Oroscopo 17agosto 2026: ottimo lunedì per tutti, Leone e Vergine risplendono Ariete – Voto 8. Un progetto fermo può finalmente ripartire con una mossa intelligente. Sul lavoro arriva un chiarimento prezioso, mentre in amore ascoltare sarà la vostra carta vincente. Toro – Voto 8. Finalmente piccoli dettagli tornano al loro posto e una questione pratica …
Livorno 16 agosto 2026 Primo ciak della stagione 2026/27 della Libertas Livorno 1947. Questo pomeriggio la squadra amaranto si è radunata nella struttura del Campo Sportivo ‘Maneo’ in Via delle Margherite, Ardenza. Sotto gli occhi dell’Amministratore Delegato Ferencz Bartocci e del Consigliere Gianfranco Morelli, i giocatori confermati hanno dato il benvenuto nel gruppo ai volti …
Cecina (Livorno) 16 agosto 2026 Cecina, spiagge invase dai rifiuti dopo la notte di Ferragosto. La sindaca Burgalassi: “Devastate” Le spiagge di Cecina si sono risvegliate dopo la notte di Ferragosto in condizioni di forte degrado. A denunciare la situazione è la sindaca Lia Burgalassi, che ha pubblicato sui social alcune immagini scattate questa mattina …
Australia’s foreign minister attacked the policies of the far-right One Nation party, arguing that its call for a monoculture would damage social cohesion at home and relations with friends and allies abroad.
“The call for a monoculture is a call for Australia to curtail our choices and cut off our connections,” Foreign Minister Penny Wong said in a speech on Friday in Sydney. “At a time where external and internal forces are seeking to divide us, turning Australians against each other makes us...
Il Marocco è diventato uno deiprincipali hub strategici, economici e commerciali della Cina dell’intera Africa. Poco importa che Rabat abbia stretto una solida alleanza con Israele e Stati Uniti, e che forse abbia in qualche modo favorito la crisi dei migranti di Ceuta per danneggiare gli interessi della Spagna, la porta cinese per accedere ai mercati europei. Poco importa, insomma, delle preferenze marocchine in politica estera, perché il pragmatismo adottato da Pechino nelle relazioni internazionali consente al Dragone di coltivare rapporti con tutti in nome del proprio interesse nazionale. Da questo punto di vista il Marocco é un perno ideale per consentire al gigante asiatico sia di penetrare nel continente africano che si implementare la presenza nel Mediterraneo.
Negli ultimi cinque anni i due Paesi hanno stretto accordi per importanti progetti infrastrutturali e siglato diversi patti commerciali. Nel settore manifatturiero, per esempio, decine di aziende cinesi hanno effettuato investimenti multimiliardari per stabilire fabbriche (per componenti di veicoli elettrici, batterie e materiali strategici ) in territorio marocchino. Per quale motivo? Bisogna considerare molteplici fattori che riguardano Rabat: la stabilità politica, accordi di libero scambio con l’Unione europea e gli Stati Uniti, abbondanti riserve di fosfato – cruciali per la produzione di batterie – e una posizione privilegiata, a soli 14 chilometri dall’Europa.
Gli affari della Cina in Marocco
Dal punto di vista di Pechino, ha ricordato il quotidiano spagnolo El Mundo, il Marocco può svolgere un ruolo simile a quello che il Vietnam ha assunto in Asia: essere cioè una piattaforma industriale attraverso la quale rifornire i mercati occidentali di beni cinesi, aggirando alcune delle crescenti barriere commerciali che interessano le esportazioni che provengono direttamente da oltre Muraglia. Attenzione, inoltre, al dossier delle infrastrutture. Le aziende statali cinesi partecipano infatti a progetti ferroviari, energetici e portuali. Un esempio? Il porto di Tanger Med – il più grande del Mediterraneo e uno dei principali centri di traffico container del mondo – si è affermato come un nodo logistico di enorme valore per le catene di approvvigionamento cinesi. Da qui le merci possono essere distribuite rapidamente in Europa e in Africa occidentale, rafforzando il ruolo del Marocco come piattaforma logistica con portata continentale.
E consentendo alla Cina di realizzare profitti considerevoli. Nel frattempo Yu Jinsong, ambasciatore cinese a Rabat, ha dichiarato che le relazioni bilaterali stanno attraversando un momento favorevole e che nei prossimi cinque anni ci sarà una stretta collaborazione sino-marocchina incentrata sulla costruzione di un quadro economico comune. Questo sforzo dovrebbe concentrarsi sull’eliminazione delle tariffe, sul trasferimento di tecnologia dalla Cina e sulla firma di accordi per l’energia sostenibile. Il rafforzamento delle relazioni bilaterali è decollato con la visita del re Mohamed VI a Pechino nel maggio 2016, dove sono stati firmati accordi che stabiliscono il partenariato strategico tra Cina e Marocco. Da allora, il commercio tra i due Paesi è cresciuto in modo significativo, guidato da collaborazioni su progetti per lo sviluppo del Global South e della Belt and Road Initiative.
Il Dragone a Rabat
La Cina è attualmente il terzo maggiore partner commerciale internazionale del Marocco e il secondo per investimenti nel settore dell’energia sostenibile nel Paese. Nel 2025, il commercio bilaterale tra i due Paesi ha raggiunto i 10,96 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 9,04 miliardi del 2024. Nello stesso anno, le esportazioni cinesi verso il Marocco hanno raggiunto i 9,88 miliardi di dollari, mentre le importazioni dal Marocco si sono attestate a 1,08 miliardi. Si prevede che gli investimenti cinesi nel Paese supereranno i 10 miliardi di dollari nel prossimo futuro. Le relazioni economiche tra i due Paesi si concentrano principalmente su due ambiti: il trasferimento di tecnologia e gli investimenti nell’idrogeno verde e nelle energie rinnovabili. Il Marocco esporta soprattutto materie prime, tra cui semiconduttori e derivati del fosfato, mentre la Cina fornisce componenti per veicoli elettrici, prodotti di telefonia e altri beni a maggior valore aggiunto.
Nel settore energetico, la Cina mira a inserirsi nel processo di transizione del Marocco, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di coprire il 52% del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. In questo contesto, il Marocco rappresenta un partner strategico anche per la sua straordinaria disponibilità di risorse naturali: il Paese possiede infatti quasi il 70% delle riserve mondiali di fosfato, una materia prima fondamentale per l’agricoltura. La rilevanza di questa risorsa è ulteriormente accresciuta dall’importanza della sicurezza alimentare a livello globale, in particolare per la Cina, il secondo Paese più popoloso al mondo, con circa 1,4 miliardi di abitanti. Un esempio concreto della crescente cooperazione industriale è rappresentato da BTR New Material Group, produttore cinese di materiali per batterie al litio, che sta realizzando nel Paese progetti dedicati alla produzione di materiali per catodi e anodi e che dovrebbe creare oltre 1.100 posti di lavoro qualificati. Il Marocco, principale esportatore mondiale di fosfato e dotato di significative risorse di cobalto e litio, sta così sfruttando la propria base mineraria per sviluppare una nuova filiera industriale nel settore energetico, capace di collegare le risorse marocchine, la capacità di lavorazione cinese e i mercati europei.
Negli ultimi due anni, ha sottolineato il New York Times, gli investimenti a Rabat e dintorni da parte di produttori cinesi di energia, veicoli elettrici e batterie sono aumentati in maniera vertiginosa, sfiorando quasi i 10 miliardi di dollari. Ci sono decine di aziende d’oltre Muraglia che stanno aprendo, o hanno già aperto, sedi in loco, a conferma della crescente importanza che Pechino assegna al Marocco.
Livorno 16 agosto 2026 Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, a nome di tutti i finanzieri, esprime le più vive congratulazioni al finanziere Andy Díaz Hernández per la straordinaria prestazione con la quale, ieri sera, a Birmingham, ha conquistato il titolo europeo nel salto triplo. Con la misura di …
Former Chinese premier Zhu Rongji will be cremated in Beijing on Tuesday, with flags across the country – including in Hong Kong and Macau – flown at half-mast, state media reported on Sunday.
Zhu, who served as premier from 1998 to 2003 and played a pivotal role in transitioning China towards a market-based economy, died of an illness in Beijing on Wednesday at age 97.
According to state news agency Xinhua, national flags will fly at half-mast on Tuesday at sites in Beijing, including Tiananmen...
Former Chinese premier Zhu Rongji will be cremated in Beijing on Tuesday, with flags across the country – including in Hong Kong and Macau – flown at half-mast, state media reported on Sunday.
Zhu, who served as premier from 1998 to 2003 and played a pivotal role in transitioning China towards a market-based economy, died of an illness in Beijing on Wednesday at age 97.
According to state news agency Xinhua, national flags will fly at half-mast on Tuesday at sites in Beijing, including Tiananmen...
Former Chinese premier Zhu Rongji will be cremated in Beijing on Tuesday, with flags across the country – including in Hong Kong and Macau – flown at half-mast, state media reported on Sunday.
Zhu, who served as premier from 1998 to 2003 and played a pivotal role in transitioning China towards a market-based economy, died of an illness in Beijing on Wednesday at age 97.
According to state news agency Xinhua, national flags will fly at half-mast on Tuesday at sites in Beijing, including Tiananmen...
Livorno 16 agosto 2026 Allerta meteo gialla a Livorno: temporali e rischio idrogeologico lunedì 17 agosto Il maltempo torna a interessare il territorio livornese. La Protezione Civile regionale ha emesso un’allerta meteo gialla per temporali forti e rischio idrogeologico sul reticolo minore nella zona; A6 e E2, che comprende Livorno e provincia L’allerta scatterà alle …
Livorno 16 agosto 2026 Andy Diaz, Livorno vola con lui: oro europeo e record italiano nel triplo C’è anche un importante pezzo di Livorno sul tetto d’Europa. Andy Diaz, livornese d’adozione e portacolori dell’Atletica Unicusano Libertas Livorno, ha conquistato a Birmingham la medaglia d’oro nel salto triplo, firmando una prestazione destinata a entrare nella storia …
Livorno 16 agosto 2026 Europa Verde Livorno interviene sul tema della gestione dei rifiuti rispondendo ad alcune domande “Hanno replicato alle nostre affermazioni non con i fatti, ma con “stime prudenziali” e varie domande, alle quali comunque rispondiamo volentieri. 1) Il porta-a-porta fa diminuire di tre quarti il rifiuto residuo da smaltire, lo dicono i …
Livorno 16 agosto 2026 Morini passa a Europa Verde e resta all’opposizione, Perini: “La maggioranza Salvetti è esplosa” Perini: “Morini entra in Europa Verde, la maggioranza Salvetti è esplosa” Il passaggio di Andrea Morini a Europa Verde e la sua decisione di rimanere all’opposizione diventano terreno di scontro politico a Livorno. A intervenire è …
Livorno 16 agosto 2026 Trauma cranico al moletto del Sonnino, 61enne soccorso nella notte di Ferragosto Momenti di apprensione nella notte di Ferragosto al moletto del Sonnino, dove un uomo di 61 anni è rimasto ferito dopo una caduta. L’episodio è avvenuto intorno alle 3.30. Il 61enne si trovava in compagnia di altre persone quando, …
Oroscopo 16 agosto 2026: Cancro, Ariete e Capricorno sul podio, non bene Acquario Ariete – Voto 9. Passione e fortuna accendono la giornata, regalando emozioni fortissime. Sul lavoro arrivano soddisfazioni, mentre una sorpresa economica rende tutto ancora più speciale. Toro – Voto 8. Il lavoro premia la costanza e l’amore ritrova dolcezza. Un consiglio prezioso …
Livorno 15 agosto 2026 Sofia Fiorini regina d’Europa: oro nella maratona di marcia e record del mondo Impresa straordinaria per Sofia Fiorini, 21enne originaria di Bibbiena, che ai Campionati Europei di Atletica Leggera di Birmingham ha conquistato il titolo europeo nella maratona di marcia. L’atleta azzurra ha chiuso la gara con il tempo di 3h15’11”, …
Livorno 16 agosto 2026 Potere al Popolo Livorno invita la cittadinanza a partecipare a un presidio lunedì 17, alle ore 17:30, davanti al monumento ai 4 Mori. L’iniziativa nasce in vista della tappa a Livorno dell’ambasciatore statunitense Usa Tilman Fertitta, atteso con un mega yacht. Gli organizzatori ribadiscono che “ambasciatori di guerre e genocidi” non …
TAVOLOZZE NELL’OMBRA:Il maestro livornese tra maestria tecnica e l’eredità dei grandi del passato. Il talento puro di Millus e quel credito aperto con la storia dell’arte labronica
LIVORNO, 15 agosto – Se c’è una città dove la pittura si respira in ogni vicolo, quella è Livorno. Ma l’ombra dei grandi maestri del passato può rivelarsi una presenza ingombrante per chi ricerca un percorso autonomo. È la storia di Millus, al secolo Mario Illusi, uno dei pennelli più autentici e intensi del nostro panorama cittadino, la cui produzione artistica attende ancora quel pieno riconoscimento che la qualità delle sue opere merita ampiamente. La pittura di Millus colpisce per una qualità formale impeccabile: uso sapiente della luce, materia cromatica stesa con vigore e una capacità innata di cogliere l’essenza drammatica e poetica dei soggetti. Non c’è trucco nella sua produzione, solo mestiere puro, sensibilità e una continua ricerca espressiva che si muove lontana dalle mode passeggere. Perché allora un artista di tale spessore non ha raggiunto le vette del grande mercato? Nessun mistero, semmai una combinazione di dinamiche tipiche del nostro territorio. Da un lato, il mercato dell’arte livornese è stato a lungo polarizzato sul mito rassicurante dei Macchiaioli e dei Postmacchiaioli, orientando il collezionismo locale verso percorsi ampiamente battuti. Dall’altro, la natura schiva dello stesso Millus, poco incline alle strategie di marketing e alle logiche commerciali ne ha confinato la notorietà a una cerchia ristretta di appassionati e intenditori. La qualità dell’arte di Millus resta tuttavia indiscutibile per chiunque osservi le sue tele con occhio scevro da pregiudizi. La genuinità della sua visione e la maestria tecnica rappresentano un patrimonio che attende solo di essere riscoperto. Il tempo che raramente sbaglia nel bilanciare il valore effettivo delle opere, saprà restituire al pittore livornese il posto di rilievo che gli spetta nel panorama figurativo contemporaneo. Riscoprire oggi la figura e l’opera di Millus non significa solo rendere giustizia a un pittore di valore, ma arricchire il patrimonio culturale della città con una voce sincera, le cui opere hanno ancora molto da raccontare.
The US is readying unprecedented economic measures against Iran, as President Donald Trump seeks to intensify efforts to force Tehran to capitulate after almost six months of war.
The president said in a brief interview with Fox News that the US was planning to hit Iran’s economy hard, and that he did not care if the conflict were to end before the November US midterm elections, which would hinge on voter perceptions of the economy. Trump has struggled to find an off-ramp to the war, which has...
The US is readying unprecedented economic measures against Iran, as President Donald Trump seeks to intensify efforts to force Tehran to capitulate after almost six months of war.
The president said in a brief interview with Fox News that the US was planning to hit Iran’s economy hard, and that he did not care if the conflict were to end before the November US midterm elections, which would hinge on voter perceptions of the economy. Trump has struggled to find an off-ramp to the war, which has...
Livorno 15 agosto 2026 Livorno piange Roberta Celli: la professoressa deceduta nel crollo del balcone in via Bonomo Insegnante di Italiano e Storia al Liceo Cecioni, aveva 56 anni e viveva da molti anni in città. Lascia il marito e due figli adolescenti Livorno è nel dolore per la morte di Roberta Celli, la professoressa …
Malaysian Prime Minister Anwar Ibrahim said he would speed up the pace of reforms and strengthen an anti-corruption drive as he sought to rebuild public support after a string of electoral defeats and party departures.
Anwar acknowledged shortcomings by his administration that had led to frustration among Malaysians. While the economy grew 6 per cent last quarter and unemployment was low, Anwar said he “won’t deny” that Malaysians faced higher living costs.
“The economic numbers are not winning...
San Vincenzo (Livorno) 15 agosto 2026 La Polizia di Stato di Livorno nel pomeriggio di giovedì, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura, nei confronti del sedicente B.N., 41 anni, clochard che lo scorso 26 luglio, a San Vincenzo, …
Livorno 15 agosto 2026 L’81^ Coppa del Mare non ha tradito le attese: di fronte a un folto pubblico gli otto Purosangue si sono sfidati al Caprilli e, ancora una volta, la pista ha emesso il suo verdetto. il Super Handicap è stato vinto da Cleone Jet che ha iscritto con pieno merito il suo …
Livorno 15 agosto 2026 Una task force interna per coordinare sinergicamente le attività tecniche e amministrative con la struttura commissariale della Darsena Europa. È questo uno dei primi atti organizzativi firmati dal neo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Pierpaolo Danieli. La mossa sigilla la collaborazione con il commissario straordinario dell’opera, Giancarlo …
Livorno 15 agosto 2026 “Inversione AI” il nuovo spettacolo di Crestacci a villa Trossi Uberti “Inversione A.I.”, ovvero: torniamo indietro dall’avvento dell’intelligenza artificiale? Siamo ancora in tempo o ormai è un treno in corsa che non si può fermare? Come sta cambiando le nostre vite, il nostro modo di fare le cose? E quanto davvero …
San Vincenzo (Livorno) 15 agosto 2026 Musica, balli e fuochi d’artificio. Tutto pronto a San Vincenzo per i tradizionali eventi di Ferragosto, appuntamenti imperdibili a base di passione ed energia che da venerdì 14 a domenica 16 coinvolgeranno cittadini e turisti consentendo loro di vivere con spensieratezza e sorrisi la festa dell’estate. Dopo la serata …
Cecina (Livorno) 15 agosto 2026 Ferragosto al Tinì Soundgarden: a Cecina arrivano Fatima Hajji e Anxhela Sarà una notte di Ferragosto all’insegna della musica elettronica quella in programma sabato 15 agosto al Tinì Soundgarden di Cecina, con inizio alle 23. Protagoniste della serata saranno Fatima Hajji e Anxhela, due artiste dal respiro internazionale. Dj e …
Tra gli album usciti nel mese di luglio spicca il nuovo lavoro del maestro Enrico Intra, In-tra in Duo+. Per scoprirne di più abbiamo raggiunto l’artista. Cosa dire del nuovo […]
Se c’è un artista che ha rappresentato al meglio la scena alternativa italiana dagli anni Ottanta in poi, questi è di sicuro Gianni Maroccolo. Impegnato proprio in questi giorni con […]
Nel 2012 Aja Monet così scriveva nella presentazione del libro Chorus: A Literary Mixtape, vergato assieme a Saul Williams e Dufflyn Lammers: «Noi poeti siamo la voce del coro, come […]
«L’approccio interdisciplinare, e lo sguardo transmediale, rappresentano per noi un punto di partenza piuttosto che un approdo: è dalla singolarità di un’esperienza degli anni Novanta a Bologna, all’interno della quale […]
Il tratto distintivo dell’ottantacinquenne Guy Le Querrec è il modo in cui il background musicale connota la composizione visiva: non si tratta semplicemente di un fotografo del jazz, ma di […]
Davide Ambrogio, polistrumentista calabrese, musicista visionario in grado di far dialogare ancestralità e contemporaneità, in un gioco di rimbalzi e sponde che ha rinvigorito il concetto di «tradizione», riceverà quest’anno […]
Oroscopo Ferragosto 2026: bene tutti i segni, Toro e Gemelli i meno baciati dalle stelle Ariete – Voto 8. Una sorpresa riaccende il cuore e rende speciale Ferragosto. Sul lavoro arriva un’occasione interessante, mentre le finanze consentono qualche piccolo sfizio. Toro – Voto 6,5. Qualche contrattempo familiare spegne l’entusiasmo. Pazienza e dialogo aiutano a ritrovare …
Driven by AI-augmented research and scanning, vulnerability volumes continue to surge, driving the National Institute of Standards and Technology to ask whether AI could be the answer.
Lusso, artigianalità, personalizzazione e maestria del restauro si uniscono in un progetto ispirato all'arte del viaggio. Ovviamente su quattro ruote. Il team della francese Louis Vuitton e quello di Singer, atelier californiano specializzato nel restauro e personalizzazione di Porsche 911 classiche, hanno lavorato a stretto contatto per un anno realizzando due esclusivi esemplari dello storico modello della Casa di Zuffenhausen. Non si tratta di semplici restomod, ma di una reinterpretazione che ha coinvolto ogni dettaglio funzionale ed estetico delle due vetture impegnando per la prima volta tutti i laboratori della maison francese, dagli artigiani dei bauli a quelli della pelletteria, fino ai maestri orologiai de La Fabrique du Temps.
Coupé color zafferano
La prima vettura, una 911 Reimagined by Singer - Classic su telaio 964 coupé, sfoggia una carrozzeria di fibra di carbonio color zafferano con ala posteriore ad attivazione automatica in funzione della velocità. Il colore, presente negli archivi Louis Vuitton da oltre un secolo e mezzo, richiama anche il Bahama Yellow legato alle prime commissioni Singer, mentre gli pneumatici blu cobalto rendono omaggio a manici e nastri del packaging della maison. Il motore è un boxer sei cilindri 4.0 litri aspirato raffreddato ad aria, abbinato a cambio manuale a sei marce, trazione posteriore, impianto frenante carboceramico e reparto scarico di titanio. Un portapacchi su misura, con attacchi per sci o tavola da surf (sempre, rigorosamente, griffata Louis Vuitton), sottolinea la vocazione al viaggio della vettura. L'abitacolo è rivestito di pelle Vachetta VVT (Vache Végétale Tannée) con cuciture gialle, trapuntatura a motivo malletage e occhielli dei sedili con monogramma LV, mentre manopole di regolazione, interruttori, serrature, linguette di apertura e bocchette dell’aria sono di metallo, prevalentemente rodiato, realizzato utilizzando tecniche artigianali tradizionali. Non mancano alcuni accessori moderni: aria condizionata, Apple CarPlay, supporto da scrivania per l’orologio da cruscotto removibile.
Open air con stile
Il secondo modello, ideato da Nicolas Ghesquière, direttore artistico delle Collezioni Donna di Louis Vuitton, fonde il mondo dell'auto con quello della nautica: il risultato è una 911 Classic Turbo cabriolet realizzata sempre su telaio 964, con carrozzeria di fibra di carbonio bianco Calcaire Lutétien e alettone posteriore whale tail. Il motore è un boxer sei cilindri 3.8 litri biturbo con intercooler aria-acqua, sempre con cambio manuale a sei marce e modalità di guida selezionabili, trazione posteriore, impianto di scarico di titanio e frenante carboceramico, Abs, controllo di trazione e controllo elettronico di stabilità . Gli interni combinano pelle color cognac e legno di noce americano, con un vano bagagli posteriore rivestito con la stessa tecnica usata per i ponti in teak dei motoscafi runabout. Dietro i sedili trova posto un baule su misura composto da tre valigie estraibili, mentre il cofano anteriore ospita ulteriori bauli sempre firmati, ovviamente, Louis Vuitton. Anche questo modello è completato da aria condizionata, Apple CarPlay, supporto da scrivania per l’orologio da cruscotto removibile oltre a copertura auto su misura,
Dettagli unici
Al centro di entrambi i progetti c'è un segnatempo meccanico da cruscotto removibile, trasformabile in orologio da tavolo, realizzato dai laboratori de La Fabrique du Temps Louis Vuitton in Svizzera con lancette e quadranti ispirati all'iconica linea Tambour. Sulla 911 Classic il quadrante è blu cobalto con accenti arancioni, mentre sulla Classic Turbo l'orologio, d'oro, occupa il centro della console e dialoga con un modello da polso Tambour Automatic pensato per la capsule di pelletteria e abbigliamento dedicata al proprietario, che comprende, oltre ai bauli, un abito su misura di seta parachute con cuciture in rilievo, occhiali da sole, caschi di carbonio, guanti da guida e calzature.
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Livorno 14 agosto 2026 Cede parte di balcone: 56enne precipita dal terzo piano, è gravissima Livorno, crolla parte di un balcone in via Bonomo: grave una donna di 56 anni Momenti di paura nel pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto, a Livorno, dove un’ampia porzione del balcone di un’abitazione è improvvisamente crollata in via Bonomo. …
Livorno 14 agosto 2026 Scontro tra due scooter in viale Alfieri: due donne ferite, una è grave Incidente nel pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto, a Livorno. Intorno alle 16 due scooter si sono scontrati all’incrocio tra viale Alfieri e via Gramsci, davanti al vecchio ingresso del pronto soccorso. Nell’impatto sono rimaste ferite due donne. …
Livorno, 14 agosto 2026 E’ stato diagnosticato dall’Asl a Livorno un caso di Dengue, malattia tropicale che può essere trasmessa anche in modo indiretto dalla zanzara tigre. L’ufficio Igiene e Sanità Pubblica della Azienda USL Toscana nord ovest, ricevuta la segnalazione del caso, ha richiesto al Comune di effettuare un intervento precauzionale di disinfestazione in …
Livorno 14 agosto 2026 Nella giornata di ieri i militari della Guardia Costiera di Vada, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno, hanno proceduto al sequestro di circa 2 km di trappole per polpi (octopus vulgaris) e nasse posizionate ad opera di ignoti nelle acque antistanti l’approdo turistico vadese. …
Commuters at a train station in Bordeaux, France, during a heat wave in July. Much of Europe’s infrastructure was not built to withstand scorching summer heat.
Commuters at a train station in Bordeaux, France, during a heat wave in July. Much of Europe’s infrastructure was not built to withstand scorching summer heat.
President Donald Trump ordered the US Navy to return to using steam catapults to launch planes off of aircraft carriers, acting on a long-time complaint despite opposition from many naval officers.
In a presidential memorandum, Trump ordered US Defence Secretary Pete Hegseth to come up with a plan within 60 days on what would be needed to use hydraulic catapults in the next Gerald Ford-class nuclear-powered aircraft carrier.
The planned USS Doris Miller will be the fourth ship in the six-vessel...
Luigi Mangione is expected to plead guilty on Friday to resolve federal charges relating to the fatal shooting of UnitedHealth Group executive Brian Thompson, and prosecutors will recommend he serve life in prison, a person familiar with the matter said on Thursday.
The plea would come at a Friday hearing that US District Judge Margaret Garnett set after federal prosecutors and defence lawyers jointly requested one.
Court records did not identify the purpose of the hearing, and it is possible...
A professor managed US funding of computer science research for more than two years while failing to disclose that he was simultaneously involved in Chinese government programmes, according to previously unreported documents.
The professor, Tao Li, was a programme officer at the National Science Foundation from 2015 to 2017, a job that included overseeing the awarding of grants for research in areas such as hardware, software and algorithms.
During that time, Li took part in two Chinese talent...
Tracing cascading continental-scale medieval megafloods across Europe indicates that current flood management is unprepared for such sequences, highlighting the urgent need for proactive flood risk management strategies that account for unusual series of extreme flood events.
Observations of an unusual cosmic-dawn source illuminate how early supermassive black holes may have grown rapidly in a gas-enshrouded state; such enshrouded black holes may lie at the heart of the 'little red dots'.
Substantial intraspecific variation, together with species turnover, drives coordinated shifts in drought resistance such as increased embolism resistance and wider stomatal safety margins in drier forests.
Shocks in the eastern outskirts of the Helix Nebula, detected in Hα emission with the MOTHRA telescope, provide evidence for the recycling of fragmented stellar ejecta into the surrounding gas.
Tracing cascading continental-scale medieval megafloods across Europe indicates that current flood management is unprepared for such sequences, highlighting the urgent need for proactive flood risk management strategies that account for unusual series of extreme flood events.
Observations of an unusual cosmic-dawn source illuminate how early supermassive black holes may have grown rapidly in a gas-enshrouded state; such enshrouded black holes may lie at the heart of the 'little red dots'.
Substantial intraspecific variation, together with species turnover, drives coordinated shifts in drought resistance such as increased embolism resistance and wider stomatal safety margins in drier forests.
Shocks in the eastern outskirts of the Helix Nebula, detected in Hα emission with the MOTHRA telescope, provide evidence for the recycling of fragmented stellar ejecta into the surrounding gas.
Attackers continue to target critical infrastructure and government-linked organizations in the country, mirroring the increased activity across Latin America.
Dal 13 al 15 agosto 2026 la Monterey Car Week tornerà a essere uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale e, come da tradizione, l’asta di RM Sotheby’s si annuncia come uno dei suoi momenti clou. Il catalogo riunisce vetture che coprono oltre un secolo di storia dell’automobile, dalle pionieristiche Mercedes dei primi del Novecento fino alle supercar degli anni Settanta, con una concentrazione di rarità che ricorda più un museo che una vendita all’incanto.
La McLaren F1 GTR di Nick Mason
Tra i 199 lotti il pezzo da novanta è una McLaren F1 GTR del 1996, nota anche come la "F1 Pop Art" per la livrea rosso e giallo. Oltre al valore intrinseco e alla storia assolutamente interessante legata alla nascita e ai trascorsi sportivi c'è un'altra particolarità che la rende unica: la vettura è appartenuta alla leggenda del rock Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e appassionato collezionista di auto. La stima è stellare: supera i 35 milioni di dollari.
Aston Martin e Talbot-Lago
Un altro modello per cui i collezionisti saranno pronti a battersi a colpi di rilanci è una Aston Martin DB4 GT Zagato del 1962 (stimata tra 12 e 15 milioni di dollari), una delle sole 19 costruite. L’esemplare proposto da RM Sotheby’s vanta motore matching numbers, un passato agonistico in Australia e numerosi riconoscimenti nei principali concorsi d’eleganza internazionali. Accanto alla britannica trova posto un altro capolavoro di stile: una Talbot-Lago T150-C SS Teardrop Coupé by Figoni et Falaschi del 1938 (7-8 milioni ), considerata una delle più celebri espressioni dell’aerodinamica francese anteguerra.
Maranello in tripla veste
Maranello sarà rappresentata da tre vetture molto diverse tra loro. Una Ferrari 275 GTB Alloy by Scaglietti del 1966 (2,5-3 milioni) incarna la tradizione delle granturismo degli anni Sessanta, mentre una 512 BB/LM del 1979 (2-3,5 milioni) richiama il mondo delle competizioni endurance. Completa il trio una Dino 246 GTS Scaglietti del 1972 (450-550 mila dollari), una delle sportive italiane più amate di sempre.
Tra eleganza e ingegneria
A impreziosire ulteriormente il catalogo della Monterey Car Week 2026 ci sono anche alcune delle più raffinate espressioni della produzione europea del dopoguerra. Tra queste spicca la Lancia Aurelia B24S Convertible by Pinin Farina del 1958 (225-300 mila dollari), una delle cabriolet italiane più eleganti del suo tempo, simbolo dell’incontro tra tecnica e stile firmato Pinin Farina. A rappresentare la scuola delle sportive torinesi arriva invece la Fiat 8V Coupé by Vignale del 1953 (0,75-1 milione), raro esempio della “Otto Vu” con carrozzeria Vignale, tra le più ricercate dai collezionisti. Chiude il trio la 1966 Porsche 911 Coupé (250.000-300.000 dollari), proposta nelle prime serie e tra le più significative evoluzioni della sportiva tedesca, destinata a diventare un punto di riferimento nella storia dell’automobile.
Dalla Miura alla Gullwing
Tra le altre protagoniste figurano una Lamborghini Miura P400 Bertone del 1967 (1,9-2,8 milioni di euro), considerata da molti la prima supercar moderna, e una Mercedes-Benz 300 SL Gullwing del 1955 (1,8-2,2 milioni). Per la Casa della Stella ci sarà anche una rarissima Mercedes Simplex 40 HP Rear-Entrance Tonneau del 1904 (5-6 milioni), testimonianza degli albori dell’automobile.
Le altre meraviglie
Il catalogo comprende inoltre una Bugatti Type 57SC Atalante del 1937 (4,5-6 milioni di euro), tra le Bugatti più desiderate dai collezionisti, una Duesenberg Model JN Convertible Coupé del 1935 (5,75-8 milioni) e una Chevrolet Corvette L88 Red/Nart Le Mans del 1968 (0,9-1,1 milioni di euro). Un insieme che conferma ancora una volta Monterey come il palcoscenico privilegiato per le automobili più importanti del mondo. L'elenco completo dei lotti all'asta può essere consultato sul sito ufficiale di RM Sotheby's.
With temperatures set to soar as high as 109 degrees Fahrenheit (43 Celsius) this week, Europeans and tourists say that summer in Europe has lost its appeal.
Nelle fasi avanzate dell’Alzheimer, l’agitazione è tra i disturbi più difficili da gestire: movimenti ripetitivi, vagabondaggio, vocalizzazioni, resistenza all’assistenza, talvolta aggressività. Quando la persona ha perso la capacità di comunicare a parole, questi comportamenti possono essere l’unico modo per esprimere dolore, paura o disagio fisico. I farmaci oggi disponibili non sempre funzionano, e possono avere …
Nigel Farage forced a new election in his parliamentary seat after coming under pressure over his finances. His main challenger is Count Binface, a novelty candidate.
Our reporter Amelia Nierenberg describes how the right-wing British political leader Nigel Farage, who is seeking re-election to Parliament, faces an unconventional opponent: Count Binface.
Rooms were booked years ago, and officials have been making plans. But there’s no telling where, exactly, Icelanders might go to find the best possible view.
The European Union’s traditional August break was supposed to provide officials with some respite ahead of a potentially bruising autumn when it will try to set its fiery trade relationship with China on a new course.
Instead, a border crisis on its southern flank has created turmoil and division among its 27 members, raising questions over how prepared the bloc is for a dust-up with one of the world’s economic superpowers.
“We had a real-time test of what happens when one member state was under...
La casa d'aste Broad Arrow organizza la sua tradizionale vendita in occasione della Monterey Car Week trasferendo la sede dal Monterey Jet Center al Quail Golf Club di Carmel, in California. L'appuntamento, giunto alla ventitreesima edizione, è per il 13 e 14 agosto 2026 (con il 12 giornata di preview). Il lotto include circa 185 vetture, tra classiche pre e post belliche, auto da competizione, rare supercar e youngtimer.
Il capolavoro di Maserati
Tra le vetture più significative figura una Maserati A6GCS del 1954 (stimata tra 2,1-2,5 milioni di euro), vettura ufficiale di fabbrica guidata in gara da Luigi Musso, contributo decisivo al titolo italiano Maserati nella classe Sport Internazionale di quell'anno. Il telaio, il venticinquesimo di 52 esemplari costruiti, ha corso per decenni alla Mille Miglia Storica e ai Monterey Historics, ed è stato premiato al Pebble Beach Concours d'Elegance del 2014.
Carrellata di cavallini
In ogni asta che si rispetti non possono mancare le vetture di Maranello. Il catalogo di Broad Arrow include una carrellata di modelli capaci di far battere il cuore ai collezionisti più raffinati. Fra questi una Ferrari 275 GTB/4 del 1967 (2,8-3 milioni di euro), una 275 GTB Alloy del 1966 (2,4-2,6 milioni di euro), una 575 GTZ by Zagato (1-1,3 milioni), una Dino 246 GTS del 1973 (528.000-616 mila euro)
L'universo Porsche
Il capitolo Porsche più antico è affidato a una 356 Porsche-Sauter del 1951 (1,6-1,9 milioni di euro), presentata come anello di congiunzione tra la Porsche numero 1 e la America Roadster. Segue una 924 Carrera GTR del 1981 (528-723 mila euro), vettura da competizione realizzata in soli 17 esemplari, gestita dal team Brumos e vincitrice di classe a Le Mans. Chiude il trittico una 959 Komfort del 1988 (2,3-2,6 milioni di euro), uno dei 266 esemplari realizzati per il mercato tedesco.
Gli altri modelli
Tra le altre vetture del catalogo meritano una menzione una Lamborghini Miura P400 S del 1968 (2,8-3,2 milioni), una Shelby 427 Cobra del 1966 (2-2,2 milioni), una Mercedes-Benz 300 SL Gullwing Coupe del 1955 (1,6-1,9 milioni), una BMW 507 Series II del 1958 (1,5-1,8 milioni) e una Aston Martin DB4 Series V Convertible del 1963 (967 mila-1,2)
La prima gara di Senna
Non manca un pezzo di storia della Formula 3: un Ralt RT3 del 1982 (440.000-616.000 euro), la monoposto con cui Ayrton Senna conquistò pole position, vittoria e giro veloce a Thruxton, nel suo debutto assoluto in categoria. Restaurata con cura, è considerata l'unica F3 sopravvissuta guidata dal pilota brasiliano.
L'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 1RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 2RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 3RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 4RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 5RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 6RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 7RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 8RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 9RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 10RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 11RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 12RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 13RuoteclassicheL'asta di Broad Arrow sbarca a The Quail - 14Ruoteclassiche
La ricerca sulla cannabis continua a rivelare composti poco conosciuti ma potenzialmente molto interessanti dal punto di vista medico. Tra questi c’è la cannaflavina A, un flavonoide naturalmente presente nella pianta che, secondo i risultati preliminari diffusi dalla società statunitense Standard Seed Corporation (SSC), avrebbe mostrato un’importante attività antiproliferativa contro diverse linee cellulari tumorali durante …
Unitel, Angola's dominant mobile operator, continues to recover from a cyberattack that caused outages the day of the government-owned telco's public offering.
Flatwater Free Press reporters Chris Bowling, pictured, and Leah Keinama and ProPublica reporter Cassandra Garibay led the collection of soil samples to test 620 homes in Omaha for lead contamination. Lily Smith/Flatwater Free Press
Decades after the last plume of lead-laced smoke rose from a smelting plant in Omaha, Nebraska, the Flatwater Free Press and ProPublica found lead in concentrations that pose a threat to people’s health in soil throughout east Omaha.
Our investigation began more than two years ago, when Leah Keinama, who previously worked for a food security nonprofit, could not find up-to-date information about lead contamination for gardeners in Omaha. Keinama, now the director of civic journalism at the Nebraska Journalism Trust, and reporters at the Flatwater Free Press knew about the city’s refining history, so they teamed up to find out whether concerns about lead exposure were still warranted all these years later.
The Environmental Protection Agency declared a 27-square-mile area within the city a hazardous waste zone, known as a Superfund site, after the American Smelting and Refining Company closed in the 1990s. That prompted a lengthy period of testing and remediation. Today, unless Omaha residents pay for private testing, there aren’t many avenues to find out how much lead is in their soil if their property had been tested by the city and EPA in the past.
An Omaha lead smelter spread dust that seeped into the soil and bodies of many residents. The EPA spent decades cleaning up the surrounding area — but not Council Bluffs, Carter Lake or Bellevue.
Throughout our reporting, we heard from hundreds of Omaha residents who said they didn’t know about the city’s lead history. Some said they believed that because the EPA had already cleaned up thousands of properties that had high concentrations of lead in the soil, there was nothing to worry about.
Our goal was to reach people in every neighborhood in and around the Superfund site. So we knocked on doors, hung up flyers around town, visited a community health center, attended multiple events, partnered with local libraries, and spoke to a college classroom to invite people to sign up for free soil testing. We also posted our online form in various social media channels and shared the news with other local media. We made our reporting available in Spanish, as roughly 10% of residents living within the Superfund site don’t speak English.
Flatwater Free Press initially partnered with local libraries and a community-based organization to distribute do-it-yourself kits with instructions on how to collect a soil sample. We received fewer than 100 samples using this method before switching to a sign-up system in which residents indicated they wanted our team to collect soil from their yard.
After a resident signed up for testing, a member of the reporting team (usually Keinama or Flatwater Free Press reporter Chris Bowling) went to their home, put on latex gloves, wiped down a stainless steel spoon with an unscented wipe and scooped about 3 to 4 tablespoons of soil from the middle of the yard into a sealable vial. We made sure not to collect samples too close to the house or too close to the road, which the EPA has found can be overly contaminated by paint or the remnants of leaded gasoline, respectively. When demand for testing increased, we hired two part-time soil collectors.
We sent labeled samples to Accurate Analytical Testing, an EPA-accredited lab, for $10 per test. Once we received the results from the lab, we informed residents (unless they had opted out of receiving their result) and put together a guide to answer some of their top questions.
Our soil collection process differed from the EPA’s method of taking multiple composite samples from five sections of the yard. We chose to take a single sample from one area of each yard to reach more people and keep costs reasonable. In a few cases, we took multiple samples from the same yard and tested each sample individually but used only the highest result for our analysis.
The EPA said sampling a single area “can be strongly biased high or low” compared to composite sampling. However, several of the nine environmental contamination experts we spoke to said single samples can offer broad conclusions about contamination in an area when enough are collected, which several experts felt we had achieved. Some said our sampling would likely underestimate contamination on a property.
Other experts said our testing method would not accurately depict lead levels across a particular yard because of how variable the contamination can be. At the same time, experts also told us the EPA’s method of gathering multiple composite samples can still miss hot spots or underestimate contamination.
What We Found
Over the past two years, we used the EPA’s sampling protocol as guidance to collect soil from 620 homes in and just outside of the Omaha Superfund site. (We’re continuing to collect samples from the nearby cities of Bellevue, Nebraska; Carter Lake, Iowa; and Council Bluffs, Iowa.)
We matched each home at which we took a soil sample with Omaha’s lead registry, which includes details like the address’ remediation status and results of the EPA’s testing, and compared our test results with historic data. Some homes that had previously undergone the EPA’s remediation process had high levels of lead contamination, our analysis found.
We tested 150 previously remediated yards. One in 10 of those yards’ results came back with a concentration greater than 400 parts per million, the level the EPA used to decide which yards to clean up.
Nearly all of the previously remediated yards that tested above 400 parts per million are within 100 yards of another property that originally tested above the EPA cleanup threshold but was never remediated. A third had two such neighboring properties. That proximity could mean that the previously cleaned-up yards we tested were recontaminated by properties where the soil was never replaced, one expert said.
Many of the 241 homes we tested within the Superfund site that had never been remediated also showed high levels of lead. Of those homes, 1 in 20 had a concentration higher than 400 parts per million, according to our test results.
Across Omaha, 41% of the 620 yards we tested had more than 100 parts per million in their soil sample, a level that an EPA model shows could cause high blood-lead levels in children. Within the Superfund site, more than half of the almost 390 yards we tested had more than 100 parts per million.
Our testing shows that lead contamination at levels that pose a risk to residents’ health is fairly widespread — even in sites that the EPA previously addressed.
Throughout our reporting, we spoke to nine experts in environmental and lead contamination to make sense of our findings. Several said the EPA should do more testing and possibly cleanup in Omaha.
We asked the EPA about our findings. The agency said it will work with the city of Omaha to “investigate the outcomes you have noted” and work with the city and property owners to take corrective action if needed in accordance with 2009 cleanup guidelines.
From left, Brenda González Rocha holds her 8-month-old, Isaías, as González’s daughters Carolina, 6, and Camila, 8, play on the trampoline in their backyard in June. González’s front yard tested high for lead, and she is concerned how the contamination could “affect their quality of life.” Rebecca S. Gratz for ProPublica
Shortly after buying her house in 2022, Mary Royers learned from a man across the street that her Omaha, Nebraska, neighborhood was contaminated with lead. But her yard, like thousands of others, had been cleaned up, the neighbor said.
Royers wanted to be sure. So the 36-year-old educator checked a website where the city tracks the soil test results of every home in a 27-square-mile area surrounding the site of an old lead smelter. She saw “remediated” written in bright green letters. The federal government had completed the work two decades ago. An expert must have tested the dirt and determined the problem was solved, she thought.
Relieved, Royers set about sowing the garden of her dreams. Hours disappeared as she thrust her hands into the soil, tearing up the grass and planting purple coneflower for bees to harvest and prairie grass to sway in the breeze.
“You have the green light from the city. That means everything’s safe,” she said. “I remember thinking, ‘Thank God I don’t have to worry about that.’”
But a soil test conducted last fall by the Flatwater Free Press and ProPublica found otherwise: Royers’ yard still has more than 1.5 times the level of lead that the Environmental Protection Agency’s cleanup was supposed to have eliminated.
Reading the emailed results, she felt “gut-wrenching disbelief,” she said.
“All I could think about was the dirt under my nails and all over my face,” said Royers, who has largely given up gardening for now. She explained later, “It felt like a betrayal of that trust.”
Since 1999, the EPA has spent $273 million digging up and backfilling nearly 14,000 yards across east Omaha to address contamination left from the smelter and other factories downtown. It’s the largest residential lead cleanup in the country. And the agency’s Superfund program has repeatedly heralded it as a success.
But, it turns out, Omaha’s soil might not be as safe as officials have advertised. The news organizations tested soil from more than 600 properties, including 150 that the EPA said had been cleaned up. In those tests, 1 in 10 yards marked as remediated still had enough lead to qualify for cleanup under the original guidelines. And nearly a quarter of the properties we tested in east Omaha could qualify for further study under new guidance released by the Trump administration last fall.
The results suggest the EPA has more work to do, said Howard Mielke, a longtime researcher of lead-contaminated soil who’s considered one of the field’s foremost experts. Not only should the agency clean up the areas that tested above the remediation level, he said, but it also should test other homes.
“If you find a couple of high results, chances are many high results will be nearby,” said Mielke, an adjunct professor at the Tulane University School of Medicine.
Some experts and environmental advocates said our findings reflect weaknesses in the EPA’s approach to cleaning up residential lead sites, which can leave a lot of lead behind.
Jeff Tittel, former director of the Sierra Club in New Jersey, the state with the most Superfund sites, said he repeatedly watched the EPA declare its work done after wrongly assuming everything had been cleaned up.
“On paper, everything’s wonderful,” he said, “but at the sites, there’s still chaos.”
Mary Royers washes her hands in her kitchen after being outside in her garden. She has largely stopped gardening after a Flatwater Free Press and ProPublica soil test found high levels of lead contamination.Rebecca S. Gratz for ProPublica
The EPA declined an interview request with senior officials overseeing the Omaha cleanup.
In an emailed response, spokesperson Kellen Ashford said the EPA is committed to cleaning up contaminated sites to protect residents and the environment. “The diligent cleanup efforts have led to a dramatic decrease in elevated blood lead levels” in Omaha, he said. (While the percentage of kids testing high for lead has dropped significantly, as it has nationally, kids in the Omaha site still test high for lead at rates above the national average.)
Ashford said the EPA could not assess the news organizations’ results without further investigation, but property owners can reach out to the EPA or the city of Omaha, which now manages the site for the federal government, if they have concerns.
“Because it would not be possible to completely remove all lead,” Ashford said, the EPA and the city also try to educate the community about lead risks and precautions.
The city is already responding to the news organization’s findings.
The day after receiving her results, Royers forwarded them to the city’s lead office, asking if anything could be done. An employee tested her dirt and found even higher levels than the news organizations did. The city plans to clean the yard up again in August, Royers said.
But the EPA and the city have refused to clean up or test properties of others who have reached out about their high lead results.
The agency has also not said what it plans to do about properties that are below the current cleanup level but above President Donald Trump’s new screening level, which could prompt further action. Any update would come after a new site study the agency plans to release in October 2027, Ashford said.
Royers and her partner, Stephen Matthews, are thankful for the new cleanup, but they wonder: How many other Omahans may be misled or unaware about lead contamination in their yards?
“We’re one house out of thousands,” Matthews said.
Stephen Matthews, Royers’ partner, in their wildflower garden. Though the soil outside their home was remediated years ago, a recent test by Flatwater Free Press and ProPublica indicated a high level of lead.Rebecca S. Gratz for ProPublica
What Might Have Gone Wrong
It’s difficult to identify why some cleaned-up properties still test high for lead.
That’s in part because Omaha’s lead problem is almost as old as the city itself. The American Smelting and Refining Company produced lead to make batteries, cover cables and enrich gasoline for more than a century. After the smelter closed in 1997, the EPA estimated the plant and other factories had dumped 200,000 tons of lead dust — enough to fill at least 1,600 rail cars — across Omaha’s east side.
At the time, the Superfund program, which had started only a decade before, was still trying to figure out how to clean up residential sites like Omaha’s, then home to 125,000 people. Old factory sites could be bulldozed and excavated, the contaminated material carted away. But the Omaha site involved people’s homes and yards.
The agency tested nearly every yard in east Omaha and came up with a plan: It would dig up and replace parts of yards that had a concentration of more than 400 parts per million of lead — the equivalent of a marble in a 10-pound bucket of dirt.
But that meant that some properties were cleaned up while neighboring ones that had only slightly lower levels of lead were not.
Hewing to that kind of strict standard doesn’t make sense, said Gabriel Filippelli, an Indiana University earth sciences professor and longtime lead researcher.
“From a scientific standpoint, a 390 is the same as a 410,” Filippelli said. “It’s the same as a 400. They’re all about the same value.”
Failing to clean up neighboring properties can also lead to recontamination over time. When it’s windy and the ground is dry, tiny lead particles in the dirt — generally about one-hundredth the width of a human hair — become airborne and spread, Filippelli said.
When the Superfund program started, the agency cleaned an entire yard if its average lead level among multiple samples was over the limit.
But by the time the Omaha cleanup started, the method had changed. In Omaha, it divided yards into five sections: two in the backyard, two in the front yard and a thin ring around the home’s perimeter called the dripline, which often contains the most contaminated dirt but can also contain remnants of lead paint.
The agency took multiple samples per section of yard and replaced a section’s soil only if the average was over 400 parts per million. This approach could lead them to miss hot spots or leave behind areas that have high lead levels but are just under the cleanup threshold. Contractors also did not dig up the driplines if another part of the yard wasn’t over the limit.
This could explain why the Flatwater Free Press and ProPublica’s testing found that about 1 in 20 homes that didn’t qualify for cleanup originally now tested above the cleanup threshold. In addition, the news outlets found several properties outside the Superfund site that were over the limit.
Royers saves seeds from flowers in her garden before the soil is scraped away for remediation. Royers considered gardening to be something healing, so she was frustrated to learn it might actually have been harmful.Rebecca S. Gratz for ProPublica
In the early days of the cleanup, Don Preister, a longtime Omaha lead advocate and former state senator, argued for the EPA to clean up entire yards and to lower the level of lead that would qualify for remediation, calling the agency’s solution a half-measure.
But the EPA decided that its approach made the most of limited money and prioritized the highest-risk areas. One EPA manager told Omahans in 2004 that the choice to remove only sections of yards was “economical,” according to meeting records.
“It brought out feelings of hurt,” Preister said of the EPA’s choice. “Children are likely to still be impacted, and their health affected.”
The EPA’s national guidelines did advise against “‘patchwork clean-up’ patterns which are prone to recontamination” when adjacent sections are high. But the agency didn’t give clear guidance on how to implement that, several former site managers said, and some felt they had to follow the rules strictly or risk violating federal law or agreements with companies paying to clean up their pollution.
Ashford acknowledged that the agency has to adhere strictly to its cleanup plans but said in some cases, like an industrial site near a residential area, the EPA may clean up to a lower level to prevent recontamination.
Another problem was that east Omaha was full of older homes that contained lead paint that could recontaminate cleaned soil over time. Following local pressure, the EPA agreed to test homes’ paint. If it contained lead, the agency repainted the outside. But the EPA did not repaint houses whose soil did not also qualify for cleanup. Studies in urban areas have found homes with deteriorating paint have contaminated nearby gardens.
Ashford said an EPA study found most lead-based paint contamination in Omaha was within 6 feet of the house.
Brenda González Rocha, who has lived in her south Omaha home since 2020, thinks both soil and paint are to blame for the lead that doctors found in her 4-year-old daughter’s blood. Her basement had lead paint, which she hired a company to fix.
But although the EPA cleaned up her yard in 2012, the Flatwater Free Press and ProPublica tests found levels of lead that are higher than before the agency remediated it. González is surrounded by properties with lingering lead. A yard down the street that had high lead levels was never remediated. The banks of the nearby highway were never dug up and replaced. The house next door has lead paint on it, according to the city lead website.
Ashford said it’s unlikely that wind-blown dust from one house to another would recontaminate cleaned areas with enough lead to surpass the cleanup level.
But nearly all the remediated properties the newsrooms tested that were over the cleanup threshold are within 100 yards of a property that originally qualified for remediation but wasn’t cleaned up. A third had two such neighboring properties.
González’s eight kids, between 8 months and 22 years old, love to play outside. They jump on the trampoline, ride bikes and play soccer. Now González is anxious whenever they’re in the yard.
“I worry that this could affect their quality of life,” she said. “I would feel bad if something happened to them during their development. I would feel responsible.”
González and her daughter Camila help feed soup to Isaías at home. González’s front yard tested high for lead, and she is worried about letting her children play outside.Rebecca S. Gratz for ProPublica
“Benign Neglect”
Once the EPA chooses a fix for a Superfund site, it is generally required to review the site every five years to update the public on the progress of the cleanup. But the ways those reviews are done leave unanswered questions about whether the solution is working and how much lead is in Omaha today, said experts who examined the reports for the Flatwater Free Press and ProPublica.
In their reviews, government officials in Omaha track how intact the grass is on top of the new soil. If it is exposed or has been disturbed, it could be a sign that any remaining lead is no longer safely underground and could blow around.
But they don’t retest a representative sample of properties.
An Omaha lead smelter spread dust that seeped into the soil and bodies of many residents. The EPA spent decades cleaning up the surrounding area — but not Council Bluffs, Carter Lake or Bellevue.
Cleanups often take several tries to get right, said Tittel, the former New Jersey Sierra Club director, and recontamination or missed contamination can be a huge problem.
Tittel said he has seen similar patterns in New Jersey. In 1979, Tittel helped show EPA employees where the Ford Motor Company dumped industrial waste into abandoned mine pits. Since then, he has seen the mess declared a Superfund site, marked safe, become a Superfund site again and spawn a lawsuit that Ford settled in 2009 as locals continued discovering more hazards.
“It’s sort of a benign neglect when it comes to these sites,” Tittel said. “Government just wants to get it over with because it’s taking so long. They end up cutting corners or looking the other way.”
A Ford spokesperson said the company takes its environmental responsibility seriously and has been working with state and federal officials to clean up the site.
Retesting soil does not appear to be standard at other sites, according to reviews examined by the Flatwater Free Press and ProPublica. But it should be, said Debbie Chizewer, a managing attorney with the environmental law group Earthjustice. Without ongoing testing, the EPA can’t really know if its solution is working, she said, and residents won’t know how toxins in the environment are impacting their health.
“I think for the five-year review to be meaningful, you need to do testing,” she said.
Ashford said the EPA retests properties on a case-by-case basis, such as when construction disturbs the soil. The periodic reviews, which in Omaha have led to an ongoing reevaluation of the site’s cleanup level, allow the EPA to ensure these unique, complex sites protect people and the environment over time, he said.
Steve Zivny, who leads Omaha’s Lead Information Office, also said new testing and cleanup decisions depend on factors such as whether kids live at the home and whether they have tested for a high lead exposure.
Camila, Carolina and Isaías play together at home. Their mother keeps indoor toys inside and outdoor toys outside to avoid lead contamination inside the house.Rebecca S. Gratz for ProPublica
The EPA’s reviews of the Omaha site do point to some potential problems. In 2024, inspectors found 98% of the lawns had been disturbed, indicating a risk that buried lead could be exposed. That includes having weeds, bare soil or demolished buildings. But the EPA tested only 32 sites where homes had been demolished and found six exceeded the cleanup level. To them, that indicated the solution was “generally protective; however, more data should be collected to support this conclusion,” according to the report.
Those figures, however, trouble Ian von Lindern, who oversaw lead cleanup at an Idaho Superfund site for more than 30 years. He doesn’t doubt the federal government did a good job hauling away tons of toxins in Omaha. But he’s sure they couldn’t get all of it.
At the Idaho site, the EPA requires people to request permits from a local health district before digging in their yards. Local health employees can also test residents’ dirt, and, if it’s above the cleanup level, it may qualify for further remediation.
Without someone keeping a close eye on the fixes, recontamination can occur as people dig up lead-contaminated soil or unremediated soil is allowed to blow around.
“Those remedies are, I don’t want to use the word failing, but they’re becoming less effective,” he said.
Royers worries many homes in Omaha fit that description.
This summer, the educator is letting the weeds grow freely in her garden. Pretty soon, the city is going to replace it anyway.
The thought makes her feel guilty. More people should know about potential lead in their yard and have access to tests and cleanups. But that would require acknowledging that after decades and hundreds of millions of dollars spent, there are cracks in the cleanup. Royers isn’t sure that will happen.
“The priority is pretending like things are OK,” she said. “Clearly it’s not.”
Royers walks to her garage. She and Matthews wonder how many other Omahans may be misled or unaware about lead contamination in their yards.Rebecca S. Gratz for ProPublica
Ten years of DNS measurements reveal three trends across the Internet's most popular domains: email continues to consolidate around two providers, DMARC enforcement has hit a plateau, and a surprisingly large long tail of infrastructure defies easy classification.
La canapa industriale non è solo una coltura destinata alla produzione di fibra, biomateriali o alimenti. In Puglia è al centro di un progetto di ricerca che punta a trasformarla in uno strumento per il recupero ambientale. L’obiettivo è sviluppare un protocollo capace di bonificare terreni contaminati da metalli pesanti e idrocarburi sfruttando la sinergia …
È disponibile online l'Annual Report GARR 2024, il documento che racconta i principali sviluppi infrastrutturali, tecnologici e organizzativi portati avanti durante l’anno da GARR per supportare la comunità dell’istruzione, della ricerca e della cultura.
Il motto è stato coniato. Ed è molto suggestivo e ambizioso. La sua traduzione operativa, beh, questo è tutt’altro discorso. Molto, molto complicato. “Un’Europa più forte in una Nato più forte”. È il motto contenuto nella dichiarazione finale approvata dai 32 ambasciatori alleati e, a ben vedere, il senso del vertice di Ankara sta tutto qui. Tener fede alle promesse dell’anno scorso, far vedere agli Usa e a Donald Trump che il vecchio mondo sta davvero aprendo i cordoni della borsa, tracciando percorsi “credibili” verso il famoso 5% di Pil in difesa.
Il segretario generale Mark Rutte (e gli sherpa) hanno fatto il possibile per costruire un summit (l’ennesimo) a prova di Trump. Ma l’apprensione è palpabile perché se il tycoon deraglierà si potrà entrare in una fase che alcuni, alla Nato, non esitano a definire “pericolosa”. Oggi in una Ankara super blindata – centinaia i manifestanti anti-vertice arrestati – prima dell’arrivo dei leader, si terrà un gigantesco forum dell’industria della difesa transatlantica in cui verranno annunciati contratti, intese e cooperazioni per miliardi e miliardi: è uno degli spettacoli pirotecnici organizzati per stuzzicare l’immaginazione di Trump. Poi c’è la cena al palazzo presidenziale del Sultano, Recep Tayyip Erdoğan. Lì i 32 capi di Stato e di Governo alleati saranno soli – senza ambasciatori o consiglieri – con mogli (o mariti) e gli ospiti, tra cui ad esempio Volodymyr Zelensky.
In parallelo, le cene dei ministri degli Esteri e della Difesa, dove sono stati invitati, rispettivamente, i Paesi del Golfo e i partner asiatici (Giappone, Corea, Australia e Nuova Zelanda). Mercoledì sarà la volta del vertice vero e proprio: un giro di tavolo del Consiglio Atlantico da 2-3 ore massimo, proprio per limitare il più possibile i rischi. Ecco, si capirà allora perché c’è chi vorrebbe abolire la ricorrenza annuale (gli Usa in primis ma non solo) e dunque l’edizione del 2027 prevista a Tirana è in bilico anche perché l’Albania è tra i Paesi che non è ancora al 2%. Il Paese candidato a egemone del nuovo corso della Nato 2.0 è senz’altro la Germania, che intende arrivare al 3,5% della difesa ‘core’ già nel 2029, con uno sforzo di bilancio mostruoso: nessuno, in Europa, ha una potenza di fuoco economica simile. Varsavia, pur con le debite proporzioni, è l’altro astro nascente della sicurezza continentale, che affianca i leader tradizionali, Francia e Gran Bretagna.
In questo quadro, l’incognita resta The Donald. «Putin vuole finire la guerra in Ucraina, lo vuole fortemente», proclama Trump nello Studio Ovale, nel giorno dell’ennesima strage di civili uccisi nei bombardamenti russi. «Anche Zelensky lo vuole, ne parleremo al vertice della Nato», ha aggiunto. “Tre settimane fa ho detto al presidente Xi che gli Stati Uniti hanno l’esercito più potente del mondo e non ha avuto nulla da obiettare”, ha fatto sapere il tycoon, riferendo del colloquio con il presidente cinese. A prendere la parola è anche il “cameriere” del tycoon a Bruxelles, al secolo Mark Rutte, segretario generale della Nato. Gli Usa non stanno «spaccando» la Nato, assicura Rutte nel corso della conferenza stampa prevertice, rispondendo ad una domanda sull’attacco di Hegseth alla scorsa ministeriale difesa. «Avere una revisione della postura e delle forze è una mossa saggia, sarà in consultazione con gli alleati, non c’è da preoccuparsi», ha aggiunto. Se lo dice lui…
Ad Ankara si disserta, in Ucraina si continua a morire. È di almeno 20 morti il bilancio degli attacchi russi della scorsa notte sull’Ucraina, che hanno preso di mira la capitale Kiev e la sua regione. Lo riferiscono le autorità locali, precisando che 14 persone sono morte a Kiev e altre 6 nella sua regione. L’aeronautica militare ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato durante la notte 351 droni e 68 missili, prendendo di mira principalmente Kiev, e ha precisato che tutti i 29 missili balistici hanno colpito i loro obiettivi, sottolineando l’urgente necessità di un maggiore sostegno in materia di difesa. «Per intercettare i missili balistici, abbiamo bisogno dei mezzi per l’intercettazione», ha affermato il portavoce dell’aeronautica militare, Yurii Ihnat, parlando alla tv nazionale. «I russi stanno certamente sfruttando il fatto che ora vi sia una grave carenza di missili intercettori, sia in Ucraina che nel mondo», ha aggiunto.
In questo scenario devastato, Volodymyr Zelensky ha esortato i suoi alleati a prendere «decisioni forti» al vertice Nato «È di fondamentale importanza che il mondo, in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei, escano dal vertice Nato di Ankara con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea», ha dichiarato il presidente ucraino sui suoi canali social. «Finché i missili Patriot rimarranno nelle scorte dei nostri alleati, la Russia è solo incoraggiata a continuare a `squarciare´ gli edifici residenziali. Stati Uniti e Europa hanno abbastanza forza per fermare questo terrore». La forza ce l’hanno. Quello che scarseggia è la volontà politica di esercitarla. E non solo a Washington. È il 1.594° giorno di guerra in Ucraina, ma Trump assicura: la fine della guerra è più vicina di quanto si crede. Sullo sfondo, il clamore dei missili che piovono su Kiev.
Lo smartphone è uno strumento di lavoro, ma può diventare anche una fonte continua di consumo: batteria, dati, notifiche e attenzione. Gestire le app in modo consapevole aiuta a migliorare autonomia e produttività.
GARR apre due nuove opportunità di lavoro a Roma per rafforzare i suoi team tecnici: sono aperte le selezioni per NOC Specialist e per DevOps e IT Automation Engineer, entrambe con contratto a tempo indeterminato.
“Io venni educato sulla base di tre lingue morte – l’ebraico, l’aramaico e lo yiddish (che alcuni non considerano affatto una lingua) – e di una cultura che si sviluppò in Babilonia: il Talmud. Lo ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti
Google sta lavorando a un cambiamento importante nel funzionamento interno di Android. L’azienda ha annunciato l’introduzione della tecnologia AutoFDO nel kernel del sistema operativo, con l’obiettivo di migliorare prestazioni ed efficienza energetica degli smartphone.
Anche se i miglioramenti numerici sembrano piccoli, l’ottimizzazione riguarda il livello più profondo del sistema, quello che gestisce processore, memoria e comunicazione tra hardware e software.
Android impara dalle tue abitudini
Tradizionalmente Android utilizza un compilatore che ottimizza il sistema operativo basandosi su ipotesi generiche su come verrà utilizzato il dispositivo. Con AutoFDO il processo cambia completamente.
Il sistema analizza come le persone utilizzano realmente il telefono. Gli ingegneri di Google eseguono le app più popolari e studiano quali parti del sistema vengono usate più frequentemente. Successivamente ricompilano il kernel affinché queste operazioni vengano eseguite nel modo più efficiente possibile.
In pratica, Android viene “allenato” a dare priorità alle attività che gli utenti svolgono più spesso: aprire applicazioni, passare da un’app all’altra o eseguire funzioni di sistema.
Il risultato è un sistema operativo più ottimizzato per l’uso reale, piuttosto che per scenari teorici.
Piccoli numeri, grande impatto
Nei primi test interni, Google ha registrato miglioramenti concreti. Le applicazioni si aprono circa il 4,3% più velocemente quando vengono lanciate da zero, mentre l’avvio del dispositivo può risultare circa il 2,1% più rapido.
A prima vista queste percentuali possono sembrare modeste, ma quando riguardano il kernel – il cuore del sistema operativo – possono influenzare l’intera esperienza d’uso. Il kernel gestisce infatti una parte enorme delle operazioni del telefono e rappresenta circa il 40% dell’utilizzo della CPU nei dispositivi Android.
Ottimizzare questo livello significa rendere tutto il sistema più reattivo: interfaccia più fluida, passaggi tra app più rapidi e minore lavoro per il processore.
Un altro vantaggio riguarda la batteria. Se il processore lavora meno per eseguire le stesse operazioni, il consumo energetico può diminuire e contribuire a una maggiore autonomia dello smartphone.
Google ha confermato che AutoFDO verrà integrato nei kernel utilizzati da Android 15, Android 16 e dalle versioni future del sistema operativo. In teoria questo significa che molti dispositivi, dai modelli economici ai flagship, potrebbero beneficiare di un’esperienza leggermente più veloce senza bisogno di hardware più potente. Insomma, per entry-level e mid-range sarà una piccola rivoluzione: Android viaggerà alla velocità della luce anche sugli smartphone meno sofisticati.
Dopo tre anni di assenza nel segmento dei notebook a marchio proprio, Xiaomi prepara il ritorno con il nuovo Xiaomi Book Pro 14, un portatile ultraleggero pensato per coniugare design premium, peso ridotto e prestazioni elevate grazie ai più recenti processori Intel Core Ultra. Il dispositivo è stato anticipato da alcune immagini teaser in vista del lancio ufficiale in Cina.
Design ultraleggero
Il nuovo Xiaomi Book Pro 14 punta molto su materiali avanzati e una costruzione raffinata. Il laptop utilizza un corpo unibody in lega di magnesio pressofusa, abbinato a una scocca inferiore in fibra di carbonio ad alta resistenza. Questa combinazione consente di ottenere un telaio robusto ma estremamente leggero.
Secondo l’azienda, anche la struttura interna della tastiera è stata rivista con una piastra di supporto in lega di titanio più leggera, scelta progettuale che contribuisce ulteriormente alla riduzione del peso complessivo. Il risultato è sorprendente: il notebook pesa solo 1,08 kg, rendendolo uno dei portatili da 14 pollici più leggeri della sua categoria.
Dal punto di vista estetico, Xiaomi ha optato per un design minimalista e sottile con finitura metallica uniforme. Il dispositivo sarà disponibile in tre colorazioni: Soft Fog Blue, White ed Elegant Gray. L’aspetto generale è pulito e moderno, con linee sottili che ricordano l’approccio stilistico già visto negli ultimi ultrabook premium.
Prestazioni con Intel Core Ultra
Sul fronte hardware, il laptop sarà equipaggiato con il nuovo processore Intel Core Ultra X7 358H, una soluzione ad alte prestazioni con architettura a 16 core organizzati in configurazione 4 + 8 + 4. Il chip può raggiungere frequenze fino a 4,8 GHz, integra 18 MB di cache L3 e una GPU integrata Intel Radiant B390, pensata per migliorare le capacità grafiche e l’elaborazione AI.
Per mantenere stabile il rendimento del processore, Xiaomi ha integrato un sistema di raffreddamento avanzato con camera di vapore da 10.000 mm², accompagnata da una ventola silenziosa ad alta velocità e da un sistema di flusso d’aria tridimensionale. L’azienda afferma che questa soluzione consente al notebook di sostenere fino a 50 W di potenza continuativa, un dato rilevante per un dispositivo così sottile.
Secondo indiscrezioni precedenti, il portatile potrebbe essere disponibile anche con il processore Intel Core Ultra 5 325, costruito con il processo produttivo 18A di Intel. Questo chip utilizza una configurazione 8 core (4P + 4LPE) con 8 thread e può raggiungere velocità fino a 4,5 GHz.
Per quanto riguarda memoria e archiviazione, Xiaomi dovrebbe offrire configurazioni con 24 GB di RAM e SSD da 1 TB, oltre a una variante più avanzata con 32 GB di RAM e lo stesso storage da 1 TB. Il display sarà un pannello da 14 pollici, coerente con la filosofia ultrabook della serie. Il debutto è atteso in Cina nelle prossime settimane, ma nulla esclude che possa arrivare anche sul mercato internazionale.
Xiaomi è in fermento: recentemente ha presentato il suo robot aspirapolvere più potente di sempre. Mentre è entrato nei radar dei leaker un misterioso top di gamma dalle prestazioni ‘ultra’. Quando arriva?
Il mercato degli smartphone sta affrontando un forte aumento dei costi dei componenti, in particolare della memoria. Con i prezzi della RAM in crescita – un singolo gigabyte di DDR5 può arrivare a costare tra 13 e 18 dollari – molti produttori stanno riducendo alcune specifiche per mantenere margini di profitto sostenibili.
Secondo nuove indiscrezioni, però, almeno un produttore potrebbe prendere la strada opposta e lanciare uno smartphone estremamente potente, con alcune delle tecnologie più avanzate disponibili nel settore mobile.
Le informazioni arrivano dal noto leaker Digital Chat Station, che su Weibo ha suggerito l’esistenza di un dispositivo in fase di test con caratteristiche hardware di altissimo livello.
Specifiche da record
Secondo il leak, il dispositivo potrebbe integrare 16 GB di RAM LPDDR6, uno standard di memoria di nuova generazione che dovrebbe offrire velocità più elevate e maggiore efficienza energetica rispetto alle attuali LPDDR5 e LPDDR5X.
A questo si aggiungerebbe uno spazio di archiviazione estremamente generoso: 1 TB di memoria UFS 5.0, tecnologia che promette prestazioni nettamente superiori alle attuali UFS 4.0 utilizzate nei flagship moderni.
Il cuore del dispositivo sarebbe il futuro chip di punta di Qualcomm, indicato nel leak come Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro (successore dell’attuale chip top). Questo processore dovrebbe rappresentare una nuova evoluzione della piattaforma Snapdragon di fascia alta, progettata per offrire prestazioni elevate sia in ambito gaming sia nelle applicazioni basate su intelligenza artificiale.
Se queste specifiche venissero confermate, il dispositivo potrebbe diventare uno degli smartphone più potenti mai realizzati.
Possibile candidato: Xiaomi 18 Ultra?
Il leak non menziona esplicitamente quale azienda stia sviluppando questo smartphone, ma diversi commentatori ritengono che il candidato più probabile sia il futuro Xiaomi 18 Ultra, il prossimo modello di punta della gamma di Xiaomi atteso per fine 2026 o inizio 2027.
La serie Ultra di Xiaomi è infatti spesso utilizzata come vetrina tecnologica per introdurre componenti di ultima generazione, soprattutto nel comparto fotografico e nelle prestazioni hardware.
Considerato che la crisi dei prezzi delle memorie sta portando molti produttori a giocare al risparmio, una bestia da 16GB+1TB (RAM LPDDR6 e storage UFS 5.0) potrebbe fare decisamente la differenza.
Una grave vulnerabilità scoperta nei processori di MediaTek potrebbe mettere a rischio milioni di smartphone Android. I ricercatori del team di sicurezza Ledger Donjon hanno dimostrato come sia possibile accedere ai dati protetti di alcuni dispositivi in meno di un minuto, senza nemmeno avviare il sistema operativo.
L’exploit è stato mostrato utilizzando il CMF Phone 1 di Nothing, uno smartphone basato su chip MediaTek. Collegando il telefono a un computer, i ricercatori sono riusciti a compromettere il sistema di sicurezza del dispositivo in circa 45 secondi.
Secondo quanto spiegato dal CTO di Ledger, Charles Guillemet, l’attacco permette di recuperare il PIN del dispositivo, decifrare l’archiviazione interna e persino estrarre le chiavi di recupero dei portafogli di criptovalute memorizzati nello smartphone.
Attacco senza avviare Android
Il problema riguarda l’architettura di sicurezza utilizzata in molti smartphone con chip MediaTek che integrano l’ambiente protetto sviluppato da Trustonic, noto come Trusted Execution Environment (TEE).
Questo ambiente è progettato per isolare dati sensibili come PIN, credenziali e chiavi crittografiche dal resto del sistema. Tuttavia, secondo i ricercatori, l’implementazione presente su alcuni dispositivi consente un attacco diretto al livello hardware.
Una volta collegato lo smartphone a un computer, l’exploit può recuperare automaticamente il codice PIN e accedere allo storage criptato del dispositivo. Tra i dati più sensibili che possono essere estratti ci sono anche le seed phrase, ovvero le chiavi principali che consentono di recuperare un portafoglio di criptovalute.
Queste informazioni rappresentano un obiettivo particolarmente prezioso per eventuali attaccanti, poiché permettono il controllo completo dei fondi associati ai wallet digitali.
Secondo Guillemet, il problema evidenzia una differenza fondamentale tra i chip generici e le soluzioni di sicurezza dedicate. “I chip general-purpose sono progettati per la comodità, mentre i Secure Element sono progettati per proteggere le chiavi crittografiche”, ha spiegato.
Patch già distribuite ai produttori
La vulnerabilità è stata registrata con il codice CVE-2026-20435. Il team Donjon ha seguito la procedura di divulgazione responsabile e ha segnalato il problema a MediaTek prima della pubblicazione dei risultati.
Il produttore di chip ha confermato di aver distribuito una correzione ai produttori di smartphone il 5 gennaio 2026. Questo significa che gli aggiornamenti di sicurezza dovrebbero essere rilasciati attraverso le patch software dei singoli produttori.
I processori MediaTek sono utilizzati in milioni di dispositivi Android, inclusi modelli di marchi come OPPO, vivo, OnePlus e Samsung. Non è ancora chiaro se la vulnerabilità sia stata sfruttata attivamente da criminali informatici.
Apple ha distribuito nuovi aggiornamenti software destinati agli iPhone e iPad più datati che non possono installare le versioni più recenti del sistema operativo. Si tratta di iOS 15.8.7 e iOS 16.7.15, aggiornamenti pensati principalmente per correggere vulnerabilità di sicurezza e bug critici.
Le nuove versioni arrivano per mantenere protetti milioni di dispositivi ancora in uso ma esclusi dagli aggiornamenti principali di iOS.
Aggiornamenti per iPhone più vecchi
Gli aggiornamenti riguardano diversi modelli storici della linea iPhone. In particolare, iOS 16.7.15 è stato rilasciato per dispositivi che non possono aggiornarsi a iOS 17, tra cui iPhone X, iPhone 8 e iPhone 8 Plus, lanciati nel 2017.
Per i modelli ancora più vecchi è disponibile invece iOS 15.8.7, destinato a smartphone come iPhone SE, iPhone 7 e iPhone 6s, che non supportano iOS 16.
Anche alcuni iPad ricevono aggiornamenti simili. Tra questi ci sono il iPad, l’iPad Pro e l’iPad Pro. Per modelli come iPad Air 2 e iPad mini 4 è invece previsto l’aggiornamento iPadOS 15.8.7.
Questi update non introducono nuove funzionalità, ma includono correzioni di sicurezza importanti che Apple raccomanda di installare immediatamente.
Il rischio malware
Uno dei motivi dietro questi aggiornamenti potrebbe essere la scoperta di un nuovo exploit kit chiamato Coruna, individuato dal Google Threat Intelligence Group. Questo kit di attacco è progettato per sfruttare vulnerabilità presenti in varie versioni di iOS, comprese quelle rilasciate tra il 2019 e il 2023.
Il metodo di attacco è relativamente semplice: basta visitare un sito web infetto, spesso camuffato da piattaforma di criptovalute o da sito di scommesse. Il malware identifica il modello di iPhone e la versione del sistema operativo per scegliere l’exploit più efficace.
Una volta installato, il software può cercare informazioni sensibili sul dispositivo. Tra le sue capacità c’è l’analisi di messaggi e documenti alla ricerca di parole chiave come “conto bancario”, ma anche la scansione delle immagini tramite tecnologia OCR per leggere il testo contenuto nelle foto.
In questo modo gli hacker possono individuare credenziali bancarie, password o altri dati personali e tentare di accedere ai conti online delle vittime.
Per difendersi da attacchi avanzati, Apple ha introdotto anche la modalità Lockdown, una funzione di sicurezza estrema che limita alcune funzioni del dispositivo per ridurre le superfici di attacco.
Per installare gli aggiornamenti è sufficiente andare in Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software e seguire le istruzioni.
Dopo anni di indiscrezioni, il primo iPhone pieghevole di Apple continua a prendere forma. Nuovi dettagli rivelano come l’azienda stia ripensando l’esperienza di iOS per adattarla a un dispositivo con schermo pieghevole, con un’interfaccia che ricorda quella degli iPad e importanti cambiamenti nel design delle fotocamere. Il dispositivo potrebbe rappresentare il progetto più innovativo della linea iPhone degli ultimi anni.
iOS ripensato
Secondo le ultime indiscrezioni, Apple non porterà semplicemente iPadOS sul nuovo telefono pieghevole. L’azienda starebbe invece modificando direttamente iOS per sfruttare al meglio il grande display interno.
L’idea è trasformare l’esperienza del foldable in qualcosa di simile a un iPad quando il dispositivo è aperto. Le applicazioni iOS verranno aggiornate con layout più ampi e barre laterali, una soluzione già tipica delle app su tablet. Questa interfaccia comparirà solo sullo schermo interno del dispositivo.
Quando invece il telefono è chiuso e si utilizza il display esterno, le app continueranno a funzionare come su un iPhone tradizionale. In altre parole, il dispositivo offrirà due esperienze diverse a seconda della modalità d’uso.
Apple introdurrà anche il multitasking con app affiancate, permettendo di utilizzare due applicazioni contemporaneamente sul grande schermo interno. Tuttavia l’azienda non adotterà il sistema multitasking più complesso presente sugli iPad. L’obiettivo sembra essere un equilibrio tra produttività e semplicità, mantenendo l’esperienza iPhone immediata e intuitiva.
Il design del primo iPhone pieghevole includerà alcune scelte tecniche molto precise. Apple avrebbe inizialmente testato una fotocamera sotto il display per lo schermo interno, ma la qualità fotografica non avrebbe soddisfatto gli standard dell’azienda.
Per questo motivo si sarebbe optato per una fotocamera frontale con foro nel display (punch-hole), una soluzione già adottata su molti smartphone pieghevoli, ma mai vista prima su un device Apple. Anche lo schermo esterno avrà un foro per la camera frontale. Nonostante la scomparsa del classico ritaglio, l’interfaccia continuerà a utilizzare un’area dinamica simile alla Dynamic Island per notifiche e controlli rapidi.
Sul retro il dispositivo dovrebbe integrare solo due fotocamere, con un modulo più sottile che ricorda quello visto su modelli più minimalisti della linea iPhone.
Un’altra novità riguarda l’autenticazione biometrica. A causa dello chassis estremamente sottile, Apple avrebbe deciso di rinunciare al Face ID. Al suo posto tornerà il sensore Touch ID integrato nel pulsante laterale.
Piega quasi invisibile
Uno dei motivi per cui Apple ha impiegato così tanto tempo prima di entrare nel mercato dei pieghevoli riguarda la durabilità e la piega del display. L’azienda avrebbe voluto eliminare completamente il segno centrale dello schermo, ma questo obiettivo non sarebbe stato ancora raggiunto.
Secondo le ultime informazioni, però, il nuovo pannello pieghevole utilizzerà una tecnologia molto avanzata con una piega più piatta e meno visibile rispetto a molti foldable cinesi (Samsung ci ha già dato un assaggio). Il risultato dovrebbe offrire un’esperienza migliore soprattutto per la visione di film e video.
Il dispositivo utilizzerà inoltre una cerniera particolarmente resistente, progettata per garantire una lunga durata nel tempo anche dopo migliaia di aperture. Prezzo? Si parla di minimo 2.000 euro
Xiaomi amplia ulteriormente il proprio ecosistema smart home con il lancio del nuovo robot aspirapolvere di punta, il Mi Robot 6 Max. Il dispositivo debutta in Cina come il modello più potente mai realizzato nella piattaforma domestica Mijia, introducendo una combinazione di potenza di aspirazione estremamente elevata, navigazione basata su intelligenza artificiale e soluzioni robotiche avanzate per migliorare la pulizia negli ambienti domestici.
Il robot è progettato per offrire una copertura più completa delle superfici domestiche, grazie a un sistema hardware che include bracci robotici per la pulizia dei bordi e “gambe” robotiche capaci di superare ostacoli. A questo si aggiunge una piattaforma di visione artificiale che permette al dispositivo di riconoscere oggetti e sporco con grande precisione.
Potenza avanzata
Il nuovo robot aspirapolvere Xiaomi raggiunge una potenza di aspirazione massima di 35.000 Pa, uno dei valori più elevati nel mercato dei robot domestici. Questa potenza viene combinata con un sistema di lavaggio in tempo reale che permette di aspirare, lavare e raschiare il pavimento simultaneamente.
Per mantenere il mop sempre pulito durante il funzionamento, Xiaomi ha integrato un sistema con 16 micro-fori che rilascia continuamente acqua per lavare il panno durante la pulizia. Il robot integra inoltre un sistema anti-groviglio progettato per ridurre la manutenzione, con una spazzola principale dotata di tecnologia di taglio dei capelli e spazzole laterali anti-aggrovigliamento.
Una delle innovazioni più evidenti riguarda il sistema di pulizia dei bordi. Il dispositivo utilizza tre bracci robotici dedicati che consentono di raggiungere angoli difficili, bordi delle pareti e aree attorno alle gambe dei mobili o dei tavoli.
Il robot è inoltre dotato di gambe robotiche bioniche che gli permettono di superare ostacoli fino a 6 centimetri di altezza e di entrare in spazi bassi fino a 9,3 centimetri, migliorando notevolmente la capacità di movimento rispetto ai modelli tradizionali.
Intelligenza artificiale e smart home
Il sistema di navigazione si basa su una piattaforma di visione artificiale con tripla fotocamera che consente un evitamento panoramico degli ostacoli in tempo reale. Il robot è in grado di riconoscere fino a 280 tipi di oggetti e 47 tipi di sporco diversi, inclusi piccoli elementi domestici come cavi per auricolari di appena 3 millimetri.
Grazie a queste capacità, il dispositivo può adattare automaticamente le strategie di pulizia, evitando collisioni e migliorando l’efficienza nelle diverse stanze.
Il robot si integra completamente con l’app Mi Home e supporta il controllo vocale tramite l’assistente intelligente XiaoAI. Tra le funzioni aggiuntive è presente anche una telecamera integrata che consente di monitorare gli animali domestici e perfino effettuare videochiamate da remoto attraverso l’assistente vocale.
Il dispositivo supporta inoltre la piattaforma di connessione intelligente Xiaomi Surge Smart Connect, che permette di coordinare il robot con altri dispositivi della casa connessa.
Durante la Game Developers Conference 2026, Microsoft ha delineato il futuro dello sviluppo videoludico su PC e console, annunciando una strategia sempre più integrata tra Windows e l’ecosistema Xbox. L’azienda vuole trasformare Windows 11 nella piattaforma centrale per la prossima generazione di videogiochi, rendendo PC e console parte dello stesso ambiente tecnologico.
Uno dei punti chiave dell’annuncio riguarda la nuova modalità Xbox Mode, una versione a schermo intero dell’interfaccia Xbox che sarà disponibile su tutti i dispositivi Windows 11 a partire da aprile. Questa modalità è pensata per offrire un’esperienza simile a quella delle console anche su PC e rappresenta uno degli elementi che anticipano la prossima generazione di console Xbox, attualmente in sviluppo con il nome in codice Helix.
Un ecosistema unificato
Al centro della strategia Microsoft c’è il Game Development Kit unificato, noto come Game Development Kit (GDK). Questo strumento consente agli sviluppatori di creare giochi per PC che risultano automaticamente compatibili anche con la futura generazione Xbox.
Secondo Microsoft, l’obiettivo è semplificare lo sviluppo multipiattaforma: se uno studio realizza un gioco per Windows, il titolo sarà già pronto per funzionare anche sulla prossima console Xbox. Il GDK garantisce inoltre compatibilità con le console attuali come Xbox Series X e Xbox Series S, assicurando continuità tra le diverse generazioni hardware.
In questo modo PC e console condividono la stessa infrastruttura tecnologica, riducendo tempi e costi di sviluppo e permettendo agli studi di pubblicare i propri giochi su entrambe le piattaforme con meno lavoro.
Nuove tecnologie per i giochi
Microsoft ha annunciato anche importanti aggiornamenti per l’ecosistema grafico basato su DirectX. Tra le novità c’è l’integrazione più profonda delle tecnologie di machine learning nei motori grafici.
L’azienda ha spiegato che verrà introdotto il supporto all’algebra lineare nel linguaggio shader HLSL, consentendo agli sviluppatori di sfruttare operazioni di intelligenza artificiale direttamente all’interno degli shader. “Stiamo introducendo nuove capacità che rendono più semplice portare tecniche neurali nelle pipeline grafiche”, ha dichiarato Microsoft, spiegando che queste funzioni permetteranno operazioni ML accelerate direttamente dall’hardware.
Tra le novità c’è anche la disponibilità generalizzata della tecnologia Advanced Shader Delivery, che consente di gestire e distribuire gli shader in modo più efficiente. Questo sistema permette di ridurre i problemi di stuttering durante il primo avvio dei giochi e di migliorare la stabilità delle prestazioni.
Altri miglioramenti riguardano DirectStorage, tecnologia pensata per ridurre i tempi di caricamento dei giochi. Microsoft ha annunciato il supporto alla compressione Zstandard e un nuovo strumento chiamato Game Asset Conditioning Library, che migliora l’efficienza nella gestione degli asset.
Secondo la strategia dell’azienda, la prossima generazione di Xbox sarà in grado di eseguire sia giochi per console sia titoli PC, probabilmente basandosi su una versione di Windows con Xbox Mode attiva di default. Qualcosa di simile l’abbiamo già visto sulle Xbox ROG Ally. Nel frattempo, vi ricordiamo che nel 2027 arriveranno i primi dev kit per Project Helix.
L’Xbox Mode per Windows 11 sta per arrivare: ecco cosa cambia è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella
Valve si trova al centro di una nuova controversia legale negli Stati Uniti legata alle loot box, i contenitori virtuali acquistabili nei videogiochi che offrono ricompense casuali. Dopo una maxi causa da circa 900 milioni di dollari nel Regno Unito contro la piattaforma Steam, la società deve ora affrontare un’altra azione legale negli Stati Uniti avviata dall’ufficio del procuratore generale di New York guidato da Letitia James.
Secondo l’accusa, alcune meccaniche presenti nei videogiochi più popolari della piattaforma incoraggerebbero forme di gioco d’azzardo tra i giocatori più giovani. L’indagine si concentra in particolare sui sistemi di casse virtuali presenti in titoli come Counter-Strike 2, Dota 2 e Team Fortress 2.
Le accuse sulle loot box
Le autorità sostengono che le loot box permettono di pagare per aprire contenitori virtuali con ricompense casuali, creando una dinamica simile al gioco d’azzardo. Secondo l’accusa, questo sistema “consente il gioco d’azzardo inducendo gli utenti a pagare per la possibilità di ottenere un oggetto virtuale raro di valore significativo”.
In alcuni casi, infatti, gli oggetti cosmetici ottenuti – come skin per armi – possono essere rivenduti nel mercato interno della piattaforma o tramite siti terzi, generando potenzialmente profitti reali per i giocatori. Un’azione legale simile è stata avviata anche dallo studio legale Hagens Berman, che sostiene che queste meccaniche possano essere particolarmente problematiche per i giocatori più giovani.
La difesa di Valve
Valve ha risposto pubblicamente alle accuse attraverso una lettera pubblicata su Steam, spiegando di non ritenere che le proprie loot box violino le leggi sul gioco d’azzardo nello stato di New York. “Non crediamo che sia così e siamo rimasti delusi nel vedere questa accusa dopo aver lavorato per anni per spiegare come funzionano i nostri oggetti virtuali e le mystery box”, ha dichiarato l’azienda.
Secondo Valve, il sistema delle “casse casuali” non sarebbe diverso da prodotti fisici come pacchetti di carte collezionabili o “blind box”, che offrono anch’essi la possibilità di trovare oggetti rari o di valore.
La società sottolinea inoltre che gli oggetti ottenuti non forniscono vantaggi competitivi nei giochi e rimangono esclusivamente elementi cosmetici.
Valve ha anche ricordato di aver combattuto attivamente i siti esterni che utilizzano oggetti dei propri giochi per attività di gioco d’azzardo, affermando di aver ordinato più volte la chiusura di piattaforme di scommesse basate sulle skin di Counter-Strike. Nel frattempo, Valve deve affrontare anche una sfida dal tenore ben diverso: la crisi dei prezzi delle RAM sta facendo slittare i piani per il rilascio dell’attesa console Steam Machine.
Il Task Scheduler è da anni uno degli strumenti più potenti integrati in Windows 11 e nelle versioni precedenti del sistema operativo. Permette di automatizzare operazioni come l’avvio di programmi, script o attività di manutenzione del sistema. Nonostante la sua affidabilità, però, l’interfaccia basata su vecchie componenti MMC è rimasta praticamente invariata nel tempo, risultando oggi visivamente datata e poco intuitiva per molti utenti.
A colmare questo divario ci ha pensato uno sviluppatore indipendente con FluentTaskScheduler, un progetto open source che reinterpreta completamente l’esperienza di gestione delle attività programmate. Il software non sostituisce il motore originale di Windows, ma lo utilizza attraverso le API esistenti, offrendo però un’interfaccia moderna e più facile da usare. Se siete interessati, lo potete scaricare da qui.
L’applicazione è stata sviluppata con WinUI 3 tramite Windows App SDK e sfrutta la piattaforma .NET 8. Il risultato è un’interfaccia basata sul linguaggio Fluent Design, perfettamente allineata allo stile grafico delle applicazioni moderne di Windows.
Dashboard moderna e controllo completo
Uno dei principali limiti dello strumento integrato in Windows è la scarsa visibilità delle attività in esecuzione e della cronologia. In molti casi gli utenti devono navigare tra diverse finestre e menu per monitorare le operazioni pianificate.
FluentTaskScheduler introduce invece una dashboard centrale che mostra in tempo reale l’attività del sistema. Qui è possibile visualizzare lo storico delle operazioni, cercare attività specifiche, eseguire azioni in batch e importare o esportare configurazioni.
Il processo di creazione delle attività mantiene tutte le funzionalità del sistema originale ma con un flusso più pulito. Gli utenti possono configurare trigger basati sul tempo – come esecuzioni giornaliere, settimanali o mensili – oppure su eventi di sistema come l’avvio del computer, il login dell’utente o eventi specifici registrati nel sistema. Sono disponibili anche opzioni avanzate come ritardi casuali, date di scadenza e arresto automatico delle attività.
Automazione avanzata
Per gli scenari più complessi, FluentTaskScheduler include controlli avanzati per l’affidabilità e la ripetizione delle attività. È possibile impostare cicli di esecuzione programmati, riavviare automaticamente un’attività in caso di errore o definire il comportamento quando vengono attivate più istanze contemporaneamente.
Una delle funzioni più interessanti è la Script Library, che permette di archiviare script PowerShell centralizzati e riutilizzarli in più attività senza duplicare il codice. Questo approccio semplifica la gestione delle automazioni e rende più pulita l’organizzazione degli script.
Il software include anche integrazione con il sistema operativo, come notifiche toast, supporto alla System Tray e possibilità di eseguire attività con privilegi elevati o con account specifici.
Per gli utenti avanzati è disponibile anche un’interfaccia a riga di comando che consente di gestire le attività da script o da prompt, rendendo lo strumento utile anche per ambienti professionali.
Microsoft ha iniziato a delineare concretamente la prossima generazione di console Xbox. Durante la Game Developers Conference 2026, l’azienda ha confermato che i primi kit di sviluppo del nuovo sistema, conosciuto internamente con il nome in codice Project Helix, verranno inviati agli studi di videogiochi a partire dal 2027.
L’annuncio è stato fatto da Jason Ronald, vicepresidente della divisione Next Generation Xbox. Secondo quanto riferito, gli sviluppatori riceveranno versioni preliminari della console per iniziare a creare e ottimizzare i titoli destinati alla nuova piattaforma.
Ronald non ha specificato nel dettaglio cosa includeranno queste versioni “alpha”, ma nel contesto della conferenza dedicata agli sviluppatori è molto probabile che si tratti dei classici devkit, hardware preliminari che permettono agli studi di lavorare sui giochi prima del lancio ufficiale della console.
Hardware avanzato con chip AMD
Il nuovo sistema sarà basato su un system-on-a-chip personalizzato sviluppato insieme ad AMD, progettato per supportare tecnologie grafiche di nuova generazione. Tra queste spicca il path tracing, una forma avanzata di rendering che simula la luce in modo estremamente realistico.
Secondo Microsoft, la nuova architettura porterà un enorme salto prestazionale nel ray tracing. Ronald ha spiegato che la console offrirà “un salto di un ordine di grandezza nelle prestazioni e nelle capacità del ray tracing”, permettendo mondi di gioco più realistici e dinamici.
Tra le tecnologie previste figurano anche ray regeneration, pensata per migliorare la qualità degli effetti di illuminazione, e soluzioni di frame generation multi-frame insieme a tecniche di upscaling basate su machine learning.
Queste innovazioni indicano che Microsoft e AMD stanno lavorando su tecnologie simili a quelle sviluppate anche per la prossima generazione di console rivali.
Xbox e PC sempre più vicini
Un’ipoteca Xbox Next-Gen immaginata dall’intelligenza artificiale
Uno degli aspetti più interessanti della futura console riguarda l’integrazione con il mondo PC. Microsoft ha ribadito che il nuovo hardware sarà in grado di eseguire sia giochi per console Xbox sia titoli PC.
Questo approccio rafforza la strategia dell’azienda di unificare l’ecosistema gaming tra console e computer basati su Windows. In pratica, gli sviluppatori potranno progettare giochi con una base tecnica comune, riducendo le differenze tra le due piattaforme.
Secondo Ronald, il nuovo hardware “integra l’intelligenza direttamente nella pipeline grafica e di calcolo, offrendo miglioramenti significativi in efficienza, scala e ambizione visiva”. Nel frattempo, forse in vista della nuova console ibrida, Sony ha già fatto sapere che non intende pubblicare più esclusive PlayStation su Windows.
La startup americana di guida autonoma Nuro ha avviato i primi test dei propri veicoli sulle strade di Tokyo, uno degli ambienti urbani più complessi al mondo per la mobilità autonoma. L’azienda, sostenuta da colossi tecnologici e industriali come NVIDIA, Toyota e Uber, utilizzerà inizialmente solo pochi veicoli per questa fase sperimentale.
Come previsto dalla normativa giapponese, i test verranno effettuati con conducenti di sicurezza al volante pronti a intervenire in caso di necessità. L’obiettivo è raccogliere dati reali in uno dei contesti di guida più impegnativi per l’intelligenza artificiale.
Tokyo come banco di prova
Le strade della capitale giapponese offre una vera sfida per i sistemi di guida autonoma. Tra carreggiate strette, traffico intenso, intersezioni complesse e guida sul lato sinistro della strada, Tokyo mette alla prova qualsiasi tecnologia di guida automatizzata.
Secondo il CEO di Nuro, Andrew Chapin, testare i veicoli in un ambiente così complesso è fondamentale per migliorare l’affidabilità dei sistemi. “Testare le capacità del sistema di autonomia in un mercato così interessante e con complessità internazionali è una vera prova di stress per capire di cosa è capace la tecnologia”, ha dichiarato.
L’obiettivo finale della società è raggiungere il livello 4 di autonomia, una categoria in cui il veicolo può guidare completamente da solo in condizioni specifiche senza intervento umano.
La corsa globale ai robotaxi
Nuro non è l’unica azienda a sperimentare veicoli autonomi in Giappone. Anche Waymo, la divisione di guida autonoma di Alphabet, sta conducendo test a Tokyo in collaborazione con l’operatore taxi Nihon Kotsu e con l’app di mobilità giapponese GO Taxi.
Waymo è attiva nel paese dal 2025 e lavora a stretto contatto con Toyota per sviluppare tecnologie di guida autonoma adattate alle città giapponesi.
Nel frattempo, Nuro sta preparando un’espansione più ampia del proprio ecosistema di mobilità autonoma. L’azienda ha già annunciato una collaborazione con Uber e con il produttore di auto elettriche Lucid Motors per lanciare un servizio di robotaxi a San Francisco.
Secondo i piani, Uber punta a distribuire fino a 100.000 veicoli autonomi, tra cui circa 20.000 robotaxi sviluppati con Lucid e Nuro, con un rollout che dovrebbe iniziare nel 2027.
Google ha annunciato una nuova funzionalità per il proprio store digitale Google Play che permetterà agli utenti di provare alcuni giochi a pagamento gratuitamente prima di acquistarli. La funzione, chiamata Game Trials, è già in fase di distribuzione su alcuni titoli mobile e arriverà presto anche su Google Play Games for PC.
L’obiettivo è offrire ai giocatori la possibilità di testare un gioco completo per un periodo limitato di tempo, riducendo il rischio di acquistare un titolo che potrebbe non piacere.
Come funzionano i Game Trials
Nei giochi supportati comparirà un nuovo pulsante “Prova” nella pagina dello store. Una volta avviata la prova, gli utenti potranno giocare gratuitamente per un periodo definito prima di decidere se acquistare il titolo.
Nel materiale di esempio mostrato da Google, il gioco horror survival Dredge offre 60 minuti di gameplay gratuito. Al termine del periodo di prova, il giocatore può scegliere se acquistare il gioco completo oppure rimuoverlo dal dispositivo. Questa soluzione offre un approccio simile alle demo classiche dei videogiochi, ma integrato direttamente nello store digitale e senza richiedere download separati o versioni dedicate.
Più giochi indie e strumenti AI
Oltre ai Game Trials, Google ha annunciato che nei prossimi mesi arriveranno nuovi giochi indie a pagamento su Google Play, tra cui Moonlight Peaks, Sledding Game e Low-Budget Repairs.
L’azienda ha inoltre creato una nuova sezione dello store dedicata ai giochi ottimizzati per PC Windows, che funzionano tramite la piattaforma Google Play Games su computer. Gli utenti potranno aggiungere questi titoli alla lista dei desideri e ricevere notifiche quando saranno disponibili o in sconto.
Tra le novità più tecnologiche spicca anche il lancio di Play Games Sidekick, un overlay per Android basato sull’intelligenza artificiale Gemini. Questo assistente può mostrare suggerimenti, informazioni e strumenti utili direttamente durante il gameplay senza dover uscire dal gioco o effettuare ricerche online.
Per chi preferisce confrontarsi con altri giocatori invece che con un assistente AI, Google ha introdotto anche la funzione Community Posts, che consente agli utenti di leggere e pubblicare consigli e discussioni nelle pagine dei giochi sul Play Store.
Apple si prepara a introdurre una nuova strategia di lancio per i suoi smartphone a partire dal prossimo anno, ma le indiscrezioni sull’iPhone 18 Pro e sull’iPhone 18 Pro Max suggeriscono che la generazione in uscita quest’anno potrebbe rappresentare uno degli aggiornamenti meno rilevanti degli ultimi anni.
Secondo le anticipazioni, Apple lancerà quest’anno i modelli Pro insieme al primo iPhone pieghevole, mentre i modelli base della serie iPhone 18 e il successore di iPhone Air arriveranno soltanto all’inizio dell’anno successivo, nello stesso periodo dei nuovi smartphone della linea Samsung Galaxy S.
Nonostante le aspettative iniziali, molte delle innovazioni previste per i modelli Pro sembrano essere state rinviate, lasciando spazio a novità piuttosto modeste e deludenti.
iPhone 17 Pro vs iPhone 18 Pro: cosa cambia?
Uno degli aggiornamenti più attesi riguardava una riduzione delle dimensioni della Dynamic Island, l’area interattiva introdotta da Apple per integrare sensori e notifiche nella parte superiore dello schermo. Le indiscrezioni iniziali indicavano che Apple stesse lavorando a una soluzione per spostare il sistema Face ID sotto il display, lasciando visibile solo la fotocamera frontale. Questo avrebbe permesso di ridurre sensibilmente la Dynamic Island.
Tuttavia, secondo le informazioni più recenti, questa tecnologia non sarà pronta per l’iPhone 18 Pro. Di conseguenza, la Dynamic Island rimarrà sostanzialmente delle stesse dimensioni viste sugli attuali modelli, come l’iPhone 17 Pro.
Questo rinvio potrebbe avere implicazioni anche per i piani futuri dell’azienda. Apple starebbe infatti lavorando a un modello speciale per il ventesimo anniversario dell’iPhone, previsto per il 2027, con uno schermo completamente edge-to-edge senza alcun foro o notch visibile. Se fosse vero, sarebbe quello lo smartphone da “avere a tutti i costi”. A maggior ragione, risparmiare i soldi quest’anno potrebbe avere ancora più senso.
Design quasi identico
Oltre alla mancata evoluzione della Dynamic Island, anche il design generale dei nuovi modelli Pro dovrebbe rimanere molto simile alla generazione precedente.
Secondo i report più recenti, l’iPhone 18 Pro e l’iPhone 18 Pro Max conserveranno la stessa struttura e lo stesso grande modulo fotografico sul retro introdotto negli ultimi anni. Ci potrebbero essere solo piccoli miglioramenti estetici, come variazioni nella finitura del vetro posteriore o nel contrasto dei materiali. In pratica, per molti utenti potrebbe essere difficile distinguere visivamente un iPhone 18 Pro da un iPhone 17 Pro Max.
La buona notizia è che il keynote di settembre non sarà comunque privo di sorprese: nonostante una linea ‘Pro’ sottotono, questo sarà l’anno in cui vedremo finalmente il primo smartphone pieghevole di Apple.
Il miliardario Elon Musk conduce uno stile di vita sorprendentemente minimalista e spartano anche nella sua casa vicino alla base di lancio di SpaceX in Texas. A raccontarlo è stata sua madre in un post sui social.
La casa vicino a Starbase
Elon Musk, l’imprenditore alla guida di Tesla, SpaceX e della piattaforma X, sarebbe abituato a vivere con pochissimi comfort domestici. A rivelarlo è stata sua madre Maye Musk in un post pubblicato sui social. La donna ha raccontato di aver visitato la casa del figlio a Boca Chica, nel sud del Texas, vicino al sito di lancio di Starbase. Secondo la descrizione, l’abitazione appare estremamente spartana.
“Non c’è cibo nel frigorifero”, ha scritto Maye Musk. “Il garage dove ho dormito è sulla destra”. Ha poi aggiunto un dettaglio curioso sulla vita quotidiana del miliardario: “Nella doccia c’è solo un asciugamano, quindi ho lasciato il mio a Elon. Per me andava bene”.
La casa in cui vive Musk è una semplice abitazione con tre camere da letto dal valore di circa 45.000 dollari, come lo stesso imprenditore aveva raccontato in un’intervista podcast nel 2022.
Uno stile di vita minimalista
Non è la prima volta che emergono dettagli sulla vita spartana del fondatore di SpaceX. Negli anni Musk ha spesso dichiarato di dormire direttamente negli uffici o negli stabilimenti delle sue aziende quando il lavoro lo richiede.
In un post pubblicato a maggio sulla piattaforma X, l’imprenditore ha scritto: “Torno a lavorare 24 ore su 24 e a dormire nelle sale conferenze, nelle sale server o nelle fabbriche”.
Maye Musk ha spiegato che per lei queste condizioni non rappresentano un problema. Ha raccontato infatti che durante l’infanzia trascorse settimane nel deserto del Kalahari senza poter fare la doccia a causa della mancanza d’acqua. “I miei genitori credo mi abbiano preparata per questo tipo di lusso”, ha commentato ironicamente.
Nel corso degli anni Musk ha attirato l’attenzione anche per altre abitudini poco convenzionali: dormire su divani o materassi improvvisati durante i periodi di lavoro intenso e andare a letto molto tardi, spesso intorno alle tre del mattino. Secondo stime recenti, Musk rimane la persona più ricca al mondo con un patrimonio di circa 664 miliardi di dollari.
Sorpresa, forse OPPO ha battuto sia Samsung che Apple sui tempi. OPPO ha, infatti, svelato le tecnologie alla base del nuovo Find N6, un dispositivo che punta a ridurre drasticamente la piega centrale dei display pieghevoli grazie a una nuova cerniera in titanio e a un vetro flessibile avanzato.
Nuova cerniera in titanio
OPPO ha presentato le principali innovazioni tecnologiche del nuovo OPPO Find N6 durante una conferenza dedicata alle tecnologie per display pieghevoli. L’obiettivo dichiarato è creare l’esperienza di utilizzo più vicina possibile a uno schermo completamente piatto, riducendo al minimo la piega visibile tipica dei foldable.
Il dispositivo utilizza una nuova generazione di cerniera chiamata “titanium alloy dome hinge”. A differenza dei tradizionali sistemi a tre assi, il nuovo design impiega una struttura biomimetica simmetrica a quattro assi realizzata tramite tecnologia di stampa 3D polimerica a livello di chip.
Grazie a questa architettura, OPPO afferma di aver ridotto l’ondulazione della superficie della cerniera da 0,18 mm a 0,1 mm. Questo miglioramento consente allo schermo di mantenere una maggiore uniformità nella zona di piegatura e rende più fluida l’apertura e la chiusura del dispositivo.
L’obiettivo è ottenere quello che l’azienda definisce un’esperienza “zero-feel crease”, ovvero una piega quasi impercettibile durante l’uso quotidiano.
Vetro flessibile più resistente
Oltre alla nuova cerniera, OPPO ha introdotto anche una tecnologia chiamata Dome Memory Glass. Si tratta di un nuovo tipo di vetro flessibile progettato per mantenere la superficie del display più piatta anche dopo numerosi cicli di piegatura.
Secondo l’azienda, questo materiale è oltre tre volte più resistente rispetto ai vetri flessibili utilizzati nei foldable tradizionali. Il vetro è inoltre in grado di recuperare il 99,9% della sua forma originale dopo essere stato piegato.
Il dispositivo ha superato test di resistenza fino a 600.000 cicli di apertura e chiusura e ha ottenuto la certificazione di TÜV Rheinland per le prestazioni della piega del display.
Con queste innovazioni, OPPO punta a stabilire un nuovo riferimento nel settore degli smartphone pieghevoli, avvicinando sempre di più questa categoria a un vero display continuo simile a un tablet quando il dispositivo è completamente aperto. Oltre a tutto ciò, sappiamo anche che avrà una scheda tecnica davvero formidabile.
OPPO Find N6, la piega è invisibile: battute Samsung e Apple? è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella
Meta continua a rafforzare la propria strategia sull’intelligenza artificiale con l’acquisizione di Moltbook, una piattaforma sperimentale simile a Reddit progettata per permettere agli agenti AI di interagire tra loro.
Un social network per agenti AI
Meta Platforms ha acquisito Moltbook, un insolito social network dedicato agli agenti di intelligenza artificiale. I termini economici dell’operazione non sono stati resi pubblici. I fondatori della piattaforma, Matt Schlicht e Ben Parr, entreranno a far parte di Meta Superintelligence Labs (MSL), il nuovo centro di ricerca della società dedicato allo sviluppo di sistemi avanzati di AI.
Secondo un portavoce di Meta, l’integrazione del team potrebbe aprire nuove opportunità nel campo degli agenti digitali autonomi.
“L’ingresso del team Moltbook in MSL apre nuovi modi per gli agenti AI di lavorare per persone e aziende”, ha dichiarato l’azienda. “Il loro approccio nel collegare agenti attraverso una directory sempre attiva rappresenta un passo innovativo in uno spazio in rapido sviluppo”.
La chiusura dell’accordo è prevista nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli utenti di Moltbook dovrebbero poter continuare a utilizzare la piattaforma normalmente.
Nato da un bot
La storia di Moltbook è particolarmente insolita. Il social network è nato utilizzando OpenClaw, uno strumento che consente di creare rapidamente agenti AI capaci di interagire con decine di applicazioni diverse.
Schlicht ha utilizzato la piattaforma per sviluppare un bot chiamato Clawd Clawderberg e gli ha chiesto di creare un social network per agenti artificiali. Da questa richiesta è nata Moltbook.
Il nome stesso della piattaforma è una parodia di Facebook, mentre il nome del bot è un evidente riferimento al CEO di Meta Mark Zuckerberg. In modo quasi ironico, questo esperimento ha finito per portare il suo creatore a lavorare proprio per l’azienda a cui si ispira.
Nonostante il carattere sperimentale e quasi satirico del progetto, Moltbook ha attirato attenzione nel settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, alcuni osservatori hanno sottolineato che era relativamente semplice per utenti umani fingere di essere agenti AI e pubblicare contenuti sulla piattaforma. Proprio per questo motivo, molti commentatori sono anche scettici sul reale valore di Moltbook. Insomma, il sospetto sollevato da più parti è che si tratti più di una trovata di marketing, che di un vero prodigio a metà tra fantascienza e distopia. Evidentemente, Meta ha visto nell’azienda qualcosa che è sfuggito ai più.
La piattaforma video di Google supera i colossi tradizionali dell’intrattenimento. Con oltre 60 miliardi di dollari di ricavi annuali, YouTube si afferma come la più grande azienda dei media globale.
Ricavi record nel 2025
Nel 2025 YouTube ha raggiunto un traguardo storico: diventare la più grande società media del mondo per fatturato. La piattaforma, controllata da Alphabet Inc., ha superato i 60 miliardi di dollari di ricavi annuali, arrivando secondo le stime della società di analisi MoffettNathanson a circa 62 miliardi.
Questo risultato le consente di superare il business di The Walt Disney Company (tenendo solo in considerazione i media), che nello stesso periodo ha generato circa 60,9 miliardi di dollari, escludendo il settore delle esperienze e dei parchi a tema.
Secondo gli analisti, la piattaforma è ormai una potenza economica senza precedenti nel settore dei contenuti digitali. Il suo valore stimato oscilla tra i 500 e i 560 miliardi di dollari, ben al di sopra dei competitor tradizionali. Il rivale più vicino è Netflix, con una capitalizzazione di mercato di circa 409 miliardi.
La crescita è trainata soprattutto dalla pubblicità: solo nel quarto trimestre del 2025 i ricavi pubblicitari hanno raggiunto 11,4 miliardi di dollari, portando il totale annuale oltre i 40 miliardi.
Creatori e abbonamenti
Oltre alla pubblicità, YouTube ha costruito un gigantesco ecosistema di abbonamenti. Tra i servizi più importanti ci sono YouTube Premium, YouTube Music e YouTube TV, oltre alla distribuzione di contenuti sportivi come NFL Sunday Ticket.
YouTube TV, in particolare, ha raggiunto circa 10 milioni di abbonati e potrebbe presto superare i tradizionali operatori di pay-TV statunitensi come Comcast e Charter Communications nei prossimi anni.
Un altro elemento chiave della crescita è l’economia dei creator. La piattaforma ha pagato più di 100 miliardi di dollari complessivi a creatori, aziende musicali e partner media.ù
Il CEO di YouTube Neal Mohan ha spiegato il significato di questa cifra: “Ci sono due cose fondamentali che facciamo per i creator: li aiutiamo a costruire un pubblico e a connettersi con i fan ovunque si trovino nel mondo, e li aiutiamo a costruire vere attività economiche. Questo è ciò che rappresentano quei 100 miliardi di dollari”.
Gli analisti ritengono che la crescita continuerà nei prossimi anni grazie alla scala globale della piattaforma e ai nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale, che permetteranno ai creator di produrre contenuti più rapidamente e con costi inferiori.
Le risposte di ChatGPT diventano più interattive. OpenAI ha annunciato una nuova funzione che introduce nuove grafiche dinamiche per spiegare concetti scientifici e matematici direttamente nella chat.
Immagini dinamiche per studiare
OpenAI ha iniziato il rollout delle nuove risposte interattive all’interno di ChatGPT pensate per rendere l’apprendimento più intuitivo. Quando gli utenti chiedono spiegazioni su determinati concetti di matematica o fisica, il chatbot può ora generare grafici e visualizzazioni dinamiche che illustrano le formule in tempo reale.
Tra gli argomenti supportati figurano il teorema di Pitagora, la legge di Coulomb e molte altre nozioni. Le nuove immagini non sono statiche: gli utenti possono modificare le variabili dell’equazione e osservare immediatamente come cambiano i risultati.
Questo approccio consente di esplorare i concetti scientifici in modo interattivo, simulando di fatto un laboratorio digitale. Lo studente può intervenire direttamente sulla formula, cambiare valori e comprendere più facilmente il rapporto tra le grandezze coinvolte.
Secondo OpenAI, la funzione supporta già oltre 70 concetti scientifici e matematici, con ulteriori argomenti che verranno aggiunti nei prossimi aggiornamenti.
La nuova funzione segue il lancio della modalità di apprendimento “Study Mode”, introdotta da OpenAI la scorsa estate proprio per rispondere all’uso crescente dei chatbot da parte degli studenti durante lo studio. Questa modalità guida l’utente verso la soluzione attraverso suggerimenti e domande, invece di fornire immediatamente la risposta finale.
OpenAI vede queste novità come il primo passo verso un ecosistema educativo sempre più avanzato basato sull’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale di Google continua a integrarsi nel browser più usato al mondo. Dopo il debutto negli Stati Uniti, le funzioni basate su Gemini in Chrome iniziano ad arrivare anche in altri paesi.
AI direttamente nel browser
Google ha annunciato l’espansione delle funzionalità basate su Gemini all’interno di Google Chrome, portando l’assistente AI integrato nel browser anche in nuovi mercati. Dopo il lancio iniziale negli Stati Uniti, il sistema è ora disponibile per gli utenti in Canada, India e Nuova Zelanda.
L’aggiornamento introduce anche il supporto a oltre 50 lingue aggiuntive. Tra queste figurano francese, gujarati, hindi e spagnolo, ampliando significativamente la platea di utenti che possono interagire con il chatbot direttamente dal browser.
Per utilizzare Gemini in Chrome basta cliccare sull’icona a forma di scintilla posizionata nell’angolo in alto a destra dell’interfaccia. Questo pulsante apre una barra laterale dedicata all’intelligenza artificiale, introdotta da Google a gennaio. Da qui è possibile conversare con il chatbot senza dover cambiare scheda o interrompere la navigazione.
Secondo Google, l’obiettivo è rendere l’assistenza AI parte integrante dell’esperienza di navigazione quotidiana, permettendo agli utenti di chiedere informazioni, generare contenuti o cercare risposte mentre consultano qualsiasi pagina web.
L’assistente integrato non si limita alle semplici chat testuali, ovviamente. Dalla stessa barra laterale è possibile accedere anche al generatore di immagini sviluppato internamente da Google, cioè Nano Banana, oltre a diverse integrazioni con l’ecosistema dell’azienda.
Gemini in Chrome può infatti collegarsi a servizi come Gmail, Google Maps, Google Calendar e YouTube. In questo modo l’intelligenza artificiale può aiutare gli utenti a gestire email, pianificare appuntamenti o trovare contenuti video direttamente dal browser.
Google ha chiarito che il rollout globale non è ancora completo. L’azienda prevede di portare Gemini integrato in Chrome in molti altri paesi e lingue nel corso del 2026, ampliando progressivamente la disponibilità della funzione. Insomma, è solo questione di tempo prima che arrivi anche in Italia.
Epic Games cambia il valore della valuta virtuale di Fortnite. Dal 19 marzo i pacchetti di V-Bucks offriranno meno monete allo stesso prezzo, aumentando di fatto il costo degli acquisti nel gioco.
Meno V-Bucks, stessi prezzi
I giocatori di Fortnite dovranno fare i conti con un aumento del costo reale degli acquisti in-game. Epic Games ha annunciato che dal 19 marzo cambierà il tasso di conversione dei V-Bucks, la valuta digitale utilizzata per comprare skin, emote e altri contenuti cosmetici. Il prezzo dei pacchetti in dollari resterà formalmente lo stesso, ma il numero di V-Bucks ricevuti sarà inferiore rispetto al passato.
Il pacchetto da 8,99 euro, ad esempio, passerà da 1.000 a 800 V-Bucks. Quello da 22,99 euro scenderà da 2.800 a 2.400 V-Bucks, mentre il bundle da 36,99 euro offrirà 4.500 V-Bucks invece dei precedenti 5.000. Anche il pacchetto più grande subirà un taglio: a 89,99 euro i giocatori riceveranno 12.500 V-Bucks invece dei 13.500 attuali.
La modifica incide direttamente sul prezzo reale delle skin e degli oggetti cosmetici, spesso acquistati in modo impulsivo dagli utenti. Sebbene i prezzi degli oggetti nel negozio di gioco non cambino, il minor numero di V-Bucks acquistabili allo stesso costo significa che ogni contenuto diventa, di fatto, più caro.
A cambiare sarà anche l’“Exact Amount Pack”, il pacchetto che permette di acquistare esattamente i V-Bucks necessari per completare un acquisto specifico. In questo caso il prezzo raddoppierà: circa 0,99 dollari per 50 V-Bucks, contro i circa 0,50 dollari precedenti.
Impatto su pass e abbonamenti
Anche Epic, l’azienda di Fortnite, lavora ad un suo app store alternativo per iPhone
Le modifiche alla valuta virtuale avranno effetti anche sui vari pass stagionali e sugli abbonamenti presenti nel gioco. Il Battle Pass standard costerà ora 800 V-Bucks e garantirà lo stesso numero di V-Bucks come ricompensa, mentre in precedenza il prezzo era fissato a 1.000.
Anche altri pass subiranno cambiamenti. L’OG Pass, legato alla modalità nostalgica del gioco, scenderà da 1.000 a 800 V-Bucks. I Music Pass e Lego Pass, invece, passeranno da 1.400 a 1.200 V-Bucks.
La revisione coinvolge perfino l’abbonamento mensile Fortnite Crew: il bonus mensile di valuta virtuale verrà ridotto da 1.000 a 800 V-Bucks. In pratica, anche gli abbonati riceveranno meno monete digitali a parità di costo.
Epic Games ha spiegato che la decisione è legata all’aumento dei costi operativi del gioco. L’azienda ha dichiarato che “il costo di gestire Fortnite è aumentato molto”, sottolineando che l’aggiornamento dei prezzi serve a sostenere l’infrastruttura e lo sviluppo continuo del titolo.
Un nuovo rapporto dell’ispettore generale della NASA rivela tensioni tra l’agenzia spaziale e SpaceX. L’oggetto della contesa? I controlli manuali del lander lunare destinato a portare gli astronauti americani sulla Luna. La NASA vorrebbe che gli astronauti possano prendere il controllo del lander in caso di necessità, mentre SpaceX vorrebbe fare quasi esclusivo affidamento sulla guida autonoma della navicella.
Il documento analizza lo stato dei contratti del programma Human Landing System, il progetto che dovrà portare gli astronauti sulla superficie della Luna entro questo decennio.
Avere solo controlli autonomi è un azzardo?
Il rapporto dell’ispettore generale di NASA mette sotto la lente i contratti assegnati a SpaceX e Blue Origin per lo sviluppo dei lander lunari del programma Human Landing System. Questi veicoli sono fondamentali per il ritorno degli astronauti sulla Luna previsto dalle missioni Artemis program.
Secondo il documento, l’approccio a prezzo fisso adottato dall’agenzia si sta dimostrando efficace nel contenere i costi e nel favorire la collaborazione con l’industria spaziale privata.
Il rapporto afferma infatti: “Abbiamo riscontrato che l’approccio contrattuale dell’Agenzia è stato efficace nel controllare i costi e ha fornito al programma HLS visibilità sullo sviluppo dei lander da parte di SpaceX e Blue Origin”.
Nonostante i risultati positivi sul piano economico, resta aperta una questione tecnica importante: il grado di controllo manuale che gli astronauti dovrebbero avere durante la discesa verso la superficie lunare con il lander basato su Starship. Nel rapporto si legge chiaramente: “Esiste un disaccordo tra NASA e SpaceX sul fatto che l’attuale approccio proposto dal fornitore per l’atterraggio soddisfi l’intento del requisito di controllo manuale dell’Agenzia”.
L’agenzia ritiene che il controllo umano rappresenti una componente essenziale per la sicurezza dell’equipaggio, mentre il progetto di SpaceX punta su un livello di automazione molto più elevato.
Le lezioni dell’Apollo
La richiesta della NASA deriva anche dall’esperienza delle missioni lunari del passato. Durante tutte le missioni con equipaggio del programma Apollo, gli astronauti utilizzarono sistemi di controllo manuale come metodo di backup per completare l’atterraggio.
Certo, ovviamente all’epoca il software di bordo era molto meno avanzato rispetto ai sistemi moderni, ma la possibilità di intervenire manualmente si rivelò fondamentale per garantire il successo delle missioni.
Il confronto tra NASA e SpaceX ricorda quanto avvenuto anni fa durante lo sviluppo della capsula SpaceX Dragon 2, utilizzata per trasportare astronauti verso la International Space Station. Inizialmente SpaceX voleva affidarsi esclusivamente a controlli touchscreen, ma l’agenzia spaziale chiese sistemi che permettessero agli astronauti di pilotare il veicolo in modo più diretto.
Il compromesso finale consentì agli astronauti di controllare manualmente la navicella attraverso comandi integrati nei touchscreen.
Nel caso dello Starship lunare, però, la situazione è più complessa. Il rapporto sottolinea che il veicolo non possiede ancora lo stesso livello di esperienza operativa accumulato dalla capsula Dragon nelle missioni verso la stazione spaziale.
“Starship non avrà lo stesso livello di esperienza di volo nell’ambiente operativo reale per le missioni lunari con equipaggio”, afferma il documento.
Il problema potrebbe diventare critico nelle prossime fasi del progetto, quando NASA e SpaceX dovranno superare la cosiddetta Critical Design Review. Se non verrà trovato un compromesso, l’atterraggio potrebbe essere affidato esclusivamente ai sistemi automatici.
Il rapporto rivela inoltre che prima delle missioni con astronauti sono previste dimostrazioni senza equipaggio sia per SpaceX sia per Blue Origin. Questi test però non includeranno sistemi completi di supporto vitale, airlock o altri elementi necessari per le missioni umane, lasciando aperte ancora molte incognite.
La NASA e SpaceX litigano sui controlli manuali di Starship è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella
Il confine tra auto elettrica e auto a benzina potrebbe presto diventare quasi invisibile. Il produttore cinese BYD ha presentato la seconda generazione della sua piattaforma Blade Battery insieme al nuovo sistema di ricarica Flash, promettendo tempi di “rifornimento” mai visti prima nel settore EV. Con questa tecnologia, ricaricare un’auto elettrica potrebbe richiedere pochi minuti, avvicinandosi sempre di più alla rapidità di un pieno di carburante tradizionale.
La presentazione è avvenuta durante l’evento Disruptive Technology organizzato dall’azienda, dove BYD ha illustrato i progressi che potrebbero cambiare radicalmente la percezione dell’autonomia e dei tempi di ricarica delle vetture elettriche.
Ricarica ultrarapida
Il cuore dell’annuncio è il nuovo sistema Flash Charging, progettato per ridurre drasticamente i tempi di ricarica. Secondo l’azienda, il sistema è in grado di portare la batteria dal 10% al 70% in soli cinque minuti e dal 10% al 97% in appena nove minuti quando la temperatura è quella ambiente.
Le prestazioni rimangono notevoli anche in condizioni climatiche estreme. A temperature molto rigide, fino a -30 °C, la batteria può passare dal 20% al 97% in circa dodici minuti, un dato che potrebbe ridurre drasticamente uno dei principali limiti delle auto elettriche nei Paesi più freddi.
Il CEO di BYD, Wang Chuanfu, ha spiegato il motivo per cui la ricarica consigliata si ferma al 97%. “Caricare fino al 97% è raccomandato perché il restante tre percento è meglio lasciarlo ai guadagni della frenata rigenerativa”, ha dichiarato, sottolineando come la gestione intelligente dell’energia sia parte integrante del sistema.
Questa strategia consente di massimizzare l’efficienza del veicolo durante la guida, sfruttando il recupero di energia nelle fasi di decelerazione.
Autonomia oltre 1.000 km
Un altro punto forte della nuova piattaforma Blade di seconda generazione è l’autonomia. BYD afferma che il sistema può raggiungere fino a 1.006 chilometri di percorrenza secondo lo standard cinese CLTC.
Il salto rispetto alla generazione precedente è significativo: la prima versione della Blade Battery si fermava a circa 600 chilometri di autonomia.
Va però considerato che lo standard CLTC è generalmente più ottimistico rispetto ad altri sistemi di misurazione. Convertendo i dati nel ciclo EPA utilizzato negli Stati Uniti, i 1.006 km dichiarati diventano circa 706 km. Anche con questa conversione più realistica, si tratta comunque di un’autonomia ampiamente sufficiente per la maggior parte degli automobilisti.
Apple ha appena chiuso una settimana di ‘fuoco’, annunciando un ricchissimo pacchetto di novità. Ma l’arrivo dei nuovi modelli ha avuto un effetto immediato: ben 15 prodotti sono stati rimossi dal catalogo ufficiale. Il ricambio è particolarmente ampio e riguarda iPhone, iPad, Mac e monitor professionali, con dispositivi che vanno da modelli lanciati pochi mesi fa fino a prodotti storici presenti dal 2019.
Solo questa settimana sono stati presentati circa dieci nuovi dispositivi, costringendo l’azienda a snellire la gamma. Come spesso accade con Apple, l’obiettivo è rendere più semplice la scelta per i consumatori e indirizzare gli acquisti verso i modelli più recenti.
Mac e iPad sostituiti
Gran parte dei prodotti eliminati dal listino sono stati semplicemente sostituiti dalle nuove generazioni. Tra questi figurano gli iPad Air con chip M3, sia nella versione da 11 pollici sia in quella da 13 pollici, ora rimpiazzati dai modelli aggiornati con processore M4.
Lo stesso vale per i MacBook Air con chip M4 da 13 e 15 pollici, che lasciano spazio ai nuovi MacBook Air equipaggiati con il chip M5. Anche diversi MacBook Pro della generazione precedente sono stati rimossi, inclusi i modelli da 14 e 16 pollici con chip M4 Pro e M4 Max.
La decisione più sorprendente riguarda però il MacBook Pro con chip M5 e 512 GB di storage, lanciato appena lo scorso ottobre. La variante base è stata eliminata dopo meno di sei mesi, sostituita da un nuovo modello con 1 TB di archiviazione come configurazione minima. A prima vista potrebbe sembrare un miglioramento, e lo è, ma non è gratis: ora il MacBook Pro ha un prezzo d’ingresso molto più alto.
Addio a due display iconici
Tra i prodotti dismessi figurano anche due display professionali molto noti nella gamma Apple. Il primo è lo Studio Display del 2022 con chip A13 Bionic, che viene sostituito da una versione aggiornata. Ancora più significativo è l’addio al Pro Display XDR, introdotto nel 2019 e per anni punto di riferimento per il segmento dei monitor professionali della casa di Cupertino. Con la sua uscita di scena vengono ritirati anche due accessori dedicati: il Pro Stand e l’adattatore VESA progettato per lo stesso monitor.
Il Pro Display XDR lascia ora il posto al nuovo Studio Display XDR, che rappresenta la nuova proposta premium per creativi, professionisti del video e fotografi.
Nonostante la rimozione dal catalogo ufficiale, questi prodotti non diventano immediatamente obsoleti. Quando Apple “discontinua” un dispositivo significa semplicemente che smette di venderlo attraverso i propri canali ufficiali. Gli utenti continueranno comunque a ricevere aggiornamenti software, assistenza e riparazioni per diversi anni.
La vera fase di obsolescenza arriva molto più tardi, quando i dispositivi vengono classificati come “vintage” o “obsoleti”, generalmente cinque o sette anni dopo l’uscita dal catalogo. Solo in quel momento la disponibilità di pezzi di ricambio e l’assistenza iniziano a ridursi.
Nel frattempo molti di questi prodotti continueranno a essere venduti da rivenditori terzi. E la buona notizia è proprio questa, perché già da queste ore è possibile trovarli con sconti importanti.
Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal giornalista Mark Gurman di Bloomberg, l’azienda di Cupertino sta esplorando l’uso della stampa 3D dell’alluminio per rendere più efficiente la produzione di iPhone e Apple Watch.
La nuova tecnologia potrebbe trasformare soprattutto la realizzazione delle scocche degli Apple Watch e dei telai degli iPhone. L’obiettivo sarebbe semplificare i processi produttivi, ridurre gli sprechi di materiale e, potenzialmente, abbassare i costi di produzione.
Produzione più efficiente
La stampa 3D non è completamente nuova per Apple. L’azienda ha già iniziato a utilizzarla in alcune componenti dei dispositivi più recenti. Ad esempio, Apple Watch Ultra 3 e Apple Watch Series 11 integrano parti realizzate con titanio stampato in 3D e completamente riciclato.
La tecnologia è stata impiegata anche nell’iPhone Air, dove Apple ha utilizzato un processo di stampa 3D per creare la porta USB-C in titanio. Questo componente è stato presentato come più sottile, più resistente e allo stesso tempo più sostenibile dal punto di vista ambientale.
Ora Apple starebbe studiando un passaggio simile anche per l’alluminio, materiale ampiamente utilizzato nei suoi dispositivi. Le scocche di iPhone e Apple Watch potrebbero quindi essere prodotte con tecniche additive anziché con i tradizionali metodi di lavorazione e fresatura.
Secondo le indiscrezioni, questo permetterebbe di ridurre i passaggi nella catena produttiva e limitare la quantità di materiale scartato durante la lavorazione.
Prezzi più bassi in futuro?
Se Apple riuscisse a implementare con successo la stampa 3D dell’alluminio su larga scala, l’impatto potrebbe andare oltre la sola efficienza produttiva. Ridurre i costi di produzione potrebbe infatti tradursi in prezzi più competitivi per alcuni prodotti.
Un esempio recente di questa strategia è il MacBook Neo appena annunciato. Apple ha introdotto un nuovo processo produttivo che riduce la quantità di alluminio utilizzata nella scocca del laptop, contribuendo a raggiungere un prezzo di partenza di 699 euro per il nuovo modello entry-level.
La stessa filosofia potrebbe essere applicata in futuro anche agli iPhone, rendendo più accessibili alcune varianti senza compromettere la qualità dei materiali.
Nel frattempo, secondo Gurman, Apple starebbe preparando anche un aggiornamento estetico per altri prodotti della gamma. In particolare, il prossimo iMac previsto per la fine dell’anno potrebbe arrivare con una palette di colori rinnovata, seguendo la strategia già vista con i dispositivi più recenti dell’azienda.
Il Professor Prokar Dasgupta, chirurgo presso The London Clinic di Harley Street, ha eseguito una prostatectomia su Paul Buxton, paziente di 62 anni ricoverato al St Bernard’s Hospital di Gibilterra, controllando da remoto un sistema robotico a oltre 2400 chilometri di distanza. L’intervento segna un primato per il Regno Unito nella telechirurgia robotica transcontinentale.
Come funziona il sistema
La procedura si è svolta grazie al sistema chirurgico robotico Toumai, che ha permesso a Dasgupta di manovrare quattro bracci robotici e una telecamera 3D ad alta definizione direttamente da una consolle nel centro di Londra. La latenza registrata tra i movimenti del chirurgo e la risposta del robot è stata di soli 60 millisecondi, un margine sufficientemente ridotto da rendere l’operazione percepibile quasi in tempo reale.
Un team locale a Gibilterra era comunque presente in sala operatoria come misura di sicurezza, pronto a intervenire in caso di interruzione della connessione. L’intervento si è concluso senza complicazioni. Buxton, che vive a Gibilterra da quarant’anni, ha potuto sottoporsi all’operazione senza dover affrontare un lungo viaggio verso Londra o Madrid. Secondo quanto riportato, il paziente ha dichiarato di sentirsi «pienamente in forma» già a pochi giorni dall’intervento.
La telechirurgia è già qui
Questo successo britannico è l’ennesima conferma di come il mondo della medicina si stia avvicinando sempre di più alla telechirurgia. Stiamo progressivamente uscendo dal terreno della sperimentazione, per arrivare all’applicazione clinica su larga scala.
Il primo esempio storico risale al 2001 con la cosiddetta “Operazione Lindbergh”, quando chirurghi a New York rimossero la colecisti di un paziente a Strasburgo. Più di recente, nel 2024, una procedura transcontinentale ha collegato Roma e Pechino, mentre operazioni a distanza sulla prostata con lo stesso sistema Toumai sono state condotte anche in Africa. Se la tecnologia dovesse dimostrarsi sufficientemente affidabile su larga scala, potrebbe consentire agli specialisti di operare pazienti in aree remote senza costringerli a lunghi trasferimenti o a lunghe attese. Restano tuttavia aperti nodi rilevanti legati alle infrastrutture di rete, ai protocolli di sicurezza, alla regolamentazione e ai costi, che impediscono per ora una diffusione sistematica di questo tipo di interventi.
Nel 2022 la NASA ha compiuto uno degli esperimenti più audaci della storia dell’esplorazione spaziale: schiantare deliberatamente una sonda contro un asteroide. Oggi nuovi studi dimostrano che quell’impatto non ha solo modificato l’orbita del piccolo corpo celeste colpito, ma ha persino alterato il movimento dell’intero sistema asteroidale attorno al Sole.
Secondo i ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA, è la prima volta che un oggetto costruito dall’uomo modifica in modo misurabile la traiettoria di un corpo celeste nel Sistema Solare. Il risultato rafforza le speranze degli scienziati che in futuro simili tecniche possano essere utilizzate per difendere la Terra da potenziali asteroidi pericolosi.
L’impatto della missione DART
La missione Double Asteroid Redirection Test, nota come DART, aveva un obiettivo preciso: verificare se una sonda lanciata ad alta velocità potesse deviare la traiettoria di un asteroide. Il bersaglio scelto era Dimorphos, un piccolo “moonlet” largo circa 170 metri che orbita attorno all’asteroide più grande Didymos.
Il sistema non rappresenta alcuna minaccia per la Terra, ma è stato selezionato proprio perché ideale per testare tecnologie di difesa planetaria. Subito dopo l’impatto, gli scienziati avevano già confermato il successo dell’esperimento. Le prime analisi avevano mostrato che la collisione aveva accorciato l’orbita di Dimorphos attorno a Didymos.
Uno studio successivo pubblicato nel 2024 ha quantificato meglio l’effetto: il periodo orbitale di Dimorphos è stato ridotto di circa 33 minuti, mentre la sua traiettoria si è avvicinata a Didymos di circa 36 metri rispetto alla posizione precedente.
Cambiato anche il moto attorno al Sole
La scoperta più recente è ancora più sorprendente. Gli scienziati hanno scoperto che l’impatto non ha influenzato soltanto il piccolo Dimorphos, ma ha alterato il movimento dell’intero sistema binario composto da Didymos e Dimorphos.
I due asteroidi orbitano attorno al Sole ogni circa 770 giorni. Dopo l’impatto della sonda DART, la loro velocità orbitale è cambiata di circa 11,7 micrometri al secondo, equivalenti a circa 4 centimetri all’ora. Si tratta di una variazione estremamente piccola, ma nel contesto astronomico può avere effetti enormi nel lungo periodo.
Come ha spiegato Rahil Makadia, autore principale dello studio, “nel tempo, un cambiamento così piccolo nel movimento di un asteroide può fare la differenza tra un oggetto pericoloso che colpisce il nostro pianeta o lo manca completamente”.
Il risultato rappresenta un passo fondamentale nella ricerca di strategie per la difesa planetaria. Dimostra infatti che la deviazione cinetica, ovvero colpire un asteroide con una sonda ad alta velocità, può essere una tecnica efficace per modificare la traiettoria di un corpo celeste. Con missioni future e osservazioni più precise, gli scienziati sperano di perfezionare questa tecnologia.
Valve raffredda le aspettative di chi attendeva nuovi dispositivi legati all’ecosistema Steam. Nel suo riepilogo annuale dedicato al 2025, l’azienda ha aggiornato lo stato dei suoi progetti hardware — tra cui Steam Machine, Steam Controller e Steam Frame — lasciando intendere che il debutto potrebbe non avvenire nel 2026 come sperato.
Lancio sempre più incerto
Nel post di revisione annuale, Valve ha spiegato che le difficoltà nella catena di approvvigionamento continuano a pesare sul calendario di sviluppo dei nuovi dispositivi. L’azienda ha fatto sapere che spera ancora di riuscire a lanciare i prodotti nel 2026, ma senza fornire una finestra precisa.
La formulazione utilizzata nel blog aziendale appare infatti molto più prudente rispetto alle dichiarazioni dei mesi precedenti. Valve ha scritto: «Speriamo di iniziare le spedizione nel 2026, ma come abbiamo condiviso recentemente, la carenza di memoria e storage ha creato delle sfide inedite». La società ha aggiunto che condividerà ulteriori informazioni «quando finalizzeremo i nostri piani».
Il cambio di tono è significativo. A febbraio l’azienda parlava ancora della possibilità di spedire i tre dispositivi nella prima metà dell’anno, sottolineando che l’obiettivo non era cambiato. Ora invece il riferimento a una generica speranza di lancio nel 2026 lascia spazio anche a un possibile rinvio oltre l’anno.
Carenza di componenti
Il problema principale resta la crisi globale dei componenti hardware, in particolare per quanto riguarda memoria e storage. Negli ultimi mesi diverse aziende del settore hanno segnalato difficoltà simili, con impatti diretti sui costi di produzione e sui tempi di lancio dei nuovi dispositivi.
A febbraio HP aveva spiegato che la memoria RAM rappresenta ormai circa un terzo del costo complessivo di un PC. Gli analisti del settore ritengono che la carenza di RAM possa modificare in modo significativo il mercato informatico, costringendo molti produttori ad aumentare i prezzi dei dispositivi.
Valve non è nuova a queste difficoltà. Anche la disponibilità di Steam Deck è stata limitata proprio a causa delle problematiche nel reperire memoria. In questo contesto, reperire componenti sufficienti per una nuova linea di hardware potrebbe risultare ancora più complesso.
Xiaomi accelera nel campo della robotica industriale. Il CEO Lei Jun ha annunciato che i robot umanoidi sviluppati dall’azienda hanno iniziato le prime operazioni di prova all’interno della fabbrica automobilistica del gruppo, segnando un passo importante nella strategia tecnologica del colosso cinese.
Secondo il dirigente, l’obiettivo è arrivare a distribuire un numero significativo di robot nelle linee produttive dell’azienda entro i prossimi cinque anni, integrandoli progressivamente nei processi industriali. Il produttore cinese potrebbe così battere sul tempo Optimus, l’analogo progetto di Tesla.
Test nelle linee produttive
L’annuncio è arrivato tramite un post sui social media in cui Lei Jun ha spiegato che la divisione robotica dell’azienda ha compiuto importanti progressi grazie al modello di base chiamato Xiaomi-Robotics-0. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale basato su un’architettura VLA, acronimo di vision-language-action, progettata per consentire ai robot di comprendere l’ambiente, interpretare istruzioni e compiere azioni autonome.
Il CEO ha dichiarato: «I robot umanoidi Xiaomi hanno iniziato operazioni di prova nella nostra fabbrica automobilistica». Il dirigente ha aggiunto che «puntiamo a distribuirne grandi quantità nelle linee produttive entro i prossimi cinque anni».
Grazie all’integrazione tra percezione multimodale e tecniche di apprendimento tramite rinforzo, i robot sono già in grado di svolgere alcune attività pratiche nella catena di montaggio. Tra queste rientrano il caricamento di dadi autofilettanti nelle stazioni di assemblaggio e il trasporto di casse di materiali all’interno degli stabilimenti.
Strategia tra robotica e AI
Secondo Lei Jun, le prestazioni dei robot stanno migliorando progressivamente. Indicatori chiave come il tempo medio tra i guasti e il tasso di successo nell’esecuzione di singole attività sono in crescita costante, segnale che la tecnologia sta raggiungendo livelli sempre più affidabili per l’uso industriale.
L’azienda sta inoltre ampliando i test in ulteriori stazioni produttive, con l’obiettivo di validare l’impiego dei robot in un numero maggiore di scenari operativi.
L’iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di Xiaomi, che negli ultimi anni ha iniziato a espandersi oltre il tradizionale business degli smartphone. Il gruppo sta infatti investendo in nuovi settori come le auto elettriche, la robotica avanzata e l’intelligenza artificiale.
Google espande le capacità creative di NotebookLM con una nuova funzione che punta a trasformare il modo in cui gli utenti esplorano e comprendono i contenuti. Si chiama Cinematic Video Overviews ed è l’evoluzione delle precedenti panoramiche video generate dall’intelligenza artificiale.
NotebookLM si era già dimostrato straordinariamente abile nella capacità di creare podcast artificiali – con conduttori coinvolgenti e dotati di voce realistica – partendo da semplici testi o file PDF.
Il nuovo strumento promette di creare video più immersivi e visivamente ricchi, superando il formato basato su semplici slide narrate per offrire animazioni fluide e una narrazione strutturata automaticamente dall’AI.
Video generati dall’AI
La novità sfrutta una combinazione di diversi modelli di intelligenza artificiale sviluppati da Google. Tra questi ci sono Gemini 3, Nano Banana Pro e Veo 3, che lavorano insieme per generare video completi a partire dalle fonti caricate dall’utente.
Secondo Google, il sistema utilizza l’AI per analizzare i contenuti e trasformarli in una vera e propria narrazione visiva. Il modello Gemini assume il ruolo di “regista creativo”, prendendo decisioni su struttura, stile e ritmo del video.
L’azienda spiega: «Gemini ora agisce come un direttore creativo, prendendo centinaia di decisioni strutturali e stilistiche per raccontare al meglio la storia usando le tue fonti». Il sistema è inoltre in grado di rivedere e perfezionare autonomamente il proprio lavoro per garantire coerenza visiva e narrativa.
Il risultato sono video generati automaticamente con animazioni dinamiche, scene ricche di dettagli e un formato più cinematografico rispetto alle precedenti versioni.
Disponibilità e accesso
La nuova funzione è disponibile da oggi in lingua inglese per gli utenti abbonati al piano Google AI Ultra con età superiore ai 18 anni. L’accesso è previsto sia tramite web sia attraverso dispositivi mobili.
L’introduzione dei Cinematic Video Overviews rappresenta un ulteriore passo nella strategia di Google di integrare strumenti avanzati di generazione multimediale nei propri prodotti basati sull’intelligenza artificiale.
NotebookLM, inizialmente concepito come assistente di ricerca e studio, sta progressivamente evolvendo in una piattaforma capace di trasformare documenti, appunti e fonti di studio in contenuti multimediali complessi.
Le intelligenze artificiali sono abilissime nell’individuare vulnerabilità critiche di software e app. Un lavoro che ai ricercatori richiederebbe mesi di lavoro, ma che le AI possono svolgere molto rapidamente. E’ una risorsa preziosissima per il mondo della sicurezza informatica… ma anche per gli hacker malintenzionati.
Un nuovo esperimento condotto da Anthropic in collaborazione con Mozilla dimostra che i modelli AI più avanzati sono ormai in grado di individuare vulnerabilità critiche in software complessi in tempi estremamente ridotti.
Durante il progetto, il modello Claude Opus 4.6 ha scoperto 22 vulnerabilità nel browser Firefox in sole due settimane, di cui 14 classificate come ad alta gravità. Il risultato rappresenta quasi un quinto di tutte le vulnerabilità critiche corrette nel browser nel corso del 2025.
Vulnerabilità scoperte dall’AI
Secondo i ricercatori, l’AI ha analizzato migliaia di file di codice del browser individuando errori di sicurezza potenzialmente sfruttabili dagli hacker. In totale sono stati esaminati quasi 6.000 file C++, generando 112 segnalazioni di bug uniche.
Uno dei primi problemi individuati è stato scoperto dopo appena venti minuti di analisi. Claude ha identificato una vulnerabilità di tipo “Use After Free”, una falla nella gestione della memoria che può permettere a un attaccante di sovrascrivere dati con codice malevolo.
I ricercatori hanno verificato il bug in una macchina virtuale con l’ultima versione di Firefox prima di segnalarlo ufficialmente al sistema Bugzilla di Mozilla. Insieme alla segnalazione è stata fornita anche una possibile patch generata dallo stesso modello AI.
Nel frattempo il sistema aveva già individuato decine di altri crash potenzialmente legati a vulnerabilità. Alla fine del progetto, molte delle falle scoperte sono state corrette nella versione Firefox 148, mentre le restanti saranno risolte nei prossimi aggiornamenti.
Tra difesa e rischi
Il team di ricerca ha anche voluto capire se l’AI fosse in grado non solo di trovare vulnerabilità, ma anche di sfruttarle per creare veri attacchi informatici. Qualcosa per cui le AI stanno venendo sfruttate sempre più frequentemente dagli hacker di tutto il mondo.
Per questo motivo Claude è stato incaricato di sviluppare exploit a partire dai bug individuati. L’obiettivo era dimostrare un attacco reale leggendo e scrivendo file su un sistema bersaglio, come farebbe un hacker.
Dopo centinaia di tentativi e circa 4.000 dollari di credito API utilizzato nei test, il modello è riuscito a trasformare le vulnerabilità in exploit funzionanti solo in due casi. Questo suggerisce che l’AI è molto più efficace nel trovare bug che nel sfruttarli per attacchi completi. Gli exploit sviluppati funzionavano inoltre soltanto in un ambiente di test semplificato, privo di alcune delle protezioni avanzate presenti nei browser moderni, come il sandboxing.
Nonostante questi limiti, gli esperti sottolineano che il risultato dimostra un punto cruciale: l’intelligenza artificiale potrebbe diventare uno strumento potentissimo sia per i difensori sia per gli attaccanti.
OpenAI sta lavorando a diverse novità per l’app Android di ChatGPT che potrebbero cambiare in modo significativo l’esperienza d’uso. Un’analisi del codice dell’ultima versione dell’app, la 1.2026.062, ha rivelato alcune funzionalità ancora in sviluppo che includono un nuovo sistema di memoria dell’app, miglioramenti nell’editing delle immagini e modifiche all’interfaccia.
Le funzioni non sono ancora attive pubblicamente, ma il loro sviluppo suggerisce che OpenAI stia sperimentando nuove soluzioni per rendere ChatGPT più integrato nell’uso quotidiano su smartphone.
Memoria dell’app e continuità
Una delle novità più interessanti riguarda un nuovo tipo di memoria interna dell’app. ChatGPT possiede già una funzione che permette di ricordare informazioni da conversazioni precedenti, ma la nuova funzione sembra avere un obiettivo diverso.
Gli sviluppatori stanno lavorando a una memoria di stato dell’app, capace di ricordare esattamente cosa stava facendo l’utente prima di interrompere la sessione. Questo significa che anche dopo aver chiuso forzatamente l’app o dopo aver utilizzato altre applicazioni, ChatGPT potrebbe riportare l’utente direttamente al punto in cui aveva interrotto.
Si tratta di un cambiamento pensato soprattutto per chi utilizza l’assistente AI mentre passa continuamente da un’app all’altra, migliorando la continuità del lavoro e riducendo il rischio di perdere il contesto di una conversazione o di un’attività in corso.
Nuovo editor immagini e profilo
Via Android Authority
Le modifiche più evidenti riguardano l’interfaccia di editing delle immagini. Attualmente il processo parte da un prompt testuale che chiede all’utente di descrivere le modifiche da applicare, mentre gli strumenti avanzati sono accessibili tramite un pulsante laterale.
Nel nuovo design in fase di sviluppo, invece, tutto potrebbe partire da un pulsante “Edit”. Dopo averlo premuto comparirebbe il prompt per le modifiche, ma al posto del vecchio sistema di strumenti sarebbe disponibile una serie di scorciatoie dirette.
Via Android Authority
Tra queste compaiono strumenti come l’annotazione sull’immagine, una funzione di selezione e l’opzione Resize, che permette di cambiare rapidamente il formato dell’immagine scegliendo diversi rapporti di aspetto. In ogni caso, la modifica selezionata viene poi elaborata da ChatGPT tramite AI.
Anche la sezione profilo potrebbe ricevere nuove opzioni. Oltre ai dati personali già salvabili nell’app, è stato individuato un nuovo spazio chiamato “Fun facts”, probabilmente pensato per permettere all’AI di conoscere meglio l’utente.
Tra le novità compare anche un pulsante “Generate bio”, che dovrebbe consentire a ChatGPT di creare automaticamente una breve biografia basata sulle informazioni dell’utente. Infine, un piccolo cambiamento riguarda la barra laterale dell’app: invece di aprirsi parzialmente sopra la schermata attiva, la nuova versione potrebbe utilizzare un menu a schermo intero.
Gli Stati Uniti compiono un passo significativo verso una nuova generazione di energia nucleare. La Nuclear Regulatory Commission (NRC) ha autorizzato TerraPower a costruire un nuovo reattore nello Stato del Wyoming, vicino a una vecchia centrale a carbone.
Si tratta della prima autorizzazione rilasciata dalla NRC per la costruzione di un nuovo reattore nucleare negli ultimi dieci anni, un segnale che il settore sta vivendo una nuova fase di sviluppo, spinta anche dalla crescente domanda energetica dei data center e dell’intelligenza artificiale.
Il progetto Natrium
TerraPower, startup fondata nel 2015 da Bill Gates e sostenuta anche da investitori tecnologici come Nvidia, ha sviluppato il reattore Natrium in collaborazione con GE Vernova Hitachi.
L’impianto avrà una capacità di 345 megawatt, una potenza inferiore rispetto alle grandi centrali nucleari tradizionali ma comunque superiore a molti progetti di piccoli reattori modulari (SMR) sviluppati da altre aziende.
La caratteristica più innovativa del Natrium riguarda il sistema di raffreddamento. Mentre la maggior parte dei reattori costruiti negli ultimi cinquant’anni utilizza acqua, questo impianto impiega sodio fuso come liquido refrigerante.
Secondo TerraPower, questa scelta potrebbe aumentare la sicurezza e migliorare l’efficienza del sistema. È inoltre la prima volta da oltre quarant’anni che la NRC approva un reattore commerciale non raffreddato ad acqua.
Energia flessibile per rinnovabili
Un altro elemento distintivo del progetto riguarda il modo in cui il reattore gestisce la produzione di energia. Il sistema utilizza grandi serbatoi isolati per immagazzinare il sodio fuso caldo. In questo modo il reattore può continuare a funzionare a pieno regime anche quando la domanda elettrica è bassa.
Il calore accumulato viene poi utilizzato per produrre energia quando necessario, compensando eventuali cali nella produzione di fonti rinnovabili come eolico e solare. Poiché le centrali nucleari funzionano in modo più efficiente quando operano vicino alla piena capacità, questo sistema di accumulo termico potrebbe ridurre i costi di generazione e rendere il nucleare più competitivo.
Il ritorno dell’interesse per il nucleare
L’approvazione della NRC arriva in un momento in cui l’interesse per l’energia nucleare sta crescendo nuovamente, soprattutto tra le aziende tecnologiche. L’esplosione della domanda di elettricità per data center e infrastrutture di intelligenza artificiale sta spingendo governi e aziende a cercare nuove fonti di energia stabile e a basse emissioni.
Negli ultimi mesi gli investitori hanno riversato oltre un miliardo di dollari nelle startup nucleari, mentre TerraPower ha raccolto complessivamente 1,7 miliardi di dollari, inclusi 650 milioni in un round chiuso a giugno.