LIVORNO – Livorno si prepara a ospitare il confronto dedicato alla leadership femminile nel sistema marittimo, portuale e logistico. Giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 16:00, presso il Salone Terminal Crociere, in Piazzale dei Marmi 12, il Soroptimist International Club di Livorno promuove il convegno “Porto e leadership femminile”, un’iniziativa volta ad approfondire il contributo delle professionalità femminili nei processi decisionali e nella gestione delle attività legate all’economia del mare.
L’incontro riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e della logistica portuale labronica, offrendo un’occasione di dialogo sulle competenze, le esperienze e le specificità della presenza femminile nei ruoli di vertice del settore marittimo, portuale e logistico.
L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi del Soroptimist International, associazione globale che riunisce donne impegnate in attività professionali e manageriali e promuove l’avanzamento della condizione femminile, la parità di genere e l’empowerment delle donne in ogni ambito sociale ed economico.
PROGRAMMA
Saluti e apertura dei lavori Alessandra Querci, presidente del Soroptimist Club di Livorno Lorenzo Riposati, amministratore Unico di Porto Immobiliare S.r.l.,
Interventi istituzionali Libera Camici, vicesindaca del Comune di Livorno Sandra Scarpellini, presidente della Provincia di Livorno; Giovanni Canu, direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Porto di Livorno; Giancarlo Dionisi, prefetto di Livorno.
Il panel Le protagoniste della leadership nel sistema portuale: Roberta Macii, dirigente della Direzione Gare e contratti, interventi strategici e programmazione negoziata Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Monica Bellandi, presidente dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci S.p.A., Diletta Volpe, capitano di Corvetta del Corpo della Capitaneria di Porto di Livorno,
Laura Miele, presidente di ASAMAR (Associazione degli Agenti Marittimi Raccomandatari di Livorno e Provincia) Gloria Dari, presidente di SPEDIMAR (Associazione tra le Imprese di Spedizioni Internazionali e di Logistica di Livorno), vice presidente di Confetra Toscana e membro del Consiglio Direttivo Fedespedi Valentina Ercoli, direttore operativo di Seatrag Autostrade del Mare S.r.l. Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio della Provincia di Livorno
LIVORNO –Ha preso ufficialmente il via ieri sera il nuovo anno associativo del Propeller Club Port of Livorno, con una serata articolata in una sessione privata e in un incontro pubblico dedicato alla vita del club e alle prossime attività in programma.
L’assemblea privata, aperta dalla relazione della presidente Maria Gloria Giani, ha esaminato e approvato il bilancio consuntivo, il bilancio preventivo e la quota sociale. La successiva parte pubblica ha visto la presentazione di Pierpaolo Danieli, nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, a cui la presidente Giani ha dato il benvenuto, auspicando una collaborazione proficua con il Club e un dialogo costante con la comunità marittimo-portuale livornese, sia sul piano professionale sia attraverso occasioni informali di confronto e networking.
I rappresentanti delle Istituzioni
Il neo segretario Danieli, ha spiegato di aver assunto l’incarico con profondo senso di responsabilità, anche in virtù del legame con Livorno, essendosi formato in Accademia Navale. Ha pertanto assicurato il proprio impegno nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Autorità portuale, evidenziando l’importanza della collaborazione con gli enti e le istituzioni del territorio e ribadendo la volontà di operare al servizio della comunità portuale e dell’utenza, nel rispetto delle prerogative previste dalla legge. Infine, ha ringraziato la presidente Giani e i rappresentanti delle istituzioni presenti.
da sin. Maria Gloria Giani presidente Propeller Livorno e Pierpaolo Danieli segretario generale AdSP MTS
Presentati quattro nuovi soci:
Durante la serata è stato ufficializzato l’ingresso nel Club di quattro nuovi soci: Alessio Anguillesi, Alberto Batini, Alessio Ciampini e Roberto Nencioni.
da sin. il nuovo socio Alessio Ciampini e Maria Gloria Giani presidente Propellerda sin. il nuovo socio Roberto Nencioni, Enrico Bonistalli vice presidente Propeller e Maria Gloria Giani, presidente Propeller
La serata ha inoltre segnato l’avvio di un nuovo ciclo di appuntamenti con cui il Propeller Club intende mantenere alta l’attenzione sui principali temi del settore, rafforzando il dialogo tra il comparto marittimo-portuale e il tessuto economico e sociale di Livorno.
Il 23 novembre il primo appuntamento sulla decarbonizzazione
Il calendario entrerà nel vivo il prossimo 23 novembre con un incontro dedicato alla riduzione delle emissioni nel trasporto marittimo, tema centrale per il futuro del settore e per il percorso di transizione energetica della navigazione.
Il titolo dell’appuntamento sarà “Nuove tecnologie per la riduzione delle emissioni nel trasporto navale: la prospettiva dei carburanti alternativi dal GNL al Bio”. L’iniziativa riunirà operatori del settore e rappresentanti degli stakeholder istituzionali per approfondire le soluzioni tecnologiche e le prospettive legate all’impiego di carburanti alternativi, dal gas naturale liquefatto ai biocarburanti.
Rotte strategiche e tensioni internazionali al centro dei prossimi incontri
Con l’inizio del nuovo anno, l’attenzione si sposterà sulle dinamiche geopolitiche e sulle loro ricadute sul trasporto marittimo e sulle attività connesse. In particolare, saranno approfonditi i rischi legati ai principali chokepoint della navigazione internazionale, da Hormuz a Bab el-Mandeb, snodi strategici per i flussi commerciali e per l’intera catena logistica.
Il programma comprenderà inoltre un nuovo appuntamento Interclub in collaborazione con il Propeller Club Port of Venice, oltre a ulteriori iniziative attualmente in fase di definizione da parte del Consiglio direttivo.
«Uno sguardo sul mondo, con i piedi ben saldi a Livorno»
A illustrare gli obiettivi del nuovo anno associativo sono la presidente Maria Gloria Giani e il consigliere Luca Brandimarte, che confermano la volontà di proseguire nel percorso avviato negli ultimi anni, mantenendo al centro le questioni più rilevanti per il comparto marittimo.
«In questo anno associativo – spiegano la presidente Giani e Brandimarte – vogliamo continuare nel solco di quanto fatto nel recente passato, approfondendo le tematiche di maggior rilievo per il nostro settore. Lo faremo in un’ottica ‘glocal’: uno sguardo sempre puntato si quanto accade nel mondo, senza tuttavia voli pindarici retorici, e uno invece fisso su Livorno e la nostra realtà, per capire come questi due mondi sono interconnessi. In questo modo riusciremo a coinvolgere un pubblico ampio e variegato, centrando un duplice obiettivo: quello di essere uno strumento a disposizione dei professionisti del settore marittimo per capire meglio certe dinamiche e fare rete e avvicinare il porto alla città, alla sua economia, alle sue tradizioni. Due mondi che devono e possono dialogare».
A conclusione della serata il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, ha impartito la benedizione ai presenti ed ha rinnovato il proprio apprezzamento per la comunità marittimo-portuale cittadina.
da sin. il vescovo Simone Giusti e Maria Gloria Giani Presidente Propeller
Con il nuovo programma, il Propeller Club Livorno conferma così il proprio impegno nel favorire la condivisione di competenze, il networking tra professionisti e un dialogo sempre più stretto tra porto e città.
Ultimo appuntamento di stagione anche per gli under 16 che a Perugia nella finale B del Campionato di Società conquistano un ottimo quinto posto, grazie ad una serie di ottime prestazioni dei giovani atleti amaranto.
Tra tutti spicca il primo posto e record personale di Giovanni Monelle nel lungo, per lui campione italiano nel 2025, rappresenta un’ottima prestazione per un 2027 ai vertici della sua categoria. A dimostrazione del suo valore tecnico è riuscito anche a conquistare il secondo posto nei 110 ostacoli con 14”41 per poi andarsi a conquistare un quarto posto con la staffetta 4 x 100 con i compagni di squadra Giannetti, Goga e Lensi con il crono di 45”00.
Secondo posto per il marciatore Claudio Mercaldo che chiude brillantemente in 24’03”96 in attesa di una sua definitiva consacrazione nella sua categoria nel 2027; secondo posto e primato personale per Gabriel Christian Goga nel salto in alto con 1,82; quarto posto per Gabriele Giannetti nel triplo con 12,90; quiti posti per Cesare Caschili nel salto con l’asta con 3,50 e per Gabriele Zambelli nei 2000 siepi con 7’11”34 e 9’59”42 sui 3000. Hanno completa la trasferta Michele Gori nel disco con 36,29 e nel giavellotto con 35,78, settimi posti per Goga Gabriel Christian nei 200 con 24”03, Giacomo Pardini ne1 1500 con 4’21”51 e negli 800 con 2’07”83; nono posto per Gabriele Lensi sui 100 con 11”89 e Brando Baldini 67”04 sui 400 ostacoli e 58”26 sui 400.
In campo femminile presenti le bimbe amaranto che gareggiano con la Atletica Costa Etrusca dove si è messa in evidenza con il primo posto Aurora Dominici con 26’05”70 sui 5000 di marcia, Emma Salvini terza sui 3000 con 10’44”86 e 5’03”47 sui 1500, Agata Giusti terza nel giavellotto con 31,60 e 14,96 nel disco, Giulian Asia nell’alto con 1,35, Sveva Montanelli 70”33 sui 400 e 2’41”92 sugli 800 e Giulia Giovinazzo con 26,06 nel martello e 5,70 nel peso.
Si conclude così una stagione molto impegnativa ma con ottime prestazioni per la Società amaranto della Atletica Libertas Unicusano Livorno.
Dal dialogo con i residenti del quartiere La Rosa e dalle richieste di attenzione emerse, su iniziativa del Consiglio di Zona 5, nasce l’organizzazione di un incontro dedicato al tema della sicurezza e dell’ordine pubblico.
L’incontro sarà innanzitutto un’occasione di ascolto e confronto con i cittadini, per raccogliere segnalazioni e preoccupazioni relative a episodi e situazioni che si sono verificati nel quartiere.
Saranno presenti Giampaolo Dotto, Security Manager del Comune di Livorno e una rappresentanza della Polizia Municipale, per approfondire le questioni sollevate e contribuire a definire un quadro il più possibile completo delle criticità segnalate.
Le informazioni raccolte contribuiranno a delineare le esigenze del quartiere, da riportare e approfondire successivamente nei tavoli di confronto con la Prefettura, Questura e forze dell’ordine.
L’incontro si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 17.30 nella sala riunioni della Sezione Soci Coop di Livorno, in via delle Margherite 18.
La partecipazione dei residenti sarà importante per dare voce alle esigenze del quartiere e favorire un confronto concreto con le istituzioni.
La CgilToscana ha proclamato uno sciopero generale regionale riguardante tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di domani, mercoledì 14 ottobre. A tal proposito mercoledì 14 ottobre il Comune di Livorno non garantirà la regolare erogazione dei servizi al pubblico.
San Vincenzo (Livorno), 13 ottobre 2026 – Potrebbe presto avere un nome il cadavere dell’uomo che lo scorso 19 settembre venne ritrovatonelle acque al largo del parco di Rimigliano, tra San Vincenzo e Piombino, in provincia di Livorno. L’identità dell’uomo potrebbe essere quella di Uladzimir, detto Vladimir, Aldokhin, cittadino bielorusso di 33 anni residente a Vilnius, in Lituania. Nel corso delle indagini sarebbe infatti emersa una corrispondenza tra il corpo recuperato in mare e la scomparsa dell’ingegnere elettrico che in quei giorni si trovava in vacanza in Italia.
Sarebbero, secondo quanto riporta il Tirreno, due gli elementi che avrebbero condotto gli inquirenti verso il nome del cittadino bielorusso: la segnalazione di un ospite irreperibile da parte di una struttura alberghiera di Bibbona e le informazioni raccolte sulla sua scomparsa. L'allarme per il corpo in mare era scattato nel pomeriggio di sabato 19 settembre, intorno alle 16.30, quando alcuni diportisti avevano segnalato la presenza della salma. Sul posto era intervenuto l'elicottero dei vigili del fuoco di Livorno, in servizio dal reparto volo di Cecina, che aveva recuperato il corpo a circa mezzo miglio dalla costa.
FEDERICO DE MARCO
Le operazioni erano proseguite nell'area delle Caldanelle, con l'intervento della polizia, dei sanitari e di una squadra dei vigili del fuoco di Piombino. Le condizioni del cadavere, rimasto presumibilmente in acqua per diversi giorni, avevano reso impossibile il riconoscimento visivo. L'ispezione cadaverica aveva consentito di stabilire che si trattava di un uomo, senza evidenti segni riconducibili a una morte violenta, ma non aveva fornito elementi sufficienti per identificarlo. La vittima indossava soltanto un costume da bagno e non aveva con sé documenti o telefono cellulare.
L’assenza di denunce
Ad aprire una pista era stata la segnalazione del personale di un albergo nella zona costiera di Bibbona, che non riusciva a rintracciare un cliente che si era allontanato alcuni giorni prima senza fare ritorno. L'uomo non rispondeva alle chiamate e non risultava presente nella camera prenotata. Il nome fornito dalla struttura, sarebbe quello di Uladzimir Aldokhin, ingegnere elettrico di 33 anni, originario della Bielorussia e residente da tempo a Vilnius, dove lavorava per la società tecnologica I-Photonics Uab.
La madre, Tatiana, aveva denunciato la scomparsa del figlio e lanciato appelli anche attraverso i social network. La donna aveva riferito che il giovane le aveva comunicato di essere in vacanza in Italia, nella provincia di Livorno, prima di interrompere ogni contatto. La vicenda era stata inoltre trattata dalla trasmissione televisiva Chi l'ha visto?. Gli investigatori avrebbero quindi avviato i contatti con la madre attraverso i canali diplomatici, con l'obiettivo di ottenere un campione biologico utile al confronto del Dna con quello estratto dalla salma. L'esito dell'analisi potrebbe consentire di confermare o escludere definitivamente l'identificazione. Resta da chiarire anche la causa della morte.
Dopo quasi un anno di lavoro e sacrifici, il progetto “Pedalare per Brillare” è finalmente pronto a partire.
Il suo protagonista, Mr. Green, ha rimesso a nuovo il carretto con grande cura, rendendolo più resistente, funzionale e autonomo. Grazie alle nuove sponde in alluminio e a una batteria aggiuntiva, il mezzo potrà affrontare più a lungo le strade della città.
A completare il lavoro è stata una brillante verniciatura verde, il colore che ormai rappresenta Mr. Green e il suo desiderio di portare luce e positività a Livorno.
Ora resta solo da recuperare completamente dall’infortunio alla spalla. Poi potrà tornare in strada, proprio come prima, mettendo il proprio tempo e il proprio impegno al servizio della comunità.
Un ringraziamento speciale va a Valter Rocchi, che ha contribuito alla realizzazione della bicicletta, del carretto e dell’impianto elettrico.
Il conto alla rovescia è iniziato: Mr. Green è pronto a ripartire e a far brillare Livorno, un gesto alla volta.
Nel luglio del 1969 avevano festeggiato insieme il fresco diploma. 57 anni e tre mesi più tardi, si sono emozionati nuovamente nel ritrovarsi a pranzo, nella club house del ‘Priami’, a Stagno (il quartier generale della società rugbistica della Sillabe Lions Amaranto), per rivivere quelle intense esperienze scolastiche, mai dimenticate. I ‘ragazzi’ della 5°A ITI Meccanici 1968/69 hanno trascorso una giornata speciale. Ricreate di colpo ‘vecchie’ alchimie ed una grande compattezza di una classe… ‘unica’. Una rimpatriata allegra e spensierata, fatta di scherzi e risate. Non è la prima volta nella quale questi ‘scolari’ ormai cresciuti condividono momenti conviviali. A distanza di tanto tempo, i rapporti, tra loro, si sono ulteriormente consolidati. Potenza di vere amicizie che nascono sui banchi di scuola e attraversano tutte le fasi della vita… In rigoroso ordine alfabetico, gli studenti che si sono incontrati oltre 57 anni: Aldo Baldacci, Andrea Budassi, Carlo Campera, Fabio Carotenuto, Luigi Donati, Mauro Dovicchi, Mauro Fraddanni, Riccardo Giorgi, Franco Honovich, Claudio Jacoponi, Paolo Paoletti, Paolo Petracchi, Giuliano Pitto, Luigi Pucini, Giuseppe Siragusa, Roberto Succi.
Livorno si prepara a ospitare la XIII° edizione dell’Italian Cruise Day, in programma il prossimo 23 ottobre e organizzata da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza per l’industria turistica, in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e Porto di Livorno 2000.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa online, alla quale sono intervenuti: Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, Davide Gariglio, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, e Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000.
La manifestazione rappresenta un appuntamento di riferimento per la crocieristica e l’economia del mare: dal 2011 a oggi ha coinvolto oltre 3.000 operatori del comparto, provenienti da tutto il Paese, ed ha ospitato più di 350 relatori nelle diverse tavole rotonde.
Di Cesare: «Un’edizione importante»
Ad aprire l’incontro è stato Francesco di Cesare, che ha sottolineato il valore di questa edizione, destinata a riportare la manifestazione in una città che l’ha già ospitata in passato. «Un’edizione importante» – ha specificato – «perché per la prima volta torniamo in una città che ha già ospitato un’edizione dell’Italian Cruise Day» «Grazie all’impegno di Davide Gariglio e Matteo Savelli» – «Abbiamo confezionato un’edizione che credo soddisferà tutti coloro che parteciperanno».
Gariglio: «Una grande occasione per Livorno e la Toscana»
Il presidente dell’AdSP Davide Gariglio, ha evidenziato il ruolo del turismo crocieristico non soltanto in termini economici, ma anche come strumento di promozione del patrimonio culturale e artistico italiano: «Il turismo crocieristico è un elemento importante del turismo italiano, è un modo per fare conoscere il nostro Paese a persone di tutto il mondo che ogni anno si imbarcano su queste navi sempre più grandi» – ha detto – «Credo che oltre l’interesse commerciale e alla ricaduta economica diretta dell’ospitare i turisti delle crociere, ci sia anche un grande valore pubblico e della comunità nel fare sì che le crociere siano un modo per veicolare l’immagine del nostro Paese e per farne conoscere le grandi ricchezze culturali e artistiche». «Una grande occasione per Livorno e la Toscana, per fare conoscere le loro potenzialità, confido che Livorno possa accogliere bene gli ospiti dell’Italian Cruise Day».
Savelli: «Speriamo di chiudere l’anno con 815 mila passeggeri»
L’impegno per riportare l’Italian Cruise Day a Livorno è stato sottolineato anche da Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000, che ha richiamato l’attenzione sull’indotto generato dalle attività crocieristiche e sui risultati registrati dallo scalo: «Abbiamo lavorato fortemente per riportare a Livorno questo evento, la nostra volontà è di consolidare le attività che stiamo facendo per la città e mostrare a Livorno cosa crea l’indotto delle crociere» – «Speriamo di chiudere l’anno con 815 mila passeggeri e 420 scali nave, al 30 di settembre abbiamo fatto 333 navi con 670 mila passeggeri».
Risposte e Turismo: I numeri delle crociere in Italia
I numeri rappresentano da sempre l’elemento fondamentale dell’Italian Cruise Day, offrendo una base concreta per analizzare l’andamento del settore crocieristico, monitorarne i risultati e delinearne le prospettive di sviluppo.
Secondo le anticipazioni di Risposte Turismo, nel trimestre giugno – agosto sono stati oltre 6,1 milioni i passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti) negli oltre 60 porti crocieristici italiani (+4,5% vs 2025) e 2.314 le toccate nave (+14,9%).
Lo stato di salute del comparto in Italia:
«I dati del trimestre giugno – agosto mostrano con grande chiarezza il peso della stagione di punta sull’andamento della crocieristica italiana» ha commentato di Cesare – «Nel periodo considerato, infatti, si è concentrato circa il 60% del traffico passeggeri dei primi otto mesi dell’anno. A trainare il periodo è stato soprattutto luglio, che ha superato i 2,16 milioni di passeggeri movimentati e ha registrato l’incremento più consistente rispetto al 2025, con quasi 200mila movimentazioni in più. Anche agosto mantiene un andamento positivo, mentre giugno presenta una dinamica più articolata, con una lieve flessione dei passeggeri a fronte di una crescita a doppia cifra delle toccate (+16,3%). Tutti questi dati – ha concluso di Cesare – pur all’interno di un impegno degli operatori dell’offerta verso la destagionalizzazione dei flussi, raccontano bene la centralità dei mesi estivi nell’andamento annuale di un comparto sempre più rilevante per la programmazione dei porti, delle compagnie e dei territori e, più in generale, per il turismo del Paese».
Nel dettaglio, secondo i ricercatori di Risposte Turismo i porti che nel trimestre considerato hanno fatto registrare le variazioni positive sull’anno precedente più pronunciate in termini assoluti sono stati Salerno (+149mila passeggeri movimentati, +374% sul 2025), Civitavecchia (+140mila passeggeri movimentati, + 9,8% sul 2025) e Ravenna (+67mila passeggeri movimentati, +43% sul 2025).
I dati di Livorno
Livorno, città sede dell’edizione 2026 dell’Italian Cruise Day ha registrato nel trimestre giugno – agosto un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2025, di oltre 37mila passeggeri movimentati (+11,5% sul 2025) e di 28 toccate nave (+22,8% sul 2025).
Dati Risposte Turismo: Il portafoglio clienti in Toscana
A livello di macroaree, a ottenere i risultati maggiori nel trimestre giugno – agosto è stato il Centro-sud Tirreno, che ha registrato gli incrementi più consistenti nel numero sia di passeggeri movimentati (+214mila), sia di toccate nave (+162), trainato dalle performance di Salerno e Civitavecchia che compensano la contrazione di Napoli.
Per quanto riguarda i soli passeggeri movimentati, segno positivo anche per le Isole (+109mila), mentre si è registrata una contrazione per le altre due macroaree (Adriatico e Ionio – 45mila e Nord Tirreno -16mila).
Considerando l’ottima performance estiva, l’Italia dovrebbe chiudere il 2026 con 15,4 milioni (+4,3%) di passeggeri movimentati e oltre 6.000 toccate nave (+6,6% sul 2025), nuovi record storici per la crocieristica nel nostro Paese.
Il programma della XIII edizione di Italian Cruise Day
Le elaborazioni relative all’estate 2026 sono contenute all’interno della nuova edizione di Italian Cruise Watch, il rapporto di ricerca di Risposte Turismo che dal 2011 analizza l’industria crocieristica italiana che sarà presentato in apertura dell’Italian Cruise Day il prossimo 23 ottobre.
Ricco, come sempre, il programma del forum, presentato questo pomeriggio in un incontro stampa online a cui hanno partecipato, oltre a Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo, Davide Gariglio – presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e Matteo Savelli – Presidente Porto di Livorno 2000, realtà partner dell’edizione 2026.
Programma e relatori
Nove i momenti complessivi di confronto e discussione tra tavole rotonde, interviste e iniziative collaterali, con già 150 operatori accreditati da Nord a Sud del Paese.
Tra i relatori confermati: Leonardo Massa – Vice President Southern Europe MSC Cruise Divison, Fabrizio Cafagna – New building and After Sales Vice President Sales Fincantieri, Roberto Alberti – Senior Vice President, CCO e CFO Costa Crociere, John Portelli – General Manager Roma Cruise Terminal, Domenico Bagalà – Presidente AdSP Mare di Sardegna, Tomaso Cognolato – Presidente Assiterminal e Amministratore Delegato Terminal Napoli, Francesco Rizzo – Presidente AdSP dello Stretto, Alessandra Cabella – Senior Business Dev. Manager Southern & Eastern Europe and Middle East Oceania Cruises, Luigi Derchi – Amministratore Delegato CostaMedov, Alessandro Santi – Amministratore Delegato, Emanuele Gesù – LNG & new fuel projects Banchero Costa Network, Matteo Paroli – Presidente AdSP Mar Ligure Occidentale e Raffaele Latrofa – Presidente AdSP Mar Tirreno Centrosettentrionale.
Dopo i saluti istituzionali e l’intervento introduttivo di Roberto Petri, Presidente, Assoporti e Donato Liguri – Direttore Generale per porti logistica e intermodalità MIT Italian Cruise Day proseguirà con la presentazione della nuova edizione dell’Italian Cruise Watch di Risposte Turismo.
Dopo un’intervista a Edoardo Rixi, Viceministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il forum continuerà con la prima tavola rotonda “La crocieristica in Italia: stato dell’arte e prospettive future” riservata a investimenti, potenzialità del prodotto, costruzione degli itinerari e relazioni all’interno della filiera di produzione crocieristica. A seguire, la tavola rotonda “Cold-ironing e LNG, a che punto siamo?”, un confronto sugli ultimi aggiornamenti relativi agli investimenti e alle nuove tecnologie dedicate alle principali soluzioni per l’alimentazione delle navi al centro del dibattito sulla transizione energetica del settore.
La mattinata di lavori si chiuderà con l’intervento di Mario Zanetti – Amministratore Delegato Costa Crociere.
Nel primo pomeriggio, l’evento riprenderà con la tavola rotonda, “Investire nella crocieristica”, una conversazione per esplorare chi e come sta impegnando risorse per sostenere la crescita del comparto.
L’edizione 2026 di Italian Cruise Day si chiuderà con due appuntamenti: “la ricchezza della geografia crocieristica italiana” dedicata a ragionare sulle alternative di scalo e di scoperta del territorio che la penisola può offrire alle compagnie e ai loro passeggeri e “L’anello chiave tra nave e territorio: agenti marittimi a confronto”, un momento dedicato all’ ascolto del punto di vista degli agenti marittimi, figure centrali nella definizione delle future dinamiche del comparto.
Le iniziative collaterali: La Casa dei Porti Crocieristici e Carriere@ICD
Italian Cruise Day ospiterà anche in questa edizione l’iniziativa collaterale Carriere@ICD, l’unico career day in Italia dedicato al settore crocieristico che darà la possibilità a 50 giovani desiderosi di intraprendere un percorso professionale in questo comparto di ascoltare presentazioni aziendali e svolgere incontri e colloqui one to one con alcune delle più importanti aziende del comparto. Le aziende che hanno già confermato la propria partecipazione e che incontreranno i giovani a Livorno sono: Aloschi Bros., Cemar Agency Network, Costa Crociere, Crociere Più, Dolphins, Medov, MSC Crociere, Terminal Napoli, TFL Tours, Ticketcrociere, TrumpyTours.
Le candidature per le selezioni sono aperte fino a venerdì 16 ottobre.
Confermata anche la presenza di La Casa dei Porti Crocieristici, spazio informativo, di scambio e di discussione a disposizione di 40 porti e terminal crocieristici e di supporto al loro operato.
Qualche giorno dopo il forum, lunedì 26 ottobre si terrà inoltre “All Aboard!” di CLIA (Cruise Lines International Association), che porterà professionisti del mare a dialogare direttamente con gli studenti di una scuola primaria di Livorno, avvicinando i più giovani ai mestieri di bordo e al rapporto tra la città e il suo porto.
La XII°I edizione di Italian Cruise ha Fincantieri come main sponsor. Assoporti è sponsor del forum che conta anche sul supporto di Assiterminal. Il forum conta sul patrocinio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
LIVORNO – Il settore crocieristico italiano si prepara a segnare un nuovo record nel 2026, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 dell’Italian Cruise Day, in programma a Livorno il prossimo 23 ottobre. A illustrare l’iniziativa e le prospettive del comparto crocieristico è stato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, insieme a Davide Gariglio, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000. L’iniziativa che è organizzata da Risposte Turismo in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale e la società Porto di Livorno 2000, vede Fincantieri come main sponsor, Assoporti come sponsor del forum, beneficia del supporto di Assiterminal ed ha ricevuto il patrocinio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il presidente di Risposte Turismo durante l’incontro ha presentato l’andamento del comparto, con focus specifico per i mesi estivi, giugno – luglio -agosto 2026, analizzando le dinamiche dei diversi sistemi portuali italiani, tra segnali di crescita e flessioni territoriali.
«La crocieristica ha segnato un nuovo record nel 2023, un altro nel 2024, un altro nel 2025 e lo sta per registrare anche nel 2026», ha detto di Cesare, evidenziando una progressione costante dei risultati, con volumi che continuano a crescere. Un andamento che si inserisce in un contesto più ampio di ripresa dei settori produttivi dopo la pandemia.
Le flessioni territoriali e l’importanza di una visione di lungo periodo
A fronte del quadro positivo nazionale, alcuni territori mostrano dinamiche differenti. Per quanto riguarda i porti crocieristici del Nord Tirreno, nell’estate 2026 mostra una leggera variazione negativa si attesta intorno all’-1,1%, un dato che, secondo di Cesare, non deve necessariamente essere interpretato come un segnale strutturale di difficoltà.
«Non credo ci possano essere delle spiegazioni razionali, se non quelle di una normale dinamicità del traffico e delle presenze di navi e passeggeri nei porti in generale», ha osservato, invitando a valutare i risultati attraverso una prospettiva temporale più ampia.
Per comprendere le oscillazioni dei flussi crocieristici, infatti, è più utile considerare l’andamento di più anni anziché soffermarsi sui dati di un singolo esercizio o, a maggior ragione, di un singolo trimestre. Un approccio che consente di distinguere le variazioni fisiologiche del mercato dalle eventuali tendenze di più lungo periodo.
Più articolata, invece, la situazione dell’area adriatico e ionio (-4,3%) dove il recupero dei volumi precedenti alla pandemia procede con maggiore difficoltà. Secondo il presidente di Risposte Turismo, l’area, è quella del Mediterraneo che sta incontrando le maggiori difficoltà nel recuperare i livelli di traffico del 2019.
Per Venezia, in particolare, resta aperta la questione del pieno consolidamento della ripresa: l’obiettivo, ha spiegato di Cesare, non è necessariamente tornare subito ai volumi di qualche anno fa, ma raggiungere una condizione di maggiore stabilità nei flussi di traffico. «Un percorso sul quale si sta lavorando» ha detto.
Le tensioni internazionali ridisegnano gli itinerari crocieristici
Nel corso della conferenza stampa, di Cesare ha risposto anche a una domanda di Corriere Marittimo sulle possibili ricadute della crisi internazionale sulla distribuzione dei traffici e sulla rimodulazione degli itinerari delle compagnie di crociera. In particolare se il Mediterraneo possa beneficiare di una maggiore affluenza di passeggeri e navi come conseguenza dei rischi legati ad altri itinerari.
Il presidente di Risposte Turismo ha riconosciuto che l’attuale scenario internazionale sta favorendo, almeno in questa fase, una riallocazione dei traffici verso il Mediterraneo.
«In questa fase storica, anche se è indelicato dirlo, il Mediterraneo sta un po’ beneficiando, dal punto di vista del traffico, della necessità di rilocalizzare e di rivedere il deployment delle compagnie», ha spiegato, sottolineando come la situazione contingente possa tradursi in nuove opportunità per l’Italia e per gli altri mercati dell’area.
Resta tuttavia da capire se questi cambiamenti potranno consolidarsi nel tempo. La sfida, secondo di Cesare, sarà fare in modo che la maggiore centralità del Mediterraneo non si riveli soltanto temporanea e che i benefici acquisiti non vengano meno una volta superata l’attuale instabilità internazionale.
Nord Tirreno, da verificare le dinamiche della redistribuzione dei traffici
Più cauta la risposta sulla possibile redistribuzione dei flussi dal Nord Tirreno verso altri porti, italiani o stranieri. di Cesare ha sottolineato che, allo stato attuale, non ci sono elementi sufficienti per formulare una valutazione puntuale, pur riconoscendo che il fenomeno merita ulteriori approfondimenti.
Il dato da considerare, ha precisato, è che la lieve flessione registrata nel Nord Tirrenonella stagione estiva non dovrebbe tradursi in una contrazione complessiva dell’area nel 2026.Un elemento che invita a leggere le variazioni con prudenza, evitando interpretazioni definitive sulla base di dati circoscritti.
L’eventualità che una parte del traffico possa aver favorito porti non italiani, dunque, non è esclusa, ma richiede verifiche più approfondite.
Nel complesso, il quadro delineato da Risposte Turismo restituisce l’immagine di un settore in crescita a livello nazionale, ma caratterizzato da dinamiche territoriali differenti e sempre più condizionato dagli equilibri internazionali. Per interpretarne correttamente l’evoluzione, sarà quindi fondamentale distinguere gli effetti contingenti dalle trasformazioni strutturali del mercato crocieristico.
Assiterminal interviene in merito al dibattito in corso alla Camera dei deputati sul Disegno di Legge di riforma dei Porti: «La flessibilità dei PRP tenga conto del mercato rilevante, in cui operano i porti» si legge in una nota dell’Associazione dei Terminalisti portuali italiani a firma del direttore generale Alessandro Ferrari.
«All’interno degli scali» – riporta la nota – «i terminal, è bene ricordarlo, operano si in regime di concorrenza ma hanno evidentemente assetti concessori anche delineati sulla base di perimetri di mercato e di ambiti che ne devono consentire la valorizzazione in termini di efficienza, rispetto dei piani economico finanziari, progetti di sviluppo.
Guardando a oggi, ma soprattutto al futuro, i porti non possono più certamente essere identificati solo come singoli scali ma come un insieme di capacità di offerta che il sistema paese mette a disposizione del proprio mercato industriale, con uno sguardo attento allargato quantomeno al Mediterraneo e un altro al resto dell’Europa.
Questo è anche lo spirito del Disegno di Legge in funzione del quale» – ribadisce l’associazione dei terminalisti «qualsivoglia effetto non potrà essere retroattivo: dicesi certezza del diritto».
Sul tema delle concessioni demaniali portuali Assiterminal ribadisce un concetto fondante: «Gli strumenti di pianificazione, siano essi il Piano nazionale delle Infrastrutture, i Piani regolatori portuali, nonché i Documenti di pianificazione strategica di sistema, è necessario che siano coerenti con una visione di insieme del mercato della logistica marittima e terrestre su cui gli stessi impattano in combinato disposto, considerando che sulla base dei criteri normativi ad oggi vigenti l’operatore terminalista ha costruito, insieme all’amministrazione pubblica, per il tramite delle Autorità di Sistema portuale, il suo piano di impresa e la sua stessa ragione di operare in virtù del principio di efficacia e efficienza, nonché di valorizzazione del demanio portuale, nonché, infine, legittimamente, della sua capacità di produrre marginalità.
Sulla base di queste considerazioni, che certamente presuppongono flessibilità di approccio e modelli di gestione adeguati, Assiterminal auspica che proseguano il confronto all’interno della Commissione Trasporti della Camera e l’interazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
Torna il TTG di Rimini, la fiera del turismo italiano e anche quest’anno è l’occasione per Moby, Tirrenia e Toremar per presentare le proprie rotte, il network più completo per Sardegna, Corsica, Isola d’Elba e Arcipelago Toscano. Mentre continua la coda di questa straordinaria estate 2026, sono già aperte le vendite per lastagione 2027 per le partenze da e per Sardegna e Corsica fino a fine settembre, che è possibile acquistare anche sul sito Moby ufficiale Moby.it.
La linea Livorno-Olbia, quasi una ’metropolitana del mare’, viene effettuata tutto l’anno con corse diurne e notturne in entrambe le direzioni con Moby Fantasy e MobyLegacy, le due ammiraglie della flotta, che sono i traghetti più grandi ed ecologicamente sostenibili di tutto il Mediterraneo, oltre ad offrire servizi di bordo straordinari, da un intero ponte dedicato alla ristorazione con preparazioni a vista al wi-fi gratuito per essere sempre in navigazione, in ogni senso.
Ma Moby è da sempre sinonimo anche di Corsica, l’Isola della Bellezza collegata con l’Italia dalle navi della Balena Blu. È possibile già prenotare per la Genova-Bastia che nel 2027 sarà operata dal 15 maggio al 27 settembre con Moby Wonder e Moby Aki e tutti i loro servizi di bordo, compreso il wi-fi gratuito, con partenze diurne in entrambe le direzioni.
E le prenotazioni sono aperte anche sulla Livorno-Bastia, la linea più veloce fra il continente e la Corsica, che andrà dal 15 maggio al 30 settembre con partenze diurne su Moby Kiss.
Tutto questo si somma al buono sconto del 20 per cento per chi acquista un biglietto Moby e Tirrenia da oggi al 30 novembre per partenze fino al 27 settembre 2027 da spendere sulla partenza successiva fino al 30 settembre 2027 (sulla Genova-Porto Torres e sulla Civitavecchia-Olbia è possibile ottenere lo sconto sul secondo viaggio dal primo giugno al 30 settembre 2027).
Una pattuglia della Polizia di Stato, sulla FI-PI-LI ha fermato per un controllo un autocarro, nei pressi dello svincolo per l’Autostrada A12 nel territorio di Collesalvetti. L’atteggiamento sospetto del conducente, con precedenti specifici emersi dalle verifiche nelle banche dati, ha indotto i poliziotti a eseguire una perquisizione sul posto, estesa anche al veicolo.
In questo modo gli agenti hanno potuto rinvenire all’interno del mezzo 93 grammi di marijuana, suddivisi tra un involucro principale e barattoli, oltre a 525 euro in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita.
Sono stati sequestrati contestualmente anche due smartphone e appunti manoscritti riconducibili a contatti per l’approvvigionamento e la cessione dello stupefacente. Il tempestivo coordinamento tramite la sala operativa ha, inoltre, consentito la perquisizione dell’abitazione del soggetto.
L’uomo è perciò stato arrestato e condotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il Tribunale di Livorno (Sezione Penale), ha assolto Lenny Bottai, Alessandro Perini (consigliere comunale di Fratelli d’Italia), Emanuel Baldini e Andrea Preziosi dal reato di partecipazione a rissa, nel corso della quale lo stesso Perini riportò lesioni personali giudicate guaribili in 8 giorni. I fatti risalgono al 31 dicembre 2019, quando i quattro si trovarono davanti al Palazzo Comunale. La dinamica di quello che accadde fu ricostruita grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze.
Come spiega nella sentenza (del 15 giugno, depositata il 14 settembre) il Giudice Martina Giorgianni, "Lenny Bottai si è avvicinato ad Alessandro Perini tirandogli due volte l’orecchio, mentre Perini ha tentato di allontanarlo spingendolo. Successivamente si sono frapposti altri soggetti (Raffaele Pandalone) per sedare gli animi. Poco dopo è sopraggiunto Emanuel Baldini (sceso da un’auto), che ha iniziato a parlare con Perini. Bottai si è nuovamente avvicinato ai due e ha colpito al viso Perini. Subito dopo, Baldini ha colpito Bottai per difendere Perini, mentre Andrea Preziosi ha tenuto a distanza Perini."
Il Giudice ha perciò sottolineato: "I fatti, così ricostruiti, non integrano la tipicità della fattispecie di cui all’art. 588 c.p. con il termine ’rissa’, c tra gruppi contrapposti, o tra una persona e un gruppo di almeno due persone, caratterizzato dall’intenzione di sopraffarsi a vicenda". E "neppure può ipotizzarsi una responsabilità di alcuno degli imputati per il reato di lesione personale in danno di Alessandro Perini".
Perini ha commemtato ieri: "Per anni ho dovuto difendermi da un’accusa infamante con la Procura di Livorno che aveva chiesto sei mesi di reclusione anche per me". E "non fu rissa, ma un’aggressione nei miei confronti."
Interpellato Lenny Bottai ha dichiarato: "A Perini piace farsi pubblicità col mio nome, ancora. Posso dire che il Giudice ha stabilito cosa io ho sin da subito ammesso, ovvero che l’ho preso per un orecchio. Questo poteva essere considerato aggressione? Forse. Bisogna dire che il processo ha preso un’altra piega, perché lui si è inventato una marea falsità che sono crollate, dalle lesioni ai 10 antagonisti, quindi In sostanza sono stato assolto. Ero solo e sono andato da lui su suo invito".
La trasformazione digitale sta cambiando le abitudini di tutti, anche dei pensionati. In provincia di Livorno sono sempre di più gli over 65 che scelgono di ricevere la pensione tramite accredito su Conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution, anziché ritirare il denaro in contanti. Un cambiamento che trova conferma anche in alcuni comuni del Livornese.
Negli uffici postali di Bibbona, Capraia isola, Cavo, Nugola, Piombino, Populonia e Quercianella Sonnino ad esempio, il 100% dei pensionati ha scelto la modalità di accredito su Conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution. La presenza della clientela allo sportello resta centrale: i cittadini continuano, infatti, a frequentare regolarmente gli uffici postali per accedere a una gamma sempre più ampia di prestazioni — dalla gestione del risparmio ai servizi di pagamento o del progetto Polis (richiesta di rilascio e rinnovo del passaporto e certificati della pubblica amministrazione) — confermando il ruolo di Poste Italiane come presidio di vicinanza e punto di riferimento quotidiano per il territorio.
La nuova familiarità con la tecnologia da parte dei meno giovani è un segnale che anche le generazioni meno digitali, con il giusto supporto degli operatori di sportello acquistano sicurezza e autonomia nella gestione dei propri risparmi. Conferma di questa evoluzione sono anche i numeri degli over 80 della provincia di Livorno che utilizzano l’app, che sono circa duemilaseicento persone. L’app di Poste Italiane è una vera e propria piattaforma integrata per l’accesso ai servizi: un percorso che aiuta le persone a essere più autonome e che accompagna anche le generazioni più mature verso un rapporto sempre più semplice e consapevole con le nuove tecnologie.
Una nuova stagione teatrale sta per prendere forma nel cuore del borgo di Castagneto Carducci. Da dicembre ad aprile, il Teatro Roma ospiterà sette appuntamenti che alterneranno musica, prosa, comicità, teatro contemporaneo e riletture dei grandi classici. Il ricco cartellone è frutto della collaborazione tra il Comune di Castagneto Carducci e la Fondazione Toscana Spettacolo. La programmazione completa verrà presentata alla cittadinanza venerdì 13 novembre alle ore 16 presso il Teatro Roma.
L’apertura della stagione si terrà domenica 13 dicembre alle ore 17 con Semplicemente Ornella, una produzione della Fondazione ORT con il Quintetto di Ottoni dell’Orchestra della Toscana e voce solista, su arrangiamenti originali di Demetrio Bonvecchio dedicati al repertorio di Ornella Vanoni. Il secondo appuntamento, sabato 16 gennaio alle ore 21, vedrà protagonista Dario Ballantini (foto) con Le voci dei cantautori, uno spettacolo acustico tra musica dal vivo e imitazioni per omaggiare quindici icone della canzone d’autore italiana, accompagnato da Nino Pellegrini, Stefano Franceschini e Andrea Garibaldi.
Il 13 febbraio alle ore 21 sarà la volta di Maria Cassi e Leonardo Brizzi in E lasciatemi divertire! – Un omaggio a Paolo Poli (Teatro Popolare d’Arte), varietà contemporaneo che ne celebra lo spirito libero nel decennale della scomparsa. Venerdì 26 febbraio alle ore 21 andrà in scena Moby Dick – Di natura, balene, lotte e destini, produzione Catalyst diretta da Riccardo Rombi, preceduto la mattina alle 10.30 da una matinée gratuita riservata agli studenti dell’Istituto Comprensivo “Giosuè Borsi”.
Il cartellone proseguirà a marzo con Adamo vs Eva – Storia di una mela andata di traverso, in scena sabato 6 alle ore 21 per la regia di Simone Martini. Il 20 marzo, Barbara Foria porterà sul palco il monologo Basta un filo di rossetto, bilancio ironico sulle contraddizioni del presente. A chiudere la stagione, venerdì 9 aprile alle ore 21, sarà la compagnia KanterStrasse con I Promessi Sposi – Providence, Providence, Providence, un’originale rilettura del romanzo manzoniano in stile graphic novel.
Sul passaggio dei consiglieri Alessio Lampredi e Roberta Ferretti dal Gruppo Misto al gruppo rappresentato dalla lista civica Roberto Testa Sindaco, interviene lo stesso Roberto Testa. Che spiega: "In realtà i consiglieri Lampredi e Ferretti operano da tempo nel Gruppo Misto in netta polemica con la lista civica Rosignano nel Cuore nella quale erano stati eletti. Le motivazioni del primo passaggio sono state ripetutamente espresse dagli interessati. In particolare essi sostengono che la lista cosiddetta “civica” Rosignano nel Cuore non lo sia poi così definitamente, e questo per una serie di motivi tra cui, per dirne una, aver tenuto le riunioni nella sede di Rifondazione Comunista. Ma il motivo piu’ rilevante riguarda proprio quel programma a cui avevano aderito e che, a loro avviso, e’ stato travisato e non seguito (opinione che noi condividiamo in tutto e per tutto). Lampredi e Ferretti hanno ripetutamente definito chi governa “giunta delle tasse”. Infatti le tasse che il programma doveva ridurre, sono aumentate (TARI, tassa di soggiorno, addizionale comunale). La rivoluzione copernicana della gestione della cultura in discontinuita’ con le abitudini del passato, tanto sbandierata in campagna elettorale e rilevante punto di programma, si e’ arenata su manifestazioni dai costi altissimi con ritorni modesti (per fare un esempio la mostra Fuksas Paladino: 250.000 euro spesi per 1200 visitatori in 100 giorni, scuole incluse). Il Sindaco ha definito questo evento “un successo”, ma i consiglieri Lampredi e Ferretti, in linea con il nostro pensiero, ritengono sia stato un oneroso fallimento, frutto di una visione elitaria della cultura. Il programma rifiuti zero, cardine del pensiero pentastellato arranca, abbandonato dalle dimissioni dell’assessore Repeti che ne era il portabandiera. .Il fatto poi che Alessio Lampredi sia stato scelto come capogruppo per il suo impegno e la sua competenza conferma, se ce ne fosse bisogno, la assoluta laicità del nostro pensiero".
L’esperienza dei Consorzi di Bonifica della Toscana protagonista di un appuntamento dedicato al tema della ricarica in condizioni controllate delle falde. Un progetto che ha preso vita a Suvereto nell’area dei Forni con ex cava di ghiaia lungo il fiume adattate per creare laghetti in caso di piene del fiume. L’acqua invece di correre verso il mare si ferma e si infiltra facilmente nella falda grazie allo strato ghiaioso.
Il presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, Francesco Filippi, ha partecipato per Anbi Toscana al workshop da titolo, appunto, “La ricarica in condizioni controllate delle falde in Italia: bilancio e prospettive a dieci anni dall’entrata in vigore del D.M. 100/2016”, che si è tenuto a Piacenza nell’ambito di Geofluid 2026.
Il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa è stato capofila del progetto europeo Life Rewat, un’iniziativa dedicata alla gestione sostenibile delle risorse idriche nella bassa Val di Cornia. Filippi ha preso parte al panel di discussione conclusivo, dedicato al tema “Dalla sperimentazione all’applicazione: superare le barriere e aprire nuove prospettive per l’attuazione degli interventi di ricarica in condizioni controllate delle falde”, moderato da Stefania Da Pelo (Università degli Studi di Cagliari e Comitato Italiano dell’International Association of Hydrogeologists). Al confronto hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, del Consiglio Nazionale dei Geologi, della Regione Emilia-Romagna, di Ispra e dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Il workshop, organizzato dall’Istituto di Produzioni Vegetali della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito del progetto europeo Prima Investwater, e aperto da Rudy Rossetto della Scuola Superiore Sant’Anna, ha fatto il punto della situazione a dieci anni di applicazione del D.m. 100/2016, che ha definito i criteri per l’autorizzazione alla ricarica in condizioni controllate dei corpi idrici sotterranei. Nonostante il crescente interesse infatti, la realizzazione degli impianti e l’applicazione del decreto sono rimaste finora molto limitate. Ad oggi risultano soltanto due impianti autorizzati ai sensi del D.m. 100/2016, mentre gli altri interventi mantengono carattere sperimentale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità dei procedimenti autorizzativi, ai requisiti di caratterizzazione e monitoraggio, alla tutela della qualità delle acque sotterranee e alle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Il confronto tra ricercatori, amministrazioni pubbliche, gestori e professionisti ha puntato a inquadrare le difficoltà presenti nel trasformare le sperimentazioni in infrastrutture operative più semplici da realizzare.
La campagna del pomodoro si chiude con un risultato importante per lo stabilimento Italian Food, che registra i volumi più alti di pomodoro biologico trasformato da fresco. L’azienda conferma l’importanza strategica del biologico e di nuovi prodotti all’interno della propria offerta, con l’obiettivo di rafforzare la propria competitività anche a livello internazionale.
La campagna 2026 del pomodoro da industria in Italia si è confrontata con svariate criticità strutturali, tra cui le anomalie climatiche e la costante pressione sui costi dell’energia e delle materie prime. In questo scenario, la forza della filiera locale e la pianificazione agronomica di Petti hanno tutelato le rese, garantendo il ritiro della materia prima alla parte agricola e il completamento dei programmi di produzione insieme ad un elevato numero di occupati stagionali.
"Questo risultato conferma la validità del percorso intrapreso - ha detto Pasquale Petti, amministratore unico di Italian Food - in un contesto di mercato complesso, in cui altre realtà del settore seguono percorsi diversi, continuiamo a credere nel valore di questo segmento, pur a fronte di costi e processi di lavorazione più onerosi, con l’obiettivo di offrire ai consumatori una gamma di referenze innovative, che affianca le linee biologiche a quelle convenzionali. È nata così la scelta di introdurre il formato della Passata extrafine di pomodoro toscano ’Il Delicato’ e delle nuove Salse Pronte di datterini e ciliegini – senza zuccheri aggiunti – nella bottiglia da 250g per ridurre gli sprechi e garantire un’elevata qualità".
Grave incidente stradale ieri a Collesalvetti in via Europa, dove si è verificato uno scontro tra una moto e un furgone. Sono stati soccorsi e successivamente trasportati in ambulanza all’ospedale Cisanello di Pisa due feriti: si tratta di un ventenne e un diciannovenne, che erano in sella alla moto. Sono arrivati al pronto soccorso di Cisanello in codice rosso.
Un altro grave incidente è accaduto sempre ieri sulla strada di grande comunicazione Fipili, nel pomeriggio all’altezza dell’uscita per Lavoria, in direzione Livorno, non lontano dall’uscita di Vicarello. Un uomo di 65 anni, che era bordo di un’auto, è stato portato in codice rosso all’ospedale di Cisanello. L’automobilista è rimestato schiacciato con il suo mezzo tra un camion e il guardrail.
Sono intervenuti oltre ai soccorritori del 118, anche i vigili del fuoco per estrarre il ferito dalla vettura. Mentre procedevano le operazioni di soccorso, la Polizia Stradale ha messo in sicurezza il tratto di FiPiLi dove si è verificato l’incidente. Inevitabile la formazione di un serpentine di auto di chilometri, che si è lentamente messo in moto solo dopo l’evacuazione del ferito, perché la strada è stata riaperta alla circolazione e solo su una corsia, prima che fosse ripristinata tutta la carreggiata al termine dei rilievi e della rimozione di entrambi i mezzi incidentati.
Il Consiglio Comunale, ha approvato, su proposta dell’assessora al Bilancio e Finanze Viola Ferroni, una modifica al Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico degli esercizi di somministrazione. Il provvedimento consente, attraverso una procedura semplificata, il passaggio dalle concessioni temporanee della sede stradale, comprese le aree destinate alla sosta e al parcheggio, a concessioni permanenti.Le istanze andranno presentate escusivamente sul portale dello Sportello Unico Attività Produttive usando specifica modulistica.
Il Comune di Livorno ha partecipato all’Internet Festival di Pisa, portando la propria esperienza e presentando le prime attività di sperimentazione sull’uso dei dati per conoscere il territorio, comprenderne i cambiamenti e programmare servizi sempre più vicini ai bisogni dei cittadini. L’Amministrazione è stata invitata a presentare le proprie progettualità nell’ambito dell’incontro ’Urban Data Intelligence #4ALL’, alla Scuola Normale Superiore. A rappresentare il Comune c’era anche l’assessore alla Transizione Digitale Michele Magnani.
Offrire un aiuto qualificato per le famiglie e le piccole e medie imprese che si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà finanziaria. È questo l’obiettivo del nuovo Centro di Ascolto che sorgerà all’Isola d’Elba, la cui istituzione sarà ufficializzata oggi a Portoferraio, durante il convegno “Sovraindebitamento e tutela del territorio: il ruolo dell’Occ al servizio di cittadini e imprese”.
L’evento si terrà a partire dalle ore 10.30 nella Sala Consiliare del Palazzo comunale (Via Garibaldi n. 17) e culminerà alle ore 12 con la presentazione e la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, il Comune di Portoferraio e l’Ordine Professionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Odcec) della Provincia di Livorno per il Centro di Ascolto.
Il Centro di Ascolto Questo nuovo servizio metterà a disposizione supporto gratuito, informazione e assistenza qualificata a famiglie e piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria, per facilitare l’accesso agli strumenti legali previsti per la risoluzione del sovraindebitamento: nel concreto chi si trova in una situazione finanziaria critica potrà avere gratuitamente un colloquio con un professionista per capire se possono essere attivate le procedure prevista dalla Legge.
Come previsto dal Protocollo, il Comune di Portoferraio metterà a disposizione un proprio locale, con cadenza quindicinale (o in base alle necessità), per ospitare fisicamente il Centro. L’Ordine dei Dottori Commercialisti (Odcec) garantirà la presenza di professionisti volontari che forniranno informazioni gratuite sugli strumenti operativi disponibili, assisteranno gli utenti nella compilazione delle schede informative e li indirizzeranno verso l’Organismo di Composizione della Crisi (Occ) della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
L’Amministrazione Comunale di Livorno, secondo Forza Italia, "ha ridotto progressivamente il suo contributo al Conservatorio Statale Pietro Mascagni di Livorno, che per il 2025 è stato di soli 50mila euro e per il futuro calerà a 20mila euro. Il fatto che il Mascagni sia diventato statale, non è un alibi per il disimpegno del Comune da una Istituzione Universotario così prestigiosa. Di fatto in questo modo si mette fuori dal suo Cda".
A spiegare la situazione ieri sono stati la onorevole Chiara Tenerini, Elisa Amato e Alessandro Guarducci di FI. Hhanno anche annunciato una mozione, dello stesso Guarducci in Consiglio Comunale, per chiedere che "nel prossimo bilancio di previsione sia previsto lo stanziamento non inferiore a 100.000 euro da destinare al sostegno delle attività culturali, artistiche, didattiche, progettuali e di funzionamento del Mascagni, che non trovano integrale copertura nei trasferimenti statali" e "di definirne d’intesa con il Conservatorio, le modalità di uso".
Guarducci ha ricordato un passaggio della mozione: "La Convezione allegata al decreto di statalizzazione del Mascagni, ha previsto per la Provincia di Livorno l’impegno a garantire gratuitamente l’uso di Palazzo della Gherardesca per 99 anni e 150mila euro l’anno per i costi di funzionamento e gestione degli spazi. E per il Comune per il triennio 2022-24 un contributo annuo di 320mila euro sempre per i costi di funzionamento e gestione. E nulla impone al Comune la progressiva diminuzione del proprio sostegno".
Tenerini e Amato hanno sottolineato: "Il Comune non si può giustificare tirando il ballo i tagli del Governo".
Il Sindaco Salvetti interpellato ha replicato: "La statizzazione del 2023 ha consentito al Mascagni di avere dallo Stato le risorseper garantirsi stabilità fino a crearsi un avanzo di amministrazione che nel 2026 è arrivato a 6 milioni di euro. Avanzo in parte vincolato per straordinaria manutenzione e PNRR. Ciò è un elemento di solidità per l’Istituto. Quindi in una situazione di tagli del Governo al nostro bilancio, le risorse le dobbiamo indirizzare alle situazioni culturali che senza andrebbero in crisi. Quali? La facoltà di logistica, il Festival Mascagnano, le associazioni dei teatri più piccoli. E visto che negli ultimi 6 anni abbiamo destinato al Mascagni 2 milioni, ci meriteremmo di restare nel suo Cda".
Creatività, luogo di aggregazione, serate al cinema e teatro a Cecina. "Siamo in attesa di completare le iscrizioni, affrettatevi, poi comunicheremo la data dell’open day e inizieranno le nostre numerose attività". Sono i responsabili dell’unità pastorale Collemezzano San Pietro in Palazzi che all’oratorio delle due frazioni, punto di riferimento per intere generazioni di giovani ed adulti, stanno organizzando "la crew dell’oratorio 2026/27" per ragazzi e ragazze da 13 a 17 anni ed oltre.
In programma attività sportive amatoriali, pizzate, tornei e giochi ludici vari, gite fuori porta, cinema, teatro, attività formative sociali, momenti di riflessione e condivisione, incontri con autori di libri, poeti e docenti. "E molto altro che emergerà dalle proposte dei presenti"- chiude il comunicato degli organizzatori di San Pietro in Palazzi.
Per informazioni ed iscrizioni gratuite contatti con don Davis Emeanuli parroco 333 /9328257, Emiliano Costagli 33 9/3286838, Giusi Giachi 339 /2609558, Fabio 340 /9758768. L’oratorio di San Pietro in Palazzi, struttura ampia facile da raggiungere fra le abitazioni del posto, creato a suo tempo da Mons. Pietro Parducci è sempre stato sede di importanti attività sociali che oggi vogliono essere incrementate. Nella foto Emiliano Costagli e don Davis Emeanuli.
Un milione di euro per sostenere i costi di funzionamento e manutenzione degli impianti sciistici nel biennio 2026-2027 e altri 500mila euro per investimenti destinati all’ammodernamento e alla sicurezza. La Regione Toscana mette sul tavolo complessivamente 1,5 milioni di euro per sostenere le imprese che gestiscono i comprensori sciistici regionali, tra cui quello dell’Amiata grossetana.
La Giunta regionale ha approvato i criteri per due misure di finanziamento rivolte alle micro, piccole e medie imprese che operano nei comprensori dell’Amiata, della Garfagnana, della Montagna Pistoiese e di Zeri. I contributi potranno coprire fino all’80% delle spese ammissibili. "Mettiamo a disposizione del sistema neve - dichiara il presidente della Regione Eugenio Giani - un milione di euro per le spese di funzionamento e manutenzione degli impianti nel 2026 e 2027 e altri 500mila euro per gli investimenti, assicurando contributi fino all’80% delle spese ammissibili".
La prima misura dispone di un milione di euro, suddiviso in 500mila euro per ciascun anno. Le risorse serviranno a coprire costi per il personale, l’energia, la manutenzione e i servizi necessari al funzionamento degli impianti. Per questo intervento saranno ammissibili le spese sostenute dal primo ottobre 2026 al 30 aprile 2027.
Altri 500mila euro saranno destinati agli investimenti nel 2026, con contributi in conto capitale per interventi di ammodernamento degli impianti e delle attrezzature di servizio, con particolare attenzione alla sicurezza e alla fruibilità delle strutture non di proprietà pubblica. "I comprensori sciistici sono una componente importante dell’economia e dell’attrattività dei territori montani – afferma l’assessore regionale Leonardo Marras –. Sostenerli significa supportare le imprese, il lavoro e il turismo".
Per l’Amiata, dove il sistema degli impianti rappresenta una risorsa per l’economia locale e per l’offerta turistica invernale, le misure potranno offrire un sostegno ai gestori chiamati a garantire manutenzione, sicurezza e continuità del servizio. I criteri approvati dalla Giunta saranno ora tradotti nei bandi attuativi, che definiranno requisiti, modalità e scadenze per la presentazione delle domande. Solo dopo la pubblicazione dei bandi le imprese interessate potranno conoscere nel dettaglio le procedure per accedere ai contributi.
Sono stati premiati i bagnini meritevoli che si sono distinti durante la stagione balneare 2026. Alla presenza del vicesindaco Luigi Coppola, dell’assessore al Turismo Satya Ferraris, del comandante della Capitaneria di porto Marco Merico, del Luogotenente Giuseppe Di Mauro, del rappresentante dell’Autorità Portuale Stefano Bianco e del presidente del Consorzio Balneari Fabrizio Lotti, sono stati consegnati i riconoscimenti ai bagnini che, con professionalità, attenzione e prontezza di intervento, hanno contribuito a garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti lungo il litorale piombinese.
"Con questa premiazione vogliamo esprimere il ringraziamento della città a chi, durante tutta la stagione estiva, svolge un servizio fondamentale per la sicurezza delle nostre spiagge – dichiarano il vicesindaco Luigi Coppola e l’assessore al Turismo Satya Ferraris –. Quello dei bagnini è un lavoro che richiede preparazione, responsabilità e attenzione costante: saper riconoscere un pericolo e intervenire tempestivamente può fare la differenza. Il Piano collettivo di salvamento di Piombino funziona grazie sulla collaborazione tra Comune, Capitaneria di Porto, Autorità di Sistema Portuale e Consorzio Balneari".
Nella sala del Centro Culturale Le Creste di via della Costituzione a Rosignano Solvay sta per arrivare l’Open Day dedicato alla presentazione dei percorsi proposti che saranno proposti dai servizi culturali del Comune di Rosignano Marittimo durante l’anno scolastico appena cominciato, ovvero il 2026 - 2027. L’appuntamento è in agenda per il 21 ottobre dalle ore 16.30 alle ore 18.30. Le proposte arriveranno dall’Archivio Storico, dalla Biblioteca comunale (sede alle Creste), dal Museo Civico Archeologico ’Palazzo Bombardieri’ (che ha sede in via del Castello a Marittimo), dalla Virgola Centro per l’Arte di Piazza della Vittoria a Castiglioncello (di recente ristrutturata e inaugurata in agosto) dal dal Cea - Centro di Educazione ambientale. I percorsi saranno a cura di Coop. Itinera - Cristoforo, Coop. Microstoria, Coop. Pleiades e associazioni Cisv Ets Comitato Tutela Secche di Vada.
Livorno, 13 ottobre 2026 – Crociere, Livorno si sta imponendo come uno degli scali più importanti del paese con oltre 800mila passeggeri. Il 2026 per le crociere ha segnato un nuovo anno da record e in vista della XIII edizione dell’Italian Cruise Day che si terrà il 23 ottobre a Livorno Risposte Turismo ha anticipato alcuni dati nazionali e locali di cui è bene tener conto. Come dicevamo infatti il 2026 ha alzato ulteriormente l’asticella, basti pensare che nel solo trimestre estivo oltre 6.1 milioni di passeggeri hanno transitato attraverso i portii italiani, un’incremento del 4.5% rispetto al 2025. A crescere sono state anche le toccate nave arrivate a toccare quota 2.314 (+14.9%). Ritmi quelli registrati nel corso dell’anno che hanno portato Risposte Turismo a stimare un totale di 15.4 milioni di passeggeri movimentati entro la fine dell’anno. E Livorno in questo quadro come si inserisce? Ebbene lo scalo labronico non ha certo i numeri di Civitavecchia che ha già movimentato ben 3.7 milioni di passeggeri, ma è uno dei porti ad aver registrato i maggiori incrementi se si guarda al periodo estivo. Nei mesi di giugno, luglio e agosto infatti da Livorno sono transitati ben 360.427 passeggeri (+ 37% rispetto al 2025), se invece osserviamo i dati dall’inizio dell’anno i passeggeri movimentati sono addirittura 815mila (+4.7% sul 2025), basti pensare che in totale la Toscana ne ha registrati 875mila. A crescere in città non sono stati solo i passeggeri ma anche le toccate nave arrivate a quota 421 (+14.1% rispetto al 2025), è bene ricordare in questo senso che non sono solo le presenze dei crocieristi a generare un indotto economico, ma anche gli stessi attracchi dal momento che richiedono servizi che generano a loro volta guadagno. Il dato più significativo emerso dalle anticipazioni di Risposte Turismo riguarda però quello che nel settore viene chiamato “portafoglio clienti”, ovvero il numero di compagnie che attraccano in un porto. Ebbene in questa specifica categoria Livorno si è piazzata al primo posto nazionale insieme a Civitavecchia, dal momento che il 63% delle compagnie attive in Italia fa scalo proprio in città. L’appuntamento del 23 ottobre rappresenterà quindi l’occasione per approfondire l’apporto del comparto crocieristico all’economia cittadina e per cercare nuove soluzioni anche sul tanto dibattuto aspetto ambientale.
A scrivere alla nostra redazione sono alcuni abitanti di via di Salviano, via della valle Benedetta e via dei Pelaghi. La zona in questione è stata particolarmente attenzionata da ladri di “ultima generazione”. Decine di auto rovistate all’interno senza segni evidenti di effrazione. Tecniche moderne che permettono di aprire i veicoli senza spaccare vetri e forzare serrature per raccogliere magari pochi spiccioli lasciati sul cruscotto. I cittadini attraverso questo appello chiedono sicurezza e controllo da parte delle autorità competenti per arginare il problema.
L’attore Giacomo Moscato e il musicista Paolo Tenerini portano a Livorno lo spettacolo dedicato al Santo Patrono d’Italia
Sabato 17 ottobre, alle ore 21.15, al Cinema Teatro Salesiani di Livorno, andrà in scena “San Francesco – Il Cantico” con Giacomo Moscato e Paolo Tenerini. Lo spettacolo, attraverso una narrazione emozionale immersiva di grande impatto, racconterà la storia e l’opera di Francesco d’Assisi alternando alcune tra le canzoni più belle a lui dedicate (quelle composte da Angelo Branduardi per l’album “L’infinitamente piccolo” e quelle composte appositamente da Riz Ortolani e Claudio Baglioni per il film “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli).
LO SPETTACOLO: Nell’800° anniversario della morte di San Francesco, questo spettacolo ripercorre la vita del santo patrono d’Italia dalla sua nascita alla sua santificazione, passando per tutti gli episodi che hanno reso unica e inimitabile la sua agiografia: la giovinezza scapestrata, la conversione, i primi seguaci, l’accettazione della regola, i miracoli, il viaggio presso il sultano, l’eremitaggio, le stigmate, fino alla stesura della prima preghiera-poesia in volgare della Storia della Letteratura italiana, “Il cantico delle creature”. Di quest’ultima opera, viene proposta una esegesi emozionale mirata a spiegare il testo, ma, allo stesso tempo, a trasmettere le emozioni e i significati più nascosti di un documento letterario (oltre che religioso) di eccezionale importanza. I biglietti, al costo di € 10,00, sono già disponibili in prevendita online su Liveticket (link: http://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=701585)
Fondatore nel 1994 del laboratorio teatrale “Ridi Pagliaccio” a Grosseto Giacomo Moscato specializzato in storytelling teatrale monologhi e conferenze emozionali ha all’attivo oltre 1300 spettacoli portati in scena, su Dante, Omero, Dickens, Boccaccio. Laureato in Lettere Moderne, insegna Letteratura, Storia del cinema teatro e Puplic speaking al Liceo Internazionale Fossombroni a Grosseto.
Paolo Tenerini è un musicista cantante grossetano, ha fondato una delle prime Genesis tribute band in Toscana ancora molto attiva. Nel 2018 diventa Frontman e cantante solista del gruppo genovese Real Dream e Nel 2022 ha pubblicato il singolo “Chiedimi come mai”, ballata intima, quasi un sussurro d’amore e nostalgia. Fortunate collaborazioni come quella con Daniele Sgherri ( per lo spettacolo “Grazie, Lucio!” dedicato a Battisti) lo portano costantemente in teatro con i brani di Branduardi, Morandi, Mogol, De Gregori e Battisti.
PISA – È stato inaugurato questa mattina il nuovo terminal Arrivi dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, primo intervento del più ampio progetto di ampliamento e riqualificazione dello scalo. Alla cerimonia hanno partecipato il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, gli assessori regionali Filippo Boni, Alberto Lenzi e Alessandra Nardini, il sindaco di Pisa Michele Conti, gli europarlamentari Susanna Ceccardi e Dario Nardella, il direttore generale di Enac Fabio Nicolai, il comandante della 46ª Brigata Aerea, colonnello Fabio De Michele, il CEO di Corporacion America Martin Eurnekian, il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai e l’amministratore delegato Roberto Nardi.
Nel corso dell’evento è stato trasmesso anche un videomessaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La cerimonia si è conclusa con l’esibizione a sorpresa del tenore Andrea Bocelli, che ha interpretato l’inno di Mameli e Con te partirò.
Giani: «Pisa e Firenze insieme fanno sistema»
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato il valore strategico della nuova infrastruttura per lo sviluppo del sistema aeroportuale regionale e per il rafforzamento dei collegamenti internazionali.
“Un obiettivo raggiunto- ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani-Questo nuovo terminal esalta la vocazione di Pisa per i voli intercontinentali ed apre grandi prospettive per la Toscana, perché conferma la scelta di Firenze come city airport e Pisa come perno dei collegamenti dalla Toscana verso gli altri continenti”. “Pisa e Firenze insieme fanno sistema ed è un sistema vincente – ha aggiunto- anche perché se Pisa e Firenze non lavorassero insieme, il traffico aereo della Toscana centrale si indirizzerebbe verso Bologna. Oggi è una giornata di festa per cui ringrazio Toscana Aeroporti e Corporacion America. Sentiamo la necessità di fare sempre più sistema tra Pisa, Firenze e anche l’isola d’Elba, perché una realtà complessa e dinamica come la Toscana, che anche solo per turismo vede oltre 50 milioni di presenze l’anno, ha bisogno di aerostazioni moderne e in sinergia tra loro. Avevamo detto ‘prima Pisa’ ed è stato, ora tocca a Firenze. Un gioco di squadra che vogliamo continuare a perseguire”.
Nel quadro della strategia aeroportuale toscana, il nuovo terminal rappresenta quindi una prima tappa del percorso di ammodernamento delle infrastrutture regionali, in vista anche degli interventi previsti per lo scalo fiorentino.
Boni: «Un momento cruciale per la strategia aeroportuale»
L’assessore regionale ai Trasporti Filippo Boni ha evidenziato l’importanza dell’intervento, collegandolo alla crescita dei flussi di passeggeri e al più ampio programma di sviluppo degli aeroporti toscani.
“Oggi è un momento cruciale per la strategia aeroportuale toscana, ma anche nazionale – ha aggiunto l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni- Inauguriamo una nuova struttura che fa parte di un grande progetto di ampliamento dell’aerostazione. Siamo felici che il cronoprogramma dei lavori possa procedere al meglio e ricordiamo che questo riguarda un progetto strategico che abbraccia tutta la Toscana, anche Firenze. Stiamo andando verso numeri record per quanto riguarda i passeggeri che arrivano e ripartono dalla Toscana ogni anno, grazie anche al grande richiamo turistico, culturale e industriale che questa terra ha ormai da moltissimo tempo. Nel contempo c’è anche un progetto di ampliamento aeroportuale che riguarda Firenze, al quale guardiamo con grande attenzione e che seguiamo quotidianamente”.
Una nuova struttura da 7.100 metri quadrati
Il nuovo terminal Arrivi si sviluppa su una superficie di circa 7.100 metri quadrati ed è progettato per garantire l’autonomia energetica attraverso un impianto fotovoltaico da 300 kW.
Dopo l’inaugurazione prenderanno avvio le attività di collaudo necessarie alla successiva entrata in esercizio della struttura. Una volta conclusa questa fase, tutti i flussi in arrivo saranno trasferiti nel nuovo terminal, mentre l’edificio attuale sarà destinato esclusivamente alle Partenze. La separazione dei due flussi consentirà così di distinguere le aree dedicate ai passeggeri in arrivo da quelle riservate a chi deve imbarcarsi.
Il piano di riqualificazione: investimento da 80 milioni
Il programma di ammodernamento del Galilei proseguirà con la ristrutturazione degli spazi attualmente utilizzati per gli Arrivi, pari a 1.580 metri quadrati al primo piano, e delle aree Partenze, che occupano 3.680 metri quadrati al piano terra. Tra gli interventi previsti figura anche un significativo ampliamento della hall d’imbarco Extra Schengen.
Al completamento dei lavori, l’intero aeroporto raggiungerà una superficie complessiva di 50.600 metri quadrati, con un incremento del 28% rispetto alla configurazione precedente. L’investimento complessivo ammonta a 80 milioni di euro e porterà la capacità dello scalo a un volume compreso tra 6 e 7 milioni di passeggeri all’anno.
Fino al 26 ottobre è possibile presentare domanda di beneficio tramite l’applicativo regionale dedicato
Con provvedimento dirigenziale regionale n.19629 del 03/09/2026, è stata riaperta, dalle ore 9 del 12 alle ore 18 del 26 ottobre 2026, la possibilità di presentare nuove richieste per il beneficio “Nidi Gratis”. La domanda può essere presentata esclusivamente mediante l’accesso all’applicativo regionale dedicato, disponibile al link www.regione.toscana.it/scuola/app-NidiGratis.
Termine ultimo per l’invio: alle ore 18.00 del 26 ottobre 2026 l’accesso e l’operatività dell’applicativo regionale saranno definitivamente interrotti; non sarà pertanto più possibile presentare o modificare le domande.
Esito della domanda. Le modalità e le tempistiche di approvazione delle domande e di assegnazione del contributo saranno comunicate dalla Regione Toscana secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico.
Con “Nidi Gratis” la Regione Toscana ha introdotto, grazie al contributo del Fondo Sociale Europeo, la gratuità dei nidi di infanzia per una vasta platea di beneficiari. L’obiettivo è coniugare l’elevata qualità dei servizi educativi regionali con una più ampia accessibilità da parte delle famiglie. I nidi rappresentano infatti uno dei pilastri della conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa: favoriscono la maggiore partecipazione dei genitori (soprattutto delle donne) al mercato del lavoro riducendo il rischio di povertà durante l’intero arco della vita, consentono una maggiore inclusione sociale a tutti i componenti della famiglia e migliorano le opportunità per i figli. Possono accedere a questi benefici regionali i nuclei familiari con ISEE fino a 40 mila euro con bambini e bambine fino a 3 anni di età e residenti in Toscana. Lo sconto regionale si applica alle famiglie a cui viene assegnato, per la quota che eccede il contributo rimborsabile da INPS, fino ad un massimo di € 527,27 per ciascuna mensilità, fino al luglio 2027.
Si ricorda che la Regione Toscana garantisce la riduzione delle rette/tariffe oltre che per la frequenza dei nidi d’infanzia, anche per la frequenza dei servizi integrativi, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare, fino ad un importo massimo di € 527,27.
È stato inoltre attivato un servizio di assistenza alla compilazione delle domande a cui ci si può rivolgere chiamando il numero 0586/820625.
Comunicato stampa a firma Garante dei Detenuti del Comune di Livorno Marco Solimano
“Già da tempo esprimiamo forte preoccupazione per la situazione venutasi a creare dopo l’apertura di uno dei due padiglioni ristrutturati. Preoccupazioni condivise dal Garante Regionale, Giuseppe Fanfani, che in una sua recentissima visita presso la Casa Circondariale di Livorno, accompagnato anche da due Consiglieri Regionali, esattamente l’8 ottobre, ha potuto constatare le numerose criticità che insistono sull’Istituto di pena.
Il quadro che emerge restituisce l’immagine di un sistema in forte affanno, condizionato da un sovraffollamento cronico, da importanti carenze negli organici della Polizia Penitenziaria e da criticità strutturali che incidono quotidianamente sulla dignità della pena e sulla sicurezza dell’Istituto.
A Livorno ci troviamo di fronte al paradosso di interventi edilizi recenti che, pur sanando situazioni fatiscenti, nascono già ciechi rispetto alla necessità di spazi di socialità fondamentali per qualsiasi percorso rieducativo. L’effetto benefico derivante dalla inaugurazione del nuovo padiglione è stato subito annullato dalla ingente mole di nuovi ingressi, fra cui quasi cento provenienti da Sollicciano, a seguito del sequestro da parte della autorità giudiziaria di sette padiglioni.
Il tasso di sovraffollamento, all’interno delle sezioni di media sicurezza, sfiora il 150%, e questo determina inevitabilmente forti tensioni all’interno dei reparti che sempre più sfociano in eventi critici ed aggressioni oltre che a limitare in maniera rilevante l’accesso a percorsi trattamentali.
Senza un profondo ripensamento della gestione dei flussi tra gli istituti la tenuta dei diritti fondamentali e della sicurezza all’interno della Casa Circondariale resta pericolosamente a rischio.
Soprattutto in previsione, entro la fine dell’anno, della apertura del secondo padiglione ristrutturato che, se seguirà le logiche utilizzate per il primo padiglione, ospiterà nell’Istituto livornese ulteriori altri duecento detenuti se non oltre.
Per questo alcune decine di agenti di polizia penitenziaria a breve arriveranno nella nostra città senza poter contare su una dignitosa accoglienza in caserma considerando che la stessa, da oltre 15 anni, è abbandonata ed in attesa di ristrutturazione se non per un unico piano. Su questo recentemente un sindacato di polizia penitenziaria ha incontrato il Sindaco di Livorno che ha ben compreso la delicatezza e la pregnanza delle questioni rappresentate tanto da indurlo a chiedere con urgenza al Prefetto una riunione del Cosp. Ma inaspettatamente e con grande stupore il Prefetto non ha aderito alla richiesta di convocazione del tavolo.
Ma nonostante l’occasione perduta il Garante ed il Sindaco assumeranno nei prossimi giorni una propria iniziativa nei confronti del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione della giustizia per aprire un tavolo di riflessione comune, fatte salve le prerogative di ciascuno, sulla Casa Circondariale di Livorno e sui percorsi che al meglio possano garantire la costruzione di occasioni ed opportunità che possano consentire una elaborazione delle scelte negative ed antisociali del passato e di conseguenza limitare il tasso di recidiva una volta rientrati nella società esterna”.
Pescara – Il presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha ricevuto a Pescara il riconoscimento “Ciattè d’Oro”, assegnato nell’ambito della tradizionale manifestazione che celebra le personalità distintesi per la propria attività professionale e per il contributo offerto alla città.
Il premio valorizza il percorso professionale e istituzionale di Petri, maturato nel corso degli anni attraverso diversi incarichi di responsabilità e oggi proseguito alla guida dell’Associazione dei Porti Italiani.
Nel suo ruolo alla presidenza di Assoporti, Petri è impegnato nella valorizzazione della portualità nazionale e nella promozione del suo ruolo strategico per l’economia e la competitività del Paese.
Commentando il riconoscimento ricevuto, il presidente di Assoporti ha espresso gratitudine per il premio e per il legame con il territorio pescarese.
«Ricevere questo riconoscimento dalla città di Pescara rappresenta per me motivo di grande orgoglio e, soprattutto, di profonda gratitudine – ha dichiarato Petri –. È un premio che sento particolarmente vicino per il legame con questa terra e che considero anche uno stimolo a continuare a mettere esperienza e impegno al servizio delle istituzioni e delle realtà che ho l’onore di rappresentare».
MILANO – Moby, Tirrenia e Toremar si preparano a partecipare al TTG, la grande fiera italiana dedicata al turismo, per presentare il proprio network di collegamenti marittimi verso Sardegna, Corsica, Isola d’Elba e Arcipelago Toscano, insieme all’offerta di servizi a bordo.
Mentre prosegue la coda della stagione estiva 2026, sono già aperte le vendite per i collegamenti da e per Sardegna e Corsica fino alla fine di settembre 2027. I biglietti sono acquistabili anche attraverso il sito ufficiale Moby.it.
Le rotte delle compagnie rappresentano un percorso attraverso alcune delle principali destinazioni turistiche e balneari del Mediterraneo, con una proposta che punta a integrare il viaggio marittimo nell’esperienza della vacanza.
Sardegna, collegamenti attivi tutto l’anno
Tra le principali rotte figura la Livorno-Olbia, operativa durante tutto l’anno con partenze diurne e notturne in entrambe le direzioni. Il servizio è affidato a Moby Fantasy e Moby Legacy, le due ammiraglie della flotta, descritte come i traghetti più grandi ed ecologicamente sostenibili del Mediterraneo.
A bordo, i passeggeri possono usufruire di un intero ponte dedicato alla ristorazione, con preparazioni a vista, e del Wi-Fi gratuito.
È garantita per 365 giorni all’anno anche la Genova-Porto Torres, che dal 1° gennaio 2027 sarà operata da Moby. La linea prevede collegamenti notturni in entrambe le direzioni, con Moby Tommy e Moby Aki durante l’inverno e Moby Wonder e Rubattino nella stagione estiva. Tra i servizi disponibili, il Wi-Fi gratuito sarà presente a bordo di Aki e Wonder.
Prosegue durante tutto l’anno anche la Civitavecchia-Olbia, operata da Tirrenia con partenze notturne quotidiane, alle quali si aggiungono quelle diurne da giugno a settembre. Nel periodo invernale saranno impiegate Florio e Rubattino, mentre in estate Florio sarà affiancata da Moby Tommy.
Genova-Olbia, stagione estesa fino a ottobre
Sono aperte le prenotazioni anche per la Genova-Olbia, che nel 2027 conferma una stagione prolungata, dal 13 maggio al 31 ottobre, per rispondere alla domanda dei viaggiatori provenienti dal Nord Italia e dal Nord Europa.
I collegamenti notturni tra Genova e la Sardegna, in entrambe le direzioni, saranno effettuati da Moby Aki, dotata di Wi-Fi gratuito per i passeggeri, e Moby Orli, caratterizzata da ampi spazi ed eleganza.
Corsica, prenotazioni aperte per il 2027
L’offerta Moby comprende anche i collegamenti con la Corsica, destinazione raggiungibile dall’Italia attraverso le rotte della compagnia.
Per la Genova-Bastia, nel 2027 il servizio sarà attivo dal 15 maggio al 27 settembre, con partenze diurne in entrambe le direzioni affidate a Moby Wonder e Moby Aki. A bordo saranno disponibili i servizi previsti dalle due navi, compreso il Wi-Fi gratuito.
Sono aperte le vendite anche per la Livorno-Bastia, la linea più veloce tra il continente e la Corsica, che sarà operativa dal 15 maggio al 30 settembre con partenze diurne effettuate da Moby Kiss.
Sconti per chi prenota entro il 30 novembre
All’offerta per la stagione 2027 si aggiunge una promozione dedicata ai clienti Moby e Tirrenia. Chi acquista un biglietto dal 12 ottobre al 30 novembre 2026 per una partenza entro il 27 settembre 2027 può ottenere un buono sconto del 20% da utilizzare sul viaggio successivo, con partenza entro il 30 settembre 2027.
Per le rotte Genova-Porto Torres e Civitavecchia-Olbia, lo sconto sul secondo viaggio è utilizzabile per partenze comprese tra il 1° giugno e il 30 settembre 2027.
I Carabinieri della Stazione Livorno Centro hanno tratto in arresto un 23enne di origini nordafricane per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, oltre a resistenza e porto d’armi. L’operazione, scaturita da un’attenta attività di monitoraggio del centro cittadino dove era stata rilevata attività sospetta, ha condotto i militari ad indirizzare i propri sospetti sul giovane straniero. L’uomo è stato avvicinato, durante un servizio in abiti civili, in piazza Attias, mentre era fermo a bordo di uno scooter. All’atto del controllo i militari si sono qualificati e a quel punto il giovane, per sottrarsi agli accertamenti, ha lanciato il ciclomotore contro uno dei militari, dandosi alla fuga a piedi. I carabinieri si sono prontamente messi al suo inseguimento e lo hanno raggiunto e bloccato. A quel punto sono iniziate le fasi del controllo a mezzo perquisizione personale e, successivamente, domiciliare presso la sua abitazione, che hanno consentito di rinvenire in suo possesso e nella sua disponibilità 42 dosi di cocaina del peso circa 36 grammi, 130 euro in contanti e uno spray urticante a base di peperoncino, cosa, quest’ultima, che gli è valsa l’ulteriore accusa di porto di oggetti atti ad offendere. Al termine delle operazioni, il 23enne, con precedenti specifici, è stato trattenuto in caserma e, il giorno immediatamente successivo, condotto davanti all’Autorità Giudiziaria per la prevista udienza di convalida, durante la quale il Giudice gli ha applicato la misura cautelare della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Dai primi passi sotto rete alla Serie D, il Torretta Volley ha riunito le proprie squadre per salutare insieme la stagione 2026/2027. Domenica 11 ottobre, nella palestra Del Chicca, parzialmente rinnovata, atleti e atlete, tecnici, dirigenti e famiglie si sono ritrovati per una mattinata dedicata ai protagonisti dell’attività giallonera. Dodici i gruppi presentati, fra settore maschile e femminile, comprese le formazioni Etruschi: un percorso che parte dall’Under 11 e accompagna ragazze e ragazzi attraverso i campionati giovanili fino alla Prima Divisione e alla Serie D femminile. A fare da filo conduttore, il piacere di ritrovarsi in palestra e condividere l’inizio di una nuova annata sportiva.
Il significato della mattinata è andato oltre la presentazione delle rose. Al centro, il ruolo della pallavolo nella crescita dei ragazzi: imparare a rispettare compagni e avversari, affrontare insieme le difficoltà, assumersi un impegno e portarlo avanti. Valori che il Torretta coltiva con il contributo quotidiano degli allenatori e il sostegno delle famiglie. Un impegno che coinvolge entrambi i settori. Nel maschile sono stati presentati i gruppi Under 12, Under 14/15 e Under 19/Prima Divisione; nel femminile, accanto alle squadre Torretta dall’Under 11 all’Under 19, alla Prima Divisione e alla Serie D, hanno sfilato le Under 12, Under 14 e Under 17 Etruschi. Età e campionati diversi, uniti dalla volontà di crescere sul piano tecnico e di consolidare lo spirito di squadra.
La mattinata si è conclusa con i ringraziamenti ad allenatori e collaboratori, dirigenti, volontari e sponsor, che rendono possibile l’attività della società. Un grazie particolare è stato rivolto alle famiglie, al fianco dei ragazzi durante tutta la stagione. Poi l’applauso a tutte le formazioni e la foto collettiva, con l’augurio di un’annata ricca di soddisfazioni dentro e fuori dal campo.
Le squadre e gli staff tecnici
Under 11 F. Allenatore: Matteo D’Alesio. 2° allenatore: Camilla Boschetto. Rosa: Alma Acconci, Martina Audiberti, Clara Barbera, Margherita Barbieri, Olivia Brilli, Rachele Carboni, Eva Carrano, Perla Catania, Gaia Celeste, Bianca Chirici, Azzurra Costanzi, Emma Fastame, Sofia Giusti, Anita Lombardi, Noemi Luppichini, Ginevra Martelloni, Agata Nauta, Eva Palladini, Emma Salzano, Giorgia Santini, Ambra Vitale, Regina Zecchini.
Etruschi Under 12 F. Allenatore: Giorgio Superchi. Rosa: Chiara Agasi, Sara Bassini, Mia Bertini, Carolina Brilli, Beatrice Campisi, Bianca Civallero, Greta Diricatti, Ginevra Faccenda, Gemma Favorito, Chiara Giardi, Matilde Maurri, Marta Morgè, Sveva Palazzi, Bianca Scattareggia.
Under 12 maschile. 1° allenatore: Antonio Benedetti. 2° allenatore: Micol Novelli. Rosa: Ikira Jawira Aliberti Macedo, Giovanni Amato, Giorgio Bacci, Davide Bianchi, Edoardo Bini, Lorenzo Brogi, Mattia Conti, Simone D’Aprea, Francesco Di Maria, Matteo Gambacciani, Giorgio Guerri, Samuele Lenzi, Iacopo Manetti, Gabriele Maria Mencherini, Loris Peruzzi, Jacopo Pescini, Diego Pilinci, Federico Valiani, Andrea Voleri, Jimi Ye, Thomas Zanobini.
Etruschi Under 14 F. Allenatore: Massimo Masoni. Rosa: Allegra Acconci, Anastasia Azzollini, Penelope Ondina Coppola, Gemma Cozzolini, Irma Del Corona, Alessia Di Marco, Aurora Sofia Di Tanto, Livia Esposito, Olivia Grassi, Mia Machi, Aurora Maurri, Alice Parcesepe, Greta Simoni, Zoe Tonarelli.
Under 14/15 M. Allenatore: Antonio Benedetti. Preparatore atletico: Chiara Benedetti. Rosa: Francesco Bandecchi, Gabriele Brigiotti, Andrea Carocci, Enea Giuseppe D’Amore, Diego D’Osualdo, Diego Fiorillo, Cristiano Fiorini, Alessio Franceschi, Andrea Madonna, Matteo Marzi, Diego Mercedi, Riccardo Pilo, Niccolò Raspanti, Gabriele Simonetti.
Under 15 F. Allenatore: Giulia Casali. Rosa: Vittoria Agostinelli, Giorgia Bartolini, Chiara Cambi, Eleonora Di Maria, Giulia Donati, Marta Falcinelli, Emma Favini, Cecilia Ferrara, Matilde Garzelli, Nora Giari, Virginia Lenzi, Miriam Lombardi, Sara Chinwendu Nwaebo, Rebecca Petracchi, Giulia Pulcini, Giorgia Salvadori.
Etruschi Under 17 F. Allenatore: Matteo Sarti. Rosa: Giorgia Aitollo, Nicole Bevilacqua, Francesca Cambini, Eva Ceccherini, Gea Ciampini, Rosa Domenici, Ginevra Marabotti, Ginevra Scotto, Greta Scotto, Mia Stefanutti, Nathaly Ughi, Giorgia Zanni, Giulia Zini, Aurora Zuchegna, Ginevra Zuchegna.
Under 17 F. 1° allenatore: Tommaso Corrieri. 2° allenatore: Giulia Casali. Rosa: Marta Amato, Chiara Annunziata, Giulia Armadori, Eva Cavallini, Anita Caverni, Eva Chiavacci, Matilde Chirici, Stella Del Gratta, Noemi Gjoka, Margherita Lubrani, Anna Matteucci, Ambra Minuti, Chiara Salvadori, Carolina Sarti, Madì Sartorio.
Under 19 F. Allenatore: Marco Candalise. Rosa: Vanessa Afflisio, Anita Agostino, Arianna Bertini, Sara Bettinelli, Simonetta Castillo Saromo, Gioia Criminisi, Noemy Di Marco, Greta Giannelli, Rachele Pappalardo, Rebecca Petrassi, Alice Pilato, Francesca Priami, Viola Salvini.
Under 19/Prima Divisione M. Allenatore: Alessandro Peruzzi. Preparatore atletico: Chiara Benedetti. Rosa: Gabriele Casini, Massimo Aloi, Nicola Bagnoli, Christian Buti Castellini, Luca Capponi, Luigi Chen, Leonardo Nunziata, Diego Orsi, Samuele Peruzzi, Mattia Scorolli, Saverio Solari, Enrico Ugolini, Raffaele Pritelli, Fabrizio Ernesto Rocchi.
Prima Divisione F. 1° allenatore: Matteo Pucciarelli. 2° allenatore: Francesco Bigotti. Rosa: Matilde Amoruso, Chiara Belli, Elena Bernini, Alice Casu, Carolina Cingolani, Elisabetta Contini, Arianna Fantozzi, Anna Franceschi, Marta Moretti, Francesca Pini, Matilde Simonti, Elvon Salawu Sylla, Nina Verucci.
Serie D femminile 1° allenatore: Roberto Rossi. 2° allenatore: Barbara Nannicini. Rosa: Camilla Boschetto, Giulia Casali, Linda Cavallini, Aurora Colosimo, Giulia Gai, Nicole Andrea Garzelli, Alessandra Gorgoroni, Ginevra Grillo, Gaia Mauro, Alessandra Saviozzi, Chiara Turini, Letizia Vergili, Sara Vespasiani, Matilde Vianello, Francesca Villani.
Cadono ancora nel finale le Ladies Libertas Livorno, battute 79-74 sul parquet di Roseto dopo una partita combattuta fino all’ultimo, sulla falsariga di quanto accaduto all’esordio contro Campobasso. Le amaranto lottano, subiscono, rimontano e riescono anche a mettere la testa avanti, ma alla fine pagano le basse percentuali al tiro e le troppe palle perse.
Al PalaMaggetti il primo quarto è caratterizzato dall’equilibrio e da continui parziali da entrambe le parti, con le Panthers avanti 19-18 alla prima sirena. Nel secondo periodo le padrone di casa provano a prendere il largo e arrivano fino al +11, firmato da una tripla di Trucco. Le Ladies Libertas, però, non si disuniscono e dopo l’intervallo cambiano marcia, ricucendo lo strappo fino al sorpasso, firmato da una tripla di Natali all’interno di un parziale di 2-13.
La partita diventa così una continua altalena. Roseto torna avanti con due canestri della debuttante Landrum e si presenta all’alba dell’ ultimo quarto sul 60-59. La sfida prosegue punto a punto, con Livorno capace di riportarsi sul 66-70 grazie a una Cornelie in grande serata. Le Panthers reagiscono, trovano in Dotto e Clark le protagoniste del nuovo allungo e piazzano un parziale di 8-0, approfittando anche di una palla persa pesante delle ospiti.
Cornelie e Smith non si arrendono e le Ladies Libertas riescono a riavvicinarsi fino al 76-74, ma nel finale manca la precisione necessaria per completare la rimonta. Roseto si affida ancora a Landrum, che non trema nei possessi decisivi e chiude con 21 punti. Per le padrone di casa pesa anche il contributo di Reichert, autrice di 20 punti. Alle amaranto non bastano la doppia doppia di una super Cornelie, con 20 punti e 14 rimbalzi, e i 12 punti di Natali in uscita dalla panchina.
Per le Ladies Libertas resta il rammarico di una partita rimasta aperta fino agli ultimi possessi e sfuggita ancora una volta nel finale. Un aspetto sul quale le amaranto dovranno lavorare per trasformare le buone reazioni mostrate in campo in un risultato positivo.
Il tabellino: Hoppie 10, Sammartini, Cornelie 20 (14 rimbalzi), Smith 10 (10 rimbalzi), Borondy 11, Toffali 4, Natali 12, N’guessan, Poggio 2, Gilli 5. All. Andreoli.
Genova, – Prosegue il confronto con i territori in vista del nuovo Piano Regolatore Portuale. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha incontratoil Comitato Officine Sampierdarenesi e la Fondazione Primavera di Pra’, presentando le ipotesi per il futuro assetto dei porti e raccogliendo osservazioni e proposte sui temi legati al rapporto tra attività portuali, città e territorio.
La scelta dell’AdSP di coinvolgere in modo strutturato le rappresentanze civiche nella fase di elaborazione del Piano ha ricevuto l’apprezzamento dei comitati, che hanno riconosciuto il carattere innovativo di questo metodo di confronto nel panorama delle Autorità di Sistema Portuale.
Il confronto anticipa i successivi passaggi formali del procedimento e si inserisce in un processo di pianificazione fondato su studi specialistici e verifiche tecniche, economiche e ambientali. Durante gli incontri è stato illustrato anche l’iter di approvazione del nuovo PRP, che contempla due fasi di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), attraverso le quali saranno valutati gli effetti delle scelte sulle diverse componenti ambientali e territoriali. Il percorso prevede il completamento della documentazione di Piano e ambientale, la pre-adozione da parte del Comitato di Gestione e le successive consultazioni, fino all’adozione e all’approvazione definitiva.
Il momento di confronto con il comitato Officine Sampierdarenesi ha approfondito il rapporto tra attività portuali e tessuto urbano, insieme alla necessità di accompagnare lo sviluppo con interventi capaci di migliorare la qualità degli spazi di relazione. Un altro tema affrontato è stato quello della transizione energetica, interpretata dall’AdSP come una trasformazione profonda del sistema portuale: da un modello caratterizzato da una forte domanda di energia a un sistema capace di diventare esso stesso produttore e gestore di energia rinnovabile, a beneficio non solo delle attività portuali ma anche del territorio. In questa direzione sono già stati realizzati impianti fotovoltaici sulle coperture di manufatti e infrastrutture portuali, integrati con sistemi di gestione intelligente, accumulo e distribuzione dell’energia, mentre la progettualità dell’Autorità guarda alla riconversione della storica centrale elettrica a carbone nel porto di Genova con l’obiettivo di trasformare parte delle volumetrie esistenti in un nuovo polo per la produzione di energia a basso impatto. Una prospettiva che rafforza l’idea di un porto sempre più integrato con la città, capace non soltanto di ridurre il proprio impatto ambientale, ma anche di generare nuove risorse energetiche per il territorio.
Con la Fondazione Primavera l’attenzione è stata posta sui diversi scenari di sviluppo del bacino di Pra’ consentendo di affrontare contestualmente la riorganizzazione degli spazi portuali e la qualificazione della fascia di relazione con il quartiere. Su questo fronte, sono state approfondite le ipotesi di prolungare verso levante il Parco lineare delle Dune, migliorandone l’accessibilità attraverso nuovi collegamenti con il litorale e la possibile realizzazione di baie a uso pubblico. Il confronto ha evidenziato l’esigenza di rafforzare le sinergie con gli enti territoriali nell’ambito delle aree di co-pianificazione, così da raccordare le scelte di competenza portuale con gli interventi di riqualificazione urbana e creare una separazione più netta tra le attività portuali e il quartiere, attraverso una fascia di spazi qualificati e fruibili dalla cittadinanza.
«Il Piano Regolatore Portuale deve seguire l’evoluzione dei tempi, che riguarda la complessità e la rapidità con cui cambiano i mercati, ma anche le istanze delle comunità che chiedono al porto di crescere in armonia con le città. – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli –Se in passato è stato spesso percepito come uno strumento calato dall’alto, che definiva l’assetto del porto finendo per accentuare la distanza dalla città, oggi lavoriamo perché diventi una leva di governo capace di accompagnare lo sviluppo e, nello stesso tempo, cambiare il rapporto con il territorio. Il nuovo Piano è l’occasione per fare della crescita dei porti anche un’evoluzione della relazione con le città, attraverso la qualità degli spazi, la sostenibilità ambientale e la transizione energetica, fino a fare del sistema portuale una risorsa per la produzione di energia a basso impatto e per la qualità della vita nei territori».
MADRID – Il porto di Trieste ha partecipato alla XVIII edizione del Fruit Attraction di Madrid, il salone del commercio dei prodotti freschi svolto presso gli spazi di IFEMA, appuntamento internazionale di rilievo per il settore. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è stato presente alla fiera con uno stand condiviso con le altre imprese del territorio: Adria Port-Aquila, HHLA PLT Italy, Interporto di Trieste, MED ROLL, Samer & Co. Shipping, SDAG e Trimar – e con il coordinamento della Camera di Commercio Venezia Giulia attraverso l’Azienda Speciale Aries.
Crescono i traffici di prodotti freschi
La partecipazione alla fiera spagnola si inserisce in una fase particolarmente positiva per il comparto ortofrutticolo triestino. Nel 2025 i volumi movimentati hanno sfiorato le 176 mila tonnellate, registrando un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. La crescita è proseguita anche nei primi sei mesi del 2026, quando il traffico ha segnato un ulteriore aumento del 31%.
Risultati che confermano la capacità dello scalo di intercettare nuovi flussi commerciali e di rispondere alle esigenze di un settore in cui rapidità delle operazioni, continuità dei collegamenti e qualità della catena del freddo rappresentano fattori determinanti.
In questo contesto, la promozione internazionale e il rafforzamento dei servizi marittimi costituiscono elementi centrali della strategia di sviluppo del porto, impegnato a consolidare le relazioni con i principali mercati di origine e destinazione delle merci.
Raddoppiano i collegamenti con l’Egitto
Un ruolo sempre più importante è svolto dalla rotta ro-ro operata da DFDS tra Trieste e il porto egiziano di Damietta, attivata nel novembre 2024. Il collegamento ha contribuito a rafforzare gli scambi ortofrutticoli tra le due sponde del Mediterraneo, rendendo l’Egitto uno dei principali interlocutori dello scalo per questa tipologia di traffico.
Tra i prodotti maggiormente movimentati figurano le mele: nei primi sei mesi del 2026 ne sono state imbarcate oltre 34 mila tonnellate, dirette prevalentemente verso il mercato egiziano.
Il servizio si prepara ora a un ulteriore potenziamento. A partire da metà ottobre, infatti, l’ingresso di una seconda nave consentirà di raddoppiare le partenze settimanali, aumentando la capacità di trasporto e le opportunità di collegamento per gli operatori della filiera.
L’incremento della frequenza dei servizi punta a sostenere la crescita dei traffici, migliorare l’affidabilità delle connessioni e rafforzare il ruolo di Trieste nei flussi commerciali tra Europa e Nord Africa.
Un sistema logistico integrato per competere sui mercati internazionali
La presenza a Fruit Attraction rappresenta anche un’occasione per valorizzare la collaborazione tra gli operatori portuali e logistici del territorio, chiamati a offrire soluzioni integrate per il trasporto e la distribuzione dei prodotti deperibili.
“Essere a Madrid insieme alle nostre imprese significa proporci come un sistema unico, in grado di garantire a chi produce e a chi distribuisce tempi rapidi, connessioni intermodali efficienti e una catena del freddo all’altezza degli standard più esigenti”, dichiara il presidente dei porti di Trieste e Monfalcone Marco Consalvo. “La rotta verso l’Egitto è nata per diversificare corridoi e mercati, e oggi dimostra che Trieste può essere al tempo stesso porta d’accesso all’Europa per le produzioni del Mediterraneo e sbocco per quelle europee verso il Nord Africa. La seconda nave va proprio in questo senso. L’obiettivo ora è consolidare questo ruolo e intercettare nuovi flussi”.
Il potenziamento della linea con Damietta e l’andamento positivo dei volumi movimentati confermano dunque le prospettive di sviluppo della logistica ortofrutticola triestina. L’obiettivo è ampliare ulteriormente il bacino di riferimento dello scalo, consolidando i collegamenti esistenti e creando nuove opportunità per le imprese impegnate negli scambi internazionali di prodotti freschi.
Con l'ordinanza n. 1215 del 7 ottobre 2026 il Sindaco di Pistoia ha disposto, per l'allerta meteo arancione, la chiusura di cimiteri, parchi, impianti sportivi, piste ciclabili lungo l'Ombrone, mercati e manifestazioni all'aperto, e la sospensione dell'attività didattica in tutte le scuole di ogni ordine e grado dalle 17 del 7 alle 17 dell'8 ottobre. L'ordinanza parla di sospensione dell'attività didattica e non di chiusura degli edifici, e i dirigenti scolastici si sono attenuti alla lettera del provvedimento: studenti e docenti restano a casa, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici devono presentarsi regolarmente in servizio.
È una scelta che non regge. La stessa ordinanza motiva il provvedimento con il rischio di allagamenti e smottamenti diffusi, con la necessità di tutelare l'incolumità pubblica e di non intralciare la viabilità e gli eventuali soccorsi. Se uscire di casa e mettersi in strada è un pericolo per un insegnante o per uno studente, lo è allo stesso modo per una collaboratrice scolastica che attraversa la provincia per aprire un plesso vuoto. Il personale ATA non è una categoria di serie B a cui si può chiedere di correre rischi che si risparmiano agli altri, e la tutela della sicurezza non si applica in base al profilo professionale.
I dirigenti avevano gli strumenti per evitare questa disparità, a partire dalla possibilità di ridurre la presenza al minimo indispensabile o di chiedere chiarimenti all'amministrazione comunale. Hanno preferito la soluzione più comoda per gli uffici, scaricando il rischio sui lavoratori meno tutelati e peggio pagati della scuola. Chiediamo che in occasione delle prossime allerte i dirigenti scolastici dispongano l'esonero dal servizio per tutto il personale non strettamente necessario, e che le amministrazioni comunali, quando ordinano la sospensione delle lezioni, chiariscano esplicitamente cosa accade a chi nella scuola lavora.
C'è poi una questione che va oltre la singola giornata. Se a ogni allerta arancione la risposta obbligata è chiudere le scuole, è perché edifici e infrastrutture non sono in grado di garantire sicurezza quando piove forte. Plessi con infiltrazioni e coperture da rifare, strutture costruite decenni fa e mai adeguate, strade e reticolo idraulico minore che vanno in crisi alla prima precipitazione intensa: è il risultato di anni di tagli agli enti locali e di manutenzione rinviata, mentre le risorse pubbliche vengono dirottate altrove, a cominciare dalla spesa militare. Ogni giorno di scuola perso per maltempo è il conto di questa scelta politica, e a pagarlo sono studenti, famiglie e lavoratori.
Il cambiamento climatico rende questi eventi sempre più frequenti. Non si può continuare a gestirli con ordinanze emergenziali e chiusure a catena: servono investimenti strutturali sulla messa in sicurezza dell'edilizia scolastica e del territorio, un piano pubblico di manutenzione e regole chiare che tutelino allo stesso modo tutte le persone che vivono e lavorano nella scuola.
A distanza di 30 anni dalla sua istituzione l'Agenzia Regionale per Protezione Ambientale della Toscana sembra giunta al suo epilogo.
La Regione ha progressivamente ridotto i finanziamenti, bloccando assunzioni e rinnovo della strumentazione, fattori che stanno decretando l'impossibilità di garantire le funzioni principali dell'agenzia e di conseguenza una corretta tutela dell’ambiente e della salute.
Il contributo della regione Toscana è lo stesso di 10 anni fa, nonostante una inflazione del 25% ed almeno 3 rinnovi contrattuali. Negli ultimi anni, infatti, l'aumento dei costi del personale non è stato accompagnato da adeguate risorse per ARPAT, con conseguenti difficoltà nel garantire il turnover e nel mantenere i livelli di organico necessari a preservare competenze e qualità dei servizi a tutela dell'ambiente.
Il progressivo invecchiamento della forza lavoro e l'insufficiente ricambio generazionale stanno mettendo a rischio la continuità delle competenze tecniche e professionali di ARPAT. I pensionamenti, uniti all'elevato numero di rinunce e trasferimenti tra i neoassunti, aggravano ulteriormente la situazione.
Il drastico calo delle attività e delle capacità operative produce risposte insufficienti alle esigenze delle popolazioni e delle categorie produttive ed un minor controllo territoriale. Tutto questo rende difficile mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio.
I nostri laboratori, senza strumentazioni adeguate e risorse, non riescono più a garantire la completezza delle analisi ed il rispetto dei requisiti di qualità. La compressione dei tempi di espressione dei pareri, prevista dalle norme e necessaria per la competitività dei settori produttivi, impedisce approfondimenti e valutazioni ad alto contenuto tecnico se non si acquisiscono e formano le necessarie professionalità. Se non viene immediatamente invertita questa volontà di depotenziamento dell'agenzia, ARPAT rischia di diventare un ente inutile perché non più in grado di assolvere ai suoi compiti istituzionali.
Forse è questa la strategia politica?
Forse in Toscana si pensa che non sia così importante la tutela dell'ambiente e della salute?
USB Toscana aderisce e partecipa al corteo regionale del 26 settembre a Firenze, indetto per la difesa del territorio da guerra, speculazione e sionismo. La Toscana è uno snodo cruciale per un Occidente sempre più frammentato dal punto di vista del progetto politico ma sempre più coinvolto nel sistema guerra. Camp Darby e Coltano, la nuova pista dell'aeroporto di Firenze, i porti di Livorno e Piombino, la base NATO di Firenze sud, il parco agrofotovoltaico di Roccastrada e quello della Valdera, il passaggio di proprietà delle acciaierie Lucchini: sono tutti interventi ad alto impatto sul territorio e legati a fondi israeliani e ucraini. La Regione Toscana garantisce l'agibilità a questi progetti, funzionali alla guerra e sostenuti dagli stessi attori che portano avanti il genocidio in Palestina: NATO, Stati Uniti ed entità sionista. In questo quadro si colloca il console onorario di "Israele" Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti e consigliere nel CDA delle ex acciaierie Lucchini, figura di raccordo tra la politica regionale e gli investitori legati all'entità sionista.
Il conto lo paghiamo noi. Salari bassissimi, prezzi e bollette in crescita, gasolio alle stelle, scuole e ospedali in sofferenza, leggi sempre più repressive, territori devastati sul piano sociale e ambientale. Il carovita che colpisce le masse popolari nasce da un modo di produzione in crisi, che cerca di risolvere la sua stessa crisi scaricando i costi su chi lavora. Da un lato taglia i servizi e comprime i salari, dall'altro sposta risorse enormi verso la spesa militare e l'economia di guerra. Sono due facce della stessa risposta alla crisi, e per questo la lotta contro la guerra e quella contro il carovita vanno tenute insieme.
È qui che si definisce il ruolo del nostro sindacato. USB si organizza nei luoghi di lavoro, dove la macchina bellica funziona grazie al lavoro di chi trasporta, carica, costruisce, amministra e insegna. Da lì si può intervenire sul meccanismo che tenta di valorizzare il lavoro. Portiamo la questione della guerra dentro le rivendicazioni quotidiane, perché un sindacato che difende il salario e tace su chi drena le risorse verso gli armamenti difende male anche il salario.
Chiediamo a lavoratrici, lavoratori, studenti e cittadini di mobilitarsi in tutta la Toscana per rompere la catena della guerra e togliere la maschera a una giunta regionale che si presenta come pacifista e di sinistra, ma che partecipa alla militarizzazione e alla devastazione del territorio.
Non è la prima mobilitazione e non sarà l'ultima. Il 30 ottobre abbiamo già in programma lo sciopero internazionale dei porti. Uno sciopero contro la guerra, la militarizzazione dell'intera società e per il lavoro dignitoso. L'azione di sciopero del 30 ottobre non si esaurirà nello specifico delle rivendicazioni dei portuali ma, a partire da queste, rilancerà l'opposizione di classe di lavoratrici, lavoratori e studenti contro guerra e carovita.
Come sempre, serve una risposta compatta ai venti di guerra che soffiano sempre più forte anche sul nostro territorio. Come sempre, serve organizzarsi e continuare a costruire un progetto generale e una strategia antimilitarista e antibellicista per difendere l'ambiente e il lavoro.
In queste settimane di caldo estremo, l’Unione Sindacale di Base ha promosso decine di interventi in altrettante aziende, per ottenere opportune misure di mitigazione contro il rischio stress termico per i lavoratori che operano in condizioni critiche. Purtroppo, non tutte le realtà hanno deciso di adottare interventi sufficienti. Una di esse è la partecipata ASA Spa e le società collegate del gruppo. Anche grazie alla proclamazione e al successivo sciopero, effettuato il giorno 31 luglio, la dirigenza aziendale ha iniziato a mettere in campo alcuni interventi per salvaguardare la salute e la sicurezza degli operatori. Contemporaneamente siamo venuti a conoscenza della volontà di sanzionare i lavoratori che hanno aderito allo sciopero del 31 luglio esercitando un proprio diritto costituzionale. Tutto ciò perché la Commissione di Garanzia, attraverso un procedimento non è ancora concluso, ha eccepito alcune “irregolarità” rispetto alla tempistica della proclamazione. Irregolarità che stiamo contestando con forza. Proprio per queste ragioni una delegazione di lavoratori ASA e Giunti Srl era presente a Roma davanti alla sede della Commissione di Garanzia. Punire i lavoratori per uno sciopero sarebbe un fatto gravissimo a maggior ragione per un’azienda a maggioranza pubblica. Anche qualora la commissione dovesse effettivamente sanzionare il nostro sindacato, non certo a causa di un nostro effettivo errore ma solo per la volontà di colpire l’unica organizzazione che si è attivata su questo tema, non vi sarebbe nessun obbligo di procedere con contestazioni disciplinari nei confronti dei singoli lavoratori. Inoltre, i servizi minimi e le emergenze sono stati garantiti per tutta la giornata di astensione del lavoro. Quindi, in quel caso, ci sarebbe solo la volontà di “vendicarsi” nei confronti di chi ha avuto il coraggio di alzare la testa e protestare costringendo la dirigenza ad interventi concreti. Cosa ne pensa il socio pubblico di questo atteggiamento? È normale colpire i lavoratori che scioperano?
Ne parleremo nel dettaglio, durante una conferenza stampa il giorno venerdì 7 agosto dalle ore 11:30 davanti al Comune. Sarà anche l’occasione per fare il punto su tutti gli interventi effettuati in merito al caldo estremo nei luoghi di lavoro. Dal porto alla logistica, dalle fabbriche ai cantieri edili.
Nonostante i numerosi tavoli e confronti svolti negli ultimi mesi, continuano a mancare misure strutturali, omogenee e realmente efficaci, in grado di garantire un’adeguata tutela a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori portuali, in particolare a coloro che operano nelle condizioni più gravose e maggiormente esposte al rischio da stress termico.
Il 14 luglio, con grave ritardo rispetto all’avvio della stagione estiva e all’entrata in vigore, alla fine di maggio, dell’ordinanza regionale relativa alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori esposti alle temperature elevate, si è finalmente riunito il Tavolo di Igiene e Sicurezza, al quale USB ha partecipato. Nel corso dell’incontro, l’Autorità di Sistema Portuale ha comunicato che, su 19 imprese portuali, ben 15 non avevano ancora trasmesso gli aggiornamenti dei DUVRI relativi al rischio da calore, nonostante tali aggiornamenti fossero stati richiesti già da circa due mesi.
Siamo ormai alla fine di luglio. L’ordinanza della Regione Toscana è entrata in vigore alla fine di maggio. Gli aggiornamenti richiesti erano noti da settimane e, tuttavia, la maggior parte delle imprese non aveva ancora adempiuto. È questa l’attenzione che viene riservata alle condizioni di lavoro e alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori?
Come riportato anche dalla stampa locale, l’Autorità di Sistema Portuale ha annunciato l’avvio di ispezioni e verifiche. Un intervento necessario, ma che arriva quando l’estate è già nel pieno e quando le lavoratrici e i lavoratori sono stati esposti per settimane a temperature sempre più elevate. A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che, proprio nelle lavorazioni più pesanti, gravose e maggiormente esposte al rischio da calore, vengono spesso impiegati lavoratori neoassunti, con contratti a termine o chiamati a prestare attività lavorativa in forme discontinue. Lavoratrici e lavoratori che, in molti casi, possono trovarsi in una condizione di maggiore precarietà e di minore possibilità di opporsi a ritmi, carichi di lavoro o condizioni operative che ritengono pericolose. Per questo motivo dal 2 al 9 agosto, nella fascia oraria compresa tra le ore 12.00 e le ore 16.00, è stato proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle società e delle cooperative operanti nel porto di Livorno.
USB Mare e Porti Livorno ha inoltre richiesto nuovamente un incontro urgente al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, al fine di affrontare le gravi criticità connesse all’esposizione delle lavoratrici e dei lavoratori portuali alle temperature estreme e di individuare misure concrete, efficaci e immediatamente applicabili.
Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, dovessero riscontrare condizioni di rischio per la propria salute e sicurezza — in particolare nelle lavorazioni più pesanti, nelle stive, a bordo delle navi, sui ponti e nelle attività svolte sotto l’esposizione diretta al sole — ad aderire allo sciopero.
Scioperare significa tutelare la propria salute e la propria sicurezza, ma anche inviare un messaggio chiaro alle dirigenze aziendali, agli armatori e all’Autorità di Sistema Portuale: non è accettabile continuare a lavorare in condizioni che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone. Le misure di mitigazione sono necessarie, ma non possono essere considerate, in ogni circostanza, sufficienti. Per USB, quando le temperature e le concrete condizioni di lavoro non consentono di garantire adeguati livelli di salute e sicurezza, si può e si deve arrivare anche alla sospensione delle operazioni portuali maggiormente esposte.
La salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata alle esigenze produttive, ai tempi delle operazioni, alle scadenze commerciali o agli interessi economici delle imprese.
USB Mare e Porti Livorno esprime inoltre piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di ASA S.p.A. e Giunti Carlo Alberto S.r.l., che nella giornata di oggi hanno scelto di scioperare per difendere la propria salute e la propria sicurezza, anche al di fuori delle procedure previste dalla Legge n. 146/1990. La loro mobilitazione dimostra quanto il problema del caldo estremo sia ormai concreto, diffuso e urgente e quanto sia necessario intervenire immediatamente, prima che si verifichino gravi conseguenze.
LA SALUTE E LA SICUREZZA NON SI DISCUTONO. SI DIFENDONO.
Come preannunciato USB non avendo avuto risposte in merito all' emergenza caldo un ASA il 31/7/2026 ha proclamato il primo sciopero per tutelare la salute dei lavoratori che si trovano a lavorare con indumenti non idonei a queste temperature, inoltre i carichi eccessivi aumentano il rischio a cui sono sottoposti. Ore di straordinario in continuo aumento: +2400 h rispetto ai primi dei mesi del 2025, reperibilità che vanno oltre i limiti contrattuali: +494gg di eccedenze sempre nei primi 6 mesi. In alcuni reparti viene chiesto di cambiare turni aggravando i carichi di lavoro della reperibilità. Conseguenze dovute in parte ad un' organizzazione da rivedere ma in larga parte alla mancanza di personale operativo. Purtroppo la situazione denunciata da USB in altre occasioni non è mai stata presa seriamente e adesso in piena emergenza caldo chi ne paga le conseguenze sono i lavoratori. Stessa situazione nella consociata 100% di ASA, la ditta Giunti Carlo Alberto che con numeri esiguo di personale copre un servizio per ASA sovraccaricando i lavoratori con turni di reperibilità oltre i 14 giorni mensili cadauno e ore di straordinario oltre i limiti dei d.lgs. sulla sicurezza. Lavori portati avanti anche con temperature che oltrepassano i 35 gradi senza un turno over sufficiente per la scarsità di personale.
Per questo il 31/7/2026 USB ha proclamato la prima giornata di sciopero dei lavoratori di ASA e del Giunti Carlo Alberto con la speranza che si trovi una soluzione prima che sua troppo tardi per la salute dei lavoratori.
Le ultime settimane hanno confermato ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: il caldo estremo non rappresenta più un'emergenza occasionale, ma una nuova condizione con cui i lavoratori saranno costretti a fare i conti ogni estate. Nei porti, dove migliaia di persone lavorano all'aperto, in stiva, sulle banchine e a bordo delle navi, questo significa una sola cosa: il rischio di malori, infortuni e persino di eventi mortali è destinato ad aumentare se non verranno adottate misure immediate e realmente efficaci. Eppure, nonostante mesi di incontri, tavoli tecnici, confronti con l'Autorità di Sistema Portuale, l'Azienda USL Toscana Nord Ovest e gli altri enti competenti, la realtà è che le aziende continuano a muoversi con estrema lentezza. Ancora oggi non esistono protocolli omogenei, vincolanti e realmente in grado di garantire la salute di chi lavora nelle giornate caratterizzate da temperature estreme. E i protocolli esistenti non vengono rispettati. La Regione Toscana ha emanato un'ordinanza che richiama chiaramente il rischio connesso al lavoro nelle ore più calde delle giornate da "bollino rosso". Pur permanendo dubbi interpretativi sulla sua applicazione al settore portuale, il principio è inequivocabile: la salute dei lavoratori viene prima della produzione. Per USB questo principio non è negoziabile. Quando le misure di mitigazione non sono sufficienti a garantire condizioni di sicurezza, le attività più esposte — come il lavoro in stiva, sulle banchine o in altri ambienti soggetti a forte stress termico — devono essere sospese nelle ore centrali della giornata. Nessun carico, nessuna nave, nessuna produttività può valere più della vita di una persona. Tutti gli interventi necessari per eliminare o ridurre il rischio devono essere integralmente a carico delle aziende, come impone il D.Lgs. 81/2008. Non accetteremo mai che il peso economico o organizzativo della sicurezza venga scaricato sui lavoratori. Particolarmente sconcertanti sono state alcune considerazioni emerse durante il seminario sul rischio da calore organizzato il 16 luglio presso la Provincia di Livorno, al quale hanno partecipato anche ASL, INAIL e agli altri soggetti istituzionali coinvolti. Rappresentanti degli imprenditori ma non le organizzazioni sindacali. Nel corso dell'iniziativa, Stefano Frangerini della Cassa Edile di Livorno ha sostenuto, tra le altre cose, che gli infortuni sarebbero spesso riconducibili ai comportamenti dei lavoratori e che, sul tema del caldo estremo, non dovrebbero prevalere strumenti coercitivi nei confronti delle aziende, ma il "buon senso". Se queste affermazioni corrispondono a quanto espresso durante il seminario, USB le considera profondamente sbagliate e culturalmente pericolose. La sicurezza sul lavoro non può essere affidata al buon senso delle imprese. La sicurezza è un obbligo di legge. La prevenzione non è una scelta volontaria. Il rispetto delle norme non può dipendere dalla sensibilità del singolo datore di lavoro. Non in Italia dove muoiono oltre 1300 lavoratori ogni anno. Troppo spesso, nel nostro Paese, dopo ogni tragedia si invocano controlli, responsabilità e cambiamenti. Poi, passata l'emergenza, tutto torna come prima. Noi non intendiamo aspettare il prossimo lavoratore colpito da un malore per dire che si poteva intervenire. Per queste ragioni USB ha proclamato lo stato di agitazione in tutte le società operanti nel porto di Livorno. Pretendiamo l'immediata adozione di misure concrete, uniformi e vincolanti per tutte le aziende del porto, comprese procedure che prevedano la sospensione delle lavorazioni più esposte nelle fasce orarie di massimo rischio quando le condizioni climatiche rendano impossibile garantire la sicurezza. In assenza di risposte rapide e di impegni concreti, USB è pronta ad aprire una fase di mobilitazione che potrà culminare nella proclamazione dello sciopero. La salute non si negozia. La sicurezza non è un favore concesso dalle aziende. La vita dei lavoratori vale più di qualsiasi profitto.
Attivazione procedura di raffreddamento ai sensi dell'art.2 comma 2 L. 146/1990 e L. 83/2000 e s.m.i. contro le società Toscana Aeroport i SpA, GH Toscana Srl e Consulta SpA negli aeroport i di Pisa e Firenze.
La scrivente o.s. registra il fallimento delle relazioni industriali con il gestore aeroportuale Toscana Aeroporti e con le aziende di handling Gh Toscana e Consulta.
Per quanto riguarda il gestore Toscana Aeroporti, si rileva il fallimento delle relazioni industriali a proposito di:
Mancata supervisione, controllo e coordinamento delle attività di handling;
Inadeguata capacità di pronto intervento rispetto a situazioni emergenziali;
Mancati interventi per il miglioramento delle infrastrutture — in particolare si segnalano gravi carenze nelle aree Airside di Firenze e Pisa (p.es.: assenza di misure per il contrasto al microclima caldo nelle aree di stazionamento di entrambi gli aeroporti), inidoneità dei varchi sicurezza e delle aree imbarchi di Pisa, nonché insufficienza degli spazi concessi agli handlers Consulta e GH Toscana.
Per quanto riguarda le società di handling Consulta e GH Toscana, si rileva il fallimento delle relazioni industriali a proposito di:
Condizioni di lavoro carenti con possibili ricadute su Salute e Sicurezza di lavoratori e lavoratrici;
Scarsi investimenti sulla formazione del personale;
Livelli occupazionali insufficienti e eccessivo utilizzo del part-time rispetto alla costante crescita del traffico che transita dal sistema aeroportuale toscano;
Carenze di mezzi e lacune nell’organizzazione del lavoro.
Per quanto concerne la società Consulta, inoltre, la scrivente segnala il mancato rispetto del CCNL in materia di orario di lavoro e mancato rispetto della normativa sul part-time.
Si rileva infine l’assenza di correttezza delle relazioni sindacali da parte di GH Toscana che non ha dato comunicazione alle oo.ss. sulla decisione del vettore Ryanair di inserire il self bag drop-off all’aeroporto di Pisa, trascurando l’impatto che un tale servizio potrebbe avere sui livelli occupazionali.
Per tutto quanto sopra si dichiara aperta la procedura di raffreddamento ai sensi dell'art 2 comma 2 L. 146/1990, L.83/2000 e s.m.i.
La dirigenza della società MVN Srl, appalto Nuovo Pignone (Baker Hughes), ha comunicato ai sindacati e alla RSU la decisione unilaterale di “passare” tutti i lavoratori al contratto nazionale Logistica e Trasporto dal 1° settembre. MVN che occupa, nei tre siti di Livorno (Varco Galvani, Collesalvetti e Guasticce) oltre 70 lavoratori, produce imballaggi industriali e attività di magazzino e stoccaggio per conto del colosso americano Baker Hughes. Dall’anno scorso la società è stata acquisita dal gruppo MSC di Aponte. Nel passaggio dal CCNL industria, metalmeccanico e legno, i lavoratori subiranno una perdita secca sia in termini di diritti e condizioni di miglior favore sia, nel lungo periodo, in termini economici. La dirigenza ha comunicato che la retribuzione annuale lorda resterà invariata ma non sarà così. Le organizzazioni sindacali hanno avanzato una serie di proposte per gestire il passaggio garantendo opportuni accorgimenti, sia economici che normativi, ma la dirigenza ha rigettato il tentativo di conciliazione confermando la volontà di mantenere il passaggio alle condizioni iniziali. Per questo, dopo una movimentata assemblea, nei piazzali dell’interporto, i lavoratori hanno votato a maggioranza l’apertura dello stato di agitazione sindacale e un primo pacchetto di scioperi per la prossima settimana. Chiediamo all’azienda di tornare sui propri passi e rimettersi al tavolo. Pur comprendendo le esigenze tecniche alla base di questa scelta, la stessa non si può e non si deve trasformare nell’ennesima occasione di risparmio sulla pelle dei lavoratori. Lavoratori già pesantemente colpiti dalla crisi e da un’inflazione alle stelle. USB sostiene la vertenza dei lavoratori MVN ed è pronta a mobilitare le proprie strutture sindacali in solidarietà.
Con la firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW si conclude, a distanza di un anno dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, un passaggio istituzionale atteso per il futuro del polo siderurgico di Piombino. Nell'accordo è stata recepita la clausola di salvaguardia occupazionale, così come richiesto da USB e già prevista nell'Accordo di Programma del 2018. Si tratta di un elemento importante, che tutela i lavoratori nella fase di transizione, ma che da solo non è sufficiente a garantire il rilancio del polo. Nel corso dell'incontro tutte le istituzioni, a partire dal Ministro Adolfo Urso, hanno parlato dell'avvio di una nuova fase per Piombino, sostenendo che il rilancio dello stabilimento possa rappresentare un punto di ripartenza anche per l'intera siderurgia nazionale. USB ritiene però che sia necessario mantenere grande prudenza. Non diciamo gatto finché non è nel sacco. La storia degli ultimi anni impone di giudicare i risultati sui fatti e non sugli annunci. JSW, infatti, ha già dimostrato dal 2018 di non aver rispettato gli impegni assunti in materia di investimenti e rilancio produttivo. Allo stesso tempo rimangono forti incognite sul progetto Metinvest, che continua a scontare i ritardi legati al contesto internazionale e alla guerra in Ucraina, con la ricerca ancora aperta di un terzo investitore e un cronoprogramma che sta già accumulando ritardi, anche rispetto agli impegni occupazionali previsti dall'Accordo Quadro. Per questo sarà determinante l'incontro convocato al Ministero per il prossimo 15 luglio, dedicato all'Accordo di Programma di Metinvest e alla verifica dello stato di attuazione dell'Accordo Quadro sottoscritto lo scorso anno. Come USB riconosciamo l'importanza della clausola di salvaguardia occupazionale, ma riteniamo che quella di oggi sia anche un'occasione mancata. A Piombino esistevano tutte le condizioni per un intervento diretto dello Stato. Gli investimenti riguardano aree pubbliche e demaniali e nello stabilimento si produce l'unica rotaia ferroviaria italiana, una produzione strategica per la sicurezza, l'autonomia industriale e lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale. Un asset di questo valore non può continuare a essere lasciato nelle mani di gruppi privati che hanno già dimostrato di non mantenere gli impegni assunti. Dopo anni di finanziamenti pubblici concessi senza risultati concreti, era il momento di cambiare strada. Lo Stato avrebbe dovuto assumere un ruolo diretto nel rilancio del polo siderurgico, garantendo investimenti, occupazione e una vera politica industriale. Continuare a inseguire le promesse delle multinazionali significa esporre ancora una volta lavoratrici, lavoratori e un intero territorio al rischio di nuovi ritardi e nuove delusioni. USB continuerà a vigilare affinché gli impegni sottoscritti diventino investimenti reali, occupazione stabile e rilancio produttivo. Per noi la siderurgia è un settore strategico per il Paese e deve tornare sotto un forte controllo pubblico. Solo così sarà possibile garantire il futuro di Piombino e costruire una vera politica industriale nazionale, fondata sull'interesse collettivo e non sulle convenienze dei grandi gruppi privati.
Usb Piombino Usb Nazionale Industria – Categoria Operia
Nei giorni scorsi, 6 e 7 luglio, si sono svolti due importanti momenti di confronto presso la sala riunioni dell’Autorità di Sistema Portuale. In entrambi i casi, allo stesso tavolo, i membri delle segreterie sindacali provinciali, i rappresentanti delle aziende e i dirigenti della AdSP.
Abbiamo partecipato alla presentazione ufficiale dei nuovi Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di sito e al tavolo igiene e sicurezza in ambito portuale.
Il tema della sicurezza è un argomento da sempre al primo posto nell’agenda della nostra organizzazione sindacale. Il fatto che USB sia finalmente approdata ai tavoli ufficiali convocati nel porto di Livorno è sicuramente il frutto dell’intenso lavoro svolto in questi anni, che ha portato anche alla elezione di un nostro delegato tra gli RLS di sito.
Bene il confronto ma su queste tematiche servono interventi strutturali. È necessario agevolare e garantire la massima agibilità e autonomia agli RSL a partire da quelli aziendali. Indispensabile che siano uniformati il più possibile, i protocolli sulla sicurezza esistenti e ne siano prodotti di nuovi aggiornati alle condizioni attuali che, in molti casi, risultano essere diverse dal passato. Esempio tra tutti il tema del caldo estremo e il rischio connesso di stress termico per i lavoratori. Le procedure operative, il lavoro in stiva, l’utilizzo di mezzi sono altri esempi di fattispecie di rischio elevato che dovranno essere aggiornate. In questo senso anche il lavoro di controllo e di coordinamento dell’Autorità di Sistema Portuale è fondamentale.
Come segreteria USB Mare e Porti rivolgiamo un augurio di buon lavoro ai nuovi RLS di sito e ribadiamo loro, il nostro massimo sostegno
Dal 1° luglio Piaggio aprirà l'ennesima procedura di solidarietà. Ancora una volta saranno gli operai a pagare il prezzo delle scelte aziendali, con meno salario e meno prospettive. Ma la situazione è ancora più grave. Da domani iniziano le fermate delle linee in diversi reparti. Alcune produzioni termineranno già a metà luglio. Il lavoro manca. E non manca per una fatalità o per una crisi improvvisa. Manca perché da anni è assente una vera strategia industriale. Gli investimenti vengono rinviati, i nuovi progetti non arrivano e lo stabilimento viene lasciato vivere alla giornata, senza una prospettiva di rilancio. Solo poche settimane fa si celebravano gli ottant'anni della Vespa. Discorsi, fotografie, autorità e applausi raccontavano l'eccellenza italiana e un marchio simbolo nel mondo. Finita la propaganda, però, resta la realtà: fermate produttive, solidarietà, salari che diminuiscono e un futuro sempre più incerto. È questa la distanza tra la narrazione e ciò che gli operai vivono ogni giorno.
Piaggio continua a utilizzare gli ammortizzatori sociali come uno strumento ordinario di gestione, trasferendo sui lavoratori e sulla collettività il costo delle proprie scelte. È inaccettabile che si continui a ricorrere alla solidarietà senza assumersi la responsabilità di rilanciare davvero il sito di Pontedera. Per USB la solidarietà non può tradursi in un taglio dello stipendio. Se l'azienda sceglie questa strada, deve garantire l'integrazione salariale. Gli operai non possono diventare il bancomat a cui attingere ogni volta che vengono meno programmazione, investimenti e visione industriale. Anche questa volta tutto viene deciso all'ultimo momento. I lavoratori vengono convocati quando le decisioni sono già state prese, senza un confronto reale e senza una trattativa vera. Si chiede soltanto di ratificare un accordo già scritto.
Negli anni questo metodo è stato presentato come responsabilità. In realtà ha finito per trasformare la responsabilità in semplice accettazione delle decisioni aziendali. Ogni sacrificio viene descritto come inevitabile, ogni arretramento come necessario, ogni accordo come il migliore possibile. Ma il compito di un delegato sindacale non è accompagnare i lavoratori ad accettare nuovi sacrifici. È rappresentarli, difenderne il salario, contrastare le scelte sbagliate e pretendere investimenti e prospettive. Quando invece si firma tutto, si giustifica tutto e si invita sempre e soltanto ad avere pazienza, si smette di rappresentare gli operai e si finisce per assecondare un modello che punta a una fabbrica senza conflitto e a lavoratori sempre più ricattabili.
Gli accordi al ribasso non hanno salvato il futuro dello stabilimento. Lo hanno progressivamente indebolito. Ogni firma che ha ridotto diritti e tutele è stata giustificata in nome del domani. Quel domani oggi è sotto gli occhi di tutti: esuberi, fermate produttive, solidarietà e assenza di una prospettiva industriale. Anche la politica porta una responsabilità enorme. Quando c'è da inaugurare una mostra sulla Vespa o partecipare a una celebrazione, le istituzioni sono sempre presenti. Quando invece occorre pretendere investimenti, difendere l'occupazione e chiedere conto delle scelte industriali della proprietà, prevalgono il silenzio e l'inerzia. Da anni Comune, Regione e Governo assistono senza intervenire al progressivo indebolimento dello stabilimento. Si evita di mettere in discussione la proprietà e di aprire un confronto serio sul futuro industriale di Pontedera. Eppure è compito delle istituzioni pretendere un piano industriale credibile, vincolare gli incentivi pubblici agli investimenti e garantire un confronto permanente sul futuro produttivo del territorio. Il lavoro si difende con gli atti, non con le fotografie. Per questo non possiamo accettare che gli ammortizzatori sociali diventino una componente strutturale del modello Piaggio, né che siano sempre gli operai a pagare il prezzo delle scelte aziendali. Allo stesso modo, il sindacato non può ridursi a certificare decisioni già prese. Serve rompere un equilibrio costruito sul silenzio, sulla rassegnazione e sulla continua ricerca della pace sociale.
La storia del movimento operaio insegna una cosa semplice: nessun diritto è stato regalato. Tutto è stato conquistato attraverso il conflitto. Chi rinuncia al conflitto finisce inevitabilmente per accettare l'arretramento dei diritti e le decisioni dell'azienda. Ed è proprio questa scelta a rendere sempre più evidente da quale parte si decide di stare. Chi oggi invita ad abbassare la testa non sta difendendo il lavoro. Sta soltanto rendendo più semplice il compito di chi vuole continuare a ridurre salari, diritti e occupazione. Per questo il primo passo è ricostruire partecipazione, consapevolezza e organizzazione. È il momento di scegliere da che parte stare. Noi, come sempre, stiamo dalla parte degli operai.
CHI FIRMA LA RESA È PARTE DEL PROBLEMA. I DIRITTI NON SI FIRMANO. SI CONQUISTANO CON LA LOTTA.
Nella giornata di ieri una delegazione dei collettivi, sindacati e partiti che da anni lottano contro la militarizzazione del nostro porto e la complicità della nostra città con le guerre americane e israeliane ha incontrato il presidente dell’Autorità di Sistema Davide Gariglio e il dirigente demanio portuale Marilli. Incontro richiesto durante la recente manifestazione di protesta davanti a Palazzo Rosciano. Abbiamo nuovamente espresso la nostra forte opposizione rispetto alla possibilità che l’azienda Drass, che dovrà produrre sottomarini da guerra per il governo indonesiano, possa ricevere in concessione spazi del nostro porto per i test di questi sottomarini. Sappiamo inoltre che le concessioni per gli spazi che si stanno liberando in porto verranno rilasciate per periodi che raggiungono anche i dieci anni, motivo di ulteriore preoccupazione qualora aziende impegnate nella filiera bellica dovessero appropriarsene, rendendo di fatto il nostro porto luogo di produzione e test di mezzi destinati alla guerra. Le ragioni che sono state espresse, a sostegno della nostra posizione, non hanno solo un carattere etico e politico. Basterebbero quelle. Ma anche economiche ed occupazionali. I traffici e le attività civili, ormai è ampiamente noto, hanno un’incidenza occupazionale ben maggiore. Inoltre, vi sono anche ragioni legate alla sicurezza dei lavoratori portuali e non solo. Al netto di quali saranno le decisioni dell’Autorità e i bandi di assegnazione che usciranno siamo pronte e pronti a dare battaglia come tante altre volte, ricordando sempre che la guerra non è fatta solo di bombe e proiettili, ma anche e soprattutto di logistica, mezzi di trasporto e demolizione, come i caterpillar israeliani che fermammo a settembre al molo Italia.
Negli ultimi giorni USB Livorno ha inviato decine di segnalazioni, diffide e denunce agli organi competenti in merito al rischio elevato di stress termico per i lavoratori. Parliamo principalmente di piazzali all’aperto e capannoni industriali. Sono già diversi i malori registrati, almeno due presso la fabbrica Trelleborg in via March e su un piazzale gestito dalla Porto2000. In porto, per ben due volte, lavoratori e RLS hanno interrotto temporaneamente le operazioni di carico cellulosa in stiva, dopo aver constatato temperature insopportabili. I'8 luglio si riunirà, presso l'Autorità di Sistema, il comitato salute e sicurezza proprio su questo tema.
Richieste di intervento urgente sono state inviate presso alcuni piazzali di logistica come MVN, magazzini, ad esempio DHL, Fondazione Goldoni, Solvay, Magna Closures Le richieste sono sempre le medesime ma trovano costantemente l’opposizione dei datori di lavoro. Sospensione delle attività, pause aggiuntive, locali idonei e attrezzati per abbattere le temperature durante lo stop alle attività, cambi turno e nei casi limite accesso alla cassa integrazione così come previsto dai protocolli. Il riferimento chiaro è l’indice calcolato tra temperatura e umidità. Se si supera una certa soglia i lavoratori devono essere messi in sicurezza. Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, senza l’intervento tempestivo del sindacato o dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza le aziende tendono a garantire la produzione a tutti i costi a discapito della salute e della sicurezza dei lavoratori. In questo senso, oltre ad invitare i lavoratori e le lavoratrici a contattare la nostra organizzazione sindacale in caso di necessità, crediamo sia urgente prevedere meccanismi automatici di intervento in caso di rischio stress termico e relative sanzioni per le aziende che non rispettano le procedure. L’ordinanza regionale è limitata solo ad alcuni settori mentre nelle fabbriche e nei piazzali portuali e della logistica si mette a rischio la vita. Così come in tanti altri luoghi di lavoro.
A mesi dalle mobilitazioni culminate nei due giorni di sciopero del febbraio 2026, durante i quali lavoratori e attivisti USB sono stati minacciati di licenziamento e denuncia per i picchetti davanti alla sede aziendale, restano irrisolte le gravi criticità nell'appalto DHL di Livorno. B.S. Autotrasporti continua a sottrarsi a un confronto serio con i lavoratori e con USB. Il dialogo con coordinatori e responsabili è spesso inesistente, rendendo impossibile affrontare i problemi che emergono quotidianamente. USB ha proposto incontri periodici tra coordinatori e corrieri per migliorare l'organizzazione dei giri, distribuire equamente i carichi di lavoro, prevenire contestazioni disciplinari e rendere più efficiente il servizio. Una proposta che l'azienda continua a ignorare. Ai lavoratori viene imposto il rigoroso rispetto delle procedure DHL senza garantire condizioni che consentano di operare in sicurezza, nel rispetto del Codice della Strada e delle normative vigenti. Carichi di lavoro e tempi di consegna rendono sempre più difficile rispettare contemporaneamente tutte queste prescrizioni. Restano inoltre aperte le violazioni contrattuali: decurtazioni unilaterali di ferie e ROL per esigenze aziendali, senza il consenso dei lavoratori, e il mancato riconoscimento della maggiorazione prevista dal CCNL per il personale di magazzino impiegato il sabato. Dopo essere stata costretta a riconoscere USB come interlocutore sindacale, l'azienda continua a mantenere un atteggiamento ostile verso i lavoratori organizzati. Contestazioni disciplinari e sanzioni vengono applicate a pioggia e con crescente severità. Si passa da pesanti decurtazioni salariali a sospensioni dal lavoro e dalla retribuzione sempre più lunghe, con un progressivo inasprimento dell'azione disciplinare che sembra preludere anche al possibile ricorso al licenziamento. Un'escalation che, in diversi casi, assume un evidente carattere intimidatorio e ritorsivo nei confronti di chi rivendica i propri diritti o partecipa all'attività sindacale. A fronte di questi provvedimenti, l'azienda continua inoltre a non fornire documentazione che dimostri l'effettiva applicazione delle presunte penali da parte della committenza DHL, utilizzate per giustificare le sanzioni. Persistono pressioni e intimidazioni nei confronti dei lavoratori, in particolare degli iscritti e dei delegati sindacali, in un clima incompatibile con le libertà garantite dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori. Non si tratta di episodi isolati, ma di un quadro complessivo che sembra mirare a scoraggiare ogni forma di iniziativa collettiva. Emerge una precisa volontà di comprimere gli spazi del conflitto sindacale, trattando l'organizzazione dei lavoratori come un ostacolo alla continuità del servizio e alla circolazione delle merci, anziché come un diritto. Quando l'attività sindacale viene ostacolata, chi sciopera viene intimidito e chi organizza la protesta viene colpito con provvedimenti disciplinari o minacciato di conseguenze ancora più gravi, non è in discussione soltanto la posizione dei singoli lavoratori, ma il diritto collettivo di organizzarsi, contrattare e costruire rapporti di forza per difendere salario e sicurezza. Per tutte queste ragioni USB ha riaperto formalmente lo stato di agitazione dal 6 maggio. Nonostante le ripetute richieste, l'azienda continua a rifiutare un confronto effettivo e ad assumere impegni concreti per risolvere i problemi denunciati dai lavoratori. USB continuerà a intervenire su tutti i piani, sindacale, legale e di mobilitazione, per difendere diritti, sicurezza, salario e il pieno esercizio delle libertà sindacali. Dopo aver formalmente diffidato l'azienda, denunciamo pubblicamente questo atteggiamento e ribadiamo che non accetteremo ulteriori intimidazioni, ricatti o comportamenti discriminatori.
Ieri sera, 25 giugno 2026, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite. Rigettati i ricorsi degli imputati, è confermata tra le altre la condanna a cinque anni per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e RFI.
USB Toscana esprime vicinanza ai familiari delle vittime e a tutte le lavoratrici e i lavoratori ferroviari che per diciassette anni hanno tenuto viva la memoria e la battaglia per la giustizia.
Una giustizia parziale, strappata metro per metro
Questa condanna definitiva è un risultato importante, ma non cancella né le ferite di chi ha perso una persona cara, né quelle prodotte dal percorso giudiziario stesso. Nel 2021 la Cassazione aveva dichiarato prescritti i reati di omicidio colposo, non riconoscendo l'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Trentadue persone morte, e l'omicidio andato in prescrizione: un paradosso che rivela tutto il limite di un sistema che tutela i potenti più delle vittime. Tutte le condanne riguardano il solo reato di disastro ferroviario colposo, l'unico sopravvissuto alla ghigliottina della prescrizione. Come ricordano i familiari: la prescrizione non è un'assoluzione.
Le responsabilità sono di classe, non solo individuali
Nel processo è emersa una deliberata politica aziendale improntata al risparmio sulla sicurezza e alla massimizzazione dei profitti, con un rischio consapevolmente scaricato su lavoratori e cittadini. Quella notte non fu una fatalità: fu il frutto della ricerca del profitto a tutti i costi. I tagli al personale, la deregolamentazione della manutenzione, l'esternalizzazione a catena delle responsabilità erano il sistema. Moretti ne era il volto pubblico, non un'eccezione. Cinque anni di pena per 32 vite spezzate non è la giustizia che queste famiglie meritano. Lo ricorda bene Daniela Rombi, presidente de "Il Mondo che vorrei", che nella strage perse una figlia di ventuno anni: "Sette tribunali hanno detto che sono colpevoli e la prescrizione non è un'assoluzione. Per noi restano colpevoli anche dei reati prescritti."
La lotta deve continuare: salari, salute e sicurezza sul lavoro
Viareggio non è un caso isolato: è il punto più tragico di una linea che attraversa decenni di tagli, precarizzazione e smantellamento delle tutele. Ogni anno in Italia muoiono migliaia di lavoratrici e lavoratori, e la risposta giudiziaria arriva decenni dopo, ridotta dalla prescrizione. Non basta. USB si batte ogni giorno su tre fronti inscindibili: salari dignitosi, salute nei luoghi di lavoro, sicurezza reale — non quella scritta nei contratti e ignorata nei fatti. Lo abbiamo fatto nelle vertenze, negli scioperi contro i piani industriali che svuotano gli organici, nelle lotte di chi lavora in condizioni insicure senza voce per dirlo. La logica che ha prodotto Viareggio, il profitto prima delle persone, è la stessa che USB contrasta ogni giorno nei trasporti, nella logistica, nella scuola, nella sanità, nell'industria. Non si tratta di sicurezza come voce di bilancio: si tratta di vite umane da tutelare.
Alle famiglie che hanno lottato per diciassette anni diciamo: siete stati voi i veri protagonisti di questa storia. Noi non vi lasceremo da soli.
Il 23 giugno si svolgerà un'altra asta di vendita dell'area verde di Via Goito, un importantissimo polmone verde di 6 ettari, vitale per la nostra città. Dopo tre infami tentativi di vendere gli orti all’asta, ci troviamo ancora ad assistere al misero tentativo di speculazione edilizia ai danni di uno degli ultimi polmoni verdi di via Goito, diventato nel corso degli anni simbolo di resistenza attiva contro ogni forma di cementificazione. L'amministrazione comunale avrebbe avuto la possibilità di cambiarne la destinazione d'uso, togliendo di fatto l'edificabilità, oppure acquistare il terreno. Ma preferisce non farlo, condannandolo all'ennesima speculazione edilizia che la nostra città sarà costretta a subire. Scendiamo in piazza uniti per esprimere il nostro dissenso: non un centimetro di cemento verrà colato.
USB proclama per mercoledì 24 giugno uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori e le lavoratrici del polo siderurgico di Piombino, in concomitanza con l'incontro convocato presso la Regione Toscana.
A distanza di mesi dagli annunci e dagli impegni assunti, il quadro industriale continua a essere caratterizzato da incertezze, ritardi e mancanza di garanzie.
La firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW non è ancora arrivata. Sul fronte Metinvest registriamo continui slittamenti rispetto al cronoprogramma presentato. Nel frattempo la guerra in Ucraina, elemento che incide direttamente sulle prospettive del progetto, è tutt'altro che conclusa e continua ad alimentare dubbi sulla reale sostenibilità degli investimenti annunciati.
Ancora più grave è l'assenza di qualsiasi concreta clausola di salvaguardia occupazionale capace di garantire il futuro dei lavoratori coinvolti nei processi di riconversione e rilancio del sito.
USB denuncia inoltre le crescenti difficoltà di convivenza industriale tra i due soggetti privati chiamati a operare nell'area siderurgica. Una situazione che rischia di trasformare Piombino nell'ennesimo laboratorio di promesse mancate, mentre il tempo passa e il prezzo continua a essere pagato esclusivamente dai lavoratori, dalle loro famiglie e dall'intero territorio.
Eppure il polo siderurgico di Piombino viene indicato dal Governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come un sito strategico per l'interesse nazionale. Se davvero è così, non è più accettabile assistere all'ennesima sequenza di rinvii, incertezze e continui impieghi di risorse pubbliche senza risultati concreti sul piano industriale e occupazionale.
Per USB, dopo questi mesi di attese e promesse disattese, è necessario cambiare radicalmente approccio.
Il Governo deve esercitare i poteri della Gold Power e assumere un ruolo diretto nel futuro del polo siderurgico di Piombino, fino alla nazionalizzazione dell'asset strategico, garantendo investimenti, occupazione, tutela salariale e una reale prospettiva industriale per il territorio.
Non possiamo più permettere che il futuro di migliaia di lavoratori e di un settore strategico per il Paese resti ostaggio di interessi privati, ritardi e operazioni che finora hanno prodotto soltanto incertezza.
L'unico prezzo pagato fino ad oggi è stato quello imposto ai lavoratori e alle lavoratrici, costretti a vivere anni di ammortizzatori sociali, precarietà e mancanza di prospettive, mentre il territorio continua a subire gli effetti di una crisi che sembra non avere fine.
Mercoledì 24 giugno fermiamo il polo siderurgico di Piombino.
Per il lavoro, per l'industria, per il territorio.
La giornata del 18 giugno a Livorno si è aperta con una conferenza stampa e un presidio al Varco Valessini, promossi da USB e partecipati dalle realtà livornesi con cui da mesi condividiamo il percorso di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, insieme a realtà del territorio pisano, tra cui il Movimento No Base e il Coordinamento per il Boicottaggio di Israele.
Gli interventi che si sono susseguiti hanno espresso sostegno al passaggio nel nostro territorio delle imbarcazioni della Global Intifada e la Ghassan Kanafani di Freedom Flotilla Italia, impegnate in un viaggio lungo le coste italiane con l'obiettivo di contribuire alla rottura dell'assedio imposto a Gaza, denunciare la complicità dei governi europei con il governo israeliano e contrastare il traffico di armi dirette verso la Palestina. Le finalità di questa iniziativa sono pienamente coerenti con il percorso di lotta che le realtà presenti portano avanti nei rispettivi territori. Da tempo denunciamo e contrastiamo, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, il transito di armamenti nei porti e l'utilizzo delle infrastrutture portuali per attività e finalità militari.
In questo quadro si inserisce anche la richiesta avanzata da Drass di ottenere una concessione su una banchina dell'area portuale di Livorno, sottraendo spazi all'uso civile del porto per destinarli ad attività legate al settore militare, nello specifico ai test di sommergibili destinati all'Indonesia. A ciò si aggiungono il traffico di armamenti e il ruolo di hub logistico militare svolto dal porto di Livorno nel collegamento, via mare e via terra, con la base statunitense di Camp Darby.
Il passaggio delle imbarcazioni ha rappresentato simbolicamente questi temi e queste lotte: l'attraversamento del porto nelle vicinanze delle aree interessate dalle richieste di Drass e il successivo percorso lungo il Canale dei Navicelli, che costeggia Camp Darby e lungo il quale transitano carichi militari diretti verso diversi luoghi di oppressione e conflitto, compresa la Palestina.
Oggi abbiamo scelto di muoverci lungo le rotte delle armi per ribadire il nostro dissenso verso il riarmo, la militarizzazione dei territori e la guerra, e per riaffermare il nostro sostegno al popolo palestinese. Una mobilitazione che continuerà e che sarà ancora più forte, qualora proseguano i processi di militarizzazione del porto e del territorio.
Iniziativa culturale "Articolo 11 – L'Italia ripudia la guerra", in programma il prossimo 18 giugno alle ore 19:30 presso il Teatro Officina Refugio, nel quartiere Venezia di Livorno.
L'evento prevede la proiezione del documentario realizzato da Simona Tarzia e Fabio Palli, che affronta il tema dei conflitti contemporanei attraverso l'analisi dei flussi commerciali globali, della logistica portuale e delle dinamiche economiche che accompagnano e sostengono gli scenari di guerra.
La serata sarà arricchita da un momento di confronto con la partecipazione di: Fabio Palli e Simona Tarzia, autori del documentario; José Nivoi, CALP Genova e Coordinamento Nazionale Porti USB; Alessio Biondi, Coordinamento Nazionale Porti USB; Mario Spallino, fondatore Teatro Emergency.
Giovedì 18 giugno 2026 – ore 19:30 Teatro Officina Refugio Scali del Refugio, Quartiere Venezia – Livorno
Proiezione del documentario "Articolo 11 – L'talia ripudia la guerra" A seguire dibattito con gli autori.
La Polizia Municipale avvia le indagini per risalire all’autore dello scempio prefigurandosi un reato di natura penale
Non potevano certamente passare inosservati agli operatori di AAMPS/Retiambiente due “big bag” in polietilene di grosse dimensioni contenenti materiale di risulta da lavorazioni edili abbandonati nelle ore notturne accanto ad un cassonetto stradale per la raccolta dei rifiuti in località Le Vaschette sul Romito a ridosso della scogliera.
Sul posto sono prontamente intervenuti gli Ispettori Ambientali che, prima di nastrare il materiale rinvenuto per impedirne il contatto con i passanti, hanno constatato che in buona parte si tratta di eternit e, quindi, di un rifiuto speciale-pericoloso.
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L’abbandono è stato segnalato alla Polizia Municipale che ha avviato le indagini per risalire all’autore prefigurandosi un reato di natura penale ai sensi del D.L. n. 105 del 2023. Il materiale verrà poi rimosso da una ditta specializzata nel trattamento di tale tipologia di rifiuti allertata da AAMPS/Retiambiente.
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Per le segnalazioni a contrasto del degrado urbano: segnalali@comune.livorno.it
Per le segnalazioni sugli abbandoni dei rifiuti: centraleoperativapm@comune.livorno.it; ispettori@aamps.livorno.it, info@aamps.livorno.it; numero verde 800-031.266, pagine facebook/instagram “Aamps Livorno”.
Da mesi gli operai della Solvay degli stabilimenti di Livorno e Rosignano sono alle prese con gravi problematiche per quanto riguarda la retribuzione e gli stipendi. L';azienda, dopo aver deciso di cambiare gestionale per l'elaborazione dei cedolini, ha iniziato ad pagare le retribuzioni con vistosi ammanchi di denaro. In alcune occasioni agli operai sono state corrisposte cifre più alte per poi essere sottratte nuovamente, il mese successivo, senza alcuna spiegazione tecnica e senza giustificativi precisi. Dopo il primo mese la situazione poteva e doveva essere risolta mentre invece i disagi si stanno protraendo ormai da troppo tempo.
Per questo motivo nella giornata odierna era stata indetta un'assemblea sindacale dalla RSU Solvay. Assemblea che è stata poi negata dalla dirigenza aziendale. I Lavoratori si sono presentati comunque davanti alla sede di confindustria, una delegazione fuori dall'orario di lavoro, in segno di protesta. Anche l'associazione di categoria ha deciso di sbarrare il portone. Questo è l'tteggiamento che i padroni hanno deciso di tenere di fronte ad una legittima mobilitazione e di fronte a problematiche che hanno come unico responsabile l'azienda e non certo i lavoratori.
Serve chiarezza rispetto al pagamento degli stipendi. Una multinazionale, come la solvay, non è in grado di risolovere una situazione come questa? Grazie alle proteste, in entrambi gli stabilimenti, la RSU è stata convocata per il 9 giugno. USB farà la sua parte affinchè si arrivi ad una soluzione che veda salvaguardati gli interessi dei lavoratori.
USB esprime piena solidarietà alle decine di attivisti, studenti, lavoratrici e lavoratori raggiunti da denunce in relazione alle mobilitazioni che negli ultimi anni hanno attraversato Pisa contro la guerra, il riarmo e in sostegno del popolo palestinese. Le oltre 60 denunce rappresentano un fatto grave che si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un progressivo irrigidimento delle politiche di ordine pubblico e da una crescente limitazione degli spazi di agibilità democratica e di conflitto sociale. A Pisa, città che è stata protagonista di importanti mobilitazioni contro la guerra e il genocidio del popolo palestinese, l'accanimento repressivo colpisce proprio coloro che hanno animato quelle piazze, dalle iniziative nelle università alle manifestazioni cittadine, fino ai grandi cortei che hanno accompagnato gli scioperi generali promossi da USB il 22 settembre e il 3 ottobre. E’ stato un autunno incredibile, milioni di persone in piazza in tutta Italia ma ci sono voluti due anni di genocidio in diretta perché questo avvenisse. Attorno agli scioperi generali indetti da USB e dal sindacalismo conflittuale si è sviluppato un movimento di massa che ha unito lavoratori, studenti, precari e realtà sociali sotto la parola d'ordine chiara: "Blocchiamo tutto". Migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare il genocidio del popolo palestinese, opporsi alle politiche di guerra, al riarmo e alla complicità del governo italiano con l'escalation militare israeliana. Quelle giornate hanno rappresentato un momento alto di partecipazione popolare e di ricomposizione sociale, dimostrando che esiste nel Paese una larga opposizione alle logiche della guerra e dell'economia di guerra. È proprio quella forza espressa nelle piazze a essere oggi oggetto di un tentativo di intimidazione. Dietro questa operazione non vediamo soltanto la volontà di perseguire singoli episodi, ma un disegno più ampio volto a colpire chi organizza conflitto sociale, solidarietà internazionale e opposizione alle politiche governative. In una fase segnata dall'aumento delle spese militari, dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e dall'inasprirsi dei conflitti internazionali, la risposta delle istituzioni sembra essere sempre più quella della repressione. Le immagini delle cariche contro gli studenti che manifestavano pacificamente per chiedere la fine del massacro del popolo palestinese restano impresse nella memoria della nostra città. Oggi, a quelle violenze, si aggiunge una nuova offensiva che passa attraverso denunce e procedimenti giudiziari rivolti a chi ha esercitato il diritto di manifestare. USB ribadisce che la solidarietà al popolo palestinese, il rifiuto della guerra e delle politiche di riarmo, la difesa dei diritti sociali e democratici non possono essere criminalizzati. Le mobilitazioni che hanno attraversato Pisa e il Paese in questi anni hanno rappresentato una risposta concreta alla normalizzazione della guerra e all'indifferenza verso il dramma vissuto dal popolo palestinese. Sono state piazze partecipate, popolari e determinate, che hanno rimesso al centro il valore dell'internazionalismo e della solidarietà tra i popoli, che hanno visto dopo tanti anni migliaia di lavoratrici e lavoratori aderire a uno sciopero politico e scendere in piazza. Per questo riteniamo fondamentale costruire la più ampia solidarietà nei confronti delle persone colpite dalle denunce, sostenendole sul piano politico e legale. Nelle prossime settimane promuoveremo momenti pubblici di confronto e iniziative di sostegno, coinvolgendo avvocati, associazioni, realtà sociali e sindacali, con l'obiettivo di contrastare l'ondata repressiva e difendere gli spazi di partecipazione democratica. Di fronte a questo tentativo di intimidazione, la risposta deve essere collettiva. Le decine di migliaia di persone che hanno riempito le piazze dell'autunno contro il genocidio del popolo palestinese e contro la guerra dimostrano che non si può reprimere un movimento che affonda le proprie radici nella giustizia sociale, nella pace e nella solidarietà internazionale. In quelle piazze c'eravamo tutti. E continueremo ad esserci.
Stamattina a Rosignano Solvay un operaio di trent'anni è morto. Caduto dal tetto di un'azienda in via degli Artigiani, dove stava sostituendo pannelli. Il tetto ha ceduto. Era il suo primo giorno di lavoro in quella ditta. Trent'anni. Primo giorno di lavoro. Ucciso sul lavoro. Ieri, ad Amendolara, in Calabria, sulla Statale 106, quattro braccianti di origine afghana — Waseem, Amin, Ullah e Safi — sono morti carbonizzati all'interno di un'auto, in un'area di servizio. Lavoratori sfruttati, stretti nella morsa del caporalato che da anni controlla la Piana di Sibari. Erano in Italia con regolare permesso di soggiorno da diversi anni. Si trattava di persone, lavoratori, non merce. Cinque morti in due giorni. E siamo solo al 4 giugno. Questo è il capitalismo italiano. Questo è il mercato del lavoro che ci vogliono far accettare. Non si tratta di fatalità, di sfortuna, di circostanze accidentali. Si tratta di un sistema che deliberatamente comprime il costo del lavoro fino all'osso, che trasforma i lavoratori in corpi usa e getta, che scarica sui più deboli, i precari, i migranti, chi non può permettersi di dire no, il rischio di morire per un salario quasi sempre sotto la soglia di povertà. Turni massacranti, paghe misere o nulle, schiavismo. E quando il corpo cede o il tetto crolla, li abbandonano sul ciglio della strada come oggetti consumati. Il caporalato non è un'anomalia del Sud. La precarietà mortale non è un'anomalia del Nord. Sono le due facce dello stesso sistema: quello che antepone il profitto alla vita, quello che usa la ricattabilità economica come arma di controllo sui lavoratori. USB rivendica con forza quello che questo sistema nega ogni giorno: il lavoro deve essere sicuro, sempre, per tutti. Questo significa rispetto rigoroso delle norme antinfortunistiche, formazione obbligatoria prima di mettere piede su un cantiere, dispositivi di protezione reali e funzionanti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza con poteri effettivi, compreso il blocco immediato delle lavorazioni a rischio. E significa responsabilità penale certa per chi uccide risparmiando sulla sicurezza. C'è poi il nodo legato ai salari che devono essere adeguati a una vita dignitosa. Perché la povertà salariale e la precarietà contrattuale non sono questioni separate dalla sicurezza: sono la stessa questione. Chi è ricattabile sul contratto è ricattabile anche sulla propria incolumità. Chi non può permettersi di rifiutare un lavoro pericoloso, un turno in più, un'ora sul tetto senza protezioni, è un lavoratore che il sistema espone deliberatamente alla morte. La fame è una forma di coercizione e il caporalato ne è l'espressione più brutale. Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro sono la scelta politica che pretendiamo da chi governa. È inutile che la politica si batta il petto davanti alle bare: dietro ogni morte sul lavoro c'è la sua firma. USB Toscana esprime il proprio cordoglio alle famiglie di tutti questi lavoratori. Trasformiamo il dolore in rabbia di classe e in lotta organizzata.
Iacomelli: “Ha funzionato il patto di collaborazione con i cittadini e gli esercenti”. Salvetti: “AAMPS/Retiambiente indispensabile per il successo di tutti i nostri eventi”.
In mezzo alla gente, ma con discrezione ed efficienza. Gli operatori di AAMPS/Retiambiente hanno contribuito alla riuscita dell’evento Straborgo che da venerdì 29 maggio a sabato 1 giugno ha visto migliaia di persone, tra cittadini e turisti, affollare le strade del quartiere. Una presenza continuativa per garantire la pulizia di Piazza Mazzini e delle strade limitrofe e realizzare la raccolta dei rifiuti sia con la vuotatura dei contenitori stradali sia con la raccolta dei materiali differenziati prodotti con quantitativi ingenti dagli esercenti della zona.
“Questa tipologia di manifestazione – commenta Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente – risulta per noi sempre particolarmente impegnativa soprattutto nel periodo estivo che prevede un’articolazione complessa dei nostri servizi di raccolta e spazzamento. Dobbiamo operare h24 e, allo stesso tempo, districarci tra la folla garantendo sempre le opportune condizioni di sicurezza per i nostri lavoratori e i cittadini. Siamo particolarmente soddisfatti nell’essere riusciti a dare il nostro contributo. Ho il piacere di sottolineare – conclude Iacomelli – la cooperazione che abbiamo riscontrato da parte degli organizzatori, degli abitanti del quartiere e degli esercenti che si sono prodigati per rispettare le regole straordinarie di conferimento dei rifiuti differenziati”.
“Lo dico da sempre – afferma Luca Salvetti, Sindaco di Livorno. AAMPS/Retiambiente è un’azienda che funziona egregiamente nell’erogazione dei servizi resi alla cittadinanza e questi eventi ne sono la riprova. Senza i puntuali servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti non saremmo qui a parlare del successo di Straborgo. Ringrazio i lavoratori per il consueto impegno profuso, gli abitanti del quartiere per la disponibilità concessa e gli esercenti per avere collaborato al meglio delle rispettive possibilità. Ora sotto con le altre kermesse in programma per la lunga stagione estiva”.
Approvato il bilancio 2025, è il settimo consecutivo. Il Sindaco: “AAMPS orgoglio della città”
Ratificando un utile di 252.000 € l’Assemblea dei Soci di AAMPS ha approvato nei giorni scorsi il bilancio aziendale 2025. Un risultato in linea con quanto registrato negli anni precedenti, comprendendo anche quelli relativi all’uscita anticipata dal concordato preventivo in continuità, con i bilanci che avevano ottenuto analoghi risultati (965.202€ nel 2019, 2.2912.441€ nel 2020, 515.035€ nel 2021, 94.835€ nel 2022, 131.270€ nel 2023 e 145.704 € nel 2024).
La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dedicata ai bilanci di tutte le aziende partecipate del Comune di Livorno, ma il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, affiancato dall’Amministratore Unico Aldo Iacomelli e dalle assessore Viola Ferroni e Giovanna Cepparello, ha tenuto ad aprire un faro su AAMPS/Retiambiente.
Luca Salvetti, Sindaco di Livorno
“Sono orgoglioso di questa azienda, dei servizi che eroga e di tutti i suoi lavoratori. Nel 2019 abbiamo trovato AAMPS in concordato preventivo, con un futuro a dir poco incerto e il rischio concreto di vederla soccombere sotto il peso di conti sballati e servizi alla cittadinanza inadeguati. Ora registriamo l’ennesimo bilancio in utile consecutivo, con il personale incrementato e stabilizzato e prospettive di consolidamento e sviluppo prima impensabili. In tale percorso siamo riusciti a traghettarla in RetiAmbiente consolidandone la vocazione industriale e riuscendo a contenere la TARI senza aumentarla per cinque anni e allineandola agli importi degli altri capoluoghi di provincia della Toscana. Sono i fatti che ci permettono di respingere al mittente le accuse sollevate recentemente da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale ammantate di macroscopiche inesattezze e castronerie indecifrabili sia riconducibili all’azienda sia alla sua holding”.
Viola Ferroni, assessora alle Società Partecipate
“AAMPS ha fatto un incontrovertibile cambio di passo tornando ad essere un’azienda in salute con un ruolo di primo piano sia nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza sia tra le società operative locali dell’Ato Toscana Costa che compongono la galassia Retiambiente e dove l’azienda riveste un ruolo di primo piano assoluto. Il cammino è stato impervio con ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi siamo invece nella possibilità di guardare al futuro con grande ottimismo e rinnovate prospettive di consolidamento sia sul versante economico-finanziario sia su quello dello sviluppo industriale”.
Giovanna Cepparello, assessora alla Gestione dei rifiuti e Igiene ambientale
“I numeri sono dalla nostra parte e ci dicono che AAMPS può cogliere risultati importanti inerenti la vocazione ambientale che è chiamata a rappresentare ed esprimere. Nonostante mesi di particolare difficoltà, dovuti a contingenze operative affrontate con impegno e sacrificio da parte di tutti, oggi l’azienda può guardare in avanti con rinnovato entusiasmo e approssimarsi ad innovare e introdurre importanti cambiamenti nella gestione dei rifiuti a livello locale in linea con le strategie condivise con le altre SOL del gruppo Retiambiente. Chiederemo ai cittadini la consueta collaborazione con l’obiettivo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, conferendo materiali di maggiore qualità, e allo stesso tempo continuare a diminuire la produzione dei rifiuti nelle rispettive abitazioni”.
Aldo Iacomelli, Amministratore Unico
AAMPS è un fiore all’occhiello di Livorno. Una società interamente pubblica che eroga servizi ambientali a favore della città fin dal 1949 con grande efficacia ed efficienza impegnando 421 lavoratori in moto perpetuo nella raccolta dei rifiuti, nella pulizia delle strade e nei servizi cimiteriali e commerciali. Tutto questo con i conti sotto controllo suffragati anche dall’assenza di debiti e avendo comunque effettuato importanti investimenti, attingendo a finanziamenti dedicati, senza fare ricorso al credito bancario. Il tutto nella massima trasparenza richiesta ad una società in house providing in affiancamento alla sua holding con la quale condividere strategie industriali ben ponderate”.
Alla raccolta solo alcune modifiche nelle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra
In vista della festività di martedì 2 giugno AAMPS/Retiambiente conferma che il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. Sono previsti solo alcuni cambiamenti negli itinerari di interesse per gli abitanti delle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra.
Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno della Festa della Repubblica:
Area Livorno Nord Indifferenziato: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.
Area Sant’Jacopo Marradi Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il lunedì.
Area Vittoria Stazione Zola Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.
Area Livorno est Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Picchianti – Porta a Terra Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Ardenza – La Rosa Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Livorno Sud Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.
Pentagono
Multimateriale: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00 del giorno di raccolta.
Aree Pentagono e Centro Allargato Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati. Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi martedì e riapriranno il giorno seguente. Servizio di raccolta pannolini/pannoloni: non effettuato nei giorni festivi.
Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).
L’Unione Sindacale di Base aderisce e partecipa alla manifestazione “No Base” del 2 giugno a Pontedera, una mobilitazione necessaria contro la militarizzazione dei territori, contro l’economia di guerra e contro le politiche imperialiste portate avanti dal governo italiano, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.
Da anni USB è impegnata nelle lotte contro la guerra, contro il riarmo e contro l’utilizzo dei porti, delle infrastrutture logistiche e dei territori come strumenti della macchina bellica. Lo abbiamo fatto organizzando scioperi, presidi e mobilitazioni nei porti italiani contro il traffico di armi e contro il coinvolgimento dell’Italia nei conflitti imperialisti.
Abbiamo sostenuto e promosso mobilitazioni internazionali dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e contro il genocidio del popolo palestinese, ribadendo che i porti non devono essere al servizio della guerra e della morte. Oggi più che mai è evidente il legame tra militarizzazione dell’economia, attacco ai diritti sociali e peggioramento delle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori. Mentre miliardi vengono destinati alle spese militari, ai programmi di riarmo e alla Nato, salari, pensioni, sanità, scuola e servizi pubblici vengono sacrificati sull’altare della guerra e del profitto.
Per questo diciamo con forza: GIÙ LE ARMI, SU I SALARI
La costruzione di nuove basi militari, l’espansione delle servitù militari e la subordinazione dei territori agli interessi strategici della Nato rappresentano un attacco diretto alle esigenze sociali delle classi popolari. Le lavoratrici e i lavoratori non possono pagare il prezzo della guerra, del carovita e delle politiche imperialiste.
USB denuncia il genocidio in Palestina e la complicità del governo italiano, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nel sostegno politico, economico e militare a Israele. Allo stesso tempo respingiamo le aggressioni economiche, politiche e militari contro i popoli che resistono all’ordine imperialista, dall’attacco permanente contro Cuba e Venezuela e l’attacco all’Iran. La guerra esterna si accompagna sempre alla guerra interna contro il lavoro, contro il conflitto sociale e contro il diritto di sciopero. La militarizzazione produce repressione, precarietà e impoverimento, mentre grandi gruppi industriali e finanziari aumentano i propri profitti grazie all’economia di guerra. Per queste ragioni saremo in piazza il 2 giugno a Pontedera insieme ai movimenti territoriali, alle realtà sociali e a tutte e tutti coloro che si oppongono alla guerra, all’imperialismo e alla militarizzazione dei territori.
NO ALLA BASE MILITARE NO ALL’ECONOMIA DI GUERRA NO ALL’IMPERIALISMO STOP AL GENOCIDIO IN PALESTINA GIÙ LE ARMI, SU I SALARI
Oggi la nostra città si è risvegliata con una bella notizia: le istituzioni di Piombino hanno formalmente cominciato a prendere posizione contro la crescita delle attività di carico e scarico di armi, mezzi militari ed altro materiale ad uso bellico nel nostro porto. La votazione favorevole del Consiglio Comunale di una mozione chiara e netta al riguardo (mozione presentata dai consiglieri di Rifondazione Comunista Fabrizio Callaioli e Dario Filippi, che ci teniamo a ringraziare) rappresenta senza dubbio un passo avanti, un passaggio figlio di un lungo percorso e che dovrà accompagnare una lotta che non è ovviamente finita.
Diverse realtà cittadine (tra cui anche il nostro sindacato e ovviamente il gruppo delle Donne in Nero) si sono lungamente spese perché la politica cittadina prendesse posizione e si attivasse concretamente contro il progressivo scivolare delle attività portuali verso l'ambito militare. Il voto di ieri dimostra che non è vero che lottare e protestare non serve a niente. Un comunicato, una manifestazione, un convegno, se isolati, spostano ben poco. Se uniti e capaci di durare nel tempo, possono invece riuscire a far pressione sulle istituzioni e a smuoverle. Una piccola ma utile lezione che pensiamo possa tornare utile anche rispetto a molti altri terreni di lotta. Per parte nostra, consideriamo il voto di ieri anche un frutto positivo dell'aver lavorato affinché l'opposizione ai movimenti di armi nel porto non andasse separata da quella contro il rigassificatore, riuscendo a portare questa saldatura di lotte anche nella manifestazione cittadina dell'11 aprile scorso.
Né a Piombino né altrove
Le ragioni per opporsi al carico e scarico di armi (che siano per esercitazioni o che siano dirette verso veri e propri scenari di guerra, come nel caso della nave partita da Piombino lo scorso 30 marzo e diretta verso l'Arabia Saudita) indicate dalla mozione, sono lo stesse che come USB sosteniamo da tempo, sia a livello nazionale che in relazione al contesto di Piombino. Motivi etici e politici generali innanzitutto. Motivi di sicurezza per i lavoratori e la città, vista anche la vicina presenza del rigassificatore, (peraltro potenziale obiettivi sensibile in caso di guerra). Ma anche specificamente legati alla crisi economica e produttiva del nostro territorio. Non è un caso che l'Esercito Italiano e il Ministero della Difesa sembrino intenzionati a rendere Piombino un Hub militare. Un contesto sociale sofferente, segnato da disoccupazione e cassa integrazione si traduce in una popolazione più ricattabile e in un territorio sacrificabile, a cui si può propinare di tutto in cambio di una manciata anche piccola di posti di lavoro. E infatti dopo la discarica e dopo il rigassificatore abbiamo avuto anche la logistica della guerra. Così non si può andare avanti.
Per noi continua ad essere cruciale capire che o si interrompe questa spirale di ricatto e di declino, pretendendo dalla politica scelte opposte e coraggiose (come la nazionalizzazione delle acciaierie, ad esempio), o il prezzo da pagare sarà sempre più alto. E che solo una mobilitazione reale e sentita da parte di lavoratori e cittadini, con l'appoggio di forze sociali e politiche solidali e determinate può allontanare questa brutta prospettiva.
Dire No alla militarizzazione del porto di Piombino significa per noi tenere aperta la possibilità di un vero rilancio e potenziamento della sua funzione civile e commerciale, la sola che può garantire vere ricadute positive in termini di sviluppo economico e di posti di lavoro. Dire No alla logistica e all'economia della guerra significa cioè stare dalla parte di Piombino e del suo diritto al futuro.
Non ci illudiamo e invitiamo a non illudersi. Molto è ancora da fare per ostacolare e e interrompere il va e vieni di queste navi. Ma la mozione approvata ieri è un piccolo strumento in più a disposizione di chi vorrà tentare di farlo, sapendo che altrove questo è stato già possibile. Dimostrare con sempre maggiore incisività che Piombino rifiuta di diventare un Hub militare è la difficile sfida che abbiamo davanti, sfida a cui non ci sottrarremo.
Un altro lavoratore che esce di casa e non ci torna più.
A Spianate, in provincia di Lucca, un operaio di 31 anni è morto schiacciato da una pressa dentro la ditta Cora Srl.
Non chiamatele morti bianche. Non chiamatele fatalità.
Non chiamatele tragiche coincidenze.
Questi sono omicidi sul lavoro.
Sono il prodotto di un sistema fondato sul profitto, sulla compressione dei costi, sulla riduzione della sicurezza a semplice variabile economica. In questo sistema i lavoratori vengono trattati come numeri, ingranaggi sostituibili, costi da abbattere per aumentare margini e produttività.
Ogni volta ci raccontano la stessa storia: si accerteranno le responsabilità, era un bravo lavoratore, si parla di “cordoglio”. Poi tutto continua come prima. Turni massacranti, appalti, precarietà, ritmi insostenibili, manutenzioni rimandate, formazione insufficiente, controlli inesistenti.
La verità è che queste morti vengono messe in conto.
Perché investire davvero in sicurezza costa.
E nel capitalismo italiano la vita di un operaio vale meno di un bilancio aziendale.
Mentre governo e padroni parlano di competitività e crescita, nei luoghi di lavoro si continua a morire. I profitti aumentano, i salari crollano, i diritti vengono smantellati e chi lavora paga con il sangue.
Noi diciamo basta.
Serve l’introduzione immediata del reato di OMICIDIO SUL LAVORO per imprenditori, dirigenti e responsabili che, violando norme e obblighi di sicurezza, causano la morte di lavoratrici e lavoratori.
Chi risparmia sulla sicurezza deve pagare penalmente.
Chi sfrutta deve rispondere delle proprie responsabilità.
Chi considera la vita operaia sacrificabile deve essere colpito duramente.
Non ci uniamo al coro dell’ipocrisia istituzionale.
La responsabilità politica è di governi che da anni smantellano controlli, favoriscono precarietà e obbediscono agli interessi delle imprese. La responsabilità morale è di un sistema economico che pretende produttività infinita e accetta la morte come prezzo normale del profitto.
Finché il profitto verrà prima della vita, continueremo a contare i morti.
E noi continueremo a stare dalla parte dei lavoratori contro questo sistema marcio, costruito sullo sfruttamento, sulla precarietà e sul sacrificio quotidiano di chi produce ricchezza e viene ripagato con salari da fame e bare.
Non abbiamo nulla da condividere con chi si arricchisce sulla pelle degli operai.
Nessuna pace sociale con padroni e governi complici di questa strage continua.
Ogni lavoratore ucciso dal profitto pesa sulle coscienze di chi difende questo modello economico fondato sullo sfruttamento e sull’impunità.
La nostra rabbia non si spegne con le parole di circostanza.
La nostra risposta sarà organizzazione, lotta e conflitto.
Perché chi lavora ha diritto a vivere.
E chi trasforma i luoghi di lavoro in luoghi di morte deve essere chiamato con il suo nome: responsabile di un omicidio sul lavoro.
Sportello sindacale contro le molestie di genere sui luoghi di lavoro – RETE ISIDE/USB 3389336083 - sicurealavorolivorno@usb.it
Negli ultimi anni Livorno ha visto crescere il peso economico del turismo, degli eventi stagionali e dei servizi legati alla ristorazione, all’intrattenimento e all’accoglienza. Questa trasformazione ha prodotto nuove occasioni di impiego all’interno di un settore sempre più fondato su un modello di lavoro deliberatamente e strutturalmente reso povero, precario e subalterno: caratterizzato da flessibilità e stagionalità estrema, salari bassi, contratti brevi o intermittenti, part time involontari ed elevata ricattabilità economica. In molti casi si tratta di lavori svolti da giovani, studenti, lavoratrici e lavoratori migranti o persone che vivono situazioni di fragilità economica e che, proprio per questo, incontrano maggiori difficoltà nel denunciare abusi o comportamenti scorretti per paura di perdere il posto o di non essere richiamati la stagione successiva. A questo si aggiunge una diffusa area di informalità lavorativa, fatta di lavoro nero, lavoro grigio, mansioni non contrattualizzate e assenza di tutele reali, condizioni che aumentano ulteriormente l’esposizione a ricatti, abusi e molestie. Nei contesti stagionali poi il confine tra lavoro, socialità e “intrattenimento” tende inoltre a diventare più ambiguo: bar, festival, locali, stabilimenti balneari ed eventi cittadini sono spesso spazi attraversati da consumo di alcol, rapporti informali e ritmi intensi, dove atteggiamenti molesti o discriminatori vengono troppo facilmente banalizzati come normale dinamica di settore, secondo una logica perversa di naturalizzazione degli abusi. In questo quadro, molestie, pressioni, ricatti, discriminazioni sessiste, razziste o omotransfobiche e abusi di potere rischiano di essere percepiti come inevitabili, soprattutto nei confronti di chi occupa posizioni lavorative più precarie e subalterne. È invece opportuno riconoscere che il contrasto e la prevenzione delle molestie e degli abusi sui luoghi di lavoro contribuisce a costruire ambienti più sicuri e vivibili per tutte e tutti, rompendo il silenzio e l’isolamento che troppo spesso accompagnano queste esperienze.
In vista della stagione estiva che sta per cominciare e degli eventi che, come ogni anno, attraverseranno Livorno - a partire dai contesti ufficiali come il Festival Straborgo che si terrà in città dal 29 maggio al 1° giugno, fino ad Effetto Venezia - che comporteranno un prevedibile aumento dei flussi e dei carichi di lavoro, torna centrale il tema delle condizioni di lavoro nei settori legati al turismo, alla ristorazione, all’accoglienza e all’organizzazione. USB e la RETE ISIDE richiamano, dunque, con forza l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la sicurezza e la tutela delle lavoratrici rispetto a molestie, comportamenti inappropriati e violenze nei luoghi di lavoro.
Le molestie NON sono “parte del lavoro” Qualsiasi comportamento indesiderato a sfondo sessuale, verbale o fisico, che leda la dignità della lavoratrice, costituisce una violazione della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e delle norme antidiscriminatorie. Non esiste alcuna giustificazione legata al contesto, all’afflusso di clientela o al “clima festivo”.
È responsabilità del datore di lavoro prevenire e intervenire Ricordiamo che il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso. Ciò significa:
• Valutare tutti i rischi, compresi quelli legati a molestie e violenze; • Adottare misure di prevenzione e protezione adeguate; • Intervenire tempestivamente in caso di segnalazioni.
L’inerzia o la sottovalutazione di episodi segnalati può configurare responsabilità diretta del datore di lavoro, con possibili sanzioni civili e penali.
Esiste una tutela internazionale: Convenzione ILO n. 190 L’Italia ha ratificato la Convenzione n. 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riconosce il diritto di ogni persona a un mondo del lavoro libero da violenze e molestie. Questa convenzione rafforza il quadro di tutela e obbliga anche i datori di lavoro ad adottare politiche attive di prevenzione e contrasto.
Cosa possono fare le lavoratrici RETE ISIDE e USB invitano tutte le lavoratrici a non restare sole e a tutelarsi attivamente:
• Segnalare immediatamente ogni episodio al datore di lavoro o al responsabile della sicurezza (RLS/RLST); • Documentare quanto accade (annotazioni, messaggi, eventuali testimoni); • Rivolgersi al sindacato per supporto e assistenza; • In caso di mancato intervento aziendale, attivare gli organi ispettivi (Ispettorato del Lavoro, ASL); • Nei casi più gravi rivolgersi ai Centri Anti Violenza e/o sporgere denuncia alle autorità competenti.
USB e RETE ISIDE sono al vostro fianco Non accetteremo che, dietro la retorica dell’evento e del turismo, si nascondano condizioni di lavoro degradanti e rischiose. La sicurezza e la dignità non sono negoziabili.
Invitiamo tutte le lavoratrici della ristorazione a contattare gli Sportelli territoriali dedicati al contrasto delle molestie, delle discriminazioni e della violenza di genere nei luoghi di lavoro per segnalazioni, supporto e tutela collettiva. Solo attraverso l’organizzazione e la lotta possiamo contrastare abusi e silenzi.
Rete Iside/Unione Sindacale di Base Sportello contro molestie, discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro Livorno
AAMPS conferma che in occasione della festività di venerdì 22 maggio prossimo il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. È previsto solo un cambiamento negli itinerari di interesse per gli abitanti dell’area Livorno Est.
Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno di Santa Giulia:
Area Livorno Nord Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.
Area Sant’Jacopo Marradi Carta-cartone: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Vittoria Stazione Zola Indifferenziato: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Livorno est Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Picchianti – Porta a Terra Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.
Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Livorno Sud Multimateriale: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).
Area Pentagono Carta-cartone: servizio attivo la sera (esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00).
Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati.
Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi venerdì e riapriranno il giorno seguente.
Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).
Lunedì 18 lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori degli asili nido ha registrato un’adesione altissima, portando alla chiusura di numerosi nidi e dimostrando con forza quanto fossero reali le criticità denunciate sul nuovo bando. La mobilitazione e la pressione esercitata in questi giorni hanno prodotto oggi, nell’incontro in Comune a Pisa, un primo risultato concreto: è stata formalizzata un’integrazione al bando che chiarisce finalmente il monte ore del servizio. Si passa ufficialmente da 241 ore + 8% a 260 ore + 8% di lavoro non frontale, riconoscendo una parte essenziale del lavoro educativo troppo spesso invisibilizzata e lasciata nell’incertezza. Un primo risultato importante, conquistato grazie alla lotta collettiva di lavoratrici e lavoratori. Ma la mobilitazione non finisce qui: continueremo a lottare per risolvere le criticità ancora presenti nel lavoro pubblico esternalizzato e per garantire diritti, dignità del lavoro e qualità dei servizi pubblici.
Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.
Livorno, 19 maggio 2026 – Da domani, mercoledì 20 maggio, sarà in vigore a Livorno l’ordinanza che obbliga i proprietari e i detentori di cani a rimuovere con acqua le deiezioni liquide degli animali nelle aree pubbliche e di uso pubblico.
L’ordinanza, della quale ha parlato la stampa italiana e straniera, avrà una durata di cinque mesi e terminerà il 31 ottobre in vista poi di introdurre questo provvedimento all’interno di regolamento comunale che estenderà l’obbligo a tutto l’anno.
In pratica sarà obbligo munirsi di appositi contenitori d’acqua da utilizzare per l’immediata rimozione delle deiezioni liquide depositate su superfici pavimentate e su altri spazi di arredo urbano, e sui mezzi di locomozione (ad esempio ruote di macchine o di scooter) parcheggiati sulla pubblica via.
È inoltre fatto assoluto divieto di consentire ai cani di urinare a ridosso di portoni e vetrine ed accessi ad abitazioni, uffici e negozi.
Lo ha stabilito appunto l’Amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale n. 135 del 28 aprile 2026, emanata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di cittadini che evidenziano il disagio determinato dalle maleodoranze e gli inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla presenza di deiezioni liquide animali sugli spazi destinati alla socializzazione di adulti e bambini, visto anche il notevole e crescente numero di animali d’affezione, in particolare cani, presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento è stato al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: la vicesindaca con delega alla Tutela Animali Libera Camici, l’assessora con Delega al Decoro Urbano Giovanna Cepparello, la garante degli animali Elisa Amato, la dirigente del Settore Manutenzioni e Cura della Città Silvia Borgo, la dirigente settore Istruzione, Giovani, Partecipazione e Tutela Animale Michela Casarosa, la responsabile dei Servizi Territoriali della Polizia Municipale Michela Pedini, la funzionaria Barbara Saliva, il responsabile del Decoro Urbano di Aamps/Retiambiente Andrea Valenti, la guardia zoofila dell’Oipa Giuliano Morelli.
Per quanto riguarda le deiezioni solide, gli articoli 31 e 32 del vigente Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali (la cui ultima modifica risale al 2018) prescrivono l’obbligo di rimuoverle immediatamente a chi accompagna i cani nelle zone pedonali e nelle aree verdi, comprese quelle di libera circolazione dei cani, nei giardini e nei parchi, negli esercizi pubblici, commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, utilizzando mezzi idonei alla rimozione, da mostrare su richiesta del Pubblico Ufficiale, a pena di sanzione secondo quanto previsto dall’art. 42 dello stesso Regolamento.
Il Regolamento attuale non prevede però analoga norma per quanto attiene alle deiezioni liquide.
Nelle more di una modifica alla regolamentazione comunale vigente, l’ordinanza 135/2026 adotta misure atte a prevenire e contenere tali fenomeni, per tutto il periodo più critico dal punto di vista climatico. Il significativo aumento delle temperature che si verifica in primavera-estate, associato a una diminuzione delle precipitazioni, incide infatti anche sulla salubrità e sul decoro degli spazi urbani, anche in conseguenza della maggiore evaporazione di liquidi organici dalle superfici pavimentate.
Nello specifico, il testo integrale dell’ordinanza n. 135 impone, dal 20 maggio al 31 ottobre, a tutti i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, anche se incaricati temporaneamente della loro custodia o conduzione:
• di munirsi, durante l’accompagnamento dei cani, di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche o detergenti, da versare all’occorrenza;
• di riversare una congrua quantità di acqua in corrispondenza del punto interessato dalle deiezioni liquide dei cani ai fini della loro diluizione e della ripulitura delle superfici interessate, su tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e sulle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via;
• è fatto divieto assoluto di consentire ai cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici e negozi e vetrine.
L’inosservanza di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000.
Rimane comunque a carico del trasgressore il ripristino dei luoghi.
Gli interventi
La Vicesindaca ha introdotto l’ordinanza sottolineando la sua grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale.
“Lo scopo principale non è punitivo, ma mira a elevare lo standard di igiene e decoro delle strade, dei marciapiedi e degli arredi urbani. Livorno conta circa 20.000 cani, un numero consistente che richiede responsabilità da parte dei proprietari per garantire una convivenza civile. La mancanza di rispetto delle regole da parte di una minoranza danneggia il lavoro degli operatori, dei proprietari responsabili e limita la fruibilità degli spazi pubblici, come i parchi, specialmente per i bambini”.
La Vicesindaca ha inoltre ricordato che l’Amministrazione ha rimosso i divieti di accesso ai cani in molti parchi per favorire le famiglie, ma avverte che, “se le segnalazioni di sporcizia e cani senza guinzaglio continueranno, potrebbero essere reintrodotte limitazioni”.
Ha inoltre ricordato il protocollo d’intesa con le guardie zoofile dell’OIPA, che hanno il potere di elevare sanzioni insieme alla Polizia Locale.
L’Assessora Cepparello ha parlato degli aspetti pratici e sociali del provvedimento sottolineando come l’ordinanza nasca anche per tutelare le persone con disabilità motoria, che spesso sporcano i propri ausili (sedie a rotelle) sui marciapiedi non puliti, portando poi lo sporco in casa. “I proprietari dei cani devono munirsi di bottigliette o spruzzatori con semplice acqua (senza sapone) da usare sui punti interessati dalle deiezioni liquide”. Ha ricordato il divieto assoluto di far urinare i cani ridosso di portoni, accessi ad abitazioni. “Si è optato per un’ordinanza, per agire tempestivamente prima dell’estate, quando il calore accentua i cattivi odori. L’ordinanza prevede una scadenza, ma recepiremo questo provvedimento all’interno di un regolamento in modo che l’obbligo delle bottigliette diventi permanente in tutte le stagioni e i mesi dell’anno. Il Comune non può lavare quotidianamente centinaia di chilometri di strade e la collaborazione dei cittadini è strategica”.
La Garante degli Animali ha posto l’accento sulla salute pubblica e sulla sicurezza nei parchi. Ha evidenziato che le deiezioni non raccolte contengono batteri e parassiti pericolosi per gli animali e soprattutto per i bambini che giocano nei prati. Ha citato situazioni di particolare degrado riscontrate nella zona di San Jacopo e vicino alla Baracchina Bianca, “dove i muri sono sporchi e i marciapiedi pieni di deiezioni solide”. Ha richiamato l’obbligo del guinzaglio nei luoghi pubblici, denunciando episodi di maleducazione subiti quando ha cercato di far rispettare questa norma. Infine ha esortato i cittadini a un maggiore rispetto per l’ambiente e per la città, sottolineando che il decoro urbano è un dovere di ogni proprietario.
Andrea Valenti, responsabile Decoro Urbano AAMPS/Retiambiente ha affermato: “Aamps si muove su due versanti: pulizia e sensibilizzazione al cittadino. In entrambi i casi abbiamo favorito un potenziamento dei servizi, pertanto forniamo un contributo determinante alla cura della città anche per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine. Siamo anche prossimi all’acquisto di 100 contenitori dedicati che avranno una bocca di ingresso dei sacchini molto piccola e, pertanto, non potranno essere utilizzati impropriamente per l’inserimento di sacchi invece destinati alla raccolta dei rifiuti. Nel mese di giugno provvederemo all’installazione presso le aree di sgambatura dei cani, i parchi pubblici e nelle zone che, dalle segnalazioni pervenute, risultano più soggetto a questa tipologia di abbandono”.
Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.
Raggiunge i 208 milioni il valore totale della
produzione
Livorno, 18 maggio 2021 – Negli ultimi anni le società partecipate del Comune
di Livorno hanno consolidato risultati positivi sotto il profilo economico,
gestionale e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, confermando il valore
strategico del sistema pubblico locale e la capacità delle aziende di affrontare le
sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’efficienza amministrativa.
Il quadro che emerge dai bilanci evidenzia una crescita costante della solidità
patrimoniale e organizzativa di realtà fondamentali per il territorio come
Esteem Srl, Casalp Spa, AAMPS Spa, Farma.Li Srl e ASA Spa. I bilanci 2025,
alcuni dei quali in corso di approvazione in questi giorni ed entro il 30 giugno,
come previsto dal Codice Civile, non fanno eccezione, ma anzi confermano
questo trend positivo.
In particolare, AAMPS Spa ha registrato bilanci in utile negli ultimi cinque
esercizi, confermando il raggiungimento di un equilibrio economico e
finanziario stabile dopo il percorso di risanamento completato negli anni
precedenti.
Anche Casalp Spa ha dimostrato un consolidamento del ruolo operativo svolto
per i Comuni dell’area livornese ed in particolare si è distinta in questi anni per
le azioni di recupero delle morosità e per la capacità di guidare, su un tema
complesso ed attuale come quello dell’abitare, politiche finalizzate a gestire un
ambito che è sempre più lontano dalla gestione patrimoniale e sempre più
vicino a quello sociale.
Positivi anche i segnali provenienti da ASA Spa, che continua a rappresentare
un presidio essenziale per lo sviluppo infrastrutturale e ambientale del
territorio, mantenendo elevati standard di servizio e una struttura societaria
solida.
Crescita significativa anche per Esteem Srl, realtà attiva nei servizi informatici,
nel supporto alla gestione dei tributi comunali e nella gestione della sosta a
pagamento, che negli ultimi esercizi ha registrato un incremento del fatturato e
dell’occupazione, rafforzando il proprio ruolo di supporto tecnologico alla
pubblica amministrazione locale, confermando di essere una struttura in
espansione e capace di innovare i servizi digitali rivolti ai cittadini.
Importanti risultati sono stati raggiunti inoltre da Farma.Li Srl, con i propri
bilanci che negli ultimi anni evidenziano una gestione economica positiva e un
progressivo rafforzamento della capacità finanziaria dell’azienda. Farma.Li ha
proseguito il percorso di ammodernamento delle farmacie comunali, puntando
sulla qualità dell’assistenza, sulla prossimità territoriale e sull’innovazione dei
servizi sanitari e socioassistenziali.
Nel complesso, il sistema delle partecipate del Comune di Livorno conferma
dunque una traiettoria positiva, caratterizzata da investimenti, equilibrio
economico e miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali. Un
patrimonio amministrativo e industriale che rappresenta un elemento
strategico per la crescita della città, per la tutela dell’interesse pubblico e per la
capacità del territorio di affrontare con solidità le sfide future.
Il sindaco Luca Salvetti ha aperto l’incontro sottolineando come le società
partecipate siano uno strumento imprescindibile per la gestione della città e dei
servizi ai cittadini. “Abbiamo lavorato sette anni sulla riorganizzazione e
l’aumento del personale, presentando numeri eloquenti, lo dimostrano i bilanci
in utile. Tutte e cinque le società principali (ASA, AMS, Farmali, Casalp e
Steam) hanno chiuso l’anno in positivo.
Il valore complessivo della produzione è di 208 milioni di euro, con un
incremento di 29 milioni rispetto al 2019.
Le aziende hanno raggiunto quota 1143 di personale con un aumento di 193
unità rispetto al 2019, diventando la terza realtà lavorativa del territorio dopo
l’ASL e il Comune stesso”.
L’Assessora al Bilancio con delega alle Società Partecipate Viola Ferroni ha
ringraziato l’Ufficio Società Partecipate, che ha definito la “spina dorsale” dei
risultati ottenuti. “Ribadisco l’importanza della governance pubblica per
perseguire obiettivi di interesse collettivo, andando oltre il semplice dato di
bilancio. Farmali ha concentrato il focus sulla vicinanza ai cittadini ed alla
ristrutturazione delle farmacie. Casalp ha ottenuto buoni risultati nel recupero
crediti e nell’efficientamento degli alloggi. Esteem ha incrementato i servizi,
inclusa la recente gestione della sosta a pagamento. Aamps ha raggiunto la
stabilità dopo un passato complicato che ha fatto “tribolare”
l’Amministrazione”.
Il direttore generale del Comune Nicola Falleni ha evidenziato il superamento
delle storiche criticità finanziarie delle partecipate: “che in passato
rappresentavano un “neo” nel bilancio comunale” ed ha fornito i dati del
bilancio consolidato 2024.
“Il “gruppo” (Comune + aziende) conta oltre 2.200 dipendenti. Valore della
produzione totale: quasi 570 milioni di euro. Utile consolidato: circa 14 milioni
di euro. Patrimonio netto: 763 milioni di euro”.
Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente ha dichiarato:
“Presenti e affidabili: con questi due aggettivi e in estrema sintesi sono nella
possibilità di descrivere la nostra azienda nel panorama delle municipalizzate
locali. Ogni giorno contribuiamo al decoro urbano con grande impegno e sforzo
da parte dei nostri operatori garantendo l’erogazione di servizi efficienti fin
dalle primissime ore della mattina sia sul versante della raccolta sia su quello
dello spazzamento. É importante sottolineare che per l’anno 2025 ci avvaliamo
di un utile di bilancio di 252mila euro. Un risultato che reputiamo importante
da affiancare all’evidenza di non avere registrato debiti. Siamo quindi orgogliosi
per quanto stiamo riuscendo complessivamente a fare, con uno sguardo di
ulteriore fiducia anche sul versante operativo essendo prossimi a realizzare,
avvalendoci anche di finanziamenti da parte della Regione Toscana, di due
ulteriori centri di raccolta per il corretto conferimento dei rifiuti dei cittadini. A
breve lanceremo anche una campagna di comunicazione rivolta a tutta la
cittadinanza per stringere ulteriormente il patto con i cittadini nel contrastare il
fenomeno degli abbandoni e aumentare le migliori azioni per la riduzione nella
produzione dei rifiuti indifferenziati, per la quale stiamo già registrando risultati
lusinghieri”.
Claudio Puccetti, amministratore unico di Farmali ha definito l’azienda con gli
aggettivi “tranquillo” e “partecipativo”.
Ha sottolinea il buon clima lavorativo tra i 60 dipendenti distribuiti su 9
farmacie. Ha messo in risalto la totale autonomia finanziaria della società, “che
permette di autofinanziare gli investimenti (come le ristrutturazioni di varie
farmacie) senza ricorrere a finanziamenti esterni.L’obiettivo futuro è spostare
la missione del farmacista sempre più verso i servizi di telemedicina”.
Marcello Canovaro presidente di Casalp ha utilizzato gli aggettivi “rigoroso” e
“partecipato” per definire il bilancio della società.
“La società ha superato pesanti difficoltà iniziate nel 2019 e ora chiude il
bilancio in positivo. Casalp non punta all’utile, ma a reinvestire ogni risorsa nel
mantenimento del patrimonio e in nuovi edifici.
Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 50 milioni di euro nella provincia e
messi a disposizione degli assegnatari 592 appartamenti precedentemente
sfitti”.
Stefano Taddia presidente di Asa sceglie gli aggettivi “collettivo” e “sostenibile”.
Esprime orgoglio per i 56,7 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo
anno, segnando un +150% rispetto al 2020.
Sottolinea come l’efficienza delle società di servizio pubblico sia un elemento
fondamentale per la sostenibilità e il benessere del territorio.
Antonio Paladini amministratore unico di Esteem descrive l’azienda come
“consolidata” e “visionaria”.
Riporta una crescita enorme negli ultimi 12 anni: “il personale è passato da 9 a
40 dipendenti e il fatturato è salito da circa 450.000 euro a quasi 2 milioni di
euro. L’azienda si è evoluta accettando servizi nuovi e diversi, come la gestione
dei parcheggi, mantenendo però un’anima orientata all’innovazione informatica
per il futuro dei servizi ai cittadini”.
Il Sindaco ha concluso la conferenza stampa ringraziando gli Uffici Comunali e i
due assessori che si sono succeduti nella gestione delle partecipate, Gianfranco Simoncini e Viola Ferroni.
Le Organizzazioni Sindacali USB Livorno e COBAS Lavoro Privato Livorno denunciano un fatto che ritengono estremamente grave, verificatosi in data 12 maggio 2026, presso la sede dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Livorno, durante un tentativo di conciliazione tra la Cooperativa COOPLAT e cinque lavoratrici impiegate nell’appalto della committenza Unicoop Firenze presso il cantiere Fonti del Corallo – Via Gino Graziani - Livorno.
Il tentativo di conciliazione era stato richiesto dall’Organizzazione Sindacale al fine di sanare una situazione di applicazione irregolare dei turni che si protrae nel cantiere da anni, nonché per ottenere la regolarizzazione degli orari e la corretta applicazione del contratto di lavoro in essere. Nel corso dell’ultimo dei tre incontri svolti presso l’ITL, la cooperativa ha presentato nuove proposte di variazione oraria che le lavoratrici, con il supporto delle OO.SS., hanno valutato come difficilmente accettabili, poiché relative a turni residuali rispetto a fasce orarie già assegnate ad altre lavoratrici che, a seguito del cambio di committenza, avevano prontamente sottoscritto le variazioni proposte dall’azienda. Tali modifiche, di fatto, formalizzavano orari già praticati senza alcuna regolarità rispetto ai contratti in essere, che peraltro non prevedono clausole elastiche o flessibili. Durante l’ultimo incontro, a fronte della decisione di una lavoratrice di non sottoscrivere una proposta ritenuta peggiorativa rispetto alle condizioni del contratto vigente, la rappresentante legale della cooperativa si è espressa in modo non esplicito ma chiaramente udibile, chiedendo al responsabile delle risorse umane di attivare il licenziamento. Un’ipotesi già ventilata nei precedenti incontri e ormai diffusamente percepita nel cantiere tra le lavoratrici. Riteniamo l'accaduto di una gravità inaudita e inaccettabile, resa ancor più intollerabile dal fatto di essersi verificato, sfacciatamente, all'interno di una sede istituzionale, in violazione di ogni principio di lealtà e correttezza. Le rappresentanti sindacali presenti e la legale di riferimento non hanno ritenuto possibile far sottoscrivere alla lavoratrice alcun accordo né proseguire la discussione sulle ulteriori proposte, poiché la procedura non appariva genuina né realmente tutelante. La mancata accettazione della variazione oraria esponeva concretamente le lavoratrici al rischio di licenziamento, in un contesto caratterizzato da un’elevata discrezionalità aziendale, con possibili profili discriminatori legati all’essere o meno socia della cooperativa e a valutazioni puramente soggettive sul comportamento delle lavoratrici, considerate più o meno “compiacenti” nei confronti di responsabili e dirigenti. Il tentativo di conciliazione si è ovviamente concluso con esito negativo. Le Organizzazioni Sindacali si riservano pertanto di attivare tutti gli strumenti sindacali a propria disposizione per rivendicare la tutela dei diritti delle lavoratrici e chiedono alla committenza di vigilare sull’appalto, assumendo una posizione chiara rispetto a comportamenti che ledono la qualità del lavoro e la dignità delle lavoratrici, molte delle quali operano da anni alle dipendenze della cooperativa anche in qualità di socie lavoratrici.
Unicoop Firenze, peraltro, è già stata più volte chiamata in causa e sollecitata a intervenire e a esprimersi nell’ambito di questo conflitto, sia indirettamente da COOPLAT, che ha ripetutamente dichiarato la necessità di modificare i turni per richieste ed esigenze della committenza stessa, sia direttamente dai sindacati, che hanno provveduto a informarla delle criticità emerse e delle conseguenze che tali scelte stanno producendo sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici coinvolte, richiedendo inoltre un incontro finalizzato ad aprire un confronto congiunto sulla gestione dell’appalto e delle condizioni di lavoro nel cantiere di Porta a Terra.
Riteniamo inaccettabile quanto accaduto e lesivo del ruolo e della funzione di una sede istituzionale nella quale la mediazione è finalizzata a garantire tutela ed equilibrio tra tutte le parti coinvolte. Chiediamo il rispetto delle sedi, dei ruoli e di relazioni sindacali improntate alla correttezza, nelle quali non può trovare spazio alcuna forma, esplicita o velata, di minaccia di licenziamento nei confronti di chi non intenda sottoscrivere u
na proposta aziendale ritenuta peggiorativa rispetto alle condizioni precedenti, soprattutto nel momento in cui viene richiesto il rispetto del contratto. Nessuna lavoratrice può essere lasciata indietro!
Il 7 maggio lavoratrici e lavoratori della scuola incroceranno le braccia insieme a studentesse e studenti, con manifestazioni territoriali in decine di città. L'appuntamento a Roma è alle ore 9:00 al MIM in viale Trastevere.
Lo sciopero, proclamato anche per il 6 maggio per garantire la massima copertura al personale, chiama al boicottaggio delle prove INVALSI e raccoglie l'invito alla mobilitazione dell'assemblea internazionale giovanile We do not enlist. Scioperiamo contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese, contro le nuove linee guida dei licei e contro un rinnovo contrattuale che propone salari vergognosi mentre l'inflazione cresce, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo. La scuola di Valditara non è la nostra. Le sue politiche reazionarie, classiste, repressive e di militarizzazione sono nemiche di studenti e lavoratori. Riprendiamoci spazi di democrazia e di organizzazione politica e sociale a partire dalle scuole, lottiamo per una scuola statale al servizio di chi la fa e la vive. Cancelliamo quasi quarant'anni di controriforme. Né "capitale umano" né manodopera ideologizzata! Scioperiamo perché la scuola non deve essere ridotta a produttrice di "capitale umano" da immettere sul mercato del lavoro secondo le logiche della competitività e del profitto. Rifiutiamo la retorica delle competenze, strumento ideologico con cui si svuotano i saperi critici e si addestrano menti flessibili, adattabili, sfruttabili. Rifiutiamo ancora una volta la formazione scuola-lavoro, sfruttamento di lavoro minorile travestito da esperienza formativa, che è già costata la vita a troppi giovani. In questo quadro si innesta la riforma degli istituti tecnici e professionali. I nuovi percorsi 4+2 e i nuovi quadri orari piegano i programmi alle esigenze produttive dei territori, erodono la formazione generale e critica, e avviano gli studenti delle classi popolari – quelli che storicamente frequentano i tecnici e i professionali – a diventare manodopera qualificata su misura per il distretto industriale di turno. Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere. Le nuove Indicazioni per i Licei: l'altra faccia dello stesso progetto classista. Mentre i tecnici e i professionali vengono consegnati alle imprese, il 22 aprile il ministero ha pubblicato il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: l'altra metà del disegno. Non un'operazione separata, ma il complemento ideologico della stessa controriforma. Ai figli delle classi popolari avviati nei "licei agrari", "chimici" o "tessili" – la trovata semantica con cui Valditara annuncia di voler smantellare la distinzione formale tra licei e tecnici – si vuole consegnare la formazione professionalizzante; ai licei tradizionali, frequentati in gran parte dalla borghesia e dai ceti medi, si destina invece la costruzione di una "coscienza" identitaria dichiaratamente eurocentrica e nazionalista. La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente, la soppressione della geostoria, la ridefinizione dell'inclusione come "architrave della cultura occidentale moderna": non sono scelte didattiche neutre, ma una precisa operazione politica. Si riscrive il canone in chiave identitaria, si restringe lo sguardo storico proprio mentre si chiede ai nostri ragazzi di diventare carne da cannone in guerre globali, si svuotano gli strumenti critici per leggere il presente – il colonialismo, le migrazioni, il genocidio in corso – riducendoli a marginalità rispetto a un nucleo "euro-occidentale" presentato come depositario universale di diritti e civiltà. È la stessa narrazione bellicista che giustifica l'aumento delle spese militari e la riduzione del welfare, trasferita dentro i programmi scolastici. L'irruzione dell'intelligenza artificiale "in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act", senza alcuna formazione strutturata per il personale e senza investimenti reali, completa il quadro: parole d'ordine modernizzanti su un impianto culturalmente regressivo. E come già accaduto per le Indicazioni del primo ciclo, la "consultazione" è una farsa: il questionario predisposto dal ministero non prevede neanche l'opzione del parere negativo. La fase di ascolto è una messa in scena, come lo è la riforma stessa. Tecnici e licei, dunque, non sono due capitoli distinti: sono il dritto e il rovescio dello stesso progetto. Una scuola che separa, che gerarchizza, che addestra i figli del lavoro al lavoro precario e i figli delle élite a una "missione di civiltà" funzionale alla retorica di guerra. Va respinta tutta intera. Inclusione, salari, contratto Scioperiamo per la scuola che include e non separa, capace di rispondere ai tagli agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024 – scelte di cinica contabilità fatte sulla pelle di studenti, famiglie e lavoratori, mentre i soldi pubblici vengono trasferiti all'industria militare. Rivendichiamo la stabilizzazione dei precari, l'internalizzazione degli educatori delle cooperative sociali, salari adeguati all'inflazione, un contratto degno. Contro la leva, contro la guerra! Davanti al rischio di escalation della guerra in Iran e alle sue ricadute globali, mentre il genocidio del popolo palestinese continua nel silenzio complice dei governi occidentali e delle complicità con lo Stato di Israele, dobbiamo riconnettere scuola e società reale. La scuola rischia di essere risucchiata nella spirale folle innescata dagli USA di Trump, con il silenzio-assenso degli altri governi occidentali, e di essere ridotta a funzione del processo di militarizzazione. In molti paesi europei si è già reintrodotta o ci si avvia a reintrodurre la leva militare obbligatoria. Anche contro la leva dobbiamo scioperare: gli studenti non sono carne da cannone, non sono forza lavoro disponibile, non sono risorse umane da ottimizzare per l'economia di guerra. Il progetto di reintroduzione della coscrizione non è separabile dall'escalation bellica, dall'aumento delle spese per gli armamenti a scapito del welfare, dalla narrazione che vuole trasformare le nostre scuole in anticamere delle caserme. Non a caso il 7 maggio sarà anche il giorno dello sciopero dei lavoratori portuali di USB contro la privatizzazione e la militarizzazione dei porti: una convergenza che riconnette i protagonisti delle mobilitazioni dello scorso autunno e dà forza a un progetto alternativo. Il 7 maggio si sciopera. Studenti e lavoratori uniti, contro la guerra, contro la leva, contro la scuola classista di Valditara – tecnici e licei. Per una nuova scuola pubblica, statale, democratica e antifascista.
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Pisa 16.10.2018 (Digital Media) – “Non è una rivoluzione digitale: è una insurrezione generata dalla rivoluzione mentale. È inutile chiedersi quali danni al nostro cervello possono fare lo smartphone o il tablet ma capire da quali cervelli è stato prodotto per accettarne la...
Pisa 11.10.2018 (Digital Media) – Tutto pronto per l’ottava edizione di Internet Festival-Forme di Futuro, il principale evento italiano dedicato all’innovazione digitale e ai suoi protagonisti, a Pisa da domani al 14 ottobre. La parola chiave di questa edizione è #intelligenza, intesa non...
Pisa 09.10.2018 (Digital Media) – Dall’11 al 14 ottobre Pisa ospita Internet Festival-Forme di Futuro, il principale evento italiano dedicato all’innovazione digitale e ai suoi protagonisti. La parola chiave è #intelligenza, intesa come ricerca di soluzioni smart, efficienti e sostenibili....
CAPOLIVERI (Livorno) 01.10.2018 (Digital Media) - Venti giornalisti da tutta Italia. Sedici ore di corso con lezioni d’aula e pratica sul campo. E poi in bike, tra natura, mare, escursioni, sperimentando le tecniche migliori per le riprese video, le interviste e il montaggio. E non è mancato...
Livorno 26.9.2018 (Digital Media) - Mobile Journalism, l’attesissimo corso gratuito di aggiornamento professionale per giornalisti iscritti all’Ordine è ormai ai nastri di partenza. Ben 14 crediti formativi verranno attribuiti a chi si appresterà a seguire l’evento che prevede, tra le altre...
Firenze 19.09.2018 (Digital Media) - Promuovere maggiore consapevolezza nell’uso della Rete da parte dei cittadini: questo l’obiettivo di una serie di incontri organizzati dalla biblioteca della Toscana “Pietro Leopoldo” e dal Consiglio regionale. ‘#Internet&Diritto. Il futuro in...
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Firenze 12.09.2018 (Digital Media) - Un premio non solo per sostenere e valorizzare la ricerca e l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese, ma anche per promuovere l’iniziativa giovanile e il potenziale del territorio. Questa la forza del “Premio Innovazione Toscana”, istituito con...
Firenze 20.08.2018 (Digital Media) – Una cultura sull’uguaglianza di genere, nel rispetto delle diversità: è questo l’obiettivo di ‘Toscana in Spot’. “Mettiamo a disposizione dei giovani video maker e degli operatori radiofonici toscani quindicimila euro per tre spot televisivi e tre...
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Firenze 25.05.2018 (Digital Media) - Sostenere i giovani che vogliono trasformare un talento in un'impresa, un'idea innovativa in un progetto imprenditoriale di successo, è questo il trait d'union che lega La culla del Rinascimento e il cuore dell'innovazione tecnologica. Per questo la Contea di...
Livorno 18.05.2015 L’Isola d’Elba è la destinazione preferita degli italiani per le vacanze 2018. È ciò che emerge dalla classifica Summer Vacation Value Report 2018, di TripAdvisor. Il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi ha individuato le dieci località nazionali ed estere...
Firenze 22.03.2018 (Digital Media) – Il progetto "Internet e minori" organizzato anche quest’anno dal Corecom, è in partenza e avrà come oggetto social media, web reputation, cyberbuyllismo e fake news. In sei aree della Toscana si svolgeranno incontri didattici negli...
Hanno rubato un bastone a un pensionato disabile facendolo cadere a terra e poi hanno postato il video dell'aggressione sui social. Protagonisti 5 ragazzini, 4 di età compresa tra i 14 e i 16 anni e un 13enne, identificati ieri sera dalla squadra mobile della questura di Pistoia. Il fatto è...
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C'è tempo fino al 19 maggio per presentare domanda per il concorso pubblico per la selezione e l'arruolamento di 17 ufficiali del ruolo tecnico dei carabinieri. Questi i posti disponibili:
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Legge 177/2024 – Nuovo codice della stradaApplicazione del nuovo procedimento sanzionatorio ex art.7, comma 15, CdSInformazioni per gli utentiCon riferimento al nuovo art.7, comma 15 del CdS, la Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento di pubblica Sicurezza del 20/12/2024, precisa che:- in caso di mancato pagamento della tariffa, la sanzione da applicare sarà sempre quella di cui al comma 14 primo periodo (da euro 42 a euro 173);- in caso di pagamento ...
Livorno, 22 dicembre 2022 – Sarà operativo da domani, sabato 22 gennaio, il nuovo servizio di car-sharing con auto totalmente elettriche fornito dal Comune di Livorno tramite la società Playcar di Cagliari nell’ambito del Progetto Modì (Mobilità Dolce e Integrata nell'Area vasta livornese), cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e con l’Amministrazione Provinciale ente coordinatore.Un servizio utile, ...
Al via a Livorno il nuovo servizio di pagamento della sosta sulle “Strisce blu” con lo smartphone attraverso l’app “Telepass Pay”, senza più spreco di tempo e denaro. È ora attivo anche nella città di Livorno il servizio di pagamento delle soste nelle aree gestite con parchimetro tramite l’app Telepass Pay:l’innovativo sistema consente di pagare la sosta sulle strisce blu con il proprio smartphone, anche senza avere il Telepass ...
Numeri utili città di Livorno:Soccorso sanitario 118V.V.F. 115Carabinieri 112Polizia di stato 113Guardia di Finanza 117Corpo Forestale dello Stato 1515Guardia Costiera 1530Soccorso Stradale ACI 0586 803116Prefettura di Livorno 0586 235111Comune di ...
Zona del mercato, i residenti della Ztl “C” possono transitare e parcheggiare anche in “D” e viceversa.Livorno, l'ordinanza entra in vigore da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017.LIVORNO. Sarà consentito, a partire da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017, ai residenti della Ztl “C”, muniti di contrassegno, di transitare e sostare anche nella Ztl “D” e viceversa.Si rinnova pertanto l’ordinanza che prevede, ...
L'area del parcheggio sottostante il ponte di SS Trinità deve ritenersi riservata esclusivamente ai veicoli dei residenti/dimoranti muniti di contrassegno zona "A" come da Determinazione N° 8265 del 04/11/2019.
A partire dal mese di novembre ed entro il 28 febbraio 2025 sarà possibile effettuare il rinnovo dei permessi a pagamento ZTL/ZSC per i mezzi dei professionisti (medici, rappresentanti, giornalisti, enti, cooperative ecc) e per le seconde e terze auto dei residenti. Nessun rinnovo è invece richiesto per i contrassegni gratuiti relativi alla prima auto dei cittadini residenti, che sono validi a tempo ...
Ancora non si sa quanto tempo starà fuori l’argentino, ma Italiano studia già le alternative. Ikoné deve cambiare passo e con lui anche Brekalo. E a gennaio Kouamé va in Coppa d’Africa
Tre militanti di Azione Studentesca hanno ricevuto l'avviso con l'accusa di concorso in lesioni, la stessa formulata dalla procura dei minori per tre adolescenti
Nel 1986 il futuro re venne per la prima volta in Toscana. A fargli da guida c’era Giovanni Caselli, chiamato da Bona Frescobaldi. Il racconto del loro incontro
Domenica 17 appuntamento in città con la "Babbonatalata": centinaia i centauri in tuta rossa e barba bianca. Nel weekend aperto il parco di Ugnano per donazioni e visite al canile
La candidata in pectore di Renzi: “Accolgo con apertura le parole di Funaro”. Il segretario dem Ceccarelli risponde: “Non è più tempo di tatticismi e furbizie”
Sei anni di reclusione e interdizione dagli uffici pubblici. I fatti del 2019 sono avvenuti in un’aula: lei, 50 anni, era la sua insegnante di sostegno
Le pergamene sono andate alle portavoce della Questura di Firenze e del Comando provinciale dei Carabinieri, Vanessa Monti Pellegrino e Angela Domenica Salerno, al vigile del fuoco Gabriele Ghisti e all'unità cinofila Elio della Guardia di Finanza, con il conduttore Rudolf Russo
6 milioni erogati dal Fondo di solidarietà nazionale, mentre un ulteriore milione sarà assegnato con un secondo bando. Giani: “Grazie alla Regione nelle prossime settimane attiveremo l’iter per l’assegnazione degli indennizzi”
Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”
Per ora sono 120 i ragazzi interessati. Sulle pagine del giornale online si parlerà di ambiente, diritti, legalità, lavoro, sicurezza e politica, ma anche di lotta alla violenza di genere
Il 20% dice di usare frequentemente lo smartphone mentre conduce un veicolo. Lo studio dell’Agenzia regionale di sanità “Welfare e salute Toscana 2023”
Nuovo brutto episodio nello sport giovanile, sempre in provincia di Firenze. L'insulto ai danni di un calciatore del Firenze Sud, nella partita contro Pelago
Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata
Intanto Saccardi replica a Sinistra Italiana sulla “città della rendita”. E Montanari potrebbe fare il capolista, ma non il candidato sindaco, di una lista di sinistra
Tra le motivazioni gli alunni fanno saper di voler rovesciare la narrazione su Palestina e femminicidi, affiancare le lotte dei lavoratori e avanzano richieste sulla gestione della dirigenza scolastica