NASA Hosts OSIRIS-REx Sample Lab Media Day in Houston


Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

Mercoledì 28 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM
Mare crudele
IBM aveva una sua AI e la chiamava Watson
Aggiornamenti sul sottomarino che scese a visitare il Titanic
Viaggi su Marte e altri ambienti scomodi che …
Se l’approvvigionamento di acqua dovesse diventare un problema, la raccolta di acqua piovana può essere una soluzione per sopperire al prosciugamento dei pozzi.
E se anche la pioggia dovesse diventare rara, la nebbia può diventare un’importante fonte alternativa.
In questo articolo vedremo come autocostruire una sistema in grado di ricavare l’acqua dalla nebbia con materiale di facile reperibilità ed economico.
La raccolta dell’acqua dalla nebbia è una tecnologia antica che risale a migliaia di anni fa. Nell’antichità si usavano tessuti, canali, strutture in pietra, piante. Oggi si impiegano reti plastiche in grado di catturate grandi quantità di acqua.
Serve la nebbia, e generalmente, le zone nebbiose si trovano in zone costiere o in prossimità di montagne.
Anche in condizioni di tempo normale però, durante la notte l’abbassamento della temperatura e l’umidità dell’acqua consentono comunque una certa condensazione dell’acqua. E’ la rugiada che troviamo al mattino sull’erba, in autunno e inverno ma anche durante le giornate di primavera ed estate.
Il consiglio è di provare. Costruite un sistema nel vostro terreno, anche di soli 1-2 metri quadrati, e registrate i dati durante l’arco dell’anno, parallelamente ai valori di temperatura e umidità.
Dopo un anno di funzionamento, avrete i dati necessari per caratterizzare l’efficienza e l’efficacia del vostro sistema.
Il sistema per un piccolo impianto di prova è semplice. Ecco i passaggi necessari per iniziare.


La raccolta dell’acqua dalla nebbia è una tecnologia semplice che può essere realizzata anche con materiali economici e facilmente reperibili. Può essere una soluzione efficace anche per produrre acqua potabile e per sopperire alla carenza delle risorse idriche classiche.
L'articolo Siccità: acqua dalla nebbia sembra essere il primo su SOPRAVVIVERE.NET.
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

Mercoledì 21 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM
Parliamo d'altro!
Moderatori di Reddit in sciopero (hanno ragione)
Gossipz dai socialz
Il sottomarino fermo a 3000 mm di profondità usa un Logitech game joystick
Apple Computers denuncia …
HackЯocchio s. m. [der. di hackЯocchiare] (pl. -chi)
situazione o soluzione raffazzonata, raccogliticcia, approssimativa
Sabato 10 Giugno dalle ore 14. Mezcal Squat, Parco della Certosa, Collegno (TO).
Costruire comunità resistenti complici nelle lotte, saldare relazioni di fiducia tra le moltitudini sommerse nell'estrattivismo cognitivo, riuscire ad immaginare e a costruire tecnologie conviviali che sostituiscano le megamacchine digitali. Non promettiamo la rivoluzione ma il crepuscolo degli dei, per farlo inietteremo lo shellcode nel paese reale, andando nelle case ma sopratutto nei cuori di chi ancora ci crede, a decifrare le blockchain corrotte di un sistema che nulla ha più di umano se non la scalabilità del vostro frigorifero nel cloud, insomma, in una parola, quantum machine learning :)
se non ci hai capito molto, neanche noi, ma trovi tutte le informazioni e il progamma su https://hackrocchio.org/info.
Cosa sono le radioline DMR? Digital Mobile Radio, costi, compromessi, vantaggi, svantaggi e casi d’uso: dalla montagna alla piazza. A seguire laboratorio SDR, capiamo insieme cosa c’e’ nella banda, usciamo il kraken per vedere le onde.
Cosa hanno in comune l’ISIS, il processo Ruby Ter, una azienda che fa i tornelli per le palestre, una sgangherata cantina e una inconsueta congrega? Breve viaggio attraverso Tor, il (quasi) neonato Osservatorio Nessuno e quello che deve ancora succedere.
Spesso le applicazioni vengono realizzate tramite accrocchi di componenti appiccicati tra loro con lo sputo. A volte, la complessità di queste costruzioni porta con sé la formazione di interstizi digitali tramite i quali un input apparentemente innocuo può raggiungere insperabili profondità. Vedremo come un “apriti sesamo” pronunciato ad alta voce ha permesso di bypassare completamente un’appicazione di gestione delle bollette su Google Voice.
Negli ultimi anni ci siamo spesso interrogati su come recuperare spazi di manovra in un contesto digitale su cui non abbiamo alcun potere. Anche per questo autogestiamo i servizi di cisti.org. Hackrocchio sembra ottimo per ritagliarci un momento di restituzione su ragionamenti e aggiornamenti fatti sui vari attrezzi che riteniamo sensati da suggerire e su cui ci piacerebbe ricevere suggestioni. una carrellata su gancio.org, zecche, plaid
A volte non solo ci tocca dover lavorare, ma ci costringono pure ad installare un’app per farlo! Applicazioni moleste che ci controllano, valutano, sanzionano e appioppano mansioni in nome della Produttività. Ma cosa fanno di preciso sul nostro telefono? Cercheremo di scoprirlo analizzando alcune app fornite ai rider da delle note aziende, monitorandone il comportamento con i potenti strumenti recuperati dagli anfratti dell’internet.
La bici è un mezzo che sfida l’urbanistica e la società dei consumi, con il quale riappropiarsi e attraversare diversamente gli spazi cittadini. Ma se oltre a tutto questo ci slegasse anche dal ruolo di clienti? Il suo semplice funzionamento, infatti, permette di fare la maggior parte delle manutenzioni con pochi attrezzi, in questo spazio proporremo una soluzione agli inconvenienti che possono capitare mentre si pedala e alle riparazioni da fare, imparando insieme a conoscere i nostri mezzi. Condividi ciò che sai, apprendi ciò che ti manca
panoramica componenti, tecnologie, materiali e dimensionamenti. Esempi pratici e dimostrazioni live: dal fotone all’elettrone.
dal primo pomeriggio per avviare il forno e poi la sera pizza bellavita* (cena di condivisione).
Pizza bellavita, porta il tuo condimento preferito.
Concerto RWA, Riderz With Attitude
Ten minutes talk
(sì, ci si puo' fermare a dormire)
Questo melologoè stato eseguito al Teatro Monte Baldo di Brentonico (TN) il 24 marzo 2023. Wu Ming 1 ha letto i capitoli 2 e 3 del Primo movimento di Ufo 78 – la visione collettiva di Incontri ravvicinati del terzo tipo seguita da una camminata notturna per le vie di Torino – mentre Luca Casarotti lavorava ditastiere, elettronica e ingegneria sonora.
Trattasi di composizione spontanea, senza partiture di sorta ma con chiare premesse teoriche, messe giù nellapresentazione scritta da Luca Casarotti.
Ufo 78– Concerto non-identificato è una produzione Mελóλογος. Grazie a tutte le compagne e i compagni del circolo ARCI di Brentonico per l’organizzazione della serata. Grazie in particolare ad Assia per i riflessi prontissimi di fronte a un problema manifestatosi all’improvviso e la disponibilità messa in campo per risolverlo!
Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.
Umberto Bizzoccoli (Correggio, 19.09.1903 - 22.02.1922) fin da giovane si aggrega al circolo socialista di Correggio di cuiè attivo dirigente e organizzatore con Agostino Zaccarelli. Sarà poi il primo segretario comunista dopo la scissione del 1921.
Per sfuggire all’attenzione fascista, nel maggio 1921 si arruola in Marina nella città ligure di La Spezia. Mentre si trova in libera uscita viene violentemente bastonato su mandato dei fascisti di Correggio.
La violenta bastonatura gli provoca gravi danni ai polmoni, a causa dei quali poco tempo dopo contrae la tubercolosi. Il 29 gennaio scrive ai suoi genitori le sue "naturali ed ultime volontà": «Io professo onestamente una dottrina di amore e fratellanzache esclude le corporazioni religiose di ogni genere. Io obbedisco alla verità che credo di aver veduta».
Muore a Correggio, il 22 febbraio 1922 a soli diciotto anni.
I funerali si trasformano in una grande manifestazione antifascista, con il feretro scortato dai giovani comunisti capeggiatidal segretario della FGCI reggiana Camillo Montanari.
Melologo/radiodramma tratto dal racconto di Wu Ming 1 Volodja (2011) e realizzato per il primo Festival di letteratura working class, svoltosi dal 31 marzo al 2 aprile 2023 al presidio degli operai ex-GKN in lotta, Campi Bisenzio (FI).
Wu Ming 1– Voce e vociferazioni
Stefano D'Arcangelo – caverna dell'antimateria
«Volodja è tratto dall’omonimo racconto che scrissi nel 2011 per il progetto «I muri di Mirafiori», nell’ambito del laboratorio urbano Situa.to [...]
Mi viene l’idea di resuscitare il fantasma di Vladimir Majakovskij. Nel racconto il poeta georgiano appare tra gli operai della Fiat nella primavera del 1969, immemore di tutto quanto gli accadde dopo il 1923, quando tornò in Russia dopo le vacanze trascorse con l’amico Viktor Šklovskij sull’isola di Norderney, nel Mare del Nord.
Rinvenuto in forma spettrale, Volodja – diminutivo di Vladimir, così lo chiamavano gli amici – comprende di essere in Italia e si domanda che fare, e decide di fare, ποιεῖν, fare poesia, partecipando a suo modo alle lotte che stanno montando a Mirafiori [...]
Stefano utilizza registrazioni originali della vocedi Majakovskij e musica d’avanguardia sovietica degli anni Venti, come la Sinfonia di sirene di Arsenij Avramov e Fonderia di Aleksandr Mosolov [...]»
Una produzione Melologos, laboratorio di fonologia narrativa c/o Nassau, via de' Griffoni 5/2a, Bologna

FOGS OF WAR
Sabato 25 giugno 2022 alle ore 18.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano
Aggiornamento: per motivi termici indipendenti dalla nostra volontà l'incontro inizialmente previsto per le ore 16 è stato posticipato di due ore. L'inizio sarà alle ore 18.00.
La guerra tra Russia e Ucraina, oltre …
5 maggio 2022 ore 21 - FOA Boccaccio, Monza
Parteciperemo giovedì 5 maggio a LABYRINTHUS 2.0 / Forme di resistenza nello spazio digitale. Dal Web 3.0 al Metaverso, dalle blockchain agli NFT.
La nostra prima reazione è stata: preferiremmo di no, perché siamo contro. "Sì ok, ma per favore potreste …
PDF A4 | PDF pieghevole da stampa
Se il fascismo, in una delle sue molte manifestazioni, è irregimentamento, propaganda, controllo e repressione, allora internet come lo sperimentiamo adesso è perfettamente funzionale al fascismo moderno.
Partiamo dal nostro manifesto1 …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a cura di Unit hacklab di Milano.

Mercoledì 23 febbraio 2022, dallo studio radio di ZAM
Distro dramma n.1 - Installazione Debian GNU/Linux su Mac AIR/Piccolo
durata: 59 minuti
L'approfondimento satirico della …
Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 17:00
a seguire dalle 19:00 acheritivo e live music by unit electric assembly
unit hacklab @zam via sant'abbondio 4, milano
Mercoledì 24 marzo dalle ore 20.45 alle 23 circa
Manuale Minimo di Sopravvivenza a Pure Data n. 1
Seminario Laboratoriale su Pure Data
durata: due ore circa
a cura di k_, Unit hacklab

Introduzione e storia, Setup dell'installazione, collegamenti e definizioni: oggetti, box, counter, bang e sequencer. Arriveremo all'oscillatore …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

Puntata di lunedì 07 dicembre 2020: il Virus.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

Puntata di mercoledì 30 settembre 2020: la Piattaformazione delle nazioni.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …
Ciao, abbiamo ricominciato a fare assemblea il mercoledì.
Bacilli
..e dopo aver pensato molto, riflettuto, studiato la storia delle pandemie ed
esaminato i modelli trovati in natura.. abbiamo deciso che le attività IRL di
Unit Hacklab rimarranno in stato dormiente fino a nuove notizie.
Sembra che Madre Natura ci stia chiedendo (a noi umane/i) di rallentare,
riflettere, ri-fare …

Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab.
C'è/Abbiamo bisogno, come ogni anno, di pagare il server e anche il dominio.
Stiamo anche ragionando di allargarci e prendere un server più capace, perchè quello che stiamo usando, pagato attraverso iniziative di autofinanziamento, è arrivato a tappo.
Tutto questo …
In questi mesi abbiamo dovuto lavorare molto di più: sembra buffo, visto che eravamo a casa. Nel frattempo tante cose sono successe su internet e, con l'avvicinarsi di un "dopo" incerto, vorremmo dire la nostra sperando che queste riflessioni …
IL LABORATORIO E' SOSPESO E RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

Domenica 15 marzo 2020 alle ore 15.30 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano
Traccia chi ti traccia Come comprendere gli algoritmi di personalizzazione nei siti di video streaming.
con tracking.exposed
Nelle piattaforme di video sharing, da …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

Puntata di lunedì 27 gennaio 2020: decodifiche binarie.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi …

Lunedì 27 gennaio 2020 ore 21
Quarta puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

Mercoledì 22 gennaio 2020 alle ore 19.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano
Conversazioni con C.I.R.C.E. intorno a:
Internet Mon Amour
cronache prima del crollo di ieri
di Agnese Trocchi.
Fino a quando continueremo a considerare le macchine alla stregua delle bestie non …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

Puntata di mercoledì 25 dicembre 2019: antropocene.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi …

Mercoledì 25 dicembre 2019 ore 22
Terza puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …
Domenica 15 dicembre 2019 ore 16.30
Privacy Matter On My Phone (percorso in cinque passi su come entrare in possesso del tuo smartphone dopo averlo comperato).
Ambulatorio Medico Popolare via dei transiti 28, Milano
dal libretto PMOMP: "Sfortunatamente, non c’è molto che si possa fare per migliorare la …
Venerdì 13 dicembre 2019 dalle 18.30 alle 22.30
unit con ghiaccio
acheritivo di autofinanziamento unit hacklab: rooting libero del telefono, elettronica usata a offerta libera. Hai bisogno di un lettore dvd? Di uno scanner? Noi di fare spazio e pagare il server.
spritz'n'lazz
live music by unit electric …
Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

Puntata di lunedì 10 dicembre 2019: meme stupendo.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …

Lunedì 09 dicembre 2019 ore 21
Seconda puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

Lunedì 18 novembre 2019 ore 21
Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

Lunedì 18 novembre 2019 ore 21
Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.
L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.
Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …
Salve a tutt*, chiunque voi siate.
Noi non ci conosciamo, almeno non tutti e non bene. Questa è una verità emersa chiaramente in questo periodo, talvolta anche in modo un po' scomposto, e così Unit ha pensato che fosse utile prendersi un momento per guardarsi in faccia tutti quanti e …
Giovedì 18 luglio 2019 ore 21
Incontro a VillaVegan con Unit hacklab su controllo e tecnica
Presentazione criptolibretto a cura di Unit hacklab e incontro non-frontale sull'illusione del controllo.

Update: la proiezione non è successa
Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Lunedì 20 maggio 2019
Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017
ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.
Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00 …
Sabato 11 maggio alle ore 15 presso CSOA COX 18 in Via Conchetta 18, Milano
LOST, le Lunghe Ombre della Scienza e della Tecnica e Unit hacklab presentano:
Fedeli alla linea (di comando)
registrazione audio a cura di cox18stream e Archivio Primo Moroni
Introduzione al terminale e alla riga di …
Durante Connessioni Caotiche 2019 proiezione del documentario su Aaron Swartz.
Sabato 4 maggio 2019
The Internet’s own boy, Brian Knappenberg, 2014
ENG sub ITA
Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.
Ore 21:00
Il Ragazzo di internet è Aaron Swartz, attivista
dei diritti in rete accusato di frode informatica …Sesta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Lunedì 6 maggio 2019
I'm a Cyborg, but that's OK, Park Chan-wook, 2006
KOR sub ITA
Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.
Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.
Young-goon è una cyborg e ha …Quinta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Lunedì 29 aprile 2019
Il giovane Karl Marx, Raoul Peck, 2017
FRA sub ITA
Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.
Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.
I comunisti rifiutano di nascondere le loro opinioni …
Venerdi 3 e Sabato 4 Maggio 2019 torna Connessioni Caotiche a Macao
Hacking, attivismo, seminari laboratoriali e presentazioni frattali. Making e Breaking in festival nella due giorni in contemporanea ai festeggiamenti per il compleanno del Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca Macao a Milano.
Connessioni Caotiche …
Quarta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Life of Brian, Monty Python, 1979
ENG sub ITA
... gli unici che odiamo più dei romani
sono il Fronte del Popolo Giudeo.
E il Fronte Popolare dei Giudei.
Ah, sì.
Separatisti.
E il Fronte Popolare della Giudea.
Già …
Sabato 11 maggio alle ore 15 presso CSOA COX 18 in Via Conchetta 18, Milano
registrazione audio a cura di cox18stream e Archivio Primo Moroni
Pagina wiki di elaborazione con flyer hi-res.
È un WarmUp del percorso verso Hackmeeting 0x16: 30 maggio - 2 giugno, Firenze.
LOST, le Lunghe Ombre della …
update: aderiamo all'appello di solidarietà online per Ola Bini
Watashitachi no yunitto!!
Hanno arrestato un giornalista che denunciava crimini di guerra.
Chiediamo che non venga perseguitato ulteriormente. Julian Assange non deve essere estradato negli USA, dove sarebbe incriminato con il CFAA (Computer Fraud and Abuse Act), legge draconiana che …
Terza visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Risk, Laura Poitras, 2016
Documentario su Julian Assange, fondatore di Wikileaks.
Motivazioni e contraddizioni su Assange e le sue cerchie, con un occhio in particolare sui rischi che sono stati presi. Il documentario copre il periodo dal 2010 …
Seconda visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Operazione Vega, RAI, 1962
Sceneggiato di fantascienza RAI tratto dal radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.
Vega è il nome della nave spaziale che porta i rappresentanti di un certo blocco di Stati terrestri sul pianeta Venere dove sono confinati …
Il sito e' stato convertito a pelican, un software per generare siti statici in html.
Prima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Nirvana, Salvatores, 1997
Film cyberpunk girato a Milano (e nei sotterranei di Macao). Fortemente influenzato dai romanzi di Gibson e sua volta ritenuto tra le fonti di ispirazione della trilogia di Matrix. Affronta il tema dell'esistenza autonoma o …
Contesto: Milano 2018. Atmosfera di intolleranza civile.
Unit hacklab e' un laboratorio autogestito di sperimentazione tecnica e politica, le nostre attivita' comprendono dai corsi gratuiti di elettronica e informatica alla divulgazione delle pratiche di gestione della privacy sotto forma di incontri e convegni.
il Comune di Milano, zelante, anticipa l'editto …
Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.
Nella sua frazione, Fazzano, Antonio Pellicciari era considerato un’autorità per il modo in cui riusciva a porre i problemi delle rivendicazioni dei contadini e degli operai.
Fu attivo nel movimento cooperativo, quando la voce di Camillo Prampolini spargeva nella provincia di Reggio Emilia il seme educativo di teorie socialiste.
Dal 2 al 4 agosto 1922, assiemeai compagni Bagni, Messori e Pellacani, aderì agli Arditi del popolo e partecipò alla difesa della città di Parma dall’invasione degli squadristi guidati da Italo Balbo.
Duramente perseguitato dai fascisti, bastonato, seviziato più volte tanto da procurargli degli scompensi fisici, morìacausa di una polmonite acuta nel febbraio 1923.
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Developed with Python and GTK4/libadwaita, Bavarder offers a simple concept: pose a question to ChatGPT, receive a response, and promptly copy the answer (or your inquiry) to the clipboard for pasting elsewhere.
With an incredibly user-friendly interface, you won't require AI expertise (or a novice blogger) to comprehend it. Type your question in the top box, click the blue send button, and wait for a generated response to appear at the bottom. You can edit or modify your message and repeat the process as needed.
During our evaluation, Bavarder employed BAI Chat, a GPT-3.5/ChatGPT API-based chatbot that's free and doesn't require signups or API keys. Future app versions will incorporate support for alternative backends, such as ChatGPT 4 and Hugging Chat, and allow users to input an API key to utilize ChatGPT3.
At present, there's no option to regenerate a response (though you can resend the same question for a potentially different answer). Due to the lack of a "conversation" view, tracking a dialogue or following up on answers can be challenging — but Bavarder excels for rapid-fire questions.
As with any AI, standard disclaimers apply. Responses might seem plausible but could contain inaccurate or false information. Additionally, it's relatively easy to lead these models into irrational loops, like convincing them that 2 + 2 equals 106 — so stay alert!
Overall, Bavarder is an attractive app with a well-defined purpose. If you enjoy ChatGPT and similar technologies, it's worth exploring.
Today, The Document Foundation unveiled the release and widespread availability of LibreOffice 7.5.3, which serves as the third maintenance update to the current LibreOffice 7.5 open-source and complimentary office suite series.
Approximately five weeks after the launch of LibreOffice 7.5.2, LibreOffice 7.5.3 arrives with a new set of bug fixes for those who have successfully updated their GNU/Linux system to the LibreOffice 7.5 series.
LibreOffice 7.5.3 addresses a total of 119 bugs identified by users or uncovered by LibreOffice developers. For a more comprehensive understanding of these bug fixes, consult the RC1 and RC2 changelogs.
You can download LibreOffice 7.5.3 directly from the LibreOffice website or from SourceForge as binary installers for DEB or RPM-based GNU/Linux distributions. A source tarball is also accessible for individuals who prefer to compile the software from sources or for system integrators.
All users operating the LibreOffice 7.5 office suite series should promptly update their installations to the new point release, which will soon appear in the stable software repositories of your GNU/Linux distributions.
In early February 2023, LibreOffice 7.5 debuted as a substantial upgrade to the widely-used open-source office suite, introducing numerous features and improvements. These enhancements encompass major upgrades to dark mode support, new application and MIME-type icons, a refined Single Toolbar UI, enhanced PDF Export, and more.
Seven maintenance updates will support LibreOffice 7.5 until November 30th, 2023. The next point release, LibreOffice 7.5.4, is scheduled for early June and will include additional bug fixes.
The Document Foundation once again emphasizes that the LibreOffice office suite's "Community" edition is maintained by volunteers and members of the Open Source community. For enterprise implementations, they suggest using the LibreOffice Enterprise family of applications from ecosystem partners.
Il film estensibile per imballaggio, comunemente noto come pellicola in PVC, è un materiale molto versatile e per questo viene utilizzato in molti settori, come il commercio e la logistica. Tuttavia, potrebbe anche essere un materiale molto utile in situazioni di sopravvivenza e di emergenza. Su youtube si possono visionare molti i filmati interessanti al riguardo.
In primo luogo, il film estensibile può essere utilizzato per proteggere e conservare gli alimenti. In caso di emergenza o di situazioni di sopravvivenza, potrebbe essere difficile trovare cibo fresco o conservarlo a lungo termine. Con il film estensibile, è possibile sigillare e conservare gli alimenti in modo più efficace, riducendo il rischio di contaminazione e di deterioramento. Inoltre, il film estensibile può anche essere utilizzato per creare confezioni per il trasporto di cibo, come pacchetti di razioni di emergenza.
In secondo luogo, il film estensibile può essere utilizzato per proteggere le attrezzature e i materiali da esterni, come l’acqua o la polvere. In situazioni di emergenza o di sopravvivenza, può essere difficile proteggere le attrezzature da danni o intemperie. Con il film estensibile, è possibile sigillare e proteggere gli oggetti in modo più efficace, riducendo il rischio di danni o di perdita.
Il film estensibile può essere utilizzato per creare ripari temporanei. In situazioni di emergenza o di sopravvivenza, potrebbe essere necessario creare un riparo improvvisato per proteggersi dalle intemperie o dalle condizioni avverse. Con il film estensibile, è possibile creare un riparo temporaneo in modo rapido ed efficace, riducendo il rischio di esposizione alle condizioni esterne.
Infine, il film estensibile per imballaggio può anche essere utilizzato per costruire un’imbarcazione improvvisata in situazioni di emergenza o di sopravvivenza. Con il film estensibile, è possibile creare una struttura solida e resistente che può essere utilizzata come una barca galleggiante. Il film estensibile può essere utilizzato per creare una struttura resistente all’acqua. Questa soluzione può essere particolarmente utile in caso di necessità di attraversare un corso d’acqua o di raggiungere un’isola o una terraferma altrimenti inaccessibile.
Concludendo, il film estensibile per imballaggio può essere un materiale molto utile in situazioni di emergenza e di sopravvivenza. E’ importante ricordare che il film estensibile è un materiale limitato e che potrebbe non essere disponibile in situazioni di emergenza. Pertanto, è importante preparare qualche scorta per affrontare situazioni di emergenza e di sopravvivenza.
L'articolo Tecniche di sopravvivenza: il film estensibile per imballaggio sembra essere il primo su SOPRAVVIVERE.NET.
Ci sono due specie di orsi che possono essere trovati in alcune zone dell’Italia: l’orso bruno (Ursus arctos) e l’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus).
L’orso bruno vive in diverse parti d’Italia, tra cui le Alpi, gli Appennini e le aree montuose della Calabria. Si stima che ci siano circa 50-60 orsi bruni in Italia, la maggior parte dei quali vivono nelle Alpi. Gli orsi bruni sono grandi, robusti e hanno un manto marrone scuro e folto. Si nutrono di frutta, bacche, radici, insetti, piccoli mammiferi e occasionalmente di carcasse di animali più grandi.
L’orso marsicano, invece, è una specie endemica dell’Italia e può essere trovato solo nella regione dell’Appennino centrale, in particolare nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si stima che ci siano circa 50 orsi marsicani in vita, il che lo rende uno degli animali più rari e minacciati in Italia. Gli orsi marsicani sono più piccoli degli orsi bruni e hanno un manto marrone chiaro e lungo. Si nutrono principalmente di erba, frutta, bacche e insetti.
Entrambe le specie di orsi in Italia sono protette dalla legge italiana e dall’Unione Europea e sono oggetto di programmi di conservazione per preservare le loro popolazioni e il loro habitat.
L’incontro con un orso può essere una situazione spaventosa e pericolosa. Tuttavia, se si seguono alcune linee guida di base, è possibile aumentare le possibilità di sopravvivenza. In questo articolo, esploreremo come sopravvivere all’incontro con un orso.
In primo luogo, è importante comprendere il comportamento degli orsi. Gli orsi possono attaccare se si sentono minacciati, se si avvicinano ai loro cuccioli o se cercano di prendere il loro cibo. Tuttavia, gli orsi di solito evitano gli esseri umani e attaccano solo quando si sentono minacciati o provocati.
Se si incontra un orso, è importante evitare di spaventarlo o provocarlo. Mantenere la calma, parlare in tono calmo e lento, e fare rumore per segnalare la propria presenza. Se l’orso sembra non curarsi della propria presenza, lentamente allontanarsi senza voltarsi.
Se l’orso sembra minacciare o attaccare, è importante avere un piano d’azione. In generale, ci sono due strategie principali: l’approccio passivo e l’approccio attivo.
L’approccio passivo consiste nel fare il minimo rumore possibile e cercare di allontanarsi lentamente dall’orso senza guardarlo negli occhi. Se l’orso attacca, è importante cercare di proteggere il volto e la testa, adottando una posizione fetale e cercando di rimanere immobili. Lasciare che l’orso si allontani prima di rialzarsi e allontanarsi.
L’approccio attivo consiste nell’essere più aggressivi e rumorosi, cercando di far allontanare l’orso. Urlare, agitare le braccia e lanciare oggetti, come pietre o bastoni, possono aiutare a spaventare l’orso e farlo allontanare.
In entrambi i casi, è importante ricordare che gli orsi sono animali selvatici e imprevedibili. Non provare mai ad avvicinarsi a un orso, non cercare di prendergli il cibo e non fargli mai del male. Rispettare la loro presenza e mantenere una distanza di sicurezza è il modo migliore per evitare un incontro pericoloso.
Negli stati uniti gli escursionisti usano portare con se uno spray al peperoncino apposito per gli orsi. Può essere acquistato online ma in Italia è illegale.
Lo spray al peperoncino per gli orsi è un deterrente non letale utilizzato per allontanare gli orsi da un’area senza ferirli. Questo spray contiene una miscela di peperoncino e acqua, che quando spruzzata in faccia all’orso, provoca irritazione agli occhi, al naso e alla gola, rendendolo temporaneamente incapace di attaccare o continuare il suo comportamento indesiderato.
L’utilizzo di uno spray al peperoncino potrebbe essere un’alternativa efficace all’uso di armi letali o al catturare e trasferire l’orso in un’altra area. Tuttavia, l’utilizzo dello spray al peperoncino richiede una formazione adeguata sull’uso corretto dello spray e sulla comprensione del comportamento degli orsi.
In generale, la maggior parte degli esperti consiglia di utilizzare lo spray al peperoncino solo come ultima risorsa, quando altri metodi di dissuasione non hanno funzionato o se l’orso sta attaccando. Inoltre, è importante comprendere che lo spray al peperoncino non funziona su tutti gli orsi, poiché alcuni possono essere meno sensibili alla sostanza irritante.
Per utilizzare lo spray al peperoncino in modo efficace, è importante essere consapevoli della direzione del vento e spruzzare lo spray a una distanza di almeno 6-8 metri dall’orso. Inoltre, è importante mantenere la calma e utilizzare lo spray solo se si è in pericolo immediato.
In conclusione, l’incontro con un orso può essere una situazione spaventosa e pericolosa. Tuttavia, seguendo alcune linee guida di base, è possibile aumentare le possibilità di sopravvivenza. Mantenere la calma, evitare di spaventare o provocare l’orso e avere un piano d’azione possono aiutare a evitare un incontro pericoloso e a sopravvivere in caso di attacco.
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Conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi può essere una sfida, poiché questi carburanti possono deteriorarsi nel tempo e diventare meno efficaci. Di seguito alcuni consigli per conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi:
Riassumendo, per conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi, è importante conservarli in contenitori ermetici, aggiungere un additivo stabilizzatore, conservarli in un luogo fresco e asciutto, riempire il serbatoio del veicolo e effettuare la manutenzione regolare del veicolo e del motore. Seguendo questi consigli, sarà possibile conservare il carburante in modo efficace e sicuro per lunghi periodi.
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La dengue è principalmente endemica in regioni tropicali e subtropicali, come l’America Latina, l’Africa, l’Asia e il Pacifico.
Purtroppo, la dengue è in crescita in tutto il mondo, con circa 400 milioni di persone che contraggono la malattia ogni anno.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la dengue è una delle malattie a trasmissione vettoriale che cresce più rapidamente al mondo, con un aumento di oltre 30 volte dei casi segnalati negli ultimi 50 anni. Ciò è dovuto a una serie di fattori, tra cui il cambiamento climatico, la globalizzazione e l’urbanizzazione, che hanno aumentato la densità della popolazione e creato condizioni favorevoli alla riproduzione delle zanzare.
Inoltre, la dengue è una malattia complessa che può essere difficile da diagnosticare e trattare. Non esiste un vaccino specifico per la dengue e i trattamenti disponibili sono principalmente sintomatici, mirati a gestire i sintomi della malattia.
La malattia si sta diffondendo anche in alcune parti dell’Europa, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento dei viaggi internazionali.
In particolare, sono stati segnalati casi di dengue in Spagna, Francia, Italia, Grecia e altri paesi europei. Tuttavia, questi casi sono generalmente limitati e non rappresentano un rischio significativo per la salute pubblica.
In Italia, sono stati segnalati pochi casi di dengue, ma la maggior parte di essi erano casi importati da paesi endemici. Ciò significa che le persone si sono infettate con il virus della dengue all’estero e hanno poi presentato sintomi in Italia. In generale, il rischio di contrarre la dengue in Italia è considerato basso.
La dengue è una malattia infettiva virale trasmessa dalle zanzare Aedes e può causare febbre, mal di testa, eruzione cutanea, dolori muscolari e articolari, e in alcuni casi, può portare a complicazioni potenzialmente letali come la sindrome da shock da dengue.
La dengue è spesso chiamata “febbre spaccaossa” a causa del dolore muscolare intenso che può causare, noto anche come “dolori muscolari da dengue”. Questa condizione è caratterizzata da un forte dolore muscolare, che può essere così intenso da far sentire come se le ossa del corpo stessero per spezzarsi. La febbre spaccaossa è uno dei sintomi più comuni della dengue e può durare da diversi giorni a diverse settimane. Non tutti i pazienti con dengue sviluppano la febbre spaccaossa, ma quando si verifica, può essere molto debilitante e influire sulla qualità della vita.
Il dolore muscolare da dengue è causato dalla reazione del sistema immunitario del corpo al virus della dengue, che può causare infiammazione e dolore muscolare. Questo dolore può essere così intenso da rendere difficile il movimento e può essere accompagnato da altri sintomi come mal di testa, nausea e vomito.
Per alleviare i sintomi della febbre spaccaossa, si consiglia di riposare, bere molti liquidi, assumere antidolorifici come il paracetamolo e applicare impacchi caldi o freddi sulla zona dolorante. In alcuni casi, i pazienti con dengue possono richiedere cure ospedaliere per gestire i sintomi e prevenire complicazioni più gravi.
Per prevenire la dengue, è importante prendere misure preventive per evitare le zanzare e ridurre le probabilità di essere punti. Ecco alcuni consigli per sopravvivere alla dengue:
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STANNO IMPOSTANDO IL MERCATO DEL FUTURO: QUELLO DEI TRAPIANTI A PAGAMENTO CHE È’ LA ( FINORA) MIGLIORE APPROSSIMAZIONE TROVATA ALL’IMMORTALITÀ’. PAGANDO S’INTENDE.
LA CRISI INTERNAZIONALE DIVENTA DI CIVILTÀ E AFFIORA NELLE MANIERE PIÙ IMPENSATE . ECCO DUE ESEMPI. di Antonio de Martini

TRA LE ELEZIONI PRESIDENZIALI TURCHE DEL 14 MAGGIO E QUELLE DI TAIWAN DEL PROSSIMO GENNAIO SI GIOCA CON TORTUOSE ALLEANZE NELLE URNE IL DESTINO DELLA PACE.
Il primo e l’ultimo scoglio da superare senza finire in un allargamento del conflitto, riguardano entrambi il proibire l’accesso ai mari aperti per Russia ( il Mediterraneo) e Cina ( il Pacifico).
L’Asia, potenza terrestre bicefala, ha bisogno di impadronirsi di porti e rotte marittime non soffocate dalle potenze marinare – USA e alleati- mentre queste spendono risorse , intessono reti, ricorrono alla pirateria, per evitare che la Cina , la fabbrica del pianeta, e la Russia, miniera del mondo, riescano a bypassarli sui liberi mercati e ne rendano inutili gli sforzi ultradecennali per mantenere l’ intermediazione progettuale, commerciale , finanziaria, valutaria e di difesa che li ha arricchiti per tutto lo scorso secolo, caratterizzato dalla disponibilità di lavoro asindacalizzato e materie prime a basso costo che l’Asia fornisce grazie a istituzioni robustamente condotte su sudditi rassegnati.
Il sistema si é retto sulla bipartizione del lavoro: occidente che possiede, finanzia e commercializza in nome del principio della libertà di commercio e oriente che produce e accetta crescite economiche al rallentatore.
Da qualche anno, lo abbiamo raccontato negli articoli pubblicati sul blog questa settimana ( su Cina e Giappone) i paesi asiatici, in questo secolo, hanno imparato la lezione dalla violenza subita per abbracciare il libero commercio , sono diventati da imitatori, innovatori, hanno abbandonato ogni ideologia e sono diventati formidabili concorrenti commerciali dei paesi occidentali che credevano intoccabili le loro posizioni privilegiate.
Si é verificato in grande, insomma, quel che é avvenuto da noi in Italia, nella grande distribuzione: la Cirio o la Barilla hanno aperto nuovi mercati di prodotti e i supermercati, gestendone la clientela, conoscendo i produttori e la logistica, la politica dei prezzi, hanno creato prodotti identici a costo inferiore, senza affrontare le spese di ricerca, personale comunicazione e riducendo i costi di intermediazione grazie alla conoscenza del paese e la distribuzione dei clienti.

CENTOSETTANTA ANNI FA, IL COMMODORO MATTEW PERRY DELLA MARINA USA CONVINSE MANU MILITARI IL GIAPPONE AD APRIRSI AI COMMERCI. DA ALLORA LO STOP AND GO CON CUI TENTANO DI RALLENTARNE LA CRESCITA.
Una decina di anni dopo che la flotta inglese piegò la Cina alle esigenze del « libero commercio » , specie dell’oppio, la Marina da guerra USA, si presentò con quattro navi da guerra e – a nome del presidente Millard Fillmore– consegnò una lettera ultimatum: accettate il libero scambio o vi bombardiamo.
Il Giappone, come la Cina, surclassati dalla superiorità tecnologica anglosassone, si piegarono a firmare trattati di commercio « ineguali » e iniziarono il loro processo di ammodernamento, specie delle FFAA.
Mezzo secolo dopo, la flotta giapponese sbaragliava quella Russa a Tsushima allarmando il mondo occidentale che tentò in un primo momento negoziati limitativi del nuovo arrivato e quaranta anni dopo li annichiliva con due bombe atomiche sganciate in quattro giorni.
Schiacciati i « paesi giovani » ( Germania, Giappone e Italia) e regolato il nuovo ordine mondiale per ottanta anni, gli USA hanno fatto appello proprio agli sconfitti della seconda guerra mondiale per attuare una politica di « Containement » a carico di due dei vincitori della guerra passata che a loro volta brigano per un posto al sole: CIna e Russia.
Degli accadimenti occidentali e del riarmo tedesco e italiano, sappiamo l essenziale. Meno noto quel che sta avvenendo in Oriente, dove il Giappone – ottenuto il via libera dagli USA- ha stanziato 315 miliardi di dollari per il prossimo quinquennio raddoppiando gli stanziamenti della Difesa, per far fronte all « espansionismo cinese» assieme alla Corea del Sud e alle Filippine, ma é fuori dubbio che la decisione USA di riarmare il Giappone ( col triplo dei fondi stanziati dalla Germania) é la notizia più importante dell’emisfero ed ha suscitato più sospetti tra gli alleati ( Taiwan, Corea del Sud, Filippine, Indonesia, tutti vittime dei giapponesi nel conflitto scorso), che tra i cinesi.
Si tratta del secondo grande contrordine lanciato al Giappone. All’indomani della guerra, non si lesinarono sforzi per ottenere la conversione delle industrie belliche dalla produzione di carri armati a quella di automobili, e lavatrici. L’azzeramento dei bilanci della difesa produsse un effetto moltiplicatore sulle produzioni « civili » e oggi Hiroshima e Nagasaki si presentano come due modernissime città rispetto a New York che mostra segni di obsolescenza in tutti i servizi pubblici ( dalla raccolta dei rifiuti e a traporti e illuminazione ) .
Gli anni ottanta videro già un Giappone capace di produrre a costi minori merci e servizi di maggior pregio coi quali invasero anche gli USA.
Il secondo « contrordine » sta arrivando e – complice la periodica minaccia della Corea del Nord e dei suoi periodici test missilistici a lunga gittata, il Giappone ha fatto più volte proposta di riarmare e mirato a diventare una potenza nucleare.
Finora la resistenza americana in materia ha tenuto, ma l’annuncio del mega stanziamento giapponese e il nuovo ruolo della Cina nell’agone internazionale , le sue ambizioni geostrategiche, il riarmo navale lasciano ritenere che una escalation nell’area del Pacifico sia imminente e , con essa, l’autorizzazione ad esercitare l’opzione nucleare anche per i figli del Sol Levante.
315 miliardi di dollari sul quinquennio rappresentano il terzo stanziamento del mondo per armamenti , dopo gli USA e la Cina e già l’Australia h appena ottenuto di dotarsi di sommergibili a propulsione nucleare. Il primo ministro nipponico Fumio Mishida in un discorso alla base militare di Asaka ( a nord di Tokyo) ha parlato alle truppe di « progressi tecnologici impensabili » Fino a pochi anni fa.
Di certo, non pensava alle alabarde.


di Mario Maldini
TRARRE DALLA CINA LE RISORSE PER TENERE L’INDIA……questa sentenza, mirabile nella sua sintesi, venne pensata da qualcuno, in Inghilterra, all’inizio dell Ottocento.
Mentre in Europa infuriavano le guerre napoleoniche. e gli inglesi combattevano per la vita e per la morte, quelli fra loro che si occupavano di Oriente guardavano lontano dal vecchio continente, consapevoli che la sorgente del loro potere e della loro ricchezza stava da quelle parti.
Dominare l’India, per gli inglesi che l’avevano presa da pochi anni in modo fortunoso, quasi fortuito, era come per un gatto dominare un cinghiale: occorreva aguzzare l’ingegno. Tanto per cominciare occorreva avere le risorse per pagare gli indiani mansueti e castigare quelli riottosi alla dominazione britannica.
La Cina era, già allora, la nazione più popolosa del mondo, e anche la più ricca: un mercato ( come pensano gli anglo ) di trecento e trenta milioni abitanti. I cinesi però non desideravano trafficare con gli stranieri, erano dominati da un Imperatore disinteressato a quel che accadeva fuori dai suoi confini, vendevano sì molti prodotti ai mercanti europei, ma non compravano da loro quasi niente. Così, ogni anno, fiumi di argento e oro fluivano da tutto il mondo per acquistare merci cinesi; non si poteva continuare in questo modo. I cinesi avevano anche uno sguardo razzista sugli europei; al massimo erano barbari cotti ( che avevano assorbito qualcosa di cinese), ma di solito erano barbari crudi ( tutti gli altri ). Massimo disinteresse, insomma, da parte dell’Impero Celeste, verso la crescente penetrazione europea in Asia, in un tempo nel quale le cineserie erano di gran moda in Inghilterra, Francia e negli altri paesi.
Così, dopo qualche decennio di tentativi e falliti approcci tesi ad aprire la Cina al commercio europeo e inglese, questi ultimi passarono all’azione. Nel 1839 inizia la Guerra dell’Oppio; britannici ( e francesi ) bombardano i porti cinesi, nel 1841 prendono Canton e la restituiscono dietro pagamento di un riscatto. Gli europei hanno navi e cannoni potenti, sulle coste fanno quel che vogliono, vincono sempre, umiliano i cinesi, che cominciano a pensare che l’Imperatore Manchu avesse perso il favore del Cielo, il che in Cina significava la fine della dinastia.
I cinesi si oppongono alla penetrazione europea soprattutto su un punto: il libero commercio dell’oppio nel loro paese, il modo scelto per riequilibrare la bilancia dei pagamenti. I cinesi comprano quantità enormi di oppio, il consumo si diffonde, gli europei glielo portano dall’India, se lo fanno pagare bene; come gradito sottoprodotto ottengono la disgregazione della società locale e possono sostenere che i cinesi sono inferiori perché sono un popolo di drogati marci.
Fra i più accaniti nel volere la guerra, il liberale Lord Palmerston, capo del governo inglese. Dopo varie tragedie, nel 1860 il consumo dell’oppio diventa legale in Cina. Nel frattempo era scoppiata la Rivoluzione Tai Ping ( significa Regno della Pace) ;
un profeta autoproclamato che sosteneva di essere fratello di Gesù, incendia la Cina profonda con istanze comunitarie e contadine. Venne represso da inglesi, francesi ed eserciti imperiali cinesi ( in tal caso d’accordo ) che massacrarono decine di milioni di persone.La libertà di commercio e la libertà di delinquere coincidono, in questa lunga storia cinese, che loro chiamano Il Secolo dell’Umiliazione; lo schema può essere assimilato alla sequenza Rivoluzione Colorata – Intervento Militare straniero – Riclassificazione dell’Illecito che diviene Diritto e Norma.
Non per una volta ma di continuo; occorre vendere “ prodotti sconosciuti ieri, indispensabili oggi, superati domani “ come notò un contemporaneo. Fiacca la risposta dei cinesi che avevano tutto contro: a fine secolo i patrioti si organizzano e danno vita alla Società del Pugno e dell’Armonia, che gli europei chiamarono con disprezzo Rivolta dei Boxer, come se si fosse trattato di una sommossa di sportivi invasati.
Le successive generazioni cinesi, che si trovarono a vivere in un paese asservito allo straniero, impoverito, umiliato, sprofondato nella dipendenza dalla droga, seppero trovare la via della Riscossa.
Nel 1911 l’Imperatore fu deposto, e fu proclamata la Repubblica, guidata da Sun Yat Sen, dichiarato estimatore di Mazzini e Garibaldi.
Poi le guerre contro i giapponesi, la proclamazione del regime comunista, la rinascita della Nazione, a prezzo di un mare di morti.
Nella Cina moderna non entra più l’oppio britannico, gli stranieri che commettono reati non vengono più giudicati da tribunali del loro paese. Le navi, i magazzini e gli edifici di ogni genere che inalberassero una bandiera di qualche stato europeo ( si potevano comprare tranquillamente) erano sottratti ad ogni norma di diritto cinesi; oggi sono lontani ricordi, non dimenticati però.
Europei e cinesi ricchi vivevano in paradiso, il 99 per cento dei cinesi era precipitato all’inferno, noi chiamammo questo Libertà di Commercio. Era soprattutto Libertà di Delinquere: oggi chiamiamo GLOBALIZZAZIONE e AFFERMAZIONE DEI DIRITTI CIVILI le stesse cose.

Wu Ming 1: voce
Luca Demicheli: basso elettrico e loop machine
Melologo basato sull'improvvisazione, eseguito dal vivo il 3 marzo 2023 alla Casa del Popolo di Sottolongera, Trieste, nell'ambito della serata«Da La Q di Qomplotto a Ufo 78», organizzata dal collettivo Burjana.
Testi tratti dal romanzo di Wu Ming Ufo 78 (Einaudi, Torino 2022), capitolo 13, Primo movimento, «Roma, giovedí 16 e venerdí 17 marzo», e 6, Terzo movimento, «Torino, martedí 9 maggio».
Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.
A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.
L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.
Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.
Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.
Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.
Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.
Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.
Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.
Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.
Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.
Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.
Aristodemo Cocconi nasce il 7 marzo 1880 e vive a Canolo di Correggio, dove possiede un podere insieme alla moglie e ai due figli. Contadino di mestiere,è anche socio della latteria sociale e molto attivo nella cooperazione così come nel sindacato.
È militante del Partito socialista, come lo sono il padre e il fratello Giovanni, assessore della giunta socialista di Correggio. Nell’agosto del 1920 i Cocconi sono in prima fila durante uno sciopero, in occasione del quale un interminabile corteo di contadini manifesta in bicicletta.
La vita militante della famiglia Cocconi attira così l’attenzione degli agrari e delle loro squadracce fasciste.
Il 14 agosto 1921, due noti fascisti correggesi gli sparano alla testa a pochi metri da casa,mentre altri nello stesso momento incendiano la casa del fratello, che il 15 aprile dell’anno seguente sarà nuovamente vittima di violenza, colpito da un attentato dinamitardo, fortunatamente senza esito mortale.
CAMBIA IL QUADRO IN YEMEN, LIBANO SIRIA. TUTTI I PAESI DELL’AREA SPERANO IN SVILUPPI POSITIVI. ANCHE ISRAELE. NIENTE É’ CAMBIATO MA ADESSO TUTTO PUÒ’ CAMBIARE.
http://italiaeilmondo.com/2023/03/13/14901/

ALL’INTERVENTO A MUSO DURO DEL NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI QUIN GANG , IL GOVERNO USA ABBASSA I TONI E CERCA DI RAFFREDDARE LA POLEMICA. SI RIVELA LA TIGRE DI CARTA PROFETIZZATA DA MAO.
Il tono minaccioso e la lista delle posizioni criticabili della Cina rispetto alla guerra Ucraina ( mancata condanna della Russia all’ONU, rafforzamento della collaborazione economica russo-cinese, possibilità di invio di armi e munizioni ai russi) si sono dissolte come neve al sole.
Il tono irritante del dipartimento di stato e i solenni avvertimenti a non toccare Taiwan anche. Lo sceriffo si é reso conto di avere a che fare con un osso duro ed é diventato più conciliante. Niente più oscure minacce di ritorsioni: qua la mano !
Nel link sottostante troverete il testo che Biden finse di snobbare, inducendo molti alla imitazione, e che adesso dovrà imparare a memoria. E’ il decalogo cinese per essere coerenti col concetto di pace.
https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35641&action=edit
In effetti, la storia degli Stati Uniti é caratterizzata dalla violenza e dall’espansione il suo budget assomma al 40% di quello di tutti i paesi del mondo messi insieme ed hanno 800 basi militari sparse in paesi esteri, senza contare le flotte. Difficile dire che lo fanno per la pace.
Aver fatto notare queste verità che sono sotto gli occhi di tutti, la Cina si é vista sbeffeggiare dal presidente Joe Biden che ha snobbato il documento, implacabile ma pacato. Poco dopo il nuovo ministro degli Esteri cinese, ha cambiato il tono ed ha dichiarato che se gli USA continueranno con questi comportamenti miranti a soggiogare, prima psicologicamente, poi economicamente, la Cina, ” lo scontro sarebbe inevitabile”. Una notizia d’agenzia ha fatto circolare la cifra dei coscritti possibili: 20 milioni.
Gli USA – che sono già stati impressionati dal richiamo alle armi di trecentomila uomini fatto dalla Russia e memori della definizione di “unwise” data da Henri Kissinger all’atteggiamento bullesco di affrontare due crisi in contemporanea – hanno cambiato tono e smesso di cercare di stanare la Cina. Ancor oggi non sono riusciti a capire fino a che punto il celeste impero sia coinvolto con l’impero del male. Il timone punta a neutrale.
XI JINPING ha infatti confermato che non c’é stata nessuna cessione di armi ai duellanti, non ha dedicato una sola riga all’Europa e si é concentrato sui temi anticinesi degli USA: Taiwan, TIK TOK vessata quotidianamente, Huawei, le strumentali campagne per i diritti umani a favore degli Uiguri ( una delle sedici etnie presenti in Cina); la costruzione di una catena strategica attorno alla Cina ( AUKUS) , mirante a mortificarla nel suo mare, l’appoggio dato alla Filippine per il contenzioso per le isole Spratly, il riarmo accelerato giapponese. Tutte questioni sollevate ( o risollevate) dagli USA nell’ultimo anno miranti a indebolire XI.
La superiorità intellettuale cinese ha fatto fronte a tutte questi ostacoli affrontati senza ai usare toni aggressivi.
In questo secondo link troverete un estratto di un documento americano che tratta a un dipresso degli stessi temi del cinese, ma lo fa concentrandosi sulla Russia, al punto che affronta la situazione globale senza mai nominare Cina e India, nel tentativo di affrontare un avversario alla volta. Forse pensano che i cinesi siano tanto sciocchi da non averci pensato.
https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35317&action=edit
L’ultimo link é al più completo documento Rand sulla Russia: Extending Russia ci ho messo un pò a capire che intendevano l’espansione delle spese russe a causa di guerre e rivolte ( indicate analiticamente) fino al punto da provocarne il crollo. Ed é qui che risalta il concetto di competitive advantage, ossia ottenere un vantaggio competitivo provocando una proxy war ( guerra per procura). Non si sono resi conto che , a partire da oggi, molti, sentendo parlare di competition la prenderanno per un sinonimo di guerra. Dovranno spolverare il vocabolario.
https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR3063.html

Chitarra, fisarmonica e voce sono le tre protagoniste sonore del secondo melologo che abbiamo ricavato da Veglione rosso. Manca il violencello– e soltanto alla fine, col dodicesimo racconto, spiegheremo il motivo di quest’alternanza tra i tre strumenti. Per ora ci limitiamo a dire che c’è una logica, parallela – o meglio: isomorfa – rispetto a quella che si nasconde nei testi. A voi scoprirle!
Agostino nasce nel 1899 da una famiglia di vecchie tradizioni socialiste. Già nel 1914 partecipa alle riunioni antimilitariste che i socialisti organizzavano in tutto il comune. Inizia quindi da giovanissimo a essere militante e tutti gli attribuiscono grandi capacità oratorie, con le quali riesce a entusiasmare giovani e anziani. Diventa dirigente del Circolo giovanile socialista di Correggio e, in campo provinciale, amico e spalla del segretario Camillo Montanari. Successivamente, l’esperienza militare gli dà modo di conoscere molti altri dirigenti del movimento giovanile che cominciavano a elaborare un pensiero più propriamente comunista, ispirandosi alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo. Al congresso giovanile del luglio 1920, il suo discorso riceve le pubbliche lodi degli onorevoli Prampolini, Storchi e Zibordi. È poi tratto in arresto per aver partecipato, ancora soldato, a un convegno del giornale «L’Avanguardia».
Viene ucciso all’ingresso del cortile della Casa del popolo di Correggio, come il suo compagno Mario Gasparini, l’ultimo giorno dell’anno 1920.
A un anno dall’inizio della guerra in Ucraina, che ha sconvolto un mondo energetico già in forte tensione dopo la ripresa post-Covid, l’Europa si trova di fronte a un “trilemma”: da un lato deve affrontare la questione della sicurezza energetica, trascurata negli anni precedenti a favore dei progetti di green deal; da un altro ha la necessità di realizzare, con obiettivi realistici e concreti, la transizione verde che resta, dal punto di vista dell’Unione, un grande volano di crescita potenziale; infine non può ignorare il tema della sostenibilità economica della tran
La sera del 16 dicembre 2022, sul palco del teatro Nanny Loi di Cagliari l’attore Felice Montervino e l’ensemble La città di notte hanno eseguito per la prima volta la suite HalloMoro, con testi tratti da Ufo 78 e canzoni composte ad hoc. Il tutto nella cornice di Marina Cafè Noir, l’edizione del ventennale.
Citiamo dall’autopresentazione della band:
«La Città di Notte nasce dall’urgenza di descrivere le due facce della vita notturna: quella contemplativa, scura ed evocativa della città vuota avvolta dalle tenebre e illuminata da pallide luci e quella caotica dei locali di piccole dimensioni, in cui si beve, si balla, si suda e ci si consuma.»
Chein questa notte, presto o tardi, si vedessero oggetti volanti non-identificati era inevitabile.
Felice Montervino – Proliferazione di voci recitanti
Diego Pani – Voce, elettronica, armonica
Andrea Schirru – Piano elettrico
Edoardo Meledina – Contrabbasso
Frank Stara – Batteria
Nel pomeriggio di sabato 14 gennaio 2023 Wu Ming 1 e Mariano Tomatis hanno presentato Ufo 78 alla Biblioteca civica centrale di Torino.
In sala c’erano anche diversi soci del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), tra cui Paolo Fiorino e Paolo Toselli, che è anche il fondatore del Ceravolc (Centro per la raccolta delle voci e leggende contemporanee).
Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.
Quello che coinvolse Mario Gasparini fu un duplice omicidio, l’unico della serie di Veglione rosso: per questo, il suo racconto si completa solo ascoltando quello per Agostino Zaccarelli, che sarà disponibile a febbraio.
Di seguito, riportiamo la scheda su Mario Gasparini preparata in occasione della mostra di Casa del Popolo Spartaco «1920/2020. In ricordo dei primi martiri antifascisti correggesi».
Nato a San Martino in Rio (RE), membro sin da giovane del Partito socialista, partecipava attivamente alle lotte rivendicative della sua categoria, quella dei muratori. Lotte nelle quali si fece notare per il suo coraggio, la sua decisione, il suo carattere fermo e ribelle. Fu eletto capolega della sua frazione, Fazzano, dove divenne un capace dirigente sindacale. Nel Partito socialista si orientò subito verso la corrente massimalista, poi verso quella comunista.
La notte dell’ultimo dell’anno 1920, le organizzazioni socialiste, per festeggiare la vittoria elettorale, avevano indetto nel teatro comunale di Correggio il «Veglione Rosso». I fascisti, venuti da fuori città, finanziati dagli agrari, per impedire che la festa avesse luogo, organizzarono una spedizione punitiva. Vicino al portone della Casa del popolo, dopo diverse provocazioni, iniziarono a sparare e colpirono a morte Mario Gasparini.
Lo Speciale n.7, pubblicato il 4 dicembre 2022, includeva una lettura del nostro amico attore Marco Manfredi, una di quelle che esegue dal vivo accompagnandoci in alcune tappe del tour:«Risveglio sul monte», ovvero il capitolo 1 del Secondo movimento, registrato il 21 novembre 2022 da Paolo La Ganga allo studio PLG Music, Pianoro (BO). C’era solo la voce, niente musica né altri accompagnamenti o commenti sonori.
Ebbene, nella versione che proponiamo oggi c’è anche la musica. L’ha composta e sovraincisa, senza preavvisare nessuno, una vecchia conoscenza di Giap: Davide Gastaldo, notav valsusino e attualmente sindaco di Mompantero, che in un’altra delle sue vite è anche musicista e autore teatrale.
Lewis Mumford: il monastero e l'orologio
da Lewis Mumford, Tecnica e cultura, Il Saggiatore 1961
Il paragrafo sulla misurazione del tempo della giornata, dal monastero alla fabbrica.
Radio Piemonte Internationalè il primo podcast realizzato dal laboratorio Melologos, che abbiamo fondato a Bologna e ha la propria sede a Nassau, nuovo spazio polivalente in via de' Griffoni 5/2.
Radio Piemonte International si ispira al formato del radiodramma, e si svolge in un atto unico di 19 minuti. Nell'arco di tre mesi, dall'ottobre al dicembre 2022, abbiamo adattato, messo in scena e sonorizzato un capitolo di Ufo 78, il 17 del Secondo movimento. Ecco le voci che udirete:
Wu Ming 1 – Voce narrante, gli ufologi Bonino e Ravarino, "Giuseppe"
Donatella Allegro – Milena Cravero
Jadel Andreetto – "Walter"
Filomena "Filo" Sottile – Carmen
Come si diceva, la produzione – montaggio, missaggio, ingegneria sonora ecc. – è di Melologos, un lavoro di squadra coordinato da Stefano D'Arcangelo. Registrazione della voce di WM1 a cura di Giroweedz.
Frammento del lungo Reading daUfo 78andato in scena la sera dell’8 dicembre 2022 alle Officine Culturali Ergot di Lecce e trasmesso il 17 dicembre su Radio Sonar come puntata speciale diR&D Vibes, storico programma reggae (R&D sta per«Roots&Dub»). La puntata completaè qui.
Riddim: R&D Vibes
Voci: Wu Ming 2, Mariela, Mauro
Tromba: Giorgio Distante
Più punk di così è impossibile, ed è una versione voce e ukulele!
Filomena«Filo» Sottilepropone una cover del leggendario pezzo deiJimmy fa ascoltare a Milena. Eseguita dal vivo durante la presentazione del romanzo ad Almese (TO) il 12 novembre 2022.Ufo 78), che inPaolo ContediLa Topolino amaranto(a sua volta un "centone" deLa Renault 4 amarantoFioi de Kan,
Una collaborazione tra noi ei Criminali, band bolognese "sorella" degliSkiantosche sperimenta con atmosfere e stilemi tipicamente Seventies e tipicamente italiani, ispirandosi alla musica da cinema scritta ai tempi da Piero Piccioni, Piero Umiliani, Riz Ortolani, Franco Micalizzi… Su nostra suggestione,Massimo“Max Magnus” Magnaniha arrangiato un pezzo in modo più “tedesco” del solito, ottenendo qualcosa all'incrocio tra il Micalizzi diItalia a mano armata, i Neu! diHallogalloe il Klaus Schulze diWahnfried 1883. Qualcosa di perfetto, dunque, per declamarci sopra un estratto diUfo 78, capitolo 6, Terzo movimento: il sogno di Milena.
Musica:«Al confine della paura» di Paolo Ferrario e Massimo Magnani
Voci: Wu Ming (1&2)
Tutti gli strumenti sono suonati da Massimo Magnani
Computer programming: Massimo Magnani
Pre mix: Paolo Ferrario
Registrato e mixato da Paolo La Ganga @ PLG Music.
Se si presta attenzione alle previsioni sul futuro della terra, c’è di che preoccuparsi. I cambiamenti climatici preoccupano particolarmente, con l’aumento della temperatura e conseguenti siccità che rappresentano i pericoli peggiori per l’umanità.
E’ di questi giorni l’ultimo rapporto del panel delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale che si è riunito in Corea del Sud. Il documento riporta che con questo livello di emissioni, nel 2040 supereremo il grado e mezzo di innalzamento della temperatura e alla fine del secolo arriveremo a tre gradi. I problemi maggiori dovranno affrontarli i nostri figli. Le conseguenze di questi cambiamenti provocheranno ondate di inondazioni e siccità. Più colpite saranno le regioni costiere e in Italia lo sviluppo costiero è di 7500 km.
C’è da sperare in un’improbabile presa di coscienza mondiale e/o nello sviluppo di tecnologie pulite che possano arrestare, o quantomeno rallentare, quest’andamento preoccupante.
Intanto è meglio prepararsi ad affrontare le ipotesi peggiori e, in uno scenario di sopravvivenza a lungo termine, è necessario pianificare attentamente le esigenze alimentari. Anche il cibo accumulato alla fine è destinato a finire e la dispensa a rimanere vuota. Per questo motivo, è necessario determinare per tempo i propri bisogni e prepararsi a produrre il cibo autonomamente.
Trattandosi di coltivare cibo per sopravvivere, bisogna considerare che alcuni cibi sono migliori di altri quando si tratta di facilità di crescita, contenuto nutrizionale e facilità di conservazione. E’ necessario avere una buona conoscenza degli alimenti da coltivare e decidere quali tipi di semi fare scorta, in particolare se si dispone di spazio limitato.
Ancora oggi in varie parti del mondo, alcune popolazioni sopravvivono grazie a due o tre colture. In Nord America, molte tribù sopravvissero per gran parte dell’anno con mais, zucca e fagioli. Il Sudamerica faceva affidamento su patate, mais e fagioli. Per migliaia di anni in Cina una famiglia riusciva a sopravvivere disponendo solo di un ettaro di terra.
Ma basta pensare all’Italia all’inizio del secolo scorso quando per molti era difficile mettere in tavola più di una zuppa e pane o polenta. Nelle regioni del nord, questo tipo di alimentazione, basato in gran parte sul mais, ha come conseguenza il diffondersi della pellagra, una malattia causata dalla mancanza di vitamine del gruppo B o dell’aminoacido triptofano. La carne era riservata a poche occasioni o alle classi più agiate.
E’ auspicabile disporre della maggior varietà possibile di vegetali. Pomodori, peperoni, melanzane, zucchine, sono cibi utili e ricchi di vitamine e minerali che si possono coltivare d’estate. Bisogna però considerare che non sono resistenti e, a meno che non vengano cotti e trasformati, non si possono produrre o preservare per l’inverno.
Ipotizzando una situazione sfavorevole, è conveniente pensare alla produzione di cibi che, una volta raccolti, possono essere immagazzinati così come sono o essiccati e conservati per l’uso durante i mesi invernali. La regola per scegliere questi alimenti è: si producono d’inverno o si conservano facilmente.
Di seguito è riportato un elenco di specie raccomandate da coltivare per il sostentamento di tutto l’anno.
I fagioli sono uno dei cibi migliori per tanti motivi. In primo luogo sono molto ricchi di proteine, vitamine e minerali e sono anche molto ricchi di calorie, fornendo quindi molta energia necessaria per la sopravvivenza. Inoltre, i fagioli sono anche molto versatili. Possono essere mangiati freschi dalla pianta o raccolti e conservati. I fagioli hanno una durata di conservazione incredibilmente lunga quando essiccati.
Possono essere preparati in un’ampia varietà di modi, come nelle zuppe, cucinati e mangiati con il pane, o semplicemente da soli. Infine, elemento da non sottovalutare, i fagioli sono azotofissatori, cioè restituiscono l’azoto al terreno prelevandolo dall’atmosfera, prevenendo l’impoverimento del terreno. Questo li rende particolarmente utili da utilizzare nei programmi di rotazione delle colture.
ATTENZIONE: i legumi, al contrario di carne e latticini, sono poveri di alcuni amminoacidi. Per colmare tale deficit basta assumerli con i cereali, meglio se integrali. Il piatto tipico della dieta mediterranea, pasta e fagioli, non si usava dunque solo per necessità, aveva anche una ragione salutistica.

Quanto detto vale anche per altri legumi come ceci, lenticchie, piselli e fave.
Il mais andrebbe considerato come cereale perché è molto facile da coltivare ed ha una resa per ettaro circa doppia rispetto al grano. Può essere macinato e trasformato in pane, cresce e polenta. Il mais può essere combinato con fagioli per colmare le carenze proteiche presenti nei legumi.

La zucca invernale è molto resistente e facile da conservare durante i mesi più freddi. Ci sono molte varietà, Trombetta, Gialla, Delicata, Acorn, Spaghetti. Si può conservare per un massimo di 6 mesi in un luogo fresco e buio ed è ottima associata a mais e fagioli.

La carenza di patate provocata dalla peronospora nel 1845, fu una delle cause principali responsabili della Grande Carestia Irlandese e provocò la morte di più di un milione di persone. Questo tanto per capire l’importanza di quest’alimento in Europa, anche se la pianta è originaria del Sud America e non era nota in nessun altro posto al mondo fino al ritorno in patria di Colombo. Dato che le patate sono facili da coltivare e si adattano bene a vari climi e tipi di terreno, il loro uso è diffuso in tutto il mondo. Possono sostenere un uomo per un lungo periodo di tempo, anche quando non hai altro cibo disponibile.

Le carote sono radici molto importanti che si conservano bene nei mesi invernali e forniscono nutrienti importanti nella dieta. Richiedono un terreno sabbioso e ben drenante. Se coltivate in una zona in cui si verificano inverni rigidi, si possono coprire con uno spesso strato di pacciame per proteggerle e lasciarle semplicemente nel terreno. Se vanno raccolte, si conservano in frigorifero o in cantina.

Il cavolo è un alimento base in tutto il mondo e per una buona ragione. È facile da coltivare, facile da conservare e ad alto contenuto nutrizionale, anche a cottura ultimata. Può essere utilizzato per la zuppa, con le patate, o fermentato per fare i crauti. Una volta fermentato, il cavolo durerà ancora più a lungo e fornirà una ricchezza di benefici nutrizionali per il corpo e il tratto digestivo. Se si dispone di una cantina non troppo umida, si può utilizzare una cassettina di legno, assicurandosi di distanziare i cavoli l’uno dall’altro e vanno coperti con un canovaccio. Appassiranno le foglie più esterne, che comunque sono quelle che solitamente vengono eliminate, e in questo modo possono conservarsi anche per diversi mesi.

Meno conosciuto in Italia e da non confondere col cavolo nero tipico della Toscana, fa parte della stessa famiglia di piante del cavolo e, sebbene non sia normalmente considerato un alimento di sopravvivenza, è molto ricco di vitamine, minerali e altre sostanze e quindi utile per prevenire carenze nutrizionali che possono indebolire e rendere più inclini alle malattie. Può essere coltivato facilmente ed è resistente al freddo, il che significa che è possibile coltivarlo bene nel tardo autunno o all’inizio dell’inverno. Il cavolo riccio può essere aggiunto a tutti gli alimenti, tra cui zuppe e stufati e piatti di patate. Non è facile da conservare per lunghi periodi e quindi va usato fresco.

Da poco comparse nei supermercati e mercati italiani, le patate dolci possono rappresentare un’aggiunta importante alla dieta base. Sono simili alle patate, ma hanno un indice glicemico molto più basso rispetto alle patate bianche e apportano molti più nutrienti, circa il doppio. Anche la parte aerea è commestibile e una pianta può fornire sia tuberi che verdure. Anche le patate dolci sono facili da coltivare. Anche se sono di origine tropicale e subtropicale, possono essere coltivate nei climi freddi.
Le patate dolci possono essere conservate a temperatura ambiente per un lungo periodo. Si conservano per un paio di mesi, ma, se vengono mantenute a una temperatura compresa tra 29 e 32 gradi per i primi cinque giorni dopo il raccolto (processo chiamato curing), fanno crescere una seconda pelle. A questo punto si cala bruscamente la temperatura e possono conservarsi per parecchi mesi in cantina.

L’aglio non può mancare in un orto di sopravvivenza. È delizioso e aggiunge sapore a qualsiasi piatto. Oltre ad essere un alimento altamente nutriente, può essere usato come pianta medicinale perché è un potente antibiotico e antivirale. Aiuta anche a rafforzare il sistema immunitario, è un potente antiossidante e riduce l’ipertensione e il colesterolo. L’aglio è facile da coltivare e, una volta raccolto, può essere conservato e utilizzato durante i mesi invernali mentre si attende la crescita di un nuovo raccolto.

Le erbe aromatiche sono versatili e facili da conservare. Rosmarino, timo, basilico, alloro, prezzemolo e origano, possono essere coltivati durante i mesi estivi, raccolti ed essiccati per essere utilizzati durante i mesi invernali. Basta tagliare le piante, lavarle, appenderle a testa in giù all’ombra fino a quando non si asciugano, e poi conservarle in barattoli di vetro in un luogo fresco e asciutto. Molte di queste erbe sono perenni, cioè ricresceranno ogni anno, garantendo una produzione continua. Le erbe aromatiche forniscono sapore al cibo, ma anche nutrienti importanti e possiedono importanti proprietà fitoterapiche.

Breve precisazione sulla conservazione di patate, aglio e cipolle che richiede attenzione perché, se la temperatura è troppo alta, questi ortaggi possono germogliare. Nel caso delle patate, ciò comporta la produzione di solanina che è tossica e non deve essere ingerita.
La temperatura ottimale di conservazione di questi ortaggi è di 10-15 gradi e quindi i’ideale sarebbe disporre di una cantina, ma ci si può arrangiare anche in casa.
L’importante è mantenerli al riparo dalla luce e dall’umidità. Si utilizzano cassette di legno o cesti di vimini e panni di cotone asciutti. Anche i fogli di carta utilizzati per conservare il pane vanno bene. Le patate non vanno lavate prima di essere riposte in dispensa.

Se raccolti dall’orto, aglio cipolle e patate saranno probabilmente umidi. Vanno dunque lasciati un paio di giorni ad asciugare all’ombra e poi riposti.
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Stiamo parlando degli archi compound della Gearhead Archery, in particolare del T18 della Hunter series, piccolo ma preciso e potente come un arco tradizionale. Nuovo e molto tecnico, pesa solo 1,4 kg senza accessori ed è lungo 47 cm (18 pollici, da cui il nome). Piccolo ma potente perché è in grado di scagliare frecce fino a 325 fps con un’energia cinetica di 62 ft-lb.

T18 Hunter series
Con il riser costruito in alluminio 6061, quest’arco è ideale per la caccia. Senza fronzoli, compatto e leggero, è facilissimo da gestire anche nelle condizioni più difficili. Ottimo per l’appostamento sugli alberi e su terreni con vegetazione fitta, dove è necessario muoversi agilmente e in silenzio e dove archi di dimensioni maggiori limiterebbero le possibilità di movimento.
Utilissimo per il survival, è pienamente al suo posto in un kit da sopravvivenza.
Sono disponibili versioni con potenza di 40, 50, 60 e 70 libbre e allunghi di 24 , 25, 26 , 27, 28 e 29 pollici.
Altra caratteristica unica di quest’articolo è che, cambiando il grip, lo stesso arco può essere impugnato sia con la mano destra, sia con la sinistra.
Lo stesso arco è disponibile anche di dimensioni maggiori. Oltre al modello da 18 pollici infatti, sono disponibili anche il T20 e il T24 che consentono allunghi e velocità maggiori.
Per i più esigenti e gli amanti della personalizzazione, gli stessi archi sono disponibili anche nella serie PRO che, contrariamente alla Hunter, è tutta incentrata sulle opzioni.

Disponibili nelle versioni T18, T20 e T24, sono disponibili 5 scelte di grip e diversi colori e vengono venduti con uno zaino (anch’esso disponibile in diversi colori) in grado di contenere l’arco.
Gli archi della serie pro sono costruiti in alluminio 7075, poi anodizzato per aumentarne la resistenza. Rispetto all’alluminio 6061, la lega 7075 (alluminio e zinco) si caratterizza per essere più leggera, più resistente agli urti, agli sforzi, al peso e alla torsione.
E se vogliamo il top, questi archi sono disponibili anche in fibra di carbonio.
Di seguito sono riassunte le differenze e le caratteristiche della serie Hunter e Pro come inviateci dalla Gearhead Archery.
The Hunter Series is:
Bare bow – with the following
-Anodized finish
-Black in color
-Standard grip
-Grey/blk strings
The Pro Series is:
Bare bow- with the following
-Hard coat anodized finish choices
-Black
-Olive Drab
-Desert Tan
-Grip Option choices
-Carbon
-Standard Slider
-Flatback Slider
-Flatback Fixed
-Standard Fixed
-ST-1 Stabilizer
-Sound Dampening Kit
-Grey/blk string OR Brown/Blk stings
-Pack OR Camo dip
– Pack colors choices
-Olive
-Black
-Desert Tan
– Camo Dip choices
-Brown Predator camo
-Snow predator camo
-Green predator camo
-Any other color up charge of $150
Il catalogo completo con tutti i dettagli e immagini è scaricabile alla pagina:
https://www.gearheadarchery.com/pages/product-catalog-and-manuals
Interessantissimo anche il T15 PRO, un ibrido fionda-arco che permette di ridurre ulteriormente le dimensioni e i costi.

Con soli 40 cm e un peso di 680 grammi, permette di scagliare frecce con un’energia cinetica di 27 ft-lb. È ideale per piccoli animali ma soprattutto per la pesca essendo possibile aggiungere uno specifico kit per legare e recuperare le frecce.
Costruito in alluminio 6061 anodizzato, anche in questo caso è possibile adattarlo per essere usato con la mano destra o sinistra. La potenza deriva dalla combinazione di arti compositi e tubi di gomma.
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Tra i molti programmi televisivi che trattano di sopravvivenza, Nudi e crudi è uno dei più interessanti ed estremi. Un uomo e una donna devono sopravvivere, completamente nudi, in un ambiente ostile per ventuno giorni e con la possibilità di usufruire di un unico utensile a scelta per ciascuno.

L’esperienza viene sicuramente raccontata in modo da soddisfare le esigenze televisive, ma possiamo ritenerla comunque realistica come dimostrano i fisici emaciati dei partecipanti al termine della prova e le frequenti defezioni.
Per partecipare al programma bisogna superare una selezione e i concorrenti scelti non sono novellini, bensì persone abituate a quel genere di avventura. Molti di loro sono istruttori di sopravvivenza, altri esperti cacciatori; tutti comunque possiedono una buona preparazione fisica e mentale. Sanno costruire trappole, accendere il fuoco, riconoscere le piante commestibili. Ci si aspetterebbe dunque di vedere queste persone vivere e prosperare, invece, a parte qualche raro caso spesso favorito da un ambiente clemente, la maggior parte di essi arranca fin dai primi giorni e a malapena arriva alla fine della prova. Pochi sopravvivrebbero veramente se la prova durasse più a lungo.

Possiamo approfittare delle esperienze di questi coraggiosi per trarne diverse lezioni e ammonimenti. La prima lezione è che sopravvivere nella natura con un coltello e poco più è seriamente difficile, molto più di quello che manuali e scuole possono far immaginare. L’immagine romantica del Robinson Crusoe che si costruisce il suo angolo di paradiso è probabilmente destinata a scontrarsi contro il muro della fame, del freddo, della spossatezza fisica e della disperazione.
La seconda lezione riguarda invece il tipo di preparazione che un appassionato di sopravvivenza deve affrontare. Perché anche questi esperti di sopravvivenza falliscono miseramente? Orgogliosi cacciatori che devono accontentarsi di piccoli animali, in genere uno sfortunato serpente, fuochi che non scaldano e lasciati a spegnere sotto la pioggia, rifugi scomodi e inadatti, tendini tranciati da un uso improprio del coltello, ossa fratturate, ferite che si infettano: che cosa non funziona?

Innanzitutto essere preparati per un ambiente non significa esserlo per un altro. Cacciare animali nei boschi intorno casa non è la stessa cosa che farlo nelle foreste tropicali e lo stesso vale per il procacciamento di altre risorse alimentari, acqua compresa. I popoli che vivono ancora in maniera che noi definiamo primitiva conoscono benissimo l’ambiente dove abitano, vi sono nati e cresciuti e possono usufruire di tecniche e metodi collaudati da generazioni. Utilizzano inoltre armi efficienti come archi, cerbottane e reti da pesca che assicurano loro il successo.
Dall’analisi di queste esperienze televisive, infatti, emerge che spesso gli errori sono più di natura strategica che tattica. Magari i partecipanti conoscono veramente le tecniche che hanno studiato, ma falliscono la sfida con un ambiente sconosciuto perché non sanno pianificare, definire le priorità, studiare il territorio, individuarne i veri pericoli, evitare sprechi inutili di energia; tutte scelte fondamentali tanto quanto saper accendere un fuoco o costruire un riparo.
L'articolo NUDI E CRUDI: COSA POSSIAMO IMPARARE sembra essere il primo su SOPRAVVIVERE.NET.
25 giugno 2022
alle ore 18.00
@Cox18 - via Conchetta 18 - Milano
FOGS OF WAR

La guerra tra Russia e Ucraina, oltre al tradizionale confronto armato sul campo, vede emergere lo scenario della cyber-guerra. Uno scontro "a distanza" con armi e tecnologie inedite, che colpiscono non solo sul fronte e coinvolgono la sfera economica e quella dell'informazione dei paesi interessati al conflitto.
Quanto sappiamo realmente di questa guerra? Come si muovono i governi, i generali, le pedine? Come si muove l'Italia in questo scenario?
LOST, con l'aiuto di UNIT Hacklab, propone un incontro su questi temi per diradare un po' delle nebbie che ricoprono le guerre contemporanee.
non esiste più la trusted-zone: la leva obbligatoria del cellulare in tasca
lavoratori della cyberwar (pen-tester): difensivi, oppure offensivi (in fondo è lo stesso)
AI warfare: la cibernetica e cyber come si intende negli attacchi informatici
1 luglio 2022
alle ore 19.30
presentazione del libro
LOC0-19 Pensieri, voci e cronache da un silenzioso pandemonio

A un tratto è sembrato che il tempo si fosse fermato mentre invece stava iniziando il bordello...
A seguire: a tavola assieme
Prenotazioni cena: tel 348 055 9421
email: arci.traverso@gmail.com
Trattoria Popolare ARCI Traverso
Via Ambrogio Figino 13, Milano
20 marzo 2022
alle ore 16.00
@Cox18 - via Conchetta 18 - Milano
presentazione del libro
LOC0-19 Pensieri, voci e cronache da un silenzioso pandemonio

Dopo due anni LOST torna con un incontro in presenza.
Era proprio il 15 marzo 2020 quando sospendemmo un incontro con tracking.exposed sulla profilazione di pornhub (questo qui), ed era proprio il 15 marzo 2020 che iniziammo "la radio".
A distanza di due anni cerchiamo di riprendere il ragionamento materialmente presenti e con un testo che raccoglie, aggiornati, alcuni pezzi delle trasmissioni.
Nel frattempo molte cose sono successe, ad un tratto è sembrato che il tempo si fosse fermato mentre invece correva veloce, per non perdersi e non farsi confondere troppo vale la pena di ripercorrere i propri passi.
============================================== SCHEDA ==============================================
Il virus Covid-19 si presenta nel 2020, la sua diffusione, grazie ai ritmi dello scambio globale di persone e merci, ne determina la diffusione su tutto il Pianeta. L'epidemia ha creato occasioni di confronto e obbligato all'ascolto di punti di vista molto diversi, mettendo alla prova diverse chiavi di lettura e quadri interpretativi sia sugli assetti generali che su quelli particolari. Queste testimonianze concrete di resistenza e di coscienza critica sono state trasmesse …
COVID19 materiali
(un po' di materiali)
Usiamo questa pagina per linkare un po' di materiali sul Coronavirus e dintorni.
L'intenzone è di tenerla in costante aggiornamento, è un fenomeno in rapida mutazione e non è facile star dietro ai fatti, alle loro narrazioni e alle valutazioni che su queste ultime vengono date.
Nostro parere è che l'emergenza antropogenica associata al virus semi influenzale COVID-19 produrrà, sul lungo periodo, dei segni che non sarà facile decostruire.
Alcuni capitoli potrebbero essere i seguenti:
Cosa è la verità scientifica? (l'importanza dei numeri, il valore delle statistiche, l'efficacia degli strumenti di analisi ed indagine...)
Corpi e contesti, la salute in relazione al territorio e all'ambiente circostante. L'emergenza è classista?
Strutture sanitarie, strumenti organizzativi, strutture sanitarie, dotazioni, carenze. L'intersezione non nulla della salute con il mercato.
Il potere della comunicazione, il superpotere della comunicazione emergenziale
Effetti collaterali, sulle norme che riguardano il lavoro, le libertà individuali, i diritti sindacali
Effetti collaterali sulla salute (ai tempi dell'AIDS si diceva che la paura abbassa le difese immunitarie)
Effetti collaterali sull'uso di tecnologie per lavoro / studio a distanza
Effetti sui gruppi sociali, è forse la prima volta che anziché contenere i malati si vol prevenire il diffondere di …
04.03.2020
Maria Elisa Sartor: Lombardia. Istantanee a confronto
10.03.2020
Quello che non bisognava fare: appunti sul Sistema sanitario lombardo
19.03.2020
Maurizio Braucci: Lettera alla Lombardia
20.03.2020
Ilaria Capua: “In Lombardia sta succedendo qualcosa che non si spiega”
22.03.2020
Guido Silvestri: Perché così tanti morti in Lombardia, Piemonte e Veneto?
10.06.2020
Nicolò Porcelluzzi: la Lombardia ha fatto anche cose buone
30.07.2020
Dossier collettivo sulla panedmia nel bresciano
23.09.2020
Nelle Rsa di Bergamo 1.308 decessi solo a marzo. I dati inediti dell’Ats sull’impatto del Covid-19
15.10.2020
Regione Lombardia DELIBERAZIONE …
Le nuove tecnologie in Inghilterra tra '700 e '800
di Angelo Rossi
da SAPERE numero 774, agosto-settembre 1974
Lo sviluppo economico-produttivo che va sotto il nome di rivoluzione industriale, momento del decollo economico della borghesia inglese fra '700 e '800, non è solo all'origine di una nuova tecnologia scientifica in cui si formarono concetti fondamentali della meccanica e della termodinamica. Esso stimolò anche la nascita di una nuova concezione e di una nuova organizzazione scientifica, che sostituì il newtonianismo inglese del '700 con una visione più dinamica della realtà naturale e un più organico rapporto scienza-tecnica.
1789: prassi e organizzazione della scienza
di Angelo Baracca e Angelo Rossi
da SAPERE numero 775, ottobre 1974
La presa del potere da parte della borghesia francese, dopo la rivoluzione del 1789, comportò anche una radicale trasformazione nei contenuti, nei metodi e nell'organizzazione della scienza, resi funzionali al nuovo ordine sociale, come elementi integranti in esso profondamente radicati.
Puntata specialedel programma«Lo specchio rotto», gestito dal collettivoDikotomikosu RKO, dedicata aUfo 78.
Unvortice– cfr.Skiantos:«Bravo! Cretino! Scemo!» – di musiche, voci, reperti sonori d’epoca e d’oggi avviluppa uno scambio di dispacci tra Mirko di Dikotomiko e WM1 e WM2.
Che ruolo ha nel romanzo l’essere rapiti? Di cos’è stato il nomeAldo Moronei giorni del suo sequestro? Il«riflusso» fu progettato a tavolino? Perché non riusciamo a fare davvero i conti con gli anni Settanta? Dobbiamo chiamarli «fenomeni aerei non identificati»? Dura 53 minuti. Buon ascolto.
Esperimento volante a titolo di esempio, cfr. la discussionequi.
«Non a caso l’ufologia in Italia è molto diffusa fra i ravers che di slancio utopico ne hanno da vendere.»
«Le veglie ufofile di Jimmy erano antesignane quiete dei rave. Del resto, se sotto i pezzi di Kosmische Musik che stanno in playlist metti una cassa dritta a 220 bpm (ma già 140 va bene), il gioco è fatto, trovi l’anello mancante.»
DUBLIN—September 13, 2022—The Linux Foundation, a global nonprofit organization enabling innovation through open source, today announced the intention to form the OpenWallet Foundation (OWF), a new collaborative effort to develop open source software to support interoperability for a wide range of wallet use cases. The initiative already benefits from strong support including leading companies across technology, public sector, and industry vertical segments, and standardization organizations.
The mission of the OWF is to develop a secure, multi-purpose open source engine anyone can use to build interoperable wallets. The OWF aims to set best practices for digital wallet technology through collaboration on open source code for use as a starting point for anyone who strives to build interoperable, secure, and privacy-protecting wallets.
The OWF does not intend to publish a wallet itself, nor offer credentials or create any new standards. The community will focus on building an open source software engine that other organizations and companies can leverage to develop their own digital wallets. The wallets will support a wide variety of use cases from identity to payments to digital keys and aim to achieve feature parity with the best available wallets.
Daniel Goldscheider, who started the initiative, said, “With the OpenWallet Foundation we push for a plurality of wallets based on a common core. I couldn’t be happier with the support this initiative has received already and the home it found at the Linux Foundation.”
Linux Foundation Executive Director Jim Zemllin said, “We are convinced that digital wallets will play a critical role for digital societies. Open software is the key to interoperability and security. We are delighted to host the OpenWallet Foundation and excited for its potential.”
OpenWallet Foundation will be featured in a keynote presentation at Open Source Summit Europe on 14 September 2022 at 9:00 AM IST (GMT +1) and a panel at 12:10 PM IST (GMT +1). In order to participate virtually and/or watch the sessions on demand, you can register here.
Pramod Varma, Chief Architect Aadhaar & India Stack, said, “Verifiable credentials are becoming an essential digital empowerment tool for billions of people and small entities. India has been at the forefront of it and is going all out to convert all physical certificates into digitally verifiable credentials via the very successful Digilocker system. I am very excited about the OWF effort to create an interoperable and open source credential wallet engine to supercharge the credentialing infrastructure globally.”
“Universal digital wallet infrastructure will create the ability to carry tokenized identity, money, and objects from place to place in the digital world. Massive business model change is coming, and the winning digital business will be the one that earns trust to directly access the real data in our wallets to create much better digital experiences,” said David Treat, Global Metaverse Continuum Business Group & Blockchain lead, Accenture. “We are excited to be part of the launch and development of an open-source basis for digital wallet infrastructure to help ensure consistency, interoperability, and portability with privacy, security, and inclusiveness at the core by design.”
Drummond Reed, Director of Trust Services at Avast, a brand of NortonLifeLock, said, “We’re on a mission to protect digital freedom for everyone. Digital freedom starts with the services used by the individual and the ability to reclaim their personal information and reestablish trust in digital exchanges. Great end point services start with the core of digital identity wallet technology. We are proud to be a founding supporter of the OpenWallet Foundation because collaboration, interoperability, and open ecosystems are essential to the trusted digital future that we envision.”
“The mobile wallet industry has seen significant advances in the last decade, changing the way people manage and spend their money, and the tasks that these wallets can perform have rapidly expanded. Mobile wallets are turning into digital IDs and a place to store documents whereby the security requirements are further enhanced,” said Taka Kawasaki CoFounder of Authlete Inc. “We understand the importance of standards that ensure interoperability as a member of the OpenID Foundation and in the same way we are excited to work with the Linux Foundation to develop a robust implementation to ensure the highest levels in security.”
“Providing secure identity and validated credential services are key for enabling a high assurance health care service. The OpenWallet Foundation could contribute a key role in promoting the deployment of highly effective secure digital health care systems that benefits the industry,” said Robert Samuel, Executive Director of Technology Research & Innovation, CVS Health.
“Daon provides the digital identity verification/proofing and authentication technology that enables digital trust at scale and on a global basis”, said Conor White, President – Americas at Daon, “Our experience with VeriFLY demonstrated the future importance of digital wallets for consumers and we look forward to supporting the OpenWallet Foundation.”
“We are building and issuing wallets for decentralized identity applications for several years now. Momentum and interest for this area has grown tremendously, far beyond our own community. It is now more important than ever that a unified wallet core embracing open standards is created, with the ambition to become the global standard. The best industry players are pulling together under the OpenWallet Foundation. esatus AG is proud to be among them as experience, expertise, and technology contributor,” said Dr. Andre Kudra, CIO, esatus AG
Kaliya Young, Founder & Principal, Identity Woman in Business, said, “As our lives become more and more digital, it is critical to have strong and interoperable digital wallets that can properly safeguard our digital properties, whether it is our identities, data, or money. We are very excited to see the emergence of the OpenWallet Foundation, particularly its mission to bring key stakeholders together to create a core wallet engine (instead of another wallet) that can empower the actual wallet providers to build better products at lower cost. We look forward to supporting this initiative by leveraging our community resources and knowledge/expertise to develop a truly collaborative movement.”
Masa Mashita, Senior Vice President, Strategic Innovations, JCB Co., Ltd. said, “Wallets for the identity management as well as the payment will be a key function for the future user interface. The concept of OpenWallet will be beneficial for the interoperability among multiple industries and jurisdictions.”
“Secure and open wallets will allow individuals the world over to store, combine and use their credentials in new ways – allowing them to seamlessly assert their identity, manage payments, access services, etc., and empower them with control of their data. This brings together many of our efforts in India around identity, payments, credentials, data empowerment, health, etc. in an open manner, and will empower billions of people around the world,” said Sanjay Jain, Chairman of the Technology Committee of MOSIP.
“The Open Identity Exchange (OIX) welcomes and supports the creation of the OpenWallet Foundation. The creation of open source components that will allow wallet providers to work to standards and trust framework policies in a consistent way is entirely complementary to our own work on open and interoperable Digital Identities. OIX’s Global Interoperability working group is already defining a ‘trust framework policy characteristics methodology,’ as part of our contribution to GAIN. This will allow any trust framework to systematically describe itself to an open wallet, so that a ‘smart wallet’ can seamlessly adapt to the rules of a new framework within which the user wants to assert credentials,” said Nick Mothershaw, Chief Identity Strategist, OIX.
“Okta’s vision is to enable anyone to safely use any technology”, says Randy Nasson, Director of Product Management at Okta. “Digital wallets are emerging as go-to applications for conducting financial transactions, providing identity and vital data, and storing medical information such as vaccination status. Wallets will expand to include other credentials, including professional and academic certifications, membership status, and more. Digital credentials, including their issuance, storage in wallets, and presentation, will impact the way humans authenticate and authorize themselves with digital systems in the coming decade. Okta is excited about the efforts of the OpenWallet Foundation and the Linux Foundation to provide standards-based, open wallet technology for developers and organizations around the world.”
“The OpenID Foundation welcomes the formation of the OpenWallet Foundation and its efforts to create an open-source implementation of open and interoperable technical standards, certification and best practices.” – Nat Sakimura, Chairman, OpenID Foundation.
“We believe the future of online trust and privacy starts with a system for individuals to take control over their digital identity, and interoperability will create broad accessibility,” says Rakesh Thaker, Chief Development Officer at Ping Identity. “We intend to actively participate and contribute to creating common specifications for secure, robust credential wallets to empower people with control over when and with whom they share their personal data.”
Wallet technologies that are open and interoperable are a key factor in enabling citizens to protect their privacy in the digital world. At polypoly – an initiative backed by the first pan-European cooperative for data – we absolutely believe that privacy is a human right! We are already working on open source wallets and are excited to collaborate with others and to contribute to the OpenWallet Foundation,” said Lars Eilebrecht, CISO, polypoly.
“Digital credentials and the wallets that manage them form the trust foundation of a digital society. With the future set to be characterised by a plurality of wallets and underlying standards, broad interoperability is key to delivering seamless digital interactions for citizens. Procivis is proud to support the efforts of the OpenWallet Foundation to build a secure, interoperable, and open wallet engine which enables every individual to retain sovereignty over their digital identities,” Daniel Gasteiger, Chief Executive Officer, Procivis AG.
“It is essential to cross the boundaries between humans, enterprises, and systems to create value in a fully connected world. There is an urgent need for a truly portable, interoperable identity & credentialing backbone for all digital-first processes in government, business, peer-to-peer, smart city systems, and the Metaverse. The OpenWallet Foundation will establish high-quality wallet components that can be assembled into SW solutions unlocking a new universe of next-level digitization, security, and compliance,” said Dr. Carsten Stöcker, CEO Spherity & Chairman of the Supervisory Board IDunion SCE.
“Transmute has long promoted open source standards as the foundation for building evolved solutions that challenge the status quo. Transmute believes any organization should be empowered to create a digital wallet that can securely manage identifiers, credentials, currencies, and payments while complying with regulatory requirements regarding trusted applications and devices. Transmute supports a future of technology that will reflect exactly what OpenWallet Foundation wants to achieve: one that breaks with convention to foster innovation in a secure, interoperable way, benefitting competitive companies, consumers, and developers alike,” said Orie Steele, Co-Founder and CTO of Transmute.
“The Trust Over IP (ToIP) Foundation is proud to support the momentum of an industry-wide open-source engine for digital wallets. We believe this can be a key building block in our mission to establish an open standard trust layer for the Internet. We look forward to our Design Principles and Reference Architecture benefitting this endeavor and collaborating closely with this new Linux Foundation project,” said Judith Fleenor, Director of Strategic Engagement, Trust Over IP Foundation.
For more information about the project and how to participate in this work, please visit: openwallet.foundation.
About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 3,000 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, PyTorch, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org.
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The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see our trademark usage page: https://www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds.
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Today we are more than thrilled to welcome PyTorch to the Linux Foundation. Honestly, it’s hard to capture how big a deal this is for us in a single post but I’ll try.
TL;DR — PyTorch is one of the most important and successful machine learning software projects in the world today. We are excited to work with the project maintainers, contributors and community to transition PyTorch to a neutral home where it can continue to enjoy strong growth and rapid innovation. We are grateful to the team at Meta, where PyTorch was incubated and grew into a massive ecosystem, for trusting the Linux Foundation with this crucial effort. The journey will be epic.
Artificial Intelligence, Machine Learning, and Deep Learning are critical to present and future technology innovation. Growth around AI and ML communities and the code they generate has been nothing short of extraordinary. AI/ML is also a truly “open source-first” ecosystem. The majority of popular AI and ML tools and frameworks are open source. The community clearly values transparency and the ethos of open source. Open source communities are playing and will play a leading role in development of the tools and solutions that make AI and ML possible — and make it better over time.
For all of the above reasons, the Linux Foundation understands that fostering open source in AI and ML is a key priority. The Linux Foundation already hosts and works with many projects that are either contributing directly to foundational AI/ML projects (LF AI & Data) or contributing to their use cases and integrating with their platforms. (e.g., LF Networking, AGL, Delta Lake, RISC-V, CNCF, Hyperledger).
PyTorch extends and builds on these efforts. Obviously, PyTorch is one of the most important foundational platforms for development, testing and deployment of AI/ML and Deep Learning applications. If you need to build something in AI, if you need a library or a module, chances are there is something in PyTorch for that. If you peel back the cover of any AI application, there is a strong chance PyTorch is involved in some way. From improving the accuracy of disease diagnosis and heart attacks, to machine learning frameworks for self-driving cars, to image quality assessment tools for astronomers, PyTorch is there.
Originally incubated by Meta’s AI team, PyTorch has grown to include a massive community of contributors and users under their community-focused stewardship. The genius of PyTorch (and a credit to its maintainers) is that it is truly a foundational platform for so much AI/ML today, a real Swiss Army Knife. Just as developers built so much of the technology we know today atop Linux, the AI/ML community is building atop PyTorch – further enabling emerging technologies and evolving user needs. As of August 2022, PyTorch was one of the five-fastest growing open source software communities in the world alongside the Linux kernel and Kubernetes. From August 2021 through August 2022, PyTorch counted over 65,000 commits. Over 2,400 contributors participated in the effort, filing issues or PRs or writing documentation. These numbers place PyTorch among the most successful open source projects in history.
Projects like PyTorch that have the potential to become a foundational platform for critical technology benefit from a neutral home. Neutrality and true community ownership are what has enabled Linux and Kubernetes to defy expectations by continuing to accelerate and grow faster even as they become more mature. Users, maintainers and the community begin to see them as part of a commons that they can rely on and trust, in perpetuity. By creating a neutral home, the PyTorch Foundation, we are collectively locking in a future of transparency, communal governance, and unprecedented scale for all.
As part of the Linux Foundation, PyTorch and its community will benefit from our many programs and support communities like training and certification programs (we already have one in the works), to community research (like our Project Journey Reports) and, of course, community events. Working inside and alongside the Linux Foundation, the PyTorch community also has access to our LFX collaboration portal, enabling mentorships and helping the PyTorch community identify future leaders, find potential hires, and observe shared community dynamics.
PyTorch has gotten to its current state through sound maintainership and open source community management. We’re not going to change any of the good things about PyTorch. In fact, we can’t wait to learn from Meta and the PyTorch community to improve the experiences and outcomes of other projects in the Foundation. For those wanting more insight about our plans for the PyTorch Foundation, I invite you to join Soumith Chintala (co-creator of PyTorch) and Dr. Ibrahim Haddad (Executive Director of the PyTorch Foundation) for a live discussion on Thursday entitled, PyTorch: A Foundation for Open Source AI/ML.
We are grateful for Meta’s trust in “passing us the torch” (pun intended). Together with the community, we can build something (even more) insanely great and add to the global heritage of invaluable technology that underpins the present and the future of our lives. Welcome, PyTorch! We can’t wait to get started!
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PyTorch Foundation to foster an ecosystem of vendor-neutral projects alongside founding members AMD, AWS, Google Cloud, Meta, Microsoft Azure, and NVIDIA
DUBLIN – September 12, 2022 – The Linux Foundation, a global nonprofit organization enabling innovation through open source, today announced PyTorch is moving to the Linux Foundation from Meta where it will live under the newly-formed PyTorch Foundation. Since its release in 2016, over 2400 contributors and 18,0000 organizations have adopted the PyTorch machine learning framework for use in academic research and production environments. The Linux Foundation will work with project maintainers, its developer community, and initial founding members of PyTorch to support the ecosystem at its new home.
Projects like PyTorch—that have the potential to become a foundational platform for critical technology—benefit from a neutral home. As part of the Linux Foundation, PyTorch and its community will benefit from many programs and support infrastructure like training and certification programs, research, and local to global events. Working inside and alongside the Linux Foundation, PyTorch will have access to the LFX collaboration portal—enabling mentorships and helping the PyTorch community identify future leaders, find potential hires, and observe shared project dynamics.
“Growth around AI/ML and Deep Learning has been nothing short of extraordinary—and the community embrace of PyTorch has led to it becoming one of the five-fastest growing open source software projects in the world,” said Jim Zemlin, executive director for the Linux Foundation. “Bringing PyTorch to the Linux Foundation where its global community will continue to thrive is a true honor. We are grateful to the team at Meta—where PyTorch was incubated and grown into a massive ecosystem—for trusting the Linux Foundation with this crucial effort.”
“Some AI news: we’re moving PyTorch, the open source AI framework led by Meta researchers, to become a project governed under the Linux Foundation. PyTorch has become one of the leading AI platforms with more than 150,000 projects on GitHub built on the framework. The new PyTorch Foundation board will include many of the AI leaders who’ve helped get the community where it is today, including Meta and our partners at AMD, Amazon, Google, Microsoft, and NVIDIA. I’m excited to keep building the PyTorch community and advancing AI research,” said Mark Zuckerberg, Founder & CEO, Meta.
The Linux Foundation has named Dr. Ibrahim Haddad, its Vice President of Strategic Programs, as the Executive Director of the PyTorch Foundation. The PyTorch Foundation will support a strong member ecosystem with a diverse governing board including founding members: AMD, Amazon Web Services (AWS), Google Cloud, Meta, Microsoft Azure and NVIDIA. The project will promote continued advancement of the PyTorch ecosystem through its thriving maintainer and contributor communities. The PyTorch Foundation will ensure the transparency and governance required of such critical open source projects, while also continuing to support its unprecedented growth.
Member Quotes
AMD
“Open software is critical to advancing HPC, AI and ML research, and we’re ready to bring our experience with open software platforms and innovation to the PyTorch Foundation,” said Brad McCredie, corporate vice president, Data Center and Accelerated Processing, AMD. “AMD Instinct accelerators and ROCm software power important HPC and ML sites around the world, from exascale supercomputers at research labs to major cloud deployments showcasing the convergence of HPC and AI/ML. Together with other foundation members, we will support the acceleration of science and research that can make a dramatic impact on the world.”
Amazon Web Services
“AWS is committed to democratizing data science and machine learning, and PyTorch is a foundational open source tool that furthers that goal,” said Brian Granger, senior principal technologist at AWS. “The creation of the PyTorch Foundation is a significant step forward for the PyTorch community. Working alongside The Linux Foundation and other foundation members, we will continue to help build and grow PyTorch to deliver more value to our customers and the PyTorch community at large.”
Google Cloud
“At Google Cloud we’re committed to meeting our customers where they are in their digital transformation journey and that means ensuring they have the power of choice,” said Andrew Moore, vice president and general manager of Google Cloud AI and industry solutions. “We’re participating in the PyTorch Foundation to further demonstrate our commitment of choice in ML development. We look forward to working closely on its mission to drive adoption of AI tooling by building an ecosystem of open source projects with PyTorch along with our continued investment in JAX and Tensorflow.”
Microsoft Azure
“We’re honored to participate in the PyTorch Foundation and partner with industry leaders to make open source innovation with PyTorch accessible to everyone,” Eric Boyd, CVP, AI Platform, Microsoft, said. “Over the years, Microsoft has invested heavily to create an optimized environment for our customers to create, train and deploy their PyTorch workloads on Azure. Microsoft products and services run on trust, and we’re committed to continuing to deliver innovation that fosters a healthy open source ecosystem that developers love to use. We look forward to helping the global AI community evolve, expand and thrive by providing technical direction based on our latest AI technologies and research.”
NVIDIA
“PyTorch was developed from the beginning as an open source framework with first-class support on NVIDIA Accelerated Computing”, said Ian Buck, General Manager and Vice President of Accelerated Computing at NVIDIA. “NVIDIA is excited to be an originating member of the PyTorch Foundation to encourage community adoption and to ensure using PyTorch on the NVIDIA AI platform delivers excellent performance with the best experience possible.”
Additional Resources:
About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 3,000 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, PyTorch, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org.
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Foundation growth driven by organizations seeing new use cases that require modular solutions to build the future of 3D technology
SAN FRANCISCO – September 7, 2022 – As gaming increasingly becomes a mobile-first experience, OPPO and Heroic Labs are joining as Premier and General members, respectively, of the Open 3D Foundation (O3DF). The two companies are working with the community to optimize the open-source Open 3D Engine project for mobile gaming.
OPPO is a global technology company focused on delivering consumer devices, notably mobile phones, and advocating for advancing cloud-native technologies. Heroic Labs is a creator of scalable, social infrastructure for cloud services and app server development. In joining O3DF, OPPO and Heroic Labs will collaborate with other O3DF members to accelerate standardization of 3D graphics development across a diversity of mobile platforms.
This collaboration will happen inside a newly proposed O3DE (Open 3D Engine) Mobile Device Working Group, through which the O3DE community aims to build portable libraries and interfaces that can be used across a myriad of environments, freely available under the Apache 2.0/MIT license model. We invite all of those interested in shaping the development of 3D graphics standards for mobile devices to review and comment on this open proposal.
“We’re excited to welcome OPPO and Heroic to the community, and we look forward to their contributions in helping advance 3D graphics standards through the O3DE project,” said Royal O’Brien, general manager of Digital Media and Games at the Linux Foundation and executive director of O3DF. “These newest members personify the value of O3DE’s modular architecture, which makes it easier for developers to build 3D solutions that combine the technologies best suited to a diverse set of use cases. Mobile gaming is a great example of how that modular approach fosters extensibility and adaptability from our core technology.”
“Today, 3D graphics technology has become an essential element of modern society, with application domains ranging from visual effects, gaming and medical imaging to next-generation content like Metaverse,” said Hansen Hong, director of OPPO Software Technology Planning. “We are excited to join the Open 3D Foundation as a Premier member at the early stage of its development. Through our collaboration within the Foundation, we are eager to contribute to the Open 3D Engine with mobile platforms as our focus. Together with the Mobile Device Working Group, we will bring smoother and more user-friendly mobile development experiences to O3DE developers, while generating more efficient yet immersive and realistic rendering applications for mobile users. “
“At the heart of our mission is making game development easy for everyone,” said Mo Firouz, co-founder and chief operations officer at Heroic Labs. “This goal is accelerated by joining O3DF and actively participating in the establishment of 3D graphic development standards that will benefit every level of game creation. Creating this future in community with other O3DF members aligns with our overall commitment to accessibility through open source.”
A Burgeoning Community
Over 25 member companies have joined O3DF since its launch in July 2021. Newest members include OPPO and Heroic Labs, as well as Microsoft, LightSpeed Studios and Epic Games. Other Premier members include Adobe, Amazon Web Services (AWS), Huawei, Intel and Niantic. In May, O3DE announced its latest release, focused on performance, stability and usability enhancements. The O3D Engine community is very active, averaging up to 2 million line changes and 350-450 commits monthly from 60-100 authors across 41 repos.
Attend O3DCon
O3DF will host O3DCon October 17-19 in Austin, Texas. The event will convene a vibrant, diverse community focused on building an unencumbered, first-class, 3D engine poised to revolutionize real-time 3D development across a variety of applications—from game development, metaverse, digital twin and AI, to automotive, healthcare, robotics and more. Early bird pricing expires September 16.
About the Open 3D Engine
Open 3D Engine (O3DE) is the flagship project managed by the Open 3D Foundation (O3DF). The open-source project is a modular, cross-platform 3D engine built to power anything from AAA games to cinema-quality 3D worlds to high-fidelity simulations. The code is hosted on GitHub under the Apache 2.0 license. To learn more, please visit o3de.org and get involved and connect with the community on Discord.com/invite/o3de and GitHub.com/o3de.
About the Open 3D Foundation
Established in July 2021, the mission of the Open 3D Foundation (O3DF) is to make an open-source, fully-featured, high-fidelity, real-time 3D engine for building games and simulations, available to every industry. The Open 3D Foundation is home to the O3D Engine project. To learn more, please visit o3d.foundation.
About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 2,950 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org.
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Bonjour à toutes et à tous
C'est un message très important concernant une coupure de votre accès Internet qui aura lieu ce jeudi 10 décembre de 7H40 jusqu’à probablement au moins 11H. On essaye de la faire la plus courte possible, mais plein d'éléments extérieurs font qu'on est pas certains d'avoir tout remis en marche à cette heure la. On va faire au plus court.
Il s'agit d'une rénovation globale du cœur de notre réseau radio, situé au 6ème étage de Benjamin Franklin. Malheureusement, pour le moment, il nous est impossible de ne pas avoir une coupure globale en arrêtant le matériel situé à cet endroit, c'est l'un des points critiques de notre réseau. On cherche à ne plus avoir cet unique point mais cela engendrerait une complexité certaine dans le réseau.
L'intervention consiste en la mise en place d'un coffret de brassage individuel pour l'association dans la gaine technique à l'emplacement occupé actuellement par le matériel, puis de placer l'intégralité de ce dernier dans le coffret et remettre le tout en marche, avec une mise aux normes électriques.
On est désolé du peu de marge de délai entre cette annonce et le début de l'intervention, mais on a du attendre que cette dernière soit certaine avant d'intervenir: Que la logistique de l'UTC, le prestataire extérieur, le matériel, etc et on s'est synchronisés la dessus avec l'UTC. Bref, un beau bordel, qui fait qu'on vous préviens très/trop tard par rapport à nos habitudes.
Pour suivre les annonces que l'on va faire, et le déroulement des travaux, vous pouvez suivre ce fil mastodon: https://toot.aquilenet.fr/web/statuses/105350007612492941
Si après avoir annoncé dessus la fin de coupure et le rétablissement complet, vous constatez encore un problème sur votre accès, n'hésitez pas à nous contacter au plus tôt par mail, sur mattermost https://team.picasoft.net/rhizome/channels/support-abonnes.
Si vous avez des questions etc, n'hésitez pas non plus
Martin, pour Rhizome
Le Battlemesh, ou "Wireless Battle of the Mesh", est un événement annuel autour des réseaux mesh.
Le but de cet événement est de rassembler des personnes de tous horizons qui s'intéressent aux réseaux communautaires, en particulier aux réseaux maillés sans fil ("wireless mesh networks"), aux infrastructures de fibre optique et aux FAI associatifs, ainsi qu'à la manière de créer et entretenir des communautés dynamiques qui prennent en main leurs réseaux de communications électroniques.
La volonté de l'événement est de proposer 7 jours de présentations expertes, d'ateliers pratiques, de sessions pour travailler collaborativement sur des projets, et bien sûr proposer un espace qui favorise les discussions entre les participants ! Que vous soyez un expert des réseaux mesh, actif dans un FAI associatif, ou juste curieux d'en savoir plus sur les réseaux communautaires, venez rendre visite à la communauté mondiale pour échanger sur ces sujets !
Cette année, le Battlemesh a lieu du 8 au 14 juillet 2019 à Saint-Denis, près de Paris : le thème de cette édition est "Building Community Networks for Fun and Non-Profit".
Comme tous les ans, le Battlemesh est gratuit et ouvert à tous grâce au soutien généreux de sponsors. Par ailleurs, l'équipe d'organisation s'efforce de diminuer autant que possible le coût de la participation en proposant un hébergement bon marché aux participants.
lus d'informations sont disponibles sur la page de l'événement, sur Mastodon ou sur Twitter.
Rhizome soutient l'événement "Battlemesh", d'une part pour les efforts de cette communauté en vue d'améliorer les réseaux maillés sans fil et de favoriser le développement de réseaux communautaires, mais aussi pour sa contribution aux libertés numériques, à la reprise en main des technologies de communications électroniques, et à une société ouverte et respectueuse des droits humains.
La place de Rhizome dans cette optique est particulière. Attachée à une école d'ingénieurs, elle est une des premières structures françaises lancées à la suite de l'essaimage de la FFDN. Elle perdure aujourd'hui tant bien que mal.
Élue "l'Assos indispensable" l'année dernière, elle est présente dans beaucoup d’événements UTCéens auprès des associations qui les organisent. En déployant du réseau à des endroits où il n'y en a pas, Rhizome permet à ces événements d'exister. C'est dans cette optique aussi qu'elle s'inscrit comme "Community network", au sein de la communauté UTCéenne.
Les derniers mois, nous avons organisés deux conférences. Ces conférences ont été filmées, voici donc les vidéos.
La première a eu lieu le 12 mars dernier, intitulée "Kant et la régulation des télécoms" par Oriane Piquer Louis.
Quel rapport entre un philosophe allemand, la neutralité du Net et la
régulation des télécoms ? Et puis qu'est-ce que ça veut dire, « réguler
les télécoms », d'abord ?
Oriane Piquer-Louis, doctorante en Sciences de l'Information et de la
Communication, propose un détour par la philosophie pour comprendre les enjeux
autour du marché des télécommunications en Europe.
La vidéo est disponible ici:
https://youtu.be/T8wWPhGZ9_0
La dernière conférence que nous avons présentée à été conjointement créée par Rhizome et nos amis du CHATONS Picasoft.
Cette conférence met en parallèle les liens qui existent entre nos associations face aux BOFS, GAFAM et BATX et le monde de l'agroalimentaire face aux AMAP.
Quel rapport entre la production locale de légumes et nos "associations d’informaticiens" ? Aussi étonnant que cela puisse paraître, nous avons de multiples points communs, autant sur certaines problématiques (marché dominé par des géants tentaculaires) que sur les solutions apportées (décentralisation, partage...). Notre caractère local nous permet d’être proches de nos utilisateurs et nos services coopératifs sont "sans OGM" !
Erratum : une des diapositives indique qu’Iliad est un databroker ; c’est une erreur de notre part
https://tube.svnet.fr/videos/watch/31072a55-90dd-4476-88f4-48cb57036f6d
Le lien pour la regarder sur le site de la webtv de l'UTC est ici: https://webtv.utc.fr/watch_video.php?v=OSXH4HGGRDSGLa semaine qui arrive (du 1 au 7 avril pour ceux qui suivent pas) est la semaine de la durabilité!
Cette semaine est l'occasion de suivre plein d'ateliers, conférences, et autres autour de la thématique. 
L’évènement facebook
Et donc comme vous pouvez le constatez, nous serons présents à deux évènements: L'install party de lundi en début d'après midi et notre conférence jeudi soir.
Il y aura donc avec Picasoft une install party Lundi en début d'aprem au Pic. Venez apprendre à installer un linux ou un autre logiciel libre sur votre machine! C'est aussi un lieu pour découvrir et essayer des logiciels que vous n'avez jamais utilisé ou qui sont une alternative a votre logiciel propriétaire favori. On se donne donc Rendez vous Lundi au PIC entre 14h15 et 16h15!
L’évènement Facebook

Jeudi 4 Avril - FA100 - 18h45

Quel rapport entre la production locale de légumes et nos "Assos de GI"? Aussi étonnant qu'il paraisse, nous avons de multiples points communs, autant sur certaines thématiques (marchés dominé par des géants tentaculaires) que sur les solutions apportées (décentralisation, partage...). Notre caractère local nous permet d’être proche de nos utilisateurs et nos services coopératifs sont "sans OGM" !
Vous l'aurez compris, on va parler de ce qui nous rapproche dans le principe des AMAPs, mais aussi un peu de ce qui nous en différencie. Bref, une conférence généraliste qui explicite nos actions à laquelle tout le monde est invité à venir quelque soit sa branche ou son statut à l'UTC.
Nous arrivons dans ce nouveau semestre rempli de plein de choses à faire! Et donc, pour bien le débuter, nous le débutons par un amphi de présentation et une conférence.
Le semestre débute, et si il y a bien une chose que nous ne sommes pas chez Rhizome à l'UTC, c'est d'être connus. Pourtant, on est au cœur des plus gros événements et on a une activité plutôt peu commune.
On fait donc mercredi 6 à 18h40 en FA206 au bâtiment Benjamin Franklin un amphi de présentation avec Picasoft où on va tout vous dire sur ce qu'on fait et va faire ce semestre. Il est important d'autant plus qu'on est pas en surnombre. Pas besoin d'être GI ou expert en réseau pour nous rejoindre, le but est aussi d'apprendre et il y a de la place pour tous les profils!
Que vous ayez envie de nous rejoindre ou que vous soyez simplement curieux, c'est l’occasion de venir nous poser des questions sur ce qu'est Internet et comment on en fabrique, sur la neutralité du net, ou tout autre chose.
Des <3 sur vous, et on vous attend nombreux.
Ce semestre est aussi l’occasion pour Rhizome de repartir dans son activité de sensibilisation, et commence donc ce semestre par une conférence intitulée "Kant et la régulation des télécoms", qui aura lieu mardi 12 à 18h40 en FA205
Comment relire Foucault à l'ère de la surveillance de masse ? Oriane
Piquer-Louis, doctorante en Sciences de l'Information et de la communication, et présidente de la Fédération FDN, relit cet auteur à la lumière des avancées faites sur le terrain en matière d'activisme numérique.
Des thématiques comme la neutralité du net sont aussi abordées. Bref, on explique pourquoi la régulation des télécoms c'est aujourd'hui important et notamment par rapport à ce qu'ont écrit les philosophes.
Je vous vois plisser des yeux et vous enfuir en voyant de la philo et de la technologie. A ça je vous réponds de ne pas fuir tout de suite! Cette conférence est accessible a toutes et a tous, et ne demande pas de connaissances particulière pour être suivie.
Notre réseau Hertzien est vraiment en galère et on vous doit quelques explications sur les délais de procédures qu'on a a l'heure actuelle sur les procédures.
Nous avions au semestre dernier quelques antennes cassées sur BF, jusque là rien de trop grave; enfin on arrivait à donner du 6 Mbit/s symétrique à Amandiers par un lien de secours le lien principal étant mort. On essayait déjà de monter en haut de BF mais faite de procédure bien documentée, on a tout d’abord demandé. Puis on s'est fait baladé entre les personnels de l'UTC.
Pas spécialement de réponse...
Pendant l'inter-semestre notre lien de secours casse (Là on est mal). On bricole un lien de secours du turfu entre une petite antenne sur le toit qui sert normalement a connecter des abonnés et Amandiers. Max 1Mbit/s, et très fluctuant. On a pas de quoi faire mieux. C'est triste...
On cherche aussi à obtenir plus tard notre convention qui a disparu quelque part #Le_Classeur. Dans cette procédure ils ont fini par ce rendre compte aà l'UTC qu'on a plus de convention avec eux depuis plus d'un an... Pendant l’inter-semestre on relit et on modifie les éléments a changer, et puis juste avant de leur renvoyer, on a une surprise.
Ils ont percé du béton dans notre local technique sans aspirer.
Par chance, on a du matériel plutôt passif à cet endroit mais merci beaucoup Graf'Hit de nous avoir prévenus. Du coup, on a ajouté ça dans la convention. Depuis, même avec plusieurs relances c'est devenu une sorte de "On vous recontactera".
Et mon Asnières ? Comme le dirait Fernand Raynaud. Bref, on attends
En attendant le matériel pour réparer le lien est en chemin. On va aussi contacter l'antenniste. Mais on attend juste de signer un papier et qu'ils nous disent "Ok, vous pouvez y aller".
Tout ça pour quelques antennes...
Du coup, on est assez triste de devoir le dire, mais on a pas réussi à reconstruire à temps notre réseau. En partie par des forces militantes limitées, mais aussi parce que l'enfer bureaucratique pour poser 3 antennes sur un toit où on en à déjà.
Par conséquent les abonnements ne sont pas ouverts en ce début de semestre sauf cas exceptionnel (genre suffisamment bien placé). Cependant nous ne les bloquons pas pour l'intégralité du semestre. Le but est de les ouvrir dès qu'on a réparé le lien BF<->Amandiers. En attendant ba on pleure, on relance et on essaye de voir ce qu'on peut faire...
Suite à la hausse du nombre de pannes ces derniers mois, dues à l'âge de l'infrastructure existante, il a été décidé que l'association ne prendrai pas de nouveaux abonnements pendant plusieurs mois. Les bénévoles travaillent d'ores et déjà sur des réparations, changement de matériel et maintenance, mais espèrent aussi installer au moins un nouveau point fixe dans les mois à venir.
Les abonnements actuels continuent mais, au vu de la qualité de service actuellement proposée, nous avons donc fermé les nouveaux abonnements.
Nous nous excusons de ce fait, et restons disponibles pour discuter de la situation, que ce soit par mail, par irc ou sur https://team.picasoft.net/, équipe Rhizome (canal de discussion principal pour l'association)
Pour la troisième année consécutive, Rhizome a eu le plaisir de déployer le Wi-Fi durant l'Imaginarium Festival. Le festival de musique, qui a accueilli pour l'édition 2017 plus de 11 000 festivaliers, est organisé par des étudiants de l'UTC et de l'ESCOM. Rhizome s'est donc chargé en priorité de permettre aux festivaliers de payer leurs consommations et de vérifier les billets à l'entrée.

Ajouté à cela Rhizome a permis à Graf'hit, la radio locale indépendante UTCéene, de diffuser sur ses ondes pendant la durée du festival. Comme l'année dernière un réseau a été déployé pour permettre aux festivaliers de recharger leur puce, partager sur Facebook des moments de l'évènement.

Effectivement l'IF a utilisé pour la troisième année consécutive la technologie de puce intégrée aux bracelets pour effectuer tous les paiements sans contact. La gestion des transactions était géré par WeezEvent, qui fournissait des terminaux ayant besoin d'un accès à internet pour s'occuper des paiements.

En résumé, l'IF17 c'est aussi :
Rhizome peut accueillir de nouveaux abonnements ce semestre. Pour t'inscrire ? Rien de plus simple, il suffit de te connecter sur https://boutures.rhizome-fai.net et de répondre à quelques questions sur la localisation de ton logement.
Pour ceux qui ne connaissent pas Rhizome, nous sommes un fournisseur d'accès internet associatif et étudiant. Et il y a plein de raison de nous rejoindre !
Ce semestre les tarifs sont toujours les mêmes :
Aux tarifs ci-dessus s'ajoutent 2€ semestriel de cotisation à l'association. Cette cotisation vous donne entre autre le droit de vote sur les décisions de l'association. C'est aussi ça Rhizome : un FAI démocratique !
Alors n'hésitez plus et foncez vous inscrire et ajouter votre logement sur notre site ! Nous vous confirmerons votre éligibilité très rapidement.
Si vous souhaitez vous renseigner sur l'association, devenir bénévoles, ou simplement nous contacter, n'hésitez pas à envoyer un mail à contact AT rhizome-fai.net.

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Tout comme l'an dernier Rhizome s'est investi dans l'Imaginarium Festival un festival musical organisé par les étudiants de l'UTC. Pour cette troisième édition, les organisateurs avaient besoin de WiFi sur le site afin de permettre aux festivaliers de payer leurs consommations.
En effet, pour la seconde année, l'Imaginarium Festival a décidé d'utiliser une technologie de paiement sans contact. Cette technologie permet aux festivaliers de payer leurs consommations à l'aide d'une puce placée sur un bracelet. Cela permet de payer très rapidement, mais aussi d'éviter les problèmes avec le rendu de la monnaie pour les bénévoles.

Dans ce cadre, Rhizome a déployé un réseau WiFi sur tout le site permettant aux terminaux de paiement de se connecter à internet, mais aussi aux festivaliers de profiter d'un hotspot WiFi pour recharger leur compte.

l'IF16 en quelques chiffres, c'est:

A Rhizome, nous avons particulièrement aimé être impliqués dans cette belle aventure et nous sommes déjà prêts pour préparer l'édition 2017.

Rhizome peut accueillir de nouveaux abonnés supplémentaires ce semestre. Pour t'inscrire ? Rien de plus simple, il suffit de te connecter sur http://www.rhizome-fai.net/membres et de répondre à quelques questions sur la localisation de ton logement.
Pour ceux qui ne connaissent pas Rhizome, nous sommes un fournisseur d'accès internet associatif et étudiant. Et il y a plein de raison de nous rejoindre !
Ce semestre les tarifs sont toujours les mêmes :
Aux tarifs ci-dessus s'ajoutent 2€ semestriel de cotisation à l'association. Cette cotisation vous donne entre autre le droit de vote sur les décisions de l'association. C'est aussi ça Rhizome : un FAI démocratique !
Alors n'hésitez plus et foncez vous inscrire et ajouter votre logement sur notre site ! Nous vous confirmerons votre éligibilité très rapidement.
Si vous souhaitez vous renseigner sur l'association, devenir bénévoles, ou simplement nous contacter, n'hésitez pas à envoyer un mail à contact AT rhizome-fai.net.

Le 19 Mars dernier, notre gouvernement a soumis une proposition de loi visant à renforcer et encadrer les activités de renseignements de la France. Le texte définitif sera proposé au vote le 5 Mai prochain.
Les grandes lignes de ce projet de loi sont :
Derrière ces différents objectifs se cache malheuresement une loi extrêmement dangereuse et liberticide, instaurant une surveillance massive de la population sans aucun contrôle judiciaire.
Fournisseur d'accès à internet associatif et étudiant, Rhizome s'oppose à ce projet de loi. Le projet de loi relatif au renseignement ne remplit pas les attentes que l'on peut avoir en terme d'encadrement des services de renseignement, de protection des libertés, et d'efficacité.
Les moyens techniques qui seront mis en Å“uvre dans le cadre de cette loi ne sont pas adaptés. L'utilisation de « boites noires » et/ou de faux relais téléphoniques (IMSI catcher) dans le but de collecter les données numériques de millions d'utilisateurs présumés innocents ne sont pas des techniques de surveillance dignes d'un pays respectant les libertés individuelles. De même, l'utilisation d'algorithmes pour détecter de manière automatisée des comportements « suspects » dans les échanges interceptés n'est ni plus ni moins que de la surveillance massive de la population.
Les honnêtes citoyens, se sachant surveillés constamment, ne seront plus libre d'être eux-mêmes : vous comporteriez-vous de la même manière si quelqu'un vous suivait tout le temps, chez vous, dans votre chambre, lisant vos SMS, vos mails et tous vos échanges numériques ? Sûrement pas. Cette surveillance massive va amener progressivement une auto-censure des citoyens, n'osant plus fréquenter certaines personnes, n'osant plus rechercher et s'informer sur certains sujets, par peur de paraître suspect. Voulons-nous vraiment de ça en France ?
Ce projet de loi est annoncé comme une mise au point sur le contrôle des services de renseignement, et il a le mérite d'être clair sur un point : pas de contrôle judiciaire, simplement une commission administrative désignée devant rendre un « avis » que le Premier Ministre est libre de suivre ou non. Ce « contrôle » n'est absolument pas efficace et ne permet pas de protéger les citoyens d'une surveillance abusive. De plus on se demande comment un état de droit peut-il porter atteinte aux libertés d'un ou plusieurs individus sans passer par une décision de justice ? Ceci va à l'encontre du principe de séparation des pouvoirs de notre pays : les privations de libertés (comme celle à la vie privée) ne sont pas le fait d'une décision administrative (pouvoir exécutif) mais bien d'une décision de la justice. Ce projet de loi nous propose tout simplement faire un pas en arrière de plus de 200 ans.
Dans le débat autour de ce projet de loi, un point souvent avancé est que les services de renseignements ont déjà adoptés certaines pratiques sur lesquelles il faut poser un cadre légal. C'est tout à fait vrai. Mais « poser un cadre légal » ne veut pas dire qu'il faut légaliser toutes les pratiques attentatoires à la vie privée des individus. Ces pratiques doivent être interdites ! Donner la bénédiction de la loi aux services de renseignements pour surveiller la population massivement, sans aucun contrôle n'est pas une solution, c'est un problème. Qui, dans 10 ans, sera au pouvoir ? Qui aura le contrôle sur ces services de renseignements ? Qui en fera partie ? Nous donnons aujourd'hui le cadre légal à l'état totalitaire de demain. Ne devrions-nous pas y réfléchir à deux fois ?
Cette loi arrive dans un contexte bien particulier : celui des attentats de Janvier 2015. On peut comprendre la crainte d'une partie de la population, mais nous ne pouvons pas accepter que les libertés fondamentales des citoyens soient bafouées au nom d'un peu de sécurité. D'autant plus pour une sécurité fictive. Les vrais coupables n'ont pas attendu ce projet de loi pour protéger leurs communications, les données collectées seront celles des citoyens honnêtes. Les échanges suspects, ceux des terroristes, des espions industriels, etc... seront bien chiffrés et extrêmement compliqués (voire impossibles) à interpréter.
Nous comprenons l'importance de la lutte contre le terrorisme ou la protection des intérêts de notre nation. Mais nous sommes convaincus que ce genre de loi pose de nombreux problèmes graves sans même en résoudre d'autres. Rhizome s'oppose donc à ce projet de loi qui va à l'encontre du respect de la vie privée, du secret de la correspondance et de la séparation des pouvoirs, valeurs en lesquelles nous croyons et que nous respectons.
Nous rejoignons ainsi d'autres organisations pour contester ce projet de loi :
Nous appelons tous les citoyens à se faire entendre auprès des députés en les contactant par mail ou gratuitement par téléphone. Nous devons empêcher le vote de cette loi, ensemble nous pouvons dire :

Rhizome peut accueillir quelques abonnés supplémentaires ce semestre. Pour t'inscrire ? Rien de plus simple, il suffit de te connecter sur http://boutures.rhizome-fai.net et de répondre à quelques questions sur la localisation de ton logement.
Pour ceux qui ne connaissent pas Rhizome, nous sommes un fournisseur d'accès internet associatif et étudiant. Nous proposons des contrats à petits prix, sans engagement, et sans frais de résiliation ! Les tarifs sont toujours les mêmes :
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Si vous souhaitez vous renseigner sur l'association, ou souhaitez devenir bénévoles, n'hésitez pas à envoyer un mail à contact AT rhizome-fai.net.

Vous pouvez dorénavant regarder les vidéos des conférences tenues par Rhizome à la Cyberbase Pompidou le semestre dernier.


Because of my position as Executive Producer and host of The Untold Stories of Open Source, I frequently get asked, “What podcasts do you listen to when you’re not producing your own.” Interesting question. However, my personal preference, This American Life, is more about how they create their shows, how they use sound and music to supplement the narration, and just in general, how Ira Glass does what he does. Only podcast geeks would be interested in that, so I reached out to my friends in the tech industry to ask them what THEY listen to.
The most surprising thing I learned was people professing to not listen to podcasts. “I don’t listen to podcasts, but if I had to choose one…”, kept popping up. The second thing was people in the industry need a break and use podcasts to escape from the mayhem of their day. I like the way Jennifer says it best, “Since much of my role is getting developers on board with security actions, I gravitate toward more psychology based podcasts – Adam Grant’s is amazing (it’s called WorkLife).”
Now that I think of it, same here. This American Life. Revisionist History. Radio Lab. The Moth. You get the picture. Escaping from the mayhem of the day.
Without further digression, here are the podcasts recommended by the people I trust, no particular order. No favoritism.
Hosted by Mike Jones and Mike LeBlanc
Mike Jones and Mike LeBlanc built the H4unt3d Hacker podcast and group from a really grass roots point of view. The idea was spawned over a glass of bourbon on the top of a mountain. The group consists of members from around the globe and from various walks of life, religions, backgrounds and is all inclusive. They pride themselves in giving back and helping people understand the cybersecurity industry and navigate through the various challenges one faces when they decide cybersecurity is where they belong.
“I think he strikes a great balance between newbie/expert, current events and all purpose security and it has a nice vibe” – Alan Shimel, CEO, Founder, TechStrong Group
Hosted by Patrick Gray
Published weekly, the Risky Business podcast features news and in-depth commentary from security industry luminaries. Hosted by award-winning journalist Patrick Gray, Risky Business has become a must-listen digest for information security professionals. We are also known to publish blog posts from time to time.
“My single listen-every-week-when-it-comes out is not that revolutionary: the classic Risky Biz security podcast. As a defender, I learn from the offense perspective, and they also aren’t shy about touching on the policy side.” – Allan Friedman, Cybersecurity and Infrastructure Security Agency
Hosted by Mike Shema, Matt Alderman, and John Kinsella
If you’re looking to understand DevOps, application security, or cloud security, then Application Security Weekly is your show! Mike, Matt, and John decrypt application development – exploring how to inject security into the organization’s Software Development Lifecycle (SDLC); learn the tools, techniques, and processes necessary to move at the speed of DevOps, and cover the latest application security news.
“Easily my favorite hosts and content. Professional production, big personality host, and deeply technical co-host. Combined with great topics and guests.” – Larry Maccherone, Dev[Sec]Ops Transformation Architect, Contrast Security
Hosted by Jeffrey Palermo
The Azure DevOps Podcast is a show for developers and devops professionals shipping software using Microsoft technologies. Each show brings you hard-hitting interviews with industry experts innovating better methods and sharing success stories. Listen in to learn how to increase quality, ship quickly, and operate well.
“I am pretty focused on Microsoft Azure these days so on my list is Azure DevOps” – Bob Aiello CM Best Practices Founder, CTO, and Principal Consultant
Hosted by Community of Chaos Engineering Practitioners
We are a community of chaos engineering practitioners. Chaos Engineering is the discipline of experimenting on a system in order to build confidence in the system’s capability to withstand turbulent conditions in production.
“This is so good, it’s hardly even fair to compare it to other podcasts!” – Casey Rosenthal, CEO, Co-founder, Verica
Hosted by Allison Gill (A.G.)
The Daily Beans is a women-owned and operated progressive news podcast for your morning commute brought to you by the webby award-winning hosts of Mueller, She Wrote. Get your social justice and political news with just the right amount of snark.
“The Daily Beans covers political news without hype. The host is a lawyer and restricts her coverage to what can actually happen while other outlets are hyping every possibility under the sun including possibilities that get good ratings but will never happen. She mostly covers the former president’s criminal cases.” – Tom Limoncelli, Manager, Stack Overflow
Hosted by Community of Various Contributors
Software Engineering Radio is a podcast targeted at the professional software developer. The goal is to be a lasting educational resource, not a newscast. Now a weekly show, we talk to experts from throughout the software engineering world about the full range of topics that matter to professional developers. All SE Radio episodes feature original content; we don’t record conferences or talks given in other venues.
“The one that I love to keep tabs on is called Software Engineering Radio, published by the IEEE computer society. It is absolutely a haberdashery of new ideas, processes, lessons learned. It also ranges from very practical action oriented advice the whole way over to philosophical discussions that are necessary for us to drive innovation forward. Professionals from all different domains contribute. It’s not a platform for sales and marketing pitches!” – Tracy Bannon, Senior Principal/ Software Architect & DevOps Advisor, MITRE
Hosted by Various Contributors
Join thousands of other listeners to hear from the current leaders, experts, vendors, and instructors in the IT and Cybersecurity fields regarding DevSecOps, InfoSec, Ransomware attacks, the diversity and the retention of talent, and more. Gain the confidence, consistency, and courage to succees at work and in life.
“Relaxed chat, full of good info, and they got right to the point. Would recommend.” – Wendy Nather, Head of Advisory CISOs, CISCO
Hosted by Michael Schwartz
Open Source Underdogs is the podcast for entrepreneurs about open source software. In each episode, we chat with a founder or leader to explore how they are building thriving businesses around open source software. Our goal is to demystify how entrepreneurs can stay true to their open source objectives while also building sustainable, profitable businesses that fuel innovation and ensure longevity.
“Mike Schwartz’s podcast is my favourite. Really good insights from founders.” – Amanda Brock, CEO, OpenUK
Hosted by Dan Harris
Ten Percent Happier publishes a variety of podcasts that offer relatable wisdom designed to help you meet the challenges and opportunities in your daily life.
“I listen to Ten Percent Happier as my go-to podcast. It helps me with mindfulness practice, provides a perspective on real-life situations, and makes me a kinder person. That is one of the most important traits we all need these days.” – Arun Gupta, Vice President and General Manager for Open Ecosystem, Intel
Hosted by Sam Harris
Sam Harris is the author of five New York Times best sellers. His books include The End of Faith, Letter to a Christian Nation, The Moral Landscape, Free Will, Lying, Waking Up, and Islam and the Future of Tolerance (with Maajid Nawaz). The End of Faith won the 2005 PEN Award for Nonfiction. His writing and public lectures cover a wide range of topics—neuroscience, moral philosophy, religion, meditation practice, human violence, rationality—but generally focus on how a growing understanding of ourselves and the world is changing our sense of how we should live.
“Sam dives deep on topics rooted in our culture, business, and minds. The conversations are very approachable and rational. With some episodes reaching an hour or more, Sam gives topics enough space to cover the necessary angles.” – Derek Weeks, CMO, The Linux Foundation
Hosted by Jack Rhysider
Darknet Diaries produces audio stories specifically intended to capture, preserve, and explain the culture around hacking and cyber security in order to educate and entertain both technical and non-technical audiences.
This is a podcast about hackers, breaches, shadow government activity, hacktivism, cybercrime, and all the things that dwell on the hidden parts of the network.
“Darknet Diaries would be my recommendation. Provided insights into the world of hacking, data breaches and cyber crime. And Jack Rhysider is a good storyteller ” – Edwin Kwan, Head of Application Security and Advisory, Tyro Payments
Hosted by Russel Brand
Under the Skin asks: what’s beneath the surface – of the people we admire, of the ideas that define our times, of the history we are told. Speaking with guests from the world of academia, popular culture and the arts, they’ll teach us to see the ulterior truth behind or constructed reality. And have a laugh.
“He interviews influential people from all different backgrounds and covers everything from academia to tech to culture to spiritual issues” – Ashleigh Auld, Global Director Partner Marketing, Linnwood
Hosted by Dave Bittner
The daily cybersecurity news and analysis industry leaders depend on. Published each weekday, the program also included interviews with a wide spectrum of experts from industry, academia, and research organizations all over the world.
“I’d recommend the CyberWire daily podcast has got most relevant InfoSec news items and stories industry pros care about. XX” – Ax Sharma, Security Researcher, Tech Reporter, Sonatype
Hosted by Brian Johnson
7 Minute Security is a weekly audio podcast (once in a while with video!) released on Wednesdays and covering topics such Penetration testing, Blue teaming, and Building a career in security.
In 2013 I took on a new adventure to focus 100% on information security. There’s a ton to learn, so I wanted to write it all down in a blog format and share with others. However, I’m a family man too, and didn’t want this project to offset the work/family balance.
So I thought a podcast might fill in the gaps for stuff I can’t – or don’t have time to – write out in full form. I always loved the idea of a podcast, but the good ones are usually in a longer format, and I knew I didn’t have time for that either. I was inspired by the format of the 10 Minute Podcast and figured if it can work for comedy, maybe it can work for information security!
Thus, the 7 Minute Security blog and its child podcast was born.
“7 Minute Security Podcast – because Brian makes the best jingles!” – Björn Kimminich, Product Group Lead Architecture Governance, Kuehne + Nagel (AG & Co.) KG
Hosted by Dave Farley
Explores ideas that help to produce Better Software Faster: Continuous Delivery, DevOps, TDD and Software Engineering.
Hosted by Dave Farley – a software developer who has done pioneering work in DevOps, CD, CI, BDD, TDD and Software Engineering. Dave has challenged conventional thinking and led teams to build world class software.
Dave is co-author of the award wining book – “Continuous Delivery”, and a popular conference speaker on Software Engineering. He built one of the world’s fastest financial exchanges, is a pioneer of BDD, an author of the Reactive Manifesto, and winner of the Duke award for open source software – the LMAX Disruptor.
“Dave Farley’s videos are a treasure trove of knowledge that took me and others years to uncover when we were starting out. His focus on engineering and business outcomes rather than processes and frameworks is a breath of fresh air. If you only have time for one source of information, use his. – Bryan Finster, Value Stream Architect, Defense Unicorns
Hosted by Scott Galloway
A fast and fluid weekly thirty minute show where Scott tears into the taxonomy of the tech business with unfiltered, data-driven insights, bold predictions, and thoughtful advice.
“Very current very modern. Business and tech oriented. Talks about markets and economics and people and tech.” – Caroline Wong, Chief Strategy Officer, Cobalt
Hosted by Josh Bressers and Kurt Seifried
Open Source Security is a collaboration by Josh Bressers and Kurt Seifried. We publish the Open Source Security Podcast and the Open Source Security Blog.
We have a security tabletop game that Josh created some time ago. Rather than play a boring security tabletop exercise, what if had things like dice and fun? Take a look at the Dungeons and Data tabletop game
“It has been something I’ve been listening to a lot lately with all of the focus on Software Supply Chain Security and Open Source Security. The hosts have very deep software and security backgrounds but keep the show light-hearted and engaging as well. ” – Chris Hughes, CISO, Co-Founder Aquia Inc
Hosted by Kara Swisher and Professor Scott Galloway
Every Tuesday and Friday, tech journalist Kara Swisher and NYU Professor Scott Galloway offer sharp, unfiltered insights into the biggest stories in tech, business, and politics. They make bold predictions, pick winners and losers, and bicker and banter like no one else. After all, with great power comes great scrutiny. From New York Magazine and the Vox Media Podcast Network.
“As a rule, I don’t listen to tech podcasts much at all, since I write about tech almost all day. I check out podcasts about theater or culture — about as far away from my day job as I can get. However, I follow a ‘man-about-town’ guy named George Hahn on social media, who’s a lot of fun. Last year, he mentioned he’d be a guest host of the ‘Pivot’ podcast with Kara Swisher and Scott Galloway, so I checked out Pivot. It’s about tech but it’s also about culture, politics, business, you name it. So that’s become the podcast I dip into when I want to hear a bit about tech, but in a cocktail-party/talk show kind of way.” – Christine Kent, Communications Strategist, Christine Kent Communications
Hosted by Gene Kim
Conversations with experts about the important ideas changing how organizations compete and win. In The Idealcast, multiple award-winning CTO, researcher and bestselling author Gene Kim hosts technology and business leaders to explore the dangerous, shifting digital landscape. Listeners will hear insights and gain solutions to help their enterprises thrive in an evolving business world.
“I like this because it has a good balance of technical and culture/leadership content.” – Courtney Kissler, CTO, Zulily
Hosted by Dave Kennedy and Various Team Contributors
Our team records a regular podcast covering the latest security news and stories in an entertaining and informational discussion. Hear what our experts are thinking and talking about.
“I LOVE LOVE LOVE the TrustedSec Security Podcast. Dave Kennedy’s team puts on a very nice and often deeply technical conversation every two weeks. The talk about timely topics from today’s headlines as well as jumping into purple team hackery which is a real treat to listen in and learn from.” – CRob Robinson, Director of Security Communications Intel Product Assurance and Security, Intel
Hosted by John Willis
“I don’t listen to podcasts much these days (found that consuming books via audible was more useful… but I guess it all depends on how emerging the topics are you are interested in). I only mention this as I am thin I recommendations. I’d go with John Willis’s Profound or Gene Kim’s Idealcast. Some overlap in (world class) guests but different interview approaches and perspectives.” – Damon Edwards, Sr. Director, Product PagerDuty
Hosted by Steve Gibson and Leo Laporte
Stay up-to-date and deepen your cybersecurity acumen with Security Now. On this long-running podcast, cybersecurity authority Steve Gibson and technology expert Leo Laporte bring their extensive and historical knowledge to explore digital security topics in depth. Each week, they take complex issues and break them down for clarity and big-picture understanding. And they do it all in an approachable, conversational style infused with their unique sense of humor. Listen and subscribe, and stay on top of the constantly changing world of Internet security. Security Now records every Tuesday afternoon and hits your podcatcher later that evening.
“The shows cover a wide range of security topics, from the basics of technologies such as DNSSec & Bitcoin, to in depth, tech analysis of the latest hacks hitting the news, The main host, Steve Gibson, is great at breaking down tech subjects over an audio . It’s running at over 800 episodes now, regular as clockwork every week, so you can rely on it. Funnily Steve Gibson has often reminded me of you – able to assess what’s going on with a subject, calmly find the important points, and describe them to the rest of us in way that’s engaging and relatable.medium – in a way you can follow and be interested in during your commute or flight.” – Gary Robinson, Chief Security Officer, Ulseka
Hosted by Jordan Harbinger
Today, The Jordan Harbinger Show has over 15 million downloads per month and features a wide array of guests like Kobe Bryant, Moby, Dennis Rodman, Tip “T.I.” Harris, Tony Hawk, Cesar Millan, Simon Sinek, Eric Schmidt, and Neil deGrasse Tyson, to name a few. Jordan continues to teach his skills, for free, at 6-Minute Networking. In addition to hosting The Jordan Harbinger Show, Jordan is a consultant for law enforcement, military, and security companies and is a member of the New York State Bar Association and the Northern California Chapter of the Society of Professional Journalists.
“Excellent podcasts where he interviews people from literally every walk of life, how they have become successful, why they have failed (if they have) as well as great personal development coaching ideas.” – Jeff DeVerter, CTO, Products and Services, RackSpace
Hosted by Adam Grant
Adam hosts WorkLife, a chart-topping TED original podcast. His TED talks on languishing, original thinkers, and givers and takers have been viewed more than 30 million times. His speaking and consulting clients include Google, the NBA, Bridgewater, and the Gates Foundation. He writes on work and psychology for the New York Times, has served on the Defense Innovation Board at the Pentagon, has been honored as a Young Global Leader by the World Economic Forum, and has appeared on Billions.
“I don’t listen to many technical podcasts. I like Caroline Wongs and have listened to it a number of times (Humans of InfoSec) but since much of my role is getting developers on board with security actions, I gravitate toward more psychology based podcasts – Adam Grant’s is amazing (it’s called WorkLife).” – Jennifer Czaplewski, Senior Director, Cyber Security, Target
“You know lately I have been listening to WorkLife with Adam Grant. Not a tech podcast but a management one.” – Paula Thrasher, Senior Director Infrastructure, PagerDuty
Hosted by Core Team Members: Betsy Beyer, MP English, Salim Virji, Viv
The Google Prodcast Team has gone through quite a few iterations and hiatuses over the years, and many people have had a hand in its existence. For the longest time, a handful of SREs produced the Prodcast for the listening pleasure of the other engineers here at Google.
We wanted to make something that would be of interest to folks across organizations and technical implementations. In his last act as part of the Prodcast, JTR put us in touch with Jennifer Petoff, Director of SRE Education, in order to have the support of the SRE organization behind us.
“The SRE Prodcast is Google’s podcast about Site Reliability Engineering and production software. In Season 1, we discuss concepts from the SRE Book with experts at Google.” – Jennifer Petoff, Director, Program Management, Cloud Technical Education Google
Hosted by Kai Ryssdal And Kimberly Adams
Every weekday, Kai Ryssdal and Kimberly Adams break down the news in tech, the economy and culture. How do companies make money from disinformation? How can we tackle student debt? Why do 401(k)s exist? What will it take to keep working moms from leaving the workforce? Together, we dig into complex topics to help make today make sense
“I literally learn 3 new things about topics i never would have tried to learn about.” – Kadi Grigg, Enablement Specialist, Sonatype
Hosted by Russ Roberts
Conversations for the Curious is an award-winning weekly podcast hosted by Russ Roberts of Shalem College in Jerusalem and Stanford’s Hoover Institution. The eclectic guest list includes authors, doctors, psychologists, historians, philosophers, economists, and more. Learn how the health care system really works, the serenity that comes from humility, the challenge of interpreting data, how potato chips are made, what it’s like to run an upscale Manhattan restaurant, what caused the 2008 financial crisis, the nature of consciousness, and more.
“The only podcast I listen to is actually EconTalk, which has nothing to do with tech!” – Kelly Shortridge, Senior Principal, Product Technology, Fastly
Hosted by Jacob Morgan
The Future of Work With Jacob Morgan is a unique show that explores how the world of
work is changing, and what we need to do in order to thrive. Each week several episodes are
released which range from long-form interviews with the world’s top business leaders and
authors to shorter form episodes which provide a strategy or tip that listeners can apply to
become more successful.
The show is hosted by 4x best-selling author, speaker and futurist Jacob Morgan and the
goal is to give listeners the inspiration, the tools, and the resources they need to succeed
and grow at work and in life.
Episodes are not scripted which makes for fun, authentic, engaging, and educational
episodes filled with insights and practical advice.
“It is hard for me to keep up with podcasts. The one I listen to regularly is “Leading The Future of Work” by Jacob Morgan. I know it is not technical, but I think it is extremely important for technical people to understand what the business thinks and is concerned about.” – Keyaan Williams, Managing Director, CLASS-LLC
Hosted by Dave Bittner and Joe Carrigan
Deception, influence, and social engineering in the world of cyber crime.
Join Dave Bittner and Joe Carrigan each week as they look behind the social engineering scams, phishing schemes, and criminal exploits that are making headlines and taking a heavy toll on organizations around the world.
“In case we needed any reminders that humanity is a scary place.” – Matt Howard, SVP and CMO, Virtu
Hosted by Ashish Rajan, Shilpi Bhattacharjee, and Various Contributors
Cloud Security Podcast is a WEEKLY Video and Audio Podcast that brings in-depth cloud security knowledge to you from the best and brightest cloud security experts and leaders in the industry each week over our LIVE STREAMs.
We are the FIRST podcast that carved the niche for Cloud Security in late 2019. As of 2021, the large cloud service providers (Azure, Google Cloud, etc.) have all followed suit and started their own cloud security podcasts. While we recommend you listen to their podcasts as well, we’re the ONLY VENDOR NEUTRAL podcast in the space and will preserve our neutrality indefinitely.
“I really love Ashish’s cloud security podcast, listened to it for a while now. He gets really good people on it and it’s a nice laid back listen, too.” – Simon Maple, Field CTO, Snyk
Hosted by Glenn Wilson, Steve Giguere, Jessica Cregg
In depth conversations with influencers blurring the lines between Dev, Sec, and Ops!
We speak with professionals working in cyber security, software engineering and operations to talks about a number of DevSecOps topics. We discuss how organisations factor security into their product delivery cycles without compromising the value of doing DevOps and Agile.
“One of my favourite meetups in London ‘DevSecOps London Gathering’ has a podcast where they invite their speakers https://dsolg.com/#podcast” – Stefania Chaplin, Solutions Architect UK&I, GitLab
Hosted by Tony Kornheiser and Mike Wilbon
Longtime sportswriters Tony Kornheiser and Mike Wilbon debate and discuss the hottest topics, issues and events in the world of sports in a provocative and fast-paced format.
Similar in format to Gene Siskel and Roger Ebert‘s At the Movies,[2][3] PTI is known for its humorous and often loud tone, as well as the “rundown” graphic which lists the topics yet to be discussed on the right-hand side of the screen. The show’s popularity has led to the creation of similar shows on ESPN and similar segments on other series, and the rundown graphic has since been implemented on the morning editions of SportsCenter, among many imitators.[4] – Wikipedia
“I’m interested in sports, and Tony and Mike are well-informed, amusing, and opinionated. It also doesn’t hurt any that I’ve known them since they were at The Washington Post and I was freelancing there. What you see on television, or hear on their podcast, is exactly how they are in real life. This sincerity of personality is a big reason why they’ve become so successful.” – Steven Vaughan-Nichols, Technology and business journalist and analyst. Red Ventures
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This post originally appeared on LF Networking’s blog. The author, Heather Kirksey, is VP Community & Ecosystem. ONE Summit is the Linux Foundation Networking event that focuses on the networking and automation ecosystem that is transforming public and private sector innovation across 5G network edge, and cloud native solutions. Our family of open source projects address every layer of infrastructure needs from the user edge to the cloud/core. Attend ONE Summit to get the scoop on hot topics for 2022!
Today LF Networking announced our schedule for ONE Summit, and I have to say that I’m extraordinarily excited. I’m excited because it means we’re growing closer to returning to meeting in-person, but more importantly I was blown away by the quality of our speaking submissions. Before I talk more about the schedule itself, I want to say that this quality is all down to you: You sent us a large number of thoughtful, interesting, and innovative ideas; You did the work that underpins the ideas; You did the work to write them up and submit them. The insight, lived experience, and future-looking thought processes humbled me with its breadth and depth. You reminded me why I love this ecosystem and the creativity within open source. We’ve all been through a tough couple of years, but we’re still here innovating, deploying, and doing work that improves the world. A huge shout out to everyone across every company, community, and project that made the job of choosing the final roster just so difficult.
Now onto the content itself. As you’ve probably heard, we’ve got 5 tracks: Industry 4.0, Security and Privacy, The New Networking Stack, Operationalizing Deployment, and Emerging Technologies and Business Models:
Every talk that made it into this program has unique and valuable insight, and I’m so proud to be part of the communities that proposed them. I’m also honored to have worked with one of the best Programming Committees in open source events ever. These folks took so much time and care to provide both quantitative and qualitative input that helped shape this agenda. Please be sure to thank them for their time because they worked hard to take the heart of this event to the next level. If you want to be in the room and in the hallway with these great speakers, there is only ONE place to be. Early bird registration ends soon, so don’t miss out and register now!
And please don’t forget to sponsor. Creating a space for all this content does cost money, and we can’t do it without our wonderful sponsors. If you’re still on the fence, please consider how amazing these sessions are and the attendee conservations they will spark. We may not be the biggest conference out there, but we are the most focused on decision makers and end users and the supply chains that enable them. You won’t find a more engaged and thoughtful audience anywhere else.
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Is your organization consuming open source software, or is it starting to contribute to open source projects? If so, perhaps it’s time for you to start an OSPO: an open source program office.
At the LF, we’re dedicating resources to improving your understanding of all things open source, such as our Guide to Enterprise Open Source and the Evolution of the Open Source Program Office, published the last year.
In a new Linux Foundation Research report, A Deep Dive into Open Source Program Offices, published in partnership with the TODO Group, authored by Dr. Ibrahim Haddad, Ph.D, showcases the many forms of OSPOs, their maturity models, responsibilities, and challenges they face in open source enterprise adoption, and also their staffing requirements are discussed in detail.
“The past two decades have accelerated open source software adoption and increased involvement in contributing to existing projects and creating new projects. Software is where a lot of value lies and the vast majority of software developed is open source software providing access to billions of dollars worth of external R&D. If your organization relies on open source software for products or services and does not have a formalized OSPO yet to manage all aspects of working with open source, please consider this report a call to establish your OPSO and drive for leadership in the open source areas that are critical to your products and services.” – Ibrahim Haddad, Ph.D., General Manager, LF AI & Data Foundation
Here are some of the report’s important lessons:
An OSPO can help you manage and track your company’s use of open source software and assist you when interacting with other stakeholders. It can also serve as a clearinghouse for information about open source software and its usage throughout your organization.
Your OSPO is the central nervous system for an organization’s open source strategy and provides governance, oversight, and support for all things related to open source.
OSPOs create and maintain an inventory of your open source software (OSS) assets and track and manage any associated risks. The OSPO also guides how to best use open source software within the organization and can help coordinate external contributions to open source projects.
To be effective, the OSPO needs to have a deep understanding of the business and the technical aspects of open source software. It also needs to work with all levels of the organization, from executives to engineers.
An OSPO is designed to:
This can include creating policies for code use, distribution, selection, auditing, and other areas; training developers; ensuring legal compliance, and promoting and building community engagement to benefit the organization strategically.
An organization’s OSPO can take many different forms, but typically it is a centralized team that reports to the company’s executive level. The size of the team will depend on the size and needs of the organization, and how it is adopted also will undergo different stages of maturity.
When starting, an OSPO might just be a single individual or a very small team. As the organization’s use of open source software grows, the OSPO can expand to include more people with different specialties. For example, there might be separate teams for compliance, legal, and community engagement.
This won’t be the last we have to say about the OSPO in 2022. There are further insights in development, including a qualitative study on the OSPO’s business value across different sectors, and the TODO group’s publication of the 2022 OSPO Survey results will take place during OSPOCon in just a few weeks.
“There is no board template to build an OSPO. Its creation and growth can vary depending on the organization’s size, culture, industry, or even its milestones.
That’s why I keep seeing more and more open source leaders finding critical value in building connections with other professionals in the industry. OSPOCon is an excellent networking and learning space where those working (or willing to work) in open source program offices that rely on open source technologies come together to learn and share best practices, experiences, and tools to overcome challenges they face.” Ana Jiménez, OSPO Program Manager at TODO Group
Join us there and be sure to read the report today to gain key insights into forming and running an OSPO in your organization.
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by Ashwin Ramaswami
June 2022 saw the publication of Addressing Cybersecurity Challenges in Open Source Software, a joint research initiative launched by the Open Source Security Foundation in collaboration with Linux Foundation Research and Snyk. The research dives into security concerns in the open source ecosystem. If you haven’t read it, this article will give you the report’s who, what, and why, summarizing its key takeaways so that it can be relevant to you or your organization.
This report is for everyone whose work touches open source software. Whether you’re a user of open source, an OSS developer, or part of an OSS-related institution or foundation, you can benefit from a better understanding of the state of security in the ecosystem.
Open source consumers and users: It’s very likely that you rely on open source software as dependencies if you develop software. And if you do, one important consideration is the security of the software supply chain. Security incidents such as log4shell have shown how open source supply chain security touches nearly every industry. Even industries and organizations that have traditionally not focused on open source software now realize the importance of ensuring their OSS dependencies are secure. Understanding the state of OSS security can help you to manage your dependencies intelligently, choose them wisely, and keep them up to date.
Open source developers and maintainers: People and organizations that develop or maintain open source software need to ensure they use best practices and policies for security. For example, it can be valuable for large organizations to have open source security policies. Moreover, many OSS developers also use other open source software as dependencies, making understanding the OSS security landscape even more valuable. Developers have a unique role to play in leading the creation of high-quality code and the respective governance frameworks and best practices around it.
Institutions: Institutions such as open source foundations, funders, and policymaking groups can benefit from this report by understanding and implementing the key findings of the research and their respective roles in improving the current state of the OSS ecosystem. Funding and support can only go to the right areas if priorities are informed by the problems the community is facing now, which the research assists in identifying.
The data from this report was collected by conducting a worldwide survey of:
The survey also included data collected from several major package ecosystems by using Snyk Open Source, a static code analysis (SCA) tool free to use for individuals and open source maintainers.
Here are the major takeaways and recommendations from the report:
Open source software is a boon: its collaborative and open nature has allowed society to benefit from various innovative, reliable, and free software tools. However, these benefits only last when users contribute back to open source software and when users and developers exercise due diligence around security. While the most successful open source projects have gotten such support, other projects have not – even as open source use has continued to be more ubiquitous.
Thus, it is more important than ever to be aware of the problems and issues everyone faces in the OSS ecosystem. Some organizations and open source maintainers have strong policies and procedures for handling these issues. But, as this report shows, other organizations are just facing these issues now.
Finally, we’ve seen the risks of not maintaining proper security practices around OSS dependencies. Failure to update open source dependencies has led to costs as high as $425 million. Given these risks, a little investment in strong security practices and awareness around open source – as outlined in the report’s recommendations – can go a long way.
We suggest you read the report – then see how you or your organization can take the next step to keep yourself secure!
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SAN FRANCISCO, August 31, 2022 — LF Networking, the facilitator of collaboration and operational excellence across open source networking projects, announced the ONE Summit North America 2022 session schedule is now available. Taking place in Seattle, WA November 15-16, ONE Summit is the one industry event that brings together decision makers and implementers for two days of in-depth presentations and interactive conversations around 5G, Access, Edge, Telco, Cloud, Enterprise Networking, and more open source technology developments.
“LF Networking is proud to set a high bar with the quality of content submissions for this year’s ONE Summit, and to offer an innovative line-up of diverse sessions,” said Arpit Joshipura, General Manager, Networking, Edge, and IoT, the Linux Foundation. “We will also touch on gaming, robotics, 5G network automation, factory floor, agriculture and more, with a strong program based on the power of connectivity.”
The event will feature an extensive program of 70+ diverse business and technical sessions that cover cutting-edge topics across five presentation tracks: Industry 4.0; Security; The New Networking Stack; Operational Deployments (case studies, success & challenges); and Emerging Technologies and Business Models.
Conference Session Highlights:
ONE Summit returns in-person for the first time in two years in its best format ever! The use-case driven content is strong in breadth and depth and includes sessions from open source users with whom LF Networking is engaged for the first time. Attendees will have a choose your own adventure experience as they select from a variety of content formats from interactive sessions, panels, in-depth tutorials, to lightning talk sessions with quick glances of future- looking thought processes.
Registration
ONE Summit attendees engage directly with thought leaders across 5G, Cloud Native and Network Edge and expand knowledge of open source networking technology progression. Register today to gain fresh insights on technical and business collaboration shaping the future of networking, edge, and cloud computing.
Corporate registration is offered at the early price of US$995 through Sept. 9. Day passes are available for US$675 and Individual/Hobbyist (US$350) and Academic/Student (US$100) passes are also available. Members of The Linux Foundation, LF Networking, and LF Edge receive a 20 percent discount off registration and can contact events@linuxfoundation.org to request a member discount code. Members of the press who would like to request a press pass to attend should contact pr@lfnetworking.org.
To register, visit https://events.linuxfoundation.org/one-summit-north-america/register/. Corporate attendees should register before September 9, 2022 for the best rates.
Developer & Testing Forum
ONE Summit will be followed by a complimentary, two-day LF Networking Developer and Testing Forum (DTF), a grassroots hands-on event organized by the LF Networking projects. ONE Summit attendees are encouraged to extend the experience, roll up sleeves, and join the incredible developer community to advance the open source networking and automation technologies of the future. Session videos from the Spring 2022 LFN Developer & Testing Forum, which took place June 13-16 in Porto, Portugal, are available here.
Sponsors
ONE Summit is made possible thanks to generous sponsors, including: Diamond sponsor Dell Technologies; Gold sponsor kyndryl; Silver sponsor Futurewei Technologies; and Bronze sponsors Data Bank and Netris.ai.
For information on becoming an event sponsor, click here or email for more information and to speak to the team.
About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation is supported by more than 2,000 members and is the world’s leading home for collaboration on open source software, open standards, open data, and open hardware. Linux Foundation’s projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, and more. Learn more at linuxfoundation.org.
The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see its trademark usage page: www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds. ###
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Keynotes, workshops and sessions will explore innovations in open source 3D development and use of Open 3D Engine (O3DE) for gaming, entertainment, metaverse, AI/ML, healthcare applications and more
SAN FRANCISCO—August 30, 2022—The Open 3D Foundation (O3DF) today announced a slate of keynote speakers for O3DCon, its flagship conference, which will be held October 17-19 in Austin, Texas and online. O3DCon will bring together technology leaders, indie developers and academia to share ideas and best practices, discuss hot topics and foster the future of 3D development across a variety of industries and disciplines. The schedule is available at https://events.linuxfoundation.org/o3dcon/program/schedule/.
Industry luminaries will headline the keynote sessions, including:
Early Bird Registration Ends September 16
Register today at https://events.linuxfoundation.org/o3dcon/register/. Organizations interested in sponsorships can contact sponsorships@linuxfoundation.org.
“After celebrating our first year in July and recognizing the immense growth of our community, we’re excited to connect with them at this year’s O3DCon,” said Royal O’Brien, executive director of O3DF. “Since O3DF’s inception, we’ve grown to 25 member companies, including Epic Games, LightSpeed Studios and Microsoft, and we’ve announced a new O3DE release. This year’s O3DCon will feature a diversity of use cases that go way beyond gaming, including metaverse, cloud, open source licensing, digital twin in healthcare and lots more. If your organization is building 3D stacks for a new generation of applications, O3DCon is an event designed to help you get there.”
The three-day O3DCon conference schedule will also include sessions, lightning talks, panel discussions and exhibits exploring innovations and best practices in open 3D development, open source licensing, interoperability across 3D engines and the benefits of using O3DE to revolutionize real-time 3D development. Sessions of note include:
Attendees can also participate in a slate of hands-on workshops and training sessions on the first day of the conference, October 17.
About the Open 3D Engine (O3DE) Project
O3DE is the flagship project managed by the O3DF. The open source project is a modular, cross-platform 3D engine built to power anything from AAA games to cinema-quality 3D worlds to high-fidelity simulations. The code is hosted on GitHub under the Apache 2.0 license. The O3D Engine community is very active, averaging up to 2 million line changes and 350-450 commits monthly from 60-100 authors across 41 repos. To learn more, please visit o3de.org and get involved and connect with the community on Discord.com/invite/o3de and GitHub.com/o3de.
About the Open 3D Foundation (O3DF)
Established in July 2021, the mission of the O3DF is to make an open source, fully-featured, high-fidelity, real-time 3D engine for building games and simulations, available to every industry. The O3DF is home to the O3DE project. To learn more, please visit o3d.foundation.
About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 2,950 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users and solution providers to create sustainable models for open collaboration.
For more information, please visit us at linuxfoundation.org.
Media Inquiries:
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Mercoledì 14 ottobre 2020, alla biblioteca Sala Borsa di Bologna, Wu Ming 2 eGiuseppe Palumbo, affiancati daTiziana Roversi, hanno presentatoLa battaglia della merda, ultima uscita della collana«Fatterelli bolognesi» della casa editrice Minerva.
Il libro– scritto e illustrato per bambine e bambini dai 10 anni in su – è ispirato a un “fatterello” che accadde a Bologna tra il 1327 e il 1334, nel bel mezzo delle lotte tra guelfi e ghibellini, quando la città era governata dal francese Bertrando del Poggetto, rappresentante del Papa in Italia, durante il trasloco dei pontefici ad Avignone.
La battaglia del titolo, in particolare,è quella che permise ai Bolognesi di cacciare l’infame Bertrando, dopo averlo assediato per due settimane nel suo castello nuovo di pacca, usando come arma quintali di merda.
Il 7 maggio 2022 alla libreria Modo Infoshop di Bologna siè svolta una presentazione congiunta del libro del collettivo Moira Dal SitoQuando qui sarà tornato il mare. Storie dal clima che ci attende(a cura di Wu Ming 1, Alegre, 2020) e del libro di Sandro Abruzzese e Marco BelliNiente da vedere. Cronache dal Polesine e altri spazi sconfinati(Rubbettino, 2021).
Nel corso della chiacchierata, siè parlato anche di svariati altri libri, daLa grande cecitàdi Amitav Ghosh aViaggio nel Delta del Podi Danilo Trombin passando per la raccolta poeticaMacellodi Ivano Ferrari. Buon ascolto.
Il 23 aprile 2022 Wu Ming 1 ha partecipato a un ricordo collettivo di Valerio Evangelisti nell’ambito dell’evento di strada «Oltre il ponte – festa partigiana», svoltosi alla Bolognina, all’incrocio tra via Ferrarese e via Algardi.
Wu Ming 1 ha parlato dell’uso del fantastico e del soprannaturale nei libri di Valerio (in particolare nella «Trilogia del Metallo»:Metallo urlante,Black FlageAntracite). La visione, il sogno e l’evocazione di spiriti erano al tempo stesso componenti imprescindibili della poetica evangelistiana, strumenti d’indagine della realtà e, last but not least, espressione di una critica dello scientismo tecnocratico. Lo stesso scientismo che ha fatto strame dell’intelligenza nel biennio 2020–2021, quelli della gestione pandemica che anche Valerio ha pubblicamente avversato.
A seguire, la lettura di un racconto del 2003 con protagonista il pistolero e stregone Pantera, sacerdote del Palo Mayombe:Città di metallo e luci.Il ventennale del collettivoKai Zen, la parola Bolzano uccide, lo sfascio qualunquista del«noir all’italiana», apologia diFruttero& Lucentini, che fine ha fattoMarco Felder, una guida all’ascolto del folk apocalittico e tante altre cose nella conversazione tra un 50% di Kai Zen e un 66,6666666% diWu Ming.
La chiacchierata siè svolta alla libreria Ubik di Bologna il 16 marzo scorso, in forma di presentazione deLa parola amore uccide, romanzo diJadel AndreettoeGuglielmo Pispisaappena edito da Rizzoli.
Registrazione, sound editing e perturbazioni byBhutan Clan. Dura un’ora e 24 minuti.
Riprende la serieLa Q di Podqast, il cui ultimo episodio– l'ottavo, intitolato «Lumi» e con ospiteGad Lerner– risaliva all'estate scorsa.
Nel novembre e dicembre scorso, alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma 2 di Tor Vergata si è svolto, suddiviso in quattro incontri, un seminario sul cospirazionismo.
Ideazione e cura dell’iniziativa si devono alla professoressaSimona Foà, docente di Teoria della letteratura e coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in Scienze dell'Informazione, della comunicazione e dell'editoria. Il seminario traeva spunto direttamente dalla pubblicazione diLa Q di Complotto.
In un certo senso, il libroè "tornato a casa". Il suo primo nucleo narrativo e concettuale, infatti, ha preso forma proprio nelle aule di Tor Vergata, nell’anno accademico 2018-2019, quando Wu Ming 1 – per l’occasione docente a contratto – ha tenuto il corso di Giornalismo culturale, dedicandolo proprio alle fantasie di complotto.
Il 15 novembre scorso WM1 ha inaugurato il seminario, in dialogo con Simona Foà e conCarmela Morabito, storica della psicologia e delle neuroscienze cognitive, che a Roma 2 insegna Fondamenti della psicologia e Introduzione alle Scienze del comportamento.
Durante l’incontro si è parlato del libro, della sua costruzione e dei suoi temi da angolature peculiari, fino a quel momento "improposte". Da qui la scelta di farne la nona puntata delpodqast.
Si intitola«Forme» perché la domanda a cui si cerca di rispondere è: perché il libro ha quesaforma, questeforme?
Trattandosi di un intero incontro seminariale, questa puntata dura più delle precedenti: due ore e un quarto spaccate.
Tema musicale della sigla:The Foggy Dew, ballata irlandese scritta daCanon Charles O'Neill, riscrittura per pianoforte diFrederic Rzewski, eseguita daThomas Kotcheff.
In background: cut-up di frammenti daThe Foggy Dew, op. cit., tagliati, rovesciati e mescolati con criterio random.
«L'appello è una dichiarazione di guerra. Politica e storica: ma anche transtorica e transpolitica, metastorica e metapolitica. I potenti della Terra riuniti a Genova per il G8 e i loro colti e strapagati consulenti e collaboratori non si troveranno davanti solo il "popolo di Seattle", i ragazzinidelle scuole, i ragazzacci dei centri sociali e un po' di disgraziati e di fricchettoni assortiti in vena di suonar chitarre e di spaccar vetrine. O meglio, quelli ci saranno, certo: ma con loro, dietro di loro, assieme a loro, dentro di loro marcerà un immenso Popolo di Morti. E il documento le passa in rassegna, queste armate coperte dalla polvere dei secoli e disperse dal vento della storia e le chiama per nome, con l'epica pignoleria dell'omerico "Catalogo delle Navi"... »
Così scriveva lo storicoFranco Cardinisu«L'Espresso» del 22/06/2001, commentando l'appelloDalle moltitudini d'Europa in marcia contro l'Impero e verso Genova, che scrivemmo nella primavera di quell'anno, in vista del G8 di Genova.
Non solo lo scrivemmo, ma lo registrammo, con l’attrice e performerAnna Rispolicome voce recitante, l’allora cantante e vocal trainerAntonio Amorosialla voce suonante, eMassimo Carozzigià allora addetto a ciò che fa oggi, ovvero all'ingegneria sonora. Carozzi collaborava con noi nel progetto Utter Bliss.
In occasione del ventennale, a partiredal podcastLimonicurato daAnnalisa Camilliper Internazionale, l'appelloè tornato fuori e molte persone lo stanno citando.
Nel 2009, in vista deldecennale, come Wu Ming facemmo una lunga autocritica sulla nostra mitopoiesi pre-G8, e parlammo anche diDalle moltitudini...Riproponiamo quel testo, anche perché letto oggi ha molte risonanze col presente.
https://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap6_IXa.htm
La settima puntata deLa Q di Podqastprende il titolo dauna famosa scritta murale:«LeggeteNanni Balestrini».
È infatti dedicata al grande poeta, scrittore, artista visivo e
intellettuale rivoluzionario, nel secondo anniversario della sua morte,
avvenuta il 19 maggio 2019 *.
Il“gancio” è il lungo omaggio reso da Wu Ming 1 a Balestrini neLa Q di Qomplotto.
Parliamo, naturalmente, dei“famigerati” capitoli che chiudono la prima
parte del libro: «La virulenza illustrata» e «Burnout».
A
dialogare con WM1 di questo– nonché di tecniche narrative, di
ibridazioni letterarie, di autofiction e altro – è lo scrittore
triestinoAndrea Olivieri, autore di uno degli«oggetti narrativi non-identificati» più interessanti degli ultimi anni:Una cosa oscura, senza pregio(Alegre, 2019).
Nelle puntate di quest’audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema(Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro
confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel
libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.
La sesta puntata, intitolata«Emergenze», è la prima registrata live, in un luogo all'aperto, il parco di Villa Angeletti a Bologna. Lì, giovedì 7 maggio, Wu Ming 1 si è incontrato con Wolf Bukowski, saggista e scrittore, autore di diversi libri tra cui l'ultimo in ordine cronologico, «La buona educazione degli oppressi», Alegre, 2019).
La conversazione tra Bukowski e WM1è incentrata sui temi del «panico morale», delle politiche securitarie nelle città e dell'emergenza perenne come metodo di governo nell'epoca neoliberista. Si parte da una comparazione tra il Satanic Panic negli USA degli anni '80 e la campagna sulla «Tolleranza Zero» durante il mandato di Rudy Giuliani come sindaco di New York (1993-2001). Si prosegue attualizzando quelle linee, sempre con un occhio a quanto appena successo con l'emergenza-pandemia.
Nelle puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di«La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema» (Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.
La quinta puntata de La Q di Podqast, intitolata«Mitologie», è condotta dallo storico e filosofoEnrico Manera, studioso di teorie del mito e autore di diversi saggi sul pensiero diFurio Jesi(1941-1980), tra cui la monografiaFurio Jesi. Mito, violenza, memoria(Carocci, 2012)– oltreché studioso dell'opera letteraria e semiologica diUmberto Eco. Nel 2018 ha dedicato al trentennale de Il pendolo di Foucault un articolo uscito suGiapcol titolo«La superstizione porta sfortuna».
La conversazione tra Manera e WM1 ha proprio Jesi ed Eco come numi tutelari: parte dalPendoloe alPendoloritorna, dopo aver messo in moto concetti jesiani come«macchina mitologica» e «materiali mitologici» per parlare di fantasie di complotto e social media, di eterogenesi dei fini, e di cosa significhi «con ogni mezzo necessario».La quarta puntata intitolata«Di(s)visioni», è condotta dall’antropologaStefania Consigliere, autrice di diversi libri tra cui il recenteFavole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione. Registrata il 22 aprile scorso, prende le mosse da un quesito prettamente antropologico– cosa succede alle collettività "prese" dalle fantasie di complotto? – ed è (finora) quella che più s’addentra nella questione dell’emergenza pandemica, delle sue insensatezze e aporie, dei suoi danni per nulla collaterali, del cospirazionismo come risposta spesso disperata alla situazione.
Nelle
puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di
Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il
sistema(Edizioni Alegre, Roma 2021), sviluppa i temi del suo nuovo
libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate
nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati
fondamentali.
Questa
terza puntataè dedicata al ruolo delle donne nelle fantasie di
complotto e nelle tribù del cospirazionismo, in primis dentro QAnon. Wu
Ming 1 introduce un importante intervento diSelene Pascarella, giornalista e criminologa, autrice dei libriTabloid InfernoePozzi(entrambi editi da Alegre) e dell'inchiesta in tre puntate«I satanisti ammazzano al sabato».
Dopo la prima puntata intitolata«Magia», dove a conversare con WM1 c'era Mariano Tomatis (scrittore, mago, storico e critico dell'illusionismo), ecco la seconda, «Questioni di metodo», con Luca Casarotti, musicista e critico musicale, oltreché giurista e in quella veste coordinatore del Legal Team della Wu Ming Foundation.
Nelle cinque puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema (Edizioni Alegre, Roma 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati fondamentali.
Credits per la sigla:
Alessio Melandri (grafica)
Florian Cramer (voce)
Fabrizio P. Belletati (musica)
Colonna sonora:
Bix Beiderbecke,«For No Reason At All In C»
Bix Beiberbecke,«In A Mist»
Nelle cinque puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema(Edizioni Alegre, Roma 2021), approfondirà i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati fondamentali.
La prima puntata si intitola«Magia». A conversare con WM1 c'è il torineseMariano Tomatis, scrittore, storico dell'illusionismo e«iniettore di meraviglia».
Credits per la sigla:
Alessio Melandri(grafica)
Florian Cramer(voce)
Fabrizio P. Belletati(musica)
Colonna sonora:
Bix Beiderbecke,«For No Reason At All In C»
Bix Beiberbecke,«In A Mist»
In this conversation between Wu Ming 1 and Florian Cramer, QAnon is discussed as a template for contemporary social-media-driven conspiracy fantasies that work simultaneously as games and a new kind of cults. By focusing on the mutation of conspiracy myths from countercultural phenomena to contemporary meme and influencer culture, the two speakers focus on QAnon, Pizzagate and Covid-19-related conspiracy narratives.
The conversation is centered around Wu Ming 1’s forthcoming book La Q di Qomplotto: QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema [The Q in Qonspiracy: QAnon and its surroundings. How Conspiracy Fantasies Defend the System], to be published on March 25th by Edizioni Alegre, Rome.
Organized by Disruption Network Lab, March 12th, 2021.
Session di improvvisazione radicale svoltasu a Catania il 31 agosto scorso, nell’ambito della rassegna «Stralunata».
La rassegnaè curata dal musicistaFrancesco Cusa– uno dei più inventivi batteristi d’Europa – insieme all’associazione Gammazita e a Lunaria Edizioni.
Quella sera, in piazza Federico di Svevia, Wu Ming 1 ha letto brani de«La macchina del vento» accompagnato da due storici ed eccelsi sodali: lo stesso Cusa e il pianista e polistrumentistaFabrizio Puglisi, per l’occasione impegnato a tastiere e synth analogico.
La collaborazione tra WM1 e Cusa dura da ben quindici anni, essendo iniziata ai tempi di«New Thing»
Per quanto riguarda la collaborazione con Puglisi, invece, ricordiamo la performance «We Insist! (For Emmanuel Chidi Namdi)»all’edizione 2016 del Festivaletteratura di Mantova. Anche in quell’occasione la lettura fu da «New Thing»
Registrazione dal vivo:Luca Recupero. Una approfondita recensione dell’evento, a firma diLuca Casarotti,si trova qui.
Il 4 giugno 2019, alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, alle h.17, si è il convegno «Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa». C'eravamo noi in formazione completa –quella originale, ossia i quattro autori di Q, Luca/Wu Ming 3 compreso – e, soprattutto, due dei più importanti storici europei degli ultimi cinquant’anni (almeno): Adriano Prosperi e Carlo Ginzburg.
Abbiamo già scritto molte volte di come le ricerche di Prosperi e Ginzburg, individuali e congiunte, siano state fondamentali per immaginare e scrivere fabula e intreccio di Q. Ebbene, pare che dopo tanti anni abbiamo «restituito il favore», chiudendo un cerchio: anche grazie al ventennale di Q si è da poco fatta una scoperta archivistica importante, della quale nel convegno si è reso conto. Ed è così che, nella storia di questo romanzo e del suo ventennale, si incontrano nel modo più virtuoso e fecondo possibile le due dimensioni che da sempre cerchiamo di tenere insieme: l’archivio e la strada.
Il 9 maggio, al Mezzocannone Occupato di Napoli, Wu Ming 1 ha letto cinque brani del romanzo accompagnato in diretta dalle musiche di Marco Messina (membro storico dei 99 Posse, co-fondatore del trio Elem e non solo) e Fabrizio Elvetico (co-fondatore degli Elem e di Illachime Quartet), ovvero il duo che già aveva composto la colonna sonora per la versione teatrale de L’Armata dei Sonnambuli.
Su questa formula continueremo a lavorare, e in autunno riproporremo il reading in giro per l’Italia. Intanto, come teaser, ecco uno stralcio di quella prima «prova aperta». Estratto del capitolo 3, Prima parte, pagg. 71-73. Durata: 7’22”. Buon ascolto.
A Treviso il centro sociale Django, da tempo sotto attacco, invita il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki a presentare la sua guida alle bufale storiche in rete Questo chi lo dice? E perché?
La destra cittadina, poi regionale, poi nazionale insorge: dichiarazioni di fuoco! Paginate di giornali! Servizi televisivi!… contro chi? Contro i «negazionisti delle foibe»!!! Si esprimono rabbiosi i soliti personaggi, da Elena Donazzan in giù, e si chiede, anzi, si esige a gran voce l’annullamento della serata.
Un’allucinazione collettiva o, più probabilmente, una menzogna consapevole da poter usare contro il Django. O forse entrambe le cose.
Sia il Django sia Nicoletta Bourbaki tengono i nervi saldi, e viene anche un’idea su come gestire la serata.
Serata che, in barba ai frustrati fascioleghisti, riesce molto bene.
Su Medium, Nicoletta Bourbaki ricostruisce gli avvenimenti e il clima dei giorni scorsi, e fa notare come ormai basti gridare«foibe!» per poter invocare la censura nel consenso (o almeno non-dissenso) generale.
https://medium.com/@nicolettabourbaki/django-unfoibed-8796878bb075
Mauro presenta dal vivo la sua miniserieLotta di classe, mormorò lo spettro.
On QAnon, Luther Blissett, conspiracy theories and the 30th anniversary of Foucault's Pendulum. Some Qcards on how Italian Literature and Italian counterculture experimented with ways of understanding and creatively debunking conspiracism. Lecture held by Wu Ming 1– one of the authors of the novel Q – at McGill University, Montréal, Department of Languages, Literatures and Cultures, on September 20th, 2018.
You can browse the presentation here:Incontro al festival Alta Felicità, Venus, 27 luglio 2017
con
Davide Grasso
N.B. Il libroLaboratorio Rojava, edito da Red Star Press e caldamente consigliato da Davide in coda al dibattito,si trova qui.
N.B.2 Sulle origini mistificate, deviate e poi rimosse della rivoluzione siriana contro il regime di Assad, consigliamo il libro diLorenzo DeclichSiria, La rivoluzione rimossa. Dalla rivolta del 2011 alla guerra(Alegre 2017).
Il 4 febbraio 2018, una domenica sera, allo Spaziomusica di Pavia siè rinnovato un sodalizio, quello tra Wu Ming e i nostri “cugini” Yo Yo Mundi. Sodalizio che nel 2004diede vita all’album54, tratto dal nostro romanzo di due anni prima.
Abbiamo riproposto dal vivo un brano di quell’album,Ettore (Stella Rossa vince), per la prima volta con Wu Ming 1 alla voce recitante. Un ritorno, e un ricordo del collega (collega di tutti noi: scrittore e musicista), compagno e amicoStefano Tassinari, che nel 2002 fece conoscere le due band.
Paolo Enrico Archetti Maestri– chitarra
Andrea Cavalieri– basso
Eugenio Merico– batteria
Chiara Giacobbe– violino
Wu Ming 1– voce recitante
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.Fotografie: Filippo Minelli, Wu Ming 2 e altri.
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.
Fotografie: Filippo Minelli, Terra Project, Incompiuto siciliano, Wu Ming 2 e altri]
Registrato dal vivo al Teatro della Fortuna di Fano, il 14 ottobre 2017, in occasione del 5° Festival del Giornalismo Culturale.
Voce: Wu Ming 2.
Musiche: Frida X.
Testi: Emanuele Galesi, dall’Atlante dei Classici Padani.Fotografie: Filippo Minelli, Wu Ming 2 e altri.
L'ARMATA DEI SONNAMBULI
Tratto dall’omonimo romanzo di Wu Ming
Progetto: Andrea de Goyzueta
Drammaturgia Linda Dalisi
con Michelangelo Dalisi, Andrea de Goyzueta, Francesca De Nicolais, Renato De Simone, Rosario Giglio
Musiche: Fabrizio Elvetico e Marco Messina
Aiuto regia: Riccardo Pisani
Regia: Pino Carbone
Registrato dal vivo al Teatro Nuovo di Napoli il 3 novembre 2017, a cura di Federico Raponi di Radioteatro, Radio Onda Rossa, Roma.
Guida all'ascolto qui.
Conferenza di Wu Ming 4, 20 maggio 2017, Sala Rossa del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Partendo dal concetto di complementarità tra i generi, rintracciabile già all’origine della subcreazione tolkieniana, l’intervento di Wu Ming 4 ne cerca le tracce attraverso i personaggi maschili e femminili più noti e meno noti della narrativa del Professore. L’equilibrio di maschile e femminile è fondamentale per tutti i personaggi di Arda, a prescindere dal loro genere. Un’occasione per osservare da vicino il lavoro di Tolkien sulle figure femminili del canone letterario antico e medievale, punto di partenza che viene rideclinato e trasformato per ottenere personaggi dal carattere propriamente moderno e al tempo stesso universali.
è stato fatto giustamente notare che Wu Ming 4 ha detto una cosa inesatta circa la triste sorte di Arwen, la cui morte per struggimento non avviene dopo un tempo lunghissimo bensì l’anno successivo alla morte di Aragorn (vedi finale del capitolo I dell’Appendice A del Signore degli Anelli). L’equivoco è stato dovuto a un’interpretazione errata del passaggio succitato e Wu Ming 4 non può che scusarsene. Ringraziamo per la segnalazione, che tornerà utile per l’eventuale pubblicazione del testo della conferenza.
Wu Ming 1 presentaUn viaggio che non promettiamo breveal CSA Sisma di Macerata, 3 febbraio 2017.
00:01:15 - Perché proprio in Val di Susa?
00:51:05 - La storia del territorio valsusino dimostra come la lotta sia un'esperienza di vita e un processo formativo per le popolazioni coinvolte.
01:13:55 - La strategia dell'abbandono nelle zone terremotate diventa una premessa sistemica a nuove aggressioni del territorio.
01:17:10 - Le forme di ribellione della popolazione a questo meccanismo di aggressione del territorio.
01:20:05 - Le resistenze devono avere una precondizione: l'amore.
01:27:38 - Le relazioni spazio-temporali del libro con il territorio marchigiano.
01:34:25 - Il rapporto del movimento NOTAV con Internet e i social network.
01:42:48 - La strategia di dequalificazione culturale e tecnica dei movimenti nelle battaglie che portano avanti.
02:02:33 - Le lotte contro le grandi opere dei movimenti sono tutte contro il modello di capitalismo italiano.
Domenica 9 aprile 2017, Zerocalcare e Wu Ming 1 si sono incontrati al Festival del giornalismo di Perugia e, in una grande sala gremita, hanno risposto alle domande del giornalista di Vice Italia Leonardo Bianchi.
Siè discusso di reportage“ibridi”, non-fiction creativa, informazione e narrazione, storie e territori.
Cosa vuol dire«raccontare una storia con ogni mezzo necessario»?
In cosa si stanno trasformando il«romanzo di non-fiction» e il reportage narrativo?
Siè cercato di rispondere a queste domande partendo da due esempi concreti, due libri usciti nel 2016: Kobane Calling e Un viaggio che non promettiamo breve.
Kobane Calling racconta una rivoluzione sui generis in una regione martoriata da guerra e terrorismo; Un viaggio che non promettiamo breve racconta una mobilitazione di massa lunga un quarto di secolo in una valle alpina sui generis.
In entrambi i casi, si parla di lotte, di esperimenti di autogestione e autogoverno, di terre di confine un tempo ritenute“marginali” ma che oggi, grazie alla lotta, si ritrovano al centro di mappe, discorsi, strategie e immaginari.
Radio 3, 28 gennaio 2017. Quarta puntata diTolkien: un viaggio inaspettato, condotto daLoredana LipperinieArturo Stàlteri, curate daFederica Barozzicon la regia diDiego Marras.
Conversazione con Wu Ming 4.
Quale concezione del male si trova nel più celebre romanzo di Tolkien? Quali sono i modi del suo agire? Che tipo di mondo ci racconta Tolkien con l’affresco della Terra di Mezzo? Perché la morte è un tema così importante nella sua opera?
00:00. Introduzione di Arturo Stalteri e Loredana Lipperini.
02:40. Wu Ming 4: l’ambigua immagine del male nel Signore degli Anelli. (06:22). Paganesimo e cristianesimo in Tolkien.
10:15. Johan De Meij, Gollum, da Sinfonia n. 1,“Le Signeur des Anneaux”, (1988).
12:07. Wu Ming 4: i personaggi di Tolkien oscillano tra dannazione e salvezza: Frodo, Gollum, Boromir.
14:39. Il legame tra male e potere: la scorciatoia per il bene.
16:17. Il tema della morte.
19:08: Lingalad, Beren e Tinuviel (2003)
21:27. Intervista a Giuseppe Festa, leader dei Lingalad.
26:14. Wu Ming 4: i personaggi femminili (anticipazione della prossima puntata).
27:00Finale.
Quattro volte perché l'esecuzione pavese (Palazzo Broletto, 10 marzo 2017) è stata più breve.
Wu Ming 1 - voce
Luca Casarotti - tasti bianchi e neri
Il concerto per voce e tastiere consiste in un’unica lunga suite, suddivisa in cinque movimenti; questi ultimi corrispondono ad altrettanti passaggi del libro che vedono protagonista Turi Vaccaro.
La musica diCinque volte Turi Vaccarosi basa sul concetto di«improvvisazione formale» o «composizione istantanea», due espressioni all’apparenza quasi antifrastiche che in pratica vogliono dire questo: nulla di ciò che Luca suona è preparato, non c’è una sola nota scritta; ma l’ambizione è di dare alle melodie, alle armonie, ai rumori e ai ritmi improvvisati di volta in volta una disciplina e uno sviluppo che li avvicinino ad un’idea compositiva, senza rinunciare alla spontaneità e ai rischi dell’esecuzione estemporanea.
Ogni esecuzioneè perciò – sottilmente o marcatamente – diversa dalla precedente.
Cinque volte Turi Vaccaroè il reading/concerto ideato e portato in tournée da Wu Ming 1 (voce) eLuca Casarotti(tastiere).È stato eseguito quattro volte: al Barrio Campagnola di Bergamo il 16 dicembre 2016, al centro sociale SOS Fornace di Rho il 12 gennaio 2017, al Teatro del Lido di Ostia il 3 marzo 2017 e a Palazzo Broletto, Pavia, il 10 marzo 2017. Questa è la registrazione della serata a Rho.
N.B. Dopo una stringa di presentazioni e assemblee in centri sociali poco riscaldati, WM1 era quasi completamente senza voce. Ha dovuto tirar fuori qualcosa usando il diaframma.You want it darker?
Il concerto per voce e tastiere consiste in un’unica lunga suite, suddivisa in cinque movimenti; questi ultimi corrispondono ad altrettanti passaggi del libro che vedono protagonista Turi Vaccaro.
La musica di Cinque volte Turi Vaccaro si basa sul concetto di«improvvisazione formale» o «composizione istantanea», due espressioni all’apparenza quasi antifrastiche che in pratica vogliono dire questo: nulla di ciò che Luca suona è preparato, non c’è una sola nota scritta; ma l’ambizione è di dare alle melodie, alle armonie, ai rumori e ai ritmi improvvisati di volta in volta una disciplina e uno sviluppo che li avvicinino ad un’idea compositiva, senza rinunciare alla spontaneità e ai rischi dell’esecuzione estemporanea.
Ogni esecuzioneè perciò – sottilmente o marcatamente – diversa dalla precedente.
Radio 3, 21 gennaio 2017. Terza puntata diTolkien: un viaggio inaspettato,all’interno del programmaPantheon, condotto daLoredana LipperinieArturo Stàlteri, curato daFederica Barozzicon la regia diDiego Marras.
00:00. Introduzione di Loredana Lipperini e Arturo Stalteri: eroi arturiani, eroi tolkieniani… e Aragorn.
03:00. Wu Ming 4: differenza tra eroi classici ed eroi tolkieniani. Aragorn e gli Hobbit.
06:47Il Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, la battaglia di Maldon… e Re Théoden.
09:45. I cavalieri di Rohan dei Mostly Autumn.
10:43.“The Riders of Rohan” (2001)
14:03. Wu Ming 4: Sir Gawain e il Cavaliere Verde. (17:10) Tolkien e la rilettura nazista del mito nordico.
19:57. Pär Lindh, compositore svedese e fondatore dei Pär Lindh Project.
21:02.“Boromir last battle” (2004).
22:12. Intervista a Pär Lindh. Musicare Bilbo. Stratificazione di messaggi e significati nell’opera di Tolkien. Il problema di Boromir è estremamente interessante.
28:32: al prossimo sabato sulla questione del Male.

Hackmeeting è l'incontro annuale delle controculture italiane legate all'hacking, comunità che vivono in maniera critica il rapporto con la tecnologia.
Quest'anno si terrà a Torino al C.S.O.A. Gabrio dal venerdì 9 a domenica 11 settembre 2022.
La nostra idea di hacking investe ogni ambito della nostra vita e non si limita al digitale: crediamo nell'uso del sapere e della tecnologia per conoscere, modificare e ricreare quanto ci sta attorno.
Purtroppo la realtà è difficile da leggere, complicata da modificare e interagire con essa è impegnativo.
Vogliamo riprenderne il controllo.
Non è un idea vaga, una generica linea guida o aspirazione, è invece una pragmatica capacità organizzativa basata sulla solidarietà, complicità e la messa in comune di conoscenze, metodi e strumenti per riprenderci tutto e riprendercelo insieme, un tassello per volta.
In sintesi se pensi di poter arricchire l'evento con un tuo contributo manda
la tua proposta iscrivendoti alla mailing list di hackmeeting o all'indirizzo di
posta infohackit@autistici.org mandando una mail con oggetto [talk]
titolo_del_talk oppure [laboratorio] titolo_del_lab e queste informazioni:
Allestiremo tre spazi all'aperto, o al coperto in caso di pioggia, muniti di
amplificazione e proiettore.
Se pensi che la tua presentazione non abbia bisogno di tempi cosi lunghi, puoi
proporre direttamente ad hackmeeting un ten minute talk di massimo 10
minuti.
Questi talk verranno tenuti nello spazio più capiente al termine della
giornata di sabato; ci sarà una persona che ti avviserà quando stai per
eccedere il tempo massimo.
Se invece vuoi condividere le tue scoperte e curiosità in modo ancora piu
informale e caotico, potrai sistemarti con i tuoi ciappini, sverzillatori,
ammennicoli ed altre carabattole sui tavoli collettivi del LAN space.
Troverai curiosità morbosa, corrente alternata e rete via cavo (portati una
presa multipla, del cavo di rete e quel che vuoi trovare).
Hai una domanda estemporanea o una timidezza? Scrivici a infohackit@autistici.org
Ti piacerebbe che si parlasse di un argomento che non è stato ancora proposto? Aggiungilo insieme al tuo nick in questo pad o manda una mail in lista hackmeeting e spera che qualcun* abbia voglia di condividere le sue conoscenze e si faccia avanti.
Per più info visita il sito hackmeeting.org
Hackmeeting is the yearly meeting of the Italian countercultures related to hacking, communities which have a critical relationship with technology.
This year it will be held in Turin at C.S.O.A. Gabrio from Friday, September 9 to Sunday, September 11, 2022.
Our idea of hacking touches every aspect of our lives and it doesn't stop at the digital realm: we believe in the use of knowledge and technology to understand, modify and re-create what is around us.
Unfortunately reality is hard to read, hard to modify and interacting with it is a hard task.
We want to take control.
It's not a vague idea, generic guidelines or aspiration, it's a pragmatic organization effort based on solidarity, complicity and sharing of knowledge, methods and tools to take back everything and take it back together, one piece at a time.
If you think you can enrich the event with a contribution, send your proposal
joining the hackmeeting mailing list or sending a message to
infohackit@autistici.org with subject [talk] title or [lab]
lab_title and this info:
We will set up three outdoor locations (indoor in case of
rain), with microphone/speakers and projector.
If you think your presentation will not need this much time, you can propose
something directly at hackmeeting: a ten minute talk of a maximum of 10
minutes.
These talks will be held in the largest available space at the end of of the
day on Saturday. There will be someone who will warn you if you are about to
exceed the allocated time.
If you want to share your discoveries or curiosities in an even more informal
and chaotic way, you will be able to to get a place with your hardware on the
shared tables in the LAN space. You will find morbid curiosity, power and
wired connection (bring a power strip, network cables and whatever you might
find useful).
Have any questions or you are shy? Write us at infohackit@autistici.org
Would you like to talk about something that hasn't yet been brought up? Add it, along with your nick, to this pad or send a mail to the hackmeeting list and hope that somebody else wants to share their knowledge and steps up.
HackЯocchio s. m. [der. di hackЯocchiare] (pl. -chi)
situazione o soluzione raffazzonata, raccogliticcia, approssimativa
Sabato 9 Aprile dalle ore 14 e Domenica 10 Aprile 2022
Edera Squat, Via Pianezza 115, Lucento, Torino.
Costruire comunità resistenti complici nelle lotte, saldare relazioni di fiducia tra le moltitudini sommerse nell'estrattivismo cognitivo, riuscire ad immaginare e a costruire tecnologie conviviali che sostituiscano le megamacchine digitali. Non promettiamo la rivoluzione ma il crepuscolo degli dei, per farlo inietteremo lo shellcode nel paese reale, andando nelle case ma sopratutto nei cuori di chi ancora ci crede, a decifrare le blockchain corrotte di un sistema che nulla ha più di umano se non la scalabilità del vostro frigorifero nel cloud, insomma, in una parola, quantum machine learning :)
se non ci hai capito molto, neanche noi, ma trovi tutte le informazioni e il progamma su https://hackrocchio.org
Ripubblichiamo piu' che volentieri un tentativo di censura finito male dei nostri eroi di Area Spa

Il consiglio è quello di condividere l'articolo sul vostro blog, ma soprattutto di leggerlo con attenzione, senza dimenticare di guardare questi due imperdibili video!
da notav.info
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto e pubblicato un video inviato da alcuni escursionisti della Val Clarea che, andando per funghi, si sono imbattuti in una vasta rete di telecamere nascoste cablate sotto le rocce e dissimulate dalla polizia in pieno lockdown per spiare i valsusini. Nei video recuperati dai notav si vedono la dirigenza della digos di Torino farsi selfie con le nuove apparecchiature durante la scampagnata e alcuni tecnici che li aiutano nell’istallazione dei dispositivi.
Se sulla figura di palta della mitica polizia politica del capoluogo piemontese non c’è molto da dire visto che ha fatto già sganasciare la metà della rete, vale la pena spendere due parole in più sul profilo dell’azienda che li accompagnava, la Area spa, tra le principali ad aver investito il mercato in piena espansione dei dispositivi per la sorveglianza di massa e protagonista di diversi affari con regimi dittatoriali di tutto il mondo.
In Italia, un pugno di società private si dividono il mercato delle intercettazioni telefoniche e web. Una delle più importanti è un’azienda del varesotto, l’Area spa, specializzata nei dispositivi cosiddetti dual use, apparecchi di spionaggio utilizzabili sia in ambito militare che civile e quindi molto comodi per eludere le legislazioni contro la vendita di armamenti. Fondata nel 1996, Area spa attraversa anni travagliati che portano la società a più riprese sull’orlo del fallimento fino al 2009 quando arriva la svolta: vince una grossa commessa, circa 17 milioni di euro, per un dispositivo DPI (Deep packet Inspection) che consente di intercettare e analizzare email, conversazioni e ricerche internet dei cittadini siriani per conto dei servizi del presidente Assad. L’affare è denunciato dal giornale Bloomberg nell’autunno del 2011 e le rivelazioni costringeranno cinque anni dopo la procura di Milano ad aprire un’inchiesta che travolgerà l’amministratore delegato di Area, Andrea Fromenti, con le accuse di esportazione illegale di materiale dual use e dichiarazioni non veritiere. Secondo i PM, esattamente nelle settimane in cui il vento delle primavere arabe faceva vacillare il presidente siriano che reagiva lanciando barili di dinamite sui manifestanti dagli elicotteri, gli ingegneri dell’azienda sarebbero volati da Milano a Damasco con le apparecchiature nascoste nei bagagli facilitando la feroce repressione dei dissidenti (dopo le rivelazioni di Bloomberg la sede dell’azienda a Vizzola Ticino sarà tra l’altro il bersaglio di un sit-in di rifugiati politici siriani).
Nonostante la vicenda, il MISE nel giugno del 2016 autorizza Area spa a installare attrezzature analoghe a beneficio del regime egiziano di Al Sisi. L’affare avrebbe dovuto andare in porto appena poche settimane dopo la morte di Giulio Regeni e avrebbe avuto come destinatario finale il Technical Research Department (TRD), sorta di unità distaccata dei servizi segreti incaricata di infiltrare e monitorare l’opposizione alla giunta militare. Solo grazie alle pressioni della famiglia del giovane ricercatore italiano la licenza è infine revocata. I dispositivi dovevano essere forniti in tandem con un’altra azienda italiana specializzata nella programmazione di trojan e malware per spiare gli attivisti politici, la Hacking team. Le circostanze sono state rese pubbliche dopo la pubblicazione delle email della società sul portale di wikileaks in cui si possono leggere i centinaia di scambi tra le due aziende lombarde e grazie a cui si evincono anche le simpatie politiche del CEO di Hacking team, David Vincenzetti, che conclude gli scambi con i suoi collaboratori con un pittoresco “Boia chi molla”.
Nel 2017 in un’inchiesta della rete Al Jazeera di cui consigliamo la visione a chiunque voglia farsi un’idea su questo opaco mercato che sta divorando le libertà civili di tutto il mondo, il vice-presidente di Area spa, Marco Braccioli, viene ripreso da una telecamera nascosta durante uno scambio in cui si dice pronto a fornire un IMSI catcher al regime sud sudanese. Si tratta di un dispositivo grande come una valigia che consente di agganciare i telefoni cellulari di chiunque nel raggio di qualche decina di metri per poi poter attivare telecamera, microfono, tracciare il gps e persino inviare messaggi come se provenissero dai propri contatti. Nonostante l’embargo, Area spa assicura di potersi appoggiare su un paese terzo come la Tanzania per far arrivare la merce a destinazione. Dettaglio inquietante ma particolarmente rivelatore, nelle immagini Braccioli rassicura il suo interlocutore a proposito degli agganci che ha all’interno dell’apparato statale italiano che gli consentirebbero di snellire le procedure di esportazione.
Perché se Area fornisce i suoi servizi a regimi di tutto il mondo, i suoi principali clienti sono le forze di polizia italiane che usano le tecnologie di sorveglianza per spiare gli attivisti di casa nostra. Anche per questi affari interni, Area spa è finita nuovamente sotto inchiesta prima da parte della procura di Trieste poi di quella di Milano per accesso abusivo a sistema informatico. L’accusa è di aver scaricato sui pc dell’azienda sms, whatsapp, chiamate, intercettazioni e altri dati sensibili che dovrebbero invece essere di sola disponibilità degli inquirenti. Proprio le accuse di aver un proprio archivio privato frutto del lavoro di sorveglianza hanno portato il Consiglio di stato il 20 marzo del 2019 a concludere della legittimità dell’esclusione di Area spa dalle gare per l’aggiudicazione di appalti legati alle intercettazione per mancanza “di onorabilità, sicurezza e affidabilità“.
Mancanza di onorabilità che non ha impedito alla digos di Torino di avvalersi dei servizi di Area durante la pandemia quando, sfruttando un po vigliaccamente il fatto che i valsusini erano confinati a casa e non potevano difendere il proprio territorio, hanno deciso di affidare una ricca commessa all’azienda di Varese.
A vederlo dalla Val Susa, pare proprio che per tutti i governi i cittadini rimangono tali finché rigano dritto. Se osano mobilitarsi sono da trattare come un nemico interno da sorvegliare, infiltrare, molestare e incarcerare usando le stesse tecniche, le stesse tecnologie e addirittura gli stessi servizi forniti dalle medesime aziende.
Beh dopo 3 anni senza intoppi abbiamo finalmente fatto una cazzata col pad \o/
Lunedi' mattina abbiamo cancellato per errore gran parte dei pad: aggiornando il plugin che rende possibile l'eliminazione degli stessi dopo 6 mesi di inattivita', questo ha deciso di cambiare le sue impostazioni di default e usare un solo giorno di inattivita' come condizione per l'eliminazione.
Dopo numerose bestemmie abbiamo fatto un restore dal backup notturno ma su alcuni pad qualcosa non ha funzionato come previsto: se il vostro pad e' uno dei pochi sfortunati potete fare in due modi:
modo 1: contenuto statico dell'ultima versione del pad
cercate il vostro pad al suo indirizzo ma sostituendo /p con /o, quindi se il nome del pad era pippo e il link dello stesso https://pad.cisti.org/p/pippo ora ne troverete una versione statica al link https://pad.cisti.org/o/pippo
modo 2: valido per ogni stagione
ci scrivete all'indirizzo info@cisti.org
Presentazione e chiacchiere su cisti.org, uno spazio digitale liberato, un server scapestrato e autogestito.
assemblea dell'istanza mastodon.cisti.org
a seguire cena condivisa e proiezione cortometraggi tematici a cura dell'hacklab underscore_to
A 500 anni di sfruttamento delle Americhe, 300 di carbone, 27 anni di Internet, 21 dalle rivolte NoGlobal di Seattle, 20 dall’omicidio di Carlo Giuliani al G8 di Genova, 8 anni nell’era post Snowden, 1 anno e mezzo nella pandemia Covid, hackmeeting vi chiama: accorrete, o papere iconoclaste, acarə sediziosə, gatte furastiche, e altre creature mutanti e non, il 3/4/5 settembre 2021 alla Nuova Casa del Popolo di Ponticelli “La Casona” a Malalbergo (BO).
In questo emisfero, in questi mesi di clausura oltre che per comunicare abbiamo usato le tecnologie digitali per lavorare e consumare come mai prima d’ora. Nel mondo “a portata di click” si nota meno, ma la produzione industriale e il consumo di massa non si sono mai fermati, continuando a capillarizzare la distruzione ambientale, il lavoro alienato e la disgregazione sociale. Una infrastruttura e un’organizzazione logistica che dettano la forma al contenuto ed al contenitore, a noi e all’ambiente. La “storia” della merce e dell’informazione che ci viene recapitata direttamente alla porta di casa è sempre piu’ disarticolata e i processi che la generano e la fanno muovere sono frammentati in una miriade di passaggi di cui è sempre più difficile cogliere l’origine e lo sviluppo. Questi processi si muovono attraverso interazioni e automazioni digitali che ci offrono il mondo come “un servizio”, alienandoci come esseri umani. Quest’anno all’hackmeeting vorremmo (anche) investigare questo aspetto, comprenderlo per provare a trasformarlo, immaginandoci un rapporto tra infrastruttura, tecnologie -digitali e non-, e società che sia solidale, autogestito, piu vicino ai territori e a chi li abita.
Nella nostra esperienza e pratica di critica e riappropriazione delle tecnologie e delle tecniche, ogni granello di consapevolezza è prezioso. Dal rapporto con la terra e gli esseri che ci vivono, al caos dei saperi e delle relazioni che attraversano la rete, i tasselli mancanti alla “minima manutenzione” del pianeta Terra sono tanti, e tante sono le comunità e gli ambiti che li esplorano e se li scambiano. La curiosità è un ingranaggio collettivo: se hai scoperto uno di questi tasselli e te la senti di condividerlo ti invitiamo a venircelo a raccontare ad Hackmeeting.
Se vuoi proporre un seminario, iscriviti alla lista https://www.autistici.org/mailman/listinfo/hackmeeting e invia un messaggio con oggetto "[talk] titolo_del_talk" con queste informazioni:
Ci saranno tre spazi coperti, dotati di amplificazione audio e videoproiettore.
Se pensi che la tua presentazione non abbia bisogno di tempi cosi lunghi, puoi proporre un “ten minute talk” di massimo 10 minuti.
Questi talk verranno tenuti nello spazio piu capiente a fine giornata; ci sarà una persona che ti avviserà quando stai per eccedere il tempo massimo. Puoi proporre il tuo talk in lista inviando una mail con soggetto "[ten] titolo_del_talk" oppure direttamente in loco.
Se invece vuoi condividere le tue scoperte e curiosità in modo ancora piu informale e caotico, potrai sistemarti con i tuoi ciappini, sverzillatori, ammennicoli ed altre carabattole sui tavoli collettivi del “LAN space”. Troverai curiosità morbosa, corrente alternata e rete via cavo (portati una presa multipla, del cavo di rete e quel che vuoi trovare).
Hai una domanda estemporanea o una timidezza? Scrivici a hackmeeting2021@totallynot.science
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In questi mesi abbiamo dovuto lavorare molto di più: sembra buffo, visto che eravamo a casa. Nel frattempo tante cose sono successe su internet e, con l'avvicinarsi di un "dopo" incerto, vorremmo dire la nostra sperando che queste riflessioni servano ad aprire una discussione. O almeno chiarire un poco alcune vicende fondamentali di queste lunghe giornate.
Se c'è qualcosa che l'hacking ci ha insegnato è che la tecnologia è un terreno di dominio e come tale va scardinato. Oggi la soluzione tecnica viene sbandierata come panacea, semplice, accessibile, ma è pura propaganda.
La tecnica asservita al potere economico e politico sembra avere il diritto di parlare di tutto, proponendo soluzioni che vanno dalla sanità, alla formazione, alla gestione dei flussi di persone, ma parla sempre da una posizione disincarnata, senza l'esperienza diretta delle problematiche e delle risorse fondamentali da preservare. Questo tipo di approccio alla tecnica è per noi tossico e l'hacking continuerà a voler sollevare queste contraddizioni con i suoi strumenti.
Le istituzioni hanno scelto di avere fin da subito un atteggiamento paternalista, con l'obiettivo di scaricare il pesante impatto del virus sulla "popolazione indisciplinata" che non rispetta i dettami della quarantena. Come se la limitatissima capacità di intervento non fosse dovuta alle condizioni critiche della sanità pubblica, stremata da anni di tagli, aziendalizzazioni su base regionale, privatizzazioni, accorpamenti e scelte sbagliate.
Invece di assumersi le responsabilità di una strategia che ha privilegiato i grandi centri nevralgici ospedalieri (grandi centri che da soli sotto pressione non avrebbero retto) a discapito di una sanità diffusa sul territorio, nelle comunicazioni ufficiali abbiamo assistito sgomenti all'elezione quotidiana di nemici pubblici, inviduati in categorie finora impensabili: il runner, il genitore con passeggino, il ciclista.
Si sono lasciate sole le persone anziane nelle RSA o nelle loro case, incrociando le dita perché non si presentassero negli ospedali, nascoste sotto a un grande tappeto mentre il problema del contenimento del virus veniva trasformato, con atteggiamento ottuso e punitivo, nel contenimento/isolamento della popolazione.
In cima a tutto questo spesso si è preferito dar seguito alla volontà di confindustria e di molte aziende di tenere aperti i luoghi di lavoro a tutti i costi, senza procedure di protezione verificate ed efficaci, sviando l'attenzione grazie ad un'insostenibile retorica di guerra (il personale medico-sanitario come "eroi in prima linea") a giustificazione dell'esistenza della carne da cannone in corsia e nelle fabbriche così come in trincea. Il costo del sacrificio è caduto sulle persone più vulnerabili.
La prassi sanitaria è stata opportunamente confusa con la norma legislativa, attivando spesso un completo nonsense. Si è operato uno spostamento del problema: dal contenimento del virus si è passati ad un sistema di infrazioni da sanzionare, traslando così l'attenzione su quest'ultimo (il runner come arma di distrazione di massa). Di nuovo, si prende un problema complesso e lo si riduce a uno collegato, ma più semplice, illudendosi e lasciando intendere che il secondo sia equivalente e risolva il primo. Si fa strada il sillogismo per cui contrastare il virus significa sorvegliare le persone che zuzzurellano in qua e in là. A questo si aggiunge la più classica politica delle buzzword (parole tecniche, usate spesso in modo improprio per impressionare/influenzare chi ascolta con termini "alla moda"). Ci troviamo di fronte a un proliferare di "tecno-buzzword": buzzword che presentano strumenti tecnologici come panacea di tutti i mali. Questa è una forma di tecno-soluzionismo che non risolve realmente i problemi e apre a una serie di ulteriori contraddizioni e criticitá.
Prendiamo un esempio: i droni. L'Enac ha dovuto effettuare una serie di concessioni sull'utilizzo di questi giocattolini, perché i sindaci italiani più "smart" avevano iniziato ad autorizzarne l'uso in autonomia. L'ente ministeriale ha dunque in fretta e furia liberato l'uso di droni nei controlli legati alle ordinanze covid, prima fino al 3 aprile, poi nella paranoia generalizzata dell'apocalittico weekend di pasquetta, l'ha rinnovata fino al 18 maggio.
L'utilizzo propagandistico, per quanto inquietante, di questi oggetti volanti è chiaro: l'autorizzazione prevede la presenza di chi pilota sul posto, non in remoto, e la guida a linea di vista; i droni possono solo segnalare la presenza di persone da controllare, il materiale video registrato deve essere rimosso dopo il controllo e le infrazioni contestate sul momento. I controlli con droni sono stati effettuati in luoghi semi deserti, fluviali o marittimi. A conti fatti sembra più un divertissement per non annoiarsi in quarantena, visto che praticamente un vigile con un binocolo da 20 euro avrebbe avuto lo stesso effetto. Il salto di qualità avverrebbe con la guida da remoto e la registrazione ed elaborazione automatica delle immagini. Ricordiamocelo bene e non lasciamoci distrarre quando inevitabilmente qualcuno cercherà di far passare inosservato qualche "temporaneo aggiustamento alla normativa", magari per far fronte ad un'altra "emergenza". Attualmente però i droni funzionano solo da generico spauracchio, utile a terrorizzare le persone, o da spot per sindaci sceriffi col pallino dell'innovazione in cerca di visibilità e consenso.
Altro esempio: la app per tracciare i contatti.
Non ci sembra interessante disquisire se il tracciamento avvenga con la collaborazione degli operatori telefonici, o come sembra essere stato scelto, con il bluetooth e le app sviluppate da google ed apple. La pre-condizione per questa fantomatica fase due è il ripristino di una sanità pubblica di prossimità, colpevomente smantellata da scelte di governo bipartisan e risorsa imprescindibile per contenere la pandemia. Servono assunzioni, formazione, presìdi medici diffusi sui territori, capacità di analisi: eppure non se ne sente parlare. Se non ci sono abbastanza laboratori d'analisi per fare un tampone a una persona con la polmonite, se non c'è nessuna persona in grado di andarglielo a fare a casa, se non ci si prende cura delle persone capillarmente, a poco serviranno uno smartphone e una app. Al massimo una app segnerebbe un numeretto, ma a leggere quel numeretto poi chi ci sarebbe? Più chiaramente: è come costruire una casa a partire dalla porta, rifinirla di tutto punto con gli intarsi e lo spioncino a fotocamera, e poi chiamare tutti e dire: "Ecco qui: la porta è fatta secondo standard europei, è molto innovativa e rispettosissima della vostra privacy". È normale che poi ti si chieda: "Ok, ma c'è solo la porta. La casa dov'è?" La app trasla ancora il problema da una cosa difficile a una facile: in due settimane la app la fai. Poi, tossendo, la apri sul cellulare e scopri che non ha proprietà curative.
Affrontare il discorso in termini di privacy e di tecnologie, è esattamente il terreno su cui ci vogliono portare, per attuare il giochino dello spostamento del problema e puntarci contro un'altra ennesima grande arma di distrazione di massa.
Non ci sono dubbi: preservare l'intimità digitale e la privacy è uno dei campi di lotta di quest'epoca, il problema del controllo è connaturato al sistema in cui viviamo e la raccolta massiva di dati è uno degli elementi fondamentali su cui si basano abusi e repressione. Immediatamente però, alle attuali condizioni e per contrastare la diffusione del virus qui e ora, un'app è semplicemente inutile e chi utilizza le buzzword app o innovazione sta colpevolmente contribuendo a sviare l'attenzione da quelle che sono le reali problematiche e a deresponsabilizzare chi ha realmente causato questa catastrofe sanitaria.
La didattica, nell'impossibilità di utilizzare piattaforme pubbliche, si è frastagliata in mille rivoli e strumenti, pesando sulla buona volontà, intraprendenza e connessione del corpo docente che, lasciato alla propria iniziativa individuale, si getta a spegnere l'incendio che divampa grazie al vuoto sociale. Navigando tra un google, zoom, teams, whatsapp, skype, facebook, youtube, nella consapevolezza che l'esperienza didattica non sia riducibile esclusivamente all'erogazione di contenuti.
Al netto di tutti i ragionamenti vi è la (banale?) constatazione che la didattica a distanza non può essere sostitutiva e considerata equivalente della didattica in presenza, sopratutto per la fascia di età 6-18 e che il motivo per cui è stata imposta sono le carenze strutturali delle scuole che, disorganizzate e sovraffollate, non permettono la didattica in aula opportunamente distanziati.
Quindi si torna di nuovo alla questione principale: i problemi materiali si spostano nel digitale, ma il digitale non può risolverli.
La scuola, nel vuoto del pensiero e delle risorse strategiche, è stata di fatto consegnata in toto alle grosse piattaforme commerciali. Ancora una volta, il meccanismo è il solito: di fronte a una scuola trasformata in azienda, svilita, dove mancano i soldi anche per il sapone, che andrebbe ripensata e riorganizzata con affetto, ci si affida al presunto potere taumaturgico della tecnologia. Non si può pensare che questa scelta non avrà ripercussioni sul futuro. Né si può pensare che sia una scelta ovvia ed automatica, con buona pace di tutti i discorsi sul free software nella pubblica amministrazione, che si fanno da praticamente 20 anni.
Salvo poi scoprire che la tecnologia non è così accessibile, ma è invece ulteriore fonte di diseguaglianza sociale. Perchè possiamo fare finta che non sia vero che molte persone facciano teledidattica con i giga del proprio cellulare, che il territorio italiano sia fatto di paesini sperduti e nient'affatto connessi, che sfavillanti e velocissimi computer non siano affatto in ogni casa, però, per l'appunto, stiamo facendo finta.
Quella che era già una tendenza problematica (una scuola fatta di didattica frontale e di valutazioni basate sulla quantificazione) rischia ora di diventare la norma perché "siamo in emergenza". L'emergenza di oggi porta al pettine i nodi problematici della società che abitiamo. Lo stato di crisi è strutturale e rende evidenti vulnerabilità preesistenti che non si possono risolvere normando l'emergenza ma solo in un processo di profondo cambiamento.
Amiamo gli enigmi e non ci spaventano le complessità dei problemi. Quello che temiamo sono le false piste e gli specchietti per le allodole. Ciò che stiamo vedendo, e subendo, in questi giorni, non è altro che l'esasperata manifestazione di una serie di nodi che vengono al pettine e nessuna bacchetta magica smart basterà a scioglierli.
Quando la politica parla di tecnologia, spesso lo fa per sviare l'attenzione dalle ingiustizie e problematiche sociali a cui ci chiede di rassegnarci. Consapevoli che ogni piccolo spazio di libertà sacrificato non verrà restituito ma dovrà essere duramente riconquistato, quando la parola chiave è "emergenza" è ancora piu' importante svelare i meccanismi nascosti e leggere oltre la propaganda.
Dobbiamo mantenere la concentrazione, scrollarci di dosso il ruolo di gregge e ritrovare quello di comunità pensante, ricordarci ogni buzzword che è stata utilizzata sulla nostra pelle, scartarla e continuare a guardare dritto davanti, al cuore del problema.
_TO* hacklab - Torino Una panoramica sul funzionamento della app Immuni e le sue innumerevoli impossibilità. PERCHE' FARLA? SERVE FARE QUALCOSA! LA APP E' QUALCOSA! RISOLTO! Servirebbe per contenere i contagi, lo scopo non è seguire i movimenti degli individui, né quello di far rispettare prescrizioni.
https://ncase.me/contact-tracing/
Super approfondimento tecnico sul mercato degli expoit e sistemi difensivi. Cosa può mettere in difficoltà le aziende più ferrate nella produzione di malware? Scopriamolo con un contributo di pregio.
Nuovo bug per il boeing 787 Compriamo la notizia direttamente dalle piste.
Un nuovo attrezzo per cisti.org In queste ultime settimane in molte e molti ci avete chiesto delle dritte per comunicare a distanza cercando di non usare strumenti che controllassero anche il colore delle vostre mutande. Abbiamo passato un po' di tempo a sperimentare varie soluzioni, abbiamo mannaggiato tanto su jitsi meet, la piattaforma per videoconferenze messa a disposizione da molti collettivi in questo periodo (tra cui citiamo vc.autistici.org, ma anche disroot), ma non ci ha convinto perche' soffre di alcune problematiche che ne pregiudicano l'uso in piu' di 5/6 persone (ne abbiamo comunque scritto una guida qua)
Ma alla fine non la vogliamo alzare un po' questa asticella? Ci siamo resi conto che non tutte abbiamo la fibra a casa e che ci piacerebbe poter parlare dalla nostra scassata rete di campagna o dalla rete autogestita che verra'. Ma la nostra lista dei desideri continua: un numero di telefono per collegare le "vecchie" linee alle "nuove" così da non lasciare fuori dalle nostre assemblee chi l'accesso ad internet non ce l'ha o magari non ci tiene ad averlo.
Insomma non ci vogliamo accontentare di un cosetto che fa più o meno quello che ci si aspetta, vogliamo di più! Ci siamo quindi buttati alla riscoperta di mumble, un po' oldschool ma molto versatile e che con affetto e coccole siamo riusciti a far funzionare con tutte le richieste che avevamo (per ora...).
Ci troviamo a consigliare mumble tra tutte le soluzioni perchè è il compromesso migliore per avere un aggeggio autogestito che copre un sacco di utilizzi particolari. È vero, è un po' macchinoso da imparare, per questo ci abbiamo anche scritto una guida sopra, ma pensiamo che in questo periodo dovremmo incominciare a prendere decisioni lungimiranti.
Insomma nasce farma.cisti.org, il nostro balsamo contro l'isolamento, ma non ci andate via web se non proprio necessario, usate invece uno dei programmi suggeriti nella documentazione scritta con grande fatica e che potete leggere qua.
Ricordiamo anche altri due servizi che in questo periodo risultano presenze utili nel coltellino svizzero di cisti.org: l'usatissimo pad per la scrittura di testi collaborativi che potete trovare su https://pad.cisti.org e il nostro nodo mastodon che si sta rivelando un buon posto per comunicare al di fuori della paura e della rincorsa alla notizia.
Abbiamo fatto due chiacchere su coronavirus e soluzioni tech leggendo dei pezzi di un articolo curato da Carola Frediani su Valigia Blu
come molte e molti di voi sapranno, una delle misure incluse nel decreto cura italia e' un bonus di 600 euro per partite iva, autonomi, artigiani, commercianti, etc. l'ente che in questi casi si deve occupare di queste questioni operativamente e' l'inps, che ha comunicato l'apertura di queste richieste di indennita' per l'1 aprile. solo che ha capito male la storia degli assembramenti e ha lanciato l'operazione #noassembramentidigitali visto che per tutta la notte il sito e' andato a singhizzi, fino a chiudere del tutto i battenti in tarda mattinata. questo perche' ad un certo punto iniziano ad arrivare delle segnalazioni sul fatto che il sito mostra dati di altre persone. cioe' entranto per la richiesta di indennita' sul sito dell'inps, mettendo il pin e facendo due preghiere, venivano mostrati dati personali di altre persone. se questo gia' sarebbe grave in generale, e' particolarmente grave perche' ha interessato il sito di un ente che gestisce e maneggia un'enorme mole di informazioni personali e che mannaggia dovrebbe garantire rigorose misure di sicurezza e non affidare al cuggino dello stagista tutte cose. L'ipotesi di gran lunga più probabile sull'accaduto è che ci sia stato un banale errore di configurazione sul sito, ma di questo ne parliamo dopo questo pezzo per darvi il buongiorno e mettervi nel giusto mood. buon ascolto.
comunque il succo dei messaggi e' come sempre, e' colpa vostra che siete arrivati tutti insieme, mica nostra. in generale non c'e' mai un'assunzione di responsabilita', un dire che ne so, raga scusate abbiamo fatto una cagata, c'era poco tempo, abbiamo dovuto arrangiarci e non abbiamo potuto fare delle prove. e' sempre il solito approccio per cui i cittadini sono visti come sospetti e potenziali criminali o alla meglio come bambini, più che come soggetti responsabili, capaci di collaborazione, dotati di neuroni, quando gli unici atteggiamenti infantili sono proprio quelli per cui si cerca sempre qualcuno a cui addossare la colpa, un capro espiatorio, il runner, quello che porta a pisciare il cane, in questo caso gli hacker.
ebbene si', hanno stato gli hacker!@@!@!1 "Abbiamo avuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker", ha detto Pasquale Tridico " questa la dichiarazione ufficiale di quanto accaduto dal presidente dell'INPS ripresa anche da conte. cosi' senza un minimo di pudore o vergogna, sparare cazzate per cercare di coprire la propria inettitudine. anche i bambini vi hanno sgamato. e' talmente grande e palese come cazzata che non ci hanno creduto neanche i giornali e infatti abbiamo fatto fatica a trovare l'audio perche' pochissimi giornali l'hanno ripresa come notizia. Un credulone che invece ci ha creduto e' il vicesegretario del Partito democratico, Andrea Orlando, in merito alla falla del sito dell'Inps denuncia che "alcune infrastrutture strategiche sono state sotto attacco di hacker" e su Twitter sollecita: "Bisogna subito convocare il Copasir per chiedere al Dis quale reazione è in atto. Questi sciacalli vanno fermati immediatamente". A questo punto piovono messaggi di scherno, anonymous italia scrive "vorremmo prenderci il merito, ma la verita' e' che siete incapaci e avete fatto tutto da soli togliendoci il divertimento", addirittura pornhub (per la sua immagine ovviamente) offre aiuto all'inps per potenziare il sito grazie ai suoi server.
"L’INPS informa gli utenti di avere prontamente notificato il data breach al Garante per la protezione dei dati personali ed assicura che, fin dal momento in cui si è avuta conoscenza della possibilità che vi sia stata violazione di dati personali, sta assumendo tutte le misure atte a porre rimedio alla situazione di rischio, attenuare i possibili effetti negativi e tutelare i diritti e le libertà delle persone fisiche. In tale ambito è istituita la seguente casella di posta elettronica violazionedatiGDPR@inps.it utilizzabile, esclusivamente dai soggetti i cui dati siano stati interessati dalla violazione, per le segnalazioni all’INPS, allegando eventuali evidenze documentali. L’Istituto si impegna a verificare tutte le segnalazioni ricevute e ad adottare ogni ulteriore misura tecnica e organizzativa adeguata di protezione dei dati personali che dovesse rendersi necessaria."
a parte che il sito dell'inps ha una normativa della privacy ferma al 2013, ancora non c'era la gdpr, forse non lo sanno che in questi casi sono loro a dover informare chi ha subito un leak e non viceversa. infatti le normative, in particolare la gdpr prevede sicuramente il nominativo di un responsabile dei dati personali e raga, l'inps non ce l'ha. l'inps non ha un responsabile dei dati personali di cosa stiamo parlando. anche il tabacchino sotto casa vostra deve averlo per le registrazioni di videosorveglianza. e invece no, il Data Protection Officer e' andato in pensione. Una delle altre questioni e' relativa alle risposte dopo un merdone cosi' che ad oggi si sono limitate alla creazione di una casella di posta dove poter inviare le segnalazioni. Come scrive il giornalista Raffaele Angius su Wired citando un avvocato specializzato in tutela della privacy: "Sembra quasi che la creazione della casella di posta elettronica sia essa stessa la misura adottata per risolvere il problema Di fatto mancano tutti i contenuti previsti dal Gdpr, che prescrive chiaramente l’identificazione di un responsabile e le soluzioni proposte per la risoluzione dell’incidente” Ma ancora di più qua si inverte l’onere dell’identificazione degli interessati coinvolti nella violazione: sarebbero infatti questi ultimi a dover ricevere un avviso nel quale si informa che i loro dati personali sono stati visibili a una quantità imprecisata di persone”.
c'e' nel merito un succosissimo thread su reddit da cui rubero' una spiegazione introduttiva per spiegare il problema:
Esistono principalmente due tipi di pagine web: quelle statiche e quelle dinamiche La classica pagina statica potrebbe essere https://www.corriere.it/. Anche se può cambiare più volte nel corso della giornata, tutte le volte che la carichi tra una modifica e l'altra sia tu sia chiunque altro vedranno la stessa cosa Una pagina dinamica invece è per esempio quella di gestione del tuo conto in banca. L'impaginazione e l'URL son gli stessi per tutti, ma il contenuto varia per ogni utente. Per ottimizzare le performance di un sito il materiale statico può essere messo in cache, ovvero una memoria esterna più performante del server normale perchè non deve fare nessun controllo, semplicemente ti restituisce i dati che ha già visto. Una rete di cache viene generalmente definita CDN, o Content Delivery Network
Ecco il ragionamento che fa: Tu: "Salve vorrei una mascherina per favore" CDN: "Aspetti che controllo nel retro" CDN: "Server di backend, abbiamo mascherine?" Server Backend: "No" CDN: "Mi dispiace abbiamo finito le mascherine" D'ora in poi CDN sa che non ci sono mascherine e risponderà "no" subito a chiunque venga a chiederne Quale è il problema? Che Server Backend non ha mai informato CDN che tra 10 minuti arriva il camion delle consegne che potrebbe consegnare altre mascherine, quindi CDN andrà beatamente avanti fino a sera a dire che "non abbiamo mascherine" anche se potrebbero essercene Questo è quello che è successo con le pagine dell'INPS. Gli URL erano uguali per tutti, Server Backend non ha mai informato CDN "prossima volta che te lo chiedono torna comunque da me" e CDN semplicemente ha fornito la pagina di dettaglio a Mario Rossi, il primo in coda la mattina... e anche a tutti gli altri, che fossero Mario Rossi o no.
La mattina del 1 aprile, per qualche ora (e non "5 minuti" come ha dichiarato l'INPS), è stata impostata la CDN Microsoft Azure Edge davanti al server del sito dell'INPS. www.inps.it era diventato un CNAME a inps-cdn-a.azureedge.net. Poi hanno ripristinato l'IP diretto senza CDN, "risolvendo l'attacco hacker" e il "data breach" (autoinflitti?!?!) Ecco svelato il mistero, una volta per tutte. Niente "hacker", e nessun database fallito in modi improbabili e assurdi, come sosterrebbero alcuni sedicenti "esperti" (non esiste che si possano "confondere" le richieste al database...) Ci sta solo un'incredibile (e ingiustificabile) incompetenza da parte sia di chi ha realizzato il portale dell'INPS senza nemmeno saper impostare gli HTTP Cache Headers, che anche da parte di chi l'altro giorno vi ha impostato una CDN davanti senza accorgersene prima. Non è possibile che i dati personali di tutti gli italiani vengano affidati a gente come questa. Soprattutto sapendo che gli appalti (anche per il "nuovoportaleinps") sono costati addirittura 360 milioni di euro di soldi dell'INPS.
Lista dettagliata delle società che hanno vinto appalti da INPS
E torniamo sulle libere frequenze di radio blackout 105.25, siamo su stakkastakka e ricordiamo i contatti. Come abbiamo detto in precedenza quindi le cause del collasso del sito INPS sono puramente tecniche, ma la politica istituzionale ha deciso comunque di inventarsi un nemico, un gruppo di cattivi, i fantomatici hacker su cui far partire l'ennesima caccia alle streghe. Questo ovviamente ricalca il copione vecchio e stantio di una politica che deve scaricare le proprie responabilità su un nemico invisibile.
Ma ancora più divertente della politica c'è Pornhub, che in un tweet ha chiesto all'INPS se avesse bisogno di un paio di server in prestito, o magari di una mano a configurarli. Sicuramente a livello di marketing avrà funzionato, anche grazie al fatto che poggia su un assunto comune alla società capitalista, ovvero che in ogni caso il privato è molto più efficiente ed innovativo del pubblico. In quest'ultimo pezzo vorremmo cercare di portare i dati degli appalti dell'INPS per sfatare un attimo il mito dell'eccellenza, perché se scaviamo un attimo in fondo scopriamo a fare i milioni sull'INPS non è stato il cugino con partita IVA del consigliere comunale. Proprio nell'ottica di arginare il clientelismo nella spesa pubblica si stanno obligando gli enti ad emettere bandi di gara per affidare a terzi la propria infrastruttura, visto che assumere del personale competente sarebbe troppo inefficiente. E allora via a lanciare gare pubbliche, l'INPS negli ultimi 20 anni ha pubblicato bandi nel settore informatico per quasi mezzo miliardo di euro. Sembra una cifra non da poco, ma se il sito e tutta l'infrastruttura che c'è dietro fa tanto schifo, a chi sono andati tutti questi soldi?
Beh, possiamo iniziare a vedere uno dei bandi più ricchi, un maxiappalto da 170 milioni del 2013, diviso in sette lotti:
Finmeccanica. Il lotto 4, per complessivi 29,7 milioni di euro, è andato per esempio a un drappello di imprese in cui spicca Selex Elsag, del gruppo Finmeccanica. Al suo fianco troviamo la Hp Enterprise Services, che fa capo al colosso americano dell’informatica Hewlett Packard, e la multinazionale della consulenza Deloitte.
Il lotto 5, il cui valore finale si è attestato sui 24 milioni di euro, è stato conquistato da un raggruppamento in cui è presente Telecom Italia, il gruppo al tempo guidato da Franco Bernabè che raramente manca all’appuntamento delle grosse commesse di stato.
Il lotto 2, che l’Inps remunererà con 33,8 milioni, ha visto tra i vincitori un gruppo particolarmente folto all’interno del quale si segnala la presenza degli spagnoli di Indra Sistemas (attraverso la Indra Italia). Accanto a loro compaiono la multinazionale Accenture, che ha sede a Dublino, e la Avanade Italy, ossia la sussidiaria italiana della joint venture che vede insieme la stessa Accenture e gli americani di Microsoft. Accenture che si vanta anche sul suo sito di aver aiutato l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) a modernizzare le applicazioni per promuovere le prestazioni e ridurre i costi, nella pagina (CASI DI SUCCESSO DEI CLIENTI), consentendo all'ente di registrare una netta riduzione dei costi operativi e di sviluppo e di migliorare sia l'efficienza che la produttività.
Nomi di assoluto rilievo internazionale li troviamo anche all’interno del raggruppamento che ha incamerato il lotto 3, per un totale di 21,7 milioni di euro. In questo caso troviamo gli americani di Ibm, in compagnia dei francesi di Sopra Group e della multinazionale della consulenza Ernst & Young.
E visto che sono riusciti a spuntare un bella fetta di torta tutti i principali gruppi della consulenza e dei servizi Ict, nel novero non poteva mancare Kpmg, presente nel raggruppamento con Exprivia e Sintel Italia.
Alla cuccagna del superbando Inps del 2013, tra l’altro, hanno partecipato anche società di estrazione editoriale. Può sembrare un po’ strano, me è proprio così. Basta guardare alla storia del lotto 1, assegnato alla fine per 35,6 milioni di euro. Al suo interno spunta Innovare 24 spa, che da qualche mese ha cambiato ragione sociale in 24 Ore Software e che altro non è se non la società informatica del Sole 24 ore, e quindi in ultima analisi del sistema Confindustria. Chiudono la composizione del lotto 1 Engineering spa e Inmatica spa. Insomma, solo per partecipare a questo bando la controllata del Sole24 ore ha preferito tuffarsi nel'informatica, e creare una divisione apposita, vedi come si scoprono le proprie passioni.
Insomma vediamo tante grandi società, multinazionali e aziende di consulenza quotate in borsa, non esattamente la municipalizzata in mano al cognato del consigliere comunale. E queste mega aziende le ritroviamo nuovamente al banchetto dell'INPS, infattoi nel 2016 poi ci sarà un altro bando dell'INPS, stavolta con un valore stimato molto più succoso, di ben 359,9 milioni di euro:
Leonardo, ex Finmeccanica, sarà nuovamente protagonista del bando del 2016, con i lotti 3 e 4, che comprendono la gestione di tutte le altre prestazioni dell’Inps (come sussidi, assegni di maternità, indennità), insieme ad Ibm, la società di revisione contabile e consulenza Ernst & Young e Sistemi informatici srl.
Il gruppo di consulenza e revisione Kpmg, ritorna anche nel bando del 2016, con le società informatiche Exprivia, Wemake e Inmatica, e vince per 26 milioni di euro il lotto 5 (valore sulla carta: 41 milioni). A loro spetta tenere in piedi le reti dell’istituto: quindi integrazione dei dati, gestione del personale e fiscale, potenziamento dei servizi antifrode nonché, si legge nel capitolato, “l’evoluzione dell’infrastruttura di sicurezza e protezione dei dati”.
In questa voce dovrebbe rientrare il rispetto per l'INPS delle direttive europee sulla GDPR, che si preoccupano del rispetto della riservatezza e della privacy utente, la stessa GDPR per cui adesso l'INPS adesso rischia una multa di 20 milioni di euro. E adesso chi la pagherà la maxi-multa, l'INPS o l'eccellenza della consulenza Kpmg, che ha già dichiarato di non aver lavorato direttamente sul sito in sé?
Eh già perché solitamente, come chiunque lavori nel campo vi portà confermare, le maxi-società che vincono appalti non lavorano mai sulle commesse, al massimo si preoccupano di "Business Intelligence", ovvero licenziare personale per evitare che un ente abbia delle maestranze competenti e sia ancora più dipendente dalla consulenza esterna, ma andranno semplicemente a subappaltarle a compagnie più piccole, le quali a loro volta andranno a subappaltare a terzi a prezzi ancora inferiori, fino a rivendere lo stesso lavoro ad una frazione del prezzo.
Il meccanismo per le grandi multinazionali è ben oliato: nell'emettere un bando si mettono una serie di prerequisiti che sono irragiungibili e ovviamente superlfui, come ad esempio avere qualsiasi certificazioni possibile (es il bando richiede certificazione CEH, anche solo un dipendente ha la CEH, quindi automaticamente l'azienda è certificata, anche se poi tizio non lavorerà al bando), o avere un centinaio di dipendenti laureati in ingegneria informatica o lavorare da 50 anni nel campo.
Ovviamente questi requisiti sono realistici solo per le mega-corporazioni, e dato che sono palesemente superflui, vengono poi sbolognati a compagnie più piccole che quei requisiti semplicemente non li hanno. Solitamente i bandi includono delle clausole per impedire il secondo o terzo subappalto, ma questo è facilmente aggirabile quando le corporazioni decidono di chiedere a loro volta consulenze esterne, o assumono personale da agenzie di ricollocamento, che solitamente a livello legale risultano come cooperative, con contratti occasionali o a prestazione, che fanno però il lavoro di un consulente esterno.
Quindi, alla fine della catena alimentare, dopo il terzo o quarto subappalto, ci si ritrova con del personale che non ha mai lavorato a quel progetto in particolare, che dovrà reimparare come funziona tutta la bestia senza mai averla toccata, e che probabilmente sarà assunto a tempo determinato da una cooperativa o magari come libero professionista, che se dell'ammontare dell'appalto originale se ne ritrova un millesimo è già fortunato, e non essendo assunto sa già che a breve un'altra persona dovrà lavorare sul suo hackrocchio (RIP :'( insegna agli angeli a smarmellare )
Questo meccanismo malato non è una peculiarità italiana, ma anzi è una regola perfettamente razionale nella logica capitalista, che se da un lato vede nell'ottimizzazione dei costi e dei tempi il pretesto per impoverire e precarizzare il lavoro, dall'altro accumula le risorse in degli oligopoli inamovibili, che non potranno mai subire una vera concorrenza dato che definiscono le regole del gioco. A questo scopo potremmo citare altri data breach nel pubblico che sono stati ben più gravi del caso INPS in Italia, come per Equifax, l'agenzia delle entrate statunitense, o nel 2018 del NHS, il sistema sanitario inglese, ma anche no perché...
Come si diceva prima infatti, è palese che il codice oltre ad essere scritto con i piedi è anche frutto del lavoro di una dozzina di persone che si sono susseguite nel tempo e non si sono mai parlate. Capite che è ben diverso farsi curare dallo stesso medico o ritrovarsene uno diverso ogni giorno. Il meccanismo è ben oliato anche per funzionare per mantenere la cricca dell'intermediazione, dove ovviamente se nessuno ha colpe queste al massimo verranno riversato sull'ultimno povero cristo.
Ascolta il podcast dell'intera puntata o scegli qua sotto l'approfondimento che preferisci da condividere con chi vuoi!
Ormoni al silicio al tempo di pandemia. Approfondimento su come mandare i sessaggini dalla quarantena con gli amati consigli di Zia Valentine e Dj Sbrok.
Zoom, un applicazione per video-conferenze che sta facendo molto parlare di se in questo periodo. Parliamo delle ombre che stanno rovinando la corsa alla ribalta di questo nuovo unicorno della Silicon Valley.
Ma citiamo molte alternative tra cui il pad per la scrittura collaborativa su cisti.org e video-conferenze su autistici.org. Ma la prossima settimana avremo una novità made with ♥ nell'hacklab underscore.
Dopo anni torniamo a parlare di hackingteam e delle spoglie che rimangono dell'azienda di malware milanesi. Una storia di lotta tra miserabili.
Nome in codice: Piñera conchetumare
L'esercito cileno viene colpito da una serie di fughe di notizie che ne mostrano i crimini.
La prima il 09 settembre 2019:
E l'ultima proprio in questi giorni:
Abbiamo mandato un contributo della nostra trasmissione sorella le dita nella presa su radio onda rossa.
Partendo da una statistica presentata dalla regione Lombardia che tende a dimostrare l'ancora eccessiva mobilità della popolazione nonostante i decreti, facciamo quattro conti per vedere quanto le conclusioni tratte siano veramente supportate dai dati statistici, e in generale quanta validità abbiano quei dati rispetto alla domanda posta. Il nostro risultato permette sostanzialmente di giungere alla conclusione.
Intervista ad il collettivo Circe registrata dall'hacklab unit di Milano. Parliamo di didattica al tempo di covid19 e l'accelerazione in corso nei processi educativi. Consigliamo di ascoltare la puntata integrale di bitume.
Qua alcuni link utili per continuare ad approfondire il tema:
Approfondimento Chelsea Manning
In seguito ad un tentato suicidio è arrivato l'ordine di scarcerazione per Chelsea Manning
Parliamo di Uber. Un applicazine che nasce nel 2010 che permette di richiedere ad un altro utente di venirti a prendere dietro pagamento. Parleremo di come Uber sia riuscita a creare un buco finanziario di miliardi di dollari sostenuta da una prodigiosa propaganda basata su finzione, confusione e produzione di articoli accademici che nessuno si è premurato di rileggere.
Perchè uber, una compagnia che ha perso oltre venti miliardi di dollari da quando ha incominciato ad operare nel 2010 e che non mostra alcun segno di poter generare profitto viene ancora vista come una compagnia di successo ed in crescita? Perchè c'è la percezione che uber abbia portato notevoli miglioramenti al sistema di trasporto urbano ed un generale miglioramento della qualità del servizio per i passeggeri quando ha fallito ad avviare un modello di azienda funzionante e cercando di prevaricare in pezzi del mercato attraverso una politica semi-monopolistica?
Uber paradossalmente non è in grando di mantenere dei veicoli in modo più efficiente o meno costose dei servizi di taxi che ha portato al fallimento. Tutto il siccesso e la popolarità di uber può essere spiegata da miliardi in investimenti predatori in strumenti di ottimizzazione del servizio.
Non c'è alcuna prova inidimendente che l'innovazione tecnolgia sventolata da uber (ammesso e non concesso che sia vera) abbiamo mai avuto un vero impatto materiale nell'organizzazione del mercato. Uber un azienda che ha prodotto un livello di innovazione comparabile con quello del mio gatto.
Il vantaggio economico di uber nel mercato non deriva da qualche sofisticato algoritmo di ottimizzazione, ma dalla constante capacità dell'azienda di tagliare la "quota" riservata agli autisti. Dal 2016 parliamo di una contrazinoe del 40%. I tagli hanno portato gli stipendi sotto il livello minimo in molti territori dove l'applicazione ha operato. Questo ha permesso di trasferire circa tre miliardi dai lavorari al capitale.
Ma come ha fatto uber a convincere (ehm fragare) i finanziatori? Scimiottando quello che le GAFAM fanno da sempre. È andata in giro a vantarsi del suo monopolio.
Amazon, Google e Facebook hanno lasciato agli startuppari di domani un copione da seguire per chi vuole raggiungere la valutazione a nove cifre del capitale. Queste aziende prima hanno basato le loro fondamenta su prodotti che potremmo definire legittimi e portatori di una certa quantità di innovazione che potremmo definire "genuina". Google effettivamente ha fatto un motore di ricerca, Facebook un social network, Amazon i suoi server. A quello punto hanno dimostrato che questi prodotti erano in grado di reggere sul mercato, insomma fare soldi. Da questa posizione poi si sono divertiti a costruire monopoli aquisendo tutti i possibili competitor.
Uber non è semplicemnete un altra bolla tech che beneficia di capitale a buon mercato e la percezione diffusa che la "tecnologia disruptive" è in grado di risolvere i problemi del mondo. La sua strategia si è basata su tre tasselli che nessuno aveva mai messo in gioco in questo modo.
Il primo vantaggio strategico è stato quello di saltare a piè pari la difficolta di dover costruire un prodotto che funzionasse. Colonna portante del paradigma dell'unicorno. Sono partiti direttamente dai 13 migliardi messi sul tavolo dai mitici investitori. 2300 volte la prima IPO richiesta da Amazon.
Il secondo tassello è stato quello della "crescita a tutti i costi". Giornalisti, avvocati, politici si sono fatti dettare l'agenda dai PR di uber.
Il terzo è stato quello di guidare lo sviluppo dell'azienda come un processo politico, usando tecniche importate dal mondo dei partiti. Gli investitori di uber sapevano che gli sarebbe servito il potere politico per accellerare la crescita e mantenere le loro promesse.
Amazon, Google e Facebook prima di avere il bisogno e la capacità di fare lobby hanno atteso anni. Uber è stata la prima startup in cui questa attività è stata in testa alla lista delle priorità dal giorno uno. Tanto da assumere un ex considegliere del presidente (David Plouffe) o un confidente del Primo Ministro Britannico (Rachel Whetstone) come dirigenti delle relazioni pubbliche dell'azienda.
Questa strategia in tre parti ha sostenuto Uber in dieci anni di perdite da capogiro che avrebbero facilmente distrutto qualisiasi altra startup. La curiosità finale è che uber non è mai arrivata ad avere quella posizione di monopolio nel mercato da poter attuare veramente le politiche delle sue sorelle maggiori.
La narrative di uber è stata clamorosamente sbagliata dall'inizio, ma per fortuna c'è qualcuno che è sempre stato al suo fianco. Senza il ruolo dei media che hanno sistematicamente ignorato ogni prova di buon senso che gli cascava sui piedi per il nostro unicorno sarebbe stato difficile spiccare il volo.
Infatti sta nella costruzione di un impareggiabile e caleidoscopica narrativa il metro con cui misuriamo il valore delle startup. Vediamo qualche esempio sperando che possa stimolare l'appetito prima di pranzo.
Uber è cresciuta percchè gli utenti hanno liberamente scelto i suoi servizi in mercati aperti e competitivi. Ignorate i grossi sussi che hanno completemente distorto i prezzi. La potenza tecnologica di Uber può gestire ogni incombenza in qualsiasi mercato ovunque. Peccato che in cina abbia fatto un buco nell'acqua al primo tentativo. I problemi dei servizi di taxi esistenti sono stati creati dai politici cattivi, gli stessi che hanno provato ad impedire alla uber buona di creare posto di lavoro. Ma porcoddio. La legge non può essere applicata ad Uber perchè Uber è nuovo. nuova ride-super-sharing-industry. Ignoriamo il fatto che i taxi e Uber condividano la stessa identica struttura, scopi, etc. Uber è tech, super-tech. Ogni perdita diventerà un vantaggio finchè non riuscirà a distruggere i proprietari di auto ed il trasporto pubblico. Ignoriamo i costi, le perdite e i fallimenti. Per il resto tutto regolare. Le leggi sul lavoro no possono proteggere i lavoratori di Uber perchè perchè è una compagnia di sviluppo software, non una di trasporti.
Il genio del suo programma di comunicazione è stato prorio quello di distrarre dalla sua incapacità di reggersi sulle proprie gambe e convincere le persone che tutti i problemi del mercato dei taxi è stato generato dalle leggi. La combinazione della tecnologia super pettinata di uber e la sua superiorità alle leggi invece erano gli ingredienti per superare questi limiti.
Ma la storia di Uber rimane un piano aziendale da anni 90 portato avanti da un gruppo di libertari corporativi guidati da Charles and David Kock. Il loro programma continua a spingere ad eliminare ogni tipo di standard pubblico di sicurezza per i trasporti.
L'abilità di uber negli ultimi dieci anni di manenere la sua immagine di successo di azienda innovativa si è basata su tecniche di propaganda.
Il problema è stato che Uber ha supportota ricerche accademiche che seguivano standard per essere indipendenti o finanziate dalle università, ma che in realtà spingevano la causa della startup californiana. Uber ha beneficiato enormemente non solo dagli articoli di giornale, ma anche dalle versioni semplificate di articoli accademici, blog e think tanks.
Editori di prestigiosi giornali economici non sono stati in grado di valutare in modo critico le proposte di articoli sul modello azienda di Uber. Ma ogni tipo di review o risposte agli articoli originali sarebbe stata impossibile dato che i dati necessari per svilupparli erano e sono ancora di proprietà esclusiva di Uber.
Un esempio potrebbe essere l'articolo di Cramer e Krueger del 2015 dal titoli "Cambiamenti distruttivi nel business dei taxi: Il caso di Uber". Pubblicato inizialmente dal National Bureau o Economic Research e poi dall'American Economic Review.
Il paper ha dato credibilità al millantato vantaggio economico di Uber (38% nel mondo, 66% in alcune città). Il paper si è basato principalmente sullo scontro Uber vs Taxi utilizzando misure incompatibili tra loro come il totale di ore lavoro. Infatti i guidatori d taxi hanno grandi incentivi a guidare tutto il giorno per dover coprire i costi del mezzo, la benzina, assicurazione, etc. I guidatori di Uber hanno grossi incentivi a guidare poco nei picchi di richiesta e non accendere l'applicazione a meno di essere immediatamente pronti a guidare. Il paper continua senza presentare mai un dato.
Ma il paper che mi è piaciuto di più si chiama "I guidatori di Uber guadagnano più dei guidatori di taxi essendo più flessibili". Capolavoro. Per incominciare notiamo come uno dei due autori al tempo della scrittura dell'articolo era formalmente un dipendente di Uber, l'altro un consulente. All'interno troviamo dati sul guadagno annuo dei guidatori che si sono dimostrati interamente costruiti a tavolino dagli autori.
Ora passiamo a "Uber aumenta il benessere dei clienti" dove arrivano i big data. Sorvoliamo su come uno studio condotto sulle quattro città più ricche degli stati uniti possa essere rappresentativo per il mondo. Questo paper non ha misurato il benessere degli utenti, ma una piccola contrazione del prezzo in una forbice di pochi mesi.
"Il valore del lavoro flessibile: prove dai lavoratori di Uber" è stata la risposta di Uber alle crescenti accuse di sfruttamento dei lavoratori e delle difficili condizioni di stress a cui gli autisti sono stati sottoposti. Un potente grimaldello di propaganda che ha permesso ad Uber di tacciare i suoi detrattori di fare discorsi contro gli interessi dei lavoratori.
Il paper parla di come il modello operativo di Uber non impone alcun tipo di limitazione ai lavoratori. Sarebbe vero se non si ignorasse completamente le politiche che forzano gli autisti a comprare veicoli sempre più costosi per ottenere più corse dall'algoritmo, algoritmo che provvede ad eliminare gli autisti dalla piattaforma qualora si osassero di rifiutare una corsa.
Questi paper sono solo un esempio di come i giornalisti hanno felicemente digerito tutto la propaganda della startup californiana facendosi megavono per i loro investitori.
Puntata densa e monografica sul nesso tra lavoro nella ricerca e malessere. Grazie al prezioso contributo di Angelo Piga e Aniello «Nello» Lampo autori di "Stare male nell'accademia" attraversiamo le contraddizioni di un segmento del capitalismo cognitivo. Incominciamo con alcuni dati sulla situazione italiana ed internazionale sul mondo accademico per poi spostarci tra le pieghe dei malesseri e finte soluzioni di una professione radicalmente precarizzata, gamificata e prestazionale. Qualche link di approfondimento usato per la preparazione della puntata.
1) storie di agenti russi che sii attaccano ai cavi sottomarini che fanno funzionare internet
2) DDL 2394 - la grande ipocrisia della magistratura e del diritto di spionaggio verso chiunque sia ritenuto sospettabile
Tutto è iniziato col decreto legislativo 216/2017 (in piena era Renzi-Gentiloni). E oggi ci fermiamo a questa origine, per parlare nelle successive puntate dei suoi sviluppi. Qui si è cominciato a parlare di intercettazioni ad ampio raggio, di ‘captatori informatici’ (senza dire chiaramente che cosa la legge intenda usando questo termine) e a stabilire che possono essere sempre usati per tutti i reati di associazione a delinquere e per attività terroristica; viceversa, per gli altri reati previsti dall’art.266 del Codice di Procedura penale, l’uso dei trojan e delle microspie nell’abitazione privata dell’indagato è autorizzata solo se vi sono fondati motivi che l’attività criminosa si svolga lì e l’autorizzazione ha un tempo determinato. Fermiamoci un attimo per contemplare l’ipocrisia di Stato. Il legislatore sapeva o non sapeva nel 2017 che tutti i giovani procuratori hanno ormai imparato, come tecnica investigativa da applicare contro un cittadino di cui si sospetta qualcosa, ad aprire un fascicolo contro ignoti? Dopo di che, la stessa persona può essere intercettata anche se non iscritta al registro degli indagati, perché può essere ritenuto che la sua utenza possa essere intercettata utilmente per l’accertamento di reati di cui si ha notizia ma non si conosce il responsabile. Successivamente, lo stesso magistrato può indagare lo stesso cittadino (dopo averlo intercettato per mesi in attesa del reato) per associazione a delinquere, e per sei mesi non mandargli alcun avviso di garanzia. Ma se anche poi indaga per un periodo più lungo e non lo avvisa, quale è la sanzione? Nessuna.
3) Internet of things Candle
una candela che si accende tramite un app, cosa mai potrebbe andare storto ?
3) CryptoStory - Come CIA e servizi segreti tedeschi hanno spiato alleati e avversari vendendo macchine antispionaggio
”It was the intelligence coup of the century,” CIA report concludes. “Foreign governments were paying good money to the U.S. and West Germany for the privilege of having their most secret communications read by at least two (and possibly as many as five or six) foreign countries.”

La nostra vita online spesso assomiglia alla vita che abbiamo offline. Negli ultimi 10 anni una spinta totale ci circonda e ci fa credere che l'unico modo di esistere che abbiamo online sia quelle di chiamarci per il nostro nome e cognome reale, ma questa realta' e' vera solo per chi ci crede. Esistono nei mondi non troppo sotterranei del hacking e del attivismo un sacco di strumenti per gestire l'identita' e l'anonimato ed in questa puntata andremo a scoprirne alcuni per poi lasciare la curiosita' a chi vuole di cercare gli strumenti migliori per ognuno, ma prima cerchiamo di decostruire la nostra identita' cerchiamo di vedere che cosa e' successo negli ultimi 30 anni di internet con un po' di storia e prenderemo pezzi di libri che ci possano raccontare che cosa significava poter cambiare identita' ogni volta che volevamo.
un estratto dal libro di Edward Snowden che rappresenta abbastanza bene l'immaginario nerd nella gestione delle identità
In un forum ho rivelato la mia età, ma non il mio nome, quello mai. Una delle cose più belle di queste piattaforme era che non ero tenuto a svelare la mia identità. Potevo essere chiunque. L’anonimato, tramite l’uso di pseudonimi, garantiva l’equilibrio nei rapporti, correggendo eventuali discrepanze. Potevo nascondermi dietro qualsiasi nome virtuale, o nym, come veniva chiamato, diventando in un attimo la versione più alta e adulta di me stesso. Potevo assumere tantissime identità. Ne approfittavo per fare le domande che reputavo più ingenue, ogni volta usando un nome diverso. Le mie abilità informatiche miglioravano così velocemente, che invece di essere fiero dei miei progressi, mi vergognavo della mia precedente ignoranza e cercavo di prenderne le distanze. Avrei voluto dissociare le mie identità. E criticare la stupidità di [del mio alias precedente] squ33ker, quando aveva fatto quella domanda sulla compatibilità del chipset, così tanto tempo fa (in realtà era stato solo il mercoledì precedente). Ovviamente anche in questo contesto così culturalmente libero e collaborativo esisteva il senso di competizione, e accadeva anche che qualcuno – di solito maschio, eterosessuale e sovreccitato – si alterasse per motivi futili. Ma in assenza di nomi veri, le persone che dicevano di odiarti non erano persone vere. Non sapevano niente di te, al di fuori di ciò di cui discutevi e di come ne discutevi. Se venivi coinvolto in qualche lite, bastava cambiare identità, e così avresti potuto addirittura inserirti nella discussione, dando contro al vecchio te stesso come se fosse stato un estraneo. Era un sollievo inimmaginabile. Negli anni Novanta, però, Internet sarebbe caduta vittima della più grande ingiustizia della storia digitale: il tentativo, da parte della politica e delle aziende, di legare nel modo più stretto possibile l’identità virtuale degli utenti con quella reale. Un tempo qualsiasi ragazzino poteva dire su Internet la cosa più stupida senza doverne rendere conto in futuro. In apparenza potrebbe non sembrare il contesto più sano dove crescere, ma in realtà questo è l’unico contesto in cui ciò sia davvero possibile. Il fatto che Internet, in origine, permettesse di dissociarsi da se stessi, incoraggiava me e quelli della mia generazione a cambiare le nostre opinioni, anche quelle che avevamo sostenuto con più convinzione, invece di continuare a difenderle quando venivano messe in discussione. La possibilità di reinventarsi ci permetteva di non chiuderci sulle nostre posizioni per paura di arrecare danni alla reputazione. Gli errori venivano puniti e immediatamente corretti, e questo permetteva a tutta la comunità di avanzare. Per me, e per altri, era questa la libertà. Immaginate di potervi svegliare ogni mattina e di poter scegliere un nome nuovo e una faccia nuova. Immaginate di poter scegliere una nuova voce e nuove parole con cui parlare, come se il «pulsante di Internet» vi permettesse di resettare la vostra vita. Nel nuovo millennio, Internet ha assunto scopi molto differenti: incentiva l’attaccamento al ricordo, sostiene l’importanza di un’identità coerente e promuove il conformismo ideologico. Ma allora, almeno per un certo periodo, ci proteggeva, facendoci dimenticare le nostre trasgressioni e perdonando i nostri peccati.
Gendersec Zen - Manuale della gestione delle identità e molto altro
Se notate dei buchi nell'audio lo sappiamo e mannaggiamo forte.
Puntata completa
Google Maps Hacks Performance
http://www.simonweckert.com/googlemapshacks.html
Google continua a fare grandi cappelle
https://twitter.com/jonoberheide/status/1224525738268905477
https://www.theverge.com/2020/2/4/21122044/google-photos-privacy-breach-takeout-data-video-strangers
Greenwald accuse stile Assange pero' in Brasile
Il direttore del Intercept Greenwald, che a suo tempo aiuto' Edward Snowden
nel 2013 con l'importante leak fatto all'NSA, e' stato accusato ed e' sotto
processo a causa di una serie di leak avvenuti in Brasile che coinvolgono
il presidente Bolsonaro e il ministero della giustizia Moro.
https://www.valigiablu.it/brasile-bolsonaro-attacco-giornalisti/
Nella prima parte della puntata abbiamo parlato di PoC||GTFO:
https://www.alchemistowl.org/pocorgtfo/
qui invece il pdf dell'NSA
https://media.defense.gov/2020/Jan/14/2002234275/-1/-1/0/CSA-WINDOWS-10-CRYPT-LIB-20190114.PDF
Dal minuto `48 circa parliamo invece di Mailing list
How we lost the great emu war grande storia coperta da wikipedia.
Approfondimento data-driven porn
A partire da un articolo di Gustavo Turnar su LogicMag.
Racconto di una ricerca di contro-spionaggio indipendente egiziano. Diretta dal CCCC.
=> monopattini-vandalizzati-e-rubati-la- micro-mobilita-in-sharing-si-trasforma-in-un-incubo
I monopattini non convincono neanche un po' una gestione un po' troppo facile per il comune di torino, una narrativa ecologista che nasconde un consumismo ed una profilazione smart. Insomma questi monopattini non ci conviscono, sembrano accessori per la mobilita' ma si trasformano in spazzatura cittadina si poteva prevedere ? Certo, ma e' stato piu' facile fare l'accordo commerciale
12345, 123456, password, 1312, qwerty, test1, iloveyou, abc123, qwertyuiop le password che palle, le password che passione!
Se usate la prima password che vi viene in mente allora sapete gia' che questa password la potrebbe indivinare anche qualcun'altro.. Ecco la lista delle migliori e peggiori password del 2019!
Ecco alcune raccomandazioni per aumentare la sicurezza:
Intervista a CIRCE per la presentazione del libro Internet Mon Amour
Parliamo di warez, che cosa sono i Warez e come e' partito tutto questo?
Warez e' il software piratato. La scena warez ha cominciato a emergere nel 1970, nata dai predecessori di cracking software e gruppi di ingegneria inversa. Il loro lavoro era reso disponibile sui sistemi privati di bacheca (BBS).
Cosa vuol dire BBS?
I primi BBS si trovavano negli Stati Uniti, ma simili cominciarono a comparire in Canada, Regno Unito, Australia ed Europa continentale. All'epoca, l'installazione di una macchina in grado di distribuire dati non era banale e richiedeva una certa capacità tecnica. La ragione per cui veniva fatto di solito era per sfida tecnica. I BBS in genere ospitavano diversi megabyte di materiale. Le migliori schede avevano più linee telefoniche e fino a cento megabyte di spazio di archiviazione, che era molto costoso al tempo. Le release erano per lo più giochi. Man mano che il mondo dello sviluppo software si evolveva per contrastare la distribuzione di materiale "piratato" e che il software e l'hardware necessari per la distribuzione diventavano prontamente disponibili a chiunque. La Scena si è adattata ai cambiamenti e si è trasformata da una semplice distribuzione a un effettivo cracking delle protezioni e di reverse engineering non commerciale.
Cosa intendi per Reverse Engineering?
Poichè molti gruppi di persone volevano partecipare è emersa l'esigenza di promuoversi. Il che ha spinto l'evoluzione della Scena, che si è specializzata nella creazione di arti grafiche associate ai singoli gruppi (crack intro).
I gruppi promuovono le loro abilità con software sempre più sofisticato e avanzato, aggiungendo le proprie intro e più tardi anche aggiungendo la propria musica (si crea la scena demo). Quindi appunto si va alla vera e propria modifica del gioco per creare un opera d'arte. Un evoluzione dal semplice "sbloccare" al carpirne ogni singola parte e modificarla a piacimento utilizzando tutte le potenzialita' della macchina.
La scena Demo ha poi iniziato a separarsi dalla "scena warez" nel corso degli anni '90 ed è ora considerata come una sottocultura completamente diversa. Con l'avvento di internet i Cracker iniziarono ad organizzarsi all'interno di "Bande" segrete formate online. Nella seconda metà degli anni novanta, una delle fonti d'informazione più rispettate in materia di Ingegneria Inversa (Reverse) era il sito web Fravia^1^.
Parliamo delle prime crack e delle prime protezioni, perche' e come sono state sconfitte o bypassate e chi erano questi cracker?
Le prime protezioni anticopia sono state applicate da: AppleII, Atari800 e Commodore64. Nel tempo ovviamente le tipologie di protezione anticopia si sono fatte man mano più complesse. La maggior parte dei primi cracker software spesso formavano gruppi che gareggiavano l'uno contro l'altro nel cracking e la diffusione di software. La rottura di un nuovo sistema di protezione anticopia il più rapidamente possibile era considerata come un'opportunità per dimostrare la propria superiorità tecnica. E lo e' ancora, Inoltre tutto questo non lo si fa per una questione economica.
I cracker erano (e sono) programmatori che "sconfiggono" la protezione anticopia sul software come hobby, per aggiungere il loro alias alla schermata del titolo, e poi distribuire il "cracking" prodotto alla rete di warez BBS o siti Internet specializzati nella distribuzione di copie non autorizzate (es: torrent, ftp, emule,..)
I gruppi di cracker degli anni '80 iniziarono a pubblicizzare loro stessi e le loro abilità aggiungendo schermi animati noti come crack intros nei programmi software che bucavano. Una volta che la competizione tecnica si era estesa dalle sfide del cracking alle sfide della creazione di intros visivamente stupefacenti, le basi per una nuova sottocultura conosciuta come scena demo erano state stabilite.
La maggior parte dei gruppi di cracking continuano questo lavoro non per guadagnare soldi ma per curiosita', per accrescere il rispetto del gruppo e per sfidare le softwaree house che producono nuovi software sempre piu' protetti.
Agli inizi I software crackati venivano pubblicati sulla rete tramite archivi di distribuzione FTP, mentre oggi e' possibile scaricarli via torrent o tramite siti di reverse specializzati.
Ok, ma chi c'e' dietro oggi?
La scena oggi è formata da piccoli gruppi di persone qualificate, che informalmente competono per avere i migliori cracker, metodi di cracking, e reverse engineering.
Per esempio esiste la High Cracking University (+HCU), che è stata fondata da Old Red Cracker (Stan Kelly-Bootle), un musicista-accademico-informatico inglese, considerato un genio della reverse engineering e una figura leggendaria in Reverse Code Engineering(RCE), per aver fatto progredire la ricerca nel RCE. OldRed aveva anche insegnato e scritto diversi testi sull'argomento, infatti questi testi sono ora considerati dei classici per chi studia appunto il reverse engineering. Al giorno d'oggi la maggior parte dei laureati di +HCU sono quasi tutti su Linux e pochi sono rimasti come craccatori di Windows. Le informazioni presso l'università sono state riscoperte da una nuova generazione di ricercatori e operatori di RCE che hanno avviato nuovi progetti di ricerca nel settore. Restano inoltre indovinelli creati da OldRed nel '97 e non ancora risolti che appaiono nascosti nella rete disponibili per chi si appassiona al cracking software^2^
Come funzionava in pratica il sw cracking ?
Durante gli anni '80 e '90, i videogiochi venduti su cassette audio e floppy disk erano talvolta protetti con un metodo esterno che richiedeva all'utente di avere il pacchetto originale, il manualo o una parte di esso. La protezione anticopia veniva attivata non solo durante l'installazione, ma ogni volta che il gioco veniva eseguito. es
Ma il tempo passa e anche le corporation imparano a proteggersi.. Come si sono evolute le protezioni delle copie nel tempo?
Quando la Sega Dreamcast è stata rilasciata nel 1998, è uscita con un nuovo formato di disco, chiamato GD-ROM. Utilizzando un lettore CD modificato, si può accedere alla funzionalità del gioco. L'utilizzo di uno speciale CD, con la modifica, consente di leggere un gioco attraverso un CD-ROM utilizzando il Boot del CDRom per poi caricare il gioco piratato bypassando la protezione.
Le console di nuova generazione usano dischi Blu-ray. Oltre alla protezione offerta dalle console stesse, le specifiche del formato Bluray consentono di ottenere un marchio (BD-Mark) che non può essere duplicato senza l'accesso da amministratore di sistema. Il formato BD-ROM fornisce una notevole capacità (fino a 100 GB per disco con potenziale revisione per fornire di più), maggiore disponibilità di banda dei consumatori combinata con l'aumento delle dimensioni dei giochi distribuiti attraverso i canali online (avvicinandosi a 100 gigabyte per alcuni titoli) sta rendendo la distribuzione di software crackato difficile. Per evitare che le console stesse vengano hackerate e usate come mezzo per sconfiggere queste protezioni (come è successo con la WII e in parte con la PlayStation 3), le console contemporanee come Xbox o PS4, usano strumenti hardware di fiducia (firmati con una chiave) che autenticano l'hardware interno e bloccano qualsiasi software precedente.
In conclusione: crack, crackers e craccare che significa al giorno d'oggi ?
Se parliamo di cracking, parliamo della modifica del codice binario di un'applicazione per causare o impedire una parte specifica nell'esecuzione del programma. Un esempio specifico di questa tecnica è una crack che rimuove la scadenza del periodo di prova di un'applicazione o saltare il passaggio laddove richiede una chiave.
Le crack sono di solito programmi che alterano l'eseguibile del programma e a volte le librerie come le .dll o .so.
Al giorno d'oggi uno dei metodi utilizzati e' quello di utilizzare programmi specifici per scannerizzare il programma usato per proteggere la copia. Dopo aver scoperto il software utilizzato per proteggere l'applicazione un programma specifico può essere utilizzato per rimuovere la protezione anticopia dal software sul CD o DVD (detto anche effettuare il crack). In altri casi piu' fortunati è possibile "decompilare" un programma per ottenere il codice sorgente, come ad esempio se volessimo craccare le app della GTT o del bike sharing, ma questa e' un altra storia...
::: {.footnote}
::: {#fn:1} Francesco Vianello (30 agosto 1952 -- 3 maggio 2009), meglio conosciuto con il suo soprannome Fravia (a volte +Fravia o Fravia+), è stato un noto ingegnere del software inverso e hacker. Noto per il suo archivio web di reverse engineering. È noto anche per il suo lavoro sulla steganografia. Ha insegnato su argomenti quali l'estrazione di dati, l'anonimato, l'inversione pubblicitaria e l'ad-busting. NB: il subvertising non e' stato inventato da Bansky ma da Fravia! https://en.wikipedia.org/wiki/Fravia ↩ :::
::: {#fn:2} http://www.home.aone.net.au/~byzantium/orc.html ↩ ::: :::
Ultimo appuntamento per il ciclo PULP - La polpa dei libri. alla Blackout House.
E tu di che tecnologia ti fai? Umani e non umani, storia di una relazione un radiodramma dal libro:
Internet, Mon Amour
cronache prima del crollo di ieri (di Agnese Trocchi)
Mercoledì 18 Dicembre, h 21 alla Blackout House in via Cecchi 21/a
Un libro frutto degli incontri e delle presentazioni di C.I.R.C.E alla ricerca di un rapporto con le macchine non mediato dalle tecnologie del dominio. Racconti di ordinario (ab)uso tecnologico, raccolti in una cornice di fantascienza speculativa. Commentati e ordinati in cinque giornate: fuoricasa, relazioni, sex, truffe e una conclusiva ricreazione. Occorrente per partecipare: voglia di mettersi in gioco.
L'aniterrorismo aiuterà la Federazione Italiana Calcio a combattere il razzismo con un radar sonoro. GRANDE GIORNALISMO
Lo stesso personaggio che provò a vendere i dati di tor2web all'INTERPOL è stato arrestato per aver provato a spiegare la blockchain ai Nord Coreani.
Cogliendo il suggerimento della redazione informativa abbiamo fatto qualche accenno alla web-tax e critica alle varie proposte di regolamentazione delle big-tech.
L'undici Settembre del 1973 a Santiago il palazzo de La Moneda viene bombardato dall'aviazione cilena, nel mentre il presidente Salvador Allende rimane asserragliato nel primo piano del palazzo, da cui manda via radio il suo ultimo discorso alla Nazione, interrotto solo dai bombardieri e successivamente, dai militari guidati da Pinochet che segneranno la fine del cosiddetto "esperimento Cileno", del primo governo socialista e di chiara ispirazione Marxista formatosi vincendo le elezioni, senza passare per la lotta armata.
Nel primo piano del palazzo, vicino l'ufficio presidenziale i militari entrano in una stanza dalla forma esagonale, a ridosso dell'entrata si trova un cucinino, nelle altre cinque pareti sono presenti schermi di varia natura, al centro sono disposte circolarmente sette sedie in vetroresina, ognuna con una pulsantiera al fianco, che rimandano alla scenografia di Star Trek. Nella parete centrale è presente un vero e proprio monitor di un mainframe, un IBM 360/50, che fa susseguire una sfilza indecifrabile di numeri, mentre ai lati sono presenti vari schermi che presentano funzioni, grafici a flusso in evoluzioni. I militari pensarono di essere improvvisamente proiettati sul set di un film di fantascienza, e senza sapere come comportarsi, iniziano a punzecchiare i monitor con le baionette dei fucili, senza avere chiare di cosa si trattasse.
Questo segna la fine di Cybersyn, rinominato dal Guardian l'Internet socialista di Allende, in particolare la visione di una rete che avrebbe permesso di coordinare gli sforzi delle varie Cooperative, di orchestrare la produzione delle singole fabbriche senza avere un apparato burocratico verticale in stile sovietico e di soddisfarne la produzione senza un mercato interno in senso capitalista. E di Cybersyn andremo a parlare...
Il progetto, chiamato Cybersyn in inglese e Proyecto Synco in Spagnolo, era un ambizioso, molto ambizioso, tentativo di mettere in connessione l'economia cilena. Descritto dal Guardian come l'Internet socialista di Allende, non senza una ragione, era sicuramente avanti anni luce nel proprio periodo sia per la difficoltà tecnica, sia per l'acume critico posto nella progettazione, infatti come vedremo ogni dettaglio, dal design della stanza decisionale di cui parlavamo prima ecc. Aveva un preciso significato politico e filosofico. Anche in casi più a noi contigui, come le varie sventure di Internyet, nello sviluppo di una qualsiasi tecnologia raramente ne viene considerato il contenuto tecnopolitico e le implicazioni sociali, se non in senso utilitaristico dalla classe dominante.
Rimasto fuori dalle grandi narrative per decenni, al 40esimo anniversario del colpo organizzato da Pinochet ci fu un ritorno di interesse verso il progetto da parte dei media mainstream con il New Yorker, grazie anche alla pubblicazione del libro "Cybernetic Revolutionaries" della storica Eden Medina. Il progetto è interessante sia perché ricalca il progetto contemporaneo degli Stati Uniti: ARPANET, sia perché è affascinante vedere come sarebbe potuta nascere un infrastuttura informatica nel "Global South". L'argomento ha avuto un revival successivo quando è stato ripreso da Srnicek e Williams in "Pretendi il futuro" come esempio di avanguardia tecnica utilizzata da una forza rivoluzionaria.
La cosa interessante quindi è considerare Cybersyn come strumento politico, con lo scopo specifico di aiutare a pianificare un'economia decentralizzata. Considerando quindi anche i vincoli della Guerra Fredda, la nostra storia si svolge tra il Luglio 71 e il Settembre 73, con il governo Allende messo sotto pressione sia dall'interno che dall'esterno, cerchiamo di capire se Cybersyn possa veramente rappresentare quella terza via tra libero mercato e pianificazione centralizzata (URSS)
In 1970, the newly elected Popular Unity coalition government of Salvador Allende found itself the coordinator of a messy jumble of factories, mines and other workplaces that in some places had long been state-run, in others were being freshly nationalized, while some were under worker occupation, and others still remained under the control of their managers or owners. The previous centrist administration of Christian Democrat Eduardo Frei had already partially nationalized the copper mines, the producer of the country’s largest export. Frei’s government had also developed a massive public house-building program and significantly expanded public education, all with substantial assistance from the United States. Washington was fretful that if it did not pay for social reforms, it would witness social revolution within the hemisphere that it viewed as its own. Thus, substantial sections of Chile’s relatively small economy were already in the public sector when the socialists took over, stretching the bureaucracy’s management capability to its limit. A more efficient strategy of coordination was required.
Il 29enne Ferdinando Flores, capo della CORFO (Chilean Production Development Corporation), responsabile della gestione e coordinamento tra stato Cileno e le compagnie statalizzate, rimase affascinato dagli scritti di Stafford beer, studioso del neonato campo della cibernetica e consulente di ricerca operativa per varie corporazioni, campo della matematica che aveva interessato anche lo stesso Flores.
È interessante notare, e forse dopo ci fermeremo un attimino in più, come in particolare ai tempi della WWII divenne centrale una formulazione matematica di vari problemi riguardanti l'allocazione ottimale delle risorse, avendo ovviamente dei vincoli. Della cosidetta programmazione Lineare furono due i "fondatori": l'olandese-americano T. C. Koopmans e il sovietico Leonid Kantorovich, successimante in URSS la programmazione lineare divenne centrale nei piani quinquennali ed in generale nella pianificazione centralizzata. È interessante notare come questi metodi siano poi centrali nella distrbuzione logistica delle grandi corporazioni della vendita al dettaglio, oltre a tante altre similitudini interessanti tra multinazionali ed URSS sono raccolte nel libro "The People's Republic of Walmart", che fondamentalmente sostiene che corporazioni come Amazon e Walmart non siano altro che delle economie centralizzatre di scala che sono riuscite nell'obiettivo dell'Unione Sovietica, con tutti le controindicazioni che conosciamo, ma forse avremo modo di approfondirlo successivamente.
Nell'intervista di Medina a Flores questo riporta come fosse catturato dalla coerenza filosofica dei sue scritti sul "management cybernetics" potesse essere ben reciclata nella visione del socialismo democratico antiburocratico di Allende, permettendo ai lavoratori di partecipare alla gestione della produzione...
Il termine "cibernetica", specialmente affiancato da "management", a noi oggi ci suona ridicolo, riporta a quelle buzzwords commerciali (anche se è stato ampiamente surclassato da quantum) e mantiene un'aura che ci riporta ad i nostri meravigliosi tecno-utopismi ingenui, o anzi a delle distopie di serie B che si preferisca. Ma in fondo il campo della "cibernetica" nei primi anni '50 studiava come diversi sistemi- biologici, meccanici, sociali - gestivano dinamicamente le comunicazioni, decisione e azione. Il primo libro di Beer, CYbernetics and Management, uscito nel 1959, non faceva nemmeno riferimento ai computer, anzi approfondiva in maniera maniacale il funzionamento del sistema nervoso perifico tra varie specie biologiche, non dobbiamo quindi pensare ad una specie di scienza della gestione algoritmica, o a una teoria del taylorismo digitale.
Il campo della cibernetica iniziò a vedere la luce a cavallo della WWII, quando Norbert Wiener iniziò a studiare sistemi antiaerei, in particolare un sistema di feedback che permettesse all'utente umano di aggiustare il tiro in modo automatico. Fu rivelatoria l'utilità di progettare macchine con sistemi di controllo lineare, "se faccio questo otterò quest'altro".
Riportiamo un pezzo su Wiener: As Richard Barbrook recounts in his 2007 history of the dawn of the computer age, Imaginary Futures, despite the military engineering origins of the field, Wiener would go on to be radicalized by the Cold War and the arms race, not only declaring that scientists had a responsibility to refuse to participate in military research, but asserting the need for a socialist interpretation of cybernetics. “Large corporations depended upon a specialist caste of bureaucrats to run their organisations,” Barbrook notes. “They ran the managerial ‘Panopticon’ which ensured that employees obeyed the orders imposed from above. They supervised the financing, manufacture, marketing and distribution of the corporation’s products.” Wiener, and later Beer, on the other hand, conceived of cybernetics as a mechanism of domination avoidance: a major challenge that the managers of any sufficiently complex system face, according to Beer, is that such systems are “indescribable in detail.”
Dal canto suo Beer non credeva nella definzione comune di controllo come dominio, visto come oppressivo e autoritario, anzi è anche fin troppo ingenuo considerare ogni meccanismo sociale, biologico, econimico ecc. come un sistema di feedback lineare, dove l'agente controllato è semplicemente posto sotto stretta coercizione. Invece i suoi modelli spostavano lo sgiardo dal controllo del mondo esterno a cercare di identificare le condizioni di equilibrio tra i sottosistemi e di avere dei meccanismi di feedback che ne aiutassero a raggiungere la stabilità. Per lui un sistema può essere identificato da due dipoli (Deterministico/Probabilistico) e (Semplice/Complesso). Un sistema di comunicazione interno può quindi facilitare l'auto-organizzazione delle componenti di un sistema, in particolare un sistema di comunicazione ridondante, orizzontale e multi-nodo (decentralizzato)...
Allende era attratto dall'idea di una direzione razionale dell'industria, e sotto la raccomandazione di Flores, Beer venne assunto come consigliere. Il suo lavoro sarebbe stato implementare una rete di comunicazione in tempo reale, connessa da fabbrica a fabbrica, fino alla CORFO (simile al MISE), in grado di comunicare sia verticalmente che orizzontalmente e eprmettendo quindi di avere una risposta veloce dai vari nodi del sistema in tempi brevi. I dati raccolti sarebbero poi stati analizzati da un mainframe che avrebbe prodotto delle proiezioni statistiche sul possibile comportamento economico (es materie prime necessarie, qta prodotte ec.) In aggiunta il sistema avrebbe implementato una simulazione informatica dell'intera economia cilena, sistema soprannominato CHECO. Sfortunamente alla prima visita a Santiago, Beer dovette confrontarsi con la dura realtà: il Cile possedeva solo quattro mainframe IBM 360/50 acquistati nel '65, durante la presidenza di Montalva, di proprietà National Computer Corporation (ECOM), che ovviamente erano già usati da altri dipartimenti. A Beer venne affidato un computer, che insomma su quattro non è così male, e il suo primo compito fu di ingegnarsi per costruire una rete informatica, disseminata per tutto il Cile, composta da un solo computer!
Ma ovviamente ciò che conta è costruire una rete, non le singole macchine presenti ai nodi. Come soluzione, Beer decise di usare le telescriventi, o telex, come possiamo fondalmente vedere come delle macchine da scrivere collegate alla rete telefonica. Beer pensò che come prototipo sarebbe bastato collegare questi figliocci del telegrafo, al tempo in Cile più diffusi dei telefoni, al mainframe IBM lasciato a Santiago, che avrebbe continuato a fare da cervellone. L'idea di Beer era creare un sistema di feedback che collegasse i quadri di fabbrica e la CORFO: un gestore avrebbe mandato le informazioni sullo stato della produzione attraverso le telex alla National Computer Corporation. Lì un operatore avrebbe riportato questi dati in delle schede performate che inserite nel mainframe, che confrontando l'andamento con gli storici a dispodizioni, avrebbe cercato delle anomalie attraverso un software statistico. Se fossero trovate delle anomalie queste sarebbero state notificato indietro alla fabbrica e alla CORFO. Quest'ultima avrebbe aspettato del tempo per intervenire, dando quindi del margine di autonomia all'azienda, mettendo quindi anche il governo in condizione il governo di adattarsi alle varie difficoltà e necessità a mano che affioravano. In questo sistema di feedback circolare Beer vedeva sia un'alternativa più morbida alla burocrazia sovietica, sia un disincentivo a falsificare le effettive figure produttive come avveniva continuamente in URSS.
Vediamo come questo sistema non sia esente da critiche: innanzitutto bisogna considerare che il deficit strutturale portava comunque delle relazioni di potere implicite: il fatto che esistesse una singola unità di calcolo renedeva la rete dipendente dalla National Computer Corporation (ECOM) e dalla CORFO. Oltretutto essendo solitamente la telex ad uso di una singola figura dirigenziale nella fabbrica, questa non solo non avrebbe dato alcun beneficio al singolo lavoratore, ma anzi avrebbe reso ancora netta la condizione di alienazione della forza lavoro, rendendola succube oltre che dei quadri dirigenziali anche delle direttive del ministero. Questa visione va ridimensionata, dato che una parte della linfa del movimento nato in Cile nella coalizione di Unità Popolare di Allende era composto da movimenti sindacali e cooperative autogestite. Oltretutto bisogna considerare come la rete per funzionare chiedesse un'enorme quantità di lavoro umano, e a ben leggere non rassomigliava ad una specie di "piena automazione", anzi per l'appunto i dati che venivano macinati dal software andavano prima inseriti in delle schede perforate, poi oltre il monitor del mainframe la "decision room" era ricca di grafici che si susseguivano, costituiti da cartonati pre-disegnati che rassomigliavano dei flow chart ecc. Insomma era comunque il 71, la NASA usava ancora "calcolatori umani" almeno fino al '69
Lo stesso Allende, gli va riconosciuto, appena divenne familiare con il funzionamento di Cybersyn, spinse Beer ad espandere le sue potenzialità "decentralizzanti, partecipative ed anti-burocratiche". Il desiderio di Allende per Projecto Synco che non fosse un'imitazione tecnocratica della pianificazione economica simili-sovietica, ma anzi uno strumento emancipatorio in mano ai lavoratori fino alla catena di montaggio per prendere parte ai processi decisionali. Il suo entusiasmo impressionò Beer che lo estese oltre le aziende nazionalizzate.
Per spendere ancora due parole sulla situazione cilena, ancor prima della elezione della coalizione di Unità Popolare, gli USA spesero milioni nella propaganda contro la sinitra ed in support dei Democristiani. A seguito della nazionalizzazione dell'industria del rame, supportata anche dai Democristiani, gli USA non vedendo un indennizzo tagliarono le linee di credito, le multinazionali a cui apparteveano le miniere cercano di bloccarne l'export. I padroni delle fabbriche e delle terre si rivolsero ai tribunali cercando di bloccare le riforme, la destra chiese apertamente ai militari di prendere il controllo, opzione poi supportata dalla CIA. Mentre un sostanziale aumento dei salari riuscì a diminuire la disoccupazione e portò una crescita del reddito nazionale del 8%, questo embargo de facto mise in difficoltà l'economia cilena e limitò la disponibilità di beni di consumo. La condizione politica andò a radicalizzarsi, e questo portò delle notevoli difficoltà al gruppo di Beer. I pochi ricercatori esperti in ricerca operativa dovettero studiare le peculiarità di ogni singola azienda per comprendere quali indicatori il software avrebbe dovuto traciare e quali no. Nonostante ciò il modello di CHECO iniziò anche a tenere in considerazione fattori macroeconomici per dettare la simulazione dell'economia cilena, come gli investimenti e l'inflazione. Il team ad un certo punto si reso conto anche della difficoltà nell'ottenere uno storico affidabile di informazioni, i dati nell'industria mineraria tenevano traccia solo degli ultimi due anni, nell'agricoltura erano pressoché inesistenti, in molte industrie gli ingegneri erano resti a collaborare, vista anche una fedeltà politica all'ancien régime. Alla fine CHECO per simulare l'economia cilena sfruttava solo i dati sull'inflazione, lo scambio di valuta estera e il reddito nazionale, oltre ad alcuni modelli semplifcati specifici di alcuni settori.
Nel libro di Medina viene sottolineata più volte la propensione di molti ingegneri a continuare a rispondere alla precedente gerarchia nella fabbrica, anche se questa era stata nazionalizzata, ad esempio riferendo le informazioni prima alla direzione, poi a manager o quadri di medio livello, e successivamente ai responsabili della produzione. Questo ovviamente è stato un enorme ostacolo all'obiettivo, espresso sia da Beer che da Allende, di rendere il sistema quanto possibile partecipativo, decentralizzato e anti-burocratico, il ruolo dei lavoratori nel processo decisionale diventava ovviamente trascurabile. Oltretutto dal libro di Medina notiamo che proprio da una fascia di lavoratori altamente specializzati, appunto ingegneri e direttori della produzione, venne un'enorme resistenza durante il processo di modellazione delle fabbriche, ma di crumiraggio in generale, quando era necessario per la CORFO conoscere a quali metriche affidarsi, questo andava anche di passo con il fatto che Beer fosse concentrato sulla ricerca operativa, materia assente dai corsi universitari in Cile per cui quindi la formazione già scarseggiava.
Queste difficoltà comunque non impedirono a Cybersyn di dimostrare il suo potenziale, permettendo, anche nella sua forma embrionale,a gruppi di lavoratori e cooperativi di auto-organizzare la produzione e distribuzione durante lo sciopero dei camionisiti del 15 Ottobre 1972, rilanciato dai settori conservatori dell'industria e fiancheggiato dalla CIA, che avrebbe altrimenti messo in ginocchio l'economia cilena e quindi il governo.
Durante lo scioepro Cybersyn riuscì appunto a dimostrare il suo potenziale. La rete permetteva al governo di sapere dovere la scarsità di un bene si accentuava, dove si trovassero gli autotrasportari che non partecipavano al boicottaggio, e in questo modo redigere la distribuzione per venire in contro alle necessità. L'approccio non era verticale, dettato dai ministri seduti a La Moneda, ma anzi i settori delle aziende nazionalizzate e delle cooperative si organizzarono nei “cordónes industriales”, in modo da poter coordinare mutualmente lo scambio di materie prime e carburante.
Breve nota sui cordones: The autonomous operation of these cordónes mirrored forms of spontaneous worker and community self-direction that appear to pop up regularly during times of revolutionary upheaval, or otherwise at times of crisis or natural disaster, whether we call them “councils,” “comités d’entreprises” (France), “soviets” (Russia), “szovjeteket” (Hungary) or “shorai” (Iran). Liberal commentator Rebecca Solnit describes in her social history of the extraordinary communities that emerge at such extreme moments, A Paradise Built in Hell, how, far from the chaotic, Hobbesian war of all against all of elite imagination, it is calm, determined organization that on the whole prevails. She repeatedly discovered how remarks by those attempting to survive through earthquakes, great fires, epidemics, floods and even terrorist attacks that despite the horrors experienced, reflect how truly alive, full of common purpose and even joyful they felt. It is no wonder that a rich, long-lived stream of libertarian socialist thought, running through the writings of the likes of Rosa Luxemburg, Anton Pannekoek, and Paul Mattick emphasizes such organization, such “councils,” as the foundation of the free society they wish to build. The great challenge is the scaling-up of such democratic, market-less organization. This is the distilled version of the economic calculation debate: relatively flat hierarchies seem perfectly capable of democratically coordinating production and distribution for a limited number of goods and services, for a small number of people and over a limited geography. But how could the myriad products needed by a modern, national (or even global) economy—with its complex web of crisscrossing supply chains, thousands of enterprises and millions of inhabitants (billions, if we consider the global case)—be produced without vast, metastasizing and inefficient bureaucracies? How are the interests of the local production node integrated harmoniously with the interests of society as a whole? What may be in the interest of a local enterprise may not be in the interest of the country. What happened in Chile in October of 1972 may not be the definitive answer to these questions, but it hints at some possibilities.
Il 15 Ottobre, Flores si convise che avrebbero dovuto sfruttare ciò che avevano imparato dallo sciopero per definire la struttura definitiva di Cybersyn. Il comando centrale restava inserito nel palazzo presidenziale, connesso attraverso le telex a numerosi centri operativi specializzati nei diversi settori. Il governo avrebbe ricevuto ogni minuto un aggiornamento dalle varie zone del paese, rispondendo alle richieste e mandando ordini. La rete non doveva rimanere centralizzata, ma anzi permettere la connessione tra i partecipanti, quando quindi un'azienda avrebbe avuto bisogno di materiale o carburante la risposta sarebbe stata girata a chi nelle vicinanze ne aveva a disposizione. Senza eliminare quindi la gerachia verticale, la rete avrebbe connesso il governo con le organizzazioni orizzontali presenti nel paese.
Medina scrive: “The network offered a communications infrastructure to link the revolution from above, led by Allende, to the revolution from below, led by Chilean workers and members of grassroots organizations, and helped coordinate the activities of both in a time of crisis.” She argues that Cybersyn simply faded into the background, “as infrastructure often does.”Il sistema non avrebbe quindi ordinato ai lavoratori cosa fare, ma avrebbe permesso alle singole realtà radicali di gestire i propri bisogni.
La strategia di Flores ad ogni modo funzionò, le riserve di cibo si mantennero a circa il 70% del normale, la distribuzione di materie prime continuò normalmente fino al 95% del normale e di carburante al 90% per le attività necessarie. I report erano basati su dati raccolti nei tre giorni precedenti, 15-17 Ottobre, mentre secondo Madina i report precedenti del CORFO richiedevano 6 mesi per essere elaborati. Per la fine del mese lo sciopero era quasi concluso, senza essero riuscito a bloccare l'economia cilena. In un intervista Beer riporta che un ministro gli riferì che senza Cybersyn l'economia cilena sarebbe collassata il 17 Ottobre.
The result inspired Beer to envision still-wider applications of cybernetics to support worker participation. This former international business consultant had moved in an almost anarcho-syndicalist direction (anarcho-syndicalism is the political philosophy arguing for a government-less society coordinated directly by workers through their trade unions): “The basic answer of cybernetics to the question of how the system should be organised is that it ought to organise itself.” Science and technology could be tools used by workers to help democratically coordinate society, from the bottom up, leaping over the centralization/decentralization dichotomy. Instead of having engineers and operations researchers craft the models of factories, programmers would be under the direction of workers, embedding their deep knowledge of production processes into the software. Instead of the Soviet model of sending large quantities of data to a central command point, the network would distribute, vertically and horizontally, only that amount of information that was needed for decision making. For Beer, Medina writes, Cybersyn offered “a new form of decentralised, adaptive control that respected individual freedom without sacrificing the collective good.”
Dalle montagne del sud est cibernetico, una guida DIY per rubare alle banche. Torna Phineas Fisher o hackback, l'hacktivista responsabile dell'attacco ad hacking team l'azienda milanese che si occupa di sicurezza offensiva e vende trojan di stato a governi di tutto il mondo, anche il nostro. Del leak di un paio di anni fa eravamo riusciti a rimettere in piedi l'infrastruttura software alla base di galileo aka remote control system di cui abbiamo scritto un approfondito documento sul nostro sito.
Intervista a Gus del Tor Project!

Tre giorni di incontri e dibattiti (con tanti contenuti) per esplorare insieme l'ecosistema digitale.
Proveremo, insieme, ad andare a fondo su temi come la sicurezza, la privacy e l'ecologia. Spesso ci sembrano parole vuote e prive di significato dato che vengono quotidianamente abusate perché accattivanti e alla moda.
Non ci vogliamo accontentare di riempirci soltanto la bocca con queste parole, ma vogliamo capirle: comprendere cosa si portano dietro e quali implicazioni hanno per noi; indagare la relazione tra questi concetti, le nostre vite, quello che studiamo e che ci piace. Ci fanno orrore le macchine chiuse, per questo non vogliamo dare solo delle risposte, ma discuterne assieme e confrontarci per aprirle e vedere come funzionano!
by Gustavo Gus 19/11 h16-18 - aula D
Scopriamo Tor, uno strumento per poter navigare in modo sicuro ed anonimo, usato tutti i giorni per usare la rete in sicurezza combattendo il tracciamento e la censura. Ne Parleremo con il leader del community team del Tor Project.
by Hacklab Underscore Torino 20/11 h16-18 - aula B
Vi portiamo a spasso per un giretto dietro le quinte della società del controllo, provando con mano vie di fuga digitali e tecniche di autodifesa.
Non forniremo soluzioni facili o magiche, non siamo venditori di pentole, toccherà accendere il cervello, respirare, sbagliare, darsi il tempo di capire, portarsi i compiti a casa.
Daremo un'infarinatura su queste tematiche a nostro avviso sempre più importanti nella nostra società, dove gli ingredienti saranno paranoia quanto basta e uno spazio conviviale dove poter riprendere consapevolezza degli strumenti digitali, cercando di usarli evitando di fare male a noi stessi e ai nostri simili.
by Le Dita nella Presa da Radio Onda Rossa h16-17.30 21/11 - aula B
Si dice che la digitalizzazione inquina meno della carta. Sara' vero? Tiriamo fuori il nostro approccio hacker (cioè curioso e irrispettoso delle verità calate dall'alto) e andiamo a vedere quanto c'e' di vero in questo luogo comune. Usiamo la metodologia della Life Cycle Analysis, quindi consideriamo gli oggetti tecnologici in maniera integrata con la società in tutte le loro fasi: da dove viene la materia prima per fare i telefoni? Chi li produce? e quando non funzionano più che fine fanno? E se volessimo fare un dispositivo più sostenibile, come potremmo fare?
Il dibattito parte da una serie di trasmissioni di approfondimento andate in onda su Radio OndaRossa nell'ultimo anno.
by StakkaStakka da Radio Black Out 21/11 h18.30-19 - aula B
Grandi sorprese e ricchi premi!
Abbiamo parlato un po' del nostro sistema amnesico preferito. Tails!
Nei prossimi mesi andremo in giro nei peggiori posti di torino e dintorni a fare un po' di chiacchiere sui progetti che stiamo portando avanti, sui ragionamenti che ci stiamo facendo nell'ultimo periodo e soprattutto per raccogliere feedback, critiche e suggerimenti.
Domenica 27 Ottobre saremo a L.A. Miccia di Asti dalle 17 in poi parleremo di social network e presenteremo cisti.org
Per il compleanno del Barocchio tra una birretta e un'altra faremo una chiacchiera meno strutturata e piu' aperta a chiarire dubbi e domande.
Siete tutti invitati ai festeggiamenti per la riapertura dei laboratori del Gabrio, con la new entry Pole Dance Ribelle!
Vogliamo farvi conoscere i collettivi nati in questi 6+ anni di occupazione di via Millio, condividendo con voi il frutto delle nostre gioie e fatiche, con esposizioni, attività aperte e dimostrazioni pratiche.
E questa invece la prepariamo per bene quindi non potete mancare il 17 Novembre dalle 17.30 al Gabrio!
Il 18 dicembre saremo invece a radio blackout per un imperdibile radiospettacolo per presentare "Internet, mon amour" scritto da Agnese Trocchi di circe
Per questa puntata niente posta del cuore dell'internet, abbiamo parlato un po' di Torino citta' del futuro e poi dal minuto 11 circa, una bella intervista con Agnese e Karlessi di Circe che ci parlano di Internet mon amour, un libro di "cronache prima del crollo di ieri".
Dal minuto 58 circa invece rimandiamo una preparatissima puntata da le dita nella presa, (tramissione sorella maggiore di stakkastakka in onda su radio onda rossa a roma) riguardo "all'analisi della comunicazione su Facebook. Non per parlare di temi (pur interessanti) come privacy, controllo, profilazione, ma per valutare le possibilità che Facebook (non) offre a chi volesse utilizzarlo per fare una comunicazione politica."
Tre fermati per aver condiviso quotidiani su telegram e whatsapp
HELPDESK A/I è tornato per notificare problemi, chiedere aiuto ed effettuare richieste
Esistono dei programmi che leggono i feed.
Se hai Android, ti consigliamo Flym o Feeder.
Per iPhone/iPad puoi usare Feed4U
Per il computer fisso/portatile consigliamo Feedbro, da installare all'interno di Firefox o di Chrome e compatibile con tutti i principali sistemi operativi, andando a visitare un sito che non contiene l'iconcina arancione con i tre archetti c'e' un comodo tasto "trova feed in questo sito".
se non volete tutti i podcast di tutte le trasmissioni potete filtrare solo quelle delle trasmissioni che vi interessano, ad esempio:
insomma avete capito :)
se ci volete mandare i vostri feed preferiti non esitate :)
hackmeeting (feed di varie realta' del giro hackmeeting):

XM24 resta nel cuore dell'underscore ebbasta.
Dopo lo sgombero annunciato di XM24 da parte del comune di Bologna. Lo storico centro sociale xm24 e' stato smantellato e con lui gli spazi, l'hacklabbo i bagni costruiti per l'hackmeeting, la ciclofficina, il cinema e il bar.
Quello che non sono riusciti a smantellare e' la forza e la determinazione delle persone che a Bologna continueranno a organizzarsi insieme e a gridare forte contro il nulla che avanza.
Tutta la nostra solidarieta' alle compagne ed i compagni di xm24!
Purtroppo gli ultimi minuti della puntata non sono stati registrati a causa di un surriscaldamento dei nostri turbo-sistemi!
Baco di uatsap e diretta con l'autore di "Cosa c'è nel listino prezzi della Procura di Milano per le intercettazioni"
Questa storia incomincia quando come hacklab veniamo invitati a librincontro per presentare il nostro progetto cisti.org. Ovviamente siamo molto felici di raccontare il lavoro degli ultimi mesi in una tre giorni ricca di presentazioni da condividere con amic* e compagn*.
Una settimana fa, a latere di una riunione di librincontro, nasce la possibilità di ospitare l'editore Nautilus nel nostro programma stakkastakka sulle libere frequenze di radio blackout. Sembriamo i più indicati ad ospitare questa intervista considerando i temi della nostra trasmissione ed il libro di Nautilus "Critica al transumanesimo".
Non ci facciamo molte domande, anzi nessuna, fissiamo un'intervista per lunedì nel nostro programma. Ci fidiamo, ci fidiamo con leggerezza ed ingenuità della bontà della presentazione dato che era già inserita nel programma ufficiale di librincontro.
Ci scambiamo qualche email con Claudio (l'ospite ed editore di Nautilus) per concordare i tempi e solo domenica riceviamo l'indice del libro. Non nascondiamo di non esserci mai molto interessati ai discorsi sul transumanesimo, l'unica chiave di lettura che ci ha coinvolto sul tema è una "critica al transumanesimo" di stampo anticapitalista, una critica al transumanesimo come forza economica ed egemonica che prova a legittimare il dominio dei grandi monopolisti della Silicon Valley sulla nostra società, finanziando master universitari e lobby politiche.
Sicuramente il nostro ospite era a conoscenza dei temi spinosi sollevati dalle persone all'ascolto, certamente piu' sgamate di noi sul tema, domande a cui ha preferito non rispondere e a cui noi abbiamo dato poco seguito, su questo dobbiamo fare autocritica.
A causa della nostra leggerezza nel preparare l'intervista, non potevamo immaginare le idee sostenute da chi questo libro l'ha scritto. Cosi' nel pomeriggio arrivano le prime segnalazioni e critiche, allora ci mettiamo a cercare e arriviamo sul sito di "urlo della terra". Quello che leggiamo, a partire dall'indice, ci fa accapponare la pelle:
"Ecologismo e transumanismo connessioni contro natura, dove trans-xeno-femminismo, queer e antispecismo incontrano la tecnoscienza, Il cyborg: una metafora che si incarna, un dispositivo di potere e la fine di ogni liberazione, Vaccini: armi di distruzione di massa.
Andando avanti nella lettura le cose peggiorano e vogliamo fare alcune considerazioni.
Ci assumiamo la nostra responsabilità nell'essere stati cosi' ingenui e poco informati nel preparare questa intervista e ci scusiamo con tutte le persone, cyborg e programmi che si sono sentiti offesi.
Come spesso sottolineiamo, la tecnologia non e' neutra ma rispecchia le idee, i percorsi e la visione del mondo di chi la produce, la ricerca, la finanzia, e nel contesto del capitalismo, del razzismo e del patriarcato la tecnologia spesso significa sorveglianza, sfruttamento e coercizione. Ma per noi la tecnologia e' anche uno strumento di liberazione, ed e' per questo che suggeriamo di usare i server autogestiti, di utilizzare software libero, per questo ci sbattiamo per creare tecnologie alternative alle piattaforme del capitalismo con progetti come cisti.org, per questo partecipiamo ogni anno alla costruzione di hackmeeting.
La riappropriazione dei saperi, delle tecniche e degli strumenti a beneficio delle liberta' personali e collettive e' uno dei punti chiave del nostro agire.
Per essere chiari e per rispondere meglio alle domande ricevute in trasmissione, consideriamo ovviamente la possibilita' di abortire e la possibilita' di effettuare una transizione di genere come ottimi esempi di tecniche di autodeterminazione ed emancipazione personale.
Ci auguriamo che quanto scritto sopra chiarisca la nostra posizione, ed è alla luce di questo che abbiamo deciso (non senza difficolta') di annullare la nostra presentazione a librincontro programmata alle 16:00 di sabato.
underscore hacklab / stakkastakka
Abbiamo parlato con l'autore di "Critica al transumanesimo – Nautilus" che sarà presentato a librincontro.
Diretta con gli amici di eigenlab di Pisa per parlare della loro esperienza e del crowdfounding per un bellissimo progetto per la loro autosufficienza energetica.
Nell'ultimo hackmeeting ospitato a Firenze nel 2011 i Maya annunciavano la fine dei tempi. Nonostante l'umanità appaia lavorare alacremente in questo senso, per ora siamo in stand by: persistiamo con ironia nell'inferno dei viventi. I tempi non somo troppo felici, nè facili, ma non per questo abbiamo perso la voglia di giocare e smontare il mondo. Grosse nubi di ignoranza e velleità autoritarie producono una pioggia acida che corrode la società tutta. Serve un ombrello robusto, per questo ci prepariamo ad un nuovo hackmeeting:
30/31 maggio, 1/2 giugno a Firenze, presso il csa nEXt Emerson.
Dobbiamo fare la nostra parte, e giocare dalla parte giusta.
Se una visione critica della tecnologia è sempre stata necessaria, oggi vorremmo mettere l'accento sul metodo che negli anni abbiamo proposto come linea guida del nostro agire: l'autogestione.
A un modello sociale edificato sulla paura e l'emergenza, sul profitto elevato a ago della bilancia dell'umane vicende e incantesimo di guarigione per qualsiasi male, vorremmo opporre il nostro modo di stare al mondo condividendo beni e saperi. Non vorremmo parlarne nei termini di una vaga idea o generica linea guida o aspirazione, ma in qualità di pragmatica capacità organizzativa basata sulla solidarietà e la messa in comune di conoscenze, metodi e mezzi. Crediamo fortissimamente nella contaminazione delle discipline: dall'informatica alla fisica, dalla meccanica alla filosofia, dall'agricoltura alla matematica, dalla logica all'arte, dall'architettura all'antropologia, e continuate voi con gli abbinamenti che preferite.
Siamo persone curiose in ogni campo, e riconosciamo la necessità di intrecciare le esperienze per indagare la complessità del reale, senza arroganti semplificazioni di comodo.
Per farsi un'idea degli argomenti trattati ad hackit puoi leggere i programmi degli anni passati su https://www.hackmeeting.org e chi siamo e altre info.
Se condividi il nostro approccio, e vuoi partecipare a questo gioco che dura 4 giorni, ma più probabilmente tutta la vita, ti chiediamo di impegnarti un poco per produrre dei contenuti: più la comunità contribuisce, più hackit sarà interessante.
Allestiremo tre sale, più un quarto spazio jolly, per discussioni improvvisate o per seminari che sforano sull'orario previsto. Non ci sono rigide indicazioni riguardo alla durata degli interventi, tieni però presente che sebbene il tempo sia una dimensione dell'anima, la fisiologia umana a ricondurlo a una certa finitezza del medesimo, inoltre incastrare una chiaccherata di 31 minuti e 14 secondi in una griglia oraria è molto più difficile rispetto ad una di 1 o 2 ore.
Per orientarsi possiamo offrire qualche indicazione basata sulla più che ventennale esperienza di hackit.
Se l'intervento è più una suggestione o non te la senti di parlare per troppo tempo, sono previsti alcuni momenti dedicati ai "ten minutes talks". Di solito si tengono a fine giornata, nella sala più capiente e qualcuno si occuperà di segnalare lo sforamento eccessivo dei dieci minuti. Puoi segnarti direttamente in loco durante hackit, oppure iscriverti alla lista
hackmeeting(at)inventati.org
e mandare una mail con subject
[TEN] titolo
nel messaggio una breve spiegazione
Se invece intendi proporre un intervento più lungo
manda una mail con subjet
[TALK] titolo
e le seguenti informazioni nel messaggio:
La griglia degli orari viene creata, comunicando via via i cambiamenti in lista cercando di rispettare le preferenze in termini di orari/giorni.
Durante hackit verrà delineato un percorso di base, quindi non intimidirti: divulgativo o tecnoSciamanicoDiIncomprensibileArgomentoDiOscuraMagiaNeraIntriso, se fatto con passione e impegno tutto può avere un senso e essere utile per qualcun'altro.
Se non hai un seminario da proporre, ma ti piacerebbe sentire parlare di qualche argomento in particolare, può seguire gli stessi passaggi indicati per la proposta dei talk, ma usare come subjet
[TALK RICHIESTA] titolo
e una breve spiegazione della richiesta
Vi scriviamo per informarvi della raccolta fondi che eigenLab ha da poco lanciato. Come probabilmente saprete, da quasi un anno l'amministrazione centrale dell'Università di Pisa ha spento l'interruttore che fornisce energia elettrica al nostro laboratorio nel Polo Fibonacci, dopo anni di convivenza fertile in quel luogo. Molte (anche se non tutte) le attività che il collettivo porta avanti hanno subito un brusco arresto: ai link in calce potete leggere i comunicati che abbiamo scritto per raccontare tutta la vicenda [1-3]. La nostra intenzione è quella di continuare a vivere quel posto, perché riteniamo fondamentale mantenere aperti spazi di scambio e autoformazione in una università sempre più chiusa alle esperienze devianti. Per questo motivo vogliamo installare dei pannelli solari sul tetto del nostro casottino che ci permettano di usare almeno un computer e di illuminare il posto di sera: per realizzare ciò ci serve l'aiuto di tutt coloro che possano contribuire per permetterci di raggiungere il nostro obiettivo. Questa https://eigenlab.org/pannellisolari/ è la pagina relativa alla campagna raccolta fondi con informazioni su come effettuare una donazione, e se ovviamente un aiuto in tal senso è molto gradito, saremmo altrettanto content se decideste di diffondere la chiamata alle vostre conoscenze.
Vi ringraziamo per tutto l'aiuto che darete, Ci vediamo nelle lotte! I ragazzi e le ragazze di eigenLab.
[1] https://eigenlab.org/2018/06/verranno-al-contrattacco-con-elmi-ed-armi-nuove/
[2] https://eigenlab.org/2018/07/che-lignoranza-fa-paura-ed-il-silenzio-e-uguale-a-morte/
[3] https://eigenlab.org/2018/08/eppur-si-muove/
Abbiamo parlato di phishing a partire da questa guida di security without borders.

Usciamo dai laboratori dell'hacklab _TO ed entriamo nel camper per lo straordinario tour di presentazioni di alcuni dei progetti che ci hanno fatto faticare in questi ultimi mesi!
Tutti questi incontri e tutti (i numerosi) che verranno sono warm-up in vista dello splendido hackmeeting che quest'anno si terrà a Firenze presso il Next Emerson dal 30 Maggio al 2 Giugno!
Siateci!
Abbiamo parlato del malware exodus con chi ha realizzato l'analisi tecnica.
Oggi nasce cisti.org!
Uno spazio digitale liberato.
Un server scapestrato e autogestito.
Anticapitalista, antifascista, antirazzista e antisessista.
Nei laboratori dell'hacklab underscore abbiamo pensato di chiamarlo cosi' perche' crediamo sia importante prendersi cura innanzitutto delle comunita' affini sul territorio e noi di questa grande famiglia -con tutti i suoi scazzi e le sue divergenze- ci sentiamo sicuramente parte.
Cisti è un "contenitore" di strumenti radicali per scrivere, comunicare e condividere. Radicale perchè vuole essere uno spazio autogestito che mette al centro la sicurezza ed il benessere delle identità che lo vivono.
Nei prossimi mesi faremo degli eventi per presentare cisti.org in giro così da discuterne apertamente insieme. Questo 6 aprile saremo al CELS per presentare cisti in valle, nel mentre iniziamo gia' a parlarne a grandi linee cosi' da poterne dare un'idea e cominciare a raccogliere critiche e suggerimenti.
Il pad e' uno strumento che noi usiamo spesso e crediamo possa essere utile a molte persone. Contiene servizi per gestire collaborativamente testi, progetti, consensi e altro. Il pad ha molte funzionalita', che potete sperimentare liberamente, ci soffermiamo solo sul fatto che tutto quello scritto sul pad è cifrato ed impossibile da leggere o modificare per chiunque non abbia il link. Questo significa che nessuno puo' accedere ai vostri testi senza il vostro consenso (nemmeno noi).
Gancio nasce da carta canta, ci è sembrata una gran bella idea e abbiamo pensato che un posto che raccogliesse gli eventi fosse fondamentale. Ne abbiamo parlato questo lunedi' 18 marzo su stakkastakka, la trasmissione che curiamo su radioblackout. Vi hanno cancellato l'evento su facebook? "potete scrivere sull'agendona la polentata a canicatti' di sabato alle ventuordici?" "diofa ma ancora nessuno ha mandato le date a carta canta?", avete organizzato due concerti hardcore nella stessa serata? "cosa faccio stasera?" gancio risponde a queste e altre domande. Lo stiamo scrivendo noi da zero e lo adotteranno probabilmente altre citta' (i bolognesi di bida.im gia' lo vogliono, i romani lo bramano, i milanesi e i fiorentini li convinciamo facile :P). Insomma lo stiamo pensando facilmente adottabile/adattabile da altre comunita', che ci sembra sia un bisogno non solo torinese (e' software libero!). L'abbiamo scritto in poche notti, quindi, soprattutto nel primo periodo, se qualcosa non funziona e' normale. Scrivetecelo o aiutateci a risolverlo.
Mastodon e' un social network. Sappiamo che per molti e' una brutta parola, anche per molti di noi che sui social network commerciali non ci sono mai stati. I movimenti (e in generale le persone) hanno pero' bisogno di comunicare e fondare la nostra comunicazione su piattaforme orientate esclusivamente al profitto, al controllo e alla collaborazione con le forze di polizia non e' una scelta lungimirante. Nella ricerca di strumenti validi verso altre direzioni, abbiamo trovato mastodon. Mastodon non ha azionisti, e' della comunita', non e' controllato da nessuno centralmente, e' federato, non e' facile da censurare, non ti chiede i documenti ne' la tua vera identita'. Mastodon nasce circa tre anni fa con una prima forte spinta dalla comunita' LGBT alla ricerca di uno spazio digitale dove potersi esprimere serenamente. Ora i nodi che fanno parte della rete mastodon sono tanti, più di 6mila con circa due milioni di utenti. Spiegare mastodon in due righe non e' immediato, altrimenti non dovremmo alzare il culo per venire in giro a raccontarlo. Potete trovare qua alcune delle riflessioni che ci hanno accompagnato in questo percorso. Potete anche guardare un breve video esplicativo qua video.
piccolo glossario per fuorisede:
Lo puoi utilizzare come vuoi, tipo "fai cisti che ti fai male" oppure "fai cisti al palo mentre fai retro" anche se in realtà il termine viene utilizzato piu che altro in contesti "drogheggianti"...tipo "fate cisti se arriva qualcuno..." infatti la frase per intero è "CISTI MADAMA (la polizia, i carabinieri....) CI HA VISTI!" da https://www.bruttastoria.it/dictionary/cisti.html
Famoso anche il servizio di radio blackout "cisti viaggiare informati" per segnalare posti di blocco, controllori e in generale presenze sgradite sul territorio
Se vieni a Torino e dici: "ehi, ci diamo un gancio alle 8?" nessuno si presenterà con i guantoni per fare a mazzate. ... è un'espressione tipica del torinese, darsi un gancio vuol dire beccarsi alle ore X in un posto Y
A: dov'e' il gancio per andare al corteo domani?
B: non so ma domani non posso venire, ho gia' un gancio per caricare la
distro.
liberamente adattato da
https://forum.wordreference.com/threads/avere-un-gancio.2356288/
Abbiamo fatto una diretta con gli amici di bida.im parlando della loro istanza. Ma era tutta una scusa per lanciare la nostra istanza su mastodon.cisti.org! Iscrivetevi in nuovo nodo del fediverso!
Per ulteriori informazioni sull'associazione di mutuo soccorso si può fare riferimento al loro sito.
Nell'approfondimento di questa puntata abbiamo spiegato alcuni dei consigli riportati nel nostro comunicato in solidarietà all'Asilo Occupato.
Non succedeva da anni che l'hacklab rimanesse chiuso il mercoledi' sera, ma il vento di internet ci ha portato una notizia talmente brutta che oggi non stiamo al pc, usciamo per strada: hanno sgomberato l'asilo e hanno arrestato 6 persone.
Da allora e' passata una densa settimana, tra strade piene di divise di
ogni colore, ma anche piene di nuove compagnie.
Le emozioni sono tante e l'unico istinto è quello di unirci a questo
grande abbraccio di solidarietà che si stringe attorno all'Asilo, un
luogo che, contrariamente a quanto dipinto dai pennivendoli de La
Busiarda -e non solo- negli ultimi venticinque anni, è stata una delle
poche realtà torinesi ad opporsi con coraggio ad un mondo di muri,
macerie, sfruttamento e solitudine.
Ci sentiamo quindi di espiremere solidarieta', vicinanza e complicita'
con chi lotta contro lo sgombero dell'Asilo!
Ma insieme alla solidarietà vogliamo mettere le nostre conoscenze a disposizione di chi, in questi giorni, sta mettendo in gioco la propria libertà e creatività per una lotta che ha ormai superato la questione specifica dello sgombero dell'Asilo.
Ci sembra utile quindi dare alcune dritte su come usare al meglio gli strumenti tecnologici a nostra disposizione, cercando di limitare i danni a noi e a chi ci sta intorno.
Queste scelte richiedono impegno, tempo e confronto per argomentare come mai consigliamo questo o quello strumento, per questo stiamo preparando delle giornate a tema dove affronteremo insieme questi temi, nel frattempo considerateli come consigli ragionati.
Lascia il telefono lontano da dove chiacchieri, possibilmente lascialo ACCESO a casa.
L'ondata di repressione che ci ha travolti per le strade della città si ripercuote anche sui social media: oggi è stato oscurato il profilo facebook di Macerie, che si è preoccupata, insieme ad altri collettivi, di aggregare informazioni, testimonianze e immagini dello sgombero e delle manifestazioni di solidarietà che ne sono seguite.
Che per Facebook, come per altre piattaforme corporative, informare e organizzare la protesta sia una colpa è cosa nota, visto anche con che facilità collaborano con le forze della repressione. Sarebbe come aspettarsi di poter avere liberta' di parola su La Busiarda
Come hacklab underscore vogliamo dare un contributo in questa direzione, sentiamo l’esigenza di creare spazi sociali “liberati”, anche nel digitale, dove le persone possano sentirsi accolte e libere dalla pressione della società della performance, creando strumenti per far interagire comunità di sangue e carne, in grado di produrre alternative (anche) alle piattaforme del capitalismo.
Quindi noi ci stiamo organizzando in questa direzione e col medesimo intento di aiutare le comunità ad organizzarsi nel territorio, stiamo anche progettando un calendario di movimento condiviso, un qualcosa tra l'agendona di radio blackout e la bellissima carta canta, ne scriveremo quanto prima.
Nel mentre vi consigliamo delle letture di autodifesa digitale che possano aiutare ad approfondire questi argomenti.
Per sapere come mettere in sicurezza i nostri dispositivi e le nostre comunicazioni vi consigliamo le seguenti letture:
Per una lettura piu' vicina alla questione perquisizioni e sequestri ci sentiamo di consigliare il libricino "Stop Al Panico" (a cui abbiamo collaborato come comunità hackmeeting alla parte digitale) e Vlad (vedemecum per gli abusi in divisa) http://www.abusivlad.it
Se avete domande, potete inviarcele via mail all'indirizzo: underscore@autistici.org inoltre tutti i lunedì dalle 13 alle 15, potete interagire con noi durante la trasmissione stakkastakka sulle libere frequenze di radio blackout.
Proveremo a rispondere ad ogni dubbio tecnologico (e non) al meglio delle nostre capacità.
stay safe, fate cisti
tutti liberi, tutte libere!
Anonimato III, ripartiamo dal beneamato Ross.


Approfondimento sulla computazione
In nome della trasparenza ed honestà mettiamo qua direttamente gli appunti che erano stati scritti per questa puntata. Non è assolutamente un modo per evitarci del lavoro ;)
FATE UNA INTRO!!!! NON SI SA DI COSA STATE PARLANDO!
Spieghiamo perché ci interessiamo di computazione, in particolare riportiamo le differenze più interessanti, abbondando di spiegoni: sistemi lineari- complessi - caotici, problemi computabili - intrattabili, modelli discreti - continui
La discussione su cui partiva, tipo Modellizzare un fenomeno continuo in un gruppo discreto, citando gli esempi che riporta sulla meteorologia, eq di Navier Stokes ecc.
un interessante contributo all'investigazione dei sistemi complessi è stato dato da steven wolfram, fisico e creatore di Mathematica, che agli inizi degli anni 2000 pubblica "a new kind of science", un malloppone che parte dagli automi cellulari per arrivare a decretare la nascita di una nuova scienza, la "computazione sperimentale". Questo libro ha richiesto circa dieci anni per essere scritto, è lungo 846 pagine con 349 pagine di note. La prima frase è già indicativa dello stile, da molti reputato arrogante, del libro. "Tre secoli fa la scienza è stata trasformata dalla nuova, drammatica idea che le regole basate su equazioni matematiche potevano essere usate per descrivere il mondo naturale" riferendosi a Newton. Questo riferimento piuttosto imbarazzante definisce il palcoscenico: Wolfram mette il suo opus magnum sullo stesso piano del più grande lavoro nella scienza. Sostiene di aver fatto una scoperta importante che apre la strada al progresso in varie aree della scienza, dove quella che lui chiama "matematica tradizionale" non è riuscita a portare progressi significativi.
Il papero già citato mi intriga https://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371/journal.pcbi.1005268
Possiamo anche uscire on qualcosina di più recente tipo sugli oracoli, intesi come funzioni non computabili e troverebbero un corrispettivo nella mech quantistica nell'operatore di misura. Seguono pipponi vari sulle teorie di penrose : http://nautil.us/issue/47/consciousness/roger-penrose-on-why-consciousness-does-not-compute
Computazione non convenzionale: i computer tradizionali sono calcolatori basati sull'architettura di Von Neumann, resi possibili dall'invenzione del transistor e dal ridimensionamento della legge di Moore. Ci sono ricercatori che tentano di implementare estensioni di questa architettura, architetture alternative ad essa, ma anche architetture che non fanno uso di silicio. Qualche esempio:
biocomputer: Un biocomputer consiste in un percorso o una serie di percorsi metabolici che coinvolgono materiali biologici progettati per comportarsi in un certo modo in base alle condizioni (input) del sistema. Il percorso risultante delle reazioni che si verificano costituisce un output, che si basa sulla progettazione ingegneristica del biocomputer e può essere interpretato come una forma di analisi computazionale. Tre tipi di biocomputer distinguibili includono computer biochimici, computer biomeccanici e computer bioelettronici. I computer biochimici utilizzano l'immensa varietà di cicli di feedback che sono caratteristici delle reazioni chimiche biologiche al fine di ottenere funzionalità computazionale. I cicli di feedback nei sistemi biologici assumono molte forme e molti fattori diversi possono fornire un feedback sia positivo che negativo ad un particolare processo biochimico, causando rispettivamente un aumento della produzione chimica o una diminuzione della produzione chimica. I computer biomeccanici sono simili ai computer biochimici in quanto entrambi eseguono un'operazione specifica che può essere interpretata come un calcolo funzionale basato su condizioni iniziali specifiche che fungono da input. Differiscono, tuttavia, in ciò che serve esattamente come segnale di uscita. Nei computer biochimici, la presenza o la concentrazione di determinati prodotti chimici funge da segnale di uscita. Nei computer biomeccanici, tuttavia, la forma meccanica di una specifica molecola o di una serie di molecole in un insieme di condizioni iniziali funge da output. I biocomputer possono anche essere costruiti per eseguire il calcolo elettronico. Anche in questo caso, come i computer biomeccanici e biochimici, i calcoli vengono eseguiti interpretando uno specifico output basato su un insieme iniziale di condizioni che fungono da input. Nei computer bioelettronici, l'uscita misurata è la natura della conduttività elettrica osservata nel computer bioelettronico.
Un radioascoltatore ci ha richiesto una guida semplice di introduzione alle reti neurali. Nel fuori onda abbiamo chiesto al nostro super esperto di fuffa e ha partorito questo.
Nuova rubrica di stakkastakka in cui presentiamo un cazzillo, aggeggio, affare... Insomma un coso!
Questa settimana abbiamo parlato di redshift. Uno strumento che vi permette di tenere al sicuro le due palle umide che avete attaccate alla scatola cranica.
Se volete approfondire l'argomento ecco un ottimo punto di partenza
Abbiamo parlato di metadati, quelle informazioni che caratterizzano le vostre comunicazioni e descrivono con chi avete parlato.
Rifletteteci: a volte non è necessario sapere cosa avete detto, ma basta anche solo sapere con chi avete parlato.
Super approfondimento sulla sicurezza dei telefonini!

Siete tutti invitati ai festeggiamenti per la riapertura dei laboratori del Gabrio!
Vogliamo farvi conoscere i collettivi nati in questi 5 anni di occupazione di via Millio, condividendo con voi il frutto delle nostre gioie e fatiche, con esposizioni, attività aperte e dimostrazioni pratiche.
Vi aspettiamo al secondo piano con il bar e un buffet offerto dai vari collettivi, il tutto condito con Dj set a cura di Black Dynamite Trio, e dalle 17.30 concerti con Vandisky, Yuma e Muddy Mama Davis.
Collettivo Orto Gila arti grafiche Gabrio school of music Hacklab Cinespritz Microclinica
Dentro e fuori dalle stanze del nostro bellissimo hacklab metteremo a disposizione le nostre menti migliori per chiacchere e divertimento.
Cosa sono? Delle piccole presentazioni di dieci minuti su un argomento a scelta. Tutti potranno segnarsi e prendere uno spazio per raccontare un progetto su cui stanno lavorando o un idea o quello che vi pare. Abbiamo già qualche asso nella manica!
Avremo una presentazione su mastodon e social network che potrebbe durare un po' più di dieci minuti.

Lunedì 19 Novembre alle ore 21.00~ presso il CSOA Gabrio in via Millio 42.
Se non potete essere presenti con noi alla serata sintonizzatevi su #stakkastakka sulle libere frequenze di radio blackout tra le 13.00 e le 15.00 per una diretta con i redattori.
La storia dell’hacking come lo conosciamo oggi ha origine negli anni ottanta e nei fenomeni controculturali che li attraversarono: di questa esperienza abbiamo tentato in questo numero di offrire una delle prime forme di narrazione corale disponibili nel contesto italiano (e non).
Partiti con l’intenzione di affrontare la storia dell’hacking in una prospettiva globale, è diventata per noi dominante l’idea di affrontare la nascita e l’evoluzione dell’hacktivism, cioè del nesso delle pratiche hacker con l’attivismo e la militanza politica. Questo perché abbiamo preferito concentrarci su un percorso profondamente politico e peculiare del contesto italiano: nonostante la consapevolezza della non neutralità della tecnica, i movimenti italiani infatti riflettono da almeno tre decenni sull’uso sociale delle tecnologie digitali, dimostrando un particolare interesse per i nuovi media e per il loro uso ai fini di una comunicazione e una (contro)informazione libere e indipendenti. Nella costruzione del numero abbiamo seguito le reti dei protagonisti dell’hacking italiano e ci siamo avvicinati a coloro che, prima di noi, si erano interessati di queste storie. La linea di demarcazione tra gli uni e gli altri si è rivelata labile: per questo ci è impossibile distinguere con certezza quanto ci sia di emico (proveniente dall’interno) e quanto di etico (frutto di interpretazione) in questo numero.
Abbiamo parlato tanto di password, di quanto non siamo bravi a sceglierne di buone, di leak, di monitor.firefox.com e del perche' bisogna usare dei password manager intervistando un mantainer di keepassxc.
Abbiamo cominciato a trasmettere sulle mitiche libere frequenze di radio
blackout con una trasmissione di critica
delle nuove tecnologie e approfondimenti digitali, si chiama stakkastakka.
Per ora tutti i lunedì dalle 13 alle 15 sui 105.25fm (ovviamente solo
torino e dintorni) o in streaming sempre qui
Durante le trasmissioni potete interagire con noi in tempo reale, ci trovate su IRC nel canale #stakkastakka del server
di autistici (qui trovate come
fare).
Ci uniamo quindi alla combricola acaroradiofonica che vede tra le sue fila:
e quindi stay tuned, qui trovate i podcast
this scripts is long, confused and full of notes, links and questions, if you have the coffee on, it is better to stop it. This work was hard and we hope you like it.
We are talking about malware, offensive security and the attempt to legalize this institutional malware.
As we like to touch with our hands the stuff about what we talk about, we got one of this "malware" and we start do create a documentation about the setup of this. For everybody who wants to get hands dirty with us.
Then we get infected voluntarily using a device with his malware in order to study it closer, understanding how it works and which bugs may have.
Last, as many and many people are trying to create some rule and law about this very dangerous stuff we need strong guarantees in order to not accused of some false data gathered from our devices1, we have tried to generate some fake proof in order to understand how reliable are this gov-malware.
The conclusion we got is that there is no way to be sure technically that the evidence are real
We documented all the steps in a detail post, here instead, we want to analyze the ongoing proposal to legalize this malwares.
the concrete threat about the abuse of this very powerful tool move us to bring some lights on this foggy situation.
We are not law maker, but seems the malware in italy are already regulated. The crime is well now for hacker like us, 615-ter C.P. aka "Abusive Access into a System device" which shows also a specific part if the crime is done by an official.
But, the fact this tools are daily used from the police as investigation tool and nobody is showing any problem about that, is the demonstration about how a law is a perfect repressive tools, but is not working very well as justice and social tool. Which Police station will investigate about their own investigation tools ?
What we are trying to do for the future is to try to avoid that our (and yours) devices will spy us. Then, We would like spread some good security pratice in order to avoid to get infected from this and other trojans: we will surely need help because we know that won't be not exactly easy.
how do you explain the use of a tank ? We just need to talk about terrorism, about pedoporn? We just need to talk shit about some politician? Or maybe act against some big national operation ? We feel absolutely NOT protected from the italian law to regulate malware written and showed by "Civici Innovatori" (law:Quintarelli) which show a lot of issues; we just stopped a second reading tecnical operative law proposal2 how to rule and limit this and we discover they are trying to create similitudes with the malware functionality and the some regulated police pratice, like: tag after someone, intercept location data or real confiscation of the data into a device.
Trying to create similitudes between classic pratice and malware features it's absurd from every point of view and for every kind of justice act you may consider:
compare a confiscation to a remote file acquisition of a device is ridiculous. During a confiscation there's the presence of the person investigated which can verify what is happening, can request the presence of a lawyer and at the end should receive a list of the confiscated material. We can't imagine how this can be possible during a remote confiscation using a malware.
a real confiscation aim to cut off the availability of a specific tool, like a gun. The malware doesn't cut off this availability, because is not made for this.
Compare the GPS tracking of a real tagging is ridiculous. Get the digital data and easy to be analyzed from invasive algorithm is not comparable to a real shadowing, the quality of the data is completely another level.
But most of all there's a quantitative question about costs: do a shadowing from the police desk to 1000 people doesn't have the same cost to do it for real, it's clear that if yesterday doing a shadowing was a matter of time and money, but now, with a malware all you need is just to focus clic and press a button. The consequences of this is quite obvious. Just trying to imagine that this two operations are the same is quite ridiculous.
Then we start from the idea that a device is owned by the person investigated, but this is not always true. For example all the "public" device, the internet point, the libraries, the university. Reading the email from an internet point tapped where a person under surveillance used the pc before of us, bring us a risk because the pc is bugged (so is an infected pc) our email will go to the police. Even if we with a used device, our email will be delivered to the police.
Then there is a temporal problem. With a classical mobile interception, the SMS are grabbed starting from a specific day and the interception has a time limit for legal reason. The trojan is another story, it can read the data with no time limit, sending all the conversation on the device from the beginning of it's history, because it is all saved there.
During a shadowing there's the guarantee (except to hire a lookalike) that the position is the effective location of the investigated person. But the device may not travel with the person, it can be stolen or forgotten in a taxi. So basically the device owned by the person is not the person.
To believe as we read in the document, that the installation of a malware doesn't lower the security level where is installed is ridiculous, the base idea of the malware is exactly to let open some vulnerability in order to use it and doing so keep insecure the device of everybody in order to infect them.
To certify the impossibility to alterate the evidence seems impossible to obtain and later we prove it in two different way. But there's more. How is possible to certify the producer is not compromised? How is possible to verify that behind the massive architecture there's not a backdoor for someone else being able to use it? No, there's no way to verify it.
Lastly, seems a paradox for us that the government want to use digital weapons bought from a shadow market and very less transparent as the zero-day market
during our experiment we notice that the input of this 'objects' are considered trusted (not modified by the user), which is clearly erroneous. What may happen if a skype username is AAAA' DROP ALL TABLES--? and if it's length is 10million chars? And what if instead of an image we put something different and the malware breaks ? (yes it broke very badly). How the law will consider this social behaviour? self-defense? evidence occultation?
For us this 'objects' can't be regulated. For us there's a danger hidden into the secret action of the government over the citizen and this danger is way more unsafe than any other threats, fullstop.
We want to know all, not just the stats about how many malware are sold or exported (as recently requested by Hermes to the italian government), but we want to know specifically how exactly are used these new surveillance technique, like IMSI-Catcher or Government Malware and how many of them are used
If someone want to tell us, fell free to write us an email:
Underscore _TO* Hacklab // underscore chiocciola autistici.org
Key fingerprint = 5DAC 477D 5441 B7A1 5ACB F680 BBEB 4DD3 9AC6 CCA9
gpg2 --recv-keys 0x9AC6CCA9
questo scritto è lungo, confuso e denso di appunti, link e domande, se avete il caffè sul fuoco,
toglietelo. è stato un lavoro sudato, speriamo vi piaccia.
parliamo di captatori informatici, sicurezza offensiva e il tentativo di normare questi trojan di stato.
siccome ci piace toccare con mano gli oggetti dei nostri ragionamenti, ci siamo procurati uno di questi "captatori informatici" e ne abbiamo documentato il setup completo per chi volesse sporcarsi le mani con noi (grazie al lab61 per averci messo la pulce nell'orecchio).
successivamente abbiamo infettato volontariamente un dispositivo con il malware per vederne il funzionamento da vicino, quali funzionalità presenta e quali difetti.
in ultimo, dal momento che nel tentativo di normare questi pericolosi strumenti leggiamo della "necessità di forti garanzie per essere inattacabile sul piano della veridicità dei dati acquisiti", abbiamo provato a generare delle prove non valide per capire quanto sono affidabili questi malware (non contenti l'abbiamo fatto in due modi diversi).
la conclusione a cui siamo arrivati è che no, non esiste modo di garantire tecnicamente che le prove raccolte siano veritiere.
abbiamo anche fatto un'analisi tecnica della proposta di legge sottolineandone le criticità qui.
(legenda: le parti a sfondo bianco come questa sono per tutti i lettori, quelle a sfondo nero sono più tecniche e interessanti per qualcuno, noiose per qualcun altro, vi assicuriamo che saltarle non pregiudicherà la lettura).
installare galileo
un piccolo disclaimer: vi potete fare male, noi non abbiamo mai fatto uscire nessuna delle installazioni su internet liberamente, suggeriamo di fare lo stesso.
siamo partiti da questo link, un tutorial per il setup, modificando alcuni passaggi. in particolare abbiamo eliminato vari check della licenza per cui non è più necessario cambiare la data del sistema (molto scomodo su una macchina virtuale) ed è ora quindi possibile abilitare tutte le funzionalità.il setup minimo necessita almeno di 4 macchine:
- un master (windows 7, almeno 4Gb di ram)
- un collector (windows 7, almeno 1Gb di ram)
- un anonymizer (suggerito centos solo cli, anche solo 300mb di ram, io ho usato un container con alpine via runc)
- un target (fate voi, una debian, un android, un mac)
se volete strafare, servirá anche una macchina che faccia da network tactical injector, cioè l'oggetto usato per infettare le vittime attraverso attacchi wifi.
le prime due voci le abbiamo installate in macchine virtuali su un portatile con 8Gb di ram usando virtualbox, ma se avete delle macchine da sacrificare è uguale.
per iniziare guardiamo uno schema di come funziona l'architettura:
ora decidiamo gli ip statici per ogni macchina:
master: 192.168.56.2
collector: 192.168.56.3
anonymizer: 192.168.56.4master
- installo Windows 7 su una VM e imposto come ip dell'interfaccia
192.168.56.2- installo rcs-setup-2015032102.exe
- installo rcs-exploits-2015032101.exe
- seleziono Master Node
- in CN metto
192.168.56.2: questo ip verra' usato anche come CN del certificato https, potevo anche usare un nome ma poi toccava editare/etc/hostsdi windows- metto la password con cui controllerò tutto:
RCSMaster1- metto la licenza e a questo punto parte l'installazione.
- quando vedo "Remove previous master node files" sostituisco questo file in C:\RCS\bin\
- siccome ad ogni avvio ricontrolla la licenza, finita l'installazione devo sostituire anche questo file in C:\RCS\DB\lib\
- ora installo anche Adobe Air e la console
- a questo punto riavvio la macchina o i servizi e apro la console
- inserisco la loro CA come trusted dentro l'albero delle root CA
![]()
![]()
![]()
![]()
- inserisco le credenziali, vado dentro
monitore passo ad installare il collectorcollector
- come sopra ma scelgo Collector invece di Master Node
- imposto l'ip come scelto in precedenza per il collector, quindi
192.168.56.3- il common name del master richiesto sará quindi
192.168.56.2- torno sul master
master #2
- dentro
Systemdella console dovrebbe a questo punto comparire un collector- faccio un nuovo anonymizer a cui assegno come ip
192.168.56.4collego l'anonymizer al collettore
![]()
![]()
creo il pacchetto per l'anonymizer premendo
Download installeranonymizer
- preparo una macchina per installare l'anonymizer (consigliano una centos)
- io ho usato un container (runc) a cui ho dato come ip
192.168.56.4- prendo lo .zip creato sopra e installo l'anonymizer (bbproxy, lo mette dentro /opt)
- quando tutto funziona, in
Systemdella console vediamo questo:a questo punto siamo pronti per studiare, ecco i manuali di riferimento:
dopo aver installato e letto i manuali d'uso di RCS, abbiamo voluto provare effettivamente cosa è in grado di fare questo captatore informatico.
abbiamo quindi volontariamente infettato una nostra macchina linux e testato il funzionamento del tutto.
per prima cosa apriamo un'indagine (Operations->New Operation) a cui aggiungiamo un indagato sul cui ipotetico computer d'ufficio vogliamo installare un agente:

ora con una facile interfaccia punta e clicca possiamo selezionare le funzionalità del trojan da attivare

se invece vogliamo una configurazione particolare, come ad esempio limitare l'uso della batteria dell'agente possiamo utilizzare la modalità avanzata:

qui sopra un esempio di come è possibile attivare determinati moduli solamente quando il dispositivo è in carica.
per completezza ecco l'elenco dei possibili eventi, delle possibili azioni e di tutti i moduli.
se volete studiare tutte le funzionalità, rimandiamo alla documentazione ufficiale.
ovviamente non tutte le funzionalità sono compatibili con tutti i sistemi operativi, per avere una lista delle compatibilità vi rimandiamo anche in questo caso alla documentazione ufficiale e a quella non ufficiale.
quando la configurazione ci soddisfa, procediamo con la creazione del vero e proprio agente
premendo in alto a sinistra su Build.
ora manca solo di scegliere come infettare la vittima:

i vettori di infezione sono tanti, anche in questo caso la documentazione ufficiale ci viene in aiuto. la scelta del vettore da usare dipende in gran parte dalla vicinanza del dispositivo da infettare:
avendo accesso fisico al dispositivo (ad esempio in aereoporto, durante un controllo o una perquisizione) è possibile installare il malware via:
se è possibile avvicinare la vittima (facendo ad esempio un appostamento fuori dall'abitazione) è possibile introdursi nella sua rete wireless o emularla attraverso una serie di attacchi usando quello che viene chiamato il Tactical Network Injector.
noi purtroppo non abbiamo la possibilità di provare direttamente da un ISP l'installazione del Network Injector e avendo accesso fisico al dispositivo del fittizio indagato, ci infettiamo volontariamente con un Silent Installer per linux.
l'infezione
pubblichiamo l'agente venuto fuori dalla build per chi volesse sporcarsi le mani, SE NON SAPETE COSA STATE FACENDO, NON FATELO, SUL SERIO
NON SCARICARMI SE NON DEVI.zip
ovviamente non ci sarebbe bisogno di fare reverse engineering visto che abbiamo i sorgenti, ma siccome se non vediamo non crediamo, lo faremo ugualmente, non prima di vederlo in azione però. se avete linux e avete paura di essere infetti da un paio d'anni e non potete aspettare, date un'occhio dentro
~/.config/autostart/.*,/var/crash/.report*e/var/tmp/.report*ma non sperate di trovare qualcosa perchè nelle licenze italiane le funzionalità per infettare linux non sono state comprate.
ps. abbiamo ascoltato il traffico con wireshark ma sembra che non cerchi di andare altrove.
attendiamo 5 minuti che l'agente raccolga i dati e ce li invii ed ecco i primi risultati in una comoda dashboard:

vediamo ora una carrellata delle possibilità, possiamo navigare il file system della vittima

possiamo inserire file, eseguirli e ovviamente scaricarli

possiamo inviare comandi e riceverne i risultati

e poi ovviamente guardare tutte le prove, quindi screenshoot (con supporto OCR)

un simpatico keylogger e tutti gli eventi del mouse

le foto dalla webcam con la frequenza scelta

la lista dei siti visitati

le password salvate da firefox e chrome

ovviamente con la possibilità di filtrare il materiale con filtri di tutto rispetto

ci fermiamo qui anche se ci sarebbero tanti altri moduli da provare, i messaggi, i contatti, i wallet bitcoin, l'infezione di un'android, il network tactical injector, gli exploits....
ok, l'abbiamo installato e provato per poterlo analizzare meglio
e farci la seguente domanda: ma quanto sono sicuri questi captatori informatici?
sono veramente dei generatori di prove affidabili e veritiere come si vorrebbe sostenere?
come raccolgono le prove? proviamo ad immaginare come potremmo fare noi, prendendo a titolo di esempio i contatti skype:
i contatti skype sono presenti nel computer dentro un file
contentente una base dati.
questa base dati non è protetta
in nessun modo, ed è direttamente accessibile da chiunque,
sia da Skype che da un qualsiasi altro programma e ovviamente
anche dai captatori informatici, che vanno a cercare dentro
quella base dati la lista dei contatti e la nostra messaggistica.
dove si trova di preciso? la base dati di skype su linux si trova dentro ~/.Skype/<profiloutente>/main.db
proviamo allora a creare da noi questa base dati senza neanche avere skype installato sul computer e inserire dei contatti fittizi al suo interno. funzionerà?
falsi contatti
la base dati in questione è un sqlite, il cui schema è reperibile pubblicamente. creiamo quindi dentro la macchina della vittima una directory per ospitare il nostro finto profilo skype al cui interno inseriamo il nostro db sqlite compatibile con lo schema skype:
mkdir -p ~/.Skype/fakeprofile/ sqlite3 ~/.Skype/fakeprofile/main.db # creo i db 'Accounts' e 'Contacts' # https://github.com/suurjaak/Skyperious/blob/master/skyperious/skypedata.py#L128 # creo un account INSERT INTO Accounts (skypename, fullname, is_permanent) VALUES ('account falso', 'account falso', 1); # inserisco dei contatti a piacimento INSERT INTO Contacts (skypename, displayname, birthday, is_permanent) VALUES("contatto falso", "contatto falso",0,1); .quit
a questo punto attendiamo che il captatore raccolga le nuove prove e ....
per i siti visitati attraverso chrome/firefox e altri browser vale lo stesso discorso, perchè questi vengono salvati all'interno di una base dati simile a quella usata da skype.
anche per il microfono, la webcam, gli screenshoot del monitor e in generale per ogni tipo di dato acquisito, non solo è difficile se non impossibile dire con certezza se i dati carpiti all'insaputa dell'utente siano veritieri o meno, ma è anche relativamente semplice falsificare questi dati da parte di terzi (pensiamo ad un'applicazione su android ad esempio).
è possibile evitarlo? no.
ma quanto sono sicuri questi captatori informatici? nel proseguire il nostro studio sull'argomento, vogliamo sottolineare una questione secondo noi importante. non divulgare le falle di sicurezza dei nostri dispositivi per avere la possibilità di poterli infettare mantiene inevitabilmente meno sicuri i dispositivi di tutti, compresi quelli di chi i captatori informatici li utilizza.
abbiamo visto come sia possibile falsificare le prove prima che vengano raccolte, cerchiamo ora di capire come funziona l'invio dei dati raccolti in RCS e vediamo se è possibile inviare delle prove create ad-hoc.
reverse engeenering
ed eccoci alla parte più interessante del nostro studio (nonchè la più divertente). la descrizione del reverse engeenering che segue è molto piu' lineare di come si è svolta nella realtà, abbiamo saltato le parti noiose e ripetitive (openssl l'abbiamo ricompilato almeno 6 volte) e cercato inoltre di rendere i ragionamenti sequenziali, quando nella realtà tante scelte sono state fatte intuitivamente. siamo inoltre convinti che si poteva ottenere lo stesso risultato in altri N modi e che quello da noi usato è sicuramente molto grezzo.
innanzitutto, ipotizziamo di avere solo il binario, il malware. dobbiamo capire cosa fa e come si comporta. creiamo quindi un ambiente di studio, un container che lo isoli in un posto sicuro dove non puo' fare danni e in cui è possibile studiarne il comportamento.
noi abbiamo usato runc usando come rootfs una debian dentro una directory montata con loggedfs per controllare tutti i suoi movimenti sul file system (file creati, letti, etc...).
vediamo subito che si installa dentro/var/crash/.report*/whoopsie-reporte cerchiamo di capire di che file si tratta con un:$ file whoopsie-report whoopsie-report: ELF 64-bit LSB executable, x86-64, version 1 (GNU/Linux), statically linked, stripped`è un piccolo file statico di 77kb, un po' troppo piccolo per essere veramente statico, lo avviamo con
strace ./whoopsie-reporte notiamo infatti che cerca di aprire parecchie librerie di sistema, tra cui:
- /lib/x86_64-linux-gnu/libpthread.so.0
- /lib/x86_64-linux-gnu/libc.so.6
- /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libcurl-gnutls.so.4
- /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libcrypto.so.1.0.0
- /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libX11.so.6
e qui gia' ci sarebbe spazio per divertirsi: libX11 viene sicuramente utilizzata per fare gli screenshot dello schermo, sarebbe possibile ricompilarla per fare in modo che per alcuni programmi dei metodi tornino cose inaspettate.
ad un certo punto notiamo che vengono creati dei files dentro
/var/crash/.report*/.tmp*, sono presumibilmente le prove raccolte, anche perchè ciclicamente si moltiplicano.all'interno solo dati binari, controlliamo se sono solamente compressi, ma non ci sembra, saranno cifrati? ma come? per una cosa del genere a noi verrebbe da utilizzare le librerie standard, quindi
openssl, ma come possiamo esserne sicuri? in effetti il malware accede alibssl.
perdiamo un po' di tempo provando congdbma stufi di seguire tutti i thread, ci viene in mente di ricompilare libssl inserendo del debug che ci mostri come vengono cifrati i dati.per ricompilare un pacchetto debian seguiamo questa guida, ci armiamo di pazienza e scarichiamo il tutto.
cercando come si cifra con openssl vediamo che ci sono parecchie chiamate differenti, quindi proviamo conltrace(con strace si vedono le syscall, con ltrace le libcall) a vedere se possiamo capire quale chiamata viene usata:$ ltrace ./whoopsie-report Couldn't find .dynsym or .dynstr in "/proc/30234/exe"questo e' parecchio strano ma smanettando un po' troviamo con
stringsla seguente stringa dentro il malware:$ strings ./whoopsie-report $Info: This file is packed with the UPX executable packer http://upx.sf.net $leggiamo che upx è un packer che comprime binari, installiamo quindi
upx-ucle proviamo unupx-ucl -d whoopsie-reportper fare il processo inverso e decomprimere il binario:File size Ratio Format Name -------------------- ------ ----------- ----------- 261044 <- 77972 29.87% linux/ElfAMD whoopsie-reportora abbiamo il binario "in chiaro" e riprovando con ltrace (qui siamo passati dentro una macchina virtuale con VirtualBox perchè dentro runc si bloccava per qualche motivo) otteniamo le chiamate usate dal malware, in particolare nel nostro interesse ricadono le seguenti:
dlsym(0x122f4c0, "EVP_get_cipherbyname")dlsym(0x122f4c0, "BIO_set_cipher")a questo punto cerchiamo quei metodi nei sorgenti di libssl e troviamo la prima chiamata in
crypto/evp/names.clinea 112 a cui aggiungiamo questo debug che scrive il cifrario usato dentro un fileconst EVP_CIPHER *EVP_get_cipherbyname(const char *name) { const EVP_CIPHER *cp; // DEBUG: scrivo il cifrario utilizzato dentro un file FILE *f; f = fopen("/tmp/debug_ciphername", "w"); // <- qui trovo il cifrario fprintf(f, "%s", name); fclose(f); cp = (const EVP_CIPHER *)OBJ_NAME_get(name, OBJ_NAME_TYPE_CIPHER_METH); return (cp); }e la seconda chiamata in
crypto/evp/bio_enc.ce anche qui aggiungiamo del debug:void BIO_set_cipher(BIO *b, const EVP_CIPHER *c, const unsigned char *k, const unsigned char *i, int e) { BIO_ENC_CTX *ctx; // DEBUG: scrivo i parametri del cifrario su file FILE *f; f = fopen("/tmp/debug_cipher", "a+"); fprintf(f, "\n----\n"); fprintf(f, "block_size: %d, key_len: %d, iv_len: %d\nkey: ", c->block_size, c->key_len, c->iv_len); for(int co=0; co<c->key_len; co++) { fprintf(f, "%02X",k[co]); } fprintf(f,"\n\niv: "); for(int co=0; co<c->iv_len; co++) { fprintf(f, "%02X", i[co]); } fprintf(f,"\n\n"); fclose(f); ....ricompiliamo le librerie, installiamo e rilanciamo il malware. dentro
/tmptroviamo ora il cifrario usato dal malware e la chiave:$ cat /tmp/debug_ciphername aes-128-cbc $ cat /tmp/debug_cipher ---- block_size: 16, key_len: 16, iv_len: 16 key: 692CC9D0DC834E4663EF389470E445B4 iv: 00000000000000000000000000000000(= a questo punto proviamo a decifrare i file salvati su disco dal malware, lo scopo è ovviamente tentare di scriverne noi uno ad-hoc, con la chiave a disposizione dovrebbe essere facile, invece perdiamo un sacco di tempo a capire come mai non riusciamo a decifrare la prima parte del file. pensavamo fosse legato al vettore di inizializzazione e invece nel file c'e' un header di qualche tipo, ovvero il blocco cifrato non comincia all'inizio (questo però ovviamente openssl non lo dice). il punto è che la lunghezza del testo cifrato ogni tanto non è un multiplo del BLOCK_SIZE del cifrario a blocchi usato, il che significa che c'è qualcosa che non dovrebbe esserci. abbiamo provato prima manualmente ad eliminare un po' di bytes prima di tentare il decrypt ed effettivamente ha funzionato:
#!/usr/bin/python from Crypto.Cipher import AES import sys key = "692cc9d0dc834e4663ef389470e445b4" IV = "00000000000000000000000000000000" encrypted = open(sys.argv[1]).read() x = 16 - len(encrypted)%16 if len(encrypted)%16 else 0 x += 16*int(sys.argv[2]) encrypted = encrypted[x:] aes = AES.new(key.decode('hex'), AES.MODE_CBC, IV.decode('hex')) print aes.decrypt(encrypted) $ chmod +x test.py $ ./test.py .tmp-1491179387-220638-SJBo7P 10 > image.jpgil file in questione (il .tmp-149..) è stato selezionato perchè dalle dimensioni poteva sembrare un'immagine, inoltre decifrandolo inizialmente c'erano stringhe che riconducevano al formato JPG (ma non trovavamo il magic byte DD F8!). quel 10 invece indica che prima dell'inizio dell'immagine all'interno del file salvato su disco, ci sono ben 160 bytes di header. il prossimo passo è cercare di scrivere noi l'immagine dentro uno dei file, quindi apriamo con
gimpl'immagine estratta in precedenza (quindi con il vero screenshot) in modo da mantenerne le proprietà (colori, dimensioni, ecc.) e sostituirla dentro il file di cui sopra.#!/usr/bin/python from Crypto.Cipher import AES import sys key = "692cc9d0dc834e4663ef389470e445b4" IV = "00000000000000000000000000000000" original_header = open(sys.argv[1]).read()[:168] new_image = open('.tmp-1491179387-220638-SJBo7P','w') # mantengo l'header come era prima senza indagare oltre new_image.write(original_header) fake_image = open(sys.argv[2]).read() # padding x = 16 - len(fake_image)%16 if len(fake_image)%16 else 0 fake_image += x*"\0" # cifro l'immagine fake e la scrivo sul nuovo file aes = AES.new(key.decode('hex'), AES.MODE_CBC, IV.decode('hex')) new_image.write(aes.encrypt(fake_image)) new_image.close()
ora basta solo aspettare e....
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https://autistici.org/underscore
questo scritto è lungo, confuso e denso di appunti, link e domande, se avete il caffè sul fuoco, toglietelo. è stato un lavoro sudato, speriamo vi piaccia.
parliamo di captatori informatici, sicurezza offensiva e il tentativo di normare questi trojan di stato.
siccome ci piace toccare con mano gli oggetti dei nostri ragionamenti, ci siamo procurati uno di questi "captatori informatici" e ne abbiamo documentato il setup per chi volesse sporcarsi le mani con noi.
successivamente abbiamo volontariamente infettato un dispositivo con il malware per vederne il funzionamento da vicino, quali funzionalità presenta e quali difetti.
in ultimo, dal momento che nel tentativo di normare questi pericolosi strumenti leggiamo della "necessità di forti garanzie per essere inattacabile sul piano della veridicità dei dati acquisiti", abbiamo provato a generare delle prove non valide per capire quanto sono affidabili questi captatori.
la conclusione a cui siamo giunti è che non esiste modo di garantire tecnicamente che le prove raccolte siano veritiere.
abbiamo documentato tutto in questo dettagliato post, qui invece ci proponiamo di fare un'analisi alle proposte di normare questi captatori informatici.
la concreta minaccia dell'abuso di questo potente strumento ci muove a far luce su questa fumosa questione.
non siamo giuristi ma ci sembra che i captatori informatici siano già normati, il reato lo conosciamo bene noi acari, il 615-ter c.p. "accesso abusivo ad un sistema informatico" che presenta anche un comma specifico se il reato è commesso da un pubblico ufficiale. il fatto che questi strumenti siano, però, quotidianamente usati dalle forze di polizia come strumento di indagine e che nessuno stia storcendo il naso per questo, è la dimostrazione di come la legge sia un'ottimo strumento repressivo ma non funzioni un granchè come strumento di giustizia sociale. quale procura potrebbe indagare sui suoi stessi strumenti di indagine?
quello che ci proponiamo di fare per il futuro è cercare di evitare che i nostri (e i vostri) dispositivi ci spiino. vogliamo inoltre diffondere delle buone pratiche di sicurezza per evitare di farsi infettare da questi e altri trojan: avremo sicuramente bisogno di aiuto perchè sappiamo che non sarà affatto semplice.
come si giustifica l'uso di un carro armato? basta parlare di terrorismo, di pedofilia? è sufficiente parlare male di un parlamentare? o magari opporsi alla costruzione di una grande opera? non ci sentiamo per niente tutelati dal decreto di legge presentato dai civici e innovatori (ddl quintarelli) dalla quale emergono moltissime criticità; ci siamo soffermati sulla "disciplinare tecnico operativa"
la tesi di fondo del documento è quella di fare un paragone tra le funzionalità del captatore e le corrispondenti azioni di polizia giudiziaria già attualmente normate, per esempio paragonando pedinamento reale e intercettazione dati di posizionamento, o sequestro reale con acquisizione file da dispositivo.
l'equiparazione tra le modalità classiche e quelle implementate dal captatore ci sembra assurdo da ogni punto di vista e per qualunque tipologia di azione giudiziaria considerata:
paragonare un sequestro all'acquisizione remota di file sul dispositivo è ridicolo. durante un sequestro c'è la presenza dell'indagato che può verificare quello che accade, può richiedere la presenza di un legale e gli viene rilasciata una lista del materiale sequestrato. non riusciamo ad immaginarci come questo sia possibile tramite un sequestro da remoto tramite captatore.
il sequestro reale è teso a togliere la disponibilità di un oggetto, una pistola ad esempio. il captatore non toglie la disponibilità dell'oggetto del sequestro, perchè non è quello il suo scopo.
paragonare il tracciamento gps ad un pedinamento è ridicolo. avere i dati digitalizzati e facilmente analizzabili da algoritmi invasivi non è paragonabile ad un pedinamento, la qualità del dato è proprio di un altro livello.
ma soprattutto c'è una questione quantitativa e di costi: fare un pedinamento dalle scrivanie della questura verso 1000 persone non ha lo stesso costo che farlo per davvero, è evidente che se fino a ieri pedinare gli indagati richiedeva un certo dispiegamento di forze e denaro, con l'utilizzo di un captatore il tutto si riduce a premere qualche tasto su un'interfaccia punta e clicca. la conseguenza di questo è abbastanza ovvia. immaginare l'equivalenza delle due situazioni è ridicolo.
si parte poi dal presupposto che un dispositivo sia di un indagato, mentre non è sempre vero. prendiamo come esempio tutti i dispositivi "pubblici", gli internet point, le biblioteche, le università. leggendo le mail da un internet point usato da un indagato prima di noi (e quindi su un computer infetto) le stesse finirebbero in questura. comprando un dispositivo usato, le nostre mail finirebbero in questura.
c'è inoltre un problema temporale. all'avvio di un'intercettazione telefonica classica, gli sms intercettati partono appunto da un giorno e l'intercettazione ha poi un limite di tempo per ovvi motivi. il trojan invece può leggere i dati senza limiti temporali, inviando tutte le conversazioni avvenute sul tuo dispositivo dall'inizio dei tempi (perchè sono tutte salvate lì).
durante un pedinamento c'è la garanzia (a meno di assumere un sosia?) che la posizione sia quella effettiva dell'indagato. il dispositivo invece potrebbe non viaggiare con l'indagato, potrebbe essere stato rubato o potrebbe essere stato lasciato sul sedile di un taxi. insomma il dispositivo dell'indagato non è l'indagato.
credere, come si legge nel documento, che l'installazione di un captatore non abbassi il livello di sicurezza dei dispositivi su cui è installato è ridicolo, l'idea del captatore si basa proprio sul fatto di lasciare aperte delle falle di sicurezza e quindi di mantenere appositamente insicuri i dispositivi di tutti, per avere la possibilità di poterli infettare.
certificare la non modificabilità delle prove acquisite ci sembra impossibile da ottenere e l'abbiamo provato in due modi diversi. inoltre come è possibile certificare che il produttore non sia stato compromesso? come è possibile certificare che nella imponente architettura non ci sia una backdoor? no, non è possibile farlo.
e ancora, ci sembra paradossale che lo stato utilizzi armi digitali acquistate su un mercato opaco e poco trasparente come quello degli zero day.
durante gli esperimenti abbiamo notato che gli input di questi oggetti vengono considerati trusted (cioè non modificabili dall'utente), cosa ovviamente non vera. cosa succede se un contatto skype si chiama AAAA' DROP ALL TABLES--? e se è lungo 10mila caratteri? e se al posto di un'immagine mettiamo qualcosa di altro e il captatore si rompe? (si, si rompe male). come la legge vedrebbe un comportamento simile? legittima difesa? occultamento di prove?
per noi questi oggetti non sono normabili. per noi c'è un pericolo insito nell'azione segreta
di una parte dell'apparato dello stato sul cittadino e questo pericolo sovrasta ogni altro
pericolo.
punto.
vogliamo sapere non solo le statistiche di esportazione di questi strumenti (come richiesto di recente dal centro hermes al ministero dello sviluppo economico), ma soprattutto come e quanto vengono utilizzate in italia oggi queste tecnologie di sorveglianza, che si chiamino imsi catcher o trojan di stato. se qualcuno vuole comunicarcelo, ci scriva una mail.
Underscore _TO* Hacklab // underscore chiocciola autistici.org
Key fingerprint = 5DAC 477D 5441 B7A1 5ACB F680 BBEB 4DD3 9AC6 CCA9
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Vi invitiamo questo sabato 25 febbraio dalle 16 al Salone Polivalente di Bussoleno per un evento preparatorio ad Hackmeeting 0x14 (che ricordiamo quest'anno si terrá qui vicino in Val Susa, in particolare a Venaus, dal 15 al 18 giugno).
Ci sará il collettivo Ippolita che parlerá di social network e tecnologie del dominio, a seguire un avvocato fará una panoramica sull'utilizzo dei captatori informatici, mentre noi come _TO hacklab mostreremo nella pratica l'utilizzo di un captatore informatico.
A seguire domande, chiacchiere e condivisione di idee in preparazione di Hackmeeting.
![]()
Vi aspettiamo
Il 21 Gennaio dalle 16 saremo al Gabrio (via Millio 42) per il warmup di Hackmeeting 0x14 (che quest'anno si terrà in Val Susa) e faremo due chiacchiere su hackmeeting e trojan di stato con il collettivo tracciabi.li.

Volevamo un hacklab più aperto, ma non in questo senso.

Durante la perquisizione al CSOA Gabrio di ieri le divise blu hanno deciso di accanirsi anche contro _TO*hacklab, tentando di forzare la porta blindata per poi distruggere il muro a fianco, entrare e constatare che quello spazio era un'officina per computer come effettivamente poteva sembrare dalla breccia nella finestra.
Per giustificare l'impegno speso nel distruggere questo muro è stata staccata la spina all'armadio hub/gateway; come conseguenza un alimentatore si è sentito male ed è stato soccorso nelle ore successive, quando tutto è tornato operativo.
Ci fa sorridere la miseria di queste indagini e di questi piccoli personaggi ancora a cavalcare un modello proibizionista che nessuno più intende perseguire perché ampiamente fallimentare, decidendo di colpire una delle poche esperienze di autoproduzione nello stesso giorno in cui un magistrato di rilevo occupa le prime pagine dei quotidiani schierandosi a favore della legalizzazione.
Siamo solidali con i due compagni colpiti dalla repressione, continueremo ad essere complici del CSOA Gabrio nell'antiproibizionismo come nelle diverse lotte.
_TO*hacklab
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Stiamo ricostruendo l'hacklab (e il sito, e tutto quanto). Se vuoi darci una mano ci trovi al primo piano del CSOA Gabrio, in Via F. Millio 42 a Torino. Non c'è (ancora) un orario stabilito, la cosa migliore è contattarci con una mail a underscore[at]autistici[dot]org . A presto!