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Litiga con i genitori e dà fuoco alla casa, poi fugge: 28enne fermato a Genova

17 Agosto 2026 ore 18:24

Un uomo di 28 anni è stato fermato durante la notte dai carabinieri di Genova per il reato di strage, poi derubricato a incendio doloso. L’indiziato, originario di Torino, nel pomeriggio del 16 agosto aveva appiccato il fuoco all’appartamento dei genitori a Pino Torinese dopo una lite e poi era fuggito.

L’incendio aveva raggiunto anche l’appartamento al piano di sotto, dove era presente una coppia di anziani che è stata trasportata in ospedale per una lieve intossicazione. I vigili del fuoco avevano raggiunto l’abitazione e l’avevano dichiarata inagibile a causa dei danni provocati, costringendo i genitori del 28enne a trasferirsi in un’altra casa.

L’uomo ha poi interrotto la sua fuga in piazzale Kennedy, a Genova, luogo da cui ha chiamato i carabinieri: i militari del capoluogo ligure sono intervenuti in seguito alle ricerche diramate dai colleghi di Torino, identificandolo e fermandolo. Il 28enne è stato poi trasferito nel carcere di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo una prima ricostruzione, la lite è scaturita dopo il rifiuto da parte dei genitori di dare al figlio dei soldi per comprare droga, ma adesso i carabinieri della compagnia di Chieri dovranno accertare la dinamica esatta dei fatti.

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Napoli, impiantato l’embrione di un’altra coppia: “Qualcuno ha il nostro figlio biologico?”. Quattro famiglie chiedono risposte al San Paolo

17 Agosto 2026 ore 18:05

Il dubbio è sorto quando i genitori hanno scoperto che il gruppo sanguigno della loro bambina non corrispondeva né a quello della madre né a quello del padre. Gli accertamenti successivi, compreso il test del Dna, hanno confermato i sospetti: la piccola non è biologicamente figlia loro. Dopo lo scambio di embrioni avvenuto al San Raffaele di Milano, un nuovo caso scuote la procreazione medicalmente assistita in Italia. Questa volta il possibile errore di impianto sarebbe avvenuto all’ospedale San Paolo di Napoli: una bambina nata il 3 giugno 2025 dopo un percorso di fecondazione in vitro non è biologicamente figlia della coppia che l’ha avuta. E dopo la prima denuncia, ora sono quattro le coppie che chiedono chiarimenti sulla tracciabilità dei propri embrioni crioconservati all’ospedale napoletano.

“Quando abbiamo scoperto lo scambio di embrioni siamo entrati in un vortice di emozioni, ci siamo chiesti se i nostri erano stati impiantati a un’altra coppia” e “ciò che ci tormenta è l’idea che possa esistere da qualche parte un nostro figlio biologico“. A parlare è il 41enne, protagonista della vicenda insieme alla moglie 36enne. L’anno scorso hanno deciso di sottoporsi alla fecondazione in vitro per avere un secondo figlio, utilizzando uno dei loro cinque embrioni congelati. E a giugno è nata la bimba. “Ci sono stati momenti di disperazione – racconta il 41enne -, notti in cui non riuscivamo a dormire, giorni in cui il pensiero tornava continuamente”.

A luglio 2025 i genitori hanno quindi presentato una denuncia alla Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo tuttora pendente per lesioni colpose. Gli accertamenti sono stati affidati ai Nas che hanno effettuato verifiche nel centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di Fuorigrotta. L’ipotesi contenuta nell’esposto è che durante il percorso di fecondazione possa essersi verificato uno scambio di embrioni. Ma il timore dei due genitori non riguarda soltanto quanto accaduto alla bambina che hanno riconosciuto e che oggi stanno crescendo. Dei cinque embrioni che risultavano crioconservati per la coppia, quattro sono quelli di cui oggi chiedono di conoscere la collocazione. “Siamo passati dallo scambio in culla a quello nell’utero”, ha commentato il loro legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, secondo cui dovrà essere quantificato anche il possibile danno psicologico subito dai genitori.

Nel frattempo, però, la vicenda si è allargata. Secondo quanto emerso, altre coppie che avevano affidato i propri embrioni al centro di procreazione medicalmente assistita del San Paolo hanno iniziato a chiedere informazioni sulla loro tracciabilità. In totale sono ora quattro le coppie che sollecitano chiarimenti all’ospedale. Per due di loro mancherebbero all’appello rispettivamente due e tre embrioni. Il timore è che alcuni di questi possano essere stati utilizzati nel percorso di pma di altre famiglie. Una delle coppie ha già chiesto un provvedimento al giudice civile, che dovrebbe pronunciarsi a settembre. “Siamo ostaggio dell’azienda ospedaliera in quanto non sappiamo che fine abbia fatto il nostro materiale biologico crioconservato“, hanno denunciato i genitori.

Sulla vicenda della prima coppia è intervenuta anche la Asl Napoli 1, che si considera parte lesa. Secondo l’azienda sanitaria, non c’è stato alcuno scambio di embrioni. Si sarebbe trattato di un errore nella procedura di impianto. Alla 36enne sarebbe stato trasferito l’embrione di un’altra coppia, mentre i loro non sarebbero stati utilizzati. Una ricostruzione che, se confermata, escluderebbe l’ipotesi che possa esistere un loro figlio biologico nato da un’altra gravidanza.

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Tg News – 17/8/2026

17 Agosto 2026 ore 17:45
Tg News - 17/8/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Lavitola dal carcere: “Pentito di aver inguaiato Ranucci”
– Hormuz, Trump: “Se l’Oman si mette di mezzo lo bombarderemo”
– Dall’Ucraina pioggia di droni contro Mosca
– Furto opere Antonello da Messina, si cerca il basista
– Venezia, uccide la ex, poi va a casa e si suicida
– Etna, limitazioni ad aeroporto Catania fino a Martedì ore 12
– Il calciatore del Cagliari Trepy in coma dopo caduta in piscina
– Ceuta, Parolin: “Su fenomeno migratorio serve approccio comune”
– Previsioni 3B Meteo 18 Agosto
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Bimba nata da uno scambio di embrione: salgono a quattro le coppie che chiedono informazioni

Dopo i genitori che hanno denunciato l’errore nel centro dell’ospedale San Paolo, altre tre famiglie si sono rivolte all’avvocato Francesco Petruzzi per conoscere il destino del loro materiale biologico conservato a Fuorigrotta

Tutte le date degli scioperi di settembre: treni, aerei e mezzi pubblici a rischio

17 Agosto 2026 ore 17:04

Al ritorno dalle vacanze torneranno gli scioperi. Il settore più interessato a settembre sarà quello dei trasporti, dalle ferrovie agli aerei passando per i mezzi pubblici. In particolare, le date da segnare sono quelle a cavallo tra il 7 e l’8 settembre per chi viaggia in treno, il 30 settembre per chi dovrà volare, mentre il trasporto pubblico locale sarà protagonista di una lunga lista di proteste in tutta Italia, con una particolare concentrazione nella giornata del 15. Per l’intera giornata del 26 settembre la Confederazione Sindacale Lavoratori Europei ha proclamato, con l’adesione di Fi-si, uno sciopero generale per l’intera giornata, con possibili disagi in tutti i settori, dalla scuola alla sanità, dai trasporti ai benzinai al pubblico impiego.

Gli scioperi del settore ferroviario

Chi deve prendere il treno, dovrà fare i conti con lo sciopero nazionale di 24 ore, tra il 7 e l’8 settembre, in particolare dalle 21.18 del 7 alle 21.17 dell’8, quando a incrociare le braccia sarà il personale di macchina e di bordo di Gruppo Fs, Mercitalia Rail, Trenitalia e Trenitalia Tper Scarl aderente alla mobilitazione proclamata da Assemblea Nazionale Pdm/PdB. Nella stessa giornata, gli scioperi proclamati da Sgb e Cub trasporti e da Cat coinvolgeranno anche il trasporto merci e, in generale, le aziende che svolgono attività ferroviaria.

Sciopero che rischia di avere una “coda” con possibili ulteriori disagi a causa dello sciopero di 24 ore di Rfi, tra il 10 e l’11 settembre, che coinvolgerà il personale della manutenzione, amministrativo e di ingegneria di Rfi Doit a Verona (dalle ore 21 del 10 alle ore 20.59 dell’11), proclamato da Orsa Ferrovie e Slm Fast. Dal pomeriggio del 10 a quello dell’11 settembre c’è anche lo sciopero nazionale dei lavoratori di Captrain Italia, ovvero del trasporto merci su rotaia, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti.

Due giorni di disagi per il trasporto aereo

La giornata no del trasporto aereo sarà invece quella del 30 settembre con lo sciopero nazionale di Techno Sky (la società di Enav responsabile della gestione e della manutenzione hardwaree software dell’intera gamma di impianti e sistemi utilizzati per l’erogazione dei servizi di assistenza al volo) dalle ore 13.00 alle 17.00, e lo sciopero nazionale Enav, nella stessa fascia oraria. Entrambi proclamati da Uiltrasporti. Qualche disagio potrà crearlo anche lo sciopero del 13 settembre proclamato da Usb Lavoro privato che, dalle ore 11 alle 15, coinvolgerà il personale di Toscana Aeroporti, Gh Toscana e Consulta negli scali di Pisa e Firenze. Nella stessa giornata, sciopereranno gli istituti di vigilanza di diversi scali: Roma Fiumicino, Varese e Torino.

Tutti gli stop al trasporto pubblico locale

Sul fronte del trasporto pubblico locale, sono diverse le date da segnalare. Si inizia il 4 settembre con lo sciopero di Atm a Genova che interesserà il servizio urbano ed extraurbano dalle ore 9.30 alle 17 indetto da Cub trasporti. Il 5 settembre tocca a Venezia: lo stop di 4 ore, dalle ore 16 alle 20, dei lavoratori di Atvo è stato proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal. Il 7 settembre la protesta arriva a Vicenza (Cub trasporti), per l’intera giornata nel rispetto delle fasce di garanzia; il 10 settembre sarà la volta di Trento (dalle ore 11.00 alle ore 15.00) e Foggia (dalle ore 8.30 alle ore12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30). Il 14 settembre si fermerà il trasporto pubblico a Bergamo (Arriva Italia), la protesta indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

Ma la giornata nera sarà il 15 settembre. In quella stessa data la protesta interesserà Firenze Autolinee Toscana (da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio); Ravenna (Start Romagna) dalle ore 8.30 alle ore 12.00; Napoli (Anm) dalle ore 12.45 alle ore 16.45 del personale area ferro; Prato (Autolinee Toscane) da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio; di nuovo Venezia (Atvo) per l’intera giornata e Pisa (Autolinee Toscane) dalle ore 17.30 alle ore 21.30. Il 22 settembre la protesta di settore riguarderà invece l’Umbria (Busitalia Sita Nord), con fasce garantite a Perugia e Spoleto dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00, a Terni dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 12.30 alle 15.30, e per i servizi ferroviari dalle 5.45 alle 8.45 e dalle 11.45 alle ore 14.45.

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Crollo del balcone a Livorno, CNDDU: “Servono controlli edili”

17 Agosto 2026 ore 17:00

LIVORNO – Una riflessione profonda sul diritto alla sicurezza negli edifici e sulla necessità di una cultura della prevenzione che vada oltre le singole emergenze. È quanto esprime il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) all’indomani della scomparsa della professoressa Roberta Celli, docente del Liceo Statale ‘Francesco Cecioni’, deceduta a Livorno il 14 agosto in seguito al crollo del balcone della propria abitazione.

Nel manifestare il proprio cordoglio, il CNDDU si è stretto attorno alla famiglia e alla comunità scolastica: “Alla famiglia, agli studenti, ai colleghi e all’intera comunità scolastica il CNDDU rivolge un pensiero di sincera e partecipe vicinanza”. La docente, in servizio presso l’istituto livornese dal 2023, è stata ricordata per la dedizione e la professionalità espresse nel lavoro quotidiano con i giovani, “restituendo il valore di una presenza educativa costruita quotidianamente attraverso il lavoro, la responsabilità e la relazione con le giovani generazioni”.

Accanto al cordoglio, il CNDDU ha voluto sottolineare il rispetto per le verifiche in corso, ponendo al contempo l’accento sul tema della sicurezza degli immobili: “Di fronte a una perdita tanto grave, il primo dovere è quello del rispetto: per il dolore dei familiari e per il lavoro degli organi competenti chiamati ad accertare le cause del cedimento. Qualsiasi valutazione sulle eventuali responsabilità sarebbe oggi prematura. È tuttavia necessario distinguere il piano degli accertamenti da quello della riflessione pubblica che una tragedia simile inevitabilmente sollecita”.

Il Coordinamento richiama l’attenzione sulla necessità di una cultura della prevenzione che superi la mera gestione dell’emergenza: “La sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla capacità del singolo cittadino di individuare eventuali criticità, ma richiede una più ampia cultura della prevenzione, sostenuta da competenze tecniche, controlli adeguati e manutenzione programmata. La manutenzione non dovrebbe rappresentare soltanto la risposta a un danno già manifesto, ma diventare parte ordinaria della tutela dell’abitare“.

Infine, l’associazione ha ricordato la dimensione sociale ed educativa del diritto all’incolumità: “Le possibilità economiche delle famiglie e dei condomini sono profondamente differenti e interventi tecnici significativi possono rappresentare un onere difficilmente sostenibile. Se la sicurezza viene riconosciuta come interesse collettivo, occorre evitare che la prevenzione diventi concretamente accessibile soltanto a chi dispone di maggiori risorse. Parlare di diritti umani significa occuparsi della persona nella concretezza della sua esistenza: il diritto alla vita, all’integrità e alla sicurezza trova attuazione nella qualità dei luoghi nei quali viviamo, studiamo e lavoriamo”.

Infrastrutture, prove dinamiche a 3 ponti sull’Arno a Firenze. Masi (M5S): “Che succede? Giunta faccia chiarezza”

17 Agosto 2026 ore 16:40
Infrastrutture, prove dinamiche a 3 ponti sull’Arno a Firenze. Masi (M5S): “Che succede? Giunta faccia chiarezza”

Al via a inizio settembre a Firenze i test notturni a tre ponti cittadini sull’Arno. Si tratta di prove dinamiche con sensori che verranno effettuate su ponte alle Grazie, ponte San Niccolò e ponte di Varlungo. Massi”niente allarmismo mma è legittimo chiedersi cosa sta accedendo”

L’attività di monitoraggio dei ponti sarà svolta da Avr nell’ambito del Global Service.
Il primo ponte che sarà monitorato è ponte alle Grazie che l’1 settembre, dalle 2 alle 5, sarà chiuso al traffico e al passaggio dei pedoni. La notte successiva, si spiega ancora dal Comune, sarà la volta di ponte a San Niccolò con chiusura completa (compresi biciclette e pedoni) sempre dalle 2 alle 5. Infine, il Ponte a Varlungo. Dalle 2 alle 5 dalle rampe su via Enrico De Nicola a quelle lato via di Villamagna sarà in vigore un divieto di transito a tutti i veicoli, biciclette e pedoni.

“Per noi la sicurezza è una priorità – dichiara l’assessore alla mobilità, viabilità e tramvia Andrea Giorgio -. L’esperienza di quello che è successo a Genova ci insegna che l’attenzione alle infrastrutture, come i ponti, è fondamentale. Vogliamo una città sicura per chi la vive e, siccome Firenze è una città attraversata da un fiume importante che di fatto ne definisce l’identità, vogliamo che tutti possano attraversare e vivere questi luoghi in condizioni di sicurezza. Perciò stiamo effettuando campagna di analisi approfondite sui diversi ponti cittadini e questi interventi rientrano in questi monitoraggi programmati”.

“Non vogliamo creare allarmismi, ma neppure limitarci a leggere questi provvedimenti come semplici modifiche alla viabilità. Se il Comune decide di installare sistemi di monitoraggio su tre importanti ponti cittadini nell’arco di appena tre giorni, è legittimo chiedere cosa si intenda monitorare e perché proprio adesso”, ossia “qual è lo stato di salute dei ponti di Firenze?”. È quanto afferma il capogruppo del M5s a Palazzo Vecchio Lorenzo Masi che parla di “sequenza significativa” a proposito del monitoraggio su ponte alle Grazie, ponte San Niccolò, ponte a Varlungo, annunciato oggi dal Comune.

“Quali strutture – chiede Masi in una nota – vengono monitorate? Quali dati saranno raccolti dai nuovi sensori? E soprattutto: le installazioni sono attività programmate di prevenzione oppure sono state disposte in seguito a elementi emersi durante precedenti controlli? Sono domande ancora più importanti alla luce dell’attenzione che negli ultimi mesi si è concentrata su altre infrastrutture cittadine, a partire dal Ponte da Verrazzano. Non sosteniamo che vi sia un collegamento: chiediamo precisamente al Comune di dirci se esista oppure no”.

Secondo Masi, “installare strumenti di monitoraggio è una scelta positiva, perché significa aumentare la capacità di controllo delle infrastrutture. Ma proprio per questo non comprendiamo perché i cittadini e il Consiglio comunale debbano apprendere questi interventi soltanto attraverso singoli provvedimenti di traffico. La domanda è semplice: come stanno i ponti di Firenze? Crediamo che la città abbia diritto a una risposta altrettanto semplice e trasparente”.

Ferragosto all’Elba, pienone per il rito collettivo. Dalla cocomerata al beach party

17 Agosto 2026 ore 16:36

Campo nell’Elba (Livorno), 17 agosto 2026 – Mare, mare, mare. In un'estate rovente, il rito collettivo del Ferragosto all'isola d'Elba si è consumato in spiaggia fino a tarda sera, spaziando tra tranquille e incontaminate calette e modaioli beach party.

I fuochi a Portoferraio

Cavoli, la regina della Costa del Sole, si è confermata un evergreen per giovani e giovanissimi. L'appuntamento con il beach party della celebre spiaggia nel comune di Campo nell’Elba è un must da ormai oltre un cinquantennio.

https://www.iltelegrafolivorno.it/video/ferragosto-allisola-delba-pqr7pl9n

Erano diverse centinaia anche quest'anno i giovani che saltavano sul caldo arenile granitico al ritmo dei vari dj set. Molte e sfiziose anche le iniziative nei vari paesi dell’isola, tra musica, spettacoli e fuochi d’artificio.

La cocomerata a Portoferraio

Graditissima la cocomerata gratuita organizzata a Portoferraio, annessa festa sotto le stelle e fuochi di mezzanotte. Atmosfere vip da gran galà a bordo piscina nei migliori alberghi, dall’Hermitage della Biodola con i Gipsy Kings, Matilde Brandi, Pago, Greta Zuccarello e Samuel Peron. Feste anche a Villa Ottone e all’hotel Airone.

Fuochi a Rio Marina il 16 agosto

Palma d’oro per i fuochi a Rio Marina che il 16 agosto ha celebrato il santo patrono con una lunga notte di festa.

Cento candeline per nonna Miranda, nuova centenaria livornese

17 Agosto 2026 ore 16:31

LIVORNO – Cento anni vissuti senza mai tirarsi indietro: la comunità cittadina festeggia il secolo di vita della signora Miranda Mori, nata a Livorno il 16 agosto 1926. Una storia segnata dalla fatica del lavoro iniziato da bambina, dalle difficoltà degli anni della guerra e da una costante dedizione al nucleo familiare.

Per decenni al fianco del marito Piero Diamanti nella conduzione della ditta familiare di tende da sole, Miranda Mori ha condiviso con lui l’impegno quotidiano e la passione per il ballo liscio. Un percorso d’autonomia e determinazione confermato dalla scelta di conseguire la patente di guida a 41 anni per seguire i nipoti, continuando a mettersi al volante fino all’età di 96 anni.

Oggi, circondata dall’affetto dei nipoti e di quattro pronipoti, la neocentenaria ha ricevuto il messaggio di auguri dei propri familiari:

Cara nonna Miranda, oggi festeggiamo i tuoi cento anni, ma soprattutto festeggiamo te. La tua è stata una vita di quelle vere, senza sconti. Hai iniziato a lavorare a 9 anni facendo le pulizie nelle case dei signori, perché la tua ambizione era più grande della fatica: volevi comprarti quelle scarpe che tanto ti piacevano. Non ti sei mai tirata indietro in ogni situazione e quando ci racconti le tue storie di bambina e di ragazza lo fai con una lucidità ed una malinconia nella voce che ogni volta ci commuove. Hai vissuto la guerra, la fame e la paura, scampando per ben tre volte ai bombardamenti. Ma sei andata avanti con una concretezza e una forza che tutti noi ci sogniamo. La vita insieme a nonno è stata faticosa ma bella. Lui era “nonno tenda” amato da tutti gli amici e da noi bambini che venivamo scorrazzati nel suo furgone in ogni città per gareggiare nelle competizioni di ballo. Quante gare, quante coppe vinte, quante soddisfazioni. Mentre lui andava in giro a montare le tende da sole della sua mitica impresa, tu eri la struttura che teneva in piedi tutto: la casa, la famiglia, gli affetti e il lavoro dietro le quinte. Una squadra perfetta, fatta di poche parole e tantissimi fatti. Se oggi siamo tutti qui è per dirti semplicemente grazie. Grazie per esserci sempre stata anche quando tutto sembrava andare a rotoli. Grazie per la tua grinta in ogni situazione e per averci insegnato che le difficoltà si superano rimboccandosi le maniche, senza troppi lamenti. Grazie, grazie, grazie”.

Ai festeggiamenti promossi dalla famiglia si sono unite le istituzioni cittadine: il sindaco Luca Salvetti ha inviato a Miranda Mori un omaggio floreale accompagnato dagli auguri della città di Livorno.

Prato: indagato per tentato omicidio agente che ha sparato a fuggitivo al pronto soccorso

17 Agosto 2026 ore 16:03
Prato: indagato per tentato omicidio agente che ha sparato a fuggitivo al pronto soccorso

E’ indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia Penitenziaria che ieri pomeriggio ha sparato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato tre colpi di pistola, colpendo con un solo proiettile un fermato, 22enne del Marocco, a una gamba mentre stava tentando di scappare dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato parapiglia.

Secondo quanto appreso gli avvocati dell’agente hanno ricevuto comunicazione formale stamani.”I filmati acquisiti mostrano la dinamica dei fatti. Due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire, hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due agenti ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito”. Lo ricostruisce il procuratore di Prato Luca Tescaroli in una nota dedicata al caso dell’agente della polizia penitenziaria che ieri ha sparato e ferito un magrebino all’interno dell’ospedale di Prato.

Ieri pomeriggio il 22enne era stato inseguito e fermato fuori dal carcere della Dogaia di Prato mentre cercava di lanciare pacchetti con droga nel penitenziario. E’ caduto e si è ferito, poi è stato portato al pronto soccorso di Prato, accompagnato dagli agenti penitenziari, per le cure. Poi verso le ore 17 mentre era su una barella e aveva le mani ammanettate, improvvisamente si sarebbe alzato e avrebbe raggiunto un estintore, scaricandolo. Subito dopo avrebbe cercato di guadagnare l’uscita, iniziando a correre. Gli agenti lo avrebbero inseguito e intimato di fermarsi, a quel punto uno di loro avrebbe esploso tre colpi di pistola, due verso l’alto ma il terzo è andato verso il basso e ha ferito a una gamba il detenuto. L’episodio ha provocato l’immediata chiusura dell’intera area del pronto soccorso dell’ospedale di Prato e i pazienti sono stati dirottati verso le strutture ospedaliere di Firenze e Pistoia.

Nelle prossime ore l’agente penitenziario sarà interrogato alla presenza dei suoi difensori di fiducia.  “Ho fiducia nell’operato della magistratura. Tuttavia spero che in presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l’iscrizione automatica dell’agente nel registro degli indagati quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie”. Così l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, legale di fiducia dell’agente penitenziario in servizio al carcere di Prato, indagato per tentato omicidio. “In ogni caso – sottolinea il legale -, credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell’ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione”.

Il primo responsabile della tragedia del prof Arday è il sistema distorto di valutazione delle università

17 Agosto 2026 ore 15:51

Il 5 agosto scorso il Prof. Jason Arday, da tre anni professore di Sociologia dell’Educazione all’università di Cambridge in Inghilterra si è dimesso dalla sua posizione e dopo 9 giorni, il 14 agosto scorso, è stato trovato morto nella sua abitazione; è possibile, ma non certo, che si tratti di suicidio. La storia triste di questo studioso quarantenne solleva molti interrogativi e merita di essere raccontata.

L’università di Cambridge è un centro di assoluta eccellenza su scala mondiale e appare sempre nelle primissime posizioni nelle valutazioni comparative mondiali. Il prestigio di cui gode ha anche un riscontro economico perché permette all’università di esigere tasse di iscrizione di decine di migliaia di sterline dai suoi studenti. Mantenere prestigio e posizione in classifica non è facile e richiede di ottenere punteggi elevati in molti ambiti, uno tra i quali è l’inclusività.

Nel 2023 l’università assume il Prof. Jason Arday, un candidato che aveva già insegnato in altre università del regno, preferendolo a candidati più anziani e in possesso di titoli scientifici più prestigiosi. Perché l’università fa questa scelta? Non lo sappiamo, ma certamente Arday consente di mettere una crocetta in molte caselle del portfolio dell’istituzione: Arday è nero, figlio di immigrati ghanesi (crocetta su inclusività rispetto alle origini etniche); riferisce una storia di autismo e dislessia (crocetta su inclusività rispetto alle disabilità); ha un discreto curriculum di ricerca e riferisce una eccellente storia di attività sportive finalizzate a raccogliere fondi di beneficenza (crocetta su eccellenza scientifica e morale); è il più giovane professore di colore mai assunto dall’ateneo. In pratica Arday rappresenta la prova provata delle politiche di inclusione dell’università di Cambridge.

Dopo appena tre anni un altro professore, Nathan Cofnas, già licenziato dall’università di Cambridge per le sue idee discriminatorie (si definisce “race realist”) e attualmente in ruolo presso l’università di Gent in Belgio, si mette a studiare i titoli accademici di Arday e lo accusa di aver plagiato la tesi di dottorato e anche alcuni articoli.

La stampa britannica riprende e amplifica le accuse di Cofnas con un notevole accanimento (in due mesi appaiono sui giornali oltre 200 articoli su Arday). Inizialmente Arday prova a difendersi rivolgendosi ad uno studio legale prestigioso; poi cede, si dimette e meno di dieci giorni dopo muore.

A questo punto è superfluo chiedersi se le accuse rivolte ad Arday siano vere o false (l’università di Liverpool, nella quale Arday aveva conseguito il dottorato, ha negato che la tesi fosse plagiata): Arday è la vittima di uno scontro tra ideologie e poteri che si trovano ben al di sopra di lui.

Il primo responsabile della tragedia di Arday è il sistema distorto di valutazione delle università, intorno al quale ruotano interessi economici molto grandi. L’università di Cambridge, stretta all’interno del sistema e vittima del suo stesso prestigio, è responsabile di aver assunto Arday e di averne fatto una bandiera senza rendersi conto della sua fragilità e dell’implausibilità di molte parti del suo curriculum.

Gli accusatori di Arday erano a loro volta parte, consapevole o inconsapevole, di un pregiudizio nei confronti di uno straniero nero che aveva raggiunto un ruolo di assoluto prestigio in una istituzione blasonata; più ancora avversavano le politiche di inclusione, responsabili – secondo loro – di abbassare ogni standard valutativo di fronte al membro del gruppo discriminato.

Arday, infine, è stato vittima di se stesso, di una fragilità psico-emotiva che lo ha spinto a gonfiare in misura ridicola il suo curriculum, anche in relazione ad eventi sportivi non inerenti alla posizione per la quale concorreva, e che si sono rivelati in gran parte falsi. Poteva succedere in Italia?

Il nostro sistema è relativamente protetto da questi rischi, in primo luogo grazie al fatto che la normativa concorsuale e di finanziamento dei nostri atenei non ci costringe a inseguire l’eccellenza ad ogni costo, un mito pericoloso e fuorviante: possiamo lamentarci di altri difetti del nostro sistema, ma se non altro non ammazza nessuno.

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Pozzuoli, viaggi fantasma per 150 famiglie: estate da incubo e rimborsi a rischio

Vacanze pagate e mai prenotate, decine di denunce e clienti rimasti anche senza biglietto di ritorno. L’agenzia promette di restituire le somme, ma secondo le associazioni di categoria non sarebbe stato attivato il fondo di garanzia per i rimborsi

Prato, indagato per tentato omicidio agente di custodia che ha sparato a 22enne dentro l’ospedale

17 Agosto 2026 ore 15:11
È l’accusa che la Procura di Prato ipotizza per l'agente della Penitenziaria che nella giornata di ieri, domenica 16 agosto, ha sparato tre colpi di pistola nei confronti di un ragazzo di 22 anni di origine marocchina

© RaiNews

Ondata di maltempo su Livorno e provincia: crolla un grosso albero sul viale Italia

17 Agosto 2026 ore 15:09

LIVORNO – Ondata di maltempo su Livorno e provincia: crolla un grosso albero sul viale Italia.

Lascia strascichi importanti il passaggio dell’ondata di maltempo su Livorno e provincia. 

Tanti gli interventi dei vigili del fuoco e le chiamate per allagamenti o danni strutturali.

I vigili del fuoco del comando di Livorno, in particolare sono intervenuti per la caduta di un ramo di grosse dimensioni in viale Italia. La pianta è stata tagliata a pezzi per la successiva rimozione, ma non si registrano danni a cose o persone.

Un secondo intervento ha riguardato un incendio di un tetto, presumibilmente causato da un fulmine, nella zona della baia del Quercetano nel territorio del Comune di Rosignano Marittimo. L‘incendio è stato messo sotto controllo ed il tetto limitando la sua propagazione alla restante copertura.

Il tetto a fuoco a Rosignano (foto vigili del fuoco)

Prorogata, intanto, l’allerta gialla a Livorno e Gorgona per temporali e rischio idraulico del reticolo minore fino alle 23,59 di oggi (17 agosto). Previsti fenomeni intensi con grandine e vento forte.

La protezione civile raccomanda, come di consueto, di evitare l’attraversamento di sottopassi e strade inondate e di non sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua.

Livorno festeggia Miranda Mori: cento anni di lavoro, famiglia e grinta

17 Agosto 2026 ore 14:55
Livorno festeggia Miranda Mori cento anni di lavoro, famiglia e grinta

Livorno 17 agosto 2026 Ha spento cento candeline Miranda Mori, nata a Livorno il 16 agosto 1926. Una vita lunga un secolo, attraversata dal lavoro, dalla famiglia, dalla guerra e da tante difficoltà affrontate sempre con la stessa forza e determinazione. Miranda, oggi, è una centenaria lucida, attiva e ancora piena di energia. Non ama …

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Controlli sulla via Aurelia, fioccano le multe a Rosignano

17 Agosto 2026 ore 14:19

ROSIGNANO MARITTIMO – Controlli a tappeto lungo la rete viaria della costa per garantire la sicurezza stradale durante il periodo estivo. In concomitanza con il picco di affluenza turistica, la Polizia Locale del Comune di Rosignano Marittimo ha promosso un servizio straordinario di verifica e prevenzione mirato a contrastare l’assunzione di bevande alcoliche alla guida.

L’operazione si è svolta durante le ore serali e notturne, dalle 21,30 fino alle 1,30 del mattino successivo. Gli agenti hanno presidiato un punto strategico del traffico locale, posizionando la postazione di controllo lungo la via Aurelia, nei pressi del noto incrocio con via Fratelli Gigli. Complessivamente sono stati 97 i conducenti fermati e sottoposti a screening qualitativo tramite il cosiddetto “pre-test” per accertare la presenza di alcol nel sangue: il bilancio dei fermi ha riguardato 70 autovetture e 27 tra scooter e motocicli.

A seguito delle verifiche preliminari, tre guidatori sono risultati positivi e sono stati scortati al test di secondo livello con etilometro per determinare l’esatto valore alcolemico. Dagli accertamenti analitici è emerso che uno dei tre conducenti rientrava nei margini di tolleranza, risultando sotto il limite di legge stabilito a 0,5 g/l. È andata diversamente per un secondo automobilista, fermato con un tasso alcolico compreso nella fascia tra 0,5 g/l e 0,8 g/l: in questo caso la normativa dispone una sanzione amministrativa che va da un minimo di 543 euro fino a un massimo di 2.170 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Mani più severe per l’ultimo caso registrato nel corso della nottata. Un terzo conducente ha infatti fatto segnare un valore superiore a 0,8 g/l e inferiore a 1,5 g/l, configurando la violazione penale prevista dal Codice della Strada. L’automobilista è stato deferito all’autorità giudiziaria e rischia una sanzione con ammenda da 800 euro a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi, il taglio di 10 punti e la sospensione della patente da sei mesi a un anno. Inoltre, trattandosi di un reato commesso in orario notturno dopo le 22,00, scatterà l’ulteriore aumento della pena da un terzo alla metà come previsto dalla legge. I controlli proseguiranno per tutta la stagione per garantire la sicurezza di residenti e villeggianti lungo la costa.

Turista 17enne travolta da barchino di migranti a Chia: arrestato il presunto scafista

17 Agosto 2026 ore 14:15
La ragazza lombarda, soccorsa dai bagnanti, è in rianimazione. Ieri il barchino di migranti provenienti dall'Algeria ha travolto la ragazza mentre stava facendo il bagno. Il gruppo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato dai carabinieri

© RaiNews

Auto pirata investe e uccide un uomo, trovato il conducente

17 Agosto 2026 ore 13:54

VICOPISANO - Auto pirata investe e uccide un uomo che muore sul colpo. E' accaduto a Vicopisano in centro quando erano da poco passate le 3. Rintracciato il conducente in poche ore di indagini dei carabinieri. La vittima è Paolo Pandolfi, nato a Pisa e residente a Vicopisano. Abitava nelle vicinanze del luogo dove si è verificato l’incidente mortale. Sul posto Continue Reading

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Migranti, la Life Support di Emergency soccorre una barca con 50 persone: sette morti e due in gravi condizioni

17 Agosto 2026 ore 13:46

Erano circa 50 le persone migranti a bordo di un’imbarcazione tratta in salvo all’alba dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, nelle acque internazionali della zona Sar libica. Sette di loro sono morte durante la traversata. Mentre due, fa sapere la ong, sono in gravi condizioni per “soffocamento”. È l’ennesima tragedia consumatasi nelle acque del Mediterraneo centrale: “I naufraghi – spiega Emergency – hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto. Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne”. Emergency ha chiesto “alle autorità competenti l’assegnazione di un Pos vicino”. Il porto assegnato è Bari.

“Alle 6 del mattino di lunedì abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli – racconta Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency -. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave. A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l’operazione di soccorso era già in corso: l’imbarcazione libica è rimasta a sorvegliare l’operazione per tutta la sua durata. A metà soccorso – prosegue – il nostro team si è accorto della presenza di nove persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio. Per sette di loro non c’è stato niente da fare, due di loro sono in condizioni critiche per soffocamento”.

A causa delle condizioni dei migranti “già provati da un viaggio drammatico”, Emergency ha chiesto alle autorità competenti l’assegnazione di un porto di sbarco vicino per “evitare altre sofferenze ai sopravvissuti”. Le autorità italiane hanno assegnato Bari.

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Lavitola dal carcere: "Attentato scelta solo mia. Pentito di avere inguaiato mio fratello Ranucci"

17 Agosto 2026 ore 15:18
Il difensore: "Parlò a Ranucci del pericolo il 7 settembre". "Al Riesame" Lavitola, la prossima settimana, renderà "altre dichiarazioni spontanee. Il Tempo pubblica stipendi di Report

© RaiNews

Attentato a Ranucci, difensore di Lavitola: "Non vuole ritrattare, ma chiarire"

17 Agosto 2026 ore 13:42
Lo ha detto l'avvocato Arturo Cola, difensore dell'ex giornalista, prima di incontrare nel carcere il Rebibbia il proprio assistito accusato di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci

© RaiNews

Caso Ranucci, il legale di Lavitola: “Non vuole ritrattare, ma chiarire. Lo avvisò un mese prima del rischio di attentati”

17 Agosto 2026 ore 13:29
Caso Ranucci, il legale di Lavitola: “Non vuole ritrattare, ma chiarire. Lo avvisò un mese prima del rischio di attentati”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono due i punti” da chiarire: “il primo è la modalità esecutiva dell’attentato e il secondo è il movente. Quindi non si tratta di ritrattare o di dire cose diverse, si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo è possibile perché in sede di esami è possibile rendere dichiarazioni spontanee. C’è stato un incontro il 7 settembre, nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò il dottor Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati, questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Così il difensore di Valter Lavitola, Arturo Cola, prima di incontrare il suo assistito nel carcere di Rebibbia, a Roma.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Ultraleggero con due persone a bordo disperso nel Cosentino, ricerche in corso

17 Agosto 2026 ore 13:17

Un ultraleggero con due persone a bordo – Carlo Arnulfo, 64enne residente a Roma e Angela Buccico, 55enne residente a Matera – è disperso da domenica sera nella zona di Fuscaldo, nel Cosentino. Il mezzo era partito da Capo d’Orlando (Messina) in direzione Sibari (Cosenza): a seguito della segnalazione da parte dei familiari, la Prefettura ha attivato il piano ricerca persone scomparse e i vigili del fuoco hanno avviato le ricerche tra Fuscaldo e Falconara Albanese a partire dalle 21.05 di ieri, 16 agosto.

A supporto delle squadre di terra sono stati inviati anche personale SAPR abilitato al pilotaggio da remoto dei droni, un elicottero versione SAR dell’Aeronautica Militare e l’elicottero del Reparto volo di Salerno dei Vigili del fuoco Drago VF165. I vigili del fuoco hanno effettuato dei riscontri per stabilire una zona di ricerca in base alla triangolazione delle celle telefoniche: dalle prime informazioni risulta che l’ultimo contatto è stato agganciato in località Sannati, tra Fuscaldo e Fiumefreddo. Le ricerche, che al momento non hanno dato esito, sono concentrate nell’entroterra dell’alto Tirreno cosentino e si stanno svolgendo sia via terra sia via mare, nonostante i soccorritori ritengano improbabile che il velivolo sia caduto in acqua, poiché questo tipo di mezzi viaggia vicino alla costa e sarebbe stato notato dai bagnanti.

Un residente di contrada Tavola Grande a Capo d’Orlando, da cui è partito l’ultraleggero, ha spiegato che il piccolo campo da cui è decollato è recintato solo in parte e semi-abbandonato: “È un aeroclub gestito da privati ma ormai è utilizzato raramente, saranno quattro o cinque i soci abituali. Di tanto in tanto viene qualcuno a tosare l’erba ma la struttura non è più curata come qualche anno fa”, dice. Nell’area attualmente sono in sosta due ultraleggeri.

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Colpi di pistola al pronto soccorso: ex detenuto tenta la fuga, agente spara. Indagato per tentato omicidio

17 Agosto 2026 ore 13:15

Un 22enne – ex detenuto del carcere della Dogaia di Prato, liberato lo scorso giugno – è stato ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria, che ora è indagato per tentato omicidio. È successo domenica 16 agosto intorno alle 16.30. A quanto si apprende, l’uomo era stato fermato nel pomeriggio mentre cercava di lanciare all’interno del carcere toscano un plico contenente sostanze stupefacenti. Sorpreso, aveva tentato la fuga, cadendo e procurandosi lievi ferite. La polizia penitenziaria lo ha quindi portato all’ospedale Santo Stefano per le medicazioni. Qui il 22enne, dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato il caos, ha cercato di scappare ed è stato colpito a una gamba.

Secondo una prima ricostruzione, l’ex detenuto, di nazionalità marocchina, si trovava su una barella nell’area del pronto soccorso nella cosiddetta “camera calda“: lo spazio coperto destinato all’arrivo delle ambulanze e la sala di decontaminazione, vicino al triage. Era ammanettato e sotto la scorta degli agenti della polizia penitenziaria quando avrebbe improvvisamente dato in escandescenze. Nonostante i movimenti limitati, sarebbe riuscito ad afferrare un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti. All’ordine di deporre l’estintore, l’uomo avrebbe azionato il dispositivo, provocando ulteriore confusione nel reparto. Nel caos avrebbe quindi cercato di raggiungere l’uscita.

Gli agenti della penitenziaria gli avrebbero intimato di fermarsi sparando prima in aria come avvertimento per poi, con il proseguire del tentativo di fuga, arrivare allo sparo che lo ha ferito ad una gamba. Immediato l’intervento dei vigilanti di Sicuritalia e subito l’arrivo di polizia e carabinieri. Sul posto anche la Scientifica per i rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il magistrato di turno si è recato personalmente sul posto per raccogliere le prime dichiarazioni dei testimoni.

Come poi spiegato dal procuratore Luca Tescaroli, il 22enne, sorpreso mentre cercava di far entrare nel carcere un pacco contenente stupefacenti, era stato inseguito dagli agenti della polizia penitenziaria e bloccato dopo essere caduto durante la fuga. Proprio nella caduta si era procurato alcune lesioni per le quali era stato portato al pronto soccorso da dove ha poi cercato di scappare. In tutto sono stati tre i colpi esplosi.

Gli spari hanno comunque provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, pur non essendo direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione. Il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi. I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altri ospedali, in particolare quelli di Pistoia e Firenze.

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Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani

17 Agosto 2026 ore 13:03

A meno di 24 ore dal primo sospiro di sollievo per chi viaggia da e per la Sicilia in queste settimane, una nuova eruzione dell’Etna impone nuove limitazioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sac, la società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2″.

La restrizione doveva durare fino alle 14 di oggi, 17 agosto, con cinque aerei in arrivo all’ora, ma la Sac ha diffuso un aggiornamento in cui si comunica la proroga della chiusura del solo settore B1 fino alle 12 di domani, 18 agosto, con dieci aerei all’ora in arrivo. Non ci sono restrizioni in partenza. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), ha infatti comunicato che questa mattina si è registrata “l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m”, da cui è stata prodotta una colata lavica e che ha generato l’emissione di cenere dal cratere, che ora si sta disperdendo in direzione sud-est. Ingv-Oe ha spiegato: “Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento di ieri pomeriggio l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti”. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe, mentre in diversi Comuni del catanese – in particolare Valverde, Viagrande, San Gregorio, San Giovanni la Punta e alcune zone dello stesso capoluogo – strade, automobili e marciapiedi sono ricoperti da una coltre di cenere alta diversi centimetri.

La nuova chiusura parziale spegne l’entusiasmo di domenica, quando l’amministratore delegato della società, Nico Torrisi, aveva dichiarato: “Il ripristino delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città”.

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Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico

17 Agosto 2026 ore 12:53
maltempo fulmini lampi (4)

Livorno, 17 agosto 2026 Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico La Protezione civile regionale, con il bollettino odierno, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio …

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‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO

17 Agosto 2026 ore 12:45

 

C+S ARCHITECTS COMPLETA LO ‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO

 

 

C+S ARCHITECTS completa lo “Snake Building” all’interno della rigenerazione urbana del masterplan De Torens, nel centro di Aarschot, in Belgio, trasformando un ex sito industriale in un nuovo frammento di città fatto di abitazioni, commercio e spazio pubblico. Maria Alessandra Segantini: «Il nostro approccio all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage: un processo che nasce da una ricerca che si fonda sulle stratificazioni storiche, l’ecologia, i materiali e le tecniche locali, in cui ogni gesto reinventa le tracce del passato attraverso interventi capaci di evocare memorie, attivare i sensi, rafforzare l’identità dei luoghi e riconnettere le comunità alla natura. Lo spazio pubblico è la spina dorsale di tutti i nostri progetti. Ad Aarschot il progetto restituisce alla collettività uno spazio pubblico più ampio, che rafforza la continuità con il tessuto urbano, innestandosi sul sapere costruttivo locale»

 

 

Lo Snake Building nasce da una collaborazione con a2o Architekten, studio con sede ad Hasselt incaricato dal committente di coordinare la rigenerazione del masterplan De Torens: un’ex area industriale nel cuore della città, riconvertita in un quartiere misto di residenze, attività commerciali e spazi pubblici. Il processo progettuale prende avvio da una serie di workshop collettivi ad Hasselt, durante i quali i diversi lotti vengono affidati ai vari studi coinvolti — a2o Architekten, C+S ARCHITECTS, De Vylder Vinck e DRDH.

C+S ARCHITECTS studio di architettura pluripremiato, oggi con sedi a Treviso (IT) e Londra (UK), sceglie di lavorare sull’identità della comunità attraverso il disegno urbano, l’architettura e il dettaglio costruttivo, in un contesto culturale come quello belga, dove il valore dell’artigianalità è ancora sapere costruttivo.

Ad Aarschot viene assegnato a C+S un lotto di bordo con la città storica all’ingresso del nuovo quartiere. Puntando sul rafforzamento della continuità urbana, lo studio italiano decide di manipolare i volumi asseganti prolungando  la Leuvenstraat — la spina dorsale della città — all’internodell’area. Il progetto di C+S manipola il lotto per ricavare più spazio pubblico, riscrivendo radicalmente il brief originario del cliente. Dove era previsto un blocco compatto, viene proposta un’erosione. Una sottrazione. Una ridefinizione dell’altezza e della massa costruita.

In pianta, lo Snake Building arretra, lascia respirare la piazza, permette a un albero di attraversare il parcheggio interrato e riapre la vista verso l’Old Orleans Tower sulla collina, migliorando allo stesso tempo i flussi pedonali all’interno del sito. In sezione, le terrazze incidono la copertura per evocare quella sorta di danza dei tetti tipica delle città fiamminghe. Quello che appare inizialmente come un monolite in mattoni si rivela invece un volume scavato dal cielo e dalla vita.

“Nel Medioevo, le città fiamminghe erano circondate da “spazio comune” (il “common ground”): spazi condivisi destinati al pascolo, alla raccolta della legna, alla coltivazione”, spiega Maria Alessandra Segantini, direttore creativo di C+S. “Oggi, in un’Europa in cui si assiste ad una costante erosione dello spazio abitativo privato, ci piace pensare allo spazio pubblico — aperto, resiliente, biodiverso — come a una nuova forma di bene comune. Un luogo capace di dare corpo fisico all’idea stessa di comunità. Da Porto a Praga, da Bath a Gand o Firenze, la piazza è sempre stata un luogo di scambio: resistente nei materiali ma porosa agli eventi della vita. È lì che si commerciava, si protestava, si giocava, ci si fermava durante il pomeriggio. E accade ancora oggi.

La misura delle piazze europee ci fa sentire a casa ovunque in Europa, come se esistesse una memoria condivisa costruita attraverso la democrazia, le risorse comuni, le politiche collettive. Uno spazio pubblico aperto, durevole, adattabile, riconoscibile. Come il campo veneziano — la forma urbana che continuiamo a portare con noi ovunque progettiamo — anche la piazza custodisce la memoria collettiva di un popolo. È il salotto della comunità. La casa urbana”.

L’architettura diventa una cornice per l’abitare: le profonde logge sono definite da telai lignei, perché nel punto in cui l’edificio incontra il corpo umano la materia cambia. La solidità lascia spazio al tatto. Le aperture della facciata non seguono una regola fissa ma si disseminano come tracce di possibili trasformazioni future. Parlano di adattamento, di trasformazione della città nel tempo. Dall’interno, le finestre incorniciano il paesaggio in modi sempre diversi, catturando i movimenti urbani e le variazioni stagionali delle colline circostanti.

I dettagli diventano fondamentali: i giunti arretrati, le pieghe continue del mattone che penetrano anche all’interno delle logge, le bow-window che risalgono fino alla linea del tetto. Gesti minimi che trasformano la massa in racconto, il riparo in esperienza.

“Abbiamo lavorato con artigiani locali”, spiega ancora Segantini. “Abbiamo rispettato il loro sapere. Abbiamo costruito in mattone non perché sia di moda, ma perché è durevole. Specifico. La scelta del materiale non è semplicemente estetica: è una presa di posizione. Un modo per affermare il valore della memoria e del lavoro manuale. In un contesto come Aarschot, fatto di facciate sedimentate nel tempo e identità civica accumulata, usare materiali tradizionali non significa celebrare nostalgicamente il passato, ma abitarlo, scavarlo, trasformare la continuità in qualcosa di vivo. Anche la forma curva e irregolare dell’edificio nasce da questa logica: meno un gesto formale, più una negoziazione con il contesto urbano e con i materiali stessi, con il tempo lungo necessario per metterli in opera”.

Eppure ciò che a prima vista appare semplice o familiare rivela, osservandolo meglio, una complessità nascosta. Sono proprio gli elementi che fanno sentire questo edificio vicino — il mattone, il legno, la grammatica lenta dei giunti posati a mano — a renderlo significativo.

Non esiste scorciatoia per ottenere la fusione quasi impercettibile tra muro e copertura, né una soluzione prefabbricata per quelle finestre che salgono nel tetto come un pensiero che interrompe una frase. Sono dettagli che nascono da una fedeltà radicale al luogo e che allo stesso tempo apre alla trasformazione. Richiedono non solo uno sguardo progettuale, ma le mani di chi conosce il comportamento di una muratura fiamminga d’inverno, il modo in cui un giunto raccoglie l’ombra, il fatto che il legno non sia una superficie ma una texture viva.

Ed è forse proprio in questa fedeltà silenziosa, in questa forma di artigianato discreto, che l’edificio smette di sembrare qualcosa di progettato e inizia ad apparire come qualcosa di ritrovato. Non un oggetto posato nella città, ma estratto da essa.

Il legno, introdotto nei punti in cui la struttura si apre e si lascia abitare, non addolcisce tanto la forma quanto la sua fragilità. Ricorda che ogni architettura deve tenere insieme più dimensioni: radicarsi nella tradizione e nel contesto, rafforzare l’identità della comunità attraverso la costruzione e la durata, ma allo stesso tempo lasciare spazio alla trasformazione e alla vita.

L’edificio emerge così come una sorta di scultura abitata in mattoni, mentre finestre, ingressi e facciate delle terrazze in boiserie lignea — tutti materiali riciclabili al 100% — introducono una dimensione domestica e calda nella composizione.

La materia racconta sempre una storia. Una storia di mani, di tempo, di luogo.

E nel punto in cui quella storia incontra la vita, diventa legno: morbido, caldo. Casa.

 

SCHEDA TECNICA PROGETTO

Cliente: Dyls, Belgio

Progetto architettonico e direzione artistica: Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, C+S Architects

Progetto esecutivo e direzione lavori: a2o Architekten, Hasselt, Belgio

Foto Alessandra Bello

 

 

C+S Architects Bio

Fondato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini a Venezia nel 1994, C+S ARCHITECTS è uno studio di architettura, design e ricerca riconosciuto dalla critica come uno dei protagonisti più autorevoli del panorama contemporaneo. Dal 2015 lo studio opera tra Londra e Treviso.

Lo studio è impegnato nella costruzione di un futuro equo e sostenibile. Il suo approccio innovativo e poetico all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage, una filosofia applicata alla ricerca, all’insegnamento e alla pratica progettuale, che trae ispirazione dall’ambiente delicato e fragile in cui C+S ha iniziato la propria attività, Venezia e la sua laguna. I progetti costruiti sviluppano una poetica fondata sul rapporto della materia con la luce, il tempo e la natura, nonché sulla ricchezza tattile dei materiali lavorati artigianalmente, celebrando la trasformazione come processo continuo. Ogni intervento diventa così un ponte tra costruito e non costruito, tra tradizione e innovazione, tra storia e futuro.

Emblematici di questo approccio, e ampiamente pubblicati a livello internazionale, sono la rigenerazione paesaggistica dei 325 ettari dell’isola di Sant’Erasmo nella laguna veneziana con il Museo della Torre Massimiliana, candidata al Premio Mies van der Rohe e ai RIBA Awards nel 2009; i progetti vincitori dei concorsi internazionali per il sito Panquin a Tervuren, in Belgio; il nuovo museo d’arte contemporanea GAMeC di Bergamo, attualmente in fase di completamento; gli uffici low-tech per Leiedal, vincitori del concorso del Vlaams Bouwmeester; l’Harbor Brain Building all’Arsenale di Venezia, primo edificio off-grid della città, dove un layer di celle fotovoltaiche traduce in luce le tessiture lagunari.

Il portfolio dello studio comprende musei e centri culturali, interventi di rigenerazione urbana pubblica e privata che riconnettono le comunità alla natura, torri ad alta densità e spazi pubblici capaci di rafforzare il senso di identità delle comunità, come la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, oltre a installazioni che riflettono sul ruolo del progettista nella costruzione della società, tra cui The Cord, ingresso della 50ª Biennale d’Arte di Venezia, e The Wave, realizzata per l’apertura della 60ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Tra le opere premiate: la cittadella della giustizia  a Venezia, vincitore del Premio Speciale della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012 e del BIGMat National Award 2017; le torri residenziali di Milano e la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, rispettivamente candidate al Premio Mies van der Rohe 2021 e 2023 e vincitori del The Chicago Athenaeum Architecture Award and German Design Award; e una serie di edifici scolastici vincitori nel 2009 del Premio Sfide 2009 promosso dai Ministeri italiani dell’Istruzione e dell’Ambiente, del Architecture Masterprize, BLT e Taipei Design Awards e presentati alla15ª Biennale Architettura di Venezia, dove il lavoro dello studio è stato esposto alle Corderie attraverso l’installazione EDUcare, un progetto che ha avuto un impatto significativo sulla ridefinizione dei criteri di progettazione scolastica in Italia e per il quale lo studio è stato recentemente invitato a presentare la propria ricerca al Ministero dell’Istruzione egiziano.

Premiato con oltre cinquanta riconoscimenti nazionali e internazionali, il lavoro di C+S è stato esposto in tutto il mondo, tra cui alla Biennale Architettura di Venezia, alla Triennale di Milano, al Museo Nazionale di Oslo, al RIBA di Londra, al MIT di Cambridge (Massachusetts) e alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi, per citare i principali.

Nel 2024 Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno ricevuto l’iscrizione a vita all’Albo d’Oro della Repubblica di San Marino. Nel 2022 sono stati insigniti del titolo di Architetti Italiani dell’Anno dal Consiglio Nazionale degli Architetti.

La loro attività accademica si è sviluppata tra Europa e Stati Uniti. Carlo e Maria Alessandra sono stati Visiting Professors al MIT di Cambridge, Massachusetts (2012–2016), Professors of Practice alla Syracuse University di New York e Visiting Professors presso l’Università di Bath nel Regno Unito, dove hanno diretto numerosi Design Studio nei corsi di Master. Hanno inoltre ricoperto rispettivamente i ruoli di Professore Ordinario e Professore Associato di Architettura e Urban Design presso la University of East London (2013–2022), contribuendo ai programmi nazionali britannici di valutazione della ricerca (REF 2013 e REF 2021). Maria Alessandra è stata inoltre Professore Ordinario di ruolo alla Hasselt University, dove ha co-diretto il corso di laurea magistrale e contribuito alla definizione del curriculum del Master. Attraverso queste esperienze hanno sviluppato metodologie progettuali interdisciplinari che integrano patrimonio, ecologia e innovazione progettuale.
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Meno tartarughe, troppa plastica e ruspe in azione: l’allarme di Legambiente sulle spiagge dell’Elba

17 Agosto 2026 ore 12:27

ISOLA D’ELBA – La stagione di monitoraggio delle tracce di tartaruga marina Caretta caretta sulle spiagge dell’Isola d’Elba e di Pianosa si è da poco conclusa, portando alla luce dinamiche stagionali anomale e diverse problematiche ambientali.

Il bilancio dell’attività è stato tracciato da Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nonché referente locale dell’iniziativa internazionale LIFE TurtleNest. “Purtroppo solo una volontaria ha avuto la fortuna di provare la grande emozione di trovare le tracce che hanno portato alla scoperta di un nido a Fetovaia”, ha spiegato Tonso, ricordando che “le tartarughe non nidificano tutti gli anni e questo deve essere l’anno no”. Per tutelare l’unico sito di nidificazione, dalla sera del 19 agosto scatteranno i turni di sorveglianza diurni e notturni, volti a proteggere le uova e a facilitare l’eventuale arrivo in mare dei piccoli, in un’area particolarmente esposta alla presenza umana di giorno e ai cinghiali di notte.

Oltre all’osservazione delle tracce, il monitoraggio ha permesso di evidenziare lo stato di salute dei litorali elbani. “Nei nostri giri all’alba, quando le spiagge sono deserte, saltano più all’occhio i difetti e i maltrattamenti che le nostre spiagge subiscono”, ha commentato Tonso. Le segnalazioni delle volontarie dipingono infatti un quadro in chiaroscuro.

Da un lato, l’esperienza del monitoraggio all’alba ha permesso di osservare la bellezza naturale delle coste, come riferito da Renata Saldarelli, socia e volontaria di Legambiente, impegnata sulle spiagge di Lacona, Scaglieri, Biodola e Lido di Capoliveri. Dall’altro, è emersa una diffusa criticità legata alla gestione dei rifiuti e alla pressione antropica. Sulle spiagge sono state documentate alte concentrazioni di plastiche e rifiuti abbandonati, acuiti dalla presenza di bivacchi, mozziconi, scarti alimentari e cani lasciati liberi. Un problema aggravato dall’azione dei mezzi meccanici: in alcuni casi i gestori balneari hanno effettuato la pulizia degli arenili già intorno alle 5,30, utilizzando ruspe e trattori che alterano l’habitat naturale.

A fronte delle difficoltà, i volontari di Legambiente e degli scout Agesci sono intervenuti direttamente per bonificare aree critiche, ripulendo discariche abusive a Galenzana, Ripa Barata (Marciana Marina) e Mola (Capoliveri), oltre ad aver segnalato l’inadeguatezza dei sistemi di raccolta rifiuti a Fetovaia.

In chiusura, Isa Tonso ha ribadito la necessità di una gestione più attenta del territorio: “Abbiamo visto le ruspe scorrazzare a tutte le ore notturne a Lacona, sulla spiaggia che fa parte del Parco nazionale. Abbiamo rivisto ripascimenti in piena stagione turistica e di nidificazione delle tartarughe marine, ripascimenti spesso costosi quanto inutili, che durano fino alla prima mareggiata… E questo in un’isola che si autodefinisce ‘sostenibile'”.

Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso

17 Agosto 2026 ore 12:26

Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso

L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, l’accesso umanitario sicuro e continuativo e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan

 

In Sudan, nei primi sei mesi dell’anno quasi 39 mila bambini sono arrivati nella città di El Obeid, nel Kordofan settentrionale, per sfuggire alle violenze e agli attacchi contro i civili e le infrastrutture, che hanno costretto intere famiglie ad abbandonare le proprie case in tutto lo Stato. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

I nuovi arrivati fanno ora parte delle oltre 605 mila persone che vivono nella città di El Obeid e nella località di Sheikan in cerca di sicurezza e ora si trovano ad affrontare altre difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, idrici, educativi e di protezione all’interno della città[1].

A Sheikan sono in significativo aumento i casi di malnutrizione infantile, con un notevole incremento di nuovi pazienti ricoverati nei centri specializzati. Ad aprile 2026, le strutture sanitarie sostenute da Save the Children a Sheikan hanno curato 426 bambini per malnutrizione (a marzo 195) con un aumento del 118% rispetto al mese precedente e del 75% rispetto ad aprile 2025.

Nei mesi di giugno e luglio, dal monitoraggio sul campo sono emerse gravi carenze alimentari e una riduzione degli aiuti alimentari nei due campi in cui Save the Children sostiene le famiglie sfollate. Sebbene molte dipendano completamente dagli aiuti umanitari, questi sono di gran lunga inferiori alle crescenti necessità, costringendo i bambini a saltare i pasti o ad andare a dormire affamati.

Anche la carenza d’acqua in città sta aggravando la crisi: alcune famiglie trascorrono quasi metà della giornata alla ricerca di acqua. La situazione è stata particolarmente grave nei mesi di giugno e luglio, quando alcuni attacchi con droni hanno colpito le infrastrutture idriche, aggravando ulteriormente la carenza. Il consumo individuale è ora sceso a circa 7 litri a persona al giorno, meno della metà dello standard minimo generale di 15 litri raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità durante le crisi.

“Quando siamo arrivati a El Obeid, non avevamo nulla se non i vestiti che indossavamo. Trovare cibo, acqua e un posto sicuro per i nostri figli era la nostra preoccupazione principale. Ogni giorno è una lotta, ma stiamo cercando di ricostruire le nostre vite” racconta Mohamed*, un padre che vive con la sua famiglia in un campo per sfollati a El Obeid.

Amani*, membro dello staff di Save the Children che opera a El Obeid, sottolinea che l’entità del bisogno umanitario è cresciuta in modo significativo negli ultimi mesi: “Oggi stiamo assistendo a livelli di bisogno notevolmente più elevati rispetto a quelli osservati tre mesi fa. Il numero delle famiglie sfollate è aumentato, i prezzi dei generi alimentari e del carburante sono saliti vertiginosamente, l’accesso all’acqua potabile è diventato più difficile e le strutture sanitarie segnalano un numero crescente di bambini che necessitano di cure per malnutrizione e malattie”.

“El Obeid si sta avvicinando a un punto di rottura dal punto di vista umanitario. Decine di migliaia di bambini sono stati costretti ad abbandonare le loro case a causa delle violenze e degli attacchi che continuano a colpire la popolazione civile e le infrastrutture civili in tutto il Kordofan settentrionale. Le famiglie che arrivano in città sono alla ricerca di sicurezza, ma molte si trovano ad affrontare carenze alimentari, un accesso limitato all’acqua potabile e servizi sanitari già al limite delle loro capacità. I bambini stanno pagando il prezzo più alto per questo conflitto. Sono costretti a sfollare, soffrono la fame, perdono l’accesso all’istruzione e vivono in uno stato di paura e incertezza costanti. La comunità internazionale deve agire con urgenza per proteggere i civili, garantire un accesso sicuro agli aiuti umanitari e fornire le risorse necessarie prima che questa crisi si aggravi ulteriormente” dichiara Francesco Lanino, Vicedirettore di Save the Children in Sudan.

In tutto il Kordofan settentrionale, gli attacchi alle infrastrutture civili – tra cui stazioni di servizio e depositi di carburante, aree di mercato, strutture sanitarie e quartieri residenziali – hanno interrotto l’accesso ai servizi essenziali, distrutto i mezzi di sussistenza e costretto un numero crescente di famiglie a fuggire in cerca di sicurezza, esercitando un’ulteriore pressione sulle risorse già al limite a El Obeid.

Save the Children continua a operare a El Obeid e nelle aree limitrofe, fornendo servizi sanitari, nutrizionali, idrici, igienico-sanitari, educativi e di protezione dell’infanzia nonostante le crescenti difficoltà di accesso. L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, assicurando un accesso umanitario sicuro e continuativo, e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan. Senza un intervento urgente, l’Organizzazione stima che i bisogni aumentino in modo significativo nelle prossime settimane, mettendo a rischio altre migliaia di persone.

Save the Children opera in Sudan dal 1983 e offre programmi a favore dei bambini e delle famiglie colpiti da conflitti, sfollamenti, povertà estrema e fame.

*I nomi sono stati cambiati per proteggere l’identità degli intervistati

[1] Dati forniti dall’Ufficio della Commissione per gli aiuti umanitari (HAC) dello Stato del Kordofan settentrionale.  Secondo questi dati, da gennaio a giugno 2026, 204.000 persone, tra cui 38.740 bambini, sono state sfollate a El Obeid. Di queste persone, 21.413 vivono attualmente nei campi profughi, mentre 182.587 vivono presso le comunità ospitanti.

 

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Prorogato alla mezzanotte il codice giallo

17 Agosto 2026 ore 12:24

La Protezione civile regionale, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio di forti temporali con rischio idrogeologico/idraulico del reticolo minore, inizialmente prevista fino alle ore 18, è prolungata fino alla Continue Reading

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Barchino di migranti in fuga travolge 17enne in Sardegna: arrestato presunto scafista

17 Agosto 2026 ore 14:16
La giovane ha rischiato di annegare: portata d'urgenza in ospedale. I migranti una volta sbarcati hanno provato a fuggire ma sono stati bloccati: 14 uomini adulti di nazionalità algerina, privi di documenti. Individuato il presunto scafista

© RaiNews

Inciviltà sul litorale livornese: spiagge sommerse dai rifiuti

17 Agosto 2026 ore 12:10

LIVORNO – I festeggiamenti della notte di Ferragosto lasciano sul litorale toscano una pesante scia di polemiche, dopo che l’inciviltà sul litorale livornese ha trasformato ampi tratti di costa e spiagge libere in vere e proprie discariche a cielo aperto. Con il sorgere del sole, immagini di degrado hanno invaso i social network, mostrando centinaia di metri di arenile ricoperti da bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, cartoni della pizza e sacchetti di spazzatura abbandonati al termine dei festeggiamenti notturni.

La situazione si è rivelata particolarmente critica nelle località turistiche dell’Alta Maremma e della Costa degli Etruschi, spingendo le amministrazioni locali a prendere una posizione netta di condanna. A San Vincenzo, il sindaco Paolo Riccucci ha affidato ai propri canali social un duro sfogo di fronte all’enorme quantità di spazzatura lasciata sulla sabbia dopo i tradizionali fuochi d’artificio: “Sono davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la complessità logistica nell’organizzare interventi di bonifica straordinari in un lasso di tempo così ristretto, prima dell’arrivo dei bagnanti mattutini: “Lasciare tutto lì significa, oltre al grave danno ambientale, fare un danno alla comunità, perché operazioni di pulizia così importanti rischiano di essere non solo problematiche e invasive, ma persino non realizzabili”.

Ancora più drammatico il bilancio tracciato a Cecina, dove gli arenili protetti delle riserve naturali hanno registrato ingenti danni. La sindaca Lia Burgalassi ha espresso profonda rabbia di fronte al panorama incontrato alle prime luci dell’alba: “Questa mattina le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi”. La prima cittadina ha rivolto un plauso al personale tecnico e alle forze dell’ordine mobilitate per far fronte all’emergenza: “Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla polizia locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge”.

Accanto all’indignazione delle istituzioni, il dibattito pubblico vede contrapposte le accuse di maleducazione rivolte ai bagnanti e le proteste di residenti e turisti, che segnalano la necessità di posizionare un numero maggiore di contenitori per la raccolta differenziata nei punti strategici di accesso alle spiagge libere nei periodi di massima affluenza.

TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE:  IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY

17 Agosto 2026 ore 11:46

TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE:
IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY
Lido di Jesolo, 16 agosto 2026 – Ferragosto con i piedi nella sabbia, lo sguardo tra le palme e, tutt’intorno, i colori dei Caraibi. A Caribe Bay, nel cuore di Jesolo, la giornata simbolo dell’estate italiana ha portato migliaia di persone tra piscine, cascate, attrazioni acquatiche, spettacoli dal vivo e momenti di relax. A rendere ancora più realistica la suggestione hanno contribuito il clima e le temperature tipicamente estive, regalando agli Ospiti la sensazione di trovarsi in una destinazione caraibica a pochi chilometri da casa.

 

Una giornata vissuta anche attraverso le novità introdotte nella stagione 2026, a cominciare da Cala Escondida, un nuovo spazio immerso nella vegetazione, pensato per chi desidera concedersi una parentesi di tranquillità. Per la prima volta il divertimento è proseguito al Caribbean Golf, l’unico minigolf tematizzato a 24 buche tra galeoni, pirati e relitti, che da quest’anno è compreso nel biglietto d’ingresso del Parco.

 

Dai ritmi più distesi alle emozioni ad alta intensità, ciascuno ha potuto trascorre la giornata secondo la propria dimensione: c’è chi si è lasciato conquistare da scivoli, tuffi e attrazioni acquatiche e chi, tra un bagno e l’altro, si è fermato ad assistere agli show dal vivo di acrobati e artisti internazionali, che hanno trasformato il Parco in un palcoscenico a cielo aperto.

 

E quando il cielo ha iniziato a cambiare abito, tingendosi lentamente dei colori del tramonto, Shark Bay ha lasciato spazio alla musica: un DJ set sulla spiaggia ha accompagnato gli Ospiti fino a sera.

 

Tra oltre 3.000 palme, sabbia bianca e acque color smeraldo, Caribe Bay ha restituito così una delle immagini più suggestive dell’estate jesolana.

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Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

17 Agosto 2026 ore 11:49
Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

CATANIA (ITALPRESS) – È morto il turista statunitense di 30 anni colpito ieri da un fulmine durante un’escursione sull’Etna. A renderlo noto è l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove l’uomo era stato trasportato d’urgenza. Il decesso è stato dichiarato attorno alle 21,30. Il turista era giunto in ospedale già in arresto cardiorespiratorio, dopo che sul luogo dell’incidente erano state avviate le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava sul vulcano, in una zona interdetta, quando è stato sorpreso da un temporale ed è stato raggiunto da un fulmine. Poco prima delle 20 era stato allertato l’elicottero Drago 142 per raggiungere la zona dell’incidente. Il personale elisoccorritore ha prestato le prime cure al trentenne direttamente sul posto, quindi lo ha recuperato con il verricello e trasferito d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania. Nonostante i tentativi di rianimazione proseguiti anche in ospedale, per il turista non c’è stato nulla da fare.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

17 Agosto 2026 ore 10:25
Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Cagliari Calcio comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari, dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota della società sarda.

“Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il Club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”, si legge nel comunicato.

Secondo una prima ricostruzione, il calciatore avrebbe rischiato di annegare in una piscina di una villa a Porto Cervo. Classe 2006, prelevato nel 2023 dal Creteil, Trepy ha giocato titolare la partita di Coppa Italia contro l’Arezzo di tre giorni fa, vinta dai sardi per 1-0. Dopo la partita, alla squadra erano stati concessi due giorni di riposo.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Una 17enne travolta da un barchino di migranti a pochi metri dalla riva di Chia (Cagliari): un arresto

17 Agosto 2026 ore 11:55

Era in acqua, a pochi metri dalla battigia, quando ha sentito arrivare l’imbarcazione. Un attimo dopo l’impatto. Una ragazza di 17 anni, in vacanza con la famiglia a Chia (Cagliari), è stata travolta nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque davanti alla spiaggia di Su Giudeu, una delle più frequentate della costa. A soccorrerla sono stati i bagnanti. La giovane, fortemente sotto choc, ha rischiato di annegare ed è stata affidata ai soccorritori, che hanno disposto il trasferimento urgente in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A colpirla, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è stato un piccolo natante in vetroresina con un motore fuoribordo da 85 cavalli. A bordo c’era un gruppo di migranti. Dopo l’impatto, invece di fermarsi, l’imbarcazione avrebbe proseguito la sua corsa, allontanandosi dalla zona e dirigendosi verso la vicina spiaggia di Tuerredda.

È lì che il viaggio si è interrotto. Una volta raggiunta la terraferma, i passeggeri sono scesi dal barchino e hanno tentato di allontanarsi a piedi nell’entroterra. Ma nel frattempo era già scattato l’allarme. La Centrale operativa ha mobilitato i carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria e Pula e il Nucleo Operativo di Cagliari, impegnati in questi giorni nei controlli straordinari sul litorale per il periodo estivo. I militari hanno presidiato le principali vie di approdo e, in breve tempo, sono riusciti a rintracciare l’intero gruppo. Si trattava di 14 uomini adulti, tutti di nazionalità algerina e privi di documenti. Al momento del fermo, riferiscono i carabinieri, apparivano in buone condizioni di salute.

Parallelamente sono partite le indagini per capire chi fosse alla guida dell’imbarcazione e ricostruire con precisione quanto accaduto davanti a Su Giudeu. I carabinieri hanno lavorato insieme al personale della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura. Gli accertamenti hanno portato a individuare quello che gli investigatori ritengono essere il conducente: un 28enne algerino. Al termine degli accertamenti è stato arrestato e trasferito nel carcere di Uta. Le accuse nei suoi confronti sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime. La sua posizione, tuttavia, è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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Incendio boschivo nel grossetano, in azione 2 elicotteri

17 Agosto 2026 ore 11:39

ROCCASTRADA - Un incendio boschivo sul Monte Alto, nel comune di Roccastrada (Grosseto) è attivo da domenica sera. Le fiamme hanno interessato un'ampia porzione di bosco costituito in parte da querce e in parte da macchia mediterranea.     Dieci le squadre di volontari antincendi boschivi e dell'Unione dei comuni delle Colline Metallifere impegnate nel contenimento del fronte che si è sviluppato Continue Reading

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Allarme biodiversità a Livorno: a rischio gli Orti di via Goito

17 Agosto 2026 ore 11:37

LIVORNO – L’equilibrio ecologico del capoluogo labronico affronta un passaggio critico che accende un nuovo allarme biodiversità a Livorno. Nel mirino degli ambientalisti c’è il futuro degli Orti di via Goito, un polmone verde informale di circa sei ettari situato nel cuore del tessuto cittadino e paragonabile per dimensioni alla vicina Villa Fabbricotti. L’area rappresenta l’ultima testimonianza significativa di paesaggio rurale sopravvissuta all’espansione edilizia, caratterizzata da un mosaico naturale di boschetti, siepi e piccoli appezzamenti coltivati.

La varietà strutturale della vegetazione ha consentito la proliferazione di una ricca fauna. I monitoraggi scientifici condotti dalla Lipu negli ultimi dieci anni hanno attestato la presenza complessiva di oltre trentacinque specie avicole, con ventitré tipologie di uccelli nidificanti registrate nel censimento del 2025. Tuttavia, le trasformazioni urbanistiche all’orizzonte — legate a un progetto edilizio e all’incertezza sulla gestione dei futuri spazi verdi — rischiano di compromettere l’intero habitat.

Tra le presenze più emblematiche figura il Codibugnolo, un piccolo insettivoro che nidifica tra i cespugli e le chiome degli alberi. I dati preliminari raccolti per il nuovo atlante ornitologico mostrano un crollo della specie in ambito urbano pari all’85%, causato dalle potature aggressive, dalla cementificazione e dal degrado della vegetazione ripariale. Attualmente la zona compresa tra Villa Fabbricotti e gli Orti di via Goito costituisce uno degli ultimi rifugi stabili per la riproduzione di questo volatile, la cui sopravvivenza locale appare ad altissimo rischio in caso di apertura del cantiere.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore naturalistico del territorio, l’associazione ha avviato la pubblicazione di schede divulgative volte a far conoscere le specie a rischio. Per approfondimenti sui progetti di tutela e sui monitoraggi è possibile consultare le sezioni dedicate della Lipu.

I dati raccolti sui cali demografici delle specie urbane e sugli effetti del consumo di suolo confluiranno nei prossimi report dell’associazione a supporto della campagna contro l’allarme alla biodiversità a Livorno.

Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

17 Agosto 2026 ore 11:35
Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Un’improvvisa deflagrazione con incendio di dimensioni contenute, immediatamente domato dai vigili del fuoco intervenuti, si è verificata a Reggello (Firenze), località Filarone ai Piani della Rugginosa, presso un impianto di produzione farmaceutica.

Secondo quanto si apprende non risultano feriti o disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Indagini dei vigili del fuoco di Figline Valdarno (Firenze) per l’accertamento della dinamica e le valutazioni di impatto ambientale. Secondo quanto riferito dal Comune di Reggello l’incendio si è verificato presso lo stabilimento Sims di Reggello. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli uffici tecnici del Comune e l’amministrazione comunale, che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Sempre secondo quanto riferito dal Comune “sono in corso i rilievi del nucleo Nbcr dei vigili del fuoco per accertare le condizioni di sicurezza dell’area. Al momento, l’area interessata risulta circoscritta all’interno dello stabilimento”. Il Comune “rassicura la popolazione che, sulla base degli accertamenti e delle informazioni disponibili al momento, non risultano rischi per la salute della popolazione. L’amministrazione comunale continua a seguire la situazione in stretto coordinamento con le autorità competenti e fornirà ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni”.

Noicattaro (BA), bambino aggredito da un animale selvatico: tutelare i minori attraverso prevenzione, conoscenza e responsabilità

17 Agosto 2026 ore 11:22

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al bambino di sei anni rimasto ferito nella serata di Ferragosto a Noicattaro, nel Barese, e alla sua famiglia, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.

L’episodio, che segue altri casi verificatisi nello stesso territorio nei primi giorni di agosto, desta seria preoccupazione e richiede la massima attenzione istituzionale. Il piccolo, ferito al torace, è stato ricoverato presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, mentre proseguono gli accertamenti per identificare con certezza l’animale responsabile.

Su questo punto è necessario mantenere rigore e prudenza. L’ipotesi che possa trattarsi di un lupo è ancora oggetto di verifica e non dovrebbe essere trasformata in certezza prima dei necessari riscontri scientifici. In una situazione che suscita comprensibile allarme, distinguere i fatti dalle supposizioni significa tutelare la comunità da informazioni imprecise e reazioni dettate dalla paura.

La decisione del sindaco di Noicattaro di limitare temporaneamente l’accesso alle aree verdi considerate maggiormente esposte e di rafforzare i controlli appare una misura prudenziale comprensibile. In presenza di un possibile pericolo, soprattutto per i minori, la precauzione costituisce uno strumento di protezione collettiva. Tuttavia, la gestione del fenomeno non può esaurirsi nella chiusura dei parchi e nei pattugliamenti straordinari.

La ripetizione degli episodi impone infatti di comprendere le condizioni che possono favorire l’avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati, prestando attenzione alle possibili fonti di cibo, alla gestione dei rifiuti, alle aree di confine tra città e campagna e all’efficacia dei sistemi di monitoraggio. L’emergenza deve diventare occasione per costruire una prevenzione stabile, capace di ridurre il rischio prima che si manifesti.

In questa prospettiva assume particolare importanza il lavoro congiunto avviato dalla Prefettura di Bari, dalla Regione Puglia, dal Comune, dalle autorità sanitarie e veterinarie, dalle forze dell’ordine e dagli organismi scientifici coinvolti. Una situazione così complessa richiede decisioni fondate su dati verificabili e una comunicazione pubblica chiara, capace di evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione.

Anche qualora gli accertamenti confermassero che si tratta di un lupo, sarebbe necessario mantenere lo stesso equilibrio. La tutela della biodiversità è un valore fondamentale, ma non può impedire interventi tempestivi quando un animale selvatico manifesta comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi in luoghi frequentati dalle persone. Allo stesso tempo, il comportamento di un singolo esemplare non può alimentare una rappresentazione indiscriminatamente ostile dell’intera specie. Sicurezza delle persone e protezione dell’ambiente non sono principi contrapposti, ma responsabilità che le istituzioni devono saper conciliare.

Quanto sta accadendo a Noicattaro presenta inoltre una significativa dimensione educativa. Conoscere il territorio e sapere come comportarsi in presenza di fauna selvatica sono strumenti concreti di cittadinanza responsabile. La scuola, con il contributo delle competenze scientifiche e istituzionali presenti sul territorio, può aiutare bambini e ragazzi a comprendere perché un animale selvatico non debba essere avvicinato o alimentato, come segnalare un avvistamento e quale significato abbiano le disposizioni adottate dalle autorità.

Educare alla biodiversità non significa generare paura, ma fornire conoscenze adeguate per comprendere la natura nella sua complessità. Occorre evitare tanto l’idea dell’animale selvatico come minaccia permanente quanto quella, altrettanto fuorviante, di una natura sempre innocua e priva di rischi.

Merita attenzione anche il rispetto delle disposizioni adottate a tutela della pubblica incolumità. Se sarà confermato che l’area dell’ultima aggressione era già sottoposta a restrizioni, sarà necessario richiamare la responsabilità dei cittadini, ma anche verificare che i divieti siano comunicati in maniera chiara, visibile e accompagnati da controlli adeguati. La prevenzione è efficace soltanto quando istituzioni e comunità condividono consapevolmente le rispettive responsabilità.

Il CNDDU auspica pertanto che il lavoro della task force istituita in Prefettura non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma conduca a una strategia territoriale stabile, nella quale monitoraggio scientifico, prevenzione, informazione pubblica ed educazione ambientale siano parte di un’unica azione. Gli accertamenti genetici e scientifici dovranno inoltre chiarire quale animale sia coinvolto e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso esemplare, così da consentire interventi proporzionati e fondati sulle evidenze.

Il caso di Noicattaro ricorda che la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede conoscenza, responsabilità e capacità di intervenire prima che il rischio diventi emergenza. Proteggere un bambino e tutelare la biodiversità appartengono alla stessa idea di civiltà: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a custodire responsabilmente l’ambiente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che da questa vicenda possa nascere una risposta istituzionale capace di guardare oltre l’urgenza del momento, trasformando una situazione di allarme in un’occasione concreta per rafforzare la cultura della prevenzione, della conoscenza e della responsabilità condivisa.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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Colpiti dai fulmini, due morti in montagna: turista americano sull’Etna, escursionista in Alto Adige

17 Agosto 2026 ore 10:46

Il temporale è arrivato mentre erano in montagna. Poi il fulmine, improvviso e impossibile da prevedere. Due tragedie distinte, avvenute a centinaia di chilometri di distanza, hanno avuto lo stesso epilogo: due persone sono morte in quota dopo essere state colpite da una scarica elettrica. La prima vittima è stata trovata nella notte sul Piz Starlex, oltre i 3.000 metri di altezza, sopra Tubre, in Val Monastero. L’uomo era stato segnalato come disperso dopo che non aveva fatto ritorno dalla cima. L’ultimo contatto telefonico risaliva alle 13, direttamente dalla vetta del Piz Starlex. In quel momento il temporale si stava avvicinando. Poi più nessuna notizia. Con il passare delle ore e l’arrivo del buio, la preoccupazione è aumentata. Poco dopo le 22 è stata attivata la ricerca attraverso la Centrale provinciale d’emergenza. I soccorritori hanno iniziato a battere la zona mentre le condizioni rendevano particolarmente complesso l’intervento.

La svolta è arrivata alle 23.44, quando il drone del Soccorso alpino ha individuato il corpo nella zona del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di quota, in un tratto di terreno impervio. Per raggiungerlo e riportarlo a valle è stato necessario un lungo intervento. Sul posto hanno lavorato circa quaranta soccorritori del Soccorso Alpino di Tubre, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei Vigili del Fuoco Volontari di Tubre e del Soccorso Alpino di Prato allo Stelvio, con il drone del distretto. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine mentre stava scendendo dalla montagna. Per lui non c’è stato nulla da fare.

Quasi contemporaneamente, dall’altra parte dell’Italia, un’altra tragedia si consumava sull’Etna. Un turista statunitense di 29 anni è stato colpito da un fulmine mentre si trovava sul vulcano. L’allarme è scattato ieri sera, poco prima delle 20, quando è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Il giovane, secondo le prime informazioni, si trovava in una zona vietata quando è stato sorpreso da un violento temporale. Anche in questo caso la scarica elettrica è stata devastante. Sul posto è intervenuto l‘elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco. Il turista è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, ma è arrivato senza vita.

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Nettuno: truffata 94enne, prosciugata la sua fondazione benefica

17 Agosto 2026 ore 10:30

Una donna di 94 anni, animata dal desiderio di fare del bene, si è ritrovata vittima di una spietata rete di raggiri orchestrata proprio dalle persone di cui si fidava ogni giorno.

A Nettuno le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Roma, su indicazione della Procura di Velletri, hanno smantellato un collaudato sistema di appropriazione indebita, riciclaggio e circonvenzione di incapace. Domestici, tecnici e consulenti della donna avevano iniziato a prosciugarle il patrimonio a sua insaputa, arrivando a strapparle oltre 700 mila euro attraverso trasferimenti e manovre finanziarie studiate per nascondere la traccia del denaro.

I flussi sospetti e la ripulitura dei capitali

Gli accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia di Nettuno sono scattati a seguito di una segnalazione su pesanti anomalie nella gestione dei beni dell’anziana.

Seguendo le piste bancarie, i militari sono riusciti a ricostruire manovre e distrazioni patrimoniali per un totale che supera il milione e duecentomila euro. Le somme sottratte direttamente dai conti della novantaquattrenne, per un ammontare preciso di oltre 742 mila euro, venivano continuamente dirottate verso i depositi bancari dei collaboratori domestici, dei consulenti e persino dei loro familiari.

Saccheggiata la fondazione per i bisognosi

Le verifiche patrimoniali si sono estese anche alle casse della fondazione senza scopo di lucro fondata dalla donna quasi quarant’anni fa con finalità benefiche a sostegno del litorale.

Gli investigatori hanno scoperto che, dal 2019, l’amministratore dell’ente solidale, un professionista romano, drenava regolarmente le risorse della struttura per scopi estranei allo statuto. Operando insieme alla garante dell’ente per ostacolare l’identificazione dei fondi, l’uomo è riuscito a sottrarre oltre 532 mila euro dalle casse benefiche, destinandoli a terzi oppure al proprio conto personale.

Investimenti immobiliari e sequestri della Guardia di Finanza

L’inchiesta ha fatto luce anche su un ramificato meccanismo di autoriciclaggio, scoprendo che una parte del denaro rubato alla solidarietà veniva reinvestito in attività imprenditoriali e commerciali, tra cui l’acquisto di un locale a Roma del valore di 216 mila euro.

L’operazione della Guardia di Finanza si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro persone e con il sequestro cautelare di beni e risorse finanziarie per oltre 375 mila euro.

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Furti tra abitazioni, auto in sosta ed esercizi commerciali a Roma: 12 arresti

17 Agosto 2026 ore 09:37
Furti tra abitazioni, auto in sosta ed esercizi commerciali a Roma: 12 arresti

ROMA (ITALPRESS) – Intrusioni nelle abitazioni, scippi fulminei attraverso la tecnica dell’inganno, colpi negli esercizi commerciali per guadagnarsi il bottino tra gli scaffali, fino alle auto in sosta: sono sei i colpi sul fronte predatorio neutralizzati dalla Polizia di Stato che, negli ultimi giorni, hanno portato all’arresto di dodici persone in diversi quadranti della Capitale.

Ad aprire la sequenza è stato un tentativo di furto all’interno di un’abitazione sita in via Vincenzo Tiberino. Nel cuore della notte i condomini, allarmati dai forti rumori provenienti dal portone d’ingresso, hanno immediatamente allertato le Forze dell’ordine. L’intervento tempestivo degli agenti del XV Distretto Ponte Milvio ha permesso di arrestare un sessantasettenne ed un trentanovenne muniti di un kit da scasso per mettere a segno il furto. I due, colti in flagranza dopo un breve tentativo di fuga, sono stati fermati e sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

I successivi 5 arrestati sono stati intercettati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina in due distinti episodi, culminati nel medesimo epilogo. In entrambi i casi i complici, ripartendosi i ruoli di vedetta e frontman, mettevano in atto una sequenza operativa ben nota: merce occultata attraverso borse schermate, dispositivi antitaccheggio compromessi e tentativi di superare le casse confidando nella rapidità della fuga.

È stato questo lo scenario dei due furti non andati a buon fine in un centro commerciale sito in via Prenestina ed in un negozio di viale Libia. Nel primo caso, due sudamericani sono stati intercettati e colti sul fatto dagli agenti che, insospettiti dal loro atteggiamento, si sono decisi a seguirli, riuscendo a recuperare 8 paia di occhiali griffati, ben travisati all’interno di un berretto, ed un borsello di pelle per un valore pari ad oltre 1400 euro. Per lasciare invisibile l’ammanco ai dipendenti del negozio, avevano furbamente sostituito gli occhiali di marca con un altro modello, riuscendo, in un primo momento, a trarli in inganno.

Una dinamica analoga è stata neutralizzata in via Aristide Merloni. In questo caso, ad essere preso di mira è stato un negozio d’abbigliamento del noto centro commerciale. Tre sudamericani, dopo essere riusciti ad aggirare i controlli di sicurezza, si sono appropriati di una refurtiva del valore di oltre 150 euro. All’uscita, tuttavia, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina ed arrestati per furto aggravato. Un contesto differente è stato registrato nel parcheggio di un altro centro commerciale, nel quadrante nord-est della Capitale, dagli agenti del III Distretto di P.S. Fidene Serpentara. Tre giovani italiani, dopo aver frantumato il vetro di un portabagagli di un’autovettura in sosta al fine di asportare alcune valigie riposte all’interno, accortisi della presenza degli agenti, si sono lanciati in una precipitosa fuga, interrotta da un poliziotto che, nel frattempo, era riuscito a guadagnarsi l’accesso all’abitacolo ed a tirare il freno a mano per arrestare la corsa dell’autovettura.

Lo stesso epilogo ha colpito un ventunenne ed un ventiduenne, colti nell’atto di asportare un borsone riposto sui sedili di un veicolo in sosta in Piazza Celimontana. Dopo una breve colluttazione con gli agenti del Commissariato di P.S Celio, i due sono stati arrestati per rapina impropria in concorso. A chiudere il cerchio operativo sono stati gli agenti del Commissariato di P.S. Spinaceto che hanno arrestato per furto aggravato una quarantacinquenne. Posizionatasi davanti a un noto hotel della zona dove sostava un autobus gremito di turisti e distraendo il conducente con l’aiuto di un complice, era riuscita a guadagnarsi uno zaino, strappato dalle mani di un turista. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

– Foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Indonesia, nuova scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste: 700 italiani bloccati sull’isola di Flores. Sale il bilancio delle vittime

17 Agosto 2026 ore 09:59

Un altro terremoto, questa volta di magnitudo 5.6, ha colpito l’Indonesia alle 2.46 (ora italiana) di stanotte, 17 agosto. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 18 chilometri, circa 175 km a est della città di Labuan Bajo. Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non è stato emesso alcun allarme tsunami. Non risultano danni o conseguenze sulla popolazione.

Si aggrava però il bilancio del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito l’isola di Flores negli scorsi giorni. In particolare sono almeno 53 le persone che hanno perso la vita e 12.800 quelle che non possono rientrare nelle proprie case secondo l’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (Bnpb). 135 invece i feriti. Ad aumentare è anche il numero degli italiani presenti al momento del terremoto e che ora sono bloccati sull’isola. In particolare sono 700 i connazionali non residenti e registrati su “Dove siamo nel mondo”. Nessuno di loro tuttavia sembra aver riportato danni o problematiche.

La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana a Giacarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai propri cittadini per permettergli di tornare a casa. Alcuni gruppi di vacanzieri sono riusciti a salire sull’aereo per lasciare il Paese già nella notte tra il 15 agosto e il 16. Complessivamente in Indonesia risultano almeno 2000 italiani iscritti all’Aire e circa 6000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Secondo il Ministero degli Esteri, al momento i principali aeroporti dell’area risultano operativi ma l’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area. La Farnesina intanto invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi.

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“Parlavamo dei Mondiali, poi hanno capito che eravamo italiani”, il racconto degli amici di Nicola Maggiotto aggredito a Barcellona

17 Agosto 2026 ore 09:15

Si parlava di calcio, dei Mondiali. Una conversazione iniziata tranquillamente fuori dal locale, dopo la festa in piscina, e poi il cambio di atteggiamento quando quel gruppo di ragazzi ha capito che i giovani che aveva davanti erano italiani. È questo il passaggio che gli amici di Nicola Maggiotto, il 21enne in coma farmacologico a Barcellona dopo un’aggressione, mettono al centro del suo racconto sulla notte dell’aggressione nella città spagnola.

“Parlavamo dei mondiali, perché la Spagna ha vinto. Ma non ricordo bene”, racconta un giovane. I ragazzi italiani avevano appena lasciato il locale e stavano andando a prendere un taxi quando hanno incontrato una decina, forse quindici giovani. “Stavamo parlando tranquillamente con loro, un po’ bevuti, un po’ in inglese, un po’ in spagnolo, non riuscivamo a capire bene di dove fossero”. Poi, però, qualcosa sarebbe cambiato. “Quando ci hanno sentito parlare e hanno capito che eravamo italiani hanno cambiato atteggiamento. L’ha notato anche il mio amico che era più sobrio di me”. Il ragazzo precisa di non voler stabilire un nesso certo tra l’aggressione e la nazionalità: “Non credo ci abbiano aggredito per la nostra nazionalità, ma sicuramente sono cambiati, sembrava che ci prendessero in giro. Ci trattavano con più cattiveria”.

È in questo clima che, secondo il suo racconto, nasce il confronto tra Nicola e uno dei ragazzi. Poco dopo il dibattito diventa una lite. “Mi sono girato e ho visto che Nicola aveva iniziato a litigare con uno di loro, hanno iniziato a picchiarsi. Erano uno contro uno, gli altri dieci ragazzi stavano intorno a guardare”. Per qualche secondo decide di non intervenire. “Nicola ha fatto un anno di arti marziali miste, il rugby è il suo sport, si sa difendere, mi sono detto”. Poi vede arrivare un secondo ragazzo. “Ho visto un secondo ragazzo correre da dietro verso di lui e tirargli questo pugno, un colpo forte, dietro la nuca, sopra la testa”. Nicola cade a terra e da quel momento la situazione precipita.

A ricostruire quei secondi successivi è soprattutto il terzo amico che era con loro. “Da quello che ci ha raccontato il nostro terzo amico hanno continuato a prenderci a calci senza pietà. Il nostro amico ha urlato loro contro mettendoli in fuga”. Il ragazzo ferito si risveglia dopo alcuni tentativi di rianimazione. Nicola, invece, non riprende conoscenza. Per lui comincia la lunga attesa in ospedale, dove è tuttora ricoverato in terapia intensiva e in coma farmacologico. Gli investigatori cercano di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e le ragioni che hanno fatto degenerare quella conversazione. Anche la famiglia di Nicola sta cercando risposte: al giovane è stato chiesto il codice Pin del cellulare dell’amico, per poter accedere al telefono e verificare eventuali elementi utili alla ricostruzione. “Se Nicola fosse stato da solo, probabilmente non sarebbe nemmeno tra noi“. Adesso come fa sapere il padre del 21enne bisognerà attendere per capire se il colpo alla nuca ha provocato danni. “Ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono stabili” spiega Daniele Maggiotto. Nelle prossime ore potrebbe essere decisa una riduzione delle sostanze che mantengono il giovane in stato di incoscienza per verificare gli eventuali danni patiti in una condizione di veglia. In giornata sono attesi ulteriori aggiornamenti sull’evolversi del quadro clinico.

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Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

17 Agosto 2026 ore 09:14
Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan.

“Difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, anche perché il racconto della vittima aveva “un basso grado di coerenza interna”: per questo il tribunale di Siena ha assolto il 18 maggio 2026 in rito abbreviato due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan, episodio fatto risalire al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. Per le motivazioni della sentenza del gup Andrea Grandinetti, depositate il 14 agosto, non si può che adottare sentenza di assoluzione dei due imputati, si legge, “atteso il difetto di prova in ordine (alla veridicità dell’affermazione circa la) esistenza del fatto di ‘violenza costrittiva’ descritto” nell’imputazione del pubblico ministero. Tra i vari aspetti, il giudice rileva la scarsa coerenza nelle dichiarazioni da lei fatte sulla sua condizione psico-fisica, in particolare sul suo stato di coscienza e quindi sulla sua capacità di intendere e di volere. In particolare, ciò viene esaminato in sentenza rispetto all’assunzione di alcolici: per il giudice le sue dichiarazioni sono incoerenti, smentite da testimonianze e anche da un video che la mostra camminare in condizione di piena coscienza fino a poter saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Anche la positività a cannabinoidi riscontrata nella presunta vittima della violenza sessuale per il giudice non rileva perché non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” di stupefacente tanto da non poterla correlare ai rapporti sessuali avvenuti fra il 4 e il 5 agosto 2023. Inoltre sempre la stessa atleta non consumò bevande alcoliche dopo la chiusura del bar dove erano stati per un tempo di “almeno 90 minuti prima di far ingresso nella camera dove c’erano” i due imputati e un loro amico. Quindi, fa capire il giudice, era verosimilmente lucida.

Spari al pronto soccorso di Prato dopo un tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

17 Agosto 2026 ore 07:39
Spari al pronto soccorso di Prato dopo un tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono stati tre i colpi di pistola sparati nel pomeriggio di ieri al pronto soccorso dell’ospedale di Prato da un agente della polizia penitenziaria per fermare un marocchino di 22 anni che stava scappando. Lo fa sapere con un comunicato stampa la procura di Prato che ha assunto la direzione delle indagini. “Durante la permanenza all’ospedale -spiega la procura di Prato-, il 22enne avrebbe cercato di evadere e un agente di polizia penitenziaria ha esploso tre colpi di pistola, uno dei quali ha attinto il giovane a una gamba”.

“Nel corso del pomeriggio, un soggetto di nazionalità marocchina è stato sorpreso mentre stava lanciando un plico contenente sostanza stupefacente all’interno del carcere di Prato dall’esterno-dichiara il procuratore di Prato, Luca Tescaroli-. Indi, lo stesso si è dato alla fuga ed è stato inseguito. Durante la fuga, è caduto e ha riportato lesioni. È stato quindi portato al pronto soccorso del nosocomio di Prato per essere medicato”. Al pronto soccorso il ventiduenne marocchino ha tentato di scappare. La Procura di Prato “ha assunto prontamente la direzione delle indagini per chiarire la dinamica dei fatti. La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua” ha concluso Tescaroli.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Scivola dal sentiero e cade nel lago degli Speccheri: muore annegata davanti al figlio

17 Agosto 2026 ore 06:40
La vittima è una donna originaria di Lonigo, in provincia di Vicenza. La donna, assieme ai famigliari stava risalendo dal lago in un tratto esposto quando è scivolata e precipitata. Recuperata con un barchino, inutili i tentativi di rianimazione

© RaiNews

Matrimonio da sogno all’Elba per Bagnoni e Caffaz

17 Agosto 2026 ore 06:20

Era il matrimonio più atteso dell’anno, sussurrato per mesi in città e alla fine il sogno è diventato realtà nella cornice più esclusiva della Toscana. L’imprenditrice carrarina Alessandra Benedetta Caffaz e il celebre dermatologo Giovanni Bagnoni si sono uniti in matrimonio, regalando ai pochissimi e selezionati ospiti un’esperienza indimenticabile. Lui, luminare della medicina, già primario agli Spedali Riuniti di Livorno e al Noa di Massa, nonché coordinatore clinico dell’Unità di melanoma per l’Asl Toscana nord ovest, lei, affascinante e stimata imprenditrice. Una coppia d’oro nella vita e negli affari, che dopo aver fondato con successo i rinomati ambulatori Luxcare di Marina di Carrara e Livorno, ha coronato la propria storia d’amore con un matrimonio da favola. Giovanni e Alessandra si sono detti sì alle 12 di Ferragosto nella splendida cornice dell’Hotel Hermitage, un paradiso a cinque stelle affacciato sulla rinomata spiaggia della Biodola, a Portoferraio. Una scelta di cuore per Alessandra, che in questo angolo di Isola d’Elba trascorre le vacanze da anni e si sente a casa. Tutto è stato organizzato come in una fiaba moderna. Il rito è stato celebrato dal vicesindaco di Portoferraio, Roberto Manzi.

Alessandra Poggi

Spaccio di droga in piazza Attias, arrestato

17 Agosto 2026 ore 06:10

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dello spaccio di droga, hanno arrestato un 54enne del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività è stata eseguita nel fine settimana di Ferragosto, nel corso di servizi mirati al contrasto dei reati in genere, concentrati nelle aree del centro soggette a maggiore presenza di persona anche alla luce delle presenze turistiche.

L’uomo, che ha già altri precedenti specifici all’attivo, è stato notato in piazza Attias con atteggiamento sospetto e senza un’apparente chiara destinazione. Sospetti subito confermati quando la persona è stata notata cedere un involucro ad un giovane in cambio di denaro. Vista la chiara dinamica di cessione di sostanze i Carabinieri sono intervenuti, lo hanno prontamente raggiunto e fermato per eseguire un controllo di iniziativa.

Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria è stata recuperata la dose di hashish appena ceduta all’acquirente in cambio di denaro. La successiva perquisizione personale ha permesso di recuperare e sequestrare ulteriore quantitativo di sostanza, circa 9 grammi di hashish e 55 euro ritenuti provento di precedenti cessioni. Le operazioni sono proseguite con l’esecuzione di una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento e sequestro di ulteriori 80 grammi circa di hashish insieme a materiale vario per la pesatura ed il confezionamento delle dosi.

A carico del giovane acquirente i carabinieri hanno contestato la sanzione amministrativa prevista per la detenzione di sostanza destinata all’uso personale. Terminate le formalità di rito, su disposizione della Procura di Livorno, l’indagato è stato ristretto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, la mattina seguente, in cui è stato convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi”

17 Agosto 2026 ore 06:00

Livorno 17 agosto 2026 Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi” “C’è un rischio che dovremmo avere il coraggio di guardare in faccia: mentre discutiamo di come difendere il paesaggio, il cambiamento climatico lo sta già trasformando davanti ai nostri occhi. Le estati sempre più lunghe …

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Arrestato il clochard che aggredì i vigili

17 Agosto 2026 ore 06:00

La Polizia di Stato di Livorno nel pomeriggio di giovedì, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura, nei confronti del sedicente B.N., 41 anni, clochard che lo scorso 26 luglio, a San Vincenzo, era stato colpito da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di un vigile urbano intervenuto a seguito di una segnalazione di una persona molesta fuori dalla Coop. Lo straniero, già destinatario della misura cautelare del divieto di dimora, notificatagli dai poliziotti della Squadra Mobile lo scorso 6 agosto, è stato ritenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, persona pericolosa in quanto, in pendenza di suddetta misura, più volte identificato dalle Forze di Polizia sul territorio della provincia labronica – e quindi in violazione del divieto di dimora – peraltro in possesso di un coltello. L’uomo è stato arrestato su un treno fermo alla Stazione di San Vincenzo.

Sanità, Fials proclama lo stato di agitazione: gravi criticità nel reclutamento del personale”

17 Agosto 2026 ore 05:56
ospedale livorno facciata ingresso

Livorno 17 agosto 2026 FIALS Ppovinciale Livorno: “Proclamato lo stato di agitazione: grave criticità generale nel reclutamento del personale sanitario. Una vera emergenza poi nella Casa Circondariale “Le Sughere” di Livorno.” “Il Sindacato FIALS proclama lo Stato di Agitazione contro la USL Toscana Nord Ovest. Il tentativo di conciliazione in Prefettura è fallito. Il Sindacato …

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Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni

17 Agosto 2026 ore 05:54
anziano sedia a rotelle rsa

Livorno 17 agosto 2026   Più risorse per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, nuovi strumenti per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più vicina alle persone e alle famiglie. È la strategia con cui la Regione Toscana affronta la sfida dell’invecchiamento demografico, mettendo in campo un pacchetto di interventi approvati …

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Taxi abusivo all’Elba: sequestro e multa di duemila euro

17 Agosto 2026 ore 05:50

Intensificati i servizi dei Carabinieri di Portoferraio durante il fine settimana del Ferragosto. In particolare, durante controllo alla circolazione stradale, i militari hanno individuato un veicolo utilizzato per svolgere attività di taxi senza il prescritto titolo abilitativo, contestando la relativa violazione prevista dall’articolo 86 del Codice della strada. A carico del conducente è stata elevata una sanzione amministrativa di euro 2.000, mentre il veicolo impiegato per il servizio abusivo è stato sottoposto a sequestro e la patente di guida ritirata.

Il controllo sul taxi abusivo si inserisce in una più ampia attività di vigilanza svolta dai Carabinieri sull’Isola. Nel medesimo ambito operativo, da un controllo a Porto Azzurro, i Carabinieri hanno fermato per accertamenti una donna straniera alla guida di un ciclomotore. Dalle verifiche è emerso che il mezzo, immatricolato nel 2009, era privo di assicurazione e mai sottoposto alle revisioni periodiche obbligatorie, con ben otto revisioni mai effettuate. La conducente, inoltre, è risultata non aver mai conseguito la patente di guida. Pertanto il motociclo è stato sequestrato e alla conducente sono state contestate sanzioni per oltre 6.000 euro.

A Portoferraio, infine, durante un servizio di controllo del territorio i militari hanno sottoposto a perquisizione una persona, trovandola in possesso di un grosso coltello da cucina in acciaio seghettato della lunghezza complessiva di 31 centimetri. L’arma è stata sequestrata, il possessore denunciato.

’Fuori dalle emergenze’. Stasera alla Torre la presentazione del libro

17 Agosto 2026 ore 05:40

Clima, alluvioni, siccità, terremoti: dalle catastrofi alla prevenzione. Stasera alle 21.15 al Giardino della Torre si parlerà di prevenzione e gestione dei rischi ambientali con la presentazione del libro ’Fuori dalle emergenze’ di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi. Mauro Grassi sarà a colloquio con Luca Filippi, giornalista de La Nazione. Il volume affronta alcune delle principali fragilità del territorio italiano — dalle alluvioni alla siccità, dalle frane ai terremoti — mettendo al centro la necessità di investire nella prevenzione, nella sicurezza del territorio e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. ️ Un’occasione di approfondimento e confronto su un tema di grande attualità e di interesse per le comunità e per il futuro dei nostri territori.

I genitori di Virginia ringraziano per l’affetto. Disposto il lutto cittadino

17 Agosto 2026 ore 05:30

Maurizio e Patrizia, i genitori di Virginia Bellagamba, la 17enne morta nel tragico incidente sulla 398, hanno voluto "ringraziare col cuore la grandissima dimostrazione di affetto per Virginia da parte di tutta la popolazione di Piombino ma anche da fuori che è stata veramente calorosa e piena di amore. In particolare gli amici e le amiche più vicine ci hanno dimostrato una vicinanza per davvero encomiabile. Siamo chiusi nel dolore ma in qualche modo troviamo non solo il coraggio di andare avanti ma vi abbracciamo fortissimo. Ad oggi non sappiamo quando potremo invitare tutti alla funzione religiosa che si terrà alla chiesa dell’Immacolata a Piombino". E in occasione del funerale il Comune ha proclamato il lutto cittadino.

Ferragosto, spiagge devastate. Migliaia di giovani e tanto alcol

17 Agosto 2026 ore 05:22

Una notte di follia sulle spiagge di Marina di Cecina. Migliaia di giovani per festeggiare Ferragosto con fiumi di alcool. Un ’miracolo’ che non sia sianno verificati incidenti gravi e gravi malori, ma il risultato, il giorno dopo è un tappeto di bottiglie e lattine sugli arenbili, rifiuti ovunque (nella foto la zona di Andalù). Duro l’intervento della sindaca di Cecina Lia Burgalassi contro questi atti vandalici. La sindaca ha poi riungraziato gli agenti della polizia locale e gli operatori del Comune e Rea per il lavoro di ripristino e controllo.

"Questa mattina – ha spiegato ieri la sindaca Burgalassi – le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi. Cosa potrà mai esserci di divertente in tutto questo? Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla Polizia Locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge".

Feste in spiaggia con il triste corollario dell’abbandono di rifiuti non soloo a Cecina, ma in varie zone lungo la costa. Anche a San Vincenzo. "Sono il primo a cui piace mangiare in spiaggia, stare con gli amici e festeggiare il Ferragosto – dice il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci– sono però davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti. Mi sento offeso e sento offese tutte le persone che rispettano le nostre spiagge, la nostra cittadina, il nostro ambiente. Non ci vuole poi molto, venendo via dopo i fuochi o la mattina seguente, a portar via ognuno un po’ della spazzatura prodotta e gettarla. Lasciare tutto lì significa oltre al grave danno ambientale fare anche un danno alla comunità perché operazioni di pulizia così importanti e in così poco tempo rischiano di essere non solo molto problematiche e invasive per i bagnanti già presenti sul mare dalle prime ore del giorno ma addirittura non realizzabili".

Lettera in una bottiglia trovata sulla scogliera. Una storia di 29 anni fa

17 Agosto 2026 ore 05:19

Una lettera in una bottiglia. Come in un romanzo. Una lettera scritta a mano nel 1997 (ammesso che il manoscritto sia veritiero) rimasta incastrata fra gli scogli di Seccheto (Campo nell’Elba) e ritrovata in questi giorni. Nella lettera, pubblicata sul gruppo Facebook ’Isola d’Elba, vacanze, info, foto, curiosità’ da Francesca Fauci, la cui figlia ha trovato la bottiglia fra gli scogli, si parla di un’amicizia fra due ragazze, Rebecca ed M. G., e la storia di un addio per il trasferimento all’estero (in Kansas, ad Hais) di una delle due. La lettera è stata postata su Facebook con la speranza che l’autrice o la destinataria si riconoscessero. L‘autrice si chiama Rebecca, la destinataria M. G., entrambe sono molto giovani nel 1997, si sono conosciute in un posto di mare dove in cima ad una salita era presente una vecchia sartoria.

Livorno sconvolta per la morte di Roberta Celli, il nodo sicurezza: “Tanti balconi realizzati con quel tipo di solaio”

17 Agosto 2026 ore 01:45

Livorno, 17 agosto 2026 – La città è scossa per la morte di Roberta Celli, 56 anni, professoressa di italiano e storia nelle classi del liceo Cecioni. Una tragedia assurda con il balcone di casa che improvvisamente cede e la donna che precipita nel vuoto. L’istituto si è stretto intorno alla famiglia dell’insegnante. Roberta lascia il marito e due figli adolescenti.

L’intervento dei vigili del fuoco sul terrazzo crollato da cui è caduta la donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Il cordoglio del liceo Cecioni

“La comunità scolastica del Liceo Statale “Francesco Cecioni” ha appreso con profondo cordoglio della tragica e improvvisa scomparsa della prof.ssa Roberta Celli avvenuta nel pomeriggio del 14 agosto. La sua perdita colpisce profondamente la nostra scuola. In questo momento di grande dolore, il Liceo “Francesco Cecioni” esprime la più sincera vicinanza ai familiari, ai quali rivolge le più sentite condoglianze. La prof.ssa Celli, docente di italiano nella nostra scuola dal 2023, ha svolto il proprio servizio con professionalità, serietà e dedizione, offrendo il proprio contributo alla crescita degli studenti e partecipando attivamente alla vita della comunità scolastica. Nel rinnovare la propria vicinanza ai familiari, il Liceo “Francesco Cecioni” ricorda con riconoscenza l’impegno umano e professionale della prof.ssa Celli e si unisce al dolore di quanti ne piangono la scomparsa”.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

I solai Sap

Intanto, mentre le famiglie dello stabile di via Bonomo dove è avvenuto l’incidente sono potute rientrare nelle abitazioni (con l’interdizione dei terrazzi che sono tutti a rischio crollo), si attende la perizia dei vigili del fuoco e l’esito delle indagini sull’incidente. Dalle foto sembra che si tratti di terrazzi realizzati con solai SAP (Senza Armatura Provvisoria), ovvero un tipo di solaio semiprefabbricato in laterizio armato. Entrò in produzione nel 1925 negli stabilimenti Rizzi/Donelli/Breviglieri (R.D.B.) di Piacenza ed è stato uno dei grandi protagonisti dell’edilizia Italiana del boom economico, in quanto veloce da montare, economico e adatto ai cantieri dell’epoca (poteva essere realizzato senza l’utilizzo di gru). È formato da travetti in cotto accostati con esili armature metalliche sigillate a malta, senza una vera cappa in calcestruzzo armato superiore. Sono solai del boom del dopoguerra, strutture spesso difficili da consolidare e a Livorno ce ne sono molti. Le infiltrazioni di pioggia contribuiscono a degradare il metallo e renderli pericolosi. Purtroppo dalle foto di google maps del settembre 2025 si vede che anche i terrazzi dello stabile dove è avvenuto l’incidente avevano dei segni di degrado importanti già un anno fa.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

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