Ukraine’s Zelenskiy announces new air defence system
Jan 19 (Reuters) - Ukraine’s armed forces are introducing a new facet of air defence to transform their system, made up of small groups deploying interceptor drones, as t… Leggi
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Jan 19 (Reuters) - The Kurdish-led Syrian Democratic Forces said on Monday that Turkish drones struck Syria’s far northeastern city of Hasaka, but Turkish security source… Leggi
By Ivana Sekularac, Edward McAllister and Stoyan NenovSOFIA, Jan 19 (Reuters) - Bulgarian President Rumen Radev said on Monday he will resign, fuelling speculation that h… Leggi
Nature, Published online: 19 January 2026; doi:10.1038/s41586-026-10108-3
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By Bhargav AcharyaJan 19 (Reuters) - Three U.S. Catholic archbishops on Monday decried the direction of American foreign policy, saying the country’s “moral role in confr… Leggi
Nature, Published online: 19 January 2026; doi:10.1038/s41586-026-10108-3
Publisher Correction: A fault-tolerant neutral-atom architecture for universal quantum computationIn Spagna la generazione Z è più attenta alla salute e sta riducendo il consumo di alcol. Una tendenza che si può osservare anche in altri paesi del continente. Il video. Leggi
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BRUSSELS, Jan 19 (Reuters) - Denmark and Greenland have discussed the possibility of having a NATO mission in Greenland and the Arctic, Danish Defence Minister Troels Lun… Leggi
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ROME, Jan 19 (Reuters) - Italian fashion designer Valentino Garavani has died at the age of 93, newspaper la Repubblica and other Italian media said on Monday. (Writing … Leggi
WARSAW, Jan 19 (Reuters) - Polish President Karol Nawrocki has been invited to join the Gaza Board of Peace by U.S. President Donald Trump, the Polish president’s foreign… Leggi
JERUSALEM, Jan 19 (Reuters) - Israel has received an invitation from the United States to join President Donald Trump’s “Board of Peace” initiative aimed at resolving glo… Leggi
Gli stati candidati a un seggio permanente nel consiglio di pace creato e presieduto dal presidente statunitense Donald Trump dovranno pagare “più di un miliardo di dollari”, secondo la “carta” ottenuta il 19 gennaio dall’Afp. Leggi
By Andrew OsbornMOSCOW, Jan 19 (Reuters) - Russia is watching with glee as U.S. President Donald Trump’s drive to acquire Greenland widens splits with Europe even though… Leggi
KADUNA, Nigeria, Jan 19 (Reuters) - Armed bandits abducted dozens of worshippers from two churches in Nigeria’s Kaduna state, police said on Monday, while a senior church… Leggi

Alle 18:42 Eastern Time di sabato 17 gennaio (le 00:42 di domenica mattina in Italia) il razzo Sls (Space Launch System) Artemis II della Nasa e la navicella spaziale Orion hanno raggiunto la piattaforma di lancio 39B dopo un viaggio di quasi 12 ore dal Vehicle Assembly Building (Vab) del Kennedy Space Center della Nasa, in Florida.

Il razzo Space Launch System (Sls) della Nasa e la navicella spaziale Orion illuminati dalle luci del Launch Complex 39B, la piattaforma di lancio che hanno raggiunto sabato 17 gennaio 2026, presso il Kennedy Space Center della Nasa in Florida. Crediti: Nasa/Keegan Barber
Poche ore prima, il crawler-transporter 2 della Nasa aveva iniziato il suo viaggio di poco meno di sei chilometri e mezzo con l’Sls e l’Orion integrati e impilati sulla sua sommità. Muovendosi a una velocità massima di soli 1,32 chilometri all’ora, il crawler ha trasportato il gigantesco razzo lunare e la navicella spaziale – complessivamente, oltre 98 metri d’altezza – lentamente ma inesorabilmente verso la piattaforma di lancio, facendo una pausa programmata per consentire ai team di riposizionare il braccio di accesso dell’equipaggio, un ponte che fornisce agli astronauti e all’equipaggio di chiusura l’accesso a Orion il giorno del lancio.
Nei prossimi giorni, ingegneri e tecnici prepareranno il razzo Artemis II per la prova generale, un test delle operazioni di rifornimento e delle procedure di conto alla rovescia. Entro il 2 febbraio il team caricherà il razzo con propellenti criogenici, avvierà il conto alla rovescia e si eserciterà a scaricare in sicurezza i propellenti dal razzo: tutte fasi essenziali prima della prima missione Artemis con equipaggio.
Potrebbero essere necessarie ulteriori prove generali per garantire che il veicolo sia completamente controllato e pronto per il volo. E, se necessario, dopo la prova generale la Nasa potrebbe riportare Sls e Orion al Vehicle Assembly Building per ulteriori lavori prima del lancio.
A bordo del primo volo umano di Artemis II ci saranno gli astronauti della Nasa Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch e l’astronauta della Csa (Canadian Space Agency) Jeremy Hansen. In un viaggio di circa dieci giorni raggiungeranno la Luna, le orbiteranno intorno e poi faranno rientro verso la Terra. Si tratta di un passo avanti importante per le nuove missioni con equipaggio sulla superficie lunare, le prime della Nasa dopo il programma Apollo e che prevedono di portare una presenza costante sulla Luna.
Spegne 50 candeline la Mercedes W123, e continuerà a macinare strada. Considerata l’antenata dell’attuale Classe E e prodotta in quasi tre milioni di esemplari nell’arco di dieci anni, la berlina della Stella è entrata nell’Olimpo dell’automobilismo grazie alla sua proverbiale affidabilità e qualità costruttiva.
Un’icona senza tempo
Fin dalla sua prima apparizione, la W123 ha contribuito a definire l’immagine del marchio di Stoccarda, diventando un simbolo della cultura automobilistica tedesca. La berlina teutonica riprende numerosi elementi concettuali e stilistici della Classe S dell’epoca, la W116, come l’elevata solidità generale, l’assetto bilanciato e la generosa abitabilità. Sul versante della sicurezza, e in largo anticipo rispetto alla concorrenza, dal 1980 è poi disponibile con l’ABS, mentre dal 1982 viene introdotto l’airbag per il conducente. Nel corso degli anni la gamma si amplia con l’arrivo, nella primavera del 1977, della Coupé, con passo accorciato e priva del montante centrale, e, nel settembre dello stesso anno, della familiare “T”, ovvero Transporter. Anche quest’ultima, dopo le perplessità iniziali, conosce un grande successo, ed è l’ultima delle W123 a uscire di produzione.
Dall’uso quotidiano ai rally
La gamma motori della W123 spaziava dalla brillante 300 D Turbodiesel alla potente 280 E, equipaggiata con un sei cilindri in linea, fino alla 240 D, di cui si dice ci sia una versione taxi con la bellezza di sette milioni di chilometri. Sono numerosi, infatti, gli esemplari che, ritenuti obsoleti per le nostre latitudini, oggi percorrono le strade - poco asfaltate - dell’Africa e del Medioriente, a ulteriore dimostrazione della grande affidabilità del modello. Già quasi mezzo secolo fa poi, la berlina anticipava possibili sviluppi nelle tecnologie di alimentazione, distinguendosi per un approccio lungimirante con la sperimentazione nel 1982 di motori a benzina e GPL, a idrogeno e a batteria, temi oggi centrali nel dibattito sulla mobilità sostenibile. Nel 1977 la W123 si afferma anche in ambito sportivo, conquistando il rally Londra–Sydney, una competizione di oltre 30 mila chilometri attraverso Europa, Asia e Australia dove due Mercedes 280 E ottengono la vittoria, ennesima prova di robustezza per l’eterna regina della strada.









OSLO, Jan 19 (Reuters) - Here is the full text of the exchange between Norwegian Prime Minister Jonas Gahr Stoere and U.S. President Donald Trump regarding Greenland, tra… Leggi
ADAMUZ, Spain, Jan 19 (Reuters) - Experts probing the cause of Sunday’s derailment of a high-speed train in Spain, which killed at least 39 people, found a broken joint o… Leggi
By Ece Toksabay and Daren ButlerISTANBUL, Jan 19 (Reuters) - A deal under which Kurdish forces abandoned long-held territory in Syria to the Syrian government could pave … Leggi
BANGUI, Jan 19 (Reuters) - Central African Republic’s Constitutional Court on Monday validated President Faustin-Archange Touadera’s victory in a disputed December 28 pre… Leggi
By Nina Lopez and Michael Francis GoreMADRID, Jan 19 (Reuters) - A violent jolt, followed by screams, flying objects, blood and then darkness is how survivors of the trai… Leggi

Per 21 anni, tra il 1999 e il 2020, milioni di persone in tutto il mondo hanno “prestato” i loro computer ai ricercatori della University of California-Berkeley per cercare tracce di civiltà intelligenti nella nostra galassia. Il progetto, chiamato Seti@home, dal nome ‘Search for Extra-Terrestrial Intelligence’ (Seti), è stato una delle attività di crowdsourcing più popolari agli albori di Internet. I partecipanti al progetto hanno scaricato il software Seti@home sui loro computer di casa per analizzare i dati registrati dall’ormai defunto radiotelescopio di Arecibo a Porto Rico. L’obiettivo era la ricerca di segnali radio dallo spazio riconducibili a tecnofirme: prove di tecnologie passate o presenti create da forme di vita intelligente.
Il progetto fu lanciato il 17 maggio 1999 dalla University of California-Berkeley. Già appena dopo pochi giorni 200mila persone da oltre cento paesi avevano scaricato il software. Un anno dopo contava due milioni di utenti. Nel corso del progetto, un’area pari a circa un terzo dell’intero cielo fu osservata da Porto Rico 12 o più volte, con alcune regioni perlustrate centinaia o anche migliaia di volte.

Screenshot dell’interfaccia utente di Seti@home nel 2009. Il software funzionava su milioni di personal computer in tutto il mondo, analizzando i dati radio provenienti dallo spazio alla ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri.
Crediti: Robert Sanders/Uc Berkeley
In totale, queste analisi hanno prodotto 12 miliardi di rilevazioni – «segnali momentanei a una particolare frequenza provenienti da un particolare punto del cielo», come spiega l’informatico e co-fondatore del progetto David Anderson. Dopo dieci anni di lavoro, il team di Seti@home ha ora terminato l’analisi di queste rilevazioni, selezionando inizialmente circa un milione di segnali “candidati”. Di questi, circa un centinaio sono stati ritenuti sufficientemente interessanti da meritare una seconda revisione.
Dal luglio scorso, i membri del progetto hanno poi puntato il radiotelescopio cinese Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope (Fast) verso i segnali più degni di nota nella speranza di vederli di nuovo. Sebbene i dati di Fast non siano stati ancora analizzati, Anderson già ha detto di non aspettarsi la rilevazione di segnali extraterrestri. Tuttavia i risultati del progetto Seti@home, presentati in due articoli pubblicati quest’estate su The Astronomical Journal, offrono spunti di riflessione per le ricerche future e indicano potenziali difetti negli studi in corso.
Secondo l’astronomo e direttore del progetto Eric Korpela, ricerche come Seti@home faranno emergere inevitabilmente miliardi di possibili segnali. La sfida per i ricercatori è lo sviluppo di algoritmi che cancellino i segnali spuri causati da rumore o da interferenze radio d’origine terrestre senza eliminare le tracce effettive di una potenziale civiltà lontana. Per affrontare questo problema, Anderson e Korpela hanno predisposto una sorta di test in cieco inserendo nella loro pipeline di dati circa tremila falsi “segnali ET”, chiamati birdies, che simulano possibili trasmissioni da intelligenze extraterrestri. Il concetto è semplice: se la pipeline scopre questi birdie, senza scambiarli per interferenze radio da eliminare, ci sono buone possibilità che possa scoprire anche un analogo segnale ET “vero”.
Ma come potrebbe essere fatto un “segnale ET vero”? Quasi tutte le ricerche odierne, sottolinea Korpela a questo proposito, presumono che una civiltà extraterrestre impieghi molta potenza in una banda di frequenza stretta per attirare l’attenzione di altre civiltà, per poi inviare informazioni o dati tramite una frequenza a banda larga adiacente. Per aumentare le probabilità di essere rilevato, si ipotizza che il segnale possa trovarsi intorno a una frequenza alla quale gli astronomi osserverebbero l’universo, per esempio attorno alla lunghezza d’onda radio di 21 centimetri usata per mappare l’idrogeno nella galassia.
Come è stata condotta l’analisi dei dati
Il software di Seti@home ha preso i dati dei segnali radio da Arecibo (frequenza, intensità, posizione in cielo) e li ha rielaborati tramite calcoli matematici. Dato che la Terra si muove, così come una probabile sorgente del segnale radio, il software ha analizzato le osservazioni per individuare spostamenti di frequenza, chiamati Doppler drift.

Vista panoramica del radiotelescopio di Arecibo nel 2019. Con i suoi 300 metri di diametro, all’epoca era il più grande radiotelescopio al mondo. La parabola è stata distrutta durante una tempesta nel 2020. Crediti: Mario Roberto Durán Ortiz/Creative Commons
«Per tener conto di ogni possibilità, abbiamo dovuto considerare un’ampia gamma tassi di drift – decine di migliaia», spiega Anderson. «Questo moltiplica per diecimila anche la potenza di calcolo di cui abbiamo bisogno. Il fatto di avere a disposizione un milione di personal computer ci ha permesso di farlo. Nessun altro progetto radio Seti è stato in grado di farlo».
I 12 miliardi di segnali interessanti identificati dai computer dei volontari che hanno preso parte al progetto dovevano poi essere sottoposti a verifiche. Questa analisi ha richiesto un centro di calcolo con una grande quantità di spazio di archiviazione e memoria, fornito dal Max Planck Institute for Gravitational Physics di Hannover, in Germania. Il supercomputer ha permesso di eliminare interferenze radio e rumore, riducendo – come dicevamo – miliardi di rilevazioni a circa due milioni di segnali candidati. Una volta classificati in base alla potenzialità di essere reali, i primi mille sono stati esaminati manualmente. Si è così ristretto il campo a circa cento segnali. Questi sono stati puntati dal radiotelescopio Fast, con una registrazione di circa 15 minuti per ciascun punto del cielo. Fast ha un’area di raccolta circa 8 volte superiore a quella di Arecibo. L’analisi finale di questi segnali deve ancora essere completata, ma i due articoli pubblicati la scorsa estate, dice Anderson, «rappresentano le importanti conclusioni di Seti@home».
Dunque nessun segnale da parte di intelligenze extraterrestri. Secondo Anderson il progetto è comunque andato ben oltre le aspettative iniziali. «Quando stavamo progettando Seti@home», ricorda, «abbiamo cercato di decidere se ne valesse la pena, se avremmo avuto abbastanza potenza di calcolo per fare davvero nuova scienza. I nostri calcoli si basavano sull’assunzione di 50mila volontari. In poco tempo, ne abbiamo avuti un milione. È stato fantastico, e vorrei far sapere a quella comunità e al mondo che abbiamo effettivamente fatto un po’ di scienza».
Per saperne di più:
“Un quadro geopolitico schizofrenico” e di “imbarbarimento del clima geopolitico”. Gli analisti finanziari fotografano così la situazione che si è creata in seguito all’annuncio del presidente Trump di dazi supplementari verso otto Paesi europei, per la loro difesa della Groenlandia tanto bramata dal tycoon. Il piano della Casa Bianca è quello di imporre nuove tariffe del 10% sulle merci provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia a partire dal 1° febbraio, per poi salire al 25% dal 1° giugno. Gli occhi sono puntati anche sulla Corte Suprema americana che domani potrebbe pronunciarsi sull’utilizzo di Trump dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi reciproci. Lo stesso presidente ha anticipato: se i giudici dovessero imporgli limiti sarebbe “un completo disastro”.
Lo stesso pensiero lo fanno in Europa, ma al contrario: il disastro avverrà se Trump non troverà ostacoli nell’imposizione dei dazi. Le prospettive non sono buone. L’andamento delle Borse è lo specchio della situazione: calano petrolio e gas, volano oro e argento. Il dollaro si indebolisce sulle principali valute. L’indice stoxx 600 cede l’1,3%. Perdono terreno Milano (-1,8%), Parigi (-1,5%), Francoforte (-1,4%), Madrid (-0,9%) e Londra (-0,6%). L’euro sale a 1,1623 sul biglietto verde.
In questo panorama le azioni del settore della difesa europea sono in rialzo: Rheinmetall (Germania) è salita di circa il 3%, BAE Systems (Regno Unito) del 2%, Leonardo (Italia) del 3% Il Fondo monetario internazionale ritiene che le tensioni geopolitiche e la guerra dei dazi potrebbero incidere sulla crescita economica globale nel 2026. Si spera, dunque, che i leader mondiali riuniti a Davos (19-23 gennaio) per l’incontro annuale del World Economic Forum riusciranno ad evitare una rottura delle relazioni internazionali tra alleati occidentali. Il primo ministro inglese Keir Starmer stamattina ha dichiarato che una guerra commerciale “non interessa a nessuno. Dobbiamo trovare un modo pragmatico, sensato e duraturo per affrontare questa situazione, in modo da evitare conseguenze che saranno molto gravi per il nostro paese”.
Gli esperti di Goldman Sachs hanno formulato una stima circa il potenziale impatto economico dell’ultima minaccia tariffaria arrivata da Washington: la banca d’affari ritiene che se Trump procedesse con dazi del 10%, ciò avrebbe un impatto sul Pil dello 0,1%-0,2% nei paesi interessati, compreso il Regno Unito. Paul Dales (Capital Economics) mette in guardia sul fatto che Londra rischi la recessione con una riduzione del Pil tra 0,3%-0,75%. Ma c’è chi invita a mantenere il sangue freddo. Richard Rumbelow, direttore dell’associazione dei produttori britannici Make UK, al programma Today su Bbc 4 ha affermato: “Ciò che conta è che il Regno Unito abbia una diplomazia commerciale efficace. Non credo che questo sia il momento di adottare misure di ritorsione immediate contro gli Stati Uniti”.
Per gli analisti di Mps Market Strategy “il fine settimana ci ha regalato un nuovo episodio del drammatico imbarbarimento del clima geopolitico” e ora molto dipenderà da “quale sarà la risposta dell’Ue. Diverse opzioni sono sul tavolo: rispolverare la lista di beni (93 miliardi) di export Usa da sottoporre a dazi preparata dopo il Liberation Day, utilizzo dell’anti-coercion instrument, la cui attivazione richiede però un processo lungo e complicato”. Di sicuro la questione geopolitica ritorna centrale, “questa volta con le potenziali distorsioni che arrivano da un mix di politica estera ed interna”, spiega Luca Simoncelli, Investment strategist di Invesco. L’annuncio dei dazi da parte di Trump e l’Europa che valuta le contromisure segnano un “punto di svolta nelle relazioni transatlantiche, con i governi europei che si preparano a una risposta unitaria, rafforzando potenzialmente la coesione in materia di politica commerciale. Il potenziale contraccolpo sulle esportazioni determina un aumento di volatilità sui mercati, proprio alle porte di una stagione degli utili aziendali che sta iniziando in maniera convincente”.
L’apertura del 2026 ci consegna un “quadro che definire schizofrenico sarebbe un eufemismo, una dissonanza cognitiva dove il frastuono dei titoli di giornale si scontra con l’assordante silenzio della volatilità sui mercati azionari”, aggiunge Gabriel Debach, market analyst di eToro. Gli operatori, che fino a ieri sembravano ossessionati dalla caccia alla bolla dell’intelligenza artificiale, hanno “bruscamente spostato l’attenzione. Il nuovo fronte non è più una disputa commerciale classica sui sussidi o sull’acciaio, ma si chiama Groenlandia. La mossa di Trump segna un salto di qualità brutale, l’uso delle tariffe come strumento di annessione territoriale su un alleato storico”.
L'articolo Nuovi dazi Usa, male le Borse Ue. Gli analisti: “Quadro geopolitico schizofrenico”. Sorridono solo gli azionisti delle aziende belliche proviene da Il Fatto Quotidiano.
Da Nostalgia di Eshkol Nevo ad Andarsene di Roxana Robinson. Le recensioni della stampa straniera. Leggi
Le elezioni presidenziali in Portogallo si decideranno con un inedito ballottaggio, l’8 febbraio, tra il candidato socialista António José Seguro e il leader dell’estrema destra André Ventura. Leggi
Jan 19 (Reuters) - At least 39 people died in southern Spain after a high-speed train derailed and collided with an oncoming one on Sunday night near Adamuz, in the provi… Leggi
By Timour Azhari and Maha El DahanMukalla, YEMEN, Jan 19 (Reuters) - The Saudi-backed Yemeni government accused the United Arab Emirates on Monday of running a secret pri… Leggi
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Jan 19 (Reuters) - Congolese soldiers and combatants from a pro-government militia have re-entered the eastern town of Uvira, residents said on Monday, just over a month … Leggi
Jan 19 (Reuters) - The Kurdish-led Syrian Democratic Forces said on Monday that an “armed group” was attacking Shaddadi prison in Hasaka in Syria’s northeast where it sai… Leggi
MADRID, Jan 19 (Reuters) - Sunday’s train collision and derailment in southern Spain killed at least 39 people and left 122 injured, with officials highlighting the “trem… Leggi
JUBA, Jan 19 - South Sudan’s main opposition faction called on its forces on Monday to advance on the capital Juba after they captured a strategic town last week. It was … Leggi
KABUL, Jan 19 (Reuters) - Several people were killed in a blast in Afghan capital Kabul’s Shahr-e-Naw area, the Taliban interior ministry said on Monday. “According to pr… Leggi

La mattina del 16 gennaio all’interno dell’Istituto di istruzione superiore Einaudi-Chiodo di La Spezia, un diciannovenne ha tirato fuori un coltello e ha colpito mortalmente un suo coetaneo, Youssef Abanoub. L’aggressore ha ammesso di aver portato con sé l’arma e di averla usata per risolvere un conflitto con il coetaneo. Oltre il pretesto specifico, che pare legato alla pubblicazione dell’immagine di una ragazza sui social, questo fatto di cronaca è carico di significati che vanno al di là della pur gravissima responsabilità personale del giovane omicida: è sintomo anche di processi culturali più ampi e pervasivi segnati dal massiccio ritorno di simboli e linguaggi che normalizzano la violenza e le armi nella forma estrema della guerra e costruiscono “il nemico” come categoria assoluta, con il quale non si dialoga ma si combatte fino al suo annientamento.
Sui social media – che tanta influenza hanno su quella che Jonathan Haidt chiama “generazione ansiosa” – dilagano messaggi e azioni provenienti dai decisori globali adulti che comunicano non solo che la violenza è un’opzione normalmente percorribile, ma che è necessario armarsi sempre di più per prepararsi a farla in dosi sempre più massicce (dal genocidio a Gaza agli omicidi dell’ICE negli Usa, gli esempi sono infiniti). Il legame tangibile tra la guerra nell’affrontare i conflitti internazionali e la violenza in quelli interpersonali è reso anche plasticamente da una proposta di legge di Fratelli d’Italia di poche settimane fa che – analogamente ai tentativi di aggiramento della Legge 185/90 che regolamenta il commercio di armamenti – vuole eliminare anche i controlli per produrre, importare, vendere o collezionare le armi bianche, diffuse tra gli adolescenti. Queste armi – dice Giorgio Beretta dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere in un’intervista (Domani, 24 novembre 20025) – “vengono così equiparate ai coltelli da cucina o ai coltellini svizzeri, potranno essere vendute tra privati cittadini e quindi chiunque, anche i minorenni, potranno acquistarle anche online”.
Per comprendere la correlazione possibile tra dilagare di guerre e bellicismo e pratica della violenza tra i più giovani è utile ribadire la distinzione introdotta da Johan Galtung tra le forme di violenza: diretta, strutturale e culturale. La violenza culturale si manifesta nel linguaggio, nei messaggi, nelle retoriche, nelle pratiche sociali che legittimano e rendono accettabile la violenza diretta e strutturale, nelle diverse arene dei conflitti. Secondo Galtung, questi elementi culturali operano in profondità: quando la guerra viene narrata come fatto naturale, inevitabile ed eroico, o quando si impugnano le categorie del “noi” contro “loro”, i segmenti culturalmente più fragili della società interiorizzano l’uso della violenza, ai diversi livelli, come “normale”. Non si tratta, naturalmente, di attribuire alle narrazioni mediaticamente violente dei conflitti armati l’effetto diretto di generare immediatamente comportamenti violenti negli individui, ma di comprendere come contesti culturali in cui la violenza è sempre più presente e normalizzata sul piano internazionale contribuiscano a formare mentalità in cui gli atti violenti sono percepiti come agibili anche sul piano interpersonale.
Gli studi dello psicologo sociale Albert Bandura – noto anche per aver esplicitato i meccanismi del “disimpegno morale” necessari per compiere azioni violente – con la teoria dell’apprendimento sociale e i relativi esperimenti, aiutano a comprendere come i comportamenti possano essere appresi anche attraverso l’osservazione: bambini e adolescenti imparano non solo attraverso l’esperienza diretta, ma osservando e imitando modelli veicolati nel loro ambiente sociale. L’osservazione reiterata di comportamenti violenti da parte di adulti significativi – oggi attraverso la pervasiva divulgazione multimediale – incrementa la probabilità che tali comportamenti vengano replicati: se un comportamento è rappresentato come accettato ed efficace, anche su una scala diversa dalla propria, aumenta la possibilità di imitazione.
Per certi versi è il ribaltamento della credenza obsoleta che le guerre moderne siano dovute alla violenza “naturale” degli esseri umani, nel suo contrario: fare le guerre e considerarle normali può, a certe condizioni, generare comportamenti violenti anche al di fuori dal coinvolgimento diretto in esse.
Ciò significa che, piuttosto di inasprire pene e decreti sicurezza, a ridurre il tasso di violenza individuale e di gruppo tra gli adolescenti può dare un contributo reale ridurre il tasso di violenza con il quale gli adulti affrontano i conflitti sociali e internazionali. Che significa, sostanzialmente, essere adulti coerenti e credibili. Promuovere il disarmo culturale e militare e i saperi e la pratica della nonviolenza, a tutti i livelli – superando la logica del nemico, dell’empatia selettiva, della deterrenza armata e della vittoria ad ogni costo – mentre risolve i conflitti internazionali con mezzi pacifici contribuisce a risolvere quelli interpersonali con mezzi nonviolenti. Liberando, inoltre, enormi risorse utilizzabili anche per promuovere educazione alla pace, alle relazioni disarmate ed alla trasformazione nonviolenta dei conflitti nelle scuole di ogni ordine e grado. La vera sicurezza.
L'articolo Violenza genera violenza: per disarmare gli adolescenti, servono adulti coerenti e credibili proviene da Il Fatto Quotidiano.
I cavalli e la paura degli umani, l’uso del paracetamolo in gravidanza, il dna del rinoceronte lanoso: l’attualità scientifica, in breve. Leggi
L’enorme potenziamento dell’Ice è servito soprattutto a creare una forza separata dal controllo democratico e sempre più fedele a Donald Trump. Leggi
Il 19 gennaio la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato che scioglierà la camera bassa del parlamento e indirà le elezioni legislative anticipate l’8 febbraio allo scopo di consolidare il suo governo. Leggi
By Alexander VillegasCONCEPCION, Chile, Jan 19 (Reuters) - Wildfires in Chile have left at least 19 people dead, authorities said on Monday, as the government carried out… Leggi
By Yuliia DysaKYIV, Jan 19 (Reuters) - Ukraine will face enormous challenges to organise its first elections since Russia’s 2022 invasion, with its infrastructure shatter… Leggi
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 4 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 10 | 0 | 6 | 29 | - | 0.5 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 11 | 0 | 8 | 17 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 14 | 0 | - | 24 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 15 | 0 | 11 | 52 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 17 | 1 | - | 55 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 21 | 0 | 14 | 41 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 10 | 1.7 | - | 0.4 | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 16 | - | 0.4 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 8 | 0 | 5 | 11 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 21 | - | - | - | - |
Se n’è andato da lontano, nella sua America, con l’omaggio dei tifosi che alla fine gli hanno voluto davvero bene, e un regalo sul campo anche della squadra, che l’aveva fatto soffrire di recente. Con l’addio di Rocco Commisso si capiscono tante cose della Fiorentina, che prima non si potevano raccontare apertamente, per rispetto della persona e di dati medici sensibili. Le sue condizioni erano ormai note da tempo nell’ambiente, si sapeva che non sarebbe più tornato in Italia. Questo distacco è stato un fattore probabilmente decisivo nel tracollo della squadra: già dopo la morte di Joe Barone, il braccio operativo di Commisso, il club era rimasto senza la figura di riferimento a livello gestionale; la lontananza anche del proprietario, ormai impossibilitato a seguire da vicino la sua creatura, ha fatto il resto. La Fiorentina negli ultimi tempi aveva dato proprio l’impressione di essere una barca alla deriva, senza più timoniere. Magari l’affetto per il presidente scomparso contribuirà a destare la squadra, che già aveva dato segnali di risveglio nelle ultime giornate, e dare la sterzata definitiva al campionato, come si è visto anche a Bologna.
Metabolizzato il lutto, però, il difficile per la Fiorentina verrà adesso. A prescindere dalla salvezza ancora da conquistare in questa disgraziata stagione (anche se la classifica si è aggiustata non bisogna dare nulla per scontato), il futuro viola oggi è un’incognita. La Fiorentina era la passione personale di Rocco. Complicato immaginare che la famiglia possa raccoglierne l’eredità, che gli amministratori riescano a trovarle una collocazione all’interno dell’impero Mediacom. Più verosimile che il club finisca in vendita, come già avevano raccontato a più riprese indiscrezioni fin qui sempre smentite dalla proprietà (addirittura si dice fosse già stato conferito il mandato a un legale che segue la società nelle sue vicende calcistiche).
In questo senso, cruciale sarà la figura di Fabio Paratici, l’uomo forte di cui il club aveva bisogno da tempo. Paratici è sicuramente un manager apicale, ma è reduce dalla squalifica per il noto scandalo plusvalenze della Juve (non proprio la migliore delle referenze) e non ha fatto benissimo anche al Tottenham. A Firenze devono sperare nel suo rilancio per attraversare questa fase di transizione, in cui non è detto che la proprietà continui a garantire lo stesso apporto economico di quando c’era Commisso. Bisognerà capire le intenzioni della famiglia e, eventualmente, mettersi alla ricerca di un acquirente serio. Operazione non banale per una squadra italiana. A maggior ragione una squadra che non ha e a questo punto non avrà mai – visto come sono andate le cose per il Franchi – uno stadio di proprietà, la prospettiva di business che più interessa gli investitori stranieri nel pallone (c’è il Viola Park, altro gioiellino creato da Commisso, ma non è la stessa cosa). A Firenze – come tutti – sognano gli arabi o lo sceicco di turno, ma è più facile che al club possano interessarsi fondi speculativi nella migliore delle ipotesi, faccendieri o opportunisti nella peggiore. Insomma non sarà così semplice trovare un nuovo patron. Soprattutto trovarne uno all’altezza di Commisso.
Perché Commisso, a suo modo, è stato un grande presidente. I tifosi ogni tanto gli hanno riservato anche delle critiche, per qualche cessione di troppo e mercati non sempre all’altezza delle ambizioni forse un po’ esagerate della piazza. Sicuramente ha raccolto meno di quanto seminato, ma non si può dire che si sia risparmiato (recentemente La Gazzetta dello Sport aveva quantificato in circa mezzo miliardo l’investimento complessivo nel club), e comunque ha raggiunto due finali di Conference e una di Coppa Italia, è mancato giusto un trofeo che avrebbe meritato. Anche per il calcio italiano è stato una ventata, o meglio un ciclone d’aria fresca: un presidente vecchio stampo e profondamente innovativo al contempo. Ha ricordato alla Serie A i patron sanguigni, quelli che ci mettono la faccia e pure il proprio portafoglio, in un’epoca di proprietà distanti e invisibili, con sempre più squadre gestite da manager asettici, più o meno capaci. Seppur con modi non sempre ortodossi, le sue crociate contro la burocrazia italica, i furbetti del quartierino e la politica del pallone, persino certa stampa sportiva, sono state largamente condivisibili. Commisso mancherà tanto alla Fiorentina. E un po’ anche alla Serie A.
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Contenuto tratto dal numero di gennaio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Lui, che è di origini contadine e non perde mai l’occasione per ricordarlo, definirebbe quella che si sta chiudendo “un’ottima annata”. Non solo per la crescita del fatturato, stimata intorno al 12% sull’anno precedente, ma anche perché, per Brunello Cucinelli e la sua famiglia, è stato un anno di grande raccolta sotto il profilo dell’immagine. A Palazzo Brancaccio a Roma, il 16 dicembre, Forbes lo ha premiato come Top of the Forbes 2025, ma è stato solo l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo per lo stilista e imprenditore umbro. La vendemmia di premi è iniziata il 1 dicembre a Londra, dove ha ricevuto dal British Fashion Council l’Outstanding Achievement Award, un riconoscimento paragonato a un Oscar mondiale della moda, precedentemente assegnato a icone come Karl Lagerfeld, Giorgio Armani e Miuccia Prada.
Pochi giorni dopo, il 4, davanti a oltre mille ospiti internazionali, negli studi di Cinecittà, c’è stata per la première mondiale del film documentario Brunello, il visionario garbato, diretto da Giuseppe Tornatore con le musiche di Nicola Piovani. Ma i riconoscimenti hanno coinvolto tutta la famiglia e il top management. A settembre, Carolina Cucinelli è stata inserita da Wwd tra le ’50 Women in Power 2025′ della moda e del retail. A novembre, il ceo Riccardo Stefanelli è entrato nella lista Time 100 Climate 2025 per il suo impegno contro il cambiamento climatico. Ad aprile, lo stesso Brunello aveva ricevuto una laurea honoris causa in architettura.
Allora, benché Cucinelli sia un personaggio molto noto, vale la pena conoscerlo meglio. Forbes lo ha intervistato.
Oltre al premio Top of the Forbes 2025 che ha appena ricevuto e che attesta il suo successo – non solo quello di quest’anno, ma anche quello conseguito nel resto della sua carriera – ai primi di dicembre ha ottenuto un altro importante riconoscimento a Londra. Che effetto le fa? Questi premi sono un traguardo o uno stimolo?
Sì, il 1 dicembre ho ricevuto un premio dalla Camera della moda londinese. È forse il riconoscimento più prestigioso nella storia della moda: in passato è stato attribuito a icone come Ralph Lauren, Prada, Armani. Credo che questo sia il mio primo vero premio alla carriera… e quando te lo danno non è sempre un bel segno!
Non scherzi…
Sono andato al cimitero, nella cappellina della mia famiglia, dai miei nonni, dai miei zii, e ho detto: ‘Ragazzi, devo andare a Londra a ritirare un premio meraviglioso, che mai avremmo immaginato’. L’ho sentito come un riconoscimento anche per loro, per la nostra vita, per ciò che abbiamo costruito. È un premio che consolida un gusto, un’identità di stile. Aver creato un’identità, come ha fatto Giorgio Armani, come ha fatto Ralph Lauren, è la cosa che più mi onora.
E il premio Top of the Forbes, invece?
Beh, che c’entra. È un bel traguardo anche quello. Anzi, direi che è un onore e un privilegio. Se non sbaglio è la prima volta che lo consegnate ed essere il primo è sempre un bel traguardo. Poi c’è Forbes con tutto il suo fascino per il mondo dell’imprenditoria, con la sua autorevolezza. Sì, mi avete fatto proprio un bel regalo. Anche perché nelle motivazioni non c’è solo la moda, ma riconoscete tutti gli sforzi che ho fatto per imporre la mia filosofia di vita anche nel lavoro e nel successo.
Quando questa intervista uscirà, sarà appena arrivato nelle sale Brunello, il visionario garbato, il film diretto da Tornatore con le musiche di Piovani. Come si è sentito nel vedere la sua vita trasformata in un’opera cinematografica?
Scherzosamente dico sempre che i documentari si fanno quando si è morti… perché dopo la morte tutti diventano più buoni! Io invece ho voluto farlo in vita, e farlo con due poeti: Tornatore e Piovani. Con loro condivido una vita semplice, da figli degli anni Sessanta, della campagna. Nel film ci sono testimonianze forti: Mario Draghi, Oprah Winfrey… ed è stato commovente ripercorrere la mia storia. La parte della mia infanzia contadina l’abbiamo girata nella casa dove sono nato. L’ho ricomprata quattro anni fa: il pastore che l’aveva acquistata 50 anni fa non aveva cambiato nulla. Entrare lì, rivedere le travi della camera dove dormivo, dove si appendeva l’uva… è stato un soffio dell’anima.
Già, tutto parte da lì. Dalla campagna e dalla dignità del lavoro, che è uno dei pilastri del suo pensiero imprenditoriale. Come la traduce concretamente nella gestione dell’azienda?
Vengo da una famiglia di contadini e poi di operai. Negli anni Settanta mio padre tornava a casa umiliato, non tanto per i soldi, ma per gli sguardi che riceveva dagli altri. Mi sono sempre detto: qualsiasi cosa farò nella vita, voglio restituire dignità morale ed economica al lavoro operaio. Noi facciamo profitti, certo, siamo quotati in Borsa. Ma sono profitti sani: non voglio dimenticarmi di nessuno, né del creato. Le condizioni di lavoro devono essere buone: finestre, luce, ambienti belli. In Italia l’operaio è considerato l’ultimo gradino, eppure nella mia azienda gli operai guadagnano il 12% più degli impiegati. E poi, niente smart working, perché creerebbe una distanza: l’impiegato potrebbe farlo, l’operaio no. Io voglio uguaglianza, rispetto, equilibrio.
Questo è quello che definisce ‘capitalismo umanistico’?
Sì. Penso che il capitalismo debba essere contemporaneo al tempo in cui viviamo. Oggi, perché tu sia credibile, devi essere vero. Io sono un capitalista, certo, ma vorrei essere un capitalista equilibrato. Non capisco perché dobbiamo puntare a profitti eccessivi quando basta redistribuire l’1% del profitto per cambiare la vita dei collaboratori. Se non rivalutiamo il lavoro, chi produrrà nelle nostre fabbriche nei prossimi anni? Il problema non sarà vendere, ma trovare chi lavora.
Lei è artigiano e industriale allo stesso tempo. Come vede l’introduzione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale?
Oggi il 62% dei nostri capi è fatto a mano. L’intelligenza artificiale la usiamo già, ma in modo gentile: elimina attività ripetitive, non sostituisce l’uomo. L’IA nasce dalla ragione, ma la follia appartiene all’essere umano. Ragione e follia non possono incontrarsi, ma possono collaborare. Ci saranno nuovi lavori e la tecnologia ci libererà da alcune durezze.
La sua azienda è anche una comunità. Qual è il valore più grande che trasmette?
Sono cresciuto con San Francesco e San Benedetto. A 11 anni volevo fare il monaco. Di Benedetto amo l’idea di curare la mente con lo studio, l’anima con la preghiera e il corpo con il lavoro. Di Francesco amo il non-giudizio. Lui diceva: ‘Io voglio vivere così; chi vuole mi segua’. La mia cultura è quella del borgo, della spiritualità semplice. E penso che oggi ci sia un grande bisogno di recuperarla: l’anima soffre, e soffre tanto.
Parliamo di mercato. Il lusso sta cambiando. Come immagina l’evoluzione del ‘lusso gentile’?
Per me il lusso è simbolo del bene morale. Fino a 30 anni fa non aveva aggettivi: era lusso e basta. Oggi dobbiamo tornare alla normalità: un capo ben fatto, esclusivo, duraturo. Non amo la velocità, ma la rapidità: otto ore di lavoro concentrate, niente dispersioni. La troppa velocità ci ha tolto qualcosa dell’animo.
Eppure molti vedono un mondo pieno di odio.
Io non la penso così. È un mondo duro, sì, perché abbiamo il telefono e ci mandiamo messaggi taglienti. Ma la storia dell’umanità è stata infinitamente più violenta. Penso alla Guerra dei trent’anni: morì metà degli europei. Oggi, rispetto a come erano trattati donne, omosessuali, bambini 50 anni fa, viviamo un’epoca di grande progresso morale.
A quale pensatore si sente più vicino?
Marco Aurelio. Imperatore, filosofo, uomo di guerra e di crisi. Eppure ha scritto pagine meravigliose su se stesso. Apri I Colloqui con sé stesso il giorno in cui sei inquieto, e ti rassereni. Il giorno in cui sei felice, ti invita alla misura.
Molti giovani la guardano come un modello. Tre consigli?
Primo: sostituite la paura con la speranza. Secondo: non abbiate insonnia. Noi genitori abbiamo insegnato ai figli ad avere paura del domani. Dormite tranquilli: questa paura non deve contagiarvi. Terzo: camminate con i piedi per terra e guardate le stelle. Il cielo ispira, ma non lo guardiamo più.
Quanto è importante ridere?
Ridere è vita. Sono figlio di Lorenzo il Magnifico: faccio scherzi ovunque. L’ultimo in Giappone: il cuoco mi mette un cetriolino davanti, si gira, e io me lo porto via… purtroppo lui non ha riso! I giapponesi su queste cose sono tremendi.
In un mondo globalizzato, come si mantiene un forte radicamento al territorio?
L’essere umano ha un solo luogo dell’anima. Per molti è il luogo dei primi 20 anni. Tanta gente ricchissima, quando le chiedi del luogo dell’anima, si emoziona. Io rimarrò sempre legato alla mia terra. L’Italia ha uno dei migliori stati sociali al mondo, una qualità umana straordinaria. Ma dobbiamo ridare dignità al lavoro: senza quello non c’è futuro.
Quale sogno vorrebbe lasciare ai posteri?
I poeti sono gli uomini più grandi della storia. L’impero di Augusto è scomparso, Ovidio no. Vorrei lasciare una visione poetica del lavoro e, dall’altra parte, delle opere. Sono convinto che l’anima sia immortale, e che noi siamo solo custodi temporanei del tempo che ci è dato.
Un giornale di economia deve chiederglielo per forza: che futuro vede per il settore della moda e del lusso?
L’anno sarà bellissimo. La moda ha vissuto tre anni di crescita, ora è in una fase di riequilibrio. Io suggerisco piani a cinque anni, non a tre: serve visione. L’Italia, poi, ha più chance di tanti altri paesi: siamo lo 0,66% della popolazione mondiale, e siamo la settima potenza. La nostra qualità, creatività e unicità sono un patrimonio da non perdere. Li dobbiamo custodire, con dignità e con rispetto.
L’articolo Il visionario garbato: Brunello Cucinelli è l’imprenditore dell’anno è tratto da Forbes Italia.
L’idea del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di predisporre metal detector nelle scuole dove venga fatta richiesta non passa al vaglio dei dirigenti scolastici. A classificare come una “boutade” le parole dell’inquilino di viale Trastevere sono i capi d’istituto delle secondarie che si trovano nei quartieri più difficili del Paese. Una risposta, quella del professore leghista, che viene definita “sbagliata”, “irrealizzabile”, “fallimentare”. La stretta sui coltelli, annunciata dal governo, viene recepita come “misura repressiva” senza che sia accompagnata da altri progetti educativi. Il richiamo “alla responsabilità” e “alla maturità” fatto dal ministro leghista passa in secondo piano rispetto alla misura avanzata dei controlli agli ingressi: “Non metal detector generalizzati ovunque ma solo dove venga fatta espressa richiesta”, ha detto Valditara. A detta dei capi d’istituto nessun preside penserebbe a questa misura.
“Intanto va chiarito che non è praticabile. Sarebbe un delirio perché ogni mattina al suono della campanella ci sarebbero ragazzi che devono tirar fuori dalle tasche le chiavi, gli accendini, gli occhiali”, spiega Ludovico Arte, dirigente dell’istituto professionale “Marco Polo” di Firenze che si trova nel quartiere dell’“Isolotto”. Per il professore fiorentino il caso di La Spezia va ridimensionato e analizzato puntando gli occhi alla dimensione educativo affettiva: “Da parte di una percentuale ancora rilevante di maschi permane un atteggiamento morboso, possessivo che talvolta trova anche un certo compiacimento nelle ragazze. Dobbiamo ragionare su questo”.
Per Arte, i metal detector assolverebbero la scuola ma non la società perché quel fatto sarebbe comunque accaduto. La pensa così anche Angelo Cavallaro, dirigente dell’Istituto comprensivo “Catalfamo”, nella difficile zona di “Santa Lucia” a Messina: “Se un accoltellamento, un’aggressione non avviene nelle aule grazie ai controlli può succedere nel cortile, davanti all’ingresso. Il metal detector assolve il preside ma non la società”.
A puntare il dito contro la proposta del ministro è anche Giusto Catania che da anni guida l’istituto comprensivo “Giuliana Saladino” di via Filippo Parlatore al Cep di Palermo: “Di fronte ai vandalismi abbiamo messo le grate alle finestre ma non sono servite a nulla. La logica non può essere quella repressiva. Se un giovane pugnala un compagno per ragioni di gelosia bisogna lavorare sull’educazione affettiva. La scuola deve fare quel che sa fare: educazione. Nella mia scuola agiamo in un contesto difficile, in un’area periferica di Palermo con un alto tasso di criminalità: è capitato che si registrassero atti di violenza ma li abbiamo arginati, compresi, limitati, risolti con l’agire educativo”.
A essere delusa dalle parole di Valditara è anche Maria Rosaria Autiero, la dirigente del liceo “Amaldi” a Tor Bella Monaca, Roma: “Se arriviamo a mettere i metal detector a scuola, la società è fallita. Dobbiamo farci qualche domanda: Quali sono i modelli educativi degli adulti? Penso alla serie televisive dove la violenza è spesso l’unica soluzione delle relazioni”.
Ad intervenire sulla vicenda è anche l’Unione degli studenti: “Di fronte al moltiplicarsi di episodi di violenza legati alla presenza di armi nelle scuole, il ministro propone l’introduzione di metal detector negli istituti considerati “più problematici”, rilanciando una visione securitaria e repressiva della scuola pubblica. La violenza non si combatte trasformando le scuole in caserme – di Federica Corcione, membro dell’esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti –. La militarizzazione degli spazi educativi è una scelta fallimentare e pericolosa, che scarica sugli studenti le responsabilità di un sistema che non funziona”.
L'articolo “Metal detector a scuola? Irrealizzabile”. Dal tempo per i controlli alle zone scoperte, la testimonianza dei presidi di quartieri a rischio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel braccio di ferro sulla Groenlandia si gioca in parte il futuro del continente europeo. Leggi
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«C’erano molte parole che non sopportavo di sentire e alla fine solo i nomi e i luoghi avevano dignità». Il regista ucraino Mstyslav Chernov affida a quest’epigrafe firmata da Ernest Hemingway nel 1929 il senso del suo ultimo lavoro documentaristico sul conflitto in corso in Ucraina, “2000 metri ad Andriivka”.
Già vincitore dell’Oscar per miglior documentario con “20 Days in Mariupol”, Chernov spinge ancor più in là le leve della ripresa in diretta, con questa sua potente e straziante testimonianza dalla prima linea del fronte, durante la controffensiva ucraina dell’estate del 2023. Il documentario, tra i candidati all’Oscar di quest’anno, e trasmesso dalla PBS in Usa, ora esce anche da noi, in sala per pochi giorni, dal oggi (19 gennaio, ndr) – merito della distribuzione indipendente Wanted.
Fedele allo stile asciutto della prosa di Hemingway, il suo racconto della battaglia infinita per liberare il villaggio occupato di Andriivka, preciso e senza retorica, procede grazie a una troupe che filma all’interno di una piccola squadra d’assalto. Anche quando Chernov ritaglia alcuni momenti di sparute conversazioni con i militari, il tono rimane pacato, le poche domande rivolte negli angusti spazi di buchi scavati nel terreno per ripararsi dai cecchini russi, sono dirette, essenziali, nessun giro di parole.
Il comando militare affida dunque a una piccola squadra l’ennesimo tentativo di attraversare un lembo di terra che porta ad Andriivka, per liberarla e issarvi la bandiera ucraina. Il lembo di terra consiste in una foresta ormai incenerita e distrutta che taglia in due i campi minati, unica via per arrivare al villaggio. I militari, tutti giovani volontari, ne parlano come di una foresta maledetta, perché troppi uomini sono caduti tra quei rovi spolpati dal fuoco delle munizioni. «È come arrivare in un altro pianeta, dove tutto vuole ucciderti», e Chernov: «Ma non è un altro pianeta, siamo nel cuore dell’Europa». Durante i preparativi della spedizione, si rimane impressi da una frase del regista: «Indossare il gilet blu da giornalisti non è più un’opzione, rende bersagli prioritari». Sono 2.000 metri quelli della striscia da percorrere, «35 secondi per il volo di un proiettile di mortaio, due minuti di macchina, dieci minuti di corsa. Ma qui il tempo non conta, conta la distanza e si misura dalle pause tra le esplosioni». Gli raccontano che per tre volte hanno tentato di attraversarla, la foresta maledetta, e a metà strada venivano falciati dai russi. I blindati non possono passare, si può solo andare a piedi. Tre mesi – giugno, luglio, agosto –, un villaggio. Questa volta, se la troupe è fortunata, potrà filmare il momento in cui Fedya, nome in codice del capo squadra che attende in postazione avanzata, isserà la bandiera ucraina ad Andriivka. «Sono arrivate le matite», così viene accolta la troupe di Chernov al posto di comando, nel caso i russi siano in ascolto con i loro sistemi di comunicazione. Una guerra ibrida, metà nel fango e l’altra metà davanti a schermi e tastiere che manovrano e guidano i movimenti sul campo, occhi e orecchie che hanno il suono fastidioso e persistente dei droni.
Il documentario restituisce tutto questo, anche quando fa vedere che anche la più avanzata tecnologia non riesce a salvare gli uomini nel fango. Insieme alla squadra d’assalto la troupe procede e filma i primi feriti, gli ucraini urlano ai russi di uscire dalle loro buche, qualcuno viene trascinato fuori, «Cosa siete venuti a fare qui?», la rabbia per una guerra imposta dall’aggressore russo. Ma c’è qualche minuto di pausa in cui Chernov ci presenta il militare di collegamento con Fedya. Il suo nome in codice è Freak, 22 anni, ex studente del Politecnico, arruolato volontario, rimarrà ferito in una battaglia cinque mesi dopo, il suo corpo mai ritrovato. A metà strada, a mille metri dalla meta, un’altra pausa e uno scambio di battute in un buco della foresta, Chernov: «Sono ritornato nei luoghi della Kharkiv liberata, ma sono tutti spariti, si cammina su rovine e tombe. Sembra che stiano liberando casa ma sono solo rovine. Quindi stanno liberando i nomi dei luoghi, e issano la bandiera affinché tutto il Paese sappia che questo nome è stato liberato». Fedya accoglie la troupe con un esuberante «Benvenuti a Ground Zero!». Perché combattere per dei luoghi dove non c’è più nulla? «Perché tutto verrà ricostruito, si ricomincia da zero, senza l’influenza dei russi». Lo scetticismo dolente di Chernov è palpabile davanti a tanta fiducia.
Il cinema americano ci ha abituati ai film di guerra, ma anche i più realistici, quelli girati con le tecniche più sofisticate, e attori memorabili, non arrivano alla forza di un documentario come questo: nessuna concessione spettacolare, nessun esercizio di stile, solo quello che è, una guerra in diretta, subita e combattuta nonostante tutto. E tremendamente vicina a noi.
Andriivka, un cumulo di macerie, vede di nuovo la bandiera ucraina, issata su un rudere, il 16 settembre 2023, dopo mesi di tentativi e una scia di vite umane perdute. «E se questa guerra durasse tutta la vita?», si chiede Sheva, 46 anni, preoccupato per la moglie e il figlio piccolo, ma anche per un pozzo da riparare che ormai non dà più acqua pulita. L’obiettivo della troupe è compiuto. Ma il villaggio della foresta maledetta e altri territori conquistati durante la controffensiva del 2023 passeranno di nuovo nelle mani dei russi.
L'articolo Tra rovine e speranza, la controffensiva ucraina raccontata da Chernov proviene da Linkiesta.it.
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AMSTERDAM, Jan 18 (Reuters) - The Netherlands’ foreign minister on Sunday said that U.S. President Donald Trump’s threat to impose new tariffs on European allies until th… Leggi
Jan 18 (Reuters) - An Iranian official in the region said on Sunday the authorities had verified at least 5,000 people had been killed in protests in Iran, including abou… Leggi
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 4 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 30 | 1.8 | - | 0.6 | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 41 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 47 | - | 0.4 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 14 | 0 | 9 | 45 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 18 | 0 | 11 | 59 | - | 1.2 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 20 | 0 | - | 29 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 20 | 0 | 12 | 62 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 25 | 0 | 15 | 35 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 27 | 0 | 18 | 48 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 31 | 1 | - | 86 | - | - | - | - |
KARACHI, Jan 18 (Reuters) - Firefighters in Pakistan’s largest city were fighting to extinguish a massive blaze on Sunday that has killed six people and reduced parts of … Leggi
KYIV, Jan 18 (Reuters) - Two people were killed and dozens wounded in a mass Russian drone attack on Ukraine overnight, President Volodymyr Zelenskiy said on Sunday.Writi… Leggi
MOSCOW, Jan 18 (Reuters) - More than 200,000 consumers in the Russian-held part of Ukraine’s Zaporizhzhia region were left without electricity on Sunday, the Moscow-insta… Leggi
MADRID, Jan 18 (Reuters) - Spanish Prime Minister Pedro Sanchez said a U.S. invasion of Greenland “would make Putin the happiest man on earth” in a newspaper interview pu… Leggi
Jan 18 (Reuters) - The U.S. Pentagon has ordered about 1,500 active-duty soldiers to prepare for a possible deployment to Minnesota, the Washington Post reported on Sunda… Leggi
JAKARTA, Jan 18 (Reuters) - Indonesian authorities said on Sunday they had located the wreckage of a fisheries surveillance plane that went missing in South Sulawesi prov… Leggi
SYDNEY, Jan 18 (Reuters) - Australian authorities on Sunday said 20 people were rescued from floodwaters in the eastern state of New South Wales after torrential rains sp… Leggi
BRUSSELS, Jan 17 (Reuters) - European Union leaders on Saturday warned of a “dangerous downward spiral” over U.S. President Donald Trump’s vow to implement increasing tar… Leggi
WASHINGTON, Jan 17 (Reuters) - U.S. military forces on Friday killed an al-Qaeda affiliate leader linked to an Islamic State attack on Americans in Syria last month, U.S.… Leggi
NEW YORK, Jan 17 (Reuters) - The U.S. Justice Department has asked a New York federal judge to deny a request by two lawmakers seeking an appointment of a special master … Leggi
By Brad BrooksMINNEAPOLIS, Jan 17 (Reuters) - Even as tensions remain high after the killing of Renee Good by a federal agent, Minneapolis braced on Saturday for a rally … Leggi
PARIS, Jan 17 (Reuters) - France’s President Emmanuel Macron said on Saturday that the threat of tariffs by U.S. President Donald Trump over Greenland was unacceptable an… Leggi
BAGHDAD, Jan 17 (Reuters) - U.S. forces have withdrawn from Iraq’s Ain al-Asad Airbase, which housed U.S.-led forces in Western Iraq, and the Iraqi army has assumed full … Leggi
By Brad BrooksMINNEAPOLIS, Jan 17 (Reuters) - Peter Brown’s gray mustache and beard were matted with ice as he stood watch on a frigid Friday afternoon outside Green Cent… Leggi
TEL AVIV, Jan 17 (Reuters) - Prime Minister Benjamin Netanyahu’s office said on Saturday that this week’s Trump administration announcement on the composition of a Gaza e… Leggi
By Daniela Desantis and Philip BlenkinsopASUNCION, Jan 17 (Reuters) - Top officials from the EU and the South American bloc Mercosur signed a free trade agreement on Satu… Leggi
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 19 | 0 | - | n.d. | - | n.d. | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 20 | 0 | - | n.d. | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 24 | 0 | - | n.d. | n.d. | - | n.d. | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 26 | 0 | n.d. | n.d. | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 28 | 0 | n.d. | n.d. | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 31 | 0 | n.d. | n.d. | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 34 | 0 | n.d. | n.d. | - | n.d. | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 52 * | 1 | - | n.d. | - | - | - | - |
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | n.d. | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 18 | 0 | - | n.d. | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 18 | 0 | n.d. | n.d. | - | - | - | - |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 63 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 63 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 57 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 54 µg/m³ |
| GR-SONNINO | Zona Costiera | GROSSETO | PM10 | 52 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 52 µg/m³ |
Da L’Avana, Cuba – Alessandro Fanetti per ComeDonChisciotte.org Le trincee fatte di idee valgono più di quelle di pietra José Martí A distanza di 67 anni dalla Rivoluzione del 1959 l’isola ribelle, distante solamente 90 miglia dalle […]
L'articolo Reportage da Cuba: un popolo (ancora) rivoluzionario risponde al golpe americano in Venezuela proviene da Come Don Chisciotte.

"L'invio dei contingenti in Groenlandia è un atto politico che dimostra la coerenza dei principi sanciti dal Trattato firmato nel 1949. Anche l'Italia dovrebbe farlo, rischiamo di rimanere ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 8 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 18 | 0 | 7 | 34 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 19 | 0 | 10 | 32 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 21 | 0 | - | 18 | - | 0.3 | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 22 | 0 | - | 13 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 22 | 0 | 8 | 64 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 41 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 46 | 1.8 | - | 1.2 | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 69 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 25 | 0 | 14 | 63 | - | 0.8 | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 27 | 0 | 12 | 44 | - | - | - | - |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 62 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 58 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 52 µg/m³ |

«Alle 3:41 del mattino, ora della costa orientale [le 9:41 ora italiana di oggi, ndr], la navicella Dragon Endeavor di SpaceX è ammarata con successo al largo della costa della California in condizioni meteorologiche ottimali. Questa missione ha riportato a casa sani e salvi i membri dell’equipaggio della Crew-11. Gli astronauti della Nasa Zena Cardman e Michael Fincke, l’astronauta della Jaxa Kimiya Yui e il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov sono tutti in buona salute e di ottimo umore. Tutti i membri dell’equipaggio sono attualmente sottoposti alla consueta valutazione medica post-ammaraggio. Il membro dell’equipaggio che destava preoccupazione sta bene. Condivideremo aggiornamenti sul loro stato di salute non appena sarà opportuno farlo».

Immagine del recupero in mare della navicella Dragon Endeavor con a bordo i quattro astronauti della Crew-11, rientrati anticipatamente a causa di un problema medico di uno di loro. L’ammaraggio è avvenuto in condizioni nominali alle 09:41 di questa mattina (ora italiana) a largo di San Diego, in California, e i quattro astronauti sono ora in una clinica per le valutazioni mediche post-rientro. Crediti: Nasa
Comincia così la conferenza stampa tenuta questa mattina alla Nasa riguardo il rientro anticipato della Crew-11 dalla Stazione spaziale internazionale (Iss), dovuto a un problema medico di uno dei quattro membri dell’equipaggio. A parlare è l’amministratore dell’agenzia Jared Isaacman, che sottolinea come la Nasa fosse pronta a questa evenienza nonostante fosse la prima volta nella storia e come abbia saputo gestirla al meglio.
La permanenza della Crew-11 alla Iss è durata circa cinque mesi (167 giorni), durante i quali gli astronauti hanno dedicato oltre 850 ore a esperimenti e studi scientifici, tra cui ricerche sulla perdita ossea in microgravità e lo stoccaggio a lungo termine di fluidi criogenici nello spazio. Esperimenti che – sottolinea l’amministratore – avrebbero applicazioni dirette in campo medico e industriale e che hanno migliorato la nostra comprensione dei voli spaziali di lunga durata. I quattro astronauti si trovano ora in una clinica nella periferia di San Diego, in California, dove trascorreranno la notte per poi fare ritorno a Houston venerdì.

Da sinistra: Il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov, gli astronauti della Nasa Mike Fincke e Zena Cardman e l’astronauta della Jaxa Kimiya Yui all’interno della navicella spaziale SpaceX Dragon Endeavour a bordo della nave di recupero Shannon di SpaceX poco dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di Long Beach, in California, giovedì 15 gennaio 2026. Crediti: Nasa/Bill Ingalls
Il prossimo mese vedrà due appuntamenti importanti per la Nasa e, più in generale, per il volo umano. Il 6 febbraio si apre la finestra di lancio di Artemis II, la missione che porterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna per la prima volta dopo le missioni Apollo. Si tratta del primo volo con equipaggio del razzo Space Launch System (Sls) e della navicella spaziale Orion. In questi giorni la Nasa sta preparando il trasferimento del veicolo completamente assemblato alla piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, che avverrà non prima di sabato 17 gennaio 2026. A seguire, il 15 febbraio si apre la finestra di lancio della Crew-12 per la Stazione spaziale internazionale, che vedrà fra i membri dell’equipaggio l’astronauta francese Sophie Adenot dell’Agenzia spaziale europea (Esa).
Guarda il video dell’ammaraggio della capsula Dragon con i quattro astronauti della Crew-11:
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 88 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 76 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 68 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 66 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 62 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 61 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 57 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 56 µg/m³ |
| FI-BASSI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 54 µg/m³ |
| FI-BOBOLI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-SAN-CONCORDIO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 52 µg/m³ |
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 51 µg/m³ |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 7 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 18 | 0 | 6 | 47 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 21 | 0 | 10 | 41 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 22 | 0 | 8 | 63 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 46 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 24 | 0 | 10 | 45 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 25 | 0 | - | 17 | - | 0.3 | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 25 | 0 | - | 38 | 1.6 | - | 0.8 | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 26 | 0 | - | 15 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 27 | 0 | 12 | 63 | - | 0.9 | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 35 | 0 | - | 77 | - | - | - | - |
kolbitube so kolbi can make videos
Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-026-10104-7
Retraction Note: Antibodies against endogenous retroviruses promote lung cancer immunotherapyNature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09913-z
Molecular mimicry between a gut commensal and a tumour antigen forms part of an important mechanistic framework that can boost the efficacy of immune checkpoint blockade therapy and restrain tumour growth.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09933-9
CLASSIC is a high-throughput genetic profiling platform that combines long- and short-read next-generation-sequencing modalities to quantitatively assess pools of constructs of arbitrary length containing diverse genetic part compositions.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09943-7
CFAP20 has a key role in rescuing RNA polymerase II complexes that have arrested during DNA transcription, limiting the accumulation of R-loops and preventing collisions between the transcription and replication machinery.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09950-8
A completely solid-state, single-chip, microwave-frequency surface acoustic wave phonon laser can generate coherent phonons from thermal noise or resonantly amplify injected phonons using only a direct current bias field.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09965-1
Polyamines prevent the action of kinases on acidic phosphorylatable motifs in spliceosomal proteins, thus providing a mechanism for metabolite-mediated regulation of alternative splicing in cells.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-026-10104-7
Retraction Note: Antibodies against endogenous retroviruses promote lung cancer immunotherapyNature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09913-z
Molecular mimicry between a gut commensal and a tumour antigen forms part of an important mechanistic framework that can boost the efficacy of immune checkpoint blockade therapy and restrain tumour growth.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09933-9
CLASSIC is a high-throughput genetic profiling platform that combines long- and short-read next-generation-sequencing modalities to quantitatively assess pools of constructs of arbitrary length containing diverse genetic part compositions.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09943-7
CFAP20 has a key role in rescuing RNA polymerase II complexes that have arrested during DNA transcription, limiting the accumulation of R-loops and preventing collisions between the transcription and replication machinery.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09950-8
A completely solid-state, single-chip, microwave-frequency surface acoustic wave phonon laser can generate coherent phonons from thermal noise or resonantly amplify injected phonons using only a direct current bias field.Nature, Published online: 14 January 2026; doi:10.1038/s41586-025-09965-1
Polyamines prevent the action of kinases on acidic phosphorylatable motifs in spliceosomal proteins, thus providing a mechanism for metabolite-mediated regulation of alternative splicing in cells.
La prima cosa da sapere sui buchi neri è che si chiamano così perché qualunque cosa – materia o luce – attraversi il loro orizzonte degli eventi non può più uscire. La seconda cosa è che non tutto ciò che viene attirato da un buco nero incorre in questo destino. Prima di attraversare il punto di non ritorno definitivo – l’orizzonte degli eventi, appunto –, nei buchi neri in accrescimento il materiale in arrivo forma un disco che ruota attorno al buco nero. Da questo disco di accrescimento, occasionalmente e in determinate circostanze, quantità di materiale sorprendentemente grandi vengono nuovamente espulse nello spazio. Avviene sotto forma di venti a raggi X, oppure di getti relativistici di plasma. E la congiunzione non è un caso: secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy una modalità esclude l’altra.

Rappresentazione artistica di un sistema binario simile a 4U 1630−472. Un buco nero di massa stellare accresce materia dalla stella compagna, emettendo potenti getti di materia e gas oppure venti stellari visibili ai raggi X. Crediti: ESO/L. Calçada/M.Kornmesser
Si tratterebbe della prima chiara prova osservativa che questi due tipi di emissioni sono mutuamente esclusivi. Quando uno è attivo, l’altro scompare. Ma vediamoli meglio. I getti relativistici sono fasci di plasma stretti e concentrati che fuoriescono dai poli del buco nero a una velocità prossima a quella della luce, alimentati dai campi magnetici e dalla rotazione del buco nero. I venti di raggi X, invece, sono flussi più ampi e lenti di gas altamente ionizzato espulso dalla superficie del disco di accrescimento dalla radiazione e dalla pressione magnetica.
Nello studio, gli scienziati si sono concentrati su un sistema binario chiamato 4U 1630−472, formato da un buco nero con una massa circa dieci volte superiore a quella del Sole e da una stella compagna, dalla quale “ruba” materiale che riempie il suo disco di accrescimento e viene regolarmente espulso come vento o getto. Il sistema è stato monitorato per tre anni grazie alle osservazioni del telescopio a raggi X Nicer della Nasa, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e del radiotelescopio MeerKat in Sudafrica. In questo periodo, il buco nero non ha mai prodotto contemporaneamente venti forti e getti potenti: quando il buco nero emette un getto di plasma ad alta velocità, il vento di raggi X si placa, e quando il vento riprende, il getto svanisce.
«In sistemi come 4U 1630-47, che accrescono materia a tassi compatibili con il regime standard di disco sottile, riteniamo che l’apparente mutua esclusività tra venti di disco e getti relativistici possa rappresentare un comportamento generale, piuttosto che una peculiarità di una singola sorgente», dice a Media Inaf Francesco Carotenuto, ricercatore postdoc all’Inaf di Roma e coautore dello studio. «I nostri risultati suggeriscono che le diverse modalità di espulsione del materiale non co-esistano simultaneamente, ma tendano piuttosto ad alternarsi nel tempo, in diverse fasi di attività (chiamate outbursts) del sistema. Al contrario di molti altri sistemi noti, 4U 1630-47 ha mostrato varie fasi di outburst negli ultimi anni, che abbiamo seguito nella loro evoluzione con dense campagne osservative nella banda radio e nei raggi X».
Non un caso isolato, dunque, questo buco nero, ma l’espressione di una “regola” generale. E c’è di più: mentre i due meccanismi si alternano, la quantità di materiale in arrivo rimane pressocché costante, un po’ come se il buco nero fosse in grado di autoregolarsi. Getti e vento, infatti, trasportano quantità comparabili di massa ed energia, suggerendo che, mentre la forma del flusso in uscita cambia, la velocità totale del flusso rimane invariata.
«Una possibile spiegazione fisica è che la forma dominante dell’outflow sia regolata da cambiamenti nella configurazione del campo magnetico associato al plasma del disco di accrescimento, in particolare nelle regioni più interne del disco e nella sua interazione con il buco nero», spiega Carotenuto. «I risultati di simulazioni numeriche suggeriscono infatti che differenti configurazioni del campo magnetico possano dare origine in modo naturale a meccanismi di “lancio” o “espulsione” diversi. Le transizioni tra queste configurazioni potrebbero quindi permettere alla sorgente di passare da uno stato dominato da venti a uno dominato da getti, senza richiedere cambiamenti drastici nel tasso globale di accrescimento».
In breve, i buchi neri non si limitano a consumare materia, ma la gestiscono, decidendo se espellerla nello spazio sotto forma di getto concentrato o spazzarla via con venti violenti. L’equilibrio tra venti e getti svolge un ruolo fondamentale nel regolare la crescita dei buchi neri, e influenza anche la formazione delle stelle nelle regioni vicine e l’evoluzione delle galassie. Questo meccanismo, infatti, potrebbe non riguardare solo i buchi neri di massa stellare come quello del sistema studiato, ma anche i buchi neri supermassicci al centro delle galassie. L’unica condizione irrinunciabile è che si tratti di un buco nero in accrescimento.
«Il disco di accrescimento è infatti un elemento fondamentale per la produzione sia dei venti sia dei getti, e senza un disco questi meccanismi non possono operare», specifica Carotenuto. «I sistemi binari a raggi X, in cui un buco nero di massa stellare (di circa 10 masse solari) accresce materia da una stella compagna, sono particolarmente importanti perché evolvono su scale temporali relativamente brevi (nell’ordine di settimane o mesi). Questo ci permette di osservare direttamente i cambiamenti nei meccanismi di espulsione del materiale nel corso del tempo. È possibile che comportamenti simili avvengano anche attorno a buchi neri supermassicci nei nuclei galattici attivi, ma in quel caso le transizioni avverrebbero su tempi molto più lunghi, rendendole molto più difficili da osservare direttamente».
Per saperne di più:
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 89 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 75 µg/m³ |
| FI-BASSI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 65 µg/m³ |
| FI-BOBOLI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 65 µg/m³ |
| FI-SCANDICCI | Agglomerato di Firenze | SCANDICCI | PM10 | 64 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 61 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 60 µg/m³ |
| LU-FORNOLI | Zona Collinare Montana | BAGNI DI LUCCA | PM10 | 59 µg/m³ |
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 56 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 52 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 52 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 51 µg/m³ |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 8 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 12 | 0 | 4 | 46 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 13 | 0 | 9 | 52 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 18 | 0 | - | 32 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 18 | 0 | 14 | 48 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 20 | 0 | 10 | 61 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 21 | 0 | - | 38 | - | 0.4 | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 22 | 0 | 13 | 55 | - | 1.1 | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 23 | 0 | - | 50 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 28 | 0 | - | 36 | 1.7 | - | 1.2 | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 46 | 0 | - | 83 | - | - | - | - |
A Rétromobile, il salone dedicato alle classiche in programma al Paris Expo Porte de Versailles dal 28 gennaio al 1° febbraio, vengono riunite per la prima volta quattro vetture che hanno segnato la storia della DS e il suo legame con la Presidenza della Repubblica francese. L’esposizione, resa possibile grazie al supporto dell’organizzazione che tutela il patrimonio del brand “L’Aventure DS”, abbraccia un arco temporale di 60 anni e ripercorre la storia dei modelli che hanno accompagnato i diversi capi dell’Eliseo.
Lo Squalo di de Gaulle
Utilizzata a partire dal 1965, la DS 21 Pallas modificata per il diciottesimo Presidente francese è dotata di allestimenti specifici per l’uso ufficiale: visiere parasole laterali per i passeggeri posteriori, portabandiera integrati nel paraurti anteriore, supporti per stemmi e portadocumenti sul cruscotto. Dopo vari passaggi di proprietà, l’auto è stata battuta all’asta nell’ottobre 2023 per 59.040 euro ed è stata poi restaurata integralmente, nel rispetto del modello originale.
La francese che superò l’America
Consegnata all’Eliseo nel 1968, questa DS 21 allungata, disegnata da Henri Chapron, rappresenta un esemplare unico, progettato su rigorose specifiche: doveva essere persino più grande dell’auto allora utilizzata dal Presidente degli Stati Uniti. Lunga 6,53 metri e larga 2,13, fu concepita per cerimonie e parate, ed era capace di procedere per ore a basse velocità anche con temperature elevate. Verniciata in una tonalità di grigio specifica, si distingueva per dotazioni all’avanguardia, come fari supplementari a lunga portata, bandiere laterali illuminate e stemma luminoso sul cofano. L’abitacolo, con un pannello di vetro curvo che separa i sedili anteriori dal salotto presidenziale posteriore, offriva interni in pelle marrone, climatizzazione, illuminazione diretta e indiretta, interfono e minibar.
Eleganza di Stato
Nel 1972 l’Eliseo annunciò l’arrivo di due SM presidenziali: entrambe erano cabriolet a quattro porte in grigio scuro metallizzato, utilizzate per la prima volta in occasione della visita ufficiale di Elisbetta II. Anch’esse disegnate da Chapron, le scoperte furono allungate di 71 centimetri fino a raggiungere i 5,60 metri. Sospensioni, freni e pneumatici vennero adattati al passo allungato e al peso aumentato, mentre il V6 da 170 CV rimase invariato. Gli interni di pelle naturale e il tettuccio morbido ad azionamento idraulico completavano un allestimento pensato per il massimo registro ufficiale.
La tradizione continua
Ultima erede di questa tradizione è la DS N°8, messa a disposizione della Presidenza della Repubblica francese in anticipo rispetto al lancio commerciale della nuova ammiraglia, previsto per settembre 2025. Caratterizzata da una livrea Blu Zaffiro, presenta modifiche specifiche per le parate, come maniglie e supporti per la posizione in piedi e una seduta posteriore accorciata. Questo percorso testimonia il legame storico tra la Presidenza francese e i modelli DS e SM, una collaborazione iniziata nel 1958 con la DS 19 del generale de Gaulle e proseguita fino ai giorni nostri, simbolo duraturo di eleganza, innovazione ed eccellenza industriale francese.
















| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | n.d. | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 15 | 0 | 9 | 54 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 16 | 0 | 11 | 52 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 19 | 0 | - | 50 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 19 | 0 | - | 52 | - | 0.6 | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 24 | 0 | 19 | 56 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 25 | 0 | 14 | 53 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 30 | 0 | - | 67 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 32 | 0 | - | 49 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 33 | 0 | - | 50 | 2.3 | - | n.d. | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 33 | 0 | 19 | 62 | - | 1.4 | - | - |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 71 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 58 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 56 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 52 µg/m³ |
In occasione del centenario dalla fondazione della Carrozzeria Touring, Officine Fioravanti presenta una reinterpretazione dell’Alfa Romeo Disco Volante improntata a una visione più tradizionale della guida. Il progetto rende onore alla storica carrozzeria milanese, rileggendo in chiave analogica una delle più celebri dream car del marchio del Biscione. Basata sull’Alfa Romeo 8C, la Disco Volante era stata presentata per la prima volta al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nel 2013, per poi apparire anche al Salone di Ginevra nel 2014, ed è stata prodotta in serie limitatissima.
Ritorno alla guida pura
L’intervento più significativo riguarda la trasmissione: al posto del precedente cambio automatico sequenziale elettroattuato a sei rapporti, è stato adottato un cambio manuale, anch’esso a sei marce, che enfatizza il coinvolgimento diretto del conducente. Accanto a questa modifica, Officine Fioravanti ha dotato la vettura di un impianto frenante carboceramico. Rimane invece invariato il propulsore, il V8 aspirato di 4,7 litri da 450 CV di origine Maserati, già presente sulla 8C. Con questa evoluzione, la Disco Volante Manuale si propone come un omaggio alla tradizione e alla guida analogica, mantenendo inalterati l’impostazione stilistica e il carattere che hanno reso il modello un riferimento nel panorama delle moderne reinterpretazioni automobilistiche.



















| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | n.d. | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 12 | 0 | 8 | 41 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 14 | 0 | - | 46 | - | 0.5 | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 14 | 0 | - | 47 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 14 | 0 | 9 | 62 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 28 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 42 | 2.8 | - | n.d. | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 17 | 0 | 10 | 36 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 84 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 28 | 0 | 16 | 79 | - | 1.5 | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 41 | 0 | 28 | 56 | - | - | - | - |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 51 µg/m³ |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | n.d. | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 11 | 0 | 4 | 56 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 11 | 0 | 7 | 30 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 37 | 2.3 | - | n.d. | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 14 | 0 | 4 | 33 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 18 | 0 | 6 | 67 | - | 0.8 | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 29 | 0 | - | 81 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 39 | 0 | 16 | 54 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 5 | 0 | - | 18 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 20 | - | 0.3 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 23 | - | - | - | - |


| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 5 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 45 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 14 | 0 | - | 58 | - | 0.3 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 20 | 0 | - | 29 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 23 | 0 | - | 22 | 2.3 | - | n.d. | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 23 | 0 | 9 | 67 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 24 | 0 | 8 | 26 | - | 0.6 | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 26 | 0 | 9 | 34 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 27 | 0 | 6 | 7 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 30 | 0 | - | 88 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 45 | 0 | 11 | 16 | - | - | - | - |

| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 14 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 29 | - | 0.4 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 10 | 0 | 6 | 42 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 15 | 0 | 11 | 43 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 29 | 3.2 | - | 0.8 | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | 12 | 57 | - | 0.8 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 18 | 0 | 12 | 57 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 26 | 0 | - | 81 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 41 | 0 | - | 60 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 41 | 0 | 24 | 62 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 5 | 0 | - | 40 | - | - | - | - |



| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 115 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 110 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 108 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 99 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 89 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 76 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 67 µg/m³ |
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 67 µg/m³ |
| LU-FORNOLI | Zona Collinare Montana | BAGNI DI LUCCA | PM10 | 57 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 57 µg/m³ |
| PT-SIGNORELLI | Zona Prato Pistoia | PISTOIA | PM10 | 55 µg/m³ |
| FI-SCANDICCI | Agglomerato di Firenze | SCANDICCI | PM10 | 54 µg/m³ |
| AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO | BORGO SAN LORENZO | PM10 | 53 µg/m³ | |
| LU-SAN-CONCORDIO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 51 µg/m³ |











[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.
[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.
Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.
Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:
Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.
Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.
Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.
Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.
Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.
Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.
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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.
Questa modifica è in linea con i recenti aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.
In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.
Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.
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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.
I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.
Uno dei server di posta è al temporaneamente irraggiungibile per un problema con il provider relativo. UPDATE: era un problema hardware, è stato risolto.
One of our email servers is currently unavailable, due to an issue with the upstream provider. UPDATE: the hardware problem has been resolved.
Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.
AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.
One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.
UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.
[IT] Questo Venerdì 16 Maggio faremo dei lavori su di un server per qualche ora, presumibilmente durante la mattinata. Durante questo periodo di tempo, alcuni siti web e alcuni blog di noblogs saranno temporaneamente irraggiungibili.
[EN] Friday May 16th we’ll be doing some maintenance work on one of our servers. Some services (hosted web sites, blogs) will be unavailable for a few hours.
[IT]
Autistici / Inventati ha offerto per molti anni un servizio di analisi del traffico sui siti ospitati, inizialmente nato per offrire un’alternativa centralizzata all’installazione autonoma di strumenti simili, con migliori garanzie di rispetto della privacy ed anonimato dei visitatori.
Questo è sempre stato un compromesso vagamente scomodo: questa tipologia di strumento (nel nostro caso Piwik/Matomo, la più diffusa implementazione open source) tenta di raccogliere statistiche accurate lato client, inserendo codice nelle pagine così da tracciare il comportamento del browser. Prassi intrusiva, condivisa infatti dal mondo dell’advertisement ed in sostanza una forma di tracciamento attivo del comportamento delle persone.
Ma il web di oggi non è più quello di allora, i browser offrono maggiore resistenza a questo tipo di tracciamento, la maggioranza dei nostri visitatori comunque utilizza ad blockers che ne prevengono il funzionamento. Il risultato è che i dati raccolti dal nostro sistema di statistiche sono ampiamente inaccurati, e dunque il compromesso di cui sopra non è più giustificato. Dunque sospenderemo il servizio di analisi del traffico così come è stato fornito finora (Piwik/Matomo).
Per chi gestisce un sito, è comunque importante avere una vaga idea dell’andamento delle visite, anche soltanto dal punto di vista volumetrico. Per questo abbiamo implementato un nuovo servizio di analisi del traffico, che al contrario del precedente:
I dati di analisi del traffico sono disponibili:
Se siete responsabili di un sito ospitato su A/I, ed avete implementato manualmente l’integrazione con stats.autistici.org, potete rimuoverla quando ne avete l’opportunità in modo da migliorare la performance del sito.
L’attuale servizio Matomo verrà disattivato nel corso delle prossime settimane.
[EN]
For many years, we’ve offered a centralized web traffic analytics service for hosted websites. We initially did this to avoid the proliferation of such self-hosted tools so that we could at least guarantee a good level of privacy and anonymity of the collected information. This has always been a bit of an uncomfortable compromise: these tools (such as Piwik/Matomo, the implementation we’ve been using) collect data by instrumenting the client, injecting code in web pages to track the browser’s behavior. This is fundamentally an intrusive practice, a form of tracking, and it’s no coincidence that a lot of the same techniques are used by e.g. the advertisement industry.
The web, however, has changed quite a bit since then: today’s browsers give out less information, and the vast majority of our visitors are using ad blockers that (rightfully) prevent our analytics from working. The result is that the data collected by this service is largely inaccurate, to the extent that we feel the above compromise is no longer justified. As a consequence, we will terminate the current web analytics service in the form it has been operating until now (Piwik / Matomo).
Traffic statistics, even approximate, are in any case still very useful for those who manage websites, and we would still like to offer this capability, but in a less intrusive fashion. So, we are launching a new web analytics service, that operates on different principles:
If you are hosting a website with us, this data will be available:
If you are managing a website hosted by A/I, and you have manually added the Piwik/ Matomo code to integrate with stats.autistici.org, you can remove it whenever you have the opportunity to do so, in order to improve the site’s performance slightly.
The existing Matomo service will be de-activated in the next few weeks.
[IT] – Abbiamo un problema ai dischi di un server di posta, le mailbox ospitate lì sono temporaneamente irraggiungibili.
UPDATE: Il downtime sarà almeno di alcune ore.
UPDATE: Il servizio è stato ripristinato. Le mail in viaggio arriveranno progressivamente nel corso delle prossime ore. In ogni caso, se riscontrate problemi con la vostra posta, contattateci.
[EN] – We’re having trouble with the disks of one of our mail servers. Mailboxes hosted there are temporarily unreachable.
UPDATE: We expect at least a few hours of downtime.
UPDATE: Services have been restored. Emails in-flight should arrive over the next few hours. If you’re still encountering issues with your mailbox, do not hesitate to contact us.