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Trump Claims Strait Will Be ‘Permanently Toll-Free’ Under Agreement With Iran

15 Giugno 2026 ore 03:41
In a call to The New York Times, President Trump praised Russia’s and China’s leaders and described Israel’s prime minister as “a very difficult guy.”

© Eric Lee for The New York Times

President Trump insisted on Sunday that if Iran failed to reach a final nuclear accord with the United States, he would restart military attacks on Tehran.

Trump Claims Strait Will Be ‘Permanently Toll-Free’ Under Agreement With Iran

15 Giugno 2026 ore 03:41
In a call to The New York Times, President Trump praised Russia’s and China’s leaders and described Israel’s prime minister as “a very difficult guy.”

© Eric Lee for The New York Times

President Trump insisted on Sunday that if Iran failed to reach a final nuclear accord with the United States, he would restart military attacks on Tehran.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 22:03
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 22:03
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 22:03
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

Trump sente Putin e Zelensky nel giorno del suo 80esimo compleanno: ha chiesto la fine della guerra in Ucraina

14 Giugno 2026 ore 18:28

Prima gli auguri di Benjamin Netanyahu, poi due telefonate: una con Volodymyr Zelensky, un’altra con Vladimir Putin. Nel giorno del suo 80esimo compleanno, Donald Trump ha chiesto la fine della guerra in Ucraina, come riferisce il consigliere di Putin Ushakov. Il tycoon ha infatti prima sentito il presidente ucraino, poi quello russo. Con Putin una telefonata durata 55 minuti, come riporta la Tass. Per quanto riguarda la chiamata con Zelensky, invece, Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente dell’Ucraina per le comunicazioni, ha affermato che si è trattato di “una conversazione piuttosto significativa su argomenti che spaziavano dagli auguri di compleanno alla diplomazia e alla guerra/pace”. A riferirlo sono anche i media ucraini.

Successivamente Trump ha anche postato su Truth, parlando anche della guerra in Iran: “L’attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran”, ha scritto poi Donald Trump su Truth. “Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo – ha proseguito il presidente degli Stati Uniti -. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!”, ha concluso Trump.

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UK Forces Seize Russian Shadow Fleet Oil Tanker

14 Giugno 2026 ore 15:42
Britain’s Defense Ministry said it was the first time that British forces had acted alone to stop a ship in the fleet, a collection of vessels that Russia uses to move fuel and evade sanctions.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 11:00
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

UK Forces Seize Russian Shadow Fleet Oil Tanker

14 Giugno 2026 ore 15:42
Britain’s Defense Ministry said it was the first time that British forces had acted alone to stop a ship in the fleet, a collection of vessels that Russia uses to move fuel and evade sanctions.

UK Forces Seize Russian Shadow Fleet Oil Tanker

14 Giugno 2026 ore 15:42
Britain’s Defense Ministry said it was the first time that British forces had acted alone to stop a ship in the fleet, a collection of vessels that Russia uses to move fuel and evade sanctions.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 11:00
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

Deadlocked Wars: How Major Powers Misread the Regions They Attacked

14 Giugno 2026 ore 11:00
Russia and the United States projected their own centralized views onto Ukraine and Iran, analysts said. As a result, the smaller countries trapped larger ones in a costly confrontation.

© Tyler Hicks/The New York Times

Early this year on the outskirts of Kostiantynivka, Ukraine, which has been bombed consistently.

E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

20 Marzo 2023 ore 10:55

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

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