’ondata di attacchi militari in Cisgiordania, e l’ulteriore delegittimazione dell’ANP (che è il governo dei suoi ascari), sono un assist per Hamas, che vuole più di ogni cosa riunificare i fronti di Resistenza. Non capisce che minacciare continuamente i suoi vicini non farà che spingerli a saltarle addosso al primo momento di debolezza.
Non capisce che non è più il 1967 né il 1973, e che il suo nemico non sono gli eserciti giordano, siriano ed egiziano, ma un fronte di guerriglia esteso, capace di mettere in campo almeno altrettanti uomini di quanti ne può mobilitare Israele.

L’illusione di potenza, il disconoscimento dei cambiamenti che intervengono nel mondo intorno a noi, sono costante causa di sanguinose avventure. Paradigmatica, sotto questo profilo, è la storia dell’avventura ucraina. Benché sia stata lungamente studiata e preparata, si è – prevedibilmente, verrebbe da dire – risolta in un disastro. È vero che ha troncato, almeno per qualche decennio a venire, i proficui rapporti tra Europa e Russia, ma non solo non ha affatto indebolito quest’ultima, ma ne ha addirittura determinato il rafforzamento – e più in generale, proprio in termini geopolitici, ha prodotto la saldatura politica, economica e militare tra i principali nemici annoverati dagli USA: la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord.
Una delle tante connessioni esistenti [2], infatti, tra la guerra in Ucraina e quella in Palestina, è che entrambe sono state affrontate dalle potenze occidentali con la convinzione di poterle quantomeno gestire, se non vincerle. E che invece hanno entrambe segnato un giro di boa, quel punto della Storia oltre il quale tutto cambia, per sempre.

Oltretutto, ed anche questo sembra incredibilmente sfuggire alla leadership israeliana, la strategia politico-militare adottata per fronteggiare la crisi innescata dall’attacco del 7 ottobre, rischia seriamente di minare alle fondamenta l’esistenza stessa dello stato di Israele in quanto stato ebraico.
Aver scelto infatti la via genocidaria, come strumento presuntamente risolutivo sia del terrorismo palestinese che della minaccia demografica araba, significa al tempo stesso aver portato all’estremo possibile la strategia millenaristica del sionismo. Al di là dell’ecatombe nucleare – che travolgerebbe Israele quanto e più che i suoi nemici – non c’è più un oltre possibile: il genocidio è il limite estremo raggiungibile. E quando si rivelerà inefficace (e ancora una volta, nessuno meglio degli ebrei dovrebbe sapere che non può essere diversamente), metterà in crisi l’idea fondativa di Israele, la sua ideologia nazionale.

Il sogno di una patria esclusiva, degli ebrei e solo per gli ebrei, così come l’illusione perpetrata per ottant’anni che tale sogno fosse effettivamente realizzabile, crollerà. Quando la società israeliana avrà sedimentato nella propria coscienza l’impossibilità materiale, concreta, di realizzarlo – perché i palestinesi non si arrenderanno mai, non smetteranno mai di essere di più, non accetteranno mai di vivere come bestie – allora tutto cambierà anche lì. Certo, non domani. Ci vorranno forse dieci anni (e saranno anni sanguinosi e dolorosi), ma sul medio periodo questo significherà la morte politica del progetto sionista. La liberazione della Palestina libererà dalle sue ossessioni anche Israele. La sua guerra è perduta.


1 – La parola d’ordine su cui il sionismo costruì dapprima l’idea, e poi lo stato israeliano, era la famosa doppia menzogna “una terra senza popolo per un popolo senza terra”. Doppia perché quella terra era abitata dal popolo di Palestina da migliaia di anni, e perché – molto semplicemente – gli ebrei non sono un popolo, ma semplicemente i seguaci di una religione. E seppure questa religione è assai esclusiva (gli ebrei non fanno proselitismo, si è tali per nascita), resta il fatto che i suoi adepti si sono sparsi per il mondo da oltre duemila anni, durante i quali l’etnicità semitica si è sicuramente annacquata assai più di quanto non sia accaduto agli arabi palestinesi – che sono a loro volta semiti. Non a caso, gran parte degli attuali leader israeliani sono polacchi, russi, rumeni… E tra gli ebrei che vivono in Israele ci sono ben due comunità per nulla semitiche, quella dei falascià (ebrei di origine etiope) e quella degli ebrei di origine indiana.
2 – Su questo aspetto di entrambe i conflitti, cfr. “Due guerre”, Giubbe Rosse News e “Info-warfare: la ‘terza guerra’”, Giubbe Rosse News

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cop28: AC-COP-PIAMOLI!

Il tavolo di questo mondo va fatto saltare. Perchè è pieno di bari. Solo e tutti bari. Che nascondono i propri affari dietro promesse false o millenaristiche. AC-COP-PIAMOLI! Gli stessi inquinatori seriali di ogni angolo del pianeta, che con le loro guerre seminano morte, distruzione e aria irrespirabile, prendono “impegni” parolai, rimandandone la verifica al 2050...... Sono solo degli assassini chiacchieroni. Funambolismi verbali sulla “fine dei combustibili fossili” a coprire l'epoca dei petrolieri, delle atomiche e del riarmo generalizzato. Questi “signori”, per difendere...

(SOCIETA' INCIVILE)
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