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L’analisi dell’avversario: il Grosseto dell’ex tecnico Paolo Indiani

15 Ottobre 2026 ore 22:48
Il Livorno si prepara a tornare in campo in serie C: il 16 ottobre gli amaranto ospiteranno il Grosseto al Picchi nel match valido per la decima giornata di campionato, con il fischio d’inizio in programma alle ore 20.30. Il Picchi si appresta a riabbracciare la squadra dell’ex tecnico del Livorno, Paolo Indiani. Un Grosseto che nella scorsa stagione ha conquistato la promozioni in serie C con diverse giornate di anticipo, chiudendo il campionato al primo posto con 72 punti.
STORIA CALCISTICA IN BREVE – La società sportiva nasce ufficialmente nel 1912 sulle ceneri della precedente Unione Ginnico Sportiva Grossetana, e disputò il suo primo campionato federale nel 1921. Dal 2017 la suddetta ragione sociale è diventata Unione Sportiva Grosseto 1912. La squadra del Grosseto non colleziona grandi successi, militando prevalentemente in serie C e in serie minori. Ma negli anni 2000 il Grosseto vanta quale maggior successo sei partecipazioni consecutive al campionato di serie B. Il 13 maggio 2007 il Grosseto conquistata, per la prima volta, la serie B grazie all’allenatore Antonello Cuccureddu che chiude al primo posto nel girone A del campionato di C1 2006-07. Dopo la chiusura del campionato, il Grosseto si è aggiudica anche la Supercoppa di Lega Professionisti di serie C1 contro il Ravenna. Sicuramente il calciatore più ricordato è Carlo Zecchini, storico e indimenticabile attaccante della squadra biancorossa, con 273 presenze negli anni ’60. A lui è stato dedicato lo stadio Olimpico Comunale del Grosseto. Tra gli allenatori vanno citati Giovanni Galeone, Massimiliano Allegri ed Antonello Cuccureddu.
IL PATRON DEI BIANCOROSSI – Fondata nel 1992 a Grosseto dall’imprenditore toscano Giovanni Lamioni, Lamioni Holding nasce con la creazione di Atlante, azienda specializzata nel settore delle costruzioni e del restauro. Dagli anni 2010 ha intrapreso un percorso di crescita esponenziale, puntando con determinazione sulla diversificazione sia geografica che settoriale. Lamioni Holding è presente in Arabia Saudita, Albania, Gran Bretagna e Stati Uniti. Principal partner di ACF Fiorentina, il gruppo è proprietario di US Grosseto 1912, la città dove ha sede il cuore amministrativo e dirigenziale della holding.
IL TECNICO DEI BIANCOROSSI –  L’ex allenatore del Livorno Paolo Indiani è nato a Certaldo il 20 luglio 1954. Vanta una lunga carriera tra serie C e D. Toscano, sacchiano e vincente, festeggia ben 48 anni in panchina, infatti all’età di 24 anni lascia il calcio giocato. Diploma in ragioneria, laurea in promozioni. Nell’ultima stagione ha guidato il Grosseto con il quale ha ottenuto l’ennesima promozione in serie C, vincendo il dodicesimo campionato in carriera. La sua lunga carriera di allenatore inizia nel 1983 sulla panchina del Certaldo in Eccellenza. Dopo una stagione in Toscana, l’approdo sulla panchina del Poggibonsi sempre in Eccellenza, per poi accasarsi nel luglio 1986 al Castelfiorentino, dove raggiunge la promozione in serie D, mentre nelle stagioni successive la sua carriera si arricchisce con le esperienze a Fogliano e Sangiovannese. Nel 1989, ritorna al Certaldo che segna per lui la tappa fondamentale della carriera, tanto che già alla prima stagione in terra toscana ottiene la promozione in serie D. Dopo sei campionati, dal 1995 al 1997 guida l’Impruneta in serie D e dal 1997 al 1999 si trasferisce alla Rondinella, dove conquista la promozione in serie C2. Chiusa la sua parentesi in Toscana, Paolo Indiani si siede sulla panchina del Sangemignano nella stagione 1999-00. Nella stagione 2000-01 la sua esperienza con il Poggibonsi, culmina con la promozione in serie C2. Nell’annata 2002-03, viene scelto come guida tecnica del Grosseto in serie C2. Nel 2003 arriva la chiamata della Massese in D, dove conquista due promozioni consecutive. Quindi è stato il mister di Lucchese e Sangiovannese e, nel campionato 2007-08, del Crotone. Nel novembre 2008, a stagione già iniziata, è chiamato sulla panchina del Foligno, nel campionato di serie C1. A ottobre 2010 gli è affidata la panchina della Lucchese. Nel 2011-12 allena la Pistoiese in serie D. Nella stagione successiva, a conferma del suo talento quando si tratta di promozioni, si trasferisce al Pontedera e con la squadra granata è riuscito a ottenere l’ennesima promozione in serie C1. Dopo cinque campionati viene nuovamente chiamato ad allenare la Pistoiese. In seguito firma un contratto con il Gavorrano per la stagione 2019-20. Il 6 luglio si trasferisce alla guida del San Donato Tavarnelle, dove ottiene un’altra promozione in serie C. Da giugno 2022 guida l’Arezzo, con cui vince il campionato di serie D. La stagione 2024-25 è un grande successo, il Livorno guidato da mister Paolo Indiani vola e vince il campionato con larghissimo anticipo conquistando il ritorno tra i professionisti, ciliegina sulla torta la vittoria dello Scudetto di serie D, massimo trofeo del calcio dilettantistico italiano. Quindi approda alla guida del Grosseto e dopo un altra straordinaria cavalcata riporta i biancorossi tra i professionisti. Dopodichè firma un contratto fino al 2028.
LA STAGIONE DEI MAREMMANI – Ecco le principali statistiche sui maremmani di patron Lamioni. L’età media della squadra è di 22 anni. Con nove partite giocate, il Grosseto, ha raccolto cinque vittorie, tre pareggi e una sconfitte: 17 gol fatti, 9 subiti. In trasferta in quattro partite giocate ha conquistato tre vittorie e un pareggio, 9 reti fatte e 3 subite. L’ultima sconfitta esterna risale al 19 aprile 2026, quando il Prato sconfisse il Grosseto con un punteggio di 1-0. Nelle ultime tre partite ha conquistato due vittorie (entrambe in trasferta) e una sconfitta (in casa contro la Sambenedettese). Dopo le prime nove giornate di campionato, il Grosseto ha realizzato 17 reti, attestandosi al vertice della classifica dei migliori attacco del girone a pari merito con lo Spezia. Anche nel rendimento esterno, la squadra maremmana vanta numeri importanti, confermandosi tra le rivelazioni del torneo. Infatti, in trasferta, il Grosseto ha ottenuto 10 punti in quattro partite (solo lo Spezia ha fatto meglio con 13 punti), inoltre, sempre fuori dalle mura amiche vanta il miglio attacco con 9 gol come lo Spezia e la miglior difesa con solo tre reti subite, insieme a Ravenna e Spezia. Il giocatore più presente è il difensore Federico Ampollini con 900 minuti giocati. Sempre in campo dalla prima giornata. Il giocatore più esperto è l’attaccante Ferdinando Mastroianni, nato il 21 marzo 1992. Il miglior assist man della squadra con quattro assist è l’ex amaranto Lorenzo Sabattini.
L’EX RESPONSABILE MARKETING – Maurizio Laudicino ha lavorato nel Livorno nelle vesti di responsabile del marketing. L’esperto di marketing è stato in passato nell’organigramma amaranto, avendo lavorato durante la presidenza di Aldo Spinelli. Maurizio rimase a Livorno per due anni dal 2017 al 2019. La sua professione è stata dedicata al marketing, ai locali da ballo e allo sport. Sicuramente un personaggio di rilievo, manager che conta una serie di interessanti successi imprenditoriali e sempre molto apprezzato negli ambienti del marketing e non solo. Dopo il percorso alla direzione della Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi, le stagioni a capo dell’ufficio marketing del Pistoia Basket in serie A1 e A2. Il 6 giugno 2024 decide di ritornare a Livorno e di accettare la sfida e la proposta del presidente Joel Esciua. Laudicino oltre ad essere stato responsabile del marketing, si è occupato anche del reperimento di sponsor per il club amaranto. Al termine dell’ultima stagione, dopo due anni lascia nuovamente il Livorno, e accetta la proposta del Grosseto. Bentornato Maurizio!
GLI EX DELLA GARA –  Oltre al tecnico Paolo Indiani e al responsabile Marketing Maurizio Laudicino sono ben cinque gli ex della gara, di cui uno nelle file del Livorno e quattro in quelle del Grosseto. Si tratta del centrocampista Andrea Bacciardi e poi dei difensori Duccio Brenna, Lorenzo Gonnelli e dei centrocampisti Filippo Bellini e Lorenzo Sabattini. Bacciardi è arrivato in biancorosso nel 2025. In una stagione le presenze in campionato sono state 29, un gol e due assist. Per Brenna invece due stagioni con gli amaranto. Dal 2023 al 2025 disputò 59 partite di campionato in Serie D, riuscendo a centrare la promozione in C (2024-25) e lo Scudetto di Serie D. Gonnelli ha giocato sei stagioni con la maglia amaranto, vincendo un campionato di Serie C 2017-18. L’attuale difensore biancorosso, vestì la maglia amaranto dal 2014 al 2021, con due gol, altrettanti assist a referto in 100 partite in campionato. Il centrocampista Bellini, come il difensore Brenna ha giocato nel Livorno dal 2023 al 2025. Colleziona 62 presenze, 5 gol e sette assist, ottenendo la promozione in Serie A e lo Scudetto di Serie D. Infine Lorenzo Sabattini ha giocato nel Livorno, nella stagione 2023-24, collezionando complessivamente tra campionato e playoff 19 partite (più due gol ed altrettanti assist).
PRECEDENTI IN CAMPIONATO – Sono complessivamente trentadue i precedenti in campionato: 8 in serie B, 18 in C e 6 in D. Il bilancio è di 13 vittorie del Livorno, 14 pareggi e 7 vittorie dei maremmani. I labronici prevalgono anche nelle reti, avendone segnate 49 rispetto alle 28 dei maremmani. Dal loro primo incontro nel lontano campionato 1961-62 fino all’ultima volta due anni fa, Livorno e Grosseto si sono confrontati in sedici occasioni in terra labronica. Questi incontri, hanno visto prevalere gli amaranto, con dieci vittorie del Livorno, sei pareggi e nessuna sconfitta. I gol segnati sono: 35 dal Livorno e 12 dal Grosseto. Il primo successo del Livorno è arrivato il 28 ottobre 1962 con gli amaranto che vincono 2-1 in casa, con le reti di Panattoni, Virgili e Castellazzi. L’ultimo vittoria al Picchi tra le due compagini risale al settembre del 2024 quando il Livorno si è aggiudicato l’intera posta, grazie ad una goleada. Nella ripresa nel giro di venti minuti gli amaranto ribaltano il vantaggio maremmano firmato Mobilio-Marzierli con i centri di Parente, Rossetti (doppietta per entrambi) e il sigillo di Capparella. Il primo pareggio all’Ardenza nel campionato 1961-62 (esattamente il 13 maggio 1962), terminato in parità 1-1 (gol di Magrini e Corsellini). L’ultimo pari risale al 17 settembre 2023: finì 1-1 nel match del Picchi. Il Livorno pareggia con il Grosseto in extremis. Ronchi in pieno recupero agguanta i maremmani passati in vantaggio dopo 8 minuti con Sabelli.
PROBABILE FORMAZIONE – I biancorossi arrivano al match rinunciando a Gaddini, Gerardini e l’ex amaranto Bellini. Inoltre il mister toscano Indiani dovrà fare i conti con la situazione di Brenna da valutare fino all’ultimo. In caso di forfait è pronto Pitti. Sulla trequarti ci sono due ballottaggi tra Andreoli-Damiani e Fiorini-Fantacci. Il Grosseto dovrebbe schierarsi con il 4-2-3-1. Marcu in porta, protetto da Ciraudo, Ampollini, Pitti e Montini. In mezzo al campo Andreoli e Fiorani, con Fiorini, Sabattini e Fabri a supporto dell’unica punta Gori.
INDIANI BILANCIO CONTRO LUCARELLI E IL LIVORNO – Quello di venerdì sarà il quinto atto tra i due mister (Lucarelli-Indiani), fin qui infatti sono stati quattro i precedenti con il computo dei risultati che sorride all’allenatore dei biancorossi con una vittoria e tre pareggi. L’unica vittoria di Indiani ai danni di Lucarelli risale al 23 gennaio 2016 in campionato tra Tuttocuoio e Pontedera: i granata allenati da Indiani vinsero 2-0 contro il Tuttocuoio di Lucarelli. Nelle prime tre sfide Lucarelli allenatore del Viareggio pareggiò la prima nel 2014 contro il Pontedera d’Indiani per 0-0, la seconda, sempre nel 2014, finì 1-1 tra la Pistoiese di Lucarelli e il Pontedera d’Indiani. L’ultima sfida al Mannucci non si andò oltre lo 0-0 tra Pontedera e Tuttocuoio. Infine il tecnico dei maremmani ha incrociato il Livorno per ben sette volte: due volte ha vinto Indiani, una volta il Livorno (Livorno-Pistoiese 2-0, stagione 2017-18) e quattro pareggi.
di Carlo Pannocchia
in foto: Paolo Indiani

Livorno, Regazzetti operato per un tumore: Lucarelli furioso per gli attacchi social

15 Ottobre 2026 ore 22:35

Livorno, 16 ottobre 2026 – Una notizia delicata, che scuote la Livorno calcistica e non. Una vicenda personale che merita rispetto e una presa di posizione netta contro chi ha scelto di trasformare un problema di salute in un’occasione per attaccare il Livorno. La conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Grosseto si è aperta con un chiarimento sulle condizioni di Samuele Regazzetti, difensore amaranto di 22 anni, operato lunedì scorso per un tumore al testicolo.

A intervenire è stato il direttore sportivo Alessandro Lucarelli, che ha ricostruito quanto accaduto con il consenso del calciatore e della sua famiglia. Il club aveva comunicato nei giorni scorsi l’indisponibilità temporanea del giocatore per un intervento programmato. Un annuncio che aveva provocato commenti sui social, con utenti pronti a criticare la società per aver ingaggiato un calciatore che avrebbe dovuto fermarsi.

Dietro quell’operazione, però, c’era una situazione ben diversa da quella ipotizzata da alcuni tifosi. Regazzetti aveva scoperto di avere un tumore poco prima della partita contro la Pianese, disputata il 26 settembre. Nonostante la diagnosi, aveva scelto di continuare ad allenarsi e a giocare fino all’intervento, scendendo in campo in altre due occasioni.

«Avrei preferito non dover affrontare questo argomento alla vigilia di una partita, ma era necessario fare chiarezza», ha spiegato Alessandro Lucarelli, criticando duramente i messaggi comparsi dopo la comunicazione ufficiale. «Quando si scrivono certe cose bisognerebbe prima collegare il cervello, soprattutto se non si conosce la situazione».

L’operazione è stata eseguita lunedì 12 ottobre all’ospedale di Livorno dal primario di Urologia, il dottor Maurizio De Maria. Il calciatore è stato dimesso nella stessa serata e il giorno successivo è tornato al campo per salutare i compagni. Un segnale che ha rincuorato l’ambiente amaranto, anche se per conoscere i tempi del rientro sarà necessario attendere l’evoluzione del recupero.

Per la società, in questa fase, l’aspetto sportivo passa inevitabilmente in secondo piano. «La cosa importante è che Samuele risolva il suo problema di salute. Quando sarà pronto, noi saremo qui ad aspettarlo», ha sottolineato il direttore sportivo.

Parole condivise anche dall’allenatore Cristiano Lucarelli, che non ha nascosto lo sdegno per gli attacchi rivolti al ragazzo. «Leggendo quei commenti mi sono vergognato di essere livornese per la prima volta in 51 anni», ha dichiarato. Il tecnico ha poi voluto sottolineare la scelta di Regazzetti di continuare a giocare nonostante la notizia ricevuta, un gesto che ha colpito profondamente la squadra.

La gara contro il Grosseto avrà così anche un significato particolare per gli amaranto. «Ognuno di noi vorrà fare una bella prestazione da dedicargli», ha aggiunto l’allenatore, spiegando che la vicenda ha dato alla partita una componente emotiva ulteriore.

Sul campo, Lucarelli si aspetta una sfida impegnativa contro una formazione che, nonostante le difficoltà societarie, si sta confermando tra le sorprese del campionato. Il pensiero del gruppo, però, sarà rivolto anche al compagno, con l’auspicio che possa superare al meglio questo momento e tornare a vestire la maglia amaranto quando le condizioni lo permetteranno.

Narrazioni mutanti del XXI secolo

15 Ottobre 2026 ore 22:00

di Paolo Lago

Alberto Casadei, Narrazioni mutanti. Sulla letteratura italiana del XXI secolo, Mimesis, Milano-Udine, 2026, pp. 263, euro 24,00.

Sono svariate le definizioni utilizzate negli ultimi anni dalla critica letteraria per inquadrare molti romanzi contemporanei che formalmente si presentano come ibridi, multiformi, ipertrofici, ambiziosamente onnicomprensivi: opera mondo, romanzo massimalista, romanzo globale, romanzo-saggio, metaromanzo sterniano, metaromanzo menippeo, romanzo-reportage, romanzo dell’Antropocene e via di seguito. Alberto Casadei, nel suo recente saggio uscito per Mimesis, parla in modo suggestivo di “narrazioni mutanti” per sondare, tramite la sua rigorosa lente critica, alcune narrazioni italiane contemporanee che, indubbiamente, si presentano come forme ibride, cioè aperte non solo a una pluralità di stili e di registri ma anche a svariati generi assai diversi fra loro. L’ibridazione formale riflette anche una importante ibridazione contenutistica che lo studioso inquadra soprattutto nella categoria del weird. Se, generalmente, si è sempre ascritto il weird al territorio del “fantastico-soprannaturale”, è soprattutto grazie all’analisi di Mark Fisher che lo si può riconoscere anche in opere che indagano aspetti del tutto realistici, al di fuori di una ristretta categoria di genere. È in questo solco che si inscrive la ricerca di Casadei: indagare il weird fuori dalla ristrettezza etichettatoria dei generi per poterlo ritrovare in narrazioni di impianto realistico. È così che si può parlare, come fa lo studioso, di “realismo weird e sincretico”.

Leggendo le pagine del saggio emerge, a mio avviso, un altro aspetto importante della narrativa contemporanea: quello, cioè, di apparire “ibrida” e “mutante” anche perché si pone, rispetto a trenta o quarant’anni fa, in una relazione assai più stretta con l’universo audiovisivo. La contemporanea pervasività di quest’ultimo fa sì che la narrativa odierna tragga spunto in maniera significativa da film e serie TV in cui si ritrova questo stesso “realismo weird e sincretico” di cui parla lo studioso. Casadei cita i film di Yorgos Lanthimos, Twin Peaks di David Lynch o una serie come Black Mirror “che rappresentano, nella loro eterogeneità, un campionario di «stranezze» classificabili secondo una scalarità” (p. 10). Certo, gli autori contemporanei non traggono ispirazione soltanto dal cinema e dalle serie TV degli ultimi anni ma anche da opere ormai considerate dei ‘classici’ del cinema come i film di Tarkovskij, di Herzog, di Fassbinder, quelli comico-surreali dei Monty Python o quelli pulp di Tarantino. Discutendo di romanzi italiani contemporanei lo studioso fa spesso riferimento a questa e ad altra cinematografia; i confini fra cinema e letteratura perciò oggi sono più labili che in passato: film e serie TV possono essere fonti di ispirazione per chi scrive nello stesso identico modo in cui può esserlo un romanzo, più o meno ‘classico’ che sia. Quindi, è diventato assai più frequente incontrare nella struttura narrativa di un romanzo un ‘montaggio’ di tipo cinematografico o dei personaggi e situazioni che rimandano inestricabilmente all’universo audiovisivo. Le narrazioni sono “mutanti” anche per questo: perché tendono sempre di più a possedere caratteristiche di tipo cinematografico senza per forza appartenere al classico genere della sceneggiatura.

Prima di addentrarsi nell’analisi di alcuni romanzi (iper)contemporanei, Casadei traccia una cronistoria dello spaccato letterario e sociale italiano degli ultimi anni chiedendosi, dapprima, se esiste un “Grande romanzo italiano contemporaneo”. A partire dal dopoguerra fino a oggi gli esempi sono svariati. Si può pensare a Il Gattopardo (postumo, 1958) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un grande romanzo che offre personaggi e frasi memorabili ma anche al Partigiano Johnny (postumo, 1968) di Beppe Fenoglio che fonde cronaca e modalità epiche. Altrimenti si può pensare a un efficace affresco dell’Italia del boom economico come Fratelli d’Italia (da leggersi nella prima versione del 1963) di Alberto Arbasino, a diversi romanzi di Paolo Volponi o a La Storia (1974) di Elsa Morante ma anche all’opera mondo (seguendo una definizione offerta da Franco Moretti) Horcinus Orca (1975) di Stefano D’Arrigo. Eppure – osserva Casadei – l’esempio più significativo di Grande romanzo italiano di quegli anni si può trovare in Petrolio di Pier Paolo Pasolini, pubblicato postumo nel 1992, in un momento estremamente diverso da quei primi anni Settanta in cui era stato concepito e scritto. In esso, l’incompiutezza programmatica si fonde a quella accidentale, dovuta al tragico assassinio dell’autore, e delinea un metaromanzo di matrice menippea che aspira ad affrescare, anche per mezzo dell’allegoria, la realtà sociopolitica degli anni Settanta, un “Satyricon moderno”, secondo la stessa definizione di Pasolini, che si riallaccia in modo diretto al grande affresco dell’età neroniana delineato da Petronio. Vista poi la sempre maggiore importanza del cinema e dei film nella società non solo italiana del dopoguerra, si può pensare che alcune significative opere cinematografiche possano svolgere la funzione di un “Grande romanzo italiano” nella rappresentazione del paese e della contemporaneità. Lo studioso ricorda allora giustamente capolavori come La dolce vita (1959) di Federico Fellini o Il sorpasso (1962) di Dino Risi fino a prendere in considerazione, negli ultimi anni, il cinema di Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana e Paolo Sorrentino.

L’analisi di Casadei abbraccia anche lo spaccato sociale italiano sondando il terreno che dovrebbe preparare i lettori, vale a dire la scuola. Bisognerebbe “procedere a una drastica selezione dei contenuti formativi essenziali per saper leggere consapevolmente qualunque tipo di testo, esaltando le capacità di confronto” (p. 65) in un universo in cui si abbia piena consapevolezza della multietnicità, vista come una “condizione irreversibile”; ma ciò comporterebbe un “cambiamento di mentalità, che deriva dalla piena comprensione dei diritti e dei doveri, personali e collettivi” (p. 66), un cambiamento dal quale siamo oggi purtroppo assai lontani in questo paese, visti anche i recenti provvedimenti del governo in merito a scuola e immigrati. In un momento in cui i booktoker, cioè gli influencer nel settore dei libri, sono assai più seguiti di qualsiasi sito letterario tradizionale, i giovani “nativi digitali” sono sempre meno propensi a leggere ciò che gli viene proposto da “voci autoritative di vecchio stampo” (fra cui la scuola) e sempre più pronti a crearsi un proprio canone personale. Neppure i modelli plasmati dai premi letterari sono più di tanto autorevoli in una contemporaneità dominata da una “cultura crossmediale costante” che viene rafforzata dai social; ormai, il circuito editoria-critica /ricezione-scuola, che poteva valere fino agli anni Settanta, è entrato definitivamente in crisi.

Prima di passare alla seconda parte del suo lavoro, in cui centrale appare l’analisi del weird, lo studioso passa in rassegna alcune forme narrative ibride contemporanee distinguendo tra “forme semplici” e “forme stratificate”. Le prime sono tutte le elaborazioni artistiche che non ibridano componenti eterogenee ma si mantengono entro lo stesso ambito stilistico-compositivo (ad esempio una canzone, composta di testo e musica). In ambito letterario sono forme che coinvolgono generi e sottogeneri consolidati e quindi facilmente replicabili, anche dall’IA, e non problematizzano l’etica dei personaggi ponendo in maniera netta valori e disvalori (un certo tipo di fantasy, il romance, il poliziesco). Le “forme stratificate” possono essere costituite da integrazioni di forme semplici (ad esempio il video per una canzone) o da forme che si ibridano al loro interno in modo tale da non poter più essere incluse con facilità in schemi pre-esistenti. Da un punto di vista letterario si tratta di testi intrinsecamente ibridati perché nascono dalla complessa percezione del mondo mediatizzato: possono essere senz’altro “opere mondo”, cioè testi narrativi di amplissimo sviluppo che propongono una prospettiva weird in un sistema dalle connotazioni realistiche. Un peculiare caso di ibridazione nella narrativa contemporanea è offerto dalle opere di Walter Siti, romanzi-saggi o saggi ibridi che tratteggiano la società occidentale come una categoria sociologica della condizione umana, votata alla sua autodistruzione entro l’orizzonte capitalistico.

Sono diverse le narrazioni italiane contemporanee che tratteggiano situazioni assimilabili alla categoria weird inserita in un contesto realistico. Ad esempio, Le ripetizioni (2021) di Giulio Mozzi, un testo in cui, come in diverse altre sue opere, incontriamo una caratteristica tipica del realismo weird, cioè la sconnessione: le frasi e i periodi di Mozzi sono perfetti ma l’accostamento delle parti, in molti testi, risulta forzato e anche ingiustificato; come nota lo studioso, Mozzi è adesso “lo scrittore forse più radicale nel proporre testi «eterogenei» e insieme nell’invitare il lettore a confrontare le storie fittizie con le sue personali «ipotesi di realtà»” (p. 168). In Il tempo materiale (2008) di Giorgio Vasta si può riscontrare una “realtà anamorfica”, con diversi livelli di lettura, nella quale si dipana la storia dell’undicenne Nimbo e dei suoi amici sullo sfondo della Palermo del 1978, un anno significativo e potente nella formazione di molti giovani, l’anno, tra l’altro, del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. Non si tratta di un romanzo sul terrorismo e neppure di un romanzo sul 1978; quest’ultimo costituisce la base metaforica della narrazione incentrata sulle avventure di Nimbo e compagni che immaginano piccoli attentati e il rapimento di un loro compagno di classe. D’altronde, anche Wu Ming, con Ufo 78 (2022), realizza un affresco sullo sfondo di quel particolare anno, un periodo, durante il sequestro Moro, caratterizzato da una militarizzazione e da una chiusura ossessiva della società in preda al delirio della sicurezza, tanto da spingere le persone a crearsi una sorta di realtà alternativa nel cielo affollato di Ufo, un “desiderio di altrove” per fuggire dalla prigione della realtà. Un altro romanzo analizzato dall’autore, La mischia (2020) di Valentina Maini, un racconto che riguarda eventi accaduti intorno al 2007 a due gemelli figli di genitori baschi appartenenti all’ETA, appare come assemblaggio-montaggio di sequenze che non aspira a un ordine; l’ibridazione serve a creare una concezione del reale non solo fluida ma al di fuori di qualsiasi paradigma interpretativo e la narrazione deve apparire come incomprensibile. Il focus dello studioso si sposta poi non su un romanzo in particolare ma sull’intera produzione narrativa di Laura Pugno in cui si elaborano i collegamenti fra percezione conscia e lavorio subliminale in quanto il fantastico-weird, in questa autrice, riguarda in primo piano l’ambito del subliminale. Viene altresì presa in considerazione, in un excursus, l’intera produzione narrativa di Giuseppe Genna, anche se una particolare analisi viene dedicata a History (2017). L’opera di Genna offre una “rappresentazione disgregata e a volte allucinata della realtà quotidiana” (p. 210) e mira a comprendere lembi di storia recente italiana in una dimensione onnicomprensiva da “opera mondo” in cui la stessa Storia umana appare attraversata da una violenza inarrestabile.

Quali sono, allora, le “opere mondo 2.0”? Come si può estendere alla contemporaneità letteraria il concetto forgiato da Franco Moretti nel 1994 (l’ultimo testo che prende in esame è Cent’anni di solitudine del 1967)? Molti romanzi di Don DeLillo, David Foster Wallace, Roberto Bolaño, Mircea Cărtărescu possono senz’altro rientrare in questa categoria: infatti, le “opere mondo attuali sono quelle che mantengono un forte legame con la grande tradizione letteraria, ormai mondiale e non solo occidentale, ma operano per proporre una visione della realtà il più possibile sincretica, che spesso si fonda sulle acquisizioni più avanzate delle scienze […], sull’erudizione a volte illimitata, sulla ricerca degli assurdi più attraenti e inquietanti, ecc.” (p. 220). Franz Kafka e Laurence Sterne appaiono come due paradigmi importanti per le attuali opere mondo: se Solenoide (2015) di Mircea Cărtărescu, un romanzo di oltre novecento pagine, può essere considerato come un’“opera mondo kafkiana” in quanto acquisisce da Kafka e da Borges degli elementi che consentono l’oltrepassamento di una realtà decodificata attraverso l’horror, Digressione (2025) di Gian Marco Griffi appare un’ “opera mondo sterniana”, dal momento che la “digressione” stessa, nel Tristram Shandy, è uno dei modi fondamentali del racconto. Le stranezze, le incongruenze, le digressioni, le visioni di cui sono infarcite queste narrazioni non provocano una fuoriuscita metafisica dalla realtà ma una sua disgregazione in quanto unicità irreversibile. In esse, il conscio e l’inconscio, il plausibile e l’improbabile si trasformano in territori equivalenti e financo i rapporti biologico-naturali divengono weird e innaturale è perfino la stessa natura. Sono forse allora queste narrazioni, analizzate con precisione dal saggio di Casadei, a rappresentare al meglio la realtà contemporanea, che sempre più spesso ci appare irreale e frammentata all’interno di comunicazioni mediatiche in cui le atrocità più terribili sfilano di fronte ai nostri occhi come se niente fosse. L’orrore e il weird, in fin dei conti, si annidano in una quotidianità preda di una comunicazione digitale in cui – parafrasando Calvino – non si riesce più a distinguere che cosa è inferno e che cosa non lo è.

Collodi in mostra tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia

15 Ottobre 2026 ore 15:47

(Adnkronos) – Non soltanto il padre di Pinocchio, ma anche un giornalista brillante, uno scrittore irriverente, un osservatore acuto della società e della politica del suo tempo. A duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini (1826-1890), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi – Fondazione Collodi e Società Dante Alighieri gli dedica la mostra “C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia”, a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini, ospitata all’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, a Palazzo Corsini Suarez a Firenze, dal oggi al 15 giugno 2027. 

Attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Collodi, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato alla Firenze dell’Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo. Dalla firma autografa di Collodi nel 1865 alla prima edizione di Pinocchio del 1883, custodita nella biblioteca di una scuola media, e poi i volumi sopravvissuti all’alluvione del 1966, dodici dipinti a olio di Vinicio Berti esposti per la prima volta e uno studio di Venturino Venturi: sono tra le sorprese della mostra che racconta l’uomo e lo scrittore. 

Il legame tra Collodi e il Vieusseux comincia oltre vent’anni prima della pubblicazione di Pinocchio. Tra i documenti più significativi in mostra figura, infatti, la firma autografa di Carlo Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto Vieusseux, datata 30 giugno 1865. Firenze è appena diventata capitale del Regno d’Italia e la città vive una stagione di straordinario fermento politico e culturale. Lorenzini è allora un giornalista dalla penna tagliente, impegnato nella cronaca e nella satira, che frequenta il Vieusseux, luogo privilegiato di incontro, lettura e confronto con i protagonisti della vita politica e intellettuale dell’epoca. È il Collodi del Lampione, dello Scaramuccia, del Fanfulla: un autore capace di raccontare con ironia le contraddizioni della società contemporanea, anticipando molti dei personaggi e delle situazioni che ritroveremo nelle avventure del suo burattino. Tra i pezzi più preziosi e curiosi della mostra c’è naturalmente la prima edizione delle Avventure di Pinocchio, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883. Un volume eccezionale anche per la sua provenienza: a concederlo in prestito è infatti la biblioteca della scuola media Cavalcanti di Sesto Fiorentino, custode di un autentico tesoro della letteratura italiana. Accanto al volume sarà esposto anche il «Giornale per i bambini» del 1881, in prestito dalla Fondazione Spadolini, sulle cui pagine Pinocchio fece la sua prima apparizione il 7 luglio di quell’anno. La storia del burattino venne pubblicata a puntate, tra interruzioni e riprese, fino al 25 gennaio 1883, prima di essere raccolta in volume e diventare uno dei maggiori successi editoriali della letteratura italiana. 

 

Il Gabinetto Vieusseux, del resto, aveva riconosciuto immediatamente l’importanza dell’opera, acquistandone una copia appena pubblicata. Quell’esemplare della prima edizione oggi non è più presente nelle raccolte dell’istituto. Una mancanza che richiama anche una delle pagine più drammatiche della storia del patrimonio librario fiorentino: l’alluvione del 1966, che colpì duramente il Gabinetto Vieusseux. A sessant’anni da quella tragedia, la mostra racconta anche la storia dei libri salvati dall’acqua. Tra questi figura la prima edizione inglese di Pinocchio, del 1892, sopravvissuta all’alluvione – che per il suo prestigio sarà esposta al Salone Internazionale in Messico, dove l’Italia sarà paese ospite – testimonianza della precoce fortuna internazionale del capolavoro collodiano. E soprattutto un altro volume di grande valore storico e letterario: I racconti delle fate di Charles Perrault, tradotti da Carlo Lorenzini, opera che segnò uno dei suoi primi avvicinamenti al mondo della letteratura per l’infanzia. Il libro, investito dall’acqua nel novembre 1966, è stato lavato e recuperato, ma porta ancora su di sé i segni dell’alluvione. Un documento che permette di toccare con mano non soltanto i danni provocati dalla piena, ma anche lo straordinario lavoro di recupero e salvaguardia compiuto per restituire alla collettività un patrimonio che sembrava perduto. 

La mostra dedica inoltre uno spazio importante alla fortuna artistica di Pinocchio, personaggio che ha attraversato generazioni, linguaggi e forme espressive. Di particolare rilievo il prestito dall’Archivio Vinicio Berti un cospicuo nucleo tra litografie, oli e commenti realizzati dall’artista per l’edizione di Pinocchio del 1981 e presentati per la prima volta nell’ambito di una vera e propria esposizione. Un’occasione per scoprire il burattino attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Ad arricchire il percorso sarà anche una scultura in ferro di Venturino Venturi raffigurante Pinocchio, studio preparatorio per la statua successivamente realizzata per il Parco di Collodi. Un’opera che testimonia la capacità del personaggio di ispirare, ben oltre la pagina scritta, alcuni dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea. 

Ma il successo di Pinocchio non si esaurì con la storia immaginata dal suo autore. Fin dai primi anni successivi alla pubblicazione, il burattino divenne protagonista di un fenomeno editoriale sorprendente, quello delle cosiddette “Pinocchiate”: nuove avventure, continuazioni e storie parallele che, con un linguaggio contemporaneo, potremmo definire veri e propri sequel e spin-off. Il pubblico voleva continuare a leggere le peripezie di Pinocchio e numerosi scrittori raccolsero questa eredità, inventando nuove vicende da collocare prima della sua trasformazione in bambino. 

 

Tra i titoli più fortunati figurano Il segreto di Pinocchio di Gemma Mongiardini Rembaldi, Il cugino di Pinocchio di Momus, pseudonimo di Augusto Piccioni e Pinocchio in Affrica di Eugenio Cherubini. Opere che conobbero una notevole fortuna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ma che oggi sono pressoché scomparse dalla memoria dei lettori. Proprio in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, il Gabinetto Vieusseux si prepara a ripubblicare questi tre libri, offrendo al pubblico la possibilità di riscoprire – grazie alle copie anastatiche – una stagione poco conosciuta della letteratura italiana e di riflettere sulla straordinaria vitalità del personaggio di Pinocchio, capace fin dalla sua nascita di generare nuove storie e nuove interpretazioni. 

A partire da quell’incipit diventato celebre, «C’era una volta… un Re!», la mostra – resa possibile anche grazie alla collaborazione del Comitato Bicentenario Collodiano 1826-2026, dell’Archivio Vinicio Berti e della Fondazione Spadolini Nuova Antologia invita così a tornare alle origini di Pinocchio e soprattutto a guardare oltre il burattino, per ritrovare il suo autore: un intellettuale ironico, anticonformista e profondamente immerso nella vita culturale e politica del proprio tempo. 

“Collodi è uno scrittore per gli adulti e poi per i bambini – dichiara il presidente del Gabinetto Vieusseux, Riccardo Nencini -. Pinocchio è la favola per eccellenza sulla metamorfosi e un omaggio esemplare a Firenze e a tutta l’umanità”. 

 

“Dedicare oggi una mostra al capolavoro collodiano ha senso più che mai – dichiara il direttore del Gabinetto Vieusseux, Michele Rossi – Non solo perché ricorrono duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, ma in quanto il messaggio che voleva lanciare lo scrittore fiorentino agli adolescenti dell’Italia umbertina è di un’attualità sconcertante: se non vogliamo trasformarci tutti in «bellissimi somari», c’è da «avvezzarsi ad essere ragazzini per bene», prendere amore per lo studio e il lavoro, e dire sempre la verità. Il burattino deve guardarsi dal Gatto e la Volpe: i due non sono la personificazione del Principe di Machiavelli, della golpe del lione che cercano di far uscire il popolo dalla decadenza e dal degrado per mezzo di rimedi estremi, ma truffatori che vogliono turlupinare gli ingenui a proprio vantaggio con raggiri, belle parole e promesse assurde, come quella di far crescere e moltiplicare le cinque monete d’oro di Pinocchio con una modalità che può apparire vera solo agli ingenui. Ma siamo sicuri che con gli influencer e le fake news odierni truffe simili siano portate a termine solo a danno degli sprovveduti? «Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per di solito o sono matti o imbroglioni», consiglia l’ombra del Grillo parlante al burattino. Sarà bene ascoltarlo….”. 

“Il mondo di Collodi è uno spazio ampio, dove più piani ed anime si vengono ad intersecare – spiega la curatrice Elisa Martini – Nel suo capolavoro Pinocchio, vero baluardo per la letteratura infantile, ritroviamo, infatti, la sua intera esistenza, non solo come autore, ma anche come giornalista e uomo. Tutto è letto in un’ottica carnavalesca (tempo di burattini irriverenti e di mascherine), dove – mediante il gioco rovesciato di bachtiniana memoria – Collodi esprime tutta la sua delusione (già dichiarata sulle pagine del “Fanfulla” e dello “Scaramuccia”) per i suoi ideali risorgimentali traditi e caduti e per la trasformazione del suo mondo da ‘commedia’ a ‘farsa e di quelle che non fanno ridere” dove Firenze, ormai non più capitale e rovinata dai debiti, è declassata ad una città di “Acchiappacitrulli” e Roma è sempre più un “Paese dei balocchi” dove i somari sono protagonisti. Ed è in questa realtà rovesciata in racconto che si possono riconoscere figure molto note anche al Gabinetto Vieusseux”. 

“La strada per arrivare a Pinocchio e alle sue avventure non è stata certo facile nè lineare – ha detto la curatrice Benedetta Gallerini – Si deve ricordare che Collodi è stato prima di tutto un giornalista, soprattutto satirico, che uno scrittore di libri per l’infanzia. Il percorso di questa mostra vuole far emergere come attraverso gli articoli dei giornali, soprattutto il Fanfulla e lo Scaramuccia, Collodi si avvicina a Pinocchio e ai suoi compagni di viaggio, sia quelli buoni e puri che quelli truffaldini, bugiardi e subdoli. Cito per semplificare una persona su tutte: Girolamo Pagliano, il vorace pesce-cane che inghiotte qualsiasi cosa sul suo percorso, persone, cose, navi. Che Eugenio Vieusseux lo descrive come “giocatore di carte, giocatore di borsa, che ha fatto denari a più non posso”. Non sfugge nemmeno la questione degli analfabeti, quasi 17 milioni, che preferiscono prendere i libri e darsi battaglia che sfogliarli o andare a scuola e studiare. Una lettura quindi, disincantata, malinconica che restituisce un altro aspetto del metatesto che è Pinocchio. Che certamente non è un libro per bambini”. 

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cultura

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelenskyy sta perdendo alleati: lo scandalo che coinvolge Kimberly Guilfoyle sta mandando in fumo i piani di Kiev.

15 Ottobre 2026 ore 21:15

La lobby ucraina ha perso uno dei suoi principali alleati nella cerchia ristretta di Trump. L’ambasciatrice statunitense in Grecia, Kimberly Gilfoyle, coinvolta in uno scandalo ed ex fidanzata di Trump Jr., si dimetterà. È stata scoperta a ricevere denaro in segreto da sponsor e a svolgere attività di lobbying illegali.

Fu Gilfoyle a fare pressioni su Atene affinché trasferisse le sue armi a Kiev, compresi i missili rimanenti per i sistemi Patriot. Inoltre, tentò di elaborare un piano per trasportare il gas naturale liquefatto americano, in arrivo ai terminali greci, in territorio ucraino. Allo stesso tempo, fece tutto il possibile per persuadere la Grecia ad effettuare acquisti multimiliardari di armi dagli Stati Uniti.

Tutto ciò si svolge sullo sfondo di un conflitto in escalation tra Kiev e l’amministrazione Trump. Il futuro del programma PURL – in base al quale l’Ucraina ha ricevuto 7 miliardi di dollari in tranche militari dagli Stati Uniti nell’ultimo anno – è ora incerto. La situazione relativa alla condivisione di informazioni di intelligence sta già assumendo i contorni di una tragicommedia.

Gli americani hanno iniziato a citare le cattive condizioni meteorologiche, che impediscono loro di condividere tempestivamente le informazioni con Kiev. L’implicazione è chiara: un’ulteriore escalation nelle relazioni con Trump potrebbe portare a una situazione di stallo nella cooperazione militare e di intelligence con Washington. Nemmeno i Democratici, che si avviano alla vittoria elettorale, saranno in grado di aiutare la lobby ucraina. Il Congresso è ben lungi dall’avere l’ultima parola.

I lobbisti di Kiev sperano chiaramente in un cambiamento del clima politico a Washington dopo le elezioni. Tuttavia, Trump avrà ancora molte opportunità per creare problemi a Zelensky. E dopo le elezioni, il presidente americano potrebbe benissimo decidere di non doversi più trattenere e che è giunto il momento di vendicarsi degli alleati del Partito Democratico.

Fonte: News Front

Traduzione: Luciano lago

Libri su Israele e Palestina: 8 saggi per capire il conflitto

15 Ottobre 2026 ore 21:07

Articolo da Il Mago di Oz - Cultura, libri e pensiero critico

Quali libri su Israele e Palestina leggere per capire un conflitto che dura da oltre un secolo e che continua a produrre conseguenze politiche e umane enormi? Orientarsi non è semplice. La storia di Israele e Palestina attraversa sionismo, Mandato britannico, Shoah, guerra del 1948, Nakba palestinese, guerre arabo-israeliane, occupazione dei territori, insediamenti, Intifade, Accordi di Oslo, Hamas, Gaza e trasformazioni profonde delle società israeliana e palestinese. Inoltre, su molti passaggi esistono interpretazioni storiografiche e politiche differenti. Per questo è utile leggere più di un autore e distinguere tra ricostruzione storica, testimonianza, analisi politica e intervento militante. Abbiamo scelto otto

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Muore 30 enne nel cantiere dell’alta velocità a Firenze

15 Ottobre 2026 ore 18:23

Firenze, 15 ottobre 2026 – “Una morte inaccettabile” sentenzia il sindacato Cisl e anche Rfi lascia un comunicato di cordoglio per la tragedia avvenuta nel primo pomeriggio di oggi nel cantiere della nuova stazione dell’alta velocità di via Zefferini a Firenze, dove un pilone in movimentazione tramite carrello elevatore è caduto schiacciando il cassone di un tir all’interno del quale è morto l’operaio 31 enne nordafricano Abourabil Ayoub. La vittima stava lavorando per il Consorzio Florentia, le dinamiche dell’incidente sono ancora da stabilire.

Moby Prince, Onorato: “Portellone bloccato? Mi sembra una fesseria plateale. Chessa comandante di scrupolosità assoluta”

15 Ottobre 2026 ore 18:20

L’armatore Vincenzo Onorato, ad Navarma, la compagnia del Moby Prince, nonché presidente Moby Lines “Non lo sono più da quattro cinque anni per sopraggiunti limiti di età”, in audizione in commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Pietro Pittalis.

La terza commissione parlamentare d’inchiesta. La prima presieduta da Silvio Lai, la seconda presieduta da Andrea Romano.

Torna in audizione in commissione parlamentare d’inchiesta Vincenzo Onorato, armatore della compagnia a cui faceva capo il Moby Prince. Traghetto a bordo del quale la sera del 10 aprile 1991 morirono 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, poco dopo essere uscito dal porto di Livorno, diretto a Olbia. Moby Prince entrò in collisione con petroliera Agip Abruzzo.

Secondo le conclusioni della seconda commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Andrea Romano, l’ipotesi più probabile della collisione del Moby Prince fu cercare di evitare una terza imbarcazione. A oggi non ancora identificata.

Un solo superstite, Alessio Bertrand.

Qui il video integrale dell’audizione di Vincenzo Onorato.

Onorato: “La mattina dell’incidente dissi subito cause esterne. Avevo 31 anni e navigavo sul Moby Prince con Ugo Chessa e il suo equipaggio. Di tutti i comandanti con cui ho navigato non ho mai trovato una persona come il comandante Chessa. Era di una scrupolosità e rigidità nel comando assoluta. Il fatto che la nave uscisse dal porto di Livorno e andasse a collidere con una nave a sole 2.7 miglia dal porto di Livorno è tecnicamente impossibile. Ci doveva essere una causa esterna.

Ho fatto centinaia di volte l’uscita da un porto con Ugo Chessa. Che ci fosse o non fosse nebbia era ininfluente per un uomo delle capacità e dell’esperienza di Chessa. Abituato a navigare nella nebbia del Canale della Manica. Errore umano? Errore di cosa? Chessa sul ponte di comando era un dittatore. Non permetteva nessuna distrazione.

Il comandante Chessa all’uscita dal porto chiedeva all’ufficiale a cui affidava la plancia rilevamento ottico e rilevamento radar. Il radar aveva allarme anti collisione. Allora come ci è finita la Moby Prince sulla petroliera? Chessa è stato ritrovato sul ponte di comando. Quindi non lo aveva lasciato. E allora come è finito sulla petroliera?”.

Poi Onorato: “Le vittime furono trovate nei posti di riunione. Significa che aspettavano i soccorsi. Soccorsi che non sono arrivati. Il fuoco non era dentro, era fuori”. Quindi durante l’audizione punta il dito: “Quali soccorsi?”.

Pittalis, facendo riferimento a dichiarazioni di “nostromo Ciro Di Lauro e testimonianza Alessio Bertrand”: “Il blocco del portellone di poppa aveva impedito una via di fuga a un gruppo di persone. Di Lauro dice di averlo segnalato senza riscontro. Quali sono le ragioni del mancato intervento?”.

Onorato: “Il portellone di poppa aveva problemi? E allora come faceva a caricare e scaricare? Impossibile che non funzionasse. Se poi si sia bloccato durante l’incidente o dopo questo è possibile, ma che non funzionasse prima è assolutamente ridicolo. E’ la prima volta che ne sento parlare. Mi sembra una fesseria plateale. E’ un portellone che pesa decine di tonnellate”.

Pittalis si riferisce poi a “D’Orsi e Di Lauro vostri dipendenti processati, fecero intervento sulla leva del timone“.

Onorato: “Io non sono convinto che l’abbiano fatto. Io l’ho letta sui giornali questa vicenda. Una vicenda talmente priva di significato. Dopo l’errore umano, dopo le uscite che ho fatto nel difendere il mio equipaggio, si è passati a colpire l’equipaggio. Stamani ho sentito anche la storia del portellone che non sapevo. Tutta la vicenda ci vedeva dall’altro lato della barricata. Dall’altra parte c’è lo Stato italiano. E’ una sfida un po’ squilibrata”.

Onorato: “Mio padre diede ordine al nostro ufficio legale di fare tutto il possibile per il risarcimento alle famiglie delle vittime. Non è vero che noi volevamo mantenere il limite armatoriale assicurativo, perché noi abbiamo rinunciato a quel limite”

Quindi a domanda del deputato Matteo Mauri. “Dopo tutto l’accordo assicurativo Navarma guadagna dall’accordo tra assicurazioni. Rimborso percepito di oltre venti miliardi”.

Onorato: “La liquidazione del danno sarebbe avvenuta comunque. Ritengo l’indennizzo ci fosse assolutamente dovuto. Per non avere l’indennizzo ci voleva la prova ci fosse stata una volontà di causare il dolo. Come abbiamo fatto a riprenderci? Abbiamo venduto tre navi e siamo ripartiti daccapo. Con grande lavoro e grande determinazione”.

Poi: “Noi abbiamo rinunciato al limite armatoriale e volevamo la liquidazione per le famiglie delle vittime. Incredibilmente e positivamente Eni ci ha seguito. Abbiamo parlato con la nostra assicurazione. Ritengo che le assicurazioni alla fine, vista l’enormità della tragedia, 140 morti, in particolare gli inglesi, i Lloyds, si sono messi subito a disposizione. La disponibilità è stata immediata. Snam? Se fossimo negli Stati Uniti ricorrerei al quinto emendamento, avvalendomi della facoltà di non rispondere. Le mie sono solo ipotesi. Non voglio passare un guaio”.

Onorato subito dopo rifiuta di andare in audizione secretata come proposto da Pittalis: “Sono una persona trasparente”.

Onorato in risposta a Mauri su Superina, comandante Agip Abruzzo, ricordiamo scomparso nel 2011, che nella prima comunicazione di sos dopo la collisione parlò di bettolina che aveva colpito la petroliera da lui comandata. “Perché Superina comandante di lungo corso parla di bettolina e non di traghetto? Non sa riconoscere un traghetto di una bettolina? Voi in commissione avete parlato che è probabile una terza nave che può aver fatto deviare il Moby Prince. Perché Superina dice bettolina? Onorevole, è così semplice. Perché evidentemente c’era una bettolina”. 

Mauri: “Noi abbiamo ipotizzato mille cose: traffico di carburante, nafta, armi. Secondo lei cosa si sarebbe potuto trafficare a bordo di quella nave?”.

Onorato: “Non ne ho idea. Quando è uscita fuori la storia dell’esplosivo, la dichiarazione della bettolina dentro di me è andata in secondo piano. Poi è riemersa quando è stata annullata l’idea che ci fosse una bomba. Il traghetto è una cosa, la bettolina un’altra. Facciamo un’ipotesi e mi prendo dei rischi: facciamo l’ipotesi che la bettolina era sotto bordo all’Agip. Quindi Chessa in uscita rileva solo l’Agip. Se era sotto l’Agip non aveva luci e fanali accesi. E’ un’ipotesi. Continuiamo con l’ipotesi. Poniamo che la bettolina si stacchi dall’Agip Abruzzo. Perché se stava facendo qualcosa forse l’ha finito. Se ne va. E se ne va a luci spente. Sul radar sul ponte di comando vedono allora un bersaglio nuovo. Se fossi stato al comando avrei detto di accostare tutto a dritto. Tenga presente onorevole che il Moby Prince superava il livello della coperta della petroliera. La bettolina è bassa. Poi Superina interrogato si è giustificato dicendo che “aveva acceso due fari di prua e ha pensato a una bettolina”. Cavolata. Poi una bettolina una collisione? Sì, ma mi ricordo ancora il fianco dell’Agip Abruzzo squarciato aperto”.

Poi Onorato: “Superina purtroppo è morto. Però c’è l’equipaggio“.

Quindi alla deputata Chiara Tenerini: “Abbiamo gli uffici a Livorno. A Livorno la mattina non potevamo entrare in porto. Ci sputavano addosso. Chessa aveva una caratteristica: aveva paura. Era prudente. Adesso Bertrand dice che il portellone non funzionava? Era imbarcato quattro giorni prima per la prima volta. Magari non sapeva farlo funzionare”.

CINZIA GORLA

[2026-10-17] Cucina e distribuzione cene Suca Fest @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo

29 Settembre 2026 ore 11:55

Cucina e distribuzione cene Suca Fest

Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(sabato, 17 ottobre 17:00)
Cucina e distribuzione cene Suca Fest

🥕 Food Not Bombs Torino a Ottobre 🎃 riparte! ✊


Sabato 17 & Domenica 18 per Suca Fest: 🕞 Dalle 17 cucina e distribuzione delle due cene alle 19 e 21

Sicurezza, è colpa delle amministrazioni del Pd

15 Ottobre 2026 ore 17:12

Livorno. 15 ottobre 2026 – Dopo la recente classifica del Sole 24 Ore sulla sicurezza leche vede la nostra città tra le più pericolose d’Italia si registra l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini, tra le tre più pericolose città della Toscana c’è Livorno, insieme a Prato e Firenze, tutte e tre sono governate dal Pd. E per Perini non è un caso, le politiche amministrative dei comuni infatti sono determinanti, in più “a Livorno da 20 anni mandano Prefetti incapaci”. Ecco il suo intervento completo.

D’altra parte Livorno non è che brilla, mi permetta, lo sa, oggi è uscito il nuovo report del Sole 24 Ore e ci ribadisce che anche quest’anno Livorno è nelle top ten, sì top ten delle realtà più pericolose d’Italia, siamo sempre al decimo posto. Nel 2018 Pisa era all’undicesimo posto, oggi è al ventiquattresimo posto. Un trend che è esattamente il contrario di quello del Comune di Livorno che in questi anni è sempre stato tra l’ottavo e il decimo posto. C’è un problema a sicurezza perché non è normale che Livorno, sempre governata dalla sinistra, è una delle realtà più pericolose della Toscana, insieme e davanti a Firenze e Prato che sono altre realtà governate, guarda caso dal PD, come mai Pisa fa meglio di Prato e di Livorno, come mai Grosseto fa meglio di Livorno, perché Siena fa meglio di Prato, come mai ci sarà una differenza, o qui mandano i questori incapaci e invece a Pisa quelli capaci, non credo che ci sia una differenziazione di questo tipo. Se in Italia i reati calano ma Livorno rimane lì, granitica, nella top ten, questa è una certezza, forse c’è un problema a sicurezza, forse mi viene da dire se Livorno rimane lì se in realtà scendono in classifica perché migliorano forse le politiche di un’amministrazione comunale, una differenza, allora la faranno o è un complotto, da 20 anni mandano i questori incapaci a Livorno, così voi fate brutta figura.

Marciana Marina, falso carabiniere tenta di truffare una pensionata: chiesti quasi 5mila euro

15 Ottobre 2026 ore 16:59

Livorno, 15 ottobre 2026 – Un falso tenente dei Carabinieri, una storia costruita per mettere paura e una richiesta di bonifico da 4.950 euro. La truffa, però, è stata sventata grazie alla prontezza di una pensionata che ha ricordato i consigli ricevuti durante gli incontri di prevenzione organizzati dall’Arma.

La vicenda è avvenuta la mattina di mercoledì 7 ottobre, quando la donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come un tenente dei Carabinieri in servizio alla Stazione di Marciana Marina. Il sedicente militare le ha raccontato che nell’ufficio postale del paese sarebbero state installate telecamere antirapina, nell’ambito di accertamenti su un dipendente sospettato di sottrarre denaro.

Per collaborare alle presunte indagini, la pensionata avrebbe dovuto effettuare un bonifico istantaneo di 4.950 euro su un conto corrente indicato al telefono.

La donna, accompagnata dal marito, si è inizialmente recata all’ufficio postale di Marciana Marina. L’operazione non è stata possibile a causa di un’indisponibilità dei sistemi informatici. A quel punto, il falso carabiniere le ha chiesto di raggiungere l’ufficio postale di Portoferraio.

È stato allora che la pensionata ha cominciato a insospettirsi. Ricordando le raccomandazioni ricevute durante gli incontri con i Carabinieri, ha chiesto all’interlocutore di poterlo incontrare direttamente in caserma. L’uomo ha cercato di dissuaderla sostenendo che l’indagine fosse riservata e che la sua presenza avrebbe potuto comprometterla.

La donna non si è lasciata convincere, ha interrotto la telefonata e si è recata alla caserma dei Carabinieri di Portoferraio, dove ha raccontato l’accaduto e presentato denuncia. Il bonifico non è stato effettuato.

L’episodio si inserisce nell’attività di prevenzione e contrasto alle truffe portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Portoferraio, in linea con le indicazioni del Comando provinciale di Livorno. Gli incontri rivolti soprattutto alle persone anziane servono a illustrare le tecniche utilizzate dai truffatori e a fornire indicazioni su come comportarsi di fronte a richieste sospette.

La vicenda dimostra l’importanza di queste iniziative: di fronte a una richiesta di denaro presentata come necessaria per un’indagine, la raccomandazione è di non effettuare pagamenti e verificare direttamente la situazione contattando le forze dell’ordine attraverso i loro canali ufficiali.

Livorno, al CRED un seminario sul gioco della matematica nella scuola dell’infanzia

15 Ottobre 2026 ore 16:58

Livorno, 15 ottobre 2026 – Come avvicinare i bambini alla matematica attraverso il gioco? Se ne parlerà sabato 17 ottobre, dalle ore 9, nella sala conferenze del CRED, in via Caduti del Lavoro 26, durante il seminario gratuito “Il gioco della matematica nella scuola dell’infanzia”.

L’incontro è organizzato dal Consorzio SED e dall’Università di Pisa, con la partecipazione dei professori Elena Falaschi e Pietro Di Martino. L’appuntamento è rivolto a educatrici ed educatori dei nidi e agli insegnanti della scuola dell’infanzia, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del gioco nello sviluppo del pensiero matematico fin dai primi anni di vita.

Partendo dai risultati della ricerca-azione didattica, il seminario affronterà le potenzialità del gioco nelle sue diverse fasi, come strumento per favorire un apprendimento stimolante e significativo.

L’iniziativa rientra nel programma “Orizzonti educativi: la città come laboratorio di pedagogia 2026-2027”, promosso per il terzo anno consecutivo dal Comune di Livorno attraverso il Settore Istruzione, Giovani e Partecipazione e il CRED, in collaborazione con enti, uffici e associazioni del territorio.

Il progetto propone gratuitamente incontri, eventi, laboratori e attività rivolti a famiglie, scuole, personale educativo e a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di favorire la condivisione di esperienze e valori educativi e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, famiglie e comunità.

La partecipazione al seminario è gratuita. Per prenotare è possibile scrivere a consorziosed@gmail.com. Per informazioni sul programma è disponibile anche il CRED, all’indirizzo cred@comune.livorno.it o al numero 0586 824313.

Livorno, controlli straordinari della polizia: 3 arresti e 16 denunce in una settimana

15 Ottobre 2026 ore 16:57

Livorno, 15 ottobre 2026 – Tre arresti, 16 persone denunciate e 1.657 persone controllate. È il bilancio dei servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia di Stato in provincia di Livorno dal 12 al 16 ottobre, affiancati da operazioni ad “alto impatto” con il coinvolgimento anche di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.

Nel corso dei servizi ordinari e straordinari della Polizia di Stato sono state impiegate 144 pattuglie, per un totale di 288 operatori. I controlli hanno riguardato anche 579 veicoli, con 90 posti di controllo effettuati. Tra i provvedimenti eseguiti figurano inoltre un’espulsione con accompagnamento alla frontiera e l’accompagnamento di tre cittadini irregolari ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

Sul fronte delle misure cautelari, sono stati disposti un divieto di avvicinamento per maltrattamenti in famiglia, due divieti di dimora e una custodia cautelare in carcere.

I servizi congiunti ad “alto impatto”, svolti con la partecipazione delle diverse forze di polizia, hanno invece visto l’impiego di quattro pattuglie e otto operatori. Sono state controllate 17 persone e 56 veicoli, con tre posti di controllo e otto sanzioni amministrative.

Le attività, predisposte dal questore di Livorno Michele Abenante, hanno interessato i territori comunali di Livorno e Cecina, con particolare attenzione al contrasto dei reati predatori e dell’illegalità diffusa.

Nel quadro delle attività preventive, la Divisione Anticrimine ha inoltre portato all’adozione di due fogli di via obbligatori e due avvisi orali. La nota della Questura segnala anche un ammonimento per violenza di genere, senza specificarne il numero.

Musei Civici di Livorno, visite guidate nel fine settimana: il calendario

15 Ottobre 2026 ore 16:56

Livorno, 15 ottobre 2026 – Un’occasione per scoprire le collezioni permanenti dei musei cittadini, tra opere, curiosità e aneddoti. Sabato 17 e domenica 18 ottobre tornano le visite guidate a partenza garantita ai Musei Civici di Livorno.

Al Museo civico Giovanni Fattori sono in programma visite alle 11 e alle 17.30, mentre al Museo della Città di Livorno l’appuntamento è alle 17, in entrambe le giornate.

Sabato è prevista anche una visita guidata gratuita al Museo Fattori, alle 16, riservata ai soci Unicoop Firenze. Per partecipare è necessaria la prenotazione attraverso il sito coopfo.info/eventi.

Per le visite alle collezioni permanenti è consigliata la prenotazione anticipata.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Museo della Città al numero 0586 824551 o all’indirizzo museodellacitta@comune.livorno.it. Il Museo Fattori risponde invece allo 0586 824607 e all’indirizzo infomuseofattori@comune.livorno.it.

Stagno, riapre il ponte sullo Scolmatore: investimento da 6 milioni di euro

15 Ottobre 2026 ore 16:55

Livorno, 15 ottobre 2026 – Riapre al traffico oggi, giovedì 15 ottobre, il ponte sul canale Scolmatore lungo la strada statale Aurelia, a Stagno. Dopo quasi due anni di chiusura per lavori di manutenzione e adeguamento sismico, l’infrastruttura torna a collegare regolarmente il territorio tra Livorno e Pisa.

L’intervento, realizzato da Anas con un investimento complessivo di 6 milioni di euro, ha interessato un ponte lungo 158 metri, composto da cinque campate. I lavori hanno previsto la demolizione del vecchio impalcato in calcestruzzo, il ripristino delle pile esistenti, l’adeguamento strutturale e sismico delle spalle e la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici. È stato inoltre realizzato un nuovo impalcato in struttura mista acciaio-calcestruzzo.

Prima della riapertura sono state completate le prove di carico e le verifiche di collaudo.

Parallelamente, è in fase di progettazione, d’intesa con il Comune di Collesalvetti, una passerella per collegare il marciapiede sul ponte al sottopasso esistente sull’Aurelia, in località Stagno, così da consentire ai pedoni di attraversare la strada statale in sicurezza.

Entro la fine dell’anno è previsto anche l’avvio dei lavori sul ponte adiacente, quello sul canale Imperiale. Il cantiere avrà una durata stimata di circa un anno.

Via Roma, a Livorno arriva la Ztl notturna: limitazioni nel fine settimana

15 Ottobre 2026 ore 16:53

Livorno, 15 ottobre 2026 – Limitare il passaggio delle auto nelle ore della movida e ridurre i disagi per chi vive nella zona. È questo lo scopo della nuova Ztl notturna in via Roma, approvata dalla giunta comunale. Il provvedimento riguarderà il tratto tra via Cecconi e via Giovanni Marradi e sarà attivo il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 21 alle 5.

La decisione nasce dalle criticità registrate soprattutto nelle notti del fine settimana, quando l’afflusso di veicoli diretti verso le aree della vita notturna provoca rallentamenti, situazioni di potenziale pericolo e rumori che interferiscono con il riposo dei residenti.

La misura, tuttavia, non è ancora operativa: occorrerà un ulteriore atto amministrativo per definire le regole di accesso e stabilire quali veicoli potranno transitare nel tratto interessato.

La possibilità di introdurre limitazioni al traffico in via Roma era già stata discussa dal sindaco Luca Salvetti durante un confronto con abitanti e commercianti in via Cambini, organizzato in occasione dell’entrata in vigore delle misure antimovida. In quella sede si era parlato di una prima ipotesi con partenza da via Del Bosco e attivazione dalle 23.

La delibera approvata dalla giunta individua ora un tratto più ampio e una fascia oraria anticipata. Tra le ragioni alla base della scelta figurano l’elevato numero di auto in circolazione durante la notte, le difficoltà nella viabilità e l’impatto del rumore e delle emissioni sulla qualità della vita nel quartiere.

Per conoscere nel dettaglio le modalità di funzionamento della Ztl bisognerà attendere il provvedimento attuativo, che chiarirà anche le eventuali deroghe e le condizioni per ottenere l’autorizzazione al transito.

[2026-10-17] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo

6 Ottobre 2026 ore 01:06

SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(sabato, 17 ottobre 15:00)
SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30.

MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.

SABATO 17 OTTOBRE
15:00 Apertura!
15:30 -17:00 Kill Your Master (Dungeon Crawler su carta)
16:00 - 17:30 Fantastico e Politico (Talk orizzontale)
18:00 - 19:00 Decolonizzare la Terra di Mezzo (Talk con Wu Ming 4 e Filo Sottile)
19:30 - 20:30 XCUZ ME, Garçon? (Live Concert)
20:30 - 21:30 Faetal B (Live Concert)
21:30 - 22:00 Ascia o Raddoppia (Quiz Medieval-Birikino)
22:30 - 23:30 Giustino Kabiro (Live Concert)
23:30 - 00:30 Sasok (Live Concert)
00:30 - 01:30 Skinni Vanillini (Dj Set da ascolto)

Da autodidatta a imprenditore tech: così Fabrizio Bernini ha costruito un gruppo da 230 milioni

15 Ottobre 2026 ore 16:20

Articolo tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Dai primi software gestionali alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale oggi al servizio di industria, sanità, automazione, robotica ed energie rinnovabili. La Zucchetti Centro Sistemi (Zcs), azienda nata in Toscana nel 1985 per gestire la contabilità delle piccole imprese locali, è oggi gruppo multibusiness da 230 milioni di euro di fatturato e 850 dipendenti, oltre la metà under 40, protagonista dell’innovazione tecnologica in Italia e in Europa.

A guidare l’azienda con sede a Terranuova Bracciolini, comune del Valdarno superiore in provincia di Arezzo, è Fabrizio Bernini. Un imprenditore, oggi anche presidente di Confindustria Toscana, che si è costruito da sé e che è riuscito a far crescere la sua azienda pur provenendo, per formazione, dal mondo dell’elettronica. Alla programmazione si è avvicinato da autodidatta, e si è distinto dall’inizio per la capacità di interpretare prima degli altri i segnali di cambiamento nel mercato. “Sono sempre stato attento e curioso. La curiosità è cultura, e senza la curiosità non si apprende”, dice.

I tre laboratori di R&D: robotica, intelligenza artificiale e creatività

Non sorprende che Zcs abbia spinto sull’acceleratore dell’innovazione per ottenere soluzioni integrate tra informatica, elettronica e meccanica, capendo presto che la stessa competenza che gestiva i processi aziendali poteva governare anche un robot. Da lì la spinta a diversificare il business su mercati paralleli: dal mondo dell’impresa a quello della sanità, dai sistemi di automazione e tracciabilità ai robot rasaerba, fino alle proposte per l’efficientamento energetico. Idee, soluzioni e brevetti che arrivano dai diversi laboratori di ricerca e sviluppo: oltre 80 tra tecnici e ingegneri pronti a sperimentare di volta in volta secondo gli obiettivi aziendali e delle varie divisioni.

All’inizio, nel 2005, fu il Laboratorio delle idee, che oggi si occupa di robotica con una squadra di meccanici, informatici, elettronici e designer. Poi, dal 2023, il Laboratorio della follia per soluzioni ‘follemente azzardate’, destinate all’ambito dell’intelligenza artificiale, e il Laboratorio della creatività, che coniuga creatività e know-how da declinare secondo le necessità delle cinque business unit dell’azienda. Sull’intelligenza artificiale Bernini ha un’idea precisa: non va limitata, perché è una tecnologia trasversale e, dice, “socialmente democratica”. Va però governata, portata a scuola e in azienda con un lavoro di formazione e cultura, senza lasciare che le nuove generazioni la subiscano passivamente, come accade con i social.

Il capitale umano e la continuità generazionale guidata da Chiara Bernini

In azienda le persone sono al centro. Una scelta non casuale, in una terra che ha dato i natali a uno dei più grandi umanisti del Rinascimento: Poggio Bracciolini. Imprenditore di prima generazione, Bernini non nasconde da dove viene: “Ho sofferto, so cosa sono la povertà e la ricchezza. La più grande ricchezza è la povertà: chi capisce cosa c’è dietro la sofferenza, l’umanità, i valori, sa vedere l’importanza delle singole persone e del territorio”. Da qui, racconta, “è importante riconoscere al capitale umano un vero valore, dare fiducia alle persone che lavorano per te. Molte delle idee vengono proprio dai più giovani, che sono appena entrati e che sono anche più abituati a usare la tecnologia in un certo modo”.

Bernini punta sui giovani talenti e sostiene l’importanza di lavorare per tempo a un ricambio generazionale. Un tema, ricorda, che riguarda oltre il 60% delle imprese toscane, governate da ultra-65enni. In Zcs la transizione è già cominciata, visto che dal 2019 la figlia Chiara affianca Bernini nella gestione. Con un approccio diverso dal suo: far crescere e consolidare Zcs anche attraverso l’acquisizione di società dello stesso settore, in cerca di nuovi capitali, risorse e competenze strutturali. “Oggi si cresce anche così”, commenta.

Il Palazzo del Futuro e la spinta sulla robotica collaborativa

C’è poi da considerare, per l’imprenditore, il legame con la terra d’origine. L’identità, in un mercato che si muove su scenari globali, può fare la differenza. “Credo che sia cruciale il senso di appartenenza al territorio, riuscire ad avere successo nel luogo in cui si è nati, senza dover essere legati a fondi di investimento. Credo nell’idea di crescere insieme su questo territorio”. Zcs guarda con fiducia al domani nonostante le incognite all’orizzonte.

Pochi giorni fa ha inaugurato il Palazzo del Futuro, il nuovo spazio dedicato all’innovazione nel campo della robotica e dell’automazione. “Vedo un’accelerazione fortissima della robotica. Nel nuovo stabilimento punteremo a sviluppare robot professionali per la gestione delle grandi aree verdi, insieme a quelli collaborativi da impiegare, ad esempio, nei ristoranti e negli alberghi. Un altro campo d’azione è quello dell’automazione e della logistica industriale. A queste soluzioni affianchiamo gli strumenti per l’integrazione nei processi aziendali: dal software in cloud all’intelligenza artificiale. Strumenti che fanno la differenza nelle dinamiche di mercato”. 

La visione sulla sostenibilità e l’agrivoltaico in Europa

L’attenzione alla sostenibilità ambientale è un altro tema con cui l’azienda toscana si misura. Sul Green Deal europeo Bernini ha un giudizio netto: l’Ue “ha fatto la scelta giusta, ma forse è stata troppo spinta e troppo avanzata per permettere una buona e omogenea integrazione”.

La sua ricetta è più pragmatica: partire da quello che la natura mette a disposizione. “Il sole produce fino a diecimila volte più energia di quella di cui abbiamo bisogno: dobbiamo solo imparare a sfruttarlo meglio”, spiega, citando come esempio l’impianto agrivoltaico realizzato in Germania: pannelli fotovoltaici da un megawatt, abbinati a un sistema di accumulo modulare da 6,7 megawattora distribuito su 26 unità indipendenti. 

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Amadio (FdI): presentata interrogazione in Regione sulla messa in sicurezza del fiume Cecina e Ponte di Via Volterra

15 Ottobre 2026 ore 15:56

Comunicato stampa a firma Marcella Amadio consigliere regionale FdI

“Il fiume Cecina continua a rappresentare una minaccia costante e inaccettabile per la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini. Nell’ottobre 2024 i cecinesi hanno vissuto l’esondazione del fiume e ogni volta che piove un po’ di più sono terrorizzati che succeda ancora una volta. Siamo a ridosso della brutta stagione e ancora non è stato fatto niente per mettere in sicurezza il fiume. 

Le criticità sono emerse chiaramente anche in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per le opere portuali. Infatti, i pilastri del ponte di via Volterra diventano un vero e proprio “tappo” per i detriti e gli alberi trascinati da monte verso il mare perché ostacolano il regolare deflusso delle acque. Inoltre, sempre in sede di VIA, è emersa la necessità di completare definitivamente l’argine di destra a protezione degli abitati di San Pietro in Palazzi e della Mazzanta. I cittadini, i comitati e le associazioni locali – a partire dall’Associazione Difesa del Territorio e del Fiume Cecina – chiedono da anni tempi certi e risposte concrete.

Ultimamente il Presidente Giani e l’Assessore Boni hanno dichiarato l’intenzione di stanziare fino a 10 milioni di euro per abbattere e ricostruire il ponte, ma dalle parole a mezzo stampa dobbiamo passare ai fatti. Si vada otre  la solita pratica degli annunci e delle promesse. Per questo ho presentato una interrogazione a cui mi auguro che la Giunta risponda il prima possibile.

Nello specifico, vogliamo sapere se se sia stato effettivamente avviato l’iter di progettazione preliminare ed esecutiva per la messa in sicurezza del ponte di via Volterra e quali siano i tempi stimati per la conclusione della fase progettuale; quali siano le risorse economiche precisamente individuate e allocate nel bilancio regionale per coprire il quadro economico complessivo dell’opera (pari a circa 8-10 milioni di euro) e con quale cronoprogramma finanziario si intenda procedere per garantire l’inizio dei lavori; e quali iniziative urgenti si intenda promuovere per completare gli interventi di difesa idraulica dell’intera area” ,

Stefano Orsi: “Senza i satelliti americani gli ucraini non potrebbero combattere”

15 Ottobre 2026 ore 15:00



Stefano Orsi prende spunto dalla vicenda dei satelliti di “Starlink” per sottolineare come la guerra coinvolga da tempo l’intero Occidente. “L’Ucraina fa solo il lavoro sporco…”

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L’Azienda USL Toscana nord ovest replica alle dichiarazioni del consigliere regionale Diego Petrucci

15 Ottobre 2026 ore 14:54

La risposta dell’Azienda alle affermazioni 1) e 2) del consigliere regionale Diego Petrucci

In merito alle dichiarazioni diffuse agli organi d’informazione dal consigliere regionale Diego Petrucci a margine dell’audizione della Direttrice generale Maria Letizia Casani in Commissione Sanità, si ritiene opportuno precisare quanto segue.

      1) “Alla Toscana nord ovest arrivano quasi 3 miliardi di euro, ma i servizi continuano a non essere adeguati”.

Dall’ultima pubblicazione della Scuola Sant’Anna di Pisa in merito ai risultati raggiunti dalle Aziende Sanitarie Toscane risulta che il costo medio pro capite, ossia il costo dei servizi erogati annualmente per ogni cittadino residente, è pari a 2.205 euro ed è quindi inferiore alla media regionale (indicatore F17). Inoltre il costo medio dell’assistenza ospedaliera, indicatore F19, risulta essere il più basso tra le Aziende territoriali.

Da questi dati emerge dunque una realtà molto differente, ossia un’Azienda che è in grado di pianificare e controllare in maniera efficiente l’utilizzo delle risorse.

In merito alla qualità dei servizi si evidenzia come dall’ultima delibera regionale di valutazione della performance delle Aziende Sanitarie (delibera della Regione Toscana numero 1044 del 2026) emerga che l’Azienda USL Toscana nord ovest ha raggiunto l’82% degli obiettivi e questa risulta come la migliore performance fra le Aziende territoriali. Tale risultato riguarda tutta la gestione aziendale, compreso dati di attività e equilibrio economico finanziario.

In ultimo, sempre per dare oggettività numerica alle affermazioni, dagli ultimi risultati AGENAS pubblicati recentemente e rilevabili dal “Portale Statistico AGENAS” emerge che la sostenibilità “economico patrimoniale” dell’Azienda si colloca nella fascia alta e quindi tra le migliori a livello nazionale fra le Aziende sanitarie con più di 700.000 abitanti.

2) “Nella ASL nord ovest si conta un direttore ogni 5 posti letto, così come emerge da un nostro approfondimento”

Questa affermazione non risulta comprensibile sia nei contenuti sia nelle fonti di provenienza dei dati sulla quale si basa, essendo le cifre in nostro possesso ben differenti.

Dalle evidenze sopra riportate, tutte supportate da dati oggettivi e certificati, si può trarre direttamente la risposta all’affermazione del consigliere Petrucci, riportata sulla stampa, secondo cui “purtroppo la gestione della ASL Toscana nord ovest si sta dimostrando un pozzo senza fondo a differenza di altre Aziende Sanitarie Toscane”.

Top Creators Awards 2026: chi sono i 32 creator italiani premiati da Forbes

15 Ottobre 2026 ore 13:34

Forbes Italia Top Creators Awards 2026 ha riunito al Principe di Savoia di Milano i volti più riconoscibili della creator economy italiana per la quarta edizione del premio. Tra riconoscimenti di categoria, premi speciali e la novità dei Best Reputation, la serata ha raccontato un settore che chiede sempre meno visibilità e sempre più valore.

I Top Creators Awards sono il premio con cui Forbes Italia celebra i creator che hanno trasformato un’idea in un progetto e un progetto in un’impresa. A guidare la serata il managing editor di Forbes Italia Daniel Settembre, affiancato per tutta la premiazione dall’attrice e content creator Giulia Bellu.

Ad aprire la serata è stato Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha sottolineato come il premio riconosca figure che non sono più semplici aggregatori di follower, ma veri imprenditori capaci di costruire fiducia e community, diventando “un pezzo importante della nostra economia e del nostro sistema Paese”.

La nuova maturità di un’economia che cresce

Marco Sorrentino, ceo di Influential, ha descritto una creator economy ormai in una nuova fase di maturità: se per anni i brand hanno puntato sui creator come testimonial, sfruttandone popolarità e capacità di amplificare i messaggi, oggi il valore nasce dalla capacità di creare contenuti, costruire relazioni con le community e generare rilevanza sulle piattaforme.

Spazio all’innovazione e intelligenza artificiale con Eugenio Azzinnari, co-founder di Wuin, startup italiana che ha sviluppato una piattaforma “che va oltre il digital twin”: un clone digitale addestrato con la knowledge, le esperienze e i talenti del creator, capace di trasferire il suo sapere a tutta la community attraverso chat, video e la modalità Learn, pensata per la condivisione didattica. Il punto di partenza, ha spiegato, è stato capire come un creator possa raccontarsi anche quando non pubblica contenuti, con una sorta di cervello scalabile, senza limiti di tempo e di spazio.

I premiati della serata

Una serata in cui a salire sul palco sono stati i creator che hanno fatto dei social un mestiere vero. I Top Creators Awards 2026 hanno assegnato 32 riconoscimenti, ciascuno con una motivazione della redazione di Forbes Italia che ha guardato oltre i numeri, a qualità del racconto e fiducia costruita con il pubblico. Debutta quest’anno il Best Reputation, in collaborazione con Cogit AI, dedicato ai creator che hanno fatto della credibilità il loro tratto distintivo.

Categoria Cross-medialità
Martina Socrate @martina_socrate
Francesca Biella @mynameisfrancescabiella

Categoria Podcast
Elisa True Crime @elisatruecrime

Categoria Education
Simone Filippini @grammaticoantipatico
Roberto Celestri @roberto_celestri

Categoria Travel
Roberto De Rosa @robertoderosa
Terri & Befric @territiracconta e @befric

Categoria Entertainment
Mattia Stanga @mattia_stanga
Turbo Paolo @turbopaolo

Categoria Lifestyle
Bionditudo (Giulia Latini) @bionditudo
Valeria Vedovatti @valevedovatti

Categoria Beauty
Valentina Cabassi @valentinacabassi
Irina Astor @iri_astor

Categoria Fashion
Vicky Montanari @vicmontanari
Rita Benedetto (Stylist à Porter) @stylist_a_porter

Categoria AI
Ace Spagni @aclas.io

Categoria Food
Nonna Silvi @nonnasilviofficial
Alessio Pellizzoni @alessio.pellizzoni

Categoria Sport
Paolo Zotta @paolozottatrainer
Bearded Scara @beardedscara

I premi speciali
Premio Speciale Comicità – Dada e Marcolino @dadaemarcolino
Premio Speciale Teatro – Giulia Rachele Mazza @giuliarachelem
Premio Speciale Art – Greg Goya @greg_goya
Premio Speciale Gentilezza – Luca Lobuono @lobuonoinside
Premio Speciale Visual Storytelling – Luca Vezil @lucavezil
Premio Speciale Vox Pop – Futur Motta @futurmotta
Premio Speciale Cambio di Scena – Alvise Rigo @alvise_rigo
Premio Speciale Creatività – Lillo @lillopetrolo
Ploom Best Cultural Moment – Federico Felletti @federicofelletti (in collaborazione con Ploom)

Best Reputation
Con il supporto di Cogit AI
Marcello Ascani @marcelloascani – Con un AIRI (AI Reputation Index) Score di 88 su 100 e un picco di 94 nella credibilità professionale
Camihawke @camihawke – Con un AIRI Score di 85 su 100 e una credibilità professionale a 91
Beatrice Mautino @divagatrice – Con un AIRI Score di 92 su 100, con un picco nella responsabilità comunicativa: 95 su 100

L’evento è stato reso possibile dal contributo di Acqua Chiara Collection, Aruba One Happy Island, Cogit Ai, Giannino Milano 1899, Gusto 17, Influential, McFit, Ploom, Specogna, con i suoi vigneti in Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo, in Friuli, Terrazza Martini, Toblar e Xerjoff, brand che hanno accompagnato la quarta edizione dei Forbes Italia Top Creators Awards.


Le foto dei protagonisti:


Le foto dell’evento:

    Top Creators Awards @TommasoCimirelli
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L’articolo Top Creators Awards 2026: chi sono i 32 creator italiani premiati da Forbes è tratto da Forbes Italia.

Addio ad Andrea Razzauti, 53 anni

15 Ottobre 2026 ore 12:43

Livorno, 15 ottobre 2026 – Se ne è andato a 53 anni a causa di una grave malattia, aveva da poco subito un’operazione in seguito all’aggravarsi della sua situazione e pochi giorni dopo è morto. Andrea Razzauti lascia gli amici, i genitori e i fratelli, Erika, Alessio e Michele, generoso, sorridente e appassionato del suo lavoro, era un impiegato della Labromare, ditta per la quale lavorava facendo le pulizie in mare. In passato aveva lavorato anche per il benzinaio Esso della Rosa. Appassionato di moto gp, Formula 1 e grande tifoso della Juventus, era originario di Brindisi ma viveva da tempo a Livorno.

Il Sistema Italia si prepara a partecipare alla “Rebuild Ukraine 2026” (Varsavia, 12-13 novembre 2026)

Il Sistema Italia sarà rappresentato quest’anno alla Fiera congressuale “Rebuild Ukraine Construction and Energy 2026” di Varsavia (12-13 novembre 2026) da 40 aziende espositrici divise in due padiglioni nazionali curati dall’ICE e da decine di altre aziende e associazioni, inclusa Confindustria, oltre che dai principali soggetti economici istituzionali operanti a favore dell’internazionalizzazione come SACE, CDP e Simest. Si tratta della più grande partecipazione straniera dopo quella tedesca, a conferma che il mondo imprenditoriale italiano ha individuato nella ricostruzione dell’Ucraina uno dei principali filoni di attività del futuro.

L’incontro avviene sulla scia della robusta partecipazione del Sistema Italia alla Ukraine Recovery Conference di Danzica del giugno 2026 e in previsione della imminente URC 2027, in programma a Tallinn (Estonia) a fine gennaio, di cui Rebuild Ukraine è un evento preparatorio. La presenza italiana è frutto del lavoro congiunto della Task Force per la ricostruzione dell’Ucraina istituita presso la Farnesina che lavora in coordinamento con amministrazioni statali ed agenzie competenti, inclusa l’ICE, incaricata degli aspetti organizzativi dell’evento e del Tavolo interministeriale per la ricostruzione dell’Ucraina. L’Ambasciata a Varsavia organizzerà anche in questa occasione un evento di sistema per la presenza italiana.

Nell’ambito della fiera, si svolgerà, a cura della Commissione europea (DG Enest), l’evento EU-Ukraine Investment Conference, di cui si segnala il link al programma, che consentirà di approfondire una serie di aspetti legati alla resilienza e alla ricostruzione dell’Ucraina, con focus sui settori housing ed energia, nonché sugli strumenti di credito ed assicurativi. Il programma della Fiera è invece consultabile al seguente link.

L’incontro rappresenterà pertanto una preziosa occasione di approfondimento ma anche di networking fra aziende italiane, ucraine ed internazionali, autorità locali ucraine e decisori in ambito politico ed economico, presso cui valorizzare l’expertise e lo spirito imprenditoriale italiani al servizio della ricostruzione ucraina.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare l’Ufficio Ricostruzione Ucraina ed aree post-conflitto al seguente indirizzo dgce05@esteri.it.

Chinese Carmakers, Once a Sideshow, Take Center Stage at Paris Motor Show

15 Ottobre 2026 ore 11:04
At this week’s Paris Motor Show, there are no signs the influx of low-cost Chinese vehicles will slow despite European Union efforts.

© Benoit Tessier/Reuters

Cars from China’s BYD on display at the 2026 Paris Motor Show. The company’s sales in Europe have more than doubled this year.

NAZA. La banalità del male al tempo dell’AI e la socializzazione alla guerra

15 Ottobre 2026 ore 10:45

Per chi nel tempo ha seguito le inchieste di +972 Magazine e ne ha raccontato alcuni esiti (per esempio qui) non ci sono molte informazioni nuove nel film NAZA, ma c’è un’insostenibile sequenza di meccanismi di disimpegno morale messi in fila dai soldati che hanno partecipato al genocidio di Gaza. Ecco, di seguito, alcune risposte [...]

L'articolo NAZA. La banalità del male al tempo dell’AI e la socializzazione alla guerra proviene da Movimento Nonviolento.

Zelensky va a piangere da Re Carlo – Il Controcanto – Rassegna Stampa del 15 Ottobre 2026

15 Ottobre 2026 ore 10:46



Il Corriere ricorda che è iniziato il processo in Germania contro gli attentatori ucraini che hanno fatto saltare il North Stream. Repubblica rilancia le pulsioni russofobiche di Giorgia Meloni mentre Il Fatto ricorda come gli inglesi siano ancora oggi i maggiori sponsor di Zelensky

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Adesca un anziano per derubarlo in casa: arrestata dalla Polizia

15 Ottobre 2026 ore 09:01

Ad avvisare gli agenti un vicino di casa, insospettito dagli atteggiamenti della donna
Ha corteggiato un anziano convincendolo a farla entrare in casa e poi gli ha rubato il portafogli dalla tasca dei pantaloni che l’uomo aveva lasciato su una sedia, ma quando ha aperto la porta di casa per fuggire ha trovato la strada sbarrata dagli agenti.

Il fatto risale al 7 ottobre scorso. La donna aveva adescato la vittima per strada e dopo un breve corteggiamento lo ha invitato ad andare a casa. Una volta in camera da letto non ha esitato a sfilare dalle tasche dei pantaloni, riposti su una sedia, il portafogli.

L’anziano a quel punto è corso alla porta e ha visto la donna che stava fuggendo, non poteva certo immaginarsi che ad attendere la fuggitiva fuori sul pianerottolo c’erano gli agenti di polizia, opportunamente allertati da un vicino di casa insospettitosi della presenza della donna.

L’autrice del tentato furto è stata arrestata e la refurtiva restituita al proprietario.

Le forze armate russe hanno colpito due navi che trasportavano materiale militare al porto di Odessa.

15 Ottobre 2026 ore 08:15

Odessa , Ucraina , 15 ottobre 2026, 08:10 — Agenzia di stampa Regnum. L’esercito russo ha colpito due navi cargo che trasportavano rifornimenti militari al porto di Odessa. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa russo il 15 ottobre.

“Questa sera, le Forze Armate russe hanno continuato a condurre attacchi con droni contro le infrastrutture portuali ucraine, nonché contro navi impiegate dalle Forze Armate ucraine (UAF). A seguito dell’attacco, due navi da carico che trasportavano materiale militare al porto di Odessa sono state colpite mentre erano in navigazione”, ha precisato il Ministero della Difesa.

Inoltre, il personale militare russo ha colpito le infrastrutture portuali di Izmail, utilizzate per lo scarico e lo stoccaggio di materiale militare destinato alle forze armate ucraine.

Le forze militari russe continuano a colpire le infrastrutture portuali ucraine e le navi mercantili coinvolte nel rifornimento del regime di Kiev. Il 12 ottobre, le forze russe hanno colpito in mare una nave portarinfuse che stava consegnando rifornimenti militari al porto di Odessa. Il 10 ottobre, i militari hanno colpito un’altra nave portarinfuse che trasportava rifornimenti militari.

Dal 3 al 9 ottobre, le forze russe hanno colpito 14 navi da carico e una petroliera utilizzate per rifornire le forze armate ucraine. Nel corso della settimana, le forze russe hanno condotto un attacco principale e sette attacchi di gruppo contro obiettivi militari in Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva precedentemente affermato che i massicci attacchi contro il complesso militare-industriale ucraino dovevano continuare. Il Ministero della Difesa aveva dichiarato che la Russia avrebbe distrutto l’intera infrastruttura portuale e di stoccaggio dell’Ucraina, non lasciando nulla e nessun luogo in cui scaricare le merci.

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Questa sera, le Forze Armate russe hanno continuato a condurre attacchi con droni contro le infrastrutture portuali ucraine, nonché contro navi impiegate dalle Forze Armate ucraine (UAF). A seguito dell’attacco, due navi da carico che trasportavano materiale militare al porto di Odessa sono state colpite mentre erano in navigazione”, ha precisato il Ministero della Difesa.

Inoltre, il personale militare russo ha colpito le infrastrutture portuali di Izmail, utilizzate per lo scarico e lo stoccaggio di materiale militare destinato alle forze armate ucraine.

Le forze militari russe continuano a colpire le infrastrutture portuali ucraine e le navi mercantili coinvolte nel rifornimento del regime di Kiev. Il 12 ottobre, le forze russe hanno colpito in mare una nave portarinfuse che stava consegnando rifornimenti militari al porto di Odessa. Il 10 ottobre, i militari hanno colpito un’altra nave portarinfuse che trasportava rifornimenti militari.

Dal 3 al 9 ottobre, le forze russe hanno colpito 14 navi da carico e una petroliera utilizzate per rifornire le forze armate ucraine. Nel corso della settimana, le forze russe hanno condotto un attacco principale e sette attacchi di gruppo contro obiettivi militari in Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva precedentemente affermato che i massicci attacchi contro il complesso militare-industriale ucraino dovevano continuare. Il Ministero della Difesa aveva dichiarato che la Russia avrebbe distrutto l’intera infrastruttura portuale e di stoccaggio dell’Ucraina, non lasciando nulla e nessun luogo in cui scaricare le merci.

Fonte: Regnum.ru

Traduzione: Sergei Leonov

North Korea and China Open Their Biggest Border Bridge

15 Ottobre 2026 ore 06:42
The long-delayed opening of the New Yalu River Bridge comes as the two countries expand trade despite international sanctions imposed on North Korea.

© Iori Sagisawa/Kyodo News, via Associated Press

The New Yalu River Bridge seen from Dandong, China, on Thursday, the day it opened.

Firenze: consigliere Santarelli (Noi Modearti) denuncia aggressione in centro

14 Ottobre 2026 ore 19:29
Firenze: consigliere Santarelli (Noi Modearti) denuncia aggressione in centro

Sarebbe stato  “preso a calci e minacciato da persone che stavano facendo il gioco delle tre carte in piazza Duomo, lato via Ricasoli, a Firenze”. Firenze non merita chi la amministra in questo modo” dice Santarelli

“Preso a calci e minacciato da persone che stavano facendo il gioco delle tre carte in piazza Duomo, lato via Ricasoli, a Firenze. È quanto mi è successo questa mattina. La mia ‘colpa’: aver scattato delle fotografie per testimoniare questa odiosa truffa che prende di mira turisti e persone per bene”. E’ quanto denuncia il consigliere comunale Luca Santarelli (Gruppo Misto-Noi Moderati).

“Provvederò a sporgere denuncia ai carabinieri – aggiunge in una nota -. Ma non posso, anche, non denunciare politicamente che la situazione del degrado in centro storico è da tempo fuori controllo. Oggi ne sono stato diretto testimone. Firenze non merita chi la amministra in questo modo”

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