Vista elenco

Google Pixel 10 Pro in sconto di 350€ su Amazon ed è il minimo storico

13 Giugno 2026 ore 08:54

google-pixel-10-pro-sconto-350e-amazon-minimo-storico

Super offerta su Amazon per ottenere il mitico Google Pixel 10 Pro da 128 GB, ora in sconto di 350€ crolla al prezzo più basso di sempre.

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Intervista a Stefan Mesken: “La traduzione resta uno dei problemi più complessi dell’intelligenza artificiale”

13 Giugno 2026 ore 07:00
A The Big Interview lo chief AI scientist di DeepL racconta le prossime sfide: dalla traduzione vocale all’AI agentica, passando per l’apprendimento continuo e il ruolo dell’Europa nella corsa globale verso l'intelligenza artificiale

Prezzo fisso fino a 10 anni scegliendo oggi NeN: stop ai rincari in bolletta

12 Giugno 2026 ore 19:50

luce gas

Con NeN è possibile bloccare il prezzo di luce e gas e proteggersi dai rincari: ecco le promo con prezzo fisso fino a 10 anni con il fornitore.

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Samsung Galaxy A27 svelato a sorpresa: nuovo Snapdragon e 6 anni di aggiornamenti, ma occhio ai downgrade

12 Giugno 2026 ore 18:30
La fascia dei base di gamma 2026 accoglie una novità attesa, che ha deciso di saltare l’evento di presentazione ufficiale per mostrarsi direttamente online. Senza troppi giri di parole, la divisione ceca di Samsung ha inserito nel proprio catalogo il […]

Come usare l’AI per ritrovare la calma nei momenti difficili

12 Giugno 2026 ore 17:30

Prompt AI della quercia per ritrovare la calma

L'AI non dà consigli di vita, ma può offrire qualcosa di altrettanto utile, uno sguardo esterno, privo del coinvolgimento emotivo. Ecco come.

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Social vietati sotto i 16 anni: i Paesi che tutelano i minori, e l’Italia?

12 Giugno 2026 ore 14:34

I paesi che vietano i social ai minori

14 paesi stanno vietando o considerando il divieto dei social media per i minori. L'Australia ha aperto la strada. L'Italia non arriva mai al dunque.

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HUAWEI WATCH GT Runner 2 in offerta: 30€ di sconto e cuffie FreeBuds 7i in regalo

12 Giugno 2026 ore 12:30

HUAWEI WATCH GT Runner 2 in offerta: con coupon ABLAMGTRUN risparmi 30€, ricevi gratis un cinturino extra e le cuffie FreeBuds 7i sul sito ufficiale!

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HTTP/2 Bomb: l’attacco DoS che distrugge nginx, Apache e IIS in 10 secondi (trovato da un’IA)

12 Giugno 2026 ore 08:45
A volte le vulnerabilità più efficaci spuntano fuori da funzionalità che fanno esattamente quello che è previsto. È questo il caso di HTTP/2 Bomb, un attacco denial-of-service (DoS) remoto pubblicato dal gruppo di ricerca Calif che colpisce le configurazioni predefinite dei principali web server: nginx, Apache httpd, Microsoft IIS, Envoy e Cloudflare Pingora. Partiamo subito...

La Serie A ha aperto le porte a Polymarket, la piattaforma di prediction market in cerca di legittimazione

12 Giugno 2026 ore 07:00
Macina accordi commerciali, accesso ai dati e visibilità nello sport con l'obiettivo di costruirsi una legittimazione d'immagine, prima che legale, proprio nell'estate dei Mondiali in Nord America. E il calcio italiano agisce in ordine sparso

La messaggistica sbarca su YouTube: ora è possibile chattare e condividere video direttamente nell’app

11 Giugno 2026 ore 18:45
Quando scopriamo un video divertente o un tutorial estremamente utile, l’istinto immediato è quello di volerlo mostrare a un amico. Fino a poco tempo fa, questa semplice azione richiedeva di uscire dalla piattaforma, copiare un link e incollarlo su un […]

DENTRO APPLE PARK: edifici, AI e iOS 27

11 Giugno 2026 ore 12:30
Esiste un momento esatto in cui l’innovazione tecnologica incontra la perfezione ingegneristica, e vivere quell’istante dall’interno del quartier generale di Cupertino è un privilegio riservato a pochi. Con al collo una camera ancora sotto embargo – le cui prestazioni in […]

Satispay prepara un aumento di capitale fino a 120 milioni per diventare una piattaforma finanziaria completa

11 Giugno 2026 ore 10:32
Satispay è stata per anni sinonimo di pagamenti da smartphone, ma sta diventando molto altro, spaziando dalla previdenza agli investimenti. Con una convinzione: prima di guardare all’estero, c’è ancora molto spazio per crescere in Italia

Un nuovo sito per le donazioni e tanti ricordi: KDE Compie trent’anni!

11 Giugno 2026 ore 08:45
Dove eravate trent’anni fa? Usavate già Linux? Vi sorprenderà sapere che a dispetto di quello che voi stavate facendo (e chissà qualche lettore nemmeno era ancora nato), nel 1996 il progetto KDE era appena stato creato. In quell’anno Matthias Ettrich ha infatti annunciato la creazione del progetto Kool Desktop Environment (KDE), un’interfaccia grafica per i...

Telegram sbarca di nuovo su Apple Watch con un’applicazione completamente rinnovata

10 Giugno 2026 ore 18:30
Gestire le proprie chat direttamente dal polso, senza dover estrarre continuamente lo smartphone dalla tasca, è una comodità a cui molti utenti faticano a rinunciare. Dopo una lunga assenza che aveva lasciato l’amaro in bocca ai fan della piattaforma di […]

OnePlus Turbo 6X e 6X Pro: autonomia super e processori MediaTek | Specifiche e Prezzi Cina

10 Giugno 2026 ore 18:00
Gli appassionati di tecnologia che desiderano dispositivi in grado di superare agilmente la giornata di utilizzo intensivo possono finalmente rifarsi gli occhi. Dalla Cina arriva infatti un annuncio che farà la gioia di molti: una nuova coppia di smartphone appena […]

Un upgrade a Fedora 43 (e Dovecot) ha svelato un bug di Outlook vecchio di vent’anni

10 Giugno 2026 ore 08:45
Utenti convinti di muoversi in un contesto sicuro come quello SSL si sono ritrovati con un disservizio quando, remotamente, i server di Fedora hanno smesso di erogare i protocolli PLAINTEXT. Il motivo? Outlook diceva di connettersi in forma criptata, ma in realtà lo faceva in chiaro.

WhatsApp per iPhone si rinnova: gestire due account sullo stesso dispositivo è ora realtà

9 Giugno 2026 ore 18:35
Gestire vita privata e professionale dallo stesso smartphone è sempre stata una sfida, costringendo molti ad affidarsi a soluzioni di ripiego o a portare con sé due telefoni. Questa necessità trova finalmente una risposta definitiva: l’attesa funzione per utilizzare due […]

Tutte le novità dei servizi Apple: intelligenza artificiale, pagamenti divisi e nuove funzioni per l’autunno

9 Giugno 2026 ore 17:00
L’ecosistema di Cupertino si prepara ad accogliere un’importante ondata di aggiornamenti software previsti per l’arrivo dell’autunno 2027. Le innovazioni toccheranno trasversalmente le principali applicazioni dell’azienda, puntando a migliorare l’esperienza quotidiana attraverso l’integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, opzioni di condivisione […]

Pubblicata la strategia per l’open-source della Commissione Europea che piace alla FSFE

9 Giugno 2026 ore 08:45
Se sia o no la svolta a proposito del principio "Public Money? Public Code!" lo dirà solo il tempo, ma il pacchetto per la Sovranità Tecnologica che è stato appena pubblicato ha tutti i presupposti per esserlo. Il compito della FSFE? Far si che gli obiettivi siano legati a progetti giuridicamente vincolanti!

WWDC 26: Apple annuncia iOS 27, la nuova generazione di Apple Intelligence e Siri AI, che non arriva in Europa

8 Giugno 2026 ore 20:54
L’edizione 2026 della WWDC di Cupertino ha delineato la traiettoria futura dell’ecosistema software di Apple. Con la presentazione in anteprima di iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27, visionOS 27 e tvOS 27, l’azienda ha introdotto aggiornamenti che mirano […]

Samsung Galaxy S26 FE: prima foto dal vivo e dettagli sulle specifiche

8 Giugno 2026 ore 19:30
L’attesa per i prossimi dispositivi dell’azienda sudcoreana si arricchisce di un nuovo capitolo inaspettato. Una recente apparizione online ha infatti bruciato le tappe, mostrandoci in anticipo quello che a tutti gli effetti è il Samsung Galaxy S26 FE. Sebbene la […]

CIFSwitch: un bug del Kernel Linux vecchio 19 anni che regala i permessi di root

8 Giugno 2026 ore 10:30
Se dopo le intense scorse settimane vi erano mancate le CVE sul Kernel Linux, eccovene un’altra: si chiama CIFSwitch, è nascosta nel codice dal 2007, e sotto le giuste condizioni permette a un utente senza privilegi di ottenere accesso root completo al sistema. Questa volta però non parliamo di qualche trucco sulla page cache, ma...

I RICONDIZIONATI che HANNO UNA GARANZIA PIU’ LUNGA DEI NUOVI iPHONE

7 Giugno 2026 ore 10:30
Sapete bene come la penso sull’economia circolare e quanto sia un grande fan dei dispositivi ricondizionati. È un mondo affascinante, ma spesso pieno di zone d’ombra. Ecco perché, dopo aver provato in studio alcuni dei loro iPhone, ho accettato l’invito […]

Cose di cui si potrebbe fare a meno: Microsoft pubblica Coreutils for Windows!

5 Giugno 2026 ore 08:45
Se fino a ieri un utente Linux all'interno della Powershell di Microsoft Windows si sarebbe sentito frastornato, con la pubblicazione di Coreutils for Windows le cose cambiano. È infatti possibile avere comandi Linux nativi in Windows. Il punto è: ce n'era davvero bisogno?

Il gruppo criminale cinese TA4922 adesso punta anche all’Europa

4 Giugno 2026 ore 14:52

Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco tempo fa concentrato prevalentemente sul mercato asiatico sta ampliando rapidamente il proprio raggio d’azione verso Europa e Africa. Secondo le analisi pubblicate da Proofpoint, il gruppo chiamato TA4922 ha aumentato sensibilmente il volume delle proprie operazioni nel corso del 2026, prendendo di mira organizzazioni nel Regno […]

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AMD rivede la licenza del suo software Vivado: gratuito per Windows, ma non per Linux!

4 Giugno 2026 ore 08:45
Nuove vette per la discriminazione degli utenti Linux. Se infatti eravamo abituati alla poca considerazione, cosa dire di questa nuova frontiera in cui, apparentemente, gli utenti sono talmente pochi (il 30%) che se vogliono la versione Basic del software la devono pagare... Un vero inedito!

La sicurezza per Red Hat e IBM vale 5 miliardi, ma intanto ci sono pacchetti npm ufficiali infetti da combattere

3 Giugno 2026 ore 08:45
Project Lightwell è un'iniziativa di Big Blue che vuole mettere intelligenza artificiale e 20.000 ingegneri al servizio della sicurezza, una sorta di task force che (a pagamento) proteggerà le supply chain delle aziende. Solo il cielo sa quanto ce ne sia bisogno, perché Aikido Security nel frattempo ha scoperto un worm presente nelle librerie ufficiali npm di Red Hat che ruba tutto quello che si può rubare in termini di informazioni riservate.

Uno studio di Yale scopre cambiamenti positivi negli adulti dai 65 anni in su

7 Marzo 2026 ore 08:00

Che cosa c’è dietro un’importante affermazione dell’università di Yale sull’invecchiamento? Lo studio di un suo team di scienziati ribalta l’opinione che diventare anziani sia un male: l’avanzare dell’età offre possibilità di miglioramento, perché? Gli studiosi affermano che è proprio il pensiero degli anziani sull’invecchiare a influenzare un processo che fa i conti con la salute ma ha anche delle potenzialità. Quindi, sono mentalità e pregiudizi che possono incidere sulla qualità della vita dopo gli anta.

L’autrice dello studio, Becca R. Levy, docente di scienze sociali e comportamentali, ha analizzato i dati di uno studio decennale sugli anziani americani a livello nazionale. La scoperta all’interno del dipartimento di salute della Yale School è che la metà degli adulti di età pari o sopra i 65 anni ha mostrato un miglioramento cognitivo ma anche fisico nel tempo.

In tarda età, molte fatiche della vita come il lavorare, portare pesi e altro vengono limitate. Si tende a faticare meno o a disincentivare il lavoro più pesante. Mente e fisico sicuramente devono affrontare primi problemi di salute. Però, non è una costante e molti anziani, che hanno più tempo libero, possono usufruirne per migliorarsi e migliorare anche le condizioni fisiche.

molti anziani migliorano nel tempo

I dati riconsiderati dell’Health and Retirement Study: anziani dai 65 anni in su seguiti per 12 anni tra attività fisiche e vita quotidiana per scoprire la tendenza al miglioramento

L’analisi di Becca Levy non ha scoperto miglioramenti in piccoli gruppi eccezionali ma in soggetti collegati o accomunati da diversi fattori importanti. Tra questi, anche il non vedere l’invecchiamento per forza come un ostacolo o un decadimento. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geriatrics e contengono diverse informazioni.

L’Health and Retirement Study è l’indagine longitudinale sugli anziani americani, finanziata a livello federale. Coinvolse 11.000 partecipanti ed è lo studio utilizzato per trarre i dati sulla nuova filosofia dell’invecchiamento. I cambiamenti cognitivi furono valutati considerando funzionalità fisiche come camminata veloce e altre attività. In un follow-up di 12 anni, il 45% dei partecipanti ha registrato miglioramenti in due ambiti di vita. Il 32% ha registrato miglioramenti cognitivi, il 28% miglioramenti fisici.

Queste percentuali non dicono che non ci siano deterioramenti fisici e cognitivi, come dice lo studio stesso: “Se si fa la media di tutti, si nota un declino. Ma quando si considerano le traiettorie individuali, si scopre una storia molto diversa. Una percentuale significativa dei partecipanti più anziani che abbiamo studiato è migliorata“.

Uno studio di Yale scopre cambiamenti positivi negli adulti dai 65 anni in su è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Kroah-Hartman: l’alleato contro il fiume di bug generati dall’AI nel Kernel Linux è Rust!

29 Maggio 2026 ore 09:30
E se la soluzione al sovraccarico dettato dalle segnalazioni di sicurezza mediante AI fosse l'utilizzo di un linguaggio di programmazione che, per sua stessa natura, previene la maggioranza dei problemi in fase di compilazione? Secondo il maintainer del Kernel Linux stabile la soluzione è proprio quella: Rust risolverebbe almeno il 60% dei problemi all'origine.

Il 78% delle aziende ha già subito o sospetta incidenti legati all’IA

28 Maggio 2026 ore 13:20

A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report” realizzato da Check Point insieme a Cybersecurity Insiders, sembra proprio che l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende stia crescendo più rapidamente della capacità delle organizzazioni di proteggerla. Il report, basato sulle risposte di 1.042 professionisti IT e cybersecurity provenienti da organizzazioni di tutto il mondo, mostra un quadro […]

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Anche la California potrebbe rivedere la legge sul controllo dell’età delle distribuzioni Linux open-source

28 Maggio 2026 ore 08:45
Dopo il Colorado, anche lo stato dove sono nati i Doors rivede lo spettro di applicabilità della legge che demanda ai sistemi operativi la verifica sull'età di chi li usa. La sensazione è che sia ancora troppo poco, principalmente perché i produttori di hardware con Linux preinstallato, a quanto pare, dovranno comunque adeguarsi.

SEO poisoning e chatbot AI dirottati per un malware miner

27 Maggio 2026 ore 15:00

Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità nel panorama cybercriminale. Da decenni gli attaccanti manipolano i motori di ricerca per spingere siti malevoli tra i primi risultati, inducendo gli utenti a scaricare malware credendo di visitare pagine legittime. Ma una nuova campagna analizzata da Microsoft Security Blog mostra un’evoluzione particolarmente interessante del […]

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Se competere con i ritmi dell’AI è impossibile, rimanere umani è l’unica speranza per l’open-source

27 Maggio 2026 ore 08:45
Il progetto curl, come il Kernel Linux ed altri progetti open-source, è letteralmente sovrastato da report di sicurezza artificiali che sono validi, dettagliati e lunghi da analizzare. A farne le spese è chi gestisce i progetti, ed il conto è salato, poiché impatta sulla vita familiare e gli affetti.

Bambu Lab non solo viola la licenza AGPL, ma minaccia chi sviluppa fork del suo software

26 Maggio 2026 ore 08:45
L'azienda produttrice di stampanti 3d, e dei software che servono ad utilizzarle, è stata imbeccata dalla Software Freedom Conservancy non solo perché si è "dimenticata" di rilasciare i sorgenti dei propri software basati su codice AGPL, ma anche perché ha minacciato azioni legali contro uno sviluppatore reo di aver fatto reverse engineering per rimettere le cose a posto.

GitHub violata: 3.800 repository interne rubate tramite un’estensione VS Code malevola

25 Maggio 2026 ore 08:45
La poca attenzione nell'installare un'estensione da parte di un dipendente costerà cara in termini di credibilità alla piattaforma proprietà di Microsoft che ha confermato una violazione tutta da quantificare. La superficie colpita al momento pare essere limitata solo ad alcuni repository "Internal", ma le evoluzioni sono tutte da scoprire.

HackerOne taglia drasticamente le ricompense dei bug bounty

21 Maggio 2026 ore 15:43

L’epoca d’oro dei bug bounty potrebbe stare entrando in una nuova fase molto più complessa. HackerOne, una delle piattaforme più importanti al mondo per la segnalazione responsabile di vulnerabilità, ha drasticamente ridotto le ricompense economiche del proprio programma Internet Bug Bounty (IBB), provocando forti reazioni nella comunità dei ricercatori di sicurezza. Secondo quanto riportato da […]

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MSHTA, lo “zombie” di IE che alimenta attacchi su Windows

19 Maggio 2026 ore 15:52

Nonostante Internet Explorer sia ormai ufficialmente morto da tempo, uno dei suoi componenti storici continua a rappresentare un serio problema di sicurezza per gli ambienti Windows moderni. Si tratta di MSHTA.exe, il Microsoft HTML Application Host, una utility legacy ancora inclusa di default nel sistema operativo e oggi sempre più sfruttata dai cybercriminali per distribuire […]

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FreshRSS 1.29.1

20 Maggio 2026 ore 19:58

This is bug-fix release for 1.29.0.

Feature highlights✨:

  • Accept .txt import of feed URLs in additional to e.g. OPML
  • New CLI for automatic periodic SQLite export with retention
  • More feed info: last received date, publication date

Bug fixes highlights 🐛:

  • Fix cookies with some browsers
  • Fix search in shared user queries with empty results

UI highlights 🖼:

  • Improve Web browsers compatibility

This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @IEEE-754, @Inverle, @McFev, @ciro-mota, @cweiske, @polybjorn and newcomer @mzl2233

Full changelog:

  • Features
    • Accept .txt import of feed URLs in additional to e.g. OPML #8818, #8837
    • New CLI for automatic periodic SQLite export with retention #8819
    • More feed info: last received date, publication date #8799
  • Bug fixing
    • Fix cookies with some browsers #8867
    • Fix search in shared user queries with empty results #8863
    • Fix XML errors with loading invalid OPML in lib_opml library #8652, #8853,
      lib_opml#48, lib_opml#51
    • Fix ensure maximum number of feeds also with Dynamic OPML #8832
    • Fix click mark as read #8817
  • UI
    • Improve browser compatibility to keep mobile navigation at the bottom #8833
    • Improve support of older/simpler Web browsers/engines such as SeaMonkey #8810,
      #8811, #8813,
    • Improve Swage theme #8842
    • Rename Nord theme to Nord #8805
    • Replace GIF spinner by CSS spinner #8804, #8812
    • Various UI and style improvements: #8800, #8816,
  • I18n
    • Improve Brazilian Portuguese #8846
    • Improve Dutch #8868
    • Improve German #8840
    • Improve Polish #8854
    • Improve Russian #8861
    • Improve Traditional Chinese #8849
  • Misc.

Attacco ai router Huawei dietro blackout telecom del Lussemburgo

20 Maggio 2026 ore 16:00

Un attacco informatico basato su una vulnerabilità sconosciuta nei router enterprise di Huawei avrebbe causato nel 2025 uno dei più gravi incidenti infrastrutturali europei degli ultimi anni, provocando il collasso temporaneo dell’intera rete telecom del Lussemburgo. Secondo quanto riportato da Recorded Future News, l’incidente avrebbe coinvolto un comportamento non documentato del sistema operativo di rete […]

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Updated Debian 12: 12.14 released

16 Maggio 2026 ore 02:00
The Debian project is pleased to announce the fourteenth update of its oldstable distribution Debian 12 (codename bookworm). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

Updated Debian 13: 13.5 released

16 Maggio 2026 ore 02:00
The Debian project is pleased to announce the fifth update of its stable distribution Debian 13 (codename trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

NGINX Rift, rischio RCE per una falla rimasta nascosta 18 anni

14 Maggio 2026 ore 15:40

Una vulnerabilità critica rimasta nascosta per quasi due decenni sta scuotendo il mondo della sicurezza applicativa. I ricercatori di depthfirst hanno infatti identificato una falla nel modulo di rewrite di NGINX che potrebbe consentire a un attaccante remoto non autenticato di causare crash dei processi oppure, in determinate condizioni, ottenere esecuzione di codice remoto (RCE). […]

L'articolo NGINX Rift, rischio RCE per una falla rimasta nascosta 18 anni proviene da Securityinfo.it.

Falso repository OpenAI su Hugging Face distribuisce malware

11 Maggio 2026 ore 15:00

La corsa all’AI sta creando nuove superfici di attacco e i cybercriminali stanno iniziando a sfruttarle con tecniche sempre più sofisticate. L’ultimo caso arriva dal mondo dei modelli open source e delle piattaforme collaborative dedicate all’intelligenza artificiale: un repository malevolo pubblicato su Hugging Face è riuscito a spacciarsi per un progetto ufficiale di OpenAI, raggiungendo […]

L'articolo Falso repository OpenAI su Hugging Face distribuisce malware proviene da Securityinfo.it.

FreshRSS 1.29.0

10 Maggio 2026 ore 16:43

This is a major release.

Feature highlights✨:

  • New sort order preferences at global, category, and feed levels
  • Use feed-provided icon
  • New option to hide sidebar by default
  • Show time since when a feed has problems
  • New functions to handle plural in internationalisation
  • New cli/purge.php to apply purge policy from command line

Bug fixes highlights 🐛:

  • Improve support of PHP 8.5+
  • Several fixes related to searches

Security highlights 🛡:

  • Limit cURL to protocols HTTP, HTTPS

UI highlights 🖼:

  • Improve mobile view with multiple lines when thumbnails and summaries are shown
  • Several themes improved

Extensions highlights 🧩:

  • New Webhook extension for automated RSS notifications
  • New LLM Classification extension to automatically tag incoming articles based on a prompt sent to an LLM

This release has been made by @Alkarex, @Inverle, @Kiblyn11, @math-GH, @rupakbajgain, @xtmd and newcomers @polybjorn, @olivluca, @tomasodehnal, @PeterVavercak, @mrtnrdl, @ale-rt, @cweiske, @rid3r45, @gabbihive, @drosell271, @Kachelkaiser, @zanivann, @nanos, @bowencool, @pe1uca, @matheusroberson, @DenuxPlays, @rlrs, @chanse-syres, @IEEE-754, @umaidshahid, @michi-onl

Full changelog:

  • Features
    • New sort order preferences at global, category, and feed levels #8234
    • New filtering by date of Server modification date #8131, #8576
      • Corresponding search operator, e.g. mdate:P1D for finding articles modified by the author / server during the past day.
      • Especially useful for optimising the API synchronisation.
    • Use feed-provided icon #8633
    • New option to automatically mark new articles as read if an identical GUID already exists in the same category #8673
    • Automatic feed visibility/priority during search #8609
    • Add feed visibility filter to statistics view unread dates #8489
    • Add option to enable/disable notifications, also for PWA #8458
    • Add a form to create new user queries on the User Queries page #8623
    • Allow WebSub hub push from same private network #8450
    • Support category field in JSON feed import #8786
  • Bug fixing
    • Fix wrong search toString in case of regex-looking string #8479
    • Fix article last seen date in case of feed errors #8646
    • Fix search expansion with backslash #8497
    • Fix user query parsing #8543
    • Fix search in shared user queries #8789
    • Fix redirect to wrong view after mark as read in reader and global views #8552
    • Fix SQLite paging when sorting by article length #8594
    • Fix change sorting during paging #8688
    • Fix SQL keyset pagination when sorting by category name #8597
    • Fix SQL duplicates in the user labels when sorting randomly #8626
    • Fix wrong error redirect in subscription management #8625
    • Fix do not include hidden feeds when counting total number of unread articles #8715
    • Update user modify date when changing extensions UserJS / UserCSS #8607
    • Non-strict OPML export #eedefb
  • Security
    • Limit cURL to protocols HTTP, HTTPS #8713
    • Better sanitise favicon URLs #8714
    • New setting for <iframe> referrer allow list #8672
    • Fix email validation and allow error page for unverified email users #8582
    • Add allowfullscreen to <iframe> #8467
    • Rewrite Set-Cookie using native PHP support of SameSite #8447, #8778
      • Sanitize lifetime of session cookies from session.cookie-lifetime in php.ini
    • Update to <meta name="referrer" content="no-referrer" /> from deprecated never #8725
    • Preventive measure against search ingestion #8777
  • UI
    • New option to hide sidebar by default #8528
    • Improve mobile view with multiple lines when thumbnails and summaries are shown #8631
    • New option to disable unread counter in tab title and favicon #8728
    • Show time since when a feed has problems #8670
    • Improve add feed UI #8683
    • Improve slider behaviour when using navigate back button #8496, #8524
    • Improve consistency of slider behaviour after submitting form #8612
    • Create dynamic favicons from SVG instead of PNG canvas #8577, #8588
    • Only display scrollbar everywhere if there's an overflow (especially for Chromium) #8542
    • Fix CSS padding of .content pre code #8620
    • Fix wrong navigation buttons layout on Chromium #8606
    • Fix don’t mark as read if middle click is outside of article link #8553
    • More robust JS #8595
    • Fix sidebar slide animation at narrow viewports #8747
    • Visually dim disabled users in user management table #8768
    • Improve multiple UI themes #8711, #8732,
      #8733, #8734, #8735,
      #8736, #8737, #8738,
      #8739, #8743, #8746,
      #8749, #8761, #8781,
      #8784, #8785
    • Various UI and style improvements: #8537, #8538,
      #8541, #8624, #8731,
      #8774
  • Deployment
    • Also push Docker images to GitHub registry #8669
    • Improve support of PHP 8.5+ using Pdo\Mysql #8526
    • Add support for Podman in Makefile #8456
    • Re-add database status in installation check #8510
    • Docker / CLI: Allow chown/chmod to fail with warning #8635
  • Extensions
    • New Webhook extension for automated RSS notifications Extensions#456
    • New LLM Classification extension to automatically tag incoming articles based on a prompt sent to an LLM Extensions#458
    • New extension methods to get typed configuration values #8696
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Ecco il GitHub per fare di Claude un operatore OSINT avanzato

8 Maggio 2026 ore 12:03

L’intelligenza artificiale sta, ovviamente e progressivamente, cambiando anche il modo in cui vengono condotte attività di reconnaissance, threat intelligence e analisi offensiva. Accanto ai tradizionali strumenti OSINT, stanno emergendo nuovi progetti che vanno oltre la pura automazione e puntano sulla capacità di guidare i Large Language Model attraverso metodologie operative strutturate. Uno degli esempi più […]

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L'Australia vuole tassare del 2,25% i big della tecnologia per le notizie

28 Aprile 2026 ore 17:26
(ANSA) - SYDNEY, 29 APR - Dopo le restrizioni sui social media per gli adolescenti, nuova mossa dell'Australia nei confronti dei big della tecnologia ma sul fronte editoria. Con la proposta 'News Bargaining Incentive' il governo mira a tassare Meta, Google e TikTok del 2,25% del loro fatturato...

Trapelano le informazioni su 'Jinju' i primi occhiali smart di Samsung

28 Aprile 2026 ore 13:34
(ANSA) - MILANO, 28 APR - Samsung starebbe lavorando al lancio dei suoi primi occhiali intelligenti, identificati internamente con il nome in codice "Jinju". Secondo le foto ottenute da siti specializzati, il dispositivo non avrà un display integrato e sarà un diretto concorrente dei Meta...

Torna Kindle Storyteller, il premio letterario per autori indipendenti

28 Aprile 2026 ore 13:22
(ANSA) - ROMA, 28 APR - Dopo il successo dell'edizione 2025 che ha visto la candidatura di oltre 4.000 titoli, torna in Italia Amazon Kindle Storyteller il premio letterario che celebra il meglio del self publishing, sostenendo sia gli aspiranti scrittori che quelli già affermati, ed è alla sua...

OpenAI al lavoro sul suo primo smartphone, potrebbe arrivare nel 2028

28 Aprile 2026 ore 13:04
(ANSA) - MILANO, 28 APR - OpenAI starebbe sviluppando uno smartphone da lanciare nel 2028. Le indiscrezioni arrivano dall'analista Ming-Chi Kuo, già in passato precursore delle notizie su nuovi dispositivi di Apple e altri big tech, e parlano di un accordo della startup di intelligenza...

Quattro italiani su dieci hanno fatto un 'social detox' almeno una volta

28 Aprile 2026 ore 12:22
(ANSA) - ROMA, 28 APR - Quasi quattro italiani su dieci (il 38,1%) ha sentito l'esigenza di fare un 'social detox', prendendosi una pausa dai social network limitandone il tempo di utilizzo, disattivando o eliminando l'account, o disinstallando l'app (anche se solo il 15,3% lo fa regolarmente). Si...

Lettera aperta dipendenti Google al Ceo, governo non usi l'IA per scopi militari

28 Aprile 2026 ore 08:33
(ANSA) - ROMA, 28 APR - Piu' di 560 dipendenti di Google hanno firmato una lettera aperta per l'amministratore delegato Sundar Pichai esortandolo a rifiutarsi di consentire al governo americano di utilizzare la propria tecnologia di intelligenza artificiale per operazioni militari classificate....

Dall'Ue nuove misure per Google, IA concorrenti operino su Android

27 Aprile 2026 ore 18:34
(ANSA) - BRUXELLES, 27 APR - La Commissione Europea ha inviato a Google le proprie conclusioni preliminari nell'ambito del procedimento di definizione delle specifiche avviato il 27 gennaio 2026 ai sensi della legge sui mercati digitali (Dma). Nelle conclusioni si delineano le misure che Google...

Microsoft e OpenAI rivedono la partnership, tetto alla condivisione di ricavi

27 Aprile 2026 ore 17:17
(ANSA) - ROMA, 27 APR - Microsoft e OpenAI rivedono e semplificano la loro partnership, rendendo possibile per la startup la fornitura di tutti i suoi prodotti ai clienti tramite qualsiasi provider cloud. Nell'ambito della nuova intesa, i pagamenti di OpenAI a Microsoft saranno 'soggetti a un...

La Cina blocca Meta, no all'acquisizione della start up di IA Manus

27 Aprile 2026 ore 16:49
(ANSA) - ROMA, 27 APR - La Cina blocca Meta sull'intelligenza artificiale e ferma l'acquisizione di Manus, in un nuovo segnale delle tensioni tecnologiche e sull'intelligenza artificiale tra Pechino e Washington. Il veto è stato imposto dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma...

Documenti italiani sul dark web, 35 dollari per un passaporto digitale

26 Aprile 2026 ore 11:42
(ANSA) - MILANO, 26 APR - È di 35 dollari il prezzo della versione digitale di un passaporto italiano venduto sul dark web, la parte più nascosta di internet, 31 dollari quello di una carta di identità. Un valore che posiziona il nostro Paese come settimo al mondo secondo una ricerca condotta...

Videogame, in Italia il mercato vale quasi 2,4 miliardi di euro

25 Aprile 2026 ore 17:32
(ANSA) - CAGLIARI, 25 APR - In Italia il mercato dei videogiochi vale quasi 2,4 miliardi di euro, con una crescita del 3% rispetto all'anno precedente. Le imprese attive nel settore dello sviluppo hanno superato quota 200 — erano 48 nel 2012 — con un fatturato tra i 180 e i 200 milioni di euro...

Instagram lancia Instants, foto senza filtri che spariscono dopo 24 ore

24 Aprile 2026 ore 15:12
(ANSA) - MILANO, 24 APR - Instagram ha lanciato in Italia e Spagna, Instants, una nuova app che permette agli utenti di pubblicare foto da visualizzare solo una volta e che scompaiono dopo 24 ore. L'applicazione, disponibile sia per iOs che Android, è legata all'account Instagram ed è simile...

Meta licenzia 8.000 dipendenti: la corsa frenetica all'intelligenza artificiale fa nuove vittime

24 Aprile 2026 ore 12:06
Meta ha annunciato con una comunicazione interna il licenziamento di 8.000 persone, pari a circa il 10% della sua forza lavoro, nonché l'eliminazione di 6.000 posizioni attualmente vacanti. Lo riferisce all'Afp una fonte vicina alla vicenda. In una nota interna, la responsabile delle risorse umane...

Cultura italiana in inglese, IA e transizione nei nuovi corsi di Ca' Foscari

24 Aprile 2026 ore 11:40
(ANSA) - VENEZIA, 24 APR - L'Università Ca' Foscari di Venezia introduce tre nuovi corsi di laurea per l'anno accademico 2026/2027 tra le sedi di Venezia, il Campus scientifico di Mestre (Venezia) e il polo di Treviso. Si tratta di una magistrale in Traduzione specialistica, multimediale e per...

Updated Debian 13: 13.4 released

14 Marzo 2026 ore 01:00
The Debian project is pleased to announce the fourth update of its stable distribution Debian 13 (codename trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

Epilessia, emergono nuove prove sui benefici della dieta chetogenica

13 Marzo 2026 ore 14:07

Su The Lancet Neurology è stata pubblicata una revisione scientifica dedicata alle diete chetogeniche che riducono le crisi epilettiche. La revisione è stata scritta da autori di due diverse realtà, l’Università del Colorado Anschutz e UT Southwestern Medical Center. I dati elaborati provengono da scoperte di laboratorio su pazienti reali, risultati di effetti positivi sulle crisi convulsive delle diete chetogeniche. Ricche di grassi e povere di carboidrati presentano queste tre caratteristiche positive: rafforzano i sistemi energetici cerebrali, riducono l’infiammazione e proteggono i neuroni.

Anna Figueroa è dottoressa in farmacia e autrice dello studio, commenta così la revisione: “Per anni, i medici hanno osservato che le diete chetogeniche riducono le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondono ai farmaci, ma le prove a supporto sono sparse in studi di piccole dimensioni. E mentre gli scienziati hanno fatto progressi nella comprensione dell’efficacia della dieta, da queste scoperte sono emerse poche nuove terapie o ampi studi clinici“.

dieta chetogenica su misura

Emerge un limite nelle ricerche sulla dieta chetogenica per l’epilessia e riguarda gli adulti: pochi studi randomizzati, anche su effetti del metabolismo e dei farmaci anticonvulsivanti

Figueroa con gli altri autori hanno esaminato i meccanismi sottostanti delle diete chetogeniche che determinano gli effetti. Hanno individuato così l’efficacia clinica, la riduzione dei carboidrati unita alla valorizzazione del grasso buono forniscono un’energia stabile ed efficiente attraverso i chetoni. I neuroni iperattivi vengono stabilizzati e questo riduce il rischio di convulsioni.

I ricercatori volevano comprendere meglio i meccanismi biologici delle diete chetogeniche per individuare nuove terapie oppure sviluppare farmaci. Gli autori della revisione hanno trovato una lacuna importante nella ricerca. La maggior parte degli studi che collegano dieta chetogenica ed epilessia riguarda soprattutto i bambini.

Negli adulti le prove scientifiche sono ancora limitate. Solo negli ultimi cinque anni, quelli considerati dalla revisione, è stato condotto uno studio clinico randomizzato su pazienti adulti con epilessia. Si considera questo aspetto: il metabolismo dei grassi con l’età cambia. In più, i pazienti adulti che usano per molto tempo farmaci anticonvulsivanti rischiano alterazioni epatiche che riducono l’efficacia o la tolleranza di una dieta chetogenica.

Epilessia, emergono nuove prove sui benefici della dieta chetogenica è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Edilizia sostenibile in Africa: la sfida di costruire milioni di case con un impatto ambientale minimo

13 Marzo 2026 ore 13:00

Jonathan Oladeji e Chioma Okora fanno ricerca e insegnano presso l’Università di Johannesburg, si occupano di edilizia, sostenibilità, finanza anche climatica e investimenti. Su The Conversation hanno raccontato le problematiche dell’odierna edilizia in Africa. Il continente viene spesso solo associato alla povertà o al sottosviluppo, in realtà è anche una delle aree di crescita urbana e demografica più rapida.

Entro il 2050, questi sono gli ultimi dati, la popolazione africana passerà da 1,5 miliardi a 2,4 miliardi di persone. La domanda di nuove abitazioni è in crescita già da oggi, dalle aree urbane arriva la richiesta complessiva di 50 milioni di case. La costruzione di nuovi alloggi è anche una sfida ambientale, l’industria edilizia è responsabile da sola del 39% delle emissioni globali di carbonio. Nell’intera filiera, soltanto la produzione di calcestruzzo produce l’8% dei gas serra mondiali.

Per l’Africa ci vogliono abitazioni ecologiche, progettate per consumare meno acqua ed energia e costruite con materiali naturali o riciclati. Il continente rappresenta un luogo ideale per questa sfida, accanto alla domanda di case c’è anche la richiesta di abitazioni sostenibili economicamente, dove è possibile consumare acqua ed energia ma senza bollette troppo elevate. In più anche la manutenzione ordinaria delle case deve essere favorevole.

crisi abitativa in Africa

Il Sudafrica è il case history da analizzare nei primi progetti ed esperimenti di edilizia green e città sostenibili: numeri, iniziative pubbliche e ONG che raccontano il divario ancora da colmare

I due autori hanno analizzato vent’anni di studi sul finanziamento dell’edilizia sostenibile. Dal 2003 al 2023, questo lungo periodo consente di confrontare il sostegno economico ai progetti di edilizia verde nel mondo. Dall’Europa all’Asia esistono numerosi progetti, strumenti finanziari e anche legislazioni dedicate alle città green. Tutte tengono conto di questi fattori: sviluppo, efficienza energetica e idrica, scelta dei materiali, costi iniziali e rischi legati ai cambiamenti climatici, oggi più che mai la vera incognita.

Le case ecologiche sono difficili da realizzare, in Africa le opportunità di finanziamento sono ancora limitate. A livello globale il divario è eccessivamente alto: 1,4 trilioni di dollari per l’edilizia abitativa accessibile. Il Sudafrica sta emergendo nel continente come paese dove ci si sta muovendo nella direzione delle abitazioni verdi. Alcune iniziative sono sostenute dalle istituzioni e anche da realtà non profit. L’International Finance Corporation è tra le realtà che studia e investe nell’edilizia green in Sudafrica.

Edilizia sostenibile in Africa: la sfida di costruire milioni di case con un impatto ambientale minimo è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Allenamento cognitivo e multitasking: i risultati sorprendenti di una ricerca tedesca

13 Marzo 2026 ore 11:25

Il termine multitasking intende la capacità di saper svolgere più attività contemporaneamente senza ridurre l’efficienza. Viene considerata un’abilità importante tanto sul lavoro quanto nella vita quotidiana. Il multitasking è soggetto a dibattiti e controversie, c’è chi lo ritiene possibile e chi inumano; sul lavoro alcuni lo accusano di favorire lo stress, superficiale o nascosto, altri invece lo ritengono frutto di tante soft skills apprese.

Alcune nuove ricerche si concentrano invece sui limiti del cervello umano nella capacità di gestire più compiti in uno stesso momento. La Martin Luther University di Halle-Wittenberg ha condotto uno studio sperimentale dedicato. La domanda di partenza è: “il multitasking può essere realmente allenato?”. Nella psicologia cognitiva si parla di Virtually Perfect Time Sharing, è la capacità di eseguire due compiti contemporaneamente senza errori o quasi. Punta alla perfezione oltre che all’efficienza, ed è un obiettivo importante nel lavoro quanto l’avere anche un piano B o più per le emergenze.

Nella psicologia del lavoro e cognitiva si era convinti, anche con prove, della capacità del cervello di poter elaborare più informazioni parallele. Queste sono le parole del ricercatore Torsten Schubert: “Questo fenomeno, noto come Virtually Perfect Time Sharing, è stato a lungo considerato un’indicazione di una reale elaborazione parallela nel cervello e la prova che il nostro cervello è capace di multitasking illimitato“.

quando il nostro cervello deve fare molte cose contemporaneamente, raggiunge rapidamente i limiti delle sue capacità

Il Virtually Perfect Time Sharing messo alla prova: un esperimento sul multitasking mostra l’importanza di soft skills più flessibili e profonde, attente a metodo, adattamento e problem solving

I ricercatori hanno voluto verificare con un nuovo esperimento la capacità multitasking del cervello. Nell’esperimento i partecipanti dovevano svolgere due attività coinvolgendo sensi diversi. Con la mano destra dovevano indicare rapidamente la dimensione di un cerchio mostrato sullo schermo, nello stesso istante ascoltavano un suono e dovevano dire se fosse alto, medio o basso. Questo esercizio è stato ripetuto per due settimane, gli studiosi misuravano la velocità di risposta e anche il numero di errori.

L’esperimento ha dimostrato soprattutto una cosa: la pratica migliora le prestazioni. I partecipanti, giorno dopo giorno, diventavano più veloci, precisi e anche coordinati. Gli scienziati hanno modificato leggermente sequenze e ritmo delle prove, aumentavano gli errori e peggioravano anche le prestazioni. Nel lavoro come nello sport o nello studio, gli imprevisti sono considerati anche all’ordine del giorno e viene allenata la capacità di problem solving. Il cervello non esegue veramente le attività in parallelo ma attiva dei processi che permettono di eseguire più azioni in uno stesso momento.

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Android diventerà una scheggia anche sugli entry-level: cosa è AutoFDO e perché è una rivoluzione

13 Marzo 2026 ore 10:55

Google sta lavorando a un cambiamento importante nel funzionamento interno di Android. L’azienda ha annunciato l’introduzione della tecnologia AutoFDO nel kernel del sistema operativo, con l’obiettivo di migliorare prestazioni ed efficienza energetica degli smartphone.

Anche se i miglioramenti numerici sembrano piccoli, l’ottimizzazione riguarda il livello più profondo del sistema, quello che gestisce processore, memoria e comunicazione tra hardware e software.

Android impara dalle tue abitudini

Tradizionalmente Android utilizza un compilatore che ottimizza il sistema operativo basandosi su ipotesi generiche su come verrà utilizzato il dispositivo. Con AutoFDO il processo cambia completamente.

Il sistema analizza come le persone utilizzano realmente il telefono. Gli ingegneri di Google eseguono le app più popolari e studiano quali parti del sistema vengono usate più frequentemente. Successivamente ricompilano il kernel affinché queste operazioni vengano eseguite nel modo più efficiente possibile.

In pratica, Android viene “allenato” a dare priorità alle attività che gli utenti svolgono più spesso: aprire applicazioni, passare da un’app all’altra o eseguire funzioni di sistema.

Il risultato è un sistema operativo più ottimizzato per l’uso reale, piuttosto che per scenari teorici.

Piccoli numeri, grande impatto

Android

Nei primi test interni, Google ha registrato miglioramenti concreti. Le applicazioni si aprono circa il 4,3% più velocemente quando vengono lanciate da zero, mentre l’avvio del dispositivo può risultare circa il 2,1% più rapido.

A prima vista queste percentuali possono sembrare modeste, ma quando riguardano il kernel – il cuore del sistema operativo – possono influenzare l’intera esperienza d’uso. Il kernel gestisce infatti una parte enorme delle operazioni del telefono e rappresenta circa il 40% dell’utilizzo della CPU nei dispositivi Android.

Ottimizzare questo livello significa rendere tutto il sistema più reattivo: interfaccia più fluida, passaggi tra app più rapidi e minore lavoro per il processore.

Un altro vantaggio riguarda la batteria. Se il processore lavora meno per eseguire le stesse operazioni, il consumo energetico può diminuire e contribuire a una maggiore autonomia dello smartphone.

Google ha confermato che AutoFDO verrà integrato nei kernel utilizzati da Android 15, Android 16 e dalle versioni future del sistema operativo. In teoria questo significa che molti dispositivi, dai modelli economici ai flagship, potrebbero beneficiare di un’esperienza leggermente più veloce senza bisogno di hardware più potente. Insomma, per entry-level e mid-range sarà una piccola rivoluzione: Android viaggerà alla velocità della luce anche sugli smartphone meno sofisticati.

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Xiaomi torna a produrre laptop: grande attesa per il Book Pro 14

13 Marzo 2026 ore 10:23

Dopo tre anni di assenza nel segmento dei notebook a marchio proprio, Xiaomi prepara il ritorno con il nuovo Xiaomi Book Pro 14, un portatile ultraleggero pensato per coniugare design premium, peso ridotto e prestazioni elevate grazie ai più recenti processori Intel Core Ultra. Il dispositivo è stato anticipato da alcune immagini teaser in vista del lancio ufficiale in Cina.

Design ultraleggero

Il nuovo Xiaomi Book Pro 14 punta molto su materiali avanzati e una costruzione raffinata. Il laptop utilizza un corpo unibody in lega di magnesio pressofusa, abbinato a una scocca inferiore in fibra di carbonio ad alta resistenza. Questa combinazione consente di ottenere un telaio robusto ma estremamente leggero.

Secondo l’azienda, anche la struttura interna della tastiera è stata rivista con una piastra di supporto in lega di titanio più leggera, scelta progettuale che contribuisce ulteriormente alla riduzione del peso complessivo. Il risultato è sorprendente: il notebook pesa solo 1,08 kg, rendendolo uno dei portatili da 14 pollici più leggeri della sua categoria.

Dal punto di vista estetico, Xiaomi ha optato per un design minimalista e sottile con finitura metallica uniforme. Il dispositivo sarà disponibile in tre colorazioni: Soft Fog Blue, White ed Elegant Gray. L’aspetto generale è pulito e moderno, con linee sottili che ricordano l’approccio stilistico già visto negli ultimi ultrabook premium.

Xiaomi Book Pro 14

Prestazioni con Intel Core Ultra

Sul fronte hardware, il laptop sarà equipaggiato con il nuovo processore Intel Core Ultra X7 358H, una soluzione ad alte prestazioni con architettura a 16 core organizzati in configurazione 4 + 8 + 4. Il chip può raggiungere frequenze fino a 4,8 GHz, integra 18 MB di cache L3 e una GPU integrata Intel Radiant B390, pensata per migliorare le capacità grafiche e l’elaborazione AI.

Per mantenere stabile il rendimento del processore, Xiaomi ha integrato un sistema di raffreddamento avanzato con camera di vapore da 10.000 mm², accompagnata da una ventola silenziosa ad alta velocità e da un sistema di flusso d’aria tridimensionale. L’azienda afferma che questa soluzione consente al notebook di sostenere fino a 50 W di potenza continuativa, un dato rilevante per un dispositivo così sottile.

Secondo indiscrezioni precedenti, il portatile potrebbe essere disponibile anche con il processore Intel Core Ultra 5 325, costruito con il processo produttivo 18A di Intel. Questo chip utilizza una configurazione 8 core (4P + 4LPE) con 8 thread e può raggiungere velocità fino a 4,5 GHz.

Per quanto riguarda memoria e archiviazione, Xiaomi dovrebbe offrire configurazioni con 24 GB di RAM e SSD da 1 TB, oltre a una variante più avanzata con 32 GB di RAM e lo stesso storage da 1 TB. Il display sarà un pannello da 14 pollici, coerente con la filosofia ultrabook della serie. Il debutto è atteso in Cina nelle prossime settimane, ma nulla esclude che possa arrivare anche sul mercato internazionale.

Xiaomi è in fermento: recentemente ha presentato il suo robot aspirapolvere più potente di sempre. Mentre è entrato nei radar dei leaker un misterioso top di gamma dalle prestazioni ‘ultra’. Quando arriva?

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Sabbie antiche come archivi del tempo: la tecnica che svela la storia del nostro pianeta

13 Marzo 2026 ore 09:14

Minuscoli cristalli di zircone provenienti da antiche sabbie costiere possono aiutare un team di ricercatori universitari a ricostruire la storia di alcuni paesaggi terrestri. Lo studio è della Curtin University, il minerale è estremamente resistente e conserva al suo interno tracce di kripton. È un gas raro prodotto in un passato preistorico della Terra, quando la sua superficie agli albori fu colpita da raggi cosmici.

Questo gas intrappolato nei cristalli può essere utilizzato per determinare l’età di alcuni sedimenti del sottosuolo. La ricerca è stata guidata da un team internazionale, a cui hanno collaborato anche studiosi tedeschi di Gottinga e Colonia. Gli zirconi, oltre a essere un minerale molto antico, resistono agli agenti atmosferici e all’erosione.

Mentre altre pietre tendono con il tempo a svanire diventando polvere, lo zircone sopravvive sotto forma di cristalli molto longevi. Vengono trasportati dai fiumi, si ritrovano sia sulle coste quanto nei sedimenti. Tra spostamenti ed età effettiva conservano informazioni geologiche ma anche atmosferiche importanti.

sabbia

Che cosa racconta il kripton cosmogenico conservato nei minuscoli cristalli antichi sui fondali terrestri longevi, i paesaggi con segni di erosione millenaria e il clima in evoluzione?

Il kripton cosmogenico consente di stimare la durata dell’esposizione dei sedimenti in superficie. Significa che queste tracce del passato terrestre hanno avuto lunga vita fuori dal sottosuolo, eventi da ricostruire li hanno poi sepolti per secoli. Il nuovo metodo di analisi dei materiali consente di ricostruire i ritmi di erosione dei paesaggi, diverse altre evoluzioni in tempi geologici molto lunghi. “La storia del nostro pianeta dimostra che il clima e le forze tettoniche possono controllare il comportamento dei paesaggi su scale temporali molto lunghe“, ha dichiarato il ricercatore Maximilian Dröllner.

L’interno dei cristalli può far ricostruire anche la distribuzione delle risorse naturali, le evoluzioni tettoniche, i lunghi periodi di sedimentazione, anche di minerali sfruttabili dall’uomo. Ed entra anche il clima, ogni cambiamento ed evoluzione è conservato dall’aspetto chimico e fisico dei cristalli di zircone e delle sabbie dove erano conservate. Queste sono le parole del coautore Milo Barham: “Il clima non influenza solo gli ecosistemi e i modelli meteorologici, ma controlla anche dove finiscono le risorse minerarie e quanto diventano accessibili“.

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C’è un misterioso smartphone “ultra premium” in arrivo: 16GB LPDDR6 e 1TB di storage

13 Marzo 2026 ore 08:15

Il mercato degli smartphone sta affrontando un forte aumento dei costi dei componenti, in particolare della memoria. Con i prezzi della RAM in crescita – un singolo gigabyte di DDR5 può arrivare a costare tra 13 e 18 dollari – molti produttori stanno riducendo alcune specifiche per mantenere margini di profitto sostenibili.

Secondo nuove indiscrezioni, però, almeno un produttore potrebbe prendere la strada opposta e lanciare uno smartphone estremamente potente, con alcune delle tecnologie più avanzate disponibili nel settore mobile.

Le informazioni arrivano dal noto leaker Digital Chat Station, che su Weibo ha suggerito l’esistenza di un dispositivo in fase di test con caratteristiche hardware di altissimo livello.

Specifiche da record

Secondo il leak, il dispositivo potrebbe integrare 16 GB di RAM LPDDR6, uno standard di memoria di nuova generazione che dovrebbe offrire velocità più elevate e maggiore efficienza energetica rispetto alle attuali LPDDR5 e LPDDR5X.

A questo si aggiungerebbe uno spazio di archiviazione estremamente generoso: 1 TB di memoria UFS 5.0, tecnologia che promette prestazioni nettamente superiori alle attuali UFS 4.0 utilizzate nei flagship moderni.

Il cuore del dispositivo sarebbe il futuro chip di punta di Qualcomm, indicato nel leak come Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro (successore dell’attuale chip top). Questo processore dovrebbe rappresentare una nuova evoluzione della piattaforma Snapdragon di fascia alta, progettata per offrire prestazioni elevate sia in ambito gaming sia nelle applicazioni basate su intelligenza artificiale.

Se queste specifiche venissero confermate, il dispositivo potrebbe diventare uno degli smartphone più potenti mai realizzati.

Possibile candidato: Xiaomi 18 Ultra?

Xiaomi 17 Ultra

Il leak non menziona esplicitamente quale azienda stia sviluppando questo smartphone, ma diversi commentatori ritengono che il candidato più probabile sia il futuro Xiaomi 18 Ultra, il prossimo modello di punta della gamma di Xiaomi atteso per fine 2026 o inizio 2027.

La serie Ultra di Xiaomi è infatti spesso utilizzata come vetrina tecnologica per introdurre componenti di ultima generazione, soprattutto nel comparto fotografico e nelle prestazioni hardware.

Considerato che la crisi dei prezzi delle memorie sta portando molti produttori a giocare al risparmio, una bestia da 16GB+1TB (RAM LPDDR6 e storage UFS 5.0) potrebbe fare decisamente la differenza.

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Allarme Android, bastano 45 secondi per sbloccare lo smartphone: scoperta vulnerabilità critica

13 Marzo 2026 ore 07:26

Una grave vulnerabilità scoperta nei processori di MediaTek potrebbe mettere a rischio milioni di smartphone Android. I ricercatori del team di sicurezza Ledger Donjon hanno dimostrato come sia possibile accedere ai dati protetti di alcuni dispositivi in meno di un minuto, senza nemmeno avviare il sistema operativo.

L’exploit è stato mostrato utilizzando il CMF Phone 1 di Nothing, uno smartphone basato su chip MediaTek. Collegando il telefono a un computer, i ricercatori sono riusciti a compromettere il sistema di sicurezza del dispositivo in circa 45 secondi.

Secondo quanto spiegato dal CTO di Ledger, Charles Guillemet, l’attacco permette di recuperare il PIN del dispositivo, decifrare l’archiviazione interna e persino estrarre le chiavi di recupero dei portafogli di criptovalute memorizzati nello smartphone.

Attacco senza avviare Android

Il problema riguarda l’architettura di sicurezza utilizzata in molti smartphone con chip MediaTek che integrano l’ambiente protetto sviluppato da Trustonic, noto come Trusted Execution Environment (TEE).

Questo ambiente è progettato per isolare dati sensibili come PIN, credenziali e chiavi crittografiche dal resto del sistema. Tuttavia, secondo i ricercatori, l’implementazione presente su alcuni dispositivi consente un attacco diretto al livello hardware.

Una volta collegato lo smartphone a un computer, l’exploit può recuperare automaticamente il codice PIN e accedere allo storage criptato del dispositivo. Tra i dati più sensibili che possono essere estratti ci sono anche le seed phrase, ovvero le chiavi principali che consentono di recuperare un portafoglio di criptovalute.

Queste informazioni rappresentano un obiettivo particolarmente prezioso per eventuali attaccanti, poiché permettono il controllo completo dei fondi associati ai wallet digitali.

Secondo Guillemet, il problema evidenzia una differenza fondamentale tra i chip generici e le soluzioni di sicurezza dedicate. “I chip general-purpose sono progettati per la comodità, mentre i Secure Element sono progettati per proteggere le chiavi crittografiche”, ha spiegato.

Patch già distribuite ai produttori

Mediatek

La vulnerabilità è stata registrata con il codice CVE-2026-20435. Il team Donjon ha seguito la procedura di divulgazione responsabile e ha segnalato il problema a MediaTek prima della pubblicazione dei risultati.

Il produttore di chip ha confermato di aver distribuito una correzione ai produttori di smartphone il 5 gennaio 2026. Questo significa che gli aggiornamenti di sicurezza dovrebbero essere rilasciati attraverso le patch software dei singoli produttori.

I processori MediaTek sono utilizzati in milioni di dispositivi Android, inclusi modelli di marchi come OPPO, vivo, OnePlus e Samsung. Non è ancora chiaro se la vulnerabilità sia stata sfruttata attivamente da criminali informatici.

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Correte ad aggiornare il vostro iPhone: è arrivata la patch per neutralizzare Coruna

13 Marzo 2026 ore 06:31

Apple ha distribuito nuovi aggiornamenti software destinati agli iPhone e iPad più datati che non possono installare le versioni più recenti del sistema operativo. Si tratta di iOS 15.8.7 e iOS 16.7.15, aggiornamenti pensati principalmente per correggere vulnerabilità di sicurezza e bug critici.

Le nuove versioni arrivano per mantenere protetti milioni di dispositivi ancora in uso ma esclusi dagli aggiornamenti principali di iOS.

Aggiornamenti per iPhone più vecchi

Gli aggiornamenti riguardano diversi modelli storici della linea iPhone. In particolare, iOS 16.7.15 è stato rilasciato per dispositivi che non possono aggiornarsi a iOS 17, tra cui iPhone X, iPhone 8 e iPhone 8 Plus, lanciati nel 2017.

Per i modelli ancora più vecchi è disponibile invece iOS 15.8.7, destinato a smartphone come iPhone SE, iPhone 7 e iPhone 6s, che non supportano iOS 16.

Anche alcuni iPad ricevono aggiornamenti simili. Tra questi ci sono il iPad, l’iPad Pro e l’iPad Pro. Per modelli come iPad Air 2 e iPad mini 4 è invece previsto l’aggiornamento iPadOS 15.8.7.

Questi update non introducono nuove funzionalità, ma includono correzioni di sicurezza importanti che Apple raccomanda di installare immediatamente.

Il rischio malware

Uno dei motivi dietro questi aggiornamenti potrebbe essere la scoperta di un nuovo exploit kit chiamato Coruna, individuato dal Google Threat Intelligence Group. Questo kit di attacco è progettato per sfruttare vulnerabilità presenti in varie versioni di iOS, comprese quelle rilasciate tra il 2019 e il 2023.

Il metodo di attacco è relativamente semplice: basta visitare un sito web infetto, spesso camuffato da piattaforma di criptovalute o da sito di scommesse. Il malware identifica il modello di iPhone e la versione del sistema operativo per scegliere l’exploit più efficace.

Una volta installato, il software può cercare informazioni sensibili sul dispositivo. Tra le sue capacità c’è l’analisi di messaggi e documenti alla ricerca di parole chiave come “conto bancario”, ma anche la scansione delle immagini tramite tecnologia OCR per leggere il testo contenuto nelle foto.

In questo modo gli hacker possono individuare credenziali bancarie, password o altri dati personali e tentare di accedere ai conti online delle vittime.

Per difendersi da attacchi avanzati, Apple ha introdotto anche la modalità Lockdown, una funzione di sicurezza estrema che limita alcune funzioni del dispositivo per ridurre le superfici di attacco.

Per installare gli aggiornamenti è sufficiente andare in Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software e seguire le istruzioni.

Correte ad aggiornare il vostro iPhone: è arrivata la patch per neutralizzare Coruna è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

iPhone pieghevole: Apple prepara un iPhone “stile iPad” con iOS su misura

12 Marzo 2026 ore 17:35

Dopo anni di indiscrezioni, il primo iPhone pieghevole di Apple continua a prendere forma. Nuovi dettagli rivelano come l’azienda stia ripensando l’esperienza di iOS per adattarla a un dispositivo con schermo pieghevole, con un’interfaccia che ricorda quella degli iPad e importanti cambiamenti nel design delle fotocamere. Il dispositivo potrebbe rappresentare il progetto più innovativo della linea iPhone degli ultimi anni.

iOS ripensato

Secondo le ultime indiscrezioni, Apple non porterà semplicemente iPadOS sul nuovo telefono pieghevole. L’azienda starebbe invece modificando direttamente iOS per sfruttare al meglio il grande display interno.

L’idea è trasformare l’esperienza del foldable in qualcosa di simile a un iPad quando il dispositivo è aperto. Le applicazioni iOS verranno aggiornate con layout più ampi e barre laterali, una soluzione già tipica delle app su tablet. Questa interfaccia comparirà solo sullo schermo interno del dispositivo.

Quando invece il telefono è chiuso e si utilizza il display esterno, le app continueranno a funzionare come su un iPhone tradizionale. In altre parole, il dispositivo offrirà due esperienze diverse a seconda della modalità d’uso.

Apple introdurrà anche il multitasking con app affiancate, permettendo di utilizzare due applicazioni contemporaneamente sul grande schermo interno. Tuttavia l’azienda non adotterà il sistema multitasking più complesso presente sugli iPad. L’obiettivo sembra essere un equilibrio tra produttività e semplicità, mantenendo l’esperienza iPhone immediata e intuitiva.

Fotocamere e design

Il design del primo iPhone pieghevole includerà alcune scelte tecniche molto precise. Apple avrebbe inizialmente testato una fotocamera sotto il display per lo schermo interno, ma la qualità fotografica non avrebbe soddisfatto gli standard dell’azienda.

Per questo motivo si sarebbe optato per una fotocamera frontale con foro nel display (punch-hole), una soluzione già adottata su molti smartphone pieghevoli, ma mai vista prima su un device Apple. Anche lo schermo esterno avrà un foro per la camera frontale. Nonostante la scomparsa del classico ritaglio, l’interfaccia continuerà a utilizzare un’area dinamica simile alla Dynamic Island per notifiche e controlli rapidi.

Sul retro il dispositivo dovrebbe integrare solo due fotocamere, con un modulo più sottile che ricorda quello visto su modelli più minimalisti della linea iPhone.

Un’altra novità riguarda l’autenticazione biometrica. A causa dello chassis estremamente sottile, Apple avrebbe deciso di rinunciare al Face ID. Al suo posto tornerà il sensore Touch ID integrato nel pulsante laterale.

Piega quasi invisibile

Uno dei motivi per cui Apple ha impiegato così tanto tempo prima di entrare nel mercato dei pieghevoli riguarda la durabilità e la piega del display. L’azienda avrebbe voluto eliminare completamente il segno centrale dello schermo, ma questo obiettivo non sarebbe stato ancora raggiunto.

Secondo le ultime informazioni, però, il nuovo pannello pieghevole utilizzerà una tecnologia molto avanzata con una piega più piatta e meno visibile rispetto a molti foldable cinesi (Samsung ci ha già dato un assaggio). Il risultato dovrebbe offrire un’esperienza migliore soprattutto per la visione di film e video.

Il dispositivo utilizzerà inoltre una cerniera particolarmente resistente, progettata per garantire una lunga durata nel tempo anche dopo migliaia di aperture. Prezzo? Si parla di minimo 2.000 euro

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Il cuore può rigenerarsi dopo un infarto: individuato il freno ormonale che lo impedisce

12 Marzo 2026 ore 16:40

Il cuore dopo un infarto può essere rigenerato grazie a un meccanismo ormonale. È la scoperta di un importante studio condotto anche da ricercatori italiani. L’Università di Bologna, l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola e altre realtà scientifiche hanno scoperto una capacità naturale di autoriparazione cardiaca. Si può sfruttare per creare dei farmaci su misura che curano e ripristinano le funzionalità dopo una crisi. Lo studio coordinato è stato pubblicato sulla rivista Nature Cardiovascular Research e rappresenta un punto di arrivo importante nella medicina salvavita.

La ricerca nasce in un contesto multi-specializzazione, ovvero quando il cuore è sottoposto a difficoltà da altre patologie, ad esempio il cancro. Alcuni trattamenti rendono l’apparato cardiaco più vulnerabile e sensibile a infarto e miocardite. I cardiomiociti diventano più deboli: sono le cellule muscolari responsabili del pompaggio del cuore, quello che tutti sentiamo come battito.

cuore

La scoperta delle capacità rigenerative del cuore si deve ai neonati, nei mammiferi esistono i cardiomiociti, cellule speciali che agiscono con proteine, citochine e ormoni nella prima crescita

Quando queste cellule muscolari si perdono, l’organismo ha una capacità naturale di sostituirle con del tessuto fibrotico, non contrattile. La capacità di autorigenerarsi del cuore è presente nei mammiferi dopo la nascita. I neonati in sviluppo hanno cardiomiociti che rispondono a una piccola rivoluzione biochimica. Rispondono alle proteine che spingono la crescita, in particolare alle citochine che stimolano la proliferazione cellulare. Questa condizione scompare dopo la fase postnatale, quando le cellule cardiache diventano mature e stabili. Gli studiosi hanno analizzato questa condizione neonatale: non scompare del tutto e si può promuovere grazie a una sollecitazione ormonale.

glucocorticoidi sono ormoni steroidei che intervengono nella maturazione degli organi dopo la nascita. Bloccano i programmi rigenerativi del cuore, per questo scompaiono progressivamente nei neonati. Gabriele D’Uva, autore e responsabile della ricerca presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che i glucocorticoidi limitano significativamente la capacità dei cardiomiociti di rispondere ai fattori di crescita rigenerativi. In pratica, agiscono come un freno ormonale che blocca i programmi rigenerativi del cuore“.

Della scoperta sul collegamento tra glucocorticoidi e capacità rigenerative cardiache scrive anche Silva Da Pra, ricercatrice post-dottorato: “Nei modelli preclinici, l’inibizione di questo recettore ripristina la risposta dei cardiomiociti ai fattori di crescita, stimolando la proliferazione delle cellule cardiache anche nelle fasi postnatali più avanzate e nell’età adulta“. La strategia scoperta dal team scientifico di Bologna verrà testata sugli esseri umani e potrebbe diventare un trattamento efficace contro l’insufficienza cardiaca.

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Xiaomi presenta il robot aspirapolvere Mijia più potente di sempre

12 Marzo 2026 ore 16:01

Xiaomi amplia ulteriormente il proprio ecosistema smart home con il lancio del nuovo robot aspirapolvere di punta, il Mi Robot 6 Max. Il dispositivo debutta in Cina come il modello più potente mai realizzato nella piattaforma domestica Mijia, introducendo una combinazione di potenza di aspirazione estremamente elevata, navigazione basata su intelligenza artificiale e soluzioni robotiche avanzate per migliorare la pulizia negli ambienti domestici.

Il robot è progettato per offrire una copertura più completa delle superfici domestiche, grazie a un sistema hardware che include bracci robotici per la pulizia dei bordi e “gambe” robotiche capaci di superare ostacoli. A questo si aggiunge una piattaforma di visione artificiale che permette al dispositivo di riconoscere oggetti e sporco con grande precisione.

Potenza avanzata

Il nuovo robot aspirapolvere Xiaomi raggiunge una potenza di aspirazione massima di 35.000 Pa, uno dei valori più elevati nel mercato dei robot domestici. Questa potenza viene combinata con un sistema di lavaggio in tempo reale che permette di aspirare, lavare e raschiare il pavimento simultaneamente.

Per mantenere il mop sempre pulito durante il funzionamento, Xiaomi ha integrato un sistema con 16 micro-fori che rilascia continuamente acqua per lavare il panno durante la pulizia. Il robot integra inoltre un sistema anti-groviglio progettato per ridurre la manutenzione, con una spazzola principale dotata di tecnologia di taglio dei capelli e spazzole laterali anti-aggrovigliamento.

Una delle innovazioni più evidenti riguarda il sistema di pulizia dei bordi. Il dispositivo utilizza tre bracci robotici dedicati che consentono di raggiungere angoli difficili, bordi delle pareti e aree attorno alle gambe dei mobili o dei tavoli.

Il robot è inoltre dotato di gambe robotiche bioniche che gli permettono di superare ostacoli fino a 6 centimetri di altezza e di entrare in spazi bassi fino a 9,3 centimetri, migliorando notevolmente la capacità di movimento rispetto ai modelli tradizionali.

Intelligenza artificiale e smart home

Il sistema di navigazione si basa su una piattaforma di visione artificiale con tripla fotocamera che consente un evitamento panoramico degli ostacoli in tempo reale. Il robot è in grado di riconoscere fino a 280 tipi di oggetti e 47 tipi di sporco diversi, inclusi piccoli elementi domestici come cavi per auricolari di appena 3 millimetri.

Grazie a queste capacità, il dispositivo può adattare automaticamente le strategie di pulizia, evitando collisioni e migliorando l’efficienza nelle diverse stanze.

Il robot si integra completamente con l’app Mi Home e supporta il controllo vocale tramite l’assistente intelligente XiaoAI. Tra le funzioni aggiuntive è presente anche una telecamera integrata che consente di monitorare gli animali domestici e perfino effettuare videochiamate da remoto attraverso l’assistente vocale.

Il dispositivo supporta inoltre la piattaforma di connessione intelligente Xiaomi Surge Smart Connect, che permette di coordinare il robot con altri dispositivi della casa connessa.

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L’Xbox Mode per Windows 11 sta per arrivare: ecco cosa cambia

12 Marzo 2026 ore 15:25

Durante la Game Developers Conference 2026, Microsoft ha delineato il futuro dello sviluppo videoludico su PC e console, annunciando una strategia sempre più integrata tra Windows e l’ecosistema Xbox. L’azienda vuole trasformare Windows 11 nella piattaforma centrale per la prossima generazione di videogiochi, rendendo PC e console parte dello stesso ambiente tecnologico.

Uno dei punti chiave dell’annuncio riguarda la nuova modalità Xbox Mode, una versione a schermo intero dell’interfaccia Xbox che sarà disponibile su tutti i dispositivi Windows 11 a partire da aprile. Questa modalità è pensata per offrire un’esperienza simile a quella delle console anche su PC e rappresenta uno degli elementi che anticipano la prossima generazione di console Xbox, attualmente in sviluppo con il nome in codice Helix.

Un ecosistema unificato

Al centro della strategia Microsoft c’è il Game Development Kit unificato, noto come Game Development Kit (GDK). Questo strumento consente agli sviluppatori di creare giochi per PC che risultano automaticamente compatibili anche con la futura generazione Xbox.

Secondo Microsoft, l’obiettivo è semplificare lo sviluppo multipiattaforma: se uno studio realizza un gioco per Windows, il titolo sarà già pronto per funzionare anche sulla prossima console Xbox. Il GDK garantisce inoltre compatibilità con le console attuali come Xbox Series X e Xbox Series S, assicurando continuità tra le diverse generazioni hardware.

In questo modo PC e console condividono la stessa infrastruttura tecnologica, riducendo tempi e costi di sviluppo e permettendo agli studi di pubblicare i propri giochi su entrambe le piattaforme con meno lavoro.

Nuove tecnologie per i giochi

Microsoft ha annunciato anche importanti aggiornamenti per l’ecosistema grafico basato su DirectX. Tra le novità c’è l’integrazione più profonda delle tecnologie di machine learning nei motori grafici.

L’azienda ha spiegato che verrà introdotto il supporto all’algebra lineare nel linguaggio shader HLSL, consentendo agli sviluppatori di sfruttare operazioni di intelligenza artificiale direttamente all’interno degli shader. “Stiamo introducendo nuove capacità che rendono più semplice portare tecniche neurali nelle pipeline grafiche”, ha dichiarato Microsoft, spiegando che queste funzioni permetteranno operazioni ML accelerate direttamente dall’hardware.

Tra le novità c’è anche la disponibilità generalizzata della tecnologia Advanced Shader Delivery, che consente di gestire e distribuire gli shader in modo più efficiente. Questo sistema permette di ridurre i problemi di stuttering durante il primo avvio dei giochi e di migliorare la stabilità delle prestazioni.

Xbox Ally

Altri miglioramenti riguardano DirectStorage, tecnologia pensata per ridurre i tempi di caricamento dei giochi. Microsoft ha annunciato il supporto alla compressione Zstandard e un nuovo strumento chiamato Game Asset Conditioning Library, che migliora l’efficienza nella gestione degli asset.

Secondo la strategia dell’azienda, la prossima generazione di Xbox sarà in grado di eseguire sia giochi per console sia titoli PC, probabilmente basandosi su una versione di Windows con Xbox Mode attiva di default. Qualcosa di simile l’abbiamo già visto sulle Xbox ROG Ally. Nel frattempo, vi ricordiamo che nel 2027 arriveranno i primi dev kit per Project Helix.

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Stanchezza primaverile: i dati di un anno rivelano una realtà sorprendente

12 Marzo 2026 ore 14:37

Dopo una ricerca australiana che punta alla cultura del sonno, ecco una ricerca delle Università di Berna e Basilea sull’astenia primaverile. È sia una sindrome biologica quanto un fenomeno sociale e culturale: non siamo abituati ad ascoltare il corpo con le stagioni che cambiano, le temperature che si alzano o si abbassano, le ore di luce che aumentano o diminuiscono. La nuova ricerca, raccontata da Scinexx, è stata condotta da due cronobiologila dottoressa Christine Blume e il dottor Albrecht Vorster. I testi non confermano l’effettivo affaticamento o calo di energia con l’arrivo della primavera, nonostante sia diffuso il proverbio “aprile dolce dormire”. La scienza richiede dati concreti, e così ecco i test durati un anno.

Lo studio ha coinvolto 418 partecipanti, che ogni giorno hanno fornito informazioni su sonno, stanchezza e livelli di energia percepiti. All’inizio, metà dei partecipanti ha riferito di soffrire di astenia primaverile. Le analisi però non hanno dato esiti di fluttuazioni stagionali o mensili significative. Eppure, con l’inizio della primavera, molti accusano esaurimentoaffaticamentoinsonnia o ipersonnia. È stato analizzato anche il cronotipo dei soggetti, ovvero la tendenza ad essere mattinieri o nottambuli: con l’inizio della primavera non ci sono stati dati diversi, eppure la stagione viene accusata di creare questi effetti.

molte persone si sentono stanche ed esauste in primavera

Per la prima volta si parla della stanchezza primaverile anche come percezione soggettiva, fenomeno culturale e di linguaggio che nasce da una suggestione spinta anche dall’informazione mediatica

Che cosa succede con la primavera? I ricercatori parlano di molte percezioni soggettive che non corrispondono a dati oggettivi. Il web è pieno di articoli dedicati al tema della stanchezza primaverile, che forse hanno influenzato cultura e linguaggio. Le persone, con l’arrivo della bella stagione, pongono l’attenzione ai livelli di energia e alle sensazioni di affaticamento, suggestionandosi e creando il collegamento mentale con la primavera.

Tuttavia, bisognerebbe considerare che questo periodo è preceduto da mesi impegnativi: pensiamo al Natale, a tutto gennaio e febbraio. Stanchezza, stress e picchi di influenza si fanno sentire, e forse la primavera potrebbe significare semplicemente bisogno di riposo o di distacco dagli stress quotidiani.

Questa è la condizione socio-culturale, ma i due autori dello studio, pubblicato sul Journal of Sleep Research, sono attenti ai sintomi e ai ritmi biologici stagionali. Un orologio interno esiste, influenzato anche dal tempo, e incide su metabolismoelaborazione sensoriale e psiche. Non è un caso che marzo in molti paesi sia anche il mese della salute psicologica.

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Le loot box sono gioco d’azzardo? Valve sotto accusa negli Stati Uniti

12 Marzo 2026 ore 14:07

Valve si trova al centro di una nuova controversia legale negli Stati Uniti legata alle loot box, i contenitori virtuali acquistabili nei videogiochi che offrono ricompense casuali. Dopo una maxi causa da circa 900 milioni di dollari nel Regno Unito contro la piattaforma Steam, la società deve ora affrontare un’altra azione legale negli Stati Uniti avviata dall’ufficio del procuratore generale di New York guidato da Letitia James.

Secondo l’accusa, alcune meccaniche presenti nei videogiochi più popolari della piattaforma incoraggerebbero forme di gioco d’azzardo tra i giocatori più giovani. L’indagine si concentra in particolare sui sistemi di casse virtuali presenti in titoli come Counter-Strike 2, Dota 2 e Team Fortress 2.

Le accuse sulle loot box

Le autorità sostengono che le loot box permettono di pagare per aprire contenitori virtuali con ricompense casuali, creando una dinamica simile al gioco d’azzardo. Secondo l’accusa, questo sistema “consente il gioco d’azzardo inducendo gli utenti a pagare per la possibilità di ottenere un oggetto virtuale raro di valore significativo”.

In alcuni casi, infatti, gli oggetti cosmetici ottenuti – come skin per armi – possono essere rivenduti nel mercato interno della piattaforma o tramite siti terzi, generando potenzialmente profitti reali per i giocatori. Un’azione legale simile è stata avviata anche dallo studio legale Hagens Berman, che sostiene che queste meccaniche possano essere particolarmente problematiche per i giocatori più giovani.

La difesa di Valve

loot box nei videogiochi sotto accusa

Valve ha risposto pubblicamente alle accuse attraverso una lettera pubblicata su Steam, spiegando di non ritenere che le proprie loot box violino le leggi sul gioco d’azzardo nello stato di New York. “Non crediamo che sia così e siamo rimasti delusi nel vedere questa accusa dopo aver lavorato per anni per spiegare come funzionano i nostri oggetti virtuali e le mystery box”, ha dichiarato l’azienda.

Secondo Valve, il sistema delle “casse casuali” non sarebbe diverso da prodotti fisici come pacchetti di carte collezionabili o “blind box”, che offrono anch’essi la possibilità di trovare oggetti rari o di valore.

La società sottolinea inoltre che gli oggetti ottenuti non forniscono vantaggi competitivi nei giochi e rimangono esclusivamente elementi cosmetici.

Valve ha anche ricordato di aver combattuto attivamente i siti esterni che utilizzano oggetti dei propri giochi per attività di gioco d’azzardo, affermando di aver ordinato più volte la chiusura di piattaforme di scommesse basate sulle skin di Counter-Strike. Nel frattempo, Valve deve affrontare anche una sfida dal tenore ben diverso: la crisi dei prezzi delle RAM sta facendo slittare i piani per il rilascio dell’attesa console Steam Machine.

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Windows Task Manager rivoluzionato: la mod da installare subito per fare ordine al caos

12 Marzo 2026 ore 12:15

Il Task Scheduler è da anni uno degli strumenti più potenti integrati in Windows 11 e nelle versioni precedenti del sistema operativo. Permette di automatizzare operazioni come l’avvio di programmi, script o attività di manutenzione del sistema. Nonostante la sua affidabilità, però, l’interfaccia basata su vecchie componenti MMC è rimasta praticamente invariata nel tempo, risultando oggi visivamente datata e poco intuitiva per molti utenti.

A colmare questo divario ci ha pensato uno sviluppatore indipendente con FluentTaskScheduler, un progetto open source che reinterpreta completamente l’esperienza di gestione delle attività programmate. Il software non sostituisce il motore originale di Windows, ma lo utilizza attraverso le API esistenti, offrendo però un’interfaccia moderna e più facile da usare. Se siete interessati, lo potete scaricare da qui.

L’applicazione è stata sviluppata con WinUI 3 tramite Windows App SDK e sfrutta la piattaforma .NET 8. Il risultato è un’interfaccia basata sul linguaggio Fluent Design, perfettamente allineata allo stile grafico delle applicazioni moderne di Windows.

Dashboard moderna e controllo completo

Uno dei principali limiti dello strumento integrato in Windows è la scarsa visibilità delle attività in esecuzione e della cronologia. In molti casi gli utenti devono navigare tra diverse finestre e menu per monitorare le operazioni pianificate.

FluentTaskScheduler introduce invece una dashboard centrale che mostra in tempo reale l’attività del sistema. Qui è possibile visualizzare lo storico delle operazioni, cercare attività specifiche, eseguire azioni in batch e importare o esportare configurazioni.

Il processo di creazione delle attività mantiene tutte le funzionalità del sistema originale ma con un flusso più pulito. Gli utenti possono configurare trigger basati sul tempo – come esecuzioni giornaliere, settimanali o mensili – oppure su eventi di sistema come l’avvio del computer, il login dell’utente o eventi specifici registrati nel sistema. Sono disponibili anche opzioni avanzate come ritardi casuali, date di scadenza e arresto automatico delle attività.

Automazione avanzata

FluentTaskScheduler

Per gli scenari più complessi, FluentTaskScheduler include controlli avanzati per l’affidabilità e la ripetizione delle attività. È possibile impostare cicli di esecuzione programmati, riavviare automaticamente un’attività in caso di errore o definire il comportamento quando vengono attivate più istanze contemporaneamente.

Una delle funzioni più interessanti è la Script Library, che permette di archiviare script PowerShell centralizzati e riutilizzarli in più attività senza duplicare il codice. Questo approccio semplifica la gestione delle automazioni e rende più pulita l’organizzazione degli script.

Il software include anche integrazione con il sistema operativo, come notifiche toast, supporto alla System Tray e possibilità di eseguire attività con privilegi elevati o con account specifici.

Per gli utenti avanzati è disponibile anche un’interfaccia a riga di comando che consente di gestire le attività da script o da prompt, rendendo lo strumento utile anche per ambienti professionali.

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Microsoft prepara la nuova Xbox “Helix”: primi devkit agli studi nel 2027

12 Marzo 2026 ore 11:49

Microsoft ha iniziato a delineare concretamente la prossima generazione di console Xbox. Durante la Game Developers Conference 2026, l’azienda ha confermato che i primi kit di sviluppo del nuovo sistema, conosciuto internamente con il nome in codice Project Helix, verranno inviati agli studi di videogiochi a partire dal 2027.

L’annuncio è stato fatto da Jason Ronald, vicepresidente della divisione Next Generation Xbox. Secondo quanto riferito, gli sviluppatori riceveranno versioni preliminari della console per iniziare a creare e ottimizzare i titoli destinati alla nuova piattaforma.

Ronald non ha specificato nel dettaglio cosa includeranno queste versioni “alpha”, ma nel contesto della conferenza dedicata agli sviluppatori è molto probabile che si tratti dei classici devkit, hardware preliminari che permettono agli studi di lavorare sui giochi prima del lancio ufficiale della console.

Hardware avanzato con chip AMD

Il nuovo sistema sarà basato su un system-on-a-chip personalizzato sviluppato insieme ad AMD, progettato per supportare tecnologie grafiche di nuova generazione. Tra queste spicca il path tracing, una forma avanzata di rendering che simula la luce in modo estremamente realistico.

Secondo Microsoft, la nuova architettura porterà un enorme salto prestazionale nel ray tracing. Ronald ha spiegato che la console offrirà “un salto di un ordine di grandezza nelle prestazioni e nelle capacità del ray tracing”, permettendo mondi di gioco più realistici e dinamici.

Tra le tecnologie previste figurano anche ray regeneration, pensata per migliorare la qualità degli effetti di illuminazione, e soluzioni di frame generation multi-frame insieme a tecniche di upscaling basate su machine learning.

Queste innovazioni indicano che Microsoft e AMD stanno lavorando su tecnologie simili a quelle sviluppate anche per la prossima generazione di console rivali.

Xbox e PC sempre più vicini

Xbox Next-Gen

Un’ipoteca Xbox Next-Gen immaginata dall’intelligenza artificiale

Uno degli aspetti più interessanti della futura console riguarda l’integrazione con il mondo PC. Microsoft ha ribadito che il nuovo hardware sarà in grado di eseguire sia giochi per console Xbox sia titoli PC.

Questo approccio rafforza la strategia dell’azienda di unificare l’ecosistema gaming tra console e computer basati su Windows. In pratica, gli sviluppatori potranno progettare giochi con una base tecnica comune, riducendo le differenze tra le due piattaforme.

Secondo Ronald, il nuovo hardware “integra l’intelligenza direttamente nella pipeline grafica e di calcolo, offrendo miglioramenti significativi in efficienza, scala e ambizione visiva”. Nel frattempo, forse in vista della nuova console ibrida, Sony ha già fatto sapere che non intende pubblicare più esclusive PlayStation su Windows.

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Perché Tokyo è il banco di prova definitivo per la guida autonoma

12 Marzo 2026 ore 11:11

La startup americana di guida autonoma Nuro ha avviato i primi test dei propri veicoli sulle strade di Tokyo, uno degli ambienti urbani più complessi al mondo per la mobilità autonoma. L’azienda, sostenuta da colossi tecnologici e industriali come NVIDIA, Toyota e Uber, utilizzerà inizialmente solo pochi veicoli per questa fase sperimentale.

Come previsto dalla normativa giapponese, i test verranno effettuati con conducenti di sicurezza al volante pronti a intervenire in caso di necessità. L’obiettivo è raccogliere dati reali in uno dei contesti di guida più impegnativi per l’intelligenza artificiale.

Tokyo come banco di prova

Le strade della capitale giapponese offre una vera sfida per i sistemi di guida autonoma. Tra carreggiate strette, traffico intenso, intersezioni complesse e guida sul lato sinistro della strada, Tokyo mette alla prova qualsiasi tecnologia di guida automatizzata.

Secondo il CEO di Nuro, Andrew Chapin, testare i veicoli in un ambiente così complesso è fondamentale per migliorare l’affidabilità dei sistemi. “Testare le capacità del sistema di autonomia in un mercato così interessante e con complessità internazionali è una vera prova di stress per capire di cosa è capace la tecnologia”, ha dichiarato.

L’obiettivo finale della società è raggiungere il livello 4 di autonomia, una categoria in cui il veicolo può guidare completamente da solo in condizioni specifiche senza intervento umano.

La corsa globale ai robotaxi

Nuro non è l’unica azienda a sperimentare veicoli autonomi in Giappone. Anche Waymo, la divisione di guida autonoma di Alphabet, sta conducendo test a Tokyo in collaborazione con l’operatore taxi Nihon Kotsu e con l’app di mobilità giapponese GO Taxi.

Waymo è attiva nel paese dal 2025 e lavora a stretto contatto con Toyota per sviluppare tecnologie di guida autonoma adattate alle città giapponesi.

Nel frattempo, Nuro sta preparando un’espansione più ampia del proprio ecosistema di mobilità autonoma. L’azienda ha già annunciato una collaborazione con Uber e con il produttore di auto elettriche Lucid Motors per lanciare un servizio di robotaxi a San Francisco.

Secondo i piani, Uber punta a distribuire fino a 100.000 veicoli autonomi, tra cui circa 20.000 robotaxi sviluppati con Lucid e Nuro, con un rollout che dovrebbe iniziare nel 2027.

 

Perché Tokyo è il banco di prova definitivo per la guida autonoma è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

Google Play ti permette di provare i giochi a pagamento prima di comprarli

12 Marzo 2026 ore 10:41

Google ha annunciato una nuova funzionalità per il proprio store digitale Google Play che permetterà agli utenti di provare alcuni giochi a pagamento gratuitamente prima di acquistarli. La funzione, chiamata Game Trials, è già in fase di distribuzione su alcuni titoli mobile e arriverà presto anche su Google Play Games for PC.

L’obiettivo è offrire ai giocatori la possibilità di testare un gioco completo per un periodo limitato di tempo, riducendo il rischio di acquistare un titolo che potrebbe non piacere.

Come funzionano i Game Trials

Nei giochi supportati comparirà un nuovo pulsante “Prova” nella pagina dello store. Una volta avviata la prova, gli utenti potranno giocare gratuitamente per un periodo definito prima di decidere se acquistare il titolo.

Nel materiale di esempio mostrato da Google, il gioco horror survival Dredge offre 60 minuti di gameplay gratuito. Al termine del periodo di prova, il giocatore può scegliere se acquistare il gioco completo oppure rimuoverlo dal dispositivo. Questa soluzione offre un approccio simile alle demo classiche dei videogiochi, ma integrato direttamente nello store digitale e senza richiedere download separati o versioni dedicate.

Più giochi indie e strumenti AI

demo videogiochi Play Store

Oltre ai Game Trials, Google ha annunciato che nei prossimi mesi arriveranno nuovi giochi indie a pagamento su Google Play, tra cui Moonlight Peaks, Sledding Game e Low-Budget Repairs.

L’azienda ha inoltre creato una nuova sezione dello store dedicata ai giochi ottimizzati per PC Windows, che funzionano tramite la piattaforma Google Play Games su computer. Gli utenti potranno aggiungere questi titoli alla lista dei desideri e ricevere notifiche quando saranno disponibili o in sconto.

Tra le novità più tecnologiche spicca anche il lancio di Play Games Sidekick, un overlay per Android basato sull’intelligenza artificiale Gemini. Questo assistente può mostrare suggerimenti, informazioni e strumenti utili direttamente durante il gameplay senza dover uscire dal gioco o effettuare ricerche online.

Per chi preferisce confrontarsi con altri giocatori invece che con un assistente AI, Google ha introdotto anche la funzione Community Posts, che consente agli utenti di leggere e pubblicare consigli e discussioni nelle pagine dei giochi sul Play Store.

Google Play ti permette di provare i giochi a pagamento prima di comprarli è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

L’iPhone 18 Pro sarà dimenticabile? “Risparmiate i soldi per il prossimo anno”

12 Marzo 2026 ore 10:10

Apple si prepara a introdurre una nuova strategia di lancio per i suoi smartphone a partire dal prossimo anno, ma le indiscrezioni sull’iPhone 18 Pro e sull’iPhone 18 Pro Max suggeriscono che la generazione in uscita quest’anno potrebbe rappresentare uno degli aggiornamenti meno rilevanti degli ultimi anni.

Secondo le anticipazioni, Apple lancerà quest’anno i modelli Pro insieme al primo iPhone pieghevole, mentre i modelli base della serie iPhone 18 e il successore di iPhone Air arriveranno soltanto all’inizio dell’anno successivo, nello stesso periodo dei nuovi smartphone della linea Samsung Galaxy S.

Nonostante le aspettative iniziali, molte delle innovazioni previste per i modelli Pro sembrano essere state rinviate, lasciando spazio a novità piuttosto modeste e deludenti.

iPhone 17 Pro vs iPhone 18 Pro: cosa cambia?

Uno degli aggiornamenti più attesi riguardava una riduzione delle dimensioni della Dynamic Island, l’area interattiva introdotta da Apple per integrare sensori e notifiche nella parte superiore dello schermo. Le indiscrezioni iniziali indicavano che Apple stesse lavorando a una soluzione per spostare il sistema Face ID sotto il display, lasciando visibile solo la fotocamera frontale. Questo avrebbe permesso di ridurre sensibilmente la Dynamic Island.

Tuttavia, secondo le informazioni più recenti, questa tecnologia non sarà pronta per l’iPhone 18 Pro. Di conseguenza, la Dynamic Island rimarrà sostanzialmente delle stesse dimensioni viste sugli attuali modelli, come l’iPhone 17 Pro.

Questo rinvio potrebbe avere implicazioni anche per i piani futuri dell’azienda. Apple starebbe infatti lavorando a un modello speciale per il ventesimo anniversario dell’iPhone, previsto per il 2027, con uno schermo completamente edge-to-edge senza alcun foro o notch visibile. Se fosse vero, sarebbe quello lo smartphone da “avere a tutti i costi”. A maggior ragione, risparmiare i soldi quest’anno potrebbe avere ancora più senso.

Design quasi identico

Apple iPhone 17 Pro annunciato ufficialmente

Oltre alla mancata evoluzione della Dynamic Island, anche il design generale dei nuovi modelli Pro dovrebbe rimanere molto simile alla generazione precedente.

Secondo i report più recenti, l’iPhone 18 Pro e l’iPhone 18 Pro Max conserveranno la stessa struttura e lo stesso grande modulo fotografico sul retro introdotto negli ultimi anni. Ci potrebbero essere solo piccoli miglioramenti estetici, come variazioni nella finitura del vetro posteriore o nel contrasto dei materiali. In pratica, per molti utenti potrebbe essere difficile distinguere visivamente un iPhone 18 Pro da un iPhone 17 Pro Max.

La buona notizia è che il keynote di settembre non sarà comunque privo di sorprese: nonostante una linea ‘Pro’ sottotono, questo sarà l’anno in cui vedremo finalmente il primo smartphone pieghevole di Apple.

L’iPhone 18 Pro sarà dimenticabile? “Risparmiate i soldi per il prossimo anno” è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

Formiche ricostruite in 3D grazie all’IA: sviluppato un metodo che riduce anni di lavoro a pochi giorni

12 Marzo 2026 ore 09:34

Le formiche sono insetti sociali complessi e interessanti da studiare, sono presenti in tutto il mondo, hanno un sistema di comunicazione e interazioni come le api. Sono delle piccole macchine da guerra nella difesa del territorio, gli scienziati hanno deciso di catalogarle con un nuovo strumento tecnico.

Un database che combina intelligenza artificiale, robotica, modellistica 3D e tecniche di imaging a raggi X. I ricercatori dell’Università del Maryland e del Karlsruhe Institute of Technology in Germania hanno ricostruito digitalmente centinaia di specie di formiche di tutto il mondo con questo sistema. Il tempo impiegato è stato brevissimo, con metodi tradizionali il lavoro di un giorno dura settimane. Lo studio sulle formiche realizzate con AI/3D è stato pubblicato sulla rivista Nature Methods.

Evan Economo e Thomas Van de Kamp sono i due autori del nuovo database sulle formiche. Prima dell’IA utilizzavano una tecnologia, lo scanner micro-TC, utile a ricostruire e studiare la morfologia degli insetti. La formica si compone di numerosi nervi e nervetti, muscoli e strutture cellulari. La semplice scansione 3D di una formica richiedeva dieci ore di tempo.

i ricercatori hanno utilizzato AntScan per riprodurre nei minimi dettagli l'anatomia di quattro specie di formiche di Okinawa

Il nuovo sistema di imaging 3D con IA, robotica e acceleratore di particelle di sincrotrone permette di creare archivi digitali di formiche, ruotabili e osservabili in pochi secondi

L’insieme di tutte le nuove tecniche messe insieme ha permesso di creare un archivio di ricostruzioni digitali di 800 specie di formiche. Il team ha utilizzato un sistema ad alta produttività che integra anche un acceleratore di particelle di sincrotrone. Lo scanner TAC convenzionale utilizzato precedentemente all’AI applicata impiegava sei anni di lavoro continuo sulle 800 specie di formiche catalogate. Il nuovo kit invece riesce a scansionare in una sola settimana 2000 campioni.

Le formiche non sono gli unici insetti numerosi da studiare, la tecnica può essere impiegata per altre specie di insetti o animali. I ricercatori pensano a archivi digitali moderni e aggiornati per musei, università e altre istituzioni partner. Il metodo però interessa anche all’applicazione scientifica, per trarre dati e informazioni.

Il sistema di imaging che unisce 3D, robotica e IA consente di analizzare i campioni scansionati anche ruotandoli o sostituendoli in 30 secondi. Dal computer si possono fare osservazioni che prima si potevano eseguire solo sul campo o in laboratorio, magari con le formiche sotto microscopio o lente di ingrandimento. Al progetto hanno partecipato anche studenti di informatica.

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Virus pandemici, la nuova ricerca smentisce l’idea dell’adattamento preliminare

12 Marzo 2026 ore 08:30

I virus che vengono trasmessi dagli animali all’uomo, come è successo con il Covid, possono provocare epidemie senza il bisogno di adattarsi prima all’organismo umano. Questo concetto lo ritroviamo in un nuovo studio pubblicato su Cell. La ricerca è stata condotta da un team dell’Università della California, guidato da Jennifer L. Havens. Gli scienziati si sono concentrati sul quadro filogenetico e sulla selezione naturale; in pratica hanno cercato il vero motivo per cui scoppiano improvvise epidemie o pandemie.

L’ipotesi è questa: i virus zoonotici non necessitano di un adattamento prima della zoonosi, che trasmette un patogeno da uomo a uomo (il contagio). I ricercatori hanno studiato diverse epidemie virali degli ultimi anni. Prima del Covid-19 ci sono state l’Influenza A (H1N1) del 2009, l’Ebola in Africa occidentale, dal 2013 al 2016. Infine, l’epidemia Virus Marburg in Angola del 2004/2005 e quella di Mpox, più recente, 2022-2023.

virus pandemici

Il SARS-CoV-2 non mostra segnali di evoluzione prima della pandemia, mentre le trasformazioni genetiche sono comparse dopo i primi contagi, lo studio californiano nei dettagli

Non sono state trovate prove di cambiamenti nell’evoluzione dei virus subito prima dell’epidemia umana. Il SARS-CoV-2 presenta segnali di selezione genetica immutati fino alla comparsa sotto forma di malattia nella popolazione umana. Proprio il SARS-CoV-2 ha fatto scattare lo studio: si ipotizzava in questo patogeno una modifica in laboratorio tra test e sperimentazioni. L’osservazione di fatto per il nuovo studio rivela invece nessuna modifica del virus Sars anche se manipolato in laboratorio.

I cambiamenti ci sono stati, tuttavia, ma non prima della pandemia o epidemia ma dopo. Selezioni genetiche, nuove caratteristiche e scissioni di virus e patogeni sono avvenute dopo lo scoppio dei contagi. Lo studio dell’Università della California è stato diffuso sotto forma di comunicato stampa.

Questo lavoro ha una rilevanza diretta per l’attuale controversia sulle origini del COVID-19“, sono le parole del ricercatore e autore Joel Wertheim. E aggiunge: “da una prospettiva evolutiva, non troviamo alcuna prova che il SARS-CoV-2 sia stato plasmato dalla selezione in laboratorio o da un’evoluzione prolungata in un ospite intermedio prima della sua comparsa. Questa assenza di prove è esattamente ciò che ci aspetteremmo da un evento zoonotico naturale“.

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Sonno e salute: ecco quando le ore in più diventano un problema

11 Marzo 2026 ore 17:34

Uno studio australiano afferma che dormire troppo e non dormire a sufficienza hanno quasi gli stessi effetti negativi sulla salute. In entrambi i casi, si ammalano cuore, intestino, cervello e poi arrivano situazioni più specifiche. Ad esempio, dormire meno di sette ore a notte compromette la mente, il cuore, il sistema immunitario e la pelle. Nel breve tempo i sintomi sono stanchezza, irritabilità, aumento di stress, nebbia mentale. L’ipersonnia, ovvero dormire più di nove o dieci ore, porta al rischio di malattie cardiovascolari, ictus, diabete T2 e obesità. I sintomi immediati sono mal di testa, mal di schiena, depressione, nebbia cognitiva e sonnolenza diurna nonostante si sia dormito tanto.

I ricercatori della Sleep Health Foundation affermano che il sonno è il terzo pilastro della salute, accanto all’alimentazione e all’attività fisica. Con il sonno, i muscoli recuperano energie, memorie e emotività si rafforzano e si regolano. L’organizzazione australiana no-profit che ha finanziato lo studio raccomanda di dormire tra le sette e le nove ore a notte. Gli adolescenti hanno bisogno di più riposo, fino alle dieci ore, anche da recuperare durante la settimana. Non sono consigli ripetuti ma risultati di esperimenti e test su volontari.

sonno e salute

I numeri della ricerca sull’insonnia dal 2018 a oggi mostrano l’importanza di conoscere anche gli effetti del dormire troppo e della qualità del risveglio sulla salute

Gli studi recenti suggeriscono che l’ipersonnia aumenta i problemi di salute e la mortalità. 79 studi sono stati rianalizzati: chi dorme meno di sette ore a notte ha un rischio di morte maggiore del 14%, chi dorme invece più di nove ore eleva il rischio al 34%. Insonnia e ipersonnia hanno in comune fattori di rischio sulla salute. Nel 2018 è stata fatta un’analisi su precedenti studi: secondo la rilettura di 74 ricerche, il sonno eccessivo porta a disturbi metabolici, aumento di peso, dolore cronico e depressione.

Il legame tra dormire troppo e cattiva salute viene certificato e collegato scientificamente dai risultati di tutti gli studi rianalizzati. Non solo, insonnia e ipersonnia insieme vengono collegate a condizioni croniche patologiche o di malessere. Sonno e stili di vita diventano così importanti nel considerare fattori di rischio e scarsa salute. Insonnia e ipersonnia non sono sempre volontà delle persone o conseguenze comportamentali e psicologiche.

Il risveglio può dire molto sulla salute del sonno, su come sta funzionando veramente il corpo mentre si dorme. Svegliarsi bene è indice di buona qualità, invece alzarsi spesso stanchi e assonnati deve rappresentare un campanello d’allarme. Le ricerche e i dati nuovi della Sleep Health Foundation vanno diffusi e divulgati per coltivare una buona cultura e conoscenza del sonno, del dormire come fattore importante per la salute.

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Alzheimer, uno studio mostra criticità nelle comunità rurali americane

11 Marzo 2026 ore 17:04

La Society for Risk Analysis ha condotto un’analisi su 422.000 pazienti e più del Maryland. I dati raccolti evidenziano disparità nella diagnosi e nell’assistenza dell’Alzheimer tra le aree urbane e rurali. Proprio queste ultime mancano di ospedali e specialisti per diagnosi e trattamento delle demenze. Un danno tanto per i pazienti anziani quanto per le loro famiglie o caregiver.

Curarsi significa doversi spostare di molti chilometri anche per una semplice diagnosi o prescrizione di farmaci, i controlli di routine diventano difficili se non impossibili. Non è un caso che si presentino alti tassi di mortalità per Alzheimer in alcune aree dove mancano strutture dedicate, i famosi giardini dedicati agli anziani che perdono la memoria. I dati di morte si combinano proprio con i bassi tassi di diagnosi e un numero ancora da raccogliere completamente di pazienti con demenza non identificata.

Alzheimer

Nel Maryland, l’Alzheimer e altre forme di demenza possono essere curate principalmente nelle grandi città, mentre nelle aree rurali si registrano alti tassi di mortalità e una sottodiagnosi

Per le grandi città è un altro discorso, le aree urbane accolgono il 90% dei grandi ospedali. Le strutture rurali vivono una vera e propria discriminazione di risorse e finanziamenti. Mancano medici, infermieri e specialisti, tutti assenti dalle zone non urbane. Gli anziani riescono anche a trovare medici ma non sono specializzati su Alzheimer e altre malattie che portano al deficit di memoria. Dopo gli ottant’anni, la possibilità di affrontare lunghi spostamenti diventa più difficile, anche per le famiglie.

L’articolo pubblicato su ScienceDaily parla di squilibrio geografico con conseguenze dirette. I dati non sono di oggi ma partono dal 2019. 422.735 pazienti presi in considerazione evidenziano una differenza nel Maryland tra regioni occidentali e orientali. La combinazione di alti tassi di mortalità coincide con bassi tassi di diagnosi. Significa che a incidere sulle morti c’è una sottodiagnosi diffusa. Lo studio sottolinea che la posizione geografica influisce direttamente sulla probabilità di ricevere diagnosi e trattamenti adeguati.

Lo studio sul Maryland appena descritto è importante non solo per i numeri tirati fuori sulla possibilità o meno di curare o diagnosticare le demenze ma per gli strumenti che ha utilizzato. La ricerca è stata insieme spaziale e demografica e ha utilizzato modelli statistici spaziali come Getis-Ord G* e GWR.

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Anche se non sei miliardario, probabilmente vivi meglio di Elon Musk

11 Marzo 2026 ore 16:22

Il miliardario Elon Musk conduce uno stile di vita sorprendentemente minimalista e spartano anche nella sua casa vicino alla base di lancio di SpaceX in Texas. A raccontarlo è stata sua madre in un post sui social.

La casa vicino a Starbase

Elon Musk, l’imprenditore alla guida di Tesla, SpaceX e della piattaforma X, sarebbe abituato a vivere con pochissimi comfort domestici. A rivelarlo è stata sua madre Maye Musk in un post pubblicato sui social. La donna ha raccontato di aver visitato la casa del figlio a Boca Chica, nel sud del Texas, vicino al sito di lancio di Starbase. Secondo la descrizione, l’abitazione appare estremamente spartana.

“Non c’è cibo nel frigorifero”, ha scritto Maye Musk. “Il garage dove ho dormito è sulla destra”. Ha poi aggiunto un dettaglio curioso sulla vita quotidiana del miliardario: “Nella doccia c’è solo un asciugamano, quindi ho lasciato il mio a Elon. Per me andava bene”.

La casa in cui vive Musk è una semplice abitazione con tre camere da letto dal valore di circa 45.000 dollari, come lo stesso imprenditore aveva raccontato in un’intervista podcast nel 2022.

Uno stile di vita minimalista

Elon Musk

Non è la prima volta che emergono dettagli sulla vita spartana del fondatore di SpaceX. Negli anni Musk ha spesso dichiarato di dormire direttamente negli uffici o negli stabilimenti delle sue aziende quando il lavoro lo richiede.

In un post pubblicato a maggio sulla piattaforma X, l’imprenditore ha scritto: “Torno a lavorare 24 ore su 24 e a dormire nelle sale conferenze, nelle sale server o nelle fabbriche”.

Maye Musk ha spiegato che per lei queste condizioni non rappresentano un problema. Ha raccontato infatti che durante l’infanzia trascorse settimane nel deserto del Kalahari senza poter fare la doccia a causa della mancanza d’acqua. “I miei genitori credo mi abbiano preparata per questo tipo di lusso”, ha commentato ironicamente.

Nel corso degli anni Musk ha attirato l’attenzione anche per altre abitudini poco convenzionali: dormire su divani o materassi improvvisati durante i periodi di lavoro intenso e andare a letto molto tardi, spesso intorno alle tre del mattino. Secondo stime recenti, Musk rimane la persona più ricca al mondo con un patrimonio di circa 664 miliardi di dollari.

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OPPO Find N6, la piega è invisibile: battute Samsung e Apple?

11 Marzo 2026 ore 15:57

Sorpresa, forse OPPO ha battuto sia Samsung che Apple sui tempi. OPPO ha, infatti, svelato le tecnologie alla base del nuovo Find N6, un dispositivo che punta a ridurre drasticamente la piega centrale dei display pieghevoli grazie a una nuova cerniera in titanio e a un vetro flessibile avanzato.

Nuova cerniera in titanio

OPPO ha presentato le principali innovazioni tecnologiche del nuovo OPPO Find N6 durante una conferenza dedicata alle tecnologie per display pieghevoli. L’obiettivo dichiarato è creare l’esperienza di utilizzo più vicina possibile a uno schermo completamente piatto, riducendo al minimo la piega visibile tipica dei foldable.

Il dispositivo utilizza una nuova generazione di cerniera chiamata “titanium alloy dome hinge”. A differenza dei tradizionali sistemi a tre assi, il nuovo design impiega una struttura biomimetica simmetrica a quattro assi realizzata tramite tecnologia di stampa 3D polimerica a livello di chip.

Grazie a questa architettura, OPPO afferma di aver ridotto l’ondulazione della superficie della cerniera da 0,18 mm a 0,1 mm. Questo miglioramento consente allo schermo di mantenere una maggiore uniformità nella zona di piegatura e rende più fluida l’apertura e la chiusura del dispositivo.

L’obiettivo è ottenere quello che l’azienda definisce un’esperienza “zero-feel crease”, ovvero una piega quasi impercettibile durante l’uso quotidiano.

Vetro flessibile più resistente

Oppo Find N6

Oltre alla nuova cerniera, OPPO ha introdotto anche una tecnologia chiamata Dome Memory Glass. Si tratta di un nuovo tipo di vetro flessibile progettato per mantenere la superficie del display più piatta anche dopo numerosi cicli di piegatura.

Secondo l’azienda, questo materiale è oltre tre volte più resistente rispetto ai vetri flessibili utilizzati nei foldable tradizionali. Il vetro è inoltre in grado di recuperare il 99,9% della sua forma originale dopo essere stato piegato.

Il dispositivo ha superato test di resistenza fino a 600.000 cicli di apertura e chiusura e ha ottenuto la certificazione di TÜV Rheinland per le prestazioni della piega del display.

Con queste innovazioni, OPPO punta a stabilire un nuovo riferimento nel settore degli smartphone pieghevoli, avvicinando sempre di più questa categoria a un vero display continuo simile a un tablet quando il dispositivo è completamente aperto. Oltre a tutto ciò, sappiamo anche che avrà una scheda tecnica davvero formidabile.

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Meta acquista Moltbook: l’inquietante social popolato solo da chatbot

11 Marzo 2026 ore 14:56

Meta continua a rafforzare la propria strategia sull’intelligenza artificiale con l’acquisizione di Moltbook, una piattaforma sperimentale simile a Reddit progettata per permettere agli agenti AI di interagire tra loro.

Un social network per agenti AI

Meta Platforms ha acquisito Moltbook, un insolito social network dedicato agli agenti di intelligenza artificiale. I termini economici dell’operazione non sono stati resi pubblici. I fondatori della piattaforma, Matt Schlicht e Ben Parr, entreranno a far parte di Meta Superintelligence Labs (MSL), il nuovo centro di ricerca della società dedicato allo sviluppo di sistemi avanzati di AI.

Secondo un portavoce di Meta, l’integrazione del team potrebbe aprire nuove opportunità nel campo degli agenti digitali autonomi.

Moltbook

“L’ingresso del team Moltbook in MSL apre nuovi modi per gli agenti AI di lavorare per persone e aziende”, ha dichiarato l’azienda. “Il loro approccio nel collegare agenti attraverso una directory sempre attiva rappresenta un passo innovativo in uno spazio in rapido sviluppo”.

La chiusura dell’accordo è prevista nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli utenti di Moltbook dovrebbero poter continuare a utilizzare la piattaforma normalmente.

Nato da un bot

La storia di Moltbook è particolarmente insolita. Il social network è nato utilizzando OpenClaw, uno strumento che consente di creare rapidamente agenti AI capaci di interagire con decine di applicazioni diverse.

Schlicht ha utilizzato la piattaforma per sviluppare un bot chiamato Clawd Clawderberg e gli ha chiesto di creare un social network per agenti artificiali. Da questa richiesta è nata Moltbook.

Il nome stesso della piattaforma è una parodia di Facebook, mentre il nome del bot è un evidente riferimento al CEO di Meta Mark Zuckerberg. In modo quasi ironico, questo esperimento ha finito per portare il suo creatore a lavorare proprio per l’azienda a cui si ispira.

Nonostante il carattere sperimentale e quasi satirico del progetto, Moltbook ha attirato attenzione nel settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, alcuni osservatori hanno sottolineato che era relativamente semplice per utenti umani fingere di essere agenti AI e pubblicare contenuti sulla piattaforma. Proprio per questo motivo, molti commentatori sono anche scettici sul reale valore di Moltbook. Insomma, il sospetto sollevato da più parti è che si tratti più di una trovata di marketing, che di un vero prodigio a metà tra fantascienza e distopia. Evidentemente, Meta ha visto nell’azienda qualcosa che è sfuggito ai più.

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Nel 2025 YouTube ha guadagnato più di Hollywood: ricavi alle stelle

11 Marzo 2026 ore 14:39

La piattaforma video di Google supera i colossi tradizionali dell’intrattenimento. Con oltre 60 miliardi di dollari di ricavi annuali, YouTube si afferma come la più grande azienda dei media globale.

Ricavi record nel 2025

Nel 2025 YouTube ha raggiunto un traguardo storico: diventare la più grande società media del mondo per fatturato. La piattaforma, controllata da Alphabet Inc., ha superato i 60 miliardi di dollari di ricavi annuali, arrivando secondo le stime della società di analisi MoffettNathanson a circa 62 miliardi.

Questo risultato le consente di superare il business di The Walt Disney Company (tenendo solo in considerazione i media), che nello stesso periodo ha generato circa 60,9 miliardi di dollari, escludendo il settore delle esperienze e dei parchi a tema.

Secondo gli analisti, la piattaforma è ormai una potenza economica senza precedenti nel settore dei contenuti digitali. Il suo valore stimato oscilla tra i 500 e i 560 miliardi di dollari, ben al di sopra dei competitor tradizionali. Il rivale più vicino è Netflix, con una capitalizzazione di mercato di circa 409 miliardi.

La crescita è trainata soprattutto dalla pubblicità: solo nel quarto trimestre del 2025 i ricavi pubblicitari hanno raggiunto 11,4 miliardi di dollari, portando il totale annuale oltre i 40 miliardi.

Creatori e abbonamenti

Oltre alla pubblicità, YouTube ha costruito un gigantesco ecosistema di abbonamenti. Tra i servizi più importanti ci sono YouTube Premium, YouTube Music e YouTube TV, oltre alla distribuzione di contenuti sportivi come NFL Sunday Ticket.

YouTube TV, in particolare, ha raggiunto circa 10 milioni di abbonati e potrebbe presto superare i tradizionali operatori di pay-TV statunitensi come Comcast e Charter Communications nei prossimi anni.

Un altro elemento chiave della crescita è l’economia dei creator. La piattaforma ha pagato più di 100 miliardi di dollari complessivi a creatori, aziende musicali e partner media.ù

Il CEO di YouTube Neal Mohan ha spiegato il significato di questa cifra: “Ci sono due cose fondamentali che facciamo per i creator: li aiutiamo a costruire un pubblico e a connettersi con i fan ovunque si trovino nel mondo, e li aiutiamo a costruire vere attività economiche. Questo è ciò che rappresentano quei 100 miliardi di dollari”.

Gli analisti ritengono che la crescita continuerà nei prossimi anni grazie alla scala globale della piattaforma e ai nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale, che permetteranno ai creator di produrre contenuti più rapidamente e con costi inferiori.

Nel 2025 YouTube ha guadagnato più di Hollywood: ricavi alle stelle è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

IA in radiologia: una tecnica innovativa anticipa il rischio di malattie cardiache

11 Marzo 2026 ore 12:48

L’intelligenza artificiale diventa un nuovo occhio nella medicina, utile a prevedere le malattie cardiache attraverso delle semplici mammografie. È lo studio in corso di alcuni ricercatori. Sottoponendo delle immagini all’intelligenza artificiale sono riusciti a individuare la calcificazione delle arterie e il collegato rischio per il cuore. Lo studio è stato pubblicato sull’European Heart Journal. L’articolo fa netta differenza tra malattie gravi e fatali rilevabili con l’IA.

La nuova tecnologia, da tempo entrata nei laboratori medici, valuta l’accumulo di depositi di calcio nelle arterie del seno. Lo screening annuale per il cancro al seno prevede scansioni mammografiche a raggi X. Scansionate dall’intelligenza artificiale possono diventare controllo vitale e salvavita anche per altre malattie. I ricercatori vogliono ottimizzare la tecnica e aiutare milioni di donne affette da malattie cardiovascolari non diagnosticate e non curate. Unendo lo screening oncologico e cardiaco si prevengono pazienti gravi e si aiuta anche il sistema sanitario ad ottimizzare cure, terapie e assistenza.

La scoperta sulle qualità preventive dell’intelligenza artificiale è avvenuta ad Atlanta, il team di ricercatori è guidato dal Dott. Hari Trivedi della Emory University. Lo studio è stato condotto su 123.762 donne, non avevano patologie cardiovascolari note ma avevano partecipato allo screening mammografico. I ricercatori hanno utilizzato l’IA per analizzare le quantità di depositi di calcio nelle arterie del tessuto mammario.

l'IA è in grado di prevedere le malattie cardiache attraverso delle semplici mammografie

Radiografie e calcificazioni arteriose: il 30% delle partecipanti mostra rischio grave di malattie cardiache e altre donne presentano segni di rischio significativo

La radiografia che esce fuori dallo screening è già utile per qualificare la malattia o il rischio cardiaco come grave, moderato, lieve o assente. Il 30% delle donne volontarie nella sperimentazione ha scoperto di essere a rischio di gravi malattie cardiovascolari. Nel 70% restante delle pazienti si è scoperto un rischio superiore con presenza certa di calcificazione nelle arterie.

Le malattie cardiache sono la principale causa di morte nelle donne in tutto il mondo, eppure le donne sono costantemente sottodiagnosticate e sottotrattate rispetto agli uomini. Le mammografie, a cui le donne si sottopongono già per lo screening del cancro al seno, possono anche rivelare depositi di calcio nelle arterie mammarie, collegati alle malattie cardiache. Volevamo verificare se l’intelligenza artificiale potesse utilizzare questa tecnologia per identificare le donne a rischio di malattie cardiovascolari senza costi aggiuntivi o disagi. Abbiamo scoperto che maggiore è il calcio visibile nelle arterie mammarie in una mammografia, maggiore è il rischio per una donna di un evento cardiaco grave come infarto, ictus o insufficienza cardiaca. Questo è vero anche per le donne più giovani sotto i 50 anni – un gruppo spesso considerato a basso rischio – e si è mantenuto anche dopo aver considerato altri fattori di rischio come diabete e fumo.

Dott. Hari Trivedi

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ChatGPT per studiare matematica e fisica: con i nuovi grafici interattivi è semplicissimo

11 Marzo 2026 ore 11:55

Le risposte di ChatGPT diventano più interattive. OpenAI ha annunciato una nuova funzione che introduce nuove grafiche dinamiche per spiegare concetti scientifici e matematici direttamente nella chat.

Immagini dinamiche per studiare

OpenAI ha iniziato il rollout delle nuove risposte interattive all’interno di ChatGPT pensate per rendere l’apprendimento più intuitivo. Quando gli utenti chiedono spiegazioni su determinati concetti di matematica o fisica, il chatbot può ora generare grafici e visualizzazioni dinamiche che illustrano le formule in tempo reale.

Tra gli argomenti supportati figurano il teorema di Pitagora, la legge di Coulomb e molte altre nozioni. Le nuove immagini non sono statiche: gli utenti possono modificare le variabili dell’equazione e osservare immediatamente come cambiano i risultati.

ChatGPT

Questo approccio consente di esplorare i concetti scientifici in modo interattivo, simulando di fatto un laboratorio digitale. Lo studente può intervenire direttamente sulla formula, cambiare valori e comprendere più facilmente il rapporto tra le grandezze coinvolte.

Secondo OpenAI, la funzione supporta già oltre 70 concetti scientifici e matematici, con ulteriori argomenti che verranno aggiunti nei prossimi aggiornamenti.

La nuova funzione segue il lancio della modalità di apprendimento “Study Mode”, introdotta da OpenAI la scorsa estate proprio per rispondere all’uso crescente dei chatbot da parte degli studenti durante lo studio. Questa modalità guida l’utente verso la soluzione attraverso suggerimenti e domande, invece di fornire immediatamente la risposta finale.

OpenAI vede queste novità come il primo passo verso un ecosistema educativo sempre più avanzato basato sull’intelligenza artificiale.

ChatGPT per studiare matematica e fisica: con i nuovi grafici interattivi è semplicissimo è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

Gemini sbarca su Google Chrome: ecco come l’AI ti svolta la vita

11 Marzo 2026 ore 11:25

L’intelligenza artificiale di Google continua a integrarsi nel browser più usato al mondo. Dopo il debutto negli Stati Uniti, le funzioni basate su Gemini in Chrome iniziano ad arrivare anche in altri paesi.

AI direttamente nel browser

Google ha annunciato l’espansione delle funzionalità basate su Gemini all’interno di Google Chrome, portando l’assistente AI integrato nel browser anche in nuovi mercati. Dopo il lancio iniziale negli Stati Uniti, il sistema è ora disponibile per gli utenti in Canada, India e Nuova Zelanda.

L’aggiornamento introduce anche il supporto a oltre 50 lingue aggiuntive. Tra queste figurano francese, gujarati, hindi e spagnolo, ampliando significativamente la platea di utenti che possono interagire con il chatbot direttamente dal browser.

Per utilizzare Gemini in Chrome basta cliccare sull’icona a forma di scintilla posizionata nell’angolo in alto a destra dell’interfaccia. Questo pulsante apre una barra laterale dedicata all’intelligenza artificiale, introdotta da Google a gennaio. Da qui è possibile conversare con il chatbot senza dover cambiare scheda o interrompere la navigazione.

Secondo Google, l’obiettivo è rendere l’assistenza AI parte integrante dell’esperienza di navigazione quotidiana, permettendo agli utenti di chiedere informazioni, generare contenuti o cercare risposte mentre consultano qualsiasi pagina web.

Integrazione con le app di Google

L’assistente integrato non si limita alle semplici chat testuali, ovviamente. Dalla stessa barra laterale è possibile accedere anche al generatore di immagini sviluppato internamente da Google, cioè Nano Banana, oltre a diverse integrazioni con l’ecosistema dell’azienda.

Gemini in Chrome può infatti collegarsi a servizi come Gmail, Google Maps, Google Calendar e YouTube. In questo modo l’intelligenza artificiale può aiutare gli utenti a gestire email, pianificare appuntamenti o trovare contenuti video direttamente dal browser.

Google ha chiarito che il rollout globale non è ancora completo. L’azienda prevede di portare Gemini integrato in Chrome in molti altri paesi e lingue nel corso del 2026, ampliando progressivamente la disponibilità della funzione. Insomma, è solo questione di tempo prima che arrivi anche in Italia.

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L’inflazione colpisce perfino Fortnite: scopri quanto costano ora i V-Bucks

11 Marzo 2026 ore 10:55

Epic Games cambia il valore della valuta virtuale di Fortnite. Dal 19 marzo i pacchetti di V-Bucks offriranno meno monete allo stesso prezzo, aumentando di fatto il costo degli acquisti nel gioco.

Meno V-Bucks, stessi prezzi

I giocatori di Fortnite dovranno fare i conti con un aumento del costo reale degli acquisti in-game. Epic Games ha annunciato che dal 19 marzo cambierà il tasso di conversione dei V-Bucks, la valuta digitale utilizzata per comprare skin, emote e altri contenuti cosmetici. Il prezzo dei pacchetti in dollari resterà formalmente lo stesso, ma il numero di V-Bucks ricevuti sarà inferiore rispetto al passato.

Il pacchetto da 8,99 euro, ad esempio, passerà da 1.000 a 800 V-Bucks. Quello da 22,99 euro scenderà da 2.800 a 2.400 V-Bucks, mentre il bundle da 36,99 euro offrirà 4.500 V-Bucks invece dei precedenti 5.000. Anche il pacchetto più grande subirà un taglio: a 89,99 euro i giocatori riceveranno 12.500 V-Bucks invece dei 13.500 attuali.

La modifica incide direttamente sul prezzo reale delle skin e degli oggetti cosmetici, spesso acquistati in modo impulsivo dagli utenti. Sebbene i prezzi degli oggetti nel negozio di gioco non cambino, il minor numero di V-Bucks acquistabili allo stesso costo significa che ogni contenuto diventa, di fatto, più caro.

A cambiare sarà anche l’“Exact Amount Pack”, il pacchetto che permette di acquistare esattamente i V-Bucks necessari per completare un acquisto specifico. In questo caso il prezzo raddoppierà: circa 0,99 dollari per 50 V-Bucks, contro i circa 0,50 dollari precedenti.

Impatto su pass e abbonamenti

Fortnite per iPhone

Anche Epic, l’azienda di Fortnite, lavora ad un suo app store alternativo per iPhone

Le modifiche alla valuta virtuale avranno effetti anche sui vari pass stagionali e sugli abbonamenti presenti nel gioco. Il Battle Pass standard costerà ora 800 V-Bucks e garantirà lo stesso numero di V-Bucks come ricompensa, mentre in precedenza il prezzo era fissato a 1.000.

Anche altri pass subiranno cambiamenti. L’OG Pass, legato alla modalità nostalgica del gioco, scenderà da 1.000 a 800 V-Bucks. I Music Pass e Lego Pass, invece, passeranno da 1.400 a 1.200 V-Bucks.

La revisione coinvolge perfino l’abbonamento mensile Fortnite Crew: il bonus mensile di valuta virtuale verrà ridotto da 1.000 a 800 V-Bucks. In pratica, anche gli abbonati riceveranno meno monete digitali a parità di costo.

Epic Games ha spiegato che la decisione è legata all’aumento dei costi operativi del gioco. L’azienda ha dichiarato che “il costo di gestire Fortnite è aumentato molto”, sottolineando che l’aggiornamento dei prezzi serve a sostenere l’infrastruttura e lo sviluppo continuo del titolo.

L’inflazione colpisce perfino Fortnite: scopri quanto costano ora i V-Bucks è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

La NASA e SpaceX litigano sui controlli manuali di Starship

11 Marzo 2026 ore 10:18

Un nuovo rapporto dell’ispettore generale della NASA rivela tensioni tra l’agenzia spaziale e SpaceX. L’oggetto della contesa? I controlli manuali del lander lunare destinato a portare gli astronauti americani sulla Luna. La NASA vorrebbe che gli astronauti possano prendere il controllo del lander in caso di necessità, mentre SpaceX vorrebbe fare quasi esclusivo affidamento sulla guida autonoma della navicella.

Il documento analizza lo stato dei contratti del programma Human Landing System, il progetto che dovrà portare gli astronauti sulla superficie della Luna entro questo decennio.

Avere solo controlli autonomi è un azzardo?

Il rapporto dell’ispettore generale di NASA mette sotto la lente i contratti assegnati a SpaceX e Blue Origin per lo sviluppo dei lander lunari del programma Human Landing System. Questi veicoli sono fondamentali per il ritorno degli astronauti sulla Luna previsto dalle missioni Artemis program.

Secondo il documento, l’approccio a prezzo fisso adottato dall’agenzia si sta dimostrando efficace nel contenere i costi e nel favorire la collaborazione con l’industria spaziale privata.

Il rapporto afferma infatti: “Abbiamo riscontrato che l’approccio contrattuale dell’Agenzia è stato efficace nel controllare i costi e ha fornito al programma HLS visibilità sullo sviluppo dei lander da parte di SpaceX e Blue Origin”.

Nonostante i risultati positivi sul piano economico, resta aperta una questione tecnica importante: il grado di controllo manuale che gli astronauti dovrebbero avere durante la discesa verso la superficie lunare con il lander basato su Starship. Nel rapporto si legge chiaramente: “Esiste un disaccordo tra NASA e SpaceX sul fatto che l’attuale approccio proposto dal fornitore per l’atterraggio soddisfi l’intento del requisito di controllo manuale dell’Agenzia”.

L’agenzia ritiene che il controllo umano rappresenti una componente essenziale per la sicurezza dell’equipaggio, mentre il progetto di SpaceX punta su un livello di automazione molto più elevato.

Le lezioni dell’Apollo

La richiesta della NASA deriva anche dall’esperienza delle missioni lunari del passato. Durante tutte le missioni con equipaggio del programma Apollo, gli astronauti utilizzarono sistemi di controllo manuale come metodo di backup per completare l’atterraggio.

Certo, ovviamente all’epoca il software di bordo era molto meno avanzato rispetto ai sistemi moderni, ma la possibilità di intervenire manualmente si rivelò fondamentale per garantire il successo delle missioni.

Il confronto tra NASA e SpaceX ricorda quanto avvenuto anni fa durante lo sviluppo della capsula SpaceX Dragon 2, utilizzata per trasportare astronauti verso la International Space Station. Inizialmente SpaceX voleva affidarsi esclusivamente a controlli touchscreen, ma l’agenzia spaziale chiese sistemi che permettessero agli astronauti di pilotare il veicolo in modo più diretto.

Il compromesso finale consentì agli astronauti di controllare manualmente la navicella attraverso comandi integrati nei touchscreen.

Nel caso dello Starship lunare, però, la situazione è più complessa. Il rapporto sottolinea che il veicolo non possiede ancora lo stesso livello di esperienza operativa accumulato dalla capsula Dragon nelle missioni verso la stazione spaziale.

“Starship non avrà lo stesso livello di esperienza di volo nell’ambiente operativo reale per le missioni lunari con equipaggio”, afferma il documento.

Il problema potrebbe diventare critico nelle prossime fasi del progetto, quando NASA e SpaceX dovranno superare la cosiddetta Critical Design Review. Se non verrà trovato un compromesso, l’atterraggio potrebbe essere affidato esclusivamente ai sistemi automatici.

Il rapporto rivela inoltre che prima delle missioni con astronauti sono previste dimostrazioni senza equipaggio sia per SpaceX sia per Blue Origin. Questi test però non includeranno sistemi completi di supporto vitale, airlock o altri elementi necessari per le missioni umane, lasciando aperte ancora molte incognite.

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Età dell’Universo, un nuovo metodo mette in dubbio le misure dell’espansione

11 Marzo 2026 ore 08:12

Scoprire l’età esatta dell’Universo è un’attività che occupa da sempre i calcoli e gli studi scientifici. La sua soluzione aiuterebbe a comprendere molte dinamiche cosmiche e galattiche. Proprio la Via Lattea aiuta gli astronomi a utilizzare un nuovo modo per conteggiare i miliardi di storia precisi dello spazio. Con le stelle più antiche della nostra galassia, è stata calcolata l’età minima del cosmo, 13,8 miliardi di anni, considerando distorti gli anni conteggiati con la costante di Hubble.

L’Universo ha avuto inizio con un’espansione continua e il suo punto di origine è il Big Bang. Questa velocità di espansione qualche volta viene ripresa anche dai telescopi spaziali o satellitari attraverso l’osservazione prolungata di corpi celesti. L’espansione è costante e prende il nome di costante di Hubble e ha diverse teorie e misurazioni.

Seguendo la radiazione cosmica di fondo a microonde, la costante di Hubble ha una misurazione di 67 chilometri al secondo per megaparsec. Osservando alcuni corpi celesti o punti dello spazio, si arriva a un altro valore: 73 chilometri al secondo per megaparsec. La misurazione si basa sui cambiamenti costanti di supernovae, lenti gravitazionali e stelle variabili.

la velocità con cui l'Universo si espande e il valore della costante di Hubble sono argomenti di dibattito

La Via Lattea ha stelle così antiche che possono raccontare molto sulla storia e sugli effettivi numeri di anni dell’intero cosmo. Il racconto e le ipotesi di Elena Tomasetti e Cristina Chiappini

Queste due misurazioni della costante di Hubble creano ipotesi e dibattiti, si arriva al nuovo e terzo metodo. Elena Tomasetti lavora presso l’Università di Bologna e da lì, con i colleghi, ha iniziato a studiare le stelle più antiche della Via Lattea. “L’età assoluta degli oggetti più antichi del cosmo attuale è cruciale per la cosmologia perché può fornirci un limite inferiore per l’età dell’Universo“. Gli astronomi hanno analizzato ben 200.000 stelle antiche, molte con dati raccolti e catalogati dal telescopio Gaia.

Le informazioni sono quelle più importanti per una stella: luminosità, distanza, composizione chimica. Tomasetti definisce la Via Lattea un laboratorio di cosmologia in campo vicino. Le sue parole sono accompagnate da un’altra studiosa e coautrice, Cristina Chiappini del Leibniz Institute for Astrophysics di Potsdam. Tremila stelle datate e analizzate hanno almeno 12,5 miliardi di anni, ci sono stelle ancora più antiche,13,6 miliardi di anni. Grazie a loro e con calcoli incrociati si può arrivare alla vera età dell’Universo e anche a dati più precisi dell’espansione cosmica in corso.

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ADHD in età adulta: i dati mostrano una variazione nelle prescrizioni

10 Marzo 2026 ore 17:23

Una ricerca recente, pubblicata su CMAJ (Canadian Medical Association Journal), rivela che la richiesta di farmaci per curare l’ADHD è raddoppiata dall’inizio della pandemia Covid-19. Il dato interessa soprattutto i giovani adulti e si unisce agli studi che continuano a indagare dinamiche e conseguenze dei due/tre anni di emergenza della malattia.

Le diagnosi ADHD tra adulti sono in aumento: prima i farmaci per l’iperattività venivano prescritti ai bambini (situazioni pediatriche) e in collegamento ad altre patologie. Da vent’anni invece le diagnosi crescono dall’adolescenza in poi e la pandemia ha come parallelo l’accelerazione di questo fenomeno.

Lo studio del CMAJ intanto rileva questa situazione in Canada: i ricercatori stanno eseguendo delle analisi di tipo demografico considerando le prescrizioni e le richieste dei farmaci ADHD. Scrive la dottoressa Tara Gomes, “I nostri risultati potrebbero riflettere un miglioramento nel riconoscimento e nel trattamento dell’ADHD in età adulta; tuttavia, la velocità e l’entità di questa crescita sollevano anche importanti interrogativi su come vengono formulate le diagnosi e se questa prescrizione sia sempre appropriata“.

Gomes è direttrice del programma dell’Ontario Drug Policy Research Network presso lo St. Michael’s Hospital, Unity Health Toronto. Lo studio riguarda il periodo da gennaio 2016 fino a giugno 2024. 327.053 adulti in Ontario hanno ricevuto una prescrizione di stimolanti. Più della metà (55%) era di sesso femminile, l’età media era di 31 anni, la maggioranza (91%) viveva in aree urbane.

prescrizioni di farmaci per ADHD in età adulta

All’inizio della pandemia si registra prima un calo e poi un rapido aumento di diagnosi e prescrizioni per l’ADHD tra i giovani dai 18 ai 24 anni, dal Canada alla Finlandia si studia questo andamento

La pandemia ha creato molte situazioni di disagio ma il suo inizio, per l’ADHD, presenta questa caratteristica: un breve calo iniziale e poi un successivo rapido aumento di terapie e richieste di stimolanti. I destinatari erano fasce giovani, dai 18 ai 24 anni. Nessuna differenza nel numero tra uomini e donne all’inizio, poi le prescrizioni sono cresciute per le donne e in tutte le fasce di età.

A commentare questi risultati, un’altra esperta, la dottoressa Mina Tadrous, dell’Università di Toronto. “Il crescente impatto degli influencer dei social media sulla consapevolezza dell’ADHD nei giovani adulti, così come la rapida evoluzione dei servizi sanitari virtuali che supportano valutazioni e trattamenti online, potrebbero anche contribuire a diagnosi errate e potenziali danni“.

Insomma, siamo passati dalla non conoscenza di disturbi neurocognitivi come l’ADHD o il DSA a un’informazione diffusa importante, consapevole ma da monitorare. Gli studi sull’aumento di diagnosi e farmaci dall’era Covid-19 sono in corso anche negli Stati Uniti, in Australia, nel Regno Unito e in Finlandia.

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Asteroide 2024 YR4: i nuovi calcoli NASA cambiano completamente lo scenario

10 Marzo 2026 ore 16:49

La NASA sta migliorando i sistemi di difesa dal rischio di impatti esterni. Tra nuovi modelli e calcoli, un asteroide considerato pericoloso per la Terra e la Luna adesso è escluso dai corpi celesti a rischio di impatto. L’asteroide in questione si chiama 2024 YR4. Secondo i calcoli precedenti, nel 2032 poteva impattare tanto sulla Luna che sulla Terra, con sorvolo ravvicinato. Le osservazioni sono state eseguite con il telescopio spaziale James Webb. Tra sei anni, però, i pericoli previsti adesso sono esclusi.

Le ricostruzioni di quello che poteva avvenire nel 2032 sono varie. Se colpisse soltanto la Luna, si avrebbero conseguenze sul clima, sull’orbita terrestre, sulla collocazione dei poli; arriverebbero da noi detriti e materiale lunare. Se colpisse anche la Terra, gli effetti sarebbero più catastrofici.

Anche il solo impatto sulla Luna causerebbe comunque la distruzione di intere città.2024 YR4 oltrepasserà il satellite a una distanza di 21.200 chilometri, una distanza importante che potrebbe avere delle conseguenze. Alcuni satelliti artificiali sentiranno la sua presenza oppure potrebbero non funzionare o essere colpiti, come racconta la NASA. Ma anche dalla Terra, la distanza sarà notevole, centinaia di migliaia di chilometri; per questo il rischio viene rimodulato fino allo zero.

la NASA ha perfezionato la traiettoria dell'asteroide 2024 YR4

L’operazione ATLAS e le osservazioni con il James Webb Space Telescope su 2024 YR4: l’asteroide è grande quanto la Torre di Pisa, nuove rilevazioni attese nel 2028 per confermare la traiettoria

YR4, scoperto nel 2024, l’anno seguente è diventato non osservabile sia dalla Terra che dai telescopi spaziali. Gli astronomi hanno utilizzato il James Webb Space Telescope per monitorare l’oggetto, anche se con riprese molto deboli. Nel 2024, l’asteroide fu scoperto con una rete nata proprio per questi corpi celesti pericolosi.

ATLAS significa Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System: al primo segnale, gli scienziati inviano l’allarme, raccolgono i dati e gestiscono il rischio. A prima vista, l’asteroide è stato descritto come una roccia grande quanto l’altezza della Torre di Pisa e con una traiettoria vicino alla Terra. La NASA monitorerà di nuovo YR4 nel 2028, quando sarà di nuovo visibile dalla Terra, per calcolare la distanza di sicurezza già conteggiata adesso e da confermare negli anni successivi. Intanto, sta collaborando con un importante centro di ricerca per migliorare il monitoraggio anche nello spazio.

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Piante, un meccanismo inaspettato rivoluziona ciò che sappiamo sull’ossigeno

10 Marzo 2026 ore 11:37

Le piante hanno storie importanti e particolari come gli animali, sicuramente ti sarà capitato un luogo buio, poco areato o ossigenato dove è riuscito a spuntare del verde, anche qualche fogliolina o fiorellino. Come ha fatto? La risposta è molto semplice, le piante hanno un sistema interno di adattabilità o resilienza incredibile. Sopravvivono, fioriscono dove non potrebbero, resistono a stress e situazioni impossibili, soprattutto sotto il cambiamento climatico.

L’Università di Helsinki ha però scoperto il segreto di questa loro forza, all’interno dei loro steli, delle loro strutture biochimiche. I mitocondri sono i generatori di energia cellulare, i cloroplasti sono le strutture responsabili della fotosintesi. La ricerca ha scoperto che i primi possono sottrarre ossigeno ai secondi per drenarlo nelle cellule in un secondo momento. È quasi come il trattenere il respiro per un momento, ad esempio sott’acqua per noi, le piante lo fanno come risposta allo stress e ai cambiamenti e come adattamento. I ricercatori definiscono questo meccanismo finora sconosciuto metabolismo vegetale, la ricerca è stata guidata dal Dott. Alexey Shapiguzov (PhD, Docente) presso il Centro di Eccellenza in Biologia degli Alberi dell’Università di Viikki.

in condizioni di stress, i mitocondri possono ridurre i livelli di ossigeno all'interno dei cloroplasti consumandone di più

L’Arabidopsis thaliana ha contribuito alla scoperta scientifica utile anche ad altre piante contro il cambiamento climatico, ecco come è riuscita a sopravvivere in mezzo a dell’azoto gassoso

L’ossigeno nelle piante non è solo un alimentatore o attivatore di energie, viene utilizzato per crescere ma anche per guarire. Quando una pianta viene ferita utilizza le riserve di ossigeno per rigenerare i tessuti. Le cellule vegetali fanno respirare le piante non solo grazie ai cloroplasti ma anche a delle strutture definite organelli.

La pianta che ha reso possibile la scoperta di Helsinki è l’Arabidopsis thaliana, al suo interno i mitocondri funzionano un po’ diversamente, attivano enzimi respiratori. Con un’esposizione in laboratorio ad azoto gassoso si è ricreata una condizione con poco ossigeno. Subito si è notata l’attivazione degli elettroni per trasferire l’ossigeno negli organelli e rilasciarlo al momento propizio o gradualmente.

Il dottor Shapiguzov ha commentato la scoperta dichiarando: “A nostra conoscenza, questa è la prima prova che i mitocondri influenzano i cloroplasti attraverso lo scambio di ossigeno intracellulare“. Il meccanismo dei mitocondri potrebbe aiutare nella selezione di piante più forti nei contesti ambientali più difficili, ad esempio cicli giorno-notte sballati o inesistenti, inondazioni, luoghi al chiuso con poca luce solare o aria.

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Etichette sui contenuti IA: scoperto un paradosso difficile da ignorare

10 Marzo 2026 ore 10:30

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista JCOM, le etichette usate per indicare contenuti generati dall’intelligenza artificiale potrebbero produrre effetti opposti a quelli previsti. Oggi la scrittura di testi scientifici con l’IA è un vero e proprio argomento di attualità. Questa tecnologia ha molte potenzialità ma va monitorata costantemente perché potrebbe commettere errori, imprecisioni eprodurre disinformazione.

L’obiettivo delle etichette editoriali è quello di aumentare la trasparenza e proteggere gli utenti, soprattutto nei social media. Questi spazi, ogni giorno, veicolano tantissimi testi scientifici anche prodotti da sistemi automatici. I ricercatori parlano di due effetti, il primo si chiama “crossover verità-falsità” e causa la scarsa fiducia nelle informazioni scientifiche anche corrette. Poi ci sono le allucinazioni, contenuti plausibili ma errati, un effetto dell’IA generativa autonoma.

Teng Lin è dottorando presso l’Università dell’Accademia cinese delle scienze sociali di Pechino. Insieme a Yiqing Zhang ha analizzato la capacità di coinvolgimento del pubblico dalle etichette che segnalano i contenuti generati con l’AI. Se mentre proteggono dalla disinformazione riescono anche a coinvolgere i lettori, a creare fiducia e ritorno sulla notizia.

intelligenza artificiale

Un esperimento con 433 volontari analizza la fiducia nei testi scientifici scritti con e senza intelligenza artificiale: ecco i risultati e le riflessioni emerse dal sondaggio

L’esperimento ha coinvolto 433 partecipanti reclutati online nel 2024 tra marzo e maggio con la piattaforma Credamo. “Ci siamo concentrati sulle informazioni scientifiche condivise sui social media“, ha spiegato Teng. I ricercatori hanno preparato quattro tipi di post: informazioni scientifiche corrette con o senza etichetta AI e contenuti di disinformazione con o senza la stessa etichetta. È stato utilizzato GPT-4 per la realizzazione dei testi, ai partecipanti è stato chiesto di valutare la credibilità dei contenuti da 1 a 5.

I ricercatori hanno osservato che le etichette che segnalano la presenza dell’IA non aiutano necessariamente gli utenti a distinguere tra informazioni vere e false. Ne deriva che per i contenuti scientifici legati all’intelligenza artificiale e dichiarati tali non si crea automaticamente una credibilità online certa. La presenza delle segnalazioni fa aumentare la fiducia generale nei contenuti correlati e allo stesso tempo confonde le acque.

Gli utenti sfiduciati su tutto finiscono nella disinformazione. L’esperimento ha mostrato diversi atteggiamenti personali verso l’IA che influenzano il giudizio degli utenti. Se si ha sfiducia e antipatia verso l’IA si ha sfiducia e antipatia anche nel suo testo creato corretto. Teng ha concluso lo studio con queste parole: “Diversi tipi di informazioni scientifiche comportano diversi livelli di rischio“.

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Riscaldamento globale: una nuova analisi rivela un cambiamento inatteso

9 Marzo 2026 ore 16:52

Dal 2015 il riscaldamento climatico ha messo il turbo secondo diverse analisi e ipotesi sul suo sviluppo. Ci sono analisi recenti che però dicono di guardare anche ai decenni precedenti per capire la situazione di oggi. C’è un riscaldamento globale in accelerazione ma non è un fenomeno di oggi, i conti dovevamo iniziare a farli già nel passato. Uno studio è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, è stato condotto dal climatologo Stefan Rahmstorf e dallo statistico Grant Foster.

Sono loro a evidenziare il 2015 come anno di rottura sul clima, da lì è aumentata la velocità del riscaldamento. Negli ultimi 10 anni, il ritmo Celsius è salito a 0,35 gradi rispetto agli 0,2 degli anni Settanta. C’è anche questa informazione: la curva di aumento delle temperature non è più lineare ma mostra delle inclinazioni verso l’alto. Questo indica non solo un riscaldamento più veloce e continuativo, ma con picchi improvvisi.

I ricercatori hanno utilizzato cinque grandi dataset climatici internazionali per le loro analisi. Nell’elenco troviamo NASA, National Oceanic and Atmospheric Administration, il Copernicus Climate Change Service, che è europeo. Alcune fluttuazioni naturali sono state eliminate per comprendere meglio le tendenze globali del clima, togliendo quindi delle alterazioni temporali. El Niño, ad esempio, eruzioni vulcaniche e attività cicliche del Sole come tempeste radioattive e macchie. I due scienziati della ricerca hanno motivato queste esclusioni e fornito dichiarazioni sui risultati ottenuti.

fluttuazioni naturali causate da El Niño, dalle eruzioni vulcaniche e dal ciclo solare

Il gas serra è il vero problema del riscaldamento globale, più inquinanti finiscono nelle nuvole e più la radiazione solare impatta negativamente sulle temperature

Foster ad esempio parla di rumore statistico da distinguere dalla tendenza reale del riscaldamento: “Il punto cruciale è che sottraiamo queste fluttuazioni naturali note dai dati di misurazione, in modo che il ‘rumore’ casuale diminuisca e il segnale del riscaldamento a lungo termine diventi più chiaro“. Rahmstorf aggiunge: “Per la prima volta, possiamo dimostrare una forte e statisticamente significativa accelerazione del riscaldamento globale dopo il 2015“.

Le cause precise di questa accelerazione non sono ancora completamente chiarite. Si rileva però una diminuzione dell’inquinamento atmosferico, forse frutto delle campagne anti emissioni cittadine e comunque di una minima attenzione al problema della qualità dell’aria. A impattare sulla radiazione solare troviamo fuliggini inquinanti anidride solforosa, che finiscono nelle formazioni delle nubi. Il gas serra è quindi al centro delle osservazioni: se ci sono stati in questi anni anche minimi miglioramenti su questi, bisogna lavorare per renderli globali e incisivi.

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Cometa 3I/ATLAS: una missione è pronta a riscrivere la storia dell’esplorazione

9 Marzo 2026 ore 13:02

A luglio del 2025, dal Cile con il telescopio spaziale Atlas (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) si scopre la cometa nota come 3I/ATLAS. Il corpo celeste avvistato dista 4,5 anni luce dal Sole. Ha una traiettoria iperbolica, con questa caratteristica è il terzo corpo interstellare ad essere scoperto, per questo ha come designazione il numero 3I. Ad ottobre 2025 si scopre un fenomeno: con il perielio si è riscaldato e ha attivato una chioma e una coda di gas e polvere.

Il perielio è il momento della traiettoria più vicina al Sole. Com’è fatta questa cometa così vicina alla Terra? Gli scienziati hanno scoperto acqua, anidride carbonica e cianuro. Questa consistenza arricchisce le prove della presenza di acqua su altri pianeti arrivando da impatti o dall’attraversamento di corpi celesti. 3I/ATLAS non sorprende gli scienziati, dicono infatti che ha tutti i tratti tipici di comete che attraversano il Sistema Solare, lo chiamano tutti un visitatore temporaneo.

immagine della cometa 3IATLAS

Velocità e altre caratteristiche di 3I/ATLAS e informazioni sulle missioni ipotizzate e in progettazione per il 2035, SpaceX è coinvolta nel nella costruzione del razzo di futuro lancio

Un tempo però di cui approfittare per accumulare conoscenze sulle comete ma soprattutto sul suo arrivo e ritorno verso lo spazio interstellare. 3I/ATLAS potrà essere seguita anche più lontano, visto che i telescopi di oggi consentono l’osservazione di pianeti e corpi celesti in altri sistemi stellari. La sua traiettoria viene seguita con interesse.

La velocità della cometa è forte, le misurazioni sono: oltre 60 km/s (216.000 km/h o 134.000 mph). Segue un percorso definito retrogrado perché nella direzione opposta all’orbita dei pianeti. Si parla di una missione rendez-vous per 3I/ATLAS con Rosetta. La sua velocità equivale alla cometa 67/P, nella sua orbita si entrò nel 2014.

Con le sonde si possono raggiungere da vicino le comete anche dove è impossibile. 3I/ATLAS, per questo, è una vera sfida. Tra velocità e direzione opposta, raggiungerla non sarà semplice, una difficoltà già annunciata quando ancora si trovava vicino a Giove, nella sua orbita. Gli scienziati comunque ci stanno lavorando; si prospetta un lancio di sonda lontanissimo verso il 2035 con un modello superiore di SpaceX Starship Block 3.

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BYD rivoluziona l’auto elettrica: ricarica in 9 minuti e oltre 1.000 km di autonomia

9 Marzo 2026 ore 12:20

Il confine tra auto elettrica e auto a benzina potrebbe presto diventare quasi invisibile. Il produttore cinese BYD ha presentato la seconda generazione della sua piattaforma Blade Battery insieme al nuovo sistema di ricarica Flash, promettendo tempi di “rifornimento” mai visti prima nel settore EV. Con questa tecnologia, ricaricare un’auto elettrica potrebbe richiedere pochi minuti, avvicinandosi sempre di più alla rapidità di un pieno di carburante tradizionale.

La presentazione è avvenuta durante l’evento Disruptive Technology organizzato dall’azienda, dove BYD ha illustrato i progressi che potrebbero cambiare radicalmente la percezione dell’autonomia e dei tempi di ricarica delle vetture elettriche.

Ricarica ultrarapida

Il cuore dell’annuncio è il nuovo sistema Flash Charging, progettato per ridurre drasticamente i tempi di ricarica. Secondo l’azienda, il sistema è in grado di portare la batteria dal 10% al 70% in soli cinque minuti e dal 10% al 97% in appena nove minuti quando la temperatura è quella ambiente.

Le prestazioni rimangono notevoli anche in condizioni climatiche estreme. A temperature molto rigide, fino a -30 °C, la batteria può passare dal 20% al 97% in circa dodici minuti, un dato che potrebbe ridurre drasticamente uno dei principali limiti delle auto elettriche nei Paesi più freddi.

Il CEO di BYD, Wang Chuanfu, ha spiegato il motivo per cui la ricarica consigliata si ferma al 97%. “Caricare fino al 97% è raccomandato perché il restante tre percento è meglio lasciarlo ai guadagni della frenata rigenerativa”, ha dichiarato, sottolineando come la gestione intelligente dell’energia sia parte integrante del sistema.

Questa strategia consente di massimizzare l’efficienza del veicolo durante la guida, sfruttando il recupero di energia nelle fasi di decelerazione.

Autonomia oltre 1.000 km

Un altro punto forte della nuova piattaforma Blade di seconda generazione è l’autonomia. BYD afferma che il sistema può raggiungere fino a 1.006 chilometri di percorrenza secondo lo standard cinese CLTC.

Il salto rispetto alla generazione precedente è significativo: la prima versione della Blade Battery si fermava a circa 600 chilometri di autonomia.

Va però considerato che lo standard CLTC è generalmente più ottimistico rispetto ad altri sistemi di misurazione. Convertendo i dati nel ciclo EPA utilizzato negli Stati Uniti, i 1.006 km dichiarati diventano circa 706 km. Anche con questa conversione più realistica, si tratta comunque di un’autonomia ampiamente sufficiente per la maggior parte degli automobilisti.

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Apple fa una strage: la lista dei 15 device rimossi per sempre dal catalogo

9 Marzo 2026 ore 11:55

Apple ha appena chiuso una settimana di ‘fuoco’, annunciando un ricchissimo pacchetto di novità. Ma l’arrivo dei nuovi modelli ha avuto un effetto immediato: ben 15 prodotti sono stati rimossi dal catalogo ufficiale. Il ricambio è particolarmente ampio e riguarda iPhone, iPad, Mac e monitor professionali, con dispositivi che vanno da modelli lanciati pochi mesi fa fino a prodotti storici presenti dal 2019.

Solo questa settimana sono stati presentati circa dieci nuovi dispositivi, costringendo l’azienda a snellire la gamma. Come spesso accade con Apple, l’obiettivo è rendere più semplice la scelta per i consumatori e indirizzare gli acquisti verso i modelli più recenti.

Mac e iPad sostituiti

Gran parte dei prodotti eliminati dal listino sono stati semplicemente sostituiti dalle nuove generazioni. Tra questi figurano gli iPad Air con chip M3, sia nella versione da 11 pollici sia in quella da 13 pollici, ora rimpiazzati dai modelli aggiornati con processore M4.

Lo stesso vale per i MacBook Air con chip M4 da 13 e 15 pollici, che lasciano spazio ai nuovi MacBook Air equipaggiati con il chip M5. Anche diversi MacBook Pro della generazione precedente sono stati rimossi, inclusi i modelli da 14 e 16 pollici con chip M4 Pro e M4 Max.

La decisione più sorprendente riguarda però il MacBook Pro con chip M5 e 512 GB di storage, lanciato appena lo scorso ottobre. La variante base è stata eliminata dopo meno di sei mesi, sostituita da un nuovo modello con 1 TB di archiviazione come configurazione minima. A prima vista potrebbe sembrare un miglioramento, e lo è, ma non è gratis: ora il MacBook Pro ha un prezzo d’ingresso molto più alto.

Addio a due display iconici

Ecosistema Apple

Tra i prodotti dismessi figurano anche due display professionali molto noti nella gamma Apple. Il primo è lo Studio Display del 2022 con chip A13 Bionic, che viene sostituito da una versione aggiornata. Ancora più significativo è l’addio al Pro Display XDR, introdotto nel 2019 e per anni punto di riferimento per il segmento dei monitor professionali della casa di Cupertino. Con la sua uscita di scena vengono ritirati anche due accessori dedicati: il Pro Stand e l’adattatore VESA progettato per lo stesso monitor.

Il Pro Display XDR lascia ora il posto al nuovo Studio Display XDR, che rappresenta la nuova proposta premium per creativi, professionisti del video e fotografi.

Nonostante la rimozione dal catalogo ufficiale, questi prodotti non diventano immediatamente obsoleti. Quando Apple “discontinua” un dispositivo significa semplicemente che smette di venderlo attraverso i propri canali ufficiali. Gli utenti continueranno comunque a ricevere aggiornamenti software, assistenza e riparazioni per diversi anni.

La vera fase di obsolescenza arriva molto più tardi, quando i dispositivi vengono classificati come “vintage” o “obsoleti”, generalmente cinque o sette anni dopo l’uscita dal catalogo. Solo in quel momento la disponibilità di pezzi di ricambio e l’assistenza iniziano a ridursi.

Nel frattempo molti di questi prodotti continueranno a essere venduti da rivenditori terzi. E la buona notizia è proprio questa, perché già da queste ore è possibile trovarli con sconti importanti.

Apple fa una strage: la lista dei 15 device rimossi per sempre dal catalogo è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

I prossimi iPhone saranno stampati in 3D? Il piano di Apple per abbattere i costi

9 Marzo 2026 ore 11:25

Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal giornalista Mark Gurman di Bloomberg, l’azienda di Cupertino sta esplorando l’uso della stampa 3D dell’alluminio per rendere più efficiente la produzione di iPhone e Apple Watch.

La nuova tecnologia potrebbe trasformare soprattutto la realizzazione delle scocche degli Apple Watch e dei telai degli iPhone. L’obiettivo sarebbe semplificare i processi produttivi, ridurre gli sprechi di materiale e, potenzialmente, abbassare i costi di produzione.

Produzione più efficiente

La stampa 3D non è completamente nuova per Apple. L’azienda ha già iniziato a utilizzarla in alcune componenti dei dispositivi più recenti. Ad esempio, Apple Watch Ultra 3 e Apple Watch Series 11 integrano parti realizzate con titanio stampato in 3D e completamente riciclato.

La tecnologia è stata impiegata anche nell’iPhone Air, dove Apple ha utilizzato un processo di stampa 3D per creare la porta USB-C in titanio. Questo componente è stato presentato come più sottile, più resistente e allo stesso tempo più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Ora Apple starebbe studiando un passaggio simile anche per l’alluminio, materiale ampiamente utilizzato nei suoi dispositivi. Le scocche di iPhone e Apple Watch potrebbero quindi essere prodotte con tecniche additive anziché con i tradizionali metodi di lavorazione e fresatura.

Secondo le indiscrezioni, questo permetterebbe di ridurre i passaggi nella catena produttiva e limitare la quantità di materiale scartato durante la lavorazione.

Prezzi più bassi in futuro?

MacBook Neo

Se Apple riuscisse a implementare con successo la stampa 3D dell’alluminio su larga scala, l’impatto potrebbe andare oltre la sola efficienza produttiva. Ridurre i costi di produzione potrebbe infatti tradursi in prezzi più competitivi per alcuni prodotti.

Un esempio recente di questa strategia è il MacBook Neo appena annunciato. Apple ha introdotto un nuovo processo produttivo che riduce la quantità di alluminio utilizzata nella scocca del laptop, contribuendo a raggiungere un prezzo di partenza di 699 euro per il nuovo modello entry-level.

La stessa filosofia potrebbe essere applicata in futuro anche agli iPhone, rendendo più accessibili alcune varianti senza compromettere la qualità dei materiali.

Nel frattempo, secondo Gurman, Apple starebbe preparando anche un aggiornamento estetico per altri prodotti della gamma. In particolare, il prossimo iMac previsto per la fine dell’anno potrebbe arrivare con una palette di colori rinnovata, seguendo la strategia già vista con i dispositivi più recenti dell’azienda.

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Opera paziente a 2.400 chilometri di distanza: i robot stanno cambiando la medicina

9 Marzo 2026 ore 09:45

Il Professor Prokar Dasgupta, chirurgo presso The London Clinic di Harley Street, ha eseguito una prostatectomia su Paul Buxton, paziente di 62 anni ricoverato al St Bernard’s Hospital di Gibilterra, controllando da remoto un sistema robotico a oltre 2400 chilometri di distanza. L’intervento segna un primato per il Regno Unito nella telechirurgia robotica transcontinentale.

Come funziona il sistema

La procedura si è svolta grazie al sistema chirurgico robotico Toumai, che ha permesso a Dasgupta di manovrare quattro bracci robotici e una telecamera 3D ad alta definizione direttamente da una consolle nel centro di Londra. La latenza registrata tra i movimenti del chirurgo e la risposta del robot è stata di soli 60 millisecondi, un margine sufficientemente ridotto da rendere l’operazione percepibile quasi in tempo reale.

Un team locale a Gibilterra era comunque presente in sala operatoria come misura di sicurezza, pronto a intervenire in caso di interruzione della connessione. L’intervento si è concluso senza complicazioni. Buxton, che vive a Gibilterra da quarant’anni, ha potuto sottoporsi all’operazione senza dover affrontare un lungo viaggio verso Londra o Madrid. Secondo quanto riportato, il paziente ha dichiarato di sentirsi «pienamente in forma» già a pochi giorni dall’intervento.

La telechirurgia è già qui

telechirurgia

Questo successo britannico è l’ennesima conferma di come il mondo della medicina si stia avvicinando sempre di più alla telechirurgia. Stiamo progressivamente uscendo dal terreno della sperimentazione, per arrivare all’applicazione clinica su larga scala.

Il primo esempio storico risale al 2001 con la cosiddetta “Operazione Lindbergh”, quando chirurghi a New York rimossero la colecisti di un paziente a Strasburgo. Più di recente, nel 2024, una procedura transcontinentale ha collegato Roma e Pechino, mentre operazioni a distanza sulla prostata con lo stesso sistema Toumai sono state condotte anche in Africa. Se la tecnologia dovesse dimostrarsi sufficientemente affidabile su larga scala, potrebbe consentire agli specialisti di operare pazienti in aree remote senza costringerli a lunghi trasferimenti o a lunghe attese. Restano tuttavia aperti nodi rilevanti legati alle infrastrutture di rete, ai protocolli di sicurezza, alla regolamentazione e ai costi, che impediscono per ora una diffusione sistematica di questo tipo di interventi.

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La missione DART della NASA ha cambiato l’orbita di un asteroide attorno al Sole

9 Marzo 2026 ore 09:33

Nel 2022 la NASA ha compiuto uno degli esperimenti più audaci della storia dell’esplorazione spaziale: schiantare deliberatamente una sonda contro un asteroide. Oggi nuovi studi dimostrano che quell’impatto non ha solo modificato l’orbita del piccolo corpo celeste colpito, ma ha persino alterato il movimento dell’intero sistema asteroidale attorno al Sole.

Secondo i ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA, è la prima volta che un oggetto costruito dall’uomo modifica in modo misurabile la traiettoria di un corpo celeste nel Sistema Solare. Il risultato rafforza le speranze degli scienziati che in futuro simili tecniche possano essere utilizzate per difendere la Terra da potenziali asteroidi pericolosi.

L’impatto della missione DART

La missione Double Asteroid Redirection Test, nota come DART, aveva un obiettivo preciso: verificare se una sonda lanciata ad alta velocità potesse deviare la traiettoria di un asteroide. Il bersaglio scelto era Dimorphos, un piccolo “moonlet” largo circa 170 metri che orbita attorno all’asteroide più grande Didymos.

Il sistema non rappresenta alcuna minaccia per la Terra, ma è stato selezionato proprio perché ideale per testare tecnologie di difesa planetaria. Subito dopo l’impatto, gli scienziati avevano già confermato il successo dell’esperimento. Le prime analisi avevano mostrato che la collisione aveva accorciato l’orbita di Dimorphos attorno a Didymos.

Uno studio successivo pubblicato nel 2024 ha quantificato meglio l’effetto: il periodo orbitale di Dimorphos è stato ridotto di circa 33 minuti, mentre la sua traiettoria si è avvicinata a Didymos di circa 36 metri rispetto alla posizione precedente.

Cambiato anche il moto attorno al Sole

La scoperta più recente è ancora più sorprendente. Gli scienziati hanno scoperto che l’impatto non ha influenzato soltanto il piccolo Dimorphos, ma ha alterato il movimento dell’intero sistema binario composto da Didymos e Dimorphos.

I due asteroidi orbitano attorno al Sole ogni circa 770 giorni. Dopo l’impatto della sonda DART, la loro velocità orbitale è cambiata di circa 11,7 micrometri al secondo, equivalenti a circa 4 centimetri all’ora. Si tratta di una variazione estremamente piccola, ma nel contesto astronomico può avere effetti enormi nel lungo periodo.

Come ha spiegato Rahil Makadia, autore principale dello studio, “nel tempo, un cambiamento così piccolo nel movimento di un asteroide può fare la differenza tra un oggetto pericoloso che colpisce il nostro pianeta o lo manca completamente”.

Il risultato rappresenta un passo fondamentale nella ricerca di strategie per la difesa planetaria. Dimostra infatti che la deviazione cinetica, ovvero colpire un asteroide con una sonda ad alta velocità, può essere una tecnica efficace per modificare la traiettoria di un corpo celeste. Con missioni future e osservazioni più precise, gli scienziati sperano di perfezionare questa tecnologia.

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Stanchezza al mattino: il sonno potrebbe essere il primo segnale di un problema nascosto

9 Marzo 2026 ore 09:18

C’è una filosofia anche del lavoro e dello studio che è flessibile nei confronti della stanchezza di primo mattino, quella che fa avere sonno anche dopo la classica dormita di otto ore a notte. Si abbraccia la possibilità della diversità energetica, fisica, di resistenza, di fasce giornaliere dove si è produttivi e no.

Quella che stiamo per raccontarvi non è però una filosofia ma le parole di un cardiologo che ha monitorato il cuore per capire il senso di sonno mattutino. Sono i riflessi della bradicardia, la condizione naturale di frequenza molto bassa del cuore nel corso della notte. Quindi, anche il cuore abbassa le energie per il riposo mentre intanto lavorano con costanza ed energia cellule e altri organi.

svegliarsi stanchi

Il cardiologo Himanshi Gupta fa notare che un problema ritenuto comune è in realtà un vero sintomo nel sintomo da segnalare al proprio medico, leggiamo le sue parole e i dati del suo studio

Himanshi Gupta è specialista in cardiologia nel Manipal Hospital di Jaipur. È lui che ha studiato gli effetti della bradicardia sulle persone che si sentono stanche di giorno appena svegli. La diminuzione della frequenza cardiaca è una condizione normale, succede che in alcune persone il livello diventa troppo basso. Questo comporta un non adeguato flusso sanguigno verso gli organi vitali, incluso il cervello. Da qui nasce la sensazione di spossatezza dopo anche un’intera notte di sonno profondo.

Il cuore normalmente batte meno di 60 volte al minuto durante il sonno, una risposta fisiologica naturale quando il corpo è a riposo. Ma se la frequenza cardiaca scende troppo, gli organi e il cervello potrebbero non ricevere un flusso sanguigno adeguato. Questo può mettere il corpo sotto stress e portare a sintomi come affaticamento, vertigini o debolezza anche dopo aver dormito a sufficienza“. Una bradicardia esagerata ha dietro molti fattori: stress, cambiamenti cardiaci, tiroide, squilibri elettrolitici, apnea notturna.

La stanchezza mattutina è il primo sintomo della bradicardia esagerata e dei problemi elencati. Si può benissimo parlare di un sintomo nel sintomo: stanchezza causata da bradicardia, questa conseguenza (sintomo) dei problemi segnalati. La stanchezza mattutina dopo il riposo va segnalata al medico che potrebbe richiedere analisi più approfondite. Monitorate durante il giorno altri segnali come stanchezza che continua, confusione mentale, apatia e difficoltà a concentrarsi.

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Cancro, nuovi batteri ingegnerizzati aprono scenari sorprendenti

9 Marzo 2026 ore 07:55

L’Università di Waterloo studia batteri che mangiano il cancro per attaccare tumori interni. Stati oncologici profondi che intaccano organi e funzioni vitali, diventando così anche difficili da trattare. Se non possono essere colpiti con chemio e radioterapie, arrivano nuove formulazioni farmacologiche graduali. I batteri in grado di mangiare il cancro sono al momento un trattamento sperimentale; per diventare clinico dovranno rispettare dei passaggi che prevedono test animali e poi umani, fino all’approvazione ufficiale.

Il nuovo approccio ha sfruttato i tumori solidi per sviluppare la nuova cura. Questi stati oncologici sono resistenti e presentano nuclei densi e con poco ossigeno, spesso completamente assente. Questa caratteristica li rende difficili da raggiungere con le cure tradizionali, compresi i trattamenti immunologici. Succede che alcuni pazienti possono trattare il tumore nella parte superficiale, invece le cellule più profonde sopravvivono creando continue recidive anche laddove è stato tolto.

cancro

La creazione del Clostridium sporogenes ingegnerizzato, l’evoluzione di semplici microbi che non amano l’ossigeno in qualcosa di più resistente per abbattere i tumori profondi interni

Le spore batteriche riescono a sopravvivere dove non c’è ossigeno, possono essere introdotte nell’organismo e dirette verso il nucleo del tumore. Lì troveranno nutrienti abbondanti e lo aggrediranno. Il team che ha generato questi batteri ingegnerizzati è composto da diversi specialisti.

Il dottor Marc Aucoin insegna ingegneria chimica e ha spiegato bene come si muovono i nuovi batteri. Sfruttano le condizioni interne del tumore, proliferano come i microbi alla ricerca di nutrienti, il tessuto tumorale viene gradualmente scomposto dall’interno. Il cancro con le comuni terapie viene attaccato dall’esterno, i batteri invece ribaltano la situazione, partono dal nucleo più forte e vanno verso la parte più debole.

I batteri riescono ad entrare dove ci sono cellule più resistenti anche per la mancanza di flusso sanguigno condizionato dall’ossigeno. Il batterio in questione si chiama Clostridium sporogenes, presente nel suolo vive dove non c’è ossigeno. Questa sua caratteristica è anche una sfida per gli scienziati, infatti anche dove trovano piccole quantità di ossigeno muoiono e la terapia si interrompe. Questo limite è stato superato modificando la loro genetica, per questo si parla di microbi ingegnerizzati. Presentano una minima tolleranza all’ossigeno e possono agire dall’interno fino all’esterno dei tumori profondi portando a termine la terapia.

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Australia, nei in forte calo nei bambini: ecco qual è l’effetto sul melanoma

8 Marzo 2026 ore 11:30

Le campagne estive sulla protezione solare nei bambini stanno portando i loro effetti in Australia. Un articolo di due scienziati su The Conversation non parla solo di risultati scientifici, ma è anche uno spaccato storico sulla comunicazione medica e sociale. Per i bambini, nel 1981, fu utilizzato un cartone animato. Slip, Slop, Slap è il titolo, un gabbiano che fa surf è il personaggio principale.

Il dato confortante dello studio pubblicato, riguarda il numero di nei che hanno oggi i bambini rispetto ai coetanei del 1992. È dimezzato, e questo è importante perché significa potenzialmente meno pazienti affetti da melanoma. È il cancro della pelle più pericoloso, inizia con le alterazioni dei melanociti, le cellule della pigmentazione. I nei comuni, alcuni sono innocui (la maggior parte), altri indicatori di rischio.

Il team di ricerca del Brisbane Twin Nevus Study è guidato da David Duffy e Nick Martin del QIMR Berghofer Medical Research Institute. Insieme hanno condotto un lungo studio dal 1992 fino al 2016. Sono stati monitorati ben 4.000 bambini. In questo periodo, il numero medio di nei è sceso del 47%, una percentuale importante.

i bambini australiani hanno ora la metà dei nei rispetto ai bambini del 1992

Le scottature solari vanno evitate nei bambini: la prevenzione rimane fondamentale e uno studio nel Queensland valorizza l’abbigliamento protettivo anti raggi UV cresciuto negli anni

Il dato si collega al rischio di melanoma nel corso della vita. I bambini con meno nei hanno fino a quattro volte meno rischio rispetto ai coetanei degli anni Ottanta. La protezione solare con filtro contro i raggi UV ha contribuito e continua a contribuire a questo risultato. Non si tratta di semplici creme solari, ma di prodotti specifici per l’infanzia, con un fattore protettivo più alto.

Accanto alle creme solari, i fattori protettivi sono cresciuti anche con altri elementi. Vestiti, cappelli con visiera anti-UV, abiti e occhiali da sole e da vista. Su questi accessori sono stati monitorati 25 asili nido del Queensland. I bambini con abbigliamento protettivo hanno mostrato una riduzione dei rischi del 25% entro i cinque anni di età. Questo dato è importante, ma sottolinea anche che il melanoma rappresenta un rischio già nella prima infanzia, colpendo bambini molto piccoli. La prevenzione deve continuare, soprattutto per le scottature solari, che spesso sono accidentali e possono verificarsi anche dove i genitori sono molto attenti e precisi.

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Specie migratorie in declino: l’influenza aviaria emerge come minaccia crescente

8 Marzo 2026 ore 10:25

L’influenza aviaria ogni tanto riemerge nei titoli di giornali, oggi lo ritroviamo su Down To Earth e a seguito di uno studio ONU sulla fauna selvatica migratoria. Il calo del 5% in due anni è dovuto proprio alla famosa malattia infettiva di ceppo A che colpisce soprattutto uccelli selvatici e domestici a causa dei virus H5 e H7. Il rapporto 2024 delle Nazioni Unite afferma che il 49% delle popolazioni globali di specie migratorie protette è in declino. Il dato più allarmante è che il 24% di questi animali rischia l’estinzione completa e la percentuale è aumentata del 2% rispetto allo scorso anno.

Secondo il trend demografico aggiornato periodicamente, sono 592 le specie con nascite in calo e morti elevate. L’influenza aviaria è definita anche influenza altamente patogena per il numero di morti e di contagi che crea. Sta mettendo a rischio specie come il pinguino africano (Spheniscus demersus), i pinguini di Humboldt (Spheniscus humboldti) e i pellicani peruviani. Possiamo elencare anche altri animali che vivono in tutti e cinque i continenti.

gazzella mongola

Perché l’influenza aviaria ad alta patogenicità mette a rischio le specie migratorie: dati ONU e discussioni globali al CMS COP15 evidenziano urgenza di conservazione e protezione

Si è certi che l’influenza aviaria sia la causa del calo demografico, ma essendoci anche altri fattori, si devono raccogliere dati ulteriori sulle cause e conseguenze dirette. Queste sono le parole dei ricercatori nel rapporto: “Sebbene gli impatti a lungo termine dell’influenza aviaria ad alta patogenicità siano incerti, queste epidemie hanno aggravato le pressioni già a cui sono sottoposte le specie migratorieL’emergere dell’influenza aviaria ad alta patogenicità è particolarmente preoccupante per le specie migratorie longeve, sensibili a qualsiasi aumento della mortalità“.

Questi dati non vengono solo scritti, ma creano dibattiti, discussioni e scambi all’interno delle conferenze mondiali. Ad esempio la 15ª riunione delle Parti della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici di animali selvatici (CMS COP15). Un trattato e momento vincolante delle Nazioni Unite, il prossimo incontro sarà dal 23 al 29 marzo a Campo Grande, Brasile.

L’evento dura una settimana ed è un incontro globale tra i più importanti dedicati alla conservazione della fauna selvatica. Ogni anno i dati che vengono raccolti e riportati sono tanti; molti richiamano sempre l’urgenza di gestire anche il cambiamento climatico, l’inquinamento, la caccia e minacce biologiche e sistemiche, come l’influenza aviaria.

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Un enigma di 85 milioni di anni: il Doratodon carcharidens ridisegna la mappa preistorica dell’Europa

8 Marzo 2026 ore 09:12

I resti fossili di un coccodrillo fanno riemergere l’ipotesi di un ponte tra Europa e Africa nel periodo Cretaceo. Il ritrovamento di animali simili da una parte all’altra dei due continenti suggeriva questo collegamento. Il rettile trovato dai paleontologi era in Ungheria, ma le sue origini sono del Gondwana: come ci è arrivato? Gli studiosi hanno scoperto parentele e somiglianze strette fra due coccodrilli o rettili simili, infittendo il mistero degli animali presenti tra i due continenti.

In passato, l’Europa era un arcipelago tropicale, aveva anche un clima più caldo, umido e una vegetazione diversa. Molte regioni italiane, un tempo, erano fondali marini. Ad un certo punto, ben 200 milioni di anni fa, avviene una rottura tra la Pangea della Laurasia settentrionale e quella del Gondwana meridionale. Questa rottura ha creato nel tempo placche tettoniche, faglie e fratture ancora oggi visibili e studiate dai geologi.

Si svilupparono l’Europa e l’Africa con questa separazione, e questo secondo continente conserva ancora molti misteri sulla sua forma e evoluzione. Guardando le mappe geografiche, tutti notano le forme quasi coincidenti tra la costa africana e la costa sudamericana, il che aumenta le curiosità sul collegamento preistorico con l’Europa.

cranio fossile di Doratodon carcharidens, risalente a 85 milioni di anni fa, rinvenuto in Ungheria

cranio fossile di Doratodon carcharidens, risalente a 85 milioni di anni fa, rinvenuto in Ungheria

Conosciamo meglio il coccodrillo Doratodon carcharidens, da non confondere mai con un dinosauro anche se alcune caratteristiche erano simili. Lo studio e le affermazioni degli studiosi ungheresi

Il coccodrillo scoperto in Ungheria suggerisce un ennesimo animale migrato dall’Africa all’Europa: ha nuotato oppure ha trovato un collegamento terrestre? Queste sono le parole di Máté Szegszárdi dell’Università Eötvös Loránd: “Questo è difficile da conciliare con una netta separazione tra Laurasia e Gondwana“. Questo team appoggia ancora l’ipotesi di un pezzo di terra che ha consentito agli animali di spostarsi, uno scenario tettonico esistente solo nel Cretaceo ma poi scomparso.

Il coccodrillo che stimola nuovi interrogativi paleogeologici è stato chiamato Doratodon carcharidens, possedeva un cranio lungo, denti seghettati e taglienti, ricordava i dinosauri carnivori ma non lo era. I suoi fossili sono stati scoperti nel 2018. Queste caratteristiche erano state documentate prima nei coccodrilli africani e sudamericani, i due continenti dalle forme che combaciano.

Un enigma di 85 milioni di anni: il Doratodon carcharidens ridisegna la mappa preistorica dell’Europa è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Una gran brutta notizia per la Steam Machine: rimandata a tempo indefinito?

7 Marzo 2026 ore 16:15

Valve raffredda le aspettative di chi attendeva nuovi dispositivi legati all’ecosistema Steam. Nel suo riepilogo annuale dedicato al 2025, l’azienda ha aggiornato lo stato dei suoi progetti hardware — tra cui Steam Machine, Steam Controller e Steam Frame — lasciando intendere che il debutto potrebbe non avvenire nel 2026 come sperato.

Lancio sempre più incerto

Nel post di revisione annuale, Valve ha spiegato che le difficoltà nella catena di approvvigionamento continuano a pesare sul calendario di sviluppo dei nuovi dispositivi. L’azienda ha fatto sapere che spera ancora di riuscire a lanciare i prodotti nel 2026, ma senza fornire una finestra precisa.

La formulazione utilizzata nel blog aziendale appare infatti molto più prudente rispetto alle dichiarazioni dei mesi precedenti. Valve ha scritto: «Speriamo di iniziare le spedizione nel 2026, ma come abbiamo condiviso recentemente, la carenza di memoria e storage ha creato delle sfide inedite». La società ha aggiunto che condividerà ulteriori informazioni «quando finalizzeremo i nostri piani».

Il cambio di tono è significativo. A febbraio l’azienda parlava ancora della possibilità di spedire i tre dispositivi nella prima metà dell’anno, sottolineando che l’obiettivo non era cambiato. Ora invece il riferimento a una generica speranza di lancio nel 2026 lascia spazio anche a un possibile rinvio oltre l’anno.

Carenza di componenti

Steam Machine

Il problema principale resta la crisi globale dei componenti hardware, in particolare per quanto riguarda memoria e storage. Negli ultimi mesi diverse aziende del settore hanno segnalato difficoltà simili, con impatti diretti sui costi di produzione e sui tempi di lancio dei nuovi dispositivi.

A febbraio HP aveva spiegato che la memoria RAM rappresenta ormai circa un terzo del costo complessivo di un PC. Gli analisti del settore ritengono che la carenza di RAM possa modificare in modo significativo il mercato informatico, costringendo molti produttori ad aumentare i prezzi dei dispositivi.

Valve non è nuova a queste difficoltà. Anche la disponibilità di Steam Deck è stata limitata proprio a causa delle problematiche nel reperire memoria. In questo contesto, reperire componenti sufficienti per una nuova linea di hardware potrebbe risultare ancora più complesso.

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I robot umanoidi di Xiaomi gestiscono le fabbriche in autonomia: è il futuro?

7 Marzo 2026 ore 15:35

Xiaomi accelera nel campo della robotica industriale. Il CEO Lei Jun ha annunciato che i robot umanoidi sviluppati dall’azienda hanno iniziato le prime operazioni di prova all’interno della fabbrica automobilistica del gruppo, segnando un passo importante nella strategia tecnologica del colosso cinese.

Secondo il dirigente, l’obiettivo è arrivare a distribuire un numero significativo di robot nelle linee produttive dell’azienda entro i prossimi cinque anni, integrandoli progressivamente nei processi industriali. Il produttore cinese potrebbe così battere sul tempo Optimus, l’analogo progetto di Tesla.

Test nelle linee produttive

L’annuncio è arrivato tramite un post sui social media in cui Lei Jun ha spiegato che la divisione robotica dell’azienda ha compiuto importanti progressi grazie al modello di base chiamato Xiaomi-Robotics-0. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale basato su un’architettura VLA, acronimo di vision-language-action, progettata per consentire ai robot di comprendere l’ambiente, interpretare istruzioni e compiere azioni autonome.

Il CEO ha dichiarato: «I robot umanoidi Xiaomi hanno iniziato operazioni di prova nella nostra fabbrica automobilistica». Il dirigente ha aggiunto che «puntiamo a distribuirne grandi quantità nelle linee produttive entro i prossimi cinque anni».

Grazie all’integrazione tra percezione multimodale e tecniche di apprendimento tramite rinforzo, i robot sono già in grado di svolgere alcune attività pratiche nella catena di montaggio. Tra queste rientrano il caricamento di dadi autofilettanti nelle stazioni di assemblaggio e il trasporto di casse di materiali all’interno degli stabilimenti.

Strategia tra robotica e AI

il robot umanoide di Xiaomi

Secondo Lei Jun, le prestazioni dei robot stanno migliorando progressivamente. Indicatori chiave come il tempo medio tra i guasti e il tasso di successo nell’esecuzione di singole attività sono in crescita costante, segnale che la tecnologia sta raggiungendo livelli sempre più affidabili per l’uso industriale.

L’azienda sta inoltre ampliando i test in ulteriori stazioni produttive, con l’obiettivo di validare l’impiego dei robot in un numero maggiore di scenari operativi.

L’iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di Xiaomi, che negli ultimi anni ha iniziato a espandersi oltre il tradizionale business degli smartphone. Il gruppo sta infatti investendo in nuovi settori come le auto elettriche, la robotica avanzata e l’intelligenza artificiale.

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La nuova AI di Google rende disoccupati gli youtuber? Video in pochi minuti partendo dagli appunti

7 Marzo 2026 ore 15:01

Google espande le capacità creative di NotebookLM con una nuova funzione che punta a trasformare il modo in cui gli utenti esplorano e comprendono i contenuti. Si chiama Cinematic Video Overviews ed è l’evoluzione delle precedenti panoramiche video generate dall’intelligenza artificiale.

NotebookLM si era già dimostrato straordinariamente abile nella capacità di creare podcast artificiali – con conduttori coinvolgenti e dotati di voce realistica – partendo da semplici testi o file PDF.

Il nuovo strumento promette di creare video più immersivi e visivamente ricchi, superando il formato basato su semplici slide narrate per offrire animazioni fluide e una narrazione strutturata automaticamente dall’AI.

Video generati dall’AI

La novità sfrutta una combinazione di diversi modelli di intelligenza artificiale sviluppati da Google. Tra questi ci sono Gemini 3, Nano Banana Pro e Veo 3, che lavorano insieme per generare video completi a partire dalle fonti caricate dall’utente.

Secondo Google, il sistema utilizza l’AI per analizzare i contenuti e trasformarli in una vera e propria narrazione visiva. Il modello Gemini assume il ruolo di “regista creativo”, prendendo decisioni su struttura, stile e ritmo del video.

L’azienda spiega: «Gemini ora agisce come un direttore creativo, prendendo centinaia di decisioni strutturali e stilistiche per raccontare al meglio la storia usando le tue fonti». Il sistema è inoltre in grado di rivedere e perfezionare autonomamente il proprio lavoro per garantire coerenza visiva e narrativa.

Il risultato sono video generati automaticamente con animazioni dinamiche, scene ricche di dettagli e un formato più cinematografico rispetto alle precedenti versioni.

Disponibilità e accesso

La nuova funzione è disponibile da oggi in lingua inglese per gli utenti abbonati al piano Google AI Ultra con età superiore ai 18 anni. L’accesso è previsto sia tramite web sia attraverso dispositivi mobili.

L’introduzione dei Cinematic Video Overviews rappresenta un ulteriore passo nella strategia di Google di integrare strumenti avanzati di generazione multimediale nei propri prodotti basati sull’intelligenza artificiale.

NotebookLM, inizialmente concepito come assistente di ricerca e studio, sta progressivamente evolvendo in una piattaforma capace di trasformare documenti, appunti e fonti di studio in contenuti multimediali complessi.

La nuova AI di Google rende disoccupati gli youtuber? Video in pochi minuti partendo dagli appunti è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

L’AI scopre vulnerabilità critiche: Claude individua 22 bug in Firefox in tempo record

7 Marzo 2026 ore 12:30

Le intelligenze artificiali sono abilissime nell’individuare vulnerabilità critiche di software e app. Un lavoro che ai ricercatori richiederebbe mesi di lavoro, ma che le AI possono svolgere molto rapidamente. E’ una risorsa preziosissima per il mondo della sicurezza informatica… ma anche per gli hacker malintenzionati.

Un nuovo esperimento condotto da Anthropic in collaborazione con Mozilla dimostra che i modelli AI più avanzati sono ormai in grado di individuare vulnerabilità critiche in software complessi in tempi estremamente ridotti.

Durante il progetto, il modello Claude Opus 4.6 ha scoperto 22 vulnerabilità nel browser Firefox in sole due settimane, di cui 14 classificate come ad alta gravità. Il risultato rappresenta quasi un quinto di tutte le vulnerabilità critiche corrette nel browser nel corso del 2025.

Vulnerabilità scoperte dall’AI

Secondo i ricercatori, l’AI ha analizzato migliaia di file di codice del browser individuando errori di sicurezza potenzialmente sfruttabili dagli hacker. In totale sono stati esaminati quasi 6.000 file C++, generando 112 segnalazioni di bug uniche.

Uno dei primi problemi individuati è stato scoperto dopo appena venti minuti di analisi. Claude ha identificato una vulnerabilità di tipo “Use After Free”, una falla nella gestione della memoria che può permettere a un attaccante di sovrascrivere dati con codice malevolo.

I ricercatori hanno verificato il bug in una macchina virtuale con l’ultima versione di Firefox prima di segnalarlo ufficialmente al sistema Bugzilla di Mozilla. Insieme alla segnalazione è stata fornita anche una possibile patch generata dallo stesso modello AI.

Nel frattempo il sistema aveva già individuato decine di altri crash potenzialmente legati a vulnerabilità. Alla fine del progetto, molte delle falle scoperte sono state corrette nella versione Firefox 148, mentre le restanti saranno risolte nei prossimi aggiornamenti.

Tra difesa e rischi

Il team di ricerca ha anche voluto capire se l’AI fosse in grado non solo di trovare vulnerabilità, ma anche di sfruttarle per creare veri attacchi informatici. Qualcosa per cui le AI stanno venendo sfruttate sempre più frequentemente dagli hacker di tutto il mondo.

Per questo motivo Claude è stato incaricato di sviluppare exploit a partire dai bug individuati. L’obiettivo era dimostrare un attacco reale leggendo e scrivendo file su un sistema bersaglio, come farebbe un hacker.

Dopo centinaia di tentativi e circa 4.000 dollari di credito API utilizzato nei test, il modello è riuscito a trasformare le vulnerabilità in exploit funzionanti solo in due casi. Questo suggerisce che l’AI è molto più efficace nel trovare bug che nel sfruttarli per attacchi completi. Gli exploit sviluppati funzionavano inoltre soltanto in un ambiente di test semplificato, privo di alcune delle protezioni avanzate presenti nei browser moderni, come il sandboxing.

Nonostante questi limiti, gli esperti sottolineano che il risultato dimostra un punto cruciale: l’intelligenza artificiale potrebbe diventare uno strumento potentissimo sia per i difensori sia per gli attaccanti.

L’AI scopre vulnerabilità critiche: Claude individua 22 bug in Firefox in tempo record è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

ChatGPT , l’app cambia volto: tantissime nuove funzioni in arrivo, ecco tutte le novità

7 Marzo 2026 ore 12:01

OpenAI sta lavorando a diverse novità per l’app Android di ChatGPT che potrebbero cambiare in modo significativo l’esperienza d’uso. Un’analisi del codice dell’ultima versione dell’app, la 1.2026.062, ha rivelato alcune funzionalità ancora in sviluppo che includono un nuovo sistema di memoria dell’app, miglioramenti nell’editing delle immagini e modifiche all’interfaccia.

Le funzioni non sono ancora attive pubblicamente, ma il loro sviluppo suggerisce che OpenAI stia sperimentando nuove soluzioni per rendere ChatGPT più integrato nell’uso quotidiano su smartphone.

Memoria dell’app e continuità

Una delle novità più interessanti riguarda un nuovo tipo di memoria interna dell’app. ChatGPT possiede già una funzione che permette di ricordare informazioni da conversazioni precedenti, ma la nuova funzione sembra avere un obiettivo diverso.

Gli sviluppatori stanno lavorando a una memoria di stato dell’app, capace di ricordare esattamente cosa stava facendo l’utente prima di interrompere la sessione. Questo significa che anche dopo aver chiuso forzatamente l’app o dopo aver utilizzato altre applicazioni, ChatGPT potrebbe riportare l’utente direttamente al punto in cui aveva interrotto.

Si tratta di un cambiamento pensato soprattutto per chi utilizza l’assistente AI mentre passa continuamente da un’app all’altra, migliorando la continuità del lavoro e riducendo il rischio di perdere il contesto di una conversazione o di un’attività in corso.

Nuovo editor immagini e profilo

Via Android Authority

Le modifiche più evidenti riguardano l’interfaccia di editing delle immagini. Attualmente il processo parte da un prompt testuale che chiede all’utente di descrivere le modifiche da applicare, mentre gli strumenti avanzati sono accessibili tramite un pulsante laterale.

Nel nuovo design in fase di sviluppo, invece, tutto potrebbe partire da un pulsante “Edit”. Dopo averlo premuto comparirebbe il prompt per le modifiche, ma al posto del vecchio sistema di strumenti sarebbe disponibile una serie di scorciatoie dirette.

Via Android Authority

Tra queste compaiono strumenti come l’annotazione sull’immagine, una funzione di selezione e l’opzione Resize, che permette di cambiare rapidamente il formato dell’immagine scegliendo diversi rapporti di aspetto. In ogni caso, la modifica selezionata viene poi elaborata da ChatGPT tramite AI.

Anche la sezione profilo potrebbe ricevere nuove opzioni. Oltre ai dati personali già salvabili nell’app, è stato individuato un nuovo spazio chiamato “Fun facts”, probabilmente pensato per permettere all’AI di conoscere meglio l’utente.

Tra le novità compare anche un pulsante “Generate bio”, che dovrebbe consentire a ChatGPT di creare automaticamente una breve biografia basata sulle informazioni dell’utente. Infine, un piccolo cambiamento riguarda la barra laterale dell’app: invece di aprirsi parzialmente sopra la schermata attiva, la nuova versione potrebbe utilizzare un menu a schermo intero.

ChatGPT , l’app cambia volto: tantissime nuove funzioni in arrivo, ecco tutte le novità è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

Progetto Natrium, partono i lavori per la rivoluzionaria centrale nucleare di Bill Gates

7 Marzo 2026 ore 11:40

Gli Stati Uniti compiono un passo significativo verso una nuova generazione di energia nucleare. La Nuclear Regulatory Commission (NRC) ha autorizzato TerraPower a costruire un nuovo reattore nello Stato del Wyoming, vicino a una vecchia centrale a carbone.

Si tratta della prima autorizzazione rilasciata dalla NRC per la costruzione di un nuovo reattore nucleare negli ultimi dieci anni, un segnale che il settore sta vivendo una nuova fase di sviluppo, spinta anche dalla crescente domanda energetica dei data center e dell’intelligenza artificiale.

Il progetto Natrium

TerraPower, startup fondata nel 2015 da Bill Gates e sostenuta anche da investitori tecnologici come Nvidia, ha sviluppato il reattore Natrium in collaborazione con GE Vernova Hitachi.

L’impianto avrà una capacità di 345 megawatt, una potenza inferiore rispetto alle grandi centrali nucleari tradizionali ma comunque superiore a molti progetti di piccoli reattori modulari (SMR) sviluppati da altre aziende.

La caratteristica più innovativa del Natrium riguarda il sistema di raffreddamento. Mentre la maggior parte dei reattori costruiti negli ultimi cinquant’anni utilizza acqua, questo impianto impiega sodio fuso come liquido refrigerante.

Secondo TerraPower, questa scelta potrebbe aumentare la sicurezza e migliorare l’efficienza del sistema. È inoltre la prima volta da oltre quarant’anni che la NRC approva un reattore commerciale non raffreddato ad acqua.

Energia flessibile per rinnovabili

Un altro elemento distintivo del progetto riguarda il modo in cui il reattore gestisce la produzione di energia. Il sistema utilizza grandi serbatoi isolati per immagazzinare il sodio fuso caldo. In questo modo il reattore può continuare a funzionare a pieno regime anche quando la domanda elettrica è bassa.

Il calore accumulato viene poi utilizzato per produrre energia quando necessario, compensando eventuali cali nella produzione di fonti rinnovabili come eolico e solare. Poiché le centrali nucleari funzionano in modo più efficiente quando operano vicino alla piena capacità, questo sistema di accumulo termico potrebbe ridurre i costi di generazione e rendere il nucleare più competitivo.

Il ritorno dell’interesse per il nucleare

L’approvazione della NRC arriva in un momento in cui l’interesse per l’energia nucleare sta crescendo nuovamente, soprattutto tra le aziende tecnologiche. L’esplosione della domanda di elettricità per data center e infrastrutture di intelligenza artificiale sta spingendo governi e aziende a cercare nuove fonti di energia stabile e a basse emissioni.

Negli ultimi mesi gli investitori hanno riversato oltre un miliardo di dollari nelle startup nucleari, mentre TerraPower ha raccolto complessivamente 1,7 miliardi di dollari, inclusi 650 milioni in un round chiuso a giugno.

Progetto Natrium, partono i lavori per la rivoluzionaria centrale nucleare di Bill Gates è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella

Energia solare oltre ogni previsione: gli elettroni attraversano i materiali in un’unica esplosione

7 Marzo 2026 ore 11:20

I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno scoperto un nuovo comportamento degli elettroni. Possono essere spinti nei materiali solari e si ottengono degli effetti che potrebbero influenzare le tecnologie di cattura dell’energia del Sole. Gli elettroni attraversano gli strati a una velocità estrema, al limite massimo consentito dalle leggi della natura, e questo grazie alle vibrazioni delle molecole.

I fenomeni monitorati in laboratorio impiegano circa 18 femtosecondi, ovvero venti quadrilionesimi di secondo. È un intervallo incredibilmente minimo, velocissimo. I ricercatori hanno visto un elettrone riuscire ad attraversare un confine tra materiali in un solo singolo evento e alla velocità indicata.

Pratyush Ghosh è autore principale dello studio e ricercatore presso lo St John’s College di Cambridge, queste le sue affermazioni: “Abbiamo progettato deliberatamente un sistema che, secondo la teoria convenzionale, non avrebbe dovuto trasferire la carica così velocemente. Secondo le regole di progettazione convenzionali, questo sistema avrebbe dovuto essere lento ed è questo che rende il risultato così sorprendente. Invece di vagare in modo casuale, l’elettrone viene lanciato in un’unica esplosione coerente. La vibrazione agisce come una catapulta molecolare. Le vibrazioni non si limitano ad accompagnare il processo, ma lo guidano attivamente“.

energia solare

Dalle parole di Ghosh e Rao emerge un principio innovativo per l’energia solare: le vibrazioni molecolari agiscono come catapulta, trasformando il trasferimento di carica in uno strumento efficace

Nature Communications è la rivista scientifica che ha pubblicato questa ricerca. I risultati mettono in discussione la convinzione che il trasferimento di carica ultraveloce richiedesse grandi differenze di energia tra materiali e forti interazioni elettroniche. Presente nella scienza dell’energia solare, questa formulazione viene superata ma considerando anche alcune condizioni. Quelle che possono ridurre l’efficienza energetica aumentando le perdite di energia. La velocità di separazione delle cariche dipende dal modo in cui le molecole vibrano, quindi dalle caratteristiche della catapulta molecolare descritta dall’autore.

Il fisico Akshay Rao del Cavendish Laboratory parla di un nuovo principio di progettazione considerando l’applicazione pratica della scoperta: “Invece di cercare di sopprimere il movimento molecolare, ora possiamo progettare materiali che lo sfruttano, trasformando le vibrazioni da una limitazione a uno strumento“.

Energia solare oltre ogni previsione: gli elettroni attraversano i materiali in un’unica esplosione è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Il miele tra benefici e limiti: la scienza chiarisce per cosa funziona davvero

7 Marzo 2026 ore 10:32

Un cucchiaio di miele nel latte e si ha un dolcificante naturale, uno nel tè o nella camomilla e aiuta a lenire il mal di gola e a prendere sonno. In più ci sono numeri positivi come fattore di riduzione del rischio di diabete e disturbi cardiaci. Gli studi scientifici stanno scoprendo altri potenziali, ad esempio, l’acidità del miele contrasta i batteri: non possono crescere e vengono trattenuti dalla pressione osmotica.

Quello che molti non sanno è che al suo interno troviamo anche l’acqua (20%) accanto agli zuccheri semplici (80%). I monosaccaridi li digeriamo subito, poi troviamo fruttosio e glucosio. È vero che andrebbe comunque assunto con molta parsimonia in caso di indici glicemici alti. Tra le sue proprietà troviamo cinque vitamine (A, B1, B2, B6 e C), proteine ed enzimi, minerali come potassio, magnesio, ferro e zinco.

Un articolo su The Conversation allunga queste informazioni base con le revisioni di ricerca degli ultimi anni. Studi che contrastano le false informazioni o dati che dovevano essere aggiornati. Quello che trovi scritto sulle confezioni di miele, dal supermercato alla farmacia, è frutto di queste informazioni sempre in aggiornamento. Ad esempio, il miele può guarire le ferite?

miele

Tre ambiti dove l’aggiornamento scientifico raddrizza informazioni e uso del miele per curare ferite, infezioni, mal di gola o tosse, insonnia. Dal 2015 ad oggi, le informazioni migliorate

L’aggiornamento Cochrane del 2015 ha valutato il suo uso per ustioni, lacerazioni, ferite croniche. Le ustioni guariscono in circa cinque giorni rispetto alle medicazioni convenzionali, quindi ci sono prove di qualità su questo dato. Nel 2020 è stata valutata anche l’attività antimicrobica, in particolare del miele di Manuka. La capacità antinfettiva e antibiotica è stata confermata, lo studio però indica il miele sterilizzato di grado medico, quindi specifico per curare ferite e infezioni.

Insonnia, mal di gola e tosse, anche nei bambini. Il miele sul sonno ha effetti limitati, uno studio ha confrontato il suo uso su 68 adulti ricoverati in ospedale. A metà pazienti veniva somministrata una miscela di latte e miele (150 ml + 30 g) due volte al giorno. Questi partecipanti, rispetto agli altri che non assumevano il miele, hanno dormito meglio dopo il terzo giorno.

La bevanda comunque produce sensazione di benessere ma non effetto immediato sul sonno. Sono stati anche rivisti i risultati dell’uso del miele nei bambini. Il dolce unito al latte ma anche al cioccolato, ad esempio, crea un mix che piace, a colazione o a merenda. Alcune qualità di miele contengono tracce di serotonina che favorisce benessere, sonno ma anche ritmo cardiaco. Questi tre elementi hanno effetto tanto sui bambini quanto sugli anziani.

Il miele tra benefici e limiti: la scienza chiarisce per cosa funziona davvero è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

Microbi in fuga da un pianeta all’altro: nuove prove da un batterio quasi invincibile

7 Marzo 2026 ore 10:02

Raccontiamo un’incredibile teoria pubblicata su Scinexx e alla base anche dello studio della vita terrestre. I batteri potrebbero aver viaggiato e viaggiare ancora nello spazio, sono su meteoriti e altri corpi celesti, si muovono e si trasmettono anche con gli impatti. Tutti i pianeti o corpi celesti hanno delle caratteristiche o delle atmosfere che possono cambiare all’improvviso per l’arrivo di meteoriti o comete.

Questi grandi massi anche energetici o di ghiaccio dallo spazio contengono dei batteri molto resistenti. Arrivati su un pianeta, si muovono, si adattano e possono evolversi generando anche la vita. Gli scienziati sono arrivati a queste ricostruzioni con un esperimento. Un batterio molto resistente alle radiazioni e al vuoto è sopravvissuto a shock estremi. È quello che è capitato anche sulla Terra secondo diverse ricostruzioni, ed è quello che potrebbe essere realtà sui pianeti e satelliti.

L’Universo non è fatto solo di asteroidi interi ma anche di loro detriti che vengono espulsi con quello che contengono, microbi o batteri compresi. Da qui si arriva alla teoria che tutt’oggi nell’Universo esistono batteri che viaggiano e che possono ancora evolversi in vita anche microscopica.

batterio Deinococcus radiodurans

Il Deinococcus Radiodurans è il batterio più resistente al mondo utilizzato per studiare i microrganismi spaziali, abituati a forze e temperature estreme, da qualche parte generano anche la vita

L’inizio di un articolo di Scinexx parla di DNA, aminoacidi e biomolecole presenti su comete, asteroidi e polvere spaziale. Parliamo anche di residui di stelle oltre che di altri pianeti. I microrganismi possono sopravvivere anche a condizioni spaziali, quindi viaggiano, forse sono i primi alieni che ci dobbiamo immaginare. È l’ipotesi della panspermia, utilizzata per spiegare l’origine della vita sulla Terra ma anche su altri pianeti. A raccontarla, Lily Zhao, della Johns Hopkins University di Baltimora: “I meteoriti marziani rinvenuti sulla Terra dimostrano che il materiale espulso durante gli impatti può viaggiare da Marte alla Terra“.

Zhao è stata protagonista con i colleghi dell‘esperimento in laboratorio su un batterio resistente, il più indistruttibile tra quelli conosciuti. Si teorizza che su Marte possano esistere microrganismi come lui, caratterizzati anche da piastre metalliche. Il nome di questo microbo estremofilo è Deinococcus radiodurans, i suoi punti forti sono: sopravvivenza a radiazioni fortissime, al freddo estremo, al caldo, al secco ma anche al vuoto. In laboratorio lo definiscono Conan il Batterio. “Ci aspettavamo che i batteri venissero uccisi anche alla pressione più bassa, ma non è stato così. Con uno shock di 1,4 gigapascal, oltre il 95% delle cellule di Deinococcus è sopravvissuto“.

Microbi in fuga da un pianeta all’altro: nuove prove da un batterio quasi invincibile è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace

FreshRSS 1.28.1

25 Gennaio 2026 ore 19:20

This is a release focussing on bug fixing, in particular regressions from the release 1.28.0.

Selected new features ✨:

  • New customisable message for closed registrations
  • Add username in Apache access logs (also in Docker logs): for GReader API, and for HTTP Basic Auth from reverse proxy

Improved performance 🏎️:

  • Disable counting articles in user labels for Ajax requests (unused)

Many bug fixes 🐛

This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle and newcomers @ciro-mota, @eveiscoull, @hackerman70000, @Hufschmidt, @johan456789, @martgnz, @mmeier86, @netsho, @neuhaus, @RobLoach, @rupakbajgain.

Full changelog:

  • Features
    • Handle Web scraping of text/plain as <pre class="text-plain"> #8340
    • New customisable message for closed registrations #8462
  • Bug fixing
    • Fix unwanted expansion of user queries (saved searches) applied to filters #8395
    • Fix encoding of filter actions for labels #8368
    • Fix searching of tags #8425
    • Fix refreshing feeds with token while anonymous refresh is disabled #8371
    • Fix RSS and OPML access by token #8434
    • Fix MySQL/MariaDB transliterator_transliterate fallback (when the php-intl extension is unavailable) #8427
    • Fix regression with MySQL/MariaDB index hint #8460
    • Auto-add lastUserModified database column also during mark-as-read action #8346
    • Do not include hidden feeds when counting unread articles in categories #8357
    • Remove wrong PHP deprecation of OPML export action #8399
    • Fix shortcut for next unread article #8466
    • Fix custom session.cookie-lifetime #8446
    • Fix feed validator button when changing the feed URL #8436
  • Performance
    • Disable counting articles in user labels for Ajax requests (unused) #8352
  • Security
    • Change Content-Disposition: inline to attachment in f.php #8344
    • Hardened user methods exists, mtime, ctime #26c1102
  • Deployment
    • Add username in Apache access logs (also in Docker logs): for GReader API, and for HTTP Basic Auth from reverse proxy #8392
  • SimplePie
  • Extensions
    • Update .gitignore to ignore installed extensions #8372
  • UI
    • Add data-category="3" to ease custom CSS styling of articles #8397
    • Fix space between By: and the author’s name #8422
  • I18n
  • Misc.

Updated Debian 12: 12.13 released

10 Gennaio 2026 ore 01:00
The Debian project is pleased to announce the thirteenth update of its oldstable distribution Debian 12 (codename bookworm). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

Updated Debian 13: 13.3 released

10 Gennaio 2026 ore 01:00
The Debian project is pleased to announce the third update of its stable distribution Debian 13 (codename trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

Grazie di tutto: Androidiani.com chiude

27 Dicembre 2025 ore 15:17

Ciao Community,
se stai leggendo queste righe, è perché siamo arrivati al momento che nessuno voleva scrivere: Androidiani.com chiude, sia come blog che come forum.

La nascita

Il 24 Novembre 2008 nasce androidiani.com: un’idea di Sebastiano Montino e Andrea Baccega che credono in Google e Android.

In Italia il primo vero dispositivo Android e’ l’HTC Dream marchiato TIM. I lettori storici si ricorderanno che TIM aveva pero’ rimosso l’intero comparto Google e che, di fatto, il telefono era castrato:  niente Android Market (l’attuale Play Store) e assenza di molte applicazioni che rendevano Android interessante.

Nottate insonni portarono al primo root e firmware partorito da Androidiani.com. Fu probabilmente quello che diede il giusto slancio al sito che nei suoi  17 anni di vita, si è affermato come la piattaforma con la più grande community attiva nel panorama nazionale con circa 700.000 utenti attualmente iscritti al forum, 38.000 articoli pubblicati sul blog e 400.000 visitatori unici al giorno nei suoi momenti di picco.

Sono risultati pazzeschi, e non li ha fatti “un brand”: li ha fatti una community ostinata, curiosa, competente e spesso pure troppo avanti per i tempi.

Lo spirito di androidiani

Il logo in testata del sito racchiude gran parte dello spirito di Androidiani. L’idea era quella di creare un’isola, un miraggio, un luogo in cui appassionati e nerd di Android potessero ritrovarsi per scambiare opinioni, hack o semplicemente chiacchierare.

Mantenendo una gestione estremamente snella, ci è sempre piaciuta l’idea di permettere a chiunque di esprimersi nel forum o di scrivere sul blog. Dopo i primissimi anni, Androidiani aveva raggiunto un equilibrio stabile: noi fondatori intervenivamo sempre più raramente e i contenuti continuavano ad arrivare senza difficoltà.

Lo “spirito di androidiani” ha ben piu che funzionato. Basta dare uno sguardo al forum per rendersi conto dell’enorme archivio di thread, guide, risposte, fix, esperienze, confronti, litigi e paci fatte…

La Trasformazione di Android e di Internet

Mentre Androidiani si trasformava, anche il mondo Android evolveva. Se inizialmente la sua natura open source e fortemente “smanettona” ne rappresentava l’essenza, col tempo il sistema operativo del robottino verde è diventato sempre più stabile, riducendo progressivamente la necessità di interventi invasivi come il root o l’installazione di firmware modificati.

È la fine di un’era perché l’ecosistema Android, quello che ci ha fatto innamorare all’inizio, si è in buona parte… rovinato: si è “normalizzato”, sterilizzato, incastrato in dinamiche dove il divertimento tecnico e il gusto di smanettare contano molto meno di prima.

Nel 2008 i forum rappresentavano il culmine della condivisione della conoscenza. Sopravvivere per 17 anni nel digitale significa attraversare vere e proprie epoche di cambiamento.

Per dare un’idea del contesto, androidiani esisteva prima di WhatsApp, Instagram, Twitch, Tinder o Telegram. Questi servizi, insieme a molti altri, hanno profondamente trasformato il modo in cui i contenuti vengono prodotti, distribuiti e consumati su Internet. Non è quindi difficile comprendere come tutto il cosiddetto “vecchio Internet” si sia progressivamente trovato in difficoltà.

La chiusura

Le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione sono diverse.
Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità: in alcuni passaggi storici il progetto avrebbe potuto essere indirizzato meglio.

Allo stesso tempo, la trasformazione di Internet e del panorama Android, unita a una burocrazia tutt’altro che snella, ci ha costretti a interrogarci sul senso stesso della sua prosecuzione.

Tutto rimarrà online: creeremo una versione statica e disponibile ai posteri. Distruggere un archivio digitale così enorme come questo è un crimine all’umanità.

Grazie

In 17 anni hanno contribuito attivamente decine se non centinaia di persone, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Tra queste vogliamo ricordare in modo particolare:

  • Enrico Andreoli
  • Stefano Volponi
  • Luca Viscito
  • Lorenzo della Morte
  • Francesco Rigamonti
  • Antonio Inuso
  • Alessandro Novara
  • Jacopo
  • iLuke
  • Agnese Carluccio
  • Luciano Gerace
  • Nico Petilli
  • nk02
  • “Array”

A tutti loro va un ringraziamento sincero per la passione e il tempo dedicati. È doveroso ringraziare anche tutti voi… i lettori e gli iscritti al forum, che hanno reso Androidiani un progetto vivo e reale. (se ci siamo dimenticati di te, sì, proprio di te, segnalacelo che ti aggiungiamo, son passati davvero troppi anni)

Un enorme grazie alla community. In tutti questi anni ci avete dato tempo, fiducia, energia e pazienza. Avete commentato, corretto, aiutato perfetti sconosciuti alle 2 di notte, condiviso guide, ROM, kernel, trick, “non mi si accende più”, “bootloop”, “aiuto ho brickato”, e sì: anche flame inutili (ma senza quelli non sarebbe stato un vero forum).

E proprio perché è una chiusura vera, ci teniamo a dirlo bene: GRAZIE. Davvero.

Grazie ancora per aver condiviso questo progetto con noi. Buona vita a tutti/e

Andrea e Sebastiano

FreshRSS 1.28.0

24 Dicembre 2025 ore 20:27

This is a major release, just in time for the holidays 🎄

Selected new features ✨:

  • New sorting and filtering by date of User modified, with corresponding search operator, e.g. userdate:PT1H for the past hour
  • New sorting by article length
  • New advanced search form
  • New overview of dates with most unread articles
  • New ability to share feed visibility through API (implemented by e.g. Capy Reader)
    • Bonus: Capy Reader is also the first open source Android app to support user labels
  • Better transitions UI between groups of articles
  • New links in UI for transitions between groups of articles, and jump to next transition
  • Docker default image updated to Debian 13 Trixie with PHP 8.4.11
  • And much more…

Improved performance 🏎️:

  • Scaling of user statistics in Web UI and CLI, to help instances with 1k+ users
  • Improve SQL speed for some critical requests for large databases
  • API performance optimisation thanks to streaming of large responses

Selected bug fixes 🐛:

  • Fix OpenID Connect with Debian 13
  • Fix MySQL / MariaDB bug wrongly sorting new articles
  • Fix SQLite bind bug when adding tag

Breaking changes 💥:

  • Move unsafe autologin to an extension
  • Potential breaking changes for some extensions (which have to rename some old functions)

This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle, @aledeg, @andris155, @horvi28, @math-GH, @minna-xD and newcomers @Darkentia, @FollowTheWizard, @GreyChame1eon, @McFev, @jocmp, @larsks, @martinhartmann, @matthew-neavling, @pudymody, @raspo, @scharmach, @scollovati, @stag-enterprises, @vandys, @xtmd, @yzx9.

Full changelog:

  • Features
    • New sorting and filtering by date of User modified #7886, #8090,
      #8105, #8118, #8130
      • Corresponding search operator, e.g. userdate:PT1H for the past hour #8093
      • Allows finding articles marked by the local user as read/unread or starred/unstarred at specific dates for e.g. undo action.
    • New sorting by article length #8119
    • New advanced search form #8103, #8122, #8226
    • Add compatibility with PCRE word boundary \b and \B for regex search using PostgreSQL #8141
    • More uniform SQL search and PHP search for accents and case-sensitivity (e.g. for automatically marking as read) #8329
    • New overview of dates with most unread articles #8089
    • Allow marking as read articles older than 1 or 7 days also when sorting by publication date #8163
    • New option to show user labels instead of tags in RSS share #8112
    • Add new feed visibility (priority) Show in its feed #7972
    • New ability to share feed visibility through API (implemented by e.g. Capy Reader) #7583, #8158
    • Configurable notification timeout #7942
    • OPML export/import of unicity criteria #8243
    • Ensure stable IDs (categories, feeds, labels) during export/import #7988
    • Add username and timestamp to SQLite export from Web UI #8169
    • Add option to apply filter actions to existing articles #7959, #8259
    • Support CSS selector ~ subsequent-sibling #8154
    • Rework saving of configuration files for more reliability in case of e.g. full disk #8220
    • Web scraping support date format as milliseconds for Unix epoch #8266
    • Allow negative category sort numbers #8330
  • Performance
    • Improve SQL speed for updating cached information #6957, #8207,
      #8255, #8254, #8255
    • Fix SQL performance issue with MySQL, using an index hint #8211
    • Scaling of user statistics in Web UI and CLI, to help instances with 1k+ users #8277
    • API streaming of large responses for reducing memory consumption and increasing speed #8041
  • Security
    • 💥 Move unsafe autologin to an extension #7958
    • Fix some CSRFs #8035
    • Strengthen some crypto (login, tokens, nonces) #8061, #8320
    • Create separate HTTP Retry-After rules for proxies #8029, #8218
    • Add data: to CSP in subscription controller #8253
    • Improve anonymous authentication logic #8165
    • Enable GitHub release immutability #8205
  • Bug fixing
    • Exclude local networks for domain-wide HTTP Retry-After #8195
    • Fix OpenID Connect with Debian 13 #8032
    • Fix MySQL / MariaDB bug wrongly sorting new articles #8223
    • Fix MySQL / MariaDB database size calculation #8282
    • Fix SQLite bind bug when adding tag #8101
    • Fix SQL auto-update of field f.kind to ease migrations from FreshRSS versions older than 1.20.0 #8148
    • Fix search encoding and quoting #8311, #8324, #8338
    • Fix handling of database unexpected null content (during migrations) #8319, #8321
    • Fix drag & drop of user query losing information #8113
    • Fix DOM error while filtering retrieved full content #8132, #8161
    • Fix config.custom.php during install #8033
    • Fix do not mark important feeds as read from category #8067
    • Fix regression of warnings in Web browser console due to lack of window.bcrypt object #8166
    • Fix chart resize regression due to chart.js v4 update #8298
    • Fix CLI user creation warning when language is not given #8283
    • Fix merging of custom HTTP headers #8251
    • Fix bug in the case of duplicated mark-as-read filters #8322
  • SimplePie
  • Deployment
    • Docker default image updated to Debian 13 Trixie with PHP 8.4.11 and Apache 2.4.65 #8032
    • Docker alternative image updated to Alpine 3.23 with PHP 8.4.15 and Apache 2.4.65 #8285
    • Fix Docker healthcheck cli/health.php compatibility with OpenID Connect #8040
    • Improve Docker for compatibility with other base images such as Arch Linux #8299
      • Improve cli/access-permissions.sh to detect the correct permission Web group such as www-data, apache, or http
    • Update PostgreSQL volume for Docker #8216, #8224
    • Catch lack of exec() function for git update #8228
    • Work around DOMDocument::saveHTML() scrambling charset encoding in some versions of libxml2 #8296
    • Improve configuration checks for PHP extensions (in Web UI and CLI), including recommending e.g. php-intl #8334
  • UI
    • New button for toggling sidebar on desktop view #8201, #8286
    • Better transitions between groups of articles #8174
    • New links in transitions and jump to next transition #8294
    • More visible selected article #8230
    • Show the parsed search query instead of the original user input #8293,
      #8306, #8341
    • Show search query in the page title #8217
    • Scroll into filtered feed/category on page load in the sidebar #8281, #8307
    • Fix autocomplete issues in change password form #7812
    • Fix navigating between read feeds using shortcut shift+j/k #8057
    • Dark background in Web app manifest to avoid white flash when opening #8140
    • Increase button visibility in UI to change theme #8149
    • Replace arrow navigation in theme switcher with <select> #8190
    • Improve scroll of article after load of user labels #7962
    • Keep scroll state of page when closing the slider #8295, #8301
    • Scroll into filtered feed/category on page load #8281
    • Display sidebar dropdowns above if no space below #8335, #8336
    • Use native CSS instead of SCSS #8200, #8241
    • Various UI and style improvements: #8171, #8185, #8196
    • JavaScript finalise migration from Promise to async/await: #8182
  • API
    • API performance optimisation: streaming of large responses #8041
    • Fever API: Add with_ids parameter to mass-change read/unread/saved/unsaved on lists of articles #8312
    • Misc API: better REST error semantics #8232
  • Extensions
    • Add support for extension priority #8038
    • Add support for extension compatibility #8081
    • Improve PHP code with hook enums #8036
    • New hook nav_entries #8054
    • Rename Extensions default branch from master to main #8194
  • I18n
    • Translation status as text in README #7842
    • Add new translate CLI commands move #8214
    • Change some regional language codes to comply with RFC 5646 / IETF BCP 47 / ISO 3166 / ISO 639-1 #8065
    • Improve German #8028
    • Improve Greek #8146
    • Improve Finnish #8073, #8092
    • Improve Hungarian #8244
    • Improve Italian #8115, #8186
    • Improve Polish #8134, #8135
    • Improve Russian #8155, #8197
    • Improve Simplified Chinese #8308, #8313
  • Misc.

Gemini 3 è ufficiale: tutte le novità del modello più intelligente di Google tra AGI e agenti AI

18 Novembre 2025 ore 20:18

A quasi due anni dall’introduzione della famiglia Gemini, Google entra in una nuova fase del suo percorso nell’intelligenza artificiale con il debutto di Gemini 3.

Nel corso degli anni, ogni generazione di Gemini ha ampliato le capacità del modello precedente, fino ad arrivare oggi a un punto di svolta con Gemini 3, progettato per combinare tutte le funzioni della piattaforma in un modello più intelligente, più naturale da guidare e soprattutto più capace nel ragionamento avanzato.

Le novità principali riguardano la capacità di Gemini 3 di cogliere sfumature, intenti e indizi sottili nelle richieste dell’utente. Il modello è stato progettato per comprendere meglio il contesto, riducendo la necessità di prompt complessi e interazioni ripetitive e Google sottolinea come, in soli due anni, l’AI sia passata dal semplice riconoscimento di testi e immagini alla comprensione dell’ambiente circostante, con un livello di percezione molto più vicino a quello umano.

Gemini 3 debutta fin da subito in prodotti come AI Mode nella Ricerca, che introduce risultati dinamici e visualizzazioni più interattive generate al volo, e nell’app Gemini, ora potenziata dal modello di nuova generazione. Parallelamente, sviluppatori e aziende possono iniziare a utilizzarlo in AI Studio, Vertex AI e nella nuova piattaforma Google Antigravity, pensata per il paradigma degli agenti AI.

Le novità tecniche: Pro, Deep Think e i benchmark

Gemini 3 rappresenta un passo significativo verso l’AGI (Artificial General Intelligence) grazie alla sua capacità di ragionare, pianificare e interagire in modo coerente attraverso più modalità: testo, immagini, video, audio e codice.

Sul fronte dei benchmark, Gemini 3 Pro registra risultati superiori rispetto a Gemini 2.5 Pro in ogni categoria. Tra i punteggi più rilevanti troviamo:

  • 1501 Elo su LMArena, primo al mondo

  • 91,9% in GPQA Diamond

  • 23,4% in MathArena Apex, nuovo stato dell’arte

  • 81% su MMMU-Pro e 87,6% su Video-MMMU per il ragionamento multimodale

  • 72,1% su SimpleQA Verified, con un miglioramento sostanziale nell’accuratezza dei fatti

Le risposte risultano più concise, meno ridondanti e più orientate a un ragionamento autentico, un approccio che Google descrive come la volontà di dire ciò che serve sapere, non ciò che l’utente vuole sentirsi dire.

Accanto al modello principale, Google introduce anche Gemini 3 Deep Think, una modalità progettata per spingere ulteriormente il ragionamento complesso. Nei test interni supera perfino Gemini 3 Pro, con risultati come:

  • 41% in Humanity’s Last Exam

  • 93,8% in GPQA Diamond

  • 45,1% in ARC-AGI, ad oggi uno dei punteggi più alti mai registrati

Questa modalità, dedicata alle attività più difficili, sarà resa disponibile inizialmente ai tester di sicurezza e successivamente agli abbonati Google AI Ultra.

Un assistente per imparare, creare e programmare

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova generazione è la capacità di Gemini 3 di aiutare l’utente a imparare in modo personalizzato. Il modello può sintetizzare informazioni provenienti da fonti diverse, come documenti manoscritti, video didattici o articoli scientifici, trasformandole in flashcard, visualizzazioni, spiegazioni guidate o interi percorsi di studio.

L’integrazione con la Ricerca Google consente ora di generare layout interattivi, simulazioni e contenuti dinamici direttamente dalla query, sfruttando la multimodalità nativa del modello.

Sul fronte dello sviluppo, Gemini 3 si conferma come uno dei modelli più potenti per il vibe coding e la programmazione agentica superando i precedenti record su benchmark come WebDev Arena e SWE-bench Verified e supporta nuovi ambienti di sviluppo come Google Antigravity, una piattaforma che trasforma l’AI da semplice assistente a vero co-sviluppatore.

Gli agenti di Antigravity possono accedere direttamente all’editor, al terminale e al browser, pianificando e realizzando interi flussi software in autonomia, convalidando il codice durante il processo. Il sistema è integrato anche con Gemini 2.5 Computer Use per il controllo del browser e con il modello di editing visivo Nano Banana.

Rispetto ai modelli precedenti, Gemini 3 migliora anche la capacità di pianificare attività complesse in più passaggi. Il modello guida ora workflow di lungo periodo in modo più coerente, come dimostrato dai risultati su Vending-Bench 2, benchmark dedicato alla pianificazione a orizzonte esteso.

Questo permette a Gemini 3 di gestire autonomamente operazioni come la pulizia della casella Gmail, l’organizzazione di itinerari di viaggio o la coordinazione di attività multi-step, sempre con supervisione dell’utente.

Google afferma inoltre che Gemini 3 è il modello più sicuro mai realizzato dall’azienda, grazie a un numero record di valutazioni interne ed esterne. Il modello riduce l’inclinazione a seguire ciecamente richieste rischiose e presenta maggiore resistenza alle tecniche di prompt injection e agli abusi tramite strumenti informatici.

Diverse organizzazioni indipendenti — tra cui Apollo, Vaultis e Dreadnode — hanno condotto test autonomi, mentre enti pubblici come l’AISI britannica hanno partecipato alle verifiche preliminari.

Disponibilità 

A partire da oggi, Gemini 3 è disponibile da ora nell’app Gemini, per gli abbonati AI Pro e AI Ultra in AI Mode nella Ricerca, per gli sviluppatori tramite API Gemini, AI Studio, Google Antigravity e Gemini CLI e per le aziende tramite Vertex AI e Gemini Enterprise

La modalità Deep Think, dopo i test di sicurezza, sarà disponibile nelle prossime settimane agli abbonati Ultra.

Updated Debian 13: 13.2 released

15 Novembre 2025 ore 01:00
The Debian project is pleased to announce the second update of its stable distribution Debian 13 (codename trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.

vivo X300 e X300 Pro arrivano in Italia: fotografia professionale anche su smartphone

7 Novembre 2025 ore 17:12

Dopo la presentazione a Vianna, vivo porta ufficialmente in Italia la nuova serie flagship X300, composta da X300 e X300 Pro. Il lancio è accompagnato da due giornate di workshop organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF), dedicate al mondo dell’imaging mobile e rivolte a professionisti e appassionati del settore.

Durante le due Masterclass, i partecipanti hanno potuto sperimentare da vicino le nuove tecnologie fotografiche sviluppate da vivo insieme a ZEISS, marchio storico nel settore ottico. I workshop hanno offerto sessioni teoriche e pratiche, con set fotografici allestiti ad hoc per mettere alla prova le capacità del comparto fotografico della serie X300.

La novità più importante è la fotocamera Teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP, disponibile su vivo X300 Pro. È la prima volta che la tecnologia APO ZEISS, tipica delle lenti professionali per fotografia naturalistica o astronomica, viene integrata su uno smartphone.

Grazie a una miniaturizzazione ingegneristica avanzata, vivo è riuscita a mantenere gli standard ottici APO in un modulo compatto, eliminando le aberrazioni cromatiche e garantendo scatti nitidi, definiti e fedeli nei colori anche in condizioni di luce difficili.

Per arricchire ulteriormente l’esperienza fotografica, vivo X300 Pro è compatibile con due accessori dedicati: il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x, che amplia le possibilità creative garantendo un bokeh naturale e una resa più dettagliata, e l’Imaging Grip Kit, pensato per offrire una presa più stabile e un controllo manuale più preciso durante gli scatti professionali.

le principali novità

La serie X300 introduce anche una fotocamera frontale Ultra Wide-Angle ZEISS da 50 MP con Auto Focus, che insieme all’algoritmo proprietario vivo Portrait Engine promette ritratti ad alta risoluzione e scatti nitidi da qualsiasi distanza.

Le modalità fotografiche si arricchiscono con funzioni come ZEISS Natural Portrait, che punta a restituire toni della pelle realistici e sfumature delicate; Night Portrait, ottimizzata per scatti notturni più luminosi e definiti; e Portrait Snapshot, che migliora la resa a tutte le lunghezze focali.
Sul fronte video, la serie vivo X300 mira a raggiungere un livello tecnico di fascia professionale: entrambi i modelli supportano la registrazione 4K a 120 fps, mentre X300 Pro introduce video Dolby Vision e registrazione Log 4K a 10 bit, portando un look cinematografico anche sui contenuti girati da smartphone. I video ritratto 4K a 60 fps, con stabilizzazione avanzata e resa cromatica naturale, rendono X300 Pro un dispositivo ideale anche per i creator e i vlogger.

Con il nuovo AI Image Studio, vivo punta a semplificare l’esperienza di scatto grazie a strumenti intelligenti. L’AI One-Shot Multi-ritaglio genera automaticamente diverse composizioni fotografiche di una stessa immagine, mentre AI Landscape Master riconosce le condizioni atmosferiche e ottimizza i parametri per migliorare la resa dei paesaggi o applicare stili creativi.

Sotto il profilo tecnico, vivo X300 Pro è equipaggiato con un display AMOLED LTPO da 6,78 pollici con risoluzione QHD+, refresh rate dinamico fino a 120 Hz e luminosità di picco superiore a 3000 nit, ideale per una visione ottimale anche sotto luce diretta. A muovere il dispositivo c’è il chipset Snapdragon 8 Gen 3, accompagnato da 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria interna UFS 4.0, per prestazioni di fascia premium. La batteria da 5400 mAh supporta la ricarica rapida da 90W, garantendo tempi di ricarica estremamente ridotti.

Il più “compatto” vivo X300 condivide buona parte delle caratteristiche del fratello maggiore, ma adotta un display AMOLED da 6,78 pollici Full HD+ sempre a 120 Hz e lo stesso livello di luminosità di picco. È alimentato dal chip Dimensity 9300+, realizzato da MediaTek, e mantiene 16 GB di RAM e 512 GB di storage UFS 4.0. Anche in questo caso la batteria è da 5400 mAh con supporto alla ricarica rapida da 90W. Entrambi i modelli integrano un sistema di raffreddamento a camera di vapore, audio stereo potenziato e un set completo di sensori di ultima generazione, tra cui lettore d’impronte ultrasonico sotto il display e sensori di luce ambientale a doppio canale.

il software: OriginOS 6

Insieme alla serie X300, arriva sul mercato italiano il nuovo OriginOS 6, basato su Ultra-core Computing, Memory Fusion e Dual Rendering. L’interfaccia offre un’esperienza più fluida, con design moderno e funzioni intelligenti per la produttività quotidiana.

L’interfaccia Origin Design introduce un linguaggio visivo rinnovato e animazioni più dinamiche, mentre Origin Island rende la navigazione più intuitiva grazie a suggerimenti contestuali e funzioni adattive. Con vivo Office Kit, gli utenti possono collegare il telefono al PC e utilizzare lo schermo del computer come estensione del dispositivo. Il sistema include inoltre strumenti basati su intelligenza artificiale come AI Creation, per riscrittura e traduzione dei testi, e l’integrazione con Google Gemini per un’assistenza avanzata su più dispositivi.

Per la sicurezza, vivo Security centralizza le funzioni di protezione e privacy in un framework unificato, rendendo più semplice il controllo dei dati personali.

Prezzi e disponibilità

La serie vivo X300 è già disponibile in Italia con le seguenti configurazioni:

  • vivo X300 (16 GB + 512 GB): 1.099 €

  • vivo X300 Pro (16 GB + 512 GB): 1.399 €

Entrambi i modelli sono acquistabili anche in bundle con caricabatterie da 90W e cuffie wireless TWS 3e, con sconti dedicati su accessori come il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x e l’Imaging Grip Kit.

Sono previste promozioni esclusive con MediaWorld, Euronics e WINDTRE, inclusa la possibilità di acquisto a rate a tasso zero e offerte tariffarie dedicate con GIGA illimitati in 5G.

Infine, vivo offre un anno di garanzia estesa, cinque anni di copertura sulla batteria e una riparazione gratuita del display per i modelli X300 Pro acquistati entro il 4 gennaio 2026 tramite i canali ufficiali.

Scheda tecnica

vivo X300

  • Display: AMOLED 6,78” Full HD+ (2800×1260), refresh rate 120 Hz, luminosità di picco 3000 nit

  • Processore: MediaTek Dimensity 9300+

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS 200 MP (sensore Ultra-Sensing HPB, OIS CIPA 4.5)

    • Ultra-wide 50 MP

    • Teleobiettivo 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Audio: stereo, Hi-Res

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico sotto il display, IP68

vivo X300 Pro

  • Display: AMOLED LTPO 6,78” QHD+ (3200×1440), refresh rate variabile 1–120 Hz, luminosità 3000 nit

  • Processore: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS Gimbal-Grade 50 MP

    • Teleobiettivo APO ZEISS 200 MP (OIS, 2,35x ottico)

    • Ultra-wide 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Video: fino a 4K 120 fps, Dolby Vision, Log 10-bit

  • Audio: stereo, Hi-Res, supporto Dolby Atmos

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico, IP68, supporto Imaging Grip Kit e Kit Teleobiettivo ZEISS

Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

6 Novembre 2025 ore 15:36

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

6 Novembre 2025 ore 13:34

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

Google porta in Italia AI Mode, la ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale

8 Ottobre 2025 ore 16:07

Da oggi AI Mode, la modalità di Ricerca Google basata su intelligenza artificiale, è disponibile in 36 nuove lingue, tra cui l’italiano, e in quasi 50 nuovi Paesi e territori, per un totale di oltre 200 aree coperte in tutto il mondo. L’espansione include gran parte dell’Europa e segna il debutto ufficiale di questa funzione anche in Italia, sia nella pagina dei risultati di ricerca sia nell’app Google per Android e iOS.

AI Mode rappresenta la forma più avanzata di ricerca mai proposta da Google: una modalità progettata per gestire domande complesse, articolate e multidimensionali, grazie a una versione personalizzata dei modelli Gemini ottimizzati per la Ricerca.

Rispetto alla ricerca tradizionale, AI Mode consente di formulare richieste più lunghe e dettagliate, che in passato avrebbero richiesto più interrogazioni separate. Gli utenti che l’hanno provata per primi, spiega Google, tendono a porre query due o tre volte più estese rispetto alla media.

Un esempio pratico? È possibile chiedere:

“Vorrei capire i diversi metodi di preparazione del caffè. Crea una tabella che confronti gusto, facilità d’uso e attrezzatura necessaria.”
A questo punto, l’utente può continuare con una seconda domanda, ad esempio:
“Qual è la macinatura migliore per ciascun metodo?”

Dietro le quinte, AI Mode sfrutta una tecnologia definita query fan-out, che scompone la domanda in sottotemi ed esegue ricerche parallele per ciascuno. In questo modo, la piattaforma è in grado di esplorare il web più in profondità e proporre contenuti più ricchi, pertinenti e aggiornati.

Un altro aspetto distintivo di AI Mode è la multimodalità: l’utente può porre domande non solo tramite testo, ma anche con la voce o con un’immagine.
Basta toccare l’icona del microfono per chiedere qualcosa a voce, oppure scattare o caricare una foto per ottenere informazioni visive contestuali — una funzione utile, ad esempio, per riconoscere oggetti, prodotti o monumenti.

Nonostante la crescente integrazione dell’IA, Google ribadisce che l’obiettivo di AI Mode resta quello di facilitare la scoperta di contenuti provenienti dal web, fornendo sempre link diretti alle fonti.

Secondo l’azienda, strumenti come AI Overview (la panoramica automatica di risultati basata su IA) stanno già mostrando che, dopo aver visualizzato i suggerimenti dell’IA, le persone visitano una varietà più ampia di siti web e trattano i contenuti con maggiore attenzione, trascorrendo più tempo sulle pagine visitate.

AI Mode si basa inoltre sugli stessi sistemi di ranking e qualità usati per la Ricerca classica, ma introduce nuovi approcci per valutare l’affidabilità delle informazioni. Quando il sistema non è sufficientemente sicuro della risposta, vengono mostrati i risultati web tradizionali, garantendo trasparenza e controllo.

Per il Prime Day tado° sconta fino al 50% i termostati smart con intelligenza artificiale

7 Ottobre 2025 ore 13:52

In occasione dell’Amazon Prime Day, tado° propone sconti fino al 50% sulla propria gamma di termostati e teste termostatiche della linea tado° X, prodotti progettati per ottimizzare i consumi e ridurre le bollette energetiche grazie all’intelligenza artificiale.

Secondo l’azienda, le famiglie che utilizzano i prodotti tado° risparmiano in media fino al 22% sui costi di riscaldamento, riducendo al contempo le emissioni di CO₂.

Con la nuova piattaforma AI Assist, disponibile tramite abbonamento all’app tado° (3,99 € al mese o 29,99 € all’anno), i dispositivi della gamma X acquisiscono un ulteriore livello di automazione intelligente.

Tra le funzioni più interessanti ci sono:

  • Preheat Before Arrival, che preriscalda automaticamente l’ambiente prima del rientro a casa;

  • Adaptive Heating, che utilizza l’intelligenza artificiale per apprendere le abitudini dell’utente e le caratteristiche termiche di ogni stanza, ottimizzando l’attivazione del riscaldamento in base alle condizioni reali.

tado° Termostato Intelligente X – Starter Kit con Bridge X

Prezzo: 99,99 € (50% di sconto)
Disponibile su Amazon

Il kit di base include il Termostato Intelligente X e il Bridge X Thread. Pensato per sostituire facilmente i termostati tradizionali, è compatibile con caldaie, valvole di zona e sistemi di riscaldamento a pavimento. Il design minimale e l’interfaccia intuitiva lo rendono ideale anche per chi si avvicina per la prima volta alla domotica.

Grazie all’integrazione con l’ottimizzatore di pompe di calore X, permette una gestione precisa stanza per stanza, migliorando sensibilmente l’efficienza energetica complessiva.

tado° Testa Termostatica Intelligente X Trio Pack

Prezzo: 164,99 € (40% di sconto)
Disponibile su Amazon

Il Trio Pack comprende tre Teste Termostatiche Intelligenti X, perfette per ampliare un sistema esistente o per il controllo individuale di più radiatori.
Caratterizzate da un nuovo design a forma di T con display touch ad alta risoluzione, offrono una regolazione precisa della temperatura e un’estetica moderna. Sono inoltre compatibili con la maggior parte dei radiatori e vengono fornite con sei adattatori universali e un selettore di montaggio per semplificare l’installazione.

La batteria rimovibile e ricaricabile via USB-C elimina la necessità di sostituire pile, e il blocco bambini integrato aggiunge un livello extra di sicurezza.

tado° Teste Termostatiche Intelligenti X (unità singola)

Prezzo: 59,99 € (40% di sconto)
Disponibile su Amazon

Ideali per chi desidera aggiungere un punto di controllo intelligente in più alla propria casa, queste teste termostatiche si installano facilmente e offrono funzioni di programmazione automatica, geolocalizzazione e rilevamento finestre aperte.

Aggiornamento Google Play Services di ottobre 2025: tutte le novità

7 Ottobre 2025 ore 13:14

Google ha avviato il roll-out dell’aggiornamento di ottobre 2025 dei Play Services, che corregge alcuni bug e aggiunge delle nuove funzionalità.

Come di consueto, si tratta di un update che riceveranno tramite il Play Store tutti i dispositivi Android: non solo gli smartphone ma anche tablet, orologi Wear OS, TV, Android Auto e PC.
Alcune delle feature sono rivolte a tutti gli utenti, mentre altre interessano specificamente gli sviluppatori.

Di seguito vi riportiamo il changelog parziale, ricordandovi che alcune funzionalità, sebbene presenti, potrebbero non essere implementate immediatamente, mentre altre potrebbero essere aggiunte nei prossimi giorni:

Google Play services v25.39

Gestione Account (Account Management)

  • [Telefono] Uso di Quick Start con gli account supervisionati: Ora è possibile utilizzare la funzione Quick Start (Avvio Rapido), che facilita la configurazione di un nuovo dispositivo, anche con gli account supervisionati (probabilmente tramite Family Link).
  • [Telefono] Temi aggiornati per i percorsi utente legati alla supervisione: L’esperienza utente relativa alle funzioni di supervisione riceve un aggiornamento grafico (temi aggiornati).
  • [Telefono] Nuovo design per l’immagine del profilo: L’immagine del profilo riceve un nuovo design estetico.
  • [Telefono] Nuove funzionalità per sviluppatori: Introdotte nuove API per gli sviluppatori di app Google e di terze parti per supportare i processi relativi a Gestione Account e Sicurezza e Privacy nelle loro applicazioni.

Sicurezza ed Emergenza (Safety & Emergency)

  • [Telefono] Avvisi per Contenuti Sensibili estesi ai video: La funzione “Avvisi per Contenuti Sensibili” in Google Messaggi ora è in grado di rilevare contenuti espliciti di nudità nei video condivisi (in precedenza era limitata alle immagini statiche). I contenuti vengono rilevati e sfocati localmente sul dispositivo, garantendo la privacy.
  • [Telefono] Miglioramento della modalità “Non disturbare” alla guida: L’esperienza d’uso della modalità “Non disturbare” durante la guida è stata migliorata.

Google Play Store v48.3

  • [Auto, PC, Telefono, TV, Wear] Icone aggiornate per le notifiche di Google Play Protect: Verranno visualizzate icone aggiornate in alcune notifiche relative a Google Play Protect su diverse piattaforme.

WhatsApp si sta preparando a introdurre gli username come Telegram e Signal

7 Ottobre 2025 ore 12:34

WhatsApp continua a espandere e rinnovare le proprie funzionalità per mantenere la piattaforma competitiva nel panorama delle app di messaggistica istantanea. Tradizionalmente, l’app si è sempre basata sul numero di telefono per identificare e collegare gli account, ma questa impostazione potrebbe presto cambiare: nei più recenti aggiornamenti beta, infatti, è comparsa un’opzione per la prenotazione dei nomi utente (username).

L’introduzione di questa funzione avvicinerebbe WhatsApp a concorrenti come Telegram e Signal, che da tempo offrono la possibilità di comunicare senza condividere il proprio numero di telefono, semplicemente tramite un identificatore univoco.

La novità è stata individuata nella versione 2.25.28.12 della beta di WhatsApp per Android, dove tra le impostazioni è comparsa una nuova sezione dedicata proprio alla prenotazione del nome utente. Questo suggerisce che l’azienda stia preparando il terreno per un lancio pubblico della funzione, permettendo agli utenti di scegliere e registrare in anticipo il proprio username.

Questa fase preliminare servirebbe a garantire equità nella distribuzione dei nomi, evitando che gli utenti più rapidi possano accaparrarsi i nomi più popolari o riconoscibili prima dell’attivazione ufficiale. Inoltre, consentirebbe a Meta di testare il sistema su larga scala, verificandone stabilità e sicurezza.

Oltre a rappresentare un’evoluzione tecnica, l’introduzione dei nomi utente ha anche implicazioni importanti in termini di privacy. Attualmente, per contattare qualcuno su WhatsApp è necessario conoscere il suo numero di telefono, il che può essere percepito come un’informazione piuttosto sensibile. Con l’arrivo degli username, invece, sarà possibile interagire con altri utenti senza rivelare il proprio numero personale, aumentando la riservatezza nelle conversazioni, in particolare con nuovi contatti o in contesti pubblici.

Regole per la scelta del nome utente

Secondo le informazioni contenute nella versione beta, WhatsApp ha già stabilito alcune linee guida tecniche per la creazione degli username:

  • Il nome non può iniziare con “www.”

  • Deve contenere almeno una lettera

  • Sono ammessi solo caratteri minuscoli, numeri (0-9), punti e trattini bassi

  • Spazi o caratteri speciali non sono consentiti

Queste restrizioni mirano a garantire uniformità e compatibilità tra le diverse piattaforme e dispositivi, oltre a prevenire abusi o tentativi di phishing legati all’uso di nomi simili a domini web o marchi noti.

Al momento non è stato comunicato un calendario ufficiale per l’implementazione pubblica della funzione. Tuttavia, la presenza dell’opzione di prenotazione nella beta suggerisce che lo sviluppo sia già in una fase avanzata e che il rollout potrebbe iniziare nei prossimi mesi.

Come di consueto, WhatsApp procederà con un rilascio graduale, così da poter monitorare il comportamento del sistema, correggere eventuali bug e ottimizzare la gestione dei nomi duplicati o delle collisioni di username.

Pixel 11 avvistato con modem MediaTek M90 e Tensor G6

6 Ottobre 2025 ore 14:05

A poco più di un mese dal debutto di Pixel 10 iniziano già a circolare indiscrezioni sul suo successore. Secondo fonti vicine allo sviluppo, il futuro Pixel 11 potrebbe segnare un cambiamento significativo: il passaggio dal modem Samsung Exynos 5400i al nuovo MediaTek M90, integrato nel Tensor G6.

Alla fine del 2024 si era parlato di un possibile utilizzo di modem MediaTek già sulla serie Pixel 10, ipotesi poi smentita dal mantenimento dell’Exynos. Ora però, secondo Mystic Leaks, Google starebbe effettuando test interni preliminari con il MediaTek M90. Le prove emergono da uno screenshot della riga di comando, in cui compare la versione baseband “a900a”, mentre il bootloader riporta il nome in codice “spacecraft” (per confronto, sul Pixel 10 era “deepspace”).

Il modem M90 è stato presentato da MediaTek al MWC 2025 di Barcellona. Tra le specifiche dichiarate:

  • Velocità di picco fino a 12 Gbps in download.

  • Supporto dual 5G SIM dual-active, con gestione dati su entrambe le schede.

  • AI integrata per migliorare l’efficienza energetica e le prestazioni generali del dispositivo.

  • Connettività satellitare, un requisito ormai imprescindibile per i flagship.

Non è stato comunicato il process node, mentre sappiamo che l’Exynos 5400i utilizzato finora è realizzato a 4 nm. MediaTek ha fissato la disponibilità dei primi sample ingegneristici per la seconda metà del 2025.

Negli ultimi due anni, l’Exynos 5400i ha contribuito a ridurre i problemi di surriscaldamento che avevano caratterizzato i modem precedenti dei Pixel. Tuttavia, MediaTek sostiene che il nuovo M90 offra un consumo medio ridotto del 18%, un dato che potrebbe convincere Google a valutare la transizione, anche in un’ottica di ulteriore allontanamento dalla filiera Samsung.

Lato SoC, Tensor G6 (indicato con il nome in codice Malibu) sarà il cuore del Pixel 11. In passato si era parlato di una produzione basata sul nodo N3P di TSMC (con architettura 1+6 core), ma nuove indiscrezioni hanno suggerito un salto verso il processo a 2 nm di TSMC, il che renderebbe Tensor G6 uno dei SoC più avanzati in circolazione al momento del lancio.

Dreame inaugura la Festa delle Offerte Prime con sconti sino a 800€

6 Ottobre 2025 ore 12:00

In occasione delle Feste delle Offerte Prime, Dreame propone su Amazon e sul proprio sito ufficiale numerose promozioni valide fino all’8 ottobre. L’iniziativa coinvolge robot aspirapolvere, aspirapolvere senza fili, dispositivi per la pulizia dei pavimenti e prodotti per la cura dei capelli, con sconti consistenti rispetto al prezzo di listino.

Robot aspirapolvere di fascia alta

  • Aqua10 Ultra Roller Complete – Il nuovo top di gamma integra il sistema AquaRoll™, che mantiene il rullo sempre pulito grazie a un risciacquo continuo, evitando ricontaminazioni. Con una potenza di aspirazione di 30.000 Pa, sfrutta la tecnologia FluffRoll per catturare polvere e macchie anche nelle fughe. L’innovazione AutoSeal protegge tappeti e moquette dall’umidità, mentre la funzione ThermoHub igienizza il rullo a 100 °C. Prezzo: da 1.499 € a 1.199 € (7-8 ottobre).

  • X50 Ultra Complete – Pensato per la pulizia profonda anche negli angoli, utilizza il sistema MopExtend RoboSwing e la navigazione VersaLift per raggiungere zone difficili, come sotto i mobili. Le doppie spazzole HyperStream riducono i grovigli di capelli, mentre la base PowerDock automatizza lavaggio e asciugatura del mop. Prezzo: da 1.499 € a 999 € (7-8 ottobre).

  • L40 Ultra AE – Un modello all-in-one con aspirazione Vormax da 19.000 Pa, spazzole retrattili e mop autopulente a 75 °C. Pensato per un’igiene ottimale anche dopo cicli intensi. Prezzo: da 699 € a 540 € (fino all’8 ottobre).

  • L10s Ultra Gen 2 – Un robot che punta su intelligenza e praticità: aspirazione 10.000 Pa, sistema MopExtend, base automatica e navigazione ottimizzata con 3DAdapt. Prezzo: da 499 € a 399 € (7-8 ottobre).

Aspirapolvere senza fili e lavapavimenti

  • H12 Pro FlexReach – Ultra maneggevole, con snodo a 180°, 18.000 Pa di potenza e asciugatura rapida a 90 °C in 5 minuti. Prezzo: da 449 € a 259 € (7-8 ottobre).

  • H14 Pro – Con una testina flessibile a 180°, sistema di autopulizia ad acqua calda e autonomia fino a 40 minuti, garantisce copertura fino a 300 m². Prezzo: da 499 € a 349 € (fino all’8 ottobre).

  • H15 Pro – Integra il braccio robotico DescendReach GapFree per una pulizia da bordo a bordo. La spazzola viene lavata a 100 °C e asciugata a 90 °C in 5 minuti. Prezzo: da 599 € a 404 € (fino all’8 ottobre).

  • R20 – Aspirapolvere senza fili con motore a 150.000 giri/min, potenza di 190 AW e autonomia di 90 minuti. Prezzo: da 279 € a 229 € (fino all’8 ottobre).

Cura della persona: styling e asciugatura dei capelli

  • AirStyle Pro Multistyler – Un kit 7 in 1 per styling e asciugatura rapida con flusso d’aria ad alta velocità. Prezzo: da 349 € a 246 € (fino all’8 ottobre).

  • Pocket Neo – Asciugacapelli pieghevole da soli 300 g, ideale per i viaggi. Eroga 300 milioni di ioni negativi per proteggere i capelli e viene fornito con due accessori. Prezzo: da 129 € a 94 € (fino all’8 ottobre).

Le offerte sono disponibili su Amazon e sul sito ufficiale di Dreame, fino all’8 ottobre o esaurimento scorte.

 

OnePlus conferma la data di lancio di OxygenOS 16 basata su Android 16

6 Ottobre 2025 ore 11:48

Android 16 è disponibile già da tempo per gli utenti Pixel e, più recentemente, per alcuni dispositivi Samsung, Motorola e Sony. A brevissimo si aggiungerà alla lista anche OnePlus, che ha annunciato ufficialmente la disponibilità di OxygenOS 16 a partire dal 16 ottobre 2025.

La nuova versione del sistema, basata su Android 16, porta con sé il motto “Intelligently Yours”, che sembra alludere all’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale all’interno dell’esperienza utente. Un indizio arriva dalla conferma che Gemini, l’assistente AI di Google, sarà parte integrante della funzione Mind Space. Quest’ultima rappresenta un ambiente personale dove raccogliere appunti, articoli, screenshot e altri contenuti: grazie a Gemini, sarà possibile non solo recuperarli con facilità, ma anche elaborarli in maniera proattiva.

Un esempio mostrato da OnePlus riguarda proprio la pianificazione di un viaggio: un semplice comando a Gemini consente all’assistente di attingere alle informazioni già salvate in Mind Space e trasformarle in un piano organizzato, senza bisogno di richieste puntuali e frammentate.

Al momento, oltre alla data e a questa anticipazione sulle funzionalità AI, non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali. Sarà quindi necessario attendere il 16 ottobre per capire meglio quali dispositivi riceveranno l’aggiornamento e in quali tempi, con la speranza che il rollout sia rapido e ampio, evitando le lunghe attese che spesso caratterizzano il mondo Android.

Samsung rifinisce One UI 8.5: icone, app e menu più curati nell’ultima build

6 Ottobre 2025 ore 11:22

Lo sviluppo di One UI 8.5 sta procedendo rapidamente, con i primi firmware trapelati che hanno già svelato diverse novità in arrivo sui dispositivi Galaxy. Dopo la prima build non definitiva, che presentava elementi grafici incompleti e qualche imperfezione, è ora disponibile un nuovo firmware che mostra ulteriori affinamenti dell’interfaccia e diverse migliorie.

La prima versione trapelata di One UI 8.5 mostrava icone non rifinite e dettagli grafici provvisori. Nella nuova build, Samsung ha già corretto alcuni di questi aspetti. Ad esempio, i pulsanti della lista widget nel pannello rapido, che inizialmente risultavano poco curati, ora presentano un aspetto coerente con il resto dell’interfaccia.

Oltre ai ritocchi estetici, il nuovo firmware introduce diversi cambiamenti funzionali e stilistici:

  • Digital Wellbeing ha ricevuto un piccolo restyling, con pulsanti più grandi che ne semplificano l’utilizzo.

  • Nella schermata di personalizzazione della lockscreen, toccando l’icona di un’app nei collegamenti rapidi si apre un pop-up con l’intera lista delle app disponibili.

  • L’app Telefono utilizza ora una barra inferiore composta solo da icone. Nella nuova build questa barra si estende per tutta la larghezza dello schermo, anche se i pulsanti effettivi restano concentrati al centro.

  • L’app Meteo segue l’approccio di Impostazioni, spostando la barra di ricerca in basso quando si attiva la funzione di ricerca. Inoltre, il nome della località viene messo in evidenza con un riquadro nella parte alta dello schermo.

  • Nel menu di modifica foto con Galaxy AI presente in Galleria, la grafica è stata aggiornata, mentre la barra di navigazione inferiore mostra ora tutte le schede disponibili senza richiedere lo scorrimento laterale.

  • In app come Meteo, Impostazioni e Galleria compare un effetto gradiente nella parte superiore e inferiore della schermata: un accorgimento che anticipa visivamente l’elemento successivo quando si scorre.

  • Il menu del registratore dello schermo è stato ridisegnato con pulsanti più grandi e icone dedicate che chiariscono la funzione di ogni opzione.

Va ricordato che One UI 8.5 è ancora in una fase di sviluppo iniziale. Le modifiche viste in questi firmware trapelati rappresentano soltanto una parte delle novità che Samsung introdurrà con la release finale. Come spesso accade, ulteriori cambiamenti potrebbero arrivare nelle prossime build interne, con affinamenti sia grafici che funzionali.

Samsung non ha ancora annunciato una data precisa per il debutto di One UI 8.5, ma è probabile che il rollout inizi in concomitanza con i prossimi top di gamma della serie Galaxy S26, per poi estendersi gradualmente anche ad altri modelli.

Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

3 Ottobre 2025 ore 11:14

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

2 Ottobre 2025 ore 14:43

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

FreshRSS 1.27.1

27 Settembre 2025 ore 15:07

This is a security-fix and bug-fix release for FreshRSS 1.27.x.

A few highlights ✨:

  • Keep sort and order criteria after marking as read
  • Automatic database recovery: skip broken entries during CLI export/import
  • Add possibility of Docker healthcheck
  • Add security option for CSP frame-ancestors
  • Several security fixes
  • Several bug fixes
  • New translation to Ukrainian
  • Improvements of some themes
  • And much more…

This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle, @aledeg, @math-GH and newcomers @beerisgood, @nykula, @horvi28, @nhirokinet, @rnkln, @scmaybee.

Full changelog:

  • Features
    • Automatic database recovery: skip broken entries during CLI export/import #7949
    • Add security option for CSP frame-ancestors #7857, #8021
    • Lazy-load <track src> #7997
  • Security
    • Regenerate session ID on login #7829
    • Disallow setting non-existent language #7878, #7934
    • Safer calling of install.php #7971
    • Prevent log CR/LF injection #7883
    • Restrict allowed cURL parameters #7979, #8009
    • Fix reauthentication while updating #7989
    • Fix some CSRFs #8000
  • Bug fixing
    • Include port number for HTTP Retry-After #7875
    • Fix logic for searching labels #7863
    • Fix cURL response parsing for HTTP redirections #7866
    • Fix fetching OPML URL with special characters #7843
    • Fix validation when creating a new user label #7890
    • Fix bug in user self-deletion #7877
    • Fix displaying of current date in main statistics #7892
    • Fix default values on stat processing #7891
    • Fix UI JavaScript error when navigating to last article with keyboard #7957
    • Fix some links in anonymous mode #8011, #8012
    • Fixes for no-cache.txt #7907
    • Fix Docker Traefik .yml and SERVER_DNS example #7858
  • SimplePie
    • Upstream contribution: Normalize encoding uppercase simplepie#936, #7967
    • Sync upstream, including bump to 1.9.0 with better PHP 8.5+ support #7955
  • Deployment
    • Docker improve CMD compatibility #7861
    • Add possibility of Docker healthcheck #7945
  • UI
    • Keep sort and order after marking as read #7974
    • Improve leave validation #7830
    • Improve Origine theme visibility of toggle buttons #7956
    • Improve Dark pink theme #8020
    • Improve Mapco and Ansum themes: read all button in mobile view #7873
    • Improve Swage theme #7608
    • Use standard CSS overflow-wrap instead of word-wrap #7898
    • Various UI and style improvements: #7868, #7872,
      #7882, #7893, #7904,
      #7952
  • I18n
    • Clarify the concepts of visibility hidden vs. archived in feeds settings #7970
    • Translate the API information page #7922
    • Add a default language constant #7933
    • Label config delete label #7871
    • Add Ukrainian #7961
    • Improve Dutch #7940
    • Improve German #7833
    • Improve Hungarian #7986
    • Improve Japanese #7903, #7918
    • Improve Polish #7963
    • Improve Simplified Chinese #7943, #7944
    • Minor improvements #7881
    • Add CLI command to add i18n file #7917
    • Add make target to generate the translation progress #7905
  • Extensions
    • Add entry_before_update and entry_before_add hooks for extensions #7977
  • Misc.

FreshRSS 1.27.0

18 Agosto 2025 ore 18:03

A few highlights ✨:

  • Implement support for HTTP 429 Too Many Requests and 503 Service Unavailable, obey Retry-After
  • Add sort by category title, or by feed title
  • Add search operator c: for categories like c:23,34 or !c:45,56
  • Custom feed favicons
  • Several security improvements, such as:
    • Implement reauthentication (sudo mode)
    • Add Content-Security-Policy: frame-ancestors
    • Ensure CSP everywhere
    • Fix access rights when creating a new user
  • Several bug fixes, such as:
    • Fix redirections when scraping from HTML
    • Fix feed redirection when coming from WebSub
    • Fix support for XML feeds with HTML entities, or encoded in UTF-16LE
  • Docker alternative image updated to Alpine 3.22 with PHP 8.4 (PHP 8.4 for default Debian image coming soon)
  • Start supporting PHP 8.5+
  • And much more…

This release has been made by @Alkarex, @Inverle, @the7thNightmare and newcomers @Deioces120, @Fraetor, @Tarow, @dotsam, @hilariousperson, @pR0Ps, @triatic, @tryallthethings

Full changelog:

  • Features
    • Implement support for HTTP 429 Too Many Requests and 503 Service Unavailable, obey Retry-After #7760
    • Add sort by category title, or by feed title #7702
    • Add search operator c: for categories like c:23,34 or !c:45,56 #7696
    • Custom feed favicons #7646, #7704, #7717,
      #7792
    • Rework fetch favicons for fewer HTTP requests #7767
    • Add more unicity criteria based on title and/or content #7789
    • Automatically restore user configuration from backup #7682
    • API add support for states in s parameter of streamId #7695
    • Improve sharing via Print #7728
    • Redirect to the login page from bookmarklet instead of 403 #7782
    • Clean local cache more often, when refreshing feeds #7827
  • Security
    • Implement reauthentication (sudo mode) #7753
    • Add Content-Security-Policy: frame-ancestors #7677
    • Ensure CSP everywhere #7810
    • Show warning when unsafe CSP policy is in use #7804
    • Fix access rights when creating a new user #7783
    • Improve security of form for user details #7771, #7786
    • Disallow setting non-existent theme #7722
    • Regenerate cookie ID after logging out #7762
    • Require current password when setting new password #7763
    • Add missing access checks for feed-related actions #7768
    • Strip more unsafe attributes such as referrerpolicy, ping #7770
    • Remove unneeded execution permissions #7802
  • Bug fixing
    • Fix redirections when scraping from HTML #7654, #7741
    • Fix multiple authentication HTTP headers #7703
    • Fix HTML queries with a single feed #7730
    • WebSub: only perform a redirection when coming from WebSub #7738
    • Include enclosures in entries’ hash #7719
      • Negative side-effect: users of the option to automatically mark updated articles as unread will once have some articles with enclosures re-appear as unread
    • Fix cancellation of slider exit UI #7705
    • Honor disable update on update page #7733
    • Fix no registration limit setting #7751
    • Fix XML encoding of sharing functions #7822
  • SimplePie
  • Deployment
    • Docker default image (Debian 12 Bookworm) updated to PHP 8.2.29 #7805
    • Docker alternative image updated to Alpine 3.22 with PHP 8.4.11 and Apache 2.4.65 #7740, #7740,
      #7803
    • Start supporting PHP 8.5+ #7787, #7826
      • Docker Alpine dev image :newest updated to PHP 8.5-alpha and Apache 2.4.65 #7773
    • Docker: interpolate FRESHRSS_INSTALL and FRESHRSS_USER variables #7725
    • Docker: Reduce how much data needs to be chown/chmod’ed on container startup #7793
    • Test for database PDO typing support during install (relevant for MySQL / MariaDB with obsolete driver) #7651
  • Extensions
    • Add API endpoint for extensions #7576
    • Expose the reading modes for extensions #7668, #7688
    • New extension hook before_login_btn #7761
  • UI
    • Improve mark as read request showing popup due to onbeforeunload #7554
    • Fix lazy-loading for <video poster="..."> and <image> #7636
    • Avoid styling <code> inside of <pre> #7797
    • Improve confirmation logic with data-auto-leave-validation #7785
    • Update chart.js to 4.5.0 #7752, #7816
    • Various UI and style improvements: #7616, #7811
  • I18n
  • Misc.

FreshRSS 1.26.3

3 Giugno 2025 ore 00:10

This is a bug-fix release for FreshRSS 1.26.x

A few highlights ✨:

  • Keep sort and order criteria during navigation
  • Implement loading spinner for marking as favourite/read
  • Many bug fixes

This release has been made by @Alkarex, @Inverle and newcomers @CarelessCaution, @the7thNightmare

Full changelog:

  • Features
    • Keep sort and order criteria during navigation #7585
    • Add info about PDO::ATTR_CLIENT_VERSION (relevant for MySQL / MariaDB with obsolete driver) #7591
  • Bug fixing
    • Fix SQL request for user labels with custom sort (affecting PostgreSQL) #7588
    • Fix regression for favicon in GReader and Fever APIs #7573
    • Fix newest articles (within last second) not shown #7577
    • Fix duplicate HTTP header for POST #7556
    • Fix important articles on reader view #7602
    • Fix remove last share method #7613
    • Fix API handling of default category #7610
    • Fix user self-deletion #7626
    • Move PHP minimum version check #7560
  • Security
    • Fix encoding of themes #7565
    • Fix .htaccess.dist for access to /scripts/vendor/ #7598
  • SimplePie
    • Strip more HTML deprecated styles attributes: bgcolor, text, background, link, alink, vlink #7606
  • UI
    • Implement loading spinner for marking as favourite/read #7564
    • Provide theme class for CSS #7559
  • Deployment
    • Use HTTP Cache-Control: immutable for some files #7552
    • Drop Apache 2.2 (only support Apache 2.4+) #7561
  • I18n
  • Misc.

FreshRSS 1.26.2

3 Maggio 2025 ore 22:27

This is a security-focussed release for FreshRSS 1.26.x, addressing several CVEs (thanks @Inverle) 🛡

A few highlights ✨:

  • Implement JSON string concatenation with & operator
  • Support multiple JSON fragments in HTML+XPath+JSON mode (e.g. JSON-LD)
  • Multiple security fixes with CVEs
  • Bug fixes

Notes ℹ:

  • Favicons will be reconstructed automatically when feeds gets refreshed. After that, you may need to refresh your Web browser as well.

This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @hkcomori, @loviuz, @math-GH
and newcomers @dezponia, @glyn, @Inverle, @Machou, @mikropsoft

Full changelog:

FreshRSS 1.26.1

13 Marzo 2025 ore 22:34

This is a bugfix release for 1.26.0, addressing some regressions 🐛

A few highlights ✨:

  • Fix regression with cURL HTTP headers breaking conditional HTTP requests
  • Fix regression with saving states of user queries
  • Fix regression with dynamic OPML

This release has been made by @Alkarex, @FromTheMoon85, @marienfressinaud, @math-GH
and newcomers @abackstrom, @BryanButlerGit, @culbrethj, @EricDiao, @Karvel, @ViPeR5000

Full changelog:

  • Features
    • Add cURL version to page about system information #7409
  • Bug fixing
    • Fix regression with cURL HTTP headers breaking conditional HTTP requests #7403, FreshRSS/simplepie#33
    • Fix regression with saving states of user queries #7400
    • Fix regression with dynamic OPML #7394
    • Fix update of the user’s last activity on login action #7406
    • Fix setting category option Maximum number of articles to keep per feed #7416
    • Fix priority field when processing a new feed from an extension #7354
  • Deployment
    • Fix regression with 64-bit timestamps on 32-bit platforms #7375
    • Fix back-compatibility with cURL 7.51 (we require cURL 7.52+ for CURLPROXY_HTTPS) #7409
  • UI
    • Use case-insensitive sort for categories #7402
    • Improve dark mode of Origine theme #7413
    • Added API password indicator #7340
  • I18n
    • Fix (es, fa, sk): do not translate XPath code #7404
    • Fix date bug in Finish #7423
    • Add Portuguese from Portugal #7329
    • Improve Hungarian #7391
  • Misc.

FreshRSS 1.26.0

23 Febbraio 2025 ore 19:30

In this release, we have restarted to focus on features. A long-awaited feature has been added, namely sorting articles by various criteria: received date (existing, default), publication date, title, link, random.

A few highlights ✨:

  • Add order-by options to sort articles by received date (existing, default), publication date, title, link, random
  • Allow searching in all feeds, also feeds only visible at category level with &get=A, and also those archived with &get=Z
    • UI accessible from user-query view
  • New shortcuts for adding user labels to articles
  • Several improvements and bug fixes

This release has been made by @Alkarex, @b-reich, @hkcomori, @math-GH, @UserRoot-Luca
and newcomers @a6software, @aftix, @bl00dy1837, @brtmax, @Roan-V, @ShaddyDC, @UncleArya

Full changelog:

  • Features
    • Add order-by options to sort articles by received date (existing, default), publication date, title, link, random #7149
    • Allow searching in all feeds, also feeds only visible at category level with &get=A, and also those archived with &get=Z #7144
      • UI accessible from user-query view
    • Add search operator intext: #7228
    • New shortcuts for adding user labels to articles #7274
    • New About page with system information #7161
  • Bug fixing
    • Fix regression denying access to app manifest #7158
    • Fix unwanted feed description updates #7269
    • Ensure no PHP buffer for SQLite download (some setups would first put the file in memory) #7230
    • Fix XML encoding regression in HTML+XPath mode #7345
    • Improve cURL proxy options and fix some constants #7231
    • Fix UI of global view unread articles counter #7247
    • Hide base theme in carrousel #7234
  • Deployment
    • Reduce superfluous Docker builds #7137
    • Docker default image (Debian 12 Bookworm) updated to PHP 8.2.26 and Apache 2.4.62
    • Docker alternative image (Alpine 3.21) updated to PHP 8.3.16
  • UI
    • Add footer icons to reader view #7133
    • Remove local reference to font Open Sans to avoid bugs with some local versions #7215
    • Improve stats page layout #7243
    • Smaller mark as read button in mobile view #5220
    • Add CSS class to various types of notifications to allow custom styling #7287
    • Various UI and style improvements: #7162, #7268
      Security
    • Better authorization label for OIDC in the UI #7264
    • Allow comments in force-https.txt #7259
  • I18n:
  • Misc.

Phishing: campagna a tema “Sondaggio Generali” (AL01/241213/CSIRT-ITA)

13 Dicembre 2024 ore 13:32
Questo CSIRT ha recentemente rilevato il riacutizzarsi di una campagna di phishing a tema “sondaggio” – come già trattato da questo CSIRT nell’ambito dell’AL01/240613/CSIRT-ITA – che ripropone loghi e riferimenti inerenti la nota compagnia assicurativa Generali e volta a carpire le informazioni personali delle potenziali vittime, compresi gli estremi delle carte di credito.

Ivanti December Security Update (AL05/241211/CSIRT-ITA)

11 Dicembre 2024 ore 10:09
Ivanti rilascia aggiornamenti di sicurezza che risolvono 11 vulnerabilità, di cui 5 con gravità “critica” e 6 con gravità “alta”, nei prodotti CSA (Cloud Services Application), DSM (Desktop and Server Management), ICS (Ivanti Connect Secure), IPS (Ivanti Policy Secure), Ivanti Sentry, EPM (Endpoint Manager), iSec (Ivanti Security Controls), Patch for Configuration Manager, Neurons for Patch Management e Neurons Agent Platform.

Sanate vulnerabilità in Qlik Sense Enterprise (AL01/241209/CSIRT-ITA)

9 Dicembre 2024 ore 12:40
Sanate due vulnerabilità con gravità “alta” in Qlik Sense Enterprise, piattaforma di business intelligence e data integration. Tali vulnerabilità, qualora sfruttate, potrebbero consentire a un utente malintenzionato l'esecuzione da remoto di codice arbitrario sui sistemi target.

Mitel: PoC pubblico per lo sfruttamento delle CVE-2024-41713, CVE-2024-35286 e di una vulnerabilità zero-day (AL02/241206/CSIRT-ITA)

6 Dicembre 2024 ore 16:46
Disponibile un Proof of Concept (PoC) per le CVE-2024-41713 e CVE-2024-35286, già sanate dal vendor, e per una vulnerabilità zero-day, presenti nel prodotto Mitel MiCollab. Tali vulnerabilità, che riguardano il componente NuPoint Unified Messaging (NPM) di Mitel MiCollab, qualora sfruttate in combinazione, potrebbero consentire l’esecuzione di operazioni arbitrarie sul relativo database, il bypass dei meccanismi di autenticazione e l’accesso arbitrario di file sui dispositivi interessati.

Vulnerabilità in prodotti SonicWall (AL01/241206/CSIRT-ITA)

6 Dicembre 2024 ore 09:53
Rilevate alcune vulnerabilità, di cui 3 con gravità “alta”, nei prodotti Secure Mobile Access (SMA) della serie 100 di SonicWall. Tali vulnerabilità, qualora sfruttate, potrebbero permettere a un utente malintenzionato remoto di eseguire codice arbitrario o di causare l’indisponibilità del servizio sui dispositivi target.

Risolta vulnerabilità in SailPoint IdentityIQ (AL03/241205/CSIRT-ITA)

5 Dicembre 2024 ore 10:36
Disponibile aggiornamento di sicurezza che risolve una vulnerabilità con gravità “critica” nel prodotto IdentityIQ, soluzione di gestione delle identità e degli accessi (IAM) di SailPoint. Tale vulnerabilità, qualora sfruttata, potrebbe consentire a un utente malevolo l’accesso a informazioni sensibili e il bypass delle funzionalità di sicurezza sui sistemi interessati.

Risolte vulnerabilità in Django (AL01/241205/CSIRT-ITA)

5 Dicembre 2024 ore 08:54
Disponibile aggiornamento di sicurezza che risolve 2 vulnerabilità, di cui una con gravità “critica”, in Django, noto framework open source per lo sviluppo di applicazioni web. Nel dettaglio la vulnerabiltià con gravità “critica” riguarda la funzionalità “lookup HasKey”, utilizzata per verificare la presenza di una chiave in un campo JSON: tramite l’utilizzo di dati opportunamente predisposti risulterebbe possibile la manipolazione del valore lhs (left-hand side) dell’espressione di lookup al fine di iniettare codice SQL malevolo sulle istanze interessate.

Rilevato sfruttamento in rete della CVE-2024-11667 in firewall Zyxel (AL02/241204/CSIRT-ITA)

4 Dicembre 2024 ore 10:33
Rilevato lo sfruttamento attivo in rete della vulnerabilità CVE-2024-11667 – già sanata dal vendor in data 21 novembre 2024 – presente nell’interfaccia di gestione di alcuni firewall di Zyxel. Tale vulnerabilità potrebbe consentire a un utente malintenzionato il download/upload di file sui sistemi interessati.
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