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Trump demands Iran pay compensation as hopes fade for Hormuz agreement

US President Donald Trump on Monday demanded that Iran compensate the victims of attacks, conflicts and domestic repression he blamed on Tehran, adding a new condition to negotiations over reopening the Strait of Hormuz. The demand came after Iran reiterated that Washington must compensate it for damage caused by more than five months of US and Israeli strikes before the strategic waterway can be fully reopened. “It is an interesting idea because now I am likewise demanding compensation from...

Via Poma, nuove indagini chi ha ucciso Simonetta Cesaroni

10 Agosto 2026 ore 20:30

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A 36 anni dall’omicidio di Simonetta Cesaroni, la Procura di Roma torna a indagare sul delitto di Via Poma. Sette profili genetici — cinque uomini e due donne — saranno confrontati con le tracce biologiche conservate sul corpetto, sul reggiseno e sulle calze della vittima. Al momento non risultano nuovi indagati.

Simonetta Cesaroni venne uccisa il 7 agosto 1990 negli uffici dell’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, in via Carlo Poma 2, a Roma. Da allora si sono susseguiti sospetti, processi, assoluzioni e piste rimaste senza riscontro.

Questo documentario ripercorre la storia del caso e approfondisce anche le ipotesi che, nel corso degli anni, hanno chiamato in causa ambienti legati ai servizi segreti. Collegamenti controversi e mai provati, emersi da testimonianze, informative, atti parlamentari e vicende parallele come il delitto dell’Olgiata e lo scandalo dei fondi riservati del SISDE.

Cosa troverai in questo video:

• Le nuove indagini e il confronto tra sette profili genetici
• L’omicidio di Simonetta Cesaroni e le anomalie sulla scena del delitto
• Il fermo di Pietrino Vanacore e i primi sospetti
• La pista Federico Valle e il ruolo del testimone Roland Föller
• Il delitto dell’Olgiata e le presunte connessioni tra le due indagini
• Lo scandalo SISDE e gli interrogativi sui fondi riservati
• Le dichiarazioni di Luciano Porcari sulla società di Via Poma
• Gli accertamenti giudiziari sulle ipotesi riguardanti i servizi segreti
• La riapertura delle indagini e gli sviluppi più recenti

Le piste e le testimonianze controverse vengono presentate come tali: non costituiscono una prova del coinvolgimento dei servizi segreti nell’omicidio.

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Linux Mint: nuove ISO HWE, gestione kernel riprogettata e novità per Cinnamon

10 Agosto 2026 ore 19:58

Nell'ultimo aggiornamento mensile di luglio 2026, il team di Linux Mint guidato da Clement Lefebvre ha svelato diverse novità chiave in arrivo e attualmente in fase di sviluppo.

L'articolo Linux Mint: nuove ISO HWE, gestione kernel riprogettata e novità per Cinnamon proviene da Marco's Box.

CALDO, MORIA DI PESCI NELLO STAGNO DI PORTO SAN PAOLO (OT)

10 Agosto 2026 ore 19:37

Sarebbe da attribuire alle elevate temperature e alla conseguente riduzione dell’ossigeno nell’acqua che non ha ricambio la moria di pesci che si sta verificando nello stagno di Porto Taverna, nel territorio comunale di Loiri Porto San Paolo. A lanciare l’allarme e segnalare la presenza di fauna ittica morta nel sito lacustre sono stati numerosi residenti e turisti, ai quali si e aggiunta anche l’associazione ecologica Gruppo di intervento giuridico che ha informato il Ministero dell’Ambiente, la Regione, il Comune di Loiri Porto San Paolo, la Guardia costiera, il Corpo Forestale, l’Arpas e informato la Procura del tribunale di Tempio Pausania. A spiegare le cause della morte di numerosi esemplari di fauna ittica nello stagno è l’amministrazione comunale guidata da Francesco Lai. “L’imboccatura dello stagno risulta naturalmente chiusa dal mese di aprile. Le mareggiate, i venti predominanti e le dinamiche meteomarine hanno determinato un accumulo di sabbia presso la foce, interrompendo il collegamento con il mare, che da allora non si è ripristinato naturalmente. Dalle prime valutazioni, la moria osservata appare compatibile con l’effetto combinato delle elevate temperature, e del limitato ricambio delle acque. Si tratta tuttavia di un’ipotesi preliminare, che dovrà essere verificata attraverso sopralluoghi, misurazioni, campionamenti e analisi da parte degli enti tecnicamente competenti”, si legge nella nota diffusa. La gestione dello stagno e gli eventuali interventi di apertura o modifica della foce non rientrano nelle competenze dirette del Comune, né dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, che invece richiedono specifiche valutazioni tecniche e le determinazioni degli enti competenti sotto il profilo ambientale, idraulico e demaniale. I biologi dell’AMP Tavolara – Punta Coda Cavallo starebbero seguendo e monitorando l’evoluzione delle condizioni ambientali dello stagno da diverse settimane e l’amministrazione comunale ha avviato una prima attività di rimozione della fauna ittica morta, per evitarne l’accumulo lungo le sponde e limitare possibili conseguenze igienico-sanitarie.

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Film e pedagogia anarchica – Seconda Parte

di: iene
9 Agosto 2026 ore 21:20

Prima Parte

Il Cinema in classe: autorità, riforma e anarchia

La tesi di Philippe Ariès secondo cui la cultura occidentale “ha inventato” le istituzioni dell’infanzia e dell’adolescenza alla fine del Medioevo ha fornito un punto di partenza storico per numerosi pedagogisti e teorici radicali. L’affermazione di Ariès – contestata da alcuni storici ma non definitivamente smentita -, secondo cui il concetto stesso di “innocenza infantile” sarebbe uno sviluppo post-rinascimentale — alimentato dal passaggio dalla vita comunitaria a quella che oggi conosciamo come famiglia nucleare e dallo sviluppo di un complesso codice di comportamento specifico per ogni età1 —, è stata importante per una pedagogia anarchica che cerca di sfidare il potere esercitato sui bambini e sugli adolescenti.

La venerazione della cosiddetta innocenza infantile si rivelò un’arma a doppio taglio; il passaggio «dalla dottrina del peccato originale al culto della virtù originale nel bambino»2 non fu del tutto salutare. Il “bambino romantico” ispirò l’opera profondamente libertaria di William Blake,3 ma incoraggiò anche un’accettazione sentimentale e regressiva dell’inevitabilità della dipendenza e della sottomissione giovanile.

Nel diciannovesimo secolo, inoltre, i cliché sdolcinati del bambino romantico coesistevano con una stigmatizzazione verso i bambini poveri e di strada – etichettati come «selvaggi.» Hugh Cunningham ha dimostrato come il discorso razziale e imperialista della Gran Bretagna del diciannovesimo secolo coincidesse con gli atteggiamenti nei confronti dei giovani indigenti. I bambini delle “ragged schools”4 londinesi venivano definiti «barbari e coraggiosi come gli indiani d’America del Nord», mentre i bambini dei bassifondi, ritenuti ineducabili, venivano descritti come «arabi di strada», «kaffir inglesi»5 e «ottentotti.»6 7

La pedagogia riformista tende a mascherare il proprio paternalismo con atteggiamenti e terminologia più edulcoranti. Secondo Ian Hunter, la “nuova” pedagogia liberale del diciannovesimo secolo, plasmata da figure culturali come Matthew Arnold e burocrati dell’istruzione meno noti come James Kay-Shuttleworth, abbracciava una forma di controllo sociale la cui influenza è rilevabile nella scuola odierna.

Arnold, ispettore scolastico statale oltre che critico culturale, chiarì l’ethos contraddittorio della pedagogia riformista: la supervisione morale dei bambini, specialmente quelli della classe operaia (considerati poco migliori degli animali), era legata alla «correzione attraverso l’espressione di sé.»8

Una critica anarchica verso i “film sulle classi scolastiche” – che rappresentano, e spesso incarnano, i valori pedagogici dominanti -, deve tenere conto del fatto che l’educazione autoritaria è spesso accompagnata da un’attenzione, per quanto paternalistica, alla vita interiore e allo sviluppo morale degli studenti.

Se il principio guida dell’educazione anarchica è «rendere il desiderio dell’allievo, piuttosto che la volontà dell’insegnante, l’elemento motivante dell’apprendimento,»9 un’analisi dei film ambientati nelle classi può rivelare come le rappresentazioni di un finto libertarismo si alternino, spesso, a celebrazioni meno adulterate di scolarizzazione autoritaria.

Può sembrare presuntuoso mettere a confronto le narrazioni pedagogiche americane con i film dell’Europa occidentale – in quanto il sistema scolastico americano, relativamente decentralizzato, contrasta nettamente con le controparti centralizzate di paesi quali la Francia e la Gran Bretagna. Una certa omogeneità ideologica permea i film ambientati in classe: si potrebbe, seguendo Bachtin, parlare di un «cronotopo» scolastico, poiché la classe fornisce una «matrice transculturale, spazio-temporale»10 che plasma il genere e le sue propensioni narrative.

Hard Times di Charles Dickens è una narrazione scolastica fondamentale.

Il romanzo potrebbe essere considerato una risposta allegorica a varie leggi che rendevano l’istruzione sempre più obbligatoria per i bambini della classe operaia. Una forma di istruzione decisamente coercitiva, ma presumibilmente umana e pratica, sostituì gradualmente le difficoltà del lavoro minorile. Lo spettro del signor Gradgrind, l’insegnante assurdamente utilitarista che Dickens caricaturizza con gioia, aleggia su molte rappresentazioni cinematografiche di insegnanti autoritari. Il suo entusiasmo letterale per i soli fatti si può cogliere anche in rappresentazioni più moderate di insegnanti liberali e ben intenzionati. Hard Times mescola il reame banale e empirico dell’aula di Gradgrind con il demi-monde11 seducente e sensuale del circo di Sleary, la cui affascinante sfrontatezza è esaltata da un linguaggio colorito e decisamente non utilitaristico.

L’adattamento della BBC di Hard Times ha sottilmente alterato i ritmi del romanzo di Dickens, intrecciando il vitalismo grezzo del circo con le scene ambientate in classe che aprono la storia. L’unione tra la rigida celebrazione dei fatti di Gradgrind e la vitalità volgare del circo è riuscita così bene che, secondo un critico, l’opera di Dickens è stata migliorata.12 Anziché considerare l’aula e la sua innocua atmosfera carnevalesca come regni autonomi, questo adattamento lasciava intravedere la possibilità che l’aula stessa potesse essere trasformata in un luogo di festa.

Sebbene pochi tra gli insegnanti di Hollywood possedessero l’involontario brio comico di Gradgrind, molti di questi film abbracciavano solennemente quel messianismo educativo che Dickens derideva e sottolineavano lo scisma tra la sobrietà dell’aula e la cultura popolare con una stridente tendenziosità che avrebbe potuto divertire lo scrittore inglese.

Blackboard Jungle (1955) di Richard Brooks è un esempio paradigmatico di film in cui un insegnante viene ritratto come un redentore quasi santo.

In una rivisitazione umanistica e pseudo-liberale dell’opposizione ottocentesca tra pedagoghi crociati e studenti “selvaggi” da domare, Richard Dadier (interpretato da Glenn Ford) prende in mano una turbolenta classe dei quartieri poveri con la disinvoltura di un generale dai modi gentili — una versione più giovane e irsuta dell’allora presidente Eisenhower. Non ignaro delle nuove tecniche educative, Dadier. un giorno. decide di far ascoltare alcuni dei suoi amati dischi di Bix Beiderbecke alla sua classe turbolenta. La visione di Dadier di essere alla moda è troppo all’antica per la sua classe di emarginati urbani. Loro preferiscono il rock and roll e, con gioioso abbandono, distruggono senza pietà le sue registrazioni in vinile di jazz bianco. Mentre Dickens satirizzava il pragmatismo privo di immaginazione di Gradgrind, Brooks celebra acriticamente il liberalismo paternalistico di Dadier. Alla fine del film, molti studenti sembrano pentiti e sono apparentemente sulla buona strada per diventare dei cittadini noiosamente rispettosi della legge.13

Questa traiettoria narrativa rudimentale — ciò che si potrebbe definire un “modello redentore” di pedagogia — si ripete, con variazioni a volte eccentriche, in decine di film che hanno come protagonisti degli studenti indisciplinati delle grandi città: To Sir With Love (1967) (dove Sidney Poitier, che in The Blackboard Jungle interpretava un delinquente minorile, diventa l’incarnazione afroamericana di Richard Dadier), Up the Down Staircase (1967) di Alan Pakula, Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmuller (1992; una versione siciliana14 di The Blackboard Jungle e altrettanto insopportabile) e Dangerous Minds (1995) di John N. Smith, sono tra i tanti film che appartengono a questo sottogenere altamente schematico.

The Blackboard Jungle e Dangerous Minds hanno, come protagonisti, dei personaggi con un’esperienza militare: ciò li renderebbe, in teoria, idonei all’insegnamento nei quartieri poveri. Ma l’umanesimo reazionario di questi film impallidisce se paragonato a Lean on Me (1985) di John Avildsen, un omaggio romanzato al preside di Newark, Joe Clark, la cui particolare visione della disciplina scolastica si avvicina, almeno retoricamente, a una sorta di fascismo pedagogico. L’ideologia di molti film autoritari ambientati in classe è sintetizzata in modo incisivo dal protagonista di Bigger Than Life (1956) di Nicholas Ray, un insegnante squilibrato che crede che «l’infanzia sia una malattia congenita e lo scopo dell’educazione sia curarla.»

Nell’epoca vittoriana si sviluppò un consenso unanime secondo cui anche i bambini delle classi superiori fossero dei piccoli selvaggi; la loro educazione, tuttavia, era concepita per renderli fedeli servitori dello Stato e amministratori dell’impero — un processo che raggiunse il suo apogeo nella scuola pubblica britannica.

Tom Brown’s Schooldays di Robert Stevenson (1940, un adattamento rispettoso del romanzo di Thomas Hughes) rende omaggio al preside di Rugby, il dottor Thomas Arnold (padre di Matthew Arnold, interpretato con severa benevolenza da Cedric Hardwicke), e questo esempio di anglofilia hollywoodiana tratta Arnold come una divinità pedagogica. Il preside di Rugby era considerato un importante riformatore dell’istruzione, poiché il suo regime eliminò di fatto gran parte del bullismo, del nonnismo e dell’ubriachezza che avevano spinto Arnold nella sua crociata per creare un ambiente educativo meno spietato. All’inizio del film, pronuncia un discorso chiave in cui promette che Rugby “non è più la scuola di barbari selvaggi ma di giovani timorati di Dio.” Arnold credeva che la scuola dovesse contribuire a domare le inclinazioni fondamentalmente malvagie dei ragazzini; l’istituzione non era tanto una comunità di scolari quanto una versione embrionale dello Stato che gli studenti avrebbero poi governato. Il nazionalismo moralizzatore di Arnold e la sua fervida difesa dei classici come fulcro del programma scolastico delle scuole private continuarono ben oltre il ventesimo secolo.

Eppure, quando Mike Figgis realizzò il remake dell’opera teatrale di Terence Rattigan, The Browning Version, nel 1995, l’interpretazione di Albert Finney nei panni del disilluso insegnante di lettere classiche finì per apparire come una parodia moderata dei valori arnoldiani. Probabilmente la campana a morto della cinematografica per le discipline, un tempo rispettate, come il latino e il greco, era suonata anni prima con Torment (1944) di Alf Sjöberg, in cui il professore di latino, Caligola, è ritratto come un surrogato di Hitler.

Anni dopo, guardando retrospettivamente a un periodo di vero fascismo, Amarcord (1974) di Fellini derideva le assurde pretese di Mussolini di invocare la grandezza dell’antica Roma nelle scuole: una serie di sequenze mostra scolari vivaci che, tra scoregge e rutti, si fanno strada attraverso lezioni futili.

L’autoritarismo insipido trasmesso dagli educatori protagonisti di High School (1968) di Frederick Wiseman è molto più vicino alle tendenze contemporanee dell’istruzione di massa rispetto alle cadenze altisonanti di Thomas Arnold o alle più recenti esortazioni sul valore redentore dell’espressione di sé. Il film comprime diversi mesi di noia scolastica attraverso un ritratto ingegnosamente montato di una tipica giornata scolastica, a tratti infernale e a tratti involontariamente comica. Diversi critici hanno notato come l’inquadratura di un camion del latte — su cui spicca il logo “Penn Made Product” — nella sequenza iniziale del film alluda sia alla missione della scuola di sfornare cittadini impeccabilmente solidi, sia alla sardonica «analisi del condizionamento sessuale e della definizione di genere» di Wiseman.15 Nonostante alcune esemplari analisi formali di High School, le implicazioni dei suoi subdoli pregiudizi anti-autoritari non sono state sufficientemente esaminate. Secondo la storia completa di Edward A. Krug sulle scuole superiori americane (divisa in due volumi), il trionfo di quella che è ormai conosciuta come la «teoria dell’investimento nell’istruzione» ha prodotto un’ideologia che esaltava la «necessità del controllo sociale» e promuoveva «il rigoroso adeguamento dell’individuo al gruppo».16 Eppure Krug ci fa notare che questa ideologia non si sia affermata senza difficoltà. Nel corso degli anni ’20, ad esempio, gli ideali pedagogici della Progressive Education Association (trad.: Associazione per l’Educazione Progressista) (un’organizzazione che, per la maggior parte, incarnava il programma riformista di John Dewey) contestavano, con successi occasionali, un’insidiosa enfasi della standardizzazione. I sostenitori della standardizzazione riuscirono a trarre sostegno ideologico da quella che Michael Katz definisce «l’ironia delle prime riforme scolastiche.»17 Katz racconta che nel diciannovesimo secolo i ricchi cittadini del Massachusetts promuovevano l’istruzione secondaria obbligatoria, incontrando però la resistenza dei membri della classe operaia – che mal sopportavano la generosità paternalistica dei magnati industriali. Alla fine, l’ideologia ufficiale trionfò: le scuole pubbliche divennero l’incarnazione di un egualitarismo idealmente concepito per appianare le differenze tra ricchi e poveri.

High School è ambientato in un contesto borghese dove gli insegnanti e amministratori vanno fieri dell’eccellenza del loro programma di preparazione all’università. Ma la sfilata di docenti e burocrati inefficaci che il film mette in scena, siano essi ferocemente autocratici o debolmente liberali, riflette la standardizzazione della conoscenza – che si può riscontrare, in misura variabile, anche nelle scuole della classe operaia o nei collegi d’élite. Wiseman alterna ripetutamente i primi piani dei docenti adulti con successive inquadrature larghe e medi primi piani degli studenti annoiati; si instaura così un ritmo in cui la “resistenza passiva” – forse inconsapevole – degli alunni sgonfia la pomposità dei loro insegnanti. Tuttavia, il film non si concentra su ritratti ad hominem dei personaggi: mette alla berlina la pedagogia autoritaria con una critica sistematica. Una sequenza prolungata in cui un’insegnante di inglese discute una canzone di Simon&Garfunkel con i suoi studenti indifferenti – un esercizio goffo, seppur commovente, di modernità malintesa – costituisce un’accusa altrettanto schiacciante contro l’impostazione gerarchica della scuola quanto le uscite di un preside responsabile della disciplina – che somiglia a un istruttore militare particolarmente feroce. In definitiva, le buone intenzioni del corpo docente devono essere liquidate come irrilevanti, poiché l’oppressività della Northeast High School non è generata solo da individui imperfetti. Una delle sequenze più emblematiche di High School mostra uno scambio tra il preside responsabile della disciplina e uno studente mite che insiste per essere esonerato dalla lezione di educazione fisica. Il fatto che la scuola debba imporre indiscriminatamente un regime che esige la sottomissione totale del corpo e della mente a leggi spesso irrazionali richiama alla mente le osservazioni fatte da Foucault in Sorvegliare e punire. Questa standardizzazione è entrata nella pedagogia del diciassettesimo secolo, quando le scuole hanno introdotto una serie di esami regolari volti a garantire una valutazione e sorveglianza continue. L’attenzione prestata da Wiseman sugli studenti ribelli che vagano per i corridoi senza permesso documenta la banalizzazione dei riti dell’umanesimo utilitaristico. Il divario tra l’idealismo liberale della scuola superiore e la realtà della sua noia schematica ricorda la sintesi di Raymond Williams sull’anti-utilitarismo di Hard Times: «l’affidarsi alla ragione, che nel breve termine era purificante e liberatorio, divenne in una società reale un’alienazione della ragione.»18 L’insidiosità della variante americana del “giudizio normalizzante” potrebbe benissimo costituire il tema centrale di Wiseman. Almeno in un contesto britannico o europeo, il riconoscimento delle sottili differenze di classe porta alla consapevolezza di come l’istruzione diventi una componente cruciale di una più generale stratificazione sociale. La distinzione fatta da Basil Bernstein,19 ad esempio, tra i codici linguistici “ristretti” condivisi dagli studenti della classe operaia a casa e quelli formali “elaborati” imposti dall’ambiente scolastico (per non parlare degli inevitabili vantaggi di cui godono gli studenti della classe media) offre una prospettiva che è, per la maggior parte, estranea alla sociologia americana dominante. Poiché l’ideologia americana prevalente abbraccia l’appiattimento delle differenze di classe e una fede implicita in un egualitarismo illusorio, la fusione tra gli obiettivi della scuola e dello Stato che High School afferma è forse più omogenea negli Stati Uniti che altrove. Quando, verso la fine del film, un funzionario scolastico legge una lettera di uno studente probabilmente caduto in Vietnam – evidenziando dei collegamenti tangibili tra i valori di cittadinanza della scuola superiore e il sacrificio militare -, diventa palese una diluizione forse inevitabile dell’altruismo pedagogico di John Dewey.

Nonostante alcuni radicali, come Henry Giroux, abbiano promosso una versione rivisitata del modello deweyano di “educazione alla cittadinanza,” l’educazione progressista difesa dallo stesso Dewey precede immediatamente quella che potrebbe essere definita una ritirata verso lo sciovinismo liberale — il suo sostegno alla Prima guerra mondiale dimostra che la riforma educativa liberale è costantemente vulnerabile alla cooptazione.20 Come proclamava Stirner, l’educazione non dovrebbe promuovere la produzione di “cittadini utili,” ma incoraggiare la formazione di individui autonomi che, ovviamente, non si distacchino dagli interessi dei propri concittadini.

High School II (1994), sequel del film di Wiseman, presenta le classi aperte della Central Park East di New York City: l’attenzione della scuola per le «relazioni personali tra docenti e studenti»21 è, almeno implicitamente, posta come un’alternativa empatica al lavoro scolastico alienante documentato in High School. Sebbene sia evidente che l’ambiente didattico sia meno opprimente alla Central Park East rispetto al precedente film, i gruppi di incontro pedagogici della scuola newyorkese facilitano la formazione di cittadini utili in modo più gentile e delicato. Il modello educativo terapeutico di Carl Rogers concepiva l’educazione non coercitiva come un mezzo per l’auto-trasformazione e non per il cambiamento sociale: «quando la minaccia al sé è ridotta al minimo, l’individuo si avvale delle occasioni di apprendere per arricchire sé stesso.»22 Una lunga riunione del corpo docente, che Wiseman riprende in tempo reale, abbina una discussione sui punteggi degli Advanced Placement23 con le battute dei docenti intrise di retorica auto-realizzante.24 La pedagogia liberale di High School II e del Central Park East richiama l’appello di Dewey a un «adeguamento flessibile» delle istituzioni sociali25 — un obiettivo che potrebbe portare a una maggiore autostima, ma che è ben lontano dalle aspirazioni della pedagogia anarchica.

Se High School II fa uso dei luoghi comuni dell’educazione progressista e, allo stesso tempo, riafferma lo status quo, Le Gai Savoir (1967) di Jean-Luc Godard spoglia l’ Émile di Rousseau della sua compiacenza romantica. Come nei film La Chinoise e Tout va bien, la “sinistra maoista” funge da anarchismo occulto che il regista si rifiuta categoricamente di riconoscere.

Le Gai Savoir incentra un dialogo sulle aporie della rappresentazione cinematografica, intervallato da frammenti mediatici citati in chiave parodistica. Il film vede Jean-Pierre Léaud nei panni del protagonista Émile, che fonde l’anomia della Nouvelle Vague con un radicalismo ingenuo, e Juliet Berto in quelli di Patricia, una militante di sinistra che lavora come modella di nascosto. A differenza della progressione lineare dei film tradizionali ambientati nelle aule scolastiche, l’opera di Godard non è un omaggio a un pedagogo messianico o a una tecnica educativa, ma funge esso stesso da forma esplorativa di pedagogia. Nonostante un inevitabile cenno quasi parodistico a Rousseau, la pedagogia cinematografica di Le Gai Savoir ricorda maggiormente i dialoghi filosofici dal tono caustico e comico di Denis Diderot, in particolare Il nipote di Rameau e Il sogno di D’Alembert. Un dialogo come quello de Il nipote di Rameau, caratterizzato da una forma di argomentazione stimolante e vertiginosa, promuove un salutare squilibrio filosofico ben diverso dal liberalismo schematico di Rousseau. Come osserva Elisabeth de Fontenay, Diderot «mina le pretese del soggetto maschile occidentale di imporre un fondamento della conoscenza neutra e del potere sovrano». Figure marginali come «la suora, il cieco, il nipote di Rameau… destabilizzano l’ordine vigente nelle sue cinque manifestazioni: politica, metafisica, religiosa, etica e matematica.»26 La destabilizzazione post-consumistica delle categorie estetiche fisse operata da Le Gai Savoir assomiglia molto di più al pionieristico «testo aperto» di Diderot che alle certezze conclusive dell’ Émile – una narrazione in cui il percorso intellettuale dell’eroe omonimo si conclude con un conforto domestico non dialettico. Il film di Godard è più vicino alle ironie dialettiche della «coscienza infelice» ironizzata da Hegel, un concetto profondamente influenzato da Il nipote di Rameau. L’esortazione di Patricia a “partire da zero… e vedere se ci sono tracce” evoca la tendenza di Diderot nell’oscillare tra la serietà intellettuale e quello che P. N. Furbank definisce cinismo «auto-sovvertente.» Il giocoso pseudo-rigore del film può essere interpretato come una scherzosa accusa alla brama di rigore effettivo del primo strutturalismo. La voce fuori campo sussurrata, marchio di fabbrica di Godard, ad esempio, ci informa che Émile è stato colpito al cuore durante una manifestazione, ma è stato salvato da una copia dei Cahiers du Cinéma infilata nel suo maglione. Godard rifiuta di scegliere tra la cinefilia e una critica politica più autolesionista e genuinamente didattica. Lo schema pedagogico di Émile e Patricia esemplifica questa tensione interna, poiché sintetizza sia una poetica che una politica della rappresentazione. Il primo anno del programma di studi della loro università alternativa sarebbe stato dedicato alla raccolta e alla valutazione di suoni e immagini; il secondo anno sarebbe proceduto alla scomposizione di tali suoni e immagini; il terzo si sarebbe concluso con una sintesi pseudo-hegeliana — una ricostituzione creativa del linguaggio cinematografico e televisivo.

Gli anarchici possono trovare molto da ammirare in questa rivisitazione di Émile. Il connubio operato da Godard tra leninismo e poetica modernista ricorda la singolare fusione di Julia Kristeva tra anarchismo estetico e maoismo dogmatico.27 Ciononostante, l’anti-stalinismo del film (in un’osservazione casuale, Patricia, una modella di lingerie, osserva che il quotidiano comunista L’Humanité e quello conservatore Le Figaro pubblicano le stesse insipide pubblicità che la ritraggono e le permettono di pagare l’affitto) e gli omaggi anti-autoritari (nella colonna sonora si sente la voce di Cohn-Bendit) rivelano che Godard non ha ceduto alle panacee autoritarie richieste dal maoismo.

A volte, i film ambientati in classe apparentemente anti-autoritari nascondono un pregiudizio conformista sommerso. Entre les murs (La classe, 2008) di Laurent Cantet, premiato all’unanimità con la Palma d’Oro al Festival di Cannes e definito un film “perfetto” dal presidente Sean Penn, è un’opera ambigua. Da un lato rafforza l’autoritarismo apparentemente benigno e il facile culto dell’eroe tipico di Blackboard Jungle; dall’altro critica senza troppa convinzione l’autorità carismatica dell’eroe-insegnante. Sebbene Justin Chang di Variety abbia definito Entre les murs «un gradito contrappeso» ai film «all’americana» come il già citato Dangerous Minds28 (e A. O. Scott del New York Times ha, a sua volta, stroncato il film commerciale con Michelle Pfeiffer e elogiato il lungometraggio francese in quanto sofisticato), l’opera di Cantet è una versione meno banale e più sottile del tanto vituperato modello americano. In altre parole: un film che piace al grande pubblico.

Certamente non è privo di fascino il film di Cantet: è intrigante soprattutto per le contraddizioni che incarna, così come per la sua visione ambivalente del sistema educativo francese e del consenso ideologico che esso rappresenta. Girato in quello che i critici pigri hanno definito uno «stile documentaristico» (ma con un’estetica patinata e in formato widescreen che corrisponde a pochissimi documentari), il film di Cantet si sforza di mantenere una distanza ironica sia dall’esperienza vissuta che dal materiale di partenza. Per evitare l’imbarazzante disparità tra l’idealismo documentaristico e l’avidità vecchio stile che spinse il gentile maestro della scuola rurale di Être et avoir (2002) a fare causa per ottenere una parte dei profitti del film,29 l’opera di Cantet è saldamente ancorata al regno della finzione.

Schivando abilmente lo stile alla James Frey,30 l’ex insegnante di scuola media (e collaboratore di Cahiers du Cinéma) François Bégaudeau interpreta una versione fittizia di sé stesso basata sul suo romanzo autobiografico. Con modestia (in un modo sospettosamente arrogante), Bégaudeau insiste nelle interviste di “non essere una star,” ma semplicemente il “personaggio principale” di un film estremamente democratico. E in una narrazione libera e diretta da un progressista non dogmatico, l’accento è posto principalmente sugli scambi tra l’intrepido, ma palesemente imperfetto, insegnante e gli studenti, interpretati da affascinanti non professionisti, nella sua classe sempre vivace e multiculturale. La spontaneità apparente delle scene in classe è il risultato di una preparazione meticolosa. Il cast ha partecipato a lunghi workshop dove, guidati dai consigli di Bégaudeau, le improvvisazioni hanno costituito la base della sceneggiatura finale. Molti degli intermezzi prevalentemente comici della prima metà del film smorzano con arguzia l’arroganza di Bégaudeau — nonostante sfoggi questa presunzione come un distintivo d’onore strategicamente ironico. A titolo esemplificativo, un lungo scambio sulle opinioni riguardanti il congiuntivo imperfetto ribadisce come la lingua rifletta la stratificazione di classe in una Francia ultra-gerarchica. Il dibattito su questo aspetto notoriamente spinoso della grammatica francese spinge gli studenti e il loro insegnante, notoriamente polemico, in una discussione dove le loro argomentazioni, e i ruoli sociali, sembrano quasi predeterminati. I ragazzi, com’era prevedibile, si lamentano che “nessuno parla così,” mentre Bégaudeau, forse in parte con ironia, difende con vigore il congiuntivo come parte dell’arsenale letterario francese. In un’altra scena cruciale, Khoumba, una studentessa intelligente ma irascibile, mette alla prova la pazienza del suo insegnante rifiutandosi di leggere ad alta voce in classe un brano tratto da Il diario di Anna Frank. È interessante notare due aspetti: il primo riguarda il disinteresse di un gruppo multietnico di studenti per la “rilevanza” di Anna Frank — in un contesto nordamericano, probabilmente, si sarebbe verificato il contrario —; il secondo è la scontrosità di Khoumba: la sua reazione nasce più dall’ostilità del suo insegnante che da una critica tangibile all’universalismo francese.

Sebbene Cantet non perda quasi nessuna occasione per sottolineare i difetti del suo protagonista, in Entre les murs traspare in definitiva una certa compiacenza che permette a Bégaudeau di trionfare – nonostante le sue uscite verbali infelici e la propensione all’auto-sabotaggio pedagogico. Mentre il film si avvia verso una conclusione che un piccolo gruppo di critici dissenzienti ha giustamente definito superficiale, la tensione melodrammatica si fa più intensa e la simpatia che Cantet si è guadagnato grazie ad alcune scene lievi ma affascinanti comincia a svanire. Una controversia inventata tra l’insegnante anticonformista, lo studente africano scontroso Souleymane e la ragazza algerina vivace Esmeralda indebolisce una possibile ed energica critica ai dogmi dell’istruzione francese. Esmeralda, in qualità di rappresentante degli studenti, partecipa a una riunione del corpo docente della scuola e si infuria quando Bégaudeau definisce Souleymane “limitato.” Colto alla sprovvista, liquida con stizza Esmeralda e una delle sue amiche con la frase: “vi comportate come delle sgualdrine.” Eppure, quando l’insegnante mortificato fa le sue scuse come da copione cinematografico (dopo aver inizialmente tentato, invano, di integrare la sua gaffe in un’altra lezione di grammatica), una discussione in classe che riassume i risultati dell’anno presenta l’omaggio, in forma colloquiale, di Esmeralda alla Repubblica di Platone. La goffaggine di questo colpo di grazia narrativo è davvero sbalorditiva: dopo aver ricevuto una semplice bacchettata sulle mani per la scorrettezza politica, lo sfortunato insegnante viene nuovamente incoronato come un eccentrico re filosofo e incarnazione del dialogo socratico. In ultima analisi, i difetti di Entre les murs – nonostante la finta umiltà del suo protagonista – possono essere attribuiti alla riluttanza di affrontare le radici sistemiche della disuguaglianza educativa.

Il fascino di L’esquive (2003) di Abdel Kechiche risiede negli sforzi dei ragazzi emarginati di origine nordafricana di appropriarsi della letteratura classica francese per le proprie esigenze. Mentre il loro anonimo insegnante bianco rimane al sicuro sullo sfondo, Bégaudeau monopolizza lo schermo ed emerge come un insopportabile magister ludi.31

Il defunto sociologo Pierre Bourdieu, forse il critico più incisivo del privilegio educativo francese, ha inconsapevolmente individuato il dilemma centrale di Entre les murs nella sua opera riguardante l’ «educazione e il dominio», affermando che «l’ideologia giacobina su cui si basa la critica tradizionale del sistema didattico, così come alcune critiche tradizionali alle riforme governative di questo sistema, giustifica in realtà il sistema con il pretesto di sfidarlo, oltre a difendere il conservatorismo pedagogico di molti di coloro che chiedono queste riforme, anche all’interno dell’università.»32 Nonostante le intenzioni indubbiamente buone, i metodi didattici innovativi di Bégaudeau finiscono per “giustificare” la disuguaglianza strutturale che cercano di contrastare. Una simile accusa farebbe senza dubbio infuriare l’insegnante sicuro di sé, dato che egli stesso invoca la terminologia di Bourdieu nell’opuscolo di presentazione del film, sostenendo in modo del tutto ragionevole che «una scuola […] è, in fin dei conti, discriminatoria, ineguale, favorisce la riproduzione, ecc.». Ciò che Bégaudeau ovviamente non può ammettere, tuttavia, è che la sua sceneggiatura lo pone sempre al centro della scena, come burattinaio del film. Come osserva Bourdieu, «la scuola ha anche una funzione di mistificazione […] convince coloro che elimina che il loro destino sociale […] è dovuto alla loro mancanza di doti naturali, e in questo modo contribuisce a impedire a costoro di scoprire che il loro destino individuale è un caso particolare di un destino collettivo.»33 Come innumerevoli film ambientati in classe, Entre les murs mistifica il processo educativo, sostenendo che le aule tetre e reazionarie possono essere trasformate grazie all’intervento empatico, seppur in ultima analisi condiscendente, di un insegnante eroico. Il fatto che Cantet sia più consapevole di queste insidie rispetto ai suoi numerosi precursori hollywoodiani non giustifica la fondamentale disonestà del suo film.

Continua…

Note

1Philippe Ariès, Centuries of Childhood: A Social History of Family Life, trans. Robert Baldick (New York: Vintage Books, 1962). Ariès è citato, insieme ad altri, da Smith e Spring. Per una critica ad Aries, vedere Leonard Pollock, Forgotten Children: Parent–Child Relations from 1500 to 1900 (Cambridge, U.K.: Cambridge University Press, 1983).

2Peter Coveney, The Image of Childhood: The Individual and Society: A Study of the Theme in English Literature (Baltimore: Penguin Books, 1967), p. 33. Successivamente (p. 92), Coveney osserva che «per i grandi romantici […] il bambino era un’immagine attiva, un’espressione della potenza umana di fronte all’esperienza umana». Egli distingue questa concezione dal «concetto romantico, degradato e innocente vittoriano» esemplificato «dalle vacuità di Little Lord Fauntleroy» — che degenera in «qualcosa di staticamente giustapposto all’esperienza».

3Nota del blog. Porton si riferisce alla raccolta di poesie di Blake, Canti dell’innocenza e dell’esperienza. Che mostrano i due contrari stati dell’anima umana.

4Nota del blog. Tradotto come “scuole degli straccioni.” Nate nella prima metà del diciannovesimo secolo, le ragged schools erano sostenute da enti di beneficenza e offrivano vari servizi educativi e di altro tipo ai bambini poveri quali istruzione elementare, formazione professionale, catechismo, club per l’abbigliamento e gruppi di fattorini e lustrascarpe. Questi istituti chiusero i battenti nel 1902.

5Nota del blog. Kaffir deriva dall’arabo kāfir (كافر) (trad.: non credente o miscredente) e veniva utilizzato dalle popolazioni arabo-islamiche verso quelle non musulmane dell’Africa Orientale e Sud Orientale. Gli europei – prima i portoghesi, poi olandesi e inglesi – adottarono questo termine in modo dispregiativo e discriminatorio verso gli abitanti dell’Africa sub-sahariana e, più in generale, a tutti quelli non caucasici.

6Nota del blog. Ottentotti deriva dall’afrikaans hottentots (trad.: balbuziente) e ci si riferiva, in modo discriminatorio, alla popolazione Khoekhoe stanziata nell’odierno Sudafrica. Il termine dispregiativo, come Kaffir, venne esteso a tutte le popolazioni di origine africana.

7Hugh Cunningham, The Children of the Poor: Representations of Childhood Since the Seventeenth Century (Oxford, U.K.: Basil Blackwell, 1991), pp. 107–8. Cunningham osserva inoltre che Thomas Beggs riteneva i bambini dei quartieri poveri «orde predatrici della strada» che «sembravano “quasi appartenere a una razza a sé stante”.»

8Arnold è citato in Ian Hunter, Culture and Government (London: Macmillan, 1988), p. 115.

9Paul Avrich, The Modern School Movement: Anarchism and Education in the United States (Princeton, N.J.: Princeton University Press, 1980), p. 13.

10Vedere anche Michael Holquist, Dialogism: Bakhtin and his World (London and New York: Routledge, 1990), pp. 107–48. Per una specifica applicazione del concetto di Bakhtin alla produzione cinematografica, vedere l’osservazione di Robert Stam sul “chronotope . . . historicizes space and time,” in Robert Stam, Subversive Pleasures: Bakhtin, Cultural Criticism, and Film (Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1989), p. 41.

11Nota del blog. Parola macedonia (demi e monde, traduzione letterale: mezzo mondo) che indica un ambiente sociale corrotto e che ostenta gli atteggiamenti di un ceto elevato.

12Per altre produzioni della BBC vedere il capitolo di George Ford “Dickens’s Hard Times on Television: Problems of Adaptation,” in George Ford e Sylvère Monod, ed., Hard Times: An Authoritative Text—Backgrounds, Sources and Contemporary Reactions, Criticism (New York: W.W. Norton, 1990), pp. 401–11.

13Per un interessante confronto tra The Blackboard Jungle e alcuni film più recenti ambientati in classe, si veda Gilles Gony, Le Prof et la horde: sur Blackboard Jungle, Mery per Sempre et Train of Dreams, Cahiers de la Cinémathèque*, dicembre 1990, pp. 67–73.

14Nota del blog. Il film di Wertmuller è ambientato a Napoli e non in Sicilia come scritto da Porton. La regista italiana mostra una realtà più dal punto di vista dei bambini e delle bambine che del protagonista interpretato da Paolo Villaggio: ciò lo si denota dal titolo stesso del film, “io speriamo che me la cavo,” che è la frase finale di un tema scritto da un alunno della classe diretta dal protagonista. La speranza invocata era quella di vivere decentemente in una realtà dove gli under 14 erano pedine iper-sfruttate e poi gettate via dal Capitale criminale e/o legale (clan camorristici o imprenditori). Lo stesso protagonista adulto, che interpreta un maestro, non ha velleità eccessivamente redentrici come invece accaduto a altri protagonisti di film italiani analoghi di quel periodo storico – si pensi a Mery per sempre o a Caro Maestro, giusto per citarne due. Lo spaccato mostrato da Wertmuller evidenzia un degrado fatto di corruzione e violenza dove a pagarne le conseguenze sono le soggettività più deboli (i bambini e le bambine), costrette fin da subito a seguire gli schemi di sopravvivenza violenta e asociale degli adulti.

15Barry K. Grant, Voyages of Discovery: The Cinema of Frederick Wiseman (Urbana and Chicago: University of Illinois Press, 1992), p. 57.

16Edward A. Krug, The Shaping of the American High School (Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 1964).

17Michael Katz, The Irony of Early School Reform (Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 1968).

18Raymond Williams, “Introduction,” in Charles Dickens, Hard Times (New York: Fawcett, 1966), p. 7.

19Vedere Basil Bernstein, Class, Codes, and Control (St Albans, U.K.: Paladin, 1973).

20Questa visione si contrappone alla visione generosa del liberalismo di Dewey delineata da Robert B. Westbrook in John Dewey and American Democracy (Ithaca, N.Y. and London: Cornell University Press, 1991).

21Questa è la descrizione che Wiseman stesso fa di Central Park East. Vedere Cynthia Lucia, Revisiting High School: An Interview with Frederick Wiseman, Cineaste, 20, n. 4 (1994): 6. Per una descrizione della politica educativa della scuola, vedere Deborah Meier, The Power of their Ideas: Lessons for America from a Small School in Harlem (Boston: Beacon Press, 1995).

22Carl R. Rogers, Freedom to Learn (Columbus, Ohio: Charles E. Merrill, 1969), p. 162. Nota del blog. C. R. Rogers, Libertà nell’apprendimento, trad. it. a cura di Roberto Tettucci, Giunti Barbera, Firenze, 1973, p. 193

23Nota del blog. L’Advanced Placement è un programma di corsi e di esami di livello universitario offerto agli studenti delle scuole superiori. Creato dall’organizzazione College Board, permette agli studenti di studiare materie avanzate, guadagnare crediti validi per l’università e migliorare il proprio curriculum accademico per l’ammissione ai college.

24Il film Stand and Deliver (1987) di Ramon Menendez presenta una versione hollywoodiana più cinica di questo approccio ai test standardizzati. Un esame di matematica del programma Advanced Placement viene utilizzato come espediente per rafforzare la tradizionale ideologia americana del successo sociale-economico.

25Questo passaggio del Democracy and Education di Dewey è citato in Andrew Delbanco, John Dewey’s America, Partisan Review 63, no. 3 (1996): 516

26De Fontenay è citato in P. N. Furbank, Diderot: A Critical Biography (New York: Alfred A. Knopf, 1992), p. 68.

27Vedere per esempio Julia Kristeva, Revolution in Poetic Language, trans. Margaret Waller (New York: Columbia University Press, 1984).

28Justin Chang, “The Class,” Variety, 23 Maggio 2008

29Nota del blog. Lopez, il personaggio principale del documentario, citò in giudizio i registi perché questi avevano sfruttato la sua immagine senza autorizzazione. Il tribunale rigettò la sua istanza. Fonti: French film star teacher sues, BBC, 13 Ottobre 2003. Link; Defeat for teacher who sued over film profits, The Guardian, 29 Settembre 2004. Link

30Nota del blog. Uno stile crudo, realistico e a ritmi serrati.

31Nota del blog. Il magister ludi è un gioco di parole che significa maestro di gioco o maestro di scuola. Con questa citazione, Porton si riferisce all’onorificenza massima della comunità isolata di Castalia del romanzo di Hermann Hesse, Il giuoco delle perle di vetro. Il paradosso che emerge dall’accostamento tra il protagonista del film di Cantet e quello del romanzo di Hesse è che quest’ultimo, divenuto magister ludi, a un certo punto mette in discussione l’isolamento stesso di Castalia e tutto l’impianto sociale e culturale su cui essa si fonda.

32Pierre Bourdieu, Political Interventions: Social Science and Political Action, trans. David Fernbach (London and New York: Verso Books, 2008), p. 34.

33Ibid., 38

Film e pedagogia anarchica – Seconda Parte ©, .

Il Piano Segreto dei Miliardari per sopravvivere alla FINE del MONDO

10 Agosto 2026 ore 19:18

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Trentaduemila ettari ai piedi delle Ande. Strade sterrate, case prefabbricate, pannelli solari, una pista d’atterraggio e abbastanza spazio per sparire dal mondo.
Si chiama Wamani. E alcuni tra gli uomini più ricchi e potenti della nuova élite tecnologica occidentale la considerano una possibile via di fuga nel caso in cui il mondo precipiti davvero nel caos.
Ma il ranch argentino è soltanto l’inizio della storia.
Seguendo i proprietari, gli investimenti e le nuove leggi approvate dal governo Milei emerge qualcosa di molto più grande: passaporti per gli investitori, regole garantite per decenni, miliardari della Silicon Valley che guardano sempre più insistentemente verso Buenos Aires.
E poi, improvvisamente, compaiono altri nomi. Altri accordi. Un’altra rete che attraversa l’intera America Latina.
Peter Thiel. Milei. Netanyahu. Washington.
Coincidenze?
Abbiamo provato a unire i puntini.
E quello che emerge è il racconto di un continente che rischia di trasformarsi nel rifugio perfetto delle oligarchie che si preparano a sopravvivere al mondo che hanno condannato alla distruzione.

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[2026-08-17] Complotti di ferragosto 2-parte @ Associazione Clapie

10 Agosto 2026 ore 19:00

Complotti di ferragosto 2-parte

Associazione Clapie - frz. Cels Moliere 58 Exilles(TO)
(lunedì, 17 agosto 17:30)
Complotti di ferragosto

COMPLOTTI DI FERRAGOSTO

Passando dagli "Epstein Files" e ritornando su gli usi politici di "complottismo" e "fascismo" per capire la quarta rivoluzione industriale (Data Center, AI, Cibernetica nei campi come in guerra)

Con Stefania Consigliere, Maddalena Gretel Cammelli, Elisa Lello, Cecilia Vergnano... (Antropologhe/Sociologhe)

17 Agosto h 17:30 - 2 parte

Ritrovo al circolo "Amici del Cels" per dibattito e merenda sinoira

Oltre le nuvole, in volo per studiare l’eclissi

10 Agosto 2026 ore 19:00

L’eclissi totale del 12 agosto non passa per l’Irlanda. L’isola verde è posizionata molto bene per osservare l’eclissi parziale, con percentuali di oscuramento del Sole che variano dal 93 per cento di Belfast al 97 per cento nell’isola di Valentia, a sud-ovest. Ma per raggiungere la zona di totalità, bisogna inoltrarsi nell’Oceano Atlantico, trecentocinquanta chilometri a ovest della costa occidentale d’Irlanda. È quello che farà un team di ricercatori e ricercatrici irlandesi e italiani, osservando l’eclissi da una postazione decisamente singolare: un Airbus C295 dell’Aeronautica Militare Irlandese, che sorvolerà la fascia di totalità al largo della costa occidentale dell’Irlanda.

La striscia di totalità dell’eclissi del 12 agosto 2026. Crediti: TimeAndDate

Il cuore della spedizione è un telescopio chiamato E-CorMag, sviluppato dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Torino e l’Università di Firenze, in collaborazione con l’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta, per studiare il campo magnetico della corona solare. L’aereo è dotato di un finestrino apribile (bubble window, in inglese) che permette le misurazioni con un telescopio. In questo modo, lo strumento non dovrà guardare attraverso il finestrino dell’aereo, che introduce distorsioni ottiche sulle immagini. La durata dell’eclissi inoltre si allunga di qualche secondo.

Gerardo Capobianco dell’Inaf – Osservatorio astrofisico di Torino

Per saperne di più, Media Inaf ha raggiunto Gerardo Capobianco, che al momento si trova in Irlanda dove, insieme ai colleghi Lucia Abbo e Hervé Haudemand dell’Inaf di Torino e alle controparti irlandesi del Dublin Institute for Advanced Studies, Trinity College Dublin, Technological University Dublin e Irish Air Corps, sta per prendere parte a questa avventurosa missione scientifica.

Dottor Capobianco, qual è l’obiettivo della spedizione?

«Lo strumento E-CorMag è stato disegnato per permettere osservazioni della corona solare in una delle sue righe più brillanti nello spettro visibile, quella del ferro ionizzato 13 volte (Fe XIV). La stessa riga viene misurata in orbita dalla missione Esa Proba-3 tramite il coronografo Aspiics. Le misure durante l’eclissi permetteranno quindi una cross-calibrazione molto accurata delle misure fornite da Aspiics. Ma non ci limiteremo a questo. Infatti lo strumento E-CorMag, a differenza di Aspiics, permette anche misurazioni della polarizzazione della riga del ferro. Ed è proprio misurando la polarizzazione della luce che potremo mappare la struttura del campo magnetico coronale. Il campo magnetico è la chiave per svelare uno dei più grandi enigmi della fisica solare moderna: perché la corona solare è centinaia di volte più calda della superficie del Sole?».

Sono già state fatte osservazioni scientifiche di un’eclissi a bordo di un aereo?

Il team dell’esperimento, con lo strumento E-CorMag (in primo piano) al Dunsink Observatory, in Irlanda. Lucia Abbo è la terza da sinistra; Gerardo Capobianco è il secondo da destra (cliccare per ingrandire)

«Le osservazioni da aereo sono diventate abbastanza comuni dagli anni Settanta in poi. Volare in quota offre diversi vantaggi: permette di spostarsi dove il meteo o la visibilità sono migliori, di seguire l’ombra dell’eclissi per estenderne la durata — un gruppo francese nel 1973 riuscì a inseguirla per ben 70 minuti a bordo di un Concorde supersonico — e di effettuare misure nell’infrarosso altrimenti impossibili da terra, dove questa luce viene assorbita dall’atmosfera. Lo stesso gruppo irlandese con cui collaboriamo ha già condotto una spedizione simile su un aereo dell’Aeronautica Militare Irlandese durante l’eclissi del 2015 utilizzando camere reflex digitali. Questa volta, invece, porteremo a bordo uno strumento scientifico più complesso, con l’aspettativa di raccogliere dati di ottima qualità».

Perché è così importante osservare il Sole durante un’eclissi totale?

«I pochi minuti della totalità durante un’eclissi solare sono gli unici momenti in cui la corona solare si mostra in tutto il suo splendore in modo naturale, senza che il disco solare l’accechi. Per la fisica solare è una vera e propria corsa contro il tempo: lavoriamo per anni per progettare e calibrare strumenti di precisione che poi avranno solo una manciata di minuti per funzionare alla perfezione. Un’eclissi totale è veramente un’occasione unica per fare da Terra misure ad altissima risoluzione che altrimenti sarebbero impossibili».

Il telescopio E-CorMag. Crediti: Inaf

Ci parli dello strumento E-CorMag.

«E-CorMag è un telescopio compatto di 50 millimetri di apertura e 500 millimetri di focale, equipaggiato con un rivelatore Ccd di classe scientifica. Ma il suo vero “cuore” sta nei filtri e nel polarimetro, che prendono in prestito le tecnologie di due grandi missioni spaziali: i filtri sono gli stessi del coronografo Aspiics a bordo di Proba-3, mentre il polarimetro deriva direttamente dallo strumento Metis su Solar Orbiter di Esa/Nasa. Lo strumento è progettato per catturare la luce polarizzata emessa sia dalla “riga verde” del ferro (Fe XIV a 530.3 nm) sia dal continuo della corona solare (540-570nm). Facendo passare solo questi specifici fotoni, E-CorMag ci permette di ricavare la direzione del campo magnetico coronale. Abbiamo già testato l’esperimento durante l’eclissi del 2024: lo strumento ha mostrato tutto il suo potenziale, anche se le condizioni meteo e alcuni imprevisti hanno reso l’analisi dei dati particolarmente complessa. Questa nuova spedizione è l’occasione perfetta per perfezionare il lavoro e raccogliere le informazioni sul campo magnetico coronale».

Che cosa sperate di scoprire sul campo magnetico solare?

«Il campo magnetico solare è un ingrediente fondamentale per investigare il problema del riscaldamento della corona, come già detto, ma anche per comprendere tutta la dinamica del vento solare e delle eruzioni solari. Mentre sono possibili misure del campo magnetico fotosferico sulla superficie del Sole, quelle coronali sono ricavate da diagnostiche che richiedono segnali collegati alla polarizzazione non facili da acquisire. Quindi con le nostre misure saremo in grado di determinare la direzione del campo magnetico, misure molto utili per la topologia del campo stesso e per dare vincoli ai modelli di campo magnetico».

L’aereo dell’aeronautica militare irlandese. Crediti: Irish Air Corps

Come opererete lo strumento a bordo del volo?

«Lo strumento verrà montato di fronte a un finestrino che durante la parzialità verrà aperto per poter affinare il puntamento e poter acquisire dati di ottima qualità, senza che il finestrino introduca distorsioni ottiche e polarimetriche. Durante la fase di avvicinamento, un filtro solare proteggerà il telescopio; lo rimuoveremo nell’istante del diamond ring (l’effetto chiamato “anello di diamante” che precede la totalità). Questa operazione, inclusa la stabilizzazione del gimbal (la struttura di imbrago) per annullare le vibrazioni, richiede circa 5 secondi. Da quel momento parte la sequenza osservativa vera e propria: acquisiremo circa 70 immagini della corona a tempi di esposizione differenti per ottimizzare il segnale in tutte le sue zone e con i diversi filtri e diversa polarizzazione. È una manovra che richiede una sincronia perfetta con i piloti, i quali dovranno inclinare leggermente l’aereo (manovra di roll), mantenendo invece il puntamento, per evitare che la scia dell’ala e i gas di scarico finiscano nel nostro campo visivo. La missione prevede due check-point decisionali: a 60 e a 15 minuti dalla totalità, per verificare le condizioni meteo ed eventualmente correggere la rotta all’ultimo secondo per assicurarci un cielo del tutto limpido. La nostra campagna di misura, tuttavia, continuerà anche dopo la fine della fase di totalità, quando acquisiremo, con il filtro solare installato nuovamente, i dati di calibrazione».

Lo strumento E-CorMag montato nell’imbrago al Dunsink Observatory, in Irlanda. Crediti: L. Abbo (Inaf)

C’è sinergia tra il vostro esperimento e le missioni spaziali che studiano il Sole in orbita?

«C’è una connessione strettissima. Si può dire che E-CorMag sia un ponte tra terra e spazio per diversi motivi, innanzitutto per la tecnologia condivisa. Lo strumento usa componenti chiave derivati direttamente dai prototipi di Proba-3 (i filtri) e di Solar Orbiter (il polarimetro di Metis). Proprio per questa sinergia, si potrà fare una cross-calibrazione: osservare la corona contemporaneamente dall’aereo e dall’orbita ci permette di “tarare” gli strumenti spaziali come Aspiics su Proba-3 con un livello di accuratezza impossibile in altri momenti. Ma il nostro esperimento non solo ha sinergie con queste due missioni spaziali, ma anche complementarità: mentre le sonde spaziali ci danno una visione globale e continua della corona, E-CorMag aggiunge la misura della polarizzazione della riga verde del ferro. Unendo le due cose, riusciremo a ricostruire la morfologia del campo magnetico coronale».

Tutto pronto, dunque. Ormai l’ultima parola, come sempre in questi casi, spetta al meteo…

«Speriamo nel bel tempo, ovviamente, e che nel punto che abbiamo scelto come target per queste osservazioni non ci siano nuvole, o che almeno siano al di sotto della nostra quota di volo, altrimenti ci sposteremo di qualche chilometro per bucare le nuvole. È uno dei motivi per cui andiamo sull’aereo: andare oltre le nuvole».


Guarda l’intervista a Lucia Abbo sul canale Youtube di Media Inaf:

Per saperne di più:

Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

 

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10 Agosto 2026 ore 18:00

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Un mese fa ho avuto l'opportunità di prendere la certificazione OSAI. Giovedì della settimana scorsa ho effettuato l'esame. L'esame seguiva il solito formato OffSec: 24 ore di laboratorio, e poi 24 ore per consegnare il report. L'esame è andato bene, e in questo video descrivo quella che è stata la mia esperienza con la certificazione, perché ho deciso di prenderla, cosa contiene, come è strutturato l'esame e via dicendo.

L'articolo letto nel video è disponibile nel mio nuovo blog tecnico:
- https://tech.leonardotamiano.xyz/posts/osai-certification.html

La certificazione di riferimento:
- https://www.offsec.com/courses/ai-300/

Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore spazio di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Per provare con mano le challenges mostrate potete iscrivervi in piattaforma:
- https://esadecimale.it
- https://learn.esadecimale.it
- https://cyber.esadecimale.it

CLIMA: NEL 2025 RECORD GAS SERRA, LIVELLO E CALORE DEI MARI

10 Agosto 2026 ore 17:42

Concentrazioni record di gas serra nell’atmosfera, livello dei mari al massimo storico per il 14esimo anno consecutivo e oceani mai cosi’ caldi. E’ la fotografia scattata dal 36esimo rapporto annuale State of the Climate, redatto da 625 scienziati di 60 Paesi e pubblicato dal Bulletin of the American Meteorological Society. “I dati revisionati dai pari dipingono un quadro globale di dove ci troviamo rispetto ai parametri di riferimento e di quanto velocemente le cose stiano cambiando: consideratelo l’analogo della valutazione annuale della salute da parte del vostro medico” dichiara il presidente dell’AMS, Alan Sealls, sottolineando come il report “presenti misurazioni e tendenze critiche che informano agenzie, comunita’ e imprese per la pianificazione a lungo termine”. I tre principali gas a effetto serra – anidride carbonica, metano e protossido di azoto – hanno toccato nuovi picchi nel 2025, con la concentrazione media di CO2 salita a 425,6 parti per milione (+53% rispetto all’era preindustriale) e con emissioni da combustibili fossili stimate a 10,3 petagrammi di carbonio, un dato piu’ che triplicato rispetto agli anni ’60. A livello globale il 2025 si attesta tra i tre anni piu’ caldi dal 1850, risultando in assoluto l’anno piu’ caldo di sempre in assenza del fenomeno El Nino nonche’ l’anno piu’ caldo mai registrato in Europa, mentre gli ultimi 11 anni (2015-2025) si confermano in blocco come i piu’ caldi della storia strumentale. Gli oceani, che assorbono il 90% del calore in eccesso, hanno stabilito il record assoluto di contenuto termico fino a 2.000 metri di profondita’, portando l’87% delle superfici marine a subire ondate di calore e spingendo il livello medio dei mari a +111,2 millimetri rispetto al riferimento del 1993. Quadro critico anche ai poli, con l’Antartide al suo anno piu’ caldo dal 1979, l’Artico al secondo posto in 126 anni di rilevazioni – dove “il ghiaccio con piu’ di quattro anni e’ ormai quasi del tutto assente” – e i ghiacciai continentali in ritiro per il trentottesimo anno consecutivo. Sul fronte degli eventi estremi, infine, si sono registrate 97 tempeste tropicali nominate, tra cui l’uragano Melissa, che a ottobre ha devastato la Giamaica come Categoria 5 causando 95 vittime e oltre 12 miliardi di dollari di danni.

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STUDIO, I CANI HANNO SENSIBILITA’ SPECIFICA PER LE EMOZIONI UMANE

10 Agosto 2026 ore 17:04

I cani possono associare la felicita’ umana alle aree cerebrali legate alla ricompensa, ma riescono anche a distinguere rabbia, tristezza e paura. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista ‘Cell’, condotto dagli scienziati dell’Universita’ di Vienna, dell’Universita’ Nazionale Autonoma del Messico e dell’Universita’ Eotvos Lorand. Il team, guidato da Raul Hernandez-Perez e Laura Cuaya, ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per scansionare il cervello di cani domestici mentre osservavano foto di volti umani. Inizialmente, il lavoro ha mostrato che la corteccia temporale e il nucleo caudato rispondono in modo unico alla felicita’. Grazie al machine learning, l’analisi dell’intero cervello ha mostrato pattern neurali distinti per paura, rabbia e tristezza. “L’attivita’ nel nucleo caudato – spiega Cuaya – suggerisce che i volti felici abbiano un valore emotivo per i cani. I nostri pelosi si sono evoluti con noi per capirci e cooperare, e riconoscere questa capacita’ puo’ cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di loro”. Nei prossimi approfondimenti, concludono gli autori, sara’ interessante analizzare come i cani uniscano input diversi come segnali cerebrali, linguaggio del corpo, voce e odori per comprendere le persone, confrontando direttamente l’elaborazione emotiva del cervello canino con quello umano.

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MotoGP | Zarco racconta com’è stato tornare a guidare una moto e si mostra felice, ma prudente

10 Agosto 2026 ore 17:00
Johann Zarco continua a preparare il suo ritorno nel Campionato mondiale MotoGP. Il pilota francese è assente dal campionato dal suo grave incidente alla ripartenza del GP di Catalogna, lo scorso mese di maggio, nel quale la sua gamba è rimasta agganciata alla Ducati di Pecco Bagnaia, con il suo ginocchio sinistro che ha finito per distruggersi in questa dinamica impressionante.
La buona ...Continua a leggere

Re: Feature request: RF bandwidth setting per SDR profile

10 Agosto 2026 ore 16:36

Thanks. I understand that the actual RF bandwidth is a driver setting.

However, I think exposing it as an optional setting in an OpenWebRX SDR profile would still be useful. OpenWebRX already changes parameters such as sample rate when switching profiles, and could simply call the driver's setBandwidth() as part of the profile setup.

Automatically coupling RF bandwidth to sample rate inside the driver would be one possible solution, but it would be less flexible, since RF bandwidth does not necessarily have to equal the sample rate.

Commentaires sur Khrys’presso du lundi 10 août 2026 par Jérôme

Mes chers amis de Framasoft,

Cela fait des années ( 15 ? ) que je donne à Framasoft tous les mois. Je dois avouer que plus le temps passe plus le militantisme politique et sociale ( et sexuel ! ? ) de Framasoft me gène. N’y a t’il pas eu un tournant ces dernières années sur ces thèmes ?

Ce à quoi tu résiste persiste, ce que tu juges tu deviendras et ce que tu condamnes te condamnera.
Parfois il faut prendre de la hauteur et je ne prends plus vraiment de plaisir à lire ce qui provient de vous mes chers amis, notamment ce Khryspresso, auquel je préfère les cerises de hiatus, https://lescerisesdehiatus.bearblog.dev/ . Je pense prendre mes distances et me conforter avec l’APRIL, que je trouve plus posé, plus centré, moins dans le jugement et plus dans l’apport de solutions.

Soyez heureux, soyez libres.

China, India and Pakistan’s dangerous nuclear triangle just became more complicated

The China-India-Pakistan triangle has never been short on danger, but Islamabad’s new defensive alliance has added another variable to an already volatile situation. Last week, Pakistan, Turkey and Saudi Arabia signed a pact in Mecca in which they agreed to treat an armed attack on one as an attack on all. The three governments have described it as defensive and not directed at any particular state. Analysts said its main significance for India lay less in whether it would be invoked, but in how...

La MotoGP lavora all’introduzione delle finestre per il mercato piloti

10 Agosto 2026 ore 16:01
Venerdì mattina si è tenuto nelle strutture del paddock di Silverstone un incontro del neoistituito IRTA Management Counsil, un organo che riunisce rappresentanti dell'Associazione dei Team del Mondiale MotoGP (IRTA) e dei team stessi, e che, in questo caso, ha visto anche la presenza di Carlos Ezpeleta, il direttore sportivo del campionato.
La riunione è stata lunga, di quasi tre ore, e vi ...Continua a leggere

L’ombra di Ustica su Ramstein: la morte dei due testimoni

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Il 28 agosto 1988, durante l'air show Flugtag '88 nella base NATO di Ramstein, nella Germania Ovest, la collisione tra tre velivoli delle Frecce Tricolori davanti a oltre 300mila spettatori trasformò una giornata di festa nel più grave disastro della storia delle esibizioni acrobatiche: 70 morti, tra cui i piloti Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, e centinaia di feriti.

Ma due di quei piloti, Nutarelli e Naldini, non erano nomi qualsiasi. La sera del 27 giugno 1980 volavano vicino al DC-9 Itavia di Ustica e avevano lanciato un codice di allarme di guerra aerea, diventando testimoni scomodi di quella notte. A quasi 40 anni dall'incidente resta il dubbio che a Ramstein non ci sia stato solo un errore umano, e che dietro la morte dei due uomini che "sapevano troppo" si nasconda l'ultimo capitolo irrisolto del mistero di Ustica.

Ne parliamo con Massimiliano Giannantoni, giornalista Sky TG24 e autore del documentario "Inferno a Ramstein".

Capitoli:

00:00 – Introduzione: Ramstein e il legame con Ustica
01:45 – Il legame tra i due piloti e la notte di Ustica
02:43 – La dinamica dell'incidente: la manovra del cardioide
04:01 – I dubbi sulla ricostruzione ufficiale
07:21 – Autopsia mai eseguita e carte mancanti
11:03 – La sequenza di errori attribuita a Nutarelli
12:37 – L'ipotesi meccanica e i rottami sciolti
17:00 – Il sentimento dei piloti verso Ustica: le testimonianze
20:36 – Le perquisizioni del 1988 e il Codice 73
25:56 – La storia di Crociani, le minacce e la morte sospetta
32:11 – La domanda allo Stato italiano e le piste ancora aperte

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Come funzionano i sistemi di sicurezza moderni: cosa possono fare e perché vale la pena valutarli

10 Agosto 2026 ore 15:35
Nell’ultimo decennio la tecnologia per la sicurezza domestica è cambiata notevolmente. Il termine “sicurezza” una volta era sinonimo di una sirena attaccata al muro e di un tastierino vicino alla porta. Oggi, invece, la sicurezza si è decisamente evoluta e […]

Pubblicato il nuovo Science Book di Skao

10 Agosto 2026 ore 15:27

Undici anni dopo la pubblicazione della prima edizione, l’Osservatorio Ska (Skao) presenta un nuovo Science Book, intitolato Advancing Astrophysics with the Ska – II. Il volume, organizzato in 221 capitoli, non si limita a documentare la portata della ricerca astronomica che sarà possibile condurre con i telescopi Ska: aggiorna gli obiettivi scientifici del progetto e delinea alcune delle principali scoperte attese nel prossimo futuro grazie alle osservazioni dei radiotelescopi Ska-Mid e Ska-Low, attualmente in costruzione rispettivamente in Sudafrica e nell’Australia Occidentale.


La locandina dello Science Book di Skao 2026. Crediti: Skao

L’opera testimonia anche la dimensione internazionale del progetto: oltre 1500 autori provenienti da 51 paesi hanno contribuito alla sua realizzazione. Tra questi, la comunità scientifica italiana si distingue per il ruolo di primo piano, tanto che l’Italia è il paese con il maggior numero di contributi al volume.

«La pubblicazione di questo secondo volume segna un passaggio fondamentale nella definizione degli obiettivi scientifici che l’Osservatorio Ska affronterà nel prossimo decennio e pone le basi per le prime campagne osservative finalizzate a verificare le prestazioni scientifiche dei telescopi», dice Isabella Prandoni dell’Inaf – Istituto di radioastronomia di Bologna, spokesperson Skao per la Direzione scientifica dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Infografica sulla percentuale di autori per Paese per la nuova edizione del Science Book di Skao. Crediti: Skao

I dati sul contributo del nostro paese, che schiera oltre 230 coautori, evidenziano una solida leadership scientifica. «I nostri ricercatori», osserva Prandoni, «rappresentano quasi il 15 per cento del totale dei coautori e figurano come primi autori in circa il 20 per cento dei capitoli (45), posizionando l’Italia al primo posto per partecipazione complessiva». Questo dato non riflette soltanto l’ampio coinvolgimento della comunità scientifica italiana nel progetto, «ma dimostra la solidità e la trasversalità delle competenze delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori, che coprono uno spettro estremamente ampio di tematiche – dalle origini cosmologiche all’evoluzione della struttura a grande scala dell’universo; dallo studio delle galassie alla caratterizzazione dei buchi neri; dalla fisica del mezzo interstellare all’evoluzione delle popolazioni stellari; dall’astrobiologia ai fenomeni transienti e alle onde gravitazionali».

Infografica con le statistiche sul Science Book di Skao, Advancing Astrophysics II. Crediti: Skao

Gli articoli sono suddivisi in sei macro-sezioni: Sole, Terra e pianeti; formazione ed evoluzione delle stelle; dalla Via Lattea alle galassie remote; il cosmo; l’universo estremo; metodi e tecniche. «La nostra ricerca esplora l’universo in ogni regime fisico e a qualsiasi scala, facendo leva sulla sensibilità senza precedenti dei telescopi Ska, sulla rapidità con cui riescono a scandagliare il cielo e sull’alta qualità delle immagini che producono, oltre a sfruttare le importanti sinergie con le principali infrastrutture osservative internazionali», sottolinea Anna Bonaldi, Head of Scientific Services di Skao.

«È un risultato», conclude Prandoni, «che conferma la maturità della radioastronomia italiana e pone le basi per un suo ruolo strategico e di leadership in vista della futura fase operativa dell’Osservatorio Ska».

Per saperne di più:

 

Livorno, gravi condizioni “sub-standard”, fermata nave e bandita per un anno dai porti europei

10 Agosto 2026 ore 15:22

LIVORNO – Una nave da carico è stata fermata dalla Guardia Costiera di Livorno e successivamente bandita per un anno da tutti i porti europei a seguito di gravi carenze riscontrate durante un’ispezione di sicurezza. Si tratta della M/N “Riwal”, unità battente bandiera St. Kitts and Nevis, sottoposta a controllo il 29 luglio scorso dal personale specializzato del Nucleo Port State Control (PSC) della Capitaneria di porto di Livorno.

La nave, impiegata nel trasporto di cellulosa in coperta, era arrivata lo stesso 29 luglio nel porto di Livorno, con accosto al numero 44, proveniente da Biserta, in Tunisia.

L’ispezione rientrava nei controlli obbligatori previsti dal sistema europeo di Port State Control, finalizzati a verificare le condizioni delle navi straniere che fanno scalo nei porti dell’Unione. La “Riwal” risultava classificata nel database europeo Thetis, utilizzato dagli ispettori PSC nazionali, come unità in priorità 2 e caratterizzata da un fattore di rischio elevato.

1 RIWAL OK Livorno, gravi condizioni "sub-standard", fermata nave e bandita per un anno dai porti europei

Venti irregolarità, di cui dieci molto gravi

Il fermo è scattato al termine di un’ispezione approfondita, condotta attraverso verifiche documentali, test operativi e una complessa esercitazione antincendio. L’attività ha evidenziato condizioni “sub-standard” dell’unità, con il riscontro di 20 irregolarità, delle quali 10 giudicate molto gravi.

Le carenze riscontrate hanno portato gli ispettori a impedire alla nave di riprendere la navigazione fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza previste dalle convenzioni internazionali applicabili.

Nel dettaglio, i controlli hanno evidenziato criticità nelle condizioni igieniche e nelle condizioni di vita e di lavoro dell’equipaggio, anomalie nei sistemi di protezione strutturale e attiva antincendio e disfunzioni nei sistemi di emergenza. Sono state inoltre rilevate condizioni strutturali particolarmente deteriorate sui ponti di coperta e, più in generale, una seria inefficienza del sistema di gestione della sicurezza a bordo.

Il provvedimento rientra nelle attività istituzionali della Guardia Costiera in materia di sicurezza della navigazione, salvaguardia della vita umana in mare e tutela dell’ambiente marino.

Terza detenzione in 36 mesi

Un secondo controllo è stato effettuato il 5 agosto, con l’obiettivo di verificare l’avvenuto ripristino degli standard minimi necessari per consentire alla nave di tornare a navigare.

La verifica ha assunto però un rilievo ulteriore alla luce della storia recente dell’unità. La “Riwal” aveva infatti già subito altre due detenzioni nei precedenti 36 mesi. Per questo motivo, oltre al fermo, è scattato il provvedimento di divieto di accesso ai porti europei per un periodo di un anno.

Il caso evidenzia il ruolo del sistema di Port State Control nel contrasto alle cosiddette navi “sub-standard”, ossia unità che non rispettano gli standard internazionali in materia di sicurezza, condizioni di lavoro e tutela dell’ambiente.

Livorno, sei navi fermate nel 2026

La “Riwal” è la sesta nave fermata nel corso del 2026 dal Nucleo Port State Control della Capitaneria di porto di Livorno. Nell’intero territorio regionale toscano i fermi sono stati invece sette.

I numeri testimoniano l’intensità dell’attività di controllo svolta nei porti toscani. Dall’inizio dell’anno sono state effettuate 123 ispezioni nell’ambito regionale, di cui 111 nei porti di Livorno e Piombino.

L’attività di Port State Control rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le autorità marittime verificano il rispetto degli standard internazionali da parte delle navi mercantili battenti bandiera straniera. L’obiettivo è intercettare e fermare le unità che presentano livelli di sicurezza insufficienti, tutelando equipaggi, traffici marittimi e ambiente.

Il caso della “Riwal” si inserisce dunque in una più ampia attività di prevenzione e controllo che vede il porto di Livorno come uno dei principali punti di presidio regionale per la sicurezza della navigazione e il contrasto alle navi non conformi agli standard internazionali.

L'articolo Livorno, gravi condizioni “sub-standard”, fermata nave e bandita per un anno dai porti europei proviene da Corriere Marittimo.

Svelata la natura del superammasso della Vela

10 Agosto 2026 ore 15:18

Un team internazionale di astronomi, con la partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), ha messo in luce nuovi dettagli di una gigantesca struttura dell’universo, a lungo rimasta invisibile perché nascosta dalle stelle e dalle fitte coltri di polveri presenti nella Via Lattea. Grazie a un’innovativa tecnica ibrida che incrocia diverse tipologie di dati sulle galassie, le ricercatrici e i ricercatori sono riusciti a mappare l’effettiva portata del Superammasso della Vela — a oggi riconosciuto come uno dei più imponenti agglomerati di materia del cosmo a noi vicino.

Mappa dell’Universo locale che evidenzia i principali superammassi. Vela, un’imponente struttura nascosta, si trova sulla sinistra. L’immagine mostra come le galassie fluiscono nello spazio e i “bacini” su larga scala che le incanalano. Crediti: Jérôme Léca, Rsa Cosmos

Per decenni una parte importante dell’Universo è rimasta praticamente invisibile agli astronomi. È la cosiddetta zona di evitamento (zone of avoidance, in inglese), ossia la fascia di cielo nascosta dal disco della nostra galassia, in cui polveri e stelle impediscono di osservare direttamente le galassie più lontane. Proprio dietro questo “velo” cosmico si cela una delle strutture più imponenti dell’universo vicino.

Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, mostra infatti che il superammasso della Vela emerge come una delle principali concentrazioni di massa del cosmo locale, con una massa paragonabile a quella del Superammasso di Shapley e superiore a quella della regione di Laniakea, il superammasso che ospita la Via Lattea.

«Questa scoperta colma una lacuna nella nostra mappa dell’universo vicino», dice Sambatra Rajohnson, ricercatrice dell’Inaf e tra gli autori dello studio. «Ciò che è particolarmente entusiasmante è che, per la prima volta, una grande struttura gravitazionale nascosta dietro la nostra galassia è stata svelata grazie alla sinergia di osservazioni radio sensibili e indagini astronomiche complementari ad altre lunghezze d’onda».

L’universo locale mappato in 3D con i principali superammassi. A sinistra emerge il Superammasso della Vela. Le linee di flusso tracciano i percorsi delle galassie, mentre i bacini cosmici circostanti evidenziano le regioni in cui la materia si accumula. Crediti: Jérôme Léca, Rsa Cosmos

La nuova ricostruzione mostra che il Superammasso della Vela possiede una struttura a doppio nucleo e una massa complessiva stimata in circa 340 milioni di miliardi di masse solari. Si estende per oltre 220 milioni di anni luce: un’estensione quasi quattromila volte superiore al raggio della Via Lattea, che misura circa 55mila anni luce. I ricercatori mostrano inoltre come Vela rappresenti oggi uno dei principali “attrattori gravitazionali” dell’universo locale, esercitando un’influenza paragonabile a quella delle più grandi strutture cosmiche conosciute.

Il risultato è stato ottenuto integrando migliaia di nuove misure di redshift – lo spostamento della luce verso il rosso, che fornisce la distanza e, dunque, la distribuzione 3D delle galassie – con le velocità peculiari, ossia le deviazioni dal moto dovuto alla sola espansione cosmica. Queste velocità rivelano infatti l’azione gravitazionale esercitata dalla materia visibile e oscura. La combinazione dei due insiemi di dati ha consentito di ottenere la ricostruzione tridimensionale e dinamica più completa mai realizzata della zona di evitamento.

Un ruolo determinante è stato svolto dai dati radio raccolti con il radiotelescopio MeerKat, in Sudafrica. Tra gli oltre ottomila nuovi redshift utilizzati nello studio, più di duemila derivano infatti da osservazioni interferometriche ad alta sensibilità che hanno permesso di esplorare la parte più nascosta della zona di evitamento, finora sostanzialmente inaccessibile.

Lo studio dimostra anche l’efficacia di un nuovo approccio di ricostruzione tridimensionale che integra osservazioni di natura diversa. Questa metodologia sarà particolarmente importante per sfruttare appieno i grandi censimenti cosmologici della prossima generazione, come Desi, 4Most e Wallaby, che produrranno milioni di nuove misure della distribuzione delle galassie nell’universo.

Per l’Inaf il risultato conferma il ruolo di primo piano della radioastronomia italiana nelle grandi collaborazioni internazionali dedicate alla cosmologia osservativa e allo studio della struttura su larga scala dell’universo. L’esperienza maturata nell’analisi dei dati di MeerKat, a cui contribuisce anche l’Inaf con il potenziamento MeerKat+ e l’implementazione della banda 5B con il progetto Pnrr Stiles, costituisce inoltre una tappa fondamentale in vista delle future osservazioni con l’Osservatorio Ska (Skao), che sarà il più grande radiotelescopio mai realizzato e destinato a rivoluzionare la nostra conoscenza del cosmo, attualmente in costruzione in Sudafrica e in Australia Occidentale.

Per saperne di più

 

WEC | Ford LMDh pronta per il debutto in pista: il 17 agosto le prime immagini ufficiali

10 Agosto 2026 ore 15:04
La Ford LMDh sta per entrare ufficialmente in pista per la prima volta, dando finalmente il via ai test di sviluppo che la vedranno arrivare al debutto nel FIA World Endurance Championship per la stagione 2027.
La Casa statunitense nei giorni scorsi ha mostrato le immagini del proprio motore in azione al banco per un giro di Le Mans, dove a giugno prossimo tornerà a gareggiare per il successo ...Continua a leggere

LA VERA INVASIONE

10 Agosto 2026 ore 14:57

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🇮🇹 Vuoi difendere l’italianità, la sovranità e i valori della tradizione? Allora smetti di credere alla destra filo-americana e ultracapitalista alla Vannacci.

👉Come scrive Andrea Zhok: «L’identità italiana non è stata fatta a pezzi dalle moschee, ma dai McDonald’s, dalle basi americane, da Hollywood, da un profluvio di scarti culturali a stelle e strisce che ha invaso ogni ganglio della nostra cultura».

💰 Se le chiese sono vuote non è perché i giovani vanno dall’Imam, ma perché una società dominata dal capitalismo gli ha insegnato a credere soprattutto nei soldi e nel successo personale.

🇺🇸 E sì: l’Italia ha un enorme problema di sovranità. Ma chi parla continuamente di migranti, moschee e lobby LGBTQ dimentica le basi militari USA e le bombe atomiche americane presenti sul nostro territorio.

🎭 È il vecchio trucco dello “scontro di civiltà”: indicare il nemico fuori dai confini mentre si tace sui rapporti di potere che limitano concretamente la nostra sovranità.

💸 E questa destra che dice di stare dalla parte del “vero popolo” quando propone di tassare i miliardari, nazionalizzare le industrie strategiche, aumentare salari e pensioni e finanziare seriamente la sanità pubblica?

🚩 Ne abbiamo parlato con il filosofo Andrea Zhok, prendendo sul serio proprio i valori rivendicati dalla destra conservatrice per mostrare le contraddizioni della destra neoliberale di Meloni e Vannacci.

📺 Guarda l’intervista completa sul nostro canale YouTube

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How was your summer vacation? #summer #pool #backtoschool #beach #shorts

10 Agosto 2026 ore 15:00

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The best summer fails all summer! ►►► Submit your videos for the chance to be featured 🔗 https://www.failarmy.com/pages/submit-video ▼ Follow us for more fails! https://linktr.ee/failarmy

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Livorno: “Intelligenza artificiale, la sfida per le imprese di spedizioni e della logistica”

10 Agosto 2026 ore 14:56

LIVORNO – Spedimar, Assotosca e Confetra Toscana promuovono un confronto su opportunità, rischi e quadro normativo dell’AI. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso un utilizzo concreto e consapevole della tecnologia. L’iniziativa si svolgerà il 23 settembre a partire dalle ore 10, alla Fortezza Vecchia di Livorno, nella Sala Ferretti.

L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva di medio-lungo periodo, ma una tecnologia destinata a incidere sempre più profondamente sui modelli organizzativi e competitivi delle imprese. Anche il comparto delle spedizioni internazionali e il sistema logistico sono chiamati a confrontarsi con una trasformazione che apre nuove opportunità, ma che richiede al tempo stesso competenze, regole e capacità di governo.

È questo il tema al centro del convegno promosso da Spedimar insieme ad Assotosca e Confetra Toscana, rivolto agli associati, alle istituzioni e ai rappresentanti del mondo imprenditoriale del territorio. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto sulle prospettive dell’intelligenza artificiale e sulle ricadute che il suo sviluppo può avere sulle imprese della logistica e delle spedizioni internazionali.

Il punto di partenza è una consapevolezza: la questione non riguarda più la possibilità che l’intelligenza artificiale modifichi il settore, ma le modalità con cui le imprese potranno governare questa trasformazione, traducendola in strumenti di innovazione e competitività.

Il convegno affronterà in particolare il rapporto tra opportunità tecnologiche, rischi e quadro normativo. L’obiettivo delle tre associazioni è infatti duplice: da un lato offrire alle imprese un momento di approfondimento e confronto con esperti e rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale; dall’altro avviare un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi.

In questa prospettiva, Spedimar, Assotosca e Confetra Toscana intendono mettere a disposizione delle imprese associate strumenti, competenze e occasioni di approfondimento per favorire un approccio più consapevole all’utilizzo dell’AI. L’ambizione è trasformare le potenzialità della tecnologia in applicazioni concrete, capaci di sostenere innovazione, efficienza e competitività in un comparto chiamato a confrontarsi con una crescente complessità dei mercati e delle catene logistiche.

Il programma riunirà esponenti del mondo accademico, delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle imprese. Il confronto partirà da un inquadramento generale del fenomeno dell’intelligenza artificiale per arrivare alle sue applicazioni e alle possibili ricadute operative nel settore delle spedizioni internazionali e della logistica.

Il tema assume particolare rilevanza per un comparto nel quale la disponibilità e l’elaborazione dei dati, l’automazione dei processi, la gestione documentale e la capacità di prevedere e ottimizzare flussi e operazioni rappresentano leve sempre più importanti per la competitività. Allo stesso tempo, l’adozione dell’AI pone interrogativi sul fronte della governance, della sicurezza, della responsabilità e della conformità alle nuove regole.

Il convegno rappresenta quindi il primo passo di un percorso che le associazioni promotrici intendono sviluppare nel tempo, con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una fase di cambiamento tecnologico che richiede non soltanto investimenti, ma anche formazione e capacità di valutare rischi e opportunità.

 

L'articolo Livorno: “Intelligenza artificiale, la sfida per le imprese di spedizioni e della logistica” proviene da Corriere Marittimo.

MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo

10 Agosto 2026 ore 14:40

BARCELLONA – Ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nel Mediterraneo attraverso un modello che combini ricerca scientifica, educazione ambientale e partecipazione delle comunità locali. È l’obiettivo di “Shallow Bays of the Mediterranean”, il nuovo programma triennale promosso da MSC Foundation e Asociación Vellmarí, che prenderà il via a Ibiza e si svilupperà, in base alla fattibilità ecologica e al confronto con gli stakeholder locali, anche a Palma di Maiorca e sul litorale di Barcellona.

Il programma, operativo da agosto 2026 a luglio 2029 e guidato da Vellmarí, punta a piantare e monitorare tra 170mila e 180mila esemplari di Posidonia oceanica e a intervenire su ulteriori 20mila metri quadrati di habitat costiero degradato. L’iniziativa prevede inoltre un ampio programma di sensibilizzazione e coinvolgimento, destinato a raggiungere oltre 30mila persone attraverso attività di educazione ambientale marina, iniziative rivolte alle comunità e progetti di scienza partecipata.

Posidonia Formentera 1 MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo
Posidonia (credit Manu San Felix)

La presentazione del progetto si è svolta a bordo di EXPLORA III, nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della cerimonia di battesimo della nave. L’evento ha coinciso con la nomina di Cristina Ozores, cofondatrice e direttrice dell’area Educazione di Asociación Vellmarí, a Madrina della nave.

Dalla baia di Talamanca a un modello replicabile

La prima fase del progetto sarà concentrata nella baia di Talamanca, a Ibiza, dove Vellmarí svilupperà e perfezionerà le metodologie di ripristino e di educazione ambientale previste dall’iniziativa. Nel secondo e nel terzo anno, il modello potrà essere adattato ai litorali di Palma di Maiorca e Barcellona, sulla base dei risultati ottenuti, delle condizioni ecologiche dei siti individuati e del dialogo con gli interlocutori locali.

La Posidonia oceanica è una fanerogama marina endemica del Mediterraneo e rappresenta uno degli ecosistemi più rilevanti del bacino. Le sue praterie costituiscono habitat per numerose specie marine, contribuiscono allo stoccaggio del carbonio blu, stabilizzano i fondali e svolgono una funzione di protezione delle coste dall’erosione.

«Quanto è facile distruggere questi ecosistemi, eppure quanto è straordinariamente difficile ripristinarli», ha dichiarato Manu San Félix, fondatore di Asociación Vellmarí. «Per questo motivo, proteggere le praterie di Posidonia rimaste deve essere la nostra massima priorità».

Il progetto affiancherà agli interventi di ripristino basati su criteri scientifici un’attività di monitoraggio ambientale nel lungo periodo. Il programma coinvolgerà scuole, centri di immersione, volontari, educatori e ricercatori, chiamati a partecipare ad attività sul campo, iniziative di scienza partecipata e percorsi di formazione.

Una componente specifica sarà dedicata al rafforzamento delle competenze locali, attraverso la formazione di educatori, volontari e professionisti delle immersioni. L’obiettivo è creare una rete di soggetti in grado di proseguire nel tempo le attività di conservazione, valorizzando anche la conoscenza diretta del territorio.

«Ogni percorso per proteggere l’oceano inizia con un momento semplice: rallentare, scoprirne la bellezza e innamorarsi del mare», ha dichiarato Cristina Ozores, cofondatrice e direttrice dell’area Educazione di Asociación Vellmarí.

Manu San Felix Daniela Picco Cristina Ozores Anna Nash Captain Serena Melani Alessandra Priante Pierfrancesco Vago MSC Foundation e Vellmarí insieme per ripristinare le praterie di Posidonia nel Mediterraneo
da sin. Manu San Felix, Daniela Picco, Cristina Ozores, Anna Nash, captain Serena Melani, Alessandra Priante, Pierfrancesco Vago

Scuole, volontari e centri di immersione

Sul fronte dell’educazione ambientale, nei tre anni il programma coinvolgerà circa 6mila studenti di 30 scuole e centri educativi. A questi si aggiungeranno circa 600 volontari, mentre 28 educatori e 24 centri di immersione saranno coinvolti in attività di formazione.

«Sotto le acque delle baie poco profonde del Mediterraneo si trovano le praterie di Posidonia oceanica, uno degli ecosistemi più importanti della regione», ha dichiarato Daniela Picco, direttrice esecutiva di MSC Foundation. «La nostra partnership con Asociación Vellmarí riunisce competenze scientifiche, educazione e partecipazione delle comunità, aiutando le persone a diventare custodi attivi del mare che ci unisce tutti. La nomina di Cristina Ozores a madrina di EXPLORA III è un simbolo particolarmente appropriato dell’impegno condiviso nei confronti del mare che è alla base di questa collaborazione».

Una collaborazione già avviata a Formentera

“Shallow Bays of the Mediterranean” rappresenta l’evoluzione della collaborazione avviata nel 2024 da MSC Foundation e Vellmarí a Formentera, nell’ambito della più ampia partnership della Fondazione con Mission Blue™, l’organizzazione per la conservazione degli oceani fondata dall’oceanografa Dr Sylvia Earle.

Nei primi due anni di attività, Vellmarí ha piantato oltre 78mila esemplari di Posidonia oceanica e ha sottoposto a ripristino 2.700 metri quadrati di prateria marina degradata nelle acque intorno a Formentera.

Il nuovo programma punta ora ad ampliare significativamente la scala degli interventi: nell’arco dei tre anni, l’area interessata dalle attività di ripristino sarà quasi triplicata rispetto a quella attualmente oggetto di recupero da parte di Vellmarí, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza maturata a Formentera in un modello replicabile in altri tratti della costa mediterranea.

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China challenges Western ‘tribute system’ theory in push to control its narrative power

Beijing is stepping up efforts to challenge the Western concept of the “tribute system”, arguing that foreign frameworks distort ancient Chinese diplomacy and misrepresent the country’s contemporary global rise. China is redoubling efforts to define its own practices, experiences and ideas through original, home-grown social science language rather than through what it says are Western conceptual lenses. The theory was forged and made popular in the US decades ago as a means to interpret both...

Iran Insists Strait of Hormuz Will Stay Closed Until Trump Agrees to Demands

10 Agosto 2026 ore 13:34
A spokesman for the Iranian Foreign Ministry said that talks with Oman on shipping routes in the Strait of Hormuz were “separate” from discussions to fully reopen the waterway.

© Atta Kenare/Agence France-Presse — Getty Images

Ships in the Strait of Hormuz off the coast of southern Iran on Monday.

Beijing official hails China and Cuba as ‘good brothers’ in show of solidarity

The head of the Chinese Communist Party’s International Department, Liu Haixing, hailed China and Cuba as “good brothers” during a meeting with Cuban officials in Havana, in a show of solidarity as Washington ramps up pressure on the island. According to an official Chinese readout, Liu on Sunday held talks with Emilio Lozada Garcia, the Communist Party of Cuba’s international relations chief, describing China and Cuba as “good friends, good comrades and good brothers” and saying ties were at an...

Framateam - Discussions indépendantes

Bonjour, dans mon association, j’essaie de convaincre de passer de MS 365/Teams à des outils Framasoft. Mais je fais face a une résistance assez farouche.

Pour ce qui concerne Framateam, outre l’absence d’integration avec framaspace pour le partage de document, ce qui bloque, c’est le manque de possibilité d’avoir des discussions séparées dans un canal. Avec Teams, il y a 2 mode :

  • discussion continue, comme Framateam, ou tous les échanges sont mélés
  • discussions séparées ou chaque discussion reste indépendante

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Accordo ANCIP-Sapienza per formazione su regolazione dei trasporti e del mercato portuale

10 Agosto 2026 ore 13:01

ROMA – Rafforzare il collegamento tra mondo accademico e sistema portuale per sviluppare competenze specialistiche sui temi della concorrenza, della regolazione economica e dei trasporti. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra l’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) e il Dipartimento di Studi giuridici ed economici dell’Università Sapienza di Roma, che avvia una collaborazione nell’ambito del Master universitario di II livello in “Concorrenza e Regolazione dei Mercati – CORE”.

L’intesa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei mercati regolati e dall’evoluzione del quadro normativo che interessa infrastrutture strategiche come porti, logistica e trasporti. In questo scenario, la formazione di figure professionali capaci di coniugare competenze giuridiche, economiche e operative assume un ruolo sempre più rilevante per accompagnare i processi di trasformazione del settore.

La collaborazione vedrà ANCIP impegnata nelle attività didattiche e scientifiche dedicate alla regolazione dei trasporti e del mercato portuale attraverso seminari, testimonianze professionali, progetti di ricerca e occasioni di confronto tra studenti, imprese, istituzioni e mondo accademico. Un contributo che punta a trasferire nell’ambito universitario l’esperienza maturata dagli operatori portuali sui temi dell’organizzazione del lavoro, della concorrenza e dell’accesso alle infrastrutture.

Particolare attenzione sarà dedicata al modulo di Regolazione dei Trasporti del Master CORE, diretto dal professor Alessandro Zampone, ordinario di Diritto della navigazione e dei trasporti presso la Sapienza e vicedirettore del corso. Il Master è invece diretto dal professor Angelo Castaldo, associato di Scienza delle Finanze.

L’accordo prevede inoltre l’ingresso di ANCIP nel Comitato di indirizzo allargato del Master, con l’obiettivo di contribuire all’aggiornamento dell’offerta formativa e di rafforzare il raccordo tra ricerca universitaria e fabbisogni professionali del settore. Al centro dell’iniziativa vi sono i temi della regolazione del mercato portuale, della concorrenza tra operatori, dell’efficienza dei servizi e della tutela del lavoro, aspetti che assumono un peso crescente in una fase di forte sviluppo delle catene logistiche e delle reti intermodali.

«L’accordo con ANCIP rappresenta un passaggio particolarmente significativo per il Master CORE, perché rafforza il dialogo tra formazione universitaria, ricerca ed esperienza concreta degli operatori del settore portuale. La collaborazione offrirà agli studenti strumenti preziosi per comprendere le nuove sfide della regolazione dei trasporti e dei porti, conciliando concorrenza, efficienza, innovazione, qualità dei servizi e tutela del lavoro. Sono inoltre particolarmente lieto di poter riflettere con Gaudenzio Parenti, la cui competenza e conoscenza diretta del sistema portuale renderanno questo confronto ancora più ricco e stimolante», dichiara il professor Angelo Castaldo, direttore del Master CORE.

Per il mondo accademico, la collaborazione rappresenta anche l’opportunità di approfondire le dinamiche che interessano il sistema portuale italiano, sempre più centrale nelle strategie nazionali ed europee per la competitività logistica e la sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

«Sono molto grato al direttore generale, Gaudenzio Parenti, per avere come noi fortemente creduto nella collaborazione tra ANCIP e Sapienza. La stipula della convenzione, infatti, qualifica e impreziosisce la già ricca offerta formativa del Master CORE e, in particolare, del Modulo Regolazione dei Trasporti che coordino. Sono certo che tale collaborazione consentirà agli studenti di godere di uno sguardo privilegiato sul settore delle infrastrutture portuali, nodi essenziali delle catene logistiche e produttive e delle reti intermodali. Il filo diretto con ANCIP, in particolare, consentirà di approfondire le delicate questioni dell’accesso alla infrastruttura e alle attività portuali e di verificare progressivamente il grado di integrazione fra le categorie del lavoro, l’impresa, le attività marittime in senso ampio, le attività di regolazione, il contesto sociale che si riferisce alla dimensione portuale e con la quale interagisce», dichiara il professor Alessandro Zampone.

Per ANCIP, l’intesa costituisce un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione delle competenze e del confronto con il mondo della ricerca, in un momento in cui il settore portuale è chiamato a confrontarsi con sfide che spaziano dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale, fino alla revisione degli assetti regolatori e organizzativi.

«Questa convenzione rappresenta per ANCIP un motivo di grande orgoglio», dichiara il direttore generale Gaudenzio Parenti, che entrerà a far parte del Comitato di indirizzo allargato del Master. «La Sapienza è un punto di riferimento assoluto nel panorama accademico nazionale e internazionale. Per me l’accordo assume anche un particolare valore personale: vi ho conseguito due lauree e ho avuto la fortuna e l’onore di avere come professore proprio Angelo Castaldo. Con il professor Alessandro Zampone condivido, oltre alla profonda stima professionale, la passione per la portualità e un costante confronto sulle principali questioni giuridiche, economiche e regolatorie del settore. Ringrazio entrambi per l’attenzione riservata ad ANCIP. Crediamo concretamente nell’importanza della regolazione dei trasporti e del mercato portuale. Il confronto tra conoscenza scientifica ed esperienza operativa è fondamentale per elaborare soluzioni normative realmente applicabili, capaci di accompagnare l’evoluzione dei porti salvaguardando i principi e gli equilibri del nostro sistema», conclude Parenti.

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Svizzera, la cannabis per posta: San Gallo si unisce alla legalizzazione sperimentale

10 Agosto 2026 ore 13:01
A San Gallo, dal prossimo autunno, il pacco che arriva a casa potrà contenere cannabis. Non un ordine su una chat criptata pagato in bitcoin, non una consegna clandestina affidata a un corriere improvvisato: una spedizione postale regolare, tracciata. Si chiama CanLeg ed è la prima volta che succede in Svizzera. SVIZZERA: LA LEGALIZZAZIONE SPERIMENTALE …

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10 Agosto 2026 ore 13:00

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Why Taiwan is conducting its first-ever mobile network throttling exercise

Taiwan is conducting its first-ever mobile network throttling exercise this week to test how the public responds to wartime communications disruptions, a new civil defence measure that has sparked criticism over the government’s preparedness. The exercise, held in central Taiwan on Monday and planned for northern Taiwan on Thursday, will simulate severe mobile network congestion by reducing 4G and 5G bandwidth for 30 minutes. About 17 million people, or 73 per cent of the island’s population,...

MotoGP | Rivola: "Sia noi che Ducati vogliamo questo titolo iconico, l'ultimo con queste moto da 300 cavalli"

10 Agosto 2026 ore 12:56
L'Aprilia non avrebbe potuto chiedere davvero di più alla trasferta di Silverstone. Il Gran Premio di Gran Bretagna era da tempo segnato come un'occasione da non sprecare, perché lo storico ex aeroporto calzava perfettamente alle caratteristiche delle RS-GP e i piloti hanno fatto il resto, regalando alla Casa di Noale un fine settimana da sogno, monopolizzando la prima fila e poi occupando tutti ...Continua a leggere

Prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship di GNL nel porto di Civitavecchia

10 Agosto 2026 ore 12:43

CIVITAVECCHIA – Il porto di Civitavecchia compie un nuovo passo nel percorso di transizione energetica del settore marittimo e amplia la propria dotazione infrastrutturale a supporto dei combustibili alternativi. Nella giornata del 9 agosto è stata infatti completata la prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship (STS) di Gas Naturale Liquefatto (GNL) mai effettuata nello scalo laziale, uno dei principali hub crocieristici del Mediterraneo.

L’operazione ha riguardato la nave da crociera Silver Ray, rifornita presso la banchina 18 dalla nave bunkeriera Green Pearl, con il trasferimento di circa 750 metri cubi di GNL. Le attività si sono svolte secondo le modalità autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia e nel rispetto delle procedure di sicurezza previste dalla normativa nazionale e internazionale.

L’avvio delle operazioni di rifornimento di GNL rappresenta un passaggio significativo per la competitività dello scalo, chiamato a rispondere alla crescente domanda di servizi energetici a basso impatto ambientale proveniente dal comparto crocieristico e, più in generale, dall’industria marittima. L’utilizzo del gas naturale liquefatto è infatti considerato una delle soluzioni oggi disponibili per ridurre le emissioni del trasporto navale, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e con l’evoluzione della normativa ambientale internazionale.

Operazione bunkeraggio

Il risultato arriva al termine di un percorso regolamentare e tecnico sviluppato negli ultimi mesi dalla Capitaneria di Porto. Con l’Ordinanza n. 47 del 15 maggio 2026 è stato infatti adottato il nuovo regolamento che disciplina le operazioni di bunkeraggio ship-to-ship di GNL e Bio-GNL all’interno del porto di Civitavecchia, fornendo agli operatori un quadro normativo dedicato per l’impiego dei combustibili alternativi.

Alla definizione del regolamento hanno contribuito, oltre all’Autorità Marittima, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, i servizi tecnico-nautici, il consulente chimico del porto e la direzione del terminal crociere RCT. Un lavoro congiunto che ha consentito di predisporre procedure operative e standard di sicurezza adeguati a una tecnologia destinata ad assumere un ruolo crescente nei porti europei.

Prima dell’avvio del rifornimento è stato completato un articolato iter autorizzativo coordinato dalla Capitaneria, comprendente la valutazione dei rischi, la verifica della compatibilità tra le unità coinvolte, la definizione delle operazioni simultanee consentite e l’adozione delle misure di safety e security necessarie a garantire la sicurezza della navigazione, delle persone e dell’ambiente senza interferire con la normale operatività dello scalo.

Per Civitavecchia, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo nel traffico crocieristico internazionale e nella logistica marittima del Centro Italia, la disponibilità di servizi di bunkeraggio GNL rappresenta un ulteriore tassello nel processo di modernizzazione delle infrastrutture portuali e di adeguamento alle nuove esigenze del mercato.

“Il primo rifornimento di GNL a una nave da crociera segna una tappa importante per il porto di Civitavecchia e per l’intero sistema portuale del Lazio”-  ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa – “Con questo servizio il nostro porto dimostra di saper accompagnare l’evoluzione dello shipping e della crocieristica, offrendo infrastrutture e servizi sempre più innovativi e sostenibili. È un risultato frutto della collaborazione tra Autorità Marittima, AdSP e operatori portuali, che hanno lavorato insieme per garantire i più elevati standard di sicurezza. Continueremo a investire nell’innovazione per rendere Civitavecchia uno scalo sempre più competitivo, moderno e protagonista della transizione energetica del trasporto marittimo. È un altro risultato importante e, soprattutto, un altro passo verso il porto che vogliamo costruire”.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, Capitano di Vascello Cosimo Nicastro, ha dichiarato: “Il primo bunkeraggio ship-to-ship di GNL (Gas Naturale Liquefatto), combustibile alternativo a basso impatto ambientale, rappresenta una tappa storica per il porto di Civitavecchia. Per la prima volta il nostro scalo ospita un’operazione di questo tipo, che coniuga innovazione, sostenibilità ambientale e i più elevati standard di sicurezza, confermando la capacità del porto di affrontare con successo le sfide della transizione energetica del settore marittimo. Un percorso che proietta Civitavecchia tra i porti del Mediterraneo più avanzati nell’utilizzo di combustibili alternativi e nel processo di decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Questo importante traguardo è il risultato di un intenso lavoro tecnico e di una stretta collaborazione tra tutte le Istituzioni e gli operatori coinvolti, frutto di un complesso percorso di pianificazione, coordinamento istituzionale e approfondimento tecnico che ha consentito di realizzare un quadro regolamentare capace di garantire i più elevati standard di sicurezza. Civitavecchia si conferma un porto moderno, pronto ad accompagnare la transizione energetica del settore marittimo, coniugando sviluppo, innovazione, tutela dell’ambiente e sicurezza della navigazione.”

L’operazione odierna colloca il porto di Civitavecchia tra gli scali italiani attrezzati per supportare la diffusione dei carburanti alternativi nel trasporto marittimo e rafforza il posizionamento del sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale nelle strategie europee di sostenibilità e innovazione energetica. La Capitaneria di Porto ha confermato che continuerà a garantire attività di vigilanza e coordinamento sulle future operazioni di bunkeraggio, assicurando il rispetto delle disposizioni normative e dei più elevati standard di sicurezza ambientale e operativa.

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UMILIATO IN UCRAINA E MEDIO ORIENTE, TRUMP SI RIFÀ SULLA GROENLANDIA

10 Agosto 2026 ore 12:40

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Donald Trump era tornato alla Casa Bianca promettendo di chiudere le guerre e restaurare il primato americano. Ma sui due fronti decisivi, oggi, la realtà racconta una storia molto diversa.

In Medio Oriente arriva uno schiaffo clamoroso proprio dall’alleato più fedele: Netanyahu respinge pubblicamente il piano americano in 15 punti per Gaza. Intanto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano alla Mecca un patto di difesa collettiva che segnala la volontà di costruire una sicurezza regionale sempre meno dipendente da un unico garante esterno. E mentre gli Houthi mettono subito alla prova il nuovo equilibrio attaccando un impianto Aramco, persino in Siria Mosca riesce a garantirsi la permanenza delle sue basi militari.

Non va meglio in Ucraina. Le difese di Kiev sono sempre più sotto pressione davanti alla crescente potenza di fuoco russa; secondo l’intelligence ucraina, Pyongyang starebbe rafforzando Mosca con nuovi missili balistici, mentre i bombardamenti sulle infrastrutture logistiche attorno a Odessa rendono sempre più precari i collegamenti con i porti del Danubio. Altro che Russia alle corde: mentre l’Ucraina arranca, Mosca guarda già alle grandi direttrici terrestri dell’Eurasia.

E allora dove torna Trump a mostrare i muscoli? In Groenlandia. Una compagnia petrolifera americana legata al suo ambiente ha già portato sull’isola attrezzature per preparare trivellazioni senza l’autorizzazione delle autorità locali, mentre il presidente rinnova le sue minacce sul futuro del territorio artico.

Umiliato nei teatri dove si decide il nuovo ordine mondiale, Trump prova a rifarsi dove pensa che sia più facile.

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Why India’s new Himalayan border map threatens a fragile thaw in China ties

New Delhi has issued names for 27 locations in Arunachal Pradesh on its official maps, including sensitive sites near the disputed border with China, in a move that an analyst warned could complicate efforts to repair bilateral ties. The Indian government announced the move on Friday, just a day after officials from the two countries held a working-level consultation in New Delhi to discuss border management and reaffirm the need for peace along the Line of Actual Control. Beijing has long...

Roma di Notte: I Controlli dei Carabinieri a Piazza Trilussa

10 Agosto 2026 ore 12:00

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Come si vive davvero la notte nel cuore della Capitale? Tra Ponte Sisto e Piazza Trilussa, il sabato sera a Trastevere porta con sé l'energia del divertimento, ma anche situazioni complesse e momenti di tensione che richiedono un'attenzione costante.

Siamo scesi sul campo insieme ai Carabinieri per seguire da vicino l'operazione "Movida Sicura": un presidio straordinario pensato per prevenire le criticità, garantire l'ordine pubblico e monitorare i punti più frequentati del quartiere prima che la situazione possa degenerare.

In questo reportage vi portiamo al centro dei controlli notturni, mostrandovi dall'interno il lavoro di prevenzione e gestione del territorio in uno dei luoghi più iconici della vita notturna romana.

Scrivi nei commenti la tua opinione e iscriviti al canale per seguire i prossimi reportage sul campo.

Lightning hits China Southern Airbus A321 while taxiing, 20 strike marks found

A China Southern Airlines flight was forced to abandon its departure and return to the gate at Shenzhen airport over the weekend after the Airbus A321 aircraft was struck by lightning while taxiing. Flight CZ3209, bound for the city of Wuxi in China’s eastern Jiangsu province, was waiting on the ground during a heavy thunderstorm on Saturday afternoon when the incident occurred, according to a report by The First Scene, a news portal under Shenzhen Media Group. The incident came to light on...

China halts drone shows across the country as airspace controls tighten

Scheduled drone performances at tourist attractions and events across China have been grounded as the country steps up scrutiny of low-altitude aviation, although in many cases no clear reason was given for the cancellation. Tourist attractions and event organisers in 11 provinces and regions – including Inner Mongolia, Gansu, Shandong, Guangdong and Hainan – took the unusual step last week of announcing that drone shows scheduled from Friday onwards were cancelled. By Monday, none had announced...

Risolte vulnerabilità in ClamAV

10 Agosto 2026 ore 11:31
Aggiornamenti di sicurezza Cisco sanano 7 vulnerabilità con gravità "alta" presenti in ClamAV, software open source per l'analisi antivirus. Tra queste si evidenziano le CVE-2026-20337 e CVE-2026-20338 per le quali il vendor conferma la presenza di Proof of Concept (PoC) disponibili in rete.

F1 | McLaren farà marcia indietro: la macchina 2027 sarà più lunga di passo per cercare di sfruttare meglio il fondo

10 Agosto 2026 ore 11:52
Fino al Gran Premio d'Ungheria, dove Lando Norris ha ottenuto la prima vittoria della sua stagione e di quella della McLaren, il team di Woking ha vissuto una prima metà di stagione con poche luci e diverse ombre.
Niente di drammatico, in realtà. Ma da un team campione del mondo in carica è sempre lecito attendersi qualcosa di più, sebbene quest'anno sia stato introdotto un nuovo ...Continua a leggere

Porto di Vibo Valentia, recupero dell’area ex Civam per nuovi piazzali e magazzini

10 Agosto 2026 ore 11:29

VIBO VALENTIA MARINA – Procede a ritmo sostenuto il programma di riqualificazione dell’area dell’ex Civam nel porto di Vibo Valentia Marina. L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha infatti approvato il progetto esecutivo per la demolizione del complesso industriale dismesso, passaggio che apre la fase operativa di un intervento destinato a trasformare l’area in un nuovo polo a supporto della logistica commerciale e delle attività portuali.

Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Piacenza, ha firmato il decreto che dà il via libera al progetto esecutivo, imprimendo un’accelerazione a un’opera considerata strategica per lo sviluppo dello scalo vibonese. L’area interessata, situata in prossimità della banchina Bengasi, sarà riconvertita attraverso la realizzazione di nuovi piazzali destinati alle attività logistiche, con l’obiettivo di incrementare la capacità operativa del porto.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro ed è inserito nel Piano Operativo Triennale 2026-2028, approvato dal Comitato di Gestione dell’Autorità portuale lo scorso 18 giugno. Il piano si colloca all’interno di una strategia più ampia di sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina, orientata al potenziamento delle infrastrutture, al miglioramento della sicurezza della navigazione e delle operazioni marittime e al rafforzamento dell’integrazione tra porto e territorio.

Con il completamento dell’iter progettuale, dopo l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica avvenuta nel mese di luglio, l’Autorità punta ora a pubblicare il bando di gara entro agosto. Il cronoprogramma prevede l’aggiudicazione dei lavori e l’apertura del cantiere nella prima metà di ottobre, con tempi particolarmente rapidi rispetto alla fase di programmazione dell’opera.

La demolizione del capannone dell’ex Civam consentirà di recuperare una porzione dell’area portuale oggi caratterizzata da condizioni di degrado. Al suo posto sorgeranno nuove superfici operative dedicate alla movimentazione e alla logistica delle merci, in una posizione ritenuta strategica per l’attività dello scalo grazie alla vicinanza con la banchina Bengasi.

L’intervento mira così a rafforzare il ruolo del porto di Vibo Valentia Marina come infrastruttura al servizio delle filiere commerciali e logistiche del territorio, aumentando l’efficienza delle operazioni portuali e creando nuove opportunità di sviluppo economico.

«L’approvazione del Progetto Esecutivo dell’ex CIVAM dimostra concretamente la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale di tradurre rapidamente la programmazione in opere reali – ha dichiarato il presidente Piacenza, – Abbiamo definito un cronoprogramma preciso e, in poche settimane, siamo passati dalla programmazione dell’intervento alla progettazione esecutiva, con l’obiettivo di pubblicare la gara entro agosto e arrivare all’inizio dei lavori entro ottobre. La demolizione dell’ex CIVAM – ha concluso Piacenza – non rappresenta soltanto un intervento di riqualificazione di un’area oggi degradata, ma è un investimento concreto destinato ad un’opera funzionale allo sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina e a valorizzare il rapporto porto-città. Recuperare questi spazi, infatti, significa aumentare la capacità operativa dello scalo e creare nuove condizioni per la crescita delle attività portuali valorizzando, al contempo, la vocazione turistica del territorio e l’intero contesto urbano».

L’operazione rappresenta uno dei primi interventi attuativi del nuovo piano triennale dell’ente portuale e testimonia la volontà dell’ente di tradurre rapidamente la programmazione infrastrutturale in cantieri e opere funzionali alla competitività del sistema portuale regionale.

L'articolo Porto di Vibo Valentia, recupero dell’area ex Civam per nuovi piazzali e magazzini proviene da Corriere Marittimo.

F1 | Razze cave e tasche termiche: ecco come i team usano i cerchi per controllare temperature e usura delle gomme

10 Agosto 2026 ore 10:59
Anni fa, quando la FIA presentò la prima bozza del regolamento 2026, le squadre temevano che fosse fin troppo restrittivo, chiedendo così una revisione che garantisse maggior libertà progettuale ai tecnici, poi approvata alla fine del 2024. In effetti, sul piano aerodinamico quelle modifiche hanno permesso ai team di lavorare di fantasia, che si è tradotta in concept profondamente diversi tra ...Continua a leggere

Perché proprio a me?

10 Agosto 2026 ore 11:20

Quando all’interno di una famiglia i genitori si separano, non sono solo i coniugi a vivere un cambiamento: tutto il nucleo familiare viene coinvolto sia sul piano organizzativo sia su quello emotivo. La separazione è un processo che richiede un adattamento da parte di tutti, anche dei figli, che ne sono inevitabilmente coinvolti e che devono affrontare i cambiamenti legati alla nuova organizzazione familiare. Ne abbiamo parlato con Alessandra Bettini, psicologa psicoterapeuta della Psicologia ospedaliera pediatrica dell’Aou Meyer Irccs.

Come mitigare gli effetti di una separazione?

Gli effetti della separazione sui figli non dipendono solo dall’evento in sé, ma da una serie di fattori sociali, economici, legali e psicologici che possono amplificare o attenuare lo stress connesso a questa esperienza. L’età e il livello di sviluppo emotivo del bambino giocano un ruolo fondamentale, così come il clima affettivo presente prima, durante e dopo la separazione, sia fra i genitori sia nella relazione genitori-figli.

I figli di genitori separati sono emotivamente più esposti?

È importante ricordare che i figli di genitori separati non sono, di per sé, più a rischio di difficoltà emotive rispetto ad altri bambini: ciò che incide maggiormente sul loro benessere è l’esposizione a un conflitto genitoriale intenso e protratto nel tempo. In questo senso, una separazione può persino rappresentare una scelta protettiva, se pone fine a una situazione di forte tensione e se i genitori riescono a costruire nuove modalità collaborative, limitando il coinvolgimento dei figli nei conflitti ed evitando un loro uso strumentale (ad esempio come messaggeri o alleati). È altrettanto importante evitare di parlare negativamente dell’altro genitore e non caricare i figli di preoccupazioni economiche o legali legate alla separazione. I bambini hanno diritto di restare bambini.

Come parlare ai bambini della scelta di separarsi?

Comunicare ai figli la decisione di separarsi è un momento delicato. È preferibile farlo quando la scelta è definitiva e i cambiamenti organizzativi sono imminenti, così da ridurre l’incertezza legata a situazioni sospese. Le parole devono essere adeguate all’età e al livello di sviluppo dei bambini e, quando possibile, è importante che siano entrambi i genitori a parlarne insieme. Rassicurare i figli sul fatto che continueranno a essere amati da entrambi e che non hanno alcuna responsabilità per ciò che sta accadendo è fondamentale. Ovviamente, non sempre è facile trovare le parole giuste: in caso di bisogno, può essere utile rivolgersi a professionisti competenti. Ricordiamo che, anche se la coppia può non essere più tale, i singoli rimarranno sempre i genitori di quel bambino.

Quali le reazioni possibili?

I figli hanno bisogno di tempo per elaborare il cambiamento. Possono emergere tristezza, rabbia, confusione o regressioni temporanee. È importante accogliere queste emozioni senza minimizzarle, mantenere routine prevedibili e offrire ascolto e presenza. I bambini devono sentire che, nonostante la nuova organizzazione familiare, nel cuore e nella mente di ciascun genitore c’è sempre per loro un posto sicuro.

Come presentare nuove figure o una famiglia allargata?

L’ingresso di nuovi partner o di una famiglia allargata va introdotto con gradualità. Forzare i tempi o aspettarsi legami immediati può mettere in difficoltà i bambini. È fondamentale rispettare i loro ritmi, chiarire i ruoli e permettere che le relazioni si costruiscano nel tempo, senza l’intento di sostituire le figure genitoriali.

Diritti dei bambini

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha redatto un testo guida che afferma il diritto dei figli a: continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e a mantenere i propri affetti; continuare a essere figli e a vivere pienamente la propria età; essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori; essere ascoltati ed esprimere i propri sentimenti; non subire pressioni da parte dei genitori o dei parenti; vedere condivise da entrambi i genitori le scelte che li riguardano; non essere coinvolti nei conflitti fra i genitori; veder rispettati i propri tempi; essere preservati dalle questioni economiche; ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.

Articolo in collaborazione con Aou Meyer Irccs

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‘Islamic Nato’ may create China opening in Middle East

Pakistan, Saudi Arabia and Turkey signed a Nato-like defence agreement in Mecca as the United States’ war on Iran prompts countries in the region to rethink security arrangements. The Mecca Joint Defence Agreement stipulates that “any armed attack against any one of the three states shall be regarded as an attack against them all”, the three countries said in a joint statement. Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman, Turkish President Recep Tayyip Erdogan and Pakistani Prime Minister Shehbaz...

Tassare la terra che si eredita

10 Agosto 2026 ore 11:00

Il valore di un immobile dipende da dove si trova ed è in larga parte il valore del suolo su cui sorge. È una rendita di singoli che nasce da investimenti collettivi. In più, spesso si eredita, alimentando disuguaglianze. Tassarla è equo ed efficiente.

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More Than Half the Homes in East Omaha Have Unsafe Lead Levels. That Doesn’t Mean the EPA Will Clean Them Up.

10 Agosto 2026 ore 11:00
A woman with long auburn hair wearing a white shirt, checkered pants and a necklace with a cross holds a toddler turned away from the camera wearing a blue dress, beaded bracelet and hairclip.
Omaha resident Natalie Thorpe’s 3-year-old tested high for lead as a baby. Thorpe’s yard has enough lead to be risky but not enough to qualify for government cleanup. Rebecca S. Gratz for ProPublica

Despite hundreds of millions of dollars spent on environmental cleanup, more than half the yards in a section of Omaha, Nebraska, that used to surround a lead smelter still have enough contamination to cause high blood-lead levels in kids, according to tests by the Flatwater Free Press and ProPublica.

The findings were consistent across the city’s older urban core — in the historically Black neighborhoods north of downtown, the predominantly Hispanic areas to the south and the more white and affluent areas in midtown. However, homes closest to where a lead smelter and other downtown factories operated tended to have slightly higher concentrations than those farther out.

As part of the Environmental Protection Agency’s Superfund program, the federal government and the city of Omaha have been attempting to remove lead from Omaha’s yards since the late 1990s. 

The EPA’s cleanup standard for Omaha was set in 2009 and is based on health recommendations from 1994. Since then, research has shown that lower exposures can cause IQ loss in kids and heart attacks in adults. Twice in the last 15 years, the Centers for Disease Control and Prevention lowered what it considers a high blood-lead level. An EPA risk model found that to protect most kids according to those new health guidelines, soil levels would have to be below 100 parts per million — about 10 grains of rice in a 10-pound bucket of dirt.

The Flatwater Free Press and ProPublica tested 388 homes in the Omaha Superfund site and found that 208 had levels over 100 parts per million.

But the EPA has never required that level of cleanup in Omaha or as a national remediation standard. Current EPA policy for the Omaha cleanup site directs contractors to dig up and replace yards if tests show they contain more than 400 parts per million of lead — about a marble’s worth of the metal dispersed across a 10-gallon bucket of dirt. Last week, the Flatwater Free Press and ProPublica reported that 1 in 10 of the homes we tested that were remediated still has a lead concentration over that threshold

The risk worries Natalie Thorpe, whose 3-year-old daughter tested high for lead as a baby. When the history and English teacher bought a house in Omaha, she knew about the Superfund site, but friends assured her the EPA had taken care of any problems with the dirt. Instead, her yard has enough lead to be risky but not enough to qualify for government cleanup.

“It feels a little bit like being a sitting duck,” Thorpe said.

A toddler wearing a blue dress and a beaded bracelet holds a yellow tomato. She is surrounded by leaves and flowers that are out of focus.
Thorpe’s 3-year-old picks a tomato from their garden. Rebecca S. Gratz for ProPublica

EPA spokesperson Kellen Ashford said removing lead in soil is only one factor in protecting communities. Because no level of lead in the body is safe and it would be impossible to remove all lead from a site, the agency works with local health officials to protect the community from lead risks in other ways, he said. 

Those include establishing the Omaha Lead Registry, a website where people can search for the highest lead level and remediation status of any property in the site. The EPA also funds the Douglas County Health Department’s lead poisoning prevention program, which performs home visits when a child tests high for exposure to the toxic metal. 

Cleanup, combined with these other layers of protection, has led to a dramatic decline in elevated blood-lead levels in Omaha, Ashford said. (While the percentage of kids testing high for lead has dropped significantly, as it has nationally, kids in the Omaha site still test high for lead at rates above the national average.)

Work on lead has historically been focused on protecting people from extreme poisonings, often caused by paint, said Tom Neltner, who heads the lead poisoning prevention nonprofit Unleaded Kids. As more public health experts have acknowledged the risks of smaller exposures, they’ve had to examine soil more closely. Confronting that will require new research and renewed advocacy, he said.

But even with updated science, politics have complicated potential cleanups. The first step in any cleanup is to identify which properties deserve attention. So the EPA typically tests soil to screen for potential problem areas. If results hit a certain level of lead concentration, it kicks off a more in-depth process of monitoring that site and discussing cleanup options. In 2024, President Joe Biden’s EPA lowered that recommended screening level to as little as 100 parts per million. 

Cleaning up to 100 parts per million would have carried enormous costs. About 40% of U.S. homes exceed those levels, according to a 2024 study by some of the country’s top researchers of lead-contaminated soil, and it could cost $500 billion to $1.4 trillion to clean up all of them. The authors argued the government could take a more cost-effective approach by covering lead-laced soil with clean soil or mulch rather than digging it out. 

Last year, the Trump administration rolled back Biden’s standards in what it said was an effort to speed up cleanups of the highest-risk areas, raising the lowest screening level from 100 parts per million to 200 parts per million.

A woman in checkered pants and a toddler wearing a blue dress stand outside with their backs to the camera. The woman is standing over a tank filled with plants, and the toddler stands in the tank. The backyard has a green lawn, brown wooden fence and potted plants. Trees, other houses and power lines can be seen beyond the fence.
Thorpe and her daughter pick vegetables from their raised garden bed. Zinnias, basil, golden beets, squash and other plants grow in store-bought soil. Rebecca S. Gratz for ProPublica

However, some local and state governments, as well as other countries, have committed to standards of 100 parts per million or lower.

Norway recommends risk assessments for any dirt that children have regular access to that has more than 100 parts per million of lead in it. In 2006, the country required all playgrounds and daycares be remediated to that level.

Even in the United States, some areas have lower limits. Minnesota requires replacing any soil that has more than 100 parts per million of lead around the home of a child with a high blood level, said Minnesota Department of Health spokesperson Scott Smith. In April, New Orleans announced plans to clean up its parks after an investigation by Verite News and KFF Health News found more than half of the 80 sites the organizations tested had levels above 100 parts per million.

California has cleaned up properties to 80 parts per million of lead, its screening level for potentially risky soil, though residents of properties exceeding that threshold more often receive safety education rather than a new lawn, said Seth John, a University of Southern California earth sciences professor.

Do You Live in Council Bluffs or Carter Lake, Iowa? Sign Up for Free Lead Testing of Your Soil.

An Omaha lead smelter spread dust that seeped into the soil and bodies of many residents. The EPA spent decades cleaning up the surrounding area — but not Council Bluffs, Carter Lake or Bellevue.

This summer the EPA is testing soil around Omaha as part of an investigation that may help the agency determine if it should expand the site’s boundaries or lower the amount of lead that would qualify for cleanup. The agency expects to share its findings by October 2027, Ashford said.

Earlier research suggests there may be more homes with lead-soil concentrations over 100 parts per million than the Flatwater Free Press and ProPublica identified: EPA testing found 84% of the Superfund site in Omaha — more than 36,000 properties — had areas with lead concentrations above 100 parts per million, according to a March 2024 email sent by an EPA manager to a Nebraska Department of Environment and Energy official. 

But trying to determine what the agency might do in Omaha is difficult because the EPA has applied its new guidance in different ways, setting higher lead levels for cleanup at some Superfund sites and lower levels at others.

Without cleanup, there are several things Omaha residents can do to lower their risk, said Neltner of Unleaded Kids. Maintaining ground cover like grass reduces the amount of lead dust that can spread from the dirt to kids’ hands and bodies, he said. The EPA also recommends washing hands and taking shoes off inside. 

Those are easy things that lower risk, Neltner said, but he noted that they’re not a long-term solution. 

“We have to keep doing what we can,” he said. “We need our leadership at local, state and federal levels to support people in finding solutions.”

A toddler’s bare feet rest in soil. The photo is framed by flowers and leaves that are out of focus.
Thorpe’s 3-year-old daughter stands barefoot in her family’s garden. Rebecca S. Gratz for ProPublica

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Immigrazione infuocata: la Germania li rimanda in Italia

10 Agosto 2026 ore 13:57

💾

Si arriva ai ferri corti anche con la Germania: l'accordo di Dublino prevede il rientro in Italia degli immigrati che dall'Italia sono entrati in Unione Europea.

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00:03:05 - Introduzione
00:13:13 - Rissa Italia
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00:38:42 - Immigrazione: Germania e Italia

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1.560 CV e 0-100 in meno di 2 secondi: solo 5 esemplari per la Rezvani Beast X

10 Agosto 2026 ore 10:55
Rezvani presenta la sua nuova hypercar, la Beast X, che si potrà ammirare dal vivo nel corso della Monterey Car Week. Prodotta in soli cinque esemplari (che si possono già prenotare con una piccola caparra di 1,5 milioni di dollari), monta un V8 biturbo da 6.2 litri da 1.560 CV e 1.735 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti. La velocità massima non è dichiarata, ma la Beast X scatta da ferma a 60 mph (circa 97 km/h) in 1,9 secondi. Può andare anche su sabbia e roccia Dal punto di vista meccanico, la Beast X ha la trazione integrale, abbinata a una insolita - almeno per una hypercar - selezione di modalità di guida, che oltre a quella su strada normale prevedono sabbia, fango, neve, roccia e Baja. Le sospensioni sono a doppio quadrilatero con taratura adattiva, mentre i cerchi in magnesio riducono le masse non sospese di circa 3,2 kg per ruota. I pneumatici sono da 275/30 ZR20 all'anteriore e 345/25 ZR21 al posteriore. Tutta in fibra di carbonio La Rezvani Beast X è lunga 4.818 mm, larga 2.177, alta 1.234 e ha un passo di 2.723 mm. La carrozzeria è totalmente in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per i gusci dei sedili. Eleganti le portiere che si aprono ad ala di gabbiano, e che introducono a un abitacolo curato, con tanti rivestimenti in pelle e alcantara, e che non rinuncia alla sua impronta sportiva (derivato dalla Beast), con il volante aperto nella parte superiore e la strumentazione rivolta verso il pilota.

Tassare la terra che si eredita

10 Agosto 2026 ore 11:00

Il valore di un immobile dipende da dove si trova ed è in larga parte il valore del suolo su cui sorge. È una rendita di singoli che nasce da investimenti collettivi. In più, spesso si eredita, alimentando disuguaglianze. Tassarla è equo ed efficiente.

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How the guest list for Beijing’s summer retreat reveals its tech priorities

China’s central government has invited dozens of scientific, technological and academic experts to its annual summer retreat, highlighting how the country is focusing on innovation and breaking through “chokepoints” amid fierce competition with the US. According to state news agency Xinhua, the Communist Party’s Central Committee and the State Council, China’s cabinet, invited 60 experts to the seaside resort of Beidaihe from August 1 to 7. The list of invitees – who represented fields including...

Attacco alla supply chain di WordPress tramite un'API malevola

10 Agosto 2026 ore 10:39
Attacco alla supply chain di WordPress tramite un'API malevola

L'attacco alla supply chain di WordPres tramite un'API avvelenata rappresenta una nuova e insidiosa frontiera negli attacchi alla sicurezza. Immagina questo scenario: hai installato plugin popolari e affidabili e mantieni tutto aggiornato, ma il tuo sito viene compromesso ugualmente. Come è possibile? Ora non stiamo più parlando di un classico plugin con una falla nel codice. La vulnerabilità, in questo caso, è molto più subdola e colpisce la cosiddetta "supply chain", ovvero la catena di fiducia su cui si basa l'intero ecosistema di WordPress. Infatti in recente incidente ha dimostrato come gli hacker possano sfruttare non il plugin in sé, ma le risorse esterne a cui si collega.

Analizziamo nel dettaglio come funziona questo attacco e, soprattutto, come puoi proteggere il tuo sito.

Come funziona l'attacco alla supply chain di WordPress?

L'attacco ha preso di mira diversi plugin molto noti sviluppati da BdThemes, tra cui Element Pack, Prime Slider e Ultimate Post Kit. Questi strumenti utilizzano un componente interno per mostrare banner promozionali nella bacheca di WordPress. Per farlo, si collegano a un server esterno e recuperano i dati da un semplice file JSON. Ed è proprio qui che si nasconde il problema.

Gli aggressori non hanno violato il repository di WordPress.org né hanno modificato il codice sorgente dei plugin. Hanno invece trovato il modo di compromettere il file JSON ospitato sul server esterno. In pratica, hanno "avvelenato" la fonte dei dati. Il componente del plugin, fidandosi ciecamente di questa fonte, recuperava le informazioni malevole.

A causa di una vulnerabilità di tipo cross-site scripting (XSS), il codice dannoso veniva eseguito direttamente nel browser dell'amministratore del sito non appena accedeva a una qualsiasi pagina del back-end. Un'operazione silenziosa, che si completa in pochi millisecondi e apre le porte del sito agli aggressori.

Per approfondire questo tema, leggi anche il nostro articolo "Attacchi alla supply chain: una minaccia in crescita".

Quali sono le conseguenze per i siti WordPress?

Una volta che il codice malevolo è in esecuzione, le conseguenze possono essere devastanti. L'attacco è progettato per ottenere il controllo completo e persistente del sito compromesso, agendo su più livelli.

Creazione di amministratori fantasma e backdoor

Il primo passo dello script è creare un nuovo account amministratore-truffa. Spesso questi account usano nomi utente prevedibili, come "bd_" seguito da una stringa di caratteri, garantendo agli aggressori un accesso privilegiato e diretto al sito. Successivamente, il malware installa un finto plugin con un nome innocuo, come "wp-smart-thumbnails". Al suo interno, però, si nasconde una webshell: un file, spesso chiamato emer-run.php, che permette agli hacker di eseguire comandi sul server da remoto, come se fossero seduti di fronte al tuo computer.

Meccanismi di persistenza e occultamento

Gli aggressori non si sono fermati al primo accesso, ma hanno puntato alla persistenza. Per assicurarsi di poter rientrare anche se l'account admin venisse scoperto, installavano dei Must-Use plugin. Si tratta di plugin speciali che sono sempre attivi e non possono essere disattivati dalla bacheca.

Infine, per rendere tutto più difficile da scoprire, il malware manipolava il database per nascondere l'account amministratore-truffa dalla normale lista degli utenti. Alterava persino il contatore totale per non destare sospetti: un'operazione studiata per eludere i controlli.

Come rilevare e mitigare l'attacco alla supply chain di WordPress

Anche se la fonte dell'attacco è stata bonificata, il tuo sito potrebbe essere già compromesso. Ecco una checklist pratica per verificare la sicurezza del tuo sito WordPress:

  • Controlla gli account amministratore: vai nella sezione Utenti e cerca profili sospetti che non hai creato tu. Presta particolare attenzione a username che iniziano con "bd_" o che utilizzano email strane.
  • Ispeziona i plugin installati: verifica la lista dei tuoi plugin e, se ne trovi uno che non ricordi di aver installato, indaga. Controlla anche la cartella mu-plugins tramite FTP o il File Manager del tuo hosting.
  • Cerca file malevoli: esegui una scansione dei file del tuo sito alla ricerca di nomi sospetti come emer-run.php o file che iniziano con class-wp-query-.
  • Verifica il database: se hai competenze tecniche, cerca nel database opzioni sospette, come fz_emer_login_tokens, che è legata a questo specifico attacco.

L'uso di un plugin di sicurezza affidabile può aiutarti ad automatizzare molte di queste verifiche e a ricevere notifiche in tempo reale.

Una lezione per il futuro: la fiducia non basta

Questo attacco alla supply chain di WordPress è un potente campanello d'allarme per tutta la community. Ci insegna che la sicurezza non riguarda solo il codice che installiamo sul nostro server, ma anche la catena di fiducia che si estende a servizi e API esterne. Infatti un plugin può essere scritto in modo impeccabile, ma se si affida a una risorsa esterna non sicura, diventa un cavallo di Troia. Inoltre questi attacchi non hanno colpito solo WordPress, ma in passato hanno coinvolto anche GitHub.

Per gli sviluppatori la lezione è chiara: ogni dato proveniente dall'esterno deve essere validato e sanificato prima di essere utilizzato. Per gli utenti, invece, la consapevolezza di questi nuovi vettori di attacco è il primo passo per una difesa più efficace.

Ricordati sempre che la sicurezza non è un'azione una tantum, ma un processo continuo di vigilanza e manutenzione.

L'articolo Attacco alla supply chain di WordPress tramite un'API malevola proviene da sicurezza.net.

Quando ci si mette in viaggio per qualcosa

10 Agosto 2026 ore 10:38

Mentre mi dirigo verso La Coruña, nel nord della Spagna, con l’intento di documentare l’eclissi totale della nostra stella che si verificherà dopodomani sera, rifletto su tutte quelle volte in cui ci si mette in viaggio per qualcosa. Nello specifico, qualcosa di non facile realizzazione. Quando, insomma, si parte e ci si arrischia in tentativi azzardati, imprese di dubbia natura, al limite dello sfacciato, spedizioni senza promesse di riuscita.

Passeggeri in partenza all’aeroporto di Bari-Palese. Noto è il luogo da cui si parte – a volte, nemmeno quello. Quale, invece, la destinazione? Crediti: F. Loiacono/Media Inaf

Questo mi ha riportato ai miei diciott’anni, all’ardimentoso viaggio che intrapresi con mio padre da Bari a Firenze per assistere a Fiorentina-Liverpool, partita di calcio nella fase a gironi di Champions League, in un giorno d’autunno di un remoto 2009. Meno di dieci giorni prima la Fiorentina era capitolata all’Olimpico sotto i colpi di Totti e De Rossi. Il Liverpool era quello di Torres, Gerrard e Mascherano, e non serve aggiungere altro.

Questo viaggio – quello di oggi – mi fa pensare a quell’altro perché ciò che li accomuna è l’esito improbabile che si va cercando. All’epoca: una vittoria contro una delle massime espressioni del calcio inglese e internazionale. Stavolta, l’ambizione di assistere all’oscuramento del nostro astro da parte del disco lunare, al crepuscolo di un giorno di agosto. Fenomeno che a La Coruña si verificherà alla miserabile altezza di dodici gradi sull’orizzonte, e pertanto facilmente esposto a un’ulteriore eclissi da parte di innumerevoli ostacoli terrestri. Esperienza che viene ricercata non in un luogo asciutto, in qualche zona dell’entroterra spagnolo, certamente più consona a cieli tersi – e dove, avvedutamente, mi pare si stiano recando tutti quelli a cui chiedo – ma in una città esposta ai capricci dell’Oceano Atlantico. Località eletta in maniera assolutamente non ponderata – come la maggior parte delle scelte compiute dalla sottoscritta, forse per una sorta di avversione ai calcoli attenti, calcoli su cui il mio lavoro di astronoma si basa, e che mi è necessario abolire in tutte le altre faccende della mia vita – se non per il fatto di trovarsi nella fascia di totalità, e per il desiderio di realizzare un reportage sull’evento astronomico in un luogo di mare.

In verità, la pur esigua altezza dell’eclissi sull’orizzonte è maggiore di otto gradi rispetto al sud della Spagna, il che rende La Coruña uno dei posti geometricamente meglio disposti per la contemplazione del fenomeno nella penisola iberica. Se favorita dalla geometria, meno giova alla città galiziana la posizione oceanica. Ubicazione in virtù della quale è altamente probabile che l’umidità si manifesti, la foschia all’orizzonte si stenda spietata, un addensarsi di nuvole incomba, o che qualche altro fatto cospiri alla mancata visione di un evento che sarà obiettivamente difficile da osservare, anche ponderando tutto – perlomeno dalla Spagna, per gli elementi detti sopra. Ma pure dall’Islanda, certamente più fortunata in termini di altezza dell’allineamento astronomico in oggetto, ma molto meno, almeno sulla carta, in fatto di cieli sereni.

Le probabilità di riuscita sono minime. E ciononostante si parte comunque. Quante volte lo abbiamo fatto?

La mia modesta impresa me ne ricorda un’altra, ben più ambiziosa e che pure attiene a fatti astronomici, impresa mirabilmente raccontata da Leonardo Piccione in un libro di qualche anno fa – una recensione si legge qui. Quella dell’astronomo Guillaume Le Gentil, che si recò in luoghi remoti per osservare un fenomeno che in verità a un’eclissi rassomiglia assai. In astronomia viene detto transito, ovvero il passaggio di un corpo celeste – nella fattispecie, il pianeta Venere – davanti a un altro corpo celeste – il Sole, nella vicenda raccontata, come nell’eclissi di dopodomani. La posta in gioco era altissima: la misura di Le Gentil avrebbe portato niente meno che alla stima, ignota nel Settecento, delle dimensioni del Sistema solare.

Due volte ebbe la possibilità di mirare l’agognato evento e due volte la mancò. Burrasche, conflitti, personaggi ostili e una «nuvola fatale» fra gli elementi che congiurarono alla mancata visione del passaggio di Venere sul disco solare. Lo sventurato astronomo nei suoi diari annoterà: «Questo è il fato che talvolta attende gli astronomi. Avevo percorso più di diecimila leghe, attraversato innumerevoli mari. Mi ero esiliato dalla mia patria per essere infine spettatore di una nuvola fatale che venne a piazzarsi davanti al sole nel momento esatto delle mia osservazione, per derubarmi dei frutti delle mie pene e delle mie fatiche…»

Cosa impariamo dalle nostre imprese mancate? Dal disallineamento fra esito e aspettativa? Dall’ineliminabile sfasatura fra le nostre manie di perfezione e gli individui maldestri che siamo? Dal dover accettare che ogni misura, anche la più accurata, è soggetta ad un errore?

Pur risiedendo a Bologna da oltre un decennio, il luogo di partenza è Bari, la mia città natale. Come quella volta. Diciassette anni dopo mio padre mi saluta sulla porta di casa.

Quella volta a Firenze, come forse qualcuno rammenterà, la partita si concluse con un invaticinabile 2 a 0 da parte della Fiorentina, in un’irripetibile notte di fine settembre. Per me fu gioia immensa dopo uno dei periodi più bui della mia vita. Soprattutto, fu capire che gli esiti non sono già scritti, ma che si possono costruire. E che partire, provare, anche trasferte scellerate come quella – agli occhi dei miei compagni di classe di un liceo del centro di Bari, nell’anno di rinfervorato e straripante entusiasmo attorno alla squadra cittadina, neopromossa in Serie A dopo otto anni – trasferte scellerate agli occhi dei miei compagni ma mai ai miei, vale sempre la pena. Forse è facile dirlo dopo una vittoria. E forse un po’ ci ho preso il vizio.

«Hai vinto al Superenalotto, Federì».

Come finirà questa volta?


Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

 

Carburanti, prosegue la lenta discesa di benzina e gasolio

10 Agosto 2026 ore 10:16
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, anche se nel fine settimana il ritmo del calo è rallentato parecchio rispetto ai giorni precedenti, anche per le incertezze prodotte sui mercati petroliferi dalle continue tensioni in Medio Oriente. In particolare, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit, questa mattina 10 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è di 1,985 euro al litro (-1 millesimo rispetto a ieri e -5 millesimi rispetto a venerdì scorso), mentre per il gasolio è a 2,076 (-1 millesimo e -8 millesimi)Lungo la rete autostradale, verde a 2,056 euro (-1 millesimo e -9 millesimi) e diesel a 2,151 (-1 millesimo e -8 millesimi). I controlli della GdF Intanto, laGuardia di finanza ha pubblicato il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi cinque mesi, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza prezzi. Le Fiamme Gialle hanno intensificato l'azione di vigilanza con diversi obiettivi tra cui il contrasto a "ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi".L'attività, che ha riguardato l'intera filiera distributiva, si è concretizzata in1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, che hanno portato alla denuncia all'autorita' giudiziaria di 265 persone, al sequestro di oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e all'accertamento di consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.Sul fronte della trasparenza, sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. In particolare, sono state accertate irregolarità relative alla mancata esposizione dei prezzi e alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati. Al contempo, la GdF ha rafforzato il presidio lungo la catena di approvvigionamento, sottoponendo ad approfondimento oltre 400 contesti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore.

Batterie per auto, oltre metà del mercato mondiale è controllato da Catl e BYD

10 Agosto 2026 ore 10:05
Che i cinesi abbiano una posizione dominante nel campo delle batterie per autoveicoli è noto da ormai diverso tempo, ma fa sempre specie leggere i numeri del loro predominio. Secondo l'ultima analisi della società sudcoreana SNE Research, nei primi sei mesi dell'anno la domanda globale di celle per batterie per veicoli elettrici, ibridi plug-in e ibridi convenzionali è cresciuta del 20% a 608,5 GWh. Oltre il 50% di questa cifra fa capo alle cinesi Catl e BYD.  Dominio cinese In particolare, Contemporary Amperex Technology Co. Limited si è confermata leader di mercato, con 242,7 GWh consegne di celle, il 25,3% in più sul 2025, e una quota del mercato globale salita dal 38,2% al 39,9%. Segue a grande distanza il colosso di Shenzhen, sostanzialmente fermo a 87,7 GWh. Le sue consegne, infatti, sono cresciute di appena l'1,6% e pertanto la sua penetrazione è scesa dal 17% al 14,4%.In ogni caso, le due aziende hanno in mano il 54,3% del mercato globale delle batterie.Al terzo posto della classifica elaborata da SNE Research si trova la prima azienda non cinese. Si tratta della LG Energy Solution: ha consegnato 52,6 GWh, con un aumento dell'8,4%, ma una quota in contrazione di 1 punto percentuale all'8,6%.Il quarto e il quinto posto tornano a parlare cinese con Calb, capace di crescere del 39,5% a 31,2 GWh e di salire dal 4,4% al 5,1% del mercato, e con Gotion. Quest'ultima, con 28GWh, ha messo a segno un +43,3%, salendo dal 3,9% al 4,6%. Un mercato altamente concentrato La sesta posizione è in mano alla giapponese Panasonic, con 22,7 GWh, una crescita del 10,2% e una quota in discesa dal 4,1% al 3,7%, mentre al settimo si piazza un'altra cinese, EVE, che mette a segno la miglior crescita percentuale con un +51,7% a 20,9 GWh (la sua penetrazione sale dal 2,7% al 3,4%).All'ottavo posto troviamo l'unico produttore in calo, la coreana SK ON:i 19 GWh di celle consegnate implicano una flessione del 6,7%, il che porta la quota a contrarsi 4% al 3,1%.Infine, la classifica si chiude con altre due cinesi, Svolt (+40,9% a 15,7GWh e un peso salito dal 2,2% al 2,6%) e Sunwoda (+13,7% a 14,5 GWh, quota dal 2,5% al 2,4%).La ricerca mette in risalto anche la forte concentrazione dell'industria delle batterie: i primi dieci produttori controllano quasi il 90% del mercato. Al di fuori della top ten, infatti, ci sono realtà capaci di sfornare appena 73,3 GWh di celle: sono cresciuti del 26,6%, ma la loro quota è di appena il 12,1%, per quanto in aumento rispetto all'11,4% di un anno fa.Non solo. Come si vede dalle performance di coreani e giapponesi, il mercato si sta concentrando in poche mani, per lo più di origine cinese.

Mercedes-AMG prepara una nuova SUV elettrica da oltre 1.000 CV

10 Agosto 2026 ore 09:59
Mercedes-AMG ha pubblicato sui propri canali social le prime immagini teaser di un nuovo modello a ruote alte, ancora coperto da un telo e privo di denominazione ufficiale. Le foto, che mostrano un profilo filante e gli stessi gruppi ottici della GT Coupé 4, non lasciano adito a dubbi: dovrebbe trattarsi della versione rialzata della sportiva presentata nei mesi scorsi (e di cui qualche giorno fa è arrivata la versione "base" da 544 CV). Avrà oltre 1.000 CV di potenza La nuova SUV sportiva di Affalterbach condividerà l'architettura AMG.EA a 800 Volt della gran turismo: lunghezza superiore ai 5 metri, con motori a flusso assiale con potenze dai 500 CV in su e, nella variante più prestazionale, un powertrain con tre unità elettriche da oltre 1.000 CV. Anche la batteria dovrebbe essere la stessa: 106 kWh di capacità, per autonomie che superano di slancio i 600 km (ma inferiori a quelle della berlina, per via della minore efficienza aerodinamica).

Smart #2, ecco la nuova fortwo elettrica: 82 CV e circa 300 km di autonomia

10 Agosto 2026 ore 09:02
Come spesso accade, dal sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) arrivano le prime immagini e i primi dati ufficiali della smart #2 prodotta per il mercato locale. Non sappiamo se le specifiche di questo modello saranno le stesse della versione per il mercato europeo, attesa al Salone di Parigi e protagonista di una insolita campagna di marketing urbano, ma ci permettono sicuramente di farci una prima idea dell'erede della fortwo elettrica. Dimensioni da supercompatta La citycar compatta, prodotta da Geely e Mercedes-Benz, sarà costruita nello stabilimento di Zhejiang Haoqing Automotive. La smart #2 avrà due varianti di carrozzeria, una lunga 2.751 mm e l'altra 2.764 mm, probabilmente per una possibile variante più sportiva. Entrambe hanno una larghezza di 1.669 mm e un'altezza di 1.555 mm, con un passo di 1.875 mm. A mo' di confronto, la smart fortwo era lunga 2.695, larga 1.663 e alta 1.555, e il passo era di 1.873 mm (2 mm in meno). Il peso a vuoto è di 1.130 kg, mentre quello in condizioni d'uso è di 1.315 kg. 82 CV e 300 km di autonomia Secondo quanto riportato dal Miit, la nuova smart #2 avrà un motore elettrico sviluppato da Infimotion, capace di erogare 60 kW (82 CV), per raggiungere la velocità massima di 140 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) della Catl dovrebbe avere una capacità di 35,7 kWh, per un'autonomia di circa 300 km nel ciclo di omologazione Wltp. Di serie, sul modello destinato al mercato cinese, l'Abs e l'Event Data Recorder (EDR) di bordo; su richiesta anche un dispositivo per il pagamento elettronico dei pedaggi. Due set di gomme Nella documentazione pubblicata sul sito del ministero cinese si legge che saranno disponibili due treni di gomme, in base al modello, con cerchi da 15" o 16", ossia 165/65R15 all'anteriore e 185/60R15 al posteriore, oppure 185/50R16 davanti e 205/45R16 dietro. Previsti, tra gli optional, il tetto nero a contrasto, l'hardtop per le versioni scoperte, pannelli e decorazioni per le portiere e per il posteriore, oltre che per la griglia anteriore e gli specchietti retrovisori. Fa inversione in un fazzoletto Quello che il ministero cinese non specifica sono altre informazioni, già in nostro possesso, ossia che gli interni si caratterizzeranno per l'originale panca centrale, che prende il posto delle tradizionali sedute separate, con un portaoggetti al centro. Piccolo il bagagliaio, così come il diametro di volta, limitato a 6,95 metri. La ricarica in corrente continua (con una potenza non specificata) consentirà di passare dal 10 all'80% di batteria in meno di venti minuti. Per quanto riguarda il listino, ci aspettiamo un prezzo di partenza per la smart #2 compreso tra i 20.000 e i 25.000 euro.

Twenty Days of Summer. Cinque+cinque canzoni per sopravvivere al caldo

10 Agosto 2026 ore 09:48
Come ogni anno, LPLC si prende qualche settimana di vacanza e saluta lettrici e lettori con una doppia playlist estiva (cinque canzoni italiane scelte da Massimo Gezzi più cinque internazionali scelte da Italo Testa, tutte uscite nei primi mesi del 2026). Buone vacanze e buona vita. Ci ritroviamo, come sempre, alla fine di agosto. Playlist …

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China Files nelle scuole 2026 – Gli e-book di China Files n° 39

10 Agosto 2026 ore 08:58
China Files nelle scuole 2026 – Gli e-book di China Files n° 39 nelle scuole

È ora disponibile il nuovo ebook di China Files, “Nelle scuole”, che raccoglie articoli e contenuti realizzati dalle studentesse e dagli studenti delle classe 10ª e 11ª del Liceo Quadriennale Linguistico della Smiling International School di Ferrara. Scaricalo gratuitamente!

L'articolo China Files nelle scuole 2026 – Gli e-book di China Files n° 39 proviene da China Files.

Khrys’presso du lundi 10 août 2026

Comme chaque lundi, un coup d’œil dans le rétroviseur pour découvrir les informations que vous avez peut-être ratées la semaine dernière.


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Les autres lectures de la semaine

Les BDs/graphiques/photos de la semaine

Les vidéos/podcasts de la semaine

Les trucs chouettes de la semaine

Retrouvez les revues de web précédentes dans la catégorie Libre Veille du Framablog.

Les articles, commentaires et autres images qui composent ces « Khrys’presso » n’engagent que moi (Khrys).

Beijing on red alert as Typhoon Dolphin grounds nearly 1,000 flights in Shanghai

Residents in Beijing have been warned not to go outside unless it is absolutely necessary as the capital and multiple other cities are on high alert for the arrival of Typhoon Dolphin, which is travelling north. In Beijing, a red rainstorm alert – the second highest – was issued on Monday for a number of districts, with rain expected to continue over the next three days. According to the city’s forecaster, the rain will get increasingly stronger with the most concentrated period expected to be...

I Have no Room Left to Store it!

10 Agosto 2026 ore 04:48

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A complete guide from day 1 to 365 of beekeeping. We take you through set-up, maintenance, harvest, winterizing and spring open. Everything you need to know presented in the simplest way imaginable. This video is a compilation of the first 3 parts of the series as well as an addendum to show the process of opening in spring.

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Basta! Basta! Basta estintori nei musei e basta pale eoliche!

10 Agosto 2026 ore 00:16
di Marco Bella

La ricchezza del nostro Paese è il nostro patrimonio culturale. Dobbiamo creare un Movimento di cittadini che dica finalmente basta! Basta! Basta! Se si entra in qualsiasi museo o palazzo storico, in mezzo a quadri del 1500 sulle pareti si vedono quegli orribili cilindri rossi, con una serie di scritte incomprensibili. Li chiamano, pensate, “estintori”.

E quel che è peggio è che una legge scellerata prevede che gli orribili cilindri rossi debbano essere addirittura visibili: non si possono mettere in un ripostiglio e usare solo quando servono. D’altronde, se in un museo c’è un quadro del 1500, non vuol dire che in tutto questo tempo non è ancora andato a fuoco. E allora, mi spiegate a che cosa servono?

È urgente che coloro che hanno a cuore in nostro patrimonio artistico unico e di valore incommensurabile si associno per una protesta pacifica contro gli orribili cilindri rossi, e se serve, bisogna rimuoverli con la forza.

Come dite? Quei cilindri rossi… stanno lì proprio per proteggere i quadri del 1500 e soprattutto i visitatori? Mi dite che sono indispensabili nonostante alcuni li ritengano così brutti? E che quindi… ce li dobbiamo tenere perché saranno pure brutti ma sono irrinunciabili? Mi sa che se la mettete su questo piano… forse potreste aver ragione voi.

E le pale eoliche… beh anche quelle sono utilissime a proteggere i boschi dagli incendi. Infatti, le strade sterrate e le piazzole di sosta che si costruiscono per la manutenzione delle pale eoliche agiscono come “linee tagliafuoco” che bloccano l’avanzata delle fiamme e permettono di intervenire a volontari e Vigili del Fuoco.

Come se non bastasse, essendo le pale eoliche così alte, rappresentano un punto di osservazione privilegiato per individuare i focolai degli incendi. E infine, le pale eoliche attraggono i fulmini, evitando che questi possano colpire gli alberi innescando gli incendi.

A parte la questione incendi, le pale eoliche sono indispensabili per la nostra sicurezza energetica. Infatti, l’eolico produce di più d’inverno e di notte, quindi serve proprio a bilanciare il fotovoltaico che invece ha un picco di produzione d’estate e di giorno. Eolico e fotovoltaico si integrano, riducendo la quantità di sistemi di accumulo necessari. Quando, ad esempio, qualcuno dice “ma la Sardegna produce più energia elettrica di quella che le serve!” in realtà non tiene conto che ci sono periodi dell’anno in cui c’è effettivamente un surplus di energia, ma anche altri in cui bisogna accendere le centrali a carbone o importare energia. Più si diversificano le fonti e meno fonti fossili e sistemi di accumulo servono. Ecco perché la transizione energetica non può prescindere dall’eolico, ed ecco perché l’eolico in Sardegna (e nelle altre regioni) è utile e indispensabile.

Quale regione italiana non è bellissima? Se si inizia a dire “qui no!, mettetele da un’altra parte”, l’unico risultato è che le pale eoliche non si metteranno da nessuna parte, e ad essere danneggiato sarà l’intero Paese.

Oramai gli impianti rinnovabili non hanno più bisogno di incentivi: gli incentivi a quattro volte il prezzo di mercato appartengono al passato e gli otto GW che ancora godono di questa enorme agevolazione la vedranno terminare definitivamente nei primi anni ’30. Le rinnovabili oramai hanno solo bisogno di contratti per differenza, cioè, che il gestore dei servizi energetici (GSE) garantisce un prezzo fisso di ritiro. Insomma, i privati costruiscono gli impianti rinnovabili e si accollano il finanziamento del capitale iniziale. Nelle ultime aste (dicembre 2025) il fotovoltaico è stato aggiudicato a un prezzo medio di 56,825 euro a MWh, e l’eolico a 72,851 euro a MWh con un massimo rispettivamente di 62,675 e 77,738 euro/MWh.

Questo vuol dire, rispettivamente, 5.7 (fotovoltaico) e 6.3 (eolico) centesimi di euro al kWh. Certo, nelle bollette poi ci sono anche dei costi fissi che le alzano e vige ancora il meccanismo del “prezzo marginale”, cioè se si è costretti a usare il gas è proprio quest’ultima fonte energetica a fare il prezzo per gli utenti. Questo, quindi, non rappresenta il prezzo finale per l’utente, ma se si inizia a ridurre il costo dell’energia è inevitabile che anche il prezzo che pagheranno i consumatori sarà più basso. A patto che ci sia abbastanza energia in tutte le ore del giorno, altrimenti bisogna ricorrere al gas e i prezzi schizzano in alto. Infine, aggiungo un ultimo aspetto: i nuovi contratti (non tutti) per l’eolico e le rinnovabili in generale sono sempre più frequentemente “a due vie”, cioè se il prezzo di mercato supera quello di aggiudicazione dell’asta, sono proprio loro a rimborsare il proprio guadagno extra al GSE, contribuendo così a calmierare le bollette.

Ecco perché l’eolico è indispensabile, e lo sarà sempre di più qualora si implementasse il meccanismo di prezzo dell’energia per zone geografiche ristrette. Tra l’altro, una simile strategia potrebbe anche rendere l’eolico più socialmente accettabile, perché i comuni con pale eoliche sul proprio territorio vedrebbero degli immediati vantaggi economici sulle bollette.

L’aspetto più surreale della vicenda è che mentre il cosiddetto “campo largo” tollera i vari comitati locali antirinnovabili, il governo delle destre con il nuovo decreto FER X prevede un contingente di 16,5 GW di nuovo eolico (e 10 GW di fotovoltaico) da realizzare entro il 2030.

Sapete cosa? Mi sa che scrivendo questo post ho finalmente capito che gli estintori nei musei e pale eoliche servono davvero. E che il Movimento dal basso non lo dobbiamo certo costruire per bloccare estintori e pale eoliche, ma per spiegare a cittadini e amministratori locali che questi sono strumenti indispensabili per proteggere proprio loro. E che se nessuno (giustamente) protesta per gli estintori nei musei, è di conseguenza insensato prendersela con le pale eoliche. Le pale eoliche non sono “brutte” o “belle”: sono solo parte di un paesaggio che è già cambiato più volte nel tempo e continua a mutare ed evolversi. A voi la scelta: vivere nel passato o accettare il cambiamento che ci permetterà di mitigare la catastrofe climatica, ridurre le bollette e aumentare la nostra indipendenza energetica.

 

L’AUTORE

Marco Bella – Già deputato, ricercatore in Chimica Organica. Dal 2005 svolge le sue ricerche presso Sapienza Università di Roma, dal 2015 come Professore Associato.

L'articolo Basta! Basta! Basta estintori nei musei e basta pale eoliche! proviene da Il Blog di Beppe Grillo.

Historian Wang Gungwu on US credibility and why Xi thinks ‘only the party can save China’

Professor Wang Gungwu is regarded internationally as an authority on Chinese history. The 95-year-old is best known for his explorations of Chinese history in the long view, and for his writings on the Chinese diaspora. He has been a professor at the National University of Singapore since 2007 and emeritus professor at the Australian National University since 1988. He was vice-chancellor of the University of Hong Kong from 1986 to 1995. This interview first appeared in SCMP Plus. For other...

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